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2004

Sensi di Colpa

by littledru

Subject: Buffyverse.
Warnings: no.
Rating: NC17.
Genere: Romance, Angst.
Lunghezza: Ficlet (3273 parole)
Storyline: ATS - Stagione 5
Pairing: Spangel
Summary: Spike si sente in colpa per la morte di Fred, e cerca consolazione.
Disclaimer: Non possiedo niente, ecc ecc ecc.

 

Spike sedeva in fondo alle scale, le braccia abbandonate sulle gambe e la testa bassa, lacrime solcavano il suo viso. La dolce e timida Fred non c’era più. Al suo posto una demone millenario privo di qualunque emozione che incuteva timore con il suo sguardo freddo e la pelle blu.
L’avevano lasciata morire, ma non avevano potuto fare altrimenti. Se l’avessero salvata migliaia sarebbero morti al suo posto e né lui né Angel avrebbero potuto permetterlo.
Neanche Fred l’avrebbe voluto.
Ora si sentiva come se una parte di sé fosse stata estirpata.
Quando erano tornati dall’Inghilterra avevano creduto di poterla far ritornare attraverso la sua anima, ma poi la realtà era caduta loro addosso come un macigno, questa era andata distrutta con la resurrezione di Illyria e ora…
Tutto era perduto. Si sentiva così impotente.
Il sorriso dolce di Fred continuava a tormentarlo.
Se solo fosse riuscito a dimenticare, a accantonare quel rimorso che lo perseguitava fin da quando erano tornati dal tempio di Vahla ha’ Nesh.
Non riusciva a pensare a altro.
Alzò la testa e fissò la porta dello studio di Angel.
Era chiusa, lui era lì dentro da ore.
Lo aveva mandato via subito dopo essere tornati.
Forse non voleva che lo vedesse, ma lui sapeva che era disperato quanto e più di lui.
Era affezionato a Fred, la conosceva da anni.
E poi, tutto questo è accaduto dopo neanche un mese dalla morte di Cordelia.
Era troppo anche per lui.
Angel sedeva alla scrivania con la testa tra le mani.
Non era riuscito a riportarla indietro, aveva promesso che non sarebbe accaduto come con Cordy.
Pensò a Wes, a come dovesse essere sconvolto, l’amava, proprio come lui aveva amato Cordelia.
Si alzò dalla poltrona e uscì dall’ufficio, desiderava allontanarsi da quel luogo. Tutto gli ricordava Fred.
Lo vide, Spike, seduto sulle scale con l’aria afflitta e il cuore ebbe un sussulto.
Non pensava l’avrebbe mai visto così vulnerabile.
Sapeva che era affezionato a Fred, ma non avrebbe mai pensato di vederlo con gli occhi lucidi
Gli si avvicinò, ma lui si ricompose asciugandosi gli occhi.
“Spike”la sua voce fu quasi un sussurro “Credevo fossi tornato a casa.”
“Non avevo voglia di allontanarmi”rispose “Piuttosto, tu, che facevi in ufficio a quest’ora?”gli domandò poi guardandolo con i suoi occhi blu.
“Riflettevo.”
Spike annuì, sapeva benissimo a cosa stesse pensando, sospirò e si alzò in piedi. L’ultima cosa che voleva fare era andare a casa, forse avrebbe comprato da bere e si sarebbe ubriacato per non pensare. Sì, era l’unico modo.
“Dove vai?”gli chiese quando vide che si stava avviando verso l’uscita, avrebbe voluto restasse con lui, ma non glielo avrebbe mai chiesto, era troppo orgoglioso.
Spike si bloccò “Da qualche parte, a ubriacarmi, credo.”
“Sempre il solito, eh?”
Il biondo si voltò “Senti, Angel, non sono in vena di ascoltare i tuoi rimproveri e…”
“Lo so, scusa, non avrei dovuto.”scosse la testa, ma perché parlava prima di riflettere?
Spike spalancò gli occhi, era la prima volta che gli chiedeva scusa, non vi era abituato.
“Sire, dovresti riposare, sei un vero relitto e non mi piace vederti in questo stato.”gli si avvicinò appoggiandogli una mano sulla spalla.
Angel scosse la testa e Spike sorrise “Vieni, ti accompagno di sopra.”e lo spinse verso l’ascensore che portava alla sua stanza. Il vampiro si guardò intorno, era da tanto che mancava, paragonata al suo appartamento era una vera reggia. Non era giusto. Avrebbe chiesto un appartamento come questo, lo meritava, in fondo, lavorava anche lui per la Wolfram & Hart.
