
Subject:
AU
- umani e fanasmi
Warnings for: Violenza.
Rating:
NC17
Genere: Romance, Angst.
Lunghezza:
12
capitoli
Summary:
Buffy si trasferisce in una vecchia casa. Scopre in fretta che non è
propriamente disabitata. Spike la osserva...
Link dove trovare la ff in originale:
http://www.still-believe.org/paganbaby/stories/seeing_you.html
Forgive me father, for I have sinned
Capitolo 1 - Solo i soli
Spike entrò lentamente nella sua camera da letto.
Era un bell’uomo di diciannove anni. L’età dove le persone
cominciano a vivere la loro vita.
Indossava un paio di blue jeans sbiaditi con una cintura di pelle nera, una
t-shirt di Sid Vicious e anfibi neri. Le sue mani dalle dita affusolate erano
ornate da anelli d’argento; attorno al collo indossava una catena con
lucchetto; le sue unghie erano pitturate di nero, lo smalto era scheggiato.
Capelli biondi-bianchi, appuntiti rilucevano come un faro. I suoi occhi pieni
di sentimento, color blu scuro, erano rinforzati da una polvere orientale
per scurire le palpebre.
La luce del sole fluiva attraverso la finestra del secondo piano. Milioni
di piccoli granelli di polvere danzavano nei raggi dorati. Infilò la
mano nel raggio di luce, spezzando momentaneamente i granelli prima che si
accumulassero di nuovo.
“Beh, mi sono divertito abbastanza per oggi,” Spike disse sarcasticamente
con voce trascinata.
Tutto sembrava uguale. Niente di differente. Niente di cambiato. Niente accadeva
mai.
Incrociò la finestra e guardò fuori la vegetazione simile ad
una giungla nel cortile di fronte e sospirò. I suoi occhi esaminarono
il cortile per la--quante volte l’aveva guardato? Doveva essere stato
almeno mille volte. Colpì leggermente ed in modo assente i drappi bianchi
e malridotti che incorniciavano la finestra rotta.
“Questo è quello a cui mi sono ridotto…” disse tristemente
Spike. “A guardare un dannato giardino per divertimento…”
Era così stanco di quel posto. Perché non poteva ancora lasciarlo?
Non poteva ricordarlo. Era frustrante. Stava quasi per ricordarsi qualcosa,
qualcosa d’importante, poi era fuggito via dalla sua presa. Forse avrebbe
provato ad andarsene… più tardi. Ora, voleva solo guardare fuori
dalla finestra.
Sua cugina Darla l’avrebbe chiamato presto al piano di sotto per il
pranzo? No--ricordò in seguito. Darla era morta.
“Io sono morto,” disse Spike alla stanza vuota. “Tutti sono
morti.”
Era vero. Ogni tanto lo scordava. Lo dimenticava spesso, a dire il vero.
Sapeva che c’erano altri come lui nella casa, spiriti incorporei. Li
vedeva qualche volta, andare di stanza in stanza, con espressioni tristi e
sofferenti sui loro visi. Di solito sembravano non notarlo. Avrebbe voluto
chiamarli, disperato per la voglia di aver qualcuno con cui parlare, per un
po’ di compagnia, ma loro continuavano per la loro strada, nemmeno si
fermavano per dargli un’occhiata. Alcuni erano matti da legare, diventati
pazzi molto tempo fa, ma la maggior parte scivolava nelle sale proiettando
sofferenza e disperazione.
Non erano soli anche loro? Non avevano voglia di parlare con un’altra
persona? Ogni tanto, uno degli altri si fermava e lo guardava. Sembravano
non sapere cosa farne di lui. Bisbigliavano le loro parole, facendo diventare
difficoltosa la conversazione con loro.
Da quanto tempo era lì? Probabilmente da lungo tempo. Aveva l’impressione
che fosse una maledetta eternità.
Sospirò di nuovo. Era così solo, completamente solo. Ma--qualcosa
gli diceva di resistere. Qualcosa sarebbe accaduto, qualcosa sarebbe venuto
per lui o da lui. Se buono o cattivo, non lo sapeva. Ma qualcosa sarebbe accaduto…
alla fine. Doveva solo essere paziente ed aspettare.
Il suo corpo divenne sempre più trasparente fino a che non scomparì
completamente.
****
Una settimana dopo…
Buffy Summers fermò la sua jeep rossa davanti alla casa in rovina.
Buffy aveva ventun’anni ed era un’aspirante artista. L’arte
era sempre stata la sua passione. Sua madre Joyce aveva inculcato in lei l’amore
per l’arte già in tenera età. Quello era quello che voleva
fare nella sua vita e, grazie ad un’eredità generosa ricevuta
dalla defunta zia Prudence, era libera di seguire il suo sogno.
Velocemente scese e guardò la sua nuova proprietà. La casa era
in rovina, la pittura si era staccata, le persiane o erano completamente assenti
o erano appese solo per un perno e il terreno era sovraccarico di vegetazione.
Ma sorrise come se stesse guardando il Taj Mahal. Quando lei, Willow e Xander
avevano comprato quel posto, sapevano di dover effettuare la maggior parte
dei lavori con le loro mani, ma quello era quello che volevano.
Buffy non poteva credere alla loro fortuna. Ricordava il giorno in cui avevano
trovato quel posto. Stavano guidando attraverso il paese, di ritorno da Los
Angeles. Avevano cercato un posto da comprare tutti assieme per qualche mese,
ma senza successo. Tutti i luoghi che avevano visitato non avevano fatto saltare
di gioia Buffy, non la catturavano. Willow e Xander stavano diventando impazienti,
pronti a prendere qualsiasi cosa. Ma Buffy era risoluta.
Poi l’aveva notata dalla strada intanto che guidavano. Buffy li aveva
spaventati quasi al punto di far cagare sotto Xander urlandogli di fermare
la macchina. Si fermarono e Buffy scese, camminando velocemente fino ai cancelli
aperti dell’entrata. Willow e Xander la raggiunsero, fissando la vecchia
dimora.
Buffy aveva sentito qualcosa accendersi nella sua testa quando aveva puntato
gli occhi al posto. Quella era la loro casa. Quella era la casa che aveva
aspettato di vedere. Qualcosa di quest’ultima l’aveva chiamata.
Buffy aveva visto quel posto prima, nei suoi sogni. Solo, nei sogni, era intatta.
Aveva bisogno di farla apparire ancora così. Si sentì dominata.
La casa era in stile Tudor, costruita attorno ai primi del 1’900 come
missione, secondo l’agente immobiliare, Warren Mears. Era stato distaccato
e schietto in modo maleducato fino a che Buffy non gli aveva detto che volevano
la casa. Il suo viso si era illuminato ed era diventato molto cordiale e amichevole.
Willow aveva chiesto perché un posto elegante così grande e
antico non era stato venduto in venticinque anni. Warren aveva spiegato che
la casa richiedeva troppi lavori che le persone poco avventurose erano riluttanti
ad eseguire e che pensava che loro avevano le “idee giuste” per
effettuarli. Stava chiaramente dando una lisciata ai loro ego. Il ragazzo
era una volpe, ma Buffy era determinata a comprare quella casa.
Adesso, era sua. Beh, sua, di Willow e Xander. Era perfetto. Buffy avrebbe
avuto pace e tranquillità per dipingere e scolpire, Xander sarebbe
stato capace di sistemare il posto con la sua abilità di carpentiere
e Willow avrebbe potuto lavorare ai programmi di computer che stava sviluppando.
E quando sarebbe stato tutto completato, avrebbero avuto una bella magione
di loro proprietà.
“Ci vorrà un po’ di tempo,” disse Buffy a voce alta.
“Ma sarà--“
Si fermò quando notò qualche movimento in una finestra al piano
di sopra. Buffy avanzò nel cortile ricoperto di vegetazione, socchiudendo
gli occhi verso la finestra. C’era qualcuno lì? Qualsiasi cosa
avesse visto, o pensavo di aver visto, non c’era più.
Buffy rise nervosamente. “Calma. Era solo la brezza che soffiava tra
le tende. Non c’è nessuno. Se passerò l’intera notte
qui, da sola, farei meglio a diventare dannatamente più forte.
Tornò alla jeep per prendere il suo equipaggiamento e qualche provvista
dal portabagagli.
****
Spike era in piedi vicino alla finestra, come faceva sempre a quell’ora
del giorno. Una jeep si era fermata di fronte alla proprietà. Inclinò
la testa da un lato. Non molte persone si fermavano lì. Era patetico
che si stesse eccitando tanto per il nuovo evento della giornata. La sua vita
(o vita nell’aldilà) era talmente prevedibile e solitaria che
anche dei curiosi, che sarebbero probabilmente tornati subito nella loro macchina,
lo rendevano felice.
Una donna bionda scese dalla jeep e si avvicinò alla casa. Era carina.
Questo era piacevole. Spike vedeva raramente qualcosa di bello. Sospirò,
desiderando di poterle dire “Buongiorno” e dirle di non andarsene.
La donna guardò verso la sua finestra. Spike all’inizio fu spaventato.
Poteva vederlo? Una specie d’istinto spettrale gli suggerì di
nascondersi, per fare in modo che lei non lo vedesse. Si spostò dalla
finestra, il suo cuore fantasma gli batteva furiosamente nel petto. Dopo un
minuto, rischiò un’altra occhiata. Stava tornando verso la sua
macchina.
Spike aveva voglia di piangere. Lei se ne stava andando e non sarebbe più
tornata. Nessuno lo faceva mai. Ma poi… lei era di ritorno. Aveva un
sacco a pelo arrotolato sotto un braccio e portava una scatola nell’altro.
Stava per entrare in casa. Avrebbe avuto almeno la compagnia di un’anima
calda e viva per la notte.
Spike voleva stare vicino a lei, per sentire la sua forza vitale e guardarla.
Più lei si avvicinava alla casa, più diventava attraente. Era
bella. La luce del sole giocava nei suoi capelli, facendoli diventare come
fili dorati. Un ricordo solleticò il retro della sua mente. C’era
qualcosa di familiare in quella donna… ma non riusciva a ricordare cosa
fosse. Se tutto fosse andato bene, gli sarebbe tornato in mente.
Si chiese se gli altri l’avrebbero disturbata durante la notte. Non
voleva che la spaventassero, voleva che quella ragazza rimanesse il più
a lungo possibile. Spike decise di intromettersi e di tenere gli altri fantasmi
lontani da lei.
Quella era un divertimento inaspettato per lui e intendeva godersi di più
ogni secondo della presenza della ragazza.
Capitolo
2 - Incontri ravvicinati
Buffy si mise immediatamente all’opera.
Aprì tutte le finestre del primo piano. L’odore stantio del deterioramento
nella casa era potente e pungente. Il posto era stato chiuso per venticinque
anni così l’odore era estremamente cattivo. Dopo aver fatto quello,
si recò nel soggiorno, guardando sotto le lenzuola che coprivano i
mobili. Tutto era bello e richiedeva solo pulizia e alcuni di essere tappezzati
di nuovo. Buffy si chiese perché tutto fosse stato lasciato dai precedenti
proprietari. Sembrava ci fosse stato un tentativo di rimuovere le cose dalla
casa (c’erano alcune scatole ammonticchiate sul pavimento con libri
e gingilli), ma quasi tutto sembrava essere a posto. Gli strati spessi di
polvere coprivano tutto.
Un grande, specchio ornamentale era appeso sopra il camino di marmo. Buffy
lo stava lucidando. Sapeva che c’erano altri lavori che richiedevano
di essere fatti in modo più immediato, ma lo specchio era così
bello che lo voleva pulito. Dopo molto strofinamento e lucidatura era pulito.
Buffy si alzò in piedi e scostò qualche ciocca di capelli dalla
sua fronte bagnata. Sorrise al suo riflesso. Trasalì quando vide un
uomo in piedi qualche metro dietro di lei e si voltò. Non c’era
nessuno. Buffy si girò velocemente verso lo specchio, ma vide solo
lei. Il suo cuore batteva fragorosamente. Si appoggiò una mano sul
petto e rise per la sua immaginazione troppo fervida.
“Whoa, di nuovo.” Guardò ancora nello specchio. “Avrei
giurato che…” Scosse la testa e tornò alle pulizie.
L’uomo in qualche modo le era sembrato familiare. Buffy l’aveva
solo visto di sfuggita, ma qualcosa era senza dubbio familiare. Cacciò
via i pensieri strambi e si concentrò sullo spolverare.
****
Spike la guardò intanto che lei puliva il soggiorno. Era adorabile
e così minuta; voleva prenderla tra le sue braccia, se solo avesse
potuto.
Più la guardava, più il presentimento che dovesse ricordare
qualcosa associato a lei lo tormentava.
‘Cosa potrebbe essere? Non dovrei averla vista prima… o no?’
pensò Spike.
Poi lo ricordò. Non l’aveva vista di persona, ma nei sogni. I
sogni che aveva fatto da quando era un ragazzino. In questi, la graziosa ragazza
bionda gli sorrideva e gli teneva la mano. Crescendo, i sogni diventarono
naturalmente sempre più erotici e adulti. Spike ne ricordò uno
che aveva fatto molte volte dove loro due erano nel letto e facevano l’amore.
Dopo quelli si svegliava bagnato fradicio di sudore ed altri liquidi.
Spike si animò realizzando che lei fosse quella di cui aveva sognato.
Veramente e letteralmente era la ragazza dei suoi sogni… Il problema
era che ora era morto. Non molte possibilità per un futuro con lei.
Aveva sempre avuto un pessimo tempismo, ma questo vinceva il primo premio.
Si scrollò di dosso tutta la malinconia che stava minacciando di sommergerlo
e tentò di godersi il fatto di starle attorno.
Spike si avvicinò a lei che stava pulendo lo specchio. Anche a lui
era sempre piaciuto quello specchio. Sarebbe stato bello vederlo brillare
di nuovo dopo tanto tempo.
Spike sobbalzò quando Buffy lo vide nello specchio, voltandosi. Trattenne
il suo inesistente fiato nel momento in cui lei gli era di fronte. Poteva
ancora vederlo? Rimase deluso quando fu ovvio che non poteva. Sapeva che non
avrebbe dovuto lasciarsi vedere da lei, ma desiderava avere un po’ d’interazione
con un’altra persona così tanto… specialmente con la sua
ragazza dei sogni. Ma d’altra parte non voleva nemmeno spaventarla.
E i viventi notoriamente si spaventavano quando vedevano delle apparizioni.
Aveva visto quanto basta i film di “Abbott e Costello” e “3
Stooges” per saperlo.
Spike depresso lasciò la stanza e tornò nella sua camera da
letto, lasciando la sua dea dorata tranquilla per un po’.
****
Prima che fosse giunta la sera, Buffy salì al piano superiore per scegliere
la sua camera da letto. Dato che era quella che aveva trovato il posto ed
era la prima che si trovava lì, intendeva rivendicare la camera da
letto più grande.
Ma mentre stava passando davanti ad un’altra camera, si fermò.
Aprì la porta spingendola e sbirciò all’interno.
Era una camera da letto spaziosa con un largo letto di quercia contro il muro
ed un lungo cassettone, con uno specchio gigante appeso al muro, di fronte
al letto. Qualcosa di quella particolare stanza l’aveva chiamata.
Buffy entrò con i suoi prodotti di pulizia e si guardò intorno.
Raffinata, ma molto impolverata, tappeti persiani erano stesi sul pavimento
di legno duro.
Buffy s’inginocchiò e cominciò ad arrotolare i tappeti
per prepararli alla pulizia e disporre un punto sul pavimento per il suo sacco
a pelo. I suoi occhi andarono alla finestra rotta. Era quella la finestra
alla quale pensava di aver visto qualcuno? Si alzò in piedi e guardò
fuori. Esatto. Doveva essere la stessa finestra.
Buffy sfiorò con le dita i vecchi tessuti ridotti a brandelli. Dovevano
essere state le tende che aveva visto muoversi per la brezza.
Una vocina dietro alla sua mente parlò francamente, ‘E se fosse
un fantasma? I vecchi posti come questo sono sempre infestati…’
Ad alta voce, disse, “Oh, non esistono cose come i fantasmi… non
esistono. Sono solo stupide cose da bambini.”
****
Spike l’aveva guardata per un po’ prima di vagabondare di nuovo.
Non voleva che lei accidentalmente lo vedesse di sfuggita e si spaventasse
di nuovo. Anche se desiderava ardentemente la sua compagnia, si era rassegnato
a guardarla da distante, solo per essere sicuro che nessuno degli altri la
disturbasse o spaventasse.
“Mi chiedo come si chiami… probabilmente qualcosa che abbia a
che fare con il chiaro di luna--leggero e condiscendente” Spike diventò
poetico.
Sospirò. Se ne sarebbe andata la mattina. Nessuno restava mai. Poi
sarebbe stato da solo, di nuovo. Probabilmente per sempre.
****
Buffy si stese sopra il suo sacco a pelo, sul pavimento.
La sua lanterna a batteria splendeva intensamente accanto a lei. La sera era
calda e afosa e le faceva desiderare un condizionatore d’aria o almeno
un ventilatore. Diavolo, si sarebbe accontentata anche di una fresca brezza.
E aveva davvero bisogno di una doccia dopo tutto lo spolverare che aveva fatto
durante il giorno.
Buffy stava cercando di pensare ai compiti che voleva portare a termine la
mattina successiva ma la sua mente continuava a vagare. Non poteva impedirsi
di chiedersi della camera da letto. A chi era appartenuta? Era un uomo a giudicare
dai colori più scuri e mascolini presenti. Era ansiosa di esplorare
la stanza e scoprire qualcosa in più sul precedente occupante dalle
cose che aveva lasciato dietro di sé. Aveva trovato un poster rovinato
e sbiadito dei ‘Sex Pistols’ che era caduto dietro al cassettone.
Non riusciva ad immaginare qualcuno che vivesse in una lussuosa dimora a cui
piaceva il rock punk. Questo la fece ridacchiare.
Che aspetto aveva il ragazzo? Provò lo strano obbligo di scoprirlo.
Buffy si dimenò un po’. Per tutto il viaggio verso la magione
aveva sentito una sorta d’eccitazione. Dato che era da sola in casa
quella sera, decise di prendersi cura di se stessa e di aiutarsi ad alleviare
un po’ dell’ansietà che aveva essendo da sola.
Buffy raggiunse la sua borsa da campeggio ed estrasse ‘Old Faithful’
(lett. “Vecchio Amico” n.d.t.), il suo fido vibratore. Contrariamente
agli uomini che aveva avuto nella sua vita, ‘O.F.’ non l’aveva
mai lasciata. Si tolse il sopra del pigiama e le sue mutandine, poi allargò
le gambe.
****
Spike galleggiò dentro la stanza da letto, incuriosito dallo strano
ronzio che aveva sentito dal corridoio. Fissò, esterrefatto, la graziosa
bionda mentre si masturbava.
Reagì più di quello che avrebbe fatto un uomo in carne ed ossa.
Era eccitato, molto eccitato. Fluttuò più vicino per avere una
migliore visuale. Spike sapeva che non era corretto o educato osservare qualcuno
che faceva quello, ma non riusciva ad impedirselo. Era passato tanto tempo
da quando aveva anche solo pensato al sesso. Era incantato. Ricordò
anche squisiti frammenti di quei sogni che aveva avuto e desiderò di
toccarla come aveva fatto durante quest’ultimi.
Buffy grugnì frustrata. Non funzionava. Per qualche ragione, non poteva
arrivare “lì”. Improvvisamente, sentì un leggero
colpo di freddo, fu meraviglioso sentirlo sulla sua pelle calda e sudata.
La luce della lanterna iniziò a ondeggiare.
“Cosa diavolo?” disse Buffy sorpresa.
Prima che la luce se ne fosse andata davvero, Buffy si sedette e cercò
nella sua borsa qualche grossa candela a stelo. Ne accese alcune e le mise
vicine, sul pavimento, proprio quando la lanterna si spense.
Buffy ancora voleva--aveva bisogno--di godere ardentemente, così si
distese nuovamente e riapplicò il vibratore alla sua figa. Un minuto
dopo anche quello smise di funzionare.
“Per Dio!” imprecò Buffy. “Stupide, fottute batterie!
Le ho appena cambiate, maledizione! Radio Shack è sulla mia lista nera!”
Voleva urlare per la frustrazione sessuale. Lanciando il vibratore nella borsa,
si distese con le gambe ancora ampiamente aperte. Allargò le sue labbra
inferiori con le dita--come se stesse aspettando qualcuno che l’aiutasse.
Spike non aveva mai voluto essere ancora vivo o solido più di quanto
non lo volesse in quel preciso momento. Sentiva il bisogno sessuale, il suo
cazzo era duro e doloroso (beh, a lui sembrava così comunque), ma non
poteva fare niente, nemmeno aiutare la bella giovane… o avrebbe potuto?
L’avrebbe voluto se lui avesse potuto? Era così graziosa e voleva
così tanto liberarsi… A Spike non venne in mente che era la sua
presenza ad interrompere l’energia della lanterna e del vibratore. Nel
suo stato di estrema eccitazione, stava inconsapevolmente colpendo le fondi
d’energia.
La guardò mentre inclinava la testa all’indietro e strofinava
su e giù leggermente le sue labbra aperte.
“Per favore…” disse Buffy lamentandosi, non sapendo perché
lo stesse dicendo.
‘Mi sta chiedendo di toccarla? Sa che sono qui inconsciamente?’
si chiese Spike.
Si mosse verso di lei, inginocchiandosi tra le sue gambe, fissando il suo
sesso ampiamente aperto. Allungò lentamente una mano, toccando le sue
labbra con l’indice.
Gli occhi di Buffy si sgranarono intanto che ansimava per la frescura che
toccava il suo monte. Guardò in basso il suo corpo ma non vide cosa
potesse fargliela sentire.
Spike sorrise deliziato e sorpreso. Lei l’aveva sentito. E lui l’aveva
sentita. Doveva concentrarsi molto per farlo avvenire ma ce l’aveva
fatta. Non era un tocco completamente solido, ma sua mano tendeva ancora a
passarle attraverso, ma era capace di creare una specie di resistenza, abbastanza
per entrambi per sentire il contatto. Voleva piangere per aver sentito il
corpo di un’altra persona dopo un’eternità.
Guardò il viso di lei, per misurare il livello del suo godimento o
della sua paura. C’era un po’ di paura, ma non stava fuggendo
o chiudendo le gambe, così tornò a toccarla. Fece scivolare
le sue dita dentro e fuori le sue labbra e sfregò il suo clitoride
guardando ancora il suo viso per trovare un segnale per il quale avrebbe dovuto
fermarsi.
“Oh! OH! Siiiii!” gemette Buffy intanto che le dita fantasma esploravano
la sua fessura.
Era spaventata, ma l’eccitazione superava la paura. Le sensazioni erano
incredibili. Sembrava come se qualcuno stesse facendo scivolare un petto di
ghiaccio attorno alla sua figa rovente.
Spike stava respirando affannosamente (si era dimenticato che non ne aveva
bisogno). Le stava davvero piacendo. Si chiese se sarebbe stato capace di
assaggiarla. Staccò le mani da lei, s’incurvò in avanti.
Buffy grugnì quando la sensazione si fermò.
Spike tirò fuori la lingua e si concentrò per farla diventare
solida. Si piegò in avanti e leccò l’interno della sua
fessura falla basso in alto con un movimento veloce.
“Ahhhh!” il corpo di Buffy si mosse bruscamente. “Oh Dio!”
ansimò. “Che cosa è stato?! E--per favore fallo ancora!”
Le papille gustative, da tempo morte, di Spike si stavano spalancando per
i suoi umori. Poteva sentirne il gusto! Il suo sapore era dolce e ricco, come
il più dolce dei mieli del mondo. Non riusciva a ricordare l’ultima
cosa che aveva assaggiato, ma era sicuro che non avrebbe retto il confronto
con questa. Spike sorrise compiaciuto poi si tuffò un’altra volta
nel barattolo di miele. Dopo aver immerso la sua lingua dentro di lei ancora
qualche volta, usò una tecnica che un suo amico gli aveva confidato,
leccare l’alfabeto.
Buffy respirava affannosamente, ansimava al contatto con quella che sembrava
una lingua--una lunga, fredda, meravigliosa lingua--che la soddisfaceva. Sfregava
su, giù, dentro le labbra e faceva cerchi attorno al clitoride. Si
contorceva nel suo buco e spingeva dentro e fuori rapidamente prima di tornare
allo schema di strofinamento sul suo clitoride, che la stava facendo venire
le vertigini dal piacere. Era folle, era strano, ma era anche incredibile,
incredibilmente buono. Era la più bizzarra, cosa meravigliosa che avesse
mai sperimentato. Migliore di qualsiasi viaggio a Disneyland, quello era sicuro.
Buffy poteva sentire la lingua muoversi su di lei, ma era quasi incorporea,
come se potesse facilmente entrare attraverso la sua fica invece di leccarla.
Guardò di nuovo in basso, ancora niente. Ma, accidenti, la sentiva!
‘È un fantasma… sto facendo sesso orale con un fantasma!’
urlarono i pensieri di Buffy.
Ma ancora si tenne aperta per l’invasione. Non poteva smettere anche
se l’avesse voluto, quello che lui (esso?) stava facendo era parecchio,
troppo bello.
Spike provò a succhiarle il clitoride, ma le sue labbra non diventavano
abbastanza solide. Decise di usare solo la sua lingua. Voleva farla venire,
sembrava che ne avesse davvero bisogno. La leccò più violentemente
e velocemente, colpendo la sua piccola protuberanza rapidamente Era arrivato
alla lettera ‘Q’ dell’alfabeto.
Buffy roteò gli occhi quando l’orgasmo si abbatté su di
lei.
“Uhhnnnga! OH--OH DIO! SI!” Inarcò i fianchi verso la lingua
invisibile, guardando verso il basso.
Era affascinata per il modo in cui il suo clitoride si stava muovendo avanti
ed indietro, apparentemente da solo. Lentamente cominciò a sdraiarsi
di nuovo. La lingua venne rimossa dalla sua fica. Buffy si sedette e lanciò
occhiate veloci per tutta la stanza.
“S-Salve?” disse Buffy con voce flebile. “Um--Ciao…
mi chiamo Buffy. Grazie per--Wow--per aver fatto questo… Credo che significhi
che sei un fantasma amichevole, giusto?” chiese speranzosa con una risatina
nervosa. “Posso--vederti? Mi lascerai? Non avrò paura…”
Spike si leccò via i liquidi di lei dalle labbra e tentò di
parlarle.
Buffy pensò di aver sentito qualcosa, come le foglie che gentilmente
frusciavano nella brezza. Stava cercando di parlarle?
“Non ti sento…” disse Buffy, tremando dall’agitazione.
“Potresti provare a parlare ad alta voce?”
‘Cazzo,’ pensò Spike.
Aveva usato troppa energia per fare sesso orale. Sentiva che stava scomparendo.
Ripromettendosi di vederla ancora prima che se ne andasse, svanì.
Non appena la presenza di Spike se ne fu andata, la lanterna si accese e il
vibratore iniziò a ronzare sonoramente dentro la borsa da campeggio.
Buffy saltò poi raggiunse la borsa per spegnere O.F. Non ne avrebbe
avuto bisogno quella sera.
Si rimise le mutandine e si stese lì, guardando il soffitto. La sua
mente correva due chilometri al minuto. Buffy aveva appena ricevuto sesso
orale, da uno spirito, e come risultato aveva avuto un diavolo di ‘ectorgasmo’.
Già il fatto in sé era abbastanza folle, ma aggiungendovi anche
che lei volesse succedesse ancora… e ancora…
Buffy sapeva che avrebbe dovuto essere terrorizzata, che avrebbe dovuto correre
via, urlando, da quella casa… Non sapeva perché si sentiva tipo--fiduciosa?
Legata?--al suo molto amichevole fantasma. Sapeva istintivamente che non le
avrebbe fatto del male.
Cap.
3 Fammelo un’altra volta
La mattina seguente, Buffy cominciò ad esplorare la casa. C’era
molto lavoro da fare anche all’esterno, ma una volta finito sarebbe
stato fantastico. C’erano ovunque alberi da frutta e fiori che ricoprivano
il terreno. Avrebbero potuto raccogliere qualche mela da uno di quegli alberi
ogni volta che volevano e forse Buffy avrebbe imparato a fare la marmellata
e la salsa di mele. Buffy giunse ad un lago, nella parte posteriore della
casa. Era sporco e fangoso al momento, ma Buffy riusciva ad immaginare come
sarebbe stato dopo averci lavorato su. Sarebbe stato favoloso sedersi fuori
in riva al lago. Forse avrebbero potuto prendere delle anatre e delle rane.
Un qualcosa di bianco catturò il suo sguardo. Si mosse fra l’erba
verso di esso. Sorrise vivacemente non appena vide che l’oggetto in
questione era un gazebo. Lei aveva sempre desiderato averne uno e adesso lo
aveva. Bisognava solo sistemarlo, come il resto della casa e sarebbe stato
bello come nuovo. Improvvisamente Buffy sentì l’urgenza di voltarsi
verso la casa. Di nuovo pensò di aver visto qualcosa o qualcuno muoversi
dietro la finestra. Un piccolo sorriso toccò le sue labbra. Era il
suo amante fantasma? Lei voleva di nuovo mettersi in “contatto”
con lui, non solo dal punto di vista sessuale, ma anche per scoprire chi fosse.
Era così eccitante. Dopo non aver mai creduto al paranormale, ne aveva
avuto una reale conferma la scorsa notte. La vita dopo la morte era reale.
I fantasmi erano reali. Buffy non avrebbe mai pensato di avere un esperienza
come questa. La parte migliore era che adesso quella casa era anche sua. Lei
e Casper (fino a che fosse rimasto chiaramente amichevole, e non sapendo il
suo nome, Casper sarebbe andato bene) avrebbero potuto trascorrere molte altre
notti insieme nel futuro.
Buffy aveva chiuso con il suo ex, Riley Finn, un anno fa. Si era stufata della
sua condiscendenza e da allora non era più uscita con nessuno. Perciò,
la scorsa notte, Casper le aveva dato il primo orgasmo che avesse mai avuto
da molto tempo e che non fosse causato dalle sue stesse mani. Voleva trovarlo,
ma doveva andare in città a chiamare Willow e cercare un posto dove
farsi una doccia.
“Stasera… spero che mi parlerai di nuovo stasera..” disse
Buffy, rientrando in casa. Quella sera Buffy se ne stava nel suo sacco a pelo
dopo un altro giorno di duro lavoro.
Willow e Xander sarebbero arrivati domani mattina. Un giorno dopo rispetto
al piano che si erano imposti, per colpa di alcuni problemi sorti all’ultimo
minuto e che non potevano essere evitati.
Buffy era soddisfatta dei risultati raggiunti oggi. Aveva trascinato fuori
i vecchi materassi ed ordinatone tre nuovi da ritirare in mattinata. Il salotto
sembrava più pulito ma non poteva aspettare fino a che l’elettricità
fosse funzionante. Quei tappeti avevano veramente bisogno di essere ripuliti.
Aveva iniziato a pulire l’enorme cucina, ma Willow voleva esaminarla
non appena fosse arrivata. Aveva prenotato una compagnia per riparare le finestre
rotte che sarebbero costate un bel po’, ma grazie alla Zia Prudenza
aveva i soldi per quelle. Gli elettricisti e gli idraulici sarebbero arrivati
di li ad una settimana. Le cose si stavano mettendo bene.
Buffy non aveva visto o sentito niente da parte di Casper da quando era tornata
dalla città. Decise così di chiamarlo di nuovo. Si sedette sul
sacco a pelo, nella posizione tipica della meditazione e osservò la
stanza.
Hey? Ci sei? Vorrei parlarti” Disse Buffy “Ciao?”
Buffy era delusa. Aveva sperato in un’altra visita stanotte.
Spike la sentì chiamarlo e scivolò nella sua stanza.
Buffy voleva parlargli e non aveva paura. Spike si sentiva più forte
oggi. Aveva compreso che bere la sua essenza gli aveva dato maggiore energia.
Buffy percepì la sua presenza e cominciò a strofinarsi le braccia.
“Sei--tu? Um—colpisci qualcosa se sei qui” Buffy cercò
di ricordarsi tutti i film di fantasmi che aveva visto e di come le persone
parlassero con gli spiriti. Spike si spostò vicino al grande armadio
e si concentrò nel rendere le sue mani più solide e colpì
la superficie.
Buffy sobbalzò di colpo e rise nervosamente, “Wow. Ok. Wow”
Deglutì forte. Gli stava davvero parlando…più o meno.
