Tra Sogno e Realtà

Subject: Buffyverse originale.
Warnings: no.
Rating: NC17.
Genere: Romance, Angst.
Lunghezza: Ficlet(3632 parole)
Summary: CLASSIFICATA SCELTA DI b_fly Contest 2 - S. Valentino. Durate la festa degli innamorati tutto può cambiare... sospeso, tra sogno e realtà...
Disclaimer: Non possiedo niente, ecc ecc ecc.
Link alla ff nel suo contesto originale: http://www.crielfeb.com/everlastinglove/sognoerealta.php
Erano sei mesi che non lo vedevo. Esattamente da quella disastrosa
estate. Da quell’agosto in cui mi aveva chiesto di raggiungerlo. Per poi
lasciarci, di nuovo, dopo l’ennesima litigata e l’ennesima scenata
di gelosia.
Avevo scoperto, quasi per caso, che il giorno del suo compleanno cadeva il 14
Febbraio. Il giorno di San Valentino. Quale occasione migliore per ricucire?
Tre giorni fa gli ho spedito un sms, augurandomi che non abbia cambiato numero
per l’ennesima volta. Solo poche righe:
“Ti aspetto giovedì 14 Febbraio, al tramonto, in riva al mare, a Malibù.”
Non mi ha risposto. Così non so nemmeno se ci sarà. Ma non importa.
Ormai non m’importa più di nulla. Ho girato per giorni per trovare
il regalo adatto. E alla fine penso di averlo trovato. È un ciondolo
d’oro bianco, una croce celtica, simile, ma non uguale, alla croce che
lui ha regalato a me, quasi un anno fa. La sfioro inconsapevolmente con le dita.
Ed è come se sfiorassi il suo viso. Sospiro e chiudo il pacchetto con
un nastrino rosso.
Lui adora il rosso. L’ha sempre adorato. Ricordo ancora quella camicia
rossa che indossava sotto lo spolverino di pelle. Sembra una vita fa. Son cambiate
così tante cose, da allora. Lui è cambiato. Io sono cambiata.
Ma non il nostro amore. Chissà cosa sarebbe successo se mi fossi resa
conto prima di amarlo. Se non l’avessi ferito, umiliato, deluso, con il
mio comportamento egoista. Forse lui avrebbe avuto fiducia. Avrebbe creduto
in me. E saremmo ancora insieme. Invece, anche quando gli e l’ho confessato,
e dimostrato, lui non ci ha creduto. E l’ho mandato in crisi. E vedermi
preoccupata per Angel gli ha dato il colpo di grazia. Non faccio altro che sentirmi
in colpa da allora. E pensare: “E se lui non mi amasse più?”
“Bip Bip”
L’avviso di un sms in arrivo mi distoglie da questi cupi pensieri e mi
fa balzare il cuore in gola. E se fosse..lui? Afferro il cellulare e leggo il
messaggio. Un ombra di delusione attraversa il mio sguardo. È solo mia
sorella. Beh..dovrei essere felice di sentirla. Di sapere come sta, che sta
facendo. Sono mesi che non ci vediamo. Lei ha preferito rimanere in Italia quando
io invece me ne sono tornata in California. A fare cosa poi? A rimuginare più
che altro. A rivedere i luoghi dove sono stata con lui. E ad aiutare Angel con
il suo lavoro. Angel! Maledizione. Persa com’ero nei miei pensieri mi
sono dimenticata che gli avevo promesso che sarei passata da lui..prima dell’appuntamento.
Mi do un ultimo sguardo allo specchio, un velo di lucida labbra, una sistemata
ai capelli e volo fuori casa. Ignoro l’auto parcheggiata sul vialetto
e che Angel, in un attimo di follia mi ha comprato, e mi dirigo verso la fermata
della metropolitana. Ormai è risaputo Buffy Summers e i motori non vanno
esattamente d’accordo. Solo mi chiedo perchè Angel abbia insistito
per venire a vivere proprio a Beverly Hills, così lontano dal Down Town,
dove lavora.
Quando arrivo lui mi sta aspettando in atrio. Insieme a lui ci sono Fred, Wesley
e Cordelia. Cordy sembra avere l’aria raggiante. Che Liam si sia finalmente
deciso a dichiararle il suo amore? E a regalarle quel benedetto anello che conserva
da..una vita? Mi ha tormentato per settimane, chiedendomi se secondo lui andava
bene, se a lei sarebbe piaciuto. Grazie al cielo ora il tormento finirà.
