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14/07/2007
08/09/2007

Intimate Enemies

by Ashlee
tradotta da kaikan e strawberry85

Subject: AU (tutti umani).
Warnings:no.
Rating:NC17.
Genere: Angst, Romance.
Lunghezza: 21 Capitoli (30175 parole)
Summary: Quando Buffy Summers e Spike Giles si incontrano al primo giorno di scuola come senior (prossimi alla maturità) al liceo di Sunnydale, cambieranno la vita l’uno dell’altro. Ma in meglio o in peggio? E sebbene la prima impressione di Spike è che Buffy sia una ricca e viziata ragazzina, l’aspetto può essere ingannevole...
Disclaimer: Non possiedo niente, ecc ecc ecc.
Permesso dell'autrice: Thank you for asking! I don't mind any translations as long as my name stays on as the original author. ~Ashlee
Link per la ff originale:http://www.spikeluver.com/SpuffyRealm/viewstory.php?sid=5233



Capitoli: 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | Epilogo

Capitolo 1 - Scontrarsi

Buffy Summers afferrò i libri dalla cartella mentre girovagava per i saloni affollati del Sunnydale High. Era il suo primo giorno alla nuova scuola e mancavano diversi mesi ad arrivare all’ultimo anno. Nella vecchia scuola era stata felice. Popolare. Adesso, sembrava essere bloccata in una boccia di pesce con tutti che la fissavano mentre percorreva la strada verso l’armadietto.
Tentando di tenere aperti gli occhi, sentì una timidezza, alla quale non era abituata, insinuarsi dentro di se. Sua madre era stata uccisa in un incidente stradale poche settimane addietro, e da allora in poi, Buffy era tornata nella più grande riservatezza personale quando era in un ambiente non familiare.
Infine raggiungendo il suo armadietto, Buffy guardò la combinazione scritta sul piccolo pezzetto di carta che teneva in mano. Dopo aver tentato il suo terzo insuccesso per aprirlo, aveva represso un ringhio mentre calava la testa sconfitta. Vedendo volare un pugno alla sua testa, Buffy istintivamente si abbassò mentre esso colpiva lo sportello dell’armadietto.
Ruotando intorno nella sorpresa, lei incontrò un grande ragazzo moro con uno sciocco sorriso. “La maggior parte di questi armadietti ha giusto bisogno di una piccola ma forte persuasione” disse lui, offrendo la sua mano. “Sono Xander Harris”
“Buffy Summers” disse pilotano un sorriso dei suoi, dandogli la mano.
“Così, tu sei la nuova ragazza di cui tutti parlano.”
“Io speravo che il fissare e il bisbigliare fosse la mia immaginazione, ” disse Buffy, depositando tutti i libri nell’armadietto e chiudendo lo sportello.
“No, questa è la conseguenza del trasferimento da una città come Starbucks in una come Sunnydale” replicò cominciando a scendere nella sala
“Grande” disse lei con un piccolo sorriso. “Giusto quello che ogni ragazza aspetta con ansia – diventare il pettegolezzo del giorno”
“Prova settimanale” disse Xander con un sorriso. “Noi non abbiamo una grande quantità di notizie al giorno”
Buffy rise mentre lui afferrava il suo programma. “Bene, tu hai la maggior parte delle classi con me, e una in cui non ci sono, sei con Willow”
“Willow?”
“Sì, è la mia migliore amica. Veramente simpatica, vi troverete bene insieme, proprio ottimo”
“Oh, questo è-“
Buffy fu interrotta mentre girava un angolo e si schiantò contro quello che sembrava un muro, i suoi libri volarono dappertutto.
“Bloody hell, donna! Guarda dove vai!”
Cercando di raccogliere i libri, lei guardò quello che vestito di pelle con i capelli biondo ossigenato l’aveva quasi fatta cadere e la stava guardando in cagnesco. Alzandosi su tutti i suoi cinque piedi e tre pollici (circa 1,60 m), Buffy gli diede un’occhiataccia delle sue. “Io? Sei tu quello che non sa dove cammina!”
Lei socchiuse gli occhi mentre lui la guardava dall’alto e in basso. Improvvisamente, mentre i suoi occhi sembravano indugiare sulle sue gambe più a lungo del necessario, desiderò di non aver indossato una gonna quella mattina.
“Ascolta, Principessa, tu hai bisogno di sapere qualcosa molto velocemente” disse con un tono di voce cattivo mentre le si avvicinava. “Vai via dalla mia strada quando mi vedi arrivare”.
Buffy strinse la mascella mente lo guardava alzare le spalle nel vedere i suoi amici. “Il nome è Buffy, non Principessa” replicò, offrendo uno svogliato sorriso. “E sto supponendo che avrai un brutto periodo perché non ho intenzione di uscire dalla tua strada”
Spingendolo bruscamente da parte, lei sentì una moderata vergogna quando i suoi amici vennero sulla sua strada.
“Hey!”
Girandosi a vedere Xander correre accanto a lei restituendole i libri che non aveva avuto il tempo di raccogliere, i suoi occhi si allargarono. “Oh, Xander, scusami! Ti ho dimenticato quando quell’idiota si è schiantato contro di me”
“Non preoccuparti di questo” disse stringendole la mano in congedo.
“Così, chi è lui? Il capo dei Sunnydale High angeli dell’inferno?”
Xander ridacchiò. “Tu pensi così, vero? Lui attualmente è William ‘Spike’ Giles. La stella della squadra di football e quella della scocciatura generale, se non sei della sua combriccola.”
“Suppongo che dopo la mia piccola esibizione là dietro, non sono definitivamente nella sua combriccola.” Disse Buffy con un sorriso.
“Probabilmente no,” replicò rispondendo con un sorriso. “Bene, ci siamo” disse, indicando la classe vicina.
“Lasciamo che la tortura inizi” disse lei con un sorriso ironico.
*****
Spike spinse rabbiosamente entrambe le porte della biblioteca, mentre si precipitò dentro. “Sai, odi veramente le scocciature che vanno in questa scuola!”
“Shhhh,” lo zittì suo padre mentre veniva fuori correndo dall’ufficio.
“Papà, non c’è nessuno qui, “ disse Spike con un sopraciglio alzato.
“E’ ancora una biblioteca” disse Rupert Giles mentre otteneva il silenzio dal figlio. “Adesso, quale è il problema oggi?”
“Giusto una piccola sfacciatella, pensa di essere il dono di Dio o qualcosa,” disse Spike, trascinandosi la sedia più vicina.
“Significa che qualcuno ti ha seccato oggi?” chiese Giles. “Non ci credo.”
Spike cominciò a fissare suo padre per un minuto. Il sarcasmo non era certamente normale in una conversazione con lui. “Va tutto bene, papà?”
“Si, perché lo chiedi?”
“Nessuna ragione,” replicò Spike, scotendo la testa.
“Così, chi è la ragazza che sembra averti agitato così tanto?”
“Una piccola principessa. Lei mi è venuta addosso e poi mi ha informato che non ha intenzione di uscire dalla mia strada.”
“Dopo, scommetto, che l’hai informata della stessa cosa”
Spike si conosceva abbastanza da guardare con aria imbarazzata l’accusa di suo padre. “Lei è la nuova ragazza. Io sono stato qui per anni – Ho guadagnato il mio posto!”
“Figliolo, questo non è un sistema feudale,” disse Giles con un sospiro “Siamo in una scuola superiore. Tu puoi provare a essere un minino simpatico, specialmente se è nuova. Probabilmente è nervosa”
“Sì, veramente nervosa con i suoi vestiti firmati e l’atteggiamento da snob”
“Dovrei essere preoccupato che mio figlio sappia quali vestiti sono firmati?” chiese Giles con un sorriso.
Spike lo guardò in cagnesco, decidendo di non prendere neppure in considerazione l’affermazione con una replica. “Puoi fare un tentativo e sostenere la tua carne e il tuo sangue ogni giorno da adesso in poi e non difendere una ragazza che non hai mai neanche incontrato”
“Hai detto che è nuova?” chiese Giles con un’occhiata perplessa.
“Io non l’ho mai vista prima” rispose Spike mentre Giles veniva fuori dalla sua scrivania e cominciava a sfogliare da cima a fondo dei fogli.
“Hai forse afferrato il suo nome?”
“Era qualcosa di strano.”
“Le persone che vivono in una serra non dovrebbero gettare pietre, SPIKE”
Spike guardò suo padre in cagnesco “Non so se era qualcosa come Bunny o Candy. Perché ti importa comunque?”
“Buffy?” chiese Giles fissando un punto del foglio che teneva in mano.
“Il suono è quello.”
“Buffy Summers. E’ la figlia di Hank Summers.”
“Così?”
“Penso che dovresti provare a essere carino con lei”
“E perché dovrei volere fare questo?” chiese Spike con uno sguardo confuso mentre fissava suo padre.
“Giusto per essere carino con lei, William”
*****
Buffy fece uscire un pesante sospiro mentre camminava vero la caffetteria. Era stato un giorno veramente lungo, ed era solo la metà.
Sorridendo quando vide Xander e Willow farle un cenno dal loro tavolo, Buffy cominciò a fare la strada per andare da loro.
Lì a mezza strada, e per la seconda volta quel giorno, sentì di perdere l’equilibrio mentre qualcuno andava a sbatterle contro. Girando la faccia verso il colpevole, Buffy si ritrovò a girare gli occhi mentre, ancora una volta, cominciava a guardare in cagnesco Spike Giles. Notò che l’idiota stringeva i denti mentre alzava lo sguardo al soffitto.
“Hai bisogno di occhiali o cosa?” chiese lui, creando un contatto visivo con lei.
Prendendo un profondo respiro, non desiderando iniziare una gara di urli nel mezzo della caffetteria
al suo primo giorno nella nuova scuola, provò a mantenere calmi i nervi. Nonostante cosa pensasse di lui, non voleva fare danni alla sua reputazione a essere presa di mira da uno dei ragazzi più popolari nella scuola. A meno che qualcun altro non provasse antipatia per lui come lei. Questi pensieri quasi portarono un sorriso sul suo viso, ma Buffy ricordò velocemente dove era. “Pensi di essere così superiore agli altri che a loro non importa quando certi di buttarli a terra?”“Forse se tu avessi meno puzza sotto il naso e avessi visto dove stavi andando, non finiresti in questa posizione molto spesso”
“Io sarei una con la puzza sotto il naso?” chiese Buffy, indicandosi con incredulità. “Quando tu hai
praticamente un seguito dietro di te?” indicò lo stesso gruppo di persone che quella mattina erano con lui nel corridoio.
“Almeno io ho degli amici” disse con un sorriso compiaciuto.
Buffy lo guardò in cagnesco. “Sì, sono sicura che ti rimangono incollati nella buona e nella cattiva sorte. O almeno alla prossima partita di football, purché tu abbia segnato il goal vincente!”
Senza altre parole, Buffy si girò e tornò sulla sua strada verso le sole due persone che avevano fatto un tentativo di esserle amiche nell’intera giornata.
Spike digrignò i denti mentre camminava oltre il suo tavolo, dando uno strattone alla sedia con abbastanza potenza da spingerla attraverso la stanza se lui non avesse avuto una stretta tanto rigida su di essa. “Sarò dannato se sarò carino con lei,” borbottò mentre si lasciava cadere sulla sedia.
“Cosa c’è che non va, Orsetto Biondo?”
Spike guardò alla sua sinistra per vedere la sua fidanzata Harmony sedersi vicino a lui “Niente, Harm,” disse con tono scontroso.
“Spike ha avuto giusto un altro scontro con la ragazza nuova” disse Riley Finn mentre si sedeva sul tavolo di traverso.
“Ragazza nuova?” il tono stridente di Harmony attraversò tutta la caffetteria.
Spike diede uno sguardo al tavolo di Buffy per vedere lei dargli un’occhiata, ovviamente sapendo che stavano parlando di lei.
“Sì, Buffy qualcosa,” disse Angel O’Rourke, prendendo un posto. “Ragazza carina,” disse, guardando al tavolo di Buffy.
“Ti dirò,” Riley parlò a voce alta. “Definita potenziale per uno di noi”
Spike guardò incredulo i suoi amici. “Siete tutti pazzi!?”
“Andiamo, Spike,” disse Angel. “Sai che la stai controllando come il resto di noi.”
“Il mio Spike non controlla altre ragazze,” disse Harmony, non notando gli occhi che stavano girando.
“Cosa è cosa?” chiese Cordelia Chase, sedendosi vicino a Riley mentre Darla Mason sedeva vicino ad Angel.
“Stavamo parlando della ragazza nuova,” disse Angel.
“Io ho la prossima classe con lei. Sembra giusta, un grande senso per la moda. Perché? Siamo pensando di inserirla nel nostro gruppo?” chiese Cordy.
“Noi stiamo maledettamente meglio così” disse Spike dando un’occhiata ai membri del tavolo.
“Spike sta avendo qualche problema con lei,” disse Riley quando Cordelia gli diede un’occhiata confusa.
“Lei ti mette al tuo posto, Spike?” chiese Darla alzando un sopraciglio.
“Oh Sì,” disse Angel con una risatina, guadagnandosi un’occhiataccia da Spike. “Lei gli ha detto che non uscirà dalla sua strada molto presto.”
“Mi piace di già,” disse Cordy con una risata.
*****
Buffy stava praticamente correndo attraverso i corridoi della scuola. Era stata nell’ufficio del consulente scolastico per preparare delle copie del suo arrivo dalla vecchia scuola superiore, e adesso era in ritardo.
Girando un angolo, Buffy gemette quando vide Spike alla fine del corridoio, appoggiato contro la fila degli armadietti. Prendendo un profondo respiro, fece la sua strada verso l’uscita. Poteva cercare un’altra porta, ma non aveva tempo. Vide quando Spike la notò ma tenne gli occhi distolti mentre otteneva l’uscita.
“Mi stai evitando, Summers?”
Buffy si girò a fronteggiarlo, guardandolo leggermente a disagio. “Non ti ho mai detto il mio cognome.”
“Scuola piccola. I dettagli non stanno quieti a lungo.”
Non avendo una risposta, semplicemente fece la strada verso l’uscita.
“Tu non hai risposto alla mia domanda.”
“Non ti sto evitando,” disse lei con voce irritata. “Sto provando a tornare a casa…e non sono una che si nasconde nei corridoi bui come certe creature della notte.”
“Io non mi sto nascondendo, sto aspettando.”
“Aspettando?”
“La mia ragazza,” disse Spike in tono che implicava che lei avrebbe dovuto saperlo.
“Vuoi dire che c’è qualcuno che esce attualmente con te? Quale specie di testa tra le nuvole con un cervello ribollito vorrebbe abbassarsi così tanto?”
Prima che Spike avesse una risposta da darle, Harmony venne giù rimbalzando nel corridoio. “Spikey! Ho finito l’allenamento con le cheerleader. Non crederesti come è facile per me fare il nuovo grido di incoraggiamento adesso – richiede solo due ore per impararlo.”
Buffy sollevò un sopraciglio mentre lo guardava. “Non importa, non hai bisogno di risposta. Penso di capire.”
Spike camminò vicino a Buffy, mettendo più distanza tra se stesso e Harmony. “Tu pensi di essere così carina, non è vero, Summers? Con i tuoi vestiti costosi e l’atteggiamento bigotto, ma sai cosa? Io vedo al di là di tutto questo. Io vedo la superficiale, egoistica creatura bugiarda che sta sotto la facciata elegante.”
“Tu parli con me da meno di cinque minuti, e pensi di conoscermi? Lascia che ti dica qualcosa, Spike, tu…” La voce di Buffy si affievolì mentre guardava il suo orologio, gli occhi le si allargarono, correndo verso la porta.
“Così è questo? Nessuna risposta brillante?”
“Non ho tempo per te, Spike,” disse Buffy parlando alle sue spalle, precipitandosi fuori dalla porta.

Capitolo 2 - Nemmeno un indizio

Spike camminava dentro un modesto secondo piano di una casa di Revello e mise lo spolverino sulla ringhiera mentre faceva la strada per la cucina. Sua madre Jenny stava in piedi di fronte al forno, tenendo un occhio su un’infornata di biscotti, mentre alzava lo sguardo per sorridere al figlio.
“Ciao, amore,” disse raggiungendolo per dargli un bacio sulla guancia. “Hai avuto una buona giornata?”
Facendo spallucce mentre prendeva il suo posto sull’isola della cucina, afferrò uno dei biscotti raffreddati sul piatto di fronte a lui. “E’ andata bene, suppongo.”
“Hai avuto un litigio con Harmony?”
Spike diede un’occhiata a sua madre al tono palesemente speranzoso nella voce. Non era un segreto che a Jennifer Giles non piacesse Harmony Kendall e pensava ovviamente che suo figlio potesse avere di meglio. “No, mamma, non ho avuto un litigio con lei. Ho giusto colpito una piccola sfacciatella. Letteralmente.”
“Cosa c’è che non va? Non hai ferito questa povera ragazza, vero?”
Spike le offrì un piccolo sorriso. “Solo nei miei sogni, mamma.”
“William Giles, non voglio sentire mio figlio parlare in questo modo.”
“Mi ha giusto irritato,” borbottò, fissando la superficie delle piastrelle.
“E’ seccante?”
“Sì.”
“Testarda?”
“Sì.”
“Irritante?”
“Sì.”
“Carina?”
“Sì…aspetta!” Spike alzò lo sguardo e vide il sorriso diabolico sul viso della madre. “Questa era una domanda trabocchetto.”
“Ha funzionato, non è vero? Così, qual è il suo nome?”
“Buffy.”
“Buffy,” ripeté piano Jenny mentre prendeva l’ultima teglia di biscotti fuori dal forno. “Suona come una ragazza interessante.”
“Se intendi dire viziata, sosterò quell’affermazione.”
“William, hai dato una possibilità alla ragazza? La conosci solo da un giorno.”
“Ed è stato un giorno di troppo.” Disse Spike uscendo dalla cucina.
*****
Buffy provò a entrare in casa più silenziosamente che poteva. Non abbastanza silenziosa, apparentemente.
“Buffy!”
Inspirando bruscamente al suono dalla voce di suo padre, la sua postura divenne rigida. L’idea che lui era in casa le mandò un brivido che correva dall’alto al basso della sua spina dorsale, ma sapendo che la stava aspettando praticamente lei entrò nel panico.
Sapendo che era meglio non farlo aspettare , Buffy fece la strada attraverso l’immenso, impersonale palazzo, velocemente si andò a fermare di fonte all’ufficio del padre. Timidamente bussò alla porta, sobbalzò quando la porta fu aperta bruscamente e un arrabbiato Hank Summers fu
in piedi di fronte a lei.
“Dove per l’inferno sei stata?”
“Scu-scusami. Ho dovuto parlare al consulente scolastico dopo scuola.”
Hank sembrò studiarla per un lungo momento prima che il suo sguardo si scurisse. “Vattene dalla mia vista.”
Buffy non era sicura di cosa potesse farle quando era così arrabbiato come quel momento, ma non aveva esitato a ritirarsi nella parte frontale della casa. Velocemente percorse lo scalone, prese la strada per la sua stanza facendo cadere la cartella in una sedia vicina mentre collassava sul letto.
La sua mente ripercorse gli eventi di quel giorno. Buffy era grata del fatto che aveva trovato due nuovi amici, anche se aveva avuto pure due scontri con un infuriato Spike Giles. Scendendo dal letto, lanciando ripetutamente in aria il suo maialino di peluche Mr. Gordo, prendendolo a ogni caduta, si perse nei pensieri.
Buffy gelò quando sentì dei passi avvicinarsi, sicuramente suo padre non la stava cercando quando le aveva detto di stare fuori dalla sua vista meno di dieci minuti fa. Ascoltando il leggero bussare alla porta, prese un respiro di sollievo. Hank Summers non si preoccupava mai di bussare. Era la ‘sua casa’ dopotutto e, e poteva andare ‘dovunque gli avrebbe fatto dannatamente piacere’.
Saltando giù da letto Buffy aprì la porta per rivelare Winifred Burkle. Fred era una delle domestiche nella vecchia casa ed era la cosa più vicina a una madre che aveva in questi giorni.
“Come stai, dolcezza?” disse con compassione evidente nella voce.
“Sto bene,” disse Buffy con un’ alzata di spalle. “Non è un cattivo giorno…oggi”
Fred fece un cenno col capo. “Come è stato il tuo primo giorno di scuola?”
“Buono,” disse, offrendole un tentativo di un sorriso. “Ho fatto qualche nuova amicizia. Li incontrerò al bar locale stasera.”
“E’ grande” disse Fred con un grande sorriso. “Torna a casa prima che tu padre ritorni” l’avvertì, il sorriso svanì dalla sua faccia.
“Non preoccuparti,” disse lei con un cenno. “Non gli darò qualche ammonizione da poter usare contro di me.”
Fred diede a Buffy un abbraccio leggero. “Charles dice che tornerà a casa poco dopo la mezzanotte.”
“Grazie Fred. E ringrazia anche Gunn da parte mia.” Charles Gunn era l’autista di suo padre. Nelle poche settimane da quando era arrivata la servitù aveva fatto un grande sforzo per occuparsi di Buffy.
Chiudendo la porta e appoggiandosi contro quando Fred andò via, guardò la sua stanza, scosse la testa nell’ironia della vita. La stanza era decorata con tende ombreggianti, accentuando lo scuro legno di ciliegio del letto a baldacchino, guardaroba e scrivania. Delle severe finestre delineavano la stanza enorme, includendo il luogo preferito di Buffy – la sedia alla finestra.
La sedia era foderata con il velluto, il cuscino in stile africano e guardava fuori verso i vasti terreni della proprietà di Hank Summers. Dai giardini, dove era piantato qualsiasi fiore esotico che potesse sopravvivere al clima della California, agli stabilimenti e agli ondeggianti pascoli che erano tratteggiati con squisiti purosangue.
Hank non si preoccupava mai di cavalcare i cavalli, avendo solo pochi esclusivi da cavalcare. Teneva gli stalloni favoriti che faceva procreare alla fattoria locale. I cavalli erano un altro modo per Hank di dimostrare ai suoi clienti stravaganti che portava a casa da mangiare e bere a volontà per la sua azienda Summers & Pryce.
Sul piano esteriore, Buffy non era niente di più che una piccola ragazza viziata e ricca, perfettamente elegante che gioca il ruolo di figlia premurosa. Ma grattata via la superficie, giusto un pò, il fascino cadeva. Probabilmente appariva come una principessa, ma più di qualunque altra cosa, voleva che sua madre tornasse. Voleva vivere la sua vita con lei, in una casa modesta con un caldo, confortevole ambiente. Una stanza che sentisse sua. Voleva l’amore e la gentilezza che temeva non avrebbe mai avuto di nuovo. Si, le persone che pensavano di conoscere Buffy Summers… non avevano nemmeno un indizio.

Capitolo 3 - Il Bronze

Buffy camminò nervosamente attraverso le porte del Bronze, indossando una maglietta lavanda con un lieve scintillio quando si muoveva e un paio di pantaloni neri. I capelli le cadevano delicatamente sulle spalle in tende dorate. Buffy si guardò intorno nel locale pieno e individuò Willow e Xander ad un tavolo che urlavano per richiamare la sua attenzione. Sorridendo e avanzando faticosamente attraverso la massa di persone per arrivare dai suoi nuovi amici, diede a entrambi un saluto amichevole mentre si sedeva.
“Così è questo IL posto di Sunnydale, huh?”
“Sì,” disse Willow con un cenno. “Non è molto, ma ha un’atmosfera accogliente.”
Buffy fece un cenno col capo concordando, mentre guardava attorno il locale poco luminoso. “Bene, penso che andrò a prendere da bere. Volete qualcosa ragazzi?”
“Sono a posto,” disse Xander con un movimento della testa.
“Anche io,” disse Willow, facendo un cenno. “Ma grazie.”
Facendo lentamente la strada per il bar, si sentì come un pesce che nuota controcorrente mentre provava a entrare in una zona particolarmente stretta.
“Bloody hell!”
Buffy chiusi gli occhi, pregando a chiunque la stesse ascoltando, implorando che la voce che aveva sentito non fosse di Spike Giles. Apparentemente nessuno la stava ascoltando.
“Avrei dovuto sapere che eri tu.”

Buffy aprì gli occhi e si girò nella direzione della voce. La bocca le si aprì leggermente come vide la sua t-shirt che aderiva al suo torace come risultato del bicchiere vuoto che teneva in mano.
“Perché non guardi dove stai dannatamente andando la prossima volta?” ringhiò, fissandola con occhi blu ghiaccio.
“Scu-scusa… io non…”
Spike strinse la mascella, fissando la minuscola ragazza bionda di fronte a se. “Lascia perdere,” digrignò i denti, spingendola da parte, solo per trovarsi faccia a faccia con la sua ragazza.
“Perché le stai parlando?” chiese Harmony con voce arrogante, abbassando lo sguardo su Buffy.
“Non lo sto facendo,” disse Spike, provando a togliere il tessuto bagnato dal torace.
Harmony fissò l’altra ragazza per un minuto. “Carini i vestiti… dello scorso anno.”
Dando un’ occhiata ai suoi vestiti prima di sospirare e tornare al bar, evitando a stento di buttare a terra un altro uomo. Si fermò quando sentì di nuovo la voce di Spike.
“Sai, Summers, dovunque vai, sto pensando che cadano inevitabilmente cattivi pensieri.”
Buffy si voltò dall’altra parte, qualcosa che poteva essere solo angoscia scritta sui lineamenti. Tenendo a bada le lacrime, cominciò a camminare velocemente da un’ altra parte, fermandosi solo brevemente a dare una veloce buonanotte a Willow e a Xander, inventando la scusa del mal di testa.
Spike la vide camminare fuori dal locale, non sicuro di cosa fosse successo all’improvviso. Sentì un rimorso per qualcosa che non aveva fatto consapevolmente, e questo lo fece arrabbiare con se stesso. La sua anima da checca ‘William’ stava provando a venire fuori e a farlo sentire colpevole, ma Spike digrignò i denti prima di allontanarsi dalla direzione che aveva preso Buffy.
*****
Buffy tornò lentamente a casa. Suo padre aveva l’intenzione di stare fuori ancora per diverse ore, così non ci sarebbe stato bisogno di precipitarsi dentro. Abbracciandosi il corpo magro, si asciugò periodicamente le lacrime dagli occhi, odiandosi per la debolezza che fluiva attraverso di lei.
Il cuore iniziò a batterle più velocemente quando sentì un’ automobile avvicinarsi e rallentare, cominciando a fermarsi vicino a lei.
“Buffy, giusto?”
Girandosi al suono del suo nome, riconobbe vagamente il ragazzo nella macchina. “Cosa vuoi?”
Lo guardò scettica mentre usciva dalla macchina, tenendosi a una distanza di sicurezza. “Sono Riley Finn,” disse con un sorriso amichevole. “Vado al Sunnydale High.”
“Oh, giusto,” disse con un cenno. “Uno dei servitori di Spike.”
Riley sorrise, dandole un’ occhiata quasi timida. “Non è il modo in cui mi piace pensarla, ma posso vedere come vorresti prendere l’ipotesi. Mi stavo chiedendo se volessi un passaggio.”
Buffy esitò, guardando in su e in giù la strada scura mentre si mordeva il labbro.
“Prometto che non sono un assassino con scure o qualcosa.”
“Okay,” disse Buffy piano. Riley sembrava essere un bravo ragazzo, e probabilmente più sicuro che camminare un miglio nel buio.
Camminando attorno al fianco della macchina, le aprì la portiera, aiutandola ad entrare come un gentiluomo.
Aveva detto veramente poco mentre Buffy gli indicava la strada per casa. Superando il cancello frontale della tenuta Summers, Riley lasciò un leggero fischio.
“Casa carina,” disse alzando un sopraciglio.
“Grazie,” mormorò Buffy.
“Deve essere carino vivere qui,”
Buffy scrollò le spalle. “E’ giusto una casa.”
Riley la guardò ma non commentò mentre usciva dalla macchina.
“Grazie per il passaggio, Riley,” disse, offrendogli un sorriso di gratitudine. “Non era veramente necessario, ma l’ho apprezzato.”
“Nessun problema,” replicò con un goffo sorriso. “Ascolta, Buffy…c’è questo party sabato notte che dà uno dei ragazzi della squadra di football. Mi stavo chiedendo se volessi andare.”
Buffy inghiottì nervosamente mentre lanciava un’occhiata alla casa imponente dietro di lei. “Posso dirtelo domani a scuola?” All’occhiata interrogativa di Riley, continuò. “Devo chiederlo a mio padre.”
“Sicuro” disse Riley, felice che non l’aveva mandato via.
*****
Andando attraverso la hall del Sunnydale High il giorno dopo, Buffy stava facendo lentamente la strada per la caffetteria, senza fretta dal momento che non aveva un grande appetito addosso.
Attraversando le porte, emise un sospiro quando vide Riley cominciare a farle cenni dal tavolo. Inghiottendo forte, camminò verso di lui, provando a evitare il contatto visivo con la maggior parte della persone che erano sedute là, specialmente Spike e Harmony.
“Ragazzi, questa è Buffy,” disse Riley facendo le presentazioni. “Buffy, questi sono Angel O’Rourke, Darla Mason, Cordelia Chase, Harmony Kendall, e penso tu abbia già conosciuto Spike.”
Buffy offrì un sorriso timido, aspettando di fare una fuga quando sarebbe stato possibile.
“Scarpe carine,” disse Cordelia, guardando dall’alto al basso la ragazza bionda e ignorando l’occhiata scioccata che Harmony le aveva dato.
“Grazie,” disse, sorridendo genuinamente per la prima volta quel giorno.
“Gucci?”
“Sì,”disse quietamente.
“Bene,” disse Spike, pugnalando il suo pranzo, non creando mai un contatto visivo con Buffy. “La principessa ha tutto il meglio delle cose, giusto?” chiese guardandola per la prima volta.
“Non c’è niente di sbagliato in lei,” disse Cordelia, alzando un sopraciglio agli amici.
“Così, cosa mi dici, Buffy?” chiese Riley, facendo tornare l’attenzione su di lui.
“Sì… il suono è buono.”
“Grande! Il party comincia alle nove, così ti verrò a prendere verso quell’ora.”
“Questo è-“
“Cosa?” Buffy fu interrotta mentre Spike si girava verso Riley, fissandolo come se gli fossero cresciute due teste. “Tu esci con lei?” chiese puntando un dito nella direzione di Buffy. “Andiamo, Finn, non vuoi impegnare la tua macchina così che la duchessa possa divertirsi.”
“Sai cosa, Spike?” disse lei, irritata oltre il possibile. “Pensi di essere così furbo, ma lascia che ti dica una cosa…tu non lo sei! Riley mi ha chiesto di andare ad un party, io ho accettato! Puoi pensare che sia una boriosa snob che è interessata solo ai soldi e ai vestiti, ed è okay, perché non sono interessata all’opinione di un ragazzo che non si è neppure preoccupato di venire a conoscermi prima di dare un giudizio sciocco. Sei patetico.”
Il gruppo al tavolo guardò mentre Buffy tornava e camminava al suo tavolo da pranzo, alcuni dei loro sopracigli si alzarono verso Spike mentre lui la fissava con occhi socchiusi.

Capitolo 4 - Interazioni

Buffy era nervosa andando verso il cancello sabato notte. Non stava pensando di impressionare Riley – per quanto le riguardava, era giusto un appuntamento amichevole. Nessun bisogno di mandargli implicazioni romantiche quando non sentiva necessariamente quei sentimenti per lui. Era nervosa perché questa sarebbe stata la prima notte che passava fuori dalla sua camera confortevole. Xander e Willow non avevano programmato di partecipare al party, e Buffy non voleva sentirsi completamente dipendente da Riley per tutta la notte. Sperava di incontrare gente nuova.
Prendendo finalmente una decisione, tirò fuori una gonna di pelle nera di seta, una maglietta bianca senza maniche che era più scollata davanti e che mostrava giusto un po’ di incavo fra i seni. Buffy guardò l’orologio e realizzò che stava arrivando in ritardo, vestasi velocemente, si infilò le scarpe. Sentendo il campanello, si lisciò i capelli che erano tirati indietro con un fermaglio con qualche ciocca che le ricadeva sul viso, e velocemente si mise il lucidalabbra prima di scendere al piano di sotto.
Buffy sorrise quando vide Fred parlare con Riley. Dandole la dimostrazione del suo terzo grado,che non era molto, ma era dolce che volesse essere certa che Buffy fosse al sicuro.
Riley si girò verso di lei con un sorriso quando la vide scendere le scale. “Wow,” disse “Sei fantastica.”
Buffy arrossì al complimento e gli tornò il sorriso. “Tu sembri proprio carino.”
Vedendo che Fred stava trattenendo di battere le mani dall’eccitazione quando Riley offrì il suo braccio a Buffy, desiderò aver parlato all’anziana donna e averle fatto sapere che questo appuntamento non aveva propositi romantici – era un mero incontro tra amici, ma l’avrebbe fatto dopo.
Dando un arrivederci, Riley la condusse fuori dalla porta alla sua macchina sportiva, aprendole la portiera e aiutandola a salire.
“Così a casa di chi stiamo andando?”
“Parker Abrams,” replicò Riley. “L’hai incontrato?”
Buffy scosse la testa. “Non ho incontrato molte persone questa settimana.”
“Bene, hai incontrato me,” disse Riley, dandole un sorriso a cui Buffy rispose. Le piaceva realmente Riley. Non sentiva farfalle nello stomaco o nervosismo intorno a lui, ma sembrava un ragazzo genuinamente simpatico, ed era felice di averlo incontrato.
Fermandosi al largo cancello di una villa nel quartiere di Buffy, Riley la portò nella casa. Lei si trattenne dal gemere quando incontrò Spike e la sua ragazza vicino alla porta. Fortunatamente, Spike lanciò solo uno sguardo in cagnesco a Buffy, dandole un’occhiata prima di tornare alla sua conversazione.
Buffy osservò la casa immensa, la hall e il soggiorno erano collegate, lasciando aperta un’ area per tutti gli studenti della scuola. Alla sua destra c’era una scala a chiocciola, che portava al secondo piano, dove un balcone correva per un tratto della stanza e dove la maggior parte degli studenti stava ballando e festeggiando.
Riley si scusò e andò a prendere qualche drink, mentre Buffy stava in piedi vicino al muro sorvegliando la zona. Sorrise quando vide Cordelia Chase camminare verso di lei. Sapeva che Cordy era considerata una delle snob del Sunnydale High, ma la ragazza era stata carina con lei per il poco tempo in cui avevano parlato.
“Buffy,” esordì Cordy con un sorriso. “Felice di vederti.”
“Anche io,” disse sorridendo di rimando alla ragazza più alta. “Sei grande,” continuò guardando il vestito rosso di Versace.
“Grazie, anche tu.”
Buffy era felice per il complimento sincero. “Sei qui con qualcuno?”
“Non stanotte,” disse Cordy scotendo la testa. “Attualmente sono tra due ragazzi, così stanotte è per Cordelia Chase la notte del divertimento e del relax. Dove è scappato Riley?”
“Oh, penso sia andato a prenderci qualche punch.”
Appena prima che Buffy ebbe finito di parlare, Riley comparve dietro di lei con due bicchieri di punch, offrendogliene uno.
“Cordelia,” disse lui con un cenno di saluto. “Bello vederti.”
“Anche tu Riley. Bene, vi lascerò da soli. Divertiti stanotte, Buffy,” disse mentre li sorpassava.
*****
Due ore dopo, Buffy stava in piedi sul balcone, esaminando il party. Aveva incontrato diversi persone stanotte, ma molti erano anche talmente ubriachi da ricordasi appena chi fosse lei. Riley era scomparso circa venti minuti fa con un gruppo dei suoi compagni di football, e Buffy era incredibilmente annoiata.
Il party era nel pieno svolgimento, ma Buffy era già stata a ballare per la maggior parte della notte e fu presto stanca della casa affollata.
“Non è bello stare tutta sola qui su, Riccioli d’oro.”
Buffy non si girò mentre sentiva il distintivo accento britannico, ma fu sorpresa quando sentì il suo respiro caldo accarezzarle la spalla. Lei fu ancora più sorpresa al formicolio che sembrò diffondersi attraverso il suo corpo.
“E perché no?” chiese con voce più scossa di quello che intendeva.
Sentendo il suo fiato diventare basso quando Spike si fermò dietro di lei, mise una mano in un altro posto della ringhiera a cui si stava appoggiando – effettivamente lei era bloccata – poteva sentire il debole profumo dell’alcool. Sapeva che era più sobrio della maggior parte della casa, ma le sue azioni inusuali la stavano confondendo.
“Non sai mai quando qualche forza cattiva tenta e ottiene un assaggio di te,” sussurrò.
Spike non sapeva cosa fosse successo dentro di lui. Aveva visto Buffy stare in piedi da sola, il modo in cui lei aveva passato la maggior parte della notte, e si era sentito annegare in lei. Non capiva perché fosse salito lì, e realmente non capiva perché aveva combattuto il bisogno di sfiorare le labbra sulla pelle nuda della sua spalla, ma per qualche ragione non era arrabbiato con se stesso adesso.
“E questo non sei tu?” chiese lei con un sospiro, provando a combattere il tremito che sembrava correre attraverso di lei.
“Forse,” replicò con voce roca.
Il sopraciglio di Buffy si alzò mentre guardava intorno la stanza affollata “Dove è la tua ragazza?”
“Probabilmente fuori a flirtare con uno dei miei compagni di squadra,” disse Spike guardando oltre la sua spalla.
“E questo non ti preoccupa?”
“Veramente non me ne importa niente, amore.”
Buffy tremò leggermente quando sentì la mano di lui scorrere gentilmente sulla sua spalla e scivolare su e giù sul suo braccio. “Non ci odiamo l’un l’altra?”sussurrò lievemente.
Spike sorrise prima di appoggiarsi alla ringhiera. “Possiamo ancora odiarci l’un l’altro,” disse a bassa voce mentre lasciava cadere la mano sull’orlo della sua gonna, le sue dita si spostarono delicatamente al di sotto. “Questo però non ferma cosa vuoi.”
Buffy finalmente si scosse dall’ intorpidimento in cui era entrata, girandosi velocemente verso la faccia del ragazzo arrogante davanti a lei con un’occhiataccia. “Sei un maiale, Spike! Ti aspetti veramente che io faccia un salto nel letto con te dopo il modo in cui mi hai trattata?”
“Non vorrei trovarmi ucciso, passerotto,”disse con un sorriso ammiccante.
“Sì, vorrei davvero stare con un vincitore come te,” disse sarcasticamente. “Con qualcuno che vuole tradire la sua ragazza giusto per un po’ di movimento”
Spike indurì lo sguardo mentre la fissava. “Non sai niente su di me o sulla mia relazione,” ruggì.
“So quanto tu sai di me,” rilanciò. “E relazione? Scommetterei che voi non siete più che due letti caldi per entrambi. Giusto un semplice riparo che io non chiamerai una relazione cosiddetta seria.”
“CI vai giù leggera, Summers,” disse Spike con un tono abbattuto.
“Che c’è, Spike?” chiese Buffy, spalancando gli occhi con falsa innocenza. “Sono andata troppo vicina alla verità, non è vero?”
Guardando come Spike strinse la mascella prima di girarsi e scendere le scale, Buffy sapeva di essere stata un po’ dura con lui, ma la sua mente mantenne limpide alcune delle cose odiose che le aveva detto, e non sentì cattiva come probabilmente era stata.
*****
Riley fece scendere Buffy, dandole un casto bacio sulla guancia. Entrò silenziosamente in casa e sobbalzò quando vide suo padre stare in piedi accanto alla porta principale.
“Papà!” squittì nella sorpresa.
“Dove eri?” chiese Hank con una voce bassa.
“T- te l’avevo detto…ricordi? Andavo fuori con un ragazzo della scuola. Avevi detto che era okay.” Buffy si odiò per il terrore nella voce.
“Sei tornata con un po’ di ritardo, non ti sembra?” chiese, con la voce tagliente come una lama.
“Prima del mio coprifuoco,” disse piano.
“Così sei andata a un party?” chiese con falso calore. “E quanti ragazzi hai scopato mentre eri là?”
Gli occhi si Buffy si spalancarono alla domanda. Scosse la testa mentre rispondeva, “Nessuno, papà, giuro.”
Hank la guardò per un lungo momento prima di girarsi e andare via. Buffy prese un respiro di sollievo mentre correva velocemente di sopra nella sua stanza. Chiudendo la porta dietro di se, sentì la tensione lasciarle il corpo mentre le si appoggiava contro, grata che suo padre non avesse detto qualcos’altro…quella notte.
Hank Summers provava a giocare al ruolo del padre perfetto davanti alla altre persone, ma non aveva problemi a umiliare sua figlia quando erano soli. Nelle poche settimane in cui si era trasferita lì, Hank era sicuro che Buffy fosse una sgualdrina di città. Non aveva prove su cui basare la sua opinione, ma apparentemente lo faceva sentire bene umiliare la sua unica figlia. Buffy sapeva che Fred e Gunn erano preoccupati che lui volesse cominciare a sfogare la collera sul suo fisico, ma aveva detto loro che avrebbe affrontato quella situazione quando si fosse presentata.
Hank in primo luogo non aveva mai cercato una figlia, e detestava l’idea di avere un’ adolescente a carico, specialmente quando la donna che aveva portato a casa non era molto più vecchia di Buffy. Lei era un promemoria costante che stava diventando vecchio, e la odiava per questo, tra le altre cose, Buffy stava aspettando il momento in cui si sarebbe laureata così da porte lasciare quella dimensione infernale nascosta dai soldi.

