Subject: AU (tutti umani)
Warnings for:
no.
Rating: NC17 pesante
Genere: Romance, Angst.
Lunghezza: 27 capitoli
Summary:
Buffy Summers ha avuto una cotta per Spike Giles da quando lei si è trasferita in città. Comunque Spike non le ha mai dato credito quando erano a scuola insieme. Quando Buffy comincia a lavorare con Spike al Magic Box, si forma un tentativo di amicizia. I due si avvicinano finché…
Link dove trovare la ff in originale: http://www.spikeluver.com/SpuffyRealm/viewstory.php?sid=4658&i=1

Forgive me father, for I have sinned

Prologo


“Giles, sono incinta.”
Le parole erano uscite dalla bocca di Buffy prima che lei avesse avuto la possibilità di rifletterci su, lasciando uno Giles sbigottito nella loro scia. Lentamente, si tolse gli occhiali e cominciò a pulire vigorosamente le lenti. “Buffy…Sono spaventato di doverti chiedere questo…”
“Si…è suo, Giles.”
“Lo sa?”
“No,” replicò con voce risoluta. “E non deve saperlo.”
“E’ anche suo figlio,” disse piano. “E’ giusto che lui lo sappia.”
“Gli parlerò, solo non ora. Adesso, il bambino è nel mio corpo. Non ha bisogno di preoccuparsi di questo. Ho pensato solo di dover dirlo a lei che sta per diventare nonno,” disse Buffy con l’incertezza che traspariva dal suo tono.
“Apprezzo il pensiero, ma non pensi che se lo immaginerà quando comincerà a mostrarsi?” chiese Giles, guardando in basso imbarazzato.
“Questa è l’altra ragione per cui sono qui. Mi dimetto.”
“Buffy, hai lavorato al Magic Box per più di due anni,” disse Giles scioccato. “tu hai un bambino sulla tua strada- non posso lasciarti dare le dimissioni.”
“Ho un altro lavoro in programma, Giles. Io…io solo non posso lavorare qui con lui che viene a ogni ora. Lui non mi ama, ed è già troppo duro così,” mormorò, incapace di incontrare lo sguardo dell’uomo più vecchio mentre guardava in giro, sentendo le lacrime bruciare negli occhi.
“Posso sistemare i turni, così tu non dovrai lavorare allo stesso ritmo di prima. So che è difficile affrontarlo a volte, ma-“
“Giles, lui ha una nuova vita adesso,” mormorò, guardandosi le mani. “Non ha bisogno di me in essa.”
“Non è la verità, e lo sai anche tu. Lui tiene ancora a te ovviamente-“
Buffy sospirò. “A qualche estensione, si. Lo so. So anche che non mi guarderebbe mai di nuovo. Ha un nuovo lavoro adesso e so che ha intenzione di lavorare ancora qui per il turno di notte. Alla fine di tutto, la cosa migliore è darci un taglio. La cosa migliore che posso fare a questo punto, in ogni modo. Ho solo bisogno di andare via da qui, e questo non ha niente a che fare con lei. Amo questo lavoro, ma non posso… solo non posso stare qui ancora.”
Pronta ad andarsene, si fermò quando sentì Giles porre piano una domanda. “Lo ami ancora?”
Buffy si girò ad affrontarlo con le lacrime negli occhi. “Non ho mai smesso.”

Capitolo 1 - vecchie cotte

[N.d.t. - Dunque, qui la cosa è un po’ complicata, io non avevo capito molto bene a una prima lettura, così ho chiesto spiegazioni ad Ashlee. Nel prologo Buffy ha 20 anni. Nel primo capitolo ne ha 18 ,fa l’ultimo anno di liceo, ed è quando comincia a lavorare al negozio di Giles, nel primo capitolo ricorda quando ha visto per la prima volta Spike (lei aveva 16-17 anni ed era al secondo anno mentre lui era all’ultimo).]

2 anni prima (Buffy ha 18 anni – N.d.t.)


Spolverando le mensole al Magic Box al suo primo giorno di lavoro, Buffy percorse lentamente l’interno del negozio. Sua madre le stava dicendo da più di sei mesi che una ragazza del liceo avrebbe dovuto avere qualche responsabilità. Mentre i risultati di Buffy dimostravano la sua irresponsabilità. Joyce le aveva sospeso la mancia, forzando Buffy a trovare lavoro al negozio del signor Giles per il suo ultimo semestre. Buffy non era così eccitata. Sapeva che poteva essere peggio- erano solo alcune ore dopo scuola e un turno di sabato – c’erano cose definitivamente peggiori. In ogni modo, aveva immaginato che il suo ultimo anno al liceo dovesse essere il più possibile divertente e libero da preoccupazioni. Le preoccupazioni dovevano venire per il college.
Dando un colpo violento alla polvere restante sulla mensola, Buffy si girò verso l’entrata del negozio quando sentì il suono della campanella. Guardando oltre lo scaffale, vide Spike Giles oltrepassare la porta. Spike era stato uno studente dell’ultimo anno quando lei si era trasferita da Los Angeles a metà del suo secondo anno. Da quando Buffy lo aveva conosciuto – o aveva saputo della sua esistenza- Spike aveva sempre avuto la reputazione di un donnaiolo. Cosa che faceva aumentare la frustrazione di Buffy – lui non l’aveva mai guardata una volta, creando in lei un cero risentimento. Buffy realizzò che probabilmente era stata una cosa buona che lui non sentisse niente per lei- non voleva davvero avere una storia che poi li avrebbe lasciati con l’amaro in bocca. Ma questo non aveva comunque potuto darle delle armi per difendersi da lui, se lui avesse voluto, conto ogni aspettativa, gettare un’occhiata verso di lei.
C’era solo qualcosa di lui che sembrava catturarla. Non si era mai sentita in grado di parlargli quando gli era vicino.
Ma questo era circa due anni fa, pensò. ‘Forse hai sviluppato spina dorsale da allora, Summers.’ Aveva sentito il rossore salirle alle guance quando Spike aveva guardato verso di lei e poi aveva continuato a parlare con suo padre, come se non l’avesse mai vista. Forse era davvero così. ‘Inoltre, lui era il primo della classe che non ti avrebbe mai sorriso. Non perderti per lui, adesso’
Buffy sospirò, scendendo lentamente la scala- cosa non facile dato che aveva deciso di indossare una minigonna grigia con strisce rosa brillante, una canottiera corta. Raggiungendo il pavimento, si girò e face la strada nel retro ad aiutare la sua amica per l’inventario.
Willow era la sola ragione per cui Buffy aveva un lavoro decente e non stava friggendo hamburger al Dublemeat Place. Aveva messo una buona parola per lei al signor Giles, dandole così il lavoro.
Camminando tra gli articoli. Vide la vivace rossa seduta per terra, circondata da carte e scatoloni. “Hey, Wills. Che stai facendo?”
“Provando a mettere a posto questi documenti. La compagnia di trasporto ci ha dato il doppio dell’ordine degli occhi di tritone ha lasciato fuori le sfere di cristallo.” Buffy alzò un sopraciglio verso l’amica mentre Willow continuava, “Lo so, lo so. Le sfere di cristallo non sono esattamente il tipo di articoli che vendiamo, ma fanno gola a un sacco di principianti. In ogni modo, come sta andando il tuo primo giorno?”
“Così e così. Niente di faticoso o stancante, solo scopare e spolverare. Ovviamente, niente che non possa fare. Giles ha detto che mi mostrerà come funziona la cassa domani.”
“E’ grande! E’ veramente facile, anche. Così, nessun personaggio eccitante là fuori?”
“No,” disse Buffy, sedendosi su una cassa vicina, “E’ venuto solo il figlio di Giles. E non mi ha guardato due volte. Che altro?” mormorò. Guardandosi le dita per sfuggire allo sguardo della sua amica.
Willow fremette al tono triste della sua amica. “Buffy, non preoccuparti. Sei una persona completamente diversa rispetto a due anni fa. probabilmente non ti ha neppure riconosciuto, con i capelli biondi e i vestiti attillati.”
“Grazie, Will. Sai come rallegrarmi,” replicò con un mezzo sorriso.
“Oh, sai cosa intendo. E’ solo che sembri diversa in questi giorni, e hey, hai diciotto anni adesso. Almeno non sei più così innamorata.”
Buffy rise con la sua amica. “SI, suppongo. Infatti, lui non è cambiato molto, e penso che sia lo stesso tipo di ragazzo ‘usale e lasciale’ di una volta. Non ho bisogno di stare con qualcuno così…giusto?”
“Assolutamente,” annuì Willow con un fermo cenno.
“Ma lui è sempre così bello!” esclamò Buffy, con la testa tra le mani. “E infuriato,” mormorò.
Willow sorrise. “Troverai un bravo ragazzo, Buff.”
“facile dirlo per te,” disse, i suoi occhi incontrarono lo sguardo dell’amica. “TU hai trovato Oz. Penso che lui sia un fiore tra l’immondizia.”
“Lo è, ma non è il tuo tipo.”
“Si, lo so. Stavo facendo la depresse. Voglio dire, guardami, ho diciotto anni, e non ho mai avuto un ragazzo serio.”
“C’è sempre Xander,” offrì Willow tentando di aiutare.
Buffy lanciò un’ occhiataccia nella sua direzione. “Wills, sai che Xand è un amico, e questo è tutto. Non c’è niente di romantico tra noi.”
“Come fai a saperlo, se non avete mai provato? Lui verrà a trovarci dopo il lavoro – forse dovresti vedere se vuole andare a vedere un film o qualcosa.”
“Willow, non stai provando a giocare al sensale di matrimoni, vero?” chiese con un’occhiata accusatoria.
“Io?” chiese con falsa innocenza. “Certo che no.”
Buffy gettò un’occhiata alla stanza mentre pensava alle potenziali conseguenze di ciò che aveva appena detto Willow. Lentamente i suoi occhi cadevano sullo scaffale mentre lei sospirava. “Che diavolo, non è come se lo dovessi sposare. Suppongo di non aver mai dato una minima chance a Xand.”
“E’ fantastico!” esclamò Willow prima di tornare al suo inventario.”Gli piaci da quando avete fatto il campeggio estivo insieme.”
“E’ stato più di sue anni fa. Non posso credere che mi stia ancora morendo dietro!”
“Scusa. E’ solo che aveva il cuore talmente spezzato.”
“Okay, forse non gli chiederò di uscire,” replicò Buffy con un sospiro. “Non voglio dargli l’idea che mi piaccia o cos’altro.”
“Buffy, solo fallo. Vai come amica e vedi se può funzionare in qualche modo.”
“Ma questa è la cosa- non voglio seguirlo da qualche parte-“
“Affrontalo,” Willow si mise in faccia la sua espressione più risoluta.
“Giusto. Giusto,” riconsiderò Buffy. “E’ meglio che andarsene in giro, provando pietà per me stessa.”
“Si! Lui sarà qui in ogni momento. Vai là e chiedigli quando poterete uscire,” disse Willow, gesticolando verso la porta.
Buffy sospirò e annuì. ‘Bene, al massimo posso divertirmi con un amico stasera. E mentre sto aspettando, nessuno può dirmi di non ammirare l’uomo focoso che sta parlando a suo padre ‘ pensò Buffy con un sorriso mentre usciva dalla stanza. Nemmeno se lui fosse un idiota di prima qualità avrebbe distolto lo sguardo.


Capitolo 2 - controllo della realtà


Buffy uscì dal retro e diede un’ occhiata al negozio. Spike era in un posto che lei non poteva vedere. Sentendo dei suoni concitati venire dal negozio, arrivò a al vetro della finestrella – volendo avere un qualche motivo per trovarsi lì. Camminando oltre gli scaffali che dividevano il negozio in parti, vide Giles maneggiare qualche oggetto tra i più pesanti. I suoi occhi si spalancarono quando vide Spike appoggiarli su una mensola vicino alla porta, mentre Giles glieli passava.
“Ah, Buffy,” disse Giles con un sorriso. “Ti stai ambientando bene, spero?”
“Si, e grazie di nuovo per avermi lasciato lavorare qui.”
“Figurati. Willow era convinta che tu andassi bene e questo è stato abbastanza per me. Oh, hai incontrato mio figlio, William?” chiese, gesticolando verso il biondo ossigenato sulla soglia.
Prima che Buffy potesse rispondere, sentì un ringhio mentre Spike sollevava l’ultimo oggetto sulla mensola superiore.
“E’ Spike!” disse mentre saltava sul pavimento e gettava un’occhiata a Buffy. “Ti conosco?”
“Andavamo nella stessa scuola,” disse, tenendo un’espressione indifferente.
Spike strinse gli occhi e inclinò la testa come se questo potesse aiutarlo a riportarla alla memoria. “Sei giovane. Immagino sia per questo che non ti ricordo.”
Buffy sentì il risentimento scorrerle attraverso alle sue parole insensibili. Osservò Giles fare la strada verso il retro del negozio prime di rispondere, “Si, ero del secondo anno quando tu facevi l’ultimo. Mi ero trasferita qui qualche mese prima,” disse, sentendo il coraggio tornarle. “Onestamente, non mi aspetto davvero che ti ricordi di me, considerando che eri molto occupato a portarti a letto al metà della popolazione femminile dell’ultimo anno.”
L’espressione di Spike cambiò velocemente dal disinteresse all’ammirazione mentre la fissava negli occhi.
Buffy vide il principio di un ghigno sulla sua faccia prima che la porta fosse aperta dietro di lui. Dando a Xander un sorriso grato quando entrò nel negozio, oltrepassò felicemente Spike, ignorandolo mentre riceveva l’altro ragazzo. “Ciao, Xand!” disse, regalandogli un sorriso quando vide Spike fissare in cagnesco Xander. Hey, mi stavo chiedendo se volevi andare a vedere un film stasera?”
“Sicuro, Buffster. Viene anche Willow?”
“No, solo tu ed io.”
Buffy dovette trattenersi dal saltare su e giù all’occhiata di gelosia sulla faccia di Spike. ‘tu non vuoi lui, Buffy’ disse una voce dentro di lei. Ma era abbastanza bello notare il cambiamento.
“Suona grande, Buff. A che ora andiamo?”
Buffy aprì la bocca per rispondere, fermandosi quando sentì la voce di Giles chiamarla dall’altra parte del negozio.
“Buffy, puoi andare avanti e prenderti il resto del giorno libero.”
“Grazie, Giles!” disse grata prima di girarsi verso Xander. “Solo lasciami andare a cambiare, poi possiamo uscire, okay?”
“Okay, sarò qui.”
Buffy fece la strada per il retro del negozio, sentendo il cigolio della porta chiudersi mentre entrava. Nell’ufficio prese il cappotto dal gancio proprio mentre Spike entrava, chiudendo la porta. Provando a camminargli intorno, lo guardò finalmente in faccia quando lui stette dove era, appoggiandosi casualmente alla porta e incrociando le braccia sul petto.
“Scusami,” disse Buffy con la maggior gentilezza che poté mostrare. Quando tutto ciò che Spike fece fu alzare un sopraciglio e sorridere, incrociò pure lei le braccia sul petto. “Non hai una scaletta da mettere via o da fare qualcosa d’altro?”
Un lento sorriso apparve sulle labbra di Spike mentre la guardava dalla punta dei capelli alle dita dei piedi. “Sta bene dove è, amore.”
“E dove è? Fuori dalla porta?”
“In realtà-“
“E’ grande. Se mi lasciassi uscire, avrei un appuntamento.”
Il sorriso di Spike cadde mentre guardava la ragazza di fronte a lui. “Cosa? Con il cucciolo là fuori? Si, ti divertirai un casino con lui, passerotto.”
“Non te l’ho chiesto,” replicò, provando a non mostrare come la sua presenza influisse su di lei.
“Così, se stai uscendo per un appuntamento con lui, che facciamo noi?” chiese lui.
“C’è un noi?” chiese Buffy, sembrando scioccata. “Non sapevi nemmeno il mio nome fino a cinque minuti fa, e adesso c’è un noi?”
“Non ancora,” disse Spike con un ghigno. “Ma spero potremmo vedere dove ci porta questa sera.”
Provando a controllare i brividi che correvano attraverso di lei alle sue parole, Buffy raddrizzò la schiena quando i ricordi della reputazione di lui tornarono con tutta la loro forza. Realizzando che lui probabilmente non aveva mai sentito la parola no in tutta la sua vita, sorrise. Buffy Summers era proprio la persona giusta di cui aveva bisogno per dargli un reale ostacolo.
“Grazie, ma no grazie. Ho già dei progetti,” disse spingendolo indietro. “E oltretutto,” continuò, girandogli intorno e oltrepassando la porta mentre parlava. “Tu non sei davvero il mio tipo.” Spike stette in piedi dov’era mentre lei gli mandava un sorriso dolce prima di andarsene, le brillarono le labbra mentre si muoveva. “Piacere di averti incontrato, William.”
Fissandola, mentre incontrava il suo ‘appuntamento’ sul davanti del negozio, i suoi occhi si strinsero mentre lei salutava Giles trascinando il ragazzo fuori. Non guardando mai una volta verso Spike. Guardando la porta chiudersi dietro di lei, finalmente fece un sorriso che gli increspò le labbra. “Così, la ragazza vuole giocare? Farebbe meglio a essere pronta per il gioco”

Capitolo 3 - ricominciando


Buffy e Xander fecero la loro strada attraverso i seggiolini del cinema. D’accordo, si sedettero nei posti davanti per vedere bene lo schermo. Dopo alcuni minuti, Buffy sentì il braccio di Xander andare posizionarsi dietro il suo sedile e restarci. Provando a combattere la reazione automatica del suo corpo a un contatto più intimo, si sforzò di rilassarsi mentre guardava l’inizio del film. Dopo alcuni minuti, si trovò a strizzare gli occhi quando un lampo di luce venne puntato nella sua direzione.
“Sei Buffy Summers?” chiese il buttafuori. Al cenno di Buffy, continuò, “Sei richiesta all’ingresso.”
Il ragazzo si girò e se ne andò, lasciandosi dietro una Buffy perplessa.
“Vuoi che venga con te, Buff?” mormorò Xander.
“No,” disse, scotendo la testa. “Tornerò presto, credo.”
Facendo la strada per uscire dal teatro, verso l’ingresso, restò senza fiato quando una mano sbucò dal nulla, prendendola e spingendola in un corridoio scuro. Prima che avesse una possibilità di gridare, una mano le tappò la bocca.
“Sono solo io, Riccioli d’Oro,” disse una voce familiare, la sua mano restò dove era per un lungo momento ancora prima di lasciarla andare.
Buffy fece un grande respiro per prendere aria mentre tentava di rallentare il suo battito cardiaco. “Sai, avresti anche potuto aspettare fuori in una zona più illuminata e non nasconderti in un corridoio nel quale le ombre sembrano strane creature della notte.”
Spike sorrise alla sua descrizione. “Non mi stavo nascondendo, stavo aspettando.”
“E la differenza è…?”
“Non è importante,” disse dissimulando, movendo al ano.
“Allora perché stavi progettando il mio rapimento?”
“Volevo solo farti una domanda.”
“Okay…”
“Vieni al Bronze con me stasera.”
“Questa non è una domanda- è un ordine, e non posso credere nemmeno che tu sia qui! Sono qui con un altro ragazzo!” sibilò, guardandosi intorno come se si aspettasse che Xander apparisse dietro di lei in ogni momento.
“Quella checca non sa di essere con una ragazza come te,” disse, guardandola in alto e in basso e andandole più vicino.
“E che tipo di ragazza dovrei essere, Spike?” chiese, incrociando rabbiosamente le braccia sul petto.
“Il tipo che ha bisogno di un grande, forte uomo che badi a lei,” disse con un sorriso.
Cosa sbagliata da dire.

“Si, è davvero brutto che non ce ne sia uno così qui intorno,” replicò Buffy, girandosi per tornare al film. Fermandosi quando sentì la mano di Spike sul suo braccio, si girò a guardarlo- contro ogni suo miglio giuramento.
“Cosa riguardo a domani?” chiese lui.
Buffy sentì il suo cuore fluttuare a quella richiesta, ma mise un’espressione indifferente sulla faccia. “No.”
Spike sembrò essere preso alla sprovvista alla sua risposta mentre lei si liberava dalla sua presa e tornava nel cinema.
“Sai, “ le gridò, “Che più tu resisti, più io mi farò volere da te.”
Buffy sentì un brivido scorrerle per la spina dorsale alle sue parole ma si rifiutò di dargli la soddisfazione di girarsi.
Spike sorrise, mordendosi le labbra mentre la guardava andare. Questa stava definitivamente per valere lo sforzo che gli costava.
*****
Spike fece in modo di essere al Magic Box alla fine della giornata lavorativa di Buffy.
Uscendo dal negozio, gemette al vedere Spike appoggiato sul cruscotto della sua Desoto nera.
Spike le sorrise. “Perché non ti piaccio, Summers?”
“Penso che la domanda migliore dovrebbe essere, perché ti piaccio tutto a un tratto?” ritorse, non dandogli possibilità di rispondere mentre lo sorpassava.
Spike la bloccò facilmente. “Perché tu mi sfidi, passerotto.”
“Ti sfido?” ripeté Buffy, alzando un sopraciglio. “Non vuoi dire – sono la prima ragazza che non ci sta?”
“Bene, questo, anche.”
Buffy sbuffò, alzando gli occhi al cielo mentre guardava davanti a sé. “Almeno sei onesto.”
“Posso essere molte più cose che onesto,” replicò con un tono seducente.
Resistendo all’impulso di alzare gli occhi al cielo per la seconda volta, scosse la testa, un sorriso che giocava sulle sue labbra. “Spike, te l’ho detto, non sei il mio tipo.”
“Sai cosa penso, Summers?” chiese, girandole attorno fino a trovarsi faccia a faccia con lei mentre parlava. “Penso tu abbia paura di me.”
“Non è una possibilità”
“Oh, penso che sia una grande possibilità,” disse Spike, girandosi per camminarle di fianco. “Sei spaventata dal fatto che ti piaccio e che con me potresti perdere il controllo di te stessa.” Aspettando una risposta, Spike sorrise al suo silenzio. “Questo è quello che penso.”
“No! Sai cosa, Spike?” chiese arrabbiata, guardandolo negli occhi. “Forse ti faccio pensare questo, ma se tu sei così interessato a sapere cosa penso, allora te lo dirò. Penso che tu prendo quello che vuoi dalle tue conquiste, e farai sempre così. Le lascerai. Non voglio stare con qualcuno che mi vuole solo per una cosa.” Buffy si girò e lasciò uno Spike sconvolto dietro di lei mentre percorreva la strada per casa sua.
*****

Sedendo sulla sua poltrona e guardando tardi un vecchio film alla tv quella notte, Buffy aveva deciso di saltare una notte fuori con i suoi amici in favore dei suoi jeans confortevoli e di Casablanca. Aveva pensato di trascorrere una piacevole serata in compagnia di sua madre fino a quando Joyce non aveva annunciato che sarebbe stata fuori a Los Angeles per il weekend, e Buffy era da sola un’altra volta.
Sobbalzando quando il campanello suonò, si alzò lentamente dal suo posto sulla poltrona, camminando verso la porta. Quando la aprì, dovette sopprimere un gemito alla vista dell’uomo fermo in piedi sull’uscio.
Spike fissò la ragazza di fronte a lui e sentì il suo cuore mancare un colpo. Vestita con un paio di jeans consumati e una felpa nera, sembrava bellissima con i capelli biondo miele che le incorniciavano il viso.
“Cosa vuoi, Spike?” chiese con una voce stanca.
“Vengo a portare un dono,” disse, mostrando una borsa di plastica. “O meglio, un’offerta di pace.”
“Un’offerta di pace per cosa?” chiese.
Spike guadò in basso imbarazzato prima di alzare gli occhi per rincontrare quelli di Buffy. “Per farti sapere che non sono interessato a te solo per una cosa.”
Guardandolo con un’occhiata scettica mentre le porgeva la borsa, finalmente gli offrì un sorriso esitante mentre lanciava un’occhiata dietro di se. “Sai che non mi avrai distesa su un letto solo perché mi hai comprato del gelato. Nemmeno se è al biscottino.”
Spike le sorrise. “Non mi è mai passato per la mente, Riccioli d’Oro.”
Buffy fece un passo indietro e gli diede u sorriso, la sua risolutezza svanita. “Entra, Spike.”
Regalandole un sorriso grato mentre attraversava la soglia, la seguì lentamente, entrando mentre la seguiva in cucina. “Casa carina.”
“Grazie,” disse piano.
“Qualcosa non va?”
“No, sto bene,” disse Buffy, scotendo al testa mentre prendeva due cucchiai dal cassetto e cominciava ad andare in soggiorno.
Spike si fermò davanti a lei prima che potesse fuggire. “Cosa c’è che non va?”
Guardandolo negli occhi per un momento, Buffy sospirò rassegnata. “Mi sento solo sola, suppongo.”
“Bene…sono qui ora. Non più da sola.”
Buffy sorrise al suo tentativo di tirarla su di morale. “E’ vero, grazie Spike.”
Tornando a sorridere, si spostò dalla sua strada e la seguì nel salotto. Una volta seduti, aprendo il tubetto del gelato, Spike la guardò. “Posso fati una domanda?”
“Sicuro,” disse mentre tentava di prendere una porzione gigante di gelato con un cucchiaio quasi più grande di lei.
“Pensi davvero che io usi le donne?”chiese, fissando il suo gelato.
Buffy deglutì, mentre sentiva un certo senso di colpa invaderla per quello che gli aveva detto prima. “Onestamente non lo so, Spike. Voglio dire, questa è la tua reputazione, e immagino di averci creduto per più di un anno.” Lui fece un ceno con il capo mentre lei continuava, “Così, posso farti una domanda?”
“Qualunque cosa, amore.”
“E’ la verità?”
spike fissò il pavimento ai suoi piedi per un momento, soppesando la risposta. “Ero abituato così,” disse piano.
“Abituato così?”
Lui alzò lo sguardo per incontrare i suoi occhi. “Quando ero piccolo al liceo, stavo con una ragazza che mi aveva atto innamorare. Fuori, mi stava tradendo con qualsiasi ragazzo incontrasse, e questo mi ha spezzato dentro. Così, si, per un po’ là, ho solo usato le ragazze nel modo che io credevo andassero usate.”
“E adesso?”
“Non so. Non sono ancora perfetto. Immagino non lo sarò mai… e non ho intenzione di mentirti –quando ti ho visto ieri, la prima cosa che mi è passata per la mente è stata di portarti a letto.” Buffy arrossì. “Ma, ho voluto anche conoscerti. Nessuno è mai stato completamente onesto con me, come hi fatto tu. Hai definitivamente la mia attenzione.”
Buffy sorrise mentre giocava con il gelato. “Non ho intenzione di saltare nel letto con te.”
“Bene.” La testa di Buffy si alzò, la sorpresa dipinta sulla sua faccia quando realizzò cosa aveva sentito.
Spike sogghignò, scotendo la testa alla sua reazione. “Intendo solo, sono contendo tu voglia aspettare. Lo fa essere più speciale.”
Buffy annuì, sentendosi ancora imbarazzata per la piega presa dalla conversazione. “Possiamo ricominciare?” chiese timidamente.
“A me suona bene,” disse con un debole sorriso.
Lei teste la mano. “Buffy Summers, ultimo anno di liceo.”
Spike rise al saluto formale e scosse la testa. “Spike Giles, secondo anno Università di Sunnydale.”
“Felice di conoscerti,” disse con un sorriso abbagliante.
“Anche per me.”
Tornati al loro gelato, entrambi sobbalzarono quando il telefono suonò. Spike guardò mentre Buffy alzava la cornetta per rispondere, accigliandosi nel sentire la conversazione che stava avvenendo.
“No, è ok…Capisco, davvero… si, non è un problema. Ok, ti voglio bene anche io…ciao.”
Guardando mentre Buffy tornava verso il divano, fremette all’espressione distante della sua faccia. “Qualcosa non va?”
Buffy scosse la testa. “No, solo mia madre.”
“Vuoi parlarne?”
“Mi ha appena detto che resterà fuori per il resto della settimana. Capirai..” disse con ironia,tentando si fare un sorriso.
“Succede spesso?” chiese piano.
Buffy alzò le spalle mentre spingeva il gelato lontano da lei. “Potrebbe essere peggio.”
“Ti manca,” disse, vedendola deglutire forte prima di annuire.
“Molto.”
“Sai cosa ti tirerà su di morale?” Buffy lo guardò dubbiosa mentre continuava, “Un film la sera. Domani, faremo una grande serata con popcorn, horror e commedie, con i tuoi amici. O qualsiasi cosa tu voglia.”
Buffy fremette. “Vorresti davvero una serata fuori con un branco di bambini liceali?”
“Voglio davvero uscire con te,” disse piano.
Arrossendo al complimento, avvicinò le labbra all’orecchio di Spike. “D’accordo!” disse dopo un momento. “Tu porti i popcorn.”
Spike sorrise all’ordine serio. “Quello che posso fare.” Mentre Spike si alzava, Buffy gli lanciò un occhiata. “Scusa, passerotto, ma è meglio che vada. Ho detto a mio padre che sarei tornato per notte.”
“Questo è dolce,” disse con un sorriso accompagnandolo alla porta.
“Cosa è ‘questo’, cucciolo?”
“Bè, è solo che è tenero che tu, ventenne, ti preoccupi ancora di non far preoccupare tuo padre quando on sa dove dei. E’ carino.”
“NON è dannatamente carino!” esclamò Spike indignato, con l’unico risultato di far sogghignare Buffy.
“Scusa,” disse tentando di nascondere il sorriso. “Hai ragione,” continuò con un’occhiata birichina. “Non è carino, è virile. Molto, molto virile,” finì annuendo esageratamente.
Spike rise al suo tentativo di ammorbidirlo. “Ok, se dici che è carino, te lo lascerò dire. Ma SOLO tu,” le disse puntando il dito contro.
Buffy annuì mentre lo accompagnava alla porta. “Grazie per il contratto di pace, Spike. Significa davvero molto.”
“Nessun problema, amore,” disse con un sorriso mentre apriva la porta. “Amici allora?”
“Amici,” concordò Buffy con un sorriso che Spike ritornò mentre andava via.
“Spike?” lo chiamò quando lui stava per salire in macchina. Aspettò finché non si girò con una faccia interrogativa. “Grazie,” sussurrò, avvicinandolo per dargli un bacio sulla guancia.
Spike sentì un rossore salirgli alla faccia mentre guardava verso di lei. “Per cosa era questo?”
Buffy sorrise timidamente. “Per essere qui quando io avevo bisogno di qualcuno. E per avere programmato la serata di film di domani.”
Spike annuì mentre le prendeva a mano e ne lasciava un piccolo bacio. “Piacere mio, Buffy.”

Capitolo 4 - conoscendoti

La sera dopo, Buffy e Willow stavano ridendo su qualcosa che aveva detto Xander quando il campanello suonò. Alzando per rispondere, Buffy si sistemò i capelli con le mani prima di aprire e rivelare Spike con in mano una scatola di popcorn per micronde. Buffy sorrise mentre spalancò la porta come invito. “Stavo cominciando a preoccuparmi.”

“Stai scherzando? Questa era la mia maledetta idea - non avrei mai fallito per niente al mondo, Riccioli d’oro” Spike rispose, tirandole una ciocca di capelli biondi mentre la oltrepassò.

Buffy rise scioccamente al nomignolo prima di condurlo nel soggiorno. Lei notò lo sguardo arrabbiato di Xander e si girò per vederne uno uguale su Spike. “Ragazzi, questo è Spike. Spike, questo è Xander, e penso che hai già potuto incontrare Willow al Magic Box”

Spike distolse lo sguardo dal giovane uomo per dare un breve sorriso ed accennare col capo a Willow. “Sì, ci siamo già incontrati. Come stai, Rossa?”

“Oh, sto alla grande,” rispose lei con un sorriso.

Girandosi al suono del campanello, Buffy esitò per un momento prima di lasciare la stanza per rispondere. Salutando Oz e Cordelia che erano arrivati contemporaneamente, li fece entrare velocemente, ansiosa di ritornare nel soggiorno e stemperare la tensione. Buffy e Cordy all’inizio non erano andate d’accordo quando Buffy si era trasferita a Sunnydale, ma più parlarono tra loro, più facilmente fu costruire un’amicizia. Lei sapeva che Xander aveva una cotta per Cordy e si sentiva un po’ cattiva per l’ulteriore motivo di aver invitato Cordelia per distrarre il suo amico.

Finendo rapidamente le presentazioni, notò che Xander e Spike si stavano ignorando l’un l’altro. Scuotendo la testa, entrò in cucina con il popcorn.

“Hai bisogno di aiuto?”

Girandosi al suono della voce, lei fu poco sorpresa nel vedere Spike sulla porta.

“Con i popcorn nel microonde?” chiese lei con un sorriso. “Nah, penso di riuscirci.”

Spike accennò col capo, entrando e andando a sedersi sull’isola, i suoi occhi che non lasciavano mai Buffy.

Sorridendo nervosamente quando lei sentì il suo sguardo fisso su di se, Buffy finalmente lo guardò. “Cosa?”

“Sei graziosa,” disse lui, gesticolando al suo pantalone di cotone rosa pallido abbinato con una felpa bianco con la cerniera con sotto un top. Sembrava così giovane e dolce che Spike non poté impedire di sorridere.

Arrossendo al complimento, lei si voltò, occupandosi a preparare gli spuntini.

“Non intendevo imbarazzarti,” disse lui leggermente, con un’implicita nota provocante nella voce.

Gettando uno sguardo a Spike dalla spalla, lui inclinò leggermente la testa per vedere la sua reazione, lei gli sorrise. “Io sto bene.”

Saltando rapidamente in piedi, lui l’intercettò come Buffy fece una mossa per prendere il vassoio degli spuntini. “Capito, principessa. Fai strada.”

Buffy accennò col capo, tentando di ignorare il maledetto sentimento nel suo stomaco mentre tornò verso il soggiorno.

