
Subject:
AU
(tutti umani)
Warnings for: Inganno.
Rating:
NC17
deciso
Genere: Angst, Romance.
Lunghezza:
Capitolo
unico (52602 parole)
Summary: La ricca e bella
Fred è insofferente della sorellina più goffa Buffy, e
chiede a Spike (innamorato di lei) di sedurla e abbandonarla per farla
soffrire. Lui riesce nel suo intento, ma le conseguenze sono inaspettate...

La
sala era affollata, il chiasso assordante. L’aria era festosa
e l’odore di alcool molto forte. Esattamente quello che ci voleva
per lei. Una donna alta dal fisico snello e slanciato ed una cascata
di capelli castani lasciati sciolti sulle spalle, attraversò
la sala lentamente. Il portamento elegante denotava consapevolezza del
suo fascino.
“ Ann tesoro mettiti dritta e cerca di muoverti con più
femminilità per favore, sembri un manico di scopa “ disse
con voce soave e modulata alla ragazzina, dal corpo minuto ed esile
che un po’ goffamente le camminava al fianco. Impacciata nel suo
abito color grigio perla, con le spalline sottili che facevano fatica
a mantenersi su.
“ Ci sto provando “ rispose lei seccata.
“ Tutte quelle ore…tempo e denaro buttati “ continuò
la donna, sorridendo come nulla fosse ai presenti.
“ Mi spiace “ borbottò abbassando il capo Buffy.
“ Oh, per l’amor di Dio, solleva quella zucca vuota che
ti ritrovi. Mi farai sfigurare “ sospirò rassegnata.
“ Scusa “ la ragazza si mise dritta e si guardò intorno,
con i suoi grandi occhi verdi, un po’ smarrita e stralunata.
“ Ed ora andiamo a caccia tesoro “ la donna bruna con gli
occhi di un azzurro, grigio quasi acciaio. Si guardò intorno
con attenzione, vagliando e soppesando tutti gli invitati alla festa.
“ E’ lui il nostro uomo “ indicò con un lieve
cenno del capo un uomo alto, muscoloso e moro. Seduto al bar. Buffy
seguì la direzione del suo sguardo.
“ No ti prego, Fred. Lui …lui….”
Prima che potesse dire qualsiasi cosa, si ritrovò accanto a lui.
imbarazzata abbassò lo sguardo.
“ Un gin e tonic ed una coca cola “ la voce soave di sua
sorella fece voltare l’uomo, che squadrò la donna da capo
a piedi, negli occhi apprezzamento e desiderio. Buffy fece una smorfia.
“ Salve “ disse sorridendo con aria sicura.
“ Salve “ balbettò Buffy arrossendo. Mentre stringeva
la sua mano, un’ onda di calore la pervase.
“ Sono felice di rivederla “ continuò lui, guardando
sempre la sorella. Buffy si sentì torcere lo stomaco. Tutto si
ripeteva come sempre, quello che Fred voleva si prendeva. Non importava
se a lei piacesse per davvero o se ci tenesse. L’unica cosa che
contava per Fred era solo Fred. Eppure le voleva bene, nonostante tutto.
In fondo dopo la morte della mamma, Fred si era sempre presa cura di
lei.
“ Lei è mia ….” Buffy cercò di fare
le presentazioni, ma la sua goffaggine era palese.
“ Sono Fred, sua sorella. Salve straniero “ la precedette
la sorella porgendogli la mano.
“ Angel O’ Brien “
Lui sorrise e gliela baciò delicatamente, senza staccarle gli
occhi di dosso.
“ La scusi, ma è appena uscita dal college e non si sente
ancora molto a suo agio in società “ le lanciò uno
sguardo di rimprovero. Buffy arrossì e si morse il labbro inferiore.
Due occhi azzurri di là dal bancone osservavano la scena divertiti,
fissando ora l’una ora l’altra donna con uno sguardo penetrante
ed indagatore.
Un cameriere si avvicinò ad un suo cenno, lo sconosciuto gli
disse qualcosa all’orecchio e l’uomo annuì rispondendo
e poi si allontanò.
“ Vogliamo ballare? “ chiese l’uomo guardandosi intorno.
“ Perché no? “ rispose la donna prendendo la mano
che gentilmente le veniva tesa.
“ Ann, cara…stai attenta alla mia borsetta per favore “
e con un gesto aggraziato gliela porse. La musica attaccò e la
coppia cominciò a danzare sotto gli sguardi dei presenti.
Buffy sorseggiò la sua coca e sospirò. Ogni volta era
sempre la solita storia, ovunque andassero. Sua sorella era davvero
una Dea, sin da piccole tutti i ragazzi le ronzavano attorno e facevano
a gara per attirare la sua attenzione. Lei invece, con il suo seno piatto,
l’eleganza di un elefante e l’altezza di un nanerottolo
era il brutto anatroccolo di casa.
I suoi occhi non riuscivano a staccarsi dall’uomo che ballava
con lei, era semplicemente stupendo. Quanto avrebbe voluto che per una
volta, una sola nella sua vita. Un uomo corteggiasse lei e non Fred.
Ma sapeva bene che era impossibile. Scosse i capo e guardò tristemente
il suo riflesso nello specchio. Era davvero un impiastro e combinava
solo pasticci. Eppure era stata bene con lui due giorni prima, quando
si erano incontrati in albergo a colazione.
Il suo sguardo si posò di nuovo sulla coppia e lui stava ridendo.
Lo sguardo languido
Improvvisamente le lacrime le salirono agli occhi offuscandole la vista.
“ Ehi piccola tutto okay? “ una voce calda e profonda la
distolse dai suoi tristi pensieri.
“ Cosa? “ si voltò ed un uomo sui trentacinque anni,
gli occhi di un blu intensissimo, come mai aveva visto in vita sua.
Il viso magro e gli zigomi sporgenti. I capelli di un biondo elettrico,
orribile ma che stranamente gli donava.
“ Sembri triste “ le disse con tranquillità sedendosi
al suo fianco. Buffy si agitò non sapendo come comportarsi. Sua
madre le aveva sempre detto di non parlare con gli sconosciuti e lei
senza Fred non sapeva mai cosa fare.
“ Io…no…beh….sono qui con amici, non sono da
sola. “ cercò di mettersi al sicuro, qualora lo sconosciuto
avesse avuto cattive intenzioni.
“ Si ho visto “ disse lui guardando nella direzione della
sorella. “ Chi è? … “ domandò indicando
la donna.
Buffy fece una smorfia di sconforto, guardando di nuovo la coppia, avvinghiata
nella pista. Lo aveva perso, lo sapeva. “ Mia sorella “
disse con voce rassegnata.
“ Ah capisco “ l’individuo tornò a fissarla.
“ Cosa vuole? “ domandò Buffy, diventando improvvisamente
brusca.
“ Niente, solo fare due chiacchiere “ disse lui.
“ Si come no, “ Buffy sbuffò, non era la prima volta
che un uomo la fermava per farsi presentare Fred.
“ Lavoro qui come….addetto alle pubbliche relazioni “
disse osservandola attentamente.
“ Ah “ rispose lei senza particolare entusiasmo.
“ E voi? “ chiese.
Buffy sorrise sarcasticamente. “ Ecco il ‘ Voi ‘ sicuramente
voleva sapere qualcosa di sua sorella.
“ Noi siamo venute in vacanza. Mia sorella si chiama Fred, ama
giocare a tennis e andare a cavallo. Non le piacciono gli uomini troppo
chiacchieroni e detesta i tipi rozzi e privi di…” si bloccò
e arrossì improvvisamente rendendosi conto di aver detto troppo
“ …Fascino “ cercò di correggersi.
Ma lui aveva notato la sua esitazione e capì che stava mentendo,
ma non disse nulla.
“ Adesso, può smetterla con la commedia e andarsene “
rispose stringendo la borsetta che aveva tra le mani.
“ Ti va di ballare? “ le domandò senza scomporsi.
“ Eh? Vuol ballare con me? “
Buffy fu presa in contropiede, sgranò gli occhi, guardandosi
intorno in cerca di aiuto.
Lui fece cenno di sì con il capo.
“ Ehi, guarda che non ti ho fatto una domanda da dieci milioni
di dollari. Ti ho solo chiesto di ballare “ le sorrise accattivante,
inarcando il sopracciglio, mostrando una cicatrice sexy in mezzo.
“ Non lo so, veramente io …. “ non finì la
frase che lui l’aveva presa per mano e l’aveva condotta
al centro della pista. Le passò una mano attorno alla vita e
la strinse a se. dondolandosi leggermente al ritmo della musica. Buffy
completamente smarrita lo seguiva nei movimenti come un automa.
“ Non so ballare “ disse, dopo avergli pestato un piede.
“ Metti le punte sui miei piedi piccola, ti guido io “ Buffy
lo guardò perplessa esitando, ma lui con lo sguardo la incoraggiò.
Alla fine fece come le aveva chiesto ed aggrappandosi alle sue braccia
si mise con le punte delle scarpe su quelle di lui che cominciò
a muoversi guidandola.
“ Non mi hai ancora detto come ti chiami “ le sussurrò
all’orecchio, quasi sfiorandoglielo con le labbra. Buffy inghiottì
a fatica e poi con un fil di voce rispose “ Buffy “ scosse
il capo, come ricordandosi improvvisamente di qualcosa e si corresse
“ Ann, volevo dire Ann “
Sempre con voce sommessa, soffiando sul suo collo lui le disse “
Mi piace più Buffy “. Buffy era sconvolta, non sapeva cosa
fare e pensava alla predica che sua sorella le avrebbe fatto per aver
ballato con un perfetto sconosciuto, per lo più senza un quattrino.
Chiuse gli occhi e sospirò ripensando al ragazzo bruno che adesso
sicuramente stava chiedendo a sua sorella di rivederla. E per la prima
volta in vita sua sentì di odiare sua sorella.
“ Sei qui con me passerotto? “ quella voce la riportò
ancora alla realtà.
“ Senta forse e meglio se …”
“ St… passerotto “ le ordinò e la strinse maggiormente
a se.
Buffy ansimò e chiuse gli occhi. In fondo aveva bisogno di quell’abbraccio
anche se non era quello dell’uomo che sognava, adesso era conveniente,
meglio di niente. Smise di pensare e si lasciò guidare dalla
musica lenta e cantilenante.
Con
la coda dell’occhio sbirciò la coppia a pochi passi da
loro e il cuore le si torse dolorosamente nel vedere le labbra di Angel
sfiorare il lobo dell’orecchio di Fred. Gli occhi le diventarono
lucidi e la gola le si seccò. Girò il capo e lo affondò
nel torace accogliente e caldo del suo partner.
Nella sua mente la confusione più totale.
“ Allora? “ le domandò il suo cavaliere guardandola
in attesa.
“ Cosa ha detto? “ domandò stranita Buffy, pensando
che doveva evitare di fantasticare troppo spesso.
“ TI ho detto che non era poi così difficile vero? “
“ Oh! Già “ rispose lei distrattamente, mentre con
la coda dell’occhio continuava a seguire la coppia poco distante
da loro.
Fred scrollò il capo muovendo i capelli leggermente. La sua mossa
da diva che Buffy ben conosceva. Poi si voltò e spalancò
gli occhi.
“ Oh mio Dio! Non posso crederci “
“ A cosa? “ le domandò Angel.
“ Mia sorella sta ballando con un ….” Sporse leggermente
il busto per vedere chi fosse il suo accompagnatore. Uno scintillio
balenò nel suo sguardo, mentre gli occhi diventavano due fessure.
Chi diavolo era quell’ uomo così sexy che ballava con sua
sorella? “
In quel momento gli occhi azzurri dell’uomo si voltarono verso
di lei e scivolarono lungo il suo corpo sinuoso con palese ammirazione.
Sorrise maliziosa. Presto lo avrebbe scoperto ne era certa, nessuno
resisteva al suo fascino. Era abituata ai corteggiatori timidi o furbi,
che abbordavano sua sorella per arrivare a lei. Proprio come aveva fatto
Angel.
Tornò con lo sguardo sul suo cavaliere silenzioso, che la guardava
con adorazione. Cominciò a chiedersi con chi dei due avrebbe
pranzato il giorno successivo.
“ Tua sorella è davvero un amore lo sai Fred? “ le
disse Angel osservandola ballare goffamente.
“ Si lo è. Un po’ scialba, insignificante, ma buona
e docile “
Angel si accigliò un istante, ascoltando la dura definizione
data da Fred di sua sorella.
“ Io la trovo molto carina invece “ si azzardò debolmente
a dire.
Negli occhi di Fred apparve una strana luce, fissò quelli scuri
di lui e gli disse secca.
“ Allora perché non vai a ballare con lei? “
“ Cosa? No, io volevo solo dire che…Fred…tu sei stupenda…tua
sorella è carina…ma tu…” arrossì violentemente
incapace di dare un senso compiuto alle sue proteste.
“ Allora taci e stringimi scemo “ gli sussurrò all’orecchio
invitante.
L’uomo sorrise ed obbedì con piacere.
***
“ Mmm….” Mugugnò con voce roca lui stringendola
ancora di più a se e affondando il viso nel suo collo, aspirando
l’odore dolce della sua pelle.
Buffy spalancò gli occhi, mentre una strana vertigine la coglieva
e lo stomaco le si chiudeva improvvisamente.
“ Cos…a st…a fa…cen….do??? “ domandò
esitante.
“ Ti sto odorando amore. Hai un profumo fantastico “
Le guance di Buffy divennero di fuoco, mentre la mente le andava in
tilt.
“ Io…ohhh…forse dovrei andare a…a….. “
Oddio aiuto, quali scuse mi ha detto Fred di usare quando non so cosa
fare? Cercò di ricordare, ma non era semplice con la mano di
lui che le accarezzava dolcemente la schiena e il suo respiro che le
solleticava il collo.
“ Incipriarmi il naso? “ fu più una biascicata domanda,
che un’affermazione.
Spike si staccò leggermente da lei e con la mano le sollevò
il mento.
La fissò con occhi sorridenti.
“ Mi sembra che il tuo naso sia a posto passerotto “ le
disse picchiandolo leggermente con l’indice. Poi il sorriso svanì
dal suo viso. Lo sguardo si fece scuro ed intenso.
Buffy boccheggiò cercando di distogliere lo sguardo.
“ Sei stupenda Buffy “ le disse con voce profonda e sensuale.
Il pollice sfiorò delicatamente le sue labbra e ne seguì
i contorni.
“ Io…io….” Buffy era al limite del collasso.
Sentiva il cuore battere all’impazzata nel petto, e non riusciva
a respirare.
“ Sto per baciarti Buffy “ affermò con calma sicura
lui. Mentre il cuore di Buffy improvvisamente cessava di battere e gli
occhi uscivano dalle orbite increduli. Stava per essere baciata, il
suo primo bacio, e si sentiva morire, tutto sarebbe andato storto. Lui
avrebbe riso di lei, della sua inesperienza e goffaggine. Buffy voleva
scappare il più lontano possibile ma non riusciva a muoversi
era pietrificata.
Lui chinò il capo e si impossessò delle sue labbra. Buffy
si irrigidì all’istante, serrando le labbra. Spike rise
contro la sua bocca e approfondì il bacio.
Buffy sentiva le ginocchia cederle e la stanza girare vorticosamente
attorno a lei. Chiuse gli occhi incapace di reagire e con un sospiro
si abbandonò tra le braccia dell’uomo. Lui prese le braccia
di lei e se le portò al collo, Buffy lo strinse a se, mentre
socchiudeva le labbra e lasciava che la sua lingua bollente si insinuasse
nella sua bocca e la esplorasse vogliosa. Spike gemette e la strinse
ancora di più a se. Buffy piegò il capo e si arrese a
quel bacio, non chiesto, non voluto ed inaspettato, ma anche così
dolce ed intenso allo stesso tempo.
Il mondo scomparve e Buffy pensò che baciare era una cosa meravigliosa.
Quando
le labbra di lui la lasciarono andare, per l’ovvia necessità
di respirare, Buffy fu colta dalle vertigini e se lui non l’avesse
sorretta sarebbe di certo caduta. Aprì gli occhi timidamente,
sapendo che quelli di lui erano puntati su di lei. Il suo cuore accelerò,
quello sguardo sembrava penetrarla sino nell’anima.
“ Per…ché? “ domandò, incapace di formulare
una frase di senso computo.
“ Perché no? “ domandò lui di rimando, continuando
a sorriderle dolcemente.
“ Io de…vo andare! “ esclamò secca cercando
di sciogliersi dall’abbraccio serrato di lui.
“ Dove devi andare? “ le domandò lui senza mollare
la presa.
” Oh…uhm…” cercò di trovare una scusa
plausibile lui.
“ Da tua sorella? “ le domandò lui sorridendo beffardo.
“ Oh si mia sorella, giusto “ si voltò lei cercando
la figura familiare di Fred.
Ma non vi era traccia di lei e di Angel in tutta la sala.
“ Beh! Credo che siano andati via da un po’. “ Esclamò
sempre più divertito.
“ Ma…ma…” Buffy fu presa dal panico. Era sola
con quello sconosciuto che l’aveva appena baciata e che ….
Dio le faceva provare delle emozioni così forti.
“ Io devo…. Devo….” Buffy balbettava visibilmente,
mentre il respiro diventava affannoso.
“ Stai tranquilla amore non sono Jack Lo Squartatore “ cercò
di rassicurarla, ma era troppo divertente vederla così spaventata
e nervosa “ forse…però…sono peggiore chi lo
sa “
Buffy sgranò gli occhi e lo fissò con la bocca aperta,
in procinto di dire qualcosa.
“ Scherzavo passerotto. “ aggiunse subito lui accarezzandole
una guancia con l’indice. “ Non voglio farti del male amore.
“ le sussurrò con voce dolce e tentatrice. Languidi brividi
si impossessarono del corpo di Buffy.
Le sue labbra si chinarono di nuovo a cercare quelle di lei, troppa
era la tentazione per lui. Lei scostò leggermente il viso per
evitarle ed implorò con voce tremante.
“ Ti prego, lasciami andare….” Gli occhi chiusi.
Spike la guardò intensamente per qualche istante. Poi lasciò
andare la presa e si allontanò leggermente.
“ Come vuoi amore. Ti lascio andare...“ le disse con voce
calma e rassicurante.
Buffy aprì gli occhi e lo guardò con gratitudine, non
era certa che sarebbe riuscita a resistergli. Strinse la borsetta di
Fred tra le mani e corse via, senza voltarsi indietro.
“ Per questa volta….” Aggiunse lui, seguendola con
lo sguardo, mentre un ghigno divertito si faceva strada sul suo viso.
***
Buffy chiuse a chiave la porta della sua stanza e sospirò sollevata.
Ma che accidenti mi è preso? Si domandò accarezzandosi
con le dita le labbra ancore gonfie del suo bacio. E dove era finita
Fred? Sicuramente era con lui, pensò ed ancora una volta il suo
cuore sobbalzò.
Calciò via le scarpe, con un gesto rabbioso e poi si sfilò
rapidamente quello stupido abito. Vide la sua immagine riflessa nello
specchio, una smorfia di disappunto sul viso. Lei non sarebbe mai stata
come Fred, non avrebbe mai avuto la sua classe, il suo charme e non
avrebbe mai fatto innamorare di lei Angel. Rassegnata si diresse in
bagno, fece scorrere l’acqua e vi si immerse
completamente. Le lacrime si mischiarono all’acqua saponata, chiuse
gli occhi e la sua mente tornò indietro, quando era ragazzina
e sua madre mettendo qualche goccia di profumo nel suo bicchiere d’acqua,
diceva che l’avrebbe resa più bella. Singhiozzò
raccogliendo le braccia al petto. “ Mamma quanto mi manchi “
mormorò dondolandosi.
***
“ Resta ancora un po’ per favore “ le chiese lui con
voce supplichevole.
“ Devo andare, mia sorella mi starà cercando “ rispose
con fermezza Fred.
“ Oh, va bene ho capito. Ma promettimi che domani ci rivedremo?
“ nella voce la speranza.
Fred gli sorrise maliziosa e con le labbra sfiorò quelle di lui.
Non appena lui cercò di stringerla ed approfondire il bacio,
lei si ritrasse divertita. “ Ah, ah “ lo rimproverò.
“ Allora ti rivedrò? “ le domandò serio, posando
la fronte contro quella di lei.
“ Forse…” ridacchiò lei scostandosi da lui
ed allontanandosi tra la folla.
Si avvicinò al bar con passo felino, conscio della sua avvenenza.
“ Scusi…ha visto per caso dov’è andata la ragazzina
che era con me? “
Non la sfiorò nemmeno per un istante il dubbio che il barman
potesse non averla notata.
“ Ah la biondina? Non so…” rispose il tipo continuando
a riempire bicchieri.
“ Grazie “ sbuffò seccata Fred, guardandosi intorno.
“ Salve…” la voce calda la fece girare, in volto il
suo solito sorriso ammaliatore.
“ Salve…” lo squadrò dalla testa ai piedi.
“ Ho sentito che stava…cercando…”
” Si cerco mia sorella…stava ballando con lei. Dov’è
andata? “ domandò con fare cortese, ma anche leggermente
in apprensione.
“ Buffy era preoccupata per lei, visto che era sparita…è
tornata nella sua stanza. “
“ Buffy? “ un lampo di disappunto attraversò il suo
sguardo, ma subito svanì lasciando il posto alla solita espressione
languida e sensuale.
“ Oh bene, meno male. Mi sento più tranquilla. Forse non
avrei dovuto portarla qui. Sa com’è è ancora così….infantile
ed ingenua “
“ Già “ acconsentì con il capo Spike.
“ E lei è…? “ chiese con finta indifferenza.
“ Spike. Mi chiamo Spike “ sorrise lui. “ Posso offrirle
qualcosa da bere…oppure …”
“ Oh si certo “ tagliò corto lei. “ Champagne
per piacere “
“ Come desidera “ Spike fece un cenno al barman mentre il
suo sguardo accarezzò sensualmente il corpo di lei compiaciuto.
Lei lo guardò con aria sospettosa.
“ A cosa pensa? “ le domandò lui porgendole il drink.
“ Non mi ha chiesto ancora come mi chiamo “ disse lei leggermente
seccata.
“ So già che si chiama Fred “ disse lui fissandola
intensamente.
“ Ah, dovevo immaginarlo…mia sorella? “ sorrise divertita.
“ Si sua sorella “ sollevò il bicchiere.
“ A cosa brindiamo? “ domandò lei atteggiandosi.
“ Mmm….direi agli incontri inaspettati? “ attese il
suo assenso.
“ Si va bene. Agli incontri casuali “ ripeté lei
“ e piacevoli “ aggiunse con fare maliardo.
Spike rise e fu d’accordo. “ Immensamente piacevoli “
Sorseggiarono i loro bicchieri.
“ Ora devo andare “ disse lei, posando il calice sul marmo
del bancone.
“ Va bene. Allora ….a rivederci…” rispose lui
con voce tranquilla e sguardo impenetrabile.
Fred si accigliò per un istante. Si passò una mano tra
i capelli facendoli ondulare e poi si mosse. Nell’oltrepassarlo
gli sussurrò all’orecchio.
“ A rivederci “ e si allontanò seguita dallo sguardo
ammirato degli uomini della sala. Spike la seguì continuando
a bere, l’espressione seria e pensosa.
“
Svegliati pigra. Devi fare la tua ora di cyclette, non vorrai che la
cellulite cresca a grappoli sulle tue cosce vero? “ Le diede un
leggero colpetto sulle gambe, allontanando il lenzuolo.
Buffy si strofinò gli occhi con le dita, e svogliatamente si
alzò. Odiava fare cyclette, ma sua sorella non le avrebbe dato
tregua se si fosse rifiutata.
Attese pazientemente che sua sorella si preparasse, il che voleva dire
un bagno caldo di mezz’ora, un’altra mezzora per il make
– up e un quarto d’ora per sistemare i capelli. Senza contare
la scelta del completo da indossare. Guardò il vassoio della
colazione e fece una smorfia disgustata. Un bicchiere di succo di carota
ed uno di arancia. Una fetta biscottata integrale e un cucchiaino di
marmellata dietetica. Gli occhi di Buffy divennero leggermente umidi,
ripensando alla colazione che preparava sua mamma quando era piccola.
Si asciugò gli occhi con la manica del pigiama, non appena sentì
la chiave girare nella toppa.
“ Ehi, ma che sei imbambolata tesoro? Su sbrigati o faremo tardi
“
Buffy si tappò il naso e schifata ingurgitò la poltiglia
arancione. Poi con foga, per togliere il saporaccio delle carote dalla
bocca, ingurgitò il bicchiere di aranciata, ed infine si concesse
di gustare la minuscola fetta biscottata con la marmellata.
Entrò in bagno e si spogliò rapidamente. Lanciò
distrattamente uno sguardo di disapprovazione alla sua immagine riflessa
nello specchio e poi si infilò sotto la doccia. Prese il suo
accappatoio e lo indossò, legandolo con la cintura in vita. Asciugò
i capelli con il phon, li spazzolò e legò in una coda.
Truccò leggermente il viso. Venti minuti dopo uscì dalla
toilette, già sapendo che avrebbe dovuto sorbirsi i commenti
di sua sorella Fred.
“ Buffy…quando comincerai a comportarti da donna? Dio guarda
i tuoi capelli, sono così, così…oddio sei un disastro
“ disse alla fine guardandola con rassegnazione.
Buffy abbassò il capo per qualche secondo e poi andò all’armadio
per prendere qualcosa da indossare. Scelse un semplice pantalone ginnico
e un top di cotone rosa. Sua sorella indossava un completo adidas bianco,
che le modellava perfettamente il corpo sinuoso. I capelli erano sciolti
lungo le spalle e tenuti lontano dal viso da una fascia bianca.
Buffy evitò di fare il confronto e si limitò a seguirla
nella palestra.
Come ogni mattina l’istruttore sbavante corse loro incontro, offrendosi
di accompagnare Fred nello svolgimento di tutti gli esercizi. Fred sorrise
e stava per rispondere quando la voce dolce e familiare, la bloccò.
Buffy sobbalzò mentre si voltava.
“ No, oggi la Signorina è con me Alex “
Angel era alle loro spalle, sorridente e sensuale.
“ Ciao Angel “ disse distrattamente lei.
“ Ci…ao “ balbettò Buffy agitandosi.
“ Alex…puoi occuparti tu di mia sorella? “ Fred gli
sorrise maliziosa.
“ Oh, si va bene “ rispose l’istruttore visibilmente
deluso.
“ Grazie “ prese sotto braccio il suo cavaliere e si allontanò.
Buffy guardò l’istruttore e con fare timido gli disse:
“ Senta non c’è bisogno che si occupi di me. Posso
fare da sola “
“ Vada Alex alla Signorina penso io “ Spike si materializzò
accanto a lei.
Buffy si preparò a protestare, ma lui la prese per mano e la
trascinò via.
“ Su andiamo amore “
“ Mi lasci “ si liberò dalla presa. “ Non ho
bisogno di un…”
Un dito posato sulle sue labbra la interruppe.
“ Stt… Vieni con me “ e prendendole di nuovo la mano
la condusse fuori dalla palestra.
“ Io devo fare la mia ora di esercizi “ protestò
debolmente, costringendolo a fermarsi. Pensando all’ira di sua
sorella quando si sarebbe accorta della sua fuga.
“ Tu vuoi davvero stare rinchiusa qui? Mentre fuori è una
splendida giornata? “
“ Oh…io….” Buffy esitò.
“ Andiamo avanti, non fare i capricci amore “ fece un cenno
al portiere e davanti a loro apparve una de soto nera.
“ Ti presento la mia bambina “ con orgoglio indicò
la macchina.
Buffy fece una smorfia “ Io non posso salire in macchina con lei…lei
è…”
“ Uno sconosciuto? “ La guardò socchiudendo gli occhi
divertito.
“ Sì “ disse lei.
“ Quanti anni hai bambina? “ la punzecchiò lui.
“ Cosa vuole dire…io …io sono grande “ protestò
lei adirandosi.
“ Dimostralo. Sali in macchina “ più che una richiesta
sembrò un ordine.
Buffy si morse il labbro inferiore. Non voleva darla vinta a quell’individuo,
ma d’altra parte sua sorella….come leggendole nel pensiero,
Spike ridacchiò e aggiunse.
“ Oh giusto. Devi chiedere il permesso alla tua padrona “
Buffy spalancò gli occhi e poi gli lanciò uno sguardo
assassino.
“ Io non devo chiedere il permesso a nessuno “
Spike inclinò il capo da una parte e la guardò scettico.
“ Io decido da sola. Andiamo “ e con rabbia aprì
lo sportello e entrò in macchina.
Spike si guardò intorno con aria compiaciuta e poi anche lui
salì in macchina e mise in moto. Tutto procedeva come aveva previsto.
Quando
l’auto oltrepassò il cartello che dava l’arrivederci
alla cittadina, Buffy cominciò ad agitarsi, in preda a pensieri
angosciosi. Ma cosa mi è saltato in mente, di salire in macchina
con questo individuo…oddio, oddio, siamo fuori città. Dove
stiamo andando??? Dove mi sta portando???
“ Cosa c’è passerotto? “ Le domandò
sorridendo, intuendo i pensieri di lei.
“ Do…ve stia…mo an..dan…do? “ la sua voce
incerta, tradì la sua paura.
“ Tu cosa pensi? “ le domandò beffardamente, guardandola
ad occhi socchiusi.
“ Non lo so. Dove stiamo andando? “ ripeté con voce
più alterata.
“ Sta tranquilla amore, non accadrà nulla che tu non voglia
“ rispose con voce leggermente roca.
“ Voglio tornare indietro allora “ rispose prontamente Buffy,
agitandosi sul sedile.
“ Ma su, sta tranquilla. Ti piacerà il posto dove ti porto
“ le sorrise ambiguamente.
Buffy chiuse gli occhi, cercando di calmare il suo respiro. L’auto
frenò bruscamente e lei venne sbalzata in avanti. Prontamente
Spike le bloccò il busto allungando il braccio e premendola contro
lo schienale.
“ Attenta passerotto “ l’ammonì, mentre la
sua mano scivolava furtiva sul suo seno e lo accarezzava lentamente.
Buffy spalancò gli occhi e si voltò di scatto a fissarlo.
Lo sguardo intenso e tempestoso di lui la fece avvampare. Un calore
piacevole la sommerse, con un gesto rabbioso sospinse via il braccio
ed uscì dalla vettura. Solo allora si guardò intorno e
rimase incantata.
“ Ma è bellissimo “ mormorò camminando, come
ipnotizzata verso la scogliera.
Davanti a lei un faro non molto alto, circondato da una folta vegetazione
e recintato da un muretto bianco che terminava in una cancellata in
ferro battuto nero.
“ Sono contento che ti piaccia. Questa è la mia casa “
la raggiunse dopo aver spento il motore.
“ Tu vivi qui? “ gli domandò guardandolo sbigottita.
“ Sì, esattamente “ le sorrise lui, tirandole gentilmente
una ciocca dei capelli e sistemandola dietro il suo orecchio.
“ Oddio Spike è splendido. È incredibile …
è …” Buffy sembrava conquistata dal posto. La casa
era un semplice rettangolo al cui lato spuntava la torre che faceva
da faro.
“ Vieni, che ti faccio vedere “ e prendendola per mano la
trascinò in casa.
“ Ohhhh “ Buffy esclamò quando entrata si trovò
nel salotto, arredato con gusto decisamente maschile. Davanti a lei
un’immensa vetrata che dava sul mare. Gli schizzi delle onde che
si infrangevano sulle rocce, andavano a morire sulla vetrata.
“ Questo è il salotto amore, e qui a sinistra la cucina
“ aprì le porte scorrevoli e una piccola, ma molto organizzata,
cucina in legno apparve come per incanto.
“ Quello è il bagno “ indicò una porta in
fondo a sinistra. Poi la sospinse verso destra dove erano delle scale
a chiocciola che conducevano al faro vero e proprio. Buffy salì
le scale guardando fuori dalle piccole finestre rotonde disposte ad
intervalli regolari lungo la salita. A metà vi era un tramezzo
con una grande cabina armadio. Continuarono a salire e Buffy si ritrovò
in una stanza circolare fatta tutta di vetrate, compreso il soffitto.
Al centro vi era un grande letto anche’esso circolare. Sotto una
finestra vi era un camino, dove allegro danzava uno scoppiettante fuoco,
e davanti al quale era disteso un grande tappeto nero. Cuscini variopinti,
erano sparsi un po’ ovunque. Buffy era sbalordita.
“ Ma è meraviglioso “ esclamò incapace di
nascondere il suo stupore e la sua ammirazione.
“ Grazie amore “ le sorrise lui. “ Hai fame? “
“ Oh, si un po’ “ ammise lei, continuando a guardarsi
intorno un po’ frastornata.
“ Vieni ti preparo qualcosa “ le strinse la mano e la riportò
giù. Un senso di calore e di euforia la pervase. Docilmente lo
seguì.
Seduti in terrazza, davanti a dei sandwich, Buffy e Spike restavano
in silenzio. Lui fissandola intensamente e lei cercando di sfuggire
il suo sguardo.
“ Allora tu e tua sorella ve ne andate da sole in giro per il
mondo? “ domandò con fare incurante.
Buffy annuì.
“ Come mai non ti avevo mai vista? sorseggiò il suo bourbon.
“ Io…io…ero in collegio “ disse Buffy impacciata.
“ Ah, e i tuoi genitori? “
“ Sono morti “ tagliò corto lei voltandosi a guardare
il mare. Spike scorse un triste luccichio, nello sguardo.
“ Amore mi spiace “ e nel dirlo allungò la mano e
strinse quella di lei.
“ Mmm..” mugugnò lei non osando alzare lo sguardo
su di lui. Un rossore diffuso sulle guance.
“ Tua sorella è molto bella “ addentò un sandwich.
Buffy avvertì un crampo allo stomaco. Le labbra si piegarono
in una smorfia amareggiata “ Si è perfetta “ borbottò,
chinando il capo.
Gli occhi di Spike, brillarono sinistramente, non visti. “ Ma
tu sei raggiante “ aggiunse con fare seducente.
Buffy alzò di scatto lo sguardo e lo fissò con sguardo
smarrito e diffidente.
Lui le sorrise e si chinò verso di lei, sfiorandole con le dita
la guancia bollente.
“ Non è vero…” cercò di protestare.
“ Oh, invece sì. Raggio di Sole “ la interruppe lui,
le labbra ormai vicissime a quelle di lei. Buffy era incapace di muoversi,
il cuore le batteva all’impazzata. Non sta accadendo, non può
stare accadendo a me. Si ripeteva. Quando le labbra di lui sfiorarono
le sue, ebbe un tremito e istintivamente chiuse gli occhi in attesa.
Spike sorrise e cingendole la vita con un braccio l’attirò
tra le sue braccia, mentre le sue labbra si schiantavano contro quelle
di lei, domandando di approfondire il bacio.
Buffy si ritrasse leggermente, per guardarlo negli occhi e con timore
gli domandò “ davvero lo pensi? “
“ Cosa? “ chiese lui, la voce bassa e roca.
“ Che sono bella “
“ No, non sei bella. Tu sei Meravigliosa amore “ Il viso
di lei si illuminò, mentre un sorriso le increspava le labbra
rosate. Le braccia volarono e circondarono il collo di Spike, e lo strinsero
a se. Questa volta furono le labbra di lei a cercare quelle di lui,
fameliche. Spike sorrise e rispose prontamente la bacio.
L’aria
cominciò a scarseggiare e i due furono costretti a separarsi.
Il viso di Buffy era in fiamme, lo sguardo appannato dal piacere e dal
timore.
“ Torniamo indietro “ mormorò, con il respiro ancora
affannato.
“ No “ replicò lui, stringendola ancora di più
a se.
“ Ti prego. Torniamo indietro “ le labbra di lui si inchiodarono
di nuovo a quelle di lei, impedendole di continuare a protestare. I
baci si susseguivano sempre più intensi e profondi. Le mani di
lui vagavano, su e giù, lungo il corpo di lei, in carezze sempre
più intime e sensuali.
Quando una mano scivolò in mezzo alle gambe. Buffy sobbalzò
e si ritrasse spaventata.
“ Ti prego. Per favore torniamo indietro “ gli occhi lucidi,
il labbro inferiore tremante.
Spike la fissò qualche secondo e poi annuì con il capo.
“ Si torniamo indietro “ e con fare brusco si alzò
e si passò una mano tra i capelli.
Il viaggio di ritorno fu silenzioso e lungo. Buffy ripensava a quanto
accaduto e si sentiva leggera e angosciata allo stesso tempo. Quell’uomo
l’affascinava incredibilmente e la terrorizzava allo stesso tempo.
Spike sembrava tranquillo, guidava con calma e sicurezza. Mancava ancora
poco.
“
Ci vediamo stasera? “ le domandò mentre lei scendeva frettolosamente
dalla macchina. Era in ritardo, Fred l’avrebbe rimproverata aspramente,
ne era certa.
“ Non lo so … “ rispose sinceramente. Nella voce la
speranza.
“ Ti aspetto nel gazebo in fondo al parco. “ le sorrise
rassicurante.
“ Non….so “ si guardò intorno smarrita e un
po’ impaurita.
“ Io ti aspetterò “ la incalzò lui e senza
aspettare risposta, schiacciò l’acceleratore e partì.
Il cuore di Buffy batteva all’impazzata.
‘ Vuole rivedermi. Vuole stare con me ‘ si ripeteva entusiasta.
Guardò in alto la facciata luminosa e liscia dell’hotel.
Sospirò e si preparò ad affrontare sua sorella.
“ Eccoti qui finalmente! “ sbottò, mentre nervosamente
si passava la spazzola lungo i suoi lucidi e setosi capelli.
“ Ciao “ rispose lei timidamente.
“ Allora dove sei stata? Ho incontrato Alex, e mi ha detto che
sei andata via con quell’individuo….Spike, se non sbaglio
“ la studiò attentamente con lo sguardo socchiuso.
“ Si, mi ha portato un po’ in giro per il parco “
mentì lei, mostrando sicurezza.
“ Ah! Bada bene Elizabeth, quello è un tipo poco raccomandabile,
senza arte né parte. “
Buffy non osò obiettare.
“ Ora vai a cambiarti, e cerca di non apparire un sacco di patate
che se ne va a spasso, per favore. “ sbuffò e tornò
a guardarsi nello specchio. “ E a cena, solo insalate e pane integrale.
Non fare come il tuo solito. E’ davvero rivoltante vedere una
ragazza che si ingozza come un maiale. “
Buffy abbassò il capo, due giorni prima Fred l’aveva aspramente
ripresa a tavola, mentre mangiava con gusto una grossa porzione di parmigiana
ed una fetta di torta di mele.
“ Va bene “ balbettò, vergognandosi.
“ Brava, così mi piaci Elizabeth. E adesso sbrigati “
Buffy si chiuse nella sua stanza e sospirò. Un sorriso le illuminò
il viso, mentre il ricordo delle labbra calde di lui sulle sue, la faceva
tremare. Le sue mani che dolcemente l’accarezzavano facendola
infiammare. Buffy si sentiva stordita, come ubriaca di felicità.
Come non lo era da tanto, tantissimo tempo.
Seduta nel salottino della suite, Buffy aspettava pazientemente sua
sorella, che come sempre scendeva all’ultimo minuto in sala, per
fare la sua entrata ad effetto.
“ Sono pronta, andiamo “ le disse incamminandosi lentamente
verso la porta. le scoccò uno sguardo critico ed emise un sospiro
rassegnato. “ Almeno certa di stare dritta Elizabeth “ distolse
lo sguardo quasi disgustata.
Buffy strinse i pugni, mentre gli occhi le si velavano di lacrime. Senza
dire una parola la seguì.
Appena entrarono nella stanza ci fu un attimo di silenzio. Buffy avvampò,
nonostante accadesse ogni volta, per lei era sempre un momento molto
imbarazzante quello. Quando tutti gli occhi dei commensali si puntavano
su di loro, facendo inevitabilmente in confronto tra lei, piccola insignificante,
goffa e brutta Buffy Summers e la splendente ed abbagliate Fred Summers.
I gentiluomini facevano a gara per invitarla al loro tavolo e lei inevitabilmente
li seguiva a ruota, come terzo incomodo da sopportare.
Sospirò e sollevò lo sguardo pronta alla sfida quando….incrociò
quelli intensi ed azzurri di lui. Un esclamazione stupita le sfuggì
dalle labbra, mentre lui si avvicinava con fare sicuro a loro. Improvvisamente
fu assalita da un atroce dubbio. ‘ Ti prego, ti prego fa che non
inviti lei. Fa che non la inviti ‘ implorò stringendo gli
occhi per non vedere, per non soffrire. Poi la sua voce calda l’avvolse.
“ Posso invitarla al mio tavolo? “ Il cuore di Buffy mancò
un colpo.
“ Mi spiace ma ho già un impegno “ tagliò
corto Fred con aria sdegnosa.
Buffy si sentì morire e lentamente, riaprì gli occhi,
colmi di dolore e umiliazione. Fu abbagliata dal sorriso divertito e
sexy di lui che le strizzò l’occhio, in un gesto di intesa.
“ Non dicevo a lei Fred, io parlavo con Buffy “ rispose
tranquillo lui, mentre Fred sbiancava e il suo sorriso sicuro spariva
dal suo viso di bambola di porcellana.
Buffy spalancò gli occhi, il respiro azzerato ed il cuore impazzito.
“ Elizabeth “ rimarcò con stizza il nome della sorella
“ non credo che vor…”
fu interrotta dalla voce ansiosa di Buffy “ Io vorrei tanto Fred
“. Si morse il labbro non appena vide l’espressione stupita
e furente della sorella.
“ Allora…andiamo? “ le porse il braccio Spike. Buffy
esitava incerta. E lui le prese la mano e se la portò sul braccio
stringendola.
“ E va bene, fa come vuoi “ fece spallucce, e si guardò
attorno in cerca di qualcuno. Angel apparve dal nulla, elegante ed affascinante
come sempre. Un sorriso impacciato ed estasiato sul viso.
“ Oh, siete arrivata Fred. Senza di voi questa stanza era senza
luce “ Fred sorrise e infilò il braccio dell’uomo.
Buffy fissò il giovane bruno dallo sguardo splendente d’amore
e per un momento lo stomaco le si torse per il dolore. Poi avvertì
il calore della stretta di Spike e un senso di dolcezza e di euforia
la pervase. Alzò il viso per guardarlo ed i loro occhi si incontrarono
e sorrisero.
“ Andiamo amore? “ le domandò lui impaziente.
“ Si “ rispose lei annuendo. Gli occhi le brillarono di
gioia.
Seduta
in quella grande sale, Buffy per la prima volta non si sentiva angosciata
e a disagio. Spike aveva il potere di rassicurarla e di farla sentire
a proprio agio.
“ Allora amore, cosa vuoi ordinare? “ le domandò
mentre le porgeva il menù.
Buffy, guardò il menù in velluto blu, e con mano tremante
lo prese. Scorse rapidamente i vari cibi. Avvertì lo sguardo
di sua sorella, seduta alcuni tavoli dopo, e ricordò le sue parole.
“ Un’insalata e grissini integrali “ mormorò
alla fine sospirando e richiudendo il menù.
Spike la fissò con occhi socchiusi e un lieve sorriso sul viso.
Con le dita fece un cenno deciso ed un cameriere apparve come d’incanto
al suo fianco.
Pronunciò qualche parola in francese, mentre il cameriere prendeva
nota e poi come era apparso, scomparve.
Buffy rimase in silenzio, lo sguardo fisso di lui le provocava una miriade
di emozioni, che le impedivano di parlare.
Una mano spuntata dal nulla con molta grazia posò un piatto davanti
a Buffy che spalancò gli occhi, mentre le narici venivano pervase
da un odore fine e gradevole.
“ Oh, ma ci deve essere un errore “ balbettò sollevando
il capo ed incontrando gli occhi di lui. “ Io non ho ordinato
questo “ bofonchiò, tornando a fissare il piatto davanti
a lei.
“ Sei troppo ossuta, hai bisogno di mangiare “ disse semplicemente
lui. Impugnando forchetta e coltello.
“ Ma, ma…” si guardò intorno alla ricerca di
sua sorella, quasi spaventata.
“ Non temere. Lei è andata nell’altra sala “
la rassicurò lui, come se le leggesse nella mente.
Buffy tornò a fissarlo ed arrossì violentemente.
“ Oh! “ fu l’unica cosa capace di pronunciare.
“ Adesso mangia passerotto “ la incitò, addentando
un boccone della sua pietanza.
Buffy sorrise e impugnate anche lei le posate, divorò il contenuto
del piatto, come se non avesse visto cibo da tanti giorni. La cena finì
troppo in fretta.
“ E’ ora che tu rientri Elizabeth “ la voce familiare
fece sobbalzare Buffy, che immediatamente si alzò in piedi e
ad occhi bassi annuì.
“ Su avanti saluta e ringrazia il Signore per averti sopportata
e Sali nella tua stanza”
Buffy arrossì, e con rabbia si morse il labbro inferiore.
“ Grazie mille per la compagnia “ riuscì a dire,
trattenendo le lacrime.
Spike si accigliò e con l’indice le sollevò il mento.
Le dedicò un dolce sorriso e con voce carezzevole le sussurrò
“ Il piacere è stato tutto mio, quindi sono io che ringrazio
te passerotto “ Le sue labbra si posarono lievemente sulla guancia
di lei e poi fu tutto finito. Incapace di connettere, come un automa
Buffy entrò nell’ascensore e salì nella sua stanza.
Il cuore impazzito e lo stomaco in subbuglio. “ Dio ti prego aiutami,
non voglio innamorarmi di nuovo “, pregò, ma sul suo viso
apparve un’espressione di pura gioia, che le illuminò il
viso.
***
“ Stai svolgendo molto bene il tuo compito William, sono davvero
orgogliosa di te”
ridacchiò Fred, mentre sorseggiava il suo drink.
“ Non ci vuole molto a far felice, passerotto “ sorrise.
“ Già è così stupida ed ingenua. Ridicola!
“ Esclamò con disprezzo Fred.
Spike avvertì un senso di fastidio alle parole di lei, ma non
seppe spiegarsene la ragione.
“ Non è poi così male la sua compagnia “ azzardò,
bevendo d’un sorso il suo bourbon.
“ Ti accontenti di poco tu “ lo sferzò lei sorridendo.
“ O, vuoi forse farmi credere che preferisci la sua compagnia
alla mia? “ il suo sguardo si fece languido e sensuale.
Spike deglutì a vuoto e rispose con voce roca ed alterata “
No, sai bene che tu…sei la mia dea Fred “
“ Sì, esatto, piccolo. Non scordarlo mai “ lo rimproverò
lei, posando una mano sulla sua coscia soda.
“ Non riesco a capire ancora perché tu faccia tutto questo.
Io ti amo e se tu volessi ti sposerei anche adesso “
“ Oh, non ricominciare con il tuo romanticismo e la tua gelosia
da quattro soldi William. “
Spike sorrise amaramente mentre con una mano le accarezzava la folta
chioma lucente.
“ E smettila, mi scompigli l’acconciatura. Adesso sarà
meglio che vada, Angel mi sta aspettando “
“ Non mi piace che quella checca ti metta le mani addosso “
ringhiò furioso.
La risata dura e sferzante di lei lo schiaffeggiò in pieno.
“ William! Non essere volgare, e poi Angel è il mio asso
nella manica. Elizabeth è innamorata di lui. Adesso lasciami
andare, domani avremo più tempo per stare da soli, dopo che avrai
mandato a nanna la mocciosa, con il bacio della buonanotte.”
Spike si alzò sospirando “ come vuoi tu amore. A domani
allora “ e lentamente, a capo chino attraversò l’ampio
salone e si diresse alla sua macchina.
La notte era stellata ed una leggera brezza saliva dal mare. Il ricordo
della chiara e dolce risata di Buffy gli giunse assieme a quella brezza,
e solo nell’oscurità, mentre si accendeva l’ennesima
sigaretta, Spike sorrise.
Canticchiando sotto la doccia Buffy ripensava alla serata precedente.
Spike le era sembrato davvero un uomo gentile. Per la prima volta non
si era sentita inadeguata e goffa. Poi rivide sua sorella ed Angel insieme
e il suo stomaco si contorse per il dolore. Calde lacrime scivolarono
con l’acqua lungo il suo viso. E paragonandosi a sua sorella,
si disse che era giusto così, che un ragazzo come Angel non poteva
volere una come lei, quando poteva avere Fred. Chiuse l’acqua
e posò la fronte contro la superficie fredda e liscia delle mattonelle
color avorio, però faceva così male. Angel sarà
felice, questo è ciò che conta, Fred lo renderà
orgoglioso. Con questa magra consolazione uscì dalla doccia e
si preparò per la sua solita odiata ora di cyclette.
Scese di sotto a passo rapido, ma a metà scala rallentò
bruscamente, quando vide seduti su un divanetto sua sorella ed Angel
che ridevano, in un atteggiamento intimo. Sospirò, continuando
a ripetersi: “ Angel sarà felice “, e stringendo
i pugni continuò a scendere.
Prima che potesse raggiungere i due innamorati, qualcuno le si parò
davanti. Buffy sollevò lo sguardo e lui le sorrise. Il cuore
perse un colpo e un leggero tremito l’assalì.
“ Spike “ sussurrò, mentre un sorriso le sfuggiva
dalle labbra.
“ Ciao passerotto “ le fece l’occhiolino. “
Su andiamo, oggi ti farò vedere un altro bellissimo posto “
le strinse la mano e cominciò a trascinarla verso l’uscita.
“ Ma….mia sorella “ balbettò, puntando i piedi.
“ Oh avanti, non si accorgerà nemmeno della tua assenza
“ borbottò lui, osservando la coppia, con uno sguardo impenetrabile,
ma per nulla amichevole.
Buffy lo fissò ed ebbe un moto di sgomento. “ Anche lui
“ pensò, e fu assalita dalla rabbia. Ma prima che potesse
capire cosa le desse così fastidio, la voce suadente e fredda
di lei riempì l’aria tutt’ attorno.
“ Elizabeth…dove stai andando? “ lo sguardo era glaciale.
“ Io…stavo…stavo….” Buffy balbettò,
deglutendo ripetutamente a vuoto.
“ Stavamo andando a fare un giro “ continuò per lei
Spike, con aria sicura.
“ Ah! Hai già fatto la tua ora di cyclette? I tuoi fianchi….sono
così...così “
Buffy arrossì, e gli occhi le si riempirono di lacrime.
Spike fissò il suo sguardo sulla bionda chioma lucente china
davanti a lui. Vide le braccia di lei diventare rigide e la mano, prima
sfuggente, serrarsi alla sua.
Qualcosa dentro di lui lo fece fremere.
“ Sinuosi? “ disse in tono divertito, scuotendole la mano,
per infonderle coraggio.
Buffy sollevò il viso e nei suoi occhi spalancati vi era un muto
ringraziamento.
Fred sbatté le ciglia e guardò attentamente Spike. E poi
in un perfetto Francese disse, rivolta a Buffy “ A quanto pare
hai trovato un cavalier servente “ sogghignò. “ Spero
solo che non si riveli un villano “
Lo sguardo di Buffy divenne improvvisamente duro e battagliero, come
mai in vita sua. Senza riflettere, con voce inflessibile e sicura rispose
“ No! Lui è un vero gentiluomo. Il migliore che io abbia
mai conosciuto “ Strinse di nuovo la mano di Spike nella sua e
gli rivolse un sorriso gentile.
“ Andiamo Spike? Sono curiosa di vedere questo nuovo posto….”
Inclinò il capo in attesa. Mentre il suo corpo tremava di paura,
rabbia e di qualcosa di indefinibile.
Spike ed Angel si scambiarono uno sguardo interrogativo, ma non per
questo cordiale. Con un cenno del capo si salutarono e le due coppie
si separarono.
Appena soli Spike si fermò e piantandosi davanti a Buffy le disse,
con aria tra il serio ed il divertito “ Lo sai che è da
persone maleducate parlare un’altra lingua davanti a delle persone
che, potrebbero non capirla? “
Buffy arrossì e mormorò qualche parola di scuse.
“ Okay per questa volta ti perdono….a patto che tu passi
tutto il pomeriggio e la serata con me. Solo con me! “ puntualizzò.
Buffy sorrise ed annuì con il capo. Con gesto cortese ed un po’
teatralmente, Spike le aprì lo sportello della sua De soto nera,
e l’aiutò a salire. Mise in moto ed a velocità si
allontanarono dalla città diretti di nuovo verso il Faro.
Seduti
fianco a fianco, nello spiazzo davanti alla scogliera. Spike e Buffy
contemplavano il mare. Fu lui a rompere quell’incanto ed a domandarle
curioso:
“ Allora, passerotto, non mi hai ancora detto nulla di te “
“ Beh, non c’è molto da dire “ rispose lei
scrollando le spalle e girando il viso dall’altra parte.
“ Questo fallo giudicare a me. Voglio sapere cosa ti piace, cosa
non ti piace. Il tuo piatto preferito, il tuo colore preferito. Se ti
piace il Sole o la pioggia. Cosa ti infastidisce in un uomo e cosa invece
ti attira….insomma TUTTO “ scandì la parola fissandola
con intensità imbarazzante.
“ Io…non lo so “ balbettò lei confusa da quello
sguardo e da quella sua aria così strafottente.
“ Oh avanti….due occhi profondi e misteriosi come i tuoi
…nascondono sicuramente un passato movimentato “
“ Sono stata in collegio da quando i miei sono morti “ lo
sguardo di Buffy si rabbuiò.
“ Oh…e quanti anni avevi amore? “ il suo tono si fece
dolce e premuroso.
“ Sei anni “ rispose senza esitazione, la ferita ancora
aperta nel suo cuore.
“ Sino a che età? “
“ Sino a due settimane fa “
La risposta di lei lo lasciò stupito. “ Cosa? “ esclamò.
“ Già, ma sai Fred….aveva troppe cose da fare, per
potersi occupare di me. Io sono così…così….goffa
“ si strinse nelle spalle, i capelli scarmigliati dal vento.
Spike si sentì pervadere da un senso di rabbia e agitazione.
Guardò la piccola ragazzina accanto a lui e poi ripensò
a quella creatura meravigliosa e sfuggente che era sua sorella.
“ Già “ rispose alterato. “ Fred, deve occuparsi
di Fred “ continuò con voce amara.
“ Beh, lei è così bella. Deve stare con le persone
come lei, non con i tipi come me “
Spike corrugò la fronte e serrò la mascella per un attimo.
Poi tornò a rilassarsi, osservando lo sguardo limpido e umile
di lei. Povera piccola, a volte Fred sapeva essere diabolica. Aveva
annientato l’ego di Buffy, che invece l’adorava.
“ Passerotto da oggi si occuperà Spike di te “ si
pentì immediatamente di quello che aveva detto. Perché
si interessava di quella mocciosa?
Buffy sollevò di scatto il viso ed i suoi occhi avevano una tale
espressione di sbigottimento, di incredulità e di gioia, che
a Spike si bloccò il respiro.
“ Perché? “ gli chiese timorosa e speranzosa allo
stesso tempo.
Spike si passò una mano tra i capelli e poi sbuffando, si alzò
“ E perché no? “ le tese una mano e Buffy e la tirò
su. In un attimo si trovarono avvinghiati l’uno a l’altro,
il viso a pochi centimetri. Gli occhi incatenati. Nervosamente Spike
si scostò da lei e con voce bassa ed incerta disse“ Sarà
meglio rientrare adesso “.
Buffy continuando a stringergli la mano lo seguì alla vettura.
Nella mente tante domande. In cuor suo una sola sussurrata risposta.
In
piedi davanti all’hotel, non si decideva ad entrare. In silenzio
aspettava, ma Spike taceva, l’aria crucciata e infastidita.
“ Tu…tu….noi….” Buffy esitò e quando
lui la fissò, distolse lo sguardo impacciata.
“ Possiamo rivederci? Tu vuoi? “ le parole tremarono, come
stava tremando lei.
Spike aggrottò la fronte, ed esitò.
Buffy si sentì morire. E con voce abbattuta ma comprensiva gli
rispose “ Oh, si capisco. Scusa per averti dato fastidio. Sei
sta…to, mol…to gen…ti…le. Addio “ balbettò
arrossendo e senza aspettare risposta si voltò ed entrò
di corsa.
Spike rimase qualche istante dritto in piedi, immobile. La parola ‘
Addio ‘ riecheggiava nell’aria e un senso di vuoto lo attraversava.
Senza riflettere velocemente entrò nell’hotel e la cercò
con lo sguardo. Era dritta, rigida davanti all’ascensore. L’espressione
affranta e gli occhi lucidi. Le spalle abbassate. Le posò una
mano sulla spalla, stava tremando. Un sorriso fugace gli attraversò
il viso.
“ Buffy “ la chiamò con dolcezza. La sentì
sussultare, prima di girarsi lentamente.
“ Sì? “ lo guardò con stupore e diffidente
speranza.
“ Piccola, non vuoi cenare con me questa sera? Perché sei
scappata? “
“ Vuoi cenare con me? Davvero? Io pensavo che…”
Spike le mise un dito sulle labbra. “ St…non devi pensare
amore. Allora a stasera alle 7? “ le domandò reclinando
il capo da un lato.
“ Siiiii “ rispose lei con enfasi, non nascondendo la gioia
che provava in quel momento.
“ Allora a stasera “ si curvò e le diede un bacio
sulla guancia.
“ A stasera “ annuì lei, sorridendogli.
“ Ecco, sorridi, raggio di Sole. “ le premette scherzosamente
l’indice sulla punta del naso, e si allontanò.
Buffy rimase a guardarlo sino a quando riuscì a vederlo e poi
entrò in ascensore.
Si guardò allo specchio, e si adombrò. Lei amava Angel,
lei lo amava da sempre. Ma allora perché quando era con Spike
il cuore le batteva forte? E si sentiva felice e sicura? Perché
al solo pensiero che lui non volesse più vederla, si era sentita
così male? Perché è un amico, mi vuole bene e mi
tratta con gentilezza. Si rispose, ma dentro di se il suo cuore le urlava
forte che era una bugiarda.“ Oh tesoro, l’hai letteralmente
conquistato. Sapevo che avrebbe funzionato. Sai cosa ha fatto appena
arrivata su? Mi ha detto con aria decisa e convinta “ Stasera
ceno con Spike “. L’avresti dovuta vedere. Complimenti,
sei stato grande Spikey.
Cosa? ….ma certo che voglio che tu vada avanti con il piano. Devi
divertirti con lei e poi scaricarla, come stabilito. Voglio che le si
spezzi il cuore. “
Sbuffò, passandosi una mano nella folta e lucente chioma. “
Ma certo che ti amo. E si quando ci saremo liberati di lei…ne
riparleremo. No questo week end devo tornare in città. Questa
è l’occasione giusta per te. Oh sta arrivando, devo andare.
A presto tesoruccio, si ti chiamo quando rientro. Un bacio si. “
Chiuse la comunicazione e sorridente si diresse allo specchio. Finalmente
avrebbe avuto quello che aveva sempre sognato.
“ Oggi faremo qualcosa di speciale “ le disse, accelerando.
“ Dove mi porti? “ Buffy era felice, come mai lo era stata
in vita sua. Avrebbe passato due giorni interi senza sua sorella.
“ Faremo un bel giro in barca. Ti piace l’idea? “
Buffy lo guardò un po’ scettica “ Non lo so, non
ci sono mai stata “ rispose.
“ Bene…sarò il primo allora “ Buffy avvampò,
al doppio senso che Spike aveva insinuato nella risposta, data con tono
di voce roco e sguardo ardente, che le incendiava il corpo, ovunque
si posasse.
“ Saremo solo noi due? “ nella sua voce, si avvertiva chiaramente
il timore.
“ Sì. “ rispose sinceramente Spike “ Hai paura
di me passerotto? “ le domandò con voce ingannevolmente
tranquillizzante.
“ No, ma…”
Lo sguardo di lui si fece dolce e volutamente innocente.
Buffy si morse il labbro inferiore e poi rispose esitante “ No.
Io mi fido di te “ un lieve tremore, accompagnato da attesa ed
aspettativa l’attraversò.
“ Bene “ rispose lui, apparentemente soddisfatto.
Era tutto pronto, lei non sarebbe potuta scappare. Fred sarebbe stata
orgogliosa di lui.
Arrivarono al molo e Spike parcheggiò la vettura.
“ Eccoci qui, amore “ con un cenno del capo indicò
un’imbarcazione lucente lì davanti. “ Quella è
la BloodyHell. Avanti vieni “ le afferrò la mano e con
impeto la trascinò verso la barca.
Buffy era agitata, sentiva che quel giorno era importante, che tutto
stava per cambiare nella sua vita ed un po’ ne aveva paura, ma
ancora non sapeva quanto questa sua sensazione fosse vera.
“
Ti piace? “ l’arredamento in legno della cabina, la rendeva
calda ed accogliente. Fiori erano disposti ovunque, piccole candele
profumate erano incastrate in portalampade sparsi lungo le pareti. Creando
con il loro gioco di luce e ombra, un’atmosfera da fiaba.
“ E’ bellissima. Ma tutto questo per me? “ domandò
incredula la ragazza, accarezzando con le dita i petali dei fiori disposti
in composizioni originali e colorate.
“ Si, tutto per te passerotto “ le si fece alle spalle e
stringendole le braccia l’attirò a se.
Buffy sussultò ma non cercò di liberarsi da quella stretta
possessiva e sensuale.
“ Profumi di buono amore “ mormorò all’orecchio,
affondando il naso nei suoi capelli morbidi e lucenti.
“ Gra…zi….e “ balbettò lei tremando.
“ Mettiti comoda piccola, mentre io metto in modo la baracca.
Di là sono le cabine, troverai dei costumi, dovrebbero essere
della tua taglia. Indossane uno e raggiungimi. “ La spinse dolcemente
verso un piccolo corridoio.
Buffy avvertì un senso di freddo, quando lui si staccò
da lei, ed a passo incerto si diresse verso la cabina indicatagli da
Spike.
Rimase pensierosa a fissare i minuti pezzi di stoffa sparpagliati sul
copriletto azzurro. Erano tutti due pezzi davvero audaci. Li girò
e rigirò ed alla fine optò per un due pezzi bianco molto
semplice, coprente. Indossò un pareo allacciandolo all’altezza
del seno ed uscì a piedi nudi dalla stanza.
Spike era di spalle, intento a stabilire la rotta.
“ Fatto “ mormorò lei arrossendo istintivamente,
nello stesso istante in cui lui la guardava.
Spike rimase a bocca aperta. Gli occhi non riuscivano a staccarsi da
quella figura così minuta ma anche così ben fatta. Perfetta
in ogni sua parte, e così seducente. La pelle color ambra, liscia
e morbida. Le ciocche che sfuggivano dai capelli raccolti sulla nuca.
Quella sua aria smarrita ed imbarazzata che la rendeva incredibilmente
sensuale. Il labbro inferiore sporgente e tremante e le sue mani che
stringevano il pareo nervosamente.
Spike le sorrise ammirato. “ Sei bellissima ma…..”
con un gesto improvviso le sciolse il pareo. Buffy emise un gemito di
stupore.
“ Questo si indossa in questo modo “ e con mani esperte
glielo annodò sui fianchi.
Buffy si portò le mani al petto, il cuore le batteva all’impazzata
e il respiro si era fatto affannoso.
“ No passerotto. Non coprirti, sei bellissima “
“ Oh …non è vero….ma ….grazie per averlo
detto “ mormorò sempre più nervosa.
“ Oh si che è vero amore “ e senza preavviso, le
cinse la vita con un braccio e l’attirò a se. “ Ho
voglia di baciarti Buffy. Di accarezzarti. Di scoprire ogni centimetro
della tua pelle e di fare l’amore con te “
Buffy tremò a quelle parole mentre si abbandonava con tutto il
suo peso contro il suo torace liscio e muscoloso.
Le mani di lui si mossero su tutto il suo corpo con dolcezza e desiderio.
“ Ti voglio Buffy. Ti voglio adesso “
Buffy sollevò le braccia e si aggrappò a lui disperatamente.
Aveva così bisogno di essere amata. Così bisogno di sentirsi
desiderata.
“ Davvero tu mi vuoi? Davvero? “ gli domandò, ansimando,
quando riuscì a staccarsi da lui.
“ Si “ la voce roca di lui la fece rabbrividire.
“ Ho paura ….” Sussurrò, intimorita dalla sua
reazione “ Io non so come… io non ho mai…fa male?
Io non sono brava, non sono…” bofonchiò frasi incoerenti,
sempre più confusa ed eccitata dalle carezze di lui.
“ Ti prometto che sarà bello amore. Mi vuoi? “ lo
sguardo di lui si fissò in quello di lei in bramante attesa.
“ Non lo so. Io….voglio quello che vuoi tu “ disse
infine distogliendo lo sguardo, intimorita ed ansiosa allo stesso tempo.
Spike sorrise e con le mani sciolse il nodo che teneva su il suo costume.
Il seno turgido si eresse bisognoso di attenzioni, che subito Spike
si premurò di dedicare. Facendo scivolare la sua mano sino a
prenderli a coppa e stringerli con delicatezza. Buffy gemette più
forte, chiudendo gli occhi. Lanciò un gridolino quando i suoi
pollici cominciarono a stuzzicarle le punte già indurite.
“ Oh…oh….” Ansimò sempre più sperduta
Buffy.
“ Ti piace piccola, vero? “ le sussurrava lui, mentre abbassava
il capo e sollevando il seno con una mano, lo prendeva in bocca, succhiando
e leccando avidamente.
“ Basta per favore è troppo “ gemette lei, rovesciando
il capo all’indietro. Spike la sorresse e la spinse verso la cabina.
Buffy sentì la mano di lui scivolare lungo il suo ventre e infilarsi
nello slip del costume, tirandolo giù lentamente.
“ Ti prego. Non mi fare male “ supplicò.
“ No, non ti farò male passerotto. Te lo giuro “
Buffy non seppe come, ma un attimo prima erano in piedi avvinghiati
nella cabina di comando, un attimo dopo lei era distesa sul letto nella
cabina di lui, completamente nuda. Con lui che sopra di lei la torturava
senza tregua e pietà.
Quando un dito scivolò con difficoltà in lei, Buffy si
inarcò contro di lui e gemette violentemente “ Spike!!!!
“
Lui sorrise e cominciò a pompare lentamente, dentro e fuori.
Osservando ogni emozione che appariva e scompariva sul viso contorto
dal piacere, di lei.
“ Lasciati andare amore. Così. Godi “
Buffy aprì gli occhi e lo fissò con uno sguardo così
indefinibile che Spike ne fu sconvolto. Era paura? Dolore? Rimprovero?
Quello che leggeva nei suoi occhi?
“ Tu mi vuoi bene vero Spike? “ gli domandò e Spike
lesse un bisogno, una solitudine e tanta paura che ne fu sopraffatto.
Aprì la bocca per rispondere, ma non lo fece. Sospirò
e chinandosi su di lei, la baciò lentamente ed a lungo.
“
Lasciati andare amore. Godi per me “ mormorò continuando
a baciarla, mentre la mano si muoveva sempre più velocemente
in lei.
Buffy sentì un’ondata di piacere sopraffarla, rompere gli
argini della sua mente e urlò. Serrando gli occhi e rovesciando
il capo all’indietro, incapace di opporsi alle sensazioni che
la sommergevano.
“ Sì, così “ gemette lui, sorridendole. Anche
se la sua eccitazione non aveva trovato sfogo ed era profondamente frustrato.
Si sentì orgoglioso di aver fatto provare piacere alla sua donna.
Si accigliò a questi pensieri e lentamente ritrasse la mano,
bagnata dai copiosi umori di lei.
Buffy respirava affannosamente, con gli occhi ancora chiusi.
“ Apri gli occhi piccola “ scherzò lui, picchiettandole
con l’indice il naso.
“ Ho freddo “ gemette.
“ Vieni ti scaldo io “ La strinse a se ed avvolse entrambi
nelle lenzuola.
Quando Buffy si svegliò era già sera. Si sollevò
a sedere, Spike non era accanto a lei. Un lieve rossore le ricoprì
le sue guance al ricordo di quello che era accaduto nel pomeriggio.
Si infilò i suoi vestiti e andò alla cabina di comando.
Lui era in piedi ai comandi. La figura dritta e sicura.
“ Ciao “ mormorò ansiosa.
“ Ben svegliata Passerotto “
“ Perché ti sei alzato? E … non mi hai svegliato?
“
“ Dormivi così bene angelo “
Distrattamente Buffy guardò fuori dall’oblò. “
Ma è il molo questo…” esclamò stupita.
“ Si, ho invertito la rotta. “ rispose senza guardarla.
“ Perché? “ domandò Buffy improvvisamente
allarmata. “ Dovevamo passare due giorni fuori…hai cambiato
idea? Non sono stata brava. Ti ho deluso. Mi dispiace! “
Lacrime di paura e dolore le appannavano la vista.
“ Passerotto, no. Non piangere “
“ Tu non vuoi più vedermi? Io posso fare meglio…mi
spiace tanto. Ti prego non mi lasciare sola. Farò tutto quello
che vuoi. Io…”
Spike si voltò a guardarla, nei suoi occhi un’espressione
fredda ed adirata.
“ Basta Buffy “ la rimproverò. Buffy cominciò
a singhiozzare disperata.
Spike contrasse la mascella e scagliò un pugno sui comandi.
“ Scusami passerotto. Non piangere ti prego “ le si fece
vicino e la strinse a se con forza.
“ Io non volevo. Io sarò brava, te lo prometto. Non mi
lasciare. Io … io ti voglio bene “ riuscì a dire
tra i singhiozzi che la scuotevano.
“ Sei stata bravissima amore. Ora smetti però okay? Non
sopporto di vedere le ragazze piangere. “
Buffy non accennava a smettere. Lui sapeva cosa lei volesse sentirsi
dire. Strinse i pugni. Dio come aveva fatto a cacciarsi in questa situazione.
Chiuse gli occhi.
“ No, non ti lascerò passerotto, promesso. Ora smetti di
piangere però. “
Buffy si quietò tra le sue braccia e domandò “ davvero?
Non stai mentendo? “
“ No, non sto mentendo passerotto “
“ Mi vuoi bene? “ domandò esitante, e poi aggiunse
“ Anche se non mi vuoi bene non fa niente. Sono abituata, nessuno
mi vuole bene “
Quello fu troppo per Spike. Le sue parole e il tono così abbattuto
e rassegnato con cui le aveva dette lo fecero sussultare ed adirare.
La strinse più forte a se e le sollevò il viso con le
mani. “ Ti voglio bene Buffy. Io ti voglio bene “
Buffy gli sorrise grata, mentre il viso le si illuminava di pura gioia.
“ Grazie “ mormorò gioiosa.
Spike sorrise e la baciò con tenerezza e passione.
Fred non sarebbe stata contenta di lui. Ma lo sguardo che in quel momento
Buffy gli aveva donato gli aveva fatto perdere la testa. “ Allora
ci vediamo domani? “ Buffy gli stringeva ancora la mano, non decidendosi
a lasciarlo e rientrare in albergo.
“ Certo passerotto. Alle 9 in punto, passo a prenderti “
“ Posso darti un bacio? “ gli chiese arrossendo.
“ Mmmm…” fece finta di riflettere lui. “ Sì,
va bene “
Lei si avvicinò a lui, si sollevò sulle punte dei piedi
e gli sfiorò le labbra con le sue.
Spike fremette e d’istinto la circondò con le braccia.
La sua lingua premette sulla bocca di lei, chiedendo di entrare e Buffy
lo accolse con amore. Il bacio da gentile, divenne sempre più
travolgente e passionale. Sino a lasciarli senza fiato.
“ A domani “ esclamò lui respirando affannosamente.
“ Si a domani “ gli rispose lei respirando altrettanto affannosamente.
Entrò nell’ascensore e premette il pulsante, senza distogliere
un attimo gli occhi da quelli di lui. Prima che le porte fossero completamente
chiuse, gli regalò un altro radioso sorriso, che riscaldò
il cuore cinico di Spike.
“ Un bel guaio, Spike. Un dannato, maledettissimo guaio “
si accese una sigaretta mentre lentamente si dirigeva alla vettura.“
Allora ti piace? “
Un ragazzo mingherlino, dall’aria pensierosa, lo sguardo vigile
ed attento. Seduto su un divano, lo scrutava.
“ Sì mi piace “
“ Qual è il problema? “ Spike non rispose.
“ E’ per Fred vero? E’ sempre lei il problema. Da
quando l’hai conosciuta non hai altro che problemi e delusioni
“
“ Smettila Oz. Io l’amo “
“ Ah, l’ami “ sbuffò seccato il giovane dai
capelli rosso fuoco. “ Tu ne sei ossessionato, altro che amore.
“
“ Falla finita ti ho detto.”
” Okay come vuoi. Ma la biondina? Buffy? Cosa vuoi fare con lei?
“
“ Non lo so. Ed è questo è il vero problema “
si passò una mano tra i capelli nervosamente.
“ Lei ti piace giusto? Perché non provi a …”
“ No. È una mocciosa ingenua e lagnosa.” Rispose
secco, tirando una boccata dalla sua sigaretta, mezzo consumata.
“ Ma ti piace…” Insistette Oz, fissandolo.
“ Già. Non posso sparare a Bambi. “
“ Mm….Lasciala in pace, Spike. Se davvero ti piace, lasciala
stare. Tu la farai solo soffrire “
Spike gli scoccò uno sguardo truce. “ Vorrei, ma non posso
farlo.”
“ Per Fred? “ domandò con disprezzo il piccoletto.
“ Sì… “ esitò una frazione di secondo.
Domandandosi se quella fosse la sola ed unica ragione. Non attese risposta.
Si alzò e con passo spedito andò alla porta.
“ A domani “ salutò con voce stanca.
“ A domani Spike “ rispose Oz, scrollando il capo non soddisfatto.
Questa volta era in un brutto guaio, Oz ne era certo. E tutto faceva
pensare che sarebbe stato sempre peggio
Avrebbe
parlato con Fred, le avrebbe spiegato che era stato un momento di stanchezza,
di noia. E che avrebbe fatto quello che gli aveva chiesto appena se
ne fosse presentata l’occasione. Pensava a questo Spike mentre
guidava veloce lungo i tornanti che portavano allo splendido hotel sul
belvedere.
Attraversò la hall rapidamente e si fermò davanti alla
reception.
“ La Signorina Summers, per favore “
“ Oh mi dispiace signore, sono partite “
“ Cosa? “ Spike lo fissò interrogativamente.
“ La Signorina ha lasciato una lettera per lei “ e nel dire
ciò, gli porse una busta bianca.
Spike la aprì impaziente e cominciò a scorrere le righe
con ansia e curiosità. Il suo volto si fece via, via più
teso e la mascella si contrasse in una smorfia di rabbia e di dolore.
“ Non è possibile. Quando sono partite? “ lo sguardo
gelido e il tono sferzante fecero sobbalzare l’impiegato.
“ Questa mattina all’alba…. Signore “
“ Maledizione. Questa me la pagherà, quella dannata stronza
me la pagherà “ strinse la lettera tra le mani e poi corse
alla macchina.
Non importava quanto tempo ci avrebbe impiegato, l’avrebbe ritrovata
e gliel’avrebbe fatta pagare.
“ Si è sposata? Con quel bellimbusto? “ Oz sospirò
“ cosa ti aspettavi Spike? Sapevi benissimo cosa voleva Fred.
E a quanto pare l’ha ottenuto. Ringrazio Dio che tu non sia così
stupido come quell…idiota di Angel “
“ Lei doveva essere mia. Ma questa me la pagherà. La ritroverò
e me la riprenderò…”
“ Oh, ma per tutti i Diavoli dell’inferno, vuoi smetterla.
Lasciala perdere una volta per tutte Spike. Quella donna è pericolosa,
porta solo sciagura con se “
“ Io la amo e lei mi appartiene “
“ E’ inutile. “ Una smorfia di rassegnazione segnò
le labbra di Oz.
“ Io lo ammazzo “ ringhiò Spike, lanciando lontano
il foglio spiegazzato.
“ E’ Buffy che ti ha lasciato la lettera? “ gli domandò
l’amico.
“ Già, e vedessi cosa scrive quella stupida. “
Oz lo raccolse e cominciò a leggere ad alta voce:
“ Mi dispiace Spike, ma non potremo più vederci. Mia sorella
Fred si è sposata con Angel (Un leggero tremolio delle lettere
fece capire ad Oz che Buffy stava piangendo mentre scriveva). Andiamo
alla sua Villa a Los Angeles. Sai dovevi vederli erano così belli,
così perfetti. Fred sembrava una Dea e Angel era così
felice.
Questi giorni insieme a te sono stati i più belli della mia vita,
nessuno si era mai preoccupato per me, così come hai fatto tu,
ed anche se lo hai fatto perché ti facevo pena, è stato
lo stesso bellissimo. Mi mancherai tanto Addio Spike.
Con tantissimo affetto.
Buffy “
“ Mi piace lo sai? “ Oz era rimasto affascinato dalle parole
semplici di quella lettera.
“ E’ una stupida. “ sbuffò “ Cretina
a correre dietro a quella checca “
Oz lo guardò stupito, socchiudendo gli occhi. E vide qualcosa
di nuovo che non aveva ancora notato nell’amico, ma rimase in
silenzio, a riflettere.
“ Beh, è anche molto legata a te….” Azzardò
con noncuranza.
“ Perché non può avere la checca. Se avesse avuto
Angel tra le mani….” Spike strinse i pugni, tanto che le
nocche divennero esangui. “ Me la pagheranno tutte e due. Dannate
Sommers “
“ Ehi ma che ti ha fatto Buffy?. “
“ E’ innamorata di quel cretino. Ecco cosa mi ha fatto.
“
“ Ah io non capisco. Ci rinuncio “
“ Ci vediamo presto Oz. Appena arrivo a Los Angeles ti chiamo
“
“ E va bene. Tanto so che è inutile cercare di dissuaderti
“ alzò le mani in segno di resa.
“ Puoi giurarci. “ e detto questo uscì sbattendo
la porta.
Oz fissò lo spazio vuoto davanti a se e poi con voce preoccupata
ed allo stesso tempo speranzosa mormorò
“ Rischi di bruciarti questa volta amico. Si, una grande bella
fiammata “
“
Ah si grazie mille Anya, sei sempre un tesoro “ sogghignò,
lasciandosi andare sulla poltrona del grande salotto, riccamente arredato.
“ Allora a questa sera. Si non ti preoccupare, troverò
qualcuna disposta ad accompagnarmi “ le sopracciglia sollevate
arrogantemente, indicavano sicurezza e convinzione.
“ Okay caio. “ riagganciò soddisfatto di se e si
passò i palmi delle mani sul tessuto ruvido dei jeans, pregustando
la serata “
“ Oh, William. Sei arrivato. Credevo che non saresti venuto per
questa settimana “ una voce dolce e gentile riempì la stanza
illuminata.
Una donna sulla quarantina, capelli neri e occhi verdi entrò
nella stanza con passo elegante e morbido.
“ Mamma, ciao. Come stai? “ le rispose Spike con voce allegra
e dolce, mentre le andava incontro e la baciava su una guancia.
“ Bene grazie. Ma piuttosto…cosa ci fai tu qui? “
lo guardò sospettosa.
“ Sono venuto a trovarti “ mentì lui cercando di
mantenersi serio.
“ Mmmm William Giles, non mentirmi….allora perché
sei venuto..” lo scrutò attentamente pensierosa “
Sono così preoccupata per te William. Quando metterai la testa
a posto e ti troverai una brava ragazza? “ Gli occhi della Signora
Giles si fecero cupi e sgomenti.
“ Tuo padre….se tuo padre fosse vivo…” continuò
con voce stanca, chinando il capo.
“ Chi lo sa…forse questa volta….. “ ribatté
allegramente lui, abbracciandola.
La madre lo fissò con fare perplesso, ma poi qualcosa la spinse
a sorridere.
“ Lo spero tanto tesoro. “ gli accarezzò la nuca
e gli scompigliò i capelli, proprio come faceva quando era piccolo.
“ Adesso devo andare a prepararmi, vado ad una festa questa sera”
“ Si ho sentito…” la voce aveva un tono di rimprovero
“ da quella Anya….”
“ Su Mamma, è una brava ragazza in fondo. Vuole solo divertirsi
“
sbuffò Spike, che non aveva mai mandato giù le continue
intromissioni di sua madre nella vita privata.
“ E va bene….ci vediamo domani allora. Io vado dai Mclain
per una serata di Bridge “
“ Okay a domani, divertiti mamma “ le schioccò un
bacio sulla guancia e canticchiando salì in camera sua.
L’ampio e lussuoso salone era illuminato a giorno, dappertutto
si poteva incontrare gente vestita elegantemente che sfoggiava, abiti
firmati e gioielli costosissimi. Spike sorrise beffardo. Detestava quell’ambiente
e cercava di starne alla larga il più possibile. Alla morte di
suo padre aveva preso in mano l’azienda di famiglia. Una compagnia
di navi petrolifere, anche se la sua passione era costruire Yacht e
imbarcazioni da vela. Amava il mare e vi passava la maggior parte del
tempo. E all’improvviso si era visto catapultare in questo mondo
di luci e lustrini che inizialmente, doveva confessarlo, lo aveva abbagliato,
ma ben presto si era accorto della miseria che vi albergava e della
sua falsità ed ipocrisia. Tutti volevano qualcosa da lui, apprezzandolo
solo per la ricchezza ed il successo e non per se stesso.
Oz l’aveva avvertito che Fred in un uomo cercava solo il suo denaro,
ma lui non aveva voluto dargli retta ed aveva accettato quell’assurda
scommessa: non dirle che era ricco, sino a che lei non si fosse messa
con lui. Era così sicuro di riuscire a conquistarla, così
convinto … ed invece aveva perso. Se solo non avesse accettato
quella dannata scommessa adesso Fred sarebbe sua moglie. Ma voleva veramente
una donna così al suo fianco? Il viso pulito e dolce di Buffy
per un attimo gli apparve davanti agli occhi, sorridente e sincero.
Scacciò il pensiero dalla mente, dicendosi che anche lei era
come sua sorella. E si guardò intorno attentamente alla ricerca
delle due traditrici, e finalmente le vide. La sua dea bruna sempre
splendente ed ammirata era al centro di alcuni uomini, mentre la piccola
streghetta bionda era in un angolo, lì accanto, appoggiata ad
una parete….
Gli occhi di Spike si fecero attenti e l’espressione crucciata.
Buffy sembrava triste e abbattuta. Aveva l’aria dimessa e lo sguardo
lontano. Strinse il braccio della sua accompagnatrice bionda e a passo
deciso si avviò verso il gruppo.
“ Salve a tutti, ma che bella sorpresa “
“ Oh…ma che …” esclamò Fred sorpresa,
ma riprese subito il controllo di se stessa.
“ Piacere di vederti Fred “ sibilò con tono sprezzante,
lanciandole uno sguardo truce.
“ Non credevo che a queste feste invitassero chiunque. “
Ribatté lei con altrettanta freddezza, mentre stringeva il braccio
di suo marito.
Buffy per tutto il tempo era rimasta in silenzio, a fissarlo ad occhi
sgranati e contenti.
“ Ciao passerotto “ la salutò, e si rese conto che
anche lui non aveva fatto altro che fissarla da quando si era avvicinato
a loro.
“ Ciao Spike “ balbettò lei arrossendo vistosamente.
Spike rimase immobile a guardarla.
“ Salve, ci siamo già… “ la voce gentile di
Angel lo distolse dai suoi pensieri.
Non finì la frase che un urlo proveniente dalle spalle di Spike
fece sobbalzare tutti.
“ Spikeyyyyyyyyyy tesorooooooooo “ la padrona di casa, attraversò
la sala correndo e si gettò tra le braccia di uno Spike, stupito
ma piacevolmente divertito.
“ Anya, sei sempre la stessa baby “ ridacchiò stampandole
un intenso bacio sulle labbra.
Buffy serrò i pugni e gli occhi assunsero un’espressione
amareggiata e rassegnata, mentre faceva il confronto tra lei e la bionda
vulcanica che era letteralmente avvinghiata a lui.
“ Ciao ragazzi. Vi conoscete già? “ domandò
rimettendosi a posto il vestito.
“ Beh veramente …. “ iniziò Fred con titubanza
“ abbiamo alloggiato nell’albergo dove Spike lavora “
“ Tu lavori in un albergo? “ domandò Anya perplessa
“ e da quando?”
“ Ogni tanto…” mormorò lui, passandosi una
mano tra i capelli.
“ Non credevo che tu lo conoscessi, com’è piccolo
il mondo “ Fred lanciò uno sguardo di sfida.
“ Ma io e Spikey siamo cresciuti insieme “ esclamò
Anya stringendosi al torace dell’uomo. “ Io ho sempre avuto
una cotta per lui, sin dalle elementari. E lui era uno Don Giovanni
terribile, non se ne salvava una. Vero tesoro? “
Spike non rispose, con la coda dell’occhio osservò la figura
curva di Buffy che continuava a fissarlo smarrita.
“ Ed io posso ben capire il perché, con lui ho provato
i migliori orgasmi della mia vita. È uno da orgasmi multipli
garantito “
Fred era sconcertata, Angel imbarazzato, Harmony furibonda e Buffy era
ferita e triste. Ma nessuno osò riprendere Anya Jankins la figlia
di uno dei magnate più importanti del Texas.
“ Scusate, io sono stanca mi ritiro “ mormorò a voce
talmente bassa che non fu udita da nessuno. A capo chino e con gli occhi
pieni di lacrime si allontanò inosservata.
Anya continuò con il suo racconto su Spike, con orgoglio. “
Le nostre due famiglie: i Jankins e i Giles, sono amiche da generazioni.
Suo padre era un uomo fantastico e molto acuto, con un senso degli affari
incredibile. Tutti speravano che io e lui…alla fine saremmo finiti
insieme. E vi garantisco che ho fatto di tutto per farlo cadere nella
rete. Ma niente da fare, deve ancora nascere la donna che metterà
il guinzaglio a Spike Giles “ ammiccò sfacciatamente Anya.
Istintivamente, senza sapere bene il perché Spike cercò
con lo sguardo Buffy e si accorse che non c’era più.
Nello stesso istante anche Angel si accorse dell’assenza di Buffy
e domandò apprensivamente “ Dov’è Eliza? “
“ Sarà andata a bighellonare qui attorno. Quella stupida
non fa altro che darmi problemi “ sbuffò Fred seccata.
“ Non capisco perché tu insista sempre a volertela portare
dietro “
“ Perché non voglio si senta trascurata e sola Fred. È
una ragazza così sensibile e dolce “ le rispose risentito.
Spike fu infastidito dalle parole di Fred, ma lo fu ancora di più
da quelle di Angel. Perché le riservava tante attenzioni? e perché
la chiamava con un diminutivo, secondo lui troppo confidenziale.
Aggrottò le sopracciglia. “ Blondie Bear, possiamo andare
adesso? Mi sto annoiando “ protestò la bionda statuaria,
stufa di vedere Anya appiccicata al suo accompagnatore.
“ Si Harm, adesso andiamo “ mormorò lui, continuando
a guardarsi distrattamente attorno. Di lei nessuna traccia.
“ Allora Spikey. Domani verrai al rinfresco? “ Anya lo guardò
con occhi supplichevoli.
“ Forse …. “ scherzò lui.
“ Avanti, non fare il difficile. Voglio che tu conosca il mio
futuro marito “
Fred fissò Spike con rabbia malcelata, e lui ne approfittò.
“ E va bene Anya. Ci sarò “ Spike lanciò uno
sguardo di sfida a Fred, sorridendole beffardo. Gliel’avrebbe
fatta pagare e poi se la sarebbe ripresa, pensò con spavalderia.
Fred avrebbe capito che non aveva a che fare con un damerino figlio
di papà, ma con un vero uomo.
Seduto
sul terrazzo della sua villa Spike sorseggiava il suo drink in silenzio
ed osservava il mare. Aveva bisogno di schiarirsi le idee, di elaborare
una strategia per riprendersi Fred e per togliersi dai piedi quell’imbecille
di Angel. Ma come si permetteva a prendersi tante confidenze con Buffy,
con una ragazzina. Era nervoso, ed inspiegabilmente scontento. Se n’era
andata senza dirgli una parola, tranne uno stentato “ Ciao Spike
“. Ma che gli importava poi di quella mocciosa.
“ William come mai sei ancora in piedi? “ domandò
sua madre preoccupata, posandogli una mano sulla spalla.
“ Tornata presto? “
” Si mi annoiavo. Ma tu come mai sei ancora in piedi? E com’è
andata la festa? “ gli rispose lei sorridendogli.
“ Non lo so mamma, non lo so. “ rispose pensieroso.
“ E’ per una donna vero? L’ho capito subito quando
sei arrivato che c’era qualcosa di diverso questa volta. Oh William,
ti sei innamorato? “ gli domandò ansiosa.
“ Credo di si. “ rispose lui senza voltarsi a guardarla.
“ E lei è una brava ragazza? E’ buona? Gentile? Ti
vuole bene? “ gli domandò incalzante, con una nota di preoccupazione
nella voce.
“ Oh, non lo so mamma, lo credevo. No, a dire il vero lo speravo,
ma forse sapevo che non era così “ l’amarezza trasparì
chiara dalle sue parole.
“ Si prudente William, non investire il tuo amore su una persona
non degna, quando puoi avere una persona speciale al tuo fianco “
Una serie di immagini sovrapposte di Fred e Buffy si alternarono rapidamente
nella sua mente, alle parole della madre, ma Spike era troppo concentrato
sul come riprendersi Fred, per prestarvi attenzione.
“ Va bene Mamma, te lo prometto sarò prudente. “
le rispose, sforzandosi di sorridere. Una certezza lo colpì a
sua madre non sarebbe mai piaciuta una come Fred e nemmeno a Fred sarebbe
mai piaciuta sua madre. Si passò una mano fra i capelli e come
a voler allontanare quei cupi pensieri dalla mente, si stiracchiò
pigramente, alzandosi.
“ Adesso sarà meglio andare a dormire mamma. Ci vediamo
domani “
“ Notte William. “ con gli occhi pieni di apprensione materna,
seguì suo figlio mentre rientrava in casa. Lo avrebbe difeso
a tutti i costi, era l’unica cosa al mondo che amasse e non avrebbe
mai permesso a niente e nessuno di farlo soffrire.
Guidò veloce, lungo i tornanti irregolari. Voleva arrivare al
più presto alla villa di Anya, era ansioso di mettere in atto
il suo piano e di rivederla…ancora l’immagine di Buffy a
seccarlo. Strinse il volante e accelerò, con uno stridio di freni
e una sgommata parcheggiò davanti al patio della villa.
“ E’ arrivato Spikey “ gridò Anya andandogli
incontro.
“ Ehi bella la tua nuova porche, quando l’hai presa? “
Gli domandò accarezzando il fianco grigio metalizzato della vettura.
“ Un po’ di tempo fa. È una bella macchina “
le rispose distrattamente, mentre saltava fuori dall’abitacolo
e l’abbracciava calorosamente.
“ Su vieni, Xander è nervoso all’idea di conoscerti,
il che mi diverte molto “
“ Ah, Anya quando la smetterai di giocare con quei bambocci “
“ Ma guarda da che pulpito viene la predica…” ridacchiò
lei.
“ Okay, conosciamo questo novello Otello “ le fece l’occhiolino
seguendola nel giardino, ansioso di incontrarla.
Per un po’ girò tra gli invitati attendendo l’occasione
propizia per avvicinarla e quando la vide salire di sopra, inosservato
la seguì.
Stava specchiandosi nell’ampia toilette quando lui le apparve
riflesso alle spalle.
“ Non ho avuto ancora l’occasione per farti i miei auguri
Fred “ le disse guardandola cupamente.
“ Grazie Spikey “ lo apostrofò lei sprezzante “
Sei un uomo dai mille segreti tesoro “ disse continuando a spazzolarsi
i morbidi capelli.
“ Non sono il solo a quanto pare … “ replicò,
mentre un’ira sorda saliva lentamente.
“ Se tu mi avessi detto chi eri in realtà…”
“ Sarebbe cambiato qualcosa? Oh ma certo…” il tono
era gelido quanto l’espressione.
“ Forse, ma non esserne così sicuro tesoro. Tu non hai
un briciolo di classe, e mai l’avrai “ ribatté lei
infuriata per il modo in cui lui la stava trattando ed a cui non era
abituata.
“ Già io non sono ‘ manovrabile ‘ non è
vero? “ La rabbia adesso era ben visibile nei tratti marcati e
duri del viso di lui.
Fred lo fulminò con lo sguardo.
“ Adesso tu vieni via con me Fred, divorzierai da quell’imbecille
e sposerai me “ le disse avvicinandosi.
Fred lo fissò con stupore e poi scoppiò in una fragorosa
risata.
“ Cosa? Sei impazzito per caso? Non mi trascinerai in uno scandalo,
scordatelo. Non rinuncerò a quello che ho faticosamente conquistato
per …per…uno come te Spike. “
Gli occhi di Spike fiammeggiarono di rabbia e di follia.
“ Fred, tu farai esattamente come ti ho detto o io….io….”
sollevò l’indice in segno minaccioso.
“ Ma smettila ‘ Blondie Bear ‘ non mi fai paura, rassegnati.
Hai giocato ed hai perso. Angel ha fatto l’offerta migliore, ed
io l’ho accettata “
Per Spike fu come ricevere uno schiaffo in pieno viso. Tutta la sua
rabbia svanì in un istante. Fred sorrise trionfante e con la
sua solita aria regala si allontanò senza voltarsi una sola volta.
A
grandi falcate ridiscese le scale e andò in giardino, avrebbe
ucciso Angel e si sarebbe ripreso Fred, era come impazzito. Lo vide
sorridere e scherzare spensierato, e lo maledisse per avergli portato
via la sua felicità. Si diresse verso di lui con una luce omicida
nello sguardo e poi….si arrestò di colpo, come fulminato.
Tutti i suoi propositi andarono in fumo.
La sua risata allegra e contagiosa lo investì. Si voltò
di scatto e la vide: indossava un corto gonnellino nero, a pieghe che
le scopriva le gambe snelle e flessuose (indecente pensò). Ed
un top bianco, troppo scollato. I capelli erano raccolti in una coda
sbarazzina e la visiera riparava gli occhi dal Sole. Stava giocando
a tennis. Era raggiante, Spike rimase lì ad ammararla e poi la
rabbia lo accecò di nuovo. Lei era con Riley Finn, un ragazzone
alto, dagli occhi chiari ed i capelli castani. Figlio di uno dei più
noti avvocati del paese.
Lui le stava praticamente appiccicato, mentre le spiegava le regole
base per imparare a giocare. Lei sembrava divertirsi e gradire quelle
attenzioni. ‘ Stupida ‘ pensò sempre più infastidito
dalla scena melensa che gli si parava davanti. Nella sua mente si fece
strada un’idea geniale. Non gli importava delle conseguenze, di
chi ci sarebbe andato di mezzo. Lui soffriva e tutti dovevano soffrire
con lui. Dandosi un contegno ed indossando il suo più seducente
sorriso si avvicinò all’allegra coppia.
“ Salve Passerotto “ la salutò con voce sensuale.
Buffy si voltò di scatto ed avvampò. Imbarazzata come
fosse stata colta in fragrante si scostò da Riley e balbettando
lo salutò “ Ciao Spike “
“ Ieri sei sparita…” le disse con voce fintamente
imbronciata.
“ Oh, io ero stanca, non credevo che la mia presenza….”
Si bloccò, incapace di continuare.
“ Raggio di Sole, tu sei indispensabile come l’aria per
me “ mormorò lui, baciandole una guancia.
“ Scusa amico, ma io e la signorina…” non riuscì
a finire la frase, che fu interrotto da Spike.
“ Amore, che ne dici di venire via con me? Ti porto a fare un
giro sulla mia nuova auto. “
Buffy guardò prima Riley poi Spike, non sapendo decidere. Poi
il suo sguardo incrociò gli occhi ardenti di Spike, ma con un
fondo di tristezza, e la decisione fu presa.
“ Scusa Riley “ con timore si avvicinò a Spike, guardandolo.
Riley rimase a bocca aperta incapace di profferir parola.
“ Bene amore andiamo “ la prese per mano e sorridendo vittorioso
a Riley, la trascinò via.
“ Dove andiamo? “ domandò mentre lui la spingeva
nella macchina.
“ E’ una sorpresa amore “ salì in macchina
e a tutta velocità lasciò la villa.
Per tutto il tragitto rimasero in silenzio. Spike sembrava teso e nervoso.
Fissava la strada pensieroso, la sua mente era lontana.
Buffy sospirò e poi azzardò un tentativo di conversazione
“ Mi dispiace essermene andata così, ma Fred ha voluto
per forza partire e…”
“ Non ti preoccupare, non importa “ tagliò corto
lui.
“ Hai avuto il biglietto, ho pregato l’addetto…”
“ Sì. “ rispose secco.
“ Sei arrabbiato con me? Mi dispiace non volevo farti arrabbiare,
se è per Riley io, io …. “ Buffy era agitata, non
sapeva come andare avanti.
“ Non lo devi più vedere Buffy. Non gli devi più
parlare. Te lo proibisco “ rispose con voce dura.
Buffy chinò il capo e annuì “ Si, va bene. “
“ Brava piccola “ le sorrise, accarezzandola con lo sguardo.
Viaggiarono per più di due ore, quando imboccarono la strada
per la scogliera Buffy capì.
“ Mi stai portando al Faro? A casa? “ domandò agitandosi.
Lui annuì, senza parlare. Buffy sorrise “ Oh, quanto mi
è mancato. Adoro la tua casa Spike “
Lui si voltò a guardarla e la sua espressione si addolcì.
La vettura si arrestò davanti al cancello.
“ Su vieni “ Il Sole stava tramontando e l’aria era
rinfrescata. Dal mare saliva l’odore di salsedine e di sale.
Buffy fu assalita da un’ondata di gelo e paura. Lo sguardo di
lui, la sua voce. Sapeva perché l’aveva portata lì,
sapeva cosa aveva in mente dal momento in cui l’aveva salutata
a casa di Anya, eppure era andata con lui senza protestare. Strinse
forte i pugni e lo seguì in silenzio, mentre il cuore batteva
all’impazzata.
“ Sai perché siamo qui? “ le domandò accendendo
la luce e richiudendo la porta alle spalle.
Buffy deglutì a fatica e tremando, annuì con il capo.
“ Bene. Allora spogliati “ nel dirlo lui cominciò
a spogliarsi frettolosamente.
Buffy rimase immobile, muta e tremante.
Spike evitò il suo sguardo “ Su muoviti o vattene “
le intimò.
Buffy obbedì e lentamente cominciò a spogliarsi, vergognandosi
da morire.
“ Puoi spegnere la luce? “ domandò timidamente.
“ No, mi piace guardare mentre scopo “ le rispose con tono
sprezzante.
Buffy chiuse gli occhi e finì di spogliarsi. Nuda, rimase rigida
al centro della stanza. Gli occhi serrati e il respiro interrotto.
Ormai non potendo più evitarlo, Spike si voltò e la guardò.
Tutta la sua certezza ed il suo cinismo, svanirono nell’istante
in cui i suoi occhi si posarono sul corpo armonioso e snello di lei.
Inclinò il capo da un lato e trasse un profondo sospiro.
“ Buffy apri gli occhi “ le disse con voce più gentile.
“ Non posso “ replicò lei, serrando le labbra.
“ Passerotto apri gli occhi “
“ Non ci riesco, perdonami. Non posso, ho paura “ rispose
cono voce strozzata, mentre cominciava a singhiozzare.
Spike imprecò in silenzio e le andò incontro, stringendola
tra le braccia.
“ Non piangere passerotto. Non piangere ti prego “
“ Mi spiace, sono così … così goffa. Non voglio
deluderti, ma…io….”
Spike si maledisse mentalmente e cominciò a cullarla dolcemente.
“ St….tu non mi stai deludendo amore. Sei bellissima “
“ Non è vero, lo so. Tu sei buono con me “
Per Spike fu una coltellata.
Raccolse lo spolverino da terra e glielo mise sulle spalle.
Non poteva farlo, non con lei così.
“ Maledizione! Rivestiti. Ti riaccompagno a casa “ le ordinò.
Buffy spalancò gli occhi e lo guardò terrorizzata. Lui
si girò per raccogliere i suoi vestiti, quando si sentì
stringere da due braccia sottili e morbide.
“ Ti prego no. Non piangerò più. Sarò brava.
Ti prego Spike “
Spike si sentì opprimere da un senso di colpa mentre si voltava
a guardarla.
“ Passerotto “ esclamò sbigottito, lei lo stringeva
a fargli male.
“ Per favore, stringimi. Sono così sola “
Spike cedette. Le accarezzò una guancia con la mano e le sorrise
dolcemente.
“ Piccola. “ Buffy si sollevò sulle punte e chiudendo
di nuovo gli occhi, cercò le sue labbra con le proprie.
Spike rispose prontamente al bacio. In fondo era solo un uomo, peggio
per lei. La sollevò tra le braccia e la portò nella stanza
da letto.
Aprì
la porta con un gomito e cercò di metterla giù, ma Buffy
rimase saldamente avvinghiata al suo collo.
“ No, no ti prego “ lo implorava.
Spike sentiva il cuore pesante e martellante. Quella piccola strega
lo faceva sentire così meschino, indegno e soprattutto gli faceva
perdere il controllo.
La stese sul letto e la seguì, ormai rassegnato a non liberarsi
della sua stretta mortale.
“ Non ac…cendi “ la luce. Balbettò Buffy imbarazzata.
“ Adesso mi secca alzarmi “ le disse, mentendo.
“ Bene “ gli rispose lei, accoccolandosi sotto di lui. Tenendolo
sempre stretto.
“ Buffy…asc…” cercò di parlare ma lei
prese a baciarlo con foga. Le sue labbra calde, morbide, così
incerte ma sensuali. Lo fecero vacillare, un uomo non può resistere
quando una donna così lo avvolge nel suo caldo abbraccio e gli
si dona così completamente.
Un brivido gli attraversò la schiena, mentre i sensi ottenebravano
la mente e il bisogno di lei si faceva strada prepotentemente in lui
annullando ogni altra volontà.
Rispose ai baci tentennanti di lei, con baci sempre più famelici
e bisognosi. Le mani si mossero da sole sul corpo caldo ed eccitato
di lei alla ricerca dei punti più nascosti e sensibili, per farla
gemere di piacere. E Buffy gemette, sospirò e si inarcò
sotto il suo tocco avido. Quando la sua eccitazione fu troppo dolorosa
per sopportarla ancora, con dolcezza si sistemò tra le sue cosce,
divaricandole più che poté, e con cautela cominciò
a farsi strada nelle pieghe bollenti e bagnate di lei.
Buffy emise un grido soffocato quando con una spinta Spike la penetrò,
facendo di lei una donna. Si aggrappò a lui e mormorò
tra le lacrime
“ Ti amo Spike. Ti amerò sempre “
Spike sentì gli occhi diventare umidi e strinse i denti contrariato.
Con il desiderio di uscire subito da quell’antro caldo e stretto,
che sembrava fatto apposta per lui.
Lei contrasse leggermente i muscoli e Spike si sentì morire.
“ Dannazione Buffy “ mormorò e cominciò a
muoversi lentamente ormai perso nel suo bisogno di possederla. Buffy
ansimò cercando di seguirlo nel suo ritmo sempre più incalzante
ed infine all’apice del piacere entrambi urlarono quasi con dolore,
i loro nomi. Piombando poi in un silenzio, rotto solo dal respiro affannato
dei loro corpi che cercavano di recuperare l’aria.
Rimasero abbracciati per un tempo indefinito e poi Spike lentamente
si staccò da lei. Negli occhi una domanda ed una espressione
di orrore ‘ Che cosa ho fatto? ‘
Buffy capì e ne fu ferita, ma ormai non le importava più.
Questa notte l’avrebbe conservata per sempre, come il ricordo
più bello della sua vita.
“ Posso dormire qui? “ gli chiese speranzosa, ma anche pronta
ad un suo rifiuto.
“ Cosa? “ Spike, non aveva mai permesso alle sue donne di
dormire nella sua casa. Era una cosa che non sopportava, ma guardando
l’espressione estasiata, un po’ assonnata e speranzosa di
Buffy, non se la sentì di dirle no. Così annuì
con il capo e lasciò che lei si accoccolasse al suo fianco e
lo stringesse prima di scivolare in un dolce sonno.
Il
mattino dopo….
Il silenzio, fu la costante di quella mattina. Al suo risveglio Buffy
non aveva trovato Spike al suo fianco, era sola in quel grande letto
che guardava al cielo. Aveva pianto senza farsi udire, dandosi della
sciocca, perché anche se sapeva quello che sarebbe successo,
anche se sapeva di essere solo l’avventura di una notte. Lei aveva
sperato sino all’ultimo che lui come un principe azzurro l’avrebbe
baciata e le avrebbe detto che l’amava. E poi sarebbero vissuti
felici e contenti. Invece la realtà era ben diversa, nessuno
l’avrebbe salvata dal suo destino. Facendosi forza si era alzata
ed avvolta nello spolverino di lui era scesa di sotto. Fortunatamente
non lo aveva incontrato, era probabilmente fuori in terrazzo. Aveva
raccolto frettolosamente i suoi abiti e si era chiusa in bagno. Quando
si era sentita abbastanza forte da sopportare tutto, era uscita ed era
andata a cercarlo.
Era seduto su una sdraio lo sguardo fisso sulle onde. Buffy si sentì
stringere il cuore. Era pentito, lo sapeva. E sapeva anche che non era
lei che voleva quella notte. Sapeva che lui amava una donna impegnata,
che amava Anya. Ma non le importava, voleva fingere che per una volta
era stata lei ad essere desiderata ed amata. E di questo avrebbe vissuto
per sempre.
“ Ciao “ balbettò abbassando lo sguardo.
Spike la fissò e infine rispose stancamente
“ Era ora che ti svegliassi. Andiamo ti riaccompagno a casa, ho
un appuntamento “.
Non un sorriso, nessuna dolcezza o gentilezza. Neanche una pietosa bugia.
Buffy sentì un groppo alla gola, annuì con il capo e si
diresse alla macchina. Anche lei voleva che finisse tutto presto, così
avrebbe potuto andare nella sua stanza e sognare di lui. Uno Spike che
l’amava e che l’avrebbe salvata.
Per tutto il tragitto Buffy guardò fuori dal finestrino, voleva
imprimersi quei luoghi e quella mattina per sempre. Infine quando all’orizzonte
si profilò la collina con le varie ville della società
bene di Los Angeles, si voltò a guardare Spike. Lo fissò
intensamente, voleva imprimersi ogni piega, ogni tratto del suo bellissimo
volto. Per non scordarlo mai. Fermò la macchina fuori dal cancello,
voleva evitare di incontrare Angel o Fred, sapeva che avrebbero finito
per litigare, e sentiva che non avrebbero avuto tutti i torti a prenderlo
a calci nel sedere.
“ Bene, ci si vede “ le disse, cercando di assumere un’aria
allegra.
“ Si, certo “ rispose lei, ben sapendo che quello era un
addio.
“ Posso baciarti ancora? “ era una stupida, eppure voleva
ancora una volta sentire il sapore dolce dei suoi baci.
Spike la fissò perplesso ed ancora una volta non seppe dirle
di no.
Buffy si avvicinò a lui con lentezza e gli prese il viso tra
le mani.
“ Chiudi gli occhi “ gli domandò e lui incapace di
negarle qualsiasi cosa ubbidì. Con delicatezza posò le
sue labbra su quelle di lui e lo baciò con dolcezza.
“ Abbi cura di te “ gli sussurrò sfiorandogli l’orecchio.
Poi fu il gelo, riaprì gli occhi e lei era andata via. Si girò
verso il cancello e la vide sorridergli tristemente. Gli fece un cenno
con la mano e poi si allontanò senza più voltarsi.
Spike si sentì mancare, qualcosa lo faceva star male. Un peso
insopportabile sul petto e un dolore lancinante alla testa.
Rimise in moto e partì a tutta velocità.
“ Che vadano al diavolo tutte e due “ imprecò, mentre
un senso di vuoto e di solitudine lo travolgeva.
Un mese dopo….
“ Finalmente sei tornato William. Mi sei mancato “
Sua madre lo accolse a braccia aperte come sempre, eppure lui non si
sentiva degno di tutto quell’amore.
“ Ciao Mamma. Novità? “
” Oh, niente di speciale, le solite cose. Feste, balli, qualche
fidanzamento previsto e non, qualche divorzio…tutto come sempre”
“ La solita routine “ sbuffò, lasciandosi cadere
sul divano.
“ Dovresti riposare. Hai l’aria stanca “ gli disse
sua madre. Colpita dal pallore del viso e dall’aria stanca e abbattuta.
Non usuale in suo figlio.
“ Si lo farò. E’ stato un periodo difficile “
si versò da bere e chiuse gli occhi, ma non trovava pace.
“ Già con tutte quelle donne che hai frequentato “
lo rimproverò sua madre.
Il telefono squillò insistentemente, evitando una discussione
spiacevole tra loro.
“ Si. Oh ciao Oz. Te lo passo subito. È appena arrivato
“
Spike si alzò ed andò a rispondere.
“ Davvero? Non so se voglio venirci! “ ci fu un momento
di pausa. Spike bevve d’un sorso il drink che teneva in mano.
“ E va bene. Arrivo “ chiuse il ricevitore e rimase qualche
istante a riflettere. Non avrebbe potuto evitare l’amico per sempre.
“ E’ successo qualcosa? “ domandò sua madre
sempre più preoccupata.
“ Questa sera c’è una festa in maschera dagli O’Brien.
“
“ Eh? “ domandò la donna con aria interessata.
“ Passo a prendere Oz. A domani Mamma “
“ Comportati bene William “ lo ammonì, il cui cuore
le diceva che suo figlio era tormentato.
“ Come sempre “ sorrise amaramente lui e senza dire altro
andò a cambiarsi.
“ Ma che ti è saltato in mente? Perché lo hai fatto?
“ lo rimproverò Oz, guardandolo torvamente.
“ Non lo so. Va bene? Ero, ero…furioso “ ringhiò
lui, mentre lanciava la macchina a tutta velocità lungo il sentiero
alberato.
“ Spike, io non mi sono mai intromesso nella tua vita. Ma questa
volta sei stato una carogna e te lo devo dire. Eliza è una brava
ragazza e tu non avresti dovuto ferirla così “
“ E’ lei che l’ha voluto, io la volevo riaccompagnare
a casa “
Oz lo guardò scettico e Spike si sentì colpevole ancora
una volta.
“ Accidenti, ma cosa dovevo fare? Era nuda, e voleva che la prendessi
“ urlò arrabbiato con se stesso, per sentirsi così
in colpa.
“ Già. Poverino, non potevi fare nulla. Ma dopo cosa hai
fatto? Sei andato a donne in giro per tutta la California. L’hai
mai chiamata? “
Spike strinse il volante e guardò avanti “ No! E a che
scopo? Sapeva bene che era una cosa da una notte “
“ Come vuoi tu “ rispose semplicemente Oz. E questo fece
sentire Spike ancora più meschino e infimo.
“ E’ adulta e vaccinata. Ed era anche ora che qualcuno la
facesse scendere dalla nuvoletta dove viveva. Così impara che
la vita è dolore “
“ Stupido. Ha già sofferto tanto quella ragazzina. UNA
RAGAZZINA Spike “ sottolineò “ E non riesco ancora
a credere che tu abbia approfittato di lei. Non lo avevi mai fatto prima
“
“ Che vuoi che ti dica. Sono un bastardo “ rise cinicamente,
ma dentro un dolore sordo lo spezzava.
“ Si lo sei “ mormorò Oz e poi rimasero in silenzio
sino all’arrivo.
La sala era addobbata a festa. Ovunque si udivano risate e tintinnio
di bicchieri.
“ Andiamo a divertirci adesso “ cercò di incoraggiarsi
Spike mentre si lanciava in mezzo alla folla. Voleva allontanarsi da
Oz il più in fretta possibile. Il suo sguardo di condanna lo
feriva più di ogni altra cosa.
Girovagò per la sala con aria assente. Aveva visto Fred accogliere
gli ospiti con aria da gran Signora. E per la prima volta non gli era
sembrata poi così divina come sempre. L’aveva cercata tra
la folla, ma non l’aveva trovata. Probabilmente aveva deciso di
non partecipare alla festa. Si chiese come avesse passato quel mese,
se fosse stata triste ed abbattuta per essere stata usata ed abbandonata.
‘ Ma che accidenti sto dicendo, l’ha voluta lei. ’
Si rimproverò mentalmente. Scrollò il capo e si guardò
intorno. Aveva bisogno di distrarsi e cosa c’era di meglio, per
distrarsi, di una donna? Con aria da predatore scandagliò la
stanza ed avvistò la sua preda.
Una
giovane vestita con un abito nero di seta lucida, un mantello lungo
le spalle e una maschera anch’essa nera a coprirle gli occhi.
Una bella creatura della notte.
Sorrise e con fare casuale si avvicinò.
“ Salve, vampira. Il tuo cacciatore è qui “ sussurrò,
prendendola per i fianchi. La sentì tremare tra le sue mani.
Lei lo riconobbe immediatamente: il suo odore, il suo tocco, la sua
voce.
“ Salve cacciatore “ rispose sforzandosi di apparire sicura
di se.
“ Che ne dici di ballare amore? “
Gli sorrise ed annuendo si lasciò condurre al centro della pista.
“ Non so ballare “ gli disse, ricordando il loro primo incontro.
“ Metti le punte sui miei piedi piccola, ti guido io “
Lei ubbidì e lentamente cominciarono a dondolare al ritmo lento
della musica.
Buffy si strinse istintivamente a lui e con la mente tornò a
quella sera…..
“ Sei qui con me passerotto? “ la voce di lui la riportò
alla realtà, come in un de-ja vieu.
“ Forse è meglio …”
“ St…passerotto “ e come allora le posò l’indice
sulle labbra e l’attirò a se, stringendola di più.
Buffy si perse nelle sensazioni che provava e non sentì quello
che lui le chiedeva. Scrollandosi si obbligò a domandare.
“ Cosa ha detto? “
“ Visto che non era poi così difficile vero? “ le
sorrise arrogantemente.
“ Oh! Già “ Buffy sentì un nodo allo stomaco.
Lui si comportava così con tutte le donne. Lei non era stata
speciale per lui, nemmeno al loro primo incontro. Le lacrime le annebbiarono
la vista, e ringraziò la maschera che la nascondeva e le evitava
l’ennesima umiliazione.
“ Spikeyyyyy “ la voce di Anya come sempre fece sobbalzare
tutta la sala per un momento.
Approfittando della confusione, Buffy si sciolse dall’abbraccio
di lui e mormorando qualche frase di scuse si dileguò. Spike
si voltò per seguirla ma fu letteralmente travolto dal ciclone
Anya.
“ Sei tornato! Ma è possibile che tu sparisca sempre così?
“ lo baciò con trasporto.
“ Wow siamo calde questa sera “ la prese in giro lui.
“ Sei stato davvero un tesoro Spikey “
Lui la guardò interrogativamente.
“ A far ballare Buffy, sai era così nervosa. E quella strega
di Fred, non le sta rendendo la vita facile. Dio se potessi torcerle
il collo….” Imitò il gesto con le mani.
Spike impallidì improvvisamente, e fu colto da un tremito.
“ Buffy? “ balbettò.
“ Si. La vampira! “ esclamò Anya portandosi le mani
ai fianchi.
“ Oddio, non dirmi che non l’avevi riconosciuta. Ah fantastico!
“ ridacchiò. “ Spero tu non l’abbia sconvolta
“
“ Scusami Anya “ disse distrattamente, mentre con lo sguardo
la cercava freneticamente tra la folla.
“ E’ andata fuori in giardino…” gli indicò
lei con un cenno del capo.
“ Vicino al laghetto, sotto il salice. Va sempre lì quando
vuole isolarsi. “ gli fece l’occhiolino e gli aprì
la porta finestra più vicina.
“ All’arpia penso io. Tra poco sguinzaglierà i cani
per ritrovarla. Che strazio “
“ Grazie “ le disse lui e scivolò fuori nella notte
piena di stelle.
Seduta
sulla panchina, le mani intrecciate in grembo e il capo chino, sembrava
così piccola ed indifesa. Spike si fece coraggio, chissà
perché affrontarla lo spaventava così tanto.
“ Buffy “ la chiamò mettendosi alle sue spalle.
Lei sobbalzò ma non si voltò a guardarlo.
“ Perché non mi hai detto che eri tu? “ le domandò
guardando l’acqua placida del laghetto, illuminata dalla pallida
luna.
“ Non aveva importanza “ rispose lei a voce bassa, come
temesse di disturbare qualcuno.
Spike si voltò a guardarla. “ Sono felice di rivederti
“ e sentì che era vero.
“ Anche io. Mi sei mancato “ disse con disarmante sincerità
lei.
Avrebbe voluto dirle che anche lei gli era mancata, ma le foto sui giornali
e i pettegolezzi su tutte le sue avventure in quel mese, non l’avrebbero
reso ribile. Sospirò e tornò a guardare davanti a se.
“ Buffy mi spiace per quella notte “ cercò di mantenere
un tono neutro, ma la voce gli si incrinò.
“ A me no. “ gli rispose lei, alzandosi di scatto. “
E’ stata la più bella notte della mia vita “ gli
sibilò con voce alterata dal pianto imminente. “ Non la
dimenticherò mai. Grazie, grazie di tutto. E non preoccuparti
per me io….io….sopravviverò. Addio Spike “
Spike esitò indeciso se abbracciarla o baciarla. Ma Buffy scappò
via senza dargli il tempo di decidere.
Frustrato ed infuriato tornò indietro, era arrivato al portico
quando una mano lo prese per il braccio e l’attirò a se.
“ Mi sei mancato tesoro “ la sua voce sensuale lo fece eccitare
istantaneamente. Le sue labbra avide cercarono le sue e le imprigionarono.
Il suo corpo sinuoso si strofinò contro di lui facendolo incendiare.
“ Fred….” Gemette lui stringendola e intensificando
il bacio.
“ Chi sono io? Dimmelo “ lo incitò lei mordendogli
il lobo dell’orecchio.
“ La mia Dea. “ rispose come stregato da quella voce.
“ Si la tua Dea “ ridacchiò lei divertita.
“ Tuo mari…to…. “ cercò di dire mentre
la pressava contro il muro, accarezzandola e baciandola con frenesia.
“ Lui non si accorgerà di niente. Non temere “ lo
rassicurò. “ Ho una mezz’oretta “ continuò
a guardarlo con quell’aria trionfante e divertita.
Spike si irrigidì e si staccò da lei con un gesto brusco.
“ Il tempo di una scopata non è così? “ sibilò
stringendole i polsi, e portandoglieli sulla testa.
“ E se adesso io ti prendessi qui e ti facessi urlare. Se facessi
sentire a tutti come gode una cagna….cosa penserebbe il tuo maritino
“
“ Oh, tu non lo faresti Spike. Io ti conosco “ lo sfidò
lei, strofinando il basso ventre contro l’eccitazione di lui,
tesa allo spasmo.
“ Già, non lo farei. “ Serrò la mascella ripensando
a Buffy e a come l’aveva usata.
“ Ti odio Fred “ ringhiò spingendola via.
“ Non è vero piccolo. Tu mi ami, e mi desideri ancora.
E prima o poi…tornerai da me….alle mie condizioni. Come
sempre Spike “ la certezza nelle sue parole.
“ Non contarci tesoro “ ringhiò lui.
“ Fred. Sei qui Fred? “ La voce di Angel squarciò
il buio della notte.
Fred sbuffò e dopo essersi riavviata i capelli, sorridendo andò
verso la luce che illuminava il portico.
“ Si eccomi amore. Avevo caldo e sono uscita a prendere una boccata
d’aria “
“ Hai visto Buffy? “ domandò Angel apprensivo come
sempre. Mentre Spike sentì lo stomaco torcersi dalla rabbia.
“ No. E smettila di preoccuparti per lei. È noioso questo
tuo atteggiamento da fratello maggiore “
“ Scusami amore. Su vieni gli ospiti ti reclamano “ la portafinestra
fu chiusa e Spike si sentì svuotato di ogni energia. Quanto la
desiderava. Fred aveva ragione, prima o poi avrebbe ceduto. Si maledisse
mentalmente e senza dire una parola a nessuno si rimise in macchina
e tornò a casa.
Non
avrebbe voluto andare a quella dannata festa, un’altra occasione
per rivederla. Ma Oz aveva insistito così tanto:
“ Spike devi assolutamente venire con me e Will. “
Era strano per un tipo riflessivo e flemmatico come lui, essere nervoso
ed agitato, eppure quel pomeriggio Oz gli era sembrato preoccupato.
Indossò il suo immancabile spolverino, e per un istante gli sembrò
di sentire l’odore di lei, di Buffy. Si passò una mano
sul viso e poi prese le chiavi della macchina, andò in garage.
Una festa come le altre: luci, fiumi di champagne, sorrisi falsi belle
donne con corpi rifatti inguainati in abiti di lusso e agghindati da
gioielli veri. Si maledisse per aver ceduto alla richiesta di Oz.
L’amico non appena lo vide gli corse incontro.
“ Ce l’hai fatta finalmente “ sorrise, ma sembrava
tutt’altro che tranquillo.
“ Ciao e Will dov’è? “ domandò Spike,
canzonandolo. Da quando si era fidanzato, Oz era praticamente inseparabile
dalla sua dolce metà, come temesse gliela potessero portar via.
“ E’ di sopra con le ragazze. “ Oz, sembrava esitare,
come volesse dire qualcosa, ma non sapesse come fare.
“ Bene in tal caso…io avrei adocchiato una bella preda “
sorrise Spike, indicando una bruna tutta pepe che danzava in mezzo a
un gruppo di ragazzi per niente intimorita o vergognosa.
“ Faith! Quella è una tosta “ sentenziò Oz.
Nella voce ancora l’ansia.
“ Beh, anche io lo sono “ e come accettando una sfida si
accinse a dirigersi verso la donna sexy e provocante che si dimenava
nella pista.
Qualcosa però lo fece fermare di colpo ed arretrare di qualche
passo. Fred splendente come sempre, al braccio di suo marito rideva
e scherzava. Più allegramente del solito. Angel aveva l’aria
cupa e davvero contrariata. Ma quello che aveva attratto la sua attenzione
era qualcun altro…accanto a loro c’era Buffy, truccata e
vestita come una donna adulta. Con scarpe dai tacchi sottili e alti
che la facevano traballare incerta. Sorrideva, ma appariva palese la
forzatura di quel suo atteggiamento di donna vissuta e di quella sua
allegria mesta. E accanto a lei...un vecchio. Che la palpava, l’abbracciava
e la baciava lascivamente. Buffy non cercava di divincolarsi, non si
ritraeva semplicemente restava lì immobile, in quell’abbraccio
viscido. Spike sentì qualcosa dentro di lui spezzarsi, la mente
vacillare. Una furia cieca e terribile lo invase accecandolo, come mai
in vita sua.
“ Che diavolo sta succedendo? “ domandò con una freddezza
ed una calma nella voce che fece rabbrividire Oz.
“ Ecco…era questo che dovevi vedere “ disse allora
Oz, come si fosse liberato da un peso.
“ Ciao Spikey “ la voce di Anya gli giunse alle spalle,
ma non era la solita voce squillante e tonante. Piuttosto un sussurro.
“ Che cosa è questa storia? “ Spike non riusciva
a distogliere gli occhi da Buffy.
“ Quella strega ce l’ha fatta. “ esclamò Anya
rabbiosamente. “ L’Ha spuntata, e quella stupida di Buffy,
non si è opposta nemmeno. ‘ Non ha importanza ‘ ha
detto. Dio che rabbia “
“ Volete spiegarmi? “ ringhiò Spike al limite della
sopportazione, mentre quell’uomo la stringeva e la toccava.
“ Si è fidanzata con Holland. O meglio dovremmo dire che
Holland se l’è comprata “
Spike spalancò gli occhi. “ Cosa? “
“ Era nell’aria da un po’. Fred le ha fatto pressioni
in tutti i modi. L’ha accusata di essere un peso morto. L’ha
minacciata ed alla fine la poveretta ha ceduto. “
“ Stupida, perché ha accettato? “ sibilò ormai
fuori di se Spike.
“ Sai è stato il giorno che è successo il finimondo
a casa O’Brien. “
“ Che giorno? “ domandò Spike continuando a fissare
la ragazza.
“ Il giorno che Buffy ha passato la notte fuori. Fred aveva organizzato
una colazione con le amiche e quando Buffy si è presentata vestita
con il suo completino da tennis del giorno prima….è scoppiato
il pandemonio. Fred le ha detto di tutto, davanti a tutti e lei è
rimasta lì muta, senza protestare, con un viso sereno e tranquillo.
Davvero inquietante se ci penso. Alla fine Fred le ha detto che Hollan
aveva chiesto la sua mano, e che lei avrebbe fatto bene ad accettare.
Visto che tanto nessuno se la sarebbe mai filata e che ormai era compromessa,
tutti sapevano che era venuta via con te e che si era fatta sbattere
come una puttana senza vergogna. “
Spike strinse i pugni e un sentimento di rancore, rabbia e odio crebbe
in lui verso Fred.
“ Continua “ la incitò con voce ancora più
glaciale.
“ Buffy ha detto solo: ‘ Va bene ed è andata via.
Io sono rimasta davvero traumatizzata. Quella donna è un mostro!
“ Sentenziò Anya.
Oz era rimasto in silenzio a guardare Spike in attesa.
“ Allora? Non hai intenzione di fare nulla? “ domandò
ormai al limite della sopportazione.
Spike scrollò le spalle “ e che vuoi che faccia? Fatti
suoi se ha deciso di vendersi a quel porco “ ma la voce tradì
una forte tensione, e lo sguardo acceso di odio indirizzato verso l’uomo
non convinsero Oz.
“
Ci rinuncio! “ alzò le mani il rosso “ Sei un imbecille
oltre che un bastardo “ esclamò e si allontanò in
preda a pensieri omicidi.
Spike tornò a voltarsi verso Buffy. “ Dannazione. Per l’inferno
maledetto “ borbottò, mentre al volo prendeva un bicchiere
di bourbon dal vassoio e lo tracannava tutto d’un fiato. Continuava
a palparla, a baciarla e lui sentiva la rabbia crescere sempre di più.
“ Oh Fottiti! “ un altro bicchiere fu vuotato in un sorso.
In quel momento vide Buffy scusarsi ed allontanarsi, sotto lo sguardo
soddisfatto di Fred, preoccupato di Angel e voglioso di Holland.
Si avvicinò senza dare nell’occhio ed ascoltò in
silenzio.
“ Sono contento che alla fine abbia detto di sì. È
una ragazzina così obbediente e discreta. Credo che mi soddisferà
come moglie, e non farà storie se mi concederò delle distrazioni
“ ridacchiò sorseggiando lo champagne.
“ Oh non si preoccupi. Elizabeth è una piccola sciocca.
Farà tutto quello che le dirà, senza fiatare “
Spike strinse i pugni e continuò a fissare quella splendida creatura
priva di cuore che aveva amato e che forse amava ancora. E la detestò.
“ Bene, bene. Non vedo l’ora che arrivi la prima notte di
nozze “
Holland era davvero un porco senza vergogna.
“ Oh, vedrà non la deluderà “
Angel girò la faccia disgustato, ma non osò contraddire
sua moglie.
Spike sentì le vene delle tempie gonfiarsi e pulsare incessantemente.
Gli mancava l’aria, doveva uscire da lì e subito.
Con mani tremanti aprì la portafinestra e si affacciò,
respirando a pieni polmoni.
Ancora prima di vederla con la coda dell’occhio, sentì
la sua presenza. Si voltò e la fissò nell’oscurità.
Era immobile e guardava lontano. Le mani strette saldamente alla ringhiera
del portico. I lineamenti tirati e l’espressione infinitamente
triste e rassegnata.
“ Buffy “ la chiamò, quando le fu alle spalle. Sorpresa
lei sobbalzò e si strinse nelle spalle, ma non si voltò.
“ Perché stai facendo una cosa simile? “ le domandò
con voce bassa e gentile.
Lei rimase in silenzio, e Spike sentì la rabbia tornare ad assalirlo.
“ Dannazione Buffy! Rispondimi! “ le afferrò un braccio
e la costrinse a voltarsi. Piangeva silenziosamente.
“ No, non piangere passerotto. Non piangere “ sussurrò
abbracciandola e cullandola con dolcezza.
“ Lasciami andare “ protestò lei puntando le mani
sul petto ed allontanandolo.
Spike fu di nuovo accecato dall’ira. Quella donna gli faceva perdere
il controllo.
“ Ti fai toccare, baciare da quello e respingi me, che ho fatto
di te una donna? “ l’aggredì, ferito.
Buffy arrossì violentemente al ricordo. “ Lasciami in pace.
Hai avuto quello che volevi. Adesso lasciami in pace, ti prego “
singhiozzò.
“ Vuoi davvero sposare quell’uomo? “ le domandò
incredulo.
“ Si. Lo voglio “ esclamò determinata.
Spike si sentì invadere da una frustrazione e da un odio violento.
“ Perché stai piangendo allora se è questo quello
che vuoi? “
“ Non sto piangendo “ replicò lei, negando l’evidenza.
“ A no? “ le sollevò il mento e la luce proveniente
dalle finestre, illuminò il viso pallido e bagnato dalle lacrime.
Le accarezzò la guancia e ritornato calmo le domandò con
dolcezza “ E queste cosa sono? “
“ E a te cosa importa se io piango, se sono felice o infelice?
A nessuno importa, quindi lasciami in pace. “
“ Smettila Buffy. Adesso basta “ la voce di nuovo dura.
“ Si basta. Basta! “ urlò lei “ sono così
stanca. Di tutto e di tutti. Lasciatemi al mio destino. Non curatevi
più di me. Io sparirò, non darò più fastidio
a nessuno. Vi prego lasciatemi in pace. Non ce la faccio più
“ scoppiò in un pianto disperato, prendendosi la testa
tra le mani.
“ Buffy, calmati passerotto. Calmati “ la strinse di nuovo
a se, incurante delle sue proteste.
“ Ti prego no. Come faccio a tornare da lui se tu mi stringi così?
Io non posso, mi fai soffrire così. Lasciami andare, a me basta
quello che mi hai dato. A me bastano le briciole “
Spike strinse la mascella e si irrigidì. La mente annebbiata
dalla rabbia e dal desiderio di proteggere il piccolo passerotto che
piangeva inconsolabile, tra le sue braccia.
“ Sali in macchina “ le ordinò con voce sottile ma
determinata.
Buffy sollevò il capo e lo fissò interrogativamente.
“ Cosa? “ gli domandò preoccupata.
“ Ti ho detto, Sali in macchina. “ ripeté con ancora
maggiore determinazione nella voce.
“ Ma…” cercò di protestare, ma lui l’aveva
già trascinata verso la macchina. Aveva aperto lo sportello e
l’aveva spinta dentro, richiudendo. Buffy era smarrita, continuava
a fissarlo ad occhi sgranati, ancora lucidi di lacrime.
“ Cosa stai facendo? “ domandò timorosa.
“ Metti la cintura “ le ordinò senza risponderle.
Buffy obbedì come un automa. Dentro di se una gioia incontenibile.
Non le importava diventare la sua amante, o la sua schiava. L’unica
cosa che voleva era che lui la portasse via da quel posto. Da quell’uomo
viscido e orribile. Le importava solo che lui la tenesse con se. Solo
questo voleva. Strinse il sedile con le mani e continuò a guardarlo
con un misto di contentezza e timore allo stesso tempo.
“ Asciugati le lacrime Buffy “ le ordinò con tono
più gentile.
Buffy obbedì prontamente.
Spike mise in moto e partì a tutta velocità nella notte,
diretto verso la sua meta.
La
villa era silenziosa, le luci spente.
Spike si voltò a guardarla, si era addormentata sul sedile, il
capo poggiato alla sua spalla e un lembo dello spolverino stretto nella
mano, come avesse paura che lui l’abbandonasse. Le scostò
una ciocca dal viso e sorrise dolcemente.
“ Passerotto siamo arrivati “ le toccò la spalla.
Buffy aprì lentamente gli occhi e li stropicciò con le
dita. Si guardò intorno frastornata, non riconosceva quel posto.
“ Dove siamo? “
“ A casa, vieni “ uscì dalla vettura e fatto il giro,
le aprì lo sportello. Buffy arrossì dinanzi a tanta cortesia.
Afferrò la mano che lui le porgeva e con voce sommessa lo ringraziò.
Entrarono dalla porta e senza accendere la luce Spike la condusse tra
le varie sale.
“ E’ grandissima “ mormorò intimorita dal lusso
e dalle grandi stanze, dagli alti soffitti.
“ Già. Sembra più un museo “ scherzò
lui. “ Ma è la casa di famiglia” scrollò le
spalle rassegnato.
“ Io preferisco il faro “ gli disse lei sincera, arrossendo
violentemente quando sentì il suo sguardo intenso su di lei,
ed intuendo a cosa stesse pensando.
“ Anche io “ le rispose con voce roca.
Buffy avvampò ed inciampò contro qualcosa, prima che si
potesse rendere conto di cosa fosse, un tonfo secco e il rumore sordo
di porcellana che va in frantumi, la fece sobbalzare.
“ Io….io…ti giuro non l’ho fatto a posta, è
buio. Mi spiace. Sono stupida “
“ Buffy ascol…” Spike stava cercando di rassicurarla
quando, la luce si accese e la voce di sua madre, sorpresa e leggermente
alterata, lo interruppe.
“ Cosa sta succedendo qui? “ Gli occhi freddi della donna
incontrarono quelli lucidi e stanchi di Buffy.
“ Mamma ciao “ sorrise lui, andandole incontro, trascinandosi
dietro una Buffy terrorizzata.
“ Allora chi è questa qui? Ti ho detto mille volte che
non voglio che porti le tue sgualdrine in questa casa. “ Le sopracciglia
inarcate, lo sguardo duro e determinato e la mascella serrata. Decisamente
Spike aveva preso da sua madre, pensò Buffy.
Lo sguardo duro e scrutatore della donna la mise in agitazione ed imbarazzo.
Abbassando il capo e stringendosi le mani l’una con l’altra,
in preda alla paura ed al nervosismo, balbettò rapidamente:
“ Mi perdoni signora, vado subito via. Sono una stupida, ho rotto
il suo bel vaso. Non l’ho fatto a posta era buio, glielo giuro.
Non volevo dar fastidio a nessuno. “
Poi rivolta a Spike con voce tremante aggiunse “ Tua madre ha
ragione non dovevi portarmi qui. Torno a piedi, non ti preoccupare per
me, è tardi è meglio che tu vada a riposare. Grazie di
tutto quanto. “ Con il dorso delle mani si asciugò gli
occhi, ormai pieni di lacrime e a passo incerto si diresse all’uscita.
Spike rimase immobile a fissare quella figura minuta che si allontanava
nel buio a capo chino. Una morsa dolorosa gli strinse il cuore.
Lo sguardo della donna si addolcì immediatamente e rivolta al
figlio con aria di rimprovero gli ordinò.
“ Beh, cosa fai lì impalato? Valle dietro e riportala qui.
Non vorrai lasciare andare in giro tutta sola quella bambina vero? “
Spike si riscosse e fissò la madre con uno sguardo misto di gratitudine
e di sorpresa.
“ Su muoviti “ lo sollecitò. “ Io vado a preparare
del tè. Sembra molto stanca povera piccola “ e senza dire
altro andò verso la cucina.
“ Buffy. Fermati Buffy “ La chiamò ma lei continuò
a camminare imperterrita. Spike accelerò il passo e la raggiunse
che era quasi arrivata al cancello. La prese delicatamente per un braccio
e la costrinse a voltarsi.
“ Passerotto! Dove pensi di andare da sola a quest’ora della
notte?”
“ Non lo so “ rispose una Buffy in lacrime.
Spike sospirò. Dio detestava quando piangeva a quel modo.
“ Vieni torniamo dentro “ le disse dolcemente mentre la
stringeva a se, con fare protettivo.
“ Ma tua mamma….non vuole le tue …”
Spike si irrigidì. “ Mamma si è sbagliata. Non aveva
capito. Vieni ti sta preparando del tè, e non le piace ricevere
un rifiuto quando invita qualcuno.” Le sorrise dolcemente.
Buffy spalancò gli occhi “ Sta preparando il tè
per me? “
Spike annuì con il capo.
“ Non doveva per me. Andiamo non voglio che si arrabbi. Mangerò
tutto vedrai, sarò brava “
Spike si sentì pervadere da un sentimento sconosciuto. Che gli
riscaldava il cuore e lo faceva sentire sereno e leggero.
Strinse ancora di più a se quella piccola ragazzina così
impaurita ed entrò in casa.
“
Su siediti piccola “ le disse la donna, indicandole il posto accanto
a se, sul divano.
Buffy guardò Spike in cerca di approvazione e vedendolo sorridere,
si decise ad obbedire.
“ Grazie. Non doveva disturbarsi per me “
La donna la fissò, accigliandosi. Le sembrò così
fragile ed indifesa, che in lei si risvegliò prepotente l’istinto
materno.
“ Oh, nessun disturbo piccola. Su prendi un biscotto, li ho fatti
io “
Buffy la guardò un po’ intimorita e poi prese un biscotto,
portandolo alla bocca “ Buono “ disse subito, come a voler
a tutti i costi far piacere alla padrona di casa. Sorseggiò il
tè, senza avere il coraggio di guardare negli occhi la madre
di Spike.
“ Come ti chiami piccola? “ Spike era rimasto in silenzio
a godersi la scena. Non era cosa di tutti i giorni vedere Jenny Giles,
inflessibile donna d’affari, comportarsi come una chioccia.
“ Buffy “ scosse il capo desolata “ Volevo dire Elizabeth,
Elizabeth Summers “
“ Mi piace di più Buffy “ esclamò la donna
addentando un biscotto.
“ Oh davvero? “ Buffy la fissò sorpresa “ Davvero
le piace? “
“ Si certo “ la donna le sorrise e Buffy spalancò
gli occhi incredula.
“ Hanno sempre detto che è brutto “ bofonchiò,
addentando anche lei un altro biscotto.
“ Chi lo ha detto? “ chiese la donna con curiosità.
“ Oh, beh….tutti “ mentì Buffy, che pensava
a sua sorella e a tutte le volte che l’aveva presa in giro per
il suo nomignolo. Tanto amato dalla loro madre.
“ Invece è davvero bello ed originale, non trovi William?
“ guardò il figlio con aria severa. Orinandogli in silenzio
di fare un complimento a Buffy.
“ Certo, gliel’ho già detto Mamma “
“ Grazie Signora. Siete così gentili “ Buffy sorrise
per la prima volta e Spike si sentì mancare, tanto era radioso
quel visino dolce.
La donna captò la sua espressione rapita con la coda dell’occhio
e dentro di se sorrise finalmente soddisfatta.
“ Puoi chiamarmi Jenny. Dunque posso avere il piacere di ospitarti
Buffy? “
“ Oh Sì, grazie. Posso dormire sul divano, non darò
fastidio. E domani toglierò il disturbo Sign…volevo dire
Jenny “ disse subito Buffy con entusiasmo, correggendosi con titubanza.
“ Non se ne parla nemmeno. Tu dormirai di sopra, nella stanza
accanto alla mia, e resterai qui sino a che ti farà piacere.
Sono così sola….e questa casa è così grande.
Non ti andrebbe di farmi compagnia? “
Buffy la fissò ancora più stupita di prima “ Vuole
la mia compagnia?
Io sono goffa e stupida, non sono una buona compagnia “ esclamò
scusandosi per se stessa.
Spike la vide stringere i pugni e gli occhi luccicare di ira violenta.
Conosceva quello sguardo, sapeva cosa volesse dire. Sua madre era una
donna d’affari sicura e spietata a volte, ma molto corretta ed
onesta. E quando prendeva a cuore qualcosa, o qualcuno, lo difendeva
con le unghie e con i denti, ed era molto pericoloso mettersi contro
di lei. Pensò che Fred avrebbe fatto meglio a stare alla larga
da Buffy, se non voleva ricevere una lezione.
“ Sciocchezze “ la voce divertita e rassicurante della donna,
lo distolse dai suoi pensieri. “ Sei così carina e dolce
piccola. Sono sicura che andremo d’accordo “ Le prese la
mano e gliela strinse con calore. Buffy arrossì e gli occhi le
si velarono di lacrime, era tanto tempo che non sentiva una stretta
così materna e calorosa.
“ Grazie “ disse con una convinzione commovente.
“ Adesso sarà meglio che tu vada a riposare. Per la biancheria….ti
presterò qualcosa di mio. Tu William aspettami qui. “
Spike sapeva che lo aspettava il 3° grado, l’ordine perentorio
e il tono usato dalla madre, non lasciavano adito a dubbi.
“ Va bene “ rispose stancamente, rilassandosi sul divano.
Buffy esitò qualche istante prima di seguirla. Si voltò
e corse verso Spike. Gli lanciò le braccia al collo e lo baciò
su una guancia con ardore e affetto.
“ Ti amo “ gli sussurrò “ Sei tanto gentile
con me “ e poi vergognandosi per la confessione appena fatta,
si scusò goffamente con loro e senza aspettare risposta, corse
via.
La madre fissò Spike con occhi socchiusi di avvertimento.
“ Aspettami qui “ ripeté l’ordine e poi raggiunse
Buffy che l’aspettava ai piedi della grande scala che portava
al piano di sopra.
La
stanza era spaziosa ed arredata con gusto. Colori caldi, tessuti raffinati
ma delicati.
“ E’ bellissima “ disse Buffy guardandosi intorno
affascinata.
“ Sono contenta che ti piaccia “ le accarezzò il
viso con dolcezza.
“ Tieni questo pigiama dovrebbe andarti bene. Adesso ti lascio
sola così potrai riposare. Ci vediamo domani mattina per la colazione.
Va bene? “
“ Si grazie Jenny. Lei è una Signora di gran classe ed
è molto bella, la più bella che abbia mai visto dopo la
mia mamma.” Le disse con sincerità imbarazzante.
Jenny scoppiò in una risata dolce e affettuosa.
“ Grazie piccola. Sei davvero un tesoro “ e con fare materno
le baciò la fronte.
Buffy si spogliò rapidamente e si infilò nel grande letto.
Odorò il pigiama che Jenny le aveva prestato. ‘ Ha un buon
odore ‘ pensò e stanca per tutte le emozioni provate cadde
in un sonno profondo.
“ Allora? Che cosa è questa storia? “ attaccò
Jenny non appena ebbe varcato la soglia del salotto “ Che cosa
stai combinando? “
I suoi occhi fiammeggiavano. Armato di tutta pazienza Spike le raccontò
l’accaduto, omettendo uno o due particolari, come la notte al
faro, che avrebbero sicuramente fatto infuriare sua madre con lui.
“ Conosco Fred O’Brien, e non mi è mai piaciuta “
sentenziò decisa “ Ma non sapevo che avesse un tesoro come
Buffy per sorella. È semplicemente…semplicemente….”
“ Disarmante “ concluse Spike per lei, mandando giù
un altro bourbon.
“ Mi piace quella bambina e non permetterò a quella strega
di fare la sua infelicità “
Spike sorrise tra se e se, era certo che sua madre avrebbe reagito a
quel modo.
“ Sapevo che sarebbe stata in buone mani mamma “ sorrise
vittorioso.
“ Ti ama lo hai capito vero? “ lo fulminò sua madre
“ e non permetterò nemmeno a te di farle del male William
“
Spike rimase stupefatto dall’atteggiamento iperprotettivo di sua
madre.
“ Oh, accidenti ti ha colpita dritta al cuore a quanto vedo “
la prese in giro.
“ Sciocco! Non hai visto quanto è infelice e sola quella
bimba? “ lo guardò sprezzante.
Spike abbassò gli occhi e rispose a voce bassa, sentendosi un
po’ colpevole “ Si me ne sono accorto. Perché credi
l’abbia portata qui?”
Sua madre lo fissò con attenzione e poi con calma rispose “
Questo ancora non lo so William, ma lo scoprirò. Cosa provi per
lei? “
Spike sollevò la testa e per un attimo si sentì ancora
bambino, quando veniva sorpreso dopo aver fatto qualche marachella.
Solo che questa volta quello che aveva fatto era molto più grave
e non sapeva come uscirne.
“ Cosa provo per lei? E cosa dovrei provare? “ cercò
di sviare la domanda.
“ Perché l’hai portata da me? Eri convinto che io
l’avrei protetta e che l’avrei tenuta qui. Ma a quale scopo?
Perché ti interessa così tanto?”
Quelle domande gli davano sui nervi, non voleva pensarci. Non voleva
sapere perché stava facendo tutto questo. Sentiva solo che era
giusto, che doveva farlo. Non poteva lasciarla a quel vecchio bavoso.
“ Te l’ho detto “ seccato si passò una mano
tra i capelli.
“ Si mi hai raccontato la storiella del buon samaritano, ma adesso
io ti chiedo … Perché? “ ripeté sua madre
inesorabile. E Spike non riuscì, o non volle dare una risposta
a quella domanda.
“ Oh non lo so va bene? Sei contenta adesso? Forse mi fa pena,
forse…è troppo giovane e innocente. Non lo so “ sbottò
ormai esasperato “ ed ora se vuoi scusarmi, sono esausto. Vado
a dormire “ e senza indugiare oltre, timoroso che lei potesse
leggere la sua frustrazione e la sua confusione. Uscì da quella
stanza in cui l’aria era diventata improvvisamente soffocante.
La
mattinata trascorse tranquilla, Buffy e la madre di Spike fecero una
lunga passeggiata nel parco.
“ Vieni avanti tesoro. Aspetta qui vado a prendere un vaso “
Jenny ridendo andò in cucina.
“ Ehi siete tornate final….” Spike si arrestò
sulla porta del soggiorno, trattenendo il fiato. Buffy era in piedi
accanto alla portafinestra con in grembo un immenso mazzo di fiori tra
i più disparati. Il suo viso spuntava in mezzo a tutti quei colori,
sorridente e rilassato. Gli occhi luminosi ed allegri e le guance arrossate.
Indossava un paio di pantaloncini bianchi, corti arrotolati sulla coscia
e una camicetta, di sua madre troppo lunga, legata in un lungo nodo
sotto il seno.
Deglutì a vuoto cercando di dominare l’eccitazione improvvisa
che l’aveva assalito, a quella visione bucolica ed al ricordo
di come fosse morbida e vellutata la sua pelle. Di come fosse calda
ed appassionata nel momento dell’amore.
“ Buffy “ riuscì solo a dire continuando a deglutire
a vuoto, incapace di staccarle gli occhi di dosso. Lentamente si avvicinò
alla ragazza.
Lei arrossì e strinse il mazzo ancora di più, come a volersene
fare scudo.
“ Ci…ao Spi…ke “ mormorò indietreggiando,
man mano che lui si faceva avanti. Sino a che non sentì la dura
parete premerle sulle spalle.
Spike ormai le era di fronte e continuava a fissarla senza pudore. Incapace
di sostenere ancora il suo sguardo Buffy abbassò gli occhi e
nascose il viso tra i fiori.
“ Dalli a me “ con un gesto gentile le sfilò il mazzo
dalle braccia e lo posò sulla poltrona accanto, sempre senza
distogliere lo sguardo da lei.
Alcuni steli e petali erano rimasti impigliati nei suoi capelli, sulla
sua camicia. Spike con gesti sensuali cominciò a toglierli, uno
ad uno. Adesso era Buffy ad avere il fiato corto e gli occhi sbarrati.
Quando volutamente lui le accarezzò il seno destro, attraverso
la sottile stoffa della camicia. Buffy chiuse gli occhi e gemette sommessamente.
Spike sorrise, eccitandosi ancora di più per quella sua arrendevolezza.
Senza esitare la premette, con il suo corpo, contro la parete, e sollevandole
il mento, cercò le sue labbra frementi.
“ Dio passerotto sei una tentazione “ si chinò e
la baciò avido. Incurante di tutto il resto del mondo.
Le mani si mossero su tutto il corpo, stringendo, accarezzando, sfiorando.
In un desiderio crescente. Quando si staccarono per respirare, entrambi
respiravano affannosamente, negli occhi lo stesso desiderio e lo stesso
bisogno.
“ Questa notte verrò da te “ le sussurrò lui
facendo scivolare la sua mano, in modo erotico, lungo il corpo di lei.
Buffy ansimò ed annuì con il capo.
“ Arrivo tesoro! Ne ho trovato uno adatto “
Spike si premette l’indice sulle labbra, chiedendole il silenzio.
E Buffy annuì ancora. Si ricomposero immediatamente, un attimo
prima che Jenny entrasse nella sala.
“ Oh sei qui William, ben alzato “ lo salutò, baciandogli
la guancia.
“ Ma che bei fiori. Avete intenzione di addobbare una chiesa?
“
Jenny lo guardò con aria di sfida e poi con tono sibillino ammiccando
a Buffy disse “ Forse. Chi lo sa….”
Spike si mise in allerta e guardò le due donne ad occhi socchiusi.
“ Bene, sarà meglio che vada a guadagnarmi il pane quotidiano
“ evitando ogni ulteriore coinvolgimento in quella conversazione,
che per lui aveva preso una brutta piega, si rintanò nello studio.
Pensando con fastidio all’ingerenza di sua madre nella sua vita
e con desiderio crescente a Buffy e alla notte che lo attendeva, nel
suo candido letto.
Preso dalle telefonate e dalle conversazioni in videoconferenza, non
si accorse delle voci provenienti dal salotto sino a che queste non
divennero tanto forti da essere udite per tutta la casa.
***
“ Come ha potuto quella stupida. Mettermi così in imbarazzo,
davanti al Senatore. E’ una stupida, ma questa volta me la pagherà
cara, vedrai “ Fred furiosa salì la scalinata di casa Giles,
seguita da Angel e senza attendere di essere annunciata entrò
in sala, dove Buffy era ancora intenta a sistemare i fiori, mentre la
madre di Spike era andata i cucina a dare disposizione per il pranzo.
Buffy divenne improvvisamente pallida e si fece piccola, schiacciandosi
contro lo la parete più lontana.
“ Tu piccola, stupida. Cretina, Ingrata, miserabile, idiota. Insignificante
donnetta “ ruggì avvicinandosi minacciosa alla sorella.
“ Come hai osato farmi fare la figura della stupida davanti agli
invitati. Per non parlare del Senatore Holland! “ ormai era davanti
a Buffy, ritta in tutta la sua alterigia e prepotenza.
“ Sei sempre stata solo un peso. Una ridicola scimmiottatura di
donna. Adesso chiedi scusa ai signori Giles per averli importunati,
con i tuoi stupidi capricci, e sali in macchina. Il TUO fidanzato ti
aspetta, ed è furioso “
Buffy rabbrividì e strinse i pugni. A capo chino ed occhi chiusi,
raccolse tutto il coraggio di cui era capace e rispose:
“ No! “ una semplice parola pronunciata con tutta la determinazione
del mondo.
“ Cosa? “ Fred era a dir poco stupefatta. Mai Buffy aveva
osato contraddirla così nettamente.
“ No? “ sibilò. “ Lurida sgualdrina alzati
e obbedisci “
Buffy ormai era tutto un tremito di rabbia e di paura, ma nonostante
questo rimase immobile e decisa.
“ NO! “ ripeté alzando la voce insieme al capo. L’espressione
terrorizzata in viso, ma anche pronta a tutto.
“ Bastarda “ ormai fuori di se Fred, sollevò il braccio
e la colpì violentemente in viso. Buffy dondolò sotto
il colpo ed istintivamente si portò la mano sulla guancia dolorante.
Calde lacrime le bagnavano il viso, pallido e spaurito.
“ Tu farai quello che ti ho detto senza dire più una parola.
Mi hai capito “ le strinse il viso nella mano, premendo con forza
sulle guance, lasciando il segno delle sue dita affusolate ed ingioiellate.
“ Adesso basta Fred! Le fai male “ cercò di intervenire
Angel.
“ Tu stanne fuori. Questa scema deve capire chi comanda qui “
Poi tornò a fissare Buffy, fulminandola. “ Allora? Non
ti è bastata? “
Buffy sporse il mento e non si mosse. Quando sua sorella sollevò
il braccio, chiuse gli occhi ed attese il colpo, ma questi non fu mai
vibrato.
“ Non si azzardi a toccarla ancora! O la faccio buttare fuori
calci nel sedere “ La voce gelida e ferma della Signora Giles,
risuonò nel silenzio della grande sala.
Buffy aprì gli occhi e subito cercò il volto gentile ed
amico. La signora le sorrise dolcemente e lei, le corse incontro in
lacrime, nascondendosi alle sue spalle.
Fred si ravviò i capelli e sorrise mellifluamente.
“ Mi scusi signora Giles, ma lei non sa cosa vuol dire occuparsi
di una sorella come Elizabeth. E’ davvero una….una…croce.
A volte mi fa davvero perdere le staffe “
“ Che diavolo sta succedendo qui? “ Spike apparve alle spalle
di sua madre. Buffy si voltò verso di lui, ed ancora una volta
Spike ebbe un tuffo al cuore nel vederla piangere.
“ Perché piangi? “ le domandò apprensivo.
Incurante di tutto, lei si gettò tra le sue braccia e nascose
il viso nel suo petto. D’istinto senza riflettere, Spike l’abbracciò
con fare protettivo.
“ Io non so come sia stata educata lei Signora O’Brien “
volutamente il ‘ Signora ‘ fu pronunciato dalla madre di
Spike con derisione. “ Ma in questa casa io non tollero che si
alzino le mani, per nessuna ragione “
“ Si mi perdoni forse ho esagerato. Adesso andiamo via e non vi
disturberemo più “ fulminò con lo sguardo Buffy
che continuava a stringersi a Spike, piangendo disperatamente.
“ Ti prego, non mandarmi via. Ti prego, farò tutto quello
che vuoi. Non mandarmi via. Lui è …è orribile. Ti
prego Spike “ lo pregava.
Spike le sollevò il mento con un dito e la guardò. Sulla
guancia il segno della mano di Fred. Lo coprì con la sua, in
una dolce carezza.
“ Smettila di frignare Elizabeth e vieni via “
“ Buffy non si muove di qui “ sbottò Jenny. “
E’ lei che se ne deve andare e non ci deve più importunare
“
“ Ma come si permette…” Fred si fece seria e i suoi
lineamenti divennero più duri.
“ Come osa lei entrare nella mia casa e comportarsi come fosse
la padrona. Picchiare una mia cara ospite e pretendere di dettare legge,
urlando come una pazza isterica. “
“ Cosa? “ Fred incredula si preparava a controbattere, lanciando
fiamme con lo sguardo.
“ Le consiglio di tenere a freno la lingua Signora… “
ancora una volta la parola venne pronunciata con tono derisorio. “…
e le mani. Buffy è una mia ospite, e non tollero che i miei ospiti
vengano molestati. “
“ Ma guarda questa….”
“ Angel. Dovresti insegnare a tua moglie a comportarsi nel nostro
ambiente. Altrimenti mi vedrò costretta a prendere provvedimenti
“ e senza battere ciglio, lanciò uno sguardo significativo
ad Angel, che impallidì all’istante.
“ Scusaci Jenny, non volevamo creare questo scompiglio. C’è
stato un equivoco. “ rispose Angel con tono deferente.
“ Ma Angel…” Fred non capiva cosa stesse succedendo.
“ Andiamo Fred. Buffy vuole restare qui ancora per qualche giorno.
Quando se la sentirà tornerà a casa e sistemerà
le cose con Holland “ cercò di rabbonirla.
Vedere Fred ed Angel insieme, fece infuriare Spike. Ancora vivo in lui
era il desiderio per quella donna senza cuore ma bellissima, che sapeva
essere Fred.
“ No! Buffy non tornerà a casa e non sposerà Holland.”
Si stupì per primo di quello che stava dicendo.
“ Cosa? “ Fred lo fissò intuendo quello che stava
per dire.
“ No “ gemette, portandosi una mano alla bocca.
“ Buffy sposerà me “ Angel serrò la mascella
ed i suoi occhi si fissarono sulla piccola figura rannicchiata contro
Spike.
Buffy si irrigidì e sollevò il capo di scatto, fissando
i suoi occhi in quelli di lui, increduli ma anche immensamente speranzosi.
“ Tu…vuoi sposare me? “ gli domandò tra i singulti
soffocati.
Spike le sorrise. “ Perché tu non vuoi? “ le fece
l’occhiolino.
Il viso di Buffy si illuminò di pura gioia, con le mani si aggrappò
con forza al bavero della giacca e dopo un attimo di esitazione, urlò
gioiosamente: “ Sì Spike, io non voglio altro. Voglio stare
con te per sempre. Dove vuoi tu, come vuoi tu. Basta che non mi lasci
mai. Oh quanto ti amo Spike. Grazie, grazie. Tu mi fai felice. Tu mi
vuoi bene, e questo è meraviglioso. “ Affondò ancora
una volta il viso sul suo torace e si abbandonò ad un pianto
di gioia.
Spike la cullò dolcemente, cercando di calmarla. Infine le sollevò
il viso e la baciò con dolcezza. Buffy smise di piangere e si
abbandonò tra le sue braccia felice come mai in vita sua. Lei
era amata, per la prima volta era amata davvero.
Fred sconvolta con un gesto teatrale si riavviò i capelli e con
voce fredda e innaturalmente pacata minacciò.
“ Non finisce qui Elizabeth “ Seguita dal marito, che aveva
un’aria cupa e triste, uscì come una furia, così
come era entrata.
Jenny invece non aveva distolto un momento lo sguardo dal figlio, dall’istante
in cui aveva annunciato che sposava Buffy. Nei suoi occhi preoccupazione
e timore.
I
preparativi iniziarono frenetici il giorno dopo. E nonostante Jenny
avesse sempre desiderato per suo figlio una donna come Buffy, allo stesso
tempo si chiedeva, per il bene che già voleva a quella piccola
ragazzina, se per lei fosse altrettanto auspicabile un marito come suo
figlio. Aveva notato lo sguardo fuggevole che si erano scambiati William
e quella Fred, e con perspicace intuito di madre, aveva capito che tra
loro c’era stato qualcosa, e forse quel qualcosa non era ancora
finito. E per niente al mondo voleva veder soffrire Buffy, soprattutto
a causa di suo figlio. Non lo avrebbe perdonato, se avesse fatto del
male ad una creatura così dolce ed indifesa.
“ Allora Buffy che ne pensi di questo colore per le decorazioni?
“
Buffy guardò Jenny pensierosa “ Fai tu ‘ mamma ‘
“ Jenny aveva insistito perché la chiamasse Mamma ed a
Buffy faceva così piacere. Si sentiva per la prima volta amata
e protetta.
“ Tu hai tanto gusto. Invece io…”
“ Adesso smettila con queste sciocchezze. Tu sei perfetta amore
mio “ le sorrise la donna.
Buffy sorrise e la madre tornò a mostrarle i due colori, perché
lei scegliesse. Esitò qualche istante e poi indicò un
color crema, attraversato da piccoli fili dorati.
Jenny annuì con il capo compiaciuta “ Anche io avrei scelto
questo” cercò di rassicurarla e Buffy esultò gioiosa.
“ Ho prenotato per la prova dell’abito oggi pomeriggio amore.
Troveremo un abito splendido per te vedrai. “
Buffy era semplicemente euforica. Non credeva possibile che tutto stesse
accadendo a lei. Si sentiva in Paradiso. Aveva una nuova famiglia che
le voleva bene, a cui importava di lei. E Spike che lei amava tanto,
stava per diventare suo marito. La sua vita era perfetta e qualche volta,
come una nuvola passeggera nel cielo limpido estivo, si domandava se
non fosse troppa questa felicità tutta per lei che non aveva
fatto niente per meritarla, e se non ci fosse un prezzo da pagare per
questo.
Poi Spike l’abbracciava e la baciava e il Sole tornava a splendere
raggiante.
“ Allora possiamo andare? “ domandò seccato per tutto
quel girare, entrare nei negozi e scegliere, per i preparativi delle
nozze.
“ Non avere fretta William. Ci si sposa una sola volta “
disse Jenny puntandogli l’indice contro.
Il volto di William si rabbuiò e sua madre colse al volo i suoi
pensieri. William non pensava di restare sposato con Buffy? E’
possibile che avesse già in mente di divorziare? Scrollò
il capo, sperando si sbagliarsi, augurandosi che fosse frutto della
sua eccessiva apprensione. E si ripromise che la sera stessa, non appena
Buffy fosse andata a dormire, avrebbe affrontato suo figlio per sapere
cosa aveva in mente davvero.
Buffy ignara di tutto si stringeva a lui e gli sorrideva in estasi.
Jenny corrugò la fronte e si disse che avrebbe dovuto fare due
chiacchiere anche con lei. Non doveva essere così accondiscendente
con un uomo. Gli uomini si stancano presto delle donne innamorate.
“ Vuoi un gelato passerotto? “ le domandò Spike,
picchiettandole con l’indice sulla fronte.
“ Sì “ Esclamò. Buffy che finalmente non era
più costretta a sottostare a diete stressanti e a noiose ore
di ginnastica, annuì leccandosi le labbra. E corse verso il camioncino
dei gelati per scegliere i gusti del megacono che intendeva comprare.
Jenny guardò la scena e si rese conto che suo figlio vedeva Buffy
come una bambina, che voleva proteggerla come si fa con un bambino più
debole, ma non vi era in lui traccia del desiderio del maschio verso
la propria femmina. Non aveva mai scorto in lui un lampo di passione
e possesso verso Buffy. Sospirò e ancora una volta cercò
di allontanare quei cupi pensieri dalla mente.
“ Su muovetevi. Smettetela di comportarvi come due adolescenti.
Abbiamo ancora molte cose da fare “ li rimproverò cercando
di sorridere. Ma i cattivi presagi non svanirono.
“
Allora William sei felice? “ gli domandò a brucia pelo
sua madre non appena furono rimasti soli.
“ Cosa? “ Spike evitò di guardarla, anche se sapeva
che non avrebbe potuto ingannarla ancora a lungo.
“ Mi hai capito benissimo William? Cosa diavolo stai cercando
di fare? “ la voce si fece dura.
“ Non capisco cosa tu voglia dire Mamma “
“ Lo sai benissimo invece. Esigo una spiegazione William. Voglio
bene a Buffy e non voglio debba soffrire proprio a causa tua “
continuò a fissarlo, squadrandolo.
“ Nemmeno io voglio farla soffrire mamma. “ rispose riluttante.
“ Ma non la ami giusto? “
La verità era stata detta. Ormai non era più possibile
evitare quella penosa discussione. Spike sospirò pesantemente.
“ No, non la amo. Ma le voglio bene “
“ Le vuoi bene? Credi questo sia sufficiente William? “
i suoi occhi lampeggiarono di ira.
“ Non so se sia sufficiente, io spero di si. “
“ William, Buffy ti ama “
“ Lo so. Dannazione lo so “ esclamò esasperato “
Cosa vuoi che faccia? Che la pianti quasi all’altare? “
“ Perché le hai proposto di sposarla? “ Jenny era
furibonda.
“ Mi faceva pena, vederla trattata così da ….da Fred
“ pronunciò quasi con dolore quel nome, e la madre ebbe
la certezza che tra loro c’era qualcosa. E sentì il cuore
pesante perché sentiva che Buffy avrebbe sofferto.
“ E’ così dunque? “ lo fissò in attesa
di conferma. Aveva capito, Sua madre ora sapeva, inutile negare.
“ Sì, è così “
“ Era quella la donna che volevi sposare? Quella di cui mi parlasti?”
“ Si era lei. Ma come vedi le cose sono andate diversamente…lei
ha preferito….Mr Nobiltà e sicurezza “ sorrise amareggiato.
“ La ami ancora vero? “
“ Non lo so. Credo di si “ rispose abbattuto. “ Ma
non temere, non voglio far del male a Buffy “
“ Oddio William, glielo stai già facendo. E se venisse
a scoprirlo? Ti rendi conto che …. Le spezzeresti il cuore? “
“ Non verrà a saperlo, non conviene nemmeno a Fred che
la cosa si sappia….sai suo marito è così moralista
…integro “ c’era disprezzo nella sua voce. Jenny si
sentì male, suo figlio amava ancora quella donna, se provava
un così forte rancore contro l’uomo che ora era suo marito.
“ William. Io non posso permettere che tu sposi Buffy “
esclamò alla fine lasciandosi andare sul divano. Come avrebbe
fatto a dire a Buffy che quella farsa, che lei credeva un sogno, non
poteva andare avanti, e che lo faceva per il suo bene? La testa le faceva
male, quanto si era affezionata a quella bambina, e com’era potuto
accadere in così poco tempo? Per un momento desiderò che
Buffy non fosse mai entrata nella sua vita, nella sua casa. Poi il suo
viso gentile, la sua allegria contagiosa e la sua dolcezza le tornarono
alla mente. No Buffy era stata una benedizione per lei. Le aveva fatto
tornare la gioia di vivere, dopo la morte di suo marito.
“ Hai pensato alle conseguenze? “ la voce grave di William
la fece tornare al presente.
Lo guardò aspettando che continuasse.
“ Cosa accadrebbe se il matrimonio andasse a monte? Lei si sentirebbe
umiliata, non capirebbe e sicuramente se ne vorrebbe andare e dove…ci
hai pensato? “
Un brivido attraversò la schiena di Jenny, si probabilmente William
aveva ragione. Buffy si sarebbe sentita tradita ed ingannata. Sarebbe
tornata da Fred ed avrebbe finito per sposare….Holland. senza
contare le umiliazioni che avrebbe dovuto subire ad opera di Fred. Come
l’avrebbe derisa. No non poteva permetterlo. Cosa fare allora?
Cosa?
“ E va bene William. Il matrimonio si farà, ma ti avverto:
prova a farla soffrire e te la dovrai vedere con me. E non sto scherzando.
Lei sicuramente non reagirà, non ti punirebbe qualsiasi torto
tu le facessi, ma io William….io ti giuro che te la farei pagare.
E sai che ho il potere di farlo ”
Lo sguardo serio e deciso di sua madre lo lasciò senza parole.
Non stava scherzando era una minaccia. Sua madre gliel’avrebbe
fatta pagare davvero poteva contarci.
“ Va bene. “ entrambi si fissarono per un interminabile
istante, entrambi consapevoli che forse in futuro sarebbero diventati
due nemici.
“ Buonanotte mamma “
“ Buonanotte William “
La luce venne spenta e la casa piombò nell’oscurità
più completa. Di sopra una giovane donna, sognava il giorno più
bello della sua vita, ignara di tutto.
“
Perché Spike non è venuto con noi? “ domandò
apprensiva Buffy.
“ Si è già pentito? “
“ Ma che dici Buffy? “ sua madre cercò di apparire
naturale.
“ Non è più così entusiasta come prima “
abbassò il viso triste.
“ Ma no, tutti gli uomini sono così Buffy. William non
è diverso dagli altri…anzi a dirti il vero sono contenta
che non stia fra i piedi per un po’. Io e te dobbiamo fare una
bella chiacchierata “ la prese sottobraccio con affetto.
“ Qualcosa non va? È successo qualcosa? Non mi vuole più?
Lei non vuole più che sposi suo figlio? “ Era così
agitata, così preoccupata, che a Jenny il cuore divenne pesante.
“ No cara. No. E’ di qualcosaltro che voglio parlarti “
“ Oh bene. Per un momento…” Buffy tornò a sorridere.
“ Tu ami William vero? “ era più un’affermazione
che una domanda.
“ Da morire. “ rispose subito Buffy.
“ A volte Buffy in amore bisogna usare come dire…dei piccoli
trucchi. Qualche innocente inganno e qualche bugia rendono le cose …più….intriganti
per un uomo “
“ Mentire a Spike? Ma non è bello. Io non mentirei mai
a Spike “
Buffy la guardò con i suoi due grandi e limpidi occhi verdi.
No Buffy non era una donna da inganni purtroppo.
“ Buffy quello che voglio dire e che non dovresti essere sempre
così condiscendente con lui. Sempre così arrendevole,
disponibile. A volte gli uomini amano cacciare la loro preda e più
e difficile raggiungerla più la desiderano “
Buffy aggrottò le sopracciglia pensosa “ Io sono una preda?
“ chiese innocentemente.
“ Beh in un certo senso…sì “
“ Oh! Ma io voglio che Spike mi prenda, perché dovrei fingere
di volergli sfuggire? “
La sua ingenuità era disarmante.
“ Fai finta che sia un gioco….dove tu devi correre e lui
deve inseguirti per afferrarti “
“ Un gioco….e se lui si stanca di inseguirmi? “
Jenny fissò Buffy intensamente. Quanta paura Buffy aveva di perdere
William, e cosa sarebbe successo se William alla fine, stanco l’avesse
lasciata? E se Fred avesse divorziato e fosse tornata da lui? Cosa sarebbe
stato di Buffy? Cosa stava facendo?
“ Non si stancherà cara. William ti vuole bene “
sorrise forzatamente, cercando di convincere anche se stessa.
“ Si lo so, ma non mi ama “
Jenny rabbrividì a quell’affermazione, fatta con tanta
naturalezza e rassegnazione.
“ Cosa vuoi dire piccola? “ le domandò con voce incerta.
“ Lo so che lui non mi ama. Mi vuole bene però. “
si voltò, erano ferme davanti al fioraio per scegliere gli addobbi
floreali per la casa ed il giardino. Con una mano accarezzò i
petali di una rosa bianca. “ A me basta. Io sarò brava
e lo renderò felice spero solo che non si stanchi mai di me e
non si penta … di avermi sposato “ lo disse con sincerità
ma anche con tanta tristezza nella voce che Jenny si sentì mancare.
Per un attimo sentì di odiare suo figlio che non riusciva ad
accorgersi del dono che Dio aveva messo sul suo cammino.
“ Non dire queste cose Buffy. William non …” ma non
riuscì a continuare, gli occhi di Buffy erano lucidi di lacrime.
“ Oh piccola vieni qui “ la strinse forte al seno.
“ Basta ti prego Mamma. Voglio essere felice, non voglio pensare
a questo ora “
Jenny sentì un groppo alla gola. Annuì incapace di parlare
e le asciugò le lacrime con le dita.
“ Adesso andiamo a scegliere la torta. Metteremo tanta cioccolata,
che ti piace tanto “
“ Si, andiamo “ rispose Buffy tornata allegra.
“
Cosa sto facendo. Dannazione cosa accidenti sto facendo? “
Spike andava avanti ed indietro per la stanza agitatissimo.
“ Stai per sposarti. Chiesa, marcia nuziale, ricevimento…ricordi?
“ gli rispose Oz, guardandolo scettico.
“ E come potrei scordarlo? Anche se volessi…”
“ Vorresti scordarlo? Spike perché ti stai sposando, se
non è quello vuoi?” Era l’ennesima volta che cercava
di affrontare l’argomento, ma tutte le volte Spike aveva tagliato
corto senza rispondere mai alla domanda.
“ Perché?!!! Perché è quello che tutti vogliono
che io faccia: Tu, mia madre, Buffy. Tutti vi aspettate che salvi la
principessa in pericolo, dalle grinfie della strega “
Oz strinse gli occhi e poi affondò la lama senza pietà
“ Solo che in questa bella favola…il principe azzurro, non
si sa per quale stregoneria, è innamorato della strega cattiva
invece che della principessa. Non è vero? “
Spike gli lanciò uno sguardo assassino. “ Okay Fred non
è perfetta, non è buona, cara e dolce. Ma è una
donna. Una femmina Oz. “
“ Mentre Buffy….” Lo provocò l’amico.
“ E’ una ragazzina! È così…così
per bene, così infantile. Quando la tocco…è come
…come….toccassi la Madonna. Non riesco a….”
si passò una mano tra i capelli. “ E ci ho provato…una
o due volte mi ha pure eccitato sai? Ma poi…mi basta guardare
il suo viso angelico e quell’aria da martire….Santo cielo!
È straziante “
“ Okay ho capito…non ti attrae sessualmente a quanto pare
“
“ Esatto. Ed è così frustrante. Ho bisogno di una
donna. Di una che mi accenda il fuoco nelle vene.“
“ … Di Fred giusto? “ Oz era contrariato.
Spike non rispose ma evitò di guardare l’amico.
“ E’ ora Signor Giles, dobbiamo andare “ il prete
si affacciò dalla porta un po’ agitato.
“ Arriviamo “ rispose Spike senza entusiasmo.
“ Cos’ha il prete? “ domandò infastidito Spike.
“ E’ il primo matrimonio anche per lui “
“ magnifico “ gemette.
“ Sei ancora in tempo a fermare tutta questa cosa “ Oz si
mise davanti a lui in attesa.
“ E’ troppo tardi invece. Andiamo e facciamola finita. “
Senza aspettarlo, aprì la porta e scese a grandi falcate la scalinata
che portava di sotto.
Una ragazza dai capelli rossi e gli occhi intelligenti uscì dalla
stanza della sposa, con il viso sorridente.
“ Ehi Oz. William è già andato di sotto? “
gli domandò dandogli un bacio sulla guancia.
“ Si amore. Era impaziente … “ Oz sospirò.
“ Buffy è così eccitata. Sai è così
dolce, mi piace molto la futura moglie di Spike “ sorrise contenta.
Anya apparve sbirciando dalla porta “ Lo sposo è fuori
campo visivo? “ chiese eccitata.
“ Si è già sceso. “ le rispose Willow.
“ Bene. Puoi avvertire che qui è tutto pronto e che la
festa può avere inizio. La piccola è così ansiosa
di arrivare alla notte di nozze. “
“ Anya smettila. “ la voce allegra di Buffy giunse da dietro
l’uscio.
La bionda ridacchiò “ Che ti avevo detto “ e poi
richiuse l’uscio.
Willow guardò Oz “ Vado di sotto, tu siediti al tuo posto
ed aspettami “ gli schioccò un altro bacio veloce e si
precipitò di sotto.
“ Dio, non vorrei essere nei panni di Buffy per tutto l’oro
del mondo “ sospirò il rosso sgomento e scese di sotto
come gli aveva ordinato la fidanzata.
“
Mamma sono così emozionata “ disse Buffy prendendo la mano
di Jenny.
“ Non ti preoccupare di nulla tesoro. Quando cammini verso l’altare
guarda William e non pensare ad altro “
“ Va bene “ sospirò, cercando di farsi coraggio.
“ Andiamo su. E’ ora “
Raggiante, nel suo semplice abito coloro crema come il bouquet di rose.
Buffy si preparò ad attraversare quel piccolo tratto di strada
che la separava dalla sua felicità. Non avrebbe permesso a nessuno,
nemmeno a Fred, di rovinarle quel giorno.
La musica partì e Jenny prese posto in prima fila, mentre si
sedeva il suo sguardo incontrò quello di Spike, in una muta intesa.
Buffy tremava mentre avanzava lentamente lungo il viale. Sentì
gli occhi gelidi di Fred puntati su di lei e per un attimo credette
di non farcela, poi il suo sguardo incontrò quello di Spike e
ritrovò in un attimo tutto il suo coraggio. Gli sorrise e raddrizzandosi
fieramente proseguì con decisione verso l’altare.
Quando lui le porse il braccio e lei lo strinse, tutto svanì.
Buffy si sentì completamente felice. Non pensò più
ad altro, non udì più altro. L’unica cosa che vide
fu Spike.
Il ricevimento fu allegro e sobrio, secondo copione. Jenny aveva organizzato
tutto nei minimi dettagli.
Unico momento di tensione fu quando Fred approfittò di un momento
in cui Buffy fosse sola, vulnerabile e l’avvicinò sorridendole.
“ Auguri Elizabeth. O dovrei dire Buffy, in fondo questo nome
da cani ti si addice di più. “ la guardò dall’alto
in basso come sempre.
“ Sei davvero ridicola in quest’abito, come sempre del resto.
Credi che Spike ti ami? Per lui sei come un cagnolino scodinzolante,
gli fai solo pena e presto si stancherà di te “
Buffy si guardò intorno spaventata cercandolo.
“ Perché mi fai questo Fred? Io ti ho sempre voluto bene.
“ sincero dolore nella voce.
Fred si accigliò per un momento e sentì di odiare Buffy
come mai in vita sua.
“ Perché tu sei un essere insignificante, una nullità.
Non ti ho mai potuta soffrire, mai. Con la tua aria ingenua e la faccia
da Santa. Mi fai solo pena “
Buffy sentì le lacrime salirle agli occhi, ma non le avrebbe
dato la soddisfazione di vederla piangere, con fatica le ricacciò.
Fred sorrise con derisione.
“ Goditela finché puoi stupida “ e dopo averle lanciato
un ultimo sguardo carico di disprezzo, si allontanò.
“ Tutto bene cara? Ti ha forse importunata? “ Jenny la prese
sotto braccio.
“ Non avremmo dovuto invitarla “ esclamò seccata.
“ No, infondo è mia sorella “ cercò di essere
conciliante Buffy.
“ Già, purtroppo. Ma dov’è andato William?
Non doveva lasciarti sola “ disse con una punta di rimprovero
nella voce.
“ Non ti arrabbiare. Non può stare sempre appiccicato a
me. Non sono poi una grande compagnia per lui “
Jenny si accigliò e continuò a guardarsi intorno ma di
Spike nessuna traccia.
“ Cosa ci fa lo sposo tutto solo? “ Fred sorrise sensuale,
avvicinandosi al divano dove Spike era seduto. Lo aveva seguito dal
giardino.
“ Niente, avevo bisogno di riposarmi un po’. “
“ Già stanco? Il giorno delle nozze…figuriamoci la
prima notte allora. Povera Buffy! Sai adesso penso che le si addica
quel nomignolo. Da proprio l’idea di una cagnetta obbediente “
si sedette al suo fianco, mettendo in mostra la sua figura flessuosa,
fasciata da un abito di seta bianco.
“ Non parlare di lei così “ obiettò debolmente
Spike.
“ Oh avanti…puoi mentire con tutti, ma non con me tesoro.
Io so quello che tu vuoi da una donna. So cosa ti accende e ti fa impazzire.
Sollevò il piede e con gesto languido lo sfregò contro
la coscia di lui. Spike fremette.
“ E Buffy…non ha niente di quello che tu vuoi “ il
suo sorriso si fece più ammiccante.
“ Finiscila. “ Spike era esasperato. Dio quella donna era
una strega.
Con gesto inaspettato si sporse verso di lui gli strinse i capelli tra
le mani e lo attirò verso di se.
“ Tu hai bisogno di passione, di calore, di carne. Non di spirito
“ e con gesto famelico si impossessò delle sue labbra,
imprigionandolo in un bacio violento e travolgente. Spike rispose immediatamente
al richiamo della carne, ma nella sua testa la voce di Buffy che lo
chiamava gli fece riprendere il controllo.
“ No, basta “ la spinse via e si alzò in piedi. “
Vattene Fred. Sparisci dalla mia vita “
“ Sei un bugiardo Spike. Tu non vuoi che io esca dalla tua vita.
Tu mi desideri alla follia. Ed anche io ti voglio Spike. Angel è
così….Non avrei mai dovuto sposarlo “
Spike strinse i pugni “ Maledetta “ ringhiò “
Avresti dovuto pensarci prima. Ma per te contavano solo i soldi e la
posizione. E’ troppo tardi ora “ Detto questo uscì
fuori quasi correndo.
“ Scappa, scappa…. Non potrai sfuggirmi per sempre “
un sorriso diabolico si dipinse sul viso.
“ Dov’eri finito? Perché hai lasciato Buffy da sola?
“
“ Mamma falla finita. E’ al sicuro qui! “
“ William “ Jenny inarcò il sopracciglio minacciosamente.
“ Va bene. Vado da lei, contenta? “ e senza dire altro raggiunse
Buffy. Che cosa aveva fatto? Che cosa? Si domandava incessantemente.
La
giornata passò rapidamente.
“ Sarà meglio andare se vogliamo arrivare al Faro prima
di notte “ disse Spike abbracciando sua moglie.
“ Va bene “ rispose Buffy ricambiando la stretta.
“ Ancora auguri Bambina e mi raccomando a te William “ l’ammonì
per l’ultima volta Jenny. Poi baciò entrambi e li lasciò
andare.
Gli sposi corsero tra manciate di riso, applausi e fischi degli invitati,
alla macchina.
“ Pronta signora Giles? “ le domandò lui facendole
l’occhiolino.
“ Pronta Signor Giles “ sorrise Buffy dandogli un lieve
bacio sulle labbra.
Con la coda dell’occhio Spike vide la figura elegante e femminile
di Fred. Scosse il capo e mise in moto. Buffy era dolce, buona ed ….innamorata
di lui. Sospirò, mentre lei gli si stringeva accanto e gli sorrideva
beata.
“ Spero siano felice “ disse Jenny ad Anya.
“ Oh lo saranno di certo “ ridacchiò la bionda.
“ Buffy è ancora così bambina. Non so se Spike riesca
a vederla come una donna “ chissà perché le risultò
molto facile parlare delle sue preoccupazioni con Willow ed Anya.
“ Oh non si preoccupi, Signora Giles. Questa notte Spike avrà
una sorpresa, che non scorderà tanto facilmente “
Ridacchiarono complici, sia Anya che Willow.
Jenny le guardò socchiudendo gli occhi e domandò
“ Cosa avete combinato? “
Le due si lanciarono uno sguardo d’intesa e poi Anya disse con
la suo solito tatto da elefante.
“ Oh abbiamo fatto in modo che questa notte la nostra piccola
Buffy abbia tanti, tantissimi orgasmi multipli. E che al nostro caro
Spike venga un infarto “
Tutte e tre si misero a ridere, quasi diabolicamente.
Arrivarono al Faro al tramonto. Buffy si fermò davanti alla soglia
mentre Spike depositava i bagagli in soggiorno.
“ Allora non entri? “ le domandò guardandola.
Buffy esitò, continuando a guardarlo.
Lui rammentò improvvisamente “ Già la tradizione
“ e tornando indietro la prese tra le braccia e la portò
dentro.
“ Benvenuta a casa “ le sussurrò. Buffy si strinse
a lui e sorrise.
“ Grazie “
Rimasero qualche momento immobili, in piedi l’uno di fronte all’altro.
Buffy giocherellando con il bouquet, che aveva gelosamente tenuto, invece
di lanciarlo come di solito accadeva ai matrimonio.
“ Sei stanca? Io molto vado a farmi una doccia e a stendermi “
Spike impacciato, l’oltrepassò e si chiuse in bagno. Appoggiò
il capo alla porta e chiuse gli occhi. Non voleva farle del male doveva
essere gentile.
Buffy rimasta sola, si guardò intorno progettando cambiamenti
e miglioramenti. Un sorriso gioioso le illuminava il viso.
“ Tesoro puoi entrare. Ho finito puoi andar…Buffy? “
Spike nudo, con un minuscolo asciugamano avvolto in vita, si bloccò,
davanti alla porta del bagno.
Di Buffy nessuna traccia, il vestito era abbandonato ai piedi della
scala. Spike sbuffò. Ci mancava solo lo streep adesso.
Stando al gioco seguì le tracce che lei gli aveva lasciato. Le
scarpe, la sottoveste, il bracciale…arrivato alla stanza, chiuse
un attimo gli occhi. Doveva mostrare apprezzamento e desiderio, non
avrebbe ferito i sentimenti di Buffy. Non il giorno del suo matrimonio.
Salì gli ultimi gradini e…..
La bocca aperta e gli occhi spalancati.
“ Bu…f….f…..y? “ balbettò, deglutendo
a vuoto e sbattendo le palpebre, per riprendersi dallo shock.
La stanza era illuminata da mille candele, gli ultimi raggi di Sole
incendiavano la sua pelle color miele. I capelli sciolti scompigliati
sul viso e sulle spalle.
“ Si Spike?! “ una punta di malizia nella voce che lo fece
fremere.
Gli occhi di lei erano scintillanti e provocanti.
Spike si sostenne alla ringhiera per non cadere.
Era distesa sul letto, appoggiata sui gomiti. Indossava un corpetto
bianco di seta ricamato, semitrasparente. Un paio di scarpe con il tacco
sottile, anche se non altissimo. Un paio di autoreggenti bianche tenute
su da una giarrettiera, in pizzo. E nient’altro. Niente mutandine.
Spike pensò che per tutto il giorno era andata in giro così
sotto il suo abito da sposa. Si sentì avvampare.
Buffy sorrise invitante e Spike sentì il cuore accelerare paurosamente,
mentre l’asciugamano si gonfiava a dismisura.
“ Bu….f….f….y “ ripeté incapace
di connettere coerentemente.
“ Sarà meglio che ti riposi, amore se sei stanco “
lo provocò lei, dischiudendo leggermente le gambe.
Per Spike quella fu la goccia che fece traboccare il vaso.
Con un balzo la raggiunse sul letto, insinuandosi tra le gambe.
Buffy lo accolse gioiosa, stringendolo a se.
“ Non sono affatto stanco “ gemette, mentre con rabbia quasi,
si avventava sulla bocca di Buffy, per un bacio disperato e appassionato.
Quando finalmente la lasciò andare, i loro respiri erano affannati
e bollenti. Buffy continuò a prenderlo in giro.
“ Ma avevi detto di essere st…” non riuscì
a finire che Spike tornò a baciarla con maggiore foga.
“ Dio Buffy. Sei …Ti voglio. Adesso “ ringhiò
e con avidità e desiderio incontrollato le divaricò le
gambe, con gentilezza ma determinazione.
Sollevò il viso per guardarla negli occhi e lentamente la penetrò.
Vedere il viso arrossato di lei, gli occhi lucidi di desiderio e passione
gli fecero andare il sangue alla testa. Si sentì bruciare dentro,
mentre cominciava a muoversi su di lei.
“ Sei così…così….stretta. Santo Cielo.
“ gemette, intensificando il ritmo. Come non aveva fatto ad accorgersene
prima. Come aveva potuto essere così cieco. Spike non riuscì
a rispondere a queste domande. I muscoli di lei si contrassero stringendolo
in una morsa di piacere incontenibile e lui non resistette, si lasciò
investire dall’orgasmo come da un treno in corsa, che lo lasciò
privo di forze e svuotato come mai in vita sua.
Ricadde su di lei, affondando il viso tra i capelli. Profumava di vaniglia
e di rugiada la sua Buffy. Aspirò cercando di recuperare un po’
d’aria. Il respiro ancora affannoso e corto.
“ E’ stato bellissimo “ riuscì a dire infine,
lasciandosi cadere sulla schiena e stringendola possessivamente a se.
Buffy sorrise appagata e si accoccolò al suo fianco.
“ Stanco? “ gli domandò, mentre con l’indice
percorreva sentieri nascosti lungo il torace teso di lui.
Spike si voltò a guardarla, gli occhi ancora fiammeggianti di
desiderio e bisogno. E si chiesa chi era questa piccola demonietta che
aveva nel suo letto, e dove si fosse nascosta in tutti quei giorni.
“ Perché? “ gli domandò nervosamente, mentre
la mano di lei scendeva sempre più in basso, facendolo restare
con il fiato sospeso.
“ Così “ rispose lei con noncuranza.
“ Un po’ “ azzardò lui, cercando di mantenere
il controllo.
Buffy ridacchiò contro il suo collo e lui sentì di nuovo
un bruciante bisogno di possederla. Ma con un gesto inaspettato, lei
lo spinse di nuovo giù posandogli con decisione una mano sul
torace.
“ Voglio di gelato “ gli disse con fare innocente.
Spike sollevò il capo e la guardò sconvolto
“ Cosa? Proprio adesso? “ le domandò incredulo. Come
poteva desiderare del gelato proprio in quel momento, quando lui stava
andando in fiamme. E dove accidenti sarebbe dovuto andare a prenderlo.
“ Si “ gemette lei, scuotendo il capo in modo così
invitante, che Spike pensava che da un momento all’altro le sarebbe
saltato addosso come un animale.
“ Dopo. Ti prometto che dopo avrai tutto il gelato che vuoi “
rispose roco, cercando di tornare sopra di lei.
“ No “ lo fermò lei. “ Adesso “ spinse
i capelli dietro le spalle e il suo seno dondolò leggermente.
Spike sentiva le vene martellargli nella testa ed il cuore impazzito
battere furiosamente.
“ Ti prego…dopo “ la implorò, facendo scivolare
una mano tra le sue cosce calde. Dio era così calda, così….non
aveva mai desiderato una donna in vita sua, come in quel momento.
“ Adesso…” protestò lei meno convinta.
“ Oh Buffy per favore. Ho bisogno di te “ la supplicò,
con gli occhi scuri e appannati dal desiderio.
Fingendosi imbronciata si sollevò a sedere sul letto.
“ Cattivo “ lo rimproverò.
“ Oh amore. Dove vuoi che vada a prendere un gelato adesso? “
cercò di farla ragionare. Ma Buffy continuava a tenere il broncio,
le braccia incrociate sul petto. Cercò di abbracciarla ma lei
allontanò le mani, stizzita.
“ E va bene “ cedette alla fine, ricadendo supino sul letto
e chiudendo gli occhi sopraffatto dalla frustrazione.
“ Grazie “ rispose esultante lei. Spike sospirò e
stava per alzarsi quando sentì qualcosa di bollente ed umido
guizzare sul suo pene, duro a far morire.
“ Maled….” Imprecò aprendo gli occhi di scatto
e abbassando lo sguardo. Buffy accoccolata tra le sue gambe lo fissava
avida e golosa.
“ Voglio il tuo gelato Spike “ disse con voce roca e bassa.
Spike sentì il cuore fermarsi e le labbra seccarsi, ormai convinto
che sarebbe morto da un momento all’altro per un arresto cardiaco.
“ Vu…oi il mio ge…la…to…” ripeté
come un automa.
“ Si “ rispose sicura e fece scivolare la sua piccola e
rosa lingua lungo la sua asta dura e gonfia.
“ Oh mio Dio “ gemette lui, spalancando gli occhi.
“ Ma tu chi sei? “ le domandò incredulo, mentre lei
afferrato il pene con le mani, lo teneva dritto e dopo averne stuzzicato
la punta con la lingua. Aprì la bocca e lentamente lo fece scivolare
dentro.
“ Ohhhhhhhhhhhhh “ gemette Spike ormai letteralmente sconvolto,
incapace di distogliere lo sguardo dal viso di sua moglie. Dalla sua
infuocata bocca che si muoveva su e giù sul suo pene ormai in
procinto di scoppiare.
“ Si non fermarti ti prego.” Gemeva ininterrottamente “
E’ bellissimo. Ancora ti prego, ancora. Più veloce “
Buffy lo stava facendo impazzire. Arrivato al limite con voce strozzata
l’avvisò: “ Sto venendo “ mentre le sue mani
come animate di volontà propria si erano posate sulla nuca di
Buffy e la guidavano dolcemente nei movimenti.
Lei continuava sempre più veloce, sempre più a fondo.
“ Sto venendo “ l’ammonì per la seconda volta,
ma Buffy non accennava a mollarlo, anzi lo risucchiava con maggiore
vigore nella sua piccola bocca.
“ Oh Dio, Buffy “ urlò ormai allo stremo e si lasciò
andare all’orgasmo più potente della sua vita. Si contorceva
e gemeva, spingendo i fianchi contro la bocca di lei, perché
lo prendesse più a fondo e succhiasse meglio. E Buffy continuò
sino alla fine, sino all’ultima goccia.
Sfinito si lasciò ricadere sulle lenzuola madide, il cuore ormai
andato e il respiro interrotto. Restò qualche secondo così,
abbandonato, con gli occhi chiusi.
Poi infine riuscì a mormorare “ Cosa mi hai fatto Buffy?
Cosa? “
Buffy gli si accoccolò di nuovo contro il fiacco e sospirò
contenta.
“ Ti amo Spike “ gli sussurrò, stringendolo.
Spike aprì gli occhi e la fissò intensamente. Un groppo
in gola gli impedì di parlare, e all’improvviso non fu
più sicuro che quello che provava per Buffy fosse solo pietà
e affetto. Qualcosa dentro di lui stava bruciando, distruggendo ogni
ostacolo che incontrava. E lui in un certo senso ne aveva paura.
Si
chinò a baciare quelle labbra così piccole e sottili.
E di nuovo il desiderio lo travolse e lo infiammò per tutta la
notte.
Il Sole era alto quando Spike pigramente riaprì gli occhi confuso.
Si sentiva intorpidito e stanco, non aveva chiuso occhio tutta la notte.
Un sorriso lascivo gli attraversò il viso mentre allungava il
braccio in cerca di quel diavolo di donna che aveva sposato. La sua
mano incontrò le lenzuola fredde e un senso di panico latente
lo colpì. Sollevò di scatto il busto e si guardò
intorno in cerca di lei.
Infilò un paio di jeans al volo e scese quasi correndo le scale.
“ Buffy? “ si affacciò nel soggiorno. Di lei nessuna
traccia.
“ Accidenti. Buffy? “ non riusciva a spiegarsi il perché,
ma il pensiero che lei potesse essersene andata gli faceva male.
Attaccato al frigorifero trovò un biglietto.
‘ Sono in spiaggia ‘
Uscì in terrazza e guardò in basso, verso la piccola spiaggetta,
una piccola insenatura sabbiosa tra gli alti scogli. Scese la scala
ricavata nella pietra e si diresse verso la battigia. L’asciugamano
era disteso sulla sabbia, ma di Buffy nessuna traccia. Portò
la mano sugli occhi per ripararli dal Sole e per la seconda volta Buffy
lo lasciò letteralmente senza fiato.
Era appena uscita dall’acqua ed avanzava verso la spiaggia: era
completamente Nuda. Spike strabuzzò gli occhi, di nuovo preda
di un’eccitazione irrefrenabile. Poi di scatto si guardò
intorno apprensivo. Raccolse rapidamente l’asciugamani e le corse
incontro con sguardo indefinibile.
“ Ma che fai? Copriti, qualcuno potrebbe vederti “ e in
preda ad una folle gelosia e timore che qualcun altro oltre lui potesse
vederla così nuda ed eccitante, l’avvolse nel telo.
“ Guardare me? “ lo interrogò lei con viso ingenuo.
“ Sì te. Non ti azzardare mai più ad uscire nuda
da casa okay? “ Spike era infastidito ed eccitato.
“ Agli ordini padrone “ lo canzonò lei lasciandosi
abbracciare e guidare verso casa.
“ Ho fame, facciamo colazione? Hai preparato qualcosa per il tuo
maritino, così stanco? “
Lei ridacchiò e guardandolo ad occhi socchiusi, di un verde così
intenso che a Spike per un attimo mancò il respiro.
“ Forse…..ma dovrà meritarselo “ lo avvertì
scherzosamente.
“ Credevo di essermelo meritato …questa notte “ le
sussurrò lui, accarezzandole il labbro con il pollice, mentre
le faceva una dolce carezza sul viso.
“ Ho preparato uova e wrustel e una torta di mele “ gli
annunciò uscendo in terrazza con un vassoio.
“ Buonissimo. Ho una fame da lupi “
Mangiarono in silenzio. Poi Spike fu attratto dalla bocca di Buffy che
leccava via vogliosamente la salsa dal Wrustel, risucchiandolo poi nella
bocca. Gemette frustrato.
“ Che st…ai fa..cen…do? “ le domandò
agitandosi sulla poltrona.
“ Io? Niente, faccio colazione “ gli rispose lei ammiccante.
“ Dio, sei …diabolica “ mormorò mentre lei
faceva guizzare la lingua attorno al wrustel prima di addentarlo piano
e leccarlo.
“ All’inferno “ esclamò alzandosi di scatto,
con un balzo la raggiunse. La sollevò di peso, prendendola per
i fianchi, e la portò dentro.
“ Aspetta, non abbiamo finito di fare colazione “ rideva
Buffy felice.
“ Non vuoi un altro gelato? Ne ho uno enorme per te “ replicò
lui, depositandola quasi con violenza sul letto.
“ No. Oggi non voglio il gelato “ disse fintamente seria
lei.
“ Beh, mi spiace per te ma dovrai mangiarne in quantità
industriale amore. E l’hai voluta tu, piccola strega “ le
saltò addosso e le premette i polsi contro le lenzuola.
“ Smettila Spike. Stupido “ ridacchiava lei, mentre cercava
di girare il capo ed evitare le sue labbra affamate.
“ Mangerai il gelato? “ le domandava indomito lui.
“ Spike “ le mani di lui l’accarezzavano e tormentavano
senza sosta.
” Allora lo divorerai come ieri notte? “ incalzò,
rabbrividendo di piacere al ricordo della notte precedente.
“ Prepotente “ lo accusò lei.
“ Non sai quanto amore “ rimbeccò lui, mentre le
carezze si facevano sempre più intime.
“ Ti prego “ il tono di lei si fece incerto.
“ Allora? “ sollevò il sopracciglio divertito, in
attesa della sua resa.
“ Per favore, non così “ ansimò quando il
suo indice scivolò in lei con lentezza esasperante.
“ Sto aspettando amore “
“ Basta non resisto “ si morse il labbro inferiore con forza.
Mentre un altro dito raggiungeva il primo e si muoveva in lei ad un
ritmo sempre più incalzante.
“ Così impari a provocarmi. Demonietta “
Lo sguardo di entrambi divenne intenso, mentre si fissavano.
Smisero di sorridere e l’espressione si fece seria. Buffy arrossì
vistosamente ed il cuore di Spike si strinse per l’emozione.
“ Mangerai il mio gelato? “ sussurrò con voce roca
e sexy.
Buffy avvampò pensando che Anya e Willow le avevano dato dei
consigli utili, ma che lei si vergognava comunque tanto.
“ Si. Voglio il tuo gelato “ rispose con un fil di voce,
senza riuscire a distogliere lo sguardo.
“ Bene, bravo il mio passerotto “ e senza dire altro si
chinò per impossessarsi delle morbide labbra di lei.
“ Perché tremi? “ le domandò sollevando un
momento il capo e fissandola nuovamente.
“ Perché ti amo tanto. Troppo “ rispose sincera lei,
ricambiando il suo sguardo.
“ Mi sei entrata nel sangue Buffy, nella testa. Non faccio altro
che pensare a te, che vedere te. Baciami “
Buffy si liberò dalla stretta di lui e gli cinse il collo con
le braccia, attirandolo a se per un altro bacio affamato.
“
No. Non mi piacciono “ sbuffò “ la casa mi piaceva
già com’era prima “
“ Non posso mettere le tendine alle finestre allora? “ lo
guardò supplichevole Buffy. “ Non ti piacciono proprio?
“
Spike fece cenno di no, con risolutezza. Buffy abbassò il capo.
“ Forse hai ragione, non ho mai avuto gusto “ strinse la
sottile stoffa al petto.
“ Già esatto “ esclamò Spike soddisfatto di
averla spuntata. Poi commise l’errore di voltarsi a guardarla
ed il solito tuffo al cuore lo fece vacillare.
“ E va bene. Va bene, metti le tue dannate tendine alle finestre
“
Buffy alzò il viso, ma non era sorridente “ Non ti piacciono.
Allora non le metto “ disse risoluta.
Spike si sentì tremendamente in colpa, ma allo stesso tempo furibondo
con se stesso. Non capiva perché non riuscisse ad averla vinta
con lei. Ogni volta che cercava di negarle qualcosa, finiva sempre per
sentirsi un mostro ed insistere perché si facesse a modo suo.
“ Ma no sono bellissime e si intonano con quei divani color pesca
che hai preso l’altro giorno “ alzò gli occhi al
cielo, chiedendosi cosa avessero i suoi divani di pelle nera, che non
andasse bene.
“ Davvero? Ti piacciono allora? “ sorrise gioiosa lei. A
Spike sembrò che la stanza si illuminasse tutta.
“ Si davvero. Allora le mettiamo su? “ le indicò
la scala.
“ Siiiiiiiiiiiiiii “ urlò Buffy e saltellando gli
girò intorno.
Spike si sentì pervadere da una gioia incontenibile. L’afferrò
e la strinse tra le braccia.
“ Piccola. Tu mi farai impazzire “ mormorò baciandole
la nuca, la guancia, il collo, sino a incontrare le sue labbra sempre
accoglienti ed invitanti.
“ Non è vero. Bugiardo “ lo smentì, abbandonandosi
nella sua stretta.
“ Non dobbiamo montare le tende? “ gli domandò con
gli occhi lucidi di passione dopo il bacio travolgente.
Spike la fissò con un’intensità tale da toglierle
il fiato.
“ Dopo “ le disse semplicemente e sollevandola tra le braccia,
la portò di sopra.
Dio che gli stava succedendo? Non riusciva a starle lontano. E pensare
che una settimana prima aveva detto ad Oz che le faceva pena. Adesso
era lui a farsi pena, quando la implorava di toccarlo o di baciarlo.
Doveva essere davvero patetico quando la sera aspettava impaziente che
lei riordinasse la cucina per portarla a letto.
…..Una sera era talmente eccitato che non era riuscito a controllarsi,
cosa che non gli era mai successo con nessuna donna. L’aveva guardata
tutta la sera muoversi in cucina leggera e sicura. La gonna che si sollevava
ogni volta che si piegava lasciando intravedere le sue cosce sode. Le
spalline della canottiera che scivolavano in continuazione lungo la
spalla, come ad invitarlo a baciarla nell’incavo del collo. La
sua voce bassa che canticchiava serena ignara, del tormento che lui
provava a pochi passi da lei, solo a guardarla.
“ Ne hai ancora per molto? “ le aveva domandato nervoso.
“ Si. Vai pure a letto Spike. Io ti raggiungo quando ho finito
“ gli aveva risposto tranquilla. Già era facile per lei
parlare, intanto lui stava morendo in agonia. Era accecato dal desiderio.
“ Finisci domani, avanti vieni a letto “ aveva tentato di
convincerla.
“ No. Tu vai a dormire “. Dormire? Era teso e duro come
il marmo, come diavolo pensava che sarebbe riuscito a dormire in quello
stato?
Si era fermato ai piedi della scala, guardando in alto. Non gli andava
proprio di stendersi nel grande letto senza di lei. Aveva sospirato,
rassegnato ad aspettarla ancora, quando lei ... si era piegata a novanta
gradi per riempire la ciotola del gatto, e lui aveva visto le sue natiche
bianche e sode svettare sotto la minigonna in jeans.
Oh Dio Santo ... era senza mutandine.
“ Per l’inferno maledetto “ aveva imprecato andandole
incontro.
“ Ma tu non porti mai biancheria intima? “ l’aveva
quasi rimproverata, mentre immagini di lei in giro senza nulla sotto
lo facevano impazzire di gelosia.
L’aveva presa e sbattuta sul tavolo, tenendola ferma con il suo
corpo.
Buffy era arrossita violentemente ed aveva balbettato distogliendo lo
sguardo “ Mi hai strappato l’ultimo paio ieri notte. Domani,
volevo andare a comprarne altre “
“ Oh “ Spike era rimasto un momento stupito, ricordando
vagamente che ogni qualvolta le saltava addosso finiva per strapparle
via le mutandine, tanto era il bisogno di possederla immediatamente.
“ Mi spia…ce. “ cercò di scusarsi. Poi era
tornato a sorriderle maliziosamente. “ Ci penseremo domani “
e senza complimenti le aveva sollevato le gambe portandosele sulle spalle.
“ Adesso però…..ho voglia di te amore “
“ Spike “ lo aveva chiamato lei eccitata, sentendo il rumore
della zip e il fruscio della stoffa che viene fatta scivolare.
“ St….non posso aspettare “ le aveva detto fissandola
con una luce quasi folle nello sguardo. Poi l’aveva penetrata
con un’unica fluida spinta, trovandola già calda e bagnata,
e come sempre era impazzito per il piacere. Lei gli aveva avvolto le
gambe intorno ai fianchi e lo aveva attirato su di se, neanche lei poteva
aspettare…
l’odore di caffè e di fette biscottate calde gli fece aumentare
il languorino allo stomaco. Si passò la mano tra i capelli mentre
si guardava intorno frastornato. Quando aveva permesso a quella streghetta
di invadere così la sua vita? Quando le aveva permesso di mettere
sotto sopra la sua casa, che adesso non riconosceva più? Di cambiare
le sue abitudini e i suoi orari? Prima non si sarebbe mai sognato di
passare nemmeno mezza giornata in casa. E adesso…non riusciva
a stare lontano dal letto e da lei. Non rispondeva alle chiamate, neanche
di sua madre. Santo cielo che cosa gli aveva fatto Buffy?
Stava rimuginando su questo quando la vide apparire sorridente sul vano
della cucina.
“ Ben svegliato. Pigrone “
“ Ciao passerotto “ le andò incontro spinto dal bisogno
irresistibile di baciarla.
“ Hai fame? “ gli sorrise mentre lui la prendeva tra le
braccia e la baciava con tenerezza.
“ Ho sempre fame di te “ la provocò strofinandole
il naso contro la guancia.
“ Stupido. Ho fatto delle frittelle di riso. Spero ti piacciano
“
“ A me piace tutto quello che fai amore. “ inclinò
il capo e le sorrise malizioso. “ Anche se la cosa che preferisco
e quando mangi il gelato…il mio gelato “
Buffy arrossì e lo guardò torva “ Stupido, stupido,
stupido “
Lui scoppiò in una risata irresistibile che finì per contagiare
anche lei.
“ Andiamo a trovare la mamma oggi? Sarà in pensiero…visto
che tu non mi permetti di chiamarla e non rispondi alle sue chiamate
“ una vena di rimprovero nella voce.
“ Domani, oggi ho altri programmi “ il suo sguardo scivolò
lascivo sul corpo di lei.
“ No oggi. “ lo sguardo deciso di lei lo fecero sbuffare,
sapeva che l’avrebbe spuntata.
“ Oh passerotto…”
“ Oggi “
“ E va bene. Ma torniamo presto okay? “
Buffy sorrise “ Va bene. E se sarai buono….” Lasciò
la frase in sospeso, con tante promesse.
“ Sarò buonissimo amore. “ enfatizzò lui,
tornando a guardarla con desiderio. Era incredibile quella donna l’aveva
drogato. Era il suo schiavo oramai. Poi il pensiero della notte che
lo aspettava lo fece sorridere. Non era poi così male essere
il suo schiavo.
“
Oh finalmente vi siete degnati. Cominciavo sul serio a preoccuparmi
“
“ Ciao Mamma “ Buffy le era saltata al collo e le aveva
baciato la guancia con calore.
“ Oh piccola. Sei felice? “ la domanda apparentemente fatta
con noncuranza, celava molta apprensione.
“ Si mamma. Tanto, felice. “ Jenny sorrise e guardò
Spike. Rimase stupita dall’espressione serena ed appagata del
figlio.
“ Siamo solo passati a salutarti “ si affrettò a
dire Spike, già ansioso di riportare la moglie a casa.
“ Non restate? Ho organizzato un piccolo rinfresco per questo
pomeriggio, ci saranno solo pochi amici.
“ Oh davvero? “ Buffy sembrava contenta.
“ No, abbiamo fretta di tornare a casa. “ protestò
subito lui.
“ E che avete di così urgente da fare? “ domandò
Jenny curiosa.
“ Perché ho vogl….”
Spike stava per risponderle quando si bloccò, arrossendo.
“ Stupido “ ridacchiò Buffy.
“ Restiamo mamma, non dare retta a Spike “ poi vedendo l’aria
imbronciata di Spike, aggiunse “ Ma non possiamo restare sino
a tardi. Sono un po’ stanca “
La madre le sorrise e le diede un bacio sulla guancia. Mentre Spike
era tornato a sorridere soddisfatto.
“ E’ stanca esatto “ confermò euforico.
“ Gli ospiti saranno qui a momenti. Su andate in giardino ad accoglierli
“
“ Va bene “ Buffy si alzò e si avviò verso
il giardino, Spike le si fece accanto e la prese per mano. Jenny rimase
stupita dal gesto di suo figlio ed in silenzio continuò ad osservarli.
“ Oddio non posso crederciiiiiiii sono resuscitati!!!! Spikeyyy
“ Urlò Anya correndo incontro a Spike e come al solito
buttandoglisi tra le braccia.
“ Scusa Buffy, l’abitudine “ cercò di rimediare,
ricomponendosi.
“ Perché mia madre ha invitato anche quell’imbecille
di Riley “ sbuffò Spike mentre guardava torvamente l’alto
e aitante marine che chiacchierava allegramente con Buffy.
“ Oh avanti è simpatico “ intervenne Oz.
“ Già guarda come ride Buffy. Chissà che cosa allegra
le sta raccontando “
Oz lo fissò divertito “ Siamo gelosi eh? “
“ Cosa? geloso e di che? “ cercò di mantenersi calmo
ed ostentare un’aria di sicurezza.
“ Lo so io di cosa Spike. Ma guardati, sembra che da un momento
all’altro tu debba scavalcare il tavolo e saltargli addosso. Sta
solo parlando con lei. E tu è tutta la sera che lo guardi come
volessi sfidarlo a duello “
“ Già solo parlando “ lo sguardo si fece ancora più
cupo.
“ Ma scusa…non mi avevi detto che … “
“ Falla finita okay! E vedi di far allontanare quel big jim da
Buffy o io….non rispondo più di me “
“ Santo cielo, sei peggio di Otello “ Oz sospirò
divertito “ Non ti facevo così geloso e possessivo. Povera
Buffy, ti manca solo la clava e la cintura di castità. “
“ Ci avevo pensato alla cintura, ma impiegherei troppo tempo a
sfilargliela quando facciamo l’amore “
Oz lo guardò sbigottito. “ Oddio Spike. Ti sei innamorato
di lei? “
“ Cosa? No, è mia moglie e le voglio bene…tutto qui
“
“ Se lo dici tu “ Oz non sembrava convinto.
Cazzo se non si allontana lo ammazzo quel coglione si disse Spike. Bene,
ma chi voglio prendere in giro. Mi sono fottuto il cervello, anzi lei
mi ha fottuto il cervello. Inspirò a lungo cercando di dominarsi.
Jenny lo fissava di nascosto e dentro di se esultava. Se conosceva bene
suo figlio, si stava innamorando, se non lo era già. Sperò
con tutto il cuore che non accadesse nulla che potesse in qualche modo
interferire con la gioia dei due ragazzi.
“ Finalmente non ne potevo più “ esclamò Spike
quando furono sulla strada di ritorno verso casa.
“ E’ stato divertente “ replicò Buffy serena.
“ Già come no. E tu stai lontana da Riley Finn “
“ Cosa? “ Buffy lo fissò senza capire.
“ Non voglio che tu gli parli, te l’avevo detto mi pare
“ sbuffò seccato di questa sua gelosia.
“ Perché Che ho fatto? “ chiese lei mortificata.
“ Niente, ma non mi piace vederlo gironzolare attorno a te “
Buffy sgranò gli occhi per qualche istante e poi sorrise trionfante.
“ Sei geloso “
“ Cosa? “
“ Sei geloso di Riley “
“ Io non sono geloso di quella checca “
“ Invece si lo sei “
“ Non lo sono e smettila di dirlo “
“ Invece si. Spike è geloso. Spike è geloso “
continuò a canterellare Buffy allegra.
La macchina si fermò nello spiazzale davanti alla porta di casa.
“ Tu….piccola, strega maligna “ ringhiò Spike
voltandosi verso di lei.
“ Ora ti faccio vedere io chi è geloso “
Buffy lanciò un urlo e saltò giù dalla macchina.
“ Prova a prendermi “ urlò e corse a perdifiato in
casa. Spike le era alle costole come un predatore che caccia la sua
preda.
“ Ora che ti prendo vedrai “
“ ahhhh “ urlò lei spaventata, sfuggendogli per un
pelo. Attraversò il terrazzo correndo e scese la scaletta che
portava alla spiaggia.
“ Non mi prendi. Non mi prendi “ urlava a squarciagola,
con voce affannata.
“ Vedrai, quando ti avrò acchiappata. Implorerai pietà
“ Spike l’aveva quasi raggiunta.
Con un gesto rapido, Buffy si sfilò il top e glielo lanciò
in viso.
Spike ansimò e gettatolo via si fermò paralizzato.
“ No “ gemette guarandosi in giro allarmato.
Buffy si era spogliata completamente nuda e saltellava lungo la riva,
sollevando spruzzi d’acqua schiumosi.
Era meravigliosa sotto la pallida luce Lunare. La sua pelle splendeva
di una luce bianca e quasi fosforescente.
“ Buffy “ sussurrò catturato da quella visione paradisiaca.
“ Vieni Spike. L’acqua è calda “ gli urlò
lei, facendogli cenno con la mano. “ Non mi vuoi più acchiappare?
“ gli domandò con una punta d’ansia nella voce.
Era sua. Quella splendida creatura era tutta sua, poteva fare quello
che voleva di lei: adorarla, amarla, possederla. Un forte senso di possessività
e di desiderio lo assalì. Le corse incontro e l’afferrò
con violenza spingendola distesa sulla sabbia.
“ Sei mia. Solo mia capito? Mia “ le urlò quasi,
riempiendola di baci.
“ Si tua. Solo tua “ gli rispose lei contenta.
“ Tu mi appartieni. Il tuo corpo mi appartiene, la tua mente e
la tua anima. Tutto è mio “ continuava a vaneggiare inebriato
dal suo odore.
“ Ti amo “ gli sussurrò lei, gli occhi colmi di lacrime.
“ Perché piangi? “ le domandò stupito.
“ Perché sono felice “ rispose lei stringendolo.
Spike ricambiò la stretta e le sussurrò con voce gentile
e sincera.
“ Anche io sono felice “
“
Non riesco a capire… sei sicura che quel cosa piacerà a
Spike? “
Jenny sembrava perplessa.
“ Si ne sono certa “ annuì Buffy sogghignando.
“ Ma cosa rappresenta? Posso saperlo “
“ Beh è il portachiavi per le chiavi della macchina “
“ Si ma ho visto che sulla piastrina c’è stilizzato
un piccolo gelato…dalla forma a dir poco strana direi “
Jenny continuava a non capire quel regalo “
“ Si è un gelato “
“ Mah! E tu dici che a Spike piacciono i gelati? “
“ In un certo senso …. Si è così “ ridacchiò
lei.
“ Ah, io ci rinuncio. Questo linguaggio in codice non fa per me
“
Buffy si avvicinò e le schioccò un bacio sulla guancia.
“ Mamma ti spiace andare dal pasticciere? Io devo prendere ancora
una cosa, perché tutto sia perfetto “
“ Va bene. Ti aspetto alla macchina, non fare tardi mi raccomando.
E ricorda domani vi aspetto per il tè delle cinque “
“ Si non lo scorderò “
“ Gli farai davvero una bella sorpresa questa notte “
Buffy felice e trotterellante si allontanò lungo il viale.
Come era cambiata in quelle tre settimane. Era così radiosa,
così maliziosa e femminile. Aveva spesso colto lo sguardo carico
di desiderio, quasi lussuria di suo figlio. Sorrise tra se e se ed entrò
nella pasticceria.
“ Uffa! Mia madre è una gusta feste “ Spike ciondolava
per casa come un leone in gabbia, in attesa del suo domatore. Gli seccava
restare solo quella notte, ma Jenny lo aveva chiamato dicendogli che
Buffy restava a casa da lei perché aveva delle commissioni da
sbrigare ed avrebbe fatto tardi. “ Potevo andarla a prendere “
borbottò guardando torvamente il frigo vuoto.
La porta suonò e lui si precipitò ad aprire. Forse aveva
cambiato idea pensò.
“ Ah! Sentivi la mia mancanza confes….” Lo sguardo
di Spike si fece freddo e distaccato mentre Fred gli sorrideva.
“ Ciao Spike. Come stai? “
“ Cosa vuoi Fred? “ le domandò acido.
“ Uhm…vediamo. ‘ Te ‘ ti va bene come risposta?
“
“ No niente affatto “
“ Come prosegue la farsa? Vuoi ancora fare il cavalier servente
e proteggere la stupida principessa? “
“ Vattene Fred! “
“ Angel ed io ci siamo separati “
Spike sentì il sangue pulsare più veloce. Fred era libera,
divorziava da Angel.
“ Ah si? come mai? “ le domandò fingendo indifferenza.
“ Perché io sono innamorata di te e non lo sopporto più
“ gli puntò i suoi occhi dritti in faccia, ammaliante.
“ Te ne sei accorta tardi Fred “ cercò di apparire
freddo, ma i vecchi sentimenti riaffiorarono prepotentemente in lui.
Ricordò il giorno che l’aveva conosciuta a Los Angeles.
La sua bellezza, la sua allegria e quella brama di cose belle che la
rendeva così attraente. Le notti con lei erano fuoco e ghiaccio,
sapeva portarti alle stelle e farti precipitare nelle stalle. E con
disarmante sincerità diceva che voleva godere della vita. Avere
tanti soldi per poter fare tutte le cose che le erano state negate dopo
la morte dei genitori. Lui ne era rimasto ammaliato, in un certo senso
aveva avuto anche per lei un desiderio di proteggerla, di viziarla.
Oz però gli aveva detto di non fare lo stupido e di non dire
che era ricco. Si passò una mano sul viso.
“ Non è mai troppo tardi. So che tu mi ami ancora. So che
quella insipida sciacquetta non è nulla per te. Ti fa solo pena
e non sono arrabbiata perché l’hai sposata “
“ Dio, ma ti rendi conto di quanto sei insensibile? Calpesteresti
qualsiasi cosa pur di raggiungere il tuo scopo non è vero? “
“ Anche tu sei come me Spike. Non puoi negarlo. Volevi farmela
pagare ed hai sposato mia sorella “
Spike si chiese se davvero non fosse proprio quella la verità.
“ Si forse hai ragione ma ora…adesso…”
“ Oh non dirmi che ti sei follemente innamorata di quella stupida,
inutile bambinetta, che gioca a fare la donna? “
“ Oh Fred. Finiscila, Buffy non è affatto così “
“ Puoi sul serio affermare che io ti sia indifferente? Puoi davvero
con tutta sincerità dire che non mi desideri? “
Lo sguardo scintillante e malizioso, il corpo proteso in un richiamo
sessuale irresistibile. No Spike, non poteva negarlo: desiderava ancora
Fred Summers.
“ Fred questa discussione non ha senso “
“ Oh per me ne ha molto invece “ e con fare deciso sciolse
la cintura del suo leggero impermeabile in cotone. Il tessuto scivolò
leggero sul suo corpo sinuoso, completamente nudo.
Spike deglutì a stento, il pomo d’adamo si muoveva rabbiosamente
su e giù, lungo la gola.
“ Fred “ gemette frustrato.
“ Prendimi Spike. Sono qui “
“ Dio sparisci “ ma non si mosse.
“ Lo so che lo vuoi anche tu. Avanti vieni a prenderti ciò
che è tuo “
La vide avvicinarsi pericolosamente, provò a respingerla ma il
desiderio, l’ossessione di riaverla che lo aveva accompagnato
in quei mesi lo sopraffece. Con violenza le afferrò le braccia
e la baciò. “ E’ questo che vuoi? “ ringhiò.
“ Si “ gemette Fred sfidandolo e Spike accettò la
sfida.
“ Mi sei mancato Spike “mugugnò Fred stesa accanto
a lui mentre fissava il cielo.
Spike era disgustato da se stesso. Come avrebbe fatto a guardare Buffy
in faccia il giorno dopo? Cosa le avrebbe detto. Dio come glielo avrebbe
detto? Si passò una mano stancamente sul viso.
“ E’ stato un errore Fred. “
“ Un errore? Ah, ma è stato perfetto “ replicò
incredula.
“ No è stato sesso. Solo sesso, la mia dannata ossessione
per te. Anzi …. Per l’idea che io mi ero fatto di te. “
“ Cosa vuoi dire? “
“ Fred…” esitò aggrottando le sopracciglia.
“ E’ finita. Io non ti amo più “
“ Non è vero. Menti “
Spike scrollò la testa. Non amava Fred, ne era certo. Se davvero
l’aveva amato, quel sentimento era morto molto tempo prima. Ma
quando? Si chiese cercando di ricordare.
“ Spike tu vuoi solo ferirmi come io …”
Spike sorrise “ No. Non voglio più ferirti Fred. Non voglio
più niente da te, perché non provo più niente.
E non capisco come mai ci abbia impiegato così tanto tempo per
capirlo “
Fred lo fissò muta e per la prima volta amareggiata.
Buffy si diede un ultima occhiata allo specchio, era rientrata in silenzio
senza accendere le luci. Aveva immaginato che sarebbe andato a letto
presto senza di lei. E non vedeva l’ora di vedere la sua faccia
stupita. Aveva comprato quel completino sexy perché sapeva che
gli piaceva. Due giorni prima quando erano passati davanti al negozio
l’aveva ammirato, manifestandole il desiderio di vederglielo addosso.
Sorrise sicura, sentendosi bella. Spike la faceva sentire bella.
Si ravviò i capelli e prese in mano la torta con 34 candeline
accese.
Salì l’ultima rampa di scale e si trovò nella stanza
immersa nel buio.
“
Tanti auguri a te. Tanti auguri a te …. Tan…..” la
voce le si spezzò, mentre gli occhi si dilatavano per lo stupore
e un sentimento così indefinito ed angosciante a cui non seppe
dare un nome. Buffy rimase immobile ferma sulla soglia della loro stanza
da letto. Sbattendo ripetutamente le palpebre nella speranza si trattasse
di un terribile incubo.
“ Buffy “ Spike si sollevò a sedere sul letto il
suo sguardo incontro quello di lei e lui sentì il cuore spezzarsi.
Improvvisamente come un Flash la sua mente si schiarì e comprese
con lucida precisione, quanto mai tarda, che amava Buffy e non la donna
che era nel letto con lui.
“ Buffy ascolta “ le disse con voce strozzata, mentre gli
occhi gli si riempivano di lacrime. Dio che cosa aveva fatto.
Gli occhi di Buffy rimasero fissi su di loro, vuoti. Aprì la
bocca nel tentativo di parlare.
“ Mi dispiace. Scusate “ riuscì a dire quasi mortificata.
Spike si sentì morire. La risata sferzante di Fred riempì
il silenzio opprimente della stanza.
“ Ma come ti sei conciata? Ora capisco….per tenertelo sei
diventata la sua puttana. Ah, ah, ah “
“ Chiudi il becco Fred “ le urlò Spike. “ Buffy.
Ti prego ascolta. “
Si alzò di scatto e le andò incontro per prenderla tra
le braccia.
Buffy squadrò il suo corpo nudo, cercò di coprirsi per
la vergogna, ed istintivamente indietreggiò. Nello sguardo c’era
un così profondo dolore che Spike poteva quasi toccarlo.
“ Buffy perdonami. Ti prego Buffy. Mi dispiace “ le disse
con voce rotta dal pianto.
Buffy si voltò senza dire una parola e scese di sotto barcollando.
Il mondo le stava crollando addosso e lei non riusciva ad affrontarlo.
Non poteva, voleva solo morire.
“ Rivestiti e vattene Fred. “ le lanciò uno sguardo
carico di disprezzo e poi infilato un paio di jeans corse dietro sua
moglie.
Entrò in cucina come una furia. La torta era stata posata sulla
penisola, con le candele ancora accese. La cera stava colando sulla
panna. Buffy indossava un vecchio paio di jeans ed un maglioncino che
le ricadeva largo sui fianchi, come prima che lo incontrasse.
“ Buffy. Ti prego Buffy ascoltami. Ho bisogno che tu mi ascolti
“
“ La cena è quasi pronta. Chiedi a Fred se vuole restare
“
La sua voce calma e pacata lo terrorizzarono.
“ Buffy “ la chiamò spaventato.
Fred scese lentamente le scale e fece il suo ingresso trionfale.
“ Bene, io tolgo il disturbo. “ fissò Buffy con sguardo
glaciale e vittorioso.
“ Tesoro, sapevi che sarebbe andata a finire così. Non
c’è competizione tra te e me “ poi rivolta a Spike.
“ Spike quando avrai finito qui. Vieni da me. Ti aspetterò
“
“ Va all’inferno “ le gridò dietro lui per
tutta risposta.
Lei rise e uscì sbattendo la porta.
Spike tornò a girarsi verso Buffy. Si avvicinò cautamente
e la strinse tra le braccia.
“ Lasciami “ gli disse con voce troppo distante, troppo
impersonale, che ferì Spike più di una lama affilata.
“ Ti prego Buffy. Ho rovinato tutto lo so. Io ti amo. Ti giuro
che ti amo. Non voglio perderti, non ora “
Buffy non rispose, e con tranquillità finì di preparare
la cena e si sedette in silenzio. Spike non toccò cibo, continuava
a fissarla esasperato disperato. Infine al limite della sopportazione
sbottò
“ Urla. Arrabbiati. Picchiami. Distruggi tutto. Ma ti scongiuro
non startene così in silenzio. Mi fai paura “
Le lacrime scivolarono lungo la mascella serrata, ma Buffy non lo guardava,
lo ignorava. Come se lui non fosse lì.
“ Buffy “ supplicò ma non ottenne alcuna risposta.
Riordinò la cucina come ogni sera, mentre Spike la fissava angosciato
e tormentato. Infine senza degnarlo di uno sguardo, o rivolgergli la
parola salì di sopra. Indossò il suo pigiama e si mise
a letto. Spike sentiva l’angoscia attanagliargli il cuore, ma
sapeva di essere l’unico colpevole di tutto questo e si malediva
per non aver capito sino ad ora. Per essere stato così cieco
e folle. Sua madre l’aveva capito, persino Oz e la stessa Fred
l’avevano capito. Lui solo era stato stupido e testardo, ad inseguire
un’ombra che in realtà non esisteva.
Si sfilò il jeans e le si distese accanto. La strinse tra le
braccia, ma non vi era calore in lei, non vi era alcuna risposta al
suo abbraccio.
“ Ti prego amore. Perdonami. Ti prego, non accadrà mai
più. Dio darei qualsiasi cosa per tornare indietro “
In risposta solo un silenzio di morte. Spike sentì che era finito.
Che Buffy non l’avrebbe perdonato.
La
mattina dopo Spike si alzò con un mal di testa terribile. Non
si meravigliò del fatto che Buffy non fosse al suo fianco. L’avrebbe
riconquistata, le avrebbe chiesto scusa per il resto della sua vita.
E questa volta l’avrebbe amata e resa felice come meritava, perché
lui adesso sapeva che la amava alla follia. E che voleva stare con lei
per sempre. Quando scese di sotto, fu subito colpito dall’irreale
silenzio. Il terrore pian, piano crebbe in lui inesorabilmente.
“ Buffy “ la chiamò con voce affrettata, sperando,
sognando, di vederla apparire sul vano della cucina, sorridente come
sempre.
Poi i suoi occhi si posarono sulle tendine….strappate. Le fodere
dei divani squarciate, e gli oggetti che lei aveva portato per abbellire
e rendere femminile la sua casa, frantumati sul pavimento. Spike si
sentì il cuore gonfio e la mente vuota. Un freddo silenzio fatto
di solitudine si impossessò di lui.
“ Buffy ti prego torna da me. Non mi lasciare “ mormorò
accasciandosi sul pavimento, in preda a lacrime di dolore.
Si era alzata all’alba ed a piedi si era incamminata verso la
casa di Jenny. Là avrebbe trovato conforto e comprensione, sperava.
Non appena la cameriera le aprì si precipitò dentro, chiamandola
a gran voce.
“ Jenny. Mamma dove sei? “ tremava per il freddo, mattutino
e per il dolore lacerante che le spezzava in due il cuore.
Jenny le corse incontro scendendo rapidamente le scale.
“ Cosa è successo tesoro? Che ti ha fatto William? “
le domandò apprensiva.
“ Mamma. Mamma. Perché? Perché? Perché proprio
lei? Poteva con tutte, io avrei capito, avrei perdonato. Ma lei…perché
proprio lei. Perché ha voluto spezzarmi il cuore. Cosa avevo
fatto? Io lo amavo così tanto. Io…Fa troppo male, mamma.
Ti prego aiutami, fa che non faccia più così male ”
piangeva a dirotto, nascondendo il viso sul suo seno. In cerca di protezione
e di qualcuno che cancellasse il dolore insopportabile che sentiva dentro.
La rabbia si impossessò di Jenny che senza riflettere esclamò
con voce dura “ Dannazione William. Lo sapevo che sarebbe accaduto.
Dalla prima volta che ho rivisto quella donna. Sapevo che non l’avevi
dimenticata “
Buffy spalancò gli occhi con orrore e si tirò immediatamente
dritta, allontanandosi da Jenny. Le labbra le tremavano mentre la fissava
con sospetto e incredulità.
“ Tu…tu lo sapevi? Sapevi di Fred e di …. “
non riuscì nemmeno a pronunciare il suo nome, tanto le faceva
male il cuore.
Jenny rabbrividì sotto quello sguardo così umiliato, ferito,
tradito ed ingannato.
“ Oh Buffy. Io…volevo solo che tu fossi feli…”
“ Sta zitta “ urlò Buffy balzando in piedi, come
fosse stata appena morsa da un serpente velenoso.
“ Tutti lo sapevate. Tutti mi avete ingannata. E’ stato
facile prendere in giro la povera ed ingenua Buffy. Tanto lei è
una stupida vero? “
Gli occhi lampeggiarono di una rabbia cupa e oscura, che fece tremare
Jenny.
“ Buffy. Tesoro “
“ Non chiamarmi più così. Tu non sei più
niente per me. Nessuno è più niente per me. “ la
sua espressione era diventata improvvisamente di ghiaccio. Distante
e quasi pacata. Le lacrime non scendevano più sul suo viso pallido
e stanco.
Un sorriso sarcastico apparve infine sul suo viso, quasi una smorfia.
“ Buffy ti prego fammi spiegare “
Con gesto plateale si sfilò l’anello nuziale e quello di
fidanzamento, un antico gioiello di famiglia che Jenny aveva voluto
donarle, e li scaraventò sul tavolino davanti al divano.
“ Riprendeteveli, non so più che farmene di questi “
Jenny era spaventata dall’atteggiamento di Buffy e addolorata.
“ Buffy bambina “ cercò di prenderla per un braccio,
ma Buffy si scostò ripugnante.
“ Non mi tocchi. “ sibilò. “ Non abbiamo più
niente da dirci. Addio Signora Giles “ e senza aspettare altro.
Si girò e di corsa uscì dalla portafinestra aperta ed
attraversò rapidamente il giardino.
Prima che Jenny potesse ordinare ai suoi uomini di fermarla, Buffy era
già corsa via lungo il Viale, aveva attraversato il cancello
ed era sparita nel traffico cittadino.
Jenny si accasciò sul divano sconvolta, con il viso tra le mani.
“ Dio cosa hai fatto William, cosa hai fatto? “
ripeteva piangendo. Mai in tutta la sua vita avrebbe dimenticato, lo
sguardo disperato e ferito di Buffy, diventare carico di rabbia e di
odio. “ Cosa farà ora? Dove andrà? “ si domandò
in preda all’angoscia.
Il rumore del motore della sua macchina fece balzare in piedi la donna,
i cui nervi erano tesi allo spasmo.
“ Mamma “ urlò Spike, entrando trafelato in casa.
“ Dov’è Buffy? “
“ Cosa le hai fatto? Cosa è successo? Ti ha trovato a letto
con lei vero? “ urlò Jenny sconvolta.
Spike abbassò il capo, confermando le peggiori paure di Jenny.
“ Ho ….Dio ho rovinato tutto. Mio Dio ora mi odia, ma io
la amo Mamma. Io sono pazzo di lei “
“ Troppo tardi William. Troppo tardi, l’abbiamo persa. “
si lasciò cadere sul divano, ora sapeva che Buffy non sarebbe
più tornata da loro.
“ Cosa? dov’è, dimmelo! “ era disperato, ed
in lacrime.
“ Se n’è andata.” Rispose stancamente la madre.
“ E’ scappata via e non tornerà “
“ Io devo trovarla. Non posso vivere senza di lei, capisci? Non
posso “ Le si fece vicino stringendo i pugni.
In un impeto d’ira sua madre sollevò il braccio e lo schiaffeggiò
con violenza. “ Stupido “ urlò “ Ne è
valsa la pena per una come Fred? “
Spike non rispose, strinse semplicemente i pugni e serrò la mascella.
” Io la amo. So solo questo mamma. E non mi importa quanto tempo
ci impiegherò. La ritroverò e mi farò perdonare.
“
“ Le hai spezzato il cuore Spike. Una donna non perdona questo
“
“ Buffy si. Lei mi perdonerà “
Jenny sollevò il viso amareggiata.
“ Vattene William. Non voglio più vederti, va via da questa
casa “
Spike spalancò gli occhi, come fosse stato colpito in pieno viso,
ma non disse nulla. Si alzò e a capo chino lasciò la villa.
Si meritava tutto quello che gli stava accadendo, tutto. Ma avrebbe
sopportato, questo e ben altro pur di ritrovare Buffy e di riaverla
con se.
Salì in macchina e partì a tutta velocità alla
sua ricerca. Non avrebbe mai rinunciato a lei. Mai.
Con
aria assente e lontana camminava lungo le strade affollate di Los Angeles.
Con i pochi soldi che aveva in tasca aveva preso il primo treno per
la metropoli ed ora vagava in cerca di una ragione, di un perché
a tutto quello che era successo.
Improvvisamente tutto tornò chiaro nella sua mente, le mezze
frasi di Willow e Anya. La preoccupazione e i rimproveri di Jenny. I
sorrisi malvagi e beffardi di Fred. E perfino lo sguardo sfuggente di
Oz. Tutti sapevano e tutti l’aveva ingannata. Un forte senso di
nausea l’assalì non lasciandola respirare. E per la prima
volta da quando aveva preso a girovagare per le strade alzò la
testa e si guardò intorno. Era in una strada centrale, gente
elegante passeggiava o faceva shopping nei negozi lussuosi. Si fermò
ad osservare il suo riflesso nella vetrina luminosa. Aveva versato tutte
le lacrime, aveva gli occhi arrossati e l’aspetto trasandato e
sconvolto. Si guardò intorno rendendosi conto che adesso era
davvero sola. Non le era rimasto più nulla e nessuno al mondo.
Una parte del suo cuore le diceva di tornare indietro, di tornare da
lui, che l’amava e che tutto si sarebbe sistemato. Le mancava
così tanto, nella mente si affollavano le immagini di quel mese
passato insieme. Le risate e le corse in spiaggia, i baci rubati al
tramonto, le sue coccole appassionate e il suo calore. Le lacrime tornarono
a rigarle il viso. Presa da follia e bisogno delle sue braccia forti
che la stringessero, corse verso la cabina telefonica e chiamò
Jenny. Le avrebbe detto dov’era, e che voleva che Spike andasse
a prenderla se l’amava, se la voleva ancora. Sentire la sua voce,
le sue labbra morbide.
Il telefono squillò, Buffy strinse la cornetta tra le mani ansiosamente.
Jenny si precipitò giù dalle scale, sperava fosse lei.
“ Liza? Sei tu Liza? “ una voce dolce e calda fece sobbalzare
Buffy che si voltò di scatto e due occhi azzurri dolcissimi la
fissavano sorridendole.
“ Oddio sei davvero tu. Quando ti ho vista dalla vetrina del negozio
non credevo ai miei occhi “ la guardò accigliandosi, non
appena scorse le lacrime sul suo viso.
“ E’ successo qualcosa tesoro? Chi ti ha fatto del male?
“
Buffy lo fissò per un istante senza dire o fare nulla.
“ Pronto Buffy sei tu. Ti prego Buffy…” Jenny rispose
trafelata al telefono, ma Buffy non poteva sentirla. Aveva lasciato
cadere la cornetta ed era corsa tra le braccia di quell’uomo che
riaffiorava da un passato lontano.
“ Ti prego, non lasciarmi sola. Ti prego. Ho tanto bisogno di
qualcuno adesso. Solo per un po’ poi ti lascio andare. “
gli aveva mormorato tra i singhiozzi stringendosi contro il suo torace
ampio e muscoloso.
“ St….calmati piccola. Andrà tutto bene. Calmati,
penserò a tutto io. Nessuno ti farà più del male.
Te lo giuro Liza. Te lo giuro. “ le accarezzava dolcemente la
schiena mentre la stringeva e le baciava con tenerezza la nuca. Quanto
aveva sognato di tenerla stretta a se così. Di proteggerla e
starle accanto per sempre, ed ora forse il sogno sarebbe potuto diventare
realtà. Quanto l’aveva cercata la sua Liza, ed ora non
l’avrebbe più lasciata andare.
“
Dannazione era lei ne sono convinta “ Jenny sbatté la cornetta
esasperata. “ Fa chiamare Gunn, Mary. “ ordinò alla
cameriera. “ Dobbiamo ritrovarla, e Gunn è l’unico
che può farlo “
“ Va meglio? “ le domandò premuroso l’uomo,
facendola sedere sulla panchina. Buffy annuì ma non parlò.
Rimase in silenzio a guardare davanti a se.
“ Vuoi dell’acqua? Qualcosa da mangiare Liza? “ sembrava
preoccupato.
“ No grazie “ finalmente la sua voce. Pensò l’uomo
sorridendo lievemente. “ Mi spiace di darti tanto fastidio, io…sono
stupida “ l’amarezza e la tristezza in quella voce gli strinsero
il cuore.
“ Wes che stai facendo? Chi è quella stracciona? “
Una donna dai lunghi capelli neri, gli occhi di un violetto scuro e
intenso, apparve alle loro spalle. Era stupenda ed oscura nel suo vestito
bordeaux e negli stivali neri.
Buffy si alzò di scatto cercando di scusarsi e di nascondere
le lacrime. Anche Wes si alzò in piedi, imitandola.
“ No aspetta Liza “ le disse con voce rassicurante. Lanciò
uno sguardo truce alla donna e con voce pacata ma pericolosa le disse
“ Dru, io resto con la mia amica. Tu torna pure in ufficio. “
Dru lo guardò stupita “ C’è la riunione e
devi incontrare i clienti venuti dal Giappone “ gli ricordò.
“ Annulla tutti gli appuntamenti e scusami con loro. “
“ Ma Wes come tornerai indietro…”
“ Fa come dico Dru, prenderò un taxi. A domani “
la congedò senza complimenti. Tornando a guardare con tenerezza
e premura la sconosciuta che se ne stava in piedi con il capo chino.
Dru inarcò le sopracciglia contrariata, ma non fiatò.
Guardò con sospetto e una punta di gelosia la ragazza e poi voltandosi
altezzosamente si diresse alla macchina.
“ Andiamo “ sibilò sbattendo lo sportello.
Buffy guardò la macchina allontanarsi e poi con voce dispiaciuta
disse “ Mi spiace che tu abbia litigato con la tua ragazza “
“ Ah, non è la mia ragazza Liza. E’ la mia assistente.
Un vero tormento, ma è praticamente perfetta quindi…mi
tocca sopportarla.”
Buffy sorrise leggermente e lui ne fu contento.
“ Allora Signora, mi fa l’onore di pranzare con me? “
le porse il braccio scherzosamente.
Le valutò per un momento l’offerta e poi annuì.
“ Ma niente ristoranti eleganti “
Wes fu d’accordo e insieme si incamminarono tra la folla.
“ Ricordi quando correvi e ti rifugiavi nel mio studio? “
ridacchiò ripensando al passato. Un passato che lui non aveva
mai scordato.
“ Si, e la mamma che mi cercava dappertutto, non sospettando minimamente
che tu potessi essere mio complice. Il serioso e studioso Wesley. “
sorrise un po’ mestamente, mentre il volto di Spike continuava
a torturarla.
“ Già, sei stata tu che mi hai insegnato a mentire, lo
sai ragazzina?”
Buffy gli fece la linguaccia, proprio come allora. Il cuore le faceva
meno male, forse avrebbe potuto sopravvivere a tutto quanto.
“ Dove vivi adesso Liza? “ negli occhi di Wes un lampo.
“ Adesso….” Lo guardò. Wes era il suo complice
di sempre. Le loro famiglie erano amiche prima dell’incidente,
prima che Fred la mandasse in collegio. E lei gli aveva sempre voluto
bene.
“ Da nessuna parte. Sono scappata di casa “ gli disse con
sincerità.
Lo sguardo di Wes si fece cupo “ Dannata Fred “ la odiava,
l’aveva sempre odiata per quello che le faceva, e per come la
trattava.
“ In un certo senso, ma non è colpa solo sua “
Gli occhi di Wes si fecero più attenti ed interessati “
Ti va di raccontarmi? “ le domandò con premura.
Buffy esitò, tirò un profondo respiro e gli raccontò
tutto.
“
Ecco qui, patetico vero? Sono una vera ingenua, è logico che
tutti si prendano gioco di me “
Wes strinse i pugni e per un attimo l’espressione del suo viso
divenne acciaio puro.
“ Bene Liza, adesso tu vieni a casa con me. Mi occuperò
io di tutto e domani vedremo il da farsi. “
“ Ma…così? “
“ Sì così. I miei sono morti Liza. Sono rimasto
solo e a quello che mi hai detto, adesso anche tu lo sei “
“ Non mi stai prendendo in giro vero? Tu non mi ingannerai come
gli altri? Non ti approfitterai di me? “
Wes sollevò il sopracciglio e sorridendo “ Aough! Parola
di capo tribù alla sua bella squaw “
Buffy sorrise ricordando il loro giuramento. “ Aough! “
disse di rimando, alzandosi.
“ Vieni andiamo “ la prese per mano e con un gesto chiamò
un taxi. Il Sole stava tramontando, dal finestrino Buffy osservava la
palla di fuoco immergersi nell’oceano, e dolorosamente pensò
che questo era il primo tramonto senza di lui.
Solo al buio che scendeva rapidamente sulla scogliera, Spike piangeva.
Seduto sul divano stringeva in mano il regalo che Buffy aveva incartato
da sola e amorevolmente disposto al centro della torta. Sul bigliettino,
scritto con calligrafia gentile e minuta:
“ Al mio amore che ha il gelato più buono del mondo.
Tua Buffy “
Afferrò la lampada e la scaraventò contro la parete.
“ Per l’inferno maledetto “ ringhiò guardandosi
intorno. “ Le sue cose, le ha distrutte tutte. “ Si rese
conto che gli piaceva molto come aveva sistemato la casa. Dio gli piaceva
tutto quello che lei faceva. Sospirò disperato “ Buffy
dove sei? Io non posso lasciarti andare, non voglio. Devi tornare con
me, devi perdonarmi, o io non so cosa farò. Buffy ti prego devi
darmi un’altra possibilità. Non ti deluderò mai
più. Buffy “ singhiozzò accasciandosi sul pavimento.
Strinse i pugni e prese il cellulare.
“ Si. ciao Harm, sono Spike. Mi servirebbero alcune cose, posso
passare domani mattina? Si ci vorrà un po’. Va bene grazie,
a domani “
Riagganciò e fissò nell’oscurità il mare
agitato. “ Tu sei mia Buffy. E ti riavrò con me, dovessi
anche costringerti a tornare con me. Non ti lascerò andare, non
lo permetterò mai più “
“ Allora che te ne pare? “ le domandò facendosi da
parte per farla entrare nella sua nuova stanza.
Buffy si guardò intorno “ Ma è…è…Wes.
Mi ricorda la mia stanza da bambina “ gli disse accarezzando il
grosso peluche sul tappeto.
“ Davvero? Che coincidenza “ rispose lui, trattenendo a
stento un sorriso. Era proprio alla sua stanza che aveva pensato quando
l’aveva fatta arredare, sperando che prima o poi lei sarebbe tornata
da lui.
“ Grazie di tutto Wes, senza di te adesso io non saprei proprio
come … “ tornò a singhiozzare. Wes le corse incontro
e l’abbracciò forte.
“ Non piangere più Liza. Basta, da oggi sarai di nuovo
felice. Te lo prometto “
Wes aveva sempre mantenuto le sue promesse. Buffy strinse il bavero
della sua giacca tra le mani e strofinò il capo sulla sua camicia.
“ Mi sei mancato tanto Wes. Quando ero in collegio pensavo spesso
a te “
Wes chiuse gli occhi e sospirò contento “ Anche tu Liza,
mi sei mancata. Da morire “ le stampò un bacio sulla fronte.
“ Adesso a nanna, devi riposare. Ti ho portato uno dei miei pigiama.
Domani andremo a fare acquisti “
“ Non ho denaro “ arrossì lei.
“ Non ti devi preoccupare di questo. Si occuperà il tuo
capo tribù di tutto. D’accordo? “
Buffy sollevò lo sguardo ed un lampo di orgoglio attraversò
i suoi occhi.
Subito Wes le posò un dito sulle labbra “ Non dirmi di
no tesoro. Me li restituirai non appena comincerai a lavorare. Va bene?
“
“ Lavorare? Io non so fare niente “ abbassò di nuovo
il capo.
Wes le sollevò il mento con un dito e le sorrise affettuosamente.
“ Oh non è vero. Io sono sicuro che tu sei bravissima in
tutto amore. E domani te lo dimostrerò. Io credo in te Liza,
ho sempre creduto in te. Sei bella, intelligente, dolce e generosa.
Ed io ti voglio molto, moltissimo bene “
Buffy sembrò sconvolta dalla sua rivelazione, ma guardandolo
negli occhi, vi lesse sincerità e affetto. Si forse Wes aveva
ragione, lei in fondo non era così stupida ed inetta.
Sorrise ed annuì “ Grazie Wes. “ disse con forza.
Wes le diede un piccolo buffetto sul viso e uscì dalla stanza.
Appoggiò il capo alla porta e chiuse gli occhi.
“ E’ tornata. L’ho ritrovata. Dio ti ringrazio “
mormorò.
“ Signore tutto bene? “ domandò con discrezione il
maggiordomo.
“ Si Mike, tutto bene. Lei è tornata da me “
“ Chi signore? “
“ Liza. La mia Liza è tornata da me “ gli occhi erano
lucidi, per l’emozione.
“ Oh davvero Signore? Sono così felice per lei, era tanto
che la cercava. “
“ Già. Ed ora è qui. E’ tornata da me. Non
posso ancora crederci “
“ Le faccio preparare qualcosa di caldo? “
“ No grazie. Non ho fame, sono troppo contento Mike.”
“ Lo vedo Signore “ il maggiordomo sorrise.
“ Credo che andrò a letto anche io. E se è solo
un sogno Mike, ti prego non svegliarmi più “
“ Non è un sogno Signore. “ lo rassicurò l’uomo
“ Allora buonanotte Signore a domani “
“ A domani, Mike “ Wes sentendosi leggero e ringiovanito
di dieci anni entrò nella sua stanza e si chiuse la porta alle
spalle. Il suo amore dormiva al sicuro, a pochi metri di distanza da
lui.
Buffy si sedette sul letto, poggiando le mani in grembo. Ancora non
riusciva a capire.
“ Perché mi hai fatto questo? Non lo meritavo. Io ti amo
Spike, perché tu non mi ami? Perché? “ si rannicchiò
sul letto al buio, e le lacrime tornarono a bagnarle il viso.
“
Ehi dolce Squaw è ora di alzarsi “ Buffy aprì gli
occhi e cercò di mettere a fuoco la figura china su di lei. Sorrise,
per un attimo convinta di trovarsi ancora al faro e che Spike la stesse
svegliando, come era solito fare a volte, accarezzandola e già
desideroso di fare l’amore. Poi i ricordi riaffiorarono, il sorriso
le morì sulle labbra ed il viso sorridente e dolce di Wes apparve
nitido davanti a lei.
“ Ciao “ si strofinò gli occhi ancora arrossati per
il recente pianto, mentre stringeva un peluche tra le braccia.
“ Vedo che hai già trovato compagnia mia bella Squaw. “
rise accarezzando il piccolo leoncino di stoffa.
“ Beh, non riuscivo a dormire così…” Buffy
era imbarazzata.
“ No, no. Non cercare scuse, ho capito tutto sai. Sei caduta anche
tu nelle grinfie di quel Don Giovanni di Leo. “ la prese in giro.
“ Non è vero. Lui è buono e caldo e ….”
Wes inarcò il sopracciglio vittorioso.
“ Si continua…” ridacchiò. Buffy arrossì
ancora di più. Ce l’aveva fatta, come sempre Wes l’aveva
giocata.
“ Antipatico. Lo so che è solo un peluche ed io non sono
più una bambina “ cercò di guadagnare dignità,
ma non mollò per un attimo il leoncino.
“ Allora perché non lo lanci sulla sedia? “ la sfidò.
Buffy sporse il mento e il labbro inferiore, imbronciandosi.
“ Non voglio si rovini “
“ Ah. Balle! “ continuò a canzonarla.
“ Non è vero. Ora ti faccio vedere “ e con gesto
rabbioso lanciò il peluche lontano. “ Visto “ disse
soddisfatta.
“ Sono stupefatto “ la guardò tra il serio ed il
faceto lui. “ Povero peluche si sarà fatto male, magari
si è rotto una zampa “
Buffy rimase immobile, con sguardo duro. Poi con la coda dell’occhio
sbirciò il pupazzo, che giaceva riverso sul pavimento.
“ Non vale. Sei sleale “ lo rimproverò lei e con
un balzo corse a raccogliere l’animaletto. Stringendolo al petto
mormorò “ Scusa, non volevo essere cattiva. E’ tutta
colpa di Wes “
“ Ah, ah, ah “ la risata di lui riempì la stanza.
“ Vigliacca. Adesso datti una rinfrescata e cambiati, ti aspetto
di sotto per fare colazione “
Buffy annuì “ Ho fame “
“ Lo immaginavo “ rispose lui ed uscì.
Buffy guardò il pupazzo che sembrò sorridergli contento
di essere tornato tra le sue braccia. Wes la considerava ancora una
bambina e forse lei lo era davvero. Però Spike…lui l’aveva
fatta sentire donna. Un brivido le corse lungo la schiena al ricordo
dei baci infuocati e delle carezze che lui le faceva. Lasciò
il peluche sul letto e si infilò nel bagno, aveva bisogno di
una doccia e di rimettersi un po’ in ordine. Aveva molte cose
da decidere, e doveva farlo da sola questa volta.
Non si era accorta di quanto fosse grande l’appartamento la notte
precedente, era troppo triste e stanca per badarci. Ma ora…alla
luce del giorno. Era davvero immenso. Spazioso, luminoso e arredato
con gusto ed eleganza.
“ E’ davvero bello Wes, abbiamo gusti simili io e te sai.
E i colori…sono i miei preferiti “
Wes sorrise ma non disse nulla, non le disse che sapeva benissimo che
quell’appartamento rispecchiava i suoi gusti, che quelli erano
i suoi colori preferiti.
“ Sono contento che ti piaccia Liza “
“ Allora…quale sarebbe questo lavoro adatto a me? “
Buffy si sedette e addentò un biscotto.
“ Andiamo subito al sodo eh? Ti troverò un posto nella
mia compagnia, comincerai oggi stesso se ti và. “
“ Si va bene. Ho deciso che me la caverò da sola Wes. Io
voglio imparare a vivere da sola, a farcela con le mie forze. “
“ Mi sembra giusto Liza. “ la sostenne lui con convinzione.
“ Voglio che loro…che …. “ Buffy non riuscì
a continuare, non aveva ancora le idee ben chiare su cosa volesse in
verità, forse voleva solo che Spike venisse a prenderla e la
stringesse tra le braccia, dicendole che era dispiaciuto, che lui era
innamorato di lei e che Fred non contava niente. Ma poi l’immagine
di Fred avvinghiata a lui nel loro letto matrimoniale, fu come un pugno
nello stomaco per lei. No con Spike era finita, ora doveva andare avanti
da sola, per se stessa. Si sarebbe conquistata un posto al mondo da
sola, senza l’aiuto di nessuno, e non avrebbe più avuto
paura. Mai più.
“ Vuoi che loro paghino per il male che ti hanno fatto “
finì lui per lei.
“ In un certo senso forse è proprio così. “
rispose sincera.
“ Bene Liza. Noi faremo in modo che loro paghino per tutto, con
gli interessi “ le sorrise con condiscendenza.
Buffy annuì con il capo, ma il cuore le faceva male se pensava
ai suoi capelli biondi e ai suoi occhi blu come il mare. Scacciò
quell’immagine dalla sua mente e si concentrò sul presente.
Si lei voleva che tutti pagassero per il male che le avevano fatto.
Anche Spike doveva pagare, lei non era poi così buona come loro
pensavano, ed ora avrebbe dimostrato a tutti di cosa era capace.
“
Mamma, sono Spike. Non voglio importunarti, volevo solo sapere se lei….ha
chiamato? “
“ Si ma non mi ha risposto. Sono così preoccupata ed è
tutta colpa tua William. Perché le hai fatto una cosa simile?
Dovrei ucciderti con le mie mani “
“ Ho sbagliato lo so. Dio se lo so, e mi maledico ogni minuto
per averla ferita così, ma io la amo Mamma. Ti giuro, la amo
da morire. Devo ritrovarla o credo che impazzirò “
“ Ora riattacco, non voglio che trovi occupato qualora decida
di richiamare. “ Jenny era fredda, le costava molto esserlo, ma
non riusciva ancora a perdonarlo per quello che aveva fatto. Rivedeva
ancora il viso afflitto di Buffy e il dolore profondo dei suoi occhi
innocenti. No William non se la sarebbe cavata con poco questa volta.
Mise giù la cornetta e guardò l’uomo di colore che
era seduto di fronte a lei.
“ A quanto pare questa ragazzina è davvero importante per
la famiglia “ affermò Gunn rilassandosi sulla poltrona.
“ Si Gunn. E’ davvero molto importante, sia per me che per
mio figlio. “
“ Perché allora…se posso domandare “
“ Perché William è uno sciocco. Uno stupido, che
si è accorto troppo tardi dei suoi sentimenti. Doveva andarci
a sbattere contro il muro, per capire che era un muro. “ si passò
una mano tra i capelli.
“ Capisco. “ Gunn scosse il capo “ purtroppo è
più comune di quanto si pensi, accorgersi quanto qualcuno sia
importante per noi, solo quando lo abbiamo perso. “
“ Già. Voglio che la ritrovi Gunn e che me la riporti a
casa. E’ così ingenua e piccola, ancora quasi una bambina.
Ed ora è sola chissà dove, ed è tutta colpa di
William e mia. Si anche mia. Se solo avessi resistito…se avessi
detto No con più decisione. Ma io sono anche una madre e speravo,
credevo che William…che lei gli avrebbe aperto gli occhi e che
lui alla fine avrebbe capito. Che sciocca sono stata “
“ No Jenny, non fare così. Vedraiche la ritroverò
presto e la riporterò sana e salva a casa. Non ha nessuno che
l’aiuti o a cui possa rivolgersi? Parenti, amici? “
“ No che io sappia nessun amico. Ha una sorella…”
strinse i pugni con rabbia. “ Ma sarebbe stato meglio non ne avesse
affatto. “
“ Bene. Allora mi metto subito al lavoro, appena avrò notizie
ti contatterò. “
“ Grazie Gunn, ti sono davvero riconoscente. “
“ Tu sei un’amica Jenny, lo faccio volentieri. A presto
allora “
Si strinsero calorosamente la mano e poi l’uomo uscì dalla
stanza.
“ Liza…non dovresti avvertire che stai bene? “ azzardò
guardandola di sott’occhi.
“ Cosa? “ Buffy si irrigidì.
“ Liza, ascolta. So che adesso tu sei arrabbiata e che vuoi vendicarti,
ma … ti sembra agire da adulta scomparendo nel nulla? “
“ Non voglio parlare con loro, non voglio più vederli “
“ Va bene. Vuoi che ci parli io? Ma questo alla fine ….
In un certo senso…darà ragione a loro “
Buffy rifletté qualche istante in silenzio. Wes aveva ragione,
come poteva pensare di cavarsela da sola se non era nemmeno in grado
di telefonare e di affrontarli?
“ Va bene, ma non voglio sappiano dove sono “ disse decisa.
“ Mi sembra giusto. Ti lascio sola “ Wes si diresse alla
porta.
“ No ti prego resta “
Wes si voltò a fissarla ed annuì con il capo.
Buffy si sedette sulla poltrona e prese il cordless in mano. Compose
il numero e rimase in attesa, con mani tremanti. Guardò Wes in
cerca di coraggio e lui le sorrise.
“ Pronto casa Gil…”
“ BUFFY! “ urlò di gioia Jenny. “ Sei tu tesoro.
Piccola ti prego ascoltami, perdonami se puoi, ma torna a casa. Dove
sei? Ti prego non farmi stare in ansia, non voglio che tu te ne vada
in giro da sola. E’ pericoloso per una bimba come te “
Quelle parole furono per Buffy la miccia che accendeva la sua rabbia.
Sorrise con ironia.
“ Non mi accadrà nulla di peggio di quello che mi avete
già fatto. “
La voce fredda e pacata, spiazzò Jenny che si lasciò cadere
sulla poltrona stupita.
“ Buffy io devo spiegarti. Tu mi devi ascoltare “
“ Ho già ascoltato troppe stupidaggini nella mia vita Signora
Giles. Sono stanca “
“ Ti prometto che questa volta sarà diverso, non ti mentirò
e nemmeno Will…”
“ Non mi interessa più, Signora Giles “ quel tono
distaccato, quella voce così distante.
“ Buffy…” gemette afflitta Jenny.
“ Ho chiamato per dirvi che sto bene, che non dovete più
preoccuparvi per me. E che … “ tirò un profondo respiro
per trovare coraggio. “ Presto vi manderò le carte per
il divorzio. Non voglio più avere nulla a che fare con la vostra
famiglia. “
“ Che stai dicendo Buffy? Divorzio? William è pentito Buffy.
Lui ti ama davvero ora ha capito “
Una risata bassa si udì dall’altro capo del telefono.
“ Grazie per tutto quello che avete già fatto per me. Se
volete provvederò a rimborsarvi per il tempo e il denaro speso.
“
“ Buffy, tu non mi ascolti. Non senti quello che ti sto dicendo?
“ Jenny era disperata.
“ Non conta quello che adesso prova lui per me. Sono io che non
provo più niente per lui. Spero che sia felice con Fred, sono
fatti l’uno per l’altra. “
“ Buffy “ fu un sussurro questa volta.
“ Adesso devo andare “
“ Buffy dove sei? Con chi sei, stai attenta ti prego “
“ Sono con chi mi vuole bene davvero. Con persone di cui posso
fidarmi. E non si preoccupi per me, io andrò avanti senza nessuno
di voi. “
“ Mi spaventi Buffy. Dimmi dove sei e con chi sei. Non mi far
preoccupare “
“ Addio Signora Giles “ e senza dire altro riagganciò
e rimase a fissare la cornetta.
“ Brava Liza, sei stata davvero coraggiosa “
“ Ma fa stare tanto male Wes, tanto male “
“ Passerà vedrai. Tutto si sistemerà e ….
Come cita un film famoso ‘ Non può piovere per sempre ‘
“ disse solennemente, guardandola dritta negli occhi.
Buffy rise della sua aria accigliata.
“ Vuoi andare in ufficio adesso? “ le chiese.
“ Si andiamo “
“ Mike fa preparare la macchina io e Liza andiamo in ufficio “
“ Subito Signore “
La sua prima giornata da adulta, pensò Buffy. Mentre il ricordo
delle braccia forti di lui che la stringevano, era ancora vivo nella
sua mente.
“
Allora che ne pensi il posto ti piace? “ le domandò sedendosi
comodamente sulla sua poltrona. L’ufficio era ampio e spazioso,
arredato in stile moderno e dalle ampie vetrate si godeva un panorama
splendido sulla città degli Angeli.
“ Si mi piace e credo mi troverò bene. Sono tutti così
simpatici “
“ Bene sono contento. Puoi iniziare anche domani se ti va “
Buffy si sentì sollevata. Era andato tutto bene.
“ Adesso andiamo a comprare un po’ di roba per te, stasera
ti porto fuori….inoltre voglio farti conoscere una persona speciale….che
ti piacerà molto e che ti potrà dare una mano “
“ Davvero? “
“ Vedrai “
Due giorni dopo….
“ Allora sei soddisfatto Wes? Mi hai portato una bellissima crisalide,
ed io l’ho trasformata in una splendida farfalla “
Cordelia Chase sorrise compiaciuta di se stessa. Aveva fatto un ottimo
lavoro su Buffy e ne era soddisfatta. Inoltre la ragazzina le piaceva
molto.
“ Avanti Buffy vieni fuori “
La testa di Buffy spuntò da dietro la pesante tenda che dava
ingresso alla piccola pedana che serviva per le sfilate private, che
si tenevano nell’atelier per clientela raffinata e molto danarosa.
“ Mi vergogno “ mormorò arrossendo.
” Su non fare la timida, e pensa a quella faccia di culo di tua
sorella. Devi prenderla a calci per quello che ha fatto “
“ Cosa? “ Wes era allibito, sapeva che Cordelia non aveva
peli sulla lingua, ma a volte riusciva lo stesso a stupirlo.
“ Mi ha raccontato tutto. Sai che io sono la psicologa della moda,
se non li raccontano a me i loro più sordidi segreti a chi vuoi
che li raccontino? E poi l’analista, solitamente un vecchio rimbambito,
si frega un pozzo di soldi e non da in cambio nessuna soddisfazione.
Io invece…le riempio di nastri e seta e alla fine fanno vita tutte
contente e soddisfatte. “ Il sorriso smagliante di lei avrebbe
disarmato un esercito intero.
” Ah, mi arrendo con te non c’è speranza di spuntarla
“
“ Avanti Liza, Buffy fatti sotto “
Buffy ridacchiò e con un profondo sospiro sollevò la tenda
rivelando la sua persona in tutto il suo splendore.
Era la prima volta che indossava un abito da sera e si sentiva ancora
un po’ impacciata. Aveva imparato a calzare i tacchi a spillo
e a camminare con femminilità e garbo. Erano passati pochi giorni
e lei era cambiata completamente, chiunque avrebbe stentato a riconoscerla.
La vicinanza di Cordelia le aveva trasmesso coraggio ed una dose di
sfacciataggine che l’aveva resa molto affascinante e allo stesso
tempo sfuggente. Sul lavoro era precisa e puntigliosa, inoltre aveva
tirato fuori un caratterino tutt’altro che docile e mansueto.
Farla arrabbiare non era considerato augurabile da nessuno dei suoi
colleghi. E Wes ne era sempre più conquistato ed affascinato.
Era avvolta in un elegante ed attillato abito color crema, che faceva
risaltare la sua pelle abbronzata. Calzava delle minute scarpette dorate,
la cui fascia era costituita da una foglia stilizzata. I capelli erano
raccolti sulla nuca e tenuti fermi da un fermaglio tempestato di diamanti.
Al collo una sottile collana d’oro cui pendeva una piccola spirale
di rubini. In mano una borsetta all’ultima moda, in tinta con
l’abito.
Wes rimase a bocca aperta a fissarla. Cordelia con gli occhi illuminati
dalla gioia creativa, allungò la mano e gli chiuse la mascella.
“ Tesoro, un po’ di contegno. Stai per sbavare “ gli
sussurrò e Wes arrossì, tossicchiando per nascondere l’imbarazzo.
Buffy avanzò lungo la pedana con sicurezza e grazia.
“ Allora? “ domandò curiosa.
“ Semplicemente Divina “ esclamò lui “ Non
hai paura di rincontrare quella gente? “ le domandò apprensivo.
“ Paura io? No per niente. Loro dovrebbero aver paura. Anzi ne
dovranno avere. A proposito … quando saranno pronte le carte?
“
“ Oh il mio legale ci sta lavorando, non manca molto e finalmente
sarai libera “ Wes si illuminò nel pronunciare quelle parole.
“ Non vedo l’ora. “ esclamò lei sorridendo,
senza gioia.
“ Allora andiamo a dare una lezione alla sorella brutta e stronza
di Cenerentola? “ Cordelia sorrise maliziosamente.
“ Si andiamo “ Buffy la prese sotto braccio e insieme si
avviarono, seguite da un meravigliato quanto rassegnato Wes.
La sala era gremita di gente, c’era da aspettarselo. Il matrimonio
di Anya Jenkins era l’evento mondano dell’anno. Buffy rimase
un attimo ferma sulla soglia della sala, nonostante tutte le sue affermazioni
di sicurezza e determinazione, in un angolo del suo cuore c’era
ancora la piccola e spaurita Buffy che cercava disperatamente due occhi
blu in mezzo alla gente.
Sospirò ricacciando indietro quegli sciocchi pensieri e innalzandosi
in tutta la sua persona fece il suo ingresso trionfale.
Wes
la prese sottobraccio e le strinse la mano in silenzio.
Arrivarono davanti da Anya e Buffy attese la prima reazione.
“ Oddio…” esclamò la donna squadrandola da
testa a piedi “ Sei proprio tu Buffy? “ nello sguardo ammirazione.
“ Sei…sei…oddio sei Stupenda “
“ Grazie sei gentile Anya. Volevo farvi le mie congraturazioni
per il vostro matrimonio ed augurarvi tanta felicità “
Anya aggrottò le sopracciglia e la fissò ancora più
sbalordita.
“ Ma che cosa ti è successo? Dov’è finita
la timida ed impacciata ragazzina di nemmeno due settimane fa? “
Buffy le lanciò uno sguardo glaciale e misurato. Con voce pacata,
quasi scherzosa infine disse “ E’ morta “
Anya avvertì un brivido lungo la schiena, la nuova Buffy la spaventava
e disorientava.
“ Tu e Wes vi conoscete? Siete venuti insieme? “ domandò
sempre più confusa.
“ Si, siamo inseparabili ormai. “ Volutamente Buffy assunse
un tono malizioso e carico di sott’intesi.
” Ancora auguri Anya “ continuò con sicurezza, la
baciò affettatamente sulle guance e poi proseguì tra la
folla, lasciando il posto agli altri ospiti che volevano congraturarsi
con la Sposa.
Anya rimase qualche secondo imbambolata e poi sollevando il vaporoso
vestito a balze si mise a correre per la sala, sotto lo sguardo attonito
degli invitati. Raggiunse al buffet Willow ed Oz, e gesticolando ampiamente
descrisse l’incontro che aveva appena avuto con una trasformata,
completamente cambiata Buffy.
Oz si sporse tra gli invitati incredulo e poi si attaccò al cellulare.
Willow invece guidata da Anya andò a constatare di persona.
“ Buf…fy? Sei dav…ve…ro tu? “ balbettò
fermandosi alle sue spalle.
La giovane donna si voltò e le sorrise raggiante. Willow si sentì
mancare per quanto era bella.
“ Oh, Buffy sei …sei…lo sai che ti stanno cercando
tutti come pazzi? “ una leggera nota di rimprovero nella voce.
Buffy si accigliò un istante e poi il suo sguardo divenne freddo
e l’espressione dura come marmo. “ Davvero e perché?
Lo spettacolo è finito, Buffy ha smesso di dare rappresentazioni
avvertili “
“ Ma Buf…”
“ Mi chiamo Liza, se non ti spiace Willow. “
Willow boccheggiò arrossendo. “ Cosa ti è successo?
“ le domandò con un fil di voce.
Buffy la guardò sprezzante e poi sempre sorridendole sibilò
“ Sono cresciuta, cosa vuoi che mi sia successo? “ poi rivolgendosi
a Wes con tono più gentile e dolce gli disse “ Mi prenderesti
qualcosa da bere tesoro? “
Wes sorrise ed annuì con il capo “ Tutto quello che vuoi
Liza. Torno subito “
“ Grazie “ rispose lei e si guardò intorno con finta
curiosità.
“ Adesso Buffy tu mi spieghi cosa sta succedendo qui “ Anya
cominciava a perdere la pazienza.
“ Non è successo un bel niente, e vi prego di non fare
scenate inutili. “
Le due donne si guardarono sconcertate, dal nuovo modo di parlare e
di atteggiarsi di Buffy.
“ Mi sembri una seconda Fred “ sbottò infine Anya
incapace di trattenersi.
“ Forse lo sono “ sorrise indifferente Buffy.
Di nuovo un pesante silenzio.
“ Dov’è la Buffy che mi piaceva? “ domandò
questa volta Willow ormai esasperata.
“ L’ho già detto ad Anya è morta e non tornerà
mai più, rassegnatevi ragazze ed andate avanti, trovatevi un
altro divertimento “
“ Sei ingiusta adesso. Noi eravamo tue amiche “
“ Le amiche non mentono “ replicò Buffy gelandole.
“ Noi non ….non…” cercarono di difendersi.
“ Non sapevate? “ Buffy lanciò loro uno sguardo incredulo
e scettico.
“ Eh va bene. Io lo sapevo, ma Willow l’ha saputo solo dopo
il matrimonio “ confessò Anya.
“ Ragazze, non capisco perché stiate facendo tutto questo.
E’ tutta acqua passata. Tutto finito. “
“ Non ci credo, non posso e non voglio crederci. Tu amavi Spike,
tantissimo “ Willow strinse i pugni.
“ E’ vero “ sospirò come rammaricata Buffy
“ Hai ragione, purtroppo. Amavo Spike da morire. Al passato però.
Adesso è finita, amo un altro “
Willow e Anya rimasero pietrificate mentre guardavano Wes farsi strada
tra la folla, salutando a destra e sinistra ed elargendo sorrisi. Sorrisi
di un uomo soddisfatto di se e felice. Di un uomo innamorato. Entrambe
spalancarono gli occhi colpite dallo stesso terribile sospetto, mentre
lui le porgeva il bicchiere e le poggiava una mano sulla schiena con
fare protettivo.
“ Non può essere vero…io non ci credo “ Anya
scosse incredula il capo.
“
Non mi interessa “ alzò le spalle Buffy “ Mi faresti
ballare Wes? “
“ Certo Liza, anche se non sono un grande ballerino “ si
scusò lui.
“ Sei perfetto andiamo “ Wes le cinse la vita e cominciarono
a muoversi al ritmo della musica sotto lo sguardo attento e curioso
degli altri invitati.
“ Sei stata magnifica, Liza. Padrona di te, sicura. Splendida
“ Wes le sorrideva ammaliato.
“ Grazie, io e Cordelia abbiamo fatto le prove oggi pomeriggio
“
“ Cosa? “ lui spalancò gli occhi ancora una volta
stupito.
“ Già. Dovevi vederla “ ridacchiò divertita.
“ Siete…terribili! Spero di non diventare mai vostro nemico
“
“ Tu? no, tu non sarai mai un nemico per me. Capo tribù.
“
“ Ah” Wes rise. “ Come desidera la mia Squaw, o forse
dovrei dire…la mia regina “
“ Ah…ah….non offrirmi una corona se non sei disposto
a cedere il regno “ lo provocò.
“ Ma io sono disposto a offrirti tutto Liza. Tutto “ lo
sguardo si fece intenso e serio.
Buffy si chiese se aveva ben capito a cosa lui si riferisse. E’
possibile che le stesse chiedendo di sposarlo? Ebbe un attimo di smarrimento,
mentre il suo cuore le urlava un solo nome.
Un colpo leggero alla spalla di Wes ruppe l’imbarazzante silenzio
che era calato tra loro due.
“ Scusa amico, posso avere l’onore? “ un ragazzo alto
e muscoloso. Il sorriso e il viso da bravo ragazzo americano, chiese
a Wes il cambio.
A malincuore Wes si fece da parte e dopo aver lanciato uno sguardo carico
di promesse a Buffy cedette la mano al giovane.
“ Ciao Buffy, forse non ti ricordi di me ma io …”
” Ciao Riley “ tagliò corto lei, sempre sorridendo.
“ Certo che mi ricordo di te. Sei stato gentile una volta con
me, prestandoti per darmi lezioni di tennis. “
“ Si esatto, ma è stato un piacere per me “ bofonchiò
arrossendo. Dove aveva trovato il coraggio per chiederle di ballare
ancora se lo stava domandando.
“ Non vorrei aver interrotto nulla di … “ indagò
cautamente.
“ No, non hai interrotto nulla di importante. Solo un ballo “
lo rassicurò.
“ Allora è un po’ che non ci vediamo. Ti ho chiamata…ma
mi hanno sempre detto che non c’eri.”
“ Già “ Buffy serrò le labbra, ricordando
tutte le volte che aveva detto ai domestici di Jenny di mentirgli, perché
Spike non voleva nemmeno che lei parlasse con lui.
“ Mi dispiace, è stato un periodo…stressante per
me “
“ Si beh, ho saputo delle tue nozze “ le disse diventando
rosso per l’imbarazzo.
“ Sì, un errore da dimenticare e presto “
“ Cosa? Non stai più con Sp…”
Non lo lasciò finire, le faceva ancora male sentire quel nome.
“ No. E’ finita “
“ Oh, mi spiace “
“ A me no. “ rispose secca lei, mentre avvertì una
fitta al cuore.
“ E come mai…se posso. Sembravi così …. Innamorata
“ l’espressione di Riley si incupì.
“ Non lo amo più. Tutto finisce, anche l’amore “
“ Come sei pessimista “ si stupì.
“ No, niente affatto, sono solo realista “
“ Credi che…potresti….vorresti… “ Dio
com’era difficile parlarle. Lo era già prima quando anche
lei era timida ed impacciata, ora che era così sicura e determinata
lo era ancora di più.
“ Si Riley, uscirò con te “ Buffy lo prevenne, con
un sorriso divertito in viso.
“ Oh davvero? Sono felice. Grazie “
“ Di nulla Riley. Adesso possiamo ballare un po’ in silenzio?
“
“ Oh si certo, scusami. “ Lei poggiò il capo sulla
sua spalla e per un attimo chiuse gli occhi, immaginando che lui fosse
lì con lei.
“
Buffy “ la sua voce sensuale, calda e carezzevole, la fece rabbrividire.
Aprì gli occhi e i gli occhi Blu che aveva tanto cercato la stavano
fissando, con tenerezza e infinita tristezza.
Ritto davanti a loro, l’espressione disperata. Aveva l’aspetto
trascurato, le spalle rilasciate, i capelli disordinati che gli ricadevano
sul viso. Sembrava ubriaco.
“ Ti ho ritrovata “ mormorò sollevando il braccio
ed accarezzandole la guancia con mano tremante.
Buffy si ritrasse come schiaffeggiata, gli occhi di lui si velarono
di lacrime, mentre un lampo di frustrazione e di dolore li attraversava.
“ Perdonami amore, perdonami. Ti scongiuro, senza di te non posso
vivere. “ la sua voce roca si spezzò per l’emozione.
Buffy strinse i pugni, doveva essere forte, non doveva cedere, lo aveva
giurato a se stessa. Nessuno l’avrebbe più presa in giro
ed umiliata.
“ Non toccarmi “ gli disse sprezzante.
“ Per favore, passerotto. Ti scongiuro, perdonami. Ho sbagliato
tutto lo s, ma io ti amo, e non posso pensare ad una vita senza di te.
“
“ Mi dispiace tesoro, io invece ho già una vita senza di
te, e ti confesso che mi piace, molto di più di quella grande
menzogna che avevamo insieme. “
“ Non è stata una menzogna “ ringhiò lui,
mantenendo l’aria supplichevole. “ Io ti amavo, e ti amo
anche adesso. Torna a casa con me, mi farò perdonare per il male
che ti ho fatto “
“ Scordatelo! Non tornerò mai più con te. Mai più
“ replicò categorica.
Spike era esasperato e disperato, dinanzi a tanta ostinazione.
“ Perché? “ le domandò.
Buffy strinse i pugni, aveva bisogno di tutto il coraggio di cui era
capace per dirgli che non lo amava, per mentirgli.
“ Perché io non ….” strinse i denti e si concentrò
sulle parole “ Non ti amo più “
Spike sgranò gli occhi, l’espressione di chi era stato
colpito a morte.
“ Non è vero. Tu mi ami ancora. Non puoi aver smesso di
amarmi “
“ E invece è così. Tutto quello che provavo….si
è trasformato in niente. Tu conti meno di niente per me, adesso.
“
Spike la fissò mentre il mondo gli crollava addosso, e poteva
biasimare solo se stesso per questo. Era tutta colpa sua.
“ Ti prego, torna con me. Dammi una seconda opportunità
anche se non ma merito. Tornerai ad amarmi, ad essere felice …
te lo….”
“ No. Ti ho già detto Scordatelo, non tornerò con
te “ Buffy si fermò un momento, se avesse detto ancora
un’altra parola, sarebbe crollata e scoppiata in lacrime. Vederlo
così la faceva star male, più di tutto, più del
dolore che aveva provato per il tradimento, più dell’umiliazione.
Guardarlo negli occhi e mentirgli era la cosa più dolorosa che
Buffy avesse mai fatto.
Lo sguardo di Spike si spostò da lei a Riley e gli occhi fiammeggiarono
di rabbia.
“ Toglile le mani di dosso. Lei è mia “ urlò
lanciandosi contro il giovane. Ne scaturì una rissa, i due si
rotolarono sul pavimento, alla fine la rabbia di Spike ebbe la meglio.
A cavalcioni sul malcapitato, cominciò a colpirlo violentemente
senza sosta.
“ Io ti ammazzo. Devi starle lontano, non la devi toccare “
Buffy sconvolta urlava “ Fermati. Fermati “
Oz e Wesley riuscirono a bloccarlo, tirandolo su. Riley si sollevò
sputando sangue e approfittando del fatto che Spike fosse trattenuto
gli sferrò dei violenti colpi allo stomaco.
Spike si piegò in due per il dolore e Buffy furibonda, si mise
tra i due e schiaffeggiò violentemente Riley.
“ Vigliacco “ gli urlò contro e poi si voltò
a guardare Spike tenuto in piedi dai due uomini. Lui sollevò
il capo e la fissò con un tenue sorriso sulle labbra.
“ Lo sapevo. Tu mi ami ancora Buffy. Tu mi ami. Io non rinuncerò
a te mai. Tornerai con me, te lo giuro. Tu tornerai con me “
Buffy sentì un brivido d’eccitazione e di paura nel sentire
quelle parole. Il cuore le martellava nel petto impazzito. Avrebbe voluto
ribattere qualcosa di tagliente, di cattivo, ma non poteva con quegli
occhi che la spogliavano sino all’anima. Distolse lo sguardo sconfitta,
poteva mentire con tutti, ma di fronte a lui restava sempre la stupida
ed innamorata Buffy.
Wes fece un cenno ad Oz ed insieme trascinarono, uno Spike sanguinante
fuori.
Buffy sentì il cuore fermarsi, mentre lo vedeva andare via. Tutto
in lei urlava di seguirlo, di andare con lui e dargli una seconda possibilità.
Si portò una mano al petto e poi lentamente senza volerlo si
mosse per seguirlo. Era appena uscita dalla porta che la voce fredda
e tagliente di Fred la paralizzò.
“ Elizabeth…”
“ Oh non dirmi che gli stai correndo dietro vero? “ la derise
con disprezzo. “ Si certo….tu fai sempre il suo gioco. “
Buffy si voltò e la fissò con lo sguardo più sprezzante
di cui fu capace.
“ Non dirmi che gli hai creduto vero? Anche se devo ammettere
che Spike è un grandissimo attore. E’ stato bravissimo
a sedurti e a portarti nel suo letto. Sapessi quante risate ci siamo
fatti il giorno dopo. “
Buffy continuò a fissarla in silenzio.
“ Oh lo so che ti stai domandando…allora perché mi
ha sposato? Tesoro hai davvero bisogno di una risposta? “ sospirò
“ Pietà tesoro. Ha avuto pietà di te, piccola ed
insignificante mocciosa “
Buffy serrò la mascella e sollevò il mento in segno di
sfida.
“ Vuoi la guerra Fred? Bene allora preparati, perché l’avrai.
Ti garantisco che ti pentirai di ogni singola parola. “
“ Oh che paura…” fece il gesto di spaventarsi tremante.
Gli occhi di Buffy si socchiusero in due fessure “ Oh…l’avrai
Fred, ti garantisco che l’avrai “
In quel momento Wes salì i gradini del portico.
“ L’ho lasciato con Oz…sta piangendo “ la guardò
di sott’occhi per saggiarne la reazione. Ma l’espressione
di Buffy era impenetrabile, fissa su sua sorella Fred.
“ Non m’interessa cosa sta facendo. Andiamo per favore,
ne ho avuto abbastanza di questa festa “
“ Certo Liza. Come vuoi tu “
Lanciando uno sguardo ammonitore a Fred, Wes cinse le spalle di Buffy
e la scortò alla vettura.
Fred continuò a fissare l’oscurità per alcuni istanti
in silenzio. Un brivido gelido l’attraversò, riavviandosi
i capelli con le mani tornò dentro, ma l’inquietudine non
l’abbandonò.
“
Lei può dire tutto quello che vuole, ma è ancora Buffy,
ed è ancora innamorata di Spike “ esclamò Anya,
non disposta ad accettare proteste da nessuno su questo punto.
Willow annuì con il capo, era desolata per l’accaduto,
vedere Spike in quello stato le aveva fatto male.
“ Hai capito anche tu? Wonder Woman? Buffy ama Spike! “
Anya indicò la bruna che per tutto il tempo non aveva fatto altro
che fissare la scena con attenzione.
“ Questo lo sapevo, sono venuta proprio per averne la conferma
“
“ Eh? “ entrambe si guardarono e poi fissarono Cordelia.
“ Lo pensi anche tu? “ domandarono all’unisono.
“ Già. Adesso il problema è come farlo capire a
Buffy e a Wes “
“ Cosa centra lui? “ Anya si accigliò.
“ E’ innamorato di lei. Beh, da sempre è stato innamorato
di lei a dire il vero. E’ un tipo così schivo ed introverso,
una volta che lo conquisti, rimane fedele. “ scrollò le
spalle la bellissima donna.
“ Oh che romantico “ esclamò Willow quasi dispiaciuta
per lui.
“ No! Niente da fare. Buffy ama Spike e Spike ama Buffy! Wes…si
cerchi un’altra madonna da adorare “
Willow si riscosse “ Si hai ragione, nessuna pietà. In
guerra ed in amore ogni cosa è permessa. “ poi guardando
incerta le altre..” Non è così? “
Cordelia e Anya annuirono.
“ Allora cosa facciamo? “
“ Domani sondo il terreno ed attacco la fortezza. Anche se…l’unica
cosa che dobbiamo fare è riuscire a farli incontrare da soli.
Buffy potrà fare la fredda e scostante con tutti noi, ma con
Spike…no. Con lui è sempre la piccola e timida Buffy. Lo
ha dimostrato questa sera. Se sarà sola con lui…cederà
“
“ Si è un’idea geniale “ gli occhi di Anya
scintillarono di gioia perversa. Mentre Willow dubbiosa le guardava,
chiedendosi cosa avessero in mente.
“ Come ti senti Spike? “ gli domandò Oz preoccupato,
mentre gli passava un fazzoletto imbevuto d’acqua.
“ Bene, sono felice “
“ Eh? “ Oz lo guardò perplesso. “ Hai battuto
la testa durante la scazzottata? “
“ Lei mi ama ancora. Mi ama capisci? Tornerà con me, dovessi
costringerla, tornerà con me “
“ Non sei forse un po’ troppo ottimista? “
“ Mi ha difeso, Oz. Non capisci? Anche se è furiosa con
me, anche se l’ho ferita. Mi ha difeso “ sorrise, ma subito
il viso si contorse in una smorfia di dolore.
“ Dannato Big Jim. Lo ammazzo se si avvicina a Buffy. “
“ Secondo me più che di lui dovresti preoccuparti di qualcun
altro …” si lasciò sfuggire incautamente.
Spike lo guardò crucciato “ Chi? “ domandò
agitato.
“ Ops. Accidenti alla mia boccaccia “
“ Parla. Chi? “
“ Wesley. Buffy vive a casa sua “ mormorò.
“ Cosa? cosa? “ ripeté incredulo Spike.
Me l’ha detto Anya. E’ venuta con lui stasera ed erano già
due o tre giorni che circolava la voce che lo scapolo d’oro fosse
stato accalappiato.
“ Beh, si sbagliano. Io andrò a riprendermela e la riporterò
a casa, dovesse essere l’ultima cosa che faccio. Non permetterò
a nessuno di portarmela via, ora che so che … lei è l’unica
per me. Ora che ho capito “ la voce divenne un sussurro colpevole
“ Che l’amo “
“ Bel tempismo ragazzo. Davvero un bel tempismo. Non potevi accorgertene
un giorno prima, di fare la più grande cazzata della tua vita?
“
“ Tu non ci crederai Oz, ma io l’ho capito proprio per quella
cazzata. Che idiota vero? “
“ Beh no…tutti gli uomini capiscono le cose soltanto dopo
aver fatto la più madornale delle cazzate.”
“ Già “
“ Adesso vado a chiamare Willow e ti accompagniamo a casa. non
sei in grado di guidare. “
“ Si credo tu abbia ragione amico. Io ti aspetto seduto qui. Ho
bisogno di riflettere un po’.”
“ Okay. Torno subito “ detto questo, tornò in sala
alla ricerca della sua ragazza.
“
Quella vipera. Quella arpia maledetta. Io l’ammazzo. Questa me
la paga. Dovevo abbandonarla invece di portarmela dietro. Disgraziata
“
“ Ma che è successo? “ domandò la cuoca di
casa O’Brien, alla cameriera di Fred.
“ Il finimondo. Il marito le ha mandato le carte del divorzio.
Non vuole più saperne di lei. Ieri sera hanno avuto una lite
furibonda. Lui le ha detto che è stanco della sua arroganza e
del suo egoismo, e che è stato un cieco a non accorgersene prima.
A non vedere l’abisso che esisteva tra lei e sua sorella Buffy.
E le ha urlato in faccia che avrebbe dovuto sposare sua sorella e non
lei. La Signora era furibonda. Lui ha fatto la valigia e se n’è
andato. Dicendole che se non era troppo tardi, si sarebbe inginocchiato
ai piedi di Buffy e avrebbe cercato di conquistarla. Lei gli ha tirato
dietro la bottiglietta di Chanel. Lui l’ha fissata con disprezzo
e le ha intimato di fare le valigie e lasciare la casa entro il fine
settimana. E che il giorno dopo avrebbe ricevuto la visita dei suoi
avvocati. Inoltre ha aggiunto di non illudersi, che non le avrebbe dato
nemmeno un soldo.”
“ Ah ben le sta. Io l’ho sempre detestata, con la sua aria
di superiorità. “
“ Si sono d’accordo con te. La Signorina Buffy, quella si
che era una cara persona. Io spero che il padrone riesca a conquistarla
e la riporti qui. Sarebbe una padrona perfetta per noi “
“ Parole sante Patricia, parole sante. Speriamo “
“ Allora è tutto pronto? “ domandò Cordelia
abbassando la voce al telefono.
“ Si qui siamo pronte. Tu piuttosto hai fatto la tua parte? “
“ Si tutto fatto. Non ha avuto il minimo sospetto. È sempre
ingenua dopotutto. Per fortuna direi. Non mi sarebbe piaciuta in versione
Fred. “
“ Si neanche a me. Per un attimo ho davvero temuto il peggio “
“ Willow ha fatto quello che le avevamo detto? “
” Spero di sì. Altrimenti non servirà a nulla. E
Spike come l’ha presa? “
” Appena ha sentito la parola piano è saltato su entusiasta.
Rassicurandoci che era disposto a fare qualsiasi cosa per riavere Buffy.
“
“ Perfetto. Mi spiace un po’ per Wes però….io
sono anche sua amica “
“ Si….hai ragione…ma l’amore è amore.
Non puoi lottare contro i mulini a vento lo dice anche Don Chisciotte.
“
“ Hai letto Don Chisciotte di Cervantes? “
“ No ho visto il film “ ribatté Anya.
“ Ah giusto. Adesso vado. Sarà qui da un momento all’altro.
Tenetevi pronte “
“ Ricevuto. Passo e chiudo “
“
Bene Liza possiamo andare se sei pronta “ disse Cordelia sfoderando
il suo più luminoso sorriso.
“ Che strano un party di mattina, e poi un invito così…improvviso.”
“ Capita, sai i ricchi sono strani “ ridacchiò nervosamente
Cordelia.
“ Si va bene. E Wes? “ si guardò attorno per vedere
se era arrivato.
“ Oh sarà stato trattenuto. Noi andiamo a lui lascerò
un messaggio per dirgli di raggiungerci al party “
“ Ma…non è carino. Lui non lo farebbe mai “
protestò Buffy.
“ Oh avanti… non hai ancora capito come bisogna trattare
gli uomini? “ Cordelia si detestò per quel colpo basso
ma necessario se voleva dissuaderla dall’aspettarlo.
“ Oh “ esclamò mordendosi il labbro. “ Hai
ragione andiamo “ sospirò e tornò a guardarsi intorno
sperando nell’arrivo di lui.
‘ Si, tu aspetta….e spera che il desiderio non si avvera
‘ pensò Cordelia mentre la trascinava verso la vettura.
“ Allora si può sapere dove stiamo andando? “ domandò
Wes seccato, mentre guardava contrariato Anya.
“ Nella mia tenuta in Texas “ esclamò con innocenza
la giovane sposa. Mentre un Xander estremamente seccato borbottava seduto
sul sedile posteriore della Mercedes.
“ Cosaaaaaaaaaaa “ urlò Wes sconcertato “ In
Texas? Ma sei impazzita! “
“ Oh senti dobbiamo sottoscrivere quest’accordo matrimoniale,
prima di celebrare il rito “
“ Non potevamo stipularlo e firmalo a Los Angeles? Nel mio studio?”
“ Già è quello che dico anche io “ bofonchiò
lo sposo sbuffando.
“ No. Io voglio stipularlo nella mia tenuta. Dove c’è
la mia famiglia attorno “
“ Ma che stai dicendo….la tua famiglia è in Europa.
“
“ Oh beh volevo dire l’aria di casa mia. E’ come se
ci fossero anche loro “
Wes guardò di sott’occhi Xander che scrollò le spalle
“ Io ho già rinunciato. Rassegnati amico “
“ Avevo un appuntamento questa sera…quanto ci tratterremo.
Io avrei delle cose da sbrigare…e devo avvertire Liza che sarò
fuori questo Week end. Ma perché non me lo hai detto prima? “
sbottò seccato.
“ Perché non avresti accettato. Ed io volevo fossi tu a
stipulare l’accordo. Sono una persona romantica che ci vuoi fare?
“ Gli sorrise accattivante, mentre Wes roteava gli occhi.
“ Ehi brutto ciccione bavoso e pulcioso, togli il tuo dannato
sedere dalla strada e lasciami passare “ urlò aprendo il
finestrino e suonando il clacson rabbiosamente.
“ Certa gentaccia. Chi ti ha dato la patente coglioneeeeeeeeeeee
“ fece un gesto poco femminile in direzione del guidatore dell’utilitaria,
che la fissò a bocca aperta sconvolto. Anya schiacciò
l’acceleratore sollevando un polverone sulla strada. Xander che
aveva il finestrino aperto fu investito dal pulviscolo e cominciò
a tossicchiare.
“ Anya dannazione “
“ Cosa c’è? Quell’imbecille andava a 60 miglia
all’ora “
“ Forse perché il limite di velocità su questa strada
è di 60 miglia all’ora? “ rispose ironico lui.
“ Dettagli amore. Dettagli. “ sbuffò la moglie continuando
nella sua folle corsa.
Wes si asciugò la fronte con un fazzoletto ed impugnò
il cellulare.
“ Chiamo Liza e l’avverto. Non voglio stia in pensiero “
“ Liza...? “
“ No sono Cordelia “
“ Ah, scusa ma dov’è Liza? E come mai hai tu il suo
cellulare? “
“ Oh Liza è andata un attimo alla toilette e mi ha lasciato
la borsa “ mentì spudoratamente la bruna, guardando Buffy
mentre acquistava un pacco di sigarette nella tabaccheria.
“ Puoi dirle che resterò fuori per il Week end per lavoro?
“
“ Oh…quanto mi dispiace Wes….non ti preoccupare glielo
riferirò. Anzi…sai che farò? La porterò a
casa mia così non resterà sola nel tuo appartamento questi
giorni.”
“ Oh grazie Cordelia sei davvero gentile a preoccuparti per Liza
“
“ Figurati. “
“ Allora l’avverti tu? “
“ Ma certo, contaci “
“ Dille che la chiamo più tardi “
“ Va bene. Ciao “ e chiuse la conversazione. Infilò
rapidamente il cellulare nella sua borsa e richiuse quella di Buffy,
che attraversata la strada si avvicinò alla macchina.
“ Ecco qui. Ha fatto storie, non credeva fossero per te le sigarette.”
“ Oh grazie sei stata un tesoro Liza. Possiamo andare adesso “
“ Si “ richiuse lo sportello e la macchina partì.
“ Cordelia è davvero gentile. Mi ha stupito, non me l’aspettavo
“
“ Si infatti gentilissima “ rispose Anya sorridendo forzatamente.
Drusilla era rimasta in silenzio per tutta la conversazione, lanciando
sguardi penetranti nella direzione di Anya. C’era qualcosa sotto,
ci avrebbe scommesso, e solo quell’ingenuo di Wes non si era accorto
del tranello. Poi si voltò e vide la faccia sciocca di Xander
sorriderle. Beh, forse Wes non era l’unico stupido.
“
Cordelia. Perché non mi hai detto che era un party organizzato
da Willow e dal suo fidanzato? “
“ Oh non te l’ho detto? Ti giuro che pensavo di averlo fatto
tesoro. Che sbadata, mi sarà sfuggito. “ Buffy la guardò
arrabbiata.
“ Io non ci vengo. Riportami a casa “ Incrociò le
braccia sul petto ed assunse l’aria imbronciata.
“ Oh Liza ti prego, non possiamo fare una cosa del genere, non
è … educato “
“ Non mi interessa. Voglio tornare a casa “
“ Hai paura? “ Buffy sembrò colta sul vivo.
“ Di cosa dovrei aver paura? “ lo sguardo divenne duro.
Cordelia sapeva di aver colpito il nervo scoperto.
“ Oh niente…facevo per dire “ guardò altrove,
seguendola però con la coda dell’occhio.
Buffy si morse il labbro inferiore “ Andiamo “ disse alla
fine afferrando con rabbia la borsetta. Saltò giù dalla
vettura e sbatté lo sportello con violenza. Perfetto tutto era
andato secondo i piani. Adesso la palla passava a Willow
“ Speriamo bene “ sussurrò la bruna mentre seguiva
Buffy verso l’ingresso della villa.
Una sorridente ma stranamente nervosa, Willow venne loro incontro.
” Ciao finalmente siete arrivate. Sono felice che tu abbia accettato
Buffy “
“ Liza “ la corresse immediatamente lei “ e non vedo
perché non avrei dovuto accettare, un così cortese invito
“ bofonchiò furente.
Cordelia e Willow si diedero un’occhiata fuggevole.
“ Gli altri ospiti non sono ancora arrivati. C’è
solo…” esitò un momento guardando di sott’occhi
Buffy. “ Jenny “
Buffy sobbalzò ma si riprese immediatamente, non lasciando trasparire
alcuna emozione.
“ Andiamo? “ domandò esitante.
“ Certo “ Buffy si mise dritta in tutta la sua persona e
seguì la padrona di casa verso il salottino.
“ Guarda chi è arrivato Oz “ cercò di stemperare
la tensione palpabile, con un sorriso incerto Willow.
“ Oh Buffy, Cordy “
“ Liza “ corresse ancora Buffy sempre più tesa.
“ Voi … voi vi conoscete vero? “ Willow si guardò
intorno in cerca di aiuto, mentre Cordelia roteava gli occhi e Oz le
andava incontro per sostenerla.
“ Certo che ci conosciamo. “ saltò su Jenny guardando
con tenerezza Buffy “ Ciao Buffy “
“ Salve Signora Giles “ le rispose gelida, evitando però
di incontrare il suo sguardo.
“ Mi dispiace tanto per quello che è successo Buffy “
continuò Jenny, senza smettere di fissarla.
“ A me no “ rispose con cocciutaggine la ragazza, sporgendo
il mento in atteggiamento di sfida. Desiderando dentro di se che tutto
finisse presto.
“ Perché non ci sediamo? “ Intervenne Willow.
“ Già sediamoci tutte ragazze “ Cordelia prese sotto
braccio Buffy e la condusse verso il divano.
Willow versò una tazza di tè e la porse a Buffy con gentilezza.
Le mani le tremavano vistosamente, tanto che per poco la tazza non si
rovesciò.
“ Ecco bevi questo ti farà bene. Il tè ha un effetto
calmante e su alcuni soggetti può anche indurre sonnolenza, a
differenza di quanto crede la gente invece la camomilla….”
“ Dacci un taglio Will, “ Cordelia le lanciò uno
sguardo truce, mentre tutti sembravano in attesa.
Buffy sorseggiò il tè lentamente, era nervosa, aveva bisogno
di calmarsi.
“ Non vuoi proprio perdonarmi? “ domandò con voce
velata Jenny, quando Buffy posò la tazza sul tavolino.
Buffy strinse le mani in grembo, mentre un forte desiderio di piangere
l’assalì.
“ Non ho niente da perdonare. Per me è tutto passato, finito
“ si sforzò di dire senza guardarla.
“ Non è vero Buffy, altrimenti adesso mi guarderesti e
non ti nasconderesti dietro quella corazza …quell’atteggiamento
così, così….simile a quello di Fred “
“ Siamo sorelle dopo tutto, anzi è anche lei tra gli invitati?
“
Ci fu uno strano silenzio e Buffy guardò prima Oz e poi Willow,
in attesa.
“ Buffy ascolta … “ cercò di parlare Jenny.
“ Io mi chiamo Liza. E basta, non sono venuta qui per parlare,
ma solo per divertirmi. Quando arrivano gli altri invitati? “
Ruggì come una leonessa sulle difensive.
“ Tesoro, non ti arrabbiare “
“ Non c’è nessun invitato vero? Avete organizzato
tutto quanto voi. È un altro dei vostri meschini inganni, e magari
vostro figlio è qui in casa in attesa di importunarmi “
tuonò alzandosi in piedi di scatto.
“ No ti giuro in casa non c’è “ protestò
Willow.
“ Io me ne vado. Cordelia andiamo, non voglio restare in questa
casa un minuto di più “ e senza attendere si diresse alla
porta.
“ Buffy tu e William dovete parlare, non lo capisci? “ Jenny
cercò di indurla a ragionare. “ Ha sbagliato è vero,
ma dagli una seconda chance, sono sicura che non ti deluderà
“
“ No! Andiamo Cordelia “ con violenza aprì la porta
e sbatté violentemente contro qualcuno.
Sollevò il capo e sbiancò “ Spi….” Mormorò
ritraendosi come scottata.
“ Ciao amore “ sussurrò lui accarezzandola con lo
sguardo.
Era ancora più bello di come lo ricordava, pensò Buffy
indietreggiando terrorizzata dalle sue stesse emozioni.
“ Lo sapevo che era una trappola “ urlò davvero fuori
di se.
“ No, io non ho mentito “ si difese Willow. “ Ti avevo
detto che Spike non era in casa e come vedi…tecnicamente….ho
detto la verità “
Oz sorrise dell’intelligenza della sua ragazza.
“ Beh Liza, devi ammettere che in un certo senso ha ragione “
Le fece eco Cordelia.
“ Allora eri d’accordo anche tu? Aspetta che lo sappia Wes
“
Puntò il dito contro l’amica, ora nemica.
“ Amore, voglio solo parlarti. “ Spike fece un passo verso
di lei.
“ Non ti avvicinare, io ti odio. Lasciami passare, voglio andare
via”
Gli intimò lanciandogli uno sguardo assassino.
“ No, non posso lasciarti andare amore “ le sussurrò
con voce dolce e comprensiva lui.
“ Ti ho detto di lasciarmi passare “ sollevò i pugni
impotente.
“ Ti prego amore, non ti arrabbiare “ la pregò guardandola
con tenerezza crescente.
“ Ora chiamerò Wes e vedrete “ minacciò aprendo
la borsetta con furia e frugandovi.
“ Il cellulare….non lo trov…” si voltò
di scatto verso Cordelia che arrossendo abbassò il capo.
Buffy balbettò qualcosa confusamente. Era stata giocata, e lei
ci era cascata senza sospettare nulla.
“ Voglio solo parlare amore. Io e te da soli “
“ Scordat….” Si portò la mano alla testa. Tutto
cominciava a girarle intorno, un senso di stordimento e di debolezza
si stava impossessando di lei.
“ Cosa mi avete fat….” Cercò di dire, mentre
le labbra diventavano secche e gli occhi le si chiudevano. Guardò
ancora Spike e vide la sua espressione da cucciolo, colto in fragrante
a fare qualche marachella.
“ Mi dispiace amore, sapevo che non avresti mai acconsentito di
tua spontanea volontà “
“ Mi avete drogata? “ esclamò stupita in un ultimo
guizzo di lucidità.
“ Mi dispiace “ mormorò lui, inclinando il capo da
un lato.
“ Solo erbe. Te lo giuro, nessuna controindicazione. Tra qualche
ora sarà tutto passato “ rassicurò Willow torcendosi
le mani e sorridendo nervosamente, mentre Buffy la fissava sempre più
debole e stordita. Sentì il pavimento ondeggiare sotto di se
e barcollò pericolosamente.
Spike le fu subito accanto e cercò di sostenerla, ma lei lo spinse
via con violenza. “ Non mi toccare “ gemette cercando di
sfuggire alla sua presa, ma si sentiva troppo debole e pesante.
“ Me la pagherete tut….” Si sentì mancare.
Avvertì due braccia forti sorreggerla e prenderla in braccio.
“ Andra tutto bene amore. Non avere paura, ci sono io con te “
le sussurrava dolcemente stringendola.
“ Siete sicuri che non è pericoloso? “ la voce di
Jenny giungeva ovattata e confusa.
“ Sicuro Signora Giles. Non si preoccupi “
“ Adesso che facciamo? “ continuò Jenny
“ Noi niente, adesso tocca a Spike “ doveva essere Oz a
parlare.
“ Si adesso ci penso io mamma. Grazie ragazzi, a presto “
Sentì che veniva trasportata fuori, depositata su qualcosa di
morbido. Qualcuno le accarezzava il viso con dolcezza, le sue mani…era
Spike. E poi le depositava un bacio gentile sulle labbra. Buffy avvertì
un brivido di freddo.
“ Hai freddo amore. Aspetta “ veniva avvolta in una coperta
e stretta in un forte abbraccio.
“ Sta perdendo conoscenza. Andiamo Oz “ ordinava al rosso.
“ Sì, mi raccomando tienila “
“ Non la lascio Oz. Non la lascerò più andare non
ti preoccupare, parti “
Sentì il motore sussultare e la macchina lentamente muoversi.
“ Ti amo “ le continuava a mormorare accarezzandola con
dolcezza. E poi svenne.
La
testa le doleva leggermente e si sentiva intorpidita.
“ Dove sono? “ domandò muovendosi e portandosi la
mano alla fronte.
Aprì gli occhi e vide il cielo limpido e di un blu carico, come
gli occhi di lui. Per un attimo rimase immobile a contemplarlo rapita.
“ Ti è sempre piaciuto stare a guardare il cielo appena
sveglia “ le mormorò la sua voce a poca distanza.
Si girò di scatto. Lui era lì seduto sulla poltrona accanto
al letto che la fissava, un lieve sorriso ad incurvargli le labbra.
Ma i suoi occhi erano cerchiati e aveva l’aria stanca e abbattuta.
“ Cosa è successo? “ gli domandò d’istinto,
poi spalancando gli occhi ricordò tutto.
“ Vigliacco. Come hai potuto farmi una cosa simile? “ sibilò,
rannicchiandosi al centro del letto. Era nel loro letto, nella loro
stanza matrimoniale. Era a casa al Faro.
“ Non mi hai lasciato altra scelta amore “ sospirò
lui passandosi una mano tra i capelli “ Non mi piace quello che
ho fatto. Non avrei mai voluto farlo…ma ti amo. E non mi ha lasciato
alternative. Ti rivoglio con me Buffy. Farò di tutto per farti
tornare con me “
“ Ti denuncerò per sequestro di persona, rapimento …”
“ Non lo farai amore. Tu non lo farai “
“ Vedrai “ ringhiò cercando si sostenere il suo sguardo
così….dio aveva uno sguardo così addolorato, così
….innamorato? No lui non l’amava, lui amava Fred.
Prese il telefono e compose un numero e le porte la cornetta.
“ Allora avanti fammi vedere “ la sfidò fissandola
dritto negli occhi.
Buffy tremò leggermente, ma cercò di farsi coraggio. Afferrò
la cornetta con violenza e si preparò a parlare.
“ Pronto, qui la polizia…è in pericolo? Ha bisogno
di aiuto? “
Buffy avrebbe tanto voluto urlare, dire qualcosa. Ma non ci riuscì.
Lui la stava guardando, ed aveva quegli occhi, quegli occhi così
intensi, così penetranti. Con rabbia sbatté giù
la cornetta e la riprese in mano per comporre il numero di Wes. Come
leggendole nel pensiero, Spike gliela strappò di mano.
“ No! L’unica telefonata consentita era alla polizia. Mi
spiace amore” quel dannato sorrisetto arrogante.
“ Sei un Bastardo “ lo apostrofò, tornando a rannicchiarsi.
“ Si hai ragione “ lasciò cadere le braccia lungo
il corpo. “ Non ti chiederò mai perdono abbastanza Buffy.
E non sai cosa darei per poter tornare indietro, per non essere così
cieco e stupido.”
La guardò mortificato “ Ma non posso. L’unica cosa
che posso fare è chiederti perdono. Dirti che ti amo e che …ho
bisogno di te. “
Buffy distolse lo sguardo, non poteva sopportare di guardarlo ancora.
Sentiva qualcosa stringerle il cuore e non era un bene.
“ Buffy. Ti prego, dammi un’altra occasione. Sarà
tutto diverso questa volta “
Buffy scosse il capo, troppo emozionata per parlare.
“ Perché sei così testarda. Tu mi ami ancora lo
so.”
“ Non è vero “ replicò.
“ Non mi avresti difeso con Riley “ La guardò cercando
di carpire le emozioni che le passavano sul viso imbronciato. “
E mi avresti denunciato poco fa se non fosse così “
Buffy incrociò le braccia e guardò dritto davanti a se,
cercando di ignorare il tremito che l’aveva assalita.
“ Dimmi qualcosa Buffy “
“ Io con te non ci parlo “ inconsciamente sporse il labbro
inferiore.
Spike rimase incantato a fissarla. Adorava quando lo faceva e soprattutto,
adesso era convinto che nonostante l’atteggiamento e il nuovo
look, lei era sempre la sua piccola e dolce Buffy.
“ Io non ho fretta, posso aspettare… “
Buffy lo sbirciò in attesa che continuasse, ma lui si era rilassato
sulla poltrona e la guardava divertito.
“ Wes si accorgerà della mia assenza “ disse con
sicurezza.
“ Mmmm…..veramente….” Spike si accarezzò
il mento con la mano.
Buffy lo guardò sospettando il peggio.
“ Wes è in Texas con Anya e non tornerà per il week
end “ le sorrise accattivante, sperando che lei non si arrabbiasse
troppo.
“ Week end? “ Balbettò alla terribile prospettiva
che le era passata davanti agli occhi. Il sorriso di Spike si allargò
notevolmente, mentre il suo sguardo scivolava, accarezzandolo, sul suo
corpo tremante.
“ Non puoi fare questo. Tu non…” la voce le si bloccò
in gola.
“ Sono un bastardo …. Ricordi? “ sollevò il
sopracciglio arrogantemente.
Buffy si sentì mancare, d’istinto si coprì con la
coperta che ancora aveva indosso e si rannicchiò più stretta
al centro del grande letto.
“
Hai fame? “ domandò la voce tornata gentile e premurosa.
“ No “ lo freddò lei.
“ Io si. Vieni di sotto con me, mi farai compagnia “
“ No. Voglio restare qui “
Spike inarcò ancora una volta il sopracciglio.
“ Va bene….vorrà dire che mangeremo qui, insieme,
tête-à-tête, come un tempo “
Buffy avvampò ricordando, come erano soliti, a volte mangiare
a letto e fare l’amore, senza soluzione di continuità per
ore.
Spike si diresse alle scale e Buffy si mise subito a sedere, anche se
barcollò per un capogiro.
“ No, ho cambiato idea. Vengo con te di sotto “ si affrettò
a dire. Distogliendo immediatamente lo sguardo, quando lui si voltò
divertito.
“ Come vuoi tu passerotto “ si fece da parte indicandole
le scale. Altezzosamente e sdegnosamente lei lo superò e cominciò
a scendere gli scalini. Giunta di sotto si bloccò improvvisamente
e si guardò intorno sbigottita. Tutto era esattamente come prima,
le tende, i divani perfino tutti gli oggetti che lei aveva portato con
se.
“ Ma io li avev…” mormorò ancora incredula.
“ Li ho ricomprati tutti. Sono esattamente identici. Alcuni li
ho fatti rifare “ sentì il suo alito caldo sul collo. Un
tremito le fece venire le vertigini.
Buffy rimase immobile, era così vicino, poteva sentire il suo
calore del suo corpo sfiorarla. Poi le posò le mani sulle spalle
e l’attirò contro il suo petto, passandole le braccia attorno
alla vita.
“ Perché? “ disse sommessamente lui, deglutendo a
stento. La vicinanza del piccolo e tremante corpo di lei, l’odore
dei suoi capelli. La sua pelle.
“ Vuoi sapere perché? “ continuò a fatica.
“ Perché non potevo vivere in questo posto, senza che mi
parlasse di te. In questo modo mi illudevo che tu fossi ancora qui con
me, e se chiudevo gli occhi potevo vederti muoverti per casa allegra
e sorridente “ la voce divenne un sussurro indistinto che la fece
fremere sino nelle ossa.
Gli occhi le si riempirono di lacrime.
“ Lasciami “ mormorò inconsciamente lasciandosi andare
contro il suo petto accogliente.
“ Ti amo “
“ Ti prego lasciami “ la voce era incerta, spaventata.
“ Buffy “ la chiamò lui con voce roca e sensuale.
Buffy si sentì mancare, non poteva resistere ancora a lungo.
“ Lasciami ho detto “ cercò di divincolarsi debolmente.
“ Perché stai tremando? “ le chiese lui, la voce
sempre più spezzata dall’emozione.
“ Ave…vi det…to che ave…vi fa…me “
cercò di distrarlo.
“ Do…po “ ribatté lui, stringendola più
a se. “ Ti voglio Buffy “ affondò il capo sul suo
collo e cominciò a baciarla lentamente. Come temesse un suo rifiuto.
“ No “ protestò senza convinzione, con un fil di
voce.
“ Mi sei mancata Buffy, mi sembrava di impazzire “ mormorò
tra un bacio e l’altro, mentre la sua mano era risalita lungo
il ventre di lei ed aveva preso a coppa il suo seno, accarezzandole
con il pollice la punta sempre più tesa. Il respiro di Buffy
si fece affannoso. La mano di Spike scivolò sinuosa sotto il
suo vestito accarezzando la sua pelle accaldata e fremente.
“ Dio quanto ti amo. Ti amo da morire Buffy “
Lei si inarcò contro di lui, così bisognosa delle sue
carezze, dei suoi baci, di lui.
“ Spike “ gemette sconfitta, abbandonandosi completamente
a lui.
“ Si Buffy, lasciati amare. Tu sei mia. Mia “
Buffy si girò verso di lui, restando nel suo abbraccio, si fissarono
a lungo parlandosi con gli occhi. Poi lui si chinò verso di lei
per catturarle le labbra e Buffy chiuse gli occhi. Il cuore le batteva
furioso, non le importava più di niente. L’unica cosa che
sapeva è che Buffy voleva Spike e che Spike voleva Buffy.
Le loro bocche si incontrarono e una vampata di fuoco liquido li avvolse,
dissolvendo ogni altra cosa attorno a loro.
Quando
si staccarono erano entrambi senza fiato.
“ Forse…” la paura per un attimo la fece esitare.
“ St….” la strinse più forte lui, accarezzandole
con il pollice il labbro inferiore, tremante e gonfio.
“ Tu mi vuoi Buffy, ed io voglio te. Ti prego non dire nulla “
e di nuovo la baciò con impeto e passione, facendola sciogliere
in un caldo languore di sensi.
Si sentì sollevare e riportare nella stanza, mentre le labbra
brucianti di lui non le davano tregua. Le impedivano di respirare e
di pensare, poteva solo provare. Le emozioni si susseguirono rapide
e poi si sovrapposero vorticosamente. Sentì la cerniera del vestito
abbassarsi, le sue mani tremanti spingere il morbido tessuto lungo il
suo corpo fremente ed eccitato. Lo sentì mormorare frasi indistinte,
gentili e piene di passione. Solo per un attimo avvertì un senso
di vergogna, quando i suoi due occhi le accarezzarono avidi il corpo
nudo, indifeso eppure offerto così prontamente al suo desiderio.
L’avvolse tra le braccia e le accarezzò morbidamente la
schiena, stringendola sempre più a se, come a volersi fondere
con lei. Non capì come si ritrovò stesa sulle lenzuola
candide, che avevano accolto sia lei sposa felice, che il tradimento
di lui. Per un attimo l’immagine le offuscò la mente, un
groppo in gola e il cuore pesante.
“ Guardami “ le sue parole la distolsero dal dolore, ed
obbedì.
Le sorrideva con tenerezza e forse un po’ di tristezza.
“ Ti amo Buffy. Tu devi credermi. Tu sai che è vero “
affondò il viso nella spalla di lei e le baciò teneramente
il collo.
“ Dimmelo Buffy. Ho bisogno di sentirtelo dire “ la supplicò.
Buffy serrò le labbra, non voleva cedere. Lui l’avrebbe
umiliata ancora. Le carezze però diventavano sempre più
intime, sempre più profonde, come a volerle toccare l’anima.
Il bisogno di lui era così intenso da farle quasi male.
“ Ti prego “ lo pregò di non abbattere le sue difese,
di non lasciarla indifesa. Sola con il suo amore.
“ Dimmelo “ le intimò in un dolce comando, o preghiera.
“ Spike “ gemette il suo nome ormai prossima alla resa.
“ Non avere paura amore. Non ti farò mai più del
male “ ansimò lui mentre spingeva i fianchi in avanti e
con dolcezza struggente la penetrava.
Buffy lanciò un piccolo grido di liberazione e capitolazione
e con fiato corto e spezzato sussurrò “ Ti amo Spike “
Un sorriso di amore, più che di trionfo, illuminò il viso
di lui, mentre affondava in lei completamente, bisognoso di perdersi
nel suo amore infinito.
La
luce lo infastidiva, avevano passato tutto il pomeriggio e la notte
a fare l’amore, ed era stato bellissimo, sembravano mai sazi l’uno
dell’altra. Adesso Spike di una cosa era certo, Buffy lo amava
ancora. Aveva solo paura di soffrire, ma lui l’avrebbe convinta
che non aveva nulla da temere, che questa volta lui l’avrebbe
sul serio resa felice. Allungò pigramente la mano per incontrare
il suo corpo caldo, ma le lenzuola erano fredde. Sollevò il busto
di scatto e si guardò intorno. Nell’animo un’inquietudine.
Si alzò ed indossato un paio di jeans scese di sotto. Si sentiva
male, prigioniero di un orribile dejà – vu. Arrivò
in fondo alle scale con il cuore in gola. Si guardò attorno lentamente,
questa volta nessun oggetto era stato danneggiato. Guardò in
cucina, tutto era in ordine, tutto era silenzio. Un silenzio agghiacciante,
per lui dopo averla tenuta un giorno tra le braccia. Forse avrebbe dovuto
parlarle di più, non avrebbe dovuto fare l’amore con lei
così disperatamente, selvaggiamente, ma lo voleva anche lei.
Si passò una mano tremante tra i capelli.
“ Buffy “ la chiamò senza speranza, l’espressione
sempre più disperata e desolata.
“ Buffy? “ Poi il suo sguardo fu attratto da un foglio bianco
sul tavolino. D’istinto lo prese tra le mani, sforzandosi di mettere
a fuoco quello che era scritto.
“ Mi dispiace Spike. Anche se ti amo, io non posso tornare con
te.
Non riesco a dimenticare.
Addio
Buffy “
Accartocciò il foglio in un gesto di rabbia, ma poi subito pentito
lo stiracchiò con le mani, mentre calde lacrime cominciavano
a scivolare sul suo viso pallido ed affilato.
Lei era ancora la sua Buffy e lo amava, ma non poteva perdonarlo. Se
avesse urlato, se l’avesse picchiato, avrebbe potuto difendersi,
lottare per il loro amore. Qualsiasi cosa, ma il suo silenzio, la sua
rassegnazione e ora questa frase carica di amore e dolore allo stesso
tempo, era qualcosa con cui non poteva combattere.
Si prese la testa tra le mani e violenti singhiozzi proruppero dalla
sua gola chiusa.
“ L’ho persa. Lei non tornerà da me “
“ Mi dispiace non abbia funzionato eppure era un buon piano. “
Disse Anya dispiaciuta.
“ E dire che anche la rossa qui era stata perfetta “ aggiunse
Cordelia, indicando Willow che le era seduta accanto. Tutte e tre sospirarono
con l’aria affranta, di chi ha fallito una missione.
“ E Wes come l’ha presa? “ domandò Willow alle
due.
“ Non vuole parlarmi, né vedermi. E soprattutto vuole che
stia alla larga da Buffy “
“ Io invece sono stata cancellata dall’agenda dei suoi clienti
come INDESIDERATA “
“ Oh mi spiace “
“ Eppure io non mi rassegno, deve esserci qualcosa che possiamo
ancora fare “ Anya sembrava la cocciutaggine fatta persona.
“ Ma sei pazza? Non li leggi i giornali? Hanno annunciato il loro
fidanzamento. E’ ufficiale, il che per uno come Wes vuol dire
nozze sicure. “
“ Si ho letto i giornali. Non sono mica analfabeta “
“ Come l’ha presa Spike? “
“ Diciamo non bene….” Willow assunse un’aria
preoccupata. “ Si è ubriacato ed ha distrutto la mobilia
per la seconda volta. “
“ Oh “
“ E del divorzio? “
“ Ha detto che non glielo concederà mai “
……Due giorni prima ufficio di Wes ….
“ Un momento Signore devo annunciarla “
La porta dell’ufficio di Wes si spalancò di colpo. Uno
Spike furibondo e pronto a fare a pugni entrò nella stanza come
un uragano.
“ Dov’è lei? “
“ Non è qui Spike, e comunque non vuole vederti “
“ Beh allora dille che non firmerò mai questi documenti,
se vuole il divorzio deve venire lei a chiedermelo, guardandomi in faccia
“
“ Spike, non ti sembra il caso di metterci una…”
Con voce alterata lo interruppe bruscamente
“ Un accidente. Lei è mia. Io non rinuncerò mai
a lei. Capito? “
“ Hai avuto la tua occasione Spike e l’hai buttata via.
Adesso mi prenderò cura io di lei “
“ Scordatelo, se provi a portarmela via….io ti ammazzo “
Lo sguardo tagliente e sicuro.
“ Mi dispiace, non sono io che te l’ho portata via. Hai
fatto tutto da solo “ Wes rimase immobile a fissarlo con aria
di sfida.
Spike lasciò cadere le braccia lungo i fianchi, colpito.
“ E’ vero. E’ tutta colpa mia, ma io l’amo e
non posso….non posso….senza di lei. Dio mio “. Cercando
di dominare le emozioni che stavano per travolgerlo, guardò ancora
una volta con rabbia e gelosia Wes e mormorò, “ Dille che
… non la lascerò mai andare via. Mai “.
Wes annuì con il capo e lo guardò uscire, l’espressione
pensosa e greve.
“
Mi dispiace amico, avrei tanto voluto che le cose tra te e Buffy si
fossero sistemate invece…” Oz era dispiaciuto. Vedere Spike
in quello stato pietoso lo faceva star male.
“ Io non posso pensare, non voglio credere che lei non tornerà
da me. “
“ Capisco “
“ Dio l’hai vista? È su tutti i dannati giornali.
Sempre appiccicata a quella fottuta checca “
“ Dai Wes non è così…” deglutì
a stento incontrando lo sguardo gelido di Spike. “ Volevo dire…si
è una dannata Checca “
“ E’ sempre bellissima non trovi? Forse ancora più
bella. Secondo te è felice? “ mormorò continuando
a fissare la foto che gli rimandava l’immagine sorridente della
coppia del momento.
“ Non lo so… “ rispose sincero Oz.
“ Io l’amo così tanto che mi fa male solo a pensarci.
Non voglio rinunciare a lei, ma…” socchiuse gli occhi concentrandosi
sul viso tanto amato.
“ Spike “
“ Sono un idiota. Solo un dannato idiota poteva perdere una donna
come lei, per cosa? Per qualcuno che non esisteva “
“ Già Fred….a quanto pare se la passa male. Il divorzio
è stato una guerra, e lei ha perso. Angel se l’è
cavata con poco. “
“ Non mi importa niente “
Il suono del campanello fece sobbalzare entrambi.
“ Un momento. Vado io e se è qualche scocciatore lo mando
via a calci nel sedere. “
L’amico andò ad aprire e rimase basito….Fred ancora
lei.
“ Salve piccoletto, c’è Spike? “ La voce sensuale
come sempre fece sobbalzare Spike. Scattò in piedi gli occhi
lampeggianti d’ira.
“ Cosa vuoi? “ le domandò trattenendo a stento la
furia che si era scatenata in lui.
“ Oh tesoro…non si tratta così la donna che si ama
“
“ Io non ti amo “ ribatté secco Spike.
“ Non è vero, sei solo confuso Baby. Ed ora Fred farà
ordine nella tua graziosa testolina “
Era vestita divinamente, incarnava la femminilità fatta donna.
Una tentazione per gli occhi e per i sensi.
“ Non sono mai stato più lucido di così “
“ Oh amore…” poi accorgendosi della fastidiosa presenza
di Oz, che la fissava con la bocca aperta, non nascondendo la sua libidine,
disse infastidita “ Possiamo parlare da soli? “
Spike guardò Oz “ Vai pure Oz. Andrà tutto bene
“
“ Sei sicuro? “ gli domandò continuando a fissare
la donna come fosse un pericolo.
“ Si sicuro “
Oz annuì con il capo ed uscì, dentro di se il presentimento
di altri guai in arrivo.
“ Oh avanti Spike, tu sai bene che mi ami. Hai forse dimenticato
la passione, il desiderio? E cosa abbiamo fatto proprio in questa casa
l’ultima volta? “
Spike serrò la mascella e strinse i pugni “ Sta zitta.
Non sai quanto vorrei dimenticare “
“ Ma amore…sono tornata per restare con te “ lo guardò
languidamente.
“ Ah…tesoro, mi dispiace darti una brutta notizia, ma io
non ti voglio con me. E’ finita tra noi, e ora mi chiedo cosa
mai abbia visto in te allora. Comunque sia è tutto finito, non
ti amo Fred. Io amo Buffy adesso “
“ Bugie. Tutte bugie “ Fred strinse i pugni, senza perdere
la sua avvenenza.
“ Sai mi sono sempre chiesto perché odiassi tanto tua sorella.
Allora ero accecato da…dal desiderio !” la guardò
con freddezza.
“ Adesso però vedo con chiarezza e so perché la
odi. Perché sei gelosa Fred, sei invidiosa di lei. Perché
lei è tutto ciò che tu vorresti essere e non sei e non
sarai mai “
Fred rimase pietrificata dinanzi a quella terribile verità mai
voluta vedere, sbattutale ora in pieno viso.
“ Taci “
“ Vattene Fred, non abbiamo più niente da dirci io e te.
