Sweet Sacrifice
Subject: AU (tutti umani).
Warnings: No.
Rating: NC17.
Genere: Angst, Romance.
Lunghezza: Capitolo Unico (18110 parole)
Summary: La solitudine non è scalfita dalla bellezza e dalla ricchezza.
Il silenzio e l' aridità dell' anima come possono essere lenite?
Disclaimer: Non possiedo niente, ecc ecc ecc.
Capitoli: 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24
Appoggiando la fronte all' ampia vetrata della finestra del balcone di camera sua osservò come ogni sera la finestra della villa limitrofa.
Le luci di quella camera erano spente. Da sette anni erano spente.
Da sette anni non aveva più il conforto di quella luce, che le dava la speranza di vincere la sua pazzia.
Un singhiozzo ruppe il silenzio della sua vita.
Ruppe il silenzio della sua perfezione. Della sua maschera che non cadeva, Mai.
Suo padre se ne era andato di casa senza dire nulla, senza darle uno sguardo.
Sua madre godeva della sua vita come sempre, con il suo nuovo marito, forse l' unica persona decente di tutta la sua misera famiglia.
Cosa importava? Nulla, perchè in quel quartiere nessuno soffriva. Perchè lei non aveva il diritto di soffrire.
Era una privileggiata, frivola, popolare ed amata ragazza che aveva il cuore arido e lacerato.
La desolazione in lei era così forte che neanche le lacrime riuscivano a scendere dai suoi occhi smeraldo, una volta così vivi, ed ora opacizzati dalla sofferenza.
Presto tutto sarebbe stato peggio.
Entrambi sarebbero tornati, e lei avrebbe dovuto rafforzare la sua maschera.
Fin ora aveva vissuto in un limbo di dolore e solitudine.
Un secondo singhiozzo le increspò le labbra in una smorfia amareggiata.
Si allontanò dalla finestra sedendosi sul suo letto a baldacchino, stringendo il pugno attorno al lenzuolo di seta bianco.
Quel colore le ricordava la sua fanciullezza.
Un periodo falso, ma ai suoi occhi di bambina, era un momento magico, pieno di amore e di persone che l' amavano.
Poi il mondo era crollato, con semplici parole tutto era cambiato
*Tuo padre ha deciso di andarsene, è un bene per tutti, ed io mi sposo*
Aveva detto semplicemente sua madre
*Dopo il college torneremo e staremo assieme, ti voglio bene lo sai*
La promessa di suo fratello all' aeroporto. Una promessa che lei a undici anni aveva preso come ancora di salvataggio.
Promessa spezzata in neanche sei mesi
*Gli studi ci prendono molto, e mi sono innamorato lo sai, briciola? Sono perdutamente innamorato... Non so se tornerò per il Ringraziamento...*
Non era tornato, non era tornato neanche per Natale.
Le visite sporadiche del fratello e dell' amico da lei tanto attese all' inizio si erano trasformate in un modo per scappare dalla sua gabbia dorata.
Quando loro tornavano da Harvard lei partiva.
Non li chiamava, e quando loro chiamavano, lei si faceva negare.
Da cinque anni non si erano più sentiti. Avevano smesso di cercarla.
Tutti prima o poi abbandonavano.
Si alzò lentamente dal letto ricordando l' ultima volta che aveva sentito suo padre due anni prima
*Hai così tante persone che ti amano, non ti peserà la mia lontananza per costruirmi una nuova famiglia..Un giorno capirai*
Ed aveva attaccato senza dire altro.
Entrò nel grande bagno privato della sua stanza e sedendosi sul bordo della vasca idromassaggio si concentrò nel suo intento, sorridendo felice per ciò che finalmente l' avrebbe resa libera.
Un lieve rumore guastò il suo sogno di pace.
Controvoglia il suo corpo le fece lasciare quell' involucro bianco che aveva avvolto il suo sonno.
Le palpebre erano pesanti, quasi i suoi occhi non volessero rovinare l' incanto del suo mondo onirico in cui si era sentita protetta.
Osservò il soffitto sopra di lei di un verde scuro.
Era tentata di richiudere gli occhi per il contrasto del suo mondo con la realtà.
Lei non voleva questo, voleva solo dormire ed avere la pace nella sua mente.
Cercò di osservarsi attorno e notò subito la figura della sua migliore amica con la faccia poggiata sul letto e la mano destra stretta tra le sue curate mani.
Poco più dietro c' era suo fratello addormentato su una poltrona troppo piccola per la sua figura, la sua attenzione passò sull' altro uomo che dormiva su una sedia alquanto scomoda visti i movimenti che lo tormentavano.
Si mosse appena, ma la sua amica si svegliò
-Buffy..- la voce era ancora impastata dal sonno
-Cordelia..-le sussurrò la bionda sentendosi la bocca arida
-..Ti sei svegliata..- calde lacrime iniziarono a scendere dai neri occhi dell' amica che le baciò la mano stringendola mentre i singhiozzi scuotevano l' esile corpo
Il pianto della mora fece svegliare i due uomini che immediatamente si avvicinarono al letto d' ospedale
-Buffy- il fratello pronunciò il suo nome con una nota di disperazione
-Ciao Angel..- poi spostò gli occhi sul biondo-..Ciao Spike-
-Vado a chiamare il tuo medico- disse Cordelia baciandole la fronte ed uscendo dalla stanza.
Nessuno dei tre disse una parola.
Lei non li guardava più.
Non voleva vederli.
Non voleva vedere altro che i suoi sogni ormai troppo lontani per aiutarla.
Il silenzio della stanza fu rotto dall' ingresso del medico seguito a poca distanza dalla mora.
Quando il medico le si avvicinò le regalò un caldo sorriso
-Ben svegliata Elisabeth, io sono Alexander Harris. Ricordi cosa è successo?-
-Ho tanto sonno..-
-E' normale Elisabeth, è la trasfusione che ti fa avere sonno..Non ricordi nulla?-
La ragazza non rispose continuando a guardarlo in viso
-Forse vuoi che torno dopo?- le chiese con gentilezza il medico
-Io voglio solo dormire-
-Va bene...- sospirò pensamente Xander-..Potrei parlarvi?-domandò ai due uomini i quali annuirono seguendolo fuori dalla stanza.
-Ci hai fatto prendere uno grande spavento,la tua cameriera ti ha trovata..-
-Non voglio parlare.Voglio dormire- la interruppe socchiudendo gli occhi
-Certo tesoro..- trattenne le lacrime mentre usciva dalla stanza per raggiunge i tre uomini in corridoio.
Buffy tremò nel sentire un singhiozzo incresparle le labbra screpolate.
Il sangue colava lento macchiando la candida pelle.
L' osservava fluire indomito.
Il dolore iniziale era passato.
Era c' era pace.
I suoi erano ovattati e ogni cosa appariva nella sua reale forma.
Gli occhi si fecero pesanti e in un attimo il confortevole oblio l' avvolse.
-..Quindi capirete che dovremmo scoprire il motivo del perchè di questo gesto per evitare che in futuro riaccada- spiegò il medico passandosi per un attimo la mano sugli occhi
-Come mai non sei dentro con lei?- chiese Spike a Cordelia
-Vuole riposare Spike, mi ha chiesto di lasciarla sola-
-E tu la lasci sola?- ringhiò il biondo avviandosi verso la stanza
Angel scosse la testa appoggiandosi al muro
-Non so perchè abbia fatto una cosa simile, pensavo fosse felice-
-A quanto pare no- singhiozzò Cordelia trovando riparo tra le braccia dell' uomo
-Per ora lasciamola riposare, ma presto dovrà affrontare la realtà del suo gesto, e non sarà facile, anzi..- sentenziò il medico osservando i due mori annuire.
Sentì la porta aprirsi e richiudersi.
Non aveva bisogno di aprire gli occhi per sapere chi era entrato nella sua stanza.
Avrebbe riconosciuto il suo profumo ovunque. Sapeva di sigarette ed acqua di colonia.
-Perchè?- le sussurrò senza dolcezza
-Lasciami..-
-Voglio saperlo- la interruppe sedendosi dove poco prima c' era Cordelia
-Lasciami..-
-No- rispose risoluto l' uomo.
Di scattò aprì gli occhi perdendosi in quelli blu del biondo che la guardava
-Non voglio che voi stiate qui, non voglio vedervi-
-Direi che ci hai evitati per anni, ora potresti smetterla di scappare-
Buffy lo guardò per la prima volta dopo anni.
La sua bellezza era rimasta immutata anche sul viso stanco, come dmostravano i segni viola sotto i suoi splendidi occhi e la barba incolta di diversi giorni.
I capelli platino scendevano sulla fronte liberi dal gel, dandogli un' aria quasi più innocente e delicata.
-Cristo!..- ruggì l' uomo portandosi le mani al volto-..Ho trovato mia madre in lacrime mentre ci diceva che la tua cameriera ti aveva trovata in una pozza di sangue..- socchiuse gli occhi al ricordo-..La cosa più tremenda era che tu sorridevi distesa per terra..-
-Ero felice- sospirò lei dopo qualche minuto
-Perchè?-
Quante volte anche lei aveva fatto quella domanda.
E nessuno si era peritato di darle una risposta vera.
<i>*Perchè te ne sei andato papà?E' per colpa mia?*</i>
Suo padre non aveva risposto, e le aveva semplicemente detto che la sua nuova compagna aspettava una nuova figlia, per la loro nuova vita
<i>*Perchè lo sposi mamma?*</i>
Sua madre non l' aveva neanche guardata e continuando ad osservare il giornale le aveva detto di mangiare di meno, visto quanto era grassa.
<i>*Perchè mi lasci Angel? Non voglio..*</i>
Suo fratello aveva sorriso e le aveva detto che sarebbe tornato presto.
Un presto che aveva aspettato per sette anni.
Ora a lei veniva posta la domanda.
Ora era lei che poteva cambiare le regole o attenersi a queste.
Guardò Spike negli occhi, e non lasciando trapelare emozione alcuna disse -Lasciami-
Sprofondò nuovamente in un limbo senza sogni, e senza bianco.
Le prese la sua piccola mano tra le sue osservando i bendaggi che coprivano buona parte delle sue braccia.
Studiò quel viso da bambina che si era modellato su curve da ragazza quasi donna.
Le accarezzò i capelli.
Erano più lunghi dell' ultima volta, quando l' aveva salutata all' aeroporto.
All' epoca era una bambina, ricordava le sue lacrime, il suo broncio ed il sorriso che gli aveva fatto alla promessa che sarebbe tornato presto.
-Dove sei finita Buffy?- le sussurrò dolcemente baciandole la mano e lasciando che le lacrime scendessero dai suoi occhi stanchi.
... Do you wonder why you hate? ...
Il ritorno a casa non era stato assolutamente traumatico.
I segni viola sulle sue braccia non l' aveva fatta piangere, nè la probabilità che due sottili cicatrici le adornassero la pelle.
Lei era apatica a tutto.
Angel l' aveva accompagnata in camera e le aveva chiesto se voleva mangiare, ma non aveva risposto, si era semplicemente avvicinata alla sua finestra.
Ora la luce era accesa, ma non provava la felicità che aveva sperato per lunghi anni.
Non provò nulla, come sempre.
Avrebbe voluto piangere, ma ormai era abituata a quel senso di aridità dentro il suo corpo.
*Piangere ti rende solo più debole e soprattutto fai delle smorfie orrende*
Ricordò il timbro della voce altezzosa della madre e la sua smofia di disgusto quando l' aveva trovata piangente.
Aveva la stessa tonalità del primo ricordo che lei aveva da bambina
*Maledetto sia il giorno che sei nata*
Ecco, il suo primo ricordo. Sorrise malinconicamente.
La sua attenzione si spostò dai suoi ricordi al presente.
Un girasole era posato sulla sua scrivania.
Lo prese in mano e lo accarezzò.
*Che fiore vuoi?* domandò la donna
*Un girasole!*
*Un Girasole allora sia*
La bambina rise contenta mentre prendeva il fiore in mano
*Vorrei tanto essere un girasole*
*Tu..* la donna si chinò per osservarla negli occhi *..Sei il mio piccolo raggio di sole*
L' abbracciò dolcemente.
-Buffy?- la chiamò per l' ennesima volta Angel
La ragazza si voltò senza dire nulla e l' osservò
-La cena è pronta, è venuto anche Spike..-sospirò non vedendola muoversi, le si avvicinò e la prese per mano.
Lei strattonò la presa, non si sarebbe lasciata guidare come quando era bambina.
Non aveva più nessuno da cui farsi guidare.
Era sola.
Provò un forte dolore al polso, ma non lo diede a vedere.
Il dolore la feceva sentire viva.
Le ricordava che non era ancora morta.
Ancora.
Putroppo.
Scese le scale come un automa, sotto lo sguardo preoccupato del fratello.
La sala da pranzo non le era mai sembrata così vuota.
L' antico tavolo al centro della sala era apparecchiato per tre, e la cosa le fece stringere il cuore in una morsa dolorosa.
*Buffy, per favore non giocare con il cibo*
*Buffy, ascolta Joyce*
*Angel voglio il gelato!* aveva messo il broncio la bambina
Spike le aveva accarezzato come lei amava *Dopo, briciola, dopo*
Lei aveva sorriso felice.
Era felice perchè non c' era sua madre in casa, ed era felice perchè loro erano con lei.
Non era sola.
Scosse il capo dai suoi ricordi.
Era finito quel tempo, ed ora era nello stesso posto con le stesse persone.
Questa volta era sola.
Si sedette di fronte a Spike,mentre Angel prendeva posto a capo tavola.
I due uomini discutevano di affari, di soldi, del loro mondo artificiale in cui erano nati, cresciuti e in cui sarebbero morti lasciando una maggiore eredità ai figli.
Non aveva appetito.
Il suo stomaco era chiuso, ma inguirgitava cibo quasi con disperazione.
-Buffy..- Angel era sconvolto-..Tesoro, non puoi avere tutto questo appetito.. Calmati-
La ragazza alzò gli occhi su di lui e pulendosi la bocca si alzò senza dire nulla.
Il moro si portò le mani a coppa sulla faccia -Cosa le succede?-
-Non lo so..- sospirò Spike.
Si lavò i denti cancellando gli spasmi del suo corpo.
Spense la luce ed uscì dal bagno.
La figura di Spike si stagliava alla luce della luna che filtrava dalla sua finestra
-Sapevi che si vedeva così bene camera mia da qui?- chiese lui con un leggero sorriso
Lei non rispose, e lasciando scivolare il suo vestito lungo il suo esile corpo iniziò ad indossare la camicia da notte.
Stava per infilarsi sotto le candide lenzuola quando le mani dell' uomo si posarono con forza sui suoi gomiti
-Non puoi stare zitta per sempre e ignorarci...-
-Non vi ignoro, vi odio- rispose semplicemente lei strattonandosi da quella presa
-E tu sei portata all' odio?- domandò fessurizzando gli occhi
-Più di quanto potevo credere- disse lei coricandosi e volgendo le spalle verso Spike.
... Dry your eyes and testify...
La scuola appariva come una gabbia, e lei era l' attrazione principale.
Le ragazze copiavano il suo modo di vestire, i ragazzi ammiravano la sua incredibile bellezza.
Ad unire ragazzi e ragazze era l' invidia sociale della sua ricchezza.
Si stampò un sorriso plastico sulle morbide labbra truccate, sistemandosi i bracciali alla schiava sui polsi iniziò la sua recita.