“Tu sei un—fantasma buono, vero?”
Spike rise divertito e colpì una volta l’armadio.
Buffy sorrise. “E’ una forza! Um—tu sei l’unico che
–era con me la scorsa notte?” Arrossì.
Un colpo.
“Perché mi hai fatto quella cosa? Oh, scusami—puoi solo
dire ‘si’ o ‘no’…Ti è piaciuto farlo?”
SPike diede un colpo decisamente più forte all’armadio.
“Sei dietro lo specchio?” Chiese Buffy, guardando lo specchio
in cima all’armadio.
Un colpo.
Buffy si alzò e camminò lentamente in direzione dello specchio.
Poteva sentire la sua presenza laggiù.
“Posso sentirti. Sei—proprio qui, vero?” Buffy agitò
le mani nell’aria.
Un colpo.
Questo era veramente molto più di quello che Spike era abituato a fare,
ma voleva di più. Voleva che lei lo vedesse. Voleva parlarle.
Gli occhi di Buffy si allargarono non appena una figura cominciò a
formarsi di fronte a lei. Spike si materializzò lentamente. Era trasparente.
Buffy poteva vedere la attraverso di lui la stanza, ma riusciva a vederlo.
“Oh—Oh Dio..Posso vederti!” Disse Buffy sorridendo.
Spike si guardò e sorrise, poi tornò a fissare gli occhi della
ragazza. I suoi occhi verdi erano grandi e il suo sorriso dei più meravigliosi.
“Tu, chiaramente, sei un fan dei Sex Pistols” Disse Buffy, leggendo
le parole ‘Sex Pistols’ sulla sua maglietta.
Il suo cuore stava scoppiando. Non stava solo vedendo il suo primo fantasma,
ma questo fantasma le era entrato dentro. Non era il tipo di ragazzo con il
quale era solita uscire. In genere erano tipi come gli Sasquatch (credo sia
il capo di una squadra di Rugby). Lui invece sembrava ricordare l’uomo
che era nei suoi sogni. Avrebbe desiderato di vedere molte più caratteristiche,
in modo da poter capire veramente come fosse.
“Mi piacerebbe sapere il tuo nome…” Disse Buff y, fissandolo
in quegli occhi trasparenti.
Spike sorrise e puntò il dito sullo specchio polveroso e cominciò
a scrivere il suo nome attentamente.
“Spike?” Disse Buffy sghignazzando. “Questo è il
tuo nome?
Il ragazzo annuì.
“E’ un soprannome, giusto?
Spike annuì di nuovo e sorrise. Dopo, scrisse il nome ‘William’
sotto ‘Spike’.
“William. Mi è sempre piaciuto questo nome” Disse Buffy,
ancora incredula di quello che stava accadendo, era straordinario! “E’
un nome carino per un ragazzo”
Spike puntò con il dito il nome ‘Spike’ e dopo se stesso,
indicando che quello era il nome che preferiva.
Buffy annuì. “Come --come sei--insomma--morto?”Chiese Buffy
con gentilezza.
SPike aggrottò le ciglia. Spesso se lo dimenticava, ma subito si ricordò.
I muscoli della faccia si tesero per l’emozione e l’imbarazzo.
Poi fece una serie di movimenti con le braccia, simili a delle pugnalate.
“Pugnalato? Sei stato pugnalato?” Chiese Buffy tristemente.
SPike annuì.
“Hanno preso il colpevole?”
Spike scosse la testa.
“Mi--mi dispiace..questo deve aver reso tutto peggiore…”
Non sapeva cosa dire.
Lui annuì.
“Tu vivi qui?”
Lui sorrise di nuovo ed annuì.
“Anche io—non ti dispiace,vero?Vedi, ho sentito che normalmente
ai fantasmi non piace quando qualcuno si trasferisce nelle loro case…”
SPike scosse la testa, facendole capire che non gli importava se lei volesse
rimanere in quella casa in eterno. I suoi occhi si spostarono sul suo corpo.
Voleva toccarla di nuovo.
Buffy notò il modo in cui la stava guardando e si sentì bruciare.
“Vuoi…mmmm—fare, di nuovo, quello che abbiamo fatto la scorsa
notte?” Disse , bagnandosi le labbra.
Un grande sorriso si materializzò sul viso del ragazzo che annuì
vigorosamente.
Buffy sollevò il top dalla testa e uscì velocemente dai pantaloni.
Poi si mosse verso il sacco a pelo e si distese sulla schiena. Stava respirando
velocemente e non staccava gli occhi dal suo amante supernaturale.
Spike le si avvicinò. I suoi occhi percorrevano il suo corpo sinuoso.
Cosa avrebbe dato per essere vivo di nuovo, per permetterle di vederlo. Tornò
ad ammirare la donna sotto di lui, guardandola negli occhi.
Buffy aprì le gambe per lui. Questo non era forte, era grandioso e
questo lei lo sapeva.
Con calma, SPike provò a toccare un ginocchio. Sorrise quando vide
di essere in grado di toccare leggermente la sua pelle. Sembrava così
morbida e calda.
Buffy tremò. Il suo tocco era freddo, ma non ghiacciato. Era così
piacevole in contrasto alla sua pelle calda.
Il ragazzo mise l’altra mano sull’altro ginocchio e poi portò
entrambe le mani lentamente al suo petto.
“Ohhh—si—toccami!” Disse Buffy.
La forma di SPike cominciò pian piano a sbiadirsi fino a scomparire
del tutto.
“No! Non andare!” Disse Buffy allarmata.
SPike strinse le dita più forte che potè, per farle capire che
non strava svanendo ma che era ancora li. Stava usando troppa energia toccandola
e doveva sbiadire la sua immagine se voleva continuare. E voleva voleva continuare!!
“Sei ancora qui—ma non riesco più a vederti..”
Buffy gemette non appena sentì le sue mani sollevare il reggiseno.
Riusciva a sentire i suoi anelli sulla pelle. Buffy squittì quando
la lingua di SPike cominciò a succhiare un capezzolo.
Spike decise di far lavorare di nuovo le sue labbra. Poggiò il mento
sul petto della ragazza e continuò a succhiare gentilmente. Funzionava.
SPike gemette quando succhiò con più forza, colpendo il suo
capezzolo con la lingua.
Mmmmmmm..Oh! Ahhhh!” Disse Buffy contorcendosi.
SPike si mosse verso l’altro capezzolo, baciandolo e leccandolo prima
di di iniziare a succhiarlo con passione. La sua mano scivolò fra le
sue cosce e sfregò la sua femminilità.
“Oh—Spike—Dio!” Disse Buffy in estasi.
Il suo calore lo scaldava in un modo piacevole, molto piacevole. Leccò
il suo stomaco scendendo sempre più in basso fino alla sua fica. Le
aprì le labbra e cominciò a divorarla.
“Spike—Ahhhh—Ohhhh—Oh si!!!” Buffy sollevò
le braccia, ma le sue mani trovarono solo aria.
Così mise le mani sul suo petto toccandosi mentre lui la stava portando
all’orgasmo. Buffy si chiese se sarebbe stata capace di fare qualcosa
a lui. Lei voleva farlo. Lei voleva renderlo felice, voleva fargli provare
piacere. Considerando anche la sua tragica morte. Se c’era qualcuno
da rendere felice, sicuramente era lui.
SPike adesso era capace di scoparla con la lingua mentre giocava con il suo
clitoride. Sarebbe stato fantastico fare sesso con lei, ma non era possibile.
Avrebbe avuto bisogno di molta energia. Poteva darle solo questo e a lui bastava.
Velocemente cominciò a succhiare il suo clitoride mentre continuava
a scoparla con le sue dita. La riempì con due dita, cercando il punto
più sensibile. SPike sogghignò non appena le sue dita toccarono
un piccolo punto nelle sue pareti. Premette lentamente, istaurando un ritmo
gentile, non smettendo mai di succhiare il suo clitoride.
Buffy arcò la schiena e venne immediatamente, urlando il suo nome.
Per la prima volta in tutta la sua vita, non era semplicemente venuta, ma
i sui fluidi erano usciti con violenza. SI sentiva così strana ma-
oh-era stato così incredibile! Nessuno l’aveva mai fatta venire
così forte.
“SPIKE” SIIIIIIIIIIIII! AHHHHHH! OH—OH—BUON DIO!”
Buffy scosse la testa da una parte all’altra, scuotendo le anche nel
miglior orgasmo che avesse mai avuto.
Tutto continuò per diversi minuti, durante i quali Buffy si muoveva
come una pazza e sogghignava come un maniaco.
Spike si leccò i suoi succhi e stimolò il suo punto G fino a
che non si sentì scomparire di nuovo. La felicità di averla
toccata e di averla fatta sentire bene, sparì non appena si rese conto
che doveva lasciarla proprio adesso. Baciò gentilmente il suo monte
e se ne andò.
Buffy si alzò immediatamente sui gomiti, ancora ansimando. “Spike?”
Non riusciva a sentirlo più, le sue mani, la sua lingua, la sua presenza.
Si ridistese giù e cominciò a piangere pesantemente. Con questa
facevano due incontri di tipo sessuale e anche questa seconda volta era sparito
subito dopo. Di nuovo, stava già pensando alla prossima notte.
Buffy era innamorata. Era innamorata di un fantasma che la faceva venire come
una bomba.
“La mia vita stà diventando molto strana…”
Capitolo 4 - Trasferirsi
La
mattina dopo, Buffy si svegliò con un sorriso soddisfatto sul viso.
Aveva sognato il suo amante e le cose meravigliosamente malvagie che avrebbe
potuto fare con la sua lingua e con le sue mani. Sperava che la visitasse
di nuovo stanotte.
Doveva fare molte cose quella mattina. Con un sospiro si alzò e si
stiracchiò per iniziare la sua giornata.
Dopo alcune ore, Buffy fece una pausa e ritornò nella camera –
in parte nella speranza che ci avrebbe trovato Spike ad attenderla. Inoltre,
voleva esplorare la stanza per avere maggiori informazioni su chi era stato.
Buffy trascinò fuori dall’armadio un grande baule scuro. C’era
un lucchetto su di esso di cui non aveva la chiave per aprirlo, cosicché
la abbandonò per il momento, ritornando all’armadio. La maggior
parte degli abiti era rovinata, ma c’era un lungo spolverino di pelle
che sembrava ancora in buone condizioni; era sorprendentemente incorrotto
dal tempo.
Lo prese e toccò la pelle morbida. Benché la temperatura fosse
intorno ai 30 gradi, lo volle indossare per un minuto. Buffy chiuse il cappotto
e abbassò lo sguardo su se stessa con un sorriso. Lui lo aveva portato
e aveva ancora il suo odore. Chiuse gli occhi e inspirò: tabacco, pelle
e un fresco odore pulito incredibilmente intenso. Come si potevano sentire
ancora quegli odori dopo che era passato così tanto, tanto tempo?
Senza togliere il cappotto, Buffy frugò intorno un po’ di più.
Trovò una custodia di chitarra e un amperometro. Dentro la custodia
c’era una chitarra elettrica color blu metallico con su scritto ‘Fender’.
La strimpellò leggermente.
Una grande scatola nell’armadio conteneva nastri audio e dischi in vinile.
I suoi gusti musicali erano vasti: Beatles, The Sex Pistols, Cheap Trick,
Queen, Jimi Hendrix, Atlanta Rhythm Section, Bob Seger, Miles Davis, John
Lee Hooker, Led Zeppelin, Blue Oyster Cult (non era un nome buffo per una
banda?), ecc. Molto erano le bande di cui Buffy non aveva sentito nemmeno
parlare. Ne avrebbe ascoltato alcuni - per sperimentare le stesse cose che
il suo amante spettrale aveva amato.
C’era anche un vecchio registratore portatile nell’armadio. Una
volta che la corrente elettrica fosse stata collegata alla casa avrebbe provato
se funzionava ancora.
Nel comodino Buffy trovò alcune altre sue proprietà: un vecchio
pacchetto di sigarette e un accendino, forbici, una bottiglia smalto nero
e un eyeliner nero, anelli, braccialetti e collane, una chiave che, probabilmente,
avrebbe aperto il baule e ironicamente, una copia di ‘Shining’
di Stephen King. In fondo al cassetto, Buffy trovò un quaderno con
la copertina di pelle. Lo appoggiò in grembo per aprirlo quando si
fermò.
Avrebbe invaso la sua privacy leggendolo. Avrebbe disperatamente voluto conoscere
altro di lui, ma non voleva leggere i suoi pensieri personali a meno che non
le avesse concesso il permesso. Con delicatezza, Buffy rimise il libro nel
cassetto e lo chiuse. Decise di non aprire neanche il baule per il momento.
“Spero che non si arrabbi per aver curiosato nelle sue cose...”
Buffy strinse, preoccupata, il labbro inferiore tra i denti.
Willow
e Xander arrivarono verso le 10 con l’autocarro di Xander.
Buffy corse fuori dalla casa per riceverli.
“Hey ragazzi!” Buffy agitò la mano in segno di saluto.
Willow scese dall’automezzo strofinandosi il fondoschiena.
“Owww”! Aiuto, mi si è addormentato il sedere!” disse
Willow serrando i denti e sibilando.
“Mi occuperò io del problema, signora”, Xander disse, andando
dietro di lei. “Non si preoccupi, glielo sveglierò io”.
“Ewww!” Willow ridacchiò e lo colpì sul braccio.
“Vai via, pervertito!”
Buffy diede ad ognuno dei suoi amici un grande abbraccio.
“Ci spiace di essere arrivati con un giorno di ritardo, Buff. Sei stata
bene nella casa da sola ?” Xander domandò, guardando la casa
con trepidazione.
Il posto gli faceva paura, ma non voleva sembrare una femminuccia davanti
alle sue amiche. Per niente al mondo avrebbe passato una notte da solo li
dentro.
“Si, tutto okay. Sono stata così occupata e pulire e tutto il
resto.” Buffy arrossì un po’, pensando all’altro
modo che aveva trovato per passare il tempo.
Non poteva raccontare loro di Spike. Avrebbero pensato che fosse pazza e avrebbero
chiamato quei tipi con le camicie di forza.
“Oh, sono così eccitata. Da cove cominciamo?” disse Willow
battendo le mani insieme. “Questo posto sarà uno schianto quando
avremo finito!”
“Sì, più o meno nell’anno 2525”, disse Xander.
“Questo posto assomiglia alla casa dei Munsters… solo non così
pulita e ordinata”.
“Grazie, molto divertente”. Buffy lo colpì sul braccio.
“Hey!” Xander strofinò il braccio. “Cos’è
oggi? Il giorno ‘picchiamo Xander’ ?”
“Cosa ne dici di un po’ di entusiasmo?” chiese Buffy “Non
ti ucciderà mica?”
“Potrebbe”, scherzò Xander. “Non si fa mai abbastanza
attenzione”.
“Venite ragazzi, vi mostrerò quello che ho fatto finora! Hanno
consegnato i materassi questa mattina!” Buffy saltellò verso
la casa.
“Wow, è molto più felice di quanto pensassi dopo che l’abbiamo
lasciata sola per due giorni”, commentò Willow dopo aver preso
alcune borse dall’autocarro.
“Sì, pensavo che si fosse scoraggiata”.
“E’ entusiasta di questa casa . Sembra che ami veramente questo
posto”. Willow iniziò a camminare.
“Non so come questo sia possibile ...” disse Xander. “Questo
posto è… stregato.”
Buffy,
Xander e Willow erano seduti ad un lato della lunga tavola nella sala da pranzo
finendo i loro tramezzini. Fuori era completamente buio. Le lanterne ed alcune
candele fornivano l’unica luce. Xander aveva portato uno stereo portatile
per ascoltare della musica ed in quel momento il CD con le hit degli anni
80 stava suonando.
Xander iniziò a cantare con un pessimo accento britannico:
“We can dance if you wannu we can leave your friends behind cause your
friends don’t dance and if they don’t dance well they’re
no friends of mine--”
Buffy e Willow iniziarono a ridere. Willow si mise una mano sulla bocca per
non sputare la bibita che stava tentando di bere.
“Mi state prendendo in giro per il mio modo di cantare ?” chiese
Xander offeso “Non sapete cosa potrei fare con questa ugola d’oro.
Potrei cantare di fronte alle teste coronate d’Europa.”
“Decapitano ancora la gente? Perché credo che sarebbe l’unica
reazione che otterresti” , Buffy ridacchiò.
Willoe riuscì infine con uno sforzo ad inghiottire la bibita. “Penso
che abbiano cessato l’uso della ghigliottina, ma potrebbero riesumare
questa vecchia usanza per Xander”.
“Non intendo restare qui seduto a subire questi insulti”, disse
Xander, non facendo alcuno sforzo per alzarsi. “Aspettate, ci ho ripensato,
rimango qui. Il resto della casa è buio e spaventoso”
“Oh, non è poi così male”, disse Willow, prendendo
un morso del suo panino.
Si sentì uno scricchiolio.
Xander saltò. “Cosa diavolo è stato ?”
“Calma, Xan.” Willow rispose masticando rumorosamente. “Le
vecchie case fanno suoni sinistri come quelli tutto il tempo”.
Buffy stava per prendere una bibita quando vide Spike entrare nella stanza.
La sua forma era ancora un po’ oscura e nebulosa, ma poteva vedere il
suo sorriso. Le sorrise affettuosamente e la salutò con la mano. Lei
stava per alzarsi quando si fermò. Probabilmente i suoi amici non potevano
vederlo.
“Hey, perché sei diventata tutta rossa ?” chiese Xander
guardando Buffy.
“Hmm? Rossa ? Non sono arrossita” rispose Buffy, negando con il
capo.
“Si che lo é. Guardala, Wills”
“Oh, lasciala in pace. Forse per ha avuto un pensiero birichino...”
Willow sogghignò.
“Smettetela !” disse Buffy roteando gli occhi.
Lei aveva avuto un pensiero birichino. Un pensiero mooolto birichino. Aveva
immaginato Spike, il suo amante fantasma, sotto il tavolo, che la toccava
e passava la bocca sul suo corpo mentre lei era seduta che parlava con i suoi
amici.
Spike guardò Buffy, chinò il capo, quindi si girò per
andarsene.
“No!” disse Buffy senza pensare. Voleva che lui rimanesse.
Willow e Xander la guardarono. “ Huh ?”
“Umm… Ho detto no… perché... pensavo fosse normale
invece di dietetica”, disse Buffy prendendo la lattina di Coca Cola.
I suoi amici corrugarono la fronte ma non continuarono a discutere l’argomento.
Spike ritornò indietro e sorrise, agganciando i pollici nella cintura.
“Umm… posso chiedervi una cosa ?” Buffy disse timidamente.
Essi fecero cenno di si con il capo
“Cosa pensate dei fantasmi ? Pensate che esistano veramente ?”
Willow agitò una mano nell’aria. “No. Non c’è
uno straccio di prova scientifica a sostenere l’esistenza di fantasmi”.
“Questo non significa che possano essere reali”, Buffy protestò
“Significa solo che non abbiamo… gli strumenti giusti e le basi
scientifiche per rilevarli”.
“Buffster”, disse Xander, “vuoi farmi pisciare nei pantaloni
? Perché diavolo parli di fantasmi in questa casa? E di notte, anche
!” fece una pausa, un espressione di terrore apparve sul suo volto.
“Hai fatto… hai visto o hai sentito qualcosa ?”
“Io… uh… penso di aver visto qualcosa, sì…”
“E’ stata solo la tua immaginazione”, disse Willow con calma.
“Un posto come questo rende nervosi”.
“Che cosa hai visto?” chiese Xander nervosamente.
“Umm… alcune volte mi è sembrato di vedere qualcuno in
una delle finestre di sopra “.
“Oh, merda”. Xander sbiancò e lanciò uno sguardo
intorno alla stanza. “Pensi che questo posto sia infestato ?”
Un suono gracchiante venne dal caminetto.
Xander trattenne il fiato, girando lentamente la testa per guardare il caminetto.
“Saranno probabilmente solo alcuni topi”, disse Willow.
“Topi !? Di bene in meglio, Wills !” Xander tremò “Ora
abbiamo i fantasmi E i topi ! Perfetto! Possono lavorare come un tag-team,
i fantasmi possono spaventarci a morte mentre i topi masticano rumorosamente
la nostra carne tenera !”
“Chiameremo qualcuno per la disinfestazione, non preoccuparti”.
Willow gli accarezzò leggermente la mano.
“Cavolo... e se questo posto fosse realmente infestato di fantasmi ?”
continuò Xander.
Spike sospirò e scosse la testa. Il povero ragazzo non avrebbe durato
una settimana li dentro.
“Questa cosa che avete visto”, chiese Willow a Buffy, “Cosa
ti è sembrato che fosse ?”
“Beh... Non ho visto molto bene. Era una specie di… figura”
Un altro spirito (questa volta una donna piccola e bionda con un fluente e
diafano vestito bianco) fluttuò nella stanza. Spike guardò con
aria avvilita il suo compagno fantasma ed i suoi occhi si riempirono di lacrime.
Il fantasma della donna andò verso il caminetto quindi girò
intorno alla tavola vicino a Xander.
Xander strofinò vigorosamente le braccia. “Fa freddo. Non lo
sentite voi ?”
Willow sospirò “Sarà uno spiffero d’aria”.
“No, questo sembra… sapete… quando la gente dice che è
più freddo quando i fantasmi sono presenti ? La temperatura scende
e… merda !”.
“Buffy, hai spaventato Xander con tutti quegli stupidi discorsi sui
fantasmi”, disse Willow con disapprovazione.
“Sì, grazie, Buff. Perché non prendi una delle torce e
la tieni sotto il vostro mento mentre ci racconti altre storie di fantasmi”.
Xander si guardò intorno nervosamente.
Lo spirito femminile continuò il giro della stanza per poi sparire
nel muro che divideva la stanza dalla cucina. Spike la seguì, passando
attraverso il muro.
“Mi dispiace”, disse Buffy guardando il punto dove la donna e
Spike erano svaniti.
Buffy si domandò chi era quella donna.
Capitolo 5 - Forse un giorno
Buffy
era stata sveglia per quasi tutta la notte aspettando Spike. Ma non era arrivato.
Lei voleva andare in città per indagare sulla casa, ma c’era
troppo da fare intorno per sprecare anche un minuto di tempo.
Nella mattinata, Willow l’aveva svegliata dopo solo poche ore di sonno
tranquillo. I tre amici lavorarono la maggior parte del pomeriggio nella cucina:
grattando e pulendo i pavimenti, i ripiani e le superfici per renderla pronta
per i nuovi strumenti che sarebbero arrivati di lì a pochi giorni.
“Non vorreste poter avere uno di quei semplici montaggi come quelli
che fanno in TV o nei film”? domandò Xander, strofinando il pavimento
vicino al lavandino.
“Montaggi ?” domandò Buffy.
“Sì, come quando qualcuno che ha molto da studiare o molto lavoro
da fare, suona una canzone allegra, ritmata, qualcosa diciamo come, ‘Safety
Dance’ “. Buffy e Willow ridacchiarono. “La gente viene
mostrata in differenti fasi mentre il lavoro progredisce, fino a quando hanno
fatto tutto!”
“Sei un pazzo Xander” disse Willow con un sorriso “non ti
capisco”
“Nessuno mi capisce, baby, sono come il vento..” (??che centra
il vento?) disse Xander, facendo una vecchia mossa di Elvis stile kung fu.
Tutti e tre risero e continuarono a pulire.
“Buffy quand’è che dovrebbero venire i tecnici per la luce?”
chiese Willow.
“Un gruppo di loro arriverà fra pochi giorni, all’inizio
della settimana. Dovranno controllare tutto l’impianto elettrico e metterlo
nei box ..cosa che mi ricorda che dovremo stare al piano terra per essere
sicuri che gli elettricisti abbiano lo spazio necessario” disse Buffy.
”Al piano terra? Cioè in cantina?” Disse Xander sorpreso
con una voce simile a quella di ‘Scooby Doo’.
“Si”
Xander rabbrividì. La cantina era il posto dove i mostri in tutti i
film si nascondevano. Era veramente desolato per aver visto tutti quei film.
“Allora, chi sarà il fortunato ad andare giù?” chiese
Xander.
“Beh, tu, ovviamente” disse Buffy strofinando il pavimento.
“Io!” Protestò Xander “Perché è ‘ovviamente
io’?
“Perché tu sei un ragazzo. Fusibili e tutto il resto sono cose
del tuo territorio” spiegò Willow.
“Non so nulla su queste cose! Perchè devo farlo io?”
“Xander rilassati” disse Buffy. “Non devi farlo ora , ma
fra qualche giorno”
“Oh, questo si che mi fa sentire meglio…” borbottò
Xander.
Qualcosa di orribile stava avanzando li sotto, che fossero fantasmi o ratti,
lui ne era sicuro.
Passò qualche giorno.
Gli idraulici se ne erano andati via ed avevano controllato le tubature. Inaspettatamente,
da sostituire c’erano soltanto il lavello, la vasca, la doccia e buona
parte delle tubature. Gli idraulici attendevano gli elettricisti prima di
andare in cantina così da poter vedere il lavoro che c’era da
fare.
Willow era rimasta particolarmente stordita quando si erano messi a pulire
la stanza da ballo. Si, loro avevano effettivamente una stanza da ballo. Non
credevano l’avrebbero mai utilizzata, ma il bello era che ne avevano
una.
Xander aveva lavorato molto all’esterno. Avevano ripulito il giardino
dalle piante cresciute in eccesso, eliminato il fogliame e tagliato qualche
albero. Il prato adesso appariva molto più pulito. Anche il grande
lago era stato risistemato. Willow e Xander avevano entrambi acconsentito
all’aggiunta di papere e rane.
In serata, gli amici si diressero in città per comprare il necessario
e per usare la doccia in un motel economico. Sarebbe stato il paradiso il
giorno in cui avrebbero avuto la loro doccia e vasca in casa (senza menzionare
il WC!).
Alle undici di sera si diedero la buona notte e si ritirarono nelle loro stanze.
Erano tutti esausti per i giorni di lavoro che avevano passato.
Buffy sapeva che aveva avuto grossi problemi ad addormentarsi nonostante fosse
stata sempre molto stanca…era sempre stata attenta ad aspettare Spike.
Buffy
era sdraiata sul suo nuovo materasso, tossendo e rigirandosi. Era da due ore
che lo stava aspettando. Inutile, non riusciva a dormire.
Con un sospiro, accese la lanterna vicino al letto. L’elettricità
sarebbe finalmente arrivata la prossima settimana, ma fino ad allora dovevano
utilizzare lanterne o candele.
Spike non era venuto per tre giorni. Perché? Non le piaceva più?
C’era qualcosa che gli impediva di venire? Gli era accaduto qualcosa?
Era molto preoccupata.
Buffy gemette, prese il suo cruciverba e cercò di tenere la mente impegnata.
Poco tempo dopo, Spike entrò nella stanza.
Sorrise non appena la vide. Sembrava essere passata un eternità da
quando si erano visti l’ultima volta. Si avvicinò al letto.
Buffy gelò non appena sentì il formicolio e l’aria fredda
che arrivò con la presenza di Spike. Si sedette e si guardò
intorno.
“Spike? Sei tu?” Chiese Buffy impaziente.
Spike si materializzò ai piedi del letto sorridendo. Appariva più
opaco rispetto alla scorsa volta. I dettagli della sua faccia e del suo corpo
erano chiaramente visibili anche se poteva ancora vedere attraverso di lui.
“Spike, io—io pensavo non saresti più tornato” Buffy
lo fissò.
Lui era bellissimo: zigomi pronunciati, labbra carnose, occhi blu del colore
del cielo, una cicatrice sul sopracciglio sinistro. Buffy sentì l’urgenza
di leccare quella cicatrice sul sopracciglio perché sembrava alquanto
“leccabile”. Stava indossando un lungo spolverino di pelle sopra
gli altri vestiti. Lo stesso spolverino che lei aveva trovato appeso nell’armadio.
Adesso che i suoi lineamenti del viso erano completamente visibili, Buffy
ne fu colpita come da una tonnellata di mattoni. Lui non gli somigliava semplicemente.
Lui era esattamente l’uomo che aveva visto nei suoi sogni. L’uomo
che aveva atteso in silenzio per tutti quegli anni.
“Perché sei stato via così a lungo?” Domandò
Buffy stordita.
Le labbra di Spike si mossero non appena le parlò. Lei poteva sentirlo
appena.
“Puoi-- parlare più forte?” gli chiese.
Lui prese un profondo respiro e si concentrò per controllare la voce.
“Ci proverò” Sentì lei in un sussurro.
“Ti ho sentito!” Buffy si agitò sul letto. “Ti ho
sentito questa volta!”
“Quanto tempo sono stato via?” Chiese Spike, eccitato dall’idea
di parlarle.
“Tre giorni” puntualizzò Buffy “Ho—ho pensato
che ti fosse successo qualcosa…”
“Perdonami, luv. Il tempo non ha molto significato per me.”
“Hai un accento inglese? Vieni dall’Inghilterra?”
“Si. Mi sono trasferito negli States pochi anni prima che io..che io
morissi” si mosse e si sedette alla fine del letto.
Buffy si avvicinò a lui. I suoi occhi non si staccarono un momento
dal suo viso e dal suo corpo. Lei voleva assorbire ogni cosa di lui, solo
nel caso sparisse di nuovo.
“Quando sei—quando è accaduto?
Spike ci pensò un momento. “5 Giugno 1978. Questa è la
data”
“1978? Sei stato qui tutto questo tempo?” Da solo per 25 anni?”
“25 anni…” Spike distolse lo sguardo. “Questi sono
gli anni che sono passati? Sembrava molto di più…ma di nuovo
non sembra possibile…perché allo stesso tempo sembra ieri quando
è accaduto. Questo ha senso?”
Buffy annuì, e poi disse, “ Mi dispiace, Spike …dev’essere
stato terribile. Desiderei poter rendere le cose migliori”
Lui si voltò verso di lei e sorrise. “L’hai fatto, Buffy.
Non posso dirti quanto mi sentissi solo prima che tu arrivassi. Vederti, toccarti…è
molto di più di quello che avrei sperato. Eri l’unica che stavo
aspettando.”
“Aspettando?”
“Ogni volta mi sentivo completamente disperato, come se potessi impazzire
per la solitudine e l’isolamento, questo era quello che provavo. Qualcosa
o qualcuno sarebbe arrivato a cambiare la mia triste esistenza. Era importante
rimanere in me fino a quel momento. Ma dovevo comunque aspettare. Aspettarti.”
“Ho—ti ho sognato…” Disse Buffy, guardando dentro
quegli occhi brillanti.
Spike le sorrise. “Adesso?” Pensando si stesse riferendo alla
scorsa notte.
“Si. Ma anche prima che venissi qui. Sin da quando ero una bambina,
avevo questi sogni ogni tanto..e vedevo il tuo viso.”
Buffy non voleva menzionare quanto i suoi sogni fossero diventati altamente
a sfondo sessuale con la maturità. Era ancora imbarazzante da ammettere,
persino a lui, nonostante quello che le aveva fatto.
“Tu sorridevi e ridevi…ricordo come i tuoi occhi si arricciavano
quando ridevi, li ho amati. Ti ho sognato ancora ed ancora fino a che mia
madre non si domandò chi era quell’uomo adulto dal quale ero
ossessionata. “ Ridacchiarono “Se vuoi—Posso mostrarti alcuni
dei bozzetti..e quando stavo guidando ed ho visto questa casa, ho dovuto fermarmi.
L’avevo vista nei miei sogni. Solo l’esterno però”
“Hmmm. Che strano” Disse Spike, considerando quello che le aveva
appena detto.
Buffy ridacchiò.
Spike tornò a fissarla e sorrise. Amava il suono che faceva quando
sorrideva.
“Che succede, luv?”
“E’ solo divertente. Un fantasma che dice che qualcosa è
strano. Voglio dire, hey, c’è nessuno?”
Sorrisero dinuovo.
“Lo sai cos’è ancora più strano?” chiese Spike.
Buffy lo fissò.
“Ti—ti ho sognata anche io. Per lungo tempo. Tu apparivi come
sei adesso però, non sei mai invecchiata nonostante io crescessi…
“
“Mi--mi hai sognata?”Buffy era sconvolta.
Spike annuì. “Si. Non ho mai saputo il tuo nome, ma mi sorridevi
e mi stringevi la mano…I sogni erano sempre gradevoli. Sei stata così
speciale per me per così tanti anni e ti ho appena conosciuto…”
“Ci siamo sognati a vicenda…” Disse Buffy lentamente. “Cosa
significa? Dovevamo incontrarci? Qualcosa simile al destino?”
