19/12/2008
Fate, Faith & Family
Subject: AU (tutti umani).
Warnings:No.
Rating:NC17.
Genere: Romance.
Lunghezza: 18 Capitoli (37949 parole)
Summary: La sorella di Buffy, Faith, è appena morta e Buffy ha avuto in eredità suo figlio, Nate. Spike, il migliore amico di Buffy giura di aiutarla e ben presto realizza di essere innamorato di lei. Chi sceglierà Buffy, lui o il carino pediatra di Nate, Angel?
Disclaimer: Non possiedo niente, ecc ecc ecc.
Permesso dell'autrice: Hi Flavia! I am all on board for you translating my fics into Italian. I bet they sound even better in Italian lol. Seriously, I think it's a gorgeous language. Thanks so much, -Brat (Jen)
Link per la ff originale: http://spikeluver.com/SpuffyRealm/viewstory.php?sid=5699
Capitoli:
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Epilogo
Buffy gettò uno sguardo all'orologio mentre lanciava la piccola palla morbida a suo nipote Nate. Okay, Faith aveva detto che sarebbe corsa al negozio per prendere qualcosa da mangiare e che sarebbe tornata presto. Quello era stato un'ora fa. Il negozio di alimentari era solo a quindici minuti di distanza; di sicuro non le ci voleva così tanto. Ciononostante, nessuno poteva mai dirlo con Faith. La ragazza probabilmente aveva incontrato qualcuno che conosceva. Sembrava conoscere chiunque. Specie se erano uomini.
“Andiamo Nate, zia Buffy chiamerà la Mamma” disse gentilmente Buffy mentre sollevava Nate.
Lui indicò la palla che rotolava lungo il pavimento. “Palla” disse con la sua piccola voce da bambino di un anno.
Buffy sorrise in modo ampio, “Si, è giusto, palla. Chiamiamo Mamma. Sai dire Mamma?”
“Mamma”
Buffy ridacchiò, “Bravo bambino!” Premette un bacio sulla fronte del nipote. Amare Nate era probabilmente l'unica cosa che lei e sua sorella avessero in comune. Come prendersi cura di lui... beh, quella era una faccenda totalmente diversa.
Faith voleva ancora vivere la sua vita, e credeva non ci fosse nessuna ragione per cui non potesse farlo. E con l'avere una sua propria vita Buffy era del tutto d'accordo. Non lo era, tuttavia, con la porta girevole che lasciava entrare e uscire ragazzi che aveva messo su sua sorella. Nate non aveva bisogno di crescere così. Aveva bisogno di stabilità, non dell'instabilità di svegliarsi ogni mattina vedendo un uomo diverso con la sua mamma. E così, spesso Buffy prendeva Nate con sé per quanto potesse tra il suo lavoro di cameriera e le sue classi serali.
Tuttavia, Buffy aveva imparato presto a non fare la ramanzina alla sorella sulla questione. Faceva solo arrabbiare Faith e la donna aveva la tendenza ad usare nate come pegno per tenere Buffy tranquilla. Se Buffy parlava a gran voce, lei minacciava di tenerla lontana da Nate. Buffy non l'avrebbe voluto questo. Nient'affatto. Nate e Faith erano l'unica famiglia che avesse. Avevano bisogno l'uno dell'altra. Faith reclamava di non aver bisogno di nessuno, ma Buffy aveva capito che era solo una messinscena.
Velocemente Buffy compose il numero di cellulare di Faith, poi roteò gli occhi quando le rispose la segreteria telefonica. Figurati. Se fosse stato uno dei suoi ragazzi, Faith di sicuro avrebbe risposto.
“Faith, sono tua sorella. Dove sei? È passata oltre un'ora adesso e mi sto domandando perché ci vuole così tanto. Ho lezione tra un'ora e devo andare a casa a prendere i miei libri. Sbrigati”
Buffy riattaccò con un sospiro e guardò Nate che stava indicando di nuovo la palla in mezzo alla stanza. Buffy sorrise e lo mise a terra e Nate sgambettò verso di questa. La prese e la lanciò a Buffy, più forte che poteva. Buffy sobbalzò quando fece contatto con il suo polpaccio.
“Sarai un campione di baseball con quel braccio, amico” gli disse Buffy mentre gli rilanciava piano la palla. Il suo cellulare che squillava catturò la sua attenzione e lo prese mentre si piegava per evitare il tiro di Nate.
“Pronto?”
“Buffy, dove diavolo sei?”
“Ciao, Spike, come stai? Io sto bene, grazie” Buffy sorrise nel telefono e guardò Nate venir assorbito completamente da un altro gioco.
“Dovresti essere qui adesso. Sai, a fare il tuo lavoro”
“Negativo. Cordelia ha chiesto se poteva lavorare lei invece. Ha bisogno di soldi extra questo mese per i colpi di sole o qualcosa del genere. Le ho detto che avrebbe potuto avere le mie ore per oggi. È lì?”
“Si”
“Al diavolo, Spike. Allora qual è il problema? Hai tutto il tuo staff di cameriere in riga, cosa c'è che non va?”
“Odio lavorare con lei. Si lamenta troppo”
“Ce la farai. L'ha assunta, ricordi?”
“Già, già, già. Solo perché ho avuto pietà di lei. Sembrava così innocente allora. Non sono sicuro di cosa sia accaduto da allora”
“Ha avuto il lavoro, ecco che è successo. È affollato?”
Spike sospirò, “No”
“Forse mi fermerò dopo la lezione”
“Fallo. Dove sei?”
“Da Faith”
“Oh? E come sta la mangiatrice di uomini?”
Buffy sospirò, “Non è qui. Ha detto che andava a prendere qualcosa per cena ma non è tornata ancora”
“Stai guardando Nate allora?”
“Lo fai sembrare brutto” disse Buffy con indignazione.
“Non brutto, Buffy” Spike sospirò. “Non mi piace come si approfitta di te. Sei troppo buona”
“Cosa dovrei fare? Dire di no? È mio nipote e lo amo”
“Lo so. Sei un modello migliore per lui di quanto lo sia lei”
“Spike, è sua madre colei di cui stai parlando e mia sorella” lo ammonì Buffy severamente.
“Mi dispiace, Buffy, solo non mi piace vedere che la tua gentilezza venga abusata. Lei sa quanto stravedi per quel ragazzino-”
“Il 'ragazzino' ha un nome”
“E' solo un modo di dire, Buffy”
“Beh, ascolta, devo andare. Nate si è appena allontanato nell'altra stanza”
“Okay, passerotto. Vieni a trovarmi dopo, va bene?”
“Ci proverò, ciao”
“Nate... torna qui” Buffy corse in cucina e tirò su Nate da dietro, lanciandolo leggermente in aria e facendolo ridacchiare proprio mentre due macchine della polizia entravano nel vialetto. “Uh-oh” mormorò Buffy, stringendosi forte contro Nate. “Cosa ha fatto tua madre adesso?”
Buffy aprì la porta per vedere un poliziotto uomo e uno donna dall'apparenza molto seria, avanzare lungo il vialetto. Lei aprì la porta, bilanciando Nate sul fianco. “Salve, posso aiutarvi?”
I due si guardarono l'un l'altra e poi tornarono a Buffy e Nate. “E' Buffy?”
“Si, sono io. Perché me lo chiede?”
“C'è stato un incidente, Miss Summers. Sua sorella è morta”
“Mi scusi? Cosa? Mia sorella non è morta. È andata al negozio. Sta per tornare. Sta solo facendo ritardo, tutto qui-”
“Miss Summers, sua sorella era in un incidente stradale. Non era... non era al negozio. Conosce Warren Meers?”
Buffy era stordita. Incidente stradale? Faith era morta? Cosa le stavano chiedendo adesso? “Cosa? Chi?”
“Penso abbia bisogno di sedersi, Miss Summers, sta un po' vacillando” le disse il poliziotto e allungò il braccio per tenerla ferma.
“Prendi il bambino” gli disse con calma la donna.
Quando lui si allungò verso Nate, Buffy urlò “Cazzo non tocchi mio nipote!”
Entrambi gli ufficiali si fermarono e fissarono la donna scioccata e in preda al dolore davanti a loro. Stava diventando mortalmente pallida e aveva un'espressione folle negli occhi mentre stringeva a sé il nipote ormai in lacrime.
“Miss Summers-”
“Cosa è successo? Dov'è? Cosa ha fatto?” domandò Buffy.
“Era con quello che crediamo fosse il suo ragazzo, Warren Meers. Sono stati visti lasciare il suo appartamento insieme. Nessuno sapeva dove erano diretti, ma era lei che guidava. Hanno saltato un segnale di stop e sono stati colpiti da un camion. È morta Miss Summers”
Buffy stava scuotendo la testa, “No, no, no. Non è morta. È al negozio. Al negozio. A prendere da mangiare per Nate. Per Nate. Suo figlio. Lei non è... lei è...” Buffy si fermò e spinse Nate, che stava urlando, tra le braccia del poliziotto e si lanciò dentro casa, dirigendosi direttamente nel bagno. In piedi sopra la toilette, Buffy vomitò. Le lacrime iniziarono a cadere, talmente tante che la accecarono, facendo sì che tutto diventasse sfocato. Stava sognando. Doveva star sognando. Una volta che le lacrime si fossero fermate, una volta che si fossero schiarite, sarebbe stata in grado di vedere di nuovo. Si sarebbe svegliata e avrebbe visto che era tutto un sogno. Svegliati, Buffy. Affondò sul pavimento e si avvolse le braccia attorno, chiudendo forte gli occhi, affondando le dita nella pelle. Iniziò a dondolare leggermente avanti ed indietro. Svegliati, svegliati, svegliati. Prese un respiro tremolante e socchiuse gli occhi. Riusciva a vedere. Quindi, doveva essere sveglia adesso, giusto? Sarebbe uscita e avrebbe visto Faith fuori a giocare con Nate, le avrebbe detto di guardarlo così che lei potesse mettere via la spesa. Si, era quello ciò che avrebbe visto. Su gambe adesso sicure, Buffy si alzò e scaricò la toilette. Si lisciò i vestiti e andò al lavandino. Si schizzò dell'acqua fredda sul viso, si passò una spazzola tra i capelli e mise un po' di dentifricio sul dito, spazzolandosi i denti con questo. Una volta che ebbe finito, uscì fuori. Gelò.
Non era ancora sveglia.
William “Spike” Giles era seduto alla sua scrivania nel suo ufficio con la testa sul mobile. Dio, il costante cianciare di Cordelia su quanto odiasse lavorare i pomeriggi con i vecchi sporcaccioni, su quanto fosse superiore al lavoro di cameriera, e su quanto ce l'avrebbe fatta un giorno era abbastanza per fargli esplodere la testa. Gli aveva dato un mal di testa del tipo emicrania. Buffy avrebbe pagato per questo. Lo squillare del telefono lo fece sobbalzare e si allungò velocemente verso di esso.
“Pronto?”
“William Giles?”
“Yeah?”
“E' l'Agente Finn. Conosce Buffy Summers?”
Spike scattò all'attenti, sedendosi perfettamente diritto. “Si, sta bene? Qualcosa non va? Dov'è?”
“E' qui a casa di sua sorella, Mr Giles”
“Arrivi al punto, Agente. Sta bene?” Spike stava quasi urlando nel telefono. Il pensiero che qualcosa accadesse a Buffy gli aveva fatto stringere il cuore. “Il ragazzino sta bene?”
“Sta bene, signore. Miss Summers è... lei è molto sconvolta adesso, Mr. Giles. Ha richiesto di vederla”
“Mi dica che cazzo sta succedendo maledizione!”
“Sua sorella, Mr. Giles. Sua sorella è morta e lei l'ha appena scoperto”
“Sono per strada” Spike mise giù il telefono, stordito e si precipitò fuori dalla stanza. Entrando nella stanza scura e piena di fumo del bar, Spike cercò in giro Cordelia. Quando la individuò, la tirò per un braccio e la condusse dietro il bar.
“Toglimi le mani di dosso, darai ad ogni pervertito-”
“Sta zitta Cordelia” scattò lui.
Gli occhi di lei si spalancarono. “Non puoi parlarmi così, non mi importa se sei il mio capo!”
“Ascoltami o sei licenziata. Devo andare da Buffy, devi tenere sotto controllo il forte. Se c'è un problema, chiama Gunn”
Cordelia roteò gli occhi. “Buffy di nuovo? Giuro Spike, corri dietro di lei più di quanto tu faccia per la tua ragazza”
“La sorella di Buffy è appena morta scema. Ha bisogno di me”
Gli occhi di Cordelia si spalancarono e fece un passo indietro, sistemandosi. “Dille... dille che mi dispiace”
Spike annuì bruscamente e marciò fuori dal bar.
Spike e Buffy erano migliori amici dal liceo. Spike era stato quello che molti consideravano un nerd e Buffy era stata la ragazza più popolare della scuola. Ma, non il tipo di popolare che era stata Cordelia – l'ape regina del liceo che socializzava solo con gli atleti e con le puttanelle ricche e boriose. No, Buffy aveva fatto amicizia con tutti. Si era mescolata con tutti dal club di scacchi alla squadra delle cheerleaders. Aveva fatto parte del comitato di benvenuto della Sunnydale High School ed era stata il primo volto amico su cui Spike, allora solo William, aveva posato gli occhi. L'aveva preso sotto la sua ala; presentandolo a tutti quelli con cui venivano in contatto – anche con le Cordelia Chase. Il fatto che lei lo giudicasse degno abbastanza per essere amico con i tipi come Cordelia o gli atleti, e non capisse perché tutti non volessero essere suoi amici, aveva assicurato un posto per Buffy nel suo cuore. Lei l'aveva anche aiutato a cambiare il suo look dal William con gli occhiali e i lunghi capelli ricci castani che gli cadevano costantemente sul naso al cattivo ragazzo Spike coi capelli corti biondi ossigenati e che indossava uno spolverino di pelle. Gli aveva dato lei il nome quando erano andati a fare shopping per i giusti accessori e lui aveva scelto un braccialetto con i chiodi sopra. L'aveva approvato fino a quando lui si era dolorosamente seduto sul suddetto braccialetto. L'aveva nominato Spike da quel punto in poi, nonostante il braccialetto fosse finito nella spazzatura.
Si erano persi di vista per un po' quando Spike aveva catturato l'attenzione di Drusilla, la ragazza goth che si rumoreggiava fosse matta perché portava bambole a lezione e parlava con loro come se fossero persone vere. Drusilla aveva consumato Spike, e anche se lui aveva considerato ancora Buffy la sua migliore amica, Dru aveva un modo di travolgere la vita di una persona. Spike aveva ben presto imparato che non era solo un pettegolezzo che Dru fosse matta: lo era sul serio. Si era fatta rinchiudere nel mezzo dell'ultimo anno, avendo avuto un esaurimento nervoso che le aveva fatto tagliare se stessa – le stelle le avevano detto di farlo. Buffy era stata lì per lui per tutto il tempo. Poi, quando la madre di Buffy era morta subito dopo a causa di un aneurisma, Spike era stato lì per lei.
Da allora, erano stati praticamente inseparabili. Spike era subentrato nel ristorante/bar di suo padre, The Watering Hole, e aveva assunto Buffy quando lei si era ritrovata incapace di pagare il college senza l'aiuto di sua madre. Buffy frequentava le lezioni tra il lavoro al The Watering Hole. Doveva ancora decidere una specializzazione, dato che stava lì da quasi due anni ora. E, quando aveva tempo libero, si prendeva cura di Nate e Faith.
Faith. Pazza per meriti propri. Si era arrabbiata di brutto quando la loro madre era morta. Mentre Buffy era stata più tenace nell'essere responsabile, Faith era passata al lato oscuro. Durante quel periodo, aveva iniziato ad uscire con la compagnia di Spike – o meglio, con la compagnia matta di Drusilla. Spike non aveva voluto avere niente a che fare con lei e le aveva detto più volte di non fare niente di male a Buffy. Faith gli aveva detto ripetutamente di 'fottersi'. Non era rimasto per niente sorpreso di scoprire che era rimasta incinta e che non sapeva chi fosse il padre. Naturalmente Buffy era stata lì per aiutare la sorella ribelle, nonostante quanto Faith la usasse e abusasse di lei. Buffy aveva sempre cercato di vedere il buono nelle persone comunque, questo è ciò che la rendeva così speciale.
Adesso lei aveva bisogno di lui e lui non l'avrebbe delusa.
Entrando nel vialetto, Spike notò che i poliziotti erano ancora lì. Camminò fino alla porta e stava per bussare quando sentì Nate piangere. Aprì spingendo la porta e trovò Buffy seduta sul divano con Nate in grembo, lo abbracciava mentre lui piangeva e succhiava il suo ciuccio. Buffy gli strofinava la schiena e diceva 'ssshhh' più e più volte con un'espressione distante negli occhi. Spike conosceva quello sguardo. Si stava ritirando dentro se stessa in un posto dove nessuno poteva raggiungerla. Quello non sarebbe andato bene per Nate e Spike sapeva che Buffy non avrebbe voluto questo per lui. Gli agenti di polizia stavano cercando di parlarle riguardo qualcosa, lui non sapeva cosa.
“Lasciatela sola” gli ringhiò Spike. Loro alzarono lo sguardo, occhi spalancati.
“Lei deve essere Mr Giles” affermò l'uomo, che doveva essere l'Agente Finn mentre si alzava e allungava la mano.
“Ascolti, ha bisogno di tormentarla riguardo qualunque cosa la stiate tormentando proprio adesso? La vede? Non è qui adesso. Lasci un messaggio e la ricontatterà”
“Avremo bisogno di lei per identificare il corpo-”
“E lo farà, White bread. Ma non. In. Questo. Momento”
Il poliziotto donna tirò il braccio di Finn e iniziò a condurlo verso la porta. “Mi dispiace, Mr Giles. Ha ragione; può aspettare. Grazie per essere venuto con così poco preavviso. Se lei o Miss Summers avete qualche domanda, si senta libero di chiamarmi. Chieda di Fred”
Spike annuì, “Grazie, Fred”
Voltandosi verso Buffy, Spike notò che Nate era esausto. Aveva circoli scuri sotto gli occhi nocciola e continuava a strofinarli.
“Buffy, sono Spike. Metterò Nate a fare un pisolino, va bene amore?”
Buffy annuì distrattamente e Spike cercò di sollevarle Nate dalle braccia. Lei tenne stretto.
“Buffy, piccola, sono Spike. Lascia andare il bimbo, ce l'ho io”
Buffy lentamente voltò la testa verso Spike, un'espressione assente sul viso. “Spike?”
“Sono qui, amore”
“Ho chiesto di te” disse lei ancora assente.
“Lo so, passerotto” Spike stava facendo difficoltà a mantenersi tranquillo. Vedere Buffy così era abbastanza per farlo andare oltre il limite. Sentiva la puntura delle lacrime pungergli dietro gli occhi e le obbligò ad andare via.
“Puoi mettere giù Nate per favore? È stanco. Ha perso sua madre oggi”
Gli occhi di Spike stavano perdendo. Li asciugò furiosamente e prese Nate tra le braccia, il bambino alzò lo sguardo su di lui. Spike gli sorrise, e Nate lo strinse, appoggiando la sua piccola testa sulla sua spalla e sbadigliando attraverso le succhiate che dava al ciuccio. Spike lo portò nella sua stanza e lo appoggiò nella sua culla, coprendolo con una coperta e accendendo il monitor. Nate chiuse immediatamente gli occhi e si addormentò. Povero bimbo, pensò Spike mentre tornava nel soggiorno dov'era Buffy. Lei era lì seduta, testa piegata di lato, fissava il vuoto, senza espressione.
Spike si sedette accanto a lei. “Buffy? Sei qui con me, amore?”
Lei lo guardò e lui notò quanto sembrasse stanca anche lei. Lei si voltò di nuovo altrove e Spike chiuse gli occhi. Perché questo doveva accadere a lei e a Nate? Perché? Tutto quello che la ragazza poteva chiamare famiglia erano Faith e Nate. Ora, solo Nate.
“Stiamo andando a letto va bene, passerotto?” Lui afferrò il monitor sul tavolo da caffè e lo infilò nella tasca posteriore.
Lei non rispose, ma permise soltanto che fosse sollevata nelle braccia di Spike e portata nel letto matrimoniale di Faith. Lui la depose e lei roteò di fianco, fissando il muro. Appoggiando il monitor sul comodino in modo da sentire se Nate si fosse svegliato, Spike si curvò dietro di lei e appoggiò un braccio sopra il suo stomaco, attirandola contro di lui.
“Sono qui, passerotto. Spike è qui e si prenderà cura di te. Di te e Nate, okay?” Le pettinò via dal viso e dal collo i capelli e appoggiò il mento sulla sua spalla. “Chiudi gli occhi, Buffy. Dormi un po'”
Lei chiuse gli occhi e Spike la osservò per lungo tempo prima di addormentarsi a sua volta.
Spike si svegliò con un sobbalzo e immediatamente si allungò verso Buffy. Si allungò verso il nulla. Scattò fuori dal letto e poi la sentì. Si voltò verso il monitor e la sentì parlare a Nate.
“E' okay, piccolo. Mi prenderò cura io di te. Ti voglio bene, sai. Più di qualsiasi cosa al mondo. Non lascerò mai, mai che ti accada qualcosa. Sei il bambino più adorato...”
Spike roteò le gambe oltre il lato del letto e lanciò uno sguardo all'orologio. Dovevano aver dormito per circa due ore. Strofinandosi via dagli occhi il sonno, Spike camminò a piedi nudi fino alla camera di Nate e rimase in piedi nel vano della porta a guardare Buffy che dondolava Nate nel grembo.
Lei alzò gli occhi per guardarlo. “Si è appena svegliato”
Spike entrò nella stanza e passò una mano rassicurante sul retro dei morbidi capelli castano chiaro e riccioluti di Nate. Osservò mentre Buffy affondava il naso nel collo del bambino e chiudeva gli occhi. Vide le lacrime un secondo più tardi.
“Buffy-”
“Lasciamelo solo stringere” disse lei, cercando di mantenere ferma la voce.
Spike annuì e si inginocchiò accanto a lei su un ginocchio. “Ti ricordi niente di quello che ho detto prima?”
“Rinfrescami la memoria”
“Aiuterò, Buffy. Aiuterò a prendermi cura di te e Nate”
Lei sollevò la testa e la scosse. “No, non devi-”
“So che non devo farlo, ma lo farò”
Lei scosse di nuovo la testa. “Non ho bisogno che tu lo faccia”
“Dannazione Buffy, si che ne hai. Hai bisogno di qualcuno...”
“Perché? Perché sono tutta sola adesso?” Emise una risata amara. “Te lo dico io di che tipo di aiuto ho bisogno. Ho bisogno di qualcuno che guardi Nate mentre sto lavorando. Dovrò smettere la scuola-”
“Perché? No, Buffy, non smettere la scuola”
“Come diavolo farò a lavorare E andare a scuola E fare i compiti? Non è possibile. Forse non sei mai stato attorno a bambini prima, ma io si e sono un mucchio di lavoro. Ho solo bisogno di qualcuno che lo guardi così che possa lavorare”
“Non lascerò che tu smetta la scuola Buffy” le disse Spike severamente.
Lei gli lanciò un'occhiata e si alzò con Nate tra le braccia, le sue gambe avvolte attorno alla vita. “Non mi dirai cosa fare, Spike”
Spike sospirò e fece correre una mano attraverso i capelli disordinati. Ora non era il momento per parlare a Buffy di tutto questo. Dovevano superare il momento adesso. Dovevano superare lo shock e la prima parte del dolore.
La guardò impotente mentre cambiava il pannolino di Nate e poi la seguì mentre lo portava in cucina e lo faceva cadere con attenzione nel suo seggiolone. Si mosse silenziosamente nella cucina, aprendo credenza e il frigo. Riusciva a vederla diventare sempre più tesa.
“Dannazione!” urlò lei, la schiena verso Spike e Nate. “Doveva prendere da mangiare. Non c'è cibo per sfamarlo, lei doveva” crollò allora, singhiozzando. “Lei doveva prendere da mangiare”
Spike si precipitò da lei mentre lei cadeva in ginocchio. Lui si abbassò sul pavimento con lei e la strinse strettamente nelle sue braccia. Lei si tenne a lui, appallottolando la sua camicia nei pugni mentre singhiozzava.
“Buffy... Buffy... amore... aiuterò. Per favore vuoi lasciare che aiuti? Per favore, lasciami aiutarti, Buffy...” Lui ripeté il mantra più e più volte mentre Nate osservava affascinato.
Alla fine, i singhiozzi di Buffy si calmarono e lei annuì il suo consenso. “Puoi solo guardarlo per un po' mentre prendo del cibo?”
“Lo prenderò-”
“No!” scattò Buffy. “Se vai... potresti non tornare”
Spike annuì, capendo. Lei si allontanò da lui, ed iniziò ad alzarsi. Spike l'aiutò e afferrò dei fogli di carta che erano vicino e glieli passò. Lei si asciugò gli occhi, andò da Nate e gli promise che sarebbe tornata.
Spike tirò su Nate dal suo seggiolone e andò con lui fuori per vedere Buffy andare via. Lei si fermò per un momento sui gradini. Spike sapeva tutte le cose che le passavano per la testa. Sarebbe tornata mentre Faith non ce l'aveva fatta? E Faith sarebbe improvvisamente apparsa come se tutto questo fosse stato un sogno? Il momento passò e Buffy arrancò in avanti, prendendo un profondo respiro. Nate stava ciarlando a Spike che gli sorrise gentilmente. Nate rise e nascose il viso per un momento prima di tornare a guardarlo e ridere di nuovo. Spike rise dei gesti del bambino e tornò a guardare Buffy uscire dal vialetto. Lei non salutò, sorrise solo debolmente. Se avesse saluto, sarebbe stato come se gli stesse dicendo addio per sempre.
Il suono acuto del cellulare di Spike fece saltare sia Spike che Buffy mentre mangiavano in silenzio. Buffy aveva fatto abbastanza spesa perché durasse a lei e a Nate per una settimana, e Spike si era assunto il compito di fare la cena per lui e Buffy. Si era messo a preparare per lei spaghetti mentre lei dava da mangiare a Nate un vasetto di fagiolini e un po' dell'hamburger che Spike aveva cotto. Nate che beveva in modo rumoroso dalla sua tazza era stato il solo rumore quando era squillato il telefono.
“Pronto?”
“Spike Giles, qualcosa del genere accade e tu non mi chiami?” Anya. Oh merda.
“Hey piccola, scusa” Spike guardò scusandosi Buffy che annuì solamente e tornò alla sua cena. Spike si alzò, dando un buffetto affettuoso alla testa di Nate e andando in soggiorno.
“Come sta?” chiese Anya.
“Lei... non è bello, Ahn”
“Come sta Nate?”
“Lui sta bene. Non sa sul serio cosa sta accadendo”
“Vengo lì-”
“No, Ahn. Non farlo”
“Perché no?” Lei sembrò altamente insultata. Spike roteò gli occhi.
“Non è in grado di vedere nessuno al momento”
“Vede te, non è vero?”
“Io sono diverso. Praticamente sono di famiglia”
“Io sto uscendo con te. Questo significa che sono praticamente di famiglia anch'io”
“No, Ahn. Dico sul serio” disse Spike in tono fermo. Si accorse del suono di Buffy che piangeva e scrutò in cucina. “Oh merda. Devo andare. Ti chiamerò più tardi e RIMANI A CASA” Chiuse il telefono e camminò a grandi passi in cucina. Buffy era piegata in avanti, i capelli che la coprivano come una tenda mentre tremava per le lacrime. Guardò Nate che stava indicando la porta e diceva “Mamma”
“Spike, non devi rimanere”
“Sta zitta, Buffy. Io rimango”
“Sei sempre stato così prepotente?”
“Dipende. Sei sempre stata così testarda?”
Lei gli fece la linguaccia e poi velocemente guardò verso Nate che stava giocando con i suoi camioncini. “Devo essere più attenta ora” spiegò al sopracciglio alzato di Spike. “Devo essere di esempio”
Spike ridacchiò e si sedette sul pavimento con il bambino. Nate alzò gli occhi su di lui, sorrise e poi tornò a giocare.
Buffy sedette accanto a lui e spinse una macchina verso Nate che la prese avidamente. Sedettero in silenzio per lungo tempo, solamente guardandolo giocare.
“Penso di essere più arrabbiata con lei per l'essere morta che per qualsiasi altra cosa abbia mai fatto” Buffy ruppe il silenzio. “Ricordo quanto sono stata arrabbiata con lei quando è rimasta incinta di Nate e non sapeva neanche chi fosse il padre. E poi ricordo di averla immediatamente perdonata quando ho visto Nate per la prima volta e l'ho stretto”
“E' parecchio affascinante, vero? L'ha preso da me”
Buffy emise una breve risata, e poi tornò seria. “C'è così tanto da fare”
“Lo so, passerotto, ma sarò proprio qui ad aiutarti”
“Anya era arrabbiata?”
“Arrabbiata per cosa?”
“Che eri qui”
Spike scosse la testa, “Se non riesce a capire perché sono qui, allora non ha senso che stia con lei, giusto?”
Buffy scrollò le spalle, “Immagino di si”
“Che vuoi dire, immagino di si?”
“Non chiedermi cosa penso riguardo qualcosa adesso Spike. Non riuscirei neanche a dirti se è giorno o notte, se sono qui adesso in questa stanza o se sto vivendo un qualche tipo di orribile incubo. Niente sembra reale”
Spike avvolse un braccio attorno alla spalla di Buffy e l'attirò vicina. “Beh, posso dirti che è notte, che sei qui adesso in questa stanza e desidero maledettamente che fosse tutto un sogno. Posso dirti che sei la mia migliore amica Buffy Anne Summers e se qualcuno ha da obiettare, allora non hanno senso nella mia vita”
Lei lo guardò e sorrise debolmente. “Grazie. Puoi farmi solo un favore comunque?”
“Sicuro”
“Dimmi che è un incubo. Dimmi che mi sveglierò domani e Faith sarà qui e mi urlerà contro per qualcosa. Dimmi questo così posso dormire stanotte sapendo che ho qualcosa da aspettare domani” Le lacrime rotolarono liberamente lungo le guance di Buffy e Spike sentì le proprie avvicinarsi. Se non fosse stato per Buffy che piangeva, allora perché non avrebbe potuto rendere reale il suo desiderio. Avrebbe potuto dirle quello che voleva sentire, per ora, e lo fece.
Buffy e Spike fecero insieme il bagno a Nate e Buffy lo mise giù, raccontandogli una favola con fate che esaudivano desideri, terre dove niente andava male, e dove l'eroe e l'eroina trionfavano sempre. Buffy disse a Spike che solo perché lei non credeva più in quelle cose, non c'era ragione di rovinarle per Nate.
“Penso che crederai di nuovo nelle favole, Buffy Summers” le promise lui mentre la seguiva in camera da letto.
“Non penso lo farò William Giles, ma grazie comunque”
Spike si sdraiò sul letto, sentendo il corpo affondarci dentro. Era distrutto.
“Cosa stai facendo?” chiese Buffy, confusione scritta su tutto il viso mentre fissava Spike.
Lui tolse il braccio dagli occhi. “Vado a letto. Quello che fai tu”
“Perché sei nel letto?”
“Non è dove hai intenzione di dormire tu?”
Le sopracciglia di Buffy le volarono letteralmente via dalla testa. “Non rimarrai qui con me. Una cosa era questo pomeriggio quando ero comatosa. Un'altra quando sono... non comatosa abbastanza per non sapere cosa sta succedendo. Anya vorrebbe la mia testa, Spike. E poi la tua”
“Buffy, non voglio lasciarti sola. E se ti svegli nel mezzo della notte piangendo?”
“Allora puoi venire a vedermi. Capisco che sono vulnerabile adesso Spike e tu tra tutti sai quanto lo odi. Non è nella mia natura appoggiarmi agli altri. Apprezzo tutto quello che hai fatto per me oggi perché senza di te qui oggi, non l'avrei mai fatto. Ma se mi permetto di appoggiarmi a te del tutto, non starò mai in piedi e farò le cose da sola e devo farle da sola”
Spike scese giù irato dal letto e si voltò verso di lei. “Maledetto inferno Buffy. Parli come se non ti fosse permesso di crollare a pezzi mai, e se lo fai allora devi riparare a quell'errore immediatamente prima che accada di nuovo. Sei capace di stare in piedi da sola, te l'ho visto fare tante, tante volte quando le cose non andavano. Appoggiati a me stasera se ne hai bisogno. Usami se vuoi farlo. A me non importa Buffy. Hai appena perso Faith oggi, ti è permesso essere un disastro, ti è permesso essere vulnerabile e ti è permesso che io ti stringa se ne hai bisogno”
“Perché sei così arrabbiato con me?”
“Perché non lasci che nessuno ti aiuti! Hai questa sviata idea che puoi fare tutto. Non puoi Buffy; è impossibile. Io ho bisogno di te, questo mi rende debole? Ho avuto bisogno di te quando mio padre si è risposato e si è trasferito di nuovo in Inghilterra. Ho avuto bisogno di te quando Drusilla è stata mandata al quinto piano dell'ospedale. Diavolo, ho avuto bisogno di te il mio primo giorno alla Sunnyhell High. Sei sempre stata lì per tutti gli altri al mondo Buffy. Non hai mai permesso a nessuno di essere lì per te. Beh, hai me Summers che tu mi voglia o no”
“Non ti sto chiedendo di dormire da un'altra parte solo per me, imbecille. Ti sto chiedendo di farlo anche per Anya”
Spike strinse le labbra e serrò la mascella mentre si fissavano l'un l'altra. “Bene. Dormirò sul divano”
“Grazie” Lei si mosse verso l'armadio e gli porse un paio di coperte e un cuscino. Spike si mosse verso la porta. “Spike” chiamò lei, tutta la rabbia aveva lasciato la sua voce.
Lui si fermò e voltò, fronteggiando la donna più testarda che avesse mai incontrato. “Si?”
“Dimmelo di nuovo”
Il viso di Spike si ammorbidì e lui annuì, “E' solo un incubo Buffy. Quando ti sveglierai domani, Faith sarà qui”
Lei gli rivolse un piccolo sorriso speranzoso. “E vivremo tutti felici e contenti?”
Spike annuì tristemente, “E vivremo tutto felici e contenti”
“Grazie”
“Prego. Notte Buffy”
“Notte Spike”
Spike si era sbagliato. Non era stato nel mezzo della notte che si era svegliata e aveva pianto, era stato di mattina. Quando il sole aveva filtrato attraverso la finestra e lei aveva capito che il cielo era blu e soffici nuvole bianche vi erano disseminate. Era il tipo di giorno che la faceva sorridere.
Ci volle solo un istante perché arrivassero le lacrime. Sembrò non appena aprì gli occhi. Pianse più dolcemente che pota nella trapunta, e seppe in quell'istante che ci sarebbero stati probabilmente molte mattine proprio come questa per un po'. Sentì Spike muoversi in giro per il corridoio e velocemente si asciugò gli occhi e si alzò. Nate era ancora addormentato, così usò quel momento per farsi una doccia veloce e vestirsi. Aveva cose di cui prendersi cura oggi.
Entrando in cucina fu salutata dalla vista che scalda il cuore di Nate nel suo seggiolone, che si era a quanto pare appena svegliato dato il modo in cui si strofinava gli occhi, e Spike che gli parlava di donne mentre si muoveva per la cucina in boxer neri per preparare a Nate la colazione.
Buffy sorrise quando Nate si voltò dalla sua parte, la indicò ed iniziò a balbettare. Entrò e gli diede un bacio. “Buon giorno, zucchetta. Spero che Zio Spike non ti stia insegnando brutte cose”
Spike stava sorridendo quando lei si voltò verso di lui. “Gli stavo solo dando dei consigli, da uomo a uomo”
“Oh? E quali sarebbero?” chiese lei, incrociando le braccia sul torace.
“E' da uomo a uomo” fece l'occhiolino.
“Anya ti sta facendo storie? Forse dovresti andare-”
“Buffy, basta. Ha appena chiamato mentre eri in doccia. Si stava solo domandando come stavi tutto qui. Vuole farti una torta, prepararti la cena per una settimana, aprire una fondazione, aprire un asilo per Nate... è proprio travolgente”
“Penso sia dolce” tubò Buffy a Nate e gli diede un altro bacio.
“Ieri mi stavi dicendo che non volevi o avevi bisogno del mio aiuto” sottolineò Spike.
Buffy si raddrizzò e camminò verso Spike, dandogli un buffetto in cima alla testa e gli tubò. “Penso ancora che tu sia molto dolce” Ridacchiò quando lui roteò gli occhi.
“Cosa stai preparando?”
“Pancakes. Ne vuoi?”
“Uh, sicuro. Mi sono ricordata di prendere il succo d'arancia?”
“Yep, te ne ho versato giù un bicchiere, è sul tavolo”
“Mmm... grazie” prese un lungo sorso e si sedette accanto al seggiolone di Nate e lo guardò mentre si alternava tra il giocare con i cheerios e tagliargli chicchi d'uva sul vassoio e mangiarli.
“Dormito bene?” chiese a Spike mentre si alzava e preparava per prendere lo sciroppo, il burro e l'argenteria per i pancakes.
“Non male. Tu?”
“Si” disse lei in tono assente.
“Ti ho sentito questa mattina” le disse lui piano. “Per quando ti stavo raggiungendo, eri già in doccia”
“Probabilmente dovrei visitare il pediatra oggi mentre ci sono. Fargli sapere di... così che possano segnarmi come la sua tutrice”
“Anya verrà qui più tardi così posso venire con te”
Buffy annuì e si alzò nel mezzo della cucina, concentrandosi per non perdersi. L'idea di andare all'ospedale la riempiva di terrore. Vedere il corpo di Faith... Chiuse gli occhi e si morse il labbro inferiore.
“Buffy” disse Spike piano e si mosse verso di lei.
“No, non farlo” disse lei con forza e si allontanò da lui. Se l'avesse toccata, sarebbe crollata e stava cercando fortemente di non farlo. Invece, uscì fuori per rimettersi insieme. Fissò il vialetto, si sedette sui gradini e guardò le macchine passare, guardò la gente camminare, andare in bicicletta e sui pattini lungo la strada. Sentì i bambini ridere in distanza, sentì la brezza accarezzarle le spalle.
La vita stava andando avanti attorno a lei non importa quanto sentisse come se la sua fosse arrivata ad un punto di arresto da ieri pomeriggio. “Mi manchi Faithy” mormorò Buffy.
Camminando lungo il corridoio bianco con l'odore di candeggina e di qualcosa che non riusciva a definire, probabilmente morte, Buffy si avvolse le braccia attorno mentre Spike avvolgeva le sue attorno a lei. Tra i due, lei pensò che il suo scudo protettivo sarebbe stato fermamente al suo posto. Il tempo stava scorrendo così incredibilmente lento, pensò che sarebbe riuscita a sentire l'orologio sul muro muoversi sempre così lentamente fino al minuto successivo. Sembrò ci volessero ore solo per mettere un piede davanti all'altro e mentre l'Agente Finn parlava in tono monotono di qualcosa, tutto quello che lei sentì era il deformato suono del rallentatore. La porta dell'obitorio sembrava milioni di miglia lontana. La porta che separava la vita e la morte.
L'Agente Finn, insieme con alcune altre facce che furono tutte una macchia confusa per lei tranne Spike, entrarono con lei. E poi, eccola lì, un lenzuolo di un bianco quasi brillante copriva il suo piccolo corpo. Riusciva a vedere i riccioli scuri uscire fuori da un lato. Gli occhi di Buffy erano spalancati con un miscuglio di paura e speranza. Un piccolo barlume di speranza visse in lei che quella non sarebbe stata Faith sotto il lenzuolo. Che sarebbe stato qualcun altro, qualcuno che sembrava Faith, qualcuno, chiunque, chiunque, chiunque tranne Faith. Per favore.
Il lenzuolo fu tirato giù e improvvisamente tutto andò velocemente in avanti. Non sentì neanche se stessa dire 'si, è lei', prima che il lenzuolo fosse ritirato su, e Buffy fosse mossa fuori dalla stanza. Buffy guardò oltre la spalla e mormorò un doloroso “Faithy”, prima che fosse stretta forte contro il torace di Spike mentre i singhiozzi che non realizzò neanche fossero lì, le uscirono fuori. Dopo quello, Buffy non ricordò molto.
Spike guardò Buffy che sedeva con il suo pranzo da fast food in grembo, gli involucri tutti disfatti con l'intento di essere mangiati, ma non una singola cosa era stata toccata. Invece Buffy lo stava fissando. Lui aprì la bocca per dire qualcosa quando -
“Faith non mangerà mai più. Adorava Wendy's. Frosty's. Quando era bambina, era solita succhiare così forte la cannuccia per tirare fuori tutto che la lingua le faceva male il giorno dopo. Le ho sempre detto che ti davano un cucchiaio per una ragione, ma lei aveva sempre replicato che 'ti danno anche una cannuccia per una ragione'. Il che, perché ti danno entrambi? Voglio dire, è troppo denso per succhiarlo attraverso una cannuccia a meno che aspetti che si sciolga, allora è tutto brodoso e non è neanche buono. È come se hai bisogno di istruzioni speciali per un fottuto Frosty's di Wendy”
Spike la fissò, incerto su cosa dire. Era stata piuttosto silenziosa da quando avevano lasciato l'ospedale e poi da quando avevano lasciato la stazione di polizia per prendere quel poco che Faith aveva con sé all'epoca. Avevano concordato di prendere qualcosa da mangiare prima di andare a prendere accordi per il funerale e ora sedeva in un parcheggio quasi vuoto.
Improvvisamente, Buffy si mosse alla velocità della luce, buttando il suo cibo nel retro e allungandosi verso la borsa di plastica marrone che conteneva gli averi di Faith. Rossetto, portafoglio, del denaro arrotolato. Buffy aprì il rossetto.
“Rosso fuoco. Dio, ai ragazzi davvero piace questo schifo?” gli chiese lei, ma Spike non era sicuro che si aspettasse davvero una risposta. “Davvero?” Okay, la voleva allora. Il suo tono era esigente e arrabbiato.
“Beh, piace ad alcuni ragazzi, si” rispose lui lentamente e con attenzione.
“Perché urla puttana giusto?” Afferrò il portafoglio e lo aprì. “Guarda questo” Estrasse una foto di Nate con forza. “Guarda questo. Una foto di suo figlio. Immagina questo. L'Angelico Nate nel portafoglio di Faith. Non pensavo si preoccupasse neanche di portare una foto di lui qui dentro. Voglio dire, non avrebbe diminuito le sue possibilità di conquistare – oh, e guarda questo! Proprio dove dovrebbe essere il suo denaro c'è un preservativo. Quanto fottutamente PERFETTO è questo?!” urlò Buffy e uscì di scatto dalla macchina.
Spike arrancò fuori dall'auto. “Fallo uscire, Buffy” le disse lui, non avvicinandosi a lei. Stava per scoppiare, era quello di cui aveva bisogno e lui gliel'avrebbe fatto avere.
“Aveva un preservativo nello stesso maledetto portafoglio con suo figlio! Se avesse pensato di usare quella fottuta cosa all'inizio-” Buffy si coprì gli occhi con le mani per un momento e poi iniziò di nuovo. “Dio, l'ho sempre odiata. Poteva semplicemente scivolare tra la vita e fare quello che diavolo voleva e io dovevo lavorare per tutto. Mamma le avrebbe dato soldi ogni diavolo di volta che voleva, ma io, io dovevo lavorare. Perché ero la più grande e dovevo imparare la responsabilità. Faith era un'atleta; Buffy era la umile cheerleader. Non importa che fossi il presidente del consiglio degli studenti dal primo anno. Sono così arrabbiata con lei per avermi lasciato! Come ha potuto essere così maledettamente irresponsabile? Si supponeva prendesse la cena! Invece lei, cosa? Doveva solo andare a trovare quel perdente del suo ragazzo per un po' di sesso? Dove diavolo stavano andando poi? Lei sapeva fottutamente che ero a casa ad aspettarla – ho CHIAMATO la stupida stronza e le ho detto che avevo lezione, ma a lei non è fottutamente importato vero? Stava avendo quello che voleva, la sua libertà. Tutte quelle volte che ho cercato di dirle che doveva passare più tempo con Nate, lei lo usava come merce di scambio e mi diceva che se le avessi fatto una ramanzina ANCORA UNA VOLTA su come crescere SUO FIGLIO, allora non l'avrei MAI più rivisto. Ancora, ha avuto tutto quello che voleva, ogni fottuta volta! La odio, la odio, la odio! La odio così tanto per non essere qui adesso. La odio per essere morta, la odio per avermi lasciato e aver lasciato Nate senza una madre. Almeno lui avrebbe avuto UN genitore nella sua vita. Ora, di nuovo, devo sistemare il casino che ha lasciato. Io sistemo SEMPRE il suo casino e la ODIO per questo. Non la perdonerò mai per questo!” Lei alzò gli occhi al cielo e ondeggiò il pugno, “Mi senti? Ti odio. Sai cosa? Spero che tu stia bruciando all'inferno perché è lì che appartieni. Non hai mai meritato qualcuno di meraviglioso come Nate nella tua vita!”
Cadde in ginocchio, allora, piangendo e ondeggiando avanti ed indietro. Spike volò al suo fianco e la strinse.
“Non dicevo sul serio, Faithy. Non meriti di stare all'inferno. No. Mi dispiace Faithy, ti voglio bene così tanto. Perché hai dovuto lasciarmi? Perché hai lasciato Nate? Non lascerò che ti dimentichi, Faithy, te lo prometto. Ti prometto che gli racconterò di te ogni giorno...”
Le stesse lacrime di Spike caddero mentre stringeva Buffy. Per la millesima volta nei passati due giorni, si lamentò con se stesso di quanto ingiusto questo fosse. Buffy era sempre stata la roccia di tutti, la persona da cui tutti andavano se avevano un pasticcio, la persona che l'avrebbe baciato e l'avrebbe fatto migliorare. Spike voleva baciarlo e migliorarlo per lei, ma si sentiva inerme. Sapeva che non avrebbe potuto. Non aveva tanto potere. Poteva essere lì per lei, aiutarla, ascoltarla, stringerla mentre urlava e piangeva, aiutare con Nate e supportarla per quello che poteva, ma il dolore... il dolore era qualcosa che solamente il tempo poteva aiutare. Nessuno avrebbe potuto prenderlo da una persona non importa quanto lo volesse.
“Buffy, amore, guardami”
Lei alzò gli occhi su di lui, occhi rossi e gonfi.
“Se hai bisogno di farlo ogni giorno, fallo. Chiamami e sarò qui per stringerti, okay? Non ti lascerò, lo sai questo giusto?”
Lei annuì e nascose di nuovo il viso nella sua spalla, emettendo un lamento tremolante.
“Tutto qui piccola, lascialo uscite. Lascia uscire tutto”
Spike non sapeva quanto a lungo fossero rimasti lì, ma non gli importava. Quando Buffy fu finalmente pronto, si allontanò da lui, lo ringraziò e richiese che la portasse alle pompe funebri. Lui annuì silenziosamente e mentre guidavano fino alle pompe funebri, le tenne stretta la mano nella sua. La roccia di tutti aveva trovato la sua roccia in Spike.
“Buffy, stai da far schifo. Stai bene?” chiese Cordelia mentre Buffy le versava i suoi drink. Spike le aveva detto di fare da barista oggi e di usare il tempo libero per sedersi, rilassarsi e studiare. Lei non se la sentiva di dirgli che si era ritirata l'altro giorno. Sapeva la ramanzina che avrebbe ricevuto e sul serio, era proprio troppo stanca per sentirla. Tra il funerale, gli avvocati, il trasferimento e l'adattarsi all'essere la tutrice di un bambino di un anno, tutto era trascorso così velocemente e in una tale macchia indistinta, che Buffy si sentiva come se non avesse avuto neanche la possibilità di riprendere fiato. Era strano considerando quanto tutto si era mosso così piano i primi giorni dopo la morte di Faith. Adesso non sembrava non riuscire neanche ad afferrare quello che le capitava attorno, e sembrava che tutto le capitasse ATTORNO. Si sentiva fuori di sé, come se stesse guardandosi camminare e parlare, ma non riusciva a SENTIRE niente.
“Non trattenerti Cordy, dimmi sul serio quello che senti” disse Buffy seccamente e subito sbadigliò.
Cordy scrollò le spalle, prese i suoi drink e andò via. Buffy scosse la testa e si sedette sullo sgabello, strofinandosi gli occhi.
“Non mollare, B” le disse sua sorella mentre iniziava a massaggiarle le spalle.
Buffy saltò in aria e si voltò di scatto. Faith? No, Spike. Lui la stava guardando sorpreso, le mani in alto a mo' di arresa. “Scusa, non avevo intenzione di farti sussultare”
Buffy scivolò giù dallo sgabello. “Tu non... pensavo di aver sentito Faith”
“Oh? Cosa avrebbe detto?”
Buffy scosse la testa, “E' sciocco. Dimenticalo. Che c'è, capo?”
Spike piegò la testa di lato, facendo quella cosa che faceva quando era preoccupato per lei. Studiandola. Nel suo stato esausto, la irritò. “Smettila” gli disse.
“Smettere cosa?”
“Di coccolarmi, di guardarmi così. Non sono fatta di porcellana, non mi romperò”
Lo sguardo di Spike si indurì. “Non ho mai detto che lo farei. Cordy ha ragione comunque, stai da far schifo. Come stai dormendo?”
“Gee, grazie. Mi sento COSI' meglio ora. Perché non mi dici solo che sono stupida e mi prendi a calci già che ci sei? Mi sento molto triste per Anya improvvisamente. Lo dici anche a lei questo?”
“Non ti mentirò o ti indorerò la verità, Buffy. Io mi-”
“Ti preoccupi per me? Ne sono consapevole, grazie. Non devi neanche dirmi che ti preoccupi per me, riesco a vederlo ogni volta che ti guardo. Anya mi guarda come se stessi per crollare in pezzi ad ogni minuto e persino Cordy nel suo modo unico mi fa sapere che è preoccupata”
Spike sospirò, “Noi ci-”
“'Teniamo a te, Buffy. Vogliamo aiutarti.' Vuoi aiutarmi? Riportarmi indietro Faith, e mentre ci sei, riportami indietro anche mia madre. In questo modo riavrò di nuovo una famiglia e Nate avrà di più che solo me”
“Lui non ha solo te, Buffy. E tu non hai solo lui. Hai anche me, sai. Non sei sola e non lo sarai mai”
“Davvero? Divertente. Perché io mi sento sola” Asciugandosi le lacrime che si erano formate DI NUOVO, si scusò per andare in bagno. Non aveva pianto abbastanza? Quando si sarebbe fermata? Si sentiva come le Cascate del Niagara con tutto il piangere che aveva fatto. Era possibile seccare completamente i condotti lacrimali, perché se era così, allora era certa che li avrebbe prosciugati presto.
Schizzandosi un po' di acqua fredda sul viso, lei si fissò nello specchio. Non riconosceva neanche la persona che la fissava da lì. Com'era possibile che in tre corte settimane, avesse perso del tutto la vista di sé? Era arrabbiata e amareggiata, intontita ed affranta. Com'era possibile essere tutte queste cose insieme? E perché continuava a spingere via l'unica persona che le importava di più?
“Ferisci sempre chi ami di più” mormorò a se stessa. Sospirò; doveva scusarsi con Spike. Facendosi strada fuori dal bagno, non lo notò e così si diresse verso il suo ufficio.
Bussando piano alla porta, sentì un irritato “entra”
Spinse la porta e disse, senza esitazione, “Mi dispiace, Spike”
Lui la guardò, sbigottito. “Buffy?”
Lei lo guardò confusa, “Si?”
“Buffy Summers?”
“Smettila, mi stai stranendo”
“Mi dispiace, ma la Buffy Summers che conosco non si scusa mai”
Lei lo guardò furiosa e tirò fuori la lingua. “Bene, lo ritiro”
“No, per favore non farlo. Penso che lo segnerò sul mio calendario per ricordarmi questo giorno-” E si mosse per afferrare una penna e andare verso il calendario sul muro.
“William Giles!” lo ammonì lei e si lanciò verso la penna. Lui la tenne sopra la sua testa, sorridendole.
“Dillo di nuovo. Dimmi quanto sei dispiaciuta. Fammici credere”
“Dammi la penna!”
“Dillo!”
Sorridendo, lei lo solleticò sul fianco e lui si ripiegò con un mazzo di carte, ridendo. Lei lo solleticò di più fino a quando perse la sua stretta.
“Sto interrompendo qualcosa?”
Entrambe le teste scattarono per vedere Anya in piedi nel vano della porta, sopracciglia alzate.
“Oh, hey Ahn. Sto solo cercando di far smettere Spike di essere un tale stupido” Buffy si allontanò da Spike, ancora ridacchiando un po'. Era bello ridacchiare. Sembrava quasi un concetto estraneo. Fu sorpresa di scoprire che il suo corpo ancora ricordasse come farlo.
Spike stava sorridendo, indicandola, “Stai sorridendo”
Buffy annuì, sentendosi molto in mostra improvvisamente. “Sul serio, vero? Guarda un po', il mio viso non si è fatto a pezzi” Si voltò altrove rispetto a Spike e si avviò alla porta. “Ritorno a lavoro. Ci vediamo più tardi, Ahn”
Facendosi strada verso il bar, con un ghigno ancora sul viso, Cordy la additò. “Stai meglio Buffy”
“Grazie, Cordy”
Anya avvolse le braccia attorno a Spike e lui ghignò.
“Come sta?”
“Penso che oggi sia stata la prima volta in cui ha riso senza l'aiuto di Nate”
Anya annuì. “Mi manchi”
“Che vuoi dire, mi manchi? Mi hai visto appena stamattina”
“Stai sempre via ultimamente”
Spike spinse via leggermente Anya. “Sai che non posso proprio abbandonarla”
“Non ho detto questo, Spike”
“Ha bisogno di qualcuno che sia lì ora. Non conosci Buffy come faccio io. Nonostante la facciata coraggiosa che mette su, è solo una ragazzina dentro, disperata per un po' di amore ed attenzione” Spike si allontanò dalla sua ragazza, scompigliò un po' di carte sulla sua scrivania mentre parlava.
Anya restrinse gli occhi, “Sei tu quello a darglielo?”
“Beh, si” si fermò. “Aspetta. Non nel modo a cui stai pensando. Sai quello che sento per te, Ahn. Ma, Buffy è stata mia amica da... da sempre sembra. È stata lì per me numerose volte e ora ha bisogno che io sia lì per lei”
“Quindi il fatto che tu sia stato lì ogni notte e non trascorri più del tempo con me è il risarcimento per tutte le volte che lei è stata lì per te?”
“No. Si. No. Ahn... è più del semplice 'risarcimento'. Buffy è la mia migliore amica”
“Lo so, lo so, lo so. Lo sento sempre, Spike. 'Buffy è la mia migliore amica. Buffy è la migliore. Buffy è così intelligente e forte. Buffy probabilmente vincerà il Premio Nobel per la pace, metterà fine alla fame nel mondo ed inventerà la cura per l'AIDS e il cancro. Il tutto saltando palazzi altissimi in un singolo balzo'”
Spike le puntò un dito contro. “Ti stai comportando da dispettosa”
“E tu da patetico. Pensi davvero che lei abbia bisogno di te sempre? Pensi davvero che abbia bisogno di te così tanto Spike o sei tu che hai bisogno di lei?”
“Di che diavolo stai parlando?”
“Sto parlando del fatto che non riesci a fare un passo senza Buffy al tuo fianco. Penso che ti piaccia il fatto che lei sia in trambusto ora perché in questo modo, puoi mettere in pratica la tua fantasia di essere il suo principe azzurro perché da qual giorno in cui sei arrivato al Sunnydale High, lei è stata la tua”
“Sua sorella è appena morta, cazzo, Anya. Hai una qualche idea di cosa si provi a perdere la tua famiglia? Ho perso mia madre quando avevo dodici anni. Ho visto mio padre perdere praticamente la testa. Io ho praticamente perso la mia. Fa un male del diavolo. Faith e Nate erano tutto quello che rimaneva a Buffy. Ora, ha solo Nate. Come diavolo pensi che la faccia sentire questo? Tu hai la famiglia dappertutto, non sai cos'è essere soli”
“E so che tu lo sai. Ancora un'altra cosa che hai in comune con lei”
“Sei tu quella che voleva aiutarla per le scorse tre settimane!”
“Aiutare, Spike, non dedicarle la mia vita!”
“Non le sto dedicando la mia vita!”
“Si invece! L'hai sempre fatto. Tutto ruota intorno a Buffy!” I due si fissarono. Anya sentì arriva l'inizio di una sofferenza. Aveva sempre saputo che il meraviglioso uomo davanti a lei le avrebbe spezzato il cuore, aveva solo disperato sperato di cambiare la cosa.
“Tu non sei solo, Spike, e non hai solo Buffy. Hai anche me. Mi hai sempre avuta. Chiamami quando hai finito di salvare Buffy” Anya afferrò la sua borsa e sbatté la porta dietro di lei. Voleva che lui le corresse dietro. Voleva che le dicesse che era dispiaciuto e che lei aveva ragione.
“Ahn? Va tutto bene?” Buffy era in piedi di fronte a lei, ma Anya riusciva a malapena a vederla, le lacrime la accecavano.
Scosse la testa. Voleva urlare alla piccola donna bionda davanti a lei che aveva così tanto potere su Spike. Voleva dirle che era una stronza, una puttana e una sfascia-famiglie. Ma non importava quanto fosse arrabbiata, non era rivolto a Buffy. La ragazza non aveva idea, lei era solo Buffy, che faceva le cose da Buffy. Anya si leccò le labbra, un pensiero che si formava. Avrebbe sul serio potuto usare la gentilezza di Buffy e disporla per aiutarla a suo vantaggio.
“Tu e Spike avete litigato?”
Anya annuì.
“Per cosa?”
“Quanto hai sentito?”
Buffy arrossì. “Non ho sentito... ho sentito urlare, ma non ho sentito niente. Non avrei-”
“Perché no? Io l'avrei fatto”
“Non sono affari miei”
“Non è un grande affare, Buffy. Solo una lite tra innamorati. Sono sicura che tornerà indietro strisciando ben presto” Guardò verso la porta chiusa. “Si, presto davvero”
“Posso fare niente?”
“Potresti dirgli che può vedere più di una volta o due alla settimana. Potresti dirgli che ho bisogno di lui anche io e che tu non hai bisogno di lui così tanto quanto lui crede tu ne abbia”
Buffy si morse il labbro inferiore e annuì lentamente. “Capisco” disse piano.
“Sta attenta, Buffy” Anya le diede un abbraccio imbarazzato e uscì fuori, sperando che questo non le si rivoltasse contro più tardi. No, sperava che le avrebbe concesso un po' di tempo per convincere Spike che poteva essere meravigliosa come lo era la sua preziosa Buffy. Anche di più. Inoltre, non stava facendo un grandissimo favore a Buffy permettendo alla ragazza di capire che riusciva a stare in piedi da sola senza Spike?
“Spike?” chiese Buffy con cautela mentre apriva la porta.
Spike sedeva alla sua scrivania, fissando la pila di foglio davanti a lui stordito. Alzò lo sguardo su di lei e le rivolse un debole sorriso.
“Cosa è appena accaduto?”
“Che vuoi dire?”
“Voglio dire, ho sentito delle grida e poi ho visto una Anya triste uscire dalla porta. Cosa hai fatto?”
Gli occhi di Spike si spalancarono di botto. “Io? Perché è colpa mia?”
“Di solito è colpa del ragazzo” Buffy scrollò le spalle. Si sedette sulla sedia davanti alla scrivania. “Cosa è successo?”
Spike scosse la testa, passandosi una mano tra i capelli ingellati, scompigliandoli e facendo sì che i suoi riccioli saltassero in avanti. “Niente. Si sta solo comportando da egoista”
“Come?”
“Mi vuole al suo fianco sempre...”
Buffy sospirò pesantemente, “Spike, non stai passando molto tempo con lei ultimamente. È la tua ragazza e ha bisogno di te-”
“Tu hai più bisogno di me” le disse Spike, perforandola con lo sguardo.
“Spike, io sto bene. Sto portando il lutto. È quello che la gente fa quando perde qualcuno che ama. Ma, lo sto superando lentamente, ma certamente”
“E Nate? Hai bisogno di qualcuno che ti aiuti con lui”
“Qualche giorno si”
“Inoltre, devi tornare alle tue lezioni presto e avrai bisogno di qualcuno che lo guardi di più---”
“E tu hai un lavoro a cui sei necessario essere e... mi sono ritirata” lei guardò in basso le sue mani, aspettando l'esplosione.
“Tu cosa? Perché l'hai fatto?” urlò lui.
“Perché dovevo farlo! Spike, credici o no, riesco a prendere decisioni senza di te. Ho fatto quello che era realistico per me all'epoca. Ora non è il momento per me di andare a scuola. Ora è tempo per me di raddrizzare la testa e prendermi cura di Nate. Ho bisogno di lavorare di più per permettermi di vivere in quella casa e ho bisogno di trovare un asilo per Nate perché non posso continuare a lasciarlo con la vicina della porta accanto, non importa quanto mi fidi di lei. Hai un lavoro da mandare avanti qui, quindi non puoi farlo sempre e hai una vita, Spike. Hai Anya che ti ama molto e che ha anche bisogno di te. Non puoi portare via il mio dolore non importa quanto forte ci provi. Hai aiutato tanto, mi hai aiutato così tanto, ma non devi caricarti di tutto. Non voglio che tu lo faccia. Più importante, non ho BISOGNO che tu lo faccia”
La mascella di Spike si stava stringendo, non era mai un buon segno.
“Non devi essere lì per me ogni notte. Apprezzo tutto quello che hai fatto per me, Spike. Sei stato la mia roccia, ma non voglio essere la ragione per cui perdi Anya”
“Non sei-”
“Si, lo sono. Il tempo sembra come essersi fermato per me da quando Faithy... non è la migliore sensazione del mondo. Non lasciare che il tempo si fermi anche per te, Spike. La vita va avanti. La tua, la mia, quella di Nate, quella di Anya. Vuoi davvero che la vita di Anya vada avanti senza di te?”
Spike non rispose e Buffy lo prese come se lui non lo volesse.
“Farò un patto con te. Ti chiamerò nell'eventualità che abbia bisogno del tuo aiuto. Fino ad allora, vai a trovare Anya, passa del tempo con lei, mostrale che la ami”
“Buffy-”
“No, è fuori discussione. Fallo” si alzò e gli porse il telefono. “Chiama il suo cellulare. Probabilmente è sulla strada di casa. Prendi appuntamento per stasera. Nate ed io staremo bene”
Spike prese il ricevitore e la guardò andare via. Lei non lo vide mai rimettere a posto il telefono.
Buffy si sentiva colpevole. La ragione per cui si sentiva così colpevole era perché si sentiva risentita. Risentita del fatto che Spike, Cordelia, Anya e chiunque altro nel mondo con cui lei venisse in contatto aveva una vita. O sembravano comunque. Lei era solita averla una vita. Considerò la scuola, il lavoro, Faith e Nate, e uscire con Spike avere una vita. Ora, aveva... Nate e il lavoro. Ora capiva come ci si sentiva ad avere la vita che girava attorno ad un bambino. In una parola, era estenuante. Dal momento in cui Nate si alzava la mattina al momento in cui andava a letto, tutte le sue azioni giravano attorno a lui. Capiva ora perché Faith doveva andare via a volte. Sebbene, 'a volte' per Faith significava un paio di notti ogni settimana. Buffy riusciva a stare dietro ad un genitore (o entrambi) che avevano bisogno di un po' di tempo lontano dai loro figli, ma non così tanto come Faith sembrava averne bisogno. Buffy trovava che le mancava Nate durante il giorno. Si preoccupava anche incessantemente per lui e probabilmente stressava la povera vicina con le sue costanti telefonate. Non poteva evitarlo comunque. Nate era tutto quello che aveva e amava quel bambino come se fosse suo, e beh, lui praticamente lo era adesso.
Quindi, Buffy si sentiva colpevole per sentirsi risentita del fatto che non poteva uscire seguendo un capriccio come poteva fare Spike. Non aveva tempo per farsi i capelli la mattina come faceva Cordelia e.... non aveva più attorno Spike quanto ce l'aveva Anya. Sentiva anche altro nei riguardi della ragazza bionda che non aveva iniziato a sentire fino a quando aveva incoraggiato Spike a parlarle: Rabbia. Era arrabbiata con la ragazza. Non era venuto in mente a Buffy fino a più tardi che Anya l'aveva fatta sentire un qualche tipo di sfascia-famiglia. Come se stesse rubando Spike da sotto il suo naso. Se qualcuno aveva rubato Spike, era stata Anya. Lui aveva avuto più tempo per lei quando era single che da quando aveva iniziato a vedere Anya. Che diavolo le prendeva? E, in un momento di autocommiserazione, Buffy provò rabbia che Anya l'avesse fatta sentire come se avesse perso il suo cucciolo, non sua sorella. Era stata lei quella che aveva voluto fare tutte quelle cose per lei e Nate e ora tutto aveva senso per Buffy: lei era disposta ad aiutare così che a) avrebbe acquistato punti con Spike, b) avrebbe trascorso più tempo con Spike – specie se guardavano Nate insieme e c) avrebbe liberato più tempo di Spike così che lui potesse 'darle molti orgasmi'. Era sbagliato essere arrabbiata con Anya come lo era lei? Odiava davvero quando la gente pensava che fosse solo una ragazzina ingenua. Sapeva i come e i perché, solo non sempre lo lasciava intendere.
Naturalmente, Buffy sapeva che Spike non avrebbe potuto dedicare la sua intera vita ad aiutarla, e non voleva che lui lo facesse. Poteva essere concretamente stremante lui stesso. A lei non importava così tanto la compagnia quanto le importavano gli sguardi preoccupati se esprimeva il suo dolore o richiamava alla mente un ricordo e lo condivideva con lui. Lui agiva come se lei stesse per crollare in pezzi e lui fosse l'unico che potesse rimetterla insieme. Buffy non voleva nessuno a rimetterla insieme. Sapeva che era qualcosa che doveva fare da sola. Quindi, si, per questo era buono che Anya l'avesse manipolata. E tuttavia, Buffy era arrabbiata da morire anche con Spike. Non capiva che combinava Anya? Non capiva che ad Anya non importava un cavolo di come lei stesse, le importava solo che Anya avesse quello che Anya voleva: Spike tutto per sé. La infastidiva anche ad un livello davvero basilare. L'intero comportamento di Anya faceva sentire Buffy ancora più sola di quanto già fosse. Andava a mostrarle che c'era gente lì fuori a cui non importava un cavolo di te e di quello che stavi passando. Pensavano solo a loro stessi. Feriva Buffy sapere che aveva anche falsamente considerato Anya una sua amica, quando in realtà, lei le era amica solo quando le conveniva. A Buffy non avrebbe importato se Spike avesse voluto portare Anya con lui quando sarebbe venuto a trovare lei e Nate. Lei avrebbe accolto la compagnia e le risate assicurate. Non monopolizzava Spike di proposito; le faceva lui le sue scelte.
Quindi, in sostanza, si sentiva colpevole perché sentiva la mancanza della sua vecchia vita pre-bambino, era arrabbiata con il mondo per essersi preso Faith ed era arrabbiata con il mondo per essere così indifferente ed egoista, e subito dopo si sentiva colpevole per il volere un po' di attenzione che sembrava mancare da quando aveva detto a Spike di fare ammenda con Anya. Non era come se lui dovesse venire ogni notte, ma l'aveva a malapena visto in due settimane! Si sentiva sola e depressa e non aveva nessuno a cui dare la colpa a parte se stessa. E Faith. Oh, quella era un'altra cosa. Era ancora arrabbiata con Faith per essersene andata a 'fare la spesa' quando in realtà lei aveva solo bisogno di una dose con il suo ragazzo perdente. Se fosse andata solo al negozio di alimentari e fosse tornata a casa, non sarebbe mai rimasta coinvolta in quell'incidente. E, se Buffy non avesse mai accettato di guardare Nate, allora Faith non se ne sarebbe mai andata. Lei lo sapeva che se la stava cercando accettando di farlo. Sapeva che cinque minuti nel mondo di Faith significavano più un'ora e mezza. Buffy le aveva quasi detto di no, che avrebbe preso lei quello di cui aveva bisogno per cena. Allora, Faith non sarebbe mai uscita, Buffy avrebbe raggiunto la sua lezione e Faith sarebbe stata ancora qui.
Buffy chiuse gli occhi strettamente appoggiandosi all'indietro sul divano. Sentiva così tante cose dentro di lei, non sapeva come farle uscire. L'istinto le diceva di chiamare Spike, ma era arrabbiata con lui. Buffy lanciò un'occhiata all'orologio. Lui stava lavorando ora. Avrebbe potuto fingere di chiamare per controllare qualcosa. No. L'aveva chiesto lei questo. Quindi, per Dio si sarebbe punita più di quanto aveva già fatto facendolo. Aveva perfettamente senso. Era una masochista quando era depressa ed arrabbiata.
Inoltre, aveva cose da fare una volta che Nate si fosse svegliato dal suo sonnellino. Doveva trovare un asilo oggi per lui. Aveva una lista di centri da controllare e aveva anche alcuni appuntamenti per più tardi quel pomeriggio. Si, aveva cose da fare. Per Nate. Il che, in cambio, l'aiutava. Perciò, avrebbe potuto fare un piano a lavoro ed essere a casa per Nate le sere e i week end. Forse sarebbe anche riuscita ad incontrare madri gentili con cui fare amicizia. Forse avrebbero potuto aiutarsi l'una con l'altra, forse sarebbe potuta USCIRE, anche se solo per un appuntamento di gioco.
Il suono di Nate dal monitor la strappò dai suoi pensieri e lei si fece strada fino alla sua camera da letto. Lui era seduto nella sua culla, ciuccio in bocca e la fissava barcollante. Era così adorabile che Buffy si commosse per aver pensato che le mancasse la sua vecchia vita anche solo per un minuto. Come aveva potuto essere così egoista? Lo prese su, cullandolo e vezzeggiandolo quando notò quanto sembrasse incredibilmente caldo. E sudato. Il retro del suo collo era umido e così la sua schiena. La stanza non era troppo bollente, era al punto giusto. Aveva una finestra aperta che lasciava entrare l'aria. Accese la luce e lo studiò. I suoi occhi erano un po' lucidi e stava semplicemente appoggiato contro di lei. Nate non era un gran tipo da coccole. Era un bambino distruttore che fa i primi passi. Aveva l'energia di dieci uomini in un piccolo corpo. Buffy andò direttamente al bagno e rovistò nell'armadietto delle medicine fino a che trovò il termometro. Oh bene, era uno di quelli elettronici che ci mettevano un secondo a lato della testa. Avrebbe potuto contare su Faith sul non avere termometri complicati.
Sedendosi con lui sul sedile del bagno, Buffy lo accese e lo premette al lato della sua fronte. La bocca le si seccò. 38,8. Okay, quindi non era COSI' male... ma era male per un bambino di un anno. Buffy afferrò uno strofinaccio e lo bagnò con acqua fredda e glielo passò sulla fronte. Non gli piacque molto, ma non le importava. Poi, lo portò in cucina e lo mise giù nel suo seggiolone e ruppe un ghiacciolo e gli diede una tazza di succo freddo mentre andava alla ricerca di Tylenol per bambini. Lo trovò, legge le istruzioni e glielo diede. Sorprendentemente, lui lo prese. Passo successivo, il dottore. Aveva il nome e il numero del suo dottore sui tasti di scelta rapida. Non l'aveva ufficialmente incontrato, ma stava per farlo.
“Salve, sono Buffy Summers. Sono il tutore di Nate Summers. Ha la febbre a 38,8. Non so cosa non vada in lui” trasmise Buffy nel telefono.
“Si sta comportando in modo strano?” chiese l'infermiera.
“No, è andato a fare un sonnellino e si è svegliato bollente. È stato un po' intontito, ma oltre questo, sta bene”
“Chi è il suo pediatra?”
“Uh... il dottor O'Connor”
“Perché non lo porta Miss Summers e il dottor O'Connor può dargli un'occhiata”
“Okay, grazie. A che ora?”
“Venda direttamente”
“Grazie”
Dopo aver pulito Nate e avergli cambiato il pannolino, sia Buffy che Nate erano per strada verso il primo appuntamento dal dottore di Buffy con lui. Lui era malato e lei era sola. Prima che lo sapesse, stava piangendo insieme a Nate che aveva iniziato a piangere nel suo seggiolino per auto.
“Mi dispiace, piccolo. Non so cosa non va in te, ma lo capiremo. Mi dispiace...” pianse lei verso di lui.
Una volta nel parcheggio dell'ufficio del pediatra, Buffy prese una manciata di fazzoletti dal vano portaoggetti e si asciugò gli occhi. Non indossava trucco quel giorno, quindi non doveva sul serio preoccuparsi di sporcarsi col mascara o robaccia del genere. Tirandosi indietro di capelli dal viso, uscì dalla macchina e prese Nate. Lo strinse forte a sé mentre entrava nell'ufficio, il puzzo di malattia, medicine e candeggiante le colpì le narici. Guardò mentre bambini correvano in giro e i genitori cercavano di bloccarli, o piangevano mentre i genitori li stringevano e alcuni di loro dormivano perfino. Nate sospirò contro di lei e appoggiò la testa al suo torace, facendole sapere che sarebbe stato contento di riposare su di lei per ora.
“Buffy Summers, ho appena chiamato per mio nipote Nate”
La vecchia infermiera le sorrise e tirò fuori il suo file davanti a lei con facilità. Lo aprì e il suo sorriso si affievolì un poco. “Si, Miss Summers. Il dottor O'Connor sarà da lei in un minuto. Mi dispiace per sua sorella”
Buffy annuì, combattendo le lacrime. “Grazie” Trovando un posto lontano dagli altri bambini malati, Buffy sedette con Nate in grembo e gli mormorò parole d'amore mentre aspettavano. Era così assorbita a pensare a come Faith avesse fatto questo prima e a quanto fosse preoccupata per Nate che non sentì il dottore chiamarla fino a quando non le fu praticamente sopra.
“Miss Summers?” Una voce profonda la fece trasalire e la mano sul suo braccio la fece saltare.
Lei si voltò per salutare la voce e trovò un uomo, forse di qualche anno più grande di lei, con corti capelli scuri, caldi occhi marroni e un sorriso sincero che la guardava.
“S-si?”
“Posso vedere Nate adesso”
“Oh” disse lei, mentre la confusione si diradava. “Okay, grazie. Andiamo Nate the Great” Si alzò su gambe tremanti e si sgridò per non aver mangiato di nuovo oggi. Non gli sarebbe stata di nessun aiuto se non riusciva a mantenersi in salute.
“Come sta, Miss Summers?” chiese il dottore gentile. Geez, era alto. Torreggiava su di lei.
“Non le mentirò, sono davvero preoccupata”
Il dottor O'Connor annuì, “Completamente normale. I bambini hanno la febbre e si ammalano sempre, Miss Summers. Starà bene. È la prima volta che deve portarlo qui?”
“Già, di solito, mia uh, sorella lo faceva”
“Entri” lui si fece da parte e tenne aperta la porta di una stanza. Buffy entrò, assorbendo i quadri fatti da dita e le foto di bambini che adornavano i luminosi muri bianchi. Sedette sul tavolo da visita con Nate sul grembo. Il dottor O'Connor si sedette di fronte a lei in una sedia nera e le sorrise gentilmente. “Può chiamarmi Angel, Miss Summers. Dottor O'Connor sembra troppo borioso”
Lei sorrise con cautela, “Okay, dottor... Angel. Puoi chiamarmi Buffy invece di Miss Summers”
“Lo farò. Lui come sta dato tutto?”
Buffy si morse il labbro e guardò in basso per un minuto, imponendosi di non cedere. “E' stato bene. Chiede di 'mama' ogni tanto. Sono sorpreso che non l'abbia fatto da quando si è svegliato con la febbre”
Angel annuì, “E tu?”
“Bene” disse lei automaticamente. Era così abituata a dirlo, che non ci pensava neanche più.
Lui la fissò, “E' stato veloce”
Lei sbatté gli occhi, “Già, io... immagino non ci pensi davvero più. Sono così abituata a tutti che me lo chiedono, quindi ora è una risposta ad istinto. Nessuno vuole davvero sapere quanto stai male perché questo li fa sentire male, o forse non gli importa sul serio come stai, quindi dicendogli che stai male, li fai solo sentire come se fossero responsabili di doverti aiutare ad uscirne. E chi vuole qualcuno che lo aiuti se non gli importa sul serio come stai. È solo una stupida domanda che la gente sente di dover chiedere per fingere che gli importa quando non è così sul serio” Buffy si fermò e notò l'espressione sbigottita di Angel. “Puoi guardare Nate adesso?”
Ci volle un momento, ma Angel saltò su, “Naturale. Puoi um, girarlo verso di me?”
“Certo”
Angel controllò un Nate che si dimenava e che cercò così tante volte di allontanarsi da Angel o che grugnì con disapprovazione verso di lui mentre Angel colpiva e pungolava. Quando Nate iniziò a piangere, Buffy guardò furiosa Angel.
Angel le sorrise scusandosi. “Scusa, Buffy. Non vedevo questo piccoletto dal suo controllo ad un anno e volevo solo coprire tutte le basi”
Lei annuì seccamente. “Cosa c'è che non va in lui?”
“Mi sembra che abbia un'infezione all'orecchio” le disse Angel scribacchiando qualcosa su un blocco di fogli. “Gli sto prescrivendo degli antibiotici. Amoxicillan. Posso far chiamare dalla mia infermiera così sarà pronto da prendere se vuoi”
Ora si sentiva in colpa per essere stata brusca con lui. “Sarebbe fantastico, grazie”
“Mi dai il cinque?” chiese Angel, mettendo in evidenza la mano, palmo in su verso Nate. Buffy rise mentre Nate la schiaffeggiava e Angel fingeva che facesse male, facendo ridacchiare Nate.
Angel rise e gli arruffò i capelli. “Starà proprio bene. Continua a dargli il Tylenol ogni quattro sei ore e l'amoxicillan dovrebbe fare effetto per domani sera”
“Grazie, dottor-”
“Angel”
Lei sorrise, “Grazie, Angel”
“Se hai bisogno di qualcosa, fammi una telefonata, okay?”
Buffy annuì, “Lo farò”
“Ecco il mio numero di casa in caso avessi qualche domanda” Angel le passò un pezzo di carta. Buffy lo guardò, ammutolita. Naturalmente diceva, 'Angel @ casa: 555-3247'.
Lei alzò lo sguardo su di lui mentre lui la osservava. “I pediatri rispondono a chiamate da casa di nuovo?”
Angel ridacchiò. “No, questo è stato il mio misero tentativo di darti il mio numero, sperando che mi avresti chiamato per qualcosa oltre il mio consiglio medico”
Lei piegò la testa di lato. “Mi stai chiedendo di uscire?”
Se fosse stato possibile, Angel arrossì. Il che fece sorridere Buffy per quanto carino fosse. Eccolo lì quel grande, forte uomo che arrossiva per lei.
“Si, lo sto facendo Buffy”
Non sapeva perché si era sentita obbligata ad accettare, ma lo fece. Forse perché era sola, e la sua reazione lacrimevole all'essere sola proprio si riduceva al momento. Non dopo oggi. Angel l'aveva aiutata, aveva aiutato Nate. Come avrebbe potuto dire di no? Sentiva tanti tipi di sentimenti ardenti per lui adesso. Inoltre, era fico.
“Okay, ti chiamerò” Il che era totalmente NON da Buffy. Lei non chiamava, lei odiava il telefono. Invece, aspettava che il ragazzo facesse la telefonata. Ma hey, era un giorno pazzo e si sentiva un po' pazza. Anche se era solo per una stupida telefonata.
Angel sorrise ampiamente. “Aspetterò” Si allungò e arruffò i riccioli di Nate. Angel l'accompagnò alla macchina e Nate si divertì un mondo a giocare a nascondino con lui, usando la spalla di Buffy come posto dietro cui nascondersi. I suoi scoppi di risa erano contagiosi.
L'euforia dell'incontrare Angel non durò neanche un giorno intero. La mattina del giorno dopo, aveva completamente cambiato idea. Oh, pensava che Angel fosse carino abbastanza, ma rifiutava assolutamente di fare quello a cui Faith aveva sottoposto Nate. Non avrebbe iniziato ad uscire con qualcuno e a coinvolgerlo nella vita di Nate a questo stadio. La porta girevole non faceva per lei. Naturale, un appuntamento discreto non voleva dire che sarebbe successo, ma in qualche modo nell'immaginazione iperattiva di Buffy, sarebbe accaduto. Inoltre, Angel era il pediatra di Nate. Sarebbe stato un po' imbarazzante.
Quello che sentiva verso Angel era gratitudine. Aveva curato Nate, era stato lì per lei durante la sua prima malattia con lui. Era perfettamente normale che lei lo trovasse desiderabile per uscirci. Ma non era reale. Non riusciva a vedersi uscire con qualcuno a quel punto. Era troppo un disastro. Quindi, in caso avesse avuto un momento di debolezza quando si sarebbe sentita triste per se stessa e per la sua mancanza di una vita, Buffy scaricò il numero di telefono di Angel nella fogna. Era il pediatra di Nate e quella era la fine. Punto.
Spike sedette all'indietro nella sua sedia, fissando la tabella attraverso la stanza.
“Capo, posso uscire prima?” chiese Cordelia mentre si affaccendava nella stanza. Guardò il muro che Spike stava fissando. Lo indicò, “Okay, stai bevendo?”
“Si. Acqua”
Cordelia scosse la testa. “Che problema hai? Ti stai piangendo addosso?”
Lui l'abbagliò con lo sguardo. “Non mi piango addosso. Sto... pensando”
“Ad Anya? O a Buffy?”
Spike alzò finalmente lo sguardo su Cordelia. “Buffy? Perché, lei – per cos'è quello sguardo?”
“Quello 'sguardo' sta a dire che sei un idiota”
“Idiota? Io sono un idiota? Capisci che sono il tuo capo, giusto? Penso che chiamare il tuo capo idiota, renda TE un'idiota”
“Sei un idiota perché non lo capisci proprio. Voglio dire, davvero non lo CAPISCI, vero?”
“Parli per sentirti parlare o hai davvero un senso, Cordelia?”
“Non mi farò coinvolgere. Non del tutto comunque. Mettiamola solo così: niente verrà risolto o capito fino a quando non la smetterai di piangerti addosso e la chiamerai. O la vedrai”
“Anya o Buffy?”
“Buffy! Mi stai ascoltando o no?”
“Cordelia--”
“Ogni volta che lei è qui, fissa la porta come un piccolo cucciolo perso e giuro che da un momento all'altro inizierà a piagnucolare e graffierà la porta fino a che la farai entrare. E tu, tu siedi qui a fare l'unica cosa che odi di più: piangerti addosso. Quindi, ti chiedo: cosa significa quando le due persone più testarde del mondo sono ridotte a fare quello che odiano di più?”
“Hanno bisogno di parlare?”
“Beh, quello è un passo nella giusta direzione”
“Quindi, non è questa la risposta alla tua domanda?”
“E' una parte”
“Sei sciocca”
“Sei strano. Quindi?”
“Vai
“Grazie!”
Scuotendo la testa, Spike si alzò e allungò le membra stanche. Poi, andò direttamente nella parte davanti dove Buffy stava chiacchierando con una delle altre cameriere.
“Buffy?” chiese lui, quasi con cautela.
Lei lo guardò, “Si?”
Lui si raddrizzò e incontrò il suo sguardo. “Potrei, uh, parlarti per un minuto?”
Lei annuì, “Sicuro, capo”
Lui trasalì. Non gli piaceva che lei lo chiamasse così. Lui era il suo Spike, non solo il suo capo. Quel pensiero lo fece fermare. Il SUO Spike? Scrollò le spalle. Beh, si, lui era il suo Spike. E lei era la sua Buffy.
Lei lo seguì silenziosamente nel suo ufficio e aveva le mani strette dietro la schiena mentre lo superava per entrare nella stanza. Fissò il pavimento e Spike rimase lì in piedi, sentendosi impotente. Non sapeva come iniziare.
“Mi manchi” spiattellò.
La testa di lei scattò in alto, gli occhi spalancati. “Davvero?”
Lui annuì, poi timidamente, “Ti sono mancato per niente?”
Buffy rispose lanciandosi nelle sue braccia, “Si!”
Proprio quando Spike aveva iniziato ad avvolgerle le braccia attorno per ricambiare l'abbraccio, lei fece marcia indietro e gli puntò un dito contro. “Sono così arrabbiata con te!”
Spike la fissò, confuso e incerto su cosa fare. “Huh?”
“Non hai chiamato per oltre una settimana!”
“Mi hai detto di darti spazio, che non avevi bisogno di me, ricordi?”
“Già, e in qualche modo l'hai tradotto in ignorarmi completamente?”
Lui le puntò contro il dito questa volta, “Potevi chiamare anche tu, sai. Stavo solo cercando di darti il tuo spazio e ho PENSATO che TU mi avresti chiamato quando avessi voluto parlare con me”
“Non è che avessimo litigato Spike. Io ti ho dato qualche consiglio su Anya... come va comunque?”
Spike guardò in basso e aggrottò le sopracciglia. “Non l'ho mai chiamata”
“Oh? Perché no?”
“Non sono innamorato di lei Buffy. Sembra senza senso tentare di far funzionare qualcosa che sapevo non sarebbe andata da nessuna parte”
“Bene, sono felice. Non penso che Anya fosse buona abbastanza per te”
Spike alzò gli occhi su di lei in shock. “Pensavo ti piacesse Anya”
“Mi piaceva fino a quando mi ha fatto incazzare!”
“Buffy, mi stai maledettamente confondendo lo sai questo?”
Lei scrollò le spalle, “Ci provo. È il mio lavoro mantenerti sulle spine. Perché ti sto confondendo?”
“Lo fai facendo” lui scosse la testa. “Come ha fatto Anya a farti incazzare, gattina?”
“Mi ha fatto sentire come una sfascia-famiglia. Come se vi avessi fatto rompere. Poi sono andata e mi sono sentita in colpa per questo, ergo lo spingerti a chiamarla e fare ammenda”
“Ti ha fatto sentire in colpa? Come? Cosa ti ha detto?”
Buffy lo guardò colpevole. “Ho detto già tropo. Non voglio essere maligna--”
“Buffy, dimmelo”
“No, non è importante. È fatta ora”
“Elizabeth Anne Summers, vorresti dirmelo?”
I suoi occhi si spalancarono e Spike lottò per trattenere un ghigno. Stava tirando fuori le armi potenti quando usava il suo nome per intero così.
“Mi ha detto di dirti che non avevo sempre bisogno di te e che lei si. Il che, al momento mi era sembrato giusto, voglio dire aveva senso, ma poi mi sono davvero arrabbiata perché non era come se io ti avessi CHIESTO di essere così tanto in giro, voglio dire tu avresti potuto portare Anya con te in qualsiasi momento. E non volevo che tu smettessi completamente di venire, Spike, solo non volevo farti sentire come se dovessi essere il mio salvatore.
Mi sento come se per tutto il tempo mi avesse usato per apparire bella di fronte a te. Come se non le importasse davvero che ho perso Faithy, voleva solo COMPORTARSI come se le importasse per colpirti e quello ha davvero ferito i miei sentimenti. E ho pensato che ti stessi bevendo tutto e non vedessi quello che lei stava davvero facendo e quello mi ha fatto arrabbiare anche con te” Buffy si fermò e si morse il labbro. Poi, “Immagino avessi molto da dire anche se non volevo dirlo. Puoi smettere di sembrare come se volessi darle la caccia e spararle come un cane?”
La mascella di Spike si stava stringendo. “Perché non mi hai detto niente di questo prima?”
“Io non... non volevo causare problemi all'inizio e poi ero solo arrabbiata in generale e non volevo parlarti... anche se lo volevo sul serio... sono confusionaria, vero?”
“Un pochetto”
“Beh, ecco qua. Solo non dire niente okay? Voglio dire... stai progettando di parlarle?”
“Non l'avevo davvero progettato. Non voglio che Anya sia la ragione per cui io e te non parliamo. Abbiamo passato troppo per far sì che Anya rompa la nostra amicizia, Buffy”
Buffy sospirò, “Lo so”
“Avresti dovuto dirmi cosa ti ha detto”
“Beh, non mi è davvero venuto in mente fino a più tardi che si stava comportando da stronza. Pensavo stessi facendo la cosa giusta facendo sì che tu e Anya appianaste le vostre divergenze quando per tutto il tempo le mi stava solo manipolando. Sono così facile da manipolare?”
“Qualche volta. Devi essere la persona più dolce che conosca, Buffy. Non ti piace pensare il peggio di nessuno. A meno che non ti facciano arrabbiare, cioè”
“Non posso evitarlo. Vivo nel credo 'non fare agli altri'. Forse dovrei smetterla. O modificarlo. Farò agli altri prima che loro possano fare a me”
Spike ridacchiò, “No, non cambiare qualsiasi aspetto di te, Buffy. È quello che ti rende una tale grande persona da conoscere”
“Awww, grazie Spikey” e gli diede un grande abbraccio. “Mi sei davvero mancato”
“Mi sei mancata anche tu. Come sta Nate?”
Buffy si tirò indietro e si sedette nella sua poltrona. “Ho avuto una grande avventura un paio di giorni fa con lui. Si è svegliato con la febbre a 38,8 e ho dovuto portarlo dal suo pediatra”
“Sta bene?”
“Ha un'infezione all'orecchio. È sotto medicine ora. Sta bene. È stato spaventoso comunque. Non avevo mai dovuto farlo prima”
Spike si sedette sulla scrivania fronteggiandola. “Desidero poter essere stato lì con te” le disse piano.
“Lo so, ma... è stato un bene che l'abbia fatto da sola. Ora so che posso. L'ho affrontato molto bene se posso dirlo. Avevo un obiettivo. Far stare meglio Nate e ho continuato con quello”
Spike sorrise, “Sono orgoglioso di te. Quando posso vederlo? Mi manca il piccolo monello”
Buffy sorrise, “Quando vuoi”
“Ho un'idea. Hai il giorno libero domani, giusto?”
“Sei il mio capo e non sai neanche quando sono libera?”
“Buffy--” iniziò lui stancamente.
“Yeah, yeah, yeah. Si, domani ho il giorno libero”
“E metto Lorne a capo di tutto domani. Perché non andiamo al parco? Ci facciamo giornata?”
“Davvero? Vuoi andare al parco con Nate e me?”
“Yeah, perché non dovrei volerlo? L'ho suggerito io?”
“Non so, ho solo pensato che volessi trascorrere il giorno facendo la tua cosa da ragazzo single”
“Cos'è la mia cosa da ragazzo single?”
“Merda, non lo so”
Spike rise, “Beh, non voglio fare la mia 'cosa da ragazzo single', voglio trascorrere la giornata con te e Nate. Non ha visto suo Zio Spike da un po', potrebbe dimenticarmi”
“Mai. Ti ama”
“Proprio come la sua Zietta Buffy?”
“Si, proprio come la sua Zietta Buffy”
Buffy stava ridendo mentre guardava Nate e Spike scivolare lungo il grande scivolo insieme. Doveva essere la cosa più carina che avesse mai visto. Spike sedeva con Nate nel suo grembo e andavano giù, Nate rideva per tutto il tempo. Spike aveva il sorriso più grande che lei gli avesse visto in tanto tempo. Si stava prendendo a calci per non aver portato una macchina fotografica. Momenti come questi dovevano di sicuro essere catturati su pellicola. E quando arrivarono alla fine, Nate corse verso Buffy con le braccia alzate, ridendo. Lei lo prese e lo lanciò leggermente in aria, anche lei ridendo.
Lo rimise giù e lui andò direttamente da Spike, volendo essere preso su. Spike sorrise, quasi sdolcinato. Mentre i suoi ragazzi – ragazzi? Al plurale? Scrollò le spalle. Beh, si. Anche Spike era il suo ragazzo. Allora, mentre i suoi ragazzi giocavano e correvano per il parco giochi, Buffy sistemò il loro picnic. Quando fu pronto li chiamò per farsi raggiungere. Mentre Nate beveva il suo succo dalla sua tazza in braccio a Zio Spike, Buffy sentì gli occhi riempirsi un po' di lacrime. Cercò discretamente di voltarsi e asciugarli, ma Spike la beccò. Naturalmente.
“Cosa c'è che non va?” le chiese, allungandosi e afferrandole la mano.
Lei si tirò indietro e scosse la testa, allungandosi verso un tovagliolo. “Niente. Stavo solo pensando a Faith... qualcosa così sarebbe stata bella per lei da fare con lui”
Spike annuì mentre guardava Nate divorare il suo pranzo. “E' un maledetto spasso” disse Spike con affetto e guardò verso Buffy. Lei sentì gonfiare il cuore. Una miriade di emozioni le stavano turbinando dentro: Pace. Conforto. Contentezza. Amicizia. Amore. Doveva essere la prima volta da quando Faith era morta che si sentiva così. Diavolo, doveva essere la prima volta da quando sua madre era morta che si sentiva così.
Bloccando lo sguardo con Spike, gli disse, di cuore e vera: “Grazie”
Spike la fissò per lungo tempo, un'espressione gli attraversò i lineamenti che Buffy non riuscì a definire. Lui le rivolse un veloce cenno di assenso e tornò a prendersi cura di Nate.
Spike stava provando cose. Cose che aveva provato prima, ma non si era mai preso tempo per analizzare. Cose che aveva spinto giù per una ragione o per l'altra. Non era come se fosse più facile ora di quanto lo sarebbe stato prima. Era completamente disorientante e le parole di Anya continuavano a tornare per tormentarlo. Stava trovando perfino difficile guardare Buffy adesso, anche se guardarla era tutto quello che voleva fare. Come diavolo poteva definire quello che stava provando ora per Buffy? E non era come se fosse solo ORA. Era qualcosa che era rimasto dormiente e che stava solo aspettando il momento giusto per mostrarsi. Come se ogni volta fosse davvero il momento giusto. L'amore non aspettava il momento giusto, arrivava soltanto e tu dovevi farci i conti.
Spike la osservò mentre chiacchierava con i clienti e sorrideva con grazia. Fu immediatamente trasportato indietro al liceo. Anya aveva avuto ragione, anche se lui non voleva ammetterlo. Buffy era stata il suo principe azzurro. L'aveva salvato da quella che sarebbe potuta essere una situazione infernale e l'aveva fatto sentire benvoluto ed accettato. Quella minuscola, amabile ragazza rompiscatole l'aveva fatto sentire a casa in un posto che lui non avrebbe MAI inflessibilmente chiamato casa. Era sempre stata lì per lui, e lui aveva trovato che qualche volta, l'aveva data per scontata. Sembrava sempre così composta e tutti la amavano. Perché Buffy avrebbe mai avuto bisogno di qualcuno o qualcosa? Era Supergirl, Wonder Woman, era l'epitome di indipendenza e grazia. Beh, tipo. La ragazza riusciva a malapena a camminare e a masticare la gomma allo stesso tempo, ma quella era un'altra storia.
A pensarci, Buffy sarebbe stata la ragazza immagine per una vittima di suicidio. Per quanto morboso sembrasse, ma, non erano sempre quelli che sembravano avere tutto dalla loro parte coloro che cadevano in pezzi quando le porte erano chiuse? Non che Buffy non avesse la sua dose di problemi. Aveva un padre inesistente che lei scusava svelta dicendo 'ha cose migliori da fare che essere un padre'. Tutti quelli che conoscevano Buffy sapevano il dolore che stava appena sotto la superficie di quel commento. Lui supponeva che fosse quello il motivo per cui Buffy era stata così arrabbiata con Faith perché non sapeva chi fosse il padre di Nate.
Fu solo dopo la morte della madre di Buffy che Spike vide tutto di lei. La Buffy che piangeva, che non sempre sorrideva, che si spaventava, che portava la cosa del super potere ad un nuovo frustrante livello e gli faceva venir voglia di scuoterla. Molto come gli aveva fatto venir voglia di fare durante il mese passato da quando Faith era morta. Spike si era comunque forzato dentro. Si era reso accessibile a lei e l'aveva supportata. Era legato e determinato a raggiungere il nucleo di Buffy Summers. E l'aveva fatto. Quello che aveva visto, l'aveva amato e adorato. Lei era una boccata d'aria fresca nel piccolo mondo demente che Drusilla aveva creato. Dru era stata la sua oscurità, Buffy era la sua luce. Cancella quello, lei era più di solo quello, lei era entrambi, la sua luce E la sua oscurità. Quando era testarda e distante, era la sua oscurità, quando gli sorrideva, rideva con lui (e di lui) ed era la donna dolce e premurosa che era, era la sua luce.
Il suo tutto.
Non aveva idea di a cosa stesse pensando quando si era messo con Anya. La loro amicizia non aveva sofferto troppo, ma si ricordò di cosa aveva detto Cordy una volta – che correva dietro più a Buffy di quanto facesse con Anya. Dio, come aveva potuto essere così cieco? Quando Buffy aveva avuto bisogno di lui, lui aveva lasciato stare tutto per essere lì per lei. Quando Anya aveva avuto bisogno di lui... beh, in tutta franchezza la definizione di Anya di bisogno di lui era completamente diversa da quella di Buffy. I bisogni di Buffy erano stati legittimi, i bisogni di Anya erano stati sulle prime sexy e carini e poi solo irritanti. Esattamente quante volte al giorno aveva bisogno di fare sesso la ragazza? Spike si considerava un tipo parecchio sessuale con un sano appetito, ma Anya... doveva essere una ninfomane.
Il giorno prima quando avevano trascorso la giornata al parco con Nate, Spike aveva sentito questa sensazione attraversarlo. Era come se riuscisse a vedere il suo futuro e in esso, come sempre, aveva visto Buffy. Ma, quando l'aveva vista, aveva anche visto Nate e altri piccoli monelli correre in giro. Li aveva visti insieme. Era stato un momento di lucidità, un momento che gli aveva detto che tutto sarebbe andato bene e che quello che stava pensando ERA giusto ed era destinato ad essere.
“Hey Spike, stai di nuovo fissando lo spazio. Stai cercando di contattare la nave madre?” scherzò Buffy mentre lo superava camminando. Lei rise leggermente tra sé per la sua battuta e Spike sorrise.
“Peste!” le gridò dietro lui.
“Perdente!”
“Sgualdrina!”
“Testa di cavolo!”
Spike e Buffy scoppiarono a ridere. Il suono della porta che si apriva e lo squittio deliziato di Cordy catturarono l'attenzione di Spike. Cordy stava attualmente abbracciando un uomo alto, dalla spalle larghe e i capelli scuri. Spike piegò la testa di lato. Il ragazzo di Cordy?
Guardò verso Buffy, pronto a dire qualcosa al riguardo quando notò l'espressione sul suo viso. Era diventata mortalmente pallida e sembrava ghiacciata sul posto.
“Buffy?” chiese Spike e si alzò dal tavolo, pronto a farsi strada verso di lei.
“Buffy, speravo di trovarti qui”
La testa di Spike girò verso il grande uomo. Che aveva appena detto? Conosceva Buffy? Come conosceva Buffy?
“Come sta Nate?” le chiese.
“Sta bene, grazie. È bravo. È molto migliorato”
“Non hai chiamato”
Spike alzò le sopracciglia, Buffy doveva chiamare quest'uomo? Chi diavolo era?
“Scusa, io... sono stata impegnata”
“Quindi non mi stavi scaricando?” ghignò l'uomo.
“Mi dispiace, ma tu chi sei?” chiese Spike con grazia, intromettendosi tra il tipo e Buffy.
Angel sembrò spiazzato per un momento, “Sono uh, Angel. Il pediatra di Nate”
“Oh, davvero?” chiese Spike in modo freddo e incrociò le braccia sul torace.
Angel annuì, “Ti conosco?”
“Sono Spike. Il migliore amico di Buffy. Lo zio di Nate”
“Oh, beh, piacere di conoscerti, Spike” Angel allungò la mano. Spike la prese, cercando di trattenersi dallo stringerla forte. I loro occhi si incontrarono e mentre non gli sembrò di vedere istinto malizioso da parte di Angel, a lui comunque non piacque.
“Scusami” disse Buffy, spingendo da parte Spike. Spike la fissò male. “Mi dispiace, Angel. Sono stata un po' preoccupata per chiamarti. Voglio dire, sei il pediatra di Nate”
“E i pediatri non possono avere appuntamenti?”
“Oh, no, non è quello che stavo dicendo. Ma, non possono uscire con i pazienti”
“Non sto chiedendo di uscire a Nate, Buffy. Lo sto chiedendo a te”
“Lo so, solo io... non so”
“Al diavolo Buffy è un appuntamento, non ti sta chiedendo la mano in matrimonio. Fattene una ragione e superala” Cordy roteò gli occhi. Ora Spike stava fissando male lei.
Buffy sembrò messa in trappola e proprio quando Spike stava per intervenire e dire al bel dottore che Buffy non era interessata Buffy lo batté sul tempo.
“Okay, uscirò con te” Aspetta, quello non era un rifiuto!
“Cosa?” farfugliò Spike.
Buffy gli lanciò un'occhiata strana e poi diresse altrove Angel lontano dal pubblico di Spike e Cordy.
“Che diavolo sta facendo?” sibilò Spike.
“Si fa una vita”
“Lei ha una vita”
“Non molta. Merita di divertirsi, Spike. Inoltre, Angel è un bravo ragazzo, gli piacciono i bambini, ha successo ed è divertente... cosa c'è da non piacere?”
“E' troppo alto per lei. Probabilmente porta i tacchi. E guarda quel gel per capelli”
Cordelia lo guardò, braccia incrociate, sopracciglia alzate.
“Cosa?”
“Qualcuno-” iniziò Cordy.
“Cordy, non sapevo conoscessi Angel” interruppe Buffy.
Cordy scrollò le spalle, “E' un mondo piccolo. Allora, hai un appuntamento?”
Buffy sorrise timidamente, “Si. Si fermerà nella mia ora di pranzo domani e mi porterà fuori per un gelato”
“Gelato?” ripeté Spike. “Gelato nell'ora di pranzo?”
“Cosa c'è che non va?” chiese Buffy e Cordy allo stesso tempo, poi si lanciarono occhiate divertite.
“Il gelato non è un pasto salutare. È un pediatra per amor di Dio, non dovrebbe spingerti in gola broccoli e insalata e altre cose del genere?”
Entrambe le donne lo guardarono come se avesse perso la testa, ma Spike continuò.
“Che tipo di pediatra è? La prossima volta ti dirà che Nate non ha bisogno di verdure e che puoi ingozzarlo di dolcetti tutto il giorno. Poi ti dirà di dimenticarti di lavargli i denti-”
“E' un pediatra, non un dentista” sottolineò Cordy.
“Oh, vedi? Lo stai già scusando!”
Cordy si voltò verso Buffy, “Ad ora di pranzo huh? Penso che Spike potrebbe trovare nella sua bontà d'animo la capacità di darti almeno un'altra mezz'ora da trascorrere con il tuo 'appuntamento'. Non potresti, Spike?”
Spike voleva immediatamente strozzare Cordelia, specie dato che Buffy ora aveva un'espressione speranzosa sul viso. “Bene” mormorò lui.
“Che ne dici di un'ora intera?” premette Cordy.
“Non forzare la tua fortuna” la indicò Spike. “Non ha pazienti da visitare? Non è per niente occupato? Che tipo di dottore può prendersi un'ora libera così?”
“Il tipo che non lavora di Domenica” gli disse Cordy.
“Devo portare il mio ordine” disse Buffy e si affrettò.
Spike guardò male Cordelia. “Ufficio. Adesso” E praticamente la trascinò nel suo ufficio.
“Capisci che non dovresti maltrattare il personale?” gli disse seccamente Cordelia mentre Spike sbatteva la porta.
“Che diavolo stai cercando di fare?” domandò Spike.
“Di che diavolo stai parlando?”
“Buffy e quel tipo Angel... li stai sistemando”
“Non sto facendo niente! Lui le ha chiesto di uscire”
“Non stai aiutando! Li stai spingendo insieme”
Gli occhi di Cordy si spalancarono, “Io li sto SPINGENDO insieme? Okay, sai cosa Signor Sono-in-fase-di-negazione-fin-dal-liceo-riguardo-quello-che-provo-davvero-per-Buffy? NON URLARMI CONTRO perché SEI TU che hai troppa paura per fare qualcosa al riguardo! Non pensare che solo perché sei completamente all'oscuro anche il resto di noi lo sia? Capisci che anche Anya sapeva quello che provavi sul serio per Buffy, vero? La povera ragazza saltava nei cerchi per attirare la tua attenzione e tutto quello che Buffy doveva fare era entrare nella stanza.
Non li sto spingendo insieme, io sto spingendo TE a darti finalmente una mossa e fare qualcosa! Sto anche spingendo Buffy a pensare a qualcosa altro a parte il fatto che è praticamente una mamma single adesso senza una vita E sua sorella è appena morta. Merita di divertirsi un po' e che le venga ricordato che è ancora giovane e che qualcuno la trovi attraente. Inoltre, perché dovrebbe aspettare che tu muova il culo e le dica quello che senti? Potrebbe benissimo essere una vecchia signora prima che quel giorno accada e sai quanto è difficile trovare un appuntamento quando hai ottanta anni?”
Spike la fissò, bocca aperta e sotto shock. “T-tu sai quello che provo?”
“La parola 'duh' significa niente per te?”
“Lei lo sa?”
Cordy sospirò esasperata. “No, non lo sa”
“Pensi che provi niente per me?”
Cordy piegò la testa pensierosa e mordicchiò il labbro inferiore. “Di questo non sono sicura. Voglio dire, a volte penso di si, e altre volte... beh, la ragazza non è esattamente un libro aperto”
“Dillo a me” concordò seccamente Spike, passandosi una mano tra i capelli. Restrinse gli occhi. “E il tuo amico? Perché sei disposta ad aiutare ME e a ferire lui nel processo?”
“Angel ed io non siamo esattamente 'amici'. Siamo cresciuti insieme e tutto il resto, e avevo una grande cotta per lui. Gli ho chiesto di uscire e lui mi ha rifiutato per una tipa di nome Darla. NESSUNO rifiuta Cordelia Chase e la passa liscia”
Spike ghignò, “Quindi è una rivincita?”
“Per così dire. Mi piace pensarla in tre modi: Uno, tutto è lecito in amore e in guerra, due, sto aiutando te e Buffy perché in qualche strano modo mi importa di quello che accade a voi due tipi assurdi, e tre... tu e Buffy siete destinati ad essere. È destino, fato, tutta quella roba profonda. Chiunque con cui vi coinvolgerete finirà ferito per la vostra intensa devozione l'uno all'altra – per esempio, Anya. Forse questo sveglierà Buffy sui suoi sentimenti per te”
“Mi sorprendi, Cordy. Eccoti, che svolazzi pensando solo a te stessa e in realtà, ti importa degli altri e noti quello che ti accade attorno”
“Non darmi troppo credito Spike. Quando tu e Buffy un giorno vi sposerete – se MAI, sai, glielo DIRAI – allora avrò tutta la gloria e non solo sarò la damigella d'onore MA chiamerete la vostra prima figlia femmina come me!”
“Quindi alla fine, è ancora tutto intorno a te”
“Spike, è SEMPRE intorno a me”
Lui iniziò a ridere e anche Cordy lo fece.
“Qualche consiglio?” chiese Spike dopo un minuto.
“Beh, se vuoi che Buffy paragoni e confronti, dovrai mostrarle cosa significa essere amata da te. Dovrai farti strada all'interno. Portare scatole piene di cioccolati a forma di cuore, rose e drammatiche dichiarazioni d'amore NON è la strada per il cuore di Buffy Summers. Quello la farà correre alla velocità della luce. Quello che devi fare è avere più giorni come ieri. Nate è la strada per il suo cuore ora -”
Spike trasalì, “Non lo userò per arrivare a lei. Non le piacerebbe e io lo amo davvero. Non potrei usarlo così”
“Non sto dicendo questo, sciocco. Sto DICENDO che tu ami lui e lui ama te, giusto?”
“Giusto”
“E la priorità di Buffy è Nate adesso. L'unico modo in cui sarai in grado di farle sapere quanto meraviglioso potrebbe essere è se le mostri che puoi essere il tipo familiare, di lungo periodo”
“E Angel? È il pediatra di Nate. Come può non essere il tipo familiare, di lungo periodo”
“Perché Buffy è destinata a stare con William ecco perché. Buffy è testarda-”
“Non lo sapessi!”
“Quindi, sta a te essere tenace senza esagerare e farla correre dall'altra parte. Lei si fida di te e crede in te Spike. Rafforza questo”
“Quando l'ho fatto prima, mi si è rivoltato contro”
“A causa di Anya che ora è fuori gioco”
“Giusta osservazione”
“Penso che un altra giornata familiare con Nate sia in programma, non credi?”
Spike ghignò, “Penso davvero di si”
“Ascolta mister, non pensare che sia facile solo perché mi fai quello sguardo” disse Buffy a Nate mentre gli dava un ultimo biscotto. Quando aveva iniziato a metterli via, Nate era apparso così depresso che Buffy non era riuscita a resistere al labbro imbronciato. Probabilmente perché era davvero molto come il suo. “Devi sederti, amico”
Nate si sedette sul pavimento con un tonfo e trangugiò il suo biscotto. Lei sorrise e si sedette di fronte a lui. Lo guardò mentre spesso le offriva un morso del suo biscotto e poi ridacchiava quando lei prendeva quello che le offriva. Le sue risatine facevano ridere anche Buffy, la sua allegria era contagiosa.
“Posso entrare? O è una festa privata?”
Buffy alzò lo sguardo per vedere Spike in piedi sulla porta, sorridente. Iniziò ad alzarsi.
“No, non alzarti passerotto. Vi raggiungerò io” Lui attraversò la stanza e si sedette, alla destra di Buffy e arruffò i capelli di Nate che prontamente gli offrì un po' del biscotto.
Spike lo prese e rise anche lui della risatina di Nate. Poi, Nate si alzò e trotterellò verso di lui, voltandosi e lasciandosi cadere con attenzione in grembo a Spike. Il semplice atto riscaldò il cuore di Buffy e lei si ritrovò a fissarli teneramente. “Sai, sarai davvero un buon padre”
Lui la guardò sorpresa. “Cosa te lo fa dire?”
“Perché sei così bravo con lui. Ti adora. Nate non si accoccola con chiunque sai”
“Si accoccola con Angel?”
Buffy gli rivolse un'occhiata divertita mentre si alzava e si ripuliva dalle briciole di biscotto. “Geloso?”
Spike scrollò le spalle e guardò in basso, lei avrebbe giurato che fosse imbronciato. “Forse”
Buffy sogghignò, “Niente di cui essere geloso”
La testa di Spike saltò su, “Sul serio?”
“Sul serio. Nate ama suo Zio Spike e nessuno potrebbe mai rimpiazzarti. Specialmente non il suo pediatra, la sua funzione principale è colpirlo e pungolarlo. O, sai, prescrivergli le medicine quando è malato per farlo stare meglio”
Spike si appoggiò all'indietro contro il frigo e osservò mentre Buffy finiva di ripulire i resti della cena. “Allora voi ragazzi siete andati d'accordo, huh?”
Buffy scrollò le spalle, “Penso di si. Non sono davvero sicura. È stata una visita corta e sono rimasta sentendo di sicuro qualcosa per lui.”
Spike si raddrizzò, “Oh? E cosa?”
“Gratitudine. Nate era malato, aveva in suo potere il dirmi cosa non andasse in lui e farlo stare meglio”
“Beh, l'amoxicillan l'ha fatto stare meglio, non Angel in sé”
“Sai cosa intendo. Non so, Spike. È passato così tanto da quando ho sentito anche il più remoto desiderio di uscire con qualcuno. Così tanto da quando sono stata attratta da qualcuno”
“Buffy, tu non esci affatto. Odi uscire”
“Lo so, è quello che sto dicendo. Meravigliati del concetto che il dottor O'Connor mi ha fatto volere uscire”
“O era solo gratitudine come hai detto?”
Buffy aggrottò le sopracciglia pensierosa e si sedette all'indietro sul pavimento, asciugandosi le mani su un canovaccio. Lo guardò, “Dimmelo tu”
“Beh, se non è gratitudine allora potrebbe essere che Cordy avesse ragione a spingertelo in gola. Per non parlare del fatto che lui aveva ragione a metterti in un angolo, cosa che so che odi, quindi potrebbe essere stato stress sociale”
Buffy alzò il sopracciglio, “Da quando MAI io ho ceduto allo stress sociale?”
Spike finse di pensarci, “Um, mai”
“Esattamente. Quindi, cosa pensi dovrei fare? Voglio dire, dovrei uscire con lui e vedere se la mia prognosi è pura gratitudine per il fatto che è stato lì a salvare la giornata quando mi sono sentita impotente, o non devo uscire con lui perché potrebbe essere solo quello?”
Spike la fissò per un lungo momento, così lungo che Buffy lo colpì sulla gamba, domandandosi cosa potesse star pensando così a lungo.
“Penso che pensi troppo Buffy Summers e dovresti concederti del tempo fuori con lui e vedere cosa provi alla fine del tuo appuntamento. Se non lo fai, te lo domanderai sempre”
Buffy annuì, “Penso tu abbia ragione. Penso davvero troppo. È davvero carino, vero?”
“Sono il tuo migliore amico, e sono un ragazzo. Non sono gay comunque, Buffy. Non mi metterò maledettamente a parlare di ragazzi con te”
Buffy ridacchiò, “Sai chi penso abbia una cotta per te?”
Spike sollevò le sopracciglia, intrigato. “Quella ragazza tranquilla che viene ogni tanto con il quaderno degli appunti?”
“No, lei è gay”
“Come lo sai?”
“Le ho parlato. Mi ha raccontato che la sua ragazza ha un asilo – hey ecco un'idea! - e che in qualche modo non si dichiara gay per questo. Non vuole rovinarsi gli affari se la gente lo scoprisse o altro”
Spike la guardò incredulo mentre Nate si piegava e iniziava a giocare con i suoi lacci delle scarpe. “Sai sempre quello che succede alla gente”
Buffy sorrise, “Questo perché mi prendo il tempo di parlare con la gente. Specie se sono clienti abituali come lei”
“Nome?”
“Tara. Non andarle a parlare adesso” Buffy lo colpì sul braccio, “Non voglio che pensi che parlo in giro. È un tipo davvero timido e sommesso”
“Cosa stai cercando di dire? Io sono timido e sommesso” le disse Spike in tono fintamente offeso, mettendosi la mano sul cuore.
“Per favore. Sei timidi e sommesso quanto un treno merci. Giusto Nate?”
Nate smise involontariamente di sciogliere i lacci delle scarpe di Spike giusto il tempo di guardare in su e dire “yeah”.
Buffy boccheggiò e si mise una mano sulla bocca. “Hai sentito?”
Spike ghignò, “Nate, vuoi un altro biscotto?”
“Yeah”
Buffy balzò in piedi immediatamente e afferrò un altro biscotto per poi darglielo.
“Come potrei resistergli?” Nate dimenticò del tutto i lacci delle scarpe e attaccò con vigore il suo biscotto.
Spike mormorò nel suo orecchio alto abbastanza perché Buffy sentisse, “Sai quanto hai fatto felice tua Zia Buffy? Penso che la prossima parola dovrebbe essere 'macchina'. In questo modo sarai sicuro di averne una per quando – Buffy, perché stai piangendo?”
Lei scosse la testa, e si allungò verso dei tovaglioli di carta. Spike si alzò e sedette Nate sul pavimento a mangiare. Andò da Buffy e la prese nelle braccia. “Cosa c'è, passerotto?”
“Voglio dire, è solo una parola. È soltanto 'yeah'.... desidero solo... desidero solo che Faith fosse stata qui a sentirla” Lo abbracciò mentre piangeva nella sua spalla. Le mancava Faith, le mancava ogni giorno ed era in momenti così, quando Nate faceva qualcosa di nuovo, che Buffy sentiva più acutamente la sua perdita. “E' solo così triste che non riuscirà mai a vederlo parlare. Non riuscirà mai a vederlo mettere i denti, andare all'asilo, perdere tutti i denti... non avrà mai tutte queste cose. Non è giusto”
Spike le accarezzò i capelli, “Lo so Buffy, lo so. Non pensi che lei lo stia guardando? Io si. Penso che lei veda tutto. Con tutte le cose che Faith ha sbagliato, so che lo amava tanto. Scommetto che l'ha sentito, e scommetto che vedrà tutto”
“Pensi di si?”
“Si”
Lei si spinse via e si asciugò gli occhi con il tovagliolo. “Diventa più facile ogni giorno sai, non sempre crollo a pezzi così”
“Buffy, è normale. Era tua sorella e quello è suo figlio. È normale sentirsi così, fa tutto parte del processo di perdita. Nessuno si aspetta che tu sia al cento per cento dopo un mese”
“Lo so, solo odio sentirmi debole”
“Non sei debole, donna!”
“So riconoscere quando sei frustrato quando mi chiami 'donna'” Gli rivolse un piccolo sorriso.
“Se non fossi così maledettamente zuccona-”
“Io? Parli proprio tu!”
“Hey adesso-”
“Vuoi sapere chi ha una cotta per te o no?”
Classica Buffy. Cambiare l'argomento quando non voleva più sentire. Lei sorrise mentre Spike cambiava marcia in testa.
“Okay, chi?”
“Andrew”
Gli occhi di Spike si spalancarono, “Andrew?” farfugliò. “Assolutamente no”
Buffy annuì, “Parla di te come se fossi un dio e lui sia qui per venerarti”
“Non pensavo fosse gay”
“Non so se lo è o no, veramente. È un po'... ambiguo. Voi ragazzi potreste essere il duo ambiguamente gay!” Buffy scoppiò a ridere per l'espressione di orrore sul viso di Spike.
Spike stava tenendo il broncio. Oggi era il giorno. Il giorno A. Il giorno dell'appuntamento. Si era goduto il tempo insieme la sera prima quando erano stati solo loro tre in giro a chiacchierare, ridere e sentir Nate dire una nuova parola. C'erano state lacrime, ma Spike era lieto di essere stato lì. Voleva essere lì ogni volta che Buffy piangeva. Ogni volta che lei menzionava quel giorno in cui aveva dovuto portare Nate dal pediatra era un'altra coltellata al cuore. Lui voleva essere stato lì per lei. Sapeva che doveva essere stata spaventata ed essersi sentita solo e odiava che lei si fosse sentita così. Lo odiava perché non era sola. Lei aveva lui e se solo fosse riuscito a trovare un modo per dirle-
“Qual è il tuo problema?” chiese Cordy, in piedi di fronte alla sua scrivania.
Lui la scrutò da dove la sua testa era appoggiata sulla scrivania come un bambino insolente. “Nessuno”
“Bugiardo. Oh, lo so. Oggi è l'appuntamento di Buffy con Angel. Rilassati, non è che lei possa fare sesso con lui in solo un'ora. Beh, potrebbe-”
“Cordelia!” urlò Spike, sedendosi diritto. “Ti dispiace? Non hai del lavoro da fare?”
“Beh, si. Ho pensato solo ti piacesse sapere che Andrew farà un po' tardi e che Lorne deve andarsene, ora. Quindi, a meno che tu voglia che il bar sia trascurato per Dio sa quanto, ti suggerisco di mostrare il tuo bel sedere lì fuori”
Spike ghignò, “Bel sedere huh?”
“Ho interrotto qualcosa?” chiese Buffy, entrando nella stanza. “Ho sentito qualcosa riguardo a bei sederi?”
Spike ghignò diabolicamente, “Cordy ha appena detto che ho un bel sedere”
Buffy alzò le sopracciglia, “Okay allora. Andrò a prepararmi per Angel. Sarà qui tra poco, quindi potresti tornare di là Cordy”
“Vado. Assicurati di indossare quella camicia verde, ti evidenzia gli occhi!” le urlò contro Cordy mentre si faceva strada fuori la porta.
Spike pizzicò il braccio di Cordy mentre andavano sul davanti. “Non aiutarla con il suo appuntamento cazzo!”
Cordy roteò gli occhi, “Come ti pare. Non le dirò di uscire vestita con un sacco nero come tu probabilmente vorresti”
“Pensavo fossi dalla mia parte?”
Cordy sorrise sfrontatamente, “Sono dalla parte dove sono sempre”
“Quale?”
“La mia”
“Cordy” ringhiò Spike.
“Inoltre, mi diverto a guardarti contorcerti. Mi fa domandare cosa farai e quanto ti ci vorrà per fare una mossa. Oh, guarda. Ecco Angel. Scusami mentre vado a salutarlo”
Spike la fissò male e poi guardò Angel mentre entrava e aveva la sfrontatezza di sorridere.
Lorne arrivò e colpì Spike sulla schiena, “Non preoccuparti crème brulee, si risolverà tutto per il meglio”
Prima che Spike potesse chiedere se anche lui sapesse, Lorne era scomparso. Spike sospirò e poi boccheggiò quando Buffy uscì dal bagno. Dio, Cordy aveva ragione. Il verde era il colore perfetto per lei. Si era cambiata in un maglioncino a collo alto verde chiaro e stretto e in una gonna nera che arrivava proprio sopra le ginocchia. I capelli erano stati spazzolati per liberarli dalle trecce e le cadevano in onde attorno alle spalle. Il trucco era stato ritoccato e reso un po' più scuro. Ricapitolando, era raggiante e bella e Spike non voleva nient'altro che fermarla. I suoi piedi sembrarono avere una testa loro mentre si muoveva verso di lei.
“Buffy” le disse lui, quasi senza fiato.
Lei lo guardò, a metà strada da Angel che le stava sorridendo. “Si?”
Era rossa in viso e sembrava nervosa come pure eccitata.
Spike si fermò. Cosa avrebbe detto? Le avrebbe detto che era la cosa più bella che avesse mai visto e di non uscire con Angel? Come poteva farglielo? Cordy aveva ragione, meritava un po' di divertimento. Non era quella la ragione per cui le aveva detto di uscire quando lei gli aveva chiesto se dovesse farlo o no? Non voleva consigliarle di non uscire con l'uomo e poi far si che lei si domandasse se poteva esserci una possibilità. Doveva solo assicurarsi di fare un po' di competizione con Angel, tutto qui. Allora Buffy avrebbe dovuto vedere che erano destinati ad essere, lo erano sempre stati, e sarebbe andata da lui di sua volontà. Giusto?
“Spike? Che c'è? Mi piacerebbe davvero andare adesso”
Spike deglutì e prese un profondo respiro, forzando un sorriso. “Divertiti. Sei bellissima”
Buffy sorrise, un'espressione sorpresa le passò sui lineamenti. Nota a me stesso: dire a Buffy che è bella più spesso.
“Grazie, Spike”
Buffy si fece strada verso Angel che le prese galantemente la mano e la baciò. Lei gli sorrise timidamente e lui allungò il braccio affinché lei lo prendesse. Spike girò di sentire Cordy dirle che se voleva prendersi più di un'ora, non ci sarebbe stato problema.
Buffy si stava divertendo, si sentiva rilassata e niente affatto nauseata come si era sentita quando aveva iniziato a prepararsi per il suo appuntamento con Angel. Era facile parlare con lui, era cordiale, gentile e accomodante. Parlava con voce sommessa, e a questa cosa lei non era abituata perché Spike era la completa antitesi della voce sommessa. Per non parlare del fatto che Spike a volte riusciva ad essere più teso di un tamburo quando non otteneva ciò che voleva e Angel – perché diavolo Spike stava entrando nei suoi pensieri durante il suo appuntamento con Angel?
Non appena lei ed Angel tornarono dal ristorante, lei si sentì come se fosse in mostra per gli occhi che scattarono nella sua direzione. Cordelia le rivolse un grande sorriso, Andrew la guardò ansiosamente e sorrise con approvazione ad Angel e Spike sembrava... beh, sembrava come se avesse una nuvola scura che gli abitava sulla testa.
“Mi sono divertito, Buffy” le disse Angel gentilmente e si piegò per darle un bacio sulla guancia. “Mi piacerebbe farlo di nuovo qualche volta. Forse quando avrai più tempo?”
“Oh, posso aiutare. Posso guardare Nate, Buffy” arrivò Cordy e buttò un braccio attorno alle spalle di Buffy.
“Uh, okay-” replicò Buffy, la testa improvvisamente sottosopra.
“Grande, ti chiamerò” Lui uscì, salutando Spike che accennò con la testa e gli rivolse un sorriso falso.
Cordy scortò Buffy nel retro per cambiarsi, chiacchierando su come fosse solita conoscere Angel al liceo e su come lui fosse considerato un gran bel partito e il più portato al successo. Buffy stava ascoltando solo a metà, lasciando che gli eventi dell'appuntamento penetrassero, e domandandosi perché Spike fosse così buio e oscuro.
“Cosa c'è che non va con Spike?” spiattellò Buffy.
Cordy si fermò a metà frase. “Oh-kay” disse lei lentamente. “Immagino tu non voglia sentire di come Angel fosse il quaterback nel suo liceo”
“Scusa Cordy, stavo ascoltando. Solo ho notato che Spike sembrava-”
“Irascibile? Imbronciato? Si, è così da un po' ora”
“Non è vero. Spike non è sempre così. Qualche volta sembra come se sia irascibile ma in realtà è solo molto pensieroso-”
“Lo conosci molto bene, huh?”
Buffy si tirò sulla testa la maglia del lavoro e scrollò le spalle, “Beh, si”
“E sono sicura che anche lui ti conosce altrettanto bene” osservò Cordy.
“Si” disse lentamente Buffy. “Va a braccetto con la sfera, immagino. Quindi, cosa non va in lui?”
“Chi lo sa. Non penso sia 'pensieroso'. Penso sia solo irritabile. Beh, devo tornare a lavoro! Chiacchiereremo dopo”
Buffy la guardò andare e scosse lentamente la testa. La ragazza era un turbine. Uscendo sul davanti, Spike stava parlando ad Andrew di qualcosa e Andrew lo stava fissando adorante. Buffy andò dietro Andrew e fece finta di mandargli baci da oltre la spalla del ragazzo. Gli occhi di Spike si spalancarono e fece un passo indietro considerevole da Andrew.
Andrew si voltò e sorrise debolmente. “Buffy, ciao. Come è stato il tuo appuntamento? Angel sembrava... un angelo. Molto affascinante. Che tipo di gelato hai preso?”
Buffy sorrise. Alcune persone trovavano Andrew fastidioso, ma a lei piaceva. Trovava il suo accentuato senso dell'umorismo e la sua personalità rinfrescante. Vedeva le cose in una luce del tutto nuova. “Ho preso il biscotto al cioccolato. Molto gustoso. Come vanno le cose? Mi sono persa niente?”
“Oh niente. È stato lento. Stavo cercando di coinvolgere Spike in un gioco di Io Spio ma lui ha deciso di farmi una lezione invece”
“Andrew” gli disse Spike severamente.
“Giocherò io con te, Andrew” sorrise Buffy. Allora ecco cosa aveva fatto diventare Spike acido.
“Buffy” disse Spike con un leggero gemito.
Buffy lanciò un bacio a Spike e si diresse verso il suo tavolo che improvvisamente aveva clienti.
Spike tirò Cordy da parte, discretamente, alla prima opportunità che ebbe. “Allora, come è andato il suo appuntamento?”
Cordy roteò gli occhi. “Mi stai prendendo in giro? Perché non glielo chiedi tu stesso?”
“Ho paura della risposta” borbottò lui. “Sembrava così maledettamente felice quando è rientrata...” si affievolì, ricordando il suo sorriso felice, le guance arrossate e i capelli gonfiati dal vento. Era sembrata felice, felice e bellissima.
Cordy gli schioccò le dita in faccia. “Salve, dove sei andato?”
Spike scosse la testa, “Scusa”
“Penso davvero dovresti chiederglielo. Penso anche potresti essere interessato a sapere che mentre le stavo dicendo delle virtù di Angel, lei era preoccupata del perché tu sembrassi così acido quando è tornata”
Speranza albeggiò sul volto di Spike, “Era preoccupata per me?”
“Si” disse Cordy come se lui avesse già dovuto saperlo.
Spike si fermò e le puntò contro il dito, “Mi dirai come è andato il suo appuntamento o no?”
“No. Se ti dico tutto, allora non le parlerai mai. È questo il punto, Spike. PARLALE. Come altro riuscirai a convincerla che è con te che deve stare?”
Spike annuì e guardò in basso, “Già, hai ragione”
“Duh.”
Spike le lanciò un'occhiata. “Non hai del lavoro da fare?”
“Mi hai portato tu qui, ricordi? Continua così e Buffy penserà che c'è qualcosa tra di noi”
Una lampadina si accese nella testa di Spike.
“Non pensarci neanche” Cordy fu veloce a tagliarlo. “Sarebbe solo farle uno scherzo e pensi davvero che Buffy la prenderebbe bene se lo scoprisse?”
Spike sospirò, “Si, hai ragione”
“E questo ti sorprende? Allora, perché non ti assicuri di parlarle prima che se ne vada stasera?”
“Si, Cordy”
“Continua a dirlo”
Buffy osservò mentre Spike gironzolava fino al bar dove lei stava aiutando Andrew a lavare i bicchieri. Sembrava quasi timido e lei si domandò cosa c'era che non andava.
“Hey Buffy” disse lui mentre si avvicinava.
“Hey Spike, che c'è?”
“Come è andato il tuo appuntamento?”
Oh si, il suo appuntamento. Sembravano passate ore ed ore da quando era successo. Lanciò un'occhiata all'orologio. Erano trascorse solo quattro ore, ma sembravano più otto. Annuì, “Bene”
“Tutto qui? Solo bene?”
“E' stata un'ora. Cosa ti aspetti?”
“Non so. Di solito sai dopo un'ora se clicchi con qualcuno”
“Penso che abbiamo cliccato”
“Pensi di si? Non lo sai?”
“Sono fuori esercizio con il cliccare. Se cliccare vuol dire che ti è piaciuta la sua compagnia e che non ci sono stati silenzi imbarazzanti, allora si, abbiamo cliccato. Se cliccare vuol dire che ero pronta a fare sesso bollente con lui sulla panchina del parco, allora no, non abbiamo cliccato”
Gli occhi di lui divennero lucidi per un minuto e lei si domandò dove fosse andato prima che lui riportasse di scatto l'attenzione su di lei. “Uh, si. Quindi, ha chiesto di Nate?”
“Si, ha chiesto come stava. Perché?”
“Perché se non avesse chiesto come stava Nate allora sarebbe sembrato come se non gli importasse del piccolo monello dato che era stato malato. Sarebbe stato brutto”
Lei annuì lentamente, “Capisco la tua logica”
“Gli hai chiesto qual è il suo film preferito?”
Lei aggrottò la fronte, “No”
“Buffy, stai trascurando”
“Hai detto che era una domanda superficiale!”
“Ho cambiato idea. Penso avessi ragione, può dire quanto è profonda una persona. Voglio dire, se il suo film preferito fosse, diciamo, Starsky and Hutch, allora non è molto profondo. Tuttavia, se il suo film preferito è diciamo, American Beauty, allora è un pensatore”
Buffy gli rivolse un'occhiata alla 'mi stai prendendo in giro?'. “Spike, il MIO film preferito è Starsky and Hutch. Non significa che sono frivola, vero? No. Inoltre, è una domanda superficiale che alla fine non significa niente. Quindi non sto 'trascurando'. Sto solo cambiando tattica”
“Verso?”
“Non so. È stato solo un appuntamento!”
“Penso dovresti trovare un modo per misurare se è un bravo ragazzo o no, Buffy”
“E il fatto che è il pediatra di mio nipote significa il che significa che ama i bambini non è abbastanza?”
“No. Non significa che è un bravo ragazzo. Potrebbe solo essere una copertura”
“Una copertura per cosa?”
“Potrebbe essere un serial killer. Attira giovani donne attraenti SINGLE, proprio come te nel suo appartamento e poi fa il Dahmer su di loro”
“Sai cosa penso?”
“Cosa?”
“Penso che hai DAVVERO troppo tempo libero”
“Sono serio Buffy”
“Lo so, è questo che fa paura. Spike, sono uscita UNA volta con lui ed è stato un perfetto gentiluomo e mi sono divertita. Non posso prendere grandi decisioni su di lui dopo un solo appuntamento. Se vuoi, potresti fare da babysitter a Nate per me e aiutarmi a decidere”
“Lo farò. Se ti aiuterà – aspetta, come il mio fare da babysitter a Nate ti aiuterà a decidere se Angel è un bravo ragazzo?”
Buffy ghignò mentre si faceva strada verso il suo armadietto, “In questo modo posso avere un vero appuntamento con lui, non solo un'ora. Grazie, Zio Spike!”
Spike lasciò cadere la testa con un tonfo sul bar. Sentì qualcuno improvvisamente massaggiargli il retro della testa. Alzò lo sguardo per vedere Andrew. “E' okay piccolo ballerino” lo rassicurò il giovane uomo.
Spike guardò Buffy correre in giro per la casa e dargli istruzioni riguardo cosa dare da mangiare a Nate e come.
”Buffy, so come dargli una banana”
Lei rimase in piedi di fronte a lui con le mani incrociate. “Okay. Come?”
“Togliere la buccia, tagliarla, e passargliela” disse lui in parte come una domanda, perchè ora sentiva che la sua risposta era sbagliata.
“No”, gli disse lei lentamente, “Puoi solo togliere la buccia. Se la tocchi altrimenti, non la mangerà”
Spike ghignò, “Davvero?”
Buffy annuì, “Già, non lo capisco”
“Sembra che il piccolo monello non voglia che il suo cibo venga toccato. Mi ricorda qualcuno che conosco”
“Si, sua madre” mormorò Buffy sottovoce mentre si sedeva per infilarsi i suoi stivali di pelle a tacco alto.
Spike la occhieggiò. “Indosserai quegli stivali?”
Buffy smise di tirare su la zip, guardò Spike e poi tornò ai suoi stivali. “Si, perché? Non vanno?”
“Beh, vanno… solo non sono materiale da secondo appuntamento”
“Non sapevo ci fossero regole sulle scarpe per gli appuntamenti”
“Oh ma ci sono. Vedi, queste scarpe? Gridano libera”
“Oh, capisco cosa stai dicendo. Questi sono quelli che Faith chiamerebbe ‘stivali da scopata’”
Spike quasi soffocò con la sua acqua, “Si, esattamente”
“Beh, non c’è bisono di preoccuparsi, perché Angel non avrà niente stasera. Ora dov’è la mia borsa…” lasciò andare Buffy, in cerca della sua borsa.
Spike la seguì, “Non stasera? Sembri come se ci fosse una possibilità che possa avere qualcosa qualche altra notte, come se non fossi sicura, come se non sapessi-”
“A-ha! Eccola. A Nate piace nasconderla. Giuro che quel bambino prende le cose e le accumula da qualche parte” disse Buffy soprappensiero mentre si allungava dietro il divano e afferrava la sua borsa. Sorrise a Spike che era lì in piedi, esaurito.
“Stai bene? Non me ne sono ancora andata e sembri sopraffatto”
Spike la fissò domandandosi come una donna potesse essere così frustrante. “No, Buffy. Non sono preoccupato del prendermi cura di Nate da solo. L’ho già fatto sai” non potè evitare il tono leggermente difensivo che si insinuò nella sua voce.
“Scusa. Sono solo abituata a farlo io che mi sento in colpa se chiedo a qualcuno di guardarlo”
L’espressione severa di Spike tornò, “Non sentirti colpevole, Buffy. Meriti di avere una notte fuori”. ‘Anche se è ancora Angel’, pensò amaramente Spike.
Buffy sorrise con calore, “Grazie”. Andò nella stanza dei giochi dove Nate stava felicemente giocando con alcune macchine sul pavimento e lo raccolse nelle sue braccia. “Ti amo, divertiti con Zio Spike, okay? Fai il bravo.” Gli diede un bacio sulla fronte e lo rimise giù a giocare. Indicò Spike, “E anche tu fai il bravo ragazzo, okay?” Il campanello suonò. “Questo è Angel. Rimani qui” Gli diede un veloce bacio sulla guancia. “Divertiti. Ti amo!” gli disse lei allegramente e in pratica si precipitò alla porta.
Spike silenziosamente arrivò alla porta della stanza dei giochi e piegò il collo per vedere nella cucina. Tutto quello che riusciva a vedere era Buffy sorridere a qualcuno e annuire. Si voltò verso Nate, “Rimani qui dice lei. Perché non mi è permesso andare fuori? Penseresti che vuole che noi la salutiamo alla grande, ma nooo, mi è stato ordinato di rimanere qui” Spike si fermò. “Beh, a me, ma non a te” Spike sollevò Nate e lo portò silenziosamente fuori la porta e lo mise giù. “Vai a prendere Zia Buffy” mormorò Spike e Nate rise, correndo nella cucina con le braccia sollevate per Zia Buffy.
“Ecco l’ometto. Stavo proprio chiedendo di te” Spike sentì Angel dire con calore.
Spike roteò gli occhi, “Naturale che lo stavi facendo” mormorò. Lui camminò fino alla cucina e Buffy alzò gli occhi su di lui, uno sguardo mortale partì dietro il sorriso felice.
“Spike, giusto?” chiese Angel mentre Spike arrivava alla vista.
Spike annuì, spingendo le mani nelle tasche.
“Zio Spike al salvataggio” disse Buffy allegramente. “Beh, dovremmo andare”
“Si, ho fatto la prenotazione per le otto” le disse Angel.
“Va bene” lei si piegò e diede a Nate un ultimo bacio prima che Spike lo prendesse di nuovo su. “Non dimenticarti di fargli il bagno, e non lasciarlo stare in piedi fino a troppo tardi, ha saltato il sonnellino oggi—“
“Buonanotte, Buffy” le disse Spike, roteando gli occhi.
Lei sospirò, “Okay. Buonanotte. Ho il cellulare se ha bisogno!” urlò prima che Spike le chiudesse la porta in faccia. Ridacchiò tra sé e quando sentì Angel fare lo stesso, Spike aggrottò la fronte. Nate lo guardò curioso. “Possiamo vederli dalla finestra del soggiorno” Spike lo portò nel soggiorno e abbassò le luci, guardando con discrezione attraverso la finestra mentre Angel apriva la porta per lei. Sospirò, “Almeno è un gentiluomo. Che ne pensi?” chiese e guardò Nate.
Nate scosse la testa e allungò la mano, “Eh”
“Concordo”
“Sei un mistero, Buffy Summers” le disse Angel mentre la accompagnava alla porta.
Lei gli sorrise, “Davvero? Non mi era stato mai detto prima. Mi piace”
Angel sogghignò, “Lieto di poter essere d’aiuto”
Si fermarono di fronte alla porta e lei si voltò verso di lui. “Grazie per la cena e il film. Oh, e grazie TANTE per il biglietto della tua amica. Non avevo idea di dove cominciare per cercare un asilo per Nate”
“Willow è una brava persona e un’eccellente insegnante. Ho la sensazione che voi ragazze andreste d’accordo”
“Sarebbe carino farsi delle amiche donne”
“Non sei amica con Cordy?”
“In un modo strano” rise Buffy.
“Allora, quando posso portarti fuori di nuovo?”
Buffy era scioccata. Lui aveva trascorso un’intera serata con lei e voleva di più? “Io uh, non so, io… non so. Posso chiamarti?”
Angel si piegò e la baciò dolcemente, solo un sussurro di bacio che lasciò Buffy in piedi lì con gli occhi chiusi e le labbra ancora arricciate. Voleva di più.
“Faresti meglio” mormorò Angel e la baciò di nuovo, questa volta, più profondamente.
Stordita, Buffy ricordò a mala pena di guardare Angel tornare alla sua mcchina e andare via. Con un sorriso sognante sul viso, lei volteggiò nella casa, canticchiando un motivetto felice. Quando entrò nel soggiorno, si fermò di scatto e un sorriso smielato le piegò gli angoli della bocca. Sdraiati sul divano c’erano Spike e Nate. Spike era sulla schiena, la bocca leggermente aperta e Nate era sdraiato accucciato sul fianco, la testa appoggiata sul torace di Spike. Doveva essere la cosa più carina che avesse mai visto. Avanzando nella testa, in cima all’entertainment center, Buffy afferrò la sua macchina fotografica e scattò una foto. Aveva deciso dopo che Faith era morta che voleva catturare ogni momento che poteva con Nate. Guardando le foto che lei e Faith avevano in giro della loro piccola famiglia non erano molte, e quelle che avevano, Buffy le aveva riunite in un album fotografico. Voleva essere in grado di passarlo a Nate un giorno, quindi era decisa a riempirlo. Questo era un momento a cui non poteva rinunciare.
Spike si mosse e Buffy rimase ferma, non sicura se avesse dovuto svegliarlo completamente, o lasciarlo dormire. I suoi occhi lentamente si aprirono e lui si mosse con attenzione, in apparenza consapevole che teneva Nate sopra di lui. Lanciò uno sguardo a Buffy.
“Hey, da quanto sei lì?”
“Sono appena tornata a casa” mormorò lei. Alzò la macchina fotografica. “Dovevo catturare il momento. Voi ragazzi siete troppo carini”
Spike sorrise mezzo addormentato e guardò Nate. “Penso che ci siamo stancati a morte l’un l’altro. Non mi hai detto che ama fare il bagno. Mi sono sentito un uomo cattivo quando ho dovuto tirarlo fuori perché stava diventando una prugna”
Buffy sorrise, “Ha lanciato la spugna di Kermit contro il muro della doccia e ha riso mentre scivolava giù?”
Spike sogghignò piano, “L’ha fatto. Poi ha continuato a prendere la tazza che ho usato per lavargli i capelli e se la rovesciava sopra la testa. Ha sputacchiato ogni volta, ma ha continuato a farlo”
“E' un bel tipo, vero?”
Spike incontrò i suoi occhi, “Proprio come sua Zia Buffy”
Buffy sentì un calore diffondersi su di lei alle sue parole e improvvisamente si sentì a disagio. Si mosse verso di loro, “Dovrei metterlo a letto”
“Lo farò io” le disse Spike e si tirò a sedere con facilità, facendo scivolare Nate sul suo grembo. Sollevandolo facilmente, Spike lo strinse a sé e Nate si accucciò contro di lui, appoggiando la testa sulla sua spalla. Spike si indirizzò verso il corridoio per portarlo nella sua stanza quando Buffy lo chiamò piano per fermarlo.
Spike si voltò e Buffy scattò un’altra foto. Spike le sorrise e i due camminarono verso la stanza di Nate insieme. Appoggiando il bambino nella sua culla, Buffy lo coprì mentre Spike accendeva il monitor. Buffy premette un bacio sulle dita e poi posò tali dita sulla testa di Nate. “Notte piccolo ragazzo” mormorò. Poi, alzò gli occhi su Spike e fece lo stesso. “Grazie grande ragazzo”
“Sai che non c’è molto che non farei per te, Buffy” le disse Spike con tranquillità, fissandola.
Ed ecco quell calore di nuovo, che si diffondeva su di lei, avvolgendola. Emise un piccolo sospiro mentre il silenzio diventava pesante e lo sguardo di Spike rimaneva intento sul suo viso. Lei alzò gli occhi su di lui, “Allora, lo guarderesti di nuovo così posso uscire con Angel?”
Buffy era sdraiata a letto, a fissare il soffitto. Nate non si era ancora svegliato e Buffy aveva deciso di godersi quei pochi momenti di pace per rilassarsi a letto e pensare. Qualcosa che non riusciva a fare molto in questi giorni.
Quindi, Angel.
Sospirò pesantemente. Si, le era piaciuto quel bacio. Si, aveva voluto più baci. Ma voleva più baci per Angel in sé o perchè non ne aveva avuti per tanto tempo? Lui era attraente, non c’era da girarci attorno su questo. Solo non riusciva a togliersi di dosso quella sensazione che qualcosa mancasse. Qualcosa di vitale. E, se davvero le piaceva Angel, non avrebbe dovuto essere ancora su di giri per la scorsa notte? Non avrebbe dovuto non farsi domande su questo?
Okay, allora, cosa c’è sulla lista? Intelligente – c’è. Gli piacciano i bambini – c’è. Doppio c’è, veramente. Gentile – c’è. Onesto – beh, si come dottore, ma come ragazzo? Chi lo sa? L’unico ragazzo di cui era mai stata in grado di fidarsi era Spike. Spike. Il suo labbro inferiore si sporse in un broncio smielato. Quanto era stato carino con Nate? C’era qualcosa di così sexy in un ragazzo con un bambino – whoa! Attenda in linea. Sexy? Spike? No, non lo stava dicendo. Stava solo pensando a quanto fosse dolce, quanto era stato CARINO vederli insieme così. Vero? Si morse il labbro. E riguardo quella sensazione calda che aveva provato quando li stava guardando? Non era stata molto riguardo LORO di per sé, più riguardo Spike. Lui era più che certamente la sua roccia, qualcuno che lei amava, adorava e di cui si fidava con la sua vita e Dio lui era stato proprio così carino nel ruolo di Mr. Mom. Di sicuro qualcuno che lei voleva nella vita di Nate. Lui avrebbe potuto insegnare a Nate tante cose. Nate avrebbe potuto di sicuro andare da Spike per chiacchiere da uomo a uomo – anche se, NON gli sarebbe stato permesso insegnargli niente di malizioso. Riusciva a vederli andare a fare picnic insieme, e oh, Spike avrebbe potuto insegnargli come radersi quando lui fosse diventato più grande e avrebbe forse potuto anche fare quelle cose da Papà con lui agli eventi della scuola. Lei ricordava com’era non avere un papà con cui fare le cose, come si era sentita una perdente perché suo padre non riusciva a preoccuparsi di fare quelle cose con lei e Faith. Era proprio inesistente. Proprio come quello di Nate. Comunque Spike sarebbe stato disposto a fare quelle cose per Nate? Lei pensava di si, ma non era molto giusto da parte sua fare questi piani senza di lui. Era il suo migliore amico, si, ma quello non significava che volesse la responsabilità di essere l’uomo nella vita di Nate. Non era giusto nei riguardi di Spike. Aveva ancora una vita davanti a sé. Avrebbe avuto un giorno una famiglia sua. Buffy si accigliò al pensiero. Cosa avrebbe fatto senza Spike? Si tirò a sedere. Quello era esattamente ciò di cui aveva paura. Se si permetteva di appoggiarsi troppo a Spike, sarebbe arrivata a dipendere da lui al punto in cui lui non avrebbe avuto altra vita se non il prendersi cura di lei e Nate e quello non era giusto nei suoi confronti. Lui meritava di avere una vita. Meritava di trovare… l’amore. L’amore con una brava ragazza. Una brava ragazza single che lo adorava quanto faceva lei.
E tutto questo riportava ad Angel. Angel era lì ed era interessato. Sapeva anche che lei aveva un bambino di cui occuparsi e quello non lo preoccupava affatto. Solo perché era buono con i bambini comunque non significava che era buono con lei. E Buffy aveva bisogno di qualcuno che fosse buono anche con lei. Qualcuno che non fosse accondiscendente con le sue stronzate, che la facesse scendere dal suo piedistallo una volta ogni tanto e che le mostrasse le aree grigie invece di vedere sempre le cose in bianco e nero. Angel poteva farlo quello? Lui sembrava proprio così… compiacente. Lei aveva bisogno di qualcuno con cui potesse litigare come pure ridere. L’unica persona che conosceva che era così con lei era --
Spike.
Aveva il mal di testa adesso. Questo apparentemente era quello che accadeva quando rimaneva con i suoi pensieri troppo a lungo. Correvano incontrollati. Prendendo un profondo respiro, Buffy decise che era tempo di prepararsi per la giornata e basta con il pensare e lo stare sdraiata. Aveva cose da fare oggi. Aveva una donna da vedere per un asilo. E, non ci sarebbe stato altro pensare a Spike e Angel. No. Non più. Era impossibile paragonare i due perché Spike era il suo amico e Angel era il suo… era il suo… va bene, basta pensare Buffy.
Buffy stava sorridendo da un’orecchio all’altro quando entrò a lavoro. AMAVA assolutamente Willow e cosa più importante, anche Nate l’amava. Gli era piaciuta immediatamente. Aveva incontrato gli altri insegnanti alla scuola e si era trovata ad aggiungere un punto a favore di Angel. Aveva fatto bene a darle il biglietto di Willow. Lei aveva un asilo per Nate e ora stava per dire a Spike che avrebbe potuto fare solo le giornate. Lui sapeva che sarebbe successo alla fine, stava solo aspettando il momento fino a quando lei l’avresse trovato così che lui potesse trovare qualcuno che facesse le notti.
Lei entrò con Nate che chiacchierava nel suo orecchio e lei gli rideva. Non appena entrò vide Spike parlare con Lorne, la schiena voltata. Mise giù Nate e indicò Spike. “Vai a prendere Zio Spike”, gli disse lei e lui rimbalzò verso di lui, correndogli incontro e abbracciandogli le gambe.
Spike sobbalzò e si voltò un poco per vedere Nate abbracciargli le gambe e balbettargli ad alta voce. Il suo viso si aprì in un largo sorriso e si piegò per raccogliere Nate nelle sue braccia.
“Dov’è Zia Buffy?”
Nate indicò Buffy.
Buffy e Spike allacciarono gli sguardi e lei si ritrovò ad arrossire. Stava ARROSSENDO DI FRONTE A SPIKE! Perché? Quando diavolo era successo QUELLO? Scuotendosi, si diresse verso di lui.
“A cosa devo questo onore?” chiese lui.
“Siamo venuti a parlarti”
“Oh?”
“Possiamo andare nell’ufficio?”
“Sicuro, Lorne sarò nel retro”
“Sicuro Boss. Hey Buffy, guarderò il ragazzino se vuoi. Non è molto indaffarato adesso e sono sicuro che lui probabilmente riuscirebbe a fare qualche affare con la sua adorabile faccetta” Lorne si allungò e pizzicò leggermente la guancia di Nate, facendo strillare e ridere deliziato il bambino.
“Uh, sicuro. Solo stai attento. Assicurati che non faccia qualche guaio”
Lorne alzò le sopracciglia. “Buffy, non lascerò che si faccia male. Geez, lo farò solo aiutarmi a preparare i tavoli, sai, gli do qualche coltello e forchetta con cui correre”
“Molto divertente, Lorne”
“Faccio del mio meglio, ranuncolo. Vieni da Zio Lorne, si così” Lorne portò via un ridacchiante Nate e Spike offrì il braccio a Buffy.
“Mi’lady?”
Lei ridacchiò e accettò il braccio offerto.
“Che cosa riguarda? Non mi stai lasciando vero?” chiese lui e Buffy riuscì a sentire la preoccupazione nella sua voce.
“No, non ti sto lasciando. Ho trovato un asilo per Nate”
“Ah, capisco” Spike chiuse la porta dietro di lui mentre entravano nel suo ufficio. “Allora, Willow era brava, si?”
Lei annuì, “L’HO AMATA. E così ha fatto Nate. Tutti sono stati così gentili. So che starà bene lì”
Spike sorrise, “Bene. Sono felice. Sembra che Angel ne sia uscito. Di nuovo”
“Di nuovo?”
“Beh, con lui quando era malato”
“Oh si, giusto” Lei annuì, non volendo parlare di Angel adesso.
“Stai bene? Sembri un po’ strana. Tesa, ansiosa”
Lei scosse la testa, “Sto bene. Penso di essere solo affamata”
“Beh, non dire altro. Nate ha già mangiato?”
“No.”
Spike alzò il telefono, “Hey, sono io. Si, puoi fare due grandi piatti di hamburgers e patatine fritte? Oh, e un paio di coche e un succo di mirtillo. Molto divertente, il succo è per mio nipote, genio”
“Grazie, Spike”
“Prego”
“Spike, se Nate avesse un giorno del papà a scuola, andresti per lui?” spiattellò Buffy.
“Ripeti?”
“Diciamo che Nate ha una cosa speciale per i padri, sai, tipo un concerto per i papà o un pranzo per la festa del papà o qualcosa del genere, andresti per lui?”
Lui la fissò per un lungo momento e lei giurò che il suo torace si fosse gonfiato di orgoglio e sembrasse anche un pò, beh, sentimentale. “C’è qualcosa in programma per lui?”
“No, non ancora, ma se ci fosse—“
“Sarei onorato Buffy” e Buffy riuscì a capire che intendeva sul serio.
Sorridendo lei annuì e un secondo più tardi, Lorne entrò con Nate. “Scusate se faccio questo casino, ma sta iniziando ad essere indaffarato ora e non voglio che niente accada al piccolo monello”
“Grazie, Lorne”
Non appena Nate fu liberato, corse direttamente da Spike e cercò di strisciare sul suo grembo. Il sorriso di Spike si allargò da orecchio ad orecchio mentre lo alzava. Buffy guardò i due interagire e si domandò se Angel sarebbe stato bravo con Nate come lo era Spike. Se avrebbe guadagnato lo stesso affetto che Nate aveva per Spike e vice versa. Non si supponeva che lei NON paragonasse i due?
“Buffy, amore, stai bene? Sembri sconvolta”
“Sto bene” cinguettò lei. “Solo affamata”
“Dovrebbe essere in arrivo amore. Perché non mi dici cosa ha portato questa domanda?”
“Io non… solo… stavo pensando”
“Ti va di elaborare?”
Non davvero. “Beh, Faith ed io possiamo dire di essere cresciute senza un padre e Nate molto certamente non ha un’attiva figura paterna. So quanto solitario e deprimente sia il non avere un papà, e posso solo immaginare che per un ragazzo debba essere anche più difficile. Voglio dire, le ragazze hanno bisogno delle loro mamme per cose come il ciclo e i ragazzi…”
“Ho capito il quadro, Buffy”
“Giusto. Allora, stavo pensando che un giorno Nate avrà bisogno di qualcuno con cui parlare di ragazze e… altra roba. Ho solo pensato che se tu sarai ancora in giro nella sua vita—“
“Che vuol dire ‘ancora in giro’ Buffy? Pensi che andrò da qualche parte?”
“Beh, no, non nel senso che ti trasferirai altrove. Comunque, è concepibile che un giorno potresti”
Spike corrugò la fronte, “Dove?”
“Dovunque tua moglie voglia che tu ti trasferisca”
Lui era chiaramente confuso, “E chi sposerò?”
“Non so”
“Allora com’è che mi hai già fatto sposare e trasferire?”
“Non so. Sto solo dicendo che potrebbe accadere un giorno”
“E non pensi che sarei qui per te e Nate?”
Lei guardò in basso, sentendosi improvvisamente molto sciocca. “Penso che saresti sempre lì per noi, ma le cose cambiano. La gente va avanti. Muoiono anche” disse molto tranquillamente, “quindi è concepibile che un giorno tu potresti andartene”
“Buffy guardami” mezzo richiese lui mentre si muoveva per sedersi di fronte a lei sulla scrivania, Nate appoggiato contro di lui.
Lei alzò lo sguardo.
“Non ti lascerò mai, Buffy. Mai. Quando smetterai di pensare che lo farò? Quando realizzerai che sono qui per rimanere, che non ti libererai MAI di me?” Lui sembrava così onesto, anche quasi arrabbiato al pensiero di andare mai via che Buffy si sentì colpevole.
“Mi dispiace. Solo io, solo sono abituata alla gente che se ne va che mi sembra che sia inevitabile. Da quando Faith è morta mi sono sentita come se dovessi prepararmi per questo e che non posso contare sul serio su niente—“
Lui la fermò, prendendole la mano nella sua. “Buffy. Amore, puoi SEMPRE contare su di me”
I suoi occhi si riempirono di lacrime, non essendo preparata al fatto che i suoi problemi d'abbandono mostrassero le loro brutte teste. Mentre le lacrime le correvano lungo le guance, lei disse un silenzioso “Grazie”
“Odio quando piangi” gemette lui e le strattonò la mano, forzandola ad alzarsi. Lei lo fece e lui la strinse contro il fianco mentre teneva Nate contro il torace. Il bambino era ora addormentato contro di lui.
“Beh, siamo pari perchè io odio piangere” ammise lei, asciugandosi gli occhi e tentando una leggera risata.
Lei fece un passo indietro così che potesse mettere giù Nate sul divano di pelle di Spike che lui aveva nell’ufficio. Sistemarono delle sedie davanti così che non potesse rotolare e cadere a terra e una volta fatto, Spike raccolse Buffy nelle sue braccia.
Lei si strinse a lui come se fosse la sua ancora di salvataggio e sul serio, a quel punto, lei si sentiva come se lui lo fosse. Dio solo sapeva dove sarebbe stata senza di lui.
“Grazie per essere così testardo” gli disse lei.
Lui si tirò indietro e le asciugò le lacrime con i polpastrelli delle dita. “Non penso che fosse un tratto che avevo ben affilato fino a quando sei arrivata Summers”
Lei ridacchiò a questo.
“Ora questo è un bel suono” le disse dolcemente Spike, “musica per le mie orecchie.” Lui le spinse via dal viso dei capelli e lei si ritrovò presa in trappola da lui. I suoi occhi… mio dio erano blu. Come gemme blu splendenti. Così intensi e belli.
“Knock, knock. Il cibo è qui” Lorne aprì la porta.
Allontanandosi velocemente da Spike e cercando di fermare il rossore che sembrava iniziarle dai piedi, andò da Lorne per aiutarlo a portare dentro il cibo. Il suo stomaco ringhiò all’odore e alla vista del cibo.
“”Lo stomaco di qualcuno sta rombando!” cinguettò Lorne.
Lei rise, “Voglio solo ficcare la testa in una tinozza pieno di patatine” lei ne prese una e la sgranocchiò. Chiuse gli occhi in suprema beatitudine, “Beh schiaffeggiami il sedere e chiamami Sally è buono”
Spike e Lorne risero e Spike, naturalmente, prese su di sé lo schiaffeggiarle scherzosamente il sedere. “Affondaci Sally”
Gli occhi di Buffy si spalancarono per il fatto che lui sul serio l’avesse fatto e poi si perse nel paradiso che era il cibo.
Buffy osservò mentre Spike chiacchierava con una vecchia coppia sposata un paio di settimane più tardi. Si mordicchiò il labbro inferiore quando lui sogghignò e poi rise, dando un colpetto sulla schiena dell'uomo più anziano prima di promettergli il servizio migliore e andare via. Stava ancora ghignando quando fece caso a Buffy che lo fissava. Lei si mise in azione di scatto, fingendo di sistemare i menù in un ordine più accurato.
“Buffy?” chiese lui, la voce profonda e tranquilla. Sembrava quasi roco.
Lei alzò lo sguardo, l'immagine dell'innocenza, “Hmmm?”
“Che c'è?”
“Niente, perchè?”
“Hai un'espressione pensierosa”
“Davvero?”
“Lui annuì”
Lei scrollò le spalle e scosse la testa, fingendo ancora innocenza.
“Va bene. Beh, se hai bisogno di me...”
Lei lo fissò mentre se ne andava e si ritrovò ad arrossire furiosamente quando il suo sguardo iniziò ad abbassarsi sul suo sedere ben definito dai pantaloni eleganti che indossava. Stava per tornare in ufficio per un pò e Buffy non voleva che lo facesse. Gli mancava. E mentre era vero che lo vedeva quasi tutti i giorni, era sempre a lavoro. Lei voleva un pò di tempo per Buffy, Spike e Nate.
“Hai qualcosa in mente, guance dolci?” Lorne interruppe i suoi pensieri inserendosi nella sua linea visiva.
“Nient'affatto”
Lorne alzò le sopracciglia. Buffy corrugò la fronte.
“Okay, va bene. Lorne pensi che potrei approfittare del tuo orecchio più tardi?”
Lorne annuì, “Naturalmente, dolcezza. Puoi dire a Papà Lorne tutto quanto”
Lei sorrise, “Lo so. E penso che tu sia la persona migliore con cui parlare. Non ti sfugge niente”
“Hai ragione” fece l'occhiolino, “specie quando vedo certe signore guardare il sedere del loro capo”
Gli occhi di Buffy si spalancarono e lei deglutì. “Non dire niente?”
“Su cosa?” Lui ghignò. “Vieni a trovarmi quando vai in pausa. Sono sicuro che a Spike dolce non importerà se ce ne andiamo per un pò insieme”
Lei annuì in accordo e si voltò per salutare i clienti che avevano appena attraversato la porta.
Uscendo insieme dal ristorante, Buffy si guardò oltre la spalla per vedere Spike in piedi nel vano della porta, con la fronte ancora aggrottata. Aveva richiesto che Lorne si unisse a lei nella sua pausa e quando Spike aveva chiesto perchè, lei gli aveva detto che aveva bisogno solo di un pò di tempo con Lorne. Lui aveva messo il broncio per il non avere un pò di 'tempo con Spike', ma lei era rimasta salda nonostante il suo desiderio di cedere e rimanere con lui. C'era qualcosa che la tormentava comunque, qualcosa di cui aveva bisogno di parlare. E non riusciva a pensare a nessuno più intuitivo e migliore con i consigli di Lorne. Aveva una maniera di metterle in prospettiva i pensieri difficili e farle vedere cose che la sua mente stanca non riusciva a cogliere perchè era così stanca di analizzare in eccesso.
Quindi, si sedettero, con hamburgers, patatine e Coca Cola fuori ad un café vicino. Lorne stava aspettando che lei iniziasse e Buffy stava cercando un modo per iniziare.
“Lorne-” iniziò lei.
“Provi dei sentimenti per Spike, tesoro?”
La mascella le cadde, e quando lo shock scomparve, proseguì, “Non so”
“Cosa sai?”
“Che continuo a pensare a lui e ad Angel e a fare paragoni”
“E a cosa sei arrivata?”
“Mentre Angel è bravo con i bambini, non so se sarebbe bravo con me. E Spike è già meraviglioso con me--”
“Ma non sai se sarebbe meraviglioso con i bambini?”
“Giusto”
“Conosci già la risposta a questo, Buffy. Lui adora Nate e lo sai”
“Mi sento come se gli stessi facendo un colloquio per un posto di lavoro”
“E' questo che è l'uscire con le persone, Buffy”
“Sto uscendo solo con Angel”
“Stai uscendo con Spike da anni. Solo che non lo sapevi”
“Lorne, ci conosci solo da due anni”
“Capisci molto in due anni”
“Come?”
“Quello che ho appena detto. E, oh si, lui muore d'amore per te”
“Smettila”
“No, mi spiace gattina. È così”
“Ti ha detto niente?”
“Non deve farlo”
Lei si sedette all'indietro e corrugò la fronte, incrociando le braccia.
“Ora cosa?”
“Diciamo che ti credo e che lui 'muoia d'amore' per me. Questo non significa che voglia la responsabilità di diventare un ruolo più, uh, dettagliato che il semplice Zio Spike”
“Vuoi dire Padre Spike?”
Entrambi risero all'immagine prodotta. “Riesci ad immaginarlo?” disse Buffy, asciugandosi alcune lacrime di riso.
“Beh, veste già tutto di nero”
Buffy rise ancora di più. “E' proprio tutto sbagliato”
Lorne diventò serio allora. “Buffy, i sentimenti di Spike per Nate non hanno niente a che fare con te. Aspetta, lascia che riformuli: Spike ama che Nate sia una parte di te. Spike si considera la tua famiglia, niente di quello che farai ti libererà di quel ragazzo. Per lui, tu e Nate siete un unico pacchetto e non lo vorrebbe in altra maniera. Ama quel ragazzino. Sai che ha una foto incorniciata di lui sulla sua scrivania?”
Buffy divenne sdolcinata, “No. Davvero?”
Lorne annuì. “La domanda da un milione di dollari è cosa senti TU Buffy?”
Buffy sospirò, “Non so, Lorne. Ecco la cosa, proprio non so. Mi piace Angel, mi piace davvero. Solo non so se provo quella... cosa per lui. E... non so neanche se provo quello per Spike o se sto solo volendo qualcosa così tanto che lo sto proiettando su Spike.
Mi sono ritrovata a confrontare Spike ed Angel continuamente. E cerco di smettere. Voglio dire, quanto è giusto per Angel che quando parlo con lui, sto pensando a cosa direbbe Spike o come Spike reagirebbe. Capisci, Spike è stato una parte importante della mia vita per così tanto e ha sopportato tanta merda da parte mia che mi domando se tanto di quello che sento per lui sia gratitudine. Il che è un pò divertente perchè è stata quella a farmi uscire con Angel all'inizio.
Sai quando Faith è morta Spike non mi lasciava non chiedere aiuto. Si è arrabbiato così tanto quando ho cercato di fare tutto da sola. E cavolo se abbiamo litigato. Poi c'è stato il problema con Anya che cercava di mettersi tra di noi, e quel periodo in cui non abbiamo parlato. Il fatto è, da allora, mi sono sentita più vicina a lui e l'ho lasciato entrare più di quanto avessi fatto prima. Lo considero davvero parte della mia famiglia. Non riesco ad immaginare che Spike non ci sia. Ma questo non significa necessariamente che sia amore. Voglio dire, amo Spike, ma non sono INNAMORATA di Spike? Non penso di esserlo.
Poi c'è Angel. È interessato, è premuroso, è intelligente ed è così, beh, attraente. Mi tratta bene, è buono con Nate e so che non è stranito dall'idea che abbia un bambino. Voglio dire, non mi avrebbe cercato se lo fosse.”
“Ma gli manca qualcosa?”
“Si”
“Spike?”
“Passione”
“Non hai passione con Angel? Beh, non scherzare. Tesoro, ti sei sentita? Parli di Spike come se fosse il sole, la luna e le stelle. Quando parli di Angel, sembri come se DOVESSI sentire qualcosa per lui perchè è premuroso, intelligente, attraente e buono con i bambini. Per non parlare del fatto che fai sempre paragoni tra Spike ed Angel. Lascia che ti dica qualcosa Buffy, non è giusto per loro. Spike sta aspettando che gli lanci un osso, e Angel, beh, merita di stare con una persona che provi passione per lui”
“Come so se sento passione per Spike? E se tutto quello che sento sia gratitudine?”
“Mi stai prendendo in giro?”
Buffy gemette e si appoggiò in avanti, sbattendo la testa sul tavolo di ferro di fronte a lei. “No, sfortunatamente no”
“Buffy, posso girarci intorno solo così. Hai una qualche idea di cosa sto cercando di dirti?”
Lei alzò lo sguardo verso di lui e lo fissò per un lungo momento. “Si. Stai dicendo che ho quella passione con Spike”
“Finalmente! Date alla ragazza un premio!”
“Va tutto benissimo, Lorne, ma solo perchè lo dici tu non vuol dire che il messaggio arrivi qui” lei indicò il suo cuore, “o qui”, indicò la sua testa.
Ora Lorne la fissò. “Sei spaventata” le puntò un dito contro e si sedette all'indietro, soddisfatto di se stesso.
“Date al ragazzo un premio!”
“Allora cosa farai, Buffy?”
“Non so. Solo perchè dici che Spike ha sentimenti per me, non significa tu abbia ragione”
Lorne roteò gli occhi, “Tu ANCORA metti in dubbio i miei poteri di intuizione dopo tutto quello che abbiamo condiviso?”
“Non significa niente fino a quando non lo sentirò dalla bocca del diretto interessato”
“Tranne che questo ti farà scappare alla velocità della luce”
“Hai assolutamente ragione”
“Sei una donna complicata, lo sai questo?”
“Mi è stato detto”
“Lasciami indovinare. Da Spike?”
“Sta zitto. Mangia il tuo hamburger”
“Se ne va in giro huh?” disse Cordy in tono sgradevole mentre Buffy e Lorne lasciavano insieme il ristorante per la pausa.
Spike le lanciò un'occhiataccia, “Cosa stai cercando di dire?”
“Penso che le sue azioni parlino da sole. Prima Angel e ora Lorne? E tu. Che diavolo stai aspettando? Natale?”
“Come hai indovinato?” mormorò Spike e curvò le spalle, dirigendosi verso il bar. Cordelia lo seguì. “Ti stava guardando il sedere prima”
La sua testa scattò, l'intera andatura si raddrizzò, “Cosa?”
Lei annuì, “L'ho vista con i miei occhi”
“Dov'eri tu quando lei lo faceva?”
“Dall'altra parte della stanza”
“Potresti esserti sbagliata”
“Perchè non decidiamo che ho ragione? Lo rende più facile per me”
Spike incrociò le braccia, “Okay, allora cosa faccio al riguardo?”
“Lascia che ti faccia una domanda Spike. Da quanto Buffy sta uscendo con Angel?”
Spike corrugò la fronte, “Da circa tre setttimane adesso”
“Allora, stai aspettando che lui si trasferisca del tutto da lei e ti tolga Buffy E Nate?”
La mascella di Spike si contrasse, “Nate e Buffy sono MIEI”
“Se non fai qualcosa al riguardo presto, Spike, sarà al loro matrimonio che andrò, non al tuo. E poi diventerai un vecchio uomo amaro con un debole per i pantaloni di pelle nera. Trasformerai questo posto in uno strip club e assumerai solo bionde con occhi verdi cercando per sempre di trovare la tua 'Buffy', solo che Buffy sarà andata avanti con Angel e la staccionata bianca con altri bambini. Terrà Nate e i suoi figli lontano da te perchè non vorrà che ti stiano attorno per via della brutta influenza che per allora sarai diventato. Nate ti indicherà quando andrà a scuola ai suoi amici mentre tu sarai fuori questo posto, a fumare sigarette di chiodi di garofano perchè sono più pesanti e durano di più e per qualche ragione, pensi che siano migliori. Solo che ti lasceranno in una nuvola di fumo dove nessuno vorrà venirti vicino a parte qualche sciattona con le tette finte alla ricerca di un lavoro e di soldi facili. Nate ti indicherà e dirà 'Vedete quel tipo? Era mio Zio Spike'. È questo ciò che vuoi?”
La mascella di Spike si spalancò durante la sua filippica. “Ci hai pensato molto vero? I dettagli che ci hai messo sono strabilianti e spaventosi”
“Dico quello che vedo” lei scrollò le spalle.
“Pelle?”
“Quello mi è venuto in mente ora. Chissà, potrebbe funzionare. Visto come Buffy ti fissava il sedere prima, potrebbe piacerle”
“Non penso”
“Glielo dirai?”
“Si. Presto”
Cordy scosse la testa.
“Cosa?”
Lei iniziò a canticchiare la marcia nuziale e poi si mise diritta, fingendo di stringere un bouquet di fiori davanti a lei, “Io Buffy Summers, prendo te, Angel O'Connor come mio-”
“Okay, ho capito Cordy, piantala” Si diresse verso il suo ufficio. “Manda Buffy qui quando torna okay?”
“Sicuro capo!”
Buffy saltellò nella stanza, “Volevi vedermi?”
“Si, uh, Buffy io-” Soffocò. Okay, AVEVA pensato che ammetterlo fosse il modo giusto, ma ora che ce l'aveva di fronte, scopriva che non riusciva a farlo. “Mi manchi”
L'intera espressione di lei si ammorbidì e sorrise. “E' strano perchè stavo pensando oggi che anche tu mi manchi”
“Davvero?” chiese lui speranzoso.
Lei annuì con vigore e si sedette, “Ogni volta che ti vedo ultimamente è solo al lavoro. Mi manca stare con te. Anche Nate sta chiedendo di te”
“Davvero?” Altra speranza.
“Yep. Beh, lui indica quella foto di te e lui e alza la mano come a dire 'allora?' Quindi so che gli manchi”
“Mi manca anche lui. È solo che è stato così febbrile ultimamente-”
“Con gli affari che aumentano-”
“E tu che esci con Angel”
Lei abbassò lo sguardo. “Già. Ho Giovedì libero. Vuoi venire con me e Nate all'acquario? Penso che si divertirebbe un mondo”
Spike sorrise ampiamente, “Mi piacerebbe”
Lei si fece strada attorno alla sua scrivania e sbirciò le foto su di essa. Ne aveva due: una di lei e una di Nate. Sorrise.
“Te l'ho detto che voi ragazzi siete parte della mia famiglia” mormorò lui notando la domanda sul viso di lei. Questo l'avrebbe sconvolta? Dio, per favore fa che non sia così. Se è così, allora non è di buon augurio per me.
“Tu SEI la mia famiglia, Spike” gli disse lei dolcemente.
“Buffy-” Lui si alzò, fronteggiandola. Vicino.
“Si?” chiese lei velocemente, in attesa.
“Volevo... cioè, volevo... come vanno le cose con Angel?” Codardo.
“Bene”
Lui annuì bruscamente. “Tutto rose e fiori?”
Lei fece un passo indietro, e scosse la testa. “Non esattamente.”
“Oh?” Speranza.
“Spike, posso farti una domanda?”
“Dovresti sapere ormai che puoi chiedermi qualsiasi cosa” sorrise della sua sciocchezza e si sedette sul bordo della scrivania, di fronte a lei.
“Quanto è passato prima che dormissi con Anya?”
Non voleva risponderle. Sapeva che lei non aveva ancora dormito con Angel. Buffy non avrebbe solo fatto sesso se non fosse stata sicura. Si era assicurata di essere la completa antitesi di sua sorella al riguardo. Ora che Nate rientrava nel quadro, Spike sapeva che era ancora più cauta riguardo certe attività. Aveva odiato la porta girevole che Faith aveva avuto con Nate in giro e a causa di questo, Buffy non avrebbe lasciato che Nate avesse la possibilità di vederli in una qualsiasi posizione compromettente. Anche se era solo il dormire nel letto.
Quindi ora non sapeva davvero cosa fare con la sua domanda. Optò per l'onestà. Quello era l'unico modo per vincere dei punti con Buffy.
“Al primo appuntamento”
Buffy lasciò che un'espressione di disgusto le attraversasse il viso e sembrò riprendersi perchè il suo viso divenne immediatamente illegibile.
“Non importa allora” agitò una mano, abbandonando la cosa. “Penso che andrò a fare una chiacchierata con Lorne. O Andrew. Scusami” Okay, ora sembrava arrabbiata. Perchè era arrabbiata? Era disgustata dalla sua incapacità di controllarsi? C'era stata anche Anya lì e al diavolo, era solo un ragazzo! Stava per dirglielo quando la porta si aprì.
“Spike, guance dolci, c'è un problema in cucina. Puoi venire?”
Buffy, notò lui, era già fuori dalla porta. Spike sospirò e seguì Lorne in cucina.
Che diavolo le era passato per la mente di fare una domanda così stupida? Aveva avuto intenzione di chiedergli il suo pensiero sulla passione, ma invece aveva fatto la sola domanda che sul serio non voleva sapere, o aveva bisogno di sapere. Beh, forse non era del tutto vero. La cosa era comunque, se Spike era così pazzamente innamorato di lei come Lorne aveva detto allora perchè diavolo stava aspettando così dannatamente tanto per dirglielo? E perchè era uscito con quella sgualdrina?
Okay, quello non era corretto. Vero? Lei aveva sempre pensato che quando ami qualcuno non puoi dormire con qualcun altro. D'altra parte, gli uomini hanno l'abilità misteriosa di fare sesso senza legami. Allora perchè uscire con lei per così tanto tempo? Se lui possedeva l'abilità di fare sesso senza sentimento, allora non sarebbe uscito con lei per così tanto. L'aveva detto lui stesso che non era innamorato di lei. Lei aveva sentito di amare il suo ragazzo del liceo e quindi gli aveva dato la sua verginità. Era il tipo di amore da ragazzi che non era costruito per durare o per sopportare qualcosa di anche solo lontamente difficile. Si erano lasciati subito dopo che sua madre era morta; lui aveva dichiarato di sentirsi trascurato. Dopo quello, c'era stato Parker. L'aveva corteggiata con grandi discorsi ridondanti su quanto fosse speciale e su come sentisse che tra loro ci fosse davvero qualcosa. Bisognosa, proprio come chiunque, di sentirsi amata, aveva dormito con lui, pensando che fosse il suo cavaliere dall'armatura scintillante. Lui se n'era andato poco dopo, dandole il più grande benservito della storia. Da quel momento in poi, Buffy aveva giurato che non avrebbe MAI fatto quello che faceva Faith e mai avrebbe fatto sesso con qualcuno a meno che non fosse al cento per cento sicura di amarlo e che potesse fidarsi di lui.
Stava iniziando a domandarsi comunque se le attività da letto potessero PROVOCARE quei sentimenti di passione che sentiva mancarle con Angel. Fin qui tutto quello che avevano fatto, tutto quello che lei aveva permesso, erano stati un pò di baci. Sapeva che lui voleva di più, ma non era proprio SICURA.
Ovviamente Spike non era la persona a cui chiedere. Non gli stava per chiedere se avesse dovuto fare sesso con Angel. Nient'affatto. Aveva avuto intenzione di chiedergli se avesse mai incontrato qualcuno con cui la chimica e la passione non ci fosse stata dall'inizio, che era poi arrivata con il tempo. Ma lui era apparso così carino e sexy seduto lì con quel ghigno infantile sul viso e si era ritrovata a pensare al SESSO. Poi in qualche modo quella domanda orribile era uscita fuori dalla sua bocca prima che potesse fermarla.
Poi, l'idea di Spike che faceva sesso con Anya l'aveva fatta arrabbiare. Questo aveva fatto nascere il pensiero che forse c'era qualcosa che non andava in lei. Faith e Anya, ragazze che conosceva a scuola, avevano fatto sesso senza ripensamenti. L'amore non era nell'equazione. Neanche la chimica era necessariamente nell'equazione. Fino a quando il ragazzo era carino, quello sembrava abbastanza. Allora forse non c'era qualcosa di sbagliato in LORO, ma forse era LEI. Forse avrebbe dovuto fare sesso con Angel. Forse farlo l'avrebbe aiutata a capire. Afferrò il telefono dietro il bar.
“Pronto?”
“Angel? Sono io”
“Hey, Buffy. Cosa c'è?”
“Puoi venire da me stasera?”
“Sicuro! Tutto bene?”
“Perfetto. Vieni alle nove, okay?”
“Devo portare qualcosa?”
“Vino”
Lui tossì, “Okay”
“Ciao”
“Ci vediamo stasera”
“Grandi piani stanotte?” chiese Cordy, improvvisamente alla sua destra.
Lei si mise i capelli dietro le orecchie, “Uh, solo Angel che viene”
“Oh? Pensavo avessi una regola stretta riguardo alla compagnia maschile la notte. A meno che naturalmente sia Spike”
“Fatti gli affarti tuoi, Cordy” le disse Buffy. “Vado a casa adesso. Se vuoi scusarmi”
“Divertiti!” le urlò dietro Cordy. Quando Buffy fu fuori la porta, Cordy si precipitò da Spike. Irrompendo attraverso la porta, lo trovò con la testa sulla scrivania.
“Ti senti triste per te stesso?” chiese lei.
“Sta zitta Cordy”
“Beh abituatici! E anche alla pelle!”
Spike alzò lo sguardo allora, “Cosa diavolo stai blaterando?”
“Buffy sta progettando di fare sesso con Angel STASERA! Non glielo hai detto vero?”
Spike impallidì, “Lei COSA? Come lo sai?”
“Lo ha chiamato. Gli ha chiesto di andare da lei stasera alle NOVE e di portare del VINO”
“Lei ha una regola al riguardo. Beh, a meno che sia io”
“Grazie da parte del dipartimento dell'ovvio!”
Spike saltò su, “Ho bisogno di parlare con lei. Mandala qui?”
“Se n'è andata, Einstein. Il suo turno è finito”
“Puoi--?”
“VAI!”