La vita era una messa in scena, e lei non avrebbe fatto aspettare il suo pubblico.
-Buffy!- squittì Cordelia abbracciandola
La sua unica amica.
L' unica persona che non l' aveva abbadonata.
Questo la spaventava. Anzi, la terrorizzava.
Allora aveva iniziato lei ad allontanarsi, ma l' amica non gliela aveva permesso.
*Cerchi di ignorarmi?* bisbigliò acida la bambina dalla lunga treccia castana
*Cosa?* chiese la biondina
*Abbassa la voce, o le tate vengono a spiarci* bisbigliò controllando che le loro rispettive tate continuassero a sorseggiare il thè nella cameretta adiacente alla camera dei giochi di Cordelia
*Non ti ignoro..*
*Ma vuoi lasciarmi!*
*No*
*Bene..* alzò le spalle Cordelia *..Perchè non te lo permetterò!* sorrise
Quel sorriso era impresso nella sua memoria.
Niente l' aveva cambiata. Sempre piena di vita e di pettegolezzi.
Al centro della vita mondana, ma con un' incredibile dolcezza, che condivideva unicamente con lei.
-Come ti senti oggi?- le sussurrò discretamente nell' abbraccio
-Sto bene...-sorrise la bionda -..Per scuola si sa qualcosa?-
-Niente, apparte che sei finita in ospedale per una brutta indigestione, ed io ho urlato che avrei denunciato quel malefico ristorante giapponese di L.A-
-Grazie..-
-Non dirmi mai grazie, siamo amiche, non ci sono favori che necessitano di quella parola- le strinse la mano prima di prenderla a braccetto ed avviarsi con lei verso l' aula.
Il sorriso smagliante di Buffy sembrava incantare e ingannare i presenti.
Era come una dea per tutti, la sua presenza offuscava quella della capo cheerleaders.
Harmony,la 'controfigura'.
Così la chiamavano per scuola.
Per anni la cheerleaders aveva tentato di essere sua amica per accrescere la sua popolarità, ma l' unico risultato era stata una breve occhiata da parte della bionda per poi essere malamente lasciata nel corridoio senza che le fosse stata detta una sola parola.
-Harmony ti fissa spazientita- le sussurrò Cordelia mentre prendevano posto al loro tavolo, senza che nessun altro si sedesse accanto a loro.
-Lasciala guardare, non mi consumerà a forza di occhiate- sospirò continuando ad elargire sorrisi
Spostò il suo sguardo sul corpo della capo cheerleaders.
Sua madre era entrata in camera sua. I comportamenti calmi erano traditi dai suoi freddi occhi in tempesta
*Elisabeth...* la guardò con disprezzo *..Oggi ho incontrato la moglie del Sindaco Kendall, ed era con sua figlia..* diede un sospirò carico di disprezzo *..E ho notato che Harmony è molto più magra di te. Mi vergogno ad uscire assieme a te. Sei così grassa*
Le diede una seconda occhiata come a studiarla e storse appena il labbro superiore in una smorfia prima di uscire dalla stanza.
Una reazione normale sarebbe stata odiare Harmony, forse.
Ma non ci era riuscita. Le faceva solo rabbia pensare che la madre avesse preferito un' estranea a lei.
L' aveva sempre paragonata alle altre bambine. Solo che quel giorno aveva sentito più dolore.
Un dolore talmente forte che le lacrime si erano seccate e lei aveva iniziato la sua recita.
Si alzò di scatto
-Tutto bene?- chiese preoccupata Cordelia
-Si, torno subito- rispose Buffy.
Sentiva l' energia scivolare via dalle sue labbra.
Gli spasimi del corpo erano finiti.
Osservò nello specchio la sua immagine riflessa.
La star voleva essere la controfigura.
Si sorrise delicatamente.
... Are you still too weak to survive your mistakes?...
Si osservò nuovamente allo specchio nella sua stanza degli armadi.
Il microvestito di seta nera le evidenziava ogni curva.
Si accarezzò il ventre rientrante e le anche così sporgenti.
Sospirò pensantemente.
Cordelia l' aveva convinta ad uscire con lei, visto che Angel non sarebbe stato a casa.
-Signorina è bellissima- le sussurrò la sua cameriera
-Grazie Fred..- sorrise amaramente lasciando le sistemasse i capelli con cura.
L' amica era passata a prenderla con la sua solita puntalità.
Era sempre in orario grazie al suo modo sconsiderato di portare la macchina.
E ciò era palese dal continuo cambiamento di colore della sua Audi TT.
-Vogliamo andare al Bronze?-chiese la mora mentre rientravano in macchina
-Si, va benissimo- si sedette compostamente regalandole un sorriso.
A cena avevano parlato degli ultimi avvenimenti a scuola che Buffy aveva perso.
Cordelia non aveva chiesto come si sentisse.
Lo leggeva nei suoi occhi.
Il silenzio tra le due amiche non era nè pesante perchè era come se le riuscissero a parlare con i loro sguardi e i gesti.
Il locale era pieno, come ogni sabato sera. Tante persone le salutarono con un gesto della mano.
-Tu siediti, io vado a prendere da bere- le sorrise la mora allontanadosi verso il bancone.
Trovò un divanetto vuoto e ci si sedette, cercando con lo sguardo l' amica completamente sparita tra la folla
-Ciao Summer-
Buffy si coltò lentamente verso il ragazzo che l' aveva chiamata -Ciao Parker-
-Tutta sola?-
-Sono con Cordelia-
-Giusto, domanda sciocca- sorrise il ragazzo in maniera strafottente
-Da te non ci si poteva aspettare di meglio- cercò di liquidarlo, ma lui le si sedette affianco
-Pensavo..-
-Non dire bugie Parker- si alzò di scatto allontanandosi dal ragazzo.
Si fermò nell' incavo dell' uscita di sicurazza.
Il buio le dava conforto.
Trattenne a stento un grido quando sentì il suo corpo era stretto tra il muro e il ragazzo
-Summer dovresti essere un pò più accondiscentende,come lo eri il mese scorso-
Il sussurrò che arrivò al suo orecchio sembrò più assordante della musica che riempiva il locale.
Rimase ferma mentre lui la strattonò violentemente sbattendola contro il muro.
Non emise un gemito, non un sospiro.
Nessun lamento rovinò le sue belle labbra mentre il ragazzo prendeva il suo corpo.
Giacevano ancora nel letto di lei.
Aveva cercato conforto.
Aveva creduto alle sue stupide parole e si era concessa a lui.
Parker si era alzato di scatto
*Dove vai?* chiese Buffy stringendosi il lenzuolo di seta rosa attorno al corpo nudo
*A casa, Summer, non penserai che ora ci sia la parte dei baci e dei 'ti amo'* rise selvaggiamente lui.
Era rimasta a bocca aperta
*Su Summer, sii realista, sei stata una perfetta scopata, e ce ne saranno altre, ne sono sicuro*
*Non ti voglio più vedere*
*Non sei tu che lo decidi, e poi devi comportarti bene con me, o racconterò a tutti di come gemevi tra le mie braccia* disse pieno di sè prima di lasciare la stanza ridendo.
-Sei sempre la migliore scopata- rise il ragazzo lasciando la presa sul suo corpo.
Mentre lui rientrava nel locale lei si accasciò nello squallido vicolo.
Era stanca.
Desiderava nuovamente quel sonno che l' aveva avvolta con tanta dolcezza.
Si alzò con lentezza ed uscì sulla strada principale fermando un taxi.
La casa era immersa nel silenzio.
Lei non aveva bisogno di altro.
Salì velocemente ai piani dove dormivano il personale di servizio e togliendosi le alte scarpe con il tacco aprì il lucernario che dava sul tetto a strapiombo della villa.
Il mondo sembrava aver abbandonato il suo rumore.
Ogni cosa era avvolta dal silenzio.
Solo il suo respiro turbava questa incessante necessità di pace.
-Sapevo di trovarti qui-
Buffy si voltò di scatto verso l' uomo che stava uscendo dal lucernario.
La guardò stringersi le gambe con le braccia mentre aderiva maggiormente ai mattoni del camino.
-Cosa vuoi?- sussurrò appena lei per non intaccare quel silenzio ormai spezzato irremediabilmente.
-Cosa voglio?..- sorrise ironico avvicinandosi cauto-..Cordelia ci ha chiamati disperata. Come ti è venuto in mente di sparire così?-
-Dov'è?-
-Ti sta cercando come una pazza assieme ad Angel, e neanche lui è esattamente tranquillo-
-Volevo solo un pò di silenzio..-
-Certo!..- la interruppe bruscamente osservandola-..Vuoi solo dormire e ti tagli le vene, vuoi solo silenzio e sparisci per venirti ad accucciare sul tetto a più di trenta metri d' altezza..-le si avvicinò ulteriormente -...Sei un' egoista-
Lei lo guardò con odio -Lasciami..-
-..No-
-Lasciami, è la cosa migliore che tu ed Angel sappiate fare- sputò fuori con disprezzo mentre si alzava di scatto.
Sentì le tegole mancarle sotto i piedi e senza emettere un suono si preparò al volo.
Due braccia le strinsero la esile vita tirandola bruscamente indietro sul gradino del lucernario
-Ma sei pazza?- aveva urlato gettandola sul pavimento della soffitta
-Cosa ti importa?- urlò a sua volta accoviacciandosi in ginocchio desiderando solo di piangere
-Perchè fai così?- le si avvicinò e l' abbracciò mollemente
-Voglio solo silenzio..-
-Se è così che lo cerchi, io sarò costretto a cancellarlo sempre-
-Ve ne andrete prima o poi, non importa quanto dovrò aspettare, poi non ci sarete più e io potrò dormire nel mio bianco silenzio- sussurrò lei
-Allora mi costringi a tenerti per sempre con me- le sussurrò baciandole i biondi capelli e stringendola maggiormente a sè
Piangeva disperata.
Il ginocchio bruciava e il sangue le imbrattava la pallida pelle
*Cosa succede briciola?* la prese in braccio Spike
*Sono caduta* singhiozzò contro la sua maglietta
*Sei così imbranata..* le disse con tono scherzoso che fece sorridere la bambina*..Mi costringi a tenerti sempre con me, altrimenti ho paura che questi begli occhi si riempiranno spesso di lacrime*
*Per sempre?* chiese la bambina tirando su con il naso
*Per sempre briciola* le baciò la testa mettendola giù.
-Non promettere quello che non puoi mantenere- scattò in piedi osservandolo dall' alto
Spike stava per rispondere quando notò i lividi sulle nude gambe della ragazza
-Come te li sei fatti?-la osservò con uno sguardo cupo
Lei non rispose.
Scappò al piano di sotto chiudendosi in camera.
Lui aveva cancellato il suo silenzio.
Con il rumore della realtà le aveva strappato l' unico brandello di sicurezza.
Ora le rimaneva solo il dolore lancinante che non smetteva di torturarla.
Chiuse gli occhi in cerca di silenzio e di buio.
Sentiva Angel urlare al piano di sotto e Cordelia piangere.
Avevano bussato alla sua porta e lei era rimasta ferma contro la parete.
Non voleva parlare ora.
Voleva solo dormire.
Desiderava solo che la realtà smettesse di esistere.
La morte non l' aveva mai spaventata.
Come si può avere paura di qualcosa che ti salva dall' agghiacciante mondo in cui vivevano.
Chiuse gli occhi sospirando.
Forse finalmente avrebbe trovato pace.
Un forte rumore la fece scattare in piedi.
Angel si stagliava sul vano della porta mentre la luce del corridoio riempiva il buio della sua stanza.
-Partiamo- le disse con tono freddo
Buffy osservava la porta che il fratello aveva aperta con un calcio
-No-
-Non era una domanda, era un' imposizione!- ringhiò Angel
-Non mi interessa-
-Stiamo partendo-
-Ho scuola-
-Hai iniziato ieri le vacanze di primavera..- lo sguardo si addolcì-..Passiamo un paio di settimane lontani da questa merda. Verranno anche Spike e Cordelia..-
La figura della cameriera in vestaglia interruppe il discorso del moro
-Mi scusi signorino, ma la signorina Chase mi ha detto di venire a preparare i bagagli della Signorina-
-Certo...- sorrise forzatamente Angel-..Mi venga ad avvisare appena è tutto pronto- ed uscì dalla stanza.
Lui uscì alla luce e ne fu avvolto, mentre lei rimane nel buio. Nel suo buio.
Non ricordava quanto avesse dormito.
Si svegliò tra le braccia di Spike che le accarezzava i morbidi capelli, mentre Angel e Cordelia chiacchieravano a bassa voce.
Non riusciva a sentire cosa si stessero dicendo, ma vide il sorriso luminoso dell' amica.
*Un giorno saremo sorelle*
*Perchè?* chinò la testa da un lato osservando la bambina mora
*Semplice, sciocchina, sposerò tuo fratello* rispose con aria sognante
-Siamo arrivati- le disse dolcemente Spike in un orecchio sorridendole.
Doevano aver viaggiato molto, visto che erano arrivati nel piccolo chalet di montagna dove erano soliti trascorrere le vacanze di Natale.
Fuori era ancora buio.
L' oscurità la tranquillizzava stranamente.
Forse perchè era la proiezione di ciò che teneva dentro stringendolo convulsamente a sè.
Buffy entrò silenziosamente osservandosi attorno.
Non sembravano passati sette anni.
Stava guardando con gli stessi occhi di quando era bambina.
-Amo questo posto- sorrise Cordelia prendendola sotto braccio.
-Vuoi che dorma con te?- le chiese la mora osservando l' amica stendersi nel suo letto
-No, Cordy, tranquilla, non cercherò di uccider...-
La ragazza le tappò la bocca trattenendo le lacrime -Non dirlo neanche-
Buffy lesse il dolore che avevano provacato quelle ironiche parole negli occhi dell' amica.
Le accarezzò la mano -A domani-.
Era entrato silenziosamente nella sua stanza, ma aveva fatto troppo chiasso entrando nella sua vita perchè lei non lo sentisse sempre.
Si voltò ed incontrò gli occhi di Spike fermo sulla porta che la osservava.
Guardò i suoi occhi blu, che facevano brillare di luce propria il suo volto i cui zigomi pronunciati lo rendevano ancora più incantevole.
Non sorrise.
Non disse nulla.
Lui si avvicinò e le abbracciò dolcemente la vita in una stretta che sembrò scaldarle il cuore.
Sentì il suo battito cardiaco e sperò per un attimo che il cuore di Spike convincesse anche il suo a battere nuovamente.
Si svegliò che la luce filtrava attraverso le tende aperte.
Sentiva il respiro regolare di Spike soffiarle caldo sul collo e il suo abbraccio la proteggeva da quel raggio di sole che presto avrebbe infranto il buio che l' aveva dolcemente custodita.
Quando Spike si svegliò il posto accanto a lui era vuoto.
Scese velocemente al piano terra dello chalet trovando Cordelia ed Angel che ridevano preparando il pranzo
-Ben svegliato amico- sorrise Angel mentre affettava le verdure
-Buon giorno ragazzi..- guardò le varie pietanze -..chi..-
-Al contrario di te dormiglione ci siamo alzati presto e siamo andati in paese a fare la spesa.Abbiamo bussato per svegliarti, ma non hai risposto, così ti abbiamo lasciato dormire- sorrise Cordelia mettendo le cipolle nella padella
-Buffy?- chiese il biondo prendendo una tazza di caffè
-E' sotto il portico, si è alzata anche lei da poco- spiegò la mora.
