24/08/2007
Culinary Chaos
Subject: AU (tutti umani).
Warnings: no.
Rating:NC17.
Genere: Romance.
Lunghezza: 18 Capitoli (25423 parole)
Summary: Spike Brooks gestisce un ristorante a Sunnydale e presto si ritrova ad essere un rivale di Buffy Summers, proprietaria di una promettente pasticceria. Dopo che entrambi partecipano alla stessa competizione, Spike lotta per mantenere il titolo di miglior creatore del dolce più buono della città mentre Buffy lotta per provare che lei è altrettanto brava, se non migliore. Chi vincerà, e chi sarà il perdente? Rimarranno nemici, o la competizione davvero li porterà entrambi più vicini?
Disclaimer: Non possiedo niente, ecc ecc ecc.
Permesso dell'autrice: If you'd like to put a link to the story from another site or any type of links, feel free to. If you need anything in the process of translating the story or anything in general, please e-mail me - I do not mind :) Thanks again! ~ Allison
Link per la ff originale:http://spikeluver.com/SpuffyRealm/viewstory.php?sid=14348
Capitoli: 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18
Capitolo 1 - Spiando la concorrenza
Spike Brooks guardò in giro per la cucina del suo ristorante e scosse la testa, incrociando le braccia.
"Questo posto sembra l’inferno", disse ad alta voce, mentre otteneva l'attenzione dei suoi impiegati i quali si stavano pazzamente affrettando, tentando di rifinire gli ordini per i clienti del ristorante. “C'è farina su tutto il pavimento, tartufi che si squagliano sul bancone e quello è un straccio accanto al forno, pericolosamente vicino alla fiamma sotto la casseruola?"
"Spiacente", disse il suo amico Xander, afferrando rapidamente lo straccio.
"Stai tentando di bruciare completamente il posto, ragazzino?" chiese Spike, lanciando un'occhiataccia all'uomo bruno. "Non sapevo che sabotare il vostro luogo di lavoro fosse una priorità."
"E' stato un errore", rispose Xander sinceramente. "Sono spiacente." Spike sospirò e sciolse le braccia incrociate mettendo invece le mani in tasca.
“Scusatemi, tutti” disse Spike guardando in giro le persone che lo stavano guardando nervosamente. “Sono molto stressato, specialmente con l’avvicinarsi della gara.”
“Andrai alla grande”, disse Xander, dandogli una pacca sulla spalla. “Andrew ed io ti aiuteremo, va bene?” Spike guardò Andrew, che stava tagliando una testa di lattuga e stava annuendo col capo in accordo. “In più, penso che Jonathan e Warren si offriranno volontariamente per fare del lavoro di preparazione prima che la gara cominci.”
“Desidererei solo che fosse già finito” disse Spike, passandosi, frustrato, una mano sulla faccia. “Molto dipenderà da questo, lo sapete”
“Spike, hai vinto gli ultimi cinque anni, da quando hai aperto lo Chantarelle”, disse Andrew, guardando il suo boss ed amico. “Non mi preoccuperei così tanto se fossi in te.”
“Yeah, ma ora devo gareggiare con Buffy Summers, la proprietaria del negozio di pasticceria di Joyce”, rispose infastidito Spike. “E mi hanno detto che è un inferno di chef”.
“E' una principiante”, disse Xander , e Spike lo guardò con il sopracciglio alzato. “La gente tende a rimanere attaccata alle cose che conosce, il che significa che hai già un vantaggio su di lei.”
“Stai dicendo che sono vecchio?” chiese Spike, il suo tono che diventava allegro. Xander sorrise e mescolò la salsa sul forno. “Allora, chi vuole venire a spiare il mio concorrente principale con me?”
“Io”, sia Xander che Andrew dissero all’unisono, facendo sì che Spike ridacchiasse sotto i baffi.
* * *
“Anya, hai messo troppo zucchero in questo”, disse Buffy, facendo una faccia mentre prendeva un altro morso di una fetta di torta di formaggio. “Non posso vendere torte che hanno un sapore come questo”.
“Sono spiacente” si scusò Anya, togliendosi il grembiule. “Ma mi hai distratto tu mentre lo stavo versando nel mixer”.
“Come ti ho distratta? Dicendoti che fa caldo qui dentro?” chiese Buffy, accigliata. “Devi fare più attenzione. Non voglio gettare via un mucchio di torte di formaggio che potevano essere perfette”.
“Lo so,” disse la sua amica, afferrando un vassoio di “éclairs” e seguendo il suo capo nel davanti del negozio. “Allora, sei eccitata per il “Best Dessert In Sunnydale Competition”?.
“Naturalmente” rispose Buffy, sorridendo. “Non vedevo l'ora da quando mi sono iscritta alla scuola di cucina anni fa.”
“Hai bisogno di aiuto per scaricare quelli?” chiese la loro amica Willow, apparendo da dietro di loro, indicando il vassoio che Anya teneva. “Ho finito i piatti.”
“Sicuro”, disse Anya, mettendo giù il vassoio su un carrello mentre Willow camminava verso di lei.
“Qualcuna di voi ha bisogno del mio aiuto?” chiese Buffy, ed entrambe le donne scossero le teste. “Sarò nel retro, a lavorare al mio progetto top-secret.”
“E' il codice per dire che sarai online?” chiese Willow e Buffy rise.
“Più o meno” rispose Buffy, allontanandosi dalle ragazze mentre la porta si apriva, tre uomini entrarono ed osservarono in giro.
“Possiamo aiutarvi?” chiese Anya, guardandoli con un'espressione speranzosa.
“Yeah”, disse Xander, facendo un passo in avanti e sorridendo alla donna bionda. “Vorremmo provare alcuni dei vostri prodotti.”
“Mi sto per sposare e mi sono offerto di trovare una torta per il mio ricevimento”, mentì parzialmente Spike, sorridendo alle donne. “Ma sembra voi vendiate molto di più che torte”.
“Abbiamo un'ampia varietà di cose”, disse Willow, indicando i frigoriferi e gli espositori di vetro che la circondavano. “Amaretti, tartufi, mini torte, torte di formaggio e questi splendidi biscotti che riempiamo di gelatina.” Xander guardò i biscotti e ghignò, diventando improvvisamente affamato. “Gradite provare un po' di tutto?”
“Sicuro” rispose Spike, esaminando la stanza con noncuranza mentre Anya e Willow iniziavano a spostare i vassoi e a mettere i campioni su piccoli piatti. Xander ed Andrew si accomodarono ad un tavolo e fecero segno affinché Spike si unisse a loro, ma lui agitò indiscretamente la testa e continuò a valutare visivamente il posto. “Un negozio grazioso da possedere per delle giovani donne come voi”.
“Oh, non è nostro,” disse Anya, posando tre piatti sopra al tavolo che Xander ed Andrew stavano occupando. “La nostra amica Buffy lo possiede.”
“Oh” disse Spike, sapendo finalmente per certo che nessuna di loro era la sua avversaria.
`Probabilmente è meglio così,' pensò mentre si sedeva con i suoi amici ed guardava il vassoio dei campioni di dessert davanti lui. `Insieme al fatto che così è più sicuro. Se ci vedesse adesso e poi alla gara, potremmo avere un problema tra le mani.'
“Dateci dentro” disse Willow, passando loro le forchette.Tutti e tre gli uomini scelsero per primo un campione differente e tutti e tre fecero facce compiaciute mentre mangiavano gli squisiti dessert.
‘Wow’ pensò Spike sorpreso. `Se questo è il lavoro di Buffy, allora è piuttosto brava.' Fece una pausa. `Ma non brava quanto lo sono io.'
I tre uomini continuarono a mangiare fino a che i loro piatti non furono vuoti e si alzarono per sbarazzarsene.
“Allora, qual è l’opinione generale?” chiese Willow dopo aver parlato con parecchi clienti che si erano seduti.
“Torneremo” rispose Spike sorridendo. “Sono particolarmente affezionato alla torta di formaggio al limone.”
“Anch'io” disse lei, restituendo il suo sorriso. “Bene, se non vi vedremo di nuovo, buona fortuna con le vostre nozze e congratulazioni.”
“Grazie” rispose lui, girandosi e uscendo dal negozio, i suoi amici dietro di lui.
Buffy era in piedi nel vano della porta, le braccia incrociate sul petto e un'espressione irritata sulla faccia. Willow notandola alzò un sopracciglio all'espressione seccata dell'amica.
“Cosa c’è che non va?” chiese la testa rossa, preoccupata.
“Che diavolo ci faceva qui dentro Spike Brooks?” chiese Buffy e la faccia di Willow crollò.
“Quello era lui?” chiese e Buffy annuì col capo. “Non l'ho riconosciuto dalla sua foto sul giornale” Fece una pausa e guardò fuori, osservando gli uomini che attraversavano la strada parlando con eccitazione. “Mi dispiace”
“Va bene” disse Buffy arrabbiata, girandosi e sparendo nel retro della cucina.
Willow e Anya scambiarono uno sguardo.
“Oops”.
Capitolo 2 - E' semplicemente giusto
Gli uomini rientrarono allo Chantarelle e furono sorpresi di vedere la donna, la stessa da cui prendeva nome il ristorante, sedersi al bar e parlare a Charles Gunn, il barista principale. Spike si avvicinò al suo fianco e le si sedette accanto baciandole la guancia.
“Ciao” disse Lily Chantarelle, sorridendogli ampiamente. “Ho sentito che sei andato al negozio di pasticceria di Joyce.” Lui annuì col capo ed alzò un sopracciglio quando lei lo guardò con disapprovazione. “Qualcuno sapeva chi eri?”
“No” rispose. “Siamo entrati, abbiamo assaggiato qualcosa e siamo usciti.”
“Sai che non è corretto” replicò lei. “Spiare la proprietaria e quello che fa.”
“Qual è il danno nell’assaggiare dei campioni di alcuni suoi prodotti?” chiese lui, rivolgendo a Gunn un sorriso riconoscente mentre gli passava un bicchiere di birra. “Non penso sia stato affatto sbagliato” prendendo un sorso della sua birra e appoggiando il bicchiere sul bancone. “Inoltre, per che tutti sappiano, lei è entrata qui prima e ha mangiato la nostra roba, giudicando se i dessert qui sono concorrenza per lei.”
“Non ficcarti nei guai, okay?” chiese lei, facendogli correre una mano lungo la schiena. “Non desidero vedere il mio magnifico fidanzato fare dei torti”
“Sarò un bravo ragazzo” disse lui sorridendo. Lei rise e si alzò battendo sulla sua spalla. “Stai andando via?”
“Ho un paio di commissioni da fare prima che i negozi in città chiudano” rispose lei, scavando nella sua borsa per trovare le chiavi dell'automobile. “Ti vedrò domani, giusto?”
“Non resterai all’appartamento stasera?” chiese lui, facendo il broncio e lei agitò la testa piegandosi a baciarlo. “Perché no?”
“Sarò mattiniera e tu non sarai a casa prima delle due o tre” disse lei scrollando le spalle. “Sarò addormentata quando rientrerai e sarai morto per il mondo quando dovrò andare. Non ha molto senso per me restare sola nel tuo appartamento per un po'”
“Bene” disse tristemente lui e lei con la mano scompigliò i suoi ricci prima di andare via e lasciare il ristorante.
“Perché quello sguardo depresso capo?” chiese Gunn studiando l'espressione dell'uomo biondo.
“È sbagliato che mi chieda se la mia fidanzata mi è fedele?” Chiese Spike e Gunn inclinò la testa. “Cosa? Sono l'unico ragazzo serio che ha mai avuto, così non sarebbe una sorpresa per me se lei desiderasse-”
“Lily ti ama” tagliò corto Gunn, versando nel frattempo una coppia di aperitivi. “È una donna dolce con un cuore grande e tu sei l'unico uomo che a lei interessi, Spike. Scommetterei il mio camion che non ti sta tradendo”
“Già, penso che hai ragione” rispose Spike finendo la sua birra. “Grazie.”
“Prego” disse Gunn, guardando Spike alzarsi e camminare verso il suo ufficio, sospirando vedendolo entrare e chiudere la porta.
‘E’ meglio per Lily che non dorma con nessun altro oltre lui’ pensò Gunn. `E me.’
* * * * *
“Buffy?” Willow chiese tranquillamente mentre faceva un passo all’interno dell’ufficio del suo capo. “Stai bene?”
“Avrei voluto sapere che era qui” disse Buffy, stando davanti allo schermo bianco del suo computer. “Gli avrei detto di andarsene.”
“Non assomiglia al tipo in quell'immagine” disse Willow indicando un pezzo di giornale che Buffy aveva incorniciato sulla sua parete, che parlava e mostrava di alcuni chef partecipanti alla gara imminente. “Lui è meglio di persona.” Buffy alzò un sopracciglio alla sua amica, sorpresa quando la vide arrossire. “Che cosa? Sai che amo Oz, ma devi ammettere che Spike non è brutto da guardarsi”
“Yuck” rispose Buffy, spegnendo il monitor del computer ed alzandosi. “Allora, quali sono i tuoi programmi per stasera?”
“Oz desidera portarmi a cena fuori” disse Willow scrollando le spalle. “E tu?”
“Veramente non lo so”, rispose Buffy afferrando la sua borsa. “Anya è andata a casa?”
“Si” rispose Willow seguendo il suo capo di fronte alla porta. “Vorresti uscire a cena con noi?”
“Non desidererei essere di troppo” disse Buffy, controllando un sorriso debole. “Fare la terza incomodo non è divertente, e questo rende le cose molto squilibrate.”
“Sei praticamente di famiglia” disse Willow, dando un colpetto col gomito al braccio della bionda. “Per favore? Possiamo persino andare in qualche luogo stravagante”. Buffy fece una pausa e i suoi occhi si allargarono bloccando il braccio della sua amica. “Che cosa?”
“Tipo allo Chantarelle?” chiese Buffy e Willow si girò piegando la testa.
“Non penso che sia una buona idea, Buffy” disse lei, ma la sua amica scrollò le spalle soltanto e ghignò.
“È solo giusto.”
* * *
“Wow, questo posto è lussuoso” disse Buffy un istante dopo essere entrata allo Chantarelle con Willow e Oz.
“È bello”, annuì Willow prima di andare al banco del ristorante per prendere posto. Si sedettero in un angolo e aprirono il menù, le mascelle caddero lentamente. “Venti dollari per le fettuccine Alfredo? Le tagliatelle non sono così costose!”
“Tranquillizzati” disse Oz, picchiettando la coscia della sua ragazza sotto al tavolo. “Pago io stasera.”
“È ancora una presa in giro” rispose Willow, agitando la sua testa. “E guarda i prezzi dei frutti di mare!”
“Guarda per me una minestra e un'insalata” disse Buffy, fissando il menù. “E la mia cena sarà ancora costosa.”
“Da quando i soldi sono un problema?” Chiese Willow con curiosità. “Pensavo guadagnassi bene.”
“Si, ma faccio ancora attenzione a quanti soldi spendo,” disse Buffy sospirando.
“Amo la mia parsimoniosa amica” rispose Willow ridendo scioccamente mentre Buffy le sparava un’occhiataccia.
“Salve, il mio nome è Fred e stasera sarò la vostra cameriera” disse una donna brunetta avvicinandosi al lato del tavolo. “Prima di tutto può interessarvi del vino o altre bevande?”
“Acqua” risposero entrambe Buffy e Willow guadagnandosi uno strano sguardo da parte della cameriera.
“Io prenderò del Merlot” rispose Oz, e Fred annuì col capo prima di camminare via.
“Vedi nessuno che conosciamo qui?” chiese Willow osservando intorno.
“Non ancora” disse Buffy esaminando i tavoli. “E non ho visto nessuno dei tipi di prima.”
“L'uomo bruno di questo pomeriggio è appena entrato in cucina” disse Willow e Buffy girò lo sguardo verso le porte della cucina, soffermandosi quando vide Spike uscire da lì.
Spike aveva la sensazione come se qualcuno lo stesse osservando e si guardò intorno, bloccando lo sguardo su una donna bionda seduta ad un tavolo con un uomo e una donna che gli pareva familiare.
`Oh sì, la rossa della pasticceria,' pensò, alzando un sopracciglio. ‘Chissà chi è l’altra donna.’
Per essere gentile, camminò verso il tavolo e questo fece irrigidire Buffy, preoccupata che stesse per scatenarsi l'inferno.
“Ciao, Willow”, disse Spike come si avvicinò al tavolo, facendo un caldo sorriso nella sua direzione. “È un piacere rivederti.”
“Ciao” rispose lei in modo ansioso, domandandosi se riconosceva la donna che le era seduta a lato.
“E chi ha il piacere di unirsi a te stasera?” Chiese Spike, il suo sguardo fisso rivolto a Buffy, che lo stava studiando.
“Questo è Oz, il mio ragazzo” disse Willow, indicando l’uomo che fece un cenno con la mano a Spike.
“E chi potete essere voi, dolcezza?” chiese Spike, i suoi occhi che non si erano distolti a guardare Oz restando a mettere a fuoco Buffy.
“Non sapete chi sono?” chiese lei, agitando la sua testa, confusa. “Bene, devo dire che sono sorpresa, signor Brooks. Dovreste essere molto informati sui vostri nemici.” Lui alzò un sopracciglio, ancora perplesso. “Il mio nome è Buffy. Buffy Summers.” Lei allungò la sua mano verso di lui, ghignando, e lui restò lì, stordito.
“Oh.”
Capitolo 3 - Distruggendo una buona serata
“Allora, che cosa vi porta qui?” Chiese Spike stringendo la mano di Buffy, deliziandosi del fatto che la mano di lei si adattasse perfettamente alla sua, prima di rimproverarsi mentalmente.
`A che cosa stai pensando amico?' chiese a se stesso. `Lei è di certo il nemico e sei felicemente fidanzato.' Si fermò, aggrottando le sopracciglia al pensiero. `Beh, almeno pensi di esserlo.'
“Sei venuto al mio negozio a provare della roba, così anch’io ho pensato di provare cosa avete”, disse lei neutra. “Penso sia giusto, non è così?”
“Naturalmente” disse lui dopo aver esitato per un lungo momento. “Mi assicurerò che tutto incontri le vostre esigenze”.
“Non devi impressionarmi” replicò lei, e lui alzò sopracciglio.
“Nel caso qualcuno avesse il bisogno di impressionare, quella sei tu” disse lui, notando come velocemente le crollò la mascella. “Sei nuova in questo business, quindi lascia che ti dia alcuni suggerimenti.”
“Non penso di voler sentire quello che vuoi dirmi” disse lei acutamente. “Sono venuta qui per mangiare ed è tutto quello che desidero fare.”
“Bene” Spike disse, trattenendo un sorriso all’irritazione di lei. “Che cosa desiderate?”
“Preferirei parlare con Fred piuttosto che con te, grazie” disse lei, vedendo la testa della cameriera bruna nella loro direzione. “E’ stato un piacere incontrarti, Spike, ci rivedremo molto presto.”
“Sì” disse lui sorridendo. “Quando ti prenderò a calci alla gara.”
“Dì quello che ti pare” rispose lei fermamente. “Ma tutta quella arroganza dimostra quanto tu sia realmente insicuro della tua bravura. Se sei così bravo, non dovresti essere preoccupato di me”. Lui si appoggiò sopra al tavolo, il suo viso a pochi centimetri da quello di lei.
“Sono molto bravo in quello che faccio”, disse lui sussurrando, e questo trasmise un brivido attraverso la spina dorsale di lei. “Ma troppo male, non sperimenterai mai cosa ho da offrire.”
“Bene” riuscì a reagire lei, e lui si rialzò ancora una volta, rivolgendo la sua attenzione a Willow e Oz.
“Godetevi la cena”, disse lui con tono calmo. “E se mai ritornerete, non riportate la biondina qui.” Si girò e camminò via, non vedendo lo sguardo oltraggiato sulla faccia di Buffy.
“Bene, sembra un tipo interessante” disse Oz e Buffy lo fissò. “Che cosa?”
“Non ho bisogno di questo” rispose lei alzandosi. “Passate una piacevole serata, voi due.” Lei si precipitò fuori e lasciò il ristorante, non notando che gli occhi di Spike l’avevano seguita finché non fu persa di vista.
* * *
“Lo sai, i ragazzi fanno davvero schifo” disse Buffy scavando nella vaschetta un cucchiaio di gelato e mangiandolo. “Non innamorarti mai- non ne vale la pena”.
“Perché sei così depressa?”, chiese sua sorella Dawn. “Brutto giorno a lavoro?”
“Satana è entrato nella mia vita” borbottò Buffy mangiando un’altra cucchiaiata di gelato. “Nella forma di Spike Brooks”.
“Lo hai visto?” chiese Dawn, e Buffy annuì col capo, fissandola. “Che cosa è accaduto?”
“È venuto oggi da Joyce ed ha chiesto degli assaggi, che Anya e Willow gli hanno dato, non sapendo chi era,” lei cominciò a spiegare, pugnalando il gelato che restava ancora nella scatola. “Così stasera sono andata allo Chantarelle, pensando fosse giusto vedere come era il suo ristorante e lui… è venuto al tavolo dove eravamo io, Willow e Oz.”
“Così hai parlato con lui?” chiese Dawn, e Buffy annuì di nuovo. “Com’è andata?”.
“Ridicolamente male” rispose lei. “È uno spaccone, Dawnie e non vedo l'ora di vincere e dimostrargli che sono migliore di quello che pensa.”
“È solo preoccupato che perderà contro una donna”, disse Dawn, dando la sua opinione. “Non ti devi preoccupare di questo. È venerdì sera, esci e divertiti.”
“Sto bene” disse Buffy, notando che aveva lasciato pochissimo gelato. “Maledetto.”
“Vieni, andiamo,” disse Dawn, afferrando il braccio di sua sorella e tirandola su in piedi. “Abbiamo una notte in città, solo tu ed io. Sarà come il momento del legame tra sorelle”.
“Possiamo ottenere più gelato?” chiese Buffy con un tono colpevolmente pieno di speranza.
“Qualsiasi cosa desideri”, disse Dawn, accompagnando sua sorella alla porta dell’appartamento. “Ma ricorda solo, che andrà diritto ai tuoi fianchi.”
“Mordimi” mormorò Buffy, agitando la sua testa quando sua sorella di fianco a lei rise scioccamente.
* * *
“Maledetta stupida ragazzetta” disse Spike nel momento in cui chiuse il ristorante più tardi quella notte, Xander stava in piedi vicino a lui. “Dovrebbe imparare a portare un po’ di rispetto per me.”
“Puoi incolparla?” chiese Xander e Spike lo guardò confuso. “Ti sei infiltrato nella sua pasticceria per scoprire qualcosa su di lei”.
“Infiltrato? Non era Mission Impossible!” disse Spike urlando, arrabbiato. “Dove se n’è andata a mangiare stasera?”
“Dove te ne stavi andando nel suo negozio oggi pomeriggio?” chiese Xander, non capendo perché il suo amico fosse così sconvolto.
“Non è giusto!” gridò Spike, prendendo un respiro profondo per calmarsi. “E' già un problema per me e la gara non è neppure cominciata.”
“Beh, la competizione è una cosa sana”, disse Xander, camminando con Spike alle loro auto. “E non aiuta che sia bella.” Spike lo guardò, sorpreso. “Ho visto Willow che entrava e ho tratto le logiche conclusioni.”
“Non è bella”, disse Spike, e Xander si fermò, incrociando le braccia con un sorrisetto sapiente sulla faccia. “Va bene, è assolutamente magnifica.”
“Attento a quello che dici, amico” disse Xander, picchiettando la spalla di Spike. “Hai fidanzata piuttosto bollente che ti sta aspettando.”
“Non è nel mio appartamento”, rispose Spike, guardando giù. “Ha detto che desiderava rimanere a casa stasera.”
“Perché sembri così triste a tal proposito?” chiese Xander. “Pensavo ti facesse piacere avere una serata libera lontano dalla tua futura palla al piede.”
“Penso stia succedendo qualcosa con lei”, disse Spike tranquillamente. “Ultimamente si sta comportando in maniera veramente bizzarra ogni volta che accenno alle nozze, ha questo sguardo sulla sua faccia che non mi rende troppo felice.”
“Non mi preoccuperei”, disse Xander, scrollando le spalle. “Probabilmente è solo nervosa.”
“Si, immagino” disse Spike, sospirando e aprendo la sua automobile, parcheggiata di fianco a quella di Xander. “Buona notte.”
“Anche a te, amico” rispose Xander, entrando nella sua automobile e guardando mentre Spike correva via nella notte, sapendo dannatamente bene che Lily non era nervosa, come aveva detto a Spike.
‘Gli sta mentendo’, pensò Xander, mettendo in moto la sua auto. `E non appena avrò una prova evidente, la costringerò alla resa dei conti.'
Capitolo 4 - La calma prima della tempesta
Alcuni giorni passarono, e mentre la gara sembrava torreggiare su di lei, Buffy iniziò a perdere il controllo, diventando molto stressata e preoccupata dal perdere contro Spike.
“La battaglia è domani”, disse Buffy, osservando intorno la cucina del negozio della pasticceria di Joyce. “E non penso che le mie armi siano buone abbastanza.”
“Farai impressione” disse Willow, appoggiandosi contro al banco. “Stiamo lavorando oltre i nostri limiti fino al tramonto ogni notte ed hai perfezionato i tuoi biscotti al burro di arachidi e cioccolata.”
“Già, quelli erano buoni”, disse Anya, fissandone uno che stava nell’espositore. “Molto, molto buoni”.
“Avanti mangialo” disse Buffy, facendo un piccolo sorriso, e Anya ghignò, afferrandolo e mordendolo con uno sguardo eccitato sulla sua faccia. “Scema”
“È un beneficio accessorio lavorare in un posto come questo” disse Anya, scrollando le spalle. “Non posso aspettare fino a che questa confusione sia finita.”
“Sono d’accordo con te, motoretta”, accordò Willow, tirando su i capelli in una coda di cavallo. “Potrei fare una settimana di vacanza.”
“Anch’io”, disse Buffy, controllando due volte che tutto nei frigoriferi fosse a posto. “Grazie tante ad entrambe per avermi aiutato. Non so che cosa farei senza voi due.”
“Perdere?” propose Anya e Buffy sorrise, scrollando le spalle. “Chi altri desidera uscire per un drink?”.
“Mi piacerebbe”, disse Buffy, e Willow annuì col capo. “Andiamo, allora”. Chiusero il negozio e si incamminarono in strada, entrando alla “Little Green Tavern”, una locanda di un amico di famiglia di Buffy chiamato Rupert Giles.
Dopo aver preso posto al tavolo e aver ordinato le bibite, iniziarono a parlare fra loro quando Buffy notò il cipiglio di Willow, che guardava attraverso la stanza e metteva a fuoco qualcosa. Buffy seguì il suo sguardo fisso e si accigliò quando vide Spike e uno dei suoi amici giocare a biliardo.
“Perché deve essere qui?”, chiese, restringendo gli occhi su di lui. “Non dovrebbe essere al suo ristorante o da qualche altra parte?”.
“Forse anche lui ha bisogno di rilassarsi”, suggerì Anya, guardando il suo amico. “Il suo nome era Xander, giusto?” Willow annuì col capo, bevendo un po’ della sua soda. “È carino”.
“Non fidarti di un tipo che è amico di un uomo come Spike” rimproverò Buffy. “Non porterà a niente di buono”.
“Sembrava piacevolmente simpatico”, rispose Anya, scrollando le spalle. “Era gentile ed ha un sorriso affascinante.”
“Quelli sono gli unici a cui devi fare attenzione” disse Willow. “Devono pur compensare con qualcosa.”
“Cosa importa se lo fosse? Potrebbe essere un vichingo a letto”, disse Anya, ridendo scioccamente e Buffy scosse la testa sospirando.
“Pensi mai prima di parlare?” chiese lei, sorridendo quando Anya la fulminò con lo sguardo. “Sei solo molto onesta su quello che dici”.
“Beh, dicono che l'onestà sia la politica migliore”, disse Anya alzandosi. “Penso che andrò a parlare con lui.”
“Conversare con il nemico? Sei matta?” sibilò Buffy. “Se vai là, non ti pagherò per un mese.”
“Soldi o sesso quale suona meglio?” chiese Anya con un’espressione pensierosa sulla sua faccia. “Penso di aver abbastanza risparmi per un mese, così voto per il sesso.” Lei camminò via mentre la mascella di Buffy si contraeva dalla rabbia.
“Mi deve star prendendo in giro!” disse lei a bassa voce. “La ucciderò quando la gara sarà finita.”
“Non è che lei stia andando a dirgli i segreti delle tue ricette o qualcos’altro”, disse Willow, finendo la sua bevanda. “Non mi preoccuperei realmente.”
“Non importa” disse Buffy, esaminando il suo bicchiere. “È una questione di principio.”
“Avremo una bella serata, ok?” chiese Willow, e Buffy annuì col capo prima di vedere Anya, che in quel momento stava parlando e ridendo con Xander mentre Spike prendeva un bicchierino di liquore, buttandolo giù, prima di guardare Buffy.
‘Perché mi sta guardando?' si chiese lei, confusa. `Non mi piace il modo in cui i suoi occhi stanno viaggiando su e giù sul mio corpo, mi fa accapponare la pelle.’ Lui le sorrise prima di prendere un altro bicchierino. Lei piegò rapidamente la sua testa prima di finire la sua soda ed alzarsi.
“E’ ora del bis” disse lei. “Ne desideri uno anche tu?” Willow agitò la sua testa ed alzò un sopracciglio quando notò un leggero arrossire delle guance della sua amica. “Torno presto”.
Buffy andò verso il bancone del bar e si sedette su uno sgabello, ordinando la sua bibita e aspettandola. Quando vide qualcuno, con la coda dell’occhio, sedersi di fianco a lei, voltò la testa e aggrottò le sopracciglia realizzando chi fosse.
“Ciao, piccola.”
* * *
“Che cosa stai facendo?” chiese lei in un tono piatto, alzando un sopracciglio quando Spike ghignò verso di lei.
“Sto provando ad avere una conversazione gentile con te”, rispose lui, ordinandosi un’altra birra. “E’ quello che fa la gente nelle culture civilizzate.”
“A me non sembri del tutto civilizzato” disse lei, battendo le dita sopra al bancone del bar come se stesse aspettando impazientemente il suo ordine.
“Che cosa ti rende così irascibile*… Buffy?” chiese lui, ridendo di soppiatto. “Che rima!”
(*n.d.r. irascibile=huffy, huffy fa rima con Buffy)
“Congratulazioni per aver passato la prima classe”, disse lei, inclinando la testa intanto che lo guardava. “Va via, Spike.”
“E perdere l’occasione di parlare alla mia rivale favorita?” Chiese lui, sorridendo scioccamente. “Non credo proprio”
“Mi vedrai domani quando ti prenderò a calci nel sedere e vincerò” disse lei, sorridendo riconoscente al barista quando lui appoggiò un bicchiere di birra di fronte a lei. “Grazie.”
“Non ti facevo una ragazza che beve birra” disse lui sorpreso. “Pensavo ordinassi una bibita alla frutta o qualcosa di simile. Sai, una bibita da ragazza.”
“Avevo voglia di qualcosa di diverso” replicò lei, alzandosi. “Inoltre, non vorrei bere troppo stasera e ritrovarmi domani con i postumi di una sbornia.”
“Si, non sarebbe troppo buono”, disse lui prima di scrollare le spalle. “Beh, non sarebbe buono per te, ma aumenterebbe le mie probabilità di spedirti al secondo posto.”
“Nei tuoi sogni, Billy” disse lei, girandosi e camminando via, tornando al tavolo dove stava seduta Willow.
“Ti ho appena vista parlare con Spike?” chiese la testa rossa, e Buffy annuì col capo guardando giù. “Com’è andata?”.
“Come pensi sia andata?” chiese Buffy severamente prima di bere un po’ della sua birra. “Non vedo l'ora di batterlo.”
Capitolo 5 - Ancora in gioco
La mattina seguente, Buffy si presentò alla gara e seguì le istruzioni, prima di andare verso la stazione di lavoro che le era stata assegnata. Anya e Willow si videro dopo alcuni minuti e cominciarono ad aiutare Buffy preparando le cose prima che fosse tempo di iniziare a cucinare.
“Spike e i suoi amici sono appena comparsi”, disse Willow, mettendosi un grembiule. “Sembra esser pronto all’azione, per così dire.” Buffy alzò un sopracciglio verso la sua amica.
“Xander è definitivamente buono quando entra in azione”, buttò lì Anya, ghignando sognante. “Dovreste vederlo a letto… È uno stallone.”
“Yuck!” disse Buffy, arricciando il naso disgustata. “Ora avrò quell’immagine impressa a fuoco nella mia mente per del tempo.”
“Anch’io” replicò Anya, sorridendo fiera. “Che cosa ti aspettavi? Sono venuta, ho visto, e... sono venuta un mucchio di volte dopo”.
“Ritieniti libera di andare in qualsiasi momento” disse Buffy, sparando un’occhiataccia verso di lei. “Ora, possiamo mettere a fuoco la missione attuale?”
“La missione è la cosa importante”, rispose Willow, sospirando. “Abbiamo sentito questo discorso un paio di volte, Buffy.”
“Desidero solo assicurarmi che tutto sia okay e mettermi all'opera” disse lei, prendendo un respiro profondo. “Non posso perdere, ragazze. C’è molto su questa cosa più di quello che pensate.”
“Il tuo orgoglio?” chiese Anya e Buffy annuì col capo, distogliendo lo sguardo. “Beh, se potrà aiutare, forse posso fare alcuni gesti osceni e sessuali nella direzione di Xander per buttarlo fuori dalla sua gara.”
“Qualsiasi cosa aiuti” disse Buffy, controllando un sorriso debole.
* * *
“La mia dannata testa mi fa male” disse Spike a bassa voce mentre entrava nella sua stazione di lavoro con Andrew e Xander a seguito. “Non avrei dovuto bere così tanto la notte scorsa.”
“Se non avessi preso così personalmente le osservazioni di Buffy su di te, allora forse non avresti ritenuto obbligatorio bere metà dei liquori del bar” rispose Xander.
“Se non mi avessi lasciato per andare a scopare con Anya, una delle nostre nemiche per associazione, non avrei continuato a bere!” replicò Spike. “Lo sai che bevo molto quando sono solo.”
“Ragazzi, possiamo cominciare a preparare?” chiese Andrew, osservando i suoi due amici. “Abbiamo soltanto venti minuti prima che inizi la gara.”
“Bene” disse Spike, prendendo un respiro profondo e cominciando a guardare le provviste che erano state date loro. “Così, il piano è ancora di fare una torta di formaggio al limone?”
“E andare in centro città con le decorazioni” accordò Xander, annuendo col capo. “Andy ed io ce l'abbiamo sotto controllo. Solo fai la torta di formaggio il più velocemente possibile.”
“Siete sicuri che questa sia una buona idea?” chiese Andrew. “Voglio dire, anche Buffy farà una torta di formaggio, non pensate?”
“Questo è il punto” replicò Spike. “Se entrambi facciamo torte di formaggio ed io vinco, allora la città intera saprà che sono migliore di lei a farle, qualcosa che lei considera come la sua specialità.”
“E se la sua è migliore e perdiamo?” chiese Andrew, incrociando le braccia.
“Allora abbasseremo le teste per la vergogna, lasceremo l’edificio, e ci ubriacheremo di brutto” rispose Spike, osservando attraverso la stanza e mettendo a fuoco Buffy, la quale stava parlando a Willow e Anya. “Ma questo non accadrà, giusto?”
“Giusto” dissero Xander ed Andrew all’unisono, anche se stavano cominciando ad avere dubbi.
* * *
“Bene, la torta di formaggio è stata infilata nel forno”, Buffy disse trionfalmente, regolando il timer. “Questa è la più rapida che abbia mai infornato prima”.
“E probabilmente avrà un gusto come se tu non l’avessi ottenuta così di fretta” replicò Anya, ignorando l’occhiata vivida che Buffy le sparò. “Willow e io abbiamo preparato il ripieno alla fragola, in modo che una volta che la torta di formaggio si raffredda, possiamo metterlo sulla parte superiore e puoi ricoprirla con una glassa cremosa alla fragola.”
“Lo zucchero è già pronto da lavorare?” chiese Buffy, guardando una pentola sopra al fornello.
“Deve riscaldare ancora un poco e poi dovresti poterlo attorcigliare” disse Willow. “Posso metterlo in cima alla torta di formaggio una volta che hai finito.”
“Abbiamo abbastanza tempo”, disse Buffy, provando a calmare i suoi nervi. “Abbiamo ancora circa due ore e mezza, non è così?”
“Desideriamo fare qualcos'altro?” chiese Willow. “Un vivace accessorio supplementare o qualcosa?”
“Tipo come alcuni biscotti farciti alla fragola?” chiese Buffy e Willow sorrise.
“Sicuro” rispose lei. “Possiamo darli ai giudici come regali di partecipazione.”
“Grande idea”, disse Buffy, sorridendo riconoscente quando Willow cominciò a riunire gli ingredienti per fare la pasta dei biscotti. “Dopo tutto potremmo mettercela in tasca”.
“Specie perché penso che Spike abbia appena rovinato qualcosa che fa fatto” disse Anya, inducendo sia Willow che Buffy ad osservare Spike, che stava agitando le braccia e sembrava arrabbiato.
“Mi domando cosa sia successo” disse Willow, alzando un sopracciglio.
“A chi importa?” chiese Buffy, ghignando. “Quel che un uomo perde un altro uomo… beh, un’altra donna guadagna.”
* * *
“Dannazione!” urlò Spike, fissando la ciotola di impasto della torta di formaggio davanti a lui. “C’è troppo zucchero in questo!”
“E’ ok, amico”, disse Xander, prendendo la ciotola e svuotando il suo contenuto lavandolo via velocemente. “Possiamo ricominciare”.
“Ed essere pronto in mezz’ora?” chiese Spike, sconvolto. “Forse dovremmo fare qualcos’altro.”
“Tipo cosa?” chiese Andrew. “Stiamo parlando da giorni di torte al formaggio e vuoi fare qualcos’altro?”
“Che altra scelta abbiamo?” chiese Spike, tentando di abbassare la sua voce in modo da non farsi sentire dagli altri competitori. “Possiamo fare una semplice torta di cioccolato e decorarla assurdamente bene così che a vederla sia venti volte migliore di quello che è. L’abbiamo fatta prima e possiamo rifarla”.
“È rischioso”, disse Xander, sospirando. “Ma ho fede in noi di riuscire.”
“E Buffy si sentirà molto più inadeguata quando la prenderemo a calci con una torta al cioccolato”, replicò Spike, iniziando a guardarsi attorno per vedere che ingredienti aveva a disposizione. “Ragazzi siete d’accordo con me su questo?”
“Saremo con te fino alla fine”, disse Andrew. “Anche se perdiamo contro Buffy.”
“Sarai positivo?” chiese Xander, dando un colpetto col gomito al braccio di Andrew. “Stiamo andando vincere, Andy e lo sai.” Malgrado il fatto che stesse cominciando a credere che avrebbero perso, Andrew annuì col capo e cominciò ad aiutare Spike a preparare una torta di cioccolato.
Xander osservò attraverso la stanza Anya e sorrise quando gli occhi di lei lo guardarono. Lei gli mandò un bacio veloce prima di aiutare Willow a mettere la pasta dei biscotti su un foglio di carta da cucina. Lui prese un profondo respiro e si girò ad aiutare Spike prima di realizzare che cosa le ragazze stavano facendo.
“Umm, ragazzi?” chiese piano. “Non penso che Buffy stia facendo una torta di formaggio.”
“Che cosa te lo fa pensare?” chiese Spike, confuso.
“Anya e Willow stanno facendo biscotti”, rispose Xander. “Forse Buffy sta facendo qualcosa di creativo preferendo i biscotti”.
“Allora perderà di sicuro”, disse Spike, ghignando. “Suppongo che la mia dilettante preferita non si renda conto di quanto sia ridicola la creazione di biscotto.”
“Possiamo fare qualcos’altro di più semplice allora, no?” chiese Andrew. “Se il nostro avversario più grande sta facendo solo dei biscotti?”
“Suppongo di si” acconsentì Spike, scrollando le spalle. “Sembra che siamo ancora in gioco.”
Capitolo 6 - Condividendo la ricchezza
Mentre i minuti volavano via ed ebbero improvvisamente cinque minuti prima che la gara finisse, sia Spike che Buffy diedero i tocchi finali alle loro creazioni e sperarono in Dio che si battessero l'un l'altro. Willow e Anya si assicurarono rapidamente che tutti i biscotti fossero pronti e misero una generosa quantità di spuma rosa sopra così che si abbinassero ancor di più alla torta di formaggio.
“Come sta andando là?” Willow chiese mentre Buffy metteva decorazioni di zucchero sopra alla torta di formaggio, disponendoli in cima in modo circolare. “Wow, sembra quasi ipnotizzante”.
“Esattamente l’effetto che stavo cercando”, rispose Buffy, rifinendo e guardando la torta di formaggio. “Questa è probabilmente la cosa migliore che abbia mai fatto. Ben migliore della mini torta di nozze che ho dovuto fare per il mio esame finale alla scuola culinaria.”
“Desidererei poter vedere che cosa sta facendo la squadra di Spike” disse Anya, fissando gli uomini. “Ma Andrew sta ostruendo la vista dall’ultima mezz’ora”.
“Non sono preoccupata”, disse Buffy, scrollando le spalle. “Sono fiera di questo e se non vince, allora oh… bene.”
“Non dovresti essere disposta ad accettare la sconfitta, signorina!” rispose Anya acutamente. “Anche Willow e io abbiamo lavorato- è meglio se vinciamo noi.”
“Non desideri che sia il tuo stallone ad essere il vincitore?” chiese Willow, sorridendo scioccamente.
“Beh, certo, ma piuttosto lo preferisco depresso e bisognoso di un buon giretto o due dopo questo”, disse Anya, mettendo i biscotti su un vassoio e perdendosi gli sguardi disgustati sulle facce delle sue amiche.
“Va bene, è quasi ora” disse Buffy, prendendo un respiro profondo. “Pronte?”.
“Definitivamente,” disse Willow, provando a non sembrare nervosa come invece si sentiva.
* * *
“I giudici stanno per arrivare” disse Xander tranquillamente come Spike finiva di mettere delle rosette rosse di glassa sopra a tutto il perimetro della torta di cioccolato che aveva fatto. “Sembra buona, amico”.
“Sono così felice che abbiamo deciso di mettere uno strato di ciliege in ogni strato” disse Spike, sorridendo. “Tutto questo la renderà ancor più squisita.”
“E i fogli di carta dorata messi da Andrew ai lati la rendono ancora meglio”, disse Xander, studiandola. “Per qualche motivo mi ricorda di qualcosa di “Gone with the Wind”, ma… mi piace”.
“Che cosa?” chiese Spike, confuso. “Sembra del sud o qualcos’altro?”
“Immagino” disse Xander, scrollando le spalle. “Che sia l’uno o l’altro senso, dovrebbe battere Buffy.”
“Yeah, lo spero così dannatamente”, disse Spike, osservando attraverso la stanza la stazione di lavoro di Buffy, guardando le donne ammucchiate intorno a qualcosa. “Qualcuno di voi ha visto che cosa ha appena preparato?”
“No”, disse Andrew, sospirando. “Mi sono girato prima a guardare, ma Buffy stava ostruendo qualcosa.”
“Mi domando che cosa fosse”, disse Spike, alzando un sopracciglio. “Ma non c’è modo di vedere qualcosa meglio di questo.”
“No, penso che questa sarà l'unica che si prenderà il premio”, disse Xander, ridendo della propria battuta. “Fare? Torta?”
* * *
Dovrebbe essere una battuta giocata sul fatto che 'take the cake' dovrebbe significare 'prendersi il premio' e dato che è una gara di torte...
* * *
“Qualche volta sei troppo misero per il tuo stesso bene” mormorò Spike, guardando mentre un gruppo di giudici andava alla prima stazione, cominciando a parlare con uno dei suoi avversari. “Siete entrambi pronti per questo?”
E fu proprio mentre lui faceva la domanda che Xander vide Buffy ed Anya spostarsi da quello che nascondevano alla vista, praticamente rivelando ai suoi occhi la torta di formaggio.
“Umm, ragazzi?” chiese lui tranquillamente, i suoi occhi che si allargavano. “Sbaglio, o quella è una torta di formaggio?” Spike guardò oltre le ragazze e sentì la sua mascella cadere lentamente.
“Ma… che cosa è accaduto ai biscotti?” chiese, confuso. “Io pensavo… Che cosa sta succedendo?”
“Sembra che abbia fatto entrambi”, disse Andrew, notando il vassoio di biscotti preso da Willow. “Potrebbero ottenere punti supplementari per aver fatto due cose.”
“Che stronza imbrogliona” disse Spike a bassa voce, serrando la sua mascella. “Perché non abbiamo fatto due cose?”
“Perché abbiamo avuto le mani abbastanza impegnate dopo che hai fottuto l’impasto della torta di formaggio”, rispose Xander.
“Sta zitto”, riuscì a dire Spike, appoggiandosi al bancone davanti a lui e guardando la torta lontana solamente pochi centimetri dalle sue mani. “Solo perché ha fatto due dessert non significa che vincerà. Il gusto di questa torta da solo batterà la sua torta di formaggio.”
“Per non parlare della quantità stupefacente di punti che dovremmo guadagnare per la presentazione”, disse Andrew rapidamente, sperando di calmare Spike. “Non mi preoccuperei.”
“Oh, non lo sono”, disse Spike, alzando i suoi occhi per guardare ancora oltre Buffy. “Non vincerà.”
* * *
“Oh mio dio”, uno dei giudici tubò mentre finiva l’assaggio di un pezzo di torta al formaggio che le avevano passato. “Penso che questa sia la cosa migliore che abbia mai avuto nella mia bocca.”
“Sono così felice che la gradiate”, rispose Buffy, ghignando. “Avete già provato le spire di zucchero?”
“C’è una punta di fragola dentro?” chiese un altro giudice. “Perché è meravigliosa. Solitamente non gradisco mangiare lo zucchero puro, ma questo era un vero piacere”.
“Gradite anche un biscotto?” chiese Anya cordialmente, sostenendo per loro il vassoio. Ogni giudice ne afferrò felicemente uno e ognuno li provò allo stesso tempo.
“Mio Dio” disse il primo giudice, deglutendo il boccone. “Devo dire, signorina Summers, ci avete definitivamente dimostrato che i nuovi pasticceri hanno qualcosa insegnare ai predecessori.”
“Grazie” disse Buffy, splendendo. “Se vorreste prendere altri biscotti, prego.” Ogni giudice afferrò una manciata e le sorrisero prima di passare alla stazione seguente.
“Hai messo delle droghe nei tuoi biscotti?” chiese Spike, comparendo improvvisamente.
“Che cosa stai facendo qui?” chiese Buffy, alzando un sopracciglio. “Non è contro le regole che tu venga qui?”
“Non una volta che i piatti sono stati assaggiati” rispose lui, guardando il vassoio dei biscotti che Anya stava tranquillamente tenendo. “Posso afferrare tre di quelli?”
“Perché dovrei darti un biscotto?” chiese Buffy, incrociando le braccia.
“Non hai mai sentito parlare di condivisione, piccola?” chiese lui, e lei restrinse i suoi occhi su di lui. “Cosa? Pensavo che volessi mostrarmi quello che avevi fatto.”
“Bene”, replicò lei, facendogli segno di prendere un biscotto. “Goditeli”. Lui ne prese tre e ne morse uno, trattenendo lo stimolo di gemere per il buon sapore che aveva. “E se ti capita di soffocarti con quello, non voglio essere ritenuta responsabile.”
“Qualsiasi cosa dici” mormorò lui, guardando il biscotto. “Questo è solo un semplice ripieno alla fragola, vero?” Lei annuì col capo. “Bene, devo dire, Summers, sono impressionato.” Lei alzò un sopracciglio, inclinando la testa. “Hai preso qualcosa di incredibilmente facile e l'hai reso gustoso come un capolavoro.” Lui girò sui tacchi prima che lei realizzasse che si stava complimentando con lei.
“Wow”, disse tranquillamente Willow. “Ho sentito la sconfitta nella sua voce?”
“Yeah, penso che tu l'abbia sentita”, acconsentì Anya. “Quello ed un po' di invidia.”
“Che cosa? No”, disse Buffy, agitando la testa per scacciare l’annebbiamento che si stava formando nel suo cervello. Le sue amiche la guardarono e furono sorprese quando lei si girò e camminò via, andando nella stessa direzione di Spike.
* * *
Quando Buffy arrivò alla stazione di Spike, lei guardò con divertimento la torta di cioccolato.
“Wow” disse lei, sorridendo. “Quella sembra piuttosto buona, ragazzi”.
“Grazie” disse Xander, sorpreso che lei fosse improvvisamente accanto a lui. “Spike ha detto che anche il vostro sembra buono. E grazie per il biscotto- era incredibile.”
“Beh, se ne desideri di più, sono al negozio quotidianamente”, replicò lei. “Allora, che cosa c’è all'interno della torta? È ripieno di ciliegia quello?”
“Sì”, disse Andrew, confuso quando Spike si appoggiò indietro contro il bancone guardando giù, mantenendo il suo sguardo fisso evitando quello di Buffy. “Io penso che stiano per annunciare i vincitori.”
Willow e Anya camminarono verso il gruppo mentre uno dei giudici prendeva un microfono e mescolava alcune carte.
“Questo è così emozionante!” disse Willow, saltellando.
“Yeah” Buffy accordò, stringendo le sue mani davanti a se e storcendole ansiosamente. “Buona fortuna, Spike.”
“Grazie”, mormorò lui, non guardandola. Prima che lei potesse chiedergli se fosse okay, uno dei giudici schiarì la gola ed osservò intorno alla stanza.
“In primo luogo, grazie a tutti coloro che si sono offerti volontariamente e hanno partecipato a questo evento oggi”, disse, sorridendo. “Ma è tempo di annunciare il vincitore di quest'anno del “Best Dessert in Sunnydale Competition”. Tutti nella stanza erano in silenzio, e Willow afferrò una mano di Buffy nelle sue, stritolandola. “Il primo posto va a… Buffy Summers!”
La mascella di Buffy cadde e spuntarono lacrime dai suoi occhi mentre sia Willow che Anya l’abbracciavano, intrappolandola tra loro.
“Oh… mio… dio”, disse lentamente, ancora sotto shock.
Spike la guardò per un lungo momento prima di prendere un respiro profondo e precipitarsi fuori dall’edificio.
Capitolo 7 - Quando un sogno si sbriciola
Spike andò alla Little Green Tavern e si sedette su uno sgabello, ordinando una birra non appena il barista guardò nella sua direzione. Nascose la faccia nelle mani e prese parecchi respiri profondi, tentando di ignorare la rabbia che stava scorrendo attraverso di lui.
‘Ho perso’ disse a se stesso. `Ho perso contro Buffy.’ La birra gli apparì davanti, e lui afferrò il bicchiere, praticamente trangugiando il liquido. `Non che mi meritassi di vincere - la sua torta di formaggio sembrava meravigliosa e quei biscotti erano la morte, ma supponevo di essere lo chef migliore della città. Io. Non lei, una dannata principiante.'
“Pensavo che ti avrei trovato qui” disse Xander, comparendo di fianco a Spike e sedendosi. “Abbiamo ottenuto il secondo posto, sai.”
“Spiacente non ero là per scoprirlo”, mormorò Spike, finendo la birra rapidamente. “Ne vuoi una? Offro io.”
“E’ troppo presto per bere”, replicò il suo amico. “Beh, per me, almeno. Il tempo non ha significato per te quando riguarda l’alcol.” Spike lo fulminò. “Non sei mai stato così, amico. Negli ultimi giorni, hai bevuto come se la tua vita dipendesse da quello.” Sospirò Xander abbassando lo sguardo. “È a causa di Buffy?”
“Perché dovrebbe essere?” chiese Spike, alzando un sopracciglio. “Perché mi ha battuto?” Xander annuì col capo. “No, quella non è affatto la ragione.” Xander lo studiò, inclinando la testa. “Va bene, in parte.”
“Ma questo spiega solamente perché stai progettando di intraprendere una giusta gran bevuta adesso” disse l’uomo bruno. “E anche la notte scorsa era riguardo Buffy, non è così?” Spike distolse lo sguardo, serrando la sua mascella. “Immagino che la ragazza ti mandi realmente fuori di testa.”
“Dove vuoi arrivare, Harris?” chiese Spike, guardando il suo amico ancora una volta.
“Forse hai qualche sentimento nascosto per lei” suggerì Xander, e Spike bevve avidamente prima di segnalare al barista che aveva bisogno di una ricarica. “Non sono cieco, Spike. C’è molto più fuoco in te da quando l’hai incontrata, un fuoco che non hai mai avuto con Lily.”
“Non ti sto seguendo su questa svolta, amico” disse Spike, sorridendo graziosamente al barista quando gli passò un nuovo bicchiere di birra.
“Ami veramente Lily?” chiese Xander. “Con ogni fibra del tuo essere?” Spike lo guardò, confuso. “L'idea di non averla intorno in futuro ti soffoca? Puoi realmente immaginarti di sposarla?”
“Vacci piano, marmocchio” rispose Spike a voce bassa. “Stai parlando della mia fidanzata”.
“Già, ed ho dannatamente ragione di farlo, essendo il testimone dello sposo e tutto il resto”, disse Xander, incrociando le braccia. “Spike, hai dei sospetti su Lily da un po' di tempo ormai”. Spike afferrò così strettamente il bicchiere nella sua mano che pensò potesse frantumarsi. “Che cosa faresti se ti dicessi che anch'io sospetto delle cose?”
“Non osare” disse Spike duramente, alzandosi in piedi. “Non stare lì seduto a provare a convincermi di lasciare Lily e fare un tentativo con Buffy.”
“Chi ha detto che stavo per farlo?” chiese Xander, sorridendo un po’ scioccamente. “La cosa di Lily, sì, ma io non stavo per menzionare Buffy. Hai fatto tutto da solo, amico.” Spike sbatté i soldi sul bancone del bar e guardò torvo Xander prima di uscire velocemente dal locale.
Xander sorrise tra sé e arraffò il bicchiere di Spike, bevendo da esso.
`Mi sa che potrei non essere il testimone per un po',' pensò.
* * *
Quando Spike arrivò al suo appartamento, fu sorpreso di vedere Lily seduta sul suo divano, ad aspettarlo. Posò le chiavi ed alzò un sopracciglio, tendendosi come lei gli si avvicinò prendendo la sua mano tre le sue.
“Pensavo non ci saremmo incontrati fino a tarda ora”, disse lui tranquillamente.
“Penso che dobbiamo parlare”, rispose lei, guardandolo negli occhi. “Non posso sposarti”. Spike sentì un’onda di nausea attraversarlo prima di tirare via le mani dalle sue, indietreggiando di un passo.
“Perché no?” chiese lui con una voce soffocata, facendo tutto quello che era in suo potere per non piangere.
“Sono innamorata di qualcun altro”, disse lei, distogliendo lo sguardo.
“È qualcuno che conosco?” chiese lui, sorpreso quando lei annuì. “Chi?”
“Charles Gunn” disse lei, gli occhi di lei che tornavano ad allacciarsi a quelli di lui.
“Il mio barista?” chiese ad alta voce lui. “Da quando?”
“Andiamo, Spike- non era evidente?” chiese lei. “Hai visto lui e me al bar giusto la settimana scorsa.” Lui ricordò e dopo un momento chiuse i suoi occhi, serrando i pugni. “Mi dispiace, Spike, ma non stava funzionando tra noi.”
“Come puoi dirlo?” chiese, sconvolto. “Le cose stavano andando alla grande tra noi.”
“No, non andavano” disse lei tranquillamente. “Hai trascorso troppo tempo al ristorante negli ultimi due mese e difficilmente ci vedevamo”
“Non vuoi vedere il ristorante avere successo?” chiese Spike acidamente. “Era il locale di tuo padre prima che fosse mio.”
“E sono sicura che Papà ama vedere come sta godendo di buona salute da quando ne hai preso la gestione” iniziò Lily, sospirando. “Ma non starò con te solo per lo Chantarelle.”
“Non posso credere che tu mi stia facendo questo” disse Spike, distogliendo lo sguardo nel tentativo di controllare la sua rabbia. “Specie oggi tra tutti gli altri giorni”.
“Sono spiacente” disse Lily, camminando verso la porta. “Oh già.” Lei gli passò la chiave del suo appartamento che lui le aveva dato. “Forse puoi darla a qualcuno per cui tu sia disposto a rinunciare al tempo che dedichi al lavoro.” Lui la guardò andare prima di gettare la chiave attraverso l'appartamento e coprirsi il viso con le mani, trattenendosi dall’urlare.
“Figlia di puttana!” gridò lui arrabbiato, afferrando le chiavi e lasciando l'appartamento.
* * *
Buffy entrò nella Little Green Tavern che era notte e ricevette l’accoglienza di Rupert Giles, che si congratulò con lei per la vincita alla competizione. Mentre lo stava ringraziando ed entrava nel particolare circa la giornata che aveva avuto, notò un uomo al bar che stava ordinando una birra al barista. Sospirò mentre realizzava chi era.
“Se vuoi scusarmi, Giles, vedo un pessimo perdente al bar”, disse lei, rivolgendogli un sorriso imbarazzato prima di andare verso l’uomo e sedersi al suo fianco. “Ciao, Spike.”
“Beh, se non è sua Altezza” ringhiò lui. “Hai bisogno che qualcuno che ti faccia cadere dal trono?” Lei poté sentire l’odore di alcol che si diffondeva da lui ed afferrò il suo braccio.
“Andiamo, biondino- andiamo a casa tua” disse lei, strattonandolo fino a farlo alzare mentre Spike metteva dei soldi sopra al bancone per pagare il suo conto.
“Non promette dannatamente bene” rispose lui, provando a tirarsi via da lei ma senza successo”. “Lasciami andare!”
“È ora di far passare la sbornia”, disse lei, conducendolo verso la porta e uscendo fuori nell’aria della notte. “Chiavi, prego.”
“Perchè? Così puoi farmi impazzire?” chiese lui, guardandola torva. “Già fatto quello, Riccioli d’oro”.
“Ti sto portando a casa”, disse lei, soddisfatta quando lui le diede il mazzo di chiavi. “Lasceremo la tua auto qui per questa notte- puoi tornare domani a riprenderla se i postumi della sbornia non ti renderanno incapace per tutto il giorno.”
“Qualunque cosa dici, principessa” mormorò, seguendola verso la sua automobile. “Perché mi stai aiutando?”
“È il minimo che possa fare” disse lei, sospirando. “Dopo una lunga giornata come oggi.”
“Non ne sai neanche la metà” rispose lui, arrabbiandosi come pensò a Lily.
“No, suppongo di no”, disse lei, guardandolo. “Ma ascolterò se hai bisogno di sfogarti”.
“Sì?” chiese lui, sorpreso quando lei gli diede un sorriso sincero.
Capitolo 8 - Fino a nuovo ordine
Buffy si ritrovò seduta sul divano di Spike mezz’ora più tardi, guardandolo prendere due aspirine prima di bere un intero bicchiere d’acqua.
“Grazie”, disse lui tranquillamente, sedendosi su una sedia dall’altra parte rispetto a lei e riposando la testa indietro sul poggia schiena. “Oggi è stato il giorno peggiore della mia intera vita.”
“Per qualche motivo, non penso che perdere contro di me sia la ragione che ti affligge”, replicò lei, studiandolo. “E se fosse, stai diventando un po’ esageratamente drammatico”.
“La mia fidanzata mi ha lasciato” disse lui, ignorando quello che lei aveva detto. “Per un barista del mio ristorante.” Lui guardò quando la sua faccia si depresse, apparendo dispiaciuta.
“Sono così dispiaciuta” disse lei. “Non posso immaginare quanto straziante debba essere.”
“Ora sai perché stavo tentando di annegare nella birra” replicò lui, osservando in alto il soffitto. “Lei era il mondo per me.” Fece una pausa. “Per un po', almeno.”
“Come l’hai incontrata?” chiese lei curiosamente, sorpresa quando lui sorrise.
“Avevo fatto domanda di assunzione come capo chef allo Chantarelle, che originariamente era il locale di suo padre” disse lui. “Ho ottenuto il lavoro, l’ho incontrata e me ne sono innamorato”.
“Quando hai comprato il locale da suo padre?” chiese lei, provando a mantenerlo impegnato nella conversazione.
“Un paio di anni fa”, disse lui, scrollando le spalle. “Lui desiderava andare in pensione e calcolava che sarei stato una buona persona per sostituirlo.” Lui ghignò ai ricordi che riempirono la sua mente. “Una notte eravamo pazzamente ubriachi, e lui mi chiese soltanto di pagarglielo un dollaro”. Lei alzò un sopracciglio. “Disse che pensava che mi dovesse di più per togliergli dalle mani sua figlia.”
“Non suona come un tipo troppo piacevole”, replicò lei.
“No, non lo è”, acconsentì lui. “Un vero bastardo, in realtà. Tutti in quella famiglia sono crudeli e senza cuore.” Lui la guardò. “Ma sono qui, a parlare con il nemico come se fosse la mia dannata terapista”.
“Ho offerto i miei servizi prima- visto che ci sei usali” disse lei, congiungendo le mani in grembo.
“Stanco di parlare di me” replicò lui. “E’ il tuo turno”. Lei aguzzò un sopracciglio. “Perché saresti diventata uno chef di pasticceria?”
“Mia madre mi ha insegnato come fare molte torte e biscotti quando ero una bambina”, disse lei, sorridendo. “Mi ha sempre interessato, così decisi che probabilmente poteva essere la scelta di carriera migliore che potevo fare. Sono andata alla scuola culinaria, laureandomi come prima della classe, e ho comprato il negozio.”
“Poi lo hai chiamato come tua madre?” chiese lui e lei annuì col capo. “Che gentile da parte tua”.
“Beh, glielo dovevo”, disse lei, abbassando lo sguardo. “Ha aperto una settimana prima che morisse”. Lui corrugò la fronte. “Un aneurisma celebrale”.
“Mi dispiace”, disse lui genuinamente, e lei annuì col capo, non volendo guardarlo, fissando di più le proprie mani. “Sei una ragazza coraggiosa ad aprire un negozio come quello appena uscita dalla scuola culinaria.” Lei alzò gli occhi su di lui, sorpresa dal complimento. “Non molta gente della tua età potrebbe fare una cosa simile.”
“Ti comporti come se fossi così tanto più vecchio di me”, disse lei, sorridendo. “Sei che cosa, trentenne?”
“Ventotto, grazie molte” replicò lui acutamente prima di fare una pausa. “Ti sembro veramente un trentenne?”
“Era solo una stima” disse lei, scrollando le spalle. “Per quel che ne so, potresti averne quaranta o cinquanta- sembri semplicemente giovane.”
“Non so se devo essere insultato o no da questo” disse lui, alzandosi. “Probabilmente aiuterebbe se la stanza non si stesse muovendo velocemente”. Lei si alzò e camminò verso di lui, afferrando il suo braccio gentilmente. “Che cosa stai facendo?”
“Mi assicuro di farti raggiungere la tua stanza senza andare fuori strada” rispose lei.
“Di solito non porto ragazze nella mia stanza fino al terzo appuntamento” scherzò lui, felice quando lei rise scioccamente al suo fianco. “Ma sono disposto a fare un'eccezione per questa volta.”
“Grande, sei un ubriaco pervertito” disse lei, conducendolo per il corridoio ed osservando intorno prima di individuare la sua camera da letto.
“No, appena un po’ eccitato” disse lui, inciampando nella sua stanza e cadendo pesantemente sul suo letto. “Hai voglia di un po' di movimento e di capriole, piccola?”
“La prossima volta che ti vedo, ti ricorderò di questo” disse lei sorridendogli. “Giusto un avvertimento.”
“Minaccia come minimo, gattina”, rispose lui, sbadigliando. “Bene, sarò un buon ragazzino e sonnecchierò.”
“Bene”, disse lei, guardandolo infilarsi sotto le coperte. “Non ti cambi in qualcosa di comodo?”
“Ho calcolato di aspettare fino a che te ne fossi andata prima di spogliarmi” disse lui, guardandola. “Di solito dormo nudo, tesoro”. Lei sentì le sue guance arrossire. “Ma se desideri vedere che cos’ho, sarò felice di mostrartelo.”
“No grazie”, disse lei rapidamente, andando via dalla sua stanza ed ignorando la forte risata soffocata che sentì mentre lasciava l’appartamento.
* * *
La mattina seguente, Buffy andò all’espositore davanti della pasticceria di Joyce e afferrò una mezza dozzina di biscotti ripieni di gelatina, insieme con dei biscotti al burro di arachidi e cioccolata. Willow guardò la sua amica curiosamente mentre li metteva in un piccolo sacchetto di plastica e lo legava con un nastro.
“Quelli sono per qualcuno di speciale?” chiese lei, inducendo Buffy a sobbalzare per la sorpresa. “Non volevo spaventarti, scusa. Sono entrata dal retro. Anya si è presa il giorno libero- sta trascorrendo la giornata con Xander, un uomo che ha bisogno che le sue ferite siano leccate.”
“Giusto”, disse Buffy, scrollando le spalle. “Non è necessario essere aperti fino a tardi oggi. Penso che possiamo entrambe prenderci una pausa.” Willow alzò un sopracciglio, non essendo abitudine di Buffy essere così libera da preoccupazioni e flessibile con le loro ore. “Te ne occupi tu se vado dall’altra parte della città per alcuni minuti?”
“Per portare quelli a Spike?” chiese Willow, sorridendo quando la mascella di Buffy cadde. “So che sta cominciando a piacerti, anche se tecnicamente è il tuo nemico.”
“È così evidente?” chiese la bionda, sorridendo quando Willow annuì energicamente. “Va bene. Sì, sto andando a portare questi a Spike. Hai qualche problema con questo?”
“No”, disse Willow. “Desidero solo vederti felice.” Buffy le sorrise prima di afferrare le chiavi della sua automobile e andare.
`E se le fa del male, lo picchierò a morte con una pala', la testa rossa pensò tra sé.
Buffy salì nella sua auto e guidò fino allo Chantarelle, parcheggiando davanti all’edificio e andando davanti alla porta principale. Esitò quando notò che era completamente al buio prima di guardare un cartello che era stato appeso alla porta.
Chiuso fino a nuovo avviso
“Uh oh” disse con calma, sbarrando gli occhi dallo shock.
Capitolo 9 - Fantasticando sul nemico
Dopo una settimana di tentativi di mettersi in contatto con Spike senza fortuna, Buffy fu sorpresa quando un pomeriggio lui entrò da Joyce. Lo studiò per un lungo istante, notando quanto sembrasse nervoso mentre ficcava le mani in tasca.
“Hey”, disse lei tranquillamente, felice quando Willow e Anya andarono nel retro, lasciandoli soli.
“Ciao, Buffy” replicò lui, rivolgendole un piccolo sorriso. “Come sei stata?”
“Bene, e tu?” chiese lei, appoggiandosi indietro contro il bancone. “Ho visto che hai chiuso lo Chantarelle”. Lui annuì col capo, guardando giù. “Permanentemente?”
“Ho deciso di cambiare il nome”, disse lui. “Ovviamente, non lo assocerò più a nessuno.” Lei annuì col capo, capendo. “Una volta che decido il nuovo nome, lo riaprirò.”
“Bene”, replicò lei. “Odierei vedere che lo chiudi per sempre. È un posto piacevole.”
“Sono felice che senti questo” disse lui, prendendo un respiro profondo. “Perché vorrei offrirti un lavoro lì.” Lei sentì la mascella cadere quando lui pronunciò quelle parole. “Voglio dire, so che solitamente lavori qui solo durante il giorno, quindi ho pensato che forse gradivi anche un lavoro di sera. Non sarebbe ogni giorno- potresti venire tipo tre volte a settimana. Avrei molto piacere di averti come incaricata dei dessert.”
“Potrei fare la roba qui e trasportarla là”, replicò lei, ancora stordita. “Non avrei bisogno di lavorare veramente là.” Lui combatté lo stimolo di accigliarsi, desiderando interiormente di stare intorno a lei il più possibile senza dovere ammettere che stava cominciando a provare dei sentimenti per lei.
“Immagino sia vero”, disse lui. “Ma non sarebbe più piacevole avere due redditi?” Lei sorrise un po' ed abbassò lo sguardo.
“Sono davvero lusingata della tua offerta, Spike, ma ho paura che non accetterò” disse lei. “Sarò felice di portare torte e quant'altro al tuo ristorante, ma è probabilmente la cosa migliore se non lavoro con te. Le nostre personalità in un luogo di lavoro condurrebbero indubbiamente ad un caos pericoloso”.
“Già, suppongo che sia vero” disse lui, guardando altrove e sospirando. “Tuttavia, valeva la pena chiedere.”
“Bene, non stavo mentendo quando ti ho detto che ero lusingata”, replicò lei, osservandolo. “Significa tanto, provenendo da te.”
“Perché? Perché tu ed io non potevamo sopportare la vista l'uno dell'altra prima della gara?” scherzò lui, e lei annuì col capo, sorridendo. “Beh, quello che è fatto è fatto, mi hai battuto, bene e giusto.”
“Bene, se è di consolazione, penso che tu abbia totalizzato molti punti di presentazione per la tua torta di cioccolato”, disse lei. “Era bella. Non potevo credere che degli uomini l’avessero fatta, ad essere onesta.”
“Stai insultando la mia mascolinità?” chiese lui, corrugando la fronte quando lei rise scioccamente. “Ho fottuto l’impasto della torta di formaggio, se avessi avuto tempo sufficiente avrei rifatto una torta di formaggio, e ti avrei preso a calci, piccola”.
“Si?” chiese lei, ghignando. “Ti va di fare una scommessa?”
“Con piacere”, disse lui, appoggiandosi al bancone e bloccando gli occhi sui suoi. “Faremo ognuno una torta e saranno i nostri amici a giudicarle, se vinco, tu dovrai lavorare per me.”
“I tuoi termini sono accettabili” rispose lei, incrociando le braccia. “E se vinco io, dovrai chiamare il ristorante con il mio nome.” Lui alzò un sopracciglio e la studiò per un momento prima di allungare la sua mano verso di lei. “Affare fatto?”
“Affare fatto”, disse lui, sorridendo quando lei gli strinse la mano. “Stasera, otto in punto. La tua cucina qui può ospitare entrambi per cucinare?”
“Prometti di non iniziare una battaglia di cibo?” disse lei, e lui rise di soppiatto.
“Non mi dispiacerebbe vederti ricoperta di panna montata”, disse lui, ridendo più forte quando lei restrinse gli occhi su di lui. “Prometto di essere un bravo ragazzo.”
“Bene”, disse lei. “Perché se non lo fossi, ti ricoprirò di cioccolato”.
“E lo leccherai via?” chiese lui, mordendosi il labbro inferiore per trattenersi dal sorridere scioccamente mentre la guardava con sguardo malizioso. Lei si appoggiò al banco, le loro bocche ora a pochi centimetri di distanza.
“E se lo facessi?” lo stuzzicò provocante lei, guardandolo mentre deglutiva. “Ti renderebbe felice?”
“Dio sì”, rispose lui, i suoi occhi si allargarono quando realizzò che cosa aveva detto. “Aspetta, no… Mi hai ingannato.”
“Come?” chiese lei, ancora interiormente sorpresa dalla sua risposta.
“Sbattendo quelle graziose ciglia e sembrando una prostituta professionista”, rispose lui. Lei afferrò un biscotto e glielo lanciò, tentando di non sorridere quando lui lo afferrò e lo morse. “Conosci la chiave del mio cuore, Miss Summers.”
“Le formalità non ti porteranno da nessuna parte, amico mio” disse lei, sorridendo leggermente.
“Siamo amici adesso?”, chiese lui, inclinando la testa e restituendo il sorriso.
“Ho guidato io tuo culo testardo a casa la scorsa settimana e ho dovuto far fronte ai tuoi approcci- direi che questo ci rende amici”, rispose lei.
“Bene, è qualcosa”, disse lui, piegando la testa prima di andare alla porta. “Ricorda- otto in punto.”
“Contaci”, disse lei, guardandolo aprire la porta. “Non vedo l'ora di prenderti di nuovo a calci nel sedere”.
“Sogna, ragazzina”, disse lui, guardandola un’altra volta prima di andare via.
Lei lo guardò uscire prima di prendere un respiro profondo e camminare verso il retro dell’edificio, vedendo Anya e Willow fare tartufi sul banco.
“Quanto avete sentito?” chiese Buffy curiosamente, non sorpresa di vederle entrambe sembrare colpevoli. “Volete entrambe essere qui stasera?”
“E vederti vincere due volte in due settimane?” chiese Anya, sorridendo. “Naturalmente.”
“Sei sicura che questa sia una buona idea?” chiese Willow. “Voglio dire, potresti lavorare per Spike.”
“E io potrei avere un ristorante chiamato come me”, rispose Buffy, scrollando le spalle. “Sii ottimista, Will.”
“Ci sto provando” disse la rossa. “Ma sono anche preoccupata.”
“Io non lo sono”, disse Buffy, saltando su un banco adiacente e sedendosi. “Perché un'altra vittoria sarà oh così dolce.”
`Non c’è modo che lui mi batta”, pensò lei, allacciando le mani insieme e sorridendo tra sé.
* * *
Dopo aver chiamato Andrew e Xander per invitarli da Joyce per la mini-gara, Spike si sdraiò sul suo letto osservando in su il soffitto, ricordando la conversazione avuta con Buffy poco prima, specificamente la parte circa panna montata e cioccolato.
`Buffy completamente nuda, ricoperta soltanto di panna montata', pensò lui, gemendo mentre tirava giù i suoi jeans liberando la sua erezione, la quale era stata presente praticamente da quando aveva lasciato Joyce. Iniziò lentamente ad accarezzarlo mentre la sua mente evocava immagini di Buffy distesa sul bancone, fremente sotto di lui mentre pompava dentro di lei. La sua mano avvolse il suo uccello mentre iniziava a cercare l'orgasmo, le sue azioni divennero più rapide come le immagini lo assalivano.
“Farò sì che tu mi desideri, Buffy”, lui uscì di testa quando immaginò le sue pareti interne scosse da uno spasmo attorno alla sua virilità, alle prese con un orgasmo. Le anche di Spike sgropparono in su più forte mentre iniziava a venire, gemendo quando un senso di soddisfazione estrema lo attraversò. Lui continuò ad ansimare, provando a riprendere fiato. “Sarai mia prima che la settimana sia finita.”
Capitolo 10 - La seconda volta
Più tardi quel giorno Spike si mostrò alla pasticceria Joyce con Andrew e Xander, tutti e tre gli uomini eccitati di mettersi alla prova. Buffy li fece entrare e li condusse alla cucina, osservandoli mentre loro si guadavano intorno, sorpresi.
“Che cosa?” chiese lei, alzando un sopracciglio e guardando verso Anya e Willow, che stavano bevendo caffè a pochi passi di distanza.
“Chi sapeva che questo posto avesse una cucina così grande?” chiese Xander, studiando la stanza. “La parte anteriore del negozio è così piccola in confronto a questa. Posso vedere perché ti piace qui, Buffy- è spaziosa.”
“Già, devo ammettere che la cucina del ristorante non ha molto spazio”, disse Spike. “Ogni cosa è un po’ in disordine, e peggiora quando la gente si muove."
“Beh, forse puoi mettere in ordine mentre è chiuso” disse Anya, ignorando lo sguardo d'avvertimento che Buffy le diede. “Voglio dire, non c’è nessuno là, così hai una probabilità.”
“Ci penserò”, disse Spike, rivolgendo a Buffy un sorriso, avendo notato l’occhiataccia che aveva dato alla sua amica. “Allora, come iniziamo la gara, Summers? Potrei giusto fare una torta di formaggio e tu usare una di quelle che hai già fatto?”
“Per me va bene” replicò lei, incrociando le braccia. “Ne ho fatto una dozzina questo pomeriggio, così sono a posto. Ho solo bisogno di decorarle.”
“Suona bene”, disse Spike, annuendo col capo. “Indirizzami solo verso quali ingredienti posso usare e preparati ad essere presa a calci, bene e giusto.”
“Qualcuno è un po’ presuntuoso” replicò lei, sorridendogli. “O forse alcune delle tue insicurezze stanno uscendo fuori.”
“Qualsiasi cosa dici, piccola” disse lui, sorridendo. “Ma sai dannatamente bene che posso farti spendere bene i tuoi quattrini”. Lei rise, camminando verso uno dei frigoriferi. “Abbiamo ancora un accordo?”
“Si” disse lei, afferrando una torta di formaggio prima di deporla su uno dei contatori e chiudere la porta del frigo con il piede. “Non vedo l'ora di avere un ristorante chiamato con il mio nome.”
“Chi è ora quello presuntuoso, tesoro?” scherzò Spike, divertito.
“Umm, ragazzi, non per interrompere le vostre allegre prese in giro o la crescente tensione sessuale nell’aria, ma possiamo saltarle?” chiese Willow. “Si suppone che Oz e io usciamo stasera”.
“Non preoccuparti”, disse Buffy, ghignando. “Spike non durerà a lungo”.
“Oh, tu non hai idea di quanto tempo posso durare”, replicò lui, sorridendo. “Ma non mi dispiace mostrartelo”.
“Fai uscire dalla tua mente il monello, Brooks”, disse Buffy, dandogli un’occhiata. “Preferirei piuttosto batterti in una lotta giusta, una dove non sei troppo occupato a pensare a… altra roba.”
“Stai arrossendo?” chiese Spike, alzando un sopracciglio quando lei si girò e andò verso un mixer che era stato riempito di panna montata. “Lo sei!”
“Ci vorrà tutta la notte, non è così?” mormorò Anya mentre camminava verso Xander.
“Forse, ma guardare questi due è un grazioso intrattenimento” rispose lui, avvolgendo un braccio intorno alla sua vita.
“Non possiamo andare insieme ad avere alcuni orgasmi?” chiese lei, sporgendo le labbra.
“Spike, noi torniamo più tardi”, disse Xander, afferrando la mano di Anya nella sua e tirandola fuori dalla cucina verso la porta principale dell’edificio, conducendoli fuori.
“Bene, ora che sono andati, forse possiamo fare di più” disse Andrew, spostandosi in piedi di fianco a Spike. “Possiamo iniziare adesso?”
“Andate avanti” disse Buffy, facendogli segno di procedere. “Se avete bisogno di qualcosa, chiamatemi”.
“Oh, sono sicuro di poter pensare a qualcosa di cui ho bisogno”, replicò Spike, sorridendole mentre scorreva con lo sguardo su e giù il corpo di lei.
“Fai solo la tua torta di formaggio, Spike”, disse lei, aggrottando le sopracciglia. “Ho cose migliori da fare stasera che restarmene qui seduta.”
“Un appuntamento bollente?” chiese lui, soddisfatto quando lei distolse lo sguardo ed agitò la testa. “Allora puoi aspettare, piccola. Forse ti ricompenserò.” Lo sguardo fisso di lei tornò su di lui, e lui le rivolse un piccolo sorriso.
“Voglio di preciso sapere come progetti di ricompensarmi?” chiese lei tranquillamente.
“Probabilmente no”, rispose lui, ridendo di soppiatto.
“Già, sono sicura che hai ragione”, disse lei, facendo una faccia prima di iniziare a decorare la torta di formaggio. “Tutto pronto?”
“Sì”, rispose lui, prendendo un respiro profondo. “Tempo di dimostrare che ti sbagli.”
* * *
Un paio di ore passarono, e Buffy guardò mentre Spike finiva di lavorare sulla torta di formaggio che aveva fatto, sorpresa che si fosse raffreddata in uno dei frigoriferi abbastanza da essere glassata con panna montata.
“Tutto pronto”, disse lui trionfalmente, guardando Buffy con uno sorriso. “Dov’è la tua?”
“In attesa”, replicò lei, andando verso un frigo ed estraendo la sua torta di formaggio, coperta di strisce rosa glassate e fragole a fette, che formavano creativamente un fiore nel centro.
“Carina”, disse lui prima di guardare la sua, sorridendo alla panna montata rosso-chiaro che è stata coperta di gocce di cioccolato. “Ma penso che anche la mia sembri graziosamente buona.”
“Dove sono Anya e Xander?” chiese Buffy, osservando intorno.
“Siamo qui!” annunciò Anya, comparendo nella cucina improvvisamente con Xander dietro di lei. “Abbiamo perso la cognizione del tempo.”
“Perché non sono sorpresa?” Buffy sentì Willow mormorare.
“Bene, allora tagliamole”, disse Spike, tagliando la sua torta di formaggio in fette e mettendola su dei piatti. Ognuno afferrò un piatto e provò la torta, ognuno di loro sorrideva dopo averla finita.
“Wow, Spike, questa è piuttosto buona”, disse Buffy, guardandolo. “Chi sapeva che potessi fare una torta di formaggio così appetitosa?”
“Beh, non sai mai quando qualcuno ti sorprenderà”, disse lui, sbattendo le palpebre verso di lei. “Ora, il tuo turno, Riccioli d’oro.”
Lei tagliò la sua torta di formaggio in una mezza dozzina di fette, mettendole nei piatti, e passandoglieli.
“Hai messo del ripieno alla fragola in questa?” chiese Spike dopo aver preso un morso.
“Mi ha aiutato a vincere prima, così ho detto perché no!” replicò lei, scrollando le spalle. “È buona?”
“È eccellente”, disse Xander rapidamente, porgendo il suo piatto. “Posso avere un’altra parte?”
“Maiale”, disse Anya tranquillamente, dandogli una gomitata. “Hai mangiato un sacchetto di patatine venendo qui.”
“Beh, mi hai consumato”, mormorò lui, notando gli sguardi disgustati sulle facce di tutti. “Che cosa?”
“Troppe informazioni”, disse Buffy, aggrottando la fronte. “Quindi, chi vince stasera?”
“Onestamente?” chiese Willow, guardando la sua amica con un’espressione imbarazzata. “Penso che sia un pareggio.”
“Ma la mia era ripiena!” disse Buffy, scioccata. “La sua no. Era solo una torta di formaggio semplice.”
“Ma ha un sapore così buono”, rispose Anya, sorridendo. “Se Xander può avere due pezzi, allora posso anche io. Spike, gradirei un'altra fetta.”
“L’avrai”, disse lui, afferrando il suo piatto e mettendo un'altra parte di torta di formaggio su esso. “Così Buffy ed io abbiamo pareggiato?”
“Già, sono d’accordo con le ragazze”, disse Andrew, annuendo col capo.
“Sembra che lavorerai per me ora, principessa”, disse Spike, ghignando verso Buffy, la quale incrociò le braccia al petto.
“E tu darai ancora il mio nome al tuo ristorante?” chiese lei.
“Decideremo insieme un nome” rispose lui. “Ma sì, era quello il patto, no?”
“Bene”, disse Xander, camminando oltre Buffy. “Ora che le formalità sono superate, possiamo finire le torte di formaggio?”
“Sicuro”, disse Buffy, dandogli un'altra fetta della sua torta.
“Allora, possiamo incontrarci domani e discutere dei termini del tuo contratto?” chiese Spike, sorridendo quando lei lo fulminò.
“No ‘contratti’, disse lei. “Fa sembrare come se fossi legata a te.”
“Oh, bondage”, disse Anya, sorridendo a Xander. “Ecco qualcosa che dobbiamo provare”.
“Pensi mai prima di parlare?” chiese Buffy pungente, guardando la sua amica.
“Huh?” chiese Anya, confusa.
“E’ quello che pensavo”, replicò Buffy prima di girarsi verso Spike. “Bene, ci possiamo incontrare domani e parlare. Perché non vieni qui intorno a mezzogiorno, e possiamo uscire a pranzare o qualcos'altro?”
“Come un appuntamento?” scherzò Spike, anche se interiormente desiderava fosse vero.
“Beh, se giochi bene le tue carte”, replicò lei, ridendo scioccamente.
“Suona promettente”, disse lui, prendendo da lei un’altra parte di torta di formaggio. “Ti scaldi per me, amore?”
“Sei ancora un nemico”, disse lei, sorpresa quando lui aggrottò le sopracciglia.
“Come posso diventare un alleato?” chiese lui curiosamente, inclinando la testa.
“Immagino che lo scoprirai, no?” disse lei, sorridendogli mentre lui rideva di soppiatto.
“Smetterete di flirtare voi due?” chiese Anya. “Il mio ragazzo è ancora affamato.”
“Hai avuto tre pezzi di torta di formaggio!” disse Andrew in tono allarmato, guardando Xander. “Potresti vomitare.”
“E su questa bella nota, dichiariamo la serata conclusa”, annunciò Spike, felice quando Buffy sospirò con sollievo. “Io aiuterò Buffy a pulire, così voi tornate a casa e vi godete il resto della notte?”
“Va bene, Buffy?” chiese Willow.
“Sì, andate”, disse Buffy, scambiando uno sguardo rapido con Spike. “Ci vediamo domani.”
Sia Buffy che Spike guardarono i loro amici camminare fuori prima di girarsi l’uno di fronte all’altro.
“Così, sembra che siamo tutti soli”, disse lui, sorridendo.
“Già, così sembra”, replicò lei, distogliendo lo sguardo quando iniziò ad arrossire, domandandosi che cosa sarebbe accaduto dopo.
Capitolo 11 - Un bacio rubato... e morso
“Così, ora cosa?” chiese Spike, mettendo le mani in tasca.
“Beh, immagino che puliamo”, replicò Buffy, osservando intorno. “C’è rimasta soltanto una fetta di torta al formaggio”.
“Prendila”, disse lui, indicandola.
“È la tua torta- puoi averla tu”, disse lei, scrollando le spalle. Lui sorrise e afferrò il piatto, passandolo a lei. “Veramente, Spike, è tua.”
“Che dici se la dividiamo?” chiese lui, afferrando due forchette e passandone una a lei. Lei l’accettò e sorrise.
“Grazie”, disse lei, prendendo una forchettata e mangiandola. “Non mentirò- è veramente buona.”
“Così era la tua”, replicò lui. “Posso vedere perché sono la tua specialità.”
“Sei andato alla scuola culinaria per i dessert?” chiese lei, sorpresa quando lui annuì col capo. “Io pensavo tu fossi più un tipo da prima portata.”
“Quello è per mantenere la mia immagine di cattivo ragazzo a posto”, disse lui, facendole l'occhiolino. “Sono sempre stato appassionato del fare torte e altri dessert. Sono la parte migliore di un pasto.”
“Yeah, lo sono realmente”, acconsentì lei, prendendo un altro morso prima di gettare via la forchetta.
“Ne è rimasta abbastanza per un altro assaggio”, disse lui, trafiggendo l'ultima punta di torta di formaggio sull'estremità della sua forchetta prima di avvicinarla verso la bocca di lei.
“Cosa stai…”
“È tua” disse lui, sorridendo quando lei aprì la sua bocca e la mangiò. Loro inchiodarono gli occhi mentre lei deglutiva, ed entrambi iniziarono a sentire qualcosa tra loro, la tensione sessuale saliva senza che nessuno di loro l'avesse notato prima.
“Grazie,” disse lei tranquillamente, facendo un piccolo passo indietro.
“Buffy…” iniziò lui, ma lei si girò via da lui andando verso il lavello. “Cosa c'è che non va?”
“È un male il fatto che potrei essere interessata a te?” chiese lei con curiosità, guardandolo per un momento e vedendo lo shock sul suo viso. “Non importa”. Lei fissò lo sguardo sui piatti nel lavello e desiderò che se ne andasse, sentendosi abbastanza mortificata dopo aver espresso come si sentiva.
Lui camminò verso di lei e le afferrò in modo approssimativo il polso, girandola in modo che fossero ancora faccia a faccia.
“Non è una cattiva cosa”, disse lui, studiando la sua faccia. “Veramente è piuttosto buona”.
“Lo è?”
“Sì”, rispose lui, piegandosi, i loro visi a pochi centimetri di distanza. “Perché anche tu mi piaci”.
“Davvero?” chiese lei, stordita. “Da quando? Voglio dire, tu ed io litigavamo prima, e adesso…”
“Adesso è diverso” tagliò lui, premendo le labbra sulle sue, avvolgendole le braccia attorno quando lei non oppose resistenza. Buffy ricambiò il bacio per un momento prima di separarsi un poco.
“Non intendevo che accadesse questo”, mormorò lei, i suoi occhi allargati.
“Io neppure” disse lui, sorridendo. “Ma adesso che è accaduto, forse puoi ricoprirmi di salsa di cioccolato come hai menzionato prima oggi.” Lei diede uno schiaffo al suo petto e si liberò dal suo abbraccio, ridendo scioccamente.
“Sei un uomo cattivo”, replicò lei, cominciando a lavare i piatti.
“Uno dei peggiori in circolazione”, accordò lui, arrotolando le maniche e afferrando una pila di piatti.
“Non devi aiutare”, disse lei, guardandolo. “Non c’è molto altro da fare per me.”
“E lasciarti qui da sola, a tarda notte?” chiese lui, aggrottando le sopracciglia. “Non penso proprio.”
“Sei sicuro?” chiese lei. “Voglio dire, sono sicura che ci sono altre cose che potresti fare.”
“Fidati di me, Riccioli d’oro, sono esattamente dove desidero essere”, disse lui, sorridendo quando lei arrossì. “E forse possiamo uscire per un drink dopo.”
“Mi piacerebbe”, disse lei, restituendo il suo sorriso per un momento. “Dovresti asciugare rapidamente questi, allora.”
“Come desideri, padrona”, scherzò lui, ridendo quando lei arrossì di nuovo. “Adoro quando farti arrossire ”.
“Mordimi”, mormorò lei, ansimando quando lui si appoggiò e morse la sua spalla attraverso il cotone della sua camicia. “Hey, quello fa male!”
“Stavo solo seguendo gli ordini, signora” scherzò lui, ridendo di soppiatto.
“Oh, la pagherai, giovanotto” replicò lei, socchiudendo gli occhi verso di lui.
“Non vedo l'ora di sapere come te la pagherò”, disse lui, ghignando. “Scommetto che sarà qualcosa di sconveniente. Le sculacciate e le manette sono ricompense meravigliose.”
“La smetterai?” chiese lei, colpendo il suo braccio.
“No finché non accetterai di uscire per un appuntamento con me una volta o l'altra”, disse lui, guardandola.
“Vuoi avere un appuntamento con me?” chiese lei, alzando un sopracciglio quando lui annuì col capo. “Ci penserò.”
“Così questo è un sì, allora?” chiese lui, sorridendo quando lei fece cenno di sì.
“Sì, immagino di sì”, disse lei, passandogli una vaschetta pulita.
“Allora abbiamo entrambi qualcosa per cui essere impazienti”, replicò lui, rivolgendole un sorriso genuino.
* * *
Dopo aver chiuso il negozio, camminarono verso la Little Green Tavern ed entrarono, sedendosi ad un tavolo e ordinando delle bevande.
“Sei sicuro che dovremmo provare a lavorare insieme?” chiese Buffy, osservandolo. “Voglio dire, potrebbe potenzialmente condurre ad un mondo di cattiveria.”
“O potrebbe condurre ad un mondo di estrema bontà”, replicò lui, sorridendo. “Il lavoro è tuo, tesoro, e faceva parte del nostro patto.”
“Non ho detto che mi sto ritirando”, disse lei, controllando un piccolo sorriso. “Volevo solo dire che non è un'impresa da prendere alla leggera.”
“Non lo è”, acconsentì lui, annuendo col capo. “La sto prendendo molto seriamente. Avere uno chef di dessert vincitore di premi in un nuovo locale sarà ancor più fantastico per gli affari.”
“Dovremo calcolare le mie ore e tutto”, disse lei, rivolgendo alla cameriera uno sguardo gentile quando mise le loro birre sul tavolo prima di andare via. “Continuerò a lavorare da Joyce alla mattina- questo non cambierà mai.”
“Puoi venire alla sera”, replicò lui, bevendo un po’ della sua birra. “E non c’è bisogno di mostrarti ogni giorno. Puoi fare abbastanza torte e altro nelle sere che vieni così non ci sarà bisogno di essere là tanto quanto il resto di noi.”
“Mi sembra buono”, disse lei. “E non dimenticare- il nuovo ristorante deve portare il mio nome o uno che scelgo io.”
“Naturalmente”, disse lui, ghignando. “Anche quello era parte dell'affare.”
“Il tuo vero nome è Elizabeth, vero?” chiese lui, e lei annuì col capo, sorseggiando la sua birra. “Posso lavorare con quello.”
“Bene, se non sono gli arcirivali più grandi della città”, disse Rupert Giles, camminando verso il loro tavolo. “Non avrei mai pensato di vedervi qui insieme… allo stesso tavolo”.
“Beh, stiamo risolvendo un accordo”, disse Spike, guardando Buffy. “Abbiamo fatto un patto.”
“Fatto un patto?” chiese Giles, alzando un sopracciglio. “L’inferno sta finalmente congelando? Sembra che la fine sia vicina per tutti noi.”
“Sii gentile”, disse Buffy, rivolgendo all'uomo più anziano un sorriso.
“Come ti pare”, rispose lui scherzosamente. “Ma la terra è definitivamente condannata.”
Se ne andò mentre i due biondi ridevano, guardandosi l’un l’altro e sperando che rendere reale il loro patto si rivelasse la cosa migliore che gli era mai capitata.
Capitolo 12 - Contrattualmente legata
Il giorno seguente, Spike aprì il ristorante ai suoi impiegati per tenere una riunione, alla quale si aspettava Buffy assistesse.
“Perché dovrebbe essere qui?” chiese Andrew mentre Spike camminava intorno alla cucina, assicurandosi che fosse completamente pulita.
“Perché voglio che si ambienti e stia bene qui”, disse Spike. “Se avrà piacere a lavorare qui, forse ci resterà attaccata.”
“Voi due non avete deciso per quanto tempo deve lavorare qui per adempiere al patto?” chiese Xander, aggrottando la fronte quando gli occhi di Spike si allargarono. “Prenderò quello come un no, allora.”
“Non l’ho mai specificato”, mormorò Spike, continuando ad esaminare la stanza. “Lo definiremo successivamente.”
“Definire che cosa successivamente?” chiese Buffy, comparendo sulla porta, sorridendo agli uomini. “Buon pomeriggio, ragazzi.”
“Hey, Buffy”, disse Xander, restituendo il suo sorriso. “Come era da Joyce questa mattina?”
“Proprio bene”, rispose lei, scrollando le spalle. “Abbiamo venduto una torta di compleanno al sindaco, perciò è stato forte.”
“Come sta Anya?” chiese lui con indifferenza, inducendo Buffy a ridere scioccamente.
“Non riesce a smettere di parlare di te”, disse lei. “Devi essere davvero uno ‘stallone’, dato che non nomina che te adesso.”
“Fantastico”, disse Spike, battendo le mani insieme per ottenere la loro attenzione. “Pronta per firmare il contratto, tesoro?”
“Non ci sarà una riunione?” chiese lei, confusa. “Pensavo che fosse il motivo per farmi venire qui oggi.”
“Ci sarà una riunione in seguito”, disse lui, camminando verso di lei. “Seguimi, piccola.”
“Dobbiamo fare qualche cosa mentre aspettiamo?” chiese Andrew, e Spike fece un cenno con la mano. “Okay.”
“Assicuratevi solo che tutti si riuniscano nella sala da pranzo”, rispose lui, guardando da sopra la spalla i suoi amici. “Saremo là fuori presto.”
Xander ed Andrew li osservarono andare prima di lanciarsi uno sguardo l’uno con l’altro.
“Sono solo io, o pensi anche tu che stanno per litigare molto?” chiese Andrew tranquillamente.
“Oh, penso che possiamo contare su quello”, disse Xander, incrociando le braccia. “Le loro personalità sono troppo simili.”
“Ci dobbiamo preparare per il caos?”, chiese Andrew, ridacchiando.
“Definitivamente”
* * *
“Siediti”, disse Spike una volta entrato dentro al suo ufficio, facendo entrare Buffy prima di chiudere la porta. Lui camminò dietro alla sua scrivania e si sedette nello stesso momento che lo fece lei prima di individuare un contratto in una delle sue cartelle. “Questa mattina è stata portata alla mia attenzione il fatto che non abbiamo ancora definito la durata esatta del tuo lavoro qui.”
“Io pensavo avessimo deciso che avrei lavorato alla sera”, disse lei, alzando un sopracciglio.
“Non quello”, disse Spike, guardandola. “Stiamo parlando di giorni, settimane, mesi… anni?”
“Beh, per quanto questo posto avrà il mio nome?” chiese lei, sorridendo.
“Per un po', nel migliore dei casi”, replicò lui, scrollando le spalle. “Ma immagino spetti a te decidere quanto e quando venire a lavorare qui.”
“Beh, vedremo come va”, disse lei. “Deciderò più in là.”
“Così funziona”, disse lui, passandole il contratto e una penna. “Solo una firma su tutte le linee che hanno una `x'.” Lei iniziò a firmarlo mentre lui continuava, “Hai qualche preferenza per quali giorni lavorare?”
“I fine settimana vanno benissimo”, rispose lei, non notando l’espressione sorpresa di lui. “Non esco abbastanza spesso da giustificare venerdì e sabati liberi.”
“Beh, forse quello possiamo cambiarlo”, disse, ghignando quando lei alzò i suoi occhi su di lui. “Mi devi un appuntamento, dopotutto.”
“Come potrei dimenticarmene?” scherzò lei, girando il suo contratto. “Posso fidarmi abbastanza di te da non aver bisogno di leggere tutte le scritte in piccolo?”
“Non ho l’aria di uno che ti fotte, Buffy”, disse lui in un tono serio.
‘Ma fotterti in generale è in cima alla mia lista delle priorità', pensò lui, agitandosi sulla sua sedia non appena iniziò ad immaginarla nuda.
“Spike!”, disse una donna, entrando nell'ufficio, braccia incrociate e uno sguardo severo sulla faccia.
“Che cosa posso fare per te, Harmony?” chiese lui, guardandola. “Sono nel mezzo di una riunione con la signorina Summers.”
“È vero che mi sposterai al turno pomeridiano?” chiese lei, diventando più arrabbiata quando lui annuì col capo. “Nessuno dà buone mance nei pomeriggi!”
“Ma tu esci la sera e non gradisci venire tutte le volte che ti do i turni più tardi”, precisò lui. “Pensavo potessi essere più felice con questo.”
“Se questo è perché ero amica di Lily…”
“Sono abbastanza sicuro adesso di aver avvertito tutti qui di non dire mai il suo nome”, disse Spike acutamente.
“Bene”, replicò lei, sospirando. “Ma ora che lei è fuori dal quadro, possiamo uscire di nuovo? Eravamo soliti stare bene insieme.” Buffy osservò per un momento Spike e la cameriera, non sapendo se ridere o lasciare la stanza mentre la tensione sembrava riempire l'aria.
“Ne discuteremo più tardi”, disse Spike, facendole segno di andare.
“Bene”, disse lei, ghignando. “Parleremo certamente dopo la riunione”. Lei lasciò l’ufficio, chiudendo la porta ancora una volta.
“Così, esci con tutte le tue impiegate?” chiese Buffy con curiosità, mordendosi il labbro per trattenersi dal ridere scioccamente quando lui le lanciò un’occhiata.
“Sono uscito con molte donne”, disse lui, distogliendo lo sguardo per un momento. “Alcune delle quali lavorano qui, si. E’ un problema?”
“Non per me”, disse lei, sorridendo. “Specialmente se sei a disagio attorno a tutte loro e inizi a contorcerti come hai appena fatto.”
“Io non mi contorco!” gridò lui prima di calmarsi e guardarla. “Hai finito di firmare il dannato contratto? Ho dipendenti da comandare così che possiamo aprire di nuovo questo posto.”
“Sono anche io una dipendente?” chiese lei, studiandolo quando la sua espressione diventò più morbida.
“No, sei molto più di una pari a me”, disse lui. “Non che io necessariamente voglio che tu lo sia, ma non sarebbe giusto governarti”. Fece una pausa lui. “Anche se lo farò il più possibile. Mi piace farti agitare, Summers.”
`E non mi dispiacerebbe farti agitare in una camera da letto’, pensò lui.
“Beh, sono sicura che sarà un’esperienza davvero impegnativa per te”, disse lei, passandogli il contratto. Lei lo guardò metterlo in una cartellina prima di alzarsi. “Così, quando inizio, capo?”
“Quando otterremo la nuova insegna”, disse, alzandosi anche lui e camminando verso la porta. “Probabilmente la settimana prossima.”
“Non mi hai detto che nome avrà”, disse lei, sorridendo. “Qual è?”
“A Summers’ Night”, disse lui, prendendo un respiro profondo quando lei alzò un sopracciglio. “Cosa?”
“Sei sicuro di volere il mio cognome lì?” chiese lei. “Non sarebbe meglio un nome più comune come Elizabeth?”
“Non ti piace?” chiese lui, aggrottando la fronte. “Ho in un certo senso un debole per quello. Mi è venuto sotto la doccia stamattina”.
“Ci penserò”, disse lei, scrollando le spalle. “Suppongo che potrebbe funzionare. Lo fa sembrare come se io fossi la proprietaria del posto, ma qualunque cosa promuova il tuo locale.”
“Ha senso finché tu sei uno dei capi Chef”, replicò. “Insieme a me, certo”.
“Naturalmente”, acconsentì lei, rivolgendogli un piccolo sorriso. “Così, pronto a condurci alla vittoria, coach?”
“Non sei divertente quando sono ansioso, Riccioli d’oro”, disse lui, prendendo un respiro profondo.
“Allora, quand’è il nostro appuntamento?” chiese lei, ridendo scioccamente quando lui la guardò con occhi spalancati. “Che cosa?”
“Non pensavo che potessi essere quella che faceva proposte”, disse lui. “Sono sempre io quello che accenna.”
“Beh, forse non vedo l’ora” replicò lei, sorridendo.
“Anch’io”, disse lui, restituendo il suo sorriso e mettendo le mani in tasca.
“Dovremmo aspettare fino a che il ristorante non apre?” chiese lei, e lui distolse lo sguardo. “No?”
“Non so se posso aspettare così a lungo”, disse lui, facendola ridere. “Sono un uomo impaziente, Buffy.”
“Posso vederlo” replicò lei, facendogli l'occhiolino prima di andarsene.
“Hey, dove stai andando?”, chiese lui, seguendola.
“Ad un’eccitante riunione”, rispose lei, ridendo scioccamente quando lui rise di soppiatto insieme a lei.
“Possiamo parlare più tardi dell’appuntamento?” chiese lui, felice quando lei si fermò e si girò per affrontarlo.
“Non dovreste parlare con Harmony più tardi?” chiese lei, sbattendogli le ciglia.
“Non sei una persona simpatica”, mormorò lui, restringendo gli occhi su di lei.
“Grazie!” disse lei scherzosamente prima di camminare via e unirsi a Xander, Andrew e al resto degli impiegati nella sala da pranzo.
Spike prese parecchi respiri profondi prima di porsi davanti al gruppo, battendo le mani insieme e ottenendo la loro attenzione.
`Rimettiti insieme ’ pensò lui. `Stai per dirigere un ristorante chiamato come una ragazza per cui provi dei sentimenti, e in più, lei lavorerà sotto la tua direzione.' Fece una pausa. `Buffy… sotto di me… Pensieri cattivi da risparmiare per dopo, amico.'
Capitolo 13 - Amore da adolescenti
Una settimana dopo, Buffy entrò al “A Summers’ Night” e sorrise mentre coglieva l'atmosfera del ristorante. Da quando era stata là l’ultima volta, Spike aveva assunto dei decoratori per agghindare la scenografia, rendendolo più spazioso e gioioso, in confronto a quanto era stato buio una volta all’interno.
“Bene bene, se non è la regina stessa”, disse Xander mentre la vedeva entrare, facendole un finto inchino. “Credo che il re vi stia aspettando”.
“E dov’è Sua Maestà?” scherzò lei, vedendo Spike apparire dietro al suo amico. “Ciao.”
“Ciao”, disse lui, ghignando. “Sei in anticipo di mezz'ora.”
“Pensavo di sgattaiolare dentro e fare alcuni lavori di preparazione”, replicò lei, scrollando le spalle. “Se vuoi che me ne vada, posso…”
“No, resta ti prego”, disse Spike rapidamente, sentendosi un po’ in imbarazzo quando si rese conto di come il suo tono suonasse supplicante. “Voglio dire, se desideri lavorare, puoi farlo.”
“Grazie”, disse lei, rivolgendogli un piccolo sorriso prima di dirigersi verso la porta della zona cucina. “Vuoi aiuto, Xander?”
