Subject: AU - umani e fanasmi
Warnings for:
Violenza.
Rating: NC17
Genere: Romance, Angst.
Lunghezza: 12 capitoli
Summary:
Buffy si trasferisce in una vecchia casa. Scopre in fretta che non è propriamente disabitata. Spike la osserva...
Link dove trovare la ff in originale: http://www.still-believe.org/paganbaby/stories/seeing_you.html

Forgive me father, for I have sinned

Capitolo 1 - Solo i soli


Spike entrò lentamente nella sua camera da letto.
Era un bell’uomo di diciannove anni. L’età dove le persone cominciano a vivere la loro vita.
Indossava un paio di blue jeans sbiaditi con una cintura di pelle nera, una t-shirt di Sid Vicious e anfibi neri. Le sue mani dalle dita affusolate erano ornate da anelli d’argento; attorno al collo indossava una catena con lucchetto; le sue unghie erano pitturate di nero, lo smalto era scheggiato. Capelli biondi-bianchi, appuntiti rilucevano come un faro. I suoi occhi pieni di sentimento, color blu scuro, erano rinforzati da una polvere orientale per scurire le palpebre.
La luce del sole fluiva attraverso la finestra del secondo piano. Milioni di piccoli granelli di polvere danzavano nei raggi dorati. Infilò la mano nel raggio di luce, spezzando momentaneamente i granelli prima che si accumulassero di nuovo.
“Beh, mi sono divertito abbastanza per oggi,” Spike disse sarcasticamente con voce trascinata.
Tutto sembrava uguale. Niente di differente. Niente di cambiato. Niente accadeva mai.
Incrociò la finestra e guardò fuori la vegetazione simile ad una giungla nel cortile di fronte e sospirò. I suoi occhi esaminarono il cortile per la--quante volte l’aveva guardato? Doveva essere stato almeno mille volte. Colpì leggermente ed in modo assente i drappi bianchi e malridotti che incorniciavano la finestra rotta.
“Questo è quello a cui mi sono ridotto…” disse tristemente Spike. “A guardare un dannato giardino per divertimento…”
Era così stanco di quel posto. Perché non poteva ancora lasciarlo? Non poteva ricordarlo. Era frustrante. Stava quasi per ricordarsi qualcosa, qualcosa d’importante, poi era fuggito via dalla sua presa. Forse avrebbe provato ad andarsene… più tardi. Ora, voleva solo guardare fuori dalla finestra.
Sua cugina Darla l’avrebbe chiamato presto al piano di sotto per il pranzo? No--ricordò in seguito. Darla era morta.
“Io sono morto,” disse Spike alla stanza vuota. “Tutti sono morti.”
Era vero. Ogni tanto lo scordava. Lo dimenticava spesso, a dire il vero.
Sapeva che c’erano altri come lui nella casa, spiriti incorporei. Li vedeva qualche volta, andare di stanza in stanza, con espressioni tristi e sofferenti sui loro visi. Di solito sembravano non notarlo. Avrebbe voluto chiamarli, disperato per la voglia di aver qualcuno con cui parlare, per un po’ di compagnia, ma loro continuavano per la loro strada, nemmeno si fermavano per dargli un’occhiata. Alcuni erano matti da legare, diventati pazzi molto tempo fa, ma la maggior parte scivolava nelle sale proiettando sofferenza e disperazione.
Non erano soli anche loro? Non avevano voglia di parlare con un’altra persona? Ogni tanto, uno degli altri si fermava e lo guardava. Sembravano non sapere cosa farne di lui. Bisbigliavano le loro parole, facendo diventare difficoltosa la conversazione con loro.
Da quanto tempo era lì? Probabilmente da lungo tempo. Aveva l’impressione che fosse una maledetta eternità.
Sospirò di nuovo. Era così solo, completamente solo. Ma--qualcosa gli diceva di resistere. Qualcosa sarebbe accaduto, qualcosa sarebbe venuto per lui o da lui. Se buono o cattivo, non lo sapeva. Ma qualcosa sarebbe accaduto… alla fine. Doveva solo essere paziente ed aspettare.
Il suo corpo divenne sempre più trasparente fino a che non scomparì completamente.
****
Una settimana dopo…
Buffy Summers fermò la sua jeep rossa davanti alla casa in rovina.
Buffy aveva ventun’anni ed era un’aspirante artista. L’arte era sempre stata la sua passione. Sua madre Joyce aveva inculcato in lei l’amore per l’arte già in tenera età. Quello era quello che voleva fare nella sua vita e, grazie ad un’eredità generosa ricevuta dalla defunta zia Prudence, era libera di seguire il suo sogno.
Velocemente scese e guardò la sua nuova proprietà. La casa era in rovina, la pittura si era staccata, le persiane o erano completamente assenti o erano appese solo per un perno e il terreno era sovraccarico di vegetazione.
Ma sorrise come se stesse guardando il Taj Mahal. Quando lei, Willow e Xander avevano comprato quel posto, sapevano di dover effettuare la maggior parte dei lavori con le loro mani, ma quello era quello che volevano.
Buffy non poteva credere alla loro fortuna. Ricordava il giorno in cui avevano trovato quel posto. Stavano guidando attraverso il paese, di ritorno da Los Angeles. Avevano cercato un posto da comprare tutti assieme per qualche mese, ma senza successo. Tutti i luoghi che avevano visitato non avevano fatto saltare di gioia Buffy, non la catturavano. Willow e Xander stavano diventando impazienti, pronti a prendere qualsiasi cosa. Ma Buffy era risoluta.
Poi l’aveva notata dalla strada intanto che guidavano. Buffy li aveva spaventati quasi al punto di far cagare sotto Xander urlandogli di fermare la macchina. Si fermarono e Buffy scese, camminando velocemente fino ai cancelli aperti dell’entrata. Willow e Xander la raggiunsero, fissando la vecchia dimora.
Buffy aveva sentito qualcosa accendersi nella sua testa quando aveva puntato gli occhi al posto. Quella era la loro casa. Quella era la casa che aveva aspettato di vedere. Qualcosa di quest’ultima l’aveva chiamata. Buffy aveva visto quel posto prima, nei suoi sogni. Solo, nei sogni, era intatta. Aveva bisogno di farla apparire ancora così. Si sentì dominata.
La casa era in stile Tudor, costruita attorno ai primi del 1’900 come missione, secondo l’agente immobiliare, Warren Mears. Era stato distaccato e schietto in modo maleducato fino a che Buffy non gli aveva detto che volevano la casa. Il suo viso si era illuminato ed era diventato molto cordiale e amichevole. Willow aveva chiesto perché un posto elegante così grande e antico non era stato venduto in venticinque anni. Warren aveva spiegato che la casa richiedeva troppi lavori che le persone poco avventurose erano riluttanti ad eseguire e che pensava che loro avevano le “idee giuste” per effettuarli. Stava chiaramente dando una lisciata ai loro ego. Il ragazzo era una volpe, ma Buffy era determinata a comprare quella casa.
Adesso, era sua. Beh, sua, di Willow e Xander. Era perfetto. Buffy avrebbe avuto pace e tranquillità per dipingere e scolpire, Xander sarebbe stato capace di sistemare il posto con la sua abilità di carpentiere e Willow avrebbe potuto lavorare ai programmi di computer che stava sviluppando. E quando sarebbe stato tutto completato, avrebbero avuto una bella magione di loro proprietà.
“Ci vorrà un po’ di tempo,” disse Buffy a voce alta. “Ma sarà--“
Si fermò quando notò qualche movimento in una finestra al piano di sopra. Buffy avanzò nel cortile ricoperto di vegetazione, socchiudendo gli occhi verso la finestra. C’era qualcuno lì? Qualsiasi cosa avesse visto, o pensavo di aver visto, non c’era più.
Buffy rise nervosamente. “Calma. Era solo la brezza che soffiava tra le tende. Non c’è nessuno. Se passerò l’intera notte qui, da sola, farei meglio a diventare dannatamente più forte.
Tornò alla jeep per prendere il suo equipaggiamento e qualche provvista dal portabagagli.
****
Spike era in piedi vicino alla finestra, come faceva sempre a quell’ora del giorno. Una jeep si era fermata di fronte alla proprietà. Inclinò la testa da un lato. Non molte persone si fermavano lì. Era patetico che si stesse eccitando tanto per il nuovo evento della giornata. La sua vita (o vita nell’aldilà) era talmente prevedibile e solitaria che anche dei curiosi, che sarebbero probabilmente tornati subito nella loro macchina, lo rendevano felice.
Una donna bionda scese dalla jeep e si avvicinò alla casa. Era carina. Questo era piacevole. Spike vedeva raramente qualcosa di bello. Sospirò, desiderando di poterle dire “Buongiorno” e dirle di non andarsene.
La donna guardò verso la sua finestra. Spike all’inizio fu spaventato. Poteva vederlo? Una specie d’istinto spettrale gli suggerì di nascondersi, per fare in modo che lei non lo vedesse. Si spostò dalla finestra, il suo cuore fantasma gli batteva furiosamente nel petto. Dopo un minuto, rischiò un’altra occhiata. Stava tornando verso la sua macchina.
Spike aveva voglia di piangere. Lei se ne stava andando e non sarebbe più tornata. Nessuno lo faceva mai. Ma poi… lei era di ritorno. Aveva un sacco a pelo arrotolato sotto un braccio e portava una scatola nell’altro. Stava per entrare in casa. Avrebbe avuto almeno la compagnia di un’anima calda e viva per la notte.
Spike voleva stare vicino a lei, per sentire la sua forza vitale e guardarla. Più lei si avvicinava alla casa, più diventava attraente. Era bella. La luce del sole giocava nei suoi capelli, facendoli diventare come fili dorati. Un ricordo solleticò il retro della sua mente. C’era qualcosa di familiare in quella donna… ma non riusciva a ricordare cosa fosse. Se tutto fosse andato bene, gli sarebbe tornato in mente.
Si chiese se gli altri l’avrebbero disturbata durante la notte. Non voleva che la spaventassero, voleva che quella ragazza rimanesse il più a lungo possibile. Spike decise di intromettersi e di tenere gli altri fantasmi lontani da lei.
Quella era un divertimento inaspettato per lui e intendeva godersi di più ogni secondo della presenza della ragazza.

Capitolo 2 - Incontri ravvicinati

Buffy si mise immediatamente all’opera.
Aprì tutte le finestre del primo piano. L’odore stantio del deterioramento nella casa era potente e pungente. Il posto era stato chiuso per venticinque anni così l’odore era estremamente cattivo. Dopo aver fatto quello, si recò nel soggiorno, guardando sotto le lenzuola che coprivano i mobili. Tutto era bello e richiedeva solo pulizia e alcuni di essere tappezzati di nuovo. Buffy si chiese perché tutto fosse stato lasciato dai precedenti proprietari. Sembrava ci fosse stato un tentativo di rimuovere le cose dalla casa (c’erano alcune scatole ammonticchiate sul pavimento con libri e gingilli), ma quasi tutto sembrava essere a posto. Gli strati spessi di polvere coprivano tutto.
Un grande, specchio ornamentale era appeso sopra il camino di marmo. Buffy lo stava lucidando. Sapeva che c’erano altri lavori che richiedevano di essere fatti in modo più immediato, ma lo specchio era così bello che lo voleva pulito. Dopo molto strofinamento e lucidatura era pulito.
Buffy si alzò in piedi e scostò qualche ciocca di capelli dalla sua fronte bagnata. Sorrise al suo riflesso. Trasalì quando vide un uomo in piedi qualche metro dietro di lei e si voltò. Non c’era nessuno. Buffy si girò velocemente verso lo specchio, ma vide solo lei. Il suo cuore batteva fragorosamente. Si appoggiò una mano sul petto e rise per la sua immaginazione troppo fervida.
“Whoa, di nuovo.” Guardò ancora nello specchio. “Avrei giurato che…” Scosse la testa e tornò alle pulizie.
L’uomo in qualche modo le era sembrato familiare. Buffy l’aveva solo visto di sfuggita, ma qualcosa era senza dubbio familiare. Cacciò via i pensieri strambi e si concentrò sullo spolverare.
****
Spike la guardò intanto che lei puliva il soggiorno. Era adorabile e così minuta; voleva prenderla tra le sue braccia, se solo avesse potuto.
Più la guardava, più il presentimento che dovesse ricordare qualcosa associato a lei lo tormentava.
‘Cosa potrebbe essere? Non dovrei averla vista prima… o no?’ pensò Spike.
Poi lo ricordò. Non l’aveva vista di persona, ma nei sogni. I sogni che aveva fatto da quando era un ragazzino. In questi, la graziosa ragazza bionda gli sorrideva e gli teneva la mano. Crescendo, i sogni diventarono naturalmente sempre più erotici e adulti. Spike ne ricordò uno che aveva fatto molte volte dove loro due erano nel letto e facevano l’amore. Dopo quelli si svegliava bagnato fradicio di sudore ed altri liquidi.
Spike si animò realizzando che lei fosse quella di cui aveva sognato. Veramente e letteralmente era la ragazza dei suoi sogni… Il problema era che ora era morto. Non molte possibilità per un futuro con lei. Aveva sempre avuto un pessimo tempismo, ma questo vinceva il primo premio. Si scrollò di dosso tutta la malinconia che stava minacciando di sommergerlo e tentò di godersi il fatto di starle attorno.
Spike si avvicinò a lei che stava pulendo lo specchio. Anche a lui era sempre piaciuto quello specchio. Sarebbe stato bello vederlo brillare di nuovo dopo tanto tempo.
Spike sobbalzò quando Buffy lo vide nello specchio, voltandosi. Trattenne il suo inesistente fiato nel momento in cui lei gli era di fronte. Poteva ancora vederlo? Rimase deluso quando fu ovvio che non poteva. Sapeva che non avrebbe dovuto lasciarsi vedere da lei, ma desiderava avere un po’ d’interazione con un’altra persona così tanto… specialmente con la sua ragazza dei sogni. Ma d’altra parte non voleva nemmeno spaventarla. E i viventi notoriamente si spaventavano quando vedevano delle apparizioni. Aveva visto quanto basta i film di “Abbott e Costello” e “3 Stooges” per saperlo.
Spike depresso lasciò la stanza e tornò nella sua camera da letto, lasciando la sua dea dorata tranquilla per un po’.
****
Prima che fosse giunta la sera, Buffy salì al piano superiore per scegliere la sua camera da letto. Dato che era quella che aveva trovato il posto ed era la prima che si trovava lì, intendeva rivendicare la camera da letto più grande.
Ma mentre stava passando davanti ad un’altra camera, si fermò. Aprì la porta spingendola e sbirciò all’interno.
Era una camera da letto spaziosa con un largo letto di quercia contro il muro ed un lungo cassettone, con uno specchio gigante appeso al muro, di fronte al letto. Qualcosa di quella particolare stanza l’aveva chiamata.
Buffy entrò con i suoi prodotti di pulizia e si guardò intorno. Raffinata, ma molto impolverata, tappeti persiani erano stesi sul pavimento di legno duro.
Buffy s’inginocchiò e cominciò ad arrotolare i tappeti per prepararli alla pulizia e disporre un punto sul pavimento per il suo sacco a pelo. I suoi occhi andarono alla finestra rotta. Era quella la finestra alla quale pensava di aver visto qualcuno? Si alzò in piedi e guardò fuori. Esatto. Doveva essere la stessa finestra.
Buffy sfiorò con le dita i vecchi tessuti ridotti a brandelli. Dovevano essere state le tende che aveva visto muoversi per la brezza.
Una vocina dietro alla sua mente parlò francamente, ‘E se fosse un fantasma? I vecchi posti come questo sono sempre infestati…’
Ad alta voce, disse, “Oh, non esistono cose come i fantasmi… non esistono. Sono solo stupide cose da bambini.”
****
Spike l’aveva guardata per un po’ prima di vagabondare di nuovo. Non voleva che lei accidentalmente lo vedesse di sfuggita e si spaventasse di nuovo. Anche se desiderava ardentemente la sua compagnia, si era rassegnato a guardarla da distante, solo per essere sicuro che nessuno degli altri la disturbasse o spaventasse.
“Mi chiedo come si chiami… probabilmente qualcosa che abbia a che fare con il chiaro di luna--leggero e condiscendente” Spike diventò poetico.
Sospirò. Se ne sarebbe andata la mattina. Nessuno restava mai. Poi sarebbe stato da solo, di nuovo. Probabilmente per sempre.
****
Buffy si stese sopra il suo sacco a pelo, sul pavimento.
La sua lanterna a batteria splendeva intensamente accanto a lei. La sera era calda e afosa e le faceva desiderare un condizionatore d’aria o almeno un ventilatore. Diavolo, si sarebbe accontentata anche di una fresca brezza. E aveva davvero bisogno di una doccia dopo tutto lo spolverare che aveva fatto durante il giorno.
Buffy stava cercando di pensare ai compiti che voleva portare a termine la mattina successiva ma la sua mente continuava a vagare. Non poteva impedirsi di chiedersi della camera da letto. A chi era appartenuta? Era un uomo a giudicare dai colori più scuri e mascolini presenti. Era ansiosa di esplorare la stanza e scoprire qualcosa in più sul precedente occupante dalle cose che aveva lasciato dietro di sé. Aveva trovato un poster rovinato e sbiadito dei ‘Sex Pistols’ che era caduto dietro al cassettone. Non riusciva ad immaginare qualcuno che vivesse in una lussuosa dimora a cui piaceva il rock punk. Questo la fece ridacchiare.
Che aspetto aveva il ragazzo? Provò lo strano obbligo di scoprirlo.
Buffy si dimenò un po’. Per tutto il viaggio verso la magione aveva sentito una sorta d’eccitazione. Dato che era da sola in casa quella sera, decise di prendersi cura di se stessa e di aiutarsi ad alleviare un po’ dell’ansietà che aveva essendo da sola.
Buffy raggiunse la sua borsa da campeggio ed estrasse ‘Old Faithful’ (lett. “Vecchio Amico” n.d.t.), il suo fido vibratore. Contrariamente agli uomini che aveva avuto nella sua vita, ‘O.F.’ non l’aveva mai lasciata. Si tolse il sopra del pigiama e le sue mutandine, poi allargò le gambe.
****
Spike galleggiò dentro la stanza da letto, incuriosito dallo strano ronzio che aveva sentito dal corridoio. Fissò, esterrefatto, la graziosa bionda mentre si masturbava.
Reagì più di quello che avrebbe fatto un uomo in carne ed ossa. Era eccitato, molto eccitato. Fluttuò più vicino per avere una migliore visuale. Spike sapeva che non era corretto o educato osservare qualcuno che faceva quello, ma non riusciva ad impedirselo. Era passato tanto tempo da quando aveva anche solo pensato al sesso. Era incantato. Ricordò anche squisiti frammenti di quei sogni che aveva avuto e desiderò di toccarla come aveva fatto durante quest’ultimi.
Buffy grugnì frustrata. Non funzionava. Per qualche ragione, non poteva arrivare “lì”. Improvvisamente, sentì un leggero colpo di freddo, fu meraviglioso sentirlo sulla sua pelle calda e sudata. La luce della lanterna iniziò a ondeggiare.
“Cosa diavolo?” disse Buffy sorpresa.
Prima che la luce se ne fosse andata davvero, Buffy si sedette e cercò nella sua borsa qualche grossa candela a stelo. Ne accese alcune e le mise vicine, sul pavimento, proprio quando la lanterna si spense.
Buffy ancora voleva--aveva bisogno--di godere ardentemente, così si distese nuovamente e riapplicò il vibratore alla sua figa. Un minuto dopo anche quello smise di funzionare.
“Per Dio!” imprecò Buffy. “Stupide, fottute batterie! Le ho appena cambiate, maledizione! Radio Shack è sulla mia lista nera!”
Voleva urlare per la frustrazione sessuale. Lanciando il vibratore nella borsa, si distese con le gambe ancora ampiamente aperte. Allargò le sue labbra inferiori con le dita--come se stesse aspettando qualcuno che l’aiutasse.
Spike non aveva mai voluto essere ancora vivo o solido più di quanto non lo volesse in quel preciso momento. Sentiva il bisogno sessuale, il suo cazzo era duro e doloroso (beh, a lui sembrava così comunque), ma non poteva fare niente, nemmeno aiutare la bella giovane… o avrebbe potuto? L’avrebbe voluto se lui avesse potuto? Era così graziosa e voleva così tanto liberarsi… A Spike non venne in mente che era la sua presenza ad interrompere l’energia della lanterna e del vibratore. Nel suo stato di estrema eccitazione, stava inconsapevolmente colpendo le fondi d’energia.
La guardò mentre inclinava la testa all’indietro e strofinava su e giù leggermente le sue labbra aperte.
“Per favore…” disse Buffy lamentandosi, non sapendo perché lo stesse dicendo.
‘Mi sta chiedendo di toccarla? Sa che sono qui inconsciamente?’ si chiese Spike.
Si mosse verso di lei, inginocchiandosi tra le sue gambe, fissando il suo sesso ampiamente aperto. Allungò lentamente una mano, toccando le sue labbra con l’indice.
Gli occhi di Buffy si sgranarono intanto che ansimava per la frescura che toccava il suo monte. Guardò in basso il suo corpo ma non vide cosa potesse fargliela sentire.
Spike sorrise deliziato e sorpreso. Lei l’aveva sentito. E lui l’aveva sentita. Doveva concentrarsi molto per farlo avvenire ma ce l’aveva fatta. Non era un tocco completamente solido, ma sua mano tendeva ancora a passarle attraverso, ma era capace di creare una specie di resistenza, abbastanza per entrambi per sentire il contatto. Voleva piangere per aver sentito il corpo di un’altra persona dopo un’eternità.
Guardò il viso di lei, per misurare il livello del suo godimento o della sua paura. C’era un po’ di paura, ma non stava fuggendo o chiudendo le gambe, così tornò a toccarla. Fece scivolare le sue dita dentro e fuori le sue labbra e sfregò il suo clitoride guardando ancora il suo viso per trovare un segnale per il quale avrebbe dovuto fermarsi.
“Oh! OH! Siiiii!” gemette Buffy intanto che le dita fantasma esploravano la sua fessura.
Era spaventata, ma l’eccitazione superava la paura. Le sensazioni erano incredibili. Sembrava come se qualcuno stesse facendo scivolare un petto di ghiaccio attorno alla sua figa rovente.
Spike stava respirando affannosamente (si era dimenticato che non ne aveva bisogno). Le stava davvero piacendo. Si chiese se sarebbe stato capace di assaggiarla. Staccò le mani da lei, s’incurvò in avanti.
Buffy grugnì quando la sensazione si fermò.
Spike tirò fuori la lingua e si concentrò per farla diventare solida. Si piegò in avanti e leccò l’interno della sua fessura falla basso in alto con un movimento veloce.
“Ahhhh!” il corpo di Buffy si mosse bruscamente. “Oh Dio!” ansimò. “Che cosa è stato?! E--per favore fallo ancora!”
Le papille gustative, da tempo morte, di Spike si stavano spalancando per i suoi umori. Poteva sentirne il gusto! Il suo sapore era dolce e ricco, come il più dolce dei mieli del mondo. Non riusciva a ricordare l’ultima cosa che aveva assaggiato, ma era sicuro che non avrebbe retto il confronto con questa. Spike sorrise compiaciuto poi si tuffò un’altra volta nel barattolo di miele. Dopo aver immerso la sua lingua dentro di lei ancora qualche volta, usò una tecnica che un suo amico gli aveva confidato, leccare l’alfabeto.
Buffy respirava affannosamente, ansimava al contatto con quella che sembrava una lingua--una lunga, fredda, meravigliosa lingua--che la soddisfaceva. Sfregava su, giù, dentro le labbra e faceva cerchi attorno al clitoride. Si contorceva nel suo buco e spingeva dentro e fuori rapidamente prima di tornare allo schema di strofinamento sul suo clitoride, che la stava facendo venire le vertigini dal piacere. Era folle, era strano, ma era anche incredibile, incredibilmente buono. Era la più bizzarra, cosa meravigliosa che avesse mai sperimentato. Migliore di qualsiasi viaggio a Disneyland, quello era sicuro.
Buffy poteva sentire la lingua muoversi su di lei, ma era quasi incorporea, come se potesse facilmente entrare attraverso la sua fica invece di leccarla. Guardò di nuovo in basso, ancora niente. Ma, accidenti, la sentiva!
‘È un fantasma… sto facendo sesso orale con un fantasma!’ urlarono i pensieri di Buffy.
Ma ancora si tenne aperta per l’invasione. Non poteva smettere anche se l’avesse voluto, quello che lui (esso?) stava facendo era parecchio, troppo bello.
Spike provò a succhiarle il clitoride, ma le sue labbra non diventavano abbastanza solide. Decise di usare solo la sua lingua. Voleva farla venire, sembrava che ne avesse davvero bisogno. La leccò più violentemente e velocemente, colpendo la sua piccola protuberanza rapidamente Era arrivato alla lettera ‘Q’ dell’alfabeto.
Buffy roteò gli occhi quando l’orgasmo si abbatté su di lei.
“Uhhnnnga! OH--OH DIO! SI!” Inarcò i fianchi verso la lingua invisibile, guardando verso il basso.
Era affascinata per il modo in cui il suo clitoride si stava muovendo avanti ed indietro, apparentemente da solo. Lentamente cominciò a sdraiarsi di nuovo. La lingua venne rimossa dalla sua fica. Buffy si sedette e lanciò occhiate veloci per tutta la stanza.
“S-Salve?” disse Buffy con voce flebile. “Um--Ciao… mi chiamo Buffy. Grazie per--Wow--per aver fatto questo… Credo che significhi che sei un fantasma amichevole, giusto?” chiese speranzosa con una risatina nervosa. “Posso--vederti? Mi lascerai? Non avrò paura…”
Spike si leccò via i liquidi di lei dalle labbra e tentò di parlarle.
Buffy pensò di aver sentito qualcosa, come le foglie che gentilmente frusciavano nella brezza. Stava cercando di parlarle?
“Non ti sento…” disse Buffy, tremando dall’agitazione. “Potresti provare a parlare ad alta voce?”
‘Cazzo,’ pensò Spike.
Aveva usato troppa energia per fare sesso orale. Sentiva che stava scomparendo. Ripromettendosi di vederla ancora prima che se ne andasse, svanì.
Non appena la presenza di Spike se ne fu andata, la lanterna si accese e il vibratore iniziò a ronzare sonoramente dentro la borsa da campeggio. Buffy saltò poi raggiunse la borsa per spegnere O.F. Non ne avrebbe avuto bisogno quella sera.
Si rimise le mutandine e si stese lì, guardando il soffitto. La sua mente correva due chilometri al minuto. Buffy aveva appena ricevuto sesso orale, da uno spirito, e come risultato aveva avuto un diavolo di ‘ectorgasmo’. Già il fatto in sé era abbastanza folle, ma aggiungendovi anche che lei volesse succedesse ancora… e ancora…
Buffy sapeva che avrebbe dovuto essere terrorizzata, che avrebbe dovuto correre via, urlando, da quella casa… Non sapeva perché si sentiva tipo--fiduciosa? Legata?--al suo molto amichevole fantasma. Sapeva istintivamente che non le avrebbe fatto del male.