Lasciò la cucina con le risate dei due mori e raggiunse Buffy ragomitolata in una sottile coperta, con le gambe piegate contro il busto mentre osservava l' orizzonte
-Tesoro....- le si avvicinò lentamente per poi sedersi accanto a lei
-Ciao- sussurrò appena senza guardarlo.
Aveva il suo odore addosso e questo la faceva sentire tranquilla.
Rimasero un tempo indeterminato godendo del calore del loro abbraccio, fino a quando Cordelia non uscì sorridenten verso Buffy
-Vogliamo andare a farci una doccia prima di pranzo?- le chiese tendendole la mano
La ragazza guardò prima Spike che le baciò la fronte e lei si alzò avvolgendosi nell' abbraccio dell' amica.
Il biondo sospirò un attimo prima di entrare anche lui in casa.
Sentiva il chiacchiericcio di Cordelia e la sua risata, Angel sorrise nuovamente scuotendo il capo
-Sembra che Darla sia un lontano ricordo, a quel che vedo- ammiccò Spike in direzione del bagno
-Smettila, la conosco da quando è nata-
-Sarà, ma sorridi come un perfetto idiota, e quel sorriso l' hai avuto solo per Darla-
-Quando hai finito di dire cazzate dammi una mano ad apparecchiare-
-Agli ordini capo!..- scattò sull' attenti -..Cosa devo fare?-
-Andiamo bene..- scosse nuovamente il capo Angel porgendogli i piatti -..Dici che ce la farai?-
-Non lo so, ma tenterò con tutte le mie forze- lo sfottè il biondo prendendo le cose che gli porgeva.
... You're gonna drown in my lost pain...
I giorni trascorrevano in una lenta monotonia, alla quale Buffy sembrava adattarsi giorno dopo giorno.
Spesso desiderava isolarsi.
Ma subito qualcuno le correva vicino.
Le parole la frastornavano e la facevano chiudere di più nel suo silenzio.
Le risate dei tre la circondavano come una melodia perenne a cui lei non riusciva a sottrarsi.
Era salita in camera mentre i tre erano ancora di sotto a sistemare la cucina dopo la 'cena volante' come l' aveva chiamata Angel, visto che Cordelia e Spike trovandosi a discutere di letteratura, ed essendo di due diversi pareri, si erano lanciati da mangiare per perorare la propria causa.
Si affacciò alla finestra posando la mano e la fronte sul freddo vetro.
Sospirò osservando le stelle che adornavano la notte
-Ti ricordi quando le abbiamo contate?- chiese Spike alle sue spalle stringendole la vita con un braccio
Lei annuì minimamente con il capo continuando ad osservarle e rilassandosi contro il petto dell' uomo.
*Non vale!..* squittì la ragazzina*..Quella la dovevo contare io!*
*Hai ragione briciola, chiedo venia, allora quella è tra le tue* sorrise il ragazzo sconpigliandole i capelli mentre Buffy ridacchiava ancora.
-Fu la sera che hai baciato Cecyl- disse amareggiata uscendo dal suo abbraccio ed avviandosi verso le scale.
L' aria fresca le colpì il viso.
Si sfregò appena le nude braccia con le mani iniziando a correre.
Ricordava esattamente quella notte, ed ora si trovava nello stesso punto.
*No Buffy, non faremo il bagno fa troppo freddo..* osservò l' orologio *..E ora ti riporto a casa prima che Angel mi uccida* sorrise il ragazzo caricandosi su una spalla la ragazzina che tirava calci per essere lasciata andare.
Era nel letto quando decise di fare il bagno comunque.
I sassi bianchi che adornavano erano rimasti gli stessi.
Li accarezzò come fosserò la sua unica salvezza.
Si chinò ad immergere la mano nell' acqua limpida del lago.
Socchiuse gli occhi lasciando che il freddo dell' acqua penetrasse il suo corpo.
Desiderava sentire qualcosa, ma si ritrovava a sentire poco più di niente.
Era uscita lentamente dal letto per non svegliare la sua tata.
Aveva corso per arrivare al lago, e quando si era trovata vicino alle rocce che uscivano dall' acqua unendosi alla terra, dei rumori oltre queste attirarono la sua attenzione.
Il suo amico.
Il suo eroe.
Il suo amore.
Spike era lì con Cecyl,e si baciavano con foga mentre lui la sovrastava con il suo corpo.
Aveva sentito dolore romperle il cuore.
Ed era scappata.
Era scappata velocemente con i loro gemiti nelle orecchie.
Ancora adesso poteva sentirli.
-Come fai a saperlo? Di Cecyl intendo..- chiese Spike
Lei si voltò e lo vide con le mani appoggiate sulle ginocchia e il fiato corto.
-Vi ho visti...- disse appena per poi voltarsi -..E' profondo?-
-Si, molto..- fece un balzo verso di lei prendendole un polso -..Non farai il bagno, fa troppo freddo-
Lei scoppiò a ridere.
Non era la risata che lui conosceva, era bassa e quasi cinica
-Manca solo che ti scopi Cecyl dietro quella roccia e sarà tutto come ai vecchi tempi-
Era la frase più lunga che pronunciava da quando l' aveva rivista, e l' aveva usata per ferirlo, per spezzare l' immagine che lui conservava di lei nel cuore.
-Che cosa ti hanno fatto?- le sussurrò all' orecchio prima che lei si liberasse dalla sua mano
-Che cosa mi avete fatto...- lo corresse lei salendo in piedi sulla roccia
-Scendi da lì- tuonò Spike facendo un passo in avanti e tendendole la mano.
Lei scosse il capo sorridendo mentre si lasciava scivolare di schiena in acqua.
-Cazzo!- imprecò l' uomo togliendosi in fretta le scarpe.
Perchè non riemergeva?
Aveva forse sbattuto la testa?
Bestemmiò gettandosi nella fredda acqua che gli penetrò la carne come tanti spilli acuminati.
Si immerse e la vide con gli occhi chiusi persa in un mondo di gelida quiete.
Respirò con affanno issandola sulla riva ed uscendo a sua volta.
-Cazzo!- disse un' altra volta notando i sassi che riepivano le tasche degli pantaloni della ragazza
Le pigiò il petto con le mani per poi soffiarle l' aria in bocca.
Un liquido freddo le uscì dalle labbra facendola tossire.
Aprì gli occhi trovandosi di fronte Spike completamente bagnato che la osservava con terrore.
Non le fece dire nulla e l' abbracciò stretta a sè
-Non lo fare mai più...- le sussurrò stringendola convulsamente lasciando che le lacrime scendessero dai suoi profondi occhi blu.
Lei non disse nulla.
Dopo sette lunghi anni era riuscita a sentire un battito del suo cuore.
-Ti prego.. Ti prego..- la cullava in quell' abbraccio senza riuscire a placare la sua paura
-Spike..-
-Hai freddo amore? Si certo che avrai freddo, dio, sono un coglione a tenerti ancora qui- la prese in braccio e la strinse a sè
-Ti prego non lo fare più. Ho avuto paura che...-
Senza lasciare che finisse di parlare lei lo baciò con dolcezza a fior di labbra per poi posare la sua testa nell' incavo del suo collo e lasciarsi cullare dal suo profumo in un sonno profondo.
La mattina dopo Buffy non si sciolse dal suo abbraccio, ma ci si strinse maggiormente per evitare che i raggi del sole la toccassero.
-Buongiorno passerotto-le sussurrò perdendosi nei suoi occhi verdi.
Le loro labbra erano così vicine che i loro respiri si confondevano in un unico sospiro.
Gli sguardi non smettevano di rimanere l' uno in quello dell' altra.
La mano di Spike accarezzò il viso della ragazza con estrema dolcezza.
Una lenta agonia che fece socchiudere gli occhi di Buffy mentre le labbra si avvicinavano.
Quel gesto fece chiudere ogni distanza tra le loro bocche.
La mano scese dal viso lungo il collo per poi continuare lungo la linea del seno e quella dei fianchi.
Il bacio divenne un' esigenza per entrambi mentre il lenzuolo scivolava via dal letto.
Indossavano ancora i vestiti della sera, infatti il materasso era umido come loro, ma questo non importava.
Famelici si cercavano lasciando che solo i gemiti separassero i loro corpi.
Non sembrava neanche necessario respirare.
La mano dell' uomo scivolò sconstandole appena i pantaloncini aderenti dall' anca.
Si scostò appena sentendo un rilievo sulla pelle
-Cosa..- osservò e prima che Buffy potesse coprirsi vide la sua pelle tatuata.
L' anca destra aveva la nivea pelle era adornata da un paio di ali insanguinate che circondavano una 'W'.
Rimase qualche secondo senza dire nulla e lei si alzò frettolosamente.
Solo la porta che sbatteva fece riprendere Spike dallo stato di shock in cui era rimasto.
La seguì immediatamente.
In casa regnava uno strano silenzio.
C' era troppo silenzio.
In cucina trovò il perchè di tanta quiete.
Siamo a fare spese. Non fate danni!
XXX Cordy&Angel
Lasciò il foglietto attaccato al frigo e andò sotto il porticato dove c' era Buffy con le mani posate sulla balaustra ed osservava la cima più lontana dalle montagne.
*Sei sicura?* aveva chiesto per l' ennesima volta Cordelia
*Si* rispose seccatamente sedendosi sulla poltrona del tatuatore.
L' odore di disinfettante le aveva provocato un conato.
L' aveva represso mentre marchiava l' amore e l' odio sulla sua pelle.
-Quando te lo sei fatto?-
-Due anni fa- rispose semplicemente lei voltandosi a guardarlo
-Cosa significa quella 'W'?-
-Warren- fece un passo in avanti
-Non scherzare-
-Willy-
-Buffy..- si avvicinò ulteriormente
-Wictor-
-Non mi fare arrabbiare..- le ringhiò a pochi millimetri dal viso
Lei si sentì persa con i suoi occhi che le scrutavano l' anima
-William- sussurrò prima che lui prendesse nuovamente possesso della labbra di lei.
Gli passò istintivamente le braccia attorno al collo mentre lui la stringeva maggiormente per far aderire i loro corpi.
Le mani di Spike accarezzarono il suo corpo con delicatezza.
Buffy si tese e con una spinta lo allontanò
-Amore..-
-No..- si portò una mano sulle labbra-..Lo fai solo perchè sono pazza-
-Tu non sei pazza, briciola, sei solo infelice-
-No, io sono una pazza infelice- socchiuse gli occhi.
Desiderava piangere, ma come ogni suo desiderio, non avveniva.
Ancora ad occhi chiusi si perse nell' abbraccio di Spike.
Aveva atteso anni per sentirlo.
Ed ora non riusciva a ricambiare come avrebbe voluto.
Ora che era lui a cercarla lei si sentiva fredda.
Lui la prese in braccio portandola in camera sua
Le sfilò lentamente la maglietta e i pantaloni, poi si spogliò a sua volta.
Spike stava cercando qualcosa da mettersi quando lei lo prese per il braccio e lo guardò negli occhi.
-Pet, devo indossae qualcosa sopra i boxer..-
Gli posò un dito sulle labbra e gli fece cenno di sdraiarsi accanto a lei.
L' abbracciò stretta a sè
-Va meglio così?- le sussurrò baciandole la fronte e coricandosi con la schiena di lei appoggiata al suo petto.
La sentì rilassarsi sotto i suoi tocchi delicati che le accarezzavano la candida pelle.
Un livido blu sul fianco sinistro focalizzò la sua attenzione
-Come te lo sei fatto?-
-Non lo so-
-Tesoro..- le sussurrò dolcemente all' orecchio baciandole poi il collo -..Come te lo sei fatto?-
-Parker..- sussurrò appena per poi lasciare che il sonno l' avvolgesse esattamente come stava facendo lui.
Quel nome non gli era nuovo.
*Angel, Spike* urlò isterica la ragazzina entrando in casa e trovando i due intenti a bere birra con degli amici
La videro completamente bagnata con il vestito che aderiva alle sue curve acerbe e una bretellina vestito di cotone rosso era stata strappata.
Una furia nacque nei due che si alzarono immediatamente
*Chi è stato?* ringhiò Angel abbracciandola
*Parker, voleva alzarmi la gonna* piangiucchiò lei stringendosi convulsamente al fratello
* Ci penso io a lui, tu prenditi cura di briciola* disse Spike uscendo dalla casa.
L' aveva trovato in pochi minuti.
Malibù non era poi questa metropoli.
Soprattutto per i dodicenni.
Aveva gauito fino alle lacrime dopo che gli aveva storto il braccio e l' aveva gettato nel cassonetto dell' immondizia a testa in giù.
-Il piccolo bastardo ha memoria corta- sibilò tra sè e sè stringendola maggiormente a lui.
*Mamma...* la voce tremava
*Cosa vuoi?..* domandò gelida la madre *..Non sai che i bambini si devono vedere, poco, e non si devono sentire?* la guardò con disgusto
*Mi leggeresti una storia?* le porse il libro speranzosa
*Pago Joyce perchè faccia queste idiozie, ora esci ho da fare..* e senza degnarla di un secondo sguardo compose il numero di un' amica.
Le lacrime scendevano copiose sul volto della bambina.
Un caldo abbraccio la strinse
*Briciola non piangere, c'è Angel tuo* le soffiò un bacio sulla guancia.
La prese sulle sue ginocchia ed aprì il libro di favole iniziando a leggere.
Gli occhi si aprirono velocemente.
Il corpo non aveva reagito come la mente avrebbe voluto.
Non c' erano lacrime.
Ancora.
La presa di Spike con il suo braccio attorno alla vita di lei era salda.
Si alzò lentamente per non svegliarlo.
Aveva indossato esclusivamente un paio di pantaloni di una tuta trovata su una sedia.
Poteva sentire Angel e Cordelia al piano di sotto sistemare le cose comprate in paese.
Scivolò in bagno silenziosamente.
Il suo corpo si contorceva in quello sforzo.
Gettava via la vita.
Rinnegava il suo corpo eliminandolo.
Con la mano si sorreggeva il capo sentendosi ogni volta più debole.
Gli spasmi erano finiti.
Era troppo affaticata per alzarsi.
Si sentiva priva di energia.
Appoggiò la testa alla fredda vasca da bagno e lasciò che gli occhi si chiudessero.
La spossatezza la cullò con dolcezza mentre il corpo sembrava aver abbandonato ogni qualsiasi possibilità di alzarsi dal pavimento.
-Buffy..-
Un sussurro flebile la svegliò bruscamente.
-Buffy, cosa ci fai qui?- le chiese Angel inginocchiato di fronte a lei
La bionda non rispose mentre si lasciava alzare.
-Tesoro...- Spike si fece avanti -..Sei svenuta?-
-Hai avuto un attacco?- chiese dolcemente Cordelia.
Le pareti fresche del bagno sembravano muoversi.
Le voci arrivavano ovattate.
Lei si concentrava unicamente sul calore delle pareti che avevano perso la loro freschezza.
Doveva uscire da quella stanza.
Il rumore la stava uccidendo.
Non riusciva a collegare ciò che sentiva con ciò che vedeva.
Spintonandoli corse giù per le scale.
Correva.
Non sapeva quale direzione avesse preso.
Il dolore dei rami che le ferivano le braccia nude era l' unica cosa certa.
Correva.
Sentiva il silenzio entrare nuovamente in sè.
Più trovava pace e più cercava di sforzare il suo corpo troppo debole.
Crollò sulle ginocchia.
Respirava con bramosia l' aria che le bruciava i polmoni.
Si lasciò cadere sull' erba fresca del bosco.
La natura non emetteva il suo respiro.
Tutto era calma e silenzio.
C' era stasi.
*..Il cielo stellato su di me, la legge morale dentro di me..* chiuse il libro *..Ecco cosa penserò prima di morire* asserì convinta Buffy
Cordelia inarcò un sopracciglio continuando a sfogliare avidamente Vogue *Dici?*
*Ne sono certa* rispose la bionda stringendo il libro al petto
*Io penserò 'Non sono interessata ai soldi, voglio solo diventare magnifica'*
*Prego?*
*E' Marilyn Monroe*
*Stai paragonando Immanuel Kant a Marilyn Monroe?*
Cordelia chiuse un dito tre le due pagine di Vogue.
Si fece un attimo pensierosa e scosse il capo
*Kant non ha la faccia stampata sulle magliette*.
Ancora ad occhi chiusi iniziò a ridere.
La sua risata non turbava la quiete circostante.
Lei era silenzio in un mondo di nulla.
Il suo profumo le riempì i polmoni.
Un calore conosciuto le circondava il corpo
Aprì lentamente gli occhi trovandosi tra le braccia di Spike.
Il Blu incontrò il Verde.
-Sei un ' irresponsabile- disse duramente l' uomo.
Lei non rispose.
Lui era abituato.
Tornarono allo chalet in un tempo che le parve infinito.
Lesse il rimprovero negli occhi del fratello e dolore in quelli di Cordelia.
Distolse lo sguardo.
Ciò che non si vedeva non c'era.
Nulla è reale se non lo si dice.
Il silenzio è l' unica possibilità per sopravvivere al di fuori della realtà.
La posò delicatamente sul letto per poi andare in bagno a prendere del cotone e del disinfettante.
-Farà un pò male- le sussurrò avvicinando i batuffoli imbevuti di acqua ossigenata
Lei non disse nulla.
Osservava distrattamente il mondo fuori dalla finestra.
Scattò nel sentire la lingua dell' uomo accarezzarle un rigolo di sangue che scendeva da un taglio
-Che fai?- sussurrò osservandolo con occhi dilatati
-Bevo il nostro sangue- le sussurrò di rimando
-Il mio sangue-
-Ed il mio. Ti hanno trasfuso il mio-
-Cosa?-
-Angel era troppo debole, visto che aveva avuto due settimane di febbre da stress, ed io sono donatore universale, come te ed Angel, e quindi ti ho donato il mio sangue-
Buffy rabbrividì.
Non esisteva un intimo legame.
Ma lei lo sentiva.
-E' il mio sangue che mi ha fatto trovare la strada che avevi preso..- le accarezzò la guancia con la mano-..Non sprecare il nostro sangue, amore-
-Io...-
Le parole bruciavano le sue labbra
-..Ho sonno- gli disse coricandosi nel dargli le spalle
-Certo..- sospirò l' uomo alzandosi e coprendola con un sottile lenzuolo -..Appena è pronta la cena vengo a prenderti, briciola- così dicendo le soffiò un bacio sulla guancia vicino all' angolo della bocca.
-Dorme.Rigetta.Scappa....- ringhiò frustrato Angel-..E non necessariamente in questo ordine-
-Cosa dovremmo fare secondo voi?- chiese Spike sedendosi pesantemente sul divano
Cordelia li osservava.
Buffy era cambiata è vero. Ma anche loro lo erano.
Non li poteva vedere così impotenti e con i volti contratti in smorfie di disperazione.
Erano i loro eroi.
Il solito piedistallo su cui giacevano come dei era stato distrutto dalla maturità.
-Forse..- tentò la mora-..Dobbiamo essere i noi i primi a reagire..-
-Non parla, non ci dice cosa vuole, come possiamo reagire?- chiese Angel alzando di scatto il volto.
La ragazza si tacitò.
Un lampo attraversò i suoi profondi occhi neri e senza dare alcuna spiegazione corse verso la sua borsa estranedo il cellulare.
*Il suo servizio è stato impeccabile, ma ora non necessito più di lei*
*Ma Signora..* tentò di replicare la donna osservando la datrice negli occhi
*Nessuna replica per favore, ho fatto preparare le sue cose..* le porse una busta*..La sua liquidazione*
La donna più anziana piegò il capo.
Nessuno poteva rispondere a quella donna.
Di scatto alzò la testa
*Lei è solo una tiranna, infelice che non sa fare altro che dettare legge. Presto tutto il dolore che fa ingoiare agli altri si riverserà su di lei.Non sarà sempre bella e quando il suo chirurgo non potrà più fare nulla verrà esiliata dal mondo artificiale in cui vive*
La donna dilatò gli occhi *Nessuno si è mai permesso di..*
*Di respirare in sua presenza, ma tutto torna indietro!*.
Lacrime amare si riversavano nella bocca della bambina.
Chiusa nell' armadio dei soprabiti aveva osservato la scena.
Era sola.
Di nuovo.
La frenata di una macchina rubò la sua mente dal sonno.
Delle voci.
Sentiva la stanza ovattata di pace.
Richiuse gli occhi.
Non voleva altro che dormire.
-Sorgi e risplendi mio raggio di sole...-
Quella voce sembrava così reale.
-..Sorgi per me, mio piccolo raggio..-
Buffy spalancò gli occhi e si voltò in fretta per accertarsi che tutto questo fosse reale
-...Cosa è successo alla mia bambina?-
-Non puoi essere tu...- farfugliò la bionda osservando la donna di fronte a sè
-Si tesoro, sono io- sorrise la donna accarezzandole il volto con estrema dolcezza
-Tu...-
-Si tesoro..- la donna non finì di parlare che si trovò travolta dall' abbraccio della ragazza
Le lacrime scesero copiose dai suoi occhi.
La strinse dolcemente -Va tutto bene piccola mia- le sussurrava cullandola a sè
-Sei tornata-
-Te l' avevo promesso piccola mia-
Angel sentiva le lacrime salirgli agli occhi.
Spike gli tese un fazzoletto -Ricomponiti, Orsacchiotto- gli disse sorridendogli
-Fottiti, Ossigenato- sorrise a sua volta il moro prendendo il fazzoletto
-Siete insopportabili- li sgridò con lo sguardo Cordelia sorridendo.
Ai suoi occhi erano tornati i suoi eroi.
Sorridenti nella loro fiera bellezza.
Con loro affianco avrebbero riavuto la Buffy che conoscevano.
Ora dovevano essere uniti per donarle tutto l' amore che l' avrebbe curata.
... Fear is only in our minds...
Buffy alzò la testa quando finalmente le lacrime avevano cessato di rigarle il viso
-Joyce..- le strinse le mani.
La donna di fronte a lei non era cambiata.
Le rughe del volto non le avevano tolto la sua innata dolcezza.
I fluenti capelli erano lasciati sciolti dall' austero chignon che per anni aveva dovuto portare.
Le sfiorò il viso con un dito, come faceva da bambina
-Si piccola mia-
-Perchè non sei venuta più da me?-
-Perchè tua mamma aveva fatto un' ingiunzione tutelare di allontanamento nei miei confronti..- sospirò con dolore Joyce -..ma ti guardavo da lontano lo sai?- la voce era strozzata da un singhiozzo
-Il girasole allora..-
-Si, Fred mi ha permesso di entrare in casa. Ero a Chicago quella settimana che tu..-
Socchiuse gli occhi respirando profondamente
-..Che tu eri in ospedale. Ho preso il primo aereo e sono arrivata come una pazza.-
-Grazie- l' abbracciò nuovamente
-Ora fammi vedere..- osservò le cicatrici verticali sugli avambracci di Buffy
-..Oh piccola mia..- si portò una mano alla bocca mentre le lacrime scorrevano lungo le gote
-Non fa male Joyce- la rassicurò con un sorriso
Sedeva sul letto tenendosi il polso dolorante.
*Buffy, tesoro..* vide le lacrime solcare le gote baffute della bambina
*..Cosa è successo?*
*Mamma si è arrabbiata...* la guardò negli occhi *..Ha detto che faccio schifo*
Joyce prese il polso della bambina tra le mani.
Un livido blu e nero macchiava quella pelle infantile
*Santo cielo* si morse il labbro per evitare di urlare a quella scena
*Non fa male Joyce* sorrise la bambina venendo abbracciata.
-Quanto dolore hai dovuto sopportare piccola mia- sospirò dolcemente Joyce alzandosi e tendendo la mano alla ragazza
-Io..-
-Buffy vieni con me-
-Non posso.. Io voglio dormire- l' osservava con dolore
-Amore mio, devi reagire, altrimenti il tuo corpo non ce la farà più-
-E allora troverò il mio silenzio-
-E se lo trovassimo assieme?- domandò Joyce tirandola in piedi con delicatezza.
Indossava unicamente un colpeto intimo sportivo.
La sua magrezza era alla mercee dello sguardo del fratello che trattenne appena un singhiozzo.
Prima che potesse dire nulla Cordelia lo portò fuori dalla stanza
-Non gli serve ora un fratello frignone che piange della sua magrezza- disse ferrea
-L' hai vista?Se trovo chi..-
-La vedo tutti i giorni da quando si distrugge...- trattenne le lacrime-..Pensi che sia facile sentire i suoi conati con la porta che ci divide? E voi lontani miglia a fare i rampolli..- scosse il capo-..Non cercare colpevoli chi sa dove. Siamo stati tutti noi. Vostra madre per prima. Voi con la distanza. Io con l' essere troppo accodiscendente. Abbiamo sbagliato tutti, ma possiamo rimediare, e per farlo dobbiamo essere forti-
-Quando sei maturata così?- domandò Angel osservandola
-Mentre tu diventavi un frignone a Yale- sorrise Cordelia dandogli un pugnetto sulla spalla.
-Signor Shelby..-
-Chiami William o Spike, Joyce- rispose l' uomo avvicinandosi
-Bene William...- gli sorrise-..Potresti prendere qualcosa da mettere a Buffy?-
-Certamente..- si voltò verso l' armadio ed estrasse un leggero vestito verde di lino molto corto con sottili bretelle -..Ecco-
-Grazie..- guardò con dolcezza Buffy ancora tremante ed in piedi-..Ora se tu ti vesti io preparo la cena va bene?-
La ragazza annuì stringendo tra le mani il vestito
-Non lasciarla sola- sussurrò Joyce all' uomo
-Non te ne vai vero?- domandò la ragazza con la paura negli occhi
-Neanche se tu mi cacciassi, piccola- sorrise la donna prima di chiudere la porta della camera.
Erano passati diversi minuti e Buffy osservava ancora la porta
-Ti aiuto- le sorrise Spike avvicinandosi e prendendole il vestito dalle mani
-Faccio schifo vero?- sospirò la ragazza lasciandosi vestire
-Non dirlo neanche per scherzo- la guardò seriamente prendeneola le gote tra le mani.
I loro sguardi si incontrarono.
Le parole non servivano.
Posò un lieve bacio sulla sua fronte -Andiamo, passerotto- le prese con dolcezza la mano.
Lei lo seguì.
Come aveva sempre fatto.
E come avrebbe fatto in eterno.
La cena era stata confortevole.
Sembrava di essere tornati indietro nel tempo.
Cordelia abbracciava Buffy sorridendo dei litigi tra Angel e Spike, mentre Joyce scuoteva il capo riportando la pace con il suo dolce.
La donna aveva messo a letto Buffy ed aveva aspettato che si addormentasse prima di raggiungere al piano inferiore gli altri tre.
-Grazie- l' abbracio Angel appena la vide
-Per cosa?-
-Per tutto, è la prima volta che la vedo così felice da quando sono tornato, sembra un miracolo-
Cordelia annuì -Era tanto che non rideva. Anzi tantissimo- strinse a sua volta la donna
*Non urlare, non sentirebbe nessuno* il suo sorriso era crudele nel divertimento di quel momento.
Chiuse gli occhi.
Sentiva le spinte in lei.
Il suo stomaco si contorceva.
Il suo ansimare nell' orecchio la fece tremare.
Non riusciva a muoversi mentre lui la prendeva di nuovo.
Lo sentì venire in lei e poi il suo bacio disgustoso si posò sulla base del suo collo
*Sempre la meglio, Summer..* ghignò il ragazzo *..La meglio scopata* rise forte mentre se ne andava e il corpo della ragazza si accasciava a terra.
Il suo seme colava lungo la sua gamba scottandola con la sua violenza.
Aprì gli occhi trovandosi seduta e tra le braccia di Spike che cercava di calmare i singhiozzi.
Angel e Cordelia corsero verso la porta dove c' era Joyce.
Chiuse la porta alle sue spalle -Cosa fai? Devo vederla..-
-No..- guardò il moro-..Ora c'è Spike..-
-Sono il fratello..-
-Si, lo so..- sospirò Joyce-..Andiamo a fare una cioccolata calda.-
Sarebbe stata una lunga notte.
Si scambiò uno sguardo complice con Cordelia.
Una lunghissima notte.
-Portalo via, ti prego- sussurrava stringendosi al suo petto
-E' tutto passato, pet, tutto passato-
-No, non è passato lui è qui-
-Tesoro...- la guardò negli occhi -..ci siamo solo noi qui, e nessuno ti farà più del male-
-Spike..-
-Ci sono io a difenderti..-
-E chi mi difenderà da te?- sussurrò osservandolo negli occhi.
Aveva distrutto tutto.
Il suo egoismo, le sue ambizioni, le sue troppe donne.
Tutto quello aveva reso la bambina spensierata che amava, una donna vuota e con pazzie che logoravano la sua mente.
-Non ti farò del male..- una lacrima scivolò lungo il suo volto-..Perdonami per quello che ti ho fatto-
Lei rimase in silenzio raccogliendo quella lacrima con le labbra.
Quel gesto così semplice scaldò l' animo di Spike
-Non piangere...- gli accarezzò le labbra con un dito-..Non piangere amore mio...- gli sussurrò-..perchè se tu piangi il mio cuore sanguina-
Gli portò la mano sul suo petto.
I battiti cardiaci della ragazza accarezzavano la sua pelle schiarendo il buio dei suoi sogni.
Lui l' abbracciò facendole posare il volto sul suo petto.
L' oscurità li avvolgeva, ma i loro occhi si trovavano sempre.
-Ho paura..- sussurrò la ragazza perdendosi negli occhi dell' uomo
-Non devi, tesoro, perchè tutte queste paure sono nella tua mente e ti rendono debole...- le sfiorò le labbra con le sue in un dolce e soffice bacio -..nessuno potrà mai più toccarti, te lo giuro-
Lei si accoccolò maggiormente tra le sue braccia -Grazie- gli sussurrò.
Angel aprì lievemente la porta osservando i due biondi dormire abbracciati.
Tornò in cucina con lo sguardo cupo
-Uh uh..- ridacchiò Joyce-..Qualcuno è geloso-
-Non è vero..- si affrettò a rispondere-..solo che lei è fragile e lui è vecchio-
-Ha la tua stessa età- ghignò Cordelia
-Lui ha tre mesi di più- sentenziò Angel sedendosi
-Giusto non dimentichiamocene- rispose ironica Joyce annuendo con il capo
-Ha 25 anni e lei 18, non mi sembra questa distanza incolmabile- sorrise languida la mora.
L' uomo si strozzò con la cioccolata facendo ridere le due donne sedute di fronte a lui
-Devi rassegnarti di non essere l' unico uomo nel suo cuore..- sorrise Joyce-..E questo è un bene per Buffy, la vicinanza di William potrebbe aiutarla a trovare risposte-
-Lo spero per voi che le cose migliorino con Capitan Perossido in azione- grugnì Angel
Le due donne si guardarono scoppiando nuovamente a ridere
Sentiva il suo sguardo su di sè.
Questo la confortava.
Niente più di quelle braccia la facevano sentire viva, dopo anni di morte interiore.
Si voltò incontrando i suoi occhi
-Buon giorno, tesoro-
-Buon giorno..- lo guardò aggrottando le sopracciglia curate
-Cosa succede?- conosceva ogni suo sguardo, e sapeva quando era pensierosa
-Tu..- si prese coraggio ed accarezzandogli uno zigomo con il dito riprese a parlare-..Tu stai qui con me perchè ti faccio pena?-
-Come puoi pensare questo?-
-Voglio solo saperlo-
-La risposta è no..- scosse il capo-..Non sono qui perchè mi fai pena-
-E allora perchè?-
-Perchè non c'è altro posto dove vorrei stare che qui-
Le loro labbra si sfiorarono dolcemente accarezzandosi con tiepida passione.
Sapeva che non doveva lasciarsi andare subito con lei.
La passione non doveva stravolgere il delicato equlibrio che stavano creando nella mente di Buffy,
Lei stava per dirgli qualcosa quando la testa di Cordelia sbucò dalla porta socchiusa
-Sveglia piccioncini, il sole splende, la primavera è in fiore, ma soprattutto..- fece un enorme sorriso-..Andiamo a fare shopping!- squittì battendo le mani lasciandoli soli.
-Queen C è andata- sentenziò Spike alzandosi e porgendole la mano.
Lei gli sorrise debolmente alzandosi.
Uscirono che l' aria era tiepida e il cielo terso.
Il surreale celeste rendeva l' atmosfera simile a quella di una fiaba.
Spike strinse le spalle di Buffy in un dolce abbraccio che non passò inosservato al fratello
-Rilassati, o ti spaccherai qualche dente- ridacchiò Cordelia.
Il moro smise di contrarre la mandibola osservando scettico la ragazza
-Non eri musone così una volta, la lontananza dalla mia frivolezza ti ha fatto male-
-Cordy, taci o giuro che ti mando a piedi..- osservò gli alti sandali bianchi che la ragazza indossava-..E le tue deliziose scarpe si potrebbero rovinare-
-Sei un mostro senza cuore- sibilò la mora superandolo e sedendosi affianco al guidatore,mentre Angel ridacchiava per la sua reazione.
Il paesino poco distante, in macchina, dallo chalet era incredibilmente ricco di colori e profumi.
Gli abitanti osservavano incuriositi gli 'stranieri', non riconoscendo in loro i bambini che spesso avevano visto anni indietro giocare in quella medesima piazza.
-Cordelia! Elisabeth!- una voce stridula fece voltare le due ragazze completamente assorte di fronte ad una vetrina di oggettistica
-Dawn...- disse mogiamente Buffy vedendo la ragazzina avvicinarsi ed abbracciarla con foga
-Dio sono anni che non vi vedo, ma vi trovo benissimo!E mi siete mancate, ho pensato spesso a voi...-
-Peccato non si possa dire lo stesso- rispose Cordelia prima di prendersi un pizzico da Angel
-Sai cos'è il tatto?- le sussurrò l' uomo continuando a sorridere
-Quella cosa che si usa quando non si può dire la verità?- rispose lei soave
Il moro alzò gli occhi al cielo mordendosi la lingua per non rispondere
-Non darle retta, è ancora arrabbiata per la Barbie che le hai perso- spiegò Buffy
-Oh mi spiace..-
-Mi spiace non basta, aveva un vestito di Armani quella bambola-
-Vestivi di Armani le tue Barbie?- chiese dubbioso Spike
-Certo!..- lo guardò scandalizzata la mora-..Mica potevo vestire la bambola come una stracciona quando io ero tutta firmata no?-
-Ragionamento che non fa un grinza- ridacchiò Joyce
-Come mai qui?- domandò Dawn incredibilmente eccitata di averle incontrare
-Vacanze di primavera- rispose semplicemente Buffy mettendole la mani nelle tasche dei suoi shorts neri.
Il tessuto dei corti pantaloni lasciò scivolare fuori le anche della bionda, mostrandone così il tatuaggio
-Oh mio dio, che bello!- urlò Dawn assordando la povera Joyce che le era accanto
-Uh?..- Buffy guardò in basso e notò cosa avesse attirato l' attenzione della ragazzina-..grazie-
-E chi è questo misterioso 'W'?- domandò curiosa
Angel fessurizzò gli occhi -Già, chi è?-
Spike sentì la salivazione venirgli meno.
L' amico l' avrebbe ucciso.
Lentamente.
Molto lentamente.
-E' per William..- rispose Buffy tentando di tenere il sorriso sulle sue labbra
-State insieme quindi?- domandò sempre più curiosa
-Si!- annuì Cordelia
-No!- negò Angel.
Dawn fu un attimo spiazzata dalle due risposte contemporanee -Scusate?-
-Io direi che solo Buffy e William possono rispondere- Joyce sgridò dolcemente i due mori che si guardavano in cagnesco
-Il nostro rapporto esiste da sempre..- iniziò Spike-..Negli anni si è trasformato, ora dobbiamo solo viverlo come viene e scoprire cosa potremmo costruire assieme-
Joyce annuì convinta con il capo sentendo l' emozione bloccarle qualunque parola.
Dawn e Cordelia sembravano avere una paralisi facciale tanto era duraturo il loro sorriso.
-Cosa?- ringhiò Angel
-Conosci il gioco del silenzio?..- domandò Cordelia fulminando il moro che annuì -..Ecco, inizia a giocare allora!- sibilò sommessamente nella sua direzione.
Dawn li aveva salutati invitandoli la sera successiva ad una festa che si sarebbe tenuta a casa sua, poco fuori dal paese, e dove ci sarebbero stati molti loro amici di L.A.
-Mi spiace per prima..- sussurrò Buffy
-Di cosa piccola?- domandò Spike corrugando la fronte
-Che Dawn abbia visto..-
-Tesoro, non c'è niente di male, va bene?..- sorrise-..Ora devo solo trovare il modo di sopravvivere a tuo fratello-
La bionda scosse il capo sorridendo -Non ti farà del male..- si fece pensierosa-..Credo-
-Tutto ciò è incoraggiante..- si fermò un attimo e la osservò negli occhi-..Ma la cosa più importante è che noi non neghiamo ciò che sentiamo. Ho cercato tanto questa sensazione,ho girato il mondo alla sua ricerca e tornando a casa, ironia della sorte, l' ho trovata..- le accarezzò il viso con la mano-..Non permetterò a nessuno di portarti via da me, neanche se tu lo volessi- ridacchiò abbracciandola
-Ti ho pregato di rimanere una volta. Lo farei altre cento-
-Non ce ne sarà bisogno, mi pregherai di andarmene- scherzò lui baciandole la punta del naso prima di raggiungere gli altri poco più avanti.
Le stelle adornavano il manto del cielo.
La luna nascondeva la sua pallida bellezza dietro fumose e morbide nuvole.
Sentiva la quiete della terra permeare nelle sue membra.
Il gorgoglio della cascatella del lago suonava come una dolce melodia.
La natura sembrava crearsi al massimo per regalarle quello spettacolo.
Era uscita di soppiatto da casa.
Non si era ancora del tutto abituata a ricevere così tante attenzioni da così tante persone.
-Qualche pensiero?-
La voce dietro di lei la fece voltare
-Qualcuno- sorrise lei
Le si sedette accanto passandole il braccio attorno alle spalle
-So di non essere stato il miglior fratello del mondo...- iniziò Angel-...Sono stato egoista..-
-E' vero..- sussurrò le iniziando a giocare con un filo d' erba-..Ma, per quanto l' avrei voluto, tu non dovevi starmi sempre accanto-
Si perse nei grandi occhi verdi.
Le accarezzò dolcemente il volto con la mano -Mi sei mancata-
-Anche tu- si strinse maggiormente a lui
Sembrava così piccola tra le sue braccia
-Ti difenderò sempre, tesoro- le baciò la fronte.
Socchiuse gli occhi abbandonandosi a quella sensazione di protezione.
Le pareti bianche dello stanzino la facevano sentire sicura
La stava cercando e questo non era mai un bene.
Sentì le urla della madre e il personale di servizio che cercava di calmarla.
Il portone principale sbattè tanto da far tintinnare il lampadario di cristallo dell' ingresso.
Una macchina partì lasciando dopo il rombo del motore un irreale silenzio.
La porta si aprì lentamente.
Il volto del fratello, poco più che adolescente, si illuminò in un sorriso
*E' andata via*
*Dove?*
*Non importa, ma per un bel pò non sarà a casa*
Si sedette vicino a lei.
Potè vedere il livido che si stava formando sulla faccia di Angel
Lo accarezzò dolcemente e sentì le lacrime salirle agli occhi
*Non piangere, tesoro, io ti difenderò sempre* e l' aveva stretta a sè.
-Perchè mamma ci odiava?- chiese debolmente osservando il fratello in volto
-Non tagliata a fare la madre..- la guardò dolcemente-..Era cresciuta in collegio, senza amore, circondata solo di cose e così ci ha tirati su-
-Joyce ci ha tirati su-
-Sicuramente più di nostra madre-
Alzò lo sguardo ad osservare le stelle
-Avresti mai detto che Spike ed io saremmo stati assieme?-chiese lei sorridendo
-Da piccolo ero geloso sai?..-alzò gli occhi a sua volta-..Avevi un sorriso speciale per lui-
-Veramente?-
-Si, quando lo vedevi ti si illuminavano gli occhi..- la guardò in volto-..Fin da piccolissima-
-Non è vero-
-Oh si...- annuì con il capo-..All' aeroporto quel giorno l'ho capito perfettamente-
-Cosa hai capito?- chiese lei corrugando la fronte ed osservandolo negli occhi
-I singhiozzi erano per la mia partenza, ma le lacrime erano tutte per Spike-
-Ero triste che tu te ne andassi..-
-Lo so..- le accarezzò il volto-..Ma è più facile salutare un fratello che il ragazzo che si ama-
-All' epoca non lo amavo..-
L' uomo scoppiò a ridere facendo dilatare gli occhi della sorella -..Sei impazzito?-
-Lo amavi eccome..- si fece pensieroso un attimo-..Sul mio bigliettino di arrivederci avervi fatto una cornicetta di stelline, per Spike di cuoricini..-
-Avevo dieci anni, cosa pretendevi?- domandò seccata
-No, è che nel tuo subconscio già lo amavi-
-Sei odioso-
-E tu sei insopportabile-
-Bue-
-Asina-
Si guardarono un attimo in faccia prima di scoppiare a ridere.
Ancora con le lacrime agli occhi lui le accarezzò la testa con un bacio
-Sei così bella quando ridi..- la strinse a sè respirando il profumo che emanav-..Mi è così mancata la tua risata-
-Anche tu mi sei mancato- gli strinse la mano.
Intenti ad osservare il cielo in silenzio sentirono subito il rumore di passi dietro di loro.
Spike e Cordelia compavero con due plaid e un cestino da pic nic
-Andate a fare una scampagnata in piena notte?- domandò ironico Angel
-No, solo che mi hai rubato la ragazza anche per troppo tempo..-sorrise il biondo cingendo la vita di Buffy con le mani e tirandola a sè-..Ed ora devo contare le stelle con lei-
La bionda gli sorrise mentre le loro labbra si sfioravano in un dolce e casto bacio.
Angel stava per dire qualcosa quando vide lo sguardo sognante di Cordelia
-Perchè hai quella faccia da ebete?-
-Fottiti-
-Sempre un piccola principessa-
-Fanculo-
-Di bene in meglio Cordelia-
-E' molto romantico avere un vostro litigio come sfondo musicale ad un nostro bacio- sghignazzò Spike aprendo il plaid e facendo accomodare Buffy su questo.
Cordelia ed Angel non prestarono attenzione ai due biondi e ripresero il loro battibecco.
Il mondo si era animato.
La quiete era turbata.
Eppure lei, sdraiata tra le braccia di Spike, contando le stelle e con i due mori che si insultavano, provava uno strano calore.
Forse aveva finalmente il suo silenzio?
L' espressione delusa della madre sembrava lacerarla dentro
*Sei venuta brutta, e non capisco come sia potuto accadere*
*Mamma..*
*Non mi chiamare così, sei troppo brutta per essere figlia mia*
*Scusami*
*Impossibile..* ringhiò la donna*..Forse hanno sbagliato a metterti nella culla, forse la mia bellissima bambina è finita in casa di poveracci..* la guardò nuovamente con disprezzo*..Deve essere per forza successo questo* e senza dire altro la lasciò in stanza da sola
Si osservò nuovamente allo specchio.
Non era convinta di voler andare a quella festa, ma Joyce l' aveva lavata e vestita a forza.
-Ti sta benissimo quel vestito- sorrise Cordelia
-Dici?- domandò la bionda continuando a lisciare la seta del miniabito rosa.
Aderiva perfettamente al suo esile corpo con una scollatura a cuore sul seno che si apriva poi in un deschinè sino a poco centimetri sotto i reni.
Si mosse per controllare che la minigonna coprisse i fianchi ed i glutei poi indossò i sandali che Joyce le porgeva
-Sei incatevole, e poi mi merito una serata senza voi bambini, no?- domandò scherzosamente
-Tu meriti tutto- le rispose la bionda abbracciandola con dolcezza
-Signore, dovremmo andare- intervenne Angel
*Dov'è mio fratello?*
Joyce sorrise sistemandole le trecce che le faceva ogni sera *E' uscito*
*Con Spike?*
*Si, il Signorino Shelby è passato a prenderlo e sono andati a prendere le loro dame*
*Un giorno qualcuno verrà a prendere anche me per essere la sua dama?*
*Certo tesoro..* asserì la donna*..E ricordati sempre di lasciare l' ultimo ballo per il tuo cavaliere*
*Perchè l' ultimo? Non il primo?*
Joyce scosse la testa *L' ultimo è un segno d' amore*
*Perchè?* domandò nuovamente la bambina non capendo
*Perchè nonostante la stanchezza della serata, ed il desiderio di riposare, si fa un ultimo ballo con il proprio accompagnatore per fargli capire che tutta la notte ed i precendenti balli hanno portato a lui*
*Non mi piacciono le cose romantiche* mise il broncio la bambina
La donna rise mestamente *Ne riparleremo tra qualche anno*
Joyce sembrava aver letto il suo ricordo e le accarezzò il volto con una carezza
-Permette, Signorina?- sorrise galante Spike porgendole il braccio
Buffy annuì e passò il suo braccio attorno a quello dell' uomo.
Dawn aveva organizzato le cose in grande con il suo solito tocco di pacchianeria, non per niente era la cugina di Harmony, pensò tra sè e sè Cordelia.
-Siete arrivati!- urlò la ragazzina
-A quanto pare- rispose la mora salutandola velocemente con un bacio sulla guancia e trascinando via gli altri
-Poverina, sei stata scortese!- la rimproverò Buffy
-Così mi ringrazi? Vi ho salvato, quella ci avrebbe parlato fino a farci sanguinare le orecchie- rispose Cordelia centellinando il suo drink
-Sei perfida- ridacchiò Spike accarezzando il braccio che Buffy lasciava mollemente sul suo grembo.