“Mi piace pensarla così” Sorrise Spike “Sarebbe troppo
per una semplice coincidenza, non credi?”
Buffy annuì . La sua mente era in alto mare. Questo era tutto troppo
bizzarro! Anche Spike l’aveva sognata?! Se dovevano essere nati per
incontrarsi perchè lui era morto? Dio doveva aver un buon senso dell’umorismo.
“Ho visto che hai pulito” Disse Spike, cambiando argomento. Indicò
il baule e la chitarra che Buffy aveva tolto dall’armadio.
“Umm—si—spero non ti dispiaccia”
“No. Nessun problema. Puoi farci tutto quello che vuoi…non penso
che la userò più” disse con un sorriso triste. “E’
casa tua ora.”
“Ho trovato un libro nel cassetto con sopra scritto‘Diario’.
Disse indicandolo. “Non l’ho letto, comunque. Non volevo invadere
la tua privacy”
Spike sorrise. “E’ ok, pet. Sarebbe divertente per qualcuno sapere
chi ero. Puoi leggerlo. Devo però avvertirti che la maggior parte di
quello che c’è scritto ti farà venire voglia di dormire.
Molto meglio del latte caldo!”
Spike sapeva che lei aveva letto riguardo ai suoi sogni nel diario. Era stato
molto precisio nelle descrizioni dei suoi sogni, la maggior parte dei quali
erano sogni erotici. Si domandava cosa ne pensasse.
Buffy sghignazzò e fece un respire di sollievo. Voleva davvero leggere
il suo diario per conoscerlo meglio.
”Spike, chi era quella donna? Quella che venne in sala da pranzo l’altra
notte?” Domandò Buffy.
Lui abbassò lo sguardo ed il suo volto si dipinse di tristezza. Lui
abbassò lo sguardo ed il suo volto si dipinse di tristezza.
”Era mia cugina. Darla. Questa era casa sua.”
“Oh,” disse Buffy, desiderando di posare le sue braccia intorno
a lui.
“Lei vorrebbe che tu te ne prendessi cura. L’amava…”
“Lo—lo farò” Promise Buffy. £Voglio renderla
dinuovo bellissima.”
Lei voleva chiedergli di più su Darla e le circostanze della sua morte,
ma lui era così triste e non voleva farlo stare peggio.
Spike incontrò i suoi occhi di nuovo. “Hai visto qualcun altro
come me qui? A parte Darla.”
”No..ma ho sentito qualcosa, credevo fossi tu. Anche Xander ha sentito
dei rumori. Quanti siete?
“Non lo so..pià di un paio. Alcunidi loro non sono poi così
carini o di bell’aspetto.”
“Intendi dire—che sono mostruosi e sanguinari?”
“I don’t know...more than a few. Some of them aren’t very
nice or pleasant looking.”Buffy shuddered, she couldn’t stand
the sight of blood.
”Si alcuni di loro lo sono. Cercherò di fare in modo che non
diano fastidio a te e ai tuoi amici” disse Spike rassicurandola. “Questa
casa è stata in vita dal 1900, ed ha collezionato un pò di psiriti
durante questo periodo-- like fireflies in a bottle. Ma farò del mio
meglio per badare a te.
“Grazie” Disse Buffy, sentendosi accaldata e bagnata non appena
lui la guardò.
“Posso—toccarti?” chiese timidamente Spike.
Buffy aveva molte altre domande da fargli riguardo la sua vita e la sua morte,
ma lo voleva troppo adesso. I giorni in cui non aveva visto lui o sentito
le sue mani da fantasma erano stati una torntura.
Buffy annuì e si tolse la camicia da notte.
“Posso—vederti pure io?” chiese Buffy, respirando affannosamente
e distendendosi sulla schiena.
Spike sorrise “Penso di si”
Si concentrò per un momento. I suoi vestiti si dissolsero dal suo corpo,
lasciandolo li davanti a lei nudo.
“Questo è un risparmio di tempo..”Rise Buffy.
Spike sogghignò.
Gli occhi di Buffy lo guardavano dalla testa ai piedi. Era un lavoro d’arte.
Sapeva che scultura sarebbe potuto essere. Il suo ocrpo sembrava essere stato
scolpito nel marmot. Era muscoloso e definito, ogni cosa perfettamente proporzionata.
Sobbalzò quando vide il suo cazzo semi eretto. Ach’esso era bellissimo—così
grande ed enorme. Le sue dita si contrassero per prenderlo fra le mani ed
accarezzarlo in tutta la sua lunghezza.
Spike strisciò sul letto sopra di lei. Buffy era stupita dalla totale
“eroticità” del suo sguardo e dei suoi muovimenti. Si muoveva
così fluidamente e graziosamente. Si posò sopra di lei, i suoi
occhi bruciavano di lussuria.
“Puoi—baciarmi?” chiese lei col fiatone.
Senza nemmeno una parola, lui abbassò la testa e pressò le labbra
sulle sue. Sentirono subito un’ondata di elettricità non appena
le loro labbra si toccarono. Era una sensazione che nessuno dei due aveva
mai provato. Gemettero e si strinsero in un abbraccio. Spike voleva farlo
durare ancora di più, ma poteva dire che questo era il limite a cui
poteva arrivare adesso. Se avesse provato a diventare più solido, probabilmente
sarebbe scomparso. Aveva notato che ogni volt ache stava con lei diventava
sempre più forte e più solido.
Inoltre si ricordava la sua vita passata con più chiarezza. Magari
presto avrebbero potuto fare ancora di più insieme…
Spike mosse le sue labbra sulla sua gola, baciandole il collo prima di scendere
sul suo seno.
Buffy voleva stringerlo ma le sue mani passavano attraverso le sue spalle.
“Vorrei tanto toccarti anche io…” Sospirò Bufy “Voglio
renderti felice…”
“Lo fai, Buffy. Dio—tu mi rendi così felice…”
Spike gemette non appena cominciò a succhiare le sue tette.
“Ahhh-voglio dire…vorrei poter poter mettere la mia bocca.. Uhhh--
su di te! Voglio far scorrere la lingua su tutto il tuo corpo!” Buffy
respirò affannosamente.
“Questo è quello che abbiamo..semplicemente godiamocelo. Non
pensare a nient’altro. Non volere altro.”
“Ohhhhh—si—Ohhhh” Buffy lo vide mentre succhiava e
leccava le sua pelle calda.
“Mmmmm—sai di buono, pet” Gemette Spike, leccando il suo
stomaco scendendo sino alla sua figa.
“Ohhh—Spike!” Sospirò Buffy.
Incapace di dormire , Willow si era alzata per andare a finire del lavoro
in cucina. Quando era decisamente troppo stanca per continuare, era tornata
su verso la sua camera con la lanterna.
Non appena passò la camera di Buffy , si bloccò. C’erano
suoni strain che provenivano dall’interno. Era come se Buffy stesse
parlando con qualcuno e –gemendo.
Willow appoggiò il suo orecchio alla porta ed ascoltò.
“Mmmm—Ohh! Come riesci a farlo? Ahhh!” Esclamò Buffy.
Willow also le sopracciglia. Era come se qualcuno fosse li dentro con Buffy.
Che fosse Xander?
Wilow bussò piano alla porta. Il rumore scomparì.
“Buffy? E’ tutto ok?” Chiese Willow.
“Non entrare! St—ò bene!” Esclamò Buffy.
“Sicura?”
“Si! Yeah, stò bene! Torna a letto, Willow!”
Willow bisbigliò qualcosa e tornò a letto. ”Stò
scomparendo, mi dispiace,luv” Si scusò SPike “Vorrei tanto
rimanere più a lungo”
Buffy si stava ancora riprendendo dal grandioso orgasmo che aveva appena avuto.
“Non—stare via a lungo—ok? Mi.. sei mancato”
Spike sorrise “Ci proverò”
Uscì dalla stanza e la lasciò. Perchè non poteva stare
con lei? Voleva scoprire altro su di lui.
He reached out and touched her face lightly then disappeared. Quando avrebeb
avuto del tempo, sarebbe andata in città per fare delle ricerche su
du lui e sulla casa. Warren, l’agente immobiliare, non gli aveva ditto
che qui c’era stato un omicidio. Buffy si addormentò pensando
a Spike ed un sogno che sembrava assolutamente realtà si formò
nella sua tsta:
2 Giugno 1978
Buffy si ritrovò nell’atrio della casa. Era bellissima e tutta
sistemata come doveva essere un tempo e come avrebbe voluto che diventasse
una volta ultimati i lavori. C’erano dipinti fatti a mano sui muri color
crema. I tessuti erano divini, seta e velluto. Bassi rilievi decoravano il
soffitto. Era da togliere il fiato.
Buffy stava ammirando la decorazione del pavimento, quando sentì bussare
alla porta principale. Buffy si domandò se poteva rispondere lei, quando
una donna bionda la sorpassò velocemente ed aprì la porta. La
donna era la versione vivente di quella che era entrata nella sala da pranzo
la prima notte in cui Willow e Xander erano arrivati. La cugina di Spike,
Darla.
“William!” Esclamò la donna bionda non appena aprì
la porta.
“Hey Darla How’s tricks? ” Disse Spike con un sorrisino.
Sembrava come l’aveva conosciuto Buffy, eccetto per i vestiti che indossava:
Jeans strappati, t-shirt
“William!” the blonde woman exclaimed when she opened the door.
“Hey, Darla. How’s tricks?” Spike said with a smirk.
He looked just as Buffy had seen him last, except with clothes on: Ripped
jeans, t-shirt con spille attaccate a caso sul tessuto e stivali neri.
Darla allacciò le braccia intorno al suo collo e gli baciò una
guancia. Doveva essere trascorso un anno da quando lei non vedeva il suo piccolo
cuginetto, che era appunto il suo parente preferito. Loro avevano 12 anni
di differenza, ma avevano sempre un ottimo rapporto.
“E’ bello vederti. Sono così felice che tu abbia deciso
di venire a trascorrere un po’ di tempo con me”
Spike lasciò andare la sua roba ed entrò nell’atrio. Fischiò
di meraviglia.
“Un posticino di nulla questo qui, cugina. Non ci posso credere vivrò
in un posto come questo”
“Beh, sai la bella vita, William” Sorrise Darla.
“Spike. Mi piace essere chiamato Spike adesso.”
“Hmmm, si, me lo ricorderò. Lo Zio Rupert si stà allenando”
disse Darla.
Alcuni membri dello staff andarono fuori e cominciarono a portare all’interno
la grande valigia di Spike, la chitarra e le altre borse.
“Spike?” Disse Buffy “C’è nessuno di voi che
può sentirmi?”
La ignorarono. Buffy cercò di toccare il braccio di Spike , ma el sue
mani gli passarono attraverso come nell’acqua. Ritirò indietro
la man. Era come se fosse lei il fantasma adesso.
Era disorientata.
”Yeah, papà non era entusiasta riguardo al nome e al mio…stile.
Specialmente il mio stile” SPike rise.
“E quand’è che sono accaduti questi cambiamenti?”Chiese
Darla. “Ti ho visto lo scorso anno a Natale e tu avevi ancora i tuoi
occhiali, il maglioncino ed i capelli castani” Continuò, arruffando
i suoi capelli ossigenati.
“Hey, guarda i capelli” Disse Spike portandosi una mano sui suoi
capelli biondi “Ho deciso di fare un cambiamento drastico dopo Natale.
E adesso le ragazza quasi mi pagano per uscire con loro adesso che non ho
più l’aria da totale perdente. William è morto, viva Spike!
“Io amo William. Sarà meglio per te che ci sia rimasto qualcosa
di lui da qualche parte, brutto furbachcione! Darla lo colpì giocosamente
sullo stomaco.
“Yeah, questo sciocco è ancora qui. Non preoccuparti. Non posso
liberarmene.”
Darla era l’unica persona con la quale Spike si sentiva a suo agio.
Lei non l’aveva mai giudicato e non gli aveva mai messo pressioni su
come doveva essere o ocme non doveva essere. Semplicemente lo apprezzava così
com’era. Quand’era piccolo, Darla trascorreva moltissimo tempo
con lui e l’aveva portato al suo primo concerto nel 1972. Avevano visto
i Led Zeppelin a L.A. quando erano andati li in visita. Darla aveva un posto
speciale nel suo cuore per queste ragioni e per molte altre.
“Forza, vai a sistemarti nella tua camera” Darla prese la sua
mano e lo trascinò su per le scale.
Buffy li seguì. I cugini avevano un ottimo feeling fra di loro. Avevano
ovviamente un ottimo rapporto. Niente di freddo, semplicemente un forte amore
familiare.
“E’ veramente strano…perché stò sognando tutto
questo? E’ realmente accaduto o è la mia mente che stà
creando tutti questi dettagli? Si chiese Buffy.
Spike e Darla entrarono nella stanza.
“Wow, Dar!” Disse Spike “Questa è dannatamente favolosa!”
Buffy rimase vicino alla porta fissando i due con un sorriso fra le labbra.
Darla sorrise non appena Spike cominciò a correre per la stanza, controllando
ogni cosa. Spike saltò sul letto e si spinse su e giù come un
bambino.
“Non rompere il letto Will—cioè Spike”
“E’ veramente tutto mio? Posso metterci I miei poster e tutto
il resto? Per te è ok?”
“Certo, è tutto tuo” Disse Darla. “Solamente, non
rompere tutto, Mr Punk Rocker”
“Per te, romperei qualsiasi cosa” Disse Spike ridendo.
“Senti, devo andare a parlare con lo staff in cucina, quindi ti lascio
sistemarti nella tua nuova camera. Puoi d’are un’occhiata intorno
se ti va. Se hai bisogno di qualcosa, puoi chiedere ad Ethan, lui è
il responsabile dello stuff” Darla si voltò ed uscì dalla
stanza.
“Darla?” Disse Spike.
“Hmm?”Si voltò lei.
“Grazie per farmi stare qui. Sono veramente felice di vivere qui.”
Sorrise Spike.
“Anche io. Ci divertiremo un sacco” Ridacchiò Darla.
Buffy si svegliò la mattina seguente un pò disorientata. Il
sogno era stato così reale. I colori erano così vividi, gli
odori così forti, i suoni così vicini…
Perché aveva sognato tutto quello? Era stato Spike a mostrarglielo?
O era stata la casa a farle qello? Avrebbe dovuto chiederlo a SPike la prossima
volta che l’avrebbe visto, che sperava fosse la notte stessa.
Capitolo 6 - venire insieme
Buffy
sedeva sul suo letto giocherellando con i pollici, attendendo pazientemente
(o comunque provandoci) l’apparizione di Spike.
“Dove sei ?” domandò. “Ho bisogno di vederti”.
Mentre aspettava, Buffy colse l’occasione di curiosare nel diario di
Spike. Si sentiva ancora imbarazzata a leggere i pensieri privati di qualcun
altro ma lui le aveva detto che poteva. La curiosità di scoprire chi
era superava il senso di intromissione.
Lo spesso diario foderato di pelle riguardava parecchi anni della sua vita.
William Randall Giles era un giovane sensibile e studioso, a cui piaceva leggere
e scrivere poesie e storie brevi. Gli altri ragazzi lo snobbavano e non aveva
molti amici. Sua madre era morta quando aveva 10 anni, lasciando Rupert, suo
padre, solo a crescerlo. Rupert era un uomo buono ma un po’ maniaco
del lavoro. William aveva trascorso la maggior parte del tempo da solo. Però
adorava sua cugina, Darla. Lei era un angelo per lui, sempre gentile e amorevole,
più di una amica e confidente. Non l’aveva mai giudicato e lo
faceva sentire importante e amato. Era chiaro dai suoi scritti che l’amava
più di chiunque altro. C’erano solo poche righe dopo che era
venuto a vivere con lei nel giugno del 1978. Evidentemente, era stato troppo
occupato per continuare a scrivere in quel periodo. Nell’ultima pagina
scritta, il 1 luglio, aveva fatto a se stesso la promessa di ritornare a scrivere
il diario.
Quando William aveva 14 anni, aveva incontrato Cecily Adams. Una giovane donna
avvocato collega di suo padre. C’erano alcuni poemi d’amore scritti
per Cecily (ovviamente mai consegnati) scritti nel diario. Buffy poteva leggere
solo un parola o due qui e là dato che i poemi erano stati cancellati
scarabocchiandovi sopra con rabbia. Quando aveva letto più avanti,
aveva capito perché. Cecily aveva rifiutato brutalmente William quando
le aveva detto di essere innamorato di lei. Non aveva lasciato al povero ragazzo
alcuna possibilità. Cecily gli aveva detto che lui era ‘inferiore
a lei’ e che le sue attenzioni l’avevano imbarazzata. Nelle pagine
che erano seguite, il giovane William aveva aperto il suo cuore: tutta la
depressione, il dolore e l’umiliazione che aveva provato erano descritti
in quelle pagine. Il cuore di Buffy aveva pianto per lui.
Aveva
letto anche della ragazza dei suoi sogni, lei. Buffy era rimasta sorpresa
dalle descrizioni di se stessa. Aveva realmente sognato lei. Aveva letto del
suo 16° compleanno; aveva avuto un sogno estremamente erotico su lei quella
notte. Aveva sognato che la ragazza era venuta da lui di notte e si era avvicinata
al suo letto con il suo solito gentile sorriso. Quindi si era spogliata lentamente
mentre lui era disteso nel letto, guardando ogni suo movimento, timoroso e
completamente eccitato. I sogni non si erano mai spinti così lontano
prima. Lei era salita sul letto con lui e aveva fatto di lui un uomo (nei
suoi sogni comunque). Non aveva mai fatto sesso prima, ma le descrizioni delle
sue sensazioni e quello che aveva sperimentato sembravano reali. Buffy sentiva
uno strano senso di orgoglio che lei era stata la sua prima volta, come per
lei lo era stato il suo uomo del sogno (Spike).
Era l’inizio del 1978 quando William si trasformò in Spike. Era
stanco di essere sempre la vittima degli scherzi e permettere alla gente prenderlo
in giro. Aveva cambiato la sua immagine ed era emerso il suo lato ‘cattivo
ragazzo’. Cominciò a frequentare discoteche e amare la musica
punk rock. Era ancora troppo pensieroso e sensibile per vivere effettivamente
quello stile di vita ma trovava divertente frequentare un mondo così
diverso dalla sua solita compagnia.
Quel giorno Buffy aveva anche aperto il baule. Non c’era molto all’interno:
altri abiti, alcune cose che aveva tenuto appartenenti a sua madre, alcuni
dei poemi e delle storie che aveva scritto (Buffy voleva leggerli), alcune
fotografie di famiglia e amici (fotografie di uno Spike giovane e sorridente,
dai capelli scuri con un uomo che doveva essere stato suo padre), ecc. C’era
anche una grande pila di playboy, tra cui una copia della primissima edizione
con Marilyn Monroe. Era chiuso in una busta di plastica per conservarlo. Buffy
scosse la sua testa e sorrise. Era un fan di Marilyn, eh? Se a Spike non spiaceva,
forse Xander avrebbe voluto tenere le riviste. Passò mezz’ora.
Buffy stava per andare a dormire, quando provò un formicolio. La pelle
le pizzicava piacevolmente, un brivido scosse il suo corpo.
“Spike ?”
Spike si materializzò ai piedi del letto. Sembrava ancora più
opaco di prima. Buffy dovette guardare attentamente per vedere attraverso
di lui.
“Ciao, Buffy”, la salutò con un sorriso.
“Spike, sono così felice che tu sia qui ! Pensavo di non rivederti
di nuovo”. Buffy picchiettò il letto accanto a lei.
Spike si avvicinò e si sedette di fianco a lei. Si guardarono negli
occhi l’un l’altro per un momento.
“Ho letto il tuo diario. Mi spiace che tu abbia avuto una vita così
dura”.
Spike sorrise affettuosamente. “E’ okay. Quel che è stato
è stato. Non era come subire abusi o avere genitori alcolizzati o altro.
Ero io che mi comportavo da idiota”.
“Penso tu fossi un gran bravo ragazzo, ci tenevo a dirtelo… Ho
curiosato un po’ troppo nel baule…”
Spike alzò un sopracciglio, attendendo che continuasse.
Lei ridacchiò, “Ho trovato le tue riviste porno”.
“Hey, non sono porno”, Spike protestò con un sorriso. “Il
corpo di una donna è un opera d’arte”.
“Capisco. Non ti sto rimproverando. Sarebbe preoccupante se non avessi
pensato al sesso. Cosa ne dici se li do a Xander, anche quello di Marilyn
?”
“Mmm, Marilyn”, Spike sospirò sognante, quindi sbuffò.
“Um… no. Li puoi dare a Xander se ti va. Non mi interessa”.
“Ho… letto di me, credo, la ragazza nei tuoi sogni”, Buffy
arrossì.
“Sei stata la mia prima volta, passerotto. Eri tu”.
Si guardarono l’un l’altro come adolescenti timidi. Buffy avrebbe
voluto parlare di più dei sogni erotici, ma c’era l’altro
sogno di cui era necessario discutere.
“Devo parlarti di qualcos’altro”, disse Buffy.
“Va bene”.
“L’altra notte, dopo che te ne eri andato, ho fatto un sogno”.
“Era un brutto sogno ?”
“ No… non era brutto. Era strano”.
“Che cosa successo ?” Spike non poté resistere dal toccare
un suo ginocchio.
La pelle di Buffy andò in fiamme al suo freddo contatto. Bruciava per
lui. Prese un lungo respiro per calmarsi e respingere le necessità
del suo corpo. Era importante che gli dicesse i dettagli del sogno prima di
potersi… rilassare.
“Ho sognato di essere nel passato. Ho visto la casa quando era ben tenuta.
Ho visto tu e tua cugina. Ti stavi trasferendo qui da lei. E ho conosciuto
in qualche modo anche la data. Era il 2 giugno 1978”.
Gli occhi di Spike si allargarono. Guardò lontano da lei, provando
a immaginare quello che stava succedendo. Quella era la data in cui lui aveva
traslocato. Come poteva saperla lei ?”
“Spike ? E’ stato veramente così ?”
“Sì... hai visto accadere queste cose nel sogno ?” domandò
con preoccupazione.
“Sì, voi due eravate così felici e scherzavate. Le stavi
raccontando come avevi cambiato il tuo aspetto dall’ultima volta l’avevi
vista, a Natale. Lei era così carina... sembrava una brava donna”.
“Lo era”, Spike concordò e contrasse la mandibola. “Perché
hai sognato questo ?”
“Non lo so. Era bizzarro. Io ero nel sogno ma non potevo parlarvi o
toccarvi. Potevo solo ascoltarvi e seguirvi”.
Spike aveva paura. Paura che quel sogno fosse solo il primo di una serie,
che avrebbe culminato con quella notte terribile.
“E’ tutto a posto, Spike”, disse Buffy, vedendo il suo nervosismo.
“Non mi sono spaventata per questo. Probabilmente è accaduto
perché ho letto il tuo diario”.
Annuì col capo. Il diario era il motivo più probabile, ma aveva
una brutta sensazione. “Dimmi se farai altri sogni come questo, okay
?”
Spike non aveva voluto spaventarla inutilmente dicendole le sue paure. Sarebbe
stato orribile se Buffy fosse stata testimone dell’intera vicenda sordida
e sanguinaria.
“Va bene”, concordò. Dopo alcuni minuti, lo guardò
con gli occhi socchiusi. “Pensi... che io possa toccarti questa notte
? Io vorrei…”.
“Possiamo fare una prova. Non sono sicuro se posso rimanere… solido…
abbastanza a lungo” disse, desiderando disperatamente di essere in grado
di farlo.
“Per favore. Vorrei provare”, disse Buffy. “Mi hai fatto
stare così bene, voglio toccarti anche io”. Spike si alzò
e la guardò, quindi fece nuovamente in modo che i suoi abiti si dissolvessero
dal suo corpo.
“Fantastico”. Buffy sorrise facendo vagare gli occhi sul suo magnifico
corpo. “Sei così bello”.
Notò che una parte di lui stava diventando particolarmente ‘solida’.
Il sorriso si allargò. Studiò il suo corpo con l’occhio
di un artista, esplorando ogni linea e curva con i suoi occhi, imparandolo
a memoria.
Spike inclinò la testa di lato timidamente. Il modo in cui lei lo guardava,
ogni centimetro del suo corpo, lo faceva sentire imbarazzato. Buffy passò
lentamente la lingua sulle labbra con lo sguardo fisso su di lui mentre faceva
scivolare a terra il suo pigiama.
“Posso toccarti ora ?” domandò, mentre allungava la mano
verso lui.
Spike fece cenno di si col capo, quindi si concentrò, per divenire
più solido che mai, per rendere il suo corpo come carne. Non sarebbe
stato in grado di mantenere quello stato a lungo. Sperò che sarebbe
durato per un tempo sufficiente.
Entrambi sospirarono sognanti quando la punta delle dita di Buffy entrarono
in contatto con il suo petto. Spinse delicatamente contro di lui.
Non era totalmente solido ma per iniziare andava bene. Più tardi avrebbe
provato ad afferrarlo con più forza.
Spike chiuse gli occhi. Questa era la prima volta in 25 anni che aveva un
contatto fisico con un’altra persona. Il calore dalle sue dita si estese
attraverso il suo corpo.
Buffy si inginocchiò sul letto ed venne più vicina a lui, passando
delicatamente le sue mani su e giù sul suo petto ed il suo stomaco.
Le sue dita sfiorarono la superficie del suo dorso, toccandolo con venerazione.
Sentì la sua passione crescere.
“B-Buffy… Non so per quanto tempo possa durare. Potrei scomparire
senza preavviso... Spero che questo non avvenga “, Spike gemette quando
le mani di lei scivolarono sui suoi fianchi e le sue labbra toccarono il centro
del suo petto.
“Allora sarà meglio se cominciamo immediatamente” disse
Buffy, prendendo il suo pene in mano e accarezzandolo su e giù.
Era fresco al tatto, pulsava e si contraeva nella sua mano. Lo sollevò
e lo inclinò per baciarlo quindi lo leccò fino allo scroto.
Spike respirò affannosamente e inclinò indietro la testa per
il piacere. Buffy continuò a leccargli e succhiargli delicatamente
le palle, quindi fece scivolare la lingua su tutta la lunghezza del suo membro.
Mantenne il tocco ed i movimenti leggeri, il che era molto difficile considerando
quanto voleva estasiarlo.
Le dita di Spike la accarezzarono attraverso i capelli biondi. Lo guardò
mentre picchiettava il suo glande con la lingua. La sua femminilità
iniziò a dolere per l’espressione beata ed estasiata che egli
aveva in viso.
Succhiò e leccò la punta più forte, più duramente,
la mano avvolse l’asta e l’accarezzò coordinando i movimenti.
Era come divorare un lecca-lecca spettrale -- un lecca-lecca spettrale delizioso.
“Buffy… così buono… Ahhh !” I fianchi di Spike
spinsero leggermente.
Abbassò lo sguardo su di lei. “Vuoi… provare a fare sesso
?” chiese ansimando.
Buffy staccò la bocca e le mani dal suo membro. Senza mai staccare
gli occhi dai suoi, scivolò al centro del letto, quindi si distese
sulla schiena. Spike strisciò sul letto fino a lei. Salì sopra
di lei e fece aderire il corpo al suo. Le gambe di lei erano aperte, era pronta
ad accoglierlo.
Spike sorrise, piegando il capo verso il basso per baciarla teneramente mentre
si spostava per posizionarsi.
“Ti amo”, disse Buffy ansante mentre le loro labbra si sfioravano
le une contro le altre.
Spike sentì gli occhi riempirsi di lacrime. Non aveva mai osato sperare
che anche lei provasse la stessa cosa per lui. “Buffy... ti amo anche
io… dannatamente tanto. Ti ho desiderata da sempre”.
Schiacciarono (con tanta pressione quanta poterono) le loro bocche insieme
mentre lui entrava nella sua stretta apertura. Era preoccupato che non avrebbe
funzionato ma pareva che la cosa andasse abbastanza bene. Mise la maggior
parte della sua energia nel rendere il suo membro duro e solido per lei.
Gemettero per sensazione del suo pene fresco affondato nel calore soffocante
di lei. Si aspettavano di sentire il fischio del vapore per il contrasto della
temperatura. Gli unici suoni che si sentivano erano i loro sospiri nel sentirsi
completi per la prima volta.
Le mani di Buffy scivolarono dalle braccia al suo collo, toccandolo come avrebbe
sfiorato la superficie di uno stagno. Poteva sentirlo dentro di se e la riempiva
totalmente. Mai prima di allora aveva conosciuto una tale pace e beatitudine.
Era ciò che avrebbe voluto sentire per sempre.
Spike iniziò lentamente a muoversi in lei, mentre sussurrava il suo
amore e la sua dedizione nel suo orecchio.
“Si… Spike… Siiiiiii !” gemette Buffy.
La baciò sulla guancia mentre pompava in lei delicatamente. Buffy girò
la faccia per riconquistare le sue labbra, dimenticando per un momento le
morbide carezze, le labbra passarono attraverso quelle di lui prima che ricordasse
e si ritirasse. Le sue mani entrarono nei suoi capelli, sentendoli morbidi
come seta.
“Più forte… Spike !” Buffy sentì l’orgasmo
crescere in lei. “Ohhhh !”
Spike strizzò gli occhi, concentrandosi sull’essere dentro di
lei e sul piacere inconcepibile che questo portava. I suoi fianchi si mossero
più rapidamente. Sentiva l’imminenza dell’orgasmo. Si chiese
cosa sarebbe successo ? Sarebbe venuto ? E se fosse successo, il suo seme
sarebbe stato liquido o fantasma ? C’era un unico modo per scoprirlo…
Continuarono a muoversi per alcuni minuti fino a quando non fu troppo.
“Ohhh--Ohhh Spike !” gemette Buffy, muovendo i fianchi. “Ahhhh--OH--DIO--SI
!” Il suo corpo iniziò a tremare, le mani vagarono sopra i muscoli
della sua schiena, mentre le sue palpebre tremolavano.
“Buffy !” grugnì Spike, raggiungendo il culmine insieme
a lei.
Buffy lo sentì pulsare dentro di sé ma non sentì il getto
caldo (o fresco, nel suo caso) del suo sperma. Nonostante questo, era la sensazione
più squisita che avesse mai provato.
Quando i tremiti iniziarono a sciamare, Spike sollevò la testa e le
sorrise, scaldandola come il calore di mille soli. Le dita di lei toccarono
dolcemente il suo viso, seguendo affettuosamente le linee dei suoi zigomi.
Il ragazzo posò un bacio gentile sulle sue labbra.
“Ti amo, Buffy”, sussurrò.
“Ti amo anche io” rispose la ragazza socchiudendo gli occhi.
Buffy riaprì nuovamente gli occhi quando sentì il peso del suo
corpo iniziare a divenire più leggero. Lui stava diventando più
trasparente. Provò una profonda tristezza comprendendo che avrebbe
nuovamente dovuto lasciarla.
“Mi spiace, passerotto”, si scusò Spike, stando ancora
sopra di lei. “Non ti lascerei mai se avessi una scelta”.
“Lo so”. Buffy gli sorrise. “Per favore ritorna da me--più
presto che puoi”.
“Lo farò”. Chinò il capo e la baciò ancora
una volta, quindi svanì.
Buffy emise un suono tra il sospiro ed il singhiozzo mentre faceva scivolare
il suo corpo nudo sotto il lenzuolo. Aveva sentito il suo membro dentro di
lei fino a quando era scomparso, lasciandola improvvisamente vuota. Era ebbra
di felicità per aver consumato il loro amore. Ma avevano una tonnellata
di ostacoli sulla strada per la felicità, il principale era il suo
stato di non vivente e non corporeo. Passò le dita sulle sue labbra.
Poteva ancora provare sensazione dei suoi baci.
Perché doveva essere un fantasma? Perché Dio aveva fatto questo
a lei ? Era una buona persona, non aveva fatto del male a nessuna persona
o animale. Perché non poteva stare con l’uomo che amava ? Sicuramente
neanche Spike aveva meritato quel destino. Nessuno meritava di essere pugnalato
a morte. Perché non poteva essere di nuovo un umano di carne e sangue
?
I suoi pensieri rallentarono mentre cedeva al sonno e iniziò a sognare...
Buffy
era di nuovo nel passato.