Cap. 3 Fammelo un’altra volta
La mattina seguente, Buffy cominciò ad esplorare la casa. C’era molto lavoro da fare anche all’esterno, ma una volta finito sarebbe stato fantastico. C’erano ovunque alberi da frutta e fiori che ricoprivano il terreno. Avrebbero potuto raccogliere qualche mela da uno di quegli alberi ogni volta che volevano e forse Buffy avrebbe imparato a fare la marmellata e la salsa di mele. Buffy giunse ad un lago, nella parte posteriore della casa. Era sporco e fangoso al momento, ma Buffy riusciva ad immaginare come sarebbe stato dopo averci lavorato su. Sarebbe stato favoloso sedersi fuori in riva al lago. Forse avrebbero potuto prendere delle anatre e delle rane.
Un qualcosa di bianco catturò il suo sguardo. Si mosse fra l’erba verso di esso. Sorrise vivacemente non appena vide che l’oggetto in questione era un gazebo. Lei aveva sempre desiderato averne uno e adesso lo aveva. Bisognava solo sistemarlo, come il resto della casa e sarebbe stato bello come nuovo. Improvvisamente Buffy sentì l’urgenza di voltarsi verso la casa. Di nuovo pensò di aver visto qualcosa o qualcuno muoversi dietro la finestra. Un piccolo sorriso toccò le sue labbra. Era il suo amante fantasma? Lei voleva di nuovo mettersi in “contatto” con lui, non solo dal punto di vista sessuale, ma anche per scoprire chi fosse. Era così eccitante. Dopo non aver mai creduto al paranormale, ne aveva avuto una reale conferma la scorsa notte. La vita dopo la morte era reale. I fantasmi erano reali. Buffy non avrebbe mai pensato di avere un esperienza come questa. La parte migliore era che adesso quella casa era anche sua. Lei e Casper (fino a che fosse rimasto chiaramente amichevole, e non sapendo il suo nome, Casper sarebbe andato bene) avrebbero potuto trascorrere molte altre notti insieme nel futuro.
Buffy aveva chiuso con il suo ex, Riley Finn, un anno fa. Si era stufata della sua condiscendenza e da allora non era più uscita con nessuno. Perciò, la scorsa notte, Casper le aveva dato il primo orgasmo che avesse mai avuto da molto tempo e che non fosse causato dalle sue stesse mani. Voleva trovarlo, ma doveva andare in città a chiamare Willow e cercare un posto dove farsi una doccia.
“Stasera… spero che mi parlerai di nuovo stasera..” disse Buffy, rientrando in casa. Quella sera Buffy se ne stava nel suo sacco a pelo dopo un altro giorno di duro lavoro.
Willow e Xander sarebbero arrivati domani mattina. Un giorno dopo rispetto al piano che si erano imposti, per colpa di alcuni problemi sorti all’ultimo minuto e che non potevano essere evitati.
Buffy era soddisfatta dei risultati raggiunti oggi. Aveva trascinato fuori i vecchi materassi ed ordinatone tre nuovi da ritirare in mattinata. Il salotto sembrava più pulito ma non poteva aspettare fino a che l’elettricità fosse funzionante. Quei tappeti avevano veramente bisogno di essere ripuliti. Aveva iniziato a pulire l’enorme cucina, ma Willow voleva esaminarla non appena fosse arrivata. Aveva prenotato una compagnia per riparare le finestre rotte che sarebbero costate un bel po’, ma grazie alla Zia Prudenza aveva i soldi per quelle. Gli elettricisti e gli idraulici sarebbero arrivati di li ad una settimana. Le cose si stavano mettendo bene.
Buffy non aveva visto o sentito niente da parte di Casper da quando era tornata dalla città. Decise così di chiamarlo di nuovo. Si sedette sul sacco a pelo, nella posizione tipica della meditazione e osservò la stanza.
Hey? Ci sei? Vorrei parlarti” Disse Buffy “Ciao?”
Buffy era delusa. Aveva sperato in un’altra visita stanotte.
Spike la sentì chiamarlo e scivolò nella sua stanza.
Buffy voleva parlargli e non aveva paura. Spike si sentiva più forte oggi. Aveva compreso che bere la sua essenza gli aveva dato maggiore energia.
Buffy percepì la sua presenza e cominciò a strofinarsi le braccia.
“Sei--tu? Um—colpisci qualcosa se sei qui” Buffy cercò di ricordarsi tutti i film di fantasmi che aveva visto e di come le persone parlassero con gli spiriti. Spike si spostò vicino al grande armadio e si concentrò nel rendere le sue mani più solide e colpì la superficie.
Buffy sobbalzò di colpo e rise nervosamente, “Wow. Ok. Wow”
Deglutì forte. Gli stava davvero parlando…più o meno.
“Tu sei un—fantasma buono, vero?”
Spike rise divertito e colpì una volta l’armadio.
Buffy sorrise. “E’ una forza! Um—tu sei l’unico che –era con me la scorsa notte?” Arrossì.
Un colpo.
“Perché mi hai fatto quella cosa? Oh, scusami—puoi solo dire ‘si’ o ‘no’…Ti è piaciuto farlo?”
SPike diede un colpo decisamente più forte all’armadio.
“Sei dietro lo specchio?” Chiese Buffy, guardando lo specchio in cima all’armadio.
Un colpo.
Buffy si alzò e camminò lentamente in direzione dello specchio. Poteva sentire la sua presenza laggiù.
“Posso sentirti. Sei—proprio qui, vero?” Buffy agitò le mani nell’aria.
Un colpo.
Questo era veramente molto più di quello che Spike era abituato a fare, ma voleva di più. Voleva che lei lo vedesse. Voleva parlarle.
Gli occhi di Buffy si allargarono non appena una figura cominciò a formarsi di fronte a lei. Spike si materializzò lentamente. Era trasparente. Buffy poteva vedere la attraverso di lui la stanza, ma riusciva a vederlo.
“Oh—Oh Dio..Posso vederti!” Disse Buffy sorridendo.
Spike si guardò e sorrise, poi tornò a fissare gli occhi della ragazza. I suoi occhi verdi erano grandi e il suo sorriso dei più meravigliosi.
“Tu, chiaramente, sei un fan dei Sex Pistols” Disse Buffy, leggendo le parole ‘Sex Pistols’ sulla sua maglietta.
Il suo cuore stava scoppiando. Non stava solo vedendo il suo primo fantasma, ma questo fantasma le era entrato dentro. Non era il tipo di ragazzo con il quale era solita uscire. In genere erano tipi come gli Sasquatch (credo sia il capo di una squadra di Rugby). Lui invece sembrava ricordare l’uomo che era nei suoi sogni. Avrebbe desiderato di vedere molte più caratteristiche, in modo da poter capire veramente come fosse.
“Mi piacerebbe sapere il tuo nome…” Disse Buff y, fissandolo in quegli occhi trasparenti.
Spike sorrise e puntò il dito sullo specchio polveroso e cominciò a scrivere il suo nome attentamente.
“Spike?” Disse Buffy sghignazzando. “Questo è il tuo nome?
Il ragazzo annuì.
“E’ un soprannome, giusto?
Spike annuì di nuovo e sorrise. Dopo, scrisse il nome ‘William’ sotto ‘Spike’.
“William. Mi è sempre piaciuto questo nome” Disse Buffy, ancora incredula di quello che stava accadendo, era straordinario! “E’ un nome carino per un ragazzo”
Spike puntò con il dito il nome ‘Spike’ e dopo se stesso, indicando che quello era il nome che preferiva.
Buffy annuì. “Come --come sei--insomma--morto?”Chiese Buffy con gentilezza.
SPike aggrottò le ciglia. Spesso se lo dimenticava, ma subito si ricordò. I muscoli della faccia si tesero per l’emozione e l’imbarazzo. Poi fece una serie di movimenti con le braccia, simili a delle pugnalate.
“Pugnalato? Sei stato pugnalato?” Chiese Buffy tristemente.
SPike annuì.
“Hanno preso il colpevole?”
Spike scosse la testa.
“Mi--mi dispiace..questo deve aver reso tutto peggiore…” Non sapeva cosa dire.
Lui annuì.
“Tu vivi qui?”
Lui sorrise di nuovo ed annuì.
“Anche io—non ti dispiace,vero?Vedi, ho sentito che normalmente ai fantasmi non piace quando qualcuno si trasferisce nelle loro case…”
SPike scosse la testa, facendole capire che non gli importava se lei volesse rimanere in quella casa in eterno. I suoi occhi si spostarono sul suo corpo. Voleva toccarla di nuovo.
Buffy notò il modo in cui la stava guardando e si sentì bruciare.
“Vuoi…mmmm—fare, di nuovo, quello che abbiamo fatto la scorsa notte?” Disse , bagnandosi le labbra.
Un grande sorriso si materializzò sul viso del ragazzo che annuì vigorosamente.
Buffy sollevò il top dalla testa e uscì velocemente dai pantaloni. Poi si mosse verso il sacco a pelo e si distese sulla schiena. Stava respirando velocemente e non staccava gli occhi dal suo amante supernaturale.
Spike le si avvicinò. I suoi occhi percorrevano il suo corpo sinuoso. Cosa avrebbe dato per essere vivo di nuovo, per permetterle di vederlo. Tornò ad ammirare la donna sotto di lui, guardandola negli occhi.
Buffy aprì le gambe per lui. Questo non era forte, era grandioso e questo lei lo sapeva.
Con calma, SPike provò a toccare un ginocchio. Sorrise quando vide di essere in grado di toccare leggermente la sua pelle. Sembrava così morbida e calda.
Buffy tremò. Il suo tocco era freddo, ma non ghiacciato. Era così piacevole in contrasto alla sua pelle calda.
Il ragazzo mise l’altra mano sull’altro ginocchio e poi portò entrambe le mani lentamente al suo petto.
“Ohhh—si—toccami!” Disse Buffy.
La forma di SPike cominciò pian piano a sbiadirsi fino a scomparire del tutto.
“No! Non andare!” Disse Buffy allarmata.
SPike strinse le dita più forte che potè, per farle capire che non strava svanendo ma che era ancora li. Stava usando troppa energia toccandola e doveva sbiadire la sua immagine se voleva continuare. E voleva voleva continuare!!
“Sei ancora qui—ma non riesco più a vederti..”
Buffy gemette non appena sentì le sue mani sollevare il reggiseno. Riusciva a sentire i suoi anelli sulla pelle. Buffy squittì quando la lingua di SPike cominciò a succhiare un capezzolo.
Spike decise di far lavorare di nuovo le sue labbra. Poggiò il mento sul petto della ragazza e continuò a succhiare gentilmente. Funzionava. SPike gemette quando succhiò con più forza, colpendo il suo capezzolo con la lingua.
Mmmmmmm..Oh! Ahhhh!” Disse Buffy contorcendosi.
SPike si mosse verso l’altro capezzolo, baciandolo e leccandolo prima di di iniziare a succhiarlo con passione. La sua mano scivolò fra le sue cosce e sfregò la sua femminilità.
“Oh—Spike—Dio!” Disse Buffy in estasi.
Il suo calore lo scaldava in un modo piacevole, molto piacevole. Leccò il suo stomaco scendendo sempre più in basso fino alla sua fica. Le aprì le labbra e cominciò a divorarla.
“Spike—Ahhhh—Ohhhh—Oh si!!!” Buffy sollevò le braccia, ma le sue mani trovarono solo aria.
Così mise le mani sul suo petto toccandosi mentre lui la stava portando all’orgasmo. Buffy si chiese se sarebbe stata capace di fare qualcosa a lui. Lei voleva farlo. Lei voleva renderlo felice, voleva fargli provare piacere. Considerando anche la sua tragica morte. Se c’era qualcuno da rendere felice, sicuramente era lui.
SPike adesso era capace di scoparla con la lingua mentre giocava con il suo clitoride. Sarebbe stato fantastico fare sesso con lei, ma non era possibile. Avrebbe avuto bisogno di molta energia. Poteva darle solo questo e a lui bastava.
Velocemente cominciò a succhiare il suo clitoride mentre continuava a scoparla con le sue dita. La riempì con due dita, cercando il punto più sensibile. SPike sogghignò non appena le sue dita toccarono un piccolo punto nelle sue pareti. Premette lentamente, istaurando un ritmo gentile, non smettendo mai di succhiare il suo clitoride.
Buffy arcò la schiena e venne immediatamente, urlando il suo nome. Per la prima volta in tutta la sua vita, non era semplicemente venuta, ma i sui fluidi erano usciti con violenza. SI sentiva così strana ma- oh-era stato così incredibile! Nessuno l’aveva mai fatta venire così forte.
“SPIKE” SIIIIIIIIIIIII! AHHHHHH! OH—OH—BUON DIO!” Buffy scosse la testa da una parte all’altra, scuotendo le anche nel miglior orgasmo che avesse mai avuto.
Tutto continuò per diversi minuti, durante i quali Buffy si muoveva come una pazza e sogghignava come un maniaco.
Spike si leccò i suoi succhi e stimolò il suo punto G fino a che non si sentì scomparire di nuovo. La felicità di averla toccata e di averla fatta sentire bene, sparì non appena si rese conto che doveva lasciarla proprio adesso. Baciò gentilmente il suo monte e se ne andò.
Buffy si alzò immediatamente sui gomiti, ancora ansimando. “Spike?”
Non riusciva a sentirlo più, le sue mani, la sua lingua, la sua presenza. Si ridistese giù e cominciò a piangere pesantemente. Con questa facevano due incontri di tipo sessuale e anche questa seconda volta era sparito subito dopo. Di nuovo, stava già pensando alla prossima notte.
Buffy era innamorata. Era innamorata di un fantasma che la faceva venire come una bomba.
“La mia vita stà diventando molto strana…”


Capitolo 4 - Trasferirsi

La mattina dopo, Buffy si svegliò con un sorriso soddisfatto sul viso. Aveva sognato il suo amante e le cose meravigliosamente malvagie che avrebbe potuto fare con la sua lingua e con le sue mani. Sperava che la visitasse di nuovo stanotte.
Doveva fare molte cose quella mattina. Con un sospiro si alzò e si stiracchiò per iniziare la sua giornata.
Dopo alcune ore, Buffy fece una pausa e ritornò nella camera – in parte nella speranza che ci avrebbe trovato Spike ad attenderla. Inoltre, voleva esplorare la stanza per avere maggiori informazioni su chi era stato.
Buffy trascinò fuori dall’armadio un grande baule scuro. C’era un lucchetto su di esso di cui non aveva la chiave per aprirlo, cosicché la abbandonò per il momento, ritornando all’armadio. La maggior parte degli abiti era rovinata, ma c’era un lungo spolverino di pelle che sembrava ancora in buone condizioni; era sorprendentemente incorrotto dal tempo.
Lo prese e toccò la pelle morbida. Benché la temperatura fosse intorno ai 30 gradi, lo volle indossare per un minuto. Buffy chiuse il cappotto e abbassò lo sguardo su se stessa con un sorriso. Lui lo aveva portato e aveva ancora il suo odore. Chiuse gli occhi e inspirò: tabacco, pelle e un fresco odore pulito incredibilmente intenso. Come si potevano sentire ancora quegli odori dopo che era passato così tanto, tanto tempo?
Senza togliere il cappotto, Buffy frugò intorno un po’ di più. Trovò una custodia di chitarra e un amperometro. Dentro la custodia c’era una chitarra elettrica color blu metallico con su scritto ‘Fender’. La strimpellò leggermente.
Una grande scatola nell’armadio conteneva nastri audio e dischi in vinile. I suoi gusti musicali erano vasti: Beatles, The Sex Pistols, Cheap Trick, Queen, Jimi Hendrix, Atlanta Rhythm Section, Bob Seger, Miles Davis, John Lee Hooker, Led Zeppelin, Blue Oyster Cult (non era un nome buffo per una banda?), ecc. Molto erano le bande di cui Buffy non aveva sentito nemmeno parlare. Ne avrebbe ascoltato alcuni - per sperimentare le stesse cose che il suo amante spettrale aveva amato.
C’era anche un vecchio registratore portatile nell’armadio. Una volta che la corrente elettrica fosse stata collegata alla casa avrebbe provato se funzionava ancora.
Nel comodino Buffy trovò alcune altre sue proprietà: un vecchio pacchetto di sigarette e un accendino, forbici, una bottiglia smalto nero e un eyeliner nero, anelli, braccialetti e collane, una chiave che, probabilmente, avrebbe aperto il baule e ironicamente, una copia di ‘Shining’ di Stephen King. In fondo al cassetto, Buffy trovò un quaderno con la copertina di pelle. Lo appoggiò in grembo per aprirlo quando si fermò.
Avrebbe invaso la sua privacy leggendolo. Avrebbe disperatamente voluto conoscere altro di lui, ma non voleva leggere i suoi pensieri personali a meno che non le avesse concesso il permesso. Con delicatezza, Buffy rimise il libro nel cassetto e lo chiuse. Decise di non aprire neanche il baule per il momento.
“Spero che non si arrabbi per aver curiosato nelle sue cose...” Buffy strinse, preoccupata, il labbro inferiore tra i denti.

Willow e Xander arrivarono verso le 10 con l’autocarro di Xander.
Buffy corse fuori dalla casa per riceverli.
“Hey ragazzi!” Buffy agitò la mano in segno di saluto.
Willow scese dall’automezzo strofinandosi il fondoschiena.
“Owww”! Aiuto, mi si è addormentato il sedere!” disse Willow serrando i denti e sibilando.
“Mi occuperò io del problema, signora”, Xander disse, andando dietro di lei. “Non si preoccupi, glielo sveglierò io”.
“Ewww!” Willow ridacchiò e lo colpì sul braccio. “Vai via, pervertito!”
Buffy diede ad ognuno dei suoi amici un grande abbraccio.
“Ci spiace di essere arrivati con un giorno di ritardo, Buff. Sei stata bene nella casa da sola ?” Xander domandò, guardando la casa con trepidazione.
Il posto gli faceva paura, ma non voleva sembrare una femminuccia davanti alle sue amiche. Per niente al mondo avrebbe passato una notte da solo li dentro.
“Si, tutto okay. Sono stata così occupata e pulire e tutto il resto.” Buffy arrossì un po’, pensando all’altro modo che aveva trovato per passare il tempo.
Non poteva raccontare loro di Spike. Avrebbero pensato che fosse pazza e avrebbero chiamato quei tipi con le camicie di forza.
“Oh, sono così eccitata. Da cove cominciamo?” disse Willow battendo le mani insieme. “Questo posto sarà uno schianto quando avremo finito!”
“Sì, più o meno nell’anno 2525”, disse Xander. “Questo posto assomiglia alla casa dei Munsters… solo non così pulita e ordinata”.
“Grazie, molto divertente”. Buffy lo colpì sul braccio.
“Hey!” Xander strofinò il braccio. “Cos’è oggi? Il giorno ‘picchiamo Xander’ ?”
“Cosa ne dici di un po’ di entusiasmo?” chiese Buffy “Non ti ucciderà mica?”
“Potrebbe”, scherzò Xander. “Non si fa mai abbastanza attenzione”.
“Venite ragazzi, vi mostrerò quello che ho fatto finora! Hanno consegnato i materassi questa mattina!” Buffy saltellò verso la casa.
“Wow, è molto più felice di quanto pensassi dopo che l’abbiamo lasciata sola per due giorni”, commentò Willow dopo aver preso alcune borse dall’autocarro.
“Sì, pensavo che si fosse scoraggiata”.
“E’ entusiasta di questa casa . Sembra che ami veramente questo posto”. Willow iniziò a camminare.
“Non so come questo sia possibile ...” disse Xander. “Questo posto è… stregato.”

Buffy, Xander e Willow erano seduti ad un lato della lunga tavola nella sala da pranzo finendo i loro tramezzini. Fuori era completamente buio. Le lanterne ed alcune candele fornivano l’unica luce. Xander aveva portato uno stereo portatile per ascoltare della musica ed in quel momento il CD con le hit degli anni 80 stava suonando.
Xander iniziò a cantare con un pessimo accento britannico:
“We can dance if you wannu we can leave your friends behind cause your friends don’t dance and if they don’t dance well they’re no friends of mine--”
Buffy e Willow iniziarono a ridere. Willow si mise una mano sulla bocca per non sputare la bibita che stava tentando di bere.
“Mi state prendendo in giro per il mio modo di cantare ?” chiese Xander offeso “Non sapete cosa potrei fare con questa ugola d’oro. Potrei cantare di fronte alle teste coronate d’Europa.”
“Decapitano ancora la gente? Perché credo che sarebbe l’unica reazione che otterresti” , Buffy ridacchiò.
Willoe riuscì infine con uno sforzo ad inghiottire la bibita. “Penso che abbiano cessato l’uso della ghigliottina, ma potrebbero riesumare questa vecchia usanza per Xander”.
“Non intendo restare qui seduto a subire questi insulti”, disse Xander, non facendo alcuno sforzo per alzarsi. “Aspettate, ci ho ripensato, rimango qui. Il resto della casa è buio e spaventoso”
“Oh, non è poi così male”, disse Willow, prendendo un morso del suo panino.
Si sentì uno scricchiolio.
Xander saltò. “Cosa diavolo è stato ?”
“Calma, Xan.” Willow rispose masticando rumorosamente. “Le vecchie case fanno suoni sinistri come quelli tutto il tempo”.
Buffy stava per prendere una bibita quando vide Spike entrare nella stanza. La sua forma era ancora un po’ oscura e nebulosa, ma poteva vedere il suo sorriso. Le sorrise affettuosamente e la salutò con la mano. Lei stava per alzarsi quando si fermò. Probabilmente i suoi amici non potevano vederlo.
“Hey, perché sei diventata tutta rossa ?” chiese Xander guardando Buffy.
“Hmm? Rossa ? Non sono arrossita” rispose Buffy, negando con il capo.
“Si che lo é. Guardala, Wills”
“Oh, lasciala in pace. Forse per ha avuto un pensiero birichino...” Willow sogghignò.
“Smettetela !” disse Buffy roteando gli occhi.
Lei aveva avuto un pensiero birichino. Un pensiero mooolto birichino. Aveva immaginato Spike, il suo amante fantasma, sotto il tavolo, che la toccava e passava la bocca sul suo corpo mentre lei era seduta che parlava con i suoi amici.
Spike guardò Buffy, chinò il capo, quindi si girò per andarsene.
“No!” disse Buffy senza pensare. Voleva che lui rimanesse.
Willow e Xander la guardarono. “ Huh ?”
“Umm… Ho detto no… perché... pensavo fosse normale invece di dietetica”, disse Buffy prendendo la lattina di Coca Cola.
I suoi amici corrugarono la fronte ma non continuarono a discutere l’argomento.
Spike ritornò indietro e sorrise, agganciando i pollici nella cintura.
“Umm… posso chiedervi una cosa ?” Buffy disse timidamente.
Essi fecero cenno di si con il capo
“Cosa pensate dei fantasmi ? Pensate che esistano veramente ?”
Willow agitò una mano nell’aria. “No. Non c’è uno straccio di prova scientifica a sostenere l’esistenza di fantasmi”.
“Questo non significa che possano essere reali”, Buffy protestò “Significa solo che non abbiamo… gli strumenti giusti e le basi scientifiche per rilevarli”.
“Buffster”, disse Xander, “vuoi farmi pisciare nei pantaloni ? Perché diavolo parli di fantasmi in questa casa? E di notte, anche !” fece una pausa, un espressione di terrore apparve sul suo volto. “Hai fatto… hai visto o hai sentito qualcosa ?”
“Io… uh… penso di aver visto qualcosa, sì…”
“E’ stata solo la tua immaginazione”, disse Willow con calma. “Un posto come questo rende nervosi”.
“Che cosa hai visto?” chiese Xander nervosamente.
“Umm… alcune volte mi è sembrato di vedere qualcuno in una delle finestre di sopra “.
“Oh, merda”. Xander sbiancò e lanciò uno sguardo intorno alla stanza. “Pensi che questo posto sia infestato ?”
Un suono gracchiante venne dal caminetto.
Xander trattenne il fiato, girando lentamente la testa per guardare il caminetto.
“Saranno probabilmente solo alcuni topi”, disse Willow.
“Topi !? Di bene in meglio, Wills !” Xander tremò “Ora abbiamo i fantasmi E i topi ! Perfetto! Possono lavorare come un tag-team, i fantasmi possono spaventarci a morte mentre i topi masticano rumorosamente la nostra carne tenera !”
“Chiameremo qualcuno per la disinfestazione, non preoccuparti”. Willow gli accarezzò leggermente la mano.
“Cavolo... e se questo posto fosse realmente infestato di fantasmi ?” continuò Xander.
Spike sospirò e scosse la testa. Il povero ragazzo non avrebbe durato una settimana li dentro.
“Questa cosa che avete visto”, chiese Willow a Buffy, “Cosa ti è sembrato che fosse ?”
“Beh... Non ho visto molto bene. Era una specie di… figura”
Un altro spirito (questa volta una donna piccola e bionda con un fluente e diafano vestito bianco) fluttuò nella stanza. Spike guardò con aria avvilita il suo compagno fantasma ed i suoi occhi si riempirono di lacrime. Il fantasma della donna andò verso il caminetto quindi girò intorno alla tavola vicino a Xander.
Xander strofinò vigorosamente le braccia. “Fa freddo. Non lo sentite voi ?”
Willow sospirò “Sarà uno spiffero d’aria”.
“No, questo sembra… sapete… quando la gente dice che è più freddo quando i fantasmi sono presenti ? La temperatura scende e… merda !”.
“Buffy, hai spaventato Xander con tutti quegli stupidi discorsi sui fantasmi”, disse Willow con disapprovazione.
“Sì, grazie, Buff. Perché non prendi una delle torce e la tieni sotto il vostro mento mentre ci racconti altre storie di fantasmi”. Xander si guardò intorno nervosamente.
Lo spirito femminile continuò il giro della stanza per poi sparire nel muro che divideva la stanza dalla cucina. Spike la seguì, passando attraverso il muro.
“Mi dispiace”, disse Buffy guardando il punto dove la donna e Spike erano svaniti.
Buffy si domandò chi era quella donna.


Capitolo 5 - Forse un giorno

Buffy era stata sveglia per quasi tutta la notte aspettando Spike. Ma non era arrivato. Lei voleva andare in città per indagare sulla casa, ma c’era troppo da fare intorno per sprecare anche un minuto di tempo.
Nella mattinata, Willow l’aveva svegliata dopo solo poche ore di sonno tranquillo. I tre amici lavorarono la maggior parte del pomeriggio nella cucina: grattando e pulendo i pavimenti, i ripiani e le superfici per renderla pronta per i nuovi strumenti che sarebbero arrivati di lì a pochi giorni.
“Non vorreste poter avere uno di quei semplici montaggi come quelli che fanno in TV o nei film”? domandò Xander, strofinando il pavimento vicino al lavandino.
“Montaggi ?” domandò Buffy.
“Sì, come quando qualcuno che ha molto da studiare o molto lavoro da fare, suona una canzone allegra, ritmata, qualcosa diciamo come, ‘Safety Dance’ “. Buffy e Willow ridacchiarono. “La gente viene mostrata in differenti fasi mentre il lavoro progredisce, fino a quando hanno fatto tutto!”
“Sei un pazzo Xander” disse Willow con un sorriso “non ti capisco”
“Nessuno mi capisce, baby, sono come il vento..” (??che centra il vento?) disse Xander, facendo una vecchia mossa di Elvis stile kung fu.
Tutti e tre risero e continuarono a pulire.
“Buffy quand’è che dovrebbero venire i tecnici per la luce?” chiese Willow.
“Un gruppo di loro arriverà fra pochi giorni, all’inizio della settimana. Dovranno controllare tutto l’impianto elettrico e metterlo nei box ..cosa che mi ricorda che dovremo stare al piano terra per essere sicuri che gli elettricisti abbiano lo spazio necessario” disse Buffy.
”Al piano terra? Cioè in cantina?” Disse Xander sorpreso con una voce simile a quella di ‘Scooby Doo’.
“Si”
Xander rabbrividì. La cantina era il posto dove i mostri in tutti i film si nascondevano. Era veramente desolato per aver visto tutti quei film.
“Allora, chi sarà il fortunato ad andare giù?” chiese Xander.
“Beh, tu, ovviamente” disse Buffy strofinando il pavimento.
“Io!” Protestò Xander “Perché è ‘ovviamente io’?
“Perché tu sei un ragazzo. Fusibili e tutto il resto sono cose del tuo territorio” spiegò Willow.
“Non so nulla su queste cose! Perchè devo farlo io?”
“Xander rilassati” disse Buffy. “Non devi farlo ora , ma fra qualche giorno”
“Oh, questo si che mi fa sentire meglio…” borbottò Xander.
Qualcosa di orribile stava avanzando li sotto, che fossero fantasmi o ratti, lui ne era sicuro.


Passò qualche giorno.
Gli idraulici se ne erano andati via ed avevano controllato le tubature. Inaspettatamente, da sostituire c’erano soltanto il lavello, la vasca, la doccia e buona parte delle tubature. Gli idraulici attendevano gli elettricisti prima di andare in cantina così da poter vedere il lavoro che c’era da fare.
Willow era rimasta particolarmente stordita quando si erano messi a pulire la stanza da ballo. Si, loro avevano effettivamente una stanza da ballo. Non credevano l’avrebbero mai utilizzata, ma il bello era che ne avevano una.
Xander aveva lavorato molto all’esterno. Avevano ripulito il giardino dalle piante cresciute in eccesso, eliminato il fogliame e tagliato qualche albero. Il prato adesso appariva molto più pulito. Anche il grande lago era stato risistemato. Willow e Xander avevano entrambi acconsentito all’aggiunta di papere e rane.
In serata, gli amici si diressero in città per comprare il necessario e per usare la doccia in un motel economico. Sarebbe stato il paradiso il giorno in cui avrebbero avuto la loro doccia e vasca in casa (senza menzionare il WC!).
Alle undici di sera si diedero la buona notte e si ritirarono nelle loro stanze. Erano tutti esausti per i giorni di lavoro che avevano passato.
Buffy sapeva che aveva avuto grossi problemi ad addormentarsi nonostante fosse stata sempre molto stanca…era sempre stata attenta ad aspettare Spike.

