

Subject:
AU
(tutti umani)
Warnings: no.
Rating:
NC17
pesante
Genere: Romance, Angst.
Lunghezza:
12
capitoli
Summary:
William Giles è abituato a fare sempre quello che vuole. Durante le
riunioni d’affari e a letto. Così , quando vede la splendida
Buffy Summers a una festa, decide di volerla subito. Nuda nel suo letto. Buffy
è d’accordo e accetta la proposta di lunghe notti di sesso sfrenato
senza legami. L’unica cosa che vuole è un bambino dall’uomo
che ha sempre desiderato…
Forgive me father, for I have sinned
Prologo
“mi
sposi”
“come ha detto??” Buffy Summers guardò lo sconosciuto che
l’aveva chiamata presso il suo tavolo, in fondo al locale.
Fuori la pioggia scrosciava con violenza sul parcheggio deserto e sull’unica
auto sportiva color argento. Gocce di pioggia brillavano tra i capelli colore
biondo platino, forse ossigenato, dell’uomo e sul suo cappotto nero.
Le luci al neon del locale illuminavano il suo viso. Che tipo fantastico!
E che piacevole diversivo. Era stata una giornata fiacca. Anzi, lo era stato
tutto il mese. Buffy sospirò.sarebbe passato anche quello. Per un attimo
fantasticò che quel Principe Azzurro fosse venuto a rapirla e che la
sua proposta fosse reale. Ma con la fortuna che si ritrovava era più
probabile che fosse un balordo che mirava ai suoi soldi chiusi nella cassa.
Gli lanciò un altro sguardo sospettoso. Che cosa avrebbe potuto fare
se lo avesse colto sul fatto? Quel pensiero la fece sorridere. “allora?”
domandò lui. “allora che cosa??”.Quell’uomo aveva
un profumo così buono che Buffy desiderò strofinarsi contro
di lui e annusarlo.
“Vuole sposarmi?”
“Oggi è giovedì?”
“Venerdì”
“Spiacente, io sposo gli sconosciuti solo il giovedì” rispose
lei, riempiendogli il bicchiere di caffè. “Dovrà aspettare
la prossima settimana”
“La prossima settimana sarà troppo tardi” lo sguardo dell’uomo
le scivolò sul viso,sul seno piatto e sulle gambe sottili, poi fece
il percorso inverso.
“che cosa diavolo ha fatto ai capelli?”
Buffy si portò le mani alla capigliatura color carota. “ li ho
tinti nella speranza che le bionde abbiano più fortuna. Ah! E poi ,
senti chi parla “Mr Billy Idol””
“lo prendo come un complimento…comunque quali che fossero le sue
intenzioni…”
“ a me piacciono!” scattò Buffy. Quell’uomo era uno
sconosciuto. Che importanza aveva quello che pensava dei suoi capelli?
“beva il suo caffè. Chiudiamo fra 20 minuti”. Il pensiero
che fosse quasi mezzanotte le ricordò altri problemi più urgenti.
Le avevano dato 2 settimane per liberare il suo appartamento e alla scadenza
mancavano solo 4 giorni.Fino a quel momento non aveva trovato niente che potesse
permettersi. Si sarebbe dovuta trasferire a Los Angeles o a Sacramento. Se
solo avesse avuto più di 27 dollari… se il compagno di sua madre
non le avesse portato via la macchina…se…
“Lei è perfetta” mormorò lo sconosciuto.”
Ho una proposta da farle”
Ci scommetto. “Senta , amico, i piedi mi fanno male, devo finire il
mio turno e ,prima di andare via , devo pulire la cucina. Se non le dispiace…”
“Mi ascolti”
Buffy fece il conto e lo sbatté sul tavolo. “Non ho tempo da
perdere”. In cucina non c’era molto da fare. A parte 2 camionisti
che avevano cenato, era stata sola tutta la sera. Finì di pulire la
cucina e , voltandosi, vide che lo sconosciuto si era fermato sulla porta
e la guardava.
Sapeva bene ciò che quell’uomo misterioso vedeva: una ragazzina
bruttina, troppo magra e i cui capelli bruciacchiati, legati in una crocchia,
sembravano un mucchietto di paglia. L’unica cosa notevole erano gli
occhi. Una volta un cliente un po’ rozzo le aveva detto che sembravano
gli occhi di una mucca. Non era sicura che fosse un complimento, ma lui era
stato sincero.
“quanti anni ha??”
“Lei è molto insistente. Non gliel’ha mai detto nessuno?”
“troppe volte.quanti anni ha?
Buffy lo guardò con curiosità. L’uomo sembrava affascinante..
magari anche ricco, viziato e abituato a ottenere quello che voleva. Aveva
delle belle mani,con dita lunghe e affusolate e unghie ben curate. Le erano
sempre piaciute le mani belle. Istintivamente nascose le sue dietro la schiena.
“Venti…cinque”
Lui rise. “Bel tentativo,dolcezza”
“Ventuno”
“Sono sicuro che prima o poi ti riuscirà di dirmelo, passerotto”
“ E va bene … diciotto”
“Legale”
Buffy lo vide avanzare e retrocesse verso il frigorifero. Era impossibile
che arrivasse qualcuno a quell’ora. Lui avrebbe potuto farle tutto quello
che voleva e nessuno lo avrebbe saputo. Certo, c’erano Manny e Gina
nell’altra stanza… ma… sarebbero scesi dalla “nuvoletta”
in tempo, prima di accorgersi che c’era qualcuno in pericolo? Sentendosi
toccare il viso, trasalì. La settimana scorsa, quando le avevano rubato
la macchina, non avrebbe dovuto domandare al Padreterno che altro poteva succederle.
Il Signore non apprezzava il sarcasmo.
“Perfetta” . lo sconosciuto le afferrò il mento e le girò
il viso da una parte all’altra. Da vicino il suo profumo era ancora
più buono. Buffy dilatò le narici, ma capì a livello
istintivo che lui non nutriva alcun interesse sessuale per lei.
“le concedo 10 secondi per togliermi le mani di dosso, altrimenti chiamerò
la polizia. Che cosa vuole da me?”
“voglio che mi sposi. Questa notte. Andremo a Las Vegas, ci sposeremo,
poi la riporterò indietro in tempo per il suo prossimo turno.”
“Lei è matto”
“Sono disperato”la corresse lui.
Chi non lo è, amico? “perché proprio io?” domandò
Buffy, tornando nella sala illuminata. Lo sconosciuto la seguì, prese
un bicchiere pulito e fece ritorno al suo tavolo. Che cosa faceva lì
un tipo come quello? Non era un posto adatto a lui. Sedili in vinile rosso,
tavoli di formica beige bruciacchiati dalle sigarette, vecchie decorazioni
natalizie. L’odore di grasso e di cibo impregnava le piante finte disseminate
negli angoli. Buffy cercò di guardarsi intorno. A volte soffriva fisicamente
per la mancanza di bellezza e di stabilità. Non era contraria a lavorare,
ma ogni tanto le sarebbe piaciuto fare una pausa. Purtroppo non poteva credere
che un perfetto sconosciuto piombasse lì 2 giorni prima del Natale
con l’intento di portarla via. “Sarò breve”. Lo sconosciuto
versò il caffè e le fece cenno di sedersi. “La mia è
una proposta d’affari” esordì, poggiando la sigaretta tra
le labbra.” La prego.. mi dà fastidio”. Lo sconosciuto
alzò il sopracciglio e sbuffò appena “Scusami..La situazione
è questa. Mio padre e suo fratello possedevano un’industria.
Mio padre è morto 10 anni fa e ha lasciato la ditta a mio zio Rupert
con la clausula che a tempo debito la metà sarebbe diventata mia. Ho
sgobbato come un forsennato, mentre mio cugino Angel se l’è spassata
in giro per il mondo. Quella ditta è mia per il 50%. Me la sono guadagnata.
Adesso Rupert vuole ritirarsi, ma pretende che Angel e io ci sistemiamo, altrimenti
cederà la sua quota a una coppia di playboy. Nella sua infinita saggezza,
mio zio vuole che Angel e io ci sposiamo.”
Buffy parve incredula. “Davvero?”
“Purtroppo, sì. Non solo, ma il primo che si sposa avrà
la maggioranza delle azioni.”
“Qual è il problema? Un tipo bello e ricco come lei deve avere
milioni di donne tra cui scegliere”
“L’ho chiesto a una ragazza… ma lei ha detto di sì
a mio cugino”
Buffy strinse il bicchiere tra le mani. “Oh, ma dev’ esserci qualcun’altra…”
“Si sposeranno a San Francisco domani a mezzogiorno. Il nostro incontro
porterà dei vantaggi a entrambi. Immagino che le piacerebbe avere un’illimitata
disponibilità economica per andare dove vuole e fare quello che vuole.
Tutto quello che desidero è un contratto matrimoniale. Non voglio una
vera moglie. Voglio una moglie sulla carta. Subito. Questa notte.”
Lesse il suo nome sulla targhetta attaccata al grembiule e continuò.
“Sposami, Mary. Ti darò un mensile finché vivrai. Diavolo,
sono disposto anche a comperare questo locale, se è quello che desideri”.
Buffy soffocò una risata. La targhetta con quel nome era appartenuta
a una ragazza che aveva lavorato precedentemente e lei non si era presa la
briga di cambiarla. “Non voglio questa squallida tavola calda”.
Il solo guardarlo le bloccava il respiro. “Avere il controllo della
ditta è tutto per me . immagino che anche tu abbia desiderato tanto
qualcosa”. Gli occhi chiari di lui erano fissi sul suo viso. “Fa
questo per me e se un giorno tu vorrai qualcosa con tutto il cuore , te la
darò. Hai la mia parola”
“Qualunque cosa?”
“Sì”
Buffy rifletté. Quell’uomo le piaceva da impazzire. Era incredibilmente
affascinante, forte , potente, ricco e aveva bisogno di lei. L’attrazione
non era reciproca, ma Cenerentola non si era lamentata quando il Principe
Azzurro l’aveva portata via dalla cucina. “Come faccio a sapere
che sei sincero?”
Lui tirò fuori dalla tasca un portafoglio di pelle e cellulare. “questo
è il numero del mio avvocato. Chiamalo per farti confermare chi sono
e chiedigli dell’ultimatum di mio zio”
Buffy prese il biglietto da visita. Era matta da legare… ma che cosa
aveva da perdere?
“Come ti chiami?” domandò, digitando il numero.
“William Giles”
L’uomo che le rispose non parve contento di essere svegliato a mezzanotte
da una pazzoide, ma confermò che William Giles era quello che diceva
di essere ed era ricco come Bill Gates.
Poi l’avvocato pretese di parlare con il signor Giles, così Buffy
gli passò il telefono e si afflosciò sulla seggiola. Lui parlò,
fissandola. “Certo che faccio sul serio.” Ascoltò un attimo
e poi riprese. “In una Tavola calda a Sunnydale”Guardò
Buffy, socchiudendo gli occhi. “Perché non dovrebbe? Probabilmente
percepisce uno stipendio ridicolo e vive in un appartamento squallido con
il suo gatto. Ti manderò via fax una copia della licenza matrimoniale
e ti porterò più tardi l’originale”. Ci fu una breve
pausa, poi rise. “No, niente viaggio di nozze. Le dirò di chiamarti
per prendere accordi”.
William ascoltò. “Non c’è bisogno di fare del sarcasmo.
Lei vale tanto oro quanto pesa. Oh , Wesley, chiama Rupert appena riceverai
il mio fax.” Ascoltò di nuovo, poi sospirò. “D’accordo.
Prendi il Lear. Ci vediamo davanti al Palazzo di giustizia alle nove. Potrai
consegnare a mano il certificato di matrimonio a mio zio.”. poi chiuse
il cellulare e se lo mise in tasca.
“Non ho un gatto”
“Come hai detto??”
“Non ho..”
“Era tanto per dire. Prendi il tuo cappotto.” William gettò
delle monete sul tavolo e cominciò ad abbottonarsi.
“Non ho nemmeno un cappotto”
“Non hai un cappotto?”
“Caspita. C’è un’eco qui dentro?”
Rabbuiato, lui si sfilò il suo e glielo diede. “Mettiti questo
e muoviamoci”
“Sei molto bravo a convincere una donna con delle paroline dolci.”
Il cappotto aveva il suo profumo. Buffy si sentì illanguidire.
“Accidenti” sospirò lui, “Devo essere più
stanco e disperato di quanto pensassi”
Buffy si raggelò. “Ascolta, bello. Non sono venuta qui in ginocchio
a pregarti. Deciditi, vuoi sposarmi o no?”
Lui la guardò. “Che Dio mi aiuti. Sì”
Alle 9:45, William mise il certificato di matrimonio nelle mani del suo avvocato
Wesley.
Alle 9:46, uscì dal palazzo e non rivolse un solo sguardo a Buffy.
Il Principe Azzurro non aveva nemmeno baciato la sposa.
Capitolo 1
Dicembre, 7 anni dopo
Decine
di ospiti vestiti con eleganza gremivano la casa di Rupert Giles. Da una distanza
di sicurezza, Buffy osservò suo marito scrutare la folla con aria annoiata.
Quando la “rapì” 7 anni fa aveva indosso quello splendido
spolverino e quell’aria da “bello e maledetto “ ma…
con lo smoking era ancora più bello, trasudava ricchezza e sicurezza
di sé. Con la sua aria aristocratica e lo sguardo sprezzante, sembrava
un re che sorvegliasse il suo regno. E la sua sensualità era così
palese che tutte le donne si voltavano a guardarlo. Sette anni non l’avevano
cambiato, mentre lei era cambiata in modo considerevole. William non avrebbe
mai potuto riconoscere in lei la cameriera di nome Mary che aveva incontrato.
Solo lei sapeva che la sua aria sofisticata era solo una patina. Gli amici
le dicevano che mirava troppo in alto. Tanto peggio. Lei era contentissima
della vita che conduceva. Voleva una sola cosa da William Giles. Il loro matrimonio
gli aveva assicurato il controllo della Giles&Co International. Adesso
lei desiderava disperatamente una cosa in cambio. Desiderava un bambino, e
William avrebbe realizzato quel sogno. Glielo aveva promesso. Due mesi prima,
Buffy aveva chiesto al suo avvocato di informare suo marito che era pronta
a fare la sua richiesta e William si era offerto di pagare un’ inseminazione
artificiale in una clinica di sua scelta. Ma lei non voleva il seme di uno
sconosciuto. Voleva un figlio da suo marito. La buona notizia era che lui
non nutriva alcun interesse per i bambini, ragion per cui non le avrebbe portato
via quello che non desiderava. Squadrando le spalle, bevve un sorso di vino,
poi , resistendo all’impulso di passarsi le mani sui fianchi per allisciare
l’abito di jersey di seta, si raddrizzò la corona di pungitopo
che si era messa sulla testa. In quell’attimo vide che il marito si
dirigeva verso di lei e , con il cuore che le batteva forte, sollevo il mento
e sostenne il suo sguardo. William era più alto e più attraente
di tutti gli uomini presenti. Un fiotto di adrenalina le corse nelle vene.
Bevve un altro sorso di vino senza sentire alcun sapore, poi si premette il
bicchiere contro la guancia in fiamme.
Arrivando alle spalle e cingendole la vita con un braccio, Rupert rischiò
di farle venire un infarto. “sembri un angelo natalizio vestito di rosso,
tesoro. Chi stai fissando con tanta intensità? Oh , William è
qui”
“Rimani, Rupert” lo pregò lei, trattenendolo “così
ci presenterai”
“sei sicura di quello che fai, Buffy??” lei rise. Aveva confidato
allo zio di William solo metà del suo piano. “No”
Per sette anni aveva immaginato di fare l’amore con William. Ogni volta
che aveva letto di lui sui giornali, aveva desiderato di essere la donna al
suo fianco e nel suo letto. Aveva cercato in ogni modo di bandire il marito
dalla sua mente e dal suo cuore e per riuscirci, durante tutto quel periodo,
aveva finito il liceo e l’università a tempi record, evitando
con cura di incontrarlo. Fino a quella sera. L’attrazione fisica che
aveva provato 7 anni prima nella tavola calda, adesso era ancora più
forte. Ma questo facilitava la sua missione. Finalmente lui la raggiunse.
Il suo profumo era più sofisticato di quello che ricordava, tuttavia
l’essenza di base rimaneva.
“Rupert” mormorò William con voce bassa e profonda.
“William!” esclamò lo zio, stringendogli la mano con effusione.
“Come stai, figliolo?”
“Presentami la signora” William vide il rossore salire alle guance
della sconosciuta mentre faceva scivolare lo sguardo sulla sua bocca morbida
e sui grandi occhi verdi. Una lunga scia di capelli biondi lucenti le contornava
il viso e le cadeva sulle spalle. Aveva accettato con riluttanza l’invito
di Rupert a quel ricevimento. Lui non festeggiava mai il Natale. Ma quando
aveva visto quella bellezza bionda, aveva pensato che fosse la sorpresa che
lo zio gli aveva riservato. Considerando le sorprese che aveva ricevuto in
quel periodo dell’anno e conoscendo lo zio, aveva accarezzato l’idea
di recarsi nel suo chalet di Aspen come faceva ogni anno durante le vacanze,
ma l’apparizione di quella donna dal corpo snello e sinuoso lo aveva
indotto a rimanere. La sua fragranza sottile lo inebriava. La sua carnagione
appariva chiara e levigata, in contrasto con l’abito color fiamma. Il
tessuto morbido l’ avvolgeva sensualmente dalla testa ai piedi senza
mostrare niente. William avvertì una vampata di calore quando i suoi
piccoli seni si sollevarono nel respiro. Lei si sforzava di apparire indifferente,
ma la sua vicinanza la emozionava. L’eccitazione della caccia gli diede
un brivido e William si domandò se anche lei pensava a lenzuola aggrovigliate
e a corpi madidi di sudore.
“Buffy Summers, mio nipote, William Giles” il nome gli era noto.
“ Lei è l’arredatrice d’interni di cui parla sempre
mio zio. So che è molto brava.” Buffy sorrise. “Grazie.
È sempre un piacere lavorare per Rupert e Jennifer” e sarebbe
stato un piacere attirarla nel suo letto. “Va via, Rupert” ordinò
allo zio senza guardarlo. Nessuna donna aveva mai destato in lui una reazione
così violenta. Quella pelle…. Il suo viso così luminoso
e levigato. Il desiderio di toccarla lo fece tremare e William dovette fare
appello a tutto il suo autocontrollo per non buttarsela sulle spalle e trascinarla
per i capelli nella sua caverna. Quell’idea lo stupì. Di solito
non era un tipo impulsivo. Per un attimo fu tentato di andarsene. Il sesso
era una cosa, l’eccesso di emozioni, un’altra.
“E’ venuta da sola?”le domandò.
O era disponibile o non lo era. Non aveva mai combattuto per una donna. Anche
se , in quel caso, avrebbe potuto essere tentato di farlo. Lei sorrise. “Sola
insieme ad altri duecentonovantanove invitati” aveva una bocca incantevole,sottile,
invitante. Doveva assaporarla. Chinò la testa, ma all’ultimo
momento riuscì a trattenersi. Lei era disponibile, lui la desiderava
e sembrava che la cosa le interessasse. Dopotutto non era un brutto ricevimento.
“mi permette di accompagnarla a casa?”
“in verità sono appena arrivata” rispose lei con dolcezza.
“ma grazie per l’offerta. Rupert.” Continuò voltandosi
verso il padrone di casa. “Gradirei un altro bicchiere di questo squisito
Chàteau Neuf”.
Rupert scrutò entrambi, poi prese il bicchiere e andò in cucina.
Buffy lo seguì con lo sguardo. I suoi occhi scintillavano maliziosamente.
Era irresistibile. William sentì il desiderio di infilarle le dita
tra i capelli per accertarsi che fossero morbidi come sembravano. Avrebbe
voluto passarle le mani sul corpo, adagiarla su un letto e fare l’amore
finchè si fosse sciolta come miele caldo. Ma prima doveva fare una
cosa.
“Devo chiarire un punto” dichiarò con voce piatta.”Sono
sposato”
Buffy si stupì. “Caspita. Un donnaiolo con un alto senso morale.
Che piacevole novità”
William si irrigidì. C’era qualcosa in lei che lo induceva a
credere che non fosse come le donne che frequentava di solito. Ma perché
le aveva detto che era sposato? Chiunque avrebbe potuto apprenderlo dai giornali.
Il suo matrimonio era solo un pezzo di carta. Ne erano consapevoli sia lui
che sua moglie. Ma quella donna dalla bocca sensuale avrebbe potuto non capire.
“si tratta solo di un contratto d’affari. A lei non interessa
quello che faccio. Siamo separati da sette anni”
“poverina”
“E’ stato un accordo reciproco” precisò lui in tono
piatto.
“Posso sapere perché si è preso la briga di informarmi?”
“perché non voglio che nascano malintesi. Lei mi piace molto.
Che dico? Mi piace da impazzire. La desidero, però le relazioni a lungo
termine non mi interessano e il matrimonio è fuori discussione.”
“perché è già sposato”
“perché il matrimonio non mi interessa e non mi interesserà
mai. Mi sono sposato per facilitare un accordo commerciale e lei mi ha sposato
per i soldi. Se questo rappresenta un problema, me lo dica.”
“ il problema è che il suo stato civile non mi importa”
rispose Buffy con soavità “ è molto presuntuoso se pensa
che mi importi, visto che ci conosciamo da due minuti. Che lei sia sposato
o no, mi è indifferente”
“bene” William si accorse in quel momento di quanto noiosa fosse
stata la sua vita in quegli ultimi tempi. Erano anni che non sentiva il ruggito
del sangue nelle vene e l’emozione della caccia.
“ mi lasci indovinare. Sua moglie è una biondina minuta?”
William la fissò in silenzio. Ricordava in modo vago una ragazza alta
(???) e magra… bionda o rossa? Comunque fosse, quella domanda lo irritava.
“Che c’entra questo?”
“Sto cercando di farle capire che io non sono il suo tipo”
“Come fa a sapere qual è il mio tipo?”
Buffy fece fluttuare le ciglia. “Piccola, bionda e pettoruta. Devo dirglielo
io?”
William socchiuse gli occhi. “Credo di potermelo ricordare. Come mai
le interessano le mie amiche?”
“E’ difficile ignorare le sue conquiste quando tutti i giornali
trovano l’argomento tanto affascinante”
William abbassò lo sguardo sui suoi seni. I capezzoli erano ben visibili
sotto la stoffa sottile. Mentre li fissava, vide che s’indurivano.
“Santo cielo” mormorò Buffy con voce roca “Lei è
molto esplicito,vero?”
“Se lo fossi un po’ di più, le direi che voglio portarla
a letto”
Buffy sorrise. “Credo lo abbia già fatto”
“Non penso di essere il primo uomo che desidera fare l’amore con
lei”
“E’ il primo uomo che me lo dice subito dopo avermi conosciuto,
davanti a circa trecento testimoni”
“Voglio vederla”
“Mi sta vedendo”
“Senza tutta questa gente intorno”
“Se si trattiene qui per il finesettimana, credo che ci incontreremo
sicuramente altre volte”
“E’ un po’ troppo vago per me”. William la guardò
in faccia e lei incrociò le braccia sotto il seno. I capezzoli erano
ancora più appuntiti. La bocca gli s’inaridì. La voleva.
Subito.
“Molti di noi domani si lanceranno con il paracadute e dato che abito
troppo lontano per tornare domattina presto, passerò la notte qui.
Se vuole unirsi a noi, è il benvenuto, William”
Udirla pronunciare il suo nome gli diede il desiderio di spingerla contro
il muro e possederla lì, nel salotto di Rupert, davanti a tutti. Non
ricordava di essere mai stato tanto eccitato.
Buffy indietreggiò di un passo. “Per anni ho letto sui giornali
il diario della sua vita. Il solo fatto di stare qui a parlare con lei, mi
darà una notorietà che non ho mai avuto. Non sono sicura di
desiderarlo.”
Era probabile che il loro incontro fosse pubblicato sui giornali del mattino
successivo, ammise William. A lui non importava un accidente. A meno che quella
donna non diffondesse la notizia del suo matrimonio, perché in quel
caso ogni giornalista del paese si sarebbe buttato a caccia di Mary.
Nonostante il rischio, l’idea di conquistare Buffy lo attirava in modo
irresistibile. C’era qualcosa in lei che gli faceva battere il cuore
a mille.gli venisse un colpo se sapeva perché.
“Si è accorta che siamo sotto il vischio?” sussurrò.
I grandi occhi di Buffy si alzarono e poi lo fissarono. Sì, se ne era
accorta.
“Per l’inferno maledetto, non mi guardi in quel modo” gemette
lui. “Che cosa posso darle per un bacio?”
“Qui?” domandò lei, guardandosi intorno. “Sì,
dannazione”. William chiamò un cameriere, si fece dare due bicchieri
di vino bianco e glieli mise in mano. Buffy li prese automaticamente. “Che
cosa devo…” William le sfiorò il viso e , vedendola chiudere
gli occhi e rovesciare indietro la testa, la baciò sulla bocca. Dannazione,
era peggio che assaggiare una nocciolina. Lei sapeva di vino e di qualcos’altro
a cui non seppe dare il nome. Le affondò le dita nei capelli e, quando
sentì il tocco della sua lingua, mosse le labbra sulle sue, perdendosi
nella sua risposta. Poi…lei se ne andò. L’attimo prima
stringeva tra le braccia una donna vogliosa e quello successivo teneva in
mano 2 bicchieri.
“Mi telefoni”. A qualche metro di distanza, Buffy agitò
una mano e scomparve tra la folla. William ebbe l’impressione di essere
stato colpito da un fulmine.
… … …
Il paracadute rosa e lilla di Buffy fluttuò sul vigneto e scese in
direzione degli eucalipti che delimitavano uno spiazzo vicino alla casa di
Rupert. Accigliato, William si schermò gli occhi. Durante la notte
aveva dormito poco. Il pensiero di lei così vicina, e tuttavia così
irraggiungibile , lo aveva fatto girare e rigirare nel letto.
Doveva rivederla e accertarsi che tutte le emozioni che quella donna gli aveva
procurato la sera prima dipendessero solo dalla sua innegabile sensualità.
A lui il sesso piaceva. Si giudicava un amante attento e generoso. Voleva
Buffy Summers, tutto qui. Eppure c’era in lei qualcosa di intrigante
che non risvegliava solo la sua libidine. Il che è assurdo, visto che
avevano conversato solo pochi minuti.
Prima di tornare a Los Angeles, voleva parlare ancora con lei e liberarsi
delle stupide fantasie che aveva elaborato durante la notte.
Sopra di lui, una folata di vento investì il paracadute, trascinandolo
in una direzione sbagliata, e Buffy cercò invano di manovrarlo.
“Dannazione!” William si mise a correre verso il vigneto e a un
tratto vide un ammasso di seta coprire il corpo prono di Buffy. Con gesti
frenetici sollevò il tessuto, ammucchiandolo da un lato, e quando la
ebbe liberata, lei lo guardò e sorrise.
“E’ stato fantastico!” esclamò, mettendosi a sedere
e pulendosi le braccia dal terriccio. Una tuta elasticizzata rosa e fucsia
delineava ogni curva del suo corpo.
“Piccola stupida!” l’apostrofò William con il cuore
che gli batteva ancora forte. “Si sarebbe potuta ammazzare”
Buffy si tolse il casco e si buttò i lunghi capelli dietro le spalle.
“Sì, il mio atterraggio lasciava un po’ a desiderare. Dovrò
esercitarmi.” Gli tese la mano. “Mi aiuti a rimettermi in piedi”.
Sembrava inalare la vita, mangiarla a cucchiaiate, con gioia e ingordigia.
Doveva essere così anche a letto, pensò William. Appassionata
e selvaggia.
“Le piace vivere pericolosamente,vero?”
“Non ne ha idea” rispose lei.
“Voglio assaporarlo” sussurrò William passandosi la lingua
sul labbro inferiore, aiutandola ad alzarsi e attirandosela sul petto. “Assaporare
che cosa?” domandò Buffy a bassa voce.
“Il gusto del pericolo” rispose lui, schiacciandole le labbra
come un uomo affamato davanti a un banchetto. Sapeva che, se fosse andato
a letto con lei alcune volte, quella smania si sarebbe placata.
Sollevando la testa, le restituì il casco. “la chiamerò
il 1° Gennaio” dichiarò, voltandosi e allontanandosi in fretta.
Capitolo 2
Come
promesso, William le telefonò il primo giorno dell’anno, tuttavia
Buffy non si fece trovare.
Richiamò il due, il tre , il quattro, ma lei lasciò che la segreteria
telefonica entrasse in funzione e sentì che la sua voce diventava sempre
più fredda e impaziente.
Nelle ultime due settimane, William le aveva lasciato decine di messaggi imperiosi,
però lei non aveva intenzione di cedere e di richiamarlo. Sapeva di
fare un gioco pericoloso e che lui si sarebbe potuto stancare, ma voleva aspettare
il momento giusto. Quando William aveva confessato di essere sposato, era
rimasta esterrefatta. La sua sincerità l’aveva sconcertata. Se
non fosse stata sua moglie, lo avrebbe salutato e se ne sarebbe andata. Sua
madre aveva avuto un gran numero di amanti sposati e la fine era sempre stata
triste e umiliante. Un sospiro le sfuggì dalle labbra.
La sua onestà l’aveva disarmata e l’aveva fatta sentire
in colpa per quello che stava facendo. Ma lui era sempre l’uomo chiamato
“William il Sanguinario”. Freddo. Duro. Spietato. Era sempre il
marito assente, colui che le avrebbe permesso di realizzare il suo sogno più
grande. Un figlio.
Era la seconda settimana di gennaio e il nord della California era sotto la
morsa del freddo. Quando Buffy scese dalla macchina, fu investita da un vento
gelido. Erano le tre del pomeriggio e il suo stomaco brontolava per la fame.
La piccola casetta l’accolse con calore mentre chiudeva la porta e si
dirigeva in cucina. Amava quella casetta. Era calda, sicura , confortevole.
Il giorno del suo matrimonio, sette anni prima, Wesley, l’avvocato di
William, l’aveva presa sotto la sua ala e l’aveva presentata a
suo fratello Xander. Xander le aveva offerto non solo l’uso della casetta,
ma l’aveva assunta nel suo studio di architetto mentre lei riprendeva
gli studi. Xander e il suo socio Oz erano i suoi migliori amici. L’avevano
aiutata a cambiare vita , l’avevano aiutata a sopravvivere …
Il telefono squillò e lei rispose. “Pronto?”
“Dove diavolo è stata?”
Buffy sospirò “Credo che abbia sbagliato numero” replicò,
riappendendo.
Il telefono suonò di nuovo.Buffy mise una bustina di thè in
una tazza e la infilò nel microonde. Gli squilli continuarono. Il microonde
suonò e lei tolse la bustina e aggiunse un po’ di latte. “Pronto?”
“Questo è solo uno spreco di tempo” affermò William
in tono disgustato.
“Chi parla?”
Ci fu una pausa. “William Giles”
“Oh , mi scusi. Ho ricevuto un mucchio di telefonate strane” rispose
lei, bevendo il thè e sfogliando il calendario appeso al muro.
“Le ho telefonato decine di volte.”
“Mi dispiace che non mi abbia trovata. Ho avuto molto da fare”
“Anch’io” replicò lui con freddezza “Torno
adesso da un importante viaggio d’ affari, ma ho trovato lo stesso il
tempo di chiamarla”
Buffy ridacchiò “Dov’è stato?”
“In Inghilterra”
“Ho sempre desiderato viaggiare. Me ne parli” lo invitò
lei, cercando un barattolo di zuppa dentro la credenza. Conversare al telefono
era più sicuro che di persona. Non vedeva i suoi occhi. O la sua bocca.
Non sentiva il suo profumo. Voleva un figlio da quell’uomo, non intendeva
innamorarsi di lui. Per fortuna le era passata l’infatuazione che aveva
avuto anni prima. Aveva visto cosa aveva fatto l’amore a sua madre.
No, grazie. Un’attrazione reciproca sarebbe bastata. Rapida. Soddisfacente.
Senza complicazioni, né sofferenze. Poteva sembrare un ragionamento
freddo, ma almeno avrebbe saputo chi era il padre di suo figlio. Sperava di
rimanere subito incinta. Infilando il microfono tra l’orecchio e la
spalla , tirò fuori un barattolo di zuppa di pomodoro e lo versò
nella pentola. William le fece il resoconto giornalistico del suo viaggio
mentre lei mormorava mmmh… e affascinante nei momenti appropriati. Tra
i propri impegni e i viaggi di lui, era riuscita ad evitarlo dal giorno del
ricevimento di Rupert, ma adesso doveva vederlo anche se non era il momento
giusto.
“Bene. Basta parlare del mio viaggio.” Concluse lui con impazienza
“Quando posso incontrarla?”
“Che ne dice di domani sera?” Buffy vide che nel calendario il
giorno dopo era stato contrassegnato con una X. Aveva calcolato per quanto
tempo avrebbe potuto farlo aspettare.
“Questa sera” insistette lui.
“Questa sera sono impegnata” mentì Buffy. “Sono libera
domani o mercoledì prossimo. Scelga “ il mercoledì successivo
era cerchiato di rosso e sottolineato.
“Allora, passerò a prenderla domani sera alle sette”
“No. Vediamoci alle sette e mezza da Noble . lo conosce?”
William tacque a lungo , poi emise una risata sardonica. “Lei è
molto misteriosa. Va bene. Alle sette e mezza da Noble.”
Il segnale di via libera le fece capire che la comunicazione era stata interrotta.
Buffy si afflosciò sulla sedia e chiuse gli occhi. Era fatta. Prese
il calendario e fissò la data che aveva circondato di rosso. I giorni
del concepimento. Tutto quello che doveva fare era tenerlo in sospeso per
una settimana fino alla prossima ovulazione.
La sera dopo, fredda e controllata, Buffy entrò nel ristorante alle
sette e mezza in punto. Indossava un abito molto attillato nero , abbastanza
sofisticato da intimidirlo e nel contempo tanto sensuale da attirarlo.

William si alzò per accoglierla e di colpo la gonna le sembrò
troppo corta e la seta troppo sottile.
“Salve, Buffy. Devo dire che è più bella dell’ultima
volta che l’ho vista” . gli occhi chiari di lui brillavano mentre
le porgeva la mano e la faceva sedere sulla panca al suo fianco.
“L’ultima volta che mi ha vista ero coperta di polvere”.
Dio, che buon profumo aveva. Sentendo che le stava troppo vicino, Buffy cercò
di scivolare verso la finestra
“Era coperta da tessuto elasticizzato” sussurrò lui, fissandola.
“ Ho sognato per settimane di denudarla”
Buffy aspettò che il cuore smettesse di fare delle capriole e prese
in mano il menù. Se si fosse comportata con abilità, avrebbe
fissato un appuntamento per la settimana seguente. Una cena per una notte
nel suo letto. Due appuntamenti. Poteva farcela.
“Il pesce qui è squisito” dichiarò. Il cuore le
pulsava nelle orecchie. Doveva rilassarsi.
“Due speciali” ordinò William al cameriere, senza consultarla
e senza toglierle gli occhi di dosso.
Buffy gli guardò il torace nascosto dalla camicia e si chiese se fosse
liscio e ben modellato da forti muscoli come si era sempre immaginata.
“Forse preferirei qualcos’ altro”
“Anch’io”. William le respinse una ciocca di capelli dalla
fronte. “Ma non l’otterrò prima di aver cenato. Non mi
importa un accidente di sapere che cos’è il piatto speciale,
purchè ci venga servito in fretta”
Buffy soffocò una risata isterica. “saremmo potuti andare da
McDonald’s”
“E’ stata lei a scegliere”
“Sono affamata”
William si alzò e le tese la mano.
“Dove andiamo?”
“A ballare” rispose lui. “Devo stringerla”. La portò
sulla piccola pista deserta e la prese tra le braccia . (Kelly Clarkson –
Because of you)
Era bello sentirsi schiacciare contro il suo petto. Troppo bello. Buffy cercò
di scostarsi, ma lui aumentò la stretta. Lo guardò, sollevando
la testa. Il bambino avrebbe avuto il suo naso e gli stessi occhi azzurro
chiaro??
Era pericoloso, pensò lei, mentre William la faceva abilmente muovere
sulla pista. Sarebbe dovuta essere scioccata dalla sua eccitazione e invece
i capezzoli le si indurirono dentro il reggiseno. Ondeggiando i fianchi ,
si sfregò contro di lui, cercando di alleviare il fastidio che sentiva.
William infilò la mano tra i loro corpi , afferrò la sua e,
mentre se la posava sul petto, le sfiorò i capezzoli con il dorso delle
dita.
Non era un gesto casuale. Sentiva il calore della sua mano sulla schiena e
il pollice che l’accarezzava piano. Un lungo brivido le corse sulla
pelle. In pratica stavano facendo l’amore sulla pista. William le sfiorò
la fronte con le labbra e Buffy, fremendo di desiderio, si lambiccò
il cervello per trovare un argomento di conversazione. “Il primo lavoro
che ho eseguito è stato arredare questo locale. E’ stato Xan
a lasciarmi…”. Mentre parlava, sollevò la testa e vide
che la fissava. Perché la guardava in quel modo? Le faceva perdere
il filo del discorso..
“Hai fatto un magnifico lavoro” sussurrò lui, stringendole
un capezzolo tra le dita.
Era passato al tu con naturalezza, come se fossero già amanti. Buffy
si sentì invadere da un’ondata di languore. “Come fai a
saperlo? Non ti sei nemmeno guardato intorno” replicò, posandogli
una mano sugli occhi. “Dimmi che cosa ti piace”
L’alito caldo di lui le lambì il palmo e le sue labbra si mossero
adagio. “Mi piace la moquette fiorata, il rivestimento di legno delle
pareti, l’illuminazione soffusa e la pista da ballo. Dio” aggiunse
con voce soffocata. “Profumi come il peccato”
Buffy abbassò la mano, giurando a se stessa che non lo avrebbe più
toccato. “Emetteresti questi piccoli gemiti anche a letto, passerotto?”
sussurrò lui, mordendole il lobo dell’orecchio. “Tremeresti?
Devi essere calda e dolce. Di notte.” Aggiunse, baciandole la tempia
“Quando sei a letto, pensi a come ti muoveresti sotto di me? Che sensazione
incredibile proveresti, se fossi dentro di te?”
L’immagine che le si presentò alla mente era così vivida
che la bocca le s’inaridì. “In verità… no”
rispose con la maggior freddezza possibile.
“Bugiarda”. Lo sguardo di William era più ardente della
lava. “Sento che mi desideri, sento come ti batte il cuore. Qui. “
spiegò , premendole un dito sulla gola.
“Non mi piace il modo in cui ti comporti con me , Buffy Summers. Non
mi piace affatto” concluse in modo carezzevole, abbassando la mano.
Lei sorrise, ma dentro tremò di paura. “Pensavo di eccitarti”
“Oh , l’hai fatto. Non puoi dubitarne tesoro”. Un muscolo
si contrasse sulla sua mascella. “Anche in questo momento non mi importerebbe
un accidente se vicino al nostro tavolo ci fossero tutti i rappresentanti
della stampa. Ecco quanto ti desidero” disse posandole le labbra sull’incavo
tra la clavicola ed il collo…
Per non perdere la testa , Buffy s’infilò le unghie nei palmi.
“Caspita!” replicò con dolcezza “Così tanto?
Allora è un bene che siamo in un posto pubblico “
“E’ per questo che non ti ho ancora tolto i vestiti” William
corrugò la fronte “Di regola sono un uomo paziente. Congratulazioni.
Sei riuscita a portare la mia pazienza ai limiti”
“Le nostre priorità sono diverse” replicò lei, sforzandosi
di sembrare calma. “Soddisfare le tue aspettative è l’ultima
voce della mia lista. Guarda caso, ho la mia vita e tu sei una piccola parte
di essa”
“Questo stato di cose cambierà. Molto presto io sarò la
parte più importante”
Quanta arroganza! Buffy fremette di sdegno. “Non sia troppo sicuro di
sé, signor Giles. Questo è il nostro primo appuntamento e a
me non piace avere vicino un uomo che mi dice quello che devo fare e come
farlo”
William la guardò con un sopracciglio alzato… Dio quella cicatrice..
chissà come se l’è procurata??
“Mi stai dicendo che non diventeremo amanti?”
“Non ho ancora deciso” Buffy ignorò il brivido di eccitazione
che le correva sulla pelle e si disse che l’attrazione che provava per
lui era come un raffreddore o l’influenza e che prima o poi sarebbe
passata. “Quando l’avrò deciso, tu sarai la seconda persona
a saperlo”.
Mentre parlava, guardò il tavolo e vide che il cameriere li stava aspettando.
“La nostra cena è arrivata” annunciò, prendendolo
per mano e guidandolo fuori dalla pista. William si sedette e si mise il tovagliolo
sulle ginocchia con malcelata irritazione. “Sei sempre così testarda??”
“Diciamo che sono molto selettiva. Non mi infilo nel primo letto che
mi viene offerto. E, francamente, il pensiero di buttare la mia biancheria
intima nel mucchio che hai collezionato mi fa riflettere”
“Ti vedrò domani?” insistette lui con gli occhi dilatati
dal desiderio. Era evidente che in parte amava la sfida, ma adesso la voleva.
Subito.
Ti prego, mio Dio, fai che aspetti mercoledì prossimo. Dopo non lo
vedrò più.
“Prima vediamo se riusciamo a finire questa serata”
Divertito, William appoggiò la schiena contro la spalliera con un sorriso
sornione (avete capito cosa intendo, vero?) e la fissò. “vedremo
solo chi di noi due sventolerà la bandiera bianca per primo”
Buffy s’irrigidì. Non possedeva nessuna bandiera bianca. Quell’uomo
non aveva idea di quanto ostinata e determinata potesse essere. Quella sera
non avrebbero fatto sesso. Dopocena sarebbe salita in macchina e sarebbe tornata
a casa. Da sola. Quella sera il potere era nelle sue mani.
Lui poteva supporre.
Lei sapeva.
… … …
il sole splendeva come in una giornata primaverile, ma l’aria era ancora
frizzante mentre William camminava di fianco a Buffy lungo le stradine del
mercato una domenica pomeriggio. (musica in sottofondo = Keith Urban Sombody
like you) Lei indossava dei pantaloni neri che le fasciavano le gambe e i
fianchi perfettamente, una maglione bianco e una sciarpa a fiori colorata..
era bellissima. Buffy amava i colori brillanti..

colori
felici, gli aveva detto , osservando con aria critica i suoi pantaloni scuri,
la sua maglietta nera e la giacca anch’essa scura. Le strade erano affollate
e rumorose e lui non avrebbe scelto un posto simile per trascorrere la domenica
pomeriggio con lei. Preferiva un ambiente asettico e moderno e voleva quella
donna per sé. Preferibilmente nel suo grande letto laccato di nero.
Un viaggio inaspettato lo aveva portato all’estero e non la vedeva da
una settimana. In quei giorni il suo viso gli era balzato alla mente nei momenti
più inopportuni e questo lo aveva irritato moltissimo. Buffy si fermò
vicino a un tavolo di giunco e si mise a chiacchierare con la venditrice,
una donna con degli improbabili capelli rossi e il viso stanco. Parlava anche
con le mani, piena di animazione e di interesse verso quella sconosciuta,
e lui si sentì trafiggere dalla gelosia.
La voleva per sé. Tuttavia lo affascinava il modo in cui si comportava
con gli altri. Sapeva mettere le persone a loro agio. Le cose di lei che lo
attiravano erano le stesse che affascinavano gli altri: il suo amore per la
vita, il suo entusiasmo, il piacere per le piccole cose di ogni giorno. Guardò
il viso della signora del banco mentre Buffy le domandava il prezzo dell’oggetto
messo in mostra, e vide che la donna , contagiata dalla sua vivacità,
si era rianimata. Non si sarebbe meravigliato se avesse regalato a Buffy tutto
quello che era esposto.
“Si aspettava che tu contrattassi” le disse mentre si allontanavano
con l’acquisto, una vecchia teiera ingiallita che aveva pagato il prezzo
richiesto.
Buffy sospirò . “Deve allevare i suoi 2 nipotini” rispose.
“Oh , guarda quello!” gridò , prendendolo per mano e trascinandolo
verso una bancarella dall’altro lato della strada.
William guardò le loro dita intrecciate. La pelle di lei chiara e la
sua mano piccola. Gli piaceva tenerla nella sua e la desiderava da impazzire.
Non era solo desiderio fisico, però. Benché spasimasse dalla
voglia di sentirla nuda sotto di sé , voleva un po’ della sua
gioia, del suo gusto per la vita.
Lei vibrava di energia. Era intensamente viva.
“Che c’è?” domandò Buffy, vedendo che lui
la guardava. William le prese il viso tra le mani e premette la bocca sulla
sua. Le sue labbra erano morbide e docili. Vi insinuò la lingua e sentì
il sapore dei popcorn caramellati che aveva mangiato prima. Accarezzandole
la schiena, strinse a sé il suo corpo snello in un’agonia di
desiderio. Hai perso la testa. Sei in mezzo alla strada, circondato da decine
di persone! Buffy sollevò le mani e gli accarezzò il viso e
lui prolungò il bacio, intrecciando la lingua con la sua. Una volta.
Gli sarebbe bastata. Una volta nel letto di Buffy. Una volta dentro Buffy.
Di certo aveva bisogno di possederla per togliersela dalla testa. Buffy Summers
era un tipo troppo difficile. Lui era abituato ad alzare il telefono e ad
avere subito una donna. Con Buffy no. Lei non era come le altre. Questo pensiero
lo divertì. Sentì il guizzo della sua lingua, poi lei gli prese
tra i denti il labbro inferiore e lo mordicchiò sorridendo, continuando
ad accarezzargli il viso. Non aveva mai provato niente del genere. Eppure…
il sesso andava bene. Era gratificante, cancellava lo stress, ma con Buffy
lui voleva… che cosa?.. si irrigidì all’istante. Lei era
pericolosa… letale. Dannazione non voleva un legame. Voleva che lei
fosse come tutte le donne con cui andava a letto. Non avrebbe accettato niente
di diverso. Finalmente Buffy staccò la bocca dalla sua. “Se non
la smettiamo, ci arresteranno”
William la guardò con occhi velati. “Scusa?”
Lei sorrise, le labbra umide e gonfie. Il vento le sollevava i capelli e una
ciocca si era impigliata nel suo maglione. William fece un passo indietro
e infilò le mani nelle tasche dei pantaloni di Armani per tirarne fuori
un pacchetto di sigarette. “Non faccio mai delle dimostrazioni pubbliche
di affetto” le disse con la sigaretta al lato della bocca.
“Davvero?” gli occhi verdi di Buffy danzavano. “me lo ricorderò
la prossima volta che mi bacerai in pubblico”
… … …
un
altro appuntamento. William giurò che non avrebbe più portato
quella donna in un posto pericoloso come una fiera o un parcheggio. C’era
qualcosa di sbagliato in lui. Non era capace di provare delle vere emozioni.
Oh , sapeva ingannare la gente ed era fiero della sua abilità. Però…
era freddo , distaccato. Sempre. Poteva imputarlo al modo poco affettuoso
con cui lo avevano allevato i suoi genitori. Ma adesso era una persona adulta,
capace di vedere il loro egoismo per quello che era. No, il fatto di non provare
dei sentimenti profondi dipendeva solo da lui e dalla sua sottospecie di “non-vita”.
Gli riusciva facile rompere una relazione. Tuttavia era sincero e fin dall’inizio
diceva a una donna che non voleva essere coinvolto. In realtà non riusciva
a farsi coinvolgere. Dipendeva sempre da lei se restare o andarsene. Prendere
o lasciare. Era fatto così . “William il Sanguinario “in
tutti i sensi.. anche in amore. Aveva analizzato con freddezza la sua ossessione
per Buffy e aveva capito che non voleva farle vedere che il suo cuore era
vuoto. Come Pinocchio, voleva essere un bambino vero. Purtroppo il suo era
di legno. Per fortuna Buffy non avrebbe mai capito quanto si rinvigorisse
attingendo alla sua gioia di vivere.
“Sei arrabbiata perché sono andato a Parigi senza di te?”
le domandò, vedendo che lei era silenziosa.
“A” Buffy spezzò il pane e gliene diede un pezzetto “Non
ho tempo di andare in giro per l’Europa. B . Non sarei venuta nemmeno
se me l’avessi chiesto”
“Allora perché sei così immusonita, passerotto?”
gli occhi di lei sembravano quelli di una bambina capricciosa a cui avevano
tolto la bambola preferita… era deliziosa!
“sei stato via dieci giorni”
William nascose un sorriso. “Non è una vita intera”
“Non mi piace fare dei giochetti” Buffy abbassò lo sguardo,
ma lui notò che la luce dei suoi occhi si era spenta.
“Eppure sai farli molto bene” replicò.
Lei lo guardò dritto in faccia. “Non dormirò con te stanotte”
“A. Non te l’ho chiesto” La rimbeccò William con
freddezza “B. Quando andremo a letto non dormiremo.”
Buffy sbuffò . “La ragione per cui ho accettato di vederti questa
sera è stata per dirti di andare al…”
L’arrivo di una famiglia che prendeva posto intorno al tavolo vicino
a loro la costrinse a interrompersi.
“Stavi dicendo?” William dovette alzare la voce per superare gli
strilli di un bambino che non voleva sedersi sul seggiolone.
“Stavi dicendo che eri venuta qui per dirmi di andare..?” sapeva
benissimo dove lei voleva mandarlo e intendeva risponderle che sarebbe andato
al diavolo dopo averla portata a letto e aver fatto l’amore fino a farle
dimenticare come si chiamava.
“Per dirti…” lei guardò il bimbo urlante e si ricompose
in fretta. Poi sorrise. “Per dirti che mi sei mancato”
William strinse le labbra. Il loro desiderio era palpabile. Buffy Summers
era eccitata come lui, eppure lo teneva a distanza. Una parte di lui era furiosa
per la sua resistenza un’altra parte l’ammirava. Abbassando una
mano , gliela posò sulle gambe. Lei l’afferrò e la rimise
sul tavolo. Il bambino del tavolo riprese a strillare, attirando il suo interesse.
Quando tornò a voltarsi, aveva il viso arrossato. In silenzio bevve
un sorso d’acqua e gli rivolse un sorriso, così dolce da farlo
fremere nel profondo.
“Ti desidero molto, amore, per cui se non la smetti di guardarmi in
quel modo…”
Buffy emise una piccola risata “Comportati bene” sussurrò.
Le labbra di lei, contornate da un leggero rossetto perlato, lo tentavano
in modo irresistibile.
“Impossibile. Ti sei messa quell’abito rosso per farmi impazzire
. ci sei riuscita”

protendendosi
in avanti, le diede un piccolo bacio e avvertì il guizzo inatteso della
sua lingua. Forse doveva aggiungere anche i ristoranti affollati sulla lista
di luoghi pericolosi. Lei lo guardò, intanto il cameriere aveva posato
le ordinazioni. Gli piaceva il suo gusto per il cibo. Una ciocca , sfuggita
allo chignon, le scendeva sulle spalle. L’idea di sfilarle le mollette
e vedere i suoi capelli lunghi e morbidi arruffati dopo aver fatto l’amore,
lo eccitò ancora di più.
“Parlami di Parigi” lo invitò Buffy, protendendosi in avanti.
“che cosa ti è piaciuto? Che cosa non ti è piaciuto? Che
odore ha la città? Hai passeggiato lungo la Senna sotto la pioggia?
Com’era il cibo?”
Quella quantità di domande lo fece sorridere. Avere la sua completa
attenzione era esaltante. Quando la fase del corteggiamento fosse finita,
non avrebbe più dovuto sprecare tempo ed energie per portarla a letto
ogni volta che lo desiderava. Odiava perdere tempo, aspettando di fare l’amore
con lei. Voleva farlo subito e poi tornare a concentrarsi sulla Giles&Co
International. Il suo lavoro era quello di acquistare aziende in stato fallimentare,
renderle di nuovo produttive e poi rivenderle. Così come non si attaccava
alle donne non si attaccava alle aziende che comprava. Da molti anni non perdeva
tempo a sedurre una donna, ma erano molto anni che non desiderava una donna
come Buffy. Durante le ultime settimane , soprattutto durante le telefonate
transoceaniche , aveva scoperto che avevano molte cose in comune: la passione
per i vecchi film , la cucina italiana e giapponese, lo sci. Ma mentre a Buffy
piacevano gli sport pericolosi, a lui non interessavano.
“Non capisco.. che cos’ha il pericolo per eccitarti?”
“Tutto” gli occhi limpidi e chiari di Buffy si spostarono di nuovo
sul bambino al tavolo accanto. Il bambino si era messo a battere con il cucchiaio
sul seggiolone, probabilmente per attirare l’attenzione su di sé.
“Penso che sia la stessa emozione che provi quando stai per concludere
una trattativa importante. Quell’ondata di calore che ti fa sentire
vivo, potente , invincibile” sollevò le spalle “E’
difficile da spiegare. Perché non vieni anche tu la prossima volta?”
“Ti ringrazio per l’invito ma .. credo che mi atterrò ai
contratti d’affari, perlomeno non mi romperò le ossa”
“ho la pelle dura… più di quanto tu pensi!”
“Non mi piace che tu faccia delle cose che mettano a rischio la tua
vita”
Buffy notò la sua espressione ansiosa e si stupì “Sto
sempre molto attenta. Nessuno si è mai preoccupato per me. Comunque
“ aggiunse con un sorriso “credo che smetterò presto”
“Dubito che qualcuno possa costringerti a fare quello che non vuoi”
replicò William con un sorriso (il solito sorriso)
Lei sollevò il bicchiere in un brindisi. “Se l’incentivo
fosse giusto… ti meraviglieresti”
… … …
“Detesto quell’uomo!” Buffy sbattè la porta della
cucina della casa padronale ed entrò nel salotto di Xander e Oz. Oz
nascose un sorriso. “Un ‘altra cenetta amichevole?”
Buffy si mise a passeggiare . “Non è affatto divertente , sai.
Ho dovuto saltare i momenti giusti perché lui continua a partire per
lavoro. In più comincia a piacermi!” esclamò, lasciandosi
cadere su una poltrona. “E non voglio che mi piaccia. Non guardarmi
in quel modo, Xander. Non voglio! Di questo passo , prima di concludere qualcosa
sarò la nonna di mio foglio!”
Oz abbassò la testa ed riprese a “pizzicare” la chitarra,
Xander si avvicinò a Buffy “Buon Dio, sembra che dobbiate allacciare
un rapporto serio prima di andare a letto insieme.”
Sempre più avvilita Buffy si sfilò le scarpe e si abbracciò
le ginocchia. “nessuno dei due vuole un rapporto serio. Io desidero
solo trovarmi nel posto giusto al momento giusto,dannazione. Non mi sembra
di chiedere troppo”.
Capitolo 3
Una
leggera foschia conferiva un fascino particolare al molo 39, un pittoresco
insieme di negozietti e ristoranti. Buffy infilò il braccio sotto quello
di William e i loro passi echeggiarono sul marciapiede di legno gremito di
turisti armati di macchine fotografiche. Ad un tratto Buffy prese per mano
William. “Vieni. Voglio vedere i delfini.” Dichiarò , correndo
verso la balaustra per osservare gli animali. “Che simpatici, vero?”
“Molto simpatici” disse William lasciando uscire il fumo dalle
labbra. Sollevandole il colletto del cappotto, sentì che la sua pelle
era ghiacciata. “Ma tu stai gelando, passerotto” esclamò
togliendosi la sciarpa e avvolgendogliela intorno al collo.
“Che ne dici di un litro di caffè bollente?”
“E una fetta di torta?”
“E una fetta di torta!”
Si avviarono a passo veloce e trovato un piccolo ristorante quasi vuoto, vi
entrarono.
“Ci sono circa venti torte. Potremmo assaggiare una fetta di ciascuna”
Buffy gli mostrò la lingua e lui scosse la testa. “Mi vengono
in mente cose più divertenti da fare con quella”. “Uomo
perduto”
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lei
si voltò per sorridere al ragazzo che portava loro i caffè e
il giovane per poco non inciampò. William sospirò guardandosi
intorno. Buffy rivolgeva la sua simpatia agli uomini di tutte le età.
Ordinate le torte e bevuto il caffè, si misero a parlare della mostra
che avevano visto la sera prima, del viaggio in Giappone di William e della
pensione di Marin che Buffy stava arredando.
Buffy , arrivate le ordinazioni, prese in mano la forchetta, poi la posò
di nuovo. “Ho paura di deludere Xander” confessò, stropicciando
il tovagliolo di carta “I proprietari della pensione possiedono un piccolo
terreno a Napa, se facessi loro una buona impressione, potrebbero affidare
a Xan degli altri lavori”
“Ho visto quello che fai Buffy. Sei una brava disegnatrice. Sono fortunati
ad averti”
Le guance di lei si coprirono di rossore. “Davvero?”
“Davvero. Ma se la preoccupazione ti impedisce di assaggiare quella
deliziosa meringa al limone…”
“Oh no!” Buffy si avvicinò al piatto e impugnò di
nuovo la forchetta. Poi sorrise e gli offrì un boccone. William lo
prese in bocca. Quella sera l’avrebbe avuta sotto di sé e le
avrebbe fatto sentire la furia della sua passione.
“Grazie” mormorò, deglutendo. Da mesi bolliva a fuoco lento
ed era così eccitato da sentirsi febbricitante. “Vedo che gusti
il cibo. Mangi come uno scaricatore di porto eppure hai l’aspetto di
una ninfa. Dove metti tutta quella roba?” domandò, guardandole
il seno.
“Di certo non lì, guarda i piccoli delfini o quello che vuoi.
Non riesco a mangiare se mi fissi come un leone pronto a divorare un cerbiatto”
“Mmh… Morbida, succulenta e teneramente rosa”. William calcolò
che al massimo sarebbero stati fuori ancora un ‘ora. “Dimmi che
bambina adorabile eri!”
“Non ero per niente una bambina adorabile. Ero una bambina disadattata.
Mia madre e io ci spostavamo in continuazione, a volte da uno stato all’altro,
e io dovevo sempre frequentare scuole nuove. Non riuscivo a farmi degli amici.
In più avevamo pochi soldi.”
Lui si accigliò “Eri povera?”
“Suppongo di sì, ma a quel tempo non ci pensavo”
“Quando hai cominciato questo rapporto d’amore con il cibo?”
l’idea che lei fosse povera lo metteva a disagio.
“Oh molto tempo fa. Ho imparato a cucinare quando avevo 6-7 anni perché
era l’unico modo per mangiare. Mia madre dimenticava spesso questi piccoli
dettagli”
“Dio, Buffy”
lei agitò una mano “Non rattristarti per me. Quando ero piccola
mi sembrava tutto un’ avventura e aver fame mi pareva normale. In più
ho imparato a fare degli ottimi spaghetti”
“Sei stata maltrattata?”
“Da mia madre? No, non mi faceva del male… lei…”
“Ti trascurava” Diamine non si stupiva che mangiasse in quel modo.
Nel mondo non c’era abbastanza cibo per quella bimbetta affamata.
“Era un po’ più complicato di così.” Buffy
si morsicò le labbra “Mia madre… si vendeva per arrivare
a fine mese. Ecco , l’ho detto. Da ragazzina la odiavo per quello che
faceva. Non ha mai saputo chi era mio padre. E’ morta sei anni fa. Non
approvavo il suo modo di vivere , però le volevo bene e adesso che
non c’è più, mi manca. La famiglia è importante
William. Quale che sia.”
“La famiglia” ripetè lui in tono piatto “Pensavo
che la mia fosse stata brutta, ma a confronto è stata rose e fiori”
“Raccontami. Non hai mai parlato di nessuno , a parte tuo zio Rupert
e tuo cugino Angel, il playboy”
“Vuoi un ‘altra fetta di torta?”
“Il Papa dice parolacce??” lo rimbeccò lei “Torta
alle mele” ordinò al cameriere. Poi si voltò verso William
e lo fissò negli occhi. “Dimmi tutti i piccoli segreti dei Giles”
“Leggi i giornali. Saprai tutto.
“Dicono solo sciocchezze. Grazie.” Mormorò al cameriere
che le aveva portato la torta “ A meno che non sia vera la storia che
hai un figlio alieno.”
William sorrise “Questa non la sapevo”
“Hanno delle fotografie” replicò con la bocca piena.
“Sul serio?”
“Uh-Uh. Ma non c’è alcuna somiglianza. Parla.”
Mi avrebbe fatto bene avere vicino una persona come te , Buffy Summers. Guardando
al passato, William aveva l’impressione di essere stato freddo e insensibile.
“Sono stato allevato da persone di servizio e più tardi mandato
in un collegio” spiegò in modo succinto.
“Povero bambino ricco”
William scosse la testa “No. Avevo tutto quello che volevo.”
“Non proprio. Scommetto che ti mancava tua madre.”
“ mi mancava quando stavo a casa. Lei era sempre in giro da qualche
parte. No , quello che desideravo tanto era un trenino. Mi fecero costruire
una ferrovia che correva tutt’intorno alla nostra proprietà e
mi regalarono un treno con tanto di motrice che richiedeva un macchinista
per funzionare. Non era il giocattolo che volevo portarmi in camera. Io desideravo
le cose che avevano gli altri bambini. Uno yo-yo, un coltello a serramanico
o il blusotto da aviatore che aveva il figlio del cameriere. Che stupido!
Con i soldi che mi davano, avrei potuto comprarne a dozzine. Crescendo, ho
capito che quelle cose non erano importanti. Ero stato accudito con grande
cura, avevo ricevuto un’istruzione ottima e a un certo punto mi sono
buttato nel lavoro”
“Oh William”
“D’altro canto, quello che desidero adesso e che tu venga a casa
con me”
Buffy gli rivolse un sorriso triste “Spiacente, Romeo. Non è
il momento giusto.”
“Dannazione”
“Puoi dirlo forte. Che ne pensi di un’altra fetta di torta?”
… … …
“A quando il prossimo appuntamento?” domandò Xander
“Questa sera. Sentite , ragazzi, non fantasticate. Si tratta di sesso,
puro e semplice” ma diventava più complicato ogni volta che lo
vedeva. “Andremo al Bronze. Lui dice che questa sera deve festeggiare
qualcosa di speciale”
“Il giorno di San Valentino” commentò Oz.
“Ti porterà a letto” predisse Xander, passandosi le dita
tra i capelli neri.
“No, non lo farà” rispose Buffy “può soffiare
quanto vuole, ma non riuscirà a buttare giù la casetta. Non
prima di due settimane.”
“E’ meglio che corri a comperare della biancheria intima…
“ le consigliò Xander.
Oz le andò vicino e , posandole una mano sulla spalla, le disse “Non
pensare nemmeno per un attimo che William il Sanguinario farà di te
una donna onesta. Lo sai tu e lo sappiamo tutti. Puoi scommettere che quel
pensiero non gli è mai passato per la testa.”
“In questo caso sono una donna onesta. Sono sua moglie e lo sarò
finchè non gli consegnerò le carte del divorzio. Non voglio
che ci innamoriamo. Voglio solo il mio bambino.”
E poi andarmene con il cuore intatto
… … …
William
le regalò dei brillanti rosa per il giorno di San Valentino e osservò
la sua reazione.
“ti ringrazio tanto, William. Sono bellissimi, ma non voglio che tu
mi faccia dei regali”
“Non ti piacciono gli orecchini?” gli domandò lui, notando
il piacere che provava sentendosi accarezzare le guance dai pendenti.
Ogni regalo che le faceva era un test. Buffy non poteva superarli tutti.
“Li adoro e più grandi sono, meglio è” rispose lei
toccandoli “Che pietre sono?”
“Brillanti”
Buffy arrossì. “Alludo alle pietre più grosse”
“Brillanti” ripetè lui.
“Brillanti” Buffy impallidì. “Oh , mio Dio, William,
sono enormi!”
“5 carati”
“Grazie. Sono splendidi ma non posso accettarli” Buffy si tolse
un orecchino con tanto impeto da ferirsi. “Adoro la bigiotteria, però
impazzirei se perdessi questi” concluse, posando gli orecchini sul tavolo.
William li prese e glieli rimise “Tienili, sono assicurati”
Buffy si sollevò i capelli dal collo e li annodò in una crocchia.
I brillanti rosa gettavano dei prismi luminosi sulle sue guance. Guardò
le coppie che ballavano, poi si voltò verso di lui.
“Non chiedermelo” William scosse la testa. Non intendeva ballare
con lei se prima non si fosse saziato del suo corpo. Gli sembrava di essere
una bomba pronta ad esplodere.
“Se ti tenessi tra le mie braccia, ti farei mia subito sul pavimento”
Buffy gli rivolse quel sorriso enigmatico che gli ottenebrava il cervello.
“Ti voglio” sussurrò “Adesso. Mi hai tenuto sulla
corda più di qualunque altra donna”
La luce delle candele le illuminava il viso e rendeva più scintillanti
i suoi occhi. Quando posò i gomiti sul tavolo, la scollatura si fece
più profonda, si abbassò rivelando l’attaccatura dei suoi
seni.

