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21/08/2007
01/09/2007

Breaking and Entering

by Paganbaby
tradotta da b_fly

Subject: AU (tutti umani).
Warnings:No.
Rating:NC17.
Genere: PWP, Romance.
Lunghezza: 4 Capitoli (18345 parole)
Summary: Buffy trova Spike a mentre cerca di svaligiarle la casa e lo bracca. Imparano più cose l’uno dell’altra (e i loro sentimenti cambiano) mentre aspettano che arrivi la polizia.
Disclaimer: Non possiedo niente, ecc ecc ecc.
Permesso dell'autrice:Tell everyone there that I said Hello and thanks for supporting my fanfics. I hope they have enjoyed the stories.
Link per la ff originale:http://www.marymo.net/paganbaby/viewstory.php?sid=19



Capitoli: 1 | 2 | 3 | 4

Capitolo 1

Buffy tornò a casa dale Bahamas con una settimana di anticipo, irritata e maledicendo la sua sfortuna con la specie maschile.
Era partita per stare in vacanza due settimane col suo fidanzato Riley. Avevano avuto problemi così aveva pensato che sarebbe stata una buona cosa allontanarsi per un po’ dal caos. Forse cercare di riappacificarsi e colmare un po’ delle loro differenze.
Avevano un sacco di differenze. Per iniziare, Riley era un boy scout cresciuto. Aveva cercato di comportarsi perfettamente tutto il tempo. Era Clark Kent senza Superman: pulito, gentile e molto, molto noioso. Ma era dolce, forte e carino come ragazzo. Il genere con cui ognuna (inclusa Buffy) pensa di voler stare.
Una delle cose peggiori che avesse notato in lui prima del viaggio? Si comportava come se si sentisse migliore di lei. Qualche volta era solo uno sguardo, altre volte un commento. Si svegliava ogni mattina e iniziava a fare esercizi. Andava in chiesa ogni domenica. Puliva sempre il suo piatto a ogni pasto, mangiando tutte le verdure come un bravo bambino. Faceva sempre tutto giusto. La faceva diventare matta.
Ma lei sperava di poter lavorare alla loro relazione. Molte coppie avevano partner che si infastidivano a vicenda con piccole cose, no? Aveva visto un episodio del Dr. Phil che presentava una coppia molto simile a quella tra lei e Riley. Fu lì che le era venuta l’idea della vacanza insieme. Potevano rilassarsi, divertirsi e parlare cuore a cuore. Era così che lei voleva, almeno.
Dopo una settimana di relax, Buffy aveva deciso di iniziare le conversazioni sulla relazione.
Riley aveva reagito in difesa, offendendosi alle sue critiche. Buffy aveva cercato di dire le cose il più gentilmente possibile, scegliendo le parole con cautela, tenendo la voce calma e iniziando le frasi con ‘Secondo me…’
Uscì dai gangheri quando divenne ovvio che Riley era geloso delle sue abilità. La sua lotta per diventare perfetto si era scossa quando era saltato fuori che Buffy era meglio di lui in qualcosa. Anche se Riley era fisicamente più grande e più potente di lei, Buffy spesso lo batteva nel corso di karate. A entrambi piaceva dipingere e disegnare, e i lavori di Buffy ricevevano più attenzione dei suoi.
Riley ammise alcune cose per Buffy scioccanti che le dimostrarono che non era nemmeno lontanamente perfetto come lei aveva pensato. Era l’americano perfetto, tutta apparenza, che nascondeva un bugiardo bastard.
Dopo avergli dato un bello schiaffo sul viso, aveva fatto i bagagli e preso un aereo, tornando a Sunnydale. Decisamente più alterata di quando era partita.
Fu un lungo volo, ma finalmente, Buffy era tornata a casa a cercare di dormire un po. Mise una maglietta e dei pantaloncini. C’era un grosso temporale, si sentivano fortemente I tuoni e I fulmini, e di certo non l’aiutavano a dormire.

Buffy si voltò e rigirò, stropicciando il cuscino e mormorando maledizioni. Finalmente, trovò una posizione confortevole e iniziò a rilassarsi.
Spalancò gli occhi quando le parve di sentire un suono dal piano di sotto.
‘E’ solo la mia immaginazione. Sono i suoni spaventosi del temporale, ecco tutto’ chiuse di nuovo gli occhi
Un altro rumore la fece spalancare gli occhi di nuovo ‘Okay, non l’ho immaginato… c’è qualcuno di sotto’
Era la mezza di notte. Nessuno che lei conosceva sarebbe venuto così tardi. Non poteva nemmeno essere Riley. Lo aveva lasciato alle Bahamas ed era arrabbiato con lei quando se n’era andata. Quindi c’era solo una possibilità: qualcuno aveva fatto irruzione in casa sua.
Il cuore le rimbombava nelle orecchie per la paura. ‘Oh mio Dio oh mio Dio oh mio Dio! Okay, calma. Mente fredda. Chiamare la polizia… si!”
Raggiunse il comodino per il telefono, ricordando solo allora che doveva comprarne uno nuovo. ‘Stupido telefono rotto’. Questo significava che l’unico telefono funzionante della casa era giù, in cucina. Giù dove c’era l’intruso.
E se era un uomo? Se fosse venuto di sopra cercando di… Buffy cercò di non pensare. Sperava che chiunque fosse non avrebbe cercato di farle male… o peggio. Non importava cosa, Buffy non avrebbe lasciato lui (o loro) fare nulla senza combattere. Era in condizioni fisiche eccellenti, si allenava quasi tutti i giorni e le piacevano le arti marziali.
Più tempo passava, più le saliva la rabbia. Come osava qualcuno entrare in casa sua! Violando la sua privacy e prendendo quello che lei aveva faticato a guadagnare! Questo bastardo avrebbe avuto ciò che meritava.
Buffy si guardò intorno, mormorando per calmarsi “Arma… arma… mi serve un arma” ruggì quando non vide niente che poteva usare.
Poi notò una bottiglia di champagne che conservava dal suo ventunesimo compleanno (per essere aperta e bevuta in occasioni speciali). Le dava fastidio doverla usare in questo modo, ma qualcosa le serviva. Il tipo avrebbe visto le stelle di certo se l’avesse colpito in testa con quella.
‘Okay, posso farlo. Sistemerò le cose. Se ce n’è più di uno, torno di sopra e mi nascondo sotto il letto finchè non se ne vanno. Ma se è uno solo, è fritto. Ho imparato un sacco nel corso di carate, posso applicarlo alla vita reale... se ne sono obbligata'. Buffy era veramente brava nel corso, ma non aveva mai usato le arti marziali fuori dalla palestra fino ad ora. Una cosa era con l'istruttore e i compagni, un altra era la realtà, potenzialmente terrificante.
Buffy camminò in punta di piedi alle mensole e prese la bottiglia. Sperimentò il colpo. Si, sarebbe funzionato.
Aveva paura, ma lasciò silenziosamente la stanza. Guardò oltre la ringhiera delle scale, per vedere se c'era qualcuno. Era così dannatamente buio! Buffy trattenne un sussulto quando una persona con una torcia andò dalla sala da pranzo al salotto. Vedeva leggermente la sua forma e il sacco che teneva.
'Oh Dio. C'è davvero! E ha una borsa con la mia roba! Non sento sussurrare o parlare, dev'essere solo' strinse gli occhi. Prese un grosso respiro afferrando il collo della bottiglia 'E' tempo di portare fuori la spazzatura.
Scese lentamente e silenziosamente le scale. Sperava che non scricchiolassero annunciando la sua presenza. Parte della sua mente stava tremando, chiedendole di tornare in camera e chiudersi dentro. Era piuttosto pericolosa questa situazione. Il tipo poteva avere una pistola o un coltello. Ma lei non era mai stata codarda. Affrontava il pericolo, non ne fuggiva. E dopo averlo colpito in testa, poteva legarlo e chiamare la polizia. Avrebbe avuto una storia eccitante da raccontare ai suoi amici negli anni a venire. Magari sarebbe anche finita sui giornali. I media amavano questo genere di storie.
Era abbassato su un ginocchio, mentre frugava in un mobile. Buffy arrivò dietro di lui, col cuore impazzito. Alzò la bottiglia in aria, e poi l'abbassò con tutta la forza che aveva sulla sua testa. La bottiglia non si ruppe, ma ci fuò un forte *BONK*.
"Unngh!" grugnì lui. Ruggì e rimase immobile per un secondo prima di ricadere al suolo su un fianco, come un sacco di cemento bagnato.
"Ce l'ho fatta" ansimò lei, facendo un passo indietro "Ti ho preso! Pensavi di potermi derubare? Razza di bastardo!" rise
Poi ricordò che poteva risvegliarsi in ogni momento, anche se lo aveva colpito forte.
"Devo legarlo, poi chiamo la polizia"
Buffy accese le luci. Sembrava che indossasse il kit del piccolo ladro: un berretto nero, camicia e pantaloni neri, come la giacca. Era quasi arricciato a palla dandola la schiena. Lo guardò un ultima volta per assicurarsi che non si svegliasse, poi corse in cucina. Sapeva cosa usare per legarlo. Prese la corda che usava per stendere il bucato nel giardino dietro casa. Era abbastanza forte da tenerlo, sperò.
Tornò rapidamente nel soggiorno. Avviandosi, iniziò ad avere brutti pensieri su cosa potesse succedere se si fosse svegliato e la stesse aspettando per attaccarla. Come succedeva in tv.
Fece un sospiro di sollievo quando lo vide esattamente nella stessa posizione e gli tirò le braccia dietro la schiena. Andò da lui, pronta a colpirlo di nuovo con la bottiglia. Gli spinse la schiena con un piede e poi si fece indietro. Ancora non si muoveva.
Tenendo il fiato, si incinocchiò accanto a lui tirandogli le braccia dietro la schiena. Più velocemente possibile gli legò insieme i posi. Era piuttosto brava a fare i nodi grazie al suo passato da Girls Scout. Poi andò a legargli le caviglie.
Quando ebbe finito, si alzò (prendendo la bottiglia con se) e si allontanò da lui. Sorrise, ansimando.
"Ce l'ho-"
Lui iniziò a gemere. Buffy spalancò gli occhi, facendo un salto indietro.
"Ahh-- per l'inferno! Cosa diavolo!?" scoprì immediatamente che le sue braccia erano immobilizzate.
"Salve, signor Ladro!" disse Buffy, cercando di suonare strafottente "Pensavi di potermi derubare, eh? SBAGLIATO!"
Lui si limitò a gemere e ruggire.
"Ora, chiamerò la polizia e li faccio venire a prendere il tuo culo indegno per sbatterlo in galera!"
Lo vide strattonare le braccia senza riuscire a liberarsi.
"Ha! Lotta quanto ti pare! Non ti libererai!" roteò gli occhi per le sue stesse parole. Sembrava la protagonista di un film di serie C degli anni cinquanta.
Lui si voltò per affrontarla, gemendo per il dolore alla testa "Senti, tutto questo è solo... un fraintendimento"
"Fraintendimento?" Buffy rise incredula "Vediamo, cosa potrebbe avermi portato a credere che mi stessi derubando? Hmmm..." si mise un dito sotto il mento "Beh, c'è il fatto che hai un ascco pieno di roba mia. E che giravi per la mia casa al buio con una torcia. Oh! E il fatto che ovviamente i tuoi vestiti sembrano derivare dal kit del piccolo scassinatore"
Lui chiuse gli occhi, gemendo per il dolore enorme che provava al cranio "Okay, sembra una cosa negativa... ma..."
"Ma? Non c'è ma! Stavi rubando le mie cose per cui ho lavorato tanto! E chissà che cose malate mi avresti fatto una volta finito"
"Hey, senti" protestò "Non ti avrei fatto male. Non è il mio stile. Non pensavo nemmeno ci fosse qualcuno in casa! Dovevi essere in vacanza!"
"Come lo sapevi?!"
"Hai cancellato l'abbonamento al giornale per due settimane. E' uno dei metodi che uso per scoprire quando una casa è vuota. Puoi... puoi almeno allentare queste corde? Mi stanno bloccando la circolazione"
Buffy scosse fermamente la testa "Uh-uh, non mi scappi, amico. Non mi interessa se mani e piedi ti diventano blu e poi cadono! Se mi vuoi scusare ho una chiamata da fare" si voltò
"No, ti prego! Non chiamare i poliziotti!"
Buffy rise, voltando lo sguardo "Sei pazzo? Ti ho trovato a derubarmi la casa. Li chiamo eccome"
"Farò tutto quello che vuoi, solo non chiamarli. Vuoi che lascio per sempre la città? Non rubare mai più? Lo farò"
Rise di nuovo "Oh si, e io sono così stupida da credere alle parole di un ladro? Non sei così fortunato. Non fare il passo più lungo della gamba"
Lui ruggì, sia per il proverbio scadente sia per il dolore sia per la prospettiva di andare in galera.
Buffy stava per andare in cucina quando le luci si spensero improvvisamente. Si fermò sussultando per l'improvvisa oscurità.
"Cazzo!" disse
Si guardò intorno, vedendo la torcia lasciata a terra, ancora accesa. Andò a prenderla "Uso la tua torcia per trovare la strada per il telefono. Ah, dolce ironia"
"Fottiti" ruggì lui
Buffy andò in cucina e prese il telefono. Premette il 9 prima di accorgersi che non c'era la linea. Riagganciò e lo prese su altre volte, ma non funzionava.
buffy sussurrò "Oh, fottutamente grandioso!" cercò di farlo funizonare alcune altre volte. Forse le linee se n'erano andate per il temporale "E ora?"
Aveva un ladro legato in salotto per terra e nessun modo di contattare la polizia. Beh poteva fingere di averla chiamata, e poi continuare a provare. Non era come se lui potesse capirlo.
Cercando di sembrare sicura di se, Buffy tornò in salotto. Era ancora sdraiato sullo stomaco, le corde tenevano bene.
"Ho chiamato la polizia. Non ci vorrà molto prima che ti vengano a prendere"
Lui sospirò pesantemente "Posso sedermi?"
"Non ti muovere"
"Andiamo! Non sono un mostro, lo sai? Stavo solo prendendo alcune cose. Mi hai colpito in testa e legato... è peggio"
"Io stavo proteggendo me e la mia proprietà. Hai avuto quello che ti meritavi. Sei fortunato che non ho una pistola"
"Penso di stare sanguinando"
"Bene" Buffy si sentì un po cattiva "I poliziotti ti porteranno all'ospedale quando arrivano, ne sono sicura"
"Abbi un cuore, amore! Potrei dissanguarmi sul tuo tappeto!"
Quello fece breccia. Buffy non voleva passare giornate a pulire il sangue dal tappeto "Okay, ti lascio sedere. E non chiamarmi 'amore'"
Il ladro si alzò sulle ginocchia, con gli occhi socchiusi "Cazzo--mi hai sul serio tagliato con quella cosa!"
"Certo che l'ho fatto" disse alzando felicemente la bottiglia.
Lui appoggiò la schiena contro il caminetto "Potevi uccidermi, lo sai?"
"Era una possibilità" lei non voleva uccidere nessuno realmente, ma la paura e la rabbia l'avevano fatta agire.
"La tua compassione per un altro essere umano è toccante, sul serio" disse sarcastico
"Oh, sta zitto! Come se tu ti fossi importato di un altro essere umano?"
"Beh non avrei lasciato qualcuno sanguinante a morte!"
"Tu non stai sanguinando a morte. Non fare il bambino"
Lui spalancò gli occhi "Il bambino?! Tu mi hai fottutamente abbattuto con una bottiglia gigante! Fa davvero, davvero male"
"L'idea era di mandarti al tappeto. Non ti avrei lasciato andare via con la mia roba. E non sapevo cosa potevi fare a me. Era una mossa preventiva"
"Te l'ho detto, non ti avrei fatto del male!"
"Vado a prendere delle candele. Tu non muoverti. Ho ancora la bottiglia" l'alzò "e non ho paura di usarla"
"Pazza maledetta ragazzina"
"Che è stato?" disse lei con tono di avvertimento
"Niente"
Buffy lo guardò, poi lasciò la stanza per prendere delle candele.

