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Subject: AU (tutti umani)
Warnings for:
no.
Rating: NC17
Genere: Humor, Romance.
Lunghezza: Ficlet (4882 parole)
Summary: Contest 1 - Natale


“And so this is Christmas
I hope you have fun
The near and the dear one
The old and the young”
John Lennon Happy Xmas (War Is Over)


Sono esausta. Esausta , angosciata e pronta al suicidio.
Sono certa che il sacchetto con il regalo della nonna (una deliziosa borsa per l’acqua calda a forma di pene) potrebbe asfissiarmi perfettamente!
Ok, diciamo che non sono tagliata per fare regali.
Comprare un mega organo sessuale maschile roseo alla vecchia rincitrullita non è stata una grande idea. Sono certa di potermi rifare con il mitico secchiello di plastica scintillante porta champagne preso per mio padre.
Si illumina e diventa di ben tre colori: rosso, verde e un marroncino che non mi convince per niente.
Non sono nemmeno molto soddisfatta del cd preso a mio nonno. Essenzialmente per due motivi. Non ha un lettore cd portatile ed è completamente sordo.
Con mia mamma invece vado sul sicuro. Le ho preso l’ennesimo utensile da cucina che non serve a un tubo. Quello che lei guarda con ammirazione per circa sei secondi e poi lascia morire nei mobili della cucina.
Naturalmente non ho uno straccio di ragazzo brufoloso e dall’eiaculazione precoce a cui regalare maglioncini coni i rombi e orribili cioccolatini dal liquore acre.
Ok, il sacchetto è perfetto!
Di colpo un ciccione enorme mi spiaccica contro la vetrina dell’erboristeria e io odio il Natale maggiormente.
Stupida festa, con quelle luci fluorescenti, i canti vomitevoli e le abbuffate cariche di cellulite!!
Il mio cellulare squilla di colpo e io cerco un po’di campo in questo terribile centro commerciale.
-Buffy- mi chiama il mostro. Nome in codice: la mia sorellina di sette anni Dawn.
-Amore!- la saluto fingendo euforia. Come al solito le mie mani prendono a sudare.
Ho sempre il terrore che da un momento all’altro sbuchi alle mie spalle!
-Sono certa che Babbo Natale ti ha già spedito il mio regalo- dice secca e decisamente minacciosa.
-Ma certo!- esclamo lasciando cadere i pacchetti e afferrando la sua letterina che ho dovuto rubare dalla cassetta della posta.
-Stasera avrai il tuo regalo!- dico leggendo il biglietto.
“Signor Babbo,
dato che questa è la quinta lettera che le scrivo preciso che qui la mia richiesta è diversa. Voglio assolutamente trovare in camera di mia sorella (quindi per il pagamento questa volta si rivolga a lei e non ai miei genitori) “Il bagno di Sara” preferibilmente con il water rosa. “
Ringraziandola anticipatamente
Distinti saluti
Ps: per ulteriori chiarimenti mi chiami pure sul mio numero di casa dalle sedici alle venti.
Dopo guardo i Pokemon e vado a fare la nanna.
Dawn
Noto con terrore la scrittura di mio padre e lo immagino, mentre scrive sotto dettatura della piccola pesta bubbonica.
-E’ la vigilia e avrai il tuo regalo!- esclamo con falsa felicità.
-Eccellente- mormora lei ricordandomi in modo impressionante il signor Burns!
Poi un silenzio inquietante cade sulla nostra conversazione.
-In caso contrario… io non tornerei a casa- conclude riagganciando.
Naturalmente se così fosse espatrierei! Quella bimbetta è un demonio!
Una volta ha convinto mia madre a mandarmi da mia nonna Rosemary perché, non avendo un soldo, le avevo chiesto gentilmente se al posto del solito regalo di cento dollari, per il suo compleanno, potessi regalarle una torta fatta con le mie mani.
Cerco di scacciare i pensieri terribili che mi angosciano e finalmente scorgo il negozio di giocattoli. Sono quasi le nove e presto il centro commerciale chiuderà, quindi devo sbrigarmi.
Sgomito tra la folla e raggiungo la cassa tutta sudata.
-Da quale parte trovo “Il bagno di Sara”?- chiedo con un sorriso.
La risata che arriva alle mie orecchie non mi piace per niente.