“Si, signor sergente, signore!” E corse fuori dalla porta.
Non era a casa. Maledizione, dove diavolo era? La sua mente corse attraverso tutti i possibili scenari mentre camminava avanti ed indietro sulla veranda, in attesa di lei. Forse era ancora a prendere Nate. Sembrava le piacesse sul serio quella Willow, le aveva anche fatto da babysitter quando era uscita con Angel una volta o due. Aveva cercato con forza di non tenere il conto di quanti appuntamenti i due avevano avuto. Quello conduceva soltanto a scherzi della mente che avrebbero condotto al bere e a confessioni d'amore a tarda notte da ubriaco. Buffy l'avrebbe preso a calci nel sedere per quello. Odiava quando lui beveva, gli diceva che diventava soltanto patetico, incoerente e fastidioso.
Okay, allora forse stava ancora chiacchierando con Willow. Fermò il suo movimento e divenne pallido. E se fosse andata a comprare della biancheria sexy prima di andare a prendere Nate? Oh dio, no. Contrasse i pugni lungo i fianchi mentre immaginava Angel scartare un regalo prezioso come Buffy in biancheria sexy. Lui lo sapeva che il collo era una zona erogona per lei? Lui si. Lo sapeva perchè un giorno avevano avuto una discussione su cosa gli facesse tremare le ginocchia. Per Buffy era il collo e lo stomaco. E Buffy sapeva che per Spike era il mordicchiargli le orecchie e i capezzoli. Solo che non voleva avere solo la conoscenza delle zone erogene l'uno del corpo dell'altro, voleva essere in grado di APPLICARE quella conoscenza. E sicuro come l'inferno non voleva che Angel lo sperimentasse!
Sentì la macchina prima di vederla e si voltò a fissarla. Lei sembrava confusa. Poi vide Nate indicarlo e balbettare, un grande sorriso sul suo viso adorabile. Spike sorrise ampiamente. Nate si eccitava così tanto quando Angel era nei paraggi? Il pensiero lo riempì di altra gelosia. Angel sapeva che Nate amava fare il bagno e lanciare la sua spugna di Sponge Bob contro le mattonelle e ridere istericamente ogni volta che lo faceva? Angel sapeva che Nate aveva un animale imbottito preferito che Spike gli aveva dato quando era solo un neonato? Angel avrebbe cercato di rimpiazzarlo e l'avrebbe completamente tagliato fuori?
“Spike, cosa ci fai qui? Va tutto bene?” chiese Buffy mentre usciva dall'auto.
Lui annuì e avanzò, deciso a fare qualcosa per fermare le sue mani tremanti. Allontanò Buffy così da poter tirare fuori suo nipote dal seggiolino della macchina.
Sollevò il bimbo e Nate lo abbracciò, avvolgendo le lunghe e snelle braccia attorno al suo collo. “Mi sei mancato, Nate il magnifico”
Nate sorrise e indicò Buffy.
“Mi è mancata anche la tua Zietta”
Buffy guardò da oltre la spalla mentre prendeva alcune buste dal lato del passeggero. “Non potevi proprio aspettare l'acquario huh?”
“Veramente no. Cos'hai lì?” chiese lui, indicando le buste.
“Oh, uh, solo del cibo e altra roba”
“Che roba?” chiese lui mentre la seguiva verso la porta.
Lei gli rivolse un'occhiata strana, ancora una volta da oltre la spalla.
“Vuoi vedere la mia lista della spesa?”
“Avrai compagnia questa sera Buffy?” chiese lui mentre lei faceva scivolare la chiave nella porta. Lei gelò per un secondo, poi girò la chiave e aprì la porta. La tenne aperta, facendo entrare lui e Nate nel frattempo rivolgendogli uno sguardo gelido.
Dopo aver messo giù Nate, il bimbo si lanciò verso la stanza dei giochi e lasciò Spike da solo a fronteggiare l'ira di Buffy. Lui la guardò, quasi timidamente.
“Che ci fai qui, Spike? Non dirmi che sei qui perchè hai sentito dalla Regina dei Gossip che farò rimanere qui Angel per la notte?”
“E' esattamente per questo”
Lei roteò gli occhi mentre iniziava a sistemare la spesa. Si voltò verso di lui, il succo in mano. “Ho già fatto sesso, Spike. Non è che sia una vergine”
“Lo so questo, ma tu non fai SOLTANTO sesso Buffy”
Buffy fece capolino in soggiorno per vedere Nate portare in giro dei camioncini. Tornò a voltarsi verso Spike. “Mi stai dicendo che sei qui per difendere il mio onore?”
“Si”
“Lasciami in pace” disse lei con un sospiro, scuotendo la testa. Aprì il frigo e vi mise dentro il succo.
“Buffy, lo conosci a malapena-”
“Mi sto prendendo la ramanzina dal tipo che ha fatto sesso con Anya al loro primo appuntamento. Mi domando se qualcuno fosse venuto prima che voi due usciste a difendere il suo onore?” Alzò le sopracciglia, “In qualche modo penso di no”
“Questo non riguarda me ed Anya”
“Beh, lascia a me RENDERLO riguardo te ed Anya”
“E' diverso”
“Oh, fidati di me, lo so. Anya dormirebbe praticamente con chiunque e così anche tu”
Spike la fissò, stringendo la mascella e serrando i pugni lungo i fianchi. “Questo non è giusto” disse lui con voce pacata, cercando di mantenere sotto controllo la crescente rabbia. “E non è vero e lo sai” Piegò la testa di lato, “Ha fatto un pò male Buffy”
Le spalle di lei si incurvarono, “Mi dispiace. Non intendevo sul serio”
“Si, invece si”
“Beh, a tuo favore sei stato con Anya per lungo tempo”
“E ho rotto con lei perchè sapevo che non ero innamorato di lei e mai lo sarei stato”
“Beh, non sapevi che mai lo saresti stato. Non penso che tu le abbia mai dato una vera possibilità”
“E perchè pensi questo?”
“Non so... sei difficile? Dopo Dru hai messo su dei muri”
“Non sempre. Non con tutti”
“No, io mi sono praticamente sempre riservata il diritto di scalare quel muro”
“E questo non ti dice niente?”
“Sono speciale?” Era lui oppure lei stava impallidendo?
Lui le si avvicinò, lentamente, deliberatamente, “Tu sei speciale” mormorò dolcemente e le spostò una ciocca di capelli dal viso. La fissò, godendo della sua pelle morbida, dei bellissimi occhi verdi, delle labbra piene. E del fatto che stava tremando.
Lei fece un grande passo indietro, “Allora, uh, cos'è che volevi?”
“Perchè stai rompendo la tua regola riguardo gli ospiti maschili stasera?”
Lui la guardò mentre lei deglutiva rumorosamente, “Perchè io... sento davvero che Angel ed io dovremmo esplorare la prossima fase della nostra relazione. Credo che sarà utile per scoprire se siamo compatibili”
“Beh, dottor Summers, la sua è una teoria piuttosto interessante. Non dovrebbe già saperlo se siete 'compatibili'?”
“Dottor Summers?”
“Lo fai sembrare come se stessi conducendo un esperimento scientifico Buffy”
Lei sembrò senza parole.
“Facciamo un gioco. Il gioco che fai sempre con me quando sono confuso”
Lei gemette, “Oh no, no, Spike. Lo fai sembrare come se stessi per sposarlo. Sto solo per farci sesso”
“Buffy, tu non fai SOLO sesso”
“Beh, forse dovrei iniziare a fare SOLO sesso”
“Col cavolo che lo farai!”
“Perchè no?” chiese lei, le mani sui fianchi. “Perchè ti importa così tanto? Pensavo che volessi che fossi felice!”
“VOGLIO che tu sia felice!”
“Fammi indovinare: con qualcuno che TU sceglierai per me, giusto?”
“No”
Lei alzò in aria le mani, “Allora chi Spike?”
“Me. Voglio che tu sia felice con me. Voglio che tu FACCIA L'AMORE – con me – non fare sesso. Voglio che mi ami perchè io... io ti amo. Non voglio che Nate chiami Angel papà un giorno. Non voglio che Angel faccia le cose da padre con lui. Voglio fare io quelle cose con lui. Non voglio che tu stia con lui, Buffy, perchè voglio che tu stia con me”
La mascella di lei si spalancò mentre lo fissava.
Lui colse quell'opportunità per avvicinarlesi e avvolgerle le braccia attorno alla vita. Piegandosi, premette le labbra su quelle di lei, a titolo di prova all'inizio. Non era sicuro che lei non l'avrebbe preso a ginocchiate nell'inguine o semplicemente spinto via. Incoraggiato dal fatto che nessuna delle due stava avvenendo, approfondì il bacio, facendo scorrere la lingua lungo il labbro inferiore di lei e poi mordicchiandolo. Le sue labbra erano più morbide di quello che aveva immaginato. Aveva il sapore di fragole e dolciumi. Così dolce. Quando lei aprì la bocca, lui gemette mentre la sua lingua entrava in contatto con quella di lei, mandando shock di elettricità lungo il suo corpo. Le afferrò i fianchi più forte, attirando pienamente il suo corpo contro il proprio. Si modellavano alla perfezione. Quando sentì le dita di lei nei riccioli alla base del collo, gemette di desiderio e premette la sua erezione contro di lei. Errore.
Lei saltò all'indietro come se si fosse scottata e si mise una mano sopra la bocca. Fissò la sua erezione coperta dai jeans e lo indicò. “L'ho fatto io?”
“Si, piccola, l'hai fatto tu”
“Non chiamarmi piccola, lo odio”
“Buffy-”
“Hai parlato con Lorne?”
Lui la guardò, confuso, “Riguardo cosa?”
“Dimenticatelo”
“Dimmi cosa stai pensando”
“Sto pensando che è troppo silenzioso nell'altra stanza e devo controllare Nate”
Andando nel soggiorno con Spike alle calcagna, trovarono Nate impegnato con i suoi giochi, a muovere una macchina avanti ed indietro mentre era sdraiato sul pavimento.
Prendendole la mano, Spike la ricondusse in cucina. “Buffy, ti ho detto che ti amavo”
“Non so come rispondere a questo William!” esplose lei. Spike fu preso alla sprovvista. Raramente lei lo chiamava così. Di solito solo nei momenti di dolore o quando era esasperata con lui. Decise che doveva essere un pò di entrambi a questo punto.
“Potresti dire che mi ami anche tu?”
“Io ti amo Spike. Solo non penso sia nel modo in cui tu vuoi che io lo faccia”
“Stronzate!”
“Non mi hai dato tempo... Non ho tempo per capire...” Sembrava così persa ora.
Lui le mise una mano sotto il mento e la forzò a guardarlo. “Ti senti in questo modo quando baci Angel?”
Lei abbassò lo sguardo.
“Questo è un no se mai ne ho sentito uno”
“Non ho detto niente”
“Non dovevi”
“Perchè stai progettando di dormire con Angel, passerotto?”
Lei tornò a guardarlo, fissandolo duramente. “Perchè io...” Lo spinse. “Non è giusto che mi scarichi questo addosso. Non so neanche se ti credo! Voglio dire... l'hai capito ADESSO? Molto comodo. Buffy ha un fidanzato, e Spike è solo per una volta nella sua vita. E questo non può essere vero? È Buffy ad essere destinata a stare tutta sola, vero?”
“Questo non è vero e lo sai. Stai solo cercando un ago in un pagliaio adesso” lui le afferrò le braccia e fece in modo che lo guardasse. “Buffy, guardami. Anya lo sapeva, okay? Sapeva come mi sentivo molto prima che lo sapessi io. Mi ha detto che tu saresti sempre venuta per prima, che ti sarei sempre corso dietro, che non ho mai corso dietro a lei allo stesso modo. Lo sapevo allora, beh, ho iniziato a mettere insieme i pezzi allora comunque. Dopo che Faith è morta, vederti così ferita... mi ha fatto a pezzi dall'interno. Volevo essere lì per te proprio come le volte che tu sei stata lì per me-”
“Volevi essere il mio Cavaliere dall'Armatura Scintillante” lei lo spinse. “Volevi salvare la damigella in pericolo. Non sono un atto di carità, Spike”
“Non sto dicendo questo Buffy! Dio, perchè devi rigirare tutto quello che dico?”
Lei lo fissò, il labbro inferiore tremolante. “Io-io voglio che te ne vada”
I suoi occhi la implorarono, “Buffy, no”
“Per favore vattene. Non riesco a pensare e tu non stai aiutando-”
“Questo dovrebbe dirti qualcosa”
“Vattene, Spike, per favore!” urlò lei disperata.
“Non dormire con lui, Buffy. Non lo ami”
“Non sai niente di quello che provo”
Lui le rispose schiacciandole le labbra con le proprie, febbrilmente. Interruppe il bacio, e lei lo guardò con occhi spalancati e lucidi e la bocca leggermente aperta. Lui le mormorò, “Non dormire con lui. Ti amo”, prima di dare un veloce abbraccio e un bacio d'addio a Nate.
Una volta fuori, si morse il labbro mentre fissava la sua porta chiusa. Era terrorizzato. Dio, cosa avrebbe fatto se lei avesse fatto sesso con Angel? Cosa avrebbe fatto se lei fosse finita con l'innamorarsi dell'idiota?
Era tempo di ubriacarsi.
Tutto quello che Buffy riusciva a fare era rimanere in piedi lì mentre Spike usciva. Rimase in piedi lì per almeno buoni cinque minuti prima di controllare Nate.
Spike aveva appena-?
No.
Aveva appena detto-?
No.
Buffy si toccò le labbra. L'aveva fatto. L'aveva baciata e le aveva detto che era innamorato di lei. Solo che lei non sapeva COSA fare con questo. Sapeva che lei e Spike avevano sempre condiviso un legame speciale. Un legame che nessuno, neanche Anya avrebbe potuto penetrare. Spike sapeva tutto di lei. Le parti brutte, le parti buone e tutte le parti nel mezzo. E per contro, lei sapeva tutto di Spike. Sorrise mentre ricordava l'incontro con il ragazzo timido e silenzio che era nuovo e si sentiva furiosamente fuori posto. Il suo cuore aveva sofferto per lui e aveva reso suo obiettivo l'essere sicura che si sentisse come se appartenesse.
Certo avevano preso strade diverse, ma erano ancora rimasti migliori amici. Non avevano bisogno di lunghe conversazioni ogni giorno per rimanere in quel modo. Spesso tutto quello che ci voleva era un singolo sguardo per controllare e vedere se l'altro stava bene.
Spike era stato lì per lei quando gli altri avevano fallito. Era stata la Regina delle Distanze e aveva spinto via le persone nei momenti in cui ne aveva più bisogno. Supponeva di essere in parte masochista per questo. Se stava per sentirsi terribilmente, allora meglio fare tutto il possibile per peggiorarlo.
Spike non glielo aveva mai lasciato fare invece. No, lui era saldo e testardo nell'assicurarsi che sarebbe stato al suo fianco a superare qualsiasi tempesta con lei. Supponeva che fosse questo il perchè lei riusciva ad essere così dura con lui e, odiava ammetterlo, così difficile e cattiva. Sapeva che Sapeva che non l'avrebbe mai lasciata, che sarebbe sempre stato lì non importa cosa, così con lui si sentiva di lasciar libero tutto. E Spike lo prendeva sempre a braccia aperte. Eppure non raccoglieva la sua merda per lungo tempo. No, gliela rimandava indietro quando lei la distribuiva.
Questo significava che lo amava?
Beh, ora, e Angel?
Si sedette sul divano mentre Nate giocava di fronte a lei e si fermava ogni tanto a guardare la TV che lei teneva su Nickelodean, e pensò. Con attenzione.
Da una parte, Angel era un eccellente dottore, aveva un carattere meraviglioso e piacevole, era buono con Nate... ma era BUONO per Nate? Sicuro riusciva a farlo ridere e lo manteneva in salute, ma era il tipo a lungo termine di cui Nate aveva bisogno nella sua vita?
Poi c'era lei. Okay, allora lui era piacevole, ma avrebbe litigato con lei come faceva Spike? Si sarebbe difeso dal suo atteggiamento a volte difficile? L'avrebbe messa al suo posto e nell'istante successivo l'avrebbe fatta ridere? E più importante, sarebbe MAI riuscito a litigare? Per l'amor di Dio, piacevole poteva essere anche assolutamente noioso.
Qualcuno dei baci di Angel l'aveva fatta sentite almeno simile a come l'avevano fatta sentire i baci di Spike?
Dio no.
Il suo corpo intero aveva pulsato con i baci di Spike. Correnti elettriche le erano corse su e giù per il corpo. I baci di Angel erano stati carini, ma nell'arco di minuti se n'era dimenticata del tutto. Non l'avevano mai lasciata tremante e desiderosa di qualcosa di più.
“Spike, Spike” stava dicendo Nate e indicava una foto sul tavolino da caffé.
Buffy guardò per vedere che era una foto di Spike. “Cosa Nate il magnifico?”
“Spike” ripeté lui.
Nate rise, lanciando la testa all'indietro.
“Ami tuo Zio Spike vero?”
“Spike” disse Nate e si perse nei suoi camioncini.
Buffy alzò gli occhi sull'orologio. Era tempo di iniziare a prepararsi per Angel.
***
“Che diavolo stai facendo?” chiese Cordelia mentre Spike beveva il suo quinto bicchierino di whiskey.
“Mi sto inciuccando”
“E' un modo inglese per dire ubriaco, giusto?”
“Quanto sei” rutto, “acculturata”
“Mi pare di capire che non sia andata bene?”
“Si è arrabbiata con me”
Cordy roteò gli occhi. “E' spaventata, è confusa. Le hai lanciato questa cosa mentre stava pianificando di fare se-”
“Puoi smettere adesso per favore?” farfugliò arrabbiato Spike. “Non voglio più sentire di quell'enorme... enorme... tipo”
“Patetico”
“Sta zitta”
“Allora questa è la tua risposta. 'Ubriacarti'. Forse se avessi, oh, non so, FATTO qualcosa al riguardo tanto tempo fa come IO ti avevo detto di fare, non saresti seduto qui da solo, irritato ed UBRIACO, ma saresti quello con cui lei si sta preparando a fare sesso”
Spike la fissò, gli occhi che si riempivano di lacrime. Scosse la testa, cercando di schiarirla, cercando di liberarsi dalle immagini di Buffy ed Angel che lo facevano.
“Sarò nel mio ufficio”
Cordy scosse la testa mentre lo guardava inciampare fino al suo ufficio. Cosa mai avrebbero fatto quei due goffi idioti ora? Perchè Buffy doveva fare così la difficile quando era così lampantemente ovvio che ricambiava Spike? Dio, erano una coppia di testardi. “Mai un momento noioso” mormorò Cordy.
“Spike sta bene?” chiese Andrew, avvicinandolesi.
“No, non sul serio” disse Cordy.
“Cosa gli hai fatto? Gli hai spezzato il suo povero, fragile cuore?” Andrew sembrava esasperato con lei e quasi in lacrime al pensiero di Spike sofferente.
Cordy sbatté gli occhi, “Cosa? Spezzargli il cuore?”
“Vi ho visto voi due sempre a parlare, a bisticciare avanti ed indietro. Sarò molto arrabbiato con te Cordelia Chase se gli hai spezzato il cuore!”
“Io non—Non ho—noi non--” si fermò. Andrew pensava che stessero insieme? Beh, nessuna meraviglia date tutte le cavolo di sessioni di consiglio che gli aveva fatto riguardo Buffy. Guardò verso il suo ufficio, e si morse il labbro. Si stava formando un piano.
“Andrew, a che ora arriva Buffy domani?”
Gli occhi di Andrew si spalancarono. “Ti strapperà via gli occhi per aver ferito Spike”
“Andrew, concentrati! Che ora?”
“Nove”
“Il mio turno finisce tra... trenta minuti. Porterò Spike a casa—casa mia okay? A riparare il suo cuore a pezzi”
“Certo che dovresti, donna ingrata!”
Cordy roteò gli occhi. “Si, beh, come ti pare. Ci sei domani?”
“Si!”
“Okay, allora chiama casa mia se hai bisogno di lui okay? Sono sicura che avrà un bel mal di testa domani”
“Lo farò” si voltò, poi si rivoltò. “Boxer o slip?”
“Huh?”
“Spike. Boxer o slip?”
“Oh! uh...” ghignò, “niente”
Andrew la guardò con malinconia, “Sei così fortunata” E se ne andò.
“Oh, sono proprio fortunata. Sono la fortunata che aiuta Scemo e più Scemo a mettersi insieme. Giuro su Dio che se questo non aiuta Miss Buffy Summers a svegliarsi, non so cosa lo farà” Scosse la testa e poi sogghignò, “strapperà gli occhi” Cordy scrollò le spalle e poi annuì, “si, beh, probabilmente lo farebbe. Ma io contraccambierei”
***
La cena era pronta. Nate stava dormendo. Tutto quello di cui aveva bisogno era Angel. Afferrando una birra dal frigo, la bevve in un sorso. Dopo aver emesso un energico rutto, la mise giù e il campanello suonò.
Grazie al coraggio dato dall'alcol, spalancò la porta e indossò il sorriso più luminoso che riuscisse a metter su. “Ciao”
Lui sorrise, quasi timidamente, “Ciao”. Spinse la bottiglia di vino che aveva in mano in avanti ed estrasse delle rose rosse da dietro la schiena.
“Non dovevi farlo, Angel”
“Volevo farlo”
“Entra, per favore” lei tenne la porta aperta e lui l'attraversò. Finalmente lei si rese conto di quanto si fosse tirato a lucido. Beh, la verità era, al di fuori del lavoro, lui si vestiva sempre bene. Sempre con pantaloni con la piega, una bella camicia, qualche volta una giacca sportiva per completare il quadro. Ogni ciocca di capelli era perfettamente messa a suo posto... si rotolava mai fuori dal letto senza preoccuparsene? Sarebbe riuscito a fare come Spike ed indossare solo un paio di pantaloni di tuta? Avrebbe potuto non pettinarsi i capelli ed essere come Spike e lasciare i capelli liberi? I capelli di Spike avevano un riccio naturale e quando lui non li domava, loro-- Buffy prese un profondo respiro e si voltò verso Angel.
“Sei bellissima” le disse lui.
Lei abbassò lo sguardo verso il semplice vestito nero che indossava. Lo stesso vestito nero per il quale Spike una volta le aveva detto che avrebbe potuto fermare il traffico. Posò una mano sulla collana e ci giocherellò con le dita.
“Cosa c'è che non va?” le chiese.
“Cosa?”
“Stai corrugando la fronte”
“Oh. Davvero?”
Lui annuì.
“Angel. Penso che dobbiamo parlare”
Buffy si svegliò con un sorriso sul viso. Guardò accanto a sé e sorrise ancora di più. Si era dimenticata di come fosse avere qualcuno nel letto con lei. Allungandosi, fece correre una mano sopra i capelli morbidi e lo coprì fino su al mento.
Occhi blu si aprirono di scatto. “Zia Buffy”, disse con un lamento. Yep, quello era proprio Nate. Non una persona mattiniera. Per niente.
“Vuoi la colazione?” gli chiese.
“Succo di frutta” disse lui e scattò su, precipitandosi giù dal letto e lanciandosi verso il corridoio.
Lei rise e lo seguì. Dopo aver trovato i resti della cena della sera prima, Buffy fece una piccola smorfia. Sistemando Nate nel soggiorno con latte invece del preferito succo di frutta e una pop tart fino a quando fosse riuscita a preparargli una vera colazione, si domandò come stesse quella mattina Angel. Era sicura che stesse bene. Anche se lei lo aveva, in pratica, scaricato. L'aveva presa piuttosto bene a dire la verità, e con sua sorpresa, non ne era stato poi così stupito. Le aveva anche chiesto di punto in bianco se avesse qualcosa a che fare con Spike.
“Spike?” aveva chiesto lei, stordita. Come faceva a sapere?
“Si, sai, lo zio di Nate. Quel tipo che mi rivolgeva sguardi assassini ogni volta che mi avvicinavo a te e Nate. Quel tipo le cui strette di mano minacchiavano di rompere la mia. Quel tipo-”
“Conosco quel tipo” aveva detto Buffy, facendogli cenno con la mano di fermarsi. Si era alzata e aveva afferrato la bottiglia di vino dal bancone e proceduto a stapparla sotto lo sguardo divertito, e tuttavia ferito e vigile di Angel.
“Che succede tra di voi Buffy?” aveva chiesto lui con calma.
“Perchè lo stai mettendo in mezzo?” aveva chiesto lei, domandandosi come fosse finito in mezzo a tutto.
“Non l'ho fatto” aveva detto lui e lei lo aveva fissato, la bottiglia in mano. L'aveva capito allora. Sul serio. Tutte le riflessioni che aveva fatto in privato, beh, non lo erano state.
“Mi dispiace” aveva mormorato lei, sconfitta. Le spalle si erano curvate, la bottigila era tornata sul bancone mentre lei era scivolata di nuovo sulla sedia, a fissarsi le mani.
“Lo ami” aveva detto Angel dolcemente, come se fosse un dato di fatto.
Non aveva detto niente. Non aveva pensato fosse giusto dar voce a qualcosa con Angel prima di averlo fatto con Spike. Aveva annuito semplicemente, lentamente. Ancora insicura del quando, dove, come – Spike aveva avuto il tempo di arrivare alla conclusione ed accettarla prima di dirglielo, Buffy... beh, era una principiante. Era passata dall'essere la migliore amica all'essere il personaggio romantico nell'arco di poche ore. Sapeva che voleva stare con lui, voleva solo prenderla con calma e sviluppare la cosa prima di buttarcisi a capofitto. Saggia Buffy. Il suo primo compito era stato di rompere con Angel. Era senza senso cercare di creare qualcosa che non c'era.
“Dovresti dirglielo. Anche lui ti ama”
Buffy aveva alzato lo sguardo, sorpresa di nuovo. Non solo lei era stata trasparente, ma a quanto pare anche Spike. Chi altro lo sapeva per amor del cielo?
“Me ne vado ora Buffy” Angel si era alzato, piuttosto a disagio improvvisamente. Aveva posato il tovagliolo. “Mi accompagni fuori?”
Lei era scattata, silenziosamente e lo aveva accompagnato alla porta, porgendogli il suo cappotto. Lui si era voltato e le aveva sorriso, spostandole dal viso una ciocca di capelli. “Ci vediamo al prossimo appuntamento di Nate. Prenditi cura di te Buffy” Ed era uscito, lasciandola scioccata ed incerta. Aveva provato a chiamare il bar e aveva parlato con Lorne. Lui le aveva detto che se n'era andato presto e poi aveva bruscamente attaccato. Bisognosa di raccogliere le idee, aveva deciso di aspettare fino alla mattina prima di prendere qualsiasi decisione.
Quindi ora, eccola qui. Aveva bisogno di parlare con lui, quello era ovvio. E cosa voleva – e aveva bisogno di dirgli? Che lo amava anche lei e che voleva che avessero una possibilità. Per prima cosa però doveva chiamare Willow e scoprire se avrebbe potuto guardare Nate per un paio di ore mentre lei parlava a Spike.
“Pronto?”
“Wills? Ciao, sono io, Buffy”
“Hey Buffy, come stai? Che c'è?”
“Io uh, beh, c'è qualcosa a dire la verità”
“Oh? Dimmi”
“Um, mi piacerebbe, ma prima che possa davvero dirti qualcosa c'è una cosa di cui ho bisogno di occuparmi. Pensi che potresti guardare Nate solo per un paio di ore?”
“Stai bene? Va tutto bene?”
“Si, va tutto bene. Ho solo bisogno di parlare con Spike per un pò. Da sola”
“Awww... lo Spike di cui sento tanto parlare”
A quanto pare, doveva aver parlato di lui parecchio.
“Già. Va bene? Puoi guardarlo?”
“Uh... si, solo che, beh, la mia um, amica è qui”
“Oh, non c'è affatto problema. A meno che tu abbia piani?”
“No, non ne abbiamo. Voglio dire, posso guardarlo, non ti dispiace se lei viene con me vero?”
“Nient'affatto! Vuoi che lo porti lì? Sarebbe più facile?”
“A dire la verità, si, sarebbe fantastico. Grazie”
“No, grazie A TE. Saremo lì in un paio di ore. Ho solo bisogno di preparargli una colazione decente. Il povero piccolo mangia cereali e pop tarts durante la settimana”
Willow rise, “Capisco. Ti aspettiamo”
“Grazie”
Due ore più tardi Buffy aveva finalmente dato da mangiare a Nate, l'aveva vestito, lavato e preparato per andare. Il ragazzino era pericoloso con lo sciroppo d'acero e Buffy aveva capito che un bagno era all'ordine del giorno dopo la colazione. Per quando ebbe finito di lottare per vestirlo, Buffy era sfinita e bisognosa di un sonnellino. Quando arrivò da Willow, Nate era addormentato. Con attenzione lo portò alla porta e allo stesso tempo trasportò la sua borsa dei pannolini.
Willow aprì la porta con un grande sorriso e poi notò Nate addormentato e mormorò un debole “Ciao”
“Ciao. Si è addormentato in macchina mentre venivamo qui. Abbiamo avuto una mattina impegnata. Ed era solo la colazione”
Willow ridacchiò, “Sanno essere così a volte”
“Lo sto capendo” sogghignò Buffy.
“Oh, è il piccolo monello—Buffy!”
Buffy riconobbe quel viso familiare e reagì in ritardo quando vide Tara in piedi proprio dietro Willow. Non era molto sicura di cosa avrebbe dovuto dire o fare a quel punto e decise di lasciare che Tara fosse la sua guida. Tutti i pezzi andarono al loro posto adesso. Willow era la ragazza che temeva che i suoi affari venissero rovinati se tutti avessero saputo che era gay. Il cuore di Buffy si strinse per lei. Una persona meravigliosa come Willow non avrebbe dovuto preoccuparsi di qualcosa del genere.
“Vi conoscete?” chiese Willow mentre faceva entrare Buffy.
“Mi ha servito al The Watering Hole” spiegò Tara, lanciando un'occhiata a Buffy che sarebbe potuta essere letta come 'per favore non dire niente'.
