01/11/2007
Babies Daddy
Subject: AU (tutti umani).
Warnings: no.
Rating:NC17.
Genere: Romance, Angst.
Lunghezza: 22 Capitoli (35800 parole)
Summary: Spike Bledsoe si trova tra l'incudine e il martello. Per salvare suo figlio deve scegliere tra l'amore della sua vita e il bambino che deve proteggere. Il suo piano funzionerà, o cadrà in cenere?
Disclaimer: Non possiedo niente, ecc ecc ecc.
Permesso dell'autrice: Sure, spread the story around........just as long as you translate for me the reviews, LOL - Kimber
Link per la ff originale: http://www.spikeluver.com/SpuffyRealm/viewstory.php?sid=10653
Capitoli: 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | Epilogo
Buffy ancheggiò per la cucina accarezzandosi con la mano sinistra la schiena. Era fermamente convinta che se la pancia le crescesse ancora, avrebbe avuto bisogno di una sedia a rotelle per girare. Se qualcuno le avesse detto che la gravidanza sarebbe stata così dura era sicura che ci avrebbe pensato due volte.
"Dolcezza, cosa fai alzata? " chiese Joyce, quando sua figlia era distesa solo venti minuti fa sul divano.
"Non posso guardare un solo minuto in più degli amori in una soap opera” disse Buffy. Si andò a sedere alla tavola della cucina prima di continuare a lagnarsi "Mi ricorda troppo la mia vita."
"Beh, forse se glielo avessi detto" tentò di ragionare Joyce, per la prima volta sentendosi a suo agio a fare quella discussione.
"Oh, sì, come se mi avesse scelto, sua moglie sulla donna che è la madre del suo primo figlio. Adesso io sono ex-moglie e lui ha una nuova famiglia."
"Se glielo avresti detto, avrebbe potuto decidere se rimane a fare il padre " obiettò Joyce, chiedendosi perché sua figlia non avesse mai informato l’ex-marito sulla gravidanza.
"Non la vedo così. Aveva una scelta. Sapeva che stavamo tentando di mettere su famiglia. Doveva sapere che sarei potuta rimanere incinta quando ha scelto di andarsene” Buffy tentò pazientemente di spiegare alcune delle sue ragioni per le quali non aveva informato Spike sulla sua condizione.
Joyce si sedette di fronte alla figlia. Mise la mano su quella di Buffy e gli diede una stretta incoraggiante, offrendole il suo appoggio.
Le lacrime cominciarono a scendere sulle guance pallide di Buffy mentre continuava la sua storia. “Invece, non mi ha mai chiesto se potevo concepire e non si è infastidito a scoprire se lo ero. Quello mi dice che né io, né alcun bambino fosse importante per lui."
Per Joyce fu come se qualcuno gli avesse dato un pugno nello stomaco. Sentire il dolore nella voce della sua bambina e vedere l'angoscia sul suo volto le fecero sentire un dolore allo stomaco. La mano strinse quella di Buffy, desiderando poter assumere un po’ del suo carico, aiutare ad alleggerire il carico che doveva portare sua figlia maggiore.
"Ma ehi, solo pensavo, non devo farlo sentire obbligato a mantenerlo o a vederlo. Una volta che i bambini saranno nati, sarà tempo di ricominciare la scuola. Willow e Dawnie si sono offerte di dividere il lavoro all’asilo nido, così posso ritornare a lavorare. I miei bambini e io vivremo le nostre vite, e eventualmente 'LUI' sarà niente più che un brutto ricordo” disse Buffy alla madre, sperando con tutto il cuore che un giorno le parole potessero avverarsi.
"Dolcezza, io ti aiuterò in tutti i modi che posso, lo sai” promise Joyce mentre si alzava per finire di preparare il pranzo. "E sai che lo faranno anche Rupert e Dawn."
"Lo so, e per quello che vuole risolvere tutto", Buffy la riassicurò, anche se più i giorni passavamo più si sentiva come se stesse perdendo la sua sanità mentale.
Tirando su col naso malinconica, Buffy guardò verso la sua pancia rotonda di sette mesi e mezzo. Nell’utero portava dei gemelli, un promemoria doppio che il suo ex-marito non l'amava tanto quanto le aveva detto una volta.
"Non vi preoccupate, piccoli, è una sua perdita" bisbigliò lei pensando che sua madre non la sentisse.
Joyce rimase in silenzio dopo aver sentito il commento della figlia, rendersi conto che quelle parole non era per le sue orecchie. Non era una persona violenta di natura, ma adesso, avrebbe voluto trovarsi sola in una stanza con il suo ex genero. Solo alcune ore gli sarebbero servite per far sentire tutto il dolore che Spike Bledsoe stava facendo provare a sua figlia.
* * *
Spike sorrise mentre suo figlio di quattro anni corrava verso lui, un ragazzo con gli occhi blu scintillanti e zigomi prominenti che gli diceva che aveva fatto la scelta corretta, provando senza dubbio che era il padre di questo bambino.
"Papà, guarda quello che ho trovato! " gridò Nigel mentre mostrava felice al padre la pietra che aveva comprato al negozio di souvenir dello Zoo.
"Che grande pietra. Dovremo mostrare a tutti i tuoi amici che grande pietra hai" ridacchiò Spike mentre aveva la ragione per essere là tra le sue braccia.
Il suo avvocato glielo aveva detto che sarebbe stato impossibile avere la custodia del figlio a meno che non potesse provare che Dru era una madre disadatta. Quello gli aveva lasciato una decisione difficile, uno il prezzo dell’amore dell'amore sua vita. Uno che si pentiva ogni giorno fin quando l’aveva lasciata cinque mesi fa.
"Sì, mio William, penso che dobbiamo andare" fece le fusa Dru mentre si univa a suo figlio e adesso al fidanzato.
"Ciao, pet" salutò Spike con un forzato bacio, pregando che lei non capisce quanto la odiava.
Era stato molto duro far sembrare come se volesse ristabilire la loro relazione; si erano lasciati cinque anni fa. Ogni notte che andava a letto sperava che si sarebbe svegliato il giorno dopo, e che questi 5 mesi passati non fosse altro che un incubo. A Spike mancava terribilmente la sua Riccioli d’oro, ma sapeva che per salvare suo figlio questa era l'unica scelta che poteva prendere. Se Dru se ne fosse andata, non avrebbe mai ritrovato il figlio, perché lei era brava a sparire nel nulla.
"Bene, bene, guarda chi abbiamo qui, dolcezza." una voce familiare irruppe nel piccolo momento di famiglia di Spike. "Se non è il Signor Cuore Infranto in tutta la sua gloria." disse Xander Harris all’ossigenato con un'espressione di odio puro.
"Xander, per favore non lo fare. L’hai promesso a Buffy" implorò Willow il marito. "Questo non l'aiuterà”
"No, ma mi fa sentire bene” lo fulminò Xander con lo sguardo l'uomo che aveva spezzato il cuore della sua migliore amica mentre continuava "L'unica cosa che mi potrebbe colpire è se leggessi presto della tua orrenda morte."
Willow ansimò. "Vieni, Xander. Dobbiamo trovare Giles e uscire da qui."
Erano venuti con Rupert per tenergli compagnia e godersi lo Zoo. Giles aveva del materiale di ricerca che doveva dare ad un amico che lavorava là. Altrimenti, sarebbero stati a casa a Sunnydale invece di essere a Los Angeles.
"Oh, Rupert è qui ?" chiese Spike, chiedendosi se aveva il coraggio di chiedere all’uomo più anziano di Buffy.
Willow girò l’attenzione su Spike per la prima volta e tentò di controllare i sentimenti mentre di nuovo pregava il marito. “Andiamo, Xander. Non vale il nostro tempo o disturbo."
Spike sentì dolore per il loro rifiuto. L'irritò che mostrassero una tale mancanza di rispetto, specialmente di fronte a suo figlio. "Per favore frenatevi di fare i vostri commenti di fronte a mio figlio."
"Tuo figlio? Come puoi essere sicuro che quello sia tuo, Spikey? " chiese Xander sarcastico. "Il DNA ha dato un risultato perfetto? Perché conosci il vecchio detto; 'chi è la madre è certo, ma il papà…' " sbuffò Xander mentre prendeva la mano di sua moglie prima di girarsi per andarsene.
Lasciarono Spike e Dru con gli occhi spalancati dietro a se come si allontanarono per trovare Giles. Il giorno era stato perfetto finché non aveva incontrato l'ex-marito di Buffy che baciava la cagna per la quale aveva lasciata molti mesi fa.
"Sai, puoi vedere che è mio figlio di Spike” disse Willow, desiderando che non fossero andati con Giles. L'ultima cosa che avrebbe voluto vedere era Spike con una famiglia diversa da Buffy.
"Sì, lo so. Spero che i gemelli assomigliano solo a Buffy” sospirò Xander, desiderando poter dare un pugno al bastardo teppista.
"Cucciolo! Aspetta,” urlò Spike. Aveva deciso che non gli avrebbe lasciato l'ultima parola.
Il corpo di Xander s’irrigidì, il viso rosso, e l’espressione fece rabbrividire Willow. Era certa che le cose stavano per diventare brutte.
Spike sentì il freddo scendere per la sua spina dorsale. Non aveva mai visto Harris così arrabbiato, così vicino a commettere un atto violento, come n’aveva diritto in quel momento. Di solito era una persona calma.
"Spike, per favore. Solo vattene via" lo implorò Willow, tentando di non permettere al confronto di accadere.
"Loro? Lui è mio figlio,” ringhiò Spike.
"Okay, così ci è stato detto,” rispose Xander con il corpo rigido e i pugni stretti lungo i fianchi.
"Ascolta, cose che accadono" tentò di spiegare Spike, desiderando poter dir loro tutto. Far si che comprendano che aveva fatto tutto per tenere suo figlio al sicuro.
“Cosa che accadono? Hai sposato Buffy , le hai promesso per sempre fino a morte non vi separi. Dopo tutto quello che aveva passato con Angel. Dopo che è uscita dal guscio e le hai fatto credere di nuovo nell’amore, e poi l’hai annientata,” gridò Xander chiedendosi come poteva pensare che questa scusa potesse spiegare quello che aveva fatto alla sua migliore amica.
"Sopravvivrà", disse Spike, credendo pienamente che poteva "E’ più forte di quello che pensi”
"Fanculo, Spike! " abbaiò Xander. "Razionalizza pure. Hai abbandonato, hai abbandonato la donna che hai detto d’amare, onora, e prendersene cura e altre bugie."
Willow tentò di fermare suo marito prima che perdesse ogni controllo e rivelasse più di quello che doveva. L'ultima cosa di cui avevi bisogno era che Spike sapesse che non si era lasciato solo Buffy dietro a se. Qualcosa di molto personale che avrebbe ricordato a Buffy il ex-marito per il resto della vita.
"Baby, le persone ci stanno guardando,” disse disperata Willow, desiderando che Giles si presenterebbe ad aiutare.
"Ho bisogno di essere qui per mio figlio", insisté Spike. “Buffy ha detto che capiva."
Willow sentì la rabbia ribollire e stava quasi per far uscire la bestia. Invece, una voce distinta parlò prima che avesse l’opportunità di dire qualcosa.
"Willow, Xander per favore aspettatemi in macchina” istruì Giles alla coppia con il tono di voce che tutti sapevano non ammetteva repliche.Come la coppia si allontanò, Spike sentì la sua vita non era a lungo minacciata. Se gli sguardi potessero uccidere, sarebbe morto dove era in piedi con l'ultimo sguardo che Harris gli aveva dato.
Spike si girò per affrontare l’uomo più anziano che aveva amato Buffy come se fosse figlia. Giles aveva conosciuto Buffy al liceo. Poi aveva incontrato la madre, Joyce, e si erano sposati.
"Non dire mai più il suo nome” disse Giles. La voce era minacciosa e gli occhi avevano freddi mentre valutava l'uomo che aveva spezzato il cuore della sua Buffy.
"Cosa ti aspettassi che dicesse Buffy? Pensavi che t’implorasse di non lasciarla? Sacrificare la sua dignità e supplicarti di rimanere con lei? L’aveva già fatto con Angel e tutto quello che ottenuto è stata umiliazione. Perché per l’inferno maledetto rischierebbe con te lo stesso trattamento? Rispondi!!" chiese Giles. Non poteva credere che Spike non aveva capito niente Buffy.
Per la prima volta, Spike si rese conto di quello che probabilmente aveva fatto alla sua Riccioli d’oro. Aveva pensato solamente a stare con il figlio, proteggendolo e poter essere in modo permanente nella sua vita. Anche se voleva dire vivere con Dru. Non aveva mai pensato al dolore che poteva provare Buffy. Aveva creduto che con l'appoggio degli amici e della famiglia gli avrebbe reso più facile andare avanti con la sua vita. Stava vivendo una vita di rifiuto protettivo per tutto questo tempo, solamente per avere lo scudo strappato via?
"Viva la tua vita, Signor Bledsoe. Goditi tuo figlio. Veramente non posso comprendere perché hai sentito il bisogno di fare una scelta." diede al giovane un'occhiata di pietà mentre aggiunse, "Spero solo che un giorno ti renda conto di quello che hai abbandonato, e che ci soffochi con questo."
Spike si chiese cosa era accaduto per farlo odiare così tanto. Era sicuro se qualcosa di così brutto fosse accaduto, Joyce o Dawn l’avrebbero chiamato per farglielo sapere. L'ultima volta che aveva visto Buffy erano quattro mesi fa nell'ufficio dell'avvocato. Sembrava che aveva messo su alcuni etti, ma appariva sana.
Lui guardò come l’uomo più anziano si allontanato. Per la centesima volta si chiese se avesse fatto la scelta sbagliata. Avrebbe dovuto tentare di lottare contro Dru in tribunale e allevare suo figlio con Buffy? Ogni notte sognava di aver risparmiato il matrimonio e tenuto suo figlio.
La minaccia che Dru sarebbe scappata e che non avrebbe mai rivisto Nigel era valida. Sapeva che avrebbe mantenuto la promessa, portare il bambino dove non l’avrebbe mai ritrovato. Drusilla aveva dei collegamenti che l’avrebbero tenuta nascosta per il resto della sua vita. L'unico modo per trovarla sarebbe stato se lei volesse essere trovata.
”Buffy voglio che ascolti bene quello che ti sto dicendo. La tua pressione del sangue è più alta del dovuto e hai messo su due libbre. Ma il tuo zucchero nel sangue va bene e non ci sono proteine nella tua urina” disse Doyle O’Bannon, il suo medico specializzato in gravidanze ad altro rischio.
“Dottor O’Bannon, sto cercando di mangiare poco ma non ci riesco” sospirò Buffy, chiedendosi per quando sarebbe riuscita a sostenere tutto quello. Le faceva male tutto, anche sedersi per più di dieci minuti su una sedia era uno sforzo.
“Buffy, cara abbiamo bisogno che resisti sino alla 34- 36 settimana” le ricordò Doyle.
“Lo so”
Doyle sorrise comprensivo, siccome lei era l’unica donna stanca al settimo mese, cercò di cambiare argomento “Allora, sei sicura di non voler fare l’esame dell’urine per vedere di che sesso sono?”
Buffy scosse la testa. L’ultima cosa che voleva era sapere il sesso dei bambini. Appena aveva scoperto di essere incinta, tutti avevano detto che stava per avere una bambina o bambino.
“No, lasciamolo alla natura” rispose Buffy, sapendo che si sarebbe sentita molto depressa se fosse stato un maschio. Il figlio suo e di Spike e sicuramente lui non avrebbe spodestato il suo primogenito.
“Ci vediamo alla prossima settimana. Stai molto a riposo e bevi tanta acqua” disse Doyle.
“D’accordo, mi troverai seduta su cuscini confortanti con tanta acqua refrigerante. Sarò una balena rinfrescata” sbuffò Buffy alzandosi a fatica “La vedrò la prossima settimana”
“Fai attenzione” disse Doyle mentre la sua paziente preferita ancheggiava fuori dall’ufficio. Aveva notato quanto fosse pallida, ma i suoi esami del sangue erano perfetti. Era sicuro che la causa era il poco dormire e molto pianto.
Buffy passò la mano sulla pancia mentre attraversa la sala d’attesa. Willow la stava aspettando lì, la seguiva ogni volta che aveva una visita. Se lei era sopravvissuta all’abbandono di Spike era grazie alla sua amica.
Willow si stava preoccupando dell’aspetto di Buffy. Vide che i cerchi scuri sotto i suoi occhi erano diventati molto più visibili. L’ultima cosa di cui aveva bisogno Buffy era rimanere malata durante la gravidanza. Era sicura che Xander e Giles sarebbero andati a prendere Spike per i capelli.
Xander, Giles e lei avevano deciso di non dire niente a Buffy del loro incontro con Spike con la sua piccola famiglia. Un’altra cosa di cui non aveva bisogno era un promemoria del fatto che Spike l’aveva lasciata.
“Quindi, Dea della bellezza, cosa ti ha detto?” chiese Willow scacciando i cattivi pensieri.
“Devo riposarmi e bere molta acqua. Sembrerebbe che devo fare un abbonamento per diecimila casse d’acqua col supermercato” disse Buffy lottando contro uno sbadiglio.
“E’ una buona idea, ma credo che qualcuno ha bisogno di fare un pisolino” disse Willow avvolgendo il braccio intorno a quello dell’amica mentre si avviavano verso l’uscita.
“Secondo te sto facendo male a non dirlo a Spike?” bisbigliò Buffy mentre si avvicinavano alla macchina di Willow.
“No, non lo stai facendo” rispose Willow, Buffy aveva bisogno del suo appoggio “Avrai i tuoi bambini e che Spike sia dannato”
La donna dai capelli rossi capiva i sentimenti di Buffy verso Spike, lui avrebbe dovuto sospettare che lei portasse in grembo un figlio suo.
Buffy sorrise tra le lacrime “Grazie, Will. Non so cosa avrei fatto senza voi ragazzi”
“Beh non dovrai scoprirlo. Gli amici sono per sempre e noi lo siamo, da quel giorno in cui mi hai fatto pungere il dito”
“Ehy, te lo ricordi ancora. Amiche per sempre” ”Si, lo siamo” rispose Willow tirando fuori dalla borsa le chiavi della macchia e aprendo la portiera “Sono quasi svenuta alla vista del sangue”
“Buffy Summers, sei tu?” chiese una voce famigliare.
“Dio! Non adesso” borbottò Buffy, prese un respiro profondo e si girò “Ciao Faith” salutò la donna che cinque anni prima gli aveva rubato Angel.
"Bene, bene, guarda chi c'è qui. Buffy e del tutto senza fiato." Rise Faith scioccamente. "Hai aspettato che mio marito mi lasciasse, avete scopato una sera, e ha dimenticato di usare la protezione.' "“Sta zitta, Faith” disse Willow.
Faith la ignorò e continuò “Oh! Perché il piccolo biondino ti ha lasciato? Non vuole essere di nuovo padre?”
Buffy sentì un capogiro e si appoggiò alla portiera della macchina. Vedeva tutto girare, la nausea salire alle stelle.
Willow impallidì notando gli occhi di Buffy e girò “Buffy, stai bene?”
Faith notò quanto era pallida, vide che stava per svenire e la prese al volo. Non si aspettava una reazione del genere da Buffy e si spaventò. Si sentiva colpevole per quello che aveva detto.
Doyle e un suo collega di lavoro, il dottore Wesley Wyndam-Pryce stavano uscendo dall’ospedale quando sentirono gridare ‘Buffy!’ si voltò in quella direzione e appena la vide corse verso di lei.
“Vieni con me” disse a Wesley mentre correva. Andò verso la cabina telefonica e chiamò un’ambulanza “Si, sono il dottor O’Bannon, ho bisogno di un’ambulanza al parcheggio 3347 di Oakland Drive. Ho una donna incinta e incosciente.”
“Buffy!” gridò lasciandosi cadere sulle ginocchia accanto a lei. Mentre un’ambulanza si sentiva in sottofondo. Gli occhi di Buffy non riuscivano ad aprirsi anche se si sentiva chiamare. Erano voci famigliari. ”La sua pressione è 180 su 100”
“Non sta rispondendo”
“La pressione era giusta nelle ultime due visite”
“Faith la sconvolta”
“Chi è Faith?”
“Lei”
“Cosa ha detto per sconvolgerla?”
“Ha messo in dubbio il padre dei bambini, quella puttana”
“Ehy mi hai chiamato puttana?”
“Ti meriteresti di peggio”
“Dobbiamo farla stabilire”
“Io chiamo Joyce e gli altri”
“Si. Wesley puoi prendere tutti i miei appuntamenti di oggi?” ”Nessun problema”
“Bene”
“Ehy dottore siamo qui” gridò il paramedico mentre avanzavano verso di loro. Presero Buffy mettendola sul lettino.
“Devo chiamare Spike?” chiese Faith
“No!” gridò Willow “Per favore, non farlo. Lui non fa più parte della sua vita”
Faith notò quanto fosse agitata Willow e decise di parlare con su marito, Angel “Non preoccuparti, Willow non dirò niente di compromettente”
“Per favore, Faith, sarebbe solo peggio. Fallo per i bambini di Buffy, se Spike viene, Buffy si agita e loro staranno male ”
Al pensiero che quelle piccole vite dipendessero dalla salute di Buffy, Faith si sentì ancora più incolpa “Te lo giuro, non lo dirò a nessuno”
“Grazie” disse Willow tirando fuori il telefono dalla borsette per fare le chiamate.
Spike aprì il primo cassetto della scrivania e ne estrasse una cornice dove dentro c'era una fotografia che aveva fatto a Buffy durate la loro luna di miele. Era la mattina dopo la loro prima notte come marito e moglie e lei era in piedi sul balcone, il cielo esposto al sole come sfondo, lo fissava con tutto l'amore nel mondo negli occhi.
"Ti amo, baby" bisbigliò Spike tracciando con il dito il suo volto nella foto. "Non sono niente senza di te, ma devo stare qui per lui. Devo essere il padre per lui che mio padre non è mai stato per me. Sono così vuoto senza di te, e invece di fare il meglio sto andando verso il peggio. Non so più cosa devo fare."
S’inclinò portando la foto al torace, ricordandosi di come l'aveva svegliata quella mattina. Di come aveva fatto l'amore con lei, assaggiando il suo centro umido mentre lei sospirava il suo nome. Da quando aveva vinto il suo cuore e l'aveva portata nel suo letto, non era riuscito a dormire senza lei accanto. Anche adesso, sapeva che era vero.
Lui era sicura che Dru lo sentisse, visto che dormiva mai con lei tra le braccia. Neppure il sesso era lo stesso, e trovava difficile fingere di voler la sua principessa scura. Poi lo colpì; era solo sesso e quello era il problema. Sesso non lo soddisfaceva più, non da quando aveva gustato come era fare l'amore con Buffy.
Improvvisamente sentì un'ansia terribile attraversarlo. Iniziò a camminare, stringendo inconsapevolmente la foto al torace rompendone una piccola parte.
"Oh Dio! Cosa ho fatto?”urlò William mentre comprese che aveva fatto più male alla sua Riccioli d'oro di quello che pensava. Decise di fare una telefonata che avrebbe dovuto fare quando Dru era tornata nella sua vita, facendo richieste e minacce.
Spike afferrò l'agenda e mosse a fatica alcune pagine finché trovò il numero che stava cercando. I suoi pensieri si concentrarono su un'unica cosa; pregando che l'uomo lo ascoltasse. Nel suo giorno di matrimonio, Hank Summers gli aveva detto di chiamarlo se si fosse trovato in un casino dal quale non poteva uscire.
"Hank Summers."
"Hank, per favore non attaccare. Ho bisogno di parlarti", implorò Spike.
"Farà meglio ad essere importante", rispose Hank con voce calma e neutrale.
"Ho una storia da raccontarti e un favore da chiederti", disse Spike, mentre era di fronte alla finestra dell'ufficio con l'immagine del suo vero amore in una mano e quello che sarebbe stata la sua salvezza nell'altra.
"Posso incontrarti, diciamo, trenta minuti",rispose Hank, chiedendosi cosa giovane stava per dirgli.Hank era stato molto sorpreso quando Spike aveva lasciato sua figlia. Era così sicuro che l'uomo più giovane si sarebbe dedicato e impegnato nel matrimonio, era diverso da tutti quelli che aveva incontrato. Poi aveva fatto delle indagini e aveva scoperto alcune cose che gli aveva fatto capire perché Spike aveva fatto quello che doveva fare. Ma doveva parlarci prima per assicurarsi che fosse tutto vero.
Spike attaccò il telefono e portò la foto di Buffy dove potesse guardare il suo viso e prometterle, "Ti riavrò. Se devo implorare, supplicare, o sanguinare, lo farò per riaverti. E quando c'è la farò, non ti libererai di me finché non sarò morto e sepolto."
Adesso sapeva che non aveva pensato a tutti come doveva. Aveva fatto sì che la paura delle minacce di Dru di prendere Nigel e scomparire l'avesse fatto agire avventatamente. Sapeva che il percorso legale sarebbe stato troppo lento e Dru avrebbe portato via suo figlio. Spike doveva sapere abbastanza sulla sua principessa scura per avere la custodia di Nigel e portarlo via da lei.
* * *
Buffy si sentì come se stesse vivendo in un sogno. Riconobbe la vecchia camera da letto di quando i suoi genitori si erano sposarono e vivevano a L.A.. Adesso si vedeva in piedi con le braccia del padre intorno in quel giorno fatale mentre gli spiegava perché stava andando via.
"Mi dispiace, bambina", bisbigliò Hank nei capelli della figlia mentre lei piangeva.
"Non devi lasciarci", Piangeva Buffy con il cuore spezzato e le lacrime che scorrevano veloci per le sue guance.
"Ti amerò sempre. Sei sangue del mio sangue", promise Hank. "Tua madre e io siamo cresciuti in modi diversi. I nostri sogni non sono più gli stessi, ma entrambi vogliamo solo il meglio per le nostre ragazze."
"In altre parole; ami qualcuno altro più di noi", rispose Buffy.
Lei non era stupida, aveva sentito i genitori discutere su altre donne negli ultimi due mesi. Discutevano su tutto per tutto il tempo, e il suo lavoro lo teneva molto lontano da casa.
"Buffy, è tra me e tua madre", disse Hank fermamente. "Non ti riguarda."
Buffy si tirò indietro bruscamente e gridò, "Non mi riguarda? Non sarai più qui, Papà. Dovrai adattarti a vedermi tra il tuo orario sempre occupato."
"No, tesoro, ci sarò sempre per te", promise Hank mentre se la tirava di nuovo nel suo abbraccio.
Nel sogno Buffy alzò gli occhi mentre disse, 'Sì, è durato sei mesi interi. Poi ha rotto promesse, bugie e non c'era quasi mai quando era importante che ci fosse.'
Buffy iniziò a sentirsi come se la stanza stesse roteando e si chiese se stesse quasi per svegliarsi.
* * *
"Rupert, per favore dimmi che la mia bambina starà bene", pianse Joyce mentre il marito la teneva stretta.
Lui guardò su e notò che di Dawn si prendeva cura Willow e Xander. Strinse ancora di più la moglie, cullandola avanti e indietro. Non sapeva cosa dire così scelse di dire niente.
Rimasero seduti aspettando che qualcuno venisse a dargli qualche notizia riguardo alla condizione di Buffy. Per quello che li riguardava, l'unici che erano importati adesso erano nella stanza d'attesa. Nessuno pensò di chiamare Hank, e definitivamente non Spike.
* * *
"Le sua pressione del sangue è 140 la massima e 90 la minima, nessuna proteina nell'orina che suggerisca eclampsia ( seria complicazione della gravidanza ed è caratterizzata da convulsioni.), ma abbastanza che voglio fare più accertamenti." Doyle spiegò al pronto soccorso al medico di turno, il Dottor Mark Greene.
"La sua pressione adesso va bene, 138 la massima e 90 la minima. Tutto sembra andare bene per quel che mi riguarda. Penso che dovremo schermare il suo addome e farle una Tac alla testa. Dovremo far venire qualcuno giù per farle un encefalogramma e vedere come vanno le onde del suo cervello", suggerì Mark. "Dobbiamo scoprire perché è ancora è incosciente."
"Lo so", concordò Doyle pregando l'onnipotente che non c'era stato nessun danno al suo cervello.
"Sto andando a parlare con la famiglia. Sai se il padre dei bambini è ancora qui? " chiese Mark.
Doyle scosse la testa e alzò le spalle. "Non c'è nessun padre del bambini. E' una mamma single e sua madre è il suo parente più prossimo."
"Okay, andiamo a parlare con la sua famiglia. Il letto è pronto nell'unità di terapia intensiva e la sposteremo là tra breve", disse Mark. Si chiese se questa giovane madre potesse portare ancore per molto nel suo utero queste piccole vite preziose.
* * *
Gli occhi di Buffy iniziarono a mettere a fuoco mentre si ritrovava al liceo. Comprese che era il giorno della prima riunione nella palestra durante il suo anno da senior. Era lo stesso giorno in cui Angel le aveva chiese un appuntamento. 'Se solo avessi saputo quello che so adesso.'
"Sei fantastica", Angel lodò il suo spettacolo.
"Grazie, era veramente divertente", disse Buffy mentre sorrideva per la sua cotta segreta.
Lei aveva una cotta per Angel da due anni, prima quando si trasferì in città. Da allora in poi era uscito con molte ragazze diverse prima di mettersi con Cordelia Chase. Cordy era il capo cheerleader e lui era il capitano della squadra di football. Durante l'estate si erano separati, lasciandolo libero.
Buffy alzò gli occhi mentre guardava la più giovane se stessa amoreggiare con Angel. Voleva andare dalla se stessa e schiaffeggiarla e dirle di fuggire, ma era come se i suoi piedi fossero incollati alla terra, e la ignorarono quando gridò.
