Hush
Subject: Remake di Episodio.
Warnings: No.
Rating: NC17.
Genere: Romance.
Lunghezza: Ficlet (3748 parole)
Storyline: Episodio 2x10 'Hush'.
Summary: Remake Spuffy di Hush
Disclaimer: Non possiedo niente, ecc ecc ecc.
Permesso dell'autrice: I am honored that you want my fics for your site. You can absolutely keep them there. I have never said no to anyone who wanted to archive my stories. As long as my name is listed and they are not being plagerized I have no problem. Thank you soo much!! Barbara/Jerzeyanjel
Link per la ff originale: Episodio 2x19 'I Only have eyes for You'
Buffy entrò nel bagno del suo dormitorio attraversando un atmosfera molto quieta. Notò una ragazza piangere nel corridoio, voleva chiederle cos’aveva ma pensò che non era il caso e tornò nella stanza. Willow iniziava ora a svegliarsi e sorrise.
“Buongiorno” disse Buffy, e poi si afferrò la gola. Guardò Willow con occhi spalancati. Willow sembrava nel panico mentre si afferrava la gola a sua volta.
‘Sono diventata muta?’ disse boccheggiando a Buffy.
Buffy scosse la testa ‘Non penso’.
In un simile panico, dall’altra parte della città, Xander urlava, o almeno provava ad urlare a Spike. Spike sedeva, legato alla sua poltrona cercando di urlare a Xander che non era colpa sua quando comprese che nemmeno lui aveva voce.
‘Che diavolo sta succedendo?’ si chiese Spike mentre guardava Xander uscire di testa. Continuò a urlare e Spike alzò due dita come se stessero giocando a charade. Fu difficile non ridere quando Xander prese il telefono per chiamare qualcuno e si rese conto di non poter parlare.
Spike ebbe una risata silenziosa guardandolo.
‘Idiota’
* * *
Buffy e Willow attraversarono Sunnydale mano nella mano. Guardavano tutti e tutto. Nessuno aveva la pripria voce un gruppo di persone pregavano insieme leggendo la bibbia, altri correvano, un uomo vendeva lavagnette da appendere al collo. Willow e Buffy rotearono gli occhi.
* * *
La porta di casa Giles si aprì ed entrarono le due donne, con delle lavagnette al collo. Giles si avvicinò a Buffy stringendole le spalle teneramente mentre lei gli sorrideva. Xander saltò e vorse da loro. Willow sussultò e scrisse qualcosa sulla lavagnetta.
“Ciao Giles” c’era scritto. Giles sorrise e abbracciò Willow.
Buffy si guardò attorno e notò che sulla sua scrivania c’era scritta la canzone che aveva sentito nella sua testa un paio di giorni prima
‘Scoperto qualcosa?’ gli indicò.
Giles scosse negativamente la testa. Buffy guardò ancora il foglio per rileggere.
Xander iniziò a schioccare le dita per ottenere l’attenzione, poi alzò il volume della TV.
“Novità a Sunnydale, California, l’intera città è stata messa in quarantena per una strana epidemia di laringite. Sembra che tutta la città sia incapace di parlare. Ancora non ci sono ipotesi su cosa può averla causata o su quali possono essere gli effetti. Le autorità locali stanno facendo il possibile. Nel frattempo, Sunnydale è stata completamente sigillata. Le scuole e i negozi sono stati chiusi, tutti i residenti sono avvisati di stare in casa. Nessuno può uscire dalla città finchè la sindrome non è definita”
‘Cosa?’ cercò di dire Xander guardando incredulo lo schermo.
Buffy prese la lavagnetta e scrisse. Si voltò verso Giles con sguardo determinato.
‘Servono ricerche! Devo andare in città stanotte!’
Giles scosse leggermente la testa ‘Perchè?’
‘Perchè ci sarà caos’
Buffy lo guardò con occhi che dicevano chiaramente ‘Perchè sono la cacciatrice’
Lui annuì, i suoi occhi le dicevano di fare attenzione.
Buffy andò verso Spike che usciva dal bagno e gli prese la mano. I suoi occhi blu guardarono i suoi interrogativamente. Lentamente i suoi occhi si spostarono alle sue labbra, e la vide dire ‘Ti voglio con me’.
Spike annuì lentamente e la seguì fuori dalla porta, nessuno dei due fece caso al fatto che ancora gli teneva la mano.