Buffy era sdraiata sul suo nuovo materasso, tossendo e rigirandosi. Era da due ore che lo stava aspettando. Inutile, non riusciva a dormire.
Con un sospiro, accese la lanterna vicino al letto. L’elettricità sarebbe finalmente arrivata la prossima settimana, ma fino ad allora dovevano utilizzare lanterne o candele.
Spike non era venuto per tre giorni. Perché? Non le piaceva più? C’era qualcosa che gli impediva di venire? Gli era accaduto qualcosa? Era molto preoccupata.
Buffy gemette, prese il suo cruciverba e cercò di tenere la mente impegnata.
Poco tempo dopo, Spike entrò nella stanza.
Sorrise non appena la vide. Sembrava essere passata un eternità da quando si erano visti l’ultima volta. Si avvicinò al letto.
Buffy gelò non appena sentì il formicolio e l’aria fredda che arrivò con la presenza di Spike. Si sedette e si guardò intorno.
“Spike? Sei tu?” Chiese Buffy impaziente.
Spike si materializzò ai piedi del letto sorridendo. Appariva più opaco rispetto alla scorsa volta. I dettagli della sua faccia e del suo corpo erano chiaramente visibili anche se poteva ancora vedere attraverso di lui.
“Spike, io—io pensavo non saresti più tornato” Buffy lo fissò.
Lui era bellissimo: zigomi pronunciati, labbra carnose, occhi blu del colore del cielo, una cicatrice sul sopracciglio sinistro. Buffy sentì l’urgenza di leccare quella cicatrice sul sopracciglio perché sembrava alquanto “leccabile”. Stava indossando un lungo spolverino di pelle sopra gli altri vestiti. Lo stesso spolverino che lei aveva trovato appeso nell’armadio.
Adesso che i suoi lineamenti del viso erano completamente visibili, Buffy ne fu colpita come da una tonnellata di mattoni. Lui non gli somigliava semplicemente. Lui era esattamente l’uomo che aveva visto nei suoi sogni. L’uomo che aveva atteso in silenzio per tutti quegli anni.
“Perché sei stato via così a lungo?” Domandò Buffy stordita.
Le labbra di Spike si mossero non appena le parlò. Lei poteva sentirlo appena.
“Puoi-- parlare più forte?” gli chiese.
Lui prese un profondo respiro e si concentrò per controllare la voce.
“Ci proverò” Sentì lei in un sussurro.
“Ti ho sentito!” Buffy si agitò sul letto. “Ti ho sentito questa volta!”
“Quanto tempo sono stato via?” Chiese Spike, eccitato dall’idea di parlarle.
“Tre giorni” puntualizzò Buffy “Ho—ho pensato che ti fosse successo qualcosa…”
“Perdonami, luv. Il tempo non ha molto significato per me.”
“Hai un accento inglese? Vieni dall’Inghilterra?”
“Si. Mi sono trasferito negli States pochi anni prima che io..che io morissi” si mosse e si sedette alla fine del letto.
Buffy si avvicinò a lui. I suoi occhi non si staccarono un momento dal suo viso e dal suo corpo. Lei voleva assorbire ogni cosa di lui, solo nel caso sparisse di nuovo.
“Quando sei—quando è accaduto?
Spike ci pensò un momento. “5 Giugno 1978. Questa è la data”
“1978? Sei stato qui tutto questo tempo?” Da solo per 25 anni?”
“25 anni…” Spike distolse lo sguardo. “Questi sono gli anni che sono passati? Sembrava molto di più…ma di nuovo non sembra possibile…perché allo stesso tempo sembra ieri quando è accaduto. Questo ha senso?”
Buffy annuì, e poi disse, “ Mi dispiace, Spike …dev’essere stato terribile. Desiderei poter rendere le cose migliori”
Lui si voltò verso di lei e sorrise. “L’hai fatto, Buffy. Non posso dirti quanto mi sentissi solo prima che tu arrivassi. Vederti, toccarti…è molto di più di quello che avrei sperato. Eri l’unica che stavo aspettando.”
“Aspettando?”
“Ogni volta mi sentivo completamente disperato, come se potessi impazzire per la solitudine e l’isolamento, questo era quello che provavo. Qualcosa o qualcuno sarebbe arrivato a cambiare la mia triste esistenza. Era importante rimanere in me fino a quel momento. Ma dovevo comunque aspettare. Aspettarti.”
“Ho—ti ho sognato…” Disse Buffy, guardando dentro quegli occhi brillanti.
Spike le sorrise. “Adesso?” Pensando si stesse riferendo alla scorsa notte.
“Si. Ma anche prima che venissi qui. Sin da quando ero una bambina, avevo questi sogni ogni tanto..e vedevo il tuo viso.”
Buffy non voleva menzionare quanto i suoi sogni fossero diventati altamente a sfondo sessuale con la maturità. Era ancora imbarazzante da ammettere, persino a lui, nonostante quello che le aveva fatto.
“Tu sorridevi e ridevi…ricordo come i tuoi occhi si arricciavano quando ridevi, li ho amati. Ti ho sognato ancora ed ancora fino a che mia madre non si domandò chi era quell’uomo adulto dal quale ero ossessionata. “ Ridacchiarono “Se vuoi—Posso mostrarti alcuni dei bozzetti..e quando stavo guidando ed ho visto questa casa, ho dovuto fermarmi. L’avevo vista nei miei sogni. Solo l’esterno però”
“Hmmm. Che strano” Disse Spike, considerando quello che le aveva appena detto.
Buffy ridacchiò.
Spike tornò a fissarla e sorrise. Amava il suono che faceva quando sorrideva.
“Che succede, luv?”
“E’ solo divertente. Un fantasma che dice che qualcosa è strano. Voglio dire, hey, c’è nessuno?”
Sorrisero dinuovo.
“Lo sai cos’è ancora più strano?” chiese Spike.
Buffy lo fissò.
“Ti—ti ho sognata anche io. Per lungo tempo. Tu apparivi come sei adesso però, non sei mai invecchiata nonostante io crescessi… “
“Mi--mi hai sognata?”Buffy era sconvolta.
Spike annuì. “Si. Non ho mai saputo il tuo nome, ma mi sorridevi e mi stringevi la mano…I sogni erano sempre gradevoli. Sei stata così speciale per me per così tanti anni e ti ho appena conosciuto…”
“Ci siamo sognati a vicenda…” Disse Buffy lentamente. “Cosa significa? Dovevamo incontrarci? Qualcosa simile al destino?”
“Mi piace pensarla così” Sorrise Spike “Sarebbe troppo per una semplice coincidenza, non credi?”
Buffy annuì . La sua mente era in alto mare. Questo era tutto troppo bizzarro! Anche Spike l’aveva sognata?! Se dovevano essere nati per incontrarsi perchè lui era morto? Dio doveva aver un buon senso dell’umorismo.
“Ho visto che hai pulito” Disse Spike, cambiando argomento. Indicò il baule e la chitarra che Buffy aveva tolto dall’armadio.
“Umm—si—spero non ti dispiaccia”
“No. Nessun problema. Puoi farci tutto quello che vuoi…non penso che la userò più” disse con un sorriso triste. “E’ casa tua ora.”
“Ho trovato un libro nel cassetto con sopra scritto‘Diario’. Disse indicandolo. “Non l’ho letto, comunque. Non volevo invadere la tua privacy”
Spike sorrise. “E’ ok, pet. Sarebbe divertente per qualcuno sapere chi ero. Puoi leggerlo. Devo però avvertirti che la maggior parte di quello che c’è scritto ti farà venire voglia di dormire. Molto meglio del latte caldo!”
Spike sapeva che lei aveva letto riguardo ai suoi sogni nel diario. Era stato molto precisio nelle descrizioni dei suoi sogni, la maggior parte dei quali erano sogni erotici. Si domandava cosa ne pensasse.
Buffy sghignazzò e fece un respire di sollievo. Voleva davvero leggere il suo diario per conoscerlo meglio.
”Spike, chi era quella donna? Quella che venne in sala da pranzo l’altra notte?” Domandò Buffy.
Lui abbassò lo sguardo ed il suo volto si dipinse di tristezza. Lui abbassò lo sguardo ed il suo volto si dipinse di tristezza.
”Era mia cugina. Darla. Questa era casa sua.”
“Oh,” disse Buffy, desiderando di posare le sue braccia intorno a lui.
“Lei vorrebbe che tu te ne prendessi cura. L’amava…”
“Lo—lo farò” Promise Buffy. £Voglio renderla dinuovo bellissima.”
Lei voleva chiedergli di più su Darla e le circostanze della sua morte, ma lui era così triste e non voleva farlo stare peggio.
Spike incontrò i suoi occhi di nuovo. “Hai visto qualcun altro come me qui? A parte Darla.”
”No..ma ho sentito qualcosa, credevo fossi tu. Anche Xander ha sentito dei rumori. Quanti siete?
“Non lo so..pià di un paio. Alcunidi loro non sono poi così carini o di bell’aspetto.”
“Intendi dire—che sono mostruosi e sanguinari?”
“I don’t know...more than a few. Some of them aren’t very nice or pleasant looking.”Buffy shuddered, she couldn’t stand the sight of blood.
”Si alcuni di loro lo sono. Cercherò di fare in modo che non diano fastidio a te e ai tuoi amici” disse Spike rassicurandola. “Questa casa è stata in vita dal 1900, ed ha collezionato un pò di psiriti durante questo periodo-- like fireflies in a bottle. Ma farò del mio meglio per badare a te.
“Grazie” Disse Buffy, sentendosi accaldata e bagnata non appena lui la guardò.
“Posso—toccarti?” chiese timidamente Spike.
Buffy aveva molte altre domande da fargli riguardo la sua vita e la sua morte, ma lo voleva troppo adesso. I giorni in cui non aveva visto lui o sentito le sue mani da fantasma erano stati una torntura.
Buffy annuì e si tolse la camicia da notte.
“Posso—vederti pure io?” chiese Buffy, respirando affannosamente e distendendosi sulla schiena.
Spike sorrise “Penso di si”
Si concentrò per un momento. I suoi vestiti si dissolsero dal suo corpo, lasciandolo li davanti a lei nudo.
“Questo è un risparmio di tempo..”Rise Buffy.
Spike sogghignò.
Gli occhi di Buffy lo guardavano dalla testa ai piedi. Era un lavoro d’arte. Sapeva che scultura sarebbe potuto essere. Il suo ocrpo sembrava essere stato scolpito nel marmot. Era muscoloso e definito, ogni cosa perfettamente proporzionata. Sobbalzò quando vide il suo cazzo semi eretto. Ach’esso era bellissimo—così grande ed enorme. Le sue dita si contrassero per prenderlo fra le mani ed accarezzarlo in tutta la sua lunghezza.
Spike strisciò sul letto sopra di lei. Buffy era stupita dalla totale “eroticità” del suo sguardo e dei suoi muovimenti. Si muoveva così fluidamente e graziosamente. Si posò sopra di lei, i suoi occhi bruciavano di lussuria.
“Puoi—baciarmi?” chiese lei col fiatone.
Senza nemmeno una parola, lui abbassò la testa e pressò le labbra sulle sue. Sentirono subito un’ondata di elettricità non appena le loro labbra si toccarono. Era una sensazione che nessuno dei due aveva mai provato. Gemettero e si strinsero in un abbraccio. Spike voleva farlo durare ancora di più, ma poteva dire che questo era il limite a cui poteva arrivare adesso. Se avesse provato a diventare più solido, probabilmente sarebbe scomparso. Aveva notato che ogni volt ache stava con lei diventava sempre più forte e più solido.
Inoltre si ricordava la sua vita passata con più chiarezza. Magari presto avrebbero potuto fare ancora di più insieme…
Spike mosse le sue labbra sulla sua gola, baciandole il collo prima di scendere sul suo seno.
Buffy voleva stringerlo ma le sue mani passavano attraverso le sue spalle.
“Vorrei tanto toccarti anche io…” Sospirò Bufy “Voglio renderti felice…”
“Lo fai, Buffy. Dio—tu mi rendi così felice…” Spike gemette non appena cominciò a succhiare le sue tette.
“Ahhh-voglio dire…vorrei poter poter mettere la mia bocca.. Uhhh-- su di te! Voglio far scorrere la lingua su tutto il tuo corpo!” Buffy respirò affannosamente.
“Questo è quello che abbiamo..semplicemente godiamocelo. Non pensare a nient’altro. Non volere altro.”
“Ohhhhh—si—Ohhhh” Buffy lo vide mentre succhiava e leccava le sua pelle calda.
“Mmmmm—sai di buono, pet” Gemette Spike, leccando il suo stomaco scendendo sino alla sua figa.
“Ohhh—Spike!” Sospirò Buffy.
Incapace di dormire , Willow si era alzata per andare a finire del lavoro in cucina. Quando era decisamente troppo stanca per continuare, era tornata su verso la sua camera con la lanterna.
Non appena passò la camera di Buffy , si bloccò. C’erano suoni strain che provenivano dall’interno. Era come se Buffy stesse parlando con qualcuno e –gemendo.
Willow appoggiò il suo orecchio alla porta ed ascoltò.
“Mmmm—Ohh! Come riesci a farlo? Ahhh!” Esclamò Buffy.
Willow also le sopracciglia. Era come se qualcuno fosse li dentro con Buffy. Che fosse Xander?
Wilow bussò piano alla porta. Il rumore scomparì.
“Buffy? E’ tutto ok?” Chiese Willow.
“Non entrare! St—ò bene!” Esclamò Buffy.
“Sicura?”
“Si! Yeah, stò bene! Torna a letto, Willow!”
Willow bisbigliò qualcosa e tornò a letto. ”Stò scomparendo, mi dispiace,luv” Si scusò SPike “Vorrei tanto rimanere più a lungo”
Buffy si stava ancora riprendendo dal grandioso orgasmo che aveva appena avuto.
“Non—stare via a lungo—ok? Mi.. sei mancato”
Spike sorrise “Ci proverò”
Uscì dalla stanza e la lasciò. Perchè non poteva stare con lei? Voleva scoprire altro su di lui.
He reached out and touched her face lightly then disappeared. Quando avrebeb avuto del tempo, sarebbe andata in città per fare delle ricerche su du lui e sulla casa. Warren, l’agente immobiliare, non gli aveva ditto che qui c’era stato un omicidio. Buffy si addormentò pensando a Spike ed un sogno che sembrava assolutamente realtà si formò nella sua tsta:
2 Giugno 1978
Buffy si ritrovò nell’atrio della casa. Era bellissima e tutta sistemata come doveva essere un tempo e come avrebbe voluto che diventasse una volta ultimati i lavori. C’erano dipinti fatti a mano sui muri color crema. I tessuti erano divini, seta e velluto. Bassi rilievi decoravano il soffitto. Era da togliere il fiato.
Buffy stava ammirando la decorazione del pavimento, quando sentì bussare alla porta principale. Buffy si domandò se poteva rispondere lei, quando una donna bionda la sorpassò velocemente ed aprì la porta. La donna era la versione vivente di quella che era entrata nella sala da pranzo la prima notte in cui Willow e Xander erano arrivati. La cugina di Spike, Darla.
“William!” Esclamò la donna bionda non appena aprì la porta.
“Hey Darla How’s tricks? ” Disse Spike con un sorrisino.
Sembrava come l’aveva conosciuto Buffy, eccetto per i vestiti che indossava: Jeans strappati, t-shirt
“William!” the blonde woman exclaimed when she opened the door.
“Hey, Darla. How’s tricks?” Spike said with a smirk.
He looked just as Buffy had seen him last, except with clothes on: Ripped jeans, t-shirt con spille attaccate a caso sul tessuto e stivali neri.
Darla allacciò le braccia intorno al suo collo e gli baciò una guancia. Doveva essere trascorso un anno da quando lei non vedeva il suo piccolo cuginetto, che era appunto il suo parente preferito. Loro avevano 12 anni di differenza, ma avevano sempre un ottimo rapporto.
“E’ bello vederti. Sono così felice che tu abbia deciso di venire a trascorrere un po’ di tempo con me”
Spike lasciò andare la sua roba ed entrò nell’atrio. Fischiò di meraviglia.
“Un posticino di nulla questo qui, cugina. Non ci posso credere vivrò in un posto come questo”
“Beh, sai la bella vita, William” Sorrise Darla.
“Spike. Mi piace essere chiamato Spike adesso.”
“Hmmm, si, me lo ricorderò. Lo Zio Rupert si stà allenando” disse Darla.
Alcuni membri dello staff andarono fuori e cominciarono a portare all’interno la grande valigia di Spike, la chitarra e le altre borse.
“Spike?” Disse Buffy “C’è nessuno di voi che può sentirmi?”
La ignorarono. Buffy cercò di toccare il braccio di Spike , ma el sue mani gli passarono attraverso come nell’acqua. Ritirò indietro la man. Era come se fosse lei il fantasma adesso.
Era disorientata.
”Yeah, papà non era entusiasta riguardo al nome e al mio…stile. Specialmente il mio stile” SPike rise.
“E quand’è che sono accaduti questi cambiamenti?”Chiese Darla. “Ti ho visto lo scorso anno a Natale e tu avevi ancora i tuoi occhiali, il maglioncino ed i capelli castani” Continuò, arruffando i suoi capelli ossigenati.
“Hey, guarda i capelli” Disse Spike portandosi una mano sui suoi capelli biondi “Ho deciso di fare un cambiamento drastico dopo Natale. E adesso le ragazza quasi mi pagano per uscire con loro adesso che non ho più l’aria da totale perdente. William è morto, viva Spike!
“Io amo William. Sarà meglio per te che ci sia rimasto qualcosa di lui da qualche parte, brutto furbachcione! Darla lo colpì giocosamente sullo stomaco.
“Yeah, questo sciocco è ancora qui. Non preoccuparti. Non posso liberarmene.”
Darla era l’unica persona con la quale Spike si sentiva a suo agio. Lei non l’aveva mai giudicato e non gli aveva mai messo pressioni su come doveva essere o ocme non doveva essere. Semplicemente lo apprezzava così com’era. Quand’era piccolo, Darla trascorreva moltissimo tempo con lui e l’aveva portato al suo primo concerto nel 1972. Avevano visto i Led Zeppelin a L.A. quando erano andati li in visita. Darla aveva un posto speciale nel suo cuore per queste ragioni e per molte altre.
“Forza, vai a sistemarti nella tua camera” Darla prese la sua mano e lo trascinò su per le scale.
Buffy li seguì. I cugini avevano un ottimo feeling fra di loro. Avevano ovviamente un ottimo rapporto. Niente di freddo, semplicemente un forte amore familiare.
“E’ veramente strano…perché stò sognando tutto questo? E’ realmente accaduto o è la mia mente che stà creando tutti questi dettagli? Si chiese Buffy.
Spike e Darla entrarono nella stanza.
“Wow, Dar!” Disse Spike “Questa è dannatamente favolosa!”
Buffy rimase vicino alla porta fissando i due con un sorriso fra le labbra.
Darla sorrise non appena Spike cominciò a correre per la stanza, controllando ogni cosa. Spike saltò sul letto e si spinse su e giù come un bambino.
“Non rompere il letto Will—cioè Spike”
“E’ veramente tutto mio? Posso metterci I miei poster e tutto il resto? Per te è ok?”
“Certo, è tutto tuo” Disse Darla. “Solamente, non rompere tutto, Mr Punk Rocker”
“Per te, romperei qualsiasi cosa” Disse Spike ridendo.
“Senti, devo andare a parlare con lo staff in cucina, quindi ti lascio sistemarti nella tua nuova camera. Puoi d’are un’occhiata intorno se ti va. Se hai bisogno di qualcosa, puoi chiedere ad Ethan, lui è il responsabile dello stuff” Darla si voltò ed uscì dalla stanza.
“Darla?” Disse Spike.
“Hmm?”Si voltò lei.
“Grazie per farmi stare qui. Sono veramente felice di vivere qui.” Sorrise Spike.
“Anche io. Ci divertiremo un sacco” Ridacchiò Darla.


Buffy si svegliò la mattina seguente un pò disorientata. Il sogno era stato così reale. I colori erano così vividi, gli odori così forti, i suoni così vicini…
Perché aveva sognato tutto quello? Era stato Spike a mostrarglielo? O era stata la casa a farle qello? Avrebbe dovuto chiederlo a SPike la prossima volta che l’avrebbe visto, che sperava fosse la notte stessa.


Capitolo 6 - venire insieme

Buffy sedeva sul suo letto giocherellando con i pollici, attendendo pazientemente (o comunque provandoci) l’apparizione di Spike.
“Dove sei ?” domandò. “Ho bisogno di vederti”.
Mentre aspettava, Buffy colse l’occasione di curiosare nel diario di Spike. Si sentiva ancora imbarazzata a leggere i pensieri privati di qualcun altro ma lui le aveva detto che poteva. La curiosità di scoprire chi era superava il senso di intromissione.
Lo spesso diario foderato di pelle riguardava parecchi anni della sua vita. William Randall Giles era un giovane sensibile e studioso, a cui piaceva leggere e scrivere poesie e storie brevi. Gli altri ragazzi lo snobbavano e non aveva molti amici. Sua madre era morta quando aveva 10 anni, lasciando Rupert, suo padre, solo a crescerlo. Rupert era un uomo buono ma un po’ maniaco del lavoro. William aveva trascorso la maggior parte del tempo da solo. Però adorava sua cugina, Darla. Lei era un angelo per lui, sempre gentile e amorevole, più di una amica e confidente. Non l’aveva mai giudicato e lo faceva sentire importante e amato. Era chiaro dai suoi scritti che l’amava più di chiunque altro. C’erano solo poche righe dopo che era venuto a vivere con lei nel giugno del 1978. Evidentemente, era stato troppo occupato per continuare a scrivere in quel periodo. Nell’ultima pagina scritta, il 1 luglio, aveva fatto a se stesso la promessa di ritornare a scrivere il diario.
Quando William aveva 14 anni, aveva incontrato Cecily Adams. Una giovane donna avvocato collega di suo padre. C’erano alcuni poemi d’amore scritti per Cecily (ovviamente mai consegnati) scritti nel diario. Buffy poteva leggere solo un parola o due qui e là dato che i poemi erano stati cancellati scarabocchiandovi sopra con rabbia. Quando aveva letto più avanti, aveva capito perché. Cecily aveva rifiutato brutalmente William quando le aveva detto di essere innamorato di lei. Non aveva lasciato al povero ragazzo alcuna possibilità. Cecily gli aveva detto che lui era ‘inferiore a lei’ e che le sue attenzioni l’avevano imbarazzata. Nelle pagine che erano seguite, il giovane William aveva aperto il suo cuore: tutta la depressione, il dolore e l’umiliazione che aveva provato erano descritti in quelle pagine. Il cuore di Buffy aveva pianto per lui.

Aveva letto anche della ragazza dei suoi sogni, lei. Buffy era rimasta sorpresa dalle descrizioni di se stessa. Aveva realmente sognato lei. Aveva letto del suo 16° compleanno; aveva avuto un sogno estremamente erotico su lei quella notte. Aveva sognato che la ragazza era venuta da lui di notte e si era avvicinata al suo letto con il suo solito gentile sorriso. Quindi si era spogliata lentamente mentre lui era disteso nel letto, guardando ogni suo movimento, timoroso e completamente eccitato. I sogni non si erano mai spinti così lontano prima. Lei era salita sul letto con lui e aveva fatto di lui un uomo (nei suoi sogni comunque). Non aveva mai fatto sesso prima, ma le descrizioni delle sue sensazioni e quello che aveva sperimentato sembravano reali. Buffy sentiva uno strano senso di orgoglio che lei era stata la sua prima volta, come per lei lo era stato il suo uomo del sogno (Spike).
Era l’inizio del 1978 quando William si trasformò in Spike. Era stanco di essere sempre la vittima degli scherzi e permettere alla gente prenderlo in giro. Aveva cambiato la sua immagine ed era emerso il suo lato ‘cattivo ragazzo’. Cominciò a frequentare discoteche e amare la musica punk rock. Era ancora troppo pensieroso e sensibile per vivere effettivamente quello stile di vita ma trovava divertente frequentare un mondo così diverso dalla sua solita compagnia.
Quel giorno Buffy aveva anche aperto il baule. Non c’era molto all’interno: altri abiti, alcune cose che aveva tenuto appartenenti a sua madre, alcuni dei poemi e delle storie che aveva scritto (Buffy voleva leggerli), alcune fotografie di famiglia e amici (fotografie di uno Spike giovane e sorridente, dai capelli scuri con un uomo che doveva essere stato suo padre), ecc. C’era anche una grande pila di playboy, tra cui una copia della primissima edizione con Marilyn Monroe. Era chiuso in una busta di plastica per conservarlo. Buffy scosse la sua testa e sorrise. Era un fan di Marilyn, eh? Se a Spike non spiaceva, forse Xander avrebbe voluto tenere le riviste. Passò mezz’ora. Buffy stava per andare a dormire, quando provò un formicolio. La pelle le pizzicava piacevolmente, un brivido scosse il suo corpo.
“Spike ?”
Spike si materializzò ai piedi del letto. Sembrava ancora più opaco di prima. Buffy dovette guardare attentamente per vedere attraverso di lui.
“Ciao, Buffy”, la salutò con un sorriso.
“Spike, sono così felice che tu sia qui ! Pensavo di non rivederti di nuovo”. Buffy picchiettò il letto accanto a lei.
Spike si avvicinò e si sedette di fianco a lei. Si guardarono negli occhi l’un l’altro per un momento.
“Ho letto il tuo diario. Mi spiace che tu abbia avuto una vita così dura”.
Spike sorrise affettuosamente. “E’ okay. Quel che è stato è stato. Non era come subire abusi o avere genitori alcolizzati o altro. Ero io che mi comportavo da idiota”.
“Penso tu fossi un gran bravo ragazzo, ci tenevo a dirtelo… Ho curiosato un po’ troppo nel baule…”
Spike alzò un sopracciglio, attendendo che continuasse.
Lei ridacchiò, “Ho trovato le tue riviste porno”.
“Hey, non sono porno”, Spike protestò con un sorriso. “Il corpo di una donna è un opera d’arte”.
“Capisco. Non ti sto rimproverando. Sarebbe preoccupante se non avessi pensato al sesso. Cosa ne dici se li do a Xander, anche quello di Marilyn ?”
“Mmm, Marilyn”, Spike sospirò sognante, quindi sbuffò. “Um… no. Li puoi dare a Xander se ti va. Non mi interessa”.
“Ho… letto di me, credo, la ragazza nei tuoi sogni”, Buffy arrossì.
“Sei stata la mia prima volta, passerotto. Eri tu”.
Si guardarono l’un l’altro come adolescenti timidi. Buffy avrebbe voluto parlare di più dei sogni erotici, ma c’era l’altro sogno di cui era necessario discutere.
“Devo parlarti di qualcos’altro”, disse Buffy.
“Va bene”.
“L’altra notte, dopo che te ne eri andato, ho fatto un sogno”.
“Era un brutto sogno ?”
“ No… non era brutto. Era strano”.
“Che cosa successo ?” Spike non poté resistere dal toccare un suo ginocchio.
La pelle di Buffy andò in fiamme al suo freddo contatto. Bruciava per lui. Prese un lungo respiro per calmarsi e respingere le necessità del suo corpo. Era importante che gli dicesse i dettagli del sogno prima di potersi… rilassare.
“Ho sognato di essere nel passato. Ho visto la casa quando era ben tenuta. Ho visto tu e tua cugina. Ti stavi trasferendo qui da lei. E ho conosciuto in qualche modo anche la data. Era il 2 giugno 1978”.
Gli occhi di Spike si allargarono. Guardò lontano da lei, provando a immaginare quello che stava succedendo. Quella era la data in cui lui aveva traslocato. Come poteva saperla lei ?”
“Spike ? E’ stato veramente così ?”
“Sì... hai visto accadere queste cose nel sogno ?” domandò con preoccupazione.
“Sì, voi due eravate così felici e scherzavate. Le stavi raccontando come avevi cambiato il tuo aspetto dall’ultima volta l’avevi vista, a Natale. Lei era così carina... sembrava una brava donna”.
“Lo era”, Spike concordò e contrasse la mandibola. “Perché hai sognato questo ?”
“Non lo so. Era bizzarro. Io ero nel sogno ma non potevo parlarvi o toccarvi. Potevo solo ascoltarvi e seguirvi”.
Spike aveva paura. Paura che quel sogno fosse solo il primo di una serie, che avrebbe culminato con quella notte terribile.
“E’ tutto a posto, Spike”, disse Buffy, vedendo il suo nervosismo. “Non mi sono spaventata per questo. Probabilmente è accaduto perché ho letto il tuo diario”.
Annuì col capo. Il diario era il motivo più probabile, ma aveva una brutta sensazione. “Dimmi se farai altri sogni come questo, okay ?”
Spike non aveva voluto spaventarla inutilmente dicendole le sue paure. Sarebbe stato orribile se Buffy fosse stata testimone dell’intera vicenda sordida e sanguinaria.
“Va bene”, concordò. Dopo alcuni minuti, lo guardò con gli occhi socchiusi. “Pensi... che io possa toccarti questa notte ? Io vorrei…”.
“Possiamo fare una prova. Non sono sicuro se posso rimanere… solido… abbastanza a lungo” disse, desiderando disperatamente di essere in grado di farlo.
“Per favore. Vorrei provare”, disse Buffy. “Mi hai fatto stare così bene, voglio toccarti anche io”. Spike si alzò e la guardò, quindi fece nuovamente in modo che i suoi abiti si dissolvessero dal suo corpo.
“Fantastico”. Buffy sorrise facendo vagare gli occhi sul suo magnifico corpo. “Sei così bello”.
Notò che una parte di lui stava diventando particolarmente ‘solida’. Il sorriso si allargò. Studiò il suo corpo con l’occhio di un artista, esplorando ogni linea e curva con i suoi occhi, imparandolo a memoria.
Spike inclinò la testa di lato timidamente. Il modo in cui lei lo guardava, ogni centimetro del suo corpo, lo faceva sentire imbarazzato. Buffy passò lentamente la lingua sulle labbra con lo sguardo fisso su di lui mentre faceva scivolare a terra il suo pigiama.
“Posso toccarti ora ?” domandò, mentre allungava la mano verso lui.
Spike fece cenno di si col capo, quindi si concentrò, per divenire più solido che mai, per rendere il suo corpo come carne. Non sarebbe stato in grado di mantenere quello stato a lungo. Sperò che sarebbe durato per un tempo sufficiente.
Entrambi sospirarono sognanti quando la punta delle dita di Buffy entrarono in contatto con il suo petto. Spinse delicatamente contro di lui.
Non era totalmente solido ma per iniziare andava bene. Più tardi avrebbe provato ad afferrarlo con più forza.
Spike chiuse gli occhi. Questa era la prima volta in 25 anni che aveva un contatto fisico con un’altra persona. Il calore dalle sue dita si estese attraverso il suo corpo.
Buffy si inginocchiò sul letto ed venne più vicina a lui, passando delicatamente le sue mani su e giù sul suo petto ed il suo stomaco. Le sue dita sfiorarono la superficie del suo dorso, toccandolo con venerazione. Sentì la sua passione crescere.
“B-Buffy… Non so per quanto tempo possa durare. Potrei scomparire senza preavviso... Spero che questo non avvenga “, Spike gemette quando le mani di lei scivolarono sui suoi fianchi e le sue labbra toccarono il centro del suo petto.
“Allora sarà meglio se cominciamo immediatamente” disse Buffy, prendendo il suo pene in mano e accarezzandolo su e giù.
Era fresco al tatto, pulsava e si contraeva nella sua mano. Lo sollevò e lo inclinò per baciarlo quindi lo leccò fino allo scroto.
Spike respirò affannosamente e inclinò indietro la testa per il piacere. Buffy continuò a leccargli e succhiargli delicatamente le palle, quindi fece scivolare la lingua su tutta la lunghezza del suo membro. Mantenne il tocco ed i movimenti leggeri, il che era molto difficile considerando quanto voleva estasiarlo.
Le dita di Spike la accarezzarono attraverso i capelli biondi. Lo guardò mentre picchiettava il suo glande con la lingua. La sua femminilità iniziò a dolere per l’espressione beata ed estasiata che egli aveva in viso.
Succhiò e leccò la punta più forte, più duramente, la mano avvolse l’asta e l’accarezzò coordinando i movimenti. Era come divorare un lecca-lecca spettrale -- un lecca-lecca spettrale delizioso.
“Buffy… così buono… Ahhh !” I fianchi di Spike spinsero leggermente.
Abbassò lo sguardo su di lei. “Vuoi… provare a fare sesso ?” chiese ansimando.
Buffy staccò la bocca e le mani dal suo membro. Senza mai staccare gli occhi dai suoi, scivolò al centro del letto, quindi si distese sulla schiena. Spike strisciò sul letto fino a lei. Salì sopra di lei e fece aderire il corpo al suo. Le gambe di lei erano aperte, era pronta ad accoglierlo.
Spike sorrise, piegando il capo verso il basso per baciarla teneramente mentre si spostava per posizionarsi.
“Ti amo”, disse Buffy ansante mentre le loro labbra si sfioravano le une contro le altre.
Spike sentì gli occhi riempirsi di lacrime. Non aveva mai osato sperare che anche lei provasse la stessa cosa per lui. “Buffy... ti amo anche io… dannatamente tanto. Ti ho desiderata da sempre”.
Schiacciarono (con tanta pressione quanta poterono) le loro bocche insieme mentre lui entrava nella sua stretta apertura. Era preoccupato che non avrebbe funzionato ma pareva che la cosa andasse abbastanza bene. Mise la maggior parte della sua energia nel rendere il suo membro duro e solido per lei.
Gemettero per sensazione del suo pene fresco affondato nel calore soffocante di lei. Si aspettavano di sentire il fischio del vapore per il contrasto della temperatura. Gli unici suoni che si sentivano erano i loro sospiri nel sentirsi completi per la prima volta.
Le mani di Buffy scivolarono dalle braccia al suo collo, toccandolo come avrebbe sfiorato la superficie di uno stagno. Poteva sentirlo dentro di se e la riempiva totalmente. Mai prima di allora aveva conosciuto una tale pace e beatitudine. Era ciò che avrebbe voluto sentire per sempre.
Spike iniziò lentamente a muoversi in lei, mentre sussurrava il suo amore e la sua dedizione nel suo orecchio.
“Si… Spike… Siiiiiii !” gemette Buffy.
La baciò sulla guancia mentre pompava in lei delicatamente. Buffy girò la faccia per riconquistare le sue labbra, dimenticando per un momento le morbide carezze, le labbra passarono attraverso quelle di lui prima che ricordasse e si ritirasse. Le sue mani entrarono nei suoi capelli, sentendoli morbidi come seta.
“Più forte… Spike !” Buffy sentì l’orgasmo crescere in lei. “Ohhhh !”
Spike strizzò gli occhi, concentrandosi sull’essere dentro di lei e sul piacere inconcepibile che questo portava. I suoi fianchi si mossero più rapidamente. Sentiva l’imminenza dell’orgasmo. Si chiese cosa sarebbe successo ? Sarebbe venuto ? E se fosse successo, il suo seme sarebbe stato liquido o fantasma ? C’era un unico modo per scoprirlo…
Continuarono a muoversi per alcuni minuti fino a quando non fu troppo.
“Ohhh--Ohhh Spike !” gemette Buffy, muovendo i fianchi. “Ahhhh--OH--DIO--SI !” Il suo corpo iniziò a tremare, le mani vagarono sopra i muscoli della sua schiena, mentre le sue palpebre tremolavano.
“Buffy !” grugnì Spike, raggiungendo il culmine insieme a lei.
Buffy lo sentì pulsare dentro di sé ma non sentì il getto caldo (o fresco, nel suo caso) del suo sperma. Nonostante questo, era la sensazione più squisita che avesse mai provato.
Quando i tremiti iniziarono a sciamare, Spike sollevò la testa e le sorrise, scaldandola come il calore di mille soli. Le dita di lei toccarono dolcemente il suo viso, seguendo affettuosamente le linee dei suoi zigomi. Il ragazzo posò un bacio gentile sulle sue labbra.
“Ti amo, Buffy”, sussurrò.
“Ti amo anche io” rispose la ragazza socchiudendo gli occhi.
Buffy riaprì nuovamente gli occhi quando sentì il peso del suo corpo iniziare a divenire più leggero. Lui stava diventando più trasparente. Provò una profonda tristezza comprendendo che avrebbe nuovamente dovuto lasciarla.
“Mi spiace, passerotto”, si scusò Spike, stando ancora sopra di lei. “Non ti lascerei mai se avessi una scelta”.
“Lo so”. Buffy gli sorrise. “Per favore ritorna da me--più presto che puoi”.
“Lo farò”. Chinò il capo e la baciò ancora una volta, quindi svanì.
Buffy emise un suono tra il sospiro ed il singhiozzo mentre faceva scivolare il suo corpo nudo sotto il lenzuolo. Aveva sentito il suo membro dentro di lei fino a quando era scomparso, lasciandola improvvisamente vuota. Era ebbra di felicità per aver consumato il loro amore. Ma avevano una tonnellata di ostacoli sulla strada per la felicità, il principale era il suo stato di non vivente e non corporeo. Passò le dita sulle sue labbra. Poteva ancora provare sensazione dei suoi baci.
Perché doveva essere un fantasma? Perché Dio aveva fatto questo a lei ? Era una buona persona, non aveva fatto del male a nessuna persona o animale. Perché non poteva stare con l’uomo che amava ? Sicuramente neanche Spike aveva meritato quel destino. Nessuno meritava di essere pugnalato a morte. Perché non poteva essere di nuovo un umano di carne e sangue ?
I suoi pensieri rallentarono mentre cedeva al sonno e iniziò a sognare...