Chiacchieravano seduti osservando le persone ballare, quando una voce fece tremare il corpo di Buffy
-Summer, che piacere incontrarti qui..- sfoderò il suo sorriso da adulatore
-Parker..- la voce sicura nascondeva il suo terrore.
Spike strinse il pugno, mentre con l' altra mano serrava le spalle della ragazza con il suo braccio
-Posso avere un ballo con te?- domandò Parker osservandola
Cordelia scattò in piedi prima che l' amica potesse rispondere
-Non può purtroppo, Spike non vorrebbe mai, e poi è molto scortese che non lo chiedi prima a me, ci conosciamo dall' asilo-
Il ragazzo rimase sorpreso da quella reazione -Scusami, Cordelia, posso avere un ballo con te?-
-Purtroppo non posso accettare..- finse un sospiro di avvilimento -..Ho promesso ad Harmony che non ti avrei neanche guardato e..- si mise la mano di fronte alla bocca come se avesse svelato il più grande segreto del mondo
-Hamorny?- sorrise malizioso
-Non dovrei dirlo..- gli sussurrò con complicità-..ma ti desidera, corri da lei e questa sera riceverai qualcosa-
Il ragazzo non le prestò ulteriore attenzione e si catapultò in mezzo alla folla per cercarla.
Cordelia si risedette con un enorme sorriso sulle labbra
-Perchè ridi?- domandò Angel sintetizzando il pensiero anche dei due biondi
-Perchè ho detto a Parker che stasera avrebbe ricevuto qualcosa..- non trattenne una risata-..Ma non ho specificato cosa-
-Non tenerci sulle spine- la esortò la bionda
-Ho sentito dire da fonte certa, alias Lorne il capo della squadra di Basket, che di queste cose se ne intende...-
-Taglia corto Queen- la interruppe Spike
-..Che la nostra cara e dolce Harmony ha le piattole- scoppiò a ridere senza ritegno.
I due uomini si illuminarono in viso quando videro che anche Buffy, dopo un attimo di silenzio, era scoppiata a ridere.
Mentre Buffy e Cordelia parlavano con delle compagne di scuola ed Angel era stato arpionato da quella logorroica di Dawn, Spike aveva sottratto Parker dalle mani di Harmony.
-Hey amico, hai già la tua bionda, devi rompermi le palle mentre ci provo con Harm?-
-Te lo spiego con le buone, fai quello che ti pare con la ragazzetta, ma avvicinati un' altra volta a Buffy e ti ammazzo- ringhiò l' uomo
-Stai calmo, era solo una scopata, mica voglio metterci su famiglia- cercò di sdrammatizzare il ragazzo.
Lo sguardo di Spike si inscurì maggiormente e senza pensarci oltre gli sferrò in pugno in piena bocca.
Parker gemette di dolore sentendo il sangue scorrere lungo la ferita del labbro e l' alveo del dente che era saltato.
-Lei..- gli tirò un calcio nello stomaco-..Non è..- un altro calcio-..Una scopata-.
Il ragazzo steso a terra si portò le mani sull' addome cercando di proteggersi.
Un altro colpo lo prese sul mento facendolo gemere sguaiatamente.
Il biondo lo prese per il bavero della camicia ed alzando lo infilò dritto per dritto nel secchione dell' immondizia vicino all' entrata d'ingresso secondario della casa
-Amo rivangare il passato..- sorrise Spike prima di aprire il cassonetto-..E vedi di lasciarla stare, lei è mia- ringhiò per poi richiudere lo sportello dell' immondizia.
Rientrando in sala vide Harmony farsi avanti -Dov'è Parker?-
-Scusami, te lo rubato un attimo per.. Abbiamo rivangato i vecchi tempi..- sorrise Spike-..Lo puoi trovare da quella parte- le indicò la porta da dove era entrato e si diresse verso Buffy, dopo aver fatto una puntata alla band che stava suonando.
-Eri sparito- sorrise la ragazza rilassandosi nel suo abbraccio
-Sono andato a cancellare una parte della tua vita..- le sussurrò accarezzandole la guancia con la sua
Lei si tese un attimo stava per chiederi di cosa parlasse, quando vide entrare Harmony urlante inseguita da Parker sommerso di immondizia e sangue che a mala pena si reggeva in piedi.
Buffy scoppiò a ridere seguita poi da quasi tutti gli invitati.
Angel stava ancora cercando di ricollegare Spike con quello accaduto a Parker quando Cordelia lo prese per mano e lo trascinò sulla pista da ballo
-Mi devi un ballo, e questo è l' ultimo della serata- sorrise la ragazza mordendosi il labbro inferiore.
Lui le sorrise ed annuì stringendola a sè.
Buffy piegò da un lato il capo osservando i due mori danzare dolcemente.
Aveva lasciato che l' amica ballasse con il fratello e lei era uscita dalla pista da ballo.
Avrebbe trovato sicuramente un cavaliere.
L' ennesimo con cui ballare.
Ma era troppo stanca, voleva solo sedersi ed aspettare per andare a casa.
Sentì Spike alle sue spalle accarezzarle la spina dorsale, lasciata completamente nuda dal vestito, con un dito.
Socchiuse gli occhi concentrandosi su quel contatto
-Posso avere l' onore?- domandò con voce roca all' orecchio della ragazza
Lei si voltò perdendosi negli occhi di lui.
Annuì con un gesto del capo lasciandosi cullare tra quelle braccia che l' avvolgevano sicura.
L' atmosfera fu allentata dalla voce del cantante della band che disse
-Questo era l' ultimo ballo per la maggior parte di voi..- sorrise-..Abbiamo una richiesta speciale, e non si può dire di no a queste cose...- il ragazzo sorrise alla sua fidanzata che era tra il pubblico e lo invitava ad andare avanti -..Dawn mi ucciderebbe se non ascoltassi il cuore di un innamorato, quindi ora per favore lasciate tutti la pista, tranne ovviamente William ed Elisabeth, è per voi- sorrise il ragazzo.
Cordelia si illuminò trascinando Angel ad un lato della pista, mentre l' uomo grugniva cose sicuramente senza significato, e veramente poco importanti per la ragazza.
Buffy osservò incredula Spike che le sorrise stringendola maggiormente a sè
You can dance-every dance with the guy
Who gives you the eye,let him hold you tight
You can smile-every smile for the man
Who held your hand neath the candle light
But don't forget who's takin' you home
And in whose arms you're gonna be
So darlin' save the last dance for me
[Il mondo si era cancellato attorno a sè.
Tutto ciò che vedeva erano i suoi occhi verdi che lo fissavano con dolcezza.
Il velo di tristezza si facevano ogni giorno meno cupo.
Ed ora sembrava quasi di riguardare quella bambina.
Una bambina che si era trasformata in donne ed era stretta tra le sue braccia]
Oh I know that the musics fine
Like sparklin' wine,go and have your fun
Laugh and sing,but while we're apart
Don't give your heart to anyone
But don't forget who's takin' you home
And in whose arms you're gonna be
So darlin' save the last dance for me
Baby don't you know I love you so
Can't you feel it when we touch
I will never never let you go
I love you oh so much
[C' erano solo solo due.
Si perdeva in quegli occhi blu che esprimevano adorazione.
Quelle parole erano per lei.
Sentiva il cuore di lui muovere un ritmo frenetico, contagiando anche il suo.
Sentiva che le parole della canzone era ciò che lui voleva dirle.
Assaporò il suo profumo.
Annaspò nel sentire il suo fiato vicino mentre le loro fronti erano l' una appoggiata all' altra.]
You can dance,go and carry on
Till the night is gone
And it's time to go
If he asks if you're all alone
Can he take you home,you must tell him no
'Cause don't forget who's taking you home
And in whose arms you're gonna be
So darling,save the last dance for me
[No, lei non sarebbe mai stata sola.
Non l' avrebbe mai più lasciata, a nessuno.
Si appartenevano.
E per quanto questo lo spaventasse, averla vicina lo rendeva euforico.
La sua vicinanza era il balsamo che leniva ogni dolore.
Tutto era pace quando la stringeva a sè.]
'Cause don't forget who's taking you home
And in whose arms you're gonna be
So darling,save the last dance for me
Save the last dance for me
Save the last dance for me
[Michael Buble - Save the Last Dance For Me]
Si guardarono sorridendo.
Ora erano sicuri.
Ognuno avrebbe conservato sempre l' ultimo ballo per l' altra.
In quell' abbraccio entrambi erano al sicuro.
Avrebbero vegliato l' una sull' altro.
Il mondo non si sarebbe mai più frapposto fra loro.
L' ultimo ballo sarebbe sempre stato il loro.
La musica scemò del tutto, e mentre le ultime note riempivano l' aria le loro labbra si incontrarono in un bacio che sugellava quella silenziosa promessa.
Uno scroscio di applausi li riportò alla realtà.
Si separarono dal loro abbraccio lasciando le loro anime intrecciate come le loro dita.
Cordelia abbracciò Buffy dandole un bacio sulla guancia -Siete bellissimi- squittì
Angel osservò con occhio inferocitò Spike -Dopo parliamo-
-Se devi buttarmi nel bidone dell' immondizia avvertimi prima che mi tolgo questa camicia di seta- ridacchiò il biondo dandogli una pacca sulla spalla
Il moro alzò gli occhi al cielo per poi osservare la sua sorellina radiosa nel suo silenzioso sorriso
-Sei bellissima, piccola- le sussurrò baciandole una guancia prima che lei lo abbracciasse con dolcezza
-Ti voglio bene..- sussurrò lei lasciando che lui le accarezzasse la schiena
-Ti ho sempre voluto bene, briciola, e perdonami- la strinse con forza per fortificare le sue parole, semplici ma che sfiorarono l' animo della ragazza.
... One day I'm gonna forget...
Tornarono a casa e trovarono Joyce in piedi ad aspettarli.
Era in ansia per sapere come era andate la serata.
Le tre donne si ritirarono in cucina a chiacchierare di ciò che era successo alla festa, mentre Angel portò Spike a sedersi in salotto.
-Allora..- iniziò il moro accomodandosi maggiormente -..ora smetterò di essere il tuo migliore amico-
-Cosa?- chiese stupito l' altro
-..Perchè voglio parlarti semplicemente come il fratello della ragazza che ti sta donando il suo cuore..- lo guardò dritto negli occhi-..tu falla soffrire, ed io ti darò la caccia, ti troverò e ti ucciderò-
Spike rimase un attimo in silenzio per poi scoppiare a ridere
-Che fai ridi?- chiese stupito Angel
-Ora siamo tornati migliori amici?-
-Certo-
-Allora ti devo dire una cosa-
-Dimmi pure- rispose sconvolto Angel per la reazione dell' amico
-Ti devo assolutamente raccontare cosa mi ha detto il fratello di Buffy..-
-Sei un buffone!- rise Angel tirandogli un cuscino sulla faccia.
Le tre donne lasciarono la cucina sentendo le urla dei due uomini che giocavano ad azzuffarsi a cuscinate sul divano.
Cordelia e Buffy scossero la testa battendo il piede per terra, mentre Joyce ridacchiava ricordando quando tutti e quattro erano bambini.
Si diedero la buona notte e Spike si recò direttamente in camera con Buffy, ignorando il grugnito di Angel che fu trascinato da Cordelia e Joyce in camera.
*Nessuno ti vorrà più Summer..* le disse Parker avvicinandosi in corridoio a scuola*..chi vorrebbe una puttana come te?* domandò lui sfiorandole la guancia con una carezza
Lei aveva chinato il capo incapace di reagire.
Il ragazzo aveva ghignato*Sei roba vecchia, dovresti sentirti onorata del fatto che io ti scopo ancora*
*Lasciami..*
*Non hai voce in capitolo,troietta* aveva quasi urlato sbattendo il bugno contro gli armadietti dietro la sua testa.
Sospirò un attimo.
Spike la vide seduta vicino alla finestra e l' abbracciò
-Cosa succede tesoro?-
-Dillo tu a me..- si voltò per osservalo negli occhi-..Veramente tu mi vuoi?-
-Certo piccola..-
-Perchè?-
-Forse perchè io..- prese un attimo per farsi coraggio -..forse perchè ti amo-
Lei si irrigidì nell' abbraccio, che però non fu sciolto
-Non ci si può innamorare in pochi giorni-
-E chi lo dice? Considera che ti conosco da quando avevi una settimana,tralasciando che ho visto il pancione di tua madre modellarsi per te, quindi direi che ne ho avuto di tempo per innamorarmi di te-
-Ero una bambina-
-Ma già vedevo che saresti diventata una bellissima donna-
-Bugiardo-
-Hai ragione,non rende il tuo splendore la parola 'bellissima'-
-Non dire cose assurde...-
Lui le prese il volto con le mani e la guardò dritta negli occhi
-Ci dovessi mettere tutta la vita, ma ti convincerò delle mie parole, non importa cosa ti hanno detto in passato..- le sfiorò il naso con il suo-..Cancella il passato, dimenticalo, tieni solo le cose migliori e pensiamo al nostro futuro, nostro tuo e mio.-
-Spike.. - socchiuse gli occhi-..Tra poco questo momento finirà ed io tornerò a guardarti da quella finestra-
-No, non permetterò più che tu faccia ritorno in quella casa. Ti ha distrutto, ed io non lo posso più permettere-
-E dove posso andare?..- scattò in piedi lei allontanandosi-..Non facciamoci film mentali- sentì lo stomaco contorcersi e corse in bagno.
Lasciò che il corpo si liberasse tra gli spasmi.
Un braccio le avvolse la vita mentre la forte mano di Spike le sorreggeva la fronte.
L' aiutò ad alzarsi e a lavarsi i denti, poi la strinse a sè lasciandosi scivolare sul pavimento
-Ti starò affianco e supereremo ogni cosa, piccola mia-
-Come?-
-Ti aiuterò ad andare avanti, amore-
-Nessuno può...-
-Sposami- la interruppe lui
Lei si voltò di scatto -Cosa?-
-Sposami-
-Non sono un randagio che ha bisogno di essere raccattata per avere una casa e..-
Lui le tappò la bocca posando un dito sulle morbide labbra
-Sposami, perchè ti amo.
Sposami perchè sappiamo tutto uno dell' altra.
Sposami perchè solo noi sappiamo litigare e fare la pace in neanche un minuto.
Sposami perchè contare le stelle senza di te è inutile.
Sposami perchè ho bisogno di te-
Buffy rimase senza parole.
Vide gli occhi blu dell' uomo velarsi di lacrime ed amore
-Ti sposerò perchè ti amo da così tanto tempo che mi sembra di amarti da sempre.
Ti sposo perchè quando litigo con te ogni parola ha il significato contrario.
Ti sposo perchè senza di te non conto le stelle.
Ti sposo perchè anche io ho bisogno di te-
Il petto della ragazza si affaticava a riprendere l' aria che aveva svuotato i suoi polmoni.
Spike la guardò con dolcezza e la baciò con tutta la sua passione avvolgendola in un caldo abbraccio.
Un risolino nel corridoio attirò la loro attenzione.
Con uno scatto l' uomo aprì la porta mostrando Cordelia completamente adesa a questa, e subito dietro di lei c' erano Joyce e Angel.
La ragazza saltò al collo di Buffy -Ti sposi! Ti sposi!- urlava baciandole la guancia.
Angel tese la mano a Spike per poi attirarlo a sè e dargli calorose pacche sulle spalle
-Dici che dovrei scegliere come testimone il mio migliore amico o il fratello di Buffy?- chiese ironico Spike
-Fottiti biondo..-
-Angel, queste parole- lo rimproverò Joyce sorridendo prima di abbracciare la sua bambina.
