

Subject:
AU
- ambientata nel passato
Warnings for: no.
Rating:
NC17
Genere: Romance, Angst.
Lunghezza:
15
capitoli
Summary: Buffy, birraia di Craig
Fawr, e William, altezzoso principe. Può la passione essere così
forte da convincerlo a sposare lei invece di lady Darla?
Capitolo
1
Castello
di Craig Fawr, 1233
Contento di potersi isolare per qualche momento dalle rumorose celebrazioni
che si svolgevano nella sala sottostante, sir William Darcy prese a camminare
avanti e indietro sugli spalti del castello di suo padre.
Il raccolto era stato abbondante e tutti coloro che abitavano a Sunnydale
o nei suoi dintorni stavano facendo una festa nella sala grande, che a quell’ora
era colma dell’odore acre di fumo delle candele e del sudore dei corpi
accaldati, misto all’aroma di spezie e di profumi costosi.
Respirando a pieni polmoni l’aria frizzante della sera, William si appoggiò
contro uno dei merli. Suo padre aveva impiegato anni a costruire quella fortezza
dopo che era ritornato dalle crociate. Adesso il castello di Craig Fawr era
solido e confortevole, un maestoso tributo alla determinazione e all’acume
mercantili del barone Rupert Darcy.
Mentre William lasciava vagare lo sguardo sul cortile che si stendeva sotto
di lui, i suoi occhi si posarono su un punto dove, tre anni addietro, aveva
centrato appieno con la lancia un difficile bersaglio. Cosa che nemmeno Wesley,
il suo fratello maggiore, era riuscito a fare. Era stato un gran giorno, quello.
Finché quella impertinente di Buffy era arrivata con il suo carico
di birra e aveva rovinato il suo trionfo osservando che, a suo avviso, il
centro del bersaglio le pareva più largo del solito.
Anche se William era figlio del barone Rupert Darcy, Buffy non gli aveva mai
portato rispetto né gli aveva dimostrato simpatia. Fin dai tempi dell’infanzia,
lo aveva sempre deriso e dileggiato.
William era convinto che la situazione sarebbe stata diversa se fosse nato
primogenito, come Wesley, o se fosse stato un barone, come il suo cugino e
fratellastro Liam
Purtroppo non era né l’uno né l’altro, e tutti quanti
a Craig Fawr lo reputavano ancora un ragazzo, come Liam continuava a chiamarlo
nonostante avesse ricevuto l’investitura di cavaliere.
Ma un giorno le cose sarebbero cambiate. Lui, si William Darcy, sarebbe diventato
l’uomo più famoso, più ricco e rispettato della famiglia,
anche più di suo padre, che aveva perso un occhio combattendo in Terra
Santa al fianco del re Riccardo.
Abbozzando un lieve sorriso di compiacimento, William considerò ancora
una volta il piacevole modo con cui avrebbe potuto imboccare l’allettante
strada che conduceva alla fama e al successo. Avrebbe sposato la donna adatta.
E chi meglio di lady Darla Tommson, la più bella nobile normanna che
avesse mai incontrato e che in quel momento era ospite a Craig Fawr con il
padre, avrebbe potuto incarnare quell’idea di sposa?
L’opportunità di fare un matrimonio come quello che aveva in
mente no era impossibile, pensò William, rammentando il sorriso che
gli aveva rivolto lady Darla, vincendo il suo riserbo di fanciulla aristocratica,
quando avevano ballato prima che si ritirasse nelle sue stanze per la notte.
Anche lui si sarebbe dovuto ritirare, si ammonì William soffocando
uno sbadiglio. L’indomani mattina sarebbe dovuto essere pronto di buonora
per scortare lady Darla alla cappella per ascoltare la santa messa.
William si diresse verso le scale che conducevano al cortile interno, rispose
distrattamente al saluto della sentinella di guardia, aggirò la torre
e attraversò una zona buia degli spalti, impenetrabile persino al chiaro
di luna.
A un tratto due mani lo afferrarono per la tunica, attirandolo nell’angolo
più scuro. Prima che potesse protestare o chiamare aiuto, la persona
che lo aveva assalito premette il suo corpo voluttuoso contro quello di lui
e lo baciò appassionatamente.
Un bacio che qualsiasi uomo avrebbe sognato.
Il bacio perfetto: deciso eppure dolce. Labbra calde e sensuali, che si muovevano
sulle sue con ardore e desiderio, mozzandogli il respiro in gola. La bocca
della donna sapeva di miele e di spezie, come il sidro di mele, e lievi ciocche
di capelli gli solleticavano la guancia.
Un bacio che poteva ubriacare, inebriare un uomo.
Quella donna chi era?, si chiese William stringendola conto di sé,
acceso di passione.
Lady Darla? No. La bella normanna era troppo timida e delicata per comportarsi
in quel modo. E poi la sua bocca avrebbe avuto il sapore del vino.
Forse una delle cameriere? Si. Era probabile. Ma chi di loro poteva essere
tanto audace da agire così?
Che importanza aveva?
L’aroma del sidro di mele pareva mescolarsi all’aria della sera
fino a diventare parte di essa. E anche di William, mentre si abbandonava
a quell’inaspettato momento di passione
Poi, com’era iniziato, il baciò terminò di scatto. La
donna staccò la bocca dalla sua e si scostò da lui
-Non sei Riley!- esclamò sommessamente una voce familiare
William imprecò. Avrebbe dovuto capire chi era! Una sola persona sapeva
di sidro e mele.
-Santo cielo, Buffy, che cosa fai?- protestò sottovoce, prendendola
per le spalle.
Il buoi gli impediva di vedere il viso della giovane donna che distillava
birra e sidro per guadagnarsi da vivere, ma sapeva che aveva partecipato alla
festa. Com’era possibile non averla notata alla festa di seta rossa
con bordi verdi e dorati, elegante e prezioso come quelli delle nobili dame?
Era davvero un bel vestito, fatto per mettere in evidenza la figura snella
di Buffy e per attirare l’attenzione maschile sulle sue forme, Le estremità
del nastro rosso che le cingeva il capo a mò di coroncina le ondeggiavano
sulle spalle a ogni passo di danza.
Si. Buffy si era fatta notare alla festa, ballando, ridendo, agitando la testa
di riccioli biondi come uno spiritello gioioso, civettando con tutti gli uomini
presenti. Fatta eccezione per lui, William, perché Buffy aveva avuto
il buonsenso di evitarlo.
-Come puoi immaginare, stavo aspettando Riley- rispose lei con il suo solito
tono spavaldo.
-Il capitano delle guardie?- domandò William, pensando al bruno, aiutante
soldato che suo padre aveva promosso di recente a quella posizione di responsabilità.
-Non sono affari tuoi- replicò Buffy stringendosi sdegnosamente nelle
spalle e spingendolo da parte per passare.
Udendo un rumore di passi che si avvicinavano, William la prese per un braccio
e la obbligò a ritrarsi nell’angolo buio.
-Che cosa fai?- protestò lei
-Zitta! Non voglio che ci vedano insieme- bofonchiò William
-Oh, non dobbiamo farci vedere insieme, vero?- rise sommessamente Buffy con
fare malizioso –Altrimenti Drusilla potrebbe pensare che la sua predizione
stia per avverarsi-
La sentinella fece il suo giro di ronda e poi tornò indietro, ma William
se ne rese appena conto. Le parole di Buffy gli avevano ricordato l’assurda,
ridicola voce sparsa da quella intrigante di Drusilla, che si vantava di saper
prevedere il futuro, e che era andata a raccontare a tutti gli abitanti del
villaggio che un giorno lui e quella impertinente birraia si sarebbero sposati.
Una parte di lui, quella saggia e riflessiva stava disperatamente cercando
d’ignorare la sensazione che la vicinanza del corpo di Buffy e il ricordo
del bacio appassionato che gli aveva appena dato gli stessero procurando.
-Entrambi sappiamo che su questo punto Drusilla si sbaglia di grosso- borbottò
–Io non ti sposerò mai-
-Che cos’hai, William?- lo prese in giro Buffy –Ti manca il respiro?-
-Io non ho proprio niente- replicò William. Per dimostraglielo gli
andò più vicino –Dov’è Ben?- gli chiese,
menzionando il nome del figlio illegittimo che Buffy aveva dato alla luce
10 anni prima
-Non può essere con suo padre perché questa sera Liam non è
qui. E non c’è neanche sua moglie- puntualizzò Buffy –Chissà
come sei triste per non aver visto la bella Cordelia-
William contrasse la mascella. A suo tempo, l’infatuazione che aveva
avuto per la moglie del cugino aveva provocato molti pettegolezzi al castello
e al villaggio. Pettegolezzi per la verità giustificati dal suo sconsiderato
comportamento.
Si era proprio reso ridicolo agli occhi di Cordelia confessandole l’amore
che credeva di nutrire per lei e si era reso indegno delle insegne di cavaliere
delle quali andava fiero. Non era leale che Buffy glielo ricordasse.
-Qualunque sentimento abbia provato in passato per Cordelia, non esiste più.
Tu puoi dire la stessa cosa riguardo a Liam?- obbiettò seccamente
Buffy tornò a ridere sommessamente. Era la medesima reazione che aveva
tutte le volte che cercava di parlare con lei. Sembrava che quella zoticona
non potesse mai fare un discorso serio.
-Sei geloso?- gli chiese con fare ammiccante
-Di te e lui? Mai-
-Ah, bene. Considerando che Liam è stato con me prima che Ben venisse
alla luce, immagino che dovrei lodarti per la tua saggezza-
-Ho detto che non sono mai stato geloso di voi due- precisò William
seccamente.
-Molto bene, ti credo- disse Buffy accennando un inchino
-E dal momento che sei stato tanto gentile da chiedermelo, ti dirò
che questa sera mio figlio è con Tommy e Drusilla-
Tommy era l’altro figlio bastardo di Liam,e Drusilla era la sua mamma.
Drusilla era stata la prima amante di Liam e aveva generato il primogenito
del giovane barone Darcy. Ma non era solo questo a darle prestigio e autorità
fra gli abitanti del villaggio. Era soprattutto la sua capacità di
prevedere il futuro a farla rispettare, e anche temere, un po’ da tutti.
Questo potere di vedere quello che sarebbe successo, Drusilla lo aveva appreso
da Rachel, la vecchia guaritrice del villaggio che conosceva tutte le virtù
salutari delle erbe e preparava infusi, decotti e impiastri di ogni tipo di
male. Rachel conosceva anche il corso degli astri e l’influenza che
essi potevano avere sul destino delle presone.
Drusilla era stata allevata da Rachel. La guaritrice l’aveva trovata
in fasce in una cesta sotto un quercia accanto ai corpi inanimati dei genitori-
L’aveva portata nella sua capanna, l’aveva riscaldata e nutrita
con latte di pecora e da quel giorno l’aveva sempre tenuta con sé,
perché era rimasta sola al mondo. Quando era diventata fanciulla, alta
e fiera come un’amazzone, Drusilla era andata a vivere al castello e
aveva imparato l’arte di filare e tessere la lana. Proprio lì
aveva conosciuto Liam ed era diventata la sua amante.
-Almeno Drusilla sa come deve comportarsi come madre- osservò William
con tono di accusa.
- Drusilla non si prende un altro amante perché è troppo altera
e presuntuosa. Dopo aver avuto un figlio da un barone, non è disposta
a amare un uomo che non sia nobile-
-Te lo ha detto lei?-
-Conosci Dru, no? Hai qualche dubbio in proposito?
-Forse si sta ancora pentendo di aver generato un figlio con Liam-
Buffy tornò a ridere –Non essere sciocco. Come me, Dru non è
pentita di aver avuto un figlio con Liam. E’ l’influenza dei normanni
a farti parlare così? Sai che noi gallesi non badiamo a queste cose.
Siamo troppo pratici-
-Non è la parola che userei-
-Quale useresti? No, lasciami indovinare- disse Buffy appoggiandosi l’indice
sulle labbra
-Immorali? Dissoluti? Peccaminosi?- gli fece scorrere il dito lungo il mento
-Lussuriosi? Lascivi?-
Eccitato suo malgrado, William si scostò
-Non provi vergogna ad avere un figlio senza essere sposata?-
-Mi rendo conto che sei stato troppo tempo con i normanni! No. Non me ne vergogno
affatto-
-E non ti dà fastidio o ti addolora, che Liam abbia sposato un’altra
donna?-
-Perché dovrebbe? Liam e io non abbiamo mai parlato di matrimoni. E
poi l’amore fra noi è finito molto prima che Liam incontrasse
Cordelia-
-Non ti capirò mai-
-Forse sono io che non voglio essere capita da te-
-E a me non importa che cosa tu faccia e con chi lo faccia- ribattè
William, lottando contro il desiderio di assaggiare di nuovo quelle labbra
che sapevano di miele e di spezie, di stringere contro di sé quel corpo
femminile vibrante di vita e sensualità.
-Bene-
-Allora resta qui ad aspettare il tuo amante-
-Credo sia meglio che io vada a cercarlo. E’ in ritardo. Lasciami passare-
-Non ho intenzione di impedirtelo-
-Mi sbarri la strada-
-Io?- obbiettò William con il cuore che gli pulsava in gola
-Si-
William non si scostò, ma cedette alla tentazione che lo tormentava
da tempo e attirò Buffy contro di sé.
Poi la baciò con tutta la selvaggia, sfrenata passione che era esplosa
dentro di lui da quando Buffy gli aveva premuto le labbra sulla bocca.
Per un istante lei parve arrendersi, ma poi lo respinse con furia.
-Non mi piaci!- protestò Buffy con convinzione, cercando d’ignorare
l’ondata di desiderio che il bacio di William darcy aveva provocato
in lei.
No. William non le piaceva. Non aveva simpatia per quel giovane uomo dei freddi
occhi azzurri che sembravano giudicarla costantemente e condannarla perché
si godeva di quello chela vita offriva, perché gioiva dell’ammirazione
degli uomini. D’accordo, era bello come tutti i Darcy: aveva i capelli
chiari molto diversi da quelli del cugino, labbra sensuali e un corpo agile
e muscoloso, frutto di lunghe ore di allenamento nelle arti marziali, che
la tunica nera e le brache attillate mettevano in evidenza.
Ma c’erano molti uomini belli come lui, e dotati di maggiore senso dell’umorismo
e di gioia di vivere. Si, William aveva quasi i lineamenti di Liam, ma aveva
anche gli occhi severi del fratello maggiore, l’impeccabile Wesley Darcy,
che si pavoneggiava nel proprio onore come un guerriero si pavoneggia in un’armatura
lucente.
-Anche tu non mi piaci- replicò William
-Allora vattene. Lasciami in pace-
William si girò, invitandola co un ampio gesto della mano a passare.
Buffy fece un passo avanti.
No. Lui non era Riley. Non era Liam, e neppure un altro della dozzina di uomini
con i quali aveva fatto l’amore.
Ma i suoi baci erano i più caldi che avesse mai ricevuto da un uomo,
e lei voleva di più.
Così Buffy lo attirò con impeto contro di sé e tornò
a baciarlo con passione, compiacendosi della sorpresa e del desiderio che
accese in lui.
Avrebbe mostrato a William Darcy perché molti uomini la trovavano irresistibile.
-Dovresti comportarti come si conviene a una donna dignitosa e andare immediatamente
a casa- ansimò lui ritraendo.
Buffy gli appoggiò le mani sul petto, avvertendo i muscoli possenti
sotto la tunica e il battito furioso del cuore
-Posso fare quello che voglio. Sono una donna adulta- ribattè con aria
di sfida.
Gli avvicinò le dita ai lacci della tunica, sciolse il nodo che la
teneva legata attorno al collo e infilò la mano sotto la camicia per
accarezzare la pelle.
-Lo vedo- borbottò William con voce roca, appoggiandole una mano sul
seno.
Buffy ritrasse la propria, ma solo per fargliela scorrere lungo il corpo.
Voleva toccarlo, esplorarlo tutto.
Con il respiro affannato, William tornò a baciarla. Buffy le dischiuse
all’istante per ricevere la sua lingua.
Continuando a baciarla, William la spinse contro il muro e iniziò a
sciogliere i lacci che le chiudevano il vestito sulla schiena.
No. Lui non era come gli altri. Aveva sempre immaginato che sarebbe stato
così, penso Buffy.
Perché non scoprire tutto? Fino in fondo.
Mentre gli accarezzava il petto, William le fece scivolare il corpetto lungo
il busto. Quando si chinò a mordicchiarle un capezzolo, lei trattenne
a stento un grido di piacere. Solo la vaga consapevolezza che la sentinella
di guardia l’avrebbe sentita la indusse a rimanere in silenzio.
Ansiosa di avere di più, premette i fianchi contro quelli si lui.
Era un invito. Un permesso. Una richiesta.
Poi gli insinuò le mani sotto la tunica alla ricerca delle brache.
Ansimando, William le alzò l’orlo della gonna, poi la sollevò
tenendola saldamente per il fondo schiena.
-Si. Oh. Si- sussurrò Buffy aggrappandosi alle sue spalle e circondandogli
il corpo con le gambe.
William la prese con ansiosa frenesia.
Mordendosi il labbro per non gridare, Buffy lo accolse dentro di sé,
godendo di ogni spinta, mentre il suo corpo si tendeva nella deliziosa ansia
dell’attesa come la corda di un liuto sotto le dita esperte di un musicista,
E William era l’esperto menestrello che sapeva esattamente come toccare
il suo corpo, quasi fosse stato uno strumento a lui familiare. Finché
la tensione esplose e ondate di piacere la travolsero in un gorgo di pura
estasi.
Dalle labbra di William non sfuggì alcun suono anche quando alla fine
si acquietò, accasciandosi contro di lei, esausto e sudato.
Sfinita e appagata, Buffy gli appoggiò il capo contro la spalla, mentre
il suo respiro tornava gradualmente normale.
Aveva appena fatto l’amore con William Darcy, un uomo che non provava
nemmeno un bracciolo di simpatia per lei, pensò Buffy, allibita.
Svanita la passione, restavano solo amarezza rimorso.
William non aveva mai avuto simpatia per lei.
Fin da quando erano fanciulli e lui si recava alla birreria con suo padre
in compagnia del barone.
Stava impalato a fissarla con i suoi occhi duri e penetranti come se in lei
ci fosse stato qualcosa di riprovevole. Disperata, Buffy lo aveva schernito
e beffato fino a ottenere una reazione, una risposta, anche se quella che
lui le aveva detto nel corso di quegli anni non era mai stato gradevole da
ascoltare.
Quando Buffy rimise i piedi per terra, la gonna le ricadde attorno alle gambe,
coprendo pudicamente la sua nudità.
Quasi contemporaneamente, William si girò e allacciò le brache,
abbassando l’orlo della tunica.
-Mi dispiace- mormorò -Non volevo che accadesse-
-Invece lo volevi- replicò Buffy richiudendo il corpetto sul seno,
ferita nell’orgoglio dall’atteggiamento imbarazzato di lui
-Se non avessi voluto che accadesse, non lo avresti fatto. Non cercare di
negarlo-
-Sono pentito di averlo fatto e vorrei che entrambi dimenticassimo quello
che è appena accaduto- ribadì William tristemente
Anche se si disse che avrebbe dovuto immaginarselo e che non doveva essere
sorpresa, Buffy sentì le lacrime salirle prepotentemente agli occhi.
Ma sarebbe morta piuttosto che mostrare che era offesa e ferita.
-Che cosa è appena accaduto? Niente. Proprio niente!- replicò
con un’alzata di spalle, ostentando una falsa indifferenza.
-Sono contento che tu sia d’accordo con me- disse William, visibilmente
sollevato.
-Oh, sono d’accordo. Eccome! Con Liam era fantastico. Ma questo non
lo è stato- dichiarò Buffy con tono di schermo.
Poi, prima che William potesse ferirla ulteriormente con le sue parole taglienti,
si allontanò, sparendo lungo la scala che scendeva nel cortile.
Rimasto solo sugli spalti, William sospirò profondamente mentre si
riavviava i capelli scomposti. Santo cielo, che cosa gli era successo? Come
era potuto essere così sconsiderato , e così stupito?
Con Buffy! Fra tutte le donne di Sunnydale aveva scelto proprio Buffy per
abbandonarsi ai suoi bassi istinti!
Buffy, che lo aveva sempre deriso come se tutto quello che faceva fosse solo
una sorte di facezia per farla divertire. Buffy, che si vantava di dormire
con tutti gli uomini che glielo chiedevano.
Buffy, la donna che aveva generato un figlio con suo cugino Liam fuori del
matrimonio.
Che Dio lo proteggesse. Aveva bisogno di sposare la dolce, riservata, ingenua
Lady Darla, che si sarebbe sicuramente scandalizzata se avesse saputo come
si era comportato quella sera.
Doveva controllarsi meglio. Ma quale uomo avrebbe saputo resistere al bacio
appassionato di Buffy? Quale essere mortale avrebbe avuto la forza di respingere
una calda, seducente donna che si fosse offerta a lui con tanto ardente desiderio?
Nessuno che lui conoscesse. Nemmeno l’austero Wesley.
A differenza di Buffy, almeno lui era pentito della sua condotta lasciva.
Se fosse stata un’altra donna, una creatura pudica e timorata di Dio,
lei sarebbe fuggita appena si fosse resa conto che aveva sbagliato a baciarlo.
Ma Buffy era rimasta, e lui aveva inevitabile ceduto alla tentazione.
Si. Era colpa di Buffy. Era sua la colpa perché l’aveva baciato,
e perché era il tipo di donna che si apposta negli angoli bui come
quello, con uno scopo ben preciso. Quello scopo. Perciò non era il
caso di rimproverarsi. La colpa di ciò che era accaduto era tutta di
Buffy.
Ma se lady Darla fosse venuta a saperlo ci sarebbe state delle difficoltà.
Doveva assicurarsi che la bella normanna non lo sapesse mai, decise William.
Anche se ciò significava dover parlare in privato con Buffy. Considerando
la rabbia che aveva visto lampeggiare anche nel buio nei suoi occhi verdi,
immaginava che anche lei fosse ansiosa di tenere segreto il loro convegno.
Si sarebbe recato da Buffy l’indomani, decise William. Ma senza fretta.
Se avesse lasciato il castello troppo presto, avrebbe suscitato curiosità
e poi avrebbe dovuto dare spiegazioni.
E non voleva essere costretto a mentire.
Buffy attraversò il cortile vuoto a passo spedito.
Era ansiosa di ritornare a casa, di allontanarsi da William e da tutti i Darcy.
Doveva essere impazzita! Fare l’amore con quella canaglia!
Quel maledetto arrogante che coraggio aveva avuto a cercare di farla vergognare
per qualcosa che era solo naturale? Era fiera di essere la madre del figlio
di Liam. Senza contare che tutti sapevano che William avesse smaniato per
lady Cordelia, la moglie normanna del cugino.
Un sorriso sardonico incurvò gli angoli della bella bocca carnosa di
Buffy. A quanto sembrava, il focoso cavaliere aveva superato quella infatuazione.
-Buffy-
Un’altra figura maschile avanzò verso di lei del portone. L’uomo
era armato e indossava la cotta di maglia di ferro. Folti capelli biondicci
gli sfioravano le spalle robuste e gl’incorniciavano il viso.
Riley.
-Dov’eri andato?- gli chiese Buffy con tono freddo.
-A riferire la parola d’ordine alla sentinella di guardia per la notte-
si scusò Riley , prendendola per mano
-Sei bellissima con questo vestito, Buffy. Il rosso si ti dona-
-Pensavi che ti avrei aspettato per sempre?- replicò scostandosi
-Buffy, lo sai che solo il dovere e le tue indisposizioni femminili mi tengono
lontano da te. Sono finite vero?- obbiettò lui con la sua voce calda
e profonda
-Si-
-Non sarai in collera perché sono un poco in ritardo! Altre donne potrebbero
esserlo, ma non tu.-
Buffy sospirò profondamente. Aveva fatto quello che aveva fatto. Non
poteva biasimare altri se non se stessa
- No. Non sono in collera con te-
-Mi fa piacere- sussurrò Riley, guidandola verso il magazzino degli
attrezzi
-Questa sera la mia baracca è troppo affollata di soldati che fanno
baldoria-
-Sono stanca, Riley- disse Buffy liberando la mano -Adesso andrò a
casa e metterò a letto-
-Posso venire con te. Qui al castello i miei compiti sono finiti. Tuo figlio
è con Drusilla vero?-
-Ho detto che sono stanca. Buonanotte, Riley-
Piantando in asso l’ardente ammiratore, Buffy si allontanò senza
aggiungere altro.
Il mattino seguente, il barone Rupert si avvicinò sospirando alla tavola
alta della sala grande di Craig Fawr, dove il figlio minore stava già
consumando il suo spuntino. Altri tavoli erano stati montati per accogliere
la servitù e gli ospiti, e numerose cameriere erano indaffarate a servire
il primo pasto della giornata.
-Dio mi protegga- bofonchiò il barone con una smorfia sedendosi pesantemente
sulla sua sedia.
-Il vento deve soffiare da est perché la gamba mi duole più
del solito-
Si girò verso William e lo scrutò con insistenza
-Questa notte non hai dormito bene, figliolo? Colpa del vino o di una donna?-
-Che dici!- protestò William guardandosi attorno nella sala.
Per fortuna, la devotissima lady Darla non era ancora ritornata dalla cappella,
dove William si era basto ad ammirarla. Nell’abito azzurro pallido e
con lungi capelli biondi appena coperti da un leggerissimo velo bianco, le
era apparsa come una angelo. Avrebbe voluto attenderla per scortarla nella
sala grande, ma aveva temuto di fare la figura del paggio innamorato.
Per quanto la desiderasse, voleva conservare un poco della propria dignità.
Inoltre pensava che avrebbe fatto meglio a incontrare Buffy prima di parlare
con lei.
-Molto bene- ridacchiò il barone Darcy.
-Non dirmelo. Ma io preferirei che si trattasse di una donna. Non sopporto
gli ubriaconi-
-Lo so- confermò William
Il padre poteva essere semicieco,ma vedeva sempre tutto. E se gli capitava
di non cogliere qualche sfumatura, sua moglie era pronta a fargliela notare.
Era praticamente impossibile tenere un segreto con i suo genitori, pensò
William fissando il volto del padre.
-Allora è una donna. Bene. Sei un uomo giovane e immagino che ci sia
da aspettarselo. Anche Wesley ha avuto i suoi…-
-Amori- lo prevenne William - E Liam, naturalmente. Finché trattato
bene da quel cavaliere d’onore che sono, non c’è niente
di male. No sei d’accordo papà?-
-Si, hai ragione- osservò Rupert alquanto stupito
-E quello che accade riguarda solo te e la donna-
Avrebbe fatto meglio a tacere, pensò William, rinunciando a replicare
-Spero sono che ti stia trastullando con una inglese o gallese e non con una
normanna- osservò il barone allungando una mani verso la pagnotta che
aveva davanti
Mott, il segugio preferito di Rupert Darcy, un enorme cane nero, si avvicinò
scodinzolando, in attesa di ricevere qualche briciola.
-Anya ha un debole per te- proseguì il barone, accennando col capo
verso una giovane cameriera.
Di poco minore di William, Anya era leggiadra e oltre a possedere cure generose
era una fanciulla gentile ed educata. William le aveva rubato qualche bacio
nelle cucine, ma non si era mai spinto più in là.
-Non sta per sposarsi-
-Oh, si. L’avevo dimenticato-
-Ma io no. E poi non mi sto trastullando con nessuna-
-No?!- esclamò il padre con tono di aspra disapprovazione
-No! Che cos’hai contro le donne normanne? Tu hai sposato una normanna-
-Tua madre è una donna eccezionale, assolutamente fuori dal comune-
rispose il padre con una risatina bassa.
William finse di non aver già sentito quella sua osservazione almeno
un migliaio di altre volte.
Non era un segreto che il barone amasse profondamente la sua meravigliosa
consorte.
-La maggior parte delle donne normanne sono rigide e ambiziose- sentenziò
il padre facendosi serio –E custodiscono gelosamente la loro virtù.
Non è saggio promettere a una normanna più di quello che sei
disposto a concederle-
-Non ho fatto promesse a nessuna donna- obiettò William staccando un
pezzo di pane dalla pagnotta e gettando le briccole a Mott
-Ti ho avvertito, figliolo- annuì Rupert con tono pacato
-Non vorrei che si ripetessero i problemi che abbiamo avuto con il matrimonio
di Liam. Non sono pronto a trattare con un altro austero e intransigente normanno
come Lord Perronet, lo zio di Cordelia. Ti ricordi che aveva minacciato di
uccidere Liam se non avesse sposato immediatamente sua nipote? E dopotutto
era stata lei a intrufolarsi nel letto di Liam- rammentò il barone
sospirando e massaggiandosi la gamba offesa.
-Nemmeno io la voglio- lo rassicurò William alzandosi in piedi. Non
aveva più appetito –Ti assicuro che cercherò di comportarmi
sempre e in tutto con giudizio e con onore-
-Ne sono sicuro William- convenne il padre.
-Non ho mai dubitato di questo-
Senza rispondere, William gli girò le spalle e si allontanò
-Benedetto ragazzo! Credo che dovrai parlarne un po’ con sua madre-
borbottò il barone, accarezzando distrattamente il muso di Mott.
Non mutò avviso quando vide il figlio fermarsi sulla porta e arrossire
alla vista di lady Darla e del padre di lei che entravano per consumare il
loro spuntino.
Capitolo
2
Mentre
sorrideva alla leggendaria lady Darla, William si accorse che stava arrossendo
come un bambino colpevole. Ma non potè evitarlo
Anche se era impossibile, aveva l’impressione di portare su di sé
qualche segno visibile del comportamento lascivo e peccaminoso che aveva tenuto
con Buffy e che era certo avrebbe scandalizzato e disgustato quella giovane
donna delicata e dimorata di Dio.
-Buongiorno, sir. William- mormorò lady Darla abbassando pudicamente
gli occhi. Ma non prima di avergli rivolto un sorriso soave.
Un sorriso che non gli avrebbe se avesse saputo quello che aveva fatto
-I miei rispetti, milady, e anche a coi, milord- rispose rivolgendo un compito
cenno del capo al burbero padre di Darla.
Come molti normanni, sir Anthony portava i capelli grigi corti e arricciati.
Quel mattino indossava una lunga tunica bordata di pelliccia per difendersi
dal freddo e aveva sul viso una espressione decisamente contrariata.
Rammentando l’impressionabile quantità di birra mista a vino
che sir Anthony aveva bevuto la sera precedente, William si chiese se fossero
i postumi della sbornia la causa del cattivo umore dell’anziano signore.
Augurandosi che si trattasse di quello e che il raffinato gentiluomo non ce
l’avesse con lui, si girò a sbirciare verso il proprio genitore,
che aveva sempre portato i capelli lungi e si era sempre vestito con semplicità.
Il barone rupert Darcy era ancora seduto alla tavola alta a bere e mangiare,
ma osservava il figlio e i suoi ospiti con l’unico occhio sano come
un falco spia la sua preda.
Grazie al cielo, suo padre era sempre cortese e ospitale con i visitatori,
si compiacque William, così non doveva temere di trovarsi in imbarazzo
per il suo comportamento.
-Vi prego, accomodatevi alla tavola alta- disse, deciso a ignorare la curiosità
del padre mentre rifletteva sulle opportunità di tagliarsi i capelli
che, al pari di suo fratello e di suo cugino, gli coprivano la nuca fino a
sfiorargli le spalle.
Con un cenno di assenso del capo, sir Anthony si avviò verso la tavola,
ma lady Darla appoggiò una mano delicata sul braccio di William e gli
rivolse uno sguardo implorante.
-Dobbiamo proprio?- mormorò con la bella voce incrinata dall’ansia
-Possiamo accomodarci là, milady- rispose William con un sorriso indicando
un tavolo libero, intimamente compiaciuto che la leggiadra fanciulla volesse
rimanere da sola con lui, naturalmente entro i limiti imposti dalle convenzioni
e dal decoro.
-Oh, grazie- gli sussurrò lei quando la guidò verso il tavolo.
Lady Darla si sedette con grazia, spostando di lato la gonna con un gesto
fluido ed elegante. Poi tornò a guardare William con gli occhi azzurri
colmi di apprensione
-Spero che non vi siate offeso, signore, ma trovo che vostro padre sia piuttosto…inquietante-
In effetti suo padre con quella cicatrice sul viso, la benda nera sull’occhio
accecato e l’andatura leggermente zoppicante, poteva fare una certa
impressione, convenne William prendendo posto accanto a Darla e aspirando
il delicato profumo che emanava il corpo di lei.
Buffy sapeva di miele e di spezie, gli ingredienti del sidro di mele e del
braggot, una tipica bevanda gallese ottenuta mescolando la birra al sidro
di mele, ricordo all’improvviso.
Non era il momento di pensare a Buffy, si ammonì contrariato, rivolgendo
alla delicata fanciulla che gli stava accanto un sorriso rassicurante.
-Non dovete scusarvi, milady. Molte persone lo temono, soprattutto i suoi
nemici-
-Spero che non mi annoveriate tra i nemici della vostra famiglia!- esclamò
lady Darla, avvampando in modo seducente.
-Che dite! Assolutamente no- si affrettò a dichiarare William
Lady Darla sorrise.
Un sorriso bellissimo, anche se in esse non c’era…
No! Non mancava niente in quel sorriso. Era un sorriso meraviglioso. Una leggiadra
fanciulla stava sorridendo a lui. Sarebbe dovuto essere felice. Doveva smettere
di pensare al sorriso di Buffy. E alla spruzzata di efelidi che le picchiava
il naso, e a come socchiudeva maliziosamente gli occhi quando era contenta.
E alle scintille che quegli occhi sprizzavano quando era infuriata. O ai lampi
di scherno che saettavano in quelle pupille verdi quando lo prendeva in giro.
Perché la sera precedente non l’aveva guardato in quel modo offensivo?
-Sono molto contenta di sapere che ci considerate vostri amici- proseguì
lady Darla mentre Anya le metteva davanti il tagliere del pane e un boccale
di birra.
L’aristocratica normanna non prestò attenzione alla cameriera.
-Spero che ciò non significhi che avete fretta di lasciarci- osservò
William, ringraziando Anya con un cenno del capo. La cameriera lanciò
un’occhiata cattiva a lady Darla, che per fortuna non se ne accorse.
-Oh, non ho alcuna fretta- dichiarò lady darla.
William si guardò in attorno per assicurarsi che nessuno li stesse
guardando, nemmeno suo padre, poi allungò il braccio sul tavolo e le
prese la mano.
-Sono contento-
Lady Darla abbassò gli occhi sulla mano di William posta sulla sua,
fissandola con espressione sgomenta.
Se lei non voleva che le tenesse la mano, perché non la ritraeva?,
si chiese lui, confuso e disorientato. E se apprezzava quel gesto familiare,
perché le sue dita erano ineri e aveva quella strana espressione?
Lady Darla sembrava contrariata, ma anche indecisa su quello che doveva fare.
William la lasciò andare e ritrasse il braccio per evitare qualsiasi
imbarazzo.
Lady Darla gli lanciò un altro sguardo incerto, tornando ad avvampare.
Era un sciocco, si ammonì William. Lady Darla era una fanciulla pudica
e rispettabile. Non poteva aspettarsi che reagisse con sfrontatezza o con
decisione.
Era sicuramente un punto a suo favore.
-La giornata si presenta bella. Più tardi accettereste di fare una
cavalcata con me?- le chiese compitamente –Naturalmente con una scorta-
soggiunse per timore che lei pensasse che le stava facendo una proposta sconveniente.
-Ne sarei felice, sir William- rispose Darla sommessamente
William assaporò il suo piccolo trionfo. Quella donna era un premio
inestimabile, la quintessenza dell’aristocratica femminilità
normanna. E non c’erano dubbi, lei provava qualcosa per lui. Forse qualcosa
di tanto serio e profondo da accettare di diventare sua moglie.
Sposare lady Darla sarebbe stata una grande vittoria. Avrebbe dimostrato quanto
valeva a tutti coloro che non lo ritenevano all’altezza di Wesley, di
Liam e di suo padre.
Doveva ottenere la mano di lady Darla. E l’avrebbe ottenuta.
- C’è sotto qualcosa- disse Rupert Darcy guardando la sua serafica
moglie, intenta a tessere un arezzo nel solario -Il nostro William aveva l’aria
di chi non ha dormito ed era di un umor nero-
-Forse non gradisce essere interrogato come un bambino irresponsabile. Adesso
è un uomo, Rupert- rispose lady Joyce abbozzando il lieve sorriso affettuoso
che riservava solo al marito, mentre continuava a lavorare al suo arezzo.
-Non ho detto questo- obbiettò il barone iniziando ad andare avanti
e indietro per la stanza zoppicando per la ferita riportata in battaglia.
-Non sono un indovino per leggergli nella mente. Se non voleva che lo interrogassi,
doveva dirlo apertamente-
-Pretendi troppo da un uomo che non lascia trapelare i suoi affanni- osservò
lady Joyce.
Il barone si lasciò cadere sulla sedia con un sorriso.
- D’accordo, è coerente con la sua riservatezza. Ma è
una dote che ha ereditato più da te che da me-
-Comunque sia, William ha sempre custodito gelosamente i propri sentimenti.
Tuttavia, temo che non ci fosse stato niente, non sarebbe stato tanto restio
a dirti perché era stanco-
-Sono sicuro che c’è di mezzo un donna-
Joyce aggrottò la fronte
-Credi che abbia fatto qualcosa di sconveniente con lady Darla? Ho notato
le attenzioni che le ha rivolto durante la festa, e come ha ballato con lei.