Buffy era di nuovo nel passato.
Il 7 giugno 1978
La tavola della sala da pranzo era apparecchiato per tre persone. Darla e un uomo entrarono. L’uomo era alto con capelli castani che gli arrivavano alle spalle e con una fronte alta. Aveva in viso un’espressione presuntuosa.
“Così dov’ è questo cugino di cui ho sentito tanto parlare ?” domandò.
“Dovrebbe scendere tra poco”, disse Darla, sedendosi a capo-tavola.
“Darla, quando posso traslocare qui, baby ? Praticamente vivo qui, perché non renderlo ufficiale ?”
“Angel… Io…”
“Sera”, disse Spike, entrando nella stanza.
“Ciao, Spike”. Darla si illuminò.
Spike andò da lei e si piegò, dandole un bacio sulla guancia. Gli occhi di Angel si strinsero leggermente.
“Questo individuo è Angel ?” chiese Spike, guardando oltre la ragazza. “Bei capelli, amico”, Spike sogghignò.
“Spero per il tuo bene, Darla, che tu non permetta a ‘Spike’ qui di parlare ai tuoi amici dell’alta società in questo modo”, disse Angel, fissando Spike.
“Ragazzi, per piacere”. Darla si torturava le mani. “Comportatevi bene, Ok ? Angel, questo è mio cugino Spike. Spike questo è--”
“Sono il suo fidanzato”, finì Angel.
Spike sorrise apertamente. “Che piacere”.
Buffy si chiese perché i due uomini provavano una immediata avversione l’uno per l’altro.
Spike si sedette. “Cosa c’è sul menu, cugina ?”
“Oh, ti piacerà ! Stasera abbiamo--”
“Anatra all’arancia”, Angel finì di nuovo la sua frase.
“Ti ucciderebbe permettere a Darla di finire le proprie dannate frasi, amico ?” chiese Spike, guardando Angel con occhi severi.
Non gli piaceva come quell’uomo sembrava voler sempre dominare Darla.
Spike ottenne una reazione cattiva da lui.
“Ascolta, amico, io non ho--” Angel cominciava a diventare rosso in faccia.
“Angel ! Spike ! Per favore ! Non litigate. Voglio che entrambi andiate d’accordo”, disse Darla con ansia. “Per favore fate uno sforzo, va bene ?”
Spike vide come Darla fosse sconvolta e inghiottì la sua avversione per il fidanzato. Si risedette e chinò il capo.
“Mi spiace, Darla. Sono un po’ irritato perché ho fame”. Le sorrise e mise la mano sopra la sua, stringendola leggermente.
Darla ricambiò il sorriso, respirando un po’ più facilmente.
Gli occhi di Angel si strinsero sospettosamente di nuovo. Non gli piaceva che un altro uomo toccasse la sua donna. Anche se era suo cugino...

Buffy si svegliò. Sbatté le palpebre, rendendosi conto che era ritornata alla realtà. Era ancora piena notte.
Si girò sul fianco dal lato della finestra, desiderando che Spike fosse ancora con lei, stringendola fra le braccia.
‘Che cosa sta succedendo ? Perché vedo quello che è accaduto nel passato ? Devo supporre che dovrò fare qualcosa con queste informazioni ? Non ho letto niente di simile all’ultimo sogno nel diario... Quel tipo--Angel sembrava portatore di guai... ‘
La stanchezza le fece nuovamente chiudere gli occhi. Un altro sogno si materializzò nella sua mente...

Buffy era in cucina questa volta.
10 Giugno 1978
“Ehi ! Ho già fatto un sogno, non è abbastanza uno per notte ? Va bene, adesso cosa succede ?” disse Buffy, chiedendosi cosa sarebbe successo nel capitolo successivo di quella storia.
Era frustrante non poter interagire con Spike o gli altri. Buffy preferiva fare qualcosa che stare seduta a guardare. Ma non aveva altra scelta che vedere dove quei sogni l’avrebbero portata.
Un uomo alto, distinto, con capelli sale e pepe stava cercando qualcosa in un pensile. Un ragazzo giovane, un adolescente, sedeva alla tavola assorto nella lettura di un libro.
Spike entrò nella stanza e si diresse al frigorifero, prendendo una lattina di Tab (messa sul mercato dalla Coca-Cola Company nel 1963 fu poi sostituita dalla Diet Coke). Buffy sospirò per quanto era delizioso nei suoi jeans strappati e maglietta blu attillata. I suoi capelli erano tutti appuntiti.
“Hey, Ethan”, Spike salutò il distinto signore e prese un sorso dalla lattina.
Ethan sorrise. “Buono pomeriggio, Spike. Dormito bene ?”
Spike fece cenno di si con il capo e si passò una mano attraverso i capelli disordinati.
“Mi spiace che non ha pranzato, ma potrei prepararle qualcosa se le va”, disse Ethan.
Spike scosse la sua testa. “ Nah, sto bene così, amico”. Guardò il ragazzo, il cui naso era sprofondato nel libro. “Chi è il ragazzo ?” chiese Spike.
“Oh, questo è mio nipote, Percy. Starà per un po’ qui con noi”, disse Ethan. “Percy ? Percy, sto parlando con te”.
Il ragazzo staccò gli occhi dal libro e guardò suo zio.
“Cosa c’è, zio ?”
“E’ educazione, Percy, rispondere a chi ti sta parlando”.
“Mi spiace, zio”. Percy abbassò lo sguardo, al giusto rimprovero.
“Lui è Spike. Il cugino della Sig.ra Darla. Anche lui è inglese”.
Percy guardò Spike con curiosità. “Sei il cugino della Sig.ra Darla ?”
“Si”.
“Perché allora sembri un barbone ?” domandò innocentemente Percy.
Buffy ridacchiò. Il ragazzo era certamente onesto e franco.
“Percy ! Ti sembrano cose da dire ? Mi dispiace Spike... l’educazione di Percy ha bisogno di essere migliorata”.
Ethan era in imbarazzo per la schiettezza del nipote--anche se concordava con la sua valutazione.
Spike rise, “Hey, è tutto a posto. Sembro uno straccione. Mi piaci, ragazzino”.
“Non sono un ragazzino. Ho 14 anni. Non puoi essere tanto più vecchio di me”, disse Percy offeso.
Spike si avvicinò a lui. “Mi spiace, errore mio, amico. Che cosa stai leggendo ?”
“E’ un libro su Jackson Pollock. Conosci i sui lavori ?” domandò Percy, aspettandosi un ‘no’.
Buffy si avvicinò e guardò, da sopra la spalla di Percy, il libro. Anche lei ammirava le opere di Pollock.
“Si, ha uno stile rivoluzionario”, Spike chinò il capo, guardando il libro. “I suoi dipinti hanno una specie di energia fisica, non credi ?”
Buffy guardò Spike, sorpresa ma soddisfatta. “Ti intendi di arte ? Non lo sapevo”.
La faccia di Percy si illuminò. “Sì ! Lo penso anch’io. Riflette la propria personalità turbolenta”.
Percy era piacevolmente sorpreso dal fatto che sembrasse che Spike avesse un cervello. La facciata esteriore da punk lo aveva ingannato facendolo pensare che fosse tutto involucro e niente sostanza. Dopo tutto forse avrebbe avuto qualcuno con cui parlare durante l’estate oltre a suo Zio Ethan. La Sig.ra Darla era troppo timida. Ogni volta che aveva provato a parlarle il suo viso si era tinto di rosso come un pomodoro.
Spike sorrise al giovane. Percy gli ricordava se stesso a quell’età. Solo invece di poesia e scrittura, sembrava che la passione di Percy fosse l’arte. Percy era piccolo per la sua età, i capelli erano biondi, indisciplinati e leggermente ricciuti, una coppia di lenti erano appollaiate sul suo naso. Spike pensò guardando il ragazzo che avrebbero potuto essere fratelli.
“Ben detto”, disse accarezzandolo leggermente sulla schiena.
Spike decise di fare amicizia con il ragazzo dai capelli di stoppa. Ricordava quanto avrebbe voluto degli amici o solo qualcuno con cui parlare quando era più giovane.
“Sto andando nella mia stanza ad ascoltare alcune canzoni. Vuoi venire ?”
Spike provò pensare all’immagine da duro che voleva proteggere, ma, dannazione, era uno dal cuore tenero e non ci poteva fare niente.
Percy lo guardò per un momento, come se stesse provando a comprendere perché qualcuno volesse passare del tempo con lui. Spike conosceva la sensazione.
“Aww, è così bello da parte tua, Spike”, disse Buffy, sorridendo alla sua gentilezza.
“Sì ... sarebbe... bello”. Percy sorrise.
Buffy seguì Percy e Spike nella camera da letto.
Si sedettero sul pavimento mentre Spike tirava fuori la sua scatola di cartone stracolma di albums e di nastri. Percy iniziò a frugarci dentro con entusiasmo, esclamando ‘oooh ‘ e ‘aaah ‘ alla raccolta di Spike.
Spike mise su l’album ‘Blue Qyster Cult’ e si appoggiò contro il letto, movendo il capo al suono della musica.
“Spike ?” chiese Percy.
“Si ?”
“Perché--sei gentile con me ?”
“Perché voglio farlo. Ti crea dei problemi ?” Spike sorrise.
“No. Sono solo sorpreso. Voglio dire, guardati. Tu sei così disinvolto. Perché vorresti passare del tempo con me ?”
Spike sospirò. “Non sono sempre stato così. Scommetto che di solito sei timido e stai da solo, vero?”
Percy scrollò le spalle senza fare commenti e cominciò a frugare nella scatola di nuovo.
“E scommetto che qualcuno come te, con la struttura ossea delicata, la bassa statura ed il linguaggio forbito, viene preso in giro e malmenato”.
“Stai cercando di arrivare presto a qualcosa ? O stai provando a farmi sentire come una merda ?” domandò Percy, gli angoli della bocca contratti in un sorriso.
Spike rise sonoramente, asciugandosi le lacrime dagli occhi. Anche Buffy rise.
“Hai trovato la tua copia, Percy . Beh, il punto è che ero esattamente come te. So cosa vuole dire voler partecipare a qualcosa, avere qualcuno con cui parlare come una persona reale, e non qualcosa da raschiare via dalla scarpa. Pensavo che fosse bello conoscerti, sembri una brava persona”.
Percy sorrise. “Grazie”. Si grattò il mento con aria pensierosa. “Mi chiedo cosa mi farebbe zio Ethan se decolorassi i capelli come tuoi”.
Spike rise di nuovo, “Subito dopo avermi ucciso, dici ?”
Spike e Percy risero.
Il sorriso di Buffy sparì quando menzionarono l’uccidere. Sarebbe successo una di quelle volte. Lei sarebbe stata costretta a vederlo in technicolor che le fosse piaciuto o no. Non pensava di essere in grado di sopportarlo. Era terrorizzata.


Capitolo 7 - nell’oscurita

Linee scure circondavano gli occhi di Buffy il giorno successivo. Non aveva dormito molto ultimamente; le visite notturne di Spike e ora quei sogni non la avevano praticamente lasciata dormire. Inoltre, non poteva stare seduta e riposarsi mentre i suoi amici facevano tutto il lavoro. Provò a fare una faccia felice e a fare la sua parte, dopo tutto, lei era quella che aveva insistito per prendere quella casa.
Buffy, Willow e Xander stavano lavorando nuovamente in cucina. Sembrava quella di un hotel; era enorme. Willow ne era particolarmente soddisfatta, poiché le piaceva molto cucinare. Aveva promesso loro una montagna di biscotti al cioccolato appena tutto fosse stato pulito ed in ordine.
Stavano pulendo al suono dello stereo di Xander. Questa volta, stava suonando della compilation ‘Dance Mix’ ‘Groove is in the Heart’ di Dee Lite.
Xander stava lavorando e cantando “The chills that you spill up my back keep me filled with satisfaction when we’re done satisfaction of what’s to come. I couldn’t ask for another No-No-No, I couldn’t ask for another I couldn’t ask - “
“XAN !” Willow lo interruppe.
“Che cosa c’è ?” Sto solo dimostrando le mie qualità canore”, disse Xander con una smorfia, dimenando i fianchi”.
“Cerca di pulire di più e dimostrare meno le tue qualità”, disse Willow scuotendo il dito indice con un piccolo sorriso sulle labbra. “Dobbiamo sostituire quelle piastrelle... datti da fare, Mister”.
“Xan, gli elettricisti verranno dopo domani”, disse Buffy. “perché non vai in cantina a controllare che ci siano dei fusibili nuovi da sostituire in caso di bisogno”.
Xander impallidì, gli si seccò la bocca. “Io--non voglio andarci”.
Willow sospirò. “E dai, Xander! Di che cosa hai paura ?”
“Di che cosa ho paura, chiede lei... Da che parte comincio ? C’è qualcosa là sotto che non so spiegare”, disse Xander, guardando timorosamente la porta della cantina”.
“Qualcosa come ?” chiese Willow, mettendo le mani sui suoi fianchi. “Insetti ? Forse qualche parassita ?”
“Quelli e molto, molto di più, ne sono sicuro”, disse Xander.
“Hey, Xander”, disse Buffy tentando di convincerlo, “scommetto che ci sono tutti i generi di cose pulite la sotto... biciclette, forse bottiglie di vino, vecchi giocattoli ... potresti trovare qualsiasi cosa”.
Xander sembrò considerare la cosa per un momento.
“E io infornerò una teglia di biscotti, tutta per te”, aggiunse Willow.
Le sue sopracciglia si alzarono e si leccò lentamente le labbra. Una intera teglia di biscotti con scaglie di cioccolato tutta per sé era troppo allettante.
“D’accordo”.
Buffy e Willow sorrisero trionfanti.
“Ma--se qualcosa dovesse uccidermi, ritornerò per mordervi il sedere”, disse Xander, cercando di essere spiritoso mentre invece non era mai stato così terrorizzato in vita sua.
“Oh, bambinone!” rise Willow. “Scenderò ad aiutarti non appena avrò finito qui”.
Xander prese con se la torcia più grande che aveva, una grande B&D gialla con un largo raggio supplementare. Prese un profondo respiro e aprì la porta della cantina. Guardò indietro Willow e Buffy ma erano già ritornate al lavoro, non prestando più attenzione a lui.
‘Merda... ho un così brutto presentimento circa questa cosa…’
Xander inghiottì e si avviò giù per le scale.

Era spettrale come l’inferno la sotto. Quando raggiunse il fondo delle scale, Xander guardò un’ultima volta verso la porta e la luce preziosa prima di spostarsi più avanti nella cantina cavernosa.
Xander illuminò con la torcia tutto intorno. C’erano dozzine di rastrelliere e di barilotti di vino in legno. Sorrise, sperando che una parte del contenuto fosse ancora buona. Sarebbe stato grande se avessero trovato una bottiglia di champagne costoso per fare festa quando avrebbero finito di sistemare la casa.
Xander iniziò a cantare ‘Groove is in the Heart’ sottovoce per scacciare la paura dalla mente. C’erano pile di rottami sparsi intorno alla stanza. Era ansioso di frugarci in mezzo e strapparne fuori i tesori che si aspettava di trovare, ma quello doveva aspettare fino a quando la corrente non fosse stata riattaccata. Non c’era nessuna ragione al mondo che lo avrebbe trattenuto la sotto più del dovuto.
Xander respirò sollevato quando infine trovò la scatola dei fusibili. C’erano solo alcuni ostacoli sul percorso, che avrebbe rapidamente spostato. Ci avrebbe messo solo alcuni minuti.
“Và, che non era poi così difficile”, Xander rise nervosamente quindi si girò in direzione delle scale.
La torcia si spense. Dovette stringere i denti per non lasciare uscire lo strillo che voleva esplodere dalla sua bocca. Provò freneticamente a riaccenderla, quindi la colpì con una mano. Continuava a non funzionare.
“Okay--Okay! È tutto okay! Devo solo ritrovare la direzione giusta”, Xander disse a se stesso, il suo cuore batteva selvaggiamente nel petto. “Colpa delle batterie scariche... tutti qui “. Mise le mani davanti a se ed andò nella direzione delle scale, o almeno sperava di andare nella direzione giusta.
Iniziò a cantare a se stesso con voce stridula ed ansiosa, balbettando le liriche:
“Your groove--I do d-deeply dig No walls, only the br-bridge, my supperdish My succotash wish Singin’, b-baby I couldn’t ask for--”
Xander smise di camminare e di cantare quando sentì quello che sembrava una risata. I suoi occhi si spalancarono e cominciò a guardarsi attorno, esaminando l’oscurità nera come inchiostro della cantina.
“Chi--chi c’è? “ Il sangue di Xander si gelò completamente.
“Chi c’è?” una voce bassa, grave, aspra lo derise quindi ridacchiò come un pazzo.
“Oh merda--oh cazzo--cazzo”, Xander sussurrò, spostando di nuovo i piedi. Quella voce gli aveva fatto rizzere i capelli in testa e venire la pelle d’oca.
Un suono raschiante, uno strascichio proveniva come davanti a lui. Si fermò di nuovo, timoroso di scontrarsi con chiunque e qualunque cosa fosse.
“Willow! Buffy!” urlò Xander, il suo cuore pareva pronto ad esplodere per la paura”. “Ragazze! Scendete! In fretta!”
“Shhhh !” disse la voce, avvicinandosi. “Siamo solo tu ed io, bello. Lascia quelle cagne lassù dove sono...”
“Che cosa vuoi ? Chi sei ?!” Xander camminò goffamente. “Lasciami ! Per favore !”
“Laaasciami ! Peeer faaavooreeeee !” la voce gracidante lo derise.
Xander sentì qualcosa di gelido e viscido strisciare contro la sua faccia. Egli gridò e si getto all’indietro, agitando le braccia davanti alla faccia.
“BUFFY ! WILLOW ! Aiuto !” Xander gridò, atterrando sul fondoschiena.
“Non possono sentirti”, rise di soppiatto aspramente, raschiando la terra avvicinandosi a lui. “Nessuno ti sentirà mai più”.
Xander nel panico agitò la torcia da un lato all’altro, sperando per colpire qualunque cosa ci fosse vicino a lui. Gridò quando, quelle che riteneva dita gelate, toccarono la sua guancia di nuovo. In quel momento, la torcia ricominciò a funzionare. Egli poté vedere quello che era… ma avrebbe preferito non vedere.
Era ripugnante, la materia di cui erano fatti gli incubi: la sua pelle era blu purpureo e crollava della sua faccia; i suoi occhi erano marmi neri e perversi; le sue labbra porporine erano ritirate in una smorfia, rivelando i suoi denti marci; una sostanza nera e vischiosa colava dalla sua bocca; le sue mani si allungarono verso di lui.
Sentì i testicoli raggrinzirsi contro il suo corpo mentre lasciava uscire un grido disperato “N-NOOOOO!”

Improvvisamente, la creatura grottesca fu gettata via da lui. Xander strisciò all’indietro, oscillando intorno il raggio della torcia per vedere dove era finito.
Un’altra persona (o cosa?) stava in piedi davanti a lui, affrontando la creatura che lo aveva attaccato.
“Lasciarlo stare”, disse con voce ferma dal forte accento.
Xander guardò il nuovo arrivato. Poteva vedere attraverso di lui, come se fosse li ma non completamente.
L’aggressore ringhiò. “Questo posto è mio! Non hai voce in capitolo qui, ragazzo !”
“Hai torto. Mia cugina possedeva questo posto. Tu ci hai solo lavorato”, disse lo spettro inglese. “Sai che posso colpirti. Ti suggerisco di lasciarli stare, tutti loro”
“Vattene--vattene nella luce !” urlò Xander, ricordando quello che aveva visto nei film di fantasmi.
Il fantasma biondo ossigenato guardò Xander da sopra la spalla. “Non c’è luce per lui, amico. Lo aspetta un posto ben peggiore. Ma è bloccato qui”.
L’altro ringhiò ed avanzò verso Xander di nuovo. Non appena Xander stava per gridare nuovamente, il fantasma inglese si intromise fra di loro e respinse nuovamente l’attacco dell’aggressore spingendolo via.
“Ti ho detto di lasciarlo, bastardo!” urlò “Non potevi fare il bravo fantasma e sbattere le tue catene, dovevi proprio tentare di attaccarlo. Vattene via di qui prima che mi arrabbi veramente!”.
Guardò Xander quindi il fantasma biondo, prendendo una decisione. Si lamentò di rabbia e frustrazione quindi sparì.
Xander respirava pesantemente, chiedendosi se stava per svenire. Velocemente tastò la parte anteriore dei suoi jeans per assicurarsi di non essersela fatta addosso; era felice (e sorpreso) di essere asciutto.
Il fantasma amico si avvicinò a Xander. “Ti offrirei una mano per alzarti, ma…” guardò la sua mano, aprendola e stringendola a pugno. “Non sono abbastanza solido per afferrarti”.
“Tu--non vuoi farmi del male ?”
“Nah. Non è il mio stile, amico”.
“Gr-grazie... per... Che cosa era quella cosa!? Che cosa sei tu ?!” domandò Xander, alzandosi sulle gambe tremolanti.
“Se n’è andato ora. E penso tu possa indovinare quello che sono. Dì a Buffy di portare qui un sacerdote. Quello potrebbe causarvi dei problemi, come hai avuto modo di vedere. Non sapevo fosse così forte o vi avrei avvisato”.
“T-Tu--conosci Buffy ?”
“Sì... Bella ragazza…” Spike sperò che Xander non potesse vedere il rossore che stava salendo sulla sua faccia. “Hey, dovresti ritornare di sopra adesso. Vieni, ti faccio strada”. Spike si girò e camminò lentamente verso le scale, controllando costantemente dietro di lui per assicurarsi che Xander fosse vicino.
Xander lo seguì. “Perché non sono venute ad aiutarmi quando ho gridato ?” domandò arrabbiato. Era mortalmente pallido e il suo corpo tremava dappertutto.
“Il tipo, la cosa, che ti ha attaccato ha fatto in modo che non ti potessero sentire. Non è stata colpa loro. E non avrebbero potuto indovinare che qualcosa ti sarebbe saltata addosso. Specialmente Willow con il suo scetticismo”.
“Come ci conosci ?”
“Ho vissuto qui per molto tempo. Ero curioso riguardo ai nuovi inquilini. Ho ascoltato molti dei vostri discorsi e quindi…”
Xander tremò. “Non posso credere che questo è reale... è pazzesco ! Sono stato quasi ucciso da un fantasma e sono stato salvato da un altro... con cui sto facendo conversazione. Sebbene, devo ammettere, che guardandoti sei molto meglio dell’altro... ragazzo”, scherzò Xander tentando di mascherare le sue reali emozioni”.
Spike rise di soppiatto. “Già, mi spiace, amico. So che deve essere stato traumatizzante per te. Se fosse successo a me quando ero ancora vivo sarei corso di sopra a fare i bagagli. E--siamo arrivati” disse Spike indicando le scale.
La porta era ancora chiusa.
“Vai”, disse Spike. “Ricordati del sacerdote. Fatelo venire a benedire la cantina”.
Xander chinò il capo e inghiottì, il sangue pompava ancora furiosamente nelle vene. Iniziò a salire le scale ma si fermò e tornò indietro da Spike.
“E tu ? Il prete scaccerà anche di te ?”
“No. Questo non è il mio solito posto. Sono sceso perché ho percepito che eri in difficoltà”.
Xander gli rivolse un debole, ma grato sorriso. “Qual è il tuo solito posto ?”
“Di sopra… Principalmente al secondo piano. Non posso rimanere di più... ho esaurito le mie energie per respingere Rufus “. Spike iniziò a divenire più trasparente.
“Rufus ?”
“Sì, quello era il suo nome. Un individuo ripugnante”.
“G--Grazie di nuovo…” disse Xander quindi si girò, salendo velocemente le scale e ritornando nel mondo dei vivi.

Ci furono molte discussioni sempre più animate quel pomeriggio che seguì il ritorno di Xander dalla cantina.
Dapprima Willow non voleva credere al racconto straziante di Xander. Ma Buffy confessò di ‘conoscere’ Spike e di averci parlato anche lei. Willow non sapeva cosa pensare; era difficile cambiare le sue ferme opinioni.
Indipendentemente dal fatto che gli credesse o meno, Willow poteva vedere quanto impaurito e scioccato fosse Xander. Non scherzava questa volta e Xander non le aveva mai mentito.
Xander era ancora completamente scosso dalla quella esperienza. Intorno a lui era stata avvolta una coperta calda; si era appallottolato sotto di essa. Poteva ancora sentire quelle dita gelate della cosa toccarlo.
Buffy era preoccupata che Xander fosse stato attaccato da uno dei fantasmi, mentre contemporaneamente scoppiava di amore ed orgoglio per Spike. Aveva mantenuto la sua parola e aveva salvato Xander da--chissà quale destino.
Come da istruzioni di Spike, i tre guidarono fino in città e parlarono al sacerdote del posto riguardo al loro problema. Si erano aspettati che fosse scettico. Ma quando sentì dove vivevano, chinò il capo e disse che sarebbe andato da loro l’indomani mattina per benedire la cantina e dire allo spettro che la infestava di andarsene.
Quella sera, erano raccolti nel soggiorno. Numerose lanterne e candele illuminavano la stanza. Tutti quanti, anche una Willow ancora dubbiosa, volevano avere più luce possibile.
“Puoi chiamarlo ?” chiese Xander a Buffy.
“Non... non può venire sempre. Ma proverò “, lei rispose. “Spike ? Puoi sentirmi ?”
Attesero in silenzio per alcuni minuti.
“Spike ? Forse è timido…” disse Buffy.
“Ragazzi, vi rendete conto che tutto questo è pazzesco ?” domandò Willow, agitandosi.
“Pensi che non lo sappiamo ?” donandò Xander con voce piena di tensione. “Un fottuto fantasma mi ha quasi ucciso oggi ! Lo so esattamente che è pazzesco”.
Speke poteva sentirli chiamare e parlare. Si sentiva ancora un po’ debole per lo sforzo di quel pomeriggio e il suo istinto di fantasma gli diceva di non mostrarsi agli altri. Ma non poteva ignorare Buffy. Entrò nel soggiorno.
Buffy percepì la sua presenza prima che vedesse la sua forma vaga. Fece un grande sorriso.
“Spike ! E’ qui !”
Willow e Xander cessarono di discutere e guardarono Spike. Willow era senza parole; la sua bocca si aprì e si chiuse. Spike si concentrò duramente per apparire loro il più chiaro possibile.
“E’ okay, Wills”,disse Xander prendendole la mano. “E’ quello che mi ha aiutato, non è pericoloso”.
“Spike, grazie per avere aiutato Xander “, disse Buffy.
Spike sorrise e chinò il capo, “di niente…”
“Che cosa--chi era quel tipo ?” chiese Xander.
“Egli era un tuttofare in questa casa, negli anni 50 penso, un po’ prima del mio tempo”, disse Spike, la sua voce era flebile. Dovettero tendere un po’ gli orecchi per sentirlo. “Il suo nome era Rufus. Era un individuo tanto perverso quanto malvagio. Fece cose terribili ad alcune persone... non penso volete che entri nei dettagli”.
Xander rabbrividì.
“Non può lasciare la cantina, quindi non devi preoccuparti per stanotte” disse Spike a Xander.
“Io si che mi preoccupo! Mi preoccupo tanto, tantissimo! Non posso dormire con quella cosa che corre qui intorno!”
“Tu--puoi dormire con me”, disse Willow, quindi aggiunse, “Non in modo sessuale, non farti strane idee”, provò a scherzare ignorando la paura, abbracciando Xander.
“Perché quella cosa ha potuto toccarmi ?” Xander tentando di liberarsi del tremito che voleva scuotere il suo corpo al ricordo. “Tu non puoi toccarmi, quindi perché lui ne è capace?”
“Sono un fantasma, ma non sono un esperto”, spiegò Spike. “Non so il perché o il come. Tutto quello che so è che per qualche ragione, stiamo diventando più forti. Non solo io, anche gli altri. Forse è qualcosa che ha a che fare con voi, forse la vostra energia ci alimenta. Ora, per quanto riguarda la maggior parte degli altri, non dovrete nemmeno battere le ciglia. Non possono o non vogliono ferirvi, sono innocui... ma ci sono alcuni come Rufus, la sotto, che sono matti e violenti. Li terrò lontani da voi come meglio potrò”.
“Puoi colpirli ?” domandò Buffy. “Xander ha detto che hai allontanato da lui quella cosa”.
“Sì, essendo fantasmi, siamo sullo stesso piano dell’esistenza... non ti insegnano queste cose durante le lezioni di scienza... non posso ucciderli, ovviamente, ma posso colpirli, lo sanno. E non vogliono combattere con me, io picchio duro”. Ghignò Spike.
“Ma mi ha toccato. Puoi toccare anche tu le persone ?” domandò Xander.
Spike e Buffy si scambiarono uno sguardo veloce quindi guardarono timidamente da un’altra parte.
Xander vide lo sguardo. I suoi occhi si allargarono.
“Voi--voi due…” balbettò. “Santa merda...voi due avete una relazione ?”
Buffy arrossì furiosamente. La bomba era appena scoppiata.
“Buffy ? Tu e Spike avete una--” Willow lottò per trovare una parola appropriata”.
“Non preoccupatevi…” disse Buffy. “Noi--noi siamo... intimi…”.
“Uh--si… qualche volta”, rispose Spike.
“Non preoccupatevi ?! “ disse Xander incredulo. “Ci dici che tu e un fantasma siete--non so nemmeno come chiamarlo--e non pensate che fovtrmmo preoccuparci ?”
“So che è strano”, protestò Buffy. “Ma lui è quello che ti ha salvato oggi. E’ un uomo meraviglioso... solo un poco--diverso”.
Qualcosa fece clic nella mente di Willow ed i suoi occhi divennero più grandi.
“Oh il mio Dio ! Quella notte che pensavo di averti sentito--con qualcuno... era lui ? Hai detto ‘Spike’... non avevo capito cosa volesse significare fino ad ora….”.
“Sono così imbarazzata”. Buffy nascose il viso nelle mani.
“Hanno ragione a pensare che sia strano, piccola”. Spike andò vicino a lei, desiderando di avere energia sufficiente per toccarla. La sua mano accarezzò l’aria appena sopra la sua testa.
“Spike... sei sicuro che il sacerdote non scaccerà anche te ?” domandò Buffy nervosamente.
“No, non al 100%. Ma voi non potete rimanere con pericolosi fantasmi assassini che girano nella vostra casa”.
Buffy si morse il labbro. Se fosse accaduto qualcosa a Spike non se lo sarebbe mai perdonato.
“E’ necessario, passerotto. Non preoccuparti per me”.
“Non posso aiutarti”, disse Buffy guardandolo con gli occhi pieni di lacrime. “Non voglio che ti accada niente”.
Spike sorrise. “Sono già morto, Buffy. Non potrebbe accadermi niente di peggio. Starò bene”.
“Va bene... ma tu dovrai... stare lontano dal sacerdote domani. E--io starò con te mentre Willow e Xander lo accompagneranno in giro per la casa”.
“Se questo ti farà sentire meglio… d’accordo”. Spike sorrise

La mattina successiva, il prete, padre Callahan, venne come promesso.
Willow e Xander lo condussero in tutti i posti che Spike aveva indicato. I punti dove gli spiriti potenzialmente pericolosi risiedevano.
Nel frattempo, Buffy rimase seduta sul letto con Spike. Parlarono di vari argomenti: musica, arte, ecc. Gli mostrò i ritratti che aveva fatto di lui nel corso degli anni.
“Questo è bello” disse Spike, indicando uno dei disegni. “Maledizione, sono davvero bello ed attraente. Non trovi ?” scherzò tentando di farla ridere.
Aveva colorato il ritratto. Nel disegno i suoi occhi blu scintillavano con furbizia, vi era un sorriso timido sul suo viso.
“Si, anche a me è sempre piaciuto…” disse Buffy distrattamente.
Le tremavano un poco le mani. Era ancora terrorizzata che lui potesse andarsene via da lei.
“Passerotto,” Spike rese solida la sua mano e la toccò leggermente, “è tutto a posto”
“Io--ti credo, ma--” Buffy lo guardò negli occhi. “Non so cosa farei senza di te… ti amo”.
Il sorriso di Spike si allargò, i suoi occhi scintillavano. “Ti amo, anche io. Dovrebbe scendere Dio in persona e trascinarmi via per i capelli per lasciarti, piccola”. Strinse la sua mano. “Anche allora, mi ribellerei ed urlerei”
Buffy gli sorrise in risposta. “Puoi abbracciarmi ?”
“Vediamo”, disse Spike, sentendo una scarica di energia attraversare il proprio corpo.
Buffy mise da parte i ritratti e lentamente si appoggiò a lui, mettendo la testa sulla sua spalla e la mano sul suo petto. Spike mise le braccia intorno a lei, usando la sua volontà e ogni briciola di energia per diventare più solido. Era abbastanza resistente per un abbraccio.
Buffy sospirò felice. “Sto così bene fra le tue braccia. Vorrei rimanere qui per sempre”.
“Per sempre è molto tempo, passerotto” socchiuse gli occhi assaporando la sensazione di averla premuta delicatamente contro il suo corpo
“Ho dato i Playboy a Xander, aveva bisogno di qualcosa per scacciare dalla sua mente da--quello che è accaduto nello scantinato. Dire che era contento sarebbe riduttivo” disse Buffy, quindi ridacchiò. “Dovevi vedere la sua faccia quando ha visto quello di Marilyn--come un bambino la mattina di Natale”
“Sono contento che siano andati a qualcuno che li apprezza”
“Spike?”
“Hmmm?”
“Ho fatto nuovamente quei sogni circa la casa, quando voi vivevate qui. Ne ho avuti due l’altra notte uno dietro all’altro”
Spike chiese meravigliato “Che cosa hai visto?”
“Nel primo, tu e Darla stavate cenando con il suo fidanzato, Angel. Nel secondo, stavate parlando con Ethan e Percy in cucina”.
Spike si staccò da lei e la guardò, dritta in viso. “Tu vedi… tu stai vedendo che cosa è realmente accaduto”.
“Spike, dimmi che cosa è accaduto. È chiaro che lo vedrò in ogni caso. Vorrei essere preparata”
Spike aprì la bocca per rispondere, cominciare a dirle che cosa era in serbo per lei, ma la sua memoria era vuota. Sembrava confuso.
“Che cosa è successo ?” chiese Buffy.
“Io… non me lo ricordo… lo sapevo fino ad un minuto fa. Ma ora se n’è andato…” Si alzò ed iniziò a camminare avanti e indietro.
“Sei sicuro che non sia che non vuoi dirmelo ?”
“Piccola, non vorrei dirtelo, è la verità. Ma hai il diritto di sapere… io onestamente non lo ricordo…” Si passò nervosamente una mano nei capelli.
“E’ tutto a posto” Buffy lo rassicurò. “Andrò in città in biblioteca dopo che padre Callahan avrà finito. Cercherò gli articoli dei giornali per leggere quello che è accaduto. Mi lo racconterai quando te lo ricorderai”
Sapeva che lui non avrebbe ricordato se prima lei non lo avesse sognato. L’ultima volta era stato molto vicino al giorno dell’omicidio. Quella notte probabilmente sarebbe stata la notte.
“Viene qui” Buffy allungò la mano verso di lui.
Spike camminò di nuovo vicino a lei e le prese la mano, baciandola delicatamente.
Per le successive due ore, Buffy e Spike rimasero chiusi nella stanza, parlando di tutto e niente. C’era ancora la paura che Spike fosse scacciato con gli altri spiriti. Furono sollevati quando Xander venne da loro e disse che il prete aveva ripulito tutti i ‘punti caldi’.
Assicurandola che doveva lasciarla per riposarsi e riguadagnare energia, Spike sparì. Buffy sentì lo stesso schiacciante vuoto che provava sempre quando lui la lasciava.