Certo che ha scelto davvero la giornata giusta. Del resto è la festa
degli innamorati. Inconsapevolmente stringo la scatolina di velluto che contiene
il mio regalo per lui. Chissà se questa sarà anche la mia festa
degli innamorati.
La riunione è breve. C’è una strana agitazione nell’aria.
Tutti sono ansiosi di..festeggiare. Tutti sono felici e innamorati. Fred ha
Wesley, Angel ha Cordelia. Persino Dawn, quando l’ho sentita l’ultima
volta, mi ha detto che ha iniziato ad uscire con Andrew. Per non parlare di
Willow, che pare abbia rivisto Oz. Solo io sono...sola. Il tempo scorre veloce
e inesorabile. Il sole sta calando, il tramonto si avvicina e l’aria si
fa frizzante. Mi stringo nella giacca. Per fortuna ho deciso di indossarla.
Da quando l’ho conosciuto mi è venuta la passione per le giacche
di pelle. Solo che a lui stanno meglio che a me. Lui, con il suo spolverino
di pelle sembra un angelo. Un angelo della notte, bellissimo e maledetto. È
questa, credo, la prima impressione che ho avuto di lui, quando lo vidi, per
la prima volta, quella notte di tanti anni fa. Forse ero già innamorata,
solo che non me n’ero resa conto.
“Sei nervosa?” La voce di Angel mi fa sussultare. Alzo lo sguardo,
mi guardo intorno. E mi rendo conto che siamo rimasti solo io e lui. Cordelia
è appoggiata alla sua Viper, parcheggiata poco lontano, e lo attende.
“Buff?” Scuoto il capo, chiudo gli occhi e li riapro, cercando di
concentrarmi sul presente.
“Sì.” Dico finalmente. E la mia voce risulta poco più
di un sussurro. “Sono nervosa.”
La sua mano fresca mi solletica la pelle, quando la avvicina al mio viso per
carezzarmi piano la guancia.
“Andrà tutto bene.”
“Ne sei sicuro?” domando, poco convinta. “Credi che verrà?”
Liam annuisce, e sorride. È così bello quando sorride. Non me
ne ero mai resa conto. Forse perchè non aveva mai sorriso così
apertamente, prima d’ora. Forse perchè non era mai stato veramente
felice. Cordelia è una ragazza fortunata.
“Lui ti ama, Buffy..” sento che dice. Mi sorride di nuovo e poi
se ne và.
Rimango a guardarli finché non spariscono dalla mia vista. Sono così
una bella coppia. Sospiro e mi dirigo alla fermata della metropolitana. È
ora di andare.
Meno di dieci minuti dopo sono a Malibù. Il sole è ormai tramontato
e il cielo si è colorato di una tenue sfumatura dorata, che diventa più
scura man mano che si avvicina all’orizzonte. Vedo comparire le prime
stelle. Con passo malfermo scendo in spiaggia. Decisamente i tacchi non sono
l’ideale per camminare sulla sabbia. Mannaggia a me che ho deciso di indossarli.
Sono quasi arrivata quando lo vedo e..mi paralizzo. È in contro luce
ma lo riconosco subito. È lui. È Spike.
***
Sono uno stupido. Uno stupido maledettissimo idiota. L’ho fatta piangere.
Ancora. Maledizione. Ho rovinato tutto un'altra volta con la mia stupida gelosia
e mancanza di fiducia in lei. Ma perchè non sono stato zitto e non ho
semplicemente goduto del momento?
Il mio cuore sembrava impazzito quando ho ricevuto l’sms. Poche righe,
se così le vogliamo chiamare, in cui mi dava appuntamento qui, a Malibu.
All’inizio non ho nemmeno fatto caso alla data. Non avevo pensato..al
mio compleanno. Neanche me lo ricordavo. Come fai a ricordarlo quando non lo
festeggi da..una vita? E poi è San Valentino. Abbasso lo sguardo, frustrato.
E noto qualcosa che brilla in mezzo alla sabbia bagnata e la schiuma del mare.
Mi accuccio e la prendo tra le dita. È il regalo di Buffy. Una croce
celtica d’oro bianco. Deve conoscermi davvero bene. Ho sempre adorato
le croci. Ne ho sempre avuto una forte attrazione, anche se il semplice contatto
mi bruciava..un tempo. La stringo in mano. Brucia ancora. Ma per ragioni diverse.
Brucia perchè mi ricorda che lei era venuta qui con le migliori intenzioni.
E io ho rovinato tutto.
“Ti ho vista sai, alla Wolfram&Hart. Non avevi detto di aver chiuso, con quella vita?”
Ricordo ancora le parole gelide e taglienti che le ho rivolto. E tutto per un maledettissimo equivoco. Se solo non fossi stato là oggi. Se solo non l’avessi vista. E non avessi frainteso.
“Sto solo aiutando Angel con le ragazze.”
Eccola lì la spiegazione. Semplice e cristallina. Buffy è sempre stata altruista. Pronta ad aiutare. E ha aiutato anche me. Mai come in quest’ultimo anno ha provato in tutti i dannatissimi modi per starmi vicino. Per dimostrarmi il suo amore. Pensavo di averlo superato. Pensavo di riuscire a fidarmi di lei, dopo tutto quello che era successo in passato. Invece no. Quella di quest’estate è stata solo una meravigliosa e breve parentesi. Parentesi che ho rovinato con il mio dannato comportamento. Se solo..
“Dannato Inferno!”
Devo fare qualcosa. Non posso rimanere qui, con le mani in mano. Guardo il
cielo. Forse sono ancora in tempo per salvare la serata. Per farmi perdonare.
Prima di ripartire. Allaccio la catenina al collo e abbandono la spiaggia. Ora
il contatto non brucia più. Corro verso l’auto che ho noleggiato
stamattina all’aeroporto e inizio a vagare per Los Angeles. Mi accendo
una sigaretta e penso a dove potrebbe essere lei. Forse è andata da Angel.
O forse è tornata alla Wolfram&Hart. La prima tappa è la dannata
sede degli avvocati del diavolo. E sono fortunato. È là. Sta discutendo
animatamente con un ragazzo alto e bruno. Lo riconosco anche se è di
spalle. È Liam. Scendo dall’auto e corro verso di loro. Lei si
volta e mi vede. Ha gli occhi pieni di lacrime. Il mio cuore impazzisce. E la
mia anima urla di dolore.
“Buffy!!” grido e cerco di afferrarla. Ma lei è più
veloce di me. Si volta e corre via. Cerco di seguirla ma Angel si frappone a
noi e mi blocca.
“Angel maledizione lasciami andare!!” Ringhio divincolandomi dalla
sua presa ferrea. Ma lui mi stringe e mi trascina verso un bar lì vicino.
“Spike, calmati..” dice pacato, facendomi sedere. E poi ordina un
caffè. “Prendi qualcosa?” domanda guardandomi. Io alzo un
sopracciglio, sbuffando. Perché diavolo stiamo perdendo tempo? Sono tentato
di ordinare un whisky ma devo rimanere lucido.
“Un bicchiere d’acqua..” borbotto e mi accendo un'altra sigaretta.
Liam sorseggia il suo caffè e attende che mi calmi.
“Si può sapere che ti è preso?” mi chiede, dopo qualche
minuto.
Fisso un punto indefinito oltre la sua spalla, senza avere il coraggio di incrociare
i suoi occhi. Sospiro, cercando di fare ordine nel groviglio dei miei sentimenti.
Inconsapevolmente sfioro la croce adagiata sul mio petto.
“Non lo so, Liam..” mormoro alla fine. E finalmente alzo lo sguardo
su di lui. I suoi occhi neri mi scrutano attenti. Scuoto il capo, rassegnato.
“Non lo so che mi è preso. Oggi sono passato di qui, prima di andare
alla spiaggia.” Bevo un sorso d’acqua. Sento la gola in fiamme.
“E l’ho vista. E ho creduto…” mi fermo di nuovo, riprendendo
fiato.
Ora è Angel a scuotere il capo lentamente. “Le ho chiesto io di
aiutarmi, finché non rintracciamo Faith. Aveva bisogno di tenere occupata
la mente.”
“Lo so..”
