26/11/2007
The Conquest of the Heart

Subject: AU Ambientata nel Passato.
Warnings: no.
Rating: NC17.
Genere: Romance, Humor.
Lunghezza: 19 Capitoli (53018 parole)
Summary: Dopo aver perso il maggiore dei suoi fratelli, per una faida senza senso, Elisabeth Summers decide di porre fine a tutto, convincendo le donne del villaggio a negarsi ai proprio uomini. Ma il tenebroso William Darcy la pensa diversamente, scommette di riuscire a sedurre Buffy mettendo fine al complotto. Riuscirà a resistergli?
Disclaimer: Non possiedo niente, ecc ecc ecc.
Capitoli: Prologo | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | Epilogo
Bello come il peccato e più pericoloso del diavolo stesso, lo scozzese William Darcy aveva solo un interesse nella vita: amava tutte le donne. A venticinque anni, aveva infranto più cuore di qualunque altro uomo e affascinato più donne di quante ne erano le stelle nel cielo. Si diceva che, al momento della nascita, la levatrice fosse stata ammaliata dalla vivacità del neonato. La donna, che aveva aiutato a venire al mondo più di una sessantina di bambini , aveva profetizzato che William sarebbe stato la rovina di ogni ragazza così ingenua da donargli il cuore. Perché aveva il diavolo in corpo. Era evidente a tutti.
Lo stesso William non sapeva come mai le donne lo affascinassero tanto. Sapeva solo che le adorava tutte, giovani o vecchi, nubili o sposare, belle o brutte che fossero, non aveva importanza per lui, perché per lui in ogni donna c’era una fiamma speciale che trovava irresistibile e, in cambio, loro erano affascinate da lui. Dovunque andasse, le donne si scambiavano sospiri e risatine, raccontandosi a vicenda le sue prodezze. Quelle che conoscevano le sue capacità amatorie per esperienza diretta erano ritenute più importanti di quelle che ne avevano solo sentito parlare.
William rispondeva a tutte con un sorriso malizioso, trovava sempre il tempo di fermarsi e passare qualche momento con una donna disponibile. In effetti, viveva per il piacere dei sensi, per i sommessi sospiri femminili di piacere che gli venivano sussurrati all’orecchio, mentre lui si dilettava nel procurare piacere alla sua compagna . Non si riteneva mai completamente appagato fino a quando l’amante del momento non avesse provato piacere almeno tre o quattro volte.
E William amava essere ben appagato.
Delle donne gli piaceva tutto: il loro odore, il tocco delle loro mani che scivolavano sulla sua pelle nuda. Ma era il sapore delle donne che amava maggiormente. Al momento, era circondato da tre donne che si contendevano la sua attenzione: le sorelle Thomson.
Solo due di loro erano nubili: l’altra Devota, aveva sposato Leopold di Nottingham l’inverno precedente. A William piaceva molto il vecchio duca, ma riteneva fosse veramente un peccato che una giovane donna vivace fosse legata a un uomo tre volte più vecchio di lei. Inoltre il duca passava molto tempo a occuparsi dei suoi falchi e dei suoi cani da caccia, invece di dedicarsi alla sua bella sposa. Devota, contrariamente al suo nome, da tre mesi continuava a civettare con William, praticamente da quando era giunto in Inghilterra per andare a trovare suo fratello e rendere omaggio a re Enrico II. William, che da sempre aveva cercato di evitare, se possibile, disaccordi con gli inglesi, aveva agilmente eluso i seducenti stratagemmi e le macchinazioni della giovane. Quella stessa mattina, di buon’ora, aveva ricevuto una lettera da Leopold che richiedeva la sua presenza per parlare di alcune terre in Scozia che il duca stava pensando di vendere. William non si era preoccupato fino a quando, una volta arrivato, aveva trovato le tre sorelle alla residenza, mentre il duca e i suoi fratelli erano partiti, proprio quella mattina, per la Francia. Wiliam era stato sul punto di andarsene, me una semplice mortale non poteva rifiutare quelle tre bellezze che gli si offrivano seminude. Non poteva certo resistere a tale tentazione, anche perché ci voleva poco a indurre in tentazione un libertino come lui: se le sorelle volevano sedurlo, allora lui era sicuramente d’accordo. Le tre donne lo spinsero sul letto e incominciarono a svestirlo. William fu ben lieto delle loro attenzioni e accettò di buon grado.
-Milord- mormorò Alissa mentre faceva cadere sul pavimento la sottoveste blu scura di William.
-Raccontateci ancora di come avete ucciso quel drago-
Justine tirò lo stivale destro fino a scoprirgli il piede.
-Il preferisco la storia di come avete ucciso quel bandito mentre eravate in viaggio verso Londra -
Devota gli fece scivolare le mani sulle cosce e sulle schiena.
-Io preferisco questa storia, proprio questa qui- disse afferrandogli il sedere.
-Ah, signore, signore- sospirò compiaciuto –Da dove volete che cominci?-
Sollevando la sottoveste per offrirgli l’attraente vista del suo fondoschiena nudo, Devota si mise a cavalcioni sui suoi fianchi. Ancheggiò sensualmente contro di lui, poi si sistemò il tessuto giallo della sottoveste intorno a sè, scostò la scollatura per rivelare la rotondità del suo seno sodo.
-Perché non cominciate da qui?- chiese, sfiorandosi con le mani il seno sinistro
-Sembra proprio un bel posto da dove cominciare- rispose William con voce roca.
Ma prima che potesse accontentare la duchessa. La porta della stanza si spalancò.
-Devota!- l’urlo che seguì era colmo di indignazione.
William si appoggiò sui gomiti per vedere Leopold dritto sulla soglia, le labbra strette. Il viso del duca era più rosso della brace del fuoco e faceva risaltare la sua barba bianca e ben curata.
William sospirò sommessamente. Non era proprio possibile per un uomo avere un attimo di divertimento senza che qualche padre arrabbiato, merito o fratello si precipitasse a pretendere il suo sangue?
“Beh fratellino, se prima tu sposassi la donna, un tale problema non ti assillerebbe” William sussultò alle consuete parole di Liam che riecheggiavano nella sua mente.
Cosa ne sapeva suo fratello? Anche Liam aveva trascorso tutto il suo tempo cercando di evitare il sacro vincolo del matrimonio.
Devota si spostò prontamente dal suo grembo con un gridolino sdegnato, mentre le altre due giovani si affrettavano verso un angolo della stanza. La luce del camino e delle candele faceva spiccare le loro ombre tremolanti contro la parete. William sospirò rammaricato, sicuramente era stato divertente fin quando era durato.
Come mai non si poteva fare affidamento sui mariti quando dicevano che sarebbero partiti?
Un uomo doveva dimostrare più rispetto e non irrompere nella camera di sua moglie senza essere annunciato. Perbacco, una cosa del genere era assolutamente priva di discrezione!
-Come osate!- ringhiò Leopold mentre si precipitava nella camera della moglie.
Devota andò incontro a suo marito con le mani sui fianchi.
-Come osate voi!- urlò affrontando il marito adirato. Lo afferrò per la sottoveste mentre lui si dirigeva verso il letto e lo girò perché la guardasse in faccia.
-Mi dite che andate in Francia, e poi tornate non appena incamicio a divertirmi. Inizio a credere che mi mentiate solo per poter tornare a casa a trafiggere qualsiasi uomo stia con me!-
William sollevo le sopracciglia alla sue parole. “Ma quanti uomini aveva accalappiato la duchessa?” pensò divertito.
Leopold concentrò il suo sguardo truce sulla moglie.
-Donna, se non fosse per il patrimonio di vostro padre e perché so che sarebbe un nemico mortale, giuro che vi avrei gettata fuori casa la prima settimana di matrimonio o vi avrei picchiato fino a spezzarvi la ossa-
-Beh, allora è una buona cosa che io sia giunta al matrimonio conoscendo la persone giuste, non è vero?- indicò il letto dove William stava ancora sdraiato –Sapete, inizio a sospettare che vi piaccia infilzare con la spada giovani uomini solo per dispetto-
Leopoldo gonfiò il torace per la rabbia.
-Non avrei motivo di infilzarlo se lui non vi avesse infilzato per primo!-
“Se solo fossi arrivato a quel punto” pensò William con rincrescimento. Sfortunatamente, il duca era proprio giunto al momento sbagliato: non aveva neppure baciato la signora.
William si alzò lentamente dal letto.
-Forse dovrei andare-
-Forse dovreste morire- disse Leopold dando una spinta alla moglie per passare.
Essendosi trovato in situazione simili più di una volta, William sapeva che la miglior cosa era mantenere la calma.
Inoltre, l’ultima cosa che voleva, era morire in territorio inglese. Se proprio doveva morire, sarebbe stato col suolo scozzese sotto i piedi.
-Se per voi fa lo stesso, Leopold, preferirei aspettare ancora qualche anno per andare al Creatore-
-Allora avresti dovuto tenere la mani lontano da mia moglie-
A dire il vero, era stata Devota a mettergli le mani addosso, ma quello non sembrava proprio il momento adatto per farlo notare e poi non sarebbe stato da gentiluomo compromettere ancora di più la signora. Devota si rifugiò con le sorelle nell’angolo, mentre Leopold sfoderava la spada.
William valutò l’avversario.
Essendo il più giovane di cinque fratelli, William si era battuto da quando era stato in grado di stingere una spada nella mano. In tutta la sua vita, solo loro erano stati alla sua altezza in un duello.
E lo sciocco inglese davanti a lui si sarebbe rivelato un avversario scadente per la sua abilità. Sebbene non avesse mai esitato a uccidere uomini in battaglia, non era una cosa accettabile spargere sangue per una questione così futile: una donna non valeva la vita di un uomo.
Ora doveva riuscire a convincere il duca di questo. William allargò le braccia.
-Su, siate ragionevole, Leopold. Non volete realmente battervi con me-
-Non voglio battermi con voi barbaro scozzese? Dopo quello che stavate facendo? Vi voglio vedere all’inferno che è il vostro posto, rozzo, sciagurato furfante-
William soffocò una risata “ Che cosa incantevole. Insulti” era un peccato che non avesse maggiore esperienza nelle schermaglie verbali, i suoi fratelli non glielo avevano insegnato.
-Non possiamo comportarci come esseri maturi?- domandò William
- Maturo, voi ignorante primitivo?- urlò Leopold sempre più furioso portando un affondo improvviso con la spada.
William schivò facilmente , ma, poiché la punta della spada aveva sibilato a pochi centimetri dalla gola, decise che era giunto il momento di separarsi dal duca.
-Suvvia, Leopold- continuò William, tentando di non fargli notare che si stava dirigendo lentamente verso il balcone
-Sapete benissimo che non siete alla mia altezza. Potrei combattere contro una dozzina di uomini come voi-
Leopold indietreggiò con un sorriso
-Per fortuna che ho portato i miei fratelli- disse mentre entravano nella stanza sfoderando le spade.
William si soffermò a valutare i nuovi avversari. Nessuno di loro aveva meno di quant’anni. Tuttavia, dal modo in cui stingevano le spade, capì che erano cavalieri addestrati e non semplici damerini.
-Questo scontro non è molto leale-
-Non lo è neanche cornificare il marito-
“Bene, e con questo abbiamo chiuso il gioco”
Leopold colpì d’affondo nuovamente. William afferrò un cuscino e deviò la lama. Saltando sul letto, rotolò sul materasso, mentre Leopold tentava di colpirlo a una spalla. La spada del duca lo mancò di un soffio e s’impigliò nei drappi del letto. William si ritrovò in piedi dal lato opposto e diede un’occhiata al punto da cui i fratelli del duca stavano avanzando.
-William!-
Lasciando cadere il cuscino, si girò verso Justine che teneva la sua spada in mano. Baciando l’impugnatura la lanciò verso di lui. William l’afferrò al volo e ringraziò la giovane appena prima di essere attaccato da uno dei fratelli del duca. Schivò il colpo dell’uomo con facilità e si liberò dell’intoppo, ma, prima di riuscire a raggiungere il balcone fu assalito da tutti loro contemporaneamente. William si difese bravamente, ma con un solo stivale, saltellando su un piede solo, gli risultava difficile continuare. Al diavolo gli inglesi e i loro strani vestiti. In scozia non sarebbe stato tormentato da quegli scomodi stivali, o da tutti quei vestiti inutili.
Mentre combattevano, il duca perse l’equilibrio e inciampò. Dando a William l’opportunità di scappare senza versare sangue inglese. Facendosi strada verso la parete, William tagliò la corda del lampadario. Il duca e i suoi fratelli si allontanarono di corsa mentre questo precipitava, disseminando moccoli accesi per tutta la stanza. Mentre si precipitavano a estinguere i piccoli fuochi, William corse verso le tre donne. Afferrò la sopravveste da Justine, lo stivale da Alissa e il mantello da Devota.
-Adieu, mie belle signore- disse con un sorriso, sfiorando Devota sulla guancia con una carezza.
-Se mai vi avventurerete in Scozia…- guardò gli uomini che stavano dirigendosi di nuovo verso di lui.
-Lasciate i mariti e il loro fratelli a casa-
Detto questo, si precipitò sul balcone e saltò con grazie nel cortile. Poi sollevò lo sguardo verso le tre donne e gli mandò un bacio prima di salire a cavallo e correre via.
Kilgarigon, Scozia
Tre settimane dopo
Riley Darcy era un uomo pratico e ragionevole, proprio come doveva essere il capo di un clan, ma quella richiesta superava tutto quello che aveva visto nei suoi ventotto anni di vita: nessuna donna di Kilgarigon avrebbero fatto l’amore col suo uomo, o gli avrebbe preparato da mangiare, finché Riley non avesse cessato di porre fine alla faida con Wesley Mac Donald!
Non si era ancora dallo stupore: tutte le donne erano pazze. Ma nessuna più di Elizabeth…,. In effetti, lui stesso era pronto a strozzare quell’agitatrice. E non era il solo; gli uomini del suo clan stavano rapidamente superando il punto di tolleranza, e aveva gia sentito dire che avevano intenzione di dare loro stessi la caccia a Elizabeth. A dire il vero, ogni mattina si aspettava di trovare il suo cadavere inchiodato al portone del castello o ciondolante dai merli.
Frustrato, guardò dall’altra parte del grande salone, dove suo fratello più giovane, Lindsey, sedeva al tavolo intento a cercare di tagliare un pezzo di carne che Riley aveva cucinato poco prima. Avrebbe fatto meglio a salare e a friggere i suoi stivali di pelle, perché sicuramente non sarebbero stati peggiori di quella carne.
-Come devo comportami?- gli chiese
Il fratello sembrava rimuginare mentre cercava di masticare la carne.
-Impara a cucinare o morirai di fame-
- Lindsey- borbottò –Dico sul serio-
- Anch’io- borbottò Lindsey, mentre allontanava il tagliere di legno, per bere un sorso di birra e sciacquarsi la bocca dal sapore disgustoso della carne carbonizzata.
-Non puoi continuare a mangiare così o non durerai un’altra settimana-
- Lindsey…-
-Credo ci sia una facile soluzione la problema-
-E sarebbe?-
-Vai nel cortile della chiesa, caricati sulle spalle Elizabeth, portale fuori di lì e costringila a cucinare qualcosa di commestibile-
Riley sospirò –Credi che non ci abbia pensato? Ma si trova su un terreno consacrato. Non profanerò un luogo sacro-
Lindsey si alzò lentamente dal tavolo.
-Allora lo farò io. L’inferno congelerà prima che permetta a un’atra donna mi ridicolizzi-
-Esatto- una voce famigliare si intromise nella loro conversazione -Ecco perché il buon Dio ha messo me su questa terra-
Riley si girò e vide suo fratello più giovane, William, in piedi sulla soglia del salone. I suoi capelli biondi erano arruffati come se avesse cavalcato senza mai fermarsi. Portava il plaid nero e verde sulla spalla sinistra in modo noncurante e il suo sguardo era malizioso come sempre.
Per la prima volta da una quindicina di giorni, Riley rise.
-Bene. Bene. Il figlio prodigo è tornato- esclamò, attraversando la stanza per dare benvenuto al fratello. Appena si avvicinò a William, Riley scorse l’uomo che stava in silenzio alle sue spalle. Il sorriso gli si raggelò mentre si fermava di colpa. No, non poteva essere…
Riley battè le palpebre incredulo.
Da moltissimi anni non vedeva il suo fratellastro Liam. Persino da bambino, Liam era stato più contegnoso di Lindsey e colmo di odio più di quanto Riley potesse comprendere. Quando era stato mandato contro la sua volontà, dal re inglese che il padre detestava tanto, il giovane aveva giurato che non avrebbe mai più messo piede al nord nella valle si Adriano.
Liam aveva sempre quegli occhi neri, penetranti, malinconici che sembravano in grado di vedere dritto nell’animo. Aveva gli stessi capelli neri come i suoi. Si vestiva come un inglese: sopraveste nera, corta, calzamaglia e stivali che stranamente non mostravano segno di battaglia.
-Cosa c’è?- chiese Riley riprendendosi dalla sorpresa –Sei ritornato dall’Inghilterra con un ospite?- allungò un braccio verso Liam che lo fissò prima di stringergli la mano.
-E’ bello rivederti fratello. E’ passato tanto tempo. Troppo-
-Avevo paura di lasciare venire William da solo. Dopo che l’avesse scampata bella numerosissime volte, ho temuto che non sarebbe riuscito ad arrivare a casa senza prima venire infilzato da qualche povero marito o fratello-
Lindsey lanciò un urlo appena riconobbe Liam. Attraversò la stanza e lo sollevò in un abbraccio.
Liam si adirò per la presa.
-Mettimi giù, grosso, brutto ùbaidh (idiota)-
-Così- disse Lindsey lasciandolo andare –ricordi ancora le tue origini. Con quei vestiti non sarei riuscito a riconoscere che sei mio fratello maggiore pensavo a un’altra delle conquiste di William-
William ridacchiò ma lo sguardo di Liam si fece gelido.
-Parlando di conquiste- intervenne William –Dove sono le donne? Devo ancora vederne una da quando ho attraversato le terre dei Darcy-
-No!- esclamò – E’ possibile che sia riuscito a passare un’ora intera senza una donna? Presto, Riley, fai venire un guaritore prima che abbia un collasso-
William facendo schioccare la lingua.
-Suvvia, questa non è una cosa su cui scherzare. Non fa bene rimanere troppo senza una donna-
Lindsey girò vero Liam.
-Faresti meglio a riportarlo in Inghilterra prima che lo trafiggo con la spada-
Riley ignorò i loro motteggi. Lindsey e William non riuscivano a comunicare tra loro se non scambiandosi insulti. Riley guardò Liam.
- Sono contento che tu sia tornato a casa. E’ passato veramente tanto dall’ultima volta.
Liam annuì –Tu, Xander, William e Lindsey siete le sole perone di questo posto dimenticato da Dio di cui io abbia sentito la mancanza. Nessuna offesa, ma preferisco di gran lunga il lusso inglese a questa vita rozza-
-Parli da vero inglese- affermò Lindsey con disprezzo. Gli occhi di Liam si socchiusero per l’insulto.
-Basta- intervenne Riley –Non ci saranno insulti qui- disse a Lindsey con voce dura –Per lo meno contro Liam. Invece puoi continuare a insultare William-
- Oh, suvvia- si risentì William –Dov’è il tuo amore fraterno?-
Riley sorrise diabolicamente –Questo è il mio amore fraterno. Non che io non ti ho ancora perso in giro-
-Si, ma sono sicuro che non è stata una svista- William si girò e si guardò intorno.
Prima ancora che William pronunciasse le parole, Riley sapeva cosa stava pensando.
-Dove sono le domestiche con qualcosa da mangiare per noi?- chiese William
Riley aprì la bocca per spiegare, ma Lindsey lo fermò.
-No, voglio dirglielo io- gli occhi di Lindsey luccicarono.
-Ve bene- rispose Riley –Se ti fa piacere-
-Ti ricordi la sorellina di Jack, Elizabeth?-
William aggrottò le sopracciglia.
-La piccola attacca brighe con i denti da cavallo? Chi potrebbe dimenticarla?-
Le parole scortesi sorpresero Riley. In tutta la sua vita, non aveva mia sentito suo fratello descrivere una donna se non col termine bella, e Elizabeth non aveva i denti lunghi. I termine attaccabrighe, invece, le si addiceva alla perfezione.
-Non ricordo avesse i denti da cavallo- disse Riley
-Questo è perché non sei mai stato morso da lei- rispose William –Invece sembrava che avesse una predilezione per me. Non ho mai capito perché –
-Deve essere stata la tua affascinante personalità- commentò ironicamente Liam.
Lindsey alzò le braccia e si portò davanti a William.
-Ti dispiace, per favore? Vorrei restare in argomento- lanciò uno sguardo significativo a Riley prima di continuare.
-Cogli l’attimo- disse Riley
-Grazie- - Lindsey posò le mani su le spalle di William.
-Ad ogni modo, Buffy, che sia una dentona o no- lanciò un’occhiata di avvertimento a Riley –a indotto tutte le donne a nascondersi-
William divenne cupo –Nascondersi da cosa?-
-Da noi, malvagi uomini lussuriosi-
- Sicuramente scherzi- poi si girò verso Riley –Scherza?-
-No- sospirò il fratello –Sta dicendo la verità. Sempre che le donne abbiano deciso che io debba far cessare la faida con il clan dei Mac Donald, altrimenti non provvederanno più alle nostre necessità-
-Di nessun tipo- aggiunse Lindsey.
Il viso di William impallidì poi prese per la veste Liam
-Per tutti i diavoli, Liam, sempre che io sia morto e andato all’inferno-
Liam sbuffò –Ripensaci fratellino. E’ troppo freddo qui per l’inferno-
William si rivolse a Riley.
-Va bene, capo, che cosa hai fatto alle donne per farle innervosire così tanto?-
-Io?- chiese Riley –Io non ho fatto niente. Ho tentato in tutti i modi di farle ragionare. Le ho intimidite e le ho lusingate. Dannazione, ho persino tentato di sedurre Elizabeth, ma…-
William rise ironico –Beh ecco parte del tuo problema. Ti posso assicurare che ordinare a una donna di alzarsi la gonna non è il modo per portarsela a letto-
-Prego? Ho uno stile ben diverso-
-Figuriamoci! Ti dimentichi che ho visto i tuoi goffi tentativi di seduzione in prima persona-
-Goffi? Ho avuto più donne di te, ragazzaccio-
William sollevò in modo arrogante un sopracciglio.
-Beh- riconobbe Riley dopo averci riflettuto un attimo. Dubitava che sultano con un harem potesse vantare più donne di William –Forse non più di te, ma sicuramente più di Lindsey-
-Questo non dice molto- aggiunse William –Il mio stivale sinistro ha avuto più donne di Lindsey-
Lindsey ringhiò –Faresti meglio a insultare solo il fratello che ti sopporta. Io non lo gradisco per niente-
Ignorandolo, William appoggiò un braccio sulle spalle di Riley e lo tirò a se.
-Ora ascoltami, caro fratello che mi sopporta. Sei il capo di un potente clan. Non sono tanto i tuoi mediocri tentativi a sedurre le donne, quando il tuo titolo e la tua correttezza -
-I miei cosa?-
-E’ vero- continuò William –Non c’è una donna che non desideri trascorrere una notte con il capo del clan. Non è vero, Liam?-
- Perché lo chiedi a me? Sono forse una donna per sapere certe cose?-
William si rivolse di nuovo a Riley –La tua posizione e il tuo prestigio sono tutto cio di cui hai bisogno-
-Donne- borbottò Liam –Non riesco a credere che abbiano architettato una ribellione contro di te mentre devi combattere una faida-
-Si- convenne William –Sono sorpreso che Mac Donald non approfitti di questo-
-Sono sicuro che l’avrebbe fatto, se le sue stesse donne non avessero organizzato una situazione identica nel suo clan-
- Che cosa?- chiese William lasciandolo andare.
-E’ vero- continuò Riley –Anche sua moglie si è unita a loro. Ho ricevuto la notizia tre giorni fa-
-Oh un’idea brillante-
Tutti e tre i fratelli lo guardarono spaventati.
-Per anni mi avete preso in giro sul fatto che nessuna donna è in grado di resistermi. Ora fratelli, mi sarete grati per il mio dono-
Lo sguardo di William divenne più arrogante –Venite e testimoniate quanto velocemente io porrò fine a questo contrasto. Scommetto che in meno di un quarto d’ora Buffy sarà ai miei piedi-
-Accetto la scommessa- disse Lindsey – Specialmente dopo aver visto come Buffy a cacciato via Riley. Ti farebbe bene fallire-
-Io, fallire?- chiese William incredulo –Non c’è nessuna donna al mondo che possa resistermi-
-Per una volta, spero che tu abbia ragione- commentò Riley –Non posso permettermi che tu perda la scommessa-
-Allora vieni a vedere il mio trionfo-
Lindsey diede una pacca sulla schiena a Riley.
-Non so cosa pensi tu, ma questo è uno scontro a cui io non vedo l’ora di assistere-
William Darcy avrebbe fatto meglio ad abbandonare i suoi piani grandiosi.
Elizabeth…, affacciata alla finestra della chiesa, si turbò quando vide il piccolo gruppo d’uomini muoversi verso di lei. I quattro uomini sembravano i cavalieri dell’apocalisse mentre si dirigevano, con aria da spacconi, verso la piccola chiesa dove lei e le altre donne si erano rifugiate. Sarebbe stato il sogno di qualsiasi altra donna vedere quattro uomini, così affascinanti diretti verso di lei, ben sapendo che la cercavano con tanta determinazione.
Per Buffy, invece era un incubo.
Si era aspettata di vedere nuovamente il bellissimo Riley. Alto quasi due metri, era uno degli uomini più prestanti del clan. I suoi lineamenti erano perfetti il sorriso, con le fossette, aveva fatto sospirare moltissime giovani. Ma quel giorno non sorrideva e il suo sguardo era severo e deciso.
Lindsey era un pochino più basso di Riley, aveva un portamento severo, che faceva scappare gli uomini del clan al suo solo avviansi. Il suo viso, di un fascino inquietante, aveva lasciato molte donne senza fiato. Ma era la sua espressione chiusa che dissuadeva ogni ragazza dal corteggiarlo.
Il terzo uomo, era alto quasi quanto Riley, era vestito da inglese, lei non sapeva chi fosse. Tuttavia, possedeva quella stessa aura fatale di tutti i fratelli Darcy e il suo incedere ne confermava il fascino e la seduzione. Le ricordò un animale da preda.
E il quarto…
Invece conosceva bene William Darcy. Amico dei suoi fratelli più grandi, era andato spesso a casa sua quando lei era una ragazzina. Come una sciocca malata d’amore, Buffy lo aveva sempre adorato. La sola vista di lui le accelerava il respiro e le faceva battere il cuore all’impazzata.
Tutti i fratelli Darcy erano belli, ma c’era qualcosa di speciale in William. Qualcosa in lui che era assolutamente irresistibile.
I suoi capelli biondi cenere, ondulati, Buffy si ricordava ancora l’odore delle bacche di sambuco che li impregnava. Erano così lucidi che le facevano pensare a come sarebbe stato meraviglioso accarezzare quei lunghi riccioli biondi.
Quando rideva le sopracciglia gli alzavano il che succedeva spesso. Era un suono profondo, sensuale che riempiva l’aria di musica e di calore. E le sue labbra…
Carnosa e ben fatte, facevano sognare a ogni donna di essere baciata.
O così le era stato detto.
Sfortunatamente , Buffy non aveva mai conosciuto di persona il piacere di quelle labbra. William l’aveva sempre vista come una piccola scocciatrice, anche se era più vecchio di lei di soli tre anni e mezzo.
Da quando aveva compiuto dodici anni, Buffy aveva sempre tentato di farsi notare da lui, arrivando fino al punto di morderlo perché lui non la guardava. Finora, sembrava che lei fosse l’unica donna la mondo per la quale lui non avesse nessun interesse.
Suo fratello Jack le aveva detto che William si tratteneva dal guardarla per via della lealtà che aveva con loro, ma, in cuor suo, lei sospettava ci fosse anche dell’altro. Non era una sciocca.
Sapeva di essere il tipo di donna che gli uomini ricercano solo per un pasto caldo, o per avere consigli suo come conquistare un’altra donna. Come aveva detto più volte suo fratello gemello Ian, lei era come un buon amico fidato, al quale gli uomini possono chiedere consigli senza paura di venire giudicati.
Non poteva essere considerata una bellezza, ma avrebbe voluto avere il coraggio necessario a farsi notare da William, almeno per un istante. Per essere lei la donna in grado di domare il vento selvaggio.
Comunque, quello non era il giorno in cui tentare di ottenere la sua attenzione, anzi era proprio il giorno peggiore per incontrarlo, perché, in cuor suo, sapeva che era l’unico uomo che poteva abbattere le sue difese.
E quel giorno non poteva permettersi di perdere, nemmeno contro di lui.
William si diresse verso la chiesa con un’andatura decisa, spavalda, che attirò l’attenzione di tutte. Il vento soffiava fra i suoi capelli, scompigliandoli. Avanzava con la mano sinistra sulla spada, le spalle erette con orgoglio. Il bordo del suo plaid nero e verde sfiorava le cosce abbronzate e muscolose.
Mo creach!(santo cielo) Era meraviglioso.
Una sensualità, mascolina, primitiva e selvaggia emanata da quell’uomo sicuro di se stesso e del suo posto nel mondo.
Aveva qualcosa in mente, lei se ne accorse con un sussulto. Poteva vederlo da come teneva serrata la mascella e dalla severità del suo sguardo.
L’attenzione di Buffy si spostò sulle altre donne che stavano uscendo dalla chiesa per sbirciare i nuovi venuti. Riusciva a sentire i sospiri e le risatine, mentre ammiravano gli uomini che stavano dirigendosi verso di loro.
-William è tornato!- urlarono molte di loro.
- Mary, sono a posto i miei capelli? Credi che William li noterà?-
-Santo cielo, quell’uomo diventa ogni anno più bello!-
-Ha il più bel sedere che il buon dio abbia mai ritenuto opportuno dare a un uomo. Se si alzasse un forte vento, riusciremmo a vedere qualcosa-
Buffy digrignò i denti dalla rabbia mentre questi commenti raggiungevano le sue orecchie. Probabilmente il laird (capo) aveva richiamato a casa William perché sapeva che aveva ascendente su di lei.
Buffy si diresse fuori dalla chiesa per affrontare il diavolo che si avvicinasse troppo.
- Elizabeth, amore mio- disse William, facendo uno dei suoi meravigliosi, affascinanti sorrisi che riuscivano a intenerire e rimbambire una donna.
I suoi occhi brillarono, perché sapeva d’essere irresistibile e anche lei lo sapeva.
-Sei proprio la donna che sono venuto ad incontrare-
-Lo immagino proprio- rispose con voce gelida, anche se si emozionò a quelle parole.
Lo sguardo di lui divenne audace, indagatore, mentre sfacciatamente la giudicava, dalla testa, ai piedi.
-Oh Riley - disse al fratello –Ti eri dimenticato di dirmi che è diventata una bella ragazza in quest’ultimo anno. Perbacco, dubito ci sia in tutta Kaligarigon una donna che possa uguagliare la sua bellezza-
Riley non rispose.
Nonostante le sue migliori intenzioni, il cuore di Buffy sobbalzò a quelle parole. Per tutta la vita aveva desiderato ardentemente sentire una cosa del genere da un uomo, specialmente da William.
Sfortunatamente, però, sapeva che era solo adulazione, non c’era un pizzico di verità in quelle parole.
Sollevando il mento, incontrò il suo sguardo sfacciato.
-Devi pensare che io sia una sciocca per capitolare alle tue parole sdolcinate, William-
Suo fratello Lindsey disse alle sue spalle:
-Avevi torto riguardo ai suoi denti, William. Non sono affatto da cavallo-
Girandosi a fissare suo fratello, William gli diede una gomitate nello stomaco.
-Denti da cavallo?- domandò Elizabeth, offesa al solo pensiero. Quello era forse l’unico insulto che non le era mai stato rivolto da nessuno dei suoi fratelli. E perché mai avrebbero dovuto? I suoi denti erano regolati quanto quelli di qualsiasi altra persona.
Lo sguardo severo di William si addolcì mentre le sorrideva.
-Non ho mai detto che avevi i denti da cavallo-
-Si, invece. L’ho sentito anch’io- disse l’inglese.
-No- ripetè William a denti stretti, mentre con lo sguardo malevolo si dirigeva questa volta verso Liam.
-Non ho mai detto una cosa del genere-
Si fece più vicino e le prese la mano nella sua. Lo guardò, ipnotizzata, mentre lui si portava la sua mano alle labbra e la baciava sulle nocche.
-Mi hanno capito male amore- sussurrò.
Il corpo di Buffy quasi si sciolse mentre lo guardava fisso negli occhi. DI un intenso azzurro.
“Riprenditi, Buffy! Il diavolo si prenderà i tuoi cari che sono ancora in vita se cedi al suo fascino”
Sebbene fosse la cosa più difficile socchiuse gli occhi e ritirò la mano.
-Lasciami indovinare- disse freddamente –Hai per caso detto che avevo i denti di perla?- il discorso venne interrotto da un urlo.
- Elizabeth, corri presto!-
Lasciò il cancello d’entrata aperto e corse, attraversando il giardino della chiesa, verso il cancello sul retro, da dove proveniva l’urlo. Arrivò in tempo per vedere una delle donne, Bridget, venire avvicinata dal suo rozzo marito. L’uomo sovrastava la donna bionda che stava facendo del suo meglio per resistergli mentre cercava di spingerla fuori dal cancello.
-Ne ho avuto abbastanza, donna- disse Fergus stringendo la presa sul braccio della moglie.
-No, Fergus, non vengo a casa con te- Bridget cercò di allentare la presa, ma lui la teneva.
-Non sopporterò la tua disobbedienza- ringhiò e poi la colpì con col dorso della mano.
Bridget cadde, singhiozzando, ma la stretta sul braccio la trattene dal cadere a terra, e lui ne approfittò per spingerla vero il cancello.
Elizabeth gridò indignata. Senza pensare alla propria incolumità, si gettò contro l’energumeno e lo allontanò dalla donna che, libera, si accasciò immediatamente a terra, mentre Fergus barcollava indietro di pochi passi. Buffy, invece, urtando contro il suo enorme petto, cadde all’indietro, finendo a terra anche lei. Subito si rimise in piedi.
- Lasciala stare- l’avvertì
Fergus arretrò per colpirla, lei si irrigidì aspettando il colpo, ma prima che la mano raggiungesse il suo viso, il braccio di Fergus vene afferrato e lui fu fatto girare. William lo prese per la camicia, l’ira sul suo volto avrebbe spento la collera di un orco.
-Se vuoi prendertela con le donne, Fergus, dovrai vedertela con me. Non ti lacerò maltrattare una donna in questo modo finché avrò vita-
Fergus fece una smorfia sdegnata, spingendolo via.
-Bridget è mia moglie, faccio di lei quello che voglio -
-Dovresti avere più cura di tua moglie- lo esortò William –Se l’avessi trattata bene probabilmente non si sarebbe rinchiusa qui dentro insieme alle altre-
Fergus sbuffò –Che ne sai tu?-
-Ne so abbastanza da batterti le chiappe con un bastone se non fai attenzione alla mie parole. Ora vai a casa prima che io ceda a questa tentazione-
Le narici di fergus fremettero mentre lo guardava con odio, girò i tacchi e se ne andò.
Buffy aspettò che il cancello venisse chiuso alle spalle dell’uomo prima di girarsi a guadare William.
-Grazie- disse sincera.
William annuì, poi andò da Riley a controllare Bridget, le s’inginocchiò al fianco e delicatamente, le sfiorò la guancia gonfia. Con lo sguardo duro alzò la testa vero Elizabeth.
-Quante altre aggressioni ci sono state da quando hai cominciato tutto questo?-
-Cinque- rispose Riley al suo posto.
Buffy si sentì un nodo.
-Sono state le botte a spingerci a cercare rifugio da padre Bede. Avevamo sperato. Essendo su un terreno consacrato, che gli uomini ci avrebbero pensato due volte prima di attaccarci di nuovo -
Liam disse in tono schifato.
-Come se questo fosse mai bastato a fermare le bestie-
William ignorò le sue parole e si girò a guardare Elizabeth gelidamente.
-Ti sei mai fermata a pensare alla follia delle tue azioni?- chiese con rimprovero –Quante altre donne dovranno soffrire per la tua testardaggine?-
La collera di Buffy si accese alle sue parole di accusa. Non era una bambina che avesse bisogno di un rimprovero. Si rendeva conto di quello che faceva come tutte loro.
Ciascuna delle donne che ora erano intorno a lei, aveva ben compreso.
Elizabeth si irrigidì affrontando i quattro uomini.
-Sicuramente meno del numero di guerrieri che moriranno se la faida continua. E’ meglio che noi siamo picchiate piuttosto che i nostri figli, fratelli , mariti e padri muoiano-
-Si- concordarono le altre.
Una donna si fece avanti per confrontarsi con Riley e William.
-I miei lividi sono guariti in soli quattro giorni. Ma il mio cuore soffre ancora per mio figlio più giovane, morto tre anni fa, trafitto da una spada dei Mac Donald. Avrò per sempre nel cuore il vuoto lasciato dalla sua morte e per sempre ne sentirò il dolore-
Riley fissò tutte loro.
-Non riuscirete a cambiare niente- disse con decisione.
-Ah, no?-chiese Buffy –Voi uomini non potete venire uccisi e andare ad attaccare i Mac Donald dato che siete qui a trattare con noi. E non potete nemmeno andare in battaglia senza aver mangiato-
Di nuovo le donne concordarono con lei.
William aprì la bocca per palare, ma prima che ci riuscisse, Buffy sentì un grido, solo che questo era di gioia.
-William, figlio mio! Sei tornato-
Il gruppo si aprì la madre di William, Joyce, si precipitava verso di loro.
Buffy notò lo sguardo pieno d’odio sul viso di Liam, non appena vide la piccola donna.
In vita sua non aveva mai visto tanto astio diretto verso una sola persona. Accigliandosi, guardò l’inglese che si spostava all’indietro nella folla dove Joyce non potesse vederlo.
William abbracciò la madre.
-Ah, madre, è bello rivedervi-
-Anche per me- disse lei sottovoce, prendendogli il viso tra le mani e stringendolo stretto.
-Non hai idea di quanto fossi preoccupata. Proprio ora ero nella cappella a pregare per te-
-Sono sicura che ha bisogno di tutte le preghiere che riesce a procurarsi- mormorò sottovoce Elizabeth.
-Su, non fare così Buffy- la rimproverò Joyce –Stai parlando del mio ragazzo e di un uomo bravo e bello-
A dire il vero che fosse bello, Buffy non poteva discutere, ma bravo…
A dire il vero non poteva nemmeno discutere su quello. Naturalmente, sarebbe potuto essere più fedele e meno donnaiolo. Tutti avrebbero concordato su questo.
Elizabeth cedette.
-E’ stato gentile ad aiutare la povera Bridget . Ma come tu stessa puoi vedere, non c’è bisogno di lui, così…-
-Madre- disse William –stavo pensando che quello che vi serve è una persona che vi protegga-
Buffy rimase a bocca aperte. Sicuramente non stava proponendo quello che lei pensava.
-Una persona che ci protegga?- chiese la madre stupita.
-Si- rispose lui, dando un’occhiata significativa a Buffy –Riley mi ha detto che Bridget è la sesta donna ad essere picchiata. Stavo pensando che, forse, dovrei rimanere qui per assicurare che a nessun’altra venga fatto del male fino a quando non si raggiungerà un accordo-
La stava prendendo in giro?
Buffy non riusciva a credere che lui potesse considerarla così stupida.
-Scommetto che lo farai!- disse Buffy in tono secco. –Ma ditemi, sono forse la sola che ritiene che sia un po’ come mettere un lupo a guardia di un gregge?-
-No- dissentì Joyce –A me sembra una buona idea. Occorre un uomo che stia dalla nostra parte, beh come può Riley opporsi-
Tutti si voltarono a guardare Riley.
-Potrei sicuramente criticare la decisione- disse –Ma dai vostri sguardi capisco che sprecherei il fiato. Se William vuole essere un traditore, che lo sia. Almeno non dovrò ascoltarlo lamentarsi della mia cucina e della mancanza di compagnia femminile-
-No- dichiarò Buffy –Non possiamo permettere che rimanga qui. Che cosa direbbe padre-
-Credo che sia una buona idea- rispose il prete unendosi a loro –Io non riesco a proteggere nessuna di voi, ma con William qui, forse gli altri ci penseranno due volte prima di fare del male a qualcun’altra. Penso che Dio ci abbia mandato William-
Piuttosto era il diavolo ad averlo mandato a seminare zizzania, ma Elizabeth non osò contraddire un prete.
-Vedi?- William si rivolse a lei –Ho l’autorizzazione divina-
-Lo dubito fortemente- rispose Buffy prima di riuscire a trattenersi –Ma visto che sembra che sia l’unica qui a capire quale sia il tuo gioco, non ho altra scelta, se non quella di arrendermi-
Elizabeth si avvicinò a lui e abbassò la voce –Sappi questo, William Darcy, riesco a vederti per quello che sei, e se tenti di rompere il giuramento che ci siamo fatte a vicenda riguardo a non soddisfare i bisogni di un uomo fino a quando non regni la pace giuro che io…-
-Tu cosa?- William la schernì col suo sorriso scanzonato –Mi bolli nell’olio-
Era proprio un demonio, non c’erano dubbi. Uno bello dagli occhi brillanti mandato per rovinarle la vita.
-Non sono così inerme come tu credi-
-Di questo ne sono abbastanza sicuro-
Buffy alzò gli occhi al cielo, esasperata. Guardò oltre William nel punto in cui si trovava sua madre.
- Nell’interesse di tutte noi, Joyce, sorveglia tuo figlio mentre io mi prendo cura di Bridget. E ricorda, non deve ricevere alcun cibo preparato dalle nostre mani. Lascia che si arrangi come gli altri-
-Come desideri, Buffy, ma è proprio giusto farlo soffrire quando è solo qui per aiutarci?-
Buffy si accorse del sorriso imbarazzato sul viso di William. Quello rimosse ogni dubbio che lei potesse avere sulle sue motivazioni. Sua madre poteva essere abbagliata dal figlio, lei non lo era.
-Giusto o meno, non deve ricevere alcun cibo da noi- Elizabeth diede un’occhiata alle compagne che stavano guardando ancora William con desiderio –O nient’altro- disse intenzionalmente. Le donne batterono velocemente in ritirata.
William inarcò un sopracciglio mentre Buffy se ne andava. Era diversa dalle altre. Non avrebbe potuto dire che cosa pensava di lei, ma non aveva mai incontrato una donna così.