Capitolo 8 - Sognare un piccolo sogno


Buffy seduta nella biblioteca della città guardava nei vecchi quotidiani per cercare qualsiasi cosa riguardo alla casa.
La bibliotecaria chiamata Jenny, una attraente donna dai capelli scuri sulla cinquantina, si avvicinò al tavolo con alcuni quotidiani.
“Ecco qui”, disse posando la pila di giornali accanto a Buffy, “sono riuscita a trovare gli altri che cercava. Quelli subito dopo l’omicidio”.
Buffy la guardò e sorrise. “Grazie. Lo apprezzo molto”.
“Di niente”. La bibliotecaria la guardò come chi vorrebbe dire qualcosa ma poi ci ripensa.
“C’è ... qualcos’altro ?” domandò Buffy.
“Sono rimasta sorpresa quando ho saputo che qualcuno infine ha comprato il vecchio palazzo Lawson. Che impressione le ha fatto ?”
“E’ stato... interessante”, disse Buffy con gentilezza.
Jenny si sedette vicino a Buffy e si avvicinò per parlarle sottovoce
“E’ successo qualche di strano nella casa ? Non mi piace riportare i pettegolezzi, ma ho sentito che è infestata”.
“Si, ci sono state alcune cose strane”, rispose Buffy. “Voglio scoprire quello che è accaduto là dentro”.
“Oh, ci sono state molte cose tragiche in quella casa. Negli anni 50 c’era un carpentiere tuttofare chiamato Rufus Carter. Attirava giovani ragazzi nella cantina e… beh... non credo vogliate sapere di più su quello. Fu uno scandalo enorme a quei tempi. Una folla inferocita mise fine alla sua vita”.
Buffy rabbrividì. Quello doveva essere la cosa che aveva assalito Xander nella cantina.
“Ecco qui”, disse Jenny, estraendo l’edizione del 5 luglio 1978 del quotidiano locale e facendola scivolare verso Buffy sul tavolo, “questo le racconterà quello che è accaduto riguardo agli omicidi del ‘Giorno dell’ Indipendenza’. Lo hanno chiamato così per il fatto che è accaduto dopo la mezzanotte del 5”.
Buffy guardò il quotidiano. Il titolo diceva:
“ORRIBILI OMICIDI COLPISCONO LA CITTA’”
Buffy guardò la donna. “Vivevate qui quando è accaduto?”
Jenny fece cenno di si con il capo. “Fu terribile. La signora Lawson era una così bella donna, così gentile e graziosa. Aveva sposato il vecchio Lawson e aveva ereditato tutta la sua fortuna alla sua morte. Si chiamava Darla, non è un nome grazioso? Lei e altre tre persone furono uccise nella casa quella notte”.
“Non hanno mai preso l’omicida ?” domandò Buffy.
“No. Non hanno mai formalmente indagato nessuno, che ci crediate o no”. Sussurrò Jenny con circospezione, guardandosi intorno per assicurarsi che nessun altro ascoltasse. “Molto strano, una persona molto ricca e influente assassinata e non ci fu un’indagine completa. Non che sia mia abitudine diffondere i pettegolezzi”.
“Questo è strano”, disse Buffy, accigliandosi.
Poveri Spike e gli altri. Non avevano avuto nemmeno la soddisfazione di avere il loro assassino trascinato davanti al giudice.
“Deve esserci stata qualche genere di copertura massiccia”, sussurrò Jenny.
“Cosa potete dirmi su Angel O ‘ Connor ?” chiese Buffy.
“Oh, sì. Mi ricordo di lui... Era un amico speciale di Darla. Alto, scuro e bello. Si sposò alcuni mesi dopo l’episodio. Vive a L.A. ora che io sappia, dirige gli affari degli hotel di suo padre. Molto ricco e potente…”
“Fu indagato lui ?” Buffy volle sapere”. “Mi sembra sia quello più sospettato di avere commesso il crimine”.
“Fu interrogato. Ma non è mai stato il principale sospettato, almeno per quanto riguarda la polizia... non andrei in giro a chiedere alla gente riguardo a questo se fossi in lei. Gli O’Connor hanno ancora molta influenza qui”. La avvertì Jenny.
“Pensa anche lei che sia stato lui, vero? Perché non è stato arrestato ?”
“Non è giusto, ma è il denaro che fa girare il mondo, Buffy. Si è visto più e più volte negli ultimi decenni. Chi ha sufficiente potere, fama o denaro può letteralmente allontanare ogni genere di problema”, spiegò Jenny sarcastica “. “Era stato lui... tutti lo sapevano, che lo dicessero o no”.
L’attenzione di Jenny fu attirata da un’altra donna che attendeva al bancone con una pila di libri.
“Devo ritornare al mio lavoro”. Si alzò. “Ritornerò da lei fra poco”.
“Grazie per il vostro aiuto”, disse Buffy con un debole sorriso.
Si sentiva male. Ognuno dei presenti pensava che Angel fosse il colpevole, ma niente era mai stato fatto contro di lui.
Buffy lesse l’articolo:
Quattro persone sono state trovate morte in Casa Lawson, nella mattina del 5 luglio. La cuoca, Lucy Juarez, ha trovato i cadaveri.
I corpi sono stati identificati come: la vedova di Harold Lawson, Sig.ra Darla Lawson, 31 anni; suo cugino William Giles, 19; il capo del personale, Ethan Rayne, 52; e il suo nipote Percy Rayne, 14.
Un incaricato della polizia ci ha informato che i corpi sono stati pugnalati ripetutamente e viziosamente. Questo è il peggior fatto di violenza che la città ha visto dalla sua fondazione, secondo la nostra fonte.
Il comandante della polizia John Kramer assicura al pubblico che nemmeno una pietra verrà trascurata nell’indagine e che è estremamente fiducioso che l’assassino o gli assassini saranno presto presi.
La polizia sta esaminando la residenza e interrogando il personale. Anche coloro che hanno partecipato il 4 luglio alla festa della Sig.ra Lawson verranno presto interrogati.
Non c’è alcun immediato sospetto al momento.
Riferiremo di più su questo atroce reato quando avremo ulteriori informazioni.
Buffy posò il giornale, le sue mani tremavano.
Era stato Angel. Ma l’influenza e il denaro della sua famiglia lo avevano reso immune dalla punizione. Chi poteva sapere quanta altra gente aveva ucciso negli ultimi 25 anni. E perché aveva ucciso anche Ethan e Percy? Che cosa avevano potuto fare, ai suoi occhi, per meritare la morte?

Buffy ritornò alla villa per continuare il lavoro. Riferì a Willow e Xander quello che aveva scoperto in biblioteca. Essi rimasero scossi, ma prevalentemente contrariati che l’agente immobiliare avesse visto bene di non dire loro quello che era avvenuto là.
Essi videro che Buffy era molto stanca e insistettero perché lei andasse a distendersi per un po’. Buffy protestò debolmente ma decise che non era una così brutta idea. Gli avvenimenti degli ultimi giorni l’avevano realmente stremata.
Si raggomitolò sul suo letto ed finì per addormentarsi quasi immediatamente. Un altro sogno iniziò…
Buffy era nel soggiorno. Memore delle nuove informazioni in suo possesso si chiese cosa sarebbe successo questa volta.
28 Giugno 1978
Spike e Darla erano seduti sul divano di velluto rosa mangiando popcorn e guardando la TV. Spike aveva i piedi sul tavolino da caffè (nonostante Darla gli avesse detto di non farlo), Darla era appoggiata a lui.
“Non ho mai guardato tanta TV prima che tu arrivassi, caro cugino”. Sorrise Darla. “Mi hai trasformato in una drogata”.
Spike rise di soppiatto, “Nessuno ti obbliga a guardarla, non ti tengo mica una pistola puntata alla tempia”.
Iniziò il telefilm ‘Starsky & Hutch’.
“Questo telefilm è dannatamente forte, è il mio preferito”, disse Spike masticando un popcorn. “Devo avere una di quelle macchine…” Spike cominciò a battere il tempo e a canticchiare la sigla.
Darla ridacchiò. “Anche a me piace questo spettacolo. Tu apprezzi la violenza e la macchina, mentre a me piacciono le storie avvincenti e, naturalmente, quei due fighi. Mmmm! Quello Starsky ha un sedere da urlo! Guardalo! Ti fa venir voglia di strizzarlo con le mani”.
“Ewww !” Spike le rivolse uno sguardo disgustato. “Adesso penserò al suo sedere!”.
“Come quando abbiamo guardato ‘Charlie’s Angels’ ? Ho dovuto sopportare un’ora di bikini gratuiti e petti dondolanti. Penso di avere il diritto di guardare un bel pezzo d’uomo”.
Spike fece una faccia orripilata. Darla gli solleticò i fianchi, facendoli ridere entrambi.
“Smettila ! Sto cercando di guardare questo dannato spettacolo !” Spike si contorse. “Mi farai versare i popcorn ! “
“Beh, ci si comporta così tra… cugini”, disse Angel fermo sotto l’arco della porta.
I cugini che ridacchiavano fermarono il loro scherzo e si sedettero.
“Angel”, sorrise Darla sorpresa, “cosa ci fai qui ? Non pensavo saresti venuto questa sera”.
“Hmm... ho deciso di venire a vedere la mia ragazza preferita. Spiacente di interrompere la vostra serata”, disse Angel, i suoi occhi brillavano.
“Oh, non ci hai interrotto”, insistette Darla. “Vuoi unirti a noi ?”
Spike fece una smorfia. Avrebbe voluto divertirsi quella sera e la presenza di Angel sembrava una nube nera. Non c’era modo in cui Spike potesse rilassarsi con lui intorno.
“Non sono dell’umore giusto per guardare la televisione. Vieni, piccola, facciamo una passeggiata”. Angel offrì la sua mano a Darla.
Darla guardò la faccia delusa di Spike poi Angel. Avrebbe voluto restare a guardare lo show ma Angel non avrebbe accettato un no come risposta. Sapeva che se avesse detto no Angel si sarebbe arrabbiato. Poi si sarebbe arrabbiato Spike. Avrebbero potuto arrivare alle mani. Così, per mantenere la pace, Darla prese la mano di Angel e si alzò. Sinceramente, era stanca del suo fidanzato e della sua natura esigente.
“Guarderemo la TV insieme la settimana prossima. Va bene, Spike ?” gli chiese.
Spike scrollò le spalle. “Okay”.
Avrebbe voluto ribattere. Avrebbe voluto dirle di non lasciare che qualcuno dica cosa fare... ma si morse la lingua.
“Faremo solo un giretto”, disse Darla.
Angel sogghignò. “Ci vediamo, Spike”.
Darla e Angel uscirono. Spike li seguì con lo sguardo per un momento e scosse la testa. Darla poteva scegliere fra molti uomini. Perché accontentarsi di quell’odioso, prepotente, che si crede un divo del cinema ? Avrebbe voluto consigliare sua cugina, ma la sua vita amorosa non era affare suo. Spike riportò la sua attenzione alla TV.
Buffy lo guardò tristemente. La data dell’omicidio si avvicinava
velocemente. Il prossimo sogno avrebbe potuto essere quello...

Un altro sogno ebbe inizio quasi subito, disorientandola per il cambiamento improvviso del paesaggio...
Buffy si girò trovandosi sul prato all’inglese sul retro. July 4, 1978
Era sera. C’erano bandiere sventolanti rosse, bianche e blu, luci e lanterne colorate decoravano il prato all’inglese. Almeno 50 persone sedevano a tavola e chiacchieravano tra loro. Tutti un po’ su di giri per il vino.
Spike e Percy entrarono nella sua visuale. Indossavano calzoncini e magliette da calcio e Percy portava un pallone. Erano allegri e un po’ sudati. Avevano giocato a calcio di notte sul prato con l’aiuto dei proiettori.
“Ti ho stracciato !” Spike gli diede un bonario spintone.
“Balle !” rispose Percy, rendendogli lo spintone. Stando intorno a Spike aveva imparato alcune sue espressioni.
“Ehi, ragazzi”, disse Darla camminando verso di loro. “Vi siete divertiti ?” sorrise dolcemente.
Percy immediatamente divenne rosso e guardò da un’altra parte timidamente. “Sì, Sig.ra Darla”, disse a bassa voce.
Spike sorrise affettuosamente. “Percy, potreste andare a prendere qualcosa da bere ? Sono disidratato”, disse, dando al ragazzo una via di fuga.
“Certamente !” disse Percy, correndo via.
Darla rise di soppiatto, “E’ adorabile. Ethan ha detto che Percy non fa facilmente amicizia”
“E’ un bravo ragazzo”, disse Spike, asciugandosi il sudore sul collo con l’asciugamano. “E’ divertente stare con lui, una volta uscito dal suo guscio”.
“Eri anche tu una piccola tartaruga, non è vero ?” Darla gli diede una gomitata sogghignando.
“Gia”. Spike sorrise.
Ethan si avvicinò a loro.
“Fra alcuni minuti inizieranno i fuochi d’artificio, signora”.
“Bene. Grazie, Ethan”, disse Darla.
Ethan si girò verso Spike. “Spike, volevo ringraziarla di nuovo per avere tenuto compagnia a Percy”.
“Oh non è necessario. E’ un bravo ragazzo, lo sapete ?” disse Spike. “Nessuno deve ringraziarmi per aver fatto amicizia con lui. Non lo avrei fatto se non mi fosse piaciuto”.
“Beh, pende dalle sue labbra. Ogni parola che esce dalle sua bocca è ‘Spike pensa questo’ e ‘Spike ha fatto quello’”. Ethan sogghignò. “E’ un po’ troppo affascinato dai suoi capelli però. Penso che dovreste provare a dissuaderlo che con i capelli biondi come i suoi sarebbe ‘più figo’”.
Spike e Darla risero.
“Penso che lui sia già un ‘figo’. E farò del mio meglio per dissuaderlo dal decolorarsi i capelli”.
“Per favore fatelo”, Ethan rise di soppiatto. “Vado a vedere come vanno gli ospiti, c’è niente di cui avete bisogno ?”
“No, stiamo bene così, grazie Ethan”. Darla mise la mano sulla sua e la strinse leggermente.
Con un cenno del capo, Ethan andò a prendersi cura degli ospiti.
Spike e Darla iniziarono a passeggiare insieme su e giù per il prato. Buffy li seguiva.
“Angel non viene ?” domandò Spike. Era felice che il damerino ingellato non fosse li, ma doveva fare uno sforzo per il bene di Darla.
“No”, disse Darla con delusione, quindi continuò, “ho deciso di chiudere con lui”.
“Che cosa ?” Spike cercò di nascondere la sua gioia. “Io--pensavo ti piacesse”
“Infatti--mi piace ancora ma… talvolta diventa--non so--possessivo, vuole controllarmi, geloso. Mi ha scosso afferrandomi per le spalle l’altra sera…”
Spike si fermò, il suo viso mostrava un crescendo d’ira. “Che cosa ? Non me lo avevi detto questo! Quel bastardo! Gli spaccherò la faccia…”
“Spike, per favore! Non voglio che tu faccia niente! Questo è il motivo per cui non ti avevo detto niente. Avevo paura che avresti fatto qualcosa di avventato”.
“Per l’inferno, io farà qualcosa di avventato! Prenderò a calci quel suo culo d’asino! Chi cazzo pensa di essere, mettendo su di te le sue luride mani?!” le mani di Spike si strinsero a pugno, le unghie affondarono nei palmi.
“No, Spike! Voglio solo che questa storia sia finita. Non rendere le cose peggiori. Per favore !”
Spike vide che era realmente preoccupata per quello che avrebbe potuto fare--quello che la situazione avrebbe richiesto. Ma non voleva sconvolgerla. Ancora una volta, inghiottì la sua rabbia e fece uno sforzo per calmarsi.
“Va bene… va bene, non farò niente”, disse lentamente Spike. Quindi la guardato, i suoi occhi mortalmente seri, “Ma se ti tocca di nuovo... lo ucciderò”.
Darla gli accarezzo delicatamente la faccia. “Non mi toccherà di nuovo. Ma… è bello sapere che posso contare su di te. Qualcuno che mi vuole aiutare senza secondi fini”. Sorrise. “Ti voglio bene”
Spike si sciolse. Non poteva rimanere arrabbiato quando lei lo guardava così dolcemente.
“Ti voglio bene anch’io, cuginetta”.
“Nonostante tu sia tutto sudato, devo darvi un grande abbraccio”, Darla rise quindi mise le sue braccia intorno a lui. “Sono così contenta che tu sia qui, Spike”.
Spike mise la braccia intorno a lei e l’abbracciò dolcemente, chiudendo i suoi occhi. Il pensiero di Angel che metteva le sue mani da porco su Darla lo fece tremare di rabbia. Lei era una donna, una piccola donna. Come aveva osato Angel maltrattarla.
“Vuoi che ci sia anche io quando gli darai il foglio di via ?” domandò Spike.
“No. Vorrei farlo privatamente”, disse Darla. “Ma… potrai rimanere nei paraggi... se questo ti farà sentire meglio”.
“Ci sarò”.
Il suono dei fuochi d’artificio li interruppero. Ancora strettamente abbracciati, alzarono le facce al cielo e guardarono le esplosioni colorate con espressioni infantili per quel prodigio. Gli invitati esclamarono ‘Oooh’ e ‘Aaah’ allo spettacolo.
Buffy rimase accanto ai cugini guardato lo spettacolo, stupendosi nuovamente per come erano reali questi sogni. Poteva anche sentire l’odore acre della polvere da sparo nell’aria.
“Tu si che sai come organizzare una festa”, disse Spike, abbracciando forte Darla per un momento.
Non visto dagli altri, Angel li guardava da lontano. Digrignava i denti, i suoi occhi avevano un qualcosa di animalesco ed erano ridotti a fessure. Qualcosa si spezzò nella sua mente alla vista di Darla e Spike che si abbracciavano. Sapeva che Spike era un poco di buono, lo sapeva...
“Metterò fine a tutto questo... gli farò desiderare di non essersi presi gioco di me. Gli darò una lezione che ricorderanno per sempre”.
Angel si girò e camminò verso la casa. Preparando un piano.

Buffy si svegliò al suono dei colpi sulla sua porta.
“Buffy ?” chiamò Willow. “Xander ha preso degli hamburger per cena. Sei sveglia ?”
Buffy si strofinò gli occhi. “Sì, ora scendo…”
Si mise seduta, pensando a quello che aveva visto nei sogni. Se solo avesse potuto avvertirli su cosa stava per accadere. Ma lei non poteva. Non avrebbe potuto nemmeno risparmiare a se stessa l’ardua prova di guardare mentre avveniva. Il sogno successivo sarebbe stato l’ultimo.
E non c’era niente che poteva fare per evitarlo.


Capitolo 9 - Non aver paura della Morte

[Nota dell’autrice]: Questo capitolo è molto sanguinario e violento. Gli omicidi sono descritti in maniera dettagliata e cruda, sanguinaria. Le immagini potranno impressionarvi e possono essere un po’ troppo intense per i lettori più sensibili. Siate preparati.