“I'm dreaming of a white Christmas,
With every Christmas card I write.
May your days be merry and bright,
And may all your Christmases be white!”
White Christamas Bing Crosby
Arrivo all’ultimo negozio di giocattoli del centro commerciale con le lacrime agli occhi.
L’intero staff mi ha preso in giro. Qualcuno ha insinuato che fossi ubriaca.
Ma la notizia sconvolgente è un’altra: i WATER DI CLARA sono stati esauriti più di una settimana fa!!
Comincio a pensare alle eventuali vie di fuga. Potrei simulare un suicidio e nascondermi per un mese in Canada. Sono certa che al mio ritorno Dawn si sia scordata del gabinetto!Spero…
Potrei dire che Babbo Natale è morto. Morto, stecchito, spiaccicato sotto le sue otto renne!
Rudolph, Donner, Comet, Blitzen, Dasher, Prancer, Vixen e Blitzen l’hanno calpestato a sangue.
-Un offerta per l’orfanotrofio di Sunnyadale- sento borbottare da una voce che vuole imitare quella del vecchio trucidato dalle renne.
Mi volto osservano l’idiota che chiede soldi con un secchiello in mano.
-Come se non sapessi che ti servono per ubriacarti!- mormoro stizzita.
Arrivata alla cassa aspetto inanime il responso.
-“Il bagno di Sara”?- chiedo implorante.
-Non prima di domani mattina- mi dice in modo sgarbato un uomo di mezza età.
Domani mattina? Potrei essere già morta per allora.
Diamine, avranno già seppellito il mio corpo per allora.
Mi muovo come un zombie per gli scaffali alla ricerca di qualcosa. Potrei usare tutti i miei risparmi e comprarle il castello di Sissi. Ma basterebbe? Decisamente no.
Prendo in rassegna alcune scatole pensando con speranza di poter comporre io questo maledetto gabinetto!
C’è il water di Cicciobello, lo specchio di Barbie, la spazzola di Ken che sembra uno scopino da bagno….
-E’inutile- mormora una voce sconosciuta. Mi volto per vedere l’idiota vestito da Babbo Natale. Sbuffo spazientita e ritorno a fissare gli scaffali.
-Non puoi fregare una bambina, propinandole un falso- dice raggiungendomi.
“Il centro commerciale California chiuderà tra quindici minuti”.
Sospiro con le lacrime agli occhi e mi volto verso il tizio con il pancione enorme.
-Non ho soldi- gli sputo addosso isterica.
-Potresti lasciarmi sola, mentre medito su questo disastro- gli chiedo con finto tono garbato.
Lui rimane per qualche istante a fissarmi e poi scoppia in una fragorosa risata.
- Che razza di vita hai se sei in questo stato di depressione per non aver trovato un regalo?- mi chiede con un accento inglese che mi dà sui nervi.
Assomiglia in modo imbarazzante….No!
Gli lancio uno sguardo killer e inspiro cercando di rilassarmi.
-Come ti sei ridotta a comprare regali alla vigilia?- mi chiede estremamente divertito.
In un attimo sono su di lui.
-Senti, razza di ubriacone vestito da ciccione in rosso- mormoro puntandogli un dito contro.
-Devo assolutamente portare a casa questo regalo- preciso e vedo i suoi occhi blu estremamente terrorizzati.
-Ne va della mia vita- aggiungo e poi mi scosto da lui cercando di ritrovare la calma.
Torno a guardare gli scaffali e con disperazione prendo in rassegna le eventuali opzioni.
-I giocattoli arrivano stasera- mi dice di colpo guadagnandosi il mio sguardo. Lo fisso interrogativa.
-Verso le dieci- aggiunge e si appoggia ad uno scaffale.
-Potresti aspettare con me in deposito e pagare a me il giocattolo- conclude.
Lo fisso e gli sorrido ammiccante.
-E questa sarebbe la tua bella opera buona!- dico ironica e torno a guardarlo furente.
-Dopo di che mi violenterai, ridurrai il mio corpo in minuscoli pezzettini e mi distribuirai nei cassonetti- concludo voltandomi.
-Sono tentato- comincia lui sghignazzando.
-Specialmente il farti a pezzetti mi alletta- aggiunge alzando un sopracciglio sotto il suo grande cappello rosso e bianco.