Non abbiamo mai avuto nulla da dirci, abbiamo solo condiviso un letto,
per mia sfortuna “
“ Maledetto. Me la pagherai, e cara questa “
“ No. Tu sta attenta Fred, e se ti azzardi ancora a fare qualcosa
contro Buffy, te la farò pagare. “
Le labbra di Fred tremarono e si aprirono per dire qualcosa, ma quello
sguardo gelido e quell’espressione disgustata la fecero tacere.
Gli lanciò un ultimo sguardo rabbioso e poi uscì, come
una diva, sbattendosi la porta alle spalle. Fred non sarebbe mai cambiata,
ma adesso era per sempre dalla sua vita.
Tornò a sedersi ed a fissare quelle dannate carte. Amare vuol
dire…anche lasciar andare. Chi l’aveva detto doveva essere
proprio un idiota pensò e spinse via i documenti. Lui non aveva
nessuna intenzione di lasciar andare Buffy.
“ Deve firmare quelle carte. Ti prego Wes convincilo “ Buffy
lo pregava esasperata da quella situazione.
“ Amore, come vuoi che ci riesca? Se mi presento da lui è
capace di uccidermi “
“ Wes mi gira la testa. In questi giorni non sto molto bene. Sono
tesa ed agitata “
“ Forse è meglio che ti riposi Liza. “
“ Si forse è meglio “ si portò una mano alla
fronte, mentre la paura si faceva strada dentro di lei. Appena rimasta
sola nella stanza cominciò a misurarla a lunghi passi.
Si lasciò cadere sul letto in preda allo sconforto, doveva dirlo
a Wes. Non poteva nasconderglielo.
“ Non si fa avvicinare. Wes ha assunto delle guardie del corpo
che hanno il compito specifico di tenere Spike lontano da Buffy. “
Borbottò Willow.
“ Ogni volta che lo vede cambia strada. Alle feste lo ignora e
gli sta alla larga. Fa davvero pena guardare Spike che la fissa con
quello sguardo da cucciolo bastonato e lei che fa l’indifferente.
Ti giuro mi verrebbe voglia di … di….” Anya alzò
i pugni “ Ma poi penso a quello che lui ha fatto a lei…e
beh mi verrebbe voglia di dare un pugno a lui. Forse dovremmo picchiarli
entrambi. “
Xander la guardò perplesso e poi sorrise “ Sai, questa
forse non sarebbe una brutta idea. Sono due idioti “
“ Già. Anya questa volta ha ragione “ Willow e Cordelia
annuirono.
“ Allora è davvero finita. “
“ Temo di si, ormai i giornali parlano di matrimonio imminente.
Appena Buffy otterrà il divorzio Wes se la sposerà vedrai
“
“ A me dispiace per Drusilla “ disse tranquillamente Anya
sorseggiando il suo Frappé.
“ Cosa centra Drusilla? “ cascarono tutte dalle nuvole.
“ Eh? Come cosa centra non vi siete accorti che è innamorata
persa di Wes da anni? “
“ Cosaaaaaaaaaa “ Willow sputò il suo succo. “
Drusilla e Wes “una piccola vignetta apparve nella mente di Willow.
“ Beh…a pensarci bene “ Cordelia cominciò a
riflettere.
“ Non ha accolto bene Buffy e veramente ogniqualvolta una donna
si è avvicinata a Wes lei è diventata scorbutica e velenosa.
“
“ Ma che state dicendo se lo tratta da schifo e si arrabbia per
un nonnulla. L’ho sentita spesso dargli dell’idiota e ottuso.
Mi chiedo anzi perché Wes non l’abbia ancora licenziata
“
Tutte e tre si guardarono come improvvisamente consapevoli di qualcosa.
“ Si indubbiamente è innamorata e forse ….“
“ Anche lui lo è “ esultarono gioiose. “ Ma
allora…”
“ Un vero casino “ esclamarono sconsolate tornando a sorseggiare
le loro bibite.
Tre mesi dopo….
“ Adesso sono davvero sospettosa “ Anya si sedette ansiosa.
“ Sono passati tre mesi quasi e niente matrimonio. Anzi…niente
di niente. Niente più foto, niente più articoli. Cosa
sta succedendo? “
Willow e Cordelia si guardarono.
“ Già la cosa mi puzza. Prima si fanno fotografare ovunque
proclamando ai quattro venti che si sposeranno ed ora…neanche
una foto. Anzi mi chiedo dove sia finita Buffy, non la si vede più
in giro. Sparita “
“ Volatilizzata. Secondo voi l’ha uccisa? “ Willow
sembrò preoccupata.
“ Ma no. Wes è un cuore d’oro. Non le farebbe mai
del male. “
“ Però devi ammettere che questa cosa è strana.
Ho provato a chiamare a casa, ma la servitù dice sempre la stessa
cosa. < E’ a letto>, <Non può risponderle>.
Insomma c’è qualcosa sotto ne sono sicura “
“ Dobbiamo scoprire cos’è “
“ Già ma come? “ si domandarono e come ormai erano
solite fare tutti i giorni, presero il loro aperitivo.
“ E’ lei ferma dannazione “ Spike scese dalla macchina
ancora in corsa, come spiritato e si mise a correre lungo il marciapiede.
Era lei ne era sicuro ed era da sola, finalmente pensò.
Buffy era uscita da un negozio in centro e stava cercando un taxi per
tornare a casa.
Le arrivò alle spalle e subito l’odore dolce di lei l’avvolse
inebriandolo.
“ Buffy “ sussurrò tremando di emozione.
Buffy sobbalzò, un sudore freddo le bagnò il viso.
Alzò la mano disperata sperando che un taxi libero accostasse.
Lui le poggiò una mano sulla spalla, con gentilezza.
“ Buffy amore, ti prego guardami. Non voglio farti nulla, solo
guardarti “ la implorò.
Buffy si strinse nel cappotto e si voltò fingendo sdegno ed indifferenza.
“ Cosa vuoi ancora? “ cercò di assumere un’aria
seccata, ma sembrò piuttosto spaventata e abbattuta.
Spike la scrutò ad occhi socchiusi. Il viso era pallido e stanco.
“ Cosa c’è passerotto? Cosa ti hanno fatto? “
le disse con apprensione accigliandosi.
“ Niente, sto bene. Non sono mai stata meglio “ mentì
malamente.
“ Non è vero. Stai male, sembri….stanca e ammalata.
“
“ Sto bene ti dico “ si passò una mano tra i capelli
e lui si accorse che tremava.
“ Hai freddo? “ le domandò premuroso avvicinandosi.
Buffy fece un passo indietro.
Spike si fermò ferito da quel suo atteggiamento scostante.
“ Non mi perdonerai mai vero? “ le domandò amareggiato.
Buffy non rispose ma sollevò il mento in atteggiamento di sfida.
Il cuore le faceva male.
“ E va bene hai vinto tu amore. Farò tutto quello che vuoi.
Se vuoi che firmi il divorzio, firmerò. Voglio solo che tu sia
felice. Solo questo. “ quanto dovevano costargli quelle parole.
Buffy poteva leggerlo sul suo viso deluso e distrutto dal dolore.
“ Sp…” la voce le morì in gola. La paura, i
dubbi la bloccarono.
Spike aveva sollevato e l’aveva fissata con speranza nello sguardo,
speranza che si era subito dissolta dinanzi all’espressione tornata
dura e risoluta di lei.
“ Addio Spike “ un taxi si fermò davanti a lei e
Buffy scivolò dentro rapidamente ed ordinò all’autista
di partire.
Lui rimase lì in piedi sul marciapiede, lo sguardo che inseguiva
quell’auto gialla che si portava via il suo cuore infranto.
Oz non disse nulla, attese che Spike salisse in macchina e ripartì.
“ Non credi dovresti almeno dirglielo? “ Wes era preoccupato.
“ No. Non voglio “ Buffy sembrava decisa, irremovibile.
“ Sei davvero ostinata Liza, ma io non condivido questa tua scelta
“
“ Non vuoi più sposarmi Wes? Io capirei…” lo
guardò in attesa.
“ Oh Liza, sai benissimo che per me questo non cambia nulla. Io
… ti amo e …no non ho cambiato idea sulle nozze, ma non
voglio che la nostra vita matrimoniale cominci con una bugia “
si passò una mano sul viso.
Era terrorizzata all’idea che Spike lo venisse a sapere. Sarebbe
stata la fine, non l’avrebbe più lasciata in pace.
“ Tu non capisce, se lo viene a sapere, lui è capace di
qualsiasi cosa pur di …”
” Si lo so, ma ci sono io. Non gli permetterei di importunarti
“
“ Tu non capisci…” Buffy era esasperata.
“ No Liza forse sei tu che non vuoi ammettere le cose come stanno.
Tu hai paura di come reagiresti tu dinanzi alle sue pressioni. Hai paura
che questo costituisca un legame così forte tra voi da farti
ritornare sui tuoi passi “
“ Se pensi questo…perché allora vuoi che ci parli?
“
“ Perché è giusto così.” Wes sentì
una fitta al cuore mentre diceva queste parole, ma non poteva fare altrimenti.
Lui era un uomo leale e non avrebbe mai approfittato così meschinamente
della situazione.
“ Ti prego Wes. Ti scongiuro aiutami. Non mi lasciare “
Buffy lo strinse forte, aveva bisogno di lui. Era la sua oasi di pace
e sicurezza nel mondo.
“ Oh Liza…io sono la tua ancora, ma anche la tua catena.
“ mormorò rattristandosi. “ E va bene Liza ti aiuterò
“ disse con voce sottile, accarezzandole la nuca.
“ Oh grazie, Wes. Grazie “ gemette lei tra i singhiozzi.
“ Adesso va a riposare. Penserò a tutto io “ nella
voce una nota di sconforto. Buffy gli porse le labbra e lui le baciò
con dolcezza e amore, poi la lasciò andare.
Prese il telefono e fece una chiamata.
“ Ciao…sono Wesley. Ho un lavoro per te. “
Era
una giornata invernale, fredda e piovosa. Spike se ne stava seduto sul
davanzale dell’immensa vetrata nel soggiorno, a fissare il mare.
Buffy gli mancava terribilmente, aveva firmato le carte e gliele aveva
fatte avere, ed ora attendeva, la notizia del suo matrimonio. come un
condannato a morte.
Sentì il campanello suonare, ma non voleva vedere nessuno, era
così stanco di tutto e di tutti. Il suono continuava insistente.
Sbuffando si voltò e urlò “ Avanti è aperto
“
La porta si aprì e Jenny entrò in casa con aria agitata.
“ William non hai sentito che bussavo? “ gli occhi si fecero
grandi e tristi nel vedere l’espressione disperata ed infelice
di suo figlio.
“ Oh William, devi andare avanti figlio mio. “
“ Ah, andare avanti “ replicò con sarcasmo nella
voce.
Jenny si avvicinò e gli passò una mano sulla guancia,
bagnata. Aveva pianto, e pensare che il suo William non piangeva mai
prima.
Si udì una frenata brusca di una vettura e voci concitate giunsero
dal giardino.
Rumore sulla ghiaia e poi forti colpi alla porta. Spike roteò
gli occhi, non volevano proprio lasciarlo andare. Poi un sospetto si
insinuò in lui. Che fossero venuti a dargli la notizia che più
temeva? Un brivido lo fece fremere.
“ A..van…ti “ mormorò pallido.
“ Spike finalmente “ Oz entrò di corsa.
“ Il telefono è fuori posto. Sono ore che cerchiamo di
contattarti “ sbottò Anya prendendo la cornetta e rimettendola
con violenza al suo posto.
“ Oddio Spike è successa una cosa….” Willow
sembrava nervosissima, prossima al collasso.
“ Già incredibile, ancora non ci credo “ continuò
Cordelia.
Spike non riusciva a seguire quello che dicevano, parlavano tutti insieme
concitatamente.
“ Oggi stavo seduta tranquillamente in soggiorno in attesa che
arrivassero loro e improvvisamente mi ha telefonato Cordelia, sembrava
sconvolta “
“Io ero dal parrucchiere a farmi la messa in piega quando ho ricevuto
la chiamata di Drusilla “
“ Oddio per poco non ho fatto venire un infarto al mio Alex. Ho
urlato così forte che si sarà sentito per tutto l’isolato
“
“ Comunque io ero in macchina diretta a casa di Anya “ intervenne
Willow. “ Ero così abbattuta, così a terra “
“ Già anche noi lo eravamo, comunque dicevo. Mi chiama
Drusilla, la voce seria, professionale. Sai da comunicato stampa “
“ Ho sporcato il mio divano nuovo con il tè, mi sono agitata
tanto per la chiamata di Cordelia che ho rovesciato la teiera colma,
sul tavolino. Il tè è schizzato ovunque “
Spike guardò Oz sconcertato e frastornato, in cerca di aiuto.
Jenny si portò le mani alle tempie cercando di far ordine in
quella baraonda, mentre Xander si era seduto comodamente sul divano
e sgranocchiava noccioline.
“ Oh insomma. “ Borbottò alla fine “ Buffy
è incinta “
“ Cosaaaaaaaaaaaaaa “ urlò Spike.
Le tre ragazze lo fissarono arrabbiate “ Beh non lo avevi capito?
Sono tre ore che te lo stiamo dicendo “
“ E’ incinta? “ il suo sguardo si fece ancora più
disperato mentre si lasciava andare sul davanzale annientato dalla notizia.
Oz comprese immediatamente l’equivoco e prima che il casino riprendesse,
subito aggiunse “ Da tre mesi. E’ tuo Spike “
Spike sollevò il capo di scatto e lo fissò incredulo.
“ E’ mio? Sicuro? “ volle accertarsi prima di abbandonarsi
alla gioia più assoluta.
Tutti annuirono. “ Allora….c’è qualcosa che
non ci hai detto del giorno del rapimento….” Le tre donne
gli mossero una velata accusa.
“ Ci avevi detto solo che avevi fallito….” Lo sguardo
si fece inquisitorio.
“ A quanto pare non è stato un totale fallimento. “
Spike arrossì lievemente e poi un timido sorriso si affacciò
sul suo viso ancora pallido, al ricordo di quel giorno.
“ Ma che ci fai ancora qui? Corri da lei no? Immagina come sarà
spaventata, e angosciata “ Jenny lo incitò a muoversi.
“ Non mi permetterà di avvicinarla “ mormorò.
“ Vai da lei. Drusilla mi ha detto di dirti così “
Spike guardò Cordelia perplesso “ Perché Drusilla
dovrebbe…”
“ Amore. L’amore sempre l’amore “ sospirò
Willow.
“ Poche domande Spike. Vuoi o non vuoi riprenderti Buffy? “
gli domandò la madre seria.
“ Più di ogni altra cosa al mondo.”
“ Allora…” gli porse le chiavi della macchina e Spike
era già saltato su e partito a tavoletta.
Arrivò
alla villa fuori città dove Buffy si era rifugiata per stare
lontana da giornalisti e fotografi. Uscì dalla macchina incurante
dell pioggia battente e suonò il citofono accanto al cancello.
“ Si “ la voce gentile del maggiordomo venne fuori dall’apparecchio
metallico.
“ Sono Spike Giles…devo vedere la Signora Buffy “
“ Oh…attenda un momento prego “
L’attesa sembrò durare secoli. Spazientito e incurante
dei rischi, con audacia scavalcò il cancello, l’allarme
stranamente non suonò, forse non era in funzione, si disse Spike
mentre correva a perdifiato verso la villa. Verso di lei.
Arrivato al portico prese un lungo respiro e cominciò a battare
i pugni con foga contro il massiccio portone di legno.
“ Aprite. Devo parlare con Buffy. Aprite “ urlava fuori
di se dalla gioia e dall’ansia di riabbracciarla. Di tenerla nuovamente
tra le sue braccia.
Buffy si affacciò dalla stanza, il volto pallidissimo e l’espressione
spaventata. “ Lo sa. Lo sa “ mormorava torcendosi le mani.
Wes l’abbracciò con tenerezza.
“ Liza sta calma. Non temere “
“ Non farlo entrare Wes. Lui….mi porterà via. Ti
prego Wes “
Lo implorava, mentre una strana sensazione languida le saliva dal ventre.
“ Non ti preoccupare di nulla Buffy. Aspettami qui “. Le
accarezzò il viso e così dicendo scese di sotto.
Buffy strinse i pugni e si sedette in attesa, sul piccolo divano nel
vano della finestra che si trovava tra una rampa di scale e l’altra
che portava al primo piano dell’abitazione.
Improvvisamente tutto fu silenzio. Buffy cominciò a rilassarsi,
Wes l’aveva mandato via. In qualche modo era riuscito a convincerlo.
Un pò delusa chiuse un attimo gli occhi e sospirò per
calmarsi. Nell’istante in cui li riarì fu attraversata
da una vampata di calore intenso.
“ Perché lo hai fatto? “ la voce impersonale, leggermente
più bassa del solito, distrasse Wes dai suoi pensieri.
“ Cosa vuoi che ti dica? “ scrollò le spalle, versandosi
da bere e sedendosi sulla poltrona nel suo studio.
“ La verità “ lo guardò dritto negli occhi.
“ Se avessi avuto una sola chance di renderla felice, non avrei
mai rinunciato a lei, ma per chi sa quale ragione Liza “ un sorriso
dolce increspò le sue labbra “ Buffy “ si corresse
“ Ama lui, e solo con lui potrà essere felice. Se dovesse
farla soffrire ancora una volta però….” Lasciò
in sospeso la frase, quando i suoi occhi incontrarono quelli violetti
di Drusilla. Intensi e addolorati? Si chiese.
“ Drusilla…ti andrebbe di cenare con me questa sera? So
che non è molto…professionale, ma non mi va di restare
solo “
Drusilla si illuminò a quelle parole e prontamente con una voce
dolce e premurosa che Wes non le conosceva acconsentì.
“ Si certo, mi farebbe piacere Wes “
Le sorrise dolcemente, una speranza e na nuova emozione negli occhi.
Lui
era lì immobile ai piedi della scala e la fissava, aveva quello
sguardo…da predatore che lei conosceva bene, e che non prometteva
nulla di buono per lei.
Si agitò guardandosi intorno in cerca di Wes. Lui posò
la mano sulla ringhiera della scala e cominciò a salire lentamente.
“ Fermati. Non ti avvicinare a me. Chiamo aiuto. Wes ti farà
sbattere fuori “ balbettò rannicchiandosi contro la spalliera
del divanetto.
“ Buffy “ la chiamò lui con voce roca, facendola
rabbrividire.
“ Va via. “ Ansimò spaventata.
“ Buffy…c’è qualcosa che vorresti dirmi “
la invitò a parlare.
Lei impallidì ancora di più se possibile.
“ No. Non ho niente da dirti. Niente “ urlò esasperata,
mentre lui non accennava a fermarsi.
“ Wes…wes….” Lo chiamò ma Wes non rispose.
Possibile che lui l’avesse tradita? Che le avesse mentito? Un
senso di vuoto e di cieco terrore l’assalì, accompagnato
da qualcosa di più profondo, di più violento e infinitamente
dolce.
“ Ti prego, va via. Mi fai paura “
A quelle parole Spike si accigliò “ E perché ti
faccio paura Buffy? “ le domandò.
“ Perché…perché...” non sapeva cosa
dire, cosa fare. Aveva troppa paura di se stessa e delle sensazioni
che provava in quel momento, mentre lui la fissava spietatamente, senza
lasciarle dubbi sulle sue intenzioni.
“ Perché….”
“ Vattene, non lo capisci che non ti voglio più “
arrossì nello stesso istante in cui vide lui sollevare il sopracciglio
e sorridere scettico.
“ Non ti credo. Dimostramelo “ la sfidò continuando
ad avanzare minacciosamente verso di lei.
“ Io non ti devo dimostrare nulla…voglio solo che te ne
vada “
Cercò di mostrarsi decisa, ma dentro di lei si sentiva mancare.
Dove era finito tutto il coraggio? Tutto il suo self control? Pensava
di essere cresciuta, di essere diventata più dura, più
forte, invece…era sempre la stessa piccola sciocca che arrossiva
quando lui la guardava, che tremava ad ogni sua parola. Dio quanto lo
odiava per avere questo potere su di lei.
“ Tu mi ami ancora. Tu mi desideri ancora. Posso leggertelo sul
viso Buffy. A me non puoi mantire, non ti puoi nascondere. Io ti vedo
Buffy, io vedo la tua anima “
Buffy sentì un brivido caldo avvolgerla, ogni sua parola la travolgeva
lasciandola priva di forza e di volontà.
Aveva salito l’ultimo scalino ormai solo pochi metri li separavano
e negli occhi di lui vi era eccitazione e desiderio bollente, che la
faceva sentire debole.
“ Per favore “ mormorò alzandosi in piedi e guardando
nella direzione nella sua stanza con l’intenzione di correre e
chiudersi dentro, quando lui la freddò dicendole:
“ Non ci pensare nemmeno amore. “
Torno a guardarlo e lui era vicinissimo. Le gambe le tremarono e indietreggiò
istintivamente, spalancando gli occhi.
“ Tu, tornerai a casa con me questa sera. Che lo voglia o no.
“
“ Non puoi costringermi “ replicò con rabbia, stringendo
i pugni.
“ Ma io non ho nessuna intenzione di costringerti amore…”
piegò il capo da un lato e il suo sorriso malizioso illuminò
sinistramente il suo volto. Buffy sentì il cuore accelerare paurosamente
e il fiato diventare corto e pesante.
“ Non voglio “ gemette sobbalzando quando le sue gambe urtarono
il divanetto dietro di lei. Non aveva scampo, era in trappola.
“ Vorrai vedrai, ti convincerò “ Le fece l’occhiolino
e il suo sguardo divenne ancora più intenso e profondo.
“ Buffy ti voglio “ gemette lui e lei sentì il calore
diventare insostenibile. Il cuore le sembrava impazzito, lo voleva.
Dio lei lo voleva ancora e questo la terrorizzava oltre ogni ragione.
Perché sapeva che se solo lui l’avesse toccata avrebbe
ceduto, sarebbe stata di nuovo sua.
La
vecchia Buffy rispuntò fuori con tutte le sue paure ed insicurezze,
presa dal quel terrore che da le vertigini ed è solitamente preludio
alla follia. Buffy corse a rannicchiarsi in un angolo con le gambe raccolte
ed il capo affondato tra le braccia.
“ Vattene, vattene, vattene “ urlava.
Spike la rincorse e le si accovacciò vicino, le gocce che cadevano
dai suoi capelli fradici bagnavano il tappeto.
“ Amore non piangere ti prego, non voglio farti del male te lo
giuro. Voglio solo amarti “
Cercò di stringerla ma lei si dibatté come una furia.
“ Perché. Perché hai fatto una cosa del genere?
Con Fred! Tu sapevi che cosa mi aveva fatto. Tu sapevi cosa io avessi
passato a causa sua. Perché? “ Con violenza gli batteva
i pugni contro il petto, senza sosta. Buffy stava piangendo. Spike rimase
immobile, continuando a stringerla a se, senza fermarla.
“ Sono stato uno stupido, ecco perché e non mi pentirò
mai abbastanza per averti fatto soffrire passerotto. Ma ti amo, e non
posso fare a meno di te “
“ Non voglio sentire, non voglio ascoltarti “ Si portò
le mani alle orecchie, scuotendo il capo, ormai incapace di nascondere
tutto il dolore che aveva provato a causa sua.
“ Il nostro bambino Buffy pensa al nostro bambino “
“ Mio! Lui è il mio bambino. “ gli urlò con
rabbia.
“ Non vuoi almeno provare amore? Non vuoi darmi una seconda possibilità?
“
Buffy lo fissò con furia cieca ed urlò con quanto fiato
aveva in gola.
“ No! Voglio che tu sparisca dalla mia vita “
Spike si sentì stringere il cuore. L’amava così
tanto e l’aveva ferita. Abbassò il capo, sfiorandole la
nuca con la fronte.
“ Mi dispiace, quanto male ti ho fatto amore. Quanto! Non potrò
mai perdonarmi per questo. “ Le sue braccia ricaddero lungo i
fianchi e lentamente si alzò in piedi.
“ Ti amo Buffy più di qualsiasi cosa al mondo, questo voglio
tu lo sappia, ma non voglio più farti piangere. Non voglio più
farti del male. “ con il cuore a pezzi e l’anima ferita
Spike si voltò e tornò verso le scale lentamente cominciò
a discenderle. Buffy sollevò il capo e vide la chioma bionda
sparire oltre il pianerottolo. Il suo cuore si strinse in una morsa
di dolore bruciante.
Andava via, la lasciava. Non sarebbe più tornato. Mille pensieri
l’assalirono, mille paure, dubbi e angosce, ma in tutto questo
caos l’unica cosa che sapeva è di cui era certa era Spike.
Aveva visto il meglio ed il peggio di lui e lo amava, era l’unico
per lei.
Si alzò in piedi di scatto e senza pensarci a piedi nudi gli
corse dietro per le scale.
Spike aveva la mano sulla maniglia della porta e la stava aprendo. Quando
si sentì stringere da due mani piccole e morbide. Il battito
del suo cuore si fermò all’istante, mentre lui si diceva
che stava sognando, che doveva essere un sogno.
Buffy lo strinse da dietro e schiacciò il viso contro la sua
schiena.
“ Spike….ti amo…non lasciarmi “ mormorò
piangendo.
Spike sollevò il capo e chiuse un momento gli occhi, voleva far
durare più a lungo che poteva quell’istante perfetto. Poi
lentamente si voltò a guardarla.
“ Buffy? “ la chiamò ancora incredulo.
“ Ti prego, io…io non posso stare senza di te. Ci ho provato
tanto ma non ci riesco, non ci riesco “ gli urlò quasi
rabbiosamente mentre serrava i pugni e si aggrappava al bavero del suo
spolverino. Gli occhi immensi lo fissavano disperati.
“ Amore. “ le accarezzò il viso, inclinando il capo.
“ Oh amore “ e incapace di resistere oltre la strinse a
se e la baciò con passione crescente.
“ Portami a casa Spike “ sussurrò piano, mentre lui
le asciugava le lacrime dal viso. Buffy non piangeva più.
“ Si amore, torniamo a casa. “ si sfilò con gesto
aggraziato lo spolverino e glielo mise sulle spalle, sorridendole appena,
quasi timoroso di ferirla, lei ricambiò il sorriso.
“ Apri quel dannato cancello “ intimò al maggiordomo
che era in piedi davanti alla soglia della cucina, muto e silenzioso.
La sollevò tra le braccia e stringendosela al petto corse verso
la macchina.
La
macchina si fermò dinanzi alla loro casa, la pioggia aveva smesso
di cadere, e le nuvole erano state spazzate via da una brezza proveniente
dal mare. In cielo splendeva una grande e pallida Luna, il mare calmo
si colorava dei riflessi dei suoi raggi argentati.
“ Siamo arrivati amore “
Buffy avvolta nel suo spolverino si era rannicchiata sul sedile, accanto
a lui e gli stringeva con le mani un braccio, poggiando la testa sulla
sua spalle. Sollevò il capo e lo fissò intensamente.
Lui sorrise e scese dalla vettura, fece il giro ed andò ad aprire
lo sportello di lei.
“ Vieni passerotto “ la sollevò tra le braccia e
baciandole la fronte la condusse in casa.
accese la luce con il gomito, mentre Buffy continuava a stringersi a
lui.
“ Eccoci a casa piccola “ la guardò con tenerezza.
“ E’ proprio come l’ho lasciata io. L’altra
volta mi ha davvero…” esitò prima di continuare,
ricordando quello che era accaduto sulla scala, quel giorno. “
Colpita “
“ Ci contavo a dire la verità “ sogghignò
lui, ormai sereno.
“ Vai a cambiarti e ad asciugarti mentre io…”
Spike spalancò gli occhi come se lei stesse dicendo assurdità.
“ Cosa? No amore...adesso io e te andiamo a letto, dopo penseremo
al resto “
“ Ma…”
Buffy stava per protestare ma Spike la fece tacere con un bacio avido.
“ St….ti voglio amore. Se non entro in te prima di subito,
credo che morirò “
Buffy arrossì a quella confessione sfacciata, ma sorrise.
A passo rapido la portò di sopra, la stanza era illuminata dalla
Luna.
“ Non accendere la luce “ gli chiese Buffy stringendosi
a lui.
“ Tutto quello che vuoi amore “
Le sfilò lo spolverino e la camicia da notte, restò ad
ammirarla in silenzio, con sguardo colmo di desiderio ed amore.
Era splendida illuminata solo dalla fredda luce Lunare.
“ Dio quanto mi sei mancata amore. Il tuo corpo così caldo,
così morbido. “ Fece scivolare le mani lungo i fianchi,
risalendo lungo le braccia, accarezzando la gola e poi scivolando sui
seni già tesi. Li prese a coppa e cominciò a massaggiarli
mentre lei chiudeva gli occhi e rovesciava il capo all’indietro,
avvolta da un turbinio di sensazioni.
“ Spo…glia…ti anche tu “ mormorò lei
eccitata ed imbarazzata.
Spike le sorrise, adorava il suo pudore. Allontanò le mani e
rapidamente si spogliò degli abiti fradici e rimase anch’egli
nudo davanti a lei.
Buffy si avvicinò e gli posò le mani sulle spalle, accarezzandole.
“ Mi sei mancato tanto “ gli sussurrò facendo scivolare
le dita attraverso i capelli bagnati di lui.
“ Sei tutto bagnato amore “ gli disse sorridente.
Spike se la premette contro e muovendo leggermente il bacino, fece scorrere
il suo membro sulla femminilità di lei, che gemette.
Poi infilò una mano tra le sue cosce tremanti e l’accarezzò
sorridendo trionfante.
“ Anche tu sei tutta bagnata amore “ sorrise trionfante.
Le carezze si fecero più profonde e i suoi gemiti prolungati.
“ Ti prego Spike “ li supplicò socchiudendo gli occhi.
“ Mi piace quando mi preghi amore “ ridacchiò lui,
sfiorandole il collo con teneri baci.
Lei gemette più forte e Spike l’accontentò. La sollevò
tra le braccia e la distese sul letto.
“ Mi vuoi amore? “ le chiese, spingendola sotto di se ed
avvolgendola nel suo caldo abbraccio.
“ Si, ti voglio adesso Spike “ la voce roca e spezzata dal
bisogno di lui. “ Ti voglio così tanto “
Spike sentì un brivido di piacere attraversarlo. Come era bello
sentirsi desiderato, amato. Quanto gli era mancato quello sguardo sognante
e bisognoso di amore e calore.
“ Dillo ancora. Dillo ancora Buffy “
“ Ti voglio Spike. Mi sei mancato così tanto. Ho bisogno
di te “
Distolse gli occhi da lui, il suo sguardo era troppo intenso, non riusciva
a sostenerlo.
“ No guardami amore, guardami. Sei così bella e se mia.
Dio come sono felice che tu sia tornata da me. Ti amo così tanto
“ la strinse come non temesse che potesse svanire da un momento
all’altro.
“ Non mi lascerai più vero? “
“ No mai più “ gli rispose stringendolo a sua volta.
“ Lo prometti? “
“ Lo prometto, ma tu….”
Lui la interruppe prima che lei potesse finire .
“ No, non ti tradirò mai più amore. Mai te lo giuro
“
Lei lo fissò per un momento, studiandolo. I suoi occhi erano
lucidi, non mentiva, era sincero. Sorrise e sollevando il capo verso
di lui, lo baciò con ardore.
Spike si sollevò leggermente e si insinuò tra le gambe
di lei, allargandogliele. Con dolcezza e decisione si abbassò
su di lei e la penetrò. Buffy gemette nella sua bocca approfondendo
il bacio. Spike cominciò a muoversi lentamente, godendo di quella
ritrovata intimità.
Istintivamente
gli avvolse le gambe intorno ai fianchi, per prenderlo più a
fondo. Spike gemette accelerando il ritmo.
“ Sei così stretta, così….calda….mi
farai morire “ i movimenti del bacino erano diventati scomposti
e sempre più violenti. Le unghia di Buffy lo graffiarono, ma
lui non smise di muoversi e di spingere sempre più rapidamente
e profondamente in lei. Stavano raggiungendo rapidamente l’apice,
non staccavano gli occhi l’uno dall’altra, vogliosi di osservare
reciprocamente il loro viso contorto dal piacere.
La prima ad essere travolta fu Buffy che spalancò gli occhi ed
urlò, immediatamente lui la seguì gemendo più forte
e stringendo con le mani le lenzuola. Furono travolti da un’ondata
di passione che li fece sussultare e gemere ininterrottamente, mentre
le spinte di lui si facevano più lente e prolungate. Un’ultimo
affondo profondo e Spike si riversò in lei chiudendo gli occhi.
“ Dio è magnifico stare dentro di te “ le sussurrò
con voce spezzata dall’eccitazione ancora alta.
Rimasero immobili stretti nel loro tumultuoso abbraccio, cercando di
recuperare il respiro. Poi lui si sollevò lentamente da lei e
si stese al suo fianco, il corpo imperlato di sudore.
“ Vieni qui “ le disse attirandola su di se “ Abbracciami
“ le domandò e Buffy si accoccolò sul suo fianco
e si strinse a lui, tenendolo stretto.
“ Così? “ domandò sorridente.
“ Più forte “
“ Così? “ gli disse stringendolo forte a se.
“ Si “ sospirò lui poggiando il capo sulla nuca di
lei dopo averla baciata teneramente.
Lentamente scivolò nel sonno….
Fred era di lì davanti a lei e sorrideva, beffarda e malvagia
come sempre. Spike era dietro di lei, l’abbracciava e la teneva
stretta a se. Anche lui rideva di lei. Buffy si sentì morire,
mentre un forte senso di nausea la soffocava. Calde lacrime tornarono
ad inumidirle gli occhi.
Una mano gentile le accarezzava il viso e le sussurrava parole d’amore.
Lentamente riaprì gli occhi e vide il viso tanto amato, chino
su di lei che le sorrideva.
“ Era solo un incubo amore. Ci sono io con te, non devi aver paura
“
Buffy si strinse ancora di più a lui e gli baciò il petto.
Sollevò il capo e tornò a guardarlo con amore.
“ Non dormivi? Sembri stanco “
Spike sorrise a metà “ Non dormivo “ confessò,
strofinando la guancia contro quella di lei.
“ Perché? “ gli domandò preoccupata.
“ Perché avevo paura che se mi fossi addormentato…al
risveglio non ti avrei più trovata. E se questo accadesse ancora…io
non credo riuscirei a sopportarlo “
Buffy rimase un attimo in silenzio, toccata da quella sua paura di perderla,
poi gli diede un bacio sulla guancia e lo strinse.
“ Dormi amore, veglierò io su di te e domani quando ti
sveglierai mi troverai ancora qui, tra le tue braccia “
“ Non ti alzerai? Non mi lascerai solo? “ le domandò
ancora timoroso.
Lei annuì con il capo e sorrise. “ Resterò qui,
proprio nella posizione in cui mi vedi adesso “
Lui sorrise e chiuse gli occhi “ Buffy “ sussurrò
con voce assonnata.
“ Mmmm “ rispose anche lei in dormiveglia.
“ Non devi più avere paura e fare brutti sogni. Sei tu
la donna che voglio, nessun altra.”
Buffy sorrise soddisfatta ed entrambi scivolarono in dolci sogni, fatti
di Gioia, serenità e amore.
Epilogo….
14 mesi dopo…..
“ Chi l’avrebbe mai detto…..Cordelia! “ esclamò
Buffy stupita.
“ Già. Quando l’ho saputo per poco non mi prendeva
un colpo “ Anya addentò una meringa voracemente.
“ Ma quando…come…perché??? “ domandò
Willow sempre più confusa.
“ L’ha incontrato ad un party, due settimane dopo che aveva
lasciato la moglie. Lui si è avvicinato per chiedere tue notizie…ed
una cosa tira l’altra….si sono sposati e sono partiti per
un lungo viaggio di nozze. “
Le tre donne si guardarano sconcertate. “ Chi l’avrebbe
detto “ ripeté Anya.
“ Wes invece … è una tragedia “ esclamò
esasperata Willow.
“ Credo che alla fine Drusilla lo ucciderà “
“ Ancora non gliel’ha detto? “ domandò Buffy
stupita.
“ Ah, ah “ negò Anya. “ Siamo ancora in fase….che
fai stasera? Che ne dici di prendere qualcosa insieme? “
“ Beh…anche io lo ucciderei se fossi al posto di Drusilla
“borbottò Willow.
“ Oz gli è andato a parlare proprio oggi. Spero riesca
a mettergli un po’ di sale nella zucca “
“ E voi…? “
“ Beh Xander è Xander “ scrollò le spalle
la bionda “ A volte mi chiedo cosa ci abbia trovato di tanto speciale
in lui…boh vallo a capire il mio cuore pazzo “
“ Io e Oz come deciso, ci sposiamo tra due mesi, ormia è
quasi tutto pronto. E come avevamo detto…voi sarete le mie damigelle
d’onore. Sperando…che anche Cordelia ritorni in tempo “
“ Cordelia già, chi l’avrebbe mai detto…con
Angel O’Brien “
“ E Fred che fine ha fatto? “ Willow era curiosa.
“ Non lo sai? “ esclamò Anya indignata per l’ignoranza
dell’amica.
“ Si è risposata “
“ Oh davvero? “
“ Si….con Holland “ ridacchiò sadicamente.
“ H O L L A N D “ Willow era sbigottita.
“ Già mi ha mandato un biglietto di partecipazione…”
Buffy aveva la voce triste, non aveva ancora dimenticato quello che
lei le aveva fatto.
“ L’altro giorno era con una bionda davanti al Regent. “
“ Beh … non fa mistero delle sue innumerevoli avventure.
“
“ Come fa lei a tollerarlo? “ Buffy era amareggiata, in
fondo era pur sempre sua sorella.
“ Lei ha bisogno di lui per i soldi e lui ha bisogno di lei come
donna immagine. Anche se ho sentito dire che non disdegna il suo letto.
Da pettegolezzi di servitù ho saputo che un giorno lei si è
ribellata ed hanno litigato, sai quando si faceva vedere con quella
rossa tutta curve. Bene lui ha urlato cose vergognose…che se non
si infilava nel letto e non apriva le gambe l’avrebbe sbattuta
per strada a fare la puttana. Sembra che lei si sia messa a piangere
e poi la porta sia stata chiusa. “
“ Beh ognuno ha quello che si merita, anche se mi fa un po’
di pena … “
“ Beh potrebbe lasciarlo… se non fosse così avida
“
“ Adesso basta vi prego “ Buffy si era rattristata improvvisamente
a sentire quei discorsi.
“ Ehi che succede qui…passerotto cosa c’è?
Ti senti male? “ Spike era apparso improvvisamente alle spalle
di Buffy, in braccio cullava la piccola Anne.
“ Oh…chi ha fatto la bua alla mamma? Lo puniremo vero dolcezza?”
faceva buffe smorfie alla bimba sorridente.
“ Nessuno Amore, sono solo un po’ stanca “ si lasciò
andare sullo schienale.
“ Devi riposarti amore, lo sai…nelle tue condizioni…
“ con gesto pieno d’amore passò la mano sul suo ventre
rotondo, mentre continuava a coccolare la piccola.
“ Tra te e mamma, la state viziando “ sospirò rassegnata
Buffy.
Lui le fece l’occhiolino e le diede un bacio. Buffy sorrise, era
così protettivo nei suoi confronti.
“ Ci avete dato dentro eh…peggio dei ricci “ li interruppe
Anya.
“ Conigli vorrai dire “ la corresse Willow.
“ NOOOOOOOOOOO “ Anya la guardò torvamente “
Non nominare quegli esseri pelosi, e per tua informazione anche i ricci
si danno da fare “ sbuffò.
“ Ma che dite …. Noi non siamo come i ricci “ Buffy
arrossì.
“ Io direi peggio dei ricci “ sollevò il sopracciglio
Spike divertito.
“ Non è vero. “ Buffy cominciava a spazientirsi.
“ E’ capitato in un momento fertile “ disse fiera
di se.
“ Mmmm … “ Spike si passò la mano sotto il
mento “ Vediamo…quando è stato…la volta sul
tavolo della cucina? O quella, anzi pardon quelle in bagno? Magari sulla
scala? “
“ Sulla scala? “ spalancò gli occhi Anya guardando
Buffy sconvolta.
“ O magari quando l’abbiamo fatto sulla spiaggia o sul terrazzo
“
“ Incredibile “ borbottò Willow.
“ Oppure quelle sere in macchina, quando non riuscivamo a trattenerci
sino a casa …”
“ Smettila “ ringhiò lei. “ Sta scherzando
“ arrossì lei.
“ Anche se io sono convinto che sia stato quando siamo andati
al party di Wes…nell’ascens..”
“ Basta “ l’ammonì lei lanciando fiamme dagli
occhi.
“ L’ascensore di Wes. OHHHHH VERGOGNA BUFFY “ ridacchiò
Anya.
“ Tu l’hai fatto in un posto pubblico? Oh mio Dio “
Willow era letteralmente sconvolta.
“ E’ colpa sua “ puntò l’indice lei.
Mentre prendeva tra le braccia la piccola Anne.
Anya e Willow la guardarono scettiche.
“ Lui indossa cose sempre così sexy che io …. Io….”
il rossore sulle guance divenne intenso.
“ Sono irresistibile amore, confessa “
“ Stupido “ gli diede un gomitata allontanandolo dal suo
collo, dove stava depositando piccoli baci tentatori.
“ Non si dicono le bugie amore. Ragazze …Credo sia ora di
andare“ disse Spike con voce seria.
“ Perché ci stiamo divertendo “ Willow protestò.
“ Andiamo Willow “ la riprese Anya, tirandola in piedi.
“ Dai restiamo un altro po’ “ pregò la rossa.
“ Non credo la mia signora resisterà ancora a lungo e a
meno che voi non vogliate assistere ad un….” Nostro momento
di fertilità “ vi consiglio di andare “
“ Che? “ Willow sembrava confusa.
“ Willow….è il momento del multiorgasmo, andiamo
muoviti “
Willow arrossì e seguì l’amica imbarazzata.
“ Ciao a presto Buffy e ….buoni orgasmi “
“ Anya “ dissero in coro Buffy e Willow.
“ Beh che ho detto? E’ la verità “ Anya scrollò
le spalle e si diresse alla macchina con Willow.
La macchina sgommò e partì a tutta velocità.
“ Allora mia signora…abbiamo un momento di fertilità
adesso? “
“ No! “ mise il broncio lei.
“ No? “ la sua mano scivolò tra le cosce di lei,
sollevando il vestito.
“ Sicura? “ mormorò accarezzandola con dolcezza tra
le gambe.
“ S….i “ sospirò lei ormai bagnata ed eccitata.
“ Io direi che invece siamo proprio nel bel mezzo di uno dei nostri
momenti “
“ Smettila “ lo implorò cercando di allontanare la
mano.
“ Tu non vuoi che smetta amore, tu vuoi di più non è
vero? “
Due dita scivolarono in lei e Buffy gemette. Il respiro sempre più
affannoso e corto.
“ Dicevi passerotto? “
“ Sei…sei…un demonio “ sibilò inarcandosi
contro la sua mano, inondandola dei suoi umori.
“ Si….e tu sei la mia donna Buffy? “
Ormai incapace di opporsi al piacere intenso che lui le dava, Buffy
urlò il suo orgasmo con violenza.
“ Si, sono tua. Ti prego, ti prego adesso prendimi “
Spike sorrise…” Questa è la mia ragazza “ ridacchiò
e senza pensarci due volte la sollevò tra le braccia, mentre
lei stringeva a se sua figlia e la portò di sopra.
La guardò depositare Anne nella sua culla e subito le fu addosso,
irruento, passionale, violento e caldo come sempre.
“ Non resisto più amore, vieni qui “ con bramosia
le sfilò l’abito e cominciò ad accarezzarla sensualmente.
“ Vuoi ballare? “ le chiese, mentre dallo stereo si alzava
una canzone romantica.
“ Non so ballare “ gli rispose Buffy fissandolo.
“ Metti i tuoi piedi sui miei “ le disse lui e Buffy obbedì.
“ Ecco visto che non era così difficile? “ le sorrise.
“ Lo facevi con tutte “ lo rimproverò lei, sporgendo
il labbro inferiore.
“ Si è vero “ sussurrò lui “ ma a nessuna
ho fatto questo “ affondò il viso nel suo collo e ne aspirò
l’odore che adorava.
“ Cosa fai scemo “ sorrise divertita.
“ Ti sto odorando passerotto, hai un odore buonissimo “
Poi fissandola intensamente aggiunse “ ed a nessuna ho detto…sto
per baciarti Buffy. “
Lei arrossì e attese che le labbra di lui si posassero sulle
sue con passione e desiderio. Si ritrovarono stesi sul letto, con bisogno
impellente Spike le divaricò le gambe e stando attento a non
abbandonarsi con il suo peso su di lei, la penetrò. Buffy gemette
violentemente, avvinghiandosi a lui.
Si guardarono e sorrisero con amore.
“ Forse Anya aveva ragione “
“ Su cosa amore? “ le domandò cominciando a muoversi
con sempre maggiore rapidità.
“ Sul fatto che siamo come ricci “ Spike ridacchiò
mentre le spinte si facevano più pressanti e poderose.
“ Beh a me piacciono i ricci “ Spike le morse il collo.
“ Però…”
Spike la baciò interrompendo la sua protesta.
“ Adesso stai zitta amore, voglio sentire solo i soliti gemiti
e suoni che fai quando godi “
“ Spike “ Buffy si sentì pervadere da uno stato febbrile
di eccitazione, mentre l’orgasmo cresceva in lei.
“ St…lo so, lasciati andare, vieni per me amore. Godi “
Buffy urlò mentre l’orgasmo esplodeva in lei e Spike venne
in lei gemendo rocamente.
“ Oh Dio Spike “ Buffy si asciugò il viso imperlato
di sudore.
“ E questo è solo l’inizio amore….cosa ha detto
Anya? multiorgasmi….bene….multiorgasmi siano allora “
l’attirò a se e reclamò con possesso le sue labbra.
“ Ti amo Buffy “ mormorò accarezzandola con frenesia.
“ Ti amo anche io Spike “ disse lei rispondendo con altrettanta
frenesia alle sue carezze. La musica cessò e si udirono soltanto
i gemiti ed i sospiri d’amore mentre gli ultimi bagliori del Sole
al tramonto illuminavano il loro nido d’amore.
Fine
Fine

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