* * * * *

Dopo i primi due film, Spike si inclinò contro il divano e chiuse gli occhi. Evidentemente avevano una maratona di film, qualcosa con cui avrebbe potuto trattare facilmente e gli amici di Buffy erano - con l’eccezione di Xander – facili incontrarli da solo – pensava che lui ed Oz avevano molto più in comune di quello che si poteva pensare. Comunque, il fatto che Buffy si era seduta accanto a Spike qualche ora fa, non era passato inosservato da Xander le cui occhiate arrabbiate non furono trascurate dalla maggioranza degli occupanti nella stanza. Specialmente quando aveva messo il braccio sul dietro del divano, pensando che il ragazzo stava per saltare fuori della sedia.

Per l’inferno maledetto. Non l’avevo mai toccata, e lui si comportava come se stessi tentando di abbracciarla sul divano. Spike sospirò, rotolando irritato il collo e sulle spalle prima di alzarsi e scusarsi con quelli nella stanza.

Buffy aggrottò le sopracciglia quando sentì chiudersi la porta posteriore. “Torno presto, ragazzi,” mormorò. “Andate avanti e iniziate il prossimo.”

Camminando verso il retro della casa, lei aprì la porta posteriore, vedendo Spike voltarsi verso di lei. Camminando fuori sul portico posteriore, lei chiuse quietamente la porta, vedendo la sigaretta accesa che bruciava nella sua mano mentre si sedette accanto a lui sullo scalino.

“Stai bene?” lei chiese quietamente.

“Eccellente… avevo bisogno di un’interruzione, è tutto,” disse lui, gesticolando alla sigaretta.

“Lo sai, quelle cose ti uccideranno,” Buffy rispose.

Spike schernì. “Così ho sentito.”

Loro sedettero in silenzio per alcuni minuti mentre lui finì e dopo lo schiaccio sotto il tallone. Buffy lo guardò mentre lui unì insieme le mani, mettendo i gomiti sulle ginocchia. “Mi dispiace se non sono molto divertente di là.”

Buffy aggrottò le sopraciglia. “Spike, stiamo guardando solo dei film. Non è come se stessimo dando un party.”

“Sì,” concordò lui incerto.

“Inoltre, ho visto le occhiate che Xander ti sta gettando.”

“Cosa c’è tra voi due?”chiese lui, guardandola per vedere la sua reazione alla domanda improvvisa.

Buffy alzò le spalle. “Noi siamo amici. Lui aveva una piccola cotta per me quando mi sono trasferita qui, ma l’ho rifiutato. Non è successo niente.”

“Così, quell’appuntamento dell’altra notte -”

“Era il nostro primo e unico,” lei lo interruppe. “Willow ha tentato di convincermi a dargli una seconda opportunità, ma non ci sono sentimenti romantici da parte mia.”

Spike accennò col capo, evidentemente sollevato, mentre fissò fuori nel cortile scuro. “Non l’ho fatto mai prima di questo, Buffy” disse quietamente.

“Fatto cosa?”

“Tentare di essere amico con una ragazza. È tutto un pò nuovo a me.”

“Permettimi di indovinare - ogni ragazza con cui sei stato era una tua conquista,” disse lei leggermente, vedendo Spike guardarla con dolore nei suoi occhi. “Oh, Spike, non intendevo quello. Volevo dire che sapevi cosa aspettarti da ognuna di loro, ed ora un’amicizia è un nuovo set di regole.”

“Giusto. E probabilmente avevi ragione la prima volta. Ogni ragazza era solo un modo per trovare una gratificazione immediata - non pensavo mai a molto oltre quello. C’era sempre qualche tipo di motivo ulteriore.”

“E non è così con me?” chiese lei sporgendo le labbra prima di dargli un brillante sorriso.

Spike la guardò con un sorriso. “Ho il diritto di non rispondere a questa domanda.”

Buffy si guardò le mani mentre arrossì al suo commento. Dopo alcuni momenti, lei decise e cambio argomento. “Così, lavori al Magic Box?”

“Aiuto ogni tanto mio papà. Ma non ho un orario, ma lui tenta di convincermi.”

“Dovresti farlo. Aiuterebbe tuo papà, e potrei vederti di più. Come un amico,” aggiunse lei rapidamente quando lui la guardò.

Spike sorrise ed accennò col capo. “Potrei. Ho ottenuto molto sulla mia pagella questo semestre, con la scuola e tutto.”

Buffy stava quasi per rispondere quando la porta posteriore si aprì. Entrambi si girarono per vedere Xander che stava lì in piedi.


“Vi state perdendo il film.”

Spike notò che lui stava parlando con Buffy ma comunque si alzò. Offrendole la mano, lui sparò a Xander uno sguardo arrabbiato quando lei la prese e si mise in piedi. Spike le sorrise quando lei trattene la sua mano più a lungo del necessario, mettendole dolcemente una ciocca di capelli dietro al suo orecchio. Entrambi sentirono che una sensazioni di formicolio li attraversò mentre si toccarono, entrambi provarono ad ignorare la sensazione.

Siamo amici, entrambi pensarono contemporaneamente, tentando di convincersi di quel fatto.

Mentre rientrarono in casa, Buffy non poteva aiutare ma era delusa leggermente che loro erano solamente amici. Tuttavia, si conoscevano solo da pochi giorni. Non poteva dire cosa sarebbe successo in futuro.

Capitolo 5 - crescente attrazione

Nelle settimane successive, l’amicizia tra Buffy e Spike continuava a fiorire. Spike cominciò a lavorare negli stessi turni che aveva lei e sentì l’attrazione che stava crescendo. Lui non le disse mai niente, temendo che lei si potesse spaventare e che avrebbe iniziato ad evitarlo, ma non poteva cancellare i sentimenti che provava.

Rifornendo gli articoli nel retro, Spike si girò verso Buffy, notando che era stata calma per la maggior parte del giorno. “Che novità ci sono, Riccioli d’oro?” chiese.

Buffy scosse la testa, ignorando la domanda mentre finì di spacchettare una delle scatole di fronte a lei.

“Vieni,”continuò lui, colpendola con una mano di mummia. “C’è qualcosa che si sta agitando nel tuo cervello che lo rende troppo attivo.”

“Realmente, non è niente,” disse lei con voce confusa.

Camminando verso lei, lui le prese dolcemente le braccia. “Buffy, stai bene?”

“Non c’è niente di cui preoccuparsi,” disse lei, costringendosi a sorridere.

“Bene,” Spike rispose, senza evidentemente crederle mentre continuò a fissarla.

Vedendo la determinazione nel suo sguardo, Buffy sospirò. “È stupido veramente. Solo… non andrò al ballo, e sto pensando e chiedendomi se sia un errore ignorarlo, ma è questo fine-settimana, e sto pensando se andarci.”

Spike la fissò, confuso. “Cosa vuoi dire che non ci andrai? I ragazzi devono mettersi in fila per venire con te.”

Buffy rise. “Oh sì, trovo i più grandi ragazzi del Sunnydale High. I miei candidati sono Cameron Walker che sentì il bisogno di provare ad aggredirmi sessualmente nella sua macchina l’anno scorso o Larry, che afferra il mio sedere in palestra ogni giorno. Chiamami matta, ma sto pensando che non voglio affrontare la festa dopo il ballo con dei ragazzi così.”

Spike sentì la rabbia formarsi dentro di sé al sentir nominare questi due idioti che toccavano una ragazza come lei. “Buffy, se mai accadesse qualcosa, voglio che tu me lo dica, ok ?”

“Non mi accadrà niente perché non mi metterò in quel genere di posizione che possa farlo accadere, ma ti ringrazio.” Lei gli diede un piccolo sorriso e stringendo la sua mano mentre si alzò e lasciò la stanza.

Stando seduto là per molto tempo, Spike pensò a quello che aveva detto Buffy. Sapeva che lei si sarebbe dispiaciuta se si fosse lasciasse sfuggire il suo ballo, ma non poteva chiederglielo lui. Era, dopo tutto, la sua scuola, e lei non sembrava interessata che gli e lo domandasse – aveva solo parlato ad un amico dei suoi problemi - così sapeva che doveva scordarselo. La cosa che non poteva dimenticare era invece lo sguardo nei suoi occhi quando gli aveva parlato di questo.

Spike lasciò la stanza e vide Buffy e Willow che parlavano di fronte al negozio. Decidendo di lasciarle in pace, lui cominciò ad archiviare i libri quando sentì la campanella della porta. Gettando uno sguardo oltre la spalla, vide Willow che camminava verso di lui.

“Buffy è andata a casa?”

“No,” disse lei. “Sta solo facendo una pausa. Spike, devi convincerla ad andare al ballo questo fine-settimana.”

Spike ammiccò per il brusco cambio di argomento. “Ascolta, Rossa non so se Buffy vuole che io interferisca.”

“Lei vuole andare, ma non ha un appuntamento.”

“Sì, lo so. Me l’ha detto.”

“Te l’ha detto?”

“Sì, alcuni minuti fa quando stavamo scaricando le casse,” Spike rispose, alzando un sopracciglio all’espressione incomprensibile sulla faccia della giovane.

“Cosa c’è di sbagliato in te?” Willow urlò, schiaffeggiandolo sulla spalla.

Spike si ritirò all’ammontare della forza dietro la sua piccola mano. “Di cosa stai parlando?”

“Buffy ti ha detto il suo problema, e non gli e l’hai chiesto?”

“Rossa, non ero nella condizione di chiedere. È la sua scuola, il suo ballo, e io sono un suo amico. Se volesse andare con me, lei me lo chiederebbe.”

Willow alzò le mani esasperata. “Uomini!” Guardandolo di nuovo negli occhi, continuò, “Spike, ha rifiutato quattro offerte perché non era il ragazzo giusto.”

“E perché avrebbe rifiutato?”

“Perché il ragazzo giusto sei tu.”

Spike gelò, gli occhi gli si allargano come le parole gli echeggiarono nella mente. “Te l’ha detto lei?”

“Bene… non con queste parole, ma io lo so. E’ la mia amica.”

Spike assorbì tutte le informazioni per dei lunghi minuti mentre si sedette sulla tavola vicina. “Ho un’idea.”

* * * * *

Buffy rimase in piedi di fronte allo specchio di sabato sera, fissando il suo riflesso. “Sono figa per i maschi,” mormorò a se stessa, non suonando del tutto convincente nel guardare l’abito rosso, senza spalline, lungo fino al pavimento che Willow le aveva suggerito. La scollatura bassa mostrava in modo generoso le sue forme. Lo spacco alto sulla gamba destra la faceva sentire un pò impacciata per la quantità di pelle che stava esponendo, ma se ne fregò. I suoi capelli dorati e lunghi furono tirati in un chignon con alcune ciocche che ricadevano libere sul suo volto, accentuando gli orecchini di diamante di sua madre. Buffy si fissò nello specchio per più di dieci minuti quando sentì il campanello.

“Buffy! I tuoi amici sono qui!”

“Arrivo subito, Mamma!”

Con un ultimo sguardo nello specchio, lei si girò, e scese le scale. Sorridendo ai suoi amici quando arrivò giù, poteva vedere Willow ed Oz che stavano in piedi sulla porta, felicissimi, Xander e Cordelia in piedi dietro di loro sorridenti. Cordy alla fine aveva preso coraggio e aveva chiesto a Xander di andare con lei siccome lui era troppo spaventato per chiederglielo.

“Buffy, sei stupenda!” Willow strillò.

“Hai un bell’aspetto, Buffster.”

Buffy sorrise ai suoi amici mentre Cordy ed Oz fecero eco all’affermazioni.

“Grazie, ragazzi, anche voi siete tutti meravigliosi. Dov’è mia mamma?”

“Oh, lei è fuori sul portico,” Willow rispose.

Buffy aggrottò le sopracciglia e seguì i suoi amici fuori nella notte, aprendo la bocca per dire ‘ciao’ a sua mamma. Sentì il suo torace comprimersi per quello che vide. In piedi sul portico in uno smoking nero con una cravatta nera, Spike le sorrise, tenendo un mazzolino di rose bianche. Buffy rimase congelata sul posto mentre sua madre scatto una foto all’espressione scioccata di lei.

Finalmente capace di muoversi abbastanza per dargli un sorriso mentre lui avanzò in avanti, lei lo guardò incredula. “Cosa stai facendo qui?” bisbigliò lei senza fiato.

“Non poteva lasciare che la mia ragazza preferita andasse da sola al suo ballo, potevo farlo?”

Il sorriso di Buffy aumento per la sua affermazione mentre tutti cominciarono a parlare. Lei non sentiva altro mentre Spike si inclinò in avanti, accarezzando dolcemente con le labbra la sua guancia. “Sei meravigliosa, amore,” bisbigliò lui quietamente.

Buffy rabbrividì per il contatto del suo respiro con la sua pelle e lo guardò negli occhi. “Neppure te sei tanto male.” Prendendo il braccio che le veniva offerto da Spike, lo seguì alla limousine che li aspettava.

Forse questa notte non sarebbe stata così male, dopo tutto.

Capitolo 6 - tutto cambia

Buffy si rilassò mentre entrarono nella palestra decorata. Lei vide le occhiate gelose delle altre ragazze della sua classe e non poteva aiutarsi, ma un sorriso spuntò sul suo viso.

“Cosa hai da sorridere?” Spike chiese leggermente.

“Il fatto che ho il miglior accompagnatore qui e tutte le altre ragazze mi odiano.”

Ridendo per l’affermazione, lui le prese la mano e la condusse alla pista da ballo. “A me non va tanto male. Ho la più bella ragazza qui. Desideri ballare, pet?”

Senza rispondere, Buffy avvolse le braccia intorno al suo collo e rabbrividì al tocco gentile delle sue mani sulle anche. Dopo un minuto di ondeggiare sulla musica, lei mise la testa contro il suo torace, resistendo all’impulso di far scorrere le mani sui suoi muscoli duri che sentiva.

Spike pigiò dolcemente un bacio sui suoi capelli, appoggiando la guancia in cima alla sua testa. I due ballarono un’altra canzone, assaporando il contatto con l’altro.

Buffy si tirò lentamente indietro per guardare nei suoi brillanti occhi. “Perché sei venuto stasera?”

“Non mi volevi qui?” chiese lui con un sorriso provocante.

“Non avrei pensato a nessun’altro con cui andare, ma non pensavo che staresti voluto venire ad un ballo di liceo.”

“No, di solito no, ma questo è diverso. Ci sono venuto con te, e non posso pensare ad un migliore modo per passare un sabato sera.”

Buffy sorrise, lottando contro la spinta di baciarlo per la sua delicatezza. Come i due si divisero alla fine della canzone, lei osservò il modo in cui lui teneva casualmente la sua mano mentre uscirono dalla pista da ballo e lei gli e la strinse.

Spike sorrise al lieve cambio di pressione e la tirò più vicino a se. “Vuoi qualcosa da bere?”

“Sì, sarebbe grande.”

Come Spike camminò verso la zona del punch, Buffy gemette quando vide Harmony e le sue tirapiedi che si avvicinano a lei.

“Così, Buffy, vedo che sei capace di avere un appuntamento,” Harmony commentò in tono nasale.

“Cosa vuoi, Harmony?” chiese lei con un sospiro pesante.

“Solo per farti sapere che sei fuori dalla tua portata. Pensi che Spike Giles sia interessato a te?” chiese lei con una risata. “Lui probabilmente cercherà qualcuno altro con cui andare via alla fine della notte.”

Buffy strinse i denti ma tentò di stare calma. “Caspita, Harmony non ci avrei mai pensato. Suppongo che non dovrei parlarti più. Spike potrebbe pensare che siamo amiche, e certamente non aiuterebbe alle mie opportunità di tenerlo. È probabile che lui pensi che sono anch’io un’oca senza cervello come te.”

Harmony arrabbiata e si allontanò con le sue tirapiedi. Guardandola per un momento, Buffy si diresse verso la porta, avendo bisogno di un po’ d’aria.

Spike guardò attraverso la stanza come Buffy parlò con un altro biondo prima di superarlo e camminare fuori dalla porta. Seguendola rapidamente per vedere cosa c’era che non andava, camminò nell’atrio buio della scuola, cercando nei suoi dintorni per un momento prima di individuare la porta di uscita. Camminando fuori, gli occhi gli si adattarono mentre l’aria serale lo colpì. Guardandosi intorno, lui vide Buffy che fissava la luna, abbracciandosi con le braccia.

Avvicinandosi quietamente, lui si guardò bene dal spaventarla mentre le arrivò vicino, lasciando che le punte della dita accarezzassero la sua spalla. “Buffy,” disse lui quietamente, avanzando di nuovo quando lei si girò sorpresa, rilassandosi visibilmente quando vide che era Spike. “Cosa stai facendo qui fuori?”

“Aveva bisogno di un po’ d’aria,” disse lei leggermente.

“Questo non ha niente a che fare con la bionda con cui stavi parlando?”

“Non è niente di cui preoccuparsi, Spike, realmente. Stupide cose da liceo che non posso aspettare di dimenticare.”

Spike la contemplò per un minuto mentre lei si voltò dall’altra parte.. Non pensando prima di agire, lui fece un passo in avanti ed avvolse le braccia intorno alla sua vita, mettendo il mento sulla sua spalla, sentendola rilassarsi contro di lui mentre Buffy mise le sue mani sopra le sue.

“Così, cosa sarà il dopo ballo, Riccioli d’oro?” chiese lui quietamente.

“La grande festa da Cordy. I suoi genitori sono fuori città e le ha detto che poteva ospitare l’intera classe dei più grandi Non devi venire se non vuoi. Capirò, sei andato ben oltre del dovere come amico.”

“Ci andrai?”

“Sì.”

“Allora anche io ci sarò.”

* * * * *

Solo dopo mezzanotte, Buffy e Spike attraversarono l’atrio della villa dei Chase. Afferrando la mano di Spike, impaurita di perderlo tra la folla di persone, lo condusse attraverso le porte nel retro della casa, conducendolo nel terrazzino. Buffy vide Willow ed Oz che nuotavano nella piscina di lunghezza olimpionica.

“Ehi, ragazzi!” disse Willow mentre uscì per andargli incontro. “Cordy ha dei costumi in più nella casa sulla piscina. Sono nascosti negli armadietti del bagno e sono abbastanza per i suoi amici.”

“Grazie, Will,” disse Buffy. Si girò per affrontare Spike. “Vuoi nuotare adesso?”

Spike aveva visto brevemente l’immagine di Buffy in un costume a due pezzi passare per il suo cervello. “Adesso va bene” disse lui con voce rauca.

Dandogli un’occhiata interrogativa per un momento, lei lo condusse nella piccola casa della piscina. Cercando tra gli armadietti, finalmente trovò dei costumi da bagno, lanciando un paio di pantaloncini neri per Spike, prima di uscire dalla porta mentre lui si cambiava. Quando lui riapparve alcuni minuti più tardi, Buffy si leccò le labbra alla vista del suo torace nudo e muscoloso.

Sorridendo furbescamente quando lui la vide che lo fissava, il suo sorriso si ampliò solamente quando un po’ di rossore colorò le sue guance.

“Io, uh è meglio se mi cambio,” disse lei mentre lo aggirò per arrivare al bagno.

Buffy guardò attraverso i vari colori e stili dei costumi da bagno prima di sceglierne un blu marina con i lacci e indossarlo. Lei sciolse rapidamente i capelli che gli caddero sulle spalle. Prendendo un paio di asciugamani ed appendendo il vestito nella camera da letto vicina, oltrepassò la porta per incontrare Spike. I suoi occhi sembrarono accendersi mentre lui la guardava.

“Pronta per andare?”

Buffy notò che la sua voce sembrava un po’ bassa mentre lui la fissava, e lei sentì di nuovo il volto bruciarle. “Sì.”

Spike mise la mano sulla sua schiena e la condusse fuori dalla casa, tentando di resistere all’urgenza ammirarla.

* * * * *

Un’ora più tardi, Buffy stava mettendo a bagno il suo corpo stanco nella vasca calda. Era esausta per la lunga notte al ballo e le lotte nell’acqua seguenti che aveva fatto con Willow ed Oz - anche se era emozionata del fatto che lei e Spike avevano vinto. Ora come lei stava oziando nell’acqua riscaldata, cercò il suo appuntamento. Spike era sparito da dieci minuti per cercare qualcosa con cui fare uno spuntino, e non l’aveva più visto da allora.

Con un sospiro, Buffy uscì della vasca riscalda e si avvolse un asciugamano alla vita. Vagando per la casa che adesso era piena di studenti ubriachi, lei riuscì a trovare la strada per la cucina perdendosi qualche volta. Attraversando la porta, lei gelò quando vide Spike in piedi là - con Harmony abbracciata a lui, praticamente sbronza sul suo torace. Le sue braccia lo tenevano vicino mentre sembrava che stava tentando di divorargli la faccia.

Tirandosi indietro, Spike guardò su ed incontrò per un secondo gli occhi di Buffy prima che si girasse e abbandonasse la casa.

Correndo verso la casa della piscina, lei corse attraverso la porta e nella libera camera da letto, chiudendo la porta. Prendendo alcuni profondi respiri, tentando di calmarsi. “Okay, Buff,” parlò a bassa voce al riflesso che vedi attraverso la stanza. “Non è il tuo ragazzo - è solo un bel ragazzo che è tuo amico e ha deciso di farti un favore portandoti al tuo ballo.” Buffy si prese la testa tra le mani. “Non gli piaci te,” bisbigliò lei miseramente, inalando bruscamente tenendo le lacrime sotto controllo.

Liberandosi dall’asciugamano un momento dopo, Buffy tirò fuori il vestito dall’armadio.

Non c’era nessun bisogno di arrabbiarsi se i tuoi amici sono scomparsi e il tuo appuntamento è fuori con un’altra ragazza. Nel momento in cui tirò via il vestito dalla gruccia, sentì bussare forte sulla porta. Fermandosi per un momento, la curiosità alla fine ebbe la meglio mentre andò ad aprire, incontrando uno Spike senza fiato.

“Quello è ciò che ti succede se fumi,” disse lei con un sopracciglio alzato, incrociando le braccia al torace cose se lei provasse a proteggersi dall’eventuale dolore.

“Buffy, mi dispiace, io -”

“Spike, non mi devi nessun tipo di chiarimento. Siamo amici, e mi stavi facendo solo un favore venendo con me stasera. Non ti preoccupare,” disse lei mentre si voltò dall’altro lato, camminando verso il letto. Sentendo il suo corpo premuto improvvisamente contro il suo, Buffy si voltò con un’espressione sorpresa.

“Non è come sembrava, Buffy. Lei mi ha baciato, ma io non ho risposto al bacio.”

“Spike, io -”

“No, meriti di saperlo. Non sono venuto qui per ballare con qualcuno stasera. Sono venuto stasera perché volevo stare con te.” Buffy lo fissò negli occhi mentre lui le prese dolcemente a coppa il suo viso e continuò, “Voglio stare con te, Buffy. Non voglio essere più solo un amico. Non è abbastanza, io ti voglio.”

Le labbra di Spike scesero rapidamente sulle sue, lasciando un leggero bacio che coprì il suo giudizio, prima di accarezzare con la lingua contro il suo labbro inferiore chiedendo il permesso di entrare. Buffy si sentì stordita mentre avvolse le braccia intorno alla sua vita per bilanciarsi contro le emozioni che le provocarono un capogiro. Le loro lingue si accarezzarono dolcemente, suscitando dei leggeri lamenti e sospiri da entrambi.

Tirandosi indietro lentamente, Spike guardò verso Buffy come lei tentava di riprendere fiato. “Cosa pensi? Ho un’opportunità?”

Buffy non gli rispose, tirandolo verso di se per un altro bacio emozionante.

Sentendo che lei lo guidava ulteriormente nella stanza, Spike si trovò disteso sul letto con lei sotto un momento dopo. Tentando di controllare i suoi ormoni furiosi, lui gemette quando il suo corpo si inarcò contro il suo. Le mani, di loro volontà cominciarono ad carezzare il corpo di lei, vagando dolcemente, sulla pelle esposta. Lentamente, Spike fece scivolare una mano sotto il top del suo bikini, spremendo dolcemente il suo seno pieno. Buffy si lamentò, premendo le anche contro le sue. Sentendo tutta la sua forza di volontà che si affievolì mentre lui comprese che erano separati solamente da due pezzi di tessuto molto sottili. Ricordando improvvisamente con chi era, Spike si tirò via da lei e si sedette.

“Cosa c’è che non va?” chiese lei, allarmata per il freddo che aveva sentito sul corpo quando lui si era separato da lei.

“Niente, baby. Abbiamo bisogno di fermarci.” Spike la guardò e vide il dolore sul suo viso mentre lei si alzò. “Buffy, cosa c’è di sbagliato, amore?”

Rivolgendogli la schiena, lui sentì i suo bisbigli, “Sono io?”

Spike si alzò dal letto in un secondo, girandola verso di sé e spingendola sul muro vicino. “Non lo pensare mai più,” disse lui attraverso i denti stretti. Vedendo il suo mento vibrare mentre lei lo guardò, lui allentò la presa, tenendola ancora nel posto.

“Perché non mi vuoi?” chiese lei leggermente.

Spike la baciò dolcemente, non permettendogli di approfondire prima di tirarsi indietro, sapendo che lei aveva bisogno di rassicurazione più di qualsiasi altra cosa. “Ti voglio. Ti voglio più di qualsiasi altra cosa, ma meriti di meglio di questo. Non voglio che fai qualcosa che poi considererai più tardi come un momento di debolezza.” Spike la guardò, aspettando che dicesse qualcosa. Quando lei rimase zitta, lui continuò, “Buffy, quando succederà, voglio che sia speciale. Non voglio che succeda in una casa per gli ospiti ad un party del dopo ballo.” Lui fece una pausa mentre dolcemente alzò il suo viso verso il suo. “E se mi vorrai così tanto come ti voglio io… accadrà.”

Buffy accennò col capo mentre lui le baciò la fronte.

“Vuoi uscire da qui, pet?”

“Dove andiamo?” chiese lei, la curiosità ebbe la meglio su di lei.

“A casa mia.”

Buffy dovette sopprimere un sorriso. “Lo sai, per qualcuno che era così determinato di aspettare non più di dieci secondi fa, di sicuro sei uno che va veloce.”

“Io stavo pensando più per un film e una pizza,” Spike disse con una risatina soffocata prima di inclinarsi in giù per baciarla. “E forse alcuni di questi.”

Buffy rise scioccamente. “Cosa stiamo aspettando?”


Capitolo 7 - tutto cambia

Un po’ di ore più tardi, Buffy e Spike era arricciati insieme sul divano dell’appartamento di lui. Dopo essersi cambiata con un paio di pantaloncini di Spike e una t-shirt, Buffy si era addormentata, avvolta nelle sue braccia.

Spike fissò la giovane riposare e sentì il cuore saltargli un battito. Lui non si era mai sentito così. Era accaduto così improvvisamente a lui che non lo aveva mai fatto prima. Non c’era stato un momento in cui potesse ricordare di essere stato così a proprio agio con qualcuno di cui si preoccupava. Improvvisamente fu colto da un sentimento di paura nel cuore, e guardò Buffy muoversi nel sonno. Per la prima volta, comprese che poteva perderla.

“Per cosa è quella faccia?”

Uscendo fuori dallo stordimento in cui era, Spike le diede un sorriso gentile. “Mattina, bella.”

“È mattina?” Buffy chiese sbadigliando, mentre si strofinò gli occhi.

Spike sorrise per le qualità da bambina che lei aveva. “Solo poco dopo l’alba.”

“Non hai risposto alla mia domanda… per cosa è quella faccia?” chiese lei leggermente.

“Nulla di cui preoccuparsi,” disse lui, spostandole i capelli dagli occhi.

“Hai dormito un pò?”

“Ho solo goduto nel tenerti tra le mie braccia, pet.”

“Non devi provarci con me, ok?” chiese lei con un sorriso. “Perché lo sai, mi hai già presa.”

“L’ho fatto?” Spike chiese, l’espressione che divenne improvvisamente seria.

“Pensavo che avevamo già superato questo.”

“Assecondami.”

Buffy alzò una mano, tracciando lentamente i lineamenti del suo viso. “Voglio stare con te. Solo te.”

Spike sospirò di sollievo prima di abbassare la testa per catturare le sue labbra in un bacio dolce. Buffy si lamentò mentre la sua lingua divise dolcemente le sue labbra per aggrovigliarsi con la sua. Girandosi lentamente tra le sue braccia, lei fece scivolare le mani sotto la sua camicia, facendo scorrere le punte della dita lungo i muscoli duri del suo addome.

Staccandosi dalle sue labbra per baciare lungo il suo collo, Spike dolcemente mordicchiò la pelle tenera sotto il suo orecchio. “A che ora devi tornare a casa?” chiese lui mentre con la mano strofinò in cerchi calmanti sul suo stomaco.

Buffy sentì la respirazione accelerare per i suoi movimenti. “Nessun problema. Non c’è nessuno a casa... mamma ha lasciato la città per alcuni giorni.”

Incontrando le sue labbra in un altro bruciante bacio, la sua mano giocò con l’orlo dei pantaloncini che lei stava indossando. “Così ti ho tutta per me finché voglio?” bisbigliò lui raucamente quando loro si staccarono.

Buffy cominciò ad ansimare leggermente quando la sua mano scivolò sotto i pantaloncini. Lei accennò col capo. “Io - io pensavo che noi non avremmo -”

“Non lo faremo” disse lui con voce imbarazzata. “Ma ci sono altre cose con cui tenerci occupati,” finì lui mentre con un dito aprì dolcemente le sue labbra esterne e giocherellò con il suo clitoride. Spike la guardò mentre ansimava, i suoi occhi che si allargarono prima di chiudersi per le sensazioni. Provocandola, lui cominciò a tracciare i contorni, guardando le emozioni che giocavano sul viso di lei mentre lui dolcemente mosse un dito dentro e fuori nel suo centro caldo.

Spingendosi contro di lui, lei cercò una qualche forma di rilascio, aprendo gli occhi e fissandolo. “Per favore,” bisbigliò, gli occhi che lo supplicavano. “Spike, per favore… ne ho bisogno.”

Spike sorrise alla sua scelta delle parole, eliminando la distanza tra loro per baciarla appassionatamente mentre fece scivolare due dita in lei. Buffy si tese e poi gridò di piacere per la sensazione di appagamento.

Trasportando cautamente le dita dentro e fuori il suo passaggio caldo, osservando come Buffy cominciò visibilmente a perdere il controllo, lui sentì le sue unghie che gli scavano la pelle del braccio mentre lei cercava il rilascio. Spike alla fine ebbe pietà di lei e mosse il pollice sul suo fascio sensibile di nervi, accarezzandolo una volta e sorridendo come Buffy alzò le anche per incontrarlo.

Tremando per la stimolazione, lei gridò di nuovo quando Spike fece più pressione e cominciò a strofinarla in modo circolare.

Sapendo che lei stava per raggiungere l’orgasmo, lui cominciò a penetrarla più in profondità, aumentando la velocità. Lui sorrise quando Buffy si alzò, gridando per il suo orgasmo mentre lui estrasse ogni oncia di beatitudine dal suo corpo.

“E’ stato stupendo,” bisbigliò lei un po’ più tardi, gli occhi che le si chiudevano per lo sforzo del suo orgasmo. “Ma te?”

Spike piegò la testa per baciarla di nuovo mentre lei si accoccolò di più tra le sue braccia. “Non ti preoccupare di questo, Riccioli d’oro. Avremo molto tempo in futuro. Dormi ancora un pò, okay?”

Buffy accennò col capo insonnolita mentre si arricciò ancora di più contro il suo corpo, desiderando un contatto con lui. Spike la guardò mentre cadde in un sonno beato prima che si permettesse di seguirla.


Capitolo 8 - buone intenzioni

Buffy si diplomò due settimane più tardi. Lei e Spike stavano andando forte, vedendosi quasi ogni notte. Quella notte, pianificarono di vedere un film a casa sua mentre sua mamma ancora una volta era fuori città per un viaggio di lavoro. Buffy si sentiva male di andare sempre a casa sua, così aveva insistito che venisse lui a casa sua quella sera.

Sentendo bussare alla porta, lei si controllò i capelli nello specchio e gli diede una rapida sistemata. Aprendo la porta, sorrise a Spike, nel suo solito spolverino di pelle, jeans e t-shirt neri.

“Ehi,” disse lei brillantemente, spalancando la porta, dandogli un bacio quando lui entrò.

Prendendo la sua mano, lei lo condusse verso il soggiorno, mordendosi il labbro quando si fermarono di fronte ai gradini. Ansimando quando Spike la tirò più vicino per un bacio appassionato, l’approfondirono per un momento prima di staccarsi per prendere ossigeno.

“Vuoi vedere la mia stanza?” chiese lei ansimando.

“Stai provando a sedurmi, Miss Summers?” chiese lui con un sorriso.

Buffy lo guardò con occhi grandi. “Forse.”

Spike sentì svuotarsi di tutta l’aria per la sua piccola confessione. “Buffy… non so. Non so se siamo pronti.”

“Vuoi dire che non sai se io sono pronta,” disse lei con un leggero cenno, facendo un piccolo passo indietro.

“Baby, stiamo insieme solo da poche settimane. Non vuoi aspettare?”

Buffy prese un profondo respiro. “Hai ragione,” disse lei con un tono poco convinto, offrendogli un sorriso tremante. “Andiamo a guardare il film.”

Muovendosi per oltrepassare Spike, lei si fermò quando sentì la sua mano sul braccio. “Buffy, non essere arrabbiata con me, amore.”

“Sto bene, Spike,” disse lei, incollandosi un sorriso fasullo sul viso mentre si liberò dalla sua presa. Lui sospirò, guardandola camminare nel soggiorno prima di prendere alcuni profondi respiri per controllare le emozioni.

Lui la voleva, su quello non c’era nessun dubbio, ma sapeva che dovevano aspettare. Non aveva molta forza di volontà con le donne, ed era anche più difficile con Buffy, considerato che veramente ci teneva a lei, ma sapeva che aveva bisogno di aspettare finché lei non fosse pronta.

“Spike? Rimarrai là in piedi tutta la notte?”

Prendendo un altro profondo respirò, entrò nel soggiorno, sedendole vicino sul divano e tirandosela contro di se. Sentendola che si accoccolava sul suo fianco, lui chiuse brevemente gli occhi per controllare l’emozioni.

Questo stava per diventare una notte lunga.

* * * * *

Intorno a mezzanotte, Buffy si alzò e andò nella sua stanza per mettersi il pigiama. Come lei arrivò ai gradini, si girò e guardò Spike. “Rimarrai stasera?”

La domanda era così quieta e piena di speranze che provocò un piccolo sorriso sul volto di lui.

“Se mi vuoi” rispose lui con voce leggera.

“Lo faccio,” mormorò lei con un sorriso. “Tornerò tra un minuto.”

Guardando il film finché Buffy tornò giù dalle scale, rimase senza fiato per come era bella. Indossava un pigiama di raso blu che in contrasto con la sua pelle d’orata sembrava di un pallido blu, lei sembrava così bella ed innocente che tutta la fermezza di Spike volò fuori la finestra. Lui si alzò e si diresse verso di lei. Avvolgendo le braccia intorno alla vita di Buffy, la tirò più vicino finché le loro labbra si incontrarono.

La passione del bacio aumentò come le mani di lui corsero sotto il suo top, sentendo la soffice, calda pelle sotto e lo scivoloso raso fresco contro le mani. Buffy si lamentò nella sua bocca come le sue mani viaggiarono sul suo corpo, carezzando ogni centimetro che poteva toccare. Entrambi ansimarono mentre lui espose un lato del suo seno nudo, infiammando Buffy e facendo diventare Spike duro.

Staccandosi dalle sue labbra, lui la guardò nei suoi occhi pieni di passione mentre lei prese la sua mano e lo condusse di sopra. Entrando nella sua stanza, Buffy si girò ed attaccò freneticamente le sue labbra mentre con le mani cominciò a liberare la camicia dalla cintura dei pantaloni. Le loro labbra si divisero brevemente mentre lei alzò la camicia sulla sua testa, facendo una pausa per ammirare i muscoli scolpiti di fronte a lei, accarezzando provvisoriamente le creste del suo addome mentre lui la guardò. Mordendosi il labbro, Buffy passo leggermente le dita sul suo torace mentre agganciò le mani dietro al collo di Spike e lo tirò in giù per un bacio lento.

Spike esitante cominciò a sbottonare il davanti del suo top, diventando ancora più dolorosamente duro alla consapevolezza che erano separati solamente da pochi pezzi di stoffa. Come finì il suo compito, Spike lentamente fece un passo indietro, aprendo la camicia e fissandola. Buffy incrociò nervosamente le braccia sul torace mentre lui la prese per tirarla in un altro bacio.

“Non lo fare,” bisbigliò lui contro le sue labbra. “Sei bella, amore, non devi essere imbarazzata.” Muovendo le mani di lei finché non ebbe una vista non ostruita del suo corpo, lui dolcemente fece scivolare la stoffa dalle sue spalle. Abbassando una mano accarezzò dolcemente con le punta delle dita il suo seno, sorridendo per il suo ansimare. “Sei sicura di questo, Buffy?” chiese lui con voce roca.

Buffy accennò col capo. “Sono sicura.”

Con un respiro, rabbrividendo, lei prese la sua mano e lo condusse finito al letto. Voltandosi, Buffy guardò nei suoi occhi mentre Spike mosse leggermente le dita su e giù sulle sue braccia in movimenti rilassanti. Dopo un momento, una sua mano raggiunse il retro della sua testa attirandola più vicino per un tenero bacio. Spike sentì le piccole mani di Buffy che lavoravano sulla fibbia della cintura e si lamentò come lei gli fece scivolare i pantaloni giù per le sue gambe, prendendo la sua erezione in mano.

“Così va bene?” Buffy chiese con timidezza, pigiando la fronte sulla sua mentre muoveva la mano su e giù in un ritmo lento.

“Più che bene,” rispose lui chiudendo gli occhi. Dopo un minuto, lui aprì gli occhi per vedere Buffy che si mordeva nervosamente il labbro più basso. Con molto controllo, lui la tirò via da sè, guardandola distesa giù sul letto prima di strisciare sul suo corpo e fissarla bramosamente negli occhi. “Buffy… se ti vuoi fermare -”

“N -no,” disse lei, scuotendo la testa. “Io… vedi, io-io non ho mai -”

“Shhh, va bene, baby. Lo so.”

Buffy lo guardò confusa. “Lo sai?”

Spike sorrise dolcemente mentre spostò i capelli dalla sua fronte. “Una donna come te non farebbe qualcosa di così speciale se non si trattasse di amore.”

“E -e… è lo stesso per te?”

Lui abbassò la testa per cominciare a baciare il suo collo. “Questo è precisamente quello che è per me.”

Buffy ansimò, afferrando il piumone su entrambi i lati, come Spike trascinò la lunghezza del suo corpo, agganciò le dita su ogni lato dei suo pantaloni di raso, togliendoglieli dalle gambe e lanciandoli sopra il mucchio di vestiti sul pavimento. Rabbrividendo quando una della mani di lui andò in mezzo alle sue gambe per stabilirsi tra le sue cosce, lei si inarcò impazientemente, chiedendo insistentemente più contatto. Alzandosi a guardare nei suoi occhi, Spike sorrise all’umidità che aveva trovato prima di tirarsi via da là.

“Dove stai andando?” Buffy chiese, l’angoscia evidente nella voce.

“In nessun luogo, baby” disse lui, raggiungendo i jeans sul pavimento. Buffy capì mentre lui estrasse un preservativo dalla tasca.

“Preparato, vero?” chiese lei con un sopracciglio alzato.

Spike strisciò una seconda volta sul suo corpo e le sorrise. “Perdo ogni controllo quando sono con te, pet. Pensavo che fosse meglio essere preparato.”

Buffy sorrise, sentendosi a proprio agio per la sua voce gentile. “Sono contenta,” disse leggermente.

Srotolando rapidamente il preservativo sulla sua lunghezza dura, lui si stabilì tra le sue gambe. “L’ultima opportunità, Buffy. Possiamo ancora fermarci se vuoi.”

Buffy non rispose, tirandolo più vicino per un altro infuocato bacio. Spike rispose con la stessa ferocia mentre si spinse dolcemente in lei. Lamentandosi nella bocca di lui quando la sua lunghezza scivolò ulteriormente, mugolando quando lui si fermò.

Prendendo a coppa la sua guancia con una mano mentre il bacio si intensificò, lui aspettò finché lei non fosse completamente rilassata intorno a lui, lottando contro ogni istinto di forzare. Sentendo il suo corpo rilassarsi, lui continuò a baciarla, spingendo attraverso la barriera, prendendo la sua verginità con una spinta cruenta.

Staccandosi dalle sue labbra, Buffy gridò di dolore che si diffuse dentro di lei. Spike si bloccò in lei, accarezzandola dolcemente mentre lei ansimò. “Fa male,” disse lei leggermente mentre guardò Spike con occhi pieni di lacrime.

Spike sentì la sua gola stringersi, sapendo di far male alla donna sotto di sè. “Mi dispiace, baby. Non farà male ancora per tanto, solo rilassati. Devi avere fiducia in me.”

Buffy fece come le aveva detto, rilassando il corpo e sentendolo che cominciava a muoversi all’interno di lei, sentendo lo scoppio di piacere che la travolse mentre lui muoveva lentamente le anche contro le sue. Prendendo un profondo respiro, sperando che il dolore calasse ancora di più, lei incontro esitante la sua spinta, cercando sollievo dopo il recente dolore. Lei ansimò quando lui si estrasse per metà da lei, solamente per spingersi di nuovo dentro e suscitandole un altro lamento.

Spike era in paradiso. Lui non aveva mai sentito un piacere così squisito. Lui sentì come se stesse affogando in lei come cominciò ad aumentare la velocità delle sue spinte, estraendosi di più da lei prima di immergersi di nuovo nelle sue profondità calde.

Muovendosi insieme finché Buffy alzava impazientemente le anche per incontrare le sue, Spike sentì l’orgasmo avvicinarsi. Stringendo la mascella, chiuse gli occhi, tentando di controllarsi finché poteva. Mentre stava quasi per mettere una mano tra loro per aiutare Buffy a giungere all’orgasmo più veloce, lui sentì i suoi muscoli interni stringersi mentre le sue unghie gli scavavano nella schiena.

Buffy sentì il suo stomaco stringersi spinse freneticamente contro Spike come sentì il suo corpo cominciare a muoversi a spirale fuori controllo. Stringendo la presa su di lui, sentì il suo corpo raggiungere la vetta, gridando di piacere mentre venne.

Il corpo di Spike canticchiò come sentì i suoi muscoli che si contraevano intorno a lui. Dando ancora alcune spinte, lui finalmente si permise di venire, il suo corpo pulsava mentre afferrò il lenzuolo su entrambi i lati di Buffy. Stringendolo nel pugno della sua mano, gemette per l’estasi che minacciava di sommergerlo mentre trattenne il fiato, quando gli ultimi spasmi passarono per il suo corpo.

Aprendo gli occhi, lui guardò nelle profondità degli occhi verdi di Buffy come lei lo fissò. Dandole un bacio gentile, Spike si separò dal suo calore e andò a sbarazzarsi del preservativo.

Buffy lo guardò mentre lasciò la stanza, sentendo le lacrime salire ai suoi occhi quando lui scomparve dalla sua vista. Lei rotolò lentamente, tirando il lenzuolo su di sè per nascondere il corpo nudo, fremendo all’indolenzimento tra le gambe. Fissando fuori dalla finestra, tentò di concentrarsi sul frusciare dei rami di un albero mentre le lacrime le scivolarono giù dalle guance.

Spike rientrò nella stanza e guardò la figura di Buffy avvolta dalle coperte. Lui aggrottò le sopracciglia, presumendo che forse aveva freddo e scivolò dietro di lei, abbracciandola da dietro.

Saltando al contando del suo corpo con il suo, Buffy tirò su col naso leggermente, tentando di fermare le sue emozioni. Sentendola tirare su, il cipiglio di Spike si approfondì mentre premette gentilmente la sua spalla, fino a farla voltare per affrontarlo. Il panico passò attraverso di lui alla vista del suo viso striato dalle lacrime.

“Baby, cosa c’è che non va?”chiese lui freneticamente, notando che lei non l’aveva guardato meglio occhi, e il panico si trasformo in terrore. “Ti ho fatto male? Lo so che la prima volta fa male, amore, ma pensavo che ti sentissi meglio… io – io pensavo..”

“Spike,” disse lei con voce tesa. “Non ti preoccupare per me.”

“Come posso non farlo, Buffy?” chiese lui incredulo. “Abbiamo appena fatto amore, e tu stai distesa qui piangendo. Cosa ho fatto, baby?”

Buffy tirò su col naso di nuovo prima di guardarlo negli occhi. “Era… era okay?”

Spike la guardò confuso. “Era molto meglio che okay, agnellino. Sei magnifica. Perché lo chiedi?”

“È solo… sei andato via e pensavo che -”

“Buffy, no! Mi sono solo liberato del preservativo. Quello è tutto. Per favore, credimi,” bisbigliò lui mentre ansiosamente accarezzò la sua pelle, tentando di rassicurarla. Lui la tirò più vicino per un bacio, lasciando dolcemente le labbra giocare con le sue per un momento prima di tirarsi indietro esitante. “Non mi sono mai sentito come mi fai sentire te. Mai.”

“Mi dispiace,” bisbigliò lei, gli occhi le si riempirono di lacrime di nuovo. “Pensavo che -”

Spike la fece tacere con un altro bacio, mettendo le mani tra i suoi capelli e tenendola vicino a lui per un lungo momento, prima di tirarla nel suo abbraccio. “Non mi spaventare più cose, pet,” bisbigliò lui nei suoi capelli. “Pensavo che stavi per buttarmi fuori a calci.”

Buffy sorrise e scosse la testa. “No. Io ti voglio qui.”

“Perfetto,” mormorò lui leggermente, sorridendo quando lei si mosse più profondamente nelle sue braccia. “Perché non ho nessuna intenzione di andare da nessun’altra parte.”


Capitolo 9 - amando

4 mesi più tardi

Le mani di Spike accarezzavano pigramente l’addome di lei mentre Buffy stava con la schiena contro il suo torace. Lui ascoltava, sorridendo leggermente, i suoni leggeri che lei emetteva. Poteva quasi giurare che stava facendo le fusa, e sapendo chi era a fargliele fare lo rese ancora più felice.

Loro due si erano avvicinati durante il corso dei mesi, passando insieme quasi tutto il tempo libero. Buffy era divenuta più speciale di quello che si era immaginato. Lei aveva iniziato alcune settimane fa l’università, e loro praticamente stavano sempre insieme, non lasciando che sua madre capisse che lei passava la maggior parte del suo tempo nell’appartamento di lui e non nella sua stanza nel dormitorio.

Stringendola di più quando la sensazione familiare d’insicurezza passò su di lui, chiuse gli occhi, aspettando che passasse.

Sin da quando lei aveva cominciato la UC Sunnydale, Spike si preoccupava di poterla perdere. Che qualche ragazzo dell’università venisse e la portasse via. Lui era felice, ma non necessariamente sorpreso, quando aveva visto molti uomini che le si avvicinavano dopo le lezioni o sulla strada quando si incontravano, e lei aveva declinato cortesemente le offerte. Sapeva di potersi fidare di lei, nel momento in cui lei sapeva di poter avere fiducia in lui.

Ed ancora, l’insicurezza rimaneva.

Spike continuamente si sentiva come se non fosse abbastanza per Buffy - che si meritava qualcuno migliore - così si era trattenuto dal dirle precisamente quanto lui si preoccupasse per lei. Ora, come lei rimase comodamente tra le sue braccia, lui sentì che le emozioni si stavano cancellando mentre guardava il suo volto sereno.

Buffy aprì gli occhi, un sorriso apparve sul suo viso come lei gli fece il solletico. “Okay, mister. Mi fissi da più di venti minuti, cosa c’è?”

“Stavo solo pensando, questo è tutto,” disse lui con un sorriso.

“A cosa?”

“A quanto io ti amo.”

Le parole uscirono dalla sua bocca prima che potesse pensare a quello che stava dicendo. Mentre Spike fissò i suoi occhi di smeraldo e si sentì perso in loro, lui sentì improvvisamente un breve senso di paura. Prendendo un profondo respiro per calmare i nervi, tentò di capire il modo per cancellare le parole dall’aria, ma la paura fu sostituita rapidamente dal sollievo quando vide un sorriso accecante accendersi sul viso di lei.

“Lo intendi realmente?”

“Naturale.”

Buffy strillò e unì le labbra con le sue, mise le mani dietro al suo collo per tirarselo più vicino, approfondendo il bacio. Le loro lingue combatterono mentre la passione si accese tra di loro. Dopo alcuni momenti, entrambi si staccarono, e si guardarono negli occhi.

“Ti amo anche io” disse lei mentre seguì dolcemente i lineamenti spigolosi della sua faccia. Lei sorrise allo sguardo stupido che lui le diede.

“Lo fai?”

“Naturalmente, sciocco,” disse lei con un giocoso schiaffo sul suo torace. “Non l’avrei detto se non fosse vero.”

Era la volta di Spike di tirarsela contro, baciandola freneticamente mentre le mani si muovevano sulle curve del suo corpo, avendo bisogno di arrivare più vicino a lei. Buffy si lamentò per l’intensità del momento e rispose al bacio con lo stesso fervore, spingendo le anche contro le sue.

Prima che entrambi sapessero cosa stava succedendo Buffy era distesa sotto di lui mentre si spingeva nel suo corpo. Ansando mentre lei si inarcò contro e si lamentò mentre lui spingeva velocemente in lei. Poteva sentire che stava già cominciando a perdere il controllo mentre la mano di lui si avvolse intorno la sua vita per tirarla ancora più vicino.

Buffy ansimò mentre lui cambiò posizioni, angolandosi verso l’alto, colpendo il luogo nascosto in lei e sfregando contro il suo clitoride con ogni spinta. Gridando per il suo improvviso orgasmo, lei gridò per la sua liberazione, sentendo il piacere.

Spike ansimò mentre i muscoli interni di Buffy si strinsero intorno a sè, quasi ringhiando quando sentì il proprio orgasmo raggiungerlo, lasciandolo senza fiato. Come i due innamorati rimasero stretti nell’abbraccio, lui si inclinò lentamente per baciarla leggermente. “Ti amo, Riccioli D’oro.”

Buffy sorrise al nomignolo familiare. “Ti amo anche io.”

Capitolo 10 - lasciar andare

1 anno dopo

Buffy strinse forte la mano di Spike come guardò la bara di sua madre che veniva abbassata nella terra.

Spike sentì le emozioni che lo spingevano giù, cercando di rimanere forte per lei. Sapeva i sentimenti che stavano correndo attraverso Buffy, dopo averli sperimentati anni prima quando sua madre morì, ma si stava preoccupando molto per la sua ragazza, poiché lei piangeva ancora sul corpo di sua madre nonostante fossero passati alcuni giorni.

Ora, mentre lei fissava la terra con uno sguardo impassibile sul volto, Spike sentiva il suo cuore triste per lei, desiderando poter fare di più che tenerle la mano. Tutti gli altri li avevano salutati e avevano lasciato la coppia sola. Spike rimase per un’ora mentre le offrì il suo appoggio. Come il sole tramontò sul cimitero, lui avvolse dolcemente un braccio intorno le sue spalle, tentando di tenerla al caldo contro l’aria fredda di settembre.

“Probabilmente dovremmo andare,” bisbigliò lui leggermente nel suo orecchio, guardando come lei strinse leggermente le labbra prima di accennare col capo. “Vuoi rimanere un minuto da sola, pet?”

Buffy accennò col capo di nuovo mentre lui le diede un bacio gentile sulla tempia e si allontanò mettendosi in piedi vicino ad un albero ad aspettarla. Lui poteva vedere solamente la sua schiena mentre lei era rimasta dove era, ma poteva sentire le parole mormorate gentilmente da lei . Dopo alcuni minuti lei si girò, e si diresse verso lui, prendendo silenziosamente la sua mano e camminando fuori dal cimitero.

“Sarei dovuta essere là, Spike,” lui sentì il suo bisbiglio.

“Non c’era niente che avresti potuto fare.”

“Non lo sai,” lei disse con voce tesa. “Non sai se lei soffrisse, se lei aveva bisogno di aiuto.”

“Buffy, ha combattuto un tumore per gli ultimi sei mesi. I dottori hanno detto che è stato rapido, indolore.”

“Come lo sanno?” gridò lei mentre arrivarono ai cancelli anteriori. “Loro non erano là!”

Spike rimase calmo attraverso lo scoppio, soddisfatto che lei non stava più mostrando il suo atteggiamento scoraggiato.

“Cosa farò, Spike?”

Il suo cuore andò in frantumi per il tono della sua voce, mentre suonava come una piccola ragazza sperduta. Arrivando fuori, lui se la tirò tra le braccia, tenendola stretta, facendo scorrere le dita tra i suoi capelli come lei si aggrappò alla sua camicia.

“Non ci pensare, baby,” rispose lui leggermente. “Non sei sola. Ci sono i tuoi amici e mio papà. E tu hai me.”

Spike baciò la cima della sua testa, rimanendo fermo e chiudendo gli occhi per trattenere le lacrime che stavano lottando per uscire. Lui fece un piccolo sospiro quando sentì la sua camicia bagnata e i piccoli singhiozzi che uscivano dalla donna che teneva tra le braccia. Buffy era maturata di più nelle ventiquattro ore passate che chiunque avrebbe dovuto fare in un anno, e Spike si sentì un po’ sollevato quando finalmente lei si stava lasciando andare.

Lui la strinse, lisciandole i capelli, mentre lei pianse. Mentre l’oscurità si chiuse su di loro, Buffy si tirò lentamente via e guardò il suo ragazzo. “Grazie.”

“Non hai nessun bisogno di ringraziarmi, amore. Questo è il motivo per cui sono qui,” disse lui, baciando dolcemente la sua fronte.

“Non voglio andare a casa stasera, Spike. Io -io non posso entrare là dentro adesso.”

Spike accennò col capo, capendo. “Okay allora. Andiamo a casa mia.” Avvolgendo un braccio intorno alla sua vita, la condusse fuori dal cimitero alla sua macchina.

* * * * *

Buffy gridò per il piacere come il suo orgasmo la raggiunse, avvolgendo il suo cuore freddo e scaldandolo mentre Spike continuò a entrare in lei, seguendola rapidamente sull’orlo.

Dopo essere arrivati nella sua casa, lei l’aveva preceduto e condotto nella camera da letto, chiedendo se poteva fare questo per lei. Spike aveva guardato nei suoi grandi occhi bagnati, sapendo immediatamente che aveva bisogno di dimenticare questo terribile giorno, anche se solamente per un po’ di tempo.

Ansimando mentre rotolò via da lei, Spike la tirò tra le sue braccia e accarezzò dolcemente la sua pelle nuda, assaporando la calma che sembrava circondarli. “Dormi, amore,” bisbigliò lui leggermente nel suo orecchio. “È stata una lunga giornata.”

Buffy borbottò qualcosa in risposa che Spike non capì, poco prima che lei andasse alla deriva e si addormentasse.

Spike rimase sveglio, guardandola dormire. Lui accarezzò dolcemente la distesa liscia della sua schiena mentre fissava la sua faccia tranquilla. Lui era felice che era stata capace di addormentarsi, sapendo che le prossime settimane sarebbero state dure.

Loro avevano tentato di trovare suo padre, ma sembrava che Hank Summers fosse in Europa con la sua segretaria e non poteva essere disturbato dalla sua unica figlia o per la morte della sua ex-moglie. Spike sapeva che questo feriva Buffy più di quanto lei era disposta ad ammettere, non avere suo padre là. Anche se era un fannullone.

Spike era preoccupato per Buffy. Quando sua madre era stata uccisa anni prima da un rapinatore, aveva avuto almeno un padre vicino che l’aveva aiutato a superare il dolore. Lui era preoccupato di non riuscire a far superare tutto questo a Buffy.

Con un sospiro, decise di non preoccuparsene stasera, dando invece un ultimo bacio sulla fronte di Buffy e addormentandosi anche lui.

Capitolo 11 - soffrendo

4 mesi dopo.

Spike sedeva sulla tavola della cucina con la testa tra le mani. Molte bottiglie di birra erano sulla superficie di fronte a lui mentre fissava il telefono. I mesi passati erano stati stressanti, al meglio. Buffy si era chiusa in se stessa e diventando distante, chiudendolo ripetutamente fuori dalla sua vita. Lei aveva usato la scusa di un compito in classe finché l’interruzione di Natale era arrivata.

Loro avevano passato insieme le feste, facendo una cena con Giles e scambiandosi i regali, e poi Buffy era scomparsa per una settimana. Alla vigilia dell’anno nuovo, si erano incontrati al Bronze, sebbene non insieme, e si erano solo scambiati un bacio come l’orologio colpì la mezzanotte. Spike la sentì scivolare via rapidamente ed era troppo debole per fermarla.

Ora, neppure una settimana dopo, sedeva ubriaco con il cordless in mano, premendo richiama ogni cinque minuti, tentando di sentirla per telefono. Dopo la ventesima chiamata, dai o prendi, Spike sentì la rabbia crescere.

Saltando giù, afferrò lo spolverino e lasciò l’appartamento, sbattendo la porta mentre usciva.

Mezz’ora dopo stava marciando sul viale di Buffy. Sapendo che era a casa e sapendo anche che non era una buona cosa nello stato nel quale era, Spike sbatté il pugno nella porta.

Almeno ho avuto abbastanza buon senso per non guidare, lui pensò come sentì il click della serratura e la porta si aprì.

Incontrando gli occhi della sua ragazza, lui sentì un’inondazione di ira attraversargli il corpo. “Dove per l’inferno maledetto eri?!”

Buffy si restrinse visibilmente lontano dalla porta come lui le gridò contro. Lui non aveva mai alzato la voce con lei, e poteva sentire l’odore dell’alcol che riempì l’aria mentre lui oltrepassò la soglia e sbatté la porta con così tanta forza che pensò che probabile i vetri si potessero rompere.

Allo sguardo nei suoi occhi, Buffy fece un altro passo indietro. Lei sapeva di averlo allontanato, e che gli doveva un chiarimento, ma guardando la sua posizione rigida, pensò che adesso non era il momento migliore per fare un discorso ragionevole.

“Spike, permettimi di farti un po’ di caffé,” disse lei con tono calmo, girandosi verso la cucina.

“Non voglio il tuo caffé di merda, Summers!” gridò lui, facendole fare un altro passo indietro mentre lei lo guardò di nuovo. “Voglio sapere quale è il tuo maledetto problema!”

“Mi dispiace, Spike,” bisbigliò lei, guardando nei suoi occhi rossi. Lei non poteva dire altro che questo perché non aveva una buon scusa. Non c’era nessun altro, non c’era una ragione valida. Buffy sapeva che aveva tutti i segnali di una depressione, ma era incerta su quello.

Se lei fosse depressa, sarebbe stata capace di capirlo?

Questi pensieri l’affliggevano continuamente, e lei si era allontanata di proposito dalla persona che sapeva si preoccupava per lei. Lei sapeva che se lui avesse compreso che qualcosa non andava, lui avrebbe voluto ripararlo, e lei pensava che non poteva essere riparato.

Spike fissò nei suoi occhi per un minuto, come se stesse cercando di leggere quello che stava succedendo dentro di lei. “Non mi ami.”

Buffy lo guardò scioccata come lui disse quelle parole, che mai avevano attraversato la sua mente. “Spike, certo che ti amo.”

“Allora perché?”

“Non lo so,” bisbigliò lei, guardando il pavimento.

“Vuoi stare ancora con me, Buffy?” chiese lui attraverso i denti stretti.

“Spike, per favore non chiedermelo adesso.”

“Allora perché non renderti le cose più facili, Summers?”

La testa di Buffy saltò su al suono freddo della sua voce, la sua bocca si spalancò mentre si diresse verso la porta.

“Spike, dove stai andando?” lei pianse mentre lo inseguì, afferrando la sua manica. Lei si spaventò quando diede una scossa forte per liberarsi dalla sua presa, notando un leggero ammorbidimento nei suoi lineamenti per spaventarla, solamente per poi indossare di nuovo la maschera fredda al suo posto.

“Sto andando via,” disse lui, aprendo la porta. “Noi ci lasciamo.”

Buffy sentì le lacrime nei suoi occhi mentre lui uscì dalla porta. Correndo per prenderlo, lo inseguì fino alla strada. “Spike, non andare via così! Non l’intendevi… è solo l’alcol che parla.”

“No!” gridò lui, girandosi per affrontarla. “Questo sono io, Buffy. Stai tentando di tagliarmi via dalla tua vita ? Bene, ti sto rendendo le cose più semplici.”

Senza un’altra parola, Spike si girò, e si allontano, lasciando Buffy con le lacrime che scorrevano sul suo viso mentre lo fissava. Tentò di calmarsi mentre lui girò l’angolo, dicendosi che lui avrebbe chiamato quando sarebbe stato sobrio, ma lei non riuscì a fermare un singhiozzo che scappò dalla sua gola.

“Noi usciremo da questo,” disse a se stessa mentre rientrò in casa, provando a suonare convincente. Allora perché aveva la sensazione che lui intendesse quello che aveva detto?

E perché sentiva che se lo meritava?


Capitolo 12 - evitare

Con trepidazione, Buffy si diresse al Magic Box il sabato. Aveva chiamato per dire che era ammalata la settimana passata, in parte perché non poteva sopportare il pensiero di vedere Spike da quando lui non l’aveva chiamata, ed in parte perché si sentiva male all’idea di vederlo di nuovo. Willow le aveva fatto visita a casa e aveva interpretato il ruolo della migliore amica di supporto e le aveva detto che Spike stava lavorando, ma era più silenzioso del solito.

Ora, come Buffy attraversò la porta del Magic Box, sentì aumentare l’ansia come osservò il negozio. Giles guardò su dal registratore di cassa e sorrise come vide Buffy che si dirigeva verso di lui.

“Buffy, stai meglio presumo?”

Buffy diede una leggera alzata di spalle, guardandosi ancora per il negozio.

“Lui non è qui.”

La sua testa scattò verso gli occhi preoccupati di Giles. “Lei lo sa?”

Lui accennò col capo come le diede un sorriso comprensivo alla giovane ragazza. “Mi ha chiesto di metterlo nei turni opposti ai tuoi.”

Buffy sentì il suo respiro bloccarsi e dovette lottare contro l’urgenza di piangere.

Quindi era veramente finita, pensò miseramente mentre distolse lo sguardo dall’uomo di fronte a lei. Lui veramente non vuole più vedermi ed è tutta colpa mia.

Buffy si diresse verso l’ufficio per timbrare il cartellino d’entrata. Chiudendosi la porta alle spalle, sentì le lacrime che minacciavano di uscire. Sentendo bussare alla porta, lei si girò ed ancora una volta si trovò ad affrontare il viso comprensivo di Giles mentre entrava.

“Buffy… posso chiedere cosa è andato storto?”

“Io,” bisbigliò lei con voce soffocata mentre guardava verso il pavimento. “Ero io. Io, um…io lo ignoravo… mandandolo via, negli ultimi mesi. Non volevo che si deprimesse per le mie continue oscillazioni di umore, così pensavo che era meglio se non mi fosse intorno. Suppongo che si è realizzato il mio desiderio, huh?” chiese con un sorriso addolorato, guardandolo con occhi pieni di lacrime.

Giles non disse niente ma avanzò solamente e l’abbracciò. Buffy sentì le lacrime uscire perchè quest’uomo le era più vicino di suo padre che gli offrisse conforto.

Tirandosi indietro, lui la guardò, prendendo la sua guancia dolcemente a coppa nella mano. “Ti farebbe piacere se parlassi io con William?”

Buffy scosse la testa. “No… grazie, ma no. Ho tracciato io il mio sentiero in questo pasticcio e merito quello che ho ottenuto.”

“Buffy questo non è vero. Te -”

Giles si zittì mentre Anya Jenkins bussò.

“Ciao, Giles” disse lei allegramente come lo oltrepassò. “Oh, Buffy, sei tornata. Sembri come morta. Dormi abbastanza? O il sesso? Sai, le persone danno per scontato la meraviglia che una relazione sessuale può fare per il tuo aspetto. Non sei d’accordo Giles? Giles?”

Buffy soppresse un sorriso come Anya si rivolse al luogo dove Giles era prima in piedi. “Penso che è scivolato fuori al prima accenno sul sesso.”

“Così vergognoso,” Anya disse scuotendo la testa. “Sai, non penso che lui stia uscendo con qualcuno in questi giorni.”

Anya rapidamente andò a timbrare il cartellino e si diresse verso la porta. “Spero che hai timbrato, Buffy. I soldi sono un’altra cosa meravigliosa per l’aspetto. Solamente per il valore di vestiti e prodotti per la cura della pelle che si possono acquistare…”

Buffy si voltò alla sproloquio di Anya mentre rientrarono nel negozio. Scusandosi, Buffy andò nel retro del negozio e cominciò a raddrizzare alcuni oggetti, la sua mente si preoccupò pensando a Spike. Si sentiva miserabile al pensiero che lui non voleva stare neanche nello stesso luogo con lei per una prolungata quantità di tempo.

“Hai realmente fatto una cavolata, Buff,” lei mormorò a se stessa.

* * * * *

Le ore passavano mentre Buffy guardò l’orologio.

“Buffy.”

Girandosi mentre Giles l’ha chiamò. Aspettò per continuare.

“Sono quasi le tre. Perché non vai a casa?”

Buffy fece un breve cenno come andò e prese il cappotto. Salutando Giles e Anya, lei decise di uscire dalla porta posteriore. Se Spike non voleva vederla, pensò di rendergli le cose più facili. Aggiustandosi il cappotto, Buffy uscì e chiuse la porta, nello stesso momento la porta principale si aprì.

Spike si guardò intorno per il negozio, sperando e temendo che probabilmente si sarebbe incontrato con Buffy.

“Lei non è qui.”

Spike saltò al suono della voce di Anya. “Chi, pet?”

“Buffy. Non far finta di non sapere, Spike. Lo so che la stavi cercando, so anche che tu sei la ragione per cui la signorina è stata depressa tutto il giorno.”

“Così era qui?”

“E’ uscita,” disse Anya mentre spolverava i vari articoli sulla tavola. “E’ uscita dal retro. Suppongo perché sapeva che tu non volevi vederla.”

Spike sentì una pugnalata di rimorso per aver aggiunto evidentemente del disagio a Buffy. “L’ha detto lei?”

“No. Non ha detto molto veramente. Ha solo fatto il suo lavoro ed è andata a casa. Lei non sembra stare bene in questi giorni.”

Spike guardò verso il pavimento, tentando di non sentirsi più in colpa di come già faceva. “Ma lei è okay, corretto? Voglio dire, lei non sembrava… cattiva?”

“Spike, è Buffy. Lei non può sembrare cattiva più di quanto possa io.”

Spike sorrise per quello.

“Ma lei non è felice, se è quello che stai chiedendo. Lei non ha neppure ascoltato le mie storie degli orgasmi meravigliosi che Xander mi ha dato la notte scorsa. Sai, considerato che stiamo insieme solamente da un anno, abbiamo una chimica sessuale sorprendente, come se stessimo insieme da anni.”

“Uh, giusto. Bene… vado a lavorare,” disse Spike, correndo dentro l’ufficio e fuori dalla linea di fuoco della bocca di Anya.

“Cosa hanno le persone oggi?” Anya chiese a se stessa.


Capitolo 13 - volendo stringerti

Passò un mese senza avere contanti con Spike. Giles le permetteva di lasciare il lavoro alcuni minuti prima, e Spike non si disturbava a presentarsi prima per i suoi turni, lasciando che Buffy credesse che lui non potesse riuscire neanche a guardarla.

Il suo compleanno era venuto ed andato normalmente. Lei non era di turno per lavorare al Magic Box e Willow, Xander, ed Anya le avevano fatto un’improvvisata festa a casa, completa di torta e stelle filanti. Era bella, ma non poteva essere comparata in nessun modo al suo diciannovesimo compleanno l’anno precedente, quando Spike l’aveva portata alla spiaggia, e avevano fatto l’amore sotto le stelle e con il rumore delle onde. Era stata una delle notti più romantiche della sua vita, e quando lui le diede un anello di eternità con diamanti, Buffy era rimasta senza fiato, guardando l’anello d’oro bianco, con i piccoli diamanti.

Buffy l’aveva portava l’anno scorso ogni giorno. Fino al suo compleanno. Quando il giorno passato non aveva ricevuto neppure un biglietto da Spike, si era tolto il bel anello e l’aveva messo in una catena di argento intorno al collo. Non poteva sopportare di stare senza, ma era più facile se lei fosse stata capace di farlo gradualmente e non dover guardarlo ogni volta che firmava o il sole le battesse nella mano.

Ora, era metà febbraio, e Buffy stava chiudendo il Magic Box per la notte. Di solito era Giles che chiudeva il negozio, ma lui l’aveva chiamata il giorno prima, chiedendole se poteva rimanere delle ore in più perché lui aveva un virus allo stomaco. Buffy aveva accettato prontamente, tuttavia chiudere il negozio così tardi di notte la spaventava un pò. Sapeva di non poter deludere Giles, così era qui, tenendo la borsa dei soldi nella mano e spegnendo le luci.

Giles le aveva detto di non disturbarsi a depositare i soldi del Magic Box nella banca serale, ma Buffy sapeva di non poter lasciare le ricevute nella vecchia cassaforte che Giles aveva nel negozio per il fine settimana. Aveva insistito che sarebbe stata sicura, anche se la tensione nel suo corpo le diceva il contrario.

Buffy spense l’ultima luce e chiuse la porta a chiave come uscì fuori dalla deserta Sunnydale Main street. Lei si gelò quando vide una Desoto nera parcheggiata sul marciapiede, e il proprietario inclinato casualmente contro questa, fumando una sigaretta. Buffy inalò bruscamente, tentando di tenere i nervi sotto controllo, prima di fare il giro della macchina nella direzione della banca.

“Cosa stai facendo, amore?”

“Quello per cui sono pagata. E non chiamarmi amore.”

“Va bene, Riccioli d’oro.”

Buffy si fermò, lottando contro le lacrime al sentire il soprannome che era riservato solamente a lei. “Perché sei qui?”chiese con voce soffocata, non disturbandosi a girarsi per affrontarlo.

L’espressione di Spike si ammorbidì per la tensione nella voce di lei. “Sono venuto per darti un passaggio, amo..Buffy.”

“Sto bene, grazie.”

“Non è sicuro fuori.”

“Non è sicuro con te,” disse lei leggermente.

“Touché,” lei lo sentì mormorare a bassa voce.

“Mi dispiace,” disse Buffy, girandosi per affrontarlo. “Non avrei dovuto dirlo. È colpa mia che… è colpa mia.”

Spike la fissò confuso mentre lei si girò e cominciò ad allontanarsi. Lui si precipitò rapidamente accanto a lei, dandole un piccolo sorriso come lei lo guardò. “Non posso permetterti di camminare da sola, Buffy. Veramente non sei al sicuro, e penso che ti sentirai meglio se il Big Bad ti guarderà le spalle.”

Buffy offrì un piccolo sorriso per il vecchio nomignolo del liceo. Lei non disse altro mentre andarono verso la banca. Depositando rapidamente i soldi, lei si girò e tornò verso la strada da dove erano venuti, ascoltando i passi leggeri dietro di se. L’intero viaggio fu fatto in silenzio mentre si avvicinarono di nuovo alla Desoto.

“Ho trovato un lavoro,”disse lui come arrivarono più vicino alla macchina. “Direttore di un ristorante.”

Rivolgendosi a lui, Buffy riuscì ad offrirgli un sorriso esitante. Spike stava cercando un lavoro da quando si era laureato alla UC Sunnydale all’inizio di dicembre. “Questo è grande. Quindi non lavorerai più qui?”

“Nah, ho detto a papà che lo avrei ancora aiutato col turno di notte fino alla fine dell’estate. Sono solamente di giorno al ristorante.”

“Questo è bello,” Buffy disse con un cenno. Girandosi verso di lui come rimasero in piedi di fronte al negozio, Buffy gli offrì un leggero sorriso. “Grazie. Però devi dire a tuo papà che non ho realmente bisogno della scorta.”

“Non è un idea di mio papà, pet.”

Buffy lo fissò confusa. “Così sei qui perché…?”

“Perché… non mi piace l’idea che tu chiuda da sola.”

Buffy accennò col capo, guardando a terra. “Naturalmente.”

“E perché mi sento un completo idiota per averti ignorata in questo ultimo mese.”

Buffy lo guardò con occhi brillanti. “Realmente?”

“Solo perché non stiamo insieme non significa che non possiamo parlare… giusto?”

“Oh, um, sì, suppongo.”

Spike vide un bagliore di delusione sul suo viso all’accennare del loro stato di ‘non insieme ’. “Buffy, io -”

“Io dovrei andare a casa,”disse lei rapidamente, non volendo sentire niente di quello che lui stava cercando di dire per placarla. “E’ tardi, ed io… io dovrei tornare a casa.” Buffy si girò e cominciò a camminare nella direzione di casa.

“Permettimi di darti un passaggio.”

“No, Spike, è okay,” disse lei, voltandosi e camminando all’indietro mentre parlava. “È una corta passeggiata, io sarò -”

Vedendo Buffy inciampare sul bordo del marciapiede e cadere sbattendo il ginocchio, Spike fu al suo fianco in un secondo come lei sibilò per il dolore, afferrandosi il ginocchio destro ferito. Guardando i suoi pantaloni strappati per vedere il sangue che iniziava a gocciolare, lui fremette in comprensione quando lei ansò.

“Bene, avevi ragione, pet. Era una passeggiata corta.”

Buffy gli sparò un’occhiataccia mentre lui soppresse un riso soffocato al suo scherzo, strofinandole dolcemente il ginocchio, dandole un sorriso leggero quando lei si ritirò l’area tenera che la mano di lui aveva accarezzato. “Okay allora, ti porto all’ospedale.”

“No,” disse lei, scuotendo vigorosamente la testa.

“Buffy, hai diciannove anni. È ora di non aver più tutta questa paura per l’ospedale.”

“Ne ho venti,” borbottò lei, tentando di flettere la gamba dolorante.

“Tu ne hai… per l’inferno maledetto! Sono un maledetto pirla! Ho dimenticato il tuo compleanno?”

“È okay… realmente… non è un grande affare,” disse lei non convincente.

Spike fissò Buffy, notando che lei non incontrava i suoi occhi. “Onestamente me ne sono dimenticato, Riccioli d’oro.”

Buffy si incollò un sorriso fasullo sulla faccia mentre si alzò da terra. “Ti credo, Spike. Adesso hai cose più importanti nella tua vita. Non devi ricordarti il compleanno di una ex.”

“Sei di più che una mia ex, Buffy,” disse lui quietamente.

“Ma il fatto è che io sono una tua ex. Prima di tutto… ed è abbastanza un bigliettino quando viene ai compleanni.”

“Non avrei mai -”

“È okay. Solo è… meglio se vado.”

“Ti darò un passaggio. Se non mi permetterai di portarti all’ospedale, almeno mi permetterai di portarti a casa.”

Buffy esitò per un secondo, comprendendo che tornare a casa a piedi non suonava invitante da quando si era ferita. Accennando col capo leggermente, lei zoppicò dolorosamente verso la macchina, ansando quando fu sollevata improvvisamente da due braccia forti e depositata in macchina. Buffy sedette rigidamente mentre Spike fece il giro della macchina e si sedette.

La passeggiata fu fatta in silenzio mentre si gettavano delle occhiatine nervose. Ed alcuni minuti più tardi arrivarono nel suo vialetto, Spike spense la macchina, fissando in avanti. “C’è qualcosa che non va?”

Buffy si guardò al grembo, ingoiando il grumo nella gola prima di rispondere. “Cosa andò male quel giorno, Spike?” chiese lei leggermente.

Lei lo vide mordersi il labbro inferiore come lui considerò la risposta. “Vuoi dire oltre a essere venuto ubriaco e incazzato a casa tua?”

“Sì,” bisbigliò lei, facendolo voltare verso di lei per vederne il profilo.

“Ti ho spaventato quel giorno, vero?”

Buffy prese un profondo respiro, non guardandolo mentre accennava con la testa.

“Non ti farei mai del male, Buffy” disse lui con voce onesta, un suggerimento di disperazione nel suo tono.

“Fisicamente… intendi?” chiese lei, pentendosi immediatamente quando vide l’occhiata di rimorso nella sua faccia. “Spike, mi dispiace. Quello era un colpo basso.”

“Ma non lo rende meno vero.”

“No,” lei fu d’accordo quietamente. “Non lo fa.”

“Per rispondere alla tua domanda, penso che stiamo crescendo separatamente. Non ci vedevamo da mesi… giusto sentirsi, suppongo.”

“Sì,” borbottò lei, raggiungendo la maniglia della portiera. “Penso che sia così. Grazie per il passaggio.”

Prima che Buffy potesse aprire la portiera, Spike era al suo fianco della macchina, aprendole la portiera e aiutandola ad uscire. Incapace di dire qualcosa mentre lei, ancora una volta, era tra le sue braccia e condotta verso la porta anteriore, lei si mosse inquietamente nelle sue braccia, non abituata alla familiarità del suo tocco.

“Posso camminare, Spike.”

“Non su quella gamba, Riccioli d’oro. La benderemo.”

Buffy sapeva che era inutile discutere. Spike era più caparbio di come lo era lei, e lei aveva imparato tempo fa a scegliere saggiamente le sue battaglie.

“Okay,” lei fu d’accordo come aprì la porta, non fu un compito facile in considerazione del fatto che Spike non l’aveva messa giù. Calciando la porta per chiuderla mentre lui camminò sulla soglia, la portò di sopra nella stanza di Buffy e la mise dolcemente sul letto.

“Andrò a prende l’equipaggiamento per il pronto soccorso. Perché intanto non ti cambi?”

Buffy accennò col capo mentre lui lasciò la stanza. Guardando al suo pigiama, lei rapidamente ripose una delle camicie da notte leggere con cui dormiva di solito, optando invece per un paio di pantaloncini di raso e una canottiera intonata. Lei si sentiva ancora un pò vestita inadeguatamente, ma lei non poteva mettersi i suoi pantaloni di flanella a causa della ferita alla gamba.

Entrando alcuni minuti più tardi nella stanza,il respiro di Spike gli si bloccò nella gola quando guardò dolorosamente Buffy tirarsi in posizione seduta sul letto. Il sangue si diresse tutto al suo inguine mentre fissò il suo corpo, prima che la rabbia l’oscurasse per la visione della sua forma denutrita. Lei aveva perso sicuramente venti libbre dall’ultima volta che l’aveva vista in qualche tipo di situazione intima.

Camminando impettito verso il letto, lui sbatté l’equipaggiamento sul comodino, facendo si che Buffy saltasse e lo guardasse confusa mentre versò l’antisettico su un pezzo di stoffa. Un secondo più tardi, la stoffa fu premuta sulla ferita sul suo ginocchio, come Buffy frignò per il dolore palpitante.

“Cosa c’è che non va?” chiese lei in tono teso.

“Solo non sono troppo felice nel vedere la donna che ho amato trasformarsi in un’anoressica.”

Il tempo verbale passato di ho amato non passo inosservato a Buffy, e sentì le lacrime che aveva trattenuto per il dolore, voler uscire per il tono duro della sua voce. “Non lo sono,” bisbigliò lei così leggermente che alla fine Spike si girò a guardarla.

Vedendo le lacrime che scendevano a cascata per le guance, la sua espressione immediatamente diventò di scusa. “Buffy, amore, non intendevo farti male.”

Buffy scosse la testa, non volendo dirgli che il dolore era per le sue parole e non per le sue azioni. Lei si asciugò gli occhi, tentando freneticamente di smettere di piangere mentre lui mise i medicinali sul pavimento, e si mise a sedere sul letto accanto a lei e la tirò tra le sue braccia. “Mi dispiace.”

Tirando su con il naso di nuovo come lei tentò di tenere l’emozioni sotto controllo, lei scosse la testa. “No… è okay.”

Spike si tirò indietro per guardare il suo viso striato di lacrime, mettendo dolcemente una ciocca di capelli dietro al suo orecchio. L’elettricità di colpo lo attraversò mentre la mano attardava sulla sua pelle. Guardandola negli occhi e vedendo la stessa brama che sentiva riflessa, lui non pensò a quello che stava facendo mentre le labbra pigiarono contro le sue, entrando fervidamente nella sua bocca, attorcigliando le loro lingue mentre Buffy rispondeva al bacio con la stessa passione.

Scivolando con le mani sotto la sua canottiera, lui la strappò facilmente in modo fluido, tirandola attentamente in una posizione eretta.

Le dita di Buffy corsero ai bottoni della sua camicia, togliendo questa e lo spolverino contemporaneamente, prima di tirare la sua cintura mentre lui le fece scivolare i pantaloncini giù per le gambe. Le loro labbra erano fuse insieme mentre rimasero in piedi prima che Spike la spingesse sul letto e strisciasse sopra di lei, rincontrando le sue labbra, catturando l’ansare di Buffy mentre entrò in lei.

Inarcandosi contro di lui disperata mentre la penetrava più profondamente, seppellendosi nel suo calore, le unghie di lei gli artigliarono la schiena.

Spike lasciò la sensazione di formicolio mentre pizzicò la parte disponibile di pelle che poteva raggiungere mentre era immerso in lei. Buffy frignò di nuovo, ma questa volta, non per il dolore mentre lui la baciava sulla gola e le loro anche si cullavano insieme. Il tempo non aveva significato come loro si muovevano l’uno con l’altra. Lei cominciò a sentire il ronzio del corpo quando si avvicinò al suo orgasmo, artigliandogli la schiena, spingendolo freneticamente in lei ad un ritmo più duro.

Il desiderio di liberarsi, Spike angolò il corpo per scivolare con le mani in giù e afferrare le sue anche, tirandola più fortemente a lui, sorridendo quando la guardò esplodere nell’orgasmo, prima di sentire il proprio corpo reagire a lei, pulsando profondamente all’interno della sua profondità di seta mentre i suoi muscoli si contrassero intorno a lui.

Spike trattenne il fiato come rotolò via da Buffy, le mani che immediatamente salirono a coprirsi il volto.

Questo era sbagliato, lui pensò, pizzicandosi il ponte del naso come lo stress della situazione lo raggiunse. Sedendosi lentamente, rimase seduto per molti minuti mentre Buffy lo guardava.

Coprendo provvisoriamente il corpo con il lenzuolo, lei lo raggiunse e gli toccò la schiena, togliendo via la mano quando lui saltò al tocco delicato. “C’è qualcosa che non va?” chiese lei leggermente.

“Sì,” borbottò lui con voce rauca. “Non avrei dovuto farlo. Mi dispiace, Buffy.”

Guardandolo incredula quando lui si girò per affrontarla, lei tentò di fermare le lacrime che le bruciavano negli occhi, offuscandole la vista. “Ti dispiace?” bisbigliò lei, incredula.

“Sono stato debole. Non avrei dovuto farlo. Non volevo usarti.”

“Usarmi?” Il dolore nel cuore di Buffy sembrò moltiplicarsi per queste parole.

Spike guardò le emozioni che giocavano sul suo volto e allungò una mano, solamente perché venisse scacciata.

Buffy sentì le lacrime uscire come Spike si alzò e iniziò a recuperare i vestiti dal pavimento, vestendosi lentamente.

Mettendosi lo spolverino si girò per un momento, rivolgendosi lentamente a Buffy, osservando il dolore sui suoi lineamenti mentre lei lo fissò con un lenzuolo avvolto intorno al corpo, uno sguardo di incredulità sul volto. “Buffy -”

“Non lo fare,” bisbigliò lei, scuotendo la testa ed ingoiando, tentando di liberarsi del grumo nella gola. “L’hai reso perfettamente chiaro. Solo un ultimo hurrà,” disse lei, guardandolo negli occhi per misurare la sua reazione, e volendo causargli una moderata quantità di dolore che lei sentiva. “Spero che ti sia divertito.”

“Non è così” disse lui stringendo i denti.

“No? L’hai detto tu stesso. Mi hai usata.”

Spike chiuse gli occhi per l’infelice scelta di parole. “Non intendevo questo, amore.”

“Non ci sono molti modi di prenderlo, Spike. Avevi bisogno di liberarti… io ero disponibile, giusto? Un buona scopata del giorno, no? Questo è tutto quello che sono per te. Solo un altro corpo.”

Spike la fissò sorpreso dal disgusto che sembrava uscire con le parole di lei. “Non ho mai considerato il tuo come un altro corpo, Buffy” disse lui, la mascella contratta per la frustrazione. “Sei l’unica che è contata qualcosa per me.”

“Il tempo cambia, huh? “

“Non sei mai stata una conquista”, disse lui di nuovo, la collera aumentò.

Lei si alzò dolorosamente, appoggiandosi sull’altro ginocchio, tenendo il lenzuolo intorno a sè, mentre lo fissò negli occhi. “Non fino a stanotte.”

Le parole furono dette così piano che quasi Spike non le sentì. Quando lui comprese quello che lei stava dicendo, l’ira lo inondò per l’insolenza di lei.

Vedendo lo sguardo nei suoi occhi che lei non aveva mai visto prima, fece molti passi indietro, battendo contro il muro mentre lui avanzava verso di lei. Rimanendo in piedi così vicino, lei poteva sentire il suo respiro sulla guancia, Spike bisbigliò, “Non mi parlare così, ragazzina.”

Buffy guardò negli occhi di un uomo che lei non riconosceva. “Spike, mi stai spaventando,” disse lei con la voce che le tremava.

Guardando come lui immediatamente si scosse, guardando negli occhi spaventati di lei e come continuava a farsi piccola.

Cosa per l’inferno è sbagliato con te, checca? Spike penso tra sè. Questa è la seconda volta che sei in contatto con questa donna dopo molti mesi, e la spaventi entrambe le volte. Non puoi incolpare l’alcol questa volta, sei un pirla.

“Non ti ferirei mai, Buffy. Per favore credimi.”

“Penso che dovresti andare.”

“Buffy, per favore credimi… non potrei… non riuscirei neppure a pensarlo.”

“Spike… ti credo. Ma questo non cambia il fatto che non vuoi stare più con me. Quindi penso che devi andartene.”

Vedendo il dolore negli occhi di lei come lui si girò per uscire, si fermò quando arrivò alla porta, guardandola da sopra la spalla. “Non ho detto che non voglio stare con te. Penso che questo non sia il momento giusto per noi.”

Buffy lo fissò come lui camminò per i gradini, non muovendosi quando sentì la porta anteriore chiudersi. “Allora quando?”


Capitolo 14 - rinforzi positivi

Buffy era in piedi due mesi più tardi nel corridoio della farmacia. Fissava le file e file di scatole, ognuna offriva un modo speciale di scoprire se era incinta.

Mordendosi il labbro inferiore mentre osservava tra le varie scelte, prese molte scatole e ne lesse i contenuti prima di sospirare. “Questo è ridicolo,” lei mormorò a se stessa. “Sei in ritardo solo di alcuni giorni, e non hai avuto la nausea stamattina. Non dovresti essere qui.”

Come disse queste parole, la voce bisbetica nella testa le ricordò quello a cui non voleva credere. La stessa vocina che gli ricordava che aveva smesso di prendere la pillola anticoncezionale alcune settimane dopo che Spike era uscito dalla sua vita.

Lei era incinta.

Il test ancora non l’aveva confermato, ma Buffy conosceva il suo corpo, era incinta. I seni erano più grossi e teneri al tocco, aveva perso completamente l’appetito, ed era stanca tutto il tempo.

Con un altro sospiro pesante, lei afferrò una scatola i cui risultati sarebbero apparsi con una brillante linea di colore rosa. Sarebbe stato abbastanza chiaro anche per lei. Portò la scatola alla cassa per pagare, non incontrando mai gli occhi dell’impiegato mentre pagava, e lasciò il negozio.

Una volta arrivata a casa, Buffy corse nel bagno di sopra. Non poteva sopportare di guardare il test mentre lo mise sul mobile ed andò a distendersi sul letto, aspettando il termine del tempo richiesto. I secondi sembrarono passare lentamente mentre pensava alle sue scelte.

Lei non poteva abortire. Sapeva che non sarebbe riuscita a farlo. L’adozione era un’alternativa, ma Buffy non poteva immaginare di dare via il suo bambino. Che le piacesse o no, era in questo pasticcio, e doveva tirarsene fuori da sola.

Anche se era difficile.

In fondo alla sua mente, scoppiò come un segnale al neon, era il fatto che lei stava portando il bambino di Spike. Questo poteva essere l’ultimo residuo della loro relazione che sarebbe stata capace di tenere.

Buffy sapeva che questo era un motivo egoista per tenere un bambino, ma aveva già perso molto. Sua madre non era là ad aiutarla con le nuove responsabilità, suo padre l’aveva praticamente ripudiata da quando non gli parlava da anni. Sapeva che i suoi amici l’aiuterebbero, ma in modo crescente era preoccupata su quello che Spike avrebbe detto.

Si sarebbe arrabbiato?

Tenterebbe di convincerla a liberarsi di questo?

Pensieri svolazzavano attraverso la testa di Buffy mentre guardò l’orologio e comprese che era ora. Alzandosi lentamente dal letto, si diresse in bagno, prendendo un profondo respiro quando entrò. Avvicinandoci lentamente al bastoncino per il test, sentì l’aria del suo corpo abbandonarla mentre vide la striscia rosa. Il mondo crollò intorno a lei mentre la realtà sembrò infettare ogni parte del suo corpo. Lo sapeva, ma davvero vedendolo di fronte a lei era una storia diversa.

Buffy strinse il ripiano mentre una mano andò al suo stomaco. Uno stomaco che ora aveva una piccola vita che ci cresceva dentro. Scosse la testa, tentando di scansare le immagini nebbiose per lasciarle vedere mentre tentò di concentrarsi su quello che voleva dire. Le immagini dei prossimi mesi sembrarono ballare di fronte ai suoi occhi. Visualizzando lettini e pannolini, per non menzionare quello che avrebbe speso.

Cosa avrebbe detto Spike? Certamente sarebbe stato scioccato. Avrebbe creduto che fosse veramente il suo bambino? Loro si erano lasciati da mesi, fino a quando si coinvolsero nella notte che lei considerava come una riconciliazione e che lui considerava come un addio.

Buffy comprese che non poteva dirglielo. Non come se ne avesse scelta - lui l’aveva evitata come una piaga da quella notte, andando anche a chiedere a Giles di separare i loro tempi di partenza / arrivo dei turni di almeno un’ora.

“No,” borbottò a se stessa. “Adesso ha una vita in cui non sono coinvolta. Non ha bisogno di preoccuparsi di questo per i prossimi nove mesi. Non gli e lo dirò adesso.”

Anche mentre se lo diceva, iniziò a sentirsi colpevole. Sapeva che meritava di sapere.

“Non è che terrò il bambino lontano da lui,” Buffy urlò esasperata mentre discuteva con se stessa. “Non ha bisogno di preoccuparsi adesso per questo.”

Nello stesso momento Buffy sapeva che doveva dirlo a Giles. Doveva smettere di lavorare al Magic Box e l’idea di mentire a Giles sul motivo, spedì un dolore attraverso il suo cuore. Lui era stato così buono con lei durante il corso degli anni. Sapeva che poteva aver fiducia in lui per tenere il bambino segreto per qualche tempo, anche se non fosse d’accordo con il suo ragionamento.

Buffy prese un profondo respiro mentre scese le scale e uscì dalla porta anteriore. Per prima cosa, doveva trovare un lavoro sostitutivo… e presto.

* * * * *

Camminando dentro l’ufficio di Giles una settimana più tardi, Buffy prese un profondo respiro, chiedendosi come avrebbe fatto a farlo.

“Giles, io sono incinta.”

Le parole erano uscite dalla bocca di Buffy prima che avesse l’opportunità di pensarci, lasciando Rupert Giles sbalordito. Lentamente, lui si tolse gli occhiali e cominciò a strofinare vigorosamente le lenti. “Buffy… ho paura, ma devo chiederti…”

“Sì… è il suo, Giles.”

“Lo sa?”

“No,” rispose lei con voce ferma. “E non lo saprà.”

“È anche il suo bambino,” disse lui con voce leggera. “Ha diritto di saperlo.”

“Gli e lo dirò, solo non ora. Adesso, questo bambino è nel mio corpo. Non ha bisogno di preoccuparsi di lui. Ho solo pensato che dovevo dirti che sarai nonno,” disse Buffy, incertezza che trasparisce dalla sua voce.

“Apprezzo il sentimento, ma non pensi che lo capirà quando comincerai a mostrarlo?” Giles chiese, guardando in giù in imbarazzo.

“Quella è un’altra ragione per cui sono qui. Mi licenzio.”

“Buffy, lavori al Magic Box da due anni,” Giles disse di colpo. “Avrai un bambino - non posso permetterti di licenziarti.”

“Ho un altro lavoro, Giles. Solo… non posso lavorare qui con lui che potrebbe entrare a tutte le ore. Lui non mi ama, ed è solo troppo duro,” bisbigliò lei, incapace di sostenere lo sguardo del uomo più vecchio, guardando altrove, le lacrime che le scottavano gli occhi.

“Ho fatto in modo che non facciate gli stessi turni. So che è possibile incontrarlo qualche volta, ma -”

“Giles, lui adesso ha una nuova vita,” mormorò lei, guardandosi le mani. “Non ha bisogno di me così.”

“Questo non è vero, e lo sai. E’ evidente che ti vuole bene e -”

Buffy sospiro. “A una certa estensione, sì, lo so. So anche che non mi ha più vista. Ha un nuovo lavoro e so che lui lavorerà qui nei turni di notte. Almeno per un pò, così la migliore cosa è che prenda una semplice pausa. Semplice posso farlo, a questo punto, in ogni modo. Ho bisogno di andare via da qui, e questo non ha niente a fare con te. Amo questo lavoro, ma non posso... non posso stare qui.”

Preparandosi per andarsene, lei si fermò quando arrivò alla porta dell’ufficio, sentendo Giles farle quietamente una domanda. “Lo ami ancora?”

Buffy si girò per affrontarlo con le lacrime negli occhi. “Non ho mai smesso.”

Uscendo dal suo ufficio con il cuore pesante, tirò la porta dietro di sè. Entrerebbe nel suo giorno libero per parlargli privatamente, ed il modo con cui aveva spifferato fuori la notizia della sua gravidanza la fece sentire orribile.

Chiudendo la porta dietro a se, Buffy si girò e sbatté contro un torace solido. Guardando su nei brillanti occhi blu dell’uomo che ancora amava, si sentì senza fiato, chiedendosi se lui avesse sentito la conversazione con suo padre. Dovette frenarsi dal coprirsi la bocca, sperando di non avere improvvisamente la nausea che arrivava spesso in questi ultimi giorni.

“Buffy,” Spike salutò leggero.

Sentì il panico raggiungerla all’idea che probabilmente sapeva del bambino ma stava aspettando di dire qualcosa, lei disse in tono soffocato. “Ciao, Spike.”

“Papà è là?”

Buffy si sentì sollevata alla sua domanda, comprendendo che non aveva sentito. “Um… sì… sì, è là.”

Come cominciò ad allontanarsi, sentì la mano di Spike sul braccio e l’elettricità che si diffuse attraverso il suo corpo dove lui la toccò. “Stai bene, Buffy? Sembri un pochino… sotto tono.”

Oh, solo le nausee mattutine, lei pensò mentre lo fissava. Esteriormente, Buffy scosse la testa. “Perché non lo sarei? Sono un po’ più rotonda... questa sarei io”

Spike si ritirò al tono della sua voce. Non era certamente migliore che mai, ma non era più affar suo. “Controllavo solo, amore.” Vide il male balenare sul suo viso per essere stata chiamata amore ed immediatamente si dispiacque per questo. “Ascolta, Buffy so che ti sto ignorando e -”

“Devo andare,” disse lei, allontanandosi da lui. “Io, uh… io devo… andare.” Voltandosi, uscì dal negozio, lasciando Spike sconcertato, in piedi con il cuore dolorante.

* * * * *

Buffy trattenne le lacrime fino a casa. Chiudendo la porta anteriore dietro di se, si sedette lentamente sul pavimento, portandosi le ginocchia al torace mentre lasciò le lacrime libere. Dopo alcuni minuti di singhiozzare nelle mani, riuscì a tenere l’emozioni sotto controllo. “È colpa tua se ti ha lasciato, Buffy” mormorò a se stessa come un’ultima lacrima scivolò giù per la sua guancia. “È colpa tua se ti ignora, e adesso non ti vuole.”

Con un profondo respiro, si alzò, e si diresse verso il soggiorno per prendere il telefono.

“Ciao,” disse lei con voce rauca.

“Buffy, stai bene?”

Buffy sorrise alla preoccupazione nella voce della sua migliore amica. “Sto bene, Wills.”

“Non suoni come se fosse così.”

“L’ho detto a Giles.”

“Oh Dea! Come l’ha presa?”

“Veramente bene, tutto sommato. Sarei stata bene, eccetto quando ho lasciato il suo ufficio, Spike era là in piedi.”

Willow ansimò. “Ha sentito quello che hai detto a Giles?”

“Penso di no. Era solo una forzata, goffa conversazione.”

“Giles è d’accordo con la tua decisione di non dirglielo?”

“Penso che essere d’accordo è troppo forte come parola, ma mi appoggerà.”

“Questo è buono, giusto?”

“Considerato che è l’unica famiglia che ho lasciato, sì, è buono.”

“Lui non è la tua unica famiglia, Buffy. Hai me e Xander.”

“Grazie, Willow. Parlando di questo, Non pensi che Xander lo spiffererà ad Anya. Perché se lo fa, poi il mio licenziamento sarebbe stato inutile.”

“Penso che probabilmente questo sia un segreto che possa mantenere. Non ti preoccupare di lui, Buffy.”

“Okay,” disse lei, sospirando di sollievo.

“Così, inizierai a lavorare al Doublemeat Palace, huh?”

“Comincio dopodomani. Posso dire, non è precisamente la decisione di carriera che avevo in mente, ma tempi disperati chiamano misure disperate.”

“Sì,” Willow borbottò leggermente. “Forse quando Spike smette di lavorare alla fine dell’estate, puoi ritornare al negozio.”

“Forse,” lei disse incerta. “Probabilmente dovrei andare, Wills. Devo distendermi. È stata una giornata stressante.”

“Okay, riposati un pò, e ti parlerò presto.”

* * * * *

Spike sedette più tardi in silenzio con suo padre quella notte mentre guardava Giles trasferire i libri. Lui stava aspettando di vedere se forse Giles avesse menzionato perché Buffy era qui nel suo giorno libero, e lui non l’aveva menzionato finora il suo nome.

“Così, uh, ho visto Buffy prima.” Spike disse con attenzione il soggetto.

“Sì, lei era qui,” Giles rispose, non guardando mai su dai suoi libri.

Spike quasi ringhiò per la frustrazione. “Qualche particolare ragione?”

Giles sospirò guardando negli occhi di suo figlio. Buffy aveva fiducia in lui con un pezzo molto prezioso di informazione, e non voleva violare quella fiducia. D’altra parte la sua carne e sangue era seduto davanti a lui e non aveva idea che sarebbe diventato padre prima che l’anno finisse. Sospirando profondamente mentre decise quale novità su Buffy avrebbe detto e le altre solo in caso di necessità, sapeva che adesso, l’ultima cosa di cui Buffy aveva bisogno era che suo figlio molto iracondo le sfondasse la porta.

“E’ venuta a dirmi che se ne andava.”

“Cosa intenti per andarsene?” Spike chiese come sentì un bagliore di panico al pensiero che lei stava uscendo dalla città.

“Non è più un’impiegata del Magic Box.”

Spike lo fissò incredulo per un lungo momento. “E dove troverà i soldi?”

“Ha detto che aveva un altro lavoro, e prima che me lo chiedi, no… non ho idea di dove lavorerà. Ti suggerisco se vuoi saperlo, di chiamarla e chiederglielo a lei.”

Spike fissò la tavola mentre digerì le informazioni. “È a causa mia?” chiese lui quietamente a suo padre.

“Penso che tu sia il fattore che l’ha fatta decidere,” Giles disse il più calmo possibile.

“Ma amava questo lavoro. Non sarebbe dovuta andare via a causa mia.”

Giles rimase silenzioso, comprendendo che suo figlio si stava incolpando. Dopo alcuni minuti, Spike lo guardò e incontro gli occhi caldi di suo padre. “Ho incasinato questo, vero, Papà?”

“Non lo dire a me, figliolo. Questo è tra te e Buffy… le mie opinioni non sono obbiettive su questa relazione.”

Spike sedeva, perduto nei suoi pensieri, mentre Giles si rivolse di nuovo al suo lavoro.

Capitolo 15 - sistema di supporto

Buffy si strofinò la schiena dolorante mentre aspettò la coda senza fine di clienti. Era nella quindicesima settimana di gravidanza, e la sua pancia stava cominciando a gonfiarsi. Anche se i conti del dottore stavano praticamente all’asciutto, considerato che non aveva l’assicurazione per la maternità, Buffy era molto eccitata di giorno. Almeno nei giorni che non doveva andare a lavorare al DMP.

I dottori le dissero che sarebbe stata capace di sentire i movimenti del bambino in alcune settimane, e Buffy si trovava a guardarsi il davanti spesso e concentrandosi sul suo stomaco, sperando di sentire qualche tipo di sensazione.

Gettando uno sguardo all’orologio dopo che servì ancora un altro cliente, sospirò, comprendendo che aveva solamente pochi minuti, e poi sarebbe stata libera di andare a casa. Manny il Direttore la stava mettendo nei doppi turni nei tre giorni passati, da quando non doveva andare in classe come gli altri impiegati che erano iscritti all’università.

Buffy si stava già pentendo di aver lasciando l’università dopo che sua madre morì. Aveva limitato così molte delle sue scelte, e lavorando sedici ore al giorno le facevano male per la fatica parti del corpo che non sapeva neppure di avere. Stava facendo in modo di ritornare a scuola, con una buona speranza, dopo che il bambino sarebbe nato, sapendo che doveva provvedere per entrambi e non voleva chiedere aiuto a nessuno. Buffy sapeva che Giles le offrirebbe l’assistenza che poteva e quando l’avrebbe detto a Spike, lui vorrebbe essere coinvolto, con buona speranza. Ma, non voleva dipendere da nessuno.