-Ma mi accontenterò di venti dollari in più- aggiunge e io spalanco la bocca.
-Per i bambini dell’orfanotrofio!- si corregge mostrandomi il secchiello per le offerte e facendo tintinnare i pochi spiccioli all’interno.
-So che quei soldi ti servono per riempirti di vino- dico storcendo il naso. Lo vedo alzare gli occhi al cielo e poi voltarsi per andare via. Allora riesco a immaginare il resto della mia vita.
Dawn che scoppia a piangere. Gli occhi dei miei genitori severi.
Io e i miei vestitini firmati sotto ad un ponte ghiacciato.
-Ok- dico di scatto. Lo vedo fermarsi e voltarsi verso di me.
Sorride sornione e io mi rendo conto perfettamente di che razza di guaio mi sono cercata con questo Babbo Natale con gli anfibi. In un istante mi afferra una mano e mi trascina in un deposito.
-Ora resta qui buona buona- mi istruisce e io annuisco.
-Aspetteremo che scarichino i giocattoli- aggiunge e si allontana. Rimango in questa stanza enorme dal pavimento bianco e i cartoni ovunque. Mi metto a curiosare in giro cercando di distrarmi.
Buffy non ti accadrà nulla. Prenderai il gabinetto e andrai a casa.
Dopo circa venti minuti che sono appollaiata su una nouvelle cousine tutta viola e rosa sento dei rumori assordanti. Riesco a percepire delle voci e così sgattaiolo dietro ai videogiochi.
-Ci sei?- mi chiama la voce dell’ubriacone.
Esco dal mio nascondiglio e vedo che stringe tra le mani un pacchetto.
-Il bagno di Sara- dice mostrandomelo.
-E’lui!- urlo e gli strappo il pacchetto dalle mani.
-E il water è rosa!- aggiungo euforica, fissando il giocattolo.
-Ho sempre pensato che fosse il migliore abbinamento con il resto dei mobili- aggiunge con noncuranza.
Alzo gli occhi e lo guardo sospettosa.
-Come fai a sapere tutte queste cose sui giocattoli?- gli chiedo alzando un sopracciglio.
-Io lavoro qui- mi spiega come se fosse la cosa più semplice del mondo.
Io pensavo fosse un ladro! Ok, ho un informazione in più. Nel caso cercasse di farmi violenza carnale manderò la polizia dritta dritta qui.
Bhe…certo se è uno stupratore non penso mi abbia detto la verità. Sta cercando di depistarmi!
-E lavoro per una fondazione, aiutiamo l’orfanotrofio- aggiunge.
-Sono sempre convinta che tu sia un maniaco- concludo storcendo il naso e allontanandomi.
-Da dove si esce?- gli chiedo notando che uno strano silenzio si è impossessato del luogo.
-Di qua- borbotta indispettito e insieme ci avviamo verso una grossa porta nera. Spinge con le mani sulla maniglia, ma la stanza rimane sigillata.
-Cazzo!- bofonchia e corre dall’altro lato della sala.
Lo seguo con le mani sudate e comincio a rimproverarmi. E’ tutta colpa mia!
Spinge l’altra maniglia, ma il risultato è lo stesso.
-Ci hanno chiusi dentro- dice secco e si volta verso di me.
-Non può essere- mormoro con lo sguardo fisso nel vuoto.
Cerco il mio cellulare in borsa e scopro con orrore che si è spento dopo essersi scaricato.
-E’ inutile, qui non c’è campo- mi fa notare mostrandomi il suo telefonino.
-Deve esserci un modo!- urlo elettrizzata.
-Non c’è! Conosco questo posto!- mi risponde secco e si siede su una pila di cartoni.
Lo vedo tirar fuori dall’enorme casacca rossa un pacchetto di sigarette.
-Era tutto un tuo piano!- urlo facendolo sobbalzare e l’ involucro finisce sul pavimento.
-Volevi tenermi segregata qui e seviziarmi!- grido portandomi le mani al volto.
Devo mettermi ad urlare, scappare, nascondermi in qualche scatola! Devo fare qualcosa!
-Ma che cosa stai dicendo?- ringhia decisamente alterato. Ecco che comincia!
Presto tirerà fuori da quel cappello un coltello da cucina e sarò il suo cenone della vigilia!