“Dimentico sempre quanto è elegante e lussuoso questo posto, Angel, ne voglio uno uguale.”si lamentò, come se fosse un bambino capriccioso.
“Spike”lo rimproverò
“Non è giusto che tu…”poi vide la sua espressione contrariata e alzò le braccia in segno di resa.
Angel sedette sul letto, mentre Spike versava da bere.
“Hai davvero deciso di non partire?”gli domandò poi il vampiro più anziano con sollievo.
“Ti ho spiegato i miei motivi, Angel. So che tu vorresti liberarti di me, ma non posso, non dopo quello che è accaduto a Fred e con l’Apocalisse che si sta avvicinando.”gli riferì cercando di non cedere alle lacrime.
“Non voglio liberarmi di te.”confessò quasi senza rendersene conto.
Spike gli si avvicinò e gli porse il bicchiere, poi sedette accanto a lui “Credevo mi avessi offerto questa possibilità per allontanarmi da qui, per liberarti di me.”
Angel svuotò con un solo sorso il bicchiere e si alzò per riempirlo di nuovo, sapeva che ci sarebbe voluto ben altro per farlo ubriacare. Quello era l’inconveniente dell’essere un vampiro.
Prese la bottiglia e la portò sul letto, passandola al compagno di sventure.
“Ho cambiato idea. Mi servi qui.”
“Ah! Ti servo qui. Ora sì che mi è tutto chiaro.”sospirò Spike sempre più stupito, ma in fondo cosa si aspettava da lui? Che gli confessasse che gli sarebbe mancato?
“Angel si alzò nuovamente in piedi e si allontanò di qualche passo, ma Spike lo raggiunse costringendolo a fissarlo “Angel, vuoi dirmi di cosa di cosa stai parlando?”
“Ho perso Cordy e Fred, non voglio perdere anche te.”confessò abbassando lo sguardo.
Lo sguardo di Spike si addolcì, riusciva sempre a sorprenderlo. Sospirò e disse “Non ho intenzione di andare da nessuna parte. Non mi perderai, capito?”
Angel lo guardò con intensità, poi sorrise a quelle parole “Che farei senza di te?”
“Sei sorprendente. Più ti conosco e meno ti capisco.”si scolò un ennesimo bicchiere “Ora dormi”
“Spike puoi restare qui, con me?”lo supplicò quasi.
“Certo.”
Angel si stese sul letto e gli sorrise “Se ci sei tu non penso a Fred, a come l’abbiamo lasciata morire e a Wes.”
A Spike gli si strinse il cuore a vederlo in quello stato “Shhh”si stese accanto a lui “Non avrebbe voluto che migliaia di persone fossero morte per salvare lei, lo sai.”
“Tu non c’eri quando ho dovuto confessare a Wes che potevamo salvarla e che non l’abbiamo fatto! La sua espressione, il suo dolore.”
Aveva gli occhi lucidi, era davvero sconvolto “Lo so che è stata dura, ma non hai potuto fare altrimenti. Non sentirti in colpa.”
“Spike, l’ho uccisa io”, singhiozzò, le lacrime gli scendevano dalle guance.
Il vampiro più giovane lo attirò in un abbraccio e lo strinse con forza, non l’aveva mai visto in quello stato “Non potevi fare nulla. Non piangere, Wes non ti ritiene colpevole. Presto starà meglio e anche tu.”
Gli baciò la fronte e gli asciugò le lacrime “Sire, Fred non vorrebbe vederti in questo stato e neanche io.”
“Spike”si spinse contro di lui, era da tanto che non erano così vicini “Non credevo che saresti stato tu a consolarmi”
L’altro vampiro sorrise e gli alzò il mento con la mano costringendolo a guardarlo “Sono la tua famiglia”
Angel avvicinò il viso al suo e lo baciò sulle labbra, fu un bacio delicato, ma che ebbe il potere di infiammare entrambi “Spike”mormorò stendendosi su di lui e divorandogli la bocca.
Si spinse all’interno catturandogli la lingua e succhiandola, lo desiderava.
Spike ansimò e gli artigliò i capelli con le dita, rispondendo al bacio con la medesima irruenza.
“Spike, ti voglio.”mormorò tra le sue labbra
“Sì”gemette strappandogli la camicia di dosso e attirandolo a sé “Il mio Sire”