Lei avrebbe costruito una vita per lei e per il suo bambino.

La sua vita finalmente stava riunendosi nonostante il fatto che lei era una single incinta e lavorava in un ristorante di fast food. Non sarebbe stata per sempre lì. L’unica spaccatura aperta sembrava essere l’assenza di Spike e di sua madre. Questo la toccava ancora ogni giorno, ma Buffy stava cominciando a uscirne. Lei non era finita su Spike, ma sapeva che poteva essere se stessa anche senza lui. Stava diventando emotivamente più forte ogni giorno e sapeva che una parte di quello era dovuto al fatto che stava per diventare una madre giusto tra qualche mese. Buffy non aveva bisogno di un uomo per sopravvivere e si aggrappava a quella convinzione durante i tempi più duri.

Sorridendo di sollievo quando quelli del turno dopo la sostituirono, rapidamente corse fuori, togliendosi il cappello stupido dalla testa e sciogliendosi i capelli lunghi. Prendendo una profonda boccata della calda aria primaverile, quando uscì, faceva quello che poteva per eliminare l’odore di grasso e carne dal corpo.

Buffy cominciò a camminare verso casa, facendo una pausa quando arrivò al bordo del parcheggio, e vedendo una macchina parcheggiata in uno degli ultimi spazi nell’area. Sorrise quando vide Angelus O’Shea uscire dalla macchina. Angel era uno studente di medicina alla UC Sunnydale, faceva il suo internato all’ospedale quando Buffy, alcuni mesi fa, aveva l’appuntamento con un dottore. I due avevano fatto amicizia velocemente quando confidò i suoi problemi ad Angel, dicendogli tutto della sua relazione con Spike, alla gravidanza, a dover lavorare al DMP. Lui l’aveva ascoltata comprensivo e era una spalla su cui piangere, tutti in uno. Era un bene per Buffy riuscire a parlare con qualcuno che non fosse coinvolto direttamente con la sua vita.

Qualcuno che non conosceva Spike e non aveva dei preconcetti sulla loro relazione.

Buffy dette il benvenuto ad Angel con un abbraccio quando gli arrivò più vicino. Questo era diventato un avvenimento ricorrente tutte le notti che lui andava a prenderla dopo il lavoro, da quando non gli piaceva l’idea che Buffy tornasse a casa camminando da sola in città, e dopo essere rimasta in piedi dopo tante ore. Lei si stava trasformando rapidamente nella sua migliore amica, e si preoccupava teneramente di quella fragile amicizia – dandole dei passaggi agli appuntamenti con i dottori e assicurandosi che mangiasse.

Buffy era grata di avere a questo punto un amico nuovo nella sua vita. Qualcuno che non la giudicava basandosi sul suo status di non sposata ed incinta. Era grata per l’appoggio che Willow e Xander le davano – erano veramente la sua famiglia. E lei aveva ricevuto almeno due telefonate per settimana da parte di Giles, chiedendole di lei e del bambino. Ma sapeva che era difficile per tutti loro. Spike era il figlio di Giles e un amico di Willow. Aveva anche fatto amicizia con Xander, una volta che Xander si mise con Anya e la sua attenzione fu distolta da Buffy.

Buffy trovava difficile parlare dei suoi problemi con loro, sapendo che per loro era imbarazzante sedersi ed ascoltarla.

“Come stai, Buff?”

“A parte il dolore alla schiena e sentirmi i piedi cedere da un momento? Sto bene.” Angel sorrise come l’aiutò a salire nella macchina. “Sai, Angel, non sono fatta di vetro. Non mi romperò.”

Angel accennò col capo. “Lo so, Buffy, ma sei incinta, e questo vuole dire ‘maneggiare con cura ‘ nel mio libro.”

“Ancora si vede poco. Solo una piccola protuberanza che non puoi vedere.”

“Buffy, lasciami fare l’amico, okay?”

Sospirando, lei finalmente accennò col capo. “Grazie. So che sono un marmocchio di prima classe in questi giorni.”

“No, stai solo portando qualcuno ventiquattro ore per giorno.”

Buffy sorrise. In più aveva conosciuto Angel, e desiderava poter avere dei sentimenti romantici per lui. Era un uomo meraviglioso che la metteva sempre al primo posto, ma la scintilla non era scattata. Forse se l’avesse incontrato quando era più giovane e sarebbe stato il ragazzo misterioso della sua vita, ma non lo era. Lui era un amico.

Sedendosi nei comodi seggiolini di pelle, lei lasciò che i suoi occhi si chiudessero mentre Angel accendesse la macchina e la portasse a casa. Prima che se ne accorgesse, sentì una pressione gentile sulla spalla e le palpebre si spalancarono, comprendendo che erano di fronte a casa sua.

“Mi dispiace,” Buffy borbottò come si stiracchiò un poco. “Non intendevo sonnecchiare.”

“Quello è corretto, hai bisogno di riposo,” disse lui, aiutandola ad uscire dalla macchina.

“Quello è un modo gentile per dirmi che sembro una cacca?”chiese lei sorridendo.

“Per niente,” lui la riassicurò con un sorriso dei suoi mentre l’accompagno alla porta anteriore.

“Grazie per il passaggio a casa,” disse lei, abbracciandolo. “L’apprezzo realmente.”

Angel l’abbraccio in risposta e le diede un bacio sulla fronte. Si sentiva protettivo verso la giovane, e l’urgenza di assicurarsi che fosse al sicuro lo stava travolgendo. “Nessun problema, Buffy. Ci vediamo anche domani notte.”

“Angel, veramente non è necessario. Posso camminare.”

“Non accetterò un no per risposta. Voglio che tu sia al sicuro.”

“Grazie,” disse lei quietamente. “Ci vedremo domani notte.”

“È un appuntamento. Ciao, Buffy,” Angel le disse, camminando via dal portico mentre lei aprì la porta anteriore ed entrò in casa.

Nessuno vide l’uomo che stava in piedi nelle ombre della casa, osservando la tenera scena.

Spike guardò come si abbracciavano e scambiavano dei sorrisi. Sentendo il questo è un appuntamento che la checca aveva detto quando era tornato alla macchina e vedendo l’affetto che provavano l’uno per l’altra. Dopo molti mesi in cui non aveva avuto nessun contatto con Buffy, stava facendo una passeggiata e era finito di fronte a casa sua.

Decidendo che doveva almeno tentare di parlarle, siccome nessuno gli avrebbe detto dove lavorava, Spike l’aveva aspettata quando Buffy non aveva aperto la porta. Lui aveva sentito il suo cuore spezzarsi quando l’aveva vista uscire dalla macchina con un alto, scuro e dalla fronte spaziosa. Scivolando quietamente nelle ombre, vicino all’angolo della casa, lui si sentì nauseato del fatto che questo uomo poteva stare così vicino a lei.

Spike si diresse verso casa, sentendosi peggio per quello che aveva visto.


Capitolo 16 - sorprese inaspettate

Buffy si sentiva come un dirigibile.

Letteralmente si era svegliata una mattina e le sembrava di essere incinta di otto mesi, sebbene fosse appena al quinto mese.

Giacendo sul tavolo freddo nell’ufficio del dottore con Willow che era in piedi vicino a lei, tenendole la mano, prese un profondo respiro per calmare i nervi. Stavano aspettando il tecnico che portasse l’ecografia da venti minuti, e Buffy stava diventando sempre più nervosa come i secondi passavano.

Angel era fuori nella sala di attesa, comportandosi come il suo autista privato. Willow guardò nervosamente mentre Buffy si stropicciava l’orlo della camicia. Ora era evidentemente incinta. Non c’erano più domande da estranei che chiedevano se fosse incinta. Ora le domande erano, Quando nascerà il bambino? e È un maschio o una femmina?

Buffy non aveva una risposta all’ultimo quesito, ma stava sperando un rimedio per oggi. Se il tecnico arrivasse.

“Ti senti bene?” Willow chiese leggermente.

“Sì, devo andare solo al bagno. Sai, se ti chiedono di bere 4 litri d’acqua, il minimo che potrebbero fare è di fare veloce l’esame.”

Come le parole lasciarono la bocca di Buffy, la porta della stanza si aprì ed entrò un uomo non molto alto. “Signorina Summers, il mio nome è Doyle, e mi occuperò io di lei oggi,” disse lui con forte accento irlandese. “Mi dispiace di averla fatta aspettare.”

“Oh no, va bene,” disse lei con dolcezza fasulla. “La mia vescica di solito è grande come un melone, così non ci sono problemi.”

Willow si fece piccola come gli ormoni di Buffy erano esagerati. Non era spesso capace di controllarsi le aveva detto, spifferando fuori tutto quello che aveva nella testa, ogni qualvolta che era arrabbiata o scomoda.

Fortunatamente, l’uomo sorrise per il suo commento. “Bene allora,” disse. “Iniziamo”.

Le ragazze lo guardarono come lui arrotolò la camicia di Buffy, scoprendo il suo stomaco e schizzandosi qualcosa di freddo e appiccicoso liquido sulla pelle. Doyle si girò e spinse dei bottoni sulla macchina come mosse il sensore sul suo stomaco. Per dieci minuti, rimasero in silenzio come Doyle controllò il funzionamento del cuore e del cervello, fra le altre cose. In gran parte, Buffy non aveva idea di cosa erano l’incoerenti immagini bianche e nere. Lei l’osservò aggrottare le sopracciglia alcune volte e si stava iniziando a preoccupare quando lui si girò per affrontarla.

“Signorina Summers, c’è scritto che questa è la sua prima ecografia. Giusto?”

“Sì,” rispose lei con un bisbiglio tremante.

“Così, suppongo che non sapeva fino ad oggi che sta aspettando due gemelli?” Doyle chiese con un sorriso.

Buffy si sentì la bocca asciutta e la sua vista sfuocata. “Gemelli?” chiese lei ansando.

“Sì,” disse Doyle, girandosi di nuovo verso il monitor. “Vede qui a destra, quella è una testa,” disse, gesticolando ad una parte sullo schermo prima di trasportare l’apparecchiatura all’altro lato del suo stomaco. “E lì c’è l’altro. Fanno quello che molti gemelli fanno, cullarsi l’un l’altro. Gradirebbe sapere il sesso dei bambini?”

Buffy accennò col capo, troppo scioccata per parlare mentre fissò lo schermo.

“Bene, questo è un maschio,” disse lui indicando uno dei bambini. “E questa è una piccola femmina.”

Buffy si rivolse con occhi larghi a Willow, vedendo la sua amica reagire come lei. “Avrò due gemelli” mormorò lei leggermente.

* * * * *

Buffy non si lasciò andare al panico finché non fosse in salvo e da sola in casa.

Lei si sedette sul divano, afferrando l’ecografia bianca e nera. Lasciò che le lacrime scorressero, chiedendosi come avrebbe potuto occuparsi di due bambini. Attraverso le lacrime, Buffy sorrise, come guardò ad una delle fotografie, vedendo la scritta che Doyle aveva fatto in una delle immagini del piccolo maschio: Piccolo Uomo della mamma. Passando all’altra foto, vide la fotografia della piccola ragazza: La Piccola Ragazza della mamma.

“Le cose andranno bene,” lei parlò a bassa voce a sè. “Devono farlo.”

* * * * *

Fissando l’orologio come si avvicinò la fine del suo turno una settimana più tardi , Buffy si tolse il cappello mentre si lisciò i lunghi capelli, mettendo il cappello sulla cassa. Stanotte passava più lenta del solito, e sperava di andare via presto.

Pio desiderio, pensò mentre gettò uno sguardo all’orologio per la seconda volta nello stesso minuto. Sentendo la porta aprirsi, si girò per aspettare ancora un altro cliente ed invece affrontò un gruppo di quattro persone, trovandosi a guardare nei brillanti occhi blu del padre dei suoi bambini.

Spike fissò incredulo lo stomaco gonfio di Buffy, la sua bocca si aprì leggermente come ansò per l’aria. Stando in, quella che sembrava, una trance per un lungo momento, strinse lentamente e così ermeticamente la mascella che pensò si potesse rompere, prima di restringere gli occhi sulla donna di fronte a sè. “Sei stata occupata, pet?” chiese con un tono aspro.

Era la volta di Buffy di lasciar spalancare la sua bocca, in parte in colpa ed in parte in un tentativo debole di formare qualche genere di risposta aderente. Lui non sapeva che erano i suoi.

Aprendo e chiudendo molte volte la bocca, tentando di far uscire le parole lei tentò di dire qualcosa… qualsiasi cosa, fargli sapere che aveva bisogno di parlargli, ma nessuna parola fu pronunciata. Sapeva che doveva dirglielo, guardando nei suoi occhi pieni di dolore, non poteva tenergli segreta la verità mentre lo fissò in profondità, ma in piedi sotto le luci fluorescenti del DMP non era il luogo che avrebbe voluto parlare sinceramente con l’uomo che ancora amava.

Spike sentì la rabbia aumentare quando lei non disse niente, solamente chiuse gli occhi quando sentì il tono nasale della donna dietro a lui. “Orsacchiotto biondo, non ordini qualcosa?”

Buffy fissò incredula come Harmony apparve da dietro Spike. In piedi dietro a lui con espressioni confuse sulle facce c’erano un uomo nero attraente ed una bella e snella donna.

Vedendo l’espressione sulla faccia di Buffy, Spike sentì il bisogno di evocare qualche genere di reazione in lei. Fece scivolare un braccio intorno le spalle di Harmony, lui sorrise quando Buffy strinse la mascella. Sapeva che era sbagliato - questa donna irritante non rappresentava una frazione di quello che Buffy voleva dire per lui, ma non poteva aiutarsi. Gli era stato offerto semplicemente l’opportunità di andare fuori con alcuni colleghi di lavoro del ristorante dopo che erano usciti dal lavoro, e li aveva portati con lui. Sfortunatamente, una delle cameriere era Harmony.

“Così, Spikey, ordiniamo o - Buffy? Sei te?”

Buffy rivolse gli occhi freddi a Harmony come disse il suo nome. “Chi ti sembro?”

“Oh mio Dio, sei ingrassata!”

Spike si fece piccolo alla stupidità e l’indelicatezza del suo ridicolo commento.

“Hai sempre detto che dovevo essere come te,” Buffy rispose attraverso i denti stretti, fulminando l’altra donna.

Prima che Harmony potesse capire quello che le era stato detto, un giovane impiegato toccò Buffy sulla spalla e le fece segno che il suo turno era finito.

La sensazione di sollievo non era mai stata così forte mentre velocemente si allontanò dalla cassa e praticamente attraversò l’area posteriore per uscire dall’edificio. Certamente non l’avrebbe detto a Spike quando stava con Harmony.

Permettendogli di essere felici insieme.

Lei pensò di chiamare Willow per chiederle di venire a trovarla, ma pensò che era meglio di no. Angel sarebbe stato là, eccetto che aveva il turno di notte all’ospedale. Era una passeggiata corta. Buffy sarebbe stata bene finché non si fosse trovata a casa, salvo per le lacrime che stavano minacciando di uscire.

Buffy scomparve attraverso la porta posteriore e rapidamente cominciò ad attraversare il parcheggio ed in giù per la strada quando sentì qualcuno correre dietro di lei. Prima che sapesse cosa stava succedendo, lui le afferrò il braccio e si sentì roteare per affrontare uno Spike molto adirato.

“Di chi è?” richiese lui con un tono aspro, gridando praticamente contro di lei.

“Che differenza fa?” Buffy chiese, sentendo la rabbia crescere.

“Fa una grande differenza, amore,” rispose lui con un bisbiglio minaccioso.

“Perché? Perché all’improvviso non sono più ‘la perfetta Buffy ’? Ora sono ‘la cattiva Buffy ‘?”

“Di chi è?” ripeté lui, prima di inclinare la testa per guardarla. “O non lo sai?”

Le lacrime scottavano nei suoi occhi alle implicazioni della sua domanda. “Hai ragione,” lei disse, la rabbia che momentaneamente vinse contro la tristezza. “Non lo so. Ho scopato con tutta la squadra di football dell’università. È quello che vuoi sentire? Sarebbe potuto essere chiunque.”

Spike chiuse gli occhi, non lasciando mai il suo braccio mentre tentò di tenere sotto controllo i nervi. Prendendo un tremante respiro, riaprì gli occhi e la fissò nei suoi. “Ero fuori di testa. Mi dispiace. Per favore dimmi di chi è.”

Buffy si rilassò come lui si scusò. “Me lo devi chiedere realmente?” chiese leggermente.

“E’ del tuo nuovo ragazzo, vero?” chiese lui quietamente mentre lei lo fissò con uno sguardo interrogativo. “Il ragazzo musone, l’uomo dalla fronte cavernicola,” disse lui facendole cercare nella sua memoria.

“Angel?”

Spike lo derise. “Checca.”

“No, Angel non è il padre,” Buffy disse con un sospiro mentre guardò a terra. “E’ un amico. E non posso credere che mi stai chiedendo chi sia il padre.”

Buffy alzò gli occhi per vedere la comprensione sulla faccia di Spike. “E’ mio?”

“E’ il tuo,” disse lei con un piccolo cenno.

“E quando me lo avresti detto?” lui gridò.

Buffy saltò al cambio improvviso nella sua voce. “Spike, non era qualcosa di cui ti dovevi preoccupare. Stavo per dirtelo, lo giuro, ma adesso, questo è il mio problema. Non il tuo. Non volevo che te ne dovessi preoccupare. Volevo dirtelo quando ero più in là, così non ti preoccupavi di qualcosa di cui non potevi avere il controllo.”

Guardando come Spike strinse la mascella mentre tentò di tenere il suo temperamento sotto controllo, i suoi occhi si allargarono per la sorpresa quando lui si girò e si diresse dalla parte opposta. “Dove stai andando?”

“Via,” disse lui oltre la spalla.

“Oh sì, è corretto,” Buffy disse arrabbiata a lui. “Ti allontani quando diventa difficile. È il meglio che sai fare!”

Lei lo fissò come si fermo prima di girarsi per guardarla, facendo di nuovo dei passi verso di lei. “Buffy,” disse lui calmo. “Scopro che sei incinta del mio bambino vedendoti in un maledetto fast - food. Non erano precisamente le notizie che mi aspettavo per stasera, così mi perdonerai se mi sento un po’ travolto.” Spike fece una pausa, mordendosi il labbro per un momento e guardando a terra. “Ho bisogno di tempo.”

L’espressione di Buffy si ammorbidì mentre accennò col capo. “Prendi tutto il tempo di cui hai bisogno. Sai dove trovarmi.”

Dandole un’occhiata grata mentre lui si spinse le mani in tasca, si girò e camminò per la strada. “Spike,” lei lo chiamò, aspettando che si voltasse per continuare. “Mi dispiace veramente. Pensavo di fare la cosa giusta.”

Spike le diede un piccolo sorriso ed accennò col capo, prima di girarsi ed allontanarsi.

“E non è solo un bambino,” Buffy parlò a bassa voce ritirandosi di nuovo, sapendo che adesso non sarebbe stato capace di gestire quel pezzo di informazione.


Capitolo 17 - visitatore di mezzanotte

Buffy più tardi quella notte si mise i pantaloni neri che usava per correre e una canottiera bianca per la maternità. Era esausta dopo la lunga notte al lavoro ed il confronto con Spike, e non vedeva l’ora di strisciare nel letto.

A metà strada sui gradini, aggrottò le sopracciglia quando sentì bussare leggermente alla porta. Era passata la mezzanotte, e Buffy non stava aspettando nessuno. Con un sospiro, riscese i gradini, ignorando il dolore che sentiva in basso sulla schiena, ed aprì la porta. I suoi occhi si allargarono di colpo quando Spike vide in piedi sull’altro lato, le sue mani appoggiate contro lo stipite della porta, le spalle curvate, gli occhi sconfortati.

Lui sembrava orribile.

“Sei stato veloce,” disse lei leggermente quando lui alzò gli occhi ai suoi.

“Perché non me l’hai detto, Buffy?”

“Entra, Spike,” disse lei con un sospiro. “Questo non è il tipo di conversazione da avere sul portico.”

Attraversando la casa, lui si lasciò cadere sopra il divano nel soggiorno, mettendo i gomiti sulle ginocchia. Buffy lo seguì e decise di sedersi su una sedia, avendo bisogno di una piccola distanza per la situazione.

“Stavo per dirtelo,” cominciò lei leggermente. “Solo non finché non avrei avuto… il bambino. Non volevo che ti preoccupassi di qualcosa che è solo una mia responsabilità.”

“Pensavo che noi eravamo stati attenti,” disse lui quietamente, guardandola in profondità negli occhi.

“Non l’ultima volta… io, um.. io ho smesso di prendere la pillola anticoncezionale dopo che sei andato via. Non è sicura per il corpo, e mi immaginavo di prendere un’interruzione da questa siccome non c’era nessuna ragione per prenderla, ma Spike onestamente me ne sono dimenticata.”

Spike accennò col capo, guardando il pavimento con la stessa sconcertata espressione sul viso.

“Non l’ho fatto apposta,” bisbigliò lei. “Mi devi crede, per favore… quella è un’altra ragione per cui non ho voluto dirtelo. Non volevo che pensassi che stessi tentando di legarti a me in una relazione solo perché stavo portando il tuo bambino.”

“Lo so,” bisbigliò lui, ancora non guardandola. “Chi lo sa?”

“Non in molti, solo quelli che mi hanno vista di recente. Willow, Xander e… l’ho detto a tuo papà.”

Lo sguardo fisso di Spike incontrò il suo. Lei poteva vedere l’ira nascere sotto la superficie ma poteva mantenere il contatto visivo per un altro momento. “L’hai detto al mio maledetto papà?!”

“Lui è l’unico nonno che questo bambino avrà,” Buffy rispose quietamente, guardandosi le mani agganciata ermeticamente nel suo grembo. “Pensavo che lo avrebbe dovuto sapere.”

“Ma non il padre, giusto?”

Buffy alzò gli occhi pieni di lacrime. “Mi dispiace,” bisbigliò lei con voce soffocata.

Spike prese molti profondi respiri, controllando la sua respirazione. “Dispiace anche a me, Buffy,” disse, la voce che ritornava al tono normale. “Hai ragione, lui doveva saperlo. Solo mi immaginavo che mi avrebbe dato un indizio, è tutto.”

“Ha fatto quello che gli ho chiesto, Spike. Non essere arrabbiato con lui, dovresti essere arrabbiato con me.”

“Dovrei esserlo,” disse lui con un cenno. “Ma non lo sono.” Lui si alzò lentamente e cominciò a camminare per il soggiorno. “Maschio o femmina?”

La domanda scioccò Buffy. “Cosa?”

“Lo sai già?”

Buffy ingoiò. “Quello è l’altra cosa che avevo bisogno di dirti.”

Spike si fermò, girandosi ed affrontarla. “Non c’è niente che non va, vero?”

“No,” disse lei, scuotendo la testa. “Non per me comunque io – io non sono sicura di come tu reagirai.”

Inginocchiandosi di fronte a lei, Spike le prese le mani. “Cosa c’è, pet?”

Buffy prese un profondo respiro. “Avrò due gemelli.”

Lo sguardo sul suo viso sarebbe stato comico se la situazione non fosse stata così seria. “Gemelli?” ripeté lui in un bisbiglio.

“Un maschio ed una femmina.”

Spike la fissò sotto shock per un altro momento prima di unire le labbra alle sue. Buffy saltò al contatto improvviso della sua bocca con la sua, le sue dita che le accarezzavano i capelli. Il bacio non era appassionato - era bisognoso e rassicurante alla stesso tempo, alimentato dalla solitudine e dalla disperazione che erano in entrambi. Spike si allontanò dopo un momento, non togliendo le mani dai suoi capelli, mentre la guardò negli occhi.

“Avrai i miei bambini.”

Quella notte, Buffy vide per la prima volta un sorriso genuino giocare sulle sue labbra mentre lei accennò col capo. “Lo sono.” Spingendolo via come si avvicinò per un altro bacio, lei si alzò dalla sedia e camminò al centro della stanza, stringendosi le braccia intorno la pancia gonfia.

“Buffy?”

“Non sto cercando comprensione, Spike.”

“Quello è un bene, perché non te l’ha sto dando,” disse lui, mettendosi dietro di lei per strofinarle dolcemente le spalle.

“Questo non è un invito aperto per ritornare insieme,” disse lei leggermente, con le lacrime agli occhi, la sua mente che le gridava di continuarlo a baciare e di fingere che l’ultimo anno non era mai accaduto.

Spike la voltò per affrontarla, alzandole il mento per fissarle gli occhi pieni di lacrime. “Perché, baby?”

Buffy sostenne il suo sguardo mentre rispose, “Perché se tornassimo insieme, saprei sempre che è successo perché sto aspettando i tuoi bambini… non perché vuoi davvero stare con me.”

“Questo non è vero, Buffy.”

“Veramente?” chiese lei incredula. “Così saresti stato qui stasera, anche se non ero incinta? Avresti attraversato quella porta, saresti rimasto in piedi di fronte a me e mi avresti baciato se avresti incontrato solo me?”

Spike rimase zitto, la bocca leggermente aperta, nessun suono che usciva.

“Quello è ciò che pensavo,” disse lei quietamente. “Non sto cercando qualcuno per prendersi cura di me, Spike. Posso farlo bene anche da sola. Ma voglio che tu veda i tuoi bambini.”

“E non posso dire niente su questo?”

“No… non fino a quando sono dentro di me. Puoi dire tutto quello che vuoi quando questi bambini nasceranno.”

“Buffy.” Spike le carezzò dolcemente la guancia mentre Buffy si spostò di lato.

“No,” disse lei fermamente. “Questo non è un dibattito aperto.”

Guardando i suoi occhi pieni di dolore, lui finalmente accennò col capo, seguendola alla porta. “Non devi continuare a lavorare in quel posto degli hamburger.”

“Devo. Ho bisogno di soldi.”

“Posso trovare io i soldi. Domani ti licenzierai.”

“Spike -”

“Buffy, parlerò con mio papà. Sono sicuro che ti lascerà tornare dipendente del Magic Box.” Quando lei non disse niente, lui continuò, “Per favore. Ti voglio al sicuro, e non mi piace l’idea che lavori in quel luogo.”

Buffy sospirò ed accennò col capo. “Se Giles dice che per lui va bene… tornerò.”

Spike le dette un bacio tenero sulla fronte, osservando la tensione nel suo corpo mentre lo faceva. “Gli parlerò domani.”

Accennando col capo mentre lei chiuse la porta dietro a lui, lei inclinò lentamente la testa contro il legno solido, permettendo alle lacrime di scorrere. Lo voleva così tanto, ma non voleva che i bambini fossero la ragione.

Capitolo 18 - una notte fuori

1 mese dopo

Dopo che Buffy aveva lasciato con successo il Doublemeat Palace ed aveva ripreso il lavoro al Magic Box, si sentiva molto più rilassata. Giles era entusiasta al fatto che si era riunita ai dipendenti, e fu più scioccato di Spike nel scoprire che Buffy stava aspettando due gemelli. Lei non l’aveva detto a Giles siccome aveva voluto tenerlo segreto un pò più a lungo, ed era nervosa per come lui avrebbe reagito essendo un nonno non di uno, ma di due bambini.

Anya aveva sgridato Xander per un’ora per aver tenuto segreto queste notizie, minacciandolo di non dargli più orgasmi per una settimana. Xander immediatamente le aveva detto tutto quello che sapeva, sperando di tornare nelle sue buone grazie. Fortunatamente, Anya non poteva rimanere senza orgasmi così si addolcì.

Ora, mentre Buffy sedeva al tavolo rotondo nel negozio, ascoltò con mezzo orecchio i piani di Willow ed Anya per quella notte.

I suoi pensieri continuarono ad andare alla deriva verso Spike.

Lei non l’aveva visto molto da quando lui aveva lasciato la sua casa la notte che aveva scoperto dei bambini. Lui stava facendo uno sforzo, considerato che non lo vedeva per niente prima, ma era ancora occupato con il lavoro e raramente si fermava. Non lavorava più al Magic Box, siccome l’estate era quasi finita. Sebbene, lui si assicurava di chiamarla e controllarla ogni giorno, ma le conversazioni sembravano sempre forzate.

“Cosa ne pensi, Buff?”

Guardando il viso ansioso di Willow, lei sbatté le palpebre confusa. “Mi dispiace, Will. Che hai detto?”

“Noi ci stavamo chiedendo se vuoi andare al cinema stasera?”

“Oh, uh, sì, quello sembra buono,” Buffy disse prima di rivolgersi ad Anya. “Non hai dei piani con Xander stasera?”

“Non fino a tardi. Noi siamo d’accordo ad incontrarci per delle attività sessuali a sera tardi.”

Buffy alzò un sopracciglio e guardò ansiosamente Willow. “Lui ed Oz staranno al Bronze stasera.”

“Ahh,” Buffy disse con un cenno di comprensione.

“Così cosa vedremo?”

“Il nuovo film di Brad Pitt,” Willow rispose.

“Sì, lui si toglie la camicia e suda abbastanza abbondantemente,” Anya disse concordante.

“Suona come un bel piano,” Buffy disse con un sorriso.

* * * * *

Buffy rise con le amiche mentre uscirono alcune ore più tardi dal Sun Cinema. Era bello rilassarsi e divertirsi per un cambiamento.

“Ti va bene andare al Bronze, Buffy?” Willow chiese.

Buffy sorrise. “Sembra che ho un’anguria sotto la camicia, non penso che sarei molto divertente in un club, ma grazie per aver chiesto.”

“Ti riaccompagneremo a casa,” Anya offrì.

Buffy la guardò sorpresa. Non era che Anya non fosse carina, ma semplicemente non faceva cose molto altruiste.

“Grazie, ma starò bene,” disse lei con un sorriso. “Vuoi due andate e divertitivi.”

“Bene, almeno puoi fermarti qualche minuto, Buff,” Willow rispose. “È praticamente sulla tua strada, e non c’è una cover stasera.”

“Okay,” lei fu d’accordo con un cenno. “Dirò ciao ai ragazzi, ma poi torno a casa.”

“Yay,” Willow disse con un brillante sorriso. “Andiamo!”

* * * * *

Come le ragazze camminarono nel Bronze, Buffy si sentì severamente fuori luogo. Non le importava che indossava una gonna nera e una canottiera, considerando che la maglietta era una canottiera prèmaman. Si morse nervosamente le labbra mentre seguì le amiche verso l’area con i tavoli.

“Ehi, Buffster,” disse Xander, abbracciandola. “Non ti vedo da tanto.”

“Lo so, ultimamente sono stata una ragazza anti-sociale. Spiacente,” disse con un sorriso di scuse. “Mi sono fermata un pò per dire ciao. Quindi… ciao!”

Xander sorrise. Era bello vedere la sua amica felice per un cambiamento.

“Ciao, Oz,” disse lei quando Willow finì di parlare con il suo ragazzo.

“Buffy,” lui accennò con il capo.

Rivolgendosi all’uomo e la donna che guardavano la nuova arrivata dall’altro lato della tavola, lei gli diede un piccolo sorriso. “Non vi conosco,” disse lei leggermente. “Io sono Buffy.”

“Oh, spiacente, Buff,” disse Xander. “Questo è Charles Gunn e Fred Burkle.” Xander li presentò mentre gli strinse la mano.

“Chiamami Gunn,” disse l’uomo. “Noi siamo amici di Spike.”

“Oh, okay, spero di rivedervi presto. È bella incontrarvi,” Buffy rispose. “Bene, ho fatto quello che sono venuta a fare,” continuò, rivolgendosi a Willow. “Penso che tornerò a casa.”

“Non vuoi vedere Spike?” Fred chiese come Buffy si girò ad affrontarla.

“Spike è qui?” chiese lei leggermente.

“Uh.. . Buff, ti accompagno a casa,” disse Xander, prendendo il gomito di Buffy. Anya stava quasi per dire qualcosa quando gli occhi di Willow si allargarono, e lei prese il braccio di Anya.

“Cosa sta succedendo?” chiese lei, vedendo le reazioni dei suoi amici. “Perché tutti siete -”

Buffy si fermò mentre si rivolse alla pista da ballo e vide Harmony incollata a Spike. Ingoiando il grumo bloccato in gola e sbattendo gli occhi per fermare le lacrime che le scottavano gli occhi, lei prese un profondo respiro. “Meglio se vado,” disse leggermente, liberandosi dalla presa di Xander e dirigendosi verso la porta.

“Buffy, stanno solo ballando,” Oz alzò la voce.

“È okay,” disse lei, girandosi per affrontarli mentre retrocedeva. “Non era nei miei piani rimanere comunque. Sono solo stanca. Ho bisogno di tornare a casa.” Incollando un sorriso fasullo sul viso, uscì dalla porta.

Avanzando fuori, Buffy camminò attraverso il vicolo, prendendo profonde boccate d’aria di fine estate. Le notti stavano cominciando a raffreddarsi leggermente, ed era grata che non era una notte soffocante. Come arrivò all’ingresso del vicolo, Buffy si girò nella direzione opposta di casa, decidendo di non prendere la strada per tornare a casa.

Stringendosi le braccia intorno al corpo mentre camminava, lottò con le lacrime che stavano minacciando di uscire.

“Questo è ridicolo,” lei disse a se stessa. “Vi siete lasciati da più di un anno e mezzo – naturalmente lui è andato avanti. Tu gli hai detto di non tornare indietro.”

Sì, ma perché non eri sicura se lui ti voleva per i bambini la piccola voce importuna alzò la voce. Non perché non sei innamorata di lui. E doveva scegliere Harmony?

Buffy si strinse le braccia intorno più forte mentre tagliò attraverso un cimitero. Camminò lentamente come la sua mente continuò a girare su ogni dettaglio dell’ultimo anno.

L’anniversario della morte di sua madre si stava avvicinando, e Buffy si sentiva succhiata indietro nella depressione che aveva l’anno prima. Stava facendo uno sforzo consapevole di evitare di andare in quel luogo oscuro, sapendo che eventualmente starebbe bene. Doveva accogliere dolcemente due piccoli bambini meravigliosi nel mondo e quel pensiero la confortò e le portò più felicità che non sentiva da tanto tempo. Prendendo una decisione, Buffy girò a sinistra e cominciò a camminare più veloce. Alcuni minuti più tardi, si trovò in piedi di fronte ad una tomba, inginocchiandosi lentamente per tracciare le lettere che erano incise nella pietra.

