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AU
(tutti umani)
“Will, amico fidati. Siamo stati invitati a questa festa” sorrise Xander dandogli una pacca rassicurante sulla schiena. “Tu sei stato invitato” ritorse William guardando verso l’enorme villa di pietra, mentre un gruppo di studenti ubriachi li superò. “Ho chiesto ad Anya e lei ha detto di portarti. Ora smetti di essere così nervoso. Andrà tutto bene” William sorrise debolmente all’amico e annuì. Non era assolutamente rassicurato, ma sapeva quanto fosse importante questa serata per lui e non voleva rovinargliela. Xander usciva con Anya da poco e questa era la loro prima apparizione in pubblico come coppia. Anya era nuova a scuola, ma visti i suoi soldi e il suo bell’aspetto era diventata presto parte dell’elite. William e Xander erano migliori amici da quando lui si era trasferito qui tre anni prima. Non si erano mai considerati più che perdenti. L’unica volta che uno dei tipi popolari aveva mai parlato a William era perché aveva bisogno di appunti. Le cose sembravano cambiare per Xander comunque e William sapeva che doveva essere qui per il suo amico. Comunque, non riusciva a scuotersi di dosso la sensazione che qualcuno non avrebbe preso troppo bene la sua presenza alla festa. La porta si aprì ed entrarono. William si tese quando vide Parker Abrams. “Hey ragazzi, mi dispiace deludervi ma è una festa privata” li schernì. Xander afferrò il braccio di William che stava già per allontanarsi “Lo so. Anya ci ha invitati” lo informò. “Parker, vattene idiota” sbottò Anya superandolo “Ciao!” salutò Xander abbracciandolo. William si tese a disagio mentre la coppia si attorcigliava sulla soglia. Xander ruppe riluttante il bacio e indicò l’amico “Guarda chi ho portato con me” Anya sorrise lieta a William “Ciao, benvenuto alla villa Jenkins. Xander e io torneremo tra un po’, devo fargli vedere qualcosa di impressionante in camera mia” “Cosa devi mostrarmi?” chiese Xander confuso. “Me... nuda” sorrise Anya tirando Xander su per le scale. Xander guardò William con un sorriso di scuse mentre la bionda lo trascinava di sopra e fuori portata. William sospirò, desiderando silenziosamente di non aver acconsentito a venire. “Oh mio Dio, chi ha invitato il mangia libri?” sentì una ragazza sussurrare all’amica. “Non lo so, forse qualcuno aveva bisogno di un tutor” rise un altra. William
divenne rosso. Non poteva restare qui. Si voltò rapidamente verso
la porta, non notando la ragazza inebriata dietro di lui finchè
non fu troppo tardi. William chiuse gli occhi mentre il liquido scuro
gli si riversò sul davanti. “Come ti pare... idiota” sbottò la ragazza che lo superò per andare a ballare nell’altra stanza. Facendosi strada tra la folla, finalmente trovò la cucina “Mi scusi, ma ha idea di dove possa essere dell’acqua minerale?” chiese ad una ragazza appoggiata al mobile. La ragazza lo guardò e gli porse un bicchiere di plastica “Cos’è?” chiese William aggrottando la fronte per la gelatina blu. “Bevi” istruì lei. William storse il naso, ma fece come gli era stato detto, dopotutto gli piaceva la gelatina. Dopo che la ragazza ne porse altre quattro, lui alzò le mani “Davvero sono pieno, ora puoi dirmi se sai dov’è l’acqua per favore? Devo togliere queste macchie prima che restino”. La ragazza sorrise sporgendosi verso il lavandino e rigettando la cena. William spalancò gli occhi. Si sporse immediatamente preoccupato. Quando lei sembrò aver finito, si pulì la bocca col retro della mano e andò verso la sala da ballo. La guardò sconvolto. Vicino alla stanza da ballo, notò una bottiglia di soda al bar.
Buffy strinse gli occhi e girò l’angolo. Il suo ragazzo lasciò rapidamente andare la bionda quando la vide a braccia incrociate “Hai ragione, Riley, dovremmo proprio vedere altre persone... a partire da stanotte” disse, voltandosi ed entrando in casa.
Rimase
a guardarla incantato mentre lei si univa ai suoi amici dall’altra
parte della stanza. Era una dea, la perfezione per i suoi occhi. Quante
linee di poesia le aveva dedicato, ai suoi occhi, al suo profumo e ai
riccioli dorati che cadevano sulle sue spalle perfettamente toniche
e abbronzate? Quante notti si era strofinato fino al rilascio col suo
nome tra le labbra? William improvvisamente si sentì strano.
