Scared
Subject: AU (tutti umani).
Warnings: No.
Rating: NC17.
Genere: Romance.
Lunghezza: Ficlet (3510 parole)
Summary: Buffy sta per sposarsi, ma ha paura. Cosė va dal suo migliore amico, Spike, il ragazzo che conosce da quando č nata, per chiedergli di aiutarla...
Disclaimer: Non possiedo niente, ecc ecc ecc.
Permesso dell'autrice: Sure, I'd be happy for you to translate it. Thanks for checking first. Best of luck!
Link per la ff originale: http://www.spikeluver.com/SpuffyRealm/viewstory.php?sid=10636
Buffy bussò gentilmente alla porta dell’appartamento del suo migliore amico, tenendosi la testa per la vergogna. ‘Non stai per chiedergli di farlo. Non stai per chiedergli di farlo, capito Summers? È ridicolo’.
Fece un passo indietro e stava per scendere le scale ma la porta si aprì e si trovò faccia a faccia con Spike, senza maglietta, evidentemente appena uscito dalla doccia, con degli stretti jeans neri addosso. Soppresse un sussulto e gli sorrise, mormorando timidamente “Ciao Spike”
“Ciao gattina. Che ci fai qui?” aggrottò la fronte e le prese la mano, guidandola dentro l’appartamento “Perchè stavi lì sul pianerottolo? C’è qualcosa che non va?”
“No. Niente. No signore” sorrise e con un sorriso nervoso, insistette “Sto benissimo. Pensavo solo che potevamo passare il venerdì sera insieme come sempre”
“Si, ma hai delle cose da fare domani. Delle grandi cose da fare” forzò un sorriso e notò che Buffy fece lo stesso, abbassando la testa per la vergogna. Spike sospirò e la fece sedere sul divano “Dimmi cosa c’è che non va”
“Niente” mormorò Buffy, tenendosi la testa di nuovo“Paura, dolcezza?” suppose, prendendole la mano.
“No!” insistette, pensando al suo fantastico Angel “Dio, no”
“Allora cosa c’è?” chiese, passando la mano sui suoi morbidi boccoli biondi, confortandola nel loro segreto modo.
Buffy sorrise e sussurrò “Domani mi sposo, Spike
Lui annuì e mormorò “Lo so”
Notò la tristezza nei suoi occhi e si avvicinò “Hey... dammi un sorriso”
Lui forzò un sorriso e abbassò la voce, che minacciava di spezzarsi mentre mentiva alla sua migliore amica “Sono felice per te, principessa”
“Non so se io lo sono” susurrò Buffy, sperando che lui non sentisse.
Spike la guardò curioso “Cosa c’è?”
“Ho paura di qualcosa” mormorò Buffy, arrossendo mentre lo guardava “Non so se posso dirtelo, però”
“Hey” Spike aggrottò la fronte e le prese la mano determinato “Puoi dirmi tutto quello che vuoi. Faresti meglio in effetti. Mi sto perdendo per quell’idiota, ma se c’è qualcosa che vuoi toglierti di dosso, dimmelo”
“Dio, che insistente” lo prese in giro, sorridendo “Lo so”
“Allora, cos’è?”
“Ricordi...” sospirò reminiscente, e sorrise mentre continuava “Ricordi quando uscivo con Riley alle medie? Com’ero nervosa di baciarlo, così ti ho chiesto di baciarmi perché sapessi com’era?”