Quella notte, Spike venne nuovamente da Buffy. Si distesero insieme sul letto mentre lui coccolava e accarezzava la sua faccia ed il suo corpo. Buffy era preoccupata e si muoveva con ansia. Non voleva dormire di nuovo. Se lo avesse fatto, lo avrebbe visto. Lei avrebbe sognato l’omicidio.
“Mi spiace, piccola”, disse Spike con una voce roca. “Se potessi risparmiarti tutto questo... lo farei volentieri”.
“Lo so. Non è colpa tua... qualcuno o qualcosa vuole che io veda tutto per qualche ragione”. Lo baciò delicatamente.
“E se fossi io ? Se inconsciamente, ti inviassi questi sogni…”
“Fermati. Non incolpare te stesso”, lei lo calmò.
Rimasero seduti in silenzio.
“Non ricordi ancora niente ?” domandò Buffy.
“No. Ricordo solo--il dolore--e le emozioni derivanti da esso... non i dettagli “. Spike chiuse gli occhi, sentendo il dolore, il terrore e l’orrore di quella notte.
Malgrado i suoi sforzi, gli occhi di Buffy si chiusero lentamente. Il suo respiro divenne più stabile segno che si era addormentata. Spike guardò il suo viso, domandandosi se fosse stato meglio sveglia. Ma lo sognerebbe alla fine, se non questa notte. Forse era meglio permettere che accadesse piuttosto che vederla costantemente nervosa.
Spike si maledisse quando sentì il suo corpo diventare più leggero. Avrebbe voluto stare con lei, per esserle vicino quando si sarebbe svegliata. Prima di svanire, sfiorò con la punta delle dita la sua guancia e le diede un dolce bacio.
“Ritornerò appena potrò, passerotto. Sii forte”, le sussurrò, quindi svanì. ************************** Buffy era nella camera di Spike di nuovo nel passato. Poteva percepire che era la stessa sera del sogno precedente.
<i>5 luglio 1978</i>
“ Oh--Oh, no…” Buffy sussurrò, rendendosi conto stava per avvenire. Era la data degli omicidi. Il sangue le si gelò nelle vene.
Spike giaceva disteso sulla schiena nel letto e guardava il soffitto, indossava solo i jeans e aveva un paio di cuffie sulle orecchie. Stava ascoltando il suo stereo in silenzio. Buffy avrebbe voluto toccarlo, parlargli ed avvertirlo su cosa stava per accadere, ma sapeva di non poter interagire con lui nei sogni. Avrebbe provato.
<i>Era l’ 1:35 di notte.</i>
“Spike, vorrei poter cambiare quello che avverrà”, disse Buffy. “Vorrei urlarti di correre, andare via da qui... Vorrei--”.
Ci furono delle grida al pianterreno, sia maschili che femminili.
Buffy saltò e respirò affannosamente.
“OH DIO !” pianse. “Comincia ! Spike ! Oh--per favore vattene di qui !”
Spike non sentiva niente con indosso le cuffie. Continuò a rimanere disteso, ignaro degli orrendi crimini che stavano avvenendo al pianterreno.
Muoveva la testa e batteva il tempo con il piede al ritmo che sentiva nelle sue orecchie. Quando Darla gli aveva detto che Angel la aveva maltrattata, Spike avrebbe voluto trovarlo e riempire di pugni quella sua faccia di merda, lo avrebbe fatto. Ma ascoltando il desiderio di sua cugina, avrebbe provato a trattenersi. Una cosa era certa, se il bastardo avesse provato a mettere le mani di nuovo su di lei, l’avrebbe pagata cara.
Buffy chiuse stretti gli occhi e mise le mani selle orecchie per non sentire le grida. “Fallo smettere ! Per favore, Dio ! Fallo smettere !”
Uno dei gridi si fermò, lasciando due sole persone che urlavano e supplicano per le loro vite. Quindi rimase una sola voce, una voce femminile, quella di Darla.
“PER FAVORE--NO ! NOOOOO !” un urlo misto a pianto di Darla provenì dal pianterreno.
Dopo alcuni minuti, Spike sospirò e si tolse le cuffie, intendendo provare a prendere sonno.
Saltò su bruscamente e voltò la testa verso la porta quando gli strilli raggiunsero le sue orecchie.
“Darla !? Darla !” urlò, saltando giù dal letto e correndo fuori dalla porta. Il suo cuore martellava nel petto, timoroso per quello che stava accadendo per farla urlare così.
Buffy corse dietro di lui, asciugandosi le lacrime dalla faccia.
Darla inciampava sui suoi passi, salendo le scale aggrappandosi alla ringhiera. Sanguinava dal naso e dalla bocca.
“E’ pazzo, Spike !” gridò istericamente, i suoi occhi erano enormi, il viso tumefatto e sanguinante striato di lacrime. “ Lui--lui ha ucciso Ethan e Percy ! Oh Dio ! SONO MORTI !”
Spike le corse incontro a metà scala e la strinse a se.
“Darla ! Che cosa successo ?!” Spike era nel panico, il suo cervello era come bloccato. La sua attenzione venne attirata da una figura in piedi sul pianerottolo.
Angel era in piedi in fondo alle scale con un coltello da macellaio da 30 cm. nella sua mano e una smorfia agghiacciante sul suo volto. Sangue vivo gocciolava lentamente dal coltello sul tappeto.
Buffy guardò nell’ingresso e respirò affannosamente, mettendo una mano sopra la bocca e guardando da un’altra parte.
Spike fissava Angel shockato mentre stringeva la sua cugina piangente e sanguinante. Gli occhi di Spike andarono all’ingresso, alle forme prone di Ethan e del giovane Percy, il suo amico. Ethan giaceva metà fuori e metà dentro il soggiorno, il corpo di Percy giaceva vicino alla porta principale, impronte di dita insanguinate si trovavano sulla porta bianca, come se avesse provato una via di fuga attraverso di essa. Il sangue era dovunque. Le loro gole erano state tagliate, le loro camicie erano inzuppate di sangue
“Pazzo bastardo…” mormorò Spike incredulo, la sua vista offuscata dalle lacrime, il suo stomaco rivoltato dalla scena orribile. “Tu--tu li hai uccisi ?!”
“Esatto, li ho uccisi…” disse Angel. “E ora chi è il prossimo ?” sogghignò.
Spike distolse lo sguardo dai cadaveri e lo posò sulla sua ferita, piagnucolante cugina.
“PERCHE’ ?!” Spike ruggì di paura e in furia.
“Pensavano di potersela spassare con la mia donna alle mie spalle !” Angel urlò. “NESSUNO può prendersi gioco di Angel O’Connor ! NESSUNO !”
“Sei pazzo ! Loro non l’hanno mai toccata ! Percy aveva solo 14 anni ! Era solo un bambino ! Non ha mai avuto una possibilità di--” la voce di Spike si incrinò in un singhiozzo, la sua faccia sbriciolato”. “Tu bastardo--Oh Dio ! Questo--non sta realmente accadendo…”. Darla si afferrò a Spike e urlò. “Ti ucciderò per questo ! Ti ucciderò !” urlò Spike, la sua faccia contorta dalla rabbia.
“Vieni a prendermi, ragazzo”, Angel gli fece segno di avvicinarsi a lui. “No, ho un’idea migliore, verrò io da voi…” Angel cominciò a salire le scale, la sua mano stringeva più saldamente il coltello.
Darla iniziò a gridare nuovamente. Spike cominciò a risalire i gradini, guardando Angel che si avvicinava. Una scintilla di pazzia nei suoi occhi e la smorfia sul suo volto erano sconcertanti.
“Sei pazzo…” sussurrò Spike.
Angel sbottò in una risata. “Sono pazzo ? Pazzo come una volpe forse. Pensavi che non vedessi quello che mi passava sotto naso, tu fottuto punk !?”
“Di che cosa stai parlando ?” disse Spike confuso, muovendosi ancora lentamente sulle scale.
“Tu e Darla. So che te la scopi ! Ti sei attaccato a lei da quando sei arrivato qui” Angel digrignò i denti.
“Che cosa ? Lei è mia cugina ! NIENTE di quello che dici è successo !”
“Favole, amico”, sogghignò Angel. “Vi ho visto ! Ho visto il modo in cui vi guardate l’un l’altro, ti ho visto baciarla, ti ho visto toccarla, ti ho visto abbracciarla più di quanto avresti dovuto ! Non pensavi che lo avessi visto, ma l’ho fatto ! Lei è mia !”
“Angel, per piacere ! Non farlo ! Fermati!” Darla lo supplicò.
“Taci, puttana !” gridò Angel.
“Non chiamatela in quel modo, stronzo !”
“Aww, non ti piace che io chiami puttana una puttana ? Troppo divertente”.
“E’ per questo che l’hai picchiata ? E’ per questo che hai ucciso due persone innocenti ? Perché pensavi che io facessi sesso con lei ? Che genere di uomo sanguinario sei ?!”
“Il genere che nessuno prende per il culo. Non sarai così grazioso quando avrò finito con te, Spike. Ti
ridurrò in tanti piccoli--minuscoli pezzi”, il sorriso di Angel si allargò mentre faceva movimenti mordaci nell’aria con il coltello”.
Angel cominciò a salire più velocemente verso loro. Spike sapeva fosse inutile provare a parlare con lui, era completamente fuori di testa. Spike cominciò a correre verso la sua stanza, tirando Darla con se. Buffy corse nella stanza appena prima che Spike e Darla entrassero e chiudessero la porta dietro di loro.
Angel si gettò con il corpo contro la porta per aprirla, ma Spike e Darla si appoggiarono pesantemente contro di essa. Spike fece girare la chiave nella serratura.
Darla gridò piangendo, “No, Angel ! Per favore !”
“Fammi entrare, PUTTANA !” si lanciò nuovamente contro la porta. “Taglierò la tua fottuta gola !”
“Non hai scampo, dannato bastardo ! Vai all’inferno ! La polizia sarà qui a minuti !” Spike mentì, pregando che qualcuno l’avesse chiamata prima che la carneficina iniziasse”.
Poveri Ethan e Percy. Non avevano fatto niente a nessuno, non meritavano la morte che avevano avuto, non meritavano un destino che era stato così crudelmente con loro. Percy era solo un ragazzo... Spike combatté per mantenere la calma. Il dolore, il dolore e la rabbia che sentiva si erano alzati come bile nella sua gola. Doveva mantenere la mente lucida per aiutare Darla, non poteva cadere. Non ora.
Spike si guardò intorno freneticamente per trovare qualcosa da utilizzare contro quel uomo grande e pazzo armato di coltello.
Buffy stava in piedi vicino la finestra con le mani sulla faccia, piangendo. Questo era il modo in cui era avvenuto. Questo era il modo in cui lui era morto. Non voleva dovere vedere questo, non poteva guardare tutto questo. Pizzicò la pelle delle sue braccia più forte che poteva per svegliarsi, la pelle divenne bianca stretta fra le sue dita.
Ma non funzionò. Lei era ancora li.
“Saltate fuori dalla finestra o qualcos’altro ! Entrerà !” gridò Buffy nel panico.
La tensione e lo stress del momento le avevano fatto dimenticare che lei non poteva cambiare quello che era accaduto in quella casa, solo osservare.
All’improvviso, i colpi sulla porta si fermarono. Spike appoggiò l’orecchio alla porta e ascoltò i passi di Angel allontanarsi.
“Penso che se ne sia andato”, sussurrò Spike, sperando che Angel, temendo di essere arrestato, avesse rinunciato.
“Non aprire la porta !” pianse Buffy. “Non se n’è andato via !”
Darla crollò in lacrime. “Sono così dispiaciuta, Spike. Sono così dispiaciuta che siete stati coinvolti in tutto questo !”
Spike l’abbracciò. “Va tutti bene. Shhh. Non gli permetterò di toccarti di nuovo, te lo prometto. Lo ucciderò prima”. Baciò la sua fronte.
“Li ha uccisi... li ha uccisi proprio davanti a me. È accaduto tutto così velocemente... ero--così spaventata…”. Darla piagnucolò.
Era cominciata con Angel che entrava nel soggiorno improvvisamente. Darla si era alzata della poltrona solo per essere risbattuta giù di nuovo. Egli l’aveva accusata di dormire con ogni uomo che l’aveva anche solo salutata e aveva continuato a colpirla
Ethan era in cucina con Percy (stavano ancora pulendo i resti della festa) quando le sue grida avevano attratto la loro attenzione. Erano entrati precipitosamente e avevano trascinato via Angel da lei. Angel si era liberato dalle loro mani ed era andato in cucina. Essi stavano aiutando Darla e domandandole se aveva bisogno di un’ambulanza quando Angel era arrivato con il coltello. Le tre vittime erano retrocesse fuori dalla stanza nell’ingesso, quindi Angel aveva attaccato. Ethan era stato il primo a morire, quindi Percy. Nuove lacrime sgorgarono dagli occhi di Darla.
“E’ tutto finito, Dar. Non piangere. Aspetteremo qui finché saremo sicuri che se ne sia andato, quindi ti porterò all’ospedale e chiameremo la polizia”. Spike le accarezzò la schiena.
Non poteva fare altro che incolpare se stesso. Se non avesse avuto quelle cuffie, forse avrebbe potuto fare qualcosa. Forse avrebbe potuto fermare Angel prima che facesse del male a chiunque. Ma ora era troppo tardi--veramente troppo tardi.
“Vieni piccola”. Spike l’aiutò ad allontanarsi dalla porta e la condusse al letto.
Darla si sedette e se arricciò su se stessa. Spike raccolse la sua maglietta dal pavimento e provò delicatamente a pulire il sangue sulla sua bocca.
“Hai naso rotto ?” domandò Spike, cercando di controllarsi.
Avrebbe voluto strappare la pelle di Angel pezzo per pezzo.
“Non--non lo so. Non penso…”
“Mantieni premuto per fermare il sangue. Andrà tutto bene, Dar”, disse Spike con molta più fiducia di quanta sentisse”.
Le porse le maglietta mentre le spostava i capelli delicatamente dal viso con le dita.
Ci fu un suono proveniente dalla porta. Le loro teste si girarono verso quel suono.
“La chiave ! Oh Dio--ha la chiave !” pianse Darla.
Spike scattò verso la porta prima che si aprisse. Spinse contro di essa con il corpo intero per mantenerla chiusa, digrignando i denti per lo sforzo. Ma la rabbia feroce e il corpo più grande di Angel furono troppo per lui. Con un urlo trionfante, Angelo spalancò la porta. Spike fu sbattuto duramente tra la porta ed il muro, il retro della sua testa rimbalzò duramente contro il muro, stordendolo per alcuni momenti preziosi. Angel entrò, dirigendosi verso Darla sul letto.
Darla e Buffy gridrono.
Spike spinse via la porta e corse da Angel, tentando di afferrargli il braccio e colpendolo ai reni. Angel era così pompato che a stento aveva sentito i colpi potenti del biondo, ma erano stati sufficienti per annoiarlo.
Angel si girò e colpì ripetutamente Spike in faccia, rompendogli il naso e spaccandogli il labbro, il sangue colava giù per il suo volto. Spike inciampò retrocedendo, momentaneamente stordito. Urtò duramente nella credenza e lo specchio cadde dalla parete. Angel andò vicino al letto e afferrò Darla per le braccia, trascinandola giù. Lei gridò e si rivoltò alla sua presa, colpendolo e graffiandolo, ma inutilmente. La trascinò e la colpì duramente in faccia con la mano che impugnava il coltello. La sua testa rimbalzò indietro dalla forza del colpo; il suo corpo cadde sul pavimento accanto al letto.
“Bastardo !” ruggì Spike, riprendendosi dai colpi violenti che aveva ricevuto e avventandosi contro di lui nuovamente.
Afferrò il braccio di Angel che ha brandiva il coltello, provando girarglielo dietro la schiena. Angel lo spinto via e puntò il coltello verso di lui.
“Ti ucciderò, ragazzo”. Angel sogghignò. “Ti sventrerò come un porco”.
Spike ritornò alla carica, colpendo più volte la faccia di Angel. Angel grugnì ed indietreggiò. Spike lo seguì precipitosamente e provò togliere il coltello dalla sua mano.
Le mani di Buffy si unirono sotto il mento in preghiera mentre le lacrime continuavano a scendere giù per le guance. Sapeva come sarebbe andata a finire ma sembrava comunque che Spike dovesse farcela. Non poteva guardare da un’altra parte.
Angel urlò e respinse Spike brutalmente. Darla provò ad alzarsi, utilizzando il letto come sostegno per rimettersi in piedi.
“Angel, per piacere ! Per piacere, FERMATI !” supplicò Darla. “Farò qualunque cosa vorrai ! Ti sposerò, Ti darò tutto ! Farò qualsiasi cosa !” Ma era troppo tardi per un qualunque cosa.
Angel e Spike lottavano nel mezzo della stanza. Angel riuscì a liberare il suo braccio, girandosi e tendendosi come un arco, colpì Spike allo stomaco, il coltello si conficcò profondamente nel suo corpo. La lama era così lunga che lo attraversò completamente uscendo dalla schiena.
(Le grida delle ragazze aumentarono)
Gli occhi di Spike si allargarono mentre si aggrappava alla spalla di Angel. Era shockato dall’incredibile e ardente dolore e dal fatto che era stato effettivamente pugnalato. Infatti, non aveva mai creduto che questo potesse accadere. Pensava di togliere il coltello dalla mano di Angel prima che avvenisse qualcosa, esattamente come in TV o nei film.
Angel sorrise e piantò brutalmente una seconda volta il coltello nel suo corpo, facendo gemere Spike in agonia. Si allontanò per guardare Spike negli occhi.
“Te lo avevo detto che ti avrei ucciso. Non essere così sorpreso,” Angel rise malvagiamente, quindi girò il coltello nella ferita. “Ricordo di averti detto qualcosa circa lo sventrarti come un maiale...”
Spike urlò nuovamente, i suoi occhi ruotarono nelle orbite, il sangue spruzzò fuori dalla bocca come una fontana. Le sue dita deboli si chiusero e tirarono il colletto della camicia di Angel. Angel spinse il coltello all’insù nel corpo di Spike. Il suono della carne che si lacerava e le sue grida riempirono la stanza.
Angel lo spinse via energicamente. Spike andò a sbattere contro la credenza quindi cadde sulla faccia. Si lamentò e afferrò la sua carne strappata, la sua mente freneticamente gli diceva che doveva evitare che gli organi interni fuoriuscissero dal taglio. I suoi occhi blu luminosi erano larghi, la sua faccia era una maschera di dolore.
Buffy piangeva e singhiozzava. Si inginocchiò vicino alla testa del ragazzo, le sue dita cercarono di sfiorargli la faccia.
“Oh, Spike ! Questo è orribile--Oh Dio--non vogliono essere qui !” pianse Buffy.
“Darla…” grugnì Spike mentre il sangue gli colava abbondantemente dalla bocca.
Angel provò a trascinare di nuovo Darla giù dal letto. Lei fissava Spike con orrore e shockata, guardando la pozza di sangue che si allargava sotto lui.
“Noooo ! NOOOO ! Spike !” Darla lottò e graffiò Angel. “Figlio di puttana ! Bastardo ! Lo hai ucciso ! LO HAI UCCISO !”
Angel la colpì nuovamente mandandola a sbattere con la schiena sul letto. Totalmente impazzito ed arrabbiato salì a cavalcioni dei suoi fianchi e alzò il coltello in alto nell’aria.
“Ti insegnerò a prenderti gioco di me, LURIDA SGUALDRINA !”
“No !” gracchiò Spike, allungando debolmente verso il letto una mano tremante e coperta di sangue.
Il coltello pugnalò il petto di Darla. Lei gridò e respirò affannosamente. La faccia di Angel era una maschera che sogghignava di puro male mentre la colpiva ripetutamente. Dopo le prime 10 pugnalate, Darla smise di lottare, ma egli continuò comunque.
Buffy seppellì il viso nelle mani e gridò. Non poteva svegliarsi da questo incubo.
Spike chiuse gli occhi, singhiozzi scossero il suo corpo indifeso. Non era stato capace di salvarla, non era stato forte o veloce sufficiente per proteggerla come aveva promesso di fare.
Finalmente, Angel si fermò e si rimise in piedi, strofinando via il sangue dalla faccia. Respirava pesantemente per lo sforzo mentre guardava il corpo di Darla contrarsi per alcuni momenti. Quindi guardò il pavimento dove Spike giaceva e sorrise nuovamente.
“Perfetto. Ora mi farò un piccolo viaggio... non voglio andare a in prigione. Quale è il problema, amico? Morirai insieme alla tua puttana. Non è romantico ?”.
Angel prese l’esile corpo di Darla dal letto e lo gettò vicino a Spike. Lei atterrò con la testa girata verso lui, la sua faccia spenta e senza vita.
“Così potrete darvi un ultimo tenero abbraccio prima di finire nell’aldilà. Ora, se mi scusate, vado a prendere un po’ di denaro e proseguirò per la mia strada”.
Angel si affrettò fuori dalla stanza. La rabbia andava diminuendo e iniziava ad allarmarsi. L’enormità di quello che aveva appena fatto penetrava nel suo cervello. Il suo unico pensiero era di fuggire.
Spike guardò Darla negli occhi, occhi che non erano più in grado di vedere. Mosse una mano tremante, coperta di sangue, verso il viso di lei e le accarezzò goffamente la guancia, lasciandovi tracce del suo sangue.
“Mi--mi spiace” sussurrò a suo cugina morta.
Il respiro di Spike diventò più difficoltoso. Respirò affannosamente e si afferrò lo stomaco. “Oh Dio----fa------male…” gorgogliò, aspirando il suo stesso sangue. Il suo sguardo andò spegnendosi e il suo corpo si accasciò, un ultimo, aspro respiro uscì fuori da lui.
Buffy era isterica. “Spike ! Oh Dio ! Oh Dio !” dondolò avanti e indietro, abbracciandosi mentre fissava i suoi occhi spenti e senza vita”.
Anche come spirito, i suoi occhi erano più vivi di quanto lo fossero in quel momento. A Buffy ricordavano quelli di un piccolo uccellino che aveva trovato morto nel cortile dietro casa quando aveva 8 anni.
La pozza di sangue di Darla e Spike si era estesa. Buffy poteva sentirlo penetrare nel tessuto dei suoi jeans mentre stava inginocchiata vicino alla forma inerte di Spike.
Se non si fosse svegliata presto sarebbe diventata pazza. Buffy mise le mani davanti alla faccia e strillò con tutto il fiato che aveva in corpo. ************************** “Buffy ! Buffy, svegliati !” Willow la scosse per le spalle.
“Spike !” Buffy gridò, svegliandosi e alzandosi dal letto.
“Buffy, Stavi facendo un incubo. Stavi urlando. Stai bene ?” chiese Willow, la sua faccia segnata e preoccupata.
Xander era ai piedi del letto e sembra preoccupato allo stesso modo. Le grida di Buffy lo avevano spaventato a morte
Buffy si guardò intorno, la faccia bagnata di lacrime. Si portò una mano alla fronte. Il suo corpo era coperto di sudore e tremava.
“Oh Dio--era orribile--era orribile !” Buffy si sedette e afferrò un cuscino, stringendolo contro lei. “Tanto sangue--tanto…”. Si dondolò avanti e indietro.
“Buffy, che cosa è successo ?” Willow si sedette accanto a lei e le accarezzò la schiena. Xander si sedette dall’altro lato, non sapendo cosa fare per lei.
“Il s-sogno--l’incubo... l’ho visto... ho visto Spike e Darla uccisi da Angel”, Buffy singhiozzò.
“Oh, Buffy... mi dispiace”. Willow provò a consolarla.
“E’ finito adesso”, disse Xander, accarezzando leggermente la sua gamba. “E’ tutto apposto ora”.
Willo porse un fazzoletto di carta a Buffy. Buffy soffiò il naso e asciugò la faccia umida.
“Era terribile... sapevo sarebbe stato brutto, ma--ma non così. Era tutto così reale. Le grida--il sangue…”. Buffy si è guardò intorno. “Dov’è Spike ?” Aveva così tanto bisogno di vederlo.
“Non era qui quando siamo entrati”, disse Willow. “Sono sicura che sarebbe stato qui se avesse potuto”.
“Lo so”, Buffy singhiozzò. “Quell’assassino è ancora libero, ancora vivo e--facendo Dio sa cosa. Forse è questo il motivo per cui io abbia dovuto vedere tutto questo... forse per assicurarmi che finisca dietro le sbarre dove meriterebbe di stare”. Le rotelle del suo cervello cominciarono a girare.
“Whoa, Buff”, disse Xander nervosamente. “Non voglio che tu venga coinvolta in questa storia. Quel tipo è un killer spietato “.
“Sono già coinvolta, Xander. Prima era un fatto personale, ma ora... ora che ho visto quello che è accaduto con i miei stessi occhi. Deve essere punito per quello che ha fatto”, disse Buffy, scuotendo le spalle, sentendo un brivido.
“Non penso che Spike voglia che tu ti metta in pericolo”, provò a farla ragionare Xander.
“E’ per questo che non glielo diremo. Potrebbe sentirci, ma a meno che non lo scopra in quel modo, voglio che rimanga tra noi”. Buffy guardò le loro facce. “D’accordo ?”
“Non mi piace neanche un po’ questa storia, Buffy “, disse Willow, “ma ti aiuterò se posso “.
Xander inghiottì la sua paura al pensiero di rintracciare un killer spietato, quindi chinò il capo. “Voglio--aiutare anche io”.
“Grazie”, disse Buffy riconoscente, con gli occhi ancora pieni di lacrime. “Non possiamo permettere che Angel la faccia franca”.
Tremò quando le immagini dall’incubo lampeggiarono davanti ai suoi occhi.
Willow e Xander rimasero con Buffy per il resto della notte. Lei non voleva rimanere da sola. Iniziarono a formulare un piano per consegnare finalmente Angel alla giustizia.

Chapter 10: Giocando con il fuoco 2 mesi dopo...
Spike era atterrito che Buffy avesse dovuto presenziare alla carneficina di quella sera fatale del 1978. Da allora, aveva utilizzato ogni briciolo di forza che aveva per rimanere con lei per tutta la notte.
I sogni di Buffy sul passato erano cessati, però aveva avuto ancora incubi dove riviveva ripetutamente gli omicidi. Si svegliava piangendo e urlando, ma Spike era là per consolarla e per dirle che era con lei. Questo l’aveva aiutata sebbene non potesse dirgli quello che voleva fare. Xander aveva ancora incubi sl quella cosa nella cantina. Se ne era andato ora, bandito dal sacerdote, ma il ricordo sarebbe rimasto con lui per sempre.
Molto lavoro era stato fatto nella casa in quei mesi. Il soggiorno era di nuovo vivibile; la cucina era come all’origine; i prati all’inglese avevano bisogno ancora di manutenzione, ma erano già migliorati del 100%; lo stagno era stato bonificato ed era abitato da pesci, anatre e un rana o due; e sebbene ci fossero spazi più importanti da terminare, anche la sala da ballo era stata rinnovata. I pavimenti di legno erano stati lucidati; la carta da parati era stata sostituita; i lampadari di cristallo pendevano dal soffitto. La sala ora assomigliava a qualcosa uscito fuori da un racconto di fate. Xander aveva insistito per appendere una palla che brillava nel mezzo della stanza. Quando le luci venivano abbassate, dalla palla uscivano migliaia di piccole schegge di luce che vagavano per tutta la sala.
I tre amici non avevano voluto aspettare di invitare i loro concittadini per la reinaugurazione della casa. Se volevano andare a trovarli, erano i benvenuti. Quel posto destava loro grande interesse e curiosità. Sarebbe stata comunque organizzata una grande festa quando i lavori di ristrutturazione sarebbero stati terminati.
La maggior parte degli ultimi mesi erano stati impiegati per ripristinare l’impianto elettrico ed idraulico. Quando la corrente elettrica era stata finalmente attaccata avevano commemorato l’evento con una bottiglia di vino dalla cantina. Era un passo avanti enorme per tutti loro.
Spike lasciava il fianco di Buffy solo al mattino e si salutavano con un morbido bacio. Quindi Buffy iniziava a lavorare mentre lui andava in qualche posto a rigenerare la sua energia.
Quando era sicura lui non c’era, Buffy cominciava a discutere la situazione di Angel. Willow aveva cercato con il computer portatile Liam ‘Angel’ O’Connor. Egli viveva a L.A., dirigendo gli affari degli hotels di suo padre. Aveva 50 anni ed era sposato senza figli. Sotto tutti gli aspetti, era un uomo normale (ma molto ricco). Ma loro sapevano la verità. Era un killer senza cuore. Nessuno avrebbe potuto fare quello che lui aveva fatto ed essere ‘normale’.
Avevano pensato ad un piano. Era tempo per metterlo in azione.

“Bene, siamo pronti ?” domandò Buffy, la sua voce oscilla tra emozione e paura.
“Si, facciamolo”, disse Willow.
Xander trattenendo il fiato fece cenno con il capo.
Ancora non gli piaceva tutto questo, ma Buffy era decisa. Spike e gli altri che erano stati uccisi meritavano di avere giustizia. Xander sperava solo che non dovessero risolvere loro la cosa.
Buffy compose il numero e aspettò. “Pronto, Angel Enterprises, sono Cordelia. Come posso aiutarvi ?”
“Si, buon giorno”, disse Buffy, tenendo calma la sua voce. “Vorrei parlare al Sig. O’Connor, per favore”.
“Avete un appuntamento ?”
“ Um--no... ma lui vorrà parlare con me”.
“Posso sapere il vostro nome ?”
“Posso lasciargli un messaggio ?” domandò Buffy.
“Certamente…”.
“Gli dica--gli dica che ero nella villa il 5 luglio 1978. Ho visto quello che è accaduto. Potete riferirgli il messaggio ora ?”
“Mi spiace--il Sig. O’Connor è in riunione in questo momento”.
“Bene, si assicuri che riceva il messaggio. Richiamerò alle 16:00”.
“Quale è il vostro nome ?” domandò la segretaria.
Buffy riagganciò e prese numerosi profondi respiri. “Non sono riuscita a mettermi in contatto con lui”, spiegò.
“Buffy, sei sicura che non dovremmo informare la polizia ?” domandò Xander. “Qui siamo di gran lunga fuori dal nostro campo”.
“I poliziotti potrebbero essere corrotti, potrebbe essere ancora di più pericoloso se andassimo da loro”.
“Bella città”. Commentò Xander sarcasticamente.
“E’ una bella città. Il problema è la gente che la controlla”, disse Buffy, versandosi un bicchiere d’acqua.
“Sei stata brava, Buffy”, la rassicurò Willow. “Sembravi molto autorevole”.
“Sono tutta scombussolata”, disse Buffy, ridendo nervosamente.
Guardarono tutti l’orologio sulla parete, le 13:30. Solo due ore e mezze ore da far passare prima di richiamare.
*******************************************************************************
Angel si sedette alla sua scrivania, accendendosi un sigaro per festeggiare la vittoria. Stava per acquistare una catena di hotel più piccoli ed estendere ulteriormente gli affari. La vita andava alla grande.
Si appoggiò al piano e premette il bottone dell’interfono. “Qualche messaggio, Cordelia ?” Soffiò una boccata di fumo spesso.
“Sì, signore”.
“Me li porti”
“Immediatamente”, rispose Cordelia.
Entrò nell’ufficio alcuni momenti dopo e si avvicinò alla scrivania.
“Ha ricevuto una chiamata da Hal Pace, vuole invitarla ad una partita di golf domani mattina”. Cordelia mise i messaggi sulla scrivania. “Un’altra chiamata da Bernadette Palmer circa il nuovo hotel che sta costruendo a Tampa... e ce n’è ancora uno”.
Angel la guardò attendendo. “Che messaggio ?”
“Non volevo nemmeno portarglielo, ma…è strano. Una donna ha chiamato. Non mi detto il suo nome. Ha detto, “ Cordelia lesse il messaggio sul biglietto che aveva in mano, “ha detto, cito, ‘Gli dica che ero nella villa il 5 luglio 1978. Ho visto quello che è accaduto.’” Cordelia lo guardò. “Ha qualche senso per lei ?”
Il cuore di Angel si strinse, contrasse i muscoli della mandibola. Afferrò la carta dalle mani della segretari e lo guardò. Cordelia rimase interdetta per quei modi aspri.
“Non ha lasciato il suo nome ?” domandò, mentre ancora guardava la carta.
“No. Ha detto che richiamerà alle 16:00. Gliela devo passare ?”
“Si. Me la passi. Potrebbe essere una mia vecchia amica”. Forzò un sorriso sulla sua faccia. “una amica che è solita fare giochi come questi”.
“Oh, bene, quindi…”. Disse Cordelia. Qualcosa la preoccupò per il modo in cui la guardava. Provava a comportarsi normalmente, ma sembrava che il messaggio lo spaventasse.

Angel aspettò, guardando l’orologio. Era impossibile... non poteva esserci qualcuno. La casa era vuota quella notte. Non sapeva a quale gioco giocava quella donna, ma sarebbe stato spiacevole--molto spiacevole. Un minuto dopo 16:00, il suo telefono si illuminò. Prese un respiro per calmarsi e ha alzato la cornetta.
“Si ?”
“Angel O’Connor ?” domandò Buffy.
“Si. Sono io. Siete quella che ha chiamato prima ?”
“Si, sono io. Quindi avete ricevuto il messaggio ?”
“Certamente. Cosa significa ?”
“Penso sappiate ciò che significa. Non giocate con me. So quello che avete fatto”.
“Cosa si suppone che io abbia fatto ?” disse Angel altezzosamente”.
“Li avete uccisi. Spike, Darla, Ethan e Percy--li avete uccisi a sangue freddo”.
“Lei è pazza”, disse con calma Angel. “Non sapete nulla”.
“Vuole che le dica qualche dettaglio ?” domandò Buffy, la sua voce tremolava leggermente. “Ad esempio--quello che ha detto a Spike mentre lo pugnalava a morte ?”
Angel rimase in silenzio.
Buffy continuato, “Lei ha detto, ‘ Te lo avevo detto che ti avrei ucciso. Non essere così sorpreso’”. Buffy dovette coprire la bocca per soffocare un singhiozzo. “Prima di andare via, ha detto che voleva fare un viaggio, andava a prendere del denaro e avrebbe proseguito per la sua strada”.
Angel pensava di stare per vomitare. Nessuno poteva conoscere quello. Nessuno che non fosse là quella notte.
“Mi crede ora ?” domandò Buffy.
“Che cosa vuole ?” chiese con tono basso e pericoloso.
“Terrò queste informazioni per me--se--giocherete bene le vostre carte”.
“Un’estorsione ?” Angel rise. “Non ha uno straccio di prova che quello che dice è vero”.
“Si, ma potrei rendere le cose molto difficili per lei. Posso contattare alcuni quotidiani, posso raccontare tutto a loro. Chi lo sa ? Forse un giornalista ambizioso sarà interessato alla storia e farà delle indagini per proprio conto. Potrei--”
“D’accordo !” urlò Angel. Prese un respiro, quindi continuò più pacatamente “D’accordo. ‘Giocherò le mie carte’. Ma non al telefono. Voglio farlo a faccia a faccia”.
“Bene. Sono felice che siamo sulla stessa lunghezza d’onda”, disse Buffy, provando a sembrare il personaggio di un film di spie. “Conosce il Phil’s Diner ?” Buffy aveva scelto un ristorantino nel centro di L.A. per la riunione. Era ben illuminato e sicuro.
“Si”, disse Angel dopo un momento.
“Ci incontreremo là domani sera alle 20:00 e potremo parlare”.
Buffy riagganciò.
Angel terminò la chiamata e premette un altro bottone sul telefono.
“Si, Sig. O’Connor ?” domandò una voce maschile.
“Siete in grado di rintracciare la chiamata ?”
“Si, signore. E’ un indirizzo di Sunnydale, in California”.
Angel considerò quell’informazione. “Molto bene. Inviatemelo immediatamente. E”, aggiunse, con voce grave, “non parlate di questo a nessuno. Chiaro ?”
“S-Si, signore. Ho capito”.
Angel terminò la chiamata e si appoggiò di nuovo allo schienale della poltrona. “Otterrà molto più di quanto si aspetta... Nessuno gioca con la mia vita”. Toccò con le dita il suo taglia-carte d’argento.

Quella sera il cielo iniziò ad oscurarsi, si prevedeva un temporale.
“Sei sicura di non voler venire, Buffster ?” domandò Xander mentre indossava la giacca.
“Nah, voglio stare qui e attendere Spike”.
“Va bene, ma non mi sento tranquilla a lasciarti qui tutta sola”, disse Willow.
“Non sarò sola. Spike comparirà presto”. Buffy sorrise.
“E’ ora andare, tiratardi. Perderete l’inizio del film”.
Xander le diede un bacio sulla guancia e offrì il braccio a Willow. “E’ pronta signora ?”
Lei ridacchiò e appoggiò il suo braccio a quello del suo cavaliere. “Andiamo. Ci vediamo tra un paio d’ore, Buffy”.
“Buon divertimento ! E portarmi della cioccolata !” Buffy gli urlò dietro.

Buffy si sedette sul divano nel soggiorno ricontrollando il suo piano ripetutamente.
Avrebbe incontrato Angel al ristorante l’indomani alle 20;00. Willow e Xander avrebbero aspettato fuori nel caso avesse avuto bisogno. Wllow aveva procurato un registratore che Buffy avrebbe nascosto sotto gli abiti. Buffy avrebbe indotto Angel a confessare i reati. Quindi avrebbero presentato le prove alle autorità, qualcuno che non era stato corrotto dagli O’Connors.
Buffy era molto spaventata, ma doveva farlo. Dall’inizio dei sogni, era diventata sempre più sicura del fatto che lei era quella che avrebbe dovuto smascherare Angel. Buffy aveva visto i fantasmi di Darla, Percy e Ethan. Tristezza e disperazione si irradiavano da loro. Lei doveva farlo anche per loro.
Il temporale stava diventando sempre più forte e più vicino. Un tuono particolarmente forte le fece fare un salto.
“Spike ?” chiamò Buffy. “Sarebbe bello se scegliessi questo momento per apparire... la tempesta mi rende nervosa”.
Le luci si spensero. “Oh, merda”. Imprecò Buffy. “Grande, proprio quello di cui avevo bisogno”.
Si alzò e andò, muovendo i piedi lentamente, all’armadio dove tenevano una torcia. La accese, sentendosi già un po’ meglio.
Un piccolo rumore venne dalla cucina. Sembrava una pentola che veniva colpita. Il suo cuore accellerò i battiti.
“E’ tutto a posto... ai fantasmi piace talvolta fare di rumori... non possono farti del male”, Buffy disse a se stessa.
Una forma apparve nel vano della porta.
Buffy puntò la luce verso la figura, sperando fosse Spike.
Angel socchiuse gli occhi. “Salve. La signorina Summers, immagino”
La ragazza si immobilizzò terrorizzata.
“Sembra che abbia un piccolo problema con l’energia elettrica”. Angel sorrise, proteggendo gli occhi dal raggio della torcia.
“Come--come ha fatto--”
“A trovarla ?” rise di soppiatto. “Siete piuttosto nuova nell’arte delle estorsioni, eh ? Ho rintracciato la chiamata e--voila ! Ho avuto il suo indirizzo nelle mie mani”. Angel camminò verso di lei, studiandola nella debole luce dalla torcia. “Non può avere più di 25 anni. Bluffava ? Non era affatto presente quella notte, vero ?”
Buffy retrocesse all’armadio.
“Questa è gran brutta faccenda”, Angel rise di soppiatto e scosse la testa. “Ve lo siete cercata--Io non so in che modo conoscete l’accaduto, ma non posso permettervi di vivere... lo capite questo ?, ne sono sicuro”.
“Se ne vada. Stia lontano da me !” disse Buffy, alzando la voce.
“Mi spiace ma non posso farlo, dolcezza. Volevi giocare con il fuoco ? Ne pagherai il prezzo”. Angel estrasse una pistola dalla tasca. “Le pistole sono molto più facili, basta puntare e sparare. Non ho bisogno di sporcarmi questa volta”.
Il terrore oscurò la sua faccia. “NO !” gridò.
In un batter d’occhio, spense la torcia e si tuffò di lato. Angel sparò, mancandola. Buffy atterrò sul pavimento e avanzò a tentoni. Grugnì di dolore quando andò a sbattere con lo stinco contro la libreria.
Angel si girò verso il suono e sparò di nuovo, mancandola di un centimetro. Buffy gridò, sentendo il ronzio della pallottola vicino alla sua testa. Prese qualcosa a caso dalla libreria e lo sollevò soppesando, quindi lo scagliò verso di lui con un ruggito. La sua mira era migliore della sua.
L’oggetto lo colpì al petto. Egli grugnì e inciampò all’indietro, la pistola gli scivolò dalla mano sul pavimento--andando persa nell’oscurità. Buffy corse il più velocemente possibile alla porta d’ingresso. Se fosse arrivata alla macchina avrebbe potuto utilizzare la sua chiave di riserva nascosta sotto il tappetino per fuggire.
Aprì la porta. Angel la rincorse, frapponendo il suo corpo fra lei e la porta, chiudendola di nuovo con forza. Buffy gridò e lottò contro di lui.
“Piccola sgualdrina !” sputò Angel.
“Mi lasci !” gridò Buffy e rivoltandosi nelle sua mani.
Angel la girò di spalle e la sbatté ripetutamente contro la porta. Buffy grugnì ad ogni colpo. Quindi le sue grandi mani afferrarono il suo collo, stringendo sempre più forte. Buffy respirava affannosamente per la mancanza d’aria e graffiò le sue braccia. Alzò rapidamente un ginocchio e lo colpì ai genitali. Angel la maledisse ma allentò la presa abbastanza perché lei si liberasse e lo spingesse via.
In un panico cieco, corse sulle scale verso la sua stanza, riprendendo a respirare. Buffy si portò una mano alla gola ammaccata, cercando la via a tentoni lungo il muro.
Angel si riprese, più arrabbiato che mai. La seguì tanto velocemente quanto i suoi testicoli gonfi permettessero.
Buffy arrivò alla sua stanza e chiuse la porta, quindi fece scattare la serratura. Vi si appoggiò con la schiena e scivolò in basso lentamente. Lacrime scesero dai suoi occhi.
“SPIKE !” supplicò con voce roca. “Per favore aiutami !”
Il corpo di Angel iniziò a colpire la porta. Buffy singhiozzò e strinse a se le gambe rimanendo contro la porta.
“Vivo con della gente !” urlò Buffy, la sua gola ancora in fiamme. “Saranno qui presto !”
Angel fece una pausa solo per un secondo prima di riprendere l’assalto alla porta. “Quindi dovrò uccidere anche loro !”
Buffy strillò quando lo udì e sentì la serratura cedere. Con tutte le sue forze, provò a mantenere la porta chiusa. Ma, come accaduto nel passato, Angel era troppo forte ed arrabbiato per essere fermato. Saltò via dalla porta, correndo alla finestra. Non l’aveva mai nemmeno aperta prima di allora.
Angel la tirò via dalla finestra e lei atterrò di schiena vicino al letto. Saltò su di lei, bloccandola con il suo corpo massiccio. Buffy gridò e scalciò con le gambe freneticamente. Angel la bloccò e la colpì duramente in faccia.
“TACI PUTTANA !” la scosse rudemente. “Come l’hai scoperto ?! Come sai quello che è accaduto ?!”