'E' il mio sogno, perché non posso fare quello che voglio? ' si chiese mentre guardò in giro per vedere se qualcuno la stesse ascoltando.
"Mi domandavo… se ti piacerebbe uscire con me per andare al cinema questo venerdì? " chiese Angel.
Buffy sorrise, sperando di non aver perso la voce. "Certo."
"Grande, vengo a prenderti alle sei e forse possiamo prendere qualcosa da mangiare prima."
Buffy lottò contro la voglia di gridare 'SI! ' mentre rispose calma, "Sembra grande, ecco il mio indirizzo."
"C'è l'ho già." le fece l'occhiolino Angel.
"Oh! " Arrossì. "Farei meglio ad andare. Mia mamma mi sta aspettando fuori."
"Ci vediamo domani a scuola."
"Si, a domani allora."
Buffy rimase in piedi, guardando Angel che fissava una se stessa più giovane lasciare la palestra. Lo sguardo da predatore sul viso fece sì che si chiedesse cosa stava pensando. Si chiese perché l'aveva scelta, e alla fine le spezzo il cuore.
Ancora una volta, sentì una strana sensazione in testa mentre la stanza diventare sfocata.
“Spike”
Disse Hank entrando nello studio di Spike e prendendo posto sulla sedia di fronte alla sua scrivania.
“Hank ti ringrazio per essere venuto” disse Spike, vedendo l’occhiata di disprezzo sulla faccia dell’uomo “Spero mi aiuterai anche dopo tutto quello che è successo con Buffy”
“Potrei aiutarti nell’ucciderti” disse Hank con espressione arrabbiata.
Spike accennò col capo comprendendo. Era meglio iniziare dal principio.
“Sono stato cresciuto da mia madre. Mio padre se ne andato quando avevo due anni e non lo mai visto. Non che mia madre mi abbia allevato male, ma ho perso l’opportunità di avere un padre. Quando Dru si è presentata con Nigel dandomi l’ultimatum di lasciare Buffy, se no non l’avrei mai più visto, ho agito d’impulso. Sapevo che avrebbe mantenuto la promessa di non farmelo più vedere. Dru non è una buona madre come lo era la mia” spiegò.
Hank si inclinò sulla sedia guardandolo.
“Non hai fiducia nella madre del bambino di come lo alleverà?”
“No” rispose Spike “So che non è brava. Ma avevo bisogno di proteggere mio figlio da sua madre e l’unico modo era tornare con lei. Ma io non l’amo”
Hank vide il dolore profondo negl’occhi del giovane. E capì che Spike Bledsoe era stato messo di fronte a una scelta difficile: la sua felicità o suo figlio.
“Ti aiuterò se posso. Ma solo se non mi nasconderai nulla” lo avvertì Hank.
Spike sospirò di sollievo, prima di dire al signor Summers il suo piano “Voglio riavere mia moglie” disse era giusto che il padre della ragazza sapesse le sue intenzioni.
“Sono felice di sentirlo” rispose Hank dandogli un sorriso incoraggiante “Ma avari bisogno un po’ di più. Lei sa perché te ne sei andato?”
“Non glielo detto” disse Spike “Ma lei è il mio modo, il mio tutto, ha lei sono rimasti amici e famiglia. Ha me solo mio figlio”
“No, non solo” lo rassicurò Hank “Permettimi di trovare delle persone e ti contatterò. Io penso che sia meglio che nessuno venga a conoscenza di questa nostra chiacchierata”
“Sono d’accordo” disse Spike alzandosi in piedi “ Che cosa devo fare?”
“Forse dovrai chiamarla un giorno o l’altro e chiedere di lei. Credo proprio che dovrai chiamarla presto”
La voglia di sentire la voce del suo amore lo tentava così tanto, da sacrificare suo figlio. Amava suo figlio da morire ma a volte lo vedeva con un intralcio alla sua felicità. Hank gli ricordava la persona che aveva messo il lavoro davanti alla famiglia.
“Forse lo farò” rispose Spike.
“Ho bisogno che mi dici tutto su Drusilla, come ti ho già detto in precedenza” gli chiese Hank entrando dentro l’uomo d’affari.
Spike aggrottò le sopracciglia “Hank, ma a cosa ti servono?”
Hank sorrise “Non preoccuparti, tu devi solo rimanere in ascolto”
Spike accennò col capo e spinse una busta verso l’altro uomo. Decise di non fare altre domande.
“Stammi bene tu e tu figlio, se hai bisogno chiamami” disse Hank alzandosi e andandosene,
Hank era sicuro di aver ricevuto tutto quello che aveva bisogno di sapere su Nigel e sua madre, era ora di agire.
* * *
Buffy si ritrovò in qualche altro pezzo del suo passato. Guardò in basso alla chiesa nella quale si sarebbe dovuta sposare. Le persone sembravano felice ed eccitate. Dawn era nel retro con lei che era vestita da sposa.
Notò Faith seduta sull’ultima panca della chiesa con un sorriso soddisfatto. Era lì per gustarsi tutta la scena.
Appena sentì la campana della chiesa suonare, guardò in giù verso la porta aperta. Tutto il suo passato gli corse davanti facendola tremare. Quel giorno Angel era andato da lei e gli aveva detto che non l’amava e mai l’aveva amata e non poteva sposarla.
Sembrava che lui avesse pensato soltanto a come mettere su famiglia, invece non era stato così. Voleva fare l’università e crearsi una carriera.
“Buffy, ci ho provato, davvero. Ma non posso sposarti” le disse Angel in piedi di fronte a lei in abito da sposa mentre lei lo guardava con la faccia sconvolta.
“Angel è il giorno del nostro matrimonio” gli aveva risposto lei, non aveva niente di più intelligente da dire.
“Mi dispiace, ma non posso sposarti” disse Angel.
Erano stati insieme per due anni e Angel gli aveva chiesto di sposarlo. Ora era il grande giorno e lui la stava lasciando.
“Perché lo stai facendo?” bisbigliò Buffy, mentre le lacrime gli premevano contro gli occhi.
“Perché non sono innamorato di te e perché” disse con un’alzata di spalle “Ho trovato qualcun altro. Qualcuno che mi comprende a fondo e sa di quello che ho bisogno”
“Allora perché mi hai chiesto di sposarti?” chiese avvolgendosi le braccia intorno.
“Più che altro per Cordy, mi ha detto che tu era la migliore per essere mia moglie” disse Angel con un’occhiata indifferente “Saresti stata l’immagine della moglie perfetta”
“Quindi non mi hai mai amato, era tutta una bugia” comprese in fine, lei era un altro dei suoi piani per andare avanti con la carriera.
“Ho provato ad amarti, ma non ci sono riuscito. Tu hai progettato la tua vita dopo il liceo, senza pensare che io avevo bisogno del tuo appoggio” spiegò Angel “Beh, ho trovato una donna disposta a mettermi prima della carriera ed è decente a letto”
Buffy si sentì come pugnalata. Il dolore al cuore fu così grande da non farla respirare. Doveva andarsene. Si alzò il vestito e corse via.
Qualche settimana dopo si scoprì che Angel l’aveva lasciata. Era stata per tre settimane nella sua stanza senza uscire. Usciva solo per andare in bagno o mangiare qualcosa, obbligata da sua madre. Scoprendo in seguito che Angel l’aveva lasciata per Faith.
“Non ci posso credere che si sta sposando così presto dopo aver lasciato la mia bambina il giorno del matrimonio” disse Joyce arrabbiata al marito.
“Lo so cara, ho una voglia di spaccargli la faccia” disse Giles.
“E Faith Wilkins! Non ci posso credere! Tra tutte le persone proprio lei!”
“Io si. Dopotutto lei è la figlia del sindaco Può aprire molte porte a Angel”
“Si ma lei è una tale…come posso dirlo senza suonare una cattiva persona?” disse frustrata Joyce.
“So quello che vuoi dire, amore” disse Rupert mettendole un braccio intorno alle spalle “Non posso credere che si sposino così velocemente”
“E io non ci posso credere che abbia il coraggio di sposarla dove doveva sposare Buffy”
“Angel si sposa con Faith? Quando?” chiese Buffy sentendo ancora una volta il mondo scivolargli via dalle mani.
“Buffy, piccola, non ti avevo visto” disse Joyce alzandosi.
“Solo dimmelo” disse arrabbiata Buffy.
“Si sono sposati ieri al St. Catherine” disse Giles.
“St. Catherine. Si è sposato nella nostra chiesa” ripeté Buffy guardando i gradini “Penso che uscirò a prendere… un pò d’aria”
Joyce e Rupert la guardarono salire gli scalini in trance. Venti minuti dopo lei corse giù dalle scale con la tutta e delle scarpe da ginnastica.
“Vado a correre” disse con un sorriso debole.
Il fatto che Angel si era sposato con Faith Wilkins le fece capire di non fidarsi più degli uomini.
Buffy si guardò lasciare la casa, chiedendosi perché aveva rivisto quelle scene. Perché era stata lasciata da Spike Bledsoe?
Dawn ascoltava mentre il dottore spiegava la ragione di tutti i test. Stava dicendo che la stavano spostando nell'area di terapia intensiva così che potessero esaminare più da vicino lei e i bambini. I test erano per aiutarli a scoprire perché sua sorella era ancora incosciente, e se la situazione diventasse drastica, sarebbero stati pronti a salvare i bambini.
"Sta dicendo che mia figlia al cervello danneggiato?” chiese Joyce.
"Sto dicendo che non conosciamo l'estensione della sua condizione e abbiamo bisogno d’ulteriori controlli per scoprire il perché lei è in uno stato comatoso", spiegò Dottor Greene, non volendo ancora dire che era in coma.
"Dovrei chiamare suo padre, allora?” chiese Joyce sentendosi colpevolmente, sapendo che l'avrebbe dovuto chiamare appena era successo.
Tutti ascoltarono calmi la notizia che Buffy era ancora incosciente, ma che i bambini per il momento stavano bene. Willow e Xander si tennero stretti, persi nella paura e nel dolore. L'attenzione di Rupert era concentrata sulla moglie che stava lottando nel comprendere il destino della sua figlia maggiore e capire precisamente quello che il dottore le stava dicendo.
"Una volta che l'abbiamo spostato nell'unità di terapia intensiva di neurologia, una delle infermiere verrà ad avvertirvi. Finché è qui le faremo ancora un altro paio di test", continuò a spiegare il Dottor Greene.
"Grazie, Dottor Greene" disse Joyce mentre si girava nell'abbraccio del marito.
"Un ultimo cosa… riguarda il padre dei bambini", iniziò a dire il dottor Greene prima che l'uomo che teneva la madre della paziente lo interrompesse.“Lui è fuori dalla questione. Non è coinvolto con qualsiasi cosa riguardi Buffy o la salute dei bambini!”rispose Giles. "Joyce, sua madre, è la festa della responsabilità."
"Dottor Rayne sarà il neurologo che si prenderà cura di vostra figlia. Adesso la sta esaminando." L'informò il Dottor Greene prima di lasciarli, accettando il fatto che il padre dei bambini non sarebbe stato coinvolto.
Nessuno notò quando Dawn aveva lasciato l'atrio. La paura di perdere la sorella fece sì che cercasse chi lei riteneva il responsabile. Si diresse verso il telefono pubblico e compose il numero di cellulare che tanto tempo fa aveva imparato a memoria.
"Qui, Bledsoe" rispose Spike al cellulare.
"Sei un fottuto bastardo."
"Dawn, sei tu?” chiese Spike, scioccato per le sue parole.
Aveva appena chiamato e aveva lasciato un messaggio sulla segreteria telefonica di Giles dove diceva che aveva bisogno che Buffy lo chiamasse. Si chiese se Dawn l'avesse sentita e lo stava chiamando per dirgli quello che ci poteva fare.
"Dio, ti odio. L'hai uccisa. È colpa tua se sta succedendo questo, sei figlio di puttana," continuò a urlare Dawn al telefono.
Spike sentì come se il suo cuore si fosse fermato. "Dawn, di cosa stai parlando, ucciso chi, chi è morto?"
"Come se ti importasse. Adesso hai una nuova famiglia. Non sei poi migliore d’Angel. No, hai fatto peggio di Capitano Fronte Alta. Almeno lui non l'ha sposata e non le ha riempito la testa con le bugie. Non ha fatto… " Lei non finì la frase perché il telefono le venne preso dalla mano.
"Chi è?”chiese Giles attentamente, temendo di sapere chi fosse dall'altra parte della linea telefonica.
"Sono io", Rispose Spike. "Cosa c'è che non va? Chi è morto? Dove è Buffy? "
"Spike, non hai più il diritto di conoscere qualsiasi cosa di questa famiglia” spiegò calmo al giovane invece di attaccare il telefono senza dire niente.
"Dimmelo, Rupert. Cosa per l'inferno sta succedendo se Dawn mi ha chiamato e mi ha detto che è colpa mia? " Spike tentò di ragionare con l'uomo più anziano. "Per favore, dimmi che non è Buffy. Dio, per favore… dimmi che sta bene! Niente di questo importerà se non sta bene."
"Buffy è in stato comatoso e i dottori non sanno il perché", spiegò Giles e fu scioccato quando senti il lamento assordante di dolore che sentì dall'altra parte prima che il telefono morisse.
Joyce adesso stava abbracciando la figlia più giovane contro il suo torace quando vide lo sguardo preoccupato sul viso del marito. "Dolcezza, cosa c'è che non va?"
"Spike non ha preso bene le notizia," fu tutto quello che disse dandole però uno sguardo che intendeva che avrebbero parlato dopo. "Penso che adesso devi chiamare Hank.”
"Sì, penso che hai ragione" concordò Joyce mentre baciava la testa di Dawn prima di darla all’abbraccio confortante di Rupert mentre faceva la chiamata.
* * *
"Summers", rispose Hank al telefono. Si chiese chi da Sunnydale lo stava chiamando, visto che aveva riconosciuto il codice telefonico della zona.
"Hank", disse Joyce, incapace di dire qualsiasi altra cosa.
"Joyce, dolcezza, cosa c'è che non va? " Hank sapeva che se Joyce lo stava chiamando qualcosa doveva essere accaduto.
"È Buffy, Hank. I dottori non sanno perché, ma non si sveglierà” disse Joyce mentre iniziò a piangere.
"Sono in viaggio! Sarò là più velocemente possibile"disse Hank.
"Hank, la nostra bambina… " Joyce continuò a piangere mentre si inclinò la testa contro il telefono.
"Sei da sola? Rupert o Dawn sono là?” chiese Hank sperando che non stava affrontando tutto questo da sola.
"Sì, sono qui", rispose.
"Bene, passami Rupert", gli disse Hank. "Arriverò presto, baby. Lo prometto."
"Ti credo" rispose Joyce mentre si girava per passare il telefono a Rupert. "Ti vuole parlare."
Giles diede Dawn alla moglie mentre prese il ricevitore per parlare al telefono, "Sono qui."
"Come sta Buffy, veramente?” dhiese Hank , sapendo per natura Rupert era calmo anche di fronte al caos.
"Non lo sa ancora nessuno veramente. Stanno ancora facendo dei test", rispose Rupert.
"I bambini? Come stanno i bambini? " chiese lui sentendosi come se un elefante si fosse seduto sul suo torace.
"Stanno bene" lo riassicurò Rupert.
"So che sembrerà da pazzi, ma qualcuno ha contattato Spike?” chiese Hank, aspettando l'inizio dei fuochi artificiali da lui.
"Dawn l'ha chiamata per accusarlo di tutto", sospirò Giles.
"Come la presa?” chiese Hank preoccupato per il giovane.
"Non sembra che l'abbia presa bene" rispose Giles chiedendosi il perché dell'improvviso interesse di Hank per Spike.
"Giles, ascoltami attentamente. Mi sono incontrato con Spike oggi e mi ha illuminato su alcune cose. Andrò a trovarlo per assicurarmi che non abbia fatto qualcosa di stupido. Ti spiegherò quando ti vedo, e penso che capirai meglio perché sto facendo questo." Hank decise che il marito della sua ex moglie avrebbe capito ed era il più adatto per aiutare Spike e Buffy a rimettersi insieme. "Ti chiamo dopo e te lo dico quando ho trovato Spike, va bene?""Terrò la mente aperta", promise Giles, per qualche ragione gli credeva.
"Dawn gli ha detto dei gemelli?” chiese Hank all'uomo che adesso faceva da padre alle sue figlie.
"No, e neanche io. Ne parleremo quando vierrai qui", rispose Giles chiedendosi come stava succedendo.
"Penso che lascerò quella parte fuori. A presto", disse Hank prima di attaccare il telefono.
"Verrà qui? " Chiese Dawn mentre guardò Rupert attaccare il telefono.
"Sì, tuo padre sta venendo qui", la informò Giles mentre mise le braccia intorno Joyce e Dawn, e le abbracciò più strette possibile, senza far loro male.
"Pensi che Spike verrà?” chiese Dawn.
"No", disse Joyce, credendo che non potesse.
"Sì", disse Giles, sapendo che poteva. "Penso che noi e gli altri dovremmo prepararci per l'arrivo di entrambi gli uomini."
"Perché? Spike può andare ad aspettare in albergo", rispose Dawn. "Non deve stare qui."
"Non penso che sarà così disposto ad aspettare in albergo quando scoprirà la condizione di Buffy e che sta portando i suoi bambini", Rupert decise di non arrabbiarsi.
"L'ha lasciata, ricordi? " Dawn si allontanò e fulminò con lo sguardo il patrigno.
"Sì, non sappiamo perché ha lasciato la famiglia in quel modo. E lei non gli ha detto la verità. Non penso che sarà arrabbiato. Penso che avrà paura e si sentirà in colpa", disse Rupert, pensando a quello che Hank poteva aver implicata.
Joyce si chiese silenziosamente che cosa Hank aveva condiviso con suo marito. Rendersi conto che non era il momento di chiedere, decise di lasciar perdere per adesso. Più tardi, quando Dawn non sarebbe stata a portata d'orecchio, gli avrebbe chiesto cosa gli aveva detto Hank.
"Penso che per adesso non diciamo niente sul fatto che forse Spike sta venendo qui. L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è che Xander sia arrabbiato e sconvolto per niente", suggerì Joyce.
"Penso che sia un piano saggio, mia cara" concordo Giles mentre diede a Dawn un'occhiata significativa.
"Bene, non dirò niente, ma se viene qui, io non gli parlerò", disse Dawn mentre fulminò con lo sguardo.
Spike era seduto alla sua scrivania e guardava un punto indefinito. La disperazione era dipinta sulla sua faccia mentre molte cose erano sparse sul pavimento, aveva rotto delle cose lanciandole contro il muro.
Non si ricordava quanto tempo era passato da quando aveva spento il cellulare e aveva iniziato a piangere. Ora stava pensando a quando Buffy era entrata nella sua vita.
“Onestamente Spike, non so come fai” disse Charles Gunn guardando un’altra ragazza che gli dava il numero “Cos’è quello? Il quinto che ti lasciano?”
“Cosa posso dirti, amico? Amano lo stile cattivo ragazzo, il vestirsi di nero e in pelle” spiegò Spike “Se vogliono essere soddisfatte mi lasciano il numero e io provvederò a richiamarle”
“Per favore, uomo, non dirmi che non richiamerai nessuna di quelle ragazze” sbuffò Gunn.
“Non lo so vedrò” disse Spike guardandosi intorno per il locale.
“Mi scusi” disse una voce piccola dietro di loro.
Spike si voltò e vide la donna più bella sulla quale avesse mai posato gli occhi. Non gli era mai successo da quando la sua principessa oscura se n’era andato un anno prima.
“Ciao, pet”
“Ciao. Se per favore ti spostassi potrei passare” disse Buffy senza fissare il ragazzo davanti a se.
“Lo faccio, se rispondi ad una domanda” disse Spike, voleva conoscere tutto di quella splendida creduta.
“Okay soltanto se poi mi fai passare” rispose Buffy
“Ti va di uscire con me domani sera?” disse.
La donna di fianco a Buffy gli diede un’occhiata fredda e arrabbiata “Non lo so, perché mai dovrei uscire con te”
“Permettimi di presentarmi. Io sono Spike Bledsoe, e questo è il mio amico Charles Gunn. Siamo i seniores dell’UCLA. Charles studia legge e io sto per laurearmi in contabilità” disse Spike tenendole la mano per salutarla “Ora, piccola. E’ il tuo turno”
“Buffy, questi ragazzi ci stanno infastidendo perché non c’è ne andiamo?” chiese la sua amica.
“Beh, ora so il tuo nome, perché non continui” chiese Spike inclinando la testa di lato per guardala meglio “Prometto che sono un ragazzo a posto, una volta che mi conosci.
Lei alzò lo sguardo e lui si specchiò nei suoi occhi verdi e capì che per lui era la fine. Avrebbe dato qualsiasi cosa per uscire con lei.
“Dio più patetico? Non capisci quando una ragazza non è interessata?” disse l’amica di Buffy “Ora noi c’è ne andiamo”
“Mi dispiace, ma patetico? Non ho chiesto a te di uscire. Sono interessato ad uscire con Buffy” disse Spike guardandola, vide Buffy alzare gli occhi confusa “Allora, Buffy? Ti andrebbe d’uscire con un cattivo e maleducato ragazzo come me?”
“Perché vuoi uscire con me?” gli domandò Buffy.
“Perché, in un anno, ho trovato una ragazza che voglio conoscere meglio” disse Spike sorridendole.
“Non sono sicura…” disse lei, la confusione era stata sostituita dalla sorpresa.
“Non avere paura, piccola” disse Spike, aspettando qualche cenno, quando lei annuì, si girò chiamando il cameriere “Mi presteresti una penna?”
Il cameriere sorrise e gli diede la penna e un pezzo di carta. Spike scrisse il suo numero di telefono ridando subito dopo la penna al cameriere.
“Ecco il mio numero, prenditi tutto il tempo che ti serve” disse Spike dandole il foglietto “Se decidi di non chiamarmi, ti prego, non darlo alla tua amica”
La vide sorridere e mettere il foglietto in tasca “Non posso fare promesse, sono molto impegnata”
“Credimi, Buffy non sono affari così divertenti” si inclinò in modo che i loro nasi si toccassero “Qualcosa mi dice che se mi darai quest’opportunità, saremmo molto impegnati per molto tempo”
“Summers”
“Summers?” chiese lui.
“Il mio cognome è Summers” disse lei con un sorriso timido.
“Spero di parlarti presto, Buffy Summers” bisbigliò lui dandole un sorriso furbo prima di girarsi.
“Spike, guardami ragazzo!” gridò Hank scotendogli le spalle. Si era preoccupato quando non gli aveva risposto.
“Hank?” bisbigliò Spike, poi si ricordò della telefonata “Buffy! Non può essere morta! Non può!”
“Non lo è. Avanti andiamo” disse Hank “Dobbiamo andare a prendere tuo figlio e portarlo con noi”
“Dru non lo permetterà” rispose Spike, sentendosi stordito “Non mi permetterebbe mai di prendere Nigel e portarlo via senza di lei”
“Oh, ho un piano” disse Hank facendolo alzare “Chiama la baby-sitter digli di portalo al parco. Andiamo a trovarlo al parco. E lo andiamo a prendere”
“Lo vuoi rapire” disse Spike.
“Spike abbi fiducia in me. Fai quella telefonata” insistette Hank prendendo il telefono e mettendoglielo in mano.
Spike prese il telefono e chiamò Candice, la bambinaia di Nigel. Era sicuro che era all’appartamento che divideva con Dru. Si era rifiutato di andare a vivere nella casa che condivideva con la sua riccioli d’oro.
“Pronto?”
"Candice, fingi di parlare con un amica. Dru è in casa?” chiese Spike.
“Si, ciao, Becca! Gosh è stato via tanto” rispose lei, chiedendosi perché il padre di Nigel gli stesse chiedendo di fare una cosa del genere “Ah è stata la mamma a darti questo numero”
“Ho bisogno che fai quello che ti dico. Ti spiego quando ti vedo” disse Spike “Devi dire a Drusilla che porti Nigel al parco per incontrare il tuo amico e suo figlio”
“Si, sarebbe bellissimo vederti. Blake e Nigel hanno la stessa età e lui ama giocare con gli altri bambini” disse Candice. Sperò soltanto che il Signor Bledsoe stesse per prendersi il bambino e portandolo via da quella pazza che aveva per madre. “Sono sicura che si divertiranno un sacco. Permettimi di chiederlo a sua madre”
Dru fingeva di non ascoltare la conversazione di Candice. Stava fingendo molto per nascondere l’eccitazione, leggendo un libro e aspettando gli facesse la domanda. Da quello che aveva udito per casa, la bambinaia voleva portare il marmocchio fuori. Forse sarebbe stata fortunata, Spike sarebbe tornato presto e avrebbero fatto qualcosa. Poteva fargli dimenticare quella donna.
“Signora Downing, non le dispiace se porto Nigel al parco?” chiese Candice, sperando che la donna dicesse di si.
“Sarebbe bellissimo, gli piace molto il parco” disse entusiasta Dru battendo le mani.
“Grande! Becca, arriveremo tra venti minuti” disse Candice, nascondendo il ghigno sulla sua faccia. Avrebbe dovuto fare l’attrice non la bambinaia.
“Candice, sei stata bravissima” ridacchiò Spike “Ci vediamo tra venti minuti davanti alle anatre”
“Sarà una gran bella vista” rispose Candice. Chiuse il telefono e andò da Nigel a dirglielo.
“Andrà tutto a meraviglia” disse Hank dandogli un’occhiata soddisfatta.
“Non so come ringraziarti” disse Spike grato.
“Fallo rendendo mia figlia felice, questo è il tuo debito”
Spike annuì lottando con le lacrime. Si rifiutava di credere di aver perso la sua riccioli d’oro. Era sicuro che qualcosa stava succedendo e doveva muoversi aveva poco tempo.
Buffy guardò se stessa nel sogno fissare Spike mentre lasciava il bar. Desiderava poter andare da se stessa e dirsi di gettare via il foglietto con il suo numero.
"Dio, molto maleducato! " disse Harmony mentre ritornava al fianco di Buffy.
Il fatto che si conoscevano a Sunnydale era perché avevano alcune classi insieme all'UCLA.. Buffy aveva deciso di trasferire dall'Università di Sunnydale per allontanarsi da Angel che ancora frequentava là la scuola.
"Dovresti stare più attenta a chi ti avvicini, Buffy." disse Riley avvicinandosi alle due bionde da dietro.
Buffy guardò da Harmony a Riley e decise che tutto quello che voleva fare era andare a casa. Per qualche ragione, non voleva stare in piedi lì e ascoltarli parli male di Spike. Sapeva che Riley si comportava solo da geloso perché aveva rifiutato di uscirci insieme.
Dare appuntamento era qualcosa che ancora non voleva fare, e non poteva capire perché aveva preso il foglietto col numero di Spike. Tutto quello che sapeva era che sembrava capirla, l'aveva toccata ed aveva saputo che era stata ferita. Il commento sul fatto che doveva guadagnarsi la sua fiducia gli aveva fatto dare un secondo sguardo a lui. Infatti, era quello che le aveva dato il coraggio di tenere il numero in caso avesse deciso di chiamarlo.
"Terra a Buffy", disse Harmony. "Dimenticalo, è maleducato e disgustoso."
Buffy rise. "Sei arrabbiata solo perché non era interessato a te."
"Sciocchezze, scommetto se adesso andassi da lui, verrebbe con me nel tempo di un giorno" la sfidò Harmony.
"Penso di no, visto che io ho il suo numero e mi ha specificatamente detto di non dartelo anche se avessi deciso di non usarlo." rise Buffy mentre si allontanavano.
"Buffy, non mi dire che stai davvero pensando di chiamare quel teppista? " chiese Riley, con voce stridente che la fece fermare e voltarsi di nuovo verso lui.
"Non sono sicura, mi ha detto di pensarci" alzò le spalle. "Quindi ci penserò."
"Ma ti ho chiesto di uscire più di una volta" mugolò Riley mentre la seguiva attraverso il locale.
"Riley, ti ho già detto che non mi piaci in quel modo," gli spiegò Buffy sperando che smettesse di chiederle di uscire.
"Ma, uscirai con 'Billy Idol'" sbuffò Riley.
"Dannazione, mi stavo chiedendo che mi ricordava", Buffy rise scioccamente. "Billy è più duro, tuttavia. Spike sembra più calmo."
Riley tentò di farla ragionare. "Buffy, hai appena incontrato quell'uomo! "
"Riley, non ho detto che lo chiamerò, ma non cambia il fatto che non uscirò con te." Buffy aveva tentato d’essere gentile, ma sembrava rifiutarsi di capirlo. "Non sto cercando per il Signor Giusto. Non voglio una relazione. Il fatto è che il mio cuore è stato spezzato. Sono qui per l’istruzione e quello è tutto."
"Bene! Sai, forse se fossi stata un pò più una vera donna e non la studiosa accademica, il tuo cuore sarebbe ancora intatto", ringhiò Riley prima di girarsi e andarsene pieno di risentimento.
"Non l'ascoltarlo. E' un asino. Un asino grazioso, ma sempre un asino" una voce profonda disse dietro a lei.
Buffy si girò e vide un uomo alto con i capelli castani in disordine e occhi marroni e amichevoli. "Mi scusi! " disse.
"Ciao, sono Lorne. E non preoccuparti, guance dolci, non ti vengo dietro. Solo diciamo che non sei il mio tipo" ammiccò sfacciato. "Ma gradirei darti un consiglio, dolcezza prendi quello che ti piace. Lascia il grande e grosso solo. Lui è troppo 'io-uomo' per una ragazza come te. Adesso, quel caldo biondino non ti appena dato un pezzo di carta? Perfetto per te. La sua aura è in perfetta armonia con la tua, piccola. Ti dirò che… " fece scivolare un braccio attraverso il suo e la condusse verso la porta. "Andiamo a prenderci una tazza di caffè e parliamo." "Ma io non ti conosco nemmeno” rise Buffy mentre l'uomo evidentemente gay fissava il sedere a tutti gli uomini mentre le parlava.
"Ma io sono la migliore amica che puoi trovare qui” ridacchiò Lorne. "Ti permetterò di dipingermi le unghie mentre parliamo di ragazzi."
Buffy si sentì come se avesse trovato un amico con cui poteva davvero parlare. Willow era a Sunnydale. La sua migliore amica non poteva lasciare il suo fidanzato, Xander così aveva deciso di rimanere alla SDU. Ancora parlavano via e-mail ogni giorno. Anche Xander era andato contro il suo voto di non usare il computer, così poteva tenersi in contatto con la sua migliore amica.
"Okay, prendiamo dei cappuccini decenti e poi possiamo parlare di ragazzi." e con quello la guidò fuori dal club verso 'the coffe house' in fondo alla strada.
Buffy guardò la se stessa del passato andare con l'uomo che era diventato un amico molto importante. Se non avesse mai incontrato Lorne Caritas, non avrebbe fatto quella chiamata cinque giorni dopo. L'aveva spinta a chiamare Spike, e divenne il suo confidente quando aveva rotto e pianto l'ultime lacrime per il tradimento di Angel.
* * *
Spike e Hank stavano camminando tra le altalene. Hank gli aveva detto quello che aveva scoperto riguardo a Dru in questi anni. Sembrava che aveva usato molti pseudonimi e aveva rapito il bambino sotto uno di loro.
I servizi sociali di 'Pilot Point', Texas avevano preso Nigel da lei e l'avevano messo in affidamento. Qualcuno aveva riportato che lei abusasse del figlio, e quando andarono a verificare, lo avevano trovato chiuso in un armadio con un cuscino e una coperta. Dru aveva scoperto in qualche modo dove vivevano i suoi adottivi genitori e l'aveva preso dal suo letto una notte per poi venire qui a cercare Spike.
Gli incubi di Nigel, la paura del buio, l'avversione ad avvicinarsi all'armadio e il suo bisogno di avere il cuscino e la coperta preferita con lui ogni notte… tutto adesso aveva senso per Spike. Si stupì per la natura dolce del ragazzo che era passato per essere maltrattato dalla madre.
"Dio, voglio ucciderla" borbottò Spike mentre si stava avvicinando a dove doveva prendere il figlio. "Per l'inferno maledetto, Hank! E se non mi permetteranno di tenerlo? "
"Spike, mentre siamo a Sunnydale, ci assicureremo che lui sia veramente tuo figlio. Poi mandiamo una petizione allo stato del Texas per la custodia", suggerì Hank. "Una volta che ci siamo stabiliti a Sunnydale, notificherò alle autorità dove è la Signorina Downing."
"E se non è mio figlio? " visbigliò Spike.
"Allora tu e Buffy avrete una grande decisione da prendere", gli disse Hank mentre vide il ragazzo riconoscere il padre e venire verso di loro correndo. "Se Buffy accetta, potreste adottarlo."
"Hank, non voglio perderlo", bisbigliò Spike.
"Allora abbi fede che tutto andrà bene", disse Hank.Hank guardò Nigel e ghignò. Senza dubbio il bambino che stava correndo verso loro era il figlio di Spike. "Se non è tuo figlio allora devo dire che Dru ha trovato un tuo gemello."
Spike sorrise, concordando. Il ragazzo gli somigliava troppo per non essere suo. Si lasciò cadere sulle ginocchia e aprì le braccia, permettendo al ragazzo di saltarci. Dopo oggi, avrebbe spostato il cielo e la terra per proteggere suo figlio dalla sua malvagia madre.
"Papà, mi sei mancato oggi." la voce di Nigel era eccitata, da quando aveva conosciuto il padre lo amava con tutto il suo piccolo cuore. "Mi spingi sull'altalena."
"Mi sei mancato anche tu, amore, ma non possiamo andare sull'altalena oggi", gli disse Spike mentre l'abbracciava. "Stiamo per fare un piccolo viaggio."
"Dov’è è la mamma? " chiese Nigel con una voce che sembrava felice e non triste per il fatto che probabilmente sua madre non sarebbe andata con loro."Niente mamma. Stiamo andando ad incontrare qualcuno di molto importante per papà", disse Spike, rifiutandosi di credere che Buffy era seriamente malata. "Voglio che conosci il signor Summers, e poi incontreremo Buffy."
Nigel sbirciò timidamente l'uomo che stava in piedi vicino a lui e al padre. "Ciao! "
"Ciao a te." Hank s’inginocchiò dando al bambino un sorriso affascinante. "Ti piacerebbe chiamarmi nonno Hank? "
Gli occhi di Nigel si spalancarono e il suo sorriso si allargò. "Sei mio nonno? "
"Lo sarò se lo vorrai", disse Hank mentre vide Spike dargli un'occhiata scioccata. "Nessun problema con quello, giovane, ci conosceremo con il tempo."
"Sei sicuro di questo? " gli chiese Spike.
"Come sono sicuro che il mio nome è Hank Summers, l'accetterò come se fosse mio", promise. "Adesso, muoviamoci, è probabile che dovrei chiedere alla bambinaia se non può venire. Potrebbe aiutare col nostro ragazzo qui mentre ci prendiamo cura di alcune cose."
"Dove vuole che vada? " chiese Candice, dopo averli raggiunti.
"Abbiamo bisogno di fare un viaggio e non siamo sicuri quando ritorneremo," le disse Hank. "Avremo un pò di tempo per fermarci e raccogliere alcuni delle sue cose, ma non può dire a nessuno che sta lasciando città."
"Nessun problema, la mia gente sono solo il lavoro e non ho nessuno a casa. Devo solo lasciarli una nota dove dico che vado per il fine settimana", rispose Candice. "Hanno delle lavatrici dove stiamo andando, vero? "
"Sì", rispose Hank gli piaceva l'atteggiamento della ragazza.
"Allora tutto quello che mi serve saranno un paio di vestiti e sarò pronta", disse Candice mentre arruffava i capelli di Nigel. "Ehi, marmocchio, non ti da fastidio se mi unisco a voi ragazzi, vero? "
"Puoi venire", rispose Nigel mentre sorrideva alla bambinaia, mostrando nel modo in cui appariva solo con il padre.
"Grazie Candice. Ti spiegheremo sulla strada. Almeno, quello che possiamo, con piccoli orecchi presenti", disse Spike, mentre le sorrideva grato.
"Andiamo, ometto, penso che ti piacerà la macchina che useremo", disse Hank, mentre guardava Spike prenderlo in braccio e portandolo alla limosine.
"Nigel, nessuna questione su cosa accadrà, ti voglio bene e voglio solo il meglio per te", bisbigliò Spike mentre premeva i capelli castani e ricci del figlio con il naso.
"Va bene", disse lui con uno sbadiglio mentre posava fiducioso la testa sulla spalla di Spike.
Hank sapeva che avrebbe fatto di tutto per proteggere questo bambino. Voleva anche che nessun altro uomo fosse il padre dei suoi ancora non nati nipoti. Ai suoi occhi, William James 'Spike' Bledsoe poteva essere un gran padre.
Buffy sorrise quando riconobbe la facoltà. Quello era stato il giorno in cui Spike aveva provato la sua virilità provando la sua missione. Gli aveva detto che si sarebbe impegnato a farsi sposare, perché sapeva che un giorno lei sarebbe stata sua. Ancora una volta, guardò il suo passato ripetersi ma come spettatore.
“Lorne, non posso credere che è successo davvero” rise Buffy ascoltando il discorso dell’amico, sul fatto di essere uscito con un uomo e il fatto che era gay.
“Tesoro, piccola, te lo detto! Aveva dei problemi. Sua sorella ha tentato d’avvertirlo, suo madre anche. Ma non ha ascoltato, ed è entrato nel mio appartamento mentre ero occupato con il bellimbusto del surfista. E’ quasi svenuto” ridacchiò Lorne mentre l’aiutava con il cesto della biancheria.
“Almeno non dirmi se vi ha trovato in una posizione compromettente. Non ho bisogno di avere gli incubi” sbuffò Buffy mentre metteva le monetine nella lavatrice “Ed è ancora tuo amico?”
“Il migliore” disse Lorne.
“E’ una conversazione privata o posso partecipare?” chiese una voce famigliare. Buffy arrossì, aveva in mano la sua biancheria “Possono partecipare tutti gli studenti” disse lei cercando in non guardare l’uomo che gli aveva dato il suo numero tre giorni prima.
“Buono a sapersi, piccola” disse Spike, guardando il suo cesto della biancheria e quello che aveva in mano.
“Bene, bene! Non è dolce questa cosa?” fece le fusa Lorne guardando il bell’inglese.
“Mi dispiace, bello, ma non sei il mio tipo” ridacchiò Spike “Anche se mi piacerebbe sapere un po’ di più sulla tua amica”
“Sono sicuro che le farebbe piacere, dolcezza” rispose Lorne ammiccando a Buffy.
“Quindi sei uno studente di qui, pantaloni verdi?” chiese Spike a Lorne notando che indossava un paio di jeans verdi fosforescenti.
“Si. Mi sono laureato quest’anno. Arti drammatiche” disse Lorne chiudendo il portellone della lavatrice “E tu, biondino?”
“Contabilità e scrittura creativa”
“Uhmm, contabile e scrittore. Buffy, è un uomo fantastico” la stuzzicò Lorne.
Buffy lo fulminò con lo sguardo. Lui sapeva dei suoi passati amorosi.
“Non preoccuparti, piccola, aspetterò finché non sei pronta a chiamare il numero che ti ho dato” disse Spike svuotando il suo cesto nella lavatrice vuota.
“Non dirmi che laverai tutto insieme?” chiese Buffy gettando uno sguardo a tutti i vestiti che Spike aveva messo nella lavatrice. ”Beh, si” disse Spike alzando le spalle.
“Non separi bianchi dai colorati?” chiese.
“Ho solo roba nera, piccola” rispose lui mettendo i soldi.
“Si ma molti capi hanno bisogno di temperature diverse” tentò di spiegargli
“Sto solo facendo jeans e camice”
“Come solo- OH!” disse Buffy capendo che lui non poteva biancheria.
“Oh, ma che cosa interessante” s’intromise Lorne.
“Beh, allora puoi lavarli tutti insieme” borbottò Buffy, con la faccia in fiamme pensando che in quel preciso momento lui non indossasse biancheria.
“Non mi piacciono come mi opprime la biancheria” scherzò Spike facendole l’occhiolino prima di sedersi per aspettare i suoi vestiti.
“Torno subito” disse Buffy correndo in bagno.
“Non farle del male” disse piatto Lorne guardando l’altro uomo dall’alto “Se ti vuoi divertire, lasciala in pace”
“Non è una cosa che dovrebbe interessarti” rispose Spike guardando la porta del bagno “Ma comunque sia non sto cercando una scopata facile”
“Bene. Odierei farti del male” disse Lorne con voce bassa e minacciosa.
“Non voglio farle male” rispose Spike “ Probabilmente sarà lei a farlo a me”
“Beh ti do un consiglio, non abbandonare” ”E’ la mia missione” disse Spike deciso
“Potrebbe essere una missione impossibile, e tu non sei Tom Cruise” rispose Lorne.
“No, dato che sono più altro e più bello da guardare” ridacchiò Spike.
“Su questo sono d’accordo con te” rise Lorne.
Spike continuò a guardare la porta aspettando che Buffy uscisse dal bagno.
Buffy si ricordò che dopo quel giorno, il bucato divenne una specie di tradizione. Ogni sabato loro tre e qualche volta anche Charles Gunn si incontravano per fare le lavatrici. Una settimana dopo, Lorne l’aveva convinta a chiamare Spike per un caffè.
* * *
Doyle si appoggiò al muro guardando il cervello di Buffy attraverso lo schermo MRI. Il sollievo di non vedere nulla d’anormale come un tumore e altro lo faceva felice. Anche se non c’era nessuna risposta sul perché la sua paziente preferita era incosciente.
Ora dovevano fatele una Tac per vedere l’attività del suo cervello. Quello era il prossimo passo importante.
“Questo è strano, veramente strano” disse il dottor Ethan Rayne, il capo del reparto Neurologico mentre esaminava lo schermo “Sai se è sotto stress?”
“So che il padre dei bambini ha chiesto da poco il divorzio e non è al corrente delle gravidanza” rispose Doyle “Lei sembra molto depressa, ma non al punto di non prendersi cura di se stessa”
“Ti saprò dire di più dal risultato della tac” disse Ethan.
“Credo che andrò a dire alle famiglia quello che sappiamo sino ad ora” disse Doyle.
“Mi piacerebbe venire con te se non ti dispiace” mormorò Ethan continuando a guardare lo schermo.
“La sua famiglia sono sua madre, il patrigno, sua sorella e un paio d’amici” lo informò Doyle.
* * *
“Tortina, devi fare in modo che Angel non interferisca più nella tua felicità” sospirò Lorne seduto sul divano con Buffy e mangiando gelato.
“Non voglio parlare di lui” sporse le labbra Buffy mettendosi il cucchiaio in bocca.
“Ma Spike è una persona carina” protestò Lorne vedendo l’occhiata dubbiosa di Buffy “Sa come trattare una signora”
“Lorne, per favore non capisci” la voce di Buffy divenne lamentosa “Angel mi ha lasciato il giorno delle nostre nozze dopo avermi detto che non mi amava. Mi ha lasciato per sposare la figliaccia del sindaco nella nostra chiesa poco tempo dopo”
“Lui è uno, sporco ratto, sanguinoso e putrescente, senz’anima, cattivo e senza palle” ringhiò Lorne.
Buffy che aveva iniziato a piangere, rise e poi riprese con le lacrime. Sentì il braccio sinistro di Lorne abbracciarla mentre le mormorava “Sfogati, piccola. Lorne sarà il tuo asciugamano per il pianto”
Lei si sfogò per venti minuti prima di mettersi dritta e asciugarsi gli occhi con le mani. Poi vide la chiazza di gelato sulla camicia dell’amico.
“Lorne ti ho rovinato la camicia” disse con un’occhiata preoccupata.
“Fa niente è solo una camicia” rispose lui con un’alzata di spalle “Ti senti meglio?”
Lei gli diede un’occhiata timida prima di annuire “Ma non perché ti ho sporcato la camicia”
“Lo so, tesoro” sorrise lui “Ma puoi fare una cosa per farti perdonare”
“Cosa?”
“Chiama quel bell’imbusto di un’inglese e uscite per un caffè” suggerì.
Buffy valutò la sua richiesta.
“Va bene” disse accomodandosi vicino all’amico.
“Questa è la mia ragazza. Non fare in modo che il tuo ex ragazzo ti intralci la vita” disse mentre si alzava “Prendi il numero e chiamiamolo. Scommetto che sarà la chiamata che ti cambierà la vita”
E la Buffy del presente capì che l’amico aveva veramente ragione, le aveva cambiato la vita.
"Sta provando a dirci che il coma di mia figlia è indotto psicologicamente? " chiese Joyce al Dottor Rayne, sentendo la voglia di colpirlo solo per averlo suggerito.
"No, signora Giles, sto prendendo tutte le informazioni di cui ho bisogno così che possa fare tutto quello che posso per curare e salvare sua figlia," Ethan tentò di spiegarglielo.
"Non è pazza!” esclamò Xander piuttosto rumorosamente, facendo si che le altre persone che erano nella sala d'attesa gli dessero delle occhiate comprensive.
"Nessuno l'ha detto", disse Ethan tentando di ricordarsi che erano preoccupati per la loro amata.
"Allora perché ci ha chiesto se era molto sotto stress? Come centra con il fatto che lei è in coma", l'accusò Dawn mentre era in piedi con le sue braccia incrociate sul torace e con lo sguardo lo stava fulminando.
"Tratto il cervello, e questo funziona in modi misteriosi. Modi di cui non capiremo mai il significato, nessuna questione su quello. Durante tutto il tempo che ho trattato con i pazienti ho imparato a non lasciare mai niente di intentato” disse Ethan tentando di riassicurare la famiglia, la sua intenzione era solo di trattare la sua paziente al meglio delle possibilità.
"Quando avrà escluso tutte le cause fisiche possibili, torni da me e me lo richieda, Dottor Rayne" gli disse Joyce ferma mentre si girava per andare verso la finestra.
"Posso parlarle in privato?” chiese Giles al dottore, sapendo che Joyce si sarebbero arrabbiato con lui.
"Certamente, Signor Giles", si rilassò Ethan sentendo un collegamento con un suo compatriota. "Se viene con me, possiamo andare nella sala del personale."
Joyce si girò e fulminò con lo sguardo il marito. Una parte di lei sapeva che aveva solo il benessere di Buffy in mente, ma l'altra parte si sentiva tradita. Si rifiutata di credere che la sua figlia maggiore fosse così debole da essere disposto a fare questo a se stessa.
* * *
Hank sapeva che doveva dire a Spike sull'altra condizione di Buffy. Ma non poteva essere il portatore di notizie più dolorose, specialmente visto che non sapeva come stavano i bambini. Più che vedeva Spike con suo figlio e più si rendeva conto di che buon uomo fosse William Bledsoe.
"Posso avere un cucciolo?” chiese Nigel mentre guardava il viso del padre.
Spike impiegò del tempo per rispondere, pensando a quanto avesse voluto un animale domestico quando era più giovane. "Penso che quando avrai cinque anni, sarebbe un buon momento per richiederlo"
"Perché? "
"Perché penso che sarai abbastanza grande per aiutare a prenderti cura del cucciolo” spiegò Spike, lasciando fuori la parte che non conosca il loro futuro.
"Posso sceglierlo?” chiese Nigel desiderando di avere già cinque anni.
"Che genere di cucciolo vuoi? " chiese Spike. Parlare così con suo figlio era un modo meraviglioso per conoscerlo e per distogliere la mente da quello che lì stava aspettando a Sunnydale. Dru non gli dava mai molti momenti padre - figlio.
"Grande e nero" gli disse Nigel.
Spike ridacchiò per come questa giovane versione di lui gli ricordò quando era un bambino. Anche lui avrebbe voluto avere un grande cane nero, uno che gli avrebbe ringhiato e avrebbe tenuto i grandi e sporchi mostri lontani dal suo letto.
"Come lo chiameresti? " chiese Spike mentre guardava la giovane faccia eccitata che lo guardava con così tanto amore e fiducia.
"Black", rispose Nigel.
"Mi piace quel nome", disse Spike ridacchiando mentre arruffava i capelli del figlio.
La faccia di Nigel si accese alle parole del padre. Salì sul grembo di Spike che sedeva vicino al finestrino, inclinandosi contro il torace del padre disse, "Non mi lasciare. La mamma a detto che una volta ci hai lasciato."
"Mai, tesoro. Non ti lascerò mai, lo prometto", lo riassicurò rapidamente Spike abbracciandolo e giurò silenziosamente a se stesso di far soffrire Dru per aver mentito e maltrattato suo figlio.
Hank riaffermò la sua promessa. Non ci sarebbe stata pietra che non avrebbe scoperto sul passato di Dru. Avrebbe trovato quella cagna e gli avrebbe fatto pagare per tutto il casino che aveva causato con i suoi schemi di ricatto egoistici.
Candice sedeva silenzio sull'altro posto e sapeva che la signora Downing non avrebbe mai rivisto il figlio. Normalmente questo l'avrebbe fatta soffrite, ma non questa volta. Stava ballando felice nella sua testa.
* * *
Buffy si trovò di nuovo a guardare la se stessa del passato, mentre i ricordi le tornavano. Questo era il primo di molti con Spike. Il primo e il più importante, oltre la notte dove le diede il numero, chiaramente.
"Ciao, pet", disse Spike salutandola quando si avvicinò al tavolo con un sguardo leggero e un ghigno.
Lei si era rotta e l'aveva chiamato con l'incoraggiamento di Lorne. Lui aveva risposto con un tono annoiato nella voce che era diventato più vigile e eccitato quando aveva sentito chi stava chiamando. Le aveva chiesto se si potevano incontrare venerdì sera per un caffè e lui aveva detto rapidamente sì.
"Ciao a te", disse Buffy mentre tentava di non permettergli di vedere quanto era nervosa.
"Devo dire che sono contento che hai chiamato", disse Spike sedendodiosi di fronte. "Stavo quasi per passare alla fase due del mio piano."
Buffy non poteva aiutare ma sorrise mentre chideva, "Quale fase due? "
"La parte della missione di trovare Buffy per chiederle di uscire per un caffè", rispose Spike con il viso serio.
"Okay, cosa avresti fatto se non ti avessi chiamato? " non poteva impedirselo di chiedere perché stava morendo dalla curiosità di sentire quale sciocchezze gli avrebbe detto.
"Oh, avevo progettato di attaccare uno scritta su un aereo e di farlo volare per l'università, 'Buffy chiamami, 678-4440, Spike ' ", disse con un'alzata di spalle e uno scintillio negli occhi.
"E se non avesse funzionato? " chiese lei, mentre il suo sorriso cresceva.
"Allora l'avrei scritto su tutte le lavagne delle aule", rispose, con un ghigno.
"Sembra che avevi pensato a tutto," disse Buffy mentre si inclinava indietro con una sensazione di intrigo e spavento allo stesso tempo.
"Buffy, voglio passare un pò di tempo con te. Conoscerti meglio", spiegò Spike. "Se tutto quello che facciamo è diventare amici, allora sarà un amico in più per entrambi."
"Quindi, non lo consideri come un appuntamento? " chiese lei.
"Solamente se vuoi che lo sia, sono disposto a prenderla con calma", rispose Spike.
"Non sto cercando il Signor Giusto o il Signor Sbagliato. Non sto cercando nessun signore. Voglio solo laurearmi e stabilire la mia carriera", spiegò Buffy dicendogli i suoi piani che aveva sulla sua vita.
"Cosa vuoi essere da grande, pet? " chiese lui.
"Voglio insegnare arte ai bambini in età scolastica e disegnare per adesso," disse. "Un giorno o l'altro, forse prenderò una specialistica all' università o come mia madre lavorerò in una galleria d'arte."
"Suona divertente e eccitante avere tutti quei piccoli a cui insegnare che ti tengono occupata con i colori e così", disse Spike con voce seria.
"E tu? Cosa diventerai da grande? " chiese Buffy chiese, facendogli la domanda che lui le aveva fatto prima.
"Voglio avere una società d’editoria un giorno. Mi piacciono gli affari nell'insieme, e amo la parola scritta anche usata per raccontare una storia o esprimere lo stesso in prosa."
"Ti piace la poesia? " chiese lei con voce piacevolmente scioccata.
"Sì, mi piace. Perché ti sorprendo così tanto? " disse Spike dandole un'occhiata curiosa.
"Non ho mai incontrato un uomo a cui piaceva la poesia. Lo trovo bello", rispose Buffy mentre iniziava a rilassarsi e a godere della sua compagnia.
"Forse un giorno, quando ti avrò conosciuta meglio, è probabile che ti permetta di leggere qualcosa che ho scritto io", disse Spike dandole un sorriso timido.
"Grande, non posso aspettare di leggerli", rispose Buffy nel momento in cui la cameriera venne a prendere le ordinazioni.
Buffy capì che il tempo per rivisitare quella parte del suo passato era finito mentre sentiva che la stanza cominciava a sfuocarsi. Si chiese perché stava facendo questo viaggio nel tempo, rivivendo il passato invece di essere nel presente e prepararsi per il futuro senza il suo William.
* * *
Hank disse all'autista di lasciarli all'ospedale di Sunnydale, all'ingresso del pronto soccorso. Immaginò che fosse dove poteva avere delle risposte più velocemente. Era un posto sicuro per Spike per aspettarlo finché non avesse parlato con Joyce. Il suo istinto gli diceva che Nigel sarebbe stata l'ancora di cui Spike aveva bisogno, quando il giovane avesse scoperto tutto sulle condizioni di Buffy.
"Lindsey, vai e prendici tre stanze alla Locanda Hampton", disse Hank all'agente, immaginandosi che avrebbe alloggiato con Spike e suo figlio.
"Lo farò Signor Summers. Ritornerò una volta che ho fatto tutto e farò una telefonata," rispose Lindsey mentre guardava il suo capo uscire dalla macchina seguito dagli altri.
"Spike, penso che sia meglio se vedo Joyce e gli altri da solo," spiegò Hank mentre entravano nell'ospedale.
"Capisco. L'aspetteremo là", disse Spike indicando delle sedie vicino alle finestre.
"Non starò via allungo, lo prometto", lo riassicurò, Spike sembrava così ansioso.
Spike accennò col capo mentre conduceva il figlio per la mano ad un gruppo di sedie. Candice lo seguì quietamente, non era stato detto troppo visto che delle giovani orecchie erano presenti.
"Apprezzo veramente che sei venuta qui, Candice. Ho fiducia che ti prenderai cura di tutto quello di cui mio figlio avrà bisogno mentre io sono occupato", disse Spike alla giovane donna.
"Nessun problema, fammi solo sapere di ciò che hai bisogno e quando, e sarà fatto", lo riassicurò Candice. "Posso vedere che ami moltissimo tuo figlio, e so che ci sono cose che di cui non puoi parlare. Ho fiducia che stai facendo quello che nei suoi migliori interessi e questo è tutto ciò che ho bisogno di sapere per adesso."
Spike le diede un sorriso grato mentre si sedeva in un posto che gli dava una vista perfetta per quando Hank sarebbe tornato a chiamarlo.
* * *
Drusilla guardò ansiosa l'orologio. Il suo William sarebbe dovuto essere già a casa o avrebbe dovuto chiamare per dire che era in ritardo. Qualcosa non andava, e stava cominciando a capire che c'era qualcosa di sbagliato.
Andò al telefono e compose il numero diretto al suo ufficio ma non ci fu risposta. Poi compose il numero del cellulare di Candice e trovò la segreteria.
"Candice, per favore puoi chiamarmi e dirmi quando mi riporterai a casa il mio caro ragazzo", alterò la preoccupazione nella sua voce, lasciando il messaggio nella segreteria dell'irritante ragazza.
Compose poi il numero del cellulare di William e fu sollevata quando rispose, "Pronto."
"Mio caro, mi stavo chiedendo tra quando torni a casa" tubò lei, desiderando che fosse qui così gli avrebbe ricordato chi aveva il controllo.
"Dru, non torno a casa" disse Spike mentre si teneva il telefono all'orecchio e strofinava la schiena del figlio con la mano libera.
"Cosa vuol dire che non torni a casa? Niente è più importante di me, non dimenticare il nostro patto, Spike! " sibilò lei nel telefono.
"Dru, Nigel è con me e ti ricontatterò presto", le disse Spike con calma desiderando che lei non fosse capace di andare lì e togliergli il figlio.
"Sei là, con lei! " gridò lui. "E' mio figlio, non il tuo! Te lo porterò via, Spike, non lo vedrai mai più. Lui ti odierà quando gli racconterò che padre terribile sei."
"Ciao, Dru" disse Spike mentre attaccava.
Spike chiuse gli occhi e pregò che tutto andasse bene. Se quel mostro si fosse ripreso suo figlio sarebbe morto. Se avrebbe perso Buffy, sapeva che sarebbe stato solo un guscio, e avrebbe vissuto solo per servire suo figlio.
"La mamma è arrabbiata?” bisbigliò Nigel con gli occhi larghi per la paura.
"Non ti preoccupare, adesso ci sono io che ti proteggo," gli promise Spike tirandolo sul suo grembo e abbracciandolo.
Candice immaginò che era un buon momento per andare in bagno. Pensò che non aveva bisogno della sua presenza adesso e che avevano bisogno di stare da soli. Non molto spesso avevano un momento solo padre e figlio perché quella cagna era sempre intorno per rovinare tutto.
Joyce abborracciò l’ex marito appena lui entrò nella sala d’attesa. Non un abbraccio da innamorati, ma solo di due genitori pieni di dolore che si davano conforto.
“Come sta?” chiese Hank.
“Non è cambiato nulla. I dottori stanno aspettando tutte le analisi” spiegò Joyce.
“Joyce so che è un brutto momento, ma Spike è qui. Prima di dire qualsiasi cosa ascoltami” disse Hank “Ho capito perché ha lasciato la nostra bambina. E sto facendo tutto il possibile per aiutarlo. Quando ti dirò cos’è capirai anche tu. Ti darà un quadro più preciso”
“Permettimi di vederlo da solo” disse soltanto Joyce.
“Ha suo figlio con se. Non c’era modo che lo lasciasse con quella stronza e matta di sua madre” disse Hank con disgusto nella voce.
Joyce vide la rabbia e il disgusto e chiese “Cosa ha fatto a quel bambino?”
“Più di quello che vorrei sapere. Non so molto di quanto abbia abusato di quel piccolo” la informò.
“Dove sono?” chiese Joyce, vedendo l’orrore sulla faccia di Hank.
“Al pronto soccorso che aspettano”
“Vai da Dawn e parlarle mentre io vado da Spike” disse Joyce, aveva bisogno di parlare con il suo ex-cognato prima che venisse attaccato da tutti.
“Fai con calma, lui non sa che Buffy è incinta” l’avvertì “Era in uno stato confusionale assoluto quando lo trovato”
“Valuterò io” disse Joyce girandosi per andare da Spike.
Hank andò dalla figlia più piccola, aprì le braccia e lei ci si tuffò urlando un ‘papà!’
* * *
Spike era seduto nella sala d’attesa sentendo due del personale parlare di una donna incinta che non dava segni di svegliarsi. Affermando che probabilmente lei non si sarebbe svegliata ma che i suoi bambini sarebbero nati, e sentì un dispiacere per quella ragazza. Poi il ricordo della minaccia di Dru, cancellò subito il pensiero di quella ragazza sostituito dalla sua paura di perdere suo figlio o la sua riccioli d’oro.
La prima cosa che notò Joyce entrando era che Spike stava abbracciando un bambino che era seduto sulle sue gambe. E quanto il suo sguardo forse perduto, ci vedeva l’angoscia. Aveva perso anche qualche chilo in quei mesi.
Camminò verso di lui finchè non gli si parò davanti. Le parole che stava borbottando gli spaccarono il cuore, facendogli capire che Hank aveva detto la verità. Soffriva da morire anche se una parte di lei era contenta.
“E’ la cosa più bella che mi sia accaduta. Se lei muore io non so cosa farò” borbottò Spike ad occhi chiusi avvolgendo strette la mani introno al suo bambino.
“Allora spiegami perché l’hai lasciata” gli chiese Joyce.
Spike la guardò e lei ansimò. I suoi occhi brillanti e pieni di vita, erano stati sostituiti da due pozzi pieni di dolore e devastazione.
“Non volevo lasciarla. Ma non ho avuto scelta, per salvare mio figlio”
“Ci sono i servizi sociali” sbuffò lei con le mani sui fianchi.
“Dru è una brava attrice, sa comportarsi bene davanti agli altri” spiegò abbracciando di più il bambino “Ma gli ha fatto molto male”
Joyce sapeva che diceva sempre la verità.
“Per favore dimmi che sta bene. Mentimi anche” disse supplichevole il ragazzo con occhi imploranti.
“Spike, è in coma, i dottori stanno facendo dei test” decise di digli la verità.
Il mondo di Spike crollò, non poteva sentire altro. Non poteva perderla, non in quel modo.
Candice uscì dal bagno e vide l’angoscia dipinta sul volto del suo datore di lavoro. Camminò verso di lui per prendere Nigel.
Joyce guardò la donna sedersi affianco a Spike toccandogli il braccio.
“Signor Bledsoe perché non mi da Nigel?” chiese leggermente Candice.
“No, Candice, voglio tenerlo” rispose Spike sentendosi molto scosso dal discorso che aveva avuto con Dru.
Nigel nascose di più la testa nel collo del padre, nel sentire la sua frustrazione. La sua voce lo spaventò gli ricordava la voce della madre prima di chiuderlo nell’armadio.
“Chi sei?” chiese Joyce con voce fredda.
“Buongiorno! Io sono Candice Welch, la bambinaia di Nigel” si presentò cercando di capire chi potesse essere quella donna maleducata.
“Mi dispiace che maleducato che sono” borbottò Spike “Joyce questa è Candice, la bambinaia di Nigel. Candice, questa è Joyce Giles la mamma di Buffy”
Candice si alzò in piedi abbracciando la donna “Mi dispiace così tanto per sua figlia. Spero si rimetta presto” Joyce di riflesso abbracciò la donna “Il signor Bledsoe sta molto male”
“Papà piangi?” chiese una piccola voce mentre alzava la testa per guardare il padre.
“Si piccolo, papà è triste” spiegò Spike mentre il bimbo alzava la mano e gli asciugava le lacrime.
“Mi dispiace, papa”
“Non è colpa tua, Nigel”
“La mamma mi dice sempre che io sono cattivo quando piagnucolo”
“No, sei un bravissimo ragazzo e non sei stato tu ha farmi piangere” lo rassicurò Spike prendendogli il viso nelle mani e baciandogli la fronte.
“Ti voglio bene, papà” disse Nigel baciandogli la guancia. ”Quanto?” chiese Spike giocando allo stesso gioco che gli aveva insegnato la madre da piccolo.
Nigel rise a aprì le braccia “Tanto così”
“Oddio! Ma è tantissimo” ridacchiò Spike.
“E tu papà?”
Spike aprì le braccia “Molto di più”
La risata di Nigel portò Spike ad abbracciarlo e a fargli il solletico “Ti proteggerò sempre, piccolo mio”
“Non mi chiuderai nella stanza cattiva?” chiese Nigel.
“Chi ti chiudeva nella stanza cattiva?” chiese Spike.
“La mamma” disse con gli occhi pieni di paura “Per favore non dirglielo”
Spike sentì Candice e Joyce sussultare “No, nessuno ti farò del male. Io ti voglio bene”
Joyce s’inginocchiò per parlare al bambino “Nigel guardami, tesoro”
Nigel lo guardò timidamente era la prima volta che Joyce vedeva il bambino assomigliava da morire a Spike. “Nessuno ti farò del male qui. Sei al sicuro, te lo prometto” disse Joyce sorridendogli “Hai fame?”
Nigel accennò col capo mentre il suo stomaco ringhiava facendolo ridere “Si le mi pancia si lamenta”
Joyce rise arruffandogli i capelli “Penso che potremmo andare a comprare del pollo che ne dici?”
Nigel accennò col capo “Con il ketchup?”
“Beh ovvio. Che cosa sono senza ketchup” disse Joyce alzandosi “Forse Candice può portarti a prenderle”
“Si, piccolo. Andiamo” disse Candice alzandosi in piedi “Possiamo prendere anche qualcosa al papà”
Spike diede un sorriso a Joyce mostrandosi grato, prima di voltarsi verso Candice “Non voglio nulla. Tornate appena a finito okay?”
“Certo, dove lo porto?” chiese Candice rivolgendosi alla Signora Giles.
“Siamo al reparto di terapia intensiva al piano di sopra” disse Joyce
“Bene, verremo su appena avremmo soddisfatto Signor Pancia Brontolona qui” disse Candice prendendo Nigel per mano.
“State attenti” disse Spike mentre uscivano della sua vista.
“Staremo bene” lo rassicurò Candice.
Spike e Joyce guardarono la giovane portare Nigel verso la mensa. Si alzarono in silenzio e andarono verso la meta.
“Joyce, non volevo fare del male a Buffy. Mai. Ma Dru mi ha minacciato” bisbigliò Spike
Joyce gli mise la mano sulla spalla in segno d’appoggio. E capì che appena avesse scoperto che Buffy era incinta ne avrebbe sofferto molto e si chiese perché lui non aveva detto a sua moglie, sua figlia, niente di quello che era successo con Drusilla.
“Prima che lei me lo chieda, non potevo dire nulla. Dru se ne sarebbe accorta e avrebbe fatto del male a Buffy. Preferivo stare male io che lei” la voce di Spike divenne più rauca mentre lottava contro le lacrime.
“Non sarà facile” disse Joyce “Loro ti odiano, lo sai”
“Si, lo so. E non lì biasimo davvero” rispose Spike
“Lei ti ama è appena le dirai tutto capirà” lo rassicurò Joyce, sapendo che Buffy avrebbe capito tutto. Decise anche di non dire nulla a Spike del fatto che stava per diventare padre di nuovo, non era compito suo.
“Joyce puoi dirmi cos’è successo?” chiese Spike.
“E’ meglio se andiamo di sopra” disse Joyce mentre salivano al piano superiore, aveva bisogno dell’appoggio di Hank.
Buffy alzò gli occhi quando trovò se stessa in un momento imbarazzante mentre guardava la coppia intossica dall’eccitazione farlo.."Dio! Pet, sei fantastica" ansimò Spike mentre la spogliava.
Buffy sentiva come se il suo corpo andasse a fuoco ovunque l'aveva toccata. Erano andati con Lorne ad una festa della confraternita e avevano finito per giocare ha un gioco stupido che li faceva bere un bicchierino ogni volta che perdevano. Uscivano insieme da un mese, e stanotte era incominciato come tutte le altre volte. Non era un appuntamento, solo un’uscita come amici.
Harmony era là e aveva tentato di provarci con Spike, facendo sì che Buffy diventasse una donna delle caverne e minacciare la coniglietta rosa di non avvicinarsi più al suo ragazzo.Questo aveva fatto sì che Spike la baciasse. Finalmente erano arrivati a casa di Spike e sembravano due adolescenti rabbiosi.
"Sfiori la perfezione, gattina", mormorò Spike mentre la accarezzava leggermente.
"Zitto e baciami", gemette Buffy mentre passava le unghie in giù per la sua schiena verso le sue anche.
"Oh ti bacerò, mio piccolo pasto sexy su gambe" si lamentò Spike mentre lei gli stringeva il sedere.
"Adesso ti voglio dentro me" disse Buffy mentre posizionava il pene al suo ingresso bagnato. "Per favore, fai che il male vada via."
"Oh, baby, ti voglio scopare così tanto, mi vorrai per il resto della tua vita" bisbigliò Spike nel suo orecchio mentre lasciava che lo guidasse, "Dio, donna ho così tanto bisogno di te. Ti amo, Buffy." Gemette, mentre si spingeva in profondità dentro lei, facendo si che entrambi si lamentassero di piacere.
"Spike, oh, baby, mi fai sentire così bene", ansimò Buffy mentre muoveva le anche per incontrare le sue "Dio, non mi sono mai sentiva così bene, mai, baby."
"Sei così stretta, vai bene come un guanto, come se fossi stata costruita per me", bisbigliò Spike mentre continuava ad entrare e uscire dal suo corpo caldo. "Vieni con me Buffy, vediamo le stelle, Luv."
"Dio, sì! " gridò mentre venne, seguita da Spike, "Ti amo." disse prima che sentire il calore della sua liberazione dentro lei.
Entrambi continuarono a muoversi leggermente l'uno contro l'altra mentre scendevano dalle vette del piacere. Lei poteva sentire il suo alito contro le labbra, visto che la sua fronte era premuta contro la sua.
Sorrise, mettendogli una mani tra i capelli, bisbigliando, "Credo di essermi innamorata di te, tu piccolo diavolo abietto."
"Sarò il tuo demone personale, baby" disse Spike. "Quindi adesso stiamo insieme."
Buffy rise scioccamente, dicendo, "Penso che stavo solo cercando di negare per tutto questo tempo. Proclamo che staremo insieme per sempre."
"Concordo, Riccioli d'oro", disse Spike mentre usciva dolcemente dal suo corpo.
"Hmmm, già mi manchi" borbottò lei mezza addormentata.
"Anche tu mi manchi", rispose lui mentre si accoccolava contro il suo fianco.
"Hmmm, bello" bisbigliò lei mentre si addormentava."No, baby, perfetto" disse Spike mentre si spostava così da poterla guardare dormire. "Ti sposerò un giorno, e avremo un piccolo numero di Buffy che ci correranno intorno rendendomi insanamente felice."
Buffy era in piedi e lo vide mentre lui continuava ad adorarla con gli occhi mentre la lei del passato dormiva. Voleva sapere perché lui l'aveva lasciata, perché non era più innamorato. Qualcosa le disse che alla fine di quel viaggio avrebbe finalmente trovato una risposta.
Poi in un batter di ciglia era la mattina dopo e lui era là, di nuovo sveglio guardandola dormire. Era come se stesse guardando un film romantico e loro erano le stelle dello show.
Vide, come gloriosamente nudo uscì dal letto e scivolò nei jeans. Camminò poi al lato del letto dove lei stava dormendo e s’inclinò in giù per baciarle la fronte.
"Ritorno presto, Luv. Vado a prenderti un paio di aspirine e un bicchiere d'acqua per quando ti sveglierai," disse mentre si girava per poi lasciare la stanza.
Lei vide come la se stessa del passato iniziò a svegliarsi. Sapeva già che stava per svegliarsi e il fatto che lui non fosse accanto a lei le avrebbe fatto male.
Buffy aprì gli occhi e sentì un pò di mal di testa e la bocca asciutta che le diceva che aveva bevuto troppo la sera prima. Gli ci volle un pò di tempo per comprendere che non era nella sua stanza e che la notte di passione con Spike non era stata un sogno. L'unico problema era, lei era qui e lui non c'era.
"Dio, adesso mi odia," borbottò a bassa voce con le lacrime agli occhi.
Si spaventò quando la porta si aprì e l'oggetto delle sue lacrime l'attraverso, portando una confezione d’aspirine e due bicchieri d'acqua.
"Mattina, baby. Ho cercati di tornare prima che ti svegliassi," spiegò Spike dandole un sorriso amoroso. "Volevo le cose fossero pronte per quando la mia ragazza si svegliasse con una dopo-sbornia."
Buffy scoppiò in lacrime sentendosi chiamare 'la sua ragazza.' Poi la colpì, non avevano usato protezione la notte scorsa. Fin dalla interruzione con Angelo e il voto di non rimanere coinvolta con nessuno, aveva smesso di prendere la pillola.
"Oh Dio! Spike! Non abbiamo usato una protezione, potrei essere incinta! " pianse lei sapendo che lui l'avrebbe odiata adesso.
Spike si sbrigò ad appoggiare l'acqua e la confezione di pillole sul lato del letto, prima di salirci e prenderla tra le braccia. "Oh, gattina, se sei incinta, noi siamo incinti. Non ti lascerò ad affrontare quello da sola."
"Cosa stavo pensando? " borbottò lei.
"Oh, come me, immagino", ridacchiò Spike. "Volevi il mio corpo sexy tanto quanto io volevo il tuo, e la logica è volata fuori dalla finestra."
"Spike, questo non è divertente." lo schiaffeggiò allegramente sul torace mentre gli si accoccolava più vicino.
"Buffy, nessuna questione su ciò che è accaduto tra noi, bambino o no, io non ti abbandonerò mai. Non lascerò mai il mio bambino senza il padre. Il mio mi lasciò senza dire niente e anche se mia mamma era grande, ha lasciato un buco nella mia vita. Non lo farei mai a mio figlio. La loro felicità verrebbe sempre prima."
Questo colpì improvvisamente Buffy mentre continuava a guardare loro due seduti che parlavano, era sicura di sapere dove sarebbe stata la sua prossima fermata. Guardò questo, questa volta aveva il vantaggio di essere uno spettatore e non il partecipante.
* * *
“Così hai portato con te quel imbroglione bastardo", ringhiò Xander a Hank mentre sua moglie non gli permetteva di avvicinarsi all'uomo più anziano.
"Xander, ci sono delle cose che non sapevamo. Cose che spiegano il perché lui se n’andato", disse Hank. "Solo ascoltale, e se ti senti ancora nello stesso modo, allora così sia."
"Hank, mi dica cosa era più importante di Buffy", chiese Xander e poi aggiunse con tono odioso, "Oh, sciocco da parte mia chiederlo all'uomo che ha abbandonato sua moglie e le sue bambine."
"Xander, stai quasi per superere il confine, non sai niente", l'avvertì Hank. "Nessuno, solo Joyce e io, sappiamo la vera ragione perché doveva andare via."
"No, Hank, puoi aggiungermi a quell’elenco", lo informò Giles mentre si rivolgeva a Xander. "Calmati ragazzo, penso che aspetteremo Joyce per sentire tutto sul suo discorso con Spike e poi andremo là."
"Cosa? Stai dicendo che dopo tutto questo tempo, tornerà qui e potrà cominciare a giocare al padre ansioso e felice qui? " gli chiese Xander.
"Spiacente disgregare questa piccola festa per il tè, ma un uomo può avere un aggiornamento sulla sua ragazza preferita? " chiese Lorne dalla porta sembrando stanco e pronto per lasciarsi cadere.
"Lorne, oh sono così felice di vederti! " strillò Dawn gettandosi tra le sue braccia.
"Ciao, piccola dolcezza" ridacchiò Lorne mentre tirava l'adolescente, che continuava a crescere, in un grosso abbraccio"Suppongo di non poterti più chiamare piccola? "
"In più era un nomignolo che lui mi aveva dato", disse Dawn ricordandosi che anche Spike aveva cominciato a chiamarla piccola alcuni anni prima.
"Quindi, qualcuno può dirmi per l'inferno quello che sta succedendo alla mia melina Buffy?” chiese Lorne."Stiamo aspettando i dottori. Sembra che stiano facendo dei test e che quei test stanno dicendo che hanno bisogno di fare più test" spiegò Willow all'ultimo arrivato che adesso viveva a San Francisco, ma veniva spesso a trovare Buffy.
"Dove è Joyce? “ chiese Lorne mentre aveva ancora l'adolescente con le braccia avvolte intorno al suo collo.
"Spero che stia prendendo a calci il sedere di Spike" gli disse Dawn mentre si lasciava cadere sul pavimento e lo guardava con un'occhiata odiosa sul suo viso abbastanza piccolo.
"Willie è qui e sta affrontando la collera di mamma Orso? " ridacchiò Lorne desiderando avere i biglietti per quell’evento. "Io punto su Joyce."
"Anch'io", sbuffò Xander. "Che bello qualcuno è d'accordo con me."
"Oh, tortino, la mia ragione è diversa dalla tua" disse Lorne rapido. "Spero che lei gli metta un pò di buon senso in quella testa di rapa, e che lui torni strisciando sulle mani e ginocchia e poi lui e la principessa Buffy vivranno felici e contenti."
"Oh, perché pensavo che potevamo essere d'accordo su qualcosa? " chiese Xander a nessuno in particolare.
Hank stava quasi per dire qualcosa quando notò due uomini strani camminano verso loro. Un uomo era vestito con un abito elegante e l'altro aveva una camicia con una cravatta sciolta e dei pantaloni. Era sicuro che erano i dottori che venivano a dare delle notizie su sua figlia.
"Ciao a tutto, la signora Giles è qui vicino? " quello vestito più casual chiese con una cadenza irlandese.
"E' giù. Io sono il padre di Buffy, Hank Summers", si presentò Hank.
"Io sono il Dottor O'Bannon, e questo è il Dottor Rayne", rispose Doyle.
"Willow, saresti così gentile da andare alla sala d'aspetto del Pronto soccorso e trovare Joyce e Spike per dirgli di venire?" disse Hank, volendo sapere il prima possibile come stava sua figlia.
"Certo signor Summers", disse Willow, andando a fare quello che gli aveva chiesto.
"Adesso la dottoressa Burkle ci raggiungerà. E' una neonatologista che sta controllando i bambini durante la malattia di Buffy," disse loro Doyle.
"Ciao, scusate, era al telefono per un altro caso", disse la piccola brunetta mentre entrava nella stanza d'attesa e si mise accanto all'altro dottore, per poi presentarsi, "Sono la dottoressa Fred Burkle, solo chiamatemi Fred e siamo qui per rispondere a qualsiasi domanda."
"I bambini sono in qualche pericolo mentre Buffy è in coma? " chiese Hank.
"Finché la condizione di Buffy è stabile non sono in nessun pericolo grave. Ma, dovremo fare alcune cose per assicurarsi che rimarranno così. Come - avremo bisogno di iniziare ad alimentare Buffy per endovena visto che non è capace di mangiare da sola", spiegò Fred, non avendo notata che non aveva più la loro completa attenzione, "Non preoccuparti, Doyle, penso che possiamo salvare i bambini dentro la loro mamma."
Spike sentì bambini, pericolo, e Buffy nella stessa frase e si fermò. Non era sicuro se avesse sentito correttamente. Poi vide i tre estranei che erano in piedi con gli altri. Non sapeva che aveva ansimato ad alta voce quando aveva sentito la risposta della donna.
Spike aveva sentito che l'ultima affermazione era rivolta all'uomo che lui presumeva fosse il padre dei bambini di Buffy. Si sentì come se qualcuno avesse preso un attizzatoio caldo e con quello gli avesse pugnalato il torace. L'aveva persa, nessuna questione su quello, l'aveva persa.
Spike si diresse su una delle prime sedie, crollandoci sopra e singhiozzò incontrollabile nelle mani. Non sapeva chi fosse venuto a sedersi accanto a lui strofinandogli la schiena. Si era dimenticato che tutti erano lì in piedi ammutoliti e non sapevano cosa fare o dire. Era perso nel suo piccolo incubo che gli ricordava a che era tutta colpa di se stesso se l'aveva persa.
"Buffy ho qualcosa da dirti e non so come maledettamente dirtela senza farti male", Spike s’inginocchiò di fronte a lei con le mani tenute strette nelle sue.
"Solo dillo", frignò Buffy. "Solo dillo così possiamo agire e farlo migliorare."
"Non c'è nessun modo di farlo migliore", disse Spike mentre iniziava a piangere.
"Quindi cosa stai dicendo? " bisbigliò lei.
"Ti sto lasciando per Dru e Nigel", disse alla fine e detto questo… lui si sentì come se stesse morendo. Non dicendole tutta la verità, ma solo come Dru l'aveva istruito.
"Mi stai lasciando… così divorzieremo e non ci vedremo mai più? Non mi ami più? " chiese lei mentre lo guardava con incredulità.
"Sì, ma non sono più innamorato. Non smetterò mai di amarti", giurò Spike. "Ma qualche volta non si può soddisfare i desideri del cuore per qualcosa di più importante della propria felicità."
"Cosa per l'inferno stai dicendo, qualcosa di più della propria felicità?! " gridò lei mentre allontanava le mani dalle sue.
"Buffy, hai la tua famiglia, lui ha solo me” spiegò Spike desiderando dirle tutto."Capisco, adesso per favore vattene."
"Dio, Buffy credimi, per favore. Non me ne starei andando se non avessi altra scelta", la pregò Spike. Non preoccupandosi se avesse detto qualcosa in più di quello che doveva, mentre desiderava di non aver mai incontrato Dru.
"Per favore, solo vattene, e dimenticami", disse lei mentre distoglieva lo sguardo, perdendo lo sguardo di pura angoscia sul volto di lui.
"Non ti dimenticherò mai, Riccioli d'oro, senza di te non sarò mai completo", bisbigliò lui prima di girarsi e lasciare la loro casa.
Buffy rimase in piedi con le lacrime negl’occhi, poteva sentire tutto il dolore che aveva provato quella notte. Lui non la stava lasciando perché non l’amava , ma perché suo figlio non avrebbe avuto un padre. Era stato di parola. L’amore per suo figlio era così forte da fargli sacrificare la sua stessa felicità per tenerlo al sicuro.
Lo vide entrare in casa e cadere sulle ginocchia e urlare al cielo il suo dolore. Poi il telefono suonò e lui rispose.
“Ciao” disse e lei poteva vedere la sua espressione d’odio “Si, lo fatto…no, Dru farò come hai detto…tutto come d’accordo, okay?”
Poteva vedere come stava cercando di trattenere le lacrime “E’ mio figlio e farò tutto quello che dici purché non lo porti via. Non sarei capace di vivere sapendo che gli succede qualcosa e io non sono lì a proteggerlo. Dammi solo un po’ di tempo. Hai appena spezzato il mio cuore e vuoi che mi comporto normalmente, dammi solo il tempo di lavorarci”
Lo vide mettere via il ricevitore e si girò verso la finestra “Prometto di fare quello che è in mio potere, per riportarti da me appena posso. Mi dispiace averti fatto del male, piccola…ma lo sistemerò”
Buffy si rese conto del suo dolore. Non aveva capito i segnali che le aveva dato per farle capire che non la lasciva perché lo voleva. Era il suo piano, che non includeva di stare per sempre lontano da lei, soltanto il tempo di trovare una soluzione per risistemare tutto. Ora sapeva cosa doveva fare.
* * *
Appena arrivarono i risultati delle tac il dottor Rayne si rese conto che la sua paziente, aveva una grande attività celebrale.
L’infermiera, Amanda, stava aspettando che gli potassero il cibo da iniettargli in endovena per nutrire sia Buffy che i bambini.
“Ehy, Amanda” disse Andrew spingendo il piccolo carrellino attraverso la porta.
“Ciao a te, sei qui per darmi il PICC per dare da mangiare alla piccola famigliola qui?”
“Si, sono l’uomo dell’ago” sorrise Andrew mentre cominciava a preparare le cose.
“Vorrei tanto che si svegliasse. I bambini hanno bisogno di vero cibo, non ti questa schifezza da ospedale” sospirò Amanda.
“So cosa vuoi dire” ripose Andrew “Mangerei quello schifo del Doublemeat Palace piuttosto di questa schifezza” disse lui mentre prendeva due bustine, una gialla e una bianca.
Andrew prese il cotone e glielo passò sulla pelle. Aspettò finchè non si asciugò e poi infilò l’ago. Nel momento in cui l’ago toccò la pelle lei gridò “Ehy, quello fa male!”
Andrew e Amanda saltarono vedendo che la loro paziente era sveglia e lì guardava arrabbiata. Spaventato Andrew cadde all’indietro battendo il sedere.
Amanda si riprese in fretta e si avvicinò “Signorina Summers, lei è ricoverata al Sunnydale University Hospital. Io sono Amanda la sua infermiera”
“Cosa mi è successo? Dov’è mia madre?” chiese Buffy guardandosi intorno.
“E’ in sala d’attesa. La chiamerò tra qualche minuto. Abbiamo prima bisogno di controllare alcune cose” rispose Amanda mentre si voltava a guardare Andrew assicurandosi che stesse bene “Andrew vai a chiamare il Dottor Rayne, per favore”
“Certo, appena il mio cervello dirà alle mie gambe di muoversi” disse Andrew alzandosi.
“Credo che tu debba sbrigarti” disse Amanda fermamente.
“Sto andando, Dio!” disse Andrew voltandosi a guardare Buffy “Sono contento che si sia svegliata, ma non poteva farlo prima che arrivavo?”
Buffy lo guardò senza attenzione rivolgendo l’attenzione all’infermiera “Può assicurarsi che chiamino anche William Bledsoe? Voglio vederlo”
“Può usare il telefono vicino al letto” le suggerì Amanda mentre si avvinceva.
“Quinti, ero in coma o qualcosa del genere?” chiese Buffy, l’ultima cosa che si ricordava era la discussione con Faith quando era vicino alla macchina di Willow.
“Credo sia meglio aspettare i dottori, le diranno tutto quello che vuole sapere” disse Amanda mettendole il cerotto dove Andrew l’aveva bucato con l’ago.
“E il bambini? I bambini stanno bene?” chiese Buffy in ansia.
“Stanno bene” disse Amanda con un sorriso accarezzandogli un braccio.
* * *
“Spike, guardami” disse Hank scuotendolo leggermente “Spike, per favore parlami”
“Bambini, lei è incinta” borbottò Spike guardando l’uomo “Lo ama?”
“Ama chi?” domando Joyce, chiedendosi di cosa stesse parlando Spike.
“Buffy, lo ama, il padre dei bambini” rispose Spike guardando Doyle che lo guardava con una faccia bianca.
Hank seguì lo sguardo di Spike e capì che Spike aveva capito che il giovane dottore era il padre dei bambini “Pensa che il Dottor O’Bannon sia il padre”
Joyce senza pensare lo schiaffeggiò “Come puoi pensare che abbia figli da un altro uomo”
Spike sentì più dolore per le parole che per il gesto “Se fossero stati miei, me l’avrebbe detto. Anche se non la biasimo. Non ho neanche il diritto di camminare dove cammina lei”
Joyce lo abbracciò forte per rassicurarlo “Sono tuoi, Spike. Ora devi parlare con lei quando si sveglia. Ma si sono tuoi”
Ci furono due rumori, una era il cellulare di Spike e l’altro il cercapersone di Doyle che si scusò andandosi.
Spike prese il telefono dalla giacca stava quasi per spegnere quando vide il prefisso di Sunnydale. Aprì il telefono e sospirò aspettandosi cattive notizie.
“Pronto?”
“Spike?”
“Buffy?”
“Si, sono io”
“Oh piccola sei davvero tu?” pianse Spike “Dio, amore ho bisogno di te”
“Anch’io ho bisogno di te. Dove sei?” domandò Buffy piangendo. ”Sono fuori dalla tua stanza”
“Perché non sei qui con me?” gli domandò.
“Non sapevo come avresti reagito” bisbigliò lui.
“Entra,ho bisogno di vederti, parlarti. Ho bisogno che mi tieni, sono così spaventata” disse tirando su col naso mente lo implorava.
“Hai ragione, riccioli d’oro” disse lui alzandosi in piedi camminando per il corridoio “Ti amo, amore”
“Ti amo anch’io. Ora porta il tuo culo secco qui!” gridò nel telefono.
“Si, si, sempre autoritaria” ridacchiò Spike mettendo giù.
Stava quasi per aprire la porta quando si sentì afferrare per la spalla. Si stava girando pronto a colpire chiunque fosse ma vide che era Hank.
“Scusami, si è svegliata e vuole vedermi” disse Spike con un sorriso enorme. ”Dille che vogliamo vederla anche noi” gli rispose Hank tirandolo in un grande abbraccio “E ora vai a riprenderti tua moglie”
“Grazie, papà. Se non fosse per te non potrei vivere la mia seconda occasione” disse piano.
Hank sentì le lacrime venirgli agl’occhi per tutto quell’affettò. Appena lo vide entrare tornò indietro.
“Perché lui entra e Joyce no?” chiese Xander. ”Joyce Giles è qui?” chiese una donna dalla porta in cui era entrato Spike.
“Sono qui” rispose Joyce.
“Potrebbe venire con me, per favore?” domandò Amanda “Lo so che siete tutti ansiosi di vederla, ma lei per ora vuole solo queste due persone”
“Uscirò presto e vi dirò come sta” lì rassicurò Joyce mentre seguiva l’infermiera.
* * *
Spike guardò la sue ragazza seduta sul letto, mentre i dottori la visitavano. Camminò verso di lei dandole un sorriso dolce, vedendo che la sua bella riccioli d’oro era incinta.
“Piccola, ci siamo persi qualcosa eh?” disse lui inginocchiandosi di fronte a lei “Non voglio più rischiare di perderti, piccola non ora, non di nuovo” vide che i dottori se n’erano andati per lasciargli un po’ di privacy.
“Adesso ho capito, davvero” rispose lei piangendo “Tu non volevi essere uguale a tuo padre con Nigel, lui aveva bisogno di te più di me. E so com’è stato difficile per il tuo cuore scegliere tra noi due”
“Molto difficile, ma nessuno ci separerà più” disse Spike “Tu sei il desiderio del mio cuore”
“Andrà tutto bene, nessuno ci dividerà” promise Buffy “Alleveremo Nigel come parte della famiglia, lui è della famiglia. Spike mi dispiace non averti detto dei bambini” disse piano “Sono stata egoista”
“No, amore, capisco, davvero. L’unica cosa di cui mi pento è non essere stato qui quando sono cresciuti. Vedendo quanto di hanno reso bella” disse lui poggiando la testa sul suo stomaco “Ciao piccolini. Mi dispiace di non avervi fatto questo discorso prima. Ma io sono il vostro papà e non vedo l’ora che usciate”
Buffy sorrise sentendoli muoversi in risposta “Penso che abbiano capito cosa volevi dire”
Spike baciò felice la pancia “Avete anche un fratello che vi aspetta, qui fuori”
“Sto aspettando anch’io” disse lei passandogli la mano nei capelli, rendendosi conto di quanto veramente gli era mancato in qui mesi. Non poterlo toccare era una tortura “Mi dei mancato da morire”
“Anche tu, amore” sospirò Spike chinandosi finalmente a baciarla.
* * *
Il Dottor Rayne accennò col capo al Dottor O’Bannon e anche la Dottoressa Burkle lì seguì fuori dalla porta, appena il padre dei bambini si era inginocchiato davanti alla signorina Summers. Una volta fuori si trovarono faccia a faccia con Joyce Giles.
“Come sta, che le è successo?” chiese Joyce.
“Dovrò visitarla quando romeo avrà finito” ridacchiò Ethan “Penso che sia molto stress represso”
“Vado e porto fuori Spike così che possa visitarla” si offrì Joyce girandosi per entrare.
“No, lì lasci alcuni minuti da soli” disse Ethan mettendole una mano sul braccio per fermarla “Penso che lui sia la sua miglior medicina al momento”
Joyce guardò l’uomo e capì che probabilmente aveva ragione “E’ sicuro che sta bene?”
“La sua pressione va bene. Non ha nessuna malattia. Diciamo che il suo corpo deve riposare, la manderemo a casa domani probabilmente e sostengo che lui sia la miglior cura”
Doyle rise “Su questo puoi scommetterci”
“Oh, si ha ragione, la miglior cura è Spike” si accordò Joyce.
“Credo che potremmo sistemarlo nella stessa stanza per far stare la mente di Buffy tranquilla” ridacchiò Ethan.
“Lei è molto arrogante” sospirò Joyce.
“Si, ma è anche molto bravo in quello che fa” disse Doyle, sentendosi felice perché la sua paziente preferita si era ripresa
“E’ cos’è successo col cibo artificiale?” chiese Joyce
“Buffy si è svegliata quando gli stava mettendo l’ago. Ha gridato e lui e caduto col sedere per terra” ridacchiò Doyle “Avrei tanto voluto esserci”
“Sta bene vero?” chiese preoccupata per il giovane.
“Si, l’unica cosa ferita è il suo orgoglio. Dice Amanda che ha gridato come una donna” bisbigliò Doyle, facendoli ridere.
“Pensò che entrerò a vedere mia figlia” disse Joyce.
“Faccia attenzione” disse Doyle poi si voltò a guardarla “Sono felice che lui sia tornato nella sua vita” disse prima di andarsene.
Joyce si fermò ad osservare Spike inginocchiato di fronte a Buffy. Le mani di lui sulla pancia e gli parlava. Era da un sacco di tempo che non vedeva Buffy ridere così. Sperò che durasse per sempre.
Nigel guardò tutte i visi estranei prima di riconoscere Hank e correre da lui. Gli tirò la gamba dei pantaloni e chiese, "Dove è mio papà? "
Hank si inginocchiò al livello del ragazzo meglio che poteva. "Sta visitando adesso un'amica malata e ha chiesto a me di aiutare Candice a tenerti compagnia per un pò."
Nigel sporse le labbra, "Voglio mio papà."
Hank sapeva che il ragazzo era stanco e impaurito. "Lo so, Nigel. Uscirà presto e lo vedrai. Te lo prometto."
Le lacrime si cominciarono a formassi nei suoi occhi, preoccupato che sua madre l'avrebbe trovato prima. "Voglio il mio papà." la sua voce era alta questa volta mentre cominciò ad essere preso dal panico.
"Ehi, scherzi questo è un ospedale con delle persone malate e devi stare calmo", disse Xander, inconsapevole delle occhiate adirate che ricevette dagli altri.
Nigel cominciò a piangere, "Lei verrà."
Hank l'andò a prendere e l'abbracciò. "Bene, lei può venire, ma non ti troverà. Io sono molto più grande di lei."
"Mi prenderà", disse Nigel tra le lacrime.
"No, non lo farà," gli promise Hank mentre vedeva gli altri guardarlo interessati.
"Chi è ‘lei '? " chiese Giles.
"Sua madre" rispose Hank.
"Beh, se è sua madre, non ha diritto di venire e prenderlo? " chiese Xander chiedendosi perché tutto quel trambusto per il marmocchio di Spike.
"Xander, per favore non parlare" disse Giles al giovane che voleva compiere la sua vendetta. "Questo bambino è innocente e non merita un trattamento così deplorabile da te o da chiunque altro."
"Dolcezza, Giles ha ragione", disse Willow mettendogli un dito contro la bocca prima che potesse dire un'altra parola. “Ne parleremo più tardi in privato."
"Hank, portalo da Spike", disse Joyce dietro a loro, dando a Xander un sguardo di avvertimento. "Dica loro che è il loro figlio."
"Grande idea, Joyce" disse Hank mentre portava il bambino in lacrime dal padre.
"Cos’ è successo? " chiese Joyce cercando una risposta da Candice.
"E' stanco e impaurito da Dru, la strega sta venendo a prenderlo", rispose Candice.
"Non gli torcerà mai un altro capelli se posso evitarlo" fumò Joyce. "Se ci prova le farò male in dei posti che non sa neppure che esistono."
Lorne ascoltò la conversazione e sentì il cuore fermarsi. Adesso sapeva che la ragione per cui Spike era andato via Buffy doveva essere suo figlio. Da quello che aveva capito, la madre del ragazzo non era una candidata per il premio 'La madre dell'anno '
"Lorne, pensi che la madre lo picchiasse? " bisbigliò Dawn.
"Sto pensando che quello potesse essere il motivo per cui Spike ha lasciato la nostra Buffy" spiegò Lorne. "So che è difficile provarlo se non l'hai visto."
"Non pensi che amava più la madre del bambino che Buffy, vero? " chiese di nuovo in modo che solo lui la sentisse.
"Dovrei dire no, zucca. Penso che ci sia molto di più di questa storia e dovremmo essere pazienti e scopriremo tutto," disse Lorne mentre le dava un'occhiata comprensiva. "Sto pensando che Spike ha messo suo figlio prima di tutto, incluso se stesso."
"Sto pensando la stessa cosa", concordò Dawn. "E' tenero."
"Se è così lui, anche i gemelli lo saranno" concordò lui. "Hmm, mi piace il suono di zio Lorne, vero? "
Dawn rise scioccamente. "Yep, ha un grande suono. Quasi buono come Zia Dawn."
Xander si stava sentendo terribile sulle implicazioni di Joyce e i commenti di Candice. Voleva dire che la madre abusava del figlio e quello era troppo vicino a casa per lui.
* * *
Buffy notò suo padre in piedi sulla porta che teneva un giovane ragazzo che poteva presumere che fosse il figlio di Spike.
"Dolcezza, penso che abbiamo un ospite speciale", Buffy spinse leggermente Spike che stava guardando la sua pancia, dove i bambini si stavano muovendo e il loro padre guardava affascinato.
Spike la guardò e notò che la sua attenzione non era su loro. Si girò e vide Hank in piedi con Nigel nelle braccia e suo figlio stava piangendo.
"Qui, qui tesoro, che c'è che non va? " chiese Spike mentre si spostava dal letto per recuperare il bambino.
"Papà! " gridò Nigel come si dimenò per uscire dalle braccia di Hank.
Hank mise il ragazzo sui suoi piedi e lo guardò buttarsi tra le braccia del padre. Poi gettò uno sguardo alla sua bambina e sorrise, "Ciao, Principessa, è bello vederti sveglia."
"Ciao, Papà", disse Buffy con le lacrime negli occhi, guardando il padre riunirsi con il figlio e vedendo l'amore che suo padre che stava dando.
Hank si affrettò al lato del letto, dandole un abbraccio e dicendole, "Ti voglio bene, dolcezza. Era così spaventato di non avere più nessuna opportunità di dirtelo."
"Ti voglio bene anch'io, papà! " disse lei mentre l'abbracciava in risposta. "Dove è la mamma? "
"Oh, penso che sta quasi per avere un cuore a cuore con Xander", ridacchiò Hank.
"Spero che non sia un cuore a cuore troppo cattivo. È solo che mi vuole bene", disse Buffy, sperare che avrebbero sistemato tutto con tutti alla fine.
"Lo so, e così fa tua mamma. Penso solo che qualche volta a Xander bisogna ricordare che non deve lasciare che il suo temperamento domini la sua lingua", la riassicurò Hank.
"Adesso sembra che ho qualcuno da incontrare", Buffy cambiando argomento mentre diresse di nuovo la sua attenzione verso Spike e suo figlio.
"Vuoi presentarci, dolcezza? " chiese Buffy mentre Hank si allontanava in silenzio dalla stanza per lasciarli soli. Spike portò Nigel dove era Buffy. Si sedette sull'orlo del letto e parlò a bassa voce delle promesse calmanti mentre aspettava che Nigel smettesse di piangere.
Buffy si mosse così da mettersi seduta accanto a loro, cercando di calmare la paura del bambino con la voce e tocchi leggeri.
"Ciao, Nigel, io sono Buffy e sono così felice di conoscerti", tubò Buffy mentre s’inclinò per premere i suoi capelli col naso. Aveva lo stesso odore di Spike, senza le sigarette. "Tuo papà ha ragione, baby, non permetterà che ti succederà qualcosa, e neanche io."
Nigel si girò per guardarla con gli occhi ancora rossi. Continuò a fissarla mentre lei gli sorrideva, asciugando le lacrime. Era molto più bella di sua madre, pensò.
"Scommetto che ha sonno", disse Buffy facendo segno a Spike con gli occhi di farlo distendere sul letto. "Anch'io ho sonno. Vuoi fare un pisolino con me? "
Nigel inclinò appena la testa come il padre e continuò a guardarla. L'azione lo fece entrare più profondamente nel suo cuore e seppe che l'avrebbe amato come se fosse sue senza esitazioni. Si mosse sul letto per fargli spazio.
"Tu e papà potete stare qui con me", disse Buffy mentre accarezzava lo spazio accanto a lei.
Nigel scivolò dal grembo del padre, strisciando vicino a lei. Si arricciò e quasi si addormentò subito quando lei si accoccolò accanto a lei.
Spike si sedette con un sorriso furbo e soddisfatto sul viso mentre guardava Buffy chiudere gli occhi e addormentarsi accanto a suo figlio. Il suo sogno stava diventando realtà, più velocemente di quello che pensava possibile. La sua riccioli d'oro stava portando il loro futuro dentro se mentre il suo primogenito era accoccolato vicino a lei come se davvero appartenesse a quello.
"Sembrano stare bene insieme, vero? " chiese Joyce mentre si metteva vicino a Spike che ancora stava ammirando la sua famiglia.
"Effulgente", disse a bassa voce la prima parola poetica che gli era venuta in mente.
"Quando è stata l'ultima volta che hai mangiato qualcosa?” gli chiese Joyce pensando che adesso sarebbe stato un buon momento per parlare.
"Cena la notte scorsa, ho solo preso un caffè per colazione", rispose, guardandosi timidamente i piedi.
"Allora andiamo e troviamo qualcosa per te prima che svieni e hai bisogno di un letto vicino a lei", lo stuzzicò Joyce notando che aveva perso del peso nell'ultimo paio di mesi.
"Joyce, non voglio lasciarli soli," la sua voce sembrava spaventata mentre li guardava dormire.
"Non saranno da soli. Stanno preparando una stanza pulita per te per passare la notte. Lorne e Xander staranno qui e credimi non permetteranno a nessuno di entrare qui dentro. Sospetto che anche Hank mettere degli agenti qui.". Joyce s’inclinò per bisbigliargli nell'orecchio, "Adesso viene e prendiamoci cura l'un dell'altra, okay? "
Spike si mise in piedi e la prese tra le braccia. "Mi sei mancata, Joyce."
"Mi sei mancato anche tu. Adesso, andiamo, improvvisamente sto morendo di fame", rispose Joyce mentre osservò sua figlia e Nigel che dormivano sereni. "Lei sarà perfetta per lui."
"Sarà la madre che avrebbe dovuto avere da quando è nato", concordò lui mentre le permetteva di condurlo fuori dalla stanza.
* * *
"Voglio che venga arrestato," disse Dru all'agente di polizia. "Rivoglio mio figlio e che quella piccola prostituta venga arrestata con lui per aver progettato di prendere mio figlio."
"Signorina Downing, non si preoccupi. Riavremo suo figlio prima che la notte finisca", promise alla povera madre turbata l'ufficiale Montgomery, della Polizia del settore di Sunnydale. "Prenderemo William Bledsoe e la sua amante, Candice Welch in custodia, in poco tempo."
"Grazie. Sono così preoccupata. Il mio bambino non ha passato mai una notte senza di me da quando è nato", disse Dru mentre si sforzava di piangere.
"Manderemo subito una macchina alla residenza Giles," le disse lui pensando al trattamento che avrebbe riservato al rapitore, William Bledsoe.
Dru nascose il sorriso dietro al fazzoletto mentre sperava silenziosamente che William pagasse per averla ingannata. Aveva capito che stava progettando questo dall'inizio. La polizia le avrebbe ridato il figlio, e poi se ne sarebbe andata prima che qualcuno potesse fermarla. Credeva, senza dubbio, che Spike non conosceva niente del suo passato.
* * *
Spike sedeva, guardando la sua piccola famiglia mangiare. Sorrise mentre Buffy offrì a Nigel un morso del suo purè di patate in cambio di un morso di suoi maccheroni al formaggio. I dottori erano ritornati e avevano esaminato completamente lei e i bambini, dicendogli che stavano perfettamente. Ancora, volevano che passasse la notte in osservazione per assicurarsi che non accadesse di nuovo.
"Hmmm, mi piacciono i tuoi maccheroni al formaggio", disse Buffy mentre mescolò i piselli nelle patate e gli offriva un morso. "Qui, scommetto che puoi mangiare i piselli così. È come li mangio io."
Nigel le diede un'occhiata diffidente e disse. "Non mi piacciono i piselli."
"A me non piacciono da solo ma mi piacciono così", disse Buffy mentre gli mise il cucchiaio di fronte alla bocca. "Raddoppio la sfida, no, la triplico, ti sfido di provarli."
"Posso sputarli se non mi piacciono? " chiese lui.
"No, lo devi ingoiare, ma non te ne farò mangiare più", negoziò Buffy.
Nigel aprì la bocca e le permise di alimentarlo. Prese un momento prima di masticare il cibo.
"Quindi? " gli chiese lei.
Nigel sorrise e disse, "Piace anche a me."
"Sapevo che avevamo qualcosa in comune noi due." rise Buffy mentre si inclinò e lo baciava sul naso. "Terrò te e tuo padre per sempre."
"Veramente! "
"Si, veramente. E sai cos'altro? " chiese Buffy. "Penso che mi piaci già così tanto, ne voglio avere più di te."
"Più di me? "
"Ti piacerebbe un fratello o una sorella? " gli chiese lei.
Spike sbuffò, "O entrambi." facendo ridere Buffy.
Avevano deciso, per stanotte, che Spike e Nigel avrebbero passato la notte con Buffy, visto che era l'unico modo per farla rimanere un'altra notte all'ospedale. Lei aveva una cattiva esperienza quando era più giovane, così odiava gli ospedali.
Nigel ci pensò per un momento, facendo sì che Buffy volesse allungarsi per baciare il suo viso grazioso. Era così dolce mentre pensava seriamente ad avere altri fratelli.
"Pensa, sarai il fratello maggiore e potrai insegnargli tutto quello che sai", disse Spike, incoraggiando il figlio.Buffy borbottò, "Finché inizieranno a starti sui nervi e a rubarti le cose, come i vestiti e altra roba."
Spike ridacchiò, sentendo quello che lei aveva detto. Si scioccò per prima quando Nigel chiese a Buffy, "Li amerai più di me? "
"Mai, mai, mai. Come potrei amarli più di te? Ti piacciono le patate con i piselli come a me. No, abbiamo un collegamento veramente speciale, tu e io", lo riassicurò Buffy e poi chiese a Spike, "Amerai più loro di Nigel o più Nigel di loro? "
"No, li amerò tutti allora questo e molto di più,” disse Spike mentre apriva le braccia per indicare quanto. “Ho abbastanza amore per tutti loro."
"Oh, mi piace quello", rise Buffy scioccamente mentre dava gli ultimi bocconi di patate con i piselli a Nigel e lui lo mangiava.
Joyce stava finendo di mangiare quando il campanello suonò. Si asciugò le mani sullo strofinaccio quando sentì chiedere a suo marito da qualcuno se William Bledsoe fosse lì.
“No, ufficiale non è qui. Posso chiederle perché lo sta cercando?” chiese Giles, anche se sapeva perché cercava Spike.
“Ha rapito il figlio di una donna” rispose l’Ufficiale Montgomery
“E’imparentato al bambino?” chiese Giles come se fosse sconvolto da quelle notizie
“Sembra che abbia rapito il bambino con la bambinaia con cui aveva una relazione. La madre ha licenziato la dipendente e sono scappati col bambino”
“E’ un po’ strano non pensa?” gli domandò Giles
Joyce capì che forse era il caso di chiamare Hank. Lui sapeva molto bene cos’era meglio per Spike e Nigel
“Perché avrebbe dovuto prendere il bambino? Ha chiesto un riscatto? E’ sicuro che non sia il padre del bambino? Io non rapirei un bambino senza voler qualcosa in cambio”
“Non lo so, gli farò queste domande quando lo trovo, e lo troverò” promise l’Ufficiale Montgomery “Conosce Candace Welch?”
“No, non la conosco” mentì Giles.
“La signorina Summers è qui?”
“No, ufficiale non c’è”
“Sa quando tornerà?” ”Domani, o dopo domani o fra un po’” rispose Giles, sperando che l’ufficiale non gli chiedesse dov’era Buffy.
“Può dirle di chiamarci quando torna?”
“Certo, gli dirò che vuole parlare con lei” disse Giles chiudendo la porta di casa mentre l’ufficiale se ne andava.
“Quella stronza”
Giles non aveva mai sentito Joyce esprimersi in questi termini.
“Hai chiamato Hank?” chiese toccandole il braccio.
“Si, ha detto che chiamerà personalmente il Sindaco per mettere tutto apposto” rispose sistemandosi meglio tra le braccia del marito “Desidero poter avere qualche minuto da sola con lei”
Giles ridacchiò “Se avessi il potere di farlo, credo che ci sarò prima io”
“Non credo che riuscirò a dormire stanotte” sospirò Joyce.
“Non preoccuparti. Sono al sicuro. Hank è molto intelligente ha messo Buffy sotto uno pseudonimo, non verranno trovati” gli ricordò.
“Grazie per avermelo ricordato” lo ringraziò Joyce sentendosi improvvisamente bene.
“Andrà tutto per il meglio, ne sono sicuro” la rassicurò “Ora, finiamo di pulire la cucina. Domani sarà un giorno molto frenetico per Buffy”
“Hai ragione tesoro” fu d’accordo Joyce mentre gli baciava la guancia.
* * *
Spike s’inclinò sulla sedia che l’infermiera gli aveva portato, cercando di trovare una posizione più comoda. Si sedette e sorrise a quello che vedeva. Buffy e Nigel erano accoccolati insieme sul letto e dormivano. Poi vide che dietro alla schiena di Buffy c’era del posto dove poteva starci.
Si alzò e si stese dietro di lei abbracciandola. Gli diede un bacio sui capelli e le accarezzò la pancia.
“Mi stavo chiedendo quando ti saresti dato una mossa” bisbigliò lei accollandosi vicino.
“Non dimenarti troppo, piccola” fece le fusa “Poi non so se mi è permesso farlo”
“Non sono riuscita a dormire bene da quando te ne sei andato” disse.
“Nemmeno io” ridacchiò lui “Nessuno è meglio della mia coperta Buffy”
Buffy rise finchè non sentì Nigel muoversi “Basta parlare, abbiamo bisogno di dormire prima di svegliare il piccolo qui”
“Tutto quello che vuoi, piccola” bisbigliò Spike premendo la faccia contro il collo.
Si addormentarono, dimenticando tutti i loro problemi. Non preoccupandosi che probabilmente Drusilla poteva arrivare a tradimento da un momento all’altro. Né Buffy né Spike sapevano che Xander sedeva fuori dalla stanza con un’arma nascosta a proteggere il loro sonno.
* * *
Hank fu sorpreso di vedere il giovane Harris di guardia fuori dalla stanza di Buffy. Stava dormendo, ma la posizione in cui era impediva a chiunque di poter entrare nella stanza senza svegliarlo.
“Xander” bisbigliò Hank scuotendolo dolcemente.
Xander saltò e portò la mano alla pistola e la estrasse. Sentendo una voce famigliare si fermò a mezz’aria.
“Cosa pensi di fare?” sibilò Hank prendendogli la pistola assicurandosi che ci fosse la sicura.
“Mi ha spaventato” spiegò Xander “Non le permetterò di venirsi a riprendere il bambino”
Hank sentì un rumore e gettò lo sguardo verso la stanza di sua figlia, la porta era aperta.
Spike uscì in corridoio. L’ultima cosa che si aspettava era di vedere il padre di Buffy e Xander, fuori dalla stanza della ragazza.
“Che sta succedendo?” chiese piano Spike, per non svegliare la sua famiglia.
Hank gli mostrò la pistola “Sembra, che il ragazzo qui voglia fare il campione”
Spike uscì del tutto dalla stanza, non prima di aver gettato uno sguardo a Buffy e Nigel assicurandosi che fossero addormentati. Chiuse la porta dolcemente.
“Lo apprezzo molto, ragazzo. So che le cose tra noi non sono più le stesse. Ma sono contento di sapere che faresti questo per mio figlio” sorrise Spike dandogli la mano.
Xander si drizzò sulla sedia e accettò la sua mano “Mi dispiace di averti detto tutte quelle cose a L.A. Qualche volta il mio temperamento è molto irrequieto.”
Spike lo attirò in un abbraccio “Sono contento che avremmo l’opportunità di ricostruire il nostro rapporto”
“Solo prenditi cura della tua famiglia, uomo” disse Xander ricambiando l’abbraccio “La prossima volta chiedi aiuto”
“Lo farò” disse sorridendogli.
“Spike, abbiamo bisogno di parlare” lì interruppe Hank, non voleva interrompere i due uomini, ma aveva bisogno d’aggiornarlo “Buffy e Nigel dormono?”
Spike gli lanciò un’occhiata preoccupata prima di aprire la porta e controllare di nuovo la sua famiglia. La luce della luna lì illuminava facendogli vedere che dormivano.
“Si, stanno dormendo” rispose Spike richiedendo la porta.
“Xander stai di guardia, mentre io e Spike facciamo una passeggiata” disse Hank al ragazzo. ”Si, signore” rispose Xander col saluto militare e un sorriso.
Spike e Hank scesero nella piccola sala d’attesa. Il biondo si sentiva nervoso e preoccupato che il Signor Summers gli stesse per portare cattive notizie.
“E’ andata alla polizia, vero?”
“Si” rispose Hank “Ma non preoccuparti, ho tutto sotto controllo. Domani chiamerò i servizi Sociali. Abbiamo solo bisogno di tenere Nigel al sicuro”
“E io cosa posso fare?”
Hank gli mise una mano sulla spalla per rassicurarlo “Stai con la tua famiglia. Prometto che mi prenderà cura di tutti. Abbi fiducia in me” “Ho fiducia in te. E nel maledetto sistema giudiziario che non ho fiducia” ringhiò Spike, sentendosi frustrato “Se io avessi fiducia nel sistema, non avrei mai lasciato mia moglie e miei bambini”
“Vai da mia figlia e tuo figlio e riempili di coccole. Penso a tutto io” disse semplicemente Hank.
Spike accennò col capo e si girò per tornare su, ma si bloccò quando sentì Hank dire “A proposito grazie”
“Per cosa?” ”Perché mi stai rendendo nonno” disse ammiccando.
Spike sorrise felice “E’ il minimo che posso fare”
Hank accennò col capo e se ne andò.
Spike entrò nella stanza di Buffy e si trovò faccia a faccia con una donna incinta e molto arrabbiata. Il viso rosso, gli occhi gli luccicavano di un misto tra dolore e irritabilità mentre si metteva in piedi, guardandolo, con le braccia incrociate sul torace. Voleva prenderla dove lei era.
"Dopo per l'inferno eri?” chiese Buffy con un bisbiglio pericoloso.
Lui andò verso lei avvolgendogli le braccia intorno e tirandosela vicino prima che s’inclinasse per premere la fronte contro la sua. "Stavo parlando con tuo papà, tutto qui, Riccioli d'oro."
Buffy sporse le labbra. "Volevo svegliarmi accanto a te, al caldo e comoda."
"Mi dispiace, gattina, ma ti prometto che tutte le mattine, da ora in poi ti sveglierai nel nostro letto con me attaccato al tuo piccolo corpo sexy per il resto della vita."
"Bello, ma qualcosa mi dice che dobbiamo parlare", sospirò lei, giocando con i suoi capelli corti e ricci sul collo.
Entrambi guardarono verso il letto per controllare Nigel. Era ancora arricciato e stava dormendo sereno. Buffy sorrise pensando a come era bello il piccolo ragazzo, come suo padre.
"Oh! " ansimò Buffy riottenendo l'attenzione di Spike.
"Cosa, oh? " chiese Spike, vedendo interessato che si stava mettendo la mano sullo stomaco nello stesso momento che disse'oh'.
"Qui, senti. Qualcuno sta giocando a calcio" disse lei, prendendogli la mano e mettendosela sulla pancia.
"Fa male? " chiese lui con timore riverenziale quando uno dei bambini fece sentire la sua presenza. Prima aveva anche potuto godere di vedere i piccoli muoversi.
"Qualche volta, ma non in un modo cattivo", lo riassicurò lei.
"Mi sono perso così tanto," sospirò Spike mentre si inginocchiava di fronte a lei, mettendole le mani sul suo stomaco gonfio. "Sono dispiaciuto di non essere stato qui per dirvi quanto ero felice che vi abbiamo creati. Mi scuso per non essere stato qui dall'inizio per leggervi storie e farvi abituare alla mia voce. Ma vi prometto che vi amerò fino al giorno in cui morirò e oltre."
Buffy diventò rossa, mentre lo guardava spostare da una parte il vestito e darle molti baci sulla sua pancia molto incinta. Mise le mani sulla sua testa e infilò le dita attraverso i suoi capelli, sentendosi imbarazzata per la sua circonferenza e le smagliature.
Spike vide il suo rossore e disse, "Adesso sei più bella del primo giorno che ti ho incontrata."
"Sono grassa", frignò lei.
"Sei splendida."
"Va bene, hai battuto la testa o qualcosa del genere?"
"Ti voglio."
"Come puoi volermi avendo guardando il mio modo di fare? ""Semplice - ti amo e penso che sei molto sexy, portando i nostri bambini che sono dentro al tuo comodo corpo meraviglioso, bello, incinta. Ti voglio", ringhiò Spike mentre si alzava, prendendole la mano e mettendoselo sulla protuberanza sui pantaloni.
"Wow, così ti accendo ancora," rise lei scioccamente mentre prendeva a coppa la sua asta dura e l'accarezzava dolcemente.
Spike gemette, chiudendo gli occhi e ringraziando tutti i Dei dell'universo di essere lì in quel momento. "Sì, baby, mi accendi."
"Suppongo che è meglio se smetto di distrarti” gli sorrise mentre rimuoveva di malavoglia la mano dalla parte davanti dei suoi jeans. "E ti permettessi di dirmi di cosa hai parlato con mio padre"
Spike suonò come un cucciolo che tentava di avere le attenzione quando rimosse la mano dal suo corpo. Con un pò di sforzo gli prese la mano e la condusse verso una delle sedie. Se la mise sul grembo mentre iniziò a spiegare di cosa avevano discusso lui e suo padre.
"Non le permetteremo di prenderlo", lo riassicurò Buffy.
"No, baby, non lo faremo. Non posso credere che ti preoccupi già così tanto di lui,""Sciocco, è tuo figlio nell'aspetto e nei comportamenti. E' un bambino innocente che ha bisogno di essere amato e noi siamo gli unici a poterlo fare", disse Buffy sapendo che il ragazzo le era entrato troppo in profondità nel suo cuore per perderlo. Sarebbe stato come perdere uno dei suoi.
"Buffy Summers, mi fai l'onore di diventare mia moglie e la madre di mio figlio? " chiese Spike con le lacrime agli occhi.
"William Bledsoe, sarei onorato di essere tua moglie e la madre di tutti i tuoi bambini, presenti, in forno, e futuri", disse Buffy mentre gli asciugava le lacrime, e lottava contro le sue che stava minacciando di uscire dagli occhi.
"Sai di che sesso sono?” chiese lui, facendo scivolare una mano sotto al suo vestito mentre le strofinava leggermente la pancia gonfia.
"No"
"Hai scelto i nomi? "
"No"
"Mi ami? "
"Sì."
"Quindi, ne vuoi altri dopo questi? "
"Si, pensavo che potremmo essere come in quel film, 'Cheaper by the Dozen' (una scatenata dozzina), "
Spike rise mentre si alzava in piedi con lei tra le braccia e le baciava la guancia, "Ti permetterò di dirmi quando sei pronta per fermarti. Se la mia ragazza vuole la sua squadra di rugby, chi sono poi io per dirle di no? "
"Voglio che esperimenti questo dall'inizio la prossima volta. Voglio che mi tieni la mano e i capelli mentre vomito la mia colazione, pranzo e cena. Voglio che mi dici quanto sono bella mentre mi lagno delle caviglie gonfie, il mio bisogno di fare la pipì tutte le ore, la mia grande e grassa pancia e il mio bisogno per un più reggiseno più grande. Voglio che ti svegli alle tre del mattino per andare a prendermi quello che ti chiedo insistentemente e poi più tardi sederti con me e mangiare."
"Ogni tuo desiderio è un ordine, gattina. Bisbiglia al mio orecchio i tuoi desiderio e io realizzerò tutti", sospirò felice "Un reggiseno più grande? Essere incinta ha anche i suoi bei benefici."
Lei si inclinò e bisbigliò, "Voglio che mi sposi domani e poi farai l'amore tutta la notte con me. E avrai una visuale del mio torace che si espande."
Spike ridacchiò mentre le la mise sui suoi piedi, tenendo tra braccia intorno a lei. "Lo consideri fatto, e con più lussuria considerando i tuoi begli attributi."
"Bene, adesso sono stanca e voglio distendermi con il mio futuro, di nuovo, marito, e fare un breve pisolino prima della colazione", disse mentre gli prendeva la mano e cominciò a condurlo verso il letto.
"Sono il tuo umile servitore." l'aiuto a rimettersi sul letto, poi si accoccolò dietro la sua schiena usando la mano destra per prendere a coppa il suo seno e bisbigliarle nell'orecchio, "Darai da mangiare ai bambini con queste bellezze magnifiche? "
Buffy rise scioccamente mentre accennava col capo. "Sì. Spero che non ti dispiaccia."
Spike sorrise nei suoi capelli mentre rispose, "Non mi dispiace, solo sono geloso e invidioso"
"Sono abbastanza sicura di poter sistemare tutto paparino." disse lei sbadigliando.
"Dormi, baby, sarò qui quando ti sveglierai," promise Spike mentre si accoccolava più vicino a lei.
"Okay."
Lui non pensava che avrebbe potuto amare qualcuno più di quella donna meravigliosa. Vedendola mentre avvolgeva le braccia intorno Nigel e come stava accoccolato contro lei. Gli ultimi pensieri che gli balenarono per la mente furono il fatto che voleva allevare la sua famiglia qui a Sunnydale, e non a Los Angeles.
* * *
"Ha alcune risposte per me? " chiese Hank.
"Oh, sta venendo tutto alla luce, baby. Abbiamo abbastanza immondizia su quella cagna per mandarla via per tanto tempo", disse Warren al suo capo. "Ho tutto fuso in un disco che è in viaggio mentre parliamo. Le ho mandato per e-mail anche un bocconcino interessante d’informazioni su chi altro c'è dopo la nostra dolce pazza."
"Veramente, vorrei condividere."
"Suo marito."
"Suo cosa? " chiese Hank quasi soffocandosi con il caffè.
"Si, sembra che la nostra ragazza vada ovunque."
"Warren! "
"Scusi, capo",ridacchiò. "Sembra che la nostra ragazza psicopatica si sia sposato con un predicatore che si chiama Caleb Springer, del Texas."
"Interessante. Era legale? " chiese Hank.
"Non veramente, visto che lei ha usato uno pseudonimo. Lo stesso che stava usando quando ha preso il bambino dai servizi sociali."
"Hmmm, contatta l'uomo e vedi quello che ne viene fuori", lo istruì Hank, dopo aver già sistemato per l'arresto di Dru se avesse mai rimostrato la faccia.
"Il suo elenco delle identità false è impressionante. Penseresti che lavora per il governo."
"Hai localizzato dove ha partorito? "
"No, non ancora, scusi. Ho trovato le altre città dove i servizi sociali erano stati contattati per investigare sul suo comportamento come madre o potrei dire sulle mancanza di abilità da madre."
"Grande, la seppellirò una volta che la prendiamo."
"Sento che ha infinocchiato uno dei vecchi migliori di Sunnydale."
"Sì, bene, quello è stato risolto. Sto pensando che probabilmente avrei trovato una nuova prospettiva di vita quando ho fatto questo."
"Cosa? Oh, amico, non mi dire, prenderai il reparto della pattuglia di Sunnydale? " sbuffò Warren.
"Ehi, qualcuno devo tener al sicuro la mia famiglia", ridacchiò Hank. "Voglio dire puoi solo controllare i crimini insoluti sulle gang sul PCP per così tanto tempo."
"Amerai leggere sul bollettino d'informazione di pattuglia di quartiere."
"Tieni gli occhi aperti e fammi sapere appena viene individuata, e cosa questo Caleb puoi dirci."
"Posso dirtelo adesso, è un po' sul lato del fanatico religioso. Lui è perfetto e il resto dei predicatori della bibbia sembrano peccatori."
"Tienimi informato, e se sei un buon ragazzo, ti renderò il mio direttore delle operazioni."
"Oh, mi sto sentendo speciale, ma penso che rimarrò con il grande fratello qui e spierò solo su te", rispose Warren prima di attaccare.
Hank si chiese se avrebbero mai scoperto chi realmente fosse questa Drusilla Downing. Più che scopriva qualcosa su lei e più che la voleva far scomparire.
Spike si sedette e guardò Buffy e Nigel dividere i loro pasti. Il Dottor Rayne era venuto e gli aveva dato il certificato sanitario di Buffy dove diceva che stava benissimo e che potevano tornare a casa.
Spike sentì bussare alla porta e si alzò per andare ad aprire. Pensando che fosse il dottore di Buffy.
Tara, dell’assistenza sociale lesse sulla cartella che quella era la stanza di Buffy Summers. Il suo capo l’aveva chiamata nel suo giorno libero, dicendogli che quello era una caso speciale, di cui solo lei poteva occuparsi. Bussò e aspettò.
“Posso aiutarla?” chiese Spike alla donna che c’era di fronte a lei.
“Buongiorno. Io sono Tara McClay. Sono dei servizi Sociali. Mi hanno assegnato il caso di Nigel Bledsoe” si presentò chiedendosi se quello fosse il padre di Nigel.
“Entri pure, io sono William Bledsoe e quello è Nigel” disse indicando il figlio “E quella bellissima creature è la mia fidanzata, Buffy Summers”
“Ciao” salutò Buffy con un sorriso mentre Nigel nascondeva il viso nel suo collo “Nigel, saluta la signora”
“No!” rispose il bambino.
Buffy guardò Spike in modo preoccupato mentre lo sentiva piangere “Spike, tesoro aiutami”
Spike attraversò velocemente la stanza andando dal bambino “Piccolo?”
Nigel immediatamente si lanciò tra le braccia del padre “Mi porterà via!”
Spike si sedette sul letto di Buffy e il suo cuore si strinse quando vide che anche Buffy piangeva.
“Nigel io sono qui per assicurarmi che tu stia a vivere con tuo padre” lo rassicurò Tara “Vuoi vivere con tuo padre, giusto?”
Nigel tirò su col naso e annuì “Beh, va benissimo. Però ho bisogno che mi dipingi le tue dita su un foglio. Poi devo guardare la bocca a te e a tuo papà e farti anche delle foto, così poi compilo un foglio e tu potrai stare con tu papà” spiegò Tara.
“Perché?” chiese Nigel.
“Perché cosa, tesoro?” chiese Tara.
Nigel alzò la testa “Perché devi dipingere lei mie dita?”
Tara sorrise “Perché credo sia divertente, così posso avere una copia delle tue dita e anche quelle del tuo papà”
“Anche quelle di Buffy?”
“Solo se Buffy le vuole” disse Tara ammiccandole.
“Oh, si Buffy lo vuole. Deve essere un sacco divertente. Divento gelosa se non posso giocare anch’io” disse Buffy baciandolo sulla guancia.
Tara estrasse tutto l’occorrente. Perse le impronte a tutti, poi il DNA e scattò delle fotografie a tutti e tre. Fece delle domande perché potesse prendere una decisione.
“Non vedo nessuna ragione del perché tu non possa tenere Nigel. Parleremo quando i risultati saranno arrivati. Ma per l’adozione non ci dovrebbero essere problemi. Se questo non è tuo figlio dovrò andare a mangiarmi un Big Mac. E io sono vegetariana” gli fece l’occhiolino prima di arruffare i capelli del bambino.
Spike l’accompagnò alla porta “Hai fatto un lavoro meraviglioso con lui”
“E’ stato facile” gli rispose prima di guardare la bionda che stava nel letto con Nigel “Sei un uomo fortunato, ad aver trovato una donna che ama tuo figlio così senza restrizioni”
“Ringrazio il cielo ogni giorno” disse Spike “Sarei uno sciocco a lasciarla”
“Non credo lo farai”
“Grazie, Tara sei un dono del Cielo” sorrise Spike guardandola andare via.
“Ehy, amico, io sono la sola a cui puoi sorridere così” disse Buffy sporgendo le labbra e facendogli segno di andare da lei.
“Oh, luv, stavo sorridendo per ringraziarla” disse lui prenderle la mano.
"Quindi sono io. Lui vale l'ansia per tenerlo con noi. Ti ho detto quanto sono orgogliosa di te, per aver messo tuo figlio davanti a te stesso, a me e a noi?"
“Sono felice di non aver saputo che eri incinta, non avrei saputo più scegliere, anche se avrei tanto voluto non essermi trovato in quella situazione” sospirò Spike odorandole i capelli.
“Non dobbiamo più preoccuparci di questo” lo rassicurò Buffy spremendogli la coscia. ”Perché sei grassa?” chiese Nigel a Buffy mettendole una mano sullo stomaco.
“Non è grassa, Nigel è che sta portando i tuoi fratelli o le tue sorelline” spiegò accarezzando la testa di suo figlio “Anche tua mamma ti ha portato nella pancia prima che nascessi”
Nigel spalancò gli occhi “Davvero? E come escono?”
“Veramente. Penso che dovremmo fare un salto in biblioteca per farti vedere” suggerì Buffy. ”E come ci sono arrivati lì?” chiese Nigel mettendo la testa sul suo stomaco. ”Quelle è una storia che ti spiegheremo quando sarai più grande” disse Spike facendo il solletico al figlio.
Qualcuno bussò alla porta ed entrò il giovane dottore irlandese con un sorriso.
“Sono così felice di vederti sorridente” disse Doyle “Come sta la mia mamma preferita?”
“Pronta per tornare a casa col suo uomo” rispose.
“Oh ci andrete presto” ridacchio Doyle “E penso che potrete fare dei giochini birichini”
Spike guardò Buffy con uno sguardo sconvolto, aveva chiesto al dottore se potevano fare sesso.
“Ehy quando sei diventato così riservato?” rise Buffy vedendo la sua occhiata.
“Spero solo che presto non ti metterai a parlare d’api e fiorellini” sbuffò Spike, mentre Doyle lì salutava e se ne andava.
“Papà ho fame” disse Nigel sporgendo le labbra.
“E cosa vuoi mangiare, piccolo?”
“Pezzettini di pollo”
Buffy si alzò a sedere “Mi farebbero piacere anche a me”
Spike si sporse sul letto e baciò la fronte a Nigel “Rimani qui, Buffy. Vado a prendere da mangiare e chiama tua mamma per sapere le novità”
“Va bene” mormorò Buffy lottando con gli sbadigli mentre gli occhi le si chiudevano.
Spike prese per mano Nigel e uscirono dalla stanza.
Spike sorrise mentre camminarvano insieme fuori dall'ospedale. Nigel era al sicuro tra lui e Buffy che tenevano il piccolo per la mano. L'unica nube scura che era per Dru e lui aveva deciso di aver fiducia in Hank per quel problema.
"Non posso aspettare di tornare a casa, non c'è niente come dormire nel proprio letto" sospirò Buffy mentre lottò contro uno sbadiglio.
"Concordo, baby. Non posso lagnarmi sulla taglia, solo a quella massa che chiamano materasso", la stuzzicò Spike mentre gli strizzava l'occhio.
"Stiamo andando a casa? “ chiese Nigel con voce che sembrava esitante e nervosa.
"Stiamo andando a casa di mia mamma," gli disse semplicemente Buffy.
"Veramente, ti porterò ad un appartamento ammobiliato per oggi" li informò Lindsey mentre gli venne incontro. "Solo una precauzione, finché la signorina Downing non verrà arrestata e messa dietro le sbarre."
"Oh! " esclamò Buffy con voce un po' esitante.
"Mi dispiace, baby", bisbigliò Spike con voce stanca e impaurita.
Buffy si girò per dargli un sorriso rassicurante e disse, "Dolcezza, non è per te. Mi stavo solo già immaginando sul mio letto."
Continuarono a seguire l'agente alla macchina non contrassegnata. Spike e Buffy sapevano che avevano evitato il grande discorso sulle cose che erano successe nell'ultimo paio di mesi. Comunque, il riserbo per tale discorso era stato molto limitato, ma quello sarebbe cambiato se avrebbe divisolo un appartamento solamente con Nigel. Ci sarebbe stato del tempo per parlarne veramente e svelare tutto.
* * *
Dru camminò per la camera d’albergo, fuori Sunnydale chiedendosi come sarebbe riuscita a sistemare questo problema imprevisto. Il suo istinto di sopravvivenza le aveva detto di tagliare la corda di corsa. Se Spike aveva preso Nigel ed era ritornato dalla donna da cui lo aveva portato via, doveva significare che aveva scoperto qualcosa. Ma non avrebbe permesso a Spike di farla franca e tradirla. Lui le aveva fatto una promessa rendendoli una famiglia, e in passato non aveva mai rotto una promessa.
"Scommetto che il marmocchio ha parlato” borbottò lei mentre i suoi pensieri iniziavano a girare. "So di aver coperto molto bene le mie tracce. Lo faccio sempre. Deve essere stato il ragazzo."
Aveva letto del successo di Spike nel mondo dell’editoria un giorno e teneva la scheda per incassare il suo successo. Il suo piano le era venuto velocemente in mente, sapendo come era avventato Spike a prendere decisioni quando si trattava del passato. Avendo anche una conoscenza interiore della sua debolezza per i bambini, era stato facile manovrarlo. Aveva solo bisogno di sapere perché le regole era cambiate e lei non se n’era accorta.
* * *
L'uomo vestito di nero con un colletto bianco intorno al collo era in piedi fuori dall'aeroporto. Stava parlando col tassista chiedendo un passaggio fino alla stazione ferroviaria. Il treno per Sunnydale, se avesse fatto in tempo, doveva arrivare tra un'ora.
"La ringrazio per la sua assistenza", lo ringraziò Caleb, il conducente aveva capito il suo bisogno di arrivare dalla malata moglie.
"Nessun problema, Padre" rispose Juan mentre apriva la portiera per il predicatore. "Pregherò che la trovi in condizioni di salute migliori quando arriva."
"Grazie, Juan, non ci sono mai abbastanza preghiere, amico" il predicatore sorrise mentre continuò a pensare ai modi con cui stava per castigare la sua prostituta ed evasa moglie. "Sono sicuro che Dio sta ascoltando."
* * *
"Hank, dove è Buffy?” chiese Joyce mentre cercava la figlia quando aprì la porta.
"E' con Spike e Nigel", rispose lui aspettando che lo invitasse dentro.
"E' meglio se entri e che mi spieghi bene quello che sta succedendo", disse Joyce, con uno sguardo preoccupato sul viso.
Hank camminò nella casa e nel soggiorno, vedendo che tutti erano presenti. Stavano aspettandosi che Buffy ritornasse a casa. Si sentì male per il fatto che sarebbero stati delusi per il momento.
"Vedo che siete tutto qui." sospirò.
"Sì, a parte Buffy e company", sottolineò Xander.
"Mi dispiace per quello", si scusò Hank. "Li ho mandati in un luogo sicuro finché non prendiamo Drusilla."
"Possiamo parlarle? " chiese Joyce volendo sentire la voce di sua figlia.
"Sì, ecco un cellulare per chiamarla una volta che è arrivata", disse Hank mentre estrasse un piccolo cellulare da una tasca e il carica batterie dall'altra. "Dovrebbe arrivare tra breve all'appartamento. Ho un altro telefono là, che la aspetta con delle istruzioni una volta che arriva"
"Grazie, so che è sciocco dirlo, visto che sei il padre di Buffy," arrossì Joyce per quello che stava dicendo.
"Va bene, Joyce, capisco." Hank sorrise rassicurante. "Devo andare. Ho una riunione col sindaco, e un criminale da prendere."
"Potrebbe chiedere per favore al Signor Wilkins quando farà in modo di assumere persone competenti per proteggere i suoi costituenti? " chiese Giles ancora adirato per l'agente di polizia incompetente dall'altra notte.
Hank ridacchiò e decise di dirglielo, "L'ha già fatto. Stai guardando il nuovo capo della Polizia di Sunnydale."
"Cosa? Veramente? “ chiese Joyce, di colpo il suo ex-marito avrebbe rinunciato al lavoro che aveva scelto a scapito della famiglia."Penso che posso proteggere quegli a cui voglio bene stando qui a casa", rispose Hank, sperando che Rupert avrebbe capito che non stava tentare di riprendesi Joyce. Era in ritardo per loro, ma non era in ritardo per cominciare ad essere un padre e un nonno.
"Penso che sia una notizia meravigliosa", si congratulò Giles con l'uomo che non sentiva come una minaccia per sua moglie. Sapeva che l'uomo stava pensando alle sue figlie e nipoti.
"Sono veramente contento di sentirlo, Giles", rispose Hank mentre allungava la mano per stringerla a all'uomo che aveva fatto un lavoro eccellente nel prendersi cura di Joyce e delle sue ragazze. "Rispetto la tua opinione e mi fa piacere sentire che pensi che riusciremo a rendere Sunnydale una città più sicura per viverci."
Giles ridacchiò mentre gli stringeva la mano in risposta disse, "So che può essere sistemato."
"Grande! Bene sarà meglio se vado. Voglio controllare i miei uomini e vedere quello che hanno trovato finora", disse Hank prima di girarsi per andare via. "Vi terrò informati così saprete quando avremo Dru in custodia."
"Ciao papà! " Dawn corse da lui e l'abbracciò. "Sono così felice che sarai qui."
"Anch'io, bambina." sospirò Hank mentre la stringeva. "Prenditi cura e ascolta tua mamma, specialmente adesso, va bene? "
"Okay. Se vedi Buffy dille che le voglio bene", la voce di Joyce era triste.
L'espressione di Hank si ammorbidì mentre rispondeva, "Lo farò, e non vi preoccupate. Molto presto sarà a casa, ve lo prometto."
Tutti si misero in piedi quietamente mentre lo guardarono andare via. Tristi dal fatto che Buffy non stava tornando dritta a casa, ma sollevati che lei e Nigel erano al sicuro da alcuni potenziali problemi riguardo Dru.
"Signora Giles, desidera dirci cosa vi siete detti lei e Spike? " chiese Willow sperando di fare luce su tutto ciò che stava succedendo. Joyce fece segno a tutti di sedersi e poi spiegò tutto quello che Spike le aveva detto. Cominciando con come la madre di Nigel aveva detto le sue condizioni per fargli vedere il figlio. Che lui aveva tentato di scoprire il loro passato e aveva continuato a trovare solo muri. Il suo investigatore privato era venuto brevemente. Non poteva chiedere a Dru delle identità che aveva usato senza metterla in allerta.
"Wow, non sono sicuro di come avrei maneggiato una cosa del genere." sospirò Lorne, desiderando di aver seguito di più il suo istinto che gli diceva di convincere Spike a parlargli.
"Sì, mi sento dispiaciuto per lui", concordò Xander. "Non sono sicuro di quello che avrei fatto io."
"Io avrei scelto il mio bambino indifeso” sospirò Giles. "Non c'era nessun’altra scelta che vedo potesse prendere. Sembra che questo piano di Dru copriva tutte le basi eccetto una."c"Quale era? " chiese Joyce, curiosa di quello che diceva il marito.
"Hank", disse Giles con un sorrisetto. "Sono contento che Spike ha avuto del buon senso. Ho visto che non si è preso molta cura di se stesso. Ha perso troppo peso."
"Devo dire che ero troppo arrabbiato per notarlo allo zoo", disse Xander.
"Come lo ero io", concordò Giles.
"Quindi, pensate che Buffy lo perdonerà? " chiese Dawn.
"Penso che l'abbia già fatto" rispose Joyce sperando che nessuno obiettasse. "Penso che dovranno risolvere ancora qualche problema. Ma penso che lei lo possa perdonare dal profondo del cuore .""E noi? " chiese Xander.
"Suppongo che quello dipende da te", rispose Giles. "Io so che posso perdonarlo. Non è che le ha rotto il suo cuore con cattiveria, e dal suo punto di vista, il cuore di lei non era l'unico spezzato."
"Spero che potrà perdonare se stesso" disse Willow per sottolineare quel fattore. "E forse possiamo aiutarlo facendogli vedere che è stato perdonato."
Joyce andò verso la ragazza e l'abbracciò, dicendole, "Sì, hai ragione."Candice era davanti alla porta che sorrideva perché il suo lavoro qui era stato fatto. Era il momento di tornare a casa e trovare un'altra famiglia che aveva bisogno dei suoi servizi. Sapeva anche che il destino di Dru era scritto nelle carte, e nessuno poteva farci niente. La donna avrebbe incontrato presto il suo destino, e non sarebbe stato piacevole. Il suo unico rammarico era che la famiglia di Buffy e Spike avevano attraversato quel piccolo dramma ieri. Erano misure drastiche per momenti disperati.
Ritornò nella sua stanza e si preparò per andare via. Qualcuno l'avrebbe portata alla stazione degli autobus, non ne dubitava. Il problema era assicurarsi che non vedessero se salisse sull'autobus o no. Per dove aveva bisogno di andare, né l'autobus, né il treno, né l'automobile c'è l'avrebbero portata.
“Forse un giorno tutti crederanno a cose come gli angeli custodi” disse lei ammiccando mentre guardava il soffitto e rideva scioccamente “Nah, che divertimento ci sarebbe poi, no?”
Spike chiuse piano la porta della camera di Nigel, dopo averlo messo a fare un riposino. Sapeva che ora era tempo di rispondere a qualche domanda di Buffy.
Andò verso di lei “Come hai potuto andare a letto con Dru? E se fosse incinta di nuovo?”
Spike si prese un momento per rimettere insieme tutti i pensieri. Non la biasimava per voler sapere. Si sedette sul divano accanto a lei e gli prese la mano.
“Mi ha detto che quando ha partorito Nigel il suo utero si è danneggiato e hanno dovuto rimuoverlo. Aveva una brutta cicatrice” spiegò Spike prima di stringerle la mano “E cosa più importante, io gli ho detto che dovevamo aspettare alcuni mesi prima di fare sesso, il tempo che mi serviva per trovare qualcosa su di lei”
“Ma non è andata come hai progettato” sospirò lei, non voleva avere quella conversazione, ma purtroppo dovevano parlare.
“No, non esattamente” borbottò lui.
“Quindi tu e Dru avete fatto l’amore”
“No! Ma non ho mai fatto l’amore con quella donna. Solamente con te, Buffy, l’unica volta in tutta la mia vita in cui ho fatto l’amore è stato con te. E indossavo sempre un preservativo”
“Beh almeno lo praticavi in modo sicuro”
“Si, io so d’essere monogamo ma lei no. Gli ho detto di non voler rischiare la mia salute” le spiegò “Avevo solo bisogno di tempo per trovare delle prove, ma il mio investigatore privato non ha trovato nulla. Così ho assunto Candice per spiarla quando non c’ero”
“Quindi era solo sesso?” chiese Buffy.
“Buffy, non sono orgoglioso di quello che ho fatto. Ma il mio cuore è sempre stato tuo”
“In altre parole dovevi farlo per forza con lei”
“Non puoi immaginare quanto era dura per me” sospirò Spike.
“Spike, per favore promettimi che non prenderai mai più delle decisioni senza parlarne prima con me” disse Buffy avvicinandosi di più.
“Te lo prometto, amore” disse alzandogli la mano e portandosela alla labbra “Ho provato cosa vuol dire vivere senza di te, e non voglio provarlo più”
“So come ci si sente. Anche se ero incinta dei tuoi bambini, mi sentivo persa” concordò lei “Mi mancavi da morire”
“Buffy, non sapevo cos’era l’amore finchè non me l’hai mostrato” sospirò lui baciandole il collo “Sei il mio solo, la mia luce. La tua presenza fa volare il mio spirito. Senza di te non sono niente”
“Belle parole. Chi le ha scritte?” lo stuzzicò Buffy.
“Io” rispose timido.
“Quando?”
“Ieri notte, mentre ti guardavo dormire” gli confessò “Buffy, ti prometto di amarti finchè il signore non mi verrà a prendere”
“Signor Bledsoe, mi faresti il grande onore di diventare mio marito questo sabato pomeriggio?” chiese Buffy, voleva ricostruire la sua famiglia.
“Sarei onorato di diventare tuo marito” rispose lui con un grande sorriso.
“Hai bisogno di ingrassare, tesoro” gli disse Buffy.
“Non ho molto appetito” ripose lui prendendogli la mano “E’ meglio se ti riposi, piccola. Sembri stanca”
“Si, hai ragione” rispose Buffy combattendo con gli sbadigli.
Lui l’aiutò ad alzarsi “Su dimmi cosa vuoi amore, ti vizio”
“Oh mi piace essere viziata. Includi anche massaggi del corpo?” lo stuzzicò.
“Qualsiasi cosa mi comandi, piccola” le promise mentre la conduceva nella loro stanza “Dimmi cosa vuoi che ti massaggio”
“Stavo pensando al collo e alle spalle. E sei così buono magari anche alla schiena”
“Beh, non biasimarmi se faccio qualche fermata lungo la strada” fece le fusa Spike mentre la portava al letto, mentre la sua immaginazione la vedeva stesa sul letto che gridava il suo nome.
Buffy rise quando sentì la zip del suo vestito e le labbra di Spike che percorrevano il percorso del vestito mentre lo faceva scivolare. Una volta che finì a terra, le slacciò il reggiseno poi gli passò una mano sullo stomaco.
“Dimmi se ti faccio male” disse Spike mentre la toccava.
“Mi fido di te” mormorò Buffy.
“Sono contento, ma non ho mai fatto l’amore con una donna incinta, ho bisogno che mi guidi” disse lui ansioso, non voleva fare male né a lei né ai bambini.
“Lo farò, prometto”
Spike fece le fusa e le prese a coppa i seni “Non posso aspettare di vedere i nostri bambini mangiare da qui”
Buffy si lamentò quando glieli spremette e passò dolcemente le dita sui capezzoli “Ti voglio”
“Come vuole la mia signora” le ringhiò nell’orecchio.
Le portò le mani alle anche e l’accarezzò.
“Sono tua” disse lei, inclinando la testa di lato, mentre lui le mordicchiava il collo “Sono stata così tanto senza di te, non torturarmi ancora” lo implorò.
Spike sorrise e fece correre le labbra lungo la sua spina dorsale mentre gli sfilava la biancheria intima. L’aiutò ad uscirne prima di inclinare la testa e ammirarla.
“Buffy, puoi inginocchiarti sul letto e alzarti sulle mani?” gli domandò mentre si toglieva la camicia e si sbottonava i jeans.
“Si” rispose lei mentre si sistemava come gli aveva detto.
“Apri le gambe, amore” la istruì mentre lei eseguiva dandogli una bella vista del suo sesso.
Buffy ansimò quando sentì la lingua di Spike sulla sua apertura.
“Oh si così” si lamentò lei, mentre muoveva le anche in direzione della sua bocca.
Lui staccò le labbra e portò le mani nella sua femminilità e inserì un dito e poi un altro. Era così bagnata che il suo pene saltò in risposta.
“Tutto okay, piccola?” gli chiese mentre si alzava e si posizionava dietro di lei.
“Si, muoviti a far l’amore con me prima che ti spinga sul letto e ti violenti” ringhiò lei, facendolo ridacchiare.
“Soltanto se prendi anche frusta e catene, mia piccola tigre” la stuzzicò lui mentre si tirava giù i pantaloni e metteva la punta del suo membro sulla sua apertura.
“La prossima volta” ansimò lei inarcandosi.
“Promesse, promesse” mormorò lui mentre entrava lentamente. ”Oh, di più” lo implorò tentando di prenderlo di più.
“Prima piano, amore” ansimò lui tentando di tenere il controllo.
Buffy frignò “Lo voglio ora!”
Spike prese un profondo respiro e spinse. L’essere di nuovo dentro di lei lo faceva sentire in paradiso.
“Devo fare attenzione, piccola. Non voglio fare male a te o ai bambini” prese un profondo respiro, mentre si tirava indietro lentamente prima di entrare di nuovo. “Oh Buffy, piccola. Ti amo”
“Ti amo anch’io” gemette lei mentre stringeva i muscoli interni.
“Sei una sfacciata” gemette Spike mentre aumentava le spinte.
Buffy prese uno dei cuscini e se lo mise sotto la pancia “Stai bene?” domandò lui preoccupato.
“Sto bene, non fermarti” ringhiò lei.
Spike gemette “Non potrei mai” disse mente continuava a spingere portandola vicina all’orgasmo.
Sentì che stava per venire. Siccome era incinta non poteva spingere forte. Cercò di pensare a tutt’altro mentre aspettava che venisse prima lei.
L’unico problema era che stava facendo l’amore con Buffy “Vieni, amore, vieni per me” la pregò lui. ”Spike” urlò lei venendo, ricordandosi troppo tardi del bambino che dormiva nella stanza affianco.
“SI!” gridò di rimandò lui venendo forte.
Buffy rimase con la testa sul letto, sentendo le gambe deboli. Non era sicura di poter rimanere così ancora per molto “Oh…bisogno…di stendermi”
Spike si estrasse velocemente mentre lei rotolava per stendersi. Scoppiò a ridere quando lo vide in piedi, con ancora i pantaloni e le scarpe.
Lui con un sorriso si finì di spogliare rapidamente.
“Sei mia Buffy, sino alla fine dei miei giorni non ti libererai di me”
“E se muoio?”
“Non dirlo mai” ringhiò lui afferrandole un braccio “Per favore non lo dire, non dopo quello che è appena successo”
Lei alzò le mani e gli prese la faccia “Mi dispiace, piccolo. Non avrei dovuto dirlo. Vieni a letto, Spike. Abbracciami e tutto passerà”
“Credo dovremmo prendere delle coperte”
“Dammi la tua camicia” disse lei, voleva indossare qualcosa che sapeva di lui. L’aveva fatto anche quando lui l’aveva lasciata.
Lui sorrise e l’aiuto a mettersi la camicia prima di baciarle lo stomaco “Ciao, piccoli spero che io e la mamma non vi abbiamo spaventato”
“Probabilmente lì abbiamo cullati per farli addormentare” lo stuzzicò lei tirando su le coperte.
“Sono nel letto con la mia donna” disse felice Spike raggiungendola “Dormi, gattina” bisbigliò lui mentre l’abbracciava e portava una mano sotto la camicia per prenderle a coppa il seno.
“Anche tu, amore” disse lei tra gli sbadigli.
Spike aspettò finchè non si addormentò e poi si lasciò andare anche lui al sonno profondo.
* * *
Candice guardò Nigel dai piedi del letto e sorrise. Poteva sentire come era felice adesso. Ancora non era finita, ma le cose si sarebbero mosse nella direzione giusta.
“Il suo desiderio verrà realizzato, fosse anche l’ultima cosa che faccio” disse Hallie all’angelo custode del bambino.
“Hallie non puoi dirmi cosa ha desiderato” gli ricordò Candice.
“Lo so, ti sto dicendo solo che il suo desiderio verrà realizzato” disse il demone dalla vendetta ammiccando.
“Voglio ringraziarti per essere venuta prima che lei agisse. Mi ha dato l’opportunità di far si che tutto questo fosse possibile.” Hallie sorrise, ricordandosi l’ultima volta che il bambino era stato rinchiuso nell’armadio, aveva sentito il suo desiderio.
Poteva ancora sentire la vocina spaventata e impaurita chiedere “ Per favore dammi una mamma che mi ami.”
Quindi, andò da qualcuno in cui aveva fiducia che avrebbe fatto la cosa giusta e avrebbe dato al ragazzo la madre che si meritava, quella che aveva desiderato. Cosa che non poteva dire all'angelo, che doveva solo tenere al sicuro il bambino.
“Fai attenzione a te stessa, Hallie” disse Candice preparandosi ad andarsene. Si stava attaccando troppo a quel bambino.
“Non preoccuparti, è quello che so fare meglio” disse con un sorriso. Aveva un altra amica da incontrare e controllare. Aveva mandato Anya da un certo predicatore turbato che aveva il cuore spezzato a causa di una certa Dru.
Candice diede un bacio sulla fonte a Nigel, sapeva che sarebbe stato bene con suo padre e la sua mamma nuova. Nigel sospirò accoccolandosi ancora di più nel sonno, stava sognando di inseguire un grande cane nero mentre suo padre e Buffy lo guardavano.
La donna con i capelli neri si sedette sul letto nella camera d'albergo, ripensando al suo piano. Avrebbe trovato il ragazzo domani e lo avrebbe preso, giusto da sotto i loro nasi. Nessuno la prendeva in giro e se la cavava. Stasera avrebbe passato la notte qui, fuori di Sunnydale. Domani si sarebbe travestita così che potesse trovare quel ragazzo e portalo lontano da Spike.
Dru saltò quando qualcuno bussò alla porta, scioccata dal fatto che nessuno sapeva che fosse qui. Avvicinandosi alla porta con sospetto e chiedendosi se doveva aprire o fingere di non esserci."Io so che sei lì dentro", la voce meridionale e familiare parlò attraverso la porta.Sapeva che l'aveva trovata e non c'era modo in cui poteva nascondersi adesso. Sperando che ancora la sua influenza su lui fosse forte, aprì rapidamente la porta e saltò tra le sue braccia.
"Oh, mio amore, mi hai trovata! " pianse lei producendo facilmente delle lacrime a comando.
"Sapevi che potevo", rispose lui sorridendo, abbracciandola e sapendo che lei gli avrebbe mentito di nuovo.
"Mi ha costretto a lasciarti", iniziò la sua storia. "Voleva suo figlio, e punirmi per avergli tenuto Nigel lontano."
"Povera la mio dolce moglie, adesso sono qui," disse lui lentamente, felice che non avesse visto le mani e quello che contenevano.
Lui tenne vicina nel suo abbraccio mentre la portava nella stanza. Il suo mondo di puttana mentitrice stavano finendo. La voce di Dio nella sua mente parlò, istruendolo su come doveva punirla.
"Adesso, ha preso mio figlio e io non so cosa fare", pianse, pensando che fosse ancora lo stesso predicatore debole che aveva ingannato quando era corsa in Texas.
"Non c'è bisogno di preoccuparsi", l'assicurò lui mentre la portava verso il letto. "Caleb adesso è qui e si prenderà cura di tutto."
Dru sorrise, pensando di averlo in pugno mentre continuava a tirare su col naso e disse, "Sapevo che avrei dovuto chiamarti, ma pensavo che non avresti voluto aiutarmi."
"Ti aiuterò, non ti preoccupare di quello", le disse lui, la sua voce cambiò, diventando sinistra mentre rapidamente la buttava sul letto.
"Caleb?” chiese Dru con voce confusa mentre vide una parte di lui che non sapeva che esistesse.
"Ti avevo avvertito di non andare via", ringhiò lui mentre si allungava e afferrò un cuscino. "Nessuno lascia me e la vita."Gli occhi di Dru si spalancarono, sapendo che stava per ucciderla. Prima che lei potesse gridare si mise a gambe divaricate sul suo corpo, mettendole una mano sulla bocca. Le afferrò i polsi e glieli mise sopra la testa con l'altra sua mano. "Non mi hai mai chiesto delle altre mie due mogli. Avresti dovuto, e forse anche andare a trovarle."
Lei guardò su e vide lo sguardo di pazzia nei suoi occhi, rendendosi conto del suo errore fatale. Non era eccentrico come lei aveva pensato all'inizio, ma psicotico. Come aveva potuto fraintendere tutto quello?
"Oh, Dru, Dru, Dru cosa devo fare? " cantò lui mentre sorrideva furbo. "La mia prima ex-moglie incontrò la morte per causa di un ladro. La seconda moglie? Beh, reclamò la sua vita in un vicolo scuro per tutti aveva esagerato con la droga. Mai, mai nessuno le ha collegate a me."
Dru stava chiedendosi come avrebbe fatto il suo a farlo sembrare non un omicidio. La sua domanda divenne realtà mentre lui s’inclinò e sibilò, "E' stato terribile, hai saputo che le tue bugie e falsità sono state scoperte. Una che abusava del suo bambino non poteva più vivere con la colpa di quello che aveva." la mano che le copriva la bocca, adesso le strinse anche il naso. "Presto sarai troppo debole per lottare contro di me."
Sentì come se il tempo si stesse fermando, trovò difficile respirare e nessuna questione su come duramente tentò. La sua mente iniziò ad oscurarsi, mentre sentiva i polmoni come se stavano per scoppiare. I fatti della sua vita che cominciarono a balenarle davanti agli occhi, la spaventarono, vedendo per tutto quello che doveva pagare dopo che sarebbe morta.
"Ti aspetta all'Inferno", disse Caleb mentre la sentiva indebolita, aspettando alcuni secondi prima di completare il suo piano.
Lei si sentì stordita mentre lui le lasciava andare le mani. La volontà di lottare se n’era andata, mentre lo sentiva mettergli qualcosa nella mano destra, era freddo e cattivo. La sua mente incapace di trattare quello che lui le stava facendo, mentre le alzava la mano facendole appoggiare qualcosa di fresco contro la tempia.
"Pentiti dei tuoi peccati contro Dio e gli uomini", predicò. "Sarai giudicata e spedita all'inferno per quelli che hai corrotto con la tua presenza e le tue azioni cattive."
Prima che potesse reagire e fermarlo, era morta. Non sentì il colpo, o il dolore mentre la pallottola le entrava nel cervello. Il suo ultimo pensiero fu - come ho potuto lasciare che questo accadesse?
Caleb agì rapidamente mentre usciva velocemente dal letto e lisciava il lenzuolo per nascondere le tracce che sul letto c'erano due persone. Osservando il sangue sui guanti li tirò via e se li conficcò nella tasca dei pantaloni. Si lodò che non gli aveva permesso di vederli quando aveva aperto la porta prima.
Raccogliendo un kleenex camminò poi verso la porta, aprendola lentamente, assicurandosi che non ci fosse nessuno per poi uscire. Camminò rapidamente verso l’uscita di emergenza e scese i gradini al piano inferiore sorridendo a se stesso mentre usciva dalla stanza non visto.
* * *
Il movimento del letto lo svegliò. Era duro non cercare di sorridere, mentre il piccolo corpo continuava ad andare verso lui e Buffy. Il pensiero che questo poteva succedere ogni giorno gli rese impossibile non ghignare.
Buffy sapeva che Spike era sveglio, e sentì Nigel camminare sul letto verso loro. Trattenendo una risata sciocca, era una buona cosa che portasse la camicia a letto.
"Papà, sei sveglio?” chiese Nigel la voce così leggera e incerta.
"Sì, tesoro, sono sveglio", disse lui, girandosi per vedere il viso dolce ed assonnato del figlio, mettendogli in disordine capelli.
"Anch'io", li informò Buffy mentre rotolava per avere un'occhiata sulla sua famiglia. "Mio, come padre, come figlio." tentò di non sbuffare, vedendo che l'unica differenza in loro era nel colore dei capelli. "Avete delle teste da letto fantastiche."
"Io non parlerei se fossi in te." sorrise furbo Spike amando come i suoi capelli erano tutti arruffati intorno al suo viso. Facendogli venir voglia di far scorrere le dita attraverso la sua criniera, sperando di addomesticare le sue ciocche selvaggie.
Nigel rise sciocco mentre suo padre lo tirava mettendolo tra Buffy e lui. "Ho fame."
"Penso che tuo padre possa aiutarti con quello", disse Buffy mentre guardava Spike. "Ma, potrebbe essere un problema con l'uso della cucina."
Spike nitrì. "Bene, hai tu la mia camicia, Luv."
"Sì, ma non copre tutte le parti necessarie, Dolcezza" gli rispose dolce.
"Nigel, hai usato il bagno prima di entrare qui? " chiese lui.
"No" la voce di Nigel suonò come se avesse fatto qualcosa di cattivo.
Sia Spike e Buffy lo strinsero immediatamente mentre Spike iniziava a fare il solletico al figlio mentre gli suggerì. "Allora vai, e io andrò a vedere di fare qualcosa da mangiare."
"Fermati", rise Nigel. "Mi scappa la pipì"
Buffy sorrise mentre guardava entrambi i suoi uomini giocare. Sentendo uno dei bambini tirarle un calcio, mosse una mano per attirare la loro attenzione. "Nigel, vieni a dire ciao ai tuoi fratelli o sorelle." Nigel sembrò confuso, finché lei portò la mano al suo stomaco e disse, "Vogliono dirti ciao."
Gli occhi del bambino si spalancarono e aprì la bocca quando sentì il primo calcio. "Fa male? " chiese.
"No", disse lei semplicemente, guardandolo mentre continuava a sentire la sua pancia.
"Possono sentirmi? " chiese lui mentre la guardava con eccitamento sul viso.
"Penso di sì," rispose lei.Spike vide le lacrime di felicità negli occhi di Buffy mentre guardavano Nigel inclinarsi e presentarsi ai bambini non ancora nati. "Io sono Nigel",i disse e poi le baciò la pancia. "Sono il tuo fratello maggiore."
"Sì, lo sei", riaffermò Buffy. "Nigel, ti amerò per sempre come se fossi mio figlio."
Nigel la guardò con un'espressione insicura come chiese, "Posso chiamarti mamma?"
Spike vide il viso di Buffy aprirsi in un sorriso enorme mentre accennava col capo. "Sarei molto felice e orgogliosa se mi chiamerai mamma."
Nigel scese rapidamente dal letto e iniziò a correre prima di fermarsi e dire, "Vado al bagno."
Spike ridacchiò mentre spostava le coperte e saltò fuori dal letto. "Ho bisogno della mia camicia, gattina."
"Ma mi piace su di me."
"Non posso girare seminudo tutto il giorno" sospirò lui, poi ridendo mentre lei alzava gli occhi.
"Prima questo non ti ha mai fermato."
"Non avevamo un impressionabile bambino di quattro anni" disse lui ammiccando, come si tirava su i pantaloni.
"Vero." sospirò lei drammaticamente mente si toglieva la camicia e si metteva i suoi vestiti.
Lui camminò impettito verso lei per la stanza per prendere la camicia, facendola ridere come prima che Dru interrompesse la loro vita felice. Una volta che riprese la camicia nel suo possesso se la portò al naso e inspirò il suo profumo.
"Mio", disse lei mentre gli afferrava il viso e lo baciava appassionata. "Non lo dimenticare mai."
"Mai, baby, non voglio che tu dubiti ancora del mio amore per te", promise lui mentre la conduceva fuori dalla porta. "Adesso andiamo così posso alimentare la mia famiglia."
* * *
Hank aveva appena attaccato con Joyce. Aveva preparato delle cose che pensava che a Buffy potesse volere. Lui le avrebbe date alla coppia recentemente riunita. Nell'appartamento dove dormivano, parlavano, e erano solo una famiglia per un pò di tempo.
Quando il suo telefono di cellulare suonò, pregò che fossero buone notizie su Drusilla, mentre disse, "Summers, qui. Spero che avrai qualcosa per me."
"Ehi, capo" disse allegro Warren. "Ho delle buone notizie, beh, almeno penso che puoi chiamarle così."
"Illuminami", rispose Hank sperando di poter arruolare l'uomo per venire a lavorare per lui dopo che tutti questo sarebbe finito.
"Sa dove è Sutherland, California? " chiese Warren.
"Sì, altrimenti noto come Smotherland, a causa delle morti discutibili che accadono là" rispose Hank, chiedendosi cosa aveva a che fare questo con Dru.
"Beh, sembra che hanno una Prudence Falkner come ospite alla Locanda, o era un ospite." disse Warren.
"Dovremmo conoscere questa Prudence per quale ragione? " chiese Hank chiedendosi se avesse qualcosa a che fare con Dru.
"Era uno dei pochi nomi che sono stato capace di scoprire della nostra bella madre-non-dell'-anno che aveva usato in passato." sospirò Warren. "Li ho chiamati avanti e gli ho detto di non spostare il corpo."
"Ottimo lavoro, Warren" lo lodò Hank. "Chiama Lindsey e chiedigli di andare a prendere Joyce per vedere Buffy. Io verrò rapidamente per vedere se è davvero lei."
"Va bene, capo," rispose Warren mentre usava l'altro telefono per comporre il telefono di Lindsey. "Mi tenga aggiornato, va bene? "
"Te lo farò sapere appena vedo il corpo. Dica a McDonald di tenere la mia famiglia al sicuro."
"Lo farò", disse Warren mentre attaccava con Hank e si girò per dire a Lindsey il nuovo piano.
* * *
Spike non si era mai sentito così felice guardando la sua famiglia che sedeva insieme a tavola. Lo sguardo della sua ragazza mentre mangiava il suo toast francese soffocato da banane affettate e sciroppo, era una mistura di disgusto e curiosità. Non poteva aiutare nel chiedersi se avesse mangiato altre miscele del genere durante tutta la gravidanza.
Nigel storse il naso per quello che Buffy stava mangiando e chiese, "Non devo mangiare quello, vero?"
Spike lottò di nuovo contro una risata quando Buffy iniziò a sporgere le labbra e disse, "Il sapore è migliore dell'aspetto, veramente."
"Non preoccuparti, luv. Se pensa che sia meglio una cosa come latte e biscotti prendili e goditelo", la confortò Spike.
"Ma lo è" disse lei mentre il suo labbro inferiore cominciava a vibrare. "Qui, assaggiarlo", offrì mentre allungava la forchetta verso Spike.
"Non gradisco troppo le banane, pet", disse usandola come scusa.
"Ti piace la torta di crema di banana di mia mamma," lo sfidò lei.
"Ma non mi piace la banana impanata", le ricordò.
"Non lo saprai, a meno che non lo provi", disse lei con uno sguardo deciso sul viso.
Spike rise mentre si inclinava e le permise di mettere il boccone il bocca. Il gusto era troppo dolce per lui, e oltre che nella torta di crema, non gli piacevano molto le banane.
"Quindi?" chiese aspettando di vedere la sua reazione.
"No, non buono come la torta di crema." sospirò lui, mentre si metteva dietro a lei. "Ho bisogno di avere un secondo assaggio."
Buffy inclinò la testa indietro e lui s’inclinò e la baciò profondamente, assaggiando la sua dolcezza che era mescolato al gusto del suo pasto. Non si sarebbe mai stancato di baciarla, e promise che lei non avrebbe mai più dubitato del suo amore.
"Quello era migliore di tutte le torte di crema di banane," disse lui dopo che si separarono, facendole l'occhiolino mentre si rivolse a suo figlio e chiese, "Hai ancora fame? " avendo visto il suo piatto quasi vuoto.
Nigel accennò col capo, mentre guardò suo padre in faccia. "Dovrò tornare a vivere con la mamma? "
"Vuoi farlo? " chiese Spike mentre s’inginocchiò davanti alla sedia del figlio."Sarei cattivo se dicessi di no? " chiese lui, facendo capire a Buffy che il ragazzo era cresciuto per la sua giovane età."No, non ti renderebbe cattivo, Nigel. Forse un giorno potrai dirmi tutto quello che ti faceva, e posso dirti che non accadrà di nuovo. Te lo prometto nessuno ti farà del male di nuovo finché vivrò" rassicurò il figlio, mentre prendeva coppa con la mano il suo piccolo viso. "Crescerei sapendoti amato e voluto."
Nigel si gettò tra le braccia del padre, facendo sì che Spike perdesse l'equilibrio e cadesse indietro. Lui fece il solletico al figlio, facendo spandere la risata infantile per la cucina. Il viaggio e quello che aveva affrontato per trovare il figlio valeva la pena se potesse continuare a sentire questo suono finché poteva.
La risata genuina del ragazzo fece lacrimare Buffy. Era come trovare un tesoro sommerso, lei poteva dire che l'ostacolo sulla strada, noto anche come Dru, era un'intrusione accettabile. Se le cose non fossero andate come erano andate, quel bel bambino non sarebbe stato lì con loro oggi. La vita di Spike sarebbe stata buia, preoccupandosi della qualità della vita del suo bambino e se fosse stato ancora vivo.
Ringraziò silenziosamente chiunque avesse reso possibile il suo viaggio nel passato. Se non avesse avuto l'opportunità di vederlo sotto un altro aspetto, non era sicura che sarebbe stata in grado di accettare così facilmente Spike nella sua vita.
Hank uscì dalla camera d’albergo, con molte domande che gli giravano in testa e che avevano bisogno di risposte. Era chiaro che la donna morta era Dru, non era più una minaccia per quelli che amava. Ma tutto quello non aveva senso, era sicuro che era stato un atto violento. E certamente non era morto per mano sua.
“Sa se ha ricevuto visitatori?” chiese all’ufficiale.
“Il direttore ha chiamato il suo impiegato che ha registrato la sua presenza. Ha detto che è arrivata a tarda notte da sola. Non ha visto arrivare nessuno e nemmeno l’impiegato di stamattina.”
Hank sapeva che stava facendo troppe domande, ma non poteva farne a meno. Ma qualcosa gli diceva che quello che era successo non aveva niente a che fare con Spike e Nigel. Quello che era accaduto, doveva avercela con Dru non con suo figlio.
“Se si sa qualcosa, fammi sapere” disse Hank mentre tornava sulla scena del delitto. ”La stiamo portando all’obitorio di Sunnydale” disse il coroner “Che nome dobbiamo usare?”
“Registrala pure lo pseudonimo che ha dato, e poi scrivici Drusilla Downing”
“Bene, c’è qualche parente che dobbiamo avvertire?” domandò mentre usciva.
“No, non c’è” disse Hank era compito suo dire a Spike quanto era successo.
“Grazie per essere venuto. Anche se non capisco perché ci teneva così tanto” disse l’ufficiale curioso
“Dovevo verificare che fosse tutto apposto” disse Hank con tono noncurante “Ora vado ma sta arrivando uno dei miei uomini”
“Nessun problema agente Summers” disse l’ufficiale, era felice che potesse assumere il comando per un momento.
Hank salutò e si affrettò alla macchina. Tirò fuori il cellulare e chiamò Warren.
“Ehy, capo novità?”
“Warren, trova qualcuno che può andare a prendere un cadavere all’obitorio di Sunnydale. E’ sotto il nome di Prudence Falkner ma attaccato ha Drusilla Doping. Fagli fare un’autopsia ho bisogno di sapere la causa della morte in fretta” lo istruì “E scoprimi anche chi è veramente questa donna”
“Sai che non sempre si riesce a scoprire” ”Fai tutto il possibile. Ma mi interessa di più dove ha partorito Nigel. Voglio il certificato di nascita del bambino e chi si presume abbia detto che fosse il padre”
“Okay, farò tutto” promise Warren, sapeva bene quanto fosse personale questa cosa. ”Grazie, Warren”
“Ma le pare, capo”
“Tenterò di rubarti per farti lavorare con me” concluse Hank mettendo giù.
Warren rise contento.
* * *
Joyce guardò la scena con un sorriso sulle labbra.. La prima cosa che aveva notato quando era entrata nell’appartamento della figlia, era come Buffy e Spike si fossero avvicinati di nuovo.
“E’ così bello vederti sorridere di nuovo” disse Joyce.
"Lui è tornato nella mia vita, e una cosa ancora più speciale" spiegò Buffy "Devo dire, per quanto sia doloroso, che valeva la pena per avere quel piccolo con noi ora"
“Non pensi che avrebbe potuto essere andata diversamente?" chiese Joyce, chiedendosi se non avessero sul serio parlato o se lei stesse solo accettando in dietro Spike senza domande.
“Pensare a come sarebbero andate? No. Sarebbe inutile pensarci. Nigel è con noi ed è al sicuro, questo è l’importante” disse sperando che sua madre capisse “Se le cose fossero andate diversamente, probabilmente lui sarebbe stato in qualche luogo sperduto da dio con Dru, e trattato malissimo. Non mi sarebbe costato mio marito, ma Spike sarebbe diventato matto dalla preoccupazione e non si sarebbe dato pace finchè non lo avesse trovato. Quindi no, non posso lagnarmi di come sono andate le cose e Nigel rimarrà per sempre con noi”
“Beh, stavo pensando le stesse cose” sorrise Joyce
“Mamma mi chiedevo se ti alzerai presto sabato”Joyce la fissò senza capire “Perché mi devo alzare presto sabato?”
“E il giorno del mio matrimonio” disse con un sorrisone.
“Oh, Buffy sarei onorata di venire” disse Joyce sull’orlo di piangere “Sono così felice per te”
“Perché la nonna piange?” chiese Nigel entrando in cucina.
“Oh perché sono felice” e pianse ancora più forte nel sentirsi chiamare nonna “Vieni qui e fatti abbracciare un po’. La nonna ha bisogno di un grosso abbraccio”
Il sorriso di Nigel gli ricordò tanto quello di Spike. Il bambino salì sulle sue gambe e l’abbracciò stretta “Ti voglio bene, nonna”
“Ti voglio bene anch’io, Nigel” rispose Joyce.
“Papà mi ha detto di chiederti di farmi una torta a crema di banana” disse Nigel accollandosi meglio.
“Davvero te la chiesto?” rise Joyce “Allora ne farò due, una per te e una per lui”
“E per me?” la stuzzicò Buffy.
“Puoi dividerla con me” intervenne Spike dalla porta.
“Divideresti la tua torta alla crema di banana con me?” chiese Buffy con un sorriso sbarazzino.
“Sono sicura che ti sdebiterai” disse Spike ammiccando facendola arrossire.
“Papà ha detto che gli ha fatto assaggiare qualcosa di meglio della torta” disse innocentemente Nigel riferendosi a quello che aveva detto il padre.
“Qualcosa di meglio della mia torta?” chiese Joyce, con un sopracciglio alzato.
“Mi spiace, Joyce, ma si qualcosa di meglio della sua torta” disse guardando la sua ragazza.
"Ora capisci perché devo tenerlo" sospirò Buffy, mentre guardava la madre seria "Voglio dire, non so cosa farebbe senza di me"
“Io vivo per servirla, milady” disse Spike ricordandosi di quando erano andati a vedere Lady MacBeth.“Odio interrompere, ma devo tornare a casa a preparare la cena” disse spiacevolmente Joyce mentre baciava Nigel sulla guancia e lo faceva scendere “Così compro anche gli ingredienti per la torta””Ah ma così mi vizi gli uomini” disse allegra Buffy “Vuoi portare qualcos’altro a mio figlio?”
“Umm, non so. Vuoi qualcosa Nigel?“ chiese Spike.
“Non lo so” rispose il bambino.
“Faccio qualcosa per sorprendevi?” chiese Joyce facendogli l’occhiolino “Abbiamo bisogno di far ingrassare il tuo papà”
Spike ridacchiò guardando la sua ragazza abbracciare la mandre prima che lei si avvicinasse “Sono felice che vi siete chiariti” sussurrò baciandogli la guancia “Ho delle cioccolata calda e di marshmallows nella mia credenza”
“Grazie, Joyce” rispose Spike baciandola sulla guancia.
“Quando tornerete a L.A?” chiese Joyce.
“Quello è qualcosa di cui ancora dobbiamo discutere” rispose Spike.
“Papà possiamo finire di giocare a Spiderman?” chiese Nigel, non rendendosi conto dell’importanza di quella discussione.
“Andate a giocare accompagno io la mamma fuori” disse Buffy, sapendo che avrebbero avuto tutta la sera per parlare, ora era tempo di stare dietro a Nigel.
“Ti vedrò presto, Joyce” disse Spike baciandogli la guancia.
“Ti vedrò presto, nonna” disse Nigel imitando il padre e baciandola sulla guancia.
Buffy guardò i suoi due uomini tornare nel soggiorno “Stiamo pensando di rimanere a Sunnydale”
“Non posso dire quanto ci ho sperato” rispose Joyce dandole un bel sorrise “Vorrei esserti vicina quando nascono i bambini, e voglio che Nigel mi conosca meglio”
“Ne parleremo” la rassicurò Buffy “Ti dirò sabato, stiamo facendo piani”
“Fai quello che ti senti, ti appoggio” disse Joyce.
“Mamma grazie per tutto” disse Buffy, facendole capire che gli era molto grata per aver riaccettato Spike nella famiglia incorporandoci anche Nigel.
“Chiamami più tardi” le rispose Joyce, facendole capire che non era necessario nessun grazie.
Buffy accompagnò la madre alla porta e la salutò, assicurandole che l’avrebbe chiamata. Una volta che la faccenda di Dru si fosse sistemata la vita sarebbe andata meglio.
Buffy si spaventò, svegliandosi quando sentì il campanello. Si era appisolata sul divano, mentre guardava il film Nemo con Spike e Nigel. I dimenarsi accanto a lei le dissero dove era accoccolata, facendola sorridere. I loro sonnellini insieme stavano divenendo un'abitudine molto bella. Ne avrei usufruito fin quando poteva.
"Chi è là? " sentì chiedere a Spike mentre tentava di scuotere via la sonnolenza.
"Hank."
Sentire la voce del padre fu abbastanza per eliminare tutto il sonno dalla sua mente. Sentì la serietà nella voce del padre e seppe che gli stava portando delle notizie su Drusilla. La sua unica speranza era che sarebbe stare a loro vantaggio.
"Entra. Hank", disse Spike, sentendosi mancare il fiato quando vide lo sguardo arcigno sul volto dell'uomo più anziano. "Suppongo che hai delle notizie."
"Sì, c'è l'ho", disse Hank con voce un pò troppo ufficiale per i gusti di Spike e Buffy. Poi la sua espressione si ammorbidì quando sentì la voce di Nigel chiamarlo, mentre fascio d’energia correva verso lui dicendo, "Nonno! "
Buffy non poteva aiutare ma si sentì un pò gelosa, vedendo suo padre sorridere e prendere rapidamente il bambino. Si ricordò quando lo faceva anche con lei e Dawn quando erano più giovani. Poi accadde qualcosa e la loro relazione non era stata più così libera da preoccupazioni. Lui li aveva lasciati per il suo lavoro.