Capitolo 5 - Regole di reputazione

Buffy camminò attraverso la hall del Sunnydale high lunedì pomeriggio, cercando gli amici tra la massa mentre di dirigeva verso l’ultima ora della giornata. Localizzandoli alla fine, Buffy gridò mentre faceva la strada verso di loro, salutandoli mentre li avvicinava.
“Hey Buffster,” disse Xander, facendo passare un braccio sopra la sua spalla. “Chi è la mia ragazza preferita?” notando l’occhiata che Buffy stava dandogli, i suoi occhi si spalancarono mentre si girava e prendeva Willow con l’altro braccio libero. “Intendevo, la mia altra ragazza preferita.”
“Salvataggio carino, Xander,” disse Buffy con un sorriso.
“Penso di si,” mormorò.
Buffy si accigliò quando si avvicinarono alla fine del corridoio ad assistere ad una discussione veramente accesa tra Spike e Harmony. I tre amici si scambiarono un’occhiata mentre passavano loro vicino.
“Tu eri l’unica a pomiciare con altri ragazzi, Harm, quindi non provarci neppure.”
“Non l’avrei fatto se tu mi dedicassi la maggior parte della giornata!”replicò Harmony con una voce acuta.
“Di cosa stai parlando?”
“Sto parlando del fatto che da quando è arrivata Miss Piccola Ragazza Nuova, non sei mai stato capace di mantenere una conversazione che non girasse intorno a lei!”
Buffy arrossì alla consapevolezza che quella era lei. Non c’erano altre nuove ragazze nella scuola per quanto ne sapeva lei.
“Stai sparando cose fuori di testa. E stai provando a tirarti fuori dall’argomento, che è il fatto che tu eri l’unica che faceva la stupida con qualcun altro!”
“Non provare questo con me, Spike. Ti ho visto al party l’altra notte. Tu praticamente stavi facendo sesso con lei su al secondo piano!”
“Questa è un’ esagerazione, e lo sai,” disse Spike con voce bassa.
“Forse è così, ma è ovvio che non puoi smettere di pensare alla piccola sgualdrina,” replicò Harmony, notando Buffy là in piedi per la prima volta e facendo un cenno nella sua direzione.
Buffy inghiottì forte. Era abbastanza cattivo che fosse chiamata con qualunque nome nel gergo di suo padre, ma adesso era diventata materia di discussione della scuola. Allontanandosi dalla coppia lei seppe e vide che Spike le aveva lanciato un’occhiata prima di continuare la discussione.
Xander e Willow corsero velocemente dietro a Buffy, che era indaffarata a tentare di cacciare via le lacrime dagli occhi.
“Buffy, non ascoltare quella sgualdrina senza cervello,” disse Willow guadagnando un’occhiata da entrambi i suoi amici per le sue parole inusuali. “Non guardatemi come se – sai che ho ragione, Xander.”
“Sì, ha ragione, Buffy. Penso, Harmony non ha pensieri coerenti nella testa.”
“Ragazzi, sono okay, non preoccupatevi per me,” disse Buffy, offrendo un piccolo sorriso di gratitudine mentre continuava a camminare.
*****
Buffy camminò verso il suo armadietto dopo che l’ultima campana era suonata, solo per scontrarsi con un uomo veramente arrabbiato con uno spolverino di pelle.
“Spero tu sia felice, Summers,” disse Spike con un tono basso.
“Circa cosa?” chiese con un espressione scettica.
“Grazie a te, la mia ragazza ha rotto con me.”
“Grazie a me?” chiese Buffy con incredulità mentre puntava un dito verso se stessa.
“Sì, tu!”
“Non cominciare persino con me, Giles,” disse abbassando la voce a un livello minaccioso. “Non ti ho mai forzato a provarci e a venire da me a quello stupido party! Stavo pensando agli affari miei quando hai deciso di darmi una piacevole chiacchierata, mi sarei offerta a te. Devi imparate molto sulle donne.”
“Forse è così,” replicò. “Ho giusto pensato di vedere se stavi provando a cambiare vita quando la tua reputazione ti ha preceduto.”
“Cosa?” chiese Buffy confusa.
“Oh, stai dicendo che non lo sai?” chiese Spike con finta sincerità. “Sì, l’intera scuola sa di come eri a L.A. Non pensavi di poter tenere segreto il tuo losco passato, ci sei adesso?”
Buffy fissò Spike per un lungo minuto prima di girarsi e andare via. Aveva risposte secche da dargli in abbondanza, ma non erano neppure meritevoli. Lui non le meritava.
Spike guardò la piccola ragazza andare via, sentendosi colpevole per un simile colpo basso. Apriva sempre la bocca, ma era infuriato a sapere che Harmony aveva detto che era finita, e questo era, in effetti, colpa sua. Sapeva che non avrebbe dovuto prendersela con Buffy, ma era pronto a scagliarsi contro chiunque, e lei aveva avuto la sfortuna di essere la prima su cui si era imbattuto.
Con un sospiro pesante, Spike si girò e ruggì quando vide gli occhi arrabbiati di suo padre.
“Figliolo,” disse Giles con veleno evidente nella voce. “Posso dirti una parola?”
*****
Spike era sorpreso di non essere stato trascinato in casa sua per le orecchie quando lui e Giles oltrepassarono la porta principale.
“Siediti,” disse Giles, indicando il divano mentre andava fuori dalla stanza.
Spike si sentì come se avesse ancora cinque anni, mentre stava seduto. Suo padre non l’aveva neppure lasciato guidare verso casa, sgridandolo per tutta sul decoro e sull’appropriatezza che doveva esserci in una corretta conversazione.
Sospirò mentre sua madre e suo padre entrarono nella stanza.
“Rupert, cosa succede?” chiese Jenny mentre guardava suo figlio seduto sul divano come un bambino sgridato.
“E’ tuo figlio,” disse Giles, lasciando di nuovo al stanza. “Parlaci te.”
Jenny alzò un sopraciglio mentre osservava Spike. “Wow, devi veramente averlo fatto arrabbiare se ora sei ‘mio’ figlio.”
Spike offrì a sua madre un piccolo sorriso prima di stringere le mani davanti a se e morsicarsi il labbro.
“Cosa succede, William?” chiese Jenny gentilmente, sedendosi vicino a Spike.
“Sono un idiota, mamma,” disse, guardando il pavimento. “Ho detto a una ragazza di un certa chiacchiera che stava girando su di lei, e papà ha sentito, e adesso…”
“Perché si è arrabbiato? Eri nel giusto a informare questa ragazza di questa cosa.”
“E’ stato più come…usarlo conto di lei in una discussione,” disse, guardando verso di lei con un’ espressione colpevole.
“William,” disse Jenny con voce colma di rimprovero. “Sei migliore di così. Perché l’ hai fatto?”
“Harmony e io abbiamo rotto.” Disse piano.
“Veramente?” chiese Jenny, tentando di nascondere la ovvia felicità nella voce.
“Mi sono solo imbattuto in Buffy, e-”
“La ragazza che hai sempre per la testa?”
“Si, e ho cominciato una discussione con lei perché era lì.”
“William-“
“Non ho bisogno di una paternale. So di essere isterico.”
“Si, lo sei,” disse piano. “C’ è qualche ragione specifica per cui hai voluto cominciare una discussione con questa particolare ragazza?”
“Lei è il motivo per cui Harmony ha rotto con me,” disse Spike, chinando la testa.
Jenny represse un sorriso- a lei piaceva questa ragazza proprio per questo. “E perché è successo questo?”
Spike prese un profondo respiro prima di Spiegare. “Harm pensa che io abbia flirtato o che abbia aspettato di essere con lei o comunque qualcosa di simile.”
“E l’hai fatto?”
“Fatto cosa?” chiese, osservando sua madre.
“Volevi davvero stare con lei?”
Spike era completamente pronto con un ‘No’ risoluto, ma la parola non voleva lasciare la sua gola.
Jenny diede leggermente un colpetto sul braccio del figlio mentre si alzava. “Magari devi pensarci un po’ su, William.”
*****
Buffy entrò stancamente in casa. Suo padre probabilmente non c’era alla meno peggio- era solito stare al lavoro a quell’ora del giorno, ma ogni tanto c’erano delle sorprese. Salendo le scale, risentì la voce di Spike nella sua testa, ‘La tua reputazione ti ha preceduto.’Entrando nella stanza, Buffy sentì la collera cominciare a prendere il sopravvento per l’uso insensibile delle parole.
“Cosa sa?” mormorò a se stessa. “Pensa di essere un tale esperto di donne. Pensa di conoscermi, ma non sa nemmeno una dannata cosa!” finì mentre tirava fuori rabbiosamente i libri dalla cartella, sbattendoli sulla scrivania.
*****
Buffy fece i compiti, finendoli giusto un paio d’ore dopo, quando sentì la porta aprirsi dietro di lei. Stringendo brevemente gli occhi, Buffy si girò velocemente e si trovò di fronte suo padre. “Ciao, papà,” disse piano.
“Cosa stai facendo?” chiese suo padre, non preoccupandosi di salutare sua figlia mentre esaminava da sopra la spalla di Buffy il lavoro sulla scrivania.
“Sto giusto finendo i miei compiti di inglese.”
“Tieni alti i tuoi voti?”
“Si, signore.”
“Ci aspettiamo che tu venga allo spuntino di domani notte.”
“Un gruppo notturno?”
“Mi sono espresso male?” chiese Hank, indurendo lo sguardo.
“No, signore,” replicò Buffy piano.
“Non vorrei che venissi” continuò Hank. “Ma è una parte della campagna di promozione del Sindaco, e lui vuole la prova che i valori di famiglia sono importanti.”
‘Ovviamente non ha mai visto una famiglia così,’ pensò Buffy ma tenne la bocca chiusa.
“Sii pronta ad andare per le sette,” disse Hank, uscendo dalla porta e chiudendola dietro di se. “E Buffy…non voglio che tu vada con ogni uomo presente nella stanza.”
Buffy sentì le lacrime uscirle dagli occhi mentre guardava la porta chiudersi dietro di lui. La prima notte in cui era arrivata, Hank aveva fatto party e Buffy aveva avuto la spiacevole esperienza di conoscere qualcuno dei suoi colleghi, incluso il rivoltante Ethan Rayne.
Ethan aveva passato con Buffy tutta la lunga notte, anche quando lei girava attorno a suo padre. Hank non sembrava aver notato o non gli importava fino a che tutti gli ospiti non se ne erano andati per la serata quando era tornato da sua figlia, accusandola di essere una puttana e aspettare solo di vendersi al miglior offerente.
Quella non era la prima esperienza di Buffy con il brutto carattere di Hank, ma era la prima volta che l’aveva accusata così sfacciatamente si qualcosa. Per un estraneo, Buffy era stata là solo per alcune brevi settimane. Dal punto di vista di Buffy, sarebbe vissuta in quella casa per un eternità.
*****
Buffy si vestì con un vestito di seta nera la notte dopo. L’orlo del suo abito cadeva sul pavimento con uno spacco su un fianco che mostrava una generosa parte delle sue gambe abbronzate che lasciavano spazio libero all’immaginazione.
Raccogliendo i capelli in un elegante chignon, Buffy controllò il trucco prima di scendere al piano di sotto. Era in anticipo di cinque minuti più di quanto non ci fosse bisogno, ma questo non impressionò abbastanza suo padre, che stava giusto tirando su un sopraciglio vedendola prima di girarsi e uscire dalla porta.
Buffy sorrise quando vide Fred darle un saluto dall’entrata della sala da pranzo. Tornando indietro, uscì dalla porta, sentendosi sollevata quando vide Charles Gunn stare in piedi vicino alla Rolls Royce tenendo la porta aperta per lei.
“Grazie, Gunn,” bisbigliò mentre lo seguiva.
“Sei bellissima, Buffy,” disse piano Gunn con genuina preoccupazione nella voce. “Prova divertirti stanotte, okay?”
“Proverò,” disse prima di entrare in macchina.
*****
Dieci minuti dopo, Buffy stava entrando nella casa del Sindaco al braccio di suo padre. questa vicinanza con lui quasi la disgustava. I suoi nervi praticamente scattarono mentre Richard Wilkins veniva ad accoglierli.
“Hank, è sempre un piacere vedere il mio avvocato preferito,” disse Wilkins con un atteggiamento soave che teneva anche in ufficio. “E chi è questa squisita piccola donna?”
“Richard Wilkins, ti presento mia figlia, Buffy,” disse Hank, gonfiandosi di falso orgoglio mentre il Sindaco scuoteva la sua mano.
“E’ un piacere, mia cara.”
“Anche per me, Signor Sindaco,” disse Buffy con un sorriso.
“Bene,” disse Wilkins. “Devo andare a salutare il resto dei miei ospiti, ma Hank, ti aspetto per parlarti più tardi.”
Buffy seguì suo padre nella sala da ballo della villa, sorpresa quanto si sentì vicina a crollare nel suo inferno.
Girandosi, la bocca di Buffy si spalancò quando vide Spike stare in piedi dietro di lei, con una espressione ugualmente sorpresa sulla sua faccia.
“Cosa stai facendo qui?” chiese lei.
Spike la fissò per un momento come se non fosse sicuro che fosse veramente lei, prima di risponderle. “Mio papà è una amico del Sindaco. Mi trascina quasi sempre a queste cose. Tu?”
“Uguale,” disse Buffy piano quando notò la coppia più vecchia, attraente arrivare dietro di lui.
“Figliolo, non hai intenzione di presentarci a questa giovane adorabile donna?”
“Scusa, papà,” mormorò Spike, togliendo brevemente gli occhi da Buffy mentre guardava oltre la sua spalla. “Buffy Summers, ti presento i miei genitori, Rupert e Jenny Giles.”
Buffy sorrise mentre stringeva la mano a Rupert prima di girarsi verso l’amichevole donna alla sua destra. Jenny sorprese entrambi Spike e Buffy avvolgendo quest’ultima in un caldo abbraccio. “Ho sentito molto su di te,” disse piano mentre si allontanava per guardare la giovane donna.
“Non so se sia una cosa positiva,” replicò con un sorriso.
“Oh, lo è,” disse Jenny, ridendo quando vide l’occhiata scettica di Buffy. “Hai da leggere tra le righe.”
Buffy stava per rispondere quando sentì la voce di suo padre chiamarla fuori dalla stanza. Tutta la famiglia Giles notò l’occhiata umiliata sulla faccia di Buffy prima di girarsi e fare un cenno a suo padre che voleva che fosse già là. Girandosi, si mise un sorriso falso mentre guardava i due adulti. “E’ stato un piacere conoscervi, Mr. E Mrs. Giles.”
“Oh, per favore chiamami Giles,” disse con una stretta di mano.
“E me Jenny.”
Buffy sorrise al calore che la donna sembrava emettere mentre cominciava ad allontanarsi. Fece un cenno veloce a Spike, che la stava ancora fissando, prima di seguire la strada di suo padre.
“Chi erano quelli?” chiese Hank con un tono minaccioso mentre portava Buffy in una zona più discreta.
“Rupert e Jenny Giles.”
“Il bibliotecario della tua scuola.“
Buffy scrollò le spalle, perfino quella non era tecnicamente una domanda. “E l’altro?”
Buffy si girò e notò che tutta la famiglia Giles stava guardando discretamente il colloquio con suo padre. “Quello è il loro figlio, Spike.”
“Spike,” disse Hank con tono di scherno. “Suona come un ragazzo a cui l’hai data.”
“Non gliel’ho data,” replicò, provando a tenere un tono insolente, non avvilito.
“No?” chiese Hank con tono incredulo. “Suppongo che sia giusto una delle tue conquiste allora.” Buffy indietreggiò visibilmente alla affermazione mentre Hank continuava. “ Non mettermi in imbarazzo stanotte, e non pensare neppure di parlare a uno dei miei clienti o colleghi.”
“Papà, io non-“
“E assicurati di non andare neppure a fare la puttana in giro nel tuo vestito da prostituta.”
“Me l’hai comprato tu.”
Buffy si accorse del suo errore appena dopo che le parole furono uscite dalla sua bocca. Sì, era fiera di se stessa a stare in piedi di fronte all’uomo, ma l’orgoglio non era niente in confronto al timore.
Hank strattonò rabbiosamente il braccio di Buffy, apparentemente non curandosi di chi poteva vederli, mentre parlava. “ Non osare parlarmi in questo modo, signorina.”
“Scusa, stavo giusto pensando che faceva parte dei vestiti che c’erano quando mi sono trasferita.”
Hank la lasciò mentre andava via a passi lenti. Inghiottì il nodo che aveva in gola mentre faceva la strada verso le porte francesi in fondo alla sala, bisognosa di qualche minuto per se stessa.
Una volta fuori, Buffy prese un profondo respiro dell’aria fresca della notte mentre osservava il davanzale elaborato, guardando la bellissima piscina con fiori galleggianti sulla sua superficie limpida.
“Va tutto bene?”
Buffy si girò e fu sorpresa quando individuò Jenny stare in piedi vicino a lei, con uno sguardo simpatico sul viso.
“Hai visto?” chiese, sicura di conoscere la risposta.
“Sì,” disse Jenny, resistendo all’urgenza di prendere tra le braccia la ragazza fragile e di darle qualcosa da madre.
“Starò bene,” disse Buffy con un cenno risoluto.
“Buffy, sei sicura di essere al sicuro dove vivi?”
“Sono sicura,” disse, provando a mettere abbastanza convinzione nella voce per darle un suono credibile. “Non si preoccupi per me. Posso passare oltre a chiunque venga sulla mia strada.”

Capitolo 6 - Segreti nascosti

Buffy era seduta vicino al padre nell’elaborata sala da ballo mentre giocava con il cibo nel piatto. Non era per niente affamata, ma non poteva alzarsi e andarsene con chiunque le piacesse. Alzando lo sguardo andò vicina a far cadere la forchetta quando vide Spike guardarla attentamente. Stava seduto vicino al tavolo e un poco più in giù rispetto al lei, però sembrava che i suoi occhi blu la penetrassero.
Spike guardò Buffy attentamente mentre girava il cibo nel piatto. Aveva notato che non aveva mangiato molto mentre sembrava essere preoccupata. Le offrì un sorriso timido quando alzò lo sguardo, direttamente nei suoi occhi, prima di tornare al proprio pasto.
Dopo aver visto sua madre andare a parare con Buffy, aveva provato a farsi dare qualche informazione su di lei, ma si era rifiutata di dirgli qualunque cosa quando era tornata indietro. Adesso, mentre tutti avevano finito la loro cena e cominciavano a lasciare i tavoli, Spike si scoprì ad avvicinarsi a Buffy.
“Vuoi ballare, passerotto?” chiese arrivando dietro di lei.
Buffy si girò sorpresa. “Perché dovrei farlo?” chiese con tono gelido.
Spike non esitò ad avvolgere un braccio attorno a Buffy, avvicinandola prima di cominciare a ondeggiare a ritmo. “Perché e così semplice,” sospirò, mandandole brividi dall’alto al basso della spina dorsale, mentre le sue punte delle dita le accarezzavano la schiena.
“Okay, allora,” replicò Buffy con voce appena più alta di un sospiro. “Perché vuoi fare questo?” Spike indietreggiò leggermente per guardarla interrogativo negli occhi mentre continuava, “Vuoi scoprire se i pettegolezzi su di me sono veri?”
Capendo cosa pensava, Spike si allontanò da lei, non sicuro di cosa dire.
“E’ questo, non è vero?” chiese, allontanandosi da lui come se si fosse scottata. “Stai flirtando perché la tua ragazza ti ha lasciato, e adesso stai cercando un rimpiazzo veloce.”
“Ho detto questo?” chiese con tono neutro, provando a tirarla più vicino.
Buffy schivò le sue braccia mentre lo fissava. “Non sono qualche sostituto della tua Bambola stile ‘voglio essere una Barbie’. Non so cosa ci vedi in lei, perché per quello che ho capito, se la fa amichevolmente con tutti i componenti di qualsiasi squadra del Sunnydale High.”
“Stai zitta, Summers,” disse digrignando i denti.
“Perché? La verità fa male, Spikey? Sapendo che non eri abbastanza per lei?”
Spike vide rosso mentre si avvicinava ancora di più a Buffy. “Sai cosa?” chiese con un sussurro mortalmente calmo. “La verità è, tu non sei abbastanza per me.”
Spike sentì il rimorso irradiarsi dentro di se mentre se ne andava.
Buffy lo guardò andare, sentendosi turbata e colpevole per un certo tempo. Perché lei e Spike riuscivano sempre a tirarsi fuori il peggio l’un l’altra?
“Vuoi ballare?”
Girandosi, fu sorpresa di vedere Rupert Giles stare in piedi dietro di lei, offrirle la mano. “Grazie,” disse piano.
Giles mise un’appropriata distanza tra se stesso e Buffy mentre cominciavano a muoversi con la musica. “Buffy, perdona mio figlio,” disse Giles, guardando i lati della stanza, dove Spike stava provando a guardare discretamente verso di loro. “Ha la cattiva abitudine di parlare a vanvera, e sento che è così cotto che stanotte non ha fatto ciò che è solito fare.”
“Non è il suo caso, Giles,” disse. “L’ho giusto fatto uscire dai gangheri, suppongo.”
“Sono sicuro che non è la verità,” disse con un sorriso gentile.
“Lo è veramente,” replicò Buffy con un cenno. “Spike non è l’unico che parla a vanvera per tutto il tempo.”
*****
Buffy camminava verso la classe di inglese il giorno dopo con il cuore pesante. Aveva ascoltato per cinquantacinque minuti la paternale di Hank Summers sulla notte precedente a proposito dell’appropriata etichetta ai party e su qualcosa in più che Buffy non voleva aver il piacere di ripensare.
Il succo del problema era che Buffy aveva ballato non con uno, ma due uomini. Uno dei quali sposato. Non importava che era accaduto nella più innocente delle situazioni, e non contava che lo stesso Hank avesse ballato con due ragazze che avevano quasi l’età di Buffy. No, la colpa e il biasimo erano sempre di sua figlia.
Buffy offrì perfino un leggero saluto a Willow mentre prendeva la sedia, mettendo la testa sulle sue mani mentre aspettava che l’insegnante cominciasse la lezione.
Circa un’ora dopo, Buffy era incredibilmente annoiata mentre Mr. Green ripeteva le istruzioni per il prossimo lavoro.
“Okay,” disse. “Adesso che tutti sanno cosa si suppone debbano fare, sarete divisi in coppie per completare il progetto.”
Buffy e Willow si guardarono entrambe l’un l’altra, confermando silenziosamente che volessero lavorare insieme.
“E ho deciso di disporre i partner,” continuò Mr. Green mentre cominciava a leggere dalla lista nella sua mano.
Buffy ascoltò mentre i nomi degli studenti venivano distribuiti, implorando silenziosamente di non essere messa con lo schifoso insetto seduto nella fila dietro.
“William Giles e Buffy Summers.“
Buffy evitò per poco di far cadere la testa sul banco quando furono pronunciati i nomi.
“Allora,” disse Mr. Green pochi minuti dopo. “Adesso che sapete con chi siete in coppia, avete l’intera settimana prima delle vacanze di Natale per finire, così penso vorrete cominciare il più presto possibile.”
Appena la campanella suonò, Buffy praticamente si buttò sulla cattedra con Spike alla destra dietro di lei.
“Mr. Green,” disse, chiarendo prima il suo punto di vista. “Non può aspettarsi che lavori con lui.”
“Posso e lo faccio,” disse Green con un piacevole sorriso.
“Signore, con tutto il rispetto, non penso che Summers e io siamo la migliore scelta per essere dei partner per questo,” disse Spike.
“E perché?” chiese Green appoggiandosi all’indietro sulla sedia e mettendo le mani oltre la sua borsa aspettando una risposta.
“Perché uno di noi finirebbe per uccidere l’altro,” disse con un tono onesto Spike. “E non voglio andare in prigione per omicidio.”
Buffy lo fissò in cagnesco prima di girarsi verso l’insegnante. “ Sarei perfettamente felice di lavorare da sola su questo,” si offrì con un tono eccessivamente speranzoso.
“No,” replicò Green. “La mia decisione è stata fatta. Forse questo progetto vi farà prendere qualche buon voto.”
“Ma LUI?” chiese, girando il pollice nella direzione di Spike.
“Si,” replicò. “Siamo completi adesso.”
Sia Buffy che Spike presero un profondo respiro mentre si giravano e uscivano dall’aula.
“Bene, questo è veramente grande,” mormorò Buffy mentre percorreva la strada per la hall.
“Nemmeno io sono elettrizzato all’idea, Principessa,” disse Spike con tono sardonico mentre guardava oltre la piccola ragazza. “Così, quando vuoi cominciare con questo? Prima cominciamo, prima finiamo.”
“Suppongo che possiamo lavorarci stasera,” mormorò in sconfitta. “A casa tua?”
“Non è possibile, Principessa – Mamma ha alcune amiche con lei stanotte. Dovrò venire da te.”
“N- no, è okay, perché noi non-“
“Non è un problema, Buffy,” disse interrompendola. “Mi fermerò attorno alle quattro.”
“Allora,” disse con un sospiro di rassegnazione mentre Spike si girava per andare via. “Non dovresti sapere dove vivo?”
“Nessun problema,” disse Spike girandosi. “La più grande casa della città… penso di poterla trovare.”
“Sì,” mormorò Buffy, sperando già che suo padre volesse lavorare fino a tardi. Non voleva nemmeno immaginare la sua reazione se scopriva che qualcuno dell’altro sesso si era fermato a casa, non c’era nessun argomento per dimostrare l’innocenza della situazione.
*****
Buffy camminava nervosamente per la hall di casa il giorno dopo. Si era messa un paio di jeans e un maglione nero, decidendo che fossero più appropriati della gonna che aveva indossato a scuola. Guardando l’ora, notò che era già diversi minuti dopo le quattro, e la sua stizza stava cominciando a crescere.
“Il minimo che potesse fare era arrivare per tempo,” mormorò mentre ritornava a camminare, un
secondo dopo sentì bussare a una delle doppie porte. Correndo in quella direzione, le spalancò a rivelare lo sguardo compiaciuto di Spike che stava in piedi dall’altra parte. “Casa carina, Principessa,” disse con tono condiscendente. “Veniamo qui con il nostro progetto, vero?”
Buffy ebbe dovuto sopprimere un ringhio mentre Fred camminava oltre l’angolo verso la sala da pranzo.
“Buffy, io…oh, scusa, non sapevo che avessi compagnia.”
“E’ okay, Fred,” replicò. “Spike è venuto qui per lavorare a un progetto di scuola, non preoccuparti.”
“Non hai intenzione di presentarmi, passerotto?” chiese Spike a Buffy con un ghigno.
Buffy sospirò. “Winifred Burkle, questo è Spike Giles. Spike, questa è Fred.”
“E’ un piacere conoscerla, posso prendere il suo cappotto?” chiese Fred.
“Uh, no, va bene così.”
“Okay allora. Sarò in cucina se avrai bisogno di qualcosa.”
“Grazie, Fred,” disse piano.
“Così, hai una cameriera, huh?” chiese guardando oltre Buffy. “Non posso dire di essere sorpreso. Non è che mi aspettassi che tu avresti alzato una delle tue ditta piccole curate e carine per aiutare.”
“Stai zitto, Spike! Non sai cosa faccio o quanto aiuto, così perché non tieni le tue congetture per te, perché non sai nemmeno di cosa stai parlando.”
Spike alzò un sopraciglio mentre Buffy si girava e camminava per il corridoio vicino. Con un pesante sospiro la seguì, arrivando a fermarsi davanti all’ultima porta. Buffy la spinse, aprì e entrò velocemente, non preoccupandosi di controllare e vedere se Spike fosse dietro di lei.
Camminando attraverso la porta un momento dopo, Spike stando in piedi osservò la vasta stanza. Essa era circa la grandezza dell’entrata del sottoscala della casa di Spike. Tappetini orientali contornati dal legno duro del pavimento con sofà di pelle marrone stavano in metà della stanza, accentuati da un tavolo finale in mogano e la sala bar. Il muro era adornato con arte costosa, della quale aveva il presentimento non ci fossero riproduzioni.
Vagando per la stanza, Spike si fermò di fronte ad un quadro straordinario e particolare.
“Renoir,” mormorò mentre ammirava il lavoro bellissimo.
Buffy lo osservò sorpresa mentre camminava per arrivare vicino a lui. “Conosci i suoi quadri?”
“Sì…mia mamma, lei è una fan dei pittori impressionisti- Monet, Bazille, Renoir…tra gli altri.”
“E’ bello,” disse piano mentre lo osservava per un lungo momento.
“Piuttosto costoso.”
Spike realizzò il suo errore nel momento in cui le parole gli uscirono dalla bocca. Non voleva sollevare un argomento sensibile, semplicemente commentando come il quadro dovesse essere quasi inestimabile, ma naturalmente, aveva detto qualcosa di sbagliato.
I lineamenti di Buffy si irrigidirono mentre il suo sguardo si abbatté sul suolo. “Suppongo sia così. Non voglio veramente sapere da quando appartiene a mio nonno.”
“Buffy, io-“
“No,” disse, tenendo le mani in alto mentre lo guardava negli occhi. “Non è importante ad ogni modo. Ovviamente non hai intenzione di cambiare la tua opinione su di me, così tanto vale che io sia d’accordo con te.”
“Buffy-“
“Spike, mio padre ha una grande quantità di soldi. Una grande quantità di soldi,” argomentò. “Così, si, probabilmente appaio come un tipo di piccola ragazza ricca. Finiamo giusto questo progetto così non dobbiamo discutere di questo ancora.”
Spike guardò mentre Buffy si girava e camminava oltre il divano. Con un pesante sospiro, la seguì, scegliendo di sedersi vicino a lei invece che sull’altra sedia. Notò che si irrigidiva leggermente quando si sedette, ma tornò subito al loro lavoro.
*****
Più di un’ora dopo, Spike gettò indietro la testa al supporto sul divano dietro di se, esalando rumorosamente mentre chiudeva gli occhi. Lui e Buffy erano andati oltre ogni dettaglio di cosa avessero bisogno di fare, ed era già esausto a pensare a tutto il lavoro che dovevano fare nelle poche settimane a disposizione.
Buffy imitò il movimento di Spike mentre stiracchiava le braccia sopra la testa, facendo si che Spike le lanciasse un’occhiata dall’angolo dei suoi occhi. Notò la pelle esposta del suo stomaco modellato mentre la maglia si alzava e fu sorpreso al sentire un movimento delicato al suo inguine.
Spike guardò velocemente da un’altra parte, accigliato. Non aveva mai avuto alcun tipo di reazione al vedere un piccolo pezzetto di pelle. Scotendo lievemente la testa, cominciò a raccogliere la sue idee.
“Ti parlerò domani a scuola. Possiamo lavorare fuori quando finiremo il resto del progetto. Preferirei finirlo il più presto possibile,” disse Spike, guardando Buffy negli occhi e notando i colori brillanti che sembravano danzare in loro in un primo momento.
Buffy aprì la bocca per rispondere quando sentì la porta della stanza aprirsi. Senza alzare gli occhi per vedere chi fosse entrato, sentì un tremito cominciare nello stomaco e inondarle tutto il corpo.
Spike la guardò confuso prima di girasi ed alzarsi per salutare l’uomo più anziano che riconobbe vagamente come il padre di Buffy.
“Signor Summers,” salutò, dando la mano al signore. “Felice di conoscerla, sono William Giles.”
Spike vide Buffy girarsi a guardarlo appena sentì il suo nome.
“Anche per me,” disse Hank in quella che Buffy riconobbe come una voce falsa. La usava sempre parlando con chiunque tranne che con lei. “Buffy,” disse, facendo un cenno verso sua figlia. “Da questa parte.”
Provando a tenere calmo il suo respiro, si alzò per seguirlo fuori dalla stanza. “Tornerò presto,” mormorò a Spike che la stava ancora osservando con una certa apprensione, provocato dal suo stato d’animo attuale.
Buffy camminò nella hall in trepidazione, chiudendo silenziosamente la porta dietro di se mentre alzava lo sguardo su Hank per vederlo in piedi il più lontano possibile. Camminando verso di lui, chinò la testa nella sconfitta, odiandosi per quegli atteggiamenti. Non il peggiore dei quali aveva con se la figlia di Hank Summers.
“Cosa per l’inferno stai facendo?” chiese con un tono minaccioso.
“Siamo lavorando a un progetto scolastico,” disse, sapendo che qualunque cosa dicesse sarebbe stata futile, ma non dire niente era perfino più dannoso.
“Sono sicuro,” disse Hank con un tono di voce sarcastico. “A cosa stavate ‘lavorando’ di altro, Buffy?”
Lei stette silenziosa, sorpresa quando sentì le braccia afferrate in una morsa.
“Sei silenziosa piccola sgualdrina, non è vero?” chiese con tono malvagio. “Sei una troia, proprio come era tua madre!”
Gli occhi di Buffy si alzarono di scatto a incontrare i suoi. “Non parlare di lei,” disse con voce bassa che camuffò il suo timore.
“Farò e dirò quello che per l’inferno voglio,” disse Hank, la voce si alzò. “Sei mia figlia.”
“Tua figlia?” chiese incredula. “ Non mi hai mai cercata! E’ stata la mamma a crescermi. E stare con lei è stato un milione di volte meglio che stare con te.” Notò il tic sulla sua mascella ma sentì il potere crescere attraverso di lei e alla fine si alzò davanti a lui. “Mi chiami puttana, ma sai cosa? Stai descrivendo te stesso!”
Buffy saltò e emise un gridolino mentre sentì il pugno passarle vicino alla testa e andare a sbattere contro il muro dietro di se e Hank abbassò al capo per guardarla negli occhi. “Dammi solo una ragione per mandarti via. E’ questo che vuoi, Buffy? Vivere in un qualche gruppo famiglia fino a che hai diciotto anni e loro ti sbatteranno fuori sulla strada?”
Gli occhi di Buffy si strinsero mentre lo fissava. “Cosa riguardo ai tuoi ‘valori familiari’, Papà? Non sta bene al perfetto Hank Summers buttare fuori solo una ragazza orfana perché non ha mai voluto che venisse a vivere con lui.”
Hank digrignò i denti mentre guardava la piccola ragazza. “Non voglio vederti,” disse con un tono minaccioso. “Non voglio sapere se sei qui. Stai fuori dalla mia vita.”
Buffy lo guardò mentre andava via. “E ciò che voglio fare,” disse girando l’angolo.
Prendendo un profondo respiro, si girò e tornò nella stanza, aprendo la porta vide Spike stare in piedi là con un’espressione incredula. “Probabilmente vorrai andare,” disse piano.
Spike non le rispose mentre lo sorpassava. La guardò mentre cominciava a mettere insieme le sue cose prima di girarsi e chiudere la porta.
“Spike-“
“Succede molte volte?”
Buffy chiuse gli occhi, l’umiliazione e la vergogna la riempirono. “Quanto hai sentito?”
“Abbastanza,” disse piano mentre le si avvicinava.
Guardando in basso il pavimento, sentì il mento cominciare a tremare. “Spike, so che mi odi,” disse lentamente, non alzando mai gli occhi dal pavimento. “Ma…Per favore, non dire a nessuno di questo. Dì qualunque cosa vuoi su di me, ma per piacere-“
Buffy si interruppe quando si sentì avvolta in un forte abbraccio. Spike la tirò energicamente contro di se, sentendo che gli stringeva convulsamente la maglia mentre seppelliva il viso nel suo torace ed infine lasciava scendere le lacrime. Non aveva avuto un qualche tipo di conforto così a lungo, non aveva intenzione di smettere.
Spike sentì il cuore squarciarsi mentre faceva scivolare le dita sulla pelle della schiena di Buffy, abbassò la testa fino a che con le labbra raggiunse il suo orecchio. “Non ti odio, Buffy,” mormorò. “Sono qui…Sarò qui.”

Capitolo 7 - Fiducia

Spike camminò attraverso la porta d’ingresso con il cuore pesante. Era stato a casa di Buffy per altri lunghi minuti prima che lei insistesse che sarebbe stato meglio se fosse andato. Si sentiva in colpa per essere una delle cause delle sue sofferenze, ma gli aveva assicurato che Hank avrebbe trovato qualcosa da dirle che lui ci fosse stato o no.
“Ciao, dolcezza,” disse Jenny con un sorriso mentre veniva nel soggiorno.
“Mamma,” disse con un saluto forzato.
“William, cosa ti preoccupa?” chiese mentre Spike si sedeva su una sedia.
“Mamma, penso…penso di avere un amico che può trovarsi nei guai.”
“Che tipo di guaio?” chiese Jenny, la preoccupazione evidente nella voce.
“Guai a casa.”
“Puoi dirmi chi è questo amico?”
“No,” disse Spike leggermente, scotendo la testa. “Non posso…non sarebbe giusto adesso, in ogni modo. Io solo…sono preoccupato, mamma.”
“Dolcezza, questo amico è in pericolo?”
“Non lo so,” disse piano. “Non penso…non ancora.”
“In questo caso sii un amico,” disse Jenny mentre Spike alzava gli occhi verso di lei. “Sii là per ogni cosa. Parla e ascolta e sii solo un amico. Ma dolcezza, se si rivela pericoloso, voglio che me lo dici.”
“Grazie, mamma,” disse, offrendole un sorriso di gratitudine mentre apriva la porta d’ingresso. Spike rimase in piedi mentre suo padre entrava in casa. Sorpassandolo, Giles sobbalzò leggermente all’ abbraccio inaspettato che gli diede suo figlio prima di abbracciarlo di rimando.
“Questo per cosa era?” chiese Giles con un sorriso mentre Spike correva via.
“Per essere il padre che chiunque vorrebbe avere,” disse piano prima di girarsi e fare le scale.
Giles si girò verso Jenny. “ “Sai cosa gli è preso?”
Jenny guardò le scale vuote, sentendo la porta di Spike chiudersi piano. “Rupert, penso che abbiamo bisogno di parlare.”
*****
“Buffy!”
Girandosi quando sentì il suo nome, fu molto sorpresa di vedere Spike correrle incontro. “Ciao, Spike,” disse con incertezza.
“Come stai?” chiese preoccupato.
Buffy lanciò un’occhiata attorno prima di prendere un profondo respiro e rispondergli. “Spike, non trattarmi come se fossi fatta di vetro- non sto per rompermi.”
“Stavo solo-“
“Lo so,” replicò Buffy. “E lo apprezzo…ma il fatto è che ciò succede da un pò e non ci sono ragioni per cui ti comporti in modo differente.”
Spike sentì la colpa spandersi dentro di lui mentre ricordò l’ultima conversazione avuta con la ragazza che era di fronte a se. “Quando vuoi lavorare al progetto?” chiese, decidendo fosse meglio cambiare argomento.
“Stasera va bene, solo…non a casa mia.”
“Che ne dici da me? Posso portarci dopo la scuola e poi riportarti a casa dopo.”
“Okay,” disse Buffy con un cenno. “Ti vedrò dopo.”
*****
“Ciao, Wills,” chiamò Buffy mentre Willow andava via dopo la loro classe.
“Pronta per andare, amore?”
Buffy sobbalzò alla voce dietro di se, girandosi per vedere Spike.
“Scusa,” disse lui, guardandola colpevole. “Non intendevo spaventarti.”
“Sono okay. Andiamo,” disse con un leggero sorriso.
Buffy sentì un brivido correrle lungo la schiena quando la mano di Spike si stabilì un poco sul suo sedere, guidandola fuori dall’edificio e dentro il parcheggio. Sorrise quando Spike aprì la portiera per lei. “Grazie.”
“Nessun problema , passerotto.”
Buffy stette in silenzio, ascoltando la radio mentre Spike guidava. Buffy osservò mente Spike entrava in una stradina. Come uscì dalla macchina, sorrise leggermente mentre lo seguiva verso la porta principale.
“Non è molto,” disse, aprendole la porta e conducendola dentro. “Ma è casa.”
Buffy osservò l’abitazione. Sembrava emanare una calda, confortevole sensazione. “E’ perfetta,” disse piano, vagando per vedere le immagini che sembravano coprire ogni superficie, della famiglia in vacanza e del compleanno dei componenti. Qualcuna mostrava Spike crescere, alcune altre riguardavano Giles e Jenny, non si sapeva se erano al loro matrimonio o più recenti.
“Vedi qualcosa di interessante?” chiese Spike con un sorriso.
Buffy girò la faccia verso di lui. “Scusa, stavo solo-“
“E’ okay, Buffy. A mamma piace far vedere ogni fotografia che prende. Abbiamo anche parlate su alcune di quelle, ma allora ha insistito perché per lei davano un tocco personale alla casa.”
“Ha ragione,” concordò Buffy piano.
Entrambi si girarono quando sentirono la porta sul retro chiudersi.
“William? Sei a casa?”
“Sono io, mamma,” chiamò Spike, guidando Buffy attraverso la cucina.
“William, mi stavo chiedendo se tu- oh! Buffy, scusa. Non sapevo che eri qui.”
“Buongiorno, Signore Giles.”
“Te l’ho detto, è Jenny,” replicò sua madre con un sorriso.
“Abbiamo intenzione di lavorare al nostro progetto di inglese. C’era qualcosa di cui avevi bisogno?” chiese Spike
“No, voi due andate di sopra. Mi piacerebbe vederti di nuovo, Buffy,” replicò Jenny con un sorriso caldo.
“Anche a me, Signora… Jenny.”
“Sarò nella mia stanza, mamma.”
“Okay, caro, fammi sapere se hai bisogno di qualcosa.”
Buffy seguì Spike verso le scale, sorpresa da quello a cui aveva assistito. Osservò mentre Spike camminava verso l’ultima porta del piano e le fece cenno di seguirlo. Entrò nella stanza che era sorprendentemente pulita per un teenager che viveva là.
“Così…tua mamma non si preoccupa che porti una virtuale estranea nella tua camera da letto?” chiese Buffy alzando un sopraciglio.
“Si fida di me,” disse, lasciando lo zaino imparte al letto prima di girarsi e guardare in faccia Buffy con occhi dispiaciuti. “Buffy, scusa! Non intendevo-“
“Spike, è okay,” disse con un alzata di spalle. “Mio padre non si fida di me. Non è un gran segreto…bene, non devi essere preoccupato minimamente. Forse potremmo..”
“Sì, cominciamo a lavorare.”

Capitolo 8 - Avvicinarsi

Due ore dopo Buffy chiuse il quaderno prima di far scorrere le dita tra i capelli e sospirare. Alzando lo sguardo e vedendo Spike guardarla, gli diede un sorriso nervoso. “Cosa?”
“Uh…niente… non è niente,” replicò scotendo la testa.
Buffy si accigliò, alzandosi dalla sedia andò a sedersi sul letto vicino a lui. “Cosa c’è?”
Spike guardò dentro i suoi occhi di smeraldo, sentendosi perdere in quelle profondità. “Posso farti una domanda?”
Guardandosi le mani, lei si morsicò il labbro nervosamente, prima di guardarlo di nuovo. “Suppongo di si,” disse piano.
“Cosa è successo a tua madre?”
Buffy rimase in silenzio per un minuto prima di rispondere. “Incidente d’auto,” mormorò, unendo le mani guardando in basso.
Spike gentilmente si stese e prese il mento di Buffy tra le dita perché lo guardasse. “Scusa,” sospirò. Sobbalzò piano quando sentì le braccia di Buffy avvolgerlo ma girò lentamente le braccia attorno a lei e abbassò il mento fino a toccare la testa mentre la sosteneva. Vide che lei non stava piangendo- stava solo trattenendo le lacrime.
Dopo pochi minuti, Spike li spostò per sdraiarsi fianco a fianco sul letto. Avvicinandola a se, sentì la sua spalla leggermente umida. “Non piangere, amore,” sussurrò, tenendola più stretta. “Per favore non piangere.”
Pochi momenti dopo, Buffy si sciolse dal suo abbraccio, asciugando le lacrime dalla guancia. “Scusa,” disse piano, provando a spostarsi da lui.
Spike non voleva che andasse via quando sapeva che lei aveva bisogno di qualcuno così palesemente. Facendola tornare facilmente nelle sue braccia, le accarezzò gentilmente il braccio mentre sentiva che si stava rilassando. “Te l’ho detto, sono qui.”
“Non sei definitivamente la persona che pensavo fossi,” disse Buffy con un piccolo sorriso. “Sai non devi farlo, giusto? Intendo…se volessi tornare a lavorare al progetto-“
“Buffy, voglio farlo,” disse Spike, trattenendo la sua mano e mettendosela sul torace.
“Perché?” chiese leggermente, guardando verso di lui.
“Perché, Summers…c’è qualcosa in te che ha preso ad attirarmi,” sussurrò.
Buffy arrossì mentre spostavo lo sguardo, “ Pensavo di non piacerti.”
“Era così,” disse Spike con un sorriso mentre sentiva la risatina imbarazzata di Buffy.
“Suppongo sia giusto,” replicò. “Nemmeno io ero pazza di te.”
“Intendi che non eri sopraffatta dal mio fascino virile?” chiese Spike con un sorriso mentre Buffy emetteva di nuovo una risatina.
“Oh, ero sopraffatta, ma soprattutto perché ero sempre investita.”
“Hey!” disse indignato. “Sei l’unica che mi investe Summers.”
“Spike, non sono nemmeno un metro e sessanta,” disse Buffy con un sorriso. “Non potevo investirti neanche se avessi provato.”
Spike sbuffò ma non disse nient’altro riguardo all’affermazione. Riposarono l’uno nelle braccia dell’altro per altri lunghi minuti, entrambi felici del conforto che l’altro provava. Spike era alquanto confuso che la ragazza che era praticamente la sua nemica solo dai giorno prima ora era nel suo letto, e nelle sue braccia, come se fosse la cosa più naturale al mondo. Osservò Buffy, fissando la sua pelle liscia, le labbra piene e i capelli dorati.
Buffy si girò per osservare Spike, sorpresa nell’incontrare il suo sguardo. Entrambi sentirono l’elettricità tra di loro mentre si inclinavano in avanti. Un secondo prima che le loro labbra si toccassero, lei saltò giù dal letto, provocando l’occhiata confusa di Spike, giusto quando sua madre aprì la porta. “Buffy, ti va di stare a cena?”
Ravvivando nervosamente i capelli, provò a combattere il rossore che le stava imporporando le guance. “Um…penso che mio padre mi voglia a casa.”
Jenny osservò suo figlio quando venne menzionato Hank Summers, notando che i suoi lineamenti si erano induriti, prima di tornare a Buffy. “L’ho già chiamato- dice che gli sta bene se vuoi restare.”
“Ha detto questo?” chiese scettica.
“Si, ha detto che va bene, se è quello che vuoi.”
Buffy rimase in piedi, ovviamente stupita, prima di raccogliere i pensieri. “Um…sarà carino…grazie.”
“Sei la benvenuta, cara,” disse Jenny con un sorriso. “La cena sarà pronta in dieci minuti,” finì mentre usciva dalla porta.
Buffy fissò la porta scioccata quando sentì Spike avvicinarsi da dietro. “E’ buono, giusto?” chiese con l’incertezza evidente nella voce.
“Non lo so,” mormorò, quasi a se stessa. “Non conosco mio padre abbastanza bene nemmeno per sapere cosa succede.” Si girò verso la faccia di Spike, gli occhi spalancati per la confusione.
*****
Buffy si sedette al tavolo nella sala da pranzo, leggermente a disagio dall’ambiente non famigliare. Guardò il tavolo e vide Spike fissarla, le offrì un sorriso.
“Buffy,” disse Giles. “ Come ti sei ambientata a scuola?”
“Bene,” disse con un sorriso. “E’ stato più facile di quello che mi ero aspettata, e ho fatto qualche buona amicizia.”
Spike vide l’occhiata che gli aveva dato e sorrise, sapendo che adesso era stato incluso nelle nuove amicizie.
“Dove vivevi prima?” chiese Jenny.
“Los Angeles. Ho vissuto là con la mia mamma.”
Spike incontrò gli occhi di sua madre e scosse a testa, dicendole silenziosamente di non chiedere. Jenny fece un cenno leggermente per fargli sapere che aveva capito prima di tornare al suo piatto.
“William, hai detto che ci sarà un party questo fine settimana?” chiese Giles.
Spike fece un cenno. “ Non sono sicuro di andarci.”
“Forse,” disse Giles. “Può darsi che sia una buona idea se tu e Buffy andaste insieme.”
“Oh…um…è okay,” disse lei, girando la testa da Giles a Spike. “Tu hai la tua vita, non hai
bisogno-“
“No, penso sia una buona idea,” disse Spike, guardandola.
Buffy si accigliò leggermente. Di sicuro, Spike era stato carino con lei, ma non si aspettava che lui volesse portarla a un party dove c’erano tutti i suoi amici.
*****
Spike appoggiò la mano sulla schiena di Buffy mentre percorrevano i passi che conducevano alla porta principale di lei. Buffy si girò per affrontarlo quando raggiunsero l’entrata.
“Spike, veramente, non devi portarmi al party. So che stai solo provando a essere carino..”
“Voglio farlo, Buffy,” disse con voce roca che le mandò dei brividi su e giù per la schiena.
Entrambi si guardarono negli occhi per un momento prima che Buffy si girasse a guardare la porta della sua prigione. “Probabilmente dovrei…”
La voce si affievolì mentre indicava la porta.
Guardando oltre la sua spalla, lui si bagnò le labbra prima di dirigere il suo sguardo dietro di lei. “Non voglio che entri là dentro,” disse piano, avvicinandosi a lei.
“Vale per tutti e due,” replicò, provando a sorridere e a tirare su il morale.
“Vieni fuori domani.”
“Non credo di potere,” disse, la voce che diventava più agitata. “Devo entrare… ti parlerò domani.”
Buffy si girò, sorpresa quando sentì la mano di Spike sul suo braccio.
“Buffy-“
“Spike,” mormorò con voce tesa, non girandosi. “Per favore non renderlo più duro di quanto non sia già.”
Spike si allontanò da lei, chiudendo gli occhi mentre Buffy entrava in casa, non guardando mai indietro verso di lui.

Capitolo 9 - Riflettendo

Buffy entrò in casa, sorpresa e grata che suo padre non la stesse aspettando. Non poteva sapere che cosa stava passando attraverso la sua mente contorta, e non aveva intenzione di scoprirlo. Più velocemente e silenziosamente che poté, salì le scale di marmo, facendo più in fretta possibile la strada per la sua stanza. Aprendo la porta, gelò quando vide il padre seduto sulla poltrona in ombra.
La mano di Buffy afferrò il battente, le nocche che diventano bianche a causa della forza adoperata. “Papà,” disse piano.
Hank non aveva mai guardato verso di lei – continuava solo a fissare fuori dalla finestra con lo scotch in mano. Buffy pensava di girasi e di dirigersi a una delle stanze degli ospiti, ma non c’era modo di evitare l’inevitabile. Prendendo un profondo respiro, Buffy camminò attraverso la stanza, stando sicura di lasciare la porta aperta. Suo padre beveva raramente, e se le sue tendenze violente quando era sobrio erano qualche indizio, non voleva sapere cosa avrebbe potuto fare con una piccola dose di alcool nel corpo.
“Sono un padre orribile, non è vero?” chiese tranquillamente la voce di Hank.
Buffy lo fissò incredula per lunghi minuti, non sicura di cosa avesse scatenato questa domanda in lui. “Perché ti preoccupi?” chiese piano, non volendo dire qualcosa che l’avrebbe messa nei guai, ma alla fine, cosa poteva dirgli?
“La mia unica figlia, e non posso sopportare nemmeno la sua vista,” disse piano, più a se stesso che a lei. Buffy non disse niente – sapeva che era la verità. “Sai già che non ti volevo,” commentò lui.
“Sì,” replicò Buffy con tono indifferente.
“Sei un ricordo costante di che cosa avrebbe potuto essere,” continuò Hank con una qualche voce leggera. “Della felicità che avrei potuto avere con tua madre se fossi rimasto, ma non l’ho voluto. Volevo la mia libertà.”
‘Oh, mi deve star prendendo in giro,’ pensò Buffy, combattendo per non far ruotare gli occhi. ‘ L’alcol fa diventare alcune persone pazze, altre violente, e alcune stanche, ma mio padre? Lo fa diventare sano. ’
“Non volevi venire a vivere qui, vero?” chiese, non guardandola ancora.
Buffy non disse niente, sapendo istintivamente che qualunque risposta avesse dato sarebbe tornata indietro per perseguitarla.
“Dove è il tuo ragazzo?” chiese, finalmente guardandola.
“Non ho un ragazzo,” rispose piano Buffy. “Te l’ho detto, è venuto qui solo per un progetto scolastico.”
Hank stette in silenzio, o non credendole o semplicemente prendendo cosa aveva detto come la verità.
Dopo lunghi minuti, si alzò sulle gambe instabili e cominciò a comminare verso di lei. Fermandosi davanti a sua figlia, la fissò per un lungo momento. “Assomigli a tua madre, “ disse con una voce leggermente depressa.
“E’ buono o cattivo?” chiese Buffy con una voce scettica.
Per un secondo, poté vedere l’uomo che conosceva come suo padre emergere dal suo stato di ubriaco, fissandola in cagnesco. Buffy si preparò per l’esplosione e fu sorpresa quando lui semplicemente si girò e uscì dalla porta.
Emettendo un respiro che non sapeva nemmeno di trattenere, andò nel bagno attiguo e aprì il rubinetto. Alcuni minuti più tardi, mentre tirava via i capelli dal collo per prepararsi a lavarsi, Buffy sentì un suono ronzante venire dalla sua camera. Fremendo, ritorno nella stanza e ne cercò la sorgente. Notò che era il suo cellulare, che vibrava quietamente sulla superficie della scrivania.
Buffy alzò il telefono e tornò nel bagno, facendo aprire il cellulare mentre entrava.
“Ciao,” disse piano, entrando nella vasca.
“Sei okay, amore?”
Buffy sorrise alla preoccupazione nella sua voce. “Sto bene, Spike.”
“Sei sicura, non lo stai dicendo così, giusto? Lui non è lì adesso, vero?”
“No, Spike. Sono sicuramente da sola,” replicò, immergendosi nell’acqua calda mentre appoggiava la sua testa all’indietro, attendendo che la tensione sempre presente nel suo corpo si alleviasse.
“Dove sei?”
“Nella vasca,” disse Buffy, chiudendo gli occhi.
Spike dovette sopprimere un gemito- l’immagine di lei aveva invaso la sua mente.
“Spike? Va tutto bene?” chiese quando lui rimase silenzioso per un momento.
“Oh…si…bene, Buffy. Sto benissimo. Così…quando ci incontriamo per studiare di nuovo?” chiese.
“Non so. Dipende da quanto durerà l’umore di mio padre.”
“Il suo umore?” replicò Spike con tono preoccupato.
“Si, sono tornata stanotte, e lui era tutto riflessivo e meditabondo.”
“Quanto tempo ci resterà?”
“Suppongo fino alla fine dell’effetto dello scotch,” replicò.
“Sono preoccupato per te,” disse piano.
“Spike, non mi conosci neppure,” disse Buffy con un tono gentile.
“Non significa che non possa essere preoccupato per te,” il tono di voce gli salì leggermente.
“Stai dicendo che vuoi essere il mio migliore amico ora?” chiese con un sorriso che cominciava a crescere sulle sua labbra.
“E’ tutto quello che vuoi?” chiese con voce roca che mandò brividi lungo la schiena di Buffy. Rimase in silenzio per un momento, contemplando tutti i significati possibili di una frase così semplice.
“E’ stato un giorno lungo, Spike,” disse Buffy, la vice le si ridusse a un sussurro. “Perché non prendiamo la decisione in un altro momento, okay?”
“Così non è ciò che vuoi,” disse dolcemente con un tono demoralizzato.
“Non è ciò che ho detto,” disse gentilmente. “Sei stato sorprendente, solo non voglio avere conversazioni a questo proposito per un pò, per te è okay?”
“Okay, “ disse lui a piano. “Cosa riguardo sabato? Possiamo ancora andare, o pensi che tuo padre abbia qualcosa da ridire?”
“Andrebbe bene. Solitamente è via con la sua attuale ragazza della settimana, così non penso sarà un problema. Questo, se sei sicuro di voler uscire con la ragazza che odi, dato che tutti gli altri ci guarderanno,” disse Buffy, sorridendo radiosa.
Spike sogghignò. “Sì, non sono sicuro che faccia bene alla mia reputazione. Forse dovremmo fare un’altra volta…o meglio ancora, mai,” replicò con una voce sarcastica.
“Immaginavo che provassi a tirati fuori,” disse lei con un sorriso. “Sapevo che stavi solo mettendo su uno show a beneficio dei tuoi genitori.” sogghignò Buffy quando sentì la sua risata all’altro capo del telefono.
“Sarà meglio che vada. Stavo solo cercando di controllarti.”
“Come hai ottenuto questo numero, comunque?” chiese, rendendosi conto di non averglielo mai dato.
“Ti vedrò domani a scuola, Summers.”
“Spike, non osare mettere giù! Come hai-“
“Ho alcune tecniche di persuasione, Riccioli D’oro,” replicò Spike, il sorriso palese nella voce.
“Questa non è una risposta,” disse, la mente che lavorava confusa.
“Bene, è tutto quello che otterrai stanotte. Buonanotte, Buffy,” disse con voce roca.
Buffy rabbrividì al suo tono. “Buonanotte. E Spike?”
“Sì, amore?”
“Grazie,” mormorò, sorridendo.
“Prego, Principessa.”

Capitolo 10 - Segnali confusi

Buffy sentì suo padre uscire di casa per uno dei suoi appuntamenti. Sabato notte era finalmente arrivata, ed era sorpresa di come lo stesse aspettando con ansia. Una volta che la macchina uscì dal lungo vialetto, Buffy face la strada giù dalle grandi scale d’ingresso.
“Oh, Buffy, sei bellissima.” Fred la salutò con un grande sorriso nel vedere la piccola donna arrivare.
“Grazie,” disse con un sorriso, stropicciando nervosamente la sua gonna nera. Era più lunga di quelle che indossava di solito, che cadeva dopo le ginocchia, con due spacchi che correvano lungo le gambe, che compensavano per lunghezza. I capelli erano sciolti e si arricciavano leggermente, e le ciocche bionde erano tenute indietro sulla maglietta argento che indossava.
Si passò nervosamente la lingua sul labbro, andando avanti e indietro per la casa. Lei e Spike non ne avevano mai parlato, avevano solo discusso del progetto di Inglese, ed era preoccupata che lui non la volesse veramente al party.
Guardando nello specchio della hall per la millesima volta, Buffy contemplò l’idea di correre di sopra e cambiarsi quando sentì un bussare alla porta. Con un profondo sospiro, si mise un sorriso sulla faccia e andò ad aprire.
Gli occhi di Spike scintillarono quando la vide, correndo per tutto il suo corpo tenendo nella mente ogni dettaglio che poteva ricordare. “Sei pronta per andare?” chiese, offrendole la mano mentre camminavano fuori casa.
“Si,” disse Buffy con timidezza nella voce. Prendendo la sua mano, lo lasciò condurla alla macchina, sorpresa quando le aprì la portiera. “Grazie,” disse, girandosi per dargli un sorriso di gratitudine.
“Nessun problema, passerotto,” replicò Spike con un sorriso dei suoi prima di chiudere la porta e prendere il suo posto. “Sei pronta per questo?” chiese, girando la chiave nell’accensione mentre la osservava.
“Pronta e volenterosa,” disse, tenendo un tono più sicuro di quanto non sentisse. Spike non si convinse.
“Non dobbiamo andare per forza, Buffy,” disse, il tono tornato serio. “Se non te la senti, capirò.”
“No,” disse piano,gli occhi allargati mentre scoteva la testa. “Vo- voglio dire … se tu non vuoi andare, va bene. Va bene, se non vuoi.”
Spike sorrise al suo tono nervoso. “Divertiamoci.”
Entrando nel vialetto dell’enorme casa un po’ di minuti dopo, Buffy prese un profondo respiro. “Spike?”
“Sì,” rispose distrattamente, cercando il suo pacchetto di sigarette finito chissà dove.
“E’…voglio dire, noi siamo…”
Spike la guardò con un’espressione curiosa. “Siamo cosa?”
“E’ solo…stavo giusto cercando di capire se questo…se stanotte è un appuntamento…o qualcosa…sai, cercavo solo di dire qualcosa.”
Spike la guardò stranamente per un po’ di tempo, non sicuro di come reagire. “Buffy,” disse piano, non volendo farla sentire a disagio. “Harmony ha appena rotto con me, e io-”
“Non dire altro,” disse Buffy con un sorriso gentile, muovendo la mano per aprire la portiera. “Non so di cosa stavo parlando,” continuò, scendendo dalla macchina.
“Buffy, aspetta, amore, non è ciò che-“
Spike si passò le mani tra i capelli quando la portiera si chiuse alla sua replica. “Cazzo,” mormorò con un sospiro. “Non è quello che intendevo. Mi spiegherò con lei più tardi”
*****
Due ore dopo Buffy non era più in vista. Era scomparsa da un ora circa, e sebbene Spike non s’aspettasse che lei stesse con lui per tutta la notte, gli sarebbe piaciuto sapere dove fosse. C’erano anche molti ragazzi che gironzolavano per la casa e che avrebbero preso qualunque situazione vantaggiosa.
Osservando la zona, Spike vide una testa bionda scuotersi per lui, ma gemette quando realizzò che non fosse la persona giusta.
“Orsetto Biondo,” cantilenò Harmony mentre gli danzava vicino, un piccolo farfugliamento nelle parole. “Cosa fa in mio piccolo Spikey stanotte tutto solo?” chiese con voce piagnucolosa, stringendo le braccia attorno al suo collo.
“Qualcosa non con te, Harm,” replicò, provando ad uscire discretamente dalla sua presa. “Puoi andare adesso.”
“Ora, non vorresti divertirti un po’, no?” replicò Harmony con il broncio. Del tipo di broncio che sapeva non avrebbe fatto resistere Spike. “Propongo di stare qui con te in un modo migliore. Spikey.”
Spike fu scioccato, sebbene non fosse sicuro del perché, quando sentì le labbra di Harmony sulle sue. Facendo prima uno sforzo per spingerla via, lei affondò semplicemente le sue unghie nel suo didietro, avvicinandole a sé mentre una mano andava ad abbracciarlo dietro la testa.
*****
Buffy vagabondava per la festa, intontita dall’avere bevuto molto. Fermandosi alle scale, strinse la ringhiera, provando a far fermare la stanza intorno a lei.
“Ciao.”
Girandosi al suono di una voce non familiare, dovette battere le palpebre per mettere a fuoco chi le stesse parlando.
“Sono Parker Abrams,” disse un brunetto sorridente. “Non penso che ci siamo già presentati.”
“B-Buffy,” mormorò, neppure sicura se quello fosse il suo nome a questo punto. Tutto ciò che cercava di fare era andarsene…o sedersi.
Parker sorrise, riconoscendo una ragazza ubriaca quando ne vedeva una. “Così…vorresti andare di sopra e sdraiarti un minuto?” chiese mettendo una faccia preoccupata.
“Sì,” disse Buffy piano, inghiottendo forte mentre cercava di focalizzare qualche oggetto fermo nella stanza. Fu sorpresa quando sentì la mano di Parker andare attorno alla sua vita, spingendola più vicina a lui, e le labbra di lui furono improvvisamente sulle sue. Dopo un minuto di bacio veramente sciatto da parte di Parker, Buffy riuscì a spingerlo via.
“Andiamo, baby, sai che lo vuoi.”
“Questa è la tua solita linea di lavoro?” chiese, orgogliosa di se stessa per il suono più coerente che la sua mente confusa potesse produrre .
“Non ho mai avuto lamentele,” disse Parker con un sorriso arrogante. “Andiamo solo su di sopra e ci riposiamo un po’, okay, dolcezza?”
Buffy stava per scuotere la testa quando un lampeggiare di capelli biondi catturò i suoi occhi. Poteva quasi sentirsi sobria mentre guardava Spike baciare Harmony.
‘Lui non ti deve niente, Buffy,’ ricordò a se stessa. ‘Voleva solo essere carino nel portarti qui stanotte. Non è come se foste qui insieme.’
Girò le spalle alla vista nauseante , cominciò a salire le scale, non sapendo che Parker era subito dietro di lei.
“Buffy!”
Buffy fremette alla voce familiare, si girò quando fu a metà scala. Guardò con confusione mentre Spike correva per raggiungerla. “Cosa stai facendo?” le chiese, mandando un’occhiataccia verso Parker.
“Perché ti preoccupi?” rimbeccò Buffy con un tono più cattivo di quanto non intendesse.
“Vieni, ti riporto a casa,” disse Spike prendendola per un gomito.
Buffy si allontanò bruscamente, vicina a cadere dalle scale. Stringendo la ringhiera, fissò Spike.
“Non hai una piccola sgualdrina di cui occuparti?” chiese rabbiosamente.
La mascella di Spike fremette mentre fissava la bionda arrabbiata. Non si era preoccupato più di tanto di Harmony, ma era uscito con lei per la maggior parte dell’anno scolastico e si sentiva di aver bisogno di difenderla. Decise di tenere chiusa la bocca per il momento.
“Ti ho portato qui, Buffy,” replicò a voce bassa. “Ti porterò a casa adesso.”
“No,” disse, incrociando le braccia, con le quali si sentiva di difendersi da lui, e lo fissò.
Spike diede un’occhiata intorno e si accorse che la maggior parte dei ragazzi del party si erano fermati a guardare la scena sulle scale. “Smetti di comportarti come una mocciosa viziata e andiamo,” ringhiò in pratica.
“Torna dalla tua sgualdrina, Spike. Io sto bene.”
“Non dirlo,” replicò con un accenno di preoccupazione nella voce.
“Non dire cosa? Che sei stato con una puttana? Praticamente lo sanno tutti, Spike.” Da qualche parte nel suo stato da ubriaca, Buffy sapeva di essere andata troppo in là, ma non c’era modo di tirarsi indietro ora.
“Vuoi sapere cosa sanno tutti?” chiese Spike, facendo minaccioso un passo verso di lei. “ Come il fatto che hai dormito con ogni ragazzo di Los Angeles e che sei scesa sulla costa per buttarti alle spalle la tua reputazione? Sai una piccola parte di notizie arriva più lontano di quanto tu creda.”
Buffy sentì il bisogno di colpirlo con qualunque cosa avesse in mano. I suoi occhi si riempirono di lacrime, prese un profondo respiro. “Bene…se questo è tutto…andiamo, Parker,” disse, afferrando l’altro ragazzo per mano e conducendolo su per le scale.
Spike la guardò andare scioccato. Rimase là in piedi per diversi minuti mentre lei spariva dietro l’angolo con Parker al seguito. Inghiottendo una sensazione di gelosia e di nausea che erano salite in lui, cominciò a scendere le scale alcuni minuti dopo con un solo pensiero in mente – doveva prendere Buffy.
*****
Buffy condusse Parker per la sala con lei. Improvvisamente ricordando che lui era con lei, gli occhi di Buffy si spalancarono. Guardò la hall non familiare e vide una scala più piccola che probabilmente portava nel retro della casa. Il suo unico pensiero era di tornare a casa…ma ora doveva occuparsi di Parker.
Girandosi, brutalmente lo spinse in una camera. “Starò bene qui,” disse con un sorriso dolce mentre chiudeva la porta dietro di sé.
Buffy velocemente si girò e corse più in fretta possibile giù dalle scale, sicura che stava per perdere l’equilibrio e rompersi tutte le ossa in corpo. Prese un sospiro di sollievo quando i suoi piedi incontrarono la dura mattonella della cucina. Guardandosi intorno, Buffy individuò la porta sul retro e uscì. Non aveva idea di ciò che avrebbe fatto Parker o come avrebbe reagito per essere stato piantato in asso, ma non voleva rischiare che la seguisse.
Mentre aspirava l’aria fredda della notte, Buffy lasciò scendere le lacrime e mentre le parole dure di Spike passavano di nuovo nella sua testa. Movendosi il più veloce possibile, Buffy boccheggiò quando si scontrò con qualcuno, sentendo delle mani prenderle le spalle.
“Wow, sei ok?“
Buffy alzò gli occhi e vide un paio di caldi occhi marroni.
“Buffy?” sentì una piccola voce chiederle mentre l’uomo la lasciava andare. “E’ Buffy, giusto?”
Lei si girò e fece un cenno alla piccola bionda che stava in piedi vicino all’uomo. “Si,” disse piano, provando a controllare il pianto.
“Già. Sono Darla, e questo è Angel, “ disse. “Sei ok?”
Buffy scosse la testa mentre le lacrime cominciavano a scendere di nuovo. “Ho bisogno di andare a casa,” sussurrò.
“Possiamo portarti noi,” disse Darla con un cenno mentre avvolgeva le braccia intorno alle spalle di Buffy, conducendola alla macchina parcheggiata non lontano.
“Grazie,” mormorò Buffy.
“Non era Spike a portarti stanotte?” chiese Angel mentre sorpassava la sua ragazza.
Buffy sentì un grumo nello stomaco mentre diceva di si. “Per favore non parlatemi di questo,” disse piano. “Per favore.”
“Non si preoccuperà per te?” chiese Darla.
“No,” disse Buffy, scotendo la testa. “No, veramente non lo farà.”

Capitolo 11 - Emozioni

Spike spalancò la porta di casa molto dopo di quanto avrebbe dovuto. Jenny era seduta, pretendendo di leggere un libro, e lasciò un sospiro di sollievo mentre guardava suo figlio. “Potevi chiamare,” disse piano mentre Spike entrava nel salotto.
“Scusa, mamma,” mormorò.
Jenny alzò gli occhi verso il figlio notando la rigidità del corpo e la mascella contratta. “Cosa è successo?” chiese con preoccupazione. “Tu e Buffy non vi siete divertiti?”
“Sono sicuro che Buffy si,” mormorò, strofinando il piede sul tappeto.
“Cosa significa?”
“Significa che mi sono comportato come una checca, e lei è diventata matta. Non l’avevo mai vista prima.”
“Come è tornata a casa?” chiese Jenny preoccupata.
“Non lo so,” disse Spike piano. “Ho guidato lì attorno, sicuro che stesse camminando, ma non l’ho trovata.”
“William-“
“Mamma, non devi dirlo,” la interruppe. “Non ho pensato prima di agire, ho bisogno di scusarmi, e di ingraziarmela.”
“Stavo appunto pensando che probabilmente dovresti chiamarla e essere sicuro che lei sia arrivata a casa sana e salva,”replicò Jenny.
“Non risponde al cellulare,” disse piano. “Non voglio provare a casa sua e metterla nei guai con…”
“La chiamerò io a casa,” propose Jenny. “Se risponde Hank, mi inventerò qualcosa.”
Gli occhi di Spike scattarono a incontrare quelli di sua madre. “Sai,” disse piano.
“Si,” rispose Jenny sommessamente. “So.”
“Come?”
“Sono una madre, William. Ho solo dovuto vedere abbastanza.”
Spike sorrise alla spiegazione di sua madre mentre lei alzava il telefono. Dandole velocemente il numero, cominciò a percorrere la lunghezza della stanza e aspettò.
“Buonasera, sono Jennifer Giles, potrei parlare con Buffy, per favore?”
“Oh, non può? No, no, è okay, non le dica che ho chiamato. Grazie.”
Spike si sentì come se fosse esploso nella attesa che la madre mettesse giù il telefono. “Bene?”
“E’ a casa, William,” replicò Jenny.
“Ma non voleva parlare?”
“No. Chiunque abbia risposto, era una donna, ha detto che Buffy è arrivata e andata a letto. Non ha voluto dire niente di stanotte. Cosa è successo, William?”
Spike serrò la mascella. “Credimi, mamma, è meglio che tu non lo sappia.”
“Non è successo niente di cattivo, vero?” chiese Jenny preoccupata.
“Niente di cui io sia a conoscenza,” disse piano mentre si girava e cominciava a salire le scale.
Girovagando per la stanza, chiuse la porta, dovendo combattere l’istinto di distruggere la camera. Il suo stato ‘Spike’ che aveva esternato dall’inizio delle superiori voleva trovare qualcosa che poteva distruggere con le mani. Il suo ‘William’, che Spike considerava la sua parte da checca per la maggior parte del tempo, voleva lasciare scendere alcune lacrime per la consapevolezza che Buffy aveva fatti sesso con qualcuno. Qualcuno con cui lei voleva o non voleva andare.
Controllando l’ emozioni, Spike prese un profondo respiro e chiuse gli occhi. I suoi pensieri sembravano volare in mille direzioni diverse. Definitivamente non avrebbe dormito quella notte.
*****
Buffy si affrettò attraverso il campus del Sunnydale High, sperando di poter arrivare prima del suono della campana. Sospirando di sollievo quando vide gli studenti girare ancora fuori dall’edificio, rallentò.
“Buffy!”
Sorridendo quando vide Willow saltellare verso di lei, il sorriso scomparve quando vide l’espressione preoccupata sulla faccia dell’amica.
“Wills, cosa c’è che non va?”
Willow non rispose, prendendo Buffy per le braccia e portandola in una zona nascosta. “Buffy,” disse, girandosi ad affrontare l’ amica. “C’è qualcosa che gira qui attorno a scuola…”
“Willow, dimmi,” disse, preoccupata.
“La gente sta dicendo…tutti stanno dicendo che hai dormito con Parker,” disse Willow con un rossore sparso sulle guance.
Buffy sospirò. Avrebbe dovuto sapere che sarebbe potuto succedere. Nella sua fretta di offendere una persona, aveva indotto l’intera scuola a pensare che lei e Parker avessero fatto sesso.
“Chi te l’ha detto?” chiese, nemmeno sicura che volesse conoscere la risposta.
“Bè…Xander, ma glielo ha detto Parker.”
Questo attirò l’attenzione di Buffy. I suoi occhi si spalancarono mentre guardava l’amica con incredulità.
“Buffy, non c’ho creduto,” disse in fretta. “Intendo, non avresti mai…tu e Parker…bene lui…intendo se l’hai fatto, questo è okay. Sono tua amica dopo tutto, e se vuoi… andare, con Parker, ancora è-““Willow! Calmati,” disse con un sorriso alla confusione dell’amica. “Non ho dormito con Parker.”
“Oh bene,” disse Willow con sollievo. “Intendo-“
“E’ okay,” replicò Buffy con un sorriso. I pensieri di Parker non stanno andando come quelli nella mia testa. Prometto, ma ora ho bisogno di andare.”
“Cosa hai intenzione di fare?”
“Niente di speciale. Ho solo bisogno di uccidere un maiale gay che sta mettendo in circolazione bugie su di me,” disse Buffy con un sorriso dolce.
Cercando per la parte del campus che le era concessa prima del suono della campanella, era vicina a battere i piedi per la frustrazione perché non era riuscita a trovarlo. Quando gli studenti cominciarono a tornare in fretta in classe, Buffy gemette. Avrebbe dovuto trovare – e torturare- Parker dopo. Adesso, era pronta a mettere via i libri e a entrare in classe.
La hall era piena mentre Buffy metteva la cartella nell’armadietto. Sentì un brivido sulla schiena ma lo ignorò.
“Hey, baby.”
Buffy si tese alle parole mormorate, facendosi piccola quando sentì il suo respiro sul retro del collo. Girandosi, guardò Parker il cagnesco. “Tu bastardo,” sibilò a voce bassa. “Stai spargendo bugie su di me, come se avessi mai voluto dormire con te.”
“Andiamo, Buffy,” disse Parker con quello che doveva essere un tono da seduttore mentre giocava con i lacci del suo top. “Non hai sentito che me l’altra notte.” Buffy scivolò via da lui il più che poteva, cominciando a schiacciarsi conto il muro degli armadietti.
“Ti do un indizio, Parker,” disse , la rabbia bolliva mentre lo fissava. “Non saresti riuscito a portarmi a letto nemmeno se fossi stata ubriaca.”
Buffy sobbalzò quando il pugno di Parker colpiva l’armadietto vicino alla sua testa. “Ora cambiamo le cose, giusto, baby?” chiese con un tono minaccioso mentre la imprigionava tra le braccia.
Stretta contro di lui, provò a non farsi prendere dal panico quando la spinse dietro l’angolo e fuori dalla porta. “Lasciami andare,” urlò mentre provava a liberarsi dal suo abbraccio e a spingere Parker contro il muro.
“Solo un piccolo bacio, Buffy,” disse Parker con un sorriso minaccioso.
“No,” disse digrignando i denti. “Lasciami andare adesso!”
“Credo che la signorina non ti voglia qui, Abrams.”
Buffy non era mai stata così grata di sentire quella voce.
“Stai fuori da questo, Giles,” disse Parker, girandosi ad affrontare Spike, che stava camminando casualmente attorno a quelle due persone.
“Vai via da lei, Parker,” disse Spike con un tono minaccioso.
Parker sembrò realizzare che sarebbe stato meglio andarsene, vedendo la collera negli occhi di Spike. “Lei non lo vale nemmeno,” disse mentre sorpassava Spike, non vedendo il ginocchio che colpiva il suo stomaco. Spike aprì la porta della scuola, spingendo la figura traballante di Parker attraverso essa prima di richiuderla.
Buffy prese un respiro di sollievo, appoggiando la mano sul muro duro, lasciando che il corpo le si rilassasse.
“Spero che stesse tenendo a freno la lussuria, Summers,” disse Spike in un tono tagliente mentre tirava fuori una sigaretta. “Dovresti essere felice, avevo bisogno di fumare.”
Buffy inghiottì qualsiasi risentimento provasse per lui. Era grata che fosse lì, nemmeno se aveva intenzione di essere sgradevole su quello che era appena successo. “Spike, io…grazie,” disse piano.
Spike guardò verso di lei, facendo incontrare i loro occhi. “Bene?”
“Bene…cosa?” chiese confusa.
“Ne valeva la pena?”
Guardando in basso il pavimento, lei prese un profondo respiro per rilassare i suoi nervi. Aveva già funzionato prima. “Non ho dormito con Parker,” disse piano.
Spike gelò per un breve momento prima di avvicinarsi a lei. Buffy sentì il suo respiro venire meno quando, una volta ancora, si sentì contro il muro. Eccetto che questa volta, non si sentiva terrorizzata.
“Perché?” chiese piano Spike, gettando la sigaretta sul pavimento.
“Perché volevo farti diventare matto,” disse Buffy piano, abbassando gli occhi.
“L’hai fatto,” disse Spike piano mentre lei alzava gli occhi.
“Mi hai fatto diventare pazzo,” replicò, facendo passare leggermente le dita dal suo colla alla spalla e al contrario. “Furioso, impaziente…frustrato…geloso.”
“Geloso?” chiese Buffy con l’incertezza nelle parole.
“Insanamente,” mormorò, le labbra si avvicinarono a quelle di Buffy, mentre lei prendeva un respiro.
Le mani di Buffy si avvolsero attorno al suo collo, infilandosi attraverso i suoi capelli leggeri quando sentì le braccia di Spike attorno alla vita, spingendola più vicino a lui, la sua lingua che seguiva gentilmente il contorno delle labbra. Buffy gemette mentre apriva la bocca, lasciando che la lingua di Spike si incontrasse con la sua. Poteva sentire la forza del suo desiderio mentre la spingeva contro il muro, posizionando attentamente le mani in modo da non farle male. Aggrappandosi a lui, i suoi respiri divennero affannati quando ruppero il contatto e si allontanarono l’uno dall’altro. Spike respirava pesantemente, la fronte appoggiata contro quella di Buffy, mentre guardava nei suoi occhi per lunghi momenti.
Tirandosi leggermente indietro, Buffy chiuse gli occhi e si allontanò mentre le parole dell’altra notte le tornavano prepotentemente in mente.
“Penso che questo cambi le cose, amore,” disse lui piano.
“Perché?” chiese, girandosi ad affrontarlo. “Sono solo la sgualdrina della città, ricordi?”
Spike la guardò con un espressione sgomenta mentre lei tornava nella scuola. Serrando la mascella così forte che pensò si sarebbe spezzata, colpì il muro con un pugno, sentendosi solo moderatamente soddisfatto del dolore che si espanse per il suo braccio. Sapeva di averlo meritato.

Capitolo 12 - Scuse

Spike non riuscì a trovare Buffy per il resto del giorno. Aveva solo una lezione con lei, Inglese, a fine giornata. Lei non era venuta a pranzo, e non l’aveva mai vista camminare con gli amici.
Spike guardò attraverso la hall affollata, cominciando a diventare preoccupato quando non la vide nemmeno al suo armadietto.
“Se quell’idiota le aveva fatto qualcosa, io lo…”
Spike se ne andò con un sospiro quando sentì la campanella suonare, girandosi per raggiungere la sua ultima classe. Gelò mentre stava in piedi sull’uscio. Buffy era già seduta al suo posto e c’era già, apparentemente da un po’. Spike vide Willow seduta al posto sulla sinistra a quello di Buffy e l’altro vuoto. Prese un profondo respiro prima di prendere la sua strada.
Buffy guardò su mentre lo scricchiolio di una sedia faceva capire che qualcuno si stava sedendo di fianco a lei. Una cartella fu buttata vicino a lei, e mentre si girava, dovette combattere il gemito che minacciava di uscire. Prese un pesante sospiro prima di girarsi e prestare attenzione all’insegnante.
“Ti ho cercata,” mormorò lui.
Combattendo il brivido che le corse per la spina dorsale quando sentì il suo sospiro sul orecchio, strinse le labbra e continuò a fissare dritto davanti a se mentre Spike raggiungeva il suo quaderno e la sua penna. Aprendolo su una pagina bianca, scrisse velocemente qualcosa e lo fece scivolare verso di lei.
Contro le migliori intenzioni, Buffy guardò la frase:
Mi dispiace.
Buffy sbatté le palpebre per cacciar via le lacrime e spostò gli occhi per guardare da un’altra parte. Sapeva di essere piccola e egoista, ma non poteva controllare i sentimenti più di quanto potesse controllare cosa le aveva detto Spike la scorsa notte.
*****
Mentre la campanella suonava, segnando la fine della lezione, Buffy riunì frettolosamente i libri, desiderosa di uscire dalla vicinanza dell’uomo che scatenava così tante emozioni in lei.
Sfortunatamente, Spike fu più veloce di lei. Mentre Buffy prendeva la cartella, la mano si scontrò con nient’altro che aria. Guardò in basso confusa, prima di lasciare che gli occhi le viaggiassero in alto. Spike stava in piedi davanti a lei, tenendo la cartella in una mano mentre formava un contatto tra i loro occhi.
“Grazie,” disse Buffy piano, tentando di raggiungere la cartella.
“Ce l’ho io, passerotto.”
“No, è davvero okay,” disse, provando a non guardare nei suoi occhi. Si sentì come se lui potesse guadare attraverso di lei quando lo fissava. Probabilmente poteva.
“Ho detto, ce l’ho io,” ripeté Spike mentre teneva la cartella fuori dalla sua portata. “Indica la strada.”
Buffy sospirò prima di girarsi e uscire dalla classe. Non aveva bisogno di fermarsi al suo armadietto, così camminò verso la porta di uscita, non realmente preoccupata se Spike era dietro di lei.
“Lasciami darti un passaggio a casa,” disse, indicando la macchina parcheggiata qualche passo avanti.
“Posso camminare,” mormorò.
“Non atteggiarti come una piccola ragazza viziata - non sei così. Solo, lasciami portarti a casa.”
“Penso di essere così,” replicò, guardando nei suoi occhi e realizzando l’errore quando essi sembrarono leggere ogni suo pensiero.
“Ho sbagliato,” disse Spike piano, fermandosi vicino alla macchina e afferrandole il braccio in una stretta gentile ma ferma. “Non avrei dovuto dirlo. Non avrei dovuto dire un sacco di cose, ma apro la bocca e loro vengono solo fuori.”
Buffy guardò in basso il pavimento, inghiottendo forte mentre sentiva le emozioni venire in superficie.
Spike fece scorrere gentilmente la mano sulla guancia di lei, passandola attorno al suo collo, i polpastrelli attraverso i capelli. “Perdonami, amore,” mormorò. “Non avrei mai voluto farti del male.”
Sentendo le lacrime uscire dagli occhi quando Spike abbassò lentamente la testa, le labbra di lui che strofinavano le sue, provò a scacciarle via.
“Per piacere,” mormorò lui leggermente sulle sue labbra.
Buffy non rispose mentre stringeva le braccia attorno al suo collo, spingendo le labbra contro quelle di lui, felice di non pensare, ma solo agire. Spike fece cadere qualsiasi cosa stava tenendo in mano mentre le braccia andavano a stringerle la vita, bisognoso di sentirla vicino il più possibile.
Il bacio fu appassionato e forte. Buffy sentì se stessa aggrapparsi alle sue spalle mentre combatteva per stare ritta in piedi. Spike la spinse gentilmente contro la macchina mentre la mani accarezzavano la curva leggera delle sue anche.
Allontanandosi, Buffy respirò affannosamente quando le labbra di lui trovarono la strada per il suo collo, mordicchiando leggermente la tenera carne esposta.
“Spike,” mormorò senza fiato. “Non possiamo…noi…non possiamo fare questo qui.”
“Penso che possiamo,” disse con un roco bisbiglio mentre le sue labbra incontravano di nuovo quelle di lei. Buffy gemette mentre la sua lingua veniva accarezzata da quella di Spike, strusciando leggermente contro le sue labbra mentre lei si spingeva contro di lui.
Dopo alcuni momenti, Spike fece un passo indietro, senza fiato, e guardò nei suoi occhi. Spingendole via gentilmente i capelli dalla spalla, le diede un sorriso gentile. “Voglio stare con te, Buffy,” disse piano.
Gli occhi di Buffy si spalancarono. “Spike, io-“
“No, non intendevo così,” disse, scotendo la testa. “Bè…si, così,” annuì come un ripensamento. “Ma quello che intendevo era…”
Buffy sorrise al suo nervosismo. “Vuoi uscire con me?” chiese piano, facendo si che Spike la guardasse negli occhi.
La fissò per un momento prima che un sorriso delineasse le sue labbra. “Dio, si. Se vuoi.”
“Certo che voglio, stupido,” disse con una risatina, causando un altro bacio da parte di Spike.
“Lasciami portarti a casa, dolcezza,” mormorò un momento dopo.
Buffy fece un cenno mentre Spike apriva la portiera per lei.
*****
Spike fece con Buffy i gradini per arrivare alla porta d’entrata della sua casa. Non voleva salutarla, ma sapeva che non l’avrebbe aiutata se suo padre fosse tornato a casa e l’avesse trovato di nuovo lì- e questa volta, non per lavorare ad un progetto scolastico.
“Cosa per domani sera?” chiese, tenendole la mano mentre lei si girava a guardarlo.
“Per cosa?” chiese curiosa.
“Il nostro appuntamento.”
Buffy sorrise, le piaceva il suono di quelle parole. “Suona bene,” disse piano mentre Spike si inclinava per darle un bacio tenero sulle labbra.
“Sicura che sarà okay?” chiese togliendosi dopo un momento mentre lei guardava oltre la sua spalla la casa imponente.
“Sarà okay,” replicò con un cenno, sorridendo quando Spike le teneva ancora la mano
“Ti passo a prendere domani alle sette,” mormorò con un sorriso leggero, abbassandosi per sfregare di nuovo gentilmente le labbra su quelle di lei. Lentamente si tirò indietro, dando a Buffy una lunga occhiata prima di girarsi e andare alla macchina.
Buffy sorrise e ondeggiò mentre lui usciva dal vialetto. Per la prima volta in quel mese, si sentiva felice. Sperava solo che non fosse l’ultima.

Capitolo 13 - Sentimenti

“Spike…” rise scioccamente Buffy con le sue labbra attaccate al collo. “Pensavo che fossi venuto per studiare.”
“Anch’io” mormorò lui, accarezzandole il corpo mentre la bocca continuava l’assalto. “Solo non posso smettere.”
Buffy alla fine si addolcì, distendendosi sul letto mentre le mani di lui gli massaggiavano la schiena. Stavano insieme da un mese, e ogni volta che stavano un momento da soli, questo era il risultato finale. Non che Buffy si lamentasse, ma stava divenendo sempre più ovvio che probabilmente avrebbero fallito il progetto di inglese.
“Spike,” bisbigliò lei con voce bisognosa passandogli le mani attraverso i capelli.
Spike si tirò indietro, cercandola per un momento, prima di sigillare le labbra sulle sue in un bacio tenero.
Le due settimane passate, il padre di Buffy era andato fuori città per affari, e Spike era sollevato che non dovevano preoccuparsi di lui. Ora, disteso sopra la sua ragazza, ruotò leggermente le anche contro le sue, esaminando la sua reazione. Gli occhi di Spike si chiusero quando il suo corpo si inarcò contro il suo, facendolo diventare dolorosamente duro per il movimento.
“Spike,” bisbigliò lei come lui la guardò negli occhi di smeraldo. Lui aggrottò le sopraciglia quando la vide preoccupata mentre si torturava il labbro inferiore con i denti.
“Cosa c’è, amore?” bisbigliò lui come le spostò dolcemente i capelli dal viso.
“Possiamo… andare oltre?” chiese lei con voce timida, distogliendo gli occhi.
Spike ingoiò duramente, spalancando gli occhi, non sicuro di aver sentito bene. “Buffy… sei sicura?”
“Lo sono” bisbigliò lei, alzando gli occhi, accennando col capo.
Spike la guardò mentre lei spinse dolcemente contro il suo torace così che potesse sedersi prima di rimuoversi completamente la camicia. Si sentì la bocca prosciugata per la pelle dorata che era stata esposta, facendo correre leggermente una mano sulla spalla nuda e giù per il suo braccio.
Stava per dire le poche cose che poteva articolato quando venne fatto tacere dalle labbra di Buffy sopra le sue. Buffy si lamentò come le dita di Spike passarono tra i suoi capelli, tirandola ancora più vicino a se approfondendo il bacio.
Dopo alcuni minuti, Buffy si staccò ansimante da lui, invertendoli, mettendosi a gambe divaricate sulla sua vita. Spike la guardò, dandole un sorriso molle mentre lei si inclinava lentamente in avanti, toccando le labbra con le sue.
La lingua spazzolò dolcemente il suo labbro inferiore, chiedendo il permesso e Spike sentì gli occhi rotolare per la sua tenerezza.
La bocca aperta per lei mentre con le mani le afferrò le anche, tentando di controllare le sue emozioni quando lei spinse leggermente contro lui. Buffy ansimò quando lui si mosse un pò ancora una volta prima di lamentarsi quando la mano viaggiò sul suo stomaco per graffiare la pelle tenera sotto al suo reggiseno. Buffy si contorse per un momento sganciando il fermaglio sul reggiseno, facendolo cadere sul pavimento.
Spike rimase senza fiato, fissando i suoi seni esposti, facendo correre dolcemente la mano lungo il lato di uno prima di stuzzicare leggermente con il pollice un capezzolo. Buffy tentò di respirare più normalmente possibile mentre si guardavano negli occhi.
“Sei sicura?” chiese di nuovo Spike, abbassando le mani fino a metterle sulla cintura dei suoi pantaloni. Buffy non rispose e gli diede un altro bacio. Mentre il bacio si intensificava, lei poté sentire le sue mani muoversi, togliendole lentamente i vestiti prima di sedersi e sfilarsi la camicia. Lei lo guardò nervosa, mentre lui la fissava prima di farsi scivolare i jeans giù per le gambe. Buffy capì che non indossava niente sotto, guardando la sua asta dura, e spalancando gli occhi per la sua grandezza.
Buffy si sentì il viso rosso, mentre lui strisciò sopra al suo corpo. Adesso era distesa sotto lui completamente nuda. Spike sorrise al rossore facendo correre le mani sulla pelle, mettendola a suo agio. Le sue labbra incontrarono le sue in un altro bacio mentre con il palmo della mano le toccava leggermente il seno.
“Aspetta,” disse ansimante Buffy, sorridendo quando immediatamente Spike saltò via da lei come se si fosse bruciato. “Non qual tipo di attesa,” disse Buffy, rotolando e cercando qualcosa nel comodino, estraendo un momento dopo un preservativo.
Spike lo prese da lei con un sopracciglio alzato, fissando da questo a lei.
“Buffy… non ho visto delle pillole anticoncezionali nel tuo bagno?”
“Si,” disse quietamente Buffy fissandolo. “Questo è per te, perchè… pensavo che forse saresti stato più comodo se avevi…”
“Allora è per il mio beneficio?” chiese lui scettico, mentre Buffy accennò col capo.
“Pensavo…”
“Rispondimi,” disse lui dolcemente.
“Sì.”
“Ok, amore. Ti fidi di me vero?”
“Naturalmente” rispose Buffy con occhi spalancati.
“Sai che ho fatto i test per assicurarmi che saresti stata al sicuro quando avremmo deciso di farlo?”
“Stai uccidendo l’umore, Spike.”
“Rispondi alla domanda.”
“So che non mi metteresti mai in pericolo.”
“E anche tu non lo faresti mai, vero?”
“Cosa?” chiese Buffy, la bocca leggermente aperta. “Spike, non potrei mai farti del male-”
Immediatamente venne fatta tacere da lui che la baciava, poi si tirò via ansimante, lanciando il preservativo dietro a se. “Questo è tutto quello che volevo sentire,” disse con un sorriso mentre lei gli schiaffeggiava allegramente il torace.
L’umore tornò immediatamente serio appena mise la mano tra le sue cosce, inserendo lentamente un dito dentro il suo corpo, chiedendo gli occhi mentre la sua respirazione divenne più veloce.
Buffy sentì il cuore batterle velocemente quando lui le si mise sopra, in mezzo alle sue gambe. “Voglio sentirti,” mormorò lui leggermente, baciandole la clavicola mentre l’asta stuzzicava il suo ingresso. Tirando indietro per guardarla negli occhi, le spostò una ciocca di capelli dal viso. “Voglio sentire tutto di te… senza niente tra noi.” entrò dentro lei con uno straziante ritmo lento, dolcemente dentro e fuori, sempre più profondo finché non gelò completamente.
“Buffy?” Spike la fissò scioccato, la bocca leggermente aperta e gli occhi larghi.
“Non sapevo se dovevo dirtelo,” bisbigliò Buffy quietamente,e seppellendo la faccia nella sua spalla.
Spike ingoiò nervosamente. Lei era vergine. Respirò pesantemente tirandosi indietro per darle un bacio. “Vuoi ancora farlo?”
Buffy accennato col capo con le lacrime agli occhi. “Se tu ancora mi vuoi.”
“Io ti voglio sempre,” disse roco. “Farà male per un minuto, baby.”
Buffy chiuse gli occhi, mentre lui lacerava la sua barriera, con le unghie gli graffiò la schiena. Soffocando un singhiozzo mentre le lacrime gli correvano per le guance.
Spike si fermò, tentando di confortarla. “È finita,” bisbigliò, baciandole le lacrime, tentando di lottare contro le sue emozioni per averla fatta piangere. “Non ti farò mai più del male, baby te lo prometto.”
Lentamente i suoi muscoli cominciarono a rilassarsi intorno a lui e smise di graffiarlo. “E’ okay,” bisbigliò lei prima di inarcare le anche contro le sue.
Spike chiuse gli occhi prima di muoversi lentamente, uscendo e entrando con movimenti lunghi, sicuri.
Si mossero insieme come se fossero fatti l’un per l’altro. Spike gradualmente la portò al suo orgasmo mentre Buffy gettava la testa indietro, gridando per il piacere. Spike la seguì, ansimando il suo nome pulsando profondamente in lei.
Alcuni minuti dopo lei era tra le sue braccia, Spike faceva correre dolcemente le punte delle dita lungo il suo braccio. “Perché non me l’hai detto?” bisbigliò lui.
“Pensavo che non mi avresti creduta,” bisbigliò lei, distogliendo lo sguardo. “Eri così sicuro di saperi chi fossi, e…”
Spike chiuse gli occhi per la vergogna tirandosela il più vicino possibile.
“Mi dispiace,” disse lui leggermente, seppellendo il viso nei suoi capelli di seta. “Me lo dirai adesso?”
Buffy presero un profondo respiro. “Io stavo con un ragazzo che si chiamava Scott a L.A. Non era una cosa veramente seria, ma ha tentato di spingermi ad andare oltre quello che volevo.” Buffy sentì le braccia di Spike stringerla forte.
“Quando alla fine l’ho lasciai, lui si arrabbiò perché io non… comunque, sapeva chi era mio papà, così ‘anonimamente’ lo chiamò dicendogli che la sua unica figlia stava dormendo con tutti quelli che voleva. E, come hai detto, la storia è arrivata qui prima di me.”
“Quindi l’odio di tuo padre verso di te è nato da questo?”
“No,”rispose Buffy. “Da quello è venuto il modo in cui mi chiama. Ci siamo sempre odiati l’un l’altra.”
“Mi dispiace così tanto,” bisbigliò di nuovo.
“Ehi, io sto morendo di fame,” disse Buffy, cambiando argomento mentre si sedeva. “Che ne dici di una pizza?”
Spike sorrise per il suo improvviso atteggiamento allegro. “Dico che mi sembra grande,” rispose, tirandola a se per un bacio gentile.

Capitolo 14 - Liberazione

Buffy accompagnò Spike alla porta. Sorrise quando la tirò nel suo abbraccio dandole un bacio sulla fronte.
“Sei stupenda” bisbigliò Spike.
Buffy arrossi, ma il suo sorriso si spense quando guardò oltre la sua spalla.
“Qualcosa non va, luv?”
“Non ho lasciato la luce accesa” “Forse Fred e Gunn hanno deciso di controllarti”
“E’ la loro notte libera, Spike. Avrebbero chiamato se no” Spike sentì la tensione nel suo corpo “E’ tornato”
“Non lo sai” bisbigliò lui, accarezzandogli le braccia. “Si, invece” rispose “Non voglio tornare dentro”
“Vuoi che vengo con te?”
Buffy vide la luce nell’ufficio del padre accendersi e il suo corpo si irrigidì “Non voglio andare” bisbigliò cominciando a piangere “Non voglio, voglio essere felice. Non voglio rimanere qui” pianse mentre Spike la tirava nel suo abbraccio, lei nascose la testa nel suo petto e singhiozzò.
“Non voglio lasciarti andare, luv” disse in un bisbiglio, tenendola.
I minuti sembrarono volare e Buffy si tirò via, asciugandosi gli occhi andando verso la porta.
“Buffy” la chiamò piano “Non devi andare adesso”
“Lo so” disse tentando di essere forte “Ma prima vado e prima finisco”
“Voglio che mi chiami più tardi” disse spostandoli i capelli dietro l’orecchio.
“Lo farò” promise tirandolo a se per un lungo tenero bacio. Avanzando verso la porta poi si girò con gli occhi lucidi verso di lui “E’ stata la miglior notte della mia vita” disse con un sorriso sincero.
“Anche la mia” rispose Spike tentando di non piangere. * * * * *Spike aspettò seduto sul divano letto per quasi due ore la chiamata di Buffy, finché il telefono non squillò. “Spike?”
“Sono io, luv. Qualcosa non va?”
“Io- io ho bisogno…”
“Cosa? Buffy, parlami”
“Io devo dirti…non posso più vederti”
Spike sentì il cuore fermarsi “Buffy-“
“Devo andare”
“Buffy, stai bene?”
“Mi dispiace” bisbigliò lei. “E’ lì con te?”
“Si”
Spike tenne la cornetta e la sentì sospirare e mettere giù.
“Dannazione!” urlò, buttando il telefono “PAPA’! MAMMA!”
Jenny e Giles corsero in soggiorno guardando preoccupati il figlio.
“Che succede?” chiese lei correndo da Spike.
“E’ Buffy. Suo padre è tornato a casa, penso che qualcosa non vada”
“Come lo sai?” chiese pensierosa.
“Non vuole più vedermi”
“Figliolo” disse Giles “Sei sicuro che non-“
“Non dirlo neanche” lo interruppe Spike “Mi ha detto che non voleva tornare a casa quando sono andato via. Era felice quando era con me”
“Rupert” cominciò Jenny “Abbiamo parlato della possibilità-” 
“Non dire altro” disse Giles “Jenny, stai qui. Spike, vieni con me”
“Che hai in mente?” chiese Spike lanciandosi fuori dalla porta.
“Credo che Hank abbia un brutto temperamento”
“Conosci Hank?”
“So che la moglie l’ha lasciato perché si era trasformato in un bastardo” rispose Giles “Io e tua madre abbiamo discusso sulla probabilità che lei sia in pericolo”
“E non hai pensato di includermi in queste discussioni?” chiese arrabbiato.
“Non finché passi tutto il tuo tempo con lei, dandogli qualcuno che l’ascolta. Ha bisogno d’aiuto. Tua madre e io non possiamo fare niente se non ce lo dice lei.”
* * * *
Cinque minuti più tardi, lui e Giles arrivarono davanti alla villa dei Summers. Spike si precipitò fuori dalla macchina a cominciò a bussare.
Si arrabbiò quando fu Hank ad aprire “Dov’è?” chiese tra i denti.
“Mi dispiace” disse Hank con falsa gentilezza “Non vuole più vederti”
La mano di Spike fermò la porta prima che gliela chiudesse in faccia. “Non me ne vado”
“E io chiamerò la polizia perché sei in una proprietà privata”
“Si?” disse Spike con un sorriso tirandogli un pugno “Se mi devono arrestare facciamo che sia per un motivo più valido” rispose, tirandogli un pungo allo stomaco.
Spike alzò di nuovo il pugno ma fu sorpreso quando venne fermato. Si girò e vide suo padre, l’occhiata che aveva non era rassicurante, l’aveva vista una sola volta nella vita. Molti anni prima quando un collega di sua madre continuava a farle delle avance. Lo squartatore.
“Spike, vai a controllare Buffy. Mi occupo io di questo”
Non se lo fece ripetere e corse in camera di Buffy. Aprendo la porta, guardò in giro nella stanza buia, finalmente vide qualcuno arricciato sotto la finestra che si abbracciava. Lei non lo vide camminare lentamente.
Spike non disse niente. Indossava i suoi jeans preferiti e una maglietta verde scura, ma Spike sapeva che non era quello che portava due ore prima.
Andando in piedi davanti a lei si fermò “Buffy?” sussurrò.
Buffy alzò la testa avvicinandosi di più le gambe “Non dovresti essere qui, Spike” “Adesso accendo la luce, luv” disse leggermente accendendo la lampada da notte. Subito si voltò verso la ragazza che tramava per i singhiozzi.
“Guardami, Buffy” bisbigliò camminando verso di lei. Lei voltò la testa dall’altra parte, Spike le prese il volto girandolo verso di se. Stinse la mascella quando vide il labbro spaccato e la guancia gonfia. Lo zigomo nero e alcuni lividi sulle spalle.
“Non dovresti vedermi in questo stato” bisbigliò lottando contro le lacrime. Spike non disse niente la prese solo tra le braccia.
“Io ho tentato…ho tentato di difendermi” disse afferrandogli forte le spalle.
Spike chiuse gli occhi, sentendo l’angoscia lacerargli l’anima “Ti fa male da qualche altra parte?” chiese con voce soffocata.
Buffy scosse la testa tentando di fermare le lacrime e odiandosi di essere così debole.
“Sicura?”
“Solo alla spalla” sospirò lei “Starò bene”
“Lui non ha provato a …” non riuscì a finire la frase.
“No” disse leggermente Buffy.
Spike stava quasi per rispondergli quando Giles entrò. Sorrise teneramente quando lì vide abbracciati ma indurì la mascella quando vide cosa aveva fatto alla ragazza.
“Prendi le tue cose, Buffy” disse Giles “Ti portiamo via”
Spike diede al padre un’occhiata grata e gettò uno sguardo alle mani. Aveva le nocche ferite. Con un cenno al padre, si girò a guardare la faccia scioccata di Buffy.
“Cos-Cosa sta succedendo?”
“Vieni via con noi” rispose Giles.
“Ma mio padre-“
“Non è più un problema” sorrise dolcemente “Sembra che lui sia d’accordo”
Gli occhi di Buffy si allargarono e si girò a guardare Spike.
“Prendi le tue cose, Buffy. Ti aspettiamo” le disse con un sorriso, baciandogli la tempia.
Sorrise di nuovo quando Buffy camminò verso il padre e lo abbracciò forte.
“Ti ringrazio tanto” bisbigliò con le lacrime.
Sorrise di più quando vide l’occhiata agitata di Giles. Un secondo prima era lo squartatore e un secondo dopo ritornava il timido bibliotecario.
“Andiamo, luv” disse Spike alzandosi e mettendogli una mano sulla schiena “Raduniamo le tue cose”

Capitolo 15 - Guarendo

Buffy sospirò di sollievo quando entrò dalla porta di casa Giles. Non era sicura di quello che era trapelato tra Giles e Hank Summers, ma Hank non era in nessun posto quando erano andati via.
Appena la porta si chiuse dietro a loro, una Jenny triste immediatamente avvolse Buffy in un abbraccio. La donna più vecchia si tirò lentamente indietro e prese dolcemente a coppa il viso di Buffy e guardò le ferite che aveva. “Dolcezza, stai bene?”
“Adesso si,” rispose Buffy con le lacrime agli occhi mentre sorrise. “Grazie tanto per aver fatto questo.”
“Non c’è bisogno di dire grazie,” disse Jenny con un sorriso. “Permettimi di darti del ghiaccio.
Rupert, perché non porti le borse nella camera?”
Una volta che la coppia rimase nel soggiorno da sola, le braccia di Spike immediatamente strinsero la vita di Buffy. Lei si inclinò indietro, godendo della forza e del sostegno che lui le stava offrendo.
“Sta succedendo tutto così velocemente,” mormorò Buffy. “Non posso credere che i tuoi genitori stanno permettendo ad un estraneo di venire a vivere con loro.”
“Non sei un’estranea, Buffy” disse leggermente Spike, voltandola nel suo abbraccio. “Ti vogliono qui. Non tanto quanto lo voglio io,” aggiunse lui con un sorriso. “Ma ti vogliono qui.”
“Probabilmente dovrei chiamare Fred e Gunn… per dirgli quello che è successo.”
“Non ti preoccupare, amore. Ho detto a mia mamma di chiamare Fred.”
“Cosa? Come hai trovato il suo numero, non è nell’elenco?”
Spike sorrise timidamente, tirandosi Buffy più vicino. “Era lei la mia informatrice, così ha parlato.”
“E’ stata lei ha darti il mio numero di cellulare,” rispose Buffy con occhi spalancati.
“Erano preoccupati per te, baby” bisbigliò lui, premendole il collo. “Volevano tenerti al sicuro.”
Buffy sospirò contenta mentre Spike la stringeva di più.
Jenny entrò silenziosamente nella stanza, lasciando del ghiaccio sul tavolino da caffè, prima di uscire per lasciarli solo.
“E perché mi vuoi qui, Signor Giles?” chiese lei con un sorriso.
L’espressione di Spike diventò seria mentre la fissò negli occhi. “Perchè… sono innamorato di te.”
Gli occhi di Buffy si allargarono per l’affermazione, un secondo dopo si trovò avvolta da braccia forti, le labbra divorate in un bacio appassionato. Staccandosi per un momento, Buffy avvolse le braccia intorno al collo. “Ti amo anch’io.”
Spike cominciò lentamente a baciarla lungo la mascella, sorridendo per le parole, prima di muoversi verso il suo orecchio. “Sei in ritardo. Forse dovremmo andare disopra.”
Buffy ansimò leggermente, distogliendo lo sguardo. “Stai dicendo quello che penso stai dicendo?”
Spike sorrise. “Cosa pensi che sto dicendo, amore?”
Buffy restrinse leggermente gli occhi prima che un sorriso birichino le si formasse sul viso. “Penso che stai dicendo che è stata una notte lunga, così abbiamo bisogno di riposarci.”
Girandosi, il sorriso di Buffy si ampliò quando sentì le sue braccia intorno alla vita, tirandola verso di lui e spingendo l’erezione contro di lei.

“Spike… non possiamo. I tuoi genitori-“
“Non lo sapranno,” bisbigliò lui. “Loro dormiranno per la notte, lasciandoci te e me nel mio grande, comodo letto da soli. Cosa dici?”
“Dico… ricordami di nuovo dove è la tua stanza.”
* * * *
Spike adorò il corpo nudo di Buffy con i denti e la lingua, baciando e leccando giù per il suo stomaco, mordicchiando leggermente il suo addome, lamentandosi quando aprì le gambe per lui. Lui si mosse rapidamente in giù, accettando il suo invito, baciandole dolcemente il suo centro bagnato.
Con la lingua scopò leggermente la sua apertura, bagnando l’area sensibile prima di accarezzare il fascio sensibile dei suoi nervi. Buffy ansimò mentre veniva catapultata in un orgasmo immediato, le mani che si allacciavano attraverso i capelli tenendoselo contro mentre veniva. Frignando per il bisogno, cercando di non gridare per non svegliare gli adulti della famiglia.
Spike pigiò una mano contro il suo stomaco, tentando di calmarla e prendere tutto il suo piacere allo stesso tempo. Quando Buffy alla fine si calmò, Spike salì sul suo corpo, leccandole le labbra mentre si mosse sopra di lei, curvandosi in avanti lentamente per chiederle un bacio molle.
Buffy si lamentò, assaggiandosi su di lui, lei posizionò la sua apertura vicino alla sua asta, inarcando le anche su dal letto, permettendogli di penetrarla pienamente. Spike ansimò mentre Buffy avvolse le gambe intorno alla sua vita, tirandolo pienamente dentro di se. Stava cercando di non schiacciarla e arrecarle nessun danno, ma lei sembrava molto contenta sotto di lui.
Lentamente, cominciò a riguadagnare il controllo del suo corpo mentre lei lo tirò più vicino a se, lasciando i corpi andare in movimento perfetto.
Gli occhi di Spike si chiusero mentre i suoi muscoli cominciarono a stringerlo, facendoli entrambi tremare per la sensazione di essere parte dell’altro. Incontrando le sue labbra in un bacio molle, Spike si tirò via mettendo una mano sulla bocca di Buffy mentre venne. Il sopracciglio alzato per il piacere mentre con le unghie gli graffiarono la schiena, tentando di non gridare per la liberazione.
Lasciandola, Spike le diede un bacio sulla fronte, orgoglioso del suo controllo. “Questa è la mia ragazza,” bisbigliò.
Lui vide gli occhi di Buffy allargarsi un pò prima che ansimasse, e un terzo orgasmo più potente la raggiunse. I muscoli interni strinsero la sua asta mentre lui continuò a muoversi dentro di lei.
“Spike!”
Spike non poteva aiutare ma sorrise per l’esplosione, qualche secondo prima di raggiungere la vetta, mandandolo in oblio mentre il piacere lo attraversò.
“Ti amo,” bisbigliò lei, baciandogli la fronte umidità.
“Ti amo anch’io, baby,” bisbigliò lui ansimando.
* * * * *
Due ore più tardi, Spike entrò nei pantaloni quando sentì bussare sulla porta. Coprendo Buffy con il piumone, andò a rispondere e vide sua mamma in piedi sull’altro lato.
“Buffy sta bene?” chiese Jenny. “Sono andata a controllarla ma non era nella sua stanza. Ero preoccupata.”
“Sta bene, Mamma” rispose Spike, strofinandosi gli occhi mentre spalancò la porta, indicando Buffy che stava dormendo pacatamente. “Prima notte in una casa nuova. Ha avuto una notte agitata.”
“Sì,” Jenny fece un sorriso, indietreggiò dalla stanza. Girandosi per camminare verso la stanza, Jenny guardò oltre la sua spalla. “William?”
“Yeah, Mamma,” rispose Spike prima di chiudere la porta.
“Usata una protezione?”
Spike sentì il viso tingersi di approssimativamente quattro ombre diverse di rosso mentre Jenny sorrise leggermente. “Non sono nata nell’età nera, William. Sapevo cosa avreste fatto quando abbiamo chiesto alla tua ragazza di venire a vivere con noi. Voglio solo sapere se siete attenti.”
Spike strascicò un piede lungo il pavimento, tentando di evitare lo sguardo di sua madre.
“Sì,” borbottò lui, augurandosi che il pavimento si aprisse e lo ingoiasse così che potesse evitare questa conversazione. “Lo siamo.”
“Bene,” rispose Jenny, girandosi per tornare nella sua stanza.
“Mamma?”
“Si, caro?”
“L’amo.”
Jenny diede al figlio un sorriso leggero mentre lei accennò col capo. “Lo so. Anche lei ti ama.”
Spike chiuse leggermente la porta prima di strisciare di nuovo nel letto con Buffy.
Immediatamente sentendo la differenza, Buffy si mise accoccolata più vicino a lui, facendo chiudere gli occhi a Spike mentre il suo corpo nudo pigiò contro il suo. Accarezzandole dolcemente la pelle molle del seno, gli occhi di Buffy si spalancarono. “Sei pronto a farlo di nuovo?” chiese lei con un tono malizioso, inarcandosi contro di lui.
Spike sentì la bocca asciutta mentre fissò il suo corpo. “Solamente se lo sei tu.”
Buffy sentì il tono serio e immediatamente si rotolò, rimanendo a gambe divaricate sulla sua vita. “Solamente se posso stare io sopra questa volta” disse con un sorriso.
“Poi stare ovunque vuoi, baby” rispose Spike facendo correre le mani sulle sue curve.
“Ti senti di farlo per tutta la sera?” chiese lei, mordendosi il labbro e ridendo scioccamente mentre Spike si lamentava.

Capitolo 16 - Il mattino dopo

Buffy si svegliò il mattino dopo, sentendosi protetta in un abbraccio a cui non era abituata. Si voltò e si trovò davanti agli occhi e il torace forte nudo di Spike, le loro gambe erano intrecciate. Tutte e due le braccia di Spike erano avvolte attorno a lei, come a non voleva lasciarla andare. Sorrise guardando la faccia pacata di Spike. Non si ricordava quando si erano addormentati.
Prese l’occasione per fissarlo attentamente. Aveva le labbra imbronciata e i capelli scombinati. Sorrise a quanto era bello. Tracciò con le dita la cicatrice che aveva sul sopracciglio.
Gli occhi di Spike si aprirono e gli sorrise.
“Buongiorno” bisbigliò lei.
Spike la baciò dolcemente “Anche a te luv. Dormito bene?”
“Meglio che mai” roteò via.
Spike soppresse un gemito quando la mano di lei gli sfiorò lo stomaco. Lei lo fissò.
“Che ti passa per la testa, riccioli d’oro?” chiese Spike attirandola a se.
“Come ti sei fatto la cicatrice?” chiese Buffy, facendoci correre le dita su di essa .“Un incidente alcuni anni fa” spiegò con un’alzata di spalle.
Buffy alzò il sopracciglio, facendogli capire che voleva sapere di più.
“Okay” acconsentì “Io e la mia squadra di football ci siamo ‘battuti’ con la squadra avversaria. Sono stato sfortunato e qualcuno mi ha tirato intesta una bottiglia. Un vetro mi è finito nel sopracciglio, ci sono stati alcuni punti, ed è rimasto quello che vedi oggi” spiegò gesticolando.
Buffy accennò col capo leggermente “Quindi…da quello che dici il football è cattivo”
Spike sbuffò “Se è quello che credi”
Buffy sorrise prima di alzarsi, con l’intenzione di farsi una doccia. Rise quando venne tirata sul letto di nuovo da due braccia forti.
“Spike, ho bisogno di alzarmi”
“Non vai da nessuna parte” ringhiò Spike mordendole il collo.
Buffy si dimenò finendo sotto di lui e poi sorrise, poi aggrottò le sopracciglia quando lo vide fissarla. Il suo labbro era guarito del tutti, ma la sua guancia ancora no.
Il suo sorriso si affievolì quando Spike le toccò la pelle ferita. Cercò di ritirarsi, era già tanto che lui l’aveva vista così.
“Perché la fatto?”chiese leggermente.
“Ha trovato il preservativo che non abbiamo usato sul pavimento”
Spike chiuse gli occhi colpevole, mentre gli si stendeva affianco “Mi dispiace, luv” bisbigliò “E’ colpa mia”
“No” disse Buffy scuotendo la testa e aspettando che lui riaprisse gli occhi “E’ colpa sua, non tua. Spike…tu mi hai salvato”
Si accoccolò contro di lui, poggiando la testa sul suo torace, Spike iniziò a passargli le mani nei capelli. “Ti amo tanto” bisbigliò, baciandole la spalla.
“Lo so” sorrise Buffy.
Spike aspettò qualche minuto e poi si alzò a fissarla con un sopracciglio alzato “Non me lo dici?”
“Non lo so” rispose con un’alzata di spalle e la faccia allegra “Forse più tardi, non ne ho voglia adesso”
Si mosse di nuovo per uscire, Spike l’afferrò di nuovo per la vita mettendola sotto di sé. Strillò quando cominciò a solleticarla.
“Dimmelo” disse lui in tono d’avvertimento mentre Buffy rideva e si dimenava.
“Più tardi” rise affannosa.

“Adesso”
“Okay, Okay” rispose Buffy, respirando forte. Gli accarezzò la guancia e disse dolce “Ti amo, Spike”
Spike sorrise prima di baciarla dolcemente “Devi dirlo ora e poi”
“Lo dirò ora e poi”
La felicità di Spike durò poco quando vide Buffy alzarsi. Aggrottò le sopracciglia e cercò di afferrarla di nuovo ma lei gli sfuggì, prese una sua camicia e la indossò. “Dove pensi di andare?” chiese gemendo quando lei si girò per abbottonarsi la camicia, si alzò avanzando verso di lei.
“Beh è la cosa più sexy che abbia mai visto” disse “Anche se ti preferisco senza”
“Non farti venire in mente niente” lo avvertì, mettendogli le mani al suo posto “Ho bisogno di fare una doccia”
“Nessun problema” disse con un’alzata di spalle. “La facciamo insieme”
“No, non lo faremo!” protestò Buffy, fissandolo “Ascolta, Mister, hanno chiuso un occhio perché abbiamo dormito insieme, ma probabilmente non lo faranno per la doccia”
Sorrise quando lo vide sporgere il labbro, si avvicinò e cominciò a baciarli piano il petto.
“Continua così, luv e non farai la doccia” disse Spike cercando di tenere gli occhi aperti mentre gli passava le mani nei capelli.
“Torno tra qualche minuto” disse leggermente Buffy.
“Mi ucciderà saperti lì dentro e non poter unirmi a te”
“Verrai anche tu”
“Come?”
“La prima volta che i tuoi genitori non ci sono possiamo farci una doccia insieme” rispose con un ghigno.
Spike alzò il sopracciglio mentre lei si dirigeva verso la porta.
“Prometti?” gli chiese.
“Prometto” rispose prima di chiudere la porta dietro di sé.
Spike aspettò finché non sentì l’acqua scorrere, si vestì ripidamente e corse giù per le scale.
“Mamma! Papà!” chiamò “Perché non andate al cinema stasera? Offro io!”

Capitolo 17 - Delusioni

Spike e Buffy erano arricciati sul divano più tardi quella notte. Buffy aveva mantenuto la parola e aveva fatto una doccia con Spike quando i suoi genitori non c’erano. Lui la stringeva contento, dividendo una ciotola di popcorn e un film che Buffy aveva scelto.
Spike aggrottò le sopraciglia quando sentì bussare alla porta, staccandosi da Buffy andò a rispondere. La mascella stretta quando aprì la porta per rivelare un Hank Summers pieno di lividi.
“Non sei il benvenuto qui, amico,” disse Spike con un sopracciglio alzato, mancando di rispetto all’uomo più anziano.
“Sono venuto a vedere mia figlia.”
“E’ per questo?” chiese Spike con un sorriso furbo. “Bene, mi dispiace, ma non vuole più vederti,” finì, ripetendo le parole che Hank gli aveva detto la notte precedente.
“Lei è mia figlia, e io…”
Non finì la frase mentre fissò oltre la spalla di Spike. Spike si voltò per vedere Buffy vicino ai gradini che fissava i due uomini. Spike voleva andare da lei, ma resistette alla spinta per non dare l’opportunità a Hank di entrare in casa senza invito.
“Buffy, parlami,” disse Hank nel tono calmo che usava coi clienti.
Buffy prese un passo in avanti prima che la mano di Spike le rese impraticabile l’apertura che portava fuori. “Tu non vai da nessuna parte.”
“Spike.”
Spike si girò alla piccola voce, guardando Buffy confuso.
“Io gli parlerò,” bisbigliò lei.
Spike abbandonò la porta, non preoccupandosi se Hank potesse entrare nella casa. Sapeva di potersene occupare se l’avesse fatto. Fissò Buffy per un lungo momento. Sembrava così piccola e fragile, indossando una maglia a collo alto che sembrava ingoiarla, scendeva oltre la sua vita e le copriva quasi le mani. I capelli arricciati leggermente per la doccia. Lo zigomo con ancora molte ombre di viola e azzurro, facendola sembrare ancora più indifesa agli occhi di Spike. “Non lo fare, amore” disse leggermente.
“Sì, lo faccio,” bisbigliò lei, guardando Spike con occhi imploranti.
Spike strinse la mascella, chiudendo gli occhi per un momento.
“Possiamo parlare fuori,” disse Hank, facendo si che Spike si girasse per affrontarlo.
“No,”
“Spike” disse leggermente Buffy. “Va bene. Lo devo fare.”
Spike prese un profondo respiro. “Andrò io fuori,” disse a Buffy prima di girarsi per affrontare suo padre. “Hai cinque minuti.”
Assicurandosi di avere la chiave in caso che Hank tentasse di fare qualcosa, Spike uscì sul portico anteriore, accendendosi una sigaretta di cui ne aveva molto bisogno ancora prima che fosse completamente fuori dalla casa.
Buffy si rivolse al padre mentre la porta si chiuse dietro al suo ragazzo, alzando una mano. “Non venire più vicino.”
“Cosa stai facendo qui, Buffy?” chiese Hank.
“Sto lontano da te,” rispose lei bruscamente.
“E te pensi che lui ti voglia?” chiese lui, gesticolando verso la porta. “Pensi che sarebbe qui se tu non fosse una tale semplice scopata?”
Buffy poteva sentire la sua determinazione sgretolarsi mentre suo padre parlava. Le lacrime cominciarono a brillare nei suoi occhi mentre lui continuava.
“Non sei nient’altro che un caso di carità per lui, Buffy. Lo avrà per alcuni mesi, e poi se ne andrà all’università, e tu andrai dove per l’inferno vorrai andare. Dimenticherà tutto velocemente appena troverà una cheerleader.”
“Cosa vuoi da me?” chiese Buffy, lottando ancora contro le lacrime fissando l’uomo che si supponesse fosse suo padre. “Non vuoi che torni a casa. Vuoi che ti accompagno a qualche racconta fondi?” chiese sarcasticamente. “Fingendo di essere la famiglia perfetta?”
Hank fulminò con lo sguardo la figlia mentre lei guardò verso il pavimento e continuò.
“Si suppone che tu dovresti amarmi” bisbigliò lei, odiandosi di mostrare la sua debolezza ma aveva bisogno che lui capisse allo stesso tempo. Forse era lei ad aver bisogno di capire meglio. “Sei il mio unico parente in vita. Abbiamo lo stesso sangue, Papà. Non ho mai fatto niente di quello che hai detto che facevo. So che hai ricevuto quella chiamata da Scott, e non so come i pettegolezzi si siano diffusi in tutta la città, ma erano solo… pettegolezzi. Quindi, voglio sapere… perché mi odi?”
Hank non rispose mentre guardava sua figlia con una mistura strana di disgusto e pietà. Lui prese un profondo respiro guardando verso il pavimento. “Te l’ho già detto.”
“A causa della mamma,” disse Buffy con un cenno. “Così cosa accadrà adesso?”chiese, sapendo che se realmente la voleva trascinare di nuovo in quel buco infernale non avrebbe avuto nessuna alternativa che seguirlo.
Hank sembrò pensarci per un momento prima di rispondere. “Se qualcuno lo chiede, sei qui solo temporaneamente.”
“Lo sono?”
“Non lo so.”
Senza un’altra parola, Hank si girò e lasciò la casa, senza dare a Spike un secondo sguardo mentre l’uomo più giovane si lanciò attraverso la porta e lo sbatté dietro di se.
“Stai bene?” chiese Spike.
Buffy era visibilmente scossa per essersi confrontata con il padre, ma anche per le parole che la ossessionavano. E se Spike stava con lei perché era una facile? Non lo era mai stata prima, ma loro stavano insieme solo da un mese e aveva già dormito con lui. Non aveva neanche diciotto anni. Si aspettava veramente che Spike sarebbe stato con lei per il resto della vita? Era un’illusione?
“Buffy, stai bene?” chiese Spike un pò più forte mentre la fissava.
“Sto bene,” rispose lei con voce poco convincente mentre scuoteva la testa, come se tentasse di schiarirsi le idee.
Spike aggrottò le sopraciglia, mettendole le braccio intorno, solamente per vederla allontanarsi da lui.
“Amore,” disse leggermente Spike. “So che sei un po’ scossa, ma andrà tutto bene. Perché non andiamo disopra, va bene?”
Spike intendeva nel contesto più innocente, ma lo sguardo scioccato che Buffy gli detto, gli fece pensare che le aveva chiesto di fare sesso sulla scrivania del preside Snyder.
“No,” disse Buffy, scuotendo la testa. “T- tu stai qui… io sarò di sopra.”
Spike la guardò ansioso mentre Buffy salì i gradini, senza dargli un secondo sguardo. Sentì il clic molle della porta della camera da letto prima di girandosi e fissare la porta. Hank Summers se ne era andato, ma Spike sapeva che era ancora con Buffy per tutto quello che lei faceva.
“Cosa lei hai detto, pirla?”

Capitolo 18 - Confronti

Il giorno seguente, Spike era più preoccupato che mai. Aveva notato che quella mattina Buffy era strana. E per tutta la strada da casa a scuola non aveva detto nemmeno una parola.
Spike aveva fatto una testa enorme ai suoi genitori quando tornarono a casa, quando andò a controllarla lei stava dormendo. O almeno, fingeva di dormire.
All’ora di pranzo, la vide sedersi con Willow e Xander dall’altro lato della mensa. Anche se stavano insieme da più di un mese, non molti a scuola lo sapevano. Erano sempre insieme si, ma Buffy aveva insistito perché non lo sapessero in molti. Si avviò verso il tavolo e si piegò per bisbigliargli all’orecchio “Mi sei mancata tanto, luv”
Buffy saltò all’indietro e lo guardò “Cosa stai facendo?” chiese guardandosi in giro preoccupata.
“Siedo di fianco alla mia ragazza” rispose lui, lasciandosi cadere di fianco a lei salutando rapidamente i suoi amici.
“Veramente, Spike…non devi”
Spike la fissò per un momento poi disse “Possiamo parlare, luv?”
Buffy prese un respiro profondo e accennò col capo. Spike si alzò con lei seguendola fuori dalla mensa. Vide che lei non stava alzando gli occhi. Spike inclinò la testa e le alzò il mento per farsi guardare.
“Buffy cos’è successo?”
“Sto bene, Spike” disse velocemente.
“Stiamo bene?” chiese insicuro.
“Non lo so” bisbigliò lei, girandosi dall’altra parte.
Spike strinse la mascella e la prese per le spalle facendola girare “Noi stavamo bene sino a ieri, Buffy. Cos’è successo?”
Buffy prese un respiro profondo, con le lacrime che le brillavano negl’occhi.
“Non credo funzionerà” bisbigliò, sentendo il cuore rompersi. A Spike gli si strinse lo stomaco e la fissò. “Cosa non funzionerà, piccola?” chiese piano.
Buffy ingoiò “Noi”
“Noi andavamo bene sino a ieri notte” rispose arrabbiato. Poi abbassò la voce e si avvicinò al suo orecchio “Considerato che viviamo insieme, penso che sia il caso che mi parli”
“Io ho bisogno…ho bisogno di un po’ di spazio” disse leggermente.
“Stiamo insieme solo da un mese e hai già bisogno di un po’ di spazio?” chiese incredulo.
“Spike, per favore-“
“No, Buffy! Ora mi dici cosa per l’inferno è successo nelle ultime dodici ore che ti ha fatto cambiare tutti i tuoi sentimenti!”
“Spike…”
Buffy ingoiò un singhiozzo e si allontanò. Spike la raggiunse, portandola vicino a se “Mi hai detto che mi amavi” la sua voce era disperata.
“Lo so” rispose Buffy con voce piccola prima di staccarsi dalla sua presa e corre per l’atrio.
Lui la guardò andarsene mente il suo cuore si fracassava.
“Hai avuto anche tu una cavalcata, huh Giles?”
Spike strinse la mascella e si girò ad affrontare Parker Abrams.
“Cosa intendi con ‘anche’?” chiese Spike con un sopracciglio alzato mentre Parker si avvicinava.
“E’ tutta a disposizione no?” chiese con un sorriso Parker mentre Spike stingeva i pugni.
“Non vedo come tu possa saperlo”
Parker lo guardò come se fosse stupido “Ho avuto anch’io il mio giro, non ricordi? Ha tanta capacità di resistenza”
Parker non vide nemmeno arrivare il pugno che gli colpi la faccia.
“Perché diavolo l’hai fatto uomo!” gridò Parker portandosi le mani alla faccia mentre il sangue iniziava a scorrere.
“Non dire bugie, Abrams” disse con voce minacciosa Spike “Buffy non si farebbe mai toccare da uno come te, e lo sappiamo tutti e due”
Spike si sorprese quando Parker gli diede un pugno nello stomaco, ma si riprese subito spingendolo contro un tavolo. Subito gli fu addosso riempiendolo di pugni e calci. Era consumato dall’ira, e capì appena quando qualcuno lo afferrò da dietro.
“Cosa diavolo sta succedendo qui?”
Spike e Parker si girarono quando sentirono la voce di Snyder. Spike si voltò e vide il suo amico Angel che lo teneva.
“Scusa, uomo” disse leggermente “Ho provato a fermarti prima che vi vedesse, ma…”
Spike accennò col capo.
“Voi due, nel mio ufficio. ORA!”
I due ragazzi si guardarono con odio reciproco mentre camminavano verso l’ufficio. * * * * *
Buffy guardò per tutta la classe di inglese, era ansiosa perchè Spike non era ancora arrivato. Non l’aveva visto da quel discorso a pranzo, e si stava preoccupando. Il suo cuore precipitò quando capì d’avere ragione. Spike non aveva bisogno di lei. Le voleva bene, ma probabilmente l’avrebbe lasciata per trovarsene un’altra all’università.
Quando la campanella suonò annunciando la fine dell’ultima ora, Buffy raggruppò rapidamente i libri e si avviò verso l’uscita. Venne fermata da un Giles alquanto nervoso.
“Buffy, credo di doverti accompagnare io a casa oggi”
La preoccupazione aumentò.
“Dov’è Spike?”
Giles prese un profondo respiro e si tolse gli occhiali cominciando a pulirli.
“Ho paura che rimarrai sorpresa”