-Io devo uscire- dico risoluta, incrociando le braccia sul petto.
-Bene, quando trovi il modo fammi un fischio- conclude raccogliendo le sue sigarette.
Mi volto stizzita e mi muovo per il deposito. L’unica luce proviene dalle finestre illuminate dai lampioni del parcheggio. Finestre che sono a dieci metri da me!
Delle bambole continuano a fissarmi e quando vedo un pagliaccio simile a IT scappo di nuovo verso il maniaco! Peggio di così!
Quando torno verso di lui lo vedo spegnere una mozzicone sotto l’anfibio e tornare a fissarmi.
-Ci hai salvati?- mi chiede ironico e io lo odio con tutto il cuore.
-Mi inquieti!- gli dico secca e sincera.
-Quando il bisogno di vino diventerà impellente, non risponderai più delle tue azioni- gli spiego, mostrando le mie conoscenze in questo campo.
Mio zio Rupert è decisamente un grande ubriacone! Una volta ha cercato di baciare in bocca mia nonna. Che è sua madre!
-Sono uno studente, non un depravato!- urla decisamente alterato e io gli punto un dito contro.
-Hai un pancione tipico dei malati di fegato- dico trionfante.
Altro risultato del suo amore per l’alcool. Mi sembra di sentire la puzza di vino da qui.
-E’una pancia finta- borbotta e si libera del cuscino enorme che aveva sotto la casacca.
Boccheggio per qualche istante fissando il suo corpo che si perde nei vestiti enormi.
-Questo non cambia niente- concludo. Lui alza gli occhi al cielo esasperato.
-Ok!- esula e si libera con ferocia della barba bianca.
Oh….. cazzo!“I don't want a lot for Christmas
There's just one thing I need
I don't care about the presents
Underneath the Christmas tree
I just want you for my own
More than you could ever know
Make my wish come true
All I want for Christmas is...
You”
All I Want For Christmas Is You. Samantha Mumba
Rimango priva di coscienza per un tempo indeterminato.
Lo vedo togliersi il cappello, mostrare i suoi capelli ossigenati e fissarmi.
-Che c’è?- mormora ancora furente.
-Tu sei…- comincio maledicendomi. Sei un idiota Buffy. Sei una maledettissima imbecille!
-Spike Stratford- mormoro, accasciandomi su un cartone alle mie spalle.
-Si- dice secco lui scrutandomi.
-E’ vero!- esclama di scatto riconoscendomi. Perfetto!
-Buffy Summers, classe di matematica- aggiunge divertito.
Allora…comincio a valutare le opzioni. Dato che davanti a me ho il ragazzo più bello e popolare della scuola, potrei dirgli che ho subito un intervento al cervello…oppure potrei morire.
Qui, all’istante. Oddio, ho quel maledetto brufolo sulla fronte!
-Una volta mi hai prestato degli appunti- si ricorda, accendendosi un’altra sigaretta.
-E tu mi hai appiccicato della marmellata nei capelli in terza elementare- gli ricordo facendolo scoppiare in una fragorosa risata.
-Ti ho messo una rana nell’armadietto e l’anno scorso ho messo del sale nel tuo latte- mi ricorda tutto fiero. Storco il naso e gli lancio un’occhiata truce.
-Davvero gentile- mormoro.
-Ma poi ti ho chiesto di uscire- mi ricorda.
Decisamente l’avvenimento più raccapricciante della mia vita! Sapevo benissimo che l’aveva fatto per mettermi in ridicolo. Il liceo funziona così.
Io sono una secchiona frigida, lui un piacione ricco. Da questo scaturisce la presa in giro.
E’come una reazione chimica.
-Non sono così stupida- gli faccio notare e lui mi scruta.
-Non pensavi fossi sincero?- mi chiede senza mutare espressione. Tu che sei stato per anni assieme a Cordelia Chase, vorresti farmi credere che ti piace una cozza rinsecchita?
-Lascia stare- mormoro alterata.
-Perfetto- biascica nervoso.
E mi sembra di avere ancora il suo biglietto tra le mani. Della carta profumata con una scrittura terribile. E sembrava così sincero…allora ebbi i brividi.
Perché la meschinità delle persone può raggiungere vette inaudite.
Perché ho una cotta per lui da quando ero bambina e io sono il suo divertimento giornaliero.