“Oh sul serio? Geez, devo davvero iniziare a mangiare lì. Tu adori quel posto, il fantomatico Spike lo possiede. Devo uscire di più”
Buffy ridacchiò e sistemò Nate nella culla extra che Willow aveva preparato. La donna aveva un extra di tutto quello che serviva all'asilo e per fare da babysitter. Nate si mosse solo un pò e poi rotolò sulla pancia.
Buffy gli premette un bacio sulla testa con la mano. “Venite qualche sera. Fatemi sapere quando volete venire e farò la prenotazione. Vi farò anche da cameriera” disse a Willow mentre lasciavano Nate nella stanza.
“Sarebbe molto carino. Potremmo vestirci eleganti, passare una serata fuori--” Willow si fermò. “Perchè a volte hai bisogno di una serata tra ragazze” disse nervosamente, lanciando un'occhiata a Tara.
Buffy vide l'espressione ferita sul viso di Tara e decise di intervenire non importava quanto si fosse detta di non coinvolgersi.
“O qualche volta hai solo bisogno di uscire con la persona che ami” disse il più diplomaticamente possibile e lanciò un'occhiata di sfuggita a Willow, che stava facendo la perfetta imitazione di un pesce.
“E' okay, Wills” la rassicurò Buffy.
“Come fai--?”
Buffy scrollò le spalle. “Sono intuitiva” A meno che non riguardi la mia vita, aggiunse tra sé. “Non è davvero un problema”
Willow stava arrossendo. “Solo non voglio che qualcuno al lavoro sappia... non voglio perdere i miei affari. So che qualche genitore, che alcuni di loro non sono di larghe vedute quanto altri. Non è che voglia vivere la mia vita di nascosto, ma devo stare attenta. Capisci?”
Buffy annuì vigorosamente, “Lo capisco, ma allo stesso tempo, devi fare quello che è giusto per te”
Willow annuì, abbassando gli occhi. “Lo so”
“Quindi se vuoi portare Tara a cena fuori, nessuno te lo può impedire”
Willow sorrise ampiamente e prese la mano di Tara tra le sue, fissando la ragazza con totale amore negli occhi. “Assolutamente”
Tara le sorrise in risposta e Buffy decise che era un buon momento per andarsene. “Sarò qui tra un paio d'ore. Grazie ragazze”
“Prego Buffy. Fai con comodo. Se uh, sei impegnata faccelo sapere. Gomito, gomito, occhiolino, occhiolino”
Buffy non potè evitare di ridere alla non molta discrezione di Willow e scivolò fuori dalla porta.
Arrivata al ristorante, lo stomaco di Buffy scelse quel momento per essere pieno di farfalle. La gola divenne improvvisamente secca e lei iniziò a torturarsi le mani. Prendendo un profondo respiro, si forzò ad entrare. Si fermò proprio sulla soglia della porta e si guardò in giro. Non vide Spike da nessuna parte, ma quello non significava niente. Andò da Andrew dietro il bar.
“Hey, Andrew”
“Ciao Buffy! Come stai oggi?”
“Sto bene, grazie. Spike è qui?”
Andrew esplose in un gran sorriso. “Non è qui. Si sta facendo sistemare il suo povero cuore”
“Scusami?” chiese Buffy, alzando le sopracciglia.
“Cordelia ha capito l'errore nei suoi modi la scorsa sera e l'ha portato a casa”
Buffy sbatté gli occhi, “Scusami?”
“Oh sai quei due dovevano avere una tresca da mesi ormai! Beh, lei finalmente ha visto la luce la scorsa notte e lo ha portato a casa per farlo stare meglio”
Buffy deglutì, la gola più secca del Sahara. Il cuore le stava martellando fuori dal torace e improvvisamente si sentì come se non riuscisse a respirare.
“Lo ha portato a casa?” disse in tono stridulo.
Andrew annuì vigorosamente. “Yep! Sono sicuro che stiano molto bene ora”
Le lacrime le pizzicarono gli occhi mentre rimaneva lì, in piedi. Fissò un punto oltre il bar. Poi, “Lo ucciderò, maledizione” uscì fuori alla sua bocca.
“Ho avvertito Cordelia che le avresti cavato gli occhi per averlo ferito!” esclamò Andrew. Poi si ammorbidì, “Buffy, è okay. Sta bene ora. Lei sta chiedendo scusa adesso. È questo che importa”
Tutto quello che Buffy riuscì a fare fu guardarlo senza parole. Stava ancora cercando di capire quello che Andrew le stava dicendo, cercando di dargli un senso. Era vero? Era stata la vittima di uno scherzo crudele? Come aveva potuto farglielo Spike? No, lui non avrebbe - davvero?
“Buffy eccoti! Whew, grazie a Dio” Cordelia.
Buffy si voltò di scatto e fronteggiò la donna che stava 'chiedendo scusa' al SUO Spike. “Che diavolo sta succedendo? Che è successo a Spike ieri sera?” domandò Buffy.
“Si è ubriacato” Cordelia roteò gli occhi, “o come continuava a dire lui 'inciuccato'”
“Ho appena detto a Buffy che lo hai portato a casa per farlo stare meglio. Non è stata felice che tu lo abbia sconvolto Cordelia Chase!” si intromise Andrew.
“Andrew, ti adoro da morire, ma sta zitto per favore” gli disse Buffy.
“Bene” Andrew mise il broncio e corse via.
Buffy indicò Cordelia, “Lo hai portato a casa? A quale casa lo hai portato esattamente?”
Cordelia la guardò come se le fossero cresciute tre teste, “La mia naturalmente”
“Lo hai portato – che sta succedendo?!”
“Smetteresti di urlare? Farai spaventare tutti quanti”
“Non mi importa! Voglio sapere cosa succede Cordelia. Cos'è questa storia di te che gli ripari il cuore che tu gli hai spezzato... Siete... Tu e Spike state... insieme?”
“Col cavolo! Non solo non uscirei mai con lui, ma il suo cuore appartiene ad un'altra”
Il labbro inferiore di Buffy tremò, “Chi?” chiese umilmente.
“Non lo sai?”
“Non penso di sapere più molto”
“Lo ami Buffy?”
“Si” una lacrime le rotolò fuori.
Cordelia sorrise ampiamente. “Era maledettamente ora!”
Buffy la fissò. “Cosa?”
“Come è stato sapere che c'era la possibilità che lui avesse fatto qualcosa con me la scorsa notte? Sii onesta”
“E' stato come se qualcuno mi avesse strappato il cuore dal petto”
“Allora hai un'idea di cosa ha provato Spike pensando a te ed Angel che lo facevate. Il che mi fa pensare: l'hai fatto?”
“Cordy!”
“Ti sto aiutando. Dimmi”
Rivolgendole un'occhiata, Buffy confessò. “No. Non sono riuscita a farlo” disse con voce sottile.
“Perchè?”
Buffy la fissò, “Perchè lo amo”
“E non glielo hai detto quando lui l'ha detto a te, vero?”
“Cordy, cosa sei? Dr. Phil?”
“Per la cronaca, io glielo avevo detto che scaricartelo così come ha fatto era molto sbagliato. Sto spingendo il ragazzo da mesi a dirti qualcosa, e quand'è che si decide a farlo? Proprio prima che tu decida di andare 'fino in fondo' con Angel. Peccato che non l'hai fatto. Mi sarebbe piaciuto sapere se mi stessi perdendo qualcosa”
“Sapevi di Spike per tutto questo tempo?” Aveva bisogno di sedersi. Scivolando su uno sgabello del bar, Buffy si allungò verso una bottiglia. Non le importava cosa fosse, aveva solo bisogno di calmarsi i nervi.
“Naturale che lo sapevo. Lo sapevo dal liceo. In pratica tutti lo sapevano tranne voi due”
“Perchè non mi hai dato almeno un avviso?”
“Non era compito mio farlo. Doveva essere Spike”
Buffy trangugiò qualcosa di forte e violento. “Che schifo. Hai ragione”
“Lo so” disse Cordy con un sospiro. “E la scorsa sera l'ho portato a casa mia – dove ha trascorso la notte sul divano COMPLETAMENTE vestito – solo perchè speravo che avresti riacquistato la ragione se avessi pensato che io e lui fossimo... intimi”
“Ho riacquistato la ragione prima di quello grazie. Ero pronta ad ucciderlo!”
“Puoi ancora farlo. Per me. Spike ubriaco...” Rabbrividì. “Lasciami solo dirti che non dovrai mai preoccuparti che ti sia infedele. Tutto quello che ho sentito la scorsa sera era quanto 'maledettamente' meravigliosa fossi e quel bacio che vi siete scambiati – vi siete scambiati un bacio vero?”
Buffy annuì, sorridente. No, raggiante.
“Devo dirlo Buffy, sono invidiosa. Desidero avere un ragazzo che mi ami quanto Spike ama te”
“Lo avrai, Cordy. Dov'è lui ora?”
“A casa sua adesso. L'ho mandato via. Ha un impressionante mal di testa e non progetta di venire qui oggi quindi se vuoi passare da lui nel tuo giorno libero e farlo tornare in salute, penso che gli piacerebbe”
“Non è arrabbiato con me?” chiese Buffy timidamente.
“Arrabbiato? No. Spaventato? Si. Ha così paura che tu abbia dormito con Angel la scorsa notte. Penso che il suo mal di testa sarebbe alleggerito di dieci tonnellate sapendo che non l'hai fatto”
Buffy posò la bottiglia sul bancone e abbracciò Cordy. “Grazie per l'aiuto Cordy. E grazie per esserti presa cura di Spike”
“Già, non accadrà di nuovo”
Buffy sorrise e si diresse verso la porta. “Con speranza no”
Dopo essersi fatta strada fino alla porta dell'appartamento di Spike, Buffy esitò con la mano sopra la porta. Quello non avrebbe aiutato la sua testa. O il suo umore. Spike con i postumi di una sbornia non era un bello spettacolo. Provò la porta e si aprì. Corrugò la fronte. Avrebbe dovuto parlargli di quello.
“Spike?” chiamò, cercando di non essere troppo rumorosa.
Nessuna risposta.
“Spike?”
“Buffy?”
“Si, sono io”
Improvvisamente, Spike apparve davanti a lei in pantaloni di tuta blu e nessuna maglietta. Era un disastro, ma un bel disastro. Il SUO disastro. I capelli erano tutti sparati in direzioni diverse, sembrava esausto e dolorante. Non potè trattenersi dall'andare da lui e avvolgergli le braccia attorno.
“Buffy?” chiese Spike piano.
Lei si tirò indietro e gli passò una mano tra i capelli. Finalmente incontrò i suoi occhi e lo trovò che la fissava con sguardo assente. “Che succede? Sto sognando?”
Lei scosse la testa. “No. sono venuta a prendermi cura di te”
Lui fece una smorfia, “Hai sentito”
Lei annuì.
Lui la spinse via allora. “No. Non hai cose da fare con Angel? Beatitudine da mattina dopo e tutto--”
“Non l'ho fatto Spike. Non ho fatto sesso con Angel”
Lui sbattè gli occhi. “T-tu non l'hai fatto?”
Lei scosse la testa.
“Perchè?” mormorò lui.
“Perchè amo qualcun altro e non voglio solo fare sesso, voglio fare l'amore” gli disse lei, usando le sue parole.
Lui scosse la testa come se fosse confuso. “Stai dicendo che--?”
“Si”
“E non hai... con-”
“No”
“E sei con--?”
“Si. Se ancora mi vuoi”
“Volerti? Mi stai prendendo in giro? Non ho mai voluto nient'altro di più.” L'afferrò e la tirò contro di lui, soffocandola con un bacio che la lasciò senza fiato. Si tirò indietro e la guardò interrogativo. “Perchè sai di whiskey?”
Buffy iniziò a ridere.
Spike si voltò sul fianco e immediatamente si allungò alla ricerca di Buffy. Solo per trovare vuoto il posto che aveva occupato nel suo letto. Si alzò di scatto.
“Buffy?” chiamò. Non aveva sognato che era stata lì, vero? Era davvero venuta da lui e aveva detto – beh, non con così tante parole – che lo amava, giusto? “Buffy!” chiamò di nuovo, questa volta più forte.
“Vengo!” sentì urlare da lei in risposta.
Lui ghignò tra sé, “Non ancora, ma lo farai presto” mormorò e iniziò ad uscire dal letto.
“No, rimani lì. Come va la tua testa?” Lei entrò nella stanza portando un vassoio di quello che appariva the, caffé e Tylenol. Lui le sorrise e si tirò a sedere contro la testata del letto.
“Bene gattina, mi sento molto meglio. Mi sono un pò innervosito quando mi sono svegliato e non eri qui. Pensavo che forse mi ero immaginato tutto” prese la sua tazza e la guardò da oltre il bordo. Era nervoso, in attesa di una risposta, una conferma che era ancora con lui.
Lei gli sorrise. “Non l'hai immaginato. Ho dovuto solo chiamare Willow e vedere se poteva tenere Nate solo un altro pò. Hai dormito un'eternità”
Lui mise giù la tazza e spostò il vassoio, tirando verso di sé Buffy. “Bacio. Tanti baci per sistemare la situazione” Arricciò la lingua dietro i denti, “tra le altre cose”
Buffy roteò gli occhi, “E' questo che Anya doveva sopportare?”
“Stai scherzando vero?”
“Giusta osservazione. Lei è altrettanto peggio”
“Dimmi onestamente passerotto. Eri gelosa?”
“Di Anya?”
Spike annuì.
Lei piegò la testa di lato pensosa. “Non all'inizio. Ero gelosa del fatto che forse mi avrebbe portato via il mio migliore amico”
“Mai” le disse lui e iniziò a strofinarsi contro il suo collo.
“Poi mi stava bene fino a quando ho lasciato che mi colpisse e mi facesse mettere distanza tra di noi – beh, conosci quella parte. Poi ero davvero gelosa quando mi hai detto quanto presto avevi fatto sesso con lei”
Lui si tirò indietro, “Lo sapevo!”
Lei gli rivolse un'occhiata fulminante. “No, non è vero”
Scrollò le spalle, “Okay, avevo un'idea almeno”
Lei sorrise. “Quando l'hai capito?”
“Che ti amavo?” Le tolse dei capelli dal viso e la fissò adorante. “Oh, direi che l'ho sempre saputo a qualche livello. Ti ho sempre messa su una specie di piedistallo, Buffy”
“Non dovresti farlo. Sono umana. E, ho paura delle altezze”
Lui ghignò. “Già, ma da lassù posso vederti sotto la gonna”
Lei lo colpì giocosamente sul torace e lui rise, avvicinandola per un bacio. “Mi hai salvato quando mi sono trasferito qui. Sei stata la mia prima amica e mi hai fatto sentire accettato e ben accetto. Non l'ho mai dimenticato Buffy. E no, non era solo gratitudine. Eri sempre un pizzico di mistero per me. Quando eravamo al liceo, prima che tua madre morisse – scusa passerotto – per quanto fossimo vicini, c'era sempre una parte di te che tenevi nascosta. E non solo da me, ma da tutti. Sapevo allora che volevo essere quello che conosce tutti i tuoi segreti, tutte le cose che ti rendono te Buffy. Volevo il diritto di sapere tutto e in qualche modo, di essere il TUO tutto, nel modo in cui tu lo eri per me”
“Era bellissimo, William” gli disse Buffy con voce commossa.
Lui le sorrise tenero, “E' tutto vero” E si piegò per baciarla dolcemente e gentilmente, lasciando che la passione tra di loro crescesse naturalmente.
Lei si tirò indeitro proprio quando le mani di lui iniziarono a vagabondare sotto la sua maglia.
“Sto andando troppo oltre?” chiese lui, cercando di dominare la sua libido galoppante. L'aveva voluta per così tanto che ora che era qui, voleva solo... beh, voleva solo renderla sua. Per sempre.
“No, beh... vorrei farlo, lo voglio. Solo... Nate. Devo vederlo ad un certo punto. L'ho lasciato da Willow per quelle che dovevano essere un paio di ore. Adesso sono diventate quattro. Devo davvero andare a prenderlo”
“Capisco passerotto”
“Davvero?”
“Per l'inferno maledetto donna! Certo che capisco. Verrò con te”
“Non devi--”
“Hey ora, niente. Siamo una famiglia, ricordi?”
Lei sorrise. “Ricordo”
“Forza, andiamo a prendere il ragazzino”
Buffy raccontò a Spike di Tara e Willow durante il tragitto e gli fece giurare di non far capire che sapeva qualcosa e di tenere la sua boccaccia chiusa. Rise quando lui a quello mise il broncio. Un attimo dopo, lui si allungò e le prese la mano nella sua e ne baciò il retro, fissandola adorante. Lei sorrise in risposta, sentendo il cuore martellarle nel torace. Non era abituata a così tanta attenzione. Non era neanche abituata a sentire così tanto amore provenire da qualcuno prima. La faceva sentire completa, qualcosa che Buffy non aveva mai provato prima. Questa volta, ebbe un flash di loro. Vide sorelle e fratelli per Nate, una grande famiglia con la cena del Ringraziamento e tonnellate di regali di Natale sotto un grande albero.
Nate fu elettrizzato di vederli e dopo aver dato a Buffy un grande abbraccio, si allungò con il suo piccolo corpo verso Spike per avere un abbraccio anche da lui. Spike automaticamente prese il bimbetto tra le braccia e gli sorrise mentre Nate diceva, “Spike, Spike”
“Non penso di averlo sul serio mai sentito dire il mio nome prima” Se Buffy non si sbagliava, Spike sembrava quasi con gli occhi lucidi. “Penso che dovrò comprargli qualcosa ora. Che dici Nate? Che ne pensi di una nuova lucente bicicletta?”
Buffy, Willow e Tara ridacchiarono. “Non va ancora in bicicletta, Spike” lo informò Buffy.
“Beh, potrei predergli una di quelle macchine giocattolo. Insegnargli come guidarla nel cortile”
Buffy scosse la testa e sorrise alle ragazze. “Ce l'ha legato al mignolo. Il bambino avrà una macchina per quando compirà dieci anni”
“Hey, l'ho sentito!”
I tre trascorsero la giornata insieme, pranzando, andando al parco – sull'altalena, lungo lo scivolo e come promesso, comprando a Nate una macchina giocattolo. Per quando arrivò l'ora di cena, Buffy era sfinita.
“Passerotto, perchè non ti fai un bagno caldo e ti rilassi. Metto io Nate a letto”
“Sei--”
Lui le rivolse un'occhiata.
“Giusto. Scusa. Devo abituarmici”
“Farai meglio. Quando avremo una casa piena di bambini, non mi aspetto che tu debba fare tutto” le disse distrattamente mentre puliva il vassoio di Nate. Buffy si fermò lungo la strada verso la camera da letto e si voltò per guardare uno Spike nervoso, che aveva a quanto pare appena realizzato cosa si era lasciato sfuggire.
Lei sorrise, “Spero proprio di no” E quando lo vide visibilmente rilassarsi e sorriderle, si allontanò.
Andò a rovistare nell'armadio e nei cassetti non appena entrò in camera da letto e chiuse la porta dietro di sé. Prima si assicurò di aprire il rubinetto della vasca. Non voleva che il fatto che fosse stanca la fermasse dallo stare con Spike. Se l'avesse fatto, non sarebbero mai stati insieme. Era una 'mamma' adesso, sarebbe sempre stata stanca. Ma, fare un bagno era una brillante idea e solo l'idea la rinvigorì. Pescando in giro, finalmente trovò una camicia da notte di seta nera che era tagliata a metà coscia e aveva il pizzo lungo tutto il bordo. Trovò una veste abbinata di seta e un perizoma nero. Affrettandosi in bagno, versò mezza bottiglia di bagno schiuma nella vasca e procedette nel trovare ogni bottiglia che poté che profumasse di buono e che le avrebbe reso la pelle la più morbida del mondo.
Non era sicura di quanto tempo fosse rimasta lì, ma ad un certo punto Spike l'aveva chiamata in bagno e le aveva fatto sapere che Nate era addormentato. Dopo essersi coperta di lozione e aver passato una spazzola nei capelli, prese un profondo respiro e si fece strada fuori dal bagno. Rimase senza fiato quando vide quello che Spike era stato impegnato a fare a parte il mettere a dormire Nate. Aveva illuminato la stanza con candele e messo fiori freschi – senza dubbio presi dal giardino del vicino - in un vaso vicino al letto, e, in più, aveva cosparso il letto di petali.
Spike era in piedi di fronte a lei in pantaloni di pigiama di seta nera. La sua mascella toccava il pavimento.
“Spike è bellissimo qui”
“Questo? Amore, ti sei vista? Sei maledettamente perfetta”
Si sentì arrossire. Fissò il suo torace nudo, cercando di guardarlo negli occhi. “Sei carino”
“Hey!”
“Giusto, non carino. Attraente. Sexy. Meglio?”
Lui si allungò e la tirò contro di sé, lasciandole sentire quanto era meglio. La soffocò con un bacio che le fece diventare gelatina le ginocchia e le mandò il corpo in fiamme.
“Voglio fare l'amore con te. Vuoi farlo? Voglio dire, sei troppo stanca perchè se è così, posso semplicemente stringerti--”
“Spike, non indosso MAI questo. E non lo indosserei tanto per. L'ho indossato per te. Perchè voglio farlo”
Lui annuì e si piegò di nuovo. Questa volta mentre la baciava, la prese nelle braccia e la portò a letto, depositandola sopra di esso. Lei alzò lo sguardo su di lui, osservò come le candele gli illuminavano la pelle con una tonalità dorata. Sembrava un Dio. Realizzò che doveva averlo detto ad alta voce perchè la pura forza dell'adorazine e dell'amore che brillava nei suoi occhi le fece volere di sciogliersi sul letto.
“Dillo Buffy” richiese lui dolcemente.
“Ti amo”
“Ancora”
“Ti amo”
“E sei mia? Per sempre?”
“Per sempre tua”
“E io sono per sempre tuo”
Lei sorrise ampiamente e lo tirò in basso verso di lei così che il suo corpo fosse di peso sul proprio.
“Voglio sentire la tua pelle” mormorò lui e iniziò a toglierle la veste dalle spalle, baciandole ogni parte di pelle che veniva esposta. Facendogli correre le mani nei capelli, lei si deliziò dei riccioli che venivano liberati. Dopo essersi tirata a sedere, lo aiutò a liberarsi della sua camicia da notte e Spike con reverenza fece correre una mano lungo tutto il suo corpo di seta, deliziandosi dei brividi che lasciava lungo il suo cammino. “Così bella. Meravigliosa. Ti amo, ogni parte di te”
Lei iniziò a sentirsi un pò a disagio quando lui si mosse verso le sue mutandine.
“Cosa c'è?” chiese lui con voce roca.
“Nessuno ha mai. È solo che...”
Lui ghignò, “Non preoccuparti, gattina. Te lo renderò piacevole” E con quello, le sfilò il perizoma, piegandosi e baciandole il sesso mentre lanciava il perizoma da qualche parte sul pavimento. Le aprì le gambe, facendo scivolare le mani lungo le cosce, stuzzicandola con le dita. Fece schioccare la lingua contro il suo dolce punto e lei boccheggiò alla sensazione. Era così bello!
“Così gustosa, passerotto” gemette lui. “Come una pesca dolce”
“Ancora”
Lui rise e lentamente fece scivolare un dito dentro di lei mentre faceva correre la lingua su e giù lungo la sua fenditura prima di sistemarla sul punto in cui lei lo voleva così tanto. Mentre la sua lingua compiva la magia e la lasciava una palla tremante, fremente di soddisfazione e desiderosa di PIU', lei si ritrovò sempre più gelosa di Anya. Quando venne per la seconda volta nella sua bocca, gli tirò leggermente i capelli, volendo il suo corpo sul proprio, volendo lui dentro di lei, sopra di lei, attorno a lei. Quando lui la baciò e lei riuscì a sentire il suo sapore sulle sue labbra, si allungò tra di loro e gli afferrò leggermente la virilità ingrossata, guidandola alla sua apertura. Lui la fissò, gli occhi quasi neri per il desiderio e il bisogno mentre scivolava dentro. Chiuse gli occhi e grugnì prima di riempirle il viso di baci e strofinarsi contro il suo collo.
“Ti adatti dentro di me così perfettamente” mormorò lei mentre iniziava a muoversi sotto di lui, facendo sì che grugnisse e poi gemesse.
“C'è mai stato qualche dubbio che fossimo fatti l'uno per l'altra, amore?” mormorò lui ed iniziò a spingere dentro di lei.
Lei scosse la testa, sentendo quella sensazione familiare iniziare nel suo stomaco. Spike si piegò e la baciò lasciandola senza fiato mentre si muoveva.
“Ti amo” ansimò lui.
“Ti amo” boccheggiò lei e ben presto entrambi urlarono dolcemente il loro sollievo. Spike cadde contro di lei, avvolgendole le braccia attorno e tirandola contro di sé mentre rimanevano sdraiati, fianco a fianco, le braccia intrecciate. Le allontanò dei capelli dal viso e la fissò, un sorriso dolce gli danzava sulle labbra.
“Mi completi” le disse lui.
Lei lo baciò e poi iniziò a ridere.
“Che c'è di così divertente?” chiese lui.
“Niente se tu sei il Dottor Male e io il tuo Mini Me. 'Mi completi'”
Spike iniziò a ridere e poi quando lei si mosse contro di lui NEL MODO GIUSTO, ringhiò e la rovesciò, bloccando totalmente tutte le risate per almeno un'ora.
“Sapevi che questo sarebbe successo un giorno?” chiese Buffy a Spike mentre la faceva roteare sulla pista da ballo.
All of this time
Guess I must have been blind
Not to see you and me
We're picture perfect
Now baby we've been friends
For such a long, long time
We've been through lessons and we've been through cries
But lately have you seen
The way my tongue gets tied
Can't hardly speak when I look into your eyes
It's because of the way I'm feelin'
It's somethin' I never dreamed
And our love has a different meaning
It took so long to reveal but now I know that
Lui sorrise alla sua sposa e la baciò velocemente. “Si, a dire la verità. Quando ho iniziato a capire quanto ti amavo, ci ho visti insieme. Come in un film nella mia testa sai? Ho visto noi con una famiglia. E tu ci avresti mai pensato?”
Lei sorrise, “Ho avuto lo stesso tipo di visione”
“Beh, che ne dici ora?” E lui si piegò a baciare ancora una volta la sua sposa.
All of this time, guess I must have been blind
Not to see you and me we're picture perfect I'll be yours, be mine
We're picture perfect
Forever picture perfect
I showed some friends of mine
My favorite photograph
You know the one of you and me from way back
And when I told them all
That you were not my guy
They couldn't see it, couldn't understand why
Everyone thinks it's so romantic
They say we're two of a kind
And the more that I think about it
The more that I realize what I've been missing
Buffy guardò verso Angel e Cordy che parlavano e ridevano. “Sono felice di essere stata in grado di fare la combinamatrimoni quasi quanto lo è stata lei” disse a Spike indicando la coppia. “In più, la ragazza è stata incredibilmente utile come damigella d'onore. Era la mia organizzatrice del matrimonio in pratica”
Lui sorrise con affetto alla coppia, “Sai lui non mi dispiace così tanto adesso”
Buffy roteò gli occhi, “Gee, mi domando perchè”
Spike sogghignò, “Perchè ho catturato la ragazza”
“Hai sempre avuto la ragazza. La ragazza era solo sciocca”
I suoi occhi assunsero una tenera luminosità e la strinse più forte contro di lui. “Sembra che anche Willow e Tara siano felici”
“E' vero. Willow vuole sposarsi il prossimo anno”
Spile scosse la testa. “Hai proprio tutti gli scoop, vero?”
All of this time, guess I must have been blind
Not to see you and me we're picture perfect
I'll be yours, be mine
We're picture perfect
Forever picture perfect
My heart keeps tellin' me
Make up your mind about whatcha mean
You've been holding back for too long
You know it makes good sense
Best of lovers are the best of friends
“Ti ho detto che ho visto Anya l'altro giorno?” le disse Spike.
Buffy gelò. “Oh?”
“Niente di male tesoro. Mi ha chiesto come andavano le cose. Le ho detto che stavamo per sposarci. Ha detto, e cito 'è anche ora, cavolo!'”
Gli occhi di Buffy si spalancarono. “Sul serio?”
Spike annuì. “Si sposa. Ha incontrato un tipo quando ha deciso di non venire più al mio ristorante. Il suo nome è Xander Harris ed è un architetto. Sembra piuttosto felice”
“Sono felice per lei. Ma più felice per me”
“Anch'io”
I guess we should have known all along
Everyone thinks it's so romantic
They say we're two of a kind
And the more that I think about it
The more that I realize what I've been missing
Fu in quel momento che Nate decise di lanciarsi attraverso la stanza e attaccarsi al vestito di Buffy. “Zia!” la chiamò e allungò le braccia.
Spike e Buffy iniziarono a ridere e Spike si piegò e prese su il bambino poggiandoselo su un fianco mentre riprendeva Buffy tra le braccia stringendola con uno soltanto. Nate ridacchiò e si piegò per ricevere un bacio da Buffy. Lui poi avvolse le braccia attorno al collo di Spike e continuarono il loro ballo.
“Ricordi la famiglia che hai visto?” chiese Buffy a Spike dolcemente.
Lui sorrise sognante e annuì. “E' proprio qui vero”
“Una parte lo è” lei gli prese la mano e se la posò sul ventre. “Il resto è qui dentro”
Il viso di Spike cambiò da scioccato, con la mascella spalancata, a totalmente gioioso ed estatico mentre lanciava un urlo e abbracciava Nate e Buffy.
Faith sorrise di fronte alla scena che scaldava il cuore e guardò verso Joyce che l'abbracciava.
“Buon lavoro” le disse Joyce.
“Grazie. L'ho sempre saputo che potevo farlo”
Joyce sorrise, “Avevano bisogno solo di un pò di 'fede' huh?”
“Con una parte di destino e una di famiglia”
Joyce e Faith si sorrisero l'un l'altra prima di tornare a guardare la coppia felice – più uno – celebrare il loro matrimonio.
All of this time, guess I must have been blind
Not to see you and me we're picture perfect
I'll be yours, be mine
We're picture perfect
Forever picture perfect
Fine
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