E lady Darla sembrava contenta-
Rupert si soffregò la benda che gli copriva l’occhio accecato
-Spero di no- bofonchiò
-Quella fanciulla non ti piace?-
Rupert si stinse nelle spalle come un bambino imbronciato più che come
un potente signore di un castello -Non particolarmente-
-E’ molto bella- gli fece notare la moglie con gentilezza
-Non tutti son saggi e ponderati. Tu eri molto maggiore di William quando
m’incontrasti, altrimenti avresti sposato un’altra-
-Dopo tanti anni, amore mio, continui a non credere che sei bella-
-Solo per te, mio adorato. Ma mi basta- rispose lady Joyce con un altro dolce
sorriso –Pensi che William si sai invaghito di lady Darla?- domandò
facendosi seria -E che lei non ricambi il sentimento?-
Il barone Darcy tornò a stringersi nelle spalle
-Non lo so. Lei è troppo…schiva. Troppo perfetta. Deve esserci
qualcosa che non va-
-Perché sembra perfetta o perché ha colpito la fantasia di William?-
-Immagino che sia perfetta per chi desidera una moglie priva di vita, di entusiasmo,
di vivacità. Santo cielo, mi stupisco che respiri! In lei non c’è
un barlume di vitalità, di passione-
-Se ieri sera William e stato con lei, vuol dire che forse serba l’entusiasmo
e la passione per il giovane cavaliere che ha conquistato il suo cuore-
-Credi che abbia un cuore da conquistare?- borbottò il barone -Santi
nubi, Joyce, spero che non sia stato con lei. Non voglio che un altro normanno
infuriato si lamenti che un giovane cavaliere della mia famiglia ha disonorato
sua figlia e pretenda un matrimoni riparatore-
-Rupert non stiamo parlando di Liam, ma di William- lo ammonì affettuosamente
la moglie
-Credi davvero che possa aver fatto l’amore con una fanciulla normanna
come lady Darla prima del matrimonio?-
-Se non si trovava con lei, potrebbe trattarsi di un’altra- osservò
il barone con espressione sorniona –Forse Buffy-
-non glielo avrai detto vero?- proruppe lady Joyce inarcando le sopracciglia
- No. Probabilmente mi avrebbe sfidato a duello- Rupert ridacchiò –Quella
si che è una donna piena di entusiasmo!-
-Sfortunatamente non credo che William voglia prendere in considerazione il
matrimonio con una donna che non sia nobile lignaggio-osservò Joyce
-La sua ambizione mi ha causato parecchie preoccupazioni- dichiarò
l’uomo –So dove la smania di onori e di ricchezze possa condurre
un uomo-
Lady Joyce annuì pensierosa, probabilmente ricordando le nefandezze
compiute dal padre di Liam per la sua smodata sete di potere
-Immagino che sia anche difficile essere il figlio cadetto- sospirò
- Se solo Drusilla non avesse mai fatto quella profezia…Buffy e William
andavano d’accordo finché Drusilla non ha detto che si sarebbero
sposati-
-Ma se litigavano come cani e gatti!- protestò Rupert
-Era diverso. Erano battibecchi infantili-
-Forse dovrei…-
-Rupert! Non puoi, non devi dire una parola!- lo ammonì la sua sposa
-A nessuno dei nostri figli piace ricevere consigli non richiesti. E adesso
non dirmi che non hanno preso da te!-
Il barone corrugò la fronte -hai ragione, come sempre. Non dirò
niente. E tu?-
-Rupert!!-
-Santo cielo, Joyce!!- esclamò il barone appoggiano le mani sui braccioli
della sedia e alzandosi in piedi con l’agilità che la gamba offesa
gli consentiva
-Voglio sapere se nostro figlio fa sul serio con quella creatura normanna
o se si sta solo divertendo-
-Creatura mi sembra una definizione un po’ dura-
-Donna. Femmina. Quella che è. Non m’ispira fiducia. Ha un sorriso
troppo affettato-
-A essere sincera, mio caro, non piace molto neppure a me. Forse è
un capriccio passeggero-
-Che dio mi aiuti, lo spero anch’io-
- Qualunque cosa sia, non dobbiamo interferire. William è un uomo e
dobbiamo confidare che si comporti con rettitudine e onore in qualsiasi situazione
e con qualsiasi donna-
Rupert si avvicinò alla moglie e la prese tra le braccia
-Voglio solo che sia felice, Joyce. Desidero che il nostro William abbia la
felicità che abbiamo avuto noi due-
Come avveniva sempre, il sorriso della moglie lo intenerì profondamente
-Lo so, amore mio, lo so- mormorò lady Joyce sollevandosi sulle punte
dei piedi per baciarlo.
Se in quel momento uno dei loro figli fosse entrato nel solario, avrebbe scoperto
che il fuoco della passione non muore mai, ma che fra due persone che si amano
veramente continua a bruciare con la stessa intensità anche dopo trent’anni
di matrimonio-Ben, non giocherellare con quello che hai nel piatto! Mangia,
o darò tutto al maiale- disse Buffy con tono di rimprovero, mentre
aggiungeva dell’altra legna al fuoco che ardeva nel focolare della piccola
casa in cui abitava con il figlio, all’interno del recinto della distilleria
di birra che aveva ereditato dal padre.
Gli altri edifici annessi erano la malteria, la distilleria vera e propria,
il magazzino e la scuderia, che ospitava il cavallo e il carro. Gli affari
andavano bene, perché Buffy era molto brava nel suo lavoro. Questa
prosperità le permetteva di essere indipendente e di non doversi appoggiare
a nessun uomo: condizione che le piaceva molto.
Aggrottando la fronte, il bambino sollevò il cucchiaio e lo lasciò
ricadere nella massa pastosa di avena.
Non era un segreto per nessuno che se Buffy conosceva tutti i segreti della
fermentazione e la birra era superba, i suoi manicaretti erano decisamente
pessimi.
Buffy annusò il tegame che conteneva gli avanzi del porridge. Da parte
sua, preferiva mangiare della frutta come primo spuntino della giornata, era
convinta che un ragazzo in crescita avesse bisogno di mettere nello stomaco
qualcosa di più nutriente e sostanzioso.
-Non l’ho fatto bruciare vero?- domandò con circospezione. Il
porridge non aveva un odore di bruciato, ma non se la sentiva di assaggiarlo.
Il solo pensiero la disgustava
-No, è buono- borbottò Ben
-Non devi mangiarlo tutto- concesse Buffy
-Se vuoi, puoi prendere una mela dalla ciotola. Ma solo una, mi raccomando.
Le altre mi servono per questa sera. Ho un ospite e ho intenzione di preparare
qualcosa di buono. O almeno ci proverò- soggiunse con un sorrisetto
- Oh. Quell’Riley viene di nuovo qui a mangiare?- sbuffò Ben
facendo il broncio
-Forse si. Se verrà, ti raccomando di non essere scortese con lui-
Sentendosi in colpa per come aveva trattato Riley la sera precedente, Buffy
aveva deciso che il minimo che potesse fare per farsi perdonare era offrirgli
un buon pasto e accoglierlo nel suo letto. Erano parecchi giorni che non stavano
insieme.
Forse quella era la causa che l’aveva spinta fra le braccia di William
e che le aveva impedito di controllarsi.
Se fosse stata un animale, si ammonì prontamente…Alcuni religiosi
predicavano che le donne erano l’incarnazione del peccato e delle tentazioni
da quando Eva aveva ceduto alle lusinghe del serpente, ma lei non avrebbe
usato quella giustificazione per assolversi dalla grave colpa cha aveva commesso.
La sera prima aveva voluto William Darcy.
E lo aveva avuto.
Adesso doveva convivere con il rammarico di quella impulsiva, insensata decisione.
Per fortuna, lei e Riley non si erano scambiati promesse e impegni reciproci.
Buffy si rese conto di esserne contenta
-Non sarò scortese- borbottò Ben, battendo il cucchiaio conto
la ciotola.
Buffy si sollevò e lo scrutò attentamente. Qualcosa doveva turbare
il figlio, altrimenti non sarebbe rimasto seduto a tavola così a lungo.
-Ieri ti sei divertito con Tommy e Dru?-
Ben lasciò cadere il cucchiaio nella ciotola
-Odio Tommy!-
Rimproverandosi di aver permesso che i suoi problemi avessero il sopravvento,
impedendole di vedere l’angoscia di suo figlio, Buffy strofinò
le mani sulla gonna e si sedette di fronte al bambino
-Che cosa è successo? Tommy ti ha fatto qualcosa?-
-Ha detto che dovevo essere gentile con lui, o avrebbe chiesto a nostro padre
di non nominarmi cavaliere quando sarò grande-
Buffy sospirò –Aveva gia fatto minacce del genere, ma tuo padre
ti ha rassicurato che Tommy si sbaglia, no? Non ti ha promesso che diventerai
un cavaliere se farai tutto quello che è necessario per diventarlo?-
Ben afferrò il cucchiaio e lo strinse con forza fra le dita
-Si-
-Allora non prendertela per quello che ti dice Tommy. Lo fa solo per farti
arrabbiare. Così si sente importante e potente. Se vuoi scoraggiarlo
e farlo smettere, ridi alle sue sciocche minacce-
-Ho cercato, ma lui e così…così…-
-Così Tommy?- gli venne in aiuto Buffy con un sorriso affettuoso -Lo
so, figliolo. Ci sono persone che riescono a farci infuriare senza fare niente-
Come William
-Anche Riley non mi piace-
-Perché? Non si comporta gentilmente con te?-
Ben si strinse nelle spalle. Un gesto tipico dei Darcy, notò Buffy,
tentata di sorridere. Ma il ricordo della sera precedente glielo impedì.
-Credo che anche a tu non piaccia così tanto- osservò Ben, serio
-Certo che mi piace!-
-Vuole sposarti?- domando Ben a bruciapelo.
Buffy si alzò in piedi e andò a mescolare il porridge, che ormai
era diventato un sorta di massa fangosa rappresa
-Non so-
-Non puoi sposarlo-
Colta dal sospetto che la sera precedente, Tommy non fosse stato l’unico
a parlare, Buffy sbirciò il figlio mentre staccava la pentola dal gancio
della catena che pendeva dal focolare.
Drusilla doveva smetterla d’insistere con la stupida profezia che avrebbe
sposato William,
-Perché no? Se lo amo, perché non dovrei sposarlo?”
-Perché a me non piace-
-ben, io non voglio sposare nessuno- dichiarò Buffy con sincerità
-La compagnia di Riley mi piace, e a lui piace la mia. Stiamo bene insieme.
Tutto qui. Non c’è niente di male in questo-
-Questa sera devo andare ancora a dormire da Dru?- chiese Ben imbronciato
-Se non vuoi, non sei obbligato ad andarci-
-Non voglio. Allora preferisco andare da Gwen e Sarah- disse Ben compunto.
Sarah era la terza figlia di Liam. O meglio, la creduta terza figlia di Liam.
In realtà Liam non era mai stato l’amante di Gwen, la mamma di
Sarah, come tutti pensavano, e lui l’aveva lasciato credere. Si era
limitato a salvarla dalle grinfie di un nobile normanno, che aveva preso possesso
di un castello con terre annesse nella Marca. Suo zio, il barone Rupert, lo
aveva inviato a far visita al nuovo signore con l’incarico di osservalo
ed esprimere un giudizio su di lui. E Liam non aveva tardato a capire che
l’aristocratico normanno detestava gli inglesi, ma si compiaceva di
amare le fanciulle inglesi contro la loro volontà. Quel fellone aveva
violentato Gwen e lei portava in grembo una vita, frutto di quella violenza.
La sventurata si era rivolta per aiuto a Liam e lui, con la sua innata generosità,
l’aveva portata a Craig Fawr e aveva riferito l’accaduto a suo
zio.
Alla nascita di Sarah, aveva regalato a Gwen una piccola casetta nel villaggio,
poi aveva sposato Thomas.
-No, puoi rimanere a casa- sorrise Buffy, avvicinandosi al figlio e arruffandogli
i capelli neri, come quelli del padre
-Ben, tu sei il mio carissimo, prezioso bambino e niente cambierà questa
verità, te lo prometto-
Ben arrossì come faceva sempre quando Buffy gli diceva quelle cose,
e lanciò alla madre l’occhiata che le rivolgeva quando pensava
che lo stesse mettendo in imbarazzo.
Quello sguardo le fu all’improvviso familiare.
Cavolo! Come poteva non essersi mai accorta della somiglianza del figlioletto
con William Darcy?
William non l’aveva guardata con le medesima espressione centinaia di
volte? Anche la sera precedente le aveva rivolto quello sguardo inquietante.
-Ben, perché non vai alla fucina a guardare Ianto ce lavora?- disse,
lieta che la sua voce non tradisse lo stupore che stava provando.
-Oppure preferisci aiutarmi a fare la birra?-
-Oh, la fucina è più divertente mamma!- esclamò il bambino
rivolgendole un sorriso che gli illuminò il visetto. Lo stesso sorriso
del padre, molto diverso dal cipiglio dell’austero e riservato di William
-Oggi Ianto costruisce le spade-
Ben balzò in piedi e corse alla porta
-Ritorna prima che faccia buio, ma raccomando- gli gridò Buffy, sperando
che sentisse.
Preferiva essere in compagnia quando Riley sarebbe arrivato.
Poi si chinò a sollevare la pentola con il porridge per portarla al
maiale prima di mettersi al lavoro.
Quando si rialzò, vide Riley fermo sulla soglia che le sorrideva
-Riley! Non mi aspettavo di vedenti questa mattina!-
-Sono venuta a chiederti scusa per essere arrivato in ritardo ieri sera-
-E io mi scuso per averti trattato male-
-Ah- Riley le andò incontro e le cinse la vita con le braccia muscolose,
poi si chinò a baciarle il collo
-Riley sto cercando di lavorare!-
-E io ti sto dicendo che mi sei mancata-
-Ti sono mancata a letto-
-Buffy!-
-Perdonami, Riley. Sono un po’ stanca-
-Credevo che anche tu avessi sentito un poco la mia mancanza-
Buffy non voleva mentire, così si stinse nelle spalle e tenne gli occhi
fissi sulla cotta di maglia che copriva il possente torace di Riley
- Non dovresti essere di pattuglia nella foresta o lungo la strada?-
-Devo scortare William e lady Darla che hanno intenzione di fare una cavalcata,
ma milady non è ancora pronta. Così ho pensato che avrei avuto
tempo di passare a farti una visitina-
-Quanto tempo?-
Riley ridacchiò –Temo che noi sia sufficiente per fare…quella
cosa. Non credi?-
Buffy finse di essere delusa, sperando di riuscirci. Riley era un brav’uomo
e non aveva fatto niente perché lei si sentisse sollevata all’idea
che non si potesse trattenere.
-A William piace molto lady Darla, vero?- gli chiese con noncuranza.
-Non le stacca mai gli occhi di dosso. Sembra un paggio innamorato- rispose
Riley mentre le accarezzava il seno –O sembra me quando ti sto vicino-
Buffy si ritrasse con gentilezza
-Non devi ritornare al castello?-
-Un uomo innamorato capirà perché mi sono attardato- rispose
lui ridacchiando
-Ti conviene andare, adesso- lo incitò Buffy abbozzando un sorriso
-Ma questa sera vuoi venire a mangiare con me e Ben?-
-Niente mi renderebbe più felice- Riley le ricambiò il sorriso
, facendole ricordare la ragione che l’aveva spinta ad accoglierlo nel
suo letto
-Beh, oltre a un paio di altre cose- sogghignò lui ammiccando prima
di lasciarla andare e a di avviarsi verso la porta con riluttanza
-ti prometto che questa sera non arriverò in ritardo- si volse a dire.
-Mi raccomando- lo ammonì allegramente Buffy, rimanendo a guardarlo
mentre si allontanava.
Si. Riley era un brav’uomo, ma lei non lo amava. Non l’avrebbe
mai amato.
Con un sospiro, Buffy tornò verso la pentola porridge. Perché
sapeva preparare la birra e il sidro di mele migliori dell’Inghilterra
e non era in grado di cucinare neppure un cibo semplice come il porridge?,
si chiese con una smorfia divertita.
-Immagino si uno dei tanti misteri della vita- mormorò fra sé
mentre sollevava la pentola
In quella udì un rumore alla porta e si girò, convinta che si
trattasse di Ben o di Riley, che erano ritornati per qualche ragione.
Invece sulla porta c’era William, con il bel viso atteggiato alla consueta
espressione grave e accigliata.
Capitolo 3
Con i capelli scompigliati dispettosa brezza mattutina e il corpo muscoloso
coperto dalla tunica di lana scura trattenuta in vita dall’alta cintura
di cuoio, William si stagliava contro la luce abbagliante del sole. Buffy
non potè fare a meno di notare che aveva le gambe più belle
di tutti gli uomini della famiglia Darcy, incluso Liam.
Rammentò all’istante la forza con cui l’aveva tenuta stretta
durante il loro amplesso appassionato della sera precedente.
Tuttavia l’istinto le consigliò di dirgli di andarsene. Non voleva
parlare con lui. Non voleva ricordare quello che c’era stato fra loro
la sera precedente. Non doveva.
-Che cosa vuoi?- gli chiese sollevando il mento con aria di sfida e fissandolo
con freddezza, contenta che la sua voce non tradisse l’agitazione che
aveva dentro. Infatti il suo cuore aveva preso a battere all’impazzata
come il tamburello di un menestrello durante un ballo varicoso.
-Posso entrare?- domandò William, rimanendo fermo sulla soglia.
-Ho saputo che hai intenzione di accompagnare lady Darla a fare una cavalcata-
disse Buffy
-Mi sorprende che madamigella abbia accettato di uscire dal castello, o abbia
la forza di reggersi in groppa a un cavallo. Ha l’aria di chi ha bisogno
di mangiare un po’ di più, mi sembra. E’ tutta pelle e
ossa ed è spaventosamente pallida-
-Non sono qui per parlare di lady Darla o del suo colorito. Posso entrare?-
tornò a chiedere William con tono insofferente
-Ieri sera sei entrato dentro di me senza fare tante cerimonie e senza chiedere
il permesso, mi pare. Non credo di potertelo impedire oggi-
-Certo che puoi impedirmelo- obiettò William –E io, da cavaliere
d’onore, sono tenuto a rispettare la tua volontà-
-Allora entrate, sir William, e siate benvenuto nella mia umile dimora- ribattè
Buffy con fare sarcastico.
Mentre William si faceva avanti con il pigio del guerriero conquistatore,
buffy si ammonì di non badare alle reazioni di lui. Era sempre stato
un tipo freddo, e di quello lei non aveva colpa. La sera precedente avevano
commesso uno sbaglio , d’accordo, ma non era la fine del mondo.
William girò attorno al tavolo, poi si fermò, apparentemente
affascinato dalla pentola.
-Devo dire che sono stupita- osservò Buffy, cercando di distogliere
la sua attenzione dal segno evidente della propria incapacità di cucinare
e impedendosi di non arrossire. Tutti sapevano che non era una brava cuoca.
Perché si preoccupava che William fissasse la pentola come se non avesse
ami visto un porridge scotto?
Lui sollevò gli occhi severi e la fissò.
-Sono sorpresa che ti sia degnato di venire a casa mia- proseguì Buffy,
rimanendo ferma dove era quando lui le andò vicino senza parlare
-Ebbene, sir William, che cosa vuoi?-
-Sono venuto a chiederti se…- William ebbe una breve esitazione. Quell’incertezza
fece gioire Buffy. Ben gli stava, a quell’altero aristocratico –Hai
parlato con qualcuno di…?-
-Di ieri sera?- lo pervenne Buffy quando Wiliam s’interruppe .Che cosa
pensi che possa aver detto?-
William le lanciò un’occhiata di rimprovero come se la colpa
di quella che avevano fatto la sera precedete fosse solo di Buffy.
-Conoscendoti, porrebbe trattarsi di tutto-
-Oh! Così pensi di conoscermi bene?- lo provocò lei
-Certo-
Sorridendo beffarda, Buffy si piegò verso di lui.
-Potrei, per esempio, aver detto a tutti quelli che ho incontrato che avevo
appena fatto l’amore con William Darcy sugli spalti di Craig Fawr-
Il viso di William divenne di brace
-Non è vero, non ti credo- protestò incrociando le braccia sul
petto e fissandola con aria truce.
-Non puoi saperlo. Potrebbe essere vero- obbiettò Buffy
-Non hai un briciolo di pudore?- l’accusò William –Non
provi vergogna per quello che abbiamo fato ieri sera?-
-Ieri ho avuto l’impressione che tu avessi vergogna a fare quello che
abbiamo fatto….Almeno finché siamo stati abbracciati-
-Come ho gia detto, quello che è accaduto ieri sera è stato
un grave sbaglio-
-Sono d’accordo. Ma allora perché sei qui?-
William tossicchiò per schiarirsi la voce
-Ho fatto dei piani, Buffy- rispose guardandola con gli occhi azzurri duri
e determinati –Piani che non includono te-
Una sofferenza indicibile, che non era solo fisica, ma coinvolgeva anche l’anima,
assalì la povera Buffy. Lei cercò d’ignorarla, di soffocarla,
ammonendosi che lo sapeva, che doveva aspettarselo.
-Ho intenzione di sposare lady darla, se lei mi farà l’onore
di accettare la mia proposta- annunciò con tono solenne
-Anche i miei piani non includono te- replicò Buffy, ripetendosi che
non le importava niente dei piani di William, che non le importava niente
se lui voleva veramente sposare quella normanna. Erano fatti suoi se voleva
portarsi a letto un bel pezzo di marmo.
-Appunto per questo non ho detto niente a nessuno. A nessuno- dichiarò
ostentando indifferenza.
William trasse un profondo respiro, come se si fosse liberato di un peso
-Buffy, mi dispiace per quello che è successo- mormorò andandole
vicino -Sinceramente, non so che cosa mi abbia preso-
Lei non si scostò. Non poteva. Doveva concentrare tutte le sue forza
per mantenere la voce ferma e per impedire che le sue mani tramassero.
-Mi sono comportato come un disgustoso animale senza freni- disse William
con tono contrariato.
-Ti sei comportato come un uomo che era in compagnia di una donna disponibile.
Tutto qui. Io…Mi dispiace averti paragonato a Liam-
L’espressione del viso di William la incoraggiò a continuare
-Non mi vergogno di essere stata la sua amante. Lui era meraviglioso, ma…-
Negli occhi di William si accese una sorta di luce
-Ma?-
Buffy evitò di guardarli, quegli occhi.
William si fece più vicino, tanto che lei avvertì il suo alito
sulla guancia
-Attenta, Buffy, o diventerò vanitoso-
-Penso che tu abbia più di un motivo per essere modesto- ribatté
lei fingendo ironia e disinvoltura per dissimulare il desiderio di essere
baciata.
-Lo so che molti mi paragonano a mia fratello, a mio cugino e anche a mio
padre-
Buffy sollevò lo sguardo e fissò quegli occhi così familiari,
vedendo in essi una vulnerabilità che non aveva mai notato prima.
Come ci si sentiva a essere continuamente paragonati ai parenti importanti
e maggiori di età? A un padre famoso come Rupert Darcy, cha aveva perso
un occhio ma era sopravvissuto alla Crociata e a tutto quello che gli era
accaduto in seguito? O al severo Wesley, che tutti rispettavano e nel quale
riponevano fiducia? O a Liam che tutti gli uomini individuavano per il suo
aspetto e per il fascino che esercitava sulle donne?
Non c’era da stupirsi che William volesse una moglie come lady Darla,
l’espressione più aristocratica della femminilità normanna,
la bella figlia di un signore potente.
-Hai molti motivi per essere fiero di te stesso- concesse Buffy alla fine
La bella bocca di William s’incurvò in un lieve sorriso, incredibilmente
seducente
-Dici davvero?-
-Lo sai perfettamente- sbuffò lei, aggirando il tavolo per frapporre
una barriera fra se stessa e il giovane cavaliere.
-Quali? A parte avere un padre, un fratello e un cugino eccezionali?-
-Sono sicura che conosci i tuoi meriti senza che debba essere io a elencarli-
rispose Buffy, inghiottendo nervosamente quando lo vide girare attorno al
tavolo.
Fu tentata di scappare, ma William stava fra lei e la porta
-Hai piani, William, e io non sono inclusa in essi. L’hai detto tu-
Alla fine lui si fermò a un passo di distanza.
Ma non se ne andò. Invece la guardò come se la vedesse per la
prima volta
-E i tuoi, Buffy? Quali sono i tuoi piani?-
Nessuno le aveva rivolto quella domanda. Per la verità, lei stessa
non ci aveva riflettuto molto
-Io…Beh, vorrei vedere Ben crescere e diventare un bravo cavaliere.
E vorrei fare la birra più buona di tutto il paese- farfugliò.
Con estrema gentilezza, William allungò le braccia e le appoggiò
le mani forti sulle spalle
-E’ tutto?- le chiese piano mentre l’attirava verso di sé
con gli occhi domi d’emozione e il respiro affannato.
-Lasciami, William- mormorò Buffy trattenendo il fiato.
In un certo modo lui obbedì, perché allentò la stretta.
Poi le fece scorrere le mani lungo le braccia con un gesto carezzevole
-Dimmi di andare, e me ne andrò-
Per un momento Buffy rimase rigida, resistendogli con tutte le forze. Era
vero che quando William l’abbracciava si sentiva protetta come un passerotto
nel suo nido. Chiuse gli occhi, imponendosi di non cedergli, di mantenersi
forte, ma era acutamente consapevole della vicinanza di quel corpo agile,
muscoloso, tanto snello eppure tanto forte.
Quando le dita di William iniziarono un altro lento, provocante viaggio sul
suo corpo, Buffy non se la sentì di chiedergli di andarsene.
Come poteva farlo se voleva disperatamente che lui rimanesse? E che facesse
di nuovo l’amore con lei? Quante volte aveva sognato di essere tra le
braccia di William, come lo era in quel momento? Quante notti si era svegliata
chiedendosi come starebbe stato averlo accanto nel letto? Che cosa non avrebbe
dato perché William fosse stato il suo primo amante?
Tutto. A parte il proprio orgoglio. L’orgoglio che le aveva consigliato
di tenere così a lungo segreto l’amore che nutriva per lui.
E adesso… Adesso era dove aveva desiderato mille volte di essere.
E non voleva che William se ne andasse.
Anzi. Accettò il proprio desiderio e si abbandonò con trasporto
alla passione che la divorava.
I capelli di William le sfioravano le braccia nude quando gli cinse il collo.
Il contatto del petto di lui contro i suoi seni fu una sensazione incredibilmente
eccitante.
Poi la bocca di William divorò la sua in un lungo bacio pieno d’ardore.
Era più bello della sera precedente. Allora William era stato ardente
e appassionato. Lo era anche in quel momento, ma c’era dell’altro.
Adesso William dava l’impressione di controllarsi, di essere più
incerto ed esitante, e più consapevole di lei e di quello che poteva
volere.
Quando sollevò per un istante la testa, Buffy ebbe la sensazione confusa,
bruciante, che quegli occhi azzurri scandagliassero i suoi per leggerle nella
mente e nel cuore.
Buffy voleva che William la facesse sua, che l’amasse, che le procurasse
piacere, che le facesse capire che aveva bisogno di lei come lei aveva bisogno
di lui.
Non voleva tenerezze o sommessi incitamenti d’incoraggiamento. Non aveva
bisogno di carezze gentili.
Gli insinuò la lingua tra le labbra mentre avvicinava le mani al fulcro
pulsante della sua virilità. Lo accarezzò con coraggioso ardire,
fremendo quando William iniziò a far scorrere le dita sul suo corpo
carezzevole.
In preda a un desiderio incontrollabile, gli si premette contro, felice di
sentirlo gemere e sospirare .
Poi lo attirò sul pavimento di terra battuta.
William s’inginocchio tra le sue gambe, baciandole e stuzzicandole i
seni mentre lei si sollevava le gonne.
Lui impiegò un istante per abbassare le brache.
Poi fu dentro di lei, colmandola con il suo corpo palpitante, procurandole
un piacere quasi insostenibile. Buffy gli si avvinghiò contro, inarcandosi
per riceverlo, per condividere con lui l’estasi finale. Desiderio che
rispondeva a desiderio. Passione che alimentava passione.
Buffy non si era mai sentita così vicina e in sintonia con un amante.
Sembrava che la loro unione fosse stata prediestinata e dovesse essere perfetta.
Altrimenti come era possibile che William sapesse che baciarla sulla gola
le procurava un fremito di piacere? O che sfiorarle i lati dei seni con la
punta della lingua la recava andare in estesi?
Avvinghiandosi alle spalle di lui, si sollevò per mordicchiargli il
lobo dell’orecchio e lo sentì trattenere il respiro. Ma subito
dovette smettere, sopraffatta da un’ondata di emozioni e sensazioni
troppo forti per poterle cambiare.
Il respiro di Buffy divenne presto affannoso, il sangue prese a pulsarle forte
nelle vene. Il desiderio la stava trasportando lontano, mentre un calore insopportabile
s’impadroniva di lei. Un vortice di passione la cullò, pervadendola
e trasportandola in un oceano di fuoco, di fiamme. Era l’estasi. O forse
di più.
Immersa com’era nel proprio piacere, non si accorse immediatamente che
anche William aveva raggiunto il culmine.
Ansimando, lui le appoggiò il capo sul seno mentre lei gli accarezzava
i capelli sudati, ignara della durezza del pavimento dietro di se.
-Santo cielo, Buffy, perché mi fai fare questo?- mormorò William
Buffy si irrigidì lievemente
-Io non ti faccio fare niente-
-Mi costringi a cedere ai miei istinti più bassi- disse lui con un
tono contrariato mentre si alzava in piedi e si sollevava le brache.
Quando Buffy si levò a sua volta in piedi, la guardò come se
fosse stata una sorta di pericolosa sirena che minacciava il suo destino
-Sono un uomo, dopotutto, con gli impulsi e le esigenze di un uomo-
Buffy si oscurò in viso. Non gli aveva tenuto alcun tranello. Non lo
aveva attirato lì con qualche sortilegio.
William si era recato da lei di sua spontanea volontà. Non era stata
lei a iniziare, non lo aveva toccato nemmeno con un dito. Non gli aveva fatto
bere nessun filtro magico, né lo aveva fatto ubriacare con la sua birra.
Non aveva fatto niente di male, a parte abbandonarsi al proprio desiderio
e credere che William tenesse a lei.
-I tuoi impulsi e le tue esigenze? Fammi indovinare. La bella normanna che
stai corteggiando non ti permette nemmeno di sfiorarla con un dito e così
vieni a sfogarti con me? Non sono e non voglio essere la sostituta di nessuno
William Darcy!!-
-Buffy, non ero venuto per uno scopo tanto sordido, disgustoso e riprovevole-
protestò William guardandola con espressione severa
-Se mi ritieni capace di un’azione così ignobile, mi stupisco
che ti sia lasciata toccare da me-
-Ti assicuro che sono più stupita di te- obbiettò lei richiudendosi
il corpetto sul seno con gesti stizzosi -Adesso vattene esci di qui!-
-Non prima di avere la tua parola che terrai per te quello che è appena
avvenuto tra noi due- replicò William -Mi riferisco a tutt’è
due le volte- aggiunse arrossendo
Buffy lo guardò come se fosse stato un topo entrato nella sua dispensa
-Fai bene a preoccupati di quello che questa sera racconterò a Riley
quando saremo a letto insieme-
-Sapevo che concedi facilmente i tuoi favori, ma non immaginavo che lo facessi
con tanta leggerezza- replicò William serrando i pugni
-Coraggio, insultami- lo sfidò Buffy sollevando il mento, con gli occhi
che mandavano lampi di ira. Era infuriata con lui, ma ancor di più
con se stessa per essere stata debole e aver ceduto al desiderio
-Perché non dovresti farlo? Mi detesti, lo so. E io detesto te. Probabilmente
non dovrei raccontare niente a Riley. Sarebbe come riconoscere che sono pazza.
E devo esserlo se ho fatto l’amore con te. Tanto pazza da averlo fatto
due volte. Ma almeno io non ti accuso di avermi costretta, ho deciso di farlo,
sono pentita e ti assicuro che non succederà più perché
non permetterò mai più che accada- si mise le mani sui fianchi
-E adesso andate, signore, e non venite più qui. Mi ricordate troppo
il mio peccato, la mia vergogna-
-Non pensavo che avessi il senso del peccato e della vergogna- commentò
William con tono scettico
-Non mi vergogno di aver fatto l’amore!- ribatté Buffy avvampando
–Mi vergogno di averlo fatto con te! E adesso esci da casa mia e non
rivolgermi mai più la parola-
Con il viso paonazzo, William accennò un rigido inchino e si diresse
alla porta.
Buffy sollevò la pentola del porridge e gliela gettò alle spalle.
Il recipiente colpì lo stipite della porta con un rumore secco, provocando
una vistosa intaccatura nel legno prima di rotolare a terra.
Buffy stette a fissare per un momento prima di rendersi conto che il porridge
non era schizzato fuori perché era troppo denso. Con le mani che tremavano,
sollevò la pentola. Poi esaminò l’intaccatura.
Se avesse colpito William, lo avrebbe sicuramente ucciso.
In quel momento si rammaricò che non fosse accaduto, o quasi.
Non si sarebbe più avvicinata a quell’uomo giurò a se
stessa. Quel William, con il suo corpo muscoloso, il suo bel viso e quegli
occhi che sembravano dire…
No. Non voleva più avere a che fare con lui, anche se la guardava in
quel modo e con le sue carezze la eccitava come nessun altro uomo sapeva fare,
e con i suoi baci risvegliava in lei un desiderio incredibile…
-Pazza. Sei una povera, stolta pazza- mormorò mentre si dirigeva verso
il porcile.
Dalla finestra della sfarzosa camera da letto che le era stata assegnata nella
torre occidentale di Craig Fawr, lady Darla guardava nell’animato cortile
sottostante. Il suo sguardo pigro si posò sull’alto e robusto
capitano delle guardie che stava parlando ai suoi uomini nel ridicolo linguaggio
dei gallesi. Era un uomo dotato di un certo fascino, anche rude e primitivo.
Probabilmente amava anche le donne con rudezza, pensò. Quel pensiero
le procurò una insolita eccitazione.
Comunque era un barbaro, e lei non doveva sprecare tempo in inutili fantasticherie.
Invece doveva pensare a William Darcy, che la stava aspettando per accompagnarla
a fare una cavalcata. Si stava attardando appositamente per farsi attendere,
o no?
Una donna accorta e astuta far aspettare il suo cavaliere per aumentare il
lui l’ansia di vederla.
Darla fece correre gli occhi sulla campagna che si stendeva oltre le mura
dell’accogliente fortezza che la ospitava e che, cosa sorprendente,
avrebbe reso ogni donna normanna fiera di essere la sua castellana. Poi si
volse ad osservare la camera.
Il confortevole letto aveva coperte soffici e setose, e candele di cera raffinata
illuminavano l’ambiente di sera. C’era anche un braciere per riscaldare
l’aria nei mesi freddi, e una elegante brocca con un catino faceva bella
mostra di sé sul tavolo. Un prezioso tappeto copriva il pavimento.,
un lusso che solo i nobili più ricchi possedevano.
Tuttavia, una persona colta e raffinata poteva desiderare di vivere così
distante da Londra, dalla corte e dalle civiltà? Quando gli abitanti
del posto, erano zotici contadini che la facevano rabbrividire con il oro
linguaggio incomprensibile, le isolite abitudini e l’intollerabile,
deprecabile famigliarità con il loro signore e padrone.
Diamine, aveva saputo che la donna con il bel vestito rosso che aveva partecipato
alla festa era una semplice birraia. Eppure quella zotica aveva danzato come
se fosse stata…come se fosse una persona importante.
Bene, pensò Darla tornando a guardare nel cortile, per una donna bella
e abile come le non sarebbe stato difficile convincere un giovane marito innamorati
che un uomo ambizioso doveva passare la maggior parte dell’anno a Londra,
vicina alla corte.
E Darla era giunta alla conclusione che il giovane marito innamorato sarebbe
stato l’affascinante William Darcy.
Certo, c’era il problema del sangue gallese di William. MA si trattava
solo di un quarto di quello che gli scorreva nelle vene. Il resto era normanno.
Inoltre i barbari antenati del padre di William non avevano impedito al barone
di avere successo in un’Inghilterra governata dai normanni. Lei lo aveva
capito immediatamente, e anche suo padre avrebbe finito per accettarlo.
Insomma, dopo tutte le conferme che aveva avuto della ricchezza e della potenza
del barone, era certo che William Darcy fosse degno di essere sposato. Purtroppo
non era il primogenito, ma Darla era sicura che ogni figlio del barone Rupert
Darcy avrebbe ricevuto una adeguata dimora e altrettanto adeguati possedimenti.
Compiaciuta di quella saggia decisione, Darla sorrise con l’astuta soddisfazione
di un felino che ha scelto la sua preda. Poi, pensando di aver fatto attenzione
abbastanza il suo futuro marito, si gettò sulle spalle il leggero mantello
di lana azzurra e uscì dalla stanza.
Ignaro che il suo destino fosse stato deciso in maniera differente dai metodi
seguiti da Drusilla, William si diede dello sciocco mentre si dirigeva verso
le scuderie.
Come poteva averlo fatto di nuovo? Come poteva essere stato tanto debole e
senza controllo?
Era stata colpa di Buffy, ancora una volta. Nessun’altra donna aveva
su di lui quell’effetto, nemmeno lady Darla. Il solo guardare Buffy,
il solo sfiorarle le mani lo inebriava di desiderio.
Anche in quel momento, pensare a lei gli faceva venir voglia di tornare indietro,
nonostante quello che avevano appena fatto.
William battè il pugno sinistro della mano destra contro il palmo della
sinistra- Non era uno sciocco, e non era un adolescente perdutamente innamorato.
Poteva essere forte. Doveva essere forte se voleva ottenere la mano di lady
Darla.
Doveva stare lontano da Buffy, si ripromise sospirando e passandosi nervosamente
una mano fra i capelli. Maledizione! Che cosa gli succedeva per dubitare di
poterci riuscire?
Forse niente, cercò di tranquillizzarsi. Come Buffy aveva irosamente
asserito era solo un uomo pieno di vigore che aveva bisogno di sfogare i suoi
naturali istinti. Non si ricava in un bordello da settimane, ma non si divertiva
a frequentare quei luoghi, con le loro donne rozze e volgari e le lenzuola
luride e maleodoranti.
-Lady Darla!- esclamò quando rischiò di urtare contro la delicata
fanciulla normanna
Capitolo 4
-Buona notte Ben- disse Riley al bambino
che si avviava verso la scala a pioli che conduceva al sottotetto dove dormiva.
Buffy, che stava riordinando gli avanzi dell stufato nella credenza r dava
le spalle a entrambi, udì un borbottio di risposta dal figlio e soffocò
un sospiro sconsolato.
Durante il pasto era stato evidente che Ben non aveva simpatia per Riley,
il quale, da parte sua, aveva fatto del suo meglio per essere gentile col
bambino.
-Il tuo stufato mi è piaciuto, Buffy- dichiarò Riley -E la tua
birra è sempre la migliore. Credo che presto riceverai un’altra
ordinazione dal castello -
-Sai io e i ragazzi ci siamo divertiti parecchio alle spalle di sir Anthony-
-Chi?-
-Il padre di lady Darla. Ah e dev’essere scioccato di dover andare da
Wesley con quel carico di lana-
-Chi?- passava da un argomento all’altro
-William. Partirà domani mattina con dieci uomini di scorta- Riley
abbassò il tono della voce e Buffy sentì che si era alzato in
piedi
-E io non sono di servizio, per fortuna-
-Chissà perché il barone gli ha affidato quell’incarico?-
domandò Buffy, pensierosa -Di solito lui non…-
Quando Riley le cinse la vita, non potè fare a meno di sobbalzare.
-Anwyl ( N.B è come dire dannazione o maledizione in gallese)sei scattata,
che cos’hai?- mormorò Riley mordicchiandole la nuca
Buffy sapeva che Riley non si riferiva a qualcosa di preciso, tuttavia avvampò
-Mi sono spaventata. Tutto qui-
-E’ tutta la sera che aspetto di poterti stringere tra le braccia-
-Lasciami finire di riordinare- si schermì la giovane, respingendolo
gentilmente.
Ridacchiando sommessamente, Riley si scostò da lei.
-Non ti ho mai visto tanto ansiosa di riordinare la casa-
-Si. Beh non c’è fretta, vero? O devi tornare al castello?- chiese
Buffy, affacciandosi al camino per smorzare il fuoco per la notte.
-Non devo tornare ai baraccamenti dei soldati fino all’alba-
Buffy inghiottì nervosamente. Forse doveva parlargli di William.
Ma che cosa poteva dirgli? Che si erano accoppiati come due animali selvaggi?
E per ben due volte?
Perché creare problemi? Non si sarebbe più avvicinata a William,
a patto di non poterne fare a meno.
No. Poteva farne a meno. Lui aveva dei piani ambiziosi che non includevano
lei.
Allora perché considerava la sua approvazione una sorta di Sacro Graal?
-Penso che il barone abbia intenzione di allontanarlo per un po’ per
farlo calmare e permettergli di riflettere- disse Riley -Milord non lo dà
vedere ma credo non abbia molta simpatia per sir Anthony e sua figlia-
-E lady Joyce che ne pensa?—
-Chi lo sa?-
-Già. Credi che l’infatuazione di William per lady Darla si esaurirà
nel giro di pochi giorni?-
-Non m’ importa niente della infatuazione di William, Buffy. In questo
momento è a te che sto pensando vieni a letto-
Sorridendo, Buffy si girò. Ma quando vide che Riley si era infilato
sotto le lenzuola e che doveva essere nudo a giudicare dal cumulo di vestiti
che giacevano sul pavimento, fu assalita da un’ira incontrollabile.
Li le sorrise ammiccante e le tese una mano.
-Basta parlare di William, Buffy. Spegni la luce e vieni a letto-
Buffy si avvicinò lentamente al letto serrando i pugni
-E’ un ordine, signor capitano?-
-Se vuoi, consideriamolo un ordine-
-Non predo ordini da nessuno in casa mia o altrove- replicò lei seccamente
Riley parve disorientato –Scusami, Buffy. Sono ansioso di stare con
te e…-
-Già, tu e i tuoi desideri. Quello che voglio io non conta?-
Riley si sollevò aggrottando la fronte
-Buff, ho voglia di stare con te. Perché sei così arrabbiata?-
-Vuoi sposarmi?- gli chiese Buffy a bruciapelo.
-Sposarti?- mormorò alla fine -Non ti ho mai promesso che ti avrei
sposata-
-Infatti. Non hai mai accanato a questa possibilità. E hai bene. Perché
anch’io non voglio sposarmi-
Riley commise l’errore do tornare a stendersi e di sorridere.
Con mossa rapida, Buffy raccolse le sue brache e gliele lanciò
-Vestiti e vattene, Buffy-
-Che cosa?- replicò lui tornando a sollevarsi e afferrando la tunica
che Buffy gli stava lanciando
-Che cosa ti è preso?-
Buffy gli scagliò contro anche la camicia
-Niente. Voglio solo stare sola. E siccome nessuno dei due è interessato
al matrimonio. Non abbiamo alcun obbligo l’uno verso l’altro,
compreso quello di dare spiegazioni. Così ti prego di rivestirti e
di uscire dalla mia casa-
Riley balzò giù dal letto mentre Buffy sollevava da terra i
suoi stivali
-Buffy, non ho mai parlato di matrimonio. Pensaci che ti avrei sposato?- le
chiese afferrandole il braccio per impedirle che gli gettasse anche gli stivali.
Ignorando che era nudo, Buffy lo fissò a lungo. Poi lasciò cadere
gli stivali per terra
-No-
-Non ho mai detto che ti amavo, e anche tu non hai mai detto che mi amavi-
protestò Riley disorientato.
-Lo so-
-Mi ami?- le chiese Riley –E’ questo il problema?-
- No. Non ti amo- rispose lei
-Che sollevo- sospirò Riley -Scusami Buffy- si affrettò a soggiungere
con una smorfia amara .
Riley non aveva fatto niente di male
-No, scusami tu, Riley. Mi piaci sempre, e mi piace stare con te. Ma non questa
sera. D’accordo?-
-Come hai detto, non abbiamo obbligo di darci spiegazioni- confermò
lui mentre si infilava le brache
-Se vuoi che me ne vada rispetterò i tuoi desideri-
Quelle parole la commossero, Riley era un brav’uomo e la rispettava
molto di più di quanto l’avesse rispettata William. Lui non diceva
una cosa e ne faceva un’altra. Non l’aveva mai accusata o fatta
sentire in colpa per quello che provava e per come si comportava.
Ma quella sera non poteva fare l’amore con lui.
Tre giorni più tardi, di ritorno dal soggiorno nel castello di suo
fratello, che sorgeva a nord da Craig Fawr, William cavalcava lentamente attraverso
la foresta seguendo il sentiero che conduceva al fiume.
Pur giudicando strano il suo improvviso desiderio di scortare il carico di
lana per Wesley, il padre non aveva sollevato obbiezioni. E di questo William
gli era grato.
Un grido improvviso lo strappò a quelle riflessioni.
Mentre costringeva il cavallo a fermarsi di colpo, un corpo cadde a terra
da una delle alte querce che crescano ai lati del sentiero.
William balzò dalla sella in un istante e corse verso il bambino, accorgendosi
immediatamente che era Ben.
-Ti sei fatto male?- gli chiese
-no, sono scivolato- rispose il bambino alzandosi in piedi e sbuffando mentre
si toglieva la terra dai vestiti.
William sorrise. Liam non sarebbe riuscito a emulare quel cipiglio nemmeno
in vent’anni
-Sei scivolato mentre ti arrampicavi su un albero, eh? Niente di rotto, spero-
Ben lo guardò in cagnesco –Sei stato via-
Era un’accusa bella e buona, ma William rispose con gentilezza
-Sono stato a far visita a Wesley e a Fred. Sei solo, o nei paraggi c’è
anche Tommy? Cadrà anche lui dall’alto di un albero?-
-Tommy è con nostro padre-
.Ah-
William era sicuro di conoscere la causa dell’evidente malumore di Ben,
a parte il lividi la vergogna di essere caduto. A onore di Liam, il cugino
non sembrava avere preferenze, ma Ben poteva pensarla diversamente.
-Nella bisaccia ho dei dolci preparati da Fred. Per la verità erano
per lady Joyce, ma penso che la mia mamma non si arrabbierò se te ne
offro uno-
Il bambino si stinse nelle spalle -Non m’importa. Non ne voglio-
-Bene-
William tornò verso il suo cavallo e lo guidò fuori dal sentiero,
legando le redini ai rami di un cespuglio. Poi estrasse i dolci dalla bisaccia
e tornò da Ben, che si era seduto ai piedi dalla strada.
Sedette accanto a lui e gli offrì il dolce. Ben lo accettò senza
dire una parola e lo addentò uno golosamente.
-Fred è una bravissima cuoca,, vero?- disse William interrogando il
bambino con gli occhi.
Ben annuì –Ma non brava come la mia mamma- borbottò con
la bocca piena .
William rimase serio, ma sapeva che era una plateale falsità. Buffy
era una pessima cuoca. Lo sapevano tutti. Tuttavia ammirò la grande
lealtà di Ben verso sua madre.
Sembrava che Ben fosse consapevole che William sapeva che mentendo perché
arrossì vistosamente. Poi aggrottò la fronte e precisò
- Quell’Riley le dice sempre che è una brava cuoca- -Mi pare
di capire che il capitano della guardie del barone non ti piaccia molto-
-Mi sarebbe più simpatico se dormisse nei suoi baraccamenti-
William si sforzò di non mostrare il proprio disappunto e cambiò
argomento di conversazione
-Per quanto tempo Tommy rimarrà con Liam?-
-Due settimane-
-Due settimane? E tu quando tornerai a fargli visita?-
-Non so-
-Tua madre che cosa dice?-
Ben si stinse nelle spalle
-Tuo padre ti vuole bene, lo sai- lo rassicurò William. Era sincero
-Lo dice anche la mamma-
-E non le credi?-
Ben fissò il suo interlocutore con aria perplessa
-Allora perché non stiamo sempre con lui? Perché non ha sposato
la mia mamma?-
William non voleva esprimere opinioni personali
-A queste domande devono rispondere tua madre e tuo padre, non a me-
-Tu sei il suo fratellastro. Non lo sai?- incalzò Ben
-Lo hai chiesto alla tua mamma?-
Prima che Ben potesse rispondere, lo fece qualcun altro per lui
-che cosa dovrebbe chiedere Ben a sua madre?- domandò una sospettosa
voce femminile.
Capitolo 5
-Che
cosa dovrebbe chiedere Ben a sua madre?- domandò una sospettosa voce
femminile.
William si alzò in piedi per accogliere Buffy, che era comparsa sul
sentiero come per magia. Indossava i soliti vestiti semplici e modesti. Quel
giorno portava un abito blu scuro come il cielo. Il bordo della camicia di
cotone bianco faceva capolino dalla scollatura. Aveva raccolti i capelli biondi
in una treccia che le pendeva sulla schiena, ma alcune ciocche sbarazzine
le sfioravano le guance e la fronte.
-Che cosa ci fai qui?- le chiese William accorgendosi solo in quel momento
che Buffy aveva sul braccio un telo di lino ripiegato.
Lei lo guardò male
-Anche se non vi riguarda, sir William, sto andando a fare il bagno. Ma prima
ero venuta a cercare Ben- proseguì rivolgendosi al figlio
-Dovevo avvertirlo che suo padre è venuto a trovarlo-
-Ben balzò in piedi eccitato -Davvero? Papà è qui?-
-Si- rispose Buffy sorridendogli.
Non l’aveva mai vista sorridere a qualcun altro in quel modo, pensò
William. Nemmeno a Liam.
Ebbe anche la netta sensazione che Buffy lo ignorasse deliberatamente. Forse
era il caso di allontanarsi, si disse.
Ma non lo fece
-Tuo padre mi ha chiesto se domani puoi andare con lui a Beaufort. Ha detto
che questa volta potresti stare a casa sua per più di due settimane-
-Per più di due settimane?- ripetè Ben
Dopo la conversazione che avevano appena avuto, William non potè fare
a meno di condividere la gioia del bambino.
-E’ quello che ha detto- confermò Buffy, e gli circondò
le spalle con il braccio.
-Posso andarci, mamma?- domandò il piccolo
-Certamente. Ho già preparato la tue cose. Questa sera mangeremo al
castello e poi tu dormirai là. Così domani mattina sarai pronto
a partire con tuo padre. Ma adesso và da lui, che è impaziente
di vederti-
Ben non se lo fece ripetere due volte e in un batter di ciglia sparì
dalla vista.
-Vedo che sei ritornato a Craig Fawr- disse Buffy facendo scorrere su di lui
gli occhi impertinenti.
William pensò che forse sarebbe stato meglio se avesse continuato a
ignorarlo
-Adesso che anche Liam è qui i miei genitori saranno contenti-
Buffy abbozzò un lieve sorriso vagamente ironico
-Non quanto lady darla, immagino. Ho saputo che durante la tua assenza si
aggirava per il castello come un’anima in pena-
-Chi te lo ha detto? Riley-
Il sorriso compiaciuto di Buffy svanì di colpo
-E’ sulla bocca di tutti- si volse verso il fiume e soggiunse
-Buona giornata, signore-
-Non andrai davvero a fare il bagno da sola!- esclamò William
Buffy si girò e lo guardò con un sorriso malizioso
-Vuoi venire con me?-
William corrugò la fronte
-Non volevo dire questo. Non è prudente che tu faccia il bagno da sola.
E poi l’acqua deve essere gelida-
-Mi piace fare il bagno nell’acqua fredda, e non ho bisogno di un guardiano.
Così vi auguro buona giornata, messere- e se ne andò, William
la seguì subito senza esitare.
Quando la raggiunse, Buffy aveva già sciolto le trecce: la massa di
capelli biondi le ricadeva sulle spalle e sui seni come un manto. Trattenendo
il respiro, William dovette fare uno sforzo per non affondarvi le mani.
-buffy, dobbiamo parlare- disse con il tono più fermo possibile
-Ti ho già assicurato che non ho intenzione di raccontare a nessuno
quello che abbiamo fatto. Perciò non penso ci sia altro da dire-
-Si tratta di Ben-
-Che cosa devi dirmi su Ben?- replicò Buffy mettendosi sulla difensiva
-Mi ha chiesto perché non vivi con Liam e perché lui non ti
ha sposato-
-E tu che cosa gli hai risposto?- domandò Buffy perdendo la sua spavalderia.
Adesso sembrava veramente preoccupata.
William ebbe l’impressione che un masso di pietra gli fosse caduto in
testa.
-Gli ho detto che doveva rivolgere questa domanda a te o a Liam- rispose -Pensavo
che tu fossi preparata a riceverla-
Buffy sospirò –Quando me la farà, pregherò Dio
che mi suggerisca le parole giuste- mormorò quasi tra sé. Poi
sollevò gli occhi e guardò William con la solita aria spavalda
-Ti ringrazio per avermi avvertito, comunque. Adesso scusami, ma si sta facendo
tardi. A differenza di chi può fare ciò che vuole quando vuole,
io ho molti impegni che mi attendono. Sono una donna che lavora per vivere-
-Lascia che lo chieda a Liam- le consigliò William con gentilezza.
Buffy aggrottò la fronte e un lampo di sfida illuminò i suoi
occhi verdi
- No. Ben è mio figlio e tocca a me spiegargli che non tutti gli uomini
e le donne che fanno l’amore si sposano tra loro, e che non è
necessario essere sposati per avere un figlio-
Un altro masso precipitò sul capo di William, mentre un pensiero gli
attraversava la mente.
SANTO CIELO, Buffy poteva portare in grembo un figlio suo!!!
Un figlio suo!! E di Buffy!!!
Come aveva fanno a non prendere in considerazione quella possibilità?
Forse era stato occupato ad assicurarsi e condannarsi per i suoi istinti,
e a fantasticare di sposare lady Darla.
Anwyl., sarebbe dovuto essere sconvolto al solo pensiero. Non provare quella….quella
gioia profonda. E sentirsi fiero e orgoglioso.
Che Dio lo aiutasse, stava già immaginando come sarebbe stato avere
un bambino.
-Non devi tornare al castello?- gli chiese Buffy -Lady Darla starà
passeggiando nervosamente avanti e indietro per gli spalti in attesa del tuo
ritorno- lo fissò preoccupata
-Che hai? Stai male?-
-No, no- si affrettò a rispondere William, scostandosi un ciuffo dalla
fronte mentre cercava di riordinare i pensieri
-Io…devo andare-
-E allora và-
-Si-
William le volse le spalle se si fece strada tra i cespugli, fermandosi per
appoggiarsi al tronco di un albero. E si calmò. Poi girò sui
tacchi e tornò verso il fiume, dove trovò Buffy nuda e immersa
fino alla vita nell’acqua gelida.
Nonostante i loro precedenti amplessi, William non l’aveva mai vista
nuda. Anche se non scorgeva tutto il corpo, quello che gli apparve davanti
agli occhi bastò a mozzargli il respiro.
I lunghi capelli biondi le sfioravano gli splendidi seni, con i capezzoli
rosei induriti dal freddo. La sua pelle era perfetta , la sua figura simile
a quella di una dea. Con le labbra sensualmente dischiuse e gli occhi ingenui
sgranati come quelli di una bambina innocente, Buffy era l’incarnazione
della tentazione e del peccato.
William inghiottì nervosamente mentre lei lo fissava senza vergogna.
-E adesso che cosa vuoi?- gli chiese
William era come inebetito
-Io…non posso parlarti mentre sei nuda-
Allora va’ via. Parleremo questa sera quando accompagnerò Ben
al castello-
-No!-
Non era possibile. William non poteva parlare con Buffy in presenza di lady
Darla
-Dobbiamo parlare adesso-
-Sarai un nobile cavaliere, destinato a diventare un giorno signore di qualche
importante castello, William Darcy, ma non puoi e non potrai mai dare ordini
a me-
Detto questo, gli girò le spalle e s’immerse nell’acqua
con un tuffo impeccabile che offrì a William un seducente scorcio del
suo fondoschiena.
William si lasciò cadere sulla sponda, chinando il capo tra le braccia
incrociate. Doveva farle capire che se di lì a otto o nove mesi avesse
dato alla luce un bambino, lui non avrebbe potuto riconoscere.
Ma rinnegare un bambino era…
Doveva farlo. Per William era troppo importante raggiungere la posizione e
gli onori che si era proposto di raggiungere. Se avesse riconosciuto il bambino
e lady Darla si fosse rifiutata di sposarlo?
E poi come faceva a essere sicuro di chi fosse il bambino? Le sprezzanti parole
di Ben erano una prova che forse Riley frequentava abitualmente il letto della
madre?
William sentì uno sciacquo alle sue spalle. Si volse e vide Buffy uscire
dal fiume e sollevare il telo di lino che aveva lasciato a riva.
Buffy aveva l’agilità e la velocità di una gazzella .
-Quello che devi dirmi deve essere molto importante- sbuffò lei battendo
i denti
-Ti avevo avvertito che l’acqua era gelata- l’ammonì William
-E io ti avevo detto che mi piace fare il bagno nell’acqua fredda- ribattè
lei strofinandosi il corpo con il telo
-Ma che cosa volevi dirmi?-
-Se tra poco scoprirai di aspettare un bambino, io non lo riconoscerò
come mio figlio- rispose William senza altri preamboli.Buffy lasciò
cadere sull’erba il telo di lino e si rivestì con movimenti rapidi
e nervosi.
-Ho intenzione di chiedere la mano di lady Darla- proseguì William
-e non voglio che niente e nessuno che interferisca con la mia decisione.
Senza contare che, per quello che ne so, il bambino potrebbe essere figlio
di Riley, o di qualunque uomo-
Buffy si chinò a raccogliere il telo bagnato. Quando di risollevò,
il suo viso aveva una espressione impenetrabile.
-Se aspettassi un bambino, vorresti che me ne andassi da Craig Fawr per evitare
che tua moglie venga a sapere che avevi concupito con un’altra donna
mentre facevi la corte a lei?-
-Si-
-E mi daresti del denaro per farlo?- domandò con freddezza
William la fissò stupefatto. Non aveva mai pensato che fosse una donna
avida.
-Saresti disposto a sborsare del denaro per farmi portare via di qui quello
che potrebbe essere tuo figlio, il frutto della tua colpa? In questo modo
la nobile dama normanna che vuoi sposare non scoprirebbe mai che l’hai
tradita con un’umile, rozza birraia-
-Buffy- protestò debolmente William colpito dalla disonorevole accusa
contenuta nelle parole di lei. Accusa che, in tutta coscienza, non poteva
respingere. Buffy diceva la verità. Ma lui non doveva dimenticare che
aveva dei piani da realizzare
-Se tu fossi disposta a….-
Prima che potesse terminare la frase, Buffy gli andò vicino e lo colpì
con forza in pieno viso
-Mi pento di non averlo fatto il giorno in cui ti incontrai sugli spalti-
disse a denti stretti
-Mi vergogno di aver permesso di avvicinarmi a un uomo tanto ignobile e meschino
che preferisce pagare piuttosto che riconoscere suo figlio-
Buffy avanzò di un passo, fino a sfiorare il naso di William col suo
-Sappi una cosa, William Darcy, se aspettassi un bambino e se quel bambino
ti assomigliasse, preferirei morire piuttosto che ammettere che mi sono lasciata
toccare da te-
Buffy indietreggiò, il viso atteggiato a una espressione sprezzante
-Così sta’ tranquillo, lady Darla non scoprirà mai il
tuo segreto. E tu sarai felice con la moglie che ti meriti!- soggiunse con
tono di schermo prima di passargli davanti a testa alta.
-Credo
sia tempo che i giovani guerrieri vadano a dormire- disse Liam Darcy a Ben
nella sala grande di craig Fawr, sorridendogli
-Domattina dobbiamo alzarci presto figliolo, , così non guardarmi in
quel modo. Da’ un bacio a tua madre e corri a letto-
Buffy si chinò a porgere la guancia al figlio, che vi depose un rapido
bacio
- Fa’ il bravo e obbedisci a tuo padre e a Cordelia, mi raccomando.
E torna presto a casa. Il tuo disordine e il tuo chiasso mi mancheranno-
Ben arrossì. Buffy sapeva che il figlio non gradiva quelle manifestazioni,
sia pur modeste, di amore materno quando erano in pubblico.
-Si mamma. Buonanotte mamma-
-Buonanotte, Ben-
Buffy seguì il figlio con gli occhi mentre Ben attraversava la sala
grande e si dirigeva verso le scale della torre che conducevano alla camera
di Liam.
Ben avrebbe passato la notte al castello e l’indomani mattina sarebbe
partito con suo padre per stare con lui due settimane nel castello di Beaufort.
Per Buffy sarebbero state due settimane lunghissime. Lo sapeva.
In quel momento avrebbe voluto ignorare la vista di William e di lady Darla
che sedevano alla tavola alta l’uno di fianco all’altro e parlottavano
sotto voce fra di loro come due innamorati.
William era bello quasi quanto Liam nella sua tunica nera con i bordi dorati,
mentre la giovane normanna era una visone eterea nell’abito di seta
verde che scintillava sotto la luce delle torce. Era bella come un angelo,
dovette riconoscere Buffy, e quella sera anche il suo sorriso era luminoso
come un raggio di sole.
Forse William le aveva già chiesto di diventare sua moglie, e lei aveva
accettato
-Ben sta diventando un bel ragazzo, vero?- osservò Liam con orgoglio
Buffy si girò verso l’affascinante guerriero che un tempo aveva
amato e gli rivolse un caldo sorriso. Liam le era sempre piaciuto: era un
uomo coraggioso, onesto e appassionato. Ed era veramente bello. Anche quella
sera, con addosso i semplici vestiti che indossava al sua arrivo, era più
elegante di tutti i cavalieri presenti nella sala.
–Dev’essere merito della mia cucina- scherzò
Liam scoppiò a ridere. Una risata bassa e allegra, che strappò
un sorriso a tutti coloro che li circondavano.
-Invece io sono convinto che lo sia diventato a dispetto della tua abilità
in cucina- commentò lui
Fra gli altri commensali si sollevò un mormorio di protesta, mentre
venivano scambiate occhiate divertite in attesa della risposta di Buffy.
-Non hai mai assaggiato il mio cibo- disse lei alla fine.
I presenti ridacchiarono
-Non dirmi che stai crescendo mio figlio a birra e sidro di mele-
-tutti bevono la birra- replicò lei -E la mia è la migliore.
Ma Ben mangia tutto, in quantità tali che potrebbe sfamare un squadrone
di soldati-
-Allora dirò a mia moglie di aumentare le portate- osservò Liam
Buffy rise divertita, annuendo al suo antico innamorato
-Buona idea-
Quando le cameriere arrivarono per sparecchiare la tavola, un menestrello
iniziò a cantare. Tutti gli uomini, Liam compreso, si alzarono in piedi
e spinsero i tavoli contro le pareti per far posto alle danze. Alcune coppie,
tra le quali Rupert Darcy e sua moglie Joyce, si portarono al centro della
sala.
-Vuoi ballare?- chiese Liam a Buffy tornando a sedersi accanto a lei.
-No, grazie. Nemmeno con te. Con tutti gli ospiti a Craig Fawr, sono stata
molto occupata. Credevo che i normanni non bevessero, ma a sir Anthony piace
molto la mia birra-
-Ci credo. E anche il tuo braggot è nettare per gli dei. Perché
non glielo fai provare?-
Buffy sorrise –Vuoi che domattina il poverino abbia il mal di capo?
Il mio braggot è troppo per i normanni. Pensano che sia come il sidro
di mele perché a lo stesso sapore, ma si dimenticano che e mescolato
con la birra-
-Si. Conosco per esperienza come ci si senta il giorno dopo- riconobbe Liam
-Al paragone, qualsiasi tortura sembra una carezza. Guardatelo, penso che
abbia già tracannato un barile di birra- proseguì Liam accennando
col capo verso il barone in questione
Poi Liam spostò gli occhi sulla coppia che stava al lato di sir Anthony
-Così, hanno già annunciato il fidanzamento?-
-Chi?- domandò Buffy seguendo la traiettorie dello sguardo di lui.
-William e quella lady Darla, naturalmente-
Buffy sorrise, riudendo nella voce di Liam il tono sprezzante di Ben quando
diceva quell’Riley
-Non approvi la loro unione? Lei è molto bella-
- Anwyl, Buffy, ho gli occhi!-
-Non basta?- domandò Buffy sbirciando Liam con la coda dell’occhio
-no, non basta- rispose lui facendosi improvvisamente serio. Poi tornò
a sorridere.
-Potrà avere tutte le virtù del mondo, ma sembra dura e fredda
come un ghiacciolo. Vorrei sperare che William abbia tanto senno da non sposarla
solo perché è bella, ricca e figlia di un uomo potente-
-Davvero, milord?- domandò Buffy con aria ingenua -Non sono state doti
che ti hanno indotto a sposare Cordelia?-
-No, e tu lo sai- obbiettò Liam lanciandole un’occhiataccia –Anche
se non son cose da gettare via. Comunque, io amavo Cordelia anche se le circostanze
del nostro matrimonio potrebbero far pensare che non sia vero-
-Anche William la pensa come te- Buffy avrebbe voluto che la sua voce non
suonasse così contrariata. Quando Liam la fissò con aria interrogativa,
si affrettò a soggiungere con tono leggero
-Come hai detto tu, bellezza, ricchezza e potere non sono da buttare via-
-Per un momento avevo pensato che fossi gelosa- osservò lui con malizia.
-Di quella donna?-
-Forse ho bevuto troppo vino- osservò Liam meditando e fissando in
fondo la coppia
-Devo avvertirti probabilmente Ben ti chiederà perché non viviamo
insieme e perché non mi hai sposato- disse Buffy cambiando argomento
-Ah!- sospirò Liam
-Che gli risponderai?-
-Tu cosa gli hai detto?-
-Non mi ha ancora rivolto la domanda-
-Allora perché mi hai avvertito, e con quel tono grave?-
-Oggi lo h chiesto a William mentre stavano parlano-
-A William?- esclamò liam sgranando gli occhi
-Sono rimasta stupita quanto te quando tuo cugino mi ha riferito la loro conversazione-
-William ti ha parlato di quello che gli aveva detto Ben?-
-Si-
Lima parve contrariato -E lui che cosa gli ha risposto?-
-Che doveva chiederlo a noi-
-Meno male!- esclamò Liam -Posso solo immaginare quale altra spiegazione
poteva dargli se era in uno di quei momenti di sovrastima di sé . Quando
pensa di essere l’uomo più degno di onore di tutta l’Inghilterra,
William può dire delle enormi sciocchezze. Credo che il mio cugino
abbia troppo del normanno in sé-
-Che cosa dirai a Ben?- insistette Buffy riportando la conversazione a sul
tema più importante, ossia il loro bambino.
-Gli dirò che…che…-
-Che tu eri un nobile e io una semplice birraia?-
-Anwyl, Buffy, è orribile!- protestò Liam accarezzandosi il
mento
Buffy lo fissò negli occhi
-Digli solo la verità, Liam. Digli che non mi amavi abbastanza per
chiedermelo, e che io non ti amavo abbastanza per accettare di diventare tua
moglie, se me lo avessi chiesto-
Capitolo 6
William
attraversò la sala senza curarsi degli sguardi incuriositi che aveva
attirato su di sé e uscì senza voltarsi indietro. Percorse a
lunghi passi il perimetro del cortile e salì sugli spalti facendo i
gradini a due alla volta. Arrivato in cima, respirò a pieni polmoni
l’aria fresca mentre lasciava vagare lo sguardo sulla campagna e sulle
colline antistanti.
Maledetto cugino! Liam non poteva accontentarsi di aver conquistato il cuore
di sua moglie? Non era pago di conoscere l’affetto di tante donne anche
dopo che le aveva abbandonate? Non gli bastava poter discutere amabilmente
con Buffy del loro bambino, sorridere e ricevere in cambio la sua attenzione
e la sua approvazione?
Proprio mentre stava per chiedere la mano di lady darla, Liam era arrivato
a interromperlo.
-Anwyl, hai fatto una corsa, ragazzo-
William si girò e vide Liam che ammiccava al chiaro di luna.
-Che cosa fai qui?- lo apostrofò seccamente.
-Volevo parlare con te, ragazzo. E non guardarmi come se volessi gettarmi
di sotto!-
-Non sono un ragazzo-
-No, no, non lo sei. Anche lady Darla non lo pensa. Hai intenzione di sposarla?-
-Quello che ho intenzione di fare non ti riguarda- ribattè William
brusco
-Certo che mi riguarda. Il tuo matrimonio significa un’alleanza tra
la mia famiglia e un’altra, così è anche affar mio-
William non potè negarlo. Comunque non voleva confidare i suoi piani
a nessuno. Tanto meno a Liam
-Può darsi. Hai qualche obiezione da fare?-
- C’è qualche motivo per cui dovrei fare obiezioni?-
-Non penso-
-Tuo padre che cosa dice?-
-Non si è espresso, ma non si è dimostrato contrario-
-Capisco- Liam si appoggiò contro uno dei merli -Allora non sono contrario
nemmeno io-
-E’ meraviglioso avere la tua approvazione- commentò William
con sarcasmo
-Dovresti essere contento che non lo disapprovi-
-Chi potrebbe trovare un difetto in lady Darla? Mi sembra che l’hai
trovata sufficientemente gradevole se sei venuto a parlare con lei-
-Geloso-
-Non di te-
-Mi fa piacere sentirtelo dire. Altrimenti avrei dovuto sfidarti a duello
per aver insultato il mio onore. Quando le chiederai di diventare tua moglie?-
-Quando lo riterrò opportuno- rispose William scandendo le parole
-Buffy sta bene?-
Quella domanda allarmò William, che avvertì una fitta al petto
come se fosse stato colpito dalla punta di un pugnale all’idea che lei
potesse essere ammalata
-Perché me lo chiedi?-
Liam si strinse nelle spalle
-Mi è sembrata un po’ pallida e piuttosto preoccupata. Non è
da lei-
-Credo sia in pensiero per Ben- spiegò William.
Non aveva mai saputo che Buffy fosse stata ammalata. Era una eventualità
che non riusciva neppure a immaginare.
Se le fosse accaduto qualcosa, lui sarebbe stato…e Ben…
Che cosa andava immaginando?, si ammonì prontamente William. L’ultima
volta che l’aveva vista, Buffy non era ammalata
-Dovresti preoccuparti di quello che dirai a Ben. Lui mi ha chiesto…-
-Ah, si, il mio bambino è curioso e le sue domande indiscrete. Buffy
mi ha riferito che cosa gli hai consigliato di fare- disse Liam con tono grave
-Ti ringrazio per avergli suggerito di rivolgere a noi queste domande-
-Che altro potevo fare? Non toccava a me rispondere-
-Buffy dice che dovrei digli che non l’amavo abbastanza per chiedere
la sua mano e che, se anche l’avessi fatto, lei non mi amava abbastanza
per accettare di diventare mia moglie-
-Davvero?!- esclamò William, rendendosi contro tutti tardi dell’intonazione
sollevata della sua voce
-Sono sorpreso che l’abbia ammesso- proseguì fingendo una certa
indifferenza
-Tu sai che la nostra Buffy è una donna sincera-
-Non è la mia Buffy!-
- Ehhh ne sei sicuro ragazzo-
-Non chiamarmi ragazzo-
Cercherò di tenerlo bene a mente- scherzò Liam -Nel pomeriggio
ho fatto una visitina a Dru-
-E’ per questo che hai pensato a me e a Buffy insieme? Drusilla è
sempre convinta del valore della sua ridicola perdizione e continua a sostenere
che Buffy e io ci sposeremo?-
-A essere sincero, Dru non ha nominato Buffy-
-Bene!
-Anwyl! Sei proprio di cattivo umore! Adesso ti lascio: tornerò a parlare
con te quando sarai più trattabile-
-Non ti ho chiesto io di venire a parlare con me-
-Né qui né nella sala grande, vero?- osservò Liam staccandosi
dal muro -La tua dama non sembrava contrariata-
-Che cosa ti aspettavi che facessi?-
-Esattamente quello che ha fatto- rispose Liam avvicinandosi verso le scale
che portavano nel cortile sottostante.
-Dru non ha parlato di te e di Buffy- si girò a ripetere con il tono
canzonatorio che William conosceva bene
-Ma mi ha detto che ha sognato dei vostri bambini-
-Che cosa? Quali bambini?- domandò William seguendo Liam verso le scale.
Poi si fermò, ammonendosi che non doveva badare a quello che probabilmente
era solo uno scherzo di dubbio gusto.
-Ha detto che saranno tutti sani e che avranno i capelli chiari- soggiunse
Liam sparendo giù dalle scale
-E gli occhi azzurri- gridò dal basso
La prima reazione di William fu quella di seguire il cugino e di colpirlo
con un pugno in pieno viso. Ma poi ci ripensò e si limitò a
corrugare le sopracciglia prima di scendere a sua volta nel cortile.
Le predizioni di Dru erano tutte menzognere. Certo, alcune si avveravano.
Ma era un puro caso.
Mentre si dirigeva verso la sala grande, William udì un rumore e si
fermò di scatto, chiedendosi di cosa potesse trattarsi. Poi si rifugiò
silenziosamente nell’ombra dello stretto passaggio fra la scala grande
e le cucine.
-Riley?- chiamò quando vide l’uomo alto e bruno che sostava al
buio in compagnia di una donna.
Il capitano delle guardie e si girò
-Si, signore?-
William scorse Buffy alle spalle del soldato e fu assalito da una rabbia incontrollabile.
-Aspetta di essere fuori servizio per sfogare i tuoi istinti- disse con durezza
al soldato
-Non sono in servizio, signore- protestò Riley.
Buffy rimase in silenzi. Forse perché l’aveva colta a comportarsi
come una sgualdrina da vicolo, pensò William con amarezza.
-Allora porta la tua donna nei tuoi alloggi! Il castello di mio padre non
è un bordello-
Ciò detto, William si girò e si allontanò.
-Non sono una sgualdrina!- gli gridò Buffy. Aveva l’impressione
di essere stata colpita da un fulmine, che le avesse trasmesso una stimolazione
energia della testa ai piedi
-Sono una donna, non una fredda statua senza vita! Sono una donna degna di
essere madre del figlio di tuo cugino!-
William indugiò un istante, poi proseguì per la sua strada
-Buffy, vieni…-
Buffy ignorò il richiamo di riley
-Torna qui e guardami in faccia, porco che non sei altro! Mi hai gia affrontato
una volta, ti ricordi, ti ricordi?- ma William non si fermò
-ha ragione, e tu lo sai-
-Che dici?- replicò Buffy con voce dura come quella di un guerriero
offeso nell’onore
-Dovremmo andare nei miei alloggi o a casa tua a…-
-Non sei contrariato che abbia così poco rispetto per me?-
-E’ il figlio del barone…-
-E’ per questo può insultarmi impudentemente?-replicò
Buffy socchiudendo gli occhi -Oppure anche tu pensi che la tua amante sia
una sgualdrina?-
Riley la prese per le spalle
-Buffy, ti prego! Sai che…-
Buffy si ritrasse e lo fissò con occhi irati
-Io so che non proferiresti una parola in mia difesa se un uomo m’insultasse,
come ha appanna avvenuto. E’ tutto quello che avevo bisogno di sapere.
Fra noi due è finita, Riley-
-Buffy!-
-Buonanotte!-
Buffy attraversò il cortile, varcò il portone e s’incamminò
verso la sua casa maledicendo Riley, William e gli uomini in generale. Non
era una sgualdrina. Nessun uomo poteva convincerla del contrario.
-Stai
meglio papà?- domandò Darla osservando sir Anthony, che giaceva
nel grande letto della bella camera della torre che il barone Rupert gli aveva
assegnato durante il soggiorno a Craig Fawr.
Oltre al comodo letto con molte, soffici coperte, c’era una sedia finemente
intagliata e due candelieri che gettavano una luce dorata sulle guance rubizze
del padre.
Nonostante l’apparente sollecitudine con cui gli aveva rivolto la domanda,
Darla sapeva che il padre non aveva niente, a parte i postumi di una potente
sbornia di birra.
-Sto meglio. Te lo ha chiesto?-
Darla si girò per versare al padre una dose della disgustosa pozione
che aveva preparato per quella particolare malattia.
-Non ancora. Ma lo farà presto. Suo cugino è inopportunamente
sopraggiunto a interromperci-
-Ti riferisci al giovane barone?-
-Si- Darla sospirò, pensando che era un peccato che Cordelia Chase
avesse gia catturato quell’affascinante cavaliere. Liam Darcy aveva
un titolo importante e possedeva già un feudo.
-Domattina starai meglio, papà- disse porgendogli la pozione
-Come fai a saperlo?- bofonchiò sir Anthony prima d’inghiottire
il disgustoso intruglio.
Darla lo guardò con occhi freddi e severi
-Domattina starai meglio e sarai pronto a ricevere William Darcy che ti chiederà
la mia mano. Ma tu gli risposerai che ci devi pensare-
-Perché dovrei pensarci se gli usi dei gallesi sono quelli che hai
detto tu? Se pagherà per sposarti, perché indugiare? Potrebbe
avere un ripensamento-
-Perché non dobbiamo dare l’impressione di esser troppo avidi.
Potrebbero insospettirsi- spiegò Darla come se parlasse a un bambino
ritardato. Poi abbozzò un sorriso soddisfatto.
-Fidati papà, William Darcy non ci ripenserà-
Capitolo 7
Il mattino seguente, William attendeva
l’inizio della messa nella piccola cappella di pietra di Craig Fawr.
Mentre batteva i piedi per terra un po’ per riscaldarsi e un po’
per tenere a bada l’impazienza, William pensò che le catacombe
romane dovessero assomigliare a quel luogo.
Ma lui non era lì per la sepoltura.
Mentre continuava ad aspettare, si chiese se lady Darla sarebbe venuta, o
se la malattia di sir Anthony l’avrebbe trattenuta al capezzale del
padre.
Nonostante le rassicurazioni di sua madre, sperava che la bella dama normanna
non fosse in collera con lui dopo che la sera prima si era allontanato dalla
sala grande senza una ragione di sollievo.
Come al solito, lady Darla era bella e composta. Ma c’era qualcosa…
Darla indossava un magnifico vestito di broccato rosso bordato di ermellino
che le accarezzava il busto e si allargava sui fianchi in una fluttuante gonna
a pieghe, molto simile a quello di seta di Buffy. Peccato che quel colore
acceso rendesse la sua pallida carnagione come spenta e priva di vita, mentre
addosso a Buffy aveva fatto risaltare i suoi capelli biondi e i suoi occhi
chiari.
O forse quel colore squillante era più adatto alla vivace personalità
di Buffy?
Una personalità che però era imprevedibile , irritante e decisamente
troppo schietta.
Quando lady Darla lo guardò, William si arrossì, timoroso che
potesse leggergli nel pensiero. Ma poi lei gli sorrise e William si rinfrancò.
Se Darla era arrabbiata per il suo improvviso allontanamento della sera precedente,
non lo avrebbe guardato in quel modo.
Lady Darla non aveva mai avuto parole di critica nei suoi confronti, né
parlando con lui né con altri. D’accordo, non era allegro e divertente
come Liam. Ma la sua serietà poteva essere un merito. Tuttavia non
era cupo ed eternamente accigliato come suo fratello Wesley, le cui risate
erano così rare da suscitare stupore quando abbozzava un breve sorriso.
William non era tanto arrogante da pensare di non avere difetti e aveva passato
la notte a macerarsi nella preoccupazione.
E nel desiderio sfrenato.
Ma non per lady Darla.
Per Buffy. Aveva continuato a immaginare di essere ancora tra le braccia della
vivace birraia, di arrendersi alla scatenata passione che lei gli ispirava
e alla sua ardente risposta. Santo cielo, Buffy amava con l’impeto e
con la libertà con cui parlava, con la sincerità con cui sorrideva,
con la spontaneità con cui rideva.
William avrebbe preferito non vederla in compagnia di Riley. Avrebbe voluto
non pensarla fra le braccia di quell’uomo, in un atteggiamento simile
a quello che avevano avuto loro due sugli spalti. Ma si era ripetuto senza
sosta che quello che provava per la rozza Buffy era solo ira che aveva avvertito
nei confronti di Riley era giusta indignazione per l’indecoroso comportamento
del capitano delle guardie.
Buffy non avrebbe dovuto mettersi a gridare in quel modo. Se qualcuno l’avesse
udita, che cosa avrebbe potuto pensare?
In quel preciso istante, suo padre entrò nella cappella in compagnia
di sua madre. William cercò di non mostrarsi sorpreso, anche se il
barone si recava raramente alla messa. Rupert Darcy era ritornato dalle Crociate
animato da scarso rispetto per i cosiddetti sant’uomini. Forse quel
giorno aveva fatto una eccezione per riguardo verso gli ospiti.
William guardò il padre, che ricambiò uno sguardo dal quale
capì che era al corrente della sua decisione di chiedere in moglie
lady Darla. Evidentemente sua madre gli aveva perlato dei suoi progetti.
Ma che cosa significava quella espressione? Sgomento? Delusione?
William non aveva mai capito suo padre. Il barone non aveva sofferto e lottato
tutta la vita per assicurare il successo alla sua famiglia?
Non era il caso di cercare di comprendere la reazione del genitore, decise
William, tornando a spostare gli occhi sulla donna che sapeva sarebbe diventata
sua moglie.
Com’era bella inginocchiata presso l’altare! La luce del mattino
che filtrava le illuminava il viso pallido e perfetto.
Il prete intonò le formule in latino e William si sforzò di
concentrare l’attenzione sul rito religioso. Quando ebbe finalmente
termine, aspettò che suo padre e sua madre uscirono dalla cappella
prima di muoversi. Poi sostò presso la porta, in attesa che lady Darla
e sir Anthony lo raggiungessero.
-Sono contento di vedere che questa mattina state meglio, sir Anthony- disse
con un lieve inchino all’indirizzo del padre di darla
-Posso tornare con voi nella sala grande?-
-Certamente- rispose il nobile normanno
William si mise al fianco di lady Darla.
-Dopo lo spuntino posso parlare con voi in privato, milady?- le chiese sottovoce,
con l’intenzione di farsi sentire solo da lei.
-Qualunque cosa vogliate dire a mia figlia, potete dirla anche davanti a me-
bofonchiò sir Anthony girandosi con aria severa.
-Certamente, milord- rispose William con un sorriso cordiale, adeguando il
proprio passo a quello dell’anziano nobiluomo.
-Il solario di mio padre sarà libero prima di mezzogiorno. Possiamo
incontrarci là?-
-Molto bene-
Mentre procedevano verso la sala grande, William scorse Liam nel cortile.
Il cugino era già in groppa al suo stallone scalpitante e salutare
il barone e lady Joyce. Al suo fianco, Ben sedeva a cavalcioni di un cavallo
più piccolo mentre la scorta di Liam si apprestava alla partenza.
-Addio, cugino!. Gridò Liam quando vide William avanzare con i suoi
compagni
-E buona giornata anche a voi, milord e milady. A presto-
Liam spronò il cavallo e il gruppetto uscì dal portone mentre
il barone e lady Joyce stavano a guardare.
-Chi è quel bambino?- domandò sir Anthony
-Il figlio di mio cugino- spiegò William
-Il figlio bastardo di vostro cugino- lo corresse lady Darla con tono sprezzante.
Non poteva aspettarsi che una normanna reagisse in modo diverso, pensò
William deluso.
-Capisco- commentò sir Anthony
-Quello è il minore- proseguì Darla
-Liam Darcy ha un altro figlio, anch’esso bastardo. E una figlia, ugualmente
nata fuori dal matrimonio-
-A differenza dei normanni noi non diamo molta importanza alla legalità
della nascita di un bambino- spiegò William - C’è una
cosa che dovete capire, milady. Nel Galles amare una donna non è peccato.
E se fa questo amore nasce un bambino, non c’è vergogna per la
madre o per il piccolo, indipendentemente dalla celebrazione o meno del matrimonio,
a patto che l’uomo si assuma le proprie responsabilità verso
entrambi- soggiunse infervorandosi inconsapevolmente nella difesa dei figli
illegittimi.
-Ma adesso dovete rispettare e osservare le leggi normanne- osservò
sir Anthony socchiudendo gli occhi.
-Lo facciamo, a modo nostro-
-Allora è proprio come ho sentito dire, sir William?- chiese sir Anthony
-il ragazzo erediterà dal padre anche se è un bastardo?-
- Purché mio cugino paghi per quel diritto, che noi chiamiamo cynnwya.
A pagamento avvenuto, Ben erediterà una parte dei beni di mio cugino,
mentre suo fratello maggiore erediterà il titolo. Queste sono le consuetudini
gallesi-
-Anche vostro cugino è un bastardo, vero?-
-Si-
-Chi ha pagato per permettergli di ereditare il titolo di barone?-
-Mio padre-
-Uno zio che definirei veramente generoso- commentò sir Anthony in
tono gioviale -Ma una sfortuna per voi direi-
-Perché dovrebbe essere considerata una sfortuna il fatto che mio padre
sia un uomo generoso e si preoccupi di agire secondo giustizia?- obiettò
William mentre arrivavano sulla porta della sala grande.
-Perché? Perbacco, se non avesse pagato, vostro padre avrebbe maggiore
ricchezze da distribuire ai suoi figli-
-Se in Galles non ci fosse stata questa consuetudine, sono sicuro che mio
padre non avrebbe niente da lasciare ai suoi figli- dichiarò William
indugiando sulla soglia -Anche lui è un bastardo-
Sir Anthony divenne paonazzo -Ma n’ero dimenticato. Scusate-
Notando l’espressione imbarazzata di lady darla, William si pentì
di aver parlato.
-Naturalmente mio fratello, e io siamo figli legittimi- si affrettò
a dichiarare, facendosi da parte per far passare gli ospiti.
Quando lady Darla gli passò accanto, William fu avvolto dal suo delicato
profumo di fiori. Lei gli rivolse un sorriso soave, che però non lo
commosse.
Tuttavia quel giorno le avrebbe chiesto di diventare sua moglie, si ripromise
William con fermezza.
-Papà la mamma ti ha detto cosa ho intenzione di fare?- chiese William
al padre qualche ore più tardi con tono che sperò suonasse noncurante,
affacciandosi sulla porta del solaio.
Il padre sollevò gli occhi dalla pergamena che stava consultando
-Si, figliolo- rispose arrotolando il documento -Per caso, vuoi parlami di
una giovane dama che entrambi conosciamo?-
-La mamma ti ha detto che cosa ho intenzione di fare?-
-Che cosa hai intenzione di fare, dici? Come, non l’hai ancora fatto?-
- Verranno qui far poco-
-Chi?-
-Sir Anthony e lady Darla-
Il barone sorrise -Hai intenzione di sposare anche quel vecchio?-
William aggrottò la fronte - No. Ma lui deve essere d’accordo,
così…-
-Così vuoi prendere due piccioni con una fava, eh? Vuoi che resti anch’io
per dire loro che cosa ne penso?-
Anche se il tono del padre non era esattamente serio, William si allarmò
-Non vorrai fare obbiezioni, vero?-
Rupert Darcy assunse l’espressione grave che ostentava nei momenti cruciali
-Se vuoi veramente sposare quella donna, non farò obiezioni-
-Tuttavia, preferirei che non restassi- dichiarò William deciso.
-Se è quello che vuoi, figliolo…-
-Si- confermò William, respirando di sollievo e rivolgendo al padre
un sorriso
-Vorrei che anche suo padre non fosse presente, ma non ho scelta-
-Poteri attenderlo al varco, se lo desidero. Sono sicuro che riuscirai a convincerlo
a venire con me se gli offrissi di condurlo alla birreria di Buffy per assaggiare
un poco della sua insuperabile birra-
Buffy, o il suo nome, o la sua birra dovevano essere sempre citati?
-Te ne sarei molto grato- disse William nervoso.
-Bene. Tu aspetta qui e io farò del mio meglio per liberarti di sir
Anthony – Rupert si alzò in piedi e si avviò verso la
porta del solario con passo claudicante ma lesto.
Arrivato alla soglia, indugiò un momento e si girò con una strana
espressione sul viso
-Tua madre non vuole che parli, figliolo, ma io non posso starmene zitto-
Rupert tornò verso il figlio, fissandolo intensamente con il penetrante
occhio sano
-Ami veramente quella donna? E sei convinto che lei ti ami?-
Imbarazzato dall’attento esame del padre, William inghiottì nervosamente
-Io…voglio sposarla, papà-
-Non è quello che ti ho chiesto-
-Come si può essere sicuri che ciò che si prova sia veramente
amore?-
-Oh, si, è possibile- obiettò il barone con un breve cenno del
capo
-Anche se io sono sicuro dei miei sentimenti, un uomo come può sapere
che cosa prova una donna nel suo cuore?-
-Questo è il problema, figliolo. Che cosa pensi che questa donna senta
nel suo cuore per te o per qualsiasi cosa?-
-Come posso saperlo?Non sono un veggente, io-
-Lady Darla non hai mai parlato dei suoi sentimenti per te?-
-Si è data da fare per scoprire tutto su di me e sulla nostra famiglia-
-Come farebbe un mercante che pensa di entrare in affare con noi-
William serrò i pugni
-Hai fatto queste domande anche Wesley? O a Liam?-
-Loro erano…-
-Che cosa erano? Diversi da me? Più grandi? Migliori?-
-William!- il barone lo guardò negli occhi -Non penso ci sia uomo migliore
di te-
-Davvero? Allora perché hai dubbi sulla mia scelta? Non hai interrogato
in questo modo mio fratello o mio cugino!-
-Wesley non era a casa quando si è innamorato di Fred, e Liam…-
il barone si strinse nelle spalle –Liam è Liam-
-E io sono William, che vuole sposare lady Darla-
L’espressione del padre si addolcì
-Si, tu sei William, il mio amatissimo, e voglio che tu sia felice e contento.
Per questo ti ho fatto tante domande. Credi veramente che quella donna ti
renderà felice e contento?-
-Si!-
Il padre annuì –Allora chiedile di sposarti. Se accetterà,
tua madre e io danzeremo alle tue nozze-
Ciò detto, Rupert Darcy uscì zoppicando dal solario.
William si rese conto per la prima colta che suo padre stava invecchiando.
Era facile dimenticarlo, perché Rupert era alto e importante come sempre,
la sua mente era vigile e acuta, l’occhio vivace e la risata possente.
Se lo avesse sfidato alla lotta, William era convinto che avrebbe avuto la
peggio.
A un tratto, William vide che il padre usciva dalla sala grande seguito da
sir Anthony, che lo tallonava come una cane al guinzaglio. Un cane felice,
pensò William, sorridendo fra sé. O come un segugio che fiuta
la selvaggina.
Sir Anthony che cosa avrebbe fatto con Buffy?
Un lieve colpo alla porta annunciò l’arrivo di lady Darla. William
si girò e la vide sulla soglia: sembrava imbarazzata.
-Mio padre ha deciso di andare al villaggio con il barone- disse lei in tono
sommesso, arrossendo lievemente.
-Considerando quello che ho da chiedervi, preferisco che siate soli- dichiarò
William serio -Vi prego, entrate e accomodatevi-
Darla si guardò attorno con aria titubante
-Lasceremo la porta aperta, ovviamente- la rassicurò William
Palesemente rinfrancata, la bella fanciulla normanna avanzò una grazia
nella stanza.
-Prego, milady- William le avvicinò una sedia, invitandola a prendere
posto
Darla era piuttosto sconcertante. Lei non sollevò gli occhi neppure
quando lui iniziò a parlare.
-Milady, anche se non son degno…- William tossicchiò, poi riprese
-Milady, vorrei sapere se…-
Darla continuò a tenere gli occhi bassi.
-Milady, io vi piaccio?- domandò alla fine William con tono quasi disperato.
Che sciocchezze andava dicendo?, si ammonì prontamente. Ma poi lady
Darla sollevò il viso e gli sorrise
-La vostra domanda è piuttosto impertinente , sir William, non vi pare?-
-Non va l’avrei rivolta se non fosse molto importante-
William trattenne il respiro, mentre il bel viso di lady Darla diventava di
braci.
-Si. Voi mi piacete molto, sir William- sussurrò alla fine
William si lasciò cadere in ginocchio di fronte a lei e la fissò
nei sereni occhi azzurri
-Milady, vi chiedo di farmi l’onore di diventare mia moglie?-
Lady Darla sorrise evidentemente compiaciuto e nei suoi occhi balenò
una luce che William avrebbe definito di trionfo
-Se mio padre darà il suo benestare, sarò lieta di accettare
la vostra proposta, sir William-
Il vago senso di costrizione che avvertì alla bocca dello stomaco doveva
essere di sollievo, pensò William prendendola delicatamente una mano
fra le sue.
Poi si sollevò, l’aiuto ad alzarsi in piedi e le diede un bacio.
-Sir William!- protestò Darla, respingendolo -Che fate?-
-Bacio la mia sposa-
-Non siamo ancora sposata!- obiettò Darla raddrizzando la cuffietta
e il velo.
-No,non ancora- convenne William, rivolgendole un sorriso fra il contrito
e il supplichevole
-Ma nessuno potrà biasimarmi se desidero baciare la mia futura sposa-
L’espressione di Darla si addolcì e William si rilassò
-No, immagino che non ci sia niente di male. Mi avevate solo spaventata. Non
sono abituata a ricevere tali manifestazioni di…ammirazione-
-Se adesso vi bacassi di nuovo, non vi separerete?- le sussurrò William
facendogli più vicino.
-No- Darla inclinò il capo, chiuse gli occhi e sporse le labbra, in
attesa
Le ricordava un pesce, pensò William. Un freddo pesce morto. Tuttavia
le cinse il corpo rigido con le braccia e tornò a baciarla.
La bocca di Darla rimase ermeticamente chiusa, e lui non cercò neppure
di solleticarle le labbra con la lingua. Se lo avesse fatto, era convinto
che lei si sarebbe messa a gridare.
Quando sarebbero stati marito e moglie, Darla avrebbe accettato e gradito
i suoi abbracci, si disse per rassicurarsi.
-Parlerò con vostro padre appena farà ritorno al casello. Pensate
che potrebbe opporsi?-
Darla si scostò da lui e si avvicinò alla finestra.
-Potrebbe- rispose volgendogli le spalle.
Quando tornò a girarsi verso di lui, aveva uno sguardo ansioso e teneva
le mani strette fra loro.
-Farò tutto quello che posso per convincerlo che siete un uomo di valore-
-Non vorrei v’intrometteste- disse William -Lo convincerò io,
se sarà necessario-
Lady Darla sospirò e il suo corpo perse un poco della rigidità
che aveva
-Sono sicura che ci riuscirete, William. Non vi dispiace se vi chiamo così,
vero?- si affrettò a soggiungere.
William le sorrise.
-No, non mi dispiace affatto. Sentirvi pronunciare il mio nome in tutti i
modi che volete, per me è una delizia. Nel pomeriggio verrete a fare
una cavalcata con me?-
-Con piacere- rispose Darla sommessamente. Pi gli andò vicino, si sollevò
sulle punta dei piedi e gli depose un lieve bacio sulla guancia
- A più tardi mio William- lo salutò prima di uscire dal solario.
Ferma al centro del magazzino della
sua birreria, Buffy corrugò la fronte mentre fiutava l’ultima
birra che aveva distillata. Non aveva il solito odore, ma non riusciva a capire
dove avesse sbagliato.
Disorientata, Buffy si passò sulla fronte. Di solito capiva all’istante
se aveva commesso un errore, fosse esso nella miscela degli ingredienti o
nel malto o nel tempo di fermentazione. Quel giorno, invece, la sua mente
era completamente offuscata, come se l’avesse bevuta, la birra, e non
solo preparata.
-Buona giornata, Buffy!- esclamò una voce tonante in gallese dalla
porta aperta .
Trasalendo, Buffy si girò, ma quando vide chi aveva parlato si rilassò.
Sulla soglia c’era il barone Rupert, non il suo figlio minore.
-Buona giornata a voi, barone- rispose Buffy in gallese, agitando l’indice
con fare di avvertimento
-Ma oggi non c’è birra da assaggiare!-
-Nemmeno una goccia?- domandò il barone con tono deluso, entrando nel
fresco locale col pavimento di terra battuta ricoperto di segatura e file
di barili allineati lungo le pareti.
-No, non potete assaggiarne nemmeno una goccia. Io mi vergognerei se…-
Quando sir Anthony comparve alle spalle del barone, Buffy ammutolì.
Il normanno aveva il fiato corto e ansimava rumorosamente
-Oh, vedo che avete portato un compagno con voi- osservò
-Si, ho portato il mio ospite buongustaio che va pazzo per la tua birra- rispose
il barone sempre in gallese. Poi le ammiccò
-Sono anche convinto che gli piacerebbe anche il tuo squisito braggot-
-E’ molto forte per chi non vi è abituato- obiettò Buffy
-Penso che quest’uomo abbia bevuto tanta birra da poter sopravvivere
anche al braggot-
-Chi è questa avvenente donzella?- chiese il normanno facendo un ingesso
reale nel locale.
Sogguardò Buffy come se fosse stata bestiame in mostra al mercato,
poi le girò attorno.
-Sarebbe l’ideale per riscaldarmi il letto-
Buffy lanciò un’occhiataccia al barone
-Questo babbeo non sa che capisco quello che dice?- protestò in gallese
Il barone represso a stento un sorriso.
- No. Dobbiamo dirglielo, o lo lasceremo cianciare?-
A un tratto sir Anthony appoggiò le mani sul fondoschiena di Buffy.
Imprecando in gallese, lei si girò e lo fulmino con gli occhi prima
di rivolgersi al barone, sempre in gallese
-Penso che fareste meglio a riportare al castello il vecchio allocco-
-Buon dio, che femmina vivace!- esclamò sir Anthony, guardando Buffy
con un sorriso lascivo.
-Abbastanza vivace da rispedirvi al castello a calici nel deterano- replicò
lei.
Sir Anthony spalancò gli occhi, poi si volse verso il barone con cipiglio
severo
-Permettete ai vostri sudditi di parlare in questo modo a un ospite di rango?
Questa impertinente donzella come osa apostrofarmi in tal guisa?-
-Io sarei impertinente?- replicò Buffy -Non sono io quella che va in
giro a toccare il ffolen(sedere) degli altri. Anche se non credo che una donna
vorrebbe mettere le mani sul vostro…-
- Ahimé, sir Anthony- la interruppe il barone -Temo che abbiate commesso
un grosso errore. Avete offeso Buffy e così finché sarete ospite
a Craig Fawr non potrete più bere quella buona birra. Non è
saggio insultare l’artefice del capolavoro che vi piace tanto, se ne
volete ancora-
Sir Anthony fissò il barone come se avesse detto che Buffy era davvero
una donna.
-Santo cielo, non potete parlare sul serio! Costei prepara quella birra divina?-
Notando l’allibito stupore del normanno, Buffy dimenticò l’offesa.
Com’era possibile rancore a un simile idiota?
-E’ vero- confermò il barone con tono grave, ma nel suo unico
occhio brillò un lampo furbesco mentre guardava i piccoli barili allineati
con ordine tornando in gallese
-Adesso che tu e io ci siamo divertiti non poco alle spalle del mio ospite,
credo che dovresti fargli assaggiare il tuo braggot-
-E sia, milord. Gli farò assaggiare il mio braggot, ma non voglio essere
ritenuta in nessun modo responsabile dello stato in cui si sveglierà
domattina. Se si lamenterà di aver la frastornata come se contenesse
un fabbro che batte l’incudine, la gola riarsa come il deserto, e desidererà
essere morto, non voglio che mi sia attribuita alcuna colpa di tutto ciò-
-Ti ringrazio Buffy. Lo terrò a mente-
-Anche voi pagherete per questo- lo avvertì Buffy
-E anche sir Anthony-
Ridendo, Buffy andò a versare due coppe di braggot.
Il barone diede spettacolo fiutando il liquore con aria da intenditore e assaggiandole
un piccolo sorso prima di berlo. Sir Anthony, dal canto suo, sollevò
la sua coppa con cautela e con l’espressione di un uomo che ha paura
di essere avvelenato.
Poi ne sorbì un sorso, trangugiando il resto tutto d’un fiato.
-Buon Dio, è buonissimo!- esclamò deponendo la coppa e aspettando
che Buffy tornasse a colmarla.
-E’ piuttosto forte, sapete- lo avvertì lei -E’ sidro di
mele mescolato a birra e…-
-Questo è adatto anche ai lattanti e ai bambini!- proclamò il
normanno - Datemene dell’altro, donna!-
Sorridendo fra sé, Buffy tornò a colmargli la coppa
-Voi ordinate e io obbedisco, sir Anthony. E voi, milord ne volete ancora?-
chiese volgendosi verso al barone.
-Non penso…-
-E’ troppo forte per voi, barone?- domandò con tono ironico sir
Anthony, scoppiando in una fragorosa risata prima di portare alle labbra la
sua coppa.
Il barone tese il boccale verso Buffy come se stesse accettando una sfida
-Versa!-
Capitolo
8
-Ooooohhhh!-
Il prolungato gorgheggio di due voci maschili appartenenti a due persone decisamente
ubriache, seguito da strofe incomprensibili di canzoni farfugliate, ferì
le orecchie di tutti coloro che erano riuniti nella sala grande di Craig Fawr
molto prima che il barone e sir Anthony comparissero barcollando sulla soglia.
Sarebbero sicuramente caduti se non si fossero sostenuti a vicenda tenendosi
allacciati per la vita come amici di vecchia data.
Il barone si raddrizzò, fece scorrere lo sguardo sui presenti, compresi
William, lady Darla e sua moglie, e poi alzò il braccio libero con
tono teatrale.
-Sal…sal…salute a voi- balbettò pencolava pericolosamente
in avanti.
Abbozzando un sorriso, fece per inchinarsi, ma rischiò di cadere a
faccia in giù.
William non si era mai sentito tanto mortificato in tutta la sua vita. Si
precipitò verso il padre e sir Anthony, che aveva i capelli e i vestiti
in disordine.
Non aveva mai visto suo padre così ubriaco. Aveva sentito parlare del
paio di volte in cui, in gioventù, Rupert aveva esagerato con la birra,
ma non aveva mai assistito a un simile, indecoroso spettacolo. Di solito il
padre disprezzava gli uomini che non sapevano moderarsi nel bere.
Fino a quel giorno, a quanto pareva
Quando raggiunse il genitore, William girò il viso verso lady Darla,
il cui viso era rosso come l’abito che indossava
-Sei ubriaco- mormorò William al padre mettendo la spalla sotto l’ascella
del padre per sorreggerlo.
-Si, sono ubriaco, figliolo- confessò allegramente il barone
-No, non siete ubriaco, amico- farfugliò sir Anthony, battendogli sulla
schiena -Siete solo…ben oliato-
Il corpulento normanno scoppiò in una risata gorgogliante, compiaciuto
della propria battuta di spirito.
- Rupert, ti consiglio di ritirarti immediatamente- disse lady Joyce con un
tono così fermo che non ammetteva repliche da parte di nessuno, nemmeno
dal barone
-Con te?- chiese il barone ammiccando
-Rupert- ruggì la moglie severamente
-Papà, stai dando un indegno spettacolo di te!- esclamò William
cercando di separarlo dall’abbraccio di sur Anthony.
Sir Anthony cercò di puntare un indice accusatorio verso William ma
non riuscì a centrare il suo obbiettivo.
-William, accompagna tuo padre nella nostra camera da letto- ordinò
lady Joyce al figlio con tono adirato, ma la lieve piega delle sue labbra
tradiva il suo stato d’animo. La madre era contrariata, ma anche divertita
dall’insolito comportamento del marito
-Noi aiuteremo sir Anthony a raggiungere la sua- soggiunse, facendo cenno
a due soldati di andare ad aiutarla.
-Vieni, papà, andiamo a letto- ordinò William a Rupert, ignaro
di avere assunto il tono autoritario della madre.
Se il padre se ne era accorto, non lo fece capire.
-Andiam, oh, a letto andiam- intonò il barone mentre William lo aiutava
a dirigersi verso le scale della torre e sua madre si occupava di sir Anthony
con l’aiuto di due soldati.
Ci volle del tempo per raggiungere la camera da letto dei genitori a causa
delle continue soste del padre sui gradini mentre si sforzava di ricordarsi
i versi del pwonco che aveva composto il mattino successivo al giorno delle
sue nozze.
-E poi Wesley disse qualcosa a proposito della lunghezza della mia spada-
borbottò il padre pensoso
-La mia spada, o la mia asta, o la mia bisacca, o qualcosa del genere-
-Oh, papà- sbuffò William. Aveva sentito quella storia così
tante volte da avere la noia
-Quelli erano bei tempi, figliolo!- esclamò il barone riprendendo a
salire
-Non tanto la prima notte di nozze perché ero un idiota, ma in seguito
mi sono rifatto!-
-Si, papà. Attento a quel gradino consunto-
-E non dimenticherò mai lo sguardo di tua madre quando spalancai al
porta e la sorpresi seminuda in mezzo alla stanza…-
-Attento-
-Accidenti! Domani mattina lo farò sistemare. Bei tempi, quelli, figliolo.
Niente cale più di una brava moglie. Niente! Credi a me. Quella lady
Darla è bella, e andrà anche bene sei ti piacciono le donne
fredde e secche-
William contorse la mascella. Erano quasi arrivati
-Non c’è fuoco in quella bella statua. Non è come tua
madre- il barone si appoggiò contro lo stipite della porta della sua
camera da letto e guardò il figlio
-Ma adesso io e sir Anthony siamo grandi amici. Non farà obbiezioni-
-Mi fa piacere sapere che da questo vergognoso comportamento sia uscito qualcosa
di buono, visto che sir Anthony si ricorda che oggi siete stati affilatissimi
compagni di sbornia-
Il barone parve sorpreso
-Si ricorda? E Certo che deve ricordarsi! E scommetto che si ricorderà
di non avvicinarsi più a Buffy- soggiunse prima di varcare barcollando
la soglia della stanza.
-Si è preso delle libertà con Buffy?- domandò William
seguendo il padre
-Ebbene, ci ha provato- rispose il barone ridacchiando
-Santo cielo, avresti dovuto vedere la sua faccia quando a scoperto che era
lei a fare la birra…E avresti dovuto vedere quella di Buffy quando sir
Anthony l’ha afferrata per i fianchi-
-Le ha messo le mani addosso?-
Il barone cercò di slacciarsi la cintura della spada
-Si, l’ha fatto- s’interruppe, facendosi pensieroso
-Non che si possa biasimarlo, beninteso. Buffy ha un gran bel ffolen(sedere)-
-Papà!!-
-E’ la verità- il barone riuscì a liberarsi della cintura
e sospirò
-Io sono mezzo cieco e amo mia moglie, ma so riconoscere un fondoschiena ben
fatto quando ne vedo uno- sbirciò il figlio e soggiunse
-Mi sembri sconvolto, figliolo-
-Chi non lo sarebbe dopo aver viso il proprio padre fare ritorno a casa barcollante
come l’ubriacone del villaggio, e dopo aver saputo che ha fatto sbronzare
anche l’uomo che spera diventerà suo suocero?-
-Non biasimare mese quello stolto non consce i suoi limiti. Abbiamo cercato
di avvertilo che il braggot è forte, che potevamo farci?-
-Potevate dire basta-
-Gia. Potevamo dirlo- convenne il barone armeggiando con la sua tunica - Dov’è
tua madre?-
-Si sta occupando di sir Anthony, ricordi?-
-Oh, si- il barone rinunciò a sfilarsi la tunica e si lasciò
cadere sul letto.
William si diresse verso la porta.
Il barone sospirò forte
-Povera Buffy-
-Che significa povera Buffy?- non potè evitare di chiederglielo
-Si è arrabbiata con sir Anthony?-
-Solo per un minuto- rispose Rupert con voce indistinta -Consci Buffy. Prende
fuoco e si placa con la rapidità di un battito di ciglia-
-Allora perché hai detto povera Buffy?-
IL padre sbadigliò sonoramente
-Perché non ha nessuno-
-Ha Ben- obbiettò William
-Che il prossimo anno andrà da Gunn per seguire l’addestramento
da scudiero-
-Da Gunn?-
-Si, come Liam e come te e tuo fratello. Da chi altri? Gunn è il migliore,
lo sai. Non c’è guerriero più esperto di lui nell’arte
del combattimento. Ti sei dimenticato che ha guadagnato una piccola fortuna
vincendo tutti i tornei del paese? Gunn è il migliore-
-Si ma pensavo che Liam…- osservò William
-Liam non sarebbe abbastanza severo con il proprio figlio, e Cordelia si preoccuperebbe
continuamente per lui e lo vizierebbe troppo. Fra un mese Tommy si recherà
da Gunn e Ben ci andrà fra un anno-
William non ci aveva pensato
-Ho saputo che Buffy sta con Riley-
-Stava. Ma adesso si son lasciati-
William s’impose di fingere indifferenza
-Come fai a saperlo?- domandò al padre con fare circospetto
-Io son il signore di Craig Fawr, no?- rispose -Un signore deve sa…sapere
queste co…cose- Farfugliò battendo le ciglia
Poi si addormentò pesantemente, prendendo a russare
William uscì silenziosamente dalla stanza.
-Si è addormentato- riferì a lady Joyce che era appena salita
-E dormirà a lungo. Domani mattina, quando si sveglierà con
il sole già alto, avrà un male al capo e allo stomaco- osservò
lady Joyce con tono pacato.
-Non sei in collera?- le chiese William
-No, ma ora è meglio che vada ad assisterlo-
-Ok, buonanotte madre-
-Buonanotte William- quando il ragazzo sparì dalle scale, lei rientrò
sommessamente nella camera.
-E’arrabbiato come un calabrone, quel mio figlio- osservò Rupert
tranquillamente e senza traccia di ubriachezza
Lady Joyce si mise le mani sui fianchi
-Pensavo che fossi ubriaco-
Rupert ridacchiò -Anche William-
-Che razza di scherzo è questo?-
-Quando uno è ubriaco è libero di dire cose che non gli sarebbero
perdonate se fosse sobrio- disse alzandosi e togliendosi la tunica
-Rupert!-
-Non è la verità, amore del mio cuore?-
-Allora che cosa gli hai detto?-
-Non molto. Gli ho solo rinfrescato la memoria su un paio di cose-
-Riguardo a che?- chiese socchiudendo gli occhi
-Riguardo a chi- la corresse il barone avvicinandosi al catino e spruzzandosi
dell’acqua in viso
-Allora, riguardo a chi?-
Il barone asciugandosi il viso prima di rispondere
-Buffy-
-Buffy!-
-E chi altri? Drusilla dice che..-
-So che cosa dice Drusilla, e so anche che William vuole sposare lady Darla.
E tu non dovresti interferire-
-Ma William non ama quella donna!-
Sospirando, Joyce si tolse la cuffietta e il velo, poi scosse vigorosamente
la chioma di capelli
- Questo non significa che ami Buffy-
-Ma lei lo ama. E’ innamorata di lui da quando era bambina-
Joyce si sedette davanti al tavolino su cui teneva pettine e spazzola e sciolse
la lunga treccia
-Te lo ha detto lei? Te lo ha confidato oggi, mentre tu e si Anthony stavate
bevendo? Non riesco a crederci-
-Santi nubi, certo che non me lo ha detto! Non lo ha detto nemmeno a lui-
-Buffy non è nobile- disse la moglie, sapeva che Rupert apprezzava
e ammirava la vivace, allegra Buffy
-Come se me ne importasse! Buffy è perfetta per William e, cosa più
importante, lo ama. Sono convinto che se nostro figlio la smettesse di voler
superare Wesley e Liam in importanza e potere, se ne renderebbe conto-
-E’ difficile essere il figlio cadetto. Se William decidesse di non
sposare più lady Darla, non significa che sposerà Buffy. Poterebbe
pensare…- lady Joyce tossicchiò, poi concluse
-Potrebbe pensare di raccogliere gli avanzi di Liam-
-Spero che sia tanto intelligente da non fare questo tipo di ragionamento-
-Stiamo parlando di affari di cuore, adorato marito, non di questione di testa-
-E io sto parlando proprio di cuore! L’altra sera non riusciva a staccare
gli occhi da Buffy quando stava ballando. Eppure aveva al fianco quella pallida
creatura normanna. E quando guarda Liam ha l’espressione furibonda di
un innamorato geloso. Santi nubi, Joyce, ho aspettato che venisse da me e
mi dicesse con tono di sfida che era deciso a sposare Buffy anche se non era
nobile. Che possa precipitare all’inferno se glielo avrei impedito-
il barone si interruppe e guardò la moglie con allibito stupore
-Joyce, stai piangendo?-
-Si- riconobbe lady Joyce imbarazzata, asciugandosi gli occhi
-Io…anch’io vorrei che la sposasse, Rupert. Anche a me lady Darla
non piace. Eppure ho tentato e tentato di trovare in lei dei pregi. E temo
che renderà molto infelice William. Mentre Buffy lo renderebbe molto
felice. Magari litigherebbero come cane e gatto, ma sarebbe un bel litigare.
Però noi non dobbiamo interferire. William è un uomo e deve
sposare la donna che ritiene adatta a lui, anche se questo mi spezzerà
il cuore-
Il barone si avvicinò alla moglie e la prese tra le braccia
-Lo so, amore mio, lo so. Ma forse gli ho dato qualcosa su cui riflettere.
In caso contrario, dovrò accettare che si dica che nella vecchiaia
il barone ha perso il senso della misura e non sa più giudicare quando
ha bevuto abbastanza braggot-
Buffy
sospirò. Era ora di coricarsi, ma lei non riusciva a trovare l’energia
di raggiungere il letto. Con gli occhi fissi sulla brace che capitava nel
camino, lasciò vagare la mente, abbandonandosi ai ricordi.
A eccezione di un breve periodo trascorso a Beaufort, non appena Liam era
diventato signore di quel castello, aveva sempre vissuto in quella piccola
casa. Lì la madre l’aveva data alla luce e poi era morta. Lì
suo padre l’aveva allevata, insegnandole tutto quello che sapeva sull’arte
di preparare la birra prima di morire a sua volta prima di morire quando lei
aveva solo tredici anni.
In quella casa aveva incontrato per la prima volta i fratelli Darcy, venuti
col padre a ordinare la birra per il castello.
Il cupo Wesley, tento più vecchio e saggio rispetto ai ragazzi della
sua età.
L’allegro Liam, che aveva il potere di farla sempre ridere.
E William, con quegli occhi espressivi, vero specchio dell’anima, e
quel sorriso meraviglioso, un sorriso che le dava la sensazione di aver vinto
un premio inestimabile tutte le volte che riusciva a provocarlo.
Con quanta ansia aveva atteso il suo arrivo, anche se durante quelle visite
lui diceva a stento una parola! Lo aveva canzonato senza posa nel tentativo
di farlo parlare.
Forse sarebbe stato meglio se lo avesse lasciato in pace. Lui l’avrebbe
apprezzata di più. E magari sarebbe riuscito a volerle bene.
Se William avesse avuto simpatia per lei, e lei non fosse stata offesa dall’animosità
di William, forse non sarebbe stata così felice quando Liam aveva risposto
ai suoi inviti. Certo, se non avesse amato Liam, non avrebbe avuto Ben, e
sarebbe stata sola.
Come era sola ora che Ben era ospite di suo padre, e come sarebbe stata sola
quando il figlio sarebbe andato da Gunn per diventare uno scudiero, e poi
cavaliere. Dopo di che, non avrebbe più vissuto lì con lei,
ma sarebbe andato a farle visita solo di tanto in tanto.
Era giusto e naturale, pensò Buffy, ma una lacrima le scivolò
lungo la guancia
-Buffy?-
-Che cosa?- esclamò lei balzando in piedi e girandosi con aria allarmata.
William stava sulla porta d’ingresso della sua casa. Il chiaro di luna
gli creava attorno una sorta di alone, facendolo sembrare un angelo in spoglie
mortali.
Che sciocco paragone! Si ammonì Buffy. Sapeva benissimo che William
era un uomo in carne e ossa, un uomo bellissimo e appassionato.
Un uomo bellissimo e appassionato con il quale avrebbe dovuto essere in collera,
rammentò
-Che cosa vuoi?- gli chiese in tono duro
-Io…non potevo dormire. Dovevo parlarti-
Non era giusto che la guardasse in quel modo, come se avesse bisogno di lei
più di qualsiasi altro essere umano al mondo. Non era giusto perché
lui aveva altri piani.
-Si tratta di una cosa così importante da non poter attendere fino
a domani mattina?- chiese sospettosa
-O vuoi emulare quel vecchio babbeo normanno e ubriacarti anche tu? Ti avverto
che sarà difficile. Un bambino avrebbe retto meglio di quel grosso
zoticone senza creanza-
William entrò e chiuse la porta alla sue spalle., rinserrandosi in
un’intimità che era al tempo stesso inquietante ed eccitante.