“Credo
che tu mi metta quella roba nel cibo quando sono con te” bisbigliò
“Non mi sono mai sentita così”
“Quale roba?”
Gli occhio di Buffy sembravano liquidi. “Spanish fly”
William si passò la lingua sul palato. “La Spanish fly è
la cantaride estratta dagli scheletri dei coleotteri”
Lei fece un’espressione così disgustata da farlo ridere. “Causa
prurito, ma non di tipo sessuale”
Se possibile, Buffy arrossì ancora di più. “Quello che
abbiamo è una overdose di buona, vecchia libidine” poi sollevò
il bicchiere “A un nuovo inizio”
“A un nuovo inizio”. Buffy toccò il bicchiere di lui con
il suo. “Sai che diventeremo amanti, Buffy. Dio sa che ho avuto molta
pazienza. Non intendo più aspettare. Non sono abituato ad aspettare
a lungo. Voglio una risposta.”
Buffy posò la mano sulla borsetta, compiendo un gesto che faceva spesso,
come se toccasse un talismano. “Non mi hai fatto una domanda”
mormorò spingendo intorno al piatto l’ultimo pezzetto di torta
al limone.
“Te lo chiedo adesso”
“Non so bene quale sia la domanda”
William tirò fuori dalla tasca un documento e lo spinse verso di lei.
“Voglio che diventi la mia amante” dichiarò, guardandole
la bocca.
Buffy bevve un sorso d’acqua e scrutò il foglio piegato. “Che
cos’è?”
“Un contratto. Leggilo”
“Preferisco che tu me lo riassuma.” Rispose lei, stringendosi
le mani sotto il tavolo. Un contratto? Che bastardo! E lei che si era sentita
in colpa per il suo raggiro.
“Da adesso alla fine dell’anno, in qualità di mia amante,
ti corrisponderò uno stipendio e ti comprerò i vestiti. In cambio
pretendo dei diritti esclusivi per tutto il periodo”. Freddo e conciso.
Nemmeno un accenno alla sua fedeltà. Che delusione!
Buffy ricordò Parker, un quindicenne per cui da ragazzina aveva avuto
una cotta. Quando lei aveva cercato di baciarlo, lui l’aveva chiamata
puttana come sua madre. Lei, allora, gli aveva rotto il naso e fatto un occhio
nero.
“Rifletterò sulla tua proposta” dichiarò con freddezza.
“Tu mi desideri come ti desidero io”.
Sì, e se fossi venuta a letto con te un mese fa questo non sarebbe
successo.
“Non so dirti quanto mi dispiace”
“non scusarti perché mi desideri, Buffy. Tu sei una donna esperta
e sai come vanno certe cose. Mi vuoi, e Dio sa quanto ti voglio io. Non lo
rimpiangerai. So essere un amante molto generoso.”
William toccò gli orecchini con un dito “Tutti i tuoi desideri
saranno appagati”.
Lei ispirò per calmarsi. “Vuoi che firmi un contratto, insomma”
constatò.
“Che cosa ti aspettavi?” replicò lui, impassibile. “Una
stretta di mano e basta?”
“E che cosa succederà quando questo periodo sarà finito?”
domandò Buffy in tono piatto “Scomparirò senza fare domande
nel grande cimitero delle tue amanti?”
William le lanciò uno sguardo furioso e lei gli restituì il
foglio. “Mi dispiace deluderti, ma non tutte le donne ti trovano irresistibile!”
Era una proposta troppo impersonale e calcolata.
Aveva pensato di poter sopportare qualunque cosa pur di ottenere il suo scopo,
invece si era sbagliata.
“Voglio qualcosa di più. Penso di meritarlo”
“Diecimila al mese”
“Che cosa?” (musica in sottofondo = Kelly Clarkson Hear me)
“Diecimila dollari al mese, un appartamento e gli abiti. E un’automobile.”
Buffy digrignò i denti “Non alludevo ai sol…”
“Dodicimila. E’ la mia ultima offerta!”
il sangue le salì al cervello e la vista le si annebbiò.
“Puoi prendere queste carte e…” di colpo recuperò
la borsetta e si alzò.
William le afferrò un polso e le mise in mano il contratto. “Prendilo.
Leggilo . ti do 2 settimane per decidere.”
Buffy lo guardò con freddezza. “Una delle mie qualità
migliori è che decido in fretta.” Sibilò “Tu sei
un vero bastardo e io sono felice di non essere venuta a letto con te. Sei
un essere freddo, arrogante, sei arido dentro, sei senza cuore… non
hai un ‘anima”. Il respiro le usciva a strappi dalle labbra e
il cuore le batteva tanto forte che temeva di svenire. Doveva andare via subito
da lì. Con un gesto rabbioso gli rimise in mano il contratto, si tolse
gli orecchini e li posò sul tavolo, poi si voltò e uscì
dal locale.
Accidenti
a lui. Non ne aveva combinata una giusta. A Gennaio, durante i suoi giorni
fertili, era stato fuori città e in febbraio era successa la stessa
cosa. Da ultimo l’aveva fatta imbestialire che per poco non gli aveva
spaccato il naso. Sospirando, Buffy fermò la macchina davanti alla
sua casa e incrociò le braccia la volante. Era stata così vicina.
Così vicina. Lacrime di dolore e frustrazione le colmarono gli occhi.
“Voglio il mio bambino” singhiozzò, sempre più forte
fino ad urlare, battendo i pugni sul volante.
“Mi avevi promesso che avresti realizzato il mio sogno più grande.
mi devi dare un figlio, dannazione!”
sollevando la testa, guardò la cima degli alberi che circondavano la
casa. William Giles affrontava le relazioni personali nello stesso modo in
cui si preparava a concludere una trattativa d’affari. Perché
si stupiva?
Aveva due settimane per calmarsi, poi nel giorno dell’ovulazione sarebbe
andata da lui e lo avrebbe sedotto.
Se prima non l’avesse ucciso.
Capitolo 4
Buffy squadrò le spalle e suonò alla porta dell’appartamento di William a Los Angeles.

udendo il suono di passi che si avvicinavano, il respiro le mancò.
Poi la porta si aprì e William la guardò con espressione impassibile.
Il cuore le si strinse, poi notò che lui le fissava la bocca.
“L’hai presa comoda” commentò William, voltandosi
e dirigendosi verso una stanza che si apriva sull’ingresso. Buffy chiuse
la porta e lo seguì. Il salotto era spazioso e offriva una vista meravigliosa.
Un caminetto di granito nero era inserito tra le due finestre. Su un grande
tavolo di marmo e acciaio erano sparse delle carte, pacchetti di sigarette
e un piatto con dei sandwich intatti era stato spinto da un lato per far posto
al telefono e a un’agenda.
“Vino bianco?” domandò lui,voltandosi.
“Preferirei una cola”
William mise dei cubetti di ghiaccio nel bicchiere e glielo diede. Buffy lo
prese e , senza essere invitata, si sedette su un divano. William si accomodò
su quello di fronte e la guardò. L’occhio esperto di Buffy prese
nota di vari particolari. Ogni oggetto era tecnicamente corretto. Quadri e
sculture di pregio erano illuminati da faretti orientabili. Un tappeto color
vino copriva tutto il pavimento fino alle finestre, le cui tende erano dello
stesso colore. Tre divani di pelle nera erano disposti a U intorno al caminetto.
Tuttavia, quella stanza non aveva vita.
“Xander ha fatto un ottimo lavoro, ma chiunque abbia scelto l’arredamento
doveva essere un androide”.
In veste d’architetto, Xander aveva avuto carta bianca. Purtroppo William
doveva aver fatto altrettanto con l’arredatore.
Buffy , invece, preferiva coinvolgere i clienti fin dall’inizio. Voleva
che investissero qualcosa di più del loro denaro. Alla fine, quando
era pronta, la casa rifletteva la loro personalità.
William inarcò il sopracciglio. “Questo appartamento mi serve
per lavorare e mi va benissimo”
“Non volevo criticarti” replicò lei, sollevando il mento.
Da quando era arrivata la sua espressione non era cambiata di una virgola.
Buffy sorrise fra sé. Sapeva che sotto quella rigida facciata si nascondeva
il vero William Giles ed era ben decisa a farlo sciogliere per far erompere
la lava che ribolliva sotto. Non tanto da bruciarsi, ma abbastanza da ottenere
quello che voleva.
“E’ meglio che tu sia venuta a dirmi di sì. Altrimenti
ti consiglio di scappare più in fretta che puoi.”
La voce di lui era bassa e roca e i suoi occhi la frugavano come se fosse
nuda. “Non intendo aspettare nemmeno un altro secondo”
“No?” Buffy si premette una mano sulla gola, per nascondere la
vena che pulsava con forza. L’aria della stanza si era arroventata e
la sua pelle era in fiamme.
“Perché sei qui?” domandò lui, alzandosi per raggiungere
il pacchetto di sigarette e per accendersene una. Il suo sguardo era ipnotico
come quello di una pantera. Ti avrò diceva sto per divorarti dalla
testa ai piedi. Comincerò da quella vena che ti batte sulla gola e
scenderò in basso…
Buffy si sentì girare la testa. Calmati , ragazza. Per William si trattava
solo di una questione di affari o di natura biologica e per lei era la stessa
cosa, o no?
Ma allora perché il cuore le batteva così in fretta e perché
i capezzoli si erano induriti?? Dio non si era nemmeno messa il reggiseno!!!
“Mi avevi concesso 2 settimane” gli ricordò. E adesso il
periodo è perfetto. “Hai cambiato idea?”
“No. Ma sono curioso di sapere perché tu hai cambiato la tua!”
Buffy scrollò le spalle. Faceva fatica a sostenere il suo sguardo.
Come aveva fatto a giudicare freddi i suoi occhi? Adesso erano ardenti e chiari.
“E’ una prerogativa femminile”
“Sono sempre… come mi hai chiamato? Un bastardo <senza un’
anima >?”
“ senza cuore e arido dentro” aggiunse lei “Però
sono qui”
“Perché?”
“Mi sono follemente innamorata di te” follemente innamorata dell’idea
che tu mi metta incinta.
“Fai male” replicò lui in modo gelido.
Buffy sgranò gli occhi “D’accordo. Non sono follemente
innamorata di te”. Ed era ben decisa a non diventarlo. Una donna doveva
essere matta per innamorarsi di lui. Se non avesse desiderato tanto un figlio
da lui, sarebbe scappata a gambe levate e gli avrebbe spedito la richiesta
di divorzio da Timbuctu. Ma aveva bisogno di lui..
William avrebbe avuto quello che desiderava.
Lei avrebbe avuto quello di cui aveva bisogno.
“Sei mai stato innamorato?” gli domandò lei.
“Amo il mio lavoro”
“Non è la stessa cosa”
“E’ quello che mi serve” replicò William. Si appoggiò
al tavolo con la schiena incrociando le gambe e poggiando le mani al bordo
, senza staccarle mai gli occhi di dosso. Prese i fogli“Sei venuta a
firmarle?” domandò.
Buffy tenne lo sguardo fisso davanti a sé. Faceva caldo in quella stanza.
Molto caldo. Desiderò che lui aprisse la finestra, spegnesse il fuoco
o… la toccasse. Come mai, all’improvviso, sentiva il desiderio
di passargli le dita tra i capelli e assaporare le sue labbra?
“In verità, no” rispose, decisa a testa alta. “Allora
che cosa diavolo fai qui?”
scattò lui, gettando il fascicolo sul tavolo. Buffy ispirò.
“Non firmerò il contratto, ma verrò a letto con te”
“Non ti sposerò”
“Chi te l’ha chiesto?” replicò lei con aria disgustata.
“Non ho alcun desiderio di sposarmi. Staremo insieme finchè…”
…concepirò il bambino…”…ci stancheremo l’uno
dell’altro. Pochi giorni o settimane.” Aggiunse con indifferenza
Buffy.
“un anno”
“E’ troppo lungo per me”
“Troppo lungo?” un muscolo vibrò sulla mascella di William.
“12 mesi?”
“Sono troppi” . Buffy emise una risata leggera. “Inoltre
sappiamo entrambi che quella specie di contratto non avrebbe alcun valore
legale”
“Non vuoi almeno conoscere i termini?”
Buffy bevve la cola e lo guardò da sopra l’orlo del bicchiere.
“No” rispose in un soffio. Adesso che lo scoglio maggiore era
stato superato, si sentiva più rilassata.
“Perché fai questo, Buffy?”
Nonostante avesse bevuto, lei si sentì inaridire la gola e si passo
la lingua sulle labbra. “Te l’ho detto. Mi sono innamo…”
William emise un sospiro di esasperazione. “Tu non sei affatto innamorata
di me”
Ubriaca di desiderio e di trionfo, Buffy cominciò a divertirsi. “Oh
sì. Mi sono dimenticata che non sono innamorata di te” ammise.
Poi soffocò una risata, vedendolo stringere i pugni. “Tra un’ora
ho un appuntamento” dichiarò in tono casuale “C’è
niente che debba sapere prima di andare via?”
William digrignò i denti. “Il contratto prevedeva 12 mesi. Dal
primo Gennaio al 23 dicembre. Abbiamo perso tempo.” Non per colpa mia.
Se lui non fosse partito nei momento cruciali, a quell’ora sarebbe stata
a casa sua , seduta su una poltrona con i piedi sollevati, intenta a lavorare
a maglia un golfino da neonato.
“Dannazione, abbiamo sprecato due mesi” convenne con rammarico.
Desiderava che lui smettesse di parlare e la toccasse. Non era innamorata
di lui ma era in preda ad una eccitazione incontenibile.
“L’accordo concede a entrambi dei diritti esclusivi . nessun altro.
Perciò dimentica l’appuntamento di questa sera.” Dichiarò
William con fermezza.
“Va bene” Buffy chiuse gli occhi, sentiva la sua pelle andare
in fiamme. Voleva sentire le sue mani sulla pelle nuda, sui seni, sui capezzoli.
Voleva la sua bocca dappertutto. “Purchè tu sappia che non intendo
dividerti con nessuna.”
Lui socchiuse gli occhi. “Gelosa, Buffy?”
“No” rispose lei, posando il bicchiere sul tavolo. “Solo
precisa. Voglio che tra noi sia tutto molto chiaro. Non ti ingannerò
e mi aspetto lo stesso da te. Una mancanza e considererò concluso l’accordo”.
William la fissò “Penserò io alla contraccezione”
“Ci ho già pensato io”
“Bene. Ho un appartamento nel Sunsect district. Voglio che tu ti trasferisca
là immediatamente.”
“No , grazie. Abito in una casa bellissima in cui ho anche il mio studio.
Non intendo distruggere la mia vita per una storia che durerà pochi
mesi”
Lui parve contrariato. “Non intendo dormire con te sotto gli occhi di
Oz e Xander, dovrai venire dove sono io.”
“Sissignore!” esclamò lei, rivolgendogli un saluto militare.
“e non mi piace dormire con una donna nel mio letto. Quando suonerà
la sveglia , Ethan ti accompagnerà a casa”
Buffy sospirò. “A che ora dovrei andarmene?”
“Alle tre”
“Del mattino?”
“L’hai voluto tu”
“D’accordo , alle tre del mattino”
“Ti concedo di restare nella tua casa purchè tu sia sempre disponibile
quando ho bisogno di te”
“Dubito che tu abbia bisogno di qualcuno, William”. Di questo
passo dovrò aspettare un altro mese prima di combinare qualcosa, dannazione!
“E non farti idee romantiche sull’amore” precisò
lui “Questa è solo una transazione di affari”
“L’ho capito. Non ho mai conosciuto una persona che soffochi tanto
le sue emozioni. Non mi meraviglio che ti chiamino William il sanguinario”
Buffy si chiese come avrebbe reagito lui se lo avesse afferrato per il colletto
e buttato a terra.

“Non è necessario che tu mi capisca. Quello che voglio è
un accordo sessuale soddisfacente”
Buffy avrebbe voluto urlare. Chiunque avrebbe detto che quell’uomo era
fatto di ghiaccio se non avesse visto i suoi occhi ardenti come raggi laser.
Il suo autocontrollo era fenomenale. “Mi sentirei meglio se tu manifestassi
un po’ di emozione, non senti proprio niente?”
“Con te mi sento un selvaggio”
“Non lo dimostri”
“Se mi lasciassi andare, per una settimana non potresti più camminare”.
Buffy non rispose. Non poteva dirgli che sarebbe stato lui a non poter più
camminare o connettere.
“Ricapitolando. Fedeltà reciproca per tutta la durata. Faremo
sesso da te e il tuo autista mi accompagnerà a casa alle tre del mattino.
E’ tutto?” domandò.
“Ti comprerò i vestiti”
“I vestiti me li comprerò io”
“Allora considera il guardaroba che ti fornisco una specie di divisa”
“Immagino che questo programma non includa una pensione. Che cosa mi
dici delle spese mediche, dentistiche e della divisione degli utili?”
“Sei molto fredda e calcolatrice” scattò William. Ormai
l’accordo era stabilito voleva prenderla in spalla e portarla in camera
da letto come un cavernicolo.
Attraverso la stoffa del suo vestito, intravedeva la punta dei capezzoli.
Voleva spogliarla e affondare in lei. Era eccitato come a quindici anni, quando
aveva visto la prima donna nuda.
“Sì, è vero?” replicò Buffy, intrecciando
le mani in grembo. La sua compostezza gli mandò il sangue al cervello.
Al diavolo la sua fama di William il sanguinario. Da quando l’aveva
vista arrivare , ardeva dal desiderio di possederla. “Abbiamo finito
con le chiacchiere?” domandò a denti stretti. Poi , cogliendola
di sorpresa, le afferrò le spalle, la sollevò e soffocò
il suo piccolo grido, schiacciandole la bocca. ( musica = Lifehouse : Everything)
Era cominciato come il bacio di un dominatore. Voleva farle capire che era
lui a comandare. Che lei era sua. Ma quando Buffy gli si abbandonò
tra le braccia e gli infilò le dita tra i capelli, il bacio si addolcì.
La sua bocca era così morbida che lui dimenticò quello che voleva
dimostrarle. Le sue labbra erano docili, la sua lingua aggressiva. Profumava
d’aria fresca e di gioia. Le affondò una mano tra i capelli e
con l’altra l’attirò contro di sé.
“Il patto è concluso” le sussurrò sulla gola, cominciando
a far scorrere il vestito giù…”Solo un’altra cosa”
aggiunse, mentre lei gli toglieva la cravatta e sbottonava la camicia.
“Che cosa?” domandò Buffy con un filo di voce, abbassandogli
la cerniera.
“Non fare mai… mio Dio, Buffy” gemette lui, sentendosi toccare…
lì. “Non guardare mai un altro uomo. Lo ucciderei”
“Va bene” alzò il viso verso di lui, sorridendogli e mordendosi
il labbro inferiore.
“Dodicimila dollari al mese”.
Lei staccò le labbra dal suo viso e scese a sfiorargli la bocca. “Diecimila.
Avevi detto diecimila…” mormorò. “Dodicimila”
ripetè lui… liberandola definitivamente del vestito.
“Non ho bisogno dei tuoi…” William le sfilò le mutandine.
“Dei tuoi soldi. Ho… il… mio lavoro” sussurrò
Buffy tra un bacio e l’altro.
Caddero insieme sul pavimento e William le prese il viso tra le mani. “Mi
ucciderai”
Buffy gli accarezzò il petto liscio e muscoloso. “Non posso.
Non ho ancora finito con te”

Ridendo, lui chiuse le labbra attorno ad un capezzolo e incominciò
a succhiarlo con forza. Lei ruotò la testa e gli morsicò una
spalla. La sua pelle sapeva di sapone e di sale e il suo profumo la stordiva.
“C’è nient’altro?” domandò ad occhi
chiusi, mentre lui la leccava e succhiava.
“Non .. riesco a pensare in questo momento” ansimò William.
“Dio, che buon sapore hai” sussurrò facendole scorrere
la lingua tra i seni e sul ventre. “Toccati… Buffy. Chiudi gli
occhi e gioca con i tuoi capezzoli, fingendo che siano le mie dita”
Ubbidendo, lei si prese i seni nelle mani. Strinse i capezzoli tra le dita
e li ruotò mentre lui la faceva scivolare tra le gambe. Sentendo la
sua bocca sulla sua femminilità, fu assalita dal panico e gli afferrò
i capelli, ma quel che lui stava facendo era così incredibile che,
invece di respingerlo, lo attirò contro di sé. Due mani forti
le sollevarono i fianchi e lei tremò sentendo la sua lingua frugarla.
Cercò di muoversi, ma lui la teneva inchiodata per terra e la tormentava
con grande abilità. Il piacere improvviso e violento la lasciò
senza fiato. Stava ancora tremando, quando sentì che lui la fece sua
con le dita e , mentre aumentava il ritmo, riprese a torturarla con la lingua.
Buffy gridò e raggiunse l’apice con uno spasimo improvviso che
durò un eternità. Quando riaprì gli occhi, vide il suo
viso su di lei. Sollevò un braccio e lo attirò a sé.
William la baciò e lei sentì il proprio sapore sulle sue labbra.
La lingua di lui le esplorava la bocca, insistente e imperiosa. Nessuno l’aveva
mai baciata in quel modo. Era stordita . lui la stordiva.
“Di più” mormorò quando potè parlare
“Di più?”
Sconvolta dalle emozioni che provava , Buffy si sentì prendere dal
panico. Non poteva permettersi di attaccarsi a William Giles.
Non voleva. Non doveva.
Era venuta lì solo per un motivo.
Ti prego, non legarmi a te. Fai sesso con me in modo impersonale. Ti prego.
Come diceva sempre sua madre? Stai attenta a quello che desideri perché
potresti ottenerlo. E lei aveva ottenuto più di quello che aveva sperato.
“Finisci” pregò, ansiosa di andare via.
“Pazienza.” William le respinse i capelli dalla fronte con grande
dolcezza. “Voglio guardarti. Sei così bella e appassionata. L’amante
perfetta”
Sì, pensò lei con amarezza. Ecco quello che sono, un amante.
Dammi quello che desidero e io ti darò ciò che vuoi. Un accordo
equo… Oh Dio prendi solo il mio corpo…
Buffy si mosse sotto di lui e chiuse le dita intorno alla sua virilità
“Ti voglio dentro di me” mormorò, pur temendo, adesso che
sapeva cosa l’aspettava, di non poterlo accogliere.
“entrerà benissimo, credimi” le sussurrò William
sulla gola, facendole capire che aveva espresso a voce alta i suoi pensieri.
Con un grido soffocato, lui la penetrò. Buffy trasalì mentre
la colmava adagio. “Oh sì baby… ti prego.. Oh mio Dio…”
William si spinse fino in fondo.
Per un attimo il dolore fu così intenso che lei gridò e gli
conficcò le unghie nelle spalle. Ma lui non si fermò e Buffy
ne fu lieta. “Di più, di più , di più” ripetè
come in un canto. “Ti voglio, ti voglio, ti voglio”
William le afferrò i fianchi e le rivolse un sorriso trionfante. “Mi
hai”, rispose , ricominciando a muoversi.
I suoi colpi divennero più forti e più profondi. Buffy gli allacciò
le gambe intorno ai fianchi e ruotò la testa sul tappeto. Le sensazioni
che provava erano troppo intense per poterle sopportare. “non posso…”
“Ne vuoi di più?” domandò lui, digrignando i denti.
Buffy cercò di mettere a fuoco lo sguardo. “No. Sì”
William affondò di più. “Sì?”
Lei gemette e lui scivolò fuori quasi del tutto. “No?”
Buffy lo tenne stretto con le braccia e con le gambe.
“Bastardo”
“Vero. Ma era un sì o un no?”
“Sì, sì sì” gridò lei, sollevando
i fianchi per andargli incontro. I capelli scarmigliati le scendevano sul
viso e sul petto. Gli passò una mano sulla schiena, sentendo i suoi
muscoli guizzare sotto la pelle liscia, poi lo graffiò. “Adesso”
ansimò “Ti prego, non posso aspettare ancora”
“No” William continuò a muoversi, cambiando il ritmo e
la velocità finchè sentì che stava per esplodere. A quel
punto si sfilò, aspettando che il momento passasse.
“Adesso. Adesso” gemette lei con voce roca.
“Adesso?”
“Sì, dannazione! Adesso”
Lui infilò una mano tra i loro corpi e la toccò.”William!!!”
Il corpo di Buffy ebbe un moto convulso, poi giacque, squassato da ondate
di piacere. Lui continuò a muoversi qualche istante, quindi gridò
e si abbattè su di lei, ruotandola in modo che si trovarono fianco
a fianco sul tappeto. Subito dopo prese tra le braccia il suo corpo tremante
e le accarezzò la schiena con dolcezza.
“E’ sempre così?” domandò Buffy, sbadigliando.
William rise e le baciò la tempia. “No, di solito non è
così violento e veloce. A volte è più lento e più
lungo.”. stupito , sentì che si stava nuovamente eccitando e
si mosse adagio.
“Oh sì baby??” domandò, divertito.
Buffy chiuse gli occhi. “Vedo molti film. Che cosa dovevo dire?”
“Il dialogo è ricco e variato” replicò lui. “Avremo
tempo per approfondire questa conversazione” abbassando lo sguardo sorrise.
Contratto o no, lei era la sua nuova amante e si era addormentata. Sfiorandole
i contorni del viso ancora arrossato e velato di sudore, sussurrò:
“Sei stata gentile ad avvisarmi che eri vergine, Buffy”.
Buffy
non era abituata a rispondere a nessuno. Soprattutto non a uno che l’aveva
mandata via a un’ora impossibile con il suo autista dalla faccia di
pietra e poi la chiamava il mattino dopo come se non ci fosse stato alcun
terremoto. Durante la notte, qualcuno aveva riportato a casa la sua macchina.
William l’aveva chiamata per dirle che sarebbe andato a New York per
2 giorni. Le aveva lasciato 2 messaggi nella segreteria telefonica, mentre
lei era alle prese con dei clienti. Avrebbe voluto domandargli se il loro
amplesso era stato tanto deludente da indurlo a scappare in un altro stato.
Sperava con tutto il cuore di essere rimasta incinta,perché sapeva
che non avrebbe sopportato un’altra esperienza come quella. L’intensità
dell’orgasmo che lui le aveva dato l’aveva atterrita e le aveva
tolto la sicurezza di poter controllare la situazione.
Sospirando, fermò la macchina nel vialetto di casa, pregustando una
lunga immersione nella vasca da bagno. Era mezzanotte ed era sfinita.
Quel mattino si era recata da alcuni clienti che abitavano a Redding, a tre
ore di viaggio, ed era partita all’alba per evitare il traffico delle
ore centrali.
Dopo che lei e Cordelia Chase avevano scelto i tendaggi nuovi e il rivestimento
del salotto, la signora Chase l’aveva portata a vedere i loro cavalli,
dei campioni che avevano vinto parecchie gare dal Canada al Brasile.
L’ultima volta che era stata lì, Cordelia le aveva fatto montare
un pony, mentre quel giorno, conoscendo la sua preferenza per le sfide, le
aveva assegnato Billy.
Quando Buffy si era resa conto che lei e Billy avevano idee diverse, era stato
troppo tardi. Adesso aveva molti lividi a dimostrarlo.
Scendendo dalla macchina, si stupì di vedere William parcheggiato davanti
casa.
“Dove diavolo sei stata?” l’aggredì lui,buttando
con rabbia la sigaretta , balzando a terra dalla sua Porche e sbattendo lo
sportello.
Buffy aprì la porta di casa. “Come hai detto?” domandò.
Aveva la sensazione che quella sarebbe stata l’ultima goccia del giorno.
“Hai sentito benissimo” rispose lui, entrando e sbottonandole
il cappotto.
“Sì,ma non ho creduto alle mie orecchie” replicò
lei, troppo stanca per muoversi. “Avevi bisogno di me oggi?”
“Che c’è di male…” William vide in che condizioni
erano i suoi jeans e il suo maglione e s’interruppe. “Chi ti ha
fatto questo?” domandò con gelida calma, sfilandole il pullover
dalla testa.
Buffy lo guardò in faccia, curiosa di vedere la sua reazione “Billy”.
“Billy?” ripetè lui , scrutandole le costole illividite.
“un cavallo. Non sa come trattare le signore.”
“Billy è un cavallo?”
Buffy gli lanciò un’occhiata sferzante “L’altra sera
non abbiamo fatto un patto verbale?”
“Sì” borbottò lui
“Allora pensi che sarei stata io la prima a romperlo?”
“Scusami. Dimenticavo la tua propensione per il pericolo.”
Le cose più pericolose che le vennero in mente furono gli strumenti
affilati che c’erano in cucina. Ucciderlo le avrebbe complicato troppo
la vita. Inoltre, per farlo, avrebbe bisogno di un po’ di energia. William
la scrutò. “Sei stata da un medico? “ domandò, tastandola
con delicatezza “Non credi di averne bisogno?”
“No e no” Buffy sollevò la testa “Non conosco la
procedura. Che cosa devo fare quando voglio che tu mi abbracci? Aspettare
di fare sesso? Perché, credimi, per quanto mi sia piaciuto quello che
abbiamo fatto sabato notte, devo dirti che…”
“Oh, credo di poterti toccare senza cedere all’istinto animalesco
di saltarti addosso, passerotto!” la interruppe lui, abbracciandola
con dolcezza e sfiorandole le labbra.
Buffy approfondì il bacio, esplorandogli la bocca con la lingua, e
quando lui la strinse, emise un gemito. William la lasciò subito andare.
“Guarisco in fretta” assicurò lei.
“Lo spero.” William la prese in braccio e cominciò a salire
la scala.
“Perché pensi che ti sia stato lontano 3 giorni? Sono partito
per evitare di maltrattarti di nuovo sul pavimento”
“Non mi hai maltrattata” replicò lei , indignata.
“Se avessi saputo quello che avevi in mente di fare durante la mia assenza,
ti avrei…”
Buffy si irrigidì “Sì?”
“Ti avrei detto di stare attenta” rimediò William, dirigendosi
verso il bagno. Buffy si rilassò. Non era stata mai portata in braccio
da qualcuno. Era meraviglioso.
“Dannazione, sei blu e nera dappertutto” imprecò lui, aprendo
la manopola dell’acqua della vasca.
“Non hai un passatempo tranquillo come il ricamo?”
“Temo di non essere affascinante” mormorò lei, lasciando
che lui la svestisse come se avesse avuto 3 anni. “L’acqua sta
per debordare”
“Non intendo fare l’amore con una donna che non si regge in piedi”
dichiarò William, chiudendo il rubinetto.
“Potrei sdraiarmi. L’acqua attutisce i colpi” suggerì
Buffy.
Lui scosse la testa divertito. “Lo rimanderemo a un’altra volta.
Raccontami di Billy. Dentro!”
Lei infilò un dito nell’acqua. “E’ troppo calda!”
William aprì il rubinetto dell’acqua fredda e Buffy rimase in
piedi ad aspettare. Stranamente il fatto che lui guardasse il suo corpo contuso
e ferito, più che imbarazzarla , la eccitava.
“Billy non è un gentiluomo. Sono riuscita a restare in sella
3 secondi che mi sono sembrati 3 anni.”
William annuì e l’aiutò a entrare nella vasca.
“Ahi, ahi , che dolore” gemette lei, quando l’acqua calda
arrivò a lambirle la pelle escoriata.
“Ricamo tesoro” ripetè lui, insaponando una spugna.
“E’ noioso”
William le passò la spugna sul petto e i capezzoli le si indurirono
. Buffy si chiese se avrebbe fatto qualcosa in proposito.
“Chiudi gli occhi”
“Perché?”
“Sto per lavarti la faccia. Chiudili, donna testarda”
Buffy ubbidì e sentì la carezza della spugna sulle guance e
sulla fronte.
“Aspetta” l’avvertì lui.
Buffy tenne le palpebre abbassate e William le risciacquò il viso con
delicatezza. Poi, notando degli altri lividi sul collo, imprecò. “Spero
che mandino al mattatoio quel ronzino”
Le palpebre le pesavano come piombo e tutte le parti dolenti del corpo le
gridavano di dormire “E’ un bel cavallo”
“Già” bofonchiò lui , passandole la mano sui seni.
I capezzoli si sollevarono e altre zone del corpo presero vita. Buffy si mosse,
facendo debordare l’acqua. “Oh! Ti si sono bagnati i pantaloni?”
domandò .
“Sì” sembrava divertito.
Buffy aprì gli occhi. “Potresti spogliarti e venire qui con me.
Ma è meglio di no” aggiunse “Questa notte non mi sento
in forma. Oh… com’è bello” sospirò, sentendo
le sue dita sul capezzolo.
“Ti piace?”
“Mmmh…” mugolò lei , immergendosi fino al collo.
La caduta da cavallo , seguita da ore di viaggio l’avevano stremata.
Si sentiva ubriaca e felice che William fosse lì.
“Questa è la seconda volta che sono nuda” mormorò
con voce assonnata.
Lui rise. “in tutta la tua vita?”
“In tutta la tua vita” lo corresse lei, sbadigliando.” Questa
è la seconda volta che mi vedi nuda”
“Ti vedrò nuda milioni di altre volte, amore” promise lui
“Preferibilmente senza questi” aggiunse , sfiorandole un livido.
“Mi ha preso letteralmente alla lettera”
“Chi?”
“Dio. Quando ero piccola , pregavo che i seni non mi diventassero grossi
come quelli di mia madre. Li aveva enormi. Avrei dovuto aspettare di crescere
prima di chiederglielo.”
“Sei perfetta così” sussurrò William con un sorriso
..
c’era un ‘altra cosa che voleva dirgli, ma il calore dell’acqua
e il tocco gentile di lui glielo fecero dimenticare. Un attimo dopo , si addormentò.
William la guardò. Aveva fatto il bagno con altre donne, ma erano state
sveglie e reattive. Osservare Buffy che dormiva rappresentava una novità
per lui. Il suo viso era arrossato per il calore. La sua bocca era atteggiata
a un live sorriso.
Chinando la testa , la sfiorò timidamente. Le sue labbra erano umide
e morbide. I suoi seni emergevano appena dall’acqua, i capezzoli rosei
come le sue labbra. Ne sfiorò uno e lo vide indurirsi.
“Dannazione, Buffy…”
non aveva mai desiderato tanto una donna. Come mai allora era così
contento di guardarla dormire?
Il mattino dopo , Buffy , vispa ed energica come sempre, entrò in cucina,
arrotolandosi le maniche della camicia da uomo, che le arrivava sino alle
cosce.
Gli occhi le si spalancarono quando lo vide seduto a tavola. “Buongiorno
raggio di sole” gli disse lui, apprezzando molto il suo look mattutino.
“Buongiorno” rispose lei con evidente stupore.
William si alzò. In realtà anche lui era sorpreso. Non ricordava
di aver mai passato la notte con una donna senza fare l’amore. Nemmeno
tre tazze di caffè lo avevano aiutato a capire.
“Fammi vedere” ordinò , andandole vicino ed esaminandole
le braccia. La sua pelle era calda per la doccia e profumava di shampoo.
Si era legata i capelli bagnati in una coda di cavallo e non aveva un filo
di trucco. I suoi occhi verdi erano chiari e limpidi. Non c’era niente
di artificiale in quella donna.
“Come ti senti?” le domandò , accarezzandole il viso.
“Splendidamente”
“Splendidamente?” William le diede una tazza di caffè e
lei si sedette. Il tavolo ondeggiò nonostante ci fosse una scatola
di fiammiferi sotto un piede.
“Come fai a dirlo se sei piena di lividi che devono farti un male del
diavolo?”
“Certo che fanno male. Ma mi sento splendidamente. Le ammaccature passeranno.
Ieri mi sono divertita moltissimo. Ne è valsa la pena.” Parlando,
Buffy si alzò e aprì il frigorifero. “Ti va una pizza?”
William guardò il suo Rolex. “Sono le sette e un quarto”
“E allora?”
“Di solito la gente mangia dei cereali al mattino”
“Io li mangio di notte” Buffy tirò fuori una scatola e
la mise sul tavolo. Dentro era rimasta solo una fetta. “Ti andrebbero
degli spaghetti riscaldati?” domandò con gli occhi danzanti.
Capitolo 5
Buffy
ingoiò due aspirine e guardò con odio il calendario.
Non era incinta.
Il suo ciclo non era mai stato puntuale, ma non poteva sbagliarsi. La delusione
era atroce e la gola le doleva per le lacrime non versate.
Sembrava che il destino cospirasse contro di lei come se gli dei esigessero
che conoscesse bene William, prima di concederle un figlio.
Sospirando , scese nello studio. Sapeva tutto quello che voleva sapere di
William Giles. Era impaziente, arrogante, dispotico e autoritario. Era anche
generoso,intuitivo e un amante meraviglioso. Gemette. Aveva detto ai ragazzi
che la sua relazione con William era impersonale, ma diventava più
personale ogni giorno e questo non le garbava.
Il motivo per cui lo aveva fatto entrare nella sua vita era uno solo.. comunque,
era inutile piangere e battersi il petto. Se non era incinta, non lo era.
Non ancora. Ma avrebbe continuato a provare.
Allontanandosi dal tavolo del refettorio che aveva comperato per una cifra
ridicola e restaurato lei stessa, guardò con occhio critico i campioni
di stoffa e di carta da parati, cercando di immaginarli nella stanza del suo
cliente.
La sua casa era una sinfonia di colori brillanti. Il divano giallo oro era
pieno di cuscini rossi, blu e verdi. In un angolo c’era un gruppo di
piante verdi e sul tavolo da disegno c’era un portavasi di ottone pieno
dei giacinti e dei giaggioli che William le aveva mandato qualche giorno prima.
La mobilia della casa era una piacevole mescolanza di antico e di moderno.
Il suo cliente, un dentista in pensione, amava lo stile vittoriano. Buffy
retrocesse adagio per ammirare l’effetto della combinazione che aveva
creato e sbattè contro un corpo solido . “William!!” esclamò,
voltandosi di scatto e sollevando il viso. Lui la baciò come un affamato
e lei gli strinse le braccia intorno al collo . il mese precedente, dopo la
caduta da cavallo, gli aveva dato la chiave della casa, ma quella era la prima
volta che la usava.
“Che ci fai qui?”
“Se non è ovvio, allora la mia tecnica lascia a desiderare. Sono
venuto per invitarti a cena. Ti andrebbe un ristorante giapponese?”
“Fantastico” Buffy si sciolse dall’abbraccio e andò
a premere il tasto per memorizzare un file sul computer. “Adoro la cucina
giapponese”
“Ti troverai circondata da paparazzi e giornalisti”
“Pazienza” rispose lei. Avrebbe voluto abbracciarlo , ma tenne
le dita sui tasti.
“Bene , perché consumeremo la cena di cui parlavo a Tokio”
Buffy si voltò e incrociò le braccia sulla spalliera della seggiola.
“Non io William!!” in un completo scuro e cravatta, i capelli
tirati indietro dal gel , lui sembrava impeccabile ed efficiente. Come al
solito.