Di certo non poteva essere solo lei ad avere quell’effetto su
di lui. Trovò una sedia in un angolo della stanza e si sedette,
continuando riluttante a togliere la macchia dai pantaloni. “Calma, signorina” disse Cordelia prendendo il bicchiere dalle sue mani “Giochiamo a sette minuti in paradiso e tu non puoi giocare” “Perchè no?” Buffy mise il broncio prendendo un altro bicchiere pieno. “Perchè hai un ragazzo” le ricordò. “Non più” “Hey, se la bionda qui gioca allora contatemi” annunciò Parker. Buffy stava per fare una smorfia al commento quando notò l’arrivo i Riley al tavolo “D’accordo, inizio io” “Buffy... possiamo parlare?” le chiese. “No,
sto giocando a un gioco ora” sorrise, svuotando il bicchiere. Parker sussultò quando la bottiglia puntò verso di lui “Sono io! È più vicina a me” disse, prendendo il tubetto di spray per la gola dal taschino. Buffy andò nel panico, avrebbe preferito leccarsi il tacco della scarpa che passare un secondo con Parker Abrams “N-no, non è andato verso di te... è andato verso di lui” puntò. La folla si voltò per vedere William all’angolo più lontano della stanza. Parker scoppiò a ridere “Quel secchione? Non sta neanche giocando” Buffy saltò dalla sedia, correndo verso William “Certo che si... solo che ancora non lo sa” William sorrise soddisfatto per aver tolto la macchia dai pantaloni. Sorrise, ancora brillo per il liquore che c’era nelle gelatine. “Vuoi giocare a un gioco?” sentì dire da una voce. Alzò gli occhi e lei era lì. Buffy che sorrideva, proprio di fronte a lui. Aprì la bocca e la chiuse di nuovo, insicuro su cosa dire. Era un sogno? Aveva paura a muoversi, o anche solo a respirare, così sedette gelido nella sua sedia guardando quegli occhi smeraldo. Burry sorrise quando lo vide arrossire. “Annuisci per un si” William riuscì ad annuire, e si schiarì la gola cercando di parlare “Un gioco... non so come...” Buffy
alzò la mano “Fidati di me” sorrise. “Vedete... lui gioca” annunciò Buffy. William vide la furia negli occhi di Riley e iniziò ad andare nel panico “C-cosa devo fare?” “Devi passare sette minuti nel camerino... con Buffy” rise Cordelia. William guardò Buffy mentre spalancava gli occhi nel panico “A f-fare cosa?” Buffy vide il terrore nei suoi occhi quanto la furia in quelli di Riley. Avvicinò William e sorrise “Tutto quello che vuoi” William deglutì forte, incapace di togliere il groppo che aveva in gola. Sapeva che entrare in quello stanzino gli avrebbe causato un attacco dal capitano della dannata squadra di football, ma il suo corpo lo tradì mentre lasciava che la piccola bionda lo portasse oltre la porta. Lo
stanzino era scuro, William non riusciva a vedere niente. ‘Forse
staremo solo in piedi qui’ pensò tra se. Ci fu un click
quando Buffy chiuse a chiave la porta dietro di loro. Sentì una
piccola mano accarezzargli la guancia ‘O forse no’. “Um... Buffy io non...” “Sai come mi chiamo?” William non riuscì a impedirsi di sorridere alla sua sorpresa. Il buio e l’alcool lo stavano rendendo più coraggioso. “Certo che so come ti chiami... come diavolo potrei non saperlo?” Lei sorrise “N-non dobbiamo fare nulla per forza. So che non ti piaccio nemmeno” sospirò. “Forse invece si... William” sussurrò Buffy prima di alzarsi sulle punte dei piedi, strofinando le labbra con le sue. William sussultò, sia per la sensazione che per lo shock. Buffy fece scivolare la lingua nella sua bocca, provocando le sue labbra e poi accarezzando la sua lingua con la propria. La mano di lui scivolò involontariamente sui suoi fianchi mentre si baciavano. William gemette contro le sue labbra mentre lei premeva il suo caldo piccolo corpo contro il suo. Le sue mani, come di volontà propria, le salirono dietro la schiena, premendo contro di lei la sua crescente erezione. La testimonianza di quanto era eccitato lo colpì come un fulmine. Andò nel panico, rompendo il bacio e appoggiandosi alla parete “M-mi dispiace, non volevo...” Ci volle un momento perché Buffy recuperasse, era stata presa dal bacio e la testa ancora le girava. Sorrise e andò verso William “Non volevi cosa? Baciarmi?” chiese, allungandosi per trovarlo nell’ombra. William sussultò per la sua mano, la sua piccola mano che scendeva lungo il suo stomaco fino a circondare il grosso rigonfiamento che si era formato nei suoi pantaloni “... o non volevi strusciarti addosso a me col tuo grosso attrezzo?” William
chiuse gli occhi. ‘Dev’essere un sogno’ continuò
a ripetersi tra se prima che le labbra di Buffy tornarono sulle sue.
Mentre l’altro bacio era dolce e appassionato, questo era esigente.
Le lingue e i denti duellavano mentre la mano di lei strofinò
l’erezione coperta dal cotone. William le infilò una mano
tra i capelli dorati, avvicinandosi disperatamente a lei.. stava tremando
di bisogno, mentre piagnucolava senza sollievo per i suoi movimenti. “Oh Dio sto per...” sussultò lui. Buffy sorrise contro la sua gola mentre strinse di più la sua erezione fremente e morse la carne del suo collo. William venne con un ruggito sgroppando selvaggiamente i fianchi contro di lei. Appoggiò la testa alla parete mentre recuperava il respiro. Sentì Buffy sfilargli la camicia e coprire i pantaloni “Ecco, ora non lo noterà nessuno” La paura lo percorse mentre la realtà del mondo al di fuori del camerino gli crollò addosso “Oh Dio...” “Shhh” sussurrò lei contro le sue labbra “Grazie. È stato... fantastico” sorrise prima di aprire la porta. La luce entrò nello stanzino mentre Buffy gli prendeva la mano e lo conduceva fuori. William vide immediatamente Xander sorridere verso di lui, e anche lo sguardo furente del giocatore di football. Buffy andò rapidamente di fronte al suo ragazzo, dandogli la schiena per voltarsi verso Xander “Puoi assicurarti che arrivi a casa?” “Uh...
certo” Xander sorrise prendendo l’amico per un braccio e
portandolo verso la porta. Una volta in macchina Xander ghignò
“Allora Will, vuoi dirmi cosa è successo esattamente lì
dentro?”
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