Sento gli occhi inumidirsi di lacrime. Maledizione. “Che posso fare?”
domando. Angel mi sfiora una mano.
“Non è ancora tutto perduto. Ma devi darmi retta senza obiezioni,
ok?”
Lo guardo socchiudendo le palpebre, confuso e diffidente. Che diavolo gli è
venuto in mente ora?
“Mi stai rovinando la serata di San Valentino con Cordy, spero ne valga
la pena..” aggiunge, poi si alza. “Allora?” chiede, impaziente.
Io annuisco, e lo seguo.
***
Dovevo immaginarlo che sarebbe finita così. Noi che litighiamo e io che
finisco per piangere, il viso contro il cuscino, che si bagna delle mie lacrime.
Ho deciso. Odio San Valentino e tutto ciò che mi ricorda l’amore.
E tutto ciò che mi ricorda lui. Afferro la croce tra le dita e vorrei
strapparla dal collo. E un singhiozzo mi scuote il corpo. Ricordo come fosse
ieri quando lui me l’ha regalata. L’ho trovata nella tasca del suo
spolverino, e un bigliettino con delle parole degne di un poeta. Non l’ho
mai tolta, da allora. E decido che non la toglierò adesso. Mi volto su
un fianco e guardo le ombre che si allungano dalla finestra aperta.
A quest’ora avremmo potuto essere in qualche posto carino a festeggiare
la nostra festa. E invece sono qui, sola a piangere. Chissà che ore sono.
Quando ho lasciato la spiaggia era appena trascorso il tramonto. Angel mi ha
trovato sconvolta in un bar vicino la W&H. Dove lui mi ha raggiunto. Per
fortuna c’era Liam a dividerci, altrimenti credo che, furiosa com’ero,
avrei potuto picchiarlo.
“Bip Bip”
L’avviso di un sms mi distrae dai miei pensieri. Afferro il cellulare e leggo il messaggio. Il cuore mi balza in gola quando vedo il mittente. È Spike.
“Dammi un'altra possibilità. Ti aspetto tra un’ora al ristorante da Joe.”
Deglutisco e mi asciugo gli occhi, ancora bagnati di lacrime. Leggo di nuovo
il messaggio. Mi alzo e con passo tremante mi avvicino alla finestra. Ho un
disperato bisogno d’aria. Non mi sarei mai aspettata una mossa simile,
da parte sua. E ora non so che fare. Accetto? Rifiuto? Vado all’appuntamento
e poi lo tratto come lui ha trattato me oggi? Maledizione. Un ora è troppo
poco per decidere. Stringo il cellulare. Apro di nuovo il messaggio e lo rileggo.
Scuoto la testa. E i minuti scorrono velocemente. Devo decidere in fretta. Rientro
in camera e accendo la luce. Lo specchio di fronte al letto rimanda la mia immagine
riflessa. Sono ancora vestita. Anche se la mia testa assomiglia ad un nido e
il mio viso ad un panda. Insomma sono un completo disastro.
Mi siedo di nuovo sul letto, sospirando. Forse è meglio che mi faccia
una doccia e mi infili un pigiama. E passi la serata a deprimermi guardando
un film strappalacrime con una tazza di cioccolata in mano. Ho ancora il telefono
in mano quando inizia a squillare. Di nuovo il cuore mi va in gola. E non ho
il coraggio di guardare chi mi sta chiamando. Premo il tasto verde e rispondo.
“Buff..” la voce rassicurante di Angel mi giunge all’orecchio.
“Angel, sei tu..” dico, con un sospiro di sollievo e una punta di
dispiacere.
“Sì, volevo sentire..uhm..come stai..” dice, e pare stia
balbettando.
Aggrotto le sopracciglia, confusa. E ho come l’impressione che ci sia
qualcosa sotto.
“Vuoi dirmi qualcosa, Angel?”
Lo sento sospirare dall’altro capo del filo.
“Concedigli una possibilità.” Dice poi d’un fiato.
E riattacca, lasciandomi più confusa di prima.
Mi sdraio sul letto e chiudo gli occhi, esasperata. Cosa devo fare? Seguire
il mio istinto e il consiglio di Angel e andare, o seguire la ragione e..deprimermi?
So già che qualunque decisione prenda me ne pentirò in futuro.