“Ciao, Mamma,” bisbigliò lei leggermente. Sedendosi sull’erba morbida, Buffy inclinò la testa contro la superficie fredda. “Mi dispiace se non sono venuta qui a parlarti. Mi manchi così tanto, e mi sento come… mi sento come se non fossi venuta qui, e ancora tu sei con me, lo sai? Che se non ammettessi che sei qui realmente, ritorneresti nella mia vita un giorno. So che è una scusa sciocca per non venirti a trovare… desidero solo che tu sia qui con me,” mormorò come le lacrime scendevano sulle sue guance. Buffy ingoiò mentre continuò, “Sarai abbastanza presto una nonna. So che sono ancora giovane, ma… spero che sarò una brava mamma come lo sei stata tu per me. Avrò un maschio e una femmina,” disse, un sorriso che si forma sul suo viso.

“Spike è il papà. Lui, um lui la presa meglio di come pensavo potesse,” disse con un cenno. “Noi non siamo insieme, tuttavia. Io, uh io… l’ho chiuso fuori… dopo che sei morta. Realmente mandai tutto a monte, mamma. Mi sono sentiva come se stavo perdendo tutti nella mia vita e… aveva senso per me di allontanarlo prima che potesse lasciarmi. Me ne rendo conto ora, anche se non sapevo che stavo facendolo al quel tempo. Ho commesso un errore. Lo amo ancora così tanto… non so cosa lui sente, ma sta andando avanti. E deve farlo,” Buffy disse con chiarezza nella voce mentre le lacrime le pungevano gli occhi. “Se lo non facesse, poi mi domanderei sempre se vuole stare con me per me o perché sono rimasta incinta.”

Buffy afferrò la pietra dura come se la vita dipendesse da questa. Era il suo unico collegamento con sua madre, e sentì la disperazione aumentare mentre le lacrime uscivano liberamente. “Mi manchi così tanto, mamma. Ma se non si fosse separato da me, non starei per avere questi bambini. E ci sono così tanti perchè... Perché non poteva rimanere quella notte? Perché doveva andare via? Perché dovevo spingerlo via? Perché devo stare senza le due persone di cui ho più bisogno di qualsiasi altro in questo mondo?” Le ultime parole furono appena un bisbiglio soffocato come i singhiozzi laceravano la sua gola.

* * * * *

Scuotendo la testa dalla posizione sulla pietra, lei sbatté le palpebre con gli occhi gonfi, vedendo che il cielo si stava cominciando a schiarire. Strofinandosi gli occhi gonfi, Buffy stirò i muscoli dolenti, comprendendo che si era addormentata. Tirandosi vacillante sui suoi piedi, si diresse verso casa. La temperatura si era abbassata drammaticamente da quando aveva lasciato la casa prima, e Buffy strofinò le braccia nude, tentando di difendersi dal freddo.

Come camminava un’ora più tardi a metà strada, era grata che Giles le aveva dato il giorno libero. Sapeva che avrebbe avuto bisogno di molto riposo dopo avere passato la notte in un cimitero.

Buffy era così stanca mentre si avvicinò a casa, non lo vide quasi. Il sorgere del sole illuminò il suo corpo mentre lui era seduto e si teneva la testa tra le mani.

“Spike?” chiese lei leggermente.

Al suono della sua voce, la testa di Spike scattò in su, e Buffy poté vedere le ombre scure sul suo viso mentre lui la guardò con occhi rossi. “Buffy?” chiese come se non credesse che lei fosse là.

Prima che potesse rispondere, fu circondata da forti braccia mentre Spike l’avvolse in un disperato abbraccio. Tenendola come se avesse paura che potesse scomparire, lui si tirò indietro a guardare nei suoi occhi. Spostandole i capelli via dal viso, lui la fissò profondamente negli occhi. “Dio, pensavo che ti fosse successo qualcosa. Dove sei stata?”

La domanda era leggera, ma Buffy poteva sentire la preoccupazione e la rabbia sotto la superficie. “Mi sono addormentata,” disse lei quietamente.

“Mi sono preoccupato così tanto per te,” disse lui, chiudendo dolcemente le mani dietro al suo collo mentre lui la guardò. “Dove sei andata?”

“Sono andata a parlare con mia mamma,” rispose lei, non guardandolo negli occhi.

“Ti sei addormenta nel cimitero?” Spike chiese incredulo. “Buffy, hai idea di come poteva essere pericoloso?”

“Sto bene,” disse lei, si liberò dalla sua presa. “Non è che l’ho progettato,” continuò lei, dirigendosi verso il portico.

“Buffy, potevi avere -”

Spike smise di parlare quando le afferrò il braccio per voltarla. “Per l’inferno maledetto, donna! La tua pelle è ghiacciata!”

“Bene, allora non dovresti farmi entrare dentro?” lei chiese con un sopracciglio alzato. Lei guardò stupita come Spike si tolse rapidamente lo spolverino e gli e lo avvolse intorno. L’aroma della sua acqua di colonia e del fumo di sigaretta la sommerse come lei si accoccolò nel calore.

Prendendo le chiavi da lei, lui aprì la porta, introducendola nella casa e chiudendo la porta dietro di loro. Buffy si mise sopra il divano, Spike afferrò una coperta dalla sedia e l’avvolse intorno a lei, scaldandola di più.

“Aspetta qui,” comandò lui, puntandole un dito in avvertimento. Buffy sospirò come lui andò verso la cucina e si inclinò indietro nel divano, chiudendo gli occhi.

“Buffy.”

Saltando al suono del suo nome, cercò intorno per un momento prima di concentrarsi sullo zaffiro degli occhi di Spike.

“Spiacente, pet. Ti sei appisolata,” disse lui, spostandole leggermente una ciocca di capelli dagli occhi mentre si sedette sul tavolino da caffé. “Bevi questo, e poi via a letto.”

Buffy guardò la cioccolata calda che teneva e fu assalita dai ricordi di sua madre che aveva fatto la stessa cosa per lei così tante volte. Prendendo la tazza da lui, lei la tenne per un momento, scaldandosi le mani, mentre lo fissò.

“Perché sei andata lì la scorsa notte?”

“Perché avevo bisogno di parlare con qualcuno,” disse lei dopo un momento, la voce era un bisbiglio leggero. “Qualcuno che non mi giudicasse,” mormorò come gli occhi le si riempirono di nuovo con le lacrime.

Spike inclinò dolcemente la testa per guardarla negli occhi. “Perché non sei venuta da me, baby?”

Fissando il viso di lui per alcuni momenti, lasciando le emozioni giocare sul suo volto come lei pensò a quello che avrebbe dovuto dirgli, Buffy lasciò la gelosia che uscisse come gli occhi gli si raffreddarono. “Eri un po’ occupato.”

Spike chiuse brevemente gli occhi prima di riaprirli per inginocchiarsi di fronte a lei. “Buffy, sono venuto subito dopo che ho sentito che eri là. So che mi hai visto ballare con Harmony, e quello è tutto ciò che era, amore. Un ballo. Non mi interessa lei o chiunque altro, per questa cosa.”

“Ma eri là… eri con lei e…”

“E non ci sarei dovuto essere,” Spike finì per lei. “Mi dispiace. Non era giusto e non accadrà di nuovo.”

Buffy ansimò, quasi lasciando cadere la tazza quando sentì un movimento improvviso nel suo addome. Aveva notato un piccolo mescolamento nelle ultime settimane ma mai così forte.

“Cosa c’è che non va?” Spike chiese spaventato mentre la mano di Buffy andò al suo stomaco. “Buffy, cosa c’è che non va? Hai bisogno di andare dal dottore?”

Spike stava iniziando ad alzarsi quando la mano di lei raggiunse la sua. “Spike, sto bene. I bambini si sono mossi.” Lei guardò come uno sguardo di sorpresa e timore affiorarono sul suo volto mentre si lasciò cadere sulle ginocchia, un sorriso che si sparse attraverso il suo viso.

“È la prima volta?”

“No,” Buffy rispose, scuotendo la testa. “Ma è la prima volta che si sono mossi entrambi nello stesso momento. Suppongo che riconoscono il loro papà,” disse lei leggermente con le lacrime agli occhi.

Spike guardava come Buffy si tolse il cappotto e lo appoggiò sul divano. Prendendo la mano di lui nella sua, si alzò leggermente la camicia e la mise dolcemente sul suo stomaco.

“Non penso che stia accadendo qualcosa, Riccioli d’oro,” disse lui alcuni momenti più tardi.

“Solo dagli un minuto,” lei disse. “A loro piace muoversi quando sto ferma.”

Spike sorrise. “Perché?”

“Il dottore dice che quando mi muovo, li cullo per dormire. Quindi quando sto ferma, loro si svegliano, pronti per giocare.”

Il sorriso di Spike si ampliò alla sua descrizione, solamente perché si gelasse quando sentì un piccolo colpo sordo contro la sua mano. Buffy rise scioccamente allo sguardo sul suo viso, prendendo la sua mano e pigiandolo più fortemente contro la sua pelle.

“Non voglio farti male,” disse lui con un’espressione preoccupata.

“Non mi farai male,” lei rispose. “Solo tienilo un po’ pigiato e -”

Buffy rimase zitta con un sorriso quando sentì un’altra piccola botta. Lo stupore sul viso di Spike crebbe come il battere continuò contro la sua mano. “Sai quale è?”

“Penso sia la femmina. Lei è un poco più capricciosa. Alcune volte c’è pressione sul mio stomaco, lei spinge su questo o si muove lontano.”

“Lei è proprio figlia di sua madre,” Spike disse con un sorriso. “Non le piace niente a meno che lei non dia dei colpi.”

“Se questo è vero, allora lui è proprio figlio di suo padre,” Buffy rispose con un sorriso sulla sua faccia.

“Come?” Uno sguardo di comprensione attraversò la sua faccia.

“Non smette mai di muoversi,” rispose lei con un riso sciocco. Spike rise con lei come sentì più movimento contro la mano.

Il sorriso lasciò rapidamente il suo viso quando lui guardò Buffy.

Lei si stava fissando lo stomaco, un piccolo sorriso che giocava sul suo volto come guardava i piccoli movimenti. Lui fissò i capelli biondo miele, sparsi sulle sue spalle per incorniciarle il viso. Le sue piene labbra che lui desiderava tanto risentire contro le sue ancora una volta. Guardando il suo corpo, Spike sorrise alla pancia gonfia e stretta che era la casa dei suoi bambini. Guardando di nuovo il suo volto, lui prese l’altra mano per lisciare dolcemente la sua guancia. Lui vide come gli occhi di lei confusi incontrarono i suoi.

“Sei bella, Buffy,” bisbigliò lui prima di inclinarsi in avanti, accarezzandole dolcemente con le labbra la sua fronte prima di tirarsi lentamente indietro per guardarla di nuovo negli occhi. “Grazie,” disse lui leggermente mentre lei lo guardò stupita.

“Per cosa?”

“Per darmi questo. Per lasciarmi abbastanza vicino a te per farmi sentire questi due piccoli miracoli.”

Buffy sorrise, guardando in giù come sentì un’altra ondata di emozioni invaderla. “Dovrei essere io a ringraziarti. Sei la ragione per cui loro sono in viaggio.”


Capitolo 19 - ricostruendo dalle fondamenta

Buffy si svegliò molto ore più tardi, distesa nel letto. Lei ricordò Spike che aveva sentito i bambini muoversi, e probabilmente si era addormentata sul divano. Alzandosi, guardò la gonna e il top che portava dalla notte prima e afferrò un paio di pantaloni neri ed una camicia senza maniche per cambiarsi dopo una doccia.

Facendo una lunga doccia calda, tentò di calmare i muscoli doloranti che mai sembravano lasciarla, prima di uscire si mise un asciugamano sui capelli. Si vestì, lasciò i capelli sciolti, bagnati nel retro della sua testa, mettendosi le ciocche sciolte dietro le orecchie mentre cominciò a scendere le scale.

Lei notò che fuori stava facendo buio quando odorò un aroma paradisiaco venire dalla cucina. Confusa, Buffy attraversò l’ingresso e si fermò quando vide Spike di fronte alla stufa.

“Pensavo che eri andato via,” disse lei quietamente.

Spike si girò per affrontarla e andò verso di lei, dandole un bacio gentile sulla guancia. “Solo per fare del cibo.”

“Mi stai facendo la cena?”

“Sì, e mangerai ogni morso,” disse lui con un’occhiata seria.

“Spike, non ho bisogno che mi fai da babysitter.”

“Buffy, quando è stata l’ultima volta che hai mangiato un vero pasto?” chiese lui, aspettando mentre Buffy pensava alla domanda. “Vedi? Ora, stai calma e permettimi di darti del cibo, va bene?”

“E se mi rifiuto?” chiese lei con un sorriso.

“Bene, odierei tentare di forzare una donna di venti anni a mangiare, ma non passo sopra questo,” rispose lui con un sopracciglio alzato.

“Okay, non mi sento di rifiutare,” disse Buffy, sedendosi sull’isola come Spike si rivolse di nuovo alla stufa.

“Così cosa stai cucinando?”

“Pollo al limone speziato farcito con pure di patate e riso.”

Buffy lo fissò con occhi larghi mentre lesse il menù. “Sei serio?”

“Completamente. Buffy, hai bisogno di mangiare meglio. Non stai mangiando solo per te stessa, lo sai,” rispose lui.

“Lo so. Lo so da sei mesi adesso. Non è che sto morendo di fame. Solo non mi sento di cucinare, okay?”

Spike rimase quieto per alcuni minuti mentre finì di preparare il cibo mentre Buffy sfogliava distrattamente una rivista sull’isola.

“Voglio ancora stare con te, Buffy.”

La sua testa saltò su per la sua confessione. Lei ingoiò mentre lo guardò negli occhi. “Spike, io -”

“Non mi credi. Lo so… ho solo pensato che dovevo dirtelo. È la verità, agnellino.”

“Cosa vuoi che ti dica?” bisbigliò lei.

“Dimmi che ci penserai. Dimmi che forse, un giorno, mi darai una seconda opportunità.”

Buffy si guardò le mani, tremavano nel suo grembo. “Spike, mi chiederò sempre se è solo perché sono rimasta incinta.”

“Lo so, Buffy. Ecco perché non ti sto chiedendo di prendere una decisione adesso. Solo dammi qualcosa, amore. Qualsiasi cosa,” bisbigliò lui come andò ad affrontarla, inclinando la testa per guardarla.

“Un giorno o l’altro… se siamo entrambi sicuri che è quello che vogliamo e non quello che ci sentiamo in dovere di fare,” disse lei con un sorriso leggero.

“Grazie,” bisbigliò lui, frenandosi dall’inclinarsi in avanti per baciarla. Allontanandosi, Spike rivolse di nuovo la sua attenzione alla stufa. “Così… come è il lavoro?” chiese lui, tentando di cambiare argomento.

“Buono… molto buono. Molto meglio di quella unta trappola dove lavoravo.”

Buffy guardò come Spike con il cucchiaio cominciò a fare una grande porzione sopra un piatto e andò verso dei lei. “Vuoi mangiare qui o nella sala da pranzo?”

“Qui va bene,” disse lei con un sorriso.

Spike mise un piatto di fronte a lei ed andò al frigorifero. Buffy alzò un sopracciglio come ritornò con un bicchiere di latte. “Nessuna discussione.”

Buffy alzò le mani arrendendosi. “Non ho detto niente.”

Spike alzò un sopracciglio e le diede un sorriso furbesco ma rimase quieto. Buffy guardò come si riempì il suo piatto ed afferrò una birra, mettendola sul banco, prima di venire a sedersi vicino a lei.

“Ora quella non è certamente leale,” disse Buffy, gesticolando alla bottiglia di birra.

Spike la contemplò per un secondo con un’espressione perplessa. “Tu non bevi, bella.”

“È il principio.” Buffy sorrise quando sentì Spike lasciare uscire un riso soffocato.

Mangiarono in silenzio per alcuni minuti prima che lui parlasse, “Posso farti una domanda, pet?”

“Sicuro.”

“Non abbiamo parlato di quello che faremo dopo che i bambini saranno nati.”

“Quella non è una domanda,” Buffy disse con un sorriso.

“Giusto, cosa faremo?”

Buffy vide l’espressione nervosa sul suo viso. “Non li terrò lontani da te. Lo sai, vero?”

“Lo so… solo… c’è molto da pensare. Cosa faremo per i soldi?”

Buffy prese un profondo respirò. “Io lavorerò su qualcosa, Spike. Non ti preoccupare.”

“Sai che anche io voglio mantenere i miei bambini.”

“Al momento, adesso non devi mantenere me,” rispose lei guardandolo.

“Che vuoi dire?”

“Non ho problemi se vuoi comprare qualcosa per loro, ma non mi darai una assurda cifra di soldi ogni mese.”

“Buffy -”

“Spike, no.”

“Bene allora… e circa le altre cose?”

“Come cosa?”

“Culla, fasciatoio, e un milione di altre cose.”

“Sto andando in un negozio di seconda mano a prendere la maggior parte di quelle cose.”

“Maledettamente non è bene!”

“E perché no? Ci sono articoli perfettamente accettabili in quei negozi!”

“Te li troverò io per te.”

“Spike -”

“Buffy, questi sono i miei bambini. Voglio che abbiano il meglio, così mi permetterai di occuparmi di alcuni particolari, okay?”

Buffy si inclinò e lo baciò sulla guancia. “Grazie,” disse leggermente.

“Sai, non lo sentivo da tanto, Riccioli d’oro. Mi piace il suono di questo.”

Buffy gli strinse allegramente il braccio prima di girarsi per finire il suo pasto.


Capitolo 20 - hai gli amici

Alcune settimane più tardi, Buffy era trascinata da negozio a negozio da una fanatica Anya. Domenica era il suo giorno libero, e si stava pentendo rapidamente per la decisione di accettare l’invito di Anya di andare a fare compere. Lei si stava avvicinando rapidamente alla data di scadenza, e si sentiva come se stesse crescendo di più ogni giorno.

Spike era stato meraviglioso le settimane passate - assicurandosi di fermarsi alcune volte alla settimana. Lui stava lavorando così tanto ultimamente, che era stato difficile per loro due coordinare gli orari, ma lui chiamava almeno due volte al giorno per controllarla.

“Vieni, Buffy, solo un altro negozio.”

Gemendo internamente, seguì Anya in un negozio sull’angolo ed ansò quando entrò.

Il negozio era pieni di articoli per i bambini.

Buffy aveva evitato quei negozi finché non aveva risparmiato abbastanza soldi per permetterle di comprare quello che voleva. Lei guardò Anya e sorrise all’espressione eccitata sulla sua faccia.

“Vieni,” disse, afferrando la mano di Buffy come una bambina entusiastica. “Andiamo a scegliere qualcosa per i bambini.”

“Anya, non posso adesso, non ho i soldi.”

“Sciocchezze,” Anya rispose sventolando la mano. “Conto di comprare qualcosa io per i bambini.”

Buffy boccheggiò verso la sua amica. “Spenderai dei soldi per i miei bambini?”

“Bene, naturalmente. Non sono un’avara, li so usare, lo sai.” All’occhiata di Buffy, lei continuò, “Mi piace maneggiare i miei soldi, è un crimine? Inoltre, sei praticamente di famiglia, e ho il diritto di viziare la mia nuova nipote e mio nipote.”

Buffy si sentì le lacrime negli occhi alla generosità di Anya. “Grazie tantissimo,” bisbigliò mentre l’abbracciò.

“Okay, sufficiente per gli ormoni di una donna incinta. Scegliamo qualcosa di bello per i bambini.”

Per un’ora, le due ragazze percorsero gli scaffali con i vestiti, prendendo periodicamente articolo per articolo con un ooh e aah.

“Trovato!” Anya disse dall’altro lato del negozio mentre si diresse di nuovo verso Buffy. Una volta che Anya la raggiunse, teneva in mano un piccolo vestito color rosa con un merletto bianco con un paio di calzini intonati. Buffy ansò quando lo vide e diede un eccitato urletto. “È perfetto.”

“Lo so,” Anya disse con un sorriso. “Okay, uno trovato ed uno da trovare.”

Loro cercarono un altro pò finché Buffy non trovasse un abito blu e bianco tipo marinaio. Prima che le potesse dare un’ occhiata, Anya l’afferrò dalle sue mani e lo portò alla cassa. Dopo che gli articoli furono pagati e la commessa fece a Buffy qualche domanda sulla sua gravidanza, loro uscirono dal negozio. Una volta fuori, Buffy diede a Anya un altro abbraccio. “Grazie tantissimo! È meraviglioso sapere che ho il tuo appoggio.”

“Naturalmente che c’è l’hai, sciocca,” disse Anya, accarezzandola sulla schiena. “Ora, torniamo a casa.”

* * * * *

Buffy aveva praticamente le vertigini come lei ed Anya arrivarono a casa. Aprendo la porta, avanzò attraverso ed ansò quando vide tutti i suoi amici che stavano là in piedi.

“SORPRESA!”

“Oh mio Dio,” Buffy bisbigliò come vide le decorazioni blu e rosa, la tavola da buffet caricata con il cibo e punch, regali accumulati su un più piccolo tavolo da gioco, e lo striscione con scritto Questo sono un Bambino e una Bambina.

Buffy guardò ai suoi amici e vide che tutti erano là. Willow fu la prima ad avvicinarsi. “Pensammo che sarebbe stato divertente se avessimo dato un party a sorpresa per i bambini,” disse con un brillante sorriso.

Buffy abbracciò la sua migliore amica. “Grazie tante,” disse, guardando per la stanza prima di rivolgersi ad Anya. “Questo è il motivo per cui mi hai trascinata in ogni negozio della città?”

“No, l’avrei fatto in ogni modo.”

Buffy rise come si girò a vedere i suoi amici. “Cordy!” disse emozionata quando vide la sua amica. Cordelia si era trasferita a L.A. dopo essersi laureata al liceo ed ora partecipava ad una sitcom di successo e non l’aveva più vista.

“Congratulazioni, Buffy! Non ti vedo da tanto,” disse Cordy, abbracciandola.

“Lo so, da una vita,” disse Buffy, guardando per la stanza. Poteva vedere Giles, Oz, Angel, e anche Fred e Gunn. Buffy aggrottò le sopraciglia, rivolgendosi a Willow. “Dove sono Spike e Xander?”

“Oh, stanno per arrivare. Xander, uh ha rotto la macchina, e Spike si è offerto di dargli un passaggio.”

Buffy accennò col capo, non completamente convinta, ma comunque andò a salutare il resto dei suoi amici. Quando arrivò ad Angel, lei si sentiva stanca.

“Siediti, Buff,” disse lui, conducendola al divano.

“Grazie,” gli disse con un sorriso grato. “Mi dispiace non ci vediamo da tanto. Non stavo cercando di evitarti o altro.”

“È okay, Buffy, lo so. Sono solo contento che hai riavuto il tuo vecchio lavoro,” disse lui, sedendosi vicino a lei.

“Sono stati due mesi pazzi,” disse lei con un cenno. “Penso che finalmente rallenteranno.”

“Almeno finché i piccoli decidono di farsi aspettare.”

“Sì,” Buffy gli concordo con un sorriso.

“Quando inizi con il Lamaze *?”

[Lamaze :metodo di parto dove la mamma in attesa è preparata psicologicamente e fisicamente (respirazione, ginnastica) per sopprimere il dolore e facilitare il parto senza l’uso delle medicine]

“La settimana prossima. Tre classi, e poi sono pronta per andare.”

“Ascolta, se hai bisogno di un partner o di un passaggio per arrivare là, fammelo sapere, okay?”

Buffy stava quasi per rispondere quando sentì una voce dietro la sua spalla, “Già coperto, amico.”

Girandosi a guardare sopra la sua spalla, impallidì quando vide Spike fulminare Angel. Prima che potesse dire qualcosa, vide Angel alzarsi e mettersi di fronte a Spike. Sentendo come se non avesse altra scelta, Buffy si mise in piedi e si piantò tra i due maschi, tentando di tenere le cose calme mentre si fissò un sorriso sul viso. “Spike, questo è Angel. Angel… Spike.”

Buffy poteva sentire la tensione che si irradiava da loro due come Angel stese lentamente la mano. “Ho sentito molto su di te,” disse, sebbene il tono non implicava che fossero tutte cose buone.

Spike cautamente fissò la mano, ma vedendo l’occhiata implorante di Buffy, decise di tentare e comportarsi per lei. Guardandolo mentre scosse la mano di Angel, Buffy poteva dire che entrambi si stavano praticamente schiacciando la mano l’un l’altro con la pressione delle reciproca presa.

“Uh, ragazzi” lei disse esitante. “Ragazzi!” Quando loro finalmente si lasciarono e la guardarono, lei sospirò esasperata prima di girarsi verso Spike. “Posso parlarti, fuori?”

“Certo, amore,” disse lui con un sorriso. Rivolgendosi ad Angel, il sorriso diventò quasi minaccioso. “Ci vediamo in giro.” Come lui mise la mano sulla schiena di Buffy per condurla alla porta, lei avrebbe potuto giurare di aver sentito un Checca mormorato, ma non poteva esserne sicura.

Camminando nel cortile posteriore, lei inalò l’aria fresca dell’autunno prima di girarsi per affrontare Spike. “Cos’era quella competizione?”

“Non so cosa intendi,” rispose lui con falsa innocenza.

“Risparmiatela, William” lei disse seria. “Angel è qui perché si preoccupa per me, cioè significa che si preoccupa per i gemelli, così indovina cosa? Avete qualcosa in comune.”

“L’hai trascinato fuori per fargli lo stesso discorso?” chiese lui con un pò di rabbia nella voce.

“No,” Buffy rispose quietamente. “Perché mi aspetto che sarai tu il grande uomo in questo scenario.”

I lineamenti di Spike si ammorbidirono mentre inclinò la testa. “È importante per te?”

“Lo è.”

“Allora suppongo che posso provare e fare il gentile,” disse lui con un sospiro.

“Prometti?” chiese lei speranzosa.

“Prometto.”

Buffy camminò verso Spike e gli diede un bacio sulla guancia. “Grazie.”

“Meglio esseri attenti, pet,” disse lui, aprendo la porta posteriore e permettendole di passare per prima. “Potrei sentire quello che dici.”

Spike sorrise furbescamente quando Buffy si girò per schiaffeggiarlo sul torace. Con un sorriso, lei lo guardò. “Vado a parlare con tuo papà. Ricordati, hai promesso.”

“Sì, sì. Ma se pensa che ti porterà a quella cosa della respirazione, lui comincerà un’altra cosa.”

Buffy rise scioccamente. “Si chiama Lamaze, Spike. E tu non hai mai menzionato di volerci andare.”

“Bene, l’ho menzionato adesso, ok?”

“Okay,” disse lei con un cenno. “Ora vai.”

Spike gemette mentre Buffy si allontanò, girandosi ad osservare la stanza. “Bene, dove è il maledetto pirla?”

Dirigendosi lentamente verso Angel, si fermò di fronte a lui. “Okay, Peaches, Buffy vuole che andiamo d’accordo, così cosa ne dici se abbiamo una confortevole relazione di odio reciproco?”

“Per me è perfetto,” Angel concordò schernendolo.

Spike alzò un sopracciglio prima di prendere un profondo respiro, le parole di Buffy che lo volevano come il più grande uomo echeggiavano nel suo cervello. “Guarda… Buffy mi ha detto che sei stato un amico per il periodo… che non ci parlavamo. Voglio che tu sappia… che l’apprezzo,” disse, doveva sputare praticamente fuori le parole.

“Sì,” Angel disse con un cenno. “Stava attraversando un periodo difficile. Aveva bisogno dell’opinione di un estraneo.”

Spike digrignò i denti, sapendo che questo uomo poteva conoscere molto della sua relazione con la donna che amava. “Sì, bene… buono.”

Girandosi per allontanarsi, lui si fermò quando sentì Angel replicare leggermente, “Sai che darei qualsiasi cosa per stare nella tua posizione.”

Spike si voltò, la sua vista sfuocata mentre tentava di controllare l’ira che lo stava sommergendo. “Sei innamorato di lei?” chiese, tentando di frenarsi dal dargli un pugno. Per il momento.

“Amore è una parola forte. Mi preoccupo per lei, come mi preoccupo per qualsiasi amico che mi è vicino.”

“Buono a sapersi,” Spike disse con disgusto nella voce. “Perché odierei doverti fare male.”

Angel rise. “Vuoi dire che ci proverai.”

Facendo un passo più vicino, lui restrinse gli occhi, stringendo i pugni come si avvicinò all’uomo più alto. “Vuoi scoprirlo?”

“Spike!” Willow urlò, avanzando in mezzo ai due uomini. “Io - io non ti avevo ancora visto oggi. Come stai?”

“Bene, Rossa, e te?” chiese lui, prendendo un profondo respiro per controllare la rabbia, non togliendo mai gli occhi da Angel.

“Oh, bene… veramente bene. Penso che Oz ti voglia parlare,” rispose lei prima di rivolgersi all’uomo più alto. “Angel, vieni ad aiutarmi in cucina… per favore?”

“Certo, Willow. Ci vediamo in giro, Spike.”

“Contaci, amico,” disse Spike, digrignando i denti mentre andò a cercare Oz.

Willow condusse Angel in cucina e si muoveva intorno a qualche cibo in più. “Angel, so cosa hai fatto nei mesi scorsi, e so che vuoi la migliore cosa per Buffy.”

“Sì,” disse lui, guardandola confuso.

“Penso che se vuoi tenere la tua amicizia con Buffy, dovrai andare d’accordo con Spike,” disse Willow, scegliendo attentamente le parole.

“Lo so,” Angel disse con un sospiro. “Solo lo odio per averla lasciata sola per così tanto.”

“Sai bene come me che Spike non sapeva che lei era incinta.”

“E quello lo fermò dal parlarle?”

“Okay, ti darò quello. Ma, Buffy poteva facilmente contattarlo e noi tutti lo sappiamo questo. Angel, questi bambini li uniscono e hai bisogno di decidere se vuoi che la tua amicizia con Buffy duri.”

“Tempo dei regali, andiamo!” Anya gridò attraverso la casa.

“Solo pensa a quello che ti ho detto,” Willow finì, girandosi per ritornare nel soggiorno.

Angel prese un profondo respiro e camminò nel soggiorno. Poteva vedere Spike in piedi vicino alla porta anteriore con una bibita nella mano e si avvicino. “Okay… hai vinto.”

“Realmente? Posso scegliere il premio?”

“Sto tentando di scusarmi, Spike.”

“Così spiacente, vai avanti,” rispose lui, adottando l’ accento britannico dell’alta classe.

“Guarda… qualsiasi risentimento possiamo avere l’un per l’altro… il risultato finale è, io mi preoccupo per Buffy, e so che lo fai anche te. Così solo proviamo ad andare d’accordo.”

“Per me suona bene, Peaches.”

“Sono contento che la pensi così, ragazzo ossigenato,” Angel disse con un sorriso.

Sorprendentemente, condivisero una risata soffocata e guardarono mentre Buffy si sedette su una sedia mentre Anya cominciò a correre di nuovo avanti, consegnando i regali.

“Apri prima il mio,” disse lei, dando una borsa d’argento a Buffy.

“Anya, hai già comprato qualcosa per i bambini, non dovevi fare anche questo.”

“Oh, questo non è per i bambini, questo è per te.”

Buffy sorrise e aprì la borsa, estraendo un completino di merletto rosso. Arrossendo per il colore dell’indumento mentre Giles si tolse gli occhiali e freneticamente cominciò a strofinarli con un panno; Buffy si morse il labbro e guardò Spike. Vedendo il sorriso furbesco sul suo viso e il sopracciglio suggestivamente alzato, il rossore le si intensificò all’aperto invito.

“Um… grazie, Anya.”

“Oh, prego. Immaginavo, che adesso stai perdendo un certo numeri di orgasmi, così se lo indossi a letto, certamente recupererai.”

Spike tentò di nascondere una risata con la tazza, prendendo una bibita, mentre si prese un’occhiataccia da Buffy.

“Spero che ti piaccia lo stile,” Anya continuò. “E’ quello preferito di Xander, bene, a parte l’attrezzatura da balia birichina e -”

“Anya!” Xander gridò, attirando la sua attenzione. “Ricordi di quello di cui abbiamo parlato?”

“Oh sì,” rispose lei, alzando gli occhi. “Non mi è permesso menzionare i giochini che facciamo.”

Ognuno nella stanza tentò di sopprimere una risata mentre Buffy aprì il prossimo regalo.

* * * * *

Mezzora più tardi, il soggiorno fu coperto dalla carta da regali e fiocchi. Buffy era circondata da pile di vestiti, bottiglie, pannolini, asciugamani con cappuccio, biberon, e ciucci.

“Grazie tante!” disse lei con un brillante sorriso.

“Questo non è tutto,” Spike disse dall’angolo della stanza. Camminando verso di lei, lui l’afferrò per la mano e la tirò in posizione eretta. “Venite, tutti.”

Guidando Buffy su per le scale e infondo al corridoio, lui si fermò di fronte alla camera da letto vuota ed aprì la porta. Buffy ansò alla vista di fronte a lei. La stanza era dipinta di un leggero blu polvere, una culla era in un angolo e un fasciatoio era contro il muro, mentre una sedia a dondolo era nell’altro angolo. Non poteva credere ai suoi occhi come fissò la stanza.

“Spike, come -”

“Noi abbiamo lavorando su tutte le opportunità che abbiamo trovato mentre eri al lavoro.”

“Noi?”

“Io, Giles Xander, Oz e Willow… e di quando in quando Anya,” Spike disse con un sorriso.

“La culla e il fasciatoio?”

“Xander ha costruito entrambe.”

Buffy si girò per affrontare Xander, le lacrime scorrevano sulle sue guance quando lei vide le facce eccitate di tutti i suoi amici.

“Non cominciare a piangere ancora, amore. Posso essere ancora nei guai.”

“Perché cosa?” Buffy chiese, asciugandosi le lacrime dal viso.