Capitolo 19 - Punto di ebollizione

Buffy entrò nella camera da letto di Spike, sbattendo la porta dietro di se. Spike alzò lo sguardo sorpreso, mettendosi in piedi quando la vide entrare.
“Sei stato sospeso!” gridò lei. “Cosa per l’inferno stai tentando di provare?”
Spike alzò un sopracciglio per lo scoppio di Buffy. “Lo sai,” rispose. “Pensavo che saresti stata l’ultima della fila. Che succede? Mamma e Papà non vogliano venire a sgridarmi giusto adesso?”
“Hanno visto come ero arrabbiata e hanno deciso di andarsene per un pò,” rispose Buffy, incrociando le braccia sul torace e alzando un sopracciglio, quasi come una sfida. “Speravano che probabilmente potessi trovare qualche buon senso in te. Cosa per l’inferno stavi pensando, Spike?”
“Stava pensando che Parker Abrams stava ancora diffondendo bugie su di te e l’ho messo a posto,” rispose lui, camminando verso di lei mentre si appoggiava alla porta.
“Non valeva la pena di essere sospeso, Spike,” rispose Buffy, quasi ansimando mentre Spike si avvicinò di più.
“È solo per qualche giorni, amore. Tornerò a scuola prima che te ne accorga. Non ero disposto a rischiare la tua reputazione.”
“Tu hai ascoltato i pettegolezzi che giravano a scuola, Spike!” urlò Buffy. “L’hai detto te, la mia reputazione è stata stabilita prima che venissi in questa città! Cosa farai? Prenderai a pugni tutti quelli che parlano di me? Tu saresti il primo di quell’elenco.”
La mascella di Buffy si contrasse mentre Spike si avvicinò di più a lei, pigiando il corpo contro il suo finché non poté più muoversi.
“Hai ragione,” bisbigliò lui con le labbra che accarezzavano le sue mentre parlava.
Il respiro di Buffy si blocco e chiuse gli occhi. Tentando di resistere al bisogno di portare la bocca sulla sua.
“Quale è il problema, amore?” chiese Spike leggermente, un sorriso furbo sulle labbra mentre le mani lasciavano la porta per stabilirsi sulla sua vita. “Mi sembri un po’ a corto di fiato.”
“Non possiamo fare questo, Spike,” bisbigliò Buffy. Le parole erano sembrate molto più convincenti nella sua testa, ma quando le aveva pronunciate, sembravano vuote e mancavano della convinzione che desiderata.
“Penso che lo stiamo già facendo,” disse Spike con le mani che giocavano con l’orlo della sua gonna mentre lei gli diede una spinta gentile, non fiduciosa della sua reazione quando lui era così vicino a lei, offuscandole il giudizio.
Spike agì così rapidamente che gli occhi di Buffy si allargarono mentre si trovò alzata tra le sue braccia, il suono della chiusura lampo che si apriva riempì la stanza silenziosa. Il rumore sembrò rimbalzare attraverso lo spazio, la cosa più rumorosa che avesse mai sentito, mentre veniva premuta contro la porta.
Gli occhi di Buffy si chiusero mentre appoggiava la testa contro la porta. Le dita di lui le aprirono la cinghia, ma si sorprese quando lo sentì che le stuzzicava il suo ingresso invece di spingersi in lei. I muscoli che si stringevano per l’anticipazione mentre ansimava.
“Mi fermerò se vuoi Buffy,” disse Spike con voce bassa. “Devi solo dire la parola.”
Buffy aprì gli occhi, perdendosi in lui stingendo le labbra. Spike cominciò a respirare pesantemente al semplice gesto. Con lentezza dolorante, cominciò a riempirla, un centimetro alla volta.
Spike la tenne per le anche mentre lei gli si inarcava contro, chiedendo insistentemente più attrito, così entrò pienamente in lei. Lui seppellì la testa contro il suo collo prima di iniziare a entrare e uscire dal suo passaggio stretto.
Buffy si lamentò per il piacere mentre si muovevano insieme, entrambi perfetti l’un per l’altra. Le sensazioni euforiche che lì attraversava erano quasi troppe. Spike non era consapevole di nient’altro esistente a parte il corpo di Buffy che si muoveva con il suo.
Spike pigiò la fronte contro la sua e i loro occhi si incontrati, entrambi contenevano l’emozioni e i sentimenti che provavano. Lui si immerse dentro e fuori di lei ad un ritmo più rapido mentre i suoi muscoli iniziarono a tremare intorno a lui.
Spike sapeva che era vicina, e Buffy sentì la sua mano in mezzo ai loro corpi che le stuzzicava leggermente il clitoride aiutandola a raggiungere l’orgasmo.
Buffy si afferrò al corpo di Spike mentre la spedì sull’orlo con un grido soddisfatto.
Spike continuò a muoversi contro di lei, sentendo il proprio orgasmo avvicinarsi mentre ancora una volta seppellì il viso nel suo collo. Aumentando il ritmo delle spinte prima di spargersi nel profondo di lei.
“Ti amo,” bisbigliò lui, i loro corpi fusi insieme. “Ti amo, ti amo.”
Buffy pigiò la testa contro la sua camicia, lasciando che le lacrime cadessero mentre lui le bisbigliava, desiderando così tante cose.
“Spike,” bisbigliò lei, tentando di liberarsi dalla sua presa forte. “Non lo fare.”

Spike si tirò indietro per guardarla con occhi pieni di rabbia mentre la fissava. “Tu mi ami, so che lo fai. Non lo farai.”
“Spike, lasciami andare,” disse lei leggermente, contorcendosi nella sua presa per solamente venir pigiato con più forza contro la porta.
“No,” rispose lui stringendo i denti.
“Spike, per favore” lo implorò lei leggermente, non fiduciosa della sua risolutezza specialmente visto che lui era così fermamente unito a lei.
“Dimmelo,” disse Spike, praticamente gridando contro con voce disperata e spaventata.
Buffy riuscì a spingersi via, separandoli. Spike fece un passo indietro mentre si drizzavano i vestiti. Lei diede a Spike un’occhiata affettuosa e piena di rimorsi prima di girarsi verso la porta. Spike sentì il cuore sommerso dalla paura prima di avanzare, avvolgendo le braccio intorno alla sua vita.
“Per favore, baby,” bisbigliò, spostandole i capelli prima di darle baci gentili lungo il collo. “Io ti amo.”
Buffy tirò su col naso, tentando di controllare le lacrime. “Ti amo anch’io.”
Spike la guardò, sentendo il cuore rompersi mentre lei si tirò via da lui, uscendo dalla stanza e lasciandolo solo.

Capitolo 20 - Farlo funzionare

Spike aspettò finché Buffy non si infilò nel letto, prima di togliersi i pantaloni e lasciare la sua stanza. Non era sceso a cena, specialmente per non vedere la donna che amava ignorarlo per tutto il pasto.
Scivolò lentamente per i gradini, e aprì piano la porta della camera da letto, stando attendo che i cardini non cigolassero prima di chiuderla dietro di se. La fissò per un lungo momento, sentendosi sempre più innamorato.
Il chiaro di luna investiva tutta la stanza, illuminandola come un angelo. Spike notò che non era nel sonno profondo. Però stava sognando qualcosa che la faceva muovere nel sonno inquieta.
Si mosse piano nella stanza, scostò le coperte e si infilò abbracciandola. Buffy si acquietò per un momento prima di svegliarsi capendo che non era più sola.
“Shhh, sono io, luv” bisbigliò, baciandole la spalla esposta facendo scivolare una mano sullo stomaco.
Buffy si rilassò un momento per poi irrigidirsi. Spike notò il cambiamento e sorrise mentre le baciava il collo.
“Spike” bisbigliò “Cosa stai facendo?”“Non riuscivo a stare senza di te, piccola” bisbigliò continuando a baciarla.
“Spike, non possiamo continuare”
“Perché no?” chiese Spike stringendola.
“Perché è finita” bisbigliò con le lacrime che erano cominciata a scendere, grata che era girata di spalle.
“No, che non lo è” disse Spike attraverso i denti girandola e facendola finire sotto di se.
Vide le lacrime che le rotolavano giù per le guance e l’accarezzò una guancia.
“Spike cosa stai facendo?” chiese Buffy nervosa.
“Niente, piccola” sussurrò “Voglio solo parlarti”
“Ma perché sei sopra di me?” chiese con un sopracciglio alzato.
“Così non puoi sfuggirmi”
Non riuscì ad evitarlo e sorrise.
“Sapevo che ti avrei strappato un sorriso” disse lui con un sorriso dolce. Lei lo guardò di nuovo con occhi tristi mente lui la fissava “Ti ho fatto qualcosa, Buffy?”
“No” disse lei scotendo la testa “No, ovviamente no”
”Cosa ti ha detto?”
“Ch-Chi?”
“Non fare giochetti con me, Buffy. Tu padre…cosa ti ha detto la scorsa notte?”
“Niente” rispose piano. “Niente?” chiese Spike “Lo dici ancora, mi dici che mi ami, ma non vuoi stare con me?”
Buffy guardò da un’altra parte e tento di trattenere le lacrime.
“E’ vero?” chiese Spike “Vuoi lasciarmi?”
Buffy non disse niente, Spike rotolò via e si alzò. Buffy ansimò.
“Dove stai andando?” chiese colta dal panico.
“Non vuoi stare con me, Buffy. E ti aspetti che rimanga qui?” chiese, non guardandola camminando verso la porta.
“Perché troverai qualcuno migliore di me” disse Buffy, guardando per terra.
Spike gelò, con la mano sul pomello.
“Perché hai solo fatto un gesto di carità” continuò.
“Carità? Ha detto questo…ucciderò tuo padre” disse Spike voltandosi. Tornò al letto e si lasciò cadere in ginocchio e prese le mani di Buffy e la guardò negl’occhi “Io non lo mai pensato, luv” disse lui leggermente. “Io sto con te perché voglio stare con te”
“Quindi se non avessimo dormito insieme saresti rimasto con me?” chiese dubbiosa.
Gli occhi di Spike si spalancarono pieni di rabbia e si alzò “E’ l’unico motivo per cui mi hai allontanato?” chiese arrabbiato “Pensi che ti voglia solo per quello?”“Spike?”
“No” disse arrabbiato “Io sarei rimasto con te anche se volevi aspettare sino al matrimonio. Non è per quello che sto con te, e devo intuire che tu non fossi pronta”
“Lo ero” bisbigliò Buffy “Ero pronta” finì con le lacrime agl’occhi.
“Io ti amo” mormorò Spike, prendendole il viso tra le mani “ Io ti amo” ripeté guardandola negl’occhi.
“Mi ami…e poi?” chiese Buffy “Io so cosa provo per te, ma quel sentimento non potrà…”
Spike tentò di nascondere la rabbia mentre parlava “So quello che ti spaventa, Buffy. Tuo padre in teoria doveva amarti, ma non la fatto, io non sono come lui”
“Hai l’intera vita davanti a te” mormorò.
“Con te”
“Spike, non abbiamo ancora diciotto anni. Come pretendi di poter spendere il resto della vita con me?”
“Io non razionalizzo tutto quello che sento, Buffy. E non ti lascerò sfuggire solo perché sei spaventata. Ti ho detto che resterò con te e intendo mantenere quella promessa”
Buffy sentì il cuore saltargli in petto e lo tirò a se per un bacio. Gli passò le mani tra i capelli e fece scivolare fuori la lingua. Appena Spike sentì che la situazione si stava animando si tirò indietro.
“Qualcosa non va?” chiese Buffy preoccupata.
“Non lo faremo stanotte” mormorò Spike, spingendole una ciocca di capelli dietro l’orecchio.
“Non mi vuoi?”
“Più di ogni altra cosa” rispose lui, dandole un bacio gentile “Ma non voglio che pensi che sto con te solo per il sesso”
Buffy sorrise mentre Spike la faceva stendere nel letto con lui “Stasera voglio solo tenerti” bisbigliò contro la sua spalla baciandola “E domani” un bacio sul collo “ Passeremo un’altra notte…così abbracciati”
Buffy rise quando Spike gli attaccò la bocca al collo facendole il solletico. Dopo una breve lotta lei si voltò per guardarlo in faccia e gli toccò la cicatrice sopra il sopracciglio.
“Ti amo” mormorò infine.
“Lo so”

Capitolo 21 - Sorpresa di natale

Il natale finalmente arrivò e, miracolosamente, Buffy e Spike passarono il loro progetto inglese.
Buffy non aveva mai parlato con suo padre, e non sapeva se esserne preoccupata o sollevata. Aveva trovato un lavoro dopo scuola al Sun Cinema per mettere da parte un po’ di soldi per i regali di Natale. La notte precedente, lei e Spike andarono a trovare Gunn e Fred che adesso stavano insieme e Buffy non poteva essere più felice per loro. Erano la sua famiglia quando non aveva nessuno, e era sollevata che avessero finalmente capito di quanto avevano bisogno l’un dell’altra. Così come lei e Spike.
Spike aveva mantenuto la parola, e anche se passavano insieme ogni notte, non facevano l’amore da settimane. Delle notti erano più dure delle altre, ma avevano deciso di rallentare, unendoli sempre di più.
Ora era la Vigilia di Natale, e tutti e quattro i membri della famiglia stavano vivendo il cliché - guardando “La Vita è Meravigliosa.”
Tutti alzarono lo sguardo quando sentirono bussare forte sulla porta.
“Chi potrebbe essere?” chiese Giles quasi a se stessa mentre si alzò per andare a vedere.
Nessuno poteva vedere la porta dalle loro posizioni nel soggiorno, ma tutti si gelarono quando sentirono Giles parlare. “Buona sera, Agente, come posso aiutala?”
“Mi dispiace infastidirla, Signore ma Buffy Summers vive qui?”
Le braccia di Spike strinsero più forte la vita di Buffy mentre lei si sedeva un po’ più dritta.
“Buffy,” disse Giles disse dall’entrata. “Puoi venire qui per un momento?”
Spike e Jenny la seguirono, entrambi preoccupati per la giovane ragazza.
Buffy avanzò, scuotendo la mano dell’agente prima di avvolgersi le braccia intorno al corpo.
“Signorina Summers, il mio nome è Robin Wood, sono del Sunnydale PD (Dipartimento Polizia). Posso parlarle in privato?”
“Va bene, agente” disse Buffy con un cenno. “Queste persone sono la mia famiglia, può parlarmi di fronte a loro.”
Lei sentì la mano di Spike sulla sua che gli dava una sterra leggera.
“Bene allora,” l’agente Wood continuò. “Sono dispiaciuto di infastidirla nella Vigilia di Natale, ma è per suo padre.” il corpo di Buffy si tese mentre aspettava.
“E’ stato arrestato.”
Buffy sentì le spalle abbassarsi. Non era sicura di quello che sentiva mentre fissò il pavimento. Una parte di lei era spaventata che l’unico parente in vita se ne era andato. Un’ altra parte che Hank era andato dalla polizia per riportarla a casa senza troppa lotta. Sentendo che era stato arrestato era quasi un sollievo.
“Perché?” chiese Buffy leggermente, alzando gli occhi verso il poliziotto.
“Numerose accuse,” rispose l’agente Wood. “Evasione fiscale, frode… stupro.”
Gli occhi di Buffy si allargarono e la bocca si aprì. “Scusi, mio padre?”
“Aveva una relazione con una diciassette. Lui ha dichiarato che non conosceva la sua vera età, ma i genitori di lei l’hanno scoperto e ora pressano con le accuse. Lo stiamo seguendo da tempo, e quando questi genitori si sono fatti avanti, abbiano deciso che era il momento di usare le accuse che già avevamo.”
Buffy si concentrò sulla respirazione mentre l’uomo si diresse verso la porta.
“Sono molto dispiaciuto. Ma siccome è sua figlia, pensammo che dovesse saperlo. Normalmente, avremmo spedito qualcuno dei servizi sociali visto che è minorenne, ma queste circostanze sono… uniche. Suo padre a detto che sta da amici da alcuni mesi.”
“Buffy è più che benvenuta se vuole stare qui indefinitamente,” alzò la voce Giles, decidendo di non dare informazioni che questa era già la sua sistemazione.
“Io ho quasi diciotto anni,” disse Buffy con un’espressione speranzosa. “Sono disposta a parlare con qualcuno, ma non mi… porteranno via, vero?”
“No,” disse Wood con un sorriso amichevole. “Ha evidentemente degli amici che le vogliono molto bene e vogliono prendersi cura di lei, così finché avrà un luogo sicuro, probabilmente faranno solo dei controlli di routine.”
“Grazie, Agente” disse Jenny mentre lei e Giles lo condussero verso la porta.
“Buon Natale,” disse lui con un sorriso.
“Buon Natale anche a lei” rispose Giles.
Buffy rimase in piedi mentre Spike la tirò dolcemente per la mano. “Vuoi andare a riposarti un po’, amore?” chiese quietamente.
Buffy accennò col capo, dando la buona notte a Jenny e Giles prima di camminare lentamente sui gradini. Spike la seguì da vicino, tenendola per mano mentre lei lo condusse verso la sua stanza senza domande.
“Stai bene?” chiese Spike, chiudendo la porta dietro a loro prima di girarsi per affrontare Buffy mentre lei si sedeva sul letto.
“Starò bene,” disse Buffy con voce molle. “Per un secondo, io…. Io ho pensato…”
“Che qualcosa di brutto era successo?”
Buffy accennò col capo, guardando il pavimento mentre Spike si mise seduto accanto a lei. “Ti ha ricordato tua mamma?” chiese quietamente, guardando come gli occhi di Buffy incontrarono i suoi.
“Cosa intendi?” chiese Buffy nervosa.
“Bene… un’agente si presenta alla porta… pensavo che fosse successo così. Mi sbaglio?”
“Si,” disse leggermente Buffy. “Non accadde precisamente così.”
“Vuoi raccontarmelo?” chiese lui quietamente.
Buffy prese un profondo respiro con le lacrime che le brillavano negli occhi. “Io stavo guidando” disse in un bisbiglio appena udibile.
Spike rimase in silenzio, inclinando la testa per guardarla mentre lei continuava. “Mamma, lei… lei aveva un mal di testa e ha voluto che guidassi io. Io non...” Buffy singhiozzò mentre Spike le avvolse le braccia intorno.
“Io non ho visto l’altra macchina,” disse con voce soffocata.
“Buffy, non è stata colpa tua,” bisbigliò Spike.
“Come lo sai?” chiese Buffy tirandosi via per guardarlo negli occhi.
“Lo era?” chiese lui con un sopracciglio alzato.
Buffy chiuse gli occhi scotendo la testa. “Era un conducente ubriaco, ma se… se avessi fatto solo qualcosa meglio. Se avessi superato la curva dieci secondi prima… lei sarebbe ancora qui.”
Spike sentì diverse emozioni attraversarlo e scelse attentamente le parole.
“Buffy… odio che hai dovuto… dovuto superare tutto questo. Ma ne hai ricavato una buona cosa.”
Buffy lo guardò mentre lui le diede un sorriso pigro. “Cosa è?”
“Me,” disse lui con un largo sorriso.
Buffy sentì un piccolo sorriso sulle sue labbra mentre Spike le asciugò le lacrime.
Ancora sorridendo, lei lo guardò negli occhi di cobalto e sentì di essere anche più innamorata di lui. “Grazie,” bisbigliò lei.
* * * * *
Spike pigiò le sue labbra su quelle di Buffy, ingoiando il suo grido mentre spingeva in lei, sentendo i suoi muscoli contrarsi intorno a se mentre raggiunse l’orgasmo con lei.
I due parlavano avevano parlato per ore prima che Buffy si mosse e si mise a gambe divaricate sul suo grembo, non dandogli nessuna opportunità di protestare prima che di entrare in lei.
Spike ansimò per l’aria mentre rotolò via e tirò Buffy con lui. “Pensavo che dovevamo aspettare,” disse ansimando.
“Sì,” disse Buffy, tentando di riprendere fiato. “E’ stato solo troppo per stasera. Io dovevo solo averti… mi dispiace.”
Abbracciandola mentre lei gli fece correre una mano sul torace, Spike le accarezzò il braccio. “Non ti scusare mai dopo che l’hai fatto,” disse Spike con un sorriso, baciandola sopra la testa. “Sentiti libera di rifarlo con me tutte le volte che vuoi.”

Epilogo

5 anni dopo

Spike tenne la mano di Buffy mentre camminavano nell’edificio. Erano alla riunione dei cinque anni dopo il diploma.
“Sei pronta, luv?” chiese a bassa voce.
Buffy guardò nella stanza addobbata e accennò col capo “Pronta come non lo sono mai stata” mormorò mentre camminavano dentro.
“Buffy!”
Buffy si girò e sorrise quando vide Willow correre verso di lei, trascinandosi Oz dietro. Ansimò quando la vide abbracciandola stretta.
“Wills, non ti vedo da due mesi, e ti presenti con questa sorpresa” disse emozionata Buffy passandogli la mano sul ventre gonfio. “E’ uno solo vero?” chiese facendo ridere Willow.
“Non lo so. Quando calcia, sembra che c’è ne siano dentro tre o quattro” rispose.
Spike diede un’occhiata comprensiva a Oz, poi si avvicinò a Buffy e l’abbraccio stretta mentre continuavano a parlare con i loro amici.
“Orsetto biondo? Oh mio dio sei tu!”
Spike gemette mentre Buffy rideva, seppellendo la faccia nel suo torace. Lentamente si girò prendendo un respiro profondo per affrontare la donna che correva verso di lui.
“Come stai, Harm?” chiese annoiato.
“Sto alla grande, non posso credere che sei qui e con…con lei” disse gettando un’occhiata in direzione di Buffy.
“E’ passato molto tempo, Harmony” disse Buffy con un sorriso fasullo, tendendo di proposito fuori la mano sinistra assicurandosi che la donna vedesse l’enorme diamante che aveva all’anulare.
“Quindi” disse in tono altezzoso “Siete fidanzati”
“Oh no” rispose Buffy con un sorriso che diventò ancora più grande quando vide Harmony eccitarsi. “Siamo sposati”
L’altra donna si rabbuiò e subito intervenne Willow “Si, si sono appena sposati. Non lo sapevi? Due mesi fa su una spiaggia…dannatamente romantico”
Buffy e Spike baciarono mentre Harmony se ne andava.
“Grazie, Wills” disse Buffy con un sorriso.
Spike le baciò la tempia e si chinò a bisbigliargli all’orecchio “Dobbiamo ringraziarla si, se no chi se la toglieva più dai piedi, eh?”
Buffy rise, prendendolo per mano e portando suo marito sulla pista da ballo a ballare un lento.
“Allora” disse Spike guardando la donna che amava “Sei felice?”
Buffy pensò a tutto quello che avevano passato in quei anni. Suo padre arrestato, la sua laurea. La proposta di Spike dopo il diploma che aveva preso all’università. Il loro matrimonio sulla spiaggia col tramonto.
C’erano tutti i loro amici. Willow, Oz, Angel, Darla, Xander e sua moglie Anya. I freschi sposti Gunn e Fred, e ovviamente Jenny e Giles, quest’ultimo aveva pianto quando l’aveva ‘data via’.
Pianse quando la diede a suo figlio alla fine della navata. Portava un semplice abito avorio con un mazzo di margherite. Spike era vestito da cerimonia ed era favoloso. Il giorno del loro matrimonio era stato il giorno più bello delle loro vite.
Vivevano ancora a Sunnydale, vicino ai genitori, facevano di tutto per andarci una volta alla settimana.
Ora mentre ondeggiava al ritmo della musica, Buffy guardò negli occhi l’uomo di cui si innamorava ogni giorno di più.
“Si” rispose alla fine. “Sono davvero felice”

Fine


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