Spike doveva uscire da lì. Tastò dietro di se. Il camino era fatto di mattoni ruvidi. Appoggiò le corde dei polsi attorno a un angolo e iniziò a muovere su e giù le braccia. Con un po di fortuna poteva tagliarle.
'Cazzo, la mia testa mi sta uccidendo! Ho scelto la casa sbagliata stavolta'
Spike aveva detto la veritò sul credere che non ci fosse nessuno in casa. Derubava solo case in cui era certo che i residenti non ci fossero. Sfortunatamente per lui, era male informato.
Non voleva spaventare nessuno, specialmente una donna, muovendosi per la casa al buio. La bionda sembrava... familiare. Gli sembrava di averla già vista... ma forse era solo un impressione per la botta in testa. Anche se voleva torcerle il collo per questo, doveva ammettere che non era niente male.
E aveva davvero un aspetto familiare... ma non riusciva a collocarla. Era difficile pensare a qualcosa, con la testa che gli pulsava all'idea dell'imminente arresto.
Lavorò più forte per rompere la corda.

Buffy prese più candele possibili. Il ladro era piuttosto carino... l'accento era molto sexy. Non accadeva tutti i giorni che sexy britannici ti derubassero casa. Se non facesse quel mestiere probabilmente ci avrebbe provato. Aveva una struttura ossea mozzafiato. Quegli zigomi erano incredibili. Peccato fosse un criminale.
"Che spreco" disse, tornando in salotto.

Spike la sentì arrivare e fermò i suoi tentativi di liberarsi. Il suo labbro superiore si alzò in una smorfia per il mal di testa. Distolse lo sguardò quando lei gli puntò la torcia in faccia.
"Hey, ti dispiace? Grazie per avermi lasciato senza luce" disse
"Mi stavo assicurando che tu fossi ancora qui dove ti avevo lasciato. Aw, che c'è?" lo prese in giro con un broncio, alzando la torcia al proprio volto "Il bimbo ha paura del buio?"
"Fottiti"
"Se hai problemi a stare al buio forse avresti dovuto scegliere un altra carriera"
Spike la guardò male.
Buffy sistemò le candele intorno alla stanza accendendole mentre passava. Quando ebbe finito, c'era una buona quantità di luce.
"Spostati dal camino" disse
"Perchè?" chiese lui. Non voleva muoversi. Voleva continuare a tentare di togliersi le corde.
"Perchè voglio accendere il fuoco, imbecille. Puoi spostarti di qua" puntò il divano
"Si, facile per te dirlo. Ho le caviglie e i polsi legati stretti. Ho il mal di testa peggiore della mia vita! E sto perdendo sangue!"
"Muoviti!" comandò lei
Spike spalancò gli occhi al suo tono di voce. Aveva il controllo. E lui non voleva un altra botta in testa. Lentamente, si spostò verso il pavimento. Appoggiò la schiena al divano, appoggiò la testa indietro e chiuse gli occhi, ansimando.
Buffy si morse il labbro. Il suo istinto era di andare a vedere se stava bene. Ma lui era uno sporco criminale! Non meritava pietà o pena. Andò ad accendere il fuoco.
Spike si sentì come se fosse svenuto per un minuto. Ma rimase sveglio. Stette calmo mentre Buffy accendeva la fiamma. Contemplò cosa sarebbe successo una volta arrivata la polizia. La sua vita sarebbe diventata peggiore di quanto non fosse mai stata.
"Meglio" disse Buffy. Sedette sul bordo dei mattoni. "Beh, vediamo cosa stavi cercando di rubarmi" andò verso la borsa e l'aprì.
Buffy prese un portacandele che stava nel set cinese del salotto. "Bastardo! Questo me lo ha lasciato mia nonna!"
Spike non la guardava. Non gli era mai piaciuto pensare alle reazioni delle vittime a ciò che faceva. Era più facile non considerarlo. Ma ora era impossibile evitarlo.
Buffy continuò a borbottare e cercare nel sacco. Prese qualcosa avvolto in carta stagnola. Sapeva esattamente cos'era. Aveva guardato uno show televisivo in cui una volta c'erano delle persone che nascondevano i loro gioielli di valore (nella stagnola) nel frigorifero. Le era sembrata un idea intelligente.
Lo fissò "Come hai trovato questo?!"
Spike scrollò le spalle "E' un trucco comune. Come nascondere la gioielleria in finti libri negli scaffali"
"Oooh , come vorrei aver avuto una pistola!" fumava di rabbia, e chiuse il sacco.
Spike si chinò avanti, cercando di allontanarsi di più da lei, speranco che non avrebbe iniziato a colpirlo. Sembrava veramente arrabbiata. Non c'era molto che potesse fare per difendersi se iniziava a prendersela con lui.
"Tu resta dove sei! Lo vedo che stai cercando di scappare!"
"Non sto cercando di scappare!" gridò di rimando "Ho i polsi e le caviglie legati insieme! Dove pensi che possa andare? Potrei rotolare fuori dalla porta? Saltare come un coniglio? Strisciare? Ondulare il mio corpo come una specie di serpente e scivolare via?"
"Si, lo slisciare ti si addice. Molto appropriato. Le persone come te mi fanno venire da vomitare! Il resto di noi lavora duramente e fa del suo megliio per vivere in modo pacifico. Gli idioti come te sono feccia che fa vivere nella paura le brave persone!"
"D'accordo! Sono feccia! L'ho capito! Ora chiudi la bocca! Smettila di prendertela con me!"
"Ohhh sei fortunato se tutto quello che faccio è urlarti contro! Cosa mi ferma dal colpirti in testa qualche altra volta?"
"Non potresti dire che era per legittima difesa" disse Spike "Sono completamente inerme, non sei in pericolo, nè reale nè presunto"
"Allora cosa? Io ti odio e non penso che un solo colpo sia abbastanza per farti pagare. Chi può sapere quante vittime hai fatto?"
"Se mi colpisci ancora potresti uccidermi. Sarebbe omicidio a sangue freddo. Sarebbe come quei cosiddetti sportivi che sparano agli animali per divertimento"
"Tu stai dando a me una lezione di moralità?" rise Buffy. Era ancora molto arrabbiata, ma questo aveva calmato il suo sangue e non pensava più a colpirlo di nuovo. Buffy si sarebbe odiata alla luce del giorno se avesse fatto qualcosa del genere, persino a uno stronzo come lui.
"Non sono un assassino nè uno stupratore. Sono solo un ladro"
"Non pensi che le persone si sentano comunque violate?"
Spike distolse lo sguardo.
"E' questo che fai. Non solo prendi cose che possono essere irrimpiazzabili e con un incredibile valore emotivo, ma le spaventi. Non hai un anima se puoi fare quel genere di cose"
"Ah, ora sono senz'anima? Credimi, ce l'ho un anima" disse piano
"E come diavolo potresti averla?"
"Non è andata bene a tutti quanto a te, dolcezza. Qualcuno ha avuto la strada più dura della tua"
"Oh ti prego. Non iniziare con il discorso 'sono una vittima della società', stronzate!" Buffy si lanciò fuori dalla stanza con la torcia in mano "Non muovere un muscolo"
Spike ricominciò immediatamente a cercare di allentare la corda. Faceva un male incredibile. Gli stava tagliando i polsi. Cerco di sfregarli tra di loro, serrando i denti.

Buffy disse una silenziosa preghiera nell'alzare il ricevitore.
"Si!" c'era la linea stavolta. Era tremante, ma almeno funzionava.
Buffy compose 9-1-1.
"9-1-1. Qual'è la natura della sua emergenza?" chiese l'operatore donna.
"Il mio nome è Buffy Summers. Ho trovato un tipo che mi derubava casa. Ho bisogno che la polizia se lo porti via!"
"E' ancora lì?"
"Si, l'ho atterrato e legato nel salotto prima che potesse scappare. Per favore mandi qualcuno a portarlo via. Sono sola con lui e al buio, è andata via la corrente! Ho paura che possa liberarsi!"
"Cerchi di rimanere calma, signora. Si è fatta male?"
"No, non mi ha toccata, sto bene"
"Manderemo una pattuglia appena ce n'è una libera. Qual'è il suo indirizzo?"
"130 Revello Drive. Cosa intende con appena ce n'è una libera?"
"La tempesta ha abbassato le nostre risorse al limite. Ci sono emergenze ovunque per la città. Le linee sono andate ininterrottamente per tutta la notte. Non possiamo mandarle immediatamente nessuno"
"Sta scherzando? Cosa dovrei fare finchè non arrivano?!"
"Rimanga calma. E' assicurato bene? Ha un arma?"
"Io... si, è legato bene. L'ho colpito con una bottiglia di vino, ma non trovo niente di meglio"
"C'è un amico, un vicino o un familiare che può chiamare? Qualcuno che può stare con lei finchè non arrivano gli aiuti?"
"Io, uh, posso provare a chiamare"
"Le serve che rimanga in linea con lei finchè-"
"No. Io... fa niente"
"Rimanga sveglia e allerta. L'aiuto arriverà il prima possibile"
"grazie" Buffy riagganciò "Grandioso... davvero grandioso!" disse ad alta voce.
Ricordò che lui probabilmente l'aveva sentita. Cercò di chiamare il suo amico Xander, sarebbe stato meglio avere qualcuno con lei mentre aspettava. Ma le linee si sganciarono di nuovo mentre componeva il numero.
"Cazzo..." maledisse, abbassando il telefono "Okay... tutto okay. Posso farcela da sola. Posso affrontare la cosa"

Mentre tornava al salotto, la stessa scena orribile le si presentò per la mente. Che lui potesse essersi liberato mentre non c'era.
Di nuovo, fu estremamente sollevata di vederlo seduto accanto al divano.
"Qualcosa non va?" chiese sospettoso.
"Niente" andò al caminetto e prese l'attizzatoio, guardando verso di lui minacciosa "Vedi questo? Se cerchi di fare qualcosa, ti colpirò di nuovo" si sedette sulle mattonelle.
I polsi di Spike sanguinavano, ma non era riuscito ad allentare la corda "Sei stata promossa agli oggetti appuntiti, eh?"
"Esatto. E' rigido e appuntito. Avrei dei risultati soddisfacenti"
"Ti piace essere violenta con le persone, vero?"
"No. Solo con i dannati bastardi che cercano di rapinarmi la casa. E Dio sa cos'altro mi avresti fatto"
"Sembra che tu non capisca bene cosa mi stai facendo. E quante diavolo di volte devo dirti ancora che NON TI AVREI MAI FATTO DEL MALE?!"
"Stai zitto! Sono stanca di parlare con te"
"Siamo in due, amore! Sto cercando di farti stare zitta da... non so neanche quanto tempo! Non ho mai pensato di desiderare l'arrivo della polizia ad arrestarmi fino a questo punto"
"Arriveranno. Ma non troppo presto" disse storcendo il naso e distogliendo lo sguardo.
"Si, speriamo. Sono più in pericolo da solo con te di quanto tu lo sia con me. Sei un po troppo instabile per le mie abitudini"
Buffy esplose "INSTABILE? Sono una buona persona e stavo facendomi gli affari miei, cercando di prendermi una buona notte di sonno dopo essermi fatta una vacanza all'inferno! -- Tu sei il criminale bastardo che è entrato in casa mia spaventandomi a morte! Chiunque nella mia posizione sarebbe 'instabile'!"
Spike la guardò, spostandosi di nuovo "D'accordo... calmati. Non... agitare quel coso"
Buffy ruggì "Te lo meriteresti se lo facessi. Persone decenti, lavoratrici, che pagano le tase non meritano idioti come te che li derubi! Lavoriamo tutti i giorni duramente e-"
"Capisco, hai deciso che invece di usare bottiglie o roba appuntita, il tuo nuovo metodo di attacco sia annoiarmi a morte. L'ho già sentita prima la storia, amore. Risparmiamela" distolse lo sguardo.
"Non sei altro che un sadico bastardo" disse arrabbiata
"Si, si. Ho già sentito anche quella. Stai zitta. Carino il pigiama, tra l'altro" la derise
Buffy serrò gli occhi e digrignò i denti, sperando di poter reggere lucidamente ancora un po.

Rimasero seduti qualche momento in silenzio, l'unico rumore era lo scoppiettio del fuoco e la tempesta di fuori. Era difficile per lei non parlare. Odiava il silenzio. Se solo avesse ricordato di comprare le batterie per la radio.
Guardò di nuovo verso di lui. Aveva chiuso gli occhi. Era davvero bello come ragazzo. Sembrava fantastico alla luce del fuoco... il suo splendido viso aveva giochi di luci e ombre. Molto sexy...
Uno di quei bizzarri pensieri che passavano nella mente di ognuno qualche volta le passò per la mente. Buffy aveva visto un video porno in cui una donna (non ricordava chi fosse o quale fosse il titolo) trovava un ladro in casa sua. La donna lo aveva legato a una sedia, e poi le cose erano diventate erotiche. La donna nel film era andata verso il ladro, gli aveva fatto un pompino e lo aveva cavalcato sulla sedia in cui era legato. Il ladro non aveva minimamente protestato.
La sua parte di mente immorale le mise in testa un immagine di lei e il criminale dagli occhi blu nella stessa posizione.
Ma cosa diavolo stava pensando?! Sbiancò e distolse l'attenzione da quei pensieri. Anche se si era rilassata un momento con quelli.
'Cazzo.. no! No, io non voglio quello! Io lo odio, dannazione. Sono malata o cosa?'
Comunque, gli occhi continuavano a condurla da lui. Vide il suo viso contrarsi dal dolore, iniziava a sentirsi cattiva per averlo ferito. Ora che la sua rabbia si era sbollita leggermente era più razionale.
Dannazione, dove l'aveva già conosciuto? Il pensiero la stava tormentando. Era certa di averlo già visto ma non capiva dove.
"Perchè mi stai fissando?" chiese lui.
Buffy era stata consumata dai propri rimuginamenti che non lo aveva notato aprire gli occhi e guardarla.
Sussultò un momento "Uh, io... mi stavi chiedendo se eri svenuto"
"No, sto solo riposando gli occhi"
"Come ti chiami?" chiese lei
Lui alzò un sopracciglio "Perchè ti importa?"
"Fa niente. Lo scoprirò quando ti arrestano. Ero solo curiosa"
Spike sospirò "E' Spike"
"Cosa?"
"Il mio nome è Spike"
Buffy aggrottò le sopracciglia "Che razza di nome è?"
Lui scrollò le spalle "E' come mi chiama la gente"
"Hai un nome normale?"
"Preferisco Spike"
"Wow, il tuo vero nome dev'essere davvero orribile se preferisci chiamarti Spike" commentò
Spike roteò gli occhi "Ti prendi gioco del mio nome? Non mi hai già fatto abbastanza? Non sei contenta di distruggermi la circolazione di mani e piedi e avermi fratturato il cranio?"
"Oh, sta zitto"
"Io ero zitto. Sei tu che hai ricominciato a parlare"
"Bene. Non dirò un altra parola finchè non arriva la polizia"
"Bene"
Circa trenta secondi passarono prima che lei ricominciasse a parlare, e lui ricominciasse a gemere in protesta.
"Non mi stavo prendendo gioco del tuo nome. Non intendevo, comunque" disse, quasi gentilmente.
"Non importa" Spike si spostò a disagio sul pavimento "Mi è stato detto di peggio. Ci ho fatto la crosta. Piccoli scherzi sul mio nome non sono niente a confronto"
"Perchè hai scelto la mia casa da derubare?"
"Avrei tanto voluto averne scelta un altra. Ma avevo scoperto che l'occupante, tu, sarebbe stato via... quindi ecco perchè ho scelto qui"
"Davvero non sapevi che ci sarebbe stato qualcuno?"
"Te l'ho detto mille volte, no. Non ne avevo idea. Se ne avessi avuta la minima idea, non sarei venuto"
Prese un respiro "Okay... ti credo in questo"
"Finalmente"
"Beh, devi ammettere che non ispiri proprio fiducia"
Scrollo le spalle di nuovo e di nuovo sentì il dolore.
"Stai... bene?" non poteva credere di starglielo sul serio chiedendo, o preoccuparsi di lui.
"Si, splendidamente"
"Dio, stavo solo chiedendo"
"Perdonami se non sono l'immagine della gentilezza al momento. Posso fumare? Sono nella tasca interna della giacca"
"Sei serio? Assolutamente no. Non ti lascio infestare la mia casa col fumo. E poi come conti di tenere la sigaretta?" chiese lei
"Magari potevi tenermela tu e lasciarmi fare qualche tiro"
Lei rise "Non penso proprio. Fossi in te non mi fiderei di me che tengo in mano una sigaretta accesa. Potrei sentire l'urgenza di spegnertela in faccia" non che lo avrebbe fatto davvero. Buffy era irritata, ma non avrebbe mai danneggiato un viso bello come quello, anche se apparteneva a un ragazzo cattivo.
"D'accordo! Dimentica. Hai davvero una vena sadica, lo sai?" Spike guardò imbronciato verso il fuoco.
"Quindi... tu sei inglese" suppose lei "Non è sempre così che vanno le cose? Criminali stranieri che vengono e prendono lavoro come criminali americani. Ne abbiamo già abbastanza dei nostri, grazie. Potete stare nel vostro paese"
"Cercerò di tenerlo a mente. Perchè stai cercando di coinvolgermi in una conversazione?"
"Che razza di ladro comune usa frasi come 'coinvolgere in una conversazione'?"
"Prima di tutto, io non sono comune in niente. E secondo, pensi che io sia stato sempre così?" Spike scosse la testa "No, un tempo ero candido come la neve. Ero un bravo secchione che andava a scuola e tutto quel genere di cose"
"Secchione?"
Spike si lasciò scappare un sorriso "Si, è un termine poco carino di intendere qualcuno che studia tanto"
"Come un nerd o un perdente?"
"Qualcosa del genere"
Oh, era così carino quando sorriva! Buffy si schiarì la gola, e tolse quel pensiero dalla sua mente. 'No, Non pensare che sia carino, o sexy, o attraente. Ricorda quello che ha fatto'
"Cosa ci fa a Sunnydale un criminale inglese, comunque? Perchè non LA o posti più grandi?" la sua innata curiosità prese il sopravvento su di lei.
"Io vivevo qui. Sono ripassato qualche mese fa e ho deciso di restare"
"Vivevi qui? Continuavo a pensare di averti già visto. Probabilmente è così. Quanto tempo fa?"
Spike batteè le palpebre "Mmm, circa otto anni fa, credo. Sono rimasto solo due anni, andavo alla Sunnydale High"
"Ecco cosa! Forse ti conosco dalla scuola?"
"Può essere. Oh... aspetta... ho capito chi sei adesso" disse Spike, mentre tutto gli crollava addosso "Tu sei... Buffy. Buffy Summers"
Buffy spalancò gli occhi per la sorpresa "Si, è il mio nome! Ma io non ricordo di te"
"Non mi sorprende. Ero facile da dimenticare"
Buffy sapeva che avrebbe dovuto ricordare un ragazzo con l'accento inglese della sua scuola. Allra perchè nella sua mente era ancora tutto annebbiato?
"Qual'è il tuo vero nome? Così posso ricordare"
"William Chapman"
Buffy pensò per un minuto, poi ricordò "Oh mio Dio! Io mi ricordo di te" Si fece in avanti per guardarlo meglio "No... tu non sei lui. E' folle" Buffy scosse la testa.
"Te lo sto dicendo, sono io"
"Ma... William era uno studente modello. Del tipo da seguire il club degli scacchi, timido e tranquillo, me lo ricordo bene"
"Si"
"Non ti credo"
"Hai l'annuario?"
"Si... ce l'ho" si alzò e andò alla libreria "Qui" disse prendendolo.
Era così concentrata dall'idea che potesse essere davvero William Chapman, che dimenticò di stare attenta alle sue mosse. Spike alzò un sopracciglio quando lei si inginocchiò accanto a lui. Buffy aprì il libro sul proprio grembo e sfogliò le pagine.
Trovò uello che stava cercando. La foto di William. Mise il libro di fianco al suo volto, guardando la figura, e lui, e la figura, e lui.
"Aspetta che faccio un sorriso stupido come nella foto" Spike sorrise leggermente
"Cazzo... sei tu! Tu sei lui!"
"E' quello che ho detto"
Buffy abbassò il libro a terra "Sei così diverso, non solo nell'aspetto. Non avrei mai immaginato che potessi diventare così"
"Nemmeno io, al tempo della foto" disse con un sorriso triste "ma tu non mi conoscevi, non realmente. Non penso ci siamo scambiati più di dieci parole nei due anni"
"Ricordo che tu parlavi molto a Willow. Te ne andavi ogni volta che qualcun altro si avvicinava"
Spike sorrise genuinamente "Ah, Willow Rosenberg. Mi piaceva tanto. Era carina e solare. Ed era gentile con me. Non succedeva spesso. Avevo una grossa cotta per lei"
"Perchè non le hai mai chiesto di uscire"
"Penso che mi perderò la riunione di classe" disse secco "Manda i miei saluti a tutti i nostri compagni di classe"
Buffy scosse la testa "Come ha fatto la tua vita a prendere questa piega? Eri un ragazzo carino. Willow ha sempre detto che eri dolce. Che ti è successo?"
"Non vuoi ascolatre"
"Lo avrei chiesto se non volessi la risposta?"
"Davvero vuoi sentire i racconti delle mie disgrazie? C'è la versione abbreviata: mi servivano soldi, ho iniziato a rubare, mi sono fatto una carriera. E sono qui. Fine. E' una storia con una morale"
"Non sei il massimo come narratore" sorrise Buffy "Abbiamo tempo, pare. Dammi la versione intera. Vorrei sapere cosa ti ha fatto cambiare così drasticamente. Inizia con quando hai lasciato Sunnydale"
"Fammi iniziare dicendo che non te lo sto raccontando per farti pena. Non voglio la pietà di nessuno"
"Okay. Niente pietà. Capito. Va avanti"
"D'accordo, e ricorda, l'hai chiesta tu" Spike prese un respiro, guardando il fuoco, e iniziò "Mia madre si è ammalata. Dopo il diploma, voleva tornare in Inghilterra. Così mamma, papà e io tornammo a Londra. E lei continuava a peggiorare. Mio padre ha iniziato abere. Immagino che non riuscisse ad affrontare la cosa. Non era del tipo che ubriacandosi rideva contento. Era il bastardo che quando si ubriacava urlava e gettava roba in giro per la casa" sospirò di nuovo "Ad ogni modo, io volevo andare all'università, ma non c'erano ne soldi ne tempo. Mia madre aveva bisogno del mio aiuto, se non aveva il suo"
Buffy rimase seduta ad ascoltare, annuendo per farlo proseguire.
"Papà passava tutto il giorno nei pub. Perse il lavoro dopo un mese perchè non riusciva più ad andarci. Ero l'unico che ancora aveva la testa per fare qualcosa. Non avevamo entrate, io non potevo ercare lavoro perchè qualcuno doveva restare a casa a badare a mia madre. In poco tempo abbiamo perso tutto, niente cibo, niente di niente. C'era qualche soldo in banca per saldare i conti, ma non sarebbe durato pre sempre. Avremmo perso la casa se non facevo qualcosa in fretta. E' stata la prima volta che ho pensato di entrare nel crimine. Ero disperato. Ho iniziato a scippare i negozi. I miei primi tentativi erano quasi comici. Ero così impaurito di essere scoperto. Ma poi mi ci sono abituato. Rubavo cibo dal supermercato all'inizio perchè avessimo qualcosa da mangiare. Poi ho iniziato a prendere altre cose, come orecchini o simili per mia madre. Lei non usciva più, ma volevo darle cose per tenerla su di morale. Poi c'era questo enorme, grandioso brivido che avevo quando riuscivo a uscire dai negozi con la roba. Era incredibile! Meglio del sesso... non che al tempo sapessi cos'era il sesso. Mi sentivo invincibile"
"Meglio del sesso? Sul serio?" chiese Buffy
"Beh, suppongo che dipenda da quanto buono il sesso fosse" ghignò "Ma si, il brivido era orgasmico"
Buffy abbassò gli occhi, arrossendo.
Sembrava a disagio, così Spike continuò la storia "Comunque, la mia spinta di fortuna finì. Mi ero esaltato troppo, probabilmente. Stavo cercando di lasciare un negozio con una radio sotto il cappotto e ho sentito una mano sulla mia spalla. Uhu, quella è una delle peggiori sensazioni al mondo. Il cuore ti gela nel torace, come se ti scendesse acqua ghiacciata lungo la spina dorsale e vuoi vomitare"
Buffy fece una smorfia "Mmm, sembra adorabile"
"Già. Non riuscìì a cavarmela e mi mandarono in galera. Ero assolutamente miserabile, avrei voluto semplicemente morire prima che mio padre avesse l'opportunità di mettermi le mani addosso. Sapevo che anche mia madre sarebbe stata arrabbiata. Non volevo farla stare peggio. Alla polizia, prima che finissero di schedarmi, questa bellissima ragazza si siede di fiancho a me. Anche lei aspettava di essere schedata. Iniziammo a parlare aspettando di essere processati. Si chiamava Drusilla. Anche lei era arrestata per furto, ma non era molto nei guai, l'avevano beccata solo per una catenina di poco valore
"Dru mi scrisse il suo numero sulla mano e mi chiese di chiamarla una volta uscito. Uno dei poliziotti la porto via subito dopo. Ero stato felice per quei pochi minuti, sorridevo e guardavo il numero nella mia mano. Poi mio padre è arrivato. Sapevo dal suo sguardo che non andava bene. Mi pagò la cauzione e mi riportò a casa, senza dire una parola tutto il tempo. Appena entrati dalla porta iniziò a urlarmi e picchiarmi"
"Oh, mi dispiace" disse piano "Ti ha fatto molto male?"
Spike scrollò le spalle "Non importava. Avevo un labbro rotto, un occhio nero e qualche livido. Era la prima volta che mi picchiava così, ma non fu l'ultima. Iniziò a essere un abitudine di quando tornava a casa ubriaco. Io non rispondevo mai... perchè era mio padre, no? Mi ha fatto lui questa cicatrice sul sopracciglio" voltò la testa per fargliela vedere.
Il cuore di Buffy si fermò un momento. Non sapeva cosa dire.
"La vita a casa andava male. L'unica fuga era lo stare con Drusilla. Era diversa da chiunque altro avessi mai incontrato. Era scaltra, bellissima, divertente e coraggiosa. E scoprii che era anche un ottimo ladro. Era stata solo incauta la volta in cui l'avevano presa. Mi fece conoscere altre persone, criminali. Ho imparato molto da loro. Non mi ci volle molto per iniziare a rubare in grande, oggetti più costosi. Roba elettronica e macchine"
Buffy chiese "Ti sei mai fermato a pensare a cosa stavi facendo? Sapevi che era sbagliato"
"Lo sapevo, si. Ma avevo bisogno dei soldi. E mi sono assuefatto. Come ho detto, c'è quel brivido che ti prende e porta via le cose che vanno male. Così mi entrarono molti soldi. Fui in grado di pagare i conti, comprare cibo, far avere buone cure a mia madre, comprarmi cose belle. Era grandioso. Mio padre mi avrebbe chiesto dove prendevo i soldi, ma era contento di goderseli e non fece una parola"
Spike si fermò a guardarla "Hai sentito abbastanza?"
"Se c'è altro, mi piacerebbe sentirlo. A meno che a te non dia troppo fastidio parlarne?"
"Non mi secca ammettere i dettagli sordidi della mia vita. Anzi mi sento distaccato. Come vedere un film o roba del genere. I criminali raccontano le loro storie alle ultime vittime prima che la polizia li arresti"
Buffy si sentì colpevole per aver chiamato la polizia, anche se era stata perfettamente giustificata a farlo.
Spike disse "Le cose si distrussero maggiormente quando mia madre è morta. Ero perso senza di lei. Era la donna più dolce e cortese che si potesse incontrare. Mio padre divenne più violento dopo la sua morte. Non era mai sobrio. Ho cercato di passare tutto il mio tempo con Dru e i miei amici per evitarlo"
"Perchè non ti sei trasferito? Non c'era ragione per restare dopo la morte di tua madre" si chiese Buffy
Spike sospirò "Volevo, ma una parte di me non voleva abbandonarlo. Anche se era un ubriacone violento, io ero tutto ciò che aveva al mondo. Avevo pensato che col tempo sarebbe migliorato. Si fosse rimesso a posto. Una volta, ne ebbi abbastanza e risposi ai colpi, atterrandolo. Stava urlando di qualcosa, non ricordo nemmeno cosa. Era meglio ignorarlo quando iniziava a urlare, non aveva mai senso compiuto. Doveva avermi fatto una domanda ed essersi arrabbiato perchè non rispondevo, così mi ha rotto una bottiglia di birra in testa"
Buffy aggrottò le sopracciglia "Oh... come... ti ho colpito io..."
"Si, in effetti più o meno così. Eccetto che la bottiglia si era rotta. Ho visto le stelle, sul serio. Avevo i capelli pieni di birra e sangue. Mi ricordo di essermi messo una mano alla testa e poi averla guardata, e il mio palmo era rosso. L'ho guardato, non ci credevo che mi avesse fatto una cosa del genere. E lui sorridendomi ha detto 'Questo ti insegnerà cosa significa non curarsi di tuo padre, indegno stronzo. Avrei dovuto mettermi il preservativo così tua madre non sarebbe rimasta incinta'".
Buffy si morse il labbro, le stava spezzando il cuore. Poteva capire che ciò che diceva era vero "Mi dispiace, Spike. Hai davvero avuto una vita orribile quando hai lasciato Sunnydale"
"Te l'ho detto, non voglio la tua pietà"
"Non è pietà, è compassione. C'è differenza. Cos'è successo... dopo?"
"Sono uscito di testa. L'ho steso. Ne avevo abbastanza. Ho aspettato che si svegliasse per vedere se si rimangiava tutto. Ha avuto il coraggio di sembrare sorpreso. Mi ha detto di uscire da casa sua e non tornare indietro. Ed è quello che ho fatto. Dru mi ha portato all'ospedale, e mi sono trasferito da lei. Circa cinque anni fa. Non so cos'è successo a papà dopo che me ne sono andato. Probabilmente ormai si è ubriacato a morte."
"Stai ancora con Drusilla?"
Spike scosse la testa "No. Le cose sono andate bene per qualche anno, poi lei ha iniziato a tradirmi mentre ero in galera. Ero così arrabbiato con lei per avermi tradito in quel modo. Dru era una delle persone nella mia vita di cui pensavo di potermi sempre fidare, che non mi avrebbe mai fatto del male. Ma ho cercato di riconquistarla appena uscito. Non mi sarei lasciato sfuggire dalle mani la donna che amavo senza combattere. Lei ha smesso di vedere l'altro tipo, ma poi l'ho trovatao con uno nuovo qualche mese più tardi. E l'ho lasciata. L'ultima volta che l'ho sentita, viveva a Parigi. Circa due anni fa"
"Essere traditi fa male. Lo so" annuiì compassionevole
"Qualcuno ha tradito anche te"
"Si, il mio ragazzo... ex-ragazzo. Cos'è successo da quando sei stato per conto tuo?
"Non molto. Ho girato, rubato, sono stato un altro po di tempo in prigione. Ho visto Sunnydale sulla mappa e ho pensato di tornare a vedere come giravano le cose, cos'era cambiato. Sai, quando sono venuto a scuola qui, pensavo che la mia vita facesse schifo. Ma non era così male, vista ora. Ero un codardo, timido idiota. Avrei voluto uscire di più, conoscere più persone" Spike terminò "Questa è la mia storia. Non è una scusa per quello che ho fatto. E' una spiegazione"
"Mi dispiace sul serio, Spike. Ed è sul serio compassione, non pietà"
"Che mi dici del tuo ex che ti ha tradita? Perchè uno dovrebbe tradirti?"
"Cosa intendi?"
"Voglio dire... sei bellissima" distolse lo sguardo dal fuoco "Doveva essere un idiota per rischiare di perderti"
Buffy arrossì un po "Um, grazie... ma... non voglio parlarne"
Spike annuì "Stai bene anche da sola"
Rimasero in silenzio qualche momento. Poi, ovviamente, Buffy iniziò a parlare di nuovo.
"Riley è uno stronzo! Pensavo che fosse una specie di principe azzurro, hai presente? Carino, intelligente... più o meno, di buona morale, corretto, buono. Il tipo che le mamme pregano percchè stia con le proprie figlie. Avevamo i nostri problemi, ma volevo cercare di far funzionare la relazione. Siamo andati in vacanza"
"La vacanza da cui sei tornata inaspettatamente?"
"Esatto, quella. Volevo che lavorassimo sui nostri problemi, ma lui si è offeso appena ho iniziato a parlargli, ed ero anche piuttosto gentile, su quello in cui non ero felice. Abbiamo iniziato a litigare e nella foga del momento sono uscite cose che normalmente non sarebbero uscite"
"Tipo cosa?" chiese Spike
Parte di Buffy le diceva di non condividere dettagli intimi della sua vita personale con lui, ma l'ignorò. Sentiva il bisogno di parlare a Spike e dirgli tutto questo per qualche ragione.
"Come il fatto che andava dalle prostituite per farsi fare pompini"
"Oh... questo non è carino..." Spike arricciò il labbro superiore
"E poi ero orripilata! Una prostituta! Grazie a Dio mi assicuravo che avesse sempre una protezione... o mi sarei sfregata via diversi strati di pelle."
Spike scosse la testa "E' come quella cosa che è successa a Hugh Grant. Era uno dei più belli e desiderabili uomini al mondo, ed è comunque andato da una puttana di strada per... soddisfazione. Non l'ho mai capita"
"Riley ha detto che era perchè, cito 'si sentiva inadeguato e confuso', chiusa citazione" sbottò lei "Cazzate, lo ha fatto perchè voleva un pompino"
Spike annuì "Già, alla fine è quello il punto. Non servono altre spiegazioni, sul serio. Un tipo si sente frustrato quando la sua... um, quando la 'brava ragazza', quella che presentano orgogliosi a mamma e papà, a casa non lavora per loro"
Buffy arrossì "Ma, uh, non è che io... smettiamo di parlare di quella parte" parlare di sesso con Spike non era affatto una buona idea "A parte la puttana, era stato anche con mia cugina Faith"
"Hunh. Questa è stata una cosa molto stupida da parte sua"
"Mia cucina è una facile, lo so questo. Ha sempre cercato di rubarmi i ragazzi. Riley dice che lei gli è saltata addosso. Ha detto che era buio, così non aveva capito che non ero io" roteò gli occhi
"E' andata avanti per tanto? Quanto tempo poteva metterci ad accorgersi che non eri tu?"
"Ho chiamato Faith dall'aereo, ero arrabbiatissima. Ha detto che sono andati avanti per circa quindici minuti. Che stronza... mi ha allegramente detto che si è accorto che non ero io solo quando si è messo a succhiargli le --- lo sai.... Okay, non voglio più parlare neanche di questo" stava arrossendo pesantemente.
"Davvero non aveva capito che eri tu? Dopo un minuto o meno, avrebbe dovuto accorgersi delle differenze"
"E' quello che penso anche io"
"Voglio dire, un uomo sa come bacia la sua donna. Il suo profumo, sapore delle sue labbra"
Buffy deglutì "Già"
"Sembra che tu ti sia liberata di lui, amore. Fa ancora male come una coltellata in gola, lo so. Essere traditi da qualcuno che ami"
"Io... non lo amavo. Beh, gli volevo bene, ma non ero innamorata di lui. Pensavo che lo sarei diventata, un giorno"
"Non vedevi quel tipo, Angel, a scuola? Mr popolarità?"
"Si, ci sono uscita per alcuni anni. Molto tempo fa comunque. Ha lasciato la città il giorno del diploma e non l'ho più visto" disse "Lui l'ho amato per un po. Ma c'erano troppi ostacoli. La cosa peggiore era che mi teneva sempre a distanza, non mi lasciava mai avvicinare"
"Mi suona come un 'tutto fumo e niente arrosto'. Uh, odio chiedere per trattamenti speciali, ma posso almeno sedermi sul divano? Non sento più niente dalla vita in giù ormai"
"Beh okay. Non tentare nulla... conosco il karate" andò verso di lui, mise le mani attorno al suo bicipite sinistro, aiutandolo a salire sul divano.
"Penso che potrei morderti" al suo sguardo, aggiunse "Non intendo iniziare una lotta, Buffy. Stavo scherzando"
"Se mi mordi, ti mordo anche io"
Spike pensò di dirle che non si sarebbe dispiaciuto se lei lo avesse morso, ma non vi diede voce. Sospirò mentre si appoggiava al divano "Molto meglio. Grazie. E' troppo se ti chiedo dell'acqua?"
"Certo, torno subito" disse
Tornò con un bicchiere d'acqua, glielo portò alle labbra e lo lasciò bere.
Spike bevve, grato, guardandola negli occhi. Buffy si leccò le labbra mentre lo guardava bere. Aveva degli occhi bellissimi. Profondi, che lasciavano senza fiato.
Spike si spostò leccandosi l'acqua dalle labbra "Grazie"
"Non c'è di che" senza pensare tese la mano asciugandogli l'acqua rimasta sul mento.
Il suo comportamento con lui era cambiato drasticamente. Ora si sentiva in colpa per averlo colpito e tenerlo qui. Anche se lo meritava per aver cercato di derubarla.
"La testa ti fa ancora male? chiese
"Si, sembra che ci sia un bernoccolo grande come un pallone da football dietro. Non penso di sanguinare più, comunque"
"Fammi guardare" Buffy si sedette sul divano accanto a lui, togliendo accuratamente la cuffia nera. Si sentì orribile quando vice una macchia di sangue e un grosso rigonfiamento dietro la sua testa. Una linea di sangue gli percorreva il collo "Oh, tu stai sanguinando!"
"Credo di aver detto qualcosa del genere prima"
Toccò lievemente intorno al disastro "Mi... mi dispiace. Ero spaventata e arrabbiata quando ti ho colpito"
Spike ebbe un fremito di dolore anche se il tocco era lieve "E' un rischio di professione. C'è sempre la possibilità di essere colpiti o uccisi. Sono stato copito, accoltellato, preso a botte."
"Allora perchè continui a farlo?! Basterebbe una volta, se ti sparano o qualcosa del negere, per me per andarmene da quello schifo"
"E' quello che sono bravo a fare... o almeno lo ero. In effetti se fossi davvero bravo non sarei in questa situazione. Non conosco un altro modo di vivere"
"Se ci provi sul serio, puoi cambiare le cose. Prendo il kit di primo soccorso e la borsa del ghiaccio. Penso che ti serva un po di quella roba, o forse ti serviva subito" disse alzandosi.
Prese la torcia con se in cucina.
Spike fu felice di vedere quanto era gentile con lui, ma il fatto gli ricordava che era tenuto prigioniero e che la polizia sarebbe arrivata. Cercò di nuovo di allentare la corda. Ma dovette smettere quando diventò troppo doloroso.