Il 7 giugno 1978
La tavola della sala da pranzo era apparecchiato per tre persone. Darla e
un uomo entrarono. L’uomo era alto con capelli castani che gli arrivavano
alle spalle e con una fronte alta. Aveva in viso un’espressione presuntuosa.
“Così dov’ è questo cugino di cui ho sentito tanto
parlare ?” domandò.
“Dovrebbe scendere tra poco”, disse Darla, sedendosi a capo-tavola.
“Darla, quando posso traslocare qui, baby ? Praticamente vivo qui, perché
non renderlo ufficiale ?”
“Angel… Io…”
“Sera”, disse Spike, entrando nella stanza.
“Ciao, Spike”. Darla si illuminò.
Spike andò da lei e si piegò, dandole un bacio sulla guancia.
Gli occhi di Angel si strinsero leggermente.
“Questo individuo è Angel ?” chiese Spike, guardando oltre
la ragazza. “Bei capelli, amico”, Spike sogghignò.
“Spero per il tuo bene, Darla, che tu non permetta a ‘Spike’
qui di parlare ai tuoi amici dell’alta società in questo modo”,
disse Angel, fissando Spike.
“Ragazzi, per piacere”. Darla si torturava le mani. “Comportatevi
bene, Ok ? Angel, questo è mio cugino Spike. Spike questo è--”
“Sono il suo fidanzato”, finì Angel.
Spike sorrise apertamente. “Che piacere”.
Buffy si chiese perché i due uomini provavano una immediata avversione
l’uno per l’altro.
Spike si sedette. “Cosa c’è sul menu, cugina ?”
“Oh, ti piacerà ! Stasera abbiamo--”
“Anatra all’arancia”, Angel finì di nuovo la sua
frase.
“Ti ucciderebbe permettere a Darla di finire le proprie dannate frasi,
amico ?” chiese Spike, guardando Angel con occhi severi.
Non gli piaceva come quell’uomo sembrava voler sempre dominare Darla.
Spike ottenne una reazione cattiva da lui.
“Ascolta, amico, io non ho--” Angel cominciava a diventare rosso
in faccia.
“Angel ! Spike ! Per favore ! Non litigate. Voglio che entrambi andiate
d’accordo”, disse Darla con ansia. “Per favore fate uno
sforzo, va bene ?”
Spike vide come Darla fosse sconvolta e inghiottì la sua avversione
per il fidanzato. Si risedette e chinò il capo.
“Mi spiace, Darla. Sono un po’ irritato perché ho fame”.
Le sorrise e mise la mano sopra la sua, stringendola leggermente.
Darla ricambiò il sorriso, respirando un po’ più facilmente.
Gli occhi di Angel si strinsero sospettosamente di nuovo. Non gli piaceva
che un altro uomo toccasse la sua donna. Anche se era suo cugino...
Buffy
si svegliò. Sbatté le palpebre, rendendosi conto che era ritornata
alla realtà. Era ancora piena notte.
Si girò sul fianco dal lato della finestra, desiderando che Spike fosse
ancora con lei, stringendola fra le braccia.
‘Che cosa sta succedendo ? Perché vedo quello che è accaduto
nel passato ? Devo supporre che dovrò fare qualcosa con queste informazioni
? Non ho letto niente di simile all’ultimo sogno nel diario... Quel
tipo--Angel sembrava portatore di guai... ‘
La stanchezza le fece nuovamente chiudere gli occhi. Un altro sogno si materializzò
nella sua mente...
Buffy
era in cucina questa volta.
10 Giugno 1978
“Ehi ! Ho già fatto un sogno, non è abbastanza uno per
notte ? Va bene, adesso cosa succede ?” disse Buffy, chiedendosi cosa
sarebbe successo nel capitolo successivo di quella storia.
Era frustrante non poter interagire con Spike o gli altri. Buffy preferiva
fare qualcosa che stare seduta a guardare. Ma non aveva altra scelta che vedere
dove quei sogni l’avrebbero portata.
Un uomo alto, distinto, con capelli sale e pepe stava cercando qualcosa in
un pensile. Un ragazzo giovane, un adolescente, sedeva alla tavola assorto
nella lettura di un libro.
Spike entrò nella stanza e si diresse al frigorifero, prendendo una
lattina di Tab (messa sul mercato dalla Coca-Cola Company nel 1963 fu poi
sostituita dalla Diet Coke). Buffy sospirò per quanto era delizioso
nei suoi jeans strappati e maglietta blu attillata. I suoi capelli erano tutti
appuntiti.
“Hey, Ethan”, Spike salutò il distinto signore e prese
un sorso dalla lattina.
Ethan sorrise. “Buono pomeriggio, Spike. Dormito bene ?”
Spike fece cenno di si con il capo e si passò una mano attraverso i
capelli disordinati.
“Mi spiace che non ha pranzato, ma potrei prepararle qualcosa se le
va”, disse Ethan.
Spike scosse la sua testa. “ Nah, sto bene così, amico”.
Guardò il ragazzo, il cui naso era sprofondato nel libro. “Chi
è il ragazzo ?” chiese Spike.
“Oh, questo è mio nipote, Percy. Starà per un po’
qui con noi”, disse Ethan. “Percy ? Percy, sto parlando con te”.
Il ragazzo staccò gli occhi dal libro e guardò suo zio.
“Cosa c’è, zio ?”
“E’ educazione, Percy, rispondere a chi ti sta parlando”.
“Mi spiace, zio”. Percy abbassò lo sguardo, al giusto rimprovero.
“Lui è Spike. Il cugino della Sig.ra Darla. Anche lui è
inglese”.
Percy guardò Spike con curiosità. “Sei il cugino della
Sig.ra Darla ?”
“Si”.
“Perché allora sembri un barbone ?” domandò innocentemente
Percy.
Buffy ridacchiò. Il ragazzo era certamente onesto e franco.
“Percy ! Ti sembrano cose da dire ? Mi dispiace Spike... l’educazione
di Percy ha bisogno di essere migliorata”.
Ethan era in imbarazzo per la schiettezza del nipote--anche se concordava
con la sua valutazione.
Spike rise, “Hey, è tutto a posto. Sembro uno straccione. Mi
piaci, ragazzino”.
“Non sono un ragazzino. Ho 14 anni. Non puoi essere tanto più
vecchio di me”, disse Percy offeso.
Spike si avvicinò a lui. “Mi spiace, errore mio, amico. Che cosa
stai leggendo ?”
“E’ un libro su Jackson Pollock. Conosci i sui lavori ?”
domandò Percy, aspettandosi un ‘no’.
Buffy si avvicinò e guardò, da sopra la spalla di Percy, il
libro. Anche lei ammirava le opere di Pollock.
“Si, ha uno stile rivoluzionario”, Spike chinò il capo,
guardando il libro. “I suoi dipinti hanno una specie di energia fisica,
non credi ?”
Buffy guardò Spike, sorpresa ma soddisfatta. “Ti intendi di arte
? Non lo sapevo”.
La faccia di Percy si illuminò. “Sì ! Lo penso anch’io.
Riflette la propria personalità turbolenta”.
Percy era piacevolmente sorpreso dal fatto che sembrasse che Spike avesse
un cervello. La facciata esteriore da punk lo aveva ingannato facendolo pensare
che fosse tutto involucro e niente sostanza. Dopo tutto forse avrebbe avuto
qualcuno con cui parlare durante l’estate oltre a suo Zio Ethan. La
Sig.ra Darla era troppo timida. Ogni volta che aveva provato a parlarle il
suo viso si era tinto di rosso come un pomodoro.
Spike sorrise al giovane. Percy gli ricordava se stesso a quell’età.
Solo invece di poesia e scrittura, sembrava che la passione di Percy fosse
l’arte. Percy era piccolo per la sua età, i capelli erano biondi,
indisciplinati e leggermente ricciuti, una coppia di lenti erano appollaiate
sul suo naso. Spike pensò guardando il ragazzo che avrebbero potuto
essere fratelli.
“Ben detto”, disse accarezzandolo leggermente sulla schiena.
Spike decise di fare amicizia con il ragazzo dai capelli di stoppa. Ricordava
quanto avrebbe voluto degli amici o solo qualcuno con cui parlare quando era
più giovane.
“Sto andando nella mia stanza ad ascoltare alcune canzoni. Vuoi venire
?”
Spike provò pensare all’immagine da duro che voleva proteggere,
ma, dannazione, era uno dal cuore tenero e non ci poteva fare niente.
Percy lo guardò per un momento, come se stesse provando a comprendere
perché qualcuno volesse passare del tempo con lui. Spike conosceva
la sensazione.
“Aww, è così bello da parte tua, Spike”, disse Buffy,
sorridendo alla sua gentilezza.
“Sì ... sarebbe... bello”. Percy sorrise.
Buffy seguì Percy e Spike nella camera da letto.
Si sedettero sul pavimento mentre Spike tirava fuori la sua scatola di cartone
stracolma di albums e di nastri. Percy iniziò a frugarci dentro con
entusiasmo, esclamando ‘oooh ‘ e ‘aaah ‘ alla raccolta
di Spike.
Spike mise su l’album ‘Blue Qyster Cult’ e si appoggiò
contro il letto, movendo il capo al suono della musica.
“Spike ?” chiese Percy.
“Si ?”
“Perché--sei gentile con me ?”
“Perché voglio farlo. Ti crea dei problemi ?” Spike sorrise.
“No. Sono solo sorpreso. Voglio dire, guardati. Tu sei così disinvolto.
Perché vorresti passare del tempo con me ?”
Spike sospirò. “Non sono sempre stato così. Scommetto
che di solito sei timido e stai da solo, vero?”
Percy scrollò le spalle senza fare commenti e cominciò a frugare
nella scatola di nuovo.
“E scommetto che qualcuno come te, con la struttura ossea delicata,
la bassa statura ed il linguaggio forbito, viene preso in giro e malmenato”.
“Stai cercando di arrivare presto a qualcosa ? O stai provando a farmi
sentire come una merda ?” domandò Percy, gli angoli della bocca
contratti in un sorriso.
Spike rise sonoramente, asciugandosi le lacrime dagli occhi. Anche Buffy rise.
“Hai trovato la tua copia, Percy . Beh, il punto è che ero esattamente
come te. So cosa vuole dire voler partecipare a qualcosa, avere qualcuno con
cui parlare come una persona reale, e non qualcosa da raschiare via dalla
scarpa. Pensavo che fosse bello conoscerti, sembri una brava persona”.
Percy sorrise. “Grazie”. Si grattò il mento con aria pensierosa.
“Mi chiedo cosa mi farebbe zio Ethan se decolorassi i capelli come tuoi”.
Spike rise di nuovo, “Subito dopo avermi ucciso, dici ?”
Spike e Percy risero.
Il sorriso di Buffy sparì quando menzionarono l’uccidere. Sarebbe
successo una di quelle volte. Lei sarebbe stata costretta a vederlo in technicolor
che le fosse piaciuto o no. Non pensava di essere in grado di sopportarlo.
Era terrorizzata.
Capitolo 7 - nell’oscurita
Linee
scure circondavano gli occhi di Buffy il giorno successivo. Non aveva dormito
molto ultimamente; le visite notturne di Spike e ora quei sogni non la avevano
praticamente lasciata dormire. Inoltre, non poteva stare seduta e riposarsi
mentre i suoi amici facevano tutto il lavoro. Provò a fare una faccia
felice e a fare la sua parte, dopo tutto, lei era quella che aveva insistito
per prendere quella casa.
Buffy, Willow e Xander stavano lavorando nuovamente in cucina. Sembrava quella
di un hotel; era enorme. Willow ne era particolarmente soddisfatta, poiché
le piaceva molto cucinare. Aveva promesso loro una montagna di biscotti al
cioccolato appena tutto fosse stato pulito ed in ordine.
Stavano pulendo al suono dello stereo di Xander. Questa volta, stava suonando
della compilation ‘Dance Mix’ ‘Groove is in the Heart’
di Dee Lite.
Xander stava lavorando e cantando “The chills that you spill up my back
keep me filled with satisfaction when we’re done satisfaction of what’s
to come. I couldn’t ask for another No-No-No, I couldn’t ask for
another I couldn’t ask - “
“XAN !” Willow lo interruppe.
“Che cosa c’è ?” Sto solo dimostrando le mie qualità
canore”, disse Xander con una smorfia, dimenando i fianchi”.
“Cerca di pulire di più e dimostrare meno le tue qualità”,
disse Willow scuotendo il dito indice con un piccolo sorriso sulle labbra.
“Dobbiamo sostituire quelle piastrelle... datti da fare, Mister”.
“Xan, gli elettricisti verranno dopo domani”, disse Buffy. “perché
non vai in cantina a controllare che ci siano dei fusibili nuovi da sostituire
in caso di bisogno”.
Xander impallidì, gli si seccò la bocca. “Io--non voglio
andarci”.
Willow sospirò. “E dai, Xander! Di che cosa hai paura ?”
“Di che cosa ho paura, chiede lei... Da che parte comincio ? C’è
qualcosa là sotto che non so spiegare”, disse Xander, guardando
timorosamente la porta della cantina”.
“Qualcosa come ?” chiese Willow, mettendo le mani sui suoi fianchi.
“Insetti ? Forse qualche parassita ?”
“Quelli e molto, molto di più, ne sono sicuro”, disse Xander.
“Hey, Xander”, disse Buffy tentando di convincerlo, “scommetto
che ci sono tutti i generi di cose pulite la sotto... biciclette, forse bottiglie
di vino, vecchi giocattoli ... potresti trovare qualsiasi cosa”.
Xander sembrò considerare la cosa per un momento.
“E io infornerò una teglia di biscotti, tutta per te”,
aggiunse Willow.
Le sue sopracciglia si alzarono e si leccò lentamente le labbra. Una
intera teglia di biscotti con scaglie di cioccolato tutta per sé era
troppo allettante.
“D’accordo”.
Buffy e Willow sorrisero trionfanti.
“Ma--se qualcosa dovesse uccidermi, ritornerò per mordervi il
sedere”, disse Xander, cercando di essere spiritoso mentre invece non
era mai stato così terrorizzato in vita sua.
“Oh, bambinone!” rise Willow. “Scenderò ad aiutarti
non appena avrò finito qui”.
Xander prese con se la torcia più grande che aveva, una grande B&D
gialla con un largo raggio supplementare. Prese un profondo respiro e aprì
la porta della cantina. Guardò indietro Willow e Buffy ma erano già
ritornate al lavoro, non prestando più attenzione a lui.
‘Merda... ho un così brutto presentimento circa questa cosa…’
Xander inghiottì e si avviò giù per le scale.
Era
spettrale come l’inferno la sotto. Quando raggiunse il fondo delle scale,
Xander guardò un’ultima volta verso la porta e la luce preziosa
prima di spostarsi più avanti nella cantina cavernosa.
Xander illuminò con la torcia tutto intorno. C’erano dozzine
di rastrelliere e di barilotti di vino in legno. Sorrise, sperando che una
parte del contenuto fosse ancora buona. Sarebbe stato grande se avessero trovato
una bottiglia di champagne costoso per fare festa quando avrebbero finito
di sistemare la casa.
Xander iniziò a cantare ‘Groove is in the Heart’ sottovoce
per scacciare la paura dalla mente. C’erano pile di rottami sparsi intorno
alla stanza. Era ansioso di frugarci in mezzo e strapparne fuori i tesori
che si aspettava di trovare, ma quello doveva aspettare fino a quando la corrente
non fosse stata riattaccata. Non c’era nessuna ragione al mondo che
lo avrebbe trattenuto la sotto più del dovuto.
Xander respirò sollevato quando infine trovò la scatola dei
fusibili. C’erano solo alcuni ostacoli sul percorso, che avrebbe rapidamente
spostato. Ci avrebbe messo solo alcuni minuti.
“Và, che non era poi così difficile”, Xander rise
nervosamente quindi si girò in direzione delle scale.
La torcia si spense. Dovette stringere i denti per non lasciare uscire lo
strillo che voleva esplodere dalla sua bocca. Provò freneticamente
a riaccenderla, quindi la colpì con una mano. Continuava a non funzionare.
“Okay--Okay! È tutto okay! Devo solo ritrovare la direzione giusta”,
Xander disse a se stesso, il suo cuore batteva selvaggiamente nel petto. “Colpa
delle batterie scariche... tutti qui “. Mise le mani davanti a se ed
andò nella direzione delle scale, o almeno sperava di andare nella
direzione giusta.
Iniziò a cantare a se stesso con voce stridula ed ansiosa, balbettando
le liriche:
“Your groove--I do d-deeply dig No walls, only the br-bridge, my supperdish
My succotash wish Singin’, b-baby I couldn’t ask for--”
Xander smise di camminare e di cantare quando sentì quello che sembrava
una risata. I suoi occhi si spalancarono e cominciò a guardarsi attorno,
esaminando l’oscurità nera come inchiostro della cantina.
“Chi--chi c’è? “ Il sangue di Xander si gelò
completamente.
“Chi c’è?” una voce bassa, grave, aspra lo derise
quindi ridacchiò come un pazzo.
“Oh merda--oh cazzo--cazzo”, Xander sussurrò, spostando
di nuovo i piedi. Quella voce gli aveva fatto rizzere i capelli in testa e
venire la pelle d’oca.
Un suono raschiante, uno strascichio proveniva come davanti a lui. Si fermò
di nuovo, timoroso di scontrarsi con chiunque e qualunque cosa fosse.
“Willow! Buffy!” urlò Xander, il suo cuore pareva pronto
ad esplodere per la paura”. “Ragazze! Scendete! In fretta!”
“Shhhh !” disse la voce, avvicinandosi. “Siamo solo tu ed
io, bello. Lascia quelle cagne lassù dove sono...”
“Che cosa vuoi ? Chi sei ?!” Xander camminò goffamente.
“Lasciami ! Per favore !”
“Laaasciami ! Peeer faaavooreeeee !” la voce gracidante lo derise.
Xander sentì qualcosa di gelido e viscido strisciare contro la sua
faccia. Egli gridò e si getto all’indietro, agitando le braccia
davanti alla faccia.
“BUFFY ! WILLOW ! Aiuto !” Xander gridò, atterrando sul
fondoschiena.
“Non possono sentirti”, rise di soppiatto aspramente, raschiando
la terra avvicinandosi a lui. “Nessuno ti sentirà mai più”.
Xander nel panico agitò la torcia da un lato all’altro, sperando
per colpire qualunque cosa ci fosse vicino a lui. Gridò quando, quelle
che riteneva dita gelate, toccarono la sua guancia di nuovo. In quel momento,
la torcia ricominciò a funzionare. Egli poté vedere quello che
era… ma avrebbe preferito non vedere.
Era ripugnante, la materia di cui erano fatti gli incubi: la sua pelle era
blu purpureo e crollava della sua faccia; i suoi occhi erano marmi neri e
perversi; le sue labbra porporine erano ritirate in una smorfia, rivelando
i suoi denti marci; una sostanza nera e vischiosa colava dalla sua bocca;
le sue mani si allungarono verso di lui.
Sentì i testicoli raggrinzirsi contro il suo corpo mentre lasciava
uscire un grido disperato “N-NOOOOO!”
Improvvisamente,
la creatura grottesca fu gettata via da lui. Xander strisciò all’indietro,
oscillando intorno il raggio della torcia per vedere dove era finito.
Un’altra persona (o cosa?) stava in piedi davanti a lui, affrontando
la creatura che lo aveva attaccato.
“Lasciarlo stare”, disse con voce ferma dal forte accento.
Xander guardò il nuovo arrivato. Poteva vedere attraverso di lui, come
se fosse li ma non completamente.
L’aggressore ringhiò. “Questo posto è mio! Non hai
voce in capitolo qui, ragazzo !”
“Hai torto. Mia cugina possedeva questo posto. Tu ci hai solo lavorato”,
disse lo spettro inglese. “Sai che posso colpirti. Ti suggerisco di
lasciarli stare, tutti loro”
“Vattene--vattene nella luce !” urlò Xander, ricordando
quello che aveva visto nei film di fantasmi.
Il fantasma biondo ossigenato guardò Xander da sopra la spalla. “Non
c’è luce per lui, amico. Lo aspetta un posto ben peggiore. Ma
è bloccato qui”.
L’altro ringhiò ed avanzò verso Xander di nuovo. Non appena
Xander stava per gridare nuovamente, il fantasma inglese si intromise fra
di loro e respinse nuovamente l’attacco dell’aggressore spingendolo
via.
“Ti ho detto di lasciarlo, bastardo!” urlò “Non potevi
fare il bravo fantasma e sbattere le tue catene, dovevi proprio tentare di
attaccarlo. Vattene via di qui prima che mi arrabbi veramente!”.
Guardò Xander quindi il fantasma biondo, prendendo una decisione. Si
lamentò di rabbia e frustrazione quindi sparì.
Xander respirava pesantemente, chiedendosi se stava per svenire. Velocemente
tastò la parte anteriore dei suoi jeans per assicurarsi di non essersela
fatta addosso; era felice (e sorpreso) di essere asciutto.
Il fantasma amico si avvicinò a Xander. “Ti offrirei una mano
per alzarti, ma…” guardò la sua mano, aprendola e stringendola
a pugno. “Non sono abbastanza solido per afferrarti”.
“Tu--non vuoi farmi del male ?”
“Nah. Non è il mio stile, amico”.
“Gr-grazie... per... Che cosa era quella cosa!? Che cosa sei tu ?!”
domandò Xander, alzandosi sulle gambe tremolanti.
“Se n’è andato ora. E penso tu possa indovinare quello
che sono. Dì a Buffy di portare qui un sacerdote. Quello potrebbe causarvi
dei problemi, come hai avuto modo di vedere. Non sapevo fosse così
forte o vi avrei avvisato”.
“T-Tu--conosci Buffy ?”
“Sì... Bella ragazza…” Spike sperò che Xander
non potesse vedere il rossore che stava salendo sulla sua faccia. “Hey,
dovresti ritornare di sopra adesso. Vieni, ti faccio strada”. Spike
si girò e camminò lentamente verso le scale, controllando costantemente
dietro di lui per assicurarsi che Xander fosse vicino.
Xander lo seguì. “Perché non sono venute ad aiutarmi quando
ho gridato ?” domandò arrabbiato. Era mortalmente pallido e il
suo corpo tremava dappertutto.
“Il tipo, la cosa, che ti ha attaccato ha fatto in modo che non ti potessero
sentire. Non è stata colpa loro. E non avrebbero potuto indovinare
che qualcosa ti sarebbe saltata addosso. Specialmente Willow con il suo scetticismo”.
“Come ci conosci ?”
“Ho vissuto qui per molto tempo. Ero curioso riguardo ai nuovi inquilini.
Ho ascoltato molti dei vostri discorsi e quindi…”
Xander tremò. “Non posso credere che questo è reale...
è pazzesco ! Sono stato quasi ucciso da un fantasma e sono stato salvato
da un altro... con cui sto facendo conversazione. Sebbene, devo ammettere,
che guardandoti sei molto meglio dell’altro... ragazzo”, scherzò
Xander tentando di mascherare le sue reali emozioni”.
Spike rise di soppiatto. “Già, mi spiace, amico. So che deve
essere stato traumatizzante per te. Se fosse successo a me quando ero ancora
vivo sarei corso di sopra a fare i bagagli. E--siamo arrivati” disse
Spike indicando le scale.
La porta era ancora chiusa.
“Vai”, disse Spike. “Ricordati del sacerdote. Fatelo venire
a benedire la cantina”.
Xander chinò il capo e inghiottì, il sangue pompava ancora furiosamente
nelle vene. Iniziò a salire le scale ma si fermò e tornò
indietro da Spike.
“E tu ? Il prete scaccerà anche di te ?”
“No. Questo non è il mio solito posto. Sono sceso perché
ho percepito che eri in difficoltà”.
Xander gli rivolse un debole, ma grato sorriso. “Qual è il tuo
solito posto ?”
“Di sopra… Principalmente al secondo piano. Non posso rimanere
di più... ho esaurito le mie energie per respingere Rufus “.
Spike iniziò a divenire più trasparente.
“Rufus ?”
“Sì, quello era il suo nome. Un individuo ripugnante”.
“G--Grazie di nuovo…” disse Xander quindi si girò,
salendo velocemente le scale e ritornando nel mondo dei vivi.
Ci
furono molte discussioni sempre più animate quel pomeriggio che seguì
il ritorno di Xander dalla cantina.
Dapprima Willow non voleva credere al racconto straziante di Xander. Ma Buffy
confessò di ‘conoscere’ Spike e di averci parlato anche
lei. Willow non sapeva cosa pensare; era difficile cambiare le sue ferme opinioni.
Indipendentemente dal fatto che gli credesse o meno, Willow poteva vedere
quanto impaurito e scioccato fosse Xander. Non scherzava questa volta e Xander
non le aveva mai mentito.
Xander era ancora completamente scosso dalla quella esperienza. Intorno a
lui era stata avvolta una coperta calda; si era appallottolato sotto di essa.
Poteva ancora sentire quelle dita gelate della cosa toccarlo.
Buffy era preoccupata che Xander fosse stato attaccato da uno dei fantasmi,
mentre contemporaneamente scoppiava di amore ed orgoglio per Spike. Aveva
mantenuto la sua parola e aveva salvato Xander da--chissà quale destino.
Come da istruzioni di Spike, i tre guidarono fino in città e parlarono
al sacerdote del posto riguardo al loro problema. Si erano aspettati che fosse
scettico. Ma quando sentì dove vivevano, chinò il capo e disse
che sarebbe andato da loro l’indomani mattina per benedire la cantina
e dire allo spettro che la infestava di andarsene.
Quella sera, erano raccolti nel soggiorno. Numerose lanterne e candele illuminavano
la stanza. Tutti quanti, anche una Willow ancora dubbiosa, volevano avere
più luce possibile.
“Puoi chiamarlo ?” chiese Xander a Buffy.
“Non... non può venire sempre. Ma proverò “, lei
rispose. “Spike ? Puoi sentirmi ?”
Attesero in silenzio per alcuni minuti.
“Spike ? Forse è timido…” disse Buffy.
“Ragazzi, vi rendete conto che tutto questo è pazzesco ?”
domandò Willow, agitandosi.
“Pensi che non lo sappiamo ?” donandò Xander con voce piena
di tensione. “Un fottuto fantasma mi ha quasi ucciso oggi ! Lo so esattamente
che è pazzesco”.
Speke poteva sentirli chiamare e parlare. Si sentiva ancora un po’ debole
per lo sforzo di quel pomeriggio e il suo istinto di fantasma gli diceva di
non mostrarsi agli altri. Ma non poteva ignorare Buffy. Entrò nel soggiorno.
Buffy percepì la sua presenza prima che vedesse la sua forma vaga.
Fece un grande sorriso.
“Spike ! E’ qui !”
Willow e Xander cessarono di discutere e guardarono Spike. Willow era senza
parole; la sua bocca si aprì e si chiuse. Spike si concentrò
duramente per apparire loro il più chiaro possibile.
“E’ okay, Wills”,disse Xander prendendole la mano. “E’
quello che mi ha aiutato, non è pericoloso”.
“Spike, grazie per avere aiutato Xander “, disse Buffy.
Spike sorrise e chinò il capo, “di niente…”
“Che cosa--chi era quel tipo ?” chiese Xander.
“Egli era un tuttofare in questa casa, negli anni 50 penso, un po’
prima del mio tempo”, disse Spike, la sua voce era flebile. Dovettero
tendere un po’ gli orecchi per sentirlo. “Il suo nome era Rufus.
Era un individuo tanto perverso quanto malvagio. Fece cose terribili ad alcune
persone... non penso volete che entri nei dettagli”.
Xander rabbrividì.
“Non può lasciare la cantina, quindi non devi preoccuparti per
stanotte” disse Spike a Xander.
“Io si che mi preoccupo! Mi preoccupo tanto, tantissimo! Non posso dormire
con quella cosa che corre qui intorno!”
“Tu--puoi dormire con me”, disse Willow, quindi aggiunse, “Non
in modo sessuale, non farti strane idee”, provò a scherzare ignorando
la paura, abbracciando Xander.
“Perché quella cosa ha potuto toccarmi ?” Xander tentando
di liberarsi del tremito che voleva scuotere il suo corpo al ricordo. “Tu
non puoi toccarmi, quindi perché lui ne è capace?”
“Sono un fantasma, ma non sono un esperto”, spiegò Spike.
“Non so il perché o il come. Tutto quello che so è che
per qualche ragione, stiamo diventando più forti. Non solo io, anche
gli altri. Forse è qualcosa che ha a che fare con voi, forse la vostra
energia ci alimenta. Ora, per quanto riguarda la maggior parte degli altri,
non dovrete nemmeno battere le ciglia. Non possono o non vogliono ferirvi,
sono innocui... ma ci sono alcuni come Rufus, la sotto, che sono matti e violenti.
Li terrò lontani da voi come meglio potrò”.
“Puoi colpirli ?” domandò Buffy. “Xander ha detto
che hai allontanato da lui quella cosa”.
“Sì, essendo fantasmi, siamo sullo stesso piano dell’esistenza...
non ti insegnano queste cose durante le lezioni di scienza... non posso ucciderli,
ovviamente, ma posso colpirli, lo sanno. E non vogliono combattere con me,
io picchio duro”. Ghignò Spike.
“Ma mi ha toccato. Puoi toccare anche tu le persone ?” domandò
Xander.
Spike e Buffy si scambiarono uno sguardo veloce quindi guardarono timidamente
da un’altra parte.
Xander vide lo sguardo. I suoi occhi si allargarono.
“Voi--voi due…” balbettò. “Santa merda...voi
due avete una relazione ?”
Buffy arrossì furiosamente. La bomba era appena scoppiata.
“Buffy ? Tu e Spike avete una--” Willow lottò per trovare
una parola appropriata”.
“Non preoccupatevi…” disse Buffy. “Noi--noi siamo...
intimi…”.
“Uh--si… qualche volta”, rispose Spike.
“Non preoccupatevi ?! “ disse Xander incredulo. “Ci dici
che tu e un fantasma siete--non so nemmeno come chiamarlo--e non pensate che
fovtrmmo preoccuparci ?”
“So che è strano”, protestò Buffy. “Ma lui
è quello che ti ha salvato oggi. E’ un uomo meraviglioso... solo
un poco--diverso”.
Qualcosa fece clic nella mente di Willow ed i suoi occhi divennero più
grandi.
“Oh il mio Dio ! Quella notte che pensavo di averti sentito--con qualcuno...
era lui ? Hai detto ‘Spike’... non avevo capito cosa volesse significare
fino ad ora….”.
“Sono così imbarazzata”. Buffy nascose il viso nelle mani.
“Hanno ragione a pensare che sia strano, piccola”. Spike andò
vicino a lei, desiderando di avere energia sufficiente per toccarla. La sua
mano accarezzò l’aria appena sopra la sua testa.
“Spike... sei sicuro che il sacerdote non scaccerà anche te ?”
domandò Buffy nervosamente.
“No, non al 100%. Ma voi non potete rimanere con pericolosi fantasmi
assassini che girano nella vostra casa”.
Buffy si morse il labbro. Se fosse accaduto qualcosa a Spike non se lo sarebbe
mai perdonato.
“E’ necessario, passerotto. Non preoccuparti per me”.
“Non posso aiutarti”, disse Buffy guardandolo con gli occhi pieni
di lacrime. “Non voglio che ti accada niente”.
Spike sorrise. “Sono già morto, Buffy. Non potrebbe accadermi
niente di peggio. Starò bene”.
“Va bene... ma tu dovrai... stare lontano dal sacerdote domani. E--io
starò con te mentre Willow e Xander lo accompagneranno in giro per
la casa”.
“Se questo ti farà sentire meglio… d’accordo”.
Spike sorrise
La
mattina successiva, il prete, padre Callahan, venne come promesso.
Willow e Xander lo condussero in tutti i posti che Spike aveva indicato. I
punti dove gli spiriti potenzialmente pericolosi risiedevano.
Nel frattempo, Buffy rimase seduta sul letto con Spike. Parlarono di vari
argomenti: musica, arte, ecc. Gli mostrò i ritratti che aveva fatto
di lui nel corso degli anni.
“Questo è bello” disse Spike, indicando uno dei disegni.
“Maledizione, sono davvero bello ed attraente. Non trovi ?” scherzò
tentando di farla ridere.
Aveva colorato il ritratto. Nel disegno i suoi occhi blu scintillavano con
furbizia, vi era un sorriso timido sul suo viso.
“Si, anche a me è sempre piaciuto…” disse Buffy distrattamente.
Le tremavano un poco le mani. Era ancora terrorizzata che lui potesse andarsene
via da lei.