-Raccogli soldi per comprarti un’altra Porche?- gli chiedo sprezzante e lui mi fissa.
-Non mi conosci affatto- mi sputa addosso e si allontana.
Lo seguo, mentre afferra uno zaino da un angolo remoto del deposito.
-Che fai?- gli chiedo incuriosita.
-Dovremmo mangiare- mi fa notare tirando fuori qualche tramezzino e delle lattine di soda.
-Ok- mormoro stupefatta.
Lo vedo prendere un tappeto con le principesse della Disney e stenderlo sul pavimento.
-Hei!- mi chiama attirando la mia attenzione.
Mi siedo con lo sguardo perso e lui mi porge un panino.
-Li ha fatti mia madre- mi dice sorridendomi. Ma quando è diventato ancora più bello?
Sarà il rosso…gli dona tantissimo….
Addento la mia cena e lui tira fuori dallo zaino una piccola bottiglia di spumante.
-Per brindare- mi spiega.
-Sapevo che fossi un alcolizzato- gli faccio notare e lui ride di gusto.
-Sei decisamente strana Buffy Summers- dice divertito e mi versa della soda.
Fisso l’orologio ricordandomi di avere una famiglia a casa e l’ansia mi assale.
-Si preoccuperanno molto?- mi chiede velatamente dispiaciuto.
-Mio padre avrà un infarto- gli spiego addentando il mio tramezzino al tonno.
Lo vedo riflettere per un istante.
-Forse c’è un posto dove c’è campo- biascica con un espressione che non capisco.
Si alza e io lo seguo, mentre si dirige in un angolo del deposito. Tira fuori il cellulare e me lo porge.
-Ecco, spiegagli dove siamo- conclude comprensivo. Afferro il cellulare e lo vedo allontanarsi. Compongo il numero e dopo qualche squillo la voce di Dawn mi risponde.
-Dawn dì a tutti che non posso tornare per cena, ma sto bene- concludo in un nano secondo e riaggancio.
Sono impazzita! Completamente fuori!
-Allora?- mi chiede lui da lontano.
-C’era la segreteria- gli spiego e lo vedo sorridere.
-Bene- risponde.
“Silent night, holy night!All is calm, all is bright.
Round yon Virgin, Mother and Child. Holy infant so tender and mild,
Sleep in heavenly peace, Sleep in heavenly peace. “
Silent Night
-Così nelle feste di Natale lavoro qui- mi dice sorseggiando un po’di spumante.
-Do una mano a mio zio e faccio del volontariato- aggiunge e io lo fisso.
Ha degli zigomi su cui morire. Un corpo perfetto…
-Buffy- mi chiama e io gli lancio un sorriso ebete.
-E come mai questo regalo era tanto importante?- mi chiede divertito.
-Ho una sorella che è un mostro- gli spiego coincisa facendolo ridere.
-E’lei che comanda in casa, io sono la secchiona che combina pasticci- aggiungo abbassando gli occhi.
-Non sei una secchiona- mi dice lui sicuro.
-Sei solo molto intelligente- conclude risoluto. Sorrido per un istante, ma poi l’immagine di lui che mi tira un libro in pieno viso alle medie mi esplode nella mente.
-Sei sempre stato il primo a prendermi in giro- gli faccio notare alterata.
-E’vero- riconosce lui.
-Quella volta che ho incasinato il tuo esperimento di chimica….- si ricorda sghignazzando.
- E a quanto vedo le mie figure sono tutte impresse nella tua mente- noto alterata.
-Eppure non mi hai mai detto niente- riconosce riflettendo.
-Stasera senza conoscermi mi stavi massacrando- mi fa notare, addentando una barretta di cioccolato che abbiamo preso a un vecchio distributore del deposito.
-Ho sempre pensato che fossi tu l’idiota- dico sincera e lui mi fissa sbigottito.
-Insomma uno che si diverte con quelle cose…- aggiungo sistemandomi i capelli.
-E lo facevi solo con me!- concludo puntandogli un dito contro.
-Però quando la signorina Rosenberg ci ha fatto lavorare assieme mi parlavi- mi fa notare.
Terzo anno di liceo. Una settimana di studio ininterrotto con Spike Stratoford.
Non penso che lo dimenticherò facilmente.