-Come ci organiziamo?- chiese Cordelia mentre sorseggiavano il thè in cucina
-Ma come fai ad essere pimpante? Non ricordo una notte che non siamo finiti qui fino all' alba- chiese disperato Angel appoggiando la testa al tavolo
-Sei proprio un vecchio- ridacchiò Spike abbracciando la fidanzata
-Non ricominciamo con questa storia per favore- scosse il capo divertita Joyce
-Parliamo di cose serie..- lo sguardo di Cordelia era luminoso-..Quando partiamo?-
-Partiamo?- chiese preoccupata Buffy stringendosi convulsamente al fidanzato
-Se ti vuoi sposare, essendo tu minorenne, c'è solo un posto..- il ghigno diabolico della mora fece sospirare pensantemente Angel
-Sono circondato da pazzi- ringhiò sommessamente il moro
-E' questa la cosa divertente..- ridacchiò Spike-..Partiamo subito?- domandò a Buffy
-Si...- gli sorrise perdendosi nei suoi occhi
-Qui finiremo nei guai- specificò il Angel
-Meno male che ci sei tu a tenere alto l' ottimismo- lo derise Cordelia ridacchiando
Nessuno gli prestò più attenzione-
Tutti erano troppo eccitati nel prepararsi per l' imminente partenza
... We're all a little insane...
Buffy dormiva tra le braccia di Spike, mentre il povero Angel si era fatto dare il cambio alla
guida da Joyce, non fidandosi delle abilità automobilistiche di Cordelia.
La mora si voltò ad osservare i tre che riposavano sul sedile posteriore.
Li trovava magnifici. I due biondi dolcemente abbracciati.
Lei con il capo sul petto di lui.
Lui che le cingeva le spalle con il braccio.
Ed Angel che posava la testa sulla spalla della sorella.
-Sono una foto- bisbigliò a Joyce
La donna annuì -Hanno avuto giorni difficile..- la guardò un istante-..e anche tu-
-Io fortunatamente non ho sonno- disse sbadigliando rumorosamente
-Ne sono certa, ma riposati gli occhi cinque minuti no?-
-Si, ma solo cinque minuti..- sbadigliò nuovamente prima di lasciare che il sonno intorpidisse il suo corpo.
La macchina frenò delicatamente, ma il cessare del movimento fece svegliare gli occupanti dell' abitacolo.
Il sole era a picco sulla città, mostrandone la sua falsità.
Las Vegas.
Di notte ricca matrona mollemente adagiata su un cuscino di deserto.
Di giorno umile schiava che mostrava la sua miseria di plastica.
-Arrivati- squittì Joyce donando a tutti un enorme sorriso
-Potevi svegliarmi..- sbadigliò Cordelia stiracchiandosi-..ti avrei dato il cambio-
-Così a quest' ora saremmo tutti in rianimazione- grugnì Angel scendendo dalla macchina per sgranchirsi le gambe
-Vi prego..- mormorò Buffy portandosi una mano sugli occhi
-Ha iniziato lui..- si imbronciò Cordelia mentre usciva a sua volta dall' abitacolo venendo investita dal caldo del deserto-...Ma non potrebbero mettere l' aria condizionata?- chiese facendosi aria con la mano
-Per strada?- corrugò la fronte Angel osservandola
-Si per strada, non lo senti il caldo?-
-Queen stai zitta prima che ti ammazzi e ti seppellisca tra le sabbie del deserto- sorrise il moro avviandosi verso l' albergo.
Trovare tre stanze al Bellagio non era stato un problema.
Il dramma era stato quando Spike aveva affittato la Suite nuziale.
Il colorito giallo di Angel non prevedeva nulla di buono
-Cos' hai adesso?- chiese spazientita Cordelia
-Non voglio che mia sorella e quello dormano assieme-
-L' hanno fatto da quando siamo partiti..- sgranò gli occhi-..Sveglia!-
-E' diverso, quella è una suite per i giovani sposi-
-Loro si sposano domani!- rispose sconsolata Cordelia seguendo la cameriera che le stava sistemando i vestiti nell' armadio
-E non voglio che mia sorella si sposi con un celebrante vestito da Elvis!-
La ragazza roteò gli occhi -Ti giuro che il celebrante non starà vestito da Elvis, e ora se mi fai il favore, potresti uscire? Ho bisogno di un bagno-
-Capirai ti ho vista nuda un milione di volte da bambina-
-Quando è così..-lasciò scivolare la vestaglia di seta rossa lungo il suo corpo nudo.
Angel sgranò gli occhi osservandola.
Balbettando cose incomprensibili si fiondò fuori dalla suite tra le risate di Cordelia.
Spike osservò Buffy entrare nella suite.
Si era diretta subito verso la grande finestra che dava sul terrazzo.
Il cuore dell' uomo aveva perso un battito.
Forse stare al quindicesimo piano non era una buona idea.
Poi la vide allontanarsi e dirigersi in bagno.
Aveva lasciato la porta socchiusa.
Sapeva che era il suo modo di dargli fiducia.
Non avrebbe tentato di fare sciocchezze e questo lo fece rilassare.
Angel bussava come una furia.
Quando la porta si aprì rimase a bocca aperta.
Spike indossava un paio di occhiali da sole neri, una camicia bianca aperta, un paio di boxer e teneva una spazzola in mano a mo di microfono
-Chi ti credi Tom Cruise?- domandò spazientito Angel
-Che vuoi? Stavo..-
-Ti stavi esibendo? Fai anche le repliche?-
-La vuoi con o senza spogliarello?-
-Di questo ti sono venuto a parlare..-
-Spike?- la voce di Buffy interruppe la loro conversazione
-Scusami amico, ma il mio tesoro mi chiama- e chiuse la porta
-Ma cosa sta succedendo a tutti?- si domandò passandosi la mano tra i capelli.
Sicuramente lei lo avrebbe ascoltato.
Lei aveva sempre tempo per tutti.
Dopo aver girato in lungo e largo l' albero l' aveva trovata.
Sgranò gli occhi per la trasformazione che era avvenuta in quella donna.
La pacata Joyce si era trasfigurata in una giocatrice incallita della roulotte.
-Jo avresti..-
-Shhhh! Angel, mi sto concentrando!- disse la donna troppo presa dalla pallina che ruotava
-Si ma io..-
-Non ora caro,dopo, su!- e senza neanche guardarlo lo spinse via.
-..E questo è tutto amico- terminò Angel spingendo il bicchiere verso il barman
L' uomo scosse il capo versandogli un altro dito del liquore ambrato
-Mi scusi se mi permetto, Mr..- lo guardò dubbioso non conoscendone il cognome
-..O'Connel-
-Quel O' Connel?-
-Si-
-E il tuo amico quindi è quel Shelby?- domandò nuovamente il barman
-Si, siamo entrambi 'quelli'-
-Ah..-ridacchiò-..voi ricchi vi fate troppi problemi-
-In che senso?-
-Che siete pazzi, se mia sorella sposasse l' uomo che ama io sarei contento e soprattutto se una splendida mora, alta e con occhi da cerbiatta fosse nuda di fronte a me non scapperei a parlare con un barman qualunque-
-Mi ha preso di sorpresa e...- mise giù il bicchiere-..Come fai a sapere che è mora?-
-Perchè c'è una principessina che la guarda con occhi sognanti..- indicò con lo sguardo Cordelia in un abito bianco che osservava nella sua direzione-..E direi che la sua compagnia sia meglio della mia- sorrise
Angel lo guardò con gli occhi dilatati
-Qui siete tutti matti, amico- ridacchiò lasciandogli delle banconote sul bancone e raggiungendo la ragazza
-Ben venuto a Las Vegas- sorrise il barman osservandolo allontanarsi
Lo guardava dormire beatamente.
Le labbra socchiuse in una morbida smorfia.
I capelli ribelli che ricadevano disordinatamente sulla fronte.
I primi raggi di sole che giocavano con la sua pelle nuda.
Sorrise accarezzandogli la mano stretta attorno al cuscino.
Mormorò qualcosa e si voltò continuando a dormire.
Con un profondo sospirò posò il biglietto che aveva scritto e lo posò sul suo cuscino.
Si voltò un' ultima volta ad osservarlo ed uscì dalla stanza
Spike aprì gli occhi pigramente.
La mano vagò per la parte del letto accanto a sè.
Le lenzuola suonarono fredde.
Dilatò gli occhi temendo il peggio e scattando a sedere vide il pezzo di carta sul guanciale di lei.
Il cuore iniziò a battere freneticamente.
La paura ed i dubbi l' avevano forse vita?
Possibile che fosse scappata?
Forse credeva che il suo amore non fosse vero?
Sentì il cuore perdere colpi.
Non poteva averlo abbandonato in questo modo.
Con mani tramanti prese il foglietto e lo aprì lentamente
'Ciao Spike,
Scusami se non lì adesso con te.
Cordelia è passata a prendermi e siamo andate a fare shopping.
Ci vediamo questa sera tesoro.
Sarò quella vestita di bianco.
B
P.s I love you'
L' uomo sorrise stringendo il biglietto al petto nudo.
Si lasciò cadere sul letto ridendo come un pazzo.
Un pazzo d' amore.
-Io dico che questo è delizioso- sorrise Cordelia porgendo l' ennesimo vestito a Buffy
-Chi si occupa della cappella e delle fedi?- chiese Joyce analizzando altri vestiti
-Spike ha detto che penserà a tutto lui, e Angel invece andrà a prendere la mamma di..-
-Di chi?- chiese preoccupata Buffy voltandosi pallida in volto
-..Jennifer, tesoro, rilassati..- le accarezzò il braccio l' amica-..Non porterebbe mai tua madre qui-
-Non la voglio più vedere- bisbigliò Buffy
-Sei alsicuro piccola mia, ci siamo noi..- l' abbracciò con dolcezza-..E ora da brava prova questi vestiti così Cordelia ed io potremmo piangere a sfare- la incoraggiò con un radioso sorriso.
-Il mio bambino si sposa!-
-Mamma, ti prego- Spike cercò di liberarsi dalla stretta della madre
-Angel..- la donna si asciugò le due lacrime che erano scivolate lungo le gote-..sai che per me Elisabeth e te siete sempre stati di famiglia vero?-
-Ti ringrazio Jennifer- le sorrise lasciandosi baciare
-E mi sono presa una piccola licenza-
-Cosa hai fatto mamma?- chiese preoccupato Spike
-Ho mandato Rose, la mia cameriera, a parlare con Fred e ho fatto trasportare tutte le cose di Elisabeth nella villa, spero non sia un problema-
Angel mostrò un luminoso sorriso -Sei stata fantastica- l' abbracciò di slancio
-La piccola Elisabeth fa felice il mio bambino..- sorrise ad entrambi gli uomini-..E' il minimo che io faccia felice lei-
-Sei un angelo mamma..- la guardò inarcando il sopracciglio-..Me l' hai portato?-
-Certo!..- annuì la madre-..Come potrei dimenticarmelo?..- sorrise la donna accarezzando il volto del figlio-..E le fedi?- domandò la donna
-A quelle ci ho pensato io- sorrise orgoglioso Angel mostrando l' astuccio di Bulgari.
Le fedi in oro bianco,una più sottile ed una quasi il doppio dell' altra, splendevano sul velluto nero.
Buffy si osservò nello specchio mentre Cordelia finiva di sistemarle il velo
Poteva sentire il chiacchiericcio concitato di Joyce e Jennifer che ridevano oltre la porta che separava la stanza della sposa dalla cappella
-Sei bellissima- l' amica le accarezzò il viso abbassandole il velo
-Dici?-
-Meravigliosa..- si cancellò una lacrima sfuggita al suo controllo-..Mi sono promessa di piangere solo mentre vi sposate, ma sono così emozionata-
-Cosa diranno a scuola?- chiese preoccupata la bionda
-Che sei una stronza incredibilmente fortunata..- sorrise maliziosa-..E con uno sposo sexy-
-Mi fai paura delle volte- sorrise divertita
-Non è carino da dire alla propria testimone- le fece una linguaccia passandole il bouquet di camelie e rose bianche
Cordelia stava per uscire dalla stanza quando Buffy la chiamò
-Ti voglio bene-
-Ti voglio bene anche io- sorrise la mora uscendo dopo averle mandato un bacio.
Angel le accarezzò la mano -Sei splendida-
-Grazie..- gli passò il braccio destro attorno a quello sinistro di lui
-Ora però dobbiamo andare, altrimenti Spike muore di infarto-.
La luce che filtrava dalle vetrate creava un fascio di colori che l' avvolse.
In piedi vicino al piccolo altare la osservava camminare accanto al fratello.
Il semplice abito di seta bianca con una scollatura a cuore le accarezzava la magra figura arrivando poco sopra il ginocchio.
Era eterea nella sua bellezza.
I lunghi capelli biondi,acconciati per cadere sulla destra spalla in morbidi boccoli, catturavano la luce e la riflettevano sul suo volto, la cui bellezza permeava dal corto velo del cappellino.
Angel guardò con occhio critico il celebrante e raggiunse Cordelia, pochi passi dietro gli sposi
-E' uno scherzo?- sussurrò alla ragazza
-Tu hai detto che non volevi Elvis-
-Forse Elvis era meglio-
Cordelia roteò gli occhi -Ma non sei mai contento?-
-Scusa ma non ti sembra orripilante?-
-Aveva trovato un Elvis delizioso, ma tu non volevi-
-Quindi hai ripiegato per Fonzie?-
-E' Tony Manero, sai la 'Febbre del Sabato sera'- rispose piccata la ragazza
-Chiedo venia..- scosse il capo Angel-..Allora se non è Fonzie posso mettermi l' anima in pace e...-
Prima che potesse continuare a lamentarsi la ragazza lo baciò con trasporto.
Lo lasciò senza fiato e senza parole
-Ora almeno starai zitto- sorrise divertita riprendendo a seguire la cerimonia.
-..E con l' autorità conferitami dallo stato del Nevada, vi dichiamo marito e moglie..- l' alquanto bizzarro celebrante sorrise a Spike -..Può baciare la sposa-
L' uomo alzò il velo della ragazza e si avvicinò alle labbra -Ti amo..- le sussurrò mettendo all' anulare sinistro una fede di smeraldi -..E' della mia famiglia da nove generazioni, sancisce la continuità di noi...- poi le mise la fede-..Questo sancisce il nostro amore-
Gli gettò le braccia al collo e si perse nel loro bacio.
Si osservarono negli occhi per un attimo -Anche io ti amo- rispose lei.
Legandosi a lui era finalmente libera.
Donandosi ad una persona avevrebbe finalmente potuto ricostruire se stessa.
Per la prima volta dopo tanto tempo sentì il cuore seguire un dolce ritmo.
Angel sorrideva osservando la sorella volteggiare tra le braccia di Spike
-Sono proprio una bella coppia- la voce di Cordelia lo distolse dai suoi pensieri
-Si- abbassò lo sguardo accigliandosi un poco
-Cosa succede?- gli domandò la mora
-Nulla..- prese un profondo respiro-..Ho chiamato papà per dirgli che Buffy si sposava-
-E lui?-
-Il solito. Era troppo impegnato con le gemelle-
-Come sempre...- commentò acida la mora bevendo in un soffio il suo champagne-..Tanto non l' avrebbe voluto qui-
-Dici? Lei adorava papà quando..-
-Quando era a casa, ma appena se ne è andato è sparito, volatilizzato- sottolineò Cordelia
-Lo sentiva poco?-
-Lo sentiva nulla..- si morse il labbro inferiore-...Non è mai venuto a casa dopo che sei partito, e lei non è mai potuta andare a Chicago a trovarlo-
-Nikki non voleva?-
-Esattamente, poi dopo che sono nate le gemelle ti lascio immaginare-
-Io..- sospirò appena-..Spero solo che Spike la faccia felice-
-E' l' unico che può..- prese il suo bicchiere e quello di Angel e li porse entrambi al cameriere-..E ora fammi ballare, non amo fare da tappezzeria-
-Come desideri- le sorrise porgendole la mano.