Buffy ebbe l’impressione di trovarsi in gabbia con un animale feroce
che non l’avrebbe uccisa, ma che l’avrebbe comunque ferita gravemente.
-Mio padre mi ha detto che sir Anthony ti…ti ha toccato-
-Toccato?E’ un modo molto gentile di descrivere l’episodio. Quel
bastardo mi ha afferrata per i fianchi come se fossi stata un quarto di agnello
appeso a un gancio- precisò Buffy sbirciandolo con fare circospetto.
Non poteva biasimarla perché reagiva in quel modo alla sua inaspettata
visita, pensò William.
-Sei venuto per chiedermi scusa?Vuoi fare ammenda per quel vecchio ubriacone
senza pudore?-
- No. Non è per questo che son qui- William respirò profondamente,
abbassò gli occhi sulla cintura della sa spada e cominciò a
giocherellare con la fibbia. Era evidente che non poteva guardarla negli occhi.
Tuttavia doveva continuare
-Sono venuto a dirti che lady darla ha accettato di diventare mia moglie.
Adesso manca solo l’approvazione di mio padre, ma non credo che vorrà
negarci il suo consenso-
-Come sei stato gentile a venire a informarmi- osservò lei con tono
di sdegno
-Non volevo che lo venissi a sapere da qualcun altro. Io pensavo…pensavo
di doverti questo riguardo-
Qualcosa balenò negli occhi di Buffy
-Ti ringrazio-
Quelle due parole pronunciate in un sussurro spinsero William a farsi più
vicino
-Spero che tu possa capire che cosa significa per me che lei abbia accettato-
-Temo di essere un poco tarda, signore, se penso che ciò dovrebbe significare
che siete felicissimo. Ma forse ci sono altri motivi per la vostra soddisfazione.
Magari la vanità?-
William ignorò quel duro commento. Era più importante dire quello
che aveva da dire. Per un motivo che non sapeva spiegare, voleva che Buffy
capisse.
-Hai capito Buffy?- continuò William -Comprendi perché devo
riuscire nel mio proposito? Capisci che non è facile avere i parenti
che ho io? E che non è bello essere l’ultimogenito di una famiglia
tanto nota?-
-Almeno tu una famiglia ce l’hai- mormorò Buffy -Ma immagino
che non sia facile essere un Darcy.
William prestò più attenzione al tono con cui venivano pronunciate
quelle parole che al loro significato. C’era simpatia e comprensione
nella voce di Buffy, e questo lo colmò di gioia.
Lei capiva perché doveva sposare lady Darla.
-Stavo pensando anche a un’altra cosa- continuò quietamente,
guardandola negli occhi mentre si faceva più vicino
-Buffy, ho sbagliato quando ho detto che non avrei riconosciuto il bambino
che potremmo aver concepito insieme. Sarebbe un’azione disonorevole
e codarda, e io non voglio macchiarmi di tali infamie. Così, se fra
nove mesi…-
-Oh, William- sospirò Buffy con voce strozzata girandogli le spalle
-Se fra nove mesi avrai un bambino e somiglierà a me…-
Quando si accorse che le spalle di Buffy erano scosse da sommessi singhiozzi,
William tacque.
Avanzò di un altro passo, la prese per le spalle e la obbligò
a girarsi e a guardarlo in viso.
Lei si asciugò frettolosamente le lacrime
-Buffy, mi dispiace- le sussurrò tenendola sempre per le spalle e chinandosi
verso di lei.
-Non volevo rattristarti. Pensavo che saresti stata sollevata di sapere che
ho intenzione di comportarmi correttamente-
Buffy sollevò il viso inondato di lacrime
-Oh, William. Sei cieco o stupido, o tutt’e e due le cose?-
Perplesso, lui non rispose
-Non ti è passato per la mente che non devi temere niente di tutto
questo?- gli chiese lei
-Non hai notato che non ho avuto altri figli dopo Ben, anche se non conduco
una vita esattamente casta?-
Quel guizzo d’insolente orgoglio che brillo nei suoi occhi la fece ritornare
la Buffy di sempre, forse ancora più vitale e sfrontata
-William, è ovvio che non posso avere altri bambini, altrimenti lì
avrei avuto-
Quelle parole colpirono William come una sferzata di vento gelido, e difatti
barcollò lievemente
-Mio dio, Buffy, non ci avevo pensato…-
-Davvero? Non pensi mai a niente al di fuori di quello che vuoi per te stesso,
o di quello di cui ritieni di aver bisogno?-
-Ma certo!-
-Se ti fa piacere crederci…-
-Riconosco che fino a questa sera non avevo mai pensato al fatto che non hai
avuto altri bambini dopo Ben. Ma non puoi biasimarmi per questo!-
-Non ti è mai venuto in mente che se una persona non mostra le sue
sofferenze non significa che non ne abbia?-
-Buffy, mi dispiace, non sono un veggente-
-Grazie al cielo. Una è sufficiente nel villaggio-
-Non voglio parlare di Dru-
-Nemmeno io- l’aria sprezzante di Buffy svanì come neve al sole
-William, non ti biasimo per non aver pensato se posso o non posso più
avere figli. E non ti metto sotto accusa perché cerchi di ottenere
quello che vuoi, se ritieni che ciò ti renderà felice. Perdonami,
sono…stanca-
William la fissò, sgomento nel vederla tanto pallida e con due profonde
occhiaie
-Non sei ammalata, vero?-
Buffy rise sommessamente.
Quella risata modulata e musicale rianimò William. Non avrebbe mai
pensato di provare tanto sollievo e piacere nel sentirla ridere.
-No, non sono ammalata. Credo di essere solo molto stanca, te lo assicuro-
rispose lei accendano un lieve inchino
-Comunque ti ringrazio per l’interessamento. E’ stato faticoso
riempire i boccali che ha tracannato il tuo futuro suocero-
Un sorriso non solo di sollievo incurvò le labbra di William
-Mio padre glie è stato al passo, immagino-
Buffy sgranò gli occhi. Sembrava sinceramente stupita
-Il barone ha bevuto solo due coppe in tutto il tempo che è stato qui-
E sono bastate a farlo ubriacare? Oddio, forse è ammalato-
-Era perfettamente sobrio quando è uscito di qui. Doveva essere sobrio,
perché ha riportato sir Anthony al casello da solo-
-Ma cantava, o tentava di cantare, ed è entrato vacillando nella sala
grande come il peggiore degli ubriaconi…non ridere. Non è stato
divertente, Buffy-
Mentre William atteggiava il viso a un’espressione dure è irata,
Buffy si sforzò di controllare l’ilarità
-Mi sarebbe piaciuto vedere la tua faccia!-
William rimase cupo
-Non ci vedo niente di divertente nel fatto che mio padre abbia finto di essere
ubriaco, ma non capisco perché avrebbe fatto una cosa così ridicola-
-Oh, svegliati, William! E’ ovvio che voleva risparmiare a sir Anthony
l’umiliazione di non essere capace di reggere il braggot. Nessuno dirà
che il barone era ubriaco-
William socchiuse gli occhi
-Oh-
-Oh- gli fece eco Buffy con fare canzonatorio.
I suoi occhi brillavano nella penombra e la sua bocca era atteggiata a un
broncio seducente.
-Tuo padre non si è comportato in modo tanto vergognoso, come vedi-
William sorrise
-E ha anche pagato il conto- soggiunse Buffy
-Cosa di cui sir Anthony dovrebbe essergli molto grato. Non avevo mai visto
un uomo bere in modo così smoderato come lui. Manca veramente di misura-
-Manca di senso della misura e di buone maniere- convenne William rincarando
la dose
-E io ti chiedo scusa per le pesanti attenzioni che ti ha rivolto-
-Beh tuo padre e io ci siamo divertiti parecchio alla sue spalle, così
non è successo niente. Ma si mi metterà le mani addosso un’altra
volta, lo colpirò con un pugno-
William si fece serio
-Buffy, non sarebbe giusto. Tu picchi troppo forte-
-Io?!- esclamò Buffy - Allora gli darò un leggero buffetto.
Come questo-
Buffy si avvicinò a William con aria determinata e sollevò la
mano per colpirlo, ma prima che potesse sfiorargli il viso, lui le afferrò
saldamente il polso e la fissò negli occhi splendenti come stelle.
Capitolo
9
-Oh, Buffy perché mi fai sentire così?- disse William sconsolato attirandola un po’ a se
Acutamente
consapevole della lieve pressione delle lunghe, forti dita di lui attorno
al polso, Buffy inghiottì nervosamente
-Come ti faccio sentire?- gli chiese in un sussurro, scrutandola in viso.
-Come se dovessi baciarti o morire-
-Io….non voglio che tu muoia- farfugliò Buffy -Credo sia meglio
che mi baci-
William sgranò gli occhi, poi, con un profondo sospiro di resa, la
baciò.
Come la baciava William! Come un uomo che sta annegando e cerca disperatamente
di respirare. Come un malato che spera di trovare la cura che possa salvarlo.
Come un cieco che vuole vedere, o come un sordo che desidera udire almeno
per una volta la voce della propria amata che pronuncia il suo nome.
William non era il solo a bruciare di desiderio.
Buffy sapeva che non avrebbe avuto altra occasione di restare sola con lui.
Il bel cavaliere stava per sposare quella fredda normanna e suo padre gli
avrebbe certo fatto dono di un maniero. Così se ne sarebbe andato da
Craig Fawr.
Sarebbe andato nel letto di un’altra donna. Fra le braccia di un’altra
donna.
Se ne sarebbe andato. Sarebbe stato come se fosse morto per lei.
Gli offrì la bocca stringendosi a lui con tutto l’ardore che
provava. Voleva imprimersi nella memoria il sapore delle sue labbra, l’odore
della sua pelle, al forze delle sue braccia attorno al corpo. Assaporò
la consapevolezza che sembravano fatti l’uno per l’altro. Esultò
di gioia nel constatare che i loro corpi aderivano perfettamente: seni contro
petto, fianchi contro fianchi.
E molto di più.
Il suo corpo pulsava di desiderio dalla testa ai piedi. Un desiderio che esplodeva
dentro di lei con lo stesso impeto e bagliore di un fulmine che illuminava
il cielo di notte.
Come lo voleva! Se non poteva essere sua per sempre, almeno lo sarebbe stata
per quell’ultima volta.
Le carezze di William si fecero più intime e infuocate quando lui si
accorse che Buffy si abbandonava fra le sue braccia, calda e cedevole.
Oh, come la voleva! Lei era fuoco, era luce, era spirito. Lei offriva tutto
con generosità e spontaneità, senza riserve. Lei era tutto quello
che una donna appassionata poteva essere.
E molto di più.
Ma lui doveva sposare un’altra. Presto. Ma non in quel momento. Adesso
teneva Buffy fra le braccia. Buffy da stringere, da baciare,da amare.
Le staccò la bocca dalle labbra per deporle caldi baci sul mento, sul
collo, sulla gola. Lei si arcuò verso di lui e lo strinse forte mentre
con i denti le scioglieva i lacci del corsetto per denudarle i seni, che poi
accarezzò con le labbra e con la lingua.
Che forme perfette che aveva Buffy! Era bella come una dea. Non una dea fredda
e intoccabile, ma calda e invitante: la personificazione stessa della femminilità
(forse sto esagerando?).
-Amami, William- ansimò Buffy -TI prego. Amami ancora una volta-
William sapeva che non avrebbe dovuto accettare quell’invito. Aveva
chiesto a un’altra donna di diventare sua moglie.
Ma era un uomo. Era solo un semplice uomo, con gli istinti e le debolezze
di un uomo, e non poteva rifiutare quella richiesta, soprattutto perché
ogni particella del suo cuore e del suo corpo lo incitavano a fare l’amore
con Buffy.
Da quella sera sugli spalti, finiva sempre così. Si attiravano come
il fiore attira l’ape, aderendo l’uno all’altro come se
una legge li costringesse a unirsi. Buffy suscitava in lui qualcosa di elementare
e di selvaggio. Ogni volta che si avvicinava a lei si sentiva risucchiare
come in un vortice, gli sembrava di essere sul punto di perdere la propria
identità e lottava contro quel disperato bisogno di lei, quel degradante
desiderio di sottomettersi all’ansia di possederla.
La sollevò sulle braccia e la trasportò verso il letto, adagiandola
delicatamente sopra il pagliericcio mentre con le labbra segnavano con un
scia rovente il tratto dall’orecchio al collo, alla fossetta della gola.
Buffy emise un suono strozzato, metà singhiozzo metà preghiera
-William-
Lui non ebbe bisogno di altri incitamenti, Si stese al suo fianco, la coprì
con il proprio corpo palpitante, le insinuò una gamba fra le sue e
sostenendosi sulle braccia si sollevò per guardarla.
Com’era bella con la fluente chioma bionda sparsa sul cuscino come una
corona e il viso acceso di desiderio!
E quegli occhi…Gli occhi di Buffy riflettevano tutto quello che un uomo
poteva sperare di vedere negli occhi della propria amata.
-Amami William- ripetè lei facendogli scorrere le mani lungo le braccia,
le spalle, il petto
-Amami in modo che non possa più dimenticarmi di te. Amami per quando
sarò triste e sola perché il ricordo di questo momento possa
riscaldarmi e farmi compagnia nei giorni freddi e bui che verranno-
-Io non mi dimenticherò mai di te, Buffy. Qualunque cosa accadrà,
dovunque andrò, per te ci sarà sempre un posto speciale nel
mio cuore-
Le bastava, si disse Buffy, attirandola contro di sé per un bacio appassionato.
Fu come se una freccia la trafiggesse.
Quel contatto le fece fremere e quando le loro labbra si sfiorarono di nuovo
quelle di William la strinse a sé, si accorse che stava ansimando.
Un fuoco incandescente si accese dentro di lei.
E anche dentro di lui.
Si amarono con il medesimo, appassionato abbandono dei precedenti amplessi
.
Dopo qualche tempo William penetrò in lei e iniziarono un movimento
sempre più frenetico e struggente.
Raggiunsero insieme l’apice del piacere e in quello squisito, estatico
momento gridarono insieme la loro passione.
Pi, con un sospiro profondo, William si accasciò sopra Buffy, le appoggiò
il capo sul seno bagnato di sudore mentre il suo respiro ritornava leggermente
alla normalità e chiuse gli occhi.
Lei girò il capo per impedirgli di accorgersi che stesse piangendo.
In quel medesimo istante, al capo opposto del villaggio, Dru si svegliò
di soprassalto e spalancò gli occhi di fronte alla visone che si materializzò
di fronte a lei. Poi sorrise.
Quando William si svegliò, alle prime, deboli luci dell’alba
tingevano il cielo di arancione e di rosa. Buffy dormiva al suo fianco, nuda
e calda contro di lui, un braccio ripiegato sugli occhi. I suoi lunghi, folti
capelli biondi, sparsi attorno a lei, gli sfioravano il braccio.
William si abbandonò sul pagliericcio fissando il soffitto.
Che cosa aveva fatto? Come era potuto essere così sciocco, sconsiderato,
e cieco?
Come aveva potuto ignorare i desideri del suo cuore?
Credere di amare Darla…convincersi di odiare Buffy.
Ma adesso non c’era più modo di tornare indietro. Aveva chiesto
la mano di lady Darla e aveva ricevuto il suo assenso. Rompere quella promessa
sarebbe stato un gesto disdicevole per lui e umiliante per lei. La bella fanciulla
normanna non aveva fatto niente di male, mentre l’appassionata birraia
credeva che quella sarebbe stata l’ultima volta che giacevano insieme.
Sospirando, William si alzò lentamente dal letto per non svegliare
Buffy. Voleva che godesse la dolce innocenza del sonno.
Mentre la guardava nella luce rosata dell’alba che s’insinuava
nella stanza attraverso la stretta finestra, si rese conto di quanto fosse
bella. Buffy era bella dalla testa di capelli biondi ai piedi. Aveva sempre
pensato che fosse leggiadra, ma non aveva mai notato la perfezione dei suoi
lineamenti, la consistenza vellutata della sua carnagione, il taglio allungato
dei suoi occhi, la linea diritta del suo piccolo naso.
William distolse lo sguardo dal corpo della donna e si vestì con gesti
frettolosi. Si era trattenuto in quella stanza fin troppo a lungo.
Doveva pensare alla strada più sicura per fare ritorno a Craig Fawr.
C’era un sentiero isolato dove nessuno potesse vederlo o incontrarlo
mentre si dirigeva furtivamente al castello come un ladro?
Avrebbe costeggiato la riva del fiume, decise.
Poi avrebbe aggirato il villaggio passando oltre la casa di Dru. Se qualcuno
gli avesse rivolto delle domande, avrebbe detto…avrebbe detto…
Wiliam si augurò di non fare incontri imbarazzanti.
Prima di uscire, indugiò un istante ad ammirare Buffy che dormiva ancora.
Avrebbe voluto darle un ultimo bacio di addio, ma non osò farlo.
Se lo avesse fatto, non avrebbe saputo resistere alla tentazione di restare
ancora con lei. E non poteva permetterselo.Darla si diresse alla cappella.
Che suo padre soffrisse pure la fame e la sete per tutta la giornata. Forse
gli sarebbe servito a non eccedere più nel bere.
Quando vide William venirle incontro attraverso il cortile. Darla dischiuse
le labbra in un sorriso radioso.
Com’era bello quel mattino, così alto e forte e giovane! Benché
indossasse una semplice tunica scura, era elegante come i nobili che vivevano
a corte. Anche di più, si corresse Darla. Infatti William non aveva
l’arroganza che avevano molto uomini ai quali potava essere paragonato
per aspetto o per rango.
Lo scrutò in volto, cercando di indovinare che cosa pensasse del comportamento
del padre.
William sembrava…diverso. Corrucciato. Pensieroso.
Non era un buon segno.
Quando la raggiunse, Darla non dovette sforzarsi per apparire sconvolta
-Sono desolata per il disdicevole stato di mio padre di ieri sera- iniziò
a dire in tono sommesso.
-E io sono desolato per quello di mio padre- dichiarò William mentre
si inchinava leggermente verso di lei.
-Forse potremmo parlare di quello che è avvenuto ieri dopo la messa?-
-Se lo desiderate-
-Penso che dovremmo-
Quando Darla gli appoggiò una mano sul braccio, gli venne un crampo
allo stomaco .Dov’era finito il suo devoto ammiratore e pretendente?
Darla prestò scarsa attenzione alla celebrazione della messa. Era troppo
impegnata a sbirciare William, che assisteva al rito al suo fianco. Lui era
troppo rigido e impettito, notò con apprensione. Quel mattino assomigliava
in modo impressionante a suo padre, ma non aveva l’esuberanza tipica
del barone. William sembrava diventato improvvisamente tetro e stanco, più
maturo, come se qualcosa lo avesse fatto invecchiare nel breve spazio di una
notte.
Darla divenne sempre più inquieta. E se lui non l’avesse più
voluta? Che cosa avrebbe fatto? Doveva sposarsi. Aveva atteso a lungo, un
uomo che aveva denaro e potere, un uomo che non indagasse troppo sullo stato
delle finanze della sua famiglia, un uomo che non le facesse venire la pelle
d’oca al solo pensiero di essere oggetto delle sue intime carezze.
Adesso lo aveva trovato e, cosa più importante, lo aveva conquistato.
Se William voleva rompere il loro fidanzamento…
Era possibile che William ci stesse ripensando. Per questo suo padre doveva
dare il proprio addenso al matrimonio il più presto possibile. Quel
giorno stesso.
Quando la messa ebbe finalmente termine, Darla concessa a William il permesso
di scortarla nella sala grande.
-Questa mattina mio padre non sta molto bene- iniziò -Ma penso che
si riprenderà in fretta. Non ho ancora visto vostro padre. Anche lui
non ha partecipato alla santa messa?-
William annuì
-Infatti non era presente. Anche mia madre non c’era: è rimasta
ad assisterlo. Mio padre si ubriaca rarefante- disse mentre la guidava verso
il solario
Darla abbassò lo sguardo. Non poteva di la stessa cosa di suo padre.
Tutti quelli che avevano visto quanta avidità sir Anthony aveva bevuto
la birra di Craig Fawr, avrebbe potuto smentire le sue parole.
-Mi dispiace per quanto è accaduto- proseguì William accompagnandola
verso una delle massicce sedie collocate lungo la parete della stanza, attendendo
che vi prendesse posto prima di parlare, con gentilezza
-Mio padre avrebbe dovuto impedire a sir Anthony di bere tanto. Sono certo
che lo avrebbe fatto se avesse saputo quanta sofferenza vi avrebbe provocato
l’ubriacatura di vostro padre. E se adesso avete cambiato idea sullo
sposarmi comprenderò la vostra decisione-
Darla nascoste il viso tra le mani, scoppiando in lacrime. Fin da bambina
aveva imparato che le lacrime potevano essere un’arma di grande efficacia,
e le aveva usate spesso con i genitori. In quel momento si compiacque di avere
l’abilità di piangere a proprio piacimento
-Non mi volete più!- esclamò con tono disperato tra i singhiozzi
-E adesso che cosa farò? Chi mi potrà aiutare?-
William si affrettò a inginocchiasi di fronte a lei
-Milady!-
-Ero così felice di poter pensare di essere finalmente al sicuro! Credevo
che voi mi amaste e che mi avreste liberata da quel bruto. Confidavo di poter
finalmente dire addio alla paura-
-Avete paura di vostro padre? Perché?-
Scossa dai singhiozzi e senza sollevare il viso dalle mani Darla mormorò
-Quando è ubriaco mi picchia-
Per la verità,quando era ubriaco sir Anthony era innocuo come un bambino.
Ma questo William non lo sapeva.
William si alzò lentamente in piedi. Quando parlò, la sua voce
era così dura e fredda che Darla stentò a riconoscerla
-Anche ieri sera vi ha picchiata?-
- Si- ripose lei, asciugandosi gli occhi con il polso della manica dell’abito
che indossava
-Ho le braccia coperte di lividi-
Era una bugia, naturalmente, ma era sicura che William non le avrebbe chiesto
di mostrarglieli.
Aveva chiesto a quella donna di sposarlo, e lei aveva accettato. L’onore
esigeva che tenesse fede alla promessa, anche se avrebbe voluto potersene
liberare. Adesso che sapeva come il padre la trattava, non poteva abbandonarla
a quel triste sventurato destino.
-Da oggi sarete al sicuro, milady. Non premetterò più a vostro
padre, o a chiunque altro, di sfiorarvi con un dito. Diventerete mia moglie-
Era una promessa e un giuramento.
Oh, William, grazie!- esclamò Darla alzandosi in piedi e abbracciandolo
in un modo che parve quasi appassionato.
William non potè trattenersi dal ricambiare.
-La nostra nobile risposta mi porta ad amarvi di più. Credo che nel
pomeriggio mio padre si sarà ripreso e sarà in grado di ricevervi
e di parlare con voi del nostro matrimonio- disse Darla sollevando il capo
e rivolgendogli un sorriso radioso. Un sorriso che però non commosse
William .
Sospirò forte, sarebbe stato infelice lo sapeva.
Prima di quel momento, aveva ascoltato solo l’ambizione di fare un matrimonio
più importante di quelli che avevano fatto suo fratello e suo cugino.
E i bambini? Aveva sempre desiderato diventare padre. Ma Buffy aveva detto
che non poteva più avere figli.
Una volta sposata Darla, avrebbe tratto conforto della speranza che la moglie
generasse una nidiata di bambini.
Se ciò non fosse accaduto, sarebbe stata la giusta punizione per la
sua insensata ansia di diventare più famose dei suoi fratelli e di
suo padre.
Capitolo 10
Il
mattino seguente, Darla sorrideva soddisfatta mentre passeggiava nel roseto
di Craig Fawr. Solo qualche fiore era sopravvissuto ai primi geli dell’autunno
e pendeva tristemente dai rami secchi abbarbicati all’alto muro di cinta
di pietra grigia.
Al di sopra della imponente muraglia, il sole faceva capolino fra le nuvole
grigie che minacciavano pioggia.
Però Darla prestava poca attenzione a quello che la circondava. Era
troppo occupata a congratularsi con se stessa per il successo ottenuto dal
suo piano.
Il giorno prima, il barone Darcy aveva accettato di pagare quattrocento monete
d’oro come prezzo per la sposa, secondo la consuetudine in vigore nel
Galles.
-Milady?-
Al suono di quella profonda voce maschile a lei sconosciuta, Darla trasalì
e si girò di scatto,trovandosi di fronte il capitano delle guardie
di Craig Fawr. Il soldato stava sull’interesso del roseto con l’elmetto
e i guanti stretti nelle mani possenti. Mani che probabilmente potevano spezzarla
in due. I lunghi capelli arruffati dalla brezza e le folte sopracciglia aggrottate
accentuavano il suo aspetto barbaro e primitivo.
Quando lo vide avanzare verso di lei facendo tintinnare la cotta di maglia
di ferro a ogni passo, il cuore di Darla accelerò i battiti. Ma si
impose di sollevare il capo con alterigia, compiaciuta di vedere che il fiero
soldato sembrava intimorito.
-Chi siete e cosa volete?- gli chiese con voce sostenuta
-Sono Riley, milady, il capitano delle guardie di Craig Fawr- rispose con
uno spiccato accento gallese. Aveva una voce più profonda e più
aspra di quella di William.
Quando si rese conto che il soldato stava osservando e valutando il suo corpo
con sia pur celata sfrontatezza, un insolito, eccitante calore la pervase
tutta.
-Ebbene, Riley, che cosa volete?- gli chiese di nuovo in tono più cordiale.
-Pensavo che dovreste sapere qualcosa su William- rispose lui, visibilmente
a disagio.
-Sir Wiliam immagino- lo corresse lei
Riley annuì –Si, sir William, l’uomo che siete in procinto
di sposare-
-Infatti. Vi avverto, non sono interessata ai pettegolezzi-
-Non ho ancora raccontato a nessuno quello che ho visto-
Quella grave dichiarazione allarmò Darla, procurandole un crampo allo
stomaco. Di cosa si poteva trattare?
-Venite- disse, precedendo Riley verso il fondo del roseto per impedire che
qualcuno potesse vederli o sentirli.
Quando si voltò a guardare Riley, notò l’ampiezza delle
sue spalle e la linea forte e decisa della mascella
-Allora ditemi, signor capitano delle guardie, che cosa avete visto?-
-Ho visto sir William che usciva dalla casa di una donna del villaggio-
Darla inarcò un delicato sopracciglio
-Alle prime luci dell’alba- soggiunse Riley
-Quando l’avete visto?-
-Ieri-
Il giorno prima William era accigliato e diverso dal solito, si ricordò
Darla, girando le spalle a Riley e cercando di capire che cosa potesse significare.
Stando alle rivelazione del capitano delle guardie, il suo promesso sposo
aveva passato al notte al villaggio. Ma non c’era da allarmarsi, si
affrettò a rassicurarsi Darla. William era un giovane uomo vigoroso
e vitale, e lei non gli aveva fatto nessuna concessione che gli permettesse
di appagare la sua naturale passionalità. Non c’era da stupirsi
o da scandalizzarsi se il fidanzato aveva trascorso la notte con una sgualdrina
per dare libero sfogo ai suoi ardori.
Era solo un uomo, dopotutto.
-Perdonatemi per avervi disturbata, milady- disse Riley alle sue spalle
-ma ho pensato ce doveste saperlo-
Darla si girò lentamente e lo guardò negli occhi: vide che erano
colmi di ansia. Poi scostò lo sguardo sulle labbra serrate
-Vi ringrazio della premura, Riley. Vi prego di non riferire a nessun altro
quello che avete visto-
-I vostri desideri sono ordini, milady- la rassicurò Riley senza dar
segno di volersi allontanare.
D’un tratto le prese la mano e la baciò sul dorso.
Quella stretta decisa e quel lieve bacio eccitarono Darla più di quel
che William avesse fatto.
-Io...io penso che ora dovreste andare, Riley-
-Perdonatami, milady- tornò a dire con fare sagomato prima di indietreggiare.
Poi girò i tacchi e uscì dal roseto come un uomo inseguito da
una muta di seguaci infuriati.
Darla rimase ferma dov’era, con il fiato grosso come se avesse salito
di corsa le scale di una delle torri di osservazione
Mentre assaggiava il sapore della birra, pensò che la lunga assenza
di Ben era terminata. Il figlio sarebbe ritornato quel giorno in compagnia
di Liam.
Era state due settimane interminabili per Buffy, e l’annuncio del fidanzamento
ufficiale di William con lady Darla aveva contribuito a renderle ancora più
lunghe e tristi.
Da quando aveva appreso la notizia, Buffy si era gettata a capofitto nel lavoro,
evitando di recarsi al castello, se non per ragioni importanti.
Non voleva incontrare William o la bella normanna.
Un’ombra oscurò il vano della porta e Dru si profilò sulla
soglia in tutta la sua alta figura come le ali di un corvo. Drusilla, la donna
dai lineamenti abbastanza dolci e dal portamento reale che non aveva più
giacere con un uomo dopo avere generato un figlio col giovane barone Liam
Darcy.
Dru, la donna che tutti dicevano avesse la facoltà di prevedere il
futuro.
E che, cosa rarissima, in quel momento sorrideva con affabilità.
-Buongiorno, Buffy- salutò facendosi avanti
-Buongiorno, Dru. Che cosa ti conduce qui proprio oggi?-
-Ben ritorna a casa, vero?-
-Si, con Liam-
Senza essere invitata, Dru andò a sedersi sopra un barile vuoto.
-Liam porterà Tommy con sé a Beaufort per l’ultima visita
prima che parta per l’addestramento presso Gunn- la annunciò
-Lo so- annuì Buffy, chiedendosi quale fosse il vero motivo della sua
visita
-Così William sposerà lady Darla- osservò Dru a un tratto
-Si. Vedo che su questo ti eri sbagliata-
-No, sono io quella che vede, e non mi sono sbagliata- protestò Dru
con quell’aria di superiorità che Buffy aveva sempre detestato.
-Che cosa vedi?- le chiese, senza curarsi di nascondere il proprio scetticismo
Dru abbozzò un sorrisetto enigmatico mentre si avvolgeva nello scialle
di lana blu.
-Vedo qualcosa che ti farà molto piacere-
- Oh. E dovrei credere a questa tua ultima visone? Avrà le stesse probabilità
di realizzazione del mio presunto matrimonio con il figlio minore del barone?-
-William non ha ancora sposato quella normanna, lo sai- precisò Dru
-Il contratto è stato steso, redatto e sottoscritto. A meno che lei
non cambi idea o muoia. William non verrà meno alla parola data-
-Lady Darla è un donna, e le donne, è risaputo, sono inclini
a cambiare idea-
Perché sei così brava a prevedere il futuro degli altri e non
parli mai del tuo?-
Dru le lanciò un’occhiata fulminante.
-Conosci il motivo. Non posso vedere quello che accadrò a me-
-Molto comodo-
-E’ la verità. Non mai visioni su di me-
-Anwyl! Dru, non sposerò William, te lo ripeto. Così. Se questo
è tutto ciò di cui volevi parlarmi, puoi andartene perché
ho molte cose da fare-
Dru ignorò quella parole e rimase seduta dov’era
-La prossima primavera avrai più cose da fare- disse tornado a sorridere
-Non è necessario essere un veggente per immaginarlo. Se il lavoro
andrà bene e al castello continueranno ad arrivare nuovi ospiti, avrò
sicuramente molto da fare-
-Non si tratta del lavoro- precisò Dru sempre più vaga
-Come ti senti in questi giorni, Buffy? Sei stanca? I tuoi seni sono tesi?
Soffri di nausea?-
-Sto benissimo. Non sono più stanca del solito e i miei seni sono tesi
come lo sono sempre in questa fase della luna, e non soffro di nausea. Il
mio stomaco sta benissimo, te l’assicuro- rispose Buffy con sincerità,
ignorando la folle speranza che le domante di Dru avevano suscitato in lei.
-Bene. Allora questa volta sarà più facile- commentò
Dru con tono solenne
-Che cosa fare l birra?-
Dru scoppiò a ridere
- Qualcuno potrebbe definirla così-
-Al diavolo, tu e i tuoi indovinelli! Oggi non hai altro da fere, a parte
tormentate me?-
-Pensavo che saresti stata contenta di avere la conferma-
-La conferma di cosa?-
-Che aspetti un bambino-
-Dru NO!- esclamò Buffy avvampando -Non essere così crudele-
-Credevo che saresti stata felice di sapere che cosa ho visto-
Se fosse vero, potrei essere felice- obbiettò Buffy con un profondo
sospiro
Dru si alzò in piedi e le sorrise con calore
-Buffy, è vero. Tu aspetti un bambino, e William è il padre.
Avrai un alto figlio. Sarà un bambino sano e forte e quando crescerà
diventerà l’orgoglio dei suoi genitori e si farà grande
onore-
Buffy si lasciò cadere su una sedia
-Non…è vero. Non può essere vero-
E se fosse vero?, protestò la voce del suo cuore. Se il desiderio di
tenere un fragile tesserino fra le braccia fosse stato esaudito?
Se portava veramente in grembo un bambino, era figlio di William senza ombra
di dubbio. Non aveva più avuto amplessi con Riley dall’ultima
volta che aveva avuto le sue regole mensili.
Come avrebbe reagito lady Darla? Non sarebbe stata contenta, e avrebbe sicuramente
reso la vita di William un inferno.
Forese avrebbe rotto il fidanzamento, mandando all’aria tutti i progetti
di gloria di William. Questo lo avrebbe ferito e umiliato.
William era un uomo molto fiero e orgoglioso e non avrebbe sopportati quell’onta.
-Se aspetto un bambino, potrebbe essere di un altro uomo- disse con tono drastico
-No- affermò Dru -Ho visto tutto-
-Che cosa hai visto? William e me? Sei pazza-
-Non più ti te. Ti dico che ti ho vista con lui-
-Davvero? Hai preso l’abitudine di aggirarti nel villaggio e di sbirciare
nelle case dalle finestre?-
-Sai cosa voglio dire-
Si, Buffy lo sapeva. E sapeva che se Dru parlava con altri di quella visone,
tutti coloro che abitavano dentro e fuori dal castello ci avrebbero creduto.
Tutti le avevano creduto quando Dru aveva predetto che Buffy avrebbe sposato
William, nonostante la loro apparente antipatia e ostilità.
-Non dirlo a nessuno, Dru, ti prego- ripetè Buffy con tono quasi implorante
-William sposerà quella nobile normanna, non me. Raccontagli quello
che hai visto non farebbe bene a nessuno-
-Non potrai nascondere di essere incinta Buffy- gli fece notare Dru
-Però posso tenere segreto il nome del padre e lo farò-
-Riley penserà che…-
- Riley sa che non può essere suo-
-Ah!- esclamò Dru annuendo. Poi aggrottò le sopracciglia -Comunque,
chi dirai che…-
-Non lo dirò. Eluderò la domanda con un sorriso e una risata,
invitando tutti a indovinarlo. Se tu non parlerai, non sospetteranno di William.
Come potrebbero?-
Dru scosse il capo
-Ma lui dovrebbe sapere di avere un figlio. Vorresti negargli questa gioia?
E tuo figlio a diritto di ricevere i privilegi che gli spettano quale primogenito
di un cavaliere-
-Vorrei evitare che sua moglie venisse a saperlo. L’hai vista? Riesco
a immaginare la vita che gli farebbe fare se ne fosse a conoscenza?-
-Quella normanna non sposerà mai William- ribadì Dru
-Oh Dru smettila!- gridò Buffy esasperata, stingendo i pugni
-Non credo alle tue stupide profezie! Non sono una sciocca che beve tutto
quello che dici-
Il viso di Dru divenne di brace
-Allora come mai indovino tanto spesso?-
-Sai fare buone congetture, tutto qui. Senti, William è fidanzato con
quella normanna, e la sposerà. Non so come hai fatto a sapere di William
e me. Forse l’hai visto uscire di qui. Forse pensi di sapere, ma non
sei certa come vuoi far credere. Ammettilo ti prego -
Dru abbassò gli occhi
-Mio Dio!- esclamò Buffy -E’ così, vero? Tu non conosci
con esattezza quello che accadrà nel futuro. Forse…forse non
avrò la benedizione di avere un altro bambino- aggiunse con voce rotta
-Buffy credo a quello che vedo. Riconosco con non ho l’assoluta certezza
di chi sposerà William. Un giorno lui ha fatto un commento cattivo
su Liam e io, per vendicarmi, ho indicato come sua sposa la donna che pensavo
lo avrebbe fatto infuriare più di tutte le altre-
Dru, ti capisco perché so molto bene che William può esasperati
al punto di farti commettere degli errori-
-Buff, io so che William si sposerà e che sarà felice con sua
moglie. E so che avrà dei figli maschi e una figlia femmina e so che
il bambino che porti in grembo è suo- concluse con convinzione
-Avere un bambino dopo tanto tempo?- mormorò Buffy -Ti prego, Dru,
non dire niente a nessuno. Lasci che me la sbrighi da sola, a modo mio-
-Non puoi negare a tuo figlio i diritti che gli spettano per la nascita-
-Se potrò evitarlo, non voglio creare malintesi tra William e la sua
sposa normanna-
-Farò come dici Buffy, perché i nostri figli sono fratelli,
e perché tu mi sei sempre piaciuta. Sono veramente felice per te. So
che desideravi tanto un altro bambino-
Buffy annuì silenziosamente guardando Dru uscire.
Avrebbe avuto un altro bambino. Finalmente!
Il figlio di William. Sarebbe stata una parte di lui da amare e curare teneramente
per sempre.
Lui aveva detto che avrebbe riconosciuto il loro bambino. Ma lo avrebbe fatto
veramente?
E come avrebbe reagito Ben? Era il suo unico, amatissimo bambino per troppi
anni.
Avrebbe potuto provare gelosia e avversione per il nuovo nato come e più
di quelle che nutriva per Riley.
Ma lei avrebbe fatto in modo che non accadesse, si ripromise Buffy. E si sarebbe
assicurata che il suo secondogenito non si sentisse inferiore al fratello
maggiore come sei era sempre sentito William nei confronti di Wesley.
-Mamma-
Sorridendo, Buffy spalancò le braccia per accogliere il figlio che
era entrato correndo dalla porta e aveva gettato per terra la bisacca di cuoio.
Dietro di lui, con passo più composto, avanzava Liam.
Buffy strinse il bambino a sé in un forte abbraccio
-Come mi sei mancato! Hai fatto il bravo?-
-Ho imparato a gettare a terra papà!- esclamò Ben con orgoglio
mentre si liberava dall’abbraccio della madre
-Si, e anche molto bene. Sono coperto di lividi dalla testa ai piedi- disse
Liam scuotendo il capo con ostentata contrarietà. Ma si vedeva che
era fiero di suo figlio.