* * *
La città era in tumulto quella notte. Le persone combattevano, un uomo stava sdraiato a forma di croce lungo la strada. Un idrante antincendio era aperto, l’acqua volava in aria. Buffy e Spike si scambiarono uno sguardo e continuarono a pattugliare. Camminavano uno a fianco dell’altro, le loro braccia si sfregavano nel cammino. Assunsero uno sguardo predatorio, i loro occhi cercavano qualunque cosa fuori dall’ordinario.
Buffy continuava a lanciare occhiate a Spike con la coda dell’occhio. Ancora non sapeva perchè lo aveva preso con se di tutti quelli a cui lo poteva chiedere. Aveva un attrazione nascosta per lui che non era così segreta. Lui aveva la capacità di guardare dritto attraverso di lei come se conoscesse ogni suo pensiero. All’inizio la infastidiva, ma ora la faceva sentire al sicuro se era fatto per buoni scopi. Era dal loro brevissimo fidanzamento che non riusciva a guardarlo allo stesso modo. Sognava i loro baci, i loro corpi premuti insieme mentre nell’ombra si attorcigliavano come animali.
Essere innamorata di Spike era allarmante ma allo stesso tempo era incantevole, riempitivo. Le dava una tenue sensazione nel corpo, che le scivolava nelle vene, la faceva sentire viva. Più di quanto Angel non avesse mai fatto.
Notò Spike guardarla come se la studiasse.
‘Cosa?’ chiese, muovendo la bocca senza che le parole uscissero.
Spike scrollò le spalle e continuò a guardare davanti a se. sapeva che stava pensando a lui. Lo capiva, il battito del suo cuore rea accelerato e si era avvicinata, le loro gambe sfregavano nel cammino.
La magia lo aveva contagiato allo stesso modo. Ovviamente Buffy non era mai stata lontana dai suoi pensieri, ma ora non riusciva a smettere di pensare alla maledetta ragazzina. I vampiri normalmente non sognavano ma Spike si. Ogni fottuta notte. I suoi baci lo avevano avvelenato, impedendogli di avvicinarsi ad altre. Voleva Buffy, solo Buffy. Nessuno poteva essere comparato alla piccola donna accanto a lui. Il suo cuore morto saltò quando si voltò a guardarla.
E lei arrossì.
Camminavano nei vicoli tra gli edifici guardando qualunque cosa fosse sospetta, guando Spike l’afferrò premendola contro una rigida parete di mattoni.
Buffy lo guardò curiosa e non combattè quando lui si sporse verso di lei. Sfregò a malapena le labbra su quelle di lei, un leggero assaggio, come anticipazione. Le sue lunghe dita trovarono la via nei suoi morbidi capelli biondi mentre approfondiva il bacio. Era lento, la riempiva di ogni sensazione di lui.
Le mani di lei raggiunsero il suo viso, prendendogli le guance mentre approfondiva il bacio, la lingua di lui implorava di entrare nella sua calda bocca. Aprì le labbra leggermente e la sua lingua scivolò dentro, passando su quella di lei in una danza seducente. La premette più forte contro la parete, appoggiandovi il proprio corpo. Il suo ginocchio le si insinuò tra le gambe, che lei aprì volontariamente. Il suo freddo corpo premeva sul suo ma invece di raffreddarla le faceva venire sempre più caldo. Mentre Buffy iniziava a sfregare il proprio corpo, i suoi sensi di cacciatrice si accesero. Il suo collo tremò mentre una rima familiare le passava per la mente.
“Non puoi urlare
Non puoi gridare
I gentiluomini stanno arrivando
Spiano dalle finestre
Bussano alle porte
Gliene servono sette
E potrebbero prendere il tuoi
Non puoi chiamare la mamma
Né dire una parola
Morirai gridando, ma nessuno ti sentirà”
Buffy ruppe il bacio con un sussultò e guardò nel vicolo mentre due uomini lo passavano quasi volando. La loro pelle pallida splendeva nella luna crescente, le loro bocche formavano un permanente sorriso. Buffy fece un passo indietro appoggiandosi al freddo torace di Spike, il quale guardò stranamente gli uomini e poi di nuovo Buffy.
‘Giles!’ boccheggiò lei mentre gli prendeva di nuovo la mano e tornavano a casa dell’osservatore.