Nonostante cercasse di non notarlo era di bellezza abbagliante che spinge gli uomini a trascorrere il loro tempo a carteggiare a adulare. Ma la sua bellezza era anche insolita. I suoi capelli, di un biondo intenso, avevano resistito ai suoi sforzi di legarli in una treccia e piccole ciocche si arricciavano graziosamente tutto il viso. E gli occhi…
Dentro l’intenso colore dei suoi occhi ardeva il suo spirito impetuoso. Davvero, riusciva ancora a vederla scagliarsi con il suo fisico delicato contro il gigantesco Fergus.
Senza avere la minima idea che un solo colpo di quell’uomo avrebbe potuto romperle il collo. E per qualche motivo a cui era meglio non pensare, William non desiderava che lei si facesse male.
-Vado a prenderti del cibo- gli sussurrò la madre, prima di sparire con le altre.
Appena le donne se ne furono andate, Riley pronunciò le parole “due giorni”, prima di allontanarsi.
Liam raggiunse William, poi si piegò in avanti e gli sussurrò all’orecchio.
-Il tuo momento di gloria è finito ma invece di far uscire le donne, sei tu che rimani dentro-
William sogghignò.
-La faccenda si è rivelata un po’ più difficile di quanto avessi previsto-
-Un po’?- Liam sbuffò –Ammettilo, William, quella ragazzetta ti ha conquistato-
William rise davanti alla verità. Si, l’aveva fatto.
Ma a lui non interessava. Gli piacevano le sfide, avrebbe reso più dolce la vittoria. Alla fine lui ne sarebbe uscito vincitore. Su questo non aveva dubbio.
William provò un immenso piacere nel vedere Buffy lasciare il dormitorio delle donne e dirigersi verso la nicchia dove si trovava, nascosto nell’ombra.
Dopo che Elizabeth si prese cura di Bridget, Riley era tornato al castello, mentre Lindsey e Liam erano andati aiutare il prete a riparare una crepa della navata. Lasciato solo, William aveva deciso di aspettare la sua preda.
Era un bocconcino dolce, così impetuoso e passionale. Sentì il bisogno di leccarsi le labbra, pregustando la sua capitolazione, sarebbe stata dolce da gustare, una prelibatezza; non vedeva l’ora di assaporarla.
Una brezza leggera soffiò nel giardino, accarezzando le ciocche ribelli di Elizabeth. Lui moriva dalla voglia di stingerli tra le mani, di scioglierli sulle spalle nude di lei e vederli ricadere morbidamente sulla sua schiena nuda, fino ad accarezzarle i fianchi esili.
Riusciva quasi a sentire il profumo dei suoi capelli. Era sicuro che si sarebbe donata a lui completamente, come lui a lei. Aveva intuito per questa cose: lei sarebbe stata veramente straordinaria. Si, l’avrebbe fatto godere, portandolo verso epilogo inimmaginabile. Sorrise in anticipo mentre lei si avvicinava.
La sua tunica marrone dal taglio quasi maschile era semplice e logora e, sopra, indossava un plaid rosso e nero. Tuttavia, vi era un tale orgoglio nel suo portamento, una grande sicurezza di sé, che un uomo doveva essere sciocco per non notare quella giovane.
I suoi giorni di stupidità erano finiti.
- Buffy- mormorò mentre lei gli passava davanti.
-Santo cielo!- ansimò di sorpresa, portandosi una mano al seno. –Stai cercando di uccidermi?-
-No, credevo mi avessi visto-
-Come potrei averti visto se ti nascondi nell’ombra come un demone a caccia d’anima? Sicuramente mi stavi tendendo un agguato, William Darcy, e non fare finta che non si così-
William rise per il suo intuito. Come ci riscriva? Come poteva capire i suoi stratagemmi?
Sorrise, quel sorriso con le fossette a cui nessuna donna era mai stata in grado di resistere.
-Visto che sembra che tu mi capisca così bene, allora dimmi a cosa stavo pensando-
Lei socchiuse gli occhi impercettibilmente e lo colpì ancora con la sua astuzia.
-Non ne ho idea, ma sicuramente riguardava una donna stesa in posizione supina-
La sua franchezza lo stordì. Ma solo per un secondo. Gli faceva piacere incontrare una donna che esprimeva i suoi pensieri così schiettamente.
-Non supina- disse, abbassando la voce sporgendosi verso di lei, tanto da riuscir a sentire l’intenso profumo di fiori di campo dei suoi capelli.
Allungò la mano e, delicatamente, con il pollice e l’indice, le accarezzò la guancia con l’intento di procurargli brividi per tutto il corpo. E, a giudicare dallo sguardo dei suoi occhi verdi, avrebbe detto di esserci riuscito in modo ammirevole, anche se lei faceva del suo meglio per non farglielo capire.
-Preferisco che mie donne giochino un ruolo più attivo-
Gli occhi di lei si oscurarono per il desiderio mentre le labbra si schiudevano leggente in un invito.
“Si, un bacio dato bene era quello di cui lei aveva bisogno” pensò William. I suoi baci avevano fatto svegliare donne tra le sue braccia e le avevano portate anche all’apice del piacere. Un buon bacio e tutto questo sarebbe finito. Le donne sarebbero tornate a casa, e Buffy…
Beh aveva dei progetti nei suoi riguardi che includevano ripagargli di quel morso che gli aveva dato anni prima. Solo ora pregustava l’idea di quei denti bianchi che penetravano nella sua pelle. Si fece più vicino, aprì la bocca per assaporarle il fiato. Proprio quando era ormai certo che lei avrebbe accettato il bacio, Buffy indietreggiò, spalancò gli occhi e lo fissò con sguardo gelido.
-E quante donne sono?- chiese inaspettatamente.
William vacillò, non riuscendo a capire la domanda, mente i suoi sensi ronzavano confusi per il ripentivo cambiamento di lei –Scusa?-
-Quante donne preferisci siano attive in una volta?- chiese –Da quanto mi racconta Meg, hai avuto sia lei che sua sorella nello stesso tempo, l’ultima volta che eri a casa- scosse la testa come a rimproverarlo –Non ti vergogni di niente?-
Era fin troppo chiaro lo sguardo ferito nei suoi occhi. William si accigliò, incapace di identificare quel sentimento –Perché ti avrebbe detto una cosa del genere?-
-Per lo stesso motivo per cui tu lo diresti ai tuoi fratelli. Per qualche strana ragione, n’è orgogliosa. Così orgogliosa che se ne sta vantando da ieri-
Buffy sollevò appena l’orlo della tunica, poi gli passò davanti –Se vuoi scusarmi, ho dei doveri che non includono l’accoppiamento con persone come te-
William rimase a bocca aperta, sconvolto dalle sue parole e pronunciò la fatidica frase che da sempre le aveva gridato.
-Santo cielo, donna, dove hai imparato un simile linguaggio? Cosa dice Jack di questo tuo vocabolario?-
Si fermò, le mani strette saldamente alle pieghe della tunica e si girò a guardarlo. Una profonda tristezza le annebbiò gli occhi. Lui notò le lacrime prima che lei le ricacciasse e deglutisse a fatica. Parlò con voce gioca –Non ha molto da dire, da quando una spada dei Mac Donald lo ha fatto tacere per sempre due mesi fa-
La notizia inattesa gli strinse il cuore e gli oppresse dolorosamente lo stomaco. Per un attimo quasi non riuscì a respirare.
-Jack è morto?- chiese.
Annuì con gli occhi lucidi.
-No- esclamò William, il tono rivelò il suo dolore –Come è potuto accadere? Come ha fatto a morire un guerriero come lui e un uomo tanto valoroso?-
Un’unica lacrima le scivolò sulla guancia destra.
-Esattamente come sono morti gli altri. Per una faida prima di senso che non avrebbe mai dovuta cominciare!-
A malincuore, William cercò di accettare quello che gli aveva detto. Dopo la morte di suo padre, Jack, allora sedicenne, era stato il solo sostegno di Buffy e i suoi fratelli. Tutti i membri del clan avevano fatto del loro meglio per aiutare la famiglia, ma Jack, da sempre orgoglioso, aveva rifiutato le offerte.
“Queste è la mia famiglia, e sarà io a prendermene cura. Proteggerli è mia responsabilità e un mio piacere”
Il suo vecchio amico era stato uno dei migliori guerrieri che lui avesse mai conosciuto. Si erano addestrati insieme moltissime volte. Avevano bevuto ed erano andati a donne insieme ancora più volte. Per quanto indietro nel tempo riuscisse a ricordare, Jack Summers era stato per lui come un fratello.
-Come è successo?- chiese.
- E’ morto per difendere Ian -
William respirò profondamente per alleviare il tormento che provava. Ben era il fratello gemello di Buffy. I due erano stati delle pesti da bambini. Gli venne in mente quando Jack che si gettava sulle spalle Ian, mentre il monello rincorreva Buffy per tormentarla.
“Ragazzo, se non impari a rispettare tua sorella, ti strapperò la pelle dalle ossa”
Quante volte l’aveva sentito minacciare il fratello? Quante volte aveva visto Jack abbracciare Buffy e Ian dandogli l’amore di cui avevano bisogno?”Sarò sempre con te, Buffy, piccola mia. Non lascerò che nessuno ti faccia del male. Ti proteggerò finchè avrò vita”
Quelle erano le parole che Jack aveva pronunciato più spesso delle minacce –Che n’è è di Kate?- chiese William, pensando alla moglie di Jack e ai suoi due bambini.
-Sta sopravvivendo. A malapena. Sua madre la portata a vivere con loro-
William scosse la testa per la sofferenza che sentì nel suo tono. Dio mio, quando dolore Buffy doveva provare in quel momento! Jack era stato il solo reale difensore, la sola persona su cui Buffy avesse mai fatto affidamento.
“Che ne sarà di lei ora?” pensò.
Molte donne sarebbero crollate con il peso del dolore, anche molti uomini. Come aveva fatto a trovare tutta quella forza per ideare quel piano per porre fine alla faida che era costata la vita a suo fratello?
La vide sotto una nuova luce e in lui crebbe un profondo rispetto per lei –E Ian?-
- E’ a malapena sopravvissuto- la tristezza abbandonò i suoi occhi e fu sostituita da una collera cieca –Ora quello sciocco vuole andare a vendicare nostro fratello.
William poteva capirlo molto bene. Niente gli avrebbe dato maggior piacere che uccidere il guerriero del clan Mac Donald responsabile della morte del suo amico. E, in quel momento capì le ragioni di Buffy.
-Allora, ecco il motivo ti tutto ciò. Sei qui per proteggere Ian-
-Sono qui per proteggere tutti gli uomini che sono ancora in vita. Se voi uomini faceste a modo vostro, finiremo come il clan Mac Frankin, con nessun altro in vita, se no bambini e vecchi-
Allungò la mano verso di lei –Elizabeth…-
-Non toccarmi- disse, allontanandosi –Non ho intenzione di lasciare che tu raggiunga il tuo scopo con me, in modo che tuo fratello possa guidare un altro gruppo d’uomini verso la morte. Non ne posso più di tutti questi morti. Ho quattro fratelli ancora in vita e, in nome di Dio, li farò restare vivo o morirò nel tentativo-
William si accigliò, lei si comportava come se fosse colpa di Riley.
-Se rammenti- disse –non siamo stati noi a cominciare la faida. E’ stato Mac Donald quando ha attaccato Brian Hollow. Non ricordi le donne e i bambini che furono uccisi?-
-Certo. Se tu ricordi, mio fratello Parker era tra i morti di quella notte. Credi che potrei dimenticare una cosa del genere?-
-No, certo che no-
William le prese il visto tra le mani per consolarla. Si era quasi aspettato che lei si tirasse indietro o s’irrigidisse. Invece, lo fissò semplicemente, con i suoi grandi occhi verdi.
In quell’istante, vide la sua vulnerabilità, la sua insicurezza. E desiderò ardentemente lenire in qualche modo il suo dolore, non solo con un’intimità fisica.
No, voleva farla stare meglio nel suo cuore ferito.
-Mi spiace per Jack e per Parker, Buffy, mi spiace veramente-
S’impressionò del suo coraggio, dell’astuzia e della determinazione che le erano stati necessari per raggiungere il suo scopo. Quella ragazza era veramente brillante.
-Dimmi, come ci sei riuscita?- chiese –Come sei riuscita a far sì che la moglie di Mac Donald appoggiasse il tuo piano?-
L’angolo destro delle sue labbra si sollevò in un accattivante sorriso –Ho raggiunto di nascosto le loro terre. Dato che ero una donna solo, nessun uomo ha pensato di fermarmi. Quando ho raggiunto il castello dei Mac Donald, ho fatto finta di essere una domestica, sono così riuscita a parlare con lady Mac Donald che è stata d’accordo ad aiutarmi-
-Sai che cosa ha cominciato questa faida?- le domandò.
-Lo hai detto tuo stesso: Mac Donald ha assalito Brian Hollow -
William annuì –E sai perché la ha fatto?-
Scosse la testa.
-Ti ricordi la figlia di MacRea, Darla?-
Il cipiglio di Buffy si approfondì cercando di ricordare –La ragazza per la quale i tuoi fratelli hanno combattuto tra loro?-
William palpitò a quel ricordo. Se mai il diavolo avesse assunto il viso di un angelo, avrebbe avuto l’aspetto di Darla. Bella in un modo indescrivibile, la donna aveva rovinato la vita d’ogni uomo al quale si era avvicinata.
-Si- disse lui, con voce roca per l’emozione suscitata dai dolorosi ricordi –Inizialmente era stata promessa a Wesley Mac Donald, ma lei non lo sopportava e minacciò di uccidersi se suo padre l’avesse costretta a sposarsi. Mio fratello Xander la portò qui per farla sfuggire all’ira del padre-
William sentì una stretta al cuore nel ricordare quel giorno. Darla, appena entrata nel castello, aveva guardato Lindsey e, in quell’istante, aveva deciso che lui sarebbe stato un miglior difensore di Xander.
-Darla non scappò con Lindsey?- domandò Buffy.
-Si- confermò lui con voce roca.
Il giorno dopo che Lindsey e Darla se ne furono andati, Xander si uccise.
Neanche sei mesi dopo, Lindsey tornò a casa con la notizia che Darla lo aveva lasciato nel mezzo della notte per andare con un ricco inglese.
La notizia del suicidio di Xander lo distrusse completamente. Si fece forza mentre spiegava a Buffy, l’accaduto.
-E quella è la ragione per cui Mac Donald continua ad attaccarci. Vuole che Riley gli consegni Lindsey perché lui si possa vendicare. Mac Donald non sentirà ragioni finchè non avrà ucciso Lindsey che gli ha sottratto Darla, anche se quel bastardo dovrebbe essere grato a mio fratello per avergli fatto risparmiare la vita di sofferenze che lei gli avrebbe sicuramente procurato-
Invece di essere rattristate dalla sue parole, Buffy sembrò trovare conforto. Annuì in tono grave.
-Allora è stato un bene che io abbia preso la faccenda nelle mie mani, altrimenti non avrebbe mai avuto fine-
William la fissò: non riusciva a credere alle sue orecchie –Non finirà, Buffy. Alla fine un clan o l’altro attaccherà le donne e le trascineranno di nuovo nelle loro case. Non capisci che il tuo piano non può funzionare?-
Lei alzò il mento ostinatamente, mostrando una chiara determinazione negl’occhi –Deve funzionare. Presto o tardi uno dei due capi dovrà ragionare-
-Presto o tardi uno dei due capi attaccherà di sicuro-
-Non oseranno attaccare le loro madri, mogli e figlie-
-E allora Bridget?-
- E’ diverso-
- E’ una buona cosa che io sia qui a proteggerti- le disse –perché sarai sicuramente impiccata per la tua irragionevolezza-
Lo guardò con sospetto –Non fare finta di essere qui come mio difensore. So che cosa sei venuto a fare. Sei qui per sedurre una di noi, così le donne non mi ascolteranno più e torneranno a casa-
William sorrise perché gli rimordeva la coscienza –Suvvia, che cosa ti fa pensare una cosa del genere?-
-Perché ti conosco per il lussurioso farabutto che sei-
-Hai sempre sospettato il peggio di me, passerotto, non è vero?-
Una strana espressione comparve negli occhi di Buffy, mentre lo guardava. Se William non avesse saputo come andava il modo, avrebbe giurato che fosse uno sguardo di delusione.
- C’è stato un tempo in cui mi aspettavo solo il meglio da te- il ricordo del passato nella sua voce colpì il cuore di William. E quando Buffy finì la frase, si sentì come se lei gli avesse conficcato un pugnale nello stomaco –Sfortunatamente, sei diventato un uomo-
-Che cosa intendi dire?-
Scosse la testa –Non importa. Dimmi per quanto ancora hai intenzione di continuare con questa farsa di essere il nostro angelo custode-
William decise d’essere onesto con lei Aveva diritto di sapere esattamente cosa sarebbe accatto se avesse continuato –Riley mi ha dato due giorni. Se non vi conduco fuori dalla chiesa per allora, hai intenzione di abbattere le mura e lasciare che i suoi uomini vi sistemino-
-Non oserebbe!-
William annuì solennemente –Si, lo farà. Devi capire in che posizione lo hai messo. Al momento gli uomini stanno cominciando a dubitare delle sue abilità di capo. Se non riesce a riportarvi presto all’obbedienza, sarà costretto a prendere misure drastiche-
Buffy si sentì mancare alle sue parole ‘Che cosa avrebbe fatto se l’avessero costretta?’ aveva fatto affidamento sulla riluttanza degli uomini a fare loro del male, ma dopo ogni attacco, la sua determinazione vacillava.
Forse avrebbe dovuto spalancare i cancelli e andarsene a casa. Questo era veramente troppo da affrontare per una ragazza di ventidue anni. Era troppo anche per una donna d’ottanta, se per quello.
Sfregandosi gli occhi con le mani, cercò di pensare a delle possibilità. A un modo per terminare tutto ciò.
Ma che cosa doveva fare?
‘Sei una brava ragazza, piccola mia, con un gran cuore’ sentì risuonare le parole di Jack nella sua mente. ‘So che posso fidarmi che tu faccia sempre quello che è giusto’
Se solo avesse avuto la forza di portare a termine il suo piano! Affaticata dalla lotta, dalle continue lamentele delle donne e dalle incertezze dei suoi stessi pensieri, alzò gli occhi verso William.
La luce del sole creava riflessi sui suoi capelli biondi e i suoi occhi brillavano dello stresso irresistibile calore che, una volta, l’aveva rassicurata, quando lei era solo una bambina e lui un ragazzino.
Persino ora riusciva a ricordare la sensazione di pace che i suoi abbracci giovanili le avevano dato. Quanto desiderava potersi fidare di lui. Aveva bisogno di fidarsi di qualcuno. Anche se era uno scandaloso farabutto con una sola cosa in testa.
-Dimmi- gli chiese –Perché sei qui e non stai aiutando Riley a pianificare l’attacco contro di noi?-
Un sentimento profondo si accese negli occhi di William, qualcosa che lei non riuscì a definire.
-Sono qui per assicurarmi che nessuno ti uccide per ritorsione contro le tue azioni-
Le mancò il respiro alle sue parole, parole che aveva atteso di sentire per tutta la vita ‘Era mai possibile che dopo tutti quegli anni lui provasse qualcosa per lei? Osava ancora sperarlo?’
- E perché faresti una cosa del genere?-
- Sei sempre stata l’orgoglio di Jack. Non potrei vivere in pace con me stesso se ti succedesse qualcosa. E’ il minimo che gli devo-
Le sue parole la ferirono più profondamente di quando non avesse mai creduto fosse possibile.
‘Che cosa ti aspettavi, una dichiarazione d’amore? Hai più buon senso di così, Buffy. Sei troppo poco attraente e troppo semplice perché lui perda la testa per te’
Col cuore infranto ancora una volta da lui, annuì. Due giorni, Aveva ancora due giorni per pensare a qualcosa.
E lo avrebbe fatto.
In qualche modo.
‘O pagherai un caro prezzo’
-Grazie- sussurrò, toccandolo leggermente sul braccio –Sono sicura che tra due giorni avrà bisogno di qualcuno che mi protegga-
-Allora, hai intenzione di andare avanti fino al termine ultimo posto da Riley?-
Annuì, desiderando di riuscire a pensare a un’alternativa. Ma non ce n’era nessuna. Non importava quando difficile fosse, doveva continuare.
-Non ho scelta. Se apro le porte e lascio uscire tutte le donne, sarà per sempre uno zimbello. Guarda, ecco la pazza Elizabeth Summers che credeva di essere un grande capo alla guida delle sue donne. Le ha guidate bene. Dritte nelle loro case dove potessero essere massacrate e violentate nel mezzo della notte da Mac Donald e dai suoi uomini-
Allungò una mano verso di lei –Buffy…-
-No, William- disse, allentandosi da lui –Abbiamo lo stesso fine: salvare la vita dei nostri fratelli-
Alzò lo guardo verso di lui, permettendogli di notare il tumulto del suo cuore –Dimmi una cosa. Se mi arrendo a te e a Riley e conduco le donne a casa, chi può dire che nella prossima battaglia non siate tu o Lindsey a morire? Si sentirebbe ancora vittorioso Riley? Dove sarò il vostro valore quando sarete in piedi sulla tomba dei vostri fratelli?-
Prima che lui potesse dire qualcosa, lo lasciò lì, nel mezzo del cortile, a riflettere sulle sue parole.
Accidenti a lei se non aveva ragione. Aveva già conosciuto il dolora della perdita di un fratello, e l’ultima cosa che voleva era seppellirne un altro. Ci doveva essere qualche altra soluzione a quella pazzia. Qualcosa che avrebbe permesso sia a Riley che a Buffy di salvare la faccia.
Se non altro, poteva tentare di indurlo a cedere. Dopotutto, lui era William Darcy, l’impareggiabile nel mantenere la pace della famiglia. Aveva avuto a che fare per tutta la vita con i suoi testardi fratelli. Se era riuscito a mantenere la pace tra loro, allora sicuramente poteva risolvere anche questa situazione.
‘Quanto difficile potrebbe essere ristabilire la pace tra persone che già la vogliono? E allora Xander?’
Gli si strinse il ricordo. Né Xander né Lindsey avevano voluto lo scontro che Darla aveva causato. Aveva anche cercato di risolverlo pacificamente, prima che lei gli desse loro il suo ultimatum. Chiudendo gli occhi, William cercò di cancellare l’immagine, singola, del mantello vedere e nero, trafitto dalla spada di Xander, steso sulle scogliere da cui il fratello si era gettato a mare.
Aveva tentato, con tutte le sue forze, di impedire chi i fratelli si scontrassero. Tentato di dire a Xander che ci sarebbe stata un’altra donna che l’avrebbe amato.
‘Non ne sai niente, William. Non si smetti di amare così, quando un uomo trova la donna che desidera, fa di tutto per tenera al suo fianco. Di tutto!’
Si, quello era vero, lui l’aveva provato di persona, più di una volta. L’amore rendeva l’uomo debole. Gli faceva fare cose imperdonabili; A Xander era cosato la vita.
Era quella la ragione per cui William non si sarebbe mai concesso di amare una donna. Non sarebbe stato così scioccò.
MAI.
La sua vita apparteneva a lui e si sarebbe assicurato che nessuna donna ne possedesse il controllo. Inoltre, a lui piaceva la sua vita spensierata e non desiderava cambiarla. Al momento, l’unica cosa che desiderava era cambiare quello stallo tra due sciocchi ostinati. In qualche modo, avrebbe riportato le donne alle loro famiglie il giorno dopo. Allora Riley avrebbe avuto i suoi uomini sotto controllo, e Buffy…
Beh aveva un piano diverso per lei. Uno che non vedeva l’ora di cominciare.
Esausto e frustrato, Riley andò nella sala comune del castello dove potersi sedere e riflette sugli eventi delle giornata. Ma appena entrò vide una quarantina di uomini ostili che lo fissavano, come se lui fosse l’unica causa della loro sofferenza.
-Cosa diavolo sta succedendo?- chiese Riley –Cosa ci fare qui?-
-Siamo venuti ad ottenere delle risposte- disse Fergus sovrastando i mormorii di protesta.
-Ho visto come tu e i tuoi fratelli vi siete ingraziati le donne, ora credo che tu, insieme a quegli sbruffoni dei tuoi fratelli, vogliate tenere le nostre donne tutte per voi-
Riley restò a bocca aperta –Non puoi parlare seriamente-
- Cos’altro dovremmo pensare?- ringhiò Davis.
Trentenne con una folta massa di capelli fluidi e una corporatura snella, Davis era sempre stato uno degli uomini più affidabili del clan. Ma dallo sguardo infuriato sul suo voltò, Riley capì che Fergus aveva fermentato discordia mentre lui era assente.
-Tutti noi sappiamo che William Darcy non dorme mai solo- proseguì Devis –e ora tu lo hai lasciato rinchiuso nella chiesa, con le nostre donne. E al momento, proprio noi siamo qui a parlare, lui sarà in una angolo buio con una di loro stretta a sé. Che Dio vi aiuti entrambi se quella donna è mia moglie-
Devis scrutò Riley con uno sguardo di disgusto –A cosa diavolo stavi pensando quando hai deciso di lasciarlo là dentro? Credo sia giunto il momento che noi ci cerchiamo un nuovo capo! Uno con un po’ di buonsenso-
-Si!- urlarono gli altri all’unisono.
-Ho lasciato William là, perché convinca le donne ad uscire- spiegò Riley.
Circa metà degli uomini mostrarono espressioni incredule.
- William è entrato nella chiesa per far uscire Buffy. E’ l’unica donna che gli interessa, le altre sono al sicuro-
Scoppiò una risata crudele e amara.
-Ci credi così stupidi?- chiese Davis – Nessuno di noi era interessato a lei neppure quando era giovane. Perché tuo fratello le andrebbe dietro quando potrebbe avere le più belle del gruppo?-
Queste parole sprezzanti fecero cadere un silenzio nella sala. Tutti gli occhi si girarono vero i quattro fratelli di Buffy, che erano entrati insieme agli altri.
Doyle, Ian, Ben e Lorne sembravano pronti ad ammazzare tutti gli uomini presenti.
-Esattamente per cosa intendi con quello che hai detto, Davis?- chiese Ben con un tono basso e minaccioso.
Devis balbettò mentre guardava i quattro fratelli infuriati, uniti in difesa della loro sorellina –Non intendevo niente. E’ solo…lo sai anche tu che nessun uomo presente l’ha mai corteggiata -
Quelle parole servirono solo a rendere le facce dei fratelli addirittura più rosse, i loro corpi più tesi mentre guardavano gli uomini intorno a loro.
-E che cosa c’è che non va nella mia sorellina?- Lorne raccolse la sfida.
-Innanzi tutto non è un granchè- rispose Fergus –Inoltre, ha la testa bacata. Guarda cosa ha combinato con le donne! Per non parlare del fatto che mi ha attaccato nella chiesa, quando sono andato a trovare mia moglie-
Le parole provocarono un caos totale nella sala: i quattro fratelli ringhiarono dalla rabbia, poi attaccarono i membri del loro clan.
Riley entrò nella mischia, cercando di riportare pace tra i suoi uomini. Imprecazioni e urla risuonarono nella sala, insieme al rumore di pugni che colpivano corpi e rompevano mobili.
Riley non aveva mai visto in vita sua una tale confusione. La voglia di attraversare la stanza e prendere la spada era forte, ma non voleva far del male a nessuno. Voleva, però, che dessero prova di un po’ di moderazione. Mentre Riley tentava di allontanare i fratelli dalla mischia, cinque uomini lo gettarono su uno scranno davanti al camino.
-Che cosa state facendo?- protestò con rabbia, mentre tre uomini lo trattenevano e gli altri due prendevano delle corde.
La risposta fu facile da capire.
Dopo pochi minuti, i quattro fratelli di Buffy furono fatti sedere accanto a lui, tutti e cinque legati come animali da macello.
Imprecando contro di loro, Riley lottò con corde che lo tenevano legato. Se ne fosse mai uscito vivo, avrebbero pagato a caro prezzo la loro azione.
Fergus e gli altri abbassarono gli sguardi su di loro con sorrisi maligni –Ora è giunto il momento di trovare un capo che possa realmente affrontare l…-
-In nome del diavolo, che succede qui?- William si fece avanti e guardò gli uomini con un’espressione infuriata sul volto –Vi dispiacerebbe spiegarmi come mai mio fratello, il vostro capo, è legato?-
Un imbarazzante silenzio cadde tra gli uomini. Tranne che che su Fergus. Si fece avanti ad affrontarlo.
-Vogliamo che venga risolto questo problema con le donne-
-E credete che legare Riley sia il miglior modo per riuscirci?-
-Si- gridò Fergus –Io dico: uccidiamo il capo e riprendiamoci le donne!-
Subito gli uomini appoggiarono Fergus – Uccidiamo il capo, uccidiamo il capo!-
-Suvvia, cerchiamo di essere ragionevoli per un momento- ci riprovò William –Uccidere Riley non vi riporterà le donne. Hanno fatto un giuramento l’una nei confronti dell’altra e quel giuramento non ha niente a che fare con la sua vita. Io stavo cercando di arrivare ad una tregua con Buffy-
-E allora- gli chiese Fergus –cosa credi che dovremmo fare?-
-Tornerò a parlare con Buffy- si girò verso Fergus –Lasciateli andare e io…-
-Non lo faremo- rispose Fergus, interrompendolo –Come facciamo a sapere che hai veramente intenzione di parlare con quella strega e far uscire le donne^-
-Vi do la mia parola-
Fergus sbuffò –Se non riguardasse una donna, l’accetterei. Ma sai com’è, noi terremmo legato tuo fratello dove si trova ora, finchè tu non fari ritorno con le donne dietro di te-
‘Perché quell’idea non lo confortava minimamente?’ pensò William.
-E se Buffy rifiutasse?-
Fergus incrociò le braccia al petto –Hai quattro giorni per convincerla. Se al termine le donne non saranno tornate nelle nostre case…- la sua voce si smorzò.
-Quattro giorni?- ripeté William.
-Si, quattro giorni-
-Va bene. Farò uscire le donne in quattro giorni-
Ma era preoccupato. Perché, al momento, le vite di Riley, Buffy e dei suoi fratelli dipendevano tutte da lui. E per la prima volta in vita sua, stava cominciando a dubitare della sua capacità di gestire una situazione.
William ripercosse il sentiero fino alla chiesa, mentre pensava a quello che era successo e a quello che doveva fare. Quella notte avrebbe dovuto affrontare Buffy, anzi la sua ostinazione, perché era quasi certo di quale sarebbe stata la sua risposta non appena lui le avesse chiesto, ancora una volta, se volesse attendersi a Fergus e alla sua marmaglia. Quando William entrò nella piccola cappella per incontrare gli altri due fratelli si sentiva ribollire il sangue. Con tutti i nervi tesi, ebbe bisogno di tutta la sua forza di volontà per non sbattere la porta. William si diresse verso di loro e riferì le ultime novità.
-Non è possibile- esclamò Liam.
-Che cosa vuoi dire con: hanno fatto Riley prigioniero- domandò Lindsey.
-Te l’ho detto- ripeté William –Non appena Fergus se n’è andato da qui, ha fatto il giro delle case, radunando e istigando gli uomini. Quando Riley è rientrato al castello, lo hanno preso-
-Quei bastardi- ruggì Lindsey.
-Quando tempo ti hanno dato?- chiese Liam.
-Quattro giorni. Se le donne non saranno tornate per allora, uccideranno Riley e prenderanno d’assalto la chiesa-
Liam incontrò lo sguardo di William –Dovrai semplicemente terminare quello che hai iniziato. Seduci Buffy. William, non deludermi-
***
- William, sono molto delusa!- disse Buffy con tono secco, fissandolo –Come puoi tornare e tentare di sedurmi, dopo che ti ho spiegato i motivi per il quale siamo qui. Non ti vergogni?-
William sospirò dentro di sé, desiderano di essere legato alla sedia e Riley deputato a corteggiare Buffy.
‘Sono proprio spregevole. Ecco quello che succede ad ascoltare Liam. Non avrei dovuto dargli retta. L’unico consiglio valido che Liam può dare è sulla guerra, non sulle donne’
La lunga giornata stava cominciando a logorargli i nervi. Avrebbe mai avuto fine?
Respirando profondamente, tentò di nuovo.
- Buffy, amore mio, non ti rendi conto che Riley non può proprio cedere alle tue richieste? Se lo facesse, questo lo farebbe apparire debole agli occhi degli uomini, e quale uomo seguirebbe mai un capo che viene raggirato da una ragazzina?-
Buffy lo fissò ‘Come faceva a essere anche lui stupido come gli altri?’ si chiese.
-Siano maledetti gli uomini per il loro orgoglio- disse a denti stretti –E’ stato questo orgoglio che ha portato alla tomba due dei miei fratelli. E’ mai possibile che nessuno di voi riesca ad ammettere di avere torto?-
Con un sorriso affascinate. William allungò una mano e le toccò la guancia, trasmettendole brividi per tutto il corpo –Siamo complessi, a onor del vero, ma non più di voi donne-
Peggio ancora del suo tocco, la leggera canzonatura presente nei suoi occhi la emozionò e le fece desiderare ardentemente di non essere su due fronti separati.
Sarebbe stato così facile arrendersi a lui.
Ma non poteva farlo. Non quando aveva un fine così importante. E non quando la sua resa le avrebbe, alla fine, devastato il cuore.
-Questo non è qualcosa su cui scherzare, William- disse più aspramente di quando non intendesse. Non era tanto arrabbiata con William quando con se stessa che si lasciava confondere da lui –Ci sono in gioco delle vite-
-Si, persino più di quelle che credi-
Buffy si accigliò al tono della sua voce. Un’ombra gli passò sul viso e fu allora che capì che nascondeva qualcosa –Che cosa intendi?-
Lasciando cadere la mano, esitò qualche minuti prima di parlare –Il clan è disposto a versare del sangue per riportarvi a casa.
Buffy digrignò i denti esasperata. Uomini! Erano tutti insopportabili. Sembrava che fosse l’eterna condizione delle donne quella di esser per sempre attratte da degli stupidi irragionevoli.
- E’ mai possibile che ogni volta che con voi uomini debba ridursi a uno spargimento di sangue? Non è proprio possibile che uno di vuoi si sieda e discuta pacificamente?-
Lui sorrise nel suo speciale modo affascinante, mettendo in mostra le fossette –Se lo facessimo, saremmo delle donne e voi non ci amereste così tanto-
-Si, ma ci potreste piacere di più-
Inarcò un sopracciglio in modo interrogativo. Buffy non capiva come lui potesse essere così indifferente alle sue motivazioni.
-Come puoi trattare la cosa con leggerezza?- gli chiese –Non hai paura di morire?-
-No, tesoro- rispose dolcemente –Nessuno di noi ha paura. Siamo Highlander. Nati per combattere e per andare a donne. Personalmente preferisco le donne, come sai bene, non mi sono mai sottratto a uno scontro-
Irritata dalle sue parole, Buffy cercò di riflettere attentamente su come risolvere la situazione ‘Come poteva ottenere che Riley ponesse fine alla faida?’
-Allora, cosa devo fare?-
-Arrenditi- le disse semplicemente.
-E niente cambierà-
-Cambierà. Riley può trattare con Mac Donald –
-Ma lo farà?-
Lei vide l’incertezza nei suoi occhi e il dubbio. Riusciva quasi a intuire i ragionamenti dalla sua mente della sua mente e si domandò quale bugia le avrebbe propinato.
Alla fine parlò –No, persino io non sono così disonesto da mentirti su una cosa così importante per te. Riley non può porre fine alla faida fino a quando Mac Donald è a caccia di Lindsey -
Questo era esattamente quello che lei aveva sospettato.
Poteva essere un farabutto e una canaglia, ma poneva un limite alle menzogne. Era bello sapere che almeno un principio morale era ancora intatto in lui.
Tuttavia, quello non l’aiutava al momento.
Come poteva porre fina a tutto ciò se…
Buffy si soffermò mentre le venia in mente un’idea. Era grottesca, ma non più di quella di convincere le donne a negarsi ai loro mariti. Se era riuscita a portare con sé lady Mac Donald, forse sarebbe riuscita a farsi ascoltare da Wesley Mac Donald. Dopotutto, l’intera faida era cominciata a causa di una donna e, adesso che lui era sposato a un’altra, perché continuava la lotta cominciata a causa di Darla?
Forse lui stesso stava cercando un modo di tirarsi indietro senza perdere la faccia, poteva essere una possibilità.
Buffy lasciò che l’idea si radicasse nella sua mente, più ci rifletteva, più le sembrava un’idea ragionevole.
Se era nel giusto, poteva almeno tentare.
Giunta a una decisione, incontrò lo sguardo di William serenamente –Se non riesco a convincere Riley a porre fine alla faida, allora dovrà andare da Mac Donald e farlo ragionare-
William rise sonoramente alla sua parole –Sei pazza?-
-No, parlo seriamente, Se glielo spiego, lui…-
-Ti ridarà in faccia, poi ti staccherà la testa dalle spalle e la farà penzolare dalle sue mura-
-Gli farò capire l’assurdità di questa lotta-
William la fissò con assoluta incredulità. Non aveva mai incontrato una persona del suo stampo. Meritava di essere ammirata, ma non era sana di mente.
Dall’espressione del suo visto, avrebbe detto che era decisa quando lo era Fergus, non c’era alcun motivo per farle cambiare idea.
Tuttavia, sentì il bisogno di provarci. C’è qualcosa che io possa dire che potrebbe distoglierti da questa pazzia?-
-Assolutamente niente-
- Neanche il fatto che Mac Donald probabilmente di caverà il cuore e lo getterà ai suoi cani?-
-Non cambia niente. Devo tentare-
-Sapevo che avresti detto così- sospirò William –Posso allora aggiungere un’altra spina al tuo roveto?-
Buffy si sentì gelare alla sue parole, terrorizzata da quello che la avrebbe detto. Tutte le volte in cui il suo visto aveva mostrato quell’espressione, le aveva gettato davanti un altro spaventoso ostacolo. E, al momento era stanca di saltarli.
-Che cosa?-
-Se voi donne non vi arrendete per la fine della settimana, gli uomini uccideranno Riley e prenderanno d’assalto la chiesa-
Rimase a bocca aperta alle sue parole. Di certo stava scherzando, ma la luce sincera nei suoi occhi le rivelò che stava dicendo la verità –Non è possibile!-
- E’ vero. Riley è al castello, proprio ora legato ad una sedia-
Se la situazione non fosse stata terribile, le avrebbe riso all’immagine che si era dipinta nella mente. Ma questo non era divertente.
-Voi uomini!- disse furibonda al pensiero di ciò che avevano fatto.
-Odiaci, se proprio devi, ma non posso lasciare che mio fratello muoia più di quanto possa accettare tu-
-No, e io non riuscire a vivere in pace con me stessa se lo uccidessero- disse Buffy a voce bassa.
Inclinando la testa all’indietro, Buffy chiuse gli occhi e scosse la testa. Era stanca, e frustrata.
Quando tutto era divenuto così complicato?
Aveva solo poco tempo per compiere il miracolo e con l’aiuto del cielo, lei lo avrebbe compiuto. O sarebbe morta nel tentativo.
Sperava che in quattro giorni sarebbe riuscita a raggiungere i Mac Donald.
-Ecco, prendi questo- tolse dal mignolo l’anello che suo padre le aveva dato il giorno del suo compleanno. Era una sottile fascetta d’oro con impressi dei piccoli fiori di campo, tutte sapevano che le apparteneva e, in sua assenza, sapevano che parlava di lei –Alla fine dalla settimana, da il mio anello a tua madre e dille di portare le donne a casa-
William stringeva l’anello in mano. Il calore di lei era ancora presente sul metallo. Era un girello così piccolo, fragile e delicato, ma non si poteva piegare. Gli fece venire in mente la sua proprietaria. Non aveva mai pensato a quanto lei fosse parte della sua vita, ma ora era preoccupato per la sua spedizione dai Mac Donald e per il fatto che sarebbe stata uccisa.
Per qualche motivo, l’idea della sua morte lo feriva, molto più profondamente di quanto avesse pensato.
William le restituì l’anello –Credi davvero che io stai qui e ti lasci affrontare tutto questo da sola?-
-Certo. Sarebbero sospettosi di fronte a un uomo che non conoscono, ma di fronte a una donna…-
-Una donna spiccherebbe notevolmente, dato che tutte le loro donne sono nascoste. Non è così?-
Buffy aprì la bocca per parlare, poi la chiuse di colpo. Se n’era completamente dimenticata. Il suo viaggio verso le terre dei Mac Donald non sarebbe stato così facile, questa volta. Avrebbero diffidato di qualunque estraneo, lei sarebbe stata l’unica lì in mezzo a loro, avrebbero potuto farle qualsiasi cosa.
Non sopportava nemmeno il pensiero.
-E posso farti un favore- continuò William – che se solo dovessero chi sei tu, la tua vita non avrebbe nessun valore? Di sicuro, oramai, tutti conoscono il tuo nome e lo maledicono continuamente-
-Esatto- confermò lei, aveva una gran confusione in testa mentre cercava di pensare ad un’alterativa, non ce n’era nessuna.
Doveva semplicemente portare della modifiche al suo piano iniziale di raggiungere i Mac Donald –Dovrò vestirmi da ragazzo, allora-
-Un ragazzo non viaggerebbe mai da solo- le fece notare –Ti serve qualcuno che venga con te-
Quanto avrebbe desiderato avere un accompagnatore, ma se qualcuno avesse scoperto l’identità di William…non voleva pensare a quello che il clan Mac Donald avrebbero fatto al fratello del suo nemico.
Aveva iniziato questa cosa da sola e l’avrebbe portata a termine da sola –William…-
-No- disse decise –Dubito che Mac Donald ti ascolti e, quando pretenderà la tua testa, avrai bisogno di qualcuno che ti tiri fuori di là-
-Non puoi combatterli tutti-
-Saresti sorpresa di cosa io sia in grado di fare quando è in gioco la mia vita-
A dire il vero, non lo sarebbe stata. Lo aveva visto a sufficienza addestrarsi per conosce la sua abilità nel proteggere se stesso e gli altri. Tuttavia, il fatto che fosse pronto a rischiare la propria vita per lei, significava molto. William poteva anche essere un uomo arrogante, ma solitamente non era uno sciocco.
-Perché rischieresti la tua vita per me?- gli chiese.
-Non ne ho la minima idea. Ma andiamo, dobbiamo trovarti dei vestiti e dare l’anello e le disposizione a Lindsey –
***
-Siamo matti?- chiese Lindsey, dopo che l’avevano trovato fuori dalla chiesa.
-Chi è matto?- domandò Liam unendosi a loro.
Lindsey si girò verso Liam con uno sguardo disgustato –William ha intenzione di portare Elizabeth da Mac Donald perché lo convinca a porre fine alla faida-
Liam si voltò verso William –Sei matto?- chiese incredulo –Ti farà uccider prima ancora che tu raggiunga il castello-
-No, non lo farà- sostenne Buffy, poi espose il suo piano. Quando ebbe finito, Liam scosse la testa.
-Non funzionerà mai-
-Scusatemi- rispose Buffy con calma –Non voglio essere maleducata, signore, ma non so nemmeno chi siate e non capisco come questa faccenda vi interessi-
- E’ mio fratello Liam – le svelò William sommessamente in un orecchio.
Buffy spalancò gli occhi incredula. Tutti nel clan conoscevano la terribile storia di come Liam fosse stato portato via a forza dal castello dagli uomini del re e come suo padre gli avesse voltato le spalle lasciandolo in balia dei suoi nemici. Non appena il ponte si era alzato, Liam aveva smesso di lottare, aveva irrigidito la schiena e se ne era andato via a cavallo, con la promessa che non sarebbe mai più ritornato.
Jack era la quando era successo, e il suo racconto l’aveva sempre tormentato ‘Come poteva un padre voltare le spalle al proprio figlio?’
Ora, rimpiangeva le parole che gli aveva rivolto. Senza dubbio, Liam aveva sentito di peggio, ma non voleva ferire ulteriormente un uomo che aveva già sofferto tanto.
-Scusatemi- disse rivolta a Liam –Ma è passato molto tempo da quando ci siamo visto l’ultima volta-
Liam fece un impercettibile cenno col capo, ma non disse niente.
-Parlando di piani- intervenne William –Come è andata la ricognizione per vedere la situazione di Riley?-
Liam scosse la testa –Non c’è speranza. Lui e altri quattro sono legati al centro della sala, dove possono tenerli sotto controllo. Anche se entrassimo dalla galleria, ci vedrebbero in tempo per ammazzarci tutti e cinque, o per ammazzare noi-
-Quali altri quattro?- chiese Buffy.
William rabbrividì alla sua domanda. Preoccupato per Riley si era dimenticato degli altri.
Si girò verso Buffy con aria imbarazzata –Mi sono dimenticato di dirti che Fergus ha tutti e quattro i tuoi fratelli prigionieri con Riley –
Lei strinse gli occhi –Che cosa?- urlò –Che cosa vuoi dire…-
- E’ tutto a posto, Buffy- la rassicurò William -Non succederà loro niente-
-Perché non me lo hai detto?-
-Non credevo avesse cambiato le cose-
-Invece si! Non andrò da nessuna parte fino quando loro non saranno al sicuro-
Buffy vacillò, era di nuovo in trappola –Non c’è speranza che io possa farli uscire, vero?-
William scosse la testa –No, a meno che tu non spalanchi le porte della chiesa e conduca le donne a casa-
Lei sospirò –Allora faremo meglio a seguire il mio piano iniziale-
- Elizabeth e io partiremo subito dopo il calar della notte-
Liam disse a denti stretti –Credo che questo sia il momento in cui io debba lanciare il mio guanto di sfida per unirmi a questa avventura suicida-
William inarcò il sopracciglio sconcertato –Intendi dire?-
-Non posso ragionevolmente lasciarti andare da solo, fratellino. Nell’eventualità, esattamente probabile, che Mac Donald decida di uccidervi entrambi lì dove siete, avrai bisogni di un’altra spada-
Diverse ore più tardi, al tramonto, mentre l’oscurità del crepuscolo si faceva strada sulle colline, Buffy era nel piccolo cortile dietro la chiesa. Era bello lì fuori, lei amava la sua terra. Buffy aveva visto calare la sera migliaia di volte in quel momento. E allora pregò di potere, quando tutto fosse finito, tornare a vedere un altro meraviglioso tramonto dalle terre dei Darcy.
Qualche settimana prima, quando aveva ideato il piano, non aveva assolutamente immaginato le sue terribili conseguenze. E nona avrebbe mai nemmeno pensato che William Darcy si sarebbe fatto avanti per essere il suo difensore in quella strana sequenza d’eventi.
Era un uomo coraggioso e rischiava la sua vita per lei. E anche se le aveva detto che lo faceva solo per Jack, le piaceva pensare che forse c’era anche dall’altro. Forse sarebbe persino stato un po’ dispiaciuto se le fosse accaduto qualcosa.
‘Che sciocca che sei, a pensare queste cose. William ha ben altro di cui preoccuparsi che di un’insignificante ragazza trasandata come te’
Tuttavia, Buffy sognava. Sognava cose impossibile con l’uomo che le aveva rubato il cuore.
-Allora sei pronta?-
Buffy sobbalzò alla voce di William dietro di lei. Era stata così assorta nei suoi pensieri che non lo aveva nemmeno sentito avvicinarsi. Si voltò verso di lui -Ti stavo giusto aspettando-
In piedi vicino alla chiesa buia con una bisaccia su una spalla, era incredibilmente bello. La luce che si era affievolita creava dei giochi d’ombra sul suo viso, rendendo i lineamenti più netti del solito. Comunque, non sminuiva in alcun modo la sua perfezione. In quel momento desiderò essere bella come lui. Desiderò avere un corpo perfetto come il suo.
Respingendo quei sogni, raccolse la bisaccia ai suoi piedi e si avvicinò a lui.
William la esaminò mentre si avvicinava. Per rispetto verso Jack non le aveva mai presto attenzione prima d’allora. E, per la prima volta, quella sera vide sotto la luce completamente diversa. La vide come una donna.
Con u seni schiacciati per apparire più mascolina, gli fece venire in mente una bizzarra creatura tra l’adolescenza e la giovinezza. Si era persino allagata il girovita. Comunque, lui si ricordava perfettamente le curve del suo corpo.
Il suo seno era di dimensioni perfette tanto da stare nella mano di un uomo e sebbene i suoi fianchi non fossero stretti quando voleva il gusto del momento, erano armoniosi e molto femminili.
Uno piccolo sorriso indugiò sulle sue labbra, mentre abbastanza lo sguardo sul plaid rosso e nero che avvolgeva Buffy. Come il suo, si fermava appena sopra le ginocchia e metteva in mostra le gambe, veramente belle, sode e slanciate. Poteva immaginare di far scivolare la mano sulla sua pelle lisca, di provare la fermezza di quelle gambe con la lingua, lambendola fino alla curva dei polpacci, al retro delle cosce e poi più in alto fino a…
Si fermò a quel pensiero.
Imprecando, William si rese conto che nessuno avrebbe mai potuto scambiare quelle gambe per quelle di un uomo.
-Che cosa c’è?- gli chiese.
William indicò –Le tue gambe-
Gli occhi di lei si socchiusero minacciosi, appena prima di rispondere alla sua imprecazione con all’altra –Non sono un pollo!- disse seccata e con tanto di rancore che lui fu colto alla sprovvista.
-Scusa?-
Buffy fece cadere la bisaccia a terra e si chinò fino a riuscire a vedersi le ginocchia, poi cominciò a tirare i bordi del plaid più in basso.
-Sai, sono cresciuta con sei fratelli, questo significa che non ho bisogno dei tipi come te per dirmi cosa c’è che non va nel mio corpo. E nonostante quello che hanno sempre detto, Ian, Ben e Lorne, non ho le gambe di un pollo mezzo rinsecchito-
William cercò di non ridere, ma pure mettendocela tutta, non ci riuscì proprio.
-Non sto ridendo delle tue gambe, passerotto-
-Allora cosa volevi dire delle mie gambe?-
-Che sono di gran lunga troppo femminili per essere lasciate scoperete. Dobbiamo abbassare il tuo plaid e imbottire i tuoi… - suo malgrado, rise di nuovo –Stivali-
Lo sguardo di lui si abbassò nuovamente su quelle gambe e con la mente pensò a tutto quello che avrebbe desiderato sperimentare con lei.
Passionale com’era, poteva già sentirne i gemiti profondi, rochi, mante lui le insegnava il vero significato del termine piacere.
Sollevò lo sguardo sul seno appiattito di Buffy e sui lacci che le chiudevano la camicia color zafferano. Col pensiero, riusciva a vedersi allungare la mano e slacciarli, svelando la fasciatura e poi liberarle i seni per poterli toccare.
Il suo corpo fu travolto dal desiderio e si eccitò, mentre pregustava di assaggiare quella pelle.
Poi, notò i suoi capelli. La luce della luna si rifletteva sulle ciocche che aveva creduto lei avesse intrecciato o avvolto intorno alla testa. Ed era solo standole più vicino che riuscì a vedere che aspettò in realtà avessero i suoi riccioli biondi.
-Santo cielo, donna, che cosa hai fatto?- le chiese incredulo, arrotolandosi sulle dita una ciocca morbida mentre dolcemente le accarezzava la testa.
-Non volevo che i miei capelli ci tradissero-
I suoi capelli a malapena, ora, raggiungevano le spalle sottili. E in quel momento lui si accorse delle lacrime tra le sue ciglia. Le prese il mento nella mano e desiderò ardentemente tirarla vicino a se per darle conforto.
- Buffy…-
-Sono solo dei capelli- sussurrò lei –Ricresceranno-
-Ma erano capelli bellissimi, quelli che un uomo sogna di tenere tra le mani e sprofondarci il viso-
Gli occhi di lei brillarono alla luce della luna mentre sollevava lo sguardo verso di lui –Hai sognato di farlo?-
Posandole le mani sulle guance, William rispose alla domanda con un bacio.
Buffy gemette per l’intensa dolcezza del suo abbraccio. Nessuno l’aveva mai baciata in precedenza e il pensiero che fosse proprio William infine a farlo, la rese felice più di qualsiasi altra cosa in tutta la sua vita.
Era meraviglioso sentire quelle splendide labbra carnose sulle sue, mentre le braccia la stringevano avvicinandola al suo petto possente. Era meglio persino dei suoi sogni più dolci, E tutto il suo corpo fu travolto dall’impeto dell’eccitazione.
Lui profumava di dolci bacche di sambuco invecchiate e sapeva di birra e di miele; semplici desideri terreni; in quel momento capì come mai le donne si fossero lamentante tanto di essere state private dei loro mariti.
‘Chi avrebbe mai potuto rinunciare a questo anche per un solo instante?’
Desiderò di poter morire in quel momento. Proprio in quell’attimo di pura felicità. Se avesse vissuto fino a cento anni, non avrebbe mai dimenticato il sapore della sua bocca, la sensazione delle sue braccia che la tenevano, mentre i sensi erano turbati dal primitivo profumo del suo corpo.
Per quel piccolissimo momento lui era suo.
William si sentì mancare per la sensazione delle sue labbra contro le proprie, dal respiro di lei che si univa al suo, mente con la lingua gli esplorava la bocca. Dalla sua esitazione sapeva di essere il primo a rivendicare quella labbra e ciò servì solo ad aumentare il suo piacere.
Si, era una ragazza focosa e audace, una che lo affascinava in un modo che non aveva mai conosciuto.
- Buffy- sussurrò William contro le sue labbra, assaporando la sensazione di quelle due sillabe sulla sua lingua, mentre moriva dalla voglia di gustare parti molto più intime del suo corpo. Lentamente, tranquillamente.
Si, voleva distenderla e fare l’amore con lei per il resto della notte. E al momento avrebbe potuto uccidere Mac Donald perché per lui si era tagliata i capelli. Se lo avesse saputo in tempo, l’avrebbe fermata. Nessuna donna aveva mai fatto una cosa del genere per lui, e lei lo aveva fatto perché non voleva tradirlo.
Era un sacrificio molto più grande di quello che si meritava un farabutto come lui.
William fece scorrere le labbra dalla bocca alla mascella, poi giù sul collo; aspirò la dolce fragranza della sua pelle e assorbì il chiaro di luna e il calore del suo corpo.
Lei fece correre le mani sulla sua schiena e William gemette quando, sollevandole il bordo del plaid da dietro, scoprì che non indossava niente sotto.
Niente…
Quel pensiero lo portò quasi alla pazzia.
Si, l’avrebbe posseduta.
Ora. In quel momento.
Insinuò la mano nel plaid mentre le leccava l’incavo della gola. Poi sentì il gemito di lei che inclinava la testa all’indietro desiderando ardentemente di più…
-Disturbo?- la voce di Liam interruppe il piacere di William, soffocandolo istantaneamente.
Al diavolo la sua presenza!
Contro voglia. William alzò la testa per vedere Liam in piedi nell’oscurità. Guardò il fratello con gli occhi socchiusi, desiderando che avesse imparato un miglior tempismo durante i suoi anni in guerra.
Imperturbabile, Liam incrociò lo sguardo del fratello con un solo accenno di sorriso.
-Se desideri, posso andare a fare un giro veloce intorno alla chiesa e poi tornare qui. Ti dovrebbe bastare per terminare l’impresa, non è vero?-
Lasciando ricadere il plaid sui fianchi di Buffy, William fissò Liam con un buffo sguardo per l’insulto nel suo vigore –Forse a te. Io invece preferisco soddisfarle le mie donne-
William sentì Buffy irrigidirsi tra le sue braccia prima di allontanarsi. –E’ buio ora. Faremo meglio a muoverci-
Liam si guardò intorno nel piccolo cortile –Allora dove sono i nostri cavalli?-
-Andremo a piedi- rispose Buffy –Attireremo meno l’attenzione-
Lo sguardo stupito i inorridito sul viso di Liam era comico.
-A piedi?- disse con voce strozzata –Och su, ragazzina hai intenzione di uccidermi?-
William rise all’accento inglese di Liam –Fa un favore a te stesso, fratello, se dovessimo incontrare qualcuno, non aprire bocca. E’ molto probabile che il tuo accento possa tradirci-
Camminarono velocemente attraverso la brughiera ricoperta di erica dietro alla chiesta e all’interno dei fitti boschi che separavano le terre dei Darcy da quelle dei Mac Donald. Nessuno di loro parlò mentre si allontanavano più che potevano da chiunque potesse tentare di fermarli. Erano passare quasi due ore, molto tempo dopo che i fitti alberi scuri li avevano riparati, quando Buffy osò parlare.
-Credete che avremo qualche possibilità di far cambiare idea a Wesley Mac Donald?- chiese agli uomini.
-Nessuna- risposero insieme.
Aggrottò le sopracciglia –Perché allora siete disposti a fare questa spedizione?-
William la guardò cupamente. Aveva temuto quella domanda e, sebbene sapesse che forse avvenne dovuto mentirle, non riusciva a essere disonesto con lei. Buffy era probabilmente l’unica donna alla quale non aveva mai mentito e, per qualche motivo, voleva continuare a farlo.
- Perché- disse –se tu fallisci, allora io conosco un modo per porre fine a questa faida una volta per tutte-
-E cioè?-
-Ho intenzione di uccidere Wesley –
Lei barcollò alla sue parole, poi si fermò di colpo, a bocca aperta –No non puoi dire sul serio-
-Ne sono certo- rispose William –Tu vuoi che questa faida finisca e questa p la solo garanzia che io conosca-
Buffy si sentì venire le lacrime agli occhi ‘Come poteva farlo? E tutto quel tempo lei aveva pensato che lui l’accompagnasse unicamente per proteggerla. Che donna sciocca’ si disse duramente ‘Avresti dovuto saperlo che non lo stava facendo per te. Pensi davvero che gli intessi se vivi o muori?’
Ma non riusciva a dirlo ad alta voce. Invece sussurrò –Credevo ti stessi comportato in modo cavalleresco. Hai detto che non mi avresti lasciato andare da sola-
-Ascolta, Buffy. L’unico motivo perché ti ho permesso di seguirci e che ti conosco sufficientemente bene da sapere che ci avresti seguito comunque, da sola. Credimi, ho imparato qualcosa su di te mentre stavi crescendo-
-E anch’io ho imparato molte cose su di te, William Darcy, molte delle quali mi hanno fatto piangere. Ma nonostante tutte le lezioni dolorose che ho imparato, non avrei mai creduto di vederti un giorno andare tranquillamente ad ammazzare qualcuno-
Le sue parole gli colpirono la coscienza. William non aveva intenzione di assassinare Wesley. Sarebbe stato un combattimento leale. Ma una volta lasciare le terre dei Mac Donald, la faida sarebbe finita.
In un modo o nell’altro.
-Se sei troppo impressionabile per fare ciò che deve essere fatto, donna, allora ti consiglio di startene a casa al sicuro-
Frustrata, si voltò verso Liam –Potere, per favore, farlo ragionare?-
-Perché?- chiese Liam –Per una volta, gli do completamente ragione. La vita di Mac Donald dovrebbe essere d’importanza marginale paragonata a quella dei miei famigliari-
Buffy era inorridita –Sareste sul serio in grado di avvicinarvi a lui e tagliarli la gola?-
Lo sguardo di Liam divenne vuoi, spento.
-Ho fatto di peggio in vita mia-
William trasalì a quel tono, perché conosceva fin troppo bene il genere di cose che suo fratello aveva fatto. Diede un colpetto affettuoso a Liam sulla schiena.
- Buffy- disse William –Sono disposto a fare ciò che vuoi anche se me ne pentirò. Ti concederò il tempo di parlare con Wesley. Se avrai successo, allora non ci sarà più spargimento di sangue. Ma se non ci riuscirai…-
Lei si rabbuiò –Ti ringrazio per la concessione- il suo sarcasmo era pesante quanto quello di Liam –Vediamo se ho capito bene. Al momento ho sulle spalle la vita del nostro capo, di tuo fratello Lindsey, dei miei quattro fratelli sopravvissuti e anche le speranza di tutte le donne, sia del nostro clan sia del clan dei Mac Donald e, ora,anche la vita di Wesley è nelle miei mani. Ho dimenticato qualche cosa?-
-Ci sarebbero ancora delle piccolezza- aggiunse Liam col solito tono asciutto –Se fallisci, probabilmente verrai ammazzata insieme a William e a me stesso. Se Mac Donald uccide William, sono piuttosto sicuro che Riley passerà il resto della vita a cercare di estirpare tutti i Mac Donald da questa terra. Se io dovessi morire, il re Erico sarebbe piuttosto seccato e, poiché non particolarmente affezionato agli scozzesi, ma lo è moltissimo a me, nessuno può dire cosa potrebbe fare per vendicarsi. Conoscendo il Re così come lo conosco io, sono sicuro che non sarà nulla di piacevole-
William si schiarì la gola –Questo potrebbe essere il momento giusto in cui accennare che Liam è uno dei conosciglieli del re, e uno suo amico personale-
Buffy alzò gli occhi al cielo –Santa madre di Dio- sussurrò –Ora mi avete fatto diventare responsabile della guerra tra due paesi?-
.Si, ma solo se fallissi-
Buffy raddrizzò le spalle cominciando a procedere frettolosamente – Molto bene, allora non fallirò- poi sottovoce aggiunse –Lo spero-
Quando finalmente si fermarono per la notte, la luna piena era alta sopra le loro teste. Una spessa foschia minacciosa ristagnava nel sottobosco, mentre gli alberi e i cespugli erano screziati dalla pallida lice della luna. William respirò profondamente e assaporò il profumo dell’aria pulita. Silenziosamente, si misero al riparo vicino ad un ruscello, in una piccola radura d’erba e d’edera.
William passò a Buffy la bisaccia, mentre Liam andava a raccogliere della legna per il fuoco. Buffy tolse dalla bisaccia la carne essiccata, il formaggio e piccole fiasche di birra e preparò per tutti un piccolo pasto.
Dopo che Liam ebbe raccolto legna a sufficienze, William accese il fuoco mentre il fratello, con un bastoncino, levava il fango dalle foglie bagnate dalle suole dei suoi stivali di pelle nera.
-Quanta strada abbiamo percorso?- chiese Buffy prima di mettersi un pezzettino di formaggio in bocca.
Liam sbuffò –Visto che siamo a piedi, scommetto non più di due chilometri e mezzo-
William lanciò al fratello una manciata di foglie secche –Potresti essere più pessimista di così?-
-Si, ma per il bene della signora sto cercando di fare l’ottimista-
La cosa peggiore era che William sapeva che le parole di Liam erano sincere. E che Dio li salvasse se Liam avesse dato libero sfogo al suo pungente sarcasmo.
Volendo ignorare di proposito il fratello, William rispose alla domanda di Buffy.
-Sono sicuro che abbiamo camminato per diversi chilometri. Quando ci hai messo l’ultima volta a raggiungere lady Mac Donald?-
Buffy esitò come se stesse silenziosamente riflettendo su qualcosa.
-Quattro giorni- rispose infine.
-Quattro giorni?- imprecò Liam –Perché uno di voi non me la detto prima di partire? Nessuno di voi ha mai sentito parare di cavalli?-
William scosse la testa. Mise un pezzo di legno nel fuoco, prima di alzarsi e andarsi a sedere vicino a Buffy –Ti sta prendendo in giro- le disse.
Dopo che ebbero finito la loro modesta cena di pane, cane e formaggio, William coprì il fuoco, mentre Liam iniziava il suo turno di guardia. Buffy estrasse dalla bisaccia un largo plaid di lana verde e gialla e si sistemò proprio vicino al fuoco. Con suo disappunto, William si stese alle spalle. Molto vicino a lei.
-Che cosa stai facendo?- domandò girandosi per guardarlo.
-Unisco i nostri calori- rispose con noncuranza, mentre si rannicchiava vicino alla sua schiena.
-Ho abbastanza caldo- disse lei senza indugio.
Davvero, con lui così vicino, il suo corpo sembrava in fiamme.
-Cosa?- chiese William con tono provocante –Hai paura di me?-
-No- rispose sinceramente. Aveva paura di se stessa. E anche delle strane emozioni che la sua presenza suscitava con in lei.
-Non ti farò del male, passerotto- disse, lisciandole una ciocca dei suoi capelli tagliati.
Santo cielo! Che bella sensazione le dava la sua mano tra i capelli. Le forti dita si muovevano dolcemente sulla sua testa.
Delicatamente la rigirò sul fianco destro, rivolto verso il fuoco, e si sistemò proprio dietro di lei, così vicino che lei riusciva a sentire il calore che dal corpo di lui comunicava al suo.
-Chiudi gli occhi e dormi- disse, il suo fiato le smosse i capelli.
Come se lei potesse veramente fare una cosa del genere mentre un desiderio travolgente palpitava nel suo corpo. Non si era mai sentita così vicina o così vigile.
Ogni piccola parte del suo corpo riusciva a precipite William: la pelle del suo collo accarezzata dal suo alito con un ritmo regolare e la schiena che sentiva il calore del corpo di lui, lo sentiva anche nel cuore, perché con lui era al sicuro. Sognava ardentemente qualcosa che non si sarebbe mai avverato. Le venne un nodo in gola a quel pensiero.
A causa di quel dolore voleva godersi quella notte. Fare finta che, per un attimo, lui fosse solo suo e che loro fossero distesi lì come due amanti. Con quel sogno vivido nella mente, cercò di rilassarsi. Ma era impossibile come dormire.
Esasperata con se stessa e con quei suoi sogni sciocchi, appoggiò la testa sul braccio e si sforzò di chiudere gli occhi. Pochi minuti più tardi, le si era addormentato il braccio. Il resto di lei era rimasto dolorosamente cosciente. Non volendo far sapere a William quanto la sua presenza la turbasse, cercò di appallottolare il plaid in un piccolo cuscino.
Le spalle cominciavano a farle male.
Ripetutamente Buffy mosse la testa e le braccia cercando di mettersi comoda.
Era inutile. Proprio mentre si stava rassegnando a una notte insonne, William allungò una mano e le toccò il braccio.
-Su- sussurrò, avvicinandole la schiena contro il suo petto –Appoggiati a me-
Voleva discutere. No, doveva discuter, ma non ci riuscì. Non quando lui sembrava così gentile.
Con riluttanza lasciò che la tenesse delicatamente contro il petto.
Questo sì che era confortevole!
William guardò Buffy. Qualcosa la stava preoccupando e il cuore gli si strinse pensando a tutto quello che lei aveva sofferto nella sua giovane vita.
I suoi fratelli e la maggior parte dei giovani del clan erano sempre stati spietati nel prenderla in giro. Suo padre aveva criticato tutto quello che lei faceva.
E, tuttavia, era la donna più generosa e più buona che lui avesse mai conosciuto.
Senza esserne cosciente, allungò una mano per accarezzò dolcemente i capelli. Le ciocche bionde gli carezzavano le dita e stimavano il suo desiderio.
‘E’ lei che vuoi, o vuoi solo una donna?’
Per la prima volta in vita sua, William si pose quella domanda. Le donne lo avevano sempre cercato e si erano offerte senza riserve.
Ma Buffy era diversa. Non lo aveva mai rincorso. Al contrario, lo aveva sempre sfuggito come se lo temesse.
E ora questo suo atteggiamento gli dispiaceva.
Avvicinandosi, inspirò il profumo di fiori dei suoi capelli, lasciando che lo pervadesse e ammaliasse i suoi senti.
Era attraente e rassicurante, come una calda prezza estiva.
Lasciandosi guidare dal desiderio, fece correre la mano dalla testa lungo il braccio di lei e si rannicchiò ancora più vicino al suo calore.
‘Lui stava forse…’ William stava facendo scivolare una mano sul fianco, e lei si sentì turbata.
Si rimproverò per i sentimenti che la sua vicinanza gli suscitava.
Combattuta tra il desiderio delle sue carezze e il sapere che sarebbe stato sbagliato, Buffy si schiarì la gola.
- William, vuoi comportati bene?-
-Mi sto comportando bene- mormorò contro il suo orecchio.
-No- gli disse, avvertendo lo strano tono che aveva assunto la sua voce –Mi stai palpeggiando-
-Solo un pochino-
‘Che sfacciato!’ pensò Buffy.
Se no lo avesse fermato ora, nessuno avrebbe potuto dire come sarebbe andata a finire…
Lo sapeva perfettamente e sebbene il suo cuore potesse desiderarlo, la sua mente conosceva le spaventose conseguenze di un atto del genere- Non sarebbe stata un’altra delle sue conquiste. Non aveva alcuna importanza cosa provasse per lui, non si sarebbe lasciata usare.
Pensando solo a mantenersi pura, gli afferrò la mano saldamente e se la portò allo stomaco, proprio sotto il seno, per tenerla ferma.
-Allora- sussurrò William al suo orecchio con voce roca –Vuoi che ti tocchi qui?-
Allungò la mano appena impercettibilmente e la posò sul suo seno stretto dalle fasce.
Buffy si sforzò di riposare, mentre un incontrollabile impeto di desiderio divampava in lei. Sentì stretta tensione nel suo corpo e fece tutto il possibile per non gemere.
- William!- esclamò senza fiato –Ti proibisco di toccarmi!-
-Davvero?- domandò, strofinando il naso contro i suoi capelli.
Socchiuse gli occhi mente il suo respiro le solleticava la nuca. William le dava sensazioni meravigliose, proprio in quel momento, desiderava ardentemente essere baciata.
- William- provò di nuovo –se non mi lasci andare, giusto che vado a dormire con Liam -
Lui si bloccò a quella parole. Poi rise.
-Perché lo trovi tanto divertente?- chiese accigliandosi.
-Mio fratello preferirebbe castrasi che giacere con una donna scozzese-
-Oh, William- lo sgridò, girandosi per guardarlo –Non è quello che intendevo e lo sai bene. Sei terribile. Malizioso e incorreggibile!-
Il suo sorriso divenne più intenso e lei non sfuggì il cupo desiderio ardente nei suoi occhi –Mi hanno detto che sono piuttosto bravo. Specialmente per quanto riguarda…-
Buffy gli posò una mano sulle labbra per interrompere il resto di quella frase –Ho saputo abbastanza sulle tue bravate. E non ho intenzione di lasciare che tu abbia un rapporto con me qui nei boschi, come se fosse in prostituta. Sono una brava ragazza rispettabile e ho intenzione di rimanere così-
E poi successe una cosa terribile. Si rese conto di quanto morbide fossero le labbra di lui sotto le sue dita. Poi si ricordò della sensazione che le avevano dato quelle labbra quando avevano baciato lei sue.
Delizioso. Il suo bacio era stato assolutamente irresistibile. Allarmata dal quel pensiero e dal fatto la sua volontà avesse cominciato a vacillare, tolse la mano e le strinse a pugno.
La mascella di William si contrasse nervosamente mente la guardava con attenzione, poi abbassò lo sguardo sulle sue mani e lei osservò l’indecisione sul suo visto.
Alla fine lui sospirò e si scostò da lei.
Buffy fece un profondo respiro di sollievo quando si sistemò a una certa distanza da lei.
-Dimmi- le chiese a voce bassa –Come hai fatto questo viaggio la prima volta, tutta da sola?-
‘Che strana domanda. Perché dovrebbe essere interessato a…’
Si arrestò su quel pensiero notando che lui si era eccitato. La s’infiammò il visto. William stava cercando di distrarsi e, a meno che lei non volesse peggiorare la situazione, avrebbe fatto meglio ad aiutarlo.
L’ho fatto a cavallo- rispose sotto voce per impedire a Liam di sentire.
William rise sommessamente.
-Ho cavalcato di giorno e mi sono fermata a casa di mia cucina la prima note. Poi, una volta raggiunte le terre dei Mac Donald, ho seguito le strade e ho pagato per l’alloggio-
-E ti ci sono voluti quattro giorni?- chiese.
Buffy arrossì nuovamente ricordandosi le sue precederti parole.
-No, solo due. Ho pensato che c’è ne volessero quattro dato che siamo a piedi-
Buffy lanciò uno sguardo timoroso verso Liam.
-Non volevo dire a Liam che avevo viaggiato per timore che si arrabbiasse ancora di più dal fatto che siamo a piedi-
-Sei molto matura per la tua età-
William si sporse in avanti in modo impercettibile e le passò nuovamente le dita tra i capelli –Sai che i tuoi capelli sono soffici come la seta?-
‘Non un’altra volta’ se lui avesse proseguito così si sarebbe confusa del tutto.
Buffy si morse le labbra felice per i suoi complimenti –No- sussurrò –Non ho mai toccato la seta-
Gli occhi di William si oscurarono ancora mentre avvicinava la testa alla sua –Mi piacerebbe avvolgerti in essa- le confidò ad un orecchio, facendola rabbrividire –Si, in un lenzuolo vedere intenso, che facesse risaltare la tua pelle. Credimi, non c’è niente di più sensuale della seta che scorre sul corpo nudo-
- William!-
Il suo sorriso era impudente.
Buffy scosse la testa –Non puoi proprio evitare, vero?-
-Evitare cosa?-
-Di flirtare con ogni donna che incontri-
-Chi dice che sto flirtando?-
-Io, perché so che se Nera o Adena fossero qui ora, te ne saresti andato con una di loro senza pensare minimamente a me-
Si tirò indietro con la testa come se lo avesse schiaffeggiato.
-Santo cielo, Buffy, non so chi, tra noi due, tu abbia appena insultato di più con questa affermazione. Credi veramente che io…-
William si soffermò pensando seriamente alla sue parole. E in quel momento imparò qualcosa di s che non gli piacque.
Lei aveva ragione, Non poteva nemmeno calcolare quante volte era stato con una donna quando un’altra, più attraente, era arrivata e lo aveva distratto.
-Stavi dicendo?- domandò lei.
-Nulla- rispose, lo sguardo rivolto verso la foresta scura.
Suo malgrado, William rifletté su cosa avrebbe fatto se una donna più attraente fosse stata lì. L’avrebbe corteggiata alla prima occasione e non avrebbe più prestato attenzione a Buffy? Poteva veramente essere così superficiale?
Lo turbava il fatto di non sapere con certezza come si sarebbe comportato.
Era uno stupido farabutto. E per la prima volta in vita sua avrebbe voluto essere diverso.
Perché non poteva essere un po’ più simile a Riley, fedele e leale, oppure a Lindsey?
Non come Lindsey, che era troppo ascetico per i suoi gusti. Ma poteva essere come Liam, che era rispettoso e discreto e le donne si buttavano nelle sue braccia tanto quanto in quelle di William.
Spontaneamente, il suo sguardo ritornò a Buffy, che giaceva rigidamente sul terreno. Meritava qualcuno migliore di un farabutto come lui. Meritava un uomo capace di amare lei e lei sola.
In cuor suo, William sapeva che non sarebbe mai stato quell’uomo. Per non riusciva a smettere di desiderarla.
Le percorse con il corpo con sguardo carico di desiderio. Solo un po’ di tessuto separava i loro corpi.
Sarebbe stato facile sollevare il bordo del plaid e perdersi dentro di lei, mentre ascoltava i suoi gemiti di piacere e le insegnava la danza più antica, più intima del mondo.
Come aveva potuto non notarla? Che cosa lo aveva resto tanto cieco?
-Sai passerotto, potresti essere al sicuro nel tuo letto stanotte-
-Si- sussurrò, fissando il fuoco davanti a sé –Potrei, ma non servirebbe a fermare le uccisioni dei nostri cari. Farei qualsiasi cosa perché questa faida finisse-
-Tranne lasciare che io uccida Wesley Mac Donald -
Rimase in silenzio a meditare sulle sue parole.
-Forse ti ho giudicato duramente- gli sussurrò -Forse dovrei odiarlo per la morte dei miei fratelli. Se non fosse stato per lui e per la sua sete di sangue sarebbero vivi ora. Ma ci deve essere una parte di lui che vorrebbe che tutto questo finisse tanto quanto lo vogliamo noi. Di sicuro, dopo cinque anni di combattimenti, deve essere stanco? Tu non lo sei?-
Non rispose.
- William?-
-Ci sto pensando-
Si girò verso di lui con un'espressione incredula.
-Vuoi ancora combattere?-
-Potrebbe essere vantaggioso per il clan-
Gli occhi di Buffy s'illuminarono di sdegno e lo respinse.
William rise, facendo finta di lottare con lei.
-Devo andare a fare due passi?- la voce di Liam si intromise nel loro gioco.
-No- rispose Buffy senza esitare, allentandosi da William -Stavo semplicemente cercando di uccidere vostro fratello-
- L'eterno ammaliatore, eh, William?-
-Buonanotte, William- disse Buffy, tornando alla sua posizione iniziale.
-Buonanotte, passerotto- le sussurrò.
Ma, dentro di sé, sapeva che una notte senza un suo bacio non sarebbe stata buona.
Qualche ora più tardi, Buffy si svegliò di soprassalto ritrovandosi tra le braccia di William, strette intorno a lei in modo protettivo. A un certo momento nella notte, si erano portati ancora più vicini l'uno all'altra e, ora si trovava intrecciata a lui, davanti al fuoco.
Un desiderio strano e sconosciuto palpitante nel suo corpo, mentre si godeva la strana sensazione della sua coscia muscolosa contro la sua.
Liam si chinò e, delicatamente, diede un colpetto a William per svegliarlo.
Buffy chiuse gli occhi prontamente e finse di dormire.
- E' il tuo turno, fratellino- sussurrò Liam dolcemente.
Sentì William irrigidirsi mentre si svegliava e si domandò se la posizione dei loro corpo lo avesse sorpreso quanto lei.
Con attenzione, William liberò il suo corpo da quello di Buffy e le mise sotto la testa un plaid piegato per proteggerla dal terreno. La tenerezza di quel gesto la commosse profondamente.
-Non riesco a credere che si sia tagliata i capelli- sussurrò William.
- E’ sicuramente una persona non comune-
-Si. Non ho mai incontrato una donna come lei-
-Molti la definirebbero poco femminile-
William sbuffò –E io direi che sono degli stupidi. Non c’è niente di mascolino in lei-
Liam non rispose, ma Buffy lo sentì farsi un giaciglio al lato opposto del fuoco.
Dopo qualche minuto, qualcuno la coprì con una altro plaid. Buffy socchiuse gli occhi e vide William in piedi davanti a lei. Poi si piegò e le baciò la fronte.
La sua gentilezza la commosse così profondamente che, per un attimo, non riuscì quasi a respirare.
-Ha intenzione di iniziare il tuo turno o di continuare a coccolarla, William?-
Si girò a guardare il fratello –Le farebbero bene un po’ di coccole, credo-
E detto questo William la lasciò.
Non appena furono solo Liam le parlò –So che sei sveglia-
Buffy aprì gli occhi sbattendolo e incontrò il suo sguardo scuro.
-Immagino che lo sappia anche William-
-No, non avrebbe mai parlato così apertamente se lo avesse saputo-
Aggrottò le sopracciglia –Allora, come ve ne siete accorto?-
-Intuito, osservazione- rispose Liam tranquillo –Cosa che ho dovuto coltivare per sopravivenza. William non è sospettoso come me-
-Sospettate di me?-
Il suo sguardo arcigno la raggelò.
-Donna, io sospetto di chiunque si comporti in modo altruistico. Ho conosciuto pochissime persone in vita mia che fossero realmente gentili. La grande maggioranza della gente aiuta gli altri solo quando sa di poterne trarre beneficio-
Ancora più confusa di prima, alzò la testa e lo fissò –Pensate che voglia qualcosa da William?-
-So che vuoi qualcosa-
-E che cosa?-
-Vuoi lui-
scossa dalle sue parole, Buffy aprì la bocca per obbiettare.
-Non negarlo- le disse facendola tacere prima che cominciasse –Lo vedo dai tuoi occhi tutte le volte che lo guardi-
Buffy diede un’occhiata a William, seduto al margine dalla foresta e si domandò se i sentimenti che lei provava fossero evidenti anche a lui.
-Ammetto che mi piace- disse con riluttanza –Ma non significa che io lo voglia. Qualcuno potrebbe pensare che un serpente sia bello, ma solo uno sciocco tenterebbe di tenerlo-
Liam sollevò un sopracciglio –Allora è proprio così-
La testa cominciava a farle male cercando di decifrare la mente di Liam e i suoi commenti enigmatici
–Che cosa?-
-Hai paura di William-
-Si- ammise –Non sono una sciocca. William non è il tipo di uomo che rimerebbe a fianco di una sola donna- Mi possederebbe, poi se ne andrebbe con la prima ragazza che gli facesse girare la testa. Non ho alcun desiderio di essere come mia madre, di piangere sola nel mio letto, mentre l’uomo che amo sta passando la notte con un’altra-
Liam appoggiò la testa al braccio –Pretendi troppo da tempi come i nostri, ragazza. La maggior parte delle donne accetta il fatto che gli uomini andranno sempre a caccia-
-Io non sono la maggior parte delle donne-
Le sorrise e annuì –Di certo non lo sei. Ora faresti meglio a tornare a dormire-
Quella notte Buffy fu tormentata dai sogni e dai ricordi. Pensò a suo padre e al dolore di sua madre, che non era mai riuscita a legare a sé interamente il marito, sempre infedele come William.
‘Non ti lascerò mai, passerotto’ la voce sincera di William le fece sobbalzare il cuore.
Sognò di avere una casa con lui e dei bambini. Poi i sogni divennero più maliziosi. Riguardavano cose sulle quali Buffy aveva sentito per caso i fratelli parlare, quando credevano che lei stesse dormendo.
Immaginava William mentre la spogliava, le faceva scivolare la mano sul corpo baciandola fino a farla impazzire di desiderio. Poteva sentire le sue mani scivolarle sulla pelle nuda, accarezzarla con le labbra, giocherellare sulla pelle sensibile del suo colo.
- William- sussurrò.
Lo voleva.
E poi, da lontano, risentì la risata crudele degli uomini del suo villaggio che, nel passato, avevano deriso David, l’unico ragazzo che si fosse mai accorto di lei.
Disorientata, diede un’occhiata intorno e vide William e Liam che bisbigliavano a pochi centimetri da lei. L’odore di lepre appena arrostita le diede il buongiorno.
E, in quel momento, capì come mai avesse, da sempre, amato tanto William. Di tutti gli uomini del clan, lui era stato l’unico a non aver mai riso di lei, a non schernirla, nemmeno una volta.
-Stai bene?- le chiese William quando la vide alzarsi.
Buffy annuì –Perché mi avete fatto dormire così tanto?- chiese, notando che era già mattina.
-Abbiamo deciso che ti serviva un po’ di riposo- rispose William porgendole il piccolo contenitore di pelle con della birra.
-Ma dobbiamo raggiungere i Mac Donald il prima possibile-
-E lo faremo- la rassicurò sorridendo –Un paio d’ore non cambieranno le cose-
Camminarono per il resto della mattinata e per gran parte del pomeriggio. Invece di fermarsi per il pranzo, mangiarono per via qualche pezzo di pane e parlarono pochissimo mentre procedevano lungo la foresta secolare.
Era metà pomeriggio quando Buffy avvertì uno strano formicolio alla nuca.
Uno strano brivido la percorse.
Girò la testa per scrutare gli alberi ma non vide nessuno. Non udì niente.
E tuttavia…
In un primo momento, aveva creduto che gli uomini non avessero notato nulla di strano. Fino a quando non si accorse della loro tensione e del modo in cui tutti e due camminavano, con una mano sull’elsa della spada.
- William…-
- Liam?- chiese, interrompendola rapidamente e quello, più tutto il resto, confermò i suoi sospetti. Erano osservati e sia lui, sia Liam lo sapevano.
-Niente- disse, abbassando la voce di un’ottava.
Tuttavia, non vedeva né sentiva nulla.
La cosa andò avanti così a lungo che aveva proprio cominciando a pensare che la sua immaginazione le giocasse qualche brutto tiro. Fino a quando non oltrepassarono una piccola altura nella foresta. Proprio mentre si stavano avvicinando a un grande albero di tasso videro un uomo massiccio, ma non alto come Liam. Gli umidi capelli neri gli cascavano mollemente fino alle spalle muscolose e la barba sporca gli oscurava quasi tutta la faccia. Arcuò un folto sopracciglio nero mentre socchiudeva un occhio verso di loro e puntava la spada verso Liam.
-Bene, bene- disse l’uomo, malvagiamente –Che cosa abbiamo qui?-
-Sembra che abbiamo dei picconicini pronti per essere spennati- rispose un uomo dietro di lui.
Terrorizzata Buffy si guardo intorno mentre venivano circondati da dieci uomini. Erano ladri, a giudicare dal loro aspetto e solo Dio sapeva cosa avrebbero fatto una volta che si fossero resi contro che loro tre avevano pochissimi soldi.
Liam e William si scambiarono delle occhiate che erano un misto terrificante di divertimento beffardo e anticipazione.
-Bene, bene- disse Liam a William imitando le parole e il tono del capo –Che cosa abbiamo qui?-
-Sembra un gruppo di sciocchi desiderosi di morire- rispose William con un gelido sorriso.
Buffy velocemente si fece il segno della croce, rendendosi contro che la situazione era sul punto di sfiorare in qualche cosa a cui non avrebbe proprio voluto assistere. Sperava soltanto che loro sarebbero sopravvissuti.
Il capo dei banditi ricambiò il gelido sorriso di William –Su, amico, non c’è motivo che sprechiamo il tuo sangue o le tue budella. Dacci i soldi e ti lasceremo andare-
- C’è solo un piccolo problema- rispose William con un tono di voce calmo e condiscendente, gli occhi per erano minacciosi –Non sei un mio amico e tengo un po’ più al mio oro che a te. Quindi, considerando questo, perché dovrei congegnarti i miei averi?-
Il panico di Buffy crebbe.
Il viso del capo dei banditi divenne feroce –In questo caso…-
I banditi attaccarono così velocemente che Buffy ebbe, a malapena, il tempo di schivare l’energumeno che la inseguiva e gettarsi tra i cespugli per trovare riparo.
William e Liam sfoderarono le spade contemporaneamente e respinsero i loro aggressori.
Il grosso ladro a cui lei era sfuggita si mosse per acchiapparla, ma non riuscì perché William lo afferrò per la camicia e lo spinse nella direzione opposta, facendolo rimbalzare contro il tronco di una quercia: l’uomo si accasciò.
Buffy sospirò di sollievo, sperando che nessun altro l’avesse notata. Ma subito vide un altro fuorilegge avanzare lentamente alle spalle di William, pronto a colpire.
Il panico crebbe in lei. William era così occupato con l’uomo che aveva davanti a sé, che non aveva notato quello alle spalle. Con in testa il solo pensiero di salvarlo, Buffy uscì dai cespugli, afferrò un robusto ramo dal terreno e lo usò per colpirlo sulla schiena.
Le foglie gli sferzarono la schiena, il collo e la testa facendo inferocire l’uomo che si voltò di scatto verso di lei con un’imprecazione violenta.
Goffamente, teneva il ramo davanti a se mente lottava per proteggersi. Il ladro rise crudelmente colpendo le foglie e il legno, quasi scherzosamente con la spada.
-Madre di Dio, proteggimi!- sussurrò, poi lo colpì con violenza alla testa.
Lui vacillò solo per un istante, poi il suo viso si oscurò di rabbia –Morirai per questo-
- Un accidenti- ringhiò William, afferrando il ladro e girandolo per affrontarlo.
William lo mandò a terra con un potente manrovescio. Lei ebbe a malapena il tempo di ringraziarlo prima che un altro uomo andasse all’attacco.
Buffy guardava impressionata, mentre i fratelli li liquidavano in fretta, senza ammazzarne nessuno. Parecchi erano feriti, bocconi sul terreno dove gemevano.
Buffy teneva ancora stretto il ramo, troppo timorosa di lasciarlo prima che i ladri se ne fossero andati.
William costrinse il capo dei malviventi con le spade a un albero di tasso e gli tenne la spada proprio sotto il mento. La mano era ferma e il suo sguardo feroce avrebbe soggiogato il diavolo stesso.
-Allora, amico- sibilò William –Devo ucciderti o vai a farti gli affari tuoi e ci lasci in pace?-
Liam schioccò la lingua mentre lanciava un’occhiata crudele agli uomini a terra, intorno a lui.
-Suvvia, posso per favore, ucciderne uno? Cosa ne dici di quello grosso con solo tre denti, o preferisci quello basso con l’alito cattivo?-
William rise in tono beffardo al tono supplichevole di Liam, ma i suoi occhi non si spostavano dal bandito davanti a se –Devo lasciare che si diverta?-
Il capo scosse la testa –No, che ne andiamo, se per voi è lo stesso-
Con una velocità che la sbalordì, i banditi si ripresero e scomparirono tra gli alberi. Buffy riusciva a stento a stare in piedi, da tanto che tremava. L’aveva proprio scampata bella. Non aveva mai sperimentato una cosa simile.
Dannazione, cosa avrebbe fatto se William e Liam non fossero stati con lei? Non riusciva nemmeno a pensarci.
La terrorizzava il pensiero di cosa le sarebbe potuto accadere se i ladri si fossero imbattuti in lei la prima volta che aveva fatto quel viaggio da sola, vestita da donna.
-Stai bene?- chiese William, prendendole il ramo che le dondolava dalle mani, poi lo gettò via.
-Grazie- mormorò debolmente –Grazie-
-Prego- rispose, tenendole la mano tremante nella sua.
Lei percepì, dall’espressione degli occhi di quell’uomo incredibile, il suo interesse e la sua preoccupazione che la calmarono e le riscaldavano il cuore.
William le prese il volto tra le mani e, delicatamente le accarezzò uno zigomo con il pollice. Buffy fece tutto il possibile per non chiudere gli occhi e sospirare di piacere. Il suo tocco rassicurante e calmo le dava una gioia assoluta. William l’aveva protetta, ancora una volta. Si domandò se sapesse quante volte si era comportato da paladino verso di lei.
-Grazie per avermi coperto le spalle- disse William sommessamente.
Buffy si accigliò. Quel suo tono nascondeva qualcosa. E in un attimo capì che lo aveva divertito tanto.
-Hai sempre saputo che l’uomo era dietro di te vero?-
-Si- rispose con una risatina –Ma sono contento che mi apprezzi a sufficienza da averlo voluto allontanare da me. E ancora di più per aver rischiato la tua vita per farlo-
Fu perversa da un altro brivido, che non aveva niente a che vedere con il panico, ma con William.
Quell’uomo ere incredibile quando sorrideva. Come diavolo poteva una donna negargli qualcosa quando lui la guadava in quel modo, con le fossette maliziosa, lo sguardo intenso e l’espressione così appassionata?
Smise di accarezzarle delicatamente la guancia e la guardò assordo negli occhi –E’ stato un gesto molto coraggioso quello che hai fatto per un farabutto come me-
-E tu sei un farabutto- confermò, ne era sicura in cuor suo, ma, per qualche motivo, al momento non le interessava.
-Si- rispose con un sorriso diabolico, abbassando la testa verso la sua –Assolutamente il peggiore-
Senza pensarci consciamente, socchiuse la bocca per lui, desiderando ardentemente un altro bacio. William chiuse gli occhi e stava cominciando ad accettare il suo invito, quando Liam si schiarì la gola.
-Devo separarvi un’altra volta?- chiese Liam –Sta diventando una cosa noiosa-
Buffy sobbalzò tra le braccia di William che si ritirò subito da lei con un sospiro –Ricordami di ringraziarti in modo più appropriato più tardi- sussurrò.
Buffy era troppo sconvolta per rispondere. Con i sensi turbati, non poté fare altro che annuire, ma era pentita di avere concesso tanta intimità a un uomo del suo stampo.
Morsicandosi le labbra, guardò verso il punto in cui si trovavano Liam e William. Turbata, chiese perché non riusciva a odiare quel donnaiolo incallito.
Perché sarebbe stato come odiare il vento quando soffiava, il sole quando risplendeva. Era la sua natura. Cambiarla avrebbe sicuramente cambiato William e lei desiderava accettarlo, così lui le piaceva molto.
Era il suo spirito spensierato che l’attraeva. Doveva semplicemente dominarsi quando gli era vicina e non permettere che lui la facesse soffrire.
-Credete che torneranno?- chiese Buffy avvicinandosi ai due uomini.
-Si- fece Liam, e allo stesso tempo William rispose di no.
Liam guardò in modo scherzoso il fratello mentre lui ringuainava la spada –Credi davvero che se ne andranno senza vendicarsi in nessun modo?-
-Si, li abbiamo sconfitti. Perché dovrebbero ritornare?-
Gli occhi di Liam espressero un’emozione così intensa che Buffy involontariamente indietreggiò.
-La vendetta è un ottimo motivo, fratellino- disse in modo piatto.
William incontrò lo sguardo di Liam e annuì impercettibilmente col capo, tra loro c’era una comprensione profonda –Credo che tu lo sappia meglio di me-
Il fratello distolse lo sguardo. Pose la mano sull’elsa della spada e passò davanti a Buffy,
-Voglio il mio cavallo- mormorò mentre le passava vicino, poi s’incamminò nella densa foresta.
William sospirò guardando il fratello che se n’andava, prese la bisaccia da terra e s’incamminò dietro di lui.
Buffy lì seguì in silenzio, facendo passare lo sguardo dall’uno all’altro –Tuo fratello è un uomo stano- commentò.
- Liam è uno degli uomini più ricchi di tutta l’Inghilterra, con tenute che si estendono da Canterbury alla Scozia, alla Terra Santa. E’ uno dei pochi uomini al mondo che può chiamare re Enrico per nome in sua presenza e, tuttavia, è cupo quando è di buon umore, furibondo quando è al peggio. Trascorre la vita completamente solo e isolato da tutti- William scosse il capo –Io non sopporterei di vivere così. E non riuscire nemmeno a seguire Lindsey sulle montagne come un eremita-
Buffy capiva come mai Lindsey si fosse appartato dopo quello che era successo con Darla. D’altra parte era sempre stato un uomo timido che preferiva l’isolamento alla compagnia.
Liam, non se lo ricordava altrettanto bene. Era poco più di una bambina quando era stato preso dagli inglesi.
-Dimmi- domandò Buffy con delicatezza –Tenuto conto del modo in cui Liam fu portato via contro il suo volere, per quale motivo ora preferisce vestirsi e comportarsi come un inglese?-
William fece un profondo respiro. Si girò a guardarla e lei vide il turbamento nei suoi occhi e il dolore.
-Quando Liam compì quattordici anni, Erico fu incoronato re d’Inghilterra e, come gesto di magnanimo per l’incoronazione, premise agli ostaggi scozzesi che Stefano aveva catturato di ritornare alle loro famiglie-
Buffy aggrottò le sopracciglia. Non aveva mai sentito quella versione dei fati. Né aveva alcun senso ‘Se Liam poteva ritornare, perché non la fatto?’
-Perché Liam non scelse di tornare a casa?- chiese a William facendosi coraggio.
La mascella di William cominciò a contrarsi nervosamente –Lui voleva tornare, ma mio padre lo rifiutò. Fece sapere al re che poteva tenere Liam, in quando detestava un figlio che era diventato uno schifoso inglese-
A Buffy mancò il fiato. Non riusciva ad immaginare tanta crudeltà. Santo cielo, che dolore doveva aver provato Liam dopo aver saputo il rifiuto del padre!
Improvvisamente, le critiche che le aveva mosso il padre non le sembravano così terribili.
-Perché ha fatto una cosa del genere?- chiese –Cosa disse tua madre a riguardo?-
William guardò da un’altra parte e lei notò nei suoi occhi il tormento. –Mia madre era il motivo per cui Liam non ritornò- disse con voce cupa –Mia madre non voleva averlo nella stessa casa-
-Perché?- domandò Buffy sorpresa.
William sospirò –La madre di Liam era una donna inglese con la quale mio padre aveva avuto un’avventura, l’unica volta che era andato a Londra. Liam è stato concepito solo pochi mesi prima di Riley-
Buffy trasalì alle sue parole. Ecco, cos’era. Stinse le labbra scuotendo incredula la testa. Gli uomini e le loro infedeltà!
‘Come poteva William continuare con tutte quelle sue avventure dopo che aveva visto così da vicino le conseguenze dell’infedeltà?’
Povero Liam, era stato respinto perché Joyce non voleva vedere la prova del tradimento del marito. Con il cuore gonfio, provò comprensione per entrambi.
-Che ne è della madre di Liam?- chiese.
William fece una smorfia sdegnosa –Lo detestava. E per questo, in un primo tempo, lo mandò a vivere con mio padre. Aveva deciso, anni prima, che Liam era un incomodo per lei-
-Allora, è stato abbandonato da entrambi i genitori?-
-Si. È un uomo amareggiato, ma questo è comprensibile-
Buffy era d’accordo. Ora capiva lo sguardo ostile che Liam aveva indirizzato verso Joyce quando era comparsa nel giardino della chiesa.
Doveva odiarla profondamente.
Non riusciva a immaginare come doveva essersi sentito quando entrambi i suoi genitori lo avevano respinto. Era più di quello che qualche individuo avrebbe dovuto sopportare.
Guardando William e il dolore nei suoi occhi, si domandò cosa realmente pensasse dei suoi genitori. E in cuor suo sperava che anche lui era ferito dall’insensibilità.
William camminava in silenzio mentre ricordava il momento in cui Liam era stato preso a forza dalla casa.
Ancora oggi, non riusciva proprio a pendolare sua madre per le sue deplorevoli azioni. Non riusciva a capire come poteva una donna consegnare un bambino, anche se non era il suo, nelle mani di un nemico mortale.
Era stato proprio in quel giorno che lui aveva deciso che non si sarebbe mai sposato.
Se mai un bambino si fosse presentato affermando di essere suo, William lo avrebbe accolto a braccia aperte, ma non avrebbe mai avuto una moglie che lo avrebbe odiato. Nessuna donna a pressarlo per farli compiere un atto imperdonabile.
Il peggio era l’implacabile senso di colpa nel suo animo per il fatto che Liam era stato quello che il padre aveva consegnato quel giorno. Perché in cuor suo, sapeva che, come figlio più giovane, sarebbe dovuto andare lui, e Liam rimanere in scozia, essendo il maggiore.
Ma la madre aveva salvato William dagli inglesi. Durante tutti quegli anni, si era spesso domandato se tutte le donne si sarebbero comportate come sua madre, o se era stato un difetto del carattere di Joyce.
-Dimmi- chiese a Buffy prima di pensarci –Se fossi stata mia madre, cosa avresti fatto?-
L’indecisione le passò sul volto mentre rifletteva
–Non lo so-
-Allora, anche tu l’avresti mandato via?-
Sollevò lo sguardo verso di lui, i suoi occhi erano pensierosi.
-Onestamente non lo so. Da una parte, non vorrei dire di essere capace di scacciare via un bambino, ma è anche vero che mi sarebbe difficile vivere con la prova dell’infedeltà di mio marito sotto gli occhi. Non riesco a immaginare cosa debba avere provato la tua povera madre tutte le volte che Liam le si avvicinava. Tuttavia, i bambini non hanno colpa, visto che nessuno di noi chiede di venire al mondo- sospirò –Credo che non tocchi a me giudicare le sue azioni o dire con certezza cosa avrei fatto, a meno che non mi trovassi di fonte a una scelta simile.
William sentì la mascella contrarsi a quella parole. Anche se fosse vissuto per sempre, non avrebbe mai capito come sua madre aveva potuto fare quello che aveva fatto. E sebbene amasse sua madre, trovava le sue azioni di quel giorno egoiste e crudeli.
Buffy si aggiustò la bisaccia in spalla –Tu e Liam siete molto uniti, vero?-
William annuì –Si, nonostante tutto il tempo che abbiamo vissuto separati. Durante gli ultimi otto anni sono andato diverse volte in Inghilterra a trovarlo-
Buffy sorrise dolcemente –Sei un bravo uomo, William Darcy -
-Davvero?- chiese, sorpreso. Per qualche motivo, aveva avuto l’impressione che lei avesse trascorso molto più tempo a condannarlo che non a lordalo.
Lo guardò di traverso –Ora, non farti venire strane idea per queste parole-
William rise per il tono di sdegno della sua voce. Era evidente che pensava che lui avrebbe utilizzato la sua frase per sedurla e che lei non avrebbe gradito una cosa del genere.
-Non hai una grande considerazione di me, vero?-
Corrugò la fronte pensando –Si e no-
-Cosa vuol dire?-
Smise di camminare e si girò verso di lui –So che c’è del buono in te, ma hai anche un lato che non mi piace. Se non fossi così volubile saresti un ottimo marito per una donna-
La sua scelta delle parole lo divertì. Con gli anni, le persone avevano chiamato le sue bravate con una vasta gamma di vocaboli, ma nessuno aveva mai usato il termine volubile –Volubile?-
-Si, volubile. Non credi che io sappia con quante donne sei stato? Suvvia, dubito ci siano più di tre donne in tutta la terra dei Darcy tra i quindici e i quarant’anni che non ti abbiano avuto-
- Och, Buffy, mi ferisci- ed era vero. Non era stato con un numero così eccessivo di donne. Non era un gallo pronto ad accoppiare con ogni femmina che incontrava sul suo cammino. A dire il vero, aveva respinto più offerte di quanto non ne avesse accettate.
-Spesso la verità è dolorosa- rispose Buffy, la voce e gli occhi sinceri.
Il buon umore di William si smorzò quando gli rivolse uno sguardo duro e moralista, che lo tubò molto.
Ora, la situazione gli stava fuggendo di mano. Lui non era l’unico da biasimare. Era vero, era stato con molte donne, ma non ne aveva mai costretta nessuna, anzi, spesso, non era lui il cacciatore.
-Dimmi, Buffy, ti sei mai chiesta per quale motivo io sia così?-
Non ebbe esitazione –Perché sei un uomo-
Sbuffò alla sua risposta. Aveva risposto come se essere un uomo spiegasse tutte le domande dell’universo –In parte, ma non ti sei accorta di quante donne mi vengono dietro?-
Rimase a bocca aperta e lo scrutò con uno sguardo fulminante e pieno di ripugnanza –Questa è la tua scusa? Loro ti vengono dietro, così ti senti la coscienza pulita se prendi semplicemente quello che ti offrono? Al diavolo le conseguenze? Sei disgustoso-
-No, non sono disgustoso- rispose velocemente –Dici che sono volubile. E cosa sono le tue care amiche donne? Non posso certo essere volubile da solo-
-Cosa vuoi dire con questo?-
-Dico che non sono il solo colpevole. Come hai detto tu stessa, sono un uomo ed è difficile resistere a una donna quando questa ti si intrufola nuda nel tuo letto, implorando le tue attenzioni, o quando stringe il suo corpo contro il tuo sussurrandogli all’orecchio tutto le cose che vorrebbe farti-
Lo fissò inorridita –Mi stai dicendo che sono le donne che ti seducono? Che tu sei solo una vitamina che mente passeggia, pensando ai fatti suoi, viene avvicinata di soppiatto da una donna malefica che lo costringa a possederla?-
-Non mi credi?-
-Certo che no. Non ero io che stavo seducendoti la notte scorsa, William Darcy. Eri tu che respirava nel mio orecchio e che muoveva liberamente le tue mani sul mio corpo-
-Quello era diverso-
-In che modo?-
Sinceramente, non voleva pensarci. Ma i cuor suo sapeva che era diverso. Cercando di cambiare argomento, prima che gli facesse dire qualcosa che entrambi avrebbero rimpianto, disse.
-Non ti è mai venuto in mento che se trovassi una donna che mi fosse completamente fedele, allora lo sarei anch’io di certo? Amerai trovare una donna su questa terra che si preoccupasse per me, e che non mi chiedesse mai di fare cose irragionevoli per farle piace. Avere una donna che non mi tradisse con il primo uomo che le facesse girare la testa-
Lei disse scherzosamente –Suvvia, questo è un po’ ironico- lo guardò dubbiosa come se non potesse credere a quello che lui aveva detto –Saresti veramente in grado di accontentarti di un’unica donna?-
-Si. Non credi che mi piacerebbe avere una casa con dei bambini? Farei quasi tutto per una cosa del genere, tranne farmi prendere in giro da una bella ragazza. Mio fratello Xander si è ucciso per una donna capricciosa che non si accontentava di lui, ma ha voluto avere anche Lindsey. E la donna che loro hanno amato, dopo aver distrutto la nostra famiglia e aver causato la morte di Xander, ha abbandonato Lindsey, non appena le si è presenta l’occasione di andatesene con un uomo più ricco. Le donne, in caso tu ti addormentassi durante la messa domenicale, sono la causa di tutti i peccati-
Dallo sguardo sul suo viso, sapeva che lei avrebbe voluto strozzarlo, ma lo fissò duramente –Le donne non sarebbero malvagie, se non fosse per uomini come te che le conducono lungo un sentiero di peccato fino all’inferno-
Queste parole lo indispettirono. Come osava dare tutta la colpa al sesso maschile? –Non puoi dare la colpa solo al sesso maschile-
-Non posso?- chiese con voce acuta e irritata. -Come hai tetto tu stesso, ci vogliono due persone per compiere una relazione; nella maggior parte dei casi è l’uomo che guida il rapporto-
William socchiuse gli occhi guardandola –Può non piacerti la verità, Buffy, ma le verità è che la maggior parte delle donne non è come te-
Il suo viso era il ristretto dell’incredulità –Tu arrogante, stupido, disonesto dissoluto!!-
William rise. Con il corpo rigido per la rabbia, si girò di scatto e corse davanti a lui. William si affrettò finchè non la non raggiunse lei e Liam che si girò per lanciargli uno sguardo incuriosito prima di guardare Buffy.
I suoi occhi erano due fuochi d’ambra scoppiettanti –Vostro fratello è un rozzo, incivile, riprovevole demonio e spero che un giorno abbia la lezione che si merita-
Liam gettò la testa all’indietro e rise.
- Lo trovate divertente?- chiesa incredula.
-Certo- rispose Liam sorridendo –Sei l’unica donna che io abbia mai conosciuto ad averlo insultato. E lo hai fatto molto bene-
William si un’ alla risata di Liam.
Ora lei era infuriata con tutti e due. Se solo non fosse stata così bella quando era in collera, pensò William tristemente. Si, il rosso accesso donava alle sue guance.
-Uomini- disse furiosa, mentre con passo deciso lì oltrepassava –chi ha bisogno di loro?-
-Uomini- disse furiosa, mentre con passo deciso lì oltrepassava –chi ha bisogno di loro?-
- William!- urlò Buffy -Ho bisogno di te. Aiuto!!-
William si fermò a quell’implorazione, sbalordito.
Era da circa un’ora che avevano perso le tracce di Buffy nella foresta buia. Eppure avevano sempre saputo che non era tanto più avanti di loro perché la sua feroce filippica contro gli uomini in generale e William in particolare, era continuata e li aveva accompagnati per tutto il tempo.
- William, per favore!-
Doveva esserle costato molto pronunciare quelle parole dopo avere coperto di insulti lui e tutti quelli che lo conoscevano.
- William!-
-Arrivo- le assicurò, movendosi intorno a quel largo cespuglio per vederla…
William si bloccò. Nemmeno con la più vivida immaginazione avrebbe pensato di trovarla in quel modo!
Era ripiegata in aventi, il suo fondoschiena sporgeva e oscillava in modo piuttosto provocante. Sembrava che lei stesse lottando contro la foresta o, per lo meno, contro lo sfortunato cespuglio che le era davanti.
Liam scoppiò a ridere.
Anche William avrebbe riso, se una brezza non avesse sollevato il bordo del plaid di Buffy, offrendogli una generosa vista delle sue natiche; fu travolto dal desiderio e sentì una dolorosa tensione lombare. La ragazza aveva veramente uno splendido fondoschiena e la sua forma seducente si sarebbe adattata perfettamente al suo corpo. In quel momento gli parve di sentire nel palmo la morbidezza delle sue cosce, di udire i suoi gemiti, mentre lui sprofondava dentro di lei ripetutamente, fino a portarli entrambi a emettere un urlo di appagamento.
William serrò la mascella, mente il forte desiderio di lei ardeva così intensamente che, per un istante s’immobilizzò
-Non è divertente!- disse Buffy in tono seccato, cercando di tirarsi fuori dal groviglio di sterpaglia e di rami. La sola cosa che riuscì ad ottenere fu quella di mostragli ancora di più le natiche.
Di questo passo il plaid si sarebbe trovato all’altezza dei suoi fianchi e il suo intero posteriore sarebbe stato esposto allo sguardo bramoso di William.
Divorandola con gli occhi, William trattenne il fiato. E, per la prima volta in vita sua, si rese conto di aver l’acquolina in bocca per quello che stava osservando.
- William!- urlò nuovamente –Per favore, aiutami. Non riesco a muovermi. Tutte le volte che cerco di liberarmi, peggioro la situazione-
‘No, amore’ pensò lui ‘migliora sempre di più’
- William?-
Lui socchiuse gli occhi per un momento, mentre l’immagine di lei che fremeva tra le sue braccia gli passava per la mente.
Senza difficoltà, riusciva a immaginare il suo abbandono, a sentire il suono del proprio nome sulle sue labbra di lei, ebbre di passione.
E quando riaprì gli occhi, vide di nuovo il suo plaid che, a stento, nascondeva le sue naturali attrattive. William fece tutto il possibile per allontanare lo sguardo dai suoi fianchi ondeggianti, e si spostò fino a vederle il viso arrossato.
-Perché ci stai mettendo così tanto? Mi vuoi per favore aiutare?- chiese di nuovo.
‘Concentrati, su, non è il primo sedere femminile che vedi’
Lasciando cadere la bisaccia sul terreno, William osservò il marchingegno spora di lei, accigliandosi.
Buffy si trovava su ciò che sembrava essere un letto di foglie, mentre alcuni rami e fronde erano cadute su di lei e l’immobilizzavano a faccia in giù.
-Come sei finita lì dentro?-
Inarcò le schiena fino a riuscire a scorgerlo –Oh, non lo so. Sembrava proprio un buon posto per fermarsi a riposare- rispose sarcastica.
Liam rise di nuovo, mentre William alzava gli occhi al cielo per il suo sarcasmo-
-Beh, signorina dalla lingua velenosa, forse dovrei lasciarti lì-
Un’espressione di panico le attraversò il viso, poi velocemente aggiunse –Stavo camminando poi sono inciampata su qualcosa e, all’improvviso questa massa di foglie mi è caduta addosso. Ora, per cortesia, mi aiuteresti ad alzarmi?-
William fece correre lo sguardo sul suo corpo. Era in una perfetta posizione per…
- William!- disse bruscamente, come se potesse leggergli nel pensiero.
Non riusciva a non prenderla in giro –Credi che dovremmo lasciarla qui?- chiese a Liam.
-Beh, in effetti, aveva detto ‘Uomini, chi ha bisogno di loro?’. Forse dovremmo farlo, per darle una lezione-
-Va bene, mi spiace per quello che ho detto. Gli uomini possono essere utili per qualche cosa. Ora per favore aiutatemi-
William guardò scettico Liam –Non mi sembrano sincere le sue scuse. Che cosa ne dici?-
Buffy sbuffò e si contorse –Per favore- disse, accentuando le parole.
Stringendo le labbra in una linea severe, William scosse la testa –Manca ancora di sincerità-
Lei si bloccò e lo fissò.
Il giovane si trattenne dal ridere mentre guardava crescere il suo risentimento. Se il suo sguardo avesse potuto uccidere, sicuramente sarebbe stato ridotto a brandelli dal suo astio-.
-Se non mi aiuti, William Darcy, giuro che ti perseguiterò per tutta la vita-
-Ora, quello potrebbe essere spaventoso- disse Liam.
‘O potrebbe essere molto divertente’
Lo sguardo di William si fermò di nuovo sulle sue natiche ‘Veramente molto divertente’
Soffocando quel pensiero, William spostò col piede la bisaccia, poi si sporse per cercare di spostare i rami dalla schiena di Buffy.
Non funzionò.
William si accigliò guardando più attentamente i rami –Questa era una specie di trappola- disse, notando come il ramo era stato sistemato per cadere alla spalle della preda.
-Forse un bambino che voleva catturare un altro. Si vede che non è stata fatta per fare del male a nessuno, solo per costringere all’immobilità per un po’- disse Liam esaminando con lui –Il genere che costruivamo per Xander e Riley-
William rise a quel ricordo.
-Mentre ammirate l’opera, uno di vuoi potrebbe trovare il modo di liberarmi?-
-Sto cercando- rispose William –Buffy, amore mio, devo venire veramente molto vicino a te per liberarti-
-Non mi interessa quello che devi fare- disse seccamente –Semplicemente fallo e tirami fuori di qui-
William abbassò lo sguardo sui fianchi, mentre il desiderio che aveva di lei diventata sempre più grande, come anche un’altra parte di lui che s’irrigidiva e si tendeva.
‘Beh, se questo è quello che vuole…’
Si mise proprio dietro di lei, poi si dovette sporgere in avanti, sopra la sua schiena, per togliere i rami di dosso. Mentre lo faceva, la sua dolorosa erezione venne a contatto con il fondoschiena di Buffy.
Lei restò senza fiato, poi tirò su, con forza, i fianchi fino a farli scontrare contro il suo membro turgido. Il contatto provocò un gemito a William.
-Questa è una vista inestimabile- disse Liam dietro di loro –Devo lasciavi soli?-
-Zitto, Liam – urlarono entrambi contemporaneamente.
William si sforzò di respirare per attenuare il dolore straziante del desiderio che aveva. Forzandosi di procedere, le tolse il ramo dalla schiena e Buffy sgusciò, veloce come un fulmine, tra lui e la vegetazione.
-Grazie- disse.
-E’ stato un piacere- rispose William, prima di ripensarci.
Con gli occhi fiammeggianti lei incontrò il suo sguardo; la furia ardeva nella profondità dei suoi occhi –Solo tu avresti potuto approfittare di una donna in quella posizione-
Però, aveva torto, se lui non fosse stato il demonio che era lei credeva sarebbe andato ben oltre.
-Non stavo cercando di approfittarmi di te. Stavo solo cercando di tirarti fuori il più velocemente possibile-
-Oh, ne sono certa- disse, tirandosi il plaid sotto le ginocchia. Il suo sarcasmo mise in ridicolo il tono calmo di William.
-Beh- s’intromise Liam –Mentre voi due vi mettete alla pari con gli insulti, vado in perlustrazione per trovare un posto dove dormire-
Liam velocemente scomparve tra gli alberi-
Buffy gli lanciò uno sguardo truce, mentre William soffocava un sorriso che sapeva l’avrebbe fatta arrabbiare ancora di più.
-Sai, Buffy, non avevo mia notato quando tu fossi bella-
Lo guardò dubbiosa –Lo dice solo perché sono l’unica donna alla quale tu sia stato attorno negli ultimi due giorni-
-Lo dico perché è vero-
Come avrebbe voluto chiedergli. Ma lo conosceva troppo bene. Il cuore di lui apparteneva solo alla donna del momento.
‘Allora, sii la donna del momento’ le sussurrò il cuore ‘E’ meglio che non averlo per niente’
Se solo fosse stato così semplice. Per quanto fosse doloroso ora per lei vederlo andare dietro alla altre donne, non riusciva minimamente ad immaginare niente di peggio che darsi a lui e poi guardarlo mentre l’abbandonava.
Il suo cuore non avrebbe retto al dolore.
Buffy tese un mano e gli toccò il viso –Vorrei poterlo credere, ma lo hai detto anche tu diverse volte: sei stato messo su questa terra per amare le donne. Nota che è al plurale non al singolare-
-Questo è quello che vi vorrebbe per conquistarti?-
-Si. Voglio un uomo che non si allontani mai dal mio fianco-
-Chiedi molto-
-Troppo, mi è stato detto dai miei fratelli-
-E allora ti accontenti di invecchiare da sola?-
Buffy osservò il modo in cui la luce danzava nei suoi occhi, estasiata –Difficilmente sarò sola, i miei fratelli hanno abbastanza bambini da tenermi occupata-
Lui si accigliò –Non ne vuoi di tuoi?-
-Più di ogni altra cosa. Ma non ho bisogno di un marito per quello, no?-
L’espressione scioccata sul suo viso la fece ridere.
-Non credo di aver sentito bene-
-Mi hai frainteso- continuò velocemente –Ci sono moltissimi bambini che non hanno nessuno che li ami. Tu fratello è uno di quelli. Quando sarò pronta, sono sicura che riuscirò a trovare un bambino che abbia bisogno dell’amore di una mamma-
William scosse la testa –Fai mai affidamento su qualcuno?-
-E tu?-
- E’ diverso, io sono un uomo. Sarei debole se lo facessi-
-E io sarei debole se gravassi su qualcun altro per il mio benessere. Ho sempre fatto affidamento solo su me stessa e continuerò a farlo-
William la fissò sbigottito –Sei una strana ragazza, Buffy Summers-
-Ti sei dimenticato testarda e insensata-
-Queste parole dovevano essere di Jack-
- Veramente, l’ultima volta le ha detto tuo fratello Riley. Ma la dicono anche tutti quelli che hanno avuto a che fare con me.
Rise.
Prima che potesse risponderle, Liam uscì dal bosco davanti a loro –C’è una piccola radura un po’ più avanti, se siete interessati. Ora vado a cercare del cibo-
-Ti serve aiuto?- chiese William.
Liam scosse la testa –E’ meglio che tu stai qui con Buffy in caso uno dei nostri amici dovesse tornate-
-Buona idea-
William raccolse le loro bisacce dal muschio umido e passò a Buffy la sua, prima di incamminarsi nella direzione indicata da Liam –Andiamo ad accamparci-
Buffy fissò la schiena di William mentre camminavano, desiderando l’impossibile. Riusciva fin troppo facilmente a immaginare di poter considerare suo un uomo così gentile e meraviglioso.
Ma lei sapeva come stavano le cose. E aveva già speso troppe lacrime per lui. Si sarebbe accontentata dalla sua amicizia e cercato di proteggersi il cuore come meglio poteva.
Quando trovarono il posto dove Liam aveva lasciato la sua bisaccia, William accese un piccolo fuoco.
Buffy, si sedette e si tolse la bisaccia, lamentandosi un po’ del dolore alle spalle per il peso.
-Su- disse William, inginocchiandosi dietro di lei –lascia che ti aiuti-
Prima che potesse protestare, le mise le mani sulle spalle e delicatamente le massaggiò il muscoli doloranti.
Ohh era piacevole.
Socchiudendo gli occhi, Buffy gustò la sensazione delle mani di William che scivolavano sulla sua nuca, sulle spalle e sulla schiena, stringendo e rilasciando la pelle, con un ritmo distensivo e seducente. Il suo tocco era forte e delicato al tempo stesso, caldo ed esperto. E quando fece pressione sulla scapola con i pollici e poi li mosse tutt’intorno, lei emise un gemito.
Il suo tocco caldo e deciso era estremamente rilassante.
Era piegato così vicino a lei, che poteva sentire il profumo delle bacche di sambuco.
-Va meglio?- chiese con voce roca e profonda.
-Si- mormorò, col corpo che parve sciogliersi.
William allungò la mano destra verso di lei e delicatamente le prese a coppa il viso, inclinandole il mento fino a che lei non riuscì a guardarlo. Buffy lo fissò, impressionata dalla sua bellezza. Fissò i suoi begli occhi che si oscuravano, mentre la guardava pieno di attesa.
E poi la baciò.
Buffy gemette al contatto di quelle labbra sulle sue, mentre un infuocato desiderio la travolgeva, concentrandosi nel nucleo sensibile del suo corpo e lì pulsava e doleva con un bisogno primitivo che lei comprendeva appena. Il tocco di William era delicato ed esigente al tempo stesso. Intenso, tuttavia dolce.
Buffy lo voleva più vicino. Lo abbracciò e William volentieri esaudì la sua tacita richiesta, muovendo il suo corpo finchè solo i vestiti li separarono.
Lui le lasciò le labbra per colmarla di languidi baci roventi sulle guance fino a scendere lungo il collo, dove le solleticò la pelle con la lingua. Buffy ansimò dall’eccitazione mentre i brividi le percorrevano il corpo. Vacillò per la sensazione che provava e che si fusero in un’emozione indescrivibile. Ed era William, il suo William, che la stava facendo sentire in quel modo.
Il seno turgido le doleva, mentre il profondo palpito doloroso diveniva ancora più esigente di prima. In quel momento lo voleva. Lo voleva come da sempre aveva desiderato.
Per quante notti era rimasta sveglia, stringendo a se il cuscino, immaginando che fosse William?
Nemmeno i suoi sogni più sfrenati potevano essere paragonati a quella realtà. Lei era proprio lì e William la stava finalmente stringendo in un vero abbraccio da innamorato.
Le allentò i lacci della camicia e sprofondò le labbra sulla sua gola, mentre si occupava del ritaglio di lino con cui lei aveva strettamente appiattito il seno contro il torace.
Con il corpo in fiamme, Buffy deglutì mentre faceva correre la mani lungo le ciocche dei suoi capelli.
-Sei così dolce- mormorò lui, mentre abbassava sempre più la mano destra fino a catturarle il seno sodo.
Emise un gemito di piacere mentre lui le stuzzicava la punta, poi le scostò la camicia in modo da sostituire la mano con la bocca calda e morbida.
Buffy sapeva che avrebbe dovuto respingerlo via e, tuttavia, non riusciva a farlo. Non dopo tutti quegli anni in cui aveva sognato di averlo, di possederlo proprio così.
Non riusciva a dire assolutamente niente, riusciva sola a sentire il suo respiro che le accarezzava la pelle, la sua mano e le sue labbra che le solleticavano mentre il peso del suo corpo premeva contro di lei.
William inspirò il suo dolce profumo di fiori mentre le stuzzicava il capezzolo con la lingua.
Stordito, non riusciva a pensare ad altro se non a lei che gli suscitava un forte desiderio e una strana sensazione di serenità che non riusciva a esprimere.
E voleva assaporarla di più.
Spostando la camicia color zafferano, con la lingua giunse fino all’altro seno e pensò alle altre parti di lei che voleva assaporare prima di aver finito con lei.
Si, si sarebbe impressa nei suoi sensi prima della fine della giornata e lui l’avrebbe posseduta.
Buffy sospirò di piacere mentre lui scorse lungo la curva dei suoi fianchi fino a toccarle le cosce. Istintivamente arcuò il corpo verso la sua mano, mentre si deliziava della sensazione della pelle di lui contro la sua.
Voleva di più, aveva bisogno di più.
Lui tornò ad appropriarsi delle sue labbra.
Buffy sprofondò la mano nei suoi capelli, mentre la mano di William si muoveva verso l’interno della coscia, scorrendo sempre più in altro fino a toccarle il bocciolo sensibile tra le gambe. Sobbalzò per la sorpresa quando lui la toccò là, dove nessun altro l’aveva mai toccata prima, era una cosa meravigliosa.
La lingua di lui giocherellò con la sua bocca, uguagliando il ritmo delle sue dita che trillavano la parte più sensibile del suo corpo, solleticandola, accarezzandola, finchè lei non fu sul punto di urlare.
E poi, improvvisamente, lo sentì infilare un dito lentamente dentro di lei. Gemette e istintivamente sollevò i fianchi per spingere la mano di lui più in profondità. Non aveva mai provato nulla di simile in vita sua e spinse di nuovo i fianchi contro la sua mano desiderando ardentemente di più. William voleva gridare di trionfo. L’aveva portata proprio dove voleva che fosse e ora era sua da possedere.
Approfondendo il bacio, continuò a giocherellare implacabilmente col piccolo nocciolo della sua femminilità, deliziandosi dei suoi gemiti.
Era così infuocata e umida e pronta, che aspettava solo che lui la colmasse. E lui l’avrebbe fatto.
L’avrebbe comprata profondamente, energicamente e l’avrebbe fatta urlare, supplicando di avere di più, finchè non sarebbero stati entrambi coperti di sudore e totalmente esausti.
Baciandola, l’accarezzò ancora una volta muovendo il pollice in tondo, poi lo spinse dentro di lei.
- Oh, William- gemette.
E in quel penoso e terribile attimo, la realtà gli crollò addosso, mentre con il dito sentiva la prova della sua purezza.
Era vergine, prima di lui nessuno l’aveva mai toccata. Contro la sua volontà, si vide per la prima volta con i suoi occhi. Un dissoluto farabutto che non pensava a nessuno se non a se stesso. Lui l’aveva sedotta e, il mattino dopo, lui si sarebbe sentita usata. Lo avrebbe odiato.
O peggio, si sarebbe odiata.
Il corpo di William dolorosamente eccitato implorava quello di lei, ma non poteva prenderla. Non in quel modo. Non in un bosco, come una bestia, senza alcun rispetto per lei e poi i suoi sentimenti. Era pura e si meritava che la sua prima volta fosse migliore di così.
Si meritava…
Si meritava di essere posseduta da un uomo che l’amava.
‘Dannazione’ gridò a se stesso. E accidenti a lei per avergli fatto scoprire di avere una coscienza. Furioso con entrambi, William si costrinse ad allontanarsi.
-Mi spiace, Buffy- sussurrò –Mi sono comportato in maniera indecorosa-
E poi notò la vergogna nel suo sguardo.
Gli occhi gli si riempirono di lacrime mentre lei si alzava in piedi. Senza una parola, si allontanò di corsa verso i boschi.
William la rincorse, raggiungendola prima che corresse troppo avanti.
-Che cosa c’è?- le chiese.
-Non riesco a credere che te lo abbia lasciato fare- rispose –Non sono una prostituta…-
La face tacere mettendole un dito sulle labbra.
-No, non lo sei. Se lo fossi stata, non mi sarei fermato-
Il cipiglio di Buffy s’incupì.
-Non c’è niente di male in quello che abbiamo fatto- le disse sommessamente –Sei una donna adulta e ho sbagliato ad approfittarmi di te. Se vuoi odiare qualcuno per quello che è successo, allora odia me. Ma non odiare mai te stessa-
Confusione e dolore si leggevano sul suo viso mentre lo guardava –Perché lo hai fatto?-
-Perché ti voglio- disse con voce rotta dalla forte brama e dall’emozione –Persino ora il mio corpo desidera tanto ardentemente il tuo da farmi stare male-
-Allora perché ti sei fermato?-
Allungò una mano a prenderle il viso e proprio in quel momento, fece tutto il possibile per non baciarla. Per non finire quello che aveva cominciato.
-Perché non volevo che tu mi odiassi per quello- le disse –O peggio, che odiassi te stessa-
-Non capisco-
-Lo so. Dimmi, Buffy, quando stavi facendo tutti quei piani per invecchiare senza un uomo, hai mai preso in considerazione quello che potresti perderti?-
-Naturalmente-
William alzò un sopracciglio –E hai incluso anche le sensazioni che hai appena provato?-
Il rossore le imporporò il viso –Non sapevo di quelle cose. Cioè, le sapevo, ma non conoscevo…-
-Cosa si provava-
Lei annuì.
William si piegò in avanti con la testa fino a fare toccare le loro fronti e, sprofondò le mani tre i suoi soffici capelli biondi. Fece tutto il possibile per non toccarla più intimamente, perché, in quel momento, aveva un rapporto con lei era la sola cosa che desiderava.
Veramente, sarebbe voluto penetrare dentro di lei e rimanere là per tutta la vita.
-Quello che hai provato, passerotto, non è niente paragonato al piacere che può essere ottenuto. E prego Dio di poter essere io a mostrartelo-
Buffy s’irrigidì tra la sue braccia –Mi stai chiedendo di sposarti?-
William indietreggiò e osservò l’indecisione sul suo viso –Lo faresti, se te lo chiedessi?-
- No. Ti conosco troppo bene. Non sei il timo d’uomo che si accontenterà mai di una sola donna-
Era la verità e anche lui lo sapeva nel profondo dal suo cuore e in ogni fibra del suo corpo. Non riusciva a vedersi tornare a casa, notte dopo notte, dalla stessa donna. Aveva bisogno di varietà, di spontaneità.