mentre
lei, con i capelli appuntati in alto alla bell’e meglio, i calzoni della
tuta e un maglione che gli arrivava alle ginocchia , doveva avere un aspetto
spaventoso. Ma non si era aspettata di vederlo. Di norma , a quell’ora
, William era in ufficio.
Lo aveva lasciato alle tre del mattino e adesso, sette ore dopo , lui pretendeva
di farle fare le valigie per partire alla volta del Giappone.
William strinse le labbra. “Il nostro accordo prevedeva che tu fossi
disposta ad accompagnarmi nei miei viaggi di lavoro. Partirò tra due
ore. Non portarti dietro molte cose. Avrai tutto il tempo di fare degli acquisti
a Tokio.”
“Ti prego di non dirmi quello che devo fare William. Ho detto di no
e intendo no.” Lui usava la prospettiva di fare degli acquisti come
una carota agitata davanti a un asino, ma a lei non interessava farsi comprare
dei vestiti.
“Sono piena di vestiti. Non è questo il punto. Devi darmi un
preavviso maggiore di un paio d’ore per questi viaggi. Ci sono dei clienti
che richiedono la mia attenzione e due datori di lavoro che si aspettano che
io faccia la mia parte.”
Viso contratto, William si mise le mani in tasca . nella luce chiara che entrava
dalla finestra , lei vide che era molto stanco. Quell’uomo lavorava
troppo e si ammazzava di fatica.
Addolcì il tono. “Mi piace stare con te , lo sai. Ma siamo tornati
dalla Grecia solo 10 giorni fa…”
“Questo è un viaggio d’affari. Non andremo in yacht”
“Sarà più o meno la stessa cosa. “ commentò
lei. “Ti vedrò solo la sera”. Erano stati una settimana
sul suo yacht in giro per l’Egeo. Mentre gli uomini parlavano d’affari
nel lussuoso salotto, le donne si abbronzavano sul ponte.
c’erano stati molti camerieri , il sole greco, un mare splendido e la
compagnia delle mogli e delle amanti degli altri uomini. Ma il tempo era sprecato,
se non stava a letto con William.
“Per quanto l’idea possa allettarmi, prendermi una settimana senza
preavviso mi metterebbe in difficoltà. Devo finire questo lavoro prima
di incontrarmi con il dottor Wood venerdì”
“Manda Xander”
“Xan è un architetto, non un arredatore. Inoltre è un
mio cliente.” Buffy si alzò e gli mise le braccia intorno al
collo . sebbene riluttante, lui accettò il bacio.
C’era posto in cui William Giles non riusciva a controllarsi, ed era
a letto. Voleva che lui le rispondesse senza resistere . voleva sapere che
almeno in quel campo aveva un potere su di lui. Che poteva farlo sciogliere
tra le sue braccia. Sentì che le sue spalle si ammorbidivano e che
le sue labbra diventavano vive.
Gemette e , dopo una breve pausa , lui l’abbracciò e le infilò
una mano tra i capelli, facendo cadere le mollette sul tavolo. Poi la piegò
all’indietro e le mordicchiò il labbro inferiore.
D’improvviso si raddrizzò e le afferrò i polsi. “Vieni
con me, Buffy”
“No. Mi dispiace deluderti , ma anch’io ho la mia vita. Il mio
lavoro è importante , e quando prendo un impegno con un cliente, lo
mantengo.”
“tu hai preso un impegno. Con me. Che è molto più importante.”
Buffy si liberò dalla sua stretta e gli lanciò uno sguardo gelido.
Lui era freddo come il vento primaverile che scuoteva gli alberi.
“Vedrò questi clienti anche l’anno prossimo e forse quello
successivo. Mentre tra un anno tu non ricorderai nemmeno il mio nome. Sarò
l’amante numero… quello che è”
“Starò via quattordici giorni.” William la scrutò
. Sperava nella sua capitolazione?, si chiese lei.
“Fai buon viaggio”
ci fu un lungo silenzio. “Vorrei che tu arredassi il complesso alberghiero
che sto acquistando a Tokio” Buffy chiuse gli occhi e sospirò.
Il complesso multimilionario di Tokio era una carota molto grossa.
“Preferisco le abitazioni private ai complessi commerciali” rispose,
indurendo il cuore. William non aveva bisogno di lei. Se la voleva a Tokio,
era per motivi egoistici.
In un ‘altra occasione le aveva detto che era una brava padrona di casa
e che si era amalgamata bene con le mogli dei suoi colleghi. Ottimo, ma questa
volta avrebbe dovuto sbrigarsela da solo. “Programmiamo questo viaggio
e io troverò il tempo…”
“Quando ti sarai decisa” la interruppe lui con freddezza “io
avrò già firmato un altro contratto” . si abbottonò
il cappotto e andò alla porta. “Io non prego nessuna donna, amore.
Basta che tu lo dica una volta. Non te lo chiederò di nuovo”
“William!” la porta si chiuse adagio dietro di lui .
“Dannazione!” Buffy ricadde a sedere sulla seggiola. “Dannazione
e dannazione”
William
allontanò le carte che cercava di studiare da tre ore. Accidenti a
lei. Era la sua amante, per Giuda! Che cosa diavolo voleva? Non riusciva a
capirla.
Buffy non si lamentava mai, di solito cercava di compiacerlo e non gli creava
mai dei problemi. Si era abituato a trovarla a casa quando tornava la sera,
a preparare insieme a lei la cena e ad averla nel suo letto.
Mandarla via di notte gli creava un certo disagio. Di solito era lui a lasciare
le donne dopo aver fatto sesso, ma anche se avesse desiderato restare , lei
non gli avrebbe consentito di dormire nella sua casa. Dormire con una donna
implicava un intimità che non desiderava. L’intimità presupponeva
una certa vulnerabilità e la perdita del controllo.
Forse era un bene che la storia con Buffy Summers fosse finita.
William guardò le nuvole che sfilavano oltre il finestrino del suo
727. la cabina pressurizzata era fredda come gli piaceva, ma nell’aria
aleggiava ancora il profumo di Buffy. Lei non era più salita sull’aereo
da dopo il viaggio in Grecia. Il velivolo era stato pulito diverse volte,
tuttavia la sua fragranza restava. Irritato, scrisse una nota all’equipaggio
, ordinando che pulissero l’aereo dopo ogni volo, e premette la penna
con tanta forza che ruppe la carta.
Era stato costretto fin da piccolo a non dipendere affettivamente da nessuno.
Gli riusciva difficile fidarsi di qualcuno , ma desiderava disperatamente
fidarsi di Buffy, in modo da poter abbassare la guardia ogni tanto.
Dagli altoparlanti si diffuse una canzone (Michelle Branch_ Goodbye To you),
la stessa che aveva ballato con Buffy… William posò la testa
contro la spalliera di velluto e sentì che le tempie cominciavano a
martellargli.
Come osava Buffy pensare che le sarebbe bastato schioccare le dita per farlo
correre come un cagnolino ? non aveva bisogno di lei. Lei era troppo…
… sì, i suoi seni erano troppo piccoli…
Non doveva pensare ai suoi seni. Imprecando, William rimpianse di averla conosciuta,
di aver assaporato la sua bocca, di aver sentito il suo corpo snello vibrare
di passione.
Non era diventato milionario facendosi dominare da qualcuno. Era lui che comandava
e gli altri ubbidivano o venivano eliminati. Prendeva decine di decisioni
importanti ogni giorno. Aveva centinaia di dipendenti che consideravano legge
la sua parola. Buffy Summers era pericolosa. Gli ricordava le cose che non
aveva mai avuto.
Erano passate solo 5 ore e già la desiderava . William strinse con
forza i braccioli della poltrona. Si stava lasciando coinvolgere troppo. Non
affettivamente. Ma il suo corpo anelava a quello di lei come a una droga.
Se in passato una delle sue amanti si fosse comportata come si era comportata
Buffy quel giorno, non l’avrebbe vista mai più. Inferno, non
aveva più visto sua madre dopo che lei lo aveva abbandonato da piccolo.
E adesso era molto meno disposto a perdonare. Era nato da due persone insensibili
che avevano avuto la sfortuna di diventare genitori. La gravidanza di sua
madre era stata calcolata con freddezza per incastrare il padre molto ricco
di William. Di 5 mogli era stata l’unica a dargli un figlio. Il matrimonio
era durato 3 anni e lui era stato una pedina nel gioco delle loro vendette.
Nessuno dei 2 voleva un figlio, ma entrambi se lo contendevano. Finchè
lo zio Rupert e l’avvocato di famiglia avevano insistito per mandarlo
in collegio.
Da allora non aveva più visto sua madre. Suo padre era morto di infarto
quando lui aveva 17 anni.
William si raddrizzò e si accese una sigaretta. Al diavolo buffy. Non
valeva la pena di tutta quell’introspezione. Quando diceva ad una amante
di saltare, lei doveva domandargli fino a quale altezza. I suoi occhi corsero
al telefono alla sua sinistra. Poteva chiamarla e concederle un’ultima
possibilità. In quel momento gli sarebbe stato oltremodo scomodo cercare
un’altra compagnia di letto. Con un gesto rabbioso, sollevò la
cornetta.
Ingombrata da due buste della spesa, Buffy riuscì ad aprire la porta
della cucina mentre il telefono suonava. Il cuore le mancò un battito.
William. Posò di corsa le due buste , facendo cadere per terra delle
mele e il contenitore delle uova, ma nell’attimo in cui allungò
la mano sul ricevitore , gli squilli cessarono.
Lo sollevò lo stesso e se lo premette sul petto. Il cuore le batteva
troppo forte per la breve corsa che aveva fatto…
Maggio
In
quelle 3 settimane William non l’aveva mai chiamata. C’erano state
molte persone che avevano riappeso senza lasciare un messaggio, ma Buffy sapeva
che William avrebbe sempre avuto qualcosa da lasciarle detto. Quelle telefonate
interrotte erano solo delle coincidenze.
L’assenza di William era intollerabile. Ancora una volta i giorni fecondi
erano passati mentre lui non c’era. Accidenti a lui. Se non altro avrebbe
potuto chiamarla. Era via da più tempo del previsto.
L’enorme cancello di ferrò si aprì, e lei spinse la sua
macchina lungo il viale pavimentato che portava alla villa. La casa di William
era un edificio a due piani in stile Tudor circondato da sei acri di terreno
a sud di Beverly Hills. Oltre il muro che delimitava la proprietà ,
un lungo viale tagliava una distesa di prati verdi cosparsi di aiuole traboccanti
di fiori.
Quel mattino, la segretaria di William le aveva telefonato per fissarle un
appuntamento per quella sera alle 7 . Tipico di William. Era ancora arrabbiato
perché non era andata con lui. Non intendeva dirgli che aveva avuto
la tentazione di prendere un aereo e fargli una sorpresa.
Cominciava a disperarsi. Forse non avrebbe dovuto limitare i loro incontri
sessuali ai giorni fertili. Forse doveva seguire gli impulsi del suo corpo
e fare l’amore più spesso.
Parcheggiò accanto a un’aiuola di tulipani e , quando scese dalla
macchina , una brezza leggera le sollevò l’orlo del vestito.

mentre
saliva la scala che portava al massiccio portone, il vento le arruffò
i lunghi capelli. Rabbrividì. L’aria primaverile era fresca sulla
sua pelle nuda e faceva danzare i lunghi orecchini che portava alle orecchie.
La porta era socchiusa. Sfregandosi le braccia, entrò nell’atrio
dal pavimento di marmo italiano bianco e grigio. Era stata lì tante
volte che conosceva a memoria la casa. Le sarebbe piaciuto arredarla con altri
colori, terra di Siena e rosso, e togliere le pesanti tende di velluto per
far entrare il sole e riscaldare l’ambiente e l’uomo che abitava
lì.
I suoi tacchi ticchettarono sul pavimento di marmo, poi si smorzarono sulla
moquette del salotto.
William era alla finestra e guardava il roseto, sempre con la sua cara sigaretta
tra le labbra. A parte aver abbassato la tenda, lui non mostrava di essersi
accorto del suo arrivo.
“Sono qui” annunciò Buffy, buttando la borsetta sul divano
di broccato bianco e andandogli alle spalle.
William non si voltò e lei gli fece scivolare le braccia intorno alla
vita. “Com’è andato il viaggio?!” domandò
, posandogli la guancia sulla sua schiena.
“Utile” prendendo una boccata di fumo.
“sei riuscito a riposarti?”
“Non sono un bambino. Conosco i miei limiti”
“Non è vero.” Replicò Buffy , sentendo che i muscoli
del suo stomaco si contraevano. “Non ti fermi mai. Un giorno dovresti
giocare a campana con me e annusare le rose.”
“Te l’ho proposto e tu hai rifiutato”
“In Giappone?” Buffy cercò di farlo voltare , ma lui rimase
immobile come una roccia. “Tokio non sarebbe stato il posto adatto.
Con tutta probabilità , hai lavorato 18 ore al giorno. Se fossi venuta
con te, avrei dovuto andare in giro da sola e aspettarti in albergo la sera.
Saliamo. Ti aiuterò a rilassarti “ mentre parlava , gli accarezzò
lo stomaco e gli diede dei piccoli baci sulla schiena.
“L’unica cosa che hai in mente è il sesso?” domandò
lui.
Buffy emise una risata incredula. “Senti chi parla”
“Siamo stati lontani 3 settimane e tu pensi solo ad andare di sopra
e fare sesso?”
Il sorriso di Buffy svanì all’istante. “Buon Dio , dici
sul serio? Credi che non capisca che sei stanco? Volevo solo aiutarti a rilassarti
. questo non significa fare l’amore” gli disse togliendogli la
sigaretta e spegnendola nel posacenere.
“Fare sesso”
“fare l’amore , dannazione! Mi sei mancato più di quanto
tu possa immaginare e questo non ha niente a che vedere con il sesso”
Oh , Dio, da dove le erano venute quelle parole? Si chiese lei spaventata.
“Non voglio che mi ami”
“lo so” Sto cercando di non farlo.
“Io non ti amerò mai. L’amore non è quella meraviglia
di cui si parla. Ti acceca, ti priva dell’orgoglio e della forza e non
ti dà niente in cambio”
“Tu sei più esperto. Ti crederò sulla parola. Ma ho sentito
la mancanza delle tue braccia. Voltati e baciami, ti prego”
William si voltò adagio e le passò un dito lungo il contorno
del viso. Il suo gesto era molto tenero in confronto alla durezza del suo
sguardo.
“Ti sono mancato, Buffy?”
“Sì, molto”
lui s’infilò una mano in tasca e tirò fuori un sacchettino
di carta con manici dorati. “Questo è per te”
Buffy scosse la testa. “Ti ho detto che non voglio che mi fai dei regali.
Mi fai sentire… in vendita!”
William le accarezzò il viso con il dorso della mano.
“Tu non sei in vendita,Buffy, vero?”
“Starò con te finchè entrambi lo desideriamo, ma non mi
farò comprare”
“Apri quel dannato sacchetto. Non è una gran cosa”
non le importava niente del regalo. Perché William non la baciava?
Voleva punirla perché non era andata con lui?
Con espressione assente, prese il sacchetto e tirò fuori una scatolina
di quarzo, grande come il suo palmo, ricoperta di pelle. Era un oggetto delicato,
femminile e diverso da tutti quelli che le aveva dato.
“E’ deliziosa…” mormorò “Grazie…”
“Aprila”
Buffy sollevò il coperchio e dentro , su un tappeto di seta rosa, c’erano
due sfere verdi. Ne prese in mano una e vide che si muoveva.
“Che cosa sono?” domandò . flettè il palmo e la
pallina rotolò sulla sua mano.
“Palle Benwa. Se le inserisci nella vagina, ti daranno degli orgasmi
continui quando io non ci sono”
Buffy fece una smorfia. “Un po’ stancante. Credo che rinuncerò”
“Queste palle sono state fatte a mano più di mille anni fa.”
William le prese e gliele mostrò “Dammi la mano. Vedi come si
muovono? Sono state pensate con cura e non possono stare ferme. Sono fatte
con la giada trovata a Myanmar, a Burma. Questa giada particolare è
chiamata muschio nella neve. Vedi quelle piccole macchie scure? Si dice che
abbiano dei poteri magici”
“Ma queste palline hanno più di 1000 anni, chissà quante
donne le avranno usate. Grazie del regalo, ma ci rinuncio” replicò
lei, sorridendo.
William mise le palline nella scatola, la chiuse e se le infilò in
tasca.
“Non sono porose e sono state sterilizzate. Pensi che ti darei una cosa
che potrebbe farti male?”
“No. Preferisco avere , però , l’originale”
“Sali di sopra e aspettami” ordinò lui “Devo fare
delle telefonate”
Buffy lo fissò un attimo, poi ruotò sui tacchi e lasciò
la stanza.
William imprecò fra i denti. Avrebbe potuto portarle dei brillanti.
Le erano piaciuti gli orecchini a S. Valentino. Le palle Benwa erano troppo
personali, troppo intime. Nell’acquistarle aveva pensato al suo piacere.quelle
antichità valevano un patrimonio e lei le aveva liquidate come se fossero
state dei cracker. Aveva visto la sua delusione quando aveva aperto la scatola.
Si era aspettata un gioiello. Qualcosa da portare e da far vedere. Dannazione.
A dodici anni aveva regalato a sua madre una giacca di pelle rossa che gli
era costata la sua paga mensile e ore di ricerca. Il ricordo della sua risata
gli eccheggiava ancora nelle orecchie. Il colore non si accordava con la sua
epidermide e lui non sapeva che desiderava una giacca di volpe?
Sua madre aveva restituito la giacca e si era tenuta i soldi. L’espressione
di Buffy lo aveva raggelato come allora. L’aveva vista entrare nella
stanza , la sua figura colorata riflessa nello specchio barocco sul muro accanto
a lui e aveva chiuso gli occhi. Se si fosse voltato in quel momento , si sarebbe
reso ridicolo. L’avrebbe stretta fino a soffocarla e avrebbe aspirato
il suo profumo.
Che cosa diavolo era? Non poteva essere solo sesso. Il sapore di Buffy , il
tocco delle sue mani … non gli importava dove lei lo toccava. Se era
un gesto sessuale o no. Voleva le sue mani su di sé.
Si era appena reso conto che , prima di conoscerla, quelli che lo avevano
toccato lo avevano fatto per necessità, per fare sesso o per caso.
Chi poteva immaginare che un tocco potesse diventare tanto intossicante? Quando
era con Buffy, si sentiva inetto e insicuro come la volta in cui aveva cercato
di abbracciare sua madre senza piagnucolare come un neonato.
Gli riusciva semplice esprimersi con il sesso. Il sesso era immediato e non
aveva significati nascosti. Il suo insaziabile desiderio di Buffy lo testimoniava.
Che cosa? Il semplice desiderio fisico non poteva descrivere quello che sentiva
per la donna indisponente che lo aspettava di sopra. Non capiva perché
da quando la conosceva , fosse sempre in preda a un tumulto di emozioni. Guardò
l’orologio. Erano passati 11 minuti . imponendosi di andare piano ,
si diresse verso la scala e , mentre saliva, ricordò di averla accusata
di pensare solo al sesso. Diavolo, era lui a non pensare ad altro. In camera
da letto era accesa solo la lampada sul comodino e la stanza era vuota. A
un tratto udì l’acqua scorrere nella vasca. Lui e Buffy non avevano
mai fatto il bagno insieme. Malgrado la stanchezza che gli appesantiva le
membra, la immaginò immergersi nella schiuma e si eccitò. Buffy
era ancora vestita. Si era seduta sul gradino che circondava la vasca e controllava
la temperatura dell’acqua.
“Non sei nuda” l’apostrofò con più asprezza
di quanto intendesse.
“Non ancora” replicò lei, andandogli vicino e allargandogli
la cravatta.
“Che fai?”
Buffy si fermò e gli posò una mano sulla guancia.
“Ti stai comportando molto male”mormorò dandogli un bacio
sulle labbra “So che sei stanco. Non parlare, va bene?”
William premette la fronte contro la sua. “Dannazione, Buffy, che cosa
mi fai?
“Anche se ti comporti male, questa notte sarò solo un amica per
te” spiegò lei, svestendolo. “Più vicini siamo e
più tu mi respingi. A volte mi respingi con tanta forza da farmi male.
Così questa notte saremo solo amici.”
William le prese il viso tra le mani, chiuse gli occhi come se soffrisse,
poi li riaprì e sorrise “Che farà la mia amica quando
vedrà quanto sono eccitato?”
Lei sorrise “Non preoccuparti..”
“Le scarpe si tolgono prima dei pantaloni, passerotto” le fece
notare , ridendo, mentre le infilava le dita tra i capelli. “Alzati”
Buffy si sollevò adagio e gli lanciò uno sguardo interrogativo.
“So di non rispondere sempre nel modo appropriato “ mormorò
lui “Ma non potremmo essere amici dopo? Ho bisogno di te subito. E’
passato troppo tempo”
mentre parlava la svestì. Sotto l’abito lei non portava niente.
Gemendo, le premette le labbra con le sue e lei spalancò la bocca.
Caddero sul tappeto e Buffy gli si mise sopra. “Questa notte comando
io. Sta fermo e lasciami fare. Allarga le braccia e non toccarmi” ordinò.
“Dimmi quello che vuoi e io lo farò”
“Voglio baciarti i seni”
lei si chinò e i suoi lunghi capelli caddero in avanti, avvolgendoli
in una fitta cortina. William prese in bocca un capezzolo e lo succhiò.
“Sdraiati su di me” pregò con voce irriconoscibile. “Prima
baciami” sussurrò Buffy “Baciami come se avessi sete e
io fossi acqua”. Dischiuse le labbra e lui le permise di prendere l’iniziativa.
Lei gli sfiorò la bocca e l’assaporò con la punta della
lingua.
“Sto morendo di sete , dolcezza”.
Ridendo , Buffy piegò la testa da un lato e gli infilò le dita
tra i capelli. Poi lo baciò con passione selvaggia, intrecciando la
lingua con la sua e rubandogli il respiro.
Quando sollevò la testa , erano entrambi senza fiato. Lei lo guardò
intensamente, poi scivolò in basso. William lasciò cadere la
testa e chiuse gli occhi. Mentre la chioma serica di lei gli accarezzava lo
stomaco, il ventre… Ah , cielo. Buffy s’inginocchiò tra
le sue gambe e , guardandolo, cominciò a lambire con la lingua la sua
virilità.
Delicatamente lo leccò, scorrendo lungo la sua eccitazione e chiudendo
le dita intorno alla base. William gemette e artigliò il tappeto.
.Buffy.
Le sue labbra si muovevano come se lo avessero fatto mille volte. William
sollevò le spalle e d emise un grido ferale di piacere.
Quando ricominciò a respirare, la tirò su di sé.
“Non è stato bello?” domandò lei.
“Troppo bello” William le accarezzò il ventre. La desiderava
ancora. “Sopra o sotto?” le chiese.
“Sopra” decise Buffy e lo guidò dentro di sé.
Capitolo 6
Mentre finiva di vestirsi per il ricevimento, Buffy guardò l’orologio. Per una volta sarebbe stata pronta quando William fosse arrivato.

Scese nello studio per dare gli ultimi ritocchi al progetto su cui aveva lavorato
diverse settimane.
Benché Xander e Oz fossero dei buoni amici, erano anche i suoi datori
di lavoro e in quegli ultimi tempi lei non si era guadagnata lo stipendio
che percepiva. Alzarsi alle 3 di notte e poi alzarsi di nuovo alle 7 per recarsi
al lavoro, cominciava ad incidere sul suo rendimento.
Passava quasi tutte le notti insieme a lui e alle 3 del mattino tornava a
casa da sola. Era assurdo svegliare l’autista per farsi accompagnare.
Inoltre, se aveva voglia di piangere, volva farlo in solitudine. Da 5 mesi
era l’amante di William e ancora non era rimasta incinta. Sospirando,
gettò da un lato il calendario e il termometro. Se non aspettava un
bambino non era per mancanza di entusiasmo. William sembrava incapace di saziarsi
di lei e lei aveva paura di analizzarsi per capire che cosa le stesse succedendo.
“Che cosa devo fare?” si domandò, torcendosi le mani. Non
doveva arrendersi. Aveva ancora sei mesi a disposizione. Solo non aveva previsto
che ci sarebbe voluto tanto tempo.
“Conosci bene i fidanzati che dobbiamo festeggiare?” domandò
Buffy mentre salivano in ascensore.
“Riley lavora per me, ma non ho mai visto Amy”
appena le porte della cabina si chiusero, William le andò vicino. “Dio
come sei bella!”
Buffy gli premette le mani sul petto e controllò i numeri che si accendevano
sulla porta. “Comportati bene”
“Mi fa impazzire, signorina Summers” mormorò lui, posandole
una mano sulla nuca. “Che cosa succederebbe se facessi… così…?”
lui le insinuò un dito nella scollatura, per scoprire ancora di più
i seni, indugiando lo sguardo, con un mezzo sorriso stampato in volto.
Allarmata, Buffy lo respinse. “Mi stai sgualcendo il vestito”
lo ammonì , grata che il ricevimento si tenesse nell’attico del
21° piano e che loro fossero soli dentro l’ascensore. Non era sicura
che avrebbe avuto la forza di fermarlo.
“Saresti comunque troppo bella!” replicò William, baciandole
il collo e schiacciandola contro la parete dell’ascensore. Era stato
3 giorni a New York e quella sera era tornato in tempo per cambiarsi e passarla
a prendere.
“Abbiamo 40 secondi prima che le porte si aprano e , come vedi, io ne
sto approfittando”
“Vorrei che fossimo rimasti a casa” mormorò lei, facendo
aleggiare le ciglia.
William scoppiò a ridere. “Per essere una ragazza intelligente,
sai imitare bene le svampite”
“Ehi!” protestò lei “Stavo civettando”
“Stavi cercando dei guai” William abbassò la testa e la
baciò. Lei gli infilò le mani dentro la giacca e gli accarezzò
la schiena. Il bacio si approfondì e i loro corpi s’incollarono,
cercando un contatto intimo. Poi lui sollevò la testa. “Ancora
un assaggio prima che le porte si aprano” mormorò.
“Ti piace vivere pericolosamente, signor Giles?” domandò
Buffy. Sentiva che lui la desiderava dal suo modo di baciarla e dalla sua
eccitazione.
L’ascensore si fermò e le porte si aprirono. William si staccò
da lei e, con il pollice, le tolse dalle labbra il rossetto sbavato.
Una decina di persone allegre irruppe nell’ascensore, colmandolo dell’odore
di cosmetici e di profumi. Buffy si avvicinò a William e lui la spinse
nell’angolo.
“Aspettate!” gridò qualcuno.
William le infilò una mano sotto la gonna e le toccò le cosce.
Buffy gli afferrò il polso e cercò di spingerlo via.
“Grazie” mormorarono 3 persone, entrando.
Che cosa pensi di fare? Domandarono gli occhi di Buffy mentre William insinuava
le dita sotto l’elastico delle mutandine. Lui le rivolse uno sguardo
innocente e cominciò ad accarezzarla.
“Smettila!” sussurrò lei.
Le persone dentro l’ascensore chiacchieravano e ridevano. Voltato verso
di lei, William si chinò leggermente e iniziò a toccarla intimamente.
Le ginocchia le si piegarono. Lui mise un piede tra i suoi e glieli allargò
con dolcezza.
Buffy si prese il labbro inferiore tra i denti, poi chiuse gli occhi, sentendo
che il dito affondava sempre di più.
Oh mio Dio!
Sarebbe bastato che una persona si voltasse e…
Un secondo dito si unì al primo e il pollice prese ad accarezzarla
con maestria. I suoi muscoli interni si contrassero e il suo corpo cominciò
a tremare. Com’era possibile che tutta la quella gente non si accorgesse
di quello che lui le stava facendo?
William muoveva le dita in fretta. Sempre più in fretta.
Buffy raggiunse l’orgasmo di colpo e baciò le labbra di William
con possessività per non gridare.
Intorno a loro, gli altri continuavano a chiacchierare e a ridere.
William ritirò la mano e lei guardò i numeri luminosi. 17°
piano.
La mano tornò a toccarla. Oh no. Tra poco le porte si sarebbero spalancate
e lei non voleva che tutti la vedessero con la gonna sollevata e la mano di
William dentro le mutandine.
Qualcosa di freddo le rotolò tra le gambe. Sentì un peso dentro
e automaticamente contrasse i muscoli..
“Che cosa…?” sussurrò
“Shhhh…” con sguardo malandrino, lui sorrise.
Un campanello suonò e le porte si aprirono. Tutti si precipitarono
fuori, lasciandoli soli.
William le offrì la mano e Buffy uscì. Oh mio Dio. Le palline
Benwa si muovevano dentro di lei. Inciampò e dovette aggrapparsi a
lui per non cadere.
“me la pagherai per questo, William” sibilò.
Sorridendo, lui la guidò verso la porta spalancata dell’attico.
“Devi imparare a controllare i muscoli. Puoi farcela”
“E’ facile, per te, dirlo. Non sei tu quello che cammina come
una papera.”
“Io zoppico. Sono settantadue ore che non ti vedo. Mi sei mancata”
il lampo di una macchina fotografica accecò Buffy , che cominciò
a ridere. “Oh no, ci sono i paparazzi. Che cosa succederà se
queste dannate palline dovessero cadere e rotolare sul pavimento?”
“Non succederà” William le strinse la mano. “Tutti
vedranno la tua fotografia e vorranno averti”
“Dovrò dire che sono impegnata fino a dicembre”
Buffy si guardò intorno, tentando di non pensare a quello che le succedeva
dentro. Quelle palline le davano sensazioni strane. Più camminava,
più loro si muovevano e la eccitavano.
“Vigliacco” sibilò, mentre un brivido delizioso le correva
lungo la spina dorsale.
Lui sorrise. “Mi ringrazierai dopo”
Le palle si spostarono e Buffy strinse i muscoli.
Nella sala c’erano alcuni suoi clienti e altre persone che conosceva.
Voltandosi verso William, vide che il suo umore era cambiato. Era diventato
di nuovo William il sanguinario.
“Qual è la coppia di fidanzati?” gli domandò.
“Quella in piedi vicino alla scultura di ghiaccio” rispose lui,
stringendola con forza al suo fianco.
“La mora vestita d’azzurro e quel giovanotto alto?” Buffy
osservò la coppia che gesticolava con rabbia , ignara della gente che
la circondava. Nel clamore era impossibile udire quello che dicevano.
“Quella è una foto che metterei nel dizionario sotto la parola
divorzio!”
“Non sono ancora sposati” obiettò Buffy.
“No, ma non durerà a lungo, se già adesso litigano in
pubblico in quel modo”
“Non tutti i matrimoni finiscono con un divorzio”
“Solo più del 50%”
“Ciò significa che almeno 50 sono felici”
William le diede un buffetto sulla guancia. “La teoria del bicchiere
mezzo pieno?”
“Per me funziona”
“Dipende dai punti di vista.” William le accarezzò il viso.
“Adesso berremo un po’ del loro ottimo champagne, poi andremo
a casa. Ti va l’idea?”
Buffy annuì. “Preferirei avere te dentro di me, piuttosto che
queste palline vecchie di mille anni.”
“Lo preferirei anch’io”
Buffy guardò i tavoli apparecchiati elegantemente e le sculture di
ghiaccio che li sovrastavano.
“Il cibo sembra buono. Che ne dici di mangiare qualcosa prima di fare
le nostre congratulazioni e andare via?”
“Intelligente quanto bella. E’ molto insolito…. Dannazione.”
Buffy seguì il suo sguardo e vide una donna con i capelli biondi puntare
verso di loro. La sua foto era apparsa accanto a William durante tutto l’anno
precedente.
“Stammi vicino” sussurrò “Ti proteggerò”
“Potremmo risparmiare tempo. Tu vai a felicitarti con Riley e Amy e
io parlerò con Harmony”
Buffy gli lanciò uno sguardo di rimprovero mentre la donna arrivava
vicino a loro. “Salve, Harmony”
Buffy le rivolse un sorriso e fece un passo avanti “Io sono Buffy Summers”
William la tirò indietro e la tenne stretta.
Harmony socchiuse gli occhi chiari “Ci conosciamo?”
“No” rispose Buffy con gentilezza. “Ma l’ho riconosciuta
dalle belle fotografie apparse su Vogue a dicembre. Immagino che voglia parlare
in privato con William, perciò me ne vado…”
“Può anche ascoltare” la voce di Harmony vibrava di ostilità.
William il sanguinario emanava ondate di gelo. “Dì quello che
devi dire e vattene, Harmony”
“Sono incinta” dichiarò la donna a voce alta. In effetti
il suo abito poteva nascondere una gravidanza iniziale.
Buffy avvampò di rabbia. Come osava quella donna aspettare un figlio
di William? Poi il dolore la sopraffece. Harmony era incinta. Non era giusto,
dannazione!
William si era stampato sulle labbra un sorriso acido. “Congratulazioni!
Chi è il padre?”
“Sei tu , bastardo!” sibilò la donna con una malcelata
calma. “Che cosa pensi di fare in proposito?”
“Per prima cosa le chiedo di abbassare la voce” s’intromise
Buffy , odiando entrambi. “A meno che non vogliate far sapere a tutti
i fatti vostri. Riley e Amy hanno invitato una marea di giornalisti, per cui
sorrida e si comporti come una signora”
William la guardò come se le fosse spuntata un’altra testa, poi
si voltò verso la sua ex amante:”Ci hai messo molto tempo a comunicarmi
questa notizia, Harmony” dichiarò “Eri molto svelta ad
estorcermi dei soldi”
“Ho parlato con i tuoi avvocati” sibilò Harmony, le guance
in fiamme.
“Saggia idea.” William mise un braccio intorno alla vita di Buffy.
“Presumo che ti abbiano detto che esigeranno la prova del DNA”
“Mi rifiuto di fare del male al mio bambino perché tu non mi
credi” replicò Harmony in tono caustico.
“Il test del DNA si può fare a venti settimane senza nuocere
al feto. Sono certo che Wesley te lo ha detto”
“Questa è una conversazione privata” dichiarò Buffy
a quel punto. “Ti aspetto al bar” poi si allontanò con
le spalle erette, come se il mondo non le fosse crollato addosso.
La sua schiena era ancora rigida quando William la raggiunse qualche minuto
dopo. Era sola e stava guardando uno dei quadri da incubo di Riley.
“Andiamo” William le posò una mano sulla schiena e la spinse
avanti.
“Prima salutiamo i nostri ospiti”
“Riesci a camminare bene?”
“Le ho tolte” sussurrò lei “ Non mi piace se non
sei tu”
mentre scendevano in ascensore, William non disse una parola. I paparazzi
avevano scattato decine di fotografie a loro tre e di certo Buffy lo avrebbe
tempestato di domande. Diavolo, se voleva sapere quello che lui e Harmony
si erano detti, le sarebbe bastato leggere i giornali del mattino seguente.
Mentre guidava, Buffy gli posò la testa sulla spalla. Ovvio che non
intendeva respingerlo, pensò lui con amarezza. Mirava anche lei ai
suoi soldi. Che diavolo, doveva resistere ancora qualche mese, poi sarebbe
stata libera…
Guardando fisso davanti a sé, uscì dal garage.
“Mentiva…”
“Lo so”
William la scrutò. La luce dei lampioni le batteva sul viso. “Hai
sentito quello che le ho detto?”
Buffy sbadigliò. “Sì. Il bambino non è tuo”
“Come fai a saperlo?” invece di essere preoccupata, lei sembrava
assonnata.
“Lo hai detto tu”
“E tu mi credi?”
“Certo. Sei un uomo di parola. Se dici che il bambino non è tuo,
non lo è”
William la fissò. Non c’erano dubbi, lei gli credeva . senza
se e senza ma. In modo inequivocabile.
Un’ondata di emozioni gli si riversò addosso. Incredulità,
sollievo e qualcosa di così forte che non riuscì a crederci.
Buffy gli strofinò il viso contro il braccio e chiuse gli occhi. “Per
curiosità.che cosa avresti fatto se fosse stata incinta?”
“Grazie al cielo, oggigiorno questo si può dimostrare.”
“Ma se…”
“Vuole solo incastrarmi”
“Tenta di ricattarti?” domandò Buffy, fremendo di indignazione.
“penserà Wesley a lei” la rassicurò William.
“Se non lo farà lui, lo farò io” dichiarò
Buffy con fermezza. Poi gli si rannicchiò accanto e gli mise un braccio
intorno alla vita per sorreggersi mentre Ethan faceva una curva.
“Vorrei…”
“Che cosa vorresti , Buffy?”
la sentì sospirare e vide che aveva chiuso gli occhi. “Vorrei
una bambina. Le metterei dei bei vestitini e la curerei, non permetterei che
avesse fame o paura.” Buffy nascose uno sbadiglio. “ Ma soprattutto
l’amerei”
William sentì una fitta nel petto. Buffy non si rendeva conto di quello
che aveva detto. Lui aveva sofferto per il disinteresse di sua madre, ma se
non altro aveva avuto intorno delle persone che lo avevano accudito, nutrito
, vestito. Non aveva mai patito il freddo, la fame , la paura.
Da piccola , invece, Buffy aveva sofferto la fame e aveva avuto paura. Non
aveva mai avuto la certezza che sua madre sarebbe tornata a casa. Wesley diceva
che sua madre era stata denunciata molte volte. Dov’era andata Buffy
mentre la madre era in prigione? Com’era possibile che una bambina che
non aveva mai conosciuto la sicurezza fosse diventata una donna così
piena di fiducia nel prossimo?
Di fondo, lui era un solitario. Non aveva molti amici e non aveva mai conosciuto
una donna che si fidasse tanto di lui, che lo capisse bene come lei. Era un
esperienza nuova e lui l’assaporò con un senso di profonda sorpresa.
Buffy si era addormentata, la testa posata sulla sua spalla, le labbra socchiuse.
Diavolo, pensò William , sentendo la voglia di ridere. Buffy credeva
in lui.
Sospirando, posò la testa sulla spalliera del sedile e chiuse gli occhi.
Poco prima, quando lei aveva detto in tono casuale che sarebbe stata impegnata
fino a dicembre , si era imbestialito. Lo indisponeva il fatto che si mostrasse
tanto contenta della temporaneità del loro accordo.
Mentre il cancello si apriva, ricordò la conversazione che aveva avuto
con il suo avvocato prima di andare a New York. A quanto pareva , sua moglie
voleva più soldi. Le sole volte che aveva sue notizie erano quando
lei contattava Wesley per farsi aumentare l’assegno. Era un piccolo
prezzo da pagare per una moglie invisibile.
“Cristo, Wesley” aveva protestato “sta cercando di prosciugarmi?”
serio in viso, Wesley gli aveva dato un foglio perché lo firmasse.
“Non direi. Ogni anno concedi un aumento ai tuoi dipendenti. Perché
non a tua moglie?”
“Le sto dando tanti soldi da mantenere un intero paese”
comunque lei gli era stata utile e lui le aveva fatto una promessa. “Va
bene, Wesley. Dalle quello che vuole.”
William portò Buffy su per le scale senza disturbare il suo sonno.
Si sarebbe svegliata presto.
Per tutta la settimana , William non aveva nominato Harmony Owen . era stato
più serio del solito e Buffy aveva avuto l’impressione che la
studiasse con un’intensità sconcertante.
Alcuni giorni dopo il ricevimento, lui la chiamò a metà giornata
per dirle di fare la valigia. Voleva andare ad Aspen per passarvi un lungo
finesettimana.
Buffy mordicchiò il cappuccio della penna.
“Quante camere da letto ci sono nel tuo cottage?”
“Una “ William parve divertito “Di quante stanze abbiamo
bisogno?”
“Dipende se dovrò alzarmi alle tre del mattino” rispose
lei con cautela.
William esitò un attimo prima di rispondere.
“Getterò la sveglia per tutto il finesettimana”
Lei rise. “A che ora vieni a prendermi??”…
Volarono
ad Aspen con il Lear di William per fare più in fretta e , quando arrivarono
, trovarono ad attenderli una scintillante Range Rover.
Il cottage, annidato in una piccola altura tra le montagne, era costruito
in legno di cedro e aveva una parete di vetro che si affacciava sulla sponda
del lago. La camera da letto ampia e comoda dava su un terrazzo naturale,
mentre il salotto e la cucina guardavano il lago.
William portò le valigie in camera da letto e tornò in cucina
per fare uno spuntino. “Lo sai qual è la tua qualità migliore?”
le domandò, mordicchiandole il collo.
“Quale?” Buffy gli passò le dita tra i capelli e gli baciò
il mento.
“Non mi chiedi mai niente”
c’è una sola cosa che desidero e tu non sei capace darmela, pensò
lei, sollevando il viso.
“In realtà c’è una cosa che desidero” rispose
in tono scherzoso.
“Santo cielo, tesoro, sei insaziabile”
“Non posso farci niente” Buffy fece aleggiare le ciglia. “Credo…credo
che sia la cosa che mi piacerebbe di più al mondo”
“Prendimi,sono tuo” dichiarò lui con enfasi. Poi socchiuse
li occhi “Che cosa ti piacerebbe?”
“Giocare d’azzardo”
Buffy si sollevò sulla punta dei piedi e lo abbracciò, lieta
di vederlo sorridente e rilassato. “Possiamo, eh?”
William acconsentì, ridendo. Andarono sui campi da sci, a circa qualche
km dal cottage. Fu un esperienza molto piacevole. Buffy non riusciva a fermarsi
nemmeno un secondo, sempre con il suo bellissimo sorriso; non faceva altro
che giocare con la neve come se fosse una bambina.
“Che cosa stai facendo lì, pigrone, cos’è non riesci
a raggiungermi??? “ disse Buffy ridendo.
“Dammi solo un secondo e poi… “ disse William con il fiatone
“vedrai come ti faccio passare la voglia di ridere!! Mi supplicherai
il perdono..!!!”
Correre. Probabilmente nel vocabolario di William era stata completamente
cancellata questa parola. Sì , qualche volta, nei suoi momenti liberi,
gli capitava di fare jogging per mantenersi in forma , ma correre così
come un ragazzino dietro ad una ragazza senza ritegno.. bè, questa
era davvero una novità. Buffy si riparò dietro un albero completamente
esausta. Dove diavolo è finito, William? Pensò , affacciandosi
da una parte.
“Boo!!”
Qualcosa la trascinò sulla neve… aprendo gli occhi si accorse
che William era proprio sopra di lei che le teneva i polsi sopra la testa.
“Allora??? Sei mia adesso, Che cos hai da dire!!!”
“Ma come hai… “ Buffy non riuscì a finire la frase
che William si impadronì delle sue labbra.
Il suo corpo cominciò a reagire alla vicinanza di William, con un gemito
si sciolse dalla presa e gli circondò il collo con le braccia avvicinandolo
ancora di più .
“Oh Buffy…” William cominciò ad armeggiare con la
giacca di Buffy quando qualcosa di freddo gli colpì il volto. Lei gli
aveva appena tirato una palla di neve in faccia.
“Per i tuoi bollenti spiriti!!!” gli disse lei senza smettere
di ridere. William sospirò e le prese con forza di nuovo i polsi, riprendendo
il controllo su di lei
“tu non sai con chi hai a che fare..!!” gli sussurrò con
tono malandrino.
Ed è così che ebbe inizio una vera e propria BATTAGLIA DI NEVE!!
“Toglimi
una curiosità” esordì lui, mentre aspettavano un piatto
di spaghetti. “Come hai fatto a convincermi ad aiutarti a costruire
quel “Mostro”?”
“Non è affatto un mostro… è il pupazzo di neve più
carino che abbia mai fatto… solo… un po’ …storto”
gli rispose Buffy “E comunque se tu non ti fossi appoggiato sulla sua
testa, lui non si sarebbe rotto ..”
“L’ho fatto perché tu eri dall’altra parte e avevo
voglia di baciarti… pensavo fosse più resistente!”
“William la neve non è..” Buffy si bloccò alla vista
di un bimbetto che cercava di salire sul seggiolone del suo fratellino.
William si voltò per vedere a chi stesse sorridendo. Non aveva mai
visto quell’espressione sul suo viso.
“Adoro i bambini e tu?”
“Non lo so. Probabilmente no.” William distese il tovagliolo sulle
ginocchia. “I soli che ho avuto intorno mi sono sembrati… disorganizzati”
Buffy scoppiò a ridere “Disorganizzati?” ripetè.
“Certo che lo sono. Devono imparare tutto. Anche tu eri disorganizzato
da piccolo.”
William pensò che se avesse potuto imbottigliare quella risata avrebbe
quadruplicato il suo patrimonio.
“In realtà non lo ero” replicò, spostando gli spaghetti
poco appetitosi nel piatto. “Ero un bambino disciplinato, rispettoso
e ben organizzato”
gli occhi di lei divennero liquidi e il suo sorriso morì.
“Maledizione, non metterti a piangere “
William si protese in avanti e le tolse una macchia di mascara sotto la palpebra.
“Hai avuto una vita infelice. Vorrei potervi rimediare in qualche modo”
“la mia infanzia è stata più che accettabile, Buffy. Non
drammatizzare”
“Tua madre era una strega”
lui sorrise. “Non lo metto in discussione. Hai finito di ammucchiare
da un lato quella poltiglia disgustosa? Voglio andare da qualche parte a mangiare
un vero pasto. Dopo ti porterò in un luogo di iniquità dove
potrai sperperare i miei soldi”
ma l’entusiasmo l’aveva abbandonata e Buffy, dopo aver fatto due
mani di Blackjack , puntando i suoi soldi, dichiarò che voleva tornare
a casa.
“Che ne dici di fare una passeggiata?” propose lui, dopo aver
parcheggiato la macchina sotto una tettoia. Lei gli rispose con un cenno di
assenso.
“Vado a cambiarmi” disse lui, mentre Buffy si precipitò
a spalancare tutte le finestre per far entrare l’aria profumata e il
sole.
“Adoro questa casa” affermò poco dopo, lasciandosi cadere
sul letto mentre lui si cambiava. “Se avrò mai una casa per le
vacanze, la vorrò come questa. Lontano dal frastuono della città.
Qui l’aria profuma di pini. Si può andare in barca, a pesca,
al casinò..”
“Buffy?”
“Mmmh…?”
“Puoi aiutarmi con questi?” domandò lui , cercando invano
di allacciarsi i bottoni dei jeans.
Un sorriso malizioso le curvò le labbra. “Alludi ai calzoni o
alla tua eccitazione?”
William si chinò e posò le mani ai lati della sua testa. “Tu
che cosa pensi?” chiese con voce roca.
Buffy gli diede un piccolo bacio e poi lo respinse.
“Penso che la tua è una buona scusa per farti toccare ma…
dopo la passeggiata”
“toccali e non sarò più in grado di camminare”
ignorando il suo avvertimento, lei gli allacciò i bottoni di metallo,
poi lo prese per mano e lo condusse fuori.
“Cammina shiavo”
(sottofondo… Ronan Keating This is your song”)
camminarono lungo il lago, mano nella mano. Il sole stava tramontando e una
nebbia leggera aleggiava sull’acqua. Nell’aria c’era una
sensazione d’attesa quando le prime stelle si accesero nel velluto del
cielo.
A un tratto, William si fermò e la strinse tra le braccia. Buffy gli
prese il viso tra le mani e gli abbassò la testa. “Non giocare
con me, signore” lo avvertì, baciandolo con ardore e poi fissandolo
intensamente.
“Sento la tua mente lavorare” mormorò lui, incuriosito
dal suo sguardo.”Che cosa stai pensando?”
lei aprì la bocca per dire qualcosa, quindi scosse la testa. “Niente”
rispose, posandogli una mano fredda sul viso. “Tu mi rendi molto felice
, William”
Commosso, lui la fece voltare e se la strinse sul petto “Non sapevo
di poter essere tanto … contento” mormorò , appoggiandosi
contro il tronco di un pino e guardando il lago attraverso la cortina dei
suoi capelli. “Anche tu mi rendi felice , Buffy”
Intorno a loro il silenzio era profondo e l’aria profumava di legno
e d’acqua.
Non c’era altro posto al mondo in cui sarebbe voluto essere in quel
momento. Non c’era bisogno di parlare. Perfino il suo costante desiderio
fisico era controllabile. Si sentiva… calmo. Per la prima volta in vita
sua, si sentiva in pace con se stesso.
Aveva imparato a proteggersi fin da piccolo, ma con Buffy era disarmato. A
volte avrebbe voluto rinchiudersi nella sua conchiglia e altre volte provava
una felicità che non aveva mai conosciuto.
Il
mattino dopo, Buffy andò a nuotare nel lago (è Maggio…
e al cottage non c’è la neve, che poi penso che in questo periodo
si trovi solo quella finta.. o almeno credo, non sono mai stata ad Aspen.)
e lui la osservò dalla finestra della cucina mentre giocava con le
onde.
“Ciao” lo salutò allegramente quando lui la raggiunse.
“Credevo che dovessi fare delle telefonate”
“Fatte” William spostò lo sguardo verso tre ragazzi a bordo
di una barca che si ostinavano già da un po’ a guardarla. “Sei
tanto bella che ti mangerei” affermò , guardando i capezzoli
che premevano contro il bikini bianco “Hai finito di nuotare?”
Buffy socchiuse gli occhi “Hai un idea migliore?”
“Che ne dici di prendere una coperta e fare una passeggiata nel bosco?”
propose lui, togliendole una goccia d’acqua dalla tempia.
“Che bisogno abbiamo di una coperta , se dobbiamo camminare?”
la sua donna aveva degli occhi molto espressivi.
Buffy
lo fece rotolare fuori dalla coperta e gli si mise a cavalcioni sopra.
“Non so perché abbiamo portato la coperta” borbottò
lui, sentendo che una radice gli premeva contro la schiena.
“Perché pensavi che sarei stata io sotto” rispose lei.
William raccolse i suoi lunghi capelli in una mano. “E perché
io non sono sopra?”
“Sei stato troppo noioso” rispose Buffy , baciandogli il petto.
“Sanno tutti che non ci si deve preoccupare dei propri vestiti quando
si va nel bosco” poi , sentendo che lui le afferrava i fianchi per spostarla,
gli diede uno schiaffo sulla mano.
“Non devi mettermi fretta” sussurrò, baciandogli la gola
“E non devi toccarmi”
“Non ti piace che ti tocchi? A me piace da impazzire”
“Ti farò perdere il controllo”
William sbuffò “Stai cercando di ipnotizzarmi?”
“Voglio vederti perdere il controllo. Ne hai troppo.”
“nessuno ha troppo controllo, Buffy” mormorò lui, aggrappandosi
a quel poco che aveva. “Anche se devo ammettere che con te ne ho meno
che con chiunque altro”
lei lo guardò negli occhi. “Fammi vedere che perdi il controllo.
Non pensare a niente. Abbassa le palpebre e senti” gli diede un piccolo
morso sull’orecchio, poi lo baciò in modo così sensuale
che lui si arrese.
“fa’ quello che vuoi con me” mormorò “Ti toccherò
solo se mi pregherai di farlo”
“Non succederà” assicurò lei.
Lame di sole filtravano tra le fronde degli alberi e illuminavano il suo corpo
snello mentre continuava a baciarlo.
William non l’aveva mai vista così. Lo tormentava con la bocca.
Adagio ma senza smettere mai, gli baciò il viso, il mento, il collo,
prima di dedicarsi a qualcosa di più impegnativo.
I suoi capelli le ricadevano intorno al viso mentre scendeva lungo il suo
corpo, tracciando un sentiero di baci sulla sua pelle.
“Questa è una tortura” gemette lui, infilandole le dita
tra i capelli. “Buffy…”
“Ho da fare!”
lui rise e si abbandonò. Quando sentì il tocco della sua lingua
sulla sua eccitazione, emise un gemito che probabilmente si udì fino
a Sacramento.
William chiuse gli occhi e posò le mani sulla sua testa. Non aveva
mai provato qualcosa di più bello. D’improvviso lei si sollevò
e lo guardò. “E adesso?” domandò, incerta.
Oh Dio. Stava lavorando così bene. William formulò una preghiera
e la tirò a sedere su di sé.
“Fai quello che vuoi, ma non smettere” ansimò mentre lei
lo risucchiava dentro di sé. La vista gli si annebbiò quando
lei cominciò a muoversi. Calda, fremente…perfetta. La tenne per
i fianchi per farle prendere il ritmo.
“Posso farlo. Posso farlo” sussurrò Buffy a denti stretti,
sollevandosi e abbassandosi.
I suoi seni erano gonfi, i capezzoli chiari ed eretti.
“Toccami!” ordinò.
William le posò una mano sotto il seno e sentì i battiti furiosi
del suo cuore. Affascinato, guardò la sua espressione concentrata e
determinata, e sapendo in che modo le piaceva essere toccata, fece del suo
meglio.
Buffy lo cavalcò in modo selvaggio, portando entrambi a un punto di
non ritorno.
“Non stai muovendo le mani” gemette.
“Sono in estasi” sussurrò lui, stringendole i fianchi tanto
forte da lasciarle i lividi.
Nessuno aveva mai fatto l’amore con lui in quel modo.
Buffy era la sua amazzone. Una valchiria. Pagana nella sua bellezza. Non era
mai stata così scatenata, così selvaggia ed erotica. Poteva
passare qualcuno per il bosco, ma non gli importava un accidente.
Buffy inarcò il busto e lo risucchiò fino in fondo.
Il piacere fu agonizzante.
William infilò una mano tra i loro corpi e, trovato il punto più
sensibile, cominciò a toccarlo. Occhi chiusi , Buffy si sollevò
e si abbassò mentre i suoi muscoli interni gli si stringevano intorno.
Tenendole stretti i fianchi, William l’aiutò ad accelerare il
ritmo finchè la vide afflosciarsi e gridare il suo nome.
Poi lei gettò indietro la testa e urlò.
Capitolo 7
Accigliato
, William controllò i documenti che doveva firmare. “Mi sai dire
Wesley” esordì in tono aspro, “come fa Mary a spendere
ventimila dollari al mese mentre non riesco a convincere Buffy a usare una
carta di credito?”
“Con quale delle due sei arrabbiato?” domandò Wesley, evitando
di guardare Rupert che , seduto da un lato, stava pulendosi gli occhiali.
William era arrivato una mezz’ora prima e , abituato alla presenza di
suo zio, si era messo subito a parlare di affari.
“Con nessuna. Con entrambe. Per l’inferno maledetto, non lo so.
Non mi importa un accidente di quanto spende Mary, lo sai bene. Vorrei solo
che Buffy mi permettesse di fare qualcosa per lei”
“Qualcosa l’hai fatto. Le hai intestato la casa sul lago”
replicò Rupert. “Gliel’hai detto?”
“No” William si massaggiò la nuca. “Volevo aspettare
il momento giusto”
“Dicembre?” Wesley prese le carte che lui aveva firmato e le esaminò.
“Non è… un regalo di addio” protestò William
con più asprezza di quanto avesse voluto. “Lei ama quella casa
e io volevo darle qualcosa… voglio essere sicuro che le rimanga qualcosa
quando io… insomma , deve avere quella casa” concluse in fretta,
non volendo rivelare quanto erano stati felici lui e Buffy ad Aspen.
Non voleva pensare a quello che avrebbe fatto Buffy dopo il 23 Dicembre. Regalarle
quella casa era stata una mossa intelligente. Non sarebbe mai stato capace
di andarci con un’altra donna.
“Adesso sembra che non le importi di avere meno clienti di prima. Ma
ci metterà un po’ a rifarsi la sua clientela dopo… più
tardi. Quella proprietà sarà un buon investimento per lei. Vi
ha detto per caso se si è stancata?” chiese in tono casuale.
“No” risposero i due uomini all’unisono.
“Bene “ William si alzò. “Sto andando all’aeroporto.
Quando tornerò dalla Russia, le dirò del regalo”
“Buffy viene con te?” domandò Rupert.
“No. In questi giorni sarò troppo impegnato e lei ha bisogno
di riposarsi. Tienila d’occhio mentre sarò via, Rupert.”
“Se lei troverà il tempo di vedermi” rispose lo zio.
“Quando non è con te, sta sempre a casa tua. Concedile più
tempo per aggirarsi nel mausoleo in cui vivi e per godersi il giardino. Non
l’ho mai vista tanto felice.”
“Pensi che le basti?” domandò William, prendendo dalla
tasca il suo adorato pacchetto di sigarette.
“A lei piace fare l’arredatrice, tuttavia ho l’impressione
che non sia una donna in carriera. Nonostante il suo aspetto, Buffy è
una casalinga” Wesley ,mise l’incartamento dentro la cartella
dei Giles.
“Non voglio farti fretta , William, ma Rupert e io abbiamo un appuntamento
per una partita di tennis alle tre e tu devi prendere l’aereo”
William guardò l’orologio. Aveva tutto il tempo di andare all’aeroporto.
Dopo aver stretto la mano a Wesley, salutò Rupert. “La settimana
prossima porta Jenny a cena, così vedrete la casa. Per allora Buffy
avrà finito i lavori. “ Sorrise “Chiunque altro ci avrebbe
messo un anno per fare quello che lei ha fatto in una settimana” andò
alla porta , poi tossì e si voltò verso Wesley. “Trovati
una bella mora e vieni anche tu”
“Sembra che tu abbia il raffreddore, figliolo” Rupert si alzò
e prese dal tavolo un libro.
“Allergia” rispose William” Ci vediamo la prossima settimana.
Grazie per prenderti cura di tutto questo, Wesley” continuò,
indicando i contratti e i conti di Mary che aveva firmato. “A proposito
, dove abita Mary, adesso?”
Wesley lanciò un ‘occhiata a Rupert “Uh… a…
Phoenix, mi pare. Perché?”
“Fatti dare il suo numero. Vorrei parlarle”
Appena la porta si chiuse dietro di lui , Wesley si voltò verso lo
zio di William. “Accidenti! Che cosa significa?”
“lo sa solo il cielo. Gli abbiamo detto per anni che Mary adora viaggiare.
Se gli diremo che sta facendo un lungo viaggio, ci crederà”
“Per quanto tempo?” replicò Wesley. “Io sono un avvocato
e lui è un mio cliente. Potrebbero accusarmi di conflitto di interessi.
O peggio”
“Non accadrà” rispose Rupert con sicurezza.
“Se dovesse scoprire quello che tu e io stiamo facendo, ci ammazzerà”
“A quel punto sarà tanto innamorato di lei che non capirà
più niente” assicurò Rupert , allentandosi la cravatta.
“Allora, perché ti senti soffocare?”
Rupert sbuffò. “Potrebbe non vedere il tesoro che ha sotto il
naso. Abbiamo ancora cinque mesi .Se , e dico se, bada bene, lui le darà
il benservito, lei sarà cautelata”
“Questo è poco ma sicuro” Wesley prese la sua sacca sportiva
e la posò sul tavolo. “Ho ricevuto una copia del suo portafoglio.
Finora abbiamo raddoppiato il suo patrimonio. Siamo sopra i sei milioni di
dollari”
“Ci siamo vicini” ammise Rupert “ma avevamo stabilito di
arrivare a dieci”
“Già” Wesley si mise la sacca sulle spalle. “Spero
tanto che tu sappia come spiegare a Buffy che ogni mese abbiamo continuato
a spillare soldi a William anche dopo che lei mi aveva ordinato di smettere”
Rupert aprì la porta “E pensare che ogni mese lei mette da parte
metà del suo stipendio per restituirgli quello che ha avuto da lui.
Sarà solo una goccia nell’oceano. Comunque, se lui la lascerà
sarà contenta di avere una sicurezza economica . non le importerà
da dove viene.”
“spero che tu abbia ragione , Rupert.” Wesley andò all’ascensore
e premette il pulsante di discesa.
“Più conosco Buffy e più mi rendo conto che le cose materiali
non le interessano”
“Di sicuro è contenta di non lavorare” obiettò Rupert.
“Sono tutti felici di non dover lavorare. Quando Buffy avrà in
mano quei soldi , non si sentirà infelice. Da quando è stato
celebrato quel matrimonio da farsa, tu e io abbiamo avuto a cuore il suo interesse.
William non sentirà la mancanza di quei soldi. Per Buffy potrebbero
essere un salvavita”
“Prevedo un matrimonio in un futuro prossimo. Cavoli, le ha regalato
la casa di Aspen e tu sai quanto l’ami. Sai anche che non farei mai
del male a Buffy. Le voglio bene come se fosse mia figlia. E conosco le donne.”
Rupert rise e sbattè una mano sulla spalla del suo amico. “Diamine,
ho avuto la mia parte di amichette prima di sposare Jenny… credimi,conosco
le donne”.
Buffy tolse dalla stampella una vestaglia di velluto e se la mise sul corpo
nudo. Il tessuto morbido era impregnato del profumo di William. Aspirandolo,
scese la scala per aspettarlo nel soggiorno.
Troppo stanca per mangiare, si sedette e cercò di leggere, ma nemmeno
la storia terrificante di un vampiro riuscì a tenerla sveglia.
Questa volta William era andato in Russia e come sempre , durante la sua assenza,
lei si era data un gran da fare.stanca della sterilità della sua casa,
aveva convinto William a lasciarle fare qualche piccolo cambiamento.
Quando lei non aveva alcuna esperienza, Xander e Oz erano stati tanto buoni
da offrirle un lavoro e adesso quella commissione li avrebbe ripagati. A William
i soldi non importavano e per una volta lei non aveva remore a spenderli.
In fondo erano per lui.
Per mesi aveva rifiutato le sue offerte di denaro e di doni costosi. Alla
fine , quando si era reso conto che era inamovibile, William aveva cominciato
a regalarle la bigiotteria. Doveva ammettere che le piacevano i vestiti che
lui insisteva per comprarle. Abiti che da sola non avrebbe potuto permettersi,
ma che per lui rappresentavano uno status symbol.
William non sapeva di averle pagato tutti i vestiti che possedeva mentre frequentava
l’università.
Ecco perché aveva lavorato tanto per restituirgli tutti i centesimi
che lui aveva speso per Mary. Non aveva mai voluto che lui pensasse di dover
pagare i suoi servigi.
I giorni che avevano trascorso nel cottage erano stati magici per entrambi,
ma l’avevano indotta a chiedersi che cosa si aspettasse da quella relazione.
Dormivano insieme da mesi e non era ancora incinta. Ogni mese, tuttavia, la
delusione era stemperata dal sollievo di sapere che avrebbe potuto stare con
lui ancora un po’ di tempo.
Quel fine settimana le aveva fatto nascere il dubbio che quello che sentiva
per lui fosse qualcosa di più del bisogno di procreare.
All’inizio aveva deciso che avere un bambino , crescerlo da sola , sarebbe
stato l’ideale. Ma più conosceva William, più si rendeva
conto che non avrebbe potuto abbandonarlo una volta che avrebbe concepito
un figlio suo. Adesso sapeva con certezza che se lui avesse scoperto che gli
aveva rubato una cosa tanto preziosa , le avrebbe dato la caccia fino alla
fine del mondo. Perché , anche se lo ignorava , William sarebbe stato
un padre meraviglioso.
Quando erano soli, sapeva essere tenero ed espansivo. Meritavano entrambi
di poter approfondire il loro rapporto. Lui la rendeva felice. Lei lo rendeva
felice. Non poteva trattarsi solo di sesso.
Quel giorno aveva messo via tutte le cose del bambino e aveva pianto a lungo.
Durante quel periodo era passata da momenti di scoramento ad altri di ottimismo.
Poi aveva preso una decisione e, dopo aver messo in un cassetto le carte del
divorzio, aveva infilato nella borsa il pacchettino del contraccettivo ed
era andata a casa di William.
Buffy chiuse gli occhi. Desiderava che lui fosse lì e che le massaggiasse
i piedi come faceva talvolta. O che facesse l’amore con lei per terra,
davanti al caminetto.
Fare l’amore con William era la più bella esperienza della sua
vita. Correre subito prima nel bagno, avrebbe tolto un po’ di spontaneità.
I momenti a cui teneva di più erano quelli che trascorrevano guardando
dei vecchi film o chiacchierando. Era incredibile che avessero tante cose
di cui parlare. William sembrava più rilassato. Rideva di più.
Gli piaceva che lei lo toccasse anche quando non facevano l’amore, e
lei lo toccava spesso. Amava sentire i suoi capelli sotto le dita, strofinare
il viso contro il suo mento quando gli si rannicchiava accanto sul divano.
Lui non la respingeva e sembrava contento che lei gli stesse addosso come
una gattina.
I loro amplessi erano meravigliosi. In quei giorni si era esercitata a correre
nel bagno, prepararsi e poi tornare a letto, e aveva imparato ad essere veloce.
Emettendo un sospiro di contentezza, si accoccolò meglio sul divano
e chiuse gli occhi.
William udì la televisione mentre entrava in casa e posava la valigia
ai piedi della scala. Un forte odore di pittura permeava l’aria. Buffy
aveva lasciato accesa la luce dell’ingresso, come faceva sempre quando
lui tardava. Era una piccola cosa, ma lui l’aveva notata.
Buffy aveva piazzato un vaso immenso e piuttosto brutto sul mezzo tavolo posato
contro la parete di fondo. Il profumo dei fiori si mescolava a quello della
pittura e dell’olio per mobili. Doveva aver fatto sgobbare la sua squadra
senza pietà. Per loro la signorina Summers non poteva sbagliare. L’adoravano.
Sorridendo, William si allentò la cravatta, gli occhi rossi per la
stanchezza, e si diresse verso il soggiorno.
“Buffy?”
non era mai stato tanto stanco in vita sua. Benché gli affari fossero
andati bene , non aveva mai sentito tanto la mancanza di Buffy.
“Buffy?”
non ricevendo risposta, si fermò sulla porta e guardò l’orologio.
Era mezzanotte passata. Forse aveva lasciato il televisore acceso e se n’era
andata a casa. La stanza era diversa e l’odore di pittura più
forte. Con la testa che gli doleva , andò a spegnere la TV e la vide.
Buffy dormiva sul divano, i piedi raccolti sotto la sua vestaglia.
“Passerotto” sussurrò con intensa soddisfazione. Lei era
lì. Inginocchiandosi, le passò un dito sul viso. Lei dormiva
come sempre. Profondamente. Nemmeno un terremoto l’avrebbe svegliata.
Le tolse il libro dal grembo e vi mise un segno. Lei si mosse , gli prese
la mano e se la mise sotto la guancia. Intenerito, William la sollevò
tra le braccia e la portò di sopra.
Dopo averla messa a letto, si svestì e si distese accanto a lei. La
stanza era buia e calda. Buffy gli si avvicinò e il suo profumo lo
stordì. Prima di dormire voleva sentire la sua pelle nuda. Muovendosi
con cautela, le sfilò la vestaglia. ardeva dalla voglia di vedere il
suo corpo magnifico, ma poteva aspettare. Pur avendo dato un breve sguardo
alla casa, aveva visto che in quel periodo lei non aveva perso tempo. Doveva
essere esausta.
Avevano bisogno entrambi di dormire. Ah! La bocca di Buffy aveva trovato la
sua spalla nuda e la sua lingua tracciava un sentiero di fuoco sul suo collo
e sulla gola. Era sveglia?
Si voltò su un fianco, aspettando che i suoi occhi si abituassero all’oscurità.
Adesso che lo aveva eccitato, avrebbe fatto meglio a svegliarsi. Le accarezzò
i seni e , sentendo che i capezzoli erano turgidi, le si adagiò sopra
e affondò le mani nei suoi capelli.
“E’ meglio che tu sia sveglia , raggio di sole”
“mmmmh” mugugnò lei con voce assonnata.
“A sì?” William rotolò sulla schiena , trascinandola
con sé. “Piccola strega. Da quanto tempo sei sveglia?”
“Da quando hai cominciato a svestirmi” rispose Buffy baciandogli
il collo “Quando sei tornato?”
William le catturò una mano e se la portò alle labbra, il cuore
gonfio di un’emozione a cui non voleva dare un nome. “Una mezz’ora
fa” le sussurrò sulla gola.
Buffy gli cercò la bocca e il loro bacio fu lungo e dolce.
“Mi sei mancato” mormorò lei.
Anche lui aveva sentito la sua mancanza. Le aprì le ginocchia e si
sistemò tra le sue gambe. “Mostrami quanto ti sono mancato”
mormorò penetrandola.
Fecero l’amore con dolcezza, assaporando la gioia di ritrovarsi. Poi,
all’improvviso , Buffy s’irrigidì. “Mi sono dimenticata
di… non importa”
Poco dopo, mentre lei si addormentava, William spense la sveglia.
Non
aveva dormito abbastanza. Viaggiare non lo aveva mai stancato in quel modo.
La notte precedente era stato quasi troppo esausto per fare l’amore
con Buffy. Del resto nemmeno lei era stata troppo vispa. Sorrise. Quel mattino
l’aveva lasciata con la testa sprofondata nel cuscino. Aveva perso troppi
risvegli accanto a lei. D’ora in poi, avrebbe buttato via le sveglia.
Sollevando il telefono, chiamò la sua segretaria.
“Anya, trovami Wesley e dì a Fred di preparare un annuncio. No,
aspetto. Grazie”
“Wesley? Scopri dove si trova Mary. Voglio il divorzio”
Quando la Porche si fermò davanti alla casa , Buffy si sollevò
di colpo e si tolse i guanti da giardinaggio incrostati di terra.
“Sei tornato presto!” esclamò con gioia. Buffy prese sottobraccio
William e lo accompagnò in casa.
“Ho sette giardinieri “ disse lui , pulendole il viso con il fazzoletto.
“Perché ti ostini a sporcarti le mani?”
“Vado subito a farmi una doccia” rispose lei in fretta.
“Non ti stavo criticando , Buffy. Tu puoi fare quello che vuoi..”
William starnutì due volte ed entrando nel soggiorno si lasciò
cadere sul divano e si mise uno dei cuscini dietro la testa. “La casa
è splendida. Hai svolto un lavoro magnifico.quando avrò più
energia, mi porterai a fare un giro. Adesso siediti vicino a me e raccontami
che cosa hai piantato oggi”
“Sono tutta sporca e sudata” protestò lei, arricciando
il naso.
William rise. “Mi piace quando sei sudata. Vieni qui . sono troppo stanco
per rincorrerti su per la scala”
Sembrava davvero stanco. Ed era più pallido del solito. Buffy si sedette
accanto a lui e gli posò la testa sul petto. Aveva paura di domandarsi
perché William non avesse fatto suonare la sveglia alle tre del mattino
e perché fosse tornato prima. Sospirando, gli accarezzò il viso
e sentì il pizzicore della barba. Strano, di solito lui si radeva due
volte al giorno. La sua pelle era calda e secca.
“Ti senti bene?” domandò , sollevando la testa per guardarlo.
William aveva chiuso gli occhi. “Stanco” mormorò. “Sono
solo molto stanco”
Era più che stanco, decise Buffy, vedendo le due chiazze rosse che
spiccavano sul pallore del viso.
“Andiamo di sopra , William. Credo che dovresti metterti a letto”
lui aprì un occhio e la mise a fuoco. “Non credo di farcela adesso.
Forse più tardi”
lei rise . “Niente sesso per te, ragazzone. “replicò aiutandolo
a sollevarsi. “Ce la fai a salire le scale da solo o devo chiamare Ethan?”
“Da solo” William si appoggiò così pesantemente
sul suo braccio da rischiare di far cadere entrambi.
Spaventata dal suo pallore e dalla sua debolezza, Buffy riuscì a portarlo
di sopra e a metterlo a letto.
Dopo avergli rimboccato le coperte, sfogliò la rubrica in cerca del
numero del suo medico.
“William?” mormorò, sedendosi sul bordo del letto. “Ho
bisogno del numero del tuo medico. Come si chiama?”
“Non sono mai stato ammalato”
“C’è sempre una prima volta” Buffy gli posò
una mano sulla fronte febbricitante. “Come si chiama il tuo medico?”
lui tossì e voltò la testa sul cuscino. “Buffy?”
“Sono qui”
“Buffy. Buffy. Buff..” sussurrò lui, abbracciando il cuscino.
Senza più esitare , lei uscì dalla stanza e andò a chiamare
il suo medico.
Quando il medico arrivò, la temperatura era salita a 40. Buffy gli
aveva rinfrescato la fronte con un panno umido e gli aveva versato qualche
goccia d’acqua tra le labbra, ma lui non voleva bere , non voleva prendere
il calmante per la tosse, non voleva fare niente, salvo dormire. Sembrava
un bambino capriccioso. Il cuore le si strinse. Chi si era preso cura di lui
da piccolo? Una bambinaia? Gli aveva voluto bene?
Lo curò con dedizione e riuscì a fargli delle spugnature senza
che lui urlasse. Odiava la sensazione di freddo sulla pelle ardente. Sudava
anche lei quando finì di asciugarlo e gli fece prendere un’ aspirina.
Poi lo lasciò dormire.
Il giorno dopo , la febbre si era abbassata e William era di pessimo umore.
Buffy lo costrinse a bere e a prendere le medicine, poi si sdraiò accanto
a lui. “Dormi” sussurrò, accarezzandogli i capelli, e lui
le posò la testa sulla spalla senza protestare. In pochi secondi si
era addormentato.
Dopo cinque giorni, William decise che stava abbastanza bene e che poteva
fare delle telefonate. Buffy aveva portato l’apparecchio di sotto e
lui protestò per delle ore. Un pisolino migliorò il suo umore.
Quando si svegliò , era più dolce e più trattabile.
Il giorno seguente, Buffy gli tastò la fronte e sentì che era
fresca. Alzandosi dal letto senza far rumore, si vestì e scese in cucina.
Aveva messo la caffettiera sul fuoco e stava friggendo le uova, quando William
apparve.
“Dov’è Joyce? “ domandò, riferendosi alla
cuoca.
“E’ andata a fare la spesa”
“Mmmh…” mormorò lui, baciandole la nuca.
Buffy si voltò. William si era fatto la barba e indossava i jeans e
una maglietta nera. “Sei bellissimo” affermò in tono ammirato.
“Glutei fantastici”
William sorrise “Stai guardando la mia parte migliore, passerotto”
“Fidati di me, lo so.” Compiendo un gesto automatico, lei gli
tastò la fronte, poi, soddisfatta, si voltò verso i fornelli.
“Strapazzate o all’occhio di bue?”
“Strapazzate”
Buffy versò le uova nella padella e, nel chinarsi, una ciocca di capelli
le scivolò sulla fronte. William gliela mise dietro l’orecchio.
“Sei così bella”
“William..??” disse lei sospirando..
lui fece scivolare le dita sul collo, la spalla… il braccio…
Buffy gli lanciò un’occhiata di avvertimento. “Sto cucinando”
“Non sto facendo niente” replicò lui con innocenza. Lei
rise. Non avevano più fatto l’amore dalla notte in cui lui era
tornato dalla Russia e , conoscendo la sua passionalità, si stupiva
che non l’avesse ancora fatta sua sul pavimento della cucina.
I capelli lisci le ricaddero sul viso e lei, troppo pigra per andare di sopra
a cercare un fermaglio, li arrotolò sulla nuca con una matita.
William corrugò la fronte.
“Che c’è?”
lui scrollò le spalle. “Dèjà vu”
Buffy mise a tostare delle fette di pane. “Sei sicuro di star bene?
Forse dovrei chiamare il medico..”
“Lascia perdere il medico. Adesso ti porterò a letto e ti farò
delle cose tanto sensuali da costringerti ad urlare” la sollevò
sulle braccia e si diresse verso la scala.
“Non dovresti affaticarti. Sei stato ammalato per una settimana”
protestò lei, cercando di divincolarsi.
William sorrise di nuovo,( o forse era un ghigno?…. :-p) “Ti avevo
detto che non sarei stato ammalato per sempre” mormorò, adagiandola
sul letto.
Buffy non seppe mai cosa ne fosse stato dei loro vestiti. Nel momento in cui
i loro corpi nudi si toccarono, William si scatenò e le diede delle
sensazioni tanto intense da farle perdere la ragione.
L’orgasmo fu così esplosivo e prolungato che per poco non perse
conoscenza (esageriamo va’…ogni tanto sognare fa bene a tutti!!)
Quando riaprì gli occhi, William era disteso su di lei e la guardava.
Aveva i capelli umidi e il suo viso non era più pallido.
“Mi dispiace” sussurrò, premendole la fronte sul petto.
“Per che cosa?” domandò lei, stupita.
“Ho perso il controllo. Ti ho fatto male?”
“No!” Buffy lo abbracciò , attirandolo a su di sé.
“Mi piace sapere che quando sei con me dimentichi di essere William
il Sanguinario. Non mi hai mai fatto male. Né a letto né fuori.”
Concluse, lieta di vedere che il suo viso si rischiarava. “Sono affamata.
Possiamo fare colazione, adesso?”
lo squillo del telefono le strappò un gemito di disappunto. William
s’infilò un cuscino dietro la testa e rispose.
“Che cosa diavolo significa che non riesci a trovarla?” ringhiò
, guardando Buffy. “Allora assumi qualcuno. VOGLIO CHE LA TROVI!”
disse minaccioso, poi fece una breve pausa per calmarsi, poi aggiunse. “Tienimi
informato, Wesley”
“Cattive notizie?” domandò Buffy , cercando di leggere
la sua espressione.
“No. Devo contattare una persona per farle firmare delle carte.”
Lei gli accarezzò il petto. “Un ‘altro contratto?”
“La rottura di un contratto” rispose lui, fissando la sua mano.
“Non potrebbe , quella mano, scendere più in basso?”
Capitolo 8
Buffy emerse dallo spogliatoio della camera d’albergo, infilandosi gli orecchini. L’abito argento che indossava era uno dei regali che William le aveva fatto per il viaggio in Marocco.

“”perché non ti sei ancora vestito?” domandò
, vedendo che lui era disteso sul letto, completamente nudo.
“Il volo non ti ha stancata?” replicò William in tono pigro.
“Dovresti venire a letto a fare un pisolino”
“Oh, no, mio caro. L’hai detto anche tre ore fa. Siamo a Montecarlo
da quattro ore e abbiamo fatto l’amore due volte. Credevo che mi avessi
portata qui per andare al casinò”
“E’ vero” ammise lui, alzandosi e andandole vicino. “ma
vederti vestita così… Dio, quanto sei bella” sussurrò,
infilandole una mano dentro la scollatura.
Buffy fremette e gli strinse il polso. “Voglio vedere il casinò”
dichiarò, ridendo.
Sentendola tremare, lui sorrise. I suoi capezzoli induriti premevano contro
la stoffa del vestito.
Buffy chiuse gli occhi , sperando che lui le toccasse i seni e li succhiasse
come aveva fatto non più tardi di 40 minuti prima.
“Ti piace essere una donna, vero?” mormorò lui, continuando
ad accarezzarla. “Adoro guardarti mentre ti vesti. Tutti i tuoi gesti
sono aggraziati e femminili…”
ipnotizzata dal timbro sensuale della sua voce , Buffy fece un passo indietro
, cercando di sottrarsi da lui. “ Santo cielo. Come mai questi discorsi?”
William scrollò le spalle. “Non ho mai conosciuto nessuno a cui
piaccia tanto stare nella sua pelle. Dato il modo in cui sei cresciuta, non
capisco come tu abbia fatto ad acquisire il senso del tuo valore”
Imbarazzata e lusingata, Buffy non seppe che cosa dire “Fin da piccola
mi sono resa conto che non volevo fare la vita di mia madre e ho cercato con
tutte le mie forze di capire chi ero e che cosa volevo”
William le posò una mano sulla guancia. “Ti ammiro moltissimo,
Buffy Summers” sussurrò, dandole un bacio breve ma intenso sulle
labbra e andando nel bagno.
Buffy si lasciò cadere sul letto e fissò la porta chiusa.
Il
piano principale del casinò aveva la stessa atmosfera di raffinata
eleganza che aveva avuto nel 1860, quando era stato costruito. Buffy era ammaliata.
“Non è giusto che la gente del posto non possa entrare e ammirare
questo splendore” dichiarò, guardandosi intorno.
“Un piccolo prezzo da pagare, dato che a Monaco non pagano le tasse”
rispose William accendendosi la sigaretta.
“E’ l’eredità che conta, non il denaro”
“Va’ a dirlo a chi deve mantenere una famiglia. E’ difficile
che uno esca dal casinò con più soldi di quelli che aveva entrando.
Fanno un favore ai cittadini”
“Cinico. Io continuo a pensare che non sia giusto” ribattè
Buffy. Donne eleganti e uomini in smoking passeggiavano per i vasti saloni,
le loro voci un miscuglio di accenti stranieri.
“Sono proibite solo le sale da gioco, signorina Cuore Tenero”
replicò William, divertito. “Chiunque può andare a teatro
a vedere l’opera o i balletti” poi le prese la mano e le baciò
le dita, risalendo con le labbra sul polso.
“Comportati bene” lo avvertì lei.
Ridendo, William la prese sottobraccio. “Sei crudele”
“Taci. Sto assimilando tutto.” Il profumo della ricchezza permeava
l’aria e l’aroma del potere e dei soldi si mescolava con la fragranza
dei fiori freschi, sistemati in vasi preziosi.
Mentre entravano nel salone delle roulette, i tacchi dorati di Buffy affondarono
in un folto tappeto blu. Un’orchestra , nascosta dietro uno schermo
di palme, suonava una musica dolce.
William le posò una mano sulla schiena nuda e lei si rese conto di
quanto adesso gli riuscisse facile toccarla in pubblico.
“Perché sorridi come se avessi appena mangiato un canarino?”
domandò lui.
Buffy lo guardò con occhi scintillanti. “Sono felice”
William le sfiorò il viso “ Questo posto è qui da più
di 100 anni, tesoro. Non dobbiamo correre”
“Qualcuno potrebbe rubarmi il posto fortunato”
“Siediti ad un tavolo. Ti porterò dei gettoni.”
“Non troppi.” Replicò lei, fremendo d’emozione.
“Voglio giocare al massimo un’ora”
William tornò poco dopo e le mise i gettoni nella borsetta mentre lei
sceglieva il tavolo che preferiva.
“Sono morta e salita in paradiso” dichiarò Buffy, aprendo
la borsetta Chanel e tirando fuori i gettoni neri e oro.
William si chinò su di lei. “Dopo voglio giocare con te”
le sussurrò all’orecchio..
“Chi ha pazienza verrà premiato” rispose lei, facendo la
sua puntata.
In realtà non aveva mai giocato alla roulette, per cui si limitò
a puntare sul rosso e sul nero e un’ora dopo, avendo vinto qualcosa,
si alzò.
“Ho una fame da lupo” annunciò.
William scoppiò a ridere. “Sei così prevedibile”
commentò, guidandola verso il ristorante che si affacciava sulla baia.
“Sempre affamata. Andiamo, ti farò mangiare qualcosa e dopo mi
porterai un po’ di fortuna.”
Una volta seduta, Buffy prese in mano un gettone.
“Sai, sono tanto belli che credo che li porterò a casa e li metterò
in cornice per ricordarmi di questo viaggio favoloso”
Per poco William non si strozzò con il vino. “Che cosa? Hai idea
di quanto valgono?”
Lei scrollò le spalle. “Non lo so. Cinque dollari?”
“Ciascuno vale diecimila dollari”
“Che cosa?” Buffy si premette una mano sulla gola. “Stai
scherzando. Devono essere… Oh , mio Dio. Ci sono almeno trentacinque
gettoni qui.”
“lo sceicco seduto alla tua destra puntava dei gettoni da centomila
dollari”
“Oh, Signore!” Buffy urlò , attirando l’attenzione
di alcune persone in sala. “Se lo avessi saputo, non avrei giocato”
disse lei, ricomponendosi.
“Ti divertivi. Che differenza fa il valore dei gettoni? Sono solo soldi”
“Tuoi , William. Non miei. Ci avrei messo un ‘eternità
a restituirteli, se avessi perso.”
“Non è successo.” Il sorriso era scomparso e l’espressione
di William era cambiata. “Decidi quello che vuoi mangiare e non pensarci”
Buffy si nascose dietro il menù. Non aveva più appetito e si
sentiva una stupida. Avrebbe dovuto immaginare che in quella casa da gioco
di lusso si puntavano solo cifre importanti.
Che cosa ci faceva lei in quel luogo di potere e di ricchezza, con addosso
un abito firmato? Chi credeva di essere?
Buffy Summers, figlia di una prostituta di Sunnydale.
Aveva creduto che non si sarebbe innamorata di lui. Che fosse impossibile.
Oh, com’era potuto succedere? Come aveva fatto a non accorgersene?
Quella storia non poteva avere un lieto fine. William non si sarebbe mai innamorato
di una donna come lei. Avrebbe scelto una del suo ambiente. Non solo non avrebbe
avuto il suo bambino, ma il 23 Dicembre non avrebbe avuto più nemmeno
lui.
Depressa, chiese a William di ordinare anche per lei. Il menù era in
francese e lei non avrebbe capito comunque.
William ordinò nel suo francese impeccabile, poi si protese verso di
lei. “Che c’è?” domandò, scrutandola. “Cominci
a sentire la stanchezza?”
“Io non appartengo a questo posto, William” mormorò Buffy
con voce tremante.. Dio, pregò, fai che non mi metta a piangere davanti
a tutta questa gente.
“Tu sei la donna più bella, qui dentro. Non hai ragione di sentirti
fuori posto.” Rispose lui, prendendole la mano. In quel momento lei
si accorse di non essersi messa lo smalto alle unghie. Anche sulle mani era
fuori posto. La gola le si chiuse. Stava per piangere , dannazione.
“Buffy, guardami”
lei sollevò la testa , gli occhi verdi velati di lacrime.
“Che è successo?” domandò lui con dolcezza. “I
gettoni non hanno importanza”
“Mi dispiace. Non so che cosa mi succede. Dev’essere la stanchezza.
“ in quel momento il cameriere portò le loro ordinazioni e lei
sorrise.
“Salvata dal cibo” dichiarò in tono allegro, impugnando
la forchetta. In realtà, il cibo lo assaggiò appena. Dannazione,
non voleva pensare alla fine quando aveva ancora tante settimane da godersi.
Uscendo dal ristorante, prese William per mano.
“Dove andiamo, adesso?”
“Sei sicura di non voler più giocare alla roulette?”
Buffy rabbrividì “No, grazie. Anzi, tieni questi” replicò
dandogli i gettoni “Così non dovrò temere di perderli.
Gioca tu. Io resterò a guardarti”
“Chemin de fer” decise lui, guidandola verso una sala riservata
e sedendosi ad un tavolo. Buffy rimase in piedi dietro di lui, evitando di
domandargli quanto valessero i gettoni. Non voleva saperlo.
A un certo punto un cameriere le portò qualcosa da bere, tuttavia lei
lasciò il bicchiere su un tavolino. Aveva sete, ma voleva dell’acqua,
non un alcolico.
La cena le era rimasta sullo stomaco. Si guardò intorno, cercando un
cameriere, e la testa prese a girarle come una trottola. Deglutì convulsamente
mentre brividi di freddo e di caldo le correvano sulla pelle. Cercò
di aggrapparsi alla poltrona di William, ma le dita non le ubbidirono. “Che
cosa..” Le luci si spensero e lei perse i sensi.
“Buffy?” la voce di William veniva da lontano e qualcosa di fresco
le inumidiva il viso. “Apri gli occhi, amore mio”
non poteva essere lui. William non l’aveva mai chiamata amore mio.
“Aprì gli occhi. Subito!”
era tipico di William ordinarle di rinvenire. Buffy sollevò le palpebre.
Qualcuno l’aveva adagiata su un divano e William era inginocchiato al
suo fianco.
“Che è successo?” domandò. Le sue labbra erano bianche
, la sua espressione ansiosa.
Lo stomaco le si rivoltò due volte, poi si mise tranquillo. Al diavolo
la cena da centinaia di dollari.
“Buffy?”
“Che cosa?”
“Che cosa diavolo è successo?” lui si voltò verso
qualcuno alle sue spalle. “Deve aver sbattuto la testa. Non è…”
“Sono solo svenuta” mormorò lei. “Non mi sono fatta
male alla testa. Sto bene.” Si mosse per alzarsi e William la sostenne.
Erano in un ufficio e due uomini erano in piedi da un lato.
“Credo di aver fatto male a mangiare. Ero troppo emozionata. Mi dispiace
di averti messo in imbarazzo”
“Non lo hai fatto” rispose lui, scrutandola. “Santo cielo,
sei bianca come un lenzuolo”
“perché mi hanno tolto il trucco” Buffy gli posò
la testa contro il braccio. Si sentiva molto meglio ed era contenta che William
si preoccupasse per lei.
“Dimmi che il vestito è rimasto a posto e che sono caduta come
una signora”
“C’erano tanti uomini intorno a te che nessuno lo ha notato”
replicò lui, respingendole una ciocca di capelli dal viso. La sua fronte
era umida e fredda.
“Possiamo tornare in camera, prima che combini altri guai?”
“Farò venire un medico a visitarti”
“Non ho bisogno di…” William la prese in braccio e si mise
in tasca i pettinini che le erano caduti dai capelli.
“Stai attento che non si veda il sedere” mormorò lei, chiudendo
gli occhi.
“Sei decente” assicurò lui, entrando nell’ascensore.
“Mi sento ridicola”
“Hanno pensato tutti che eri caduta con molta eleganza” scherzò
William , aprendo la porta della loro suite ed entrando.
“Non dici la verità. Scommetto di essere caduta faccia a terra
davanti a tutta quella gente e che tutti hanno visto la mia biancheria intima”
gli occhi le si colmarono di lacrime. “Mi dispiace di averti messo in
imbarazzo”
William le asciugò le lacrime che le rigavano il viso. “Nessuno
se n’è accorto. Te l’assicuro. Pochi secondi prima che
svenissi è entrato il principe e tutti guardavano lui, non te”
“Mi sento peggio” dichiarò Buffy di colpo, pallida come
una morta. “Non rallentare finchè entriamo nel bagno”
William la posò a terra poco prima che lei vomitasse. Le sostenne la
fronte mentre degli spasmi violenti scuotevano il suo fragile corpo, l’assistette
mentre si lavava la faccia e i denti, poi la portò a letto.
Quando il medico arrivò, si sentì inondare di sollievo. L’uomo
le ordinò riposo e cibi semplici per qualche giorno e , quando se ne
andò, William l’aiutò a svestirsi e a infilarsi sotto
le coperte.
“posso portarti qualcosa?”
“no, grazie. Mi sento una cretina. Perché non torni al casinò?
Ci vedremo più tardi”
“Resto qui con te. “William le infilò un braccio sotto
le spalle e la strinse a sé. “Chiudi gli occhi e cerca di dormire”.
Buffy lo svegliò il mattino dopo, pronta a cominciare la giornata.
“Sei stata male, rimettiti a dormire”
“Nossignore”replicò lei, scuotendolo “Mi sento benissimo
e oggi hai promesso che avremmo fatto una crociera”
“Vediamo se è vero che stai benissimo” mormorò lui,
accarezzandole il fianco.
“Oh no” Buffy rotolò fuori dal letto e corse verso il bagno.
“Vestiti, per piacere . farò una doccia veloce, poi voglio andare
in qualche bel posto a fare colazione”.
Dopo aver fatto colazione, salirono sullo yacht che William aveva affittato
il giorno prima e Buffy, in calzoncini e maglietta bianca, si sedette sul
ponte accanto a lui. Era abbronzata, piena di salute e molto sensuale.
Durante la navigazione, William si tolse i calzoncini e si distese su dei
materassini di gomma. Il sole caldo e il movimento della barca gli conciliarono
il sonno e lui chiuse gli occhi. Li riaprì sentendo la pressione di
due labbra sul viso.
“E’ un peccato che tu dorma in una giornata tanto bella”
lo rimproverò Buffy.
In alto i gabbiani volavano in cerchio contro il cielo azzurro e le vele sbattevano
nel vento.
“Di sotto c’è una bella stanza” mormorò lui,
infilandole una mano dentro la maglietta e accorgendosi che lei non portava
il reggiseno.
“Con un grande letto, immagino”
“Probabile”
“E se prima pranzassimo?”
Ridendo, William la prese per mano e la condusse di sotto.
Aragoste fredde, insalata mista, frutta e dolci erano stati disposti su un
tavolo. Buffy prese un po’ di tutto e si riempì il piatto fino
all’orlo.
“Ti sentirai male di nuovo, se mangerai tutta quella roba” l’avvertì
lui mentre si sedevano a un tavolino accanto alla finestra.
Guardandola divorare l’aragosta , pensò che era difficile credere
che fosse la stessa donna della sera prima. Quando l’aveva vista distesa
per terra, aveva provato uno spavento terribile e durante tutta la notte era
rimasto sveglio per valutare se fosse stato necessario chiamare di nuovo il
medico.
“Non starò male” affermò lei, spargendo la maionese
sull’aragosta. Quando ebbe finito di mangiare, nel suo piatto non era
rimasta nemmeno una briciola. Si lavò le dita in una ciotola e sbadigliò.
“Non farò un pisolino” l’avvertì, come se
gli avesse letto nella mente.
“Chi ha parlato di un pisolino?” domandò lui.
“hai l’espressione di chi sta per proporlo”
“Questa notte non ho chiuso occhio. Abbi pietà”
“Vuoi solo fare delle cose cattive al mio corpo”
“Anche quello, passerotto”
era stato un bene che avessero fatto l’amore e un pisolino dopo mangiato,
si disse William, perché, quando tornarono in albergo, Buffy si sentì
male e diede di nuovo di stomaco.
Uscendo dal bagno, pallida come un cencio, gli lanciò uno sguardo di
avvertimento. “Non azzardarti a dirmi che me lo avevi detto”
“ti porto in ospedale Buffy” William, la guardò e si sentì
impazzire per l’angoscia.
Poco dopo, mentre il medico la visitava, si mise a passeggiare per il corridoio.
“Non è giusto” protestò lei, quando rimasero soli.
“ Non ho sentito una parola di quello che ha detto”
“Ritiene che si tratti di un ‘intossicazione alimentare, ma faranno
degli esami più approfonditi” un po’ di colore le era tornato
sul viso, ma lei era ancora debole e pallida.
“Grazie di essere così buono con me” mormorò Buffy,
facendogli pensare che nella sua vita poche persone fossero state buone con
lei. Quel pensiero lo imbestialì. Preoccupato, sfiorò con un
dito i cerchi scuri sotto i suoi occhi. Il medico aveva ragione? Era mai possibile
che un po’ di cibo la facesse stare tanto male? Forse era stato lui
a trasmetterle il virus.
“E’ colpa mia” le disse, sentendosi rimordere la coscienza
come mai in vita sua. “Ti ho trasmesso l’influenza” mormorò
, accarezzandole il viso. “Chiudi gli occhi e riposa”
“Voglio tornare a casa” piagnucolò lei. “Voglio sentirmi
male nel mio bagno e dormire nel mio letto”
“Buffy, devi restare ancora una notte qui, per gli accertamenti..”
“William … ti prego..” le disse lei , sull’orlo delle
lacrime.
“Allora, casa sia” mormorò William, mentre lei lo guardava
con la fiducia di un cucciolo. “Riposati, mentre organizzo la partenza”.
Ironia della sorte, appena l’aereo decollò, Buffy si sentì
bene.
“Che stai facendo?” domandò dal divano su cui William l’aveva
fatta distendere.
“lavoro. Perché sei sveglia?”
“Mi sento sola.”
“Sono solo a pochi passi da te, Buffy” rispose lui, porgendole
la mano. “Vuoi sederti sulle mie ginocchia?”
“Prima devo andare in bagno” buttando da un lato la leggera coperta,
lei prese la sua borsetta e si alzò.
“Ti senti bene?”
“Torno tra un minuto”
Buffy si mise un contraccettivo, uscì dal bagno e, dopo aver buttato
la borsetta sul divano, si diresse verso di lui, raccolse le carte che aveva
davanti e le posò sul tavolino.
I motori rombavano quando gli si sedette in grembo e gli posò la testa
sul petto. “Fai l’amore con me..” sussurrò.
“Non credo che sia una buona …”
Buffy sorrise, poi lo baciò, impedendogli di continuare. William si
eccitò subito e le rispose con passione.
“E se Hank venisse qui?” domandò lei all’improvviso.
“Non verrà. Non distrarti. Hai cominciato, adesso finisci”
“E’ una sfida?” chiese lei, facendogli scorrere le dita
sul petto. Poi gli slacciò i jeans e v’infilò le mani
dentro.
William le afferrò i polsi e si portò la sua mano alle labbra.
“Aspetta un momento” mormorò, staccando il telefono dalla
parete vicino a lui. Poi , mentre dava delle istruzioni all’equipaggio,
le tolse la maglietta.
Il suo respiro era caldo e affrettato. Dopo aver posato il telefono, la mise
in piedi e le sfilò i jeans e le mutandine. Buffy cercò di svestirlo,
ma lui la respinse.
“lascia fare a me, dolcezza.” Sussurrò. Si tolse i jeans
e la camicia, si sedette e la prese in grembo.
“Qui?” domandò lei, guardando la porta della cabina che
era a pochi metri di distanza.
“Non possono sentirci” William la fece abbassare su di sé
e, tenendole stretti i fianchi, la penetrò. “Non muoverti”
le disse a bassa voce.
“Oh, Dio”. Buffy chiuse gli occhi. Essere colmata da lui era meraviglioso.
Sentiva le sue mani risalirle sui fianchi, chiudersi intorno ai seni e stuzzicarle
i capezzoli.
Ti amo, ti amo, ti amo, pensò, mentre la mente le si vuotava e un tremito
le correva sulla pelle.
William si spinse dentro di lei con tanta forza da farla gridare. La sensazione
era così meravigliosa che gli occhi le si riempirono di lacrime. Inarcando
il busto, lo risucchiò dentro di sé e sentì arrivare
le prime onde di piacere.
Insieme raggiunsero le alte vette, i loro corpi incastrati in una lotta mortale,
finchè entrambi crollarono , sazi e sfiniti.
Buffy si appoggiò contro di lui, ancora scossa da piccoli tremiti e
un attimo dopo si addormentò con una mano posata sul suo petto e il
respiro ancora affrettato.
William la contemplò con una sensazione di dolce-amara. Le passò
un dito sul braccio, ma lei non si mosse e non aprì gli occhi nemmeno
quando la distese sul letto in fondo alla carlinga.
Da quando la conosceva, la sua bellezza era aumentata. Non solo nei tratti
che mostrava al mondo, ma nel volto intenso che aveva quando nessuno la guardava.

Stava diventando impossibile mantenere un certo distacco da lei. Buffy lo
faceva sorridere e ogni volta sentiva che il cuore gli si riempiva di dolcezza.
Avrebbe voluto stringerla tra le braccia e non lasciarla andare mai più.
Lei era un tesoro prezioso, un tesoro che era stato felice di possedere fin
dal momento in cui l’aveva vista così debole e pallida.
In quell’istante si rese conto con profondo dolore che , al contrario
dei suoi quadri e delle sue sculture, Buffy avrebbe potuto essergli tolta
da una forza contro cui non poteva combattere o contrattare.
Capitolo 9
Quella sera, sebbene avesse perso un po’ della sua abbronzatura, Buffy splendeva di salute.

Le luci del teatro le illuminavano il viso mentre si protendeva in avanti
seguendo lo spettacolo. Solo con lei nel palco sovrastante il palcoscenico,
William non resistette al desiderio di accarezzarle la schiena e di posarle
una mano sulla nuca, sotto la cascata dei suoi morbidi capelli.
Buffy si voltò e gli rivolse quel sorriso speciale che gli toccava
il cuore. “Phantom è divino” sussurrò con gli occhi
scintillanti. “Grazie di avermi porta…”
Era impossibile resisterle. William la baciò, limitandosi a passarle
la lingua sul labbra inferiore per assaporare il suo sorriso. Il teatro e
la musica scomparvero. Le infilò una mano sotto la gonna e lei gemette.
Gli applausi scoppiarono di colpo e le luci si accesero. William si ritirò
nella sua poltrona e si passò entrambe le mani tra i capelli platinati
nel tentativo di recuperare il controllo di sé.
“Uno di questi giorni ci farai arrestare” mormorò
lei sbarrò gli occhi. “Io?” domandò, abbassandosi
la gonna sulle ginocchia. “Non è colpa mia se non sai tenere
le mani a posto”
“Sì, lo è” William le liberò un orecchino
dai capelli. “Che cosa devo fare con te? Quando ti sto vicino, mi comporto
come un adolescente sfrenato”
Buffy gli passò un dito sulle labbra “E io mi comporto come un’adolescente
sfrenata. E allora?” replicò , alzandosi e prendendolo per mano.
“E’ caldo qui dentro. Andiamo a bere qualcosa di fresco durante
l’intervallo.”
Quando scesero la scala e arrivarono al bar, William vide che era impallidita.
Da quando erano tornati da Montecarlo era stata bene e si era rifiutata di
andare dal medico. Non gli piaceva essere preoccupato. Non lo era mai stato
per nessuno.
“Ti porto a casa”
“Perché?” domandò lei, voltandosi.
“Sembra che tu stia per svenire”
“Non è vero. Fa solo troppo caldo. Mi piace questa commedia e
mi sento bene. Davvero. Usciamo un momento a respirare una boccata d’aria
fresca. D’accordo?”
“Fuori si gela. Vado a prenderti il cappotto” William lanciò
uno sguardo dietro di lei e s’irrigidì. “Dannazione. Proprio
quello che mi ci voleva”
“Come? Chi?” chiese Buffy , voltandosi. “Oh, Angel e Darla”
William aspettò che suo cugino e la moglie li raggiunsero. Angel era
un tipo abbastanza perbene, se uno non pretendeva che lavorasse per vivere.
Alto, con i capelli neri, e con uno sguardo magnetico, non somigliava affatto
a William. Inoltre, mentre William lavorava 12 ore al giorno, Angel se la
spassava. Quando lui aveva preso le redini della ditta, suo cugino non aveva
fatto una piega. Era più che felice di intascare i dividendi e di continuare
la sua bella vita. William non lo vedeva da un anno e ne avrebbe fatto volentieri
a meno.
Piccola e bionda, in 8 anni Darla non aveva cambiato il suo aspetto alla Grace
Kelly. Era sempre elegante con discrezione e aveva sempre quell’aria
altezzosa che 8 anni prima lo aveva mandato in bestia.
“Angel, Darla” li salutò.
Adesso poteva guardare spassionatamente Darla. La sua fredda bellezza sembrava
senza vita in confronto alla brillante personalità di Buffy. Non riusciva
a credere di aver chiesto a quella donna di sposarlo.
“Conoscete Buffy Summers?” domandò, sebbene non gli importasse
un accidente. La sala era calda e Buffy sembrava ancora più pallida.
Gli orecchini brillanti che Darla portava scintillarono. “Certamente.
Abbiamo conosciuto la tua ragazza calendario” rispose, ridendo. William
avvertì il desiderio di strozzarla.
Darla gli accarezzò un braccio. Aveva le unghie lunghe e smaltate di
viola. William la scrollò via con la sensazione che un ragno gli fosse
entrato in una manica.
“Non c’è bisogno che ti arrabbi, caro. Sanno tutti che
tieni le tue amanti per un anno.”
“Stavamo andando a respirare una boccata d’aria fresca”
dichiarò William, ignorandola. “Lieto di averti visto, Angel.
Ogni tanto vieni alle riunioni.” Poi, tenendo stretta Buffy , si diresse
alla porta.
“Fa davvero molto caldo qui” Darla si sventolò il programma
e li seguì.
Il foyer era tanto affollato da non potersi muovere . “Portami una bibita
fresca, Angel. Ti aspetto fuori.” Gridò William per superare
il frastuono.
Buffy tremava e rivoli di sudore le incollavano i capelli alle tempie. “Hai
bisogno di sederti?” le chiese. “Di andare in bagno?”
Vedendola annuire , la guidò in quella direzione. Gli sembrò
che lei stesse dentro per ore. Alla fine, non resistendo più, aprì
la porta del bagno delle donne.
“William! Non puoi stare qui” protestò Buffy, passandosi
un fazzolettino di carta sulla gola. Il colorito le era tornato e si era pettinata
e messa il rossetto.
“Sono ore che sei qui dentro” replicò lui, andandole incontro.
Buffy si alzò e gli tese la mano. “Grazie per essere venuto a
cercarmi” ammiccò “ la via è libera adesso? Possiamo
vedere l’ultimo atto?”
“Non vuoi tornare a casa?” William la spinse fuori, ignorando
gli sguardi delle persone presenti.
“No. Sto benissimo. Ho avuto solo un capogiro.” Arrivati nel palco,
William si sedette accanto a lei e le prese la mano. “Mi dispiace per
quello che ha detto Darla.”
“Non mi hanno dato fastidio” assicurò lei. “Mi dispiace
per lei. Le persone tanto meschine devono essere molto infelici” commentò
poi, tranquilla.
William chiuse gli occhi e premendosi la sua mano sul cuore, si godette il
resto della commedia.
La sua preoccupazione più grande era la salute di Buffy. Quei mancamenti
avvenivano con una regolarità allarmante. Non voleva che lei si ammalasse.
L’indomani avrebbe insistito per accompagnarla da uno specialista.
Mentre tornavano a casa in macchina, Buffy lo pregò di portarla nella
sua casa e cedette a malincuore quando lui insistette per restare con lei,
poi si appisolò contro la sua spalla. Appena a letto, fecero l’amore
con estrema dolcezza e si addormentarono abbracciati. Fu la sveglia di Buffy
a strapparlo dal sonno. Lei mormorò qualcosa e continuò a dormire.
Fuori era buio e faceva freddo. William avviò il motore e guardò
le finestre buie della casa , immaginandosi Buffy che dormiva al caldo e al
sicuro. Avvilito, controllò l’orologio e scoppiò a ridere.
Erano le tre del mattino.
Andarono
ad Aspen per qualche giorno. Il tempo era brutto e l’aria fredda. Mentre
Buffy cucinava un arrosto, William apparecchiò la tavola e versò
il vino nei bicchieri. “Sono affamato” si lamentò.
Buffy stava preparando una torta di mele ed era coperta di farina dalla testa
ai piedi.
“Togli l’arrosto dal forno e lascialo riposare. Dopo potremo mangiare”
attese che lui posasse la pentola sul ripiano , poi domandò con noncuranza
“Che cosa pensi di fare il giorno del Ringraziamento?”
“Il Giorno del Ringraziamento?”
“La festa che ricorre a Novembre”
William sorrise con indulgenza “Non ci ho ancora pensato, perché?”
“Io adoro il Giorno del Ringraziamento. Possiamo passarlo qui?”
“Certo”
Buffy si sfregò le mani , facendo mentalmente un programma. Avrebbe
cucinato un tacchino e una torta. Voleva che quel giorno restasse per sempre
nella memoria di William.
L’agnello arrosto risultò tenero e saporito, le patate e le carote
cotte alla perfezione.
William rise “Sei la sola donna che conosco che sembra intenta a fare
sesso mentre mangia”
“Amo le feste” rispose lei, sentendosi felice.
Quando ebbero pranzato, William la mandò a sedersi davanti al caminetto
e, dopo aver rigovernato la cucina, la raggiunse. Prendendo posto sul divano,
si mise in grembo i suoi piedi coperti da grosse calze di lana e cominciò
a massaggiarli.
“Quand’ero piccola” mormorò Buffy , guardando le
fiamme “Avevo un album di ritagli. Cercavo le immagini di piatti prelibati,
di feste e le incollavo in un quaderno. Mi piacevano soprattutto quelle che
mostravano delle famiglie felici che mangiavano in una grande cucina di campagna”
William smise di massaggiarla “Che cosa ne è stato di quel quaderno?”
Buffy arrossì “L’ho ancora. Sciocco, vero?”
“No” replicò lui “E’ molto triste. Perché
non ti sei mai sposata e non ti sei creata la famiglia che desideri tanto?”
Diglielo, pensò lei. Oh, Dio , questa è l’occasione perfetta
per dirglielo. Le parole le si formarono nella mente e poi svanirono come
neve al sole e il momento passò.
“Mi sono innamorata dell’uomo sbagliato”
“Quanti anni avevi?”
“Diciotto”
“Ti ha spezzato il cuore per sempre?” William si alzò e
andò a mettere dell’altra legna nel camino.
“Allora lo pensavo” non sapevo che sarebbe potuto essere molto
peggio, aggiunse tra sé.
“Non ho mai creduto che l’amore esistesse” William le sollevò
i piedi, le sollevò le calze e posò le mani sulla sua pelle
nuda. “Non mi sembra che valga la pena di spezzarsi il cuore”
“Quello che ti dà l’amore vale qualunque rischio”
“Se impari a conoscere troppo bene una persona, vedi tutti i suoi difetti
e le manchevolezze” affermò lui, guardando il fuoco. Fuori era
scesa la notte e l’oscurità premeva contro le finestre.
“Oppure puoi cominciare ad affezionarti” suggerì lei.
William scrollò le spalle. “Disprezzo i deboli” dichiarò.
“Forse sono solo esseri umani” A chi alludeva lui? A Darla? A
sua madre?
Un muscolo gli guizzò sulla mascella. “Mio padre mi considerava
debole”
“Lo eri, William” rispose lei con dolcezza “Eri soltanto
un bambino”
“Il pensiero di poter essere ancora tanto debole mi atterrisce”
confessò lui.
“L’amore rende forti. Parlo dell’amore di una madre per
un figlio, di un uomo per una donna. Abbiamo tutti bisogno di avere qualcuno
che ci voglia bene. Cerchiamo tutti quel posto in cui ci sentiamo amati e
protetti”
“La gente è quello che vuole essere” gli occhi di William
sembravano più chiari del solito. “Le scelte che facciamo ci
portano dove siamo. Se qualcuno non è contento, può fare delle
scelte diverse, non credi?”
“Penso di sì” rispose lei, assonnata.
“Diamo una festa, quando torniamo” propose William all’improvviso.
“va bene”
“Voglio dare una grande festa. Invitare tutti quelli che conosciamo”
Buffy sorrise. “Di colpo ti piacciono le feste?” domandò
sbadigliando.
“Questa sarà spettacolare”
“William” mormorò lei, sul punto di addormentarsi “Perché
vuoi dare una festa?”
Ottobre
“Tempismo
perfetto. Mi sono appena svegliata. Oh, bene , cioccolata” Buffy prese
un pasticcino .
Xander e Oz erano arrivati all’improvviso, portando dei dolcetti, e
lei li aveva condotti in cucina.
Mentre i due uomini si scambiavano uno sguardo, Buffy si raccolse i capelli
e li appuntò sulla nuca con una matita.
“Che cosa ha detto il medico?” domandò Xander.
“Come vanno i preparativi per la festa di domani?” chiese Oz nello
stesso momento, lanciando un occhiataccia all’amico.
“Bene” Buffy versò il caffè per loro e un bicchiere
d’acqua per sé. “Mi piace comandare la gente. Ho scoperto
di avere un talento particolare. Penso di andare là tra un paio d’ore
per controllare che tutto vada bene, poi cenerò con William. E’
così caro a dare una festa per mostrare agli ospiti la casa”
“Già” convenne Xander “Così caro”
“E’ orgoglioso del lavoro che hai fatto” dichiarò
Oz “Stai diventando sempre più brava, Buffy. Vuole far conoscere
a tutti il tuo talento.”
“Che cosa carina da dire!” Buffy si leccò la cioccolata
dalle dita. “Ho una buona notizia da darvi e… delle altre notizie”
“Qual’ è quella buona?” domandò Xander , mangiando
un pasticcino con voracità.
“Quella buona è che sono contenta che apprezziate il mio lavoro
perché molto presto tornerò a lavorare a tempo pieno”
“E poi?” la stimolò Oz, vedendo che non aggiungeva altro.
“L’altra notizia è… che sono incinta” Buffy
guardò l’uno e l’altro. “E non azzardatevi a dirmi
te l’avevo detto”
“Credevo che usassi dei contraccettivi”
Buffy strinse le labbra, prima di rispondere. “In questi ultimi tempi
li ho usati….quasi sempre” replicò lei.
“Si dovrebbero usare OGNI volta” puntualizzò Xander.
“A volte non c’è tempo”
“Oh , risparmiami ti prego” gemette Xander.
“Oh , bene, un’altra piccola cosa che è andata storta”
commentò Oz , dandole dei colpetti sulla mano.
“ma tu non la consideri una brutta notizia, vero?” domandò
Xander.
“No” Buffy prese un altro pasticcino.
“Allora perché ti mangi le unghie?”
“Questa notte dirò tutto a William”
“Tutto?” Oz inarcò le sopracciglia.
“Tutto.” Buffy si alzò e andò alla finestra. Nella
luce incerta , il giardino aveva un’aria triste. Gli alberi erano spogli
e c’erano pochi fiori. Doveva tenere a mente che dopo l’inverno
veniva la primavera.
“Dio, che pasticcio. Sono estasiata all’idea di avere un bambino.
Ma ho paura della reazione di William.”
“Non è un po’ come il ladro che è dispiaciuto dopo
che è stato acciuffato?” disse Oz.
“Io non sono stata acciuffata” Buffy si morsicò l’unghia
del pollice e si appoggiò contro la finestra. Indossava una pesante
vestaglia rosa, ma era a piedi nudi e il pavimento era freddo. “Non
avevo previsto tutto questo. Credevo che sarei rimasta incinta molto prima.
Così, invece, non ho fatto altro che innamorarmi ancora di più
di William” sospirò “Scoprire che sta per diventare padre
non lo farà saltare di gioia”.
Scostandosi dalla finestra , tornò a sedersi e si abbracciò
le ginocchia.
“Il gioco andava bene quando eravamo solo noi due , ma io non intendo
giocare con il mio bambino. Non posso mentire più. Inoltre… come
posso aspettarmi che William prenda una decisione riguardo a noi, se non conosce
i fatti?”
“sarà furioso” l’avvertì Xander.
“Lo so” convenne lei con calma “Però devo dirglielo
lo stesso”
William
entrò in salotto e si guardò intorno con aria critica. Il tavolo
era apparecchiato con una tovaglia di damasco rosa e i cristalli e gli argenti
scintillavano.
Deglutendo nervosamente , si frugò in tasca per l’ennesima volta.
Dio , era nervoso come un dannato scolaretto. Sospirando, andò a versarsi
uno scotch.
Buffy era magica. Era il suo talismano contro la solitudine. Era calore e
risate. Era dolce , amorevole e aperta. William si sedette sulla sua poltrona
preferita. Nella pallida luce del crepuscolo , vedeva una parte del viale
e la piccola auto di Buffy che si avvicinava.
Buffy con i suoi splendidi occhi verdi, con i capelli color del miele , con
il suo corpo da dea…
Perfino il sesso che faceva con lei era diverso. Buffy aveva ragione. Loro
facevano l’amore, non si trattava solo di sesso, ed era meraviglioso.
Ma c’era di più. La sua intelligenza, il suo umorismo, la sua
onestà e integrità. Con lei aveva imparato ad odorare i fiori
e a rilassarsi. E in una certa misura a fidarsi. Buffy sarebbe arrivata a
momenti. Avrebbero cenato e dopo lui le avrebbe dato la scatolina che aveva
in tasca. Chiudendo gli occhi , immaginò la faccia che Buffy avrebbe
fatto, vedendo l’anello. Di certo gli avrebbe buttato le braccia al
collo e lo avrebbe baciato.
Perso nei suoi pensieri, non udì la macchina arrivare, ma udì
la porta che si apriva e i passi di lei sul marmo , sul legno, sul tappeto.
Aprì gli occhi e la guardò. Era bellissima.

senza
dire una parola, Buffy attraversò la stanza e si sedette sulle sue
ginocchia. William le accarezzò la pelle della guancia e del collo
e la baciò con passione.
“Dio, Buffy” gemette, quando lei sollevò la testa.
“Dobbiamo parlare” gli sussurrò sulla gola.
“Dopo cena” William le alzò il vestito sfilandolo dalla
testa.
Con addosso solo i sandali e gli slip , era una fata. William le accarezzò
le gambe, poi la fece distendere sul ripiano dello scrittoio.
Buffy abbassò le palpebre e allargò le ginocchia, aspettando
che lui le sfilasse le mutandine. Tremava e William indugiò un attimo
a guardarla.
Voleva che durasse.
Voleva dimostrarle quanto la desiderava, amarla finchè fosse stata
troppo debole per rifiutargli qualcosa. Ma nel momento in cui la penetrò
e sentì il suo calore, fu perduto.
Il loro orgasmo fu immediato e violento e lui le crollò addosso, il
viso premuto contro il suo collo. Poi, rimanendo dentro di lei, cominciò
ad accarezzarle il viso e i capelli.
“Continua così per altri vent’anni” mormorò
Buffy, allungando le braccia sopra la testa e sorridendo come una dea pagana.
“Sei insaziabile, passerotto”
“E’ un problema?” domandò lei in tono pigro, allacciandogli
le gambe intorno ai fianchi.
“Non per me. No” William puntellò le mani sullo scrittoio.
“Mi fai impazzire, Buffy. Quando sono con te , ti voglio. Quando ti
sono lontano, penso a te ogni minuto. Mi tieni in ansia. Mi fai ridere. Mi
fai credere nei sogni. Vorrei.. avvolgerti in una nuvola e portarti sulla
montagna più alta per tenerti al sicuro” prendendole una mano,
le baciò tutte le dita.
“Mi ecciti, eppure la tua presenza mi calma. Sei imprevedibile e i tuoi
passatempi mi danno le palpitazioni. Io mi fido di te più di chiunque
altro…”
Di colpo la vide impallidire e una paura terribile gli attanagliò il
cuore. “Che c’è , amore?” sussurrò.
Lei chiuse gli occhi a lungo, poi si umettò le labbra. “Oggi
sono andata dal medico.” Dichiarò con voce tremante. Un brivido
gli corse lungo la spina dorsale e William si staccò da lei, gli occhi
annebbiati dal terrore, il cuore martellante e le mani sudate.
Passando le dita tra i capelli tirati indietro dal gel, imprecò sottovoce

.
“Oggi sei andata dal medico… Oh, Buffy” chiuse gli occhi
e poi li riaprì. Lei era pallidissima, le labbra esangui. Doveva trattarsi
di una cosa grave, se era tanto turbata.
“Che cosa ti ha detto? Qualunque cosa sia, l’affronteremo insieme.
Diavolo ho più soldi di …
troveremo il miglior specialista del mondo, andremo…”
il telefono si mise a squillare mentre Buffy sussurrava il suo nome con voce
tremula e spaventata.
“Dimmelo, per l’amor di Dio!” gridò lui, ignorando
gli squilli.
“Io…io…” Buffy si morsicò le labbra. “Prima
rispondi”
“Al diavolo il telefono! Cos’ha detto il medi…”
Buffy afferrò la cornetta e gliela diede.
“Pronto!” rispose lui, continuando a fissarla. Che cosa avrebbe
fatto se Buffy fosse morta?
“Che cosa hai detto?” urlò, non appena riconobbe la voce
di Wesley. “Mary vuole 5 milioni di dollari?” se possibile, Buffy
diventò ancora più cadaverica e scivolò giù dallo
scrittoio. Dannazione, stava andando tutto storto. Aveva stabilito di chiederle
di sposarlo e poi spiegarle la brutta storia del matrimonio. Adesso tutto
lo sporco sarebbe venuto a galla!
“Va bene, daglieli!” sbraitò, impaziente di chiudere la
comunicazione. Buffy si era rimessa il vestito e stava cercando le mutandine.
“Sì, tienimi aggiornato.” Concluse, sbattendo giù
il telefono.
“Insomma,che cosa mi nascondi? Che cosa diavolo ha detto il medico?

“non avrei potuto dirglielo nemmeno se ne fosse andato della mia vita”
dichiarò a Wesley, il mattino dopo alle nove, nello studio legale di
Los Angeles.
“ero così furiosa che sono scappata via. Solo Dio sa che cosa
deve aver pensato
William . so che sei il suo avvocato, Wesley, ma noi due ci eravamo messi
d’accordo. Vuoi spiegarmi perché Mary gli ha chiesto 5 milioni
di dollari?”
l’interfono suonò, annunciando l’arrivo di Rupert Giles.
Buffy roteò gli occhi. “Lo hai chiamato perché avevi paura?
Dannazione Wesley. Come hai potuto farmi una cosa simile?”
Rupert entrò, chiuse la porta e le posò una mano sulla spalla.
“Siediti Buffy, non è come pensi”
Buffy scrollò via la mano e si lasciò cadere sul divano di pelle,
davanti allo scrittoio.
“Che cosa avete complottato voi due? Mi sembrava di essere stata chiara
anni fa. NIENTE Più SOLDI DA WILLIAM!! Dannazione , ero quasi riuscita
a mettere da parte quello che mi… non mi stupisco che pensi tanto male
delle donne. E adesso avete peggiorato la situazione. Dio. Non ne posso più”
“Buffy, aspetta” Rupert la guardò con ansia. “William
non sentirà la mancanza di quel denaro. E’ un uomo generoso.
Volevamo solo essere sicuri che tu ti trovassi in una posizione tranquilla
nel caso lui non si fosse innamorato di te. Noi…” non riuscì
a concludere.
“Bene” scattò Buffy “ Adesso non mi amerà
di sicuro. Non ho bisogno che William mi mantenga.” Si alzò di
scatto e si mise a camminare avanti e indietro per la stanza.
Allarmati , i due uomini videro che aveva il viso rigato di lacrime.
“Dio..” imprecò a denti stretti “Cosa.. cosa gli
dico adesso?… Mary vuole 5 milioni di dollari per divorziare; che cosa
avete fatto?? Come avete potuto farmi questo??”
“Tesoro” Rupert guardò prima Wesley, poi lei. “tra
un mese William…” s’interruppe , cercando le parole.
“Una donna come te dovrebbe essere idolatrata” mormorò
Rupert, sconsolato. “Se mio nipote non ti tiene stretta, è un
idiota. Ma sapevi che questo sarebbe successo.”
Buffy tirò a lungo un sospirò . “Io lo amo. Volevo solo
essere… amata. Tra un mese io e William ci saremmo lasciati..”
si asciugò nervosamente le guance, per tornare seria. “ Lasciate
che Mary gli conceda il divorzio. Se prenderete un solo centesimo… io
giuro che ve la farò pagare!” Buffy si diresse verso la porta.
Rupert e Wesley si alzarono. “ Buffy” al suono della voce di Rupert
, Buffy si fermò davanti alla porta “ Lo abbiamo fatto solo perché,
quando il vostro rapporto fosse finito, ti restasse qualcosa.”
“Mi resterà qualcosa, Rupert. Credimi” disse senza voltarsi,
poi se ne andò.
Capitolo 10
Era
stata una mattina infernale ed erano solo le dieci. William aveva ordinato
ad Anya di non passargli alcuna telefonata e stava facendo il numero di Buffy
per l’ennesima volta.
Dove diavolo era? La sera prima , dopo che lei era scappata via senza rispondergli,
aveva cercato di chiamarla più volte. Poi si era precipitato a casa
sua ed era rimasto tutta la notte seduto in macchina nel viale, aspettando
che lei tornasse, ma lei non si era fatta viva. Aveva parlato con Oz, con
Xander, con Rupert e alla fine si era rivolto agli ospedali. Nessuno sapeva
dove diavolo fosse. La sua preoccupazione era diventata angoscia. Sospirando,
si premette le dita sulle tempie e cercò di ragionare. La sera prima
Buffy era stata sul punto di dirgli qualcosa di importante. Qualcosa che le
era difficile esprimere. Che cosa poteva essere? Le supposizioni diventavano
sempre più allarmanti. In quelle ultime ore aveva immaginato le malattie
peggiori. In quel caso,nemmeno lui avrebbe potuto far niente.
Chiuse gli occhi, ignorando gli squilli del telefono e il mormorio di voci
nell’altra stanza. Voleva pregare, ma non sapeva come. Le parole gli
si affollarono nella mente e lui supplicò, contrattò, fece delle
promesse, tenendo gli occhi chiusi così strettamente da farli lacrimare.
Udendo il rumore della porta che si apriva, sollevò la testa , irritato.
“Anya, ti avevo detto di non disturbarmi a meno che…” le
parole gli morirono in gola e lui si sentì inondare di rabbia, di sollievo
e di qualcosa di troppo fragile da nominare.
“Dove diavolo sei stata?” domandò, mentre Buffy entrava
e si sedeva davanti allo scrittoio.

Era
molto pallida;ombre scure le cerchiavano gli occhi, conferendole un’aria
di grande fragilità.
“Dio” mormorò lui “Scusami. Non sono arrabbiato con
te. Ma quando non sono riuscito a trovarti.. Per l’inferno , Buffy…”
“Mi dispiace… io.. avevo bisogno di tempo”
l’angoscia rese aspra la voce di lui . “Dove sei stata la notte
scorsa?”
“In un albergo a … a San Josè”
“perché, per l’amor di Dio?” William si passò
le dita tra i capelli. “Non tacere, Buffy. Qualunque cosa sia, dimmela”
ardeva dal desiderio di abbracciarla, ma temeva che quando lei gli avesse
dato la brutta notizia, l’avrebbe spezzata in due.
Due grandi occhi chiari lo fissarono. “Sono incinta, William”
Per qualche secondo il sollievo di sapere che non doveva morire fu così
profondo da impedirgli di parlare. Poi la fissò e rielaborò
quello che lei aveva detto.
Incinta.
Aveva pensato ai medici e agli specialisti del miglior sanatorio in Svizzera
e lei aspettava un bambino.
La collera l’ottenebrò. “Sei incinta” ripetè
in tono gelido. Poi si alzò e premette i pugni sullo scrittoio. “Di
chi?”
Buffy trasalì “Di te, naturalmente”
“Non credo proprio, passerotto.” Una vena gli pulsava sulla tempia
e il suo sguardo era tempestoso.
“Mi sono fatto fare una vasectomia anni fa” (per chi non lo sapesse
è un intervento chirurgico che praticamente fa diventare sterili***)
lei smise per un attimo di respirare. “No.. non è poss .. ”
William le lanciò l’ultima frecciata “Dopo che tre delle
mie amanti avevano affermato di aspettare un figlio da me. Non lavoro per
loro e certo non lavorerò per te”
Buffy balzò in piedi e si protese verso di lui, gli occhi fiammeggianti.
“Figlio di putt…! Perché non me lo hai detto? Come hai
potuto non dirmi che…”
“Io ho osato?” ribattè lui, furibondo. “Sei gentile
a guardarmi negli occhi dopo avermi pugnalato alle spalle. Le altre, perlomeno,
tenevano a bada la loro avidità fino alla scadenza del contratto. Ecco
perché non hai voluto firmarlo. Pensavi di romperlo appena avessi avuto
una presa su di me. Non potevi aspettare, vero? Avresti potuto indagare, prima
di ..”
Parlando, si accese la sigaretta nervosamente.
“Non è vero” replicò Buffy “Non ho programmato
questa gravidanza” guardò verso la finestra e si morsicò
le labbra. “ecco, forse all’inizio l’ho fatto. Ma dopo ho
cambiato…”
William socchiuse gli occhi. “ dall’inizio? Cristo..” disse
con un sorriso forzato, falso.
“Sì. No “ rispose lei, il volto in fiamme.
“E’ un sì o un no?”
“Ho cambiato idea” ribadì Buffy con calma “Ho capito..
che non potevo farlo senza..”
“Giusto” ringhiò lui. “E’ stato un’ incidente?
Un puro caso…vero, Buffy? Avevi ragione..” aggiunse con crudeltà.
“Sei esattamente come tua madre, una sgualdrina da..”
“Oh, cielo. Non farmi questo” la voce le tremò. “Ti
prego”. Lui vide che i suoi occhi si erano spenti, come se una mano
indifferente avesse soffocato la luce che aveva dentro.
Era stata la sua mano, pensò, ma non aveva ancora finito. “Oh,
ti chiedo perdono. Non hai mai voluto accettare i miei soldi, vero?”
domandò in modo canzonatorio,velenoso. “Quanto credi che valgano
gli orecchini che porti?”
Buffy si portò una mano all’orecchio su cui brillavano dei diamanti
e dei rubini. “Non sap…”
“più o meno cinquantamila”
“mi avevi detto che erano bigiotteria”
“Più grandi sono, meglio è. Non mi hai detto così…BUFFY?”
“Sì, ma intende…”
“non sai distinguere un brillante da un pezzo di vetro?” domandò
lui con derisione. “Pensi che sia stupido? .. se vuoi posso pagarti
un corso di GEOLOGIA”
Buffy si tolse con cura gli orecchini e li posò sullo scrittoio.
“Oh , quelle labbra tremanti sono molto ad effetto” commentò
lui, rimettendosi a sedere. “ma dimentichi che non sei la prima attrice
che mi porto a letto. Devo dire che almeno il sesso ha reso quasi tollerabile
questo fiasco. Quasi. “ripetè con un sorriso amaro. “Darmi
la tua verginità ha compensato la spesa dei gioielli. Rimediavi con
l’entusiasmo alla mancanza di esperienza. Quelle recite ti avrebbero
valso un premio, se non avessi fatto beneficiare altri uomini delle cose che
ti insegnavo”.
Buffy curvò le spalle, preparandosi ad un altro colpo.
William se ne accorse, ma proseguì con perfidia.
“Tutte quelle proteste per i regali… era tutto un inganno, vero?
In attesa di un dono più grosso, dico bene?”
“No” gli occhi bugiardi di lei lo fissarono. “Volevo solo
te”
“Ebbene , eccomi, mi hai avuto” la collera lo accecò. “C’
è nient’altro?” domandò , vedendo che lei non si
muoveva.
“In realtà, sì” Buffy si asciugò una lacrima.
“Ma adesso non mi sembra il momento di parlarne” si alzò
e lo guardò negli occhi. “Non sono andata a letto con altri uomini,
William. Quando ti sarai calmato, lo capirai”
“Sono calmissimo” dichiarò lui, digrignando i denti. “ti
concedo 30 secondi per spiegarmi come credi che sia potuto succedere”
Buffy si spostò dietro la poltrona, usandola come uno schermo contro
la sua rabbia. “Non mi sembra il momento per…”
“Invece è il momento perfetto” replicò William.
“Vuoi farmi credere all’immacolata concezione?” disse spegnendo
la sigaretta nel posacenere.
“Abbiamo fatto l’amore al mattino, a mezzogiorno e alla sera.
E’ meglio che tu vada a parlare con il tuo medico. La vasectomia non
ha funzionato”
“Hai detto che prendevi la pillola..”
“No. Ho detto che mi sarei occupata dei contraccettivi, ma.. hai ragione.
Io volevo rimanere incinta. E lo volevo a tutti costi. Non era per incastrarti.
Volevo un bambino. Poi mi sono innamorata di te e da allora ho cominciato
a usare..” Buffy piangeva a dirotto ormai “.. … ma a volte
non facevo in tempo e…” un forte singhiozzo la fece fermare.
William era imperturbabile.
“non sapevo di essere incinta. Non avevo concepito per tanti mesi che..
credevo… che questo bambino.. non dovesse nascere”
William scoppiò a ridere e lei, sentendosi vacillare, si aggrappò
allo schienale della poltrona. Poi l’orgoglio le fece sollevare il mento.
Lui la guardò e la purezza del suo viso, la rassegnazione del suo sguardo
gli diedero una fitta al cuore. Non doveva farsi ingannare, l’esperienza
lo aveva dimostrato. Buffy voleva intrappolarlo proprio come le altre donne.
Voleva i suoi soldi ed era stata sul punto di ottenere molto di più.
Maledetta la sua anima. Era stata lì per farlo …cercando di non
guardare la sua pelle levigata e i suoi capelli, le lanciò un ultimo
sguardo. “Chiamerò Wesley e gli dirò di liquidarti. Puoi
chiamarlo oggi pomeriggio”
“non possiamo parlarne in modo razionale?” la voce di Buffy era
roca e soffocata. Lottava contro le ultime lacrime, e come al solito, non
aveva un fazzoletto.
“Io ti amo” sussurrò, piangendo.
“No, non è vero”
lei chiuse gli occhi e un altro singhiozzo le sfuggì dalle labbra.
“Non fare una scena patetica. Ti preferisco quando sei una gattina selvatica”
le disse avvicinandosi e cercando di toccarle il viso, ma lei si scansò
di scatto.
Lui la guardò furioso. La maledisse. La maledisse perché aveva
tentato di attribuirgli quella paternità. Se lei glielo avesse chiesto,
le avrebbe dato tutto, fino all’ultimo centesimo. La maledisse perché
lo costringeva a stringere le gambe per evitare di mettersi in ginocchio e
supplicarla di restare comunque.
Dolore e umiliazione lo sommersero a tal punto che credette di non riprendersi
mai più.
“Non c’è alcun bisogno che chiami Wesley. Non sono venuta
a letto con te per…”
“I soldi?”
lei alzò lo sguardo e lo guardò supplichevole un ultima volta
“ Io amo il nostro bambino. Amo te, la nostra vita insieme… non
volevo nient’altro da te…”
William fu travolto dalla collera. “Salvo quel bambino da un milione
di dollari” ringhiò, ignorando il suo tremito convulso. “Fa
il test del DNA. Se è mio, lo riconoscerò altrimenti..”
“No”
“No?”
“Io so ESATTAMENTE chi è il padre” Buffy si passò
una mano sul viso. “e so esattamente che E’ MIA, E NON PERMETTERò
A NESSUNO DI PORTARMI VIA LA MIA BAMBINA”
William non si accorse di aver aggirato lo scrittoio finchè non si
trovò con le mani artigliate sulle fragili spalle di lei. Vedeva che
la sua ira l’aveva sconvolta. Bene, ma non aveva ancora finito.
“Questa sera avrei festeggiato il nostro fidanzamento. Intendevo sposarti.
Volevo prendermi cura di te per il resto della nostra vita” dichiarò.
Poi rise con amarezza e la lasciò andare.
Buffy vacillò, si riprese e si sfregò le braccia, tremando violentemente.
“William, ti prego…”
Lui andò alla porta, pronto ad aprirla e a sbatterla fuori, ma udì
il suo respiro tremulo e si fermò. Accidenti a lei. Accidenti a lei,
pensò, vibrando un pugno contro il muro.
Una mano crudele gli strinse il cuore e il dolore gli si irradiò lungo
il braccio. In preda all’ira, aprì la porta.
“Vattene” ringhiò “ Non voglio vederti mai più”
Buffy chiuse gli occhi. Prese la borsa e guardò la crepa nel muro.
Poi pallida ma risoluta, andò alla porta e si fermò.
“Devo chiamare la sicurezza?” la minacciò lui.
Senza dire nulla, soltanto tentennando ancora qualche secondo, Buffy aprì
la porta e se ne andò.
(sottofondo
= Elisa- Raimbow)
“L’ho perso… “ confessò Buffy,disgustata e
furibonda, seduta sul divano, abbracciata al cuscino,circondata da fazzolettini
appena aggrovigliati. “E’ finita… ho pianto davanti a lui!”
gridò.
“Sei incinta di suo figlio e quel bastardo ti ha spezzato il cuore”
la commiserò Xander. “ ci credo che tu abbia pianto”
“Ha perso la testa” mormorò lei, stringendo ancora di più
il cuscino. “Era così furioso, ferito… dannazione , perché
mi sono messa a piangere di fronte a lui?”
“perché quel figlio di puttana ti ha ferita” riconfermò
Xander , sedendosi sul bracciolo del divano.
Buffy si voltò di scatto. “Non è un figlio di puttana”
prese il fazzolettino di carta che Oz le porgeva e si soffiò il naso.
“Bè, forse lo è qualche volta, ma le mie lacrime lo hanno
fatto sentire peggio”.
“Lui si è sentito peggio?” ripeterono i due ragazzi in
coro.
“Quel poveretto desiderava solo una relazione pacifica, priva di complicazioni.
Io non dovevo innamorarmi”
“perdonami se cerco di inserire una nota realistica in questa conversazione,
ma.. non ha contribuito anche lui al concepimento?” domandò Oz.
“Afferma di aver fatto una vasectomia. Dio, mi sono sentita così
stupida…”
“Accidenti, Buff . sei una sciocca.” Xander prese una manciata
di fazzolettini e le pulì il viso dal mascara che le era colato sulle
guance. “chiama mio fratello. Porta via a quel disgraziato tutti i suoi
soldi. Oz e io saremo i padri putativi del tuo bambino.”
Buffy gli rivolse un sorriso distratto. “Vi ringrazio. Voi due sareste
dei papà meravigliosi, ma non posso…ho distrutto le sue ultime
illusioni. Non è colpa sua se non vogliamo le stesse cose. William
non ha mai finto di essere diverso da quello che è. Sono io che ho
frainteso. Non mi ha mai fatto delle promesse. Cominciava a fidarsi di me.”
Imbronciò le labbra mentre una grossa lacrima scesendeva sul viso.
“era così distrutto… ha detto che voleva sposarmi”.
“Tu sei già sposata” le ricordò Oz.
“Oh, per l’amor del cielo! Lui non lo sa.” Gli occhi le
si colmarono di nuovo di lacrime. “Ho mentito. Se il fatto che io sia
incinta lo ha imbestialito, che cosa succederà quando saprà
tutto il resto?”
“E’ meglio che lasci il paese” rispose Oz , scherzando solo
in parte.
Buffy tentò di sorridere “Com’è possibile che se
hai il cuore spezzato, continui a sentire che ti si rompe dentro?”.
Solo la sua stupidità le aveva permesso di credere che stando vicina
a William per dodici minuti , per non parlare di 12 mesi, non si sarebbe innamorata
di lui. Avrebbe dovuto divorziare anni prima, invece di portarsi in giro i
documenti del divorzio. Adesso aveva solo un bambino che non avrebbe mai conosciuto
suo padre.
La gola le si chiuse. Aveva imparato a conoscerlo così bene. Come poteva
sperare di salvare il suo orgoglio dopo quello che gli aveva fatto?
Avrebbe dovuto dirgli subito chi era, pensò con rammarico. Avrebbe
dovuto fare molte cose. L’unica che non avrebbe dovuto fare era innamorarsi
di lui.
Lo aveva ascoltato in ufficio, e sebbene le sue parole fossero tanto crudeli,
aveva intuito che sotto la collera lui stava soffrendo in modo atroce.
Ma forse si sbagliava. Altre volte aveva interpretato male le sue espressioni.
Lo aveva guardato, incidendosi nella mente i suoi tratti, lo sguardo tagliente
dei suoi occhi chiari. Adesso era finita. In qualche modo lo aveva sempre
saputo. Solo i film e i romanzi hanno un lieto fine.
Sospirando, si posò la mano sul ventre arrotondato. Non volendo, lui
le aveva dato il regalo più prezioso che esista al mondo. Quello che
aveva sempre desiderato.
Sta attenta a quello che desideri, le aveva detto sua madre, guardando la
porta chiudersi dietro un altro uomo.
“Che cosa pensi di fare ora?” le domandò Oz.
“Come disse Rossella O’Hara, domani è un altro giorno.”
Buffy prese dalla scatola un’altra manciata di fazzolettini. “ma
prima devo piangere un po’”.
Capitolo 11
Era
la metà di Dicembre, un periodo dell’anno che William detestava.
Dovunque guardasse, il Natale risplendeva. Ogni negozio era addobbato di rosso,
di verde e d’oro.
Chiuse gli occhi e la vide. I grandi occhi scintillanti, la bocca morbida
dischiusa… nella sua mente eccheggiò la sua risata. Nelle narici
sentì il suo profumo. Ah, diavolo!
Non faceva che pensare a Buffy. Buffy che gli sorrideva, Buffy sporca di farina.
Buffy. Buffy. Buffy.
Buffy adorava le feste, e il Natale era la sua festa preferita. La storia
del suo quaderno dei sogni gli aveva quasi spezzato il cuore. Tutte quelle
fotografie ritagliate dai giornali…speranze mai realizzate.
Si era convinto che anche quelle fossero state delle bugie. Lei aveva voluto
quel dannato bambino. Aveva programmato il suo attacco con la perizia di un
generale. Le sue armi erano state vecchie come quelle di Eva, ma avevano funzionato.
Dio, era diventata furiosa quando le aveva detto della vasectomia. Furiosa!
Non voleva pensare a Buffy. Ma quel periodo dell’anno non faceva che
ricordargliela.
Premette il pulsante per aprire il cancello della sua proprietà, odiando
la sua casa buia e vuota. Per fortuna quella sera aveva invitato Rupert a
bere un aperitivo prima di andare a cena fuori con lui.
Dall’ultimo incontro con Buffy, non aveva quasi mai visto Rupert. La
compagnia di suo zio gli piaceva, anche se sapeva che lui cercava di manipolarlo.
Quella sera gli avrebbe detto a chiare lettere che l’argomento Buffy
era tabù.
Aveva concesso un mese di ferie a tutta la servitù perché si
era stancato dei loro sguardi accusatori. Avevano adorato Buffy. Avrebbe dovuto
raccontare loro il miracolo dell’immacolata concezione.
Si era abituato ad avere Buffy che lo aspettava con tutte le luci accese in
segno di benvenuto. Non voleva pensare al suo sorriso o al suo abbraccio confortante.
La casa che lei aveva trasformato in un focolare era tornata a essere un edificio
in cui odiava entrare.
Ma un tempo era stato bene senza di lei e presto sarebbe stato bene di nuovo.
Non aveva bisogno di lei.
Le sue dita si strinsero in modo convulso intorno al volante. Piccola strega
traditrice. Per poco non si era reso ridicolo. I giornali avevano già
fatto a pezzetti Buffy, una ragazza calendario che non aveva completato i
12 mesi. La gente faceva mille supposizioni, ma lui non ne teneva conto. Toccava
all’ufficio di pubbliche relazioni occuparsi della stampa. Cercava di
convincersi che lei fosse stata una breve parentesi , ma in realtà
Buffy aveva cambiato la sua vita. Non si sarebbe più preso un’amante
per un periodo prefissato. Dio, il sesso era l’ultima cosa a cui pensava.
Buffy gli aveva rovinato perfino quello.
Quell’anno avevano deciso di trascorrere le vacanze a Londra e non aveva
intenzione di dire agli amici che era ancora in città. Una parte di
lui rimpiangeva di averle regalato la casa di Aspen. Buffy non gli permetteva
nemmeno di odiarla.
Mentre fermava la Porche davanti alla porta , cominciò a piovere, una
pioggerellina uggiosa che bagnava i rami spogli degli alberi. Doveva cambiare
i suoi piani e andare in un posto caldo, decise, salendo i gradini e aprendo
la porta. Un posto in cui non era mai stato con Buffy.
La prima cosa che lo colpì quando chiuse l’uscio fu il profumo.
Doveva essere impazzito. La casa era vuota , eppure sentiva un forte profumo
di pino e di cannella e il piacevole aroma di una torta di mele che si cuoceva.
Gettò il cappotto sul tavolo dell’ingresso, ma non appena entrò
nel suo studio si bloccò e socchiuse gli occhi.
Un grande albero di Natale , scintillante di luci , occupava l’angolo
vicino alla finestra e il suo profumo permeava la stanza. Nel caminetto le
fiamme crepitavano, illuminando i pacchi natalizi ammucchiati sotto l’albero.
Un piatto di biscotti fatti in casa era posato sul tavolino accanto alla caraffa
di cristallo.
Buffy.
Il cuore prese a battergli furiosamente e William inspirò come se stesse
morendo.
Buffy era a casa.
Flettè le dita . pazzo. Se fosse stata lì, l’avrebbe sbattuta
fuori in due secondi. Non aveva bisogno di lei e di certo non voleva festeggiare
il Natale in sua compagnia.
“Buffy!” uscì come un demente dalla stanza e girò
per la casa vuota urlando il suo nome.
Dovunque guardasse, vedeva il segno che lei era stata lì.
E poi se n’era andata.
Folle d’ansia e di rabbia , aprì le porte di stanze mai usate,
guardò dentro gli armadi. Nella sua camera da letto aleggiava il profumo
di Buffy , ma lei non c’era.
Il suo lato dell’armadio era ancora pieno di tutti i vestiti che le
aveva regalato. Chiuse con rabbia lo sportello per bloccare l’aroma
di pesca, gioia e solitudine.
Quell’intrusione , proprio quando stava per dimenticarla, lo imbestialì.
Accidenti a lei. Come osava intrufolarsi nella sua casa e distruggere quel
poco di pace mentale che aveva trovato?
L’immagine della sua Buffy incinta del figlio di un altro uomo lo colpì
come una pugnalata. Quell’immagine sarebbe mai svanita, o sarebbe stata
sostituita da quella di Buffy che teneva in braccio il figlio di un altro?
Mentre tornava di sotto, il dolore alle mascelle gli fece capire che aveva
digrignato i denti.
Buffy aveva agito in quel modo per tormentarlo, ma lui non glielo avrebbe
permesso. Controllandosi, si versò due dita di brandy e osservò
i regali sotto l’albero. Un rettangolo di feltro verde copriva un oggetto
lungo e curvo su cui era appuntato un biglietto.
William s’inginocchiò e lo staccò con mani tremanti.
“Fingi di avere sette anni e di essere appena sceso dalla tua camera la mattina di Natale”
Aveva scritto lei. Per un attimo, William chiuse gli occhi brucianti.
“Non posso far parte del tuo futuro. Sono stata solo una piccola parte del tuo presente. Volevo darti qualcosa del tuo passato…”
il
biglietto non era firmato.
“Dannazione, Buffy!” William bevve un lungo sorso e sollevò
il telo. Era un trenino. Perfetto in ogni dettaglio. La locomotiva nera e
scintillante trainava una serie di vagoni e di carri pieni di piccoli regali.
Le lacrime gli annebbiarono la vista. William battè le palpebre e premette
un bottone. Il treno partì con un fischio e dalla motrice salì
un filo di fumo. Un sorriso riluttante gli curvò le labbra.
Buffy aveva disposto le rotaie intorno allo scrittoio, alle poltrone e ai
tavoli. Osservò il treno per più di mezz’ora, chiedendosi
perché lei avesse compiuto quel gesto. Ma non si sarebbe lasciato incantare.
Riempiendosi di nuovo il bicchiere, portò con sé il piatto dei
biscotti e si sedette sul pavimento. Sgranocchiando un biscotto, chiuse gli
occhi e ascoltò il rumore ritmico delle piccole ruote sulle rotaie.
A sette anni avrebbe dato l’anima per possedere un treno come quello.
Buffy se n’era ricordata.
Buffy, che non aveva mai ricevuto un regalo prima di diventare adulta. Buffy
, che non gli aveva mai chiesto niente.
Mentre un carro passava accanto al suo ginocchio, un pacchettino cadde per
terra. Lo aprì con trepidazione. Dentro c’era uno yo-yo. In un
altro c’era un coltello a serramanico.
Ogni regalo rappresentava qualcosa che aveva desiderato da piccolo. Aprì
un pacchetto incartato di rosso e trovò una camicia di flanella , in
un altro c’era un blusotto da aviatore.
Si tolse la giacca e infilò le maniche. In tasca c’era una lunga
sciarpa di seta bianca. Buffy non aveva dimenticato niente.
Seduto per terra, prese un cuscino dal divano e sentì che era ancora
impregnato del suo profumo. “Accidenti a te” mormorò, stringendolo
al petto.
Intorno a lui, il pavimento era disseminato di regali e di carte colorate.
Da bambino aveva desiderato tutte quelle cose e Buffy gliele aveva date venticinque
anni dopo.
Mentre il treno continuava a correre, prese l’ultimo regalo. La scatola
stretta e piatta era incartata con una carta dorata e nascosta sotto tutti
gli altri pacchi, quasi dietro il tronco dell’albero.
William bevve il brandy, desiderando che quello che era successo nel suo ufficio
fosse stato un brutto sogno. Che Buffy non l’avesse mai tradito. Che
tra poco sarebbe entrata ridendo, gli occhi pieni d’amore.
I regali che gli aveva fatto erano così… giusti. Buffy lo conosceva
tanto bene che era riuscita a penetrare sotto le sue difese.
Rigirò tra le mani l’ultimo pacco , accarezzando la carta dorata
come se, non sapendo cosa fosse, potesse trattenerla in quella stanza ancora
qualche minuto. Perché tutto quello che faceva quella donna lo incantava?
Buffy aveva sperato con quei doni d’indurlo a credere che la vasectomia
non avesse funzionato?
Un senso di profonda amarezza s’impadronì di lui. Lui, un uomo
che non aveva mai vacillato, che non aveva mai avuto un attimo di indecisione
, di colpo si sentì trafiggere da un dubbio atroce.
Voleva credere alla storia ridicola di Buffy. Passò dalla rabbia all’agonia
in un batter d’occhio. Respirare gli faceva male. Si versò altre
tre dita di brandy e lo tracannò.
Dopo un po’ , quando non sentì più il bruciore dell’alcol,
guardò il suo Rolex d’oro. L’ultima cosa di cui aveva bisogno
in quel momento era la compagnia di qualcuno. Era ancora in tempo a disdire
l’appuntamento con Rupert? No, a meno che non lo avesse contattato al
cellulare. E che scusa avrebbe trovato?
Sono tornato a casa e Buffy è stata qui. Se chiudo gli occhi , sento il suo profumo. Mi ha lasciato tutti i regali che ho sempre desiderato e mi ha portato via qualcosa che prima di incontrarla non sapevo di volere.
Sentendosi
dolere il petto, si alzò e si appoggiò allo scrittoio. Lui non
era il tipo romantico. Il rapporto con Buffy non era stato diverso da quello
che aveva avuto con altre donne. La sua partenza prematura era solo un piccolo
inconveniente.
Fuori il vento era aumentato e le fronde di un albero sbattevano contro la
finestra. Mentre seduto per terra aveva giocato come un bambino, era scesa
l’oscurità, ma le luci del trenino , quelle dell’albero
e delle braci nel caminetto fornivano una luminosità sufficiente.
William posò il bicchiere vuoto sul tavolo e aprì l’ultimo
regalo prima che Rupert arrivasse. Prese il coltello che lei gli aveva regalato
, tagliò la plastica e tirò fuori dalla scatola un foglio di
carta.
William,
ti prego , perdonami per quello che ti ho fatto. Rupert e Wesley hanno mantenuto
il silenzio perché li ho pregati di non dirtelo
la carta frusciò nelle sue mani. Che cosa diavolo c’entravano Rupert e Wesley?
Non
avrei mai voluto mentirti. Non pensavo che mi sarei innamorata di te. Anche
dopo aver cambiato idea circa la gravidanza , sapevo che non sarei mai riuscita
a farmi amare da te.
Vorrei esserti stata vicina quando eri piccolo per proteggerti e amarti, ma
spero che questi regali significhino qualcosa per te. So che altre donne ti
hanno mentito, ti hanno fatto del male, tuttavia il fatto resta. Questo bambino
lo abbiamo fatto insieme. So che non vuoi più vedermi e mi dispiace
di averti causato tutto questo dolore.
Sul foglio c’erano delle macchie. Lacrime, naturalmente.
Se cambierai idea… noi ti aspetteremo. In caso contrario, spero che tu riesca a perdonarmi e a … trovare l’amore. Ti amo. La tua Buffy.
William
fu tentato di buttare la lettera nel fuoco. Con tutti i suoi regali , Buffy
era riuscita a sconvolgerlo. Dita di ferro gli stringevano il petto nel punto
in cui ci sarebbe dovuto essere il cuore.
La scatola conteneva diversi oggetti. William accese la lampada sullo scrittoio
per poterli guardare. Quando aprì l’altro foglio , smise di respirare.
Era la ricevuta di un credito presso il negozio di Tiffany a San Francisco.
Che cosa aveva fatto , Buffy? Aveva restituito tutti i gioielli che le aveva
regalato? Non aveva senso. Accanto c’era un’altra ricevuta che
lo informava che il resto dei gioielli si trovava nella cassaforte del suo
avvocato.
Sconcertato, le posò sullo scrittoio. Moriva dalla voglia di bere ancora,
ma i suoi piedi si rifiutavano di muoversi. Incuriosito, aprì l’altro
documento. Era un assegno per sei milioni di dollari. Come aveva fatto Buffy
ad avere quei soldi? E perché li dava a lui?
Sempre più perplesso, estrasse da quel vaso di Pandora un documento
legale sgualcito, come se fosse stato letto e piegato molte volte, e lesse
una richiesta di divorzio. Sotto c’era una piccola Polaroid. La foto
di una ragazza giovane con i capelli color carota e due grandi occhi verdi,
pieni di aspettative.
Il dolore fu immediato e violento. William si appoggiò allo scrittoio,
chiudendo gli occhi. L’onda rossa passò su di lui, lasciandolo
tremante e madido di sudore.
Due fari balenarono lungo il viale. Troppo tardi.
William afferrò il telefono e compose il numero.
“Salve, sono Buffy. In questo momento non posso rispondere…”
una bomba gli esplose nel petto e la testa cominciò a girargli vorticosamente.
il ricevitore gli scivolò dalle dita e cadde per terra. In lontananza
udì il fischio della locomotiva. Il cuore gli pulsava nelle orecchie.
Il telefono. Doveva chiamare il 911. dolore… oh, Dio, doveva essere…
la vista gli si appannò e si sentì cadere in un buco nero.
“Sei
stato molto fortunato” dichiarò Rupert , seduto accanto al letto
d’ospedale.
“Sto bene. Ho avuto solo un forte attacco d’ansia” rispose
William, sentendosi ridicolo.
“Sarebbe potuto essere un infarto. Il medico dice che è stato
un avvertimento. Devi rallentare il ritmo e… NIENTE FUMO.”
“Già. L’effetto è stato questo” William mosse
le gambe sotto le coperte.
“Quando ti ho visto , mi sono preso una paura del diavolo. Per fortuna
sono riuscito a entrare perché avevo la chiave. Eri disteso per terra,
immobile. Diavolo, ragazzo, per poco l’infarto non è venuto a
me”. Rupert si alzò e si mise a camminare avanti e indietro..
“Devi fare quello che ti dicono, capito?” resterai in osservazione
24 ore. Ho tutte le intenzioni di andarmene prima di te, perciò non
scombinare i miei piani.”
William si voltò e tirò fuori dei fogli dal cassetto del comodino.
“Mentre aspetto, spiegami questo” ordinò con voce tesa.
“Che cos’è…? Oh , la richiesta di divorzio di Buffy”
William chiuse gli occhi, cercando di calmarsi. Il monitor accanto al letto
emise dei suoni tanto allarmanti che un infermiera entrò di corsa nella
stanza. Si guardò intorno, parlando. Gli ordinò di stare tranquillo,
gli sentì il polso e, dopo aver aggiustato le coperte , se ne andò.
“Rupert? Una spiegazione” intimò subito William.
“Lei ha detto che ti avrebbe inoltrato quella richiesta. Adesso ce l’hai.
Buffy vuole divorziare”
“Un po’ difficile farlo, visto che non siamo sposati” replicò
lui, aspettando che lo zio confermasse quello che sospettava.
“Buffy è Mary, figliolo”
il monitor emise una serie di suoni. “Allora è vero”
Rupert annuì e William si mise a sedere sul letto.
“Stai dicendo che lo hai sempre saputo? In tutti questi anni, quando
accennavi alla nuova arredatrice d’interni assunta da Xander e Oz, sapevi
chi era?” domandò, strappandosi un ago dalla mano.
“le ho trovato io stesso quel lavoro. Ehi, sai quello che stai facendo?”
William si guardò il sangue che gli copriva la mano.
“Ovviamente no. Rupert , da che parte stai?”
“Hai sposato quella povera ragazza e l’hai abbandonata senza nemmeno
domandarle come si chiamava. Quel giorno, lei è diventata un membro
della nostra famiglia e qualcuno doveva aiutarla. Wesley e io l’abbiamo
presa sotto la nostra ala. Era il meno che potevamo fare”
Imprecando , William allontanò le coperte e si alzò.
“Dove pensi di andare?” chiese lo zio, allarmato.
“Devo fare una cosa. Poi tornerò e finirò con te e con
Wesley”. William aprì tutti i cassetti. “Ma prima devo
trovare i miei vestiti”
“E’ sempre stata una piccola strega avida” affermò
Wesley, osservandolo con attenzione.
“Non chiamarla strega” lo avvertì William a denti stretti.
“Ah!” trovò le scarpe e le calze. Perché diavolo
non mettevano tutta la roba in un posto solo?
“Avida”
“Buffy non mi ha mai chiesto niente”
“Egoista,allora. Tutte le donne lo sono”
William aprì l’armadio e prese i suoi vestiti. “Buffy è…
generosa e altruista”
“ma incapace d’amare un uomo”
“balle” William s’infilò i pantaloni e li allacciò.
“Buffy è piena d’amore”
“Vuole solo dei regali costosi. Tutte le donne li vogliono.”
“Buffy non vuole regali”
“Desiderava la notorietà che le conferiva la tua vicinanza. Scommetto
che le piaceva il Lear”
William s’infilò la camicia. “Cosa stai cercando di fare,
Wesley?”
“comunque un’amante dovrebbe sapere qual è il suo posto.
Sarebbe dovuta essere orgogliosa di appartenere a te, accidenti a lei.”
“Una donna non appartiene ad un uomo come un cane”
“No. Non capisco perché si sia sentita tanto umiliata quando
i giornali l’hanno chiamata ragazza calendario. Diamine, sapeva che
sarebbe stato solo per 12 mesi” continuò Rupert.
“10” William si sedette per calzare le scarpe.
“non è stata capace di resistere fino alla fine per ottenere
i…”
William si frugò in tasca. “Mi ha restituito tutto” senza
lasciarlo finire di parlare.
Rupert scosse la testa. “Non mi dirai che tutto a un tratto le credi?
Cavoli è astuta la ragazza, sì, molto furba, noi uomini dobbiamo
stare attenti.”
“Finitela tutti e due. So cosa state cercando di fare”
lo zio sospirò e si alzò. “Buffy è la cosa migliore
che ti sia mai capitata in tutta la tua vita. Non permettere che quello che
ha fatto tuo padre con i suoi vari matrimoni ti rovini la vita. Buffy è
una donna in gamba. E’ intelligente, forte e onesta a ha più
amore di quanto un uomo possa ricevere in tre vite. Non puoi essere tanto
stupido da lasciartela scappare”
“Dannazione!” esclamò William, pieno di rimorso. “Scusami
se sono un essere umano”
“Parleremo in seguito della specie a cui appartieni. Nel frattempo,
cosa farai con Buffy?”
“Che cosa devo fare? Lei mi ha…” si passò nervosamente
la mano tra i capelli.
“Buffy ha rinunciato a tutto per te. A un lavoro, ai suoi amici,. Dimmi
una cosa, William, hai mai pensato che cosa voglia dire per una donna come
Buffy essere la tua amante?”
William lo guardò, ma non disse niente.
“Hai mai considerato che cosa debba significare essere consapevoli del
fatto che tutti sanno che la donna che hai al tuo fianco è solo momentanea?
Fa male. Tutti la deridono , i giornali scandalistici la fanno a fette e ,
mentre questo succede, noi uomini ci guardiamo intorno per cercare un’altra
donna”
“Non ho mai trattato Buffy in questo modo”
“Ti sei chiesto perché?”
William gli lanciò uno sguardo penetrante. “Ci ho pensato”
confessò. “In queste ultime settimane non ho pensato ad altro”
“perché , allora?”
William lo fissò. “Desideri molto che lei sia felice, vero?”
“desidero che lo siate entrambi, ma devo dirti che spero che vi rappacifichiate
soprattutto per te, figliolo. Credo che Buffy, pur zoppicando, potrebbe andare
avanti da sola , mentre penso che tu non combineresti niente di buono senza
di lei.”
“E’ incinta”
“Congratulazioni”
“Il bambino non è mio”
“Non essere assurdo. Certo che lo è”
“E’ impossibile. Mi sono fatto fare una vasectomia anni fa”
Rupert scosse la testa. “ Se hai dei dubbi, fai un controllo. Sei già
qui!”
William si lasciò cadere sul letto, sconsolato
“Per l’inferno maledetto, non ho subito abbastanza umiliazioni
per oggi? Dobbiamo continuare?”
Rupert sorrise. “Penso di no”
Capitolo 12
Seduta
in macchina , Buffy guardò la tavola calda. Era lì che era cominciato
tutto. L’inizio della fine. La pioggia cadeva a scrosci, inondando i
finestrini dell’auto, e all’improvviso un lampo illuminò
il cielo. Perfetto. Proprio perfetto. Quel tempo orribile si accordava con
il suo umore.
Con gli occhi asciutti ma brucianti per le lacrime che aveva versato prima,
scese dall’auto e corse alla porta. L’odore familiare di pino
e di cera per mobili l’assalì mentre si dirigeva verso un tavolo.
Dopo essersi tolta il cappotto, si guardò intorno. Una famiglia giovane
sedeva al banco. Padre , madre e due bambini deliziosi. Accarezzandosi il
ventre arrotondato, sorrise alla femminuccia.
Una cameriera le si avvicinò chiedendole se voleva un caffè.
Buffy ordinò qualcosa da mangiare benché non avesse appetito,
poi si mise a fissare il tavolo. In quelle ultime settimane aveva alloggiato
in un albergo a San Josè perché non voleva che nessuno sapesse
dov’era finchè non avesse deciso che cosa fare e dove andare.
Il cuore le saltò un battito. La collera l’avrebbe aiutata ,
ma non aveva il diritto di arrabbiarsi. Tutto quello che le aveva detto William
nel suo ufficio era vero, almeno dal suo punto di vista.
Se adesso il suo cuore era spezzato, la colpa era solo sua. William non le
aveva mai mentito.
La cameriera le portò un piatto e lei inondò le patatine fritte
di ketchup. Aveva voluto quel bambino e non era affatto dispiaciuta di essere
incinta. Aveva corso un rischio e aveva perso.
Bevendo il caffè , guardò l’orologio e vide che erano
le dieci passate. A che ora era rincasato William quella sera? Come aveva
reagito , vedendo i regali? Sperava che si fosse addolcito , tuttavia era
difficile prevedere le sue reazioni. Gli aveva concesso 24 ore per digerire
tutto, poi aveva fatto l’impossibile per costringerlo a capire che anche
lui l’amava. In ogni modo, dovunque fosse, sperava che fosse solo. Era
presto perché si fosse già trovato un’altra amante, ma
rabbioso com’era avrebbe potuto ignorare il suo calendario.
Buffy chiuse gli occhi, trafitta dal dolore. Non poteva pensare a William
con un’altra donna. Si era ripromessa di non leggere più i giornali
e di non guardare la televisione. Sotto le dita sentì che qualcuno
aveva riempito di nuovo la sua tazza. “Grazie” mormorò,
aprendo gli occhi.
A meno che la cameriera non avesse cambiato i suoi abiti, qualcun altro le
aveva versato il caffè. Non osando sperare , tenne gli occhi fissi
su un paio di scarpe Armani.
“Buffy”
la voce familiare le diede un brivido e lei alzò lo sguardo. William
sembrava esausto , ma era sempre bellissimo. “Hai smesso di stare male
la sera?”
“Sì, adesso mi sento benissimo. Come hai fatto a trovarmi?”
William si sedette davanti a lei. “Mi sono rivolto a Xander e Oz. Mi
hanno detto che stavi andando al cottage e io ho preso l’elicottero.
Avevo la sensazione che ti fossi fermata qui”
Buffy guardò il parcheggio e vide l’elicottero dei Giles fermo
accanto alla sua macchina. “Volevo tornare al cottage un ultima volta,
prima di restituirtelo”
Lui le prese una mano, lo sguardo grave. “Non sono venuto qui per discutere
di questo”
“Se vuoi delle altre scuse, sono pronta a fartele”
“Non voglio delle scuse. Voglio che mi sposi” (Sottofondo = Jessica
Simpson – I Wanna Love You Forever)
Buffy chiuse gli occhi. “Capisco che tu voglia ferirmi perché
ti ho mentito” mormorò “Ma ti prego, non torturami”
“mamma? Come mai quel signore si è inginocchiato davanti a quella
signora?” la vocetta della bimba seduta al banco si levò sul
brusio e tutti tacquero.
“Voltati, tesoro. Non sta bene guardare”
Buffy sentì che gli occhi le si colmavano di lacrime.
“Sposami, amore… dico sul serio”
il cuore le si riempì di speranza e Buffy , guardandolo, vide che William
era in ginocchio. “Oh Dio, William, ti prego alzati”
lui la guardò negli occhi. “Sii mia moglie” sussurrò
“Ti supplico”
Buffy gli posò una mano sul viso.
“Dobbiamo parlare. Ci sono tante cose di cui non abbiamo discusso…”
William si alzò e le mise un dito sulle labbra. “ Abbiamo una
vita intera per dire tutto quello che vogliamo. Oggi è giovedì,
ricordi?” domandò con un piccolo sorriso “ Una volta mi
hai detto che sposavi degli sconosciuti solo il giovedì.”
“Questo succedeva una vita fa” sussurrò Buffy , stupita
che lui si ricordasse “da allora sono successe tante cose…”
“sarei dovuto restare vicino a te,invece di…” William abbassò
la testa, distogliendo gli occhi da quelli di lei “ Potrai perdonarmi
, Buffy?”
“Sai che l’ho già fatto” un torrente di lacrime le
inondò il viso.
“Ah , Buffy… Buffy..” sussurrò lui, asciugandole
le guance con le dita. “Mi sei mancata da morire… quando sono
tornato a casa ieri… tu… eri dappertutto, in ogni cosa. Io non
vivo senza di te”
lei lo fissò a occhi sbarrati, troppo spaventata per credere a quello
che stava dicendo. William si mise una mano in tasca e tirò fuori una
busta e una scatolina blu. “Io… TI AMO.. forse sono lento ad apprendere,
ma quando imparo una cosa, non la dimentico più. Sposami ti prego…”
Buffy guardò la scatolina blu attraverso un velo di lacrime. “E
la bambina?”
William sorrise. “Amo anche la nostra bambina”
“Tu non credi che sia tua figlia”
“E’ una femmina? E’ la mia bambina , Buffy. Fa parte di
te, quindi fa parte di me” William sorrise. “Sai cosa fa un buon
padre per i suoi figli?”
Buffy scosse la testa.
“La cosa migliore che possa fare è amare la loro madre”
Buffy si asciugò gli occhi “Detesto piangere in questo modo davanti
a te”
“Puoi fare tutto quello che vuoi davanti a me “
“Che cosa c’è dentro la busta?”
“Aprila e vedrai” William bevve un sorso di caffè. “Solo
a te può interessare più una busta che una scatola di gioielli”
lei gli lanciò uno sguardo, poi aprì la scatoletta di velluto
blu. Il brillante purissimo aveva una montatura semplice in oro bianco. Le
lacrime ricominciarono a scendere…
“Oh Dio… Mettimelo subito” ordinò Buffy tirando su
con il naso e porgendogli la mano.
Ridendo, William la fece alzare, poi le sollevò il viso e la baciò
con infinito amore.
I pochi clienti del ristorante applaudirono e lui, con un gesto cerimonioso,
le infilò l’anello al dito.
Solo quando abbassò lo sguardo, vide la rotondità del suo ventre.
“cielo, Buffy” sussurrò con reverenza, sfiorandolo, con
commozione.
“Ti amo” disse lei
“Ti amo”
“Ne sei sicuro?”
“Nel modo più assoluto” rispose lui, togliendole una ciocca
di capelli dagli occhi e porgendole la busta. “Non vuoi aprirla?”
“E’ importante?”
“No. Solo un esame che ho fatto”
“Che tipo di esame?”
“La conta degli spermatozoi”
Buffy guardò la busta sigillata. “E non l’hai ancora aperta?”
“Non ha alcuna importanza per me il risultato. Te l’ho detto”
“E sei pronto a sposarmi e ad amare la bambina qualunque cosa dica?”
“Senza un attimo di esitazione” assicurò lui.
Buffy gli restituì la busta. “Aprila”
“Ti ho detto che…”
“Aprila”
William la lacerò con il suo coltello a serramanico, estrasse un foglio
e lesse il risultato.
“Allora? Che dice?”
“Dice…” William deglutì con sforzo “.. che
stai per sposare un benedetto idiota che ti adora, e che avremo almeno una
dozzina di bambini”
Buffy sentì che un gran sorriso le nasceva dal cuore.
“Amo i lieto fine e tu?”
Epilogo
Buffy si svegliò improvvisamente. Un borbottio dal baby monitor la
allarmò: rimase in silenzio e la bambina emise un altro lamento, prima
di scoppiare a piangere.. Guardò l’orologio sul comodino. Erano
le tre del mattino. Era peggio di un orologio svizzero! Cercò di alzarsi
ma il braccio fermo di William intorno alla sua vita la teneva ancorata al
letto. Non la lasciava più neanche per un secondo.Si girò per
guardarlo. Ancora non ci credeva. Finalmente aveva VERAMENTE tutto ciò
che desiderava, ma proprio TUTTO. William dormiva profondamente con la testa
sprofondata nel cuscino; sembrava rilassato… e purtroppo completamente
ignaro del gran rumore che stava facendo la loro dolce creatura. Buffy lo
guardò dolcemente… Dio quanto lo amava! Da quel giorno al fast-food,
dove si era dichiarato, ne era passata d’acqua sotto i ponti: si erano
sposati due settimane dopo in una piccola cappella di Sunnydale, la città
del loro primo incontro, perché William diceva di non voler perdere
neanche più un secondo di tempo; c’erano Rupert, Wesley ,Xander
e Oz… non avevano bisogno di nient’altro. Durante la gravidanza
, William era stato un marito attento e molto premuroso. Forse troppo premuroso.
E lei… bè si sa, l’appetito non le era mancato.
Sgusciò fuori dall’abbraccio di William e scese dal letto. la
bambina ora gridava a più non posso. Si avvicinò alla culla
bianca. Dawn , alla vista della mamma,si calmò appena.
“La mia bambolina… cosa c’è ?”
Buffy la prese in braccio e cominciò a cullarla, sedendosi sulla sedia
a dondolo accanto alla finestra.
“Facciamo gli straordinari?”
Buffy alzò lo sguardo e vide suo marito appoggiato allo stipite della
porta , che si stropicciava i capelli. Era estremamente affascinante a petto
nudo ,con indosso i pantaloni del pigiama e quell’aria da “eterno
addormentato”..
“Emergenza pannolino.”
William si avvicinò alle sue ragazze e si inginocchiò, Dawn
ora era un angioletto. Aveva ottenuto il suo scopo. Tutte le attenzioni erano
per lei.
“non smetterei mai di guardarla… è perfetta!!”
“Sì .. è perfetta”
Si può amare così incondizionatamente un esserino così
piccolo e indifeso? William se lo chiedeva da giorni ormai. Dawn con i suoi
piccoli gesti, le sue piccole manine, i suoi dolci sorrisi, l’aveva
completamente stregato. Forse perché era l’esatta copia di sua
madre. Forse è per questo che l’amava così tanto.Forse…
E pensare che lui fino a qualche mese fa credeva che l’amore non esistesse.
L’amore esiste. Esiste eccome. Buffy guardò prima suo marito
e poi Dawn, che aveva stretto la manina minuscola attorno al suo dito e lo
stringeva con forza . Gli avrebbe dato tutto. Nulla sarebbe mancato. Stavolta
era l’occasione giusta. Per William. Per Buffy.
Questa è la felicità?
Fine
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