Un giorno ho pensato di essermene innamorato.
Ma è stato solo un istante.
Poi lui mi ha mandato quel biglietto. E mi sono sentita niente.
-Sono le due- mi fa notare sbadigliando.
-I tuoi non arrivano, quindi dovremmo organizzarci per la notte- mi spiega alzandosi.
-La notte?- gli chiedo sbigottita.
-Non noti un certo freddo- mi chiede.
In realtà tremo da qualche minuto e sono stretta nel mio cappotto.
-Tra un po’ le luci del parcheggio si spegneranno e la temperatura scenderà ancora- mi spiega.
-E cosa proponi?- gli urlo da lontano, mentre lui si perde tra gli scaffali.
-Winnie Pooh- grida da lontano con fatica, estraendo due enormi sacchi a pelo a forma di orsetto.
-Ti infilerai là dentro?- gli chiedo scoppiando a ridere.
-Non voglio mica congelarmi!- mi dice sicuro e li stende sul pavimento.
Mi libero del giaccone che naturalmente non entra in questo mini sacco a pelo e mi ci infilo dentro. Lo vedo combattere per qualche istante con il suo e poi sento un TRAC.
Fisso i suoi piedi coperti dai calzini rossi che sbucano fuori dall’orsetto.
-L’hai ucciso!- grido ridendo a crepa pelle.
-Bene- mormora nervoso. Lo fisso, mentre si sistema alla meglio.
-Buonanotte- mormoro felice.
-Notte- mi risponde lui. Mi stringo nel sacco a pelo e di colpo le luci che ci illuminano si spengono. Distinguo a malapena la sua sagoma attraverso il tenue bagliore lunare. Il freddo è diventato attanagliante e dopo qualche istante, lo sento strisciare verso di me.
-Che fai?- gli chiedo alterata.
-Buffy moriremo congelati- mi spiega, mettendosi al mio fianco.
-Non penso che cambi nulla così- gli faccio notare con il viso in fiamme.
Posso sentire il suo profumo. E non sa affatto di vino!
-Hai ragione- mi dice.
Ok, posso tornare a respirare. Lo sento strisciare lontano e poi uscire dal suo sacco a pelo.
-Che fai?- gli chiedo stretta nel mio che mi toglie l’ossigeno.
-Dobbiamo scaldarci Buffy- mi spiega.
-Cosa???- urlo disperata.
-Esci dal tuo e stringiamoci- lo sento parlare senza riuscire a vederlo.
-Dopo ci spoglieremo e creeremmo calore umano?- gli chiedo alterata senza muovermi.
-Se la temperatura scende ancora, si- dice con semplicità. Scatto in piedi senza riuscire a parlare.
Lo sento avvicinare gli orsetti e stendersi su di loro.
-Avanti- mi chiama e io mi distendo al suo fianco con il respiro mozzato.
Appena sono vicino a lui, Spike mi stringe con le sue braccia muscolose e io perdo un battito. Letteralmente.
-Ti da fastidio?- mi chiede sussurrando vicino al mio orecchio.
Faccio un segno di dissenso, ma mi rendo conto che lui non può vedermi.
Sento il suo respiro vicino al mio viso e il mio corpo diverso.
-Hai un odore bellissimo- dice di colpo, infilando il suo volto nel mio collo e io istintivamente gemo.
Avvampo e mi porto una mano alla bocca. Oddio! Che sto facendo? Che sta facendo?
Perché non sei un maniaco omicida? Non potevi farmi semplicemente a pezzettini?
Poi la sua bocca si posa sulla pelle del collo e io perdo i sensi.
Mi gira verso di lui e cattura la mia bocca. Deve essere un sogno.
Mi sono addormentata vicino al camino e quando mi sveglierò, mio zio Rupert mi fisserà con un fiaschetto di vino tra le mani.
Sento la sua lingua scivolarmi nella bocca e stringo le sue spalle.
Non sono stata mai baciata così. E’come se avesse fame di me. Come se mi volesse da sempre. Perché per me è così. E’l’unico che ha riempito i miei sogni.
Quelli che nemmeno io potevo riconoscere. Quelli celati e del cuore.
Sento le sue mani scivolarmi sotto il maglioncino e afferrarmi un seno.
Mi scosto da lui persa nell’estasi.
-Buffy – mi chiama respirando faticosamente sulla mia bocca.