-Non sembri acciaccato- notò Buffy
-Mi sento acciaccato-
-Non hai risposto alla mia domanda, Ben- ribadì Buffy sollevando la
bisacca del bambino, anche se sapeva che Cordelia lo aveva mandato a casa
con tutta la biancheria pulita
-Hai fatto il bravo? Ti sei comportato bene?-
-E’ stato bravo come mi aspetto che mio figlio sia- rispose Liam per
il bambino
Buffy scoppiò a ridere
-Anwyl, questo può voler dire tutto-
-Sono stato bravo- asserì ben -Ho masticato a bocca a chiusa, ho detto
prego e grazie e ho mangiato la razione di dolce solo sei volte-
-Ah, solo sei volte?- commentò Buffy corrugando la fronte
-Via, Buffy, Cordelia lo ha praticamente obbligato a rimpinzarsi. Ben si è
comportato in maniera davvero esemplare-
-Sono contenta- commentò Buffy scompigliando affettuosamente i capelli
scuri del figlio
-Ma adesso porta in casa le tue cose, Ben-
Il bambino si affrettò ad ubbidire, mentre Buffy lo seguiva con gli
occhi, visibilmente felice di riaverlo con sé
-Hai un bell’aspetto- osservò Liam quando rimasero soli
-Non ho l’aria stanca?-
Liam la scrutò con fare interrogativo
-Dovresti averla?-
-No-
-Sembri molto felice-
-Lo sono… Sono contenta che Ben sia tornato a casa. Mi è mancato
tanto-
Liam continuò a scrutarla in un modo che la imbarazzò
-Che cos’hai da guardare?- gli chiese alla fine
-Sei…splendente-
-Davvero? Adesso sono diventata un lume? Probabilmente ho mangiato troppo
pesce-
-E’ uno splendore molto piacevole-
-Stavo assaggiando la birra nuova. Ne avrò bevuta troppa-
-Devi fare attenzione Buffy- ridacchiò Liam -O sperpererai tutto il
denaro per bere-
-Non io-
-Bene- disse Liam con un sorriso divertito.
-Ma adesso, se vuoi scusarmi, devo andare a far visita a Dru e a Tommy, altrimenti
quel ragazzo mi accuserà di avere delle preferenze per Ben. Temo dovrò
subire questa accusa per tutta la vita- soggiunse scuotendo mestamente il
capo.
-La gelosia fra fratelli è normale- cercò di rassicurarlo lei
-E tu come lo sai? Non hai avuto fratelli-
-Come mi sembra di ricordare che mi dicevi sono una buona osservatrice-
- M’inchino alla tua saggezza- scherzò Liam
-Quel ragazzo ha bisogno di abbassare la cresta anche se è il mio primogenito-
-Sono d’accordo-
-Questa sera ti vedrò al castello?-
- No. Questa sera non verrò. Voglio Ben tutto per dopo è stato
via tanto a lungo-
Prima di lasciarla solo, Liam le rivolse un altro sorriso di complice intesa.
Quella
sera, dopo che le dame e la maggior parte degli abitanti del castello si erano
ritirati per la notte, Liam e William indugiarono seduti davanti al focolare,
sorseggiando un boccale dell’ottima birra di Buffy.
-Come si dice, felicità e prosperità, vero?- disse Liam alzando
il suo boccale
-Pensavo che avresti ignorato il mio fidanzamento- obbiettò William
sostenuto.
-No, affatto. Ho presentato i miei auguri alla tua promessa sposa poco fa,
mentre tu eri impegnato a riferire a Riley la parola d’ordine per la
guardia di questa notte-
-Davvero?!- esclamò William con stupore
-Si. Devo dire che lady Darla sembra una fanciulla modesta, riservata-
-Sembra? E’ una fanciulla modesta, riservata e virtuosa. Speso che tu
non sia stato rude con lei –
-Io?- protestò Liam con fare ingenuo - No. Le ho solo detto che spero
siate felici. Lei ha sorriso e ha annuito. Tutto qui.- era la verità
-bene-
-E’ tanto timida e impressionabile?- domando Liam con interesse
-E’ una fanciulla a modo- rispose William seccamente
-Capisco, e anche bella, non ci sono dubbi. A quanto è ammontato il
suo amobr (dote)?-
-Non è il luogo adatto per discutere di queste cose-
Liam si guardò in giro
-Ragazzo, sono sicuro che varrà ogni moneta sborsata per lei-
-Devi essere sempre così volgare?- sbuffò William –E smettila
di chiamarmi ragazzo-
-Santo cielo, Will! Vedo che sei sempre permaloso come una zitella scorbutica.
Dovresti fare i salti dalla felicità per avere ottenuto quello che
volevi-
-Sono felice- confermò William deciso.
-Semplicemente non vedo la necessità di parlare della ricompensa della
sposa o della dote con…qui!-
-Volevi dire con me?- insinuò Liam
-E va bene. Con te-
-Se la pensi così- commentò Liam con un’alzata di spalle
-Allora dimmi questo- soggiunse
-Chi è l’uomo che ha dormito con Buffy in questo ultimi giorni?-
-Perbacco, Liam, non sono una vecchia pettegola che si diverte a spiare e
a sparlare del suo prossimo!- protestò William fissando il boccale
che teneva in mano
-Suvvia! Era solo una domanda-
-Perché non lo chiedi direttamente a Buffy?-
-Lo farò. E le chiederò anche quando nascerà il bambino-
Capitolo 11
-Il bambino?- mormorò William
con voce roca, incapace di credere che potesse essere vero e, se lo era, che
Buffy non glielo avesse detto.
-Si. Almeno io credo che aspetti un bambino, altrimenti non avrebbe quell’espressione
estatica, radiosa. Gliel’ho chiesto, ma lei non ha…- Liam tacque
con fare insolitamente meditabondo.
-Diamine, aspetta solo un bambino. Non è un crimine- concluse tra lo
stupito e il perplesso.
-Ti ha detto che è incinta?- domandò William corrugando la fronte
-No- rispose Liam lanciando al cugino uno sguardo di disapprovazione -Non
sarai scandalizzato, vero? Son che non sopporti la sua condotta. Anwyl, avrei
fatto meglio a stare zitto-
-Anwyl, si, avresti dovuto tenere la bocca chiusa- confermò William
alzandosi in piedi e guardando il cugino con aria truce
-Se Buffy aspettasse un bambino, te lo avrebbe detto, no? Voi due siete molto
uniti e vi raccontate tutto. Lo siete sempre stati. Come puoi fare una simile
affermazione se non sei sicuro che sia vera? Sei più pettegolo di una
vecchia comare, Liam Darcy!!-
-Non è necessario che ti alteri così-
-Faresti bene a tenere la bocca chiusa su nascite o sospetti di nascite se
non sarà Buffy stessa a darti la notizia che diventerà madre.
Buonanotte-
Ciò detto, William depose con violenza il boccale sul tavolo che stava
lì accanto e si alzò in piedi, dirigendosi con passo deciso
verso la porta.
Liam lo guardò allontanarsi e poi si appoggiò contro lo schienale
della sua sedia, incurvando la bella bocca sensuale in un sorriso soddisfatto.
-Bene, bene, bene- borbottò fra sé prima si alzare il boccale
per un brindisi solitario
-Ebbene, Dru, ti devo chiedere scusa per aver pensato che la tua predizione
fosse solo un piccolo scherzo alle spalle di William. Ora capisco che quello
che avevi previsto non era tanto impossibile, dopotutto-
-Buffy!- sussurrò una voce all’orecchio della birraia addormentata
Buffy si scosse, spalancò gli occhi e si sollevò a sedere, scrutando
nel buio verso l’uomo che stava in piedi al suo letto
-William?- bisbigliò -in nome di Dio, che cosa…?-
-Ssh! Ben dorme qui sopra, vero?-
-Si- confermò lei -Che cosa vuoi?-
Mentre attendeva la risposta, Buffy notò che William non portava il
mantello, ma solo la solita tunica scura. Tuttavia, quello che le fece accelerare
i battiti del cuore fu la sua espressione decisa.
-Devo parlarti. Vieni con me, per piacere- le ordinò lui
-Nel bel mezzo della…?-
-Si-
La voce di William era così disperata che Buffy non protestò
oltre, scese dal letto e si avvolse la coperta attorno alle spalle per coprire
la leggera camicia da notte che indossava.
-Possiamo andare nella birreria- gli propose, sfilando una candela dal candelabro
di ottone e prendendo un tizzone dal focolare per accenderla.
Le candele erano molto costose e le usava solo in occasioni speciali.
Quella era una di esse, pensò senza una ragione precisa, e voleva vedere
bene in viso il suo interlocutore.
-Possiamo andare- annunciò passandogli la candela.
William annuì gravemente, precedendola verso la porta, che Buffy richiuse
alle spalle senza fare rumore.
Era una notte fredda e umida, con il cielo comparso di nuvole basse che oscuravano
la luna e le stelle.
Buffy fù costretta quasi a correre per stargli al passo, ma non ebbe
il coraggio di chiedergli di rallentare. A quell’ora della notte, non
volava fare inutile baccano.
Dopo che furono entrati nella birreria, William appoggiò la candela
sopra una catasta di botticelle, poi aspettò che Buffy chiudesse la
porta. Nel locale aleggiava odore di birra di miele e delle spezie che Buffy
usava per preparare il braggot e il sidro di mele. Un odore familiare che
di solito la rassicurava e le dava conforto e coraggio. In quel momento, però,
sembrava rammentarle solo chi era, e l’altro lignaggio dell’uomo
che le stava di fronte.
Nonostante la differenza di rango e tutto quello che c’era stato tra
loro, per Buffy William rimaneva l’uomo più attraente, affascinante
e degno di onore che avesse mai conosciuto. Un uomo dal quale voleva essere
abbracciata, dal quale aveva bisogno di essere abbracciata, come aveva bisogno
di respirare per vivere.
Ma in quel momento lui aveva un’espressione cupa e accigliata, che gli
increspava la bella fronte, gli deformava la bocca in una smorfia dura, e
gli oscurava gli occhi.
-Liam dice che aspetti un bambino- riferì William cupo
Buffy soffocò a stento un’imprecazione. Nonostante le convinzioni
di Dru, era troppo presto per averne l’assoluta certezza. Dru non doveva
aver mantenuto la promessa di tacere pensò con rabbia
-Che cosa glielo fa pensare?-
-Afferma che lo ha capito dal tuo splendore-
-E da nient’altro?-
-Da nient’altro- confermò lui
-Allora perché dovresti credergli?- obbiettò buffy più
sollevata
-Perché Liam conosce bene le donne. Anche altri sostengono di poter
capire se una donna è in attesa di un figlio. La vecchia nutrice di
mio padre affermava di sapere quando una donna aveva concepito un bambino
dallo sguardo che aveva il giorno dopo. E non si sbagliava mai-
-Credi che Liam abbia le stesse capacità-
-Si. Credo di sì-
-Io no-
-Se aspettassi un bambino, e fosse mio, me lo diresti, vero?- domandò
William con un’espressione ansiosa che Buffy non gli aveva mai visto.
Non poteva mentirgli.
-E ancora presto per averne la certezza- rispose
William abbassò il capo, come se stesse riflettendo. O si vergognasse.
-Vorresti veramente saperlo, William?-
Lui sollevò il capo -Che cosa?-
-Se aspettassi un bambino, vorresti veramente saperlo? Io non sono tenuta
a dirtelo, soprattutto se ciò ti causasse dei problemi-
Se sono il padre, voglio saperlo- rispose lui con voce sicura
-In ogni caso?-
-In ogni caso- confermò William seccamente
-Non avevo più dormito con Riley dall’ultima volta che ho avuto
le mie regole, così, se aspetto un bambino, non può essere che
tuo-
-un bambino?-
- Drusilla sostiene che sarà un maschio-
-Un maschio!- esclamò William felice –Nostro figlio-
Oh, com’era bello vedere quello sguardo orgoglioso negli occhi di William!
-Si, nostro figlio, William- mormorò Buffy commossa -Avrò un
bambino dopo averlo desiderato tanto a lungo. Mi sembra un miracolo-
Il viso di William si oscurò di nuovo, diventando più duro e
freddo di prima. Apparteneva a una stirpe di guerrieri, si rammentò
Buffy. Quello sguardo avrebbe terrorizzato un nemico, pensò impaurita.
-Sono fidanzato con un’altra donna. Il contratto è stato gia
steso e sottoscritto- dichiarò lui seccamente.
Disorientata da quel cambiamento di atteggiamento, Buffy si affettò
a rassicuralo
-Non sei tenuto a riconoscerlo pubblicamente, William. Se non lo farai, capirò
le tue ragioni. Mi basta che tu provveda a lui, anche in fora segreta-
Il viso di William tornò a rischiararsi un poco.
-Se porti in grembo mio figlio, io lo riconoscerò di fronte a tutti-
-Davvero?-
Si William Darcy si raddrizzò fieramente in tutta la sua alta figura.
-Lo riconoscerò, e gli conferirò tutti i diritti e i privilegi
che gli spettano in quanto mio figlio-
-Secondo le leggi gallesi o normanne?- non potè fare a meno di chiedere
Buffy
William abbassò gli occhi e a Buffy parve ritornato il ragazzo che
aveva conosciuto tento tempo addietro. Il ragazzo del quale si era innamorata,
e che continuava ad amare.
- Un’eredità e un titolo non hanno tanta importanza-
-Hanno importanza per me, e ne hanno per i normanni-
Buffy raddrizzò le spalle e parlò con franchezza, da guerriero
a guerriero
-Io dico che se devi fare quello che voglio io-
Gli andò vicino e gli prese le mani fra le sue
-William, conosci lady darla meglio di me, ma credi davvero che non lesinerà
niente e un figlio nostro? Non pensi che farà di tutto quello che è
in potere suo e della sua famiglia, per distruggerlo? Anwyl, William, volevi
imparentarti con una famiglia potente e presto accadrà. Adesso devi
raccogliere quello che hai seminato-
William le strinse forte le mani mentre la guardava negli occhi
-E tu credi che io permetterei a qualcuno, chiunque esso sia, di fare del
male a mio figlio?-
Le lasciò le mani e si ritrasse nell’ombra
-Quando e se saprai con certezza di portare in grembo un figlio mio, dovrai
venire ad avvertimi. Io lo riconoscerò, maschio o femmina che sia,
come è dovere di ogni galantuomo. Come un gallese farebbe senza indugio-
Buffy sospirò. Sapeva che William avrebbe mantenuto la parola.
-Ti ringrazio, William. Ma lady Darla che cosa dirà?-
-A lei penserò io- rispose William deciso
-Come?-
-Lasci che sia io a preoccuparmi di questo-
Dichiarò William avvicinandosi verso la porta
-Buonanotte, Buffy-
-Ti auguro ogni bene e felicità per il tuo matrimonio, William- mormorò
lei facendosi forza.
Lui si girò e la guardò
-Buffy, Liam mi ha raccontato quello che gli hai confessato sul motivo per
il quale non l’hai sposato. Non ha mai amato un uomo tanto da volerlo
sposare?-
Come avrebbe accolto la sua risposta quell’uomo che apparteneva gia
a un’altra donna? Un uomo che era fidanzato con la donna che aveva scelto
di propria volontà, la figlia di un signore ricco e potente che aveva
la possibilità di elevarlo agli onori di un’alta posizione alla
corte di Londra?
Una posizione che William meritava di raggiungere, perché era in assoluto
il migliore degli uomini.
Lei era solo una semplice birraia.
Tuttavia Buffy fu tentata di dirgli che lo amava, che lo amava perdutamente,
che lo aveva sempre amato e che non avrebbe mai amato un altro uomo in tutta
la sua vita. Come avrebbe voluto dirgli che era stata con Liam e con tutti
gli altri solo perché era convinta che lui non avrebbe mai ricambiato
il suo sentimento!
No Era troppo tardi per quella confessione.
-No, William- mormorò scuotendo il capo
-Non ho mai amato un uomo tanto da volerlo sposare-
-Capisco-
William uscì silenziosamente dalla birreria come se fosse stato un
fantasma.
Dopo che lui se ne fu andato, Buffy sollevò la candela e tornò
nel suo letto freddo e solitario.
Mentre aspettava sul ciglio della strada che conduceva al castello che il
padre passasse per dargli un ultimo saluto, Tommy si girò verso il
fratellastro.
-Andrò da Gunn prima di te- disse in tono di superiorità-
-E’ normale- replicò Ben con una punta di rancore -Tu sei il
maggiore. Io verrò la prossima primavera-
-Immagino che sarai contentissimo di venire-
-Certo. Diventerò uno scudiero, e poi un cavaliere. Quando sarò
un cavaliere vincerò tanti tornei e guadagnerò tanto denaro.
E comprerò un castello dove tu non potrei venire-
-Non intendevo questo- ribattè Tommy con la solita aria di sufficienza
Sbuffando con insofferenza, Ben fece per andarsene.
-Non vuoi sapere che cosa volevo dire?- lo richiamò Tommy
In effetti Ben scoppiava di curiosità, così si fermò
-Allora sputa il rospo, babbeo- replicò con tono provocatorio
-Vooolevo dire- cominciò Tommy scandendo le parole per tenerlo sulle
corde
-Volevo dire che con tutti gli stilli e i pianti di un neonato, sarai contento
di andartene di casa-
-Quale neonato?- domandò Ben con fare sospettoso
-Non lo sai?-
Ben serrò i pugni
-Che cosa dovrei sapere?-
-Che la tua mamma avrà un bambino-
-Non è vero-
-E’ vero!-
-No!-
-Si!- asserì Tommy sicuro
-La mia mamma non avrà nessun bambino. Se fosse vero me lo avrebbe
detto!-
-Allora pensi che la mia mamma e il nostro papà siano bugiardi?- replicò
Tommy, le mani piantate sui fianchi e il mento sollevato in aria di sfida.
Superava di tutta la testa il fratellastro e aveva le spalle più larghe
e il fisico dei darcy.
Ma anche Ben era un bambino robusto.
-Ho sentito con le mie orecchie che lo dicevano- proseguì Tommy
-Origli alle porte come uno spione?-
-Non stavo origliando!- protestò Tommy diventando paonazzo
-Invece stavi origliando! Sei sempre stato un vile spione!-
-Non è vero!-
-E’ vero!-
-No!-
-Sei una sporca spia, e io dirò alla tua mamma che racconti bugie sul
suo conto-
-E’ la verità! La mia mamma lo sa-
Ben ebbe un breve indugio, e Tommy ne approfittò per incalzare
-Anche il nostro papà lo sa. Lui lo capisce dalla faccia delle donne,
se aspettano un bambino. Lo ha detto- Sai che non mentirebbe mai-
Pur assalito da una terrorizzante sensazione di sgomento, Ben raddrizzò
le esili spalle.
-Allora che il padre se la tua mamma è tanto brava a sapere tutto?-
Non poteva essere quell’Riley, non si vedeva da tempo alla birreria.
-Ti piacerebbe saperlo?- domandò Tommy incurvando le labbra in un sorriso
malvagio.
Ben non ce la fece più a controllarsi.
Troppo arrabbiato per parlare e per pensare, si scagliò contro Tommy
con tutta la forza che aveva n corpo e lo gettò a terra. Poi si sedette
sul petto e prese a colpirlo con i pugni mentre l’altro cercava di liberarsi.
-Ben, smettila!- urlò Tommy, coprendosi il viso con le braccia per
difendersi da quel selvaggio attacco
-Ben, mi arrendo! Mi arrendo!-
Ansimando, Ben alla fine si calmò e smise di menare colpi.
-E’ William. Disse Tommy
-Chi?- bofonchiò Ben esausto e confuso.
-Il padre del bambino è William- ripeté Tommy
-Almeno è quello che dice la mia mamma-
-E il nostro papà? Lui che cosa dice?-
- All’inizio non ci credeva ma adesso ci crede-
Con estrema lentezza, Ben si sollevò dal petto del fratellastro.
Doveva essere vero. Se suo padre e la madre di Tommy lo dicevano, doveva essere
vero.
Lui stesso aveva visto William uscire dalla loro casa dopo essere stato a
lungo con la sua mamma. E di notte aveva sentito la madre che piangeva. Al
tempo quei fatti lo avevano sconcertato e incuriosito, ma adesso era tutto
chiaro.
-Non andrai a raccontare alla tua mamma quello che ti ho detto, vero?- chiese
Tommy con tono preoccupato.
Ben si allontanò scuotendo il capo.
-Dove vai?- gli gridò Tommy
Ben non rispose. Né vide l’uomo che era scivolato già
dalla sella del suo cavallo e si era nascosto dietro un cespuglio per ascoltare
la conversazione dei due fratellastri.
Nemmeno Tommy si accorse della presenza dell’intruso.William fissò
la scacchiera , cercando di concentrasi sulla partita.
William e Darla non erano soli nella sale grande. Le cameriere andavano e
venivano, offrendogli rinfreschi ai vassalli che dovevano conferire col barone
e che ne attendevano il ritorno.
Quella confusione lo distraeva, ma William era convinto che avrebbe perso
la partita anche se la sala fosse stata immersa nel silenzio più assoluto.
Lady Darla era un’abilissima giocatrice anche se fingeva il contrario.
Poteva arrossire, esitare e schermirsi quando voleva, ma non poteva dissimulare
la luce battagliera che brillava nei suoi splendidi occhi azzurri.
Lui intanto perdeva tempo, perché non riusciva a concentrarsi nel gioco.
La sua mente era rivolta a Buffy e al bambino che lei portava in grembo.
Al bambino che forse portava in grembo.
Un bambino che sarebbe stato suo figlio.
Il loro figlio.
William continuava a ripensare alla conversazione che avevano avuto la sera
prima.
Buffy aveva detto che non aveva mia amato un uomo abbastanza da sposarlo.
Non aveva amato a tal punto Liam, Riley e nemmeno lui.
Conoscere la verità era sicuramente meglio che ignorarla. Se Buffy
avesse detto che lo amava, che lo amava perdutamente, che cosa avrebbe fatto?
No poteva fare niente.
Aveva scelto la sua strada quando aveva chiesto a lady Darla di diventare
sua moglie.
-Come mai avete mosso di nuovo il re?- chiese lady darla
Con pazienza William le spiegò la sua scelta, mentre tra sé
si chiedeva come poteva aver ansato che quella pallida normanna fosse più
bella di Buffy. Gli occhi di Buffy erano come due stelle di luce e di allegria.
Quelli di Darla sembravano avidi e astuti.
Se Buffy avesse avuto un bambino, lui sperava che avesse i suoi vivaci occhi
verdi. E i riccioli sbarazzini.
A un tratto, William si rese conto che Darla fissava qualcosa alla sue spalle.
A giudicare dalla piega sprezzante delle sue labbra, doveva trattarsi di qualcosa
che la infastidiva.
Che cosa poteva provocarle quello, si chiese girandosi.
Ben avanzava verso di loro con piglio deciso, ignaro degli sguardi incuriositi
della cameriere e dei vassalli in attesa del barone.
William non potè biasimarli per quell’interesse.
Con i capelli spettinati e imbrattati di fango, una guancia attraversata da
un vistoso graffio e le brache strappate sulle ginocchia, ben sembrava appena
uscito da una furiosa rissa.
-Mi sono resa conto che i vostri contadini mancano di rispetto- osservò
Darla - Ma come mai questo moccioso ha il coraggio di entrare nel castello
di vostro padre con tanta baldanza?-
-Ben ha diritto di venire qui- le spigò William -E’ il secondogenito
di mio cugino Liam-
-Oh, si, uno dei figli bastardi di vostro cugino-
William non replicò, era più interessato a conoscere il motivo
della inattesa visita di Ben. Non doveva trattarsi di una visita di cortesia,
a giudicare dallo sguardo cupo del bambino
Ignorando Darla, Ben si fermò battendo i piedi come un soldato accanto
al tavolo.
-Si Ben?- lo interpellò William
-Voglio sapere se è vero- disse il bambino in gallese
Immaginando a che cosa si riferisse Ben, William sentì che stava diventando
paonazzo. Chi aveva informato Ben? Sua madre?
Poi udì un mormorio correre tra i presenti
-Ben, abbassa la voce-
-No!- ribatté il bambino con la stessa aria di sfida tipica di sua
madre
-E’ vero?-
-William, come permettete a questo bastardo di parlarvi con quel tono insolente?-
sibilò Darla, piegandosi leggermente in avanti.
Anche il bambino rimase immobile, William un lampo di sofferenza passargli
negli occhi. Lady Darla non sapeva che i bambino, come tutte le persone di
nobile origine, conosceva il francese anche se parlava abitualmente il gallese.
-Ebbene, non reagite?- insistette Darla prima che William potesse consigliarle
di usare maggior tatto.
Poi Ben dimostrò di essere veramente figlio di sua madre. Si girò
verso l’altra normanna con espressione sprezzante e disse con voce alta
è chiara nella lingua di lei
-Siete una megera-
-Ben- esclamò William balzando in piedi mentre Darla avvampava -Veni
con me! Scusatemi, milady-
-Con piacere- rispose Darla sdegnosamente
William prese il bambino per un braccio e si diresse verso l’uscita.
Arrivato nell’angolo più recondito del cortile interno, si fermò
e allentò la stretta.
-Ben, non devi chiamarla così- disse, fissando l’incorreggibile
bambino con severità
-E lei non doveva chiamarmi bastardo! Non aveva alcun diritto di farlo!-
-Ma tu sei un bastardo, Ben- gli fece notare William, sei pure controvoglia
-Tuo padre e tua madre non si sono sposati e questo fa di te un bastardo.
Per i gallesi le formalità legali non hanno significato- gli spiegò
pazientemente -Ma per i normanni hanno molta importanza. Temo che questa non
sarà l’ultima volta che ti definiranno così, o apertamente
o dietro le spalle-
Lo sguardo di Ben lo rattristò perché sapeva che se Buffy portava
in grembo suo figlio, un giorno la stessa sofferenza e lo stesso sgomento
avrebbe velato i suoi occhi.
-Tommy è un bastardo- proseguì William -e anche Liam, tuo padre.
Come lo erano mio padre e Gunn-
-Mio padre è un bastardo?-
-Si. Tuo nonno e tua nonna non erano sposati-
In effetti, il nonno di ben aveva brutalmente sedotto una cameriera, ma non
era necessario che il bambino lo sapesse
-E Gunn non sa nemmeno chi fosse suo padre-
William si piegò sulle ginocchia per guardare Ben negli occhi
-Che i tuoi genitori siano o non siano sposati non ha alcuna differenza, Ben.
L’importante è che tu ti comporti sempre bene e che ti faccia
onore nella vita. Ricordatelo. L’onestà e l’onore sono
un patrimonio che nessuno potrà mai portarti via, in qualunque modo
ti chiamino-
Ben annuì con solenne lentezza.
-E non è degno di uomo d’onore chiamare megera una dama, anche
se lei ti ha offeso. Un uomo d’onore le chiederebbe scusa-
-No! Non le chiederò scusa. E’ cattiva e orribile. Non le chiederò
mai scusa-
-Dovresti Ben- ribadì William notando che il bambino non capiva la
sua richiesta
-Che cosa fate come due cospiratori che stanno preparando un piano di guerra?-
chiese Buffy avanzando verso William e il bambino
-Ti aspettavo per mangiare, Ben. Cosa ci fai qui?-
Con il cuore gonfio di malinconia, William la guardò, meravigliandosi
che lei potesse essere così allegra dopo tutto quello che era accaduto
Ma era Buffy, no? Quello era sempre stato il suo modo di essere.
-William vuole che chieda scusa- borbottò Ben
-A chi? E per quale motivo?- domandò lei aggrottando la fronte
-A quella lady Darla, perché lo chiamata megera-
-Ben!-
Il bambino raddrizzò le spalle
-Lei mi ha chiamato bastardo- protestò, diventando rosso di vergogna
nonostante l’aria spavalda
Buffy si irrigidì e i suoi occhi mandarono lampi minacciosi.
-E’ una normanna, devi capirla- cercò di parlarle William
Ignorandolo, buffy si rivolse al figlio
-Ben, và a casa. Io ti raggiungerò fra poco-
-Non devo chiedere scusa?-
-No-
-Lui ha detto che dovrei farlo- obiettò Ben accennando col capo a William
-Ha detto che un uomo d’onore lo farebbe-
Buffy si girò verso William e lo guardò come se volesse strangolarlo
Tu vuoi che le chieda scusa per averle ricambiato l’insulto?-
Anche se comprendeva il suo protettivo amore di madre, William pensava di
avere ragione
-Se è un vero cavaliere, lo farà-
-Ben, và a casa, immediatamente!- ordinò Buffy - Io ti raggiungerò
fra un momento-
Con un sorriso di evidente sollievo, Ben corse via, mentre Buffy girava sui
tacchi e si dirigeva con passo deciso verso la sala grande
-Buffy che cosa…?-
-Voglio consigliare a quella donna di non dare mai più del bastardo
a mio figlio-
-C penserò io a dirglielo. Ti prometto che non accadrà più-
dichiarò William rincorrendola
-Ma credo che Ben dovrebbe chiederle scusa-
Buffy si fermò e si girò lentamente, fissandolo con gli occhi
colmi di fierezza e ira
-Ha fatto vergognare mio figlio per qualcosa che non dipende da lui. Non gli
permetterò di chiederle scusa per averle risposto a tono-
-Buffy, Ben è il figlio di un barone e per questo deve essere sempre
cavalie…-
William non potè terminare la frase perché Buffy glielo impedì
-So chi è sui padre- sibilò a denti stretti -E non permetterò
a mio figlio di strisciare ai piedi di quell’altezzosa normanna come
se fosse una stuoia da calpestare-
-Buffy, ti prego!- insistette William -So che non è stata gentile-
-gentile?!- esclamò Buffy con tono sprezzante -Oh, penso che sia esattamente
il genere di osservazioni che ci si debba aspettare da lei! Se porto in grembo
tuo figlio, permetterai che offenda anche lui in questo modo?- gli chiese
socchiudendo gli occhi -Gli ordinerai di chiederle scusa ogni volta che gli
dirà in faccia che cosa i normanni pensano di lui? Un’opinione
fondata non sui suoi meriti, ma solo sulla sua nascita? Anwyl, questo sarebbe
essere cavalieri?-
Buffy non aspettò che William le rispendesse. Nel caso lui avesse avuto
una risposta, ovviamente. Tornò a girarsi e proseguì la sua
marcia verso la sala grande.
Capitolo 12
Buffy entrò nella sala grande come una furia e fece correre gli occhi
sul barone, Liam e sugli altri ospiti appena ritentarti dalla battuta di caccia,
che si stavano togliendo i mantelli. Le bastò una breve occhiata per
notare che sir Anthony era della partita.
Poi vide lady Darla. Seduta a un piccolo tavolo, davanti a una scacchiera,
l’altera normanna parlava con Riley, che le stava accanto e sembrava
pendere dalla sue labbra.
Non c’era uomo che si accorgesse quale creatura si celasse dietro quell’aspetto
angelico?, si chiese Buffy con stupore.
-Lady Darla- disse a voce alta mentre si dirigeva verso i due, ignorando i
presenti.
La nobile dama trasalì e si volse verso di lei con espressione incredula.
Buffy non parve accorgersi che anche William era entrato nella sala e la stava
chiamando.
Quando Buffy si fu fermata davanti al tavolino, lady Darla la fissò
con fare sdegnoso, mentre Riley si faceva da parte.
-Che cosa volete?-
Liam fece per avvicinarsi, ma il barone lo trattenne. Però Rupert sussurrò
all’orecchio di una cameriera di andare a chiamare immediatamente sua
moglie.
-Avete offeso mio figlio- rispose Buffy fulminandola con lo sguardo
William fece per intervenire, ma lady Darla lo ignorò
-Dovreste insegnargli le buone maniere- replicò con freddezza -E vi
consiglio anche d’insegnargli a lavarsi-
-Buffy, credo che dovresti andare- intervenne William -Non è il momento
o…-
-Prima devo dire a questa megera un paio di cose- replicò Buffy
-Sir William, vi dispiace portare via di qui la vostra sgualdrina?- chiese
lady Darla con tono pacato.
Fra i presenti corse un mormorio di stupore. Il viso di William diventò
di brace, mentre Riley abbassava lo sguardo. Lady Darla sorrise trionfante
e Buffy rimase immobile come una statua.
Ma subito si riprese
-Non sono una sgualdrina - ribattè furiosa - mentre voi rimarrete sempre
una megera-
Apparentemente impassibile, lady darla agitò una bella mano
-Allora siete la sua amante. L’amante che presto darà alla luce
un altro bastardo-
-Santo cielo!- mormorò il barone facendosi avanti, mentre sir anthony
sgranava gli occhi allibito.
-William, è vero?- chiese Rupert al figlio
-Rupert!- lady Joyce chiamò il marito dalla porta della cucina -Credo
che William stesse dicendo, che non è il momento né il luogo
per di discutere di questi argomenti- soggiunse avanzando con la sua composta
eleganza
-Si, si, hai ragione- convenne il barone -William, Buffy, lady Darla, sir
anthony, venite nel mio solario, dove potremo giungere a una spiegazione dell’intera
faccenda-
-Non voglio stare nella stessa stanza con quella- dichiarò Buffy, affrontando
il barone.
-Quello che ha detto è vero. William e io siamo stati insieme e, anche
se non ne sono ancora certa, è possibile che sia in attesa di un bambino.
Non chiedo niente per me, né per lui né a voi, barone, ma quando
sarà il momento, credo che mio figlio debba avere quello che gli spetta.
E sono fiera di portare in grembo il figlio di William, legittimo p illegittimo
che sia- soggiunse con tono sprezzante saettando uno sguardo di sfida all’indirizzo
di lady Darla.
Poi Buffy uscì dalla sala a testa alta, regale come una sovrana.
-Anwyl!- borbottò Liam volgendosi verso il cugino –Non l’avevo
mai vista così infuriata-
-Chiudi quella bocca, Liam!!- lo rimbeccò William, guardando lady Darla
Rossa in viso e con gli occhi bassi, la bella normanna sembrava umiliata e
sconvolta.
Sconvolta al punto da rompere il fidanzamento?
Poi William si accorse di Riley, che li fissava con aria feroce.
-Non è il luogo per discutere di queste faccende- Ripeté lady
Joyce con fermezza -Venite, lady darla, sir Anthony, andiamo nel solario,
dove spero che la ragione prevarrà sulle emozioni. William, và
in camera tua. Ascolteremo più tardi le tue giustificazioni. E tu,
Liam, siediti al posto del barone-
Quando lady Joyce usava quel tono autoritario, nessuno a Craig Fawr osava
disubbidirle
Liam si avviò con aria grave verso la sedia, mentre William usciva
dalla sala come un condannato alla forca, e sir Anthony e sua figli seguirono
il barone e lady Joyce verso la torre nuova.
Quando la porta del solario si fu richiusa alle spalle del gruppetto, sir
Anthony prese la parola con inaspettata pacatezza.
-Calmiamoci. William è un uomo giovane e vigoroso, ci si deve aspettare
che avvengano queste cose. Io non me la sento di condannarlo-
-E’ molto generoso da parte vostra- commentò il barone con tono
vagamente canzonatorio.
-Tuttavia, penso sia importante conoscere l’opinione di lady Darla-
-Sono curiosa di sapere, barone, perché William non è qui- osservò
Darla con fare circospetto.
Il barone la guardò con espressione preoccupata e sospettosa insieme
-Pensavo che in questo momento avreste preferito non averlo introno. Sarebbe
più che comprensibile-
Lady Darla annuì con un mesto sorriso.
-Siete molto gentile, barone. Comunque, sono d’accordo con mio padre
Vostro figlio è giovane e io non sono così sciocca da pensare
che i giovani cavalieri possano condurre una vita casta-
-Allora volete ancora sposarlo?-
_Certamente- si affrettò a rispondere Darla con soavità
-Il contratto è stato sottoscritto, no? Non voglio rompere il fidanzamento,
e anche voi non dovreste farlo perché ve ne pentireste-
Il barone sgranò gli occhi, ma sua moglie non parve sorpresa
-Non penso di dove entrare nei particolari della punizione che mio padre e
i suoi amici potrebbero chiedere a re Enrico d’infliggere a voi e anche
agli uomini con i quali fate affari. Io preferirei che non accadesse. Ma se
sarà necessario. Dovrò permetterlo-
Il barone guardò sir Anthony che fissava la figlia con ammirazione
-Mio marito la chiesto a vostro padre- intervenne lady Joyce
-Il contratto è stato sottoscritto. Non…non può essere
sciolto senza che scoppi uno scandalo. Sono convinto che voi non volete che
ciò accada-
Darla si rivolse alla moglie del barone con un sorriso gelido
-Voi milady, più di ogni altro, dovreste ricordarvi come le persone
sono pronte a diffondere pettegolezzi e calunnie. Per quanti anni a corte
si continuò a parlare del vostro rapimento e dell stupro che subiste
da parte di quest’uomo?-
-Non ho mai rapito i stuprato mia moglie- protestò il barone sconvolto
-Lo dite voi- proseguì la bella normanna senza staccare gli occhi da
lady Joyce, che era ammutolita
-Ma correvano molte voci al riguardo. Si diceva anche che fosse stato il padre
di Liam Darcy a violentarla-
-Nessuno l’ha mai violentata!-
-Santo cielo! I pettegolezzi non sono una cosa orribile?- esclamò lady
Darla con una espressione fredda e dure come le pietre con la quali era costruito
il castello
-Comunque sia, io non sarò oggetto di alcun pettegolezzo. Vostro figlio
mi ha chiesto in moglie e io ho accettato. Le condizioni del matrimonio sono
state stabilite e il contratto è stato sottoscritto. Se William cercherà
di romperlo, la pagherete cara, e non solo in termini di denaro. Volete questo?-
-Per la felicità di mio figlio, sarei disposto a correre qualsiasi
rischio- disse lady Joyce con fierezza di un’imperatrice
-Adesso ci conosco bene, mia giovane amiche. Vieni, Rupert, andiamo a parlare
con William-
Atteggiò le labbra a un lieve sorriso sprezzante e aggiunse
-E a consigliargli di riflettere bene prima di sposare quella megera-
-Il papà è veramente un bastardo?- chiese Ben sollevando gli
occhi dal tagliere cha aveva davanti quando Buffy entrò in casa
-Si- rispose lei chiudendo la porta
-E il barone è un bastardo?-
-Si-
-Anche Gunn?- proseguì Ben con rispetto e riverenza
Non era un segreto che Ben, come molti, considerava Gunn un guerriero impeccabile.
-Si, anche lui- confermò Buffy
Gunn era figlio bastardo di una povera ragazza che era morta dopo averlo dato
alla luce, lasciandolo alle cure di uno zotico contadino ubriacone. Però
quel contadino lo aveva fatto diventare un giovane forte e determinato. Un
giovane che era scappato appena ne aveva avuto la possibilità e che
si era messo al servizio del primo signore che lo aveva preso con sé
e lo aveva addestrato alla guerra. Da allora, Gunn si era fatto strada in
un mondo che rifiutava i bastardi, ma che stimava e accettava un bravo guerriero.