“Così,” disse Spike, prendendo di nuovo la sua mano e portando Buffy nella sua camera da letto. Aprendo la porta, la sua bocca si spalancò alla vista dei muri dipinti di fresco di un color lavanda - ma la stanza era vuota. Guardando alla stanza nuda, lei si girò verso Spike, confusa.

“Noi abbiamo tutti discusso a fondo, e pensiamo che dovresti essere l’unica nella camera principale.”

Buffy si morse il labbro mentre ci pensò. Era la stanza di sua madre, ma aveva senso. “Non posso credere che abbiate fatto tutto questo per me.”

“Bene, questa stanza non è finita, evidentemente,” disse Xander. “Noi siamo un po’ in ritardo, e abbiamo la mobilia fuori in un camion.”

La bocca di Buffy si spalancò come guardò da Spike ai suoi amici. “Spike -”

“Non puoi rifiutarti, Summers,” disse lui prima che lei potesse protestare. Lui fece un passò più vicino a lei, mettendo la mano sul suo stomaco. “Sono anche i miei bambini, ricordi?”

Buffy sorrise prima di abbracciarlo. “Non sai quanto questo è importante per me,” bisbigliò mentre le braccia di lui erano avvolte intorno alla sua vita.

* * * * *

Buffy salutò tutti i suoi amici un’ora più tardi, chiudendo la porta dopo aver dato a Willow un ultimo abbraccio. Voltandosi per affrontare Spike, lei si inclinò contro la porta esausta, desiderando un letto soffice.

“Hai fatto troppo oggi, Spike,” disse lei, guardandolo con un sorriso. Gli uomini avevano speso più di mezzora per trasportare la culla e il fasciatoio nella stanza e riordinandola come piaceva a Buffy.

“E lo farei tutto di nuovo in un secondo solo per vedere quello sguardo sulla tua faccia,” rispose lui leggermente, raggiungendo il cappotto e mettendoselo mentre si avvicinò a Buffy. “E’ meglio se vado.”

“Okay,” disse lei leggermente.

“Fammi sapere quando devo venire a prenderti per la classe questa settimana.”

“Lo farò,” disse Buffy, accennando col capo mentre aprì la porta per Spike. Guardando come lui uscì, la sua bocca si aprì e si chiuse molte volte mentre camminò lentamente verso il portico. “Spike,” disse, finalmente riuscendo a far uscire la semplice parola dalla gola. Avanzando quando lui si voltò, lei mise lentamente una mano dietro al suo collo, tirandolo in giù e lasciandogli un bacio tenero sulle labbra. “Grazie per essere qui,” bisbigliò lei, echeggiando le parole che gli aveva detto tanto tempo fa.

Spike si inclinò in avanti chiedendo dolcemente alle sue labbra un altro bacio casto, lasciando che le labbra accarezzassero le sue per un momento prima di tirarsi indietro con un rimpianto. “Piacere mio, Buffy.”

Capitolo 21 - uscire

Buffy si mise i suoi jeans preferiti per la maternità e un dolcevita bianco. La classe di Lamaze alle quali si era iscritta erano offerte solamente il venerdì sera, e la temperatura stava scendendo rapidamente come l’inverno si avvicinava. Lei aveva lasciato i capelli ricci dalla doccia della mattina e rapidamente fece scorrere la spazzola attraverso mentre il campanello suonò. Facendo attentamente le scale, aprì la porta, sorridendo a Spike mentre stava lì nervosamente muovendosi da un piede all’altro. Loro non si erano visti dalla festa per i bambini, ed era ovvio che lui non era sicuro di come agire.

“Sei pronto?” chiese lei, afferrando il cappotto.

“Andiamo, bella,” disse lui, evidentemente sollevato che le cose erano okay fra di loro mentre le prese dolcemente il gomito e l’aiutò a uscire dalla casa e a fare gli scalini.

“Sai, tutti mi trattano come se fossi fatta di vetro,” Buffy disse mentre Spike le aprì la portiera della macchina. “Non mi romperò.”

“Lo so,” rispose lui, inclinandosi a bisbigliarle nell’orecchio. “Vali maledettamente di più di un vetro, baby.”

Buffy sentì i formicolii attraversarle la spina dorsale al sentirlo così vicino. Spike chiuse la portiera dopo che salì e si diresse dall’altro lato. Avviando la macchina, lei saltò leggermente quando sentì la sua mano prendergli la sua in una presa leggera, prima di girarsi a fissare fuori dal finestrino per nascondere il sorriso al fatto che lui la stava toccando.

* * * * *

Buffy dovette sopprimere molte risatine sciocche mentre l’istruttore di Lamaze ordinava a tutti gli allenatori di esercitarsi con la respirazione, per avere una migliore comprensione di quello che stavano superando le donne.

“Ridi, ridi, riccioli d’oro” Spike mormorò a bassa voce quando vide Buffy soffocare un’altra risatina.

“Ora, Spikey, non parlare,” disse lei. “Devi concentrarti per partorire il bambino.”

Spike la fulminò con lo sguardo mentre lui continuò la respirazione profonda.

“Ottimo lavoro, allenatori” l’istruttore disse dal centro del cerchio.

Spike quasi aveva camminato fuori quando erano arrivati e aveva scoperto che l’istruttore era un uomo. Lui non capiva come un uomo poteva allenare alle procedure corrette per avere un bambino, ma Buffy gli aveva tenuto fermamente la mano, argomentando che se il suo OB/GYN era un uomo, non era importante se era un insegnante.

Inoltre, gli piaceva Lorne. Lui aveva un comportamento amichevole che la faceva sentire a suo agio.

Come finì la classe, Buffy andò da Lorne e gli diede un abbraccio.

“Ora sei sicura e mi farai sapere quando quei bambini nasceranno, pasticcino” Lorne le disse. “Voglio certamente vedere i bei bambini che tu e zuccherino portare nel mondo.”

“Nessun problema, Lorne” disse Buffy come afferrò la manica di Spike e lo trascinò fuori dalla stanza. “Lo vediamo nella prossima classe.”

Come loro entrarono nell’atrio, Spike guardò a Buffy. “So che lui non mi chiama solo zuccherino.”

“Naturalmente no, pasticcino,” Buffy disse con un’occhiata innocente.

Spike ringhiò a lei, avvolgendo le braccia intorno alla sua vita mentre lei rise. “Hai cenato?”

“Um… non precisamente.”

Spike la voltò, tenendo le braccia avvolte intorno alla sua vita mentre la fissò. “E pranzato?”

“Sì, ho preso qualcosa.”

Spike alzò un sopracciglio come lei sospirò.

“L’ho fatto.”

Vedendo la sua mascella stringersi come lui tentava di controllare qualsiasi cosa stava per dire, lei mantenne la sua espressione innocente. “Vieni, Buffy.”

Come Spike le prese la mano, Buffy si sentì praticamente trascinare verso l’atrio. “Spike, dove stiamo andando?”

“A trovare del cibo.”

Sospirando quando lui la condusse fuori dall’edificio e aprì la portiera della macchina per lei che roteò gli occhi. “Posso prendere qualcosa a casa, Spike.”

“So che puoi, ma tu non vuoi.”

“Guarda, sto tenendo d’occhio il mio peso per assicurarmi di prenderne abbastanza. Il dietologo con cui parlo ad ogni appuntamento dal dottore dice che sto andando bene, così non ti preoccupare per me, okay? Qualche volta vorrei solo dormire piuttosto che fare qualcos’altro.”

“Bene, suppongo che sia così, Summers? Adesso non sei addormentata, così andiamo ad alimentare i miei bambini.”

Buffy sapeva che sarebbe stato più intelligente stare quiete, così entrò semplicemente nella macchina.

* * * * *

Sedendo in un ristorante italiano alcuni minuti più tardi, Spike si prese la libertà di ordinare un piatto gigante di pasta per Buffy, completo con pane ed insalata. Lui la guardò attentamente come lei scelse quello da togliere dalla pasta, mettendolo da un lato del piatto e mettendo poi la forchetta attraverso la salsa, tracciando dei cerchi con un’espressione strana sul volto.

“Cosa c’è che non va, pet?” chiese lui, guardandola.

“Hmm?”

Spike sorrise dolcemente a lei quando incontro i suoi occhi. “Che c’è che non va?”

“Oh… solo… pensieri.”

“Come?”

Buffy sospirò, mordendosi il labbro per un momento prima che parlasse. “Pensi che sarò una buona mamma, Spike?”chiese con voce soffocata.

Spike non ci pensò un istante, scivolando vicino a lei per avvolgerla tra le braccia. “Sarai una mamma meravigliosa, riccioli d’oro” bisbigliò rassicurante nel suo orecchio.

“Sono giovane,” disse lei leggermente, guardando la tavola.

“Non è l’età che fa buona una madre, dolcezza, è l’istinto.”

Buffy sentì il cuore accelerarle quando Spike inclinò dolcemente il mento verso il suo, lasciando lentamente che le labbra si abbassassero contro le sue.

“Più vino, signore?”

Buffy doveva sopprimere una risatina sciocca al cameriere inopportuno. Lo sguardo sulla faccia di Spike non aveva prezzo. “No,” lui ringhiò praticamente attraverso i denti stretti.

Buffy sorrise come l’uomo rapidamente corse via prima di rannicchiarsi più vicino a Spike. Era passato così tanto tempo da quando lei era stata capace di prendere un po’ di conforto da qualcuno, e gustò la sensazione della sue braccia intono alla vita in un stretto abbraccio. Dopo alcuni minuti di silenzio confortevole e godendo solo del tocco dell’altra persona, Buffy si tirò leggermente via per guardarlo negli occhi.

“Sai, dovremo scegliere abbastanza presto dei nomi.”

“Bene, una cosa è sicura, non chiameremo nostro figlio William. Nome da checca,” mormorò lui a bassa voce.

“Mi piace William,” disse leggermente Buffy. Il duplice significato non sfuggì a Spike mentre la guardò nei suoi brillanti occhi.

“Così, quali saranno le nostre scelte?” chiese lui dopo alcuni momenti.

Per l’ora successiva, Buffy e Spike discussero un vasto elenco di nomi, variando dai classici ai divertenti prima di venire ad una decisione.

Chiunque guardasse a quella tavola non poteva impedirsi di sorride alla coppia felice, vedendo che erano evidentemente innamorati.

Capitolo 22 - contrazioni

Buffy si svegliò la mattina dopo con un dolore acuto allo stomaco. Lei respirò pesantemente, tentando di far passare il dolore, ansimando quando finalmente finì. Gridando quando un altro spasmo sparò attraverso la pancia, chiuse gli occhi, tentando di respirare. Questo non era una normale indigestione o un mal di stomaco - qualcosa non andava. Buffy tentò di non farsi prendere dal panico al pensiero che stava per partorire. Ancora c’erano molte settimane dalla sua data di scadenza, e se queste erano contrazioni, erano irregolari. Quando un altro dolore afferrò il suo stomaco, non pensò mentre afferrò il telefono e premette richiama, non preoccupandosi di chi avrebbe risposto.

“Pronto?” disse una voce assonnata attraverso uno sbadiglio.

“Willow,” disse lei ansando.

“Buffy, che c’è? Qualche cosa non va?” Willow chiese, immediatamente sveglia.

“Penso di avere le contrazioni,” lei frignò mentre un altro dolore la sommerse.

“Oh, Dea, arrivo subito!”

Buffy uscì e strisciò fuori dal letto, facendo del suo meglio per vestirsi in pochi secondi tra i dolori. Stava provando duramente a non spaventarsi alla velocità con cui stavano venendo, ma era una causa persa.

Mettendosi un pullover, lei non si preoccupò di cambiare i suoi pantaloni da corsa neri mentre fece scorrere la spazzola attraverso i capelli, afferrandosi il ripiano quando un’onda di nausea la invase. Alcuni secondi più tardi, Buffy sentì la chiave girare nella serratura come Willow si lanciò nella casa, improvvisamente felice che aveva dato alla sua amica una chiave di scorta da quando non pensava che sarebbe stata capace di scendere le scale da sola.

Gettando uno sguardo all’orologio come Willow salì gli scalini, Buffy sorrise. “Quanto veloce hai guidato”

“Solamente novanta,” Willow disse come se fosse la cosa più naturale del mondo. “Stai bene?”

Buffy scosse la testa. “Se queste sono contrazioni, sono veramente irregolari.”

“Okay, la tua borsa è ancora giù dalle scale?” Al cenno di Buffy, Willow prese il braccio dell’amica e la guidò lentamente sui gradini. “Hai chiamato Spike?”

Buffy prese un profondo respiro e scosse la testa. “A questo punto, non penso che potrei ricordare il suo numero attraverso il dolore.”

“Okay, lo chiamerò io una volta arrivate in ospedale.”

Willow sospirò di sollievo alcuni minuti più tardi quando Buffy era in salvo nella sua macchina. Lei corse verso il lato del conducente ed avviò velocemente la macchina.

“Will?”

“Sì, Buff?”

“Non andare a novanta.”

“A ottanta va bene?”

Buffy chiuse gli occhi, stringendo la cintura di sicurezza mentre si inclinò indietro con la testa contro il poggiatesta per cominciare a respirare attraverso un’altra contrazione.

* * * * *

Una volta che Buffy fu cambiata e giaceva in un letto di ospedale, Willow cominciò lentamente a rilassarsi come andò a cercare un telefono. Componendo rapidamente il numero, lei aspettò impazientemente mentre suonava.

“Pronto?”

“Spike, sono Willow. Buffy ha le contrazioni, ed io… Spike?”

* * * * *

Spike lasciò cadere il telefono, si vesti, e fu fuori dalla porta in meno di un minuto, saltando sulla macchina.

Lui arrivò all’ospedale in meno di cinque minuti più tardi e corse sui gradini al piano di maternità, troppo impaziente per aspettare l’ascensore. Vide Willow seduta nella stanza di attesa, torcendosi nervosamente le mani, lui praticamente corse verso di lei.

“Dove è?”

Willow saltò in piedi quando lo vide. “Loro non fanno passare nessuno, per adesso.”

“Per l’inferno maledetto perché no?”

“Spike, le sue contrazioni sono veramente irregolari. Le mancano settimane alla data di scadenza, ed i dottori stanno tentando di stabilizzarle.”

Spike sentì la paura lacerare attraverso il torace mentre si lasciò cadere in una sedia vicina. “Hai chiamato mio papà?”

“Sì, ha detto che chiamerà tutti.”

“Grazie, Rossa.”

“A cosa servono i migliori amici?”

* * * * *

Un’ora più tardi, Willow, Xander, Anya, Oz, e Giles erano tutti seduti nella sala d’attesa dell’ospedale mentre Spike camminava nervosamente. Loro ancora non gli avevano fatto vedere Buffy, e lui era pronto a dare un pugno alla finestra che gli impediva di camminare oltre. Giles aveva chiuso il Magic Box oggi, anche se era sabato, il giorno della settimana più pieno, per l’anticipazione dell’arrivo dei suo nipoti.

“Siete la famiglia di Buffy Summers?” una voce chiese dall’ingresso.

Spike, nonostante fosse il più lontano, fu il primo ad arrivare alla porta. “Sì! Siamo noi, come sta?”

“Sono il dott. Lindsey McDonald. È il padre?”

Spike accennò col capo mentre aspettava ansioso.

“Buffy sta avendo alcune contrazioni molto forti, una dopo l’altra. Noi le stiamo dando attualmente della medicina per calmare il dolore, e le stiamo dando un IV a gocce per tentare di regolarle, ma ancora non ha funzionato.”

“Come sta?” Spike chiese di nuovo.

“Sta attraversando un momento difficile. Lo stress delle contrazioni la sta facendo iperventilare di continuo, e non è molto coerente al momento.”

“Così adesso lei non sente il dolore?” Giles chiese, stando dietro a suo figlio.

“Sfortunatamente, no. Il dolore è l’unica cosa che adesso sente. Non sta piangendo o gridando, presumibilmente perché sa che userebbe troppo ossigeno per farlo.”

“E per il cesareo?” chiese Willow.

“Se non possiamo regolare le contrazioni o i bambini cominciano a mostrare sofferenza sarà la nostra scelta. Adesso, tutti e tre i tracciati del cuore sono normali, in considerazione dello stress a cui è sottoposta.”

“Posso vederla?” Spike chiese, con uno sguardo implorante negli occhi.

“Per la verità,” disse Lindsey. “Ogni qualvolta che parla, chiede di sua madre.”

La stanza intera si gelò.

“Dott. McDonald,” Giles alzò la voce. “Sua madre è morta un anno fa.”

“Questo è normale?” Chiese Xander preoccupato.

“Buffy sente molto dolore,” disse Lindsey. “Quando una persona sente dolore, il loro naturale istinto è di volere la madre o una figura parentale. Quindi, sì, è perfettamente normale. In quel caso, sarebbe meglio se il padre fosse là con lei.”

Spike quasi colpì il dottore per affrettarsi attraverso il Labor e l’unità di parto. Attraversando le porte doppie, lui chiese rapidamente all’infermiera in quale stanza doveva andare. Rallentò il ritmo quando arrivò più vicino alla stanza, Spike prese un profondo respiro prima di entrare dentro.

La grande stanza era quasi scura, solamente una luce accesa nell’angolo della stanza. La Tv era accesa, apparentemente per una distrazione della donna. Spike guardò Buffy, distesa su un fianco, gli occhi chiusi, tentando di mandare via il dolore. Le sue gambe erano tirate vicino al corpo mentre lei poteva sentirli, una mano era avvolta protettivamente intorno al suo stomaco, l’altro stringeva il cuscino, facendo si che le sue nocche diventassero bianche mentre si difese da un’altra contrazione.

Spike la fissò per un minuto, un’espressione preoccupata sulla faccia quando sentì la voce del dottore dietro a sè.

“Può andare a sedere con lei,” disse lui quietamente. “Lei ha bisogno di sostegno adesso.”

Spike camminò lentamente e si sedette sulla sedia vicino al letto. “Sono io, baby” bisbigliò leggermente, facendo scorrere una mano sulla sua fronte, facendo quello che poteva per calmarla.

“Spike?” chiese lei esausta, aprendo gli occhi. Non potevano ma sembrava focalizzarsi su di lui mentre lei lo fissò.

“Sì, amore, sono qui,” disse lui leggermente, prendendo la mano nella sua.

Lui sentì le lacrime venirgli agli occhi mentre Buffy si lamentò, stringendo la presa sulla sua mano come un’altra contrazione la raggiunse.

Guardando il dottore mentre Lindsey andò a controllare la stampa da una delle macchine alle quali Buffy era collegata, lui restrinse gli occhi quando sentì l’altro uomo parlare.

“Loro stanno diventando più regolari,” disse lui leggermente, più a Spike che a Buffy. “Lei dovrebbe stare meglio per un pò.”

“Doc, i bambini stanno bene?”

“Loro dovrebbero stare bene. Un pò piccoli, ma per i gemelli è normale nascere due settimane prima. Essendo un pò più prima della media, dobbiamo tenerli solo una notte o due in più.”

Spike accennò col capo, sospirando di sollievo mentre Buffy strinse di nuovo la sua mano. “Sarà presto,” Spike disse in tono calmante mentre fece scorrere dolcemente le dita attraverso i suoi capelli.


Capitolo 23 - il parto

Un’ora più tardi, c’erano stati pochi cambiamenti. Buffy stava un po’ meglio, ma la velocità delle contrazioni la stava lentamente distruggendo. Spike non aveva mai lasciato il suo fianco da quando era entrato nella stanza.

Era pieno pomeriggio, e Buffy provava a prendere un po’ di riposo necessario – Era esausta così riuscì a fare un pisolino per cinque minuti tra ogni contrazione. Lei era stata in travaglio per otto ore ed era più stanca di come lo era mai stata in vita sua.

“Spike,” bisbigliò lei raucamente. “Non posso farlo.”

“Sei forte, Riccioli d’oro,” rispose lui, dandole un sorriso gentile. “Puoi farlo.”

“Forse se era uno, ma Spike, non ho l’energia per spingere fuori due bambini.”

Inclinandosi in avanti le baciò dolcemente la fronte, lui tenne la sua mano attraverso un’altra contrazione. “È quasi finito, pet,” disse quietamente come guardò il monitor, aspettando che il dolore diminuisse. “Okay, sta diminuendo,” mormorò come lei lo guardò con occhi imploranti.

Spike stava quasi per piangere, sapendo che non c’era niente che poteva fare per lei. Lui mise lentamente i suoi gomiti sul lato del letto, prendendo la sua mano tra entrambe le sue e portandola alle labbra. Buffy fece un piccolo sorriso al gesto tenero quando lui non baciò la sua mano, solo lo tenne contro le labbra mentre la fissò negli occhi.

“Ti ho mai detto quando mi sono innamorato di te?” chiese lui quietamente.

Buffy respirò pesantemente attraverso il dolore mentre scosse la testa.

“Quella notte quando sono venuto a casa tua. Ti ho portato gelato. Lo sapevamo entrambi.”

Buffy accennò col capo, ricordando la notte.

“Quando mi hai dato la buona notte e mi hai baciato sulla guancia… sapevo che non sarei mai stato di nuovo lo stesso.”

Buffy sentì le lacrime scendere dai suoi occhi all’amore e l’affetto che sembravano provenire da lui. “Grazie,” bisbigliò.

* * * * *

Spike si sentì inutile mentre guardava Buffy sforzarsi molto ore dopo. Il Dott. McDonald era stato là per un’ora mentre Buffy tentava di spingere entrambi i bambini fuori. Era così debole, non sapeva più per quanto a lungo poteva resistere, e nessun dei bambini si era mosso nella posizione per il parto.

“Bene, Buffy,” disse Lindsey. “Sembra che dovremmo farle il cesareo.”

Spike dovette frenarsi dallo strangolare il dottore. “E non poteva deciderlo dodici ore fa?” chiese attraverso i denti stretti.

“So che è preoccupato, Signor. Giles, ma è chirurgia. Non ci piace rischiare a meno che non sia assolutamente necessario. Ora, segua l’infermiera, e le mostrerà dove può lavarsi per puoi poter essere qui con lei.”

Spike si rivolse a Buffy. “Non ci metterò molto.”

Buffy accennò col capo, tentando di sorridere.

“Tornerò presto.”

Come Spike andò a cambiarsi, l’anestesista entrò per dare a Buffy la medicina per l’operazione. Sospirando di sollievo dopo un momento, il suo corpo intero sembrò rilassarsi mentre sembrava fare effetto immediatamente. Per la prima volta in quel giorno si sentì come se poteva respirare. Non sembrava più come se qualcosa stesse schiacciando il suo torace con ogni respiro che prendeva.

Ricordando vagamente di essere in una stanza sterile dove poteva vedere i dottori e le infermiere preparare le cose necessarie per il parto, si guardò intorno, non vedendo niente oltre ai muri bianchi e dottori mascherati.

Alcuni minuti più tardi, Buffy vide Spike entrare e raggiungerla. Lui era coperto quasi completamente dalla testa ai piedi, ma lei avrebbe riconosciuto dovunque i suoi occhi.

“Okay, Buffy” disse Lindsey. “Stiamo per cominciare.”

Guardando come una tenda fu messa sul suo torace così che lei non potesse vedere l’operazione, Spike strinse la sua mano mentre rimase in piedi accanto a lei, tentando di nascondere la paura come guardò i dottori tagliare la donna che amava. “Stai bene, pet?” lui chiese, spostando lo sguardo per guardarla.

Buffy accennò col capo. “Solo una piccola pressione, ma sto bene.”

“E’ normale, Buffy,” Lindsey la rassicurò mentre operava.

Spike guardò con stupore come una piccola testa apparve, fissando come Lindsey estrasse un bambino alcuni attimi più tardi. Dal suo punto di vista, Spike non poteva vedere quale era, ma sentì il panico nel cuore quando il bambino non fece nessun suono. Mordendosi la lingua così da non preoccupare Buffy, lui lo fissò mentre il pediatra prese il bambino, con una ventosa fece uscire il fluido dalla piccola bocca e girandolo gli strofinò il collo.

Sospirando di sollievo quando un piccolo gemito eruttò, lei vide il sollievo negli occhi di Spike.

“È un maschio,” Lindsey disse con un sorriso negli occhi mentre l’altro dottore prese il bambino per finire di pulirlo.

Buffy si tese per vedere suo figlio mentre lo pulirono mentre Spike tentò di alternare il suo sguardo tra Lindsey che lavora per tirare fuori anche l’altro bambino ed il suo ragazzo avvolto in una coperta.

“ 3 kg e 100 grammi” disse un’infermiera felice. “E’ un grande bambino, per essere un neonato.”

Spike sorrise, guardando giù a Buffy che aveva le lacrime che scorrevano dagli occhi. Un secondo più tardi, il suo sguardo fisso scattò in su come sentì un piccolo frignare e vide il pediatra che ora si occupava della piccola bambina mentre Lindsey cominciò a ricucire Buffy.

La mano di Buffy strinse la sua mano mentre la loro bambina fu portata per avere lo stesso trattamento che suo fratello aveva ricevuto prima, lui guardò come l’infermiera portò il bambino alla coppia e lo diede a Spike. Inclinandosi in giù così che Buffy potesse vederlo, lui incontrò gli occhi di lei per un momento, mentre vide l’amore e l’affetto che provava per lui prima di girarsi a guardare il loro figlio. Mentre loro parlarono col loro bambino, sentirono l’infermiere annunciare che la bambina era 2 kg e 700 grammi.

“Hai mangiato tutto il cibo di tua sorella, vero, grande ragazzo?” Spike chiese a suo figlio, sentendo le lacrime pungergli gli occhi.

La bambina venne portata per essere messa nell’altro braccio di Spike come Buffy si allungo per toccare i suoi bambini.

Dopo un minuto, un’infermiera si avvicinò, dicendo a Spike che era ora di portare i bambini nella nursery.

“Vuoi che rimango con te, Buffy?” chiese lui con un’espressione preoccupata.

Buffy scosse la testa. “No, ti rivedrò presto. Prendili e mostrarli a tutti.”

Spike accennò col capo. “Ti rivedrò tra poco.”

Attraversando i corridoi, lui fissò i suoi bambini, tenuti sicuramente tra le braccia. Prima di lasciare l’unità, una delle infermiere gli rimosse il berretto e la mascherare visto che lui aveva le mani occupate.

Spike uscì nell’atrio e rise quando quasi venne attaccato da suo padre e dagli amici. Sorrise come ognuno tubò verso i bambini.

“Come sta Buffy?” Giles chiese, distogliendo appena gli occhi dai suoi nipoti per guardare suo figlio.

“Lei sta bene, sarà fuori in poco tempo. E’ meglio se porto questi piccoletti nella nursery.”

Seguendo l’infermiera attraverso una porta, quasi rise quando tutti sembrava spingere i loro nasi contro il vetro per tenere un occhio sui bambini.

Una volta che furono pesati di nuovo, misurati, e lavati ancora, Spike guardò l’orologio e comprese che erano passati venti minuti. Dando ai suoi bambini un bacio, camminò fuori dalla nursery e vide suo padre.

“Nessuna novità su Buffy?”

“No non ancora, solo -”

Spike si voltò per vedere quello che Giles stava fissando e vide Lindsey che attraversa le doppie porte.

“Ehi, Doc, come sta la mia ragazza?” chiese lui con un sorriso.

“Penso che forse dovrebbe sedersi.”

Il cuore di Spike precipitò a quelle parole orribili. “Cosa c’è che non va?”

“Lei poteva -”

“Mi dica!”

Giles mise una mano sulla spalla di Spike per trattenerlo mentre fissò il dottore. “Buffy sta bene?”

Lindsey prese un profondo respiro. “Lei ha perso coscienza.”

Capitolo 24 - tutto

Spike sentì la terra sparire da sotto i piedi mentre lottava per rimanere in piedi. “Buffy ha perso i sensi?”

Lindsey accennò col capo. “Stavamo richiudendola, e la sua pressione sanguigna è salita alle stelle. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per tentare di stabilizzare la sua pressione e di tenerla sveglia, ma…”

Spike ansimò in cerca d’aria come suo padre gli strinse il braccio. “Lei starà bene?”

Quando Lindsey non rispose subito, Spike sentì il forte bisogno di tirargli un pugno.

“Lei non è in condizione critiche,” Lindsey disse dopo un momento. “Ma prima si sveglia e meglio è.”

“Posso vederla?”

“La stiamo portando in una stanza privata. Una volta che è situata, le sarà permesso di andarci.” Spike accennò col capo come Lindsey continuò, “Adesso, dovrebbe andare a trascorrere del tempo con i suoi bambini.”

Prendendo un profondo respiro, si girò lentamente e camminò di nuovo nella nursery. Parlando brevemente con l’infermiera, Spike spinse le due piccole carrozzelle dove suo figlio e sua figlia stavano dormendo fuori nell’atrio.

Giles sorrise come andò a prendere sua nipote. “Quale è il suo nome?”

“Lauren,” Spike rispose in una voce morbida. “Buffy decise di prendere un nome di famiglia e…” Le parole gli morirono in gola quando si sentì soffocato al pensiero di Buffy che giaceva in una stanza fredda, incapace di aprire gli occhi, distolse gli occhi dai suoi amici e da suo padre, nascondendo le lacrime nei suoi occhi.

“E lui?” Willow chiese come lei ed Anya si inclinarono sull’altra carrozzella per dare un’occhiata da più vicino al piccolo ragazzo.

“Brandon,” bisbigliò lui.

“Così nessun nome intonato?” Xander chiese con un sorriso, tentando di illuminare la situazione.

“Sì,” Willow disse con un sorriso. “Lauren e Laurence hanno un bel suono.”

“O Brandon e Brandi,” Oz alzò la voce.

I loro toni allegri portarono un sorriso sul viso di Spike. “Questa era un’altra delle condizioni di Buffy – nessun nome simile o con la stessa rima.”

Il gruppo sorrise quando il Dott. McDonald si avvicinò di nuovo. “Spike? Può prendere i bambini per vederla quando è pronto.”

“Lei è sveglia?” chiese lui con speranza nella voce.

Lindsey scosse la testa. “No, ma sarà un bene per lei avere i gemelli intorno. Qualche volta penso che le madri possono sentire quando i loro bambini sono vicini e le conforta.”

Spike accennò col capo come spinse il piccolo Brandon dopo Lindsey, Giles e la banda lo seguirono con Lauren. Camminando nella stanza di Buffy, fece una pausa mentre la guardò. Giaceva sul letto con la pelle precedentemente dorata, adesso bianca come il lenzuolo del letto dove era distesa e dei cerchi scuri ombreggiarono la pelle sotto i suoi occhi chiusi - sembrava pacata, se non completamente confortata.

Osservando vagamente suo padre che spingeva Lauren nella stanza, lui si girò e camminò fuori, chiudendo la porta dietro a sé per dare alla nuova famiglia un po’ di privacy. Spike si avvicinò lentamente al letto, sedendosi sulla sedia più vicino a Buffy, mentre le accarezzava la guancia con la punta della dita.

“Ehi, baby,” lui bisbigliò. “Devi svegliarti. Ci sono due bei bambini qui che stanno aspettando di incontrare la loro madre…”

Rimanendo in silenzio mentre le lacrime arrivarono ai suoi occhi, lui prese dolcemente la sua mano, strofinando un po’ della sua pelle con il suo pollice mentre la fissava. “Andiamo, Buffy. Mi hai detto che ci saremo visti dopo pochi minuti, e so che non vuoi rompere la promessa. Apri gli occhi, amore. Apri i tuoi occhi e guardami… guarda i gemelli.”

Spike mise la testa in cima alla sua mano come lasciò le lacrime cadere.

* * * * *

Spike ancora era seduto alcuni ore più tardi al fianco del letto di Buffy. Un’infermiera era venuta a prendere i bambini e ora prima gli aveva lasciato una bottiglia, e suo padre e gli amici erano andati via poco tempo prima.

Spike sentì la porta aprirsi, ma non si voltò, immaginando che fosse un altro dottore o l’infermiera.

“Come sta?”

Sentendo la domanda quieta emessa dalla porta, si girò lentamente a guardare oltre la spalla, solamente un pò sorpreso quando vide Angel che stava in piedi. Prese un profondo respiro prima di rispondere, “Lei è forte. Starà bene.”

Angel attraversò lentamente la stanza per sedersi sulla sedia sull’altro lato del letto. “E te?” chiese al vedere gli occhi rossi di Spike.

Mordendo il labbro mentre guardò in giù alla mano che stava tenendo, gli diede un alzata di spalle. “Starò bene quando lei si sveglia.”

Angel accennò col capo, guardando alla giovane sul letto. “Hai mangiato qualcosa oggi?” chiese, aspettando fino a che Spike scosse lentamente la testa. “Vai,” disse quietamente, facendo segno verso la porta. “Rimarrò io con lei.”

Spike scosse la testa con veemenza. “Non posso… e se lei si sveglia?”

“Non le sarai di nessun aiuto se sei troppo debole per stare in piedi. Tornerai tra una ventina di minuti. Vai a prendere qualcosa da mangiare, vai dai tuoi bambini, solo fai una pausa per un pò.”

Spike lo guardò e vide la preoccupazione genuina sul viso di Angel. Contemplando la decisione per un minuto, accennò lentamente col capo. “Okay… ritornerò presto.”

Angel guardò come l’altro uomo si inclinò in avanti per lasciare un bacio tenero sulla fronte di Buffy prima di girarsi e camminare fuori dalla porta.

* * * * *

Quindici minuti più tardi, Spike rientrò nella stanza, spingendo una delle carrozzelle con sua figlia accoccolata in una coperta, addormentata. Lui guardò al letto e sospirò, augurandosi disperatamente che Buffy si fosse svegliata.

“Nessun cambiamento, allora?” chiese ad Angel.

“No,” rispose lui mentre si alzò per guardare la bella piccola ragazza. “Le hai già dato un mignolo, vero?” chiese a Spike con un sorriso.

“Il secondo in cui l’ho vista.”

“Suppongo che sarà la ragazza di papà.”

“Come sono sicuro che Brandon sarà orientato verso Buffy,” Spike disse con un sorriso.

“E’ bella,” disse Angel, guardando la bambina.

“Sembra sua madre,” Spike rispose.

* * * * *

Tentando di provare ad addormentarsi, Spike si spostò scomodo nella dura sedia reclinabile che era nella stanza dell’ospedale. Sentendo un rumore, aprì gli occhi e si alzò in un secondo quando vide la mano di Buffy muoversi.