“Passerotto,” Spike rese solida la sua mano e la toccò
leggermente, “è tutto a posto”
“Io--ti credo, ma--” Buffy lo guardò negli occhi. “Non
so cosa farei senza di te… ti amo”.
Il sorriso di Spike si allargò, i suoi occhi scintillavano. “Ti
amo, anche io. Dovrebbe scendere Dio in persona e trascinarmi via per i capelli
per lasciarti, piccola”. Strinse la sua mano. “Anche allora, mi
ribellerei ed urlerei”
Buffy gli sorrise in risposta. “Puoi abbracciarmi ?”
“Vediamo”, disse Spike, sentendo una scarica di energia attraversare
il proprio corpo.
Buffy mise da parte i ritratti e lentamente si appoggiò a lui, mettendo
la testa sulla sua spalla e la mano sul suo petto. Spike mise le braccia intorno
a lei, usando la sua volontà e ogni briciola di energia per diventare
più solido. Era abbastanza resistente per un abbraccio.
Buffy sospirò felice. “Sto così bene fra le tue braccia.
Vorrei rimanere qui per sempre”.
“Per sempre è molto tempo, passerotto” socchiuse gli occhi
assaporando la sensazione di averla premuta delicatamente contro il suo corpo
“Ho dato i Playboy a Xander, aveva bisogno di qualcosa per scacciare
dalla sua mente da--quello che è accaduto nello scantinato. Dire che
era contento sarebbe riduttivo” disse Buffy, quindi ridacchiò.
“Dovevi vedere la sua faccia quando ha visto quello di Marilyn--come
un bambino la mattina di Natale”
“Sono contento che siano andati a qualcuno che li apprezza”
“Spike?”
“Hmmm?”
“Ho fatto nuovamente quei sogni circa la casa, quando voi vivevate qui.
Ne ho avuti due l’altra notte uno dietro all’altro”
Spike chiese meravigliato “Che cosa hai visto?”
“Nel primo, tu e Darla stavate cenando con il suo fidanzato, Angel.
Nel secondo, stavate parlando con Ethan e Percy in cucina”.
Spike si staccò da lei e la guardò, dritta in viso. “Tu
vedi… tu stai vedendo che cosa è realmente accaduto”.
“Spike, dimmi che cosa è accaduto. È chiaro che lo vedrò
in ogni caso. Vorrei essere preparata”
Spike aprì la bocca per rispondere, cominciare a dirle che cosa era
in serbo per lei, ma la sua memoria era vuota. Sembrava confuso.
“Che cosa è successo ?” chiese Buffy.
“Io… non me lo ricordo… lo sapevo fino ad un minuto fa.
Ma ora se n’è andato…” Si alzò ed iniziò
a camminare avanti e indietro.
“Sei sicuro che non sia che non vuoi dirmelo ?”
“Piccola, non vorrei dirtelo, è la verità. Ma hai il diritto
di sapere… io onestamente non lo ricordo…” Si passò
nervosamente una mano nei capelli.
“E’ tutto a posto” Buffy lo rassicurò. “Andrò
in città in biblioteca dopo che padre Callahan avrà finito.
Cercherò gli articoli dei giornali per leggere quello che è
accaduto. Mi lo racconterai quando te lo ricorderai”
Sapeva che lui non avrebbe ricordato se prima lei non lo avesse sognato. L’ultima
volta era stato molto vicino al giorno dell’omicidio. Quella notte probabilmente
sarebbe stata la notte.
“Viene qui” Buffy allungò la mano verso di lui.
Spike camminò di nuovo vicino a lei e le prese la mano, baciandola
delicatamente.
Per le successive due ore, Buffy e Spike rimasero chiusi nella stanza, parlando
di tutto e niente. C’era ancora la paura che Spike fosse scacciato con
gli altri spiriti. Furono sollevati quando Xander venne da loro e disse che
il prete aveva ripulito tutti i ‘punti caldi’.
Assicurandola che doveva lasciarla per riposarsi e riguadagnare energia, Spike
sparì. Buffy sentì lo stesso schiacciante vuoto che provava
sempre quando lui la lasciava.
Capitolo 8 - Sognare un piccolo sogno
Buffy seduta nella biblioteca della città guardava nei vecchi quotidiani
per cercare qualsiasi cosa riguardo alla casa.
La bibliotecaria chiamata Jenny, una attraente donna dai capelli scuri sulla
cinquantina, si avvicinò al tavolo con alcuni quotidiani.
“Ecco qui”, disse posando la pila di giornali accanto a Buffy,
“sono riuscita a trovare gli altri che cercava. Quelli subito dopo l’omicidio”.
Buffy la guardò e sorrise. “Grazie. Lo apprezzo molto”.
“Di niente”. La bibliotecaria la guardò come chi vorrebbe
dire qualcosa ma poi ci ripensa.
“C’è ... qualcos’altro ?” domandò Buffy.
“Sono rimasta sorpresa quando ho saputo che qualcuno infine ha comprato
il vecchio palazzo Lawson. Che impressione le ha fatto ?”
“E’ stato... interessante”, disse Buffy con gentilezza.
Jenny si sedette vicino a Buffy e si avvicinò per parlarle sottovoce
“E’ successo qualche di strano nella casa ? Non mi piace riportare
i pettegolezzi, ma ho sentito che è infestata”.
“Si, ci sono state alcune cose strane”, rispose Buffy. “Voglio
scoprire quello che è accaduto là dentro”.
“Oh, ci sono state molte cose tragiche in quella casa. Negli anni 50
c’era un carpentiere tuttofare chiamato Rufus Carter. Attirava giovani
ragazzi nella cantina e… beh... non credo vogliate sapere di più
su quello. Fu uno scandalo enorme a quei tempi. Una folla inferocita mise
fine alla sua vita”.
Buffy rabbrividì. Quello doveva essere la cosa che aveva assalito Xander
nella cantina.
“Ecco qui”, disse Jenny, estraendo l’edizione del 5 luglio
1978 del quotidiano locale e facendola scivolare verso Buffy sul tavolo, “questo
le racconterà quello che è accaduto riguardo agli omicidi del
‘Giorno dell’ Indipendenza’. Lo hanno chiamato così
per il fatto che è accaduto dopo la mezzanotte del 5”.
Buffy guardò il quotidiano. Il titolo diceva:
“ORRIBILI OMICIDI COLPISCONO LA CITTA’”
Buffy guardò la donna. “Vivevate qui quando è accaduto?”
Jenny fece cenno di si con il capo. “Fu terribile. La signora Lawson
era una così bella donna, così gentile e graziosa. Aveva sposato
il vecchio Lawson e aveva ereditato tutta la sua fortuna alla sua morte. Si
chiamava Darla, non è un nome grazioso? Lei e altre tre persone furono
uccise nella casa quella notte”.
“Non hanno mai preso l’omicida ?” domandò Buffy.
“No. Non hanno mai formalmente indagato nessuno, che ci crediate o no”.
Sussurrò Jenny con circospezione, guardandosi intorno per assicurarsi
che nessun altro ascoltasse. “Molto strano, una persona molto ricca
e influente assassinata e non ci fu un’indagine completa. Non che sia
mia abitudine diffondere i pettegolezzi”.
“Questo è strano”, disse Buffy, accigliandosi.
Poveri Spike e gli altri. Non avevano avuto nemmeno la soddisfazione di avere
il loro assassino trascinato davanti al giudice.
“Deve esserci stata qualche genere di copertura massiccia”, sussurrò
Jenny.
“Cosa potete dirmi su Angel O ‘ Connor ?” chiese Buffy.
“Oh, sì. Mi ricordo di lui... Era un amico speciale di Darla.
Alto, scuro e bello. Si sposò alcuni mesi dopo l’episodio. Vive
a L.A. ora che io sappia, dirige gli affari degli hotel di suo padre. Molto
ricco e potente…”
“Fu indagato lui ?” Buffy volle sapere”. “Mi sembra
sia quello più sospettato di avere commesso il crimine”.
“Fu interrogato. Ma non è mai stato il principale sospettato,
almeno per quanto riguarda la polizia... non andrei in giro a chiedere alla
gente riguardo a questo se fossi in lei. Gli O’Connor hanno ancora molta
influenza qui”. La avvertì Jenny.
“Pensa anche lei che sia stato lui, vero? Perché non è
stato arrestato ?”
“Non è giusto, ma è il denaro che fa girare il mondo,
Buffy. Si è visto più e più volte negli ultimi decenni.
Chi ha sufficiente potere, fama o denaro può letteralmente allontanare
ogni genere di problema”, spiegò Jenny sarcastica “. “Era
stato lui... tutti lo sapevano, che lo dicessero o no”.
L’attenzione di Jenny fu attirata da un’altra donna che attendeva
al bancone con una pila di libri.
“Devo ritornare al mio lavoro”. Si alzò. “Ritornerò
da lei fra poco”.
“Grazie per il vostro aiuto”, disse Buffy con un debole sorriso.
Si sentiva male. Ognuno dei presenti pensava che Angel fosse il colpevole,
ma niente era mai stato fatto contro di lui.
Buffy lesse l’articolo:
Quattro persone sono state trovate morte in Casa Lawson, nella mattina del
5 luglio. La cuoca, Lucy Juarez, ha trovato i cadaveri.
I corpi sono stati identificati come: la vedova di Harold Lawson, Sig.ra Darla
Lawson, 31 anni; suo cugino William Giles, 19; il capo del personale, Ethan
Rayne, 52; e il suo nipote Percy Rayne, 14.
Un incaricato della polizia ci ha informato che i corpi sono stati pugnalati
ripetutamente e viziosamente. Questo è il peggior fatto di violenza
che la città ha visto dalla sua fondazione, secondo la nostra fonte.
Il comandante della polizia John Kramer assicura al pubblico che nemmeno una
pietra verrà trascurata nell’indagine e che è estremamente
fiducioso che l’assassino o gli assassini saranno presto presi.
La polizia sta esaminando la residenza e interrogando il personale. Anche
coloro che hanno partecipato il 4 luglio alla festa della Sig.ra Lawson verranno
presto interrogati.
Non c’è alcun immediato sospetto al momento.
Riferiremo di più su questo atroce reato quando avremo ulteriori informazioni.
Buffy posò il giornale, le sue mani tremavano.
Era stato Angel. Ma l’influenza e il denaro della sua famiglia lo avevano
reso immune dalla punizione. Chi poteva sapere quanta altra gente aveva ucciso
negli ultimi 25 anni. E perché aveva ucciso anche Ethan e Percy? Che
cosa avevano potuto fare, ai suoi occhi, per meritare la morte?
Buffy
ritornò alla villa per continuare il lavoro. Riferì a Willow
e Xander quello che aveva scoperto in biblioteca. Essi rimasero scossi, ma
prevalentemente contrariati che l’agente immobiliare avesse visto bene
di non dire loro quello che era avvenuto là.
Essi videro che Buffy era molto stanca e insistettero perché lei andasse
a distendersi per un po’. Buffy protestò debolmente ma decise
che non era una così brutta idea. Gli avvenimenti degli ultimi giorni
l’avevano realmente stremata.
Si raggomitolò sul suo letto ed finì per addormentarsi quasi
immediatamente. Un altro sogno iniziò…
Buffy era nel soggiorno. Memore delle nuove informazioni in suo possesso si
chiese cosa sarebbe successo questa volta.
28 Giugno 1978
Spike e Darla erano seduti sul divano di velluto rosa mangiando popcorn e
guardando la TV. Spike aveva i piedi sul tavolino da caffè (nonostante
Darla gli avesse detto di non farlo), Darla era appoggiata a lui.
“Non ho mai guardato tanta TV prima che tu arrivassi, caro cugino”.
Sorrise Darla. “Mi hai trasformato in una drogata”.
Spike rise di soppiatto, “Nessuno ti obbliga a guardarla, non ti tengo
mica una pistola puntata alla tempia”.
Iniziò il telefilm ‘Starsky & Hutch’.
“Questo telefilm è dannatamente forte, è il mio preferito”,
disse Spike masticando un popcorn. “Devo avere una di quelle macchine…”
Spike cominciò a battere il tempo e a canticchiare la sigla.
Darla ridacchiò. “Anche a me piace questo spettacolo. Tu apprezzi
la violenza e la macchina, mentre a me piacciono le storie avvincenti e, naturalmente,
quei due fighi. Mmmm! Quello Starsky ha un sedere da urlo! Guardalo! Ti fa
venir voglia di strizzarlo con le mani”.
“Ewww !” Spike le rivolse uno sguardo disgustato. “Adesso
penserò al suo sedere!”.
“Come quando abbiamo guardato ‘Charlie’s Angels’ ?
Ho dovuto sopportare un’ora di bikini gratuiti e petti dondolanti. Penso
di avere il diritto di guardare un bel pezzo d’uomo”.
Spike fece una faccia orripilata. Darla gli solleticò i fianchi, facendoli
ridere entrambi.
“Smettila ! Sto cercando di guardare questo dannato spettacolo !”
Spike si contorse. “Mi farai versare i popcorn ! “
“Beh, ci si comporta così tra… cugini”, disse Angel
fermo sotto l’arco della porta.
I cugini che ridacchiavano fermarono il loro scherzo e si sedettero.
“Angel”, sorrise Darla sorpresa, “cosa ci fai qui ? Non
pensavo saresti venuto questa sera”.
“Hmm... ho deciso di venire a vedere la mia ragazza preferita. Spiacente
di interrompere la vostra serata”, disse Angel, i suoi occhi brillavano.
“Oh, non ci hai interrotto”, insistette Darla. “Vuoi unirti
a noi ?”
Spike fece una smorfia. Avrebbe voluto divertirsi quella sera e la presenza
di Angel sembrava una nube nera. Non c’era modo in cui Spike potesse
rilassarsi con lui intorno.
“Non sono dell’umore giusto per guardare la televisione. Vieni,
piccola, facciamo una passeggiata”. Angel offrì la sua mano a
Darla.
Darla guardò la faccia delusa di Spike poi Angel. Avrebbe voluto restare
a guardare lo show ma Angel non avrebbe accettato un no come risposta. Sapeva
che se avesse detto no Angel si sarebbe arrabbiato. Poi si sarebbe arrabbiato
Spike. Avrebbero potuto arrivare alle mani. Così, per mantenere la
pace, Darla prese la mano di Angel e si alzò. Sinceramente, era stanca
del suo fidanzato e della sua natura esigente.
“Guarderemo la TV insieme la settimana prossima. Va bene, Spike ?”
gli chiese.
Spike scrollò le spalle. “Okay”.
Avrebbe voluto ribattere. Avrebbe voluto dirle di non lasciare che qualcuno
dica cosa fare... ma si morse la lingua.
“Faremo solo un giretto”, disse Darla.
Angel sogghignò. “Ci vediamo, Spike”.
Darla e Angel uscirono. Spike li seguì con lo sguardo per un momento
e scosse la testa. Darla poteva scegliere fra molti uomini. Perché
accontentarsi di quell’odioso, prepotente, che si crede un divo del
cinema ? Avrebbe voluto consigliare sua cugina, ma la sua vita amorosa non
era affare suo. Spike riportò la sua attenzione alla TV.
Buffy lo guardò tristemente. La data dell’omicidio si avvicinava
velocemente. Il prossimo sogno avrebbe potuto essere quello...
Un
altro sogno ebbe inizio quasi subito, disorientandola per il cambiamento improvviso
del paesaggio...
Buffy si girò trovandosi sul prato all’inglese sul retro. July
4, 1978
Era sera. C’erano bandiere sventolanti rosse, bianche e blu, luci e
lanterne colorate decoravano il prato all’inglese. Almeno 50 persone
sedevano a tavola e chiacchieravano tra loro. Tutti un po’ su di giri
per il vino.
Spike e Percy entrarono nella sua visuale. Indossavano calzoncini e magliette
da calcio e Percy portava un pallone. Erano allegri e un po’ sudati.
Avevano giocato a calcio di notte sul prato con l’aiuto dei proiettori.
“Ti ho stracciato !” Spike gli diede un bonario spintone.
“Balle !” rispose Percy, rendendogli lo spintone. Stando intorno
a Spike aveva imparato alcune sue espressioni.
“Ehi, ragazzi”, disse Darla camminando verso di loro. “Vi
siete divertiti ?” sorrise dolcemente.
Percy immediatamente divenne rosso e guardò da un’altra parte
timidamente. “Sì, Sig.ra Darla”, disse a bassa voce.
Spike sorrise affettuosamente. “Percy, potreste andare a prendere qualcosa
da bere ? Sono disidratato”, disse, dando al ragazzo una via di fuga.
“Certamente !” disse Percy, correndo via.
Darla rise di soppiatto, “E’ adorabile. Ethan ha detto che Percy
non fa facilmente amicizia”
“E’ un bravo ragazzo”, disse Spike, asciugandosi il sudore
sul collo con l’asciugamano. “E’ divertente stare con lui,
una volta uscito dal suo guscio”.
“Eri anche tu una piccola tartaruga, non è vero ?” Darla
gli diede una gomitata sogghignando.
“Gia”. Spike sorrise.
Ethan si avvicinò a loro.
“Fra alcuni minuti inizieranno i fuochi d’artificio, signora”.
“Bene. Grazie, Ethan”, disse Darla.
Ethan si girò verso Spike. “Spike, volevo ringraziarla di nuovo
per avere tenuto compagnia a Percy”.
“Oh non è necessario. E’ un bravo ragazzo, lo sapete ?”
disse Spike. “Nessuno deve ringraziarmi per aver fatto amicizia con
lui. Non lo avrei fatto se non mi fosse piaciuto”.
“Beh, pende dalle sue labbra. Ogni parola che esce dalle sua bocca è
‘Spike pensa questo’ e ‘Spike ha fatto quello’”.
Ethan sogghignò. “E’ un po’ troppo affascinato dai
suoi capelli però. Penso che dovreste provare a dissuaderlo che con
i capelli biondi come i suoi sarebbe ‘più figo’”.
Spike e Darla risero.
“Penso che lui sia già un ‘figo’. E farò del
mio meglio per dissuaderlo dal decolorarsi i capelli”.
“Per favore fatelo”, Ethan rise di soppiatto. “Vado a vedere
come vanno gli ospiti, c’è niente di cui avete bisogno ?”
“No, stiamo bene così, grazie Ethan”. Darla mise la mano
sulla sua e la strinse leggermente.
Con un cenno del capo, Ethan andò a prendersi cura degli ospiti.
Spike e Darla iniziarono a passeggiare insieme su e giù per il prato.
Buffy li seguiva.
“Angel non viene ?” domandò Spike. Era felice che il damerino
ingellato non fosse li, ma doveva fare uno sforzo per il bene di Darla.
“No”, disse Darla con delusione, quindi continuò, “ho
deciso di chiudere con lui”.
“Che cosa ?” Spike cercò di nascondere la sua gioia. “Io--pensavo
ti piacesse”
“Infatti--mi piace ancora ma… talvolta diventa--non so--possessivo,
vuole controllarmi, geloso. Mi ha scosso afferrandomi per le spalle l’altra
sera…”
Spike si fermò, il suo viso mostrava un crescendo d’ira. “Che
cosa ? Non me lo avevi detto questo! Quel bastardo! Gli spaccherò la
faccia…”
“Spike, per favore! Non voglio che tu faccia niente! Questo è
il motivo per cui non ti avevo detto niente. Avevo paura che avresti fatto
qualcosa di avventato”.
“Per l’inferno, io farà qualcosa di avventato! Prenderò
a calci quel suo culo d’asino! Chi cazzo pensa di essere, mettendo su
di te le sue luride mani?!” le mani di Spike si strinsero a pugno, le
unghie affondarono nei palmi.
“No, Spike! Voglio solo che questa storia sia finita. Non rendere le
cose peggiori. Per favore !”
Spike vide che era realmente preoccupata per quello che avrebbe potuto fare--quello
che la situazione avrebbe richiesto. Ma non voleva sconvolgerla. Ancora una
volta, inghiottì la sua rabbia e fece uno sforzo per calmarsi.
“Va bene… va bene, non farò niente”, disse lentamente
Spike. Quindi la guardato, i suoi occhi mortalmente seri, “Ma se ti
tocca di nuovo... lo ucciderò”.
Darla gli accarezzo delicatamente la faccia. “Non mi toccherà
di nuovo. Ma… è bello sapere che posso contare su di te. Qualcuno
che mi vuole aiutare senza secondi fini”. Sorrise. “Ti voglio
bene”
Spike si sciolse. Non poteva rimanere arrabbiato quando lei lo guardava così
dolcemente.
“Ti voglio bene anch’io, cuginetta”.
“Nonostante tu sia tutto sudato, devo darvi un grande abbraccio”,
Darla rise quindi mise le sue braccia intorno a lui. “Sono così
contenta che tu sia qui, Spike”.
Spike mise la braccia intorno a lei e l’abbracciò dolcemente,
chiudendo i suoi occhi. Il pensiero di Angel che metteva le sue mani da porco
su Darla lo fece tremare di rabbia. Lei era una donna, una piccola donna.
Come aveva osato Angel maltrattarla.
“Vuoi che ci sia anche io quando gli darai il foglio di via ?”
domandò Spike.
“No. Vorrei farlo privatamente”, disse Darla. “Ma…
potrai rimanere nei paraggi... se questo ti farà sentire meglio”.
“Ci sarò”.
Il suono dei fuochi d’artificio li interruppero. Ancora strettamente
abbracciati, alzarono le facce al cielo e guardarono le esplosioni colorate
con espressioni infantili per quel prodigio. Gli invitati esclamarono ‘Oooh’
e ‘Aaah’ allo spettacolo.
Buffy rimase accanto ai cugini guardato lo spettacolo, stupendosi nuovamente
per come erano reali questi sogni. Poteva anche sentire l’odore acre
della polvere da sparo nell’aria.
“Tu si che sai come organizzare una festa”, disse Spike, abbracciando
forte Darla per un momento.
Non visto dagli altri, Angel li guardava da lontano. Digrignava i denti, i
suoi occhi avevano un qualcosa di animalesco ed erano ridotti a fessure. Qualcosa
si spezzò nella sua mente alla vista di Darla e Spike che si abbracciavano.
Sapeva che Spike era un poco di buono, lo sapeva...
“Metterò fine a tutto questo... gli farò desiderare di
non essersi presi gioco di me. Gli darò una lezione che ricorderanno
per sempre”.
Angel si girò e camminò verso la casa. Preparando un piano.
Buffy
si svegliò al suono dei colpi sulla sua porta.
“Buffy ?” chiamò Willow. “Xander ha preso degli hamburger
per cena. Sei sveglia ?”
Buffy si strofinò gli occhi. “Sì, ora scendo…”
Si mise seduta, pensando a quello che aveva visto nei sogni. Se solo avesse
potuto avvertirli su cosa stava per accadere. Ma lei non poteva. Non avrebbe
potuto nemmeno risparmiare a se stessa l’ardua prova di guardare mentre
avveniva. Il sogno successivo sarebbe stato l’ultimo.
E non c’era niente che poteva fare per evitarlo.
Capitolo 9 - Non aver paura della Morte
[Nota dell’autrice]: Questo capitolo è molto sanguinario e violento. Gli omicidi sono descritti in maniera dettagliata e cruda, sanguinaria. Le immagini potranno impressionarvi e possono essere un po’ troppo intense per i lettori più sensibili. Siate preparati.
Quella
notte, Spike venne nuovamente da Buffy. Si distesero insieme sul letto mentre
lui coccolava e accarezzava la sua faccia ed il suo corpo. Buffy era preoccupata
e si muoveva con ansia. Non voleva dormire di nuovo. Se lo avesse fatto, lo
avrebbe visto. Lei avrebbe sognato l’omicidio.
“Mi spiace, piccola”, disse Spike con una voce roca. “Se
potessi risparmiarti tutto questo... lo farei volentieri”.
“Lo so. Non è colpa tua... qualcuno o qualcosa vuole che io veda
tutto per qualche ragione”. Lo baciò delicatamente.
“E se fossi io ? Se inconsciamente, ti inviassi questi sogni…”
“Fermati. Non incolpare te stesso”, lei lo calmò.
Rimasero seduti in silenzio.
“Non ricordi ancora niente ?” domandò Buffy.
“No. Ricordo solo--il dolore--e le emozioni derivanti da esso... non
i dettagli “. Spike chiuse gli occhi, sentendo il dolore, il terrore
e l’orrore di quella notte.
Malgrado i suoi sforzi, gli occhi di Buffy si chiusero lentamente. Il suo
respiro divenne più stabile segno che si era addormentata. Spike guardò
il suo viso, domandandosi se fosse stato meglio sveglia. Ma lo sognerebbe
alla fine, se non questa notte. Forse era meglio permettere che accadesse
piuttosto che vederla costantemente nervosa.
Spike si maledisse quando sentì il suo corpo diventare più leggero.
Avrebbe voluto stare con lei, per esserle vicino quando si sarebbe svegliata.
Prima di svanire, sfiorò con la punta delle dita la sua guancia e le
diede un dolce bacio.
“Ritornerò appena potrò, passerotto. Sii forte”,
le sussurrò, quindi svanì. ************************** Buffy
era nella camera di Spike di nuovo nel passato. Poteva percepire che era la
stessa sera del sogno precedente.
<i>5 luglio 1978</i>
“ Oh--Oh, no…” Buffy sussurrò, rendendosi conto stava
per avvenire. Era la data degli omicidi. Il sangue le si gelò nelle
vene.
Spike giaceva disteso sulla schiena nel letto e guardava il soffitto, indossava
solo i jeans e aveva un paio di cuffie sulle orecchie. Stava ascoltando il
suo stereo in silenzio. Buffy avrebbe voluto toccarlo, parlargli ed avvertirlo
su cosa stava per accadere, ma sapeva di non poter interagire con lui nei
sogni. Avrebbe provato.
<i>Era l’ 1:35 di notte.</i>
“Spike, vorrei poter cambiare quello che avverrà”, disse
Buffy. “Vorrei urlarti di correre, andare via da qui... Vorrei--”.
Ci furono delle grida al pianterreno, sia maschili che femminili.
Buffy saltò e respirò affannosamente.
“OH DIO !” pianse. “Comincia ! Spike ! Oh--per favore vattene
di qui !”
Spike non sentiva niente con indosso le cuffie. Continuò a rimanere
disteso, ignaro degli orrendi crimini che stavano avvenendo al pianterreno.
Muoveva la testa e batteva il tempo con il piede al ritmo che sentiva nelle
sue orecchie. Quando Darla gli aveva detto che Angel la aveva maltrattata,
Spike avrebbe voluto trovarlo e riempire di pugni quella sua faccia di merda,
lo avrebbe fatto. Ma ascoltando il desiderio di sua cugina, avrebbe provato
a trattenersi. Una cosa era certa, se il bastardo avesse provato a mettere
le mani di nuovo su di lei, l’avrebbe pagata cara.
Buffy chiuse stretti gli occhi e mise le mani selle orecchie per non sentire
le grida. “Fallo smettere ! Per favore, Dio ! Fallo smettere !”
Uno dei gridi si fermò, lasciando due sole persone che urlavano e supplicano
per le loro vite. Quindi rimase una sola voce, una voce femminile, quella
di Darla.
“PER FAVORE--NO ! NOOOOO !” un urlo misto a pianto di Darla provenì
dal pianterreno.
Dopo alcuni minuti, Spike sospirò e si tolse le cuffie, intendendo
provare a prendere sonno.
Saltò su bruscamente e voltò la testa verso la porta quando
gli strilli raggiunsero le sue orecchie.
“Darla !? Darla !” urlò, saltando giù dal letto
e correndo fuori dalla porta. Il suo cuore martellava nel petto, timoroso
per quello che stava accadendo per farla urlare così.
Buffy corse dietro di lui, asciugandosi le lacrime dalla faccia.
Darla inciampava sui suoi passi, salendo le scale aggrappandosi alla ringhiera.
Sanguinava dal naso e dalla bocca.
“E’ pazzo, Spike !” gridò istericamente, i suoi occhi
erano enormi, il viso tumefatto e sanguinante striato di lacrime. “
Lui--lui ha ucciso Ethan e Percy ! Oh Dio ! SONO MORTI !”
Spike le corse incontro a metà scala e la strinse a se.
“Darla ! Che cosa successo ?!” Spike era nel panico, il suo cervello
era come bloccato. La sua attenzione venne attirata da una figura in piedi
sul pianerottolo.
Angel era in piedi in fondo alle scale con un coltello da macellaio da 30
cm. nella sua mano e una smorfia agghiacciante sul suo volto. Sangue vivo
gocciolava lentamente dal coltello sul tappeto.
Buffy guardò nell’ingresso e respirò affannosamente, mettendo
una mano sopra la bocca e guardando da un’altra parte.
Spike fissava Angel shockato mentre stringeva la sua cugina piangente e sanguinante.
Gli occhi di Spike andarono all’ingresso, alle forme prone di Ethan
e del giovane Percy, il suo amico. Ethan giaceva metà fuori e metà
dentro il soggiorno, il corpo di Percy giaceva vicino alla porta principale,
impronte di dita insanguinate si trovavano sulla porta bianca, come se avesse
provato una via di fuga attraverso di essa. Il sangue era dovunque. Le loro
gole erano state tagliate, le loro camicie erano inzuppate di sangue
“Pazzo bastardo…” mormorò Spike incredulo, la sua
vista offuscata dalle lacrime, il suo stomaco rivoltato dalla scena orribile.
“Tu--tu li hai uccisi ?!”
“Esatto, li ho uccisi…” disse Angel. “E ora chi è
il prossimo ?” sogghignò.
Spike distolse lo sguardo dai cadaveri e lo posò sulla sua ferita,
piagnucolante cugina.
“PERCHE’ ?!” Spike ruggì di paura e in furia.
“Pensavano di potersela spassare con la mia donna alle mie spalle !”
Angel urlò. “NESSUNO può prendersi gioco di Angel O’Connor
! NESSUNO !”
“Sei pazzo ! Loro non l’hanno mai toccata ! Percy aveva solo 14
anni ! Era solo un bambino ! Non ha mai avuto una possibilità di--”
la voce di Spike si incrinò in un singhiozzo, la sua faccia sbriciolato”.
“Tu bastardo--Oh Dio ! Questo--non sta realmente accadendo…”.
Darla si afferrò a Spike e urlò. “Ti ucciderò per
questo ! Ti ucciderò !” urlò Spike, la sua faccia contorta
dalla rabbia.
“Vieni a prendermi, ragazzo”, Angel gli fece segno di avvicinarsi
a lui. “No, ho un’idea migliore, verrò io da voi…”
Angel cominciò a salire le scale, la sua mano stringeva più
saldamente il coltello.
Darla iniziò a gridare nuovamente. Spike cominciò a risalire
i gradini, guardando Angel che si avvicinava. Una scintilla di pazzia nei
suoi occhi e la smorfia sul suo volto erano sconcertanti.
“Sei pazzo…” sussurrò Spike.
Angel sbottò in una risata. “Sono pazzo ? Pazzo come una volpe
forse. Pensavi che non vedessi quello che mi passava sotto naso, tu fottuto
punk !?”
“Di che cosa stai parlando ?” disse Spike confuso, muovendosi
ancora lentamente sulle scale.
“Tu e Darla. So che te la scopi ! Ti sei attaccato a lei da quando sei
arrivato qui” Angel digrignò i denti.
“Che cosa ? Lei è mia cugina ! NIENTE di quello che dici è
successo !”
“Favole, amico”, sogghignò Angel. “Vi ho visto !
Ho visto il modo in cui vi guardate l’un l’altro, ti ho visto
baciarla, ti ho visto toccarla, ti ho visto abbracciarla più di quanto
avresti dovuto ! Non pensavi che lo avessi visto, ma l’ho fatto ! Lei
è mia !”
“Angel, per piacere ! Non farlo ! Fermati!” Darla lo supplicò.
“Taci, puttana !” gridò Angel.
“Non chiamatela in quel modo, stronzo !”
“Aww, non ti piace che io chiami puttana una puttana ? Troppo divertente”.
“E’ per questo che l’hai picchiata ? E’ per questo
che hai ucciso due persone innocenti ? Perché pensavi che io facessi
sesso con lei ? Che genere di uomo sanguinario sei ?!”
“Il genere che nessuno prende per il culo. Non sarai così grazioso
quando avrò finito con te, Spike. Ti
ridurrò in tanti piccoli--minuscoli pezzi”, il sorriso di Angel
si allargò mentre faceva movimenti mordaci nell’aria con il coltello”.
Angel cominciò a salire più velocemente verso loro. Spike sapeva
fosse inutile provare a parlare con lui, era completamente fuori di testa.