* * *
Avevano detto, o meglio scritto, cos’avevano visto sulla loro lavagna. Giles aveva promesso che avrebbe lavorato sulla filastrocca e scoperto quello che poteva sugli spaventosi uomini fluttuanti. Buffy finì per portare Spike al dormitorio con lei quella notte. Giles aveva con se Gloria e Anya voleva passare la notte con Xander. Così Buffy e Willow avevano deciso di portare Spike con loro. Si erano assicurate di tirare le tende e metterci sopra delle lenzuola per non trovarsi la mattina con una pila di cenere sul pavimento. Spike sorrise grato e si sistemò sui panni che gli avevano sistemato a mo di’ letto.
Willow crollò appena appoggiata al cuscino. Dormiva come se non le importasse altro al mondo. Buffy, d’altro canto, si era girata e rigirata. I suoi sogni erano pieni di immagini di lei e Spike nudi, che si baciavano, che facevano l’amore. Si svegliò una volta sussultando, con le lenzuola appiccicose tra le sue cosce di seta e una sensazione di calore in quella zona. Aveva il viso arrossato, con leggere tracce di sudore.
Trattenne leggermente il fiato guarando l’area attorno a se. Vedeva che il sole era sorto, le lenzuola che coprivano le finestre erano schiarite per la luce. La stanza era ancora scura e vide che Wllow dormiva ancora. Allora guardò Spike. Dormiva sul pavimento tra i due letti, su un fianco, verso Buffy. Teneva un cuscino stretto e ruggiva leggermente nel sonno. Buffy sorrise e si allungò per toccare i riccioli biondo platino che erano diventati scomposti. Saltò quando lui le afferrò il polso, tirandola giù con lui.
I suoi occhi si aprirono lentamente, rivelando due occhi blu profondi. Sentiva la sua eccitazione. Diavolo, era rimasto sveglio per tutto il tempo in cui si era rigirata nel letto. Si era seduto a un certo punto per capire le parole che cercava di dire. Il suo nome era in cima alla lista. Era all’apice di un fantastico orgasmo quando si svegliò col corpo scosso. Spike aveva fatto appena in tempo a fingere di nuovo di dormire quando si era alzata. Avrebbe voluto che potesse parlare per sentire i gemiti, e sentirla gridare il suo nome mentre veniva. Spike le lasciò il braccio, per afferrarle i fianchi. Buffy spalancò gli occhi mentre lo sentiva iniziare a sfregarsi contro di lei, la dura linea della sua eccitazione era prominante nei suoi jeans neri. Buffy sussultò silensiosamente mentre chiudeva gli occhi. I chiari segni del suo precedente orgasmo tornarono fuori rapidamente mentre Spike continuava a spingersi contro di lei. Le lasciò andare i fianchi e si girò per mettersi sopra di lei.
Buffy allacciò le manu ai suoi capelli quasi bianchi e lo tirò per baciarlo. Lo attaccò con una fame che non sapeva di avere. Spike si arrese alle sue labbra mentre lei graffiava coi denti il suo labbro inferiore facendolo tremare di desiderio. Il corpo di lui iniziò a spingere contro di lei di nuovo e lei rispose allacciando le gambe intorno alla sua vita. Si mosse contro di lei, spostando i fianchi per colpirle la clitoride col suo osso pubico. Buffy lo morse più forte mentre il suo corpo si avvicinava di nuovo all’apice.
Willow scelse quell’esatto momento per girarsi nel letto, guardando il vampiro e la cacciatrice avvinghiati a terra. Spike si spostò e Buffy saltò sui piedi pe controllarla. Spike colse l’attimo per sistemare la sua erezione più comodamente nei suoi stretti jeans. Willow sembrava aver avuto un incubo di qualche genere e Buffy la stava calmando.
Spike le guardò chiedendo implicitamente se Willow stava bene. Buffy annuì e arrossì guardando il graffio che aveva lasciato sul suo labbro.
‘Più tardi Cacciatrice... più tardi’ si giurò Spike.