Purtroppo non avvenne mai potuto darle il suo cuore. Quella era una parte di sé che si rifiutava di condividere con le altre persone.
E Buffy aveva bisogno di…no, si corresse, si meritava un uomo che le fosse fedele. Uno che non le avrebbe spezzato il cuore e che non l’avrebbe lasciata sola a piangere.
Tuttavia, il suo corpo non gli dava retta. La desiderava ardentemente, con ferocia.
-Allora, che ne sarà di noi?- le chiese.
-Siamo a un punto morto, temo-
-No- disse lui, poggiandole una mano sulle spalle –Non ad un punto morto. Lo sappiamo entrambi che non ti potrò mai avere-
‘Perché non potrò mai essere l’uomo di cui tu hai bisogno, e preferirei morire piuttosto che ferirti’ pensò.
-Lo so- sussurrò lei.
William le baciò la fronte delicatamente, poi si scostò e la riportò all’accampamento. Erano entrambi di cattivo umore mentre cercavano di ignorarsi. Ma era difficile.
Ripensandoci, era impossibile. Il sapore e il profumo di lei era impresso nella sua memoria e la sola cosa che aveva davanti agli occhi era il suo sorriso. La sola cosa che poteva sentire era lei che sussurrava il suo nome. Avrebbe voluto sperimentare la felicità che avrebbero potuto trovare insieme…ma Buffy non era una donna con cui un uomo poteva fare l’amore e andarsene. Era il tipo di donna che un uomo sposava.
‘Potresti…’
William non lasciò nemmeno che la sua mente finisse quel pensiero. Non si sarebbe mai sposato. Soprattutto non con una donna della quale si sarebbe potuto innamorare.
Buffy trascorse tutta la sera a fare del suo meglio per evitare William. Ma come faceva una donna a evitare qualcuno che era così importante per lei?
Persino ora, mentre lui era seduto dall’altra parte del fuoco vicino a Liam e non la stava nemmeno guardando, lei riusciva a sentire così intensamente la sua presenza, come se lui le fosse seduto accanto.
L’umore di William era diventato molto serio dopo la loro discussione e a lei mancavano i suoi scherzi spensierati. E più che mai desiderava essere quel tipo di donna che poteva semplicemente avvicinarsi a lui, sedurlo per una notte, e non affliggersi all’idea che l’avrebbe lasciata appena si fosse fatto mattino.
Eppure, non aveva forse anche lei il diritto di esigere dal suo compagno lo stesso impegno e devozione che gli uomini richiedevano alle donne?
Non le sembrava giusto.
Ignaro dei pensieri e delle occhiate furtive di Buffy, William si leccò il grasso dalle labbra in un modo che sembrò provocante e le riempì il corpo di desiderio.
Come faceva un uomo a essere così affascinante. E perché, oh, perché non riusciva a toglierselo dalla mente?
Distolse lo sguardo.
Ma a cosa serviva? Poteva ancora vedere quei suoi meravigliosi occhi che la prendevano in giro. Sentirlo mentre la chiamava passerotto, e avvertire il tocco delle sue mani forte accarezzale le parti più intime del corpo.
Quell’uomo era troppo bello e in quell’attimo desiderò non averlo mai incontrato. Poteva solo immaginare come sarebbero stati tranquilli tutti quegli anni, se non avesse sempre cercato di conquistate la sua attenzione.
Liam si alzò non appena ebbe finito di mangiare.
-Faccio ancora il primo turno di guardia-
Abbandonando la proprio cena, Buffy si alzò si scatto, mentre i ricordi della notte prima incalzavano nella sua mente. L’ultima cosa di cui aveva bisogno era di svegliarsi ancora una volta tra le braccia di William.
Doveva fare qualcosa per stare lontana da lui.
-Forse potrei fare anch’io un turno di guardia?-
Entrambi gli uomini la fissarono come se fosse impazzita.
-Senza offesa- disse Liam seccamente- ma preferisco sopravvivere durante la notte-
-Stavo solo cercando di rendermi utile -
-Allora fatti una bella dormita- disse Liam, girandole le spalle.
Buffy avrebbe voluto avere un po’ del sarcasmo di Liam per rispondergli in modo altrettanto pungente, ma riuscì solo a sedersi e a tornare al suo cibo.
William si passò la lingua in modo malizioso sul labbro inferiore, stendendosi sul fianco e guardandola al di sopra del fuoco. Lei abbassò lo sguardo e cercò di non notare le sue gambe muscolose stese verso di lei.
William si sostenne la testa con la mano e la guardò in modo seducente –Sei pronta per andare a letto, amore?-
Buffy resistette all’impulso infantile di prenderlo a calci. Come osava prenderla in giro in quel modo, sapendo quanto lei tenesse a lui, e sapendo anche che niente sarebbe mai stato possibile tra loro?
Dalla luce dei suoi occhi capiva che lo stava facendo apposta per irritarla. E allora un altro impulso si impadronì di lei: quello di ricambiarlo in ugual modo. Era arrivato il momento che lui diventasse un suo bersaglio.
-Si- gli rispose.
Poi lentamente, in modo seducente, si lisciò i capelli e lì porto dietro l’orecchio destro e gli sorrise in maniera invitante e desiderosa mentre si piegava in aventi –E tu?-
Lui non parlò, ma spalancò gli occhi. Il suo sguardo si fissò sull’apertura della sua camicia che faceva in modo di intravedere l’attaccatura del seno.
-Stai giocando con il fuoco- le rispose, con voce roca.
-Lo so- arricciò il naso, mentre scherzosamente si mordicchiava il labbro inferiore, imitando il suo gesto –Non prenderesti mai una donna con la forza, no?-
-Certo che no- rispose offeso.
Lei si appoggiò sui talloni e fece correre una mano sui laccia della camicia –Allora guarda tutto quello che vuoi, perché questa è l’unica cosa che avrai da me-
Con una costernazione, lui gettò la testa all’indietro e rise.
-Oh, Buffy- le disse dopo essersi ripreso –Se non sapessi come stanno le cose, giurerei che tu sei una esperta civetta. Ora va a dormire. Te l’ho gia detto, non sono interessato ad avere un incontro sessuale con te nei boschi. Ma quando trovo un letto…-
Lei provò l’impulso di correre via il più velocemente possibile. Dopo quello che era già accaduto, sapeva che non sarebbe stata in grado di resistergli per molto una volta che lui l’avesse toccata.
E i suoi baci erano più che sufficienti per farle perdere la concentrazione.
Rendendosi conto dell’opportunità di battere in ritirata, Buffy si sistemò vicino al fuoco. Aveva appena cominciato a rilassarsi quando William la raggiunse.
-Che cosa fai?- chiese affrettatamente, ricordandosi la sensazione del suo corpo quando l’aveva riparata dal terreno.
-Ti sto portando un altro plaid- disse mente la copriva.
-Grazie- sussurrò, cercando di far del suo meglio per non notare l’odore di lui che impregnava il tessuto.
Quella notte, Buffy si addormentò per lo sfinimento. Si risvegliò appena dopo l’alba e vide William che la osservava, l’uso viso era indecifrabile.
Imbarazzata dalla sua attenzione, si ravviò i capelli con le mani e si chiese a cosa lui avesse pensato mentre l’aveva guardata dormire.
-Buongiorno- la salutò.
-Buongiorno- gli rispose, spingendo il mantello indietro e alzandosi.
Gli uomini le accordarono un momento di intimità.
William gettò un’occhiata di desiderio verso gli alberi dove Buffy era sparita. Aveva trascorso metà della notte semplicemente a guardarla. A guardare il modo in cui il suo petto si alzava e si abbassava e ogni respiro. Il modo in cui le braccia si ripiegavano sotto la testa per sostenerla. Il modo in cui, delicatamente aveva allungato una mano, nel mezzo della notte, per grattarsi la guancia e per strofinarsi l’occhio, come una bambina adorabile. Il sonno la mutava in modo incredibile: le distendeva il viso e la faceva apparire un folletto: stravagante, lo stesso che una volta gli aveva riempito gli stivali di farina. Rise.
Dove se n’era andato il tempo spensierato dell’infanzia?
Solo poco tempo prima erano due bambini che correvano insieme nella brughiera, piena di erica, inseguendo le farfalle e ora lei era cresciuta. Era diventata una donna forte che lo affascinava.
E quell’attrazione che provava per lei che cos’era? Da dove era arrivata?
Doveva essere il fascino del frutto proibito, decise. Sapeva di non poterla avere e allora la desiderava ancora di più. Si, doveva essere così, così aveva senso.
Non appena si fossero trovati insieme ad altre persone e lui avesse trovato un’altra donna, tutto si sarebbe sistemato. Buffy non l’avrebbe più ossessionato i suoi pensieri o tormentato il suo corpo. Sarebbe tornato ad essere lo stesso di prima, l’incubo di padri e mariti e avrebbe di nuovo sentito ridere scioccamente le donne al suo avvicinarsi.
E tuttavia una parte della sua mente non era d’accordo. Gli disse che lei lo aveva cambiato. Che, in qualche modo, lui non ero lo stesso uomo che era prima di comunicare quel viaggio.
William cercò di scacciare quel pensiero inopportuno che non poteva permettersi. Buffy ritornò all’accampamento e in meno di un’ora erano in cammino. Parlavano poco, mentre camminavano nella foresta, sempre all’era per i banditi.
Col procedere del giorno, il cielo divenne scuro e minaccioso. Stava arrivando un temporale e dovevano trovare un riparo per la notte.
Controvoglia, William li condusse fuori dalla foresta verso un piccolo villaggio che traboccava di attività.
-Mi chiedo se si potrà trovare un letto qui- sussurrò, in tono di scherno, nell’orecchio di Buffy.
Il viso di lei arrossì a quelle parole –Sono sicura che non ci sarà meglio di una stalla- borbottò sottovoce.
Liam fece per parlare, ma William gli afferrò un braccio –Non una parola, fratello. Non siamo più sulle terre dei Darcy e, in questa zona, quel tuo accento inglese ci farebbe tagliare la gola in un lampo-
Liam gli lanciò uno sguardo arrogante che parlava chiaro ‘Che ci provino’
Comunque, William non era dell’umore di lottare e, fortunatamente, Liam gli rivolse uno sguardo truce, ma tenne le labbra serrate in una linea severa.
William li precedette e si avvicinò ad un uomo che stava caricando fieno sul suo carro.
-Buona giornata, signore- gli disse –mi stavo chiedendo se per caso ci fosse un poso dove noi potremmo trascorrere la notte-
-Il vecchio Seamus affitta agli sconosciuti, quel dannato sciocco. La sua casa è laggiù vicino alla stalla- rispose l’uomo-
-Grazie- disse William, poi si girò e condusse Buffy e Liam verso la parte meridionale del villaggio dove si trovava la stalla.
Trovò Seamus fuori dalla casa, che stava attingendo l’acqua da un pozzo. Il vecchio s’interruppe al loro avvicinarsi e li guardò con gran sospetto.
-Non ho letti per tra giovani robusti- disse, dopo che William gli aveva chiesto se avesse un posto per loro tre –Ma c’è la stalla, se vi va di usarla-
Buffy gli lanciò uno sguardo compiaciuto come per ricordargli ‘Te lo avevo detto io’
-Non è niente di speciale- continuò Seamus –ma vi proteggerà dalla pioggia che sta per arrivare e avrete anche un pasto-
-Quanto?- chiese William.
Il vecchio si accarezzò il mento pensieroso, mentre li scrutava con sguardo indicatore –Gratis, se a voi ragazzi non dispiace fare dei lavoro per me. Ma vi avviso di tenere giù le mano dalle miei figlie. Posso anche essere vecchio, ma ho un arco e un badile, e a nessuno qui interesserebbe il vostro destino.
-Si, signore- rispose William, cercando di fare del suo meglio per non ridere dal suo avvertimento. Liam non avrebbe mai messo le mano addosso a una delle sue figlie, e Buffy…
Quando ebbero finito di mangiare William raccolse le stoviglie –Vado a portarle a Seamus –
Buffy socchiuse gli occhi su di lui e sulla bugia che stava spiattellando.
‘Credeva veramente che lei fosse così stupida da non aver capito che cosa stava progettando?’
-Cosa c’è?- chiese William innocentemente, accorgendosi del suo sguardo.
Distogliendo lo sguardo, Buffy non disse niente, lui scosse la testa e si allontanò. Se era proprio così stupido, allora lei non aveva niente da dirgli.
Tuttavia, era furiosa. Pensava veramente che lei non sapesse cosa aveva intenzione di fare? Non avrebbe dato quelle stoviglie a Seamus, stava mirando a una delle sue figlie, magari a Lucy che aveva civettato con lui.
Maledetto!
-Perché non lo picchi e la fai finita?- chiese Liam non appena furono soli.
Buffy alzò lo sguardo e lo vide adagiato sul suo mucchio di fieno –Scusate?-
Liam si tolse gli stivali e allungò le gambe –Se lo sguardo potesse uccidere, William sarebbe spiccicato a quella parete-
-Bene- rispose lei in modo sgarbato –prendete le parti di vostro fratello. Dopotutto, è un diritto del sesso forte pavoneggiarsi intono a qualsiasi persona indossi un sottana -
Con risentimento regale, Buffy ignorò Liam e tirò fuori dalla bisaccia il suo plaid per la notte. Con difficoltà cercò di prepararsi un giaciglio e intanto il dolore per William cresceva, fino a riempirle gli occhi di lacrime, che le scivolavano lungo le guance.
Le asciugò con rabbia.
- Buffy- disse Liam con una tenerezza nella voce di cui lei non credeva capace –Perché non dici a William quello che provi per lui?-
-Perché?- chiese con la voce che si spezzava con un singhiozzo –Perché possa ridere? O peggio, potrei averlo per una notte o due, come qualsiasi altra donna. Non lo capite?-
Gettando da parte i suoi stivali, Liam rise amaramente –Chiedi a un uomo che non ha mai conosciuto l’amore o la gentilezza se capisce il tuo bisogno di sentirti speciale? Certo che lo capisco. Ma mentre tu condanni William per quello che lui potrebbe fare, lascia che ti chieda una cosa. Lo hai mai conosciuto veramente?-
Buffy tirò su col naso e lo guardò come se fosse uno stupido –Certo. Lo conosco da tutta la mia vita-
Liam sbuffò –No, non è vero. Puoi averlo visto per tutta la tua vita, ma non hai mai conosciuto il verso William. Se lo avessi fatto, sapresti quanto siano sciocce le tue paure-
-Cosa intendete dire?-
Lo sguardo di Liam divenne più intenso –Se conoscessi realmente William, allora sapresti che preferirebbe ammazzarsi piuttosto che ferire qualcuno che ama-
-Che cosa c’entra questo con…-
-Pensaci, Buffy-
Lei lo fece, ma al momento si sentiva completamente stupida, perché nona aveva la benché minima idea di cosa lui stesse parlando.
-William è il più giovane di cinque ragazzi testardi- continuò Liam –Ha dovuto imparare a destreggiarsi tra noi. Se tu colpisci uno di noi, risponderebbe ai tuoi colpi senza indugio, senza pensarci. Ma se tu alzassi il pugno o la spada verso William, cosa credi che farebbe?-
Buffy non esitò a rispondere –Cercherebbe di convincerti a non farne uso-
-Si, ma è un codardo?-
-No- scattò lei in modo difensivo –Non l’ho mai visto scappare ad un combattimento-
-Esatto. E sai perché è così?-
Scosse la testa.
-Diversamente da me, William non vuole ferire nessuno-
-Perché mi state dicendo queste cose?- chiese.
Liam distolse lo sguardo, slacciandosi il cinturone della spada e posandola al suo fianco –Perché tu piaci a William. Non ho mai visto nessun altro che gli piacesse come te. E non posso sopportare di vedere che lo giudichi così male. Lo devi a te stessa e a lui di dargli una possibilità-
Incontrò lo sguardo di lei –Sai, Buffy. William non può fare niente per il suo bell’aspetto, e non è colpa sua se le donne gli corrono dietro. Ma preferirebbe amputarsi un braccio piuttosto che ferire qualcuno che amasse veramente-
Finalmente riuscì a capire che cosa lui voleva dirle –State dicendo che William non mi tradirebbe?-
-No, se ti amasse. Credimi, conosco mio fratello a sufficienza per dire, senza alcun dubbio, che non lascerebbe mai una donna che amasse per un’altra-
-Ma lui non ama me- disse, con voce strozzata.
-Ne sei sicura?-
A Buffy si fermò il fiato in gola ‘Stava insinuando…Certamente no. Perché diavolo William dovrebbe provare qualcosa per me?’ pensò col cuore in tumulto.
-State dicendo che mi ama?- chiese scettica.
-Non ne sono sicuro- rispose lui onestamente –Ma so che è un uomo diverso quando è vicino a te rispetto a quando è intorno alla altre donne-
-Diverso, in che senso?-
Liam alzò le spalle –E’ difficile da spiegare esattamente. E’ solo più a suo agio con te. Ti prende in giro come non l’ho mai visto fare con nessun’altra-
-E come farei io a sapere se mi ama?-
Liam fece ancora una risata amara.
Alzò lo sguardo come se stesse rivolgendosi a Dio in persona –Ancora una volta, lo chiedi a un uomo che non ha mai conosciuto l’amore- mormorò. Poi più ad alta voce, disse –Come si può sapere se si è amati oppure no? Si deve solo rischiare e provare- la colpì l’intensità del suo sguardo –Ma ti posso dire questo: se qualcuno volesse qualcosa che io voglio, non starei qui a piangermi addosso. Prenderei provvedimenti al riguardo- la scrutò col suo sguardo gelido –Credevo fossi una combattente. O sei disposta semplicemente ad abbandonare i tuoi sogni?-
-Sono disposta a combattere- rispose.
Irrigidendo la schiena, si alzò e andò a cercare William e quella sgualdrinella.
Perché se c’era del vero nella parole di Liam, allora lei poteva veramente avere una possibilità per conquistare l’uomo dei suoi sogni. E in questo caso, non si sarebbe fermata, finchè non lo avesse portato all’altare.
-Oh, che bell’uomo grande che sei- mormorò Lucy prendendo le stoviglie da William e sistemandole all’interno del cottage.
William sorrise mentre lei chiudeva la porta e usciva sotto la piccola sporgenza che proteggeva dalla pioggia la porta sul retro. Era uno spazio stretto, ma lì racchiuse facilmente tutti e due.
La luce provenente dalla finestra della casetta illuminava l’area appena a sufficienza per permettere loro di vedersi l’un l’altra.
Un lampo le illuminò il viso, mettendo in risalto il forte desiderio presente nei suoi occhi.
Si, in pochi minuti lui avrebbe assaggiato un po’ di paradiso e non vedeva l’ora di porre fine alla sua castità.
William puntò il braccio contro l’infisso della porta, sopra la testa di Lucy e lasciò che il suo sguardo percorresse il corpo voluttuoso della ragazza. Aveva uno di quei corpi che potevano fare impazzire un uomo. Un seno prosperoso e seducente, dove poter sprofondare il viso e le mani e la vita stretta. I suoi fianchi si allargavano lievemente e, del modo in cui si stava strofinando contro di lui, sei capiva che doveva conoscere un bel po’ i trucchetti per soddisfare un uomo.
E poi l’inimmaginabile accadde quando lei fece scivolare la mano sul petto di William.
Il suo corpo non ebbe alcuna reazione.
‘No, non può essere!’ pensò William attonito.
Di colpo, gli scomparve il sorriso. Lucy premette il seno contro il suo petto e fece correre le mani lungo il suo collo. Gli soffiò nell’orecchio, scompigliandogli i capelli bagnati, prima di mordicchiandogli il lobo dell’orecchio e fece correre la lingua lungo il suo contorno.
Di solito, queste attenzioni gli avrebbero fatto girare la testa e lo avrebbero indotto a strapparle freneticamente i vestiti.
Ma quella notte…
Beh, non poteva dire che non fosse piacevole, perché lo era. Tuttavia, per qualche motivo, non lo appagava. Anzi, il suo corpo non reagiva, ben lontano dall’eccitazione che lui aveva provato durate gli ultimi giorni.
E in quell’istante ne capì il motivo.
Voleva Buffy.
Santo cielo! Face tutto il possibile per non imprecare ad alta voce mentre Lucy faceva correre le unghie lungo la sua schiena. E non accadde nulla. Nessun brivido, nessuna… anche se il suo corpo si rinvigorì un po’ quando lei gli sfregò la mano contro l’inguine. Tuttavia, non era la stessa reazione che lui aveva avuto la sera prima semplicemente quando Buffy, per dispetto, gli aveva mostrato la sua scollatura anche se meno generosa di quella della ragazza.
Deciso a dimostrarsi che aveva, William prese il mento di Lucy nella mano, le chinò la testa all’indietro e la baciò appassionatamente.
Lei rispose perfettamente al suo bacio e con l’esperta disinvoltura di una donna versata nell’arte di fare l’amore. Ci sapeva fare con un uomo, non c’era alcun dubbio al riguardo.
E tuttavia il corpo e la mente di William rimasero spaventosamente disinteressati.
Quello che lui veramente voleva era lo sfacciato bacio innocente di un’attaccabrighe dalla testa bionda. La donna che aveva tra le braccia non era altro che un’inadeguata sostituta e il suo corpo lo sapeva.
‘Dannazione!’
Come faceva a volere Buffy così tanto? Lei lo faceva impazzire. Era testarda, ostinata e l’ultima cosa che desiderava fare era accontentare un uomo.
Però…
‘Sono uno sciocco! Uno stupido maledetto sciocco a cui si dovrebbe staccare la testa dalle spalle’
Improvvisamente l’abbraccio tra lui e Lucy sembrò un misero e volgare. Spregevole. E se Buffy ne fosse mai venuta a conoscenza, ne sarebbe stata distrutta.
-Non posso farlo- disse, allontanandosi da Lucy.
No, non poteva, non quando il vero oggetto del suo desiderio stava aspettando nella stalla con suo fratello.
-Mio padre è già a letto- gli confidò Lucy –Non verrà mai a saperlo-
Allungò il braccio verso i lacci della camicia di William.
William le afferrò la mano con la sua e indietreggiò –Sei una bella ragazza- disse –Ma temo che la mia mente sia da qualche altra parte questa sera-
Lucy si leccò le labbra sensualmente –Potrei farti dimenticare colei che occupa i tuoi pensieri-
Come avrebbe voluto che potesse essere così.
-Buonanotte, Lucy- disse, lasciandola e dirigendosi verso la stalla. E a ogni passo che faceva nella pioggia, malediceva se stesso e Buffy.
‘Cosa doveva fare? Santo cielo, ne era innamorato?’
No, la sua mente protestò. Non poteva esserne innamorato. Si rifiutava di permettersi di amare una donna. L’amore rendeva debole un uomo, lo rendeva cieco e sciocco.
‘E se un giorno anche lei gli avesse chiesto di abbandonare la sua famiglia, come aveva fatto sua madre con suo padre? O Darla con Xander e Lindsey?’
Era solo lussuria, decise. Aveva semplicemente avuto un assaggio di Buffy e gli era piaciuto.
La cosa peggiore era il fatto che sapeva di non potersela nemmeno portare a letto per togliersela dalla mente. Non le avrebbe mai fatto questo.
Gettando la testa all’indietro, desiderò che un maledetto fulmine lo colpisse lì dove si trovava.
Perché non c’era alcuna via di uscita per lui e non riusciva a trovare pace.
La pioggia scrosciò sul corpo di Buffy, quando uscì dalla stalla per dirigersi, attraverso il cortile, verso la casa. Era sicura di trovare William la con una delle ragazze.
Strinse i denti per alleviare il dolore mentre girava intorno alla stalla.
Un boato acuto catturò la sua attenzione.
Guardando attraverso la pioggia, vide due sagome che lottavano. Sembravano sue animali che si accoppiavano.
Improvvisamente un fulmine illuminò il contro del corpo d’uomo.
Sbalordita, si bloccò, incapace di credere ai suoi occhi. Fina a quando un altro fulmine squarciò il buio e lei vide un uomo che stava tirando un piccolo animale.
Buffy sorrise. Avrebbe riconosciuto quel bel corpo muscoloso ovunque. Persino quando era bagnato fradicio e stava dando degli strattoni a qualche povero, sfortunato animale.
Buffy si precipitò verso di loro e vide un agnellino imprigionato nella recinzione. William era inginocchiato nel fango e cercava di liberarlo. Una sensazione di sollievo si diffuse in lei a quella vista. Non era tra le braccia di un’altra donna! Aveva voglia di piangere dalla felicità. Si era solo fermato a liberare un’animale.
Giunse di corsa da lui.
-Che cosa stai facendo qui fuori?- chiese William mentre lei si fermava al suo fianco.
Riluttante ad ammettere i proprio sospetti, Buffy cambiò argomento –Posso fare qualcosa per aiutarti?-
-Si, torna dentro prima di prenderti un malanno-
Fece tutto il possibile per non baciarlo. In quel momento lo trovò più bello che mai e si sentì in colpo per averlo mal giudicato.
-Fammi vedere se posso aiutarti- s’inginocchiò e tenne stretta la pecora.
-Tienila ferma- disse William alzandosi, poi si sporse sullo steccato per liberare la zampa posteriore dell’animale. La pecora diede uno strattone e belò nuovamente.
Sollevando un pezzo di legno che era caduto, William finalmente la liberò.
La pecora scappò via attraverso il cortile e scomparve nella notte.
-Dobbiamo rientrare- disse William, prendendola per mano e correndo con lei verso la stalla.
Buffy avrebbe urlato di felicità! Lui era un uomo buono e dolce, sensibile, che si preoccupava dell’incolumità di un agnello.
Liam aveva avuto ragione.
William le aprì la porta e i due entrarono nel fabbricato umido, odoroso di fieno e dall’anfore muschiato dagli animali.
-Sei gelata fino alle ossa- disse William con tono secco, mentre lei tramava per il freddo –Che cosa avevi in mente quando sei andata la fuori?-
Rispose starnutendo.
-Salute- disse, recuperando un plaid e avvolgendovela bene. La spinse verso l’unico stallo vuoto, sul fondo, accanto a quello di quattro cavalli –Ora togliti quei vestiti prima di ammalarti.
Sorridendogli, Buffy annuì, poi si portò dietro al cancellato dove poteva godere di un po’ d’intimità. Sentì William camminare, ma non alzò lo sguardo per vedere dove fosse.
-Perché non l’hai fermata?- domandò a Liam.
Buffy si accigliò per la rabbia che percepì in William. Non era da lui irritarsi per qualcosa, soprattutto per un fatto di così poca importanza come un po’ di acqua.
-Non pensavo fosse necessario- rispose Liam calmo.
-Beh, avresti dovuto-
-Calmati, fratellino. Non mi piace il tuo tono-
Questa volta, lei udì un avvertimento nella voce di Liam.
William bofonchiò.
Velocemente Buffy si tolse il plaid bagnato, la camicia e la fasciatura, poi si avvolse intorno il plaid asciutto. Si sollevò sulle punte dei piedi per chiedere ad uno degli uomini di portarle un’altra camicia, ma le parole si smorzarono sulle sue labbra, non appena scorse la schiena nuda di William.
La bocca di Buffy si seccò mentre godeva la vista di quella pelle abbronzata che luccicava al lume della candela. Aveva sempre saputo che William era ben fatto, ma non aveva mai supposto che potesse essere così. La pelle color bronzo si tendeva sui muscoli. William continuò a parlare con Liam, facendo cadere il suo plaid e mostrandole l’intero fondoschiena.
Stordita, temette per un attimo di svenire. Era bellissimo! E, nonostante tentasse con tutte le sue forze, non riusciva a distogliere lo sguardo dalle sue natiche sode che chiedevano la carezza di una donna.
Posò la mano sulla parete per riprendere l’equilibrio. Fu pervasa da un desiderio incandescente, immaginandosi di fargli scivolare le mani lungo la schiena fino a sentire quei muscoli tesi guizzare sotto i propri palmi, di toccare quelle gambe muscolose.
Il suo seno diventò turgido mentre l’eccitazione e il desiderio si diffondevano in lei.
‘Girati’ implorò in silenzio, desiderando ardentemente di guardarlo tutto.
William in quel momento girò la testa e la sorprese a fissarlo. Buffy si immobilizzò per il panico, mentre lui sosteneva il suo sguardo affascinato.
Invece di sentirsi imbarazzato nel trovarsi mezzo nudo, William sorrise maliziosamente.
Buffy si coprì il volto con le mani e desiderò svanire.
-Ti serviva qualcosa?- la voce di William era beffarda.
-Ho bisogno di una camicia- gridò, desiderando di averlo detto prima ‘Perché aveva sporto la testa al di sopra del cancellato?’
Il sorriso furbo sul suo viso la fece inorridire.
- C’è dell’altro di cui potresti avere bisogno?-
Distogliendo lo sguardo, Buffy scosse la testa. Non sarebbe più stata capace di guardarlo negli occhi.
- E’ tutto ciò che mi occorre-
-Ne sei sicura?-
-Assolutamente-
-Beh, se ne sei proprio sicura… potrei…-
-Sono a posto così- rispose sgarbatamente. Poi commise l’errore di alzare la testa di nuovo.
L’allegro sguardo canzonatorio dei suoi occhi le tolse il fiato. Il farabutto stava flirtando con lei.
-Indecente mascalzone- disse, ma, a dispetto dei suoi sforzi le apparve sul viso un sorriso.
-Indecente?- chiese lui in tono scherzoso.
E mentre William faceva correre lo sguardo sul suo corpo, Buffy si rese perfettamente conto di non indossare altro che un plaid rosso e nero, appoggiato sulle spalle, era praticamente nuda e lui le era proprio di fronte!
Consuma, si spostò –Potrei avere un momento per vestirmi?- chiese.
William alzò un sopracciglio –Non ne sono sicuro. Mi piace abbastanza vederti così-
Sollevò la camicia per coprirsi le spalle nude e lui rise.
-Vestiti- le disse, poi le girò le spalle.
Sospirando di sollievo, Buffy si vestì velocemente, poi uscì dallo stallo. Senza una parola o un’occhiata, Liam le passò davanti e salì sul fienile.
-Che cosa sta facendo?- chiese Buffy a William raggiungendolo.
-Sto lasciando voi due da soli- rispose Liam dall’altro con voce soffocata.
William inclinò la testa verso l’altro per fissare le travi di legno sopra di loro –Come se avesse importanza. Lo sappiamo che puoi sentire tutto-
-Non sono indiscreto-
William rise. Tuttavia Buffy non fu divertita dalle indifferenti parole di Liam.
Buffy appese il plaid bagnato e la camicia sulla porta della stalla dove si trovavano le mucche. William si spostò e si mise alle sue spalle, così vicino che lei riusciva a sentire la sua presenza. Si girò e lo vide con in mano un altro plaid, i suoi occhi erano scuri e iniziò ad asciugarle i capelli.
Buffy non riusciva a muoversi, mentre sentiva le forti mani di William sfregare il tessuto conto la sua testa, con ritmo sensuale che le tolse il respiro.
In quel momento, aveva voglia di baciarlo come non mai.
Fino a quando lui non parlò –Ora dimmi perché sei uscita-
Buffy spalancò gli occhi mentre lui smetteva di asciugarle la testa.
Riluttante nel fargli sapere di cosa lo aveva sospettato, abbassò lo sguardo –No, niente-
-Niente?- ripeté incredulo –Ah. Ti è semplicemente venuta voglia di fare due passi sotto un acquazzone?- abbassò la testa sino a guardala negli occhi –Sei venuta a spiarmi, vero?-
‘Come faceva a saperlo? Certo che aveva scelto proprio un momento giusto per diventare così intuitivo!’
-Cosa te lo fa pensare?- chiese evasiva.
- L’istinto- uno strano sentimento gli rabbuiò gli occhi. Un sentimento che lei non riusciva a capire, ma che sembrava simile al senso di colpa –Pensavi di trovarmi con Lucy?-
Le guance di Buffy bruciavano per l’imbarazzo. Si sentiva sciocca per aver dubitato di lui. Ma capiva che non se la sarebbe cavata senza avergli detto esattamente perché era uscita sotto la pioggia.
Sospirando, annuì.
-Credi che stia sempre divertendomi con le donne?-
Buffy si irrigidì –So che lo fai. Perché credi che le donne impazziscono per te?-
-Per la mia bellezza raffinata, naturalmente-
Lui era arrogante e lei non poteva credere che stesse soddisfacendo il suo amor proprio. Sarebbe stato saggio tacere, ma non ci riusciva.
-Anche i tuoi fratelli sono attraenti, eppure non sono mai stati rincorsi quanto te-
-Ho sempre pensato che fosse perché io sono affascinate, mentre loro sono tutti scontrosi-
-Non sei affascinante, sei spudorato, e questo è irresistibile-
William scoppiò a ridere così forte che quasi soffocò.
-Cosa c’è?- chiese Buffy, domandandosi cosa ci fosse di divertente.
-Sto pensando che sei sempre riuscita a resistere al mio fascino e ai miei tentativi di seduzione-
-Solo perché non lo hai mai fatto con me. Per te io potrei anche essere un pezzo di legno-
Sembrava veramente colpito dalle sue parole –Prego?-
- E’ vero- disse, la gola stretta mentre gli svelava le sue considerazioni –Guardi le altre donne come se potessi sentirle già tre le tue braccia, ma quando si tratta di me, tu non mi vedi nemmeno. E’ una cosa che ha sempre ferito i miei sentimenti. L’unica cosa che ho sempre voluto era che tu ti accorgessi di me-
Lo vide indugiare e riflettere sulle sue parole. Quando la guardò di nuovo, il suo sguardo era inquisitore.
-Forse ti ho giudicata male, ma mi domando se anche tu non sia responsabile del mio atteggiamento-
-Che cosa vuoi dire?-
-Mi hai mai veramente guardato? O, come tutte le altre donne, l’unica cosa che anche tu hai sempre, solamente, visto è stato il mio aspetto? Perché ti assicuro che non era la mia personalità che stavi cercando di scoprire guardandomi con desiderio un minuto fa, era piuttosto il mio posteriore-
Buffy aprì la bocca per ribattere, poi la richiuse immediatamente. L’indignazione si impadronì di lei. Come osava accusarla di una cosa del genere? Lei non era una di quelle superficiali donnine a cui la semplice bellezza faceva girare la testa.
- E’ assurdo!-
-Davvero? Se mi conosci così bene, allora dimmi qual è il mio colore preferito?-
-Il verde- rispose senza esitare –Verde scuro. Lo stesso colore degli occhi di tua madre. Lo stesso verde scuro della maggior parte dei tartan che scegli di indossare-
Dall’espressione del viso di William, capì che la sua risposta l’aveva colto di sorpresa.
Non poteva credere che lei lo avesse notato.
Ma quella non era l’unica cosa che Buffy sapeva di lui. E prima di riuscire a fermarsi, gli spiattellò altre cose.
-I tuoi cibi preferiti sono l’arrosto di carne di cervo con cavolo cotto e torte di bacche e sambuco. Bevi birra scura insieme agli altri uomini, ma in realtà, preferisci il vino caldo. Quando sei a casa, bevi sempre una tazza di latte bollente con una spolverata di cannelle. Il tuo racconto preferito è Dierdre dei Dispiaceri e, anche se non lo ammetterai mai e cerchi di apparire disinteressato quando suonano, ti piace ascoltare i cantastorie-
William appariva completamente sconcertato dalla sua confessione –Come fai a sapere tutto questo?-
-Perché ti ho amato per tutta la mia vita-
William non sapeva chi dei due fosse il più sconvolto dalla sua rivelazione. Subito dopo aver pronunciato quelle parole, Buffy sembrò atterrita.
E anche lui si sentì terrorizzato.
Davvero, non riusciva a muoversi e nemmeno a respirare, fissandola mentre le sue parole lo angosciavano.
Rimasero vicino l’uno all’altra per quella che sembrò un’eternità, con le parole di Buffy sospese nell’aria, come una barriera tra loro.
-No- disse lui, infine –Non puoi amarmi-
-Perché no?- chiese, con voce colma dello stesso dolore che lui poteva vedere riflesso nei suoi occhi.
-Perché non puoi-
Prima che lei potesse trattenerlo, si girò e lasciò la stalla, alla ricerca di un modo con cui affrontare la situazione.
Ma l’ultima cosa su cui poteva concentrarsi era il tormento tangibile che gli lacerava l’animo. Non voleva che lei lo amasse. Non voleva che nessuna donna lo amasse, non per più di una o due ore.
‘Come era successa una cosa simile? E perché?’
William si fermò al limitare dalle stalla e si appoggiò al legno rovinato, coprendosi gli occhi con una mano. La pioggia non era forte come prima, tuttavia lo inzuppò, mentre cercava un posto dove poter essere al riparo dalle grinfie di Buffy.
Le sue parole gli riecheggiavano nella mente. Lei lo amava. Lo amava e sapeva cose su di lui che nessun’altra donna aveva mai capito. Nemmeno sua madre.
E per tutto quel tempo, lui l’aveva ignorata. Non le aveva mai prestato la benché minima attenzione.
Non sapeva quale fosse la cosa che lo faceva sentire peggio.
Il dolore gli opprimeva il cuore ed era tormentato da sentimenti che non riusciva a definire. Gli sembrava che qualcuno gli stesse squarciando il petto.
- William?- lo chiamò Buffy.
-Che Dio mi aiuti- sussurrò, combattuto tra il desiderio di fare l’amore con lei e di scappare via il più velocemente possibile.
Prima che potesse decidersi, lei lo raggiunse di corsa.
William la fissò e imprecò –Donna, sei impazzita a correre fuori sotto la pioggia?-
Buffy sollevò un sopracciglio, incrociando le braccia al petto nel debole tentativo di riscaldarsi.
-Potrei dire la stessa cosa di te-
-Pensavo che avessi capito che volevo stare da solo-
-Perché?-
- Perché è così. Ora torna dentro e asciugati-
Alzò il mento ostinatamente –Rientrerò quando lo farai anche tu-
-Torna dentro-
-Non prima che tu mi abbia detto cosa provi per me-
William avrebbe voluto che fosse più semplice. I suoi sentimenti era complessi e profondo. Per tutta la vita era stato amato. Ogni donna che lui aveva conosciuto gli aveva sussurrato parole d’amore, mentre insieme se la spassavano e giocherellavano, ma alla fine avevano sposato qualcun altro.
Quando aveva sedici anni aveva commesso l’errore di chiedere a Drusilla Alward di sposarlo. Due settimane più tardi, lei era promessa sposa a Warren.
Ancora oggi, gli bruciava la spiegazione che gli aveva dato ‘William, perché dovrei sposarti? Sei carino e sei focoso sotto le lenzuola, ma Warren ha tanti soldi che tu non puoi nemmeno immaginare. Inoltre, viaggia molto e questo ci lascerà moltissimo tempo per il nostro divertimento’
Strinse i denti. Gliela aveva fatta vedere alla fine. Il suo attuale patrimonio metteva in ridicolo la minuscola casa di Warren. In ogni caso, non aveva mai cancellato il dolore nel suo giovane cuore spezzato.
No, le donne erano essersi incostanti e infedeli. E, a differenza dei suoi fratelli, lui non avrebbe mai creduto alle loro menzogne. Ma in questo stava il problema. Quando certe parole venivano pronunciate da Buffy, lui voleva crederle.
Non conosceva il motivo. Sapeva soltanto che quel po’ di cuore che gli era rimasto sarebbe andato in pezzi se avesse scoperto che lei lo stava ingannando.
Buffy posò lo sguardo su di lui –Dici che sono testarda e tuttavia te ne stai qui e preferisci annegare piuttosto che rispondere a una mia semplice domanda-
Contro la sua volontà, William allungò una mano verso di lei. Le sfiorò una guancia gelida –Stai congelando-
-Lo so-
Ridacchiò per il suo tono diretto.
-Se mi hai amato per tanto tempo, perché non le lo hai mai detto?-
-Perché non credevo che volessi sentirtelo dire- Buffy era decisamente troppo astuta. D’altra parte, era sempre stata così.
Gli occhi della ragazza s’intristirono –Senti, William, non sono una sciocca. So che non potrò mai averti. So che non provi lo stesso per me. Non potremmo semplicemente dimenticare quello che ho detto e rientrare prima di prenderci entrambi un malanno?-
William annuì. Non era preoccupato per se stesso, era sopravvissuto a condizioni peggiori di queste, ma non voleva che lei si ammalasse.
Avrebbe fatto di tutto per proteggerla. Si stava rendendo conto che lei occupava il nel suo cuore un posto importante e ne era terrorizzato.
Con riluttanza, la prese per il braccio e la condusse all’interno.
Quando entrarono nella stalla, la voce sarcastica di Liam lì raggiunse –Mi sa che voi due dovrete scorrazzare nudi per un po’, visto che tutti i vostri vestiti adesso sono bagnati-
-A dire il vero- disse William mente si strizzava la pioggia dai capelli –Stavo pensando di fare razzia nella tua bisaccia-
-Stranamente, me l’aspettavo-
William porse a Buffy uno dei plaid di Liam e la sua camicia di ricambio. Buffy li prese e si cambiò velocemente in disparte mentre pensava alle parole che aveva detto a William e che sembravano turbarlo molto.
L’uomo era sempre stato un enigma per lei, ma mai come ora. L’amore non doveva rendere una persona felice? Si fece beffa di quel pensiero. Quando mai amare William l’aveva resa felice? Le aveva solo procurato sofferenza.
Mortificata, si allacciò il plaid.
Quando raggiunse il centro della stalla, vide William coi fianchi avvolti nel plaid, il torace nudo splendeva alla luce fioca. La gola di Buffy si seccò a quella vista
Sarebbe stata una notte lunghissima.
Liam balzò sul pavimento –Spero che si sia un modo per sprangare le porte-
Buffy si accigliò per il suo strano comportamento e per quel commento –Perché?-
- C’è un gruppo di donne che si sta dirigendo verso di noi e, dal loro aspetto, dovremmo aspettarci uno confronto difficile- disse Liam dirigendosi verso la porta.
Il cipiglio di Buffy si accentuò ‘Di cosa stava parlando?’
William imprecò raggiungendo la porta per primo cercando il chiavistello –C’era da aspettarselo- disse aspramente.
-Non c’è niente con cui sprangarla- Liam terminò per lui –Beh, è proprio il colmo!-
Ancora più perplessa, Buffy lì fissò. Sembrava che avessero degli angeli della morte dietro di lo che si fossero dimenticati di chiedere l’estrema unzione. –Sono solo donne. Dite loro che non siete interessati…-
-E cercheranno di farci cambiare idea- la interruppe William.
Buffy alzò gli occhi al cielo esasperata dal suo dono disperato –No, non lo faranno. Ti dimentichi che anch’io sono una donna e conosco il modo in cui pensano-
-E io conosco il modo in cui agiscono- disse William mentre le ritornava al fianco –Non se ne andranno fino a quando non avranno ottenuto quello che vogliono-
Buffy rise –Sei ridicolo, William. Non sei così irresistibile-
Il suo sguardo si rivolse a Buffy –Pensi che non lo sia? Allora spiegami perché Luce sta venendo qua, dopo che le ho già detto che non sono interessato ad avere un rapporto con lei-
Prima che Buffy potesse pensare di rispondergli, la maggiore delle tre figlie di Seamus spalancò la porta della stalla.
- Eccoci qua, ragazzi- disse Lucy, le mani sui fianchi mentre lì esaminava –Siamo venute a provvedere ai vostri bisogni-
Liam si allontanò verso il fondo della stalla.
William aveva uno sguardo così consapevole che Buffy quasi scoppiò a ridere
-Ora, signore- disse William mentre schivava le braccia aperte di Lucy –Cosa direbbe vostro padre se vi trovasse qui?-
Lei lo fece indietreggiare contro la parete.
Per nulla scoraggiata dal rifiuto di William, la giovane rise –Oh, darebbe la caccia a tutti voi, di sicuro. Ma è già addormentato. Allora..- disse afferrando il plaid di William e avvicinando il viso al suo, continuò –Che ne dici di un altro assaggio di quelle due dolci labbra?-
William si scansò e scivolò via dalle sue grinfie.
Buffy era sbalordita. Non aveva mai visto una cosa simile in vita sua. William aveva avuto ragione riguardo alle donne.
Mo creach! Erano in guai seri.
Proprio quando uno delle ragazze si mosse per palpeggiare Buffy, due forti braccia la tirarono indietro. Con un’unica rapida mossa, Liam la sollevò da terra, la mise su un cavallo e colpì il posteriore dell’animale. Il cavallo, impaurito, scappò dalla stalla a folle corsa. Buffy, in prede al panico, lottò per mantenerlo sotto controllo, ma il cavallo scappò nella foresta. Buffy tirò le redini, ma l’animale non obbedì lasciandosi tra gli alberi i cui rami la graffiavano, rischiando di disarcionarla. Con il cuore che le martellava, si spinse in avanti e si aggrappò al collo dell’animale. Pregando di non cadere.
Passarono probabilmente cinque minuti, prima che Liam e William la raggiunsero e prendessero il controllo del cavallo. William si chinò in avanti e prese in mano le briglie, poi usò il suo cavallo per rallentare quello di Buffy. Con il cuore che ancora le martellava nelle orecchie, ringraziò Dio.
-Stai bene?- le domandò.
Ancora troppo terrorizzata per parlare, Buffy fece un segno con la testa.
William le diede un buffetto al braccio per confortarla, poi si girò verso il fratello con sguardo truce
–Ehy, tu, che cosa diavolo hai combinato, adesso?-
-Ho salvato le vostre maledette chiappe. Che cosa credi che sarebbe successo non appena le donne si fossero rese conto che Buffy non è un ragazzo? Eri pronto a dare delle spiegazioni?-
La mascella di William cominciò a contrarsi –Ora verremmo impiccati per furto di cavalli-
Liam scosse la testa –Ho lasciato oro più che a sufficienza per questi ronzini. Il proprietario ne sarà entusiasta-
Buffy stette a guardare mentre parte della tensione di William si attenuava –I miei ringraziamenti, in tal caso-
-Dove dormiamo ora?- chiese Buffy, mentre gli uomini cavalcavano lentamente, con circospezione nella foresta buia. Con le loro bisacce precipitosamente radunata –E ora cosa dobbiamo fare dei cavalli?-
Fu William a risponderle –Siccome abbiamo i cavalli, suppongo di raggiungere le terre dei Mac Donald dove non mancheremo di attirare l’attenzione, a quel punto li lasceremo a pascolare. Ve la sentite di cavalcare tutta la notte?-
Si avviarono in silenzio.
Era passata la mezzanotte, quando la pioggia smise di cadere e Buffy iniziò a dormicchiare sulla sella.
William si fermò vedendola appisolarsi e, temendo che potesse cadere e farsi male, la mise sulla sua sella. Lei si svegliò con uno sobbalzo.
-Zitta- le disse –Non volevo che cadessi. Torna a dormire-
Invece della discussione che si era aspettato, lei annuì, appoggiò la testa contro il suo petto e immediatamente si addormentò.
La sua fiducia lo sbalordì. Ma non tanto quanto la strana dolcezze che sentì il suo cuore quando abbassò lo sguardo sulla testa appoggiata contro il suo petto nudo.
L’alito di Buffy lo solleticava leggermene mentre lei respirava contro la sua spalla. Fece di tutto per non posare le labbra sulle sue e passarle la mano tra i riccioli corti. Il suo corpo si risvegliò per il desiderio di possedere quell’armonioso di lei.
Dopo quello che era accaduto con Lucy, aveva cominciato scioccamente a chiedersi se, forse, fosse diventato impotente. Ma il desiderio per lei gli confermò che Buffy era la sola donna che voleva.
Scosse la testa.
Chi avvenne mai pensato che lui, William Darcy, stesse struggendosi per la piccola Buffy Summers?
‘Sposala’
La parola passò così velocemente nella sua mente che quasi non se ne accorse. E per un attimo, per, mise a quel pensiero di tentarlo.
Ma non era possibile. Si rifiutava di sposare una donna della quale potesse essere innamorato. Sarebbe stato un suicido.
-A cosa stai pensando?- chiese Liam improvvisamente.
Sorpreso. William alzò lo sguardo e vide Liam che era voltato a guardarlo –Mi eri sembrato assorto e mi stavo chiedendo quale pensiero ti stesse tormentando-
-Chi dice che io sia angosciato?-
Liam mise al passo il cavallo per procedere alla stessa andatura di quello del fratello –Oh, il modo in cui stringi Buffy e come la guardi. Sembra che tu non sappia decidere se coccolarla o buttarla giù dal cavallo-
William odiava il modo in cui Liam riusciva a leggergli dentro così facilmente –E’ la tua un’abilità inquietante, fratello. Non mi sorprende che i tuoi amici inglesi giurino che hai venduto l’anima al diavolo-
Liam lo guardò duramente –Uno uomo deve avere un’anima prima di poterla vendere-
William tacque. Dietro a quella prole ciniche c’erano anni di dolore e sofferenza. Suo fratello era sopravvissuto al peggio della vita e la sua forza d’animo e sorprendente. Ma la cosa peggiore era che William si sentiva colpevole del suo dolore. Gli altri nobili scozzesi avevano dato in ostaggio agli inglesi i loro figli minori. Sarebbe dovuto essere lui a soffrire al posto di Liam.
Nemmeno se fosse vissuto fino a cento anni, sarebbe riuscito ad accettare il fatto che Liam era stato sacrificato al posto suo.
-Riuscirai mai a perdonare mia madre per quello che ha fatto?- gli chiese William.
Persino al buio, poteva vedere l’odio di Liam –Dicono che ogni cosa è possibile. Ma dato che non riesco a perdonare la mia stessa mandre per quale motivo dovrei perdonare la tua?-
William non disse niente. Si ricordava ogni momento di quel tragico giorno tanto vivamente quanto Liam.
Il giorno in cui re Davide era andato al loro casello e aveva preteso un figlio per patteggiare col Re d’Inghilterra, dopo la guerra il possesso delle terre del nord.
Suo padre aveva rivolto uno sguardo pensieroso e attento a tutti i suoi figli. Loro cinque, tutti insieme, aveva trattenuto il fiato per la paura, sapendo che uno di loro doveva andarsene.
Riley coraggiosamente aveva fatto un passo avanti, quando all’improvviso la loro madre l’aveva acchiappato e portato indietro. Aveva stretto i suoi quattro figli al suo fianco e aveva lasciato Liam in piedi da solo. Isolato.
-Consegna uno dei miei figli e giuro che mi uccido- aveva detto.
Suo padre, che l’amava con tutto se stesso, non aveva discusso. E ancora oggi, William poteva vedere lo sguardo inorridito sul viso di Liam, quando si era reso contro che suo padre era sul punto di tradirlo.
E per quale motivo.
-Avanti, vecchio- aveva urlato Liam pieno di rabbia, coraggiosamente, stringendo i pugni –Rimanda il bastardo in Inghilterra mentre coccoli la tua sgualdrina scozzese-
Il padre aveva risposto con uno crudele manrovescio che aveva fatto barcollare il ragazzo –Nessuno dei miei figli insulta mia moglie-
-Allora non sono figlio tuo- con gli occhi pieni di rabbia e di odio, Liam si era raddrizzato mentre un filo di sangue gli scendeva lungo il viso.
Poi aveva sputato in faccia al padre.
Il padre si era ripulito e aveva detto con freddezza –Tu non si niente per me, ragazzo-
Il dolore sul visto di Liam era per sempre impresso nella memoria di William –Non mi dici niente, vecchio, che non conosca già-
Gli uomini del re avevano preso Liam e solo William e i suoi fratelli avevano urlato per protestare.
Suo padre si era semplicemente girato e aveva chiamato la governante perché li portasse nelle loro stanze.
Non una volta aveva ripensato a Liam o anche solo menzionato il suo nome. Da quel giorno in avanti, aveva vissuto come se Liam non fosse mai esistito.
William non lo aveva mai perdonato.
Ed era stato in quel giorno, quando su fratello s’era andato che William aveva giurato che non sarebbe mai innamorato. Non avrebbe mai permesso che una donna diventasse per lui più importante della sua stessa famiglia. Non avrebbe mai volato le spalle a un figlio per permettere la vendetta di una donna.
Quella era l’unica ragione per la quale, negli anni, aveva fatto attenzione a non procreare figli che
Avrebbero potuto soffrire per le sue azioni. Sapeva quanto Liam aveva sofferto e aveva dovuto sopportare.
Buffy borbottò nel sonno.
William la strinse tra le braccia. Lei era un mistero per lui. L’ammirava per la difficoltà che era disposta a sopportare per il bene dei suoi fratelli, e per la vita degli altri membri del clan.
Si trovò a domandarsi quale scelta avrebbe fatto lei se si fosse trovata al posto di sua madre. Avrebbe abbandonato un bambino non suo, o avrebbe combattuto per difendere tutti loro allo stesso modo?
‘Och, suvvia che cosa importa? Non voglio una moglie!’
Ma nel profondo del suo cuore, sapeva che una piccola sé voleva realmente una famiglia. Buffy aveva ragione. Lui amava davvero le storie fantastiche che i cantastorie raccontavano, storie di donne che avrebbero difeso le loro famiglie con la vita. Voleva sognare quella perfetta anima gemelle che non gli avrebbe mai chiesto più di quello che lui poteva darle. Una donna altruista e leale che non avrebbe mai tradito la sua fiducia o il suo amore.
E con suo immenso sgomento, si trovò a guardare Buffy e a domandarsi se, forse, lei sarebbe potuta essere…
‘Sei uno sciocco, William Darcy. E un maledetto sciocco, per giunta’
Le aveva già promesso di condurlo, contro il proprio buon senso, in un’impresa inutile, che molto probabilmente li avrebbe portati alla morte. Una ragazza come Buffy era veleno per un uomo come lui.
Nessuna donna valeva la sua vita. Né ora, né mai.
Nemmeno Buffy.
Viaggiarono per tutta la notte e fino al mattino dopo inoltrato, poi finalmente si fermarono per riposarsi. Mentre gli uomini strigliavano i cavalli, Buffy preparò un pasto leggere con quello che era rimasto del pane, del formaggio e della carne secca. L’intera mattina era trascorsa in silenzio, non sapeva se per la tensione o per la fatica. William le era stato distante tutto il giorno, il che era strano, considerando quando era stato gentile mentre lei dormiva tra le sue braccia.
Diverse volte durante la notte, si era svegliata di soprassalto e si era trovata affettuosamente circondata dalla sue braccia e, una volta in particolare, lo aveva sentito appoggiare la guancia sulla sua testa mentre con la mano le accarezzava il viso. Si era sentita al sicuro in quel momento, così protetta e desiderata.
Ma dall’instante in cui si era svegliata completamente e William si era fermato per permetterle di tornare sul suo cavallo, aveva sentito che se si fosse elevato un muro tra di loro. Come se lui si volesse isolare.
Buffy non gradiva quella sensazione.
‘Che cosa importa?’ si disse ‘Da domani, in un modo o nell’altro, tutto questo finirà’
Improvvisamente il dolore la colpì forte nel petto. Si, quel viaggio sarebbe finto l’indomani. Forse sarebbero morti tutti.
Lei, Liam e William.
Buffy si sentì gelare mentre quella possibilità le piombava addosso e mise da parte il cibo. Wesley Mac Donald avrebbe potuto ucciderla come prestale ascolto. A dire il vero è più possibile la prima. Quel pensiero la fece riflettere e, per la prima volta dall’inizio del viaggio, la realtà di tutto ciò la colpì. Quello poteva essere proprio il suo ultimo giorno di vita.
Facendo fatica a respirare, si guardò intorno, come se vedesse per la prima volta.
Si accorse della bellezza dei pini, di tutti gli alberi che la circondavano. Sentì la freschezza dell’erba sotto di sé quando si sedette a gambe incaricate sul terreno. Udì il canto degli uccelli. Sentì quasi l’odore del sole splendente che le riscaldava la pelle, dalla rugiada sull’edera.
Il mondo era veramente meraviglioso…
Non voleva morire, non ancora, non quando aveva ancora tante cose da fare!
Migliaia di desideri le girarono vorticosamente per le testa. Ripensò alle cose che aveva voluto fare, senza averne mai la possibilità. Voleva andare a visitare l’Irlanda almeno una volta. Guardare i suoi bambini e nipoti divertirsi in giardino, dando la caccia al tesoro del drago e prendendosi in giro. Non vedeva l’ora di vedere il bambino di Jack diventare adulto, di ingeneragli a cavalcare e a raccogliere le bacche. Voleva persino vedere Ian sposato con una brava ragazza.
Forse oro il suo tempo poteva scadere.
Il suo sguardo si posò su William. Che slegava il cavallo di Buffy perché pascolasse, mentre cominciava a strigliare il proprio. Lui sollevò uno delle sue forti mani per togliersi una ciocca scusa dalla forte umida.
Lui sarebbe stato il suo maggior rimpianto. Ricordò i sogni che aveva fatto su di lui, tutti i baci immaginari che aveva dato al cuscino, mentre lo stringeva tra le braccia pensando che fosse William.
E allora prese la sua decisione.
Dopo tutti quegli anni in cui aveva sempre vissuto per gli altri, voleva concedere qualcosa a se stessa. Se fosse morta l’indomani, c’era ancora una cosa che voleva fare. Un rimpianto che non voleva avere.
William lasciò i cavalli a pascolare. Aveva cominciato a dirigersi verso Buffy, quando notò Liam seduto con le spalle appoggiate ad un albero. Si avviò verso il fratello prima di rendersi contro che era profondamente addormento. Sorridendo per quel fatto quasi eccezionale, William scosse la testa. Così, suo fratello era un umano, dopotutto. C’erano dei momenti in cui persino lui aveva dei dubbi.
Non volendo disturbarlo, si allontanò silenziosamente. Avviandosi all’accampamento si sforzò di non guardare Buffy. Ma era difficile. Sapeva che doveva mantenere una certa distanza tra di loro, ma era la così più difficile che avesse mai cercato di fare in tutta la sua vita.
-Mentre Liam dorme, vado a farmi un bagno- disse, prendendo la bisaccia da terra.
Liam aveva fatto un ottimo lavoro nel radunare la maggior parte delle loro cose, prima di farli scappare dalle grinfie di Lucy e delle sue sorelle. D’atra parte, la rapidità d’azione e la velocità dei riflessi nel momento del pericolo erano sempre state una sua peculiarità.
Quando Buffy non rispose, lui le lanciò un’occhiata. Era seduta in silenzio da sola, e non gli prestò la minima attenzione.
‘Senza dubbio l’ho ferita ignorandola questa mattina’
Il dolore di quel pensiero gli oppresse il cuore ed imprecò.
Non sarebbe dovuto andare con lei in quel viaggio. Non si sarebbe mai dovuto offrire per portar le donne dal villaggio fuori dalla chiesa. Se non avesse trascorso così tanto tempo con Buffy negli ultimi due giorni, non avrebbe mai saputo quanto fosse importante per lui. Avrebbe trascorso il resto della sua vita in balia dell’ignoranza.
Sospirando, si diresse, attraverso il boschetto, verso il corso d’acqua che avevano seguito. Si levò i vestiti ed entrò nel torrente, ma nemmeno il freddo poteva sopprimere l’ardente desiderio che aveva di lei. E nemmeno togliersi dalla mente il suo pensiero.
William si tuffò e fece del suo meglio per non pensare a ninfe dalla testa bionda, capaci di rubare l’anima agli uomini.
Buffy fissò gli alberi nella direzione in cui William era scomparso. Le sue mani tremarono mentre lei pensava a cosa sarebbe stato meglio fare.
‘Forza, coraggio’ pensò ‘Hai già preso la tua decisione’
Si, si era decisa, ma doveva ancora agire di conseguenza e questo le creava dei problemi. Sapeva che William non l’avrebbe respinta. Ma come sarebbe cambiato il loro rapporto? Una volta che avessero fatto l’amore non sarebbero più potuti tornare come prima.
‘Che cosa vuoi?’ si chiese.
-Voglio un miracolo- sussurrò.
Un miracolo. Vero: voleva che William fosse suo E se fosse sopravvissuta all’incontro con i Mac Donald, non voleva dirgli addio e guardarlo allontanarsi con un’altra donna.
‘E se dovessi morire?’
Si sentì ancora più turbata.
Anche se alla fine avrebbe dovuto lasciarlo andare via, voleva sapere cosa significasse veramente amarlo in modo completo, come una donna.
Con tutto il copro che tremava, Buffy si alzò lentamente, poi si diresse verso gli alberi alla ricerca dell’unico uomo che avrebbe mai amato.
William aspirò profondamente mentre si passava le mani tra i capelli bagnati. Era bello sentirsi nuovamente puliti. Si chinò per sciacquarsi il viso e mentre si sollevava udì un lieve tonfo dietro di sé.
Prima che potesse muoversi, due braccia armoniose, bagnate, gli cinsero i fianchi e lo avvicinarono ai seni perfettamente tondi che gli carezzavano la schiena.
- William?-
Si bloccò al suono delle voce di Buffy nelle orecchie, mentre il suo seno nudo lo sfiorava. Voleva dirle qualcosa, ma aveva un nodo alla gola così stretto che a malapena riusciva a respirare.
-Mi lascerai fare l’amore con te?- gli chiese.
‘Oh, questo è un sogno! Deve essere un sogno’
Di sicuro il suo passerotto non farebbe…
I suoi pensieri si dispersero quando lei allentò la prese sui fianchi e girò attorno a lui.
Santo cielo, era bella. Più di quanto non avesse mai immaginato.
Lo sguardo di William si posò sul suo corpo imperlato d’acqua, osservandola tutta. Il capelli biondi bagnati si arricciavano intorno al viso. Le spalle chiare, nude, luccicavano al sole. Ma più di ogni altra cosa, fissò il seno con le punte tese che imploravano un bacio, un tocco da innamorato.
E, in quel momento, avrebbe voluto che l’acqua non fosse così profonda, perché le arrivava all’ombellico e lui voleva vedere tutto…
- Buffy- sussurrò –Cosa…-
-Zitto- disse, posandogli un dito sulle labbra –Non dire niente, per evitare che cambi idea- gli scrutò il corpo con uno sguardo bramoso, quasi disperato –E non voglio cambiare idea-
William sapeva che doveva mandarla via. Era l’ultima cosa nobile, decente da fare. Però, non era mai stato così nobile o decente.
E prima che potesse prendere una decisione, lei allungò una mano e la fece scorrere sul suo petto, sui suoi capezzoli tesi, graffiando molto delicatamente con le unghie la sua pelle. Rabbrividì, mentre il suo corpo bruciava completamente fin nel profondo.
Buffy spostò la mano dalle sue labbra, poi piegò la testa fino a riuscire a prendergli un capezzolo in bocca e succhio teneramente.
William gemette per il piacere che la sua lingua e le sue labbra gli stavano dando. E poi lei fece la cosa più incredibile: immerse la mano nell’acqua e prese delicatamente il suo membro. Quel delicato, esitante tocco delle dita di lei lo eccitò intensamente.
Stordito e infuocato, dimenticò ogni pensiero razionale. Riusciva solo a pensare di soddisfare, finalmente, l’ardente desiderio che lo aveva incessantemente tormentato, da quando l’aveva vista tenergli testa sulla porta della chiesa.
Le prese il capo tra le mani, le sollevò il viso per impossessarsi delle sua labbra.
Buffy sospirò nella sua bocca continuando ad accarezzargli il membro turgido con la mano. Di riflesso il corpo di William si arcuò contro la sua mano e le sue dita, lasciando che raggiungesse il proprio scopo con lui.
Buffy temette di svenire mentre la testa gli girava per la sensazione della sua erezione sotto la punta delle dita. Non aveva mai immaginato che un uomo potesse essere così, stranamente morbido e duro allo stesso tempo. Come velluto steso sull’acciaio.
Voleva quell’uomo. E se questo era l’unico modo in cui poteva averlo, allora andava bene così. In quel momento lui era suo e lo avrebbe amato come aveva sempre sognato di fare.
Con tutto il suo cuore…
Non si sarebbe trattenuta, né avrebbe mostrato timidezza. Non avrebbe mai voluto che nessun altro uomo la toccasse così. La baciasse. La stringesse. Lui era l’unico uomo per la quale avrebbe provato desiderio. Al diavolo le sue paure.
William la prese tra le braccia e la riportò verso la riva, appoggiandola sul plaid che lei aveva disteso per loro.
-Avevi già programmato tutto, non è vero?- chiese con tono leggero e spiritoso.
Buffy annuì.
-E se ti avessi respinta?- domandò.
-Non te lo avrei permesso- sussurro lei, poi gli mise la braccia al collo e avvicinò la testa alla sua per un altro lungo, profondo bacio.
William non la deluse baciandola con ardore, come aveva sempre fatto. Buffy sospirò soddisfatta e fece correre le mani lungo la sua agile schiena muscolosa.
I muscoli di William fremevano e si contorcevano sotto ai suoi palmi, mentre il suo petto sfiorava contro il suo.
Era meraviglioso, aveva un sapore ancora migliore.
Il suo eroe. Il suo amore
Quanto avrebbe desiderato di poterlo tenere così per sempre!
Era perfetto.
Lui le lasciò le labbra per darle un bacio sensuale sul collo, poi le succhio e le stuzzicò la pelle con la lingua e con i denti. Buffy inarcò la schiena, mentre le mani di lui scorrevano sul suo corpo, scendo lungo le sue braccia, per arrivare ai fianchi che preso con le mani. Quando stava per posargliele sul seno, lei lo fermò.
William sollevò il capo, mostrando uno sguardo perplesso.
-Questa è una mia fantasia- disse Buffy con un sorriso imbarazzato.
Poi lo fece rotolare sulla schiena e si portò a cavalcioni dei suoi fianchi. Si fermò un momento per gustare la sensazione del suo membro duro e teso che le carezzava il sensibile bocciolo tra le gambe. Era così strano il modo in cui quel muscolo si contraeva a ogni respiro. D’isintinto, si strinse contro di lui, dando un brivido di desiderio nel proprio corpo e un gemito profondo a William.
Si sentì piena di forza, di potere. Avrebbe anche potuto lasciarla, sopraggiunto il mattino, ma non l’avrebbe mai dimenticata.
Mai!
William la fissò dal basso con un’espressione maliziosa avvertendo la peluria del suo inguine solleticargli la pancia.
-Esattamente che cosa include questa tua fantasia?- chiese, osservandola mentre lo guardava.
Il sorriso di Buffy si allargò. Piegò la testa verso quella di William, ma invece di dagli un bacio, abbassò la bocca sulla sua gola.
William ansimò dal piacere, al calore della sua bocca che gli infuocava il corpo. La lingua di lei scivolò sul suo collo, stuzzicandolo e provocandogli ondata successive di estasi.
Era così strano. Erano stata tantissime le donne che gli avevano fatto una cosa simile nel passato, eppure nessuna gli aveva mai fatto provare emozioni così forti.
E ciò che lo terrificava di più era il fatto che non riusciva a mandarla via. Lei si piegò in avanti tanto che il suo seno si appiattì contro il petto di lui, facendolo sussultare.
- Buffy- sospirò, facendo scivolare le mani sulla pelle liscia della sua schiena.
Poi lei spostò la bocca più in basso.
Lentamente, con cura, gli ricoprì il torace e le braccia di baci roventi. Il suo seno premeva contro di lui, mentre le mani gli esploravano ogni millimetro di pelle.
E in quel momento, si rese conto esattamente di quanto fosse importante per lui il suo passerotto.
Cosa mai avrebbe dovuto fare?
‘Madarla via’
Avrebbe preferito morire e tuttavia sapeva che avrebbe dovuto lasciarla.
‘Non pensarci’
No, non l’avrebbe fatto. Avrebbe semplicemente gustato quell’attimo e quella donna. Lo avrebbe vissuto senza preoccuparsi del futuro. Al momento c’erano loro due e non avrebbero permesso a nessuno, nemmeno a se stesso, di dividerli.
Buffy si deliziò dei suoi gemito. Probabilmente si sarebbe dovuta sentire imbarazzata dal suo comportamento, ma aveva preso una decisione: se aveva intenzione di farlo, allora lo avrebbe fatto completamente e senza riserve.
Prima della fine della giornata, voleva conoscerlo dalla cima della testa sino alla punta dei piedi. Con questo pensiero nella mente, piegò la testa sul suo ventre. William inspirò improvvisamente tra i denti mentre il suo corpo fremeva sotto di lei.
Buffy rise, mentre continuava la sua esplorazione.
‘Chi avrebbe mai pensato che un uomo così coraggioso e forte potesse essere steso con una semplice carezza?’Questa carezza le diede la forza e la eccitò ancora di più.
Lui era suo.
William le affondò una mano nei capelli mentre combatteva contro il forte desiderio di prendere il controllo della situazione. Avrebbe avuto tra breve la possibilità di possederla. Al momento, si sarebbe accontentato di lasciare che lei raggiungesse il suo scopo.
Ma era difficile e lo diventava sempre di più.
Di nuovo, Buffy allungò una mano per prendergli quella pulsante virilità. E poi, stupendolo totalmente, mosse la testa e lo accolse in bocca.
William fu travolto dal piacere mentre la lingua di lei giocherellava con lui. Gemette, fissando incredulo la testa bionda sprofondata tra le sue cosce. Non aveva idea di cosa fosse per lui conoscere la sua generosità nel dare. Non stava semplicemente traendo piacere da lui come le altre sue amanti. Stava condividendo quel momento con lui come nessuna aveva mai fatto.
E lui l’amava per questo…
Non riuscendo più a sopportare di più, dovette toccarla. Assaggiarla.
Buffy alzò lo sguardo su di lui che la spostava –William?-
Le sorrise mentre si distendeva insieme a lei, con la testa verso i suoi piedi e i fianchi a livello della sua testa.
-Non fermarti- le disse, lo sguardo pieno di fuoco e malizia.
Prima che potesse rispondergli, la aprì delicatamente le cosce e appoggiò le labbra sulla sua parte più sensibile.
Oh, era incredibile. Non aveva mai avvertito un piacere tanto travolgente. Desiderando di provare di più, divaricò maggiormente le gambe. Lui accolse il suo invito.
Buffy non poteva credere a quello che stava succedendo. Non sapeva dove trovasse il coraggio di fare quelle cose con William. Ma era meraviglioso. La reciprocità della loro unione la toccò fin nel profondo dell’animo. Era così intima, così appagante, così incredibile che non avrebbe mai voluto che quel momento finisse.
Si sentì bruciare dal calore della bocca di William che la stuzzicava e la succhiava. Ed ancora più incredibile era la sensazione delle sue dita che entravano in lei. Dentro e fuori e attorno. Il suo corpo fremette e sussultò mentre si sentiva mancare per il piacere.
Chiuse gli occhi. Era troppo per lei. E proprio quando era ormai sicura che ne sarebbe morta, il suo corpo esplose.
Buffy gettò la testa all’indietro e urlò raggiungendo l’estasi, mentre il mondo girava vorticosamente intorno a lei.
Mai, mai aveva sperimentato una cosa simile.
E ancora la sua lingua la tormentava.
-Oh William- sospirò.
Rise, quasi malignamente, baciandole la coscia –Non ho ancora finito con te- disse, con tono d’avvertimento, ma in qualche modo giocoso.
Si sollevò e si portò sopra di lei. Buffy si allungò e sprofondò le mani nei suoi capelli mentre lui le divaricava le gambe con le ginocchia.
Poi potrò le labbra sulle sue e affondò in profondità dentro di lei.
Buffy s’irrigidì mentre il dolore annullava il piacere –William?-
-Shhh- le sussurrò contro le labbra –Sii paziente, passerà-
S’inclinò all’indietro, lontano da lei appena un poco e abbassò la mando tra i loro corpi sino a trovare il nocciolo della sua femminilità. Buffy subito dimenticò il dolore mentre William delicatamente giocherellava con il suo corpo, ridandole piacere.
Era premuroso e gentile. Da quello che aveva sentito sugli altri uomini, sapeva che la maggior parte non si preoccupava di procurare dolore alla donna la sua prima volta. Ma William sì.
D’istinto, si spinse contro di lui per accoglierlo ancora più in profondità.
William si morse il labbro sentendola muoversi contro di lui
–Si, amore mio- disse, chiudendo gli occhi –Proprio così-
Il respiro di William divenne irregolare, lasciò che lei assumesse il controllo e che col prorio corpo sfinisse il suo.
Non si era mai sentito così…
Aprendo gli occhi, vide lo sguardo di meraviglia sul viso di Buffy. Si, le piaceva avere il controllo della situazione.
Desideroso come sempre di accontentarla, William si girò senza ritirarsi da lei.
Buffy sospirò trovandosi sopra di lui nuovamente. Lo fissò stupita dalla strana sensazione del suo corpo dentro di lei e tra le sue gambe.
Con gli occhi scuri e gentile, William le prese con le mani a coppa i seni. Lei posò le mani sulle sue, poi inarcò il corpo per riceverlo in profondità.
-Si- sospirò lui –Così…-
Poi William insinuò una mano tra di loro, mentre lei lo accoglieva profondamente.
E questa volta quando lei raggiunse l’estasi lui si unì a lei.
Appagata ed esausta, Buffy si distese sul suo torace e di deliziò della sensazione delle sue braccia intorno a lei, mentre il suo respiro le muoveva i capelli. William appoggiò la testa all’indietro, emotivamente scosso da quello che era successo. Sapeva che sarebbe stata focosa, ma non si sarebbe mai immaginato l’intensità della sua passione.
Ma lui era lontano dall’essere appagato. Anzi, la voleva molto più di prima. Perché ora aveva provato il suo amore, sapeva veramente lei non aveva uguali.
E questo lo terrorizzava completamente.
Buffy alzò la testa per guardarlo.
- C’è qualcosa che non va?- chiese aggrottando le sopracciglia, preoccupata.
-No- sussurrò facendole scorrere la mani sulla schiena. Non era proprio una bugia.
A dire il verso le cose non erano mai andate così bene.
E allo stesso modo, non erano mai andate così male.
Mentre si rivestivano, Buffy poteva sentire quasi tangibilmente la tensione di William e ne era ferita. Non voleva dare finta di niente.
- William- disse richiamando la sua attenzione –Voglio che tu sappia che non ho alcun rimpianto-
Il viso di lui era persino più cupo di prima. E lei poteva leggere nei suoi occhi che lui n’aveva.
Col cuore pesante distolse lo sguardo da lui.
Allora era così. Non provava alcune sentimento per lei e ora desiderava dimenticarla.
In quel momento, Buffy desiderò di essere rimasta all’accampamento.
- Buffy- disse William stringendola tra le braccia –Non sono irritato con te- sussurrò –Sono arrabbiato con me stesso. Non avrei mai dovuto possederti. Ho fatto una cosa sbagliata- le sollevò il mento in modo da poterla guardare negli occhi –Perché sei venuta da me?-
-Perché ti volevo- allungò una mano e gli toccò la guancia ispida di barba –Non pretendo niente da te, William. Non mi aspetto assolutamente di essere trattata in modo diverso da prima. Volevo sapere com’era fare l’amore con te, ora lo so-
William serrò le mascelle alla sue parole. Il problema era che ora lo sapeva anche lui. Il suo corpo era già eccitato per quel tocco casuale, per il fresco profumo del suo copro appena lavato.
La voleva ancora.
In effetti, avrebbe potuto possederla di nuovo in quell’instante.
E questo lo terrorizzava. Lo spaventava più di ogni altra cosa. Avrebbe preferito andare in battaglia nudo contro un’intera guarnigione inglese che essere di fronte a lei in quel modo.
Se solo si fosse potuto fidare di lei!
‘Potresti provare a fidarti di lei!’
Come sembrava facile detto cos’. Ma le conseguenze erano troppo spaventose. Nessuna donna valeva la sua vita. Era vissuto con questa convinzione ed era la sola verità che non avrebbe mai abbandonato.
Buffy vide un’ombra cupa nei suoi occhi. Aveva preso una decisione, poteva sentirlo. E a giudicare dalla rigidità del suo corpo, non era di buon augurio per lei o per il suo cuore.
‘Te lo aspettavi’
Ora era il momento di conservare la proprio dignità. Mettendosi in punta di piedi, lo baciò delicatamente su una guancia.
-Grazie- gli sussurrò all’orecchio, poi si allontanò e ritornò all’accampamento.
William socchiuse gli occhi, mentre il dolore gli scivolava addosso. Aveva capito cosa aveva voluto dirgli e provava un dolore straziante per non essere l’uomo che lei si meritava. Si chinò, prese il plaid dal terreno e lo piegò. Fu assalito dai ricordi di lei distesa nuda sopra di lui mentre gli si dava completamente. Era stata eccezionale.
E lui era uno stupido arrogante che meritava di essere preso a pugni da ognuno dei suoi fratelli.
Sospirando, cercò di non pensare, mentre si dirigeva a sua volta verso l’accampamento.
Quella notte passò lentamente per Buffy, che non poteva proprio dormire. Si era girata e rigirata cercando di fare del suo meglio per preparare le parole da dire a Mac Donald, turbata dai sogni su William che la tormentavano e la seducevano. Ma tra tutti i sogni che aveva fatto, il più terrificante era quello in cui Mac Donald affondava la spada nel corpo di William , mentre lei guadava impotente.
Si era svegliata al mattino con una preghiera sulle labbra e con le mani che tremavano in maniera incontrollabile.
-Stai bene?- le chiesero William e Liam appena si mise a sedere.
Con il cuore che le martellava, riuscì solo ad annuire. Ma era una bugia e lo sapeva. Non stava bene, era terrorizzata.
Tutta la responsabilità era sulle sue spalle. Se avesse fallito, loro tre avrebbero pagato con la vita. Per tutto il mattino, il panico le rimase nel cuore.
Giunti così vicino alla loro destinazione che potevano raggiungere con una breve camminata, lasciarono i cavalli a pascolare nel piccolo prato.
-Credi che i cavalli saranno ancora qui al nostro ritorno?- chiese Buffy a William mentre stava togliendo i finimenti all’ultimo cavallo.
-Speriamo- rispose William, nascondendo con Liam le selle e le brighe dietro un cespuglio.
Buffy annuì, notando che lui non faceva alcun accenno a quello che era successo a tutti loro se lei avesse fallito.
‘Deve funzionare’ si disse per rassicurarsi, mentre radunavano le bisacce e salivano sull’erta collina dove si trovava il castello.
Non poteva fallire. Non quando la vita di William dipendeva da lei.
Due ore prime del crepuscolo, raggiunsero finalmente le mura di pietra che circondavano la fortezza dei Mac Donald.
Quando i tre visitatori si avvicinarono all’accampamento, Buffy notò che gli uomini avevano lasciato le tende e si erano tutti raggruppati attorno ad un uomo. A giudicare dall’accampamento sembrava che Helen Mac Donald, non avesse sprecato tempo a cacciar fuori il marito e i suoi uomini dopo la partenza di Buffy. E dagli sguardi arcigni sui visi degli uomini, poteva dire che non condividevano l’umorismo di Buffy riguardo a quella situazione. William la fece fermare quando scorse Mac Donald.
Non ancora trentenne, Wesley Mac Donald, era un capo temuto, nel fiore della sua forza di guerriero. Con le spalle abbastanza larghe, l’uomo poteva terrorizzare il diavolo.
I suoi capelli chiari facevano risaltare i suoi occhi blu. E dal suo portamento, era ovvio che fosse un uomo nato per combattere.
Buffy sentì che le gambe le tremavano dalla paura. Il suo momento era giunto, e lei si riscopriva veramente priva di coraggio.
Ispirando profondamente per darsi coraggio, Buffy fece un passo avanti, poi s’immobilizzò, sentendo quello che Wesley diceva ai suoi uomini.
-Ricompenserò con molto oro l’uomo che mi porterà la testa di Elisabeth Summers su una picca! Giuro che preferire spezzare il pane con il re d’Inghilterra che non con quella puttanalella!-
Il cuore di Buffy batteva all’impazzata e, per uno momento, temette che sarebbe scappata, dopotutto.
Liam si abbassò a sussurrare al suo orecchio –Che cosa stai aspettando? Su, vai a dirgli quanto abbiamo abbia torto a non porre fine a questa faida-
Atterrita, Buffy lo guardò a bocca aperta. Al momento, non lo trovava divertente. Nemmeno un po’.
William guardò trucemente il fratello e la spintonò da una parte. Ma prima che potesse parlare, un cavaliere a cavallo si stava dirigendo verso di loro.
Ed era ricoperto di…
O anzi stava gocciolando…?
Accigliata Buffy non credette ai suoi occhi.
Il cavallo si fermò e il cavaliere rivolse uno sguardo disgustato verso il suo signore. Quando il cavaliere si alzò sulle staffe, si sentì uno strano suono come si suzione e, mentre smontava, una singolare scia iridescente segnò la sua discesa. Poi si portò davanti a Wesley mentre le mosche e altri insetti ronzavano intorno alla sua testa.
-Mi hanno gettato addosso del miele- dichiarò il cavaliere al gruppo, scuotendo le braccia e mandando spruzzi di miele da tutte le parti. Diversi uomini imprecarono.
Con il viso arrabbiato, il cavaliere ringhiò –Quelle femmine mi hanno ricoperto di miele dalla testa ai piedi. Hanno detto che lanceranno cavoli al primo di noi che si avvicinerà alle cancellate-
Buffy si coprì la bocca con una mano per soffocare una risata.
Wesley imprecò –Hai detto loro che eri lì per patteggiare una tregua?-
-Si, milord. La catalana ha detto che non ci sarà nessuna tregua fino a quando non vedrà voi e Riley Darcy fianco a fianco-
L’imprecazione di Wesley eclissò la precedente.
-Milord- urlò William all’improvviso.
Buffy rabbrividì e lo guardò impaurita. Che cosa gli era venuto in mente?
Con il cuore che le martellava ancora più intensamente, osservò ammutolita William che, attraversava il piccolo spazio che li sparava, si fermava davanti al nemico mortale della sua famiglia.
Come diamine faceva ad apparire così calmo, quando lei faceva tutto il possibile per non sentirsi male?
Wesley fissò William con ostilità –Non ti conosco-
Il silenzio era assordante.
William face un cenno col capo a Wesley, l’uomo che aveva giurato che avrebbe visto lui e i suoi fratelli nella tomba.
Non riusciva a credere a quello che stava facendo. Ci doveva essere un posto speciale all’inferno per un pazzo come lui. Pregò soltanto che passasse ancora qualche anno prima di vedere come fosse quel posto.
Nel frattempo, doveva trovare un modo per porre fine a quella situazione di stallo, prima che loro tre fossero massacrati.
-No, non mi conoscete- rispose William con tono bonario, sperando di dissipare la diffidenza e il timore del capo -Sono solo un bardo itinerante, ma credo di potevi aiutare in questa situazione-
Wiliam resistette al desiderio di maledirsi per le sue parole. Come al solito non era riuscito a tenere la bocca chiusa e ora si trovava nel bel mezzo della mischia.
Wesley gli rivolse uno sguardo dubbioso: non lo credeva capace di gestire la situazione –Come pensi di riuscirci, ragazzo?-
-Vorrei tentare insieme ai miei fratelli di palare alla donne-
Gli uomini scoppiarono a ridere e diversi di loro lo schernirono.
Girandosi a guardalo, l’uomo coperto di miele lo guardò con occhi increduli –Vuoi fare la mia stessa fine?-
William alzò le spalle –Ci sono cose peggiori che essere ricoperti di miele e mi sono state gettate addosso cose più dure dei cavoli. Ma credo che i miei fratelli ed io potremmo convincere le donne ad ascoltare la voce della ragione-
Ridendo, Wesley si portò le mani suoi fianchi e scosse la testa –Se tu sei del parere di tentare, non ti fermerò. Provaci, ragazzo, e che Dio sia con te-
William annuì e chiamo Buffy e Liam.
-Va bene- sussurrò William a Buffy mentre lentamente camminavano verso il portone del castello
–Questa è la tua unica possibilità. Devi far si che lady Mac Donald ti ascolti-
-E se non lo fa?-
Scambiò un’occhiata d’intesa con Liam –Allora spero mi scuserai per quello che dovrò fare per porre fine a tutto-
Mentre si avvicinavano alle mura di cinta, un cavolo, roteando, minacciò di colpire William che a malapena ebbe il tempo di schivarlo.
La vecchia che lo aveva lanciato urlò dal suo posto –Lo avevamo detto a voi uomini che avremmo…-
- Fermatevi!-
Buffy riconobbe la voce di Winifred Mac Donald che li scrutò per quella che sembrò un’eternità. Dopo un lungo minuto, la castellana lasciò gli spalti e scese i gradini di legno dalla parte opposta.
Qualche secondo più tardi, un chiavistello sferragliò e stridette, poi la piccola porta di fianco al portone principale si aprì mostrando la testa di una bela donna poco più vecchia di Buffy. La castellana aveva i capelli mori raccolti in una traccia avvolta sulla testa. Il plaid nero e azzurro che indossava metteva in risalto la sua pelle pallida.
- Buffy sei tu?- domandò Fred Mac Donald.