Angel gli sfilò la maglia nera dalla testa e contemplò il suo torace modellato e i suoi addominali perfetti “Piccolo, sei stupendo”gli sfiorò il petto di seta, scendendo lungo il ventre “Non credevo ti avrei avuto tra le braccia”
Gli lasciò una lunga scia di baci a salire fino al collo strappandogli un gemito dopo l’altro “Il mio piccolo William”
L’altro si slacciò i jeans, non resisteva più, Angel sorrise e si spogliò a sua volta, non voleva nessun ostacolo tra loro, poi gli spinse la testa in basso.
Spike gli circondò il membro con una mano, cominciando a pomparlo avanti e indietro, poi lo accolse tra le labbra succhiandolo. Angel gemette e chiuse gli occhi, la sua bocca era il paradiso “Sì!”
Lo spinse nel profondo della sua gola alzando lo sguardo verso di lui e perdendosi nei suoi occhi neri, sentiva che ormai era al culmine. Si riversò nella sua bocca con un ringhio, il vampiro che era in lui aveva preso il sopravvento “Dove hai imparato a farlo in questo modo?”gli domandò geloso, forse c’era qualcosa che non conosceva della vita del suo Childe.
Spike si leccò le labbra e gli baciò il ventre disegnando dei cerchi con la lingua “Da nessuna parte. Sono un talento naturale. Angel, era da tanto che desideravo assaporarti.”
“Sei pronto a accogliermi dentro di te?”lo spinse supino.
“Sì, non aspetto altro.”ansimò allargando le gambe.
Angel gli solleticò la fenditura tra le natiche con un dito, spingendolo con forza. Spike inarcò la schiena, voleva di più, aggiunse un secondo dito e poi un terzo, era così stretto.
“Con o senza lubrificante?”
“Basta chiacchiere! Ti voglio! Ora!”lo attirò a sé
Angel sostituì le dita con il suo membro e si pressò in lui conficcandosi in profondità, Spike si morse le labbra, non credeva fosse così doloroso, ma questo lo rendeva anche estremamente piacevole dato che per i vampiri dolore e piacere andavano di pari passo. Cominciò a muoversi seguendo il suo ritmo, ogni spinta gli strappava un gemito, gli strinse le gambe ai fianchi approfondendo la penetrazione “Più forte.”
“Come il mio piccolo comanda”sussurrò Angel aumentando i movimenti arrivando ben presto all’orgasmo “Sto venendo”e lo inondò del suo seme.
Spike ansimò continuando a tenere lo sguardo fisso su di lui, il suo adorato Angel.
“Vuoi venire, eh?”gli circondo l’erezione con la mano e cominciò a muoverla su e giù con decisione “Il paparino ti farà venire talmente forte che ti sentiranno in tutta LA.”
Chiuse gli occhi e inarcò la schiena, lo stava facendo impazzire con il suo tocco, non sarebbe durato a lungo.
“Ang”gemette raggiungendo venendo, tra le sue mani, con un urlo.
Angel si leccò le dita e sorrise “Adoro il tuo sapore”
Si stese accanto a lui e gli baciò il collo “Grazie, Spike.”
Il vampiro biondo di voltò senza capire, ma per cosa lo stava ringraziando?
“Lo sai per cosa, Sp-William”si corresse
“Sei un vero mistero, tu.”gli disse scuotendo la testa
“Sei riuscito a consolarmi”rispose risolvendo l’arcano.
“Non è per questo che l’ho fatto.”lo fissò seriamente “Ti volevo, da morire e la mia non è stata pietà.”
“Lo so che non è stata pietà, ma forse hai voluto fare qualcosa per me”lo baciò sulle labbra “Grazie.”
Spike sospirò e annuì, poi aggiunse malizioso “Questo vuol dire che non accadrà più ora che stai meglio?”
Angel scoppiò a ridere e lo attirò su di sé “Scordatelo! Ora sei mio e non ti lascerò scappare facilmente.”
“Davvero? E se io non fossi d’accordo?”si morse le labbra sentendo l’erezione del suo compagno premergli contro la coscia.
“Troverei dei modi per persuaderti.”replicò spingendosi nuovamente in lui, non ne aveva ancora abbastanza.
“Sire.”si lamentò cominciando a cavalcarlo “Sei possente, lo sapevo che nascondevi qualcosa di incredibile. Ora comprendo Darla, Dru e anche Buffy.”
“Spike, ti sