
Subject:
AU
non tutti umani
Warnings for: no.
Rating:
NC17
Genere: Romance.
Lunghezza:
16
capitoli
Summary: Dawn è regina
di un regno lontano, e viene rapita. Buffy (richiamata dal mondo reale per
tornare nel mondo fantastico, dopo esserle stata cancellata la memoria) viene
reclutata assieme a Xander, Willow, Drusilla e Kendra per ritrovarla. Spike
è loro nemico, ma...
Prologo
Una ragazzina dai lunghi capelli castani e un lungo vestito bianco siede su
quello che sembra un trono di cristallo. È preoccupata, glielo si legge
in viso. Stringe nervosamente i braccioli. Rivolge lo sguardo al vuoto, pensierosa.
Intorno a lei si allunga una sala con ampie pareti di cristallo, tappezzate
da arazzi e stendardi, probabilmente della sua antica casata . I pavimenti,
anch’essi di finissimo cristallo, sono coperti da sontuosi tappeti.
Una grande finestra si apre davanti al trono, qualche metro più in
là, e la ragazza la fissa accigliata. Fuori c’è un gran
trambusto. Il baccano riesce a filtrare all’interno della sala, facendo
scattare in piedi la giovane, che inizia a camminare avanti e indietro.
Le porte della sala si aprono, e una strana creatura che assomiglia vagamente
a un elfo entra e si inginocchia.
“Finalmente!” esclama la ragazza. “Cosa sta succedendo??
Parla, Alastor, per l’amor del cielo!!”
“Maestà... La situazione non è delle migliori. I Guardiani
hanno riportato delle gravi ferite e la difesa sta ripiegando verso il castello.”
La ragazza impallidisce.
“Perderemo... Non è così?” domanda, appoggiandosi
al trono per non cadere a terra.
“Temo di sì, mia Signora.” risponde l’elfo a capo
basso.
“Quanto tempo ci rimane?”
“Non molto...”
“Sarà sufficiente... Chiama a raccolta un numero considerevole
di soldati e fai portare qui i Guardiani. Il più velocemente possibile
Alastor... Forse c’è ancora una possibilità...”
afferma determinata.
L’elfo ritorna pochi minuti dopo con cinque corpi ridotti male trasportati
da un gruppo di strane creature, un misto tra elfi e centauri. La regina ha
un attimo di esitazione, dopodiché assume un’aria determinata.
Stendendo con un gesto deciso il braccio destro, la parete destra si apre,
rivelando cinque fori, grandi abbastanza per far passare una persona.
“Presto, infilateli lì!” dice concitata alle strane creature
che obbediscono. “Miei Guardiani,” dice avvicinandosi ai fori.
“sono fiera di voi. Avete fatto del vostro meglio, lo so. Ora siete
l’unica speranza del regno ed è per questo che vi Teletrasporto.
So che tornerete e combatterete per la vostra patria… Abbiate cura di
voi...” con un altro suo gesto richiude la parete, mormora qualche parola
incomprensibile e cinque luci brillanti si disperdono per lo spazio, in direzioni
differenti.
Da una nicchia nascosta nella parete estrae quelli che sembrano cinque cristalli
di cinque colori diversi. Si concentra a fondo e quelli spariscono dalle sue
mani, diffondendo luci colorate tutt’intorno.
“Alastor...”dice improvvisamente guardando l’elfo. “Mio
fedele amico... Passa per la botola e trova Angelus. Spiegagli la situazione,
lui sa cosa deve fare...”
“Certo, sua maestà.” E così si dilegua velocemente.
La regina si siede sul trono con un tonfo, sospirando.
“E adesso attendiamo...”. La sua attesa non dura a lungo. Poco
dopo le porte della sala cristallina vengono sfondate facendo un gran botto.
Un losco figuro con un grande mantello nero e una maschera dello stesso colore
entra nella stanza, seguito da una donna dai lunghi capelli neri e una corona
in testa. Lei guarda con un’espressione di scherno la ragazza e appoggia
la testa alla spalla dell’uomo mascherato.
“Toc toc... Possiamo entrare?” dice lui in tono ironico. La ragazza
si limita a stringere ancora di più i braccioli del suo trono. Non
ha via di fuga, e lo sa. “Non si salutano.... i vecchi amici?”
chiede con una voce ancora più roca.
“Che diavolo volete? Uscite immediatamente dal mio palazzo!” dice
con voce tremante la principessa.
“Sai, non credo che tu sia nella posizione di ordinare proprio un bel
niente...” dice la donna dai lunghi capelli neri, che finora era stata
zitta. L’uomo col mantello se la scrolla dalla spalla e va verso il
trono. Appoggia le mani sui braccioli e si china verso la regina.
“Consegnaci il tuo regno senza fare storie e non ti sarà fatto
alcun male...” dice dolcemente. Cosa alquanto strana visto il suo aspetto
inquietante e la sua voce.
“Mai.” Risponde lei aspra. I suoi occhi si rimpiccioliscono fino
a diventare delle fessure e guarda con profondo disprezzo l’uomo. Lui
ride sguaiatamente.
“Piccola coraggiosa regina Dawn... Non ti servirà a nulla resistere.
Dimmi dov’è...” Con una mano guantata le accarezza il volto,
poi allunga le labbra verso di lei, Dawn gira la testa disgustata. “Bene,”
dice lui tirandola per un braccio e costringendola così ad alzarsi.
“vorrà dire che alloggerai nelle segrete del mio castello per
un bel po’.”
“Il MIO castello...” sottolinea la mora, ma nessuno le presta
attenzione.
“Non ti servirà a nulla... Non potrai mai avere il mio regno
senza...” dice lei in tono di sfida.
Poi si dimena, combatte, riesce anche a svincolarsi dalla presa, ma la ragazza
con i capelli neri le si para davanti e le molla un ceffone tale da mandarla
a terra. Dawn si volta verso di me e sussurra:
“Ho bisogno di te....”
Con un sussulto mi sveglio e mi metto a sedere sul mio letto. È stato
solo un sogno... Mi asciugo la fronte, madida di sudore. Eppure era così
reale...... E familiare....
Un bagliore verde attira il mio sguardo dal dorso della mia mano. E io non
posso fare a meno di cacciare un urlo.
Capitolo 1
Guardo sconvolta il dorso della mia mano. Prima non c’era, ne sono sicura.
Non è certo una cosa che passa inosservata! Accendo la luce per vedere
meglio. Il terrore ora si è trasformato in curiosità. Mia madre
fa improvvisamente irruzione nella camera per vedere cosa è successo,
è spaventata. Io nascondo velocemente la mano sotto le coperte.
“Buffy...” dice correndo al mio capezzale dopo una rapida occhiata
intorno, probabilmente pensava che fosse entrato un ladro. “Va tutto
bene?” la sua voce è dolce e carica di preoccupazione.
“Sì, mamma...” abbozzo un sorriso, non molto convincente
visto che è ancora in pensiero. “E’ stato solo un incubo…
un brutto incubo.” mi accarezza il viso dolcemente.
“Vuoi che ti prepari una tazza di thè o di latte? Così
ti calmi.” scuoto la testa.
“Va tutto bene, non preoccuparti.” sembra credere alla mia scusa
e se ne va augurandomi buona notte.
Quando sento la porta di camera sua richiudersi, torno a guardarmi la mano.
La sfioro leggermente. La cosa è liscia e fredda e occupa quasi tutto
il dorso della mia mano destra. La schiaccio, e scopro che è ben fissata.
Ha l’aspetto di un grosso smeraldo verde conficcato nella mia pelle
a fondo. Eppure non fa male. E scintilla in maniera sinistra. Dev’essere
un incubo, mi ripeto. Come diavolo ci è finita lì??? Forse c’entra
con il sogno...E’ inutile arrovellarsi in fondo. Non ho risposte.
Poi mi viene un’idea. Apro il cassetto della scrivania e estraggo il
taglierino. Deglutisco a fatica. Forse farà male, ma non posso di sicuro
girare con questa cosa sulla mano. Avvicino la lama al bordo della pietra
per cercare di toglierla, ma una luce verde respinge indietro l’altra
mia mano, mancando di pochi millimetri la mia faccia. Non ha fatto male però,
è stato come incontrare uno scudo impenetrabile. Di luce. E verde.
Non ci vuole un genio per capire che dev’essere una pietra magica. E’
tutto stranissimo, mi sembra di essere stata catapultata in una specie di
libro di fantascienza. Non ci posso davvero credere, è surreale! Non
so davvero cosa fare. So solo cosa NON devo fare, ovvero raccontare tutto
a mia madre. Non capirebbe. E si preoccuperebbe per niente. Non mi sembra
pericolosa, o almeno, finora non lo si è dimostrata. Decido di bendarla
stretta per sicurezza, giusto per accertarmi che non emetta strani bagliori
durante la notte. Dio santo, è tutto così irreale. Sento una
strana sensazione di estraniamento, come se mi guardassi dall’esterno.
Forse se mi metto a dormire domattina scoprirò che è stato tutto
un incubo. Spengo la luce e, confortata dai miei trofei che ammiccano amichevolmente
dalle mensole di fronte al mio letto, mi addormento, senza sognare nulla,
con mio grande sollievo. Niente più regine per me, stanotte.
La mattina dopo sono uno zombie, mi sento stanchissima pur avendo riposato.
La prima cosa che faccio appena apro gli occhi è guardare la mano ma...
nulla da fare, la benda è ancora lì. E sotto c’è
sempre lo strano smeraldo. Scendo a fare colazione, in silenzio, cercando
di ignorare le allegre chiacchiere di mia madre, che cerca di tirarmi su di
morale. E’ inutile. Quando mi ha chiesto come stavo... beh, è
stato piuttosto difficile rispondere bene, soprattutto perché non so
nemmeno io come mi sento. E nemmeno come dovrei sentirmi. Vivo in una specie
di stato d’incoscienza. Però sono più tranquilla di ieri
sera, e questo è un bene.
In camera mi vesto con una maglietta nera e un paio di pantaloni neri in pelle,
come il mio umore, oscillante dal nero al grigio. Uno spasso insomma. Prendo
un paio di guanti senza dita, in pelle nera, per quello ho scelto i pantaloni
in pelle. Grazie al cielo non ho educazione fisica...
I capelli mi ricadono lisci come spaghetti fino a metà petto. Decido
di farmi una coda sopra la nuca dopo averli pettinati.
Giubbetto in pelle nera attillato e un tocco di lucidalabbra: davvero niente
male come risultato. Il tutto mi fa sembrare più grande di almeno due
anni, così ora sembro una diciottenne in piena regola. Di solito non
mi vesto così, questo è più lo stile di Kendra, la mia
migliore amica, non il mio, ma oggi è un caso particolare. E molto
anche.
Potrei anche ripetere l’esperienza però... Modestamente, sto
troppo bene così. Ad Angel verrà un colpo. E io non vedo l’ora.
Sgattaiolo via urlando velocemente un saluto a mia madre, se mi vedesse così
verrebbe un colpo anche a lei.
A
scuola evito Kendra per tutto la mattinata, abbiamo corsi separati stamattina.
A pranzo però mi ritrova. Peccato. Non che non gradisca la sua compagnia,
ma potrebbe capire che c’è qualcosa che non va.
“Hey Buffy! Che fine avevi fatto stamattina? Ti ho cercata in lungo
e in largo, ma nulla...” mi fingo indifferente, come se andasse tutto
bene, che altro posso fare?
“Dovevo controllare un compito con una mia compagna stamattina...”mi
interrompo. Kendra mi guarda curiosa. Oddio, che abbia capito?
“Bello stile...” scherza.
“Molto simile al tuo...” scherzo anche io cercando di essere il
più normale possibile.
“Vero. Per questo sono stupita....”
“Avevo voglia di cambiare...” mento. Lei mi scocca un’occhiata
ironica.
“Non c’entra per caso un certo Angel?” arrossisco. Colpita
e affondata. Anche se non è lui il motivo principale della mia trasformazione.
“Beh, in effetti volevo vedere se così mi notava... Passo sempre
inosservata davanti ai suoi occhi...” dico imbarazzata.
“Non è vero, ti guarda eccome. Lo vedo che vi divorate a vicenda.”
dice torturando distrattamente il suo panino.
“No, non ci credo, non Angel. E’ così timido... Probabilmente
non si è ancora ambientato bene. In fondo è solo una settimana
che è qui...”
“Un tempo decisamente sufficiente per farsi nuovi amici... Secondo me
è troppo musone per fare amicizia con gli altri, che lo snobbano alla
grande.” le scocco un’occhiata di rimprovero. Non lo conosce abbastanza
per criticarlo. “Secondo te avrà mai fatto un sorriso in vita
sua?” ecco, ora sta cercando di provocarmi. Vuole che io mi arrabbi
per sondare quanto mi piace. L’accontento e metto un finto broncio.
Sinceramente, non so nemmeno io se mi piace abbastanza da difenderlo. Però
è carino. E quando è nei paraggi io divento inspiegabilmente
nervosa.
“Hai gli allenamenti di kick boxing dopo la scuola?” chiede per
cambiare argomento e evitare di farmi innervosire.
“Si, dopo biologia. Non vedo l’ora di scaricarmi un po’
i nervi...” ed è vero, il kick boxing è l’unica
cosa che riesce a non farmi pensare. Diventa tutto più leggero mentre
sono in palestra a malmenare un saccone da boxe o quando malmeno un avversario
in carne e ossa. Lo pratico da anni, addirittura da quando avevo sei anni.
All’età non mi piaceva tanto, solo che tutti dicevano che ero
talmente portata... E io non volevo deluderli. Due anni dopo i miei si sono
separati, e allora è diventato essenziale. Ho superato il dolore, grazie
a quello, e anche grazie a Kendra. Mi sono tuffata negli allenamenti a capofitto
e sono migliorata moltissimo.
Da quattro anni a questa parte partecipo alle competizioni. Ne ho vinte parecchie.
Anche contro ragazzi grossi il triplo di me. Mi chiamano “Sterminator”,
soprannome non molto originale, ma indicativo. Girano molte storie sulla mia
innata cattiveria e sulla mia forza. Ne ho sentite un paio, per sbaglio, e
a quanto pare è tutto vero.
“Ti aspetto o credi di metterci molto?” chiede interrompendo i
miei pensieri.
“No, non ce n’è bisogno. Credo che ne avrò per molto
oggi.” È davvero premurosa con me, come sempre, ma oggi non sono
dell’umore. Devo parlarne con qualcuno, ma con chi? Chi non rimarrebbe
inorridito vedendo la mia mano? Se fosse la mia migliore amica a inorridire
ne rimarrei distrutta.. Impazzirò se continuo così....
“Ok. Ma sei sicura di stare bene? Mi sembri stranissima.” quanto
vorrei potertelo dire, ma non posso.
“Sono solo un po’ stanca...”
Alla fine del pranzo ci separiamo. Mentre Kendra va a letteratura, io vado
a biologia, sperando che la lezione duri poco.
Capitolo 2
L’allenamento è stato davvero molto faticoso, sono esausta e
completamente svuotata: proprio come volevo. Fuori sono già calate
le tenebre. Mi avvio a passo svelto verso casa mia. Ad un certo punto, dietro
di me, sento dei passi. Io accelero, e quelli fanno lo stesso. Non ho paura,
probabilmente con un calcio farei saltare parecchi denti al mio aggressore,
eppure è sempre meglio essere prudenti. Proteggersi, sempre, è
questa la regola. Sia nella vita che nel kick boxing.
Mi giro di scatto, per sorprendere il mio aggressore, che è Angel.
“Angel!” dico stupita. “Sei tu! Mi hai fatto prendere un
colpo!” La sua espressione è indecifrabile. Perchè non
riesco mai a capire quello che pensa? E’ sempre così misterioso...
“Scusa… Volevo fermarti, ma non sapevo come fare..” dice
timido.
“Forse chiamandomi?” sorrido. “Non importa comunque, ma
la prossima volta non seguirmi più... Poteva essere pericoloso.”
Lui annuisce. “Di cosa volevi parlarmi?” Immagino che avrà
avuto un motivo per inseguirmi.
“Nulla. Volevo solo scambiare quattro chiacchiere con te...” Eh
sì, è proprio un timidone... “Posso riaccompagnarti a
casa?”
“Certo..” gli dico facendogli un altro gran sorriso. Ci incamminiamo
insieme verso casa mia.
“Allora, come stai? Tutto a posto?” da come l’ha detto,
la domanda mi sembra molto strana.
“Insomma.. Ci sono stati momenti peggiori. E tu?”
“Tutto a posto. Senti... Mi chiedevo... Domani sera hai qualcosa da
fare?” strano che non si sia bloccato mentre lo diceva...
“Oh, non saprei... Devo controllare l’agenda...” eh eh eh,
con questa frase l’avrò impressionato. Almeno spero… “Ma
credo di essere libera...” meglio mettere le mani avanti. Non vorrei
che pensasse che ho la puzza sotto il naso o, peggio, che non voglio uscire
con lui.
“Perfetto. Passo a prenderti a casa tua alle sette?” domanda velocemente
“Ok, fantastico...” gli mostro il mio sorriso più dolce
per impressionarlo il più possibile.
Wow,
senza nemmeno accorgerci siamo arrivati a casa mia. È proprio vero
che il tempo vola.... Oltretutto per dieci paradisiaci minuti non ho pensato
alla mia strana mano.
Ci fermiamo davanti a casa mia guardandoci indecisi.
“Beh, allora a domani....” fa un cenno di saluto, a cui rispondo
con un sorriso lieve, e si incammina solitario per Revello Drive.
Questa la devo proprio raccontare a Kendra! Mi fiondo in casa urlando un saluto
distratto a mia madre e mi lancio a tutta velocità verso il telefono
della mia camera. Devo stare attenta ... se vedesse com’è uscita
di casa la sua dolce figlioletta questa mattina …
Chiudo a chiave la porta e mi cambio velocemente. Mi lancio sul letto e compongo
il numero di casa di Kendra, sono rapidissima, ormai lo conosco a memoria.
“Pronto?” è lei, la sua voce è inconfondibile.
“Ciao Ken! Non indovinerai mai cosa mi è successo mentre tornavo
a casa!” dico sghignazzando.
“Una cosa piacevole a giudicare dal tuo tono di voce.... C’entra
forse Mister Musone?” possibile che per Kendra io sia così trasparente?
“Uffa, non c’è gusto così!” metto il broncio,
e probabilmente lei lo sente persino dall’altro capo del telefono perché
sghignazza.
“Ti conosco troppo bene, non puoi fare certi giochetti con me...”
attimo di silenzio. “Allora? Mi dici cosa è successo o devo tirare
a indovinare?”
“No, mi abbatterei. Angel mi ha chiesto di uscire!!! Ma te ne rendi
conto???” ok, sto urlando, ma che ci posso fare se sono felice?
“Oddio Buffy, è una notizia bomba! E chi se lo aspettava che
quello sapesse parlare??” sbuffo.
“Smettila... A me piace...” piagnucolo.
“Ok, ok, hai vinto tu. Armistizio. Ma solo fino a domani!” e sghignazza
di nuovo. Eccola, lo sapevo.
“Sempre la solita... ‘Notte Ken.. Ci vediamo domani!”
“Ehi, guarda che domani voglio un resoconto aggiornato di oggi! Voglio
vedere dalla prima all’ultima espressione facciale! Anche se probabilmente
saranno tutte uguali...” aggiunge con una piccola punta di sarcasmo.
“Ok, contaci.” dico conciliante.
“’Notte bella.. A domani!” riaggancio il telefono. Non mi
sembra ancora vero. Domani sera esco con Angel!!
Mia madre urla dal piano di sotto che la cena è pronta. Scendo saltellando,
quasi le viene un infarto quando, prima di sedermi a tavola, le schiocco un
bacio sulla fronte.
“Mmmmh... Cos’è tutta questa felicità?” chiede
sospettosa.
“Uh, niente..” cerco di concentrarmi sul mio piatto di pasta e
far sparire il sorriso a trentadue denti che sto facendo contro la mia volontà.
“C’entra forse il ragazzo di prima?” ma cavolo, sono così
scontata??
“Quale ragazzo?” bella scusa Buffy, complimenti davvero... Molto
originale.
“Quello di prima. Una madre le vede certe cose.... Contrariamente a
quello che pensi, non sono nata ieri.” Ora gliela devo proprio raccontare
la verità...
“Beh, domani sera esco con Angel.”
“E che tipo è?” il solito interrogatorio. Farebbe prima
a chiedermi: è un potenziale assassino o maniaco? Risparmierebbe del
tempo. Davvero.
“È un bravo ragazzo, mamma. È simpatico, un po’
timido e misterioso.”
“Il classico bel tenebroso insomma.”
“Se proprio vuoi definirlo così.....” non è una
buona premessa <<bel tenebroso>>.
“E dove ti porta?” il terzo grado inizia a darmi sui nervi.
“Sorpresa!” dico cercando di trattenere la rabbia. Finisco di
mangiare in fretta e poi scappo in camera mia. Poi si chiede perché
non mi piace parlare con lei … E’ ossessiva, troppo.
Per fortuna a cena la mamma non ha fatto tanto caso al guanto. Me lo sfilo.
È sempre lì lo strano smeraldo. Lo accarezzo e nel momento in
cui lo tocco sento fluirmi una strana energia nel corpo, un’antica energia.
Anche se non so nemmeno io cosa possa essere. Sento solo il potere, un potere
che arriva da molto lontano, in tutti i sensi.
Ogni tanto mi torna in mente la strana ragazzina che ho sognato. Che c’entri
qualcosa con tutto questo? Mi sembra di esplodere... Così tanti pensieri.......
Troppi, per una sola persona.
Improvvisamente collego due cose che finora avevo tenuto completamente divise:
la mano destra e Angel. Dannazione! E adesso come me la cavo?? Cosa succede
se devo togliermi il guanto per forza? Come spiegherei la presenza di questa
strana cosa a tutto il resto del mondo?? E soprattutto, come farei a spiegarla
a Angel??
Temo che dovrò puntare ancora sul look total dark. Anche se non mi
va molto a genio, in fondo è solo grazie a quello se Angel ha finalmente
capito che io esisto. Qui urge un consulto. Ma con chi potrei parlarne? Chi
non scapperebbe urlando anche solo guardando la mia mano?
Mia madre? Decisamente da escludere.
Angel? Peggio che peggio.
Kendra? È davvero una bella incognita. Lei è la mia migliore
amica, è un’amica vera, lo so. Però mi rimane sempre il
dubbio che non possa comprendere. Se dovessi allontanarla a quel punto sarei
davvero sola. Eppure ho sempre avuto fiducia in lei, perché dovrebbe
abbandonarmi proprio ora? È la solita situazione d’emergenza......
Ok, è una balla. Mi sembra fin troppo chiaro che questa è una
situazione d’emergenza al di fuori del normale.
Ok, ho preso la mia decisione. Domani ne parlerò con Kendra. Ho deciso
di riporre tutta la mia fiducia in lei. Spero non mi deluda...
Capitolo 3
Il venerdì è sicuramente il mio giorno preferito: è l’ultimo
giorno di scuola della settimana e offre fantasie niente male sul week-end
che sta per arrivare. Le mie fantasie oggi però sono tutt’altro
che incentrate sul week-end, penso a stasera, a Angel e anche a Kendra.
Ancora look dark per me oggi: mano bendata e guanti senza dita in pelle (devo
ammetterlo, ormai mi ci sono affezionata), jeans neri, maglietta grigia e
giubbetto in jeans nero, pure quello. I capelli li raccolgo in una treccia,
lasciando i due ciuffi davanti liberi di svolazzare.
Sono un po’ agitata, così non faccio nemmeno colazione. La strada
la faccio in un batter d’occhio, correndo, forse così riesco
a guadagnare qualche minuto extra...
Arrivata a scuola vedo subito Kendra, sta parlando con un gruppo di suoi amici.
La guardo bene, accidenti, aveva ragione lei: sembriamo due gemelle vestite
in questo modo, guanti compresi.
Mi affianco a lei prendendola sotto braccio, lei mi guarda stupita, sta per
dire qualcosa, ma io la precedo.
“Scusate ragazzi, ve la rubo per un po’. Ma no preoccupatevi,
dopo ve la riporto...” non do tempo di dire niente a nessuno, prendo
Kendra per un braccio e la trascino via.
“Ehi!” dice lei quando siamo lontane dal gruppo. “Stavo
flirtando con quel ragazzo carino dell’ultimo anno! Ancora un po’
e sarei riuscita a strappargli un appuntamento! Che diavolo ti passa per la
testa??” dice un po’ alterata, in realtà so che non lo
è.
“Quando vedrai quello che ho da mostrarti il ragazzo dell’ultimo
anno sembrerà lontano anni luce..” mi guarda preoccupata. La
trascino nello stanzino dei bidelli e chiudo bene la porta dietro di noi.
“Guarda...” alzo la manica destra e mi sfilo il guanto destro.
Lei sgrana gli occhi. E la mia pancia si stringe in una dolorosa morsa.
“Per la miseria!!” riesce ad articolare. “Anche tu? Che
diavolo ci danno da mangiare in mensa?” anche io?? Non era il tipo di
reazione che mi aspettavo, sono alquanto sconvolta.
“Anche io?? Ne hai una anche tu?” Kendra annuisce. Sfila il guanto
destro pure lei e solleva la manica per farmi ammirare la sua pietra, del
tutto identica alla mia, tranne per il colore: giallo.
Sono sconvolta. Non pensavo che potessi non essere l’unica....
“Anche il sogno quindi...?”
“Già, anche quello..”
“Quando l’hai...?”
“Scoperta? Stamattina. Tu?”
“Ieri mattina.” Inizio a passeggiare nervosamente per lo stretto
sgabuzzino di un metro per due. “Non è una coincidenza. Ci deve
essere sotto qualcosa...”
“Concordo... E se dopo pranzo andassimo in biblioteca a vedere se troviamo
qualcosa?”
“Su strane pietre che spuntano all’improvviso durante la notte?”
alzo il sopracciglio e lei si limita a scrollare le spalle. “Hai ragione,
tanto vale tentare...”
La campanella trilla allegramente, richiamandoci all’ordine. Andiamo
a lezione insieme, evitando di comune accordo di parlarne in mezzo a tutti.
Nella confusione e stupore generale mi sono dimenticata di dirle di Angel.
Ma non importa, glielo dirò più tardi.
A
pranzo ci isoliamo da tutti, ma nessuno sembra farci caso. Non è un
evento così straordinario, spesso ci piace rimanere sole. Ci scegliamo
un posto strategico, da dove possiamo avvistare ogni possibile ascoltatore
indiscreto.
“Secondo te troveremo tracce nella biblioteca della scuola?” chiedo
a Kendra prima di addentare il mio panino.
“Forse avevi ragione tu... Dubito che ci siano tracce nel mondo.....
Figurati in una biblioteca scolastica.” Intanto Angel si va a sedere
per pranzare e ci scambiamo un veloce saluto con la mano. Cavolo! Di nuovo
Angel, me n’ero dimenticata.
“Dannazione! Mi ero dimenticata di Angel!” dico a bassa voce.
“In che senso?” chiede confusa.
“Stamattina volevo parlartene, ma poi mi è completamente passato
di mente per ovvie ragioni.” Lancio un’occhiata rapida alla sua
mano destra e poi torno a guardarla in faccia. “La mia domanda è:
come faccio stasera con Angel?? Mi devi aiutare...” dico sconsolata.
“Beh, immagino che non sarebbe una situazione piacevole se dovesse scivolarti
il guanto... La soluzione migliore sarebbe fingersi malata...”
“Non posso! Mi ha vista ora, e poi io voglio uscire con lui...”
dico ancora più piano.
“Semplice allora... Accetta il rischio e esci con lui..” ha dannatamente
ragione, accidenti.
“Ancora vestita come la tua gemella? E poi cosa succederebbe se dovesse
vedermi la mano destra? ...O.. toccarmela?” l’ultima domanda la
aggiungo pianissimo.
“Tieni scrupolosamente la sua destra. Bendati per bene la mano destra,
puoi sempre fingere di esserti fatta male mentre ti allenavi...O mentre cucinavi.”
scrolla le spalle.
“Bella scusa! Grande Ken!” lei mi sorride. Sembra preoccupata...
“Fai attenzione comunque... Non mi fido di Angel... Ha qualcosa di losco...”
beh, devo ammettere che non ha proprio tutti i torti... Ma a me piace... è
questo che conta.
“Non ti preoccupare, starò attenta... Sai, non desidero una interessante
conversazione sulla mia mano destra...” lei mi fa un mezzo sorriso.
“Aaaaaah!
Dannazione!” dice Kendra a voce un po’ troppo alta. “Non
c’è assolutamente nulla!!” esasperata, incrocia le braccia
sul tavolo e ci appoggia la testa.
“Abbassa la voce!” dico io piano. “È una biblioteca,
non un parco giochi. Dobbiamo essere silenziose. E soprattutto non farci sentire
da nessuno...”
Nonostante stiamo cercando da parecchio tempo, nella biblioteca della scuola
non abbiamo trovato nulla sulle misteriose pietre. Ormai sono quasi le tre,
e io sono tentata di andare a prendere un po’ a cazzotti il sacco da
boxe.
“Basta! Ci rinuncio! Ce ne ho piene le scatole!” dico chiudendo
il libro.
“Così si fa! Noi, non siamo portate per la ricerca. Per di più
qui non c’è niente.”
Kendra si offre per darmi una mano a rimettere a posto i libri, e io che pensavo
che sarebbe fuggita... Urlando, probabilmente...
“Io vado un po’ in palestra. Ci vediamo domani?” dico una
volta fuori da quel luogo di tortura.
“Scherzi vero??” mi prende a braccetto e mi dirige verso la palestra.
“Adesso tu vai ad allenarti. Io ti guarderò, mi piace guardarti,
davvero. E dopo andremo a casa tua insieme e sceglieremo un vestito adatto
per stasera! Devi essere sfolgorante per il tuo Mister Musone...” mi
fa l’occhiolino.
“Grazie..” dico ignorando il fastidioso nomignolo.
In palestra una deliziosa sorpresa mi attende: il mio allenatore mi ha trovato
un avversario con cui misurarmi. Che bello, non ne vedevo uno da mesi! Mi
piace battermi, mi piace tantissimo, perché quando lo faccio non penso
a nulla, è solo l’istinto che mi guida, eppure ho coscienza di
quello che faccio. È una sensazione bellissima, e anche molto difficile
da descrivere. Volo negli spogliatoi a cambiarmi, felice, e in un attimo sono
pronta.
I miei avversari, che sono per lo più di sesso maschile, non durano
mai molto. Bastano un paio di round e di solito vanno al tappeto. Questo invece
sembra più resistente, dopo tre round è ancora in piedi, ma
al quarto riesco finalmente a stenderlo. E questo mi fa sentire una leonessa.
Non esulto perché non mi piace infierire sugli sconfitti, ma dentro
di me ogni fibra del mio essere si sente appagata, esuberante, soddisfatta.
Se qualcuno lo sapesse, mi troverebbe sbagliata?
Durante
il ritorno a casa Kendra non fa che parlare di come ho steso quel povero ragazzo,
che, ha detta sua, <<ha solo avuto la sfortuna di accettare un allenamento
con me>>. Questo fa gongolare ancora di più la leonessa in me.
Dopo una doccia lunga e rigenerante, arriva il momento di scegliere la pettinatura.
Di comune accordo io e Kendra stabiliamo che sono strafiga quando ho i capelli
ondulati, e la pettinatura è decisa. La mia amica mi da una mano ad
asciugare i capelli, ottenendo un ottimo risultato. Poi arriva il difficile:
l’abbigliamento. Prima di riuscire a trovare il vestito adatto sono
costretta a fare molte prove, ma alla fine trovo quello perfetto. Optiamo
per una canottiera nera super aderente, con un ampia scollatura sulla schiena,
jeans neri, giubbetto in pelle e stivali stile camperos, neri. I tempi stringono,
e allora ci diamo dentro con il trucco. Non eccessivo, ma che si noti. Fondotinta,
fard, ombretto, matita sugli occhi, mascara, e lucidalabbra rosa. È
proprio vero che per non sembrare truccata ci vogliono tonnellate di trucco.
Completo il tutto con una spruzzata del mio profumo preferito, alla pesca,
e una spruzzata di lacca ultra fissante. Ecco, sono pronta, in perfetto orario.
Kendra, per non farsi trovare lì da Angel, scappa di corsa dalla porta
sul retro, augurandomi buona fortuna.
Angel arriva entro pochi minuti, con una scatola di cioccolatini per mia madre
e un mazzo di girasoli per me, scelta curiosa ma originale. Mia madre gli
fa un breve interrogatorio, ma io riesco a salvarlo in tempo, prima che diventi
un interrogatorio lungo.
“Sei bellissima stasera..” mi sussurra all’orecchio appena
usciamo, facendomi venire i brividi.
“Grazie... Allora, dove mi porti stasera?” iniziamo a incamminarci
verso il centro di Sunnydale.
“Pensavo a una cena e poi Bronze.” Poco originale, ma sempre bello
se in sua compagnia.
La cena è una catastrofe, subito ci troviamo a corto di argomenti,
ma verso la fine ci salviamo parlando di libri. Il cibo in compenso è
sublime, il mio risotto è magnifico, mai mangiato uno più buono
in vita mia.
Al Bronze invece le cose vanno decisamente meglio. Nel ballo troviamo una
certa alchimia, non proprio eccezionale, ma un po’ c’è.
Balliamo sensualmente per tutta la sera, senza stancarci mai.
Alle undici e mezza però scatta il coprifuoco e sono costretta a tornare
a casa. Angel si offre di accompagnarmi a casa. E vorrei ben vedere........
“È stata una bella serata...” dico una volta arrivata davanti
a casa mia.
“Già... Dobbiamo assolutamente replicarla...” non sembra
molto sincero mentre lo dice, e questo mi fa male.
“Bene.. Io sono arrivata..” dico facendo un passo indietro. “Buona
notte...”
“Aspetta Buffy!” dice bloccandomi per il polso destro. Un brivido
di pura paura si diffonde nel mio corpo. Con un movimento rapido mi prende
la mano nella sua e con il pollice mi accarezza il dorso guantato, accarezzando
lentamente anche la pietra.
“Dobbiamo parlare....” dice serio.
Capitolo 4
Oh oh... Dobbiamo parlare non presuppone mai niente di buono. Sono letteralmente
paralizzata dalla paura. Ho paura del suo giudizio, se vedesse sicuramente
direbbe che c’è qualcosa che non va in me, e questo mi spezzerebbe
il cuore, ma, come un film di cui sono solo spettatrice, non riesco a fermarlo.
Tenendomi ben ferma, come se potessi anche solo tentare di opporre una qualsiasi
resistenza, mi toglie il guanto. Inizio a sudare freddo. Alla vista della
benda fa un mezzo sorriso divertito, si può sapere cos’ha da
ridere?? Mi sbenda la mano, e, alla vista della pietra non batte ciglio. I
suoi sentimenti rimangono, come al solito, imperscrutabili.
“Ora sì che dobbiamo parlare...” dice ironico. Ma io non
ci trovo nulla di ironico. Sono scioccata e spaventata.
“Vuoi forse ammirare il fenomeno in tutta la sua bellezza?”
“Ti posso dare delle risposte Elizabeth, non le vuoi per caso?”
E lui può darmele? Sono alquanto scettica al riguardo. Però
eccome se le voglio! Sapere il perché di tutto questo è al momento
il mio maggiore desiderio. Un momento, perché ora mi chiama Elizabeth?
Io sono Buffy Anne Summers, Elizabeth non so nemmeno chi sia!
“E va bene...” dico esasperata.
“Non qui però.” Senza dire una parola si incammina verso
il parco giochi a pochi metri da casa mia. Abbastanza distante da non poter
essere uditi da mia madre.
Io prendo posto su un’altalena e Angel invece inizia a fare avanti e
indietro davanti a me.
“Vediamo.... Da dove posso iniziare? Cominciamo dalle presentazioni....
Io sono Angelus, l’Osservatore e sono qui per condurti verso la tua
missione di Guardiana. Sarò il tuo maestro e il tuo mentore durante
il periodo della Reminescenza.” Ha un tono molto grave, serio, inizio
a essere preoccupata... E se fosse solo svitato? Forse ci spero e basta, non
voglio accettare questa realtà ai limiti del reale.
“Guardiana? Reminescenza?” sorride compiaciuto. Anche se non ne
so il motivo.
“Tanto tempo fa, nella notte dei tempi, cinque Guardiani vennero forgiati
dai quattro elementi e dalla luce dai primi regnanti di Kingsdale. Acqua,
Fuoco, Terra, Aria e Luce divennero la loro essenza. Tu sei la Guardiana della
Terra, della quinta discendenza. Insieme agli altri Guardiani riporterai la
luce a Kingsdale, perché così è scritto. La vostra battaglia
contro le tenebre è stata profetizzata parecchi secoli fa, e avverrà
molto presto ormai.” Magnifico, davvero... e dove sta la mia volontà
in tutto questo?
“Sono sempre più confusa. Che cosa diavolo è Kingsdale?”
“Il regno di cui sei originaria. Fino a tre giorni fa la principessa
Dawn regnava in pace, nella sua terra, ma un gruppo di malvagi l’ha
catturata e ora sta a voi liberarla e riportare l’ordine.”
“E come pensi che faremo? Guardami, sono solo una ragazzina inesperta,
non ho mai combattuto nessuna battaglia!”
“Sì invece, ne hai combattute molte. Il tuo valore e il tuo coraggio
sono famosi in tutto il regno. Non esiste comandante più acclamato
in tutta Kingsdale.”
“Frena un momento, comandante?”
“Tu sei il capo, tu hai il potere più grande di tutti.”
“E chi lo stabilisce questo?” è un rompicapo pazzesco,
sento già che mi sta venendo il mal di testa.
“Beh,” dice lui sorpreso. “è sempre stato così.
La Guardiana della Terra è sempre stata il comandante. L’hai
dimostrato in più occasioni di avere la stoffa per comandare.”
“E in quali per la precisione? Al momento non me ne viene in mente neanche
una.”
“Al momento non le ricordi, perché sei stata temporaneamente
privata dei tuoi ricordi e catapultata in questa realtà fantoccio,
ma tutte le volte che hai combattuto hai dimostrato il tuo valore. Non è
la prima volta che ci troviamo sotto attacco, questa volta il nemico è
solo più potente.”
“Quindi io avrei già vissuto a Kingsdale?” chiedo ironica.
“Ci sei nata e cresciuta. La vita che percepisci ora è solo un’illusione,
un falso ricordo creato dalla Principessa quando ti ha trasportata qui. La
tua vera vita è là.” Mi abbandono a una risata incontrollabile.
Angel mi crede davvero così ingenua?
“Ma fammi il favore, svitato! Pensi davvero che io creda a questo mare
di frottole?” gli lancio un ‘occhiata molto significativa e poi
mi allontano, verso casa mia.
“E allora come ti spieghi il sogno?” mi blocco.
“Come fai a sapere del sogno?”chiedo voltandomi di nuovo verso
di lui.
“È stato il tuo passaggio da Kingsdale a qui.” Ah, questo
spiega un paio di cosette....
“Questo non risponde alla mia domanda.”
“Lo so e basta. Come so tutte le altre cose che ti ho detto.”
“Capirai che per me non è facile crederti....”
“Certo, lo so. Ma ti do tempo per abituarti all’idea. Tra due
giorni tornerò a prenderti.”
“Per andare dove? E se rifiutassi?” chiedo con aria di sfida.
“Non puoi sfuggire al tuo destino. Ricorda, hai due giorni.” E
svanisce nel nulla. Sembra fantascienza, ma è proprio scomparso, così,
puff! Un momento stava lì e il momento dopo non c’era più.
Mi ha lasciata qui, sconvolta. Non so se credergli o meno. Insomma, la sua
storia potrebbe anche essere plausibile, ma intendiamoci, è una storia
di pazzi. E io non sono pazza, non ancora per lo meno. Mi risistemo la mano
e m preparo ad entrare in casa, mi aspetta un lunga ramanzina.
Dopo
due lunghissime ore di rimproveri, sono finalmente in camera mia. Mi chiedo
perché una madre che in realtà non esiste debba essere così
protettiva nei miei confronti, perché debba rimproverarmi e tante altre
cose. Mi scoppia la testa... Così tante domande...e così poche
risposte. Però ora che ci penso c’è un modo per verificare
tutta la faccenda....
Ragioniamo. Se sono la Guardiana della Terra, devo avere qualche legame con
essa. Ma quale? Mentre ragiono, apro la finestra e mi appoggio al davanzale,
stando ben attenta a non far crollare i vasi. Sbendo la mano, colta da un
impulso improvviso di farle prendere aria. In quel momento, accade qualcosa
di magico. Soprappensiero, non mi sono accorta che la mia mano destra ha iniziato
a girare in maniera inquietante sopra un vaso di fiori, quasi fosse dotata
di vita propria. Lo smeraldo sopra di essa inizia a brillare e i fiori si
muovono seguendo il mia mano. Sgrano gli occhi: i fiori si muovono??? Istintivamente,
fermo la mano e la alzo. Una luce verde, irradiata dal mio palmo, fa crescere
un po’ troppo velocemente quei fiori. Mi blocco immediatamente, interrompendo
il flusso. Mi porto la mano destra al petto e inizio a massaggiare il dorso.
Non ne sono sicura ma... Prima l’ho sentita viva... La pietra intendo...
Quasi dotata di vita propria.
Ma ancora non sono giunta a patti con la realtà: Angel, o meglio, Angelus,
aveva ragione. Questo strano fatto me l’ha appena dimostrato. Sono Elizabeth,
davvero. Quindi anche Kendra potrebbe.... Glielo devo raccontare? O mi prenderà
per pazza?
La cosa giusta da fare è telefonarle per avvertirla dell’accaduto.
Ma non ora: starà dormendo. Decido di provarci anch’io, anche
se dubito di riuscirci.
Il
telefono a casa di Kendra suona per un paio di minuti prima che lei mi risponda.
“Pronto?” dice la mia migliore amica.
“Ehi, Ken, ciao. Sono io...”
“Buffy! Speravo di sentirti! Allora, com’è andata la tua
serata?”
“Scioccante. Sconvolgente. Ho scoperto qualcosa in più su quello
strano fenomeno che ci riguarda entrambe.”
“Oh. Che succede?” sembra piuttosto colpita anche lei.
“Non posso, non per telefono. Vediamoci alla vecchia fabbrica abbandonata,
tra dieci minuti.”
“Ok, a tra poco.”
Faccio un grosso respiro. Sarà dura raccontare tutto a Kendra.
Alla
fabbrica, trovo già Kendra ad aspettarmi. È impaziente, nervosa,
preoccupata, glielo si legge in faccia.
“Allora?” dice, agitata, venendomi incontro.
“Sediamoci, ne avremo bisogno...” entriamo, e io mi isso su un
vecchio tavolo malconcio e lei fa lo stesso, sedendosi di fianco a me. Mi
guarda, bisognosa di sapere la verità. Purtroppo non posso più
rimandare. “Angel non è chi crediamo noi. È Angelus, un
Osservatore mandato da un altro mondo per riportarci indietro.” e la
bomba è stata sganciata...
“E dove?” è molto naturale, stento a crederci.
“A Kingsdale, il posto da cui proveniamo. Senti, so che questa faccenda
ti sembra assurda...”
“Affatto.” Mi interrompe.
“In che senso scusa?” dev’essere la settimana delle sorprese
questa....
“Andiamo, non dirmi che da quando è spuntata la strana cosa non
hai mai sentiti di essere....Diversa, speciale. Non hai sentito anche tu di
non appartenere a questo mondo? Che questo non è il tuo posto?”
“Forse per un solo attimo l’ho pensato...” non mi sono mai
sentita speciale, ma diversa sì. E anche estranea a tutto questo. Questi
pensieri mi fanno sentire in colpa: non mi piace sentirmi superiore, non voglio
essere nessuno stramaledettissimo comandante, voglio essere solo Buffy Summers.
“E comunque non è questo il punto.”
“Scusa, hai ragione, ti ho fatto perdere il filo del discorso e ti ho
fatta sentire una merda. Mi spiace. Continua.”
“Non è facile per me dirlo, sembra di essere in una puntata di
<<Ai confini della realtà>>...” lei mi esorta con
un cenno. “Noi siamo i Guardiani di quello strano posto, Kingsdale.
Siamo una specie di esercito reale, da quanto ho capito, e, facendo i dovuti
calcoli, dovremmo essere molto potenti. Siamo in cinque, non è un gran
numero per difendere un regno...” mi blocco. Kendra ha gli occhi lucidi
dall’emozione. Questo genere di cose l’ha sempre attratta, l’avventura,
intendo.
“Forte...” mormora.
“Ah, ma non è finita, dimenticavo di dirti che abbiamo una principessa
da salvare e che questo mondo, il nostro, è un’illusione, un
mondo fittizio creato da non si sa bene chi. Mi devo ricordare di chiederlo
a Angel... Volevo dire Angelus. Mi ha dato un ultimatum: tra due giorni verrà
a prendermi, e io dovrò seguirlo. Volente o nolente.”
“Piccola.. Mi spiace. Con Angel sei rimasta scottata.” Booom!
Colpita e affondata. Dieci punti a Kendra.
“Oh, non fa niente. Pensavo di piacergli, ma non è stato un duro
colpo scoprire che lui non è affatto interessato a me e che...”
la voce mi muore in gola. Non posso più parlare, non ci riesco. Sono
una pessima bugiarda. Mi importa ancora di lui, eccome...
“Tesoro...” mi cinge le spalle con un braccio e io appoggio la
testa sulla sua spalla. “Lo so che ora fa male, ma la supererai. Non
sei la prima che si prende una cotta per la persona sbagliata... Ma ne uscirai,
e io ti darò una mano a farlo.”
“E come faccio se lo devo vedere sempre?” è una vera scocciatura...
“Sta tranquilla, non gli permetterò di avvicinarsi troppo. Direi
che una distanza di dieci metri è l’ideale...”
“Grazie Ken...” dico con un mezzo sorriso.
“Figurati... A cosa servono le amiche sennò?” ci abbracciamo.
Sono davvero contenta di averla al mio fianco. In questo momento è
la mia forza, il mio punto di riferimento... Non so come farei senza di lei.....
Angelus
mi ha chiamata ieri sera dicendomi che era giunto il momento. Mi aspetta oggi,
alle due, davanti alla scuola, per portarmi con lui. Ha usato le precise parole
<<portarmi con lui>>, che cosa significa? Non è stato proprio
il massimo della chiarezza....ma è tipico di lui essere enigmatico.
Avvertendo la strana sensazione che a casa mia non tornerò mai più,
saluto mia madre con grande calore. Lo so che lei è solo una proiezione
astrale, ma io le sono affezionata. Per me sarà sempre lei mia madre,
avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Tutto questo mi rende
infinitamente triste. Non me ne voglio andare, non me ne frega nulla se sono
un comandante, la mia vita è qui.
Arrivo puntuale all’appuntamento. La scuola è stranamente deserta,
che sia successo qualcosa? Angelus è già lì, ad aspettarmi,
vestito in maniera assai curiosa. Prima di tutto porta un lungo e svolazzante
mantello nero in velluto, che non è proprio il massimo della freschezza
in California, e un lungo vestito nero di raso, sembrerebbe, molto attillato.
Completano il tutto un paio di stivali in camoscio, portati sopra ai pantaloni.
Anche quelli molto freschi devo dire...
“Ciao... Non mi avevi avvisata che dovevo mascherarmi...” lui
alza un sopracciglio infastidito. Ora non si può più nemmeno
scherzare...
“Molto divertente, Elizabeth...”
“Aspetta, non voglio quel vecchio nome pulcioso... Non so chi sia questa
Elizabeth, e nemmeno mi interessa, voglio continuare a essere Buffy...”
“Come vuoi...” dice scrollando le spalle. “Mi sembra dunque
di capire che tu non abbia ancora assimilato la mia storia...”
“Non del tutto. Quando vedrò con i miei occhi forse crederò...”
anche se il punto non è quello... Io credo alla sua storia ma il fatto
è che non ho ancora ben realizzato...
“E allora crederai presto.” dice sbrigativo. “Possiamo andare.”
Inizia a camminare e io lo seguo.
“Dove siamo diretti?”
“A casa di una tua amica, per fare la conoscenza della Guardiana della
Luce.”
“Intendi Kendra vero?” lo sapevo che sarebbe venuta con noi...
“Esatto. Come lo sai? Ah, lasciamo perdere. Non è importante.”
Camminando, arriviamo fino alla casa della mia amica. Lei, da brava attrice,
si finge sorpresa di vederci, e sta a sentire il lunghissimo polpettone che
Angelus ci propina su Kingsdale con infinita pazienza. Accetta subito di seguirci,
ovviamente, e Angelus stenta a crederci. Meglio che comunque non sappia che
io e Kendra ne abbiamo parlato... Meno cose sa, meglio è... Non mi
fido di lui, non più, visto che non era chi diceva di essere...
Capitolo 5
Gli altri tre Guardiani li abbiamo rintracciati in fretta: Angelus sapeva
dove trovarli. La Guardiana del Fuoco si chiama Willow ed ha più o
meno la nostra età. È leggermente più alta di me e ha
dei capelli rosso tiziano che le arrivano a metà petto, ricci. Gli
occhi sono scuri, due pozzi di sapienza a parere mio. Sembra molto sveglia
la ragazza... Abbiamo impiegato tre giorni di cammino per raggiungerla: abita
in una città distante quaranta chilometri da Sunnydale. Quando Angelus
ci ha detto che tutti i nostri spostamenti si sarebbero svolti a piedi avrei
voluto mettergli le mani intorno al collo, c’è un sacco di strada
e lui non ha nemmeno pensato a un mezzo di trasporto! Io e Kendra ci siamo
guardate e ci siamo capite al volo... ma alla fine abbiamo deciso di lasciare
perdere...
Willow stava seduta sotto al porticato di casa sua, con un’aria molto
serena. Mi è sembrata una persona molto equilibrata, a prima vista.
Quando ci ha visti arrivare le è venuto un colpo, e come darle torto?
Angelus è vestito come Jack lo squartatore....
“Chi siete?” ha subito chiesto timorosa.
“Non avere paura, siamo amici, non vogliamo farti del male.” L’ha
rassicurata lui. “Abbiamo bisogno di parlarti...”
“Veramente” lo interrompe la ragazza con voce debole. “io
ora starei aspettando un’altra persona...”
“Oz?” vorrei tanto sapere come fa a sapere tutto di tutti... La
rossa annuisce. “Anche di lui ti dovrei parlare...”
“Oh...” sembra toccata. “Va bene, entrate... Però
ho poco tempo...” lui annuisce. Io e Kendra non abbiamo ancora detto
una parola e francamente ci sentiamo un po’ d’impiccio.
Ci sediamo nel piccolo e grazioso salottino di Willow, che molto gentilmente
ci offre un thè. Si siede davanti a Angelus, impaziente di sentire
le notizie.
“Quello che sto per dirti, Willow, non è molto facile... Devi
sapere che tu non sei una ragazza comune, tu sei una delle prescelte, una
ragazza molto speciale, forgiata dal Fuoco e indurita dalla tempra di mille
battaglie. Sei una delle Guardiane di Kingsdale. Tu e i tuoi compagni salverete
la principessa di quel regno e riporterete finalmente la pace, scacciando
le tenebre, poiché così è stato predetto tanti secoli
fa.”
“Ehmmm... cosa??” è molto confusa, spaventata, preoccupata.
Non sa se credere alle parole dei tre sconosciuti o se chiamare la neuro.
Credo che sia più orientata verso la seconda ipotesi...
“Willow,” prendo la parola io. Nessuno se lo aspettava e così
tutti si mettono a fissarmi. “so che sembra tutto assurdo, ci sono passata
anche io prima di te, ma disgraziatamente è la pura e semplice verità.”
“E che prove avete?”vuole delle certezze, logico.
“Il sogno che hai fatto poco tempo fa, sulla principessa.” Dice
Angelus.
“Oh... Allora non era solo un incubo...e io che pensavo di aver mangiato
pesante...”
“E poi c’è anche un’altra cosa...” Angelus
si avvicina a lei e le prende delicatamente il polso. Indossa delle bende:
chiaro segno che c’è qualcosa sotto... Lui inizia a sbendarle
la mano e la ragazza non oppone resistenza. Ben presto la grande pietra rossa
incastonata sul palmo della sua mano, fa la sua comparsa. “Questa, come
te la spiegheresti altrimenti?”
“Non me la spiegherei...” dice con un sospiro. Si è arresa
all’evidenza.
“Per essere proprio sicura puoi sempre fare l’ultima definitiva
prova che ti toglierebbe ogni dubbio...” sono ancora io a parlare.
“E quale sarebbe?” mi alzo e mi dirigo verso la cucina, lei mi
segue senza bisogno che le dica nulla. Accendo il fornelletto a gas.
“Ora prova a plasmare le fiamme...” stranamente, non mi guarda
come se fossi una pazza e prova a fare quello che le ho detto. Mette una mano
sopra il fornello, poco sopra. Una persona normale si ustionerebbe, ma lei
non da’ segni di dolore. Improvvisamente la sua pietra si illumina e
una colonna di fuoco si alza seguendo il movimento della sua mano. Willow
ritrae la mano, spaventata, e mi guarda incredula. Nel frattempo Kendra e
Angelus ci hanno seguite, in modo da poter osservare la scena.
“Ora ci credi?” chiede la mia amica. La rossa annuisce.
“Ma vi prego, ora ditemi di Oz... Avete accennato anche a lui prima...”
la sua espressione è il ritratto dell’amore, gli occhi le luccicano
e sembra che la sua vita dipenda dalle informazioni che il nostro Osservatore
sta per darle. Andiamo bene....
“Prima di tutto devi sapere che questo è un mondo fittizio, creato
per nascondervi, ma ti spiegherò meglio strada facendo. Quello che
devi sapere subito è che nessuna delle persone qui esistenti è
reale, nemmeno Oz.” Willow sbianca.
“Cosa...?” riesce a esalare. Sta per svenire, è sbiancata
di colpo.
“Ma nel tuo caso c’è una piccola eccezione... Oz esisteva,
a Kingsdale intendo, l’hai amato così tanto che, inconsciamente,
ti sei servita della tua magia per crearne uno identico all’originale.”
“Esisteva? Cosa vuol dire esisteva?” è nel panico più
totale: le stanno smontando tutte le certezze che aveva...
“Oz è morto.” Dice con una calma infinita. Io non riesco
a trattenermi. Mi alzo e gli tiro uno schiaffo.
“Ma hai almeno un briciolo di umanità?!?! Non ti hanno insegnato
il rispetto per le persone che soffrono, Osservatore dei miei stivali??!!”
è sempre così, lui se ne sbatte altamente dei sentimenti altrui.
Come ha fatto con me e Kendra. Willow intanto è scoppiata a piangere.
“Io...” inizia lui, ma io con un rapido gesto della mano gli faccio
cenno di stare zitto.
“Willow...” l’abbraccio forte. So che per lei non sono nessuno,
ma voglio che sappia che non sono insensibile al suo dolore e che per qualsiasi
appoggio potrà contare su di me. Si sfoga per un po’, singhiozzando
sulla mia maglietta, poi ritrova il coraggio e si stacca.
“Com’è successo?” Chiede tirando su con il naso.
“Sono stati i cattivi... Volevano indebolirti, ma non ci sono riusciti.
Eri parecchio arrabbiata e disperata, un mix letale insomma. Hai steso un
paio di eserciti solo servendoti della tua collera. Un lavoretto davvero ammirevole.”
Lo guardo torva, possibile che non abbia nemmeno un briciolo di sensibilità??
Willow si abbandona sul divano, con lo sguardo perso nel vuoto.
“E ora io che faccio?” si passa una mano nei capelli. Kendra le
prende una mano e gliela stringe.
“Fatti coraggio piccola...” le dice.
“Lui era il mio mondo... Tutta la mia vita... Ora che non c’è
più, cosa ne sarà di me?” prepotenti lacrime si affacciano
nei suoi occhi ma lei le ricaccia indietro con un grande sforzo.
“Puoi sbarazzarti degli assassini del tuo ragazzo, vendicarlo e fare
in modo che riposi in pace.” Suggerisce Angelus. Non so quanto sia buona
come idea....
“Hai ragione. Me la pagheranno cara. Chiunque abbia ucciso Oz dovrà
vedersela con me. Se ne pentiranno amaramente...” nei suoi occhi c’è
una nuova scintilla: il fuoco della vendetta. Nonostante credo che sia una
cosa deleteria per Willow, questo l’aiuterà sicuramente a tirare
avanti e a superare il distacco.
Improvvisamente notiamo una figueretta bassa. È un ragazzo dai capelli
rossi, carino, dev’essere Oz. Non so da quanto tempo sia lì,
ma sembra molto confuso. Gli occhi di Willow tornano lucidi.
“Oz...” dice con voce tremante. Corre da lui e gli si getta tra
le braccia.
“Andiamo...” ci sussurra Kendra. Gli lasciamo l’intimità
adatta per salutarsi.
“Perché mi avete trascinato fuori?” chiede Angelus una
volta fuori. Faccio un grande respiro, nonostante le mani mi prudano tanto
e io abbia voglia di grattarle sulla faccia di lui, evito, per stavolta ci
passo sopra.
“Ma tu non hai un briciolo di sensibilità??”
“Cos’è la sensibilità?”
“AAAAAAAAAAARGGGH! Sei impossibile!”
“Guarda che scherzavo, non c’è bisogno di prendersela così
tanto...” giuro, adesso gli tiro un cartone e lo stendo. Kendra, che
prima si era mantenuta neutra e aveva solo osservato, non ce la fa più:
esplode in una risata fragorosa.
“Siete meglio delle comiche voi due!” dice tra una risata e l’altra.
Willow intanto esce dalla sua ex casa, è sconvolta, e si vede che ha
pianto molto.
“Ci sono.” Dice cercando di apparire il più normale possibile.
“Bene,” dice Angelus. “possiamo andare.”
“E dove di grazia?” chiede Kendra.
“A prendere il quarto, e dove se no?” Già... Dove... L’avrei
io una bella idea...
Il
quarto ci ha dato molti meno problemi di Willow. È un ragazzo e si
chiama Xander, è alto, moro e ha gli occhi scuri. Sembra simpatico
o per lo meno spiritoso. Vive a San Francisco, con i genitori, anzi, nel seminterrato
dei genitori. Vista la lunga distanza, nonostante il nostro brillante Osservatore
proponesse di andare a piedi, noi ci siamo ribellate e abbiamo rubato un’auto.
Per carità, ci siamo dette, che ci vada lui a piedi! Tanto questo è
un mondi fittizio: chi se ne frega della proprietà privata.
Quando abbiamo parlato a Xander della missione lui ha avuto una reazione totalmente
diversa. Si è dimostrato ben felice di seguirci, non ha fatto nessuna
storia e non ha voluto salutare nessuno. Dovrebbe essere il Guardiano dell’Acqua.
Un po’ ce lo vedo, è frizzante come l’acqua. Lui e Angelus
si sono subito guardati male, dal primo momento. Valli a capire gli uomini.
Il quinto Guardiano invece è una ragazza, l’abbiamo trovata nella
stessa città di Xander, strana coincidenza. È stato molto inquietante
come incontro però. L’abbiamo trovata nel suo giardino che faceva
yoga sospesa da terra almeno cinque metri più sopra di noi. Sul serio,
inquietante. Nonostante sapessimo che era la Guardiana dell’Aria ci
siamo rimasti lo stesso quando l’abbiamo vista. Parlando con lei, poi,
abbiamo scoperto che ci aspettava. Insieme ai poteri dell’Aria ha anche
acquisito dei poteri di previsione del futuro, per quello ci attendeva. Angelus
dice che è del tutto normale, ma io non ne sono convinta. Drusilla,
questo è il suo nome, dice delle cose un po’ strane, enigmatiche.
A me ad esempio ha detto “Non sarà colpa tua”, e mentre
lo diceva i suoi occhi brillavano di una strana luce... Probabilmente sono
cose legate al suo potere, ma io rimango comunque un po’ inquietata.
Non mi fido molto di lei, per il momento.
Un po’ anche per l’aspetto fisico. È altissima, in confronto
a me è un gigante, ha la carnagione chiarissima e lunghi capelli neri
che le incorniciano due spettrali occhi violetti. Vorrei vedere chiunque,
al mio posto, a trovarsi davanti una così.... Ma posso anche sbagliarmi...
Per ora sono guardinga, solo il tempo potrà dirmi se posso fidarmi
di lei. Mentre Willow e Kendra credono che sia solo un po’ bizzarra,
Xander è d’accordo con me: secondo noi è totalmente fuori
di melone. Beh, lo ammetto, potremmo anche sbagliarci, ma, ripeto, solo il
tempo potrà dirci se ci possiamo fidare di lei, anche se siamo tutti
sulla stessa barca.
Capitolo 6
“Manca ancora molto?” chiedo affiancandomi ad Angelus. Sono tre
ore e mezza che camminiamo senza sosta: l’auto si è rotta e Angelus
non ha voluto farcene rubare un’altra. Inizio a pensare che goda nel
farci soffrire. Il gruppo inizia ad essere stanco, ma Angelus sembra non curarsene.
Ci ha trascinati in mezzo a un bosco dicendo che è arrivato il momento
del nostro Passaggio. Dannazione, io dico, se lui ci spiegasse le cose normalmente
queste escursioni non sembrerebbero delle puntate di X-files.
“No, non molto.” Poi improvvisamente si blocca. Siamo arrivati
a un grande lago, tutt’intorno circondato da alberi. “Drusilla,”
dice voltandosi di scatto. “congela la superficie del lago.” Lei
sembra perplessa.
“Sicuro che lo posso fare?”
“Sicurissimo.”
Drusilla si mette in piedi, di fronte al lago, e chiude gli occhi per concentrarsi
meglio. Sta sentendo il suo potere e sta studiando il modo migliore in cui
usarlo. Poi improvvisamente le viene l’illuminazione: alza le braccia,
sempre ad occhi chiusi, e fa scendere nel lago un grosso blocco di neve dal
cielo, che lei stessa ha formato.
“Tocca a Xander...” dice guardando il ragazzo.
“Che devo fare?” chiede lui disorientato.
“Il potere dell’acqua è tuo, mica mio!” come se questa
sua risposta risolvesse tutto.
Xander si avvicina insicuro al bordo del lago. Infila una mano in acqua, la
fa girare un po’, comunicando con il lago, e poi decide il da farsi.
Con la mano avvia un movimento circolare nell’acqua, che raggiunge il
grosso blocco di neve, che si spezza e si distribuisce su tutto il lago. Con
uno strano movimento della mano Xander fa in modo che la neve si unisca e
diventi uno spesso strato di ghiaccio.
“Ottimo lavoro di squadra!” dice Angelus sorpassandoli e salendo
sul ghiaccio. Si piazza al centro dello specchio di ghiaccio. “Elizabeth,
lì.” Dice indicandomi uno spazio di fronte a lui.
“Ehi, non sono il tuo cane! E mi chiamo Buffy!” ribatto io.
“Non discutere.” E così fa con tutti gli altri, li sistema
intorno a lui. “Vi starete chiedendo che diavolo stiamo facendo in piedi
su un lago ghiacciato, giusto?” tutti annuiamo convinti. “Stiamo
per Passare a Kingsdale. Però non sarà una cosa facile. Ci sarà
bisogno dei poteri di tutti voi.” Angelus tira fuori uno strano bastone
dal mantello, ma dove diavolo l’aveva?? È lungo e sottile, nero,
sormontato da una gigantesca pietra trasparente. “Io ora reciterò
l’antica formula per far aprire i Cancelli Eterni, dopo toccherà
a voi. Dovrete mandare un fascio del vostro potere sul mio bastone, che li
raccoglierà. Partiremo da Elizabeth e faremo il giro in senso orario.
Avete capito tutti?” tutti annuiamo, ma scommetto che nessuno sa come
mandare un fascio del proprio potere. L’unica avvantaggiata è
Kendra, il suo potere è costituito di fasci di luce. Chiudo gli occhi
e mi concentro sui miei poteri, chi lo sa, magari scopro il modo...
“Darla, Guardiana Suprema dei Cancelli Eterni, chiediamo umilmente di
tornare a casa
Veniamo a te supplici
Spalanca le porte,
Apri i Cancelli,
Terra, Fuoco, Acqua, Aria e Luce.
Questi sono i nostri tributi,
Queste le nostre chiavi.
Apri i Cancelli!”
Dopo aver recitato la strana formula Angelus mi guarda. Tocca a me. Alzo la
mano destra e sparo un colpo di luce verde dalla mia pietra, senza sapere
nemmeno io come ho fatto. Gli altri mi imitano, probabilmente senza sapere
come ci sono riusciti. Alla fine, il bastone di Angelus è ricolmo di
una luce argentea che si sprigiona dall’alto della sua pietra, ora non
più trasparente. Con grande foga conficca il bastone al centro della
lastra di ghiaccio, che inizia a muoversi, a girare.
“Tenetevi forte!” urla l’Osservatore. Il Giro della lastra
diventa sempre più veloce, faccio fatica a stare in piedi. Tutti gli
altri, come me, stanno facendo il possibile per non cadere.
Poi, accade una cosa incredibile. La lastra si solleva da terra e si innalza
verso il cielo.
“Incredibile..” sussurra qualcuno. Ci avviciniamo sempre di più
alle nuvole, fino a penetrarle e oltrepassarle, raggiungendo uno strato di
nuvole che sembra più solido degli altri. È proprio su questo
strato che la lastra si ferma.
Lo spettacolo davanti a noi è davvero mozzafiato. Ovunque l’occhio
guardi si possono vedere solo nuvole, bianchissime nuvole. Un grande recinto
dorato si allarga all’orizzonte. L’unico varco in esso sono due
grandi porte in cristallo purissimo. Porte gigantesche, immense.
Una donna dai lunghi capelli biondi regge un gigantesco bastone in cristallo
a forma di chiave, alto come lei. Dev’essere Darla, la Guardiana dei
Cancelli. A guardarla meglio, è proprio bella. Ha due occhi, blu, penetranti,
di chi vede e sa tutto.
Scendiamo tutti dalla lastra, siamo un po’ intontiti, quel continuo
roteare non ci ha fatto bene. L’unico che non ha subito danni, inutile
dirlo, è Angelus. La posizione centrale l’ha avvantaggiato. Ci
avviciniamo alla donna e alle grandi porte. Noi Guardiani ce ne stiamo tutti
dietro alle spalle del nostro Osservatore, senza sapere cosa fare o cosa dire.
“Salve Angelus. Non dirmi che quelli sono i Guardiani...” dice
schernendoci.
“Salve Darla. Sono proprio loro invece, in carne e ossa.”
“Me li ricordavo più... minacciosi.”
“Lo erano, li devo solo rimettere a nuovo. Vedrai dopo, faranno scintille.
Possiamo passare?” Perché questa conversazione non mi mette per
nulla a mio agio?
“Sì, passate. Ci si vede Guardiani, alla prossima!” dice
guardando tutti noi. Batte due volte il lungo bastone a terra e le porte si
aprono, rivelando una luce immensa. Angelus entra senza esitazioni. Noi lo
seguiamo, cos’altro potremmo fare?
Quando la luce si dirada, riusciamo a vedere quella che sembra Kingsdale.
“Benvenuti nei resti dell’antico splendore di Kingsdale...”
ci conferma Angelus. Siamo tutti senza parole. Lo scenario davanti a noi è
spettrale, cupo, grigio. Il cielo è scuro e nuvoloso, come se dovesse
piovere da un momento all’altro. Appoggio una mano a terra. La terra
è debole, sfinita, senza energie. A perdita d’occhio si vedono
solo prati e boschi appassiti. All’orizzonte si staglia una specie di
complesso di edifici, fatto in cristallo, molto molto lontano. Sembrano tanti
edifici, ma la forma esterna è strana: ognuno è fatto da piccole
colonnine di cristallo. Originale, quantomeno.
I corsi d’acqua sembrano deboli anch’essi, privi di vita, prosciugati.
“Che diavolo è successo qui?” chiede Kendra.
“Beh, ormai è una settimana che i cattivi hanno preso Kingsdale,
tutto si è fermato. La principessa Dawn regnando cedeva la sua energia,
la sua immensa energia, all’ambiente circostante, facendo così
in modo che prosperasse. Questo accadeva per merito del Cristallo. Ma la principessa
l’ha nascosto, in modo che i cattivi non potessero regnare al suo posto.
Però ora il problema è che sta andando tutto a rotoli, Kingsdale
non ha più energia, e se continua di questo passo si spegnerà.
Per questo dobbiamo riportare la principessa sul trono.”
“Ma è...è spaventoso!” dice Willow. Credo che quest’affermazione
rispecchi in pieno il pensiero di tutti noi.
“Elizabeth,” dice Angelus avvicinandosi a me. “cosa senti?”
“Debolezza, tanta debolezza. La terra sta lottando per non cadere sfinita,
ma non ce la fa più.”
“Kendra...”
“La luce è debole anche lei. Non riesce nemmeno a superare lo
strato di nuvole.”
“Drusilla..”
“L’aria è pesante, grave. È come se si adagiasse
sulle cose circostanti.”
“Xander...”
“L’acqua sta lentamente morendo. È straziante.” Angelus
inizia a camminare in cerchio, intorno a tutti noi.
“Se pensate che sia straziante ora, aspettate un altro paio di giorni.
La mancanza dal trono della principessa farà in modo che le cose peggiorino
ancora. Con il vostro arrivo però gli elementi avranno una forza maggiore,
perché la trarranno da voi, e voi da loro. Questo è il vostro
potere. Voi siete l’essenza dell’Aria, della Terra, dell’Acqua,
del Fuoco e della Luce. Ne fate parte e nello stesso tempo ne siete il nucleo
vitale. Per questo anche siete qui.” A quanto pare anche per l’Osservatore
è importante mantenere alto il morale..
“La mia domanda è: e se uno di noi morisse? Hai detto che combatteremo,
non è detto che vinceremo.” Ok, forse sono un po’ pessimista,
ma chi non lo sarebbe?
“I suoi poteri passerebbero in via diretta a un altro, che il Guardiano
stesso sceglierà.” Oh mamma santa... Ancora peggio... “Ora
ci dirigeremo verso un boschetto per la Reminescenza. Mi raccomando, occhi
aperti, qui nessuno è più al sicuro.”
Ci incamminiamo in silenzio, con quest’aria spettrale nessuno ha voglia
di parlare. Me la immaginavo diversa Kingsdale, non so perché. Immaginavo
grandi spazi verdi, grandi boschi, alberi, fiumi, e tanta, tanta luce. Quindi
è questo che stanno facendo i “cattivi”? Governano su un
mondo che sta morendo senza la sua principessa? No, ci dev’essere qualcosa
che non sappiamo... Non avrebbe senso tutto questo. Xander all’improvviso
si ferma e io vado a sbattere contro la sua schiena. Quando alzo il naso lo
scenario intorno a me è cambiato. Siamo in un grande bosco, anche quello
mezzo morto, ma si respira un’aria diversa qui, più... mistica.
Davanti a noi c’è un grande spiazzo verde, erboso, forse uno
degli ultimi rimasti. Angelus si siede proprio in mezzo, a gambe incrociate
e fa cenno a tutti noi di sederci intorno a lui. Formiamo un piccolo cerchio
intorno a lui. E adesso cosa accadrà?
“Questo è un momento molto importante. Sto per restituirvi i
vostri vecchi ricordi. Se finora siete stati insicuri e dubbiosi, da ora non
lo sarete più. Tornerete a essere i Guardiani di Kingsdale a tutti
gli effetti. Ora, chiudete gli occhi, tutti. Concentratevi e liberate la mente.
Al resto penserò io.” Seguiamo le sue istruzioni. Posso sentirlo
che si muove nel silenzio del bosco, che si avvicina a Drusilla e poi il nulla.
“Apri gli occhi, Drusilla, Guardiana dell’Aria.” Questa
è la prima cosa che si sente dopo tutto quel silenzio. Si avvicina
a Xander, posso sentirlo. Ancora il nulla.
“Apri gli occhi, Xander, Guardiano dell’Acqua.” Un altro
che ha riacquistato la memoria. Ora tocca a Willow. Ancora silenzio.
“Apri gli occhi, Willow, Guardiana del Fuoco.” Bentornata tra
noi.... Verrà mai il mio turno? Angelus si sposta di fianco a me, davanti
a Kendra. Posso addirittura sentire il suo respiro. Con gli occhi della mente
vedo che appoggia una mano sulla fronte di Kendra e si concentra a fondo.
Una forte luce si sprigiona dalla sua mano per qualche secondo. Poi si esaurisce.
“Apri gli occhi, Kendra, Guardiana della Luce.” Lei li apre. Posso
sentirlo, è diversa. Consapevole, oserei dire.
Ora è il mio turno. L’Osservatore si inginocchia davanti a me.
All’improvviso sento la sua mano fredda sulla fronte. Un fluido caldo
percorre la sua mano e entra nella mia testa, inizio a vedere delle immagini,
dei flash. Vedo un uomo, un uomo possente che incombe su di me, io apro gli
occhi, sto per vederlo... Ma poi qualcosa mi riporta qui, nel bosco. Sento
una presenza, un altro respiro. Non posso aprire gli occhi però, dannazione...
Un grande flash illumina me e Angelus. Una forza straordinaria ci separa.
Voliamo in due direzioni opposte. Apro gli occhi. Una ragazza bionda sta in
piedi dove eravamo io e Angelus. Ha grandi e ingenui occhi nocciola ed è
vestita in modo curioso: con un lungo mantello nero e una tuta nera, molto
aderente. Posso vedere anche un grosso cinturone, a cui ha legato una frusta
nera come la pece.
“Buonasera, Guardiani.” Mette una mano sulla frusta, pronta a
sfoderarla in caso di pericolo. Si guarda intorno cercando di captare anche
il minimo segno di ostilità.
Cerco Angelus. È svenuto, dannazione.
“Buonasera Anya.” Kendra si alza a fronteggiarla. Allora l’abbiamo
già incontrata. E io non ricordo nulla: fantastico...
“Sai,” dico alzandomi. “hai interrotto la mia Reminescenza.
Credo che dovrò prenderti a calci nel sedere per questo.” Lei
ride.
“Fallo Elizabeth.... Se riesci a prendermi però...” e svanisce.
“Dove diavolo...?” mi guardo intorno ma non la vedo.
“El! Lì!” Willow indica il ramo di un albero. Anya si è
appollaiata sopra e ride di gusto. Allungo velocemente una mano davanti a
me. La mia pietra si illumina e il ramo dell’albero si contorce, stringendo
al suo interno Anya.
“Presa...” dico io.
“Non pensavo avessi riacquistato i poteri così in fretta... Interessante.”
Dice la bionda. “Ma non cantare vittoria, è ancora troppo presto
per farlo. Avrete mie notizie..” svanisce di nuovo, nel nulla.
“Si può sapere chi diavolo era quella?” chiedo guardando
tutti gli altri.
“A tempo debito, El, ora dobbiamo rimettere in piedi Angelus.”
Willow si dirige verso di lui. Mette le mani sopra di lui. Una luce rossa
si sprigiona dalle mani di Will e penetra nel corpo di lui, percorrendolo
tutto. Angelus apre gli occhi e Willow stacca le mani.
“Va tutto bene?”
“Sì, Will, grazie. E voi? State tutti bene?” tutti annuiscono.
“Bene, ora possiamo continuare?” chiedo io. Tutti mi guardano
male. “Che ho detto di sbagliato?”
“Vedi, El, la Reminescenza non si può ripetere. Io ti ho trasmesso
tutti i tuoi ricordi, ma grazie ad Anya questi si sono nascosti dentro di
te. Sono lì, ma sei tu che li devi risvegliare.” Mi sento male,
e ora cosa faccio? Mi abbandono a terra.
“Questo vuol dire morte certa. Evviva..” dico senza riuscire a
guardare in faccia gli altri.
“No, El, non devi nemmeno pensarlo! Ci siamo noi, saremo la tua memoria...
Ci penseremo noi a risvegliare i tuoi ricordi. Li riavrai tutti, uno dopo
l’altro. Promesso.” Kendra mi accarezza una spalla. “Giusto
ragazzi?” si volta a guardare gli altri. Tutti annuiscono convinti.
Io alzo debolmente lo sguardo. La vista mi si sta annebbiando.
“Grazie a tutti..” dico con voce lacrimevole. Sono davvero commossa.
Non pensavo potessero essere così.... amici. Ora so che riavrò
i miei ricordi, grazie ai miei compagni.
Capitolo 7
Ho pensato molto a quello che è successo ieri. Non ho nemmeno dormito:
il pensiero non mi abbandonava mai. C’è qualcosa che non mi torna.
Insomma, tutti hanno avuto la loro Reminescenza, tutti tranne me. E questa
è una cosa che mi fa davvero pensare. Perché proprio io no?
Ci dev’essere qualcosa, nella mia memoria, che non vogliono che io ricordi.
Qualcosa di pericoloso forse... ma per chi? Cosa posso aver visto di così
sconvolgente? Ho la risposta a portata di mano, lo so, è solo nascosta
da qualche parte... E più ci penso, meno mi viene in mente. Per cui
cercherò di non pensarci. Anche se sarà difficile.
È mattino presto e sono la prima ad essere sveglia, per forza, non
ho chiuso occhio. Vado verso il ruscello per lavarmi la faccia, un po’
di acqua fresca non potrà che farmi bene. Mentre mi lavo, però,
tengo una mano appoggiata a terra. Non voglio brutte sorprese. Credo di essere
io il bersaglio. Vogliono essere sicuri che io non ricordi. Ma non sanno che
io so che loro sanno. Bel casino, non c’è che dire.... In ogni
caso non ho nessuna intenzione di farmi prendere tanto facilmente. Vogliono
uccidermi? Che vengano a prendermi. Ecco, lo sapevo, ci sto pensando ancora...
Dei passi mi distraggono dai miei pensieri. Mi volto di colpo, pronta ad attaccare,
ma è solo Willow.
“El, sono io, calma. Hai i nervi a fior di pelle...” sospiro.
“Lo so... ma è dura. Voi sapete già quello che vi aspetta.
Io non so nulla.”
“Beh, vediamo se posso passarti una parte dei miei ricordi...”
si siede a terra a gambe incrociate e mi fa cenno di sedermi di fronte a lei.
Lo faccio. “Chiudi gli occhi.” Li chiudo.
“Concentrati... Svuota la mente.” Mi prende le mani nelle sue.
All’inizio non sento nulla di diverso, poi sento un calore anomalo sulle
mani. “Eccolo, lo vedi?” nel buio della mia mente inizia a delinearsi
un personaggio strano. Non molto alto, ma più di me di sicuro, avvolto
in un mantello scuro. Indossa una maschera strana, divisa a metà: una
metà sorride e l’altra ha un ghigno triste. Ha dei capelli castani
che gli ricoprono un occhio, lunghi e raccolti in una coda di cavallo.
“Sì, lo vedo.”
“Questo è William. L’abbiamo visto poche volte. Accompagnava
Anya. Non ha mai detto una parola. Ma noi siamo abbastanza sicuri che sia
cattivo. Tu lo odi abbastanza. Una volta ci hai detto che non vedevi l’ora
di prenderlo a calci nel sedere.”
“Oh, wow. Il suo viso mi dice qualcosa, ma non capisco cosa.”
“Lo saprai. Presto o tardi lo saprai.” La figura sfuma in un’altra,
più piccola e minuta. È una ragazza questa, con lunghi capelli
neri e due occhi scuri come la pece.
“Ma io la conosco questa! È la ragazza del sogno!”
“Sì, è proprio lei. Non l’abbiamo mai vista di persona,
ma sappiamo con certezza chi è: Cordelia. Lei è... la capa,
diciamo. È la principessa dell’oscurità. Cordelia governava
un regno sotterraneo, pieno di demoni e creature infernali. Un bel giorno
ha deciso che voleva anche il mondo di sopra. E per conquistarlo si è
portata tutti i suoi amichetti.”
“Parlami di lei... Che tipo è? Pericolosa?”
“Parecchio. E in gamba. Una volta ha preso Kendra per torturarla. Lei
non ricorda nulla, ha solo una grande cicatrice sulla schiena, che non sa
da dove è comparsa.”
“Ma è terribile...”
“Lo è. Per questo crediamo che sia pericolosissima. Ora puoi
aprire gli occhi.” Willow lascia le mie mani e io torno a guardarla
in faccia.
“E Anya? Parlami di lei...”
“Anya è... strana. Non saprei dire che tipo è. È
la nostra avversaria fissa. Ogni volta lei torna con un esercito diverso e
più potente per attaccarci. C’ha provato così tante volte
che scommetto che anche lei ha perso il conto...”
“Non l’abbiamo mai battuta?”
“No perché è brava: si fa scudo con i suoi soldati, così
noi non riusciamo mai a prenderla. Una volta ci sei quasi riuscita... L’hai
aspettata al varco, pazientemente, con una gabbia su misura per lei. Noi ci
siamo occupati dell’esercito. E tu, dopo un lungo combattimento, l’hai
imprigionata. Si è liberata solo grazie a William. Quella era la seconda
volta che lo vedevamo. È molto misterioso, a parere mio.”
“Che state confabulando voi?” è Kendra. Si è svegliata
e ci ha trovate.
“Oh, nulla. Tenevo lezione per El... Le raccontavo un po’ di cose
che non sa.”
“Ragazze, ora che mi viene in mente, chiamatemi Buffy per favore. El
mi suona strano.”
“Ti abbiamo sempre chiamata così... Ci siamo abituate e affezionate.
Ci farai l’abitudine, vedrai...” Kendra è davvero perfida...
Ma cosa le costa chiamarmi Buffy? “Devi tagliare i ponti con l’altro
mondo. Il tuo vero nome è Elizabeth, non Buffy. Possiamo chiamarti
El, Eliza, Beth, Liz, ma non Buffy.” Liz.... che cosa mi ricorda questo
nome? Due grandi occhi blu mi vengono alla mente... ma perché? Di chi
sono? Non importa, tanto non riuscirò mai a ricordarlo.
“Perfida..” dico guardandola storto.
“Lo so..” dice lei ridacchiando.
Dobbiamo
raggiungere il castello di Cordelia nel minor tempo possibile, questo ci ha
detto il nostro Osservatore stamattina. Sicuramente è lì che
tengono la principessa Dawn, per questo ci stiamo andando. La strada sarà
lunga e piena di pericoli, ma dobbiamo liberarla. Drusilla si affianca a me
lungo il cammino.
“Ti è tornata la memoria?” mi chiede dolcemente.
“No, però ho visto qualcosa per mezzo degli occhi di Willow.”
“Appena abbiamo un attimo di tempo ti farò vedere qualcosa per
mezzo dei miei.” Poi abbassa di colpo la voce. “Io l’ho
visto... So che volto ha... E lo sai anche tu...” che diavolo sta dicendo?
“Dru non ti capisco..”
“Lo so...” dice tristemente. “Nessuno ci riesce... è
per il mio dono, è una specie di maledizione...”
“Forse se parlassi un po’ più... chiaramente...”
non voglio trattarla male, sul serio, è solo che è così
enigmatica...
“Più chiaro di così! Ascolta, qui anche gli alberi hanno
le orecchie, non posso parlare più chiaramente di così....”
si guarda furtivamente intorno.
“Cosa stai cercando di dirmi? Qualcuno ci spia?” Drusilla scuote
la testa energicamente.
“Non ora... Ma potrebbe accadere in futuro. Quando entreremo nella zona
rossa non potremo più parlare... Non di cose serie, perlomeno.”
Qui le cose diventano sempre più confuse. Non sto capendo assolutamente
nulla....
“Che cos’è la zona rossa?”
“Un’area che si estende dal castello per venti chilometri tutt’intorno.
È chiamata così perché è infestata da demoni di
ogni tipo. Sono ovunque.” Xander si affianca a me. Forse ha capito che
a parlare con Dru non si risolve nulla. Per questo ha deciso di spiegarmelo
personalmente.
“Ah...” è l’unica cosa che posso dire. Dio santo,
mi sento come una bambina piccola a cui devi spiegare tutto... All’improvviso
sento una fitta alla testa, mi blocco. Poggio una mano sul capo per massaggiarmelo
ma nulla, il dolore aumenta in maniera esponenziale. I miei compagni sono
corsi a soccorrermi, sento le loro voci, tutte insieme, che mi chiedono che
cos’ho. Ma io le sento sempre più lontane..... Poi all’improvviso
vengo catapultata in un bosco. È più verde, in condizioni migliori,
meno debole. Il sole brilla alto nel cielo. Faccio un paio di passi avanti
e mi vedo. Sporca di sangue, forse nemmeno il mio, mentre protendo la mano
avanti per far spuntare dalla terra una radice che stritoli un demone Tohr.
È una battaglia, sanguinosa, violenta, ma passata. Dev’essere
uno dei miei ricordi... Ma perché ci posso camminare dentro? Insomma,
in un ricordo di solito uno non interagisce.... E poi perché mi vedo
in terza persona? Bel mistero....
Passeggio stringendomi le braccia nel mio ricordo. Mentre io macello i demoni,
pochi metri più in là, i miei amici stanno facendo lo stesso.
Ma Angelus? Dov’è lui? Mi guardo intorno ma proprio non lo vedo...
“Forza! Ancora un ultimo sforzo! Ammazzateli tutti!!” grido io
staccando la testa all’ennesimo demone. Sono alquanto sconvolta... Sono
proprio io quella? Ero davvero così spietata, fredda e crudele? Ma
la cosa più spaventosa è il ghigno sulle mie labbra, sadico,
duro, cattivo... Inorridita, mi ritrovo a desiderare con tutte le mie forze
di uscire. Non voglio più stare qui dentro... Chiudo gli occhi. Quando
li riapro sono tornata nel presente, sdraiata a terra, con tutti i miei compagni
che mi circondano, preoccupati.
“Stai bene? Cavoli che spavento!” questa è Kendra.
“Bene non direi, però mi sono ripresa.” Mi rialzo aiutata
da Kendra, che mi porge la sua mano. “È stato traumatico. Sono
entrata in un mio ricordo. E non mi è piaciuto quello che ho visto....
Scusate un attimo, ma perché diavolo vedevo in terza persona?”
“La Reminescenza a volte plasma i tuoi ricordi, se interrotta, a volte
vedi dal punto di vista del veicolo, ovvero io.” Dice Angelus.
“Che esperienza.... Ma sono davvero così cattiva e sanguinaria?”
“Lo sei stata. Ma devi capire che tu sei stata forgiata per la lotta,
per essere spietata e non aver nemmeno un briciolo di compassione per i tuoi
nemici... Se avessi completato la Reminescenza saresti tornata sicuramente
com’eri...”
“Allora Anya mi ha fatto un favore...” sinceramente, penso che
sia molto meglio essere umana che una Guardiana spietata.
“Sicura che questo ti permetterà di sopravvivere in battaglia?”
chiede in modo ambiguo. Kendra si para tra noi, in mia difesa.
“Certo, ci penseremo noi a proteggerla Angelus, non devi farle nemmeno
per scherzo certe supposizioni....” lancia uno sguardo a tutti gli altri,
che molto solidalmente si parano di fianco a lei, come a rimarcare il fatto
che nessuno mi lascerà morire. Sono commossa, sul serio. Angelus apre
la bocca per ribattere, ma una forte scossa di terremoto gliela fa chiudere.
“Arriverà dal basso...” sussurra Drusilla dietro di me.
Appoggio una mano a terra per sentire.
“Sono sotto e sono tanti.” Dico io per avvertire gli altri. “Là!”
indico un punto a pochi metri da noi. “Usciranno da là, spostiamoci
tutti!” Indietreggio prudentemente di un centinaio di metri e gli altri
mi seguono. Appena in tempo per evitare un branco di demoni Talpa. Decisamente
carini.....
“Dobbiamo Trasformarci o non ce la faremo, sono troppi.” Che diavolo
sta dicendo Willow? Trasformarci? Non faccio a tempo a chiederlo. Willow colpisce
la sua pietra rossa con il palmo della mano sinistra e una luce rossa, forse
anche più di una luce, un autentico fuoco, si sprigiona dalla sua mano
e l’avvolge. Quando ne esce è quantomeno cambiata. Più
alta, più donna. E vestita in modo diverso. Un lungo vestito bianco
bordato di rosa pallido ha preso il posto dei suoi precedenti abiti terrestri.
Nella mano sinistra stringe un lungo arco, apparso dal nulla.
Mi guardo intorno, cercando appoggio, ma nessuno sembra volermi dare spiegazioni.
Kendra si porta il pugno al petto e con il palmo sinistro colpisce la sua
pietra gialla. Alza la mano destra, in alto, in modo che, come una doccia,
la luce gialla che zampilla dalla sua mano possa investirla e ricoprirla.
Quando ne esce è anche lei più adulta, vestita con dei pantaloni
in pelle bianca bordati di giallo, molto aderenti, completa il corredo un
top dello stesso colore e materiale. Quello che mi colpisce di più,
però, è l’arma, che in lei è totalmente diversa:
sono due lame di luce, che partono dal dorso della sua mano e si incurvano
fino al gomito. Ora è il turno di Xander che, tenendo il braccio verticale,
col sinistro attiva la sua pietra. Un vortice d’acqua si sprigiona dai
suoi piedi e lo investe. Ne esce cambiato, più alto e più possente.
Una canottiera bianca con i bordini azzurri e un paio di pantaloni abbinati
completano il suo abbigliamento. Nella mano destra stringe una spada che sembra
fatta d’acqua. Tocca a Drusilla, che si limita a soffiare leggermente
sulla sua pietra per farne uscire un vortice che la inghiotte. Anche Drusilla
sembra diventare più adulta. Con un’acconciatura più vaporosa
e un vestito bianco con i bordini viola composto da una gonna a palloncino
e un top dello stesso colore, è pronta anche lei. La sua arma sono
due.... palline? Schiacciate. Dai lati escono delle cose trasparenti che sembrano...
lame, sì, devono essere delle lame d’aria. Bene... Ora sarebbe
il mio turno... Che diavolo faccio ora?
“Forza El, muoviti!” questo è Angelus che abbaia. Faccio
la prima cosa che mi viene in mente: con il dorso della mano sinistra colpisco
quello della destra.. e funziona! Un vortice di foglie arrivate dall’alto
mi inghiotte. Sento il mio corpo rimodellarsi, cambiare per diventare un po’
più alto e un po’ più snello. Lunghi stivali bianchi con
i bordini verdi, minigonna vaporosa e top coordinati sono il mio abbigliamento
da battaglia. Quando le foglie si diradano, istintivamente, ripeto lo stesso
gesto di prima, ma al contrario e un’altra pietra compare anche sulla
mano sinistra. Sento fluire una straordinaria forza dentro di me e, forse
per la Trasformazione, so cosa fare.
Intanto i demoni Talpa ci hanno accerchiati. Sono minacciosi e pronti a farci
a pezzetti. Gli altri Guardiani guardano tutti me. E io non capisco perché.
Forse sono io a guidarli sempre.
“Cosa dobbiamo fare, El?” chiede Xander. Sono determinata, ce
la posso fare.
“Bene... Questo è il piano. Willow, tu salirai sull’albero,
scaglierai le frecce da lì. Corri!” Con un rapido gesto della
mano faccio apparire una scala fatta di liane per fare in modo che possa salire
sull’albero. La rossa fa come le ho detto e corre verso l’albero.
“Xander, tu e Drusilla starete ai lati. Kendra, io e te ci occupiamo
del centro. Tutto chiaro?” tutti annuiscono. Drusilla e Xander vanno
verso i lati mentre Kendra mi sorride e si avvicina a me.
“Sempre al centro della mischia eh?” chiede sempre con lo stesso
sorriso. Io ridacchio e riprendo la concentrazione.
“Aspettate che siano loro ad avvicinarsi!” urlo. Intanto Willow,
con le sue frecce infuocate, ha già iniziato a fare fuori qualche demone.
Io e Kenny ci mettiamo spalla contro spalla, pronte ad attaccare. “Si
può sapere che diavolo uso io per combattere?” chiedo alla mia
amica.
“Le mani, usi le mani.” Riesce a dire di fretta mentre con la
lama sgozza un demone.
Ah, bene. Un demone talpa si para davanti a me. Stringo il pugno, sulla mia
mano compaiono dei rovi, sulle dita più precisamente. Così i
miei cazzotti saranno ancora più micidiali. Lo stendo.
Un demone Talpa ha la malaugurata idea di affrontarmi. Lo stendo con un pugno.
E così faccio con i successivi. Sembra incredibile. Basta un mio pugno
e li stendo. Sono incredibilmente potente... che sia per questo che sono il
capo?
Con la coda dell’occhio vedo che un demone sta attaccando Xander alle
spalle. Appoggio una mano a terra e un rovo ne esce, stritolando il demone.
Xander si gira e sbianca vedendolo. Con gli occhi ancora sgranati mi fa un
cenno di ringraziamento e poi torna a trafiggere i demoni con la sua lunga
spada.
Kendra intanto sta ancora combattendo alle mie spalle. E se la cava bene.
Guardo Drusilla. È in vantaggio. Ho così pochi avversari perché
sono molto potente?
E poi lo vedo... è seduto sotto un albero e mi guarda con un sorriso
beffardo da sotto la sua maschera. È lui, William, l’uomo misterioso
che si cela sotto una maschera. In un attimo sparisce. Mi guardo intorno furtivamente...
Dove diavolo è? Riappare proprio davanti a me.
“Battiti con me Liz...” dice con voce roca. “Vediamo se
sei migliorata...” io lo guardo perplessa. Poi, dopo un’alzata
di spalle, mi getto verso di lui cercando di colpirlo con un pugno. È
veloce il bastardo. Aggira il mio pugno e mi dà una gomitata dritta
in mezzo alle scapole. Mi manda a terra con un lungo volo, durante il quale
io mi giro, atterrando così sulla schiena. Allungo le mani velocemente
davanti a me, dai miei polsi escono delle lunghe liane che si stringono attorno
al collo del mio avversario. William cade in ginocchio, mentre cerca di liberarsi.
Mi alzo e aumento la stretta. Dalla sua mano esce una lama che usa per recidere
le liane.
“Non mi ricordavo questo colpo...” si rialza.
“Sai, sono molto creativa...”
“La tua fama è tutta meritata, Liz flagello dei demoni.”
quel soprannome mi fa rabbrividire, come la sua voce.
“Sta zitto...” dico acida. Mi getto su di lui cercando uno scontro
corpo a corpo. Finalmente riesco a colpirlo con un cazzotto in faccia, William
vola a terra, ma si rialza subito colpendo anche me in piena faccia.
“Non farmi perdere la pazienza...” dice lui. Io lo guardo perplessa.
“Che diavolo stai dicendo?” scuoto la testa. “Non importa..”
mi metto in posizione difensiva e attendo il suo attacco. Lui mi sferra due
cazzotti. Il primo lo evito, ma il secondo mi prende in pieno viso, obbligandomi
a piegare la testa di lato. Sputo il sangue di lato. Lo colpisco anche io
con un potente pugno. E lui me lo restituisce. Andiamo avanti per un po’
così, a darcele e restituircele, in una letale gara di resistenza.
Ma ad un certo punto io mi abbasso e gli sferro un calcio sullo stinco facendogli
perdere l’equilibrio. Cadendo, William mi afferra per un polso e mi
trascina a terra con lui. Sopra di lui. Ansimando, ci troviamo vicini. Posso
vedere i suoi occhi dai due buchi della maschera. Blu. Come l’oceano.
Mi sento ipnotizzata. Ora come ora, è solo una la cosa che devo fare.
Guardandolo negli occhi, porto le mani alla sua maschera, sto per toglierla,
ma lui mi blocca le mani.
“Spiacente passerotto, sarà per un’altra volta.”
Poi sparisce Teletrasportandosi. Io mi ritrovo distesa a terra.
“El, va tutto bene?” Kendra corre da me per aiutarmi a rialzarmi.
Accetto la sua mano.
“Sì, tutto a posto.” Mi guardo intorno: nessuna traccia
di demoni, solo cadaveri. “Quello era William vero?” lei annuisce.
“E dove è finito Angelus?” lui esce da dietro ad un albero,
dove si era nascosto.
“Qui.” Dice lui. E così è proprio vero, lui si limita
ad osservare.
“Eeeeeeeeeeeeeeeeeeeel!” è Willow che urla in lontananza.
“Fammi scendereeeeeeeeeee.”
Io scoppio a ridere. Faccio apparire la cara e vecchia scala in liana, in
modo che Willow possa scendere.
Capitolo 8
Mi sento tanto <<io>> in questo momento. Mi sento sicura di me,
potrei quasi dire di essere tornata, lo devo ammettere: mi sono mancata. La
paura, l’insicurezza, quell’opprimente senso di morte che mi si
erano attaccati prima se ne sono andati. Non ho ancora la benché minima
idea di quello che mi aspetta, ma non importa, perché dentro di me
so che ce la posso fare.
Guardo lo specchio d’acqua che si stende davanti a me. La luna ci si
riflette creando bellissimi giochi di luce. E’ così pacifico...
Tranquillo... Anche l’ambiente intorno a me sembra migliorato. I prati,
i fiumi, i boschi, l’aria, è tutto più vitale del giorno
in cui siamo arrivati, contrariamente a quello che ci aveva detto Angelus.
Oggi abbiamo pure sentito qualche debole raggio di sole che ci toccava il
viso. Io e Kendra saltavamo come due bambine nel giorno di Natale. Ci sembrava
così incredibile vedere la luce...
Mi tolgo i lunghi stivaloni e immergo i piedi nell’acqua. Così
dannatamente bello... Non sembra vero poter avere un pò di relax.....
Sto quasi per spogliarmi e buttarmi in acqua quando delle strane bolle appaiono
al centro del laghetto. Fossi stata la Guardiana dell’Acqua avrei potuto
capire subito che diavolo succede, ma visto che non lo sono non mi resta che
aspettare. La mano appoggiata sul terreno fresco. Il flusso di bollicine aumenta.
Improvvisamente esce dall’acqua, prendendo un lungo respiro. Si alza
in piedi e si dirige verso di me. L’acqua gli gocciola da tutte le parti,
dal petto nudo, dal viso, ancora coperto dalla maschera che indossava oggi.
Mamma che fisico....
Mentre avanza verso di me il livello dell’acqua si abbassa sempre più,
scoprendo sempre di più il suo corpo... La mascella mi cade letteralmente
mentre sta per fuoriuscire la vita dall’acqua...........Pantaloni. Lo
sapevo. Quasi speravo che fosse nudo... Che stupida, che vado a pensare!
Mi risveglio dallo strano incantesimo che quell’uomo ha gettato su di
me. Oddio, sono qui, tutta sola, con un uomo che molto probabilmente vuole
uccidermi... Evidentemente il combattimento di oggi non gli è bastato.
Procede verso di me a passo felpato, con i lunghi capelli castani che gli
ondeggiano liberi. Finalmente riesco a rivedere gli occhi: blu, bellissimi,
sembrano ancora più profondi di oggi.
“Buona sera passerotto. Mi aspettavi per caso? Volevi finire quello
che abbiamo iniziato oggi?” dice raggiungendomi. Faccio uno scatto nella
direzione opposta e mi rimetto di fretta gli stivali.
“Che diavolo vuoi William?” dico quasi urlando istericamente.
Stendo la mano destra puntandolo mentre la sorreggo con la sinistra.
“Ssssssssh, vuoi forse far accorrere tutti i tuoi compagni?”
“Sarebbe un’idea... Cinque contro uno... Magari stavolta ti prendiamo
davvero a calci nel sedere...” lui sembra perplesso.
“A che gioco stai giocando Liz?” di cosa sta parlando? Ora sono
io ad essere perplessa.
“A che gioco stai giocando tu! Vieni qui, facendo il grande amicone,
chiedendomi le mie intenzioni, quando appare chiaro che vuoi solo uccidermi!”
c’è qualcosa che non mi torna nel suo comportamento comunque.
Lui fa spallucce.
“Vengo in pace, grande capo, rilassati.” io lo guardo scettica.
“Guarda: sono disarmato.” abbasso gli occhi per controllare. E’
vero, è disarmato. Sono sempre più confusa. Se non vuole uccidermi,
allora cos’è venuto a fare?
“Abbassa quel braccio e siediti..” io stringo ancora di più
il pugno. “per favore..” aggiunge vedendo che io mi innervosisco
ancora di più: nessuno mi da ordini. Da stupida quale sono faccio quello
che mi dice, ma mi siedo lontana da lui. “Hai paura che ti morda?”
dice alzando il sopracciglio. Non mi prendo nemmeno la briga di rispondergli.
Incrocio le braccia e lo guardo in attesa di una spiegazione. “Ancora
diffidente?” io lo guardo in cagnesco.
“Chi sei tu? E che ne hai fatto della donna che amavo?” donna
che amavo??? Si è bevuto il cervello??
“E’ morta quando la tua amica Anya ha interrotto la mia Reminescenza.”
sgrana gli occhi.
“Cazzo!” dice alzandosi e tirando un pugno al tronco di un albero
lì vicino. “L’ha fatto davvero!”
“Ehi! Rispetta gli alberi!” ma poi riavvolgo il nastro. “Che
cosa vuol dire l’ha fatto davvero?”
“Amore, sono mortificato... Le cose non dovevano andare così...
Lei doveva solo spaventarvi un poco...No, doveva uccidervi a dire il vero,
ma non è nulla di nuovo, non ci è mai riuscita....” peccato
che invece si sia accanita su di me.
“Lei sapeva quello che mi avrebbe fatto interrompendo me e Angelus?”
William annuisce. “Quella stronza... Ma lo giuro, fosse l’ultima
cosa che faccio, avrò la sua testa.” William si siede di fianco
a me. Cosa vuole? È anche colpa sua se sono in questo stato... Lo guardo
e lui inclina la testa di lato, leggermente.
“Come sei bella....Mi sei mancata così tanto....” dice
accarezzandomi una guancia. La sua voce è un soffio bellissimo che
voglio andare avanti a respirare all’infinito. Respingo la sua mano,
nonostante mi accenda nel più profondo del mio cuore.... Sento una
sensazione così dolce e familiare....
“Non mi toccare...” dico imbronciata. “Io non so nemmeno
chi sei... Anzi, lo so, ma dovrei ucciderti...” lui sembra divertito.
E io non riesco a ragionare normalmente. Sveglia, quello è William,
il tuo nemico mortale, vai e fracassagli il cranio, visto che è pure
disarmato!
“Non è la prima volta che mi dici queste cose, amore, credi che
non cederai come hai fatto un tempo? Succederà di nuovo, perché
io e te ci desideriamo a vicenda...Non resistermi, sprechi il tuo tempo...”
Avvicina il naso al mio viso e lo affonda nei miei capelli, senza che io possa
fermarlo. “Così dannatamente buono......” dice con un sospiro.
Dolcemente, mi accarezza la linea del mento. E io vorrei morire. Perché
è così bello e così sbagliato allo stesso tempo?
“Che cosa vuoi da me William?” dico con voce stranamente ferma.
“Voglio riavere la mia Liz.... Tutto qui...”
“E non ti preoccupa il fatto che siamo nemici? O il fatto che stai cercando
di uccidere me e i miei amici?” lui scuote la testa mentre con gli occhi
segue concentrato le sue dita che ora scorrono libere sul mio collo accarezzandolo.
Vorrei davvero abbandonarmi alle sue mani... E’ come se le conoscessi
da sempre... Non ho paura.... E non sono preoccupata per quello che vuole
farmi. Mi fido... Perché in passato mi sono fidata, dev’essere
così, lo sento. “Amore mio....” sussurra mentre studia
accuratamente la linea delle mie spalle con le dita.
“Basta!” di colpo mi alzo decisa. “Voglio delle risposte..”
aggiungo iniziando a passeggiare su e giù per la riva. “Partiamo
dalle cose basilari. Che cosa vuoi da me?”
“Scoparti finchè non sarai esausta.” dice lui con una naturalezza
agghiacciante. Mi blocco.
“Prego?” lui sorride.
“Hai capito bene, amore, ti voglio.” e poi si avvicina a me. Fa
passare un braccio dietro la mia vita e mi attira possessivamente a lui. Attendiamo
in silenzio l’uno le mosse dell’altra, ma il tempo sembra essersi
bloccato. I nostri occhi si guardano, comunicano e si cercano. “Non
vuoi continuare da dove avevamo lasciato oggi?”
Non mi prendo la briga di rispondere, sposto solo le mani sul suo viso, proprio
sulla maschera. Vorrei tanto sfilargliela, ma prima lo guardo ancora una volta
negli occhi: è quello che vuole anche lui, anche se non so perchè
al momento me ne preoccupi... In un momento la tolgo e la getto a terra, rivelando
il suo volto angelico. La prima cosa che noto sono gli zigomi, così
affilati, così sensuali... Gli occhi, se è possibile, risaltano
ancora di più così. La carnagione è bianchissima, pallida
quasi. Le labbra sono semi aperte e invitanti, sembrano quasi chiamarmi...
“Come vedi, Liz, io mi sono messo a nudo con te...” mi accarezza
una guancia.
“Che senso ha tutto questo?” chiedo con un filo di voce. Ormai
non ho più fiato per parlare e so solo una cosa: voglio che William
poggi le sue labbra sulle mie, lo voglio così dannatamente... E allo
stesso tempo mi sento stupida perché mi sto facendo incantare come
una ragazzina dai suoi modi suadenti e dal suo bel corpo.
“Non ha senso, l’amore non è razionale. L’amore è
passione, travolgente e coinvolgente, che ti penetra in ogni fibra del corpo
e ti possiede. L’amore è selvaggio e incontrollato.” dice
anche lui con un filo di voce.
“Ma è anche dolcezza.. e tenerezza.” dico dolcemente. Lui
ride divertito.
“Questa è proprio l’ultima cosa che mi aspettavo di sentirti
dire, Elizabeth flagello dei demoni...” Il mio simpatico nomignolo mi
riporta alla realtà. Mi divincolo dalla sua presa e arretro.
“Stai lontano da me William...” ma esce più come una supplica
che un avvertimento.
“Per ora me ne vado, ma non rinuncio.” Raccoglie la sua maschera
e la riindossa. “Ah, dimenticavo, se hai bisogno di me basta che mi
chiami, sarò da te in un batter d’occhio. Basta solo che sussurri
<<Spike>>, e io arriverò ovunque tu sia. Stammi bene passerotto!”
e sparisce, lasciandomi ancora leggermente inebetita.
Più tardi mi sono pentita di non averlo ucciso. Avevo un’occasione
unica: William disarmato e solo. Ma poi mi tornano in mente i suoi occhi,
così blu e sinceramente...preoccupati. Dio! Se ci penso mi saltano
i nervi! Mi sono lasciata abbindolare come una ragazzina! Ma non è
forse questo quello che sono? Senza i miei ricordi non sono che poco più
di una ragazzina con l’istinto di un’adulta, che è l’unica
cosa che mi è rimasta della vecchia me. La vecchia me... Quasi mi viene
da ridere a pensarlo. La “vecchia me” avrebbe ucciso a sangue
freddo? Probabilmente sì. E perché allora io non riesco? Forse
il problema è solo con William... Devo ammetterlo, il nostro incontro
non mi ha lasciata del tutto indifferente. Ha risvegliato in me sensazioni
che pensavo di non poter mai provare. E’ qualcosa di antico e familiare,
che non posso cambiare nè ignorare. Pensierosa, torno dagli altri,
urlo un saluto da sopra la spalla distrattamente e filo a letto. Ci metto
un pò ad addormentarmi, ma alla fine Morfeo decide di accompagnarmi
con sè nel sentiero dei sogni.
Fisso
la luna e la luna fissa me. Sono distesa supina su un sofficissimo manto erboso
che accarezza dolcemente la mia schiena. Improvvisamente mi rendo conto di
essere seminuda e ansimante, ma stranamente soddisfatta. Di fianco a me una
figura girata di spalle si sta rassettando i vestiti.
“Ti è piaciuto?” chiede dolcemente William girandosi. Io
sorrido malinconicamente.
“E’ stato bellissimo come sempre... E’ sempre perfetto quando
lo faccio con te.” Lui sorride e si china a posarmi un bacio leggero
sulle labbra.
“Spike?”
“Sì passerotto?”
“Sarà sempre così tra noi? Quando potremo uscire allo
scoperto?” Lui si siede di fianco a me e si abbraccia le ginocchia.
“La conosci la situazione, anche meglio di me. Finiremo per ammazzarci
l’un l’altra, è inutile negarlo, è il nostro destino...”
“Era destino anche amarci?” chiedo con una punta di amarezza.
“E chi lo può sapere? Forse Drusilla, se riesci a cavarle una
parola sensata di bocca.” mi rabbuio. “Che c’è? Che
ho detto?” chiede notando la mia reazione.
“Non parlare dei miei compagni, non quando siamo insieme. Mi fa ricordare
che in realtà dovrei farti la pelle e non scoparti.” lui ride.
Lo guardo interrogativamente.
“Sei brava a raccontartela...” dice sghignazzando.
“Ti prego, non ricominciare. Non stasera. Abbiamo sempre così
poco tempo, stasera vorrei godermelo tutto.” Spike si rannicchia accanto
a me.
“Come vuoi tu amore, sempre come vuoi tu.” Mi accarezza dolcemente
la testa e mi stringe a sè. Riconosco l’abbraccio di un uomo
disperato che stringe a sè ciò che ha di più importante,
forse persino l’unica cosa che ha.
L’intensità di quell’abbraccio mi emoziona così
tanto che mi sveglio di soprassalto. Ma forse preferivo dormire, visto l’ennesimo
shock che ho davanti a me: Drusilla in piedi di fianco a me con le mani alzate
su di me, in alto, e gli occhi chiusi. Tutto il corpo è concentrato
sul flusso luminoso che si sprigiona dalle sue mani.
“Dru? Che ci fai qui?” lei tira un sospiro di sollievo, interrompe
la luce e si abbandona a terra, esausta.
“Volevo che vedessi quello che ho visto io.” sbianco.
“Quindi tu sai...?” ecco, ci manca solo di essere accusata di
una cosa che, in linea teorica, non ho fatto. E che nemmeno conosco. Certo,
lo sospettavo, ma è stato davvero uno shock!
“Sì, da principio. Era scritto nelle stelle.” dice come
se fosse la cosa più evidente del mondo.
“E non hai mai detto nulla?” sinceramente? Sono davvero stupefatta.
“No, non era il momento. Quando lo sarà, sarai tu stessa a farlo.”
“Non c’è nulla da dire, io non ho ancora fatto nulla e
non intendo farlo nemmeno in futuro!”
“Nemmeno dopo quello che hai visto? Nemmeno dopo tutto l’amore
che hai sentito?” ma sbaglio o Dru è stranamente lucida? Ma non
è questo il punto. Credo che abbia dannatamente ragione. Quel ricordo
mi ha fatto capire quanto William mi ami e quanto io possa averlo amato. Ma
questo può riflettersi nel presente? E poi è sbagliato. Io li
uccido quelli come lui.
“Ma è sbagliato... Siamo nemici.... E poi è successo tempo
fa, io ora sono un’altra persona.”
“Non perdere troppo tempo a negarlo, non puoi opporti alle stelle. E
poi William non si fermerà.” Mi oppongo eccome!!!
“Non so.. E’ tutto così complicato...”
“Segui il tuo destino.” detto questo se ne va. Ma sono consigli
da dare? Se non parlava era uguale. Però ora so che Drusilla è
stata mia complice. So che posso fidarmi di lei ora.
Capitolo 9
Una brusca scossa di terremoto ci sveglia tutti di soprassalto.
“Che diavolo succede?” chiedo stropicciandomi gli occhi, ancora
intontita.
“Ci attaccano! Tutti ai vostri posti!” urla Angelus in preda al
panico.
“Calmati, Osservatore.” metto meglio a fuoco. I miei compagni
iniziano a vestirsi e a prepararsi per la battaglia. Improvvisamente vedo
i nostri nemici: dei colossi di pietra alti almeno sette metri l’uno.
In testa, ovviamente, c’è Anya, che li guida con sicurezza, appollaiata
sulla testa di uno di quei.... cosi.
Sgrano gli occhi.
“Occavolo. Questa la vedo male.” schizzo in piedi. Ma poi ritorno
subito giù, perché mi viene il colpo di genio. Appoggio una
mano a terra e una spaccatura si apre dal punto in cui sono io ai giganti.
Anya sembra abbastanza stupita. Alcuni giganti finiscono nella voragine.
“Centro!” dice Kendra facendomi il segno della vittoria. Io le
sorrido.
“Xander, inondazione a volontà....” lui si mette in posizione,
aumentando la presa dei piedi sul terreno e assicurandosi di essere ben saldo.
Con un colpo da vero maestro, unendo i polsi, crea dal palmo delle mani un
getto d’acqua di una potenza notevole. Mi basta una sguardo e Drusilla
capisce, trasformando il getto in un vortice, che spazza via tutti i nemici
rimasti. Con un abile salto Anya scende dal mostro che la trasportava e si
Teletrasporta davanti a noi.
“Complimenti,” batte le mani. “vi siete ripresi bene, sembrereste
quasi bravi come l’ultima volta. Ma non vi servirà. Tornerò,
ogni volta, con qualcosa di più potente, e, quando meno ve lo aspetterete,
vi sconfiggerò tutti.” svanisce ridendo diabolicamente.
“Uff!” ricado a terra spompata, l’attacco di stamattina
mi ha lasciata del tutto sballata, e non solo quello. Mi sembra strano che
Anya non abbia cercato lo scontro diretto.
“Ma è normale che ci attacchino all’alba?” chiede
Kendra guardando Angelus, che è appena riapparso dal suo sicuro nascondiglio
dietro all’albero.
“A quanto pare sì. Forza, vestitevi tutti, si riparte.”
Tra mugolii di disapprovazione, la compagnia riparte. Siamo tutti stanchi
e stressati, la lotta è sempre stata la nostra vita, è vero,
ma è davvero molto tesa. Ogni tuo respiro potrebbe essere l’ultimo.
Ogni tuo movimento deve essere preciso e letale. Basta un piccolo errore,
solo uno, e sei morta. In un clima come questo chiunque avrebbe i nervi a
fior di pelle. Noi siamo stati creati per questo, e sinceramente mi fa un
po’ paura questa cosa. È forse solo questo lo scopo della mia
vita?
Poi mi viene in mente lei, Dawn. Ripenso al suo viso d’angelo, alla
sua purezza, e mi vengono i brividi a pensarla rinchiusa in una cella. Lei
è stata più sfortunata di noi, ha un peso molto più grande
sulle spalle: l’intero regno. Non dev’essere facile. In fondo
sembrava solo una ragazzina. Una ragazzina con il peso del mondo sulle spalle,
come noi, in fondo. Mi viene un dubbio, improvvisamente. Mi avvicino ad Angelus,
solo lui ne può sapere di più.
“Angelus... Posso farti una domanda?” dico a mezza voce, abbastanza
alta da farmi sentire da lui e abbastanza bassa da non farmi sentire dagli
altri. L’Osservatore annuisce.
“Noi sappiamo dov’è il Cristallo? Ce l’ha Dawn?”
è un dubbio che mi è sempre rimasto. Lui sembra molto colpito.
“No, non ne abbiamo idea, ma dubito fortemente che ce l’abbia
Dawn. Comunque lei ha sempre custodito il segreto con grande cura. Perché
questa domanda?” mi guarda perplesso.
“Beh, vedi, ho pensato che se l’avessimo saputo saremmo stati
in pericolo. Potrebbero cercare di catturarci e farci parlare. Meglio la morte
a questo punto.” Dico scrollando le spalle. Lui sorride divertito dal
discorso. “Scusa un attimo, ma se noi non l’abbiamo e non abbiamo
idea di dove sia, perché diavolo stiamo andando a stanare Cordelia?
Ci ha già sconfitti una volta, che senso ha gettarci nelle mani del
nemico? Piuttosto ci servirebbe...un’arma, una qualsiasi cosa che la
riduca in cenere...”
“La priorità è salvare la principessa prima che le accada
qualcosa di molto brutto.”
“Non ci sarà più nessuno che potrà salvarla se
noi moriamo in questa impresa.”
“Ce ne saranno sempre altri.”
“Ma non bravi come noi...”
“Piuttosto presuntuosa eh?” dice scherzosamente.
“Incosciente.” continuiamo a camminare per un pò in silenzio.
Attraversiamo una fitta foresta che ci impegna mente e corpo. Cerco di farmi
strada alla bell’e meglio, spostando con i miei poteri le liane, le
erbacce velenose e le radici. Ma non posso sradicare alberi, cespugli e arbusti,
così la nostra traversata è ugualmente impegnativa.
Mano a mano che la foresta si dilata riesco a scorgere uno spiazzo erboso
circondato ancora da una fitta boscaglia. E’ l’ideale.
“Fermi tutti.” dico appena giungiamo allo spiazzo verde. “Qui
ci fermiamo, per qualche giorno.” Angelus mi guarda con gli occhi sgranati.
Tutti gli altri, con un sospiro di sollievo, si siedono a terra per riposarsi.
“Chi ti credi di essere? Tu non hai l’autorità per fare
questo!” inveisce contro di me.
“Posso.” dico semplicemente.
“Con quale diritto? Non sei tu a comandare.”
“E’ qui che ti sbagli. IO sono la Guardiana della Terra, Comandante
di tutti gli altri Guardiani. Tu sei solo un Osservatore, un sottoposto. Non
dimenticarlo mai: qui sono io che prendo le decisioni.” non so da dove
sia venuto questo sprazzo di malvagità e questa freddezza. E nemmeno
lo voglio sapere. Lo so, forse sono stata un pò dura con lui, ma mi
aveva stufato quella sua aria da super uomo. Abbiamo bisogno di riposo, altrimenti
non ce la faremo. Angelus fa una smorfia di stizza e si allontana. Tornerà
quando gli sarà sbollita la rabbia.
“C’è bisogno di acqua, Xander, riesci a trovare un torrente,
per favore?” dico rivolta a lui.
“Certo, vado in avanscoperta.” si alza e si dirige nella foresta.
“Willow, ti occupi tu della legna per favore?” annuisce e si alza
pure lei. Avrei mandato Dru, ma è meglio tenerla sott’occhio.
Mi fido di lei, ma rimango convinta del fatto che non abbia tutte le rotelle
a posto. Con un sospiro mi lascio cadere a fianco di Kendra.
“Avrò esagerato?” le chiedo dubbiosa.
“Sei stata forte.” dice scrollando le spalle.
“Ok, ho capito, ho sbagliato.”
“No, non è questo che volevo dire! Avevi pienamente ragione sulla
faccenda del riposo e tutto il resto. Forse hai alzato un pò troppo
la voce, ma il capo sei sicuramente tu.”
“Facevo così anche prima?” chiedo piano.
“Sei sempre stata un pò autoritaria. Ma noi ti adoriamo lo stesso.
E poi è un bene che tu sia così. Un leader deve avere carisma.”
riesce sempre a risollevarmi il morale.
“Grazie...” prendo un grosso respiro. “Senti, mi servirebbe
un favore...”
“Spara.”
“Vorrei che tu mi parlassi un pò di me... E di te... Com’ero,
la mia storia e anche la tua storia. Sai, sto cercando di venirne a capo,
ma non ho abbastanza informazioni.” lei sorride.
“Certo, non sarà tutto piacevole però.”
“Tranquilla, sono pronta.” la rassicuro. Sono pronta davvero.
Ho dei sospetti, ora mi serve qualcuno che li confermi.
“Vedi, El, tu eri proprio una grande stronza.” fantastico, ora
è una certezza matematica. “Eri arida e fredda, all’inizio.
La tua vita si riduceva solo alla lotta contro il male e questo ti metteva
proprio di cattivo umore. Cosa condivisa da tutti noi. Nessuno te ne faceva
una colpa, perché tu portavi un peso molto più grande del nostro
e eri anche un ottimo comandante, il migliore.” mi dice con un sorriso.
“Poi un giorno è cambiato tutto. E’ stata la prima volta
che ci siamo battuti con William. Aveva studiato tutto alla perfezione: trascinarci
fuori dalle mura, accerchiarci e avventarsi su di te per prenderti e rapirti.”
Sgrano gli occhi. E’ davvero successo tutto questo? “Poi lui è
sparito con te, lasciandoci ad affrontare i suoi scagnozzi. Pensava che senza
di te saremmo stati nella merda. In effetti, per i primi minuti è stato
così, ma li abbiamo sconfitti tutti facendo gioco di squadra e seguendo
i consigli che ci avevi dato. Ma questa era una magra consolazione: ti avevano
portata via. Dawn ha sguinzagliato le migliori veggenti di Kingsdale per trovarti,
tra cui anche Drusilla, ma nessuna è riuscita a trovarti. Eravamo tutti
piuttosto demoralizzati, e non perché avevamo perso il nostro capo,
ma perché avevamo perso un’amica, una di noi.” aggiunge
vedendo il mio sguardo incupirsi. “Una settimana dopo sei tornata da
noi da sola. Pioveva a dirotto quel giorno, ricordo che ti abbiamo trovata
sotto l’acqua scrosciante priva di sensi e infreddolita. Però
stavi bene. Avevi dei segni di lotta su tutto il corpo, ma nulla di irreparabile.”
questa sì che è dura da digerire. E’ un trauma. Che cosa
mi avrà fatto William? Quindi il suo era tutto un imbroglio.... Questo
però non spiega il ricordo di Dru.
“E che successe in quella settimana? Cosa mi aveva fatto William?”
“Non l’abbiamo mai saputo, dicevi di non ricordare. Sinceramente
non ne abbiamo mai avuto la certezza.”
“Che motivo avrei avuto di mentire?” chiedo sorpresa. Ne avrei
avuti mille buoni, a dire il vero... Kendra scrolla le spalle.
“Da quel momento sei cambiata. Sei diventata più socievole, più
simpatica, più allegra e addirittura più brava nella missione.
Non lo credevamo possibile. Le cose sono state poi in stallo fino alla notte
in cui hanno rapito la principessa Dawn.”
“Da quanti anni combattiamo questa battaglia?” perché è
di sicuro di anni che si tratta.
“Ormai credo di avere perso il conto.” dice con una risatina ironica.
“Sei anni e sette mesi.” dice Drusilla improvvisamente risvegliatasi
dallo stato di profonda contemplazione di prima.
“Wow...” dico a mezza voce. Sono sconvolta. Sei anni così.
Ma questa volta chiuderemo il conto, lo giuro su tutto ciò che ho di
più caro.
“In effetti fa un certo effetto... Sei anni di battaglie, dolori, morti
e guerre.” commenta Kendra.
“Dì la verità, tu non ti ci trovi così male vero?”
lei sorride.
“No. In fondo questo è il mio destino. Mi calza a pennello. Mi
piace la lotta, menare un pò le mani, decapitare qualche demone.. mi
fa sentire viva. Cosa farei se questa guerra finisse? Dove potrei andare?
Cosa potrei fare?”
“Io invece non aspetto altro. Direi che prima di tutto ci prenderemmo
una vacanza: sole, mare e bei fusti.” mi blocco. Ho come la sensazione
di aver dimenticato qualcosa. Dannazione! Xander e Willow! “Da quanto
tempo parliamo?” chiedo agitata.
“Non saprei... Un pò, perché?” mi sento l’ansia
addosso: e se fosse troppo tardi?
“Xander e Willow, nella foresta da soli... E’ passato troppo tempo..”
Kendra spalanca gli occhi e scatta in piedi. Faccio la stessa cosa.
“Non è troppo tardi. Se corri fai ancora in tempo a salvare uno
dei due...” dice la veggente. Cazzo!!!! Avvisare prima no, eh???
“Dove, Dru?? E cerca di essere chiara.” lei si alza.
“William da quella parte con Willow.” dice indicando un punto
dove la boscaglia è ancora più fitta. “Non è tanto
lontano.”
“Voi correte da Xander, io corro da Will. Fate presto!” detto
questo inizio a correre come una scheggia, con il cuore che batte a mille.
Che stupida che sono, avrei dovuto accorgermene prima! Metto la mano di fronte
a me e spazzo via tutti gli alberi davanti a me. La situazione è disperata...
Ed ecco che li trovo... Willow è piuttosto malridotta, le vesti stropicciate
e il viso deturpato da tagli, in mano stringe l’arco su cui ha già
incoccato una freccia infuocata. Ansima pesantemente. Anche William ansima.
Riporta meno ferite della mia amica, ma non è messo bene neppure lui.
“Allora rossa, sei pronta a farla finita?” Willow prende un grosso
respiro. Non posso permettere che nessuno dei due faccia un’altra mossa.
Approfittando del fatto di non essere vista, faccio scivolare due rami da
un albero che si trova proprio dietro a William intorno alle sue caviglie.
Sorpreso, guarda in basso, ma non fa in tempo perchè lo tiro su violentemente,
lasciandolo appeso come un pipistrello all’albero.
“Willow!! Stai bene?” lei è stupita. Lascia cadere l’arco
e poi si lascia cadere lei stessa.
“Grazie al cielo...” mormora mentre la abbraccio. Torno con lo
sguardo a William. Sembra arrabbiato.
“Come diavolo ho fatto a farmi gabbare da un trucchetto così
stupido??” borbotta tra sè. “Bene Liz,” dice rivolto
a me. “davvero brava. Stai diventando silenziosa. Che ne dici di slegarmi
e lasciarmi andare?”
“Will, vai, torna dagli altri, io qui me la caverò benissimo.”
lei mi guarda con occhi malinconici, non si fida a lasciarmi sola con lui,
ma io scuoto la testa. Rassegnata, prende l’arco e se ne va un pò
barcollando. Ce la farà, lo spiazzo non è lontano.
“Cos’è amore hai voglia di stare con me?” gli dico
non appena Willow si è allontanata.
“Va bene, mi hai scoperto.” si Teletrasporta davanti a me. “Come
facevi a saperlo?”
“Lo so e basta.” dico incrociando le braccia. Non sono le liane
giuste, semplicemente.
“So che muori dalla voglia di chiedermi una cosa...”mi schernisce.
Lui come fa a saperlo??? “Ma come farai? Il tempo stringe. Dall’altra
parte Anya avrà già fatto fuori Xander. Se corri sei ancora
in tempo. O vuoi stare qui con me a parlare? Come farai a convivere con il
rimorso di aver lasciato morire un tuo compagno?”
“Xander basta per una come Anya..” anche se non ne sono tanto
convinta. Potrebbe essere in difficoltà... Potrebbe averlo preso alle
spalle e...
“Corri Liz, se non lo vuoi perdere. Ci sarà tempo stasera per
parlare, basterà che mi chiami, e sarò da te.”
“Dannazione!” borbotto tra me e me. Mi lascio convincere. Gli
lancio un’ultima occhiata infuocata e inizio a correre alla ricerca
di Xander.
Quando li trovo, stanno tutti bene. Sono tornati nello spiazzo erboso, vittoriosi.
Chiedo che ne è stato di Anya e loro mi rispondono che è scappata
quando ha visto arrivare Drusilla e Kendra, aveva capito che non poteva farcela.
Controllo Xander, non è ridotto poi così male. Meglio di quanto
mi aspettassi. Vengo pervasa da un senso di rabbia: mi sono lasciata fregare
dal bastardo. Questa, però, è l’ultima volta che succede.
Le
tenebre calano sulla foresta e sul nostro piccolo accampamento, ma Angelus
non è ancora tornato. Sinceramente inizio a preoccuparmi... Eppure
so che tornerà. Forse è privo di poteri come i nostri, ma sa
benissimo come difendersi. In ogni caso, se entro domani sera non sarà
tornato organizzerò una squadra di ricerca. Mentre gli altri Guardiani
chiacchierano allegramente, io sgattaiolo via. Solo Drusilla mi vede, io le
faccio l’occhiolino e lei sembra capire al volo cosa voglio fare. Mi
coprirà, credo.
Mi faccio largo nella fitta boscaglia. Trovo un posto lontano dall’accampamento
e dai miei amici. E’ il momento di vedere se la magia funziona.
“Spike..” dico a mezza voce. Per un paio di secondi non accade
nulla, allora mi giro, pronta a tornere da dove sono venuta.
“Buona sera amore. Sai, non ci speravo più.” mi giro piano,
sono alquanto sconvolta. Non pensavo sarebbe apparso davvero, o forse non
ci speravo.
“Da dove sbuchi?”
“Te l’avevo detto che se mi avessi chiamato io sarei venuto all’istante.....
Beh, in quel momento ero leggermente impegnato, ma mi sono liberato per correre
da te.” indossa la maschera, come oggi, ma in questo momento non ce
n’è bisogno. Mi avvicino e gliela sfilo, gettandola lontano.
Finalmente posso vedere il suo viso... William inclina la testa di lato e
mi guarda incuriosito.
“Non ti serve..” cerco di giustificarmi. Le sue labbra mi appaiono
così invitanti... La mia gola si secca stranamente... Dio, ancora quel
desiderio... Lo voglio ancora, e qui... Dopo quello che ho visto lo voglio
ancora più disperatamente. Ma me lo sto impedendo. In questi due ultimi
giorni mi sono impedita in tutti i modi di non pensare a lui, ma è
stato quasi impossibile..So di volerlo, ma nello stesso tempo non posso. E’
frustrante.
“Fallo...” sussurra avvicinando la sua bocca al mio orecchio.
Un brivido e un fiotto di calore percorrono insieme il mio corpo. “Staremo
entrambi meglio dopo.”
“N-non capisco a cosa ti riferisci...” dico ansimando. Indietreggio.
Voglio saltargli addosso, non so davvero cosa mi trattiene. Non è vero.
Lo so benissimo: senso del dovere. Dannata coscienza.....
“Fammi la domanda...” ah... era davvero a quello che si riferiva??
“Cos’è successo quando mi hai rapita?” dico ritrovando
il coraggio.
“Credi davvero che sarò sincero?”
“Ti conviene, ti sgozzo se scopro che menti... Lo capirei al volo.”
a questo punto, ne sono convinta. Intimamente sento di conoscerlo bene.
“Sempre dolce e delicata come al solito, eh?” dice divertito.
“Te lo racconto, ma ad una sola condizione.”
“Quale?”
“Voglio un bacio. Mi manchi amore, e io manco a te, ne abbiamo entrambi
bisogno.” arrossisco violentemente, come fa a essere sempre così
esplicito?
“M-ma, n-n-non posso, perché? Che diritto hai di chiedermelo?”
incespico.
“Che cosa vuoi che ti dica amore? Sono sempre stato cattivo.”
dice scrollando le spalle. Muovendo un dito avanti e indietro, mi fa cenno
di avvicinarmi. Non me la vuole proprio facilitare, il bastardo. Con passo
insicuro mi avvicino a lui. Per qualche secondo rimaniamo a fronteggiarci,
a studiarci. Posso sentire il suo respiro vicino al mio, e mi sta letteralmente
mandando fuori di testa. Alzandomi sulle punte dei piedi depongo candidamente
le labbra sulle sue. Un fiotto di calore mi investe. Il mio stomaco si trasforma
in un blocco di pietra e la gola si blocca. Il cuore prende a battere all’impazzata
e, insieme al mio, anche il suo.
Faccio scivolare le braccia intorno al suo collo, mentre lui mi sta già
stringendo la vita. La sua lingua scivola fuori dalla sua bocca e si posa
sulle mie labbra, chiedendo gentilmente il permesso di entrare, e io non glielo
nego. Le nostre lingue iniziano ad accarezzarsi sensualmente, a cercarsi reciprocamente.
Mi stringe ancora di più a lui, ancora con la stessa disperazione del
ricordo. Travolta da quei sentimenti, faccio la stessa cosa, mi stringo ancora
di più a lui. Posso sentire un sentimento nuovo e familiare prendere
spazio nel mio cuore. Non so cosa sia, ma è davvero bellissimo. Mi
sento completa. Soddisfatta. Non ho bisogno di nient’altro in questo
momento. Vorrei solo che il tempo si fermasse qui. Stacchiamo le nostre bocche
solo un attimo per riprendere fiato, e poi ci rituffiamo l’uno sull’altra
con ancora più passione di prima, se è possibile. Le sue mani
iniziano a muoversi sul mio corpo, a scivolare languidamente, ma lì
mi blocco. Stacco la mia bocca e levo le sue mani dal mio corpo. Ansimando,
mi maledico. Non avrei dovuto, anche se ora sto meglio. Qualcuno potrebbe
morire per quello che ho appena fatto... Se abbassassi la guardia sarebbe
la fine.
“Vuoi ancora sapere cosa è successo quella volta?” chiede
notando il mio sconvolgimento. Io annuisco lentamente. “Mi avevano ordinato
di rapirti, di portarti nel castello e tenerti prigioniera. Così ho
fatto. Dovevo interrogarti ogni giorno, chiederti se sapevi del Cristallo,
ma tu negavi con una forza e un coraggio che mi hanno affascinato. C’è
sempre stata attrazione, non è una cosa saltata fuori in questi giorni.
Un giorno l’attrazione è stata più forte del buon senso,
e siamo finiti a fare l’amore. Non so come sia successo, è successo
e basta. So solo che è stata la migliore decisione della mia vita.
Ci siamo innamorati quella settimana. Ormai gli interrogatori erano l’ultimo
dei miei problemi e lo stesso era per te con la tua missione. Un giorno però
mi hanno ordinato di ucciderti dal momento che non parlavi. Io invece ti ho
lasciata fuggire. Ci siamo segnati a vicenda, per far credere a tutti che
avessimo lottato, e poi ti ho lasciata andare. Sapevo che si sarebbero bevuti
la storia. Però sapevo anche che mi avrebbero punito per essere stato
così sciocco. La vedi questa?” dice indicando la cicatrice sul
sopracciglio sinistro. “Me l’hanno fatta, insieme ad altre ferite,
quando ti ho lasciata andare. Questo è il segno del nostro amore. Quando
la vedi, ricordati sempre che ti ho amata così tanto da lasciarmi ridurre
a un mucchietto sanguinante.” Dio, è sconvolgente. Ha davvero
fatto tutto questo per me?
“Come faccio a sapere che non è una trappola?” lui scuote
la testa divertito.
“Sei incorreggibile...” si avvicina e mi bacia ancora. Io rispondo.
Stavolta il bacio dura di meno. “Non puoi saperlo con certezza, Liz.”
ha staccato la bocca dalla mia e mi tiene le mani intrecciate dietro la schiena.
Inizio a sentire la mancanza di quelle labbra... “Stammi bene passerotto...”
mi tira indietro una ciocca di capelli e sparisce, raccoglie la maschera e
svanisce di nuovo. Tiro un sospiro di sollievo: Dio, che serata sconvolgente.
Capitolo 10
“Forza! Non mollate! Spingete di più ai lati!” urlo ai
miei compagni. Forse l’ho già detto, ma questa la vedo male.
Ci hanno attaccati, stavolta all’ora di pranzo. Direi che ogni commento
è superfluo, sono davvero cose da pazzi.
I bellissimi mostri oggi consistono in uno sciame di api killer, giganti.
Sembrano quasi una mutazione genetica... Semplicemente disgustose.
Era William a guidarle. Per ora si mantiene in disparte, forse vuole farmi
qualche sconto? Forse anche lui non se la sente di misurarsi con me... Non
dopo quello che è successo l’ultima volta. Eppure mi sembra strano.
Mi apoggio a un albero, al riparo. Cerco di non pensare al mio braccio ma
è quasi impossibile. Mi fa un male atroce. Una di quelle maledette
api di Cernobyl (ammesso che si scriva così N.d.A.) mi ha lacerato
il braccio con uno dei suoi artigli. Sconvolgente, dal momento che le api
non hanno artigli. Appoggio una mano sul terreno. Non posso fare molto, sono
svantaggiata con questo tipo di mostri, però quel poco che riesco voglio
farlo. Le due che si stanno dando più da fare sono Willow e Drusilla.
Sono avvantaggiate. Willow ne abbatte una dopo l’altra con le sue frecce
infuocate e Drusilla si sta servendo del suo potere per sbatterle a terra
e decapitarle con un’invisibile lama d’aria. Kendra spara raggi
di luce a più non posso ma è in difficoltà. Per non parlare
di Xander con i getti d’acqua... Un vero disastro... Cerco di afferrare
un paio di api con i rami degli alberi con scarso successo, ne prendo solo
una. La stritolo seccandola.
“El! Non ce la facciamo, sono troppe!” urla Xander mentre cerca
di respingerne una con un getto d’acqua. Cavolo, ha ragione. Pensa,
Elizabeth, pensa, cosa potresti fare? Sono api, dannazione, un modo ci deve
essere!
“Willow! Devi...” non finisco la frase, un cazzottone mi manda
al tappeto. Dolorante, alzo la testa per guardare in faccia il mio assalitore:
William.
“Ahio, che sei impazzito?” dico in modo che possa sentirmi solo
lui.
“Alzati, Liz, o ti finisco all’istante.” sì, è
impazzito. Prima dice che mi ama e poi tenta di uccidermi. Vuole il gioco
duro? Bene, lo avrà.
Mi rimetto in piedi con un balzo e gli sferro un calcio sotto il mento che
lo lascia di sasso. Vola a terra ma si rialza subito gettandosi su di me.
Schivo il suoi colpi facilmente, so dove sta per colpire un secondo prima
che lo faccia.
“Cos’è Spike, ti sei stancato di me? Una volta che mi hai
baciata mi molli? Che amore profondo il tuo...” cerco di ferirlo, ma
in realtà sono io a essere ferita dal suo comportamento.
“Cosa ti aspettavi passerotto? Un mazzo di fiori?” dice sempre
cercando di colpirmi. “No, tesoro, niente sconti. Siamo nemici mortali.”
“Buono a sapersi.” dico freddamente. Schivo il suo destro passando
sotto e gli tiro una ginocchiata nello stomaco. William sputa sangue e indietreggia
stringendosi la parte colpita. Ne approfitto per lanciare un’occhiata
intorno, bene, nessuno sta facendo caso a noi. Mi avvento su di lui. Usando
il braccio sano, gli do una scarica di calci e pugni che farebbe stramazzare
persino un dinosauro. Bastardo, continuo a ripetere nella mia testa mentre
lo colpisco violentemente. Lui cade a terra. Io mi metto a cavalcioni su di
lui, bloccandogli le braccia.
“Sei” destro “davvero” sinistro “un bastardo.”
destro. Gli urlo contro. Ormai lo sto picchiando anche con il braccio che
mi fa male. Ma non importa, non sento più il dolore. William ribalta
le posizioni. Mi blocca con le mani i polsi in alto.
“Liz,” mi sussurra all’orecchio. “lo sai che non posso.
Nonostante quello che provo per te devo venire qui a tentare di ucciderti
quasi una volta al giorno. Dobbiamo essere cauti se non vogliamo essere scoperti.”
Io non voglio essere cauta! Dannazione! In questo momento sento solo una grande
frustrazione, che sfogherò a pugni. Con un verso, ribalto nuovamente
le posizioni. Gli blocco le braccia mentre lui cerca di divincolarsi. Carico
il pugno di forza e di rovi per poi scaricarglielo sulla faccia. Lui perde
i sensi. Wow, un bel colpo. Gli ho anche rotto lo zigomo. Poi sento un urlo
dietro di me. Mi volto appena in tempo per vedere Kendra sbalzata contro un
albero. Le centinaia di api gentilmente regalateci da Spike si sono dimezzate.
Forse possiamo ancora fare qualcosa.
“Willow,” urlo richiamando la sua attenzione. “puoi creare
un getto di fuoco che spazzi via tutte queste maledette?”
“Ci posso provare,” urla lei dall’altra parte del campo.
“ma non sarà abbastanza potente.”
“Non ti preoccupare, fallo e basta. Dru, sai cosa devi fare.”
la Guardiana dell’aria annuisce convinta.
In una combo di incredibile potenza, creano un vortice infuocato, che brucia
tutte le api rimaste. Non è ancora finita però, ci rimane il
prigioniero da sistemare. Mi volto per legarlo ben bene ma non lo trovo. E’
scomparso! Dannazione...
“Aaaargh!” con un urlo di rabbia tiro un cazzotto a terra con
tutte le forze. Credo di avere anche un braccio rotto, peggio di così
non potrebbe andare.
Io
e William stiamo combattendo una delle nostre battaglie all’ultimo sangue,
tanto per cambiare. Mentre cerco di colpire William con una scarica di calci,
mi si dipnge un ghigno sadico sul volto. Lui sembra abbastanza scioccato.
“Perché?” chiede lui difendendosi alla bell’e meglio.
“Cosa ti aspettavi William? Credevi che ti avrei giurato amore eterno
davanti a tutti? Beh, ti sbagliavi. Siamo solo stati insieme, non ti ho giurato
amore eterno.” con un pugno gli colpisco lo zigomo. “Noi lotteremo
fino alla morte, QUESTO è il nostro destino.” con un calcio rotante
lo faccio volare a terra. Ansimando, mi tiro indietro una ciocca di capelli.
“Io pensavo...” dice piano William rialzandosi.
“Che non fossi Elizabeth il flagello dei demoni? Lo sono, purtroppo.”
dico con una punta di amarezza. Lui indurisce la mascella e si getta al contrattacco.
Con una sequenza velocissima di calci e pugni mi fa volare a terra. Mi rialzo
in fretta. Paro i colpi come posso ma è davvero infuriato. Uso i miei
poteri per farlo inciampare in un rovo e cadere. Mi metto sopra di lui e inizio
a tempestarlo di pugni. Ma non è lui che vorrei picchiare. Vorrei solo
poter chiudere gli occhi e non riaprirli mai più... Perché devo
essere così sbagliata?? Ieri sera mi sono... concessa a lui. E mi ha
sballata. E’ stato bello, ma mi ha fatto capire che non avrò
mai quella felicità. Sono solo attimi di tranquillità che strappiamo
a questa guerra. Non potrà mai esistere l’amore per noi... Mai....
E non dovrebbe esistere... Siamo nemici naturali. E io sono così sbagliata
da amarlo.
William approfitta della mia distrazione per ribaltare le posizioni e darmi
un cazzottone in faccia. Poi guarda in direzione dei suoi. Quello che vede
non gli piace.
“Liz, non mi chiamare più... Non verrò più da te..
Evidentemente la cosa ti sballa troppo... Ti amo ma tu non sei pronta... Stammi
bene amore...” sussurra al mio orecchio. “Ritirata!” urla
poi ai suoi. Spariscono tutti lasciandoci distrutti davanti alle mura dell
fortezza.
Mi sveglio. E’... E’ stato solo un sogno allora... ma sembrava
così reale.... No, doveva essere un ricordo, l’ho visto dall’esterno.
Non ci capisco più nulla. Proprio quando pensavo di aver capito qualcosa
ecco che arriva qualcos’altro che mi confonde. Mi metto a sedere a fatica,
dato il mio braccio malridotto. Willow non aveva abbastanza energie per curare
tutti. Spero che domani mattina riesca a curarmi. Sta diventando davvero fastidioso.
Mi alzo in piedi. Tutti dormono. Vado verso il fuoco e mi ci raggomitolo davanti.
Non ho il coraggio di riaddormentarmi. Non voglio vedere nient’altro.
Un fruscio mi distoglie dai miei pensieri.
“Chi va là?” attendo. Nessuna risposta. “L’hai
voluto tu...” accigliata, appoggio una mano a terra. Un ramo solleva
per i piedi un uomo, tutto vestito di nero. Il mio cuore sobbalza, che sia
William? Prendo un bastone dal fuoco e vado verso il bel salame appeso. Gli
avvicino la torcia alla faccia e sono alquanto stupita di vedere Angelus.
“Buona sera...” dice lui nervosamente.
“Angelus! Che cosa ci facevi nascosto nei cespugli?” chiedo perplessa.
“Ve la cavate benissimo senza di me...Perché tornare?”
chiede con il broncio.
“Stupido.” dico mettendo il broncio. “Certo che abbiamo
bisogno di te, hai una conoscenza infinita, come fai a non capirlo?”
“Ah, solo per quello?” e per cos’altro?? ma non sono così
sadica da dirglielo.
“Abbiamo sentito la tua mancanza, ma non montarti troppo la testa.”
trasformo il mio broncio in timido sorriso.
“El?”
“Sì?”
“Mi faresti scendere?” chiede un pò imbarazzato.
“Ops, scusa.” faccio un gesto con la mano e i rami lo liberano.
Lui atterra come una pantera. Senza dire una parola ci sediamo insieme davanti
al fuoco. Non posso fare a meno di fissare le sue lingue dardeggianti mentre
mille pensieri si formano nella mia testa. Doveva essere proprio spietata
la vecchia El... Quello che ho visto non mi è piaciuto per niente.
E nemmeno la vecchia El si piaceva. Sinceramente sono contenta di non essere
tornata come prima... Ora cercherò solo di non ripetere gli errori
del passato. Anche se quelle labbra.... Dio mio, quelle labbra infuocate mi
tormentano. Vorrei rivederlo ancora, anche solo per menare un pò le
mani, ma non posso. So che verrebbe da me di corsa, ma devo trovare la forza
di non pensarci.
“El? Mi ascolti?” dice stizzito Angelus.
“Huh? Cosa?” cado dalle nuvole io.
“Vai a dormire, sei sconvolta. Domani mattina sarai a pezzi altrimenti...”
“Già... Dormire...” è l’ultima cosa che voglio
fare, ma è anche l’unica che posso fare. Meccanicamente mi alzo
e mi dirigo al mio giaciglio. Ci metto un pò ad addormentarmi. Alla
fine ci riesco, scivolando in un sonno senza sogni.
La
mattina dopo aver fatto un’abbondante colazione, Willow mi cura finalmente
il braccio. E’ davvero un sollievo, avevo dei dolori lancinanti. Non
essendo una che si lamenta, ho ceduto il turno agli altri. A che prezzo però...
Questa mattina il programma prevede dei duri allenamenti, dobbiamo arrivare
preparatissimi al castello di Cordelia. Mi occupo io di sovrintendere agli
allenamenti mentre Angelus gironzola intorno per fare la guardia. Vedendo
cosa sappiamo fare dall’esterno, capisco che abbiamo ancora tanta strada
prima di poter affrontare Cordelia. Se solo trovassimo il Cristallo... Avremmo
già risolto tutto, spazzeremmo via la sua fortezza per sempre in un
solo colpo. Decido di unirmi anch’io. Io e Kendra ci mettiamo in disparte
a misurarci tra noi, ovvero a darcele di santa ragione. E’ brava la
mia Kendra, ogni suo colpo è misurato e letale. Però io conosco
il suo stile e riesco ad anticiparla ad ogni sua mossa e lo stesso vale per
lei. Sto per sferrare un attacco ma mi blocco. Kendra ne approfitta per saltarmi
addosso e buttarmi a terra.
“Ferma! Aspetta, non senti nulla?”
“Sì, El, valla a raccontare a qualcun’atro.” dice
lei con un sorrisino ironico. Io squoto la testa infastidita e lei capisce
che non sto affatto scehrzando. Appoggio una mano a terra, concentrandomi
sui rumori che essa trasporta. Posso addirittura vederli se chiudo gli occhi...
A cinque chilometri ad est Anya si sta avvicinando con un grande esercito
formato da demoni Hasselhorf, specie in via d’estinzione, che fortuna...
Sono molto feroci, era stata addirittura Dawn con il Cristallo a sterminarne
la maggior parte...
“Dannazione...” sussurro.
“Che c’è El? Cosa hai visto?” dice Kendra alzandosi
e porgendomi una mano. La accetto e mi alzo.
“Anya, con una grande armata di Hasselhorf. E noi siamo sfiniti. Dobbiamo
preparare una trappola.” gli altri stanno iniziando a guardarci, incuriositi,
nemmeno si immaginano cosa li aspetta... “Ragazzi, Anya si sta avvicinando.
Siamo nei guai.” tutti si guardano terrorizzati, sono stanchi e spossati.
E devono combattere un’altra battaglia. “Il tempo stringe. Willow,
riesci a fare un incantesimo per rallentarli?”
“Ok, vado.”
“Aspetta.. Quando hai finito arrampicati su quell’albero laggiù
e tieni sotto tiro quest’area.” dico facendo ampi gesti. Lei annuisce
e va. “Spostatevi....” dico guardando gli altri. Creo un grande
crepaccio proprio al centro, immenso. E ora, vediamo, cosa potremmo metterci
dentro? “Kendra, riesci a stiparlo di luce?”
“Ci posso provare...” dice lei dubbiosa. Si avvicina al crepaccio
insicura. Punta il palmo verso il centro della voragine e con la mano sinistra
si afferra il polso destro. Con un grande sforzo spruzza un getto giallo,
molto denso, nel buco. E’ luce incandescente. Dopo pochi minuti l’ha
riempito. Io lo ricopro con un sottilissimo e molto cedevole strato d’erba.
“El! Ho fatto!” Urla Will.
“Grandioso, ora sali!” le urlo in risposta. “Noi saliremo
su quegli alberi là in fondo. Prima però bisogna fare un paio
di cosette.” Con un movimento verticale della mano faccio innalzare
tutta la foresta a dismisura, in particolare i nostri cinque alberi. Creo
delle scalette. “Forza, salite tutti.” Una volta in cima, faccio
sparire le scale. “Ci rimane poco tempo. Xander, fiume profondo sotto
ogni albero. Drusilla, barriera d’aria per tutti.” Loro eseguono
senza esitare. “Quando arrivano,” urlo in modo che tutti possano
sentirmi. “aspetteremo che cadano nella trappola. Poi attaccheremo da
qui. Ci metteranno un pò prima di sfondare le nostre difese, però
ci riusciranno. Posso solo dirvi di non farvi prendere dal panico e di essere
il più precisi possibile. Domande?” è un pò una
domanda retorica questa. “Bene, buona fortuna allora.”
Sono spossata sinceramente, e anche tutti gli altri, prego solo che il mio
piano funzioni. Forse questa volta non ce la caveremo. Tutti i miei sensi
si attivano, Anya è molto vicina. Guida il corteo con sicurezza, inconsapevole
del nostro piano. Silenziosamente divide i demoni in tre gruppi e li indirizza
verso tre zone diverse. Uno dei tre gruppi sta andando proprio verso la mia
trappola. Sì!! Evviva!! Ci cadono dentro tutti quanti! Vengono letteralmente
disintegrati dalla luce. Anya fa cenno agli altri due gruppi di rimanere fermi.
Controlla la buca con molto disappunto e interesse. Ora tocca a noi. Faccio
cenno a tutti di iniziare ad attaccare. Rumori strani si diffondono per la
silenziosa foresta. Acqua, fuoco, terra, aria e luce stanno dando battaglia.
Anya si guarda intorno, cercando la fonte mentre i suoi demoni fuggono a cercare
un riparo. Velocemente io faccio franare il terreno sotto di lei. Ci rimane
di sasso e sembra quasi che stia per precipitare nel crepaccio ma poi si Teletrasporta
salvandosi per un pelo.
“Questa me la paghi Elisabeth! Aspetta solo che ti trovi!” uh
oh. E’ finita per me. Intanto gli Hasselhorf stanno cedendo sotto i
nostri incessanti attacchi. “Cosa diavolo state facendo razza di incapaci???
Sono lassù!” Anya ci ha scovati. I demoni si dirigono in massa
verso i nostri alberi. Visto che con i loro artigli sarebbe dura arrampicarsi,
attaccano direttamente la base cercando di abbattere le altissime piante.
Dell’esercito ormai rimangono solo una ventina di demoni contro i sessanta
iniziali. Forse abbiamo un speranza. Anya mi guarda e sorride perversamente.
Poi sparisce sotto i miei occhi. Presto, devo scendere. Creo una liana dall’albero
e scendo calandomi con quella. La mia nemica riappare proprio sul ramo sul
quale ero seduta. Perplessa mi cerca. Dal mio braccio si protende un rovo
lunghissimo, che decido di usare come frusta. Facendo il gesto di tirare un
pugno, il rovo si allunga fino ad Anya, che è girata di spalle.
“Anya!” la chiamo io. Lei si volta di scatto giusto in tempo per
vedere la mia frusta colpirla in pieno e gettarla giù dall’albero.
Cade con un sonoro tonfo. Corro a nascondermi tra gli alberi, picchiando qualche
demone per farmi strada. Lei si rialza piuttosto incavolata.
“Elisabeth!!!!!” urla. “Mi senti??? Sto venendo a prenderti
per farti a pezzettini!!!” io non so se avrò le forze per oppormi,
mi sento così debole... Spero solo di poter giocare d’astuzia
come ho fatto finora. Un Hasselhorf mi si para davanti. Lo trapasso da parte
a parte con la mia frusta, attirando però l’attenzione di Anya
che si Teletrasporta davanti a me.
“Ora non mi scappi più..” sibila cattiva.
“Non era mia intenzione...” Fingo innocenza. Mi abbasso per evitare
il suo pugno ma lei mi sorprende con un calcio nello stomaco. Mi inginocchio
piegata in due. Una ginocchiata nei denti mi fa volare all’indietro.
“Rialzati, vuoi forse farmi credere di essere già stanca?”
in effetti l’idea non era quella. Alzo la testa cercando di metterla
a fuoco, di scatto sollevo il polso e cerco di colpirla con una liana, troppo
lentamente perché lei lo evita. A quel punto si getta su di me riempiendomi
di calci e pugni. Non riesco a ribellarmi, non ho più forza. Per qualche
minuto continua così, accanendosi su di me. Mi chiedo solo quanto potrò
resistere prima di perdere i sensi.
“Prendi questo, strega!” è la voce di Willow che con una
freccia infuocata trapassa il braccio di Anya. Che miraggio! Non ci posso
credere! Metto a fuoco meglio. Posso distinguere tutti i miei compagni che
puntano il polso destro contro la nostra nemica comune. Sono malconci, ma
sono pur sempre quattro contro una. Senza dire una parola, Anya scompare.
“Non ci posso davvero credere, ce l’abbiamo fatta...” dice
Kendra. Xander si avviacina a me e mi tira su. Facendomi appoggiare a lui,
mi trasporta all’accampamento dove ci rimetteremo in sesto.
Cala
la sera sulla foresta. Dopo la battaglia di oggi decido di concedermi un bel
bagno. Willow ha già riscaldato il laghetto che si trova vicino all’accampamento,
ma non troppo, così che si abbia la dovuta privacy. Inizio a toglirmi
gli stivaloni e a immergere il piedi nell’acqua. Dio, è così
bello... Mi sto per addormentare...Chiudo un attimo gli occhi e vengo catapultata
in un altro ricordo. Sono troppo debole per lottare e riprendermi...
Vedo la vecchia El, acquattata nei cespugli che spia due uomini. Uno è
Spike, come lo chiamo io, e l’altro invece è nascosto nel buio.
Stanno parlando di un attacco, forse quello in cui hanno rapito Dawn, ma non
ne ho idea. Mi sposto un pò verso sinistra per capire chi sia. La vecchia
El mi imita. Sto per vederlo in faccia.
“Liz?? Liz, riprenditi, ti prego, apri gli occhi.” vengo riportata
bruscamente alla realtà.
“Spike?” distinguo finalmente.
“Sì amore, sono io.” dice accarezzandomi una guancia. Mi
tiene stretta tra le sue braccia. E io vorrei morire.
“Che ci fai qui?” il suo sguardo si addolcisce ulteriormente.
“Sono venuto a vedere cosa ti ha fatto...” mi sposta il viso prima
da una parte e poi dall’altra. “Ti ha conciata proprio male eh?
Perché non ti sei difesa? Avrei voglia di spaccarle la faccia...E ridurla
come lei ha ridotto te.” sembra seriamente preoccupato.
“Non ne avevo le forze. Ero troppo debole..” come lo sono ora
per lottare contro quello che sento. Mi rannicchio contro il suo petto. Lui
mi depone un bacio leggero a fior di labbra.
“Hai bisogno di un bagno.” arrossisco violentemente.
“C-cosa??” chiedo sconcertata.
“Devi pulire le ferite.” dice con la maggior naturalezza del mondo.
“Non con te qui di sicuro!” sbotto io. Se lo può anche
scordare!
“Sì invece. Mi prenderò io cura di te stanotte.”
Inizia a spogliarmi con la testardaggine di un mulo. In un attimo sono nuda
davanti a lui. Non posso guardarlo negli occhi... Cerco di coprirmi come meglio
posso con le mani e fisso un punto imprecisato dall’altra parte. “Sciocchina...
Ti ho già vista nuda.” arrossisco ancora di più, se è
possibile. Spike mi da un bacio sul naso, poi si spoglia anche lui. Bene Elisabeth,
ti sei cacciata in una bella situazione, e ora cosa fai? Eppure lui è
così dolce.. Da non crederci sul serio. A volte sa essere spietato.
Il mio primo istinto è quello di saltargli addosso e farlo mio. Temo
che sia anche il suo. In un impeto di coraggio, lascio che i miei occhi vaghino
sul suo corpo perfetto. Sento una vampata improvvisa quando i miei occhi incontrano
il suo pene. Giro improvvisamente la testa. Lui ridacchia divertito. Così
tanta stanchezza... Mi rendo conto di essere alla sua mercé.
Mi prende per mano e mi porta in acqua con lui. Lascia che per qualche momento
io goda della frizione dell’acqua e faccia finta che lui non esista.
Improvvisamente si avvicina, guardandomi con due occhi che fanno crollare
tutte le mie difese. Preoccupazione, amore, desiderio, tenerezza, lussuria,
ecco cosa leggo. Troppo intenso per essere sopportato. Gli getto le braccia
al collo e inizio a baciarlo. Lui appoggia una mano sulla mia scapola, l’altra
sul fianco e inizia a darmi delle carezze dolci e sensuali. Io continuo a
spingermi sempre più contro di lui, per aumentare il contatto. Ogni
punto che tocca è come pervaso da un fuoco incandescente. Sembra tutto
così nuovo e allo stesso tempo così familiare.... E’ una
sensazione così strana... Eppure sto bene tra le sue braccia. Vorrei
che questi momenti potessero durare in eterno..
Lentamente, William fa scivolare una mano in mezzo alle mie gambe. Sussulto
di sorpresa e anticipazione. Spike stacca la sua bocca dalla mia.
“Guarda che se non sei ancora pronta...” eccome se lo sono! Lo
voglio così tanto...E ora mi sembra così giusto... So già
che più tardi vorrò prendermi a calci nel sedere da sola, ma
ora come ora non mi importa.
“Zitto e baciami..” premo di nuovo le mie labbra sulle sue. Posso
sentirlo che ghigna soddisfatto internamente... La sua mano riprende a muoversi
in mezzo alle mie gambe, in cerca del mio centro. Inizio anche io a muovermi
sul suo corpo, che un tempo è stato mio. William trova la mia clitoride
e inizia a stimolarla. Dense onde di piacere si diffondono dal mio basso ventre
a tutto il corpo. Rompo il bacio e rimango ad ansimare sulla sua bocca. Le
sue abili mani mi stanno facendo impazzire... Chiudo gli occhi e mi concentro
su di lui. Quando poi aggiunge una mano sui miei capezzoli non ce la faccio
più, sto per venire e urlare di piacere. Me ne frego se qualcuno ci
sente. Lui capisce le mie intenzioni e mi bacia, portandosi via anche il mio
urlo. Per un attimo mi sento come svuotata. Mi aggrappo a lui e lascio che
mi sostenga.
“Wow...” dico guardandolo negli occhi.
“Già, wow...” è emozionato almeno quanto me, lo
posso percepire. “Sei proprio bellissima come ti ricordavo..”
dice accarezzandomi il viso. Ma quanto è dolce?? Mi riattacco alle
sue labbra, stavolta strusciando la mia femminilità contro il suo cazzo
già duro e pronto. Lo porto all’entrata del mio canale con una
mano e, in un’unica spinta, lo prendo fino in fondo. Ossantoiddio, sto
per venire di nuovo... Vorrei urlare, ansimare, gemere, ma non riesco, sono
bloccata, il piacere che sto provando ora è davvero incredibile. Anche
William è nella mia stessa condizione. Quando finalmente riusciamo
a respirare, inizio a muovermi su e giù sulla sua asta e a sfregare
il mio clitoride. Le nostre labbra si incontrano in quel tripudio di piacere
per l’ennesima volta. Io sto davvero per impazzire. E sto per venire
di nuovo.
“Non trattenerti, vieni amore..” mi sussurra all’orecchio.
Esplodo, e pochi secondi dopo lui mi raggiunge. Stanche e spossati raggiungiamo
il bordo roccioso del laghetto e ci appoggiamo per riprendere fiato. William
mi cinge la vita e mi tiene incollata a lui, quasi per paura che scappi. Rimaniamo
così, abbracciati per quelche minuto, senza parlare, consci del fatto
che non durerà in eterno quel momento di pace.
“E’ stato stupendo... Quante volte l’ho sognato...”
dice lui rompendo per primo il silenzio.
“Avrei voluto che fosse successo prima...”
“E io avrei voluto che non finisse mai..”
“Ti desidero Spike..Anche se non so come, visto che ci conosciamo da
così poco...” gli confesso timidamente.
“Ti desidero anche io Liz...” mi posa un bacio delicato sulla
testa. “Non chiederti perché o per come, è successo e
basta.”
“Forse hai ragione...” rimaniamo ancora qualche minuto così,
poi lui mi lascia e si alza. “Dove vai?”
“Devo andare, lo sai. Goditi il resto del bagno.”
“Mi mancherai..” dico piano.
“Oh, amore, ci rivedremo presto. Magari nonsarà un incontro piacevole
come questo, ma è già qualcosa no?” annuisco. Lui si riveste
velocemente e si piega a darmi un bacio sulle labbra. “A presto tesoro..”
e scompare. Ecco, lo sapevo, è arrivato il momento dei calci nel sedere.
Capitolo 11
Sono una ragazzina, una stupida ragazzina viziata che non sa controllare le
sue pulsioni. Ho sbagliato sapendo di sbagliare eppure l’ho fatto a
cuore leggero. Non me ne sono pentita, intendiamoci, è stato così
bello che era impossibile pentirsene, ma il problema è un altro: cosa
succederà ora a me e ai miei compagni? Non posso permettermi di divertirmi
con il mio nemico numero uno... Ne va della vita dei miei amici. Quindi cosa
posso fare?? Forse l’unica è stare in guardia... Privarmi del
suo amore è fuori discussione. Se non posso nemmeno avere quello, tanto
vale che mi faccia uccidere in battaglia, almeno la mia vita avrebbe un senso,
visto che si riduce solo alla mia missione. Certo, se le cose dovessero mettersi
male io non avrei dubbi, prenderei le parti dei miei amici, come ho sempre
fatto.
La situazione però è parecchio strana. So che è sbagliato
ma allo stesso tempo mi sembra giusto... e mi fa sentire completa. Sento dei
sentimenti nascere dentro di me, sentimenti dei quali prima scorgevo solo
l’ombra... Ora sono ben visibili ai miei occhi. Temo di averli sempre
provati e di essere stata cieca finora. Li ho sempre bloccati credendo di
essere più forte, ma non lo sono. Non posso che arrendermi. Forse sembrerà
una soluzione di comodo, che io abbia poca forza di volontà, ma non
è così.
Sono solo una ragazza che da retta al suo cuore.
“El!! Abbassati!” urla Kendra. D’istinto, mi getto a terra.
Con le sue lame di luce decapita un demone Earstoll che voleva farmi la festa.
“Si può sapere a cosa stai pensando??” mi chiede avvicinandosi
con prudenza. Ormai Anya è fuggita da tempo e Xander, Willow e Drusilla
si stanno accanendo sugli ultimi due Earstoll.
“A nulla..” dico scrollando le spalle. Ok, sono una pessima bugiarda,
ma che ci posso fare??
“Dì piuttosto che non me lo vuoi dire...” dice lei guardandomi
di traverso. E’ delusa. Di solito ci diciamo tutto, ma non stavolta.
I segreti possono esserci, tesoro, ma non per questa la nostra amicizia ne
verrà rovinata.
“Perdonami Ken.. Non posso davvero..” le dico con occhi supplicanti.
Spike non si è ancora fatto vedere... Se penso che solo l’altro
ieri stavamo facendo l’amore... Un brivido freddo mi riscuote. Guardo
il campo di battaglia, dove centinaia di carcasse di demone giacciono divorate
dagli avvoltoi, ormai nulla cammina e i miei compagni chiacchierano allegramente
dell’ultima uccisione. Come fanno ad essere così allegri?
“Bene, direi che qui abbiamo finito. Allenamenti compresi. Penso che
potremmo guadagnare qualche chilometro e fare campo lì.” un attimo...dov’è
Drusilla? Merda, prego solo che non le sia successo nulla. “Ma Dru??”
chiedo agitata.
“Sinceramente l’ho persa di vista.” risponde la mia amica
di sempre. Si guardano tutti in faccia ma sembra che nessuno abbia idea di
dove sia finita. Velocemente divido i campi di ricerca, perché deve
sempre sparire qalcuno?? Inizio a stufarmi.
Corro nel bosco, mettendomi in contatto con gli alberi alla ricerca della
Guardiana scomparsa. Nessuna traccia. Dannazione. Arrivo trafelata al laghetto
dove fino a un paio di giorni fa stavo con Spike... Piantala Elsabeth, non
è questo il momento.
Poi la vedo. E’ su uno sperone di roccia che fissa pensierosa l’acqua.
Non sembra nemmeno lei, il volto spiritato e coperto di sangue, come tutto
il resto del corpo, suo e dei demoni che ha sterminato. Rivolge lo sguardo
verso di me senza vedermi, inclina leggermente la testa di lato e, come una
marionetta a cui vengono tranciati i fili, si abbandona nel lago.
“No!” urlo. Un attimo e sono in acqua che nuoto disperatamente
per ripescare Drusilla. Non la trovo. Sento una morsa allo stomaco. Mi immergo.
Grazie a Dio, eccola!! Sta affondando lentamente, tutto il corpo abbandonato
all’acqua e uno strano sorriso sereno sul volto. Con un braccio la cingo
a me mentre con l’altro cerco disperatamente di risalire.
Riemergiamo a fatica e, ancora più faticosamente, la trascino fino
a riva. Mi abbandono a terra per riprendere fiato, giusto in attesa di riacquistare
le forze per gridarle tutta la mia rabbia.
“Sei forse impazzita????” urlo con tutta la rabbia scattando in
piedi. “Volevi ammazzarti???”
Lei sorride ancora di più. E’ distesa a braccia aperte sull’erba,
ansimante, sorridente. Sembra quasi che abbia visto la Madonna.
“Ora lo so.” dice semplicemente.
“Cosa? Cosa sai??” chiedo bruscamente.
“Me l’hanno detto le nuvole... Tutto intorno a me me ne ha parlato...
So tutto ora. Non dovrai più temere...” Non riesco proprio a
capire sinceramente...
“Dru spiegati meglio...”
“La profezia, so dov’è. Era una vita che cercavo di trovarla...”
“Quale profezia?” che stia vaneggiando?
“I nostri creatori alla nostra nascita ebbero una visione di ciò
che sarebbe accaduto in futuro, così decisero di scriverlo in una profezia
che poi nascosero in modo che nemmeno i nemici potessero trovarla. Quello
era compito mio.”
“Cosa c’è scritto? Ci aiuterà con Cordelia?”chiedo
ansiosa.
“Non ne ho idea, ma vale la pena di provare.” dice con un sorriso
innocente. Sembra tornata lucida, conviene approfittarne.
“E quindi ora sai dov’è?” Dru annuisce.
“Sono due giorni di viaggio se ci mettiamo subito in marcia, sosta notturna
compresa.”
“E allora partiamo subito.” dico con un mezzo sorriso. Le allungo
la mia mano, che lei accetta di buon grado.
Al
nostro ritorno troviamo tutti molto preoccupati, tranne Kendra e Angelus che
parlottano in disparte tra loro, che avranno da dirsi quei due?? In dieci
minuti sgomberiamo il campo mentre io e Dru contemporaneamente spieghiamo
la situazione agli altri. Eccoci, pronti!
Ci mettiamo subito in cammino, senza perdere un attimo e di buona lena. Il
clima però è un pò teso. Tanto per cambiare, non sappiamo
cosa ci aspetta, quindi siamo tutti un pò sulle spine. Solo Angelus
e Kendra hanno voglia di parlare, sempre tra loro e in gran segreto. Iniziano
a darmi sui nervi.
Drusilla e Xander stanno bisticciando perché li ho ammanettati insieme.
No, non sono sadica, è solo che così Xander potrà tenerla
d’occhio e sarà un buon modo per farli andare d’accordo.
Li slegherò in caso di pericolo. Anche Will si era offerta volontaria
per fare la guardia a Dru, ma ho preferito Xander.
I due sono davanti che stanno facendo strada al gruppo, li seguiamo io e Will,
chiudono il corteo Angelus e Kendra. Nonostante tenti di origliare i loro
discorsi, non sento nulla.
“Sarà stata una buona idea?” chiede la rossa dubbiosa.
“Non lo so. Vedremo. In caso contrario si scanneranno. Come vedi la
situazione volge sempre a nostro vantaggio.” dico ghignando. Willow
scuote la testa divertita.
“Hey!” dicono in coro Xand e Dru girandosi. “La pazza è
lei, non io!” aggiunge lui.
“Su, su, camminate. Non abbiamo tempo.” dice sbrigativa Will.
“Sai, El, non ho un buon presentimento, ma la veggente non sono io.”
“Ma sei la strega. Forse questo può significare qualcosa..”
“No, no, El, lascia stare.. Dimentica quello che ti ho detto. Non voglio
incupire ancora di più il viaggio.”
“Stai tranquilla.” le appoggio una mano sulla spalla e le sorrido
calorosamente. Sinceramente nemmeno io ho un buon presentimento, ma questo
può dipendere dal fatto che temo per la sorte di Spike. Non voglio
ucciderlo... Dio, non ci voglio pensare....
Verso
sera, arriaviamo al luogo che Drusilla ha scelto per accamparsi. Sì
perché essendo lei la veggente, ha scelto lei il posto. Francamente
ora come ora non ho voglia di niente, voglio solo Spike... Lo so, sono una
debole... Sgattaiolo via in cerca di un posto sicuro. Lo trovo. C’è
una grotta nelle vicinanze, ma non troppo vicina, così nessuno sentirà
in caso di rumori strani. Accendo un debole fuoco e sistemo una specie di
giaciglio d’erica, morbidissimo. Ok, sono un pò imbarazzata,
credo sia la prima volta che faccio una cosa del genere... Comunque mi faccio
coraggio.
“Spike..” sibilo alla notte. Attendo, ma non per molto. Lui compare
davanti a me.
“Buonasera amore...” dice sorridendo malizioso.
“Buonasera Spike..” dico io cercando di sembrare sensuale. Bel
tentativo, El..
“Salutiamoci come si deve...” getta via la maschera, cinge un
braccio intorno alla mia vita e inizia a baciarmi mentre il mio corpo aderisce
sempre di più al suo. Porto le mani al suo viso e inizio ad accarezzarlo.
Dopo qualche minuto l’ossigeno diventa indispensabile. Ci stacchiamo,
io non perdo tempo: inizio subito a spogliarlo.
“Ehi, che intraprendenza, piccola Liz..”
“A-ah..” dico io distrattamente mentre armeggio con i suoi vestiti.
“Abbiamo poco tempo. Ne ho bisogno Spike..” dico guardandolo con
occhi dolci. “Ne ho bisogno ora..”
“Oh, allora non c’è tempo da perdere. Anche io ne ho bisogno
passerotto, molto più di quanto tu pensi..” Con la sua collaborazione,
in un attimo siamo nudi. Lui fa un passo indietro, inclina la testa leggermente
di lato e sorride. “Sempre più bella...” sussurra. A quel
complimento inaspettato arrossisco. “Adoro quando fai la timida..”
dice prima di gettarsi sulle mie labbra.
Inizia così la nostra danza di mani che si rincorrono, si toccano.
Ci gettiamo sul giaciglio ansiosi di trovare ristoro l’uno nell’altra.
Mi accarezza dolcemente, mi bacia, mi stringe, per quanto potrò resistere
ancora?
Con una scia di baci bollenti William scendefino al mio ventre.
“Stanotte ti amerò come non ho mai fatto in vita mia..”
sussurra alla mia pancia. Poi inizia a far turbinare la lingua nel mio ombelico.
Getto la testa all’indietro nell’impeto della passione. Inizio
a gemere, a sospirare e a invocare il suo nome. Quasi mi sembra di impazzire
quando sento un suo dito intrufolarsi in me. Pianto le unghie nella sua schiena
e lo stringo ancora di più al mio corpo. Il ritmo aumenta velocemente,
e così anche i miei respiri. Cerco di contenermi, ma è davvero
impossibile: vengo urlando il suo nome, William, il nome del mio nemico. Spike
porta la bocca sulla mia femminilità e con languide leccate mi ripulisce
del mio rilascio. Ansimando, cerco di riprendere fiato. Non faccio in tempo,
perché qualcosa inizia a stuzzicarmi il seno. Con una mano William
mi sta torturando il capezzolo destro, ghignando e osservando le mie espressioni
di piacere. Con l’altra mano trova la mia clitoride e inizia a picchiettarla
con il pollice, alternando i colpetti a delle carezze languide. Devo distogliere
il suo sguardo da me, mi sta completamente bruciando... Lo afferro per la
nuca e porto le sue labbra sulle mie per catturarle in un bacio colmo di passione.
Il mio godimento cresce sempre di più, fino a farmi raggiungere di
nuovo l’apice.
William si sdraia al mio fianco, puntellandosi su un gomito per osservarmi
mentre tento di riprendere il controllo delle mie facoltà respiratorie.
Ghignando, fa scivolare un dito in mezzo ai miei seni, fino allo stomaco dove
si ferma. Dio, ha lasciato una specie di scia infuocata su di me. Lui nemmeno
si immagina il potere che il suo solo tocco ha su di me...
Prendo di nuovo possesso della sua bocca, sistemandomi a cavalcioni su di
lui. Con la mano cerco i suoi testicoli sotto di me, iniziando a massaggiarli.
Mi stacco per fissarlo intensamente e rendergli il favore. Lui non si ritrae
ma ricambia lo sguardo con altrettanta passione, comunicandomi con gli occhi
che lo sto facendo impazzire. Appena sento che è vicino al rilascio,
mi impalo sul suo pene, accogliendo dentro di me il suo seme bollente. Poi
mi affloscio come una pianta su di lui, priva di forze.
“Cosa stiamo facendo?” dico con un filo di voce. Ho bisogno di
conferme, bisogno di sapere che lui lo vuole almeno quanto me e che è
consapevole di ciò che stiamo facendo.
“Qualunque cosa sia, è davvero meravigliosa...” mi cinge
a sé. “Ti amo Liz, mio dolce passerotto.”
La bomba è stata sganciata. Ora non si torna più indietro. Posso
dirgli che anche io lo amo, e Dio solo sa se il mio cuore lo sente, ma questo
renderebbe tutto terribilmente reale. Posso dirgli che non lo amo, e lui capirebbe
al volo. Oppure posso stare semplicemente in silenzio, come sto facendo ora.
“Hey, guardami. Non ti dico che ti amo perché voglio averti o
perché voglio conquistarti, te lo dico perché è una cosa
vera, che mi brucia dentro. Ti amo per quello che sei, per quello che fai,
la passione che ci metti. Non voglio che tu dica di amarmi, voglio solo che
tu sia qui con me ora...” dice avvertendo il mio dissidio inetriore.
“Sì, Spike, ci sono...” trovo il coraggio di guardarlo
negli occhi così blu e leggerci dentro tutto l’amore del mondo.
Mi alzo piano, per ritardare il momento della separazione e vestirmi.
“Devi già andare?” incrocia le mani dietro la testa.
“Sì, mi staranno aspettando.” dico a malincuore. William
mormora dispiaciuto. Finisco di vestirmi e gli poso un leggero bacio a fior
di labbra. “Ciao amore...” butto lì, e poi scappo correndo.
Ok,
nessuno era preoccupato per me. Ne sono sollevata a dire il vero. Tutti dormono
di già, probabilmente sono stanchi morti, tranne Willow. Non la vedo...
Sto per tirare una craniata all’albero, non può essere sparita
pure lei!! Poi sento un pianto lontano, dei singhiozzi che arrivano dritti
al mio cuore. Non ci metto molto a trovare la fonte: è Willow. Se ne
sta tutta sola, accovacciata sotto un albero a fissare la luna piena.
Per qualche istante rimango nell’ombra, indecisa se rivelare la mia
presenza.
“Vieni qui..” dice tirando su con il naso. “Non mi disturbi.
Solo speravo che nessuno mi vedesse in questo stato...” con dolcezza,
mi siedo al suo fianco, le passo un braccio sopra la spalla e l’abbraccio.
“Sfogati, se ne hai bisogno...” dico piano.
“Oh, El, mi dispiace così tanto essere un peso tale...”
dice tra i singhiozzi più disperati.
“Cosa stai dicendo?? Non sei un peso!” non capisco il perché
di tutta questa disperazione, a dire il vero.. Will non è mai stata
un peso...
“E’ solo che mi manca così tanto.... Vorrei essere forte,
ma ogni giorno che passa sto sempre peggio...” un sorriso amaro si forma
sulle mie labbra. Parla di Oz, povera piccola, le manca tanto... Io l’abbraccio
ancora di più e appoggio la testa sulla sua.
“Mi dispiace davvero, anche se questo non ti può aiutare... Forse
parlarne ti farebbe bene. Voglio comunque che tu sappia che se hai bisogno
di qualsiasi cosa io sono qui, per te, puoi aggrapparti a me se senti di non
farcela...”
“Grazie..” tira su con il naso. E poi scoppia di nuovo a piangere.
“Ssssh, va tutto bene...” dico accarezzandole i capelli. Rimaniamo
così per qualche minuto, finchè la mia amica non si calma.
Quando torniamo all’accampamento Kendra è sveglia, ma sta facendo
finta di dormire, il motivo mi è ancora sconosciuto, ma scommetto che
c’entra Angelus. Chissà quali baggianate le avrà raccontato.
Stanotte Willow dormirà con me, in modo che non si senta sola. Le lascio
la mia mano da stringere, in caso di bisogno. Rapidamente cadiamo tutte due
in un sonno profondo.
Una
figura bianca e minuta è inginocchiata alla luce della luna che risalta
incredibilmente il suo pallore, da cui, su un braccio, spicca un tatuaggio
con strani caratteri antichi, gotici, oserei dire. L’ambiente intorno
a lei è squallido, così come il suo vestito, che ha perso la
brillantezza del bianco di un tempo lasciando il posto alle macchie grigie
di sporco. Il suo viso è segnato dagli ematomi e dai tagli, denota
pure una certa mancanza di cibo, ma non ha perso l’armonia di un tempo.
Ha i piedi incatenati al muro, ma la catena è lunga, per permetterle
almeno di alzarsi e camminare di tanto in tanto. La finestra è l’unica
apertura in quello che sembra uno scantinato e Dawn si è inginocchiata
nel suo raggio di luce, stringendo le mani a mo’ di preghiera. Tiene
gli occhi chiusi e sembra profondamente concentrata.
“Elisabeth? Mi senti?” dice senza muovere la bocca.
“Sì..” dico timorosa e sconcertata.
“State tutti bene?”
“Non dovreste preoccuparvi per noi.. La vostra salute mi sembra piuttosto
precaria...”
“Non darmi del voi, non l’hai mai fatto..” dice con un sorriso.
“Purtroppo non potrò mantenere la comunicazione per molto, sono
piuttosto debole. Volevo solo comunicarvi che sono ancora viva, dillo agli
altri..”
“Sicuramente..”
“E poi” dice interrompendomi. “di non perdere le speranze,
El, so già che le cose peggioreranno, ma tu devi tenere duro, anche
quando la situazione sembra disperata. Ho fiducia in voi, soprattutto in te,
troverai il Cristallo, è scritto nel tuo destino, anche se non hai
più i ricordi.”
“E voi.. sì, insomma, tu, come fai a saperlo?”
“Premonizioni. Non le ha soltanto Dru... E in ogni caso era premeditato.”
dice con un mezzo sorriso. “Ecco, sta per finire... Abbi fede El! Mi
raccomando, non perdere mai la speranza...” e poi improvvisamente il
buio.
Mi trovo ad occhi aperti a fissare Willow che stringe la mia mano. Sono preoccupata.
Le cose precipiteranno?? Cosa ci può succedere ancora?? E quel tatuaggio...
L’ho già visto. Ma dove? E soprattutto, ora o in passato? Sarà
dell’uomo misterioso che non riesco a ricordare? Chi voleva che io non
ricordassi? Quindi era pianificato.. Sono sicura che Spike non mi avrebbe
mai mentito.. Forse non dovevo ricordare l’uomo del mistero? Allora
possono stare tranquilli, perché non me lo ricordo davvero. Stupida
memoria difettosa... E stupida Anya. Giuro che la prossima volta che la vedo
la faccio fuori.
Capitolo 12
Il mattino dopo, a colazione, racconto agli altri parte del mio sogno. Dico
solo che la principessa sta bene, il resto mi sembra troppo inquietante per
essere condiviso. Sarà anche una mia impressione, ma mi sembra che
Kendra mi eviti. Certo, a domanda diretta risponde, però per il resto
mi ignora cordialmente. Colpa di Angelus, senza dubbio.
Ci rimettiamo in cammino. Non manca molto, a detta di Drusilla che, per la
cronaca, è ancora attaccata a Xander. Sembrano andare molto più
d’accordo i due. Forse la mia non è stata proprio un’idea
malvagia... Tra poco dovremmo uscire da questo bosco fittissimo, da cui penetra
a malapena la luce. Ecco, vedo la fine. Esco per prima. Posso sentire la luce
che, fortissima, batte sul mio viso. Sotto di me si estende altra boscaglia
ma 5000 metri più sotto. Siamo su un altipiano, le cui pareti scendono
a strapiombo. Costeggiandolo dovremmo riuscire a scendere, ma io ritengo che
sarebbe più veloce calarsi giù.
“E ora?” chiede Kendra a Dru.
“Ci caliamo.” scrolla le spalle. “La caverna è a
metà di questa parete rocciosa.”
“Faccio io. Alzate tutti le braccia..” dico. Tutti si guardano
perplessi, ma mi danno retta. Con le liane più solide presenti in natura
imbraco i presenti, facendole spuntare dal terreno. Ci reggeranno nella discesa.
“Scendo prima io, in modo che possa controllare meglio le vostre imbracature
una volta a terra.”
Mi imbraco pure io. Mi metto sull’orlo del precipizio, con la schiena
rivolta da esso. Tutti mi guardano preoccupati. Io prendo un grosso respiro
e faccio un balzo all’indietro. E’ solo una prova di volontà
e coraggio. Per pochi interminabili secondi precipito, finché la liana
non diventa troppo corta per poter scendere ancora. Piano piano la allungo,
evitando di guardare sotto e tenendo gli occhi incollati in avanti, in cerca
di un’apertura nella roccia.
Quasi mi prende un colpo quando i miei piedi toccano terra. Mi slego. Sono
su uno spiazzo roccioso, perfettamente piatto all’incirca a metà
altezza. Davanti a me c’è un buco nella roccia molto buio, con
alcuni gradini che portano all’entrata. Incredibile...
“El?? Va tutto bene?” urla Xander dall’alto.
“Sì,” urlo di rimando. “manda giù qualcuno,
mi raccomando, uno alla volta.” In poco tempo tutti sono giù,
senza grossi strattoni. Tutti fissiamo il buco, senza dire una parola, cercando
il coraggio di entrare.
“Ehm...Sono io l’unico a pensare che sia surreale e poco rassicurante?”
esordisce Xand, che, prima di scendere, ho slegato da Dru.
“No.” gli dice Dru. “Dobbiamo entrare...”
“Già.. Ok, allora faremo così: io aprirò la strada,
in caso di pericolo improvviso sarò io a rischiare, Kendra e Willow
staranno dietro di me, dovrete accendere una luce in qualche modo appena entrati,
Xander Dru e Angelus chiuderanno la fila. Domande? Bene, entriamo.”
Prendo un grosso respiro, ma le mie ginocchia continuano a tremare. Stavolta
sento che accadrà qualcosa di brutto. Willow appoggia una mano sulla
mia spalla per darmi conforto. Le sorrido riconoscente, ma è una cosa
che dovrò affrontare da sola.
Con un impeto di spavalderia inizio a salire i gradini. Subito mi blocco.
Un raggio di sole ha colpito l’ingresso rivelando una specie di muro
trasparente, che però alla luce del sole ha dei riflessi bluastri.
“Che roba è questa?” chiedo avvicinando il viso alla strana
cosa. Kendra si affianca a me, con una palla di luce nella mano. L’avvicina
facendo ancora più luce, ma non scopriamo nulla di nuovo.
“Ok, tre passi indietro, tutti.” dico risoluta.
“No, El, aspetta..” dice Kendra preoccupata.
“Ho detto tre passi indietro.” la interrompo io. A malincuore
tutti si allontanano. Prendo un altro respiro. Prendo la rincorsa e salto
oltre la barriera, senza farmi nulla atterrando con una capriola. Per un attimo
ho pensato che sarei morta... “Ok, è sicuro.” dico scrollando
le spalle. Tutti passano senza problemi, a parte Angelus, che si ustiona una
spalla. Come abbia fatto è davvero un mistero: è semplicemente
passato sotto!
All’interno della cavità Kendra e Willow fanno subito luce. Scopriamo
che ai lati del cunicolo ci sono delle torce, che le ragazze accendono subito.
Prodigioso, accesa la prima si accendono tutte. Il passaggio è stretto
e tortuoso, non si vede molto perché la visuale è impedita dalle
curve. Lentamente, camminiamo guardando bene intorno a noi, attenti soprattutto
a dove mettiamo i piedi. Il silenzio regna irreale, rotto solo dal rumore
dei nostri passi.
Svoltiamo e la caverna si allarga in una stanza molto più grande e
più strana. E’ completamente spoglia, a parte un grande altare
con una pietra viola conficcata nella parte che da verso di noi. Un grande
buco lo sovrasta e lascia filtrare la luce del sole che lo illumina completamente.
“Strano posto...” dico facendo qualche passo in direzione dell’altare.
“El.. La vedi quella grossa pietra viola?” chiede Drusilla indicandola.
“Sì, direi proprio di sì.”
“Devi metterla a contatto con la tua pietra verde.”
“Non sarà pericoloso?” non vorrei essere sbalzata contro
una parete rocciosa....
“Non ne ho idea.”
Fantastico, altra missione suicida. Fatti coraggio El, hai affrontato di peggio.
Faccio come mi ha detto Drusilla.
All’inizio non sento nulla. Mi volto verso i miei compagni per urlare
che non sta succedendo nulla, poi sento la mia mano che viene tirata verso
l’altare. Fisso la scena con occhi sgranati: la mia pietra si è
fusa con quella viola. Una sensazione di calore e piacere si diffonde in me.
Il contatto tra le pietre causa un forte bagliore che mi obbliga a chiudere
gli occhi e ascoltare la lontana voce che sembra volermi comunicare qualcosa.
Sotto il regno della principessa Dawn V (leggetelo come numero romano) le tenebre ricopriranno gran parte del pianeta. I cinque elementi si alzeranno in sua difesa, cadendo in battaglia e, come la fenice, essi risorgeranno. Quando il buio si unirà alla terra allora la luce verrà inghiottita, gettando il caos. Ma se i cinque diverranno uno, l’armonia verrà ristabilita.
Una
forte scossa di terremoto mi fa riaprire gli occhi di scatto. Basta un’occhiata
per capire che sta crollando tutto.
“Tutti fuori!” urla Drusilla. Che sia lucida? “El, aggrappati
a me.” dice avvicinandosi e staccandomi dalla pietra. Meccanicamente
avvolgo le braccia al suo corpo. La Guardiana dell’aria punta il palmo
verso terra e iniziamo ad alzarci in volo, molto lentamente. Usciamo per il
buco del soffitto e, seguendo la parete rocciosa, riusciamo a tornare all’ingresso
dove tutti gli altri ci stanno aspettando. Drusilla atterra molto delicatamente.
Il volo l’ha stremata, così si appoggia a me per riprendere le
forze. La sorreggo.
“Ci siamo tutti?” chiedo guardandomi intorno.
“No,” interviene Willow. “mancano Angelus e Kendra...”
dice piano. Sgrano gli occhi e li cerco ovunque con gli occhi: è proprio
vero, sono scomparsi.
“Dove..?” chiedo in preda al panico. “Nessuno li ha visti
uscire??” chiedo istericamente a Will.
“Non lo so!” dice lei alzando le mani in segno di resa. “Non
ne ho idea El.. C’era così tanta confusione che...”
Ma non sento il resto. Un ricordo si impossessa violentemente della mia mente
e dei miei sensi. Torno a quella sera... La sera in cui ho visto l’uomo
misterioso che parlava con William. Finalmente, la El del passato si sposta
leggermente in modo da vederlo in faccia. Sbianco. E’ Angelus.
“Domani attaccheremo il castello. Tu e Anya assalterete il fronte esterno
e vi occuperete dei Guardiani, io e Cordelia prenderemo la principessa.”
dice con cipiglio da generale. Un fruscio inconsulto nei cespugli lo interrompe,
facendolo girare di scatto nel punto esatto dove mi trovo. Sono stata io,
o meglio la me stessa del passato, sconvolta anche lei, a tal punto da fare
rumore.
“Chi va là?” chiede Angelus.
“Io...” dice El alzandosi. “Bastardo... E io che ti credevo
amico...” si lancia su di lui tentando di colpirlo, accecata dalla rabbia.
Sferra un cazzotto ad Angelus, così scioccato anche lui da non potersi
muovere, il quale vola a terra. William la afferra per le spalle e la tiene
ferma.
“Mollami!!! Mollami che lo ammazzo!!!” urla come una dannata.
L’Osservatore si alza e si pulisce il mento, sporco di sangue.
“El, El.. Cosa devo fare io con te? Vedi, non volevo che lo scoprissi
così... Ora dovrò farti un incantesimo di memoria..”
“Perché non mi uccidi ora? Non hai le palle, eh? Bastardo!”
gli sputa in un occhio centrandolo in pieno. Con un sorriso alquanto inquietante
Angelus si ripulisce e con una mano prende in mano il viso di El, obbligandola
a guardarlo negli occhi.
“L’unico motivo per cui vivi ancora, brutta stronza, è
che non voglio mandare a monte il mio piano. Altrimenti stai certa che saresti
già morta.” poi sposta la mano sulla fronte di lei, o meglio
io, e pronunciate alcune parole in una lingua incomprensibile, tutto diventa
nero.
“El!! Mi senti?????” sta urlando Xander, inginocchiato davanti
a me.
“Che diavolo hai da urlare Xand??” chiedo con una smorfia.
“Grazie al cielo è tornata! Non rispondevi... Sembravi in una
specie di stato di catalessi...”
“Non è questo il problema!” dico saltando in piedi e ritrovando
la lucidità. “Angelus...Ha rapito Kendra, temo che la voglia
uccidere. Sparpagliatevi. Cercatela. Se la trovate, cacciate un urlo. E’
molto probabile che verremo alle mani con Angelus: schiacciatelo senza alcuna
pietà, non è più dei nostri.” detto questo, mi
volto e inizio a correre da una parte per trovare la mia amica.
“El?? Dobbiamo uccidere Angelus? Sei impazzita?”
“Vi spiegherò più tardi..Fate come vi ho detto!”
urlo da sopra la spalla. Poi inizio a correre. So già che non la troverò,
ma devo tentare. Come ho fatto a non ricordare prima?? E’ tutta colpa
mia! Nel vero senso dell’espressione. Quando il buio si unirà
alla terra... Continua a rimbalzarmi in testa... Siamo io e William. La terra
e la tenebra. Se solo avessi saputo... La luce verrà inghiottita...
Che diavolo vuol dire?? Nulla di buono. Corro ancora più veloce. Grandi
lacrime mi stanno solcando il volto. Mi fermo.
“Dannazione!” urlo tirando un pugno all’albero. “Spike!!!!”
urlo piangendo ancora. Stavolta appare subito.
“Ciao am...” si blocca vedendo il mio stato.
“Stronzo!” urlo tirnadogli un pugno che lo manda disteso a terra.
“Sei impazzita??” è sorpreso...e ne ha tutte le ragioni.
“Tu lo sapevi!!” mi siedo sopra di lui. “Lo sapevi e non
mi hai detto nulla!!” dico ancora in lacrime. Inizio a prenderlo a pugni
come una furia. Lui tenta di schermarsi con le mani. Ma finché ho forza
continuo a colpirlo. Sento qualcosa che si rompe sotto i miei pugni, ma non
me ne frega nulla. Ho perso la mia amica. Sono stata ingannata dall’uomo
che amavo. Cosa mi resta? Mi blocco.
“Dove l’ha portata??? E’ al castello vero??”
“Chi? Di cosa stai parlando?” chiede con il volto insanguinato.
Lo sollevo per il bavero del mantello.
“Non fare il finto tonto! O ti giuro che stavolta avrò il coraggio
di fare quello che avrei dovuto fare prima!”
“Non so nulla!” lo guardo negli occhi e capisco che è sincero.
Lo lascio cadere. Sempre rimanendo seduta su di lui, getto indietro la testa
e piango ancora più forte, singhiozzando.
“Sapevi che era Angelus... e non mi hai mai detto nulla. Ora la mia
amica sta morendo a causa tua.” dico gelida appena recupero un po’
di autocontrollo.
“Non avrei potuto. Avrebbe ucciso anche me. Cordelia ci avrebbe sentiti.
Basta fare un certo nome e lei drizza subito le sue infernali orecchie. Chi
ha preso?”
“Kendra...” mi alzo. Mi asciugo gli occhi. Mi stringo nelle braccia
e inizio a camminare verso il maledetto punto da dove sono partita. Magari
qualcuno l’ha trovata...
“Liz..”
“NO!” urlo girandomi e alzando l’indice. “Non osare
mai più chiamarmi! Non mi parlare mai più..Non avrei mai dovuto......
Io ti odio... Ti odio davvero...e se ti incrocio ancora sulla mia strada ti
faccio a pezzi. Scappa finché sei in tempo. La prossima volta non avrò
nessuna pietà.” e poi continuo per la mia strada lasciando uno
Spike sconvolto dalla durezza delle mie parole almeno quanto io sono sconvolta
dall’odio che mi divora dentro.
Davanti
alla dannatissima grotta trovo Xander e Willow, che hanno setacciato buona
parte della foresta senza trovare tracce.
“Potrebbero essere andati ovunque...” dice Willow. Dio, non me
lo perdonerò mai. MAI. Come ho fatto a essere così stupida??
“Speriamo solo che Dru sia stata più fortunata..” dice
Xand. Eccola, che salta fuori dalla foresta scuotendo la testa per farci capire
che non l’ha trovata. Cado in ginocchio.
“E’ tutta colpa mia...” singhiozzo disperata. Lo devo dire.
Lo dirò a tutti, così sapranno che razza di persona sono....
“No tesoro, non è colpa tua..” dice la rossa appoggiandomi
una mano su una spalla per darmi conforto.
“Io sono l’essere più disgustoso del mondo... Ho una relazione
con William...” sgancio la bomba. Tutti sgranano gli occhi, pure Dru,
da brava attrice. “Sul campo di battaglia ce le davamo di santa ragione,
e poi la notte... Quando il buio si unirà alla terra, la luce verrà
inghiottita dal buio, gettando il caos, così diceva la profezia. Due
sere fa io e William abbiamo fatto l’amore, unendoci. Anima e corpo.
Non è stato solo sesso, ve lo posso giurare. E così lui ha preso
Kendra...” mentre parlo Willow ritrae sempre di più la mano.
“Perché avrebbe dovuto prenderla?” chiede lei cercando
di mantenere il controllo.
“Perché non è uno dei nostri. Lavora per Cordelia, sin
dall’inizio, e io sono stata così stupida da non ricordarlo.”
chiudo gli occhi, non posso guardare in faccia nessuno. Non ce la faccio.
Non posso leggere il disprezzo dpinto sui loro volti, non ce la faccio davvero.
Dannazione, fa tremendamente male, come una lama conficcata nel petto che
mi uccide lentamente.
“Dio, Elisabeth, che cosa hai fatto??” chiede Xander scioccato.
“Addirittura amarlo....” Sento un’altro dolore sordo al
petto. Li ho persi entrambi...
“Lo so..” dico tra le lacrime. “Mi faccio schifo da sola.”
ed è vero. Ed oltre a farmi schifo mi odio.
“Era tutto scritto..Non poteva opporsi.” dice Dru schierandosi
al mio fianco.
“Ci hai delusi El.” dice Will dura ignorando la veggente. “E
noi che pensavamo che avessi bisogno di stare sola! Poverina, pensavamo, ha
bisogno di recuperare la memoria! E poi ci pugnali così, alle spalle!”
urla alla fine. “Vieni Xand, andiamo. Non ne vale la pena...”
il moro si avvicina a lei e si allontanano insieme. “Dru, tu cosa fai?
Vieni con noi?” lei scuote la testa violentemente. E questo mi fa capire
che non è più così lucida.
“Bene.. Addio a entrambe...” si allontanano senza voltarsi. Vorrei
tanto piangere e urlare, ma non ne ho le forze. Non posso credere che mi abbiano
abbandonata davvero... Ma è comprensibile, dopo quello che ho fatto...
Mi sento colpevole verso il mondo intero. E soffro, per la perdita di tre
amici in un colpo solo, per aver allontanato l’uomo che amavo, per il
suo inganno e per quello del suo compare. Vorrei tanto poter spiegare le cose
a Xander e Willow, dire loro che ho provato a lottare contro i miei sentimenti,
ma ne sono uscita vinta. Questo però peggiorerebbe ancora di più
le cose... Non ho ancora idea di quale sarà la mia prossima mossa.
So solo che voglio rappacificarmi, perché sono i miei amici e compagni.
E Kendra...cosa posso fare per lei? Nulla... Questa è la verità.
La sua sopravvivenza non dipenderà da me, e questo fa male.
Guardo Dru, che sta vaneggiando guardando il cielo. Le accarezzo una guancia,
richiamando la sua attenzione.
“Grazie..” dico piano. E’ l’unica che non mi abbia
abbandonata. Lei mi sorride come una bambina.
“Io credo ancora in te..” dice piano. Questo mi commuove. Scoppiando
di nuovo in lacrime, la abbraccio.
Dopo
cena, Dru si sdraia supina, con lo sguardo rivolto alle stelle. Mi sdraio
a fianco a lei, che inizia a elencarmi i vari nomi delle costellazioni, distraendomi
così dal pensiero costante di Kendra.
“Ecco, guarda, quella è Scylla... Non è radiosa?”
“Sì...” dico sorridendole. “Lo è...”
“Ed ecco Haraldus...”
“Come fai a trarre delle premonizioni dalle stelle?”
“Oh, ma non sono queste le mie premonizioni. Questi sono solo piccoli
segni. Le premonizioni vere e proprie mi arrivano durante la notte, la maggior
parte, come una specie di video che scorre davanti ai miei occhi.”
“Di solito riesci ad opporti?”
“Spesso sono troppo vaghe per riuscirci. Ma danno delle utili indicazioni.”
“Sai, non è sempre facilissimo capirti..” le confesso.
“Già... Sono pazza, lo so, ma ho visto cose che mi hanno fatta
diventare così... Questi momenti di lucidtà sono rari...”
“Scylla che segno è?” chiedo cambiando discorso. Mi spiace
di averla quasi obbligata a dirmi quelle cose. Poi sento un rumore un po’
troppo familiare. E una voce molto irritante.
“Buonasera splendore. Possiamo parlare? In privato...” è
Spike...Teletrasportatosi a poca distanza da noi. E figuriamoci se non era
lui. Alla sua vista il mio cuore fa una capriola e nello stesso tempo sento
una stilettata al petto.
“C-c-che diavolo vuoi?? Mi sembrava di essere stata chiara oggi!”
“Vengo in pace...” dice alzando le mani in segno di resa.
“Porti informazioni su Kendra?” scuote la testa. Allora io mi
alzo di scatto. Tendo la mano destra e la stringo a pugno, facendo emergere
dal suolo un’intricata rete di rovi che lo imprigionano. Rovi magici,
paralizzanti, che crescono anche in questa zona.
“Che diavolo...?” chiede lui.
“Ti piacciono? Sono i miei preferiti... Catturano impedendo il Teletrasporto.”
“Liz..Ti prego...” lo ignoro.
“Dammi un buon motivo per cui non dovrei ucciderti?” mi fa male
dire queste parole, ma lui mi ha ferita.
“Perché mi ami. Non potresti mai uccidermi...” ha decisamente
ragione, purtroppo. Eppure oggi avrei potuto ucciderlo davvero... Con un sospiro,
lo libero.
“Grazie..” dice spazzolandosi i vestiti. Con un cenno della testa
indica Drusilla.
“Lei resta. Tutto quello che devi dire a me lo puoi dire anche a lei.”
dico determinata.
“Se volete vado... Non c’è..”
“Sola nella notte? Non se ne parla nemmeno.” dico rivolta alla
mia amica. “I tuoi amici devono farle un’imboscata? Manco a parlarne!”
dico poi rivolta a Spike in tono duro.
“E va bene! Lei resta...” dice alzando le spalle. “Ma poi
non dire che non ti avevo avvertita!” aggrotto le sopracciglia. “Si
può sapere cosa stai combinando passerotto?” francamente sono
sconvolta.
“Prego?” dico in tono minaccioso.
“Prima racconti di noi ai tuoi amici, sapendo benissimo ciò che
ti aspetta. Poi te ne stai qui, tutta sola. No, mi correggo, in compagnia
di una pazza. Che fine ha fatto la donna guerriera, il capo? Liz, tu li puoi
riprendere. Loro hanno bisogno di te.”
“Sono in pericolo?” chiedo allarmata. William mi fa cenno negativo
con la testa. “E non offendere più Drusilla! E’ l’unica
che sia rimasta al mio fianco!” dico accorgendomi solo dopo dell’offesa
alla mia amica.
“Non è questo il punto...”
“E qual’è il punto Spike?” dico appoggiando le mani
sui fianchi e avvicinandomi a lui.
“Di questo passo, mi ordineranno di venire a uccidervi. Io e Anya magari.
E così dovremo ammazzarci a vicenda. Se vi riunite, invece, abbiamo
qualche possibilità di sopravvivenza.”
“Chissenefrega...” metto il broncio e mi giro dall’altra
parte. Lui con il pollice mi accarezza una guancia.
“Ti amo Liz... Non voglio che ti accada nulla.. Sto facendo il possibile
per proteggerti, credimi.”
“Forse io non voglio essere protetta...” dico guardandolo di nuovo.
“Non fare la bambina..” mi ammonisce.
“I tuoi capi sanno di noi? Perché in questo caso potrei essere
io a comunicare la lieta novella.”
“E questo cosa c’entra?”
“Sono stufa!” dico allargando le braccia. “Stufa di dover
fingere. Stufa di doverti picchiare. Stufa che tu faccia il doppio gioco.
Perché non decidi una buona volta? O me o loro!”
“Non chiedere cose di cui non sai nulla...” dice duro, glaciale.
“Cosa non so? Spiegami.” chiedo esasperata.
“Non sai perché mi sono schierato dalla parte di Cordelia...”
“Dillo allora, una buona volta.”
“Dawn ha ucciso i miei genitori e usurpato il trono.” faccio un
passo indietro.
“Non può essere. E’ solo una ragazzina!”
“Una ragazzina che gioca a fare la regina.”
“Fammi capire un attimo, quindi tu saresti l’erede al trono ufficiale?
Che c’entrano in tutto questo Cordelia e Angelus?”
“Cordelia mi ha cresciuto come una madre dopo la scomparsa dei miei
genitori. Angelus è venuto dopo. Era stanco di avere un ruolo secondario
nel vostro esercito. Così ha fatto la spia per noi.”
“Quindi Dawn avrebbe ucciso i tuoi genitori?”
“Sì, Cordelia mi ha raccontato tutto sin nei minimi particolari.”
“Dio Spike, ma ti senti quando parli? L’hai mai guardata bene?
Avrà quattro o cinque anni più di te! Com’è possibile
che uccida due adulti??”
“Non ne ho idea, deve essere un mostro...”
“Che voi avete catturato facilmente. Tu non c’eri quando l’hanno
presa. Era così fragile...Non avrebbe potuto uccidere nessuno.”
“Al diavolo. Pensala come vuoi.” dice mettendo il broncio.
“Ti dimostrerò che non è stata lei. Prometti che rivedrai
le tue posizioni se non è stata lei.”
“Non lo so...” borbotta evasivo guardando dall’altra parte.
Mi avvicino e gli prendo il viso tra le mani, costringendolo a guardarmi negli
occhi.
“Prometti.”
“Hai vinto...Prometto.”
“Un’ultima cosa...Mi giuri che non sapevi nulla di Kendra?”
“Nulla, lo giuro...Non so nemmeno dov’è adesso...”
“Ti credo..” e sono sincera. Dio, non so cosa devo fare. Lo devo
baciare? Lo devo uccidere?
“Ora vado... Abbi cura di te...” e mi ruba un bacio. La mano sinistra,
che era sempre rimasta nascosta dietro al mantello, viene rivelata ai miei
occhi. Stringe una rosa blu, che mi appunta nei capelli. Poi sparisce lasciandomi
in confusione, niente di nuovo.
Capitolo 13
Non ho dormito una mazza. Ho fatto tutta notte a rimuginare su Kendra, sui
miei amici, su Angelus, su Spike e su Dawn, un po’ troppi pensieri per
trovare il riposo, non vi pare? Eppure, in tutta questa faccenda, mi pare
che ci sia qualcosa che ho dimenticato, qualcosa che mi sfugge... Forse la
chiave per risolvere l’enigma. Sento lo stomaco chiuso, al diavolo la
colazione. E’ per Kendra. Sarà viva? Sinceramente ho i miei dubbi,
però quest’incertezza è snervante. Preferirei saperlo
subito piuttosto che aspettare quel bastardo di Angelus. A parte il fatto
che nessuno mi da la garanzia che qualcuno venga a dirci cosa ne è
stato di lei.... Francamente spero di sì.
Stamattina ho deciso che andremo a cercare Willow e Xander. Non possiamo rimanere
divisi. Che ne sarebbe della missione? E, a parte quella, insieme siamo più
forti. Abbiamo molte più possibilità di sopravvivenza, Spike
aveva ragione. Nonostante me la stia facendo letteralmente addosso dalla paura,
li affronterò. Diavolo, sono proprio una stupida. Ho affrontato demoni
di ogni sorta e ora ho paura di un confronto diretto con i miei amici! E’
proprio bizzarra la psiche umana.
Drusilla e io seguiamo le tracce lasciate dai nostri ex compagni. Non sono
vere e proprie tracce, è solo che, ascoltando la terra, posso avere
precise indicazioni sul loro percorso. Non pensavo nemmeno io di saperlo fare,
è stato un colpo di genio.
Li troviamo a due chilometri più a sud, in direzione del castello.
Forse pensavano di salvare Dawn in due...
Pochi metri prima del loro campo fermo la mia amica.
“Andrà bene? Premonizioni? Segni?” chiedo ansiosa.
“Alla fine ci riuniremo, vedrai... Forse non come speravamo, ma torneremo
insieme.” dice confortandomi.
Prendo un respiro profondo e mi dirigo verso di loro. Si sono svegliati da
poco, infatti sembrano piuttosto addormentati mentre addentano la loro colazione.
“Elisabeth? Che ci fai qui?” chiede Xander stupito, il primo ad
accorgesi della mia presenza. Anche Willow alza gli occhi, sorpresa almeno
quanto l’amico.
“Sono venuta per parlare, per spiegare.”
“A me sembra che non ci sia proprio nulla da spiegare.” dice la
rossa.
“Sì, invece, c’è molto da spiegare. E poi non potete
rifiutarmi come capo!” loro sgranano gli occhi. “Avete capito
bene. Potete non rispettarmi come persona, ma rimane il fatto che qui comando
io. Non è una cosa che mi piace, perché chi deve tracciare una
linea sono sempre io. E lo stesso vale per le responsabilità. Volente
o nolente sono l’unica che le ha. Perché sono anche l’unica
che ha le palle di prendersele.”
“Che diavolo...” tenta Xander.
“No, niente obiezioni. Ne parliamo alla fine. Mettetevi comodi, perché
sarà una storia molto lunga.” lancio una rapida occhiata dietro
di me per controllare Drusilla, che sta inseguendo una farfalla. “Non
ti allontanare troppo...” la avverto. Poi mi siedo davanti ai miei compagni.
Batto due colpi sulla terra, in modo da essere avvertita se succede qualcosa
alla mia amica veggente. “Vedete,” inizio con calma. “quando
sono tornata io ero totalmente un’altra persona. Col fatto che Anya
aveva interrotto la mia Reminescenza, io non ho più avuto i ricordi
che hanno plasmato il mio carattere fino all’assedio al castello. Non
avevo più la durezza di un tempo, eppure conservavo dei brandelli della
vecchia me nel mio cuore. Ero una Elisabeth completamente nuova, più
dolce e con l’istinto del generale. Quando mi sono trovata davanti a
William ho sentito dentro di me sentimenti nuovi, che non conoscevo e che
non facevano parte di me, ma allo stesso tempo lo erano. Era l’amore
che la vecchia El provava verso William, l’unico uomo che sia mai riuscito
a farla sentire donna, e non solo Guardiana. Tecnicamente, non è colpa
mia se mi sono riscoperta innamorata di lui. Però resta il fatto che
la vecchia me lo era, il che è anche giustificabile. Ho ceduto ai miei
sentimenti, è vero, ma potete condannare una donna solo perché
ama? Perché è umana?” prendo un attimo di pausa continuando
a guardare i miei amici negli occhi. “Non ho mai permesso che l’amore
interferisse con la mia missione. Non è stato uno sbaglio il mio, ho
solo affidato le mie azioni al mio cuore. Non conoscevo ancora la profezia,
non potevo sapere cosa sarebbe accaduto. E ora, se vorrete odiarmi come donna,
siete liberissimi di farlo, ma io rimango il vostro comandante. Non perché
lo voglio, ma perché sono la prescelta.” Xander e Willow si guardano.
Decide di iniziare lei.
“Ok, El, posso capire che non è colpa tua se sei innamorata di
William, però tecnicamente sei tu la vecchia El, e quindi è
ancora colpa tua.” dice cercando di parlare civilmente.
“Non è vero. Io la odio, te lo giuro. Lei era fredda, arida,
glaciale. Ho costruito una nuova me sul modello del suo opposto. Pure lei
si odiava. Grazie al cielo, ora è come se fosse morta. Mi ha solo lasciato
in eredità un bagaglio emozionale piuttosto scomodo.”
“E va bene, accettiamo pure questa assurdità del fatto che siete
due persone diverse. Tu hai ceduto, sapendo di cedere e di sbagliare. Non
mi pare che tu abbia scusanti.”
“L’ho già spiegato... Sono sentimenti che già provavo.
Troppo forti per essere combattuti. Dio solo sa se non ci ho provato... Ho
provato a resistergli in tutti i modi... Eppure, basta un suo sguardo, e io
sono sua.. Anima e corpo. Lui è l’uomo che amo. E penso che sia
affar mio.”
“No! Non è affar tuo, dal momento che ci mette tutti in pericolo!”
“Non l’ho mai permesso!” dico scattando in piedi. “Non
ho mai lasciato che vi accadesse qualcosa!”
“E Kendra?” dice alzandosi anche lei. Mi rabbuio.
“Non parlare di Kendra! Io non lo sapevo, non conoscevo la profezia!
E poi, diavolo, se era scritto in una profezia vuol dire che era ineluttabile!”
“L’hai messa nei guai.. Senza saperlo, ma l’hai fatto.”
“Dannazione!” impreco tirando un cazzotto a terra. “Possibile
che qui nessuno capisca che non c’è nessuno più dispiaciuto
di me per questa faccenda di Kendra e della profezia? Lei era la mia migliore
amica. Pensi che io dorma tranquilla la notte al pensiero di averla consegnata
nelle mani di Angelus?”
“Io non volevo dire questo...” dice lei stupita.
“Xander.. Tu la pensi come lei?” mi risiedo e guardo il ragazzo.
“Non più... Ti ho ascoltata ora... E ho capito che non potevi
evitarlo. Ora stai ancora con lui?”
“Non si tratta di stare con lui... E’ una questione solo di sentimenti...
Non penso di fare nulla di male ad amarlo o a andare a letto con lui, finché
questo non nuoce a nessuno di voi...” lui sospira.
“Posso accettarlo. Con fatica, ma posso accettarlo.” Willow lo
fulmina con gli occhi.
“Xander!” dice sconcertata.
“Che c’è? E’ giusto quello che ha detto. E poi, diciamocela
tutta, quanto potremmo resistere divisi in due gruppetti?”
“Parole sagge...” interviene una voce a noi nota da dietro agli
alberi. Angelus esce dal nascondiglio dietro agli alberi nel quale era rimasto
per chissà quanto tempo. Digrigno i denti. Faccio tutto il possibile
per evitare di saltargli addosso. I presenti invece sono sconvolti. Persino
Dru, che è venuta a rannicchiarsi vicino a noi.
“Dov’è Kendra, bastardo?!” chiedo stringendo i pugni.
“Davvero lo vuoi sapere?” chiede passeggiando verso di noi. “Beh,
seguitemi allora. Vi porterò da lei.”
A che gioco sta giocando???
Angelus ci oltrepassa e sparisce nella boscaglia. Faccio cenno agli altri
di seguirlo, ma di rimanere pronti per ogni evenienza. Guiderò io il
gruppo.
Dopo un chilometro di camminata giungiamo davanti all’ingresso di una
grotta. Angelus si ferma davanti all’ingresso facendoci segno di entrare.
Lo guardo in cagnesco.
“Chi ci dice che non è una trappola?” lui appoggia l’indice
alle labbra.
“Beh, in effetti nessuno. Ma chi vi dice che la vostra amica non stia
morendo proprio ora?” bastardo. Lo faccio a pezzi, giuro, lo ammazzo.
Tento di mantenere la calma.
“Entro io. Voi state fuori e tenetelo sott’occhio.”
“Piccola coraggiosa El.. Ti piace giocare a fare l’eroina eh?”
con un impeto di rabbia gli schiaccio la faccia contro la parete rocciosa.
“Ti conviene chiudere il becco Angelus. Se Kendra è morta, io
esco e ti faccio a pezzi. Mi hai capito bene?” gli sussurro minacciosa
all’orecchio. Lui non batte ciglio, si limita a ghignare. Non ne vale
la pena... Lo lascio e mi addentro nella caverna. Dietro di me, i miei amici
mi urlano di stare attenta. Come se non lo sapessi...
Seguo lo stretto pertugio, non molto profondo a dire il vero. Dopo una cinquantina
di passi, infatti, posso già intravedere la sagoma di una persona,
appesa per i polsi al soffitto della caverna, in modo da lasciarla in ginocchio.
“Kendra!” urlo. Corro da lei. In un attimo sono inginocchiata
davanti a lei. “Kendra...Parla...Rispondimi...Ti prego...” dico
tra le lacrime. Le controllo il polso, fermo.
“No...” esclamo sconvolta portandomi una mano alla bocca. La abbraccio
mentre piango, la stringo forte. “Perché? Perché?”
dico tra un singhiozzo e l’altro. Posso sentire il suo sangue fuoriuscire
dalla giugulare e spandersi sui miei vestiti e sul mio corpo. Poi improvvisamente
una luce attrae la mia attenzione, una luce pulsante. Alzo gli occhi e, tra
le lacrime, riesco a distinguere la gemma della mia amica, che si è
staccata dalla sua mano. Volando, raggiunge la mia mano destra e, con un ultimo
bagliore accecante, vi entra.
Elisabeth...
E’ la sua voce!! “Kendra! dove sei?”
Amica mia, quando troverai la mia pietra di luce, per me sarà troppo
tardi. Già sento le energie abbandonarmi... Ti lascio questo ultimo
messaggio, perché tu possa vivere in pace con te stessa. Io ti ho perdonata,
non è stata colpa tua, ma colpa mia. Io mi sono lasciata abbindolare
da Angelus, e ancora io sono stata così stupida da perdere la testa
quando ho visto te e William a letto insieme. Sempre proteggersi, era questa
la prima regola, ricordi? E io l’ho violata. Non ce l’ho con te,
io ti ho perdonata...Io credo in te... Per questo ti cedo la luce e, con essa,
un pezzo della mia anima.
Quando riapro gli occhi lo sguardo mi cade sulla mano destra. Il colore della
mia pietra è cambiato, diventando di un verde più brillante,
come se Kendra avesse purificato la mia essenza. Posso sentire la sua presenza
dentro di me, ma non per questo la sua morte è meno dolorosa. La guardo
tristemente. Cribbio, mi mancherà tantissimo. Le slego i polsi e la
sollevo tra le braccia per portarla fuori: avrà una sepoltura degna
di lei, ma non ora. Più avanti, quando potremo avere le tombe reali.
Inaspettatamente la grotta inizia a tremare. Le pareti iniziano a sgretolarsi.
Inizio a correre, più veloce che posso, schivando massi e detriti.
Mi lancio fuori giusto in tempo prima che tutto crolli. Guardo Angelus accecata
dalla rabbia. Lui invece sembra piuttosto scocciato di vedermi ancora viva.
“Ma tu non muori mai??” mi chiede seccato.
“Forse sei tu che non ti impegni abbastanza.” appoggio il corpo
esanime di Kendra nelle braccia di Willow, senza curarmi della sua reazione.
Ai pianti ci penserò dopo. “Lasciatelo a me.” sussurro
ai miei amici. “Sai, Angelus,” dico girandomi a fronteggiarlo
di nuovo. “credo che ti farò a pezzi!” urlo gettandomi
su di lui, che si scansa prontamente. Sono determinata. Niente dolore o pianti.
Io sono più forte. Anche se so già che quelli verranno dopo...
Invece che sbattere contro la parete di roccia, la uso come piano su cui appoggiarmi
con i piedi e lanciarmi di nuovo nella sua direzione, sbattendolo a terra.
Iniziamo una lotta furiosa, prendendoci a cazzotti con tutta la forza che
abbiamo e insultandoci a vicenda. Lo voglio morto, quel bastardo traditore.
Mentre io sono sopra, lui mi tira un pugno tale da farmi volare all’indietro,
così da sgattaiolare via. Mi rialzo e mi rimetto in posizione.
“Elisabeth...Non dovresti giocare con chi è più grande
e più forte di te...”
“Crepa!” gli sferro un calcio sui denti che lui evidentemente
non si aspettava. Sono diventata molto più veloce da quando abbiamo
iniziato ad allenarci. Angelus tenta di colpirmi con calci e pugni, che io
paro tutti. La forza della rabbia. All’ennesimo pugno gli blocco il
braccio, glielo storto fino ad avere il gomito davanti a me, evito l’altro
suo pugno e, con una manata fortissima sul gomito, gli spezzo il braccio.
Lui urla di dolore.
“Troia!”
“Non è che l’inizio... Te la farò pagare cara per
aver ucciso Kendra!” con un urlo di dolore, si risistema il braccio.
Non potrà utilizzarlo, ma così riuscirà almeno a curarlo
dopo. Non perde tempo, e si getta verso di me alternando i calci ai pugni.
Qualcuno mi colpisce, ma la furia cieca mi impedisce di sentire il dolore.
Sono come una macchina da guerra. Non penso, agisco e basta. Ogni mio colpo
è misurato e letale. Non sono mai stata più perfetta di così.
Mi abbasso per evitare un calcio bloccando la gamba di lui da sotto, spingendola
in alto e obbligandolo a balzare all’indietro. Mentre lui atterra io
sono già davanti a lui. Prima gli tiro un cazzotto in faccia, e poi
calcio con entrambi i piedi il suo viso, facendo un salto mortale per atterrare.
Angelus strofina il naso per pulirlo dal sangue e poi mi lancia un’occhiata
carica di disprezzo.
“Non mi sembra che tu stia riuscendo a fare molto. Il braccio...il naso...
Quale sarà la prossima parte di te che neutralizzerò?”
non gli do il tempo di rispondere. Con un gesto della mano faccio spuntare
dal terreno dei rovi che lo sollevano per una caviglia. Lui velocemente si
Teletrasporta. Chiudo gli occhi e attendo di percepire la sua presenza. Bingo.
Dietro di me. Con un calcio preciso e misurato lo faccio volare contro il
tronco di un albero. Non lascio nemmeno che scivoli: dal tronco si propagano
delle liane molto solide che lo stringono alla corteccia, aprendogli le braccia,
le mie liane preferite, quelle speciali.
“Hai paura?” chiedo sinistramente avvicinandomi a lui. Posso leggere
il terrore nei suoi occhi. Stavolta è in trappola. Inizio a picchiarlo,
con tutta la forza che ho.
“Questo è per averci ingannati!” dico duramente quando
sento la sua mascella rompersi.
“Questo è per Dawn!” e un paio di costole sono andate.
“Questo è per la mia Reminescenza!” addio anche alla spalla.
Lo slego. E lui non può fare altro che cadere in avanti ansimando dal
dolore. Tenta l’ultima. Un gancio sinistro che io evito spostandomi
a lato. Una lunga lama di luce esce dalle nocche della mia mano. Con un taglio
netto gli sego il braccio sinistro fino al gomito. Angelus cade, urlando di
dolore.
“E questo è per Kendra.” dico troneggiando su di lui. Dal
basso, mi scocca un’occhiata di puro odio e poi sparisce Teletrasportandosi.
“Dannazione!!!!!” impreco pestando un pugno sulla nuda terra.
“E’ fuggito.”
Mi giro verso i miei amici, tutti allibiti dalla mia performance.
“Che c’è? Perché mi guardate tutti così?”
chiedo timidamente.
“Cavoli, sei una vera amazzone! Da quando puoi usare anche i poteri
di Kendra?” chiede Xand.
“Li ha lasciati a me.. In eredità. Mi ha perdonata... Quando
l’ho abbracciata ho sentito la sua pietra entrare in me e la sua dolce
voce rassicurarmi. Mi mancherà da morire...” Drusilla si avvicina
a me come una bambina timida e mi delle pacche sulla spalla, per rassicurarmi.
E’ sempre dolce con me.
“Ora che si fa?” chiede Will.
“Prima di tutto congeleremo il corpo di Kendra e lo metteremo al sicuro.
Appena avremo riconquistato il castello le faremo un funerale degno di una
Guardiana. Xander, te ne puoi occupare tu?”
“Credo di sì... Ma avrò bisogno dell’aiuto di Dru.”
lei annuisce, consapevole e pronta a dare una mano.
“Scegliete voi il posto.. Trovate una caverna, un bosco, non so... Willow,
tu dovrai sigillarla magicamente.”
“Penso che si possa fare...”
“Andate..Io vi attendo qui. Sono troppo spossata per muovermi.”
mi siedo a terra, appoggiandomi ad un albero con la schiena per trarne le
forze. La terra mi curerà, restituendomi parte dell’energia spesa.
I miei amici si allontanano, lasciandomi sola. Non ho paura di attacchi sinceramente.
Forse è perché sono così stanca da non rendermi nemmeno
conto del rischio che corro. Oppure perché credo che il braccio di
Angelus sarà la notizia principale della giornata, che li terrà
occupati per tanto tempo.
Vorrei tanto scivolare nel sonno, ma non posso. Attenderò il ritorno
dei miei compagni per allestire l’accampamento. Poi finalmente potrò
concedermi del meritato riposo.
In realtà ho raccontato loro una bugia... Non è questione di
forze, è che non voglio soffrire ancora, non voglio vedere mentre congelano
il suo corpo. Mi manca da morire... Forse, con il tempo, la ferita si sanerà.
Nonostante sia stata io a provocarla, anche se in maniera indiretta. Avrò
fatto la cosa giusta con Spike? Io lo amo, però non posso permettere
che accada qualcosa ai miei amici. Ho seguito l’istinto, e già
me ne sono pentita, tanto per cambiare. Ma non posso tornare sui miei passi,
come non posso più salvarla. Posso solo guardare avanti.
Stiamo
facendo dei progressi. Ho calcolato che, da quando siamo tornati a Kingsdale,
abbiamo fatto una ventina di chilometri, molto lentamente in effetti, però
ogni tre per due eravamo attaccati... Altri quaranta e siamo al castello.
Ma una volta raggiunto, cosa faremo?? Saremo abbastanza forti da poter distruggere
Cordelia e i suoi scagnozzi? E cosa succederà a Spike? Vorrei tanto
che uscisse pulito da tutta questa faccenda. So che non è stata Dawn
a uccidere i suoi genitori, ma come farglielo capire? Durante le sere precedenti
ho provato a mettermi in contatto con la principessa, per avere altre informazioni,
ma è stato tutto inutile. Evidentemente non ho abbastanza forza emotiva.
C’è una cosa però che voglio scoprire. Proprio per questo
sto sgattaiolando via, mentre tutti dormono, per chiamare Spike e confermare
i miei sospetti.
“Spike..” sibilo. Lui si materializza quasi subito dietro di me.
Mi abbraccia forte.
“Dio...Ero così preoccupato quando Angelus è venuto a
cercarvi... Sapevo che avresti cercato lo scontro diretto...Pensavo di impazzire...”
chiudo gli occhi e appoggio la mano sul suo braccio. Lo amo.. E’ così
dolce... Mi rigiro nel suo abbraccio e lo bacio, sfilandogli la stupida maschera.
Non c’è altro modo per esprimergli quello che provo.
“Ora sono qui... Sono viva e sono con te...” mi stringo di nuovo
a lui.
“L’hai conciato proprio male quel poveretto, eh?” dice sogghignando.
“Gli ho dato quel che meritava.”dico scrollando le spalle. “Ti
spiace?” chiedo scostandomi e guardandolo negli occhi.
“Assolutamente no! Io lo odio davvero...”
“Qual’è la tua scusa?”
“Diciamo che non andiamo d’accordo.” è il momento
di mettere in atto il mio piano. La mia bocca torna a congiungersi con la
sua, mentre le mie mani vagano per il suo corpo. Gli slaccio abilmente il
mantello, per poi passare alla casacca che finisce a terra. Faccio scivolare
le mani sulle sue braccia. Poi mi stacco. Con una spinta lo faccio cadere
a terra e mi siedo su di lui. Spike sorride maliziosamente mentre inizia a
spogliarmi. Lo blocco. Controllo il suo braccio. Sorrido. E’ come pensavo.
“Che diavolo stai facendo?” chiede perplesso.
“William ascolta, sei stato vittima di una cospirazione. Lo vedi questo
tatuaggio?” dico indicando il suo braccio. “Dawn ne ha uno uguale.
Il che vuol dire che siete imparentati. Dev’essere tua sorella maggiore,
o qualcosa del genere.” lui mi sta a sentire, molto dubbioso.
“Non può essere...” nega l’evidenza.
“Hai mai chiesto a Cordelia la provenienza?”
“Sì... Dice di avermelo fatto lei, come simbolo di ribellione
al governo tiranno di Dawn.”
“Mente. Controlla, se non mi credi. Se hai bisogno di vederlo con i
tuoi occhi.. Vedere la principessa ti sarà facile..”
“No, questo no. Solo Cordelia e Angelus possono.”
“Ma non capisci? E’ un altro chiaro segno!”
“Liz tu vedi misteri dove non ci sono...”
“Ti dico che è così invece! Cordelia non ti ha salvato!
Ha ucciso lei i tuoi genitori!”
“E perché ora non siede sul trono?” bella domanda...
“Perché Dawn deve averla cacciata...” ipotizzo. “Chiedi
a lei se vuoi toglierti il dubbio.”
“E’ quello che ho intenzione di fare.” recupera la maschera
e si Teletrasporta senza nemmeno salutarmi. Io metto il broncio e incrocio
le braccia. William ritorna, scosta la maschera e mi da un leggero bacio.
“Scusa,” mi dice. “chissà dove ho la testa... A presto
amore...” svanisce di nuovo. Amore... Dolcissimo..
Sospiro. Chissà dove ci porterà tutto questo. Spero non a un
altro lutto prematuro. Qualcosa, però, mi dice che andrà tutto
bene.
Capitolo 14
“Spike!!” chiamo infastidita per la terza volta. Dannazione, non
risponde. E se gli fosse successo qualcosa? Appena realizzo che potrebbe anche
essere così, sento i polmoni stringersi e l’aria mancare. Appoggio
la mano ad una roccia lì vicina per sostenermi. Non può essere,
continuo a ripetermi. Non ora che ci siamo ritrovati. Non ora che lo amo.
Intorno a me tutto è quiete, nulla fa presagire una sua apparizione.
Sento una fitta al petto inaspettata, arriva violenta e non accenna ad andarsene.
Stringo con la mano il punto dolente per lenire il dolore, ma non serve a
niente. La vista inizia a ballare davanti ai miei occhi un allegro valzer
che non mi aiuta per niente. Cado, stremata.
Come è arrivata, però, stranamente, se ne va. Ansimando forte
ricomincio a respirare. Per un attimo ho temuto che non avrei mai più
respirato in vita mia. Mi prendo un attimo di calma rivolgendo lo sguardo
la cielo. Spike... Dove sei? Perché non sei qui a confortarmi con il
tuo sarcasmo pungente?
Prego il cielo che sia davvero sano e salvo.
“Oooooh, ti sei svegliata...” dice Dru apparendo all’improvviso
davanti a me. Tiene le mani dietro la schiena e si dondola dai talloni alle
punte con un non so che di maniacale.
“Svegliata?” chiedo confusa. Ho idea che la ragazza non sia molto
in sé al momento.
“La sorellina non capisce... Non sa che presto avrà un nuovo
fratellino. E lei brilla sai? Oh, sì, brilla di una luce propria, casta
e pura.”
“Si può sapere cosa stai blaterando?” mi alzo e mi spazzolo
i vestiti. Si avvicina in modo pericoloso al ruscello che scorre a pochi metri
da noi.
“L’acqua...Come è bella...” è inutile, stasera
non è in contatto con me. “Il buio cerca di avvolgerla. Ma lei
si dibatte, con tutte le sue forze. Lei pensa che riuscirà ad averlo.
E lo spirito di lui è debole. In fondo è solo un piccolo involucro
di carne che contiene un’anima.”
“Insomma, di chi stai parlando?? E’ Xander l’acqua?”
chiedo improvvisamente illuminata. Drusilla mi prende la mano e gira il palmo
verso di lei. Lo avvicina agli occhi per scrutarlo meglio.
“Tu puoi vedere attraverso... Vieni...” mi prende per la mano
e mi trascina con sé nei fitti boschi.
Che diavolo sta succedendo? Mi lascio trainare da lei, nella speranza di scoprire
cosa la agita tanto. Stasera è moto più criptica del solito.
E io temo per la vita di Xander. E se fosse successo qualcosa anche a lui?
Perché ormai sono sicura, a Spike è successo qualcosa. Ne è
la prova la mia fitta al petto di prima. Così potente da mandarmi al
tappeto.
Ci fermiamo. Drusilla preme un dito sulle mie labbra.
“Ssssssh” sibila impercettibilmente. Ci accovacciamo tra gli alberi
circondati da sterpaglie che nascondono perfettamente le nostre figure. Prima
che io possa cercare di vedere cosa sta accadendo davanti a noi, la mia amica
si para davanti a me e soffia pianissimo prima su di me, poi su di lei. Sotto
il mio sguardo incredulo diventiamo entrambe trasparenti. Da quando Dru sa
fare questo??? Non importa, non è questo il punto ora. Attraversandola
con lo sguardo vedo Xander in compagnia di una signora con un lungo mantello
scuro voltata di spalle. La sua figura mi è familiare, ma la riconosco
solo quando spinge Xander contro un tronco mostrando così il profilo.
E’ Anya!! Non ci posso credere!!!
Anya solleva la canottiera bianca di Xander rivelando il petto muscoloso di
lui.
“Avanti Xander....” si infila un dito in bocca e poi lo passa
sul petto del ragazzo molto lentamente, scendendo verso il suo addome. “So
che lo puoi fare..” dice con voce suadente. “So anche che lo vuoi
fare. In cambio, ti darò una lauta ricompensa.” Prende la mano
di lui e se la infila sotto la sua casacca chiudendo gli occhi e gemendo al
suo tocco. Il povero Xander non può fare altro che starsene lì,
con gli occhi spalancati a osservare Anya mentre lo seduce. “Mmmmmmh,
sei così maschio...” dice avvicinandosi al suo orecchio e leccandolo.
“Farai quella cosa per me?” gli sussurra all’orecchio. Xander
dice qualcosa di confuso, non ben articolato che non riesco a decifrare. E
così anche Xander ci tradisce! Lo ammazzo. Lo ammazzo davvero però.
La mano di Dru mi blocca prima che io possa saltare fuori e prendere a cazzotti
tutti.
Anya posa le sue labbra su quelle di Xander, iniziando un bacio molto sensuale.
All’inizio lui rimane fermo come un baccalà, poi inizia a muoversi
con lei, compiendo la sua scelta. Posso vedere da qui la femminilità
di lei che si struscia contro l’erezione di lui. Questo è troppo
anche per i miei occhi.
Ancora trasparente, balzo fuori dal mio nascondiglio senza fare il minimo
rumore. Do due leggeri colpi sulla spalla di Anya, che si gira incuriosita.
Le sgancio uno di quei destri che stenderebbero anche un mammuth, e lei vola
a terra, qualche metro più in là.
“Ma che cosa sta succedendo?” dice Xander.
“Non una parola!” dico alzando l’indice davanti a me. Ma
lui non lo può vedere. Intanto Anya ne approfitta per Teletrasportarsi.
“Maledizione!” impreco pestando i piedi a terra.
“El?? Sei davvero tu? Dove sei?” si guarda intorno ma, ovviamente,
non mi vede.
“Dru, forse è il caso di tornare visibili.” Sento uno schiocco
di dita non molto lontano, ed ecco che torno subito visibile.
“Ah, eccovi. C’è anche Dru. Ragazze, che ci fate qui?”
chiede innocentemente. La furia monta veloce in me. Tiro un cazzotto a Xander
tale da farlo svenire.
“Vieni. Portiamolo da Willow.” dico alla mia amica veggente.
Quando
Will vede che trasciniamo Xander, è visibilmente turbata. E come darle
torto? Quando vede che lo lego con delle liane al tronco di un albero il suo
turbamento si trasforma in incredulità.
“Perché??” chiede a occhi sgranati. Ho due opzioni. La
versione lunga o la versione corta e brutale. E’ stata davvero una brutta
serata quindi opto per la seconda.
“Xander è in combutta con Anya.”
“Ah.” dice semplicemente lei.
“Ma non ne siamo proprio sicure...” dice Dru.
“Bentornata.” le dico ironicamente, ma lei non se la prende. “In
effetti l’abbiamo solo visto mentre.... si baciava con Anya, la quale
gli stava chiedendo un favore. Credo che Xander sia stato sedotto dal fascino
oscuro del male.” scuoto la testa. Poi ricordo di essere l’ultima
che può criticare.
“Io aspetterei a giudicare El. Magari non stava facendo nulla di male.”
dice la rossa.
“Fatto sta che la tentazione c’era.” le rispondo.
“Andiamo, anche tu sei stata a letto con William...”
“Era una cosa diversa. Sp... Cioè, William, non mi ha mai chiesto
di ammazzarvi nel sonno. O di fargli un <<favore>>. Come io non
gli ho mai chiesto di uccidere Cordelia o Angelus. Siamo solo due normali
persone quando ci vediamo, non nemici.” ed è così, in
effetti.
“Ma il punto è che non lo siete.” ancora con questa storia.
Pensavo di aver chiarito tutto. Sbagliavo.
“In quei momenti cerchiamo di esserlo.” cerco di difendermi io.
“Ok, time out!” interviene Dru. “Non è questo il
problema, mi era parso di capire.”
“Già. Il punto è Xander. Cosa ne facciamo di lui?”
chiede Will. Questa non è una bella domanda. Non mi piacerà
rispondere. Non mi piacerà farlo. Farà male, molto. Ma è
necessario.
“Semplice, ci faremo dire cosa voleva Anya. E se scopriamo che lui era
dalla sua parte lo facciamo fuori.” dico fingendo tranquillità.
A questa proposta Drusilla e Willow rabbrividiscono.
“Avresti mai il coraggio?” chiede la maghetta timorosa.
“Ho forse altra scelta? Non possiamo permetterci il lusso di avere talpe
nella squadra. Credetemi, dispiace anche a me, visto che toccherà ancora
a me tracciare una linea di confine. Ma non abbiamo veramente altra scelta.”
no, non è vero... Non mi dispiace, mi uccide, è diverso. Il
solo pensiero di torcere un solo capello al mio amico mi fa drizzare tutti
i capelli. Figuriamoci poi malmenarlo... Quello di prima è stato solo
un gesto dettato dalla rabbia, ma ora è sparita, per lasciare posto
alla delusione. La vecchia El ce l’avrebbe fatta. Non si può
fare un breve scambio di poche ore?
“Possiamo sempre tenerlo imprigionato...” propone la veggente.
Raccapricciante.
“Scommetto che Xander preferirebbe la morte. E’ pur sempre un
essere umano. Comunque, è inutile fasciarsi la testa prima del tempo.
Stiamo a vedere cosa succede. Dovrebbe svegliarsi tra una mezz’oretta.
Se avessimo dell’acqua faremmo prima... Ma a quanto pare...”
“Ci penso io..” dice la Guardiana dell’Aria. Voltandosi
verso il ruscello dal quale siamo arrivate poco fa, chiude gli occhi, concentrandosi
a fondo. Rivolge entrambi i palmi delle mani verso l’alto e, con un
movimento ascensorio, solleva una quantità non definita d’acqua.
Gesticolando, la porta fino a Xander e gliela versa letteralmente in testa.
Wow, Dru è una vera e continua sorpresa.
“C-c-che cosa s-s-succede??” dice Xander svegliatosi di colpo
e bagnato fradicio. Il poveraccio balbetta addirittura dal freddo. Mi fa tenerezza,
in un certo senso. Non posso credere che sia un traditore...
Lancio un’occhiata d’intesa a Willow, che accende un fuoco proprio
davanti a lui, in modo da scaldarlo.
“Le domande qui le facciamo noi. Andrò dritta al punto, niente
giri di parole. Che cosa ci facevi avvinghiato a Anya?” alle mie parole
dure il ragazzo arrossisce e abbassa lo sguardo. Inutile dire che mi sono
beccata un’occhiata di fuoco da Will. Lo so, forse sono troppo severa,
ma è solo una facciata. In realtà è l’unico modo
in cui posso nascondere il mio dolore, su cui lui potrebbe far leva per passarla
liscia.
“Stava cercando di convincermi...” dice piano.
“A fare cosa?” interviene Dru.
“A ucciderti.” cala il silenzio. Rimaniamo tutte stupite. Come...
Come ha potuto? In questo momento vorrei prenderlo a cazzotti.
“E tu hai accettato, è per quello che la stavi baciando!”
intervengo sfogandomi.
“No!! Non è vero! Stava solo cercando di convincermi!”
eppure mentre lo dice non mi guarda negli occhi.
“Avanti, confessa. Ormai non hai più nulla da perdere.”
sono sempre più dura, e questo mi spaventa. Che sia riaffiorando la
vecchia me?
“Non dirò mai ciò che non è vero. Io non volevo
uccidere Dru!” sembra sincero, ma qualcosa non mi torna.
“Consiglio a chi non ha il cuore forte di allontanarsi...” dico
piano e tristemente. Mi avvicino a Xander e gli tiro uno schiaffo molto forte.
Per farlo, ho dovuto praticamente violentare me stessa, ed è vero.
Lui chiude gli occhi per catalizzare meglio il dolore. Vorrei smettere, fermarmi,
ma non posso. Devo tracciare la stupida linea. Questa è la linea. Amico
o nemico? Tocca sempre a me...
“Ce la vuoi raccontare la verità una buona volta o devo continuare?
Nulla da aggiungere?” ti prego, dimmi tutto, non mi costringere a farti
del male...
“No.” dice secco. Mi si stringe lo stomaco. Non vorrei fargli
questo, ma sono costretta. Sempre io devo tracciare la maledetta linea di
confine. Gli do una serie di pugni non troppo forti. Non sono ancora pronta
per quelli forti. Taglierebbero a pezzittini il mio fragile equilibrio mentale.
Xander sputa sangue di lato.
“Tutto qui quello che sai fare comandante?” mi chiede amareggiato.
E’ deluso perché non abbiamo fiducia in lui. Ma come averne??
Aiutata dalle sue parole, inizio a menarlo molto più forte. Dietro
di me Willow e Drusilla stanno facendo del loro meglio per assistere alla
scena impassibili. Xander inizia a sanguinare e io mi fermo. Ogni cazzotto
è come se arrivasse addosso a me, in un punto molto profondo. Mi sto
praticamente autodistruggendo. Buffo, no?
“Raccontami tutto dal principio.” gli dico. Se lo farà
nel modo giusto, allora lo slegherò e con grande piacere.
“Ero seduto vicino al fuoco con Willow. Non so dove fosse Dru al momento.”
dice ansimando. “Stavo guardando distrattamente i cespugli quando ho
visto un’ombra. Allora con una scusa mi sono alzato e sono andato a
controllare. E ho trovato Anya. Subito ha iniziato a mettermi le mani addosso,
a dirmi che dovevo farle un favore, ma quando mi ha detto in cosa consisteva
mi è gelato il sangue nelle vene. Non sarei mai riuscito ad ucciderla.
Le ho detto seccamente di no. Ma lei ha continuato a strusciarsi, a toccarmi..
Poi mi ha baciato. Ma io vi giuro, non volevo.. Dovete credermi....”
c’è qualcosa che non torna. So che non mi sta raccontando tutto,
nasconde qualcosa. Ma cosa?
“Ragazze potete allontanarvi un attimo?” loro annuiscono e fanno
come ho detto loro. Mi accovaccio per incontrare gli occhi di Xander. “Cosa
mi nascondi?” gli chiedo a bruciapelo. Lui sembra stupito e scosso.
“Nulla, El, davvero. Non ti nascondo nulla.” dice sempre evitando
il mio sguardo.
“Cavolo, adesso ti dovrò torturare di nuovo finché non
mi dici la verità. Beh, pazienza.” dico scrollando le spalle
e fingendo che non me ne freghi nulla. La realtà è ben diversa.
Mi costringo ad alzarmi e ad iniziare a frustarlo. Niente rovi, solo una liana.
Colpo su colpo, il suo corpo inizia a segnarsi con dei lividi piuttosto evidenti.
Continuo e continuo e continuo finché non inizia a farmi male il polso.
E il cuore. Xander ha iniziato a gridare, straziandomi l’anima. Dio,
mi sento così male.
Stiamo a guardarci ansimando entrambi, io per la fatica e lui per il dolore,
che, per inciso, provo anche io.
“E va bene El, hai vinto. Ti nascondo qualcosa di molto personale. Non
ti farà sentire vincitrice quando lo sentirai.” finalmente punta
i suoi occhi nei miei. “Io la amo. Per questo non potevo ucciderla.
Quando ci hai legati insieme ho iniziato ad apprezzarla. Infine ad amarla.
Ma ero troppo scemo per accorgermene. Solo quando ho minimamente realizzato
che poteva morire per mano mia ho capito cosa provavo per lei. Eppure quando
Anya mi ha baciato mi è piaciuto. In quel momento avrei voluto rinnegare
ciò che sono e scappare con lei. Capisci El? Ero pronto a buttare via
tutto.” dice arrossendo. Oh cavolo. Questo non mi rende molto felice.
Gli ho fatto del male, stavo quasi per ucciderlo per...questo... Gli appoggio
una mano sulla spalla, costernata.
“Scusa se ho dubitato di te. E scusa anche per averti torturato... Non
mi hai mai guardata negli occhi, allora mi sono insospettita.”
“Non ti preoccupare, è vero quello che hai percepito. Ora mi
potresti slegare?” ridacchio, nella foga me n’ero dimenticata.
Che scema..
“Certo.”
“Ah, un’altra cosa.”
“Cosa?” con un gesto le liane si sciolgono, lasciando libero Xander.
“Non dire niente a nessuno di quello che ti ho detto.”
“Tranquillo. Non lo farò.” vado incontro a Dru e Willow
dicendo loro che Xander è pulito. Poi lo lascio alle cure di Will,
che lo rimetterà in sesto. Ci rimarrà solo il ricordo di questa
brutta disavventura. E che ricordo...
Stanotte
non dormirò con gli altri. Quello che ho fatto a Xander ha scosso più
me che chiunque. Non posso credere di essere arrivata a tanto. Sono davvero
un mostro. Come ho potuto? Il mio intuito sbagliava clamorosamente, Xander
non nascondeva nulla di pericoloso, anche se nascondeva qualcosa. Comunque,
ho capito che sono sola. Essere il capo vuol dire isolarsi, e prendere decisioni
anche contro il parere di tutti. Questo mi divide dagli altri.
Spesso maledico la mia vita, il mio destino. Inizio ad averne le tasche piene.
Anche i ricordi iniziano a pesarmi. Vorrei essere nata libera come il vento.
Vorrei poter vivere solo per me stessa. Ma sono solo desideri che mi fanno
più male che bene. Non avrò mai una vita mia, mai. Tanto vale
che mi rassegni.
Mi rigiro nel mio giaciglio. Vorrei fare un lungo sonno riposante, ma la mia
psiche decide di ripropormi qualcosa dal passato. Grazie mille, davvero...
“No, non di nuovo..” riesco appena a dire prima di essere risucchiata
nel mio ricordo. Non voglio guardare. Ho paura di farmi schifo da sola. So
di non essere più quella di una volta, ma fa ugualmente male vederlo.
Mi obbligo ad aprire gli occhi.
Sono legata, polsi e caviglie, e pure bendata. Sto appoggiata al muro, unico
mio punto di riferimento.
“E’ ora della pappa, passerotto.” una grande rabbia monta
dentro di me. Credo che sia dovuta allo stupido nomignolo.
“Passerotto sarai tu, idiota!” dico senza riuscire a trattenermi.
“Stai perdendo colpi...” dice sbendandomi gli occhi. “Forse
dovrei considerare l’idea di lasciarti tornare dai tuoi amici. Fammici
pensare un attimo..” riesco a immaginarlo mentre appoggia l’indice
sul labbro inferiore... “Uhmmm..NO!”
“Sai, sta davvero diventando una tortura stare con te. Mi dai sui nervi.”
delicatamente, mi scioglie le mani e i piedi.
“Sicura?” dice sogghignando. So perché mi sta slegando,
ci dev’essere un campo magico. Io non mi do per vinta e approfitto del
fatto di essere libera per dargli un calcio fortissimo e correre verso l’uscita.
Nella fuga, urto qualcosa di non bene identificato, che mi respinge all’indietro.
Finisco dritta nelle braccia di William che era già pronto a prendermi
per non farmi cadere. Appena riacquisto l’equilibrio inizio a lottare
per sottrarmi dalla sua presa.
“Mollami!” ma lui invece mi fa girare e così mi trovo faccia
a faccia con il mio nemico. Per un attimo mi perdo nei suoi occhi. Spike mi
sposta un ciuffo di capelli dietro all’orecchio.
“Sei bellissima...La tua foga...Il tuo ardore... Sarei un pazzo a lasciarti...”
poi, improvvisamente, mi prende il viso tra le mani e mi bacia. Io all’inizio
cerco di resistere, ma poi mi arrendo al flusso di emozioni che sento dentro
di me. All’inizio sono disgustata, ma solo per poco, poi inizia a prendere
il sopravvento il piacere, mi scaldo sempre di più, fino a diventare
rovente. Inizio a volere sempre di più, non mi accontento dell’unione
delle nostre labbra. Lui lo capisce e lascia scivolare la sua lingua dentro
la mia bocca. Ora fermarci mi sembra un abominio, impossibile pure da pensare.
I nostri corpi si cercano vicendevolmente, liberandosi degli ostacoli che
impediscono il contatto diretto. Poi ci uniamo completamente, una girandola
di piacere e emozioni che non avrei mai immaginato. Guardando nei suoi occhi
posso scorgere molto di più della semplice lussuria. Che il mio nemico
si sia innamorato di me?
Abbracciandomi, mi accarezza un fianco.
“E’ stato bellissimo...” sussurra guardandomi negli occhi.
“Già, ma non avrei dovuto.” dico fredda.
“Il punto è che l’hai voluto, come me.”
“Non dire stupidaggini. E’ stato solo un momento di debolezza.”
ma la vecchia El non lo pensava. La nuova invece è disgustata. Basta...Non
voglio più vedere...
“Non stare a crucciarti passerotto. Lascia che le cose vadano come devono
andare.”
“Quindi sarebbe questa la tua filosofia??” chiedo infastidita.
“Sì.” dice lui posandomi un bacio sulla testa. “Ora
riposati. Ma rivestiti prima. Io vado a sondare il terreno.”
“In che senso?”
“Ce ne preoccuperemo quando sarà tempo.” detto questo si
riveste e esce.
Finalmente riesco a uscire dal mio ricordo. Dio, ero proprio una stronza con
la s maiuscola. Questo, e molte altre cose.
Dopo
altri dieci chilometri decidiamo di fare campo e allenarci un pò. Siamo
preoccupati, di solito quando ci alleniamo arriva sempre qualcuno a rompere.
Stavolta chiedo a Willow di alzare una barriera magica, in modo da essere
protetti da attacchi improvvisi.
Con Willow le cose si sono praticamente sistemate: lei fa finta di nulla e
io pure. Non ho voglia di litigare con lei, voglio solo che torni ad essere
la mia amica di sempre... Ogni tanto, la notte, la sento piangere ancora...
Vorrei correre a consolarla, mi si stringe il cuore a saperla così
triste, ma non sono io la persona più adatta, non più. Ho chiesto
a Dru di farmi questo favore.
Spike invece non si è più visto. Sinceramente temo per la sua
vita. Sono stati giorni troppo tranquilli, dev’essere successo qualcosa
al castello. O forse si stanno organizzando per finirci. Sorrido amaramente
mentre evito le stelle d’aria di Dru, non vinceranno mai. Devo farlo,
per Kendra. Ormai il dolore si è trasformato in vendetta... Fosse anche
l’ultima cosa che faccio, li farò a pezzi. Soprattutto Angelus.
Ho una voglia di stringere le mie mani intorno a quel collo taurino... e spezzarlo.
Se penso al modo in cui ci ha ingannati....
Con un colpo col palmo della mano spingo Drusilla all’indietro generando
una forza che la spinge all’indietro di qualche metro. Subito si getta
di nuovo all’attacco ma si blocca.
“Stanno arrivando...” dice in un soffio. Non ho bisogno di chiedere
chi, lo so già.
“Stooooooooooop!!” urlo. “Stanno arrivando i nostri nemici.
Evviva.” dico con poco entusiasmo. “Giù la barriera Will,
poi sali su quell’albero.” dico indicandone uno nascosto. “Noi
invece cercheremo di fare cerchio e coprirci le spalle a vicenda. Spalla contro
spalla. Ma fino all’arrivo dei nostri gentilissimi ospiti ci nasconderemo
in quei cespugli. Uscirete solo al mio segnale.” Dru e Xander annuiscono.
Ci tuffiamo nel riparo offerto dalla natura, che io rinforzo un pò,
e attendiamo.
Dannazione, è un grande esercito. Diviso in due squadre, una capeggiata
da Anya, che comanda dei demoni rocciosi mai visti prima, l’altra invece
è comandata da un ragazzo, non molto alto, ma mascherato, che guida
dei demoni molto simili a degli alberi. E’ vestito come Spike, solo
che lui è più basso. Il panico mi assale: che l’abbiano
eliminato? Non è questo il momento...
La vedo molto dura. Dovrò fare anche la parte di Kendra. Sbianco. Moriremo
tutti oggi, ma se dovremo immolare le nostre vite a questi bastardi allora
vedremo di portarne il più possibile con noi.
Apro la solita voragine nel terreno, ma stavolta la schivano quasi tutti,
pensano che sia finita qui?? Dalla voragine escono delle liane, un groviglio
infinito, che afferrano parecchi demoni vicini al bordo del crepaccio e li
trascinano nelle profondità del terreno. Una fiammata improvvisa, sbucata
dal nulla, fa fuori gran parte dei demoni albero. E brava Willow... I nostri
nemici sembrano piuttosto spiazzati, non riescono a capire da dove vengono
gli attacchi.
“Elisabeth, cagna bastarda, da quando ti nascondi?” urla Anya
guardandosi furiosamente intorno.
“Lasciate a me Anya, pensate di riuscire a sistemare tutti gli altri
da soli?”
“Credo di sì...Più che altro lo spero...” dice Dru.
“Bene, allora tutti fuori!” con un balzo usciamo dai cespugli.
Ho un conto in sospeso con quella troia. Evitando tutti gli altri demoni che
mi stanno caricando e stendendone qualcuno sulla strada, mi getto su Anya.
“Oggi è il tuo ultimo giorno di vita, brutta troia stronza, te
la farò pagare per la Reminescenza.” dico mentre la riempio di
pugni, ma lei è veloce. Li schiva. E ride. Così non va bene.
Sono troppo prevedibile...
Con un calcio Anya mi stende. Aspetto un paio di secondi, respiro, cancello
tutto quello che sta nel mio cervello per lasciare spazio solo al combattimento,
niente rancori. Attendo che lei mi si getti addosso correndo, io faccio un
balzo rialzandomi e le sferro un pugno in pieno addome. Lei strabuzza gli
occhi e si porta la mano alla parte lesa. Ne approfitto per piazzare un altro
paio di pugni e calci. Lei si riprende e si getta subito al contrattacco,
riempiendomi di calci. Ma non sento il dolore, non più. Non so cosa
sia successo ma è come se mi desse dei leggeri colpetti sul corpo.
Afferro la sua gamba e tento di spezzargliela, ma lei è più
veloce e la ritrae. Un pugno sfreccia velocissimo verso la mia faccia. Lo
blocco e lo stritolo fino a farla urlare di dolore. Con una mossa veloce la
tiro per il braccio e le tiro una serie di cazzotti devastanti all’addome.
Lei si libera e, barcollando, si allontana di qualche passo per riprendere
fiato.
“Tutto qui quello che sai fare?” chiede con il fiato corto e asciugandosi
un rivolo di sangue che le cola dalla bocca. Rido. Di lei.
“Hai i minuti contati. E’ il momento di pagare il conto per quello
che hai fatto ai miei amici e a me!” mi metto in posizione e faccio
segno alla mia avversaria di avvicinarsi.
Lei scuote la testa confusa e si lancia verso di me. Saltando il suo calcio
basso, gliene do io uno alto, colpendole in pieno la faccia. Cerca di tirarmi
un cazzotto con la mano sana ma io lo evito. Afferro il suo polso e le rompo
un braccio. Anya urla e cade a terra.
“Questo è per la Reminescnza!” urlo spezzandole anche l’altro
braccio. Ormai sono seduta su di lei, che è distesa a metà tra
il cosciente e l’incosciente. E in quel momento lo so... Che è
arrivato, il momento della vendetta, quel momento speciale che gusti la notte,
prima di addormentarti, e ricordi con piacere la mattina quando ti svegli.
Il momento in cui i conti vengono pareggiati.
“E questo è per Kendra!” estraggo la lama di luce dalla
mano destra e la guardo mentre spalanca gli occhi terrorizzata. Con un colpo
netto la pianto nel suo addome, per poi piantargliela nel cuore. Due colpi
netti e letali. Prendo un attimo per respirare e sentire la sensazione di
immensa gioia che si spande in me. Ho vinto. E’ morta. Kendra è
stata vendicata, in parte. Io lo sono stata, per tutto.
Dietro di me intanto si sta ancora combattendo la battaglia. I mostri sono
diminuiti notevolmente, ma è il caso che dia una mano. L’oscuro
figuro per il momento non ha fatto neanche una mossa. Se ne sta lì,
a braccia incrociate e in silenzio. Di tanto in tanto l’ho sentito lanciare
qualche ordine al suo esercito. E’ bravo, parla poco ma da i consigli
giusti. Ha solo una voce...inquietante, metallica, da far venire i brividi.
Dopo pochi minuti, dal momento che il nostro numero aumenta a quattro, finiamo
i mostri restanti. Guardo lo strano tizio.
“Vuoi giocare?” gli chiedo.
“Presto...” dice prima di sparire. Qualcosa mi dice che lui è
l’arma segreta di Cordelia, era troppo sicuro di sé per non esserlo.
“Qualcuno ha capito chi era quello??” chiede Xander.
“Non lo so, ma non promette nulla di buono.”
Capitolo 15
Nessuno si aspettava quello che sarebbe successo quella notte. Eravamo stanchi,
sfiniti e così avevamo abbassato la guardia. Grave errore. Proteggersi,
sempre, quella era la regola. Troppe volte l’avevamo violata... Spesso
a nostre spese...
Respingo le lacrime indietro, devo essere forte ora.
Il
sole si alzò pigro sull’accampamento, svegliandoci tutti, o quasi.
Il primo di noi ad alzarsi fu Xander, che camminava con gli occhi quasi chiusi
verso il ruscello.
“Ahio! Stupida barriera!” urlò. Ora era sveglio. “Willow...”
piagnucolò. “Non la puoi levare??” Sorrisi nel sonno, ogni
mattina la stessa storia. Non imparerà mai, pensai. Willow, invece,
completamente assorta nel sonno mormorava il nome che il suo cuore urlava
giorno e notte: Oz. Dru dormiva alla grande, probabilmente nemmeno una cannonata
l’avrebbe svegliata.
Per un attimo scorsi Xander osservarla e bearsi di quella visione, per poi
arrossire e girarsi dall’altra parte borbottando qualcosa. Stiracchiandomi,
mi alzai anch’io.
“Forza Guardiane, svegliatevi e splendete.” Certo, forse Dru poteva
dormire ancora un pò, ma bisognava aprire la barriera.
“Cinque minuti....” disse la rossa ancora nel mondo dei sogni.
Io e Xander ci guardammo.
“Naaaa...” dicemmo in coro per poi scoppiare subito a ridere.
Morbidissime liane avvolsero il corpo di Willow per mio ordine.
“Forza tesoro, dì la parolina magica....” le dissi mettendola
in piedi. Tutti conoscevamo la parola, ma solo lei poteva aprire la barriera.
“Dissolviti...” e la barriera sparì, mentre Will era ancora
in uno stato di profondo sonno. “Stupida barriera...” borbottò
poi quando la posai di nuovo nel suo letto di fortuna, dolcemente.
Andammo al ruscello in silenzio, a lavarci e abbeverarci. Poi costringemmo
le altre due a fare lo stesso. Più che altro Willow, che era la pigrona
del gruppo. In quei momenti mi mancava Kendra più del solito. Lei avrebbe
saputo di sicuro come farle scattare in piedi... Di solito però avevo
la mente occupata, così da non pensarla troppo.
Decidemmo di allenarci dopo un’abbondante colazione. Stavolta però
non avremmo allenato i nostri poteri, ma il nostro corpo. Da un pò
rimuginavo sul fatto che Xander e Willow fossero troppo lenti. Dovevano essere
più scattanti. Drusilla, invece, aiutata dai venti, se la cavava.
Caricai un peso in spalla ad ognuno di loro, proporzionato alla loro lentezza.
E così feci anche con me stessa. Ci mettemmo a correre verso la collina.
Il programma era di scalarla, scenderla, farle un giro intorno e tornare con
uno scatto all’accampamento. Una bella faticata insomma. Questo ci occupò
tre ore buone della mattinata. Siccome eravamo alquanto affaticati, optammo
per una breve pausa. Le membra di tutti urlavano vendetta e io non potevo
certo ignorarle.
Andammo poi a cercare un lago, che Xand trovò immediatamente con il
suo potere. Nuotammo parecchio. Vietai a Xander di usare il suo potere, altrimenti
sarebbe stato tutto troppo facile. Usciti dall’acqua eravamo tutti affamati.
Willow ed io andammo a caccia. Io fiutavo gli animali e lei li centrava con
le sue frecce infuocate, eravamo una coppia perfetta. In poco tempo ci procurammo
il pranzo: due cervi e un coniglio, che Willow cucinò divinamente.
Per ovvi motivi, la brace era il suo forte. Faceva dei barbecue strepitosi.
E anche con tutto il resto della cucina se la cavava piuttosto bene.
Immancabilmente, ci addormentammo dopo pranzo, un pò per il buon cibo
e un pò per la stanchezza. Ci risvegliammo freschi e riposati. Iniziammo
la seconda sessione di allenamenti: il corpo a corpo. Se i miei amici si fossero
trovati disarmati sarebbe stato difficile per loro portare a casa la pelle.
Io avrei voluto tenermi fuori, ma non potevo, eravamo pari. Ed io ero ovviamente
avvantaggiata. Ho sempre combattuto a mani nude, sempre. Sentire la mia mano
o la mia gamba che si schiantava addosso a un demone mi ha sempre eccitata.
Per evitare distrazioni, scelsi Xander. Non potevo di sicuro metterlo in coppia
con Dru...
Per buona parte del pomeriggio ci scannammo a vicenda così. Poi passammo
al tiro al bersaglio. Infine, ci fu una rivolta.
“Basta El...Non vedi che siamo sfiniti??” protestò Willow.
“Io voto per una bella dormita...” la sostenne Xand. Drusilla
si limitò a un’occhiata molto annoiata, che mi fece capire esattamente
cosa pensava.
“E va bene, avete vinto!” dissi alzando le mani in segno di resa.
“Tempo libero, fate quello che volete...”
Ci dividemmo. Io andai a cercare di rintracciare Spike, facendo un altro buco
nell’acqua. Willow fece una passeggiata, immersa nella sua eterna tristezza
che io non potevo alleviare. Xander invece si occupò di tenere d’occhio
Dru, che non sembrava del tutto a posto.
Io, intanto, perdevo la pazienza. Ero davvero preoccupata. Mi sembrava di
impazzire senza sapere come stava. Possibile che non gli venisse in mente
di mandarmi nemmeno un segno? O forse non era nelle condizioni di farlo...
Tirai un pugno al terreno, di nuovo impotente. Stavo perdendo la testa, sul
serio.
Che fosse proprio Spike a tenere le fila del mio equilibrio mentale? Questa
angoscia però era inutile, non potevo fare proprio nulla.
Tornai all’accampamento, addormentandomi per la terribile stanchezza
che mi colpì. Credo che pure gli altri fecero la stessa cosa, ma non
ne sono sicura, so solo che quando riaprii gli occhi in seguito a un rumore
violento eravamo tutti lì, mezzi addormentati. La notte era già
scesa su di noi e la calma sembrava regnare apparente, a parte quel fastidioso
rumore. Era simile ad un’esplosione, un botto, che arrivava nitido alle
nostre orecchie pur essendo lontano. Qualcosa si stava avvicinando. O qualcuno.
“Cosa credete che sia?” chiesi spaventata. Nessuno rispose. Ok,
mi dissi, devo mantenere la calma. Qualsiasi cosa succeda devo mantenere il
sangue freddo. Lo dissi anche ai miei amici. “Qualsiasi cosa succeda
mantenete la calma.” ma eravamo tutti troppo stanchi. Le esplosioni
si avvicinavano sempre di più, mostrandoci le loro sfumature di luce,
vedemmo schegge di legno volare nell’aria. Qualcuno si stava facendo
strada a modo suo nella foresta. Poi li vedemmo. Erano una decina in tutto.
C’erano Angelus, lo strano tizio che avevamo visto l’ultima volta,
quello mascherato, e un gruppo di demoni Sleimer, grossi, puzzolenti e melmosi.
Ci avrebbero preso, lo sentivo nelle viscere. Ci trasformammo in un batter
d’occhio, pronti a batterci per vendere cara la pelle. Ma come avremmo
potuto fare?
“Buonasera Elisabeth, sono venuto a farti pagare il conto per il braccio...”
disse Angelus. Solo allora mi cadde lo sguardo sull’arto che gli avevo
amputato e che era stato sostituito da un braccio metallico, lucidissimo.
Kendra, pensai, proteggimi da lassù... Non sarebbe stato facile neutralizzare
quell’arnese.
“Che sia una cosa veloce però, vorrei tornare a dormire.”
dissi con un ghigno. “Correte!” urlai poi a sorpresa, spiazzando
il nemico. Tutti scattarono. “Nella foresta!!” iniziammo a correre
come dei forsennati per nasconderci nel folto del bosco.
“Dove pensano di andare?” riecheggiò la risata di Angelus,
rivolto al tizio mascherato, che non accennò nemmeno a una minima reazione.
E se disse qualcosa, io non lo sentii.
“Prima o poi dovremo fermarci...” dissi rivolta agli altri.
“Spero che sia il più tardi possibile...” disse Xand.
“Ok, ho capito, continuate a correre... Io separo Angelus dal gruppo.
Ricordatevi che dovrete fermarvi prima o poi...” svoltai improvvisamente
a sinistra. Trovai uno spiazzo circondato da alberi e lì attesi, nascosta
nell’ombra. Come sospettavo, Angelus mi aveva seguita. Voleva vendicarsi.
Ma avrebbe avuto una bella sorpresina. Gliel’avrei fatta pagare quella
notte, e sarebbe stato un conto salato. Fosse stata anche l’ultima cosa
che facevo, l’avrei fatta. Il sangue doveva essere lavato con dell’altro
sangue.
“Lizzie?” mi canzonò. “Dove ti sei nascosta?”
“Qui!” urlai balzando fuori e sparando un colpo di luce che lo
ferì ad una spalla. Tieni, bastardo!
“Maledetta!” disse tra i denti mentre si massaggiava la spalla
ferita. Mi rigettai di nuovo nei cespugli nascondendomi. Non fosse stato per
quell’inquietante braccio l’avrei affrontato subito, ma temevo
che avesse nuovi poteri. Dio santissimo, non vedevo l’ora di stringere
le mani intorno a quel collo taurino, ma la strategia in quel momento giocava
un ruolo fondamentale. Accecato dalla rabbia anche il mio nemico si infiltrò
nella vegetazione per cercarmi, andando dritto incontro alla mia trappola.
Con il massimo della concentrazione trovai le piante più pericolose
e velenose che vivessero in quel luogo e gliele scagliai contro in un groviglio
indistricabile. Angelus urlò, ferito da quella moltitudine di rami
e rametti. Con il suo braccio metallico se ne liberò in fretta e mi
si scagliò addosso. Il primo pugno metallico mi fece girare la testa.
Pensavo che avrei perso i sensi, invece mi rialzai facendo appello a tutti
i santi del paradiso perché mi aiutassero, Kendra compresa. Pensavo
di averlo indebolito privandolo di un braccio, e invece avevo ottenuto esattamente
il risultato opposto. Gli avrei segato anche quello, insieme alla spalla.
Sentivo montare la furia dentro me e allo stesso tempo cercavo di combatterla.
Odiavo quell’essere dal più profondo del mio animo, con ogni
fibra del mio corpo. Lo avrei fatto a pezzi e poi appeso come stendardo all’accampamento.
Ingaggiammo una lotta corpo a corpo. All’inizio fui sul punto di morire,
accecata dalla collera. Poi ritrovai il giusto equilibrio, quello che mi faceva
pensare solo alla lotta, quello che faceva di me una macchina da battaglia.
Evitando il suo braccio più potente il più era fatto, scoprii.
Il resto è ingarbugliato. Ricordo solo di aver saltato ovunque per
schivare i suoi colpi mentre ne piazzavo un pò dei miei ovunque. Finalmente
il mio avversario cadde, stremato e mi scoprii ansimante ma felice anch’io.
“Questa è la tua fine, Angelus.” dissi cerimoniosa. Estraendo
la lama di luce eliminai il braccio metallico estirpandolo dal corpo, eliminando
persino la spalla. Lui era troppo debole per muoversi, così non gli
rimase che urlare di dolore. Rapidamente, tagliai anche l’altro braccio,
e le gambe in un colpo solo. Tutto il dolore che provava era una dolce sinfonia
per le mie orecchie. Era giunto il tempo della vendetta, finalmente.
“Muori per Kendra..” sussurrai con la voce dell’odio prima
di conficcargli la spada di luce nel petto. Angelus urlò, un urlo disumano,
e poi morì. Ero in parte sollevata e felice. Vittoriosa. Euforica.
Ebbra del mio gesto. Ce l’avevo fatta. Avevo raddrizzato tutti i torti
che ci aveva fatto. Quell’essere meschino non meritava di stare al mondo.
Eppure non ero del tutto tranquilla, c’era qualcos’altro di cui
mi dovevo occupare.
Feci sparire la spada e corsi più veloce che potevo. Non era ancora
finita. Mancava ancora lo strano tizio. E i miei amici? Stavano bene? Mi auguravo
di sì.
Quando arrivai la situazione non era delle migliori. Drusilla aveva avuto
un attacco di follia, così Xander si trovava da solo ad affrontare
gli Sleimer cercando di proteggerla. Willow intanto affrontava il tizio a
mani nude, servendosi solo delle sue fiammate. E mentre io giungevo correndo,
lei approfittò della sua distrazione e con una fiammata tolse la maschera
al suo avversario.
Rimase pietrificata. E anche io in effetti ci rimasi piuttosto male.
“Oz...” disse piano, con la voce lacrimevole. “Oz, sei tu??
Amore mio, quanto ho sperato...”
“Attenta Willow!” urlai mentre tentavo di raggiungerla. Lui si
voltò freddo verso di lei.
“Oz?” disse con voce glaciale. “Non so nemmeno chi sia.
So solo che ti devo eliminare.” Lei rimase di sale. Mi gettai su di
lei appena in tempo prima che potesse colpirla.
Altri rinforzi vennero Teletrasportati sul luogo: era finita, pensai. Catturarono
Xander e Drusilla prima di tutto, mentre io e Will indietreggiavamo. Cercavo
di proteggerla, dovevo salvare almeno lei.. Poi accadde tutto in un attimo.
“El!!!!” urlò Xander. Due raggi azzurri volarono verso
di me, li afferrai al volo, prima che potesse farlo Oz, o quello che era rimasto
di lui, perché il vero Oz non l’avrebbe toccata nemmeno con un
fiore. Erano le loro pietre che mi avevano consegnato. “Ora tocca a
te...” disse in un sorriso triste. Affidava tutto a me, lui si fidava.
Per prenderli però avevo dovuto lasciare Willow, che ormai era una
bambola inanimata. Lo shock era stato troppo grande. Cadde facilmente preda
di Oz. In un ultimo bagliore di lucidità mi lanciò la sua pietra.
Venne consegnata ai demoni. Ora toccava a me. Non potevo sconfiggere un esercito
intero, dannazione, non io da sola. Mi venne un’idea, improvvisamente.
Forse potevo ancora salvarmi... Cercai velocemente la pietra dell’Aria
e infilai le altre nello stivale, mentre i nemici mi accerchiavano dicendo
di arrendermi. Mai. La inserii nella mano destra, insieme alle altre. Un grande
potere scaturì in me, un potere troppo pesante da sopportare, ero troppo
stanca per governare la terra, la luce e il fuoco... Ma mancava un attimo,
così resistetti. La mia volontà d’acciaio litigava con
il mio corpo stanco e ferito.
Soffiai come aveva fatto la mia amica veggente poche notti fa e diventai invisibile.
Ma Oz sapeva che ero lì.
“Trovatela..” disse con voce meccanica. “Deve essere qui...”
pianissimo mi alzai in volo, senza che nessuno se ne accorgesse e mi portai
in salvo, ma a caro prezzo: dovetti lasciare lì tutti i miei amici.
Questi
sono gli eventi dell’ultima notte, che continuano a balenare nella mia
mente senza sosta. Il sole sta ormai sorgendo, e io non so cosa fare, o forse
non ci sto nemmeno pensando. Continuo semplicemente a fissare le quattro pietre
che ho appoggiato sull’erba davanti a me.
Ogni volta che tento di fare un pensiero razionale c’è una parola
che rimbomba nella mia testa: codarda. Avrei potuto fare qualcosa, qualsiasi
cosa per tentare di metterli in salvo, e invece ho salvato solo la mia pelle.
E Spike? Dove sarà il mio Spike? E perché non è qui a
sostenermi? Prendo un respiro profondo, per calmarmi. Devo ritrovare la lucidità,
mi ripeto come un mantra.
Un fruscio sommesso mi distrae dai miei propositi. Viene dal bosco, in direzione
del castello di Cordelia. Mi metto in guardia, infilando le quattro pietre
dei miei amici al sicuro, nello stivale destro. Un’ombra strisciante
e malconcia esce dalla vegetazione, trascinandosi a fatica verso di me. Indietreggio.
“Liz...” sussurra a fatica.
“Spike? Sei tu?” chiedo con le lacrime agli occhi. Lui fa un altro
passo verso di me e riesco finalmente a vederlo in faccia. Dio mio, è
lui, il mio Spike, il mio uomo... Gli corro incontro e ci abbracciamo freneticamente,
ansiosi di ritrovarci. “Stai bene? Sei ridotto male...” ed è
vero. E’ pieno di tagli e ferite ovunque, dev’essersela vista
brutta...
“Sì, più o meno.” dice a fatica.
“Aspetta, ci penso io... Sdraiati.” estraggo la pietra del Fuoco
dallo stivale e la inserisco nella mano destra. Vedo che cambia colore, ma
non ho tempo di stare ad osservare. Posso sentire il mio corpo che assimila
i nuovi poteri, che si riempie di un’energia nuova. Faccio come ha sempre
fatto Willow, mettendo le mani sopra di lui e curando le sue ferite. Spike
esala un sospiro di sollievo.
“Va meglio, grazie...” sorride. Gli prendo le mani nelle mie e
gli sorrido a mia volta.
“Chi ti ha conciato così?” chiedo apprensiva.
“Angelus e Cordelia, due contro uno, i vigliacchi.” è arrabbiato,
a ragion veduta.
“Perché?” sinceramente sono confusa.
“Forse è meglio che inizi dal principio.” si tira su a
sedere e mi fissa negli occhi. “L’ultima volta che ci siamo visti
mi hai detto di andare a controllare il tatuaggio di Dawn. Nonostante il divieto
di avvicinarsi a lei, l’ho fatto. Ho eluso la sorveglianza e sono andato
a confrontare i nostri tatuaggi. Non ti immagini che sorpresa quando ho visto
che erano identici. I suoi occhi si sono subito riempiti di lacrime e mi ha
abbracciato. Fratello, diceva. Io però ero ancora troppo sconvolto
per portarla in salvo. Non sapevo che Angelus ci stava guardando... E’
venuto a prendermi così, di sorpresa, mentre io ero entrato in una
specie di coma ascetico, di meditazione profonda, e mi ha portato da Cordelia.
Ti risparmio il diverbio, in poche parole mi hanno confermato la tua tesi.
Ormai sapevo troppo, dovevo morire. Mi sono battuto con Angelus e, quando
si è aggiunta anche Cordelia, ho capito che non ce la potevo fare.
Al limite delle forze, sono riuscito a trasportarmi a malapena fuori dalle
mura. Ho iniziato a correre, per giorni. Ed eccomi qui. Stanco e affamato.”
si ferma di colpo notando le mie lacrime. “Ehi passerotto, che succede?”
mi liscia una guancia con una mano.
“Nulla...” dico tirando su con il naso. “E’ che non
mi sembra vero averti qui, sano e salvo...” mi tira al petto e mi abbraccia.
“E’ tutto passato... Ora che ci siamo ritrovati non ci lasceremo
più...” mi bacia la testa dolcemente. “Ma i tuoi compagni?”
“Li hanno presi. Oz, Angelus e i suoi. Ho ucciso Angelus e vendicato
Kendra. Finalmente il bastardo è scomparso.” mi fermo un attimo
a pensare alla bellezza della sua morte. “Ma Oz? Che gli ha fatto Cordelia?
Era così innamorato di Willow... Ed eravamo tutti convinti che fosse
morto.”
“Anche noi lo eravamo. Non sapevo fosse ancora in vita. Cordelia deve
avergli fatto il lavaggio del cervello.” devo chiedergli una cosa, ma
ho paura della risposta. Il mondo mi crollerebbe addosso..
“Ora...quali sono le tue intenzioni?” chiedo con voce tremolante.
Se mi lasciasse sola...sarebbe la fine...
“Rimanere con te e aiutarti a fare a pezzi Cordelia e Oz..Dopo tutto
questo tempo passato nella menzogna cos’altro potrei volere?”
dice dolcemente.
“Oh Spike!” dico buttandogli le braccia al collo in un impeto
di felicità. “Sapessi quanto ti amo!”
“Anche io amore, anche io... Ho sbagliato a fidarmi di Cordelia e non
di te. Ma era tutto così intricato...” poi ci fissiamo, perdendoci
l’uno negli occhi dell’altra. Chiudo gli occhi e lascio che mi
baci. E’ un bacio coinvolgente, disperato, carico di passione... Mi
era mancato da morire... Vorrei tanto potermi lasciare andare, ma non posso.
Devo elaborare un straccio di piano di battaglia. Mi stacco da lui a malincuore.
“Mi spiace ma non posso, non ora per lo meno.” dico appoggiando
la mia fronte alla sua e chiudendo gli occhi.
“Lo so amore.. Arriverà il momento giusto, prima o poi.”
dice scostandomi una ciocca di capelli.
“Devo salvarli, trovare il modo...” dico disperata.
“Sì, dobbiamo, ma non ora. Sei troppo scossa. E’ passato
troppo poco tempo. Erigi la più potente barriera che conosci, e poi
dormiamo semplicemente. Dobbiamo recuperare le forze per sconfiggere Cordelia.”
Annuisco e faccio come mi dice. Poi mi sistemo nel suo abbraccio, togliendomi
la pietra del Fuoco. Mi addormento subito, tra le sue braccia, e faccio sogni
finalmente tranquilli.
Molto
tempo dopo, un migliaio di anni secondo me, sentiamo un leggero colpo di tosse
che ci sveglia. Apriamo subito gli occhi e balziamo in piedi, entrambi estremamente
combattivi. Davanti a noi si staglia la figura magra e bassa di Oz.
“Che diavolo vuoi??” gli urlo.
“La mia padrona invita i gentili signori a presentarsi al suo castello
domani notte. Ha detto di riferirvi che i vostri amici stanno bene, ma ancora
per poco. Se non vi presenterete al suo cospetto domani notte taglierà
la testa a tutti. E’ ora di farla finita...” fa un piccolo inchino
per canzonarci. “I miei omaggi..” e poi svanisce.
Ma se i cinque diverranno uno, l’armonia verrà ristabilita. Improvvisamente
mi tornano alla mente queste parole. E mi è tutto chiaro.
“Spike?”
“Sì passerotto?”
“So cosa dobbiamo fare...” dico con un sorriso che mi va da un
orecchio all’altro.
Capitolo 16
Spike si accarezza il mento, pensieroso, non sa cosa rispondermi.
“Non so, passerotto... L’idea sembra buona, ma tu riuscirai a
reggere?”
“Sono sicura di potere. Sono nata per questo. Ma se non ho il tuo appoggio
allora non se ne fa nulla, è importante per me.” gli prendo la
mano tra le mie. “Tu sei il filo che mi terrà ancorata a terra,
in caso dovesse succedere qualcosa di spiacevole...”
“Sicura di volerlo fare?” chiede ancora apprensivo.
“Sì, sono i miei amici...” dico risoluta. William avvicina
le sue labbra alle mie e le appoggia candidamente. Rabbrividisco mentre lo
stomaco diventa un macigno. Mentre congiunge la sua lingua alla mia, inizia
ad accarezzarmi piano. Non so per quanto potrò resistere senza saltargli
addosso...
“Allora fallo, mia Prescelta...” dice con voce roca.
“Aspetta, prima devo dirti una cosa..” dico rossa in volto.
“No, non mi devi dire addio, sopravviveremo entrambi.” dice con
voce sicura, ma io lo ignoro. Deve sapere...
“Stare con te è stata l’esperienza più bella e più
inebriante della mia vita. Anche se come Guardiana mi sono pentita mille volte,
la donna che c’è in me non l’ha mai fatto. Non mi sono
mai pentita di aver amato Spike.” lui mi sorride dolcemente. “E
se non ce la dovessi fare, sappi che ti amerò per sempre.”
“Non dire cazzate, ce la farai.” dice sicuro. Ci baciamo ancora.
Poi, cerimoniosamente, mi alzo in piedi.
Appoggio le quattro pietre di fronte a me. Inizio dalla Luce, l’ultimo
regalo di Kendra, la sua anima, e la inserisco nella mano destra. Percepisco
l’afflusso di potere. Sento che anche la luce entra a far parte di me.
Ora tocca al Fuoco, che somma la sua potenza alle altre due pietre. Posso
sentire nettamente sotto di me tutto il magma che ribolle, ogni fonte di calore
in tutta Kingsdale. E’ il momento dell’acqua. Sento che sono quasi
al massimo. In più si sviluppa in me la coscienza di ogni massa d’acqua,
se chiudo gli occhi posso addirittura vedere i grandi bacini. Prendo un grande
respiro prima di inserire anche la pietra dell’Aria. Distinguo chiaramente
ogni nuvola che si trova sulla mia testa, ogni corrente che attraversa il
cielo, grazie all’apporto della pietra di Dru.
Un bagliore argentato si sprigiona dalla mia mano. La pietra diventa di un
argento purissimo. Spalanco gli occhi, sopraffatta dal potere. Li chiudo,
ma continuo a vedere solo la luce argento. Poi sparisco. Non sono più
Elisabeth, la Guardiana della Terra, sono un essere superiore. La mia personalità
ne è quasi annullata. Sono il cuore pulsante di Kingsdale, poiché
sono in diretto contatto con i quattro elementi più la Luce. Posso
vedere in qualsiasi parte del pianeta, persino nel castello di Cordelia, dove
lei giace seduta nel trono e i miei amici e la principessa Dawn sono incatenati
dietro di lei. Sono la conoscenza, del pianeta e della storia di ogni singolo
individuo. Do una sbirciata nel mio passato, rivedendo tutti i momenti che
credevo di aver perso con la Reminescenza. L’inizio della mia missione,
le battaglie, il primo vero incontro con Spike, il nostro amore, la sconfitta
e poi tutti gli eventi che sono seguiti da quando fui mandata sulla Terra.
Sento per la prima volta di poter fare qualsiasi cosa io possa pensare. Sento
il potere, quello vero, che scorre nelle mie vene come se fosse fuoco. Sento
un guscio argentato, che si forma intorno a me, come un bozzolo. Mi libero
delle vecchie emozioni come la rabbia e la vendetta, e ne esce l’essenza
della distruzione: io. Il potere ha mutato anche il mio aspetto fisico. I
capelli ondulati cadono sulle mie spalle scoperte, lasciate nude da un abito
bianco e vaporoso, lungo oltre le mie caviglie, per proseguire e fermarsi
sopra i miei fianchi. E’ una specie di metamorfosi...
Questo è il potere infinito del Cristallo, l’essenza del Potere
Supremo, che sovrasta tutti gli altri. Ecco cosa cercava Cordelia.
“William,” dico con voce fredda e innaturale, non sembra nemmeno
quella di un essere umano. “è ora di andare.” lentamente
mi sollevo di una decina di metri da terra. Con un gesto della mano sollevo
anche il mio compagno fino alla mia altezza, senza il minimo sforzo. Un altro
gesto ancora, e iniziamo a volare a velocità sostenuta.
Spike fissa il suolo spaventato, io, al contrario, ho la mente completamente
vuota, no, non è esatto, ho la mente piena di azioni, anticipazioni
di quello che farò patire a Cordelia. Non è una vendetta la
mia, è solo una cosa che so che devo fare. Ineluttabile come la morte
di una o dell’altra. Epica come le grandi battaglie tra bene e male.
Chiuderò i conti stavolta.
La foresta sotto di noi sfreccia a gran velocità, l’aria ci accarezza
il viso scostandoci i capelli. William non ha ancora aperto bocca, scioccato
dalla mia infinita potenza.
“Quando arriveremo, dovrai tenere a bada Oz. Non ucciderlo, non è
cattivo. Appena potrò verrò a liberarlo dall’incantesimo
che lo rende prigioniero. Incatenalo al posto di qualcuno e attendi la morte
di Cordelia.”
Lui annuisce. Non spiccichiamo più parola e ci godiamo semplicemente
il paesaggio ai nostri piedi. Ora attraversiamo un grande lago nero, la cui
superficie scura è interrotta solo dal bagliore della luna. Sorpassiamo
i monti, le colline, i fiumi e le pianure per arrivare nel luogo in cui si
erge il castello di Cordelia. Un luogo inospitale, dove pure le montagne sembrano
morte. La vegetazione lì è scomparsa da tempo. Il buio rende
il posto ancora più spettrale. Solo una fioca luce è accesa
nel castello, quella della sala del trono, dove l’incarnazione del male
ci sta aspettando. Davanti al castello ha parato tutto il suo esercito di
mostri e di demoni. Atterriamo delicatamente. Crede davvero che tutto questo
mi possa anche solo scalfire?
Appena ci vedono, i mostri iniziano a lanciarsi contro di noi. William mi
guarda interrogativamente perché io non faccio una piega. Con il braccio
faccio un gesto come per scacciare una mosca. Questo crea un vortice che si
sprigiona dal punto in cui siamo all’esercito, che viene avviluppato
in quella massa d’aria e energia. Iniziano a girare sempre più
veloci fino a scomparire nel nulla.
“Comodo per fare le pulizie di casa...” dice lui. Sorrido impercettibilmente
e entriamo nel castello. Da qualche parte, sento che ci sono altri soldati.
Tanto peggio per loro, li farò a fettine. Il corridoio all’ingresso
è molto tenebroso, non si vede a un palmo dal naso. Faccio come tante
volte avevano fatto Kendra o Will, creo una palla di luce che ci preceda e
ci illumini la strada. Dal nulla, si materializzano dietro di noi un gruppo
di demoni. Spike si volta già pronto a farli fuori tutti, ma a me basta
stringere il pugno per farli morire soffocati. Non hanno difese magiche, cosa
pensano di potermi fare?? Arriviamo in un atrio buio, pieno di corridoi che
sembrano tutti uguali.
“E adesso?” chiede William.
“Di là.” indico un corridoio da cui sento nettamente la
presenza di Cordelia. Ancora una volta lui si stupisce. Ci incamminiamo stando
attenti alle presenze intorno a noi. Sono nascoste da qualche parte, ma non
capisco dove... Un momento, eccole. Sono nascoste dietro il passaggio alla
mia sinistra. Fermo il mio compagno. Apro il passaggio. I demoni sono tutti
lì, pensavano di tenderci un agguato... Li riduco in cenere con una
fiammata potentissima, senza dargli nemmeno il tempo di reagire o urlare.
Continuiamo a camminare. Ecco, ci siamo quasi.
La sala del trono. Ho mai visto un posto più lugubre? E’ uno
stanzone dal soffitto altissimo, fiocamente illuminato ai lati dai candelieri.
Il pavimento a scacchi bianco e nero è sudicio, come le pareti. Un’alta
scalinata si stende davanti a me e, in cima, c’è il trono di
Cordelia. Dietro di lei, come avevo visto nella mia visione, ci sono tutti
i miei amici e la principessa. Oz sta appoggiato al trono di lei e ci guarda
con aria di scherno.
“Ricorda le mie parole...” sussurro pianissimo a Spike. “Toc
toc.” dico poi più ad alta voce. Si affaccia prepotentemente
El, questa non è solo una battagli fisica, ma anche psicologica.
“I miei graditi ospiti... Che bello avervi qui, posso offrirvi qualcosa?
Una decapitazione? Un’amputazione?” ci accoglie la malefica regina
dei miei stivali.
“No, grazie, vorremmo solo la tua morte, lenta e dolorosa.”
“Ti senti sicura, non è vero Elisabeth? Pensi che con il Cristallo
riuscirai ad uccidermi.” si alza.
“No, io non lo penso. Ne sono sicura.”con un gesto della mano
le scaglio un colpo magico che la fa sbattere contro il muro.
“Questa non me l’aspettavo.” dice riscuotendosi. “Incomincino
le danze.” Volando a rasoterra, scende la scala. Sorride per schernirmi.
Sono pronta Cordelia, è una vita che aspetto questo momento. Fammi
vedere quello che sai fare...
Con un gesto elegante, estrae una frusta dal braccio destro, formata da un
nastro lucido, nero. Probabilmente solido come il marmo. Mira ai miei piedi.
Salto e lo schivo facendo una piroetta in aria. Nonostante il vestito lunghissimo,
riesco a muovermi agilmente. Rapidamente ritrae la frusta, troppo velocemente,
e mi colpisce. Sento un lieve dolore, ma non è nulla. Nemmeno stavolta
sentirò male. Sono troppo concentrata.
Con le braccia formo una X sul mio petto, chiamo a raccolta le mie forze,
chiudo gli occhi. Quando li riapro il mio braccio destro è diventato
una spada affilatissima e argentea. Iniziamo a batterci a colpi di frusta
e di spada, dando e incassando entrambe i colpi. Riesco a spezzare la sua
frusta. Sto per affondare la spada dentro di lei, che è inciampata
indietreggiando e ora è distesa a terra, ma è una finta. Proprio
mentre mi avvicino per sferrare il colpo, ne approfitta per lanciarmi una
palla d’energia. Faccio giusto in tempo a spostarmi leggermente, anche
se vengo colpita lo stesso. Il mio fianco sinistro è ferito gravemente.
Il dolore lo sento, eccome. Ma mi basta appoggiare la mano sinistra e chiamare
a me i poteri del Fuoco per auto guarirmi. Cordelia è stupita, ma non
si lascia impressionare. Si lancia verso di me nell’intento di colpirmi
con un’altra sfera. Alzo rapidamente uno scudo argentato che la respinge
all’indietro, facendola volare di nuovo a terra. Faccio sparire la spada.
Inizio a correre, muovendomi così velocemente da sparire, grazie ai
poteri dell’Aria. La mia nemica si guarda intorno cercando inutilmente
di percepirmi. Troppo lenta, tesoro.
Ricompaio vicinissima a lei.
“Bu!” dico mentre le pianto una sfera di fuoco in pancia. La fisso
dritta negli occhi. Posso vedere le sfumature di dolore che passano attraverso
quei due pozzi neri.
Nonostante stia combattendo questa battaglia, nel mio cervello un’altra
si sta riproducendo stile filmino: quella tra Spike e Oz. Il mio compagno
sembra in difficoltà, ma non lo posso aiutare, nonostante se la stia
cavando, posso solo guardare. Non sono in apprensione. Non provo nulla. Solo
l’eccitazione della battaglia. Elisabeth è sparita quando ha
assorbito le cinque pietre. Solo ogni tanto si affaccia prepotentemente, e
lì posso sentire l’amore per Spike, ma nemmeno lei può
nulla contro il Cristallo. Buona, Guardiana, quando tutto finirà potrai
tornare ad essere te stessa.
Cordelia indietreggia stringendosi il punto in cui l’ho colpita. Ma
poi, magicamente, le sue ferite si rimarginano. Perché?? Non importa.
Scommetto che se le taglio la testa quella non le ricrescerà più.
“Hai sempre usato i calci e i pugni no? Erano quella la tua specialità.”
dove vuole arrivare?
Stende le braccia ai lati, creando due sfere nere come la pece, che poi si
pianta in pancia con un urlo di dolore. “Ora si fa sul serio...”
sussurra mentre si lancia verso di me. Inizia a sferrarmi calci e pugni, che
io paro puntualmente, è finito il tempo dei cazzotti in faccia per
me. Incalza parecchio, senza darmi il tempo di contrattaccare e facendomi
indietreggiare. Un pugno. Lo blocco e lo stringo. L’altro pugno. Blocco
anche quello e lo stringo. Le mie mani diventano incandescenti. Posso sentire
lo sfrigolare della carne tra le mie dita e la smorfia di dolore di lei, ma
non urla, non vuole darmi soddisfazione. Mi pianta un calcio in pieno addome
e poi ripianta il piede lì per fare leva e liberare le mani. Fa un
salto mortale all’indietro. Tocca a me ora. Inizio a menarla senza riserve,
più forte che posso. Cordelia sanguina e geme ma non si vuole arrendere.
Oz ha costretto William in ginocchio. Resisti amore mio, non posso aiutarti,
si affaccia El.
La mia avversaria decide di cambiare tattica. Sottraendosi al flusso delle
mie percosse, genera un’onda magica di potere. Un fascio nero circondato
da scariche elettriche. Lo evito abbassandomi, ma lei mi segue cercando di
colpirmi. Non posso continuare a fuggire. Mi fermo e genero anche io un raggio
di potere liquido come il suo. Solo che il mio è puro, bianco come
la luce. Stiamo lì, con le mani protese, a cercare di far prevalere
il nostro potere sull’altro. Il punto di incontro è a metà,
ma continua a oscillare, un momento si avvicina a me, e l’altro invece
a lei.
Spike butta a terra Oz. Ne approfitta per liberare Willow, l’unica che
lo possa far ragionare, che ha continuato a urlare senza che nessuno dei due
combattenti la ascoltasse. Solo qualche volta Oz ha dato segni di cedimento,
e William ne ha approfittato.
“Non vincerai questa battaglia!” urla la mora intensificando il
suo flusso.
Willow si frappone tra i due.
“Levati, o giuro che ti faccio a pezzi.” dice il rosso crudelmente.
“Ti amo...” dice lei piangendo. Cerca qualcosa sotto la sua maglia,
una collana, che si toglie a malincuore. E’ una bellissima collana d’argento
con un rubino attaccato. Molto fine e lavorata. “Te la ricordi?”
dice con voce supplichevole.
“Willow..” dice all’improvviso Oz, tornato normale. Si porta
le mani alla testa. “Non riesco a farlo uscire!” urla. “E’
nella mia testa e non vuole lasciarmi andare...” dice con uno sforzo
immenso. Oz cade in ginocchio, vinto dalla sua parte cattiva.
“No! Amore, lotta! Tu sei più forte, io lo so...” queste
visioni le straziano il cuore.
“Io ho già vinto.” dico a Cordelia intensificando il mio
raggio in maniera esponenziale. Un’esplosione fortissima e un bagliore
argentato tolgono la visuale a tutti.
Oz, tornato normale nel vedere la sua Willow in pericolo, le fa scudo con
il corpo. Spike ne approfitta per liberare tutti.
Quando riapro gli occhi Cordelia è distesa a terra, morta, vinta dal
suo stesso potere e dal mio, sommati. Faccio ricomparire la spada argentata.
“Per Kingsdale e Dawn.” dico prima di tagliarle la testa. Ed Elisabeth
ritorna titolare del suo corpo. Ce l’ho fatta, ho salvato Kingsdale...
Mi sembra un miracolo... Non riesco a crederci.
“Sigillala!!” urla Drusilla. Ha ragione. Una scossa di terremoto
fa tremare tutto il castello. L’esplosione deve avere danneggiato la
struttura. Con la spada pratico un taglio nella mia mano e faccio cadere qualche
goccia sul cadavere dell’ormai defunta regina.
Sigilla
il suo riposo
Che sia sempre doloroso
Fa’ che i tormenti
Che mille volte ha dato agli innocenti
Ora siano i suoi.
Non si svegli mai della sua prigionia
Che a causa mia sarà un’agonia
Sigilla i poteri di Cordelia e bloccala nell’inferno che merita.
L’antico
incantesimo creato nella notte dei tempi per lei...come faccio a conoscerlo?
Non importa, non c’è tempo. Sta crollando tutto. Non riusciremo
a uscire tutti. Intanto i miei amici si sono avvicinati. Xander e Drusilla
si sostengono a vicenda, Willow e Oz si tengono per mano, Spike mi guarda
apprensivo e sostiene Dawn, sua sorella. Prima o poi dovranno parlare... Accadrà
presto... Andrà tutto bene. Staranno bene. Questa volta non sarò
codarda.
“Dobbiamo uscire! Ci restano pochi minuti.” dice Spike agitato.
“Andate voi. Tocca a me fermare il crollo. Prima vi restituisco i poteri,
vi serviranno per uscire.” restituisco a tutti le loro pietre, velocemente.
Privandomi così del potere. Sono così stanca ora... Ho dovuto
privare il mio corpo dei vantaggi benefici del Cristallo, l’unico modo
per salvare i miei amici. “Avanti correte!”
Spike affida Dawn a Willow e Oz.
“El, ma tu come farai?” chiede Dawn.
“Non importa, correte. Salvatevi.”
“Io sto con lei.” dice Spike.
“Grazie El...” mi dice la principessa. Tutti corrono, anche se
a malincuore.
“NO! Devi andare con loro.” intanto lascio che i miei rovi si
spandano per tutto il castello e lo sostengano come uno scheletro. “Salvati
almeno tu...”
“Io non me ne vado senza di te.” dice prendendomi la mano.
“Non posso salvare entrambi. Se dovessi spostarmi crollerebbe tutto.
Devi salvarti almeno tu.” i suoi occhi si riempiono di lacrime. Sono
costretta ad abbassarmi e usare tutte le mie energie per sostenere l’intero
castello.
“Non ti lascio qui, moriremo insieme!” urla tra le lacrime. Anche
io inizio a piangere.
“Non lo capisci?? Per me l’unico modo per vivere è che
tu sopravviva. Sono morta tanto tempo fa, ma tu mi hai ridato la vita più
volte. Sono un essere privo di scintilla. Tu invece sei colmo d’amore,
di gioia di vivere. Ti prego, va’, non reggerò per molto.”
vorrei tanto poter mollare tutto e scappare con lui. Ma tutto quello che ho
detto era vero, non mi posso muovere.
Lui si abbassa e appoggia la fronte alla mia.
“Liz...” sussurra continuando a piangere e appoggiando la fronte
alla mia. Poi mi bacia, a lungo. Dolcemente e allo stesso modo appassionatamente.
Vorremmo entrambi di più, ma è impossibile. “Ti amo...”
dice accarezzandomi una guancia.
“Ti amo anche io... Ma ora va’, è giunto il momento.”mi
da ancora un leggero bacio. Si alza, chiude gli occhi e scappa, non può
voltarsi indietro. Sa che non riuscirebbe a uscire se lo facesse.
Gli do un tempo più che sufficiente per uscire.
“Sia quello che sia.” dico mentre lascio andare tutti i rovi e
lascio che le macerie cadano intorno a me. Tento uno scatto verso l’uscita
ma un masso mi schiaccia il corpo. Urlo di dolore. E mentre aspetto che qualcosa
mi cada in testa e mi faccia fuori, in modo da alleviare il mio immenso dolore,
continuo a pensare. Le ultime parole che ho detto mi sono giunte come una
rivelazione. Sono sempre stata così: morta. Spike invece... Era un
essere umano in tutti i sensi, ne possedeva tutte le sfumature, le sfumature
della vita. Per questo che mi sono innamorata di lui. Amore mio, ho fatto
tutto questo per te. T’innamorerai di un’altra, quella giusta,
e sarai felice. Non ti farò più soffrire.
Non posso fare a meno di pensare che avrei voluto una vita diversa, non volevo
essere la Guardiana della Terra. Volevo essere solo una persona normale. Un
altro pezzo di soffitto mi cade in testa. I sensi iniziano ad annebbiarsi.
Ti amo Spike.
E’ finita.
Epilogo
La sveglia suona sul mio comodino facendomi rigirare sotto le coperte. Con
un enorme sforzo la spengo.
“Buffy? Hai sentito la sveglia?” urla mia madre dalla cucina.
“La colazione è pronta.” eppure io sono così stanca..
Come se non dormissi da un secolo. Mi alzo controvoglia, scendo, faccio colazione
e vado a scuola. Il mio primo giorno in una scuola totalmente nuova. Vorrei
tanto non essermi trasferita. Troverò dei nuovi amici? Ci spero proprio.
Mmmmh... Dall’esterno non sembra tanto male, la nuova scuola. Entro
guardandomi intorno: questo posto è enorme. Faccio un passo all’indietro
e colpisco qualcuno. Fantastico. Mi giro. Un ragazzo alto, ossigenato e dagli
occhi azzurro ghiaccio mi fissa malizioso. Ma che ha??
“Ehm... Scusa, mi spiace di averti urtato.”
“Non importa.” mi sorride arricciando la lingua dietro ai denti.
Mmmmh, molto interessante.
“Mi chiamo Buffy Summers e sto cercando l’aula 110, sai per caso
dov’è?” visto che è qui tanto vale approfittarne...
“Certo.” appoggia le mani sulle mie spalle e mi gira in direzione
del corridoio alla nostra destra. Quel gesto mi lascia confusa e disorientata.
“Ecco..” mi sussurra all’orecchio. “E’ la prima
porta a destra. Mi raccomando Liz, non perderti.” Ironizza. Mi mette
qualcosa in mano e se ne va, lasciandomi completamente ipnotizzata. Mamma
che bel pezzo di ragazzo... Apro la mano e trovo una rosa blu. Ne ho già
ricevuta una, ma chissà perché non ricordo né dove né
quando.
“Salve,
il mio nome è Buffy Summers, ho 16 anni e mi sono appena trasferita
da Sunnydale. Spero di trovarmi bene qui.” dico sorridendo.
“Buffy vai a sederti vicino a Kendra.” dice il professore indicando
una bella ragazza dalla carnagione scura e lunghi capelli scuri.
“Ciao io sono Kendra.” dice lei con un sorriso a cui io rispondo
prontamente.
“Ciao Liz.” dice un ragazzo ossigenato dietro di noi. Mi giro,
allucinata. E’ lui!! Ossantoiddio.
“Ciao...Ci si rivede.” cerco di controllare la mia salivazione.
“Grazie per prima comunque.” lui mi sorride gentilmente e io torno
a guardare davanti.
“Chi è quello?” sussurro alla mia compagna di banco.
“Oh, lascialo perdere, è solo William. E’ una testa calda.”
Mi giro di nuovo e il ragazzo mi sorride maliziosamente. Sarà un anno
davvero interessante. Il trasloco inizia a rivelare i suoi aspetti piacevoli...
Fine