-Si- rispose Buffy –Possiamo entrare?-
-Certamente- disse Fred, poi indietreggiò nella protezione delle mura di cinta.
Una donna di circa quarant’anni, che teneva la scopa come una spada, aprì la porta appena a sufficienza da permettere l’entrata di Buffy e dei suoi accompagnatori e, non appena furono tutti dentro, la sbatté e la richiuse con il chiavistello.
Fred si fece avanti e prese la mano di Buffy nella sua. La sua pelle era luminosa e i suoi occhi brillavano di felicità –E’ finita?- chiese.
Buffy scosse il capo –No, la situazione è peggiorata. Gli uomini del mio clan sono pronti ad uccidere il nostro signore se non risolve la questione e lui si rifiuta di farlo, a meno che vostro marito non smetta di reclamare la vita di Lindsey –
La castellana lasciò la mano di Buffy e tutta la felicità svanì di colpo –Dio mio!- sospirò –Che cosa si può fare, allora?-
-Non lo so- sussurrò Buffy –Non ne posso più di questo spargimento di sangue, ma tempo che gli uomini ci abbiano in pugno, questa volta-
-Milady- intervenne William, attirando l’attenzione su di sé –C’è qualche cosa che farebbe desistere vostro marito dal continuare questa faida?-
Il viso di Fred divenne freddo e pieno di rabbia.
- No. Lui ha amato quella donna malvagia sopra ogni cosa-
-Allora perché vi ha sposata?- domandò Buffy, poi si pentì dalla sua schiettezza.
Fred non sembrò minamene colta alla sprovvista. E quando rispose, la voce era completamente priva d’emozione –Per il mio denaro e perché sua madre insisteva che lui si sposasse-
-Sua madre?- chiese William –E’ qui?-
-Sono proprio dietro di te, ragazzaccio, con una scopa da romperti addosso se ci porvi con una di noi- lo scrutò –E non credere che io sia troppo anziana da non ricordare che cosa ha nella mente un bellimbusto come te-
William si girò lentamente per vedere la donna che li aveva fatti entrare.
Julia Mac Donald sembrava più giovane della sua età. I capelli biondo ramato avevano solo qualche filo bianco, e i suoi occhi blu erano fiammeggianti, intensi e colmi della vitalità di una donna con la metà degli anni.
Appoggiò la scopa al suolo, tendola come un soldato avrebbe tenuto una lancia, mente si portava la mano sinistra sul fianco e gli lanciava uno sguardo inquisitore.
-Avevo detto al mio Wesley che quella donna era una serpe la prima volta che l’avevo vista e notato il suo sguardo avido. Sapevo che era una poco di buono. Ma lui non mi diede retta. Semplicemente doveva averla, nonostante i miei avvertimenti-
Buffy fece una passo avanti –Non c’è niente che possa fargli…-
Julia scosse la testa prima che potesse finire –Ha avvelenato la vita del mio bambino con le sue moine-
Il viso di Fred si fece di pietra –E ora porto in grembo suo figlio e non lo farò nascere, fino a quando mio marito non smetterà di struggersi per quella strega-
Liam disse con il suo solito tono ironico –Devo farvi rilevare, milady, che dubito possiate scegliere il momento della nascita di vostro figlio?-
Fred lo incenerì con lo sguardo. Per tutta risposta, Liam sorrise.
-Aspettate!- disse Buffy, interrompendoli –Credo di avere un piano-
William rabbrividì a quelle parole. Che Dio li aiutasse, perché conosceva fin troppo bene Buffy e i suoi piani. Se avesse avuto un po’ di buonsenso sarebbe tornato in Inghilterra con Liam.
Gettò un’occhiata alla donne intorno a loro. Tutti gli occhi erano puntati su Buffy e il nodo che lui aveva allo stomaco si fece ancora più stretto. Avevano veramente intenzione di ascoltarla.
‘Certo non sanno a cosa stanno andando incontro’ pensò.
-Mio fratello Jack diceva sempre che non ti accorti mai di quello che hai, fino a quando non lo hai perso- disse Buffy.
A William si rizzarono i capelli sulla nuca al solo pensiero delle implicazioni di quelle parole, resistette a stento all’impulso di afferrare e correre via.
-Beh- continuò Buffy –Credo di sapere come fare perché Wesley Mac Donald si renda conto di ciò che ha, e veda se è di qualche importanza per lui-
Concordati i piani per il giorno seguente, Fred e Julia condussero Buffy, Wiliam e Liam all’interno del castello, per dar loro da mangiare e per concretizzare i preparativi. Buffy rimase solo il tempo necessario a essere sicura che tutto sarebbe stato pronto, poi i suoi nervi cedettero.
A differenza degli uomini, non se la sentiva di mangiare. Non quando aveva un nodo nello stomaco ed era tormentata da tanti dubbi.
Aveva bisogno di una boccata d’aria fresca e di un po’ di tempo per stare da sola a pensare, in modo che nessuno potesse accorgersi delle numerose incertezze che minavano la sua sicurezza e, che la lasciavano vulnerabile e intimorita.
Dirigendosi fuori dal torrione, Buffy si soffermò in cima alle scale per dare un’occhiata alla corte interna. Delle torce di giunco erano state accese e le donne lungo gli spalti avevano smesso di stuzzicare per cenare e spettegolare tra loro.
Nessuna le prestò alcune attenzione mentre scendeva i gradini, poi camminò senza meta intorno alla corte buia.
‘In cosa mi sono cacciata ora?’ si domandò.
E’ vero, loro tre, per il momento, erano vivi, ma c’era ancora tanto da fare prima che lei potesse sentirsi vittoriosa. Dopotutto, ogni cosa si basava sul fatto che Mac Donald avesse a cuore la vita di sua moglie.
Se lui non…
Buffy tremò, poi si avvolse il plaid sulle spalle. Mentre girava intorno al torrione, un’ombra attirò la sua attenzione. Si fermò e si girò a guardarla.
Dapprima pensò di essersela immaginata, ma l’indistinta sagoma di un corpo era fin troppo chiara. Qualcuno stava aggirandosi furtivamente e, a meno che il suo istinto non la ingannasse, la stava guardando.
Accigliata, fece un passo in avanti per osservare un po’ più da vicino il suo fantasma. L’ombra indietreggiò, lontana dal chiaro di luna e dalla sua capacità di vederla chiaramente. Buffy ebbe un attimo di esitazione, ma l’ombra non sembrava molto grossa o pericolosa.
Alla fine, la sua curiosità ebbe la meglio sul suo timore.
Decisa a scoprire chi la stesse osservando e per quale motivo, Buffy si avvicinò all’ombra e trovò solo una ragazzino, di circa sette anni, che cercava di scappare.
In preda al panico, lui si guardò intorno per trovare una via di fuga.
- E’ tutto a posto- disse Buffy dolcemente, sollevata nel trovare un bambino e non un uomo male intenzionato. Di sicuro il piccolo era solo affamato e stava cercando del cibo o sua madre –Non intendo farti del male-
Non riusciva ancora a vedere perfettamente i suoi lineamenti, ma poteva scorgere il profilo del suo viso minuto. Per diversi secondi, rimase completamente ferma mentre lui la valutava. La guardava perplesso, come se le mancasse qualcosa.
-Sei tu quella donna Darcy?- le chiese timidamente –Mi hanno detto che aveva i capelli corti-
-Si, sono io-
Buffy udì il suo sospiro di sollievo. Era troppo in ritardo si ricordò le parole di Wesley riguardo al valore che aveva ora la sua testa se gli fosse stata portata su una picca.
‘Quel ragazzino poteva forse essere interessato a farla catturare? Sembrava improbabile, ma perché, allora, l’aveva seguita?’
-E tu chi sei?- domandò.
-Mi chiamo Connor-
Buffy sorrise. Che combinazione, ero lo stesso nome del cavallo di William –E che cosa desideri da me, Connor?-
Il ragazzino si portò nel cerchio luminoso del chiaro di luna dove Buffy riuscì finalmente a vederlo.
Il respiro le si fermò in gola perché non aveva mai visto una copia così perfetta dei fratelli Darcy, ma soprattutto di William. I capelli neri del bambino erano incolti e avevano bisogno di una spuntata. La sua corporatura alta e magra aveva bisogno di pasti regolari, ma quegli occhi…
Avrebbe riconosciuto quegli occhi blu, ovunque. Ma mentre quelli di William erano provocanti e vivaci, quelli del ragazzino erano duri e sfiniti. Pieni di rabbia e severi.
-Voglio che tu mi porti a casa- disse.
Le si strinse il cuore alla richiesta del bambino.
-A casa?- gli chiese, pregando che fosse tutta una coincidenza. Forse era un lontano cugino di William. Forse uno del clan dei Mac Donald lo aveva rapito pensando di servirsi di lui contro uno degli altri membri del clan Darcy.
La sua mente si aggrappava a ogni spiegazione diversa da quella più ovvia.
-Si- rispose Connor –Sono uno dei loro bastardi. Mia madre mi ha detto che mio padre era un Darcy e voglio andare a loro castello e incontrare la mia famiglia-
Buffy si sentì mancare alla conferma della sua peggior paura. William aveva un figlio. Uno che era stato dolorosamente trascurato, da quel che si poteva vedere. In quel momento, voleva precipitarsi nel castello e strangolarlo. Come osava William non prendersi la responsabilità delle sue azioni!
‘Oh William aspetta solo che ti prenda e ti farò pagare’
-E dov’è la tua mamma?- gli chiede.
Connor guardò altrove e i suoi occhi divennero ancora più furiosi –E’ morta due anni fa. Io vivo da sua sorella, ma ha detto che non vuole bastardi che non fanno quello che gli si dice. Stavo pensando, quindi, dato che sei qui e se ti pagassi, potresti portarmi indietro con te-
Connor tese la piccola mano delicata per mostrare una perlina di vetro, una pietra scintillante e un pezzo d’argento carbonizzato e ritorto, che Buffy non riuscì ad identificare.
-So che non è molto- disse –Ma è tutto quello che ho. Se mi porti a casa da loro, puoi avere tutto questo e giuro che cercherò un lavoro e ti pagherò appropriatamente per avermi aiutato-
Come si faceva ad essere tanto insensibili da mettere alla porta un così caro bambino?
Ed era chiaro che era un bravo ragazzino. A dispetto della rabbia che aveva dentro di sé, era stato rispettoso e onesto.
Buffy s’inginocchiò vicino a lui e guardò la sua offerta –Che magnifico tesoro hai-
Lui annuì con aria solenne toccando la perlina –Queste era nella spilla di mia madre. Era caduta fuori e avevo intenzione di sistemargliela, ma mia madre è morta prima che potessi guadagnare abbastanza soldi per pagare il fabbro-
Poi gli passò la pietra –Questa l’ho presa fuori dalla nostra capanna quando ero piccolo e mi avevano detto che non potevo più vivere lì-
E da ultimo, toccò il pezzo d’argento –Questo è l’anello che mi padre aveva dato a mia madre. Mio zio ha cercato di fonderlo, ma io l’ho preso dal fuoco quando non stava guardando e l’ho nascosto-
Allungò la mano verso di lei e le offrì tutto quello che aveva al mondo.
Inghiottendo le lacrime, Buffy gli prese la mano nelle sue e gliela chiuse. –Questo è veramente troppo prezioso perché io lo prenda-
Apparve confuso.
Lei prese il suo plaid che aveva sulle spalle e lo avvolse intorno a lui –Non devi pagarmi, Connor. Sarei onorata di portarti via-
La felicità brillò nei suoi occhi ma poi la diffidenza oscurò lo sguardo –Che cosa cuoi da me, allora?-
-Niente-
Sorrise incredulo –Le persone non fanno delle gentilezze per niente. Vogliono sempre qualche cosa-
Santo cielo, quel ragazzino sembrava così simile a Liam da darle i brividi. Ma che cosa aveva subito per diventare così diffidente?
Sporgendosi, Buffy gli spostò dalla fronte una ciocca di capelli neri, poi posò una mano sulla sua guancia fredda- Non tutte le persone sono così-
Appariva ancora sospettoso.
Buffy si alzò e allungò la mano per prendergli la sua –Hai mangiato qualcosa?-
Connor esitò prima di farla la mano –Le donne non mi lasciano mangiare niente perché sono un uomo-
Lei gli strinse più forte la mano mentre attraversavano la corte. Il ragazzino era molto lontano dall’essere un uomo, anche se si comportava come se lo fosse.
Se avesse avuto la possibilità di incontrare i suoi zii gliela avrebbe fatta pagare per essere stati così crudeli con un bambino.
-Vieni con me- gli disse dolcemente –Farò in modo di darti da mangiare-
Connor si fermò di colpo mentre lei lo portava verso il castello.
-No- disse –Se mia zia mi vede, mi picchierà di sicuro-
-Faremo in modo che non ti veda- gli sorrise rassicurante, quel bambino aveva bisogno di essere protetto e l’avrebbe fatto a qualunque costo.
Buffy gli tenne la mano gelida, mentre cambiava direzione e lo conduceva dietro il castello e su per le scale sul retro, fino alla piccola stanza che Fred la aveva dato per la notte.
Era una sera molto fresca per restare all’esterno, il povero Connor era scalzo e vestito con un plaid che sarebbe dovuto essere buttato.
Sfuggiva alla sua comprensione anche solo immaginare l’insensibilità dei suoi zii. Non avrebbe mai potuto trattare un bambino in quel modo e, sicuramente, non uno che era imparentato con lei.
Buffy aprì la porta della sua stanza –Connor, tua madre ha mai parlato a tuo padre di te?- chiese, mentre entrava per accendere le candele di sego sulla panca vicino al fuoco.
Lui si bloccò proprio all’entrata.
Buffy lo osservò spalancare gli occhi, poi il suo sguardo saettò per la stanza a esaminare il fuoco ardente, il letto, la panca e le calde pellicce.
Batté le palpebre come se fosse incapace di credere che lei lo lasciasse entrare in un luogo così lussuoso; poi si diresse velocemente verso il fuoco e stese le mani, cercandone il calore.
-Ha detto che era andata da lui a dirgli di me, arrivata al castello, lo ha visto con una bella ragazza-
Connor si piegò impercettibilmente verso di lei e pronunciò le parole successive con un sussurro sommesso, come se le stesse rivelando un segreto –Ha detto che si stavano baciando-
Poi si rimise dritto e declamò il resto, come se sua madre glielo avesse inculcato in testa più di una vola –Ha detto di essersi resa conto, allora, che tutte le parole che le aveva detto sul fatto che l’amava, erano false. Ha detto che tutti gli uomini erano falsi e meschini e che se Dio fosse veramente misericordioso, io avrei dovuto essere una bambina, non un altro maschio mandando per spezzarle il cuore-
Anche il cuore di Buffy sobbalzò alle sue parole. Incapace di tollerarlo, si mise in ginocchio e lo abbracciò stretto. Dapprincipio lui si irrigidì e contrastò la stretta, ma lei strinse ancora di più la presa. Si rifiutò di lasciarlo andare. Il bambino aveva bisogno di amore. Aveva bisogno di un abbraccio e non avrebbe fatto passare un altro minuto senza darglielo.
Poi, sorprendendola, lui timidamente l’abbracciò con le sue braccia sottili e fragili e abbassò la piccola testa sulla sua spalla.
-Sai, Connor, Dio è misericordioso, ed è una cosa meravigliosa essere nato maschio-
Lui non disse niente, ma lei poteva sentire le sue lacrime calde sul collo.
Gli sostenne con delicatezza la testa nella mano e, lo abbracciò più forte possibile, cullandolo lentamente.
In quel momento, Buffy sapeva che cosa avrebbe fatto se si fosse trovata al posto di Joyce. Non avrebbe mai potuto abbandonare Liam, tanto meno avrebbe permesso ai nemici di suo padre di portarlo via. E nemmeno poteva lasciare che quel bambino soffrisse un giorno di più.
Non sapeva come William avrebbe reagito alla presenza di Connor, ma sapeva quello che lei doveva fare.
-Sai, Connor- gli sussurrò cullandolo –se non vuoi stare con la tua famiglia, io vivo in una piccola fattoria con mia cognata. Lei ha due bambini piccoli, un maschio e una femmina. Pensavo che potessero aver bisogno di un cugino che aiuti a proteggerli-
Lui inclinò la testa all’indietro aggrottando la fronte.
Buffy sorrise, gli scostò i capelli dal viso, poi gli pose una mano sulla guancia umida, dicendogli chiaramente che cosa avesse voluto dire –Stavo pensando che se tu preferisci, potresti venire a vivere con noi-
Il cipiglio si trasformò in incredulità, poi gli brillarono gli occhi –Avrei una famiglia?-
Buffy annuì –Si. Una che ti desidera e avresti una madre che ti ama. Per non parlare del fatto che fa le migliori torte di bacche di sambuco che tu abbia mai assaggiato-
Per la prima volta, lo vide sorridere. Gli occhi di lei si appannarono ancora e gli toccò le profonde fossette che si erano accentuate.
-Prometto che farò il bravo e mangerò soltanto quello che mi darai. Non chiederò di averne di più, mai-
-Potrai mangiare a crepapelle-
-Davvero?-
Annuì.
Urlò per la felicità, poi improvvisamente si acquattò e si portò una mano alla bocca, guardandosi intorno furtivamente –Scusa-
-Non mi dà fastidio un po’ di frastuono- disse Buffy –Sono cresciuta con sei ragazzi che urlavano e strillavano in continuazione-
Si alzò in piedi e gli scompigliò i capelli con la mano –Aspetta qui, vado a prenderti qualcosa da mangiare-
Di nuova diffidenza comparve nei suoi occhi, ma non disse niente mentre lei lo lasciva. Una miriade di emozioni fluivano in lei mentre scendeva le scale.
Velocemente prese un tagliere per il cibo, dicendo ai servitori che voleva mangiare da sola. Nessuno le fece domande.
Non appena Buffy ebbe radunato cibo a sufficienza per riempire lo stomaco di Connor, ritornò da lui, imprecando a ogni passo contro la sua famiglia insensibile.
Perché la madre di Connor non lo aveva comunque detto a William?
Buffy non lo sapeva con certezza, ma pensava che William avesse accolto con affetto il bambino. E anche se lui non lo avesse fatto, lo avrebbe fatto Riley indubbiamente.
‘Non giudicare sua madre’ si disse Buffy ‘Solo Dio può farlo’
In effetti, in quel momento, non sapeva chi avesse voglia di malmenare maggiormente. La madre di Connor o William.
Mettendo da parte per un momento quel pensiero, visto che la madre di Connor era morta, spalancò la porta della sua stanza e vide il bambino seduto sul letto. Saltò già, temendo che lei lo volesse sgridare e, non appena vide il cibo, urlò di nuovo.
Buffy posò il vassoio sulla panca vicino al fuoco e guardò con piacere mentre lui si riempiva la bocca di arrosto di manzo, carote, piselli, cipolle e mele.
Appena ebbe finito di mangiare, lo mise sul letto e lo lasciò là, a sognare di giorni migliori che sarebbero arrivati.
Si addormentò praticamente appena chiuse gli occhi.
Buffy ascoltò il suo respiro passandogli una mano tra i capelli.
-Oh, William- sussurrò, chiedendosi come avrebbe potuto dirgli che era padre.
Da un lato, poteva ucciderlo per aver abbandonato il bambino, ma dall’altro sapeva che non poteva conoscerne l’esistenza. La povera madre di Connor, probabilmente, non aveva saputo cosa fare e la vista di William che baciava un’altra donna doveva averla ferita nel profondo. Se Buffy si fosse trovata al posto di quella donna, avrebbe attraversato il cortile a passo spedito e avrebbe affrontato William mentre era con l’altra.
Ma la povera donna che aveva avuto il cuore era diversa da lei.
D’improvviso un brivido la percorse pensando a se stessa. E se stesse già aspettando un bambino?
La risposta era semplice.
-Lo amerò tanto quando amo suo padre- sussurrò. E lo avrebbe fatto. Esattamente quanto amava quella piccola parte di William che stava dormendo nel suo letto.
Pigiandosi in avanti, gli sfiorò la fronte con le labbra –Sogno d’oro, dolcezza-
Tirò le coperte su di lui, poi andò a cercare William.
William era seduto da solo nella sala. Tutti gli altri erano già andati a letto da un pezzo, perché l’indomani sarebbe stato difficile e faticoso.
Anche Liam si era allontanato, tanto che William si era domandato se suo fratello avesse finalmente trovato di suo gradimento una delle donne scozzesi. E sicuramente ce n’erano parecchie tra cui scegliere.
Per la prima volta in vita sua, nessuna di loro lo tentava minimamente.
William imprecò.
-Mi ha trasformato in un dannato eunuco- mormorò mentre scolava l’ultima goccia di birra.
E poi pensò alle parole d Buffy ‘Tu preferisci il vino caldo speziato…’
Imprecando nuovamente, depose il boccale sul tavolo. Come era riuscito a farlo? Come era riuscita a fare breccia nel suo cuore così attentamente difeso?
Poteva sentire continuamente il corpo di lei contro il suo. Udire i mormorii di piacere nel suo orecchio mentre lei respirava contro la sua pelle. Chiudendo gli occhi, gustò il ricordo.
E poi imprecò.
L’avrebbe cacciata dai suoi pensieri.
- William?-
Sussultò al suono della sua voce.
Girandosi la vide in piedi nell’ombra –Credevo fossi già a letto-
-Non riesco a dormire- rispose lei, avvicinandosi. Indugiò al tavolo, si girò verso di lui, quindi si appoggiò al brodo, così da guardarlo in faccia.
William mantenne gli occhi sul boccale. Non osava guardare quei profondi occhi verdi per timore che l’ammaliassero e gli facessero dimenticare quello che doveva o, più appropriatamente non doveva farle.
-A cosa stai pensando?- le chiede con finta noncuranza.
-Stavo pensando a una frase che mi hai detto qualche tempo fa-
Si interruppe e quando fu evidente che non avrebbe aggiunto altro, William fece l’errore di alzare lo sguardo verso di lei.
Il suo cuore si strinse nel vedere la confusione e il dispiacere nei suoi occhi. Tenva lo sguardo fisso sul pavimento e aveva le sopracciglia aggrottate.
-E che cosa era?- William incalzò, nonostante un presentimento gli dicesse di lasciar perdere.
Buffy alzò gli occhi e lo immobilizzò con uno sguardo inquisitore –Hai detto che ti sarebbe piaciuto avere una famiglia. Lo intendevi veramente?-
Gli si contorse lo stomaco. Ecco cosa aveva in mente. Si aspettava che lui la sposasse. E lui non poteva farlo. Non doveva.
-Suvvia, Buffy, non penserai…-
-Non ti sto proponendo di sposarti- lo interruppe bruscamente –Non sono la donna per te e lo sappiamo entrambi. Volevo solo sapere se intendevi veramente quello che hai detto. Vuoi dei bambini?-
Spontaneamente, l’immagine di una bambina gli balzò in mente, capelli ricci e biondi della madre e occhio luminosi come il padre. Riusciva a sentirne le dolci risate mentre correva, si sarebbe potuto pensare che fosse vera.
-No!- gridò, volendo allontanare quel pensiero il più velocemente possibile.
Buffy impallidì.
-Capisco- disse tranquillamente, poi si allontanò dal tavolo. E da lui.
William si sporse per prenderle la mano e trattenerla al suo fianco –Buffy, aspetta, non intendevo dirlo-
-Si, invece- rispose lei, togliendogli la mano dalla sua –Ho sentito la veemenza del tuo rifiuto fin troppo chiaramente-
-Non era diretta alla tua domanda- era stata diretta al proprio assurdo desiderio. Ma lei non poteva saperlo.
-Allora a cosa era diretta?-
William aprì la bocca per risponderle, poi velocemente la richiuse. Non osava dirle la verità. L’avrebbe ferita ancora di più sapere che quello che lo aveva disturbato era il pensiero di loro due uniti da un figlio.
Non l’avrebbe mai ferita in quel modo.
-Io…- cercò disperatamente di pensare a qualcos’altro.
Qualsiasi altra cosa che avesse potuto dirle in modo da non ferire i suoi sentimenti, ma che non sarebbe stata una completa bugia. Ma non ci riuscì. Cos’, per la prima volta in vita sua, le mentì.
-No, non voglio bambini-
-Perché?-
D nuovo vide l’immagine della piccola bambini che allungava la mano verso di lui.
Chiudendo gli occhi, William ripeté senza riflettere le parole che Riley diceva a lui quando era piccolo –Sono disordinati e puzzano-
Buffy lo guardò a bocca aperta –Sono bambini, William. Credo che anche tu non fossi eccessivamente pulito in quegli anni-
-Ma non ho mai morso nessuno-
Il rossore le perverse le guance mentre lo fissava.
- E’ un peccato che non ti abbia morso più forte-
Si allontanò.
Senza pensarci, William le prese il braccio e la trattenne –Non andare via così infuriata con me-
-Dammi un motivo per cui non dovrei esserlo-
Cercò di pensarci. Ma non ci riuscì. A dire il vero, tutto quello che riuscì a fare fu fissarle le labbra morbide mentre se ne ricordava il sapore.
Senza esserne consapevole, allungò una mano e le prese teneramente il viso.
La rabbia svanì dagli occhi di Buffy che divennero di un intenso verde –William…-
Non ebbe la possibilità di finire, lui la tirò a sé e la baciò. Lei aveva un così buon sapore. Poteva sentire il suo respiro contro la propria lingua e inspirò il suo dolce profumo femminile. Lo aveva trasformato come nessun’altra donna aveva mai fatto prima.
Lo aveva fatto diventare nobile. Premuroso. Gentile.
Buffy aveva visto in lui cose che lui non aveva mai saputo esistessero e lui voleva essere l’uomo che lei vedeva.
- Buffy- mormorò tirandola sul suo grembo. Buffy sapeva che avrebbe dovuto resistergli. Avrebbe probabilmente dovuto odiarlo. Ma non ci riusciva. Nonostante i suoi difetti e il suo passato, lei lo amava. Lo avrebbe sempre amato.
E così si abbandonò al suo potere irresistibile. Lasciò che la catturasse e che la portasse ovunque volesse.
E in quell’istante, aveva bisogno di lui, lo voleva più di quanto non lo avesse mai voluto in precedenza.
William le fece correre le mani sulla schiena, suscitando in lei brividi mentre le massaggiava e le strofinava la pelle sotto la camicia. Buffy approfondì il bacio, mordendogli e leccandogli le labbra, mentre si opponeva al crescente desiderio del suo corpo che brama quello di lui.
William allora si alzò con lei e la piegò all’indietro contro il tavolo. La sua mano la bruciò slacciandole la camicia e scostandogliela così da toccarle il seno. Poi le catturò la punta tesa tormentandola col polpastrello, mentre con la lingua le sfiorava il collo.
Buffy affondò le mani tre i suoi capelli gemendo.
E poi lui abbassò la testa per perendole un capezzolo in bocca. Buffy gemette con il corpo in fiamme, più eccitata che mai.
William sospese la sua deliziosa tortura.
-Dimmi, che cosa vuoi da me?- le chiese, la voce profonda e roca dal desiderio.
-Voglio te- mormorò, tendendosi verso di lui -Voglio che tu faccia l’amore con me, William-
William tremò alla sua richiesta. Incapace di rifiutare, sollevò il suo plaid e penetro profondamente in lei.
Gemettero insieme. Con il seno nudo, Buffy si contorse sul tavolo davanti a lui. William piegò il capo per prenderle le labbra con le sue, mentre si spingeva dentro di lei ancora più in profondità.
Buffy gli strinse le braccia la collo e si mosse all’unisono con lui. Si lasciarono travolgere insieme nel vortice del piacere.
William aveva atteso per tutta la vita una donna che riuscisse a vedere al di là di un bel viso o di un ricco patrimonio. Agli occhi di Buffy, lui era un uomo. Un essere umano con sentimenti e necessità, tanto quanto lei.
E, in quel momento, si rese conto della cosa più terrificante di tutte.
Lui l’amava. Totalmente, interamente e senza riserve.
Lei era l’unica ad aver conquistato il suo cuore ostinato, tremò dalla paura e dallo stupore che lo colmavano, mentre lui colmava lei. Che Dio lo aiutasse, era veramente perduto.
Buffy inarcò il proprio corpo, poi rabbrividì e sussultò tra le sue braccia mentre raggiungeva l’apice del piacere.
William intensificò gli affondi e svito trovò il proprio angolo di paradiso riversandosi dentro di lei.
Buffy era distesa sul tavolo, il corpo ancora scosso dai fremiti di piacere. Con William ancora tra le gambe, si sedette e cercò le sue labbra. Il bacio di lui fu profondo e appassionato e Buffy si stupì sentendolo irrigidirsi di nuovo.
-Non ho ancora finito con te- le mormorò contro la gola –Dimmi che rimani con me stanotte-
-Rimango con te-
William si distaccò da lei, la sollevò tra le braccia e la portò su per le scale fino alla sua stanza.
Chiuse la porta col piedi e non la lasciò andare, fino a quando non raggiunse il letto. Dolcemente l’adagiò e la svestì.
Buffy si alzò sulle ginocchia e velocemente lo liberò della camicia, dal plaid e dagli stivali. Riusciva solo a distinguerlo al chiarore del fuoco, ma era sufficiente a farla godere di desiderio che lui mostrava per lei.
Gli sorrise –Sei così bello- disse, facendogli scorrere la mano sul petto nudo, muscoloso. Lui rabbrividì al suo tocco.
-E tu, passerotto, tu sei bellissima-
Si fece beffe delle sue parole –Che bugiardo che sei!-
Scosse la testa, distendendosi sul pagliericcio.
Incantata, Buffy guardò i giochi di luce sulla sua pelle abbronzata, mentre si abbassava per succhiarle i capezzoli. E, di nuovo, la frenesia si propagò nel profondo mentre lei e tutto il corpo imploravano il tocco di lui.
Le fece scivolare la mani sui fianchi e sulla vita, accarezzandole con la lingua lentamente il capezzolo.
A Buffy sembrò di impazzire.
-Ti piace così?- le chiese.
-Si- sospirò.
Fu perversa da sensazioni di amore e di dedizione mentre lui abbassava la mano verso il nucleo sensibile del suo corpo, poi giocherellò col piccolo bocciolo tra le sue gambe.
-E così?-
Non riuscì a rispondere, tutto ciò che riuscì a fare, fu contorcersi al suo tocco.
William rise, poi piegò il capo e con la bocca prese il posto delle dita.
Buffy allungò una mano e l’affondò tra i capelli mentre lui la tartufava procurandole un godimento inesauribile.
Le prese le natiche con le mani a coppa e le sollevò i fianchi così da penetrarla ancora più profondamente. Buffy rispose premendo i piedi contro il pagliericcio e sollevandosi verso la sua lingua che la esplorava.
Il corpo di lei rabbrividì e si scosse mentre il piacere l’invadeva. Infine, non riuscì più a resistere.
Si allontanò da lui che la guardò sorpreso mentre si sedeva a fissarlo.
-Ora tocca a me- disse, desiderando di fargli provare lo stesso piacere che lui le aveva procurato.
William sorrise di gioia mentre lei si piegava in avanti carponi.
Oh, che spettacolo era nel suo letto, con quei corti capelli che le si arricciavano intorno al viso mentre lo adagiava sulla schiena.
Invece di mettersi a cavalcioni dei suoi fianchi, rimase sul lato destro. Gli prese la mano nella sua e se la portò alla bocca. –Hai delle mani così meravigliose- mormorò, facendogli scorrere le dita sulla pelle –Così forti e scure- poi si portò l’indice in bocca e fece correre le lingua sul suo polpastrello.
William ansimò estasiato mentre gli mordicchiava la pelle sensibile. La guardò eccitato mentre lei prendeva a una a una tutte le dita, offrendo a ciascuna la stessa attenzione sensuale con la lingua e con i denti.
Mentre giocherellava con lui, William allungò una l’altra mano e le prese il seno.
Lei gemette e gli lasciò la mano. William velocemente catturò l’altro seno. Sorridendogli, portò la mano alla sua.
La vista della mano di lei sulla sua, mentre lui toccava la sua pelle morbida, lo deliziò. Ma non quanto la vista degli occhi di lei scuri e seducenti mentre lo osservavano guardarla.
Era favolosa. Il modo in cui si dava a lui senza timidezza o reticenza. Non aveva mai visto una cosa del genere. E lui voleva di più. Cercò i prenderla.
Buffy afferrò la sua mano e gli chiese con disapprovazione –Devo legarti?-
Le sorrise maliziosamente –Lo faresti?-
Lei rise –Vuoi che lo faccia?-
-Devo dire che non mi è mai successo prima. Potrebbe essere interessante-
Arcuò un sopracciglio –Ti fideresti di me?-
-Solo se prometti di slegarmi quando hai finito-
Un luccichio malizioso le apparve negli occhi. Prima che lui potesse ripensarci, prese i lacci delle loro camicie e cominciò a legargli i polsi alla colonna del letto a baldacchino.
William non riusciva a credere di avere acconsentito a una cosa del genere e, tuttavia, c’era un qualcosa di stranamente erotico. Ora Buffy lo aveva reso totalmente vulnerabile. Non si era mai trovato così, con nessun’altra prima d’ora.
Buffy abbassò lo sguardo su William che giaceva sulle lenzuola di lino bianche. La sua pelle scura contrastava nettamente con quel candore. I muscoli delle sue braccia si contraevano impercettibilmente, mentre lei si potava al suo fianco.
-Hai intenzione solo di guardarmi?- le chiese.
-Al momento, si- perché era affascinante steso lì, nudo e caldo, con i suoi capelli di madia lunghezza sparsi sul cuscino.
Erano tanti i punto del suo corpo che lei non vedeva l’ora di esplorare. La curva muscolosa del suo collo. I muscoli del suo stomaco che si contraevano quando respirava.
Ma decise di cominciare dalle cosce.
Si, quelle forti gambe scure sembravano essere la sua parte più possente. Beh, loro e le sue natiche.
Buffy sorrise. Avrebbe assaggiato tutto di lui prima che la notte fosse finita.
Spostandosi verso i piedi, si portò tra le sue gambe divaricate e fece correre la mano sui polpacci e sulle cosce.
Non provava alcun dolore, solo un piacere inimmaginabile. Non aveva mai provato niente di più
eccitante della lingua di lei che stuzzicava dolcemente la sua carne, mentre le sue mani lo esploravano.
Ridendo, alzò lo sguardo verso di lui –Hmmm- disse pensierosa –Dove dovrò andare adesso?-
Tracciò piccoli circhi con la punta di un dito sulle sue cosce.
-Dove ti piacerebbe andare?- le chiese.
Si morse il labbro come per riflettere. Sistemandosi al suo fianco, seguì con un dito il contorno del suo orecchio –Ti piace?-
-Si- sussurrò mentre il fuoco gli divampava nelle vene.
Lei si piegò in avanti e delicatamente gli accarezzò l’orecchio con la lingua.
William ansimò mentre tutto il suo corpo sussultava involontariamente e, all’istante, si eccitò, persiano più di prima.
Buffy scivolò con la bocca dal suo orecchio giù fino alla mascella, poi premette le labbra sul suo collo. William lottò contro i lacci che lo tenevano fermo.
-Voglio toccarti- le disse col fiato corto per il desiderio.
-Dove?-
-Ovunque-
Rise di nuovo –Mi spiace, amore, devi proprio aspettare.
Si mise a cavalcioni dei suoi fianchi. William inarcò il corpo mentre lei scendeva dal suo petto fino alla sua vita.
-Mi stai uccidendo!- esclamò. Aveva un così grande bisogno di toccarla che poteva a malapena resistere.
Buffy sorrise maliziosamente a quel tono angosciato, sentendo i muscoli del suo stomaco contrarsi sotto le sue cosce. La voglia nei suoi occhi la infuocava.
Sollevando i fianchi William la spinse in avanti sul suo petto –Baciami, passerotto- implorò.
Gli mise le braccia al collo e, sollevandogli il capo perché le sue labbra incontrassero le proprie, lo baciò con tutta la passione che possedeva.
Oh, lui aveva proprio un sapore delizioso. E mentre il loro bacio si approfondiva, lo sentì irrigidirsi ancora di più contro la sua coscia nuda –Sei affamato di sesso- gli disse, allontanandosi dalla sue labbra per abbassare lo sguardo sul suo membro eretto.
-Non ne hai idea- rispose, con voce soffocata.
Decidendo di averlo torturato a sufficienza, si girò e portò la mani sul suo membro. William fu scosso da un fremito.
-Ti piace?- chiese.
-Si-
Fece scorrere le dita sul suo membro turgido, delicatamente, giocherellando con lui, mentre con l’altra mano sfiorava la peluria che dall’ombellico scendeva all’inguine. Lui ansimò contraendosi ancora di più.
Buffy era inebriata dal suo potere.
William non riusciva a pensare mentre la guardava fissarlo. Lo sguardo d’amore e di desiderio sul viso di Buffy lo bruciò fino nel profondo del suo animo. E proprio quando era sicuro di non poter resistere oltre, finalmente ebbe pietà di lui.
Con gli occhi ardenti si portò sopra di lui e lo accolse.
William inclinò la testa all’indietro e gemette sentendo il corpo di lei che lo avviluppava nuovamente.
Sollevandosi, sprofondò ancor di più in lei. Non aveva mai provato sensazioni simili a quelle provate ora, lei lo possedeva con foga e col corpo gli scivolava contro, gemendo freneticamente sopra di lui. Incapace di resistere oltre, lottò contro i lacci che trattenevano le sue mani. Aveva bisogno di sentila. Doveva sentirla.
Buffy doveva aver decido che anche lei non poteva resistere oltre, perché si spinse conto di lui un’ultima volta in modo appagante, poi gli liberò i polsi.
Con una risata trionfante, William si mise a sedere.
-Ora sei mia- le disse scherzosamente.
- Sono sempre stata tua- sussurrò lei.
Prima che potesse riflettere su quelle parole, la spinse nuovamente contro il materasso, le aprì le cosce con le ginocchia e si spinse nuovamente dentro di lei.
Lei affondò le unghie nella sua schiena mentre lui si muoveva dentro di lei sempre più velocemente, fino a quando lui non pensò di perdere completamente la ragione.
Si aggrappò stretta a lui, con le gambe e con le braccia, poi gettò la testa all’indietro e urlò il suo nome al raggiungimento dell’estasi.
William rise e continuò a colmarla –E’ meraviglioso, Buffy- le sussurrò all’orecchio –Abbracciami- perché, a dire il vero, non avrebbe mai voluto che si staccasse da lui.
Lo tenne stretto e, travolto dall’esplosione finale, tutto il corpo di William si scosse.
Non aveva mai incontrato una sua pari. Lui giaceva là, ancora dentro di lei, ascoltando soltanto il suo respiro contro il proprio orecchio, Il seno di Buffy era appiattito contro il suo petto e, per la prima volta in vita sua, non voleva lasciarla. Se avesse potuto, sarebbe entrato sotto la sua pelle e sarebbe rimasto là per sempre.
Il senso di pace che provava era indescrivibile. Il suo corpo era totalmente appagato e tuttavia voleva di più. Era la cosa più strana e più spaventosa che gli fosse mai accaduta.
Che cosa c’era in lei? Era magica.
Rigirandosi, la strinse a sé, senza parlare, solo percependosi a vicenda, grati del tempo trascorso l’uno nelle braccia dell’altro e terrorizzati da quello che l’indomani avrebbe portato.
Alle prime ore del mattino, Buffy si addormentò.
William rimase sveglio, sentendo il suo respiro mentre la teneva vicina. Era un suono straordinario.
- Buffy- sospirò lui contro i suoi capelli, sapendo che avrebbe dovuto lasciarla quando quel giorno fosse finito.
‘Perché?’ si domandò.
‘Non ho scelta!’ decise.
Buffy aveva un potere su di lui come nessun’altra aveva mai avuto. Il suo tocco lo tendeva debole e lui era indifeso davanti a lei. Nel suo profondo, sapeva che le avrebbe dato tutto quello che lei avesse chiesto.
E questo non avrebbe mai dovuto farlo.
No, alla fine della giornata, sarebbe terminato anche il loro rapporto. Doveva fare in modo che fosse così.
Sfiorandole la fronte con le labbra, William si concesse un momento per assimilare il sapore e l’odore di lei. Chiuse gli occhi e si lasciò pervadere da quelle sensazioni. Avrebbe portato dentro di sé quel ricordo per tutta la vita. E lo avrebbe ossessionato per tutta l’eternità.
-Addio, amore mio- sussurrò.
Buffy si risvegliò lentamente al suono del respiro di William.
Non ancora pronta ad alzarsi, si rannicchiò più vicino al suo fianco, finchè si ricordò del povero Connor che l’aspettava nella sua stanza.
Per timore che il bambino potesse pensare che lei lo avesse abbandonato, si alzò rapidamente e si vestì.
Rivolse uno sguardo d’addio alla figura nuda di William che sonnecchiava avvolto nelle pellicce, uscì di corsa dalla stanza prendendo delle mele, del pane e una tazza di latte per Connor.
Sapeva che avrebbe dovuto dire a William di suo figlio la notte precedente, ma semplicemente non le era sembrato il momento giusto. Specialmente considerando la reazione di lui quando gli aveva chiesto se volesse dei bambini.
No, avrebbe dovuto attendere fino a quando lui non si fosse dimostrato più aperto verso quell’argomento.
L’ultima cosa di cui Connor aveva bisogno era sapere che suo padre odiava la sola idea di avere un figlio. Il bambino aveva già sofferto abbastanza, lei non avrebbe aggiunto un ulteriore dolore al suo animo ferito.
Tuttavia, una voca nella sua testa continuava a consigliarle di dire a William di Connor. Lui aveva diritto di sapere.
Stringendo il cibo al petto, Buffy cercò di non pensarci per timore di piangere. E si era ripromessa di non piangere su qualcosa che era inevitabile.
William avrebbe proseguito per la sua strada, e lei…si sarebbe presa cura di Connor. Il ragazzino sarebbe stato felice con lei. Molto di più che con i suoi zii o con suo padre e i suoi fratelli. Dopotutto, erano degli scapoli con scarsa conoscenza di bambini. Connor aveva bisogno dell’amore di una madre. Se lei non poteva dare il suo amore a William, allora si sarebbe accontenta di prodigarlo a suo figlio.
Buffy ritornò nella sua stanza proprio mentre il bambino si stava svegliando. Non del tutto consente, Connor si ritrasse da lei che era in piedi vicino al letto –Vado a mungere le mucche- gemette, alzando un braccio per proteggersi il viso.
-Sono Buffy, Connor- disse lei dolcemente, appoggiando il cibo e il latte sul tavolo –E non ci sono mucche da mungere-
Il ragazzino abbassò il braccio e batté le palpebre come se non credesse ai suoi occhi.