“Posso farlo io”, Spike disse prima che Xander potesse rispondere, ignorando il sopracciglio alzato del suo amico. “Non ho nulla fare per ora.”
“Grande”, disse lei felicemente, camminando nella grande cucina.
* * *
“Stai solo attento, Spike”, Xander lo avvertì prima di seguirla. “So che hai dato degli appuntamenti alle impiegate prima, ma lei è diversa.”
“Non potrei essere più d’accordo”, disse Spike, sorridendo. “Fidati di me… Non voglio guastare questo.”
“Così dici adesso, ma fra una settimana? Fra un mese? L'anno prossimo?” chiese il bruno, sospirando.
“Xander, credimi quando ti dico che farò questo e oltre per rendere felice questa ragazza”, disse Spike, strizzando l’occhio prima di entrare in cucina.
“Yeah, spero sia così” disse Xander a se stesso prima di girarsi, cercando di individuare Andrew per iniziare così a fare antipasti per la grande apertura di quella sera.
* * *
“Come posso aiutare?” chiese Spike come si mise vicino a Buffy, guardando lei sbirciare in uno dei frigoriferi.
“Puoi fare circa centoventi tartufi?” chiese lei, non vedendo lo sguardo sorpreso sulla sua faccia.
“Perché ne hai bisogno di così tanti, tesoro?” chiese lui. “La capienza di posti qui è per un centinaio di persone, e noi abbiamo invitato solamente ospiti stasera.”
“Sì, ma qualcuno potrebbe desiderarne più di uno”, replicò lei, guardandolo dopo aver chiuso la porta del frigo. “Io so che lo vorrei.”
“Hai un debole per il cioccolato?” chiese lui, sorridendo quando lei rise scioccamente.
“Solo un po’”, rispose lei. “Sono una donna… la maggior parte di noi lo ha”
“Capisci che mi occorrerà molto tempo per fare molti tartufi” disse lui.
“Lo so” disse lei, ghignando. “Ecco perché l’ho assegnato a te.”
“Sei diabolica” mormorò lui, afferrando una ciotola di cioccolato congelato e un piccolo scalpello in modo da poter fare i tartufi più velocemente.
“Beh, puoi lavorare accanto a me”, disse lei, camminando verso un banco. “Questo dovrebbe renderti felice.”
“Riccioli d’oro sta insinuando che anche lei gode della mia compagnia?” chiese lui, fingendo di essere scioccato.
“Sei il mio capo, Spike”, disse lei, scrollando le spalle. “Ho pensato che dovrei abituarmi ad averti vicino” Quando la sua faccia cadde, lei ghignò brillantemente. “Mi piace averti intorno, sì.”
“Bene” replicò lui, internamente sollevato. Mentre cominciava a scavare le sfere di cioccolato, la guardò prendere un vassoio di polvere di cacao così che lui potesse far rotolare il cioccolato, evitando così al cioccolato di attaccarsi alle mani. “Così, stavo pensando…”
“Riguardo il nostro appuntamento?” chiese lei, indaffarata con la polvere di cacao prima di trovare un vassoio dove poter mettere i tartufi rifiniti. “Come tipo noi a cena e a vedere un film o qualcosa del genere?”
“Suona bene”, rispose lui, sorridendo. “O forse a ballare? Andando alla nostra locanda favorita?”
“Se ci mostrassimo lì ad un appuntamento, Giles probabilmente chiuderebbe il posto” replicò lei.
“Quindi dovremmo andare là?” chiese lui, ridendo di soppiatto quando lei annuì vigorosamente col capo.
“Mi piace sorprendere la gente”, disse lei, ansimando silenziosamente quando lui afferrò il suo polso con la mano e la tirò verso di lui, guardandola negli occhi.
“Come faccio io”, disse lui sussurrando, sorridendo quando gli occhi di lei si allargarono. “Va bene?”
“Sì”, rispose lei senza fiato, guardando come le lebbra di lui scendevano alle sue. “Spike, siamo sul lavoro.”
“E quindi?” chiese lui. “Io possiedo il locale.”
“Tuttavia”, disse lei, aggrottando la fronte. “Non desidero dare agli altri impiegati cattive idee su di me”.
“Bene”, replicò lui, spostandosi e ghignando quando lei fece il broncio. “Per che cos’è quella faccia?”
“Posso metterlo sulla lista per dopo?” chiese lei, ridendo scioccamente quando lui le diede un bacio sulla fronte.
“Puoi mettere sulla lista tutto quello che vuoi”, replicò lui, cominciando a fare più tartufi.
* * *
“Grande lavoro stasera, Buffy”, disse Xander mentre l’aiutava a pulire la cucina dopo che il ristorante aveva chiuso per la notte. “Erano tutti in delirio per la torta al cioccolato e ciliegie che hai fatto”.
“Beh, è sempre la preferita”, replicò lei, scrollando le spalle. “Mia madre era solita farla qualche volta quando ero più piccola.”
“Tu devi averla abbellita perché non penso che lei abbia mai fatto qualcosa con diversi strati.”
“No, lei non lo faceva”, disse lei, sorridendo.
“Summers, potrei darti un dannato bacio sulla bocca in questo momento”, disse Spike mentre entrava in cucina, tenendo una pila di soldi nella sua mano. “Abbiamo fatto molto di più stasera di quanto non abbia mai fatto prima questo posto, e buona parte del motivo è per i dessert che hai fatto.”
“Dubito”, disse lei, arrossendo mentre lui le avvolgeva le braccia intorno e premeva le labbra sulle sue per un casto bacio. Lei lo studiò mentre si allontanavano l’uno dall’altro, vedendo uno sguardo soddisfatto sui suoi lineamenti.
“No, non dubitare”, replicò lui. “Il sindaco ha detto che abbiamo meritato un piccolo supplemento per le tue torte. Tu sai che cos’è ‘un piccolo extra’ alla fine?” Xander guardò mentre Spike sistemava cento dollari sul bancone. “Tutti tuoi come mancia, piccola”.
“Non posso prenderli”, disse lei, fissandolo. “Io ho fatto quello che si supponeva facessi… non prendo mance per quello.”
“Bene, ora lo fai”, disse Spike, rivolgendole un ampio sorriso. “Lo meriti. Hai mosso quel grazioso piccolo culo tutta la sera.”
“Spike, penso che quello sia una molestia sessuale”, scherzò lei, appoggiandosi a baciare la guancia di lui mentre afferrava i soldi. “Grazie.”
“E circa la mia ricompensa?” chiese Xander, sporgendo le labbra scherzosamente. “Prenderò anch’io un bacio, signor Brooks.”
“Mantenetelo nei vostri pantaloni, ragazzi”, replicò Buffy, ridendo scioccamente mentre afferrava la sua giacca. “Bene, dovrei andare. Ho lavoro da fare di mattina.”
“Ti accompagno fuori”, disse Spike, lasciandole dire arrivederci a Xander prima di uscire dal retro dell’edificio.
“Xander, dov’è Spike?” chiese Andrew mentre l’uomo più giovane entrava in cucina.
“A scortare la signora al suo cocchio, credo”, rispose il bruno.
“Stronza fortunata”, mormorò Andrew prima che i suoi occhi si allargassero, vedendo l’espressione sorpresa di Xander. “Voglio dire bastardo fortunato.”
“Sicuro”, disse Xander, sorridendo al suo amico prima di andarsene.
Nel frattempo, Spike e Buffy camminavano verso la macchina in silenzio, non sapendo cosa dirsi.
“Così, verrai domani?” chiese Spike improvvisamente, guardando mentre lei sbloccava la portiera dal lato guida.
“Potrei per un piccolo momento”, disse lei, scrollando le spalle. “Vedremo.”
“Okay” replicò lui, prendendo un respiro profondo. “Beh, buona notte, Buffy.”
“Anche a te”, disse lei, sorridendo quando lui la baciò. “Ciao, Spike”. Entrò nella sua auto e l’accese, guardandolo andare via prima di abbassare il finestrino. “Spike?”
Lui si girò e la guardò, preoccupato.
“Vuoi andare ad un appuntamento domani sera?” chiese lei, ghignando quando lui sorrise.
“Mi piacerebbe”, disse lui, facendole l’occhiolino prima di girarsi ed entrare nell’edificio.
Xander ed Andrew stavano chiudendo l’entrata principale quando Spike andò da loro.
“Allora, chi vuole essere in carica domani sera?” chiese lui, stordito. “Porterò la mia ragazza fuori.”
“Era quasi ora” disse Xander, sorridendo. “Ci prenderemo cura di tutto.”
“Andrew?” chiese Spike, vedendo lo sguardo triste sulla sua faccia.
“Yep, andrà bene”, disse lui, dando al suo capo e amico un piccolo sorriso. “Buona fortuna.”
“Grazie, ne avrò bisogno” disse Spike prima di camminare nel suo ufficio.
“Sembra che la tua cotta da ragazzino debba essere messa da parte”, disse Xander, guardando Andrew, che iniziò ad arrossire.
“Mordimi”, disse Andrew tranquillamente, trattenendo le lacrime e fiondandosi fuori, ignorando il suono della risata di Xander mentre faceva la sua uscita dal ristorante.
Capitolo 14 - Una ciotola piena di panna montata
Buffy entrò al ‘A Summers' Night’ la sera seguente e arrossì quando Xander la guardò sorridendo scioccamente, valutandola visivamente.
“Sei carina stasera”, disse lui.
“Grazie”, replicò lei, passando nervosamente una mano tra i capelli. “Dov’è Spike?”
“In cucina”, rispose lui, abbassando lo sguardo. “C’è stato un piccolo incidente questo pomeriggio.”
“Incidente?” chiese lei, gli occhi spalancati. “Che cos’è successo?”
“Beh, stavo provando a tirar fuori un paio di torte dal frigorifero, ed ho tipo… fatto cadere il vassoio”, mormorò lui, aggrottando la fronte alla vista dell’espressione triste sui lineamenti di lei. “E poi Andrew stava facendo alcuni antipasti prima, ma non sono esattamente riusciti bene.”
“Non sembra come se la giornata sia andata bene”, disse lei.
“No, non è andata bene”, accordò Spike, attraversando la porta della cucina e facendo una pausa mentre guardava Buffy. “Wow”.
“Quello è un buon ‘wow’?” chiese lei, sorridendo quando lui ghignò. “C’è qualcosa che posso fare per aiutare?”
“Apparire così sta già aiutando abbastanza”, rispose lui, ridendo di soppiatto quando lei arrossì. “La cucina è un assoluto pasticcio in questo momento, ed Andrew si è appena tagliato la mano su un coltello che stava utilizzando.”
“Ha bisogno di punti?” chiese Xander. “Giuro che si fa male più di chiunque altro qui.”
“A volte non presta attenzione”, disse Spike tranquillamente. “Ma sta bene. L’ho mandato a casa per il resto del giorno.”
“Allora lasciami rimpiazzarlo”, disse Buffy, camminando verso la cucina, arrestandosi quando Spike le afferrò il braccio.
“Si supponeva essere la nostra serata libera”, replicò lui, guardandola negli occhi. “Dovevamo avere il nostro appuntamento.”
“Possiamo spostarlo ad un altro giorno”, disse lei, rivolgendogli un piccolo sorriso. “Inoltre, il ristorante è più importante.”
“Lo è?” chiese Spike, studiandola.
“È ancora agli inizi”, disse lei. “Dobbiamo assicurarci che voli prima di lasciarlo andare da sé.”
“Ho già fatto funzionare questo posto prima, tesoro”, precisò Spike.
“Sì, ma questo posto ora è tutto tuo”, disse lei. “Prima, era una parte della famiglia della tua fidanzata più che tuo.”
“Ed ora porta il tuo nome”, replicò lui, sorridendo.
“Sì”, affermò lei. “E non lo vedrò andare giù in fiamme. Ho una reputazione da mantenere, ricordi?” Lei gli fece l’occhiolino prima di entrare nella cucina.
“È una buona donna”, disse Xander, guardando il suo amico.
“Lo è” accordò Spike prima di seguirla.
* * * * *
Dopo che il ristorante chiuse per la notte e mandarono tutti a casa, Spike e Buffy lavorarono per pulire la cucina.
Sembra che le cose si siano concluse con una nota positiva”, disse lei mentre finiva di mettere via i piatti che aveva lavato.
“Benché, sarebbe stato meglio se fossimo usciti”, replicò lui, e lei scrollò le spalle.
“Forse non eravamo destinati ad uscire stasera”, disse lei, guardandolo. “Forse sarebbe successo qualcosa di brutto”.
“Sei una che crede nel destino?” chiese lui, sorridendo quando lei rise scioccamente.
“Un po’”, rispose lei. “Mia madre ci ha sempre creduto, così ci credo anch’io”.
“Quindi pensi che sia stato destino che mi hai preso a calci alla prima gara?” chiese lui, inclinando la testa.
“No, quello non era destino… Mi meritavo di vincere giusto e leale”, disse lei, ghignando. “E ci ha uniti, così non direi che hai perso troppo.”
“No, suppongo”, acconsentì lui, aprendo uno dei frigoriferi e guardando il suo contenuto.
“Affamato?” chiese lei, i suoi occhi si allargarono quando lui estrasse una ciotola di panna montata e un po’ di salsa di cioccolato. “Per che cos’è quello?”
“Sono affamato”, replicò lui, con gli occhi che scintillavano di furbizia mentre apriva il coperchio di una scatola di gelato, ridendo di soppiatto quando lei sembrò sollevata. “Cosa? Pensavi che stessi suggerendo qualcos’altro?”
“Certo che no”, mentì lei, camminando verso di lui dopo aver afferrato due piccole ciotole ed un paio di cucchiai. “Non mangio gelato da tanto tempo”.
“Dubito in qualche modo di questo”, disse lui, guardando mentre lei iniziava a scavare fuori il gelato e metterlo nelle loro ciotole. “Sai, se desiderassi fare qualcos'altro con questo roba, noi potremmo.” Lei lo guardò e alzò un sopracciglio quando lui prese tra le dita i suoi capelli e si piegò per baciarla.
Lei sorrise contro le sue labbra mentre metteva le dita nella ciotola della panna montata e le faceva scorrere sul collo di lui, spostandosi dalla sua bocca per leccare via la crema dalla sua pelle. Spike serrò la mascella e la guardò, i suoi occhi si scurirono di lussuria.
“Immagino dovremmo usare l’intera ciotola”, disse lei, sorridendo. “Non sarebbe affatto igienico usarla nel ristorante.”
“Ora che l’hai toccata con le tue dita sporche”, replicò lui, sorridendo mentre la prendeva e sollevava sul bordo di un banco.
“Le mie dita non sono sporche”, disse lei, sporgendo le labbra. “Tuttavia, la mia mente lo è.”
“Posso dirlo”, replicò lui, baciandola ancora e gemendo quando lei tirò su la sua camicia, facendo scorrere le mani sul suo addome, i suoi muscoli si contrassero nell'anticipazione. “Che cosa stiamo facendo qui, piccola?”
“Ci stiamo divertendo”, rispose lei, togliendogli la camicia e gettandola da parte prima di afferrare una manciata di panna montata e spalmarla sopra il suo petto, tendendosi in avanti per leccarla via.
“Buffy”, disse lui semplicemente, chiudendo gli occhi e passando la mano sui capelli di lei. “Non dovremmo fare questo.” Lei lo guardò con un misto di sorpresa e dolore negli occhi. “Non qui, almeno.”
“Perché no?” chiese lei, facendo correre le mani fino al bottone dei suoi pantaloni e aprendolo.
“Perché non sarebbe una buona idea”, disse lui. “Se stiamo per fare qualcosa stasera, dovrebbe essere speciale, migliore di questo.”
“Oh, non penso di ottenere qualcosa di meglio che ricoprirti dappertutto di panna montata e cioccolato”, replicò lei, afferrando la salsa di cioccolato ed istantaneamente aggrottando la fronte quando lui gliela tolse.
“Mi sento un po’ troppo vestito, Riccioli d’oro”, disse lui, sorridendo. “E' tempo che tu mi raggiunga”
Lui la guardò mentre si toglieva la camicetta prima di slacciare il reggiseno e lanciarlo a raggiungere la sua camicia. Lui alzò le mani ai suoi lati e gentilmente le prese a coppa i seni, in apparenza soppesandoli nelle mani prima di abbassarsi a baciare morbidamente ciascuno dei capezzoli, ghignando quando lei gemette mentre lui per un momento torturava uno dei capezzoli con i denti. Quando si allontanò da lei, lei gli afferrò il braccio.
“Per favore non dirmi che ti stai fermando qui”, disse lei, sentendo il suo battito cardiaco accelerare quando lui fece gocciolare la salsa di cioccolato sopra al suo petto e iniziava a succhiare via il liquido denso.
“Pensavi veramente che avrei potuto fermarmi?” chiese lui, guardandola con un'espressione divertita.
“No”, rispose lei senza fiato. “Solo non desideravo attendere di più.”
“Non dovrai farlo”, disse lui, continuando a disporre i baci dappertutto sulla parte superiore del suo corpo mentre alzava le mani sulle sue cosce, sotto la sua gonna. “Ti ho detto quanto sia pericoloso usare le gonne a lavoro?”
“L’avevo messa per il nostro appuntamento”, disse lei, sorridendo. “E perché non è sicura? Poiché potrei danneggiare le mie gambe su qualcosa?”
“No” rispose lui, spingendo il suo perizoma di lato e trovando il suo clitoride con un dito prima di accarezzarlo per un momento, deliziato del modo in cui lei gemette. “Perché il tuo capo è un diavolo eccitato.”
“Questo è giusto”, acconsentì lei, guardandolo negli occhi, le sue labbra si mossero a tempo con il ritmo dell’azione del dito di lui. “Mi domando perché l'abbia dimenticato.”
“Beh, sentiti libera di dimenticarlo più spesso”, replicò lui, guardando mentre lei tirava giù la cerniera dei suoi pantaloni liberando la sua erezione. “Non mi dispiace ricordartelo”, Lui raggiunse una delle sue tasche ed estrasse un contenitore, estraendo un preservativo.
“Avevi progettato questo?” chiese lei, alzando un sopracciglio e guardando mentre lui apriva il piccolo involucro ed estraeva il pezzo di lattice prima di srotolarlo sulla sua asta.
“È sempre bene essere preparati”, rispose lui. “Non sei d’accordo?”
“Completamente”, disse lei, bloccando lo sguardo nel suo mentre lui si guidava al centro di lei, entrambi ansimando alla sensazione mentre Spike spingeva lentamente dentro di lei, fermandosi una volta che le loro anche si incontrarono. “Abbiamo appena pulito questo posto.”
“Immagino che questo significhi che è tempo di renderlo sporco di nuovo”, replicò lui, gemendo quando lei oscillò le sue anche contro di lui mentre avvolgeva le gambe intorno alle sue agganciando le caviglie dietro di lui, facendolo avanzare in modo da essere più profondamente dentro di lei.
“Sono abbastanza sicuro che potremmo star infrangendo alcune regole del codice della salute”, disse lei, gemendo quando lui iniziò a pompare dentro di lei. “Spike…”
“Che si fottano le regole”, disse lui in tono basso, baciandola rudemente mentre lei metteva le mani sulle sue spalle, aggrappandosi quando lui iniziò ad aumentare il passo delle sue spinte.
Entrambi si muovevano insieme, cercando freneticamente il loro rilascio prima che Buffy sentisse le sue pareti interne cominciare lo spasmo intorno al suo pene, l’orgasmo che la travolgeva.
“Ti ho presa, Buffy”, disse lui, baciandola ancora, muovendosi più forte mentre veniva.
Lui le avvolse le braccia intorno tirandola contro il suo corpo, non volendo lasciarla andare e sperando che lei non si pentisse di quello che avevano fatto.
“Spike?”, chiese lei tranquillamente, strofinando la faccia nel suo collo. “Penso che la salsa di cioccolato sia caduta ad un certo punto. Posso sentire qualcosa di bagnato contro il mio sedere.” Lui osservò dietro di lei e sorrise scioccamente.
“Bene, se gradissi, potrei leccartene via un po'”, suggerì lui, muovendo le sopracciglia velocemente.
“Sei un uomo pervertito”, disse lei, piegnadosi a baciarlo. “Uno che una volta mi disse che non dormiva con le ragazze prima del terzo appuntamento.”
“No, sono ragionevolmente sicuro che ho detto di non portare le ragazze nella mia camera”, corresse lui. “Non ho mai detto nulla circa la mia cucina.” Lei rise scioccamente ed alzò le mani sopra le braccia di lui. “Se puliamo di nuovo questo posto potremmo andare a casa mia?”
“E che cosa proponi di fare una volta arrivati là?” chiese lei timidamente.
“Beh, ti ricoprirò con il resto di panna montata che abbiamo e la leccherò via come un gatto”, rispose lui. “Prima di mostrarti quanto posso essere pervertito.”
“Sembra divertente”, replicò lei, ghignando quando lui la baciò.
“Oh, lo sarà.”
Capitolo 15 - Poi la mattina arrivò
Spike si girò nel suo letto ed aprì gli occhi lentamente per vedere Buffy accanto a se, ancora profondamente addormentata. Lui sorrise dolcemente prima di metterle il braccio attorno al fianco baciandole la spalla, osservando mentre i suoi occhi si aprivano fluttuando prima che lei girasse la testa a guardarlo.