-E il re è un bastardo?-
Buffy non potè fare a meno di sorridere per quella ingenua domanda
-No, Ben, il re non è un bastardo-
Il bambino scosse il capo. Era chiaro che compiangeva il sovrano per essere
figlio legittimo.
Qualunque cosa gli avesse detto William, era riuscito a riparare all’offesa
di lady Darla e Buffy gliene era grata.
-Ben, devo parlati di una cosa molto importante- mentre si mise seduta accanto
a lui
-Se dovrò farlo, chiederò scusa a quella normanna- disse Ben
sicuro di se
-No, non dovrai. Non è di lady Darla che voglio parlarti- Buffy trasse
un profondo respiro, poi proseguì
- Forse avrò un bambino. Se l’avrò, suo padre sarà
sir William-
-Non quell’Riley-
-No-
-Ben- esclamò Ben con un sorriso -William mi piace molto di più-
Sarebbe dovuta essere contenta che la notizia non avesse turbato il figlio,
pensò Buffy sollevata.
Poi Ben si fece pensieroso.
-William sposerà quella lady Darla o te?-
-Sposerà lady Darla-
-Allora anche il nuovo bambino sarà un bastardo- esclamò Ben
contento
William doveva aver elogiato un po’ troppo la condizione di figlio illegittimo
di Ben, rifletté Buffy perplessa
-Si, anche lui sarà un bastardo-
-Lui?-
- Drusilla pensa che sarà un maschio-
Ben scoppiò a ridere
-Tommy non ha fratelli o sorelle!- esclamò con aria di trionfo
-Non ci avevo mai pensato-
-Ben, non rinfacciaglielo! Sarebbe crudele. Non hai imparato che questo genere
di crudeltà può far male?-
Ben si fece serio – E se continuerà a insultarmi come fa sempre?-
-Fra un mese partirà, non credo che ti dovrai preoccupare questo-
-Non voglio che William sposi quella normanna- dichiarò Ben -E’
cattiva-
-E molto bella e appartiene a una famiglia importante-
-E’ per questo che William non sposa te?-
-No, Ben. Io non lo sposerei mai-
-Perché?-
-Perché son affari miei, figliolo, non tuoi. Quando sarai più
grande, cercherò di spiegartelo-
-Io penso che tu sia molto più bella di quella normanna, mammina-
Buffy sorrise al figlio con infinito affetto
-Grazie, tesoro- allungò una mano e gli arruffò i capelli scuri,
poi sospirò
-Come farò a stare senza di te quando andrai da Gunn? Mi mancherai
moltissimo-
Ben l’abbracciò forte
-Anche tu mi mancherai, mamma. Ma quando ritornerò, sarò il
scudiero. E quando diventerò cavaliere, sarò il migliore del
paese e vincerò tantissimi tornei e battaglie, e conquisterò
premi e onori. Allora comprerò un castello e tu verrai a stare con
me, e non si separeremo più. Sarai fiera di me, mamma, te lo giuro!-
-Sono gia fiera di te, figliolo- lo rassicurò Buffy stringendolo
Due settimane dopo, il barone Rupert
Darcy sedeva nel solario di Beaufort, il castello di Liam, con il nipote alla
sua sinistra e il figlio maggiore Wesley alla sua destra
-Non c’è niente che possiamo fare?- domandò Liam facendo
scorrere lo sguardo preoccupato su suo zio e suo cugino.
-E’ deciso a sposarla- ripose il barone con voce sconsolata
-Forse le vuole davvero bene- osservò Wesley
.Se è vero, è uno stupido- esclamò Liam -Non ho mai visto
una donna più idonea a fare l’infelicità del marito. E
ricordatevi che ne ho avuto l’impressione prima che formasse quelle
minacce-
-Hai espresso i tuoi dubbi a William?- gli chiese lo zio
-Mio Dio no! Potete immaginare che cosa mi avrebbe risposto. Quando ho palato
con lui, credeva di essere innamorato di lady Darla-
-E potrebbe esse veramente vero- tornò a osservare Wesley
-Forse allora poteva crederlo- disse il barone -Tu non l’hai visto quella
sera nella sua stanza. Benché insiste a voler sposare quella donna,
non l’ama. Non penso che senta qualche cosa per lei-
-Allora impedite il matrimonio – gli suggerì Liam
Il barone scosse la testa
-Li ho offerto l’opportunità di tirarsi indietro, ma lui ha detto
che vuole,e sposarla. Come posso oppormi alla sua volontà senza umiliarlo?
Non oso farlo, temo di peggiorare la situazione-
-Non avrete paura di sir Anthony e di quei damerini dei suoi amici?- chiese
Liam, incredulo
-No, temo di perdere mio figlio- gli rispose il barone.
-Mi madre che dice?- domandò Wesley
-Come al solito, lei consiglia di avere pazienza-
-E’ una donna saggia Se ci ostiniamo a fargli cambiare idea, anche se
è per il suo bene, William si convincerà ancora di più
che deve sposare Darla-
-Ma…- obiettò Liam
-A suo tempo, tu non ascoltassi i nostri consigli, o l’hai dimenticato?-
gli rammentò Wesley
-La situazione era differente. Io amavo Cordy. Solamente non lo sapevo- replicò
Liam
-Potremmo sbagliarci anche sui sentimenti di William. Non voglio, non posso
credere che mio fratello sia tanto stolto e cocciuto-
-Noi Darcy siamo tutti cocciuti- osservò il barone –Ce l’abbiamo
nel sangue- si alzò in piedi è cominciò a camminare avanti
e indietro
-E Buffy? Che ne sarà di lei se William l’abbandonerà-
-Senti chi parla! Sei proprio la persona adatta a parlare di abbandonare Buffy-
gli rinfacciò Wesley
-Lei non mi amava, e io non amavo lei-
-William ha fatto capire chiaramente che non l’ama- disse il barone
-Allora è un pazzo!- esclamò Liam scrollando il capo -Santi
nubi, ho visto come la guardava! Esattamente come guardava Cordelia quando
asseriva di amarla. Anche peggio-
-Anche peggio?- domandò Wesley
-Non fare il tonto cugino. Sai che cosa voglio dire. Con più amore.
Con più passione. L’ho notato quando sono venuto a prendere Ben
a Craig Fawr. Dovevano gia aver fatto l’amore-
-Questo non significa che la ami al punto di volerla sposare. Dovresti sapere
anche tu-
.Era diverso. Santo cielo, fra me e Buffy era diverso. Io lo so, lei lo sa,
a meno che non sia cieco come una talpa, lo sa anche William. Buffy non ha
mai guardato me come guarda lui, anche se cerca di nasconderlo. Se solo quel
ragazzo fosse meno ambizioso-
-Pensi che si tratti di ambizione?-
-E per che altro?-
-Perché ha fatto una promessa e adesso intende mantenerla. Perché
è un cavaliere, un uomo d’onore- bofonchiò il barone -Mio
Dio, temo di avervi parlato troppo dell’onore quando eravate bambini.
Sono convinto che tutti e tre sacrifichereste la felicità in nome dell’onore-
-Io no- si affrettò ad affermare Liam
-Non la pensavi così quando insistevi nel voler sposare tua moglie-
obiettò il barone
Liam arrossì -Come ho gia detto, amavo Cordelia-
-Liam sei sicuro che Wiliam non ami Darla e che non sia adatta a lui?- gli
chiese Wesley
-Si. Sono sicuro- affermò Liam
-Allora che cosa possiamo fare? Cercare di dissuaderlo dallo sposarla? Come
hai detto papà noi Darcy siamo tutti cocciuti. Non penso che riusciremo
a fargli cambiare idea-
Il barone annuì –Vorrei che non fossi sempre così acuto
e preciso, figliolo. Ma l’ha preso da tua madre. Anche lei pensa che
sarebbe inutile-
-Lady Joyce che cosa dice che dovremmo fare?- s’informò Liam
con insistenza
-Che dovremmo partecipare alla nozze e mostraci felici e sorridenti- rispose
il barone con espressione cupa
-Se William deve sposare quella donna, il minimo che possiamo fare è
dimostrare alla sua famiglia e ai suoi amici che…-
-Che se dovessero sorgere dei problemi, William non sarà solo- lo pervenne
Wesley alzandosi in piedi e guardando il padre negli occhi
-Si- confermò il barone -E farlo capire anche a William-
Capitolo
13
Due
giorni prima delle nozze di sir William Darcy con lady Darla, Buffy varcò
il portone del castello di Craig Fawr alla guida del suo carro colmo di barili
di birra, sidro di mele e braggot.
Non fu facile destreggiarsi tre la folla di ospiti, soldati e servitori radunati
nel cortile. Fra questi riconobbe Doyle, il prode cavaliere gallese, figlio
di umili pastori, che era stato adottato dal barone all’età di
otto anni e che poi aveva sposato lady Lilah, figlia di un barone normanno,
che glia aveva assegnato il governo di un castello del nord.
Che cosa avevano le normanne per attrarre gli uomini gallesi?, si chiese con
una punta di amarezza. Liam, Doyle, lo stesso barone aveva sposato una normanna.
Ma lady Joyce, Cordelia, e Lilah erano persone gentili e affabili. Non come
quella lady Darla, fredda e scostante, e perfida come una vera megera.
Aveva avuto ragione Ben ha chiamarla così.
Buffy portò il carro il più vicino possibile alle cucine, fece
fermare il cavallo e si guardò attorno in cerca di qualcuno della servitù
che l’aiutasse a scaricare i barili.
-Bene, bene, ben, che cosa c’è qui?- chiese in normanno una voce
maschile con tono insinuante
Buffy si girò e vide un gruppo di giovani cavalieri nei pressi dell’ingresso
delle scuderie.
Uno si essi, probabilmente il capo, un uomo ben vestito e pettinato alla moda
normanna, si staccò dal muro contro il quale era appoggiato e si avvicinò
al carro, tosto seguito dai suoi compagni.
Sospirando, Buffy saltò a terra con un balzo agile. Era chiaro che
quei damerini si ritenevano irresistibili e pensavano di sembrare un branco
di lupi affamati. Erano sicuramente convinti d’impressionarla, se non
d’intimorirla.
Stupidi normanni! A lei facevamo semmai l’effetto di essere una schiera
si anatroccoli starnazzanti che si affannavano dietro a mamma papera.
-visto come questa contadinotta gallese p ansiosa di conoscermi?- disse lo
sconosciuto scoppiando a ridere.
-Sapete, amici, è la prima volta che mi pento di non saper parlare
gallese-
Atteggiando la bocca a un sorriso di scherno, Buffy li guardò avvicinarsi.
-Vedete come sorride? E che belle gambe ha?- proseguì lo sconosciuto
rivolgendosi ai suoi compagni mentre avanzavano verso Buffy
-Un uomo pagherebbe bene per stare fra quelle gambe-
-Un uomo dovrebbe essere veramente tale per stare fra queste gambe, e non
un damerino agghindato a festa- osservò Buffy nella loro lingua.
Mentre gli altri si scambiavano occhiate divertite, il bellimbusto arrossì
lievemente
-Attenta a come parli, ragazza. O io…-
-O voi cosa farete?- chiese William comparendo sulla porta delle scuderie
e dirigendosi verso il gruppo.
Buffy non lo aveva più visto dallo scontro con Darla. Appena posò
gli occhi su di lui, avvertì una stretta al cuore.
Non era solo il desiderio senza speranza che la riempiva di angoscia, ma anche
il cambiamento di William. Sembrava che fosse invecchiato di dieci anni nel
giro di due settimane. I suoi occhi azzurri erano duri e freddi come il mare
in tempesta. Il suo viso era pallido e tirato come se fosse stato gravemente
ammalati. Eppure non aveva avuto notizia di una sua indisposizione, pensò
Buffy allarmata
-Chi siete?- domandò il normanno con tono altezzoso
-Lo sposo-
Lo sconosciuto si volse verso i suoi compagni, poi s’inchinò
rispettosamente
-Sono sir Lindsey, il cugino di lady Darla, e sono onorato di conoscervi sir
William. Mi dispiace avervi involontariamente offeso. Vi chiedo scusa-
-Benvenuto a Craig Fawr, signore. Ma non dovete scusa a Buffy, non a me-
Prima di allora, Buffy non aveva mai sentito William parlare con lo stesso
tono deciso e autorevole del padre
-Ma questa donna è solo una…-
-Avete problemi di udito sir Lindsey?-
Il normanno lanciò una rapida occhiata al carro, poi tornò a
fissare Buffy
-Ah, questa è la famosa birraia dalla quale ho sentito tanto parlare?-
-Che cosa avete sentito?- chiese Buffy seccamente
-Che…che la vostra birra…è la migliore di tutto il Galles-
I compagni di sir Lindsey si scambiarono occhiate divertite e insolenti
Di fronte al sorriso sardonico di sir Lindsey, la combattiva Buffy incrociò
le braccia sul petto con aria di sfida
-VI chiedo scusa, non vedo l’ora di assaggiare i vostri prodotti- disse
il normanno inchinandosi davanti a lei
Wiliam avvicinò la mano all’elsa della spada che gli pendeva
dal fianco
Buffy fu colta dal panico. Non era il caso di estrarre le spade. Era abituata
a trattare con canaglie irrispettose e insolenti. William doveva saperlo.
Non era necessario che corresse in suo aiuto nella parte di prode difensore,
soprattutto quando il suo potenziale avversario era parente della sua nobile
e preziosa fidanzata.
Doveva trovare un altro modo per uscire da quella situazione.
E lo trovò prontamente.
Infatti iniziò a ridere. Una risata gutturale e profonda, che risuonò
nel cortile affollato.
William la guardò cupamente mentre lei si avvicinava con basso baldanzoso
verso l’arrogante normanno, le mani sui fianchi, gli occhi ridenti,
cercando invano di capire se portasse veramente in grembo il suo bambino.
Ma Buffy indossava l’ampio vestito blusante da lavoro che celava la
sua figura sinuosa.
-Oh, sir Lindsey, sono lusingata al pensiero di avere la vostra attenzione!-
esclamò Buffy con il tono canzonatorio che era solita usare con William
- Non avrei mai pensato di poter ambire a ricevere la vostra opinione sulla
mia birra! Pensate che sopravvivrò a una simile emozione?-
Sir Lindsey la fissò attonito, mentre alcuni abitanti di Craig Fawr,
cha avevano assistito alla scena fingendo indifferenza, scoppiarono a ridere
di gusto.
Quando il normanno si rese conto che stavano ridendo di lui, aggrottò
la fronte
-Credo che questa donna invasa-
-Oh, si, lo sono- replicò Buffy allegramente, intrecciando le mani
come una timida verginella.
-Nutro un’insana passione per gli affascinanti, elegantissimi cavalieri
normanni, anche per quelli che fanno commenti grossolani-
Sir Lindsey spianò la fronte, poi, con sommo stupore e intimo sgomento
di William, abbozzò un sorrido
-Buffy, basta- sbottò William, incapace di trattenersi
-Se volete seguirmi nella sala grande, signori, vi farò portare qualcosa
da bere-
-Da lei?- chiese il normanno, accennando a Buffy
-Ahimé, sir Lindsey, non sono una cameriera- rispose Buffy con tono
sostenuto
Invece di mostrarsi contrariato per quella secca risposta, sir Lindsey continuò
a sorridere con aria di approvazione .
-Se lor signori vogliono scusarmi, devo scaricare la birra- disse Buffy tornando
verso il carro
-Lungi da me distrarre questa deliziosa donna dai suoi compiti- dichiarò
sir Lindsey, ignaro dell’occhiata trova che gli lanciò William.
Ma quando il normanno distolse gli occhi da Buffy, era entrata in cucina,
e tornò a rivolgere la propria attenzione al figlio del padrone di
casa, William era tornato alla sua espressione di abituale, cortese accoglienza.
-Con tutta la considerazione, l’affetto e il rispetto che nutro per
la sposa, posso capire come un uomo sia tentato di prendersi quella contadinotta
come amante- osservò sir Lindsey
-Buffy non è la mia amante- protestò Buffy prima di girargli
le spalle e d’incamminarsi verso la sala grande, maledicendo silenziosamente
sir Lindsey e tutti quello come lui.
Il pensiero che negli anni a venire avrebbe dovuto frequentare i aprenti della
sua sposa non lo rallegrò.
Non potè nemmeno trarre conforto dall’essere andato in aiuto
di Buffy perché sapeva che lei se la sarebbe cavata da sola. Anzi,
si pentì di essere intervenuto. Infatti, se non lo avesse fatto, si
sarebbe risparmiato la sofferenza di vederla, di guardarla negli occhi.
La sua vista e il desiderio che gli ispirava erano quasi incontrollabili.
Però quell’agonia non era bastata a tenerlo lontano da lei appena
aveva sentito la sua voce.
Qualche tempo più tardi, dopo aver consegnato la birra, che adesso
si trovava nella dispensa di Craig Fawr, Buffy sedeva nella grande sala, confortevole
e affollata cucina del castello, partecipando a un piccolo rinfresco improvvisato
dalla cuoca per lei.
Stavano discutendo quando Buffy fece una battuta e tutte le cameriere scoppiarono
a ridere. Ma quando videro William fermo sulla porta che dava sulla sala grande,
si fecero serie e tornarono silenziosamente al loro lavoro.
-Ah, sir William. Disse Buffy sorridendo. Si alzò in piedi, scuotendo
le briciole di pane dal corpetto. Quel semplice gesto bastò a infiammare
William di un incontrollabile desiderio.
-Dove sono i tuoi simpaticissimi amici normanni?- gli chiese Buffy maliziosamente
-Vuoi venire con me nel roseto di mia madre?- l’apostrofò, eludendo
la domanda. Era un ordine più che una richiesta.
-Che cosa dirà la tua sposa?-
William cercò di ignorare le occhiate furtive, ma insistenti e curiose,
delle cameriere.
-Se preferisci parlare in mezzo a tutte queste persone, per me non è
un problema-
-Non so che cosa tu abbia da dirmi che non può essere gridato dagli
spalti del castello-
Il viso di William divenne di brace
-Non ho alcun desiderio di salire sugli spalti-
-Nemmeno io-
-Gradirei parlare con te da solo- insistette William, fissandola intensamente
Buffy abbassò lo sguardo
-Siamo gia stati soli altre volte, perché rifiutare?-disse alla fine
con l’aria più indifferente che riuscì a simulare, come
se William non rappresentasse e non avesse mai rappresentato niente per lei
- D’accordo, possiamo andare nel roseto-
Buffy uscì dalla cucina e William la seguì subito dopo.
-Ecco, siamo soli- annunciò lei quando entrarono nel roseto
-Hai offerto un gustoso argomento di pettegolezzo alla servitù-
-Se aspetti davvero un bambino, far poco avranno da spettegolare ancora di
più, Allora, è vero oppure no- obiettò William
Buffy rimase in silenzio.
-Non è un giovo per me, Buffy- protestò William esasperato
-Lo spero bene. Come lo chiameresti? Conversazione in giardino? Affatto divertente,
direi-
-Buffy!- esclamò William con tono angosciato -Buffy, devo sapere. Aspetti
un bambino?-
-Si-
-Ne sei sicura?-
-Sicura come è possibile esserlo-
-Mio dio, mi dispiace- mormorò William
Buffy glia andò vicino
-Ti dispiace?-
-Di aver fatto l’amore con te, di averti messo in questa difficile situazione,
di aver reso possibile che uomini come sir Lindsey e i suoi degni amici ti
manchino di rispetto-
-A me non dispiace, William- disse lei guardandolo con tenerezza -Non mi dispiace
di aver fatto l’amore con te. Sono stata felice di farlo, e sono ancore
felice di averlo fatto-
Gli prese il volto fra le mani con estrema gentilezza e gli sorrise affettuosamente
-Ascoltami, William, e tieni bene a mente quello che ti dico. Sono contenta
di quello che abbiamo fatto. Sono infinitamente felice di avere un altro bambino.
Non pretendo che tu sia il mio protettore. Finora ma la sono cavata sempre
da sola-
Con un mesto sorriso, William girò il capo e le premette un bacio sul
palmo della mano.
Buffy ritrasse le dita come se si fosse scottata
-Quanto a sir Lindsey…quel normanno è un arrogante e uno sciocco.
Ma non è colpa tua- gli rivolse un sorriso malizioso
-Conosco un altro giovane cavaliere che non faceva che insultarmi, anche se
in modo diverso-
-Mi rammarico per tutte le avventate e dure accuse che ti ho sempre rivolto.
Sono stato uno stupido arrogante, esattamente come sir Lindsey-
Oh, no William, tu non sei mai stato come quel damerino- protestò lei
-Se lo fossi stato, non avrei...non ti avrei permesso di toccarmi-
-Ma che bel quadretto- dichiarò lady Darla davanti al cancello
Poi avanzò con un sorriso gelido
-Stavo cercando il mio sposo ed eccolo qui. Ma non da solo. William, se volete
darvi convegno con questa sgualdrina, dovreste essere più discreto-
Non stava tenendo nessun convegno- replicò Buffy lanciandole un’occhiata
di sfida
-Scommetto che non conoscete il significato di questa parola-
-Posso immaginarlo-
-William, dite a questa donna di tornare ala sua birreria-
-Ti prego, adesso và-
-Con piacere- replicò Buffy
-Allora andate- incalzò Darla
Buffy si allontanò
-Dico sul serio, Wiliam. Se volete spassarvela con le sgualdrine, preferirei
che on lo faceste così apertamente
Lui non rispose seguendo Buffy con lo sguardo mentre usciva dal roseto quando
fu uscita disse
-Darla, tenete alla vostra vita?-
Lei lo guardò con espressione incredula
-Che cosa?-
Lui la guardò con occhi freddi e cattivi
-Se tenete alla vostra vita, non dovete più chiamare Buffy sgualdrina
o denegarla con altri epiteti del genere. Non dovrete più insultare
lei né il bambino che porta in grembo, oppure, Dio mi è testimone,
avrete di che pentirvi, statene certa-
-Voi…voi siete un barbaro! Come osate minacciarmi e difendere quella…quella
donna?-
-Come a voi sembra giusto continuare a minacciare me e la mia famiglia, perché
io non dovrei minacciare voi?- replicò William con un ghigno sulle
labbra
-Che…che cosa fareste- chiese spaventata
-Non penso che dovreste essere ansiosa di saperlo- rispose lui in tono cinico
Senza replicare, Darla gli voltò le spalle e uscì dal roseto
lasciandolo solo con i suoi pensieri. E con i suoi rimpiantiLottando contro
la fatica di fingere allegria mentre dentro di sé era inquieta e agitata,
Buffy attraversò il cortile e si diresse verso le scuderie, per sellare
il suo cavallo e tornare a casa.
Aspirando l’odore forte della paglia, di cavallo e di cuoio, si avvicinò
allo stallo dove il suo ronzino stava masticando una manciata di avena. Sussurrandogli
parole affettuose, gli fece scorrere la mano sulla groppa e sui fianchi ,
che fremettero sotto le sue carezze. L’animale girò la testa
e la guardò con gli occhi liquidi.
-Anche tu mi guardi come se fossi pazza- gli sussurrò Buffy con una
risatina stanca
-Forse lo sono- Pazza d’amore!- terminò con fare incredulo.
Il cavallo tornò al suo secchio di avena.
Decidendo che poteva aspettare a mettergli i finimenti, dato che non sapeva
quando Ben l’avrebbe raggiunta, ma anche determinata a non andare a
chiamarlo perché ciò avrebbe significato dover ritornare nella
grande sala, Buffy si appoggiò stancamente contro un palo, chiuse gli
occhi e cercò di frenare le lacrime che minacciavano d’inondarle
il viso.
-Buffy?-
Trasalendo, Buffy si girò e vide Liam che la fissava incuriosito.
-Liam!- esclamò con voce inclinata -Anwyl, questa polvere fa venire
la tosse- si affrettò a soggiungere schiarendosi la voce
-Ben è con te?-
-Lui e Tommy stanno ancora aiutando Cordy a disfare i bagagli-
-Le saranno d’intralcio più che d’aiuto, sono sicura- commento
Buffy sospirando
-La loro compagnia fa piacere a Cordy, lo sai-
-E a quei due piace rovistare fra le sue cose-
-Buffy, aspetti davvero un figlio da William?- le chiese Liam andandole vicino
-Penso che dovrò salire sugli spalti e dare l’annuncio, o sarò
perseguitata da questa domanda per tutti i nove mesi dell’attesa-
-Aspetti un bambino?-
-Si, aspetto un bambino, figlio di William. Nascerà verso la fine della
prossima primavera-
-Lui come ha reagito?-
-Come avrebbe dovuto reagire?-
-Non è quello che ti ho chiesti-
-Tu come reagisti quando ti comunicai che aspettavo un figlio da te?-
-Sai che cosa provai. Ero entusiasta –
-Ma non stavi per sposare un’altra donna- gli fece notare Buffy con
gentilezza
-Spero che si comporti da uomo d’onore-
-Stai parlando di William. Ceto che è un uomo d’onore-
Liam la scrutò con gli intensi occhi scuri
-Grazie a Dio lo è-
-Grazie a Dio è un uomo di grande onore- confermò Buffy -E ora,
se era tutto quello che volevi sapere da me…-
-Che cosa pensi di Darla?- le chiese Liam a bruciapelo
--Che importanza ha quello che penso di lei?-
-Non puoi volere che William la sposi-
-Non sta a me deciderlo-
-Lui dovrebbe sposare te-
-Hai parlato di nuovo con Dru- sbuffò Buffy
Liam le prese le mani fra le sue e la guardò negli occhi come se volesse
penetrarle nell’anima
-Voglio che tu mi risponda sinceramente, Buffy. Lo ami?-
-Se porto in grembo suo figlio, devo averlo amato, no?-
-Buffy, ti prego di rispondere seriamente. Io penso che lui ti ami profondamente,
con tutto il sentimento che un uomo può offrire a una donna- disse
Liam con tono impaziente
-Oh! Anche tu sei un veggente come Dru?-
-Sono un uomo innamorato e so riconoscere quando un altro lo è. Ora
devo sapere se tu sei innamorata di lui-
-Non dirmi che sei geloso!- replicò Buffy con una risatina che doveva
essere scherzosa ma che suonò amara
-No, non sono innamorata di lui. Adesso vuoi lasciarmi in pace?-
-Sei gelosa di lady Darla?- insistette Liam
-No-
-Non intendo di lei come donna, ma perché sta per sposare William-
-Se lui la vuole, è giusto che l’abbia-
-Io non credo che la voglia. Non più, almeno. Non dopo aver fatto l’amore
con te-
Buffy abbassò il capo, poi lo sollevò fieramente
-Liam, tu sai che non sono un’amante tento fantastica, e io non sono
così presuntuosa o vanitosa da pensare che dopo aver fatto l’amore
con me Wiliam non possa più provare desiderio per un’altra donna-
Liam la guardò con espressione grave
-La presunzione e la vanità non c’entrano niente. Io penso che
lui ti ami perdutamente-
Questa volta Buffy non potè sostenere lo sguardo di quegli occhi profondi
e indagatori
-Allora dovrà dimenticarmi- disse dopo avere respirato profondamente
-La mia partenza lo aiuterà-
-La tua partenza? Dove hai intenzione di andare?-
-venderò la birreria e mi trasferirò a per stare vicino a Ben
durante l’addestramento per diventare scudiero e poi cavaliere-
-Ma la tua casa è qui-
-Venderò la mia birra dovunque andrò, ne sono sicura. Non piace
forse a tutti, compresi i nobile normanni come si Anthony- cercò di
scherzare Buffy
-La tua vicinanza potrebbe influire negativamente sul comportamento di Ben-
osservò Liam -Perché pensi che abbia deciso di non provvedere
personalmente al suo addestramento? Per evitare che Cordelia lo vizi, troppo,
rendendo vano ogni mio sforzo di forgiarlo per diventare un guerriero. Così
non voglio che corra da te ogni volta che riceverà un rimprovero o
una punizione. Per diventare un uomo, quel bambino deve stare lontano dalla
mamma-
Buffy gli lanciò un’occhiata loquace. Niente l’avrebbe
dissuasa, si rese conto Liam
-Mio figlio si comporterà bene ovunque io sia. Ho deciso Liam. Me ne
andrò-
-Per allontanarti da William. La tua è una fuga, Buffy-
- No. Mi trasferisco perché voglio stare vicino a mio figlio-
-Continui a dire che non ami William. Vuoi convincere me o te stessa? Comunque,
penso che sia inutile. Non ci riseci. La verità, Buffy. Devo sapere.
Ami mio cugino?-
-Lui sposerà Darla. Deve sposare quella donna. William merita una moglie
che gli dia quello che vuole-
-E che cos’è quello che vuole?-
-Vuole semplicemente quello che merita di avere, ossia diventare un uomo potente
e rispettato da tutti. E lo diventerà, se sposerà la donna giusta-
-Sposarsi solo per appagare le proprie ambizioni, e per giunta con una donna
come quella altezzosa normanna, lo renderà molto infelice. Conosco
abbastanza William per saperlo, anche lui sembra ignorarlo. Penso che tu non
lo ami davvero, altrimenti non gli permetteresti di rovinarsi la vita-
-Liam, taci e vattene- gli gridò Buffy esasperata, allontanandosi da
lui, dalle sue imbarazzanti domande e dai suoi occhi indagatori, e r rifugiandosi
in fondo alle scuderie, in un angolo buio e nascosto.
Liam la seguì con piglio determinato. Ma la capiva
-Tu lo ami, lo so!
Buffy si girò e lo guardò in viso
-Quello che provo non ha importanza- ribattè con furia
-Ciò che importa è quello che vuole William. A me basta sapere
che almeno per un momento ha tenuto un poco a me, e che darò alla luce
suo figlio. Adesso non parlarmi più di William, non dire più
una parola su di lui-
Buffy si coprì il viso con le mani e scoppiò in lacrime nonostante
l’orgoglio le avesse imposto di controllarsi. Pianse disperatamente,
con tutta la foga, della sua natura appassionata.
-Calmati, Buffy, calmati- le mormorò Liam prendendola fra le braccia
per consolarla
-Non dirò più niente. Calmati-
Quelle furono le sue parole.
Ma Buffy non vide lo sguardo dei suoi occhi mentre lo diceva
-Ti ripeto Dru, bisogna fare qualcosa!- sentenziò Liam battendo il
pugno sul tavolo.
Aveva accompagnato a casa Tommy ed era rimasto ad aspettare il ristorno che
era andato ad attingere acqua al ruscello.
-Il barone…?-
-Lui sostiene che non dobbiamo intrometterci. Ma non è giusto!-
-Perché dici questo?- domando Dru sollevando il capo dalla lana che
stava filando
-Perché qui due si amano troppo!-
-Se quello che dici fosse vero, William non sposerebbe lady Darla- obiettò
Dru -E buffy non avrebbe certo deciso di andarsene da Craig Fawr-
-Non credo che William sappia cosa Buffy provi per lui, e ei ha deciso di
fare quello che ritiene giusto, anche se ciò la farà soffrire
molto. Anwyl, avrebbe dovuto fare il guerriero,,quella donna! Non ho mai visto
un uomo risoluto quanto lei-
-Sembri sicuro dei sentimenti che quei due nutrono l’uno per l’altro-
osservò Dru mentre smetteva di filare e riponeva il fuso
-Si!-
-Come puoi esserlo? Si sono confidati con te?-
Memore dello sgomento di Buffy, Liam controllò le parole
-Fidati, Dru. Ti basti sapere che sono sicuro. Buffy tiene a William più
di quanto abbia mai tenuto a un altro uomo, me incluso-
-So che deve essere difficile per te riconoscerlo, così sono certa
che non è un’affermazione data alla leggera-
-Infatti- confermò Liam guardando la madre del suo primogenito negli
occhi. Drusilla era una donna intelligente che continuava a rispettare.
Una donna per la quale provava anche un po’ di timore, a causa dei suoi
poteri di veggente.
- Inoltre - proseguì Liam –Credevo che tu saresti stata d’accordo
con me. Hai sempre detto che William avrebbe sposato Buffy, non una normanna-
Dru si raddrizzò e lo guardò negli occhi
-Sei veramente preoccupato per William? Pensi che stia commettendo un grave
sbaglio?- chiese con serietà
-Perché dovrebbe sposarla se non l’ama?-
-Perché glielo ha chiesto prima di capire quali fossero i suoi veri
sentimenti, o chi fosse lei! Perché lady Darla ha minacciato di vendicarsi
se non la sposerà! Perché ha un esagerato senso dell’onore
come tutti i Darcy! E perché è uno stupido pazzo!!-
Liam si passò un mano tra i capelli
-Anche il barone pensa che ci sia qualcosa che non quadra, ma insiste nell’affermare
che non dobbiamo dire niente, che non dobbiamo esporgli i nostri timori. Lui
e lady Joyce vogliono che accogliamo lady Darla a braccia aperte. Ma sono
sicuro che quella tenterà di sedurmi se le cingerò le spalle
con le braccia-
-Sei un essere mostruosamente vanitoso, Liam Darcy-
-Non l’hai vista alla festa, altrimenti sapresti che sono sincero, non
vanitoso- si difese l’uomo.
Dru sorrise. Poi i suoi occhi scuri, che a volte sembravano bui e profondi
come un lago sotto il chiaro di luna, si fecero seri
- C’è un modo per impedire il matrimonio, naturalmente se hai
l’assoluta certezza che William non voglia più quella donna come
moglie-
-Hai avuto la visione. Non sei sicura che abbia in moglie la donna sbagliata?-
-Io so che William si sposerà e sarà felice, e che avrà
dei figli maschi, belli e sani, e una figlia femmina. Non provocare le visoni
a mio piacimento, lo sai, Liam. Vengono quando vogliono. Ma non ho dubbi sulla
veridicità di una di esser. Se sei disposto a fare quello che si deve
fare, nessuno si stupirà se William romperà il fidanzamento
con lady Darla. E non ci sarà pericolo di vendette o rappresaglie.
Capitolo 14
Quando William sentì la mano
posarsi sulla sua bocca, si svegliò di soprassalto. Cercando di sollevarsi,
aprì gli occhi e vide un uomo chino sopra di lui come l’angelo
della morte venuto a portarlo via. Quando si rese conto che si trattava solo
di Liam, emise una sorta di grugnito iroso e colpì con furia il cugino
-Zitto, ragazzo!- gli ordinò Liam in gallese mentre altre due mani
calavano sulle sue spalle
-Se non fiaterai, ritirerò la mano-
William lanciò un occhiataccia a Wesley, che lo teneva fermo. Poi scrutò
i visi degli altri uomini che stavano attorno a lui.
Fu stupito di vedere il padre ai piedi del letto affiancato da Doyle, e sir
Lindsey con i suoi amici normanni radunati dietro di lui. Benché fosse
molto buio, nessuno recava lumi a parte Liam.
Comunque ebbe l’impressione che tutti gli ospiti di sesso maschile presenti
in quei giorni a Craig Fawr fossero presenti l’ nella sua camera. Tutti
tranne sir Anthony. E tutti avevano l’aspetto di chi era stato appena
svegliato. E tutti sembravano in trepidante attesa di qualcosa.
-starai zitto?-
William annuì e Liam gli staccò lentamente la mano dalla bocca.
-Che cosa significa tutto questo?- domandò William sommessamente in
gallese con tono allarmato
-Siamo stati attaccati?-
- No. Vestiti e vieni con noi- gli ordinò perentoriamente Wesley
William ignorò il fratello e si rivolse verso il padre
-Padre, che cosa sta succedendo? Perché tutti questi uomini sono qui?-
-Fa quello che Liam dice, figliolo- rispose stancamente il barone
Colpiti dall’insolito atteggiamento rassegnato del padre e da quella
intrusione notturna, William scese dal letto e infilò le brache.
-Qualcuno è stato ferito?- domandò tornando a voltarsi verso
il padre
-Non ancora, figliolo- rispose il barone con un’espressione così
mesta che William rimase allibito.
Che cosa stava succedendo? Suo padre non aveva mai approvato le ronde di vigilanza
e William non ricordava che di recente fosse stato commesso qualche crimine
che le richiedesse.
Quando fu vestito, Liam gli fece segno di seguirlo verso la porta.
-Adesso non fare rumore perché quello che stiamo per compiere richiede
assoluto silenzio- gli raccomandò Liam in gallese. Poi passò
al francese
-Andiamo, miei signori-
I normanni annuirono e si scambiarono sguardi divertiti.
William impiegò qualche istante per capire che Liam li stava guidando
verso la torre dove si trovava la camere di lady Darla.
-Maledizione, che cosa succede?- tornò a domandare al cugino in gallese
-Non hai mai sentito parlare dalla tradizionale visita dello sposo alla camera
nuziale la sera prima del matrimonio?-
- No. Non esiste una tradizione del genere in Galles, come ben sai- replicò
William sempre più stupito e sospettoso.
-Sto pensando che dovrebbe esserci- replicò Liam con fare ammiccante
-Non sono sicuro di approvare questa barbara usanza gallese- borbottò
sir Lindsey alle loro spalle
-Far visita a mia cugina nella sua camera…-
Liam rise sommessamente
-Vi go detto che in Galles, gli invitati di sesso maschile cercando di dare
un’occhiata al corpo della sposa- spiegò in francese
-Si tratta solo di una sbirciatina per approvarla, Niente di più, naturalmente,
perché i gallesi sono diventati molto più civili grazie agli
insegnamenti dei normanni-
Quelli che stavano dietro non potevano aver visto il guizzo di sarcasmo che
William colse negli occhi del cugino.
-Naturalmente non possiamo chiederle di togliersi i vestiti- proseguì
Liam – Ci limiteremo a gambe e spalle-
-Perché stai raccontando tutte queste mostruose menzogne?- protestò
William in gallese girandosi verso il padre, sperando che il barone ponesse
fine a quella pagliacciata
- Sss, siamo quasi arrivati, Non vorrai svegliarla, eh?- lo ammonì
invece Rupert
- Questo mio cugino non è per niente generoso- si lamentò Liam
rivolgendosi al gruppetto di normanni
-Questo avaraccio non vuole che alcuni possa vedere le grazie della sua promessa
sposa-
Gli uomini che stavano attorno a sir Lindsey ridacchiarono e iniziarono a
parlottare far loro finché arrivarono davanti alla porta della camera
da letto di lady Darla.
-Miei signori, vi prego- li rimproverò sommessamente Liam -Non dobbiamo
fare rumore, altrimenti addio sorpresa
Pillai si fermò, piantandosi le mani sui fianchi. Ne aveva abbastanza
di tutto quel mistero.
-Lia, non so che cosa ci sia sotto o cosa pensi di fare…-
Qualcuno lo prese per le spalle e una mano forte gli copri la bocca
-Fra poco tutto sarà chiaro- sibilò Wesley all’orecchio
del fratello sospingendolo verso la camera.
Senza bussare o annunciarsi, Liam spalancò la porta ed entrò,
seguito dal gruppo di uomini, compresi William e Wesley.
Tutti rimasero esterrefatti di fronte alla vista che si presentò davanti
agli occhi.
Dopo un momento di allibito orrore, Darla lanciò un urlo e il capitano
delle guardie balzò dal letto della dama normanna.
Li avevano sorpresi nel bel mezzo di un appassionato amplesso.
Nonostante gli sforzi di Darla per coprirsi, fu subito chiaro che la pudibonda
fanciulla normanna era nuda come il suo amate.
Wesley lasciò la presa attorno alle spalle del fratello, che stava
in mezzo alla stanza immobile e silenzioso.
Stingendo il lenzuolo sul petto, Darla fissò con occhi sgranati e spaventato
il gruppo di uomini schierati sulla porta. Poi sollevò una mano tremante
e puntò l’indice contro Riley
-MI ha assalita! Mi ha preso con la forza-
Con la tunica in mano, Riley si girò verso la sua amante, guardandola
con espressione atterrita.
-E’ vero- insistette Darla -Se è introdotto in camera mia senza
invito! Mi…mia gettata sul letto e mia ha strappato i vestiti di dosso,
mi ha quasi soffocata mentre faceva il suo comodo. Ho cercato di lottare,
di respingerlo, ma…-
-Darla!- esclamò Riley lasciando cadere la tunica sul pavimento -E’
una bugia! Non vi ho mai costretta con la forza. Io vi amo, voi mi amate.
Voglio sposarvi-
-Sposare voi?- gridò la bella normanna con disgusto -Siete impazzito?
Sposare un capitano delle guardie? Un gallese senza titoli e senza sangue
nobile?-
Avvolgendosi nel lenzuolo, Darla si alzò dal letto.
-Lindsey, tu mi credi vero?- chiesa al cugino con tono implorante -Devi credermi!
Sai che non permetterei mai a questo barbaro di entrare nel mio letto!-
-Darla, dite la verità- la implorò Riley - Sono in uomo d’onore,
dite loro che sono venuto in camera vostra perché voi mi avete invitato-
Darla gli rivolse un sguardo truce
-io vi avrei invitato? Avrei degnato della mia attenzione voi, un semplice
soldato? Tutti sanno che è una menzogna. Non potrei mai amare un uomo
come voi. Mai! Mi avete preso con la forza. Siete un vile, spregevole selvaggio!
Dovreste essere mandato a morte per quello che mi avete fatto!-
-Mandato a morte?!- esclamò Riley sbiancando
-Nessuno verrà mandato a morte- dichiarò il barone dalla soglia
della camera-
-Si, nessuno sarà mandato a morte- confermò sir Lindsey –Temo,
amabile cugina, che la situazione non ti sia favorevole. Dove sono il lividi
e le ferite che dovresti avere sul corpo? La porta non era chiusa con il catenaccio.
Perché non sei scappata? E perché i tuoi vestiti non son sparso
sul pavimento e non sono a brandelli?-
Il viso atteggiato in un’espressione cupamente afflitta, Riley guardò
William, che era sempre immobile, poi fece scorrere gli occhi sugli altri
Darcy.
-Signori, dovete credermi. Non l’ho presa con la forza. Questa sera
sono venuto qui dietro ordine di milady. E non è la prima volta-
-Bugiardo!- gridò Darla gettandosi ai piedi di William -William, quel
bruto mi ha usato violenza! Se mi amate, dovete credermi!-
-Come ha fatto notare sir Lindsey, non vedo segni di violenza su di voi o
su di lui- replicò William bruscamente.
-Voi dovete credermi! Dovete sposarmi!- implorò Darla, visibilmente
disperata
-No, non deve- dichiarò sir Lindsey con tono severo e disgustato
-Mi hai deluso, cugina. Hai disonorato la nostra famiglia. Se fossi in te,
prenderei in considerazione l’idea di ritirarmi in convento-
Darla raddrizzò le spalle e guardò il cugino con occhi colmi
di ira e disprezzo. Poi il suo sguardo altezzoso si spostò sugli altri
uomini presenti
-Così io sono un disonore, mentre l’uomo che devo sposare se
la spassa liberamente con una sgualdrina che gli darà presto un bastardo?-
-Vi avevo detto che se avreste chiamato ancora Buffy sgualdrina ve ne sareste
pentita- disse William con tono pacato e chiaro, fissandola dritto negli occhi
-Io non vi sposo più-
-E nessuno di noi potrà accusare di non aver tenuto fede all’impegno
- sentenziò sir Lindsey –Hai disonorato il tuo nome e la tua
reputazione, Darla- ribadì cupamente
-Non è giusto! Voi uomini p avere tutte le amanti che volete prima
e dopo il matrimonio. Ma una donna non può, o sarà considerata
indegna di rispetto per il resto della sua vita-
-No, non è giusto- confermò il barone –Ma sono le regole
del modo in cui vivete voi normanni. E’ un peccato, milady, che non
siate gallese. Noi potremmo perdonare il vostro errore, ma non la menzogna.
Conosco Riley da molti anni- proseguì il barone con tono duro
-E so che non prenderebbe mai una donna contro la sua volontà, così
come non ucciderebbe mai un bambino. Perciò sono convinto che mentiate
nel sostenere che via ha usato violenza-
Darla si rivolse a William con atteggiamento supplichevole
-Vi prego, William, dovete perdonarmi. Dopo il matrimonio non vi tradirò.
Ve lo giuro solennemente-
-Perdono la vostra debolezza perché anch’io sono stato debole-
Quella prole strapparono a Darla un sorriso di sollievo, che però durò
poco.
-Ma non posso perdonare le vostre bugie e il modo di parlare della donna che
amo-
Darla scoppiò in singhiozzi, ma William non si lasciò intimidire
-Nonostante abbia sottoscritto un contratto, non vi sposerò né
domani né mai. E non parlerò più con voi-
Ciò detto si girò e uscì dalla stanza, mentre il gruppo
di nobile normanni si faceva da parte per lasciarlo passare.
Il barone si volse verso il capitano delle guardie
-Hai tradito la mia fiducia. Va’ a prendere le tue cose e lascia immediatamente
il mio castello-
Il soldato annuì
-Sono desolato per la afflizioni che ho procurato alla vostra famiglia- disse
con sincero rammarico --Addio, barone-
Anche il barone si avviò verso la porta al seguito del nipote e del
figlio maggiore, mentre Darla si accasciava a terra sul pavimento di pietra,
scossa dai singhiozzi. Era profondamente disperata per aver visto crollare
i suoi piani e la speranza di sistemarsi. Avrebbe odiato tutti gli uomini
per il resto della sua vita, giurò a se stessa fra le lacrime.
-Era l’unica cosa da fare, Will- commentò più tardi Liam,
mentre sedava nella camera del cugino.
I due uomini erano soli. Il barone si era recato con sir Lindsey a conferire
con sir Anthony per spiegargli la situazione. Wesley e Doyle si presi l’incarico
di informare lady Joyce e le altre donne della famiglia che l’indomani
non ci sarebbe stata una festa di nozze.
Fermo davanti alla finestra, William sollevò gli occhi al cielo buio
Chissà se lo stava ascoltando?, pensò Liam dubbioso
-Tu e i suoi parenti normanni avevate bisogno della prova che non era la moglie
adatta a te- proseguì comunque
-Come hai scoperto della tresca con Riley?- chiese William senza staccare
gli occhi dal cielo nero.
-E’ stata Dru-
-Ah-
-Mi ha detto quando sarebbe stati insieme, e io ho escogitato il resto-
-Sei stato molto abile. Davvero molto abile. Immagino di dovermi complimentare
con te-
-Non volevo umiliarti, William. Ma la presenza dei testimoni normanni era
necessaria. E Doyle è della famiglia-
-Darla ha ragione, sai. Non è giusto che un uomo possa spassarsela
senza temere conseguenze, mentre a una donna è proibito- osservò
William
-Lady Darla è così fiera del suo sangue normanno che non può
lamentarsi di dover sottostare alle regole normanne-
-Credo che tu abbia ragione-
-Ho ragione. Domani andrai da Buffy?-
William si girò verso il cugino, ma la penombra impedì a Liam
di vedere l’espressione del suo viso
-Perché dovrei andare da Buffy?-
-Per chiederle di diventare tua moglie, idiota. Lei è innamorata di
te-
-No, non è vero-
-Devi essere cieco o completamente stupido per pensarlo-
- No. Mi ha detto lei stessa che non mo ama abbastanza per sposarmi- protestò
William tornando a voltarsi verso la finestra e appoggiarsi stancamente al
davanzale.
-Ti ama tanto che non può più sopportare di vivere qui-
-Che significa?- domandò William aggrottando la fronte
-Significa, stolto che non sei altro, che è così addolorata
di perderti che ha deciso di andarsene, di fuggire da Craig Fawr e da tutto
quello che le ricorda te. Anwyl, non avrei mai pensato di vedere Buffy arrendersi
e abbandonare il campo. Ma per te lo farà-
-Non può farlo per me- replicò William scuotendo il capo e staccandosi
dalla finestra
-Sono sicuro che c’è un altro motivo-
-Dice che vuole stare vicina a Ben-
-Buffy non mente mai-
-Lo so anch’io, ma ciò non significa che non lo farebbe, se fosse
davvero necessario. Santo cielo, William, non capisci? Non ha mai sentito
la necessità di abbandonare Craig Fawr quando la nostra storia è
terminata, e nemmeno dopo la rottura con tutti gli altri uomini che ah avuto
dopo di me-
-Ha detto che vuole stare vicino a Ben, no?- insistette William
Liam si alzò in piedi e si avvicinò al cugino
-Ti sto per confidare una cosa molto intima e personale, William, che m’imbarazza
riconoscere anche con te. Adesso so di essere stato una sorta di premio di
consolazione per Buffy. In realtà, lei ha sempre desiderato te-
-Allora perché non me la ha mai detto?- obiettò William socchiudendo
gli occhi con sospettosa incredulità
-Quando era convinta che non provavi niente per lei? Puoi immaginare una donna
fiera e indipendente come Buffy che faccia una cosa del genere? Avrebbe sicuramente
preferito strapparsi la lingua!-
-Ma dopo che…siamo stati insieme…poteva dirmelo- farfugliò
William
-Sei davvero uno stolto, come i più ambiziosi Darcy, a cominciare dal
mio poco compianto genitore. Credi che una donna che ti ami veramente accetterebbe
di sposarti se fosse convinta che, facendolo, t’impedirebbe di ottenere
gli onori ai quali ambisci?-
-Io non…io non credo-
-E fai ben, perché è la verità!- affermò Liam.
Poi scoppiò a ridere
-Anwyl, di sicuro non penserebbe che sei l’uomo più meraviglioso
che esista sulla terra se ti vedesse in questo momento, ragazzo. Sei esterrefatto
come se avessi scoperto che la neve dovrebbe essere rossa. Se ci pensi bene,
la verità è evidente come il ne’oche fa capolino dalla
scollatura di lady Darla-
Liam fece serio e guadò il cugino con comprensione e solidarietà
-Lei ti ama al punto di fingere di non amarti, convinta di fare il tuo bene-
Poi abbozzò un dei suoi sorrisi sornioni e si avvicinò alla
finestra, sollevando gli occhi verso la luna
-Ma non può ingannare un vecchio volpone come me. Non so che cosa abbiamo
noi uomini Darcy, me sembra che non sappiamo capire una donna ci ama finché
non è troppo tardi. Sarà che siamo troppo modesti e riservati,
eh, William?-
Ma William non lo udì. Era già fuori dalla stanza e stava correndo
via come se il castello fosse in fiamme.
Liam si avviò verso la porta ridacchiando.
-Sarò meglio che vada ad avvertire lady Joyce che domani ci sarà
comunque una festa di nozze-
-Svegliati, Buffy- pregò William
scuotendola gentilmente
Buffy rotolò sulla schiena e socchiuse gli occhi. Il viso di William
sembrava brillante
-Che cosa è successo?- domandò allarmata sollevandosi a sedere
sul letto. Il castello era invaso o qualcuno era morto?, pensò, non
trovando altra spiegazione alla presenza di William nella sua casa a quell’ora,
la notte prima delle nozze
-Niente. Non è successo niente…o tutto- rispose William sommessamente
–Dipende da te. Hai intenzione di continuare a dire che non mi ami?-
-Sei ubriaco?- domandò Buffy stupefatta.
William le sorrise amorevolmente e le prese le mani per aiutarla ad alzarsi
dal letto.
Il freddo contatto delle pietre sotto i piedi fece trasalire Buffy, ma quella
scossa era un’inezia al confronto dell’effetto che la presenza
e le parole di William avevano avuto su di lei.
-Non sono mai stato più sobrio, Buffy- dichiarò William solennemente
-Ti amo! Ho bisogno di te. Voglio sposarti. Ti prego, dimmi che accetterai
di sposare questo stupido pazzo che non aveva capito quello che provava in
fondo al suo cuore-
Incredula, Buffy afferrò il lenzuolo e se l’avvolse attorno alle
spalle
-Ssh! Sveglierai Ben…-
-Non m’importa. Se tu dici che mi ami, non m’importa se sveglierò
l’intero castello, il villaggio o tutto il Galles-
Buffy si infilò le babbucce, poi sospinse William verso la porta
-Non ti ho mai detto che ti amo- bisbigliò, sempre più convinta
che fosse ubriaco.
-Andiamo nella birreria?- domandò William lasciandosi guidare
-Si, nella birreria. Ma abbassa la voce o provocherai uno scandalo!-
Lo sospinse fuori e lo guidò verso la birreria
-Al castello lo scandalo è già scoppiato- annunciò William
mentre apriva la porta e la invitava ad entrare con un cavalleresco inchino
-Quale scandalo? Che lo sposo si è ubicato e sta facendo un baccano
infernale- domandò Buffy mentre armeggiava con la pietra focaia e acciarino
per accendere una candela di midollo e la infilava nell’apposito sostegno
appeso alla parete. Poi si girò verso di lui.
- No. Che la sposa è stata sorpresa a letto con il capitano delle guardie
del castello-
Buffy sgranò gli occhi e spalancò la bocca
-Riley? Riley e Darla?- esclamò incredula. Come poteva essersi abbassata
tanto quell’altezzosa dama normanna?
- Esattamente. O Darla e Riley. Comunque, stavano facendo l’amore. Noi
il abbiamo colti sul fatto. Dico noi perché con me c’erano quel
suo elegante, insolente cugino, i suoi amici normanni, Liam, mio padre, mio
fratello e Doyle. Dopo questo fatto, il matrimonio fra quella donna e me è
fuori discussione-
-E’ fuori discussione?- mormorò Buffy, incapace di credere a
quello che sentiva e al tono allegro con cui William pronunciava quelle parole.
-Si. Come potrei sposarla dopo che mi ha umiliato in quel modo? Quale normanno
si aspetterebbe che accettassi di unirmi a una donna disonorata? Nessuno!
Confesso che ho impiagato qualche tempo per comprendere che dovrei ringraziare
Liam e Dru per la loro interferenza-
-Liam e Dru?-
Ridendo, William prese Buffy per le mani e la obbligò a unirsi a lui
in uno sfrenato girotondo.
-Temo che le tue bellissime orecchie non abbiano ascoltato bene quello che
ho detto, amore mio, vita mia-
Facendosi serio, William si fermò e l’attirò fra le braccia
-Spero che tu possa perdonare la mia stoltezza, Buffy. Sono stato uno stupido
a porre le mie ambizioni al di sopra di tutto. Sono stato un pazzo a cercare
di negare i miei sentimenti nei tuoi confronti, e non capire che senza di
te non sarei mai stato felice-
-Ma Darla…-
-Era una sorta di trofeo per dimostrare che ero più bravo di mio fratello
e di mio cugino. Mi sono reso conto che la volevo solo per questo. Non era
la donna che amavo. Non avrei mai imparato ad amarla come amo te. Come ho
sempre amato te-
-Mi hai sempre amato?-
-Si. Anche se facevo di tutto per ignorarlo, smaniando dietro a donne che
erano l’esatto opposto di te. Prima mi convinsi di amare perdutamente
la moglie di Liam, poi lady Darla-
-E ci riuscisti molto bene, devo dire. Io credevo che le amassi davvero-
-Santo cielo, se quella sera sugli spalti non mi avessi attirato in quell’angolo
buio, avrei continuato a ingannarmi e ora sarei infelice-
Buffy non sembrava convinta
-Se che ti piace fare l’amore con me, e me piace farlo con te, ma questo
non significa amarsi tanto da volersi sposare-
-Lo so- sbuffò William esasperato – Stai dicendo che non mi ami
abbastanza da volermi sposare?-
Poi le stinse forte le mani, fissandola intensamente negli occhi
- Buffy, la verità. Voglio la verità- la implorò
Lei abbassò lo sguardo
-Dovresti sposare una dama di alto lignaggio, William, che possa aiutarti
a raggiungere le posizioni alle qual ambisci, no una birraia che attirerebbe
su di te lo scherno di tutti i normanni-
-Non voglio sposare una dama di alto lignaggio. Io voglio sposare te-
-Una birraia-
-Si. Una birraia. Una bella, coraggiosa, sincera, birraia, che sa sorridere
e sa ridere, e che quando sono con lei mi fa pensare che la vita è
un dono meraviglioso da godere fino in fondo-
-Ma io non posso aiutarti a ottenere gli onori che vuoi. Io sarei…un
intralcio per te-
-Dubiti delle mie capacità di avere successo senza l’aiuto del
titolo o dello conoscenze di una moglie?- protestò William facendosi
offeso
-So che puoi avere successo con o senza l’aiuto di una moglie. Sto parlando
dell’intralcio di una moglie che non è alla tua altezza-
William sorrise teneramente
-Il più grande intralcio sarebbe perderti, Buffy. Adesso lo so. Ti
prego, dimmi che mi sposerai. Poi vedremo quanto lontano riusciremo ad arrivare
insieme-
-Sei sicuro William?- gli chiese Buffy guardandolo negli occhi -i tuoi genitori
cosa diranno?-
Gli occhi di William sfavillarono
-Ti do la mia parola di cavaliere e di Darcy che non sono mai stato sicuro
di niente come sono sicuro che ci daranno la loro benedizione. I miei genitori
ti vogliono molto bene. Penso che mio padre darà immediatamente il
suo consenso-
Il sorriso dolcissimo di Buffy illuminò la stanza
-Allora devo confessarti che ti amo, William. Sono anni che ti amo-
-Ma l’hai nascosto ben, come io ho nascosto i miei sentimenti per te.
Anche meglio di me. Direi- osservò William con un sorriso attirrandola
tra le braccia
-Meglio di te- confermò Buffy con sincerità -Dal momento che
ci stiamo confidando i nostri segreti, riconoscerò che quando venni
a sapere della predizione di Dru su noi due m’infuria moltissimo, perché
temevo che qualcuno avesse scoperto il mio segreto nonostante tutti gli sforzi
che facevo per tenerlo nascosto-
-Devi credermi, io ero convinto che la sola idea ti disgustasse-
-Io pensavo che ti facesse orrore-
Sospirando, William scosse il capo.
-Avrei dovuto capire prima che il tuo comportamento non mi avrebbe indispettito
tanto e non avessi voluto che tu mi amassi-
-Anwyl, con tutte le burle che ti facevo, avresti dovuto odiarmi-
-Buffy, sono cose del passato. Vuoi ricominciare dal principio con me?- la
supplicò William
-Vuoi sposarmi?-
-William…?-
-Dimmi di si, Buffy, e poi baciami, o morirò-
-Oh, William- sussurrò lei con gli occhi colmi di lacrime di felicità
mentre lui si chinava a baciarla con tenerezza
Quando le labbra di William si spostarono sul collo, Buffy lasciò scivolare
a terra il lenzuolo che teneva avvolto attorno alla corpo
-Si, William- mormorò -Si. Lo voglio. Voglio sposarti. Mio dio, come
lo voglio!-
Poi la bocca di William tornò a coprire la sua in un bacio ardente
e appassionato
-Sai che hai un sapore migliore del braggot?- le mormorò William affondale
le mani nella massa di capelli sciolti.
-E tu sai che hai un profumo più dolce del miele?-
-E tu sai che sei la donna più coraggiosa e leggiadre di tutto il Galles?-
Le loro labbra si unirono di nuovo, ponendo fine alle domande. Buffy fece
scivolare un braccio attorno al collo di William e lo strinse di più
a se, come volesse aggrapparsi a lui per l’eternità e non lasciarlo
più andare
-Mamma?-
Buffy e William sobbalzarono e si separarono di colpo volgendosi stupiti verso
Ben, che stava sulla porta dalla birreria e stropicciava gli occhi assonnati.
-Lui che cosa ci fa qui?- chiese il bambino scrutando William con curiosità
e diffidenza.
Capitolo
15
-Ben, ti prego, torna a letto- disse
cercando di mantenere una atteggiamento dignitoso mentre si affrettava a sollevare
il lenzuolo e a ravvolgerselo attorno al corpo.
Ma era troppo tardi. Ormai Ben era completamente sveglio.
-William, che cosa ci fai qui alla birreria?- tornò a chiedere il bambino
–Mamma, perché hai addosso solo quel lenzuolo?-
Con aria meno sicura di sé di quella che aveva qualche istante prima,
William prese per mano Buffy.
-Sono venuto qui per riparare a un gravissimo errore. Domani non sposerò
lady darla- iniziò a spiegare
-Oh- Ben annuì -Allora sei venuto ad ubriacarti?- disse in fine
-No- intervenne Buffy -Come ti è venuta questa idea?-
Ben arrossì -Una volta, al castello, ho sentito parlare alcuni soldati.
Tutto qui-
-Se ti diverti ad ascoltare discorsi che non dovresti ascoltare, sarò
costretta a impedirti di andare al castello- lo ammonì Buffy
Un broncio caparbio apparve sul visetto di Ben prima che il bambino raddrizzasse
le spalle con l’aria di sfida che era tipica di sua madre.
-Allora perché lui è venuto qui?- tornò a chiedere.
- Penso che tu non ricordi con chi stai parlando, Ben- intervenne William
-Non è il modo di rivolgersi a tua madre e alla donna alla quale ho
appena chiesto di diventare mia moglie-
Il bambino spalancò la bocca
-Le voglio molto bene, Ben-
-E io amo William- soggiunse Buffy, guardando l’uomo che le stava accanto
con una tenerezza che celava la passione che bruciava dentro di lei.
-Come suo parente più stretto e come unico uomo della famiglia, spero
che non farai obbiezioni, vero?- chiese William con tono grave.
Ben lo fissò a lungo , poi scosse il capo
-Qualunque uomo è meglio di quel Riley- decretò alla fine compiaciuto
-Ben- lo rimproverò Buffy
-E’ sincero e schietto come lo è la sua mamma- commentò
William ridendo -O com’è sua madre quasi sempre- si corresse
-Vieni qui, figliolo, adesso ti riposto a casa- disse Buffy
-Ti riportiamo a casa- la corresse William prendendolo per una mano e Buffy
per l’altra.
Mentre attraversavano il cortile alla debole luce della candela che Buffy
reggeva, Ben chiese
-Questo vuol dire che andremo ad abitare a Craig Fawr?-
-Se non vuoi, non ci andremo-
-Oh, a me piace stare al castello- esclamò il bambino eccitato -Quando…?-
-Quando ci sposeremo?- lo prevenne William -Stavo pensando che potremmo sposarci
il più presto possibile- rispose, interrogando Buffy con gli occhi
al di sopra della testa del bambino.
-Si, il più presto possibile- confermò lei con un sorriso, mentre
varcavano la porta di casa.
-Ora, però, va’ immediatamente a letto- ordinò al figlio
con tono autoritario, ma lo sguardo che rivolse al bambino era colmo di tenerezza
e di affetto.
Ben si precipitò verso la scala a pioli che portava nel sottotetto
mentre William circondava con un braccio le spalle di Buffy, assaporando il
piacere di sentirla stretta a lui.
Prima di salire, ben si girò e li guardò con espressione preoccupata
-vi sposerete prima che il bambino nasca?-
-Si- rispose William
-Allora lui non sarà…-
-No, non sarà un bastardo, ma un figlio legittimo- spiegò Buffy.
Ben scosse il capo sconsolatamente.
-Poverino- mormorò sparendo nell’ombra
Buffy stava per scoppiare a ridere, ma William glielo impedì catturandole
la bocca con un bacio.
-Non sono mai stato tento felice, Buffy- sospirò
-Nemmeno io. Ma adesso dovresti tornare al castello-
-Perché?- sussurrò William deponendole lievi baci sul collo.
-Perché si chiederanno dove sei finito-
-Liam, che è molto intelligente, immaginerà senza dubbio dove
mi trovo-
-Ben è sveglio-
-No, non sono sveglio- gridò il bambino dall’alto
-Ben, mettili immediatamente a letto- gli ordinò Buffy lanciando un’occhiataccia
a William
-Vedi? E’ meglio che tu vada-
Gli fece scorrere le mani sul petto e sospirò
-Anche se vorrei che restassi-
-Non voglio andare- protestò sommessamente William
-Molto presto non ti permetterò di allontanarti dalla mia vista o dalla
mie mani- disse Buffy on tono malizioso, accarezzandolo con sensualità
e lentezza
-Anwyl, ti seguirò ovunque e ti sedurrò ovunque, a cominciare
dagli spalti-
-Davvero? E’ una promessa?-
-E’ un giuramento solenne, mio nobile cavaliere. Un giuramento che sono
decisa a mantenere-
-Allora dovrò avvertire le sentinelle –
Il mattino seguente di buon ora, dopo una notte trascorsa fra baci e carezze,
ma niente di più perché Ben poteva essere sveglio, Buffy e William
mandarono il bambino stanco ed eccitato ad annunciare la bella notizia al
fratellastro e a Dru.
Nessuno dei due dovette ammettere di apprezzare l’espressione trionfante
della veggente nel venire a scoprire che la sua predizione si era avverata.
Dopo che ebbero consumato un rapido spuntino, Buffy e William si diressero
verso Craig Fawr tenendosi per mano. Gli abitanti del villaggio che erano
gia al lavoro nei campi li guardavano con curiosità, ma i due innamorati
erano troppo presi l’uno dall’altro per accorgersene.
A un tratto William si fermò e attirò Buffy a in un vicolo buio
tra due capanne dal tetto di paglia che sorgevano ai bordi della strada principale
che conduceva al castello
-Che cosa vuoi fare?- gli chiese Buffy con malizia
William la prese tra le braccia e le sorrise
-Non quello che pensi, Buffy, anche se ne sarei tentato- guardandola con desiderio
-Non voglio che Darla ci veda- soggiunse, accennando verso il castello.
Il portone era spalancato e sir Anthony e la figlia stavano partendo frettolosamente.
Sir Anthony aveva l’aria abbattuta, mentre lady Darla era impettita
e altera come sempre.
William e Buffy rimasero nell’ombra finché i normanni non furono
passati.
-posso perdonarla di aver fatto l’amore con Riley perchè ti ha
permesso di rompere il fidanzamento. Ma non posso perdonarla per averlo accusato
di essere stata violentata-
-Nemmeno io- convenne William
-E’ un peccato che Riley debba andarsene. Non penso che ti avrebbe colpito
alle spalle e avrebbe fatto l’amore con Darla se lei non lo avesse incoraggiato-
-Sono di nuovo d’accordo con te, ma Riley ha commesso un grave errore,
perché lei era già promessa a un altro. Ha tradito la nostra
fiducia. Se mio padre gli avesse permesso di rimanere, qualcuno avrebbe giudicato
la sua indulgenza un segno di debolezza. Non poteva permetterselo-
-Non riesco a immaginare che qualcuno possa giudicare deboli voi Darcy-
-Se sapessero che ci comportiamo quando siamo innamorati, potrebbero pensare
che siamo anche stupidi-
-Siete solo uomini, dopotutto- disse Buffy comprensiva
-Che significa?-
Buffy ridacchiò contro di lui
-Non ho intenzione di spiegartelo- alzò gli occhi maliziosa –Chiedilo
a Dru-
-Oh, no!- esclamò William fingendo di essere terrorizzato -Non chiederò
niente a Dru e spero che lei non mi dirà più niente. Non voglio
sapere altro, a parte quello che posso immaginare ossia che sarò infinitamente
felice con la mia bisbetica mogliettina-
-Bisbetica?!- esclamò Buffy respingendolo con forza
William ammiccò -Irriverente? Impertinente?-
Allungò una mano e l’attirò a se mentre le mormorava all’orecchio
-Coraggiosa? Decisa? Indipendente? Meravigliosa?-
Qualcuno tossicchiò, ponendo fino alle loro effusioni e obbligandogli
a separarsi.
-Anwyl, che comportamento immorale e dissoluto è questo?- sentenziò
Liam con tono burbero, ma nei suoi occhi balenò una luce divertita.
-Non avete un letto dove andare?-
-E’ mattina- ribattè Buffy -Che cosa fai in piedi così
presto?- gli chiese, tra lo stupito e il perplesso.
-Volevo dire addio alla leggiadra lady Darla e assicurarmi che non portasse
via l’argenteria. Ero anche curioso di sapere dove fosse andato William
ieri sera, così…-
-Lo sapevi perfettamente- bofonchiò William in tono contrariato, ma
senza riuscire a dissimulare la grande felicità che provava e che gli
faceva brillare gli occhi.
-Lo sospettavo- lo corresse Liam con tono gioviale -E vedo che non mi sbagliavo.
Ti consiglio di ritornare al castello, ragazzo. Tuo padre ti sta aspettando
con ansia-
-Quante volte dovrò ancora ripeterti di smetterla di chiamami ragazzo?-
-Forse quando sarai sposato- Liam abbozzò uno dei suoi sorrisi furbeschi
-Ragazzo-
-Basta- sbuffò William staccandosi dal fianco di Buffy e avanzando
a pugni serrati verso il cugino
-Difenditi, Liam, mentre ti dimostro che sono un uomo, un vero uomo-
-Oh, non fare l’idiota- protestò Liam -Stavo solo scherzando
e…-
Evitò appena il pungo di William prima di piegarsi in posizione di
difesa
-Anwyl, fai sul serio-
-Penso che vi stiate comportando entrambi come due bambini- dichiarò
Buffy con le mani sui fianchi con un grosso sorriso indulgente sulle labbra.
-Questo è il ringraziamento per averti salvato dagli artigli di quella
strega normanna, cugino?- domandò Liam
-Questa è la rivincita per tanti anni di beffe e di dileggi- rispose
William
-Buffy ti prendeva in giro più di me-
-Ma non sto per sposare te-
Nel frattempo, molti abitanti del villaggio erano sopraggiunti per vedere
che cosa stava succedendo. Appena si accorsero che erano i due giovani Darcy
che si sfidavano alla lotta, si scambiarono occhiate divertite.
Quando William si scagliò contro Liam afferrandolo per le gambe e atterrandolo
con un colpo secco, dalla piccola folla si levarono escavazioni eccitate.
-Tu…tu…- bofonchiò Liam lottando per liberarsi dalla presa
del cugino che incombeva sopra di lui.
-Ragazzo? E’ stato un ragazzo a buttarti a terra?- lo burlò William
tenendolo fremo.
-Papà!- chiamarono all’uniscono due voci squillanti in allarme.
Buffy si girò e vide Tommy e Ben che accorrevano verso i due contendenti.
-Va tutto bene, figlioli.- li rassicurò Liam ansimando – Ci stiamo
solo divertendo un po’-
-Vincerai papà- esclamò Tommy ammiccando al padre.
-Grazie, figliolo-
-Ma perché vistate picchiando? E’ per te, mamma?- domandò
Ben, più perspicace del fratello, mentre i due uomini, avvinghiati
l’uno all’altro, rotolavano nella polvere
-No- rispose Buffy senza staccare gli occhi dai due contendenti, che si comportavano
veramente come due bambini.
Fu tentata di mettersi tra loro, ma poi rinunciò.
-Il vostro papà ha preso in giro il suo fratellastro per troppo tempo
e adesso guardate che cosa succede- disse lanciando uno sguardo furtivo a
tommy. Infatti William stava decisamente avendo la meglio sul cugino.
Anche Liam dovette rendersene conto
-Mi arrendo. Santi nubi, mi arrendo prima che tu mi sacchi il naso!-
-Non mi chiamerai più ragazzo?- domandò William con aria di
trionfo.
- D’accordo, non ti chiamerò più ragazzo- borbottò
Liam cupamente.
William si alzò in piedi -Bene-
-Potrei chiamarti con appellativi peggiori- sbuffò Liam alzandosi a
sua volta.
-Non puoi chiamarlo Bastardo- osservò ben solennemente.
Liam fissò il figlio minore, e poi scoppiò a ridere
-No, non posso-
Si avvicinò ai due bambini e li prese per le spalle, attirandoli a
sé
-E William aveva ragione a essere arrabbiato. L’ho canzonato un po’
troppo, e per troppo tempo. Adesso devo pagare il prezzo-
Liam abbassò gli occhi sui suoi vestiti in disordine.
- Cordelia mi metterà in castigo per lo stato in cui mi trovo, ma è
solo quello che mi merito. Dovrò trovare il modo di farmi perdonare
anche da lei-
-Adesso venite tutti e due al castello- ordinò Liam raddrizzandosi
-Il barone vi sta veramente aspettando-
Buffy era stata innumerevoli volte
nella sala grande di Craig Fawr, ma non si era mai sentita tanto nervosa e
imbarazzata come quel mattino, quando varcò la soglia del castello.
Oltre ai soliti vassalli, fittavoli e servitori, al barone, a lady Joyce,
a Wesley e alla moglie Fred, a Doyle con la sua sposa, c’era anche Cordelia,
la bella moglie di Liam.
Dietro Buffy veniva William, inzaccherato e impolverato al pari di Liam, il
quale chiudeva il gruppetto tenendo per mano i due figli.
Avrebbe dovuto indossare l’abito rosso, pensò Buffy con rammarico.
Era la prima volta che si preoccupava del suo aspetto.
Il vestito di lana azzurra era comodo e pulito, ma non adatto alla sposa di
un nobile cavaliere.
Comunque, Buffy dubitava che si sarebbe mai comportata come doveva comportarsi
la moglie di un cavaliere.
-Guarda mio padre- le sussurrò William all’orecchio mettendosi
al suo fianco e stringendole la mano per infonderle conforto e coraggio.
Buffy rivolse lo sguardo verso il barone e si rese conto che Rupert Darcy
faceva un grande sforzo per stare serio. Ma con ben scarsi risultati.
Quando vide che le sorrideva, lei si tranquillizzò.
Al fianco del marito, anche lady Joyce era distesa e sorridente.
Quell’accoglienza calda e affettuosa rassicurò Buffy. In quel
momento, ebbe la certezza che tutto sarebbe andato bene.
Stava per sposare l’uomo che amava e nessuno si sarebbe opposto alla
loro unione.
-Buongiorno, Buffy, William, Liam- esordì il barone, scrutando il gruppetto
che vaniva verso di loro
-Che cosa avete combinato, ragazzi?- chiese incuriosito
-Vostro figlio mi ha sfidato alla lotta. E devo dire che gliene sono grato-
ripose Liam
-Sembra che tu abbia avuto la peggio, marito mio- notò Cordelia, squadrandolo
con occhi severi.
-ah, si. Era più arrabbiato di me. Che possibilità avevo di
sopraffarlo?- si giustificò Liam con tono seducente, rivolgendo alla
moglie uno dei suoi irresistibili sorrisi.
A Cordelia non restò che perdonarlo, come faceva sempre.
-E lui non chiamerà più ragazzo il mio futuro marito- dichiarò
Buffy, sorridendo maliziosamente al barone prima di soggiungere
-Anche voi non dovreste più chiamarlo così, milord. Io posso
garantire della sua maturità…e della sua virilità-
-Buffy!-protestò William diventando paonazzo.
Lei non si scompose, proseguendo imperterrita, ansiosa di dar voce alla gioia
che provava
-Barone, devo riconoscere che Drusilla aveva ragione. Sposerò vostro
figlio- trasse un profondo respiro di scherzosa rassegnazione.
-Mi duole dover chiedere scusa a quella saccente per non averle creduto, ma
sono ben contenta di fare questo sacrificio-
-Padre- iniziò a dire William ma s’interruppe quando il barone
corse ad abbracciare Buffy e la baciò sulle guance.
-Grazie al cielo, che sollievo!- esclamò Rupert allegramente.
Poi si rivolse al figlio con un largo sorriso compiaciuto.
-Sono contento che tu sia rinsavito, figliolo. Quella creatura normanna ti
avrebbe comandato a bacchetta-
-Non nego di aver impiegato molto tempo a capire che cosa realmente volessi-
riconobbe William prendendo la mano di Buffy -E di che cosa avessi bisogno-
Sua madre si fece avanti con l’abituale grazia composta. Guardò
William con occhi che sfavillavano di soddisfazione e di intima gioia. Era
contenta di quello che aveva fatto, pensò lui sollevato.
-Benvenuta nella nostra famiglia, Buffy- esordì lady Joyce -So che
farai felice mio figlio, e che lui renderà te felice-
Anche le altra donne della famiglia Darcy corsero a presentare i loro auguri
e a esprimere le loro felicitazioni alla coppia, seguite dai vassalli, dai
fittavoli e dalla servitù, tanto che alla fine Buffy e William erano
senza voce per tutti i ringraziamenti che avevano dovuto pronunciare.
-Joyce!!-chiamò improvvisamente il barone per farsi sentire al di sopra
del chiacchierio generale
-Dovevi preparare una festa di nozze per oggi, te ne rammenti?-
-Si, amore mio- rispose lady Joyce con la sua abituale calma dall’altro
capo della sala.
-Non vedo perché non debba aver luogo- dichiarò il barone
-Ne, nemmeno io, mio adorato-
E così fu che sir William Darcy sposò la birraia Buffy, che
fin dall’infanzia lo aveva canzonato senza pietà e lo aveva amato
perdutamente.
Dopo il matrimonio, i due sposi si amarono con tanta devozione e con tanta
passione che presto Ben ebbe altri quattro fratellastri che, una volta cresciuti,
diventarono come lui guerrieri e una sorella, che fu famose non solo per la
sua bellezza, ma anche per il suo spirito vivace e indomito, simile a quello
di sua madre.
Quanto a William, ottenne gli onori e i riconoscimenti che aveva sempre desiderato
raggiungere. Era anche di più. Divenne famoso in tutto il paese per
la sua saggezza e il suo onore, tanto che nessun consiglio del re si considerava
completo senza la sua presenza.
O senza la buona birra di sua moglie.
Fine
Fine
Feedback:
manu_mind@hotmail.it