-Ti ho portato questo- disse, porgendogli una fetta di pane.
Iniziò a mangiarlo così voracemente che lui quasi temette che potesse strozzarsi –Piano, ragazzo, o potrai sentirti male-
Cercò di controllarsi, ma solo per un momento, prima di tornare a divorarlo, poi si buttò sul latte e sulle mele.
Sorridendo per il suo entusiasmo, Buffy gli scompigliò i capelli –Devo incontrarmi con Mac Donald tra poco, ma non appena…-
-No- disse con voce strozzata, con un boccone di mele in bocca.
Inghiottì nervosamente e la fissò con gli occhi spalancati e terrorizzati –Non puoi farlo. Ti ammazzerà!-
- E’ tutto a posto- disse in tono rassicurante, desiderando che quella parole potessero confortare anche se stessa –Non mi farà del male-
-Si che te lo farà-
-No- lo rassicurò, sperando che fosse vero –Posso farcela. Ma voglio che stia qui fino a quando io non torno, va bene?-
Annuì, i suoi occhi blu erano riluttanti –Tornerai, non è vero?-
-Si- disse, sperando che non fosse una bugia.
A malincuore, lo lascio e tornò da William. Mentre camminava, si rese conto che quello era il giorno in cui Lindsey avrebbe liberato Riley. Sperava solamente che Riley e i suoi fratelli fossero ancora sani e salvi.
Il può delicatamente possibile, scosse il giovane per svegliarlo.
- William- sussurrò, spostandogli i capelli dalle spalle per dargli un bacio delicato sulla nuca. Gli mordicchiò la pelle –E’ mattino-
William mugolò e si mosse impercettibilmente, espandendo un fianco allo sguardo di lei –Non può essere mattino- biascicò –Sono appena andato a dormire-
Buffy rise, sollevano la pelliccia e ammirando il suo fondoschiena nudo. Nella sua mente, rivedeva Pilliamo così come era stato la notte precedente, sfrenato e completamente suo; i suoi occhi socchiusi su di lei che lo accoglieva. Poteva sentire i suoi fianchi le sue mani forti che la spronavano, e sentiva sulla pelle il suo fiato caldo.
Persino ora, il suo corpo ardeva di desiderio per lui e fece tutto il possibile per rimanere concentrata sul compito che aveva dinanzi e su quelli che sarebbero seguiti.
- E’ mattino- ripeté –Dobbiamo incontrare il capo del clan-
Di nuovo mugolò prima di girarsi, mostrandole il suo corpo perfetto.
- D’accordo- disse, strofinandosi le mani sul viso –prepariamoci ad andare al creatore-
Le guance di lei arrossirono chiaramente vedendo la sua erezione alla luce del mattino.
William rise notando dove si era soffermato il suo sguardo –Che cosa posso dirti? Mi tormenti anche nei sogni-
Si mise a sedere e la tirò a se –Ti interessa…-
Dei colpi improvvisi alla porta lo interruppero.
- William?- lo chiamò Liam dall’altra parte –Ti stiamo aspettando-
-Ci vediamo di sotto!- urlò William.
Buffy gli sorrise timidamente –Ci stanno aspettando-
Dall’espressione del suo viso, Buffy capì che, a stento, William si era trattenuto dal rispondere in modo sarcastico. Brontolando sottovece, con riluttanza, si alzò dal letto.
Buffy lo aiutò a vestirsi, poi mano nella mano scersero la scala di legno.
Sapeva di dovergli dire di Connor prima di uscire, ma per qualche motivo non ci riusciva.
Il ragazzino aveva già vissuto sufficienti abbandono. Lo avrebbe portato con sé e, dopo qualche mese, o qualche anno, non appena William si fosse mostrato più disposto verso la cosa, glielo avrebbe detto.
Quando raggiunsero la scala comune, lei vide le donne radunata in sala. Nonostante il grande numero, c’era molto silenzio, l’unico suono che Buffy poteva sentire era quello del suo cuore che le martellava nel petto.
Liam si alzò dal tavolo dove aveva mangiato e li incontrò proprio sulla porta.
- Fred è in posizione- disse Liam, dirigendosi verso di loro –Mi sono assicurato che stia serena per il resto delle giornata-
-Credi che funzionerà?- chiese William al fratello.
Liam alzò le spalle –Perché no? Non avrei mai detto che saremmo arrivati fino a questo punto. Mi sa che tra poco lo scopriremo di sicuro-
William guardò Buffy e strinse la sua mano più forte –Si, lo sapremo-
Fu allora che Buffy vide l’incertezza nel suo sguardo, ma solo per un istante, prima che lui la celasse.
Senza aggiungere altro, William la condusse fuori dalla sala; Julia li stava aspettando nella corte interna.
-Siete pronta, milady?- chiese William.
Julia annuì, i suoi occhi erano acuti e furbi –Lo siamo tutte. E che Dio aiuti il ragazzo se non si comporta come dovrebbe. Sono invecchiata, ma sono sufficientemente arzilla da sculacciarlo se disonora l’educazione che gli ho dato-
Buffy sorrise, anche se era terrorizzata. William si mise tra di loro e tutti e tre si diressero verso il portone. Buffy si fece il segno della croce e sussurrò una preghiera.
Lentamente, le donne che avevano presidiato le mura di cinta aprirono il portone.
Un improvviso silenziò calò sugli uomini che guardarono a bocca aperta il portone che si apriva.
-Che io sia dannato- disse Wesley. Con un’espressione scettica sul viso, si avvicinò per incontrali all’entrata. Sorridendo incredulo, Wesley porse la mano a William che la prese e gliela strinse velocemente.
-Come ci sei riuscito?-
William scrollò le spalle –Non è stato difficile-
-Non scherzare- rispose Wes.
Wesley incontrò lo sguardo truce di sua madre, poi si guardò intorno –Dov’è Fred?-
-Se ne è andata- rispose sua mandre in modo che William potesse portare avanti l’inganno che avevano pianificato.
Wesley accolse la notizia come un re che si fosse appena ritrovato senza il suo viso arrossì violentemente.
L’ira gli offuscò gli occhi –Che cosa?- ringhiò –Che cosa vuol dire andata? Andata dove?-
Julia mise le mani suoi fianchi mentre guardava il figlio, mostrandogli la sua disapprovazione –Non ce la faceva più a sopportare il tuo continuo parlare di Darla. E chi la può biasimare? Mi sorprendo che sia rimasta così a lungo-
Wesley la guardò trucemente verso loro tre, come se non riuscisse a decidere chi far fuori per primo. La sua rabbia era palpitatile e ogni muscolo del suo viso era teso –Quando se ne è andata?-
-La notte scorsa- rispose la mandre –Quando sono andata a vegliarla questa mattina, ho trovato questo- gli porse un pezzo di pergamena che aveva preparato la sera precedente.
Wesley lessa, le mani gli tremavano.
Con una veemente imprecazione, si girò verso i suoi uomini –Perquisite il castello- ordinò loro –Voglio essere certo che non sia un altro degli scherzi di Fred -
-Non è uno scherzo- rispose sua madre con fermezza –Ha lasciato un marito che non la meritava-
E in quel momento Buffy scorse quello che loro avevano desiderato vedere. Il dolore sul viso di Wesley, la preoccupazione e il senso di perdita. Che l’ammettesse o no, lui amava sua moglie.
Buffy sorrise.
-Radunate i cavalli- urlò Wesley ai suoi uomini.
-Perché?- domandò William –Se non vi sta a cuore…-
Gli occhi di Wesley si infiammarono –Perché non l’hai fermata?-
-Ha detto che voi non avreste nemmeno sentito la sua mancanza- rispose William con le stesse parole che Fred aveva usato per dissuaderli dal loro piano –Ha detto che non l’avete guardata nemmeno una volta perché i vostri occhi erano colmi dell’immagina di Darla-
Wesley trasalì come se fosse stato colpito –Rivoglio al mia Fred!- disse con voce rotta e angosciata –E non smetterò di cercarla fino a quando non l’avrò trovata!-
Uno dei giovani portò a Wesley un cavallo. Mentre stava per montarlo, William lo fermò.
-Non è necessario-
Prima che William potesse spiegare, un urlo lacerò l’aria.
Buffy si girò è vide del fumo che si levava da una delle piccole costruzioni nella corte interna del castello. Ci volle un secondo prima che si rendesse improvvisamente conto di quale costruzione si trattasse. Era quella in cui Fred era andata a nascondersi.
Con un nodo in gola, Buffy guardò inorridita mentre il fuoco devastava la costruzione.
- William!- urlò, ma lui era già corso verso il fabbricato.
-Dio mio- gridò la madre di Wesley –Fred!-
-Fred?- ripetè Wesley.
- E’ là dentro!- disse Buffy, poi corse verso la costruzione con Wesley che la seguiva.
Buffy rimase a guardare inorridita, William si mosse per entrare, ma uno degli uomini lo trattenne.
- E’ troppo tardi!- urlò l’uomo sopra il crepitio del fuoco –Non è possibile che sia rimasta viva in quell’incendio-
Buffy fissò le fiamme arancioni e rosse che si levavano dalla costruzione e divampavano verso il blu del cielo mattutino. Non riusciva a credere a quello che stava accendendo.
Come era potuto succedere?
La testa le girava per il terrore e per il dolore.
Fred era morta!
Ed era tutta colpa sua, era stato il suo piano, il suo stupido, terribile piano!
- Dov’è mio fratello?- chiese William.
Coprendosi la bocca con le mani, Buffy si girò a vedere William che scrutava la folla in cerca di Liam.
Una donna che le era vicino scosse la testa –L’inglese è corso dentro per salvare la castellana non appena è iniziato l’incendio- la giovane distolse lo sguardo, gli occhi afflitti e tristi –Non è più uscito-
Le gambe di Buffy persero le forse e, per un attimo, non riuscì a respirare.
Il grido straziante di William fu secondo solo a quello di Mac Donald. Entrambi crollarono sulle ginocchia, mentre guardavano impotenti l’incendio che divorava la costruzione dove Liam e Fred si trovavano.
Gli occhi di Buffy si riempirono di lacrime. Questo non era stato il suo piano. Fred avrebbe dovuto aspettare là nel caso che Mac Donald avesse perquisito il castello. Sarebbe dovuto uscire non appena il marito fosse partito alla sua ricerca.
‘E’ tutta colpa mia!’ pensò disperata.
Il dolore le lacerava il petto. Non aveva mai avuto l’intenzione di fare dal male a nessuno. Mai!
Come avrebbe potuto convivere con se stessa dopo una cosa del genere?
- William- sussurrò, mettendogli una mano sulla spalla –mi dispiace così tanto-
Buffy vide l’angoscia nei suoi occhi mentre sollevava lo sguardo verso di lei e ne fu profondamente ferita. Lei aveva causato tutto questo, aveva ucciso entrambi.
‘Perché, oh, perché aveva continuato questa cosa?’
Fu allora che Mac Donald si girò verso di loro con un’espressione truce, di odio. Con gli occhi socchiusi lì guardò come se li avesse visti per la prima volta.
-Hai parlato con la voce di una dona- disse Wesley in tono d’accusa. Col respiro irregolare, si raddrizzò in tutta la sua altezza dominandola. Si diresse verso di lei come un leone che si avvicina ad una lepre
–Sei quella sgualdrina di Elisabeth, non è vero?-
Buffy non riuscì a parlare mentre il terrore la invadeva. Con gli occhi spalancati, si mosse barcollando lontano da lui. Con esperta calma micidiale Wesley sfoderò la lunga spada. Il lampo assassino nei suoi occhi rivelò la sua intenzione di ucciderla.
Sconvolta dal dolore, dalla colpa e dal terrore, Buffy indietreggiò.
Era riuscita solo a fare un passo o due quando le sue gambe tremanti cedettero, e lei si ritrovò in ginocchio per terra, immobile. Totalmente paralizzata, gli lanciò uno sguardo disperato.
Col viso impassibile, Wesley incombeva su di lei come una montagna, le sue spalle nascondevano il sole e il cielo. Sollevò la spada con entrambe le mani per colpirla.
Proprio quando Buffy era certa che l’avrebbe trafitta, un’altra spada scintillò, facendo deviare quella di Wesley da lei.
Wesley imprecò, girandosi ad affondare William inferocito.
Con uno sguardo di sfida e pieno di odio, William teneva la spada puntata alla gola di Wesley.
-Per riuscire a uccidere lei, devi prima uccidere me-
-Vuoi morire per lei?- chiese Wesley.
-Si- disse William senza esitare. Lanciò un’occhiata a Buffy e lei, per la prima volta vide l’amore nei suoi occhi –Voglio morire per lei-
-Allora muori- rispose Wesley respingendolo e attaccandolo con la spada.
William con maestria rispose colpo a colpo.
Buffy non riusciva a muoversi né a respirare mente li guardava. William era più abile. Wesley combatteva coraggiosamente, ma non c’era dubbio su chi dei sue sarebbe uscito vincitore. E se William avesse ucciso Wes, entrambi sarebbero morti di sicuro.
Wesley tracciò un arco con la sua spada mirando al petto di William che saltò all’indietro. La foga dell’allungo fece inciampare in avanti Wesley.
William abbassò la spada verso il petto dell’uomo.
-Fermati!-
Gli occhi di Buffy si spalancarono riconoscendo la voce di Liam.
Ma non osò distogliere lo sguardo da William che, in qualche modo, riuscì a bloccare la sua spada pochi centimetri dal petto di Wesley, la sollevò e l’allontanò dal suo avversario, appena in tempo per salvarlo da corpo mortale.
E solo allora lei guardò verso Liam che stava camminando verso di loro, tenendosi il braccio sinodo con quello destro, Fred al suo fianco. Entrambi erano ricoperti di fuliggine, i loro vestiti erano strappati e i loro visi erano arrossati per il fuoco, ma erano vivi!!
Wesley si alzò dal terreno con un grido di gioia, precipitandosi da sua moglie, chiamandola per nome.
Ancora scossa, Buffy sorrise mentre i due si abbracciavano. Era un’immagine meravigliosa. Wesley prese in braccio la moglie a la baciò appassionatamente.
Buffy riportò lo sguardo a William. Con stupore, lui non corse a fianco di Liam.
Andò da lei.
Gli occhi colmi di preoccupazione, William le porse la mano e l’aiutò a sollevarsi da terra. Poi, con suo totale incredulità, l’abbracciò stretta che lei temette che le rompesse le costole.
-Grazie a Dio- mormorò ripetutamente al suo orecchio, tenendola semplicemente stretta a sé.
E fu allora che capì la verità. William l’amava. Lui l’amava davvero. Anche se non lo aveva detto, poteva sentirlo nella stretta del suo abbraccio, udirlo nel sollievo della sua voce mentre sussurrava il suo nome.
Gli occhi le si riempirono di lacrime mentre si stringeva a lui. Questo era molto più di quello che aveva da sempre sperato. In tutti i suoi sciocchi sogni, aveva voluto questo. E ora…
Aveva voglia di urlare, o di librarsi nell’aria, o di cantare, o di fare qualcosa di straordinario per la gioia che sentiva.
William la lasciò andare e le prese con le mani a coppa il viso, poi la baciò appassionatamente.
Buffy sentì le lacrime scendergli lungo le guance.
-Andate a chiamare un guaritore!-
Il grido di allarme li divise e solo allora William guardò verso il punto in cui Liam si era fermato.
Suo fratello era crollato al suolo.
Fred gli tentava la testa in grembo mentre chiedeva aiuto. Wesley era inginocchiato al suo fianco.
William corse verso Liam, con Buffy appena dietro di lui.
Il cuore le mantellava e fu invasa nuovamente dal terrore mente abbassava lo sguardo verso Liam. Giaceva sul fianco destro, il braccio sinistro sanguinava ed era ustionato.
-Che cosa gli è successo?- domandò William mentre s’inginocchiava vicino a Liam.
-Mi ha salvato la vita- spiegò Fred –Stavo spostando delle cose, poi è scoppiato l’incendio. Credo di aver fatto cadere la candela, forse l’ho urtata con uno dei sacchi. Non ne sono sicura-
Le lacrime le scendevano lungo le guance mentre Fred spostava lo sguardo da Wesley a William, poi abbassava lo sguardo verso il corpo di Liam privo di conoscenza –Non so che cosa è successo. Ho cercato di uscire, ma l’orlo della mia veste ha preso fuoco. Non riuscivo a muovermi, e il fuoco era dappertutto. Credevo di morire, così ho cominciato ad urlare. Ancor prima che me ne accorgessi, Liam era là. Mi ha liberata e , proprio quando ce ne stavamo andando, una trave gli è caduta addosso-
Con gli occhi spalancati, Fred sembrava sconvolta da tutto quello che era accaduto –Ha spostato la trave e mi ha tirata fuori. Credevo stesse bene- disse senza fiato –Ha detto che stava bene. Sembrava che stesse bene e poi…-
-Ha perso i sensi- terminò Wesley per lei.
La guaritrice si fece avanti tra la folla e allontanò la gente mentre esaminava il corpo di Liam.
-Dobbiamo portarlo all’interno-
Wesley ordinò ai suoi uomini di trasportare con ogni precauzione Liam e di deporlo su un letto.
William guardò imponente mentre Liam veniva portavo via; lanciando un’occhiata verso Buffy, si sentì squarciare atrocemente il cuore. Se non si fosse fermato per proteggerla, avrebbe potuto soccorrere suo fratello.
Aveva preferito la salvezza di Buffy rispetta a quella del suo stesso sangue. Come aveva potuto fare una cosa del genere? Perché non era corso prima da Liam? Lui era suo fratello. Era lui quello che William avrebbe dovuto proteggere.
Buffy allungò una mano per toccarlo, ma William se la scrollò di dosso.
Non voleva sentire quella mano sul suo braccio. Non in quel momento. Non fino a quando non fosse riuscito ad accettare la decisione che aveva preso. E il possibile prezzo delle sue azioni.
- William?- chiese.
-Devo vedere Liam - le disse con tono sbrigativo.
Buffy si accigliò mentre William la lasciva sola in corte. Qualcosa non andava: lui era stato così affettuoso fino a quando non aveva visto Liam.
Che cosa era successo?
Più scoraggiata che mai, lo seguì all’interno.
Quando raggiunse la stanza di Liam al piano superiore, William le ordinò di uscire.
-Fammi aiutare- insistette lei.
-Hai già fatto abbastanza- le disse William, nella voce una rabbia che lei non capiva.
Col cuore pesante si girò e scese a controllare Connor.
Un’ora più tardi, William si trovava al fianco al letto, mentre la guaritrice prendeva dal suo oriolo di creta una sanguisuga. Mentre si avvicinava a Liam, lui aprì gli occhi di colpo e, con la mano sana, impedì alla guaritrice di mettergli sulla pelle l’animale schifoso.
-Mettetemi quella cosa disgustosa addosso, vecchia, e vi stappo il cuore-
-Ma avete bisogno di…-
-Sto sanguinando a sufficienza e, personalmente, mi piace il veleno che ho nel sangue e non ho alcun desiderio che mi lasci- disse Liam aspramente –William levamela di torno-
William non discusse Fece quello che il fratello gli aveva chiesto, poi ritornò al fianco del letto.
Il viso di Liam era pallido, ma William poteva vedere lo scintillio pieno di vita nei suoi occhi neri. Fu pervaso dal sollievo rendendosi contro, per la prima volta da quando suo fratello aveva perso i sensi, che Liam non era in pericolo.
- Dov’è Buffy?- domandò Liam.
- E’ di sotto-
Liam inarcò un sopracciglio –Perché è di sotto, da sola?-
William spudoratamente ignorò la domanda –Credevo che stessi per morire-
Liam si fece beffe del suo timore girandosi sul letto, poi imprecò mentre si irrigidiva per il dolore. Parlando a denti stretti, fissò il braccio ustionato e fece una smorfia –Ci vuole più di un piccolo fuoco per uccidermi, credimi-
Non avendo intenzione di discutere l’argomento, William scosse la testa –Non avrei dovuto lasciarti-
Liam guardò verso di lui con un cipiglio feroce –Di cosa diavolo stai parlando?-
-Avrei dovuto starti vicino-
Lo sguardo di Liam parlava chiaramente –Sei impazzito? Non sono una donnicciola, non ho bisogno che il mio fratellino mi protegga, William. Se non lo avessi notato, si dà il caso che io sia uno dei più temuti cavalieri di Inghilterra e della Terra Santa. Non è la vista del tuo vessillo che fa si che gli eserciti si arrendono, ma del mio-
-Tuttavia, tu sei la mia famiglia-
Liam lo scrutò con un profondo sguardo indagatore –Questo non ha niente a che fare con me, non è vero?-
-Certo che si- insistette William –Tu sei mio fratello, ma io stavo proteggendo Buffy mentre avrei dovuto proteggere te-
-No, fratellino. Un uomo protegge quelli che ne hanno maggiormente bisogno. Quelli che non sono in grado di proteggersi da soli-
-Ma ho preferito la sua vita alla tua-
Liam piegò il capo da un lato –Visto che entrambi siamo sani e salvi, non riesco a seguire il tuo ragionamento-
-Tu non stai bene. Avresti potuto rimanere ucciso-
Liam sbuffò –Sono solo un po’ bruciacchiato. Ti assicuro, ho sofferto bene altro. Ma che ne è di Buffy? Che cosa le è successo?-
William strinse e rilasciò la mascella, ripensando agli eventi del mattino.
-Il piano ha funzionato- sussurrò William –Ma quando Wesley ha visto l’incendio, ha cercato di ucciderla-
-E?-
-E io l’ho salvata-
-Hai rischiato la tua vita per lei?- chiese Liam incredulo.
William annuì.
Liam rise –Accidenti, fratellino. Sei finalmente capitolato di fronte a Cupido-
-Non è divertente- disse William in tono seccato –Sono inerme davanti a lei-
Di nuovo Liam lo scrutò con quel suo sguardo indagatore –Davvero?-
-Si- rispose William con un sospiro –Basta che lei mi guardi e io mi sciolgo completamente. E se un giorno mi chiedesse di abbandonare la mia famiglia? Che ne sarebbe di me?-
-Ti crogioleresti in una gioia assoluto, credo-
-Non sei spiritoso-
Il buon umore svanì dal viso di Liam –E nemmeno tu. Sai, William, ho imparato a non fidarmi degli altri per forza di cose. Ma tu…-
Liam non terminò la frase. Non ce n’era bisogno, William sapeva cosa voleva dirgli.
William non era mai stato tradito personalmente. Era stato solo osservando i suoi fratelli che avevano imparato la lezione più dura della vita.
-Credi che possa fidarmi di lei?- chiese William.
-Non posso risponderti. L’unico modo per accorgersene è provare a vedere-
-E se non fosse degna di fiducia?-
Sospirò e scosse il capo come se lo avesse portato all’esasperazione –Sei più forte di Xander. Sopravvivresti. Ma credo, fratellino, che tu non stia considerando la questione reale. E se invece fosse meritevole di fiducia?-
-Allora sono uno stupido-
Liam sorrise –Sembra che continuiamo a tornare a quello, non è vero?-
William rise. Liam aveva ragione. Era venuto il momento che lui imparasse a non temere i proprio sentimenti.
Per tutti quegli anni, aveva avuto paura. E tutte le volte che si era ritenuto tanto forte, era in realtà stato debole e troppo terrorizzato per correre il rischio d’amare.
Ma Buffy…
Lei se lo meritava.
Si meritava la sua vita e il suo cuore. Meritava ogni cosa. E non avrebbe permesso alle sue stupide paure di tenerli lontani un minuto di più. William aveva intenzione di trovarla e chiederle di sposarlo.
-Augurami buona fortuna-
Liam annuì –Bon chance, mon frère-
William uscì di corsa dalla stanza, sentendo il bisogno di trovare Buffy.
Salì la scala due gradini alla volta correndo verso la sala affollata per cercarla. C’era probabilmente una sessantina di persone, che ridevano e si aggiornavano sugli eventi successi nelle ultime settimane.
William si guardò intorno, ma non vide da nessuna parte i capelli di Buffy, e neppure i suoi occhi ridenti.
Dov’era?
William si diresse verso la porta.
- William Darcy!-
Il grido di Mac Donald fece zittire immediatamente la sala e William si fermò di colpo.
Con il corpo teso, si girò verso il capo del clan, aspettandosi il peggio.
Con il volto indecifrabile, Wesley attraversò la sala con le mani sui fianchi. Il capo del clan socchiuse gli occhi guardando William.
Niente e nessuno si mosse o fece uno suono mentre i due uomini si valutavano l’un l’altro.
Quando Wesley tese la mano verso di lui, William indietreggiò, pronto a lottare. Poi, con una immensa sorpresa, l’uomo l’abbracciò, battendogli una mano sulla schiena.
-Devo a te e a tuo fratello la vita di mia moglie e mio figlio. Da questo giorni in avanti, i Mac Donald saranno alleati dei Darcy -
William batté le palpebre incredulo mentre delle urla forte riempivano la sala , riecheggiando contro le mura di pietra.
Wesley gli diete un’altra pacca su una spalla, poi fece un passo indietro –Sei stato coraggioso ad affrontare la mia collera e a portare pace nei nostri clan. Sei davvero un mediatore nato-
A William venne in mente che il merito non spettava a lui, Buffy era l’artefice. Ma questo non sembrava il momento di dirlo.
-Grazie-
Wes annuì –Probabilmente stai cercando Elisabeth -
-Si-
-Poco fa era fuori, si stava dirigendo verso la stalla l’ultima volta che l’ho vista-
William si sentì gelare.
No, sicuramente non avrebbe…
Oh, chi stava prendendo in giro? Aveva a che fare con Buffy. Probabilmente stava già dirigendosi a casa da sola. Era proprio da lei fare una cosa del genere.
Terrorizzato, lasciò Wesley e corse il più velocemente possibile.
Con tutto il corpo che gli tremava dalla paura, spalancò la porta della stalla e per poco non colpì un bambino.
-Scusa- disse al bambino –Sto cercando…-
La voce di William si smorzò quando, osservando il bambino, vide la somiglianza con lui.
William si bloccò mentre la realtà gli cadeva addosso. Rapidamente pensò all’ultima volta in cui era stato con una donna del clan Mac Donald. Era stato circa al tempo in cui la faida era cominciata. Forse sette o otto anni prima. Proprio l’età del bambino. Sussultò. Buffy l’ho avrebbe ucciso!
Intontito, riusciva solamente a pensare all’espressione sul viso di Buffy appena lo fosse venuta a sapere, e al calcio nell’inguine che sicuramente gli avrebbe dato non appena avesse visto il ragazzino.
Oh, Signore era proprio nei guai.
Il bambino lo fissò con diffidenza.
-Ciao- disse William, cercando di non spaventarlo, mentre nel suo intimo stava tremando al pensiero di quello che sapeva di aver fatto –Come ti chiami?-
- Connor- rispose il bambino –Tu chi sei?-
‘Sono tuo padre’ non sembrava il miglior modo per presentarsi al ragazzino che, molto probabilmente, lo odiava da tutta una vita.
Così, invece, William cambiò argomento –Dove sono i tuoi genitori?-
Il piccolo alzò le spalle –Non ne ho. Oh, aspetta!- disse e i suoi occhi brillarono di colpo –Adesso ho una madre- si portò l’indice alla bocca come se stesse pensando profondamente, poi si accigliò
–Ma non ricordo il suo nome-
-Non consoci il nome di tua madre?-
Il bambino si grattò il naso –La mia vera madre si chiamava Helen, ma ora è in cielo insieme agli angeli. E quest’altra donna sta per portarmi a casa sua per vivere con lei-
‘Helen’ William cercò nella sua memoria. Il nome gli era famigliare, ma, nonostante tutti gli sforzi, non riusciva a ricordarsela. Però, il semplice fatto che rammentasse quel nome era già qualcosa.
Era veramente suo figlio. Ne era sicuro.
Face fatica a respirare mentre una gamma di emozioni si diffondeva in lui: vergogna, felicità, senso di colpa, terrore. Le provò tutte nello spazio di alcuni battiti del cuore.
-Che ne è di tuo padre?- chiese William timidamente.
-Sono un bastardo- rispose il bambino con una nota di rabbia nella voce –Mio padre non voleva mia madre-
William si ritrasse come se il piccolo lo avesse colpito –Forse la voleva-
Il ragazzino scosse la testa –Mia madre ha detto che lui amava altre donne, che non voleva solo lei-
William chiuse gli occhi mentre le parole lo dilaniavano. Non avrebbe mai voluto far soffrire un bambino per le sue azioni. Come poteva farsi perdonare dal piccolo?
In qualche modo ci sarebbe riuscito. Anche se ci fosse voluto tutto il resto della sua vita, avrebbe fatto in modo di far sapere a quel bambino che suo padre lo amava e che lo avrebbe protetto.
Improvvisamente, William udì una voce famigliare provenire dall’esterno. E subito riconobbe il dolce suono della voce di Buffy.
Si sentì gelare. Doveva nascondere il ragazzino! Velocemente.
Nessuno poteva dire che cosa avrebbe fatto Buffy se l’avesse visto. Ricordava sempre la reazione di sua madre verso Liam. Il disprezzo sul suo viso.
Non era riuscito a proteggere il bambino prima, ma lo avrebbe fatto ora.
Avrebbe spiegato la cosa a Buffy dopo aver predisposto le cose in modo tale che il piccolo non potesse essere ferito dalla sua reazione.
- Connor- disse William toccandolo, delicatamente sulla espella –ti piacerebbe fare un gioco?-
Il viso del bambino si accese –Sicuro!-
- E’ chiamato nascondino. Tu ti nascondi e rimani là fino a quando io non ti trovo-
Il ragazzino parve dubbioso.
William gli diede una leggera spinta verso il fondo della stalla –Vai a nasconderti. Mi copro gli occhi. Fai presto-
Il bambino corse via.
William lo sentì salire le scale del fienile e, nello stesso momento, la porta si aprì e Buffy entrò.
William deglutì mentre il sudore imperlava la sua fronte.
Buffy aveva un grande cesto nelle mani e si guardava intorno. S’immobilizzò non appena lo vide.
- William- disse con freddezza –Non mi aspettavo di trovarti qui-
Deglutì mentre il senso di colpa e il dolore lo tormentavano. Non voleva ferire lei più di quando non volesse ferire Connor.
Si era proprio ficcato in un bel guaio. Sperava solo di non perdere Buffy per quello.
-Dobbiamo parlare- disse semplicemente.
-Perché?- chiese lei –Ci siamo già spiegati. Ho detto che non ti avrei mai chiesto niente, lo intendevo sul serio. Ora, se mi vuoi scusare…-
William le prese il braccio mentre lei gli passava davanti –Non ho intenzione di lasciati andare a casa da sola-
Lo guardò come se fosse pazzo –Credi che io sia matta? Non me lo sognerei nemmeno-
-Allora che ci fai qui?-
-Non ti riguarda- poi i suoi occhi si addolcirono. Allungò una mano e gli toccò il braccio –Credevo che fossi con Liam -
- E’ cosciente ora, ma volevo vedere te-
-Perché?-
William le prese il cestino dalle mani e lo appoggiò a terra. Prendendola una mano, la condusse verso la porta.
- William, io…-
-Zitta- disse, interrompendola –Devo parlarti da solo-
Lei si guardò intorno nella stalla vuota –Non siamo soli?-
William lanciò un’occhiata verso il fienile. Non voleva correre il rischio che Connor sentisse qualsiasi razione Buffy potesse avere verso di lui.
-Mi sentirei meglio se andassi fuori-
-Va bene-
William la portò appena fuori dalla porta, vicino ad una grande quercia –Buffy, io…- la sua voce si smorzò.
Per la prima volta in vita sua non sapeva come fare a parlare.
Doveva forse dirle avventatamente
‘Buffy, voglio sposarti e, intanto che ci pensi, lascia che ti dica che ho un figlio illegittimo?’
No, non avrebbe funzionato in quel modo.
‘Buffy, ti amo. Di dispiacerebbe occuparti del mio…’
Non c’era da stupirsi che suo padre avesse nascondo a sua madre l’esistenza di Liam. Era una cosa molto più difficile di quello che avrebbe creduto.
Buffy sapeva che lui non era masi stato un santo, ma ritenerlo un farabutto e trovarsi davanti la prova delle sue leggerezze erano due cose completamente diverse.
Non voleva perderla.
- Buffy- cominciò, pronunciando il suo nome lentamente –Devo parlarti, ma sono abbastanza sicuro che finirò per combinare un bel pasticcio. Per favore, puoi lasciare che io tenti di farlo in qualche modo?-
Lei annuì.
William prese un profondo respiro. Non conosceva un modo facile per dirle tutto quello che provava, così lo disse nel modo più semplice possibile –Ti amo e voglio sposarti-
Lo stupore sul viso di Buffy era quasi comico. Le sue mani cominciarono a tramare nel momento in cui sentì quelle parole.
- William non so che cosa dire-
-Di: ‘Si, William mi farebbe piacere sposarti’-
- William vorrei sposarti, ma non è così semplice-
Gli si strinse il cuore –Perché no?-
Lo sguardo di Buffy si mosse da lui alla stalla, poi di nuovo a lui –Io…io…-
-Tu?-
-Io…-
La porta della stalla si spalancò prima che lei potesse finire.
Connor giunse saltellando verso di loro.
In silenzio, William maledì il tempismo del ragazzo e indietreggiò di un passo prima che Buffy avesse la possibilità di dargli un calcio dove gli avrebbe fatto più male.
-Quelli sono i biscotti e la marmellata per me?- chiese Connor a Buffy –Lo spero proprio, perché hanno un sapore delizioso-
-Si, piccolo, sono per te e fa in modo di bere tutto il latte-
Il ragazzino arricciò il naso –Preferisco la birra-
-Berrai il latte-
Rimanendo a bocca aperta, William lì guardava stupefatto –Lo conosci?-
-Certo che mi conosce- rispose Connor –E’ la mia nuova mamma-
William fece un altro passo indietro mentre assimilava la notizia –Ma come…-
- L’ho incontrato l’altra notte- spiegò Buffy –Voleva che lo portassi dai Darcy -
Immediatamente William capì come mai Buffy lo avesse cercato la sera precedente –E’ per questo che mi hai chiesto cosa ne pensassi dei bambini?-
Annuì –Non volevo che tu ferissi i sentimenti del piccolo-
William scoppiò a ridere.
Connor guardò perplesso dall’uno all’altro –Posso andare a mangiare adesso?-
-Si- rispose Buffy –ma prima che te ne vada, voglio presentarti tuo padre William Darcy -
-Non è mio padre- disse il bambino –Xander Darcy è mio padre-
Entrambi rimasero immobili mentre le parole del bambino risuonarono nella sua mente.
- Helen!- disse William ridondandosi il nome della ragazza. Xander l’aveva corteggiata per settimana prima che incontrasse Darla. Adesso si spiegavano gli occhi azzurri, Helen aveva degli occhi da far quasi invidia hai suoi.
-Sei il figlio di Xander?- chiese Buffy a Connor –Ne sei sicuro?-
Il bambino la guardò come se fosse diventata matta –Si. Mia zia era andata a cercarlo quando mia madre era morta, ma è tornata dicendo che anche lui era morto e che lei non sarebbe riuscita a liberarsi di me-
William s’inginocchiò così da poterlo guardare più da vicino. Poi gli prese nelle mani il viso e ne fissò l’eredità che Xander gli aveva lasciato –Non hai idea di quante persone ti vorranno bene nel posto in cui stiamo andando-
-Veramente?- chiese Connor con voce acute e gli occhi che brillavano.
-Si- rispose Buffy inginocchiandosi vicino a loro –Iniziando da me e William-
William la guardò, il cuore gli batteva forte –Avevi intenzione di tenerlo e allevarlo, pensando che fosse mio, senza dirmelo?-
-Te lo avrei detto non appena avessi creduto che tu fossi pronto-
Non poteva credere alla sue orecchie. Si era veramente sbagliato sul suo cono e avrebbe trascorso la vita a farsi perdonare.
-Sei incredibile-
Buffy distolse lo sguardo imbarazzata.
Lui le prese la mano e la baciò –Grazie, Buffy. Per tutto-
Questa volta, quando lei lo guardò, lui si sporse e la baciò.
-Puah!- sbuffò Connor –Che schifo-
William si staccò ridendo –Fidati, ragazzo, un giorno non ti sembrerà così disgustoso-
-Quando arriverà quel giorno, potrei tagliarmi la testa e attaccarla a
una picca-
-Vai a mangiare- gli disse Buffy con voce divertita.
Connor non ebbe bisogno di ulteriore incoraggiamento. Balzò via in un lampo.
-Sai- disse William , seguendo con la punta delle dita il contorno della sua faccia –non hai ancora risposto alla mia proposta. Mi vuoi sposare?-
Buffy si morse un labbro e si accigliò –Suvvia, perché dovrei fare una cosa del genere? Mi hai sempre dato solamente tormento. E hai anche pensato che io fossi così insensibile da cacciare un bambino-
-E tu hai pensato che io fossi così insensibile da non volere affatto il bambino-
-Questo è stato per colpa tua. Sei tu quello che ha detto che i bambini puzzano-
William rise –L’ho detto, ma non lo intendevo sul serio-
Le accarezzò una guancia con la mano mentre la fissava in quei suoi occhi color ambra che lo emozionavano fin nel profondo del suo animo –A dire il vero, non c’è niente al mondo che vorrei più di un bambino puzzolente e sporco se tu ne fossi la madre-
-Veramente?-
Annuì.
Il sorriso radioso di Buffy le illuminò il viso-
-Beh, allora, William Darcy, sarò contenta di sposarti e di avere moltissimi bambini puzzolenti e sporchi con te-
Due mesi più tardi, Buffy si trovava nel mezzo dei festeggiamenti del suo matrimonio con le mani che le tremavano. Ancora non riusciva a credere che fosse vero!
Niente di quello che aveva sognato per moltissimi anni poteva essere paragonato alla realtà.
La suo più cara amica, Willow, e la cognata Kate e Fred stavano canticchiando intorno a lei, offrendole le loro congratulazioni.
Ma l’attenzione di Buffy era concentrata verso l’altra parte della stanza dove William stava bevendo birra e ridendo insieme ai suoi fratelli, quelli di Buffy, a Connor e a Wesley Mac Donald.
Liam era vestito come un inglese e il suo braccio sinistro non era più bendato per le ustioni. Se non fosse stato per l’impercettibile modo in cui lo sorreggeva, nessuno si sarebbe accorto che era ferito.
Connor guizzava tra gli uomini compiacendosi della loro pazienza e indulgenza verso la sua esuberanza.
Lindsey li sovrastava tutti e il suo viso era cupo, ma di tanto in tanto, Buffy notava un luccichio nei suoi occhi mentre scambiava insulti scherzosi con William o con Riley o mentre sfiorava i capelli di Connor.
E Wesley…Era ancora strano vederlo lì insieme agli altri. Nessuno avrebbe mai creduto che solo poche settimana prima erano stati tutti nemici mortali.
Lei non riusciva a comprendere il cambiamento che Fred e il bambino avevano prodotto nel brutale capo del clan. D’altra parte l’amore era strano e imprevedibile.
In quel momento, tutto andava bene al mondo e lei era veramente grata del miracolo.
William la raggiunse. Prenderla la mano nella sua, le diede un bacio delicato sulle nocche
–Mi chiedevo dove fossi sparita-
-Non mi allontanerei mai- rispose lei –Non posso permettermelo, visto che non si può mai dire in quale letto potrei trovarti-
Rise –Sai come stanno le cose, passerotto, c’è una sola donna in grado di soddisfarmi. E parlando di…- si sporse e le sussurro qualcosa all’orecchio.
- William!- rimase senza fiato per la sorpresa –Non ti basta mai?-
-Mai- rispose, con un diabolico luccichio negli occhi –D’altra parte, nemmeno tu lo sei-
Buffy si morse il labbro guardandosi intorno per vedere se qualcun altro avesse sentito le sue parole. Fortunatamente no, ma in cuor suo, sapeva che era la verità. Non era mai appagata quando si trattava di William.
E fu allora che lui le porse un pacchetto quadrato avvolto in pelle di capretto. Buffy sorrise mentre lo apriva.
Da quando erano tornati dalla terre dei Mac Donald, William l’aveva ricoperta di regali: spille d’argento, collane d’oro, una spazzola d’argento per i capelli e le aveva già dato così tanto che non riusciva a pensare che cosa potesse essere quel nuovo regalo.
Accigliandosi, lo scartò: era la seta più leggera che avesse mai toccato, di color verde.
- E’ seta- le disse all’orecchio, attirandola contro il suo petto e abbracciandole la vita. Appoggiandole il mento sulla spalla, la cullò lentamente nelle sue braccia –Ho intenzione di avvolgerti in essa stasera e divorarti-
Le guance di Buffy divennero rosse.
Riley parlò a voce alta dall’altra parte delle sala e tutti si zittirono.
-Sapete, non appena ho sentito che il mio fratellino stava entrando nelle terra dei Mac Donald, ho pensato che fosse un uomo morto. Non mi sarei mai aspettato che sarebbe tornato a casa da noi, meno che meno che sarebbe riuscito a far cessare la faida. E se qualcuno avesse detto che sarebbe tornato con una moglie…Beh, sono quasi sicuro che il diavolo all’inferno stia maledicendo una bufera di neve tentando di riscaldarsi-
Tutti risero.
Wesley alzò il suo boccale verso di loro –A William, il migliore paciere che sia mai esistito-
Buffy rimase a bocca aperta, mentre tutti acclamavano il successo di William.
Lui rise e gli sussurrò all’orecchio –Non contraddirlo, passerotto, a meno che non voglio cominciare un’altra faida. Tu ed io conosciamo la verità-
Buffy girò la testa a guardalo sorridere. C’era molto di più in quel commento di quanto William avesse voluto dire.
Per la prima volta, Buffy conosceva proprio la verità: amava William e lui amava lei e non l’avrebbe mai lasciata, non come suo padre aveva fatto con sua madre. E lei non gli avrebbe mai chiesto più di quello che lui poteva darle.
C’era solo un’altra cosa che dovevano condividere –William?- chiese lei dolcemente –Per quando riguarda i bambini, preferisci maschio o femmina?-
-Non ha molta importanza, purché nasca con lo spirito appassionato di sua madre e con i capelli biondi, perché?-
Si sollevò in punta di piedi e gli sussurrò dolcemente all’orecchio –Beh, mi sa che la prossima estate sapremo esattamente che aspetto avrà lui o lei-
Il viso di William s’illuminò alla notizia. Con un urlo trionfante la sollevò tra le braccia e la baciò appassionatamente. La folla si un’ al suo urlo applaudendo il bacio.
-Lunga vita a William e Buffy!-
E lunga vita al loro amore.
Fine
Invia un commento di feedback all'autrice