“Lasciala immediatamente !”
Angel si girò verso la voce. Aveva riconosciuto quella voce dopo tutti quegli anni. Un lampo illuminò la stanza abbastanza a lungo perché lo vedesse.
“Tu... tu... non può essere…”. Angel impallidì.
Spike era in piedi a pochi passi da lui.
“Ho detto, LASCIALA IMMEDIATAMENTE !” Spike avanzò verso di lui.
Angel lasciò Buffy e si allontanò gattonando sul pavimento. Buffy rotolò via e saltò sul letto, mettendo distanza fra lei e l’altro essere umano.
“Buffy, stai bene, passerotto ?!” chiese Spike preoccupato.
Buffy fece cenno di si con il capo e singhiozzò.
“Tu sei morto ! Io so che tu sei morto !” disse Angel incredulo.
Spike riportò lo sguardo sul suo assassino. “Sì, sono morto. E presto lo sarai anche tu. Non saresti dovuti ritornare qui, bastardo. Non avresti dovuta toccarla”.
Angel retrocesse fino contro il muro e lentamente scivolò in posizione eretta.
“Sei--un fantasma ?” Angel notò che poteva vedere leggermente attraverso il suo corpo.
“Grazie a te”, disse Spike andandogli più vicino.
“I fantasmi non possono--non possono toccare la gente”. Angel provò a calmarsi. “non puoi colpirmi”.
Spike ringhiò e si scagliò contro lui, sfortunatamente i suoi pugni passarono attraverso Angel come una forte brezza. Angel respirò dapprima affannosamente quindi scoppiò a ridere come un matto.
“Non puoi colpirmi !”
Spike strinse i denti e tentò nuovamente di colpirlo ma senza successo.
Gli occhi di Angel si spostarono su Buffy che stava ferma contro il muro. “Ma io posso colpire lei”.
Guardò Spike, una smorfia perversa si estese sulla sua faccia. “Sarai costretto a guardare mentre uccido un’altra delle tue sgualdrine”. Angel si diresse verso Buffy.
“Buffy ! Corri !” gridò Spike.
Lei gridò e provò ad andare via, ma Angel era più veloce. Avvolse le mani intorno alla sua gola, soffocandola da dietro.
“NO !” pianse Spike.
Si guardò intorno nel panico. Prese un respiro e provò a mettere da parte le sue emozioni, si concentrò in modo da rendere solida la sua mano sinistra. Quindi raccolse la lampada dal comodino e si avvicinò velocemente agli esseri umani che lottavano. La alzò sopra la testa e, con un grido, la scagliò alla base del collo di Angel. La lampada di vetro esplose al contatto. Angel urlò e lasciò nuovamente Buffy. Cadde sulle ginocchia; anche Buffy crollò sul pavimento.
“Buffy, vai fuori da qui ! Per piacere, piccola--Sbrigati !” gridò Spike.
Buffy strisciò lungo il tappeto verso la porta. Le rimanevano poche energie. La sua gola era in fiamme, il suo respiro aspro. La luce ritornò quando arrivò alla soglia.
In piedi nel vano della porta c’erano Darla, Percy e Ethan. Guardavano dietro di lei, guardavano Angel, le loro facce erano torve. La ragazza li sentì attraversare il suo corpo ed entrare nella stanza.
Gli occhi di Angel si allargarono ulteriormente. Strisciò, tenendosi il retro della testa.
“Ciao, <i>amore</i>” la voce di Darla sussurrò.
Angel scosse la testa. “No….”
“Ti ricordi di noi ?” domandò Darla, alzando un sopracciglio delicato.
“Che cosa volete !?” Angel era nel panico.
Essi risero.
“Che cosa vogliamo? Che cosa pensi che vogliamo ?”
Spike sorrise e raggiunse gli altri spiriti. “Darla, puoi parlare ?”
“Ora posso”. Si girò e sorrise a suo cugino quindi allungò la mano e gli accarezzò il viso. “La sua presenza, la presenza del nostro assassino qui, ci ha reso sufficientemente forti per fare questo”.
Spike guardò Buffy, che stava sedendosi e tenendosi il collo, ma gli rivolse un sorriso piccolo e nervoso e un cenno del capo per fargli sapere di stare bene. Riportò lo sguardo su Darla.
“Voi mi avete ignorato e non mi avete parlato per 25 anni. Sono contento di rivedervi”.
Percy sorrise, “Mi dispiace Spike. Ti avrei detto ciao se avessi potuto. Ero in una specie--bolla. Non ero consapevole di chiunque altro”.
Ethan e Darla fecero cenno di si con il capo, quella era stata anche la loro esperienza.
Dato che i fantasmi si erano avvicinati l’un l’altro, Angel si spostò lungo il muro verso la finestra, preparandosi a scavalcarla e saltare giù dal tetto se necessario.
“Fermalo”, disse Darla con calma.
“Come ?” domandò Spike.
“Puoi toccare gli oggetti, tu sei quello più forte di noi. Assicurati che non vada via”. Darla sorrise quindi si rivolse a Buffy. “Dovresti scendere al piano di sotto. Abbiamo--degli affari--da portare a termine qui. Chiama la polizia se puoi. Di loro che sei stata assalita, tralascia i dettagli su di noi naturalmente, e che il tuo aggressore è di sopra”.
Buffy annuì e si alzò lentamente. Diede un ultimo sguardo a Angel ed agli spiriti che lo accerchiavano prima di chiudere la porta.
Gli spiriti camminarono verso Angel.
“S-State lontano da me ! Non potete colpirmi !” urlò Angel.
“Non possiamo ?” domandò Spike, alzando un sopracciglio.
Raccolse un libro dalla copertina rigida con facilità. Non aveva nemmeno dovuto concentrarsi. Spike lo lanciò verso Angel, colpendolo alla testa. Angel gridò e si portò la mano alla fronte. Spike non gli diede il tempo per ristabilirsi. Gettò altri oggetti (tutto quello che gli capitava a portata di mano) all’uomo che si era rannicchiato a terra.
Angel strillò con le braccia sulla faccia, “lasciatemi, andatevene !”
Ora i fantasmi erano solo ad alcuni passi da lui.
“Non credo, amico”, disse minacciosamente Spike. “Devi pagare per quello che hai fatto”.
Angel pianse istericamente, sul bordo di pazzia. Guardò verso di loro e tremò. Ora erano come li aveva vista l’ultima volta. Le coltellate che gli aveva inflitto erano fresche e zampillanti, i loro abiti erano inzuppati di sangue.
Spike toccò la fronte di Angel con la punta del dito indice. Angelo urlò e spinse via la mano di Spike freneticamente. Un ghigno illuminò l’espressione spettrale di Spike.
“Bene, a quanto pare posso toccarti. Perché non provate anche voi ?” chiese gli altri. “E’ divertente !”
Risero e iniziarono a toccare la faccia di Angel con le loro mani fredde e morte.
Lui strillò, tentando di allontanarli, “AARRGHH ! NOOOO ! ANDATE VIA !”
Guardò la finestra, quella era l’unica via di fuga. Angel corse a tutta velocità verso la finestra chiusa, si tuffò, sfondandola e attraversandola.
“E’ finita”, disse Darla.
I fantasmi si avvicinarono alla finestra e guardarono giù. Il corpo di Angel giaceva, morto, sul prato; si era rotto il collo nella caduta.
“Avrei voluto che soffrisse di più”.
“Sarebbe stato bello”, concordò Spike. “Ma è fatto--ora è finalmente finita”.
“Si, hai ragione, Spike”, disse Ethan. “Soffrirà molto comunque dove si trova adesso”.
Percy sorrise. “Roventi tizzoni ardenti su per il culo per tutta l’eternità ? Non poteva capitare ad un individuo più simpatico”.
I fantasmi risero di soppiatto. Spike mise il braccio sulla spalla di Percy. Rimasero a godersi la vista ancora per un lungo momento. Non appena la porta si chiuse, Buffy sentì una serie di tonfi forti e grida di dolore di Angel. Scese velocemente al piano inferiore e chiamò la polizia, non volendo assistere a quello che succedeva di sopra.


Capitolo 11 - conseguenze

La polizia e un’ambulanza arrivarono velocemente alla casa. La polizia trovò il corpo di Angel sul prato, la pistola stretta nella sua mano. Spike l’aveva messa là per assicurarsi che ognuno sapesse chi era l’aggressore.
Willow e Xander arrivarono a casa, scossi e preoccupati. Ma Buffy stava bene. La sua gola bruciava come l’inferno, ma era finita. Aveva sentito il forte grido di Angel, seguito dal tintinnio del vetro.
Buffy venne portata all’ospedale per assicurarsi che non ci fosse niente di serio. C’era solo l’echimosi e il gonfiore alla gola e il labbro tagliato, per il resto lei stava bene. Nessun danno permanente le era stato fatto, per fortuna.
La settimana seguente era stata piena di dichiarazioni alla polizia e cronisti affamati di notizie. Fu detto che, ovviamente, Buffy era stata una vittima e nessuna accusa era stata formulata contro lei.
Buffy era preoccupata. Non vedeva Spike dalla notte in cui Angel la aveva attaccata. Ogni notte attendeva che apparisse, riuscendo a dormire solo poche ore.
Una notte, Buffy stava vagando per la sala da ballo, pensando a lui e a come sarebbe stato meraviglioso ballare lì con lui. Improvvisamente le luci abbassarono, la palla che brillava gettò diamanti di luce nella stanza. Si guardò intorno per vedere chi lo aveva fatto. Un sorriso felice accese il suo viso quando vide Spike in piedi a pochi passi da lei.
“Ciao, piccola”. Spike sorrise affettuosamente.
“Spike !” Buffy andò da lui. “Ero così preoccupata. Perché tu--”
Spike alzò un dito e lo premette leggermente sulle sue labbra. La guardò negli occhi con immenso amore.
“Vuoi ballare ?” domandò.
Buffy sorrise e fece cenno di si con il capo, chiedendosi se avrebbero potuto farlo.
“Guarda qua, esattamente come Fonzie”. Spike arricciò la lingua dietro i denti e schioccò le dita.
Spike la strinse fra le braccia, era sufficientemente solido per tenerla delicatamente. Essi chiusero gli occhi e iniziarono a muoversi al suono della musica.
We were born before the wind Also younger than the sun Ere the bonnie boat was won as we sailed into the mystic
“Mi sei mancato”, sussurrò Buffy.
Spike inghiottì un groppo in gola. “Anche tu mi sei mancata, passerotto. Sono così--sollevato che tu stia bene”
“Sto bene. Non mi ha ferito bruto”.
“Non parliamo di lui--o di altro proprio adesso”, disse Spike dolcemente. “Voglio solo apprezzare questo momento”.
Buffy sospirò e si appoggiò a lui quanto possibile.
Hark, now hear the sailors cry Smell the sea and feel the sky Let your soul and spirit fly into the mystic
And when that fog horn blows I will be coming home And when that fog horn blows I want to hear it I don’t have to fear it
I want to rock your gypsy soul Just like way back in the days of old Then magnificently we will float into the mystic
“Non voglio essere mai più separata da te”, disse Buffy, accarezzandogli il retro del collo con la punta delle dita.
Spike non rispose, continuò solamente a ballare lentamente.
And when that fog horn blows you know I will be coming home And when that fog horn whistle blows I got to hear it I don’t have to fear it
I want to rock your gypsy soul Just like way back in the days of old And together we will float into the mystic Come on girl...
Quando la musica finì, Spike si scostò per guardarla negli occhi.
“Ti amo, Buffy”.
“Anche io ti amo”, rispose.
C’era una tristezza nei suoi occhi che non le piacque.
“Cosa succede ?” domandò Buffy.
“Devo andare”, disse Spike con voce fioca.
“Che--che cosa vuoi dire ?”
“Gli altri sono già andati... sono l’ultimo rimasto. Mi stanno chiamando”.
“Ancora non capisco quello che stai dicendo !” Ma una parte di lei lo aveva capito. La sua morte era stata vendicata, tutti sapevano cosa era avvenuto a Casa Lawson quella notte. Non c’era nessun altro segreto, nessun altra copertura. Giustizia era stata fatta.
Una luce brillante illuminò la sala da ballo sotto forma di un portale. Buffy e Spike lo guardarono. Una figura femminile arrivò camminando fino al suo ingresso e allungò la mano. Era Darla, che sorrideva beatamente a Spike.
“E’ ora, Spike. Andiamo a casa” disse Darla, con voce cortese e morbida.
“No--No, non andare…” borbottò Buffy, mentre i suoi occhi si riempivano di lacrime.
Spike la guardò, anche i suoi occhi erano umidi di lacrime. “Non è una mia scelta. Devo andare”.
“Ma… “ Buffy singhiozzò. La cosa giusta da fare era permettergli di andare senza piangere, lo sapeva. Lo odiava--ma lo sapeva. Spike meritava di riposare in pace dopo così tanti anni a vagare.
“Ti amerò, per sempre”, disse Spike, posando un morbido bacio sulle sue labbra. “Sii felice, piccola. Vivi per entrambi... finché uno di noi vive, è corretto”.
Spike retrocesse via da lei verso il portale. Era circondato dalla luce divina, sembrava più bello di quanto fosse mai stato. La vista di Buffy era sfuocata, grosse lacrime grasse scorrevano lungo le sue guace.
“Ti amo !” pianse Buffy.
Spike entrò nel portale, allungandosi per prendere la mano che Darla gli aveva offerto, quindi la baciò sulla guancia.
Spike si girò per guardarla un’ultima volta. “Ti amo anche io”, disse con un luminoso sorriso.
Una parte di Spike era grata che sarebbe stato finalmente in grado ‘riposare in pace’, per avere la sua meritata ricompensa. Ma una parte più grande non voleva nient’altro che rimanere con il suo amore. Il fatto era che non aveva scelta. La luce, la pace e la tranquillità, lo attraevano come un magnete.
“Io--” singhiozzò Buffy, “non ti dimenticherò mai”.
“Arrivederci, passerotto. Prenditi cura di te”.
Darla si girò e condusse Spike più avanti nella galleria/portale. Le loro forme iniziarono a divenire più piccole. Buffy vide altri, e lei era in grado riconoscerne le fisionomie: Percy, Ethan, la madre e il padre di Spike (aveva visto le loro foto nel baule) e altra gente non conosceva. Aveva sentito una quantità enorme di amore e allegria venire da loro.
Quindi, velocemente come era venuto, il portale scomparve, chiudendosi su se stesso con un *whoosh*.
Buffy cadde sulle ginocchia e chinò la testa. Xander e Willow (che erano accorsi, attratti dalla luce brillante del portale che proveniva dalla sala da ballo) si precipitarono al suo fianco.
“Buffy, stai bene ?” domandò Willow.
“Se n’è andato”, disse Buffy disperata, con voce rotta. “L’ho perso per sempre…”.


Capitolo 12 - Il tempo passa

16 anni dopo...
Willow camminò fino allo stagno con la posta in mano ed in braccio il suo neonato, Ben. Sorrise quando si avvicinò a Buffy.
“Hey, là. Come viene il quadro ? “ domandò Willow.
Buffy si fermò e sospirò. “Viene”.
Appoggiò il pennello al cavalletto e strofinò le mani sui suoi jeans.
Entrambe erano invecchiate un po’ negli ultimi anni. Ma erano stati anni molto piacevoli. I capelli di Buffy erano ancora biondi, ora arrivavano fino alla vita. Di solito li portava in una lunga treccia o in una crocchia stretta sulla sua testa. Willow al contrario aveva tagliato i suoi capelli corti, un taglio all’ultima moda.
“E’ già ora di pranzo ?” domandò Buffy.
“No, non ancora. Ho voluto portarti la posta mentre Ben e io facevamo una piccola passeggiata. Non è vero ?” Willow diede una pacca gentile al ventre paffuto di suo figlio, facendolo ridere. “Il mio piccolo bambolotto”.
Buffy sorrise.
Willow aveva incontrato un ragazzo molto dolce 10 anni fa. Era eccentrico, ma un bravo musicista che si esibiva in un locale in città. Fra i due ragazzi dai capelli rossi era subito scoccata la scintilla. Poi era arrivata Tara. Un psicologa che aveva un ufficio in centro. Era scoccata la scintilla anche tra lei e Willow, che aveva scoperto, con sorpresa sua e di tutti gli altri, che era bisessuale. Oz e Tara si erano trasferiti entrambi da loro. Erano un specie di coppia + 1. Due anni fa, Willow era rimasta incinta del loro primo bambino, il piccolo Ben.
Buffy era molto felice per i suoi amici, ma non poteva evitare la fitta di gelosia che provava poiché a lei era stato negato l’amore della sua vita e la propria possibilità di felicità. Non c’era nessun neonato nel suo futuro o uomo destinato a diventare padre. Dopo Spike lei non aveva mai avuto il desiderio di uscire con qualcun’altro. Se lei non poteva avere lui, non voleva nessuno. Ora aveva 37 anni ed era quasi certo che non avrebbe mai avuto bambini suoi. Ma era felice di giocare ed aiutare a prendersi cura di Ben, così come la piccola di Xander e sua moglie Anya, Jadzia.
Xander e Anya si erano incontrati 8 anni fa. Lei era una bella commessa di un negozio in città e aveva catturato il cuore di Xander quasi immediatamente. Erano stati fidanzati per 4 anni prima che Xander avesse il coraggio di farle la proposta. Si erano sposati con una cerimonia nel giardino della villa ed in città ne avevano parlato per lungo tempo. Jadzia era nata un anno più tardi.
Buffy prese la posta dalla mano di Willow e cominciò a guardare le buste.
“Bene, Ben e io continueremo la nostra passeggiata. Tornerò quando il pranzo sarà pronto... Penso ancora che dovremmo prendere uno di quei triangoli e suonarlo quando è ora dei pasti”, disse Willow da sopra la spalla mentre andava via.
Buffy tirò fuori una busta dalla pila. L’indirizzo del mittente era un certo Michael Wyndham-Pryce a Bath in Inghilterra. Non conosceva quel nome e non conosceva nessuno che vivesse là.
Curiosa, la aprì ed estrasse la lettera.

Diceva: Cara Buffy, so che starai pensando, ‘chi diavolo è Michael Wyndham-Pryce ?’ È una storia lunga e tu molto probabilmente farai fatica a credermi. Quindi, per piacere, mi fai un favore ? Leggi questa lettera fino in fondo prima di pensare.
Non chiedermi come. Non chiedermi perché. Ma sono io, passerotto.
Spike.
O William Giles, come mi chiamavo prima.
Non è incredibile ? Mi sono reincarnato. Non avevo mai creduto in queste cose prima. Ma non credevo neanche ai fantasmi fino a quando non sono diventato uno di loro.
Avrei voluto contattati prima, ma ho cominciato a ricordare i dettagli solo durante gli ultimi mesi. Nel momento che mi sono ricordato di te, ho voluto trovarti. Non so nemmeno se vivi ancora nel vecchio posto. Non sapevo dove altro iniziare a cercarti. Prego che questa lettera ti raggiunga e che tu stia bene.
Mi manchi. Ti amo ancora con ogni fibra del mio essere. So che potresti avere un marito e un casa piena di ragazzi, ma ho dovuto contattarti. Mi spiace se interferisco con la tua vita.
Questo è il mio indirizzo di posta elettronica : spike19@monstermail.com
Per favore fammi sapere se hai ricevuto la lettera al più presto possibile. E io farò tutto il possibile per provarti di essere chi dico di essere.
Questo è tutto quello che posso pensare di dirti adesso. Sappi che sono qui in attesa di una tua risposta.
Ti amerò sempre,
Spike

Buffy fissò la lettera e la rilesse tre volte prima che il suo cervello capisse.
Era possibile ? Spike poteva essere ritornato in vita ?
Senza un altro pensiero, Buffy corse in casa e fino alla sua stanza. Aveva preso un’altra camera da letto dopo quello che era successo. Non poteva stare nella stanza dove aveva visto Spike e Darla venire assassinati.
Buffy si sedette al suo computer ed entrò nel programma di posta.
Iniziò a digitare, le sue dita volavano sulla tastiera: A: Michael Wyndham-Pryce
Indirizzo: spike19@monstermail.com Ho ricevuto oggi la tua lettera.
Sono scettica. Avrò bisogno di qualche prova prima di credere che sia vero.
Lasciami dire che, se questo è uno scherzo, è uno molto brutto e crudele.
Sai come utilizzare la chat Monster.com ? Il mio nome in chat è buffster.
Preferirei comunicare con te in tempo reale che con la posta elettronica.
Ti aspetterò in linea.
Buffy

Buffy inviò la mail e si sedette, rilasciando un sospiro. Malgrado quello che aveva detto, era terribilmente eccitata che potesse essere vero. Se fosse... le sue preghiere erano state esaudite. Strofinò lo stomaco per acquietare la nausea causata dall’estrema emozione. Il suo cuore saltò un battito quando ci fu un beep dal suo computer.
Era in linea.
Con mano tremante aprì la finestra della chat. Con mano tremante aprì la finestra della chat.
spike19: Buffy?
buffster: Si Buffy voleva provare a rimanere calma e un po’ indifferente. spike19: Non ci posso credere sto parlando di nuovo con te ! Bene, più o meno... Dio, ho sentito tanto la tua mancanza !
buffster: Ho bisogno di prove Buffy tremava, sia per l’attesa che la tensione. Trattenendo il respiro, attese che le parole successive apparissero sullo schermo. spike19: Okay, Cosa posso fare ? Chiedimi qualcosa
buffster: Spike aveva una chitarra. Di che colore, marca e anno ? Sì, poteva provare se questo era un brutto scherzo facendogli delle domande. Domande che nessuno poteva sapere, escluso il suo Spike. spike19: Era una Fender del 1962 blu-ghiaccio metallizzato. Ti dirò una cosa supplementare. Il tuo nickname ‘buffster’ è uno dei molti soprannomi con cui Xander ti chiamava. “Oh mio Dio…”. Disse Buffy, stordita dalla sua risposta precisa. “No,” scosse la testa, “Ho bisogno di più. Ti prego… Dio… Fa che sia lui… per favore…”.
Ma non poteva essere lui… era impossibile. Era totalmente folle. Ma anche nel passato le cose erano state piuttosto strane. Se lei aveva potuto incontrare, fare del sesso incredibile e innamorarsi di un fantasma… la sua mente non poteva perdersi per una piccola reincarnazione.
Buffy era abituata all’idea che lui se ne fosse andato; per sempre irraggiungibile da lei. Aveva accettato il fatto che sarebbe rimasta sola fino al giorno in cui si sarebbe riunita a lui. Era una battaglia con se stessa pensare che fosse in effetti possibile. Oh, se fosse veramente lui…
Scrisse un’altra domanda. buffster: Quale era la trasmissione televisiva preferita di Spike ?
spike19: Starsky & Hutch. Adoravo quell’auto. Ma si potrebbe tirare a sorte fra quello e Charlie’s Angels. Il secondo per evidenti ragioni. Le mancava il respiro. Stava diventando difficile scrivere le parole correttamente sulla tastiera. Le mani tremavano. Ogni sua nuova risposta somigliava ad una scossa elettrica al suo cuore da lungo assopito.
Continuò a scrivere domande mentre la verità, lentamente, scivolava in lei ed arrivava al suo cervello buffster: In che modo Spike mi disse il suo nome la prima volta che abbiamo comunicato ?
spike19: L’ho scritto sulla superficie di uno specchio nella camera da letto. Poi sotto di esso ho scritto ‘William’. “Oh--Oh Dio...” Buffy respirava con difficoltà. “Ti prego… ti prego…”.
Doveva essere lui.
C’era un’altra domanda a cui doveva rispondere per farle effettivamente credere ed accettare che quello straniero fosse l’uomo che aveva amato oltre ogni ragione. buffster: Quale canzone abbiamo ballato la notte che te ne sei andato ? Il suo cuore batteva furiosamente, pulsando incostantemente nel petto, facendole mettere una mano sopra per stabilizzarlo. Se avesse conosciuto la canzone… spike19: ‘Into the Mystic’ di Van Morrison Buffy scoppiò a piangere. “Spike ! Oh Dio !”
Singhiozzò, provando a continuare a scrivere con gli occhi pieni di lacrime. buffster: Sei veramente tu ?
spike19: Si, piccola. Sono io. Mi credi ?
buffster: Hai risposto a tutto esattamente ma ho paura. Se questo risulta essere uno scherzo, non so se sarò in grado di sopportarlo. Era vero. Se fosse stato un impostore intelligente e senza cuore, ci avrebbe messo anni a riprendersi dal danno che le avrebbe causato... se fosse stato possibile. Buffy pensava che avrebbe potuto saltare del tetto e finire il dolore per sempre. Ma il suo cuore e la sua testa glielo dicevano, che era vero. Era il suo Spike. spike19: Non è un trucco, te lo giuro. Sono realmente io. Devo sapere, hai qualcuno di speciale nella tua vita ?
buffster: No. Non ho avuto nessuno dopo di te.
spike19: Oh Buffy. Mi spiace che tu sia sola. Ma sono felice che sei libera. Mi sento così egoista
buffster: Ho bisogno di vederti. Puoi ritornare alla villa ? Vuoi ritornare ad abitare qui ? Vederlo, toccarlo, amarlo come aveva voluto per 16 lunghi anni; era malata per il desiderio intenso che sentiva. Avrebbe gettato le sue braccia intorno a lui e non gli avrebbe mai permesso di andare. spike19: Sarà difficile, ma ci proverò
buffster: Perché è difficile? A causa dei brutti ricordi ? Se fosse stato necessario, lei avrebbe lasciato quella casa. Buffy avrebbe fatto qualsiasi cosa per stare con lui nuovamente. spike19: No, non è quello. Intendevo dire che i miei genitori proveranno a fermarmi. Hanno passato un brutto periodo quando ho recuperato i mie ricordi. Ho dovuto mentire loro e dire che ‘va tutto bene’ o sarei finito in un istituto per malattie mentali Buffy aggrottò la fronte confusa. buffster: Genitori ?
spike19: Sì. Si chiamano Wesley e Winifred. Non sono così cattivi, provano a fare la cosa giusta. Pensano solo che io sia un po’ matto
buffster: Aspetta… Quanti anni hai ?
spike19: 16 “Santa merda… oh merda”, disse Buffy, dandosi una pacca in fronte lasciando poi scivolare la mano lentamente giù per la sua faccia. spike19: Buffy ? So di essere giovane, ma è solo l’età cronologica. Ci amiamo l’un l’altro, non importa. In effetti sono molto più vecchio di te, considerando che ho vissuto per 19 anni, sono stato morto per 25 e ora ho vissuto altri 16 anni. Ho girato per molto tempo su questa terra.
buffster: Sono una tale idiota, ero così eccitata che non avevo pensato potessi essere così giovane. Non posso stare con un bambino. Potrei finire in prigione !
spike19: NON sono un bambino! Buffy, ti amo. Per favore non cacciarmi a causa della mia età. Diventerò più vecchio.
buffster: Non so cosa fare. Anche io ti amo ancora. Ma ai tuoi genitori verrebbe un infarto. Lo sai. Buffy pianse di frustrazione. Prima, quando lo aveva incontrato, era un fantasma. Dopo, le era stato portavo via. Ora, era vivo e corporeo, ma aveva 16 dannati anni ! Dio doveva veramente odiarla. Ma lei amava Spike. Lo avrebbe amato per sempre e lo voleva. Avrebbero architettato qualcosa - un modo. buffster: Spike ?
spike19: Hai ragione, ci creerebbero dei problemi. Ti farebbero sentire un pedofilo per avere un fidanzato di 16 anni. Ho ragione ?
buffster: Sì, mi sentirei piuttosto strana. Non so che cosa fare Spike. Il pensiero di un fidanzato così giovane l’aveva resa molto inquieta. Ma era Spike, restituitole da qualche forza straordinaria. Non c’era alcun modo in cui lei poteva stare lontana da lui o cacciarlo. Buffy era così confusa. spike19: Ci prenderemo del tempo. Odio dovere aspettare ancora. Impazzirò nell’attesa di vederti. Dovremo aspettare fino a che non sarò legalmente adulto negli USA. Non so se ci riuscirò…
buffster: Voglio vederti anche io. Ma hai ragione. E tu non avresti qualche problema a stare con qualcuno più vecchio ? Io ne avrei. Ho 37 anni, Spike 37 e 16, la sua mente si bloccò alla differenza. Era una pervertita. Una persona disgustosa che si approfittava di un giovane ragazzino. spike19: Così saresti come una di quelle stelle del cinema Hollywoodiano con un ragazzo-giocattolo stretto fra le braccia ; ) Buffy rise. Aveva uno strano senso dell’umorismo. Beh… forse non sarebbe stato poi così male. Per stare con l’uomo che amava, avrebbe affrontato gli sguardi di disapprovazione degli altri. Avrebbe rischiato di essere emarginata, avrebbe rischiato qualsiasi cosa. buffster: Bene, cosicché aspetteremo… Possiamo almeno parlare fino ad allora ?
spike19: Sì, assolutamente! Ma non al telefono. I miei genitori farebbero troppe domande. Ci sono programmi di Internet dove puoi parlare con qualcuno e in effetti senti la sua voce. Mi informerò e ti farò sapere quello che trovo. Potresti inviarmi una tua fotografia ? Buffy sobbalzò. Era ancora bella, ma si sentiva molto imbarazzata. Sarebbe rimasto colpito dal suo aspetto invecchiato ? Toccò la sua faccia. Le sue piccole rughe sembravano profonde e scoscese come il Gran Canyon. buffster: Sai gia come sono.
spike19: Non ti vedo da tempo, piccolo. Ho bisogno di guardarti
buffster: Sono più vecchia. Non sono più come quando avevo 21 anni
spike19: Sono sicuro che sei fantastica. Per favore, voglio vederti Buffy sospirò, addolcendosi. C’era un solo modo per scoprire come avrebbe reagito al suo aspetto. E anche lei stava morendo dalla voglia di vedere che aspetto aveva lui ora. buffster: Ok. Proverò a trovarne una bella da inviarti. Non ho idea a chi assomigli tu ora. Sei una persona diversa, all’esterno intendo
spike19: Veramente--che tu ci creda o no--sono come ero prima. Non so come o perché. Mi sono anche decolorato nuovamente i capelli. Papà ha avuto un attacco di cuore, esattamente come il mio primo padre, Rupert. Divertente
spike19: Devo andare, passerotto. La mamma mi chiama
buffster: Dio, tutto questo è così bizzarro ! Mi contatterai più tardi ? Il cuore di Buffy pulsava fortemente di nuovo. Una parte di lei credeva che non avrebbe dovuto permettergli di andare. Se la conversazione fosse finita e non avesse più ricevuto sue notizie ? Se le fosse stato portato via di nuovo ? Scosse la testa. Doveva avere fiducia che in qualche modo le era stato restituito. Cercò di calmarsi, scacciando gli incubi che si era creata. spike19: Si. Questa sera verso le 10. Devo andare ora, mia madre sta salendo le scale. Ti amo. Buffy sorrise, le si illuminaro gli occhi. La amava. Dopo tutto quel tempo, dopo quello che era successo, dopo tutto il tempo in cui erano stati separate Lui ancora la amava. buffster: Ti amo anche io, Spike

Buffy e Spike comunicarono tramite il computer e lui le scrisse alcune lettere. Lei purtroppo non poté inviargliene per il timore che venissero intercettate dai suoi genitori.
Buffy fu sorpresa della foto che le inviò. Era esattamente uguale a come se lo ricordava, solamente più giovane. La stessa voce (solo dal tono più alto), zigomi, labbra e, la cosa più bella, i suoi occhi. Poteva perdersi per sempre in quegli occhi. Spike la rassicurò, riguardo alla foto che gli aveva inviato, dicendole che era ancora più bella di prima. Che era invecchiata come il vino buono.
Buffy scherzò dicendo che era di più un pezzo di formaggio stagionato. Gli anni passarono…
Gli anni passarono molto lentamente per loro. Potersi parlare era meraviglioso ma aumentava ancora di più la voglia di vedersi e toccarsi.
Buffy si sentiva un grosso pervertito (sia perché lui era così giovane sia perché si masturbava al computer), ma sperimentarono più volte il sesso virtuale. Erano diventati bravissimi a digitare sulla tastiera con una mano sola. Era meglio quando usavano il programma per comunicare in viva voce, così avevano entrambe le mani libere e potevano sentire l’uno i gemiti dell’altro.
Il 18° compleanno di Spike/Michael si stava avvicinando.
Quindi stava per venire da lei. Avrebbe potuto viaggiare legalmente da solo attraverso gli stati e avrebbero potuto finalmente stare insieme. Si erano innamorati ancora di più l’uno dell’altra nei quasi 2 anni di separazione, attendendo che lui ‘crescesse’.