-Se non vuoi farlo dimmelo- mi chiede e mi bacia ancora.
Rispondo al bacio e lo stringo contro di me.
-Voglio farlo- dico in un sussurro. Lo sento sorridere contro le mie labbra e tornare a torturarmi un seno. Le sue mani lo cesellano e poi stuzzicano i capezzoli di entrambi i seni.
Gemo contro di lui e lo libero della casacca rossa. I suoi muscoli sono tonici, la sua pelle è liscia. Esattamente come da anni immaginavo. Forse di più. Più perfetto.
E’possibile?
Mi libera del maglione e poi del reggiseno e finalmente siamo pelle contro pelle.
-Sei così bella- sussurra contro di me e poi prende a lappare un mio seno.
-Spike- lo chiamo, perdendomi in questa sensazione.
I miei jeans scivolano via insieme ai suoi pantaloni rossi.
Si posiziona tra le mie gambe e si muove tra di esse.
-Ho sognato troppe volte di essere in te- mormora e le sua frasi mi accendono, perdendosi in significati che non comprendo.
Lo sento liberarmi degli slip e poi scivolare con la testa fa le mie gambe. Sussulto spaventata.
-E di assaggiarti- aggiunge prima di avventarsi con la bocca nella mia femminilità.
Butto la testa indietro e gemo in modo incessante chiamando il suo nome.
Quando trova il centro del mio piacere lo stuzzica con movimenti ritmici a e lascio che un orgasmo assurdo si impossessi di me.
Risale verso di me e mi stringe, mentre tremo. Lo sento allungare le mani verso il suo zainetto e frugare all’interno di esso. Poi dopo qualche istante riesco a vederlo, mentre si srotola un preservativo sul suo membro enorme.
Allargo le gambe per lui il più possibile, fremendo nell’attesa.
Poi mi penetra. E lo fa tanto lentamente da farmi urlare di piacere.
-E’perfetto- biascica sconvolto prendendo a muoversi dentro di me.
-Non ti fermare- mormoro stravolta arcuendomi contro di lui.
-No, no!- sussurra sulla mia bocca e le sue spinte si fanno più veloci.
Sempre più veloci e terribilmente incessanti.
Fino a quando afferra le mie gambe e spinge più in profondità.
Ancora una volta il piacere mi travolge fin quando lo sento svuotarsi e gemere contro di me.
Respiriamo faticosamente l’uno contro l’altro, stringendo i nostri corpi nudi.
“Rocking around the Christmas tree
At the Christmas party hop
Mistletoe hung where you can see
Every couple tries to stop. “
Rocking Around the Christmas Tree
Mi sveglio richiamata da voci sconosciute. Mi ricordo che è Natale.
Mi sono addormentata di nuovo sul divano, con Dawn addosso?
Forse mio nonno sta ascoltando il cd che gli ho regalato….no, è sordo!
-Apri pure- sento urlare da una voce che non conosco.
Mio zio Rupert in effetti parla in modo strano quando è saturo di vino.
Apro lentamente gli occhi e vedo il petto nudo di un uomo farmi da cuscino.
Scatto in piedi fissando Spike Stratford che dorme nudo.
-O mio Dio!- urlo facendolo risvegliare di colpo. Mi infilo con frenesia i vestiti, sperando che non veda la mia pelle scoperta e cerco di non guardarlo.
Lui scatta in piedi e si infila il vestito rosso.
-Dobbiamo nasconderci- mi dice afferrandomi per un braccio e tirandomi verso gli scaffali.
Mi infilo le scarpe con lui che si guarda intorno furtivamente. Ci avviamo verso la porta che ieri era chiusa e questa finalmente si apre.
Corriamo a perdifiato verso il parcheggio e io apro di corsa la mia macchina.
Lo vedo seguirmi e sedersi al mio fianco.
-Ce l’abbiamo fatta- grida contento.
-Si- biascico imbarazzata.
-Ora dovrei andare- dico mettendo in moto. Lui mi fissa.
Non mi pento di quello che è accaduto. E’stata la migliore notte della mia vita.
Ma è tornato il sole. E la realtà. E lui è Spike Stratford.
-Ma io…- comincia e io gli metto un dito sulle labbra per impedirgli di continuare.