* * *
Il sole se n’era andato dal cielo e Buffy e Spike tornarono di nuovo in città. Erano appena usciti da un incontro con Giles tenuto in una classe della UC Sunnydale. Avevano scoperto qual’era il lavoro dei ‘gentiluomini’. L’unico modo in cui potevano essere fermati era per l’urlo di una principessa. Buffy aveva chiesto come poteva riavere la sua voce. Giles aveva crollato le spalle e detto a Buffy di pattugliare ancora quella notte. Buffy aveva annuito indicando che portava Spike con se.
Allora di nuovo, stavano camminando per la città, la tensione sessuale tra di loro era praticamente tangibile. Si rubavano sguardi. Spike pensava continuamente a come trovare un posto dove finire quello che avevano iniziato quando sentì un suono. Era molto debole, ma i suoi sensi di vampiro lo colsero immediatamente. Buffy si tese accanto a lui, e lui capì che anche lei l’aveva sentito. Si guardarono, mentre il suono aumentava. Entrarono immediatamente in formato da battaglia, formazione a due, schiena contro schiena, sorvegliando l’area circostante.
Spike li vide per primo. Due farse di uomini, che camminavano in modo strano e indossavano delle giacche ordinate. Il suono era di catene con cui trascinavano un altro uomo. Spike toccò Buffy perchè si voltasse. Gli uomini non sembravano notare Buffy e Spike avvicnarsi. Dietro a questi fluttuavano i ‘gentiluomini’, tenendosi le mani e sorridendosi a vicenda. Non notarono ne il vampiro nè la cacciatrice.
Spike le mise le mani sulle spalle e la voltò perchè lo guardasse.
‘Io li seguo’ le indicò.
Buffy iniziò a scuotere la testa per dire no quando le labbra di Spike si scontrarono con le sue. Le sfregò le labbra con le proprie, implorandole di rispondere al bacio. E lei rispose, in punta di piedi e in fiero abbandono. Allora lasciò la presa sulla sua bocca e appoggiò la fronte a quella di lei. Buffy annuì lentamente mentre lui strofinava le labbra sulle sue. Lui sorrise e si voltò, andando nella direzione dei Gentiluomini.
Buffy sospirò e si toccò la bocca.
‘Mio Dio adoro queste labbra’ pensò andando nella direzione opposta.
Spike attraversò il centro della città verso la vecchia torre dell’orologio. Aveva pedinato gli uomini fluttuanti finchè erano spariti dalla sua vista. Anche i suoi sensi di vampiro non li trovavano più. Si fermò in mezzo alla strada e guardò il grande orologio bianco. Vide dei movimenti e decise di controllare. Camminò attentamente mentre si avvicinava alla torre. Vide altri movimenti e continuò.
Appena entrato fu attaccato da strane guardie. Spike ne colpì una e fece per tenersi la testa ma il chip non diede problemi. ‘Questo è strano’ pensò mentre colpiva di nuovo. La guardia cadde a terra mentre Spike si girava arrivando faccia a faccia con Buffy. Si guardarono per un secondo prima di voltarsi verso le altre guardie. I Gentiluomini stavano in piedi a guardare in silenzio la battaglia di fronte a loro. Buffy gu bloccata, una guardia le teneva le braccia e la sbatteva forte contro una parete di fronte ad una tavola.
Notò la scatola del suo sogno, quella che teneva la bambina. Colpì la parete ed ebbe l’attenzione di Spike. Vide cosa stava fissando e distrusse la scatola. Una scia di luce bianca folò e Buffy gridò, con voce forte e trillante. Gridò e gridò, e i Gentiluomini la guardarono attoniti coprendosi le orecchie, mentre le loro teste scoppiavano.
* * *
Spike e Buffy lasciarono il caos che c’era ora alla torre dell’orologio e camminarono nella notte. Entrambi avevano riavuto le loro voci ma nessuno dei due voleva parlare.
“Grazie Spike” disse lei, parlando per prima “Non dovevi aiutarmi ma lo hai fatto lo stesso. Grazie”
Spike scrollò le spalle e continuò col suo silenzio. Non avevano una destinazione in mente quando raggiunsero casa di Buffy. Sua madre era via quindi la casa era vuota.
“Vuoi darti una ripulita?” chiese mentre apriva la porta.
“Grazie” mormorò rimanendo fuori, aspettando l’invito.
Si voltò e lo guardò “Non ho mai revocato il tuo invito, Spike”
Spike alzò il sopracciglio marchiato ed entrò nella casa. Chiuse la porta lentamente e la seguì su per le scale. Buffy si fermò ad un armadio e ne prese degli asciugamani puliti. Si voltò e ne diede uno a Spike.