Spike cominciò a correre verso la sua stanza, tirando Darla con se.
Buffy corse nella stanza appena prima che Spike e Darla entrassero e chiudessero
la porta dietro di loro.
Angel si gettò con il corpo contro la porta per aprirla, ma Spike e
Darla si appoggiarono pesantemente contro di essa. Spike fece girare la chiave
nella serratura.
Darla gridò piangendo, “No, Angel ! Per favore !”
“Fammi entrare, PUTTANA !” si lanciò nuovamente contro
la porta. “Taglierò la tua fottuta gola !”
“Non hai scampo, dannato bastardo ! Vai all’inferno ! La polizia
sarà qui a minuti !” Spike mentì, pregando che qualcuno
l’avesse chiamata prima che la carneficina iniziasse”.
Poveri Ethan e Percy. Non avevano fatto niente a nessuno, non meritavano la
morte che avevano avuto, non meritavano un destino che era stato così
crudelmente con loro. Percy era solo un ragazzo... Spike combatté per
mantenere la calma. Il dolore, il dolore e la rabbia che sentiva si erano
alzati come bile nella sua gola. Doveva mantenere la mente lucida per aiutare
Darla, non poteva cadere. Non ora.
Spike si guardò intorno freneticamente per trovare qualcosa da utilizzare
contro quel uomo grande e pazzo armato di coltello.
Buffy stava in piedi vicino la finestra con le mani sulla faccia, piangendo.
Questo era il modo in cui era avvenuto. Questo era il modo in cui lui era
morto. Non voleva dovere vedere questo, non poteva guardare tutto questo.
Pizzicò la pelle delle sue braccia più forte che poteva per
svegliarsi, la pelle divenne bianca stretta fra le sue dita.
Ma non funzionò. Lei era ancora li.
“Saltate fuori dalla finestra o qualcos’altro ! Entrerà
!” gridò Buffy nel panico.
La tensione e lo stress del momento le avevano fatto dimenticare che lei non
poteva cambiare quello che era accaduto in quella casa, solo osservare.
All’improvviso, i colpi sulla porta si fermarono. Spike appoggiò
l’orecchio alla porta e ascoltò i passi di Angel allontanarsi.
“Penso che se ne sia andato”, sussurrò Spike, sperando
che Angel, temendo di essere arrestato, avesse rinunciato.
“Non aprire la porta !” pianse Buffy. “Non se n’è
andato via !”
Darla crollò in lacrime. “Sono così dispiaciuta, Spike.
Sono così dispiaciuta che siete stati coinvolti in tutto questo !”
Spike l’abbracciò. “Va tutti bene. Shhh. Non gli permetterò
di toccarti di nuovo, te lo prometto. Lo ucciderò prima”. Baciò
la sua fronte.
“Li ha uccisi... li ha uccisi proprio davanti a me. È accaduto
tutto così velocemente... ero--così spaventata…”.
Darla piagnucolò.
Era cominciata con Angel che entrava nel soggiorno improvvisamente. Darla
si era alzata della poltrona solo per essere risbattuta giù di nuovo.
Egli l’aveva accusata di dormire con ogni uomo che l’aveva anche
solo salutata e aveva continuato a colpirla
Ethan era in cucina con Percy (stavano ancora pulendo i resti della festa)
quando le sue grida avevano attratto la loro attenzione. Erano entrati precipitosamente
e avevano trascinato via Angel da lei. Angel si era liberato dalle loro mani
ed era andato in cucina. Essi stavano aiutando Darla e domandandole se aveva
bisogno di un’ambulanza quando Angel era arrivato con il coltello. Le
tre vittime erano retrocesse fuori dalla stanza nell’ingesso, quindi
Angel aveva attaccato. Ethan era stato il primo a morire, quindi Percy. Nuove
lacrime sgorgarono dagli occhi di Darla.
“E’ tutto finito, Dar. Non piangere. Aspetteremo qui finché
saremo sicuri che se ne sia andato, quindi ti porterò all’ospedale
e chiameremo la polizia”. Spike le accarezzò la schiena.
Non poteva fare altro che incolpare se stesso. Se non avesse avuto quelle
cuffie, forse avrebbe potuto fare qualcosa. Forse avrebbe potuto fermare Angel
prima che facesse del male a chiunque. Ma ora era troppo tardi--veramente
troppo tardi.
“Vieni piccola”. Spike l’aiutò ad allontanarsi dalla
porta e la condusse al letto.
Darla si sedette e se arricciò su se stessa. Spike raccolse la sua
maglietta dal pavimento e provò delicatamente a pulire il sangue sulla
sua bocca.
“Hai naso rotto ?” domandò Spike, cercando di controllarsi.
Avrebbe voluto strappare la pelle di Angel pezzo per pezzo.
“Non--non lo so. Non penso…”
“Mantieni premuto per fermare il sangue. Andrà tutto bene, Dar”,
disse Spike con molta più fiducia di quanta sentisse”.
Le porse le maglietta mentre le spostava i capelli delicatamente dal viso
con le dita.
Ci fu un suono proveniente dalla porta. Le loro teste si girarono verso quel
suono.
“La chiave ! Oh Dio--ha la chiave !” pianse Darla.
Spike scattò verso la porta prima che si aprisse. Spinse contro di
essa con il corpo intero per mantenerla chiusa, digrignando i denti per lo
sforzo. Ma la rabbia feroce e il corpo più grande di Angel furono troppo
per lui. Con un urlo trionfante, Angelo spalancò la porta. Spike fu
sbattuto duramente tra la porta ed il muro, il retro della sua testa rimbalzò
duramente contro il muro, stordendolo per alcuni momenti preziosi. Angel entrò,
dirigendosi verso Darla sul letto.
Darla e Buffy gridrono.
Spike spinse via la porta e corse da Angel, tentando di afferrargli il braccio
e colpendolo ai reni. Angel era così pompato che a stento aveva sentito
i colpi potenti del biondo, ma erano stati sufficienti per annoiarlo.
Angel si girò e colpì ripetutamente Spike in faccia, rompendogli
il naso e spaccandogli il labbro, il sangue colava giù per il suo volto.
Spike inciampò retrocedendo, momentaneamente stordito. Urtò
duramente nella credenza e lo specchio cadde dalla parete. Angel andò
vicino al letto e afferrò Darla per le braccia, trascinandola giù.
Lei gridò e si rivoltò alla sua presa, colpendolo e graffiandolo,
ma inutilmente. La trascinò e la colpì duramente in faccia con
la mano che impugnava il coltello. La sua testa rimbalzò indietro dalla
forza del colpo; il suo corpo cadde sul pavimento accanto al letto.
“Bastardo !” ruggì Spike, riprendendosi dai colpi violenti
che aveva ricevuto e avventandosi contro di lui nuovamente.
Afferrò il braccio di Angel che ha brandiva il coltello, provando girarglielo
dietro la schiena. Angel lo spinto via e puntò il coltello verso di
lui.
“Ti ucciderò, ragazzo”. Angel sogghignò. “Ti
sventrerò come un porco”.
Spike ritornò alla carica, colpendo più volte la faccia di Angel.
Angel grugnì ed indietreggiò. Spike lo seguì precipitosamente
e provò togliere il coltello dalla sua mano.
Le mani di Buffy si unirono sotto il mento in preghiera mentre le lacrime
continuavano a scendere giù per le guance. Sapeva come sarebbe andata
a finire ma sembrava comunque che Spike dovesse farcela. Non poteva guardare
da un’altra parte.
Angel urlò e respinse Spike brutalmente. Darla provò ad alzarsi,
utilizzando il letto come sostegno per rimettersi in piedi.
“Angel, per piacere ! Per piacere, FERMATI !” supplicò
Darla. “Farò qualunque cosa vorrai ! Ti sposerò, Ti darò
tutto ! Farò qualsiasi cosa !” Ma era troppo tardi per un qualunque
cosa.
Angel e Spike lottavano nel mezzo della stanza. Angel riuscì a liberare
il suo braccio, girandosi e tendendosi come un arco, colpì Spike allo
stomaco, il coltello si conficcò profondamente nel suo corpo. La lama
era così lunga che lo attraversò completamente uscendo dalla
schiena.
(Le grida delle ragazze aumentarono)
Gli occhi di Spike si allargarono mentre si aggrappava alla spalla di Angel.
Era shockato dall’incredibile e ardente dolore e dal fatto che era stato
effettivamente pugnalato. Infatti, non aveva mai creduto che questo potesse
accadere. Pensava di togliere il coltello dalla mano di Angel prima che avvenisse
qualcosa, esattamente come in TV o nei film.
Angel sorrise e piantò brutalmente una seconda volta il coltello nel
suo corpo, facendo gemere Spike in agonia. Si allontanò per guardare
Spike negli occhi.
“Te lo avevo detto che ti avrei ucciso. Non essere così sorpreso,”
Angel rise malvagiamente, quindi girò il coltello nella ferita. “Ricordo
di averti detto qualcosa circa lo sventrarti come un maiale...”
Spike urlò nuovamente, i suoi occhi ruotarono nelle orbite, il sangue
spruzzò fuori dalla bocca come una fontana. Le sue dita deboli si chiusero
e tirarono il colletto della camicia di Angel. Angel spinse il coltello all’insù
nel corpo di Spike. Il suono della carne che si lacerava e le sue grida riempirono
la stanza.
Angel lo spinse via energicamente. Spike andò a sbattere contro la
credenza quindi cadde sulla faccia. Si lamentò e afferrò la
sua carne strappata, la sua mente freneticamente gli diceva che doveva evitare
che gli organi interni fuoriuscissero dal taglio. I suoi occhi blu luminosi
erano larghi, la sua faccia era una maschera di dolore.
Buffy piangeva e singhiozzava. Si inginocchiò vicino alla testa del
ragazzo, le sue dita cercarono di sfiorargli la faccia.
“Oh, Spike ! Questo è orribile--Oh Dio--non vogliono essere qui
!” pianse Buffy.
“Darla…” grugnì Spike mentre il sangue gli colava
abbondantemente dalla bocca.
Angel provò a trascinare di nuovo Darla giù dal letto. Lei fissava
Spike con orrore e shockata, guardando la pozza di sangue che si allargava
sotto lui.
“Noooo ! NOOOO ! Spike !” Darla lottò e graffiò
Angel. “Figlio di puttana ! Bastardo ! Lo hai ucciso ! LO HAI UCCISO
!”
Angel la colpì nuovamente mandandola a sbattere con la schiena sul
letto. Totalmente impazzito ed arrabbiato salì a cavalcioni dei suoi
fianchi e alzò il coltello in alto nell’aria.
“Ti insegnerò a prenderti gioco di me, LURIDA SGUALDRINA !”
“No !” gracchiò Spike, allungando debolmente verso il letto
una mano tremante e coperta di sangue.
Il coltello pugnalò il petto di Darla. Lei gridò e respirò
affannosamente. La faccia di Angel era una maschera che sogghignava di puro
male mentre la colpiva ripetutamente. Dopo le prime 10 pugnalate, Darla smise
di lottare, ma egli continuò comunque.
Buffy seppellì il viso nelle mani e gridò. Non poteva svegliarsi
da questo incubo.
Spike chiuse gli occhi, singhiozzi scossero il suo corpo indifeso. Non era
stato capace di salvarla, non era stato forte o veloce sufficiente per proteggerla
come aveva promesso di fare.
Finalmente, Angel si fermò e si rimise in piedi, strofinando via il
sangue dalla faccia. Respirava pesantemente per lo sforzo mentre guardava
il corpo di Darla contrarsi per alcuni momenti. Quindi guardò il pavimento
dove Spike giaceva e sorrise nuovamente.
“Perfetto. Ora mi farò un piccolo viaggio... non voglio andare
a in prigione. Quale è il problema, amico? Morirai insieme alla tua
puttana. Non è romantico ?”.
Angel prese l’esile corpo di Darla dal letto e lo gettò vicino
a Spike. Lei atterrò con la testa girata verso lui, la sua faccia spenta
e senza vita.
“Così potrete darvi un ultimo tenero abbraccio prima di finire
nell’aldilà. Ora, se mi scusate, vado a prendere un po’
di denaro e proseguirò per la mia strada”.
Angel si affrettò fuori dalla stanza. La rabbia andava diminuendo e
iniziava ad allarmarsi. L’enormità di quello che aveva appena
fatto penetrava nel suo cervello. Il suo unico pensiero era di fuggire.
Spike guardò Darla negli occhi, occhi che non erano più in grado
di vedere. Mosse una mano tremante, coperta di sangue, verso il viso di lei
e le accarezzò goffamente la guancia, lasciandovi tracce del suo sangue.
“Mi--mi spiace” sussurrò a suo cugina morta.
Il respiro di Spike diventò più difficoltoso. Respirò
affannosamente e si afferrò lo stomaco. “Oh Dio----fa------male…”
gorgogliò, aspirando il suo stesso sangue. Il suo sguardo andò
spegnendosi e il suo corpo si accasciò, un ultimo, aspro respiro uscì
fuori da lui.
Buffy era isterica. “Spike ! Oh Dio ! Oh Dio !” dondolò
avanti e indietro, abbracciandosi mentre fissava i suoi occhi spenti e senza
vita”.
Anche come spirito, i suoi occhi erano più vivi di quanto lo fossero
in quel momento. A Buffy ricordavano quelli di un piccolo uccellino che aveva
trovato morto nel cortile dietro casa quando aveva 8 anni.
La pozza di sangue di Darla e Spike si era estesa. Buffy poteva sentirlo penetrare
nel tessuto dei suoi jeans mentre stava inginocchiata vicino alla forma inerte
di Spike.
Se non si fosse svegliata presto sarebbe diventata pazza. Buffy mise le mani
davanti alla faccia e strillò con tutto il fiato che aveva in corpo.
************************** “Buffy ! Buffy, svegliati !” Willow
la scosse per le spalle.
“Spike !” Buffy gridò, svegliandosi e alzandosi dal letto.
“Buffy, Stavi facendo un incubo. Stavi urlando. Stai bene ?” chiese
Willow, la sua faccia segnata e preoccupata.
Xander era ai piedi del letto e sembra preoccupato allo stesso modo. Le grida
di Buffy lo avevano spaventato a morte
Buffy si guardò intorno, la faccia bagnata di lacrime. Si portò
una mano alla fronte. Il suo corpo era coperto di sudore e tremava.
“Oh Dio--era orribile--era orribile !” Buffy si sedette e afferrò
un cuscino, stringendolo contro lei. “Tanto sangue--tanto…”.
Si dondolò avanti e indietro.
“Buffy, che cosa è successo ?” Willow si sedette accanto
a lei e le accarezzò la schiena. Xander si sedette dall’altro
lato, non sapendo cosa fare per lei.
“Il s-sogno--l’incubo... l’ho visto... ho visto Spike e
Darla uccisi da Angel”, Buffy singhiozzò.
“Oh, Buffy... mi dispiace”. Willow provò a consolarla.
“E’ finito adesso”, disse Xander, accarezzando leggermente
la sua gamba. “E’ tutto apposto ora”.
Willo porse un fazzoletto di carta a Buffy. Buffy soffiò il naso e
asciugò la faccia umida.
“Era terribile... sapevo sarebbe stato brutto, ma--ma non così.
Era tutto così reale. Le grida--il sangue…”. Buffy si è
guardò intorno. “Dov’è Spike ?” Aveva così
tanto bisogno di vederlo.
“Non era qui quando siamo entrati”, disse Willow. “Sono
sicura che sarebbe stato qui se avesse potuto”.
“Lo so”, Buffy singhiozzò. “Quell’assassino
è ancora libero, ancora vivo e--facendo Dio sa cosa. Forse è
questo il motivo per cui io abbia dovuto vedere tutto questo... forse per
assicurarmi che finisca dietro le sbarre dove meriterebbe di stare”.
Le rotelle del suo cervello cominciarono a girare.
“Whoa, Buff”, disse Xander nervosamente. “Non voglio che
tu venga coinvolta in questa storia. Quel tipo è un killer spietato
“.
“Sono già coinvolta, Xander. Prima era un fatto personale, ma
ora... ora che ho visto quello che è accaduto con i miei stessi occhi.
Deve essere punito per quello che ha fatto”, disse Buffy, scuotendo
le spalle, sentendo un brivido.
“Non penso che Spike voglia che tu ti metta in pericolo”, provò
a farla ragionare Xander.
“E’ per questo che non glielo diremo. Potrebbe sentirci, ma a
meno che non lo scopra in quel modo, voglio che rimanga tra noi”. Buffy
guardò le loro facce. “D’accordo ?”
“Non mi piace neanche un po’ questa storia, Buffy “, disse
Willow, “ma ti aiuterò se posso “.
Xander inghiottì la sua paura al pensiero di rintracciare un killer
spietato, quindi chinò il capo. “Voglio--aiutare anche io”.
“Grazie”, disse Buffy riconoscente, con gli occhi ancora pieni
di lacrime. “Non possiamo permettere che Angel la faccia franca”.
Tremò quando le immagini dall’incubo lampeggiarono davanti ai
suoi occhi.
Willow e Xander rimasero con Buffy per il resto della notte. Lei non voleva
rimanere da sola. Iniziarono a formulare un piano per consegnare finalmente
Angel alla giustizia.
Chapter
10: Giocando con il fuoco 2 mesi dopo...
Spike era atterrito che Buffy avesse dovuto presenziare alla carneficina di
quella sera fatale del 1978. Da allora, aveva utilizzato ogni briciolo di
forza che aveva per rimanere con lei per tutta la notte.
I sogni di Buffy sul passato erano cessati, però aveva avuto ancora
incubi dove riviveva ripetutamente gli omicidi. Si svegliava piangendo e urlando,
ma Spike era là per consolarla e per dirle che era con lei. Questo
l’aveva aiutata sebbene non potesse dirgli quello che voleva fare. Xander
aveva ancora incubi sl quella cosa nella cantina. Se ne era andato ora, bandito
dal sacerdote, ma il ricordo sarebbe rimasto con lui per sempre.
Molto lavoro era stato fatto nella casa in quei mesi. Il soggiorno era di
nuovo vivibile; la cucina era come all’origine; i prati all’inglese
avevano bisogno ancora di manutenzione, ma erano già migliorati del
100%; lo stagno era stato bonificato ed era abitato da pesci, anatre e un
rana o due; e sebbene ci fossero spazi più importanti da terminare,
anche la sala da ballo era stata rinnovata. I pavimenti di legno erano stati
lucidati; la carta da parati era stata sostituita; i lampadari di cristallo
pendevano dal soffitto. La sala ora assomigliava a qualcosa uscito fuori da
un racconto di fate. Xander aveva insistito per appendere una palla che brillava
nel mezzo della stanza. Quando le luci venivano abbassate, dalla palla uscivano
migliaia di piccole schegge di luce che vagavano per tutta la sala.
I tre amici non avevano voluto aspettare di invitare i loro concittadini per
la reinaugurazione della casa. Se volevano andare a trovarli, erano i benvenuti.
Quel posto destava loro grande interesse e curiosità. Sarebbe stata
comunque organizzata una grande festa quando i lavori di ristrutturazione
sarebbero stati terminati.
La maggior parte degli ultimi mesi erano stati impiegati per ripristinare
l’impianto elettrico ed idraulico. Quando la corrente elettrica era
stata finalmente attaccata avevano commemorato l’evento con una bottiglia
di vino dalla cantina. Era un passo avanti enorme per tutti loro.
Spike lasciava il fianco di Buffy solo al mattino e si salutavano con un morbido
bacio. Quindi Buffy iniziava a lavorare mentre lui andava in qualche posto
a rigenerare la sua energia.
Quando era sicura lui non c’era, Buffy cominciava a discutere la situazione
di Angel. Willow aveva cercato con il computer portatile Liam ‘Angel’
O’Connor. Egli viveva a L.A., dirigendo gli affari degli hotels di suo
padre. Aveva 50 anni ed era sposato senza figli. Sotto tutti gli aspetti,
era un uomo normale (ma molto ricco). Ma loro sapevano la verità. Era
un killer senza cuore. Nessuno avrebbe potuto fare quello che lui aveva fatto
ed essere ‘normale’.
Avevano pensato ad un piano. Era tempo per metterlo in azione.
“Bene,
siamo pronti ?” domandò Buffy, la sua voce oscilla tra emozione
e paura.
“Si, facciamolo”, disse Willow.
Xander trattenendo il fiato fece cenno con il capo.
Ancora non gli piaceva tutto questo, ma Buffy era decisa. Spike e gli altri
che erano stati uccisi meritavano di avere giustizia. Xander sperava solo
che non dovessero risolvere loro la cosa.
Buffy compose il numero e aspettò. “Pronto, Angel Enterprises,
sono Cordelia. Come posso aiutarvi ?”
“Si, buon giorno”, disse Buffy, tenendo calma la sua voce. “Vorrei
parlare al Sig. O’Connor, per favore”.
“Avete un appuntamento ?”
“ Um--no... ma lui vorrà parlare con me”.
“Posso sapere il vostro nome ?”
“Posso lasciargli un messaggio ?” domandò Buffy.
“Certamente…”.
“Gli dica--gli dica che ero nella villa il 5 luglio 1978. Ho visto quello
che è accaduto. Potete riferirgli il messaggio ora ?”
“Mi spiace--il Sig. O’Connor è in riunione in questo momento”.
“Bene, si assicuri che riceva il messaggio. Richiamerò alle 16:00”.
“Quale è il vostro nome ?” domandò la segretaria.
Buffy riagganciò e prese numerosi profondi respiri. “Non sono
riuscita a mettermi in contatto con lui”, spiegò.
“Buffy, sei sicura che non dovremmo informare la polizia ?” domandò
Xander. “Qui siamo di gran lunga fuori dal nostro campo”.
“I poliziotti potrebbero essere corrotti, potrebbe essere ancora di
più pericoloso se andassimo da loro”.
“Bella città”. Commentò Xander sarcasticamente.
“E’ una bella città. Il problema è la gente che
la controlla”, disse Buffy, versandosi un bicchiere d’acqua.
“Sei stata brava, Buffy”, la rassicurò Willow. “Sembravi
molto autorevole”.
“Sono tutta scombussolata”, disse Buffy, ridendo nervosamente.
Guardarono tutti l’orologio sulla parete, le 13:30. Solo due ore e mezze
ore da far passare prima di richiamare.
*******************************************************************************
Angel si sedette alla sua scrivania, accendendosi un sigaro per festeggiare
la vittoria. Stava per acquistare una catena di hotel più piccoli ed
estendere ulteriormente gli affari. La vita andava alla grande.
Si appoggiò al piano e premette il bottone dell’interfono. “Qualche
messaggio, Cordelia ?” Soffiò una boccata di fumo spesso.
“Sì, signore”.
“Me li porti”
“Immediatamente”, rispose Cordelia.
Entrò nell’ufficio alcuni momenti dopo e si avvicinò alla
scrivania.
“Ha ricevuto una chiamata da Hal Pace, vuole invitarla ad una partita
di golf domani mattina”. Cordelia mise i messaggi sulla scrivania. “Un’altra
chiamata da Bernadette Palmer circa il nuovo hotel che sta costruendo a Tampa...
e ce n’è ancora uno”.
Angel la guardò attendendo. “Che messaggio ?”
“Non volevo nemmeno portarglielo, ma…è strano. Una donna
ha chiamato. Non mi detto il suo nome. Ha detto, “ Cordelia lesse il
messaggio sul biglietto che aveva in mano, “ha detto, cito, ‘Gli
dica che ero nella villa il 5 luglio 1978. Ho visto quello che è accaduto.’”
Cordelia lo guardò. “Ha qualche senso per lei ?”
Il cuore di Angel si strinse, contrasse i muscoli della mandibola. Afferrò
la carta dalle mani della segretari e lo guardò. Cordelia rimase interdetta
per quei modi aspri.
“Non ha lasciato il suo nome ?” domandò, mentre ancora
guardava la carta.
“No. Ha detto che richiamerà alle 16:00. Gliela devo passare
?”
“Si. Me la passi. Potrebbe essere una mia vecchia amica”. Forzò
un sorriso sulla sua faccia. “una amica che è solita fare giochi
come questi”.
“Oh, bene, quindi…”. Disse Cordelia. Qualcosa la preoccupò
per il modo in cui la guardava. Provava a comportarsi normalmente, ma sembrava
che il messaggio lo spaventasse.
Angel
aspettò, guardando l’orologio. Era impossibile... non poteva
esserci qualcuno. La casa era vuota quella notte. Non sapeva a quale gioco
giocava quella donna, ma sarebbe stato spiacevole--molto spiacevole. Un minuto
dopo 16:00, il suo telefono si illuminò. Prese un respiro per calmarsi
e ha alzato la cornetta.
“Si ?”
“Angel O’Connor ?” domandò Buffy.
“Si. Sono io. Siete quella che ha chiamato prima ?”
“Si, sono io. Quindi avete ricevuto il messaggio ?”
“Certamente. Cosa significa ?”
“Penso sappiate ciò che significa. Non giocate con me. So quello
che avete fatto”.
“Cosa si suppone che io abbia fatto ?” disse Angel altezzosamente”.
“Li avete uccisi. Spike, Darla, Ethan e Percy--li avete uccisi a sangue
freddo”.
“Lei è pazza”, disse con calma Angel. “Non sapete
nulla”.
“Vuole che le dica qualche dettaglio ?” domandò Buffy,
la sua voce tremolava leggermente. “Ad esempio--quello che ha detto
a Spike mentre lo pugnalava a morte ?”
Angel rimase in silenzio.
Buffy continuato, “Lei ha detto, ‘ Te lo avevo detto che ti avrei
ucciso. Non essere così sorpreso’”. Buffy dovette coprire
la bocca per soffocare un singhiozzo. “Prima di andare via, ha detto
che voleva fare un viaggio, andava a prendere del denaro e avrebbe proseguito
per la sua strada”.
Angel pensava di stare per vomitare. Nessuno poteva conoscere quello. Nessuno
che non fosse là quella notte.
“Mi crede ora ?” domandò Buffy.
“Che cosa vuole ?” chiese con tono basso e pericoloso.
“Terrò queste informazioni per me--se--giocherete bene le vostre
carte”.
“Un’estorsione ?” Angel rise. “Non ha uno straccio
di prova che quello che dice è vero”.
“Si, ma potrei rendere le cose molto difficili per lei. Posso contattare
alcuni quotidiani, posso raccontare tutto a loro. Chi lo sa ? Forse un giornalista
ambizioso sarà interessato alla storia e farà delle indagini
per proprio conto. Potrei--”
“D’accordo !” urlò Angel. Prese un respiro, quindi
continuò più pacatamente “D’accordo. ‘Giocherò
le mie carte’. Ma non al telefono. Voglio farlo a faccia a faccia”.
“Bene. Sono felice che siamo sulla stessa lunghezza d’onda”,
disse Buffy, provando a sembrare il personaggio di un film di spie. “Conosce
il Phil’s Diner ?” Buffy aveva scelto un ristorantino nel centro
di L.A. per la riunione. Era ben illuminato e sicuro.
“Si”, disse Angel dopo un momento.
“Ci incontreremo là domani sera alle 20:00 e potremo parlare”.
Buffy riagganciò.
Angel terminò la chiamata e premette un altro bottone sul telefono.
“Si, Sig. O’Connor ?” domandò una voce maschile.
“Siete in grado di rintracciare la chiamata ?”
“Si, signore. E’ un indirizzo di Sunnydale, in California”.
Angel considerò quell’informazione. “Molto bene. Inviatemelo
immediatamente. E”, aggiunse, con voce grave, “non parlate di
questo a nessuno. Chiaro ?”
“S-Si, signore. Ho capito”.
Angel terminò la chiamata e si appoggiò di nuovo allo schienale
della poltrona. “Otterrà molto più di quanto si aspetta...
Nessuno gioca con la mia vita”. Toccò con le dita il suo taglia-carte
d’argento.
Quella
sera il cielo iniziò ad oscurarsi, si prevedeva un temporale.
“Sei sicura di non voler venire, Buffster ?” domandò Xander
mentre indossava la giacca.
“Nah, voglio stare qui e attendere Spike”.
“Va bene, ma non mi sento tranquilla a lasciarti qui tutta sola”,
disse Willow.
“Non sarò sola. Spike comparirà presto”. Buffy sorrise.
“E’ ora andare, tiratardi. Perderete l’inizio del film”.
Xander le diede un bacio sulla guancia e offrì il braccio a Willow.
“E’ pronta signora ?”
Lei ridacchiò e appoggiò il suo braccio a quello del suo cavaliere.
“Andiamo. Ci vediamo tra un paio d’ore, Buffy”.
“Buon divertimento ! E portarmi della cioccolata !” Buffy gli
urlò dietro.
Buffy
si sedette sul divano nel soggiorno ricontrollando il suo piano ripetutamente.
Avrebbe incontrato Angel al ristorante l’indomani alle 20;00. Willow
e Xander avrebbero aspettato fuori nel caso avesse avuto bisogno. Wllow aveva
procurato un registratore che Buffy avrebbe nascosto sotto gli abiti. Buffy
avrebbe indotto Angel a confessare i reati. Quindi avrebbero presentato le
prove alle autorità, qualcuno che non era stato corrotto dagli O’Connors.
Buffy era molto spaventata, ma doveva farlo. Dall’inizio dei sogni,
era diventata sempre più sicura del fatto che lei era quella che avrebbe
dovuto smascherare Angel. Buffy aveva visto i fantasmi di Darla, Percy e Ethan.
Tristezza e disperazione si irradiavano da loro. Lei doveva farlo anche per
loro.
Il temporale stava diventando sempre più forte e più vicino.
Un tuono particolarmente forte le fece fare un salto.
“Spike ?” chiamò Buffy. “Sarebbe bello se scegliessi
questo momento per apparire... la tempesta mi rende nervosa”.
Le luci si spensero. “Oh, merda”. Imprecò Buffy. “Grande,
proprio quello di cui avevo bisogno”.
Si alzò e andò, muovendo i piedi lentamente, all’armadio
dove tenevano una torcia. La accese, sentendosi già un po’ meglio.
Un piccolo rumore venne dalla cucina. Sembrava una pentola che veniva colpita.
Il suo cuore accellerò i battiti.
“E’ tutto a posto... ai fantasmi piace talvolta fare di rumori...
non possono farti del male”, Buffy disse a se stessa.
Una forma apparve nel vano della porta.
Buffy puntò la luce verso la figura, sperando fosse Spike.
Angel socchiuse gli occhi. “Salve. La signorina Summers, immagino”
La ragazza si immobilizzò terrorizzata.
“Sembra che abbia un piccolo problema con l’energia elettrica”.
Angel sorrise, proteggendo gli occhi dal raggio della torcia.
“Come--come ha fatto--”
“A trovarla ?” rise di soppiatto. “Siete piuttosto nuova
nell’arte delle estorsioni, eh ? Ho rintracciato la chiamata e--voila
! Ho avuto il suo indirizzo nelle mie mani”. Angel camminò verso
di lei, studiandola nella debole luce dalla torcia. “Non può
avere più di 25 anni. Bluffava ? Non era affatto presente quella notte,
vero ?”
Buffy retrocesse all’armadio.
“Questa è gran brutta faccenda”, Angel rise di soppiatto
e scosse la testa. “Ve lo siete cercata--Io non so in che modo conoscete
l’accaduto, ma non posso permettervi di vivere... lo capite questo ?,
ne sono sicuro”.
“Se ne vada. Stia lontano da me !” disse Buffy, alzando la voce.
“Mi spiace ma non posso farlo, dolcezza. Volevi giocare con il fuoco
? Ne pagherai il prezzo”. Angel estrasse una pistola dalla tasca. “Le
pistole sono molto più facili, basta puntare e sparare. Non ho bisogno
di sporcarmi questa volta”.
Il terrore oscurò la sua faccia. “NO !” gridò.
In un batter d’occhio, spense la torcia e si tuffò di lato. Angel
sparò, mancandola. Buffy atterrò sul pavimento e avanzò
a tentoni. Grugnì di dolore quando andò a sbattere con lo stinco
contro la libreria.
Angel si girò verso il suono e sparò di nuovo, mancandola di
un centimetro. Buffy gridò, sentendo il ronzio della pallottola vicino
alla sua testa. Prese qualcosa a caso dalla libreria e lo sollevò soppesando,
quindi lo scagliò verso di lui con un ruggito. La sua mira era migliore
della sua.