Spike si chiese se lo stesse prendendo in giro. Era stato undici anni prima ed era tutto ciò a cui pensava, a quanto morbide fossero le sue labbra, come la sua mano tenesse la sua, come tutto il suo corpo fosse teso dall’ansia, come arrossiva. Aveva passato undici anni a maledire il momento in cui aveva interrotto il bacio. Le sorrise con più sicurezza di quella che realmente sentiva “Si”
“Beh... io...” Buffy sospirò e sbottò rapidamente “Spike, sono ancora vergine”
“Lo so” rispose Spike, guardando ammirato come la sua mascella si spalancò. Rise gentilmente “Su, gattina. Ti conosco. Ti ho conosciuta per tutta la vita, e se avessi fatto sesso me l’avresti raccontato”
“Beh, sono rimasta vergine per tutto questo tempo perché ho sempre voluto essere nuova per mio marito. Ma non penso che Angel ci tenga... penso che lui voglia una donna più esperta” guardò Spike mentre scoppiava a ridere “Bene, ridi quanto vuoi”
Si alzò per andarsene ma la prese e se la tirò in grembo, abbracciandola e sussurrandole “Sarai grande, gattina. Non devi preoccuparti”
“Davvero?” Buffy lo guardò, mettendo il broncio “Ho paura, Spike”
“Paura?” era esattamente quello che le aveva detto undici anni prima, per il loro bacio. Il cuore di Spike gli saltò alla bocca e iniziò a tossire mentre Buffy continuava.
“Non voglio che Angel sia il mio primo, non penso. Lo amo e tutto ma... non so... voglio stare con qualcuno di cui mi fido”
“Tu... non ti fidi di lui?” disse passandole una mano tra i capelli
“Non quanto mi fido di te” sussurrò Buffy “Ti conosco da sempre... e ho pensato che forse... dovresti essere tu. Così saprei com’è... così saprei cosa fare... così... così... non lo so. Non sarebbe tradire, sei tu, Spike... sei tu...”
“Hmm” Spike si spostò da lei e si schiarì la gola a disagio.
“Sarebbe strano?” si preuccupò, le lacrime iniziarono a formarlesi negli occhi.
“Oh, non iniziare a piangere adesso. Sai cosa mi fa” la riprese in fretta tra le braccia, e insistette “Davvero vuoi che sia io il tuo primo? Su, Buffy... sono io...”
“Io mi fido di te, e ti amo” disse, notando il suo rossore all’affermazione. Fremette e chiese preoccupata “Tu non vuoi? Voglio dire... è okay se non sei attratto da me...”
“Buffy, tu sei bellissima” sorrise timidamente alzandosi, e alzando lei con lui “Adorerei farlo, gattina, ma...”
“Cambierebbe le cose?” disse, iniziando a spostarsi “Non voglio cambiare le cose, Spike”
“Niente può cambiare le cose tra noi, Buffy” promise, anche se non ne era convinto. La prese tra le braccia e si chinò a baciarla quando Buffy sussultò.
“No! Niente baci” fremette mentre lui rideva e chiese “Cos’è così divertente?”
“Io devo baciarti, piccola” mormorò, abbassando le labbra sulle sue. Il suo cuore iniziò a battere rapidamente nel suo torace mentre la lingua entrava nella sua danzandoci insieme, allacciando le braccia attorno alla vita. Buffy sussultò e si sciolse tra le sue braccia, completamente succube del bacio. Era fantastico, e il mondo sembrò eclissarsi. Prima che lo sapesse, era sdraiata sul suo letto, e i baci si stavano spostando sul suo collo.
Gridò in sorpresa quando Spike chiuse la bocca su un suo capezzolo tra il reggiseno e la maglietta iniziando a succhiarlo. Prese il lembo della sua maglietta e sussurrò “Posso?”
Buffy annuì meglio che potè, e in pochi secondi lui le era addosso come gelatina. Buffy si sedette perché potesse toglierle la maglietta dalla testa e slacciarle il reggiseno sulla schiena. Mentre il pizzo nero le veniva tolto Spike lo tenne tra le mani per un momento e sorrise “Questo è maledettamente sexy, amore”
Buffy arrossì e lo gettò da una parte sorridendo, quando lui con le mani trovò il suo seno. Lo guardò affascinato sussurrando “Sei bellissma.”