"Come sta il mio ragazzo? " chiese Hank tenendosi vicino il nipote, assaporando questo momento, ricordandosi di quando aveva fatto lo stesso con le sue ragazze. Lui guardò a Buffy e ghignò dicendo, "Ricordo quando potevo farlo anche con te. Dio, ho perso le mie ragazze che correvano verso di me, salutandomi quando tornavo a casa."
Buffy poteva vedere la sincerità nei suoi occhi, sapendo che il tempo era un nemico così come un amico. Se suo padre voleva essere coinvolto nella loro famiglia, chi era lei per dire di no. "Lo ricordo anch'io, e spero di vederti di più."
"Sto lavorando su quello." sospirò Hank. "Amerei essere coinvolto di più, conoscere la donna che sei diventata."
"Lo gradirei moltissimo" rispose Buffy, notando Nigel rilassato tra le braccia di suo padre.
"Ho bisogno di parlare con Spike adesso", disse Hank odiandosi di dover cambiare argomento, dando a Buffy un'occhiata, indicando il bambino che aveva ancora tra le braccia.
"Nigel, vieni con me a fare un po' di tè e ha prendere dei biscotti", suggerì Buffy al bambino sapendo che era un qualcosa che i suoi giovani orecchi non aveva bisogno di sentire.
La parola biscotti attirò l'attenzione del bambino mentre disse emozionato, "Va bene." facendo sapere a Hank che voleva essere messo giù.
"Sono sicuro che qualcuno mi farà sapere tutto più tardi", disse Buffy, dando ad entrambi gli uomini un'occhiata decisa mentre Nigel si dirigeva verso lei.
"Ti do la mia parola, luv", le disse Spike sentendosi grato che lei stesse portando via così facilmente Nigel. Spike vide suo figlio condurre Buffy verso la cucina. Vederli insieme adesso gli diede la speranza che le notizie di Hank fossero a loro favore. L'ultima cosa di cui aveva bisogno era soffrire al pensiero di dover lasciare suo figlio.
"È probabile che ti voglia sedere", suggerì Hank, sedendosi su una della sedia nel soggiorno.
"Solo dillo", borbottò Spike, non voleva sedersi, si sentiva troppo nervoso per quello.
"Spike, non è la cattiva notizia che ti aspetti, per favore siediti", lo implorò Hank, sapendo che per l'uomo sarebbe stato comunque difficile dopo che gli avrebbe dato tutte le notizieCosa puoi dire uomo quando dovrà spiegare a suo figlio che la madre è morta? C'era poi il fatto che l'assassino stava girando ancora libero e non sapevano se questa persona stesse cercando Nigel, o Spike per quella questione.
"Solo dimmelo." sospirò Spike chiedendosi perché Hank stesse prendendo tutto quel tempo per dire quello che doveva dire.
"Abbiamo trovato Drusilla" disse lui, vedendo lo sguardo preoccupato sul viso dell'altro uomo.
"È stata arrestata? " chiese rapidamente Spike sperando che non fosse scappata.
"No"
"Per l'inferno maledetto perché no? " ringhiò Spike, fulminando con lo sguardo l'uomo che aveva promesso di catturarla.
"Non c'è un modo facile per dirtelo." Hank si inclinò indietro sulla sedia, guardandolo per incontrare il suo sguardo. "Dru è morta. Qualcuno l’uccisa nella sua stanza del motel oggi."
Spike si trovò improvvisamente ammutolito mentre si lasciò cadere sopra il divano. In un milione anni non si era mai immaginato che qualcuno gli avrebbe detto che Drusilla era morta. Tutto quello a che riusciva a pensare era come dirlo a Nigel, perché non c'erano questione su quello che aveva fatto, ma amava comunque la madre.
"Alcuni indizi su come o chi o perché? " chiese Spike preoccupandosi che il figlio poteva essere in qualche modo un obiettivo.
"No, ma noi ci stiamo lavorando. Mi sono occupato di lei, e vedremo quello che possiamo trovare", lo riassicurò Hank. "È probabile che tu, Buffy, e Nigel dobbiate stare qui per alcuni giorni in più."
"Non mi preoccupa quello, ma voglio assicurarmi che questo non ritornerà a fare del male a mio figlio." la voce di Spike era piena di preoccupazione e determinazione di tenere il figlio al sicuro.
"Ecco perché ho reso questa come una nostra priorità. Non lascerò che accada qualcosa a mio nipote", promise Hank, e Spike fu visibilmente rilassato mentre lui diceva quelle parole.
Lo scaldò il fatto che il giovane aveva fiducia in lui. C’era voluto tempo per conoscere Spike veramente e raddrizzare tutto il male. Finalmente albeggiò su lui che non solo aveva guadagnato un nipote, ma anche un figlio.
Il compito di dire a Nigel che sua madre era morta passò per la mente di Spike mente si copriva il viso con le mani e borbottò, "Come faccio dire ad un bambino che non vedrà mai più sua madre? "
"Dicendogli una piccola bugia," gli suggerì Hank. "Digli che sua madre è andata a vivere con un angelo. Sono sicuro che Dio capirà il tuo motivo."
Spike ridacchiò, dicendo, "Divertente, visto che lei non ha mai creduto in Dio.""E tu? " chiese Hank.
"Io credo in un potere più alto", rispose Spike, mentre guardava verso la finestra. "Penso che ne parlerò con Buffy e vedrò quello che ne pensa."
"Penso che quello sia un gran piano."
"Possiamo entrare adesso? " chiese Buffy dalla porta. "O ancora solo gli adulti possono entrare."
"Il vietato ai minori di 4 anni è passato Luv" rispose Spike aspettando che la sua famiglia lo raggiungesse.
"Nigel, vuoi mostrarmi la tua stanza? " suggerì Hank, pensando di tenere il ragazzo occupato mentre Spike e Buffy parlavano di Dru.
"Okay", disse Nigel mentre andava da Hank e gli prese la mano, conducendolo. "Poi possiamo prendere i biscotti."
"Sì, poi possiamo prendere i biscotti." rispose Hank con voce molto divertita per la semplicità dei bambini.
Buffy sapeva che suo padre stava dando a lei e Spike il tempo per parlare di quello che era appena successo da soli. Mentre nella cucina tutto quello che era riuscita a pensare era che stavano perdendo tutto, perdere questo prezioso bambino che amava come se lui il suo.
"Dru è morta", disse semplicemente Spike, sentendosi colpevole che una parte di lui fosse contenta che se ne era andata da questo mondo.
"Oh, mio Dio! " ansimò Buffy mentre si muoveva per abbracciarlo. "Non posso dire che mi dispiace, ma mi sento terribile per come questo colpirà Nigel."
"Quella è l'unica cosa della sua morte che mi preoccupa", confessò Spike mentre la teneva vicina. "Sono una cattiva persona nel sentirmi sollevato che lei in un posto dove non puoi fare del male né a noi e né a Nigel? "
"Penso di essere la persona sbagliata a cui chiederlo, perché non posso dire che sia una cattiva cosa", rispose Buffy trovando difficile sentirsi triste riguardo alla morte dell'altra donna. "Com’è successo? "Spike se la tirò più vicina mentre ripeté quello che Hank gli aveva detto. Si accorse del momento in cui la sua preoccupazione si diresse verso Nigel. Il suo corpo si tese mentre s’inclinò indietro per chiedere, "Pensa che chiunque l'abbia uccisa stia cercando il nostro ragazzo? "
"Non lo so", disse Spike con un tocco di incertezza nella voce. "Posso pregare che volesse solo lei."
"Forse si è uccisa," suggerì Buffy pregando che la donna pazza avesse reclamato la sua vita.
"Dru non si sarebbe mai uccisa. Mai in un milione d’anni." la voce di Spike conteneva così tanta condanna che seppe che stava dicendo la verità. Il pensiero del suicidio come la causa della morte non gli era mai passata per il cervello.
Buffy gli posò la mano contro il viso. "Che cosa dice mio papà? "
Spike si inclinò contro il suo tocco mentre rispondeva, "Si occupa di investigare sulla sua morte e farà tutto quello che è in suo potere per tenere Nigel al sicuro." confermando che suo padre non credeva che la donna si era suicidata.
"Non lascerà che gli succeda qualcosa", disse Buffy mentre gli diava un sorriso rassicurante prima di aggiungere, "Penso che probabile vedremo molto spesso mio papà."
Spike ridacchiò, "Sì, hai visto il suo viso accendersi quando lui l'ha chiamato nonno? "
"Si, si è acceso come un albero di Natale." Rise Buffy “Mi stavo chiedendo, chi sarà il tuo testimone al nostro matrimonio? "
"Non ci avevo pensato, veramente" risposto lui. "Perché? "
Il sorriso di Buffy divenne più grande mentre suggerì. "Mi stavo chiedendo se dovessimo includere Nigel come nostro testimone di nozze."
"Stavo pensando a chiederlo a tuo Papà, visto che ha creduto in me abbastanza da aiutarmi a riaverti", aggiunse Spike volendo includere Hank."Hmmm, penso che forse lui mi accompagnerà all'altare e poi mi alzo con te e Nigel, mentre diciamo i nostri voti", suggerì Buffy sapendo che suo padre e il suo quasi marito avrebbe avuto una relazione più vicina dopo tutto quello che era stato detto e fatto.
Spike cercò i occhi suoi, mentre chiedeva "Come gli dico che sua madre è morta? "
Buffy si mise un'espressione di risoluta. "Noi, lo faremo insieme, adesso glielo metteremo in modo che lui possa gestirlo. Rendilo semplice e digli solo che sua madre è andata a dormire con gli angeli. Per il resto possiamo aspettare quando diventerà più grande e vorrà sapere di più."
Lui s’inclinò per baciarle leggermente le labbra mentre bisbigliò, "Stesso padre, stessa figlia. Anche Hank ha menzionato gli angeli."
"Pensi che sia finita? C'è un'opportunità che questo tipo venga a cercare Nigel o te? " chiese Buffy, preoccupata che potesse perderli entrambi.
"Il mio istinto dice di no."
"Allora, andiamo avanti con le nostre vite. Possiamo aspettare e dirlo a Nigel dopo il matrimonio o adesso", suggerì Buffy. "Per essere onesta aspetterei dopo il matrimonio - per dare a lui e a noi un giorno felice per iniziare la nostra vita insieme"
"Sapevo che mi ero innamorato di te per i tuo cervello e il tuo corpo", la stuzzicò Spike, sperando di alleggerire l'umore prima di andare da Nigel.
"E io credevo che era perché ti avevo reso il gioco duro."
"No, baby, amo la caccia", disse lui, muovendo le sopracciglia mentre il suo sguardo così intenso le fece scaldare tutto il corpo.
"Il mio cacciatore possente, andiamo a prendere nostro figlio e assicuriamoci che non abbia messo mio padre in qualche guaio", disse Buffy mentre gli prendeva la mano e lo conduceva verso la stanza di Nigel.
* * *
Warren continuò a fissare il rapporto preliminare dove era incluso la dichiarazione di uno alla receptionist. Qualcosa d’importante era là, ma aveva poco tempo per elaborare i dati e trovarlo.
"So che ci sei, sta solo aspettando di saltare fuori e mordermi, solo lo so che c'è", borbottò mentre si allontananava, pensando se avesse avuto un pò di riposo, l'avrebbe trovato.
Cominciò a leggere quello che erano stati capaci di trovare sulla cagna misteriosa dall'inferno da dove era venuta. Trovando l'elenco degli impiegati del motel, chiamò il numero, sperando che la persona sarebbe stata a casa e vicino ad un fax. Se i suoi sospetti erano fondati, avrebbe trovato l'assassino di Drusilla.
Giles era seduto e guardava come Nigel era attaccato a suo padre. La pazienza che stava mostrando Spike gli fece capire che padre meraviglioso fosse. Capì benissimo perché Hank si era tanto impuntato. Se non fosse intervenuto, non sarebbero tornati ad essere una famiglia. Nigel non sarebbe stato felice e Spike sarebbe stato ancora loro nemico.
E in più non aveva mai visto Buffy così felice. E poi Hank e Buffy si erano riuniti per una seconda opportunità.
Prese la mano di Joyce e la strinse “Oggi non poteva essere più perfetto”
“Sono d’accordo” concordò Joyce inclinando la testa sulla sua spalla “Non è grazioso Nigel?”
“Si”
“Spike è così buono con lui” sospirò guardando il suo futuro genero inginocchiato a giocare col figlio.
Joyce si prese un momento per guardare Dawn e Lorne che bisbigliavano come due bambini. Sperava tanto che la sua piccola trovasse qualcuno che l’amava allo stesso modo in cui Giles amava lei, come Spike amava Buffy e Xander amava Willow.
La sera precedente era stata una notte di sorprese. Era arrivata la carta che attestava l’adozione. Guardò i recenti genitori e sorrise. Nel suo cuore capì che tutto poteva andare per il meglio.
Spike era in piedi nello stesso punto in cui aveva chiesto a Buffy di sposarlo la prima volta. Era sulla spiaggia, il luogo dove Buffy gli aveva detto la prima volta che lo amava.
Guardò suo figlio che sembrava nervoso dato che tutti lì guardavano. L’aveva vestito in modo causale pantaloni color caco e una semplice camicia bianca. Buffy aveva voluto che fosse semplice come l’oceano.
“Nigel cosa c’è che non va?” chiese Spike passandogli le mani nei capelli.
“Perché ci devono guardare tutti?” chiese piano.
Spike si inginocchiò per vederlo meglio “Perché sono felici per noi. Presto io e la mamma ci sposiamo. Saremo una famiglia. Vogliono augurarci buona fortuna”
“Starete senza di me?” chiese Nigel con le lacrime.
“Solo stanotte, ma poi tutti insieme. Ci vediamo domani mattina” lo rassicurò chiedendosi perché Dru aveva dovuto spaventarlo così.
“Ma voglio stare con te” sporse le labbra e Spike capì che era stanco e impaurito. ”Ne riparliamo dopo il matrimonio, okay?”
Gli occhi di Nigel si accesero e accennò col capo abbracciandolo forte.
Buffy guardò come Spike aveva tranquillizzato loro figlio. Era stata una giornata frenetica. Non avevano fatto il pisolino pomeridiano insieme. Era diventata un’abitudine. Spike guardava la tv e lei e Nigel sonocchiavano abbracciati.
“Non penso che qualcuno sia felice” disse Hank, chiedendosi se il bambino sarebbe rimasto con Joyce.
“E già ma lo sistemeremo” disse Buffy con un sorriso.
“Posso vedere se rimane con me?” si offrì, prendendo la figlia sotto braccio.
“Mi piacerebbe, ma credo che il piccolo ometto abbia bisogno di noi. Ha ancora paura che Dru lo prenda e lo porti via” disse “Una volta che saprà la verità tutto migliorerà”
“Ti ho mai detto quanto sono orgoglioso di te?” chiese Hank.
“Non oggi” rise Buffy, non staccando gli occhi dai suoi due uomini che si abbracciavano stretti.
“Lo sai, principessa. Sono così orgoglioso di essere tuo padre”disse Hank baciandole la testa “Oggi ho guadagnato un altro figlio, e sono felice di far parte di questa famiglia”
Buffy sorrise d’accordo “Si, e io sono felice di riavere mio padre”
Hank sbuffò ma poi sorrise. Stava per dare sua figlia ad un altro uomo che l’avrebbe amata con tutto se stesso, ma non poteva essere più d’accordo che darla a Spike.
Spike si rimise in piedi e guardò il suo amore, la sua amica, la donna della sua vita che camminava verso di lui. Era vestita in beige. I bambini che aveva in pancia si vedevano benissimo, la maternità la faceva diventare ancora più bella, dandogli un pretesto in più per ringraziare dio per la sua vita.
* * *
Warren guardò il suo capo portare sua figlia dal suo futuro marito. Non poteva ancora credere che l’uomo l’avesse portato a lavorare con lui. Ma cosa c’era di meglio di lavorare con la persona che stimava di più.
Il caso a cui aveva partecipato era famosissimo, si poteva collegare a uno chiamato Predicatore della morte e alla sue tre mogli. Non ci credeva ancora di esserci riuscito. Si era fatto faxare un ritratto di Caleb e subito l’impiegato l’aveva riconosciuto ricordandosi che era salito in camera di Dru prima che venisse trovato il corpo. Il resto era stato facile.
“Si, mi piacerà rendere questo posto un luogo sicuro dove allevare i propri figli” pensò mentre guardava la funzione.
* * *
Hank ridacchio quando arrivarono di fronte a Spike, vendendo come il ragazzo guardava con devozione sua figlia. Gli diede il suo braccio e poi guardò Nigel.
“Vieni dal nonno piccolo, guardiamoli da qui”
Nigel corse dal nonno e si fece prendere in braccio. Buffy notò come Nigel si sentiva al sicuro con suo padre. Pensando che probabilmente potevano lasciarlo a lui quella notte.
Titti guardarono come un uomo e una donna che si amavano e che amavano il loro bambino, suggellavano di nuovo la loro promessa d’amore. Una volta che i voti furono detti lo sposo baciò la sposa e anche il bambino.
Tre anni dopo
Buffy era in piedi di fronte alla sede dove lavorava suo marito e non poteva aiutarsi ma si ricordò la prima volta che l'aveva portata qui. Vedendo la sua infantile gioia scritta su tutto il suo viso, mentre condivideva i suoi piani. Notando la risolutezza mentre si girava per chiederle se era qualcosa che sarebbero riusciti a fare insieme.
Adesso, tre anni dopo, le sue speranze e sogni per questo posto erano diventati realtà. Dentro c'era l'uomo a cui aveva promesso tre anni fa, amore, onore e appoggio, finché morte non lì avrebbe separati. Da allora a oggi, i gemelli erano nati, Nigel era diventato un ragazzo ben sviluppato, e la loro relazione era fiorita.
Il primo anno era stato difficile per i soldi e il tempo perché lui doveva occuparsi degli affari di corsa. Guardando indietro comprese che era stato un grande anno, perché erano diventati veramente come una famiglia. L'appoggio degli amici e della famiglia aveva reso le loro vite ricche in un modo che i soldi non avrebbero mai potuto.
"Starai là in piedi tutto il giorno? "
Buffy si girò e sorrise a Xander rispondendogli, "Stavo solo avendo una riflessione pacata."
Xander ridacchiò mentre si spingeva leggermente contro lei, "So quello che vuoi dire."
"Sei qui per prendere Rose? "
"Si, vado a prendere mia figlia e poi a casa per cena." spiegò Xander amando il fatto che non gli servivano estranei che si prendessero cura della sua figlia avuta con Willow.
"Io sono qui per andare a prendere i gemelli." disse Buffy con un sorriso.
"Com’è andata al lavoro oggi?” chiese Xander mentre entravano nell'edificio."Triste, veramente ma anche felice. L'ultimo giorno di scuola prima dell'interruzione dell'estate è triste per me. I miei bambini vanno via per andare alla scuola media inferiore, è duro dirgli addio, sai? " Sospirò Buffy, mentre ispirava l'aroma mescolato di vecchio e nuovo che era in tutti i posti portandole un sorriso sul faccia. "Ma, poi ho tre mesi per essere solo una mamma e una moglie."
Xander guardò la piccola bionda dandole un ammicco, "Così, tu e Spike venite a cena domani? "
"Certo." rispose lei guardandosi intorno per vedere se suo marito c'era.
"Scommetto che è giù dalle scale con i bambini." suggerì Xander sapendo che il suo amico godeva nel passare tutto il tempo che poteva con le gemelle.
Solo quando stava quasi per dire sì, il suo uomo attraversò la porta che conduceva all'asilo nido che era localizzato giù dalle scale. Lo sguardo sul suo volto quando la vide gli mandò la pelle d'oca.
Xander sapeva quando non c'era bisogno di lui, "Bene, vado giù a vedere i bambini."
"Ci sentiamo domani Xander" disse Buffy, senza distogliere gli occhi da suo marito.
"Fai attenzione, amico" disse Spike per salutare l'amico che lo oltrepassava per scendere le scale.
"A cena domani sera, non dimenticarti che dovrai cuocere la carne ai ferri"gli ricordò Xander prima che chiudesse la porta, senza aspettare una risposta.
"Ehi, bella, cosa sta succedendo? " chiese Buffy avanzando lentamente verso il marito.
“Hmmm, mi domandavo se avessi il tempo per una cosa veloce nel mio ufficio.”
"Oh, mi piacciono cosa fatte alla svelta." rise scioccamente, "Che fanno le nostre ragazze? "
Spike la incontrò a metà strada, tirandosela vicina e ispirando il suo profumo. "Le nostre ragazze sono brave, stanno facendo un pisolino al momento."
"Oh, i pisolini sono buoni." si lamentò, avvolgendogli le braccia intorno al collo e tirando il suo volto vicino al suo
"E nostro figlio? " chiese lui con voce roca, desiderandola così tanto.
"Con Jimmy. Sta andando al cinema con Jimmy e i suoi genitori." rispose giocando con i suoi capelli sulla nuca.
"Dio, Buffy, ti desiderò così tanto." tubò lui mentre s’inclinava per premere il suo collo.
"Stessa cosa, baby." sospirò lei, inclinando la testa per dare alle sue labbra un migliore accesso.
"Tuo papà sarà qui tra un'ora per leggere il suo libro." le spiegò Spike, iniziandola a spingerla con il suo corpo verso l'ufficio.
"Oh, allora abbiamo tempo per fare una cosa veloce" rise scioccamente, pensando a come lui avrebbe preso le notizie che doveva dargli.La risata di Spike suonò attraverso la libreria mentre portava la moglie verso l'ufficio. Era tutto per lui e ogni volta che n’aveva l'opportunità, glielo faceva sapere. Anche quando avrebbe avuto quaranta, cinquanta o cento anni non si sarebbe mai stancato di mostrarle quanto l'amava.
Giù dalle scale le loro figlie, Anne Nicole, che aveva il nome della madre di lui e Joy Lauren, che aveva il nome come Lorne e Joyce, dormivano. Quando aveva chiesto a Willow di lavorare all'asilo nido, lei era saltata per l'opportunità. Tutto era perfetto; lui vendeva libri, lavorando all'edizione di altri sul lato e poteva vedere le figlie quando voleva.
Una volta che era nel suo ufficio e contro la sua scrivania, lui bisbigliò, "Ti amo, baby." fece scivolare le mani sotto la sua gonna e le tolse le mutandine, mentre Buffy gli apriva i pantaloni, "Lo so."
Andavano bene insieme come se fossero intonati, sapendo precisamente ciò di cui l'altro aveva bisogno. Lamenti leggeri e bisbigli si sentivano dalla stanza mentre ballavano, il loro ballo speciale. La musica che solo loro potevano fare. Velocemente finirono, lasciandoli contenuti e desiderosi di farlo ancora. Non era mai abbastanza, e non sarebbero mai stati troppo vecchi per goderne.
"Ti amo." gli bisbigliò Buffy all'orecchio, adesso vestiti completamente mentre stava accoccola sul suo grembo.
"Lo so, baby." rispose lui accarezzandole dolcemente la schiena mentre la teneva vicino a se.
"Ho una sorpresa per te." disse lei mentre si inclinava indietro per poter vedere la sua reazione alle notizie.
"Adesso? Sai che amo le sorprese” la guardò con un ghigno.
"Questa ti piacerà più di tutte." lo stuzzicò lei mentre con il dito gli tracciò il contorno delle labbra.
"Allora è meglio se me la dici." la esortò.
"Hai delle preferenze? " gli chiese timidamente mentre lo guardava negli occhi.
"Preferenze per cosa, gattina? " chiese confuso per la sua domanda.
"Maschio o femmina? " Chiese lei vedendo quando lui capì.
"Un bambino, avrai un bambino? " chiese lui spalancando gli occhi e portando la mano a prendere a coppa il suo addome.
"Sì!” disse lei, sentendo le lacrime agli occhi, mentre vedeva lui piangere.
"Dall'inizio, sono qui, questa volta, per assistere a tutto." con il viso seppellito nel suo torace mentre piangeva, la sua voce era appena udibile.
Buffy lo tenne stretto contro di se, permettendogli di piangere. Sapeva che sarebbe stato emotivo per questo, perché non si era mai perdonato di non essere stato là per la maggior parte della sua gravidanza con le gemelle.Lui s’inclinò indietro guardandola con uno sguardo felice e spaventato, "Sarò qui per vedere tutto. Guardare la vita che cresce in te, ti vizierò, e ti dirò come sei bella ogni giorno."
"Sono contenta che ti avrò qui quando dovrai andare a comprarmi una pizza con ananas e acciughe." lo stuzzicò lei, cercando di non ridere per la sua espressione.
"Non devo guardarti mangiarla, vero?” chiese lui con trepidazione, non sicuro che sarebbe stato capace di guardarla senza perdere l'appetito.
"No, non te lo farò fare." lo rassicurò, sentendo l'amore e la cura per come la sua mano gli strofinava dolcemente la pancia.
Spike si spostò così da poterla mettere sulla scrivania. Mettendosi al livello della sua pancia, disse "Tutto quello che chiedo sono 10 dita delle mani, 10 dita dei piedi, e un piccolo naso grazioso, con delle piccole labbra perfette. Sia se sarai un maschio o una femmina sarai il benvenuto e sarai amato come tuo fratello e le tue sorelle maggiori.”
"Parlando di sorelle, dovremo andare e controllare le piccole diavolette." disse Buffy, sentendo il bisogno di vedere le sue figlie.
"Sì, andiamo." concordò lui, alzandosi e aiutandola a scendere dalla scrivania, tirandosela contro e guardandola con tutto l'amore che sentiva per lei. "Tu e i nostri bambini siete il mio mondo."
"Idem, dolcezza." Rispose lei prendendogli a coppa la guancia. “Dopo vieni con me da mia mamma per dirlo a lei e Giles, dopo lo diremo a papà.”"Grande piano" rispose lui inclinando contro il suo tocco.
"Diventerai il grande tenero" lo incoraggiò lei prendendogli la mano per condurlo fuori dall' ufficio.
"Ehi, sono ancora il grande cattivo, solo un pò più sensibile adesso." finse di essere offeso per essere stato chiamato tenero.
"Per tutti gli altri potrai essere quello, ma per me sei un grande cucciolo soffice."
Lei lo stuzzicò sentendo il cuore correre mentre lui ringhiava, "Più tardi ti mostrerò che cucciolo soffice sono."
"Oh, conto su quello signore." gli disse fermandosi e appoggiandosi contro lui. "Se non lo sai, allora prendi nota. Tu e i bambini siete il mio mondo, e io non ti permetterò di dimenticarlo mai."
"Non lo dimenticherò, gattina." fece le fusa mentre si inclinava a baciarla dolcemente sulle labbra, "Adesso andiamo a vedere se i nostri diavoletti sono svegli. Quindi possiamo renderli presentabili."
"Spike, cosa hanno fatto? " chiese lei diffidente per il suo commento.
"Beh, gattina, si considerano delle artiste." tentò di spiegare, "L'unico problema è che devono imparare che loro non sono la tela."
"Oh, si sono dipinte di nuovo a vicenda." rise , "Giuro se non le avessi partorite io, penserei che fossero di mia madre."
Spike tentò ma non poté aiutarsi quando rispose, "Bene, dicono che salta una generazione.""Stai implicando che io non ho talenti? " chiese lei dandogli una finta occhiataccia.
"No, baby, anche te hai dei talenti. Solo non hai lo stesso talento artistico di tua madre, è tutto." disse lui accarezzandogli la schiena. "Il tuo è lavorare con i bambini."
"Ti sei salvato, uomo." disse lei con una calda sensazione vedendo le sue ragazze giocare con i loro giocattoli.
"Belle, solo come la loro mamma." bisbigliò lui, "Hai fatto delle bambine stupende, nessun talento si può comparare."
"Non mi posso prendere tutto il merito. Ho avuto un aiuto da qualcuno che conosci." disse lei guardandole.
Anne aveva gli occhi di suo padre, di un blu profondo e i naturali capelli castano scuro della madre. Lauren, aveva gli occhi verdi, e il naturali capelli castano chiaro del padre, e nel momento un pò ricci. Presto avrebbero compiuto tre anni, solo un anno in meno di quanti n’aveva Nigel quando loro erano nate.
"Aspetta finché non lo diciamo a Nigel. È probabile che il suo desiderio di avere un fratello si avveri presto." ridacchiò Spike, " buona cosa che non arriveremo, da dove vengono i bambini e come nascono. Le ragazze sono troppo giovani per chiederlo."
"Lo dici tu. Scommetto che una di loro farà la domanda, 'da dove vengono i bambini?'" sbuffò Buffy.
"Prendi le ragazze, io vado a vedere se tuo papà è arrivato."
"Okay, ci vediamo di sopra." concordò lei chiedendosi se doveva dare a Willow la buona notizia.Come se le leggesse nella mente lui si piegò e le bisbigliò all'orecchio, "Glielo diremo insieme domani a cena."
"Veramente vorrei che smettessi di fare così." sbuffò lei odiandolo quando sapeva quello che stava pensando.
"Desidero lo stesso quando lo fai con me." rispose lui, facendole l'occhiolino mentre si girava per tornare disopra.
Lei tornò con l'attenzione verso le ragazze, entrambe erano felici di vedere la loro mamma, saltando su e volendola baciare e abbracciare. Dopo che furono pronte ondeggiò verso Willow che stava leggendo una storia ad alcuni bambini prima che andasse via con le sue figlie.
Riflettendo su come tutto stesse andando per il meglio, non poteva aspettare di unirsi al marito e di dare la grande notizia a tutti. Si stava per aggiungere un nuovo Bledsoe al gruppo. Un giorno avrebbe dovuto sedersi e scrivere la loro storia così che tutti i loro figli sapessero quanto il loro papà li amava. Pensando tra se pensò che un grande titolo sarebbe stato "Babies Daddy".
Fine
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