Buffy si sedeva vicino allo stagno, il suo punto favorito per pensare e fare alcuni schizzi a matita. Le libellule scendevano, sfiorando la superficie dell’acqua; le rane gracidavano; i grilli cantavano; mamma anatra conduceva i suoi anatroccoli in fila indiana attraverso l’acqua fino alla sponda lontana dello stagno. Vicino allo stagno vi era una statua che Buffy aveva creato anni fa: una statua dalle sembianze di Spike.
Assomigliava fortemente al David di Michelangelo, esattamente come lo Spike reale. Lui era il suo Adone. La superficie dello stagno era pacifica e serena e Buffy aveva necessità di quella pace.
Era nervosa come non le era mai capitato. Il compleanno di Spike era domani. Sarebbe venuto a riunirsi a lei molto presto. Il suo desiderio di ottenere infine quello che aveva chiesto con insistenza in quei anni la faceva diventare matta.
‘Ferma. Prova solo a rilassarti. Non pensarci per un momento... Sarò in completa confusione per tutto il tempo quando arriverà qui la settimana prossima.’ Buffy pensava
“Ciao, piccola”.
Buffy si girò verso la voce che lei conosceva così bene.
“Spike ?” disse Buffy, stupita.
“Spero non ti importi che io sia venuto prima”. Spike le rivolse un sorriso impertinente
Indossava un paio di jeans neri, una maglietta nera con una giacca di pelle marrone sopra e stivali. I suoi capelli erano tirati indietro con il gel.
Buffy si riprese lentamente dallo shock, un sorriso si estese attraverso il suo viso. “ No, non importa… ma non hai ancora 18 anni. Come mai i tuoi genitori ti hanno permesso di venire negli Stati Uniti ?”
“Ho detto loro che sarei partito comunque. Mi hanno sgridato e cercato di farmi cambiare idea, ma compirò 18 anni e non c’è niente che possano fare a riguardo. Voglio passare il mio compleanno con te, passerotto”.
Camminarono l’uno verso l’altro, sentendosi sia eccitati che timorosi di toccarsi. Si fermarono a pochi centimetri l’uno dell’altro, solo guardandosi fissamente e bevendo l’aspetto dell’altro.
Poi, velocemente, chiusero la distanza fra loro e gettarono le braccia l’uno intorno all’altro, baciandosi disperatamente.
“Dio--Buffy ! Mi sei mancata così tanto !” Spike sospirò, baciandole le labbra e le guance”.
“Mmmm--mi sei mancato anche tu !” Buffy respirò affannosamente nella sua bocca.
Cominciato a perdere il controllo, strofinandosi l’uno contro l’altro e strattonandosi gli abiti. In qualche modo Buffy recuperò il senno e lo fece fermare.
“Dobbiamo fermarci”, ansimò Buffy. “Ci sono dei bambini qui intorno”.
Spike si è guardò intorno. “ Oh, giusto…I piccoli di Willow e Xander…”
Respirò profondamente per recuperare il controllo.
I loro contatti divennero più gentili e apprezzarono la sensazione di essere insieme. Spike strofinò le sue labbra sulla sua guancia.
“Non posso credere che tu sia veramente qui”, disse Buffy dolcemente, chiudendo gli occhi. Le sue labbra erano così morbide e soffici.
“Neanche io posso credere di essere veramente qui. Non sai quante volte ho sognato questo momento”.
“Anche io”, disse Buffy. Quindi abbassò lo sguardo, imbarazzata. “Sono tanto più vecchia di te. Ho 39 anni… Come può un ragazzo giovane e robusto volere me ?”
Spike mise due dita sotto il suo mento e le alzò il viso verso il suo. La guardò con occhi pieni di amore e devozione.
“Sei bellissima. Lo pensavo veramente quando ho detto che sei più belle di prima. Il tempo ti ha solo perfezionata. Starei con te anche se assomigliassi a Quasimodo. Amo chi sei, dentro e fuori, dalla testa ai piedi. Amo tutto di te. Non mi preoccupo della tua età o di qualche ruga. Io ti amo, Buffy Summers”.
Buffy in quel momento si sentiva anch’essa un’adolescente. Era ipnotizzata dagli occhi di lui e dalla passione per lei che vi leggeva dentro.
Sorrise timidamente con lacrime di allegria nei suoi occhi. “Sai… che dovrai prenderti cura di una piccola vecchia signora un giorno”.
“La renderò la più felice piccola vecchia signora sulla faccia della terra e l’invidia di tutti i suoi amici dai capelli bianchi. Questa è una promessa”.
Spike sorrise affettuosamente quindi la baciò con passione.
Risero quando la sollevò e la fece rigare in cerchio. Quindi, lentamente, la rimise a terra facendola scivolare contro il suo corpo ed assaporandone la sensazione. Si baciarono di nuovo.

Buffy presentò Spike/Michael a tutti. Li aveva già informati molto tempo fa circa il fatto straordinario accaduto, cosicché non fossero sorpresi. Ma fu veramente uno shock per Willow e Xander quando lo videro in carne ed ossa.
Buffy ad un certo punto prese da parte i suoi amici e domandò loro se lei e Spike potevano avere più privacy quella notte. Essi capirono completamente e assicurarono che nessuno li avrebbe infastiditi e avrebbero messo a letto i bambini con i tappi nelle orecchie. Xander fece un commento sulla tensione sessuale che sarebbe scoppiata come una bomba atomica quando finalmente sarebbero stati insieme.
Buffy rispose, “Non ne hai la minima idea !”
Willow e Xander pensavano che la situazione fosse folle per tanti aspetti: Buffy stava con un tipo di 18 anni; il diciottenne li conosceva e parlava di cose avvenute 18 anni prima e aveva lo stesso aspetto fisico di un tempo, sebbene fosse biologicamente un’altra persona. Ma le stranezze erano all’ordine del giorno da quando si erano trasferiti in quella casa. Non vollero pensarci più e furono felici per quanto Buffy sembrasse felice. Era stata sola e triste per molto tempo. Ora sembrava ritornata la vecchia Buffy piena di vita. C’era uno scintillio nei suoi occhi che non c’era stato per molto tempo.
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Più tardi quella sera…
Spike si sedette sul letto di Buffy, attendendo che lei ritornasse. Si agitò nervosamente. Non aveva mai fatto sesso in quel corpo prima ed era passato molto tempo da quando erano stati insieme. L’ultima volta lui non era nemmeno vivo, solo un fantasma che poteva diventare solido per breve tempo. Risparmiarsi per Buffy era qualcosa che non aveva nemmeno avuto bisogno di considerare. Dopo che aveva ricordato la sua vita passata ( e non-vita come fantasma ) non c’era stato spazio alcuno nel suo cuore per un’altra donna. I suoi pensieri erano colmi di lei e lei sola.
Buffy era uscita dalla stanza per un momento e lui iniziava a chiedersi se sarebbe ritornata quando sentì aprire la porta.
“Chiudi gli occhi”, disse Buffy attraverso lo spiraglio della porta.
“Che cosa ?” Spike sorrise.
“Chiudi gli occhi, ti ho detto ! Ho una sorpresa !”
“Ok”, sorrise e mise le mani sugli occhi, “sono chiusi “.
Buffy sogghignò ed entrò con una torta al cioccolato, una di quelle già pronte facili da cuocere al forno che piacevano a Jadzia (e piacevano molto anche al suo babbo, Xander). Una candelina accesa era stata messa al contro di essa. Buffy l’aveva finita appena in tempo. L’orologio del nonno al piano inferiore cominciò a suonare l’ora, mezzanotte.
Buffy si avvicinò al letto e si sedette accanto ad uno Spike sorridente. Lei aveva anche colto l’opportunità per sistemarsi un po’: aveva raccolto i capelli, aveva applicato un po’ di trucco e aveva indossato un baby-doll nero, al momento coperto dall’accappatoio di seta nero. Non aveva voluto camminare per la casa mezza nuda.
“Apri gli occhi !” disse Buffy, tenendo la torta davanti a se.
Spike tolse le mani dagli occhi e guardò la torta ridendo.
“Tu pensi a tutto, piccola”.
“Esprimi un desiderio”. Buffy sorrise.
Spike la guardò negli occhi. “Ho già tutto quello che voglio… ma... va bene, ne ho uno”.
Chiuse gli occhi ed espresse il desiderio quindi soffiò sulla candela.
Risero di soppiatto.
“Hai fatto una graziosa piccola torta”. Spike sogghignò.
“Pronta da cuocere al forno”, disse Buffy prendendo con il dito una piccola porzione di crema al cioccolato e succhiandolo avidamente.
Gli occhi di Spike divennero scuri e tempestosi nel giro di pochi secondi.
Buffy notò la lussuria animale nei suoi occhi e sulla sua faccia.
Immediatamente si sentì calda come l’inferno. Sorrise seduttivamente ed immerse il dito nella glassa di cioccolato e lo avvicinò alla sua bocca.
“Vuoi assaggiare ?” domandò
Spike leccò il suo dito quindi lo risucchiò leggermente nella sua bocca. Accarezzò il polpastrello con la lingua mentre la guardava fisso nei suoi occhi socchiusi.
Essi gemettero.
Buffy ritirò lentamente il dito dalla sua bocca. “Buono ?” domandò sospirando.
“Molto. Ne vorrei avere un po’ di più”. La voce di Spike era bassa e roca.
“Come ci si sente ad avere 18 anni ?” domandò Buffy, raccogliendo un po’ più di glassa.
“Finora ? È il compleanno migliore di tutti--molto meglio del mio primo 18° compleanno”.
“Non ti ho nemmeno ancora dato il tuo regalo”, sussurrò Buffy, sporcandogli di glassa il labbro inferiore “.
La lingua di lui scivolò lungo il suo labbro, leccando la glassa. Questo era quasi troppo per Buffy da sopportare. Il suo corpo tremava di eccitazione.
Decise di spostandosi, non sapendo quanto tempo avrebbe resistito prima di saltargli addosso. Si chiese se era celibe da tempo sufficiente da essere diventata di nuovo vergine… Gli imeni ricrescono ?
Buffy mise la torta sul comodino e si alzò. Andò vicino al lettore CD e lo accese. ‘I Want You (She’e so Heavy)’ dei Beatles cominciò a suonare. Lei amava questa canzone; l’emozione che trasmetteva era intensa al punto giusto, si adattava al suo umore perfettamente. Aveva sviluppato una passione per la musica di Spike durante gli anni trascorsi.
Buffy ritornando verso il letto, sorridendo alla faccia adorante che la guardava. Sciolse la cintura dell’accappatoio e lasciò scivolare dalle sue braccia al pavimento. Rimase in piedi di fronte a lui nel suo baby-doll. Buffy sapeva che il suo corpo era bello, ancora meglio di quanto fosse stato negli anni passati. Si era allenata con il sacco e fatto kickboxing varie volte alla settimana. Il suo sedere ed i suoi seni sfidavano ancora la gravità; il suo corpo era tonico ed asciutto. Spike pensava che era la donna più bella che avesse posato piede sulla Terra.
I want you, I want you so bad I want you, I want you so bad It’s driving me mad, it’s driving me mad
“Vuoi fare l’amore, Spike ?” domandò Buffy. “Se non vuoi, possiamo--”
“No ! Io voglio--lo desidero… tantissimo”. Spike arrossì un po’ per non essere in grado di pensare coerentemente e per il suo membro duro come una sequoia che premeva nei suoi pantaloni.

Buffy si spostò sistemandosi fra le sue ginocchia; gli accarezzò la faccia e passò le dita fra i suoi capelli.
I want you, I want you so bad babe I want you, I want you so bad It’s driving me mad, it’s driving me mad
“Ti devo confessare… di essere veramente nervosa”, disse Buffy con un sorriso.
“Anche io”, disse Spike, fissandola.
“Questa è la tua prima volta--in questo corpo--ed è la prima volta da… beh da quando--eri un fantasma... Ricordo difficilmente come…”, Buffy rise leggermente.
Spike sorrise e fece scorrere le mani lungo le sue cosce lisce e sulla schiena fino ad abbracciare i suoi fianchi stretti. “E’ come andare in bicicletta, non trovi ?”
Entrambi sospirarono.
I want you, I want you so bad babe I want you, I want you so bad It’s driving me mad, it’s driving me mad
I want you, I want you so bad I want you, I want you so bad It’s driving me mad, it’s driving me mad
Buffy si allontanò e gli fece segno di alzarsi. Quando lui fu in piedi gli si riavvicinò, tirò fuori la sua maglietta dai jeans e la sollevò sopra la sua testa. Il suo petto era liscio e muscoloso. Fece scorrere le mani lungo il dorso mentre lo baciava sul collo. La sua pelle era così calda e morbida.
She’s so heavy Heavy, heavy, heavy
La mano di Buffy scivolò alla sua vita, slacciando la cintura e sbottonando i jeans. Le mani di lui le accarezzavano dolcemente i fianchi. Buffy spinse i jeans giù dal sedere. Una delle mani accarezzò il suo sedere sodo mentre l’altra scivolò davanti ed avvolse il suo pene esigente. Spike inspirò profondamente; aveva atteso il momento di sentire ancora quel contatto per così tanto tempo. La mano di lei scivolò su e giù per alcune volte prima di lasciarlo andare.
“Distenditi,” disse Buffy, baciandolo dolcemente sulle labbra.
Spike si distese sul letto; il suo petto si alzava e si abbassava velocemente. Buffy salì sul letto e fece aderire il suo corpo a quello di lui, catturando le sue dolci labbra bacio dopo il bacio.
She’s so heavy She’s so heavy, heavy, heavy
I want you, I want you so bad I want you, I want you so bad It’s driving me mad, it’s driving me mad
I want you, you know I want you so bad babe I want you, you know I want you so bad It’s driving me mad, it’s driving me mad yeah
She’s so...
Durante la parte strumentale della canzone, si comportarono come due adolescenti sessualmente impazziti (e uno di loro lo era). Le loro mani non risparmiarono nessun pezzo di pelle sul corpo dell’altro; toccarono e coccolarono la carne dell’altro come pazzi.
Spike sorrise contro le labbra di Buffy mentre iniziava la canzone successiva. Era ‘Into the Mystic’.
“Penso che dovremmo ballare nuovamente questo pezzo”. Buffy si piegò e lo baciò velocemente, succhiando il suo labbro inferiore e mordicchiandolo.
Spike gemette con desiderio.
Buffy si alzò e rimase in piedi accanto al letto. Prendere una pausa l’avrebbe aiutata a rilassarsi e ad essere più sicura. Buffy fece scorrere le mani lungo il proprio corpo, gli occhi di Spike era fissi su quelle mani, seguendole, la sua lingua passò indietro e avanti sulle labbra. Le mani salirono alla testa liberando i capelli dalla crocchia. Scosse la testa lentamente e la treccia dorata rotolò giù sulle spalle e sulla schiena.
Spike pensò che avrebbe potuto venire solo guardandola, era così erotica. Tirò alcuni respiri profondi, fissandola con desiderio a stento contenuto.
Buffy sorrise e tirò giù i jeans del ragazzo sfilandoli via dalle gambe.
“Niente biancheria intima, mmh ?” Inarcò un sopracciglio.
Spike ghignò. “Non è utile come gli abiti che si dissolvevano come ero solito fare. Ma si risparmia tempo”.
“Mmmm--concordo…”. Buffy gli fece l’occhiolino e strisciò nuovamente sul letto.
Salì a cavalcioni dei suoi fianchi magri, seguendo lentamente con le mani le colline e le valli del corpo di lui. Buffy stava assaporando il momento; essere seduta su di lui, la sua carne calda dura e solida sotto lei. Questa volta senza il pericolo che sparisse o dover fare attenzione a non passargli attraverso.
Spike stava ansimando sotto di lei. “Buffy, per favore... Sto dannatamente per scoppiare se--”.
Buffy lo fece tacere lasciandosi cadere e coprendogli la bocca con la sua, baciandolo con passione. Egli gemette e passò le braccia intorno a lei, facendole correre lungo la schiena. Buffy si sedette e fece scendete le spalline del baby-doll dalle spalle. Le mani di Spike corsero lungo le sue braccia ed abbassarono le spalline di più, esponendo i seni.
Spike si alzò e baciò il suo petto mentre le accarezzava la schiena con le mani. Buffy passò le dita nei suoi capelli mentre Spike divorava i suoi seni come un uomo affamato voleva una bistecca succosa. Lei lo fece allontanare e, prendendogli la faccia nelle sue mani, schiacciò le loro labbra di nuovo insieme.
“Ti voglio !” esclamò Spike nella sua bocca.
Buffy poteva sentire la sua urgenza, sia nei baci appassionati sia nel modo in cui la sua erezione pulsava tra i loro corpi. Neanche lei voleva attendere ancora. Gentilmente lo spinse a distendersi, quindi lentamente si tolse la lingerie.
“Dio--Buffy... sei così bella, piccola”, disse Spike con il fiato corto, guardando il suo corpo con occhi vitrei. “E’ reale tutto questo ? Non mi sveglierò come ho fatto così dannatamente tante volte ?”
Il sorriso di Buffy si allargò mentre riprendeva posto sopra di lui. Le sue dita gli strofinarono i capezzoli.
“Ti sveglierai domani mattina--con me”. Buffy prese il suo pene eretto nella mano e lo ammirò per un momento prima di alzarsi e iniziare la discesa lunga e deliziosa.
Respirarono pesantemente, Spike si afferrò alle cosce di lei. Buffy dovette combattere per mantenere gli occhi aperti per guardare la sua faccia mentre affondava su di lui, le sue palpebre si agitavano volendo chiudersi. Infine, giunse a sedersi contro il suo bacino. Rimase li seduta per alcuni secondi, senza muoversi.
Spike aveva dei problemi a ricordarsi come si faceva a respirare. La vista di Buffy sopra di lui, I suoi lunghi, biondi capelli che risplendevano alla luce; il suo viso era l’immagine del piacere; il suo corpo sodo e perfetto; la sua vagina era così stretta che pensava gli avrebbe stritolato il suo membro. Dovette lottare per non raggiungere l’orgasmo; sarebbe stata delusa se fosse venuto così presto. Si schiaffeggiò mentalmente, cercando di mantenere il controllo sul suo corpo.
Buffy roteò i fianchi, facendolo entrare più in profondità, quindi iniziò a muoversi su e giù lentamente. Non aveva fatto sesso da veramente molto tempo ed era difficile trattenersi. Ma stavano aspettando da un’eternità di fare l’amore e voleva che questo momento potesse durare quanto più a lungo possibile.
Dopo solo alcuni minuti, la necessità e il desiderio intenso divennero insopportabili. Entrambi lo volevano fare duramente e velocemente. Gentilezza e cortesia potevano aspettare
“Ohhh--Oh Spike!” gemette Buffy, alzandosi ed abbassandosi su di lui con vigore.
“Buffy--Piccola--Ahhh!”
Buffy premette il petto contro il suo mentre continuava a muoversi su lui.
Si baciarono voracemente.
Spike invertì le posizioni e si alzò sulle mani per guardarla mentre pompava più duramente e rapidamente nel suo calore. Le gambe di Buffy gli avvolsero i fianchi, esortandolo a cacciarsi più in profondità e più duramente.
“Ti amo!” gemette Spike, pompando con i fianchi furiosamente.
“Uhhhh! Ti--amo--anche io! OHHH!”
Spike si alzò e fece scivolare una mano fra loro per toccare il suo clitoride per portarla con lui all’orgasmo.
“Spike! Unnngghaa! SI..OHH..DIOO..SIII!” gridò Buffy, i suoi muscoli interni cominciarono a contrarsi intorno al suo pene.
Gli occhi di Spike rotearono all’indietro mentre raggiungeva anch’egli l’apice, riversando in lei il suo seme. “Ahhh--Buffffy!”
I loro corpi si contrassero e sobbalzarono, i loro gemiti e le loro grida di piacere riempirono la stanza.
Spike rotolò sulla schiena, un ghigno soddisfatto sul viso ed il respiro che cominciava a ritornare normale. Buffy aveva un ghigno simile; si girò sul fianco ed accarezzò quel corpo giovane e tonico mentre gli lasciava soffici basi sulle spalle e sul collo.
“Mmmm--Spike, è stato così bello--meraviglioso...”
“Mmm-hmmm,” concordò Spike. “Dio--E’ stato meglio di quanto immaginassi.”
“Buon Compleanno, piccolo,” disse Buffy quindi lo baciò.
I suoi occhi si spalancarono all’improvviso. “Buffy--noi--non abbiamo usato niente. Nessuna protezione. Io--”
“Shhh,” Buffy strofinò le labbra sulla sue, “Va tutto bene. Non importa se sono rimasta incinta”. Lo guardò fisso negli occhi. “Ti amo. E vorrei avere un bambino da te.”
“Tu… lo vorresti ?”
Buffy fece segno di si con il capo e sorrise. “Non sono più una ragazzina e non mi rimane ancora molto tempo per avere un figlio. E tu sei l’uomo con cui voglio passare il resto della mia vita… Lasciamo che accada quel che deve accadere. A meno che tu non voglia che facciamo attenzione... va bene se vuoi così”.
“No... Mi--mi piacerebbe avere un bambino--con te”. Spike le accarezzò gentilmente una guancia, seguendo con le dita la linea del collo. “Ho 62 anni se contiamo da quanto tempo sono in giro… Dovrei cominciare a pensare di formare una famiglia.” Sorrise. “Spero che troveremo lo stesso del tempo solo per noi due. Ma non ho nulla in contrario se vuoi calarti nella ‘modalità famiglia’.
Rimasero in silenzio per alcuni momenti pensando.
“Buffy?”
“Hmmm?” guardò su a lui.
“Vuoi sposarmi, passerotto ? Voglio passare con te il resto della mia vita. Non ci sarà nessun’altra.”
Buffy sobbalzò ed inarcò un sopracciglio. “Sei... sei sicuro ? Non sei obbligato a chiedermelo--”
“No, sono sicuro. Ho anche un anello nei miei bagagli… Volevo tanto dartelo. Se non fossi stato incorporeo, te lo avrei chiesto 18 anni fa.”
Spike sorrise.
Il viso di Buffy si illuminò. “Si ! Si, ti sposerò, Spike.”
Spike la strinse dolcemente tra le braccia e la baciò appassionatamente. “Ti amo così tanto, piccola. Grazie per aver detto di si.”
“Non avrei potuto rispondere diversamente,” disse Buffy baciandolo nuovamente, questa volta lentamente e dolcemente.
La mano di lei scivolò lungo il corpo di Spike, le dita si avvolsero intorno al suo pene rilassato e lo strinsero amorevolmente. Buffy ghignò quando lo sentì diventare duro e nuovamente in erezione.
“Mmmm--Penso che potrei abituarmi a questa cosa dell’uomo giovane/donna matura. Mi amerai ancora quando sarò vecchia e piena di rughe ?” chiese baciandolo dolcemente.
Spike sorrise e si alzò lentamente, facendola adagiare nuovamente sulla schiena per rispondere a quella domanda con il suo corpo invece che con le parole.
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Nella stanza a fianco, Xander era disteso nel letto, completamente sveglio. Aveva provato a non ascoltare, ci aveva veramente provato...
Ma aveva sentito i gemiti e le esclamazioni. E--Buon Dio--lo stavano facendo di nuovo ! Xander guardò l’orologio, erano passati solo 5 minuti.
Dannazione, quel ragazzo recuperava in fretta. Xander era duro come una roccia. Se solo Anya non fosse stata addormentata…
Anya si giro e gli mise una mano sul petto. Xander la guardò e vide che anche lei era sveglia. Lei si leccò sensualmente le labbra e strofinò il piede su e giù lungo la sua gamba. Xander sogghignò, rotolò sopra di lei e cominciò ad amarla.
Dopotutto, Anya pensò che negli anni a venire ci sarebbero stati dei vantaggi ad avere Buffy ed il suo giovane amante nella stanza a fianco. Non c’era niente di meglio che sentire qualcuno fare sesso per accendere il desiderio, tranne naturalmente guardarli. Ma dubitava che i due biondi sarebbero stati d’accordo…

Epilogo

Due mesi più tardi, Buffy e Spike vennero sposati da Tara nel gazebo sul prato della villa.
Tara era una Alta Sacerdotessa Wiccan, autorizzata dallo Stato a celebrare matrimoni. Non c’era nessun altro che avrebbero voluto per sposarli. Alla cerimonia parteciparono tutti i loro amici, famiglie e molti concittadini. I genitori di Spike, Wesley e Winifred, dapprima si erano opposti al matrimonio, ma quando erano venuti ad incontrare Buffy, non avevano potuto negare l’amore nei suoi occhi per il loro figlio. Ancora non gli piaceva la differenza di età, ma avevano voluto rimanere nella vita di Spike. Insistere sull’argomento sarebbe servito soltanto ad alienarsi il figlio e non conoscere i futuri nipoti.
Fu la più grande festa che la città di Sunnydale aveva mai visto
Spike e Buffy danzarono nella sala da ballo--lo avrete indovinato--’Into the Mystic’, come loro primo ballo da marito e moglie.
“Non vedo l’ora di andarmene fuori da qui e dare a mia moglie una ‘prova’ del mio amore”, sussurrò Spike contro il suo orecchio.
Buffy sorrise, “Non aspetto altro. Potrò dartene una ‘prova’ anche io ?” domandò con un timido sorriso.
“Ti prendo dannatamente in parola, piccola”. Spike sorrise a la baciò dolcemente.
Altre coppie li avevano raggiunti sulla pista da ballo.
“La gente iniziava a pensare male di me; una donna di una certa età, mai stata sposata…”. Buffy sorrise.
“Mmm, sono felice di poter fare di lei una donna onesta, Sig.ra Summers-Wyndham-Pryce… Sei sicura di volere tutti quei trattini nel tuo nome, passerotto ?” scherzò
“Si, mi piacciono i trattini. Mi sembra una cosa… di classe,” ricambiò lo scherzo.
“Tu sei di gran classe, piccola.” La fece voltaggiare quindi la attirò nuovamente contro il suo corpo.
Ballarono per alcuni momenti in silenzio.
“Non avrei mai pensato che lo avremmo fatto…” sussurrò Buffy. “L’ho sognato così tante volte--E ogni volta mi svegliavo così triste, così depressa…”
Spike accarezzò il suo viso e le alzo il mento per guardarla negli occhi. “Non dovrai più essere triste. Mai più depressa. Ora abbiamo tutto quello che abbiamo sempre voluto.”
“Mi sembra ancora un bel sogno… troppo bello per essere vero,” disse Buffy, annegando nei suoi chiari occhi blu. “Ma se è un sogno, questa volta non voglio svegliarmi.”
“Non è un sogno, Buffy. Ci siamo realmente sposati non più di un’ora fa, stiamo veramente danzando il nostro primo ballo da sposini, e,” strusciò le labbra sul suo orecchio, “Ti prenderò realmente tra le braccia, ti porterò di sopra e farò l’amore con te tutta la notte… naturalmente non appena avremo fatto quella cosa del taglio della torta e posato per alcune foto”
Buffy sospirò e sorrise. “Per tutta la notte? Pensi di poter mantenere la promessa ? Guarda che ci conto”.
“Te lo giuro. Non rimarrai delusa”.
“Mmmm, va bene ma… se risparmiassimo qualcosa per la Giamaica ?” domandò Buffy.
“Ho tonnellate di energia, passerotto. Lo sai. Se non mi avessi deflorato la notte che ci siamo riuniti, avremmo potuto farne un evento per la Luna di Miele”.
Buffy ridacchiò e gli diede un pugno giocoso sulla spalla.
“Con tutto l’amore ed il sesso sfrenato che abbiamo in progetto potrebbe esserci una buona possibilità di avere una piccola Buffy o uno Spike Junior”.
“Chi lo sa ? Forse se lo vogliamo…” Spike le baciò delicatamente la guancia. “Se è destino che avvenga, avverrà. Il fato ha un modo di lavorare tutto suo…. o così sembra”.
Buffy mise le braccia intorno a suo marito e appoggiò la testa sulla sua spalla.
Sospirò felice. “Sì, il destino alcune volte è veramente buffo”.

10 mesi più tardi una bambina bionda e perfetta nacque da Spike e Buffy. La chiamarono Darla.


Fine