Gemette mentre le sue mani scorrevano di lei come il fuoco. Le sue dita iniziarono ad accarezzarla in lunghe carezze lussuriose piene d’amore. Buffy arcuò la schiena e gridò nella notte quando la sua lingua trovò il suo capezzolo sinistro e gli si arricciò contro. Iniziò a contorcersi, alzando i fianchi mentre le sue mutandine diventavano bagnate. Le mani di Spike le afferrarono i fianchi mentre si avventurava lungo il suo corpo, segnando il tragitto con soffici baci e piccoli morsi.
Raggiunse le sue cosce e la guardò curioso, mentre accarezzava la sua gonna. Buffy annuì e lui la tolse rapidamente, gettandola via, e rimase a guardare le sue mutandine rosse di pizzo, come lo era stato il reggiseno. Avrebbe voluto strapparlo via, spingerla a terra e scoparla sul pavimento.
Ma lei era Buffy. La sua Buffy. La Buffy che conosceva fin da quando erano piccoli. La Buffy che aveva amato per venticinque anni senza dire una parola. Ed era quasi nuda di fronte a lui. Spike deglutì, la sua erezione ora era dolorosa e premeva contro i jeans. Prese Buffy e la mise in piedi, voltandola per premerle dolci baci sulla schiena mentre le sfilava lentamente le mutandine. La rimise sul letto e montò su di lei, baciandole le gambe e le cosce fino al centro.
Era divina. Mai toccata, mai amata, tutta sua. Spike mise una mano sulle sue coscie e le separò dolcemente, un lieve gemito le uscì dalle labbra mentre la guardava. La voce preoccupata di Buffy interruppe i suoi pensieri “Sono okay?”
“Cosa? Oh, Dio, gattina...” la guardò adorante e le sussurrò “Sei perfetta. Sei la cosa più bella che ho mai visto”
Sussultò mentre un suo dito girò lentamente attorno al suo clitoride, e poi scivolò tra le sue pieghe. Spike guardò il suo dito, scintillante dei suoi succhi, e incontrò i suoi occhi, leccandoli via. Buffy sentì più fluidi scenderle dalle gosce e lo pregò “Toccami, Spike. Per favore... ho bisogno di te”
“Anche io ho bisogno di te amore” disse, aprendole di più le gambe “Ho bisogno di te più che mai”
Era troppo eccitata per rendersi conto delle sue parole e gli passò le dita tra i capelli, alzando i fianchi disperatamente. Spike passò la lingua tra le sue labbra e attorno al suo clitoride, facendola tremare. Poi fece scivolare la sua lingua dentro di lei. Buffy si arcuò sul letto e gridò mentre l’orgasmo la colpiva forte. Il suo intero corpo si scosse per la passione e il piacere che le aveva fatto sentire, e quando finalmente collassò sul letto, atterrò tra le sue braccia.
“E’ stato fantastico” mormorò “E’ stato... oh mio Dio...” Spike rise, respirandole sul collo. Buffy lo guardò e sussurrò “Perchè non ti spogli anche tu, piccolo?”
Il ‘piccolo’ lo tese un momento, facendogli sentire come se non fosse solo una notte di passione, come se lei ricambiase sul serio il suo amore e volesse di più che imparare com’era stare con un uomo.
Anche se lei non l’avesse amato come lui amava lei, anche se non voleva esattamente quello che voleva lui... si fidava di lui. Lo amava abbastanza da lasciargli fare questo. Era abbastanza per lui.
Spike si alzò e si slacciò la cintura, poi abbassò i pantaloni. Vide Buffy spalancare gli occhi alla vita di lui e ghignò “Si, passerotto?”
Lo guardò scioccata, chiedendosi se era così eccitato per lei. Il suo membro stava dritto in piedi, premendogli contro lo stomaco, lungo, largo, duro. Si trovò con l’improvvisa voglia di volerlo leccare e arrossì pesantemente. Questo era il suo amico, il suo migliore amico al mondo, che amava più di ogni altra cosa.
‘Più di Angel?’ si chiese, maledicendosi per il pensiero, Buffy scosse la testa immediatamente e guardò Spike mentre allacciava le dita attorno alla punta del suo membro. Lui sussultò e lei istantaneamente si preoccupò “Ti ho fatto male?”
“No. Continua a farlo” mormorò, collassando sul letto accanto a lei. Sorrise e gentilmente prese la sua erezione di nuovo, strofinando la sua lunga asta con la sua mano tenue. Mentre lui continuava a gemere e grugnire sotto il suo tocco, Buffy divenne più sicura di se e più determinata, abbassando le mani ad accarezzare i suoi testicoli. Un grido soffocato del suo nome gli uscì dalle labbra e Buffy appoggiò un dolce bacio sul suo ombelico, muovendosi lentamente più in basso. Buffy tracciò con la lingua una scia intorno alla punta del suo membro e lo circondò. Lo sentì tendersi e si fermò un momento, poi si rese conto che era una tensione positiva. Sorrise tra se, e l’aria calda del suo respiro lo toccò, la gola vibrò contro di lui. Tenne i suoi testicoli tra le mani e li strinse leggermente, e con un grido del suo nome Spike venne. Buffy mise due mani contro il suo torace e sorrise mentre deglutiva.
“E’ stato bello, piccolo?” sussurrò, accarezzandogli il torace.
“E’ stato maledettamente... fottutamente... perfetto” le ricadde tra le braccia e la portò sul letto con lui “Non ti ho mai voluta così tanto in tutta la mia vita”
Voleva chiedergli se significava che prima non la voleva e ora si, ma non c’era tempo per le parole, lo baciò appassionatamente. Buffy lo sentì crescere di nuovo, premendo contro la sua entrata. Gemette e turbinò i fianchi, pregandolo silenziosamente di entrare e fare l’amore con lei.
E fu come se lo stesso pensiero cogliesse entrambi nello stesso momento. ‘Fare l’amore? È questo che stiamo facendo?’ si morse il labbro e sussurrò “Ho paura”
“Non ti farò male” promise, aprendole di più le gambe. Sfregò la sua clitoride gentilmente e le baciò il viso ovunque “Sarà bellissimo, piccola”
“Lo so” sorrise mentre lui metteva la sua mano sinistra dietro il suo collo, usando la destra per accarezzarla gentilmente. Buffy sussultò e alzò i fianchi, bramando il suo tocco. Spike premette un soffice, rassicurante bacio sulle sue labbra e poi spinse dentro di lei, ruggendo mentre lei lo circondava nel suo calore. Buffy gridò per lo shock che la prendeva, e i suoi occhi quasi le uscirono dalle orbite, piene di lacrime.
“Mi dispiace” sussurrò Spike freneticamente, iniziando a uscire da lei.
“No, non esserlo” prese un respiro e iniziò a muoversi sotto di lui, prendendolo più profondamente. Il dolore sparì presto. Gli allacciò le braccia al collo mentre spingeva gentilmente dentro di lei, le mani sui suoi fianchi. Buffy gridò a ogni spinta, e lui continuò a sfregarle la clitoride, duplicando le sensazioni che già viaggiavano dentro di lei.
Era tutto ciò che avrebbe mai immaginato. Da quando aveva nove anni e le aveva baciato un ginocchio quando l’aveva sbucciato cadendo dalla bicicletta, o da quando ne aveva tredici e gli aveva chiesto di baciarla, o da quando ne aveva diciotto ed erano rimasti fuori sotto la pioggia. Quando finalmente era entrata in casa sua, erano corsi sotto la doccia nello stesso tempo, e si erano visti nudi. Buffy aveva detto che non le importava e aveva tenuto gli occhi aperti mentre si lavavano a vicenda, piazzando casuali baci qua e là.
Questo era meglio di ogni altra cosa. Stava finalmente facendo l’amore con lei, ed era fantastica. Spike guardò nei suoi occhi di smeraldo e la baciò, tenendo una mano nei suoi soffici occhi dorati, un più appassionato atto del loro modo di confortarsi. Buffy gridò mentre lui premeva più profondamente dentro di lei, e con un grido del suo nome venne forte. Vederla volare in estasi gridando il suo nome era più che sufficiente per mandarlo oltre il limite, e con una spinta finale nel suo caldo centro, gridò “Cazzo! Buffy, ti amo, ti amo!”
Le sue parole furono scioccanti ma la portarono oltre il limite per la seconda volta, e ricaddero l’uno nelle braccia dell’altra mentre il picco se ne andava lentamente.
Mentre tornava a terra, Buffy aprì gli occhi e lo guardò confusa. Spike saltò fuori dal letto, mormorando tra se “Cazzo, cazzo, cazzo, cazzo!”
Prese le lenzuola per coprirsi e chiese a bassa voce “Cosa mi hai appena detto?”
“CAZZO!” gridò Spike, lasciandosi ricadere nella sua poltrona.
“Spike, cosa succede?” chiese Buffy con voce debole mentre scendeva dal letto e si avvicinava a lui “Hai appena dettoc he mi ami”
“Oh, cazzo” mormorò Spike, guardandola con i suoi occhi blu che colpirono ogni centimetro di lei.
Buffy mise le mani sulle sue e poi pensò a qualcosa che mandò scariche di terrore al suo cuore “Spike, non hai usato un preservativo”
“CAZZO!” gridò ancora, alzandosi dalla sedia in un secondo per rimettersi i jeans. Buffy lo guardò camminare avanti e indietro per la stanza lanciando una serie di maledizioni che non direbbe neanche uno scaricatore di porto. Non la guardò una volta, continuò solo a maledire e finalmente, troppo frustrato, gridò.
“William Marcus Giles, porta il tuo sedere qui”
Spike gelò e tornò subito a sedersi sul letto dove lei puntava il dito. Sedette e la guardò fissarlo. Sapeva di essere nei guai quando lei usava il suo nome completo, ricordava solo tre volte in cui l’aveva usato. Una volta, quando avevano sei o sette anni e le aveva rotto la sua barbie preferita. Quella era stata rapidamente dimenticata quando le portò la Barbie sposa che voleva da una vita, cioè a dire il vero da circa una settimana.
A tredici anni aveva versato una bibita sul suo vestito e, per quotarla, ‘rischiò tutte le sue parti corporali’.
Poi c’era quando a sedici anni aveva iniziato a fumare, il ché l’aveva irritata a morte. Non c’era stato modo di risolvere quella volta, e ancora riceveva brutte occhiate da lei ogni volta che accendeva una sigaretta.
Ora era tentato a fare esattamente quello ma Buffy non sembrava lasciare scampo. La guardò con lo sguardo più innocente che aveva e aspetto che lei parlasse.
“Da quanto tempo va avanti?” chiese lei, squadrandolo.
Spike abbassò la testa “Non lo so”
“WILLIAM MARCUS-”
“Da quando ti ho conosciuto” la interruppe con un sospiro frustrato “Smettila di chiamarmi così”
“Da quando mi conosci?” chiese Buffy, con gli occhi piedi di lacrime “Ma sono venticinque anni!”
“Beh... per tre o quattro anni non riuscivamo propriamente a parlare, eravamo solo bambinetti, amore” cercò di nuovo di cambiare argomento.
“Okay, allora forse per i primi dieci o undici anni dirmelo non era una grande idea, eravamo bambini. Ma quando ti ho chiesto di baciarmi? Quando abbiamo fatto la doccia insieme o al ballo? Perché non potevi dirmelo?” aggrottò la fronte e lo guardò di nuovo “O eri troppo occupato a spiarmi?”
“E’ oltraggioso!” ritorse Spike “Non lo farei mai!”