L’oggetto lo colpì al petto. Egli grugnì e inciampò
all’indietro, la pistola gli scivolò dalla mano sul pavimento--andando
persa nell’oscurità. Buffy corse il più velocemente possibile
alla porta d’ingresso. Se fosse arrivata alla macchina avrebbe potuto
utilizzare la sua chiave di riserva nascosta sotto il tappetino per fuggire.
Aprì la porta. Angel la rincorse, frapponendo il suo corpo fra lei
e la porta, chiudendola di nuovo con forza. Buffy gridò e lottò
contro di lui.
“Piccola sgualdrina !” sputò Angel.
“Mi lasci !” gridò Buffy e rivoltandosi nelle sua mani.
Angel la girò di spalle e la sbatté ripetutamente contro la
porta. Buffy grugnì ad ogni colpo. Quindi le sue grandi mani afferrarono
il suo collo, stringendo sempre più forte. Buffy respirava affannosamente
per la mancanza d’aria e graffiò le sue braccia. Alzò
rapidamente un ginocchio e lo colpì ai genitali. Angel la maledisse
ma allentò la presa abbastanza perché lei si liberasse e lo
spingesse via.
In un panico cieco, corse sulle scale verso la sua stanza, riprendendo a respirare.
Buffy si portò una mano alla gola ammaccata, cercando la via a tentoni
lungo il muro.
Angel si riprese, più arrabbiato che mai. La seguì tanto velocemente
quanto i suoi testicoli gonfi permettessero.
Buffy arrivò alla sua stanza e chiuse la porta, quindi fece scattare
la serratura. Vi si appoggiò con la schiena e scivolò in basso
lentamente. Lacrime scesero dai suoi occhi.
“SPIKE !” supplicò con voce roca. “Per favore aiutami
!”
Il corpo di Angel iniziò a colpire la porta. Buffy singhiozzò
e strinse a se le gambe rimanendo contro la porta.
“Vivo con della gente !” urlò Buffy, la sua gola ancora
in fiamme. “Saranno qui presto !”
Angel fece una pausa solo per un secondo prima di riprendere l’assalto
alla porta. “Quindi dovrò uccidere anche loro !”
Buffy strillò quando lo udì e sentì la serratura cedere.
Con tutte le sue forze, provò a mantenere la porta chiusa. Ma, come
accaduto nel passato, Angel era troppo forte ed arrabbiato per essere fermato.
Saltò via dalla porta, correndo alla finestra. Non l’aveva mai
nemmeno aperta prima di allora.
Angel la tirò via dalla finestra e lei atterrò di schiena vicino
al letto. Saltò su di lei, bloccandola con il suo corpo massiccio.
Buffy gridò e scalciò con le gambe freneticamente. Angel la
bloccò e la colpì duramente in faccia.
“TACI PUTTANA !” la scosse rudemente. “Come l’hai
scoperto ?! Come sai quello che è accaduto ?!”
“Lasciala
immediatamente !”
Angel si girò verso la voce. Aveva riconosciuto quella voce dopo tutti
quegli anni. Un lampo illuminò la stanza abbastanza a lungo perché
lo vedesse.
“Tu... tu... non può essere…”. Angel impallidì.
Spike era in piedi a pochi passi da lui.
“Ho detto, LASCIALA IMMEDIATAMENTE !” Spike avanzò verso
di lui.
Angel lasciò Buffy e si allontanò gattonando sul pavimento.
Buffy rotolò via e saltò sul letto, mettendo distanza fra lei
e l’altro essere umano.
“Buffy, stai bene, passerotto ?!” chiese Spike preoccupato.
Buffy fece cenno di si con il capo e singhiozzò.
“Tu sei morto ! Io so che tu sei morto !” disse Angel incredulo.
Spike riportò lo sguardo sul suo assassino. “Sì, sono
morto. E presto lo sarai anche tu. Non saresti dovuti ritornare qui, bastardo.
Non avresti dovuta toccarla”.
Angel retrocesse fino contro il muro e lentamente scivolò in posizione
eretta.
“Sei--un fantasma ?” Angel notò che poteva vedere leggermente
attraverso il suo corpo.
“Grazie a te”, disse Spike andandogli più vicino.
“I fantasmi non possono--non possono toccare la gente”. Angel
provò a calmarsi. “non puoi colpirmi”.
Spike ringhiò e si scagliò contro lui, sfortunatamente i suoi
pugni passarono attraverso Angel come una forte brezza. Angel respirò
dapprima affannosamente quindi scoppiò a ridere come un matto.
“Non puoi colpirmi !”
Spike strinse i denti e tentò nuovamente di colpirlo ma senza successo.
Gli occhi di Angel si spostarono su Buffy che stava ferma contro il muro.
“Ma io posso colpire lei”.
Guardò Spike, una smorfia perversa si estese sulla sua faccia. “Sarai
costretto a guardare mentre uccido un’altra delle tue sgualdrine”.
Angel si diresse verso Buffy.
“Buffy ! Corri !” gridò Spike.
Lei gridò e provò ad andare via, ma Angel era più veloce.
Avvolse le mani intorno alla sua gola, soffocandola da dietro.
“NO !” pianse Spike.
Si guardò intorno nel panico. Prese un respiro e provò a mettere
da parte le sue emozioni, si concentrò in modo da rendere solida la
sua mano sinistra. Quindi raccolse la lampada dal comodino e si avvicinò
velocemente agli esseri umani che lottavano. La alzò sopra la testa
e, con un grido, la scagliò alla base del collo di Angel. La lampada
di vetro esplose al contatto. Angel urlò e lasciò nuovamente
Buffy. Cadde sulle ginocchia; anche Buffy crollò sul pavimento.
“Buffy, vai fuori da qui ! Per piacere, piccola--Sbrigati !” gridò
Spike.
Buffy strisciò lungo il tappeto verso la porta. Le rimanevano poche
energie. La sua gola era in fiamme, il suo respiro aspro. La luce ritornò
quando arrivò alla soglia.
In piedi nel vano della porta c’erano Darla, Percy e Ethan. Guardavano
dietro di lei, guardavano Angel, le loro facce erano torve. La ragazza li
sentì attraversare il suo corpo ed entrare nella stanza.
Gli occhi di Angel si allargarono ulteriormente. Strisciò, tenendosi
il retro della testa.
“Ciao, <i>amore</i>” la voce di Darla sussurrò.
Angel scosse la testa. “No….”
“Ti ricordi di noi ?” domandò Darla, alzando un sopracciglio
delicato.
“Che cosa volete !?” Angel era nel panico.
Essi risero.
“Che cosa vogliamo? Che cosa pensi che vogliamo ?”
Spike sorrise e raggiunse gli altri spiriti. “Darla, puoi parlare ?”
“Ora posso”. Si girò e sorrise a suo cugino quindi allungò
la mano e gli accarezzò il viso. “La sua presenza, la presenza
del nostro assassino qui, ci ha reso sufficientemente forti per fare questo”.
Spike guardò Buffy, che stava sedendosi e tenendosi il collo, ma gli
rivolse un sorriso piccolo e nervoso e un cenno del capo per fargli sapere
di stare bene. Riportò lo sguardo su Darla.
“Voi mi avete ignorato e non mi avete parlato per 25 anni. Sono contento
di rivedervi”.
Percy sorrise, “Mi dispiace Spike. Ti avrei detto ciao se avessi potuto.
Ero in una specie--bolla. Non ero consapevole di chiunque altro”.
Ethan e Darla fecero cenno di si con il capo, quella era stata anche la loro
esperienza.
Dato che i fantasmi si erano avvicinati l’un l’altro, Angel si
spostò lungo il muro verso la finestra, preparandosi a scavalcarla
e saltare giù dal tetto se necessario.
“Fermalo”, disse Darla con calma.
“Come ?” domandò Spike.
“Puoi toccare gli oggetti, tu sei quello più forte di noi. Assicurati
che non vada via”. Darla sorrise quindi si rivolse a Buffy. “Dovresti
scendere al piano di sotto. Abbiamo--degli affari--da portare a termine qui.
Chiama la polizia se puoi. Di loro che sei stata assalita, tralascia i dettagli
su di noi naturalmente, e che il tuo aggressore è di sopra”.
Buffy annuì e si alzò lentamente. Diede un ultimo sguardo a
Angel ed agli spiriti che lo accerchiavano prima di chiudere la porta.
Gli spiriti camminarono verso Angel.
“S-State lontano da me ! Non potete colpirmi !” urlò Angel.
“Non possiamo ?” domandò Spike, alzando un sopracciglio.
Raccolse un libro dalla copertina rigida con facilità. Non aveva nemmeno
dovuto concentrarsi. Spike lo lanciò verso Angel, colpendolo alla testa.
Angel gridò e si portò la mano alla fronte. Spike non gli diede
il tempo per ristabilirsi. Gettò altri oggetti (tutto quello che gli
capitava a portata di mano) all’uomo che si era rannicchiato a terra.
Angel strillò con le braccia sulla faccia, “lasciatemi, andatevene
!”
Ora i fantasmi erano solo ad alcuni passi da lui.
“Non credo, amico”, disse minacciosamente Spike. “Devi pagare
per quello che hai fatto”.
Angel pianse istericamente, sul bordo di pazzia. Guardò verso di loro
e tremò. Ora erano come li aveva vista l’ultima volta. Le coltellate
che gli aveva inflitto erano fresche e zampillanti, i loro abiti erano inzuppati
di sangue.
Spike toccò la fronte di Angel con la punta del dito indice. Angelo
urlò e spinse via la mano di Spike freneticamente. Un ghigno illuminò
l’espressione spettrale di Spike.
“Bene, a quanto pare posso toccarti. Perché non provate anche
voi ?” chiese gli altri. “E’ divertente !”
Risero e iniziarono a toccare la faccia di Angel con le loro mani fredde e
morte.
Lui strillò, tentando di allontanarli, “AARRGHH ! NOOOO ! ANDATE
VIA !”
Guardò la finestra, quella era l’unica via di fuga. Angel corse
a tutta velocità verso la finestra chiusa, si tuffò, sfondandola
e attraversandola.
“E’ finita”, disse Darla.
I fantasmi si avvicinarono alla finestra e guardarono giù. Il corpo
di Angel giaceva, morto, sul prato; si era rotto il collo nella caduta.
“Avrei voluto che soffrisse di più”.
“Sarebbe stato bello”, concordò Spike. “Ma è
fatto--ora è finalmente finita”.
“Si, hai ragione, Spike”, disse Ethan. “Soffrirà
molto comunque dove si trova adesso”.
Percy sorrise. “Roventi tizzoni ardenti su per il culo per tutta l’eternità
? Non poteva capitare ad un individuo più simpatico”.
I fantasmi risero di soppiatto. Spike mise il braccio sulla spalla di Percy.
Rimasero a godersi la vista ancora per un lungo momento. Non appena la porta
si chiuse, Buffy sentì una serie di tonfi forti e grida di dolore di
Angel. Scese velocemente al piano inferiore e chiamò la polizia, non
volendo assistere a quello che succedeva di sopra.
Capitolo 11 - conseguenze
La
polizia e un’ambulanza arrivarono velocemente alla casa. La polizia
trovò il corpo di Angel sul prato, la pistola stretta nella sua mano.
Spike l’aveva messa là per assicurarsi che ognuno sapesse chi
era l’aggressore.
Willow e Xander arrivarono a casa, scossi e preoccupati. Ma Buffy stava bene.
La sua gola bruciava come l’inferno, ma era finita. Aveva sentito il
forte grido di Angel, seguito dal tintinnio del vetro.
Buffy venne portata all’ospedale per assicurarsi che non ci fosse niente
di serio. C’era solo l’echimosi e il gonfiore alla gola e il labbro
tagliato, per il resto lei stava bene. Nessun danno permanente le era stato
fatto, per fortuna.
La settimana seguente era stata piena di dichiarazioni alla polizia e cronisti
affamati di notizie. Fu detto che, ovviamente, Buffy era stata una vittima
e nessuna accusa era stata formulata contro lei.
Buffy era preoccupata. Non vedeva Spike dalla notte in cui Angel la aveva
attaccata. Ogni notte attendeva che apparisse, riuscendo a dormire solo poche
ore.
Una notte, Buffy stava vagando per la sala da ballo, pensando a lui e a come
sarebbe stato meraviglioso ballare lì con lui. Improvvisamente le luci
abbassarono, la palla che brillava gettò diamanti di luce nella stanza.
Si guardò intorno per vedere chi lo aveva fatto. Un sorriso felice
accese il suo viso quando vide Spike in piedi a pochi passi da lei.
“Ciao, piccola”. Spike sorrise affettuosamente.
“Spike !” Buffy andò da lui. “Ero così preoccupata.
Perché tu--”
Spike alzò un dito e lo premette leggermente sulle sue labbra. La guardò
negli occhi con immenso amore.
“Vuoi ballare ?” domandò.
Buffy sorrise e fece cenno di si con il capo, chiedendosi se avrebbero potuto
farlo.
“Guarda qua, esattamente come Fonzie”. Spike arricciò la
lingua dietro i denti e schioccò le dita.
Spike la strinse fra le braccia, era sufficientemente solido per tenerla delicatamente.
Essi chiusero gli occhi e iniziarono a muoversi al suono della musica.
We were born before the wind Also younger than the sun Ere the bonnie boat
was won as we sailed into the mystic
“Mi sei mancato”, sussurrò Buffy.
Spike inghiottì un groppo in gola. “Anche tu mi sei mancata,
passerotto. Sono così--sollevato che tu stia bene”
“Sto bene. Non mi ha ferito bruto”.
“Non parliamo di lui--o di altro proprio adesso”, disse Spike
dolcemente. “Voglio solo apprezzare questo momento”.
Buffy sospirò e si appoggiò a lui quanto possibile.
Hark, now hear the sailors cry Smell the sea and feel the sky Let your soul
and spirit fly into the mystic
And when that fog horn blows I will be coming home And when that fog horn
blows I want to hear it I don’t have to fear it
I want to rock your gypsy soul Just like way back in the days of old Then
magnificently we will float into the mystic
“Non voglio essere mai più separata da te”, disse Buffy,
accarezzandogli il retro del collo con la punta delle dita.
Spike non rispose, continuò solamente a ballare lentamente.
And when that fog horn blows you know I will be coming home And when that
fog horn whistle blows I got to hear it I don’t have to fear it
I want to rock your gypsy soul Just like way back in the days of old And together
we will float into the mystic Come on girl...
Quando la musica finì, Spike si scostò per guardarla negli occhi.
“Ti amo, Buffy”.
“Anche io ti amo”, rispose.
C’era una tristezza nei suoi occhi che non le piacque.
“Cosa succede ?” domandò Buffy.
“Devo andare”, disse Spike con voce fioca.
“Che--che cosa vuoi dire ?”
“Gli altri sono già andati... sono l’ultimo rimasto. Mi
stanno chiamando”.
“Ancora non capisco quello che stai dicendo !” Ma una parte di
lei lo aveva capito. La sua morte era stata vendicata, tutti sapevano cosa
era avvenuto a Casa Lawson quella notte. Non c’era nessun altro segreto,
nessun altra copertura. Giustizia era stata fatta.
Una luce brillante illuminò la sala da ballo sotto forma di un portale.
Buffy e Spike lo guardarono. Una figura femminile arrivò camminando
fino al suo ingresso e allungò la mano. Era Darla, che sorrideva beatamente
a Spike.
“E’ ora, Spike. Andiamo a casa” disse Darla, con voce cortese
e morbida.
“No--No, non andare…” borbottò Buffy, mentre i suoi
occhi si riempivano di lacrime.
Spike la guardò, anche i suoi occhi erano umidi di lacrime. “Non
è una mia scelta. Devo andare”.
“Ma… “ Buffy singhiozzò. La cosa giusta da fare era
permettergli di andare senza piangere, lo sapeva. Lo odiava--ma lo sapeva.
Spike meritava di riposare in pace dopo così tanti anni a vagare.
“Ti amerò, per sempre”, disse Spike, posando un morbido
bacio sulle sue labbra. “Sii felice, piccola. Vivi per entrambi... finché
uno di noi vive, è corretto”.
Spike retrocesse via da lei verso il portale. Era circondato dalla luce divina,
sembrava più bello di quanto fosse mai stato. La vista di Buffy era
sfuocata, grosse lacrime grasse scorrevano lungo le sue guace.
“Ti amo !” pianse Buffy.
Spike entrò nel portale, allungandosi per prendere la mano che Darla
gli aveva offerto, quindi la baciò sulla guancia.
Spike si girò per guardarla un’ultima volta. “Ti amo anche
io”, disse con un luminoso sorriso.
Una parte di Spike era grata che sarebbe stato finalmente in grado ‘riposare
in pace’, per avere la sua meritata ricompensa. Ma una parte più
grande non voleva nient’altro che rimanere con il suo amore. Il fatto
era che non aveva scelta. La luce, la pace e la tranquillità, lo attraevano
come un magnete.
“Io--” singhiozzò Buffy, “non ti dimenticherò
mai”.
“Arrivederci, passerotto. Prenditi cura di te”.
Darla si girò e condusse Spike più avanti nella galleria/portale.
Le loro forme iniziarono a divenire più piccole. Buffy vide altri,
e lei era in grado riconoscerne le fisionomie: Percy, Ethan, la madre e il
padre di Spike (aveva visto le loro foto nel baule) e altra gente non conosceva.
Aveva sentito una quantità enorme di amore e allegria venire da loro.
Quindi, velocemente come era venuto, il portale scomparve, chiudendosi su
se stesso con un *whoosh*.
Buffy cadde sulle ginocchia e chinò la testa. Xander e Willow (che
erano accorsi, attratti dalla luce brillante del portale che proveniva dalla
sala da ballo) si precipitarono al suo fianco.
“Buffy, stai bene ?” domandò Willow.
“Se n’è andato”, disse Buffy disperata, con voce
rotta. “L’ho perso per sempre…”.
Capitolo 12 - Il tempo passa
16
anni dopo...
Willow camminò fino allo stagno con la posta in mano ed in braccio
il suo neonato, Ben. Sorrise quando si avvicinò a Buffy.
“Hey, là. Come viene il quadro ? “ domandò Willow.
Buffy si fermò e sospirò. “Viene”.
Appoggiò il pennello al cavalletto e strofinò le mani sui suoi
jeans.
Entrambe erano invecchiate un po’ negli ultimi anni. Ma erano stati
anni molto piacevoli. I capelli di Buffy erano ancora biondi, ora arrivavano
fino alla vita. Di solito li portava in una lunga treccia o in una crocchia
stretta sulla sua testa. Willow al contrario aveva tagliato i suoi capelli
corti, un taglio all’ultima moda.
“E’ già ora di pranzo ?” domandò Buffy.
“No, non ancora. Ho voluto portarti la posta mentre Ben e io facevamo
una piccola passeggiata. Non è vero ?” Willow diede una pacca
gentile al ventre paffuto di suo figlio, facendolo ridere. “Il mio piccolo
bambolotto”.
Buffy sorrise.
Willow aveva incontrato un ragazzo molto dolce 10 anni fa. Era eccentrico,
ma un bravo musicista che si esibiva in un locale in città. Fra i due
ragazzi dai capelli rossi era subito scoccata la scintilla. Poi era arrivata
Tara. Un psicologa che aveva un ufficio in centro. Era scoccata la scintilla
anche tra lei e Willow, che aveva scoperto, con sorpresa sua e di tutti gli
altri, che era bisessuale. Oz e Tara si erano trasferiti entrambi da loro.
Erano un specie di coppia + 1. Due anni fa, Willow era rimasta incinta del
loro primo bambino, il piccolo Ben.
Buffy era molto felice per i suoi amici, ma non poteva evitare la fitta di
gelosia che provava poiché a lei era stato negato l’amore della
sua vita e la propria possibilità di felicità. Non c’era
nessun neonato nel suo futuro o uomo destinato a diventare padre. Dopo Spike
lei non aveva mai avuto il desiderio di uscire con qualcun’altro. Se
lei non poteva avere lui, non voleva nessuno. Ora aveva 37 anni ed era quasi
certo che non avrebbe mai avuto bambini suoi. Ma era felice di giocare ed
aiutare a prendersi cura di Ben, così come la piccola di Xander e sua
moglie Anya, Jadzia.
Xander e Anya si erano incontrati 8 anni fa. Lei era una bella commessa di
un negozio in città e aveva catturato il cuore di Xander quasi immediatamente.
Erano stati fidanzati per 4 anni prima che Xander avesse il coraggio di farle
la proposta. Si erano sposati con una cerimonia nel giardino della villa ed
in città ne avevano parlato per lungo tempo. Jadzia era nata un anno
più tardi.
Buffy prese la posta dalla mano di Willow e cominciò a guardare le
buste.
“Bene, Ben e io continueremo la nostra passeggiata. Tornerò quando
il pranzo sarà pronto... Penso ancora che dovremmo prendere uno di
quei triangoli e suonarlo quando è ora dei pasti”, disse Willow
da sopra la spalla mentre andava via.
Buffy tirò fuori una busta dalla pila. L’indirizzo del mittente
era un certo Michael Wyndham-Pryce a Bath in Inghilterra. Non conosceva quel
nome e non conosceva nessuno che vivesse là.
Curiosa, la aprì ed estrasse la lettera.
Diceva:
Cara Buffy, so che starai pensando, ‘chi diavolo è Michael Wyndham-Pryce
?’ È una storia lunga e tu molto probabilmente farai fatica a
credermi. Quindi, per piacere, mi fai un favore ? Leggi questa lettera fino
in fondo prima di pensare.
Non chiedermi come. Non chiedermi perché. Ma sono io, passerotto.
Spike.
O William Giles, come mi chiamavo prima.
Non è incredibile ? Mi sono reincarnato. Non avevo mai creduto in queste
cose prima. Ma non credevo neanche ai fantasmi fino a quando non sono diventato
uno di loro.
Avrei voluto contattati prima, ma ho cominciato a ricordare i dettagli solo
durante gli ultimi mesi. Nel momento che mi sono ricordato di te, ho voluto
trovarti. Non so nemmeno se vivi ancora nel vecchio posto. Non sapevo dove
altro iniziare a cercarti. Prego che questa lettera ti raggiunga e che tu
stia bene.
Mi manchi. Ti amo ancora con ogni fibra del mio essere. So che potresti avere
un marito e un casa piena di ragazzi, ma ho dovuto contattarti. Mi spiace
se interferisco con la tua vita.
Questo è il mio indirizzo di posta elettronica : spike19@monstermail.com
Per favore fammi sapere se hai ricevuto la lettera al più presto possibile.
E io farò tutto il possibile per provarti di essere chi dico di essere.
Questo è tutto quello che posso pensare di dirti adesso. Sappi che
sono qui in attesa di una tua risposta.
Ti amerò sempre,
Spike
Buffy
fissò la lettera e la rilesse tre volte prima che il suo cervello capisse.
Era possibile ? Spike poteva essere ritornato in vita ?
Senza un altro pensiero, Buffy corse in casa e fino alla sua stanza. Aveva
preso un’altra camera da letto dopo quello che era successo. Non poteva
stare nella stanza dove aveva visto Spike e Darla venire assassinati.
Buffy si sedette al suo computer ed entrò nel programma di posta.
Iniziò a digitare, le sue dita volavano sulla tastiera: A: Michael
Wyndham-Pryce
Indirizzo: spike19@monstermail.com Ho ricevuto oggi la tua lettera.
Sono scettica. Avrò bisogno di qualche prova prima di credere che sia
vero.
Lasciami dire che, se questo è uno scherzo, è uno molto brutto
e crudele.
Sai come utilizzare la chat Monster.com ? Il mio nome in chat è buffster.
Preferirei comunicare con te in tempo reale che con la posta elettronica.
Ti aspetterò in linea.
Buffy
Buffy
inviò la mail e si sedette, rilasciando un sospiro. Malgrado quello
che aveva detto, era terribilmente eccitata che potesse essere vero. Se fosse...
le sue preghiere erano state esaudite. Strofinò lo stomaco per acquietare
la nausea causata dall’estrema emozione. Il suo cuore saltò un
battito quando ci fu un beep dal suo computer.
Era in linea.
Con mano tremante aprì la finestra della chat. Con mano tremante aprì
la finestra della chat.
spike19: Buffy?
buffster: Si Buffy voleva provare a rimanere calma e un po’ indifferente.
spike19: Non ci posso credere sto parlando di nuovo con te ! Bene, più
o meno... Dio, ho sentito tanto la tua mancanza !
buffster: Ho bisogno di prove Buffy tremava, sia per l’attesa che la
tensione. Trattenendo il respiro, attese che le parole successive apparissero
sullo schermo. spike19: Okay, Cosa posso fare ? Chiedimi qualcosa
buffster: Spike aveva una chitarra. Di che colore, marca e anno ? Sì,
poteva provare se questo era un brutto scherzo facendogli delle domande. Domande
che nessuno poteva sapere, escluso il suo Spike. spike19: Era una Fender del
1962 blu-ghiaccio metallizzato. Ti dirò una cosa supplementare. Il
tuo nickname ‘buffster’ è uno dei molti soprannomi con
cui Xander ti chiamava. “Oh mio Dio…”. Disse Buffy, stordita
dalla sua risposta precisa. “No,” scosse la testa, “Ho bisogno
di più. Ti prego… Dio… Fa che sia lui… per favore…”.
Ma non poteva essere lui… era impossibile. Era totalmente folle. Ma
anche nel passato le cose erano state piuttosto strane. Se lei aveva potuto
incontrare, fare del sesso incredibile e innamorarsi di un fantasma…
la sua mente non poteva perdersi per una piccola reincarnazione.
Buffy era abituata all’idea che lui se ne fosse andato; per sempre irraggiungibile
da lei. Aveva accettato il fatto che sarebbe rimasta sola fino al giorno in
cui si sarebbe riunita a lui. Era una battaglia con se stessa pensare che
fosse in effetti possibile. Oh, se fosse veramente lui…
Scrisse un’altra domanda. buffster: Quale era la trasmissione televisiva
preferita di Spike ?
spike19: Starsky & Hutch. Adoravo quell’auto. Ma si potrebbe tirare
a sorte fra quello e Charlie’s Angels. Il secondo per evidenti ragioni.
Le mancava il respiro. Stava diventando difficile scrivere le parole correttamente
sulla tastiera. Le mani tremavano. Ogni sua nuova risposta somigliava ad una
scossa elettrica al suo cuore da lungo assopito.
Continuò a scrivere domande mentre la verità, lentamente, scivolava
in lei ed arrivava al suo cervello buffster: In che modo Spike mi disse il
suo nome la prima volta che abbiamo comunicato ?
spike19: L’ho scritto sulla superficie di uno specchio nella camera
da letto. Poi sotto di esso ho scritto ‘William’. “Oh--Oh
Dio...” Buffy respirava con difficoltà. “Ti prego…
ti prego…”.
Doveva essere lui.
C’era un’altra domanda a cui doveva rispondere per farle effettivamente
credere ed accettare che quello straniero fosse l’uomo che aveva amato
oltre ogni ragione. buffster: Quale canzone abbiamo ballato la notte che te
ne sei andato ? Il suo cuore batteva furiosamente, pulsando incostantemente
nel petto, facendole mettere una mano sopra per stabilizzarlo. Se avesse conosciuto
la canzone… spike19: ‘Into the Mystic’ di Van Morrison Buffy
scoppiò a piangere. “Spike ! Oh Dio !”
Singhiozzò, provando a continuare a scrivere con gli occhi pieni di
lacrime. buffster: Sei veramente tu ?
spike19: Si, piccola. Sono io. Mi credi ?
buffster: Hai risposto a tutto esattamente ma ho paura. Se questo risulta
essere uno scherzo, non so se sarò in grado di sopportarlo. Era vero.
Se fosse stato un impostore intelligente e senza cuore, ci avrebbe messo anni
a riprendersi dal danno che le avrebbe causato... se fosse stato possibile.
Buffy pensava che avrebbe potuto saltare del tetto e finire il dolore per
sempre. Ma il suo cuore e la sua testa glielo dicevano, che era vero. Era
il suo Spike. spike19: Non è un trucco, te lo giuro. Sono realmente
io. Devo sapere, hai qualcuno di speciale nella tua vita ?
buffster: No. Non ho avuto nessuno dopo di te.
spike19: Oh Buffy. Mi spiace che tu sia sola. Ma sono felice che sei libera.
Mi sento così egoista
buffster: Ho bisogno di vederti. Puoi ritornare alla villa ? Vuoi ritornare
ad abitare qui ? Vederlo, toccarlo, amarlo come aveva voluto per 16 lunghi
anni; era malata per il desiderio intenso che sentiva. Avrebbe gettato le
sue braccia intorno a lui e non gli avrebbe mai permesso di andare. spike19:
Sarà difficile, ma ci proverò
buffster: Perché è difficile? A causa dei brutti ricordi ? Se
fosse stato necessario, lei avrebbe lasciato quella casa. Buffy avrebbe fatto
qualsiasi cosa per stare con lui nuovamente. spike19: No, non è quello.
Intendevo dire che i miei genitori proveranno a fermarmi. Hanno passato un
brutto periodo quando ho recuperato i mie ricordi. Ho dovuto mentire loro
e dire che ‘va tutto bene’ o sarei finito in un istituto per malattie
mentali Buffy aggrottò la fronte confusa. buffster: Genitori ?
spike19: Sì. Si chiamano Wesley e Winifred. Non sono così cattivi,
provano a fare la cosa giusta. Pensano solo che io sia un po’ matto
buffster: Aspetta… Quanti anni hai ?
spike19: 16 “Santa merda… oh merda”, disse Buffy, dandosi
una pacca in fronte lasciando poi scivolare la mano lentamente giù
per la sua faccia. spike19: Buffy ? So di essere giovane, ma è solo
l’età cronologica. Ci amiamo l’un l’altro, non importa.
In effetti sono molto più vecchio di te, considerando che ho vissuto
per 19 anni, sono stato morto per 25 e ora ho vissuto altri 16 anni. Ho girato
per molto tempo su questa terra.
buffster: Sono una tale idiota, ero così eccitata che non avevo pensato
potessi essere così giovane. Non posso stare con un bambino. Potrei
finire in prigione !
spike19: NON sono un bambino! Buffy, ti amo. Per favore non cacciarmi a causa
della mia età. Diventerò più vecchio.
buffster: Non so cosa fare. Anche io ti amo ancora. Ma ai tuoi genitori verrebbe
un infarto. Lo sai. Buffy pianse di frustrazione. Prima, quando lo aveva incontrato,
era un fantasma. Dopo, le era stato portavo via. Ora, era vivo e corporeo,
ma aveva 16 dannati anni ! Dio doveva veramente odiarla. Ma lei amava Spike.
Lo avrebbe amato per sempre e lo voleva. Avrebbero architettato qualcosa -
un modo. buffster: Spike ?
spike19: Hai ragione, ci creerebbero dei problemi. Ti farebbero sentire un
pedofilo per avere un fidanzato di 16 anni. Ho ragione ?
buffster: Sì, mi sentirei piuttosto strana. Non so che cosa fare Spike.
Il pensiero di un fidanzato così giovane l’aveva resa molto inquieta.
Ma era Spike, restituitole da qualche forza straordinaria. Non c’era
alcun modo in cui lei poteva stare lontana da lui o cacciarlo. Buffy era così
confusa. spike19: Ci prenderemo del tempo. Odio dovere aspettare ancora. Impazzirò
nell’attesa di vederti. Dovremo aspettare fino a che non sarò
legalmente adulto negli USA. Non so se ci riuscirò…
buffster: Voglio vederti anche io. Ma hai ragione. E tu non avresti qualche
problema a stare con qualcuno più vecchio ? Io ne avrei. Ho 37 anni,
Spike 37 e 16, la sua mente si bloccò alla differenza. Era una pervertita.
Una persona disgustosa che si approfittava di un giovane ragazzino. spike19:
Così saresti come una di quelle stelle del cinema Hollywoodiano con
un ragazzo-giocattolo stretto fra le braccia ; ) Buffy rise. Aveva uno strano
senso dell’umorismo. Beh… forse non sarebbe stato poi così
male. Per stare con l’uomo che amava, avrebbe affrontato gli sguardi
di disapprovazione degli altri. Avrebbe rischiato di essere emarginata, avrebbe
rischiato qualsiasi cosa. buffster: Bene, cosicché aspetteremo…
Possiamo almeno parlare fino ad allora ?
spike19: Sì, assolutamente! Ma non al telefono. I miei genitori farebbero
troppe domande. Ci sono programmi di Internet dove puoi parlare con qualcuno
e in effetti senti la sua voce. Mi informerò e ti farò sapere
quello che trovo. Potresti inviarmi una tua fotografia ? Buffy sobbalzò.