“Mi piacerebbe di più questo” disse. Buffy sentì le ginocchia diventare deboli quando la sua bocca scese, entrando in contatto con la sua. Le sue labbra fredde si mossero languide sulle sue e lei fece scivolare le braccia intorno al suo collo. Stava per perdere il respiro quando lui si spostò per baciare il suo collo. Il suo respiro freddo le faceva tremare la pelle prima di baciarla teneramente, mordendola leggermente con i denti bianchi. Buffy sussultò e gemette, un suono delizioso per le orecchie di Spike.
Gli asciugamani caddero tra i loro corpi mentre Spike la prendeva tra le braccia e la portava alla sua camera da letto. La fece sdraiare gentilmente sul letto e si tolse il lungo spolverino nero prima di montare sopra di lei.
“Ho aspettato giorni, lunghissimi giorni per averti da sola” mormorò contro la sua bocca prima di catturarle le labbra in un bacio passionale.
Buffy gemette il suo consenso e aprì la bocca per lui, facendo danzare la sua lingua con la propria. Afferrò le sue mani portandosele al seno, i suoi capezzoli lo bruciavano col loro calore. Spike mosse una mano verso il collo della sua maglietta e la strappò, esponendo il reggiseno. Buffy sussultò, abbassando gli occhi verso la maglietta strappata. “Non mi è mai piaciuta comunque” disse mentre ricongiungeva le loro labbra.
Tremò quando le dita di lui trovarono la chiusura del reggiseno e l’aprirono, liberandolo. Spike si spostò dal calore paradisiaco della sua bocca e guardò il suo seno in ammirazione, i suoi capezzoli duri e imploranti di essere roccati. Eseguì e abbassò la bocca sulla punta. La passò sui capezzoli setosi facendola gridare e arcuarsi contro di lui. Buffy si strinse alle sue spalle mentre lui scendeva, leccando, succhiando e arricciando la bocca sul suo seno.
Le gambe di Buffy erano aperte perchè Spike vi si sistemasse, mentre con la bocca continuava l’assalto sui suoi capezzoli. Inconsciamente spinse contro di lui, e il suo membro irrigidito divenne scomodo negli stretti confini dei suoi jeans. Ruggì quando lei spinse di nuovo la sua calda giuntura contro di lui. Lo stava praticamente bruciando vivo e aveva ancora i pantaloni addosso. Spike pensò che fosse troppo e scese sul suo corpo e le slacciò la cerniera, facendole scendere i jeans lungo le gambe e comprendendo che in qualche modo si era tolta gli stivali. Il suo viso venne a contatto col suo monte coperto dalle mutandine e inalò profondamente, il suo odore di eccitazione lo colpì forte, e il suo membro saltò in risposta. Allungò la lingua per leccare la sua entrata attraverso le mutandine. Buffy quasi venne per quel gesto.
“Oh Dio Spike” gemette, passandogli le mani tra i capelli e tenendolo mentre spostava le mutandine e leccava ancora. Trovò la sua clitoride e la succhiò, facendola gridare di nuovo. Era così bagnata che avrebbe potuto annegarvi, e pensò di essere fortunato a non aver bisogno di respirare mentre spingeva la lingua dentro di lei, solleticando la clitoride col naso. La leccò lentamente, assaporandola sulla sua lingua. Buffy strinse le cosce contro le sue gambe mentre un leggero orgasmo le attraversava il corpo.
“Spike! Dio Spike! Ho bisogno di te ora. Ho bisogno di te dentro di me!” gridò mentre si accorgeva di averlo stretto con le gambe e lo liberò. Spike sorrise e si sedette. Si tolse la maglietta bianca e la fissò negli occhi mentre si sbottonava i jeans. Buffy spalancò gli occhi quando si rese conto che non aveva nulla sotto, e il suo membro si liberò dalla costrizione. Le venne l’acquolina in bocca a vedere le sue dimensioni, voleva disperatamente leccarlo ma aveva troppo bisogno di lui per questo. Spike calciò via gli stivali e la guardò.