-Non sentirti in colpa- rispondo per lui.
-E’giusto così- concludo. I suoi occhi sono diversi. Delusi…possibile?
Annuisce e poi scende velocemente dall’auto.
“Last Christmas, I gave you my heart
But the very next day, You gave it away
This year, to save me from tears
I'll give it to someone special”
George Michael. Last Christmas
-E così sei rimasta bloccata in autostrada?- mi chiede mio padre sospettoso.
-Si- mormoro bevendo del latte caldo.
-Un esperienza terribile- aggiungo recitando in modo terribile.
-E perché non ci hai richiamato?- mi chiede ancora, fissandomi truce.
-Il cellulare si è scaricato- spiego sorseggiando il latte e abbassando gli occhi.
-Non mi convinci affatto- sbotta alzandosi.
-Gli passerà- mi rincuora mia madre.
-E’nervoso- mi spiega sedendosi al mio fianco.
-Lo zio Rupert è salito nudo sul tetto- aggiunge sospirando.
-Buon Natale- urla di colpo Dawn. Non le è passato per la mente nemmeno per un istante che potessi essere morta.
Mi fissa e mi si avvicina con il suo pigiama con gli orsetti e le pantofole a forma di stelline.
-Nessuna scusa andrà bene- mi informa incrociando le braccia sul petto.
Sospiro e tiro fuori il suo giocattolo.
-Si!- urla trionfante.
Dovrei ringraziarla. Se non fosse una vipera non avrei passato la notte con Babbo Natale.
Sorrido a quel pensiero e un nodo allo stomaco si fa sentire subito.
-Mamma- sento urlare di colpo.
-Correte- grida Dawn facendoci fiondare in salotto. Fisso la porta d’ingresso sbigottita.
-C’è Babbo Natale!- urla euforica saltandogli in braccio.
Spike l’afferra mugolando per il dolore del peso improvviso e poi la stringe.
-Buon Natale- le dice imitando la voce del vecchietto.
-Io non lo pago quel buffone- ringhia mio padre alle mie spalle, facendomi alzare gli occhi al cielo.
-Posso fare gli auguri a tua sorella più grande?- le chiede facendola ridere.
-Si, certo- gli dice Dawn, scendendo dalle sue braccia.
-Ma se vi fidanzate avrò altri regali!- annuncia sparendo in cucina.
Spike scoppia a ridere e io lo seguo all’esterno.
Lo vedo liberarsi della barba bianca e del cappello e poi sorridermi.
-Spike- comincio.
-Parlerò io- mi informa divertito. Annuisco con un sorriso e aspetto.
-La storia del deposito è stata una mia idea- mi spiega tutto d’un fiato. Io sbarro gli occhi.
-Mi piaci da sempre, ma non sapevo come fartelo capire- continua portandosi una mano alla nuca nervoso.
-Nemmeno quel biglietto è servito a nulla- aggiunge.
Allora era vero!
-Così quando ieri ti ho visto mi è venuta questa idea- mi spiega.
-Sono corso a prendere lo champagne, quello che poteva servire e ho spiegato tutto a mio zio- conclude. Io boccheggio per qualche istante.
-Volevo farti capire come fossi davvero- abbassa lo sguardo e si stringe nel suo travestimento.
-Ma poi è successo che…- comincia guardandomi.
-Abbiamo fatto l’amore- concludo per lui, ma Spike mi fa segno di no.
-Che mi sto innamorando di te-
Io boccheggio e lo guardo. E’più bello. E’magnifico.
-Da quando abbiamo lavorato assieme, da quando ti vengo a sbirciare al Doublemeat Palace- mi informa imbarazzato, grattandosi la testa in quel gesto che adoro.
-Vorrei poter uscire con te Buffy- esclama con galanteria.
-E baciarti e abbracciarti- aggiunge avvicinandosi a me e facendomi perdere nei suoi occhi.
-E fare l’amore con te sempre- conclude appoggiando le sue labbra sulle mie.
Socchiudo gli occhi e vibro di lui.
-Vuoi?- mi chiede con dolcezza.
-No- rispondo di scatto e poi sorrido. Lui mi fissa sorpreso.
-Ma farò tutto questo con Babbo Natale- rispondo.
Lui ride e mi stringe forte.
E’ufficiale. Amo Babbo Natale.



Fine