Era ancora bella, ma si sentiva molto imbarazzata. Sarebbe rimasto colpito
dal suo aspetto invecchiato ? Toccò la sua faccia. Le sue piccole rughe
sembravano profonde e scoscese come il Gran Canyon. buffster: Sai gia come
sono.
spike19: Non ti vedo da tempo, piccolo. Ho bisogno di guardarti
buffster: Sono più vecchia. Non sono più come quando avevo 21
anni
spike19: Sono sicuro che sei fantastica. Per favore, voglio vederti Buffy
sospirò, addolcendosi. C’era un solo modo per scoprire come avrebbe
reagito al suo aspetto. E anche lei stava morendo dalla voglia di vedere che
aspetto aveva lui ora. buffster: Ok. Proverò a trovarne una bella da
inviarti. Non ho idea a chi assomigli tu ora. Sei una persona diversa, all’esterno
intendo
spike19: Veramente--che tu ci creda o no--sono come ero prima. Non so come
o perché. Mi sono anche decolorato nuovamente i capelli. Papà
ha avuto un attacco di cuore, esattamente come il mio primo padre, Rupert.
Divertente
spike19: Devo andare, passerotto. La mamma mi chiama
buffster: Dio, tutto questo è così bizzarro ! Mi contatterai
più tardi ? Il cuore di Buffy pulsava fortemente di nuovo. Una parte
di lei credeva che non avrebbe dovuto permettergli di andare. Se la conversazione
fosse finita e non avesse più ricevuto sue notizie ? Se le fosse stato
portato via di nuovo ? Scosse la testa. Doveva avere fiducia che in qualche
modo le era stato restituito. Cercò di calmarsi, scacciando gli incubi
che si era creata. spike19: Si. Questa sera verso le 10. Devo andare ora,
mia madre sta salendo le scale. Ti amo. Buffy sorrise, le si illuminaro gli
occhi. La amava. Dopo tutto quel tempo, dopo quello che era successo, dopo
tutto il tempo in cui erano stati separate Lui ancora la amava. buffster:
Ti amo anche io, Spike
Buffy
e Spike comunicarono tramite il computer e lui le scrisse alcune lettere.
Lei purtroppo non poté inviargliene per il timore che venissero intercettate
dai suoi genitori.
Buffy fu sorpresa della foto che le inviò. Era esattamente uguale a
come se lo ricordava, solamente più giovane. La stessa voce (solo dal
tono più alto), zigomi, labbra e, la cosa più bella, i suoi
occhi. Poteva perdersi per sempre in quegli occhi. Spike la rassicurò,
riguardo alla foto che gli aveva inviato, dicendole che era ancora più
bella di prima. Che era invecchiata come il vino buono.
Buffy scherzò dicendo che era di più un pezzo di formaggio stagionato.
Gli anni passarono…
Gli anni passarono molto lentamente per loro. Potersi parlare era meraviglioso
ma aumentava ancora di più la voglia di vedersi e toccarsi.
Buffy si sentiva un grosso pervertito (sia perché lui era così
giovane sia perché si masturbava al computer), ma sperimentarono più
volte il sesso virtuale. Erano diventati bravissimi a digitare sulla tastiera
con una mano sola. Era meglio quando usavano il programma per comunicare in
viva voce, così avevano entrambe le mani libere e potevano sentire
l’uno i gemiti dell’altro.
Il 18° compleanno di Spike/Michael si stava avvicinando.
Quindi stava per venire da lei. Avrebbe potuto viaggiare legalmente da solo
attraverso gli stati e avrebbero potuto finalmente stare insieme. Si erano
innamorati ancora di più l’uno dell’altra nei quasi 2 anni
di separazione, attendendo che lui ‘crescesse’.
Buffy
si sedeva vicino allo stagno, il suo punto favorito per pensare e fare alcuni
schizzi a matita. Le libellule scendevano, sfiorando la superficie dell’acqua;
le rane gracidavano; i grilli cantavano; mamma anatra conduceva i suoi anatroccoli
in fila indiana attraverso l’acqua fino alla sponda lontana dello stagno.
Vicino allo stagno vi era una statua che Buffy aveva creato anni fa: una statua
dalle sembianze di Spike.
Assomigliava fortemente al David di Michelangelo, esattamente come lo Spike
reale. Lui era il suo Adone. La superficie dello stagno era pacifica e serena
e Buffy aveva necessità di quella pace.
Era nervosa come non le era mai capitato. Il compleanno di Spike era domani.
Sarebbe venuto a riunirsi a lei molto presto. Il suo desiderio di ottenere
infine quello che aveva chiesto con insistenza in quei anni la faceva diventare
matta.
‘Ferma. Prova solo a rilassarti. Non pensarci per un momento... Sarò
in completa confusione per tutto il tempo quando arriverà qui la settimana
prossima.’ Buffy pensava
“Ciao, piccola”.
Buffy si girò verso la voce che lei conosceva così bene.
“Spike ?” disse Buffy, stupita.
“Spero non ti importi che io sia venuto prima”. Spike le rivolse
un sorriso impertinente
Indossava un paio di jeans neri, una maglietta nera con una giacca di pelle
marrone sopra e stivali. I suoi capelli erano tirati indietro con il gel.
Buffy si riprese lentamente dallo shock, un sorriso si estese attraverso il
suo viso. “ No, non importa… ma non hai ancora 18 anni. Come mai
i tuoi genitori ti hanno permesso di venire negli Stati Uniti ?”
“Ho detto loro che sarei partito comunque. Mi hanno sgridato e cercato
di farmi cambiare idea, ma compirò 18 anni e non c’è niente
che possano fare a riguardo. Voglio passare il mio compleanno con te, passerotto”.
Camminarono l’uno verso l’altro, sentendosi sia eccitati che timorosi
di toccarsi. Si fermarono a pochi centimetri l’uno dell’altro,
solo guardandosi fissamente e bevendo l’aspetto dell’altro.
Poi, velocemente, chiusero la distanza fra loro e gettarono le braccia l’uno
intorno all’altro, baciandosi disperatamente.
“Dio--Buffy ! Mi sei mancata così tanto !” Spike sospirò,
baciandole le labbra e le guance”.
“Mmmm--mi sei mancato anche tu !” Buffy respirò affannosamente
nella sua bocca.
Cominciato a perdere il controllo, strofinandosi l’uno contro l’altro
e strattonandosi gli abiti. In qualche modo Buffy recuperò il senno
e lo fece fermare.
“Dobbiamo fermarci”, ansimò Buffy. “Ci sono dei bambini
qui intorno”.
Spike si è guardò intorno. “ Oh, giusto…I piccoli
di Willow e Xander…”
Respirò profondamente per recuperare il controllo.
I loro contatti divennero più gentili e apprezzarono la sensazione
di essere insieme. Spike strofinò le sue labbra sulla sua guancia.
“Non posso credere che tu sia veramente qui”, disse Buffy dolcemente,
chiudendo gli occhi. Le sue labbra erano così morbide e soffici.
“Neanche io posso credere di essere veramente qui. Non sai quante volte
ho sognato questo momento”.
“Anche io”, disse Buffy. Quindi abbassò lo sguardo, imbarazzata.
“Sono tanto più vecchia di te. Ho 39 anni… Come può
un ragazzo giovane e robusto volere me ?”
Spike mise due dita sotto il suo mento e le alzò il viso verso il suo.
La guardò con occhi pieni di amore e devozione.
“Sei bellissima. Lo pensavo veramente quando ho detto che sei più
belle di prima. Il tempo ti ha solo perfezionata. Starei con te anche se assomigliassi
a Quasimodo. Amo chi sei, dentro e fuori, dalla testa ai piedi. Amo tutto
di te. Non mi preoccupo della tua età o di qualche ruga. Io ti amo,
Buffy Summers”.
Buffy in quel momento si sentiva anch’essa un’adolescente. Era
ipnotizzata dagli occhi di lui e dalla passione per lei che vi leggeva dentro.
Sorrise timidamente con lacrime di allegria nei suoi occhi. “Sai…
che dovrai prenderti cura di una piccola vecchia signora un giorno”.
“La renderò la più felice piccola vecchia signora sulla
faccia della terra e l’invidia di tutti i suoi amici dai capelli bianchi.
Questa è una promessa”.
Spike sorrise affettuosamente quindi la baciò con passione.
Risero quando la sollevò e la fece rigare in cerchio. Quindi, lentamente,
la rimise a terra facendola scivolare contro il suo corpo ed assaporandone
la sensazione. Si baciarono di nuovo.
Buffy
presentò Spike/Michael a tutti. Li aveva già informati molto
tempo fa circa il fatto straordinario accaduto, cosicché non fossero
sorpresi. Ma fu veramente uno shock per Willow e Xander quando lo videro in
carne ed ossa.
Buffy ad un certo punto prese da parte i suoi amici e domandò loro
se lei e Spike potevano avere più privacy quella notte. Essi capirono
completamente e assicurarono che nessuno li avrebbe infastiditi e avrebbero
messo a letto i bambini con i tappi nelle orecchie. Xander fece un commento
sulla tensione sessuale che sarebbe scoppiata come una bomba atomica quando
finalmente sarebbero stati insieme.
Buffy rispose, “Non ne hai la minima idea !”
Willow e Xander pensavano che la situazione fosse folle per tanti aspetti:
Buffy stava con un tipo di 18 anni; il diciottenne li conosceva e parlava
di cose avvenute 18 anni prima e aveva lo stesso aspetto fisico di un tempo,
sebbene fosse biologicamente un’altra persona. Ma le stranezze erano
all’ordine del giorno da quando si erano trasferiti in quella casa.
Non vollero pensarci più e furono felici per quanto Buffy sembrasse
felice. Era stata sola e triste per molto tempo. Ora sembrava ritornata la
vecchia Buffy piena di vita. C’era uno scintillio nei suoi occhi che
non c’era stato per molto tempo.
-----------------------------------------------------------------------------------
Più tardi quella sera…
Spike si sedette sul letto di Buffy, attendendo che lei ritornasse. Si agitò
nervosamente. Non aveva mai fatto sesso in quel corpo prima ed era passato
molto tempo da quando erano stati insieme. L’ultima volta lui non era
nemmeno vivo, solo un fantasma che poteva diventare solido per breve tempo.
Risparmiarsi per Buffy era qualcosa che non aveva nemmeno avuto bisogno di
considerare. Dopo che aveva ricordato la sua vita passata ( e non-vita come
fantasma ) non c’era stato spazio alcuno nel suo cuore per un’altra
donna. I suoi pensieri erano colmi di lei e lei sola.
Buffy era uscita dalla stanza per un momento e lui iniziava a chiedersi se
sarebbe ritornata quando sentì aprire la porta.
“Chiudi gli occhi”, disse Buffy attraverso lo spiraglio della
porta.
“Che cosa ?” Spike sorrise.
“Chiudi gli occhi, ti ho detto ! Ho una sorpresa !”
“Ok”, sorrise e mise le mani sugli occhi, “sono chiusi “.
Buffy sogghignò ed entrò con una torta al cioccolato, una di
quelle già pronte facili da cuocere al forno che piacevano a Jadzia
(e piacevano molto anche al suo babbo, Xander). Una candelina accesa era stata
messa al contro di essa. Buffy l’aveva finita appena in tempo. L’orologio
del nonno al piano inferiore cominciò a suonare l’ora, mezzanotte.
Buffy si avvicinò al letto e si sedette accanto ad uno Spike sorridente.
Lei aveva anche colto l’opportunità per sistemarsi un po’:
aveva raccolto i capelli, aveva applicato un po’ di trucco e aveva indossato
un baby-doll nero, al momento coperto dall’accappatoio di seta nero.
Non aveva voluto camminare per la casa mezza nuda.
“Apri gli occhi !” disse Buffy, tenendo la torta davanti a se.
Spike tolse le mani dagli occhi e guardò la torta ridendo.
“Tu pensi a tutto, piccola”.
“Esprimi un desiderio”. Buffy sorrise.
Spike la guardò negli occhi. “Ho già tutto quello che
voglio… ma... va bene, ne ho uno”.
Chiuse gli occhi ed espresse il desiderio quindi soffiò sulla candela.
Risero di soppiatto.
“Hai fatto una graziosa piccola torta”. Spike sogghignò.
“Pronta da cuocere al forno”, disse Buffy prendendo con il dito
una piccola porzione di crema al cioccolato e succhiandolo avidamente.
Gli occhi di Spike divennero scuri e tempestosi nel giro di pochi secondi.
Buffy notò la lussuria animale nei suoi occhi e sulla sua faccia.
Immediatamente si sentì calda come l’inferno. Sorrise seduttivamente
ed immerse il dito nella glassa di cioccolato e lo avvicinò alla sua
bocca.
“Vuoi assaggiare ?” domandò
Spike leccò il suo dito quindi lo risucchiò leggermente nella
sua bocca. Accarezzò il polpastrello con la lingua mentre la guardava
fisso nei suoi occhi socchiusi.
Essi gemettero.
Buffy ritirò lentamente il dito dalla sua bocca. “Buono ?”
domandò sospirando.
“Molto. Ne vorrei avere un po’ di più”. La voce di
Spike era bassa e roca.
“Come ci si sente ad avere 18 anni ?” domandò Buffy, raccogliendo
un po’ più di glassa.
“Finora ? È il compleanno migliore di tutti--molto meglio del
mio primo 18° compleanno”.
“Non ti ho nemmeno ancora dato il tuo regalo”, sussurrò
Buffy, sporcandogli di glassa il labbro inferiore “.
La lingua di lui scivolò lungo il suo labbro, leccando la glassa. Questo
era quasi troppo per Buffy da sopportare. Il suo corpo tremava di eccitazione.
Decise di spostandosi, non sapendo quanto tempo avrebbe resistito prima di
saltargli addosso. Si chiese se era celibe da tempo sufficiente da essere
diventata di nuovo vergine… Gli imeni ricrescono ?
Buffy mise la torta sul comodino e si alzò. Andò vicino al lettore
CD e lo accese. ‘I Want You (She’e so Heavy)’ dei Beatles
cominciò a suonare. Lei amava questa canzone; l’emozione che
trasmetteva era intensa al punto giusto, si adattava al suo umore perfettamente.
Aveva sviluppato una passione per la musica di Spike durante gli anni trascorsi.
Buffy ritornando verso il letto, sorridendo alla faccia adorante che la guardava.
Sciolse la cintura dell’accappatoio e lasciò scivolare dalle
sue braccia al pavimento. Rimase in piedi di fronte a lui nel suo baby-doll.
Buffy sapeva che il suo corpo era bello, ancora meglio di quanto fosse stato
negli anni passati. Si era allenata con il sacco e fatto kickboxing varie
volte alla settimana. Il suo sedere ed i suoi seni sfidavano ancora la gravità;
il suo corpo era tonico ed asciutto. Spike pensava che era la donna più
bella che avesse posato piede sulla Terra.
I want you, I want you so bad I want you, I want you so bad It’s driving
me mad, it’s driving me mad
“Vuoi fare l’amore, Spike ?” domandò Buffy. “Se
non vuoi, possiamo--”
“No ! Io voglio--lo desidero… tantissimo”. Spike arrossì
un po’ per non essere in grado di pensare coerentemente e per il suo
membro duro come una sequoia che premeva nei suoi pantaloni.
Buffy
si spostò sistemandosi fra le sue ginocchia; gli accarezzò la
faccia e passò le dita fra i suoi capelli.
I want you, I want you so bad babe I want you, I want you so bad It’s
driving me mad, it’s driving me mad
“Ti devo confessare… di essere veramente nervosa”, disse
Buffy con un sorriso.
“Anche io”, disse Spike, fissandola.
“Questa è la tua prima volta--in questo corpo--ed è la
prima volta da… beh da quando--eri un fantasma... Ricordo difficilmente
come…”, Buffy rise leggermente.
Spike sorrise e fece scorrere le mani lungo le sue cosce lisce e sulla schiena
fino ad abbracciare i suoi fianchi stretti. “E’ come andare in
bicicletta, non trovi ?”
Entrambi sospirarono.
I want you, I want you so bad babe I want you, I want you so bad It’s
driving me mad, it’s driving me mad
I want you, I want you so bad I want you, I want you so bad It’s driving
me mad, it’s driving me mad
Buffy si allontanò e gli fece segno di alzarsi. Quando lui fu in piedi
gli si riavvicinò, tirò fuori la sua maglietta dai jeans e la
sollevò sopra la sua testa. Il suo petto era liscio e muscoloso. Fece
scorrere le mani lungo il dorso mentre lo baciava sul collo. La sua pelle
era così calda e morbida.
She’s so heavy Heavy, heavy, heavy
La mano di Buffy scivolò alla sua vita, slacciando la cintura e sbottonando
i jeans. Le mani di lui le accarezzavano dolcemente i fianchi. Buffy spinse
i jeans giù dal sedere. Una delle mani accarezzò il suo sedere
sodo mentre l’altra scivolò davanti ed avvolse il suo pene esigente.
Spike inspirò profondamente; aveva atteso il momento di sentire ancora
quel contatto per così tanto tempo. La mano di lei scivolò su
e giù per alcune volte prima di lasciarlo andare.
“Distenditi,” disse Buffy, baciandolo dolcemente sulle labbra.
Spike si distese sul letto; il suo petto si alzava e si abbassava velocemente.
Buffy salì sul letto e fece aderire il suo corpo a quello di lui, catturando
le sue dolci labbra bacio dopo il bacio.
She’s so heavy She’s so heavy, heavy, heavy
I want you, I want you so bad I want you, I want you so bad It’s driving
me mad, it’s driving me mad
I want you, you know I want you so bad babe I want you, you know I want you
so bad It’s driving me mad, it’s driving me mad yeah
She’s so...
Durante la parte strumentale della canzone, si comportarono come due adolescenti
sessualmente impazziti (e uno di loro lo era). Le loro mani non risparmiarono
nessun pezzo di pelle sul corpo dell’altro; toccarono e coccolarono
la carne dell’altro come pazzi.
Spike sorrise contro le labbra di Buffy mentre iniziava la canzone successiva.
Era ‘Into the Mystic’.
“Penso che dovremmo ballare nuovamente questo pezzo”. Buffy si
piegò e lo baciò velocemente, succhiando il suo labbro inferiore
e mordicchiandolo.
Spike gemette con desiderio.
Buffy si alzò e rimase in piedi accanto al letto. Prendere una pausa
l’avrebbe aiutata a rilassarsi e ad essere più sicura. Buffy
fece scorrere le mani lungo il proprio corpo, gli occhi di Spike era fissi
su quelle mani, seguendole, la sua lingua passò indietro e avanti sulle
labbra. Le mani salirono alla testa liberando i capelli dalla crocchia. Scosse
la testa lentamente e la treccia dorata rotolò giù sulle spalle
e sulla schiena.
Spike pensò che avrebbe potuto venire solo guardandola, era così
erotica. Tirò alcuni respiri profondi, fissandola con desiderio a stento
contenuto.
Buffy sorrise e tirò giù i jeans del ragazzo sfilandoli via
dalle gambe.
“Niente biancheria intima, mmh ?” Inarcò un sopracciglio.
Spike ghignò. “Non è utile come gli abiti che si dissolvevano
come ero solito fare. Ma si risparmia tempo”.
“Mmmm--concordo…”. Buffy gli fece l’occhiolino e strisciò
nuovamente sul letto.
Salì a cavalcioni dei suoi fianchi magri, seguendo lentamente con le
mani le colline e le valli del corpo di lui. Buffy stava assaporando il momento;
essere seduta su di lui, la sua carne calda dura e solida sotto lei. Questa
volta senza il pericolo che sparisse o dover fare attenzione a non passargli
attraverso.
Spike stava ansimando sotto di lei. “Buffy, per favore... Sto dannatamente
per scoppiare se--”.
Buffy lo fece tacere lasciandosi cadere e coprendogli la bocca con la sua,
baciandolo con passione. Egli gemette e passò le braccia intorno a
lei, facendole correre lungo la schiena. Buffy si sedette e fece scendete
le spalline del baby-doll dalle spalle. Le mani di Spike corsero lungo le
sue braccia ed abbassarono le spalline di più, esponendo i seni.
Spike si alzò e baciò il suo petto mentre le accarezzava la
schiena con le mani. Buffy passò le dita nei suoi capelli mentre Spike
divorava i suoi seni come un uomo affamato voleva una bistecca succosa. Lei
lo fece allontanare e, prendendogli la faccia nelle sue mani, schiacciò
le loro labbra di nuovo insieme.
“Ti voglio !” esclamò Spike nella sua bocca.
Buffy poteva sentire la sua urgenza, sia nei baci appassionati sia nel modo
in cui la sua erezione pulsava tra i loro corpi. Neanche lei voleva attendere
ancora. Gentilmente lo spinse a distendersi, quindi lentamente si tolse la
lingerie.
“Dio--Buffy... sei così bella, piccola”, disse Spike con
il fiato corto, guardando il suo corpo con occhi vitrei. “E’ reale
tutto questo ? Non mi sveglierò come ho fatto così dannatamente
tante volte ?”
Il sorriso di Buffy si allargò mentre riprendeva posto sopra di lui.
Le sue dita gli strofinarono i capezzoli.
“Ti sveglierai domani mattina--con me”. Buffy prese il suo pene
eretto nella mano e lo ammirò per un momento prima di alzarsi e iniziare
la discesa lunga e deliziosa.
Respirarono pesantemente, Spike si afferrò alle cosce di lei. Buffy
dovette combattere per mantenere gli occhi aperti per guardare la sua faccia
mentre affondava su di lui, le sue palpebre si agitavano volendo chiudersi.
Infine, giunse a sedersi contro il suo bacino. Rimase li seduta per alcuni
secondi, senza muoversi.
Spike aveva dei problemi a ricordarsi come si faceva a respirare. La vista
di Buffy sopra di lui, I suoi lunghi, biondi capelli che risplendevano alla
luce; il suo viso era l’immagine del piacere; il suo corpo sodo e perfetto;
la sua vagina era così stretta che pensava gli avrebbe stritolato il
suo membro. Dovette lottare per non raggiungere l’orgasmo; sarebbe stata
delusa se fosse venuto così presto. Si schiaffeggiò mentalmente,
cercando di mantenere il controllo sul suo corpo.
Buffy roteò i fianchi, facendolo entrare più in profondità,
quindi iniziò a muoversi su e giù lentamente. Non aveva fatto
sesso da veramente molto tempo ed era difficile trattenersi. Ma stavano aspettando
da un’eternità di fare l’amore e voleva che questo momento
potesse durare quanto più a lungo possibile.
Dopo solo alcuni minuti, la necessità e il desiderio intenso divennero
insopportabili. Entrambi lo volevano fare duramente e velocemente. Gentilezza
e cortesia potevano aspettare
“Ohhh--Oh Spike!” gemette Buffy, alzandosi ed abbassandosi su
di lui con vigore.
“Buffy--Piccola--Ahhh!”
Buffy premette il petto contro il suo mentre continuava a muoversi su lui.
Si baciarono voracemente.
Spike invertì le posizioni e si alzò sulle mani per guardarla
mentre pompava più duramente e rapidamente nel suo calore. Le gambe
di Buffy gli avvolsero i fianchi, esortandolo a cacciarsi più in profondità
e più duramente.
“Ti amo!” gemette Spike, pompando con i fianchi furiosamente.
“Uhhhh! Ti--amo--anche io! OHHH!”
Spike si alzò e fece scivolare una mano fra loro per toccare il suo
clitoride per portarla con lui all’orgasmo.
“Spike! Unnngghaa! SI..OHH..DIOO..SIII!” gridò Buffy, i
suoi muscoli interni cominciarono a contrarsi intorno al suo pene.
Gli occhi di Spike rotearono all’indietro mentre raggiungeva anch’egli
l’apice, riversando in lei il suo seme. “Ahhh--Buffffy!”
I loro corpi si contrassero e sobbalzarono, i loro gemiti e le loro grida
di piacere riempirono la stanza.
Spike rotolò sulla schiena, un ghigno soddisfatto sul viso ed il respiro
che cominciava a ritornare normale. Buffy aveva un ghigno simile; si girò
sul fianco ed accarezzò quel corpo giovane e tonico mentre gli lasciava
soffici basi sulle spalle e sul collo.
“Mmmm--Spike, è stato così bello--meraviglioso...”
“Mmm-hmmm,” concordò Spike. “Dio--E’ stato
meglio di quanto immaginassi.”
“Buon Compleanno, piccolo,” disse Buffy quindi lo baciò.
I suoi occhi si spalancarono all’improvviso. “Buffy--noi--non
abbiamo usato niente. Nessuna protezione. Io--”
“Shhh,” Buffy strofinò le labbra sulla sue, “Va tutto
bene. Non importa se sono rimasta incinta”. Lo guardò fisso negli
occhi. “Ti amo. E vorrei avere un bambino da te.”
“Tu… lo vorresti ?”
Buffy fece segno di si con il capo e sorrise. “Non sono più una
ragazzina e non mi rimane ancora molto tempo per avere un figlio. E tu sei
l’uomo con cui voglio passare il resto della mia vita… Lasciamo
che accada quel che deve accadere. A meno che tu non voglia che facciamo attenzione...
va bene se vuoi così”.
“No... Mi--mi piacerebbe avere un bambino--con te”. Spike le accarezzò
gentilmente una guancia, seguendo con le dita la linea del collo. “Ho
62 anni se contiamo da quanto tempo sono in giro… Dovrei cominciare
a pensare di formare una famiglia.” Sorrise. “Spero che troveremo
lo stesso del tempo solo per noi due. Ma non ho nulla in contrario se vuoi
calarti nella ‘modalità famiglia’.
Rimasero in silenzio per alcuni momenti pensando.
“Buffy?”
“Hmmm?” guardò su a lui.
“Vuoi sposarmi, passerotto ? Voglio passare con te il resto della mia
vita. Non ci sarà nessun’altra.”
Buffy sobbalzò ed inarcò un sopracciglio. “Sei... sei
sicuro ? Non sei obbligato a chiedermelo--”
“No, sono sicuro. Ho anche un anello nei miei bagagli… Volevo
tanto dartelo. Se non fossi stato incorporeo, te lo avrei chiesto 18 anni
fa.”
Spike sorrise.
Il viso di Buffy si illuminò. “Si ! Si, ti sposerò, Spike.”
Spike la strinse dolcemente tra le braccia e la baciò appassionatamente.
“Ti amo così tanto, piccola. Grazie per aver detto di si.”
“Non avrei potuto rispondere diversamente,” disse Buffy baciandolo
nuovamente, questa volta lentamente e dolcemente.
La mano di lei scivolò lungo il corpo di Spike, le dita si avvolsero
intorno al suo pene rilassato e lo strinsero amorevolmente. Buffy ghignò
quando lo sentì diventare duro e nuovamente in erezione.
“Mmmm--Penso che potrei abituarmi a questa cosa dell’uomo giovane/donna
matura. Mi amerai ancora quando sarò vecchia e piena di rughe ?”
chiese baciandolo dolcemente.
Spike sorrise e si alzò lentamente, facendola adagiare nuovamente sulla
schiena per rispondere a quella domanda con il suo corpo invece che con le
parole.
-------------------------------------------------------------------------------
Nella stanza a fianco, Xander era disteso nel letto, completamente sveglio.
Aveva provato a non ascoltare, ci aveva veramente provato...
Ma aveva sentito i gemiti e le esclamazioni. E--Buon Dio--lo stavano facendo
di nuovo ! Xander guardò l’orologio, erano passati solo 5 minuti.
Dannazione, quel ragazzo recuperava in fretta. Xander era duro come una roccia.
Se solo Anya non fosse stata addormentata…
Anya si giro e gli mise una mano sul petto. Xander la guardò e vide
che anche lei era sveglia. Lei si leccò sensualmente le labbra e strofinò
il piede su e giù lungo la sua gamba. Xander sogghignò, rotolò
sopra di lei e cominciò ad amarla.
Dopotutto, Anya pensò che negli anni a venire ci sarebbero stati dei
vantaggi ad avere Buffy ed il suo giovane amante nella stanza a fianco. Non
c’era niente di meglio che sentire qualcuno fare sesso per accendere
il desiderio, tranne naturalmente guardarli. Ma dubitava che i due biondi
sarebbero stati d’accordo…
Epilogo
Due
mesi più tardi, Buffy e Spike vennero sposati da Tara nel gazebo sul
prato della villa.
Tara era una Alta Sacerdotessa Wiccan, autorizzata dallo Stato a celebrare
matrimoni. Non c’era nessun altro che avrebbero voluto per sposarli.
Alla cerimonia parteciparono tutti i loro amici, famiglie e molti concittadini.
I genitori di Spike, Wesley e Winifred, dapprima si erano opposti al matrimonio,
ma quando erano venuti ad incontrare Buffy, non avevano potuto negare l’amore
nei suoi occhi per il loro figlio. Ancora non gli piaceva la differenza di
età, ma avevano voluto rimanere nella vita di Spike. Insistere sull’argomento
sarebbe servito soltanto ad alienarsi il figlio e non conoscere i futuri nipoti.
Fu la più grande festa che la città di Sunnydale aveva mai visto
Spike e Buffy danzarono nella sala da ballo--lo avrete indovinato--’Into
the Mystic’, come loro primo ballo da marito e moglie.
“Non vedo l’ora di andarmene fuori da qui e dare a mia moglie
una ‘prova’ del mio amore”, sussurrò Spike contro
il suo orecchio.
Buffy sorrise, “Non aspetto altro. Potrò dartene una ‘prova’
anche io ?” domandò con un timido sorriso.
“Ti prendo dannatamente in parola, piccola”. Spike sorrise a la
baciò dolcemente.
Altre coppie li avevano raggiunti sulla pista da ballo.
“La gente iniziava a pensare male di me; una donna di una certa età,
mai stata sposata…”. Buffy sorrise.
“Mmm, sono felice di poter fare di lei una donna onesta, Sig.ra Summers-Wyndham-Pryce…
Sei sicura di volere tutti quei trattini nel tuo nome, passerotto ?”
scherzò
“Si, mi piacciono i trattini. Mi sembra una cosa… di classe,”
ricambiò lo scherzo.
“Tu sei di gran classe, piccola.” La fece voltaggiare quindi la
attirò nuovamente contro il suo corpo.
Ballarono per alcuni momenti in silenzio.
“Non avrei mai pensato che lo avremmo fatto…” sussurrò
Buffy. “L’ho sognato così tante volte--E ogni volta mi
svegliavo così triste, così depressa…”
Spike accarezzò il suo viso e le alzo il mento per guardarla negli
occhi. “Non dovrai più essere triste. Mai più depressa.
Ora abbiamo tutto quello che abbiamo sempre voluto.”
“Mi sembra ancora un bel sogno… troppo bello per essere vero,”
disse Buffy, annegando nei suoi chiari occhi blu. “Ma se è un
sogno, questa volta non voglio svegliarmi.”
“Non è un sogno, Buffy. Ci siamo realmente sposati non più
di un’ora fa, stiamo veramente danzando il nostro primo ballo da sposini,
e,” strusciò le labbra sul suo orecchio, “Ti prenderò
realmente tra le braccia, ti porterò di sopra e farò l’amore
con te tutta la notte… naturalmente non appena avremo fatto quella cosa
del taglio della torta e posato per alcune foto”
Buffy sospirò e sorrise. “Per tutta la notte? Pensi di poter
mantenere la promessa ? Guarda che ci conto”.
“Te lo giuro. Non rimarrai delusa”.
“Mmmm, va bene ma… se risparmiassimo qualcosa per la Giamaica
?” domandò Buffy.
“Ho tonnellate di energia, passerotto. Lo sai. Se non mi avessi deflorato
la notte che ci siamo riuniti, avremmo potuto farne un evento per la Luna
di Miele”.
Buffy ridacchiò e gli diede un pugno giocoso sulla spalla.
“Con tutto l’amore ed il sesso sfrenato che abbiamo in progetto
potrebbe esserci una buona possibilità di avere una piccola Buffy o
uno Spike Junior”.
“Chi lo sa ? Forse se lo vogliamo…” Spike le baciò
delicatamente la guancia. “Se è destino che avvenga, avverrà.
Il fato ha un modo di lavorare tutto suo…. o così sembra”.
Buffy mise le braccia intorno a suo marito e appoggiò la testa sulla
sua spalla.
Sospirò felice. “Sì, il destino alcune volte è
veramente buffo”.
10 mesi più tardi una bambina bionda e perfetta nacque da Spike e Buffy. La chiamarono Darla.
Fine