Cordelia si strinse la braccia del suo cavaliere.
Le sue ragazze si incontrarono in un dolce sguardo.
Si sorrisero.
*Tuo fratello è veramente bellissimo...* sospirò la ragazzina guardando una foto di Angel
*Si* sorrise Buffy sedendosi sul letto accanto a Cordelia
*E' il mio cavaliere senza macchia e senza paura...*
La ragazzina mora non accennava a togliersi dal volto l' espresione beata, ma gli occhi neri ardevano di qualche strana forza
*..Un giorno tu sposerai Spike, ed io sposerò tuo fratello* disse risoluta
* Tu sogni troppo* scosse il capo la bionda sorridendo
*E' vero, ma sbaglio mai?*
*Bhè Victoria Adams non è diventata presidente degli USA come avevi predetto* azzardò Buffy
*Quello perchè la gente non capisce nulla...* fece una smorfia con il naso*..Però ha sposato David Beckham! Vuoi mettere?*
Buffy scoppiò a ridere *Sei senza speranza*
Invece entrambe avevano trovato la loro speranza.
Ora sorridevano felici.
Il passato si era riversato con prepotente gentilezza nel presente.
Ed il presente era stretto tra le braccia del futuro.
La sera era calata su Las Vegas.
Le luci la rendevano magica inebriando con i propri colori.
Città di tutto il mondo erano state ricostruite in plastica.
Tutto sembrava accendersi di vita dopo il tramonto.
Giochi d' acqua rendenvano l' atmosfera magica.
I desideri sembravano prendere forma.
Ogni cosa appariva sotto la splendida gaiezza dei propri sogni.
L' aria era elettrica e mutava ogni cosa in nuova esperienza.
Il chiasso si trasformava in festa.
Le parole in melodia.
Le file di persone erano pericolose arterie cariche di adrenalina.
Jennifer e Joyce avevano deciso di rimanere in albergo.
La notte era solo loro.
Spike aveva affittato una limousine bianca per girare la città e continuare i festeggiamenti assieme alla sposa e ai due amici.
L' aria fresca le lambiva il collo ed il volto con dolci carezze.
Il profumo di lui le scaldò il cuore
-Non prenderai freddo?- chiese cingendole la vita
-Siamo nel deserto- sorrise lei posando la testa sulla spalla del marito.
Rimasero qualche minuto in silenzio.
Le loro figure erano strette in quel dolce abbraccio fuori dal tettuccio della limousine.
Insegne luminose attiravano l' attenzione di Buffy.
Le additava divertita indicandole a Spike,il quale sorrideva della genuina contentezza della sua sposa.
-La torre Eiffel!- squittì la bionda
-Andremo a vedere quella vera questa estate amore, se lo desideri-
-Veramente?-
-Certo..- le fece voltare appena la faccia per posarle un dolce bacio sulle labbra-..Voglio darti tutto quello che fa nascere il sorriso sul tuo viso-
-Basti tu..- sussurrò chiudendo gli occhi e respirando il suo profumo.
Trascorsero la serata in vari locali.
Ridevano, ballavano e bevevano, beadosi l' uno della compagnia degli altri.
La notte andava avanti lenta sulla città in movimento.
La frenesia aveva avvolto i quattro.
Erano circondati da una spirale di colori e risate.
Nessuno poteva resistere alla magia notturna della Città del divertimento.
Tutto attorno a loro era intrinso di piacere e desiderio di scoperta.
La sera stava lasciando lentamente posto alle ore che precedevano l' alba.
La frenesia di Las Vegas non si sarebbe fermata per diverse ore.
Solo il sorgere del sole avrebbe decretato la fine del vero divertimento.
Cordelia era stretta tra le braccia di Angel.
-Non si è ancora svegliata?- domandò Buffy a bassa voce nell' ascensore
-Temo che l' ultimo bicchiere di vodka l' abbia stesa...- ridacchiò il fratello-..Le avevo detto che non poteva vincere contro di me-
La bionda scosse il capo sorridendo.
I due biondi salutarono Angel che barcollante cercava di sorreggere la ragazza tra le braccia e contemporaneamente imprecava contro la serratura elettrica della sua suite.
Era nervosa.
Sentiva le mani tremarle mentre cercava di togliersi le forcine dai capelli.
Il tocco caldo e gentile di Spike la fece rilassare.
Alzò il volto incontrando il riflesso del viso di lui.
Era concentrato ad aiutarla, ma non dimetteva il sorriso che gli increspava le labbra
-Te l' ho già detto che sei bellissima?-
-Si- rispose con dolcezza
-E che ti amo?-
-Giusto qualche centinaio di volte- si morse il labbro inferiore
Lui si chinò baciandole il collo e sussurrandole rocamente -E che ti desidero?-
Lei si voltò di scatto trovandosi a pochi millimetri dalle sue labbra.
Socchiuse gli occhi lasciando che lui ne prendesse possesso.
Reclinò il capo affinchè lui avesse maggior accesso a lei.
Desiderava solo abbandonarsi al suo dolce tocco.
La pelle bruciava di un desiderio sconosciuto.
La paura sembrava dissiparsi mentre le mani di lui le cinsero la vita aiutandola ad alzarsi.
Abbracciò il suo collo mettendosi in punta di piedi per spingere maggiormente verso le labbra dello sposo.
Si osservarono per un lungo istante negli occhi.
I loro sorrisi erano l' immagine della loro felicità.
I cuori urlavano all' unisono il loro amore.
Si spogliarono con lentezza.
Venerarono l' uno il corpo dell' altro con carezze ebra di dolce sensualità.
Non c' era fretta.
Entrambi risorgevano dalle ceneri di una vita priva di amore.
Riscoprivano piano i loro odori.
Mordevano la pelle del compagno assaporando la consistenza della persona desiderata.
I gemiti giungevano melodici alle loro menti.
Il tocco gentile sfiorava i loro volti.
Gli occhi erano incatenati in un gioco di reciproca attenzione.
Non c' era fretta.
Ogni istante non era sprecato.
Vivevano la pienezza del sentirsi amati.
Costruivano con delicate carezze il loro desiderio.
Lei lo accolse in sè gemendo il suo nome.
Le pelli erano velate di sudore.
Piccole gocce scendevano dalla fronte dell' uomo.
Spingeva in lei con desiderio, ma senza lasciare andare il suo lato selvaggio, che urlava per la passione che provava verso quella piccola creatura sotto di lui.
Il corpo di lei fletteva accompagnando i suoi movimenti.
Entrambi si perdevano in ogni singola emozione.
Il tango dei loro corpi era sensuale e pieno di amore.
Non c' era fretta.
Il ventre di lei accolse in sè il suo caldo seme.
Il seme di lui trovò casa in lei.
Non erano più soli.
-Ho smesso di prendere la pillola- sussurrò osservandolo con occhi speranzosi e mordendosi il labbro inferiore
Spike dilatò gli occhi e le sorrise -Hai fatto splendidamente bene-
Buffy squittì di contentazza abbracciandolo -Ti Amo-
-Ti amo anche io, Pet- la baciò mollemente sulle labbra.
Rotolò sulla schiena portandola su di sè, senza però uscire da lei.
-Per fare un bambino però ci dobbiamo impegnare..- sorrise malizioso-..Ci vuole tanto, tanto, tanto impegno-
Lei rise scioccamente -Immagino che ti sia pronto a sobbarcarti una simile fatica-
Sospirò fintamente -E' uno sporco lavoro, ma qualcuno lo dovrà pure fare no?-
Risero assieme coccolandosi ed amandosi con dolcezza.
Il sole sorgeva fuori.
Il mondo si risvegliava a nuova vita.
Amandosi nuovamente bruciavano le ceneri del loro passato.
Non era stato facile affrontare il mondo.
Non lo era mai stato.
Gli occhi sembravano puntarsi con durezza su di lei.
La guardavano come una scappata di casa.
Una reietta.
Gli ultimi due mesi prima del diploma era stata al centro di ogni tipo di pettegolezzo.
Era stata accusata da tutti di aver abbandonato la madre morente.
Nessuno vedeva la realtà.
Glory era morta per il desiderio dell' eterna giovinezza.
Era mancata in quella sterile e asettica sala operatoria.
Sterile come la sua vita.
Asettica come il suo cuore.
Lei non aveva avuto la forza per essere al capezzale della donna che si stava spegnendo.
Angel si era fatto carico di ricevere gli ultimi insulti della madre.
Neanche sul letto di morte aveva risparmiato i figli con il suo veleno.
L' avevano sepolta senza lacrime o dolore.
Era semplicemente stata tumolata nella cripta che si era fatta erigere in vita.
A diploma consegnato erano andati via.
Era stanca di sentirsi isolata dal mondo.
Voleva ricostruire tutto.
E per farlo bisognava prima demolire le macerie che circondavano il suo cuore.
-La dottoressa Caulier l' attende, Madame Shelby- sorrise dolcemente la segretaria
-La ringrazio- sorrise a sua volta la bionda.
Busso lievemente alla porta prima di ricevere l' invito ad entrare
-Elisabeth..- una donna di mezza età dai lunghi capelli neri le andò incontro-..Come stai?-
-Sto bene..- le sorride radiosa-..Sto veramente bene ma..-
-Ma?- fece un gesto con la mano invitandola ad accomodarsi e contemporaneamente ad andare avanti nel suo discorso
Lei negò con il capo-..-Ma ero qui solo per salutarla-
Il volto della donna si illuminò -Si?-
-Si..- la guardò dritta negli occhi-..Ora sono pronta a non avere più un sostegno fisso-
-Sono pienamente d' accordo con te..- l' abbracciò con dolcezza-..E sono felice di sentirti dire ciò..- le accarezzò il viso con fare materno-..Però voglio che tu ti senta pienamente libera di chiamarmi a qualunque orario, anche solo per parlareo per prenderci una cioccolata,compris?-
-Si,grazie..- le baciò una guancia-..Grazie di tutto-
-L 'amour a tout fait- rispose sorrdente la donna.
Camminava felice per Galeries di Les Halles.
Sentiva il cuore ormai completamente libero da ogni pensiero.
Era libera.
Rideva volteggiando nel suo corto cappotto di cachemire nero.
Volteggiava felice, sotto lo sguardo di alcuni passanti.
Non importava se la guardavano.
Non potevano che essere invidiosi della sua felicità.
Era libera.
L' appartamento era poco distante da Montmartre.
Lì lei aveva aperto la sua galleria d' arte.
Dipingere la rendeva incredibilmente soddisfatta.
Ed il successo che aveva avuto l' aveva resa orgogliosa di sè.
-Bentornata Signora- il sorriso di Adélaïde l' accolse con gentilezza
-Grazie..- le porse il capotto e la borsetta -...Sono in casa?-
Prima che donna potesse rispondere l' aria fu riempita da cristalline risate
-Direi di si, Madame- ridacchiò
-Direi anche io..- sorrise scuotendo il capo ed attraversando in fretta il salone.
Lungo il corridoio si lasciava guidare eslcusivamente dal suono celestiale di quel ridere così infantile e puro.
-..Quindi volevate fare le furbe eh!- disse con finto bronciò Spike stringendosi le braccia attorno al corpo
-No, papà..- rise la bambina più grande per poi voltarsi verso la porta-..Maman!- squittì correndole incontro
-Maman!- la seconda bambina, poco più piccola seguì di corsa la sorella
Buffy si inginocchiò sul tappeto lasciandosi abbracciare con foga dalle sue bambine
-Louisette, Vivienne..-le baciò entrambe sulla fronte stringendole a sè-..Avete fatto imbronciare papà?-
-Faceva lo sciocco..- rispose Vivienne-..Dice che preferiamo le storie di Zio Angel alle sue-
-E non verò,maman- sottolienò Loiusette
-Lo sa anche papà che non è vero, mie piccole pesti..- sorrise la donna abbracciandole nuovamente e baciandole sulle rosee gote-..Ed ora a lavarvi le manine..- si alzò spingendole scherzosamente verso il loro bagnetto privato.
-Bentornata..- le sussurrò il marito aiutandola ad alzarsi per poi baciarla con dolcezza-..Mi sei mancata oggi-
-Anche tu...- gli accarezzò il volto con la mano-..Ma dovevo andare dalla dottoressa Caulier-
-E cosa ha detto?- chiese sfiorandole il naso con il suo
-Io le ho detto che ora mi sento bene,, realizzata, e che posso e voglio farcela esclusivamente con le mie gambe-
-Sono felice amore...- sorrise di gioia-...Sono felice che tu ora stia completamente bene-
-Sei felice?- domandò lei abbracciandolo maggiormente, ma senza perdere il contatto con i suoi occhi
-Non lo potrei essere di più, Pet-
-Ne sei sicuro?- chiese con aria maliziosa accompagnandogli la mano adornata dalla fede sul suo ventre piatto
Spike la guardò un secondo increspando la fronte.
Poi un sorriso immenso si dilatò sulle sue labbra -Noi...-
-Si...-.
La sollevò in aria roteando su stesso.
Le due bambine e Adélaïde li guardarono dalla porta, domandandosi il perchè di un simile comportamento euforico.
-Lo sai che Cordelia trascinerà qui il povero Angel con il primo aereo utile da Berlino?- domandò Spike abbracciadola
-Esattamente come Jennifer e Joyce si attraverseranno tutto il mondo per assistere alla lievitazione della mia pancia con urletti continui di gioa- ridacchiò la donna posando il capo sul petto del marito
-Ti amo...- gli disse alzando il volto per guardarlo negli occhi
-Ti amo anche io...- le baciò dolcemente le labbra-..Ma non chiamerò mai mio figlio Jean-Baptiste- ringhiò dolcemente
Lei ridacchiò allungandosi per baciarlo mollemente -Ora dobbiamo dare la notizia al pubblico..- indicò con gli occhi le due figliolette che tenendosi per mano aveva inclinato la testa un lato per capire cosa stessero borbottando i genitori-..Per quanto riguarda il nome ne riparliamo questa sera..- gli sorrise malziosa -..A letto-.
Lui scosse il capo divertito guardandola muoversi verso le bambine che le saltarono nuovamente al collo.
Guardò le sue donne abbracciarsi e rotolare giocosamente a terra.
Avevano passato momenti bui in quei sei anni.
Alcuni pensavo che lui si fosse sacrificato per la sua moglie pazza.
Scosse la testa.
Buffy era considerata pazza dall' ottusa popolazione di L.A.
La cura psichiatrica era stata necessaria visto il passato che la tormentava.
La depressione si era affievolita nel tempo.
Delle volte risaltava fuori prepotentemente.
Ma lui mai aveva pensato di abbandonarla.
Sarebbe morto all' istante.
A Parigi erano rinati entrambi.
E nella rinascita aveva creato la loro famiglia.
Forse si erano sacrificati entrambi.
Ma erano l' uno il dolce sacrificio dell'altra.
Fine
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