“Buffy?” chiese lui quietamente. “Buffy!”

Guardando come le sue palpebre vibrarono prima di aprirsi lentamente un frammento, quasi si lasciò cadere in ginocchio per il sollievo.

“Buffy, apri gli occhi. Guardami.” Spike era consapevole del suono disperato della sua voce ma non se ne preoccupò come la guardò lottare per svegliarsi. “Andiamo, baby. Mostrami i tuoi bellissimi occhi di smeraldo.”

Spike sentì come se stesse crollando dallo stress del giorno mentre fissò Buffy, guardandola lentamente aprire gli occhi.

“Spike,” bisbigliò lei con voce gutturale. “Come sta andando?”

“Tutto eccellente, amore.”

“I bambini?”

“Anche loro stanno bene. Te lì porterò qui appena ti sentirai bene.”

“Voglio vederli, Spike,” disse lei, tentando di sedersi, solamente per sibilare per il dolore quando un indolenzimento palpitante e tormentoso cominciò nella sua pancia bassa e sembrò esplodere attraverso il suo corpo.

“Tranquilla, riccioli d’oro,” disse lui con tono calmante mentre l’aiutò a ridiscendersi. “Ti hanno fatto il cesareo, ricordi?”

Buffy sembrò pensarci per un minuto prima di accennare col capo.

“Okay, avrai bisogno di muoverti poco, e sentirai male. Ma adesso, non voglio che fai qualsiasi cosa finché un’infermiere non ti vedrà,” disse lui come spinse il bottone di chiamata.

Accennando col capo di nuovo come lei tentò di rilassare i muscoli, si alzò lentamente le coperte e spostò da una parte il vestito d’ospedale, vedendo meno una dozzina di punti che tenevano insieme il suo stomaco.

“Mi hanno messo i punti?” chiese lei con tanta indignazione quanto poteva chiamare a raccolta.

Spike ridacchiò. “Bene, pet, non ti ho ispezionata, ma da quello che ho sentito, loro hanno usato i migliori punti per questo tipo di procedura.”

“Non stai facendo colpo sull’infermiera, vero?” Buffy chiese, nascondendo un ghigno e alzando il sopracciglio.

“Lo sai, baby” disse lui con un sorriso furbo.

Si girarono entrambi come la porta si aprì, e entrò un’infermiera che era facilmente sui settanta anni. Buffy guardò Spike, alzando entrambi le sopracciglia come lui scosse violentemente la testa. Lei dovette sopprimere una risata mentre la vecchia donna la finì di controllare, facendole qualche domanda e prendendole la temperatura.

Scivolando fuori dalla stanza durante la procedura, Spike si diresse verso la nursery e chiese ad un’infermiera di aiutarlo a portare i gemelli nella stanza.

Buffy ansimò alcuni minuti più tardi quando lui spinse Brandon attraverso la porta, protendendo impazientemente le braccia per tenerlo. Mettendo cautamente il bambino nelle sue braccia come l’infermiera attraversò la porta con Lauren, lui guardò come gli occhi di Buffy si riempirono con le lacrime quando lui andò a prendere la bambina e si mise seduto sull’orlo del letto, attento a non spingere Buffy, mentre lei toccava dolcemente i loro piccoli nasi.

Ridendo scioccamente quando Brandon aprì gli occhi e diede ai suoi genitori un enorme sbadiglio, Buffy guardò Spike, vedendo il sorriso sul suo viso quando il suo sguardo incontrò il suo. Arrossendo quando il suo sorriso diventò più leggero, il suo respiro le si bloccò nella gola quando lui si inclinò in avanti e incontro le sue labbra in un bacio tenero, approfondendolo lentamente come le sue palpebre si chiusero. Tirandosi via dopo un momento, Spike si inclinò dolcemente appoggiando la fronte contro la sua.

“Grazie,” bisbigliò lui.

“Per cosa?”

“Tutto.”


Capitolo 25 - casa dolce casa

Spike attraversò alcuni giorni dopo l’ospedale per andare a prendere Buffy e i bambini. Lui si assicurò di stare con lei tanto quanto poteva, sebbene di solito lei dormiva, tentando di dare nuova vita alla sua energia dopo il lungo parto.

Sorridendo quando entrò nella sala e vide suo padre già là, Spike scosse la testa come andò verso Giles, fissandolo mentre dalla finestra della nursery, faceva le facce ai suoi nipotini.

“Così,” disse Spike, camminando dietro di lui. “Suppongo che io non esisto più, ora che questi due sono qui,” finì con un sorriso.

Giles si girò e sorrise a suo figlio. “Per riassumere, sì,” rispose.

Spike ridacchiò mentre guardò attraverso la finestra per vedere le infermiere preparare sua figlia per andare via.

“Come sta Buffy?” Giles chiese dopo un momento.

“Lei sta meglio. E’ ancora stanca, ma quello era previsto.”

“E cosa avete deciso tu e lei su voi due?”

“Papà, non incominciare, okay?”

“Sto facendo soltanto una domanda, non sto esprimendo opinioni… anche se sarebbe bello se mio figlio stesse con la donna che ama.”

“Papà,” Spike disse con tono di avvertimento.

“Non sto dicendo niente, figliolo” rispose lui, un sorriso che gioca sulle labbra come si pulì gli occhiali.

“Vedrò se Buffy è pronta.”

“Buona idea.”

Spike scosse la testa mentre camminò per l’atrio. Rimanendo in piedi di fronte alla porta di Buffy, dolcemente bussò prima di entrare. La vide provvisoriamente in piedi, tenendosi il suo addome dolorante, lui rapidamente si mise al suo fianco, tenendole il braccio per sostenerla mentre si sedeva sulla sedia a rotelle che era stata lasciata per la sua partenza.

“Grazie,” disse lei con un sorriso. “Sai, non volevo andare via in questa cosa, ma ora, penso che è un’idea abbastanza buona.”

“Probabilmente è così,” disse Spike, spingendola fuori nella sala. “Ti lascerò nelle mani capaci di mio padre mentre carico le borse, va bene?”

“Okay… e grazie di nuovo per esserci venuto a prendere, Spike.”

Fermando la sedia a rotelle, la girò per affrontarlo, inginocchiandosi di fronte a lei. “Buffy, sai che ci sarò sempre, vero?”

“Naturalmente,” disse lei con un sorriso morbido, non vedendo evidentemente la serietà di quello che le stava dicendo.

“Penso che abbiamo bisogno di parlare più tardi,” disse lui leggermente.

Buffy aggrottò le sopracciglia per il suo tono serio. “Okay.”

* * * * *

Spike aiutò, un’ora più tardi, Buffy ad attraversare la porta anteriore di casa mentre Giles era dietro di loro, tenendo un seggiolino in ogni mano. Entrambi i bambini erano addormentati, e lui li mise dolcemente sul divano.

Buffy si mosse per sedersi sul divano, Spike si lasciò cadere sulle ginocchia e cominciò a slacciare i bambini. Buffy prese impazientemente Lauren quando venne tolta dal seggiolino, mentre Giles prese Brandon prima che Spike potesse muoversi verso di lui.

Spike aggrottò le sopracciglia quando comprese che non aveva un bambino. “Forse avremmo dovuto averne tre, amore.”

Entrambi gli uomini risero quando Buffy lo fulminò con lo sguardo. “Avresti dovuto rimanere incinta te, perché non c’era modo che un terzo potesse entrare nel mio stomaco.”

Spike sorrise, sedendosi vicino a lei e giocando dolcemente col piede di sua figlia mentre si addormentava.

“Bene, è meglio se vado,” disse Giles, dando Brandon a suo figlio.

“Stai andando via?” Buffy chiese. “Sai che sei sempre il benvenuto qui, vero?”

“Naturalmente, Buffy, ho bisogno di riavere solo il negozio. Ho lasciato in carica Anya per più tempo di quello che volessi.”

Buffy sorrise. “Bene, ti vedrò più tardi, okay?”

“Verrò domani.”

“Bene, grazie di nuovo, Giles.”

Spike si alzò lentamente in piedi, attento a non risvegliare il bambino mentre andò verso una delle due carrozzelle intonate che Buffy aveva ricevuto alla festa. Mise dolcemente Brandon in una, poi si girò e prese Lauren da Buffy, sorridendole quando lei gli sporse le labbra per avergli preso la bambina.

Tornando indietro al divano, lui si sedette e prese la mano di Buffy mentre lei lo guardava curiosa. “Non so come dirlo, così lo dirò… voglio stare qui, Buffy.”

“Sei qui.”

“Non è quello che voglio dire,” disse lui, scuotendo la testa e decidendo di dire tutto quello che doveva dirle. “Voglio stare qui con te. Voglio svegliarmi con te ogni mattina ed aiutare con i nostri bambini. Voglio che torniamo ad essere come eravamo prima.”

Buffy prese un profondo respiro come gli strinse più forte la mano. “Spike -”

“Per favore, non dire di no,” bisbigliò lui. “So quello che dirai – che non sei sicura dei miei sentimenti per te - ma sai che ti amo. Da tanti anni, e non ho mai smesso. Per favore non mi escludere.”

“E se non risolviamo? Cosa facciamo con loro?” chiese lei, gesticolando ai due bambini a riposo.

“L’unica ragione per cui non ha funzionato è perché non abbiamo tentato. Mi hai tenuto a distanza, e io sono fuggito. Entrambi avremmo dovuto tentare più duramente, ma so che adesso è il momento, Buffy. E penso che anche tu lo sai.”

“Voglio stare con te, Spike,” bisbigliò lei con le lacrime agli occhi. “Voglio che torniamo di nuovo insieme.”

Spike sentì le lacrime spingergli negli occhi come la fissò. Amorosamente, lui si piegò e mise una ciocca di capelli dietro al suo orecchio. “Voglio cominciare di nuovo, riccioli d’oro.”

Lei sorrise al soprannome prima di accennare col capo. “Ricominciamo.”

Un sorriso brillante accese i lineamenti di Spike come con le mani foggiò a coppa la faccia di Buffy per portare le labbra alle sue. Come le loro labbra si incontrarono, entrambi si sentirono di nuovo completi. Avvolgendo le braccia intorno al collo di lui mentre le sue labbra si aprirono leggermente, rabbrividendo quando la lingua accarezzo la sua. Entrambi sentirono l’elettricità fluire attraverso di loro mentre il bacio si approfondì. Buffy si tirò via dopo un minuto come il bacio aumentò, lasciando Spike a fissarla interrogativo. “Cosa c’è che non va?”

Buffy sorrise e accarezzò i suoi zigomi definiti. “Niente, giuro,” bisbigliò. “Ma se questo andasse molto oltre, sarei disposta a fare qualcosa che si suppone che non faccia per molte settimane.”

“Mi dispiace, pet,” disse lui con un sorriso. “E per la cena?”

“Non è ancora mezzogiorno,” disse lei, ridendo scioccamente per il suo sopracciglio alzato.

“Voglio dire, solo noi due, un giorno, presto.”

“Vuoi già che lascio i bambini?” chiese lei, il sorriso che si affievolisce mentre venne colta dal panico al solo pensiero.

“Suppongo di no,” Spike rispose, guardandola curioso.

“Mi dispiace,” disse Buffy, sembrando timida, prima di rivolgersi il suo sguardo ai gemelli in riposo. “È solo, loro sono stati in me per così tanto tempo, e ora che non lo sono più, non voglio allontanarmi da loro per tanto tempo.”

“E’ comprensibile,” disse lui, baciando leggermente la sua fronte. “E se faccio io il pranzo? Possiamo chiamare mio padre per farlo venire a guardare i bambini così possiamo mangiare in pace.”

“Ora che posso vivere con te,” disse lei con un sorriso.

“Il piano era per venerdì sera,” disse lui, alzandosi e andando alla porta anteriore per prendere le borse e portarle fuori della macchina. “Oh, e Buffy?” Lui aspettò finché lei non si voltò per affrontarlo. “Rimarrò per la notte.”

Spike corse fuori dalla casa prima che lei potesse discutere, ridacchiando come chiuse la porta dietro di sé.

Capitolo 26 - secondo inizio

Esattamente come aveva detto, Spike rimase da allora in poi la notte ed ogni notte consecutiva per sei settimane sul divano. Lui si assicurò di svegliarsi spesso come poteva coi bambini, ma Buffy insisteva che era lei quella che doveva svegliarsi di più, siccome Spike doveva andare a lavorare ogni giorno. I due avevano un appuntamento per il venerdì sera a cena, con Giles che veniva per guardare i bambini.

Lentamente, Buffy fu più disposta a lasciare la casa una notte alla settimana. La prima notte che Giles aveva insistito che loro uscissero per vedere un film, Spike era sicuro che doveva sedersi su Buffy nel cinema siccome lei continuava a tentare di alzarsi e chiamare casa per controllare i bambini.

Spike non aveva fatto una mossa per spingere la loro relazione. L’intimità massima che avevano era un bacio di buona notte, tenero sul loro recente appuntamento. Ora, come andavano a zonzo attraverso il parco, mano nella mano, nella notte standard per l’appuntamento, entrambi godevano l’aria di dicembre fresca e calmante. Fermandosi ad una tavola di picnic, Spike si inclinò contro la superficie piatta e si tirò Buffy tra le braccia, baciandole dolcemente la fronte.

Buffy sospirò e appoggiò la guancia contro il suo torace. “Questo è bello,” mormorò quietamente.

“Sì,” disse lui leggermente, mettendo il mento sulla sua testa mentre con le braccia stringeva il suo corpo.

“Mi mancavi,” bisbigliò lei, tirandosi leggermente indietro per guardarlo negli occhi.

Spike sorrise a lei. “Sono qui.”

Buffy scosse la testa. “Intendevo prima. Mi sei mancato così tanto, ed è stata tutta colpa mia se tu non eri là.”

“Perché mi hai allontanato, Buffy?” chiese lui leggermente, la voce pieno di preoccupazione.

Buffy giocò nervosamente coi risvolti della sua giacca prima di rispondere. “Ero spaventata,” bisbigliò, guardandolo con un sorriso nervoso. “Pensavo che… tutti mi hanno sempre lasciata… in un modo o nell’altro. Pensavo che sarebbe stato meglio allontanarti prima di aspettare che decidessi di lasciarmi.”

“E ora?”

“Ora… non sono più in lutto. Mi manca ancora mia mamma, ma ho Brandon e Lauren. Ho te,” disse lei quietamente, guardandolo negli occhi. “Vero?”

“Mi hai sempre avuto, dolcezza” Spike disse con un sorriso.

Buffy sentì le lacrime bruciarle gli occhi mentre sorrise. “Non volevo farti del male. Avrei dovuto dirti solo quello che stavo pensando, ma mi sentivo così confusa, che non l’ho fatto. Mi dispiace, Spike,” disse con un bisbiglio soffocato.

Stringendola a sé, lui sentì le lacrime bruciargli gli occhi. “Non farlo accadere di nuovo, voglio che mi parli. Non mi preoccupo se tu non mi avverti – voglio che ne parli così da toglierti un peso dallo stomaco. Nessun problema su quello, io sono qui, Buffy.”

Inclinando la testa per guardarlo negli occhi, lei sembrava stesse cercando qualcosa, rilassandosi quando lo trovò. “Lo prometto,” bisbigliò.

Sospirando di sollievo, lui si inclinò in avanti per incontrare le sue labbra in un bacio leggero, tenero, nessuno fece una mossa per approfondirlo, godendo semplicemente della bella sensazione di essere insieme di nuovo. Tirandosi indietro dopo alcuni momenti, Spike sorrise quando Buffy si accoccolò più vicino a lui. “Trasloca da me.”

Spike sentì il sorriso ampliarsi. “Sono rimasto ogni notte per più di un mese là, Riccioli d’oro.”

“Sai quello che voglio dire,” disse lei, girandosi per guardarlo. “Devi trasportare solo tutta la tua roba. So che non vuoi tornare a casa tua e lasciare i gemelli.”

“O te,” disse lui leggermente, mettendole una ciocca di capelli dietro al suo orecchio, sorridendo quando vide il rossore sorgere sulle sue guance.

“Cosa ne pensi?”

“Ne sei sicura?”

Buffy accennò col capo. “Non sono pronta per te che non ci sei.”

“Mi trasferirò domani.”

Buffy strillò ed avvolse le braccia intorno al suo collo, ridendo scioccamente mentre lui l’alzò in aria per farla girare in cerchio. Fermandosi, Spike mise a sedere Buffy sulla tavola e si mise in piedi vicino a lei, non sciogliendo mai le braccia dal suo corpo.

“Sei sicura di questo?” chiese lui leggermente.

“Non sono mai stata più sicura di adesso,” bisbigliò lei, inclinandosi in avanti ancora una volta a reclamare le sue labbra prima di tirarsi di nuovo indietro per fissarlo negli occhi. “Sto per tornare a scuola,” disse leggermente.

“Quello è grande, amore,” Spike disse con un sorriso. “E per i gemelli?”

Buffy abbassò lo sguardo, mordendosi il labbro. “Se va bene per te, vorrei metterli in un asilo nido. È solo per tre giorni alla settimana. Sto frequentando solamente alcune classi, ma non so cosa ne pensi.”

Spike sembrò considerarlo per un momento prima di rispondere. “E io?”

“Spike, tu lavori.”

“Dipende dai giorni. Posso anche fare qualche turno di notte, così posso aggiustare qualcosa. Se a te va bene.”

“Spike, naturale che mi vada bene,” disse lei con un sorriso. “Solo non pensavo che avevi tempo.”

“Noi aggiusteremo qualcosa,” disse lui, baciandola sulla fronte. “Domani parlerò col mio capo.”

Buffy saltò giù dalla tavola, afferrando la sua mano e conducendolo fuori dal parco. “Andiamo,” disse lei, tirandogli la mano come una bambina. “Tutti questi discorsi sui bambini mi fanno desiderare averne degli altri.”

Spike ridacchiò prima di lasciarle la mano ed irrompere in una corsa. “Facciamo una corsa!”

“Non è leale!” gridò lei, inseguendolo. “Le mie gambe sono più corte - le persone piccole dovrebbero stare in testa quando si comincia!”

Spike rise e si voltò, correndo all’indietro mentre Buffy tentò di prenderlo. “Quale è il problema, Summers? Pensavo che eri più veloce di così.”

Correndo velocemente, Buffy era capace di raggiungere Spike, ma lui rimasse al passo con lei. Molti minuti più tardi, entrambi erano fermi sul vialetto mentre prendevano profondi boccate d’aria. Camminando sugli scalini del portico, lui prese la sua mano prima che potesse aprire la porta, dandole un piccolo strattone, facendo sorridere Buffy quando lei si trovò tra le sue braccia. “Stanotte mi sono divertito,” bisbigliò lui, strofinando il suo collo.

“Anche io” disse lei leggermente, inclinando la testa per dargli maggior accesso.

Spike baciò pigramente verso la sua mascella prima di incontrare le sue labbra in un bacio tenero. Tirandosi indietro, lui la guardò negli occhi, spostandole i capelli dal suo arrossato volto. “Lo faremo funzionare questa volta”

“Lo so che lo faremo,” Disse Buffy con un sorriso.


Capitolo 27 - facendolo funzionare

Buffy e Spike diedero la buonanotte a Giles prima di lasciarlo sui gradini per controllare i bambini. Entrambi erano addormentati nelle loro carrozzelle. Sebbene ancora non si erano mossi dalle loro culle, Spike aveva convinto Buffy di cominciare a metterli in stanze separate per far si che poi fosse più facile separarsi.

Spike andò a controllare Brandon mentre Buffy andò nella stanza di Lauren, sorridendo mentre guardava sua figlia dormire. Saltando leggermente quando sentì delle bracca forti circondarle la vita, si rilassò quando comprese che Spike stava in piedi dietro di lei, guardando oltre la sua spalla la loro figlia che dormiva.

“Ti assomiglia, lo sai,” bisbigliò lui nel suo orecchio.

Buffy sorrise, inclinandosi indietro per mettere la testa contro il suo torace. “Questo è un bene o un male?”

Spike la voltò per affrontarlo, spostandole i capelli oltre le spalle per prenderle dolcemente a coppa il viso. “Questo è molto bene,” disse con un sorriso morbido. “Finché non avrà degli appuntamenti, e avremo dei problemi quando comincerà a portare dei ragazzi a casa.”

“E se sono come te?”

Tentando di sopprimere una risata mentre gli occhi di Spike gli schizzarono quasi fuori dalla testa. “Sarà maledettamente meglio per loro se non sono come me” disse, più forte di quanto intendesse.

“Ti sei dimostrato quello giusto,”disse lei con un sorriso, gettando uno sguardo alla bambina che stava cominciando a contorcersi per il rumore. Prendendo la mano di Spike, lo condusse fuori nell’atrio.

“Mi sono dimostrato quello giusto solo perché avevo te che mi raddrizzavi.”

Buffy rise scioccamente. “Così, stai dicendo che ti andrebbe bene, se lei può mettergli la testa a posto?”

Ridendo come Spike lasciò uscire un ringhio, appoggiandola nel muro, lei rabbrividì quando le mise le mani su ogni lato della testa. “Lei non uscirà fino ai trent’anni… o finché non sarò morto. È probabile che questo funzioni meglio per me.”

“Sono sicura che lei non obbietterà su quello,” disse sarcasticamente Buffy mentre avvolse le braccia intorno alla sua vita, appoggiando il mento contro il suo torace.

Entrambi notarono il cambio di umore per quel semplice gesto. Le mani di Spike lasciarono il muro per correre lungo le braccia di lei, fissandola profondamente negli occhi. Inclinandosi in giù, lui le catturò le labbra in un bacio leggero, e con una mano lentamente accarezzò la sua mascella mentre le labbra scivolavano sulle sue. Tirandosi via dopo un pò, Spike appoggiò la fronte contro quella di Buffy, respirando pesantemente mentre tentava di controllare l’eccitazione.

“Rimani,” bisbigliò lei, fissandolo.

“Rimango sempre,” disse lui quietamente, interpretando male il significato delle sue parole.

“Passa la notte con me... per favore,” aggiunse lei, guardandolo con occhi pieni di speranza.

“Sei sicura, Buffy?”

Le mani di lei lentamente scivolarono sul suo torace, incontrandosi dietro al suo collo. “Non sono mai stata più sicura di qualsiasi altra cosa,” disse lei leggermente, tirando la sua testa verso la sua per un altro bacio.

* * * * *

Guardò come Buffy si sedette lentamente sul letto, prendendogli la mano per tirarlo verso di sé, Spike non si sentiva così nervoso dalla sua prima volta, e non ne capiva il motivo. Era stato evidentemente prima con Buffy, ma qualcosa in quella notte lo faceva sentire diverso.

Strisciando sul suo corpo, si distese al suo fianco, faccia a faccia con Buffy e facendo cerchi pigri lungo il suo stomaco, entrambi godendo dell’intimità di essere l’un con l’altra da soli. Lentamente, le sue labbra incontrarono le sue in un bacio leggero mentre lei si spinse via dal letto, non staccandosi mai dalle sue labbra.

Spike gemette mentre Buffy si mise sopra di lui a gambe divaricate, le mani andarono automaticamente alle sue cosce e le afferrò più duramente quando il corpo di lei si inarcò contro il suo. Entrambi erano ancora completamente vestiti, ma la frizione che si stavano causando l’un con l’altra li stava rendendo lentamente pazzi per la lussuria.

Le mani di Buffy viaggiarono ai bottoni della camicia di Spike, aprendoli lentamente uno alla volta finché la stoffa si aprì sul suo torace. Le mani cominciarono a lisciare i muscoli forti, sorridendo contro le sue labbra quando sentì l’effetto che stava avendo su di lui. Prima che lei sapesse quello che stava accadendo, si trovò senza camicia mentre Spike invertì le loro posizioni e si mise sopra di lei. Sedendosi leggermente, fece cadere la camicia sul pavimento mentre sfilò i pantaloni a Buffy, lasciandola con le mutandine e reggiseno nero di pizzo.

Spike aggrottò le sopracciglia quando vide Buffy tentare pudicamente di coprire il suo corpo. Incontrando rapidamente le labbra con le sue, si tirò indietro e la fissò negli occhi. “C’è qualcosa che non va, amore? Non devi essere nervosa con me.”

Guardando in basso con imbarazzo mentre lei faceva scorrere un dito lungo il torace di lui, alzò le spalle. “Sembro diversa adesso.”

Gli occhi di Spike si allargarono quando comprese, prima di tirare dolcemente via le sue mani esponendo la sua pelle. “Sembri bella,” bisbigliò, baciandola di nuovo mentre fece scivolare una mano sulla sua schiena per sganciare il suo reggiseno. “Non sei mai stata più desiderabile, Buffy,” disse, la sua voce spessa per l’emozione come si mosse ancora più in giù per rimuovere le sue mutandine. Spike si mise in piedi per liberarsi del resto dei vestiti mentre fissò il suo corpo nudo. Era vero - lei non era mai sembrata più bella per lui. I suoi seni erano più pieni, le sue anche avevano una leggera curva che prima non c’era, e la sua pelle sembrava bruciare.

Spike si distese, lasciando che le mani seguissero la direzione degli occhi mentre scivolò sul suo corpo, sorridendo quando lei si lamentò e si inarcò contro di lui. Stabilendosi tra le sue gambe, le accarezzò dolcemente la guancia. “Nessuna possibilità di rimanere incinta questa volta?” le chiese con un leggero sorriso.

Buffy sorrise mentre si scosse la testa. “No, non questa volta.”

Sorridendo come lui abbassò la testa per baciarla lungo il collo, si tirò lentamente indietro per guardarla. “Bene” bisbigliò, pigiando un bacio molle sulle sue labbra. “Perché amo quei due, ma non ne voglio un altro in nove mesi.”

Buffy rise scioccamente, tirandolo in giù per un bacio mentre con le mani attraversò i suoi capelli, allentando la presa del gel e liberando i ricci.

Staccandosi per respirare, Spike tentò di controllare la respirazione. “Sei sicura?” chiese con tono preoccupato.

“Spike, ti ho appena detto -”

“No,” disse Spike, scuotendo la testa. “Intendo, è sicuro per noi farlo? Per l’operazione?”

“È sicuro,” disse lei quietamente, inarcando leggermente le anche per incontrare le sue, entrambi ansarono quando lui cominciò a penetrare le sue pieghe. Scivolando in avanti, Spike lasciò cadere la testa per appoggiarla sulla spalla di Buffy mentre tentava di controllare il desiderio. Lui non voleva niente di più che perdersi in questa donna, ma doveva costringersi ad aspettare.

Buffy si lamentò come alzò il corpo per incontrare le sue anche finché lui fu completamente in lei mentre cominciarono a cullarsi lentamente insieme. Spike si tirò indietro per fissarla negli occhi mentre entrambi tentavano di regolare la loro respirazione. Lui strinse la mascella e chiuse gli occhi, tentando di rimandare l’orgasmo che già stava costruendo.

Arrivando a toccare dolcemente la guancia di Spike, facendogli aprire di nuovo gli occhi, loro si fissarono, non avendo mai sentito mai questa quantità di intimità prima mentre si mossero insieme. Spike cominciò a stabilizzare il ritmo, sentendosi soddisfatto per l’ovvio piacere che le stava dando.

Le mani di Buffy afferrarono le spalle di Spike, lottando per mantenere un contatto visivo, non volendo perdere il collegamento. Lasciando che le mani di lui scivolassero sulla sua schiena, mentre la tirava più vicino al suo corpo, non lasciandola andare via.

Scavando con le unghie sulle sue spalle mentre lei ansimò, Buffy gettò di nuovo la testa sul cuscino, stringendo i muscoli interni intorno a lui come un mini-orgasmo le attraversò il corpo. Lei ansimò per la mancanza d’aria mentre le sue palpebre si spalancarono, rincontrando il suo sguardo.

Dopo alcuni secondi, Spike cominciò a spingere più forte nel suo corpo, sapendo che non sarebbe durato molto a lungo ma volendo ancora una volta spedirla sull’orlo. Rincontrando le sue labbra in un bacio tenero, si tirò indietro per premere la fronte contro la sua. “Ti amo,” bisbigliò.

Gli occhi di Buffy si allargarono prima di tirarlo in giù per un altro bacio. Dopo un momento, si staccarono. “Ti amo anche io” disse leggermente, un secondo prima che sentisse che un’esplosione attraverso il suo corpo. Contorcendosi sotto di lui come Spike aumentò il ritmo delle sue spinte, lei gridò in estasi mentre lui venne dentro di lei.

Sentendo il suo corpo andare, lui fece attenzione a non schiacciare Buffy mentre rotolarono leggermente, ancora uniti l’uno all’altra mentre si misero su un fianco. Buffy lo fissò con occhi appannati mentre lui le accarezzò le guance muovendo la mano in giù per il suo corpo per rimanere sulla curva della sua anca.

Spike sorrise, nessuno dei due si mosse per separarsi, entrambi godendo della vicinanza. Avvolgendo le braccia intorno al suo corpo e tirandola più vicino a sé, così lei si accoccolò più vicino a lui. Dopo alcuni minuti, entrambi andarono alla deriva e si addormentarono, entrambi sentendosi più felici che in tutto l’anno.


Epilogo

5 anni dopo.

“Giles, sei sicuro che starete bene?”

“Buffy, noi staremo bene, andate e divertitevi.”

“Mamma! Brandon mi ha messo il pongo nei capelli!”

“Papà! Lauren non smette di darmi fastidio! Le ho detto di andare via, ma non mi ascolta!”

“Non mi fate risalire quei maledetti scalini, perché non mi vuole lassù! Vostra madre ed io stiamo per andare via e sarà meglio se vuoi due fate i bravi!”

“Spike, non dire ‘maledetto’di fronte ai bambini.”

“Per favore voi due mi lasciate solo con i miei nipoti? Andate! Divertiti. Noi staremo bene.”

“Okay, Giles tutti i numeri sono sul frigorifero. Noi andremo a cena e a vedere un film--”

“Buffy, calmati e andiamo. Siamo in ritardo.”

“Lo so. I bambini hanno bisogno di mangiare tra mezz’ora. Il biberon per Emily è pronto per essere scaldato -”

“Buffy!” Spike gridò. “Se non esci da quella maledetta casa in cinque secondi, andrò a celebrare il nostro anniversario da solo. Papà ha già tenuto prima i bambini, può affrontarlo.”

“Vai, cara,” Giles disse, spingendo Buffy verso la porta. “Divertiti. Non ti preoccupare di niente. Questa è la prima notte fuori da quando Emily è nata, così goditela.”

“Okay, grazie, Giles. Loro due faranno i bravi per giocare a puzzle bobble!” Buffy gridò sui gradini.

“Lo faremo,” due voci falsamente innocenti arrivarono alle sue orecchie.

“Oh, e anche -”

Buffy fu improvvisamente bloccata come Spike apparse dietro di lei, avvolgendo le braccia intorno alla vita e alzandola, portandola fuori dalla porta. “Buona notte, bambini” Spike gridò. “Ciao, Papà.”

Giles ridacchiò mentre guardò suo figlio portare sua nuora fuori dalla casa.

“Spike! Mettimi giù!” Buffy strillò.

“Non fino a quando la donna che ho sposato ritorna.”

“Cosa stai dicendo?”

“Papà ha già tenuto i bambini prima. Lui può affrontarlo,” disse lui, mettendola nella macchina prima di fare il giro all’altro lato ed entrare.

“Lo so. È solo che è la prima volta che rimane con tutti e tre da solo, e sai che i gemelli probabilmente staranno complottando qualcosa.”

“Buffy, loro hanno solamente cinque anni,” disse lui mentre fece uscire la macchina dal vialetto.

“Solamente cinque? Spike, quando avevano quattro anni, sei uscito dalla doccia con i capelli rosa.”

“Stavano facendo una piccola sperimentazione con lo shampoo. Nessuna grande cosa, ed inoltre, Papà non farà la doccia - loro staranno bene.”

“Non sembravi calmo quando ti sei guardato nello specchio per vedere la tua nuova acconciatura.”

“Mi sentirei bene su questo se mi dicessi dove hai nascosto il maledetto colorante.”

Buffy rise scioccamente. “Ora, perché che vuoi fare?”

Spike ringhiò per la frustrazione prima che un sorriso spuntasse sulle sue labbra. Allungandosi, guidò la macchina con una mano e intreccio l’altra con le dita di Buffy. Sorridendo quando lui le portò la mano alle labbra, lasciando un bacio tenero, lei arrossì quando lui le sorrise.

“Ti amo, Spike.”

“Lo so, baby. Ti amo anch’io.”

Entrambi tranquilli a vedere lo scenario di Sunnydale. Stavano celebrando il loro quarto anniversario di matrimonio quella notte, ma era anche la prima notte che Buffy usciva da quando avevano avuto la loro figlia Emily. La bambina aveva solo tre settimane, ma per la persuasione di Spike e Giles, lei si era convinta di avere molto bisogno di notte fuori.

Buffy si era laureata alla UC Sunnydale ed aveva trovato un lavoro come un Consulente per l’orientamento alla Sunnydale High. Le ore erano perfette infatti lei doveva essere là un’ora dopo che aveva lasciato i bambini a scuola, e usciva dal lavoro mezz’ora prima della fine della loro giornata a scuola.

Spike non era più il direttore del ristorante - adesso era il proprietario. Scegliendo i turni, lui passò più notti a casa con la moglie e i bambini, scegliendo di lavorare invece durante il giorno.

Parcheggiando la macchina, lui uscì per aprire la portiera per Buffy. Aiutandola ad uscire, Spike chiuse la portiera dietro a lei e la spinse dolcemente contro di sé, baciandola con amore prima di tirarsi indietro per fissarla negli occhi. Ancora lo scioccava quanto amore e adorazione vedeva riflesso in loro. Anche se, sapeva che le stesse emozioni erano rispecchiate nei suoi.

“Buon anniversario, Spike,” Buffy bisbigliò, avvolgendo le braccia intorno alla vita di suo marito.

Spike sorrise prima di inclinarsi per un altro bacio, accarezzando le sue labbra con le sue. Tirandosi indietro dopo un pò, lui appoggiò dolcemente la fronte contro la sua. “Buon anniversario, Riccioli d’oro.”

 


The End


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