D’improvviso spalanco gli occhi e mi alzo. Tolgo il vestito, cerco qualcosa
nell’armadio e mi chiudo in bagno.
La decisione è presa!
Mezz’ora dopo un taxi si ferma davanti al ristorante da Joe. Scendo dall’auto
traballando sui miei tacchi a spillo e muovo qualche passo. Alzo il viso e osservo
le stelle che punteggiano il cielo. È una notte incredibilmente calma
e serena. Mi guardo intorno e vedo solo coppie innamorate che passeggiano tenendosi
per mano. Chissà se questa sarà la volta buona per me e Spike.
Non abbiamo mai passato una serata romantica insieme. Tranne quella volta l’estate
scorsa. Ma abbiamo finito col litigare. Come sempre. Le gambe mi tremano mentre
avanzo verso il ristorante. Stringo tra le dita la croce con la speranza che
mi infonda coraggio. È incredibile. Ho affrontato di tutto in questi
anni e ho paura di uno stupidissimo appuntamento. Ma forse sono ancora in tempo
per andarmene. E passare la mia serata di San Valentino a deprimermi. Non faccio
in tempo a formulare questo pensiero che lo vedo. È fermo davanti all’entrata,
elegantemente appoggiato ad una colonna. Ed è bellissimo. È vestito
completamente di nero, ma sotto la giacca spunta una camicia candida che gli
illumina il viso. E in mano ha un grazioso mazzo di roselline bianche. Mi fermo,
emozionata, a pochi passi da lui e aspetto che dica qualcosa. Il mio cuore fa
un balzo in gola quando lentamente e senza dire una parola prende la mia mano
tra le sue e ne sfiora il dorso con le labbra, come un perfetto cavaliere d’altri
tempi. E in fondo lo è. Poi mi guarda sorridendo dolcemente e mi porge
i fiori.
“Sei bellissima.” Sussurra inchinandosi appena verso di me. Dalla
camicia aperta la croce brilla sul suo petto. E io mi sento sciogliere.
***
“Sei bellissima” mormoro, emozionato. E le offro il braccio per
accompagnarla dentro. Ricordi di una vita passata che non mi appartiene più.
Mentre entriamo ringrazio mentalmente Angel. Se non fosse stato per lui ora
sarei ad ubriacarmi in qualche bar. Invece in poche ore è riuscito ad
organizzare tutto questo. Potere della Wolfram&Hart. Ha affittato per una
sera l’intero locale solamente per noi. E ho il sospetto che in realtà
questa serata lui l’aveva preparata per Cordelia. Qualcosa mi dice che
gli devo più di un ringraziamento. Gli devo la vita. E dire che sono
quasi inorridito quando mi ha costretto a indossare questo completo che mi fa
assomigliare ad un pinguino.
Scorto Buffy al tavolo in silenzio. Non so cosa dire. Il mio cervello è
completamente vuoto e le parole bloccate in gola. Non faccio altro che guardarla
in adorazione, sperando che i miei occhi parlino per me. Devo ritenermi fortunato,
che abbia accettato il mio invito, dopo quello che è capitato oggi. Pensavo
che mi avrebbe mandato al diavolo, letteralmente. E invece, eccola di fronte
a me, scintillante nel suo abito rosso, con i capelli sciolti sulle spalle,
come piacciono a me. La accarezzo con lo sguardo e le prendo la mano, allungando
il braccio attraverso il tavolo. Vorrei farle dimenticare chi siamo e il mondo
che ci circonda, almeno per questa notte. Solo io e lei. William ed Elisabeth.
Due ragazzi innamorati. Lei mi stringe la mano e mi osserva, silenziosa almeno
quanto me. Darei non so cosa, per conoscere i suoi pensieri.
Arriva il cameriere e interrompe la nostra conversazione fatta di sguardi e
carezze. Di colpo ritorno alla realtà. Lascio la sua mano e ordiniamo
la cena. Quando lui se ne va cala di nuovo il silenzio, ma l’atmosfera
magica di poco prima è irrimediabilmente rotta. E un velo d’imbarazzo
cala su di noi. La vedo torturare il tovagliolo mentre io picchietto il tavolo
con le dita, nervoso. Dannato cameriere.
“Buffy..”mormoro. “Spike..” sussurra lei nello stesso
istante. E insieme scoppiamo a ridere. E il ghiaccio è di nuovo rotto.
Ceniamo chiacchierando piacevolmente, evitando di tacito accordo argomenti delicati.
Nessuno dei due accenna al litigio di questo pomeriggio. Come se volessimo lasciare
volutamente fuori la realtà. Come se vivessimo un bellissimo sogno. Dopo
cena passeggiamo tenendoci per mano. Buffy si stringe a me e io le passo un
braccio attorno alla vita. Inconsapevolmente raggiungiamo la spiaggia. La notte
stellata illumina il nostro cammino sulla sabbia e finiamo col sederci nel luogo
del nostro litigio.
Il tenue rumore delle onde che si infrangono sul bagnasciuga accompagnano delicatamente
il nostro silenzio, rotto improvvisamente dalla sua voce.
“Indossi il mio regalo.” Sussurra, e sfiora con delicatezza la croce.
Le sue dita lambiscono la mia pelle e fremo. Annuisco.
“Anche tu..” e le accarezzo il viso. Mi avvicino a lei e la bacio.
“Perdonami per oggi. Sono stato uno stupido.” Sospiro, le mie labbra
sulle sue.
“Non importa.” Dice lei. E la sua voce trema. Le lacrime brillano
nei suoi occhi.
No. No. No. Amore non piangere. Non ancora. Niente più lacrime. Niente più dolore.
Le asciugo le lacrime con le dita. Lei prende la mia mano e ne bacia il dorso,
poi risale, lasciando una scia di baci sul polso, e lungo il braccio, per raggiungere
il mio viso, e le mie labbra.
“Resta con me, stanotte.” Sussurra, e il bacio si approfondisce.
La sua lingua gioca con la mia, mentre le sue mani vagano sul mio corpo. E io
fremo di piacere.
“Buffy..” ansimo, ritrovandomi a corto di fiato. E inizio ad accarezzare
le sue curve. La faccio sdraiare sulla sabbia e mi stendo su di lei, facendo
leva sulle braccia per non pesarle addosso.
Ci sarà tempo, per le spiegazioni. Ci sarà tempo per i chiarimenti,
per parlare. E per tornare insieme. Ma non stanotte. Stanotte voglio vivere
nel mio sogno. Stanotte voglio essere solo un uomo innamorato della sua donna.
La mia croce tintinna con la sua mentre mi abbasso per incontrare di nuovo le
sue labbra. Le accarezzo le spalle nude e scendo a sfiorarle la scollatura.
La sua mano si insinua nei miei pantaloni, sfiorando la mia erezione. E gemo
di piacere. Lentamente le sfilo il vestito mentre lei mi libera della giacca
e della camicia. Scendo a baciarle il collo mentre lei armeggia con la mia cintura.
E mi sfila i pantaloni. Il mio corpo aderisce al suo. Lei si aggrappa alle mie
spalle e mi circonda la vita con le gambe. La mia erezione sfiora la sua apertura,
calda e pronta per me.
“Spike..” la sento gemere e io cedo. In un attimo sono dentro di
lei, e finalmente mi sento completo. La bacio ancora, mentre lentamente inizio
a muovermi, dondolando i fianchi. Buffy si muove con me e la nostra danza d’amore
si fa sempre più veloce e frenetica. Sento il suo cuore battere furioso
nel petto e sembra battere anche per me. Raggiungiamo insieme il culmine e io
nascondo il viso sul suo collo, mordendola leggermente.
Mentre riprendo fiato sento le sue dita accarezzarmi i capelli e io vorrei piangere
di felicità. Non è mai stato così speciale, fare l’amore
con lei. Posso dire di aver vissuto la notte più bella della mia vita.
Rotolo su un fianco, uscendo da lei, e la porto su di me. Mi abbraccia, appoggiando
il viso sul mio petto e io le accarezzo i capelli. Rimaniamo abbracciati per
un lungo momento poi si solleva e mi guarda, gli occhi che brillano.
“Ti amo, William..” dice e mi sfiora le labbra con un bacio.
“Ti amo anche io..” sussurro e chiudo gli occhi. Lei si stringe
a me e improvvisamente non ho più paura. Ci sarà tempo, per chiarire,
per parlare. E ogni problema lo supereremo. Insieme. Per l’eternità.
Fine
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