“Non puoi aspettarti che risponda a questo adesso” mormorò Buffy, rigirandosi le dita ansiosamente “Mi fai aspettare tutto questo tempo e ora sto per sposare qualuqun altro. Non ho una possibilità con te ora, Spike, è troppo tardi. Mi stai chiedendo di rinunciare a tutto per qualcosa che potrebbe non durare nemmeno”
“Non è giusto” aggrottò la fronte Spike mentre rispondeva “Se fossi stato io con te, saremmo durati fino alla fine del mondo”
Le prese la mano sinistra nella sua e guardò il suo anello di fidanzamento “Ti avrei preso un anello che ti piacesse sul serio, Buffy. Questo è orribile e non è da te, lo sai come lo so io”
“E’ troppo tardi” insistè, con le lacrime che le scendevano sul viso. Guardò Spike alzarsi e correre al suo comodino, cercando qualcosa nei cassetti. “Spike, vieni qui. Dobbiamo... dobbiamo parlare di più di questa cosa, piccolo. Non voglio farti del male. Io ti amo”
“Vedi! Esattamente!” sorrise ripetendo “Tu mi ami. E so che è più di quello che senti per Angel. Questo è perché... penso di doverlo fare”
Si inginocchiò davanti a lei e aprì una piccola scatola di velluto, presentandole un anello d’argento con un grande diamante sopra “Gattina, non ti sto chiedendo di lasciarlo o di scegliere me. Non sono qui per chiederti di mandare all’aria questo matrimonio, ti sto solo chiedendo di guardarmi, ora, e dirmi cosa vuoi di più”
“Da quanto tempo hai quest’anello?” disse con voce tremante.
“Er... uhh... non da molto” rispose con voce poco convinta “L’ho preso un po’ di tempo fa”
“Un po’, un po’ come venticinque anni?” sfidò Buffy con sguardo accusatorio “Quando?”
“Dal giorno del diploma. Volevo propotelo lì” rispose colpevole “Sei arrabbiata?”
“Sette anni? Sette fottuti anni?!” gridò spingendolo sul letto e colpendolo con un cuscino “Come hai osato tenermelo nascosto?”
“Mi dispiace” la implorò Spike, prendendole i polsi perché smettesse di colpirlo coi cuscini “Su, gattina, avevo paura”
Buffy ruotò su un fianco guardando il soffitto “Paura in che modo?”
“Di perderti. Di spaventarti. Che mi ridessi in faccia. Che non mi amassi” le premette un bacio sulla spalla e sussurrò “E ora ne ho paura di nuovo”
“Beh...” lo guardò, prese l’anello di fidanzamento che Angel le aveva regalato e lo gettò via. Prese il suo e se lo mise al dito, notando che le stava al dito molto meglio, e le dimostrava l’amore che provava per lei. Lo guardò e sussurro “Sei dannatamente fortunato che io ti amo così tanto” Lo trascinò a se e mormorò “Ti perdono per essere un idiota, se fai qualcosa”
“Cosa, dolcezza?” mormorò Spike, il suo cuore cantava mentre lei lo baciava dolcemente. Le sorrise da un orecchio all’altro, promettendole silenziosamente di fare qualunque cosa gli avrebbe chiesto.
“Fai di nuovo quella cosa con la lingua?” chiese timidamente “Solo per un po’?”
“Ne sarei lieto, gattina” le sorrise “Ti è piaciuto, vero?”
“Certo che mi piace. E ti amo, ma mi conosci, la regina della negazione. Ma negare è molto meglio che tenere il segreto per, quanto, un quarto di secolo? Sei un idiota” disse baciandogli un sopracciglio. “Spike...”
“Si, amore mio?” sussurrò, stringendola
“Farai meglio a passare i prossimi venticinque anni a farti perdonare” mormorò, abbracciandolo “E i venticinque anni dopo... e se sento la parola “paura” di nuovo, perderai-”
“Tutte le mie parti corporali, lo so” sorrise e le disse a bassa voce “penso che ti mancherebbero se le perdessi”
“Stai zitto” sorrise e ricadde nell’oblio di piacere, realizzando, dopo molti, molti anni di dubbi, che questo era quello che voleva.
Fine
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