“Ciao”, disse lei tranquillamente, allungando un po’ le braccia e sbadigliando.
“Hey” rispose lui, alzando la mano sui suoi capelli per lisciarli. “Come ti senti?”
“Stanca”, rispose lei. “E tu?”
“Felicemente soddisfatto potrebbe descrivere lo stato attuale della mia mente”, disse lui, ghignando quando lei sorrise e girò lo sguardo all'orologio.
“È realmente quell’ora?” chiese lei, allargando gli occhi. “Uh oh.”
“Che cosa non va?” chiese lui, alzando un sopracciglio.
“Prevedevo di aprire il negozio alle sette”, disse lei, uscendo dal letto e recuperando i suoi vestiti il più velocemente che poteva. “Sono in ritardo di quasi un’ora.”
“Sono sicuro che le tue amiche possono farlo funzionare finché non arrivi lì”, replicò lui, sedendosi e facendo un cenno con la mano.
“Non hanno le chiavi del negozio”, disse lei duramente, guardandosi attorno alla ricerca della sua borsa prima di individuarla in mezzo alla stanza e afferrarla.
“Buffy, rallenta”, disse lui, alzandosi e trovando i suoi jeans, infilandoli.
“Non ho tempo di ‘rallentare’” disse lei, uscendo dalla stanza, non sorpresa quando lui la seguì. “Non posso andare là apparendo così.”
“Penso tu sia bellissima”, disse lui sinceramente, sorridendo quando lei abbassò lo sguardo, arrossendo. “Perché arrossire, riccioli d’oro? Non siamo più sconosciuti.”
“Yeah, la notte scorsa ha cambiato le cose”, replicò lei, guardandolo per un momento prima di andare alla porta ed aprirla, camminando fuori senza mai guardare indietro.
Spike la guardò andare, confuso da come si stava comportando e da quello che aveva detto. Prima che potesse andare da lei, sentì il telefono suonare. Camminò in cucina a prenderlo.
“Pronto?”, chiese Spike, passando una mano tra i suoi capelli, pensando ancora a Buffy.
“Spike, sono io”, disse Xander. “Anya ha appena chiamato e chiesto se forse sai dov’è Buffy?”
“Sta andando a lavoro”, mormorò lui, sospirando. “E’ in ritardo.”
“E’ rimasta a casa tua?” chiese Xander, suonando sorpreso. “Wow, amico, non mi aspettavo che accadesse per lungo tempo.”
“Yeah, io neanche”, replicò lui, guardando altrove. “Devo andare, Xander. Ti vedrò più tardi al ristorante.”
Lui appese e fece scrocchiare il collo andando verso il bagno, desiderando sapere esattamente come si sentiva Buffy sulla notte passata.
* * * * *
“Sono così dispiaciuta”, si scusò Buffy mentre camminava verso la porta della pasticceria Joyce mezz’ora più tardi, aprendo e lasciando entrare Willow e Anya all'interno.
“È a posto”, disse Willow, scrollando le spalle. “Il tempo è abbastanza caldo così siamo state fuori a godercelo e a parlare. Avevamo calcolato che ci avresti chiamato se qualcosa non andava o se non dovevamo venire.”
“O se fossi stanca per lo scopare Spike tutta la notte”, affondò Anya, sorridendo quando gli occhi di Buffy si spalancarono. “Ho chiamato Xander, lui ha chiamato Spike, e Xander ha richiamato me. Sono così felice per voi due!”
“Um… grazie”, rispose Buffy, evitando il suo sguardo e camminando dietro il banco anteriore, sbloccando il registratore di cassa.
“Bene, vado a cominciare a fare i biscotti”, disse Anya. “Ma congratulazioni, Buffy! Era ora che trovassi un compagno di orgasmi.” Lei camminò nel retro, ignorando lo sguardo che Willow le diede prima che le lasciasse.
“Buffy, sei okay?” chiese Willow, avvicinandosi alla sua amica.
“Sto bene”, mormorò la bionda, concentrandosi su un espositore, contando i biscotti che erano rimasti dal giorno prima.
“Dormire con Spike non è stato…” iniziò Willow, aggrottando la fronte quando Buffy la interruppe.
“Impulsivo? Avventato? Stupido?” fornì Buffy, appoggiandosi al banco e guardando la sua amica. “Si.”
“Allora perché l’hai fatto…” disse Willow, incrociando le braccia quando Buffy tagliò di nuovo.
“Non lo so”, disse Buffy, prendendo un respiro profondo e abbassando lo sguardo. “Ho solo sentito l’urgenza di… e lui ed io stavamo così bene… ed è solo successo.”
“Il sesso non accade solamente”, disse Willow con tono calmo, studiando la sua amica. “Te ne penti?”
“Che cosa pensi?” chiese Buffy, chiudendo gli occhi quando Willow abbracciò la sua amica. “Non so cosa fare. Voglio dire, la scorsa notte è stata piacevole, e penso che abbia significato qualcosa, ma è stato troppo presto per noi… fare cose come quelle. E il modo in cui ho agito! Non penso di essere stata così sgualdrina prima d'ora.”
“Lui ti piace?” chiese Willow, sorridendo quando Buffy annuì col capo. “E ti interessa?” La sua amica annuì di nuovo. “Così perché non provi a stare con lui?”
“Lo vorrei, ma complicherà solo le cose”, disse Buffy.
“Penso che il sesso complichi le cose abbastanza”, replicò Willow. “Ma se sei interessata a lui, voi due dovreste uscire.”
“Noi lavoriamo insieme” disse Buffy, guardando la rossa. “La gente che lavora insieme non dovrebbe mai diventare… intima.”
“Beh, non è qualcosa che puoi cambiare”, disse lei, scrollando le spalle. “Voi due siete stati ‘intimi’, e non è qualcosa che puoi facilmente ignorare o cancellare. Quel che è fatto è fatto. Siete entrambi adulti, e sono sicura che potete gestire le cose.”
“Yeah, hai ragione”, disse Buffy, dandole un piccolo sorriso.
“Andrai a parlare con lui stasera a lavoro?” chiese Willow, e Buffy scrollò le spalle, aprendo uno dei contenitori ed estraendo un biscotto, mordendolo.
“Non penso che parlare al ristorante sia una buona idea” disse lei. “Specie da quando quel posto è dove la maggior parte dell’orgia è avvenuta.” Gli occhi di Willow si spalancarono e un colore rosso tinse le sue guance. “Xander non ha accennato quella piccola notizia ad Anya, vero?”
“No”, rispose Willow tranquillamente, la sua mascella cadde un po'. “Se l’avesse fatto, lei me l’avrebbe detto”. Buffy afferrò un altro biscotto prima di camminare verso il retro, Willow la seguì. “Hai fatto sesso con Spike nel suo ristorante?”
“Nella cucina”, mormorò Buffy, finendo rapidamente il suo secondo biscotto.
“Sembra stravagante”, disse Anya, origliando la loro conversazione.
“Possiamo spostare la nostra attenzione su qualcos'altro?” chiese Buffy, andando al lavello e lavandosi le mani. “Facciamo delle torte di formaggio.”
“Tu e Spike avete fatto qualcosa di birichino qui quando ce ne siamo andati dopo la seconda gara?” chiese Willow, guardando la sua amica.
“No, questo posto non è stato contaminato” disse Buffy in tono leggero prima di cominciare ad assemblare gli ingredienti, bisognosa che la sua mente dimenticasse Spike per un istante.
* * * * *
Più tardi quel giorno, Buffy entrò al ‘A Summers’ Night’, ignorando meglio che poteva i suoi nervi mentre camminava verso l’ufficio di Spike, bussando alla porta ed entrando. Lui le sorrise mentre lei entrava, alzandosi dalla sedia per abbracciarla.
“Hey, tesoro”, disse lui, baciando la sua fronte. “Come stai?”
“Bene”, disse lei, sedendosi sulla sedia di fronte alla scrivania, guardandolo sedersi di nuovo. “Andrew verrà stasera?”
“Yeah, la sua mano è fasciata”, rispose lui, scrollare le spalle. “Sembra essere di buon umore. Apparentemente ha incontrato un ragazzo dal medico questa mattina che è interessato a lui.”
“Bene, buon per lui”, disse Buffy, sorridendo. “Ho sempre pensato che avesse una cotta per te.”
“È possibile… io sono splendido”, replicò Spike, ridendo di soppiatto quando lei lo fulminò con lo sguardo per un momento. “Così, cosa ti porta qui? Come è stata la mattina da Joyce?”
“Lenta, grazie al cielo”, rispose lei. “Ma tutto è andato benissimo.” Lei prese un respiro profondo. “Possiamo parlare, Spike?”
“Sicuro”, disse lui, sentendo la sua faccia cadere mentre vedeva la seria espressione del viso di lei. “Che cosa c’è?”
“La notte scorsa è stata… meravigliosa”, disse lei, guardandolo. “Ma penso che forse ci siamo mossi un poco troppo velocemente.”
“Sei tu quella che ha iniziato”, disse lui, provando a non sembrare arrabbiato. “Ti ho solamente seguito.”
“Lo so”, acconsentì lei. “Ho fatto delle scelte affrettate, ma io… forse dovremmo rallentare per un momento.” All’espressione delusa di lui, lei continuò, “Potrebbe essere la cosa migliore per noi.”
“Tu vuoi ‘rallentare’?” chiese lui, incrociando le braccia. “E cosa dovrebbe richiedere quello?”
“Iniziare una relazione”, rispose lei, abbassando lo sguardo. “Uscendo come le persone normali fanno e facendolo funzionare verso quella direzione…”
“Ma noi abbiamo già dormito insieme”, disse lui, confuso. “Tu stai dicendo che vuoi ricominciare e ignorare quello che è accaduto la notte scorsa?”
“È l'idea migliore per noi”, replicò lei.
“Lo è?” chiese lui, diventando sconvolto. “Oppure questo è perché ti sei pentita?”
“Io non… era solo troppo presto”, rispose lei. “Se desideriamo essere una coppia seria, abbiamo bisogno di ricominciare.”
“Non sono d’accordo”, disse lui, inclinando la testa.
“Beh, mi dispiace che ti senti così”, disse lei, alzandosi e andando alla porta.
“Dove stai andando?” chiese lui, alzando un sopracciglio.
“A casa”, rispose lei, non girandosi a guardarlo. “Entrambi abbiamo bisogno di pensarci un po’.”
“So quello che voglio, Buffy”, disse lui. “E quello che voglio è stare con te.”
“Anche io lo voglio”, acconsentì lei. “Ma uscire e lavorare insieme non è una buona idea.”
“Allora che cosa stai dicendo?” chiese lui, alzandosi e sedendosi sull’angolo della scrivania mentre lei lo guardava da sopra la spalla.
“Forse dovrei prendere una pausa dal lavoro qui”, disse lei. “Posso fare le cose da Joyce e portarle ogni giorno qui.”
“Ti voglio qui”, rispose lui duramente, aggrottando la fronte quando lei aprì la porta. “Non andare, piccola.”
“Ho bisogno di tempo, Spike”, disse lei. “Ci sono molte cose nella mia mente adesso che ho bisogno di risolvere prima che raggiungiamo un accordo su tutto.”
Prima che lui potesse dire qualcosa, lei uscì dal suo ufficio e lasciò il ristorante, non guardando indietro mentre lui la chiamava.
“Tutto bene, capo?” chiese Andrew, uscendo dalla cucina e vedendo Spike.
“Non capisco le donne”, rispose lui, incrociando le braccia.
“Neanche io”, disse Andrew, scrollante le spalle. “Ecco perché ho deciso che sono gay.”
“Se stai insinuando che forse anch’io sono gay, stai dannatamente sbagliando”, disse Spike, dirigendosi velocemente nel suo ufficio sbattendo la porta.
“Troppo male che non lo sei” disse Andrew tranquillamente, con sguardo assente. “Forse potevamo avere qualcosa.”
Capitolo 16 - Quello che lei merita
Buffy e Spike trascorsero i giorni successivi tenendosi occupati nei rispettivi lavori, troppo testardi per chiamarsi e parlare di quello che passava per e loro teste. Ogni volta che Buffy andava al ‘A Summers’ Night’ a portare i dessert che aveva fatto da Joyce, Spike lasciava le cose nelle mani di Xander, guardandoli dal comfort del proprio ufficio, fingendo di essere impegnato nel lavoro d’ufficio.
Fu durante il suo terzo viaggio al ristorante dopo la loro discussione che Spike decise di parlarle, sperando che forse potevano comunicare prima che lei se ne andasse. La guardò trasportare dentro delle scatole di torte di formaggio prima di camminare verso di lei e prenderle, rivolgendole un piccolo sorriso prima di portarle in cucina, lei che lo seguiva a ruota.
“Hey, Buffy”, disse Xander mentre i due biondi entravano nella stanza. “Come stai?”
“Sto bene”, rispose lei, guardando Spike mentre metteva i contenitori delle torte di formaggio nel frigo e tornava verso di lei. “Come stai tu?”
“Ragionevolmente bene”, disse Xander, scrollando le spalle. “Anya ed io stiamo aspettando per andare via per il fine settimana.”
“Questo è tutto quello di cui parla” disse Buffy, sorridendo. “Spero vi divertiate.”
“Grazie”, disse lui, vedendo lo sguardo che Spike gli rivolse prima di sorridere scioccamente. “Bene, lascerò voi due parlare.”
“Ci vediamo”, disse Buffy, facendogli un leggero cenno di mano prima che lasciasse la cucina, notando che nessun altro stava prestando loro attenzione. “Così…”
“Come sei stata?” chiese Spike, mettendo le sue mani in tasca.
“Beh, certi giorni sono stati migliori di altri” disse lei. “Tu?”
“Lo stesso” rispose lui, abbassando lo sguardo. “Buffy…”
“Non desidero parlare di questo qui”, disse lei tranquillamente. “La gente potrebbe sentire.”
“Probabilmente”, accordò lui, sorridendo. “Possiamo forse incontrarci più tardi, allora?”
“Posso venire domani”, rispose lei. “Con Xander fuori città, forse aiuterà avermi qui.”
“Sei disposta a lavorare ancora qui?” chiese lui, non riuscendo a mascherare la sua sorpresa.
“Solo aiutare per un fine settimana” disse lei, abbassando lo sguardo. “Vedremo che cosa accade da questo.”
“Okay” disse lui, annuendo col capo e distogliendo lo sguardo. “Ti ringrazio per il trasporto di ogni cosa questa settimana. Potresti aver scelto di non farlo solo per farmi dispetto.”
“Abbiamo fatto un patto”, replicò lei, alzando gli occhi sui suoi. “Non mi sto ritirando solo perché siamo in disaccordo.”
“Sono felice di sentirlo”, disse lui, sospirando. “Perché ho cambiato idea sul ricominciare ogni cosa.” Lei alzò un sopracciglio mentre sentiva la sincerità nel suo tono. “Se ti rendesse felice, sono disposto ad avere un appuntamento di prova, e possiamo trascurare che cosa è accaduto la settimana scorsa… per un momento, almeno. Non sarà facile per nessuno dei due ignorarlo, sai. È significato molto per me.”
“So cosa vuoi dire”, accordò lei, sorridendo dolcemente. “Possiamo discuterne domani.”
“Giusto”, disse lui, prendendo la mano di lei nella sua e stringendola mentre lasciavano la cucina, scortandola all’entrata principale. “Così usciremo, allora?”
“Sembra così”, disse lei, baciandogli una guancia mentre lui le apriva la porta. “Ciao, Spike.”
“Ciao, Buffy”, replicò lui, sorridendole prima che andasse via.
“Sembra che tu sia andato avanti alla svelta”, disse una voce familiare dietro di lui, attirando la sua attenzione.
Spike si voltò lentamente mentre lasciava che la porta si chiudesse, guardando la donna che gli stava di fronte e prendendo un respiro profondo per calmare le emozioni che cominciarono a scorrergli attraverso.
“Ciao, Lily.”
“Ciao, Spike”, disse lei, sorridendogli. “E' molto tempo che non ci si vede.”
“Sono sicuro che questo non ti abbia minimamente disturbato”, replicò lui, incrociando le braccia. “Che cosa stai facendo qui?”
“Sono solo venuta a controllare, a vedere com’è fatto il nuovo locale”, disse lei, osservando intorno. “Devo dire che sembra abbastanza piacevole qui dentro ora. Hai fatto un gran lavoro.”
“Grazie”, disse lui, studiandola. “Ma ho il presentimento che non sei venuta a complimentarti.”
“No” affermò lei, sospirando. “Papà non è molto contento che hai cambiato il nome del ristorante.”
“Beh, è mio”, disse lui, scrollando le spalle. “Posso fare qualunque cosa mi piaccia con esso.”
“Potevi almeno dirglielo prima di chiuderlo e riaprirlo con un nuovo nome”, disse lei, aggrottando la fronte quando gli occhi di lui si scurirono.
“E tu potevi dirmelo prima che andavi a letto con Gunn”, replicò lui a bassa voce. “Come sta andando, a proposito?”
“Ci siamo lasciati”, rispose lei, abbassando lo sguardo. “Ci siamo resi conto che era divertente solo quando lo facevamo di nascosto.” Lei si fermò per un momento. “Voglio stare di nuovo con te, Spike”. Lui la derise e iniziò ad allontanarsi. “Prima ascoltami fino in fondo.”
“Ora ho qualcun'altra”, disse lui, voltandosi. “E tengo molto a lei.”
“Molto più di quanto tieni a me?” chiese lei, felice quando lui non rispose. “Stavamo così bene insieme.”
“Mi hai ingannato”, accusò lui, arrabbiato. “Non desidero tornare insieme, Lily. Ora sono molto più felice di quando stavo con te.”
“Non dici sul serio”, disse lei, spostandosi più vicina per abbracciarlo, aggrottando la fronte quanto lui mise una mano per fermarla.
“Sì”, replicò lui, voltandosi ancora. “Sono spiacente.”
“Spike!”, lo chiamò lei, sentendo le lacrime nei propri occhi mentre lui camminava nel suo ufficio e chiudeva la porta.
“Penso che sia meglio che te ne vada, Lily”, disse Andrew, comparendo dalla porta della cucina, guardandola torvamente. “Non sei più la benvenuta qui.”
“È un luogo pubblico”, disse lei, restringendo gli occhi su di lui mentre lui faceva alcuni passi verso di lei.
“Nessuno ti desidera qui”, disse lui duramente. “E se fai qualcosa per danneggiare Spike o Buffy, mi assicurerò personalmente che tu abbia quello che ti meriti. Intesi?”
“Non mi puoi fare nulla”, replicò lei, divertita. “Potrei farti più danni io di quelli che potresti fare tu a me.”
“Vattene”, disse Spike, aprendo la porta del suo ufficio, sentendo tutto quello che loro si erano detti. “Prima che faccia le mie minacce.”
Lily si voltò e lasciò velocemente l’edificio, entrambi gli uomini la guardarono andarsene.
“Stai bene?” chiese Spike, guardando Andrew.
“Sì” rispose lui, sorridendo. “Volevo dirle qualcosa di simile da quanto posso ricordare.” Spike rise di soppiatto picchiettando il suo amico sul sedere. “Posso uscire a pranzo con Lorne ora?”
“Va avanti”, disse Spike, sorridendo. “Voi due uscite assieme ora?”
“Sì”, disse Andrew con uno sguardo sognante.
“Dovrò incontrarlo una volta o l’altra”, disse Spike. “Dovresti portarlo qui presto.”
“Sicuro”, replicò Andrew. “E riguardo te e Buffy? Vanno meglio le cose ora? Vi ho visti parlare prima che Lily si mostrasse.”
“Yeah”, disse Spike, abbassando lo sguardo e sorridendo. “Penso che le cose si risolveranno piacevolmente d'ora in poi.”
* * *
Quella sera, Buffy entrò alla Little Green Tavern e si sedette al bar, sorridendo quando Rupert si accomodò di fianco a lei, ordinando una birra per lei.
“Come stai?” chiese lui. “E’ un po’ che non vieni.”
“Avevo delle cose da sistemare”, replicò lei, sorridendo. “Ma tutto bene.”
“E’ successo qualcosa?” chiese lui, preoccupato.
“Spike e io… abbiamo avuto una piccola discussione su qualcosa”, rispose lei, aggrottando la fronte quando lui sorrise scioccamente. “Cosa?”
“Ho sentito da uno dei suoi amici che voi due siete stati coinvolti”, disse lui. “Ammetterò che ero arrabbiato con te perché non me l’hai detto prima, ma…”
“Non eravamo esattamente `coinvolti'”, tagliò corto lei, abbassando lo sguardo. “Noi in un certo qual modo… abbiamo dormito insieme.” Quando lei non sentì una reazione da parte sua, alzò gli occhi verso di lui e vide lo shock prima che lui iniziasse a ridere. Lei alzò un sopracciglio ed accettò la sua birra dal barista prima di dare una pacca al braccio di Giles. “Cosa c’è di così divertente?”
“Tu e Spike…” riuscì a dire, ridendo di soppiatto più duramente. “Nemici… che dormono insieme…”
“E’ stata soltanto una volta”, disse lei prima di arrossire. “Beh, solo una notte… è successo definitivamente più di una volta”.
“Hey”, disse lui, calmandosi immediatamente. “Non ho bisogno di sentire nient’altro.” Lei rise scioccamente e sorseggiò la sua birra. “Su che cosa avete discusso?”
“Desideravo rallentare le cose perché stavamo andando troppo in fretta”, rispose lei, sospirando. “E lui non era d’accordo”.
“Vuoi che ci parli?” chiese lui.
“È okay”, disse lei, facendo un cenno con la mano. “Penso che le cose si stiano risolvendo finalmente.”
“Bene, sono felice per te, Buffy”, disse lui, mettendo la mano sulla sua spalla. “Meriti un po' di felicità nella vita.” Fece una pausa. “Anche se è con Spike.”
Mentre lui ricominciava a ridere, lei agitò la testa e sorrise prima di alzarsi e pagare la sua bibita.
“Notte, Giles”, disse lei, ignorando la sua risata mentre lasciava il bar.
Capitolo 17 - Piacevoli sorprese
Quando la sera successiva Spike vide Buffy entrare nel suo ristorante, le andò incontro, non aspettandosi di vedere Willow ed Oz dietro di lei.
“Ciao, Spike”, disse Willow, sorridendo mentre si avvicinava a lui. “Come stai?”
“Piacevolmente sorpreso”, disse lui, restituendo il sorriso. “Non sapevo che venivate qui stasera”.
“Beh, Oz ed io stiamo festeggiando il nostro anniversario”, replicò lei, baciando la guancia del suo ragazzo. “Abbiamo trascorso un felice anno insieme.”
“Congratulazioni”, disse Spike, ghignando e scortando la coppia al banco. “Fate sedere questi due nel séparé d'angolo in modo che possano divertirsi in privato.” Fece l’occhiolino a Willow prima di prendere la mano di Buffy nella sua. “Ci uniamo a loro, piccola?”
“Ed interrompere la loro notte di divertimento?” chiese lei. “Pensavo di lavorare, ricordi?”
“È una serata lenta” disse lui, scrollando le spalle. “Non dovrai rimanere a lungo.” Lui si avvicinò all’orecchio di lei. “Forse possiamo parlare dopo che hai finito di fare i dessert.”
“Sicuro”, disse lei prima di guardare i suoi amici. “Divertitevi voi due.”
“Anche voi”, disse Willow mentre lei ed Oz seguivano il cameriere al loro tavolo, sia Spike che Buffy li osservarono per un momento prima di entrare in cucina.
“Sembri silenziosa stasera”, disse Spike, guardandole mentre attraversavano le doppie porte.
“Sto solo pensando a delle cose”, replicò lei, sospirando. “Willow ed Oz sono fortunati.”
“Non pensi che potremmo essere come loro?” chiese lui, inclinando la testa.
“È possibile”, disse lei, abbassando lo sguardo. “Sarebbe piacevole.”
“È qualcosa da aspettare con ansia, allora”, disse lui, appoggiandosi a lei per baciarle la fronte. “Ora, a lavoro.”
“Mi aiuterai stasera?” chiese lei curiosamente. “O resterai nel tuo ufficio tutta la notte fingendo che non sia qui?”
“Così l’hai notato?” chiese lui, sorridendo timidamente. “Avrei voluto parlarti quando venivi per le consegne, ma non sapevo cosa dire… Xander si era offerto di dare una mano così che non mi scavassi la fossa con le mie mani.”
“Dovresti dargli un aumento”, disse lei scherzando, camminando verso il suo posto di lavoro, e Spike a seguito.
“Vuoi che ti aiuti?” chiese lui tranquillamente, ignorando gli sguardi che alcuni dei suoi impiegati gli stavano rivolgendo.
“Finché non si trasforma in un'avventura divertente piena di panna montata e cioccolato”, disse lei, ghignando. “Perché penso che un ispettore sanitario sarebbe più che volenteroso di chiudere questo locale se ripetiamo qualcosa di simile… specie in cucina.”
“Ne varrebbe la pena” disse lui, ridendo di soppiatto quando lei arrossì un po'. “Piccola, posso chiederti una cosa?”
“Certo”, disse lei mentre apriva il frigorifero ed estraeva una torta di formaggio che aveva trasportato il giorno prima.
“Sono andato alla Little Green Tavern la scorsa notte dopo che ho chiuso il ristorante”, disse lui, mettendo le mani in tasca. “Ed il proprietario mi ha chiesto di sederci a parlare un momento.” Lei alzò un sopracciglio mentre appoggiava la torta di formaggio sopra al banco girandosi per affrontarlo. “Lui è molto protettivo nei tuoi confronti, sembra.”
“Beh, è stato nella mia vita per tanto tempo”, disse lei, scrollare le spalle. “Siamo molto vicini.”
“Quanto vicini?” chiese lui, studiandola.
“Siamo amici”, rispose lei, confusa dal tono di lui prima di sorridere. “Sono solo io, o sei geloso?”
“Non geloso” disse lui, aggrottando la fronte. “Solamente preoccupato”. Lei rise scioccamente ed afferrò una ciotola di fragole fresche da un bancone vicino. “Che cos’è così divertente?”
“Veramente non hai motivo di essere ‘preoccupato’”, disse lei. “Di cosa avete parlato voi due?”
“Di te”, disse lui, sospirando. “Ha detto che mi avrebbe perseguitato se ti avessi fatto del male.”
“Sono sicura che lo farebbe”, replicò lei, sorridendo. “Non sembra troppo d’accordo sull’idea che noi usciamo.”
“No, non lo è”, mormorò lui, guardandola tagliare le fragole a pezzettini.
“Hey, Buffy”, disse Andrew, camminando oltre i due biondi e ghignando. “Spike mi ha detto che venivi stasera.”
“Ha pensato che avrei potuto aiutare”, disse lei, notando il tipo dietro di lui. “Ciao, io sono Buffy.”
“Bene, non sei attraente tanto quanto una gemma?” disse l’altro uomo, sorridendo. “Io sono Lorne.”
“Piacere”, replicò lei, stringendogli la mano.
“Andrew mi ha parlato molto di te”, disse Lorne, rivolgendo la sua attenzione a Spike. “Temo che le sue descrizioni abbiano fallito nel catturare quanto sei splendido.”
“Umm… grazie?” disse Spike maldestramente, vedendo l'espressione divertita di Buffy e fissandola torvamente per un momento prima di stringere la mano di Lorne. “Benvenuto al A Summers’ Night.”
“È okay se pranziamo qui velocemente?” chiese Andrew, sembrando preoccupato mentre aspettava la risposta di Spike.
“Vai”, disse lui, sorridendo quando Andrew prese la mano di Lorne nella sua e lo condusse fuori dalla cucina.
“Sono carini assieme”, disse Buffy mentre li guardava andare via.
“Carini come noi?” chiese lui, guardandola.
“Questo è da discutere”, disse lei, sorridendo. “Penso che potremmo batterli.”
* * *
Passarono l’ora successiva a decorare le torte di formaggio ed affettarle prima che Buffy si togliesse il grembiule e sospirasse.
“Finito per stasera, Riccioli d’Oro?” chiese Spike, mettendo una torta di formaggio nuovamente dentro uno dei frigoriferi.
“Yeah”, disse lei, scrollando le spalle. “Ce ne dovrebbero essere abbastanza per il resto della notte. Posso fermarmi anche domani.”
“Tutto nello spirito di aiutare e imparare il modo di rilassarsi di Xander?” chiese lui, sorridendo.
“Ed il fatto che lavorare accanto a te è divertente”, disse lei, restituendo il suo sorriso. “Per come sono i capi, tu sei uno ragionevolmente tosto.”
“Beh, mi piace rendere le mie impiegate felici”, replicò lui, abbassando un po’ la testa, le loro labbra si sfiorarono leggermente. “Particolarmente una certa bionda.”
“Quella cameriera? Harmony?” chiese lei, sporgendo le labbra. “Non è simpatica con me.”
“Questo perché è gelosa”, replicò lui, premendo le labbra su quelle di lei per un breve bacio.
“Buffy, la tua amica Willow sta chiedendo di vederti”, disse Andrew, sbirciando attraverso la porta. “Sembra molto eccitata, anche se penso che stia piangendo. E dille che penso che l'anello che sta indossando è splendido.”
“Che anello?” chiese Buffy, confusa.
“Quello sulla sua mano sinistra”, disse Andrew, alzando un sopracciglio. “Non lo hai visto?”
“No”, rispose lei prima di spalancare gli occhi. “Oh mio dio”.
“Che cosa?” chiese Spike, preoccupato, alzando la mano sulla sua schiena.
“Penso che Willow e Oz si siano appena fidanzati”, disse lei piano, i suoi occhi iniziarono a riempirsi di lacrime.
“Dovremmo andare a congratularci con loro, quindi”, replicò lui, ghignando.
“Sì, naturalmente”, disse lei, la confusione mentale nella sua mente si disperdeva mentre lo guardava, un largo sorriso si formò sul suo viso. “Sono fidanzati, Spike!”
“Non lo sappiamo con certezza ancora”, disse lui, sorridendo scioccamente. “Perché non aspettiamo che ce lo dicano?”
“Non provare a rovinare il mio divertimento”, replicò lei, camminando velocemente verso le porte della cucina.
“Non avrei pensato di farlo”, disse lui, seguendola fuori nella parte principale del ristorante e dirigendosi verso il séparé di Willow e Oz.
Prima che potessero avvicinarsi, Willow si alzò in piedi e praticamente investì Buffy, abbracciandola mentre le lacrime scendevano dalle sue guance.
“Sono fidanzata!” disse lei, saltellando mentre mostrava alla sua amica l’anello che Oz le aveva dato.
“Congratulazioni!” replicò Buffy, sentendo una lacrima sfuggire all’angolo di uno degli occhi mentre si avvicinava al tavolo per abbracciare Oz. “Sapevo che stavi per fare qualcosa di speciale stasera… Solo non potevo prevedere che fosse esattamente questo.”
“Beh, sono un uomo misterioso”, disse lui con leggero sorriso sulle labbra.
“Congratulazioni, Rossa”, disse Spike, sorpreso quando lei lo abbracciò, picchiettando maldestramente la sua spalla prima che lei si tirasse via da lui. “Andrò a prendere una bottiglia di champagne per voi.”
“Grazie”, replicò lei, sorridendo mentre camminava verso il tavolo e si sedeva di fianco ad Oz, baciandolo.
Buffy vide Spike camminare verso il bar prima di tornare con un contenitore di ghiaccio e la bottiglia di champagne che aveva nominato, una cameriera lo seguì con un piccolo vassoio e due calici da champagne.
“Se c’è qualcos’altro di cui avete bisogno, fatecelo solo sapere,” disse Spike, guardando mentre la cameriera stappava prudentemente lo champagne, non volendo spruzzare troppo, all'occorrenza.
Spike si spostò più vicino a Buffy e le prese la mano nella sua, stringendola delicatamente e notando lo sguardo sulla sua faccia.
“Tutto a posto?” chiese lui tranquillamente.
“Lo vorrei un giorno”, disse lei, guardando Willow ed Oz baciarsi mentre la cameriera riempiva il loro calici di champagne.
“Con me?” chiese lui, sentendo il suo battito cardiaco accelerare quando lei rise scioccamente e lo guardò prima di girarsi e allontanarsi. Lui alzò un sopracciglio prima di seguirla, anticipandola per bloccare le porte della cucina nel tentativo di arrestarla.
“Che cosa non va’?” chiese lei, sospirando quando lui aggrottò la fronte. “Spike, non ci conosciamo da tanto, e tecnicamente stiamo uscendo insieme soltanto da un giorno. Il pensiero di sposarsi non è uno di quelli che noi dovremmo avere per molto molto tempo.”
“Vero”, accordò lui. “Ma è il pensiero di sposarmi fra anni lungo la strada che è inconcepibile?”
“Forse”, disse lei, ammiccando. “Forse no”.
“Sei una burlona, Summers”, replicò lui, avvolgendo le sue braccia intorno a lei.
“Sì, lo sono”, affermò lei, avvicinandosi fino a baciarlo.
Capitolo 18 - Cioccolato, un simbolo di devozione
Un anno dopo
Il giorno prima delle nozze di Oz e Willow, Buffy e Spike lasciarono il pranzo di prova e andarono all’appartamento di Spike, ansiosi di rilassarsi dopo una stressante giornata dove avevano aiutato i loro amici con i dettagli dell’ultimo minuto.
Buffy immediatamente si avvicinò al divano e si sedette, sospirando con sollievo del fatto che erano liberi dal dovere aiutare per tutto il giorno, desiderando semplicemente di trascorrere insieme da soli il tempo senza dovere occuparsi delle difficoltà di essere la testimone della sua amica.
“Vuoi un drink, tesoro?” chiese Spike, dirigendosi in cucina quando vide il vigoroso cenno del capo di lei. “Pensa soltanto… da domenica, non sarai più così stressata.”
“Sì, ma poi avremo il matrimonio di Xander ed Anya fra un paio di mesi”, replicò lei, guardando le sue mani, intrecciate fra loro.
Spike notò quanto triste improvvisamente sembrasse e aggrottò la fronte, afferrando una bottiglia di birra per lei e avvicinandosi al divano, sedendolesi di fianco. Lei gli rivolse un piccolo sorriso quando lui aprì il tappo prima di passarle la bottiglia.
“Che cosa ti abbatte così?” chiese lui curiosamente, passandole la mano sui capelli.
“Sono solo così stanca”, replicò lei, guardandolo. “Tra correre questa settimana per fare commissioni per Willow, lavorare come una schiava da Joyce per finire la sua torta di nozze, e aiutare al ristorante, penso di aver fatto più di quello che potevo.” Lei prese un sorso della sua birra e scrollò le spalle. “Immagino di aver bisogno di una pausa.”
“Bene, forse possiamo andare in vacanza presto”, replicò lui. “Entrambi potremmo farne una.”
“Yeah, potremmo,” acconsentì lei. “La nostra fuga privata.”
“Dove ti piacerebbe andare?” chiese lui. “Qualche posto particolare che ti piace?”
“Ho sempre desiderato andare a New York”, disse lei in tono speranzoso.
“Sono stato lì, fatto quello”, disse lui, sorridendo quando lei fece il broncio. “Che ne dici di qualche posto più romantico?”
“Desideri andare in qualche luogo romantico?” chiese lei, alzando un sopracciglio. “Che cosa avevi in mente?”
“Non so”, disse lui, prendendo un respiro profondo. “Forse Parigi… o Londra.”
“Portarmi in Inghilterra”, disse lei, sorridendo. “Mi piacerebbe vedere dove sei cresciuto.”
“Mi piacerebbe mostrartelo”, replicò lui, mettendo la mano sulla sua dopo essersi piegato per baciarla. “Forse ti piacerà così tanto che vorrai trasferirti lì.”
“Tutta da sola?” chiese lei, ammiccandogli mentre lui sorrideva di soppiatto.
“Non pensare che ti voglia da sola in quella città”, disse lui. “Agli uomini stranieri piacciono sempre le ragazze americane.”
“Quello perché siamo selvagge”, replicò lei, sbadigliando e sorridendo quando lui annuì col capo, ridendo.
“Yeah, sei tanto selvaggia quanto un pesce rosso”, scherzò lui, non sorpreso quando lei gli schiaffeggiò il braccio.
“Sai che non è vero”, disse lei. “Non ricordi cosa è successo nella cucina del ristorante l’anno scorso?”
“L'anno scorso?” chiese lui, ghignando. “O l'altra notte?”
“Quella non è colpa mia”, rispose lei, incrociando le braccia. “Sei tu quello che mi ha sedotto, amico.”
“Non che tu stessi protestando a questo proposito”, disse lui. “Ne hai amato ogni minuto.”
“Sempre”, disse lei, allungandosi sul divano, riposando i piedi sul grembo di lui. “Spike, sono affamata.”
“Abbiamo appena mangiato, Riccioli d’Oro”, replicò lui, alzando un sopracciglio.
“Yeah, ma desidero il dessert”, disse lei, sbadigliando ancora. “Dovrebbe esserci ancora un po’ della torta al cioccolato che avevo fatto, o l’hai finita?”
“Ho conservato una fetta, solo per te”, disse lui, alzandosi e andando di nuovo in cucina a prenderla.
“Aww, sei un tale principe”, replicò lei, guardandolo cammina via.
“Non un principe”, disse lui, a voce abbastanza alta affinché lei lo sentisse. “Solo addomesticato.”
“Molto vero”, disse lei, sorridendo. “Dovresti essere felice che stiamo parlando metaforicamente dell'essere addomesticato, tesoro.”
“Lo sono”, disse lui, aprendo il frigorifero ed tirando fuori la torta rimasta, mettendola su un piatto e nascondendola alla vista di lei con il corpo, allungando la mano nella sua tasca estraendo qualcosa che lo aveva preoccupato sin da quando quel giorno aveva lasciato il suo appartamento. “Non cambia il fatto che sei ancora pervertita, gattina.”
“Neanche la metà di te”, replicò lei. “Penso che tu possa avere memorizzato l’intero Kama Sutra.”
“È interamente possibile”, disse lui, lasciando la cucina, il piatto in mano. Lui guardò mentre lei si sedette verticalmente, non guardandolo, prima che lui si inginocchiasse davanti a lei, porgendole il piatto.
“Cosa stai…”, iniziò lei, interrompendosi quando vide l’anello di platino collocato al centro, in cima ad uno strato di glassa al cioccolato. “Spike?”
“Buffy”, disse lui tranquillamente, studiandola negli occhi, il suo cuore iniziò a battere più forte quando non vide nessun cambiamento in essi. “Ti amo, e so che questo non cambierà mai. Desidero trascorrere il resto della mia vita con te… qui, a Londra, dovunque… e non c'è nessuno con cui vorrei stare se non te.” Lui prese un respiro profondo per mantenere calmi i nervi. “Vuoi sposarmi?”
“No”, disse lei dopo una pausa molto lunga, gli occhi di lei smarriti sull’anello.
“No?” chiese lui, sentendo come se tutta l'aria nel suo corpo fosse uscita da lui.
“No”, affermò lei, agitando la sua testa e guardandolo, le lacrime che iniziarono a formarsi nei suoi occhi. “Non puoi proporre questo così! Mi piace il cioccolato, ma non voglio il mio anello ricoperto da esso.” Lui alzò un sopracciglio mentre lei prendeva cautamente l’anello dalla fetta di torta e lo studiava. “Penso che ci sia cioccolato sotto il diamante, fra la montatura. Devo andare a pulirlo ora.”
“Buffy?” chiese lui, non sapendo come reagire. “Stai dicendo si o no, piccola?”
“Tu pensi veramente che dicessi di no?” chiese lei, ghignando mentre leccava via un po’ di cioccolata dal suo anello, sorpresa quando lui mise giù il piatto e l’abbracciò, baciandola, sollevato che lei avesse detto sì. “Non posso credere a quello che hai appena proposto.”
“Stavo aspettando da settimane”, disse lui, scrollando le spalle. “Lorne ed Andrew mi hanno convinto che era ora.” Lei sorrise e gli passò l’anello. “Vuoi che vada a lavarlo?”
“Mettimelo”, disse lei, ghignando. “Possiamo pulirlo più tardi.”
“Oh, penso che saremo abbastanza occupati dopo”, replicò lui, prendendo la sua mano sinistra e facendo scorrere l’anello sul suo dito prima di portare la mano alle labbra e baciarla. “Pensi che potrai portarlo per sempre?”
“Sì”, disse lei, inclinandosi per baciarlo. “Dopo che l’abbiamo pulito.”
“Che può venire più tardi”, disse lui, prendendole le mani nelle sue ed alzandosi, muovendo rapidamente le sopracciglia. “Ma stavo pensando che forse potremmo venire noi prima.”
“Sei un uomo così sconcio” replicò lei, ridendo scioccamente quando lui la prese e la portò verso la camera da letto.
“Yeah, ma quella è una delle cose che ami di me”, disse lui, sorridendo.
“Spike, quando saremo sposati, dovremo cambiare di nuovo nome al ristorante?” chiese lei curiosamente, sorpresa quando lui la guardò con un'espressione imbarazzata.
“È veramente quello che c’è nella tua mente adesso?” lui chiese, entrando nella sua stanza e distendendola sul letto. Quando lei annuì col capo, lui sospirò e scrollò le spalle. “No, può rimanere così com’è. Faceva parte del patto, dopo tutto, e non desidero che la gente pensi che ho problemi con l'impegnarmi, cambiando il nome a base costante.”
“E’ meglio che tu non abbia problemi con l'impegnarsi”, scherzò lei, guardando il suo anello di fidanzamento. “Altrimenti questo si toglierà molto prima di quanto abbiamo progettato.”
“Non ti lascerò e non smetterò mai di amarti”, disse lui, distendendosi accanto a lei e baciandola morbidamente. “Ti va bene?”
“Penso di poterlo accettare”, rispose lei tranquillamente, riposando la testa sul suo petto sorridendo felicemente.
Fine
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