“Ho bisogno di te... piccolo” sussurrò mentre lui si chinava su di lei. Spike sorrise per quel soprannome e sussurrò, il suo cuore morto si riempì di calore. Le gambe di lei si aprirono mentre Spike vi si sistemava. Buffy era un fuoco di desiderio, di bisogno di essere penetrata da lui. La provocò gentilmente, sfregando la punta del suo membro contro la sua apertura, bagnandosi della sua essenza prima di posizionarsi alla sua entrata.
“Guardami Buffy. Ho bisogno che mi guardi. L’ho voluto per tanto tempo” sussurrò mentre scivolava facilmente dentro la sua stretta fessura. Buffy sussulrò chiudendo gli occhi. Mai prima si era sentita così piena, così desiderata. Spike grugnì chiudendo gli occhi a sua volt, non si era ancora mosso e già voleva venire. La punta del suo membro le colpì la cercice e Spike attese che lei si abituasse alle sue dimensioni, mentre allo stesso tempo cercava di calmarsi.
Buffy allacciò le gambe alla sua vita, mentre iniziava a contorcersi sotto di lui. Lui la baciò, le sue labbra urgenti e selvagge. Mosse leggermente i fianchi e Buffy gemette contro la sua bocca. Uscì, e tornò dentro. Buffy spostò le labbra ed espose il collo. Lui lo baciò e uscì completamente. Buffy piagnucolò per la perdita ma fu presto ricompensata da un altra spinta. Spike le succhiò la vena pulsante del collo mentre i fianchi spingevano contro i suoi. Lo stava bruciando vivo col suo calore e lui lo desiderava.
“Paradiso. L’ho voluto... per così tanto...” gemette lei tra le spinte. Spike rispose mordendo leggermente la sua giugulare. Buffy gemette e strinse il suo membro coi suoi muscoli interni. Spike emise un basso ruggito dal profondo della gola e continuò ad attaccarle il collo. Buffy si tenne alla sua schiena, piantando le unghie sulla sua pelle d’alabastro. Lui lo adorava. Adorava il modo in cui si stringeva a lui, adorava il modo in cui lo voleva. Sapeva di starsi innamorando di lei e si sentì morire quando lei aprì la bocca e gli chiese una cosa che desiderava da morire.
“Mordimi, Spike. Ti prego... mordimi... fammi tua” lo implorò dolcemente, col corpo sul limite dell’orgasmo più intenso che ebbe mai avuto.
“Sei sicura?” le chiese, alzando la testa e guardandola negli occhi. Se possibile i suoi occhi blu si scurirono maggiormente di desiderio al suo silenzioso cenno affermativo. Buffy voltò la testa e afferrò il suo collo, facendolo scendere su di se. Spike lasciò uscire il demone e affondò le zanne nella sua pelle dorata.
“Spike!” gridò lei mentre veniva. I suoi muscoli interni lo serrarono come una morsa, il suo sangue gli riempì la bocca come ambrosia. Buffy mosse la bocca al suo collo e morse forte, facendo uscire sangue. Spike ruggì venendo, riempiendola profondamente del suo seme freddo.
“Mia!” ruggì mentre lasciava le zanne, mentre continuava a spingere dento di lei.
“Mio!” gemette lei assaggiando il suo sangue e leccando i suoi piccoli morsi. Ogni spinta era come un altro orgasmo ormai, mentre continuava a contrarsi attorno a lui. Spike leccò i segni che aveva lasciato e uscì lentamente da lei.
“Lo sai cos’hai appena fatto?” le chiese, spostandole una ciocca di capelli dal viso.
“Ho risposto al tuo reclamo” affermò.
“Lo sai cosa diavolo significa?” le chiese.
“Significa che io appartengo a te. Tu appartieni a me. Come dovrebbe essere”
Spike la guardò incredulo.
“Sono tua Spike” disse toccandogli una guancia.
Spike rispose catturandole le labbra con le prorie e baciandola dolcemente. La sua bocca si riempì d’amore per la piccola donna sotto di lui.
“Ti amo” gli sussurrò, addormentandosi.
La guardò per molto tempo, mentre il suo corpo implorava per dormire ma aveva paura che fosse solo un sogno.
‘Non è un sogno sciocco vampiro, ora dormi. Sarò ancora qui quando ti svegli’ disse la voce di lei nella sua mente.
Spike rise e si arricciò contro di lei, abbracciandola possessivamente mentre si addormentava al suo fianco.
Fine
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