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ù
Subject:
AU
(tutti umani)
Warnings for: no.
Rating:
NC17
Genere: Humor, Romance.
Lunghezza:
Ficlet
(1529 parole)
Summary: Contest 2 - San
Valentino

-Quel dannato di un osservatore!! – esclamo dando un pugno all’ennesimo
vampiro di questa notte.
Sbuffo osservandolo rovinare al suolo e con espressione svogliata afferro
il paletto dalla tasca del mio cappotto e, senza dargli il tempo di
alzarsi, lo colpisco dritto al cuore rendendolo ciò che in realtà
è. Soltanto polvere. Scuoto la testa riprendendo a camminare
mentre i miei pensieri corrono dove in questo momento non dovrebbero
nemmeno andare. William Shelby, il mio professore di psicologia, il
mio osservatore, il mio uomo…si è dimenticato che oggi
è San Valentino! Quasi ringhio scalciando una pietra pensando
al suo sorriso indifferente di stamane. Non una parola riguardante la
festa degli innamorati ha osato fuoriuscire dalla sua bocca.
-Ci vediamo stasera love – borbotto facendo una smorfia imitando,
con scarsi risultati, il suo incredibile accento sexy.
Ok, stop. Dove sono finiti i pensieri omicidi rivolti a quello sciagurato??
Sorrido amaramente, ripensando a quest anno passato. Pensando al dolore
che entrambi abbiamo patito, pensando al nostro amore impossibile, al
suo ‘ti amo’ che per mesi non ho sentito e che ho bramato
con tutta me stessa. Pensando alle sue ferite, ad Angelus e alla sua
crudeltà. Scuoto la testa assumendo nuovamente l’espressione
risoluta di poco prima.
< questo è passato… niente giustifica che lui si sia
dimenticato di S.Valentino!> penso continuando il percorso che mi
porterà a casa.
Pochi minuti dopo sono già a Revello Drive. La mia mente si rifiuta
di non correre verso William e non posso fare altro che assecondarla
sospirando, rassegnata a trascorrere la più brutta serata della
mia vita. Trovo finalmente le chiavi di casa nella mia borsa e quando
entro a casa lo squillo del telefono mi ridesta dai miei pensieri. So
già chi si trova dall’altra parte e non sono sicura di
voler sentire le sue dolci parole d’amore quando ha dimenticato
una cosa così importante. Mi dirigo lentamente in cucina e altrettanto
svogliatamente afferro la cornetta del telefono portandola all’orecchio.
-Finalmente donna! E’ da un dannato quarto d’ora che chiamo.
– la sua voce mi scalda subito il cuore ma mi impongo di rimanere
indifferente.
-Mi meraviglio che tu *osservatore* non sappia dove mi trovavo –
esclamo acidamente stringendo la mano sinistra fino a far sbiancare
le nocche.
Un fastidioso silenzio regna dall’altra parte del telefono e sta
innervosendomi decisamente.
-William? – chiamo sentendo improvvisamente suonare il campanello.
Alzo gli occhi al cielo imprecando mentalmente, per poi sbuffare.
-Hanno suonato alla porta. Ovunque tu sia, osservatore dei miei stivali,
rimani in linea. Torno subito-
Lascio la cornetta del telefono penzolare e mi dirigo verso l’entrata
principale. Quando apro la porta la salivazione si arresta del tutto
e sbatto più volte le palpebre chiedendomi se tutto questo è
un sogno. William chiude con un gesto secco lo sportellino del cellulare
e mi guarda sorridendo divertito. Istintivamente rispondo al sorriso
e un secondo dopo sento le sue braccia avvolgere il mio corpo e le sue
labbra sfiorare le mie in un tenero bacio. E come ogni volta tutto sembra
fermarsi intorno a me. Sospiro inalando il suo dolce profumo e lentamente
avvolgo le mie braccia attorno al suo torace poggiando la guancia contro
il suo petto. Non riesco ad evitare di sorridere, perché William
è sempre dentro me e dopo quello che abbiamo passato niente potrà
più dividerci. Nemmeno una piccola dimenticanza. Infondo è
stato anche lui a dirmelo… “abbiamo tutta la vita…”
. Lentamente si stacca da me dirigendosi in cucina. Come un automa lo
seguo, osservandolo nel frattempo da capo a piedi. Lo vedo afferrare
la cornetta del telefono e rimetterla al proprio posto mentre decido
di far finta di essere arrabbiata.. Incrocio le braccia al petto con
fare autoritario e alzo il sopracciglio picchiettando un piede sul pavimento.
E’ così bello il mio William.
-Pensavi davvero me ne fossi dimenticato? – esclama ed io cambio
espressione.
Passo dalla finta rabbia, allo stupore, per poi finire con la felicità
pura. Un sorriso illumina il mio volto mentre William si avvicina ghignando
sfacciatamente. Gli colpisco giocosamente la spalla facendolo indietreggiare
leggermente e alzo il mento fingendomi offesa.
-Ouch! Cacciatrice! Ricorda che sono il tuo osservatore, potresti provocarmi
seri danni – afferma continuando a ghignare. Ma io non lo ascolto,presa
come sono a trattenere il mio sorriso. – Buon San Valentino amore.
–
Mi volto verso di lui lentamente specchiandomi nei suoi occhi blu e
lascio andare via tutta la mia fermezza. Mi sciolgo davanti al suo sorriso,
alle sue labbra. Mi sciolgo davanti al suo amore. Quell’amore
che per tutto questo tempo mi ha tenuta viva, quell’amore che
mi ha permesso di arrivare fin qui e di non abbattermi al primo ostacolo.
Gli stringo la mano dolcemente e lo attiro tra le mie braccia cercando
le sue labbra in un bacio affamato. Le nostre lingue duellano e si rincorrono
mentre i nostri respiri si fanno accelerati come i battiti del mio cuore.
Sciolgo gentilmente il nostro contatto e lo guardo sorridendo.
-Buon San Valentino anche a te William – rispondo mentre lui accarezza
i miei capelli guardandomi negli occhi.
E mi sembra quasi di tornare indietro nel tempo, alla prima volta che
mi disse di amarmi. In quella camera che ormai sa di noi e del nostro
amore, in cui le ferite si sono rimarginate e le nostre vite sono ricominciate
da capo.
-Ho una sorpresa per te – esclama prendendomi per mano e conducendomi
fuori in giardino.
Apro la bocca per lo stupore quando vedo ciò che mi si presenta
davanti. Un gazebo è stato montato nel mio giardino e all’interno
vi sono degli enormi cuscini posti sopra un lenzuolo ed un piccolo tavolo
con al centro una scatola. Osservo le candele che illuminano il tutto
e mi avvicino continuando nel frattempo a guardare William che mi sorride
dolcemente.
-Per…per me? – quasi balbetto voltandomi verso di lui una
volta raggiunto il gazebo.
Lo vedo annuire e torcersi le mani nervosamente mentre il mio cuore
inizia a galoppare tanta è l’emozione. Con un cenno della
testa mi indica la scatola posta sul tavolo ed io lentamente la apro
boccheggiando osservandone il contenuto. E all’improvviso tutto
il mio cammino, quello che mi ha permesso di arrivare fin qui mi si
presenta davanti.
“Salve signorina Summers” ...“Non pensare che io non
voglia farlo, solo non posso…” ...“Ti voglio bene
così come sei…” ... “Vorrei presentarti il
tuo nuovo osservatore…” ...“Io non ti ho usata…ma
non ti amo.” ...“Volevo solo stare con te” ...“Buffy
io…”... “Sto cercando di dirti che ti amo!”
Improvvisamente la sua mano che stringe la mia mi riscuote dai miei
pensieri e sento i miei occhi riempirsi di lacrime. William inclina
il capo e mi scruta mentre io sorrido e piango contemporaneamente aspettando
soltanto una sua domanda. Si schiarisce la gola e inizia nuovamente
a contorcere le mani per poi prendere l’anello contenuto nella
scatola.
-Love, vuoi….vuoi sposarmi? –
Sento quasi l’aria venir meno, le parole si rifiutano di fuoriuscire
mentre annuisco continuando a piangere per poi gettarmi tra le sue braccia
stringendolo come se potesse scappare da un momento all’altro.
E adesso niente mi sembra più bello di questo momento. Lentamente
lo trascino con me sopra i cuscini sbottonandogli la camicia nera che
indossa. Guardo il suo torace nudo e le cicatrice delle ferite infertegli
da Angelus e le bacio, le bacio come se fossero mie. Perché infondo
lo sono, per quel dolore l’ho patito anch’io e adesso siamo
entrambi vivi, questa volta veramente. Vivi e liberi di amarci senza
riserve, senza infliggere dolore, senza mentire per non mostrare al
mondo il nostro amore. Quello proibito, quello tra un professore e la
sua alunna, quello tra un osservatore e la sua cacciatrice, quello tra
Buffy Summers e William Shelby. Perché è questo quello
che siamo. Mi bacia quasi con violenza liberandomi dei miei vestiti,
accarezza il mio corpo come se fosse l’ultima volta ed io ansimo
e boccheggio sotto il suo tocco. Ed è lo stesso di quel pomeriggio,
nell’aula dell’università. Ed è lo stesso
di quel giorno, prima della battaglia. E’ lo stesso di sempre.
La sua lingua scende sul mio collo e sui miei seni mentre con le gambe
circondo la sua vita cercando più contatto, per sentire di più.
E in un attimo è in me, mi riempie di lui e del suo amore continuando
nel frattempo ad accarezzare il mio corpo.
-Ti amo William…ti ho sempre amato … - sussurro tra i gemiti
e lui si ferma a guardarmi.
-T i amo Buffy, l’ho sempre fatto anch’io. Diventerai mia
moglie vero? – mi chiede ancora insicuro, quando la mia risposta
la stanno urlando i miei occhi, le mie mani, il mio corpo.
-Si William… è per sempre. Lo hai detto anche tu –
rispondo alzando leggermente il bacino in una muta richiesta di continuare.
Annuisce e riprende a spingere in me, sempre con più forza, con
più vigore, con più amore. E quando insieme raggiungiamo
il picco, nudi e ansimanti ci accoccoliamo. All’improvviso un
leggero ringhio arriva alle nostre orecchie e ci voltiamo, incontrando
le iridi gialle di un vampiro. Sbuffo alzando gli occhi al cielo e cerco
a tentoni un pezzo di legno nel prato del mio giardino. Quando lo trovo
sorrido a William che mi guarda divertito e lo scaglio contro il cuore
della bestia che si polverizza davanti ai nostri occhi. Facciamo spallucce
continuando ad amarci, una, due, tre volte.
Certe cose non cambiano mai.
Fine

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