Qualche minuto più tardi, Buffy tornò con le cose, e si sedette ancora accanto a lui.
"Okay, lascia che provi a pulire. Chinati un po" istruì.
Spike si fece avanti, assicurandosi di nascondere i polsi. Non voleva che lei vedesse i suoi tentativi di liberarsi.
Buffy pulì con cautela il sangue, prima dal collo e poi dal taglio. Spike strinse i denti, mormorando maledizioni ogni tanto. Lei si scurò ma continuò a lavorare.
Dopo aver pulito, mise una garza e la fermò col nastro.
"Stai meglio?" chiese
"Fa ancora un male fottuto. Hai droghe?"
"Droghe? Io non mi drogo"
"Intendevo tipo aspirina. Non mi sembri il tipo da tenere narcotici o allucinogeni in giro. O meglio, se avessi una bottiglia di whiskey aiuterebbe"
"Oh, okay. Lì ci posso arrivare"
Buffy se ne andò, tornando un minuto dopo con aspirina e liquore di menta.
"Liquore alla menta?" chiese incredulo "E' per ragazze. Non hai qualcosa che sia almeno simile al whiskey?"
"Prendere o lasciare. Non sono una grande bevitrice. Ho solo questo" disse agitando la bottiglia.
"okay, prendo" mormorò "Non mi fido di te con quella bottiglia in mano..."
Buffy sedette accanto a lui di nuovo, prendendo quattro aspirino "Non ti colpirò di nuovo. Sei biondo adesso. E' diverso"
"Mi piace come appare" disse Spike
"Ti... esalta" ammise "Fa sembrare gli occhi più blu e fa risaltare gli zigomi"
"Grazie" disse Spike guardandola "So che non devi fare niente di tutto questo. E' molto gentile da parte tua"
Si morse il labbro e sorrise "Sono una persona carina di solito. Non vado in giro a colpire la gente con bottigile di champagne. Mi dispiace di quello ora" Buffy stappò la bottiglia di liquore "Okay, ora ti aiuto con questo, tira fuori la lingua"
"Perchè?"
"Perchè ti metto due pillole sulla lingua e poi ti faccio bere dalla bottiglia"
Spike tirò fuori la lingua. Buffy mise due pillole al centro. Lui la ritrasse e bevve dalla bottiglia.
Buffy pulì di nuovo l'eccesso di liuido dal mento. Era... carino toccarlo. Carino e sexy. La parte malvagia di lei avrebbe voluto leccare l'eccesso di liquore dal mento.
"Ancora due" disse
Spike tirò fuori la lingua di nuovo.
'Mio...' pensò lei 'Non sembra lunga, calda e... flessibile?'
Eseguirono la stessa operazione.
"Grazie Buffy, apprezzo che fai questo per me. Potevi lasciarmi soffrire finchè la polizia non fosse arrivata"
"Tranquillo. Se sapevo che ci mettevano tutto questo tempo, ti avrei aiutato prima. Avevi ragione, Spike, è stato crudele da parte mia lasciarti soffrire"
Mentre parlavano, Spike si era fatto avanti per vere altro alcohol.
"Cosa fai per vivere?" chiese "Sai cosa faccio io, è semplice cortesia?" sorrise
"Lavoro al negozio di vestiti in città. Sono completamente alla moda, fino alle unghie rosa dei miei piedi" rise "Ho sempre adorato i vestiti e le scarpe e mettere i completi insieme. Volevo lavorare nell'industria della moda, ma mi piacciono anche altre cose, come dipingere e le arti marziali"
"Sembri una tuttofare. Arti marziali, eh? Immagino di essere fortunato che non mi hai usato come cavia"
Buffy rise "Ero troppo nervosa per provarci. Non ho mai combattuto contro nessuno fuori dalla palestra"
"So fare un paio di cose anche io. Judo, karate, ninjitsu--
"Wow! Però! Avresti potuto uccidermi se avessi provato a combatterti!"
"Ti avrei solo allontanata e poi sarei scappato. Io non colpisco le donne. Specialmente quando sono... adorabili come te" abbassò lo sguardo, sorridendo leggermente e forse anche un po arrossendo.
"G-grazie" Buffy arrossì a sua volta 'Ci sta provando con me? Probabilmente spera solo che così lo lascio andare... ma è comunque carino sentirlo'
Buffy dovette cacciare i pensieri maligni dalla testa. Ma comunque, l'immagine di Spike nudo... Mmmm! 'Dio lo sto facendo di nuovo. Basta avere pensieri sessuali con Spike, dannazzione!' si disse.
Tenne gentilmente il ghiaccio dietro la sua testa, dandogli spesso un sorso di liquore.

Capitolo 2

I suoni di tuoni e pioggia iniziavano ad affievolirsi.
"Pare che la tempesta finalmente stia finendo" disse Buffy guardando la finestra.
"Ti chiedi cosa tiene lontani i poliziotti?" si chiese Spike
"Sembri ansioso che arrivino"
"Sarebbe preferibile all'attesta. Voglio solo che finisca tutto. Hanno già preparato il rogo per me. Non posso aspettare di sentire il dolce bacio del metallo invece di questa stretta corda spinosa"
"Immagino arriveranno presto. Se sei il genere di ragazzo che uccide, avresti potuto ammazzarmi venti volte ormai"
"Suppongo che abbiano un sacco di lavoro da fare stasera" gemette leggermente. Aveva girato un polso e ora se ne pentiva.
"Ti fa molto male la testa?"
"Si ma i polsi sono il peggio adesso"
"Oh... Io... immagino che potrei allentarli... un po"
"Un, no. Va bene, tranquilla" non voleva che lei vedesse che aveva già cercato di liberarsi da solo.
"No, è okay. Lo farò, fatti in avanti. Un po di più stavolta"
"Io non-"
Buffy mise una mano sulla sua spalla spingendolo in avanti. Sussultò vedendo il sangue sui polti "Oh Dio! Non volevo legarli così stretti! Stai sanguinando! Mi dispiace!"
"Sto bene. Non preoccuparti di questo"
Buffy notò che erano leggermente rotte "Hey... hai cercato di tagliarle. Cercavi di andartene"
Spike ruggì "Beh che diavolo ti aspetti che faccia? Stia seduto qui e aspetti che arrivi la polizia? Se posso andarmene e salvarmi dalla galera, ci provo! Cos'avresti fatto al mio posto?!"
Buffy si alzò e inizio a camminare avanti e indietro "Io non sarei mai finita al tuo posto! Non cercherei di rubare da nessuno!"
"Stiamo tornando a questo, allora? Senti, mi dispiace se ti senti tradita perchè ho cercato di liberarmi, ma io dovevo provarci, Buffy! Non voglio tornare in prigione di nuovo. Puoi capire questo? Io non ti avrei fatto del male o cercato di vendicarmi per la botta, sarei solo scappato il più velocemente possibile"
Buffy si sedette di nuovo al camino, distogliendo lo sguardo. Effettivamente si sentiva ferita "Non avrei dovuto mostrarti gentilezza"
"Mi dispiace, okay? Non capisci perchè voglio andarmene da qui?"
Buffy lasciò ricadere la testa sulle finocchio "Si... posso capire... ma..."
"Ma?"
"Ma pensavo che saresti stato onesto con me. Pensavo che... e se stavi mentendo su tutto, eccetto la tua identità?" Buffy si sentiva legata a lui in un certo senso ormai, dopotutto. Ora si sentiva tradita.
Spike la guardò, aperto e onesto "Buffy, tutto quello che ho detto era vero. Non ho più ragione di mentire"
"Nemmeno cercare di farmi sentire abbastanza in colpa da lasciarmi andare?"
"Sarebbe fantastico, ma non è il motivo per cui ti ho detto quelle cose. Te le ho dette perchè volevo... che qualcuno le sapesse. Nessuno là fuori avrebbe saputo niente se fossi riuscito a scappare e morto domani. Mi piacerebbe che qualcuno ricordasse chi ero. Anche se non è bello"
Buffy lo guardò triste "Sono sicura che c'è qualcuno-"
Scosse la testa "No. Niente famiglia, niente cari. Solo qualche amico che incontro qua e lì. E non sono mai stato aperto con loro quanto con te stasera. Ho cercato di tenere la mia storia personale per me stesso. Non... non è qualcosa che sono orgoglioso di mostrare"
Buffy sospirò e tornò a sedersi accanto a lui "Sono solo delusa, anche se capisco che volevi scappare. Io probabilmente al tuo posto ci avrei provato. Ti pulisco i polsi... okay?"
"Non devi"
"Si invece. Voltati" Buffy prese di nuovo il kit.
Spike fece del suo meglio per darle la schiena. Non era facile con le caviglie legate.
All'inizio Buffy allentò i nodi. Sperò che lui non avrebbe cercato di toglierli (anche se una parte di lei ormai sperava che corresse lontano, ovviamente senza farle male). Ma combattere non era nella mente di Spike ora. Rimase fermo mentre lei lo sistemava, senza fare mosse avventate.
"Va meglio. Grazie" disse quando lei allentò le corde di più.
"Okay" disse Buffy dolcemente.
Pulì il sangue dai polsi, poi applicò del disingettante. La corda era così allentata che avrebbe potuto liberarsi in qualunque momento, ma non ci provò nemmeno. Non ne aveva la forza... o la volontò. Era folle, ma non poteva tradire Buffy in quel modo, e c'era la possibilità che avrebbe dovuto colpirla. Spike sapeva che se l'avesse fatto lo sguardo ferito di lei gli sarebbe rimasto negli occhi per sempre. Preferiva passare i suoi giorni in una grigia prigione piuttosto.
Spike ruggì leggermente.
"Cosa c'è?"
"Le spalle e le braccia iniziano a uccidermi" rise "Sono da rottamare con quello che mi hai fatto"
Istintivamente, Buffy iniziò a sfregare gentilmente le spalle e le braccia.
"Mmmm" gemette lui, voltando la testa di lato "Dio, questo è bellissimo. E' tutto intorpidito. Le tue mani sembrano il paradiso a confronto..."
Buffy dovette chiudere gli occhi per un secondo al suo dolce mormorio. Era troppo sexy! Sentì il bisogno di riempire il vuoto di conversazione.
"Quindi, um... dovresti aver sognato di diventare qualcosa quando eri più giovane. Cosa volevi fare da grande?"
"Fino a 10 anni volevo fare il pompiere. Ma quei sogni se ne sono andati quando ho capito di essere fatto come un ramoscello" ghignò "I pompieri devono essere grossi, forti per fare quello che fanno.. Oh, e poi ho capito anche che il fuoco mi spaventava. Non sarei sopravvissuto a lungo"
Buffy sorrise "Allora cosa volevi essere?"
"Al liceo volevo diventare scrittore. Roba fantasy e fantascientifica. Avevo anche pensato di diventare bibliotecario come il signor Giles"
"Oh io adoravo Giles! Era sempre dalla nostra parte quando gli insegnanti o il preside si lamentavano di qualcosa"
"Si, mi ricordava una versione anziana di me. Eccetto che lui era forte. Io lo aiutavo spesso a riorganizzare la biblioteca. Era amichevole"
"Hey, Giles lavora ancora a scuola, dovresti passare a salutarlo" disse senza pensare. Era stata presa dalla conversazione per un momento, e nel secondo in cui l'ebbe detto si calciò mentalmente.
Spike alzò un sopracciglio "Forse dimentichi qualcosa?"
"Scusami. E' stato stupido da parte mia dirlo... Um, allora volevi fare il bibliotecario? Ma non è noioso?"
"Io amavo i libri e mi sentivo più a mio agio con loro che con le altre persone. Non mi annoiava. Devi tenere conto che ero uno sfigato"
"No, non lo eri. Eri solo sveglio e timido, come WIllow. A me non sarebbe nemmeno dispiaciuto se fossi uscito con noi qualche volta"
"Si, certo" disse cinico
"Dico sul serio. A Willow piacevi, per me era una raccomandazione sufficiente" disse sinceramente "Willow era, ed è ancora, un eccellente giudice delle personalità"
"Ora dimmi" Spike sorrise e scosse la testa "Avevo amici oltre al mio club dei giochi di ruolo? Hmm, non penso che Willow fosse così brava a giudicare i caratteri. Guardami ora. La mia vita non potrebbe essere peggiore di così, ho distrutto tutto"
"Sei solo sceso a compromessi per brutte circostanze e una serie di brutte decisioni. Penso che le persone siano basilarmente chi saranno per tutto il resto della vita quando sono al liceo. Se sono stupidi bulli, o secchioni come dici tu, allora è così che restano. Tu eri molto sensibile, timido e intellettuale. E dentro sei ancora così. C'è solo molta... robaccia intorno"
"Interessante teoria la tua, amore. Ma io non mi sento come mi sentivo prima, sono più duro. Ho cicatrici, fisiche e mentali. Non penso di essere più quella persona. Come hai detto, William è sepolto sotto robaccia"
"Forse se vedessi un terapista o qualcosa del genere potrebbe aiutarti"
"E quale sarebbe il punto? Sono legato, con un enorme taglio dietro la testa, aspettando di essere portato in galera. Il tempo per la scoperta di se stessi è finito"
"Non è mai troppo tardi, Spike"
"Mi dispiace, ma se andrò in bricione, l'ultima cosa che mi serve è sviluppare la parte sensibile di me. Quando sei in prigione, devi essere forte... devi esserlo o ti distruggono. E' come al liceo, solo con molti più coltelli e stupri fra uomini".
Buffy sussultò e spalanco gli occhi "Nessuno ti ha... fatto male in quel modo, vero?"
"No, grazie a dio. Solo perchè agivo come fossi forte, non lasciavo che nessuno mi vedesse come la sua puttana. Ma succede di continuo, le guardie non lo notano nemmeno più o lasciando direttamente che accada"
"E' orribile! Nessuno dovrebbe passare per quello" Buffy specialmente non voleva che una cosa del genere succedesse a Spike.
Spike annuì "Ho partecipato alcune risse, comunque. Fingere di essere folli aiuta molto. Io mi sono comportato da vero psicopatico. Dovrò tornare in quello stato mentale di nuovo"
Buffy stava avendo un secondo, terzo e quarto pensiero sul lasciarlo andare in galera...

Passò più tempo. Continuarono a parlare. Di tutto e niente.
Erano quasi ptre ore da quando Buffy aveva chiamato la polizia, e ancora non si erano fatti vedere.
"Ancora nessun segno dei poliziotti?" chiese Spike in una pausa nella conversazione.
Buffy guardò la finestra e scosse la testa "No. Magari hanno dimenticato"
"No, arriveranno. Sono solo bloccati" disse sospirando
"Stai... le tue spalle stanno meglio? Posso sfregarle ancora"
Lui sorrise "Sto bene
"Oh, okay" era un po delusa. Voleva toccarlo ancora.
Con voce molto bassa, Spike disse "Avrei voluto che mi avessi ucciso colpendomi con la bottiglia. Sarebbe stato meglio"
"Cosa? Perchè parli così? E' una cosa orribile da dire!"
"Perchè sto per andare davvero in prigione, Buffy. E per molto, molto tempo. E come ho detto, non è la prima volta. Sono recidivo"
"Oh"
Spike annuì "La California ha quella questione del terzo rientro. Questa volta mi terranno per sempre" rimasero in silenzio per qualche momento. Spike cercò di scherzare "Investirò sullo slogan 'Sapone sulle corde'"
"Spike... Io non volevo che fossi incarcerato a vita. Volevo solo che avessi una punizione per quello che hai fatto"
Lui abbassò la testa e scrollò le spalle, cercando di sembrare casuale "Devo biasimare solo me stesso. Ho scelto uesta vita. Devo affrontarla ora"
Buffy guardò il fuoco per un minuto, pensando. La sua vita era essenzialmente finita. Era una vergogna terribile.
Spike disse "Prima parlavi delle persone che ho ferito, violato. La verità è che io ho pensato a loro. Ci sono volte in cui mi sento davvero male per quello che faccio. Immagino le loro facce e le loro reazioni quando scoprono cosa gli è accaduto. E tutte le volte esco di testa. Non posso pensarci. Ho sempre cercato di non essere nei paraggi per vedere"
Buffy capì dal suo sguardo che era sincero.
"Vorrei che tu avessi cercato di fare la cosa giusta tempo fa e ti fossi fermato. Non si sarebbe arrivati a questo"
"Lo so ora. Quel che è fatto è fatto. Non si piange sul latte versato" sorrise "Sentiti libera di usare anche tu un luogo comune, io non ne ho più in mente" prese un respiro "Non sono felice di tutto quello che è successo stasera, ma è stato... bello, parlare con te"
Buffy prese una decisione in quel momento "Torno subito"
Probabilmente era una decisione stupida, ma stava per lasciarlo andare. Avrebbe richiamato l'operatore dicendo che aveva fatto uno sbaglio.
Prese la torcia e andò in cucina. Buffy prese il telefono. Chiuse gli occhi quando non sentì linea.
"Cazzo"
Ma erano passate ore dalla chiamata. Forse i poliziotti davvero non sarebbero arrivati? Prese un coltello dal cassetto e tornò in soggiorno. Andò verso Spike e si inginocchiò di fronte a lui.
"Cosa fai?" le chiese con un po di ansia. Erano andati d'accordo ma non poteva non preoccuparlo vederla arrivare on un coltello.
Buffy iniziò a tagliare la corda "Ti lascio andare?"
Lui si accigliò "Mi lasci... andare? Cioè... libero di andare?"
"Si" disse lei mentre tagliava i lacci.
Spike emise un suono si sollievo allargando le gambe "Ne sei sicura? Voglio dire, certo che voglio andare, ma..."
"Ne sono sicura" poi gli liberò i polsi "Ti prego promettimi che cercherai di cambiare le cose, Spike. Meriti una vita migliore di questa"
Lui portò i polsi davanti a se, sfregandoli tra le mani. La guardò negli occhi "Lo prometto, Buffy. Ci proverò. Questa è stata l'ultima chiamata. Non sarà facile, ma ci proverò"
"Bene. Spero ce la fari"
"Anche io" Spike le prese la mano destra e se la portò alla bocca per baciarla "Grazie Buffy. Io non mi merito questo, ma te ne sono grato. Sei una persona fantastica"
Buffy deglutì pesantemente. Voleva che le baciasse più della mano...
"Penso che anche tu lo sia, o almeno che tu lo possa essere. E' per questo che faccio così. Ora... è meglio che vai prima che la polizia si faccia vedere sul serio"
Spike si alzò, rimanendo per un momento fermo a massaggiarsi le gambe "Devo riprendere sensibilità, quasi non riesco a muoverle"
"Sbrigati Spike. Devi andare" disse nervosa. Si inginocchiò accanto a lui e iniziò a sfregargli i polpacci per aiutare (non che non volesse toccargli le gambe, comunque=
"G-Grazie" disse Spike.
Lei si limitò a sorridergli.
Sussultò quando la mano di lei si avvicinò al ginocchio "Uh, okay. Va bene. Penso di poter camminare adesso"
Buffy prese la torcia e andò con lui verso la porta principale.
Rimasero entrambi alla porta, guardandosi l'uni l'altro prendendo un respiro.
"Beh... buona fortuna, Spike. Spero che tu possa fare una vita migliore da stanotte" disse
"Anche io. Non posso dirti quanto ti sono grato. Avevi tutto il diritto di trattarmi come hai fatto, ma... non mi aspettavo che... grazie"
Buffy annuì e sorrise. Aprì la porta.
Ed entrambi gelarono. Due ufficiali della polizia stavano camminando in quel momento verso il portico.
"Signora, sono l'ufficiale Jones. Questo è l'ufficiale Garcia. Lei è Buffy Summers?"
"Uh... si"
"Ha chiamato prima per un ladro nella sua casa?"
Buffy annuì, con la mente che andava un miglio al minuto.

L'ufficiale Garcia disse "Ci dispiace di averci messo così tanto. Le cose sono state folli questa sera in giro"
"Oh, non... non c'è problema" rispose lei
L'ufficiale Jones fece un passo avanti "E' ancora dentro?" guardò Spike
Spike voleva salutare e comportarsi come fosse niente, ma era pietrificato.
Buffy rise nervosamente "Oh, questa è la cosa folle, ufficiali! Non mi credereste! Il mio fidanzato, WIlliam, qui" mise una mano su Spike "pensava che non tornassi fino a domani dalla mia vacanza e voleva farmi una sorpresa romantica per quando fossi tornata. Ho sentito qualcuno muoversi al piano di sotto e pensavo fosse un ladro. L'ho colpito, e non l'ho riconosciuto. Mi dispiace molto!"
Spike la guardò curioso, poi sorrise ai poliziotti "Si, la... la mia piccola qui è un po iper-protettiva"
Buffy mise un braccio attorno alla vita di Spike baciandogli una guancia "Mi dispiace, zuccherino. Spero che mi perdoni"
Spike la guardò negli occhi, sorridendo "Considerati perdonata, amore"
Garcia scosse la testa "Quindi non c'è nesun problema in realtà?"
Buffy e Spike scossero la testa.
Buffy disse "Beh, immagino che avremo una storia da raccontare ai nipoti un giorno o l'altro"
"Ha bisogno di cure medice, signore?" chiese Jones a Spike
"Nah, sto bene. Domani vado in ospedale a farmi controllare. Grazie"
I poliziotti sembravano sospettosi, come se pensassero che qualcosa non andava.
Buffy sorrise "Mi dispiace molto che siate venuti per niente. So quanto siete stati occupati stanotte. Ho cercato di richiamare l'operatore dopo essermi accorta dello sbaglio, ma la linea è morta di nuovo"
Jones annuì "Si, ci sono stati molti danni per la tempesta... è certa che vada tutto bene, signorina Summers?"
"A parte il sentirmi male per aver colpito il mio fidanzato? Si certo, grazie" Buffy abbracciò Spike, guardandolo in adorazione "Mi farò perdonare per il resto della mia vita"
"Sono certo che tu--" iniziò a dire
Buffy improvvisamente lo baciò, pienamente sulle labbra. Spike spalancò gli occhi all'inizio, ma mise le braccia intorno a lei e ritornò il bacio dopo un solo momento.
Gli ufficiali iniziarono a spazientirsi, aspettando che il bacio finisse. Ma continuava.
Buffy lo aveva fatto per convincere i poliziotti che la storia era vera, ma dannazione! Le sue labbra erano fantastiche. Era uno dei più bei baci che avesse mai avuto.
Spike pensava uguale a lei. Avrebbe potuto baciarla per sempre.
Garcia si schiarì la gola "Beh, immagino che possiamo andare se non ci sono problemi"
Buffy e Spike si staccarono. "Uh, si. Grazie, ufficiali, mi dispaice della confusione" disse Spike.
"Cerchi di stare più attenta in futuro, signorna" disse Jones "Poteva finire male"
Buffy annuì "Oh, certamente!"
"Passate una... buona nottata" dissero tornando alla macchina.

I poliziotti sussurrarono tra di loro mentre andavano alla macchina.
Jones disse "Non vorrei essere in quel topo! Quella donna finirà per ucciderlo uno di questi giorni. Non mi importa quanto è carina, se ne va della mia vita"
Garcia confermò "Povero bastardo"

Buffy e Spike rimasero sulla soglia. Poi, quando la macchina della polizia ripartì, rilasciarono un sospirò di sollievo. Tornarono in casa e chiusero la porta.
"Dio, c'è mancato poco!" disse Spike "Non pensavo se la sarebbero bevuta"
"E' per questo che ti ho baciato" arrossì "Pensavo potesse aiutare"
Spike la guardò, inglinando la testa "Non eri costretta a farlo"
"Si invece. Non volevo che andassi in prigione per il resto della tua vita, Spike. Hai fatto un errore, o meglio una serie di errori, nella tua vita. Ma poi ancora tornare indietro. Sei sveglio e hai un grande cuore, lo so. Non devi continuare così"
"Buffy, io non so se posso condurre una vita normale"
"Io credo in te, Spike" gli toccò leggermente il viso "Sento che hai la forza di cambiare dentro di te"
Spike chiuse gli occhi e mise le mani sulle sue. Le baciò l'interno del polso. Il contatto delle labbra con la pelle sensibile la fece quasi uscire di senno.
Spike disse lentamente "Nessuno ha creduto in me prima. Forse mia madre, e basta"
"Beh, io si. Sei libero di andare ora, Spike. Puoi farlo"
"E se... e se restassi un po di più?" alzò leggermente un sopracciglio "A te andrebbe bene?"
Lei sorrise e annuì lentamente "Mi... piacerebbe se restassi" voleva baciarlo ancora.
I loro occhi si scurirono mentre si avvicinavano l'uno all'altra. Le loro labbra si toccarono, lanciando scariche elettriche attraverso i lroo corpi.
Gemettero e approfondirono il bacio.
"Mmm, sai di caramella" gemette Buffy
"Il liquore" rise Spike, baciandola più prodonsamente.
Buffy mosse la mano verso il suo collo, scontrandosi con il taglio dietro la sua testa. Spike gemette nella sua bocca, spostandosi e mettendosi una mano dietro la testa per il dolore.
Buffy si mise una mano sulla bocca "Oh Dio! Scusami! Scusami! Mi sono dimenticata della tua testa!"
"Sto bene. Non preoccuparti"
"Non stai bene, Spike. Devi andare in ospedale"
"Ci andrò domani"
"No" disse lei determinata "Devi andare ora"
"Ma--"
"Niente ma. Ti prego, mi sento male per te. Voglio assicurarmi che stai bene" mise il broncio.
Spike sospirò "Okay. Se per te significa tanto, ci vado"
"Fammi prendere le chiavi"
"Aspetta, non devi accompagnarmi. Ho la macchina. Posso guidare"
"Assolutamente no, non puoi guidare con un taglio sulla testa"
"Sto bene, buffy"
"No, aspetta che prendo le chiavi. Poi ti accompagno io. Capito?"
"Sei una piccola cosina insistente, lo sai?"
"Io ottengo quello che voglio. E agisco con forza se devo"
Spike ghignò e arricciò la lingua tra i denti "Mi piacciono le donne che agiscono con forza. Dannatamente sexy"
Buffy sorrise di rimando "Rimanda a dopo Spike, ora andiamo in ospedale" disse squittendo.

Capitolo 3

Buffy rimase in sala visite con Spike mentre aspettavano il dottore. Avevano già spiegato la storia inventata. Arrivò un infermiera a dare a Spike un grembiule da ospedale in cui cambiarsi.
"Ugh, odio questi affari" disse Spike "Lasciano scoperto il sedere"
Buffy rise. Poi spalancò gli occhi quando lui tolse la maglietta "Cosa stai facendo?"
Spike aggrottò la fronte "Mi cambio nel dannato grembiule. Cosa sempra?"
"Beh-- non di fronte a me!"
Si coprì gli occhi e voltò la testa. Il suo cuore batteva ferocemente per gli splendidi e definiti muscoli che aveva intravisto. Cazzo! Spike era fatto ad arte! Sospettava qualcosa dal massaggio alle spalle, ma... DANNAZIONE! Era scolpito! Probabilmente essere un ladro professionista richiede eccellenti condizioni fisiche.
Spike ghignò leggermente "Scusa. Non ci stavo pensando. Potresti voler rimanere girata, ora mi tolgo i pantaloni"
Buffy chiuse gli occhi e si morse il labbro sentendolo abbassare la zip. Come voleva voltarsi! Ma non sarebbe stato... corretto. E poi con un po di fortuna avrebbe potuto avvicinarglisi di persona in un futuro non troppo lontano. Magari ci sarebbe stato un giorno in cui non avrebbe dovuto voltarsi...

Quando il dottore si mostrò, avevano pronta la storia del 'era il mio ragazzo credevo fosse un ladro'. Il fatto che fosse anche legato richiese una spiegazione un po' più complicata. Ma Buffy disse che visto che era buio, e Spike era svenuto, lo aveva legato senza capire chi fosse.
Il dottore li guardò in modo strano, ma gliene fregava poco. Aveva sentito storie più folli.
Buffy dovette lasciare la stanza quando portarono Spike a fare i raggi-X, per assicurarsi che non ci fossero fratture. Andò nella sala d'aspetto e attese.

Erano passate ore da quando lo aveva portato lì. Buffy si era assopita diverse volte nella dura sedia della sala d'attesta.
"Buffy" disse piano Spike, spingendola leggermente.
"Hunh?" Buffy si svegliò, e lo vide accanto a lei "Hai finito?"
"Si, hanno detto che posso andare a casa adesso" Spike aveva una benda nuova intorno alla testa e due nei polsi.
Buffy si sedette, stirandosi "Ouch! Queste sedie d'ospedale non sono fatte per dormire" si strofinò il collo.
"Magari ti restituisco il favore che mi hai fatto prima e dopo ti faccio un bel massaggio?"
Buffy sorrise e si alzò "Sarebbe carino. Cos'hanno fatto vedere i raggi?"
"Nessuna frattura o rottura. Avrò un grosso bernoccolo e un graffio. Ma starò bene"
"Grazie a Dio" sospirò.
Spike sorrise "Mi hanno prescritto degli antidolorifici. Li ho presi alla farmacia di sopra. Dovrei stare bene finchè li prendo"
"Non so te, ma io sono esausta"
"E' stata un diavolo di notte, huh?"
Andarono verso il parcheggio. Buffy aveva fatto scivolare la propria mano nella sua tenendola stretta. Spike la strinse di rimando.
"Penso che non potrà agitarmi più nulla da stanotte" scherzò
"Beh, ci sono modi più eccitanti in cui passare una serata" sorrise flirtando.
Buffy battè le ciglia, rimandando il flirt.

Spike la diresse dove aveva parcheggiato la macchina alla fine della sua strada. Erano le nove nel mattino. Una notte molto lunga, per entrambi.
"Grazie di tutto, Buffy" disse, mentre la raggiungevano.
"Sei sicuro che puoi guidare? Non mi dispiacerebbe accompagnarti fino a casa"
"Si, sono sicuro" sorrise lui "Sei stanca e vuoi andare a dormire. Sono perfettamente capace di guidare" esitò
"Um, Spike?" chiese Buffy
"Si?"
"Vorresti, um, venire più tardi? Per cena? Penso che ci meritiamo di passare una serata più bella, dall'inizio alla fine"
"Mi dispiace, non posso" disse pentito
"Oh" Buffy abbassò lo sguardo. Era rimasta male al suo rifiuto, pensava avessero avuto una connessione.
"Solo perchè il dottore mi ha detto di passare la giornata a letto, riposare eccetera. Se il tuo invito può estendersi a domani sera, sarei felice di venire"
Buffy sorrise "Davvero?"
"Assolutamente, Buffy" mise le mani su quelle di lei "Mi piacerebbe che ci fosse la possibilità per noi di conoscerci meglio, in una situazione normale. Solo Buffy e Spike. Due persone a cui piace la compagnia l'uno dell'altra"
"Piacerebbe anche a me"
Si sporsero e si baciarono. Erano entrambi troppo stanchi per più di un bacio, ma era stato dolce.
"Vieni a casa mia domani per cena allora. Alle 7, okay?" chiese "Puoi usare il campanello stavolta" sorrise facendogli un occhiolino.
Spike rispose al suo sorriso con il proprio "Suona bene. Ci vediamo allora, amore" uscì dalla macchina di lei e tornò alla sua DeSoto nera.
Si guardarono l'un l'altro mentre lui avviava il motore e se ne andava.
Buffy sospirò e tornò verso casa.
Non sai mai quali strani eventi il fato ha in serbo per te. Non si sarebbe mai immaginata una nottata del genere in un milione di anni. Invece di desiderare che Spike fosse preso dalla polizia, ora aveva sviluppato dei sentimenti molto dolci nei suoi confronti.
Spike era un brav'uomo. Buffy ne era certa. Poteva vederlo -- il vero lui; un buon uomo, amabile, che ha avuto un orribile vita e preso le decisioni sbagliate. Ciò che gli serviva era una donna che lo aiutasse a ricostruirsi, a tenerlo forte e amarlo. Poteva essere lei la donna a fare questo per Spik? Buffy sentiva di poterlo essere.
Poi ancora, forse lei era solo un idealista idiota che aveva aiutato un criminale a fuggire dalla giustizia. E se domani non si fosse fatto vivo? Se le stesse mentendo perchè lei lo aiuti, giocando sulla sua ingenuità e i suoi sentimenti, e magari avesse già lasciato la città?
Buffy scosse la testa. No. Spike sarebbe arrivato a casa sua domani, lo aveva promesso. Quella sera non era stata una recita. C'era stata vera alchimia, calore.
Spike sarebbe venuto.

Per il resto della giornata, Buffy e Spike dormirono come ghiri. Gli eventi della notte precedente li avevano lasciati esausti.
Li aiutò a dormire il pensiero della cena della sera dopo.

La sera dopo...
Per tutto il giorno, Buffy aveva progettato e preparato la cena, ovviamente col pensiero di vedere Spike. Rimise a posto tutte le cose che Spike aveva cercato di rubare e pulito la casa.
Cercava di essere positiva, ma c'era ancora una vocina dentro di lei che le diceva che era stata imbrogliata. Spike non si sarebbe fatto vedere, e non avrebbe mai più sentito parlare di lui. Buffy rifiutò di crederci.
Alle 7:05 suonò il campanello.
Il cuore di Buffy iniziò a battere forte 'E' venuto! Sapevo che sarebbe arrivato!'
Si fermò di fronte alla porta, sistemandosi i capelli e stirando con le mani il vestito di sera verde. Con un sorriso, aprì la porta.
Spike era lì in piedi, che le sorrideva di rimando.
"Ciao, Spike. Hai cinque minuti di ritardo" disse scherzosamente "Ma sei fantastico" lo guardò. Aveva una camicia blu scura e pantaloni neri. Wow.
"Scusa, amore. Mi è servito un po di tempo per agghindarmi. Volevo apparire più in ordine possibile per stasera. E non è facile mentre assomiglio a una dannata mummia" disse indicando le bende in testa.
I suoi occhi scorsero su di lei “Sei... incredibile. Adoro quel vestito”
“Oh, questa vecchia cosa” disse Buffy. Lo aveva preso apposta, ovviamente.
“Mi togli il respiro, Buffy” disse passando gli occhi dalla testa ai piedi.
Buffy arrossì “Grazie. Lieta che ti piaccia. Um, entra, ti prego”
Spike entrò nell'ingresso.
Scherzosamente, lei chiese “Non hai rubato niente dall'ultima volta che ti ho visto, vero?”
Spike sorrise, prendendo un lecca lecca verde dalla tasca del suo spolverino “Ho preso questo dall'ambulatorio dell'ospedale. Pensavo di meritarmi un dolcetto. Il dottore non me l'ha offerto, così l'ho preso io”
Buffy rise “Spike! Ma dai...”
Spike la fissò “Scherzo, gliel'ho chiesto.” poi dalla tasca ne estrasse un altro “E gliene ho chiesto uno anche per te”
Buffy rise e lo prese “Grazie. Teniamoli per più tardi. La cena è pronta”
“Bene, sono affamato! C'è un buon profumo, qual'è il rancio di oggi, Buffy?” chiese, togliendo lo spolverino e mettendolo nell'appendi abiti.
“Eww, rancio?”
“Rancio, è quella cosa che i cowboy si cucinavano quando erano nella prateria a seguire le pecore o quello che diavolo fanno”
Buffy sorrise “Oh si, quelle cose. Su, vieni e lo scoprirai”
Buffy gli prese la mano e lo condusse in sala da pranzo”

Ebbero una cena piacevole, parlando di intrattenimento, politica e la vecchia Sunnydale Higj. Spike si complimentò con lei per il cibo delizioso.
Buffy aveva 'preparato' un misto di cibo cinese (cortesia del ristorante di Madame Chao). Era il suo piccolo segreto che il pollo al limone che aveva originariamente intenzione di servire si era bruciato. Ringraziò Dio che il ragazzo delle consegne era arrivato rpima di Spike. Oh, gli avrebbe detto la verità, forse, ma questa sera doveva essere speciale. Non c'era bisogno che lui sapesse che lei non sa cucinare.
Si erano provocati a vicenda durante la cena, con piccole cose come leccarsi la salsa dalle dita, fare l'occhiolino e battere le ciglia.
Spike l'aiutò a lavare i piatti una volta finito, poi si ritirarono in sala da pranzo. Guardarono un episodio di 'Jeopardy' insieme, Spike rispose a quasi tutte le domande e lei lo prese in giro dicendo che probabilmente aveva già visto la puntata, ma era molto colpita. Era molto sveglio, pensò di nuovo con vergogna come si era portato dalla parte sbagliata della legge. Spike aveva molto da offrire al resto del mondo.
Dopo il programma, iniziarono a rilassarsi. Buffy continuava a scivolare verso di lui fino ad esservisi appoggiata. Spike mise un braccio intorno a lei, e poi iniziarono a flirtare seriamente. Piccoli baci e lievi carezze, che lentamente costruivano la passione.
La mano di Spike si appoggiò sulla sua coscia sinistra. Continuò a sfregarla gentilmente su e giù, facendola gemere lievemente mentre esplorava la sua lingua con la bocca. Le mani di lei scivolarono sul suo corpo, sentendo i suoi muscoli sodi sotto la camicia. Poi la mano salì al suo collo, al suo viso.
Spike le afferrò il polso e mormorò “Attenta alla testa, piccola”
“Oh, si. Scusami” arrossì lei

Sorrise e le strofinò la guancia con le dita. Sembrava che stesse per dire qualcosa
“A cosa pensi?” chiese lei
“Che sei bellissima e dolce, e ho scoperto stasera anche molto brava a cucinare. Davvero, era il miglior cibo cinese che ho mai sentito. Anche meglio di quello di Madame Chao”

Buffy rise nervosamente “Uh, si... beh... per quello...”
“Non capisco come una donna come te possa volere qualcuno come me. Meriti di meglio”
“Non dirlo, Spike. Non sono assolutamente perfetta. Io mi arrabbio e posso rendere le cose difficili a chi voglio bene. Nascondo la polvere sotto il tappeto quando pulisco, probabilmente c'è una colonia di acari là sotto. Posso fare drammi per niente e mento su certe... cose”
“Quali cose?” chiese
“Tipo che so cucinare. Ho mentito. Il pollo che stavo facendo si è bruciato. Ho chiamato Madame Chao... mi dispiace”
“Oh” rise Spike “Beh è stat una fantastica cena comunque, non importa chi effettivamente l'ha cucinata. Buffy, mentire su qualcosa come la cena non ti rende una brutta persona. E' una di quelle piccole bugie che non fanno male a nessuno.”
“Mi dispace lo stesso”
“Beh, non dovrebbe” si fece in avanti e la baciò di nuovo.
Dopo qualche minuto, Buffy si fece indietro. Sembrava nervosa per qualcosa.
Spike le passò le dita tra i capelli “Cosa non va?”
“Sto cercando come dire una cosa...”
Voleva che se ne andasse? Aveva deciso che farsi coinvolgere con lui era una follia? Aveva paura della risposta, ma chiese “Cos'è Buffy? Dillo semplicemente”
“Vuoi... andare di sopra?” chiese timorosa.
Spike guardò le scale, e poi di nuovo lei “Vuoi... che io venga di sopra?”
“Non lo avrei chiesto se non lo volessi. Voglio che vieni di sopra con me. Voglio venire a letto con te” chiuse gli occhi e rise nervosamente “Sembro una sgualdrina. Non siamo neanche mai usciti per un vero appuntamento”
Spike appoggiò le mani sulle sue guance “No, non lo sembri. Sembri una donna che sa quello che vuole e non ha paura di dirlo”
La baciò di nuovo, le mani di Buffy circondarono il suo corpo.
“Ti voglio, Spike” mormorò Buffy.
Spike la prese rapidamente tra le braccia, continuando a baciarla mentre attentamente la portava al piano di sopra.
“Prima porta a destra” disse lei tra i baci.
Spike entrò nella stanza. Buffy raggiunse a tentoni la luce e l'accese. Spike guardò con la coda dell'occhio dove fosse il letto senza scaravoltare niente.
Vi ricaddero sopra ridendo, e Buffy si allacciò intorno a lui.
“Dio, baci così bene”
Spike sorrise contro le sue labbra “Nemmeno tu sei male, piccola. Uh, cosa dici di... protezioni? Io ho preso-”
“Prendo la pillola. Non ti preoccupare” si spinse duramente contro di lui, baciandolo senza fiato.
Buffy gli sbottonò rapidamente la camicia e la tolse, passando le mani sui muscoli del suo torace. Adorava ciò con cui le sue dita erano a contatto. I muscoli sodi che aveva visto all'ospedale erano ora di fronte a lei “Mmm, fai allenamento”
“Uh-huh” mormorò lui, succhiandole il collo.
Si mise sulle ginocchia e alzò lei con se, slacciandola il retro del vestito. Indossava un reggiseno verde scuro di seta. Dopo averle sfilato il vestito, Spike le afferrò il seno con entrambe le mani, massaggiandolo dolcemente.
“Adoro questo, Buffy. Molto sexy”
“Mmm, ti piacciono anche le mutandine coordinate?” ghignò lei
Spike ghignò e abbassò lo sguardo, leccandosi le labbra. Passò le mani sui suoi fianchi “Oh si... molto”
Spike si sdraiò su di lei, baciandole il collo, e poi muovendole le labbra verso il petto. Leccò e baciò le parti scoperte del suo seno mentre con le mani lo massaggiava. Buffy arcuò la schiena quando sentì le mani di lui scivolarle sulla schiena. Spike le slacciò il reggiseno, e lei tremò quando lo sentì sfilarglielo.
Erano nudi dalla vita in su, e i capezzoli di lei sfregavano contro i suoi.
Dopo alcuni caldi, profondi baci, Spike abbassò la bocca al suo seno sinistro, allacciando la bocca introrno a un capezzolo. Passò all'altro seno, poi ancora indietro. La faceva diventare matta, succhiandola e baciandola. Spike toglieva la bocca e soffiava sui capezzoli bagnati a ogni bacio.
Buffy gemeva e tremava. Voleva dire quanto era bello, come sentiva bene le sue mani, ma tutto quello che riusciva a pronunciare era “Gahh--ahhh!”
Spike passò le dita nell'elastico delle sue mutandine, togliendogliele. Buffy alzò il sedere dal letto, e poi le gambe per aiutarlo nel suo intento, e lui nel tornare da lei le percorse le gambe con le mani. Voleva dirgli che andava troppo piano, voleva scoparlo furiosamente, ma l'anticipazione era deliziosa.
Spike baciò una scia lungo il suo corpo, fermandosi all'ombelico “Um, Buffy, vorrei davvero scendere in basso”
“Ohhhh, si, Spike! Ti prego! Lo voglio così tanto!” Buffy arcuò la schiena e aprì le gambe.
“Ma...”
“Ma?” si alzò per guardarlo “Ma cosa?”
“ho paura che tu possa aggrapparti alla mia testa, o stringermi troppo con le cosce, e il mio taglio non sta ancora bene”
“Prometto, tengo le gambe aperte e le mani addosso a me” disse disperatamente
Spike sorrise e ghignò “Okay allora. Proviamo. Cerca di no farmi male, okay?” disse abbassandosi.
Rimanendo sulle ginocchia, scese con una scia di baci sui suoi addominali. Sentiva il suo odore, era intossicante. Allungò la lingua per assaggiarla.
“Ohhhh” disse Buffy prendendo le lenzuola tra i pugni “Prometto, dio non farti male. Oh Dio! continua”
Buffy si sentiva sciogliere sotto la sua bocca e le sue mani. Spike doveva essere piuttosto sicuro delle proprie capacità se era preoccupato di farla impazzire. Continuò a ricordare di non toccarlo, non importa quanto fosse infuocata dalla passione.
Le labbra di Spike passarono sulla sua coscia interna, la calda punta della sua lingua la toccava in alcuni punti.
“Ohhh bello. Molto bello” gemette Buffy “Il mio ex non mi avrebbe mai fatto questo”
Spike la baciò dolcemente sul suo monte “Era un idiota. Non pensare a lui, se n'è andato, è nel passato. Dio, solo il tuo odore mi fa arrapare come nient'altro! Potrei leccarti per sempre.” disse leccando la sua fessura dal basso all'alto.
Buffy emise un suono misto tra un ruggito e un gemito, saltò e rilasciò un respiro enorme quando la lingua di lui passò sulle sue labbra nude.
Spike mosse la lingua su e giù, era così bagnata, calda e morbida. Per Buffy era come se la stesse toccando della seta. Le sfregò le cosce, muovendo le mani su di lei. Le sue lunghe dita si unirono alla sua lingua, strofinandola dolcemente. Buffy avrebbe voluto forzargli la testa contro di se, ma doveva ricordare di non stringere le cosce.
Invece di toccarlo, Buffy mosse le mani su di se, trattenendo il fiato. Spike le afferrò le cosce succhiandola più aggressivamente, entrando con la lingua dentro di lei “Mmm, Buffy, sei così dannatamente buona” mormorò.
“Ohh Spike!” sussultò lei “Si---Si! Oh... continua a farlo!”
Buffy spinse i fianchi contro di lui, finalmente riducendosi a implorare “Ti prego... succhiami la clitoride dannazione!”
Spike sorrise, afferrandole il sedere. Buffy era una donna forte, passionale ed esigente. Come piaceva a lui. Le succhiò la clitoride furiosamente, facendole l'amore con la bocca. Buffy era senza fiato, e si afferrò i seni per aggrapparsi a qualcosa.
“Succhiami più forte! Ti prego! Più forte! AHHH!” gridò improvvisamente, muovendo forsennatamente i fianchi, mentre l'orgasmo la colpiva brutalmente.
“Ahh--Dio---Ahhh!” continuò a urlare mentre gli spasmi cessavano
Spike la baciò e leccò dolcemente.
“Oh Dio è stato incredibile!” disse Buffy d'un fiato.
Le sorrise “Ti è piaciuto?”
“Oh Si!” sorrise Buffy. “Avevi ragione comunque, ho fatto fatica a non tirarti! Sei dannatamente bravo!”
“E' un regalo” Spike sorrise e le baciò lo stomaco, muovendosi sul suo corpo.
“Mmm, decisamente!” Buffy gli accarezzò le braccia.
Le labbra di Spike si premettero ancora sulle sue, e Buffy gemette. Sentì il suo membro duro premersi contro di lei attraverso i suoi pantaloni. Lo voleva dentro di se, lo bramava.
“Spike, scopami! Scopami adesso!” mugolò.
Spike ruggì e scivolò contro di lei, baciandole il collo e sfregando contro di lei il rigonfiamento dei suoi pantaloni. Si alzò sulle ginocchia, cercando di spogliarsi in fretta. Buffy lo aiutò a slacciarsi i pantaloni, e appena gli scesero sulle cosce il suo membro saltò fuori.
Buffy spalancò gli occhi “Oh, santo cristo!”
Era enorme! Più grande di chiunque avesse mai personalmente visto. Ed era anche molto largo! Era un sogno diventato realtà trovare un bel ragazzo, buono, e con un attrezzo enorme.
“Qualcosa non va?” chiese Spike nervosamente. Sapeva di essere più grande della media, era abbastanza sicuro di se; ma quando una donna aveva quel genere di sguardo illeggibile tendeva a preoccuparlo.
Buffy scosse la testa, guardando la grossa bestia “Uh-uh. Niente... non va. Tutto va molto... molto bene” alzò gli occhi con un sorriso malefico.
Spike tremò quando lei lo allacciò con entrambe le mani. Buffy le mosse lentamente su e giù, esaminando come lo sentiva. E aumentava al tocco. Fremeva. Era caldo. Liscio come seta. Buffy voleva cercare di metterlo in bocca, ma aveva bisogni da un altra parte. Le avrebbe fatto male? Sarebbe entrato? Doveva scoprirlo. Sarebbe morta, se necessario.
Buffy non voleva provocarlo troppo. Era già pronto, decisamente pronto. Buffy lo leccò lievemente, facendolo gemere. Era buono...
“Spike, ho bisogno che mi scopi!” disse con voce grave
Spike voleva che lo succhiasse, ma stare dentro di lei era un attrazione ancora maggiore. Ci sarebbe stato tempo dopo per certe cose. Si sdraiò sopra di lei, baciandola profondamente. “Ricorda, non toccarmi la testa”
“Non lo farò! Non ti tocco la testa”
“Mi vuoi, Buffy?” le sussurrò all'orecchio, leccandosi il lobo.
Buffy ruggì “Sai che lo voglio!”
Spike si spinse dolcemente dentro di lei. Gemettero entrambi mentre quell'enorme membro le tendeva le pareti.
“Oh dio -- è così grande! Dio --- Uhh!” Buffy affondò le dita nei suio bicipiti.
“E'... troppo?” ansimò “Hai bisogno che mi fermo?”
“NO! Non fermarti! Dio no! Non ti fermare! Ti voglio!” esclamò, tenendolo stretto. L'ultima cosa che voleva era che si fermasse.
Spike gemette e si mosse fino a essere completamente sepellito dentro di lei “Ahh Dio... così fottutamente bello, piccola!”
Buffy gemette in accordo, allacciando le gambe intorno alla sua vita.
Si baciarono mentre lui iniziava a muoversi dentro di lei. Era così stretta intorno a lui, calda e bagnata. Era il paradiso.
“Ahhh--dammelo, piccolo! Oh, Dio, si!” gridò Buffy. Era meraviglioso averlo dentro di lei, che scivolava dentro e fuori. Spike riempiva ogni centimetro di spazio dentro di lei.
Spike rallentò, portandole la gamba destra sopra la propria spalla. Poi ricominciò a stringere. Buffy sussultò e gemette per la nuova andolazione. Il punto G esisteva! Spalancò gli occhi rilasciando un grido di piacere a ogni spinta.
Spike non era sicuro se era dolore o no. Smise di spingere “Buffy, è--”
“NON FERMARTI! NON FERMARTI CAZZO!” gridò, stringendo i denti.
Francamente, Spike era un po spaventato dalla sua reazione esagerata. Ma iniziò a scoparla di nuovo. Era decisamente piavere quello che sentiva, questo era certo.
“Scopami Scopami Scopami Scopami Scopami Scopami!” continuò a gemere.
Spike era orgoglioso per la sua potente lussuria. Aumentava l'ego di chiunque avere una bellissima donna che gemeva e squittiva come se stesse morendo mentre la scopava.
“Ahh, Buffy!” ruggì lui, spingendo dentro di lei.
Le parole di lei consistettero in una serie di gemiti e lamenti. C'erano esplosioni nel suo corpo a ogni minuto. Non aveva mai sentito niente come questo. Si sentiva come una vergine, come se avesse scoperto il sesso per la prima volta.
“Ohh--si! Questo è bello! Bellissimo!” gemette lei, aprendo la bocca per gridare il potente orgasmo che le scosse il corpo.
Spike sentì le sue contrazioni. Rallentò le spinte, lasciandola passarlo lentamente “Si, piccola... Ahh, vieni per me... è così dannatamente bello!”
Era difficile, ma Buffy riuscì a tenere le mani lontane dal suo viso, accarezzandogli invece la schiena e le spalle.
Buffy sussurrò “Spike. Oh Spike... si -- si!”
Mentre il suo orgasmo scendeva, ne voleva un altro. Buffy sorrise, stringendo la gamba sul suo fianco destro e spingendogli le spalle nello stesso tempo. Cercò di spingerlo sulla schiena per cavalcarlo.
Spike la fermò “N-No, piccola. Non così”
Buffy mise il broncio “Ma io voglio stare sopra! Non dirmi che sei uno di quei tipi dominanti che non lasciano stare in controllo la donna”
“No assolutamente. Mi piace quando la donna sta sopra. Perchè dovrei fare tutto il lavoro io?” rise
Buffy sorrise, massaggiandogli il torace “Allora perchè non posso stare sopra?”
“La mia testa. Non posso appoggiarla, fa male”
“Oh...”
Spike si guardò intorno, poi sorrise “Penso di poterci rendere entrambi felici”
Buffy sorrise “Si? Come?”
Spike annuì e indicò con la testa la grande sedia vicino alla finestra “Posso sedere lì ed evitare che la mia testa tocchi qualcosa. E tu... puoi farmi tutto quello che vuoi”
“Mi piace questo”
Si baciarono per un momento prima di alzarsi e affrettarsi alla sedia. Spike si sedette, Buffy montò su di lui, circondandogli il grembo. Si baciarono e ricominciarono.
“Spike, mmm... sei sicuro di essere a posto per questo?” era ancora preoccupata.
Spike le mise la mano sulla sua erezione fremente “Si”
Buffy lo strofinò per qualche momento mentre le loro lingue duellavano.
“Uhh-- verrò molto presto se continui così”
Buffy arrossì per l'impulso che le passò per la mente, sembrava sporco e molto cattivo. Ma voleva farlo. Spike ruggì e cercò di tenerla quando lei iniziò a spostarsi
“Tranquillo, Spike. C'è una cosa che voglio fare”
“O-Okay” Spike pensò che volesse lasciare la stanza per un minuto, ma sorrise quando la vide chinarsi.
Buffy fece correre le mani sulle sue cosce. Lo riprese in mano, e sorrise “Devo dire che sono molto impressionata. E sono anche impressionata di me. Non ero sicura che sarebbe entrato”
“Io invece pensavo che mi avresti circondata come un guanto, e avevo ragione” sorrise. Gemette quando lei si chinò di più e iniziò a leccarlo. Scivolò sulla sedia per farsi più avanti.
Buffy lo leccò lentamente, su e giù per la sua asta. Le dita della sua mano destra gli accarezzavano i testicoli. Spike afferrò il sedile, iniziò ad ansimare quando Buffy prese in bocca la punta.
“Oh G-Gesù!” Spike gridò. La guardò, pieno di lussuria.
Buffy sorrise attorno a lui e iniziò a muovere la testa su e giù. Alzò la testa, continuando a tenerlo con le mani “Lo sai, tu puoi tenermela la testa. Voglio sentire le tue dita nei miei capelli mentre lo faccio”
Spike deglutì e ansimò, tenendole immediatamente la testa “Buffy, Dio! Sei fantastica! Pensavo che tu non facessi queste cose?”
“Oh, si invece. Ma solo se il mio ragazzo è disposto a ricambiarmi il favore. Tu l'hai fatto, e te lo meriti”
Sorrise e tornò al lavoro. Per i successivi dieci minuti Buffy succhiò, leccò e tirò la sua carne. Rallentava quando sentiva che era vicino, ridendo ai suoi versi di frustrazione. Ma non era molto carino da parte sua, decise. Lui l'aveva fatta già venire diverse volte. Buffy voleva che esplodesse nella sua bocca. E se poi ci venivano 15 minuti o di più per farlo tornare duro, così sarebbe stato. Lo meritava.
Buffy intensificò gli sforzi.
“Dio!” ruggì “Sto per venire, Buffy!” pregò perchè lei non si spostasse.
Buffy gemette, sentendolo vibrare nella sua bocca. Capì che era molto vicino, e si concentrò sulla punta.
“Ahh--Ahh!” Spike iniziò ad alzare i fianchi, cercando di spingere di più.
Buffy lo tenne giù mentre gli succhiava la punta. E poi...
“Buffy--Ahh-Cazzo, Buffy! Succhiami! Sto venendo!” gemette
Buffy succhiò finchè non ebbe finito, poi si fece indietro e si leccò le labbra “Sei eccellente” disse.
Spike ansumò, voleva gettare la testa all'indietro, ma appena toccato lo schienale della sedia capì che non era il caso. Buffy sorrise “Mi piace fare questo. Di solito sei ancora così duro dopo esssere venuto in quel modo?”
Spike sorrise “A volte. Se sono particolarmente eccitato”
Buffy rise e saltò sul suo grembo, afferrandogli le gambe “Ti eccito, baby? Ti faccio arrapare?”
Spike rise “Nessun riferimento a Austin Powers per favore” le accarezzò i fianchi
“Aw, ma a me piacciono quei film! Okay, limiterò le battute”
“Grazie”
Buffy si sistemò sul suo membro muovendosi fino a eccitarlo di nuovo dentro di lei. Poi gemette, baciandolo lentamente e appassionatamente mentre si riadattava alle sue dimensioni.
Spike ruggì quando lei iniziò a sperimentare la stretta dei muscoli intorno a lui “Dio! Cosa stai facendo?”
“Ti piace?” chiese
“Ohhhhh si!” Spike le affondò le dita nelle cosce “E' bellissimo!”
Buffy lo sentiva dentro di lei, cresceva di più “Mmm, è solo un piccolo trucco di cui ho letto. Ti da un abbraccio speciale” respirando, si alzò, gemendo mentre lo riprendeva dentro di se.
Spike ansimò “Come diavolo la chiami, la adoro! Cazzo, sei così stretta piccola!”
Iniziò a muoversi più velocemente “Uhh--Dio! Sei fantastico dentro di me!”
Spike si sporse succhiandole il collo e abbassando le mani fino a prenderle il sedere. Era capace di resistere molto dopo essere già venuto una volta.
“Avevo dei brutti pensieri quando tu eri tutto legato l'altra notte...”
“Più di cercare di uccidermi con una bottiglia di champagne?”
Buffy mise il broncio.
“Hey, scherzavo piccola” la baciò teneramente “Qual'era la tua sporca idea?”
Aveva ancora il broncio, ma iniziò a sorridere e gli disse “Ho visto un film porno una volta dove una donna legava il ladro a una sedia. E poi faceva sesso bollente con lui mentre era legato”
“Hmmm, sembra molto interessante. Solo... non legarmi di nuovo. Potremmo fingere che lo sono”
Buffy rise “Non ti legherò di nuovo, e non dobbiamo nemmeno fingerlo. Volevo solo confidartelo. Voglio le tue mani su di me”
Spike sorrise accarezzandola “posso farlo. Sarei felice di farlo”
Buffy lasciò ricadere la testa all'indietro, cavalcandolo forte.
Passarono 15 minuti. Continuarono a scopare, a volte rapidi e a volte lenti, alternando il ritmo, in estasi. Buffy venne diverse volte, ansimando e gemendo il suo nome. Iniziava a stancarsi dopo 20 minuti filati. Buffy scoprì che Spike godeva delle sue azioni: muoversi in alto e in basso, strizzandolo coi muscoli interni, e poi alzandosi. Ripetere.
Spike aveva le mani sulla sua vita, pompando dentro di lei mentre le succhiava le tette. Poi la mano sinistra di lui andò verso il centro del suo sedere. Sfregò le dita contro l'altro buco, senza entrare, solo accarezzandolo.
Buffy squittì venendo di nuovo. Solo il pensiero che lui potesse entrare la fece venire forte. Voleva vedere com'era “Si! Entra, Spike!”
Spike fu leggermente sorpreso, si aspettava che dicesse di non essere interessata. Ma non intendeva obbiettare. Entrò con un dito dentro il suo buco inesplorato, e Buffy sussultò, affondando le dita nella sua spalla. Iniziò lentamenet a scoparlo di nuovo, adattandosi alla stimolazione eccessiva.
“Non--durerò--ancora--molto!” disse. Le dita di lui si mossero di più nel suo sedere.
“Continua a scoparmi!” gridò lei.
Era incredibile! Scivolava su e giù per il suo cazzo enorme, poi il suo sedere veniva impalato nelle dita appena si ritirava. Iniziò a chiedersi come sarebbe stato averlo tutto dietro, e decise che lo avrebbe scoperto. Stava diventando molto sporca. Non riuscì a trattenersi a giocare coi suoi capelli
“La testa! Attenta alla testa” disse spostandole le mani
“Scusami” ansimò lei “Dovresti legarmi perchè me lo ricordi”
“Legarti, eh? Hmm, potrebbe essere interessante...” arricciò la lingua tra i denti “ma voglio che la nostra prima notte insieme sia libera. Naturale”
Buffy squittì “Okay, farò più attenzione” si chinò per baciarlo mentre iniziava a muoversi più lentamente.
Tornarono rapidamente al ritmo rapido di prima.
“Ahhh--Buffy! Sto venendo!” gridò, voltando la testa di lato. Sapeva di non poterla gettare all'indietro o il dolore gli avrebbe tolgo un meritato orgasmo -- che sembrava essere epico.
Spike spinse forte, mentre spingeva le dita nel suo sedere. Buffy roteò gli occhi mentre il suo corpo si scuoteva violentemente. Spike venne dentro di lei mentre lei raggiungeva l'orgasmo per la... quarta? Quinta volta? Aveva perso il conto. Gemettero mentre si riempivano l'un l'altro.
Buffy gli mise le mani sul viso portando la bocca di lui alla sua, baciandolo come se fosse l'ultimo uomo sulla terra. Pensò brevemente a Riley, non perchè avrebbe voluto che ci fosse lui, ma perchè il sesso con lui era insignificante. Non aveva idea che il sesso potesse essere così buono.
“Ahhh-- nessun paragone... nessun paragone” mormorò baciandolo
Spike stava ancora prendendo fiato “Cosa c'è amore?”
“Niente” sorrise “stavo solo commentando che fantastico amante sei”
“Oh” Spike sorrise, mordendole il labbro inferiore “Puoi commentare tutto quello che vuoi. Sei stata fantastica... fottutamente perfetta”
Buffy appoggiò la guancia conro la sua.
“Letto ora” disse semplicemente.
Spike annuì, afferrandole il sedere e alzandosi, con grande sforzo. Le sue gambe tremavano, ma riuscì ad arrivare fino al letto. Si mosse sul letto finchè Buffy non arrivò ad appoggiare la testa sul cuscino, e lui al suo fianco.
“Potrei fare l'amore con te tutta la notte” le disse accarezzandole il collo con la punta delle dita.
Buffy sospirò in risposta.
Lui sorrise “Ho fantasticato su di te al liceo, lo sai?”
Buffy sorrise “Davvero?”
“Oh si. Quell'uniforme da cheerleader... dio... mi ha riempito molte notti. Eri così bella e sexy... volevo scoparti come se non ci fosse un domani”
“Avrei voluto che ti fossi avvicinato a me allora”
Spike arcuò un sopracciglio “Ti prego, Buffy, come se mi avresti considerato? Non ero nemmeno vicino al tuo livelo”
“Sarei potuta uscire con te”
“Pfft! Non è vero. E poi avevi 'Angel il grande'”
“Quello detto 'Angel il grande' non era così grande. Ero una ragazzina. Ora sono una donna. Quello che volevo allora è diverso da quello che voglio adesso”
Si abbracciarono, lasciando che il sonno il prendesse.

Capitolo 4

Alle 7 del mattino squillò il telefono

Anche se era al piano di sotto, Spike e Buffy ne furono svegliati. Buffy ruggì, e rotolò via dal letto assonnata, afferrando la vestaglia e mettendola.

“Chi può essere così presto?” chiese Spike

“Non ne ho idea” sbadigliò “Ma è meglio se vado. Torno subito”

Corse al piano di sotto in cucina e rispose.

“Pronto?” disse sfregandosi gli occhi.

“Buffy, sono Riley. Devo parlarti”

Buffy spalancò gli occhi “Riley?”

Spike si era infilato i pantaloni e stava per andare in bagno, fermandosi quando sentì menzionare il suo ex. Questo colse la sua attenzione. Si sfregò gli occhi e ascoltò. Riley era l'idiota con cui aveva appena rotto. E se, in qualche modo, potessero fare pace? Non voleva perderla così presto. Si stava innamorando di lei in fretta.

“Dannazione, Riley! Lo sai che ore sono? Sono le sette della dannata mattina!” si arrabbiò
“Lo so, scusa se ti ho svegliata. Avevo solo bisogno di parlarti” si scusò

“Cosa vuoi, Riley?”

“Ti rivoglio. Voglio che ne parliamo e risolviamo le cose. Ho fatto degli sbagli, ma mi importa ancora di te, Buffy. So che possiamo farcela”

Buffy ruggì “Dio, Riley, non sono proprio dell'umore per questo”

Spike continuò ad andare verso il bagno. Non si sentiva di spiare, anche se era curioso.

Per i successivi minuti, Riley le disse quanto credeva che potessero già sistemare le cose ed essere felici insieme.

“Ti prego, Buffy, tesoro, dacci un altra possibilità” disse

“Lascia che sia diretta, hai ammesso di aver pagato una prostituta per farti un pompino mentre uscivamo insieme, e ti aspetti che perdoni?”

“E' stato un errore, Buffy! Ero molto a terra quando è successo. Mi dispiace e non lo farò più”

“Non lo farai più perchè non ti darò un altra possibilità di farlo. È troppo tardi, Riley. C'è anche l'essere stato con Faith. Non ti perdonerò per nessuno dei due”
“Te l'ho detto, pensavo fossi tu! Era buio!”

“E' triste che tu non capisca le differenze tra me e Faith. Avresti dovuto saperlo!” ruggì “Dimentica, Riley. Come ho detto, è tardi adesso. E ho incontrato qualcun altro”

“C-cosa?! Sono passati solo quattro giorni!”

“Anche se fosse, ho ritrovato un vechcio amico di scuola e ci troviamo molto bene”

“Tu... tu puoi andare avanti, così semplicemente?!”

“Pare che sia andata così. Mi dispiace, Riley. Non sono più interessata a stare con te. Non ti amo. Devo trovare qualcuno che posso amare. E dovresti anche tu”
“Ma io ti amo Buffy!”

“Mi dispiace, è finita” era troppo stanca per spiegare tutto di nuovo.

“Tu sei... sei una cagna! E una puttana!” gridò arrabbiato “Avrei dovuto saperlo dall'inizio che eri spazzatura!”
Buffy spostò il telefono dall'orecchio “okay, Riley. Come vuoi, se ti fa sentire meglio. Sto con un altro, sono ottimistica delle mie possibilità con lui. Ciao, e non richiamare”

Riagganciò il telefono e scosse la testa. Povero, stupido, deluso Riley. Davvero pensava che potessero sistemare dopo quello che le aveva detto? Ad ogni modo, doveva tornare di sopra tra le braccia del bellissimo inglese.
Spike sedeva sul corrimano del portico davanti, fumando. Era sceso, aveva preso le sigarette dallo spolverino ed era uscito dopo essere stato in bagno.

Buffy uscì con la vestaglia “Hey, cosa fai qui? Ti stavo cercando”

“Volevo fumare. Non volevo farlo in casa, so che non ti piace”

“Oh, che carino, grazie” sedette accanto a lui “Qualcosa non va? Sembri giù”

“Era il tuo ex al telefono, vero?”

“Si. Era Riley. Diceva che vuole far funzionare le cose” rise, scuotendo la testa.

Spike la guardò, l'insicurezza era palese sul suo vito “Allora... tu non lo vuoi indietro?”

“Spike, come fai a chiedermelo? Abbiamo una connessione, e abbiamo fatto del sesso fantastido stanotte. È ovvio chi voglio”
Guardò la fine bruciacchiata della sua sigaretta “Si, ma da quello che hai detto, era un bravo ragazzo -- con dei grossi problemi, ma almeno bravo”

“C'era tanto che non andava nella mia relazione con Riley. Quelle cose che ha fatto erano semplicemente più di quanto potessi sopportare. E non lo chiamerei bravo ragazzo dopo quello”

Spike la guardò “Io sono un criminale recidivo che hai trovato a svaligiarti la casa. Ne ho fatte tante di cose brutte, Buffy... non sono una buona persona”

Buffy mise una mano sulla sua gamba “Puoi esserla, Spike. So che puoi se ci provi”

“Come posso redimermi dopo quello che ho fatto alla gente? Non potrei comunque mai cambiare il passato”
“no, ma puoi cambiare il futuro. È quello che fai nel resto della tua vita che conta”

Spike sorrise “Pensi sul serio che posso?” spense la sigaretta“Si”

“Sembra molto strano da entire, e so che viene da un film, quindi non cerco di spacciarla per ia creazione...

Buffy rise “Cosa?”
Spike mise le mani sulle sue guance, guardandola negli occhi “Buffy, mi fai desiderare di essere una persona migliore”

Buffy si sciolse “E' molto dolce, Spike. Ma voglio che tu lo faccia per te stesso”

“Non ero abbastanza forte neanche per pensarci... finchè non ti ho incontrata. Mi hai dato forza. Mi hai fatto credere che potevo cambiare. Mi hai fatto desiderare il cambiamneto. Mi sono sentito... come se finalmente ci fosse qualcosa -- qualcuno -- di speciale nella mia vita. Come se ci fosse sul serio una possibilità di essere felice, per me”
Spike si chinò a baciarla, e si sorrisero

Buffy sospirò felice e appoggiò la testa alla sua spalla, tenendogli la mano, intrecciando le dita e guardando il sole che sorgeva.

“Simbolismo” disse Buffy

“Hmm?”

“Il sole che sorge. Un nuovo giorno, un nuovo inizio. Per tutti e due”

Spike rise “E' molto sdolcinato, Buffy”

Buffy alzò la testa e strinse gli occhi

Spike fece ammenda “ma anche molto dolce” sorrise, baciandole la punta del naso.

Buffy sorrise e appoggiò la testa di nuovo sulla sua spalla, chiedendosi se sarebbe stato fuori luogo celebrare il loro nuovo inizio con la bottiglia di champagne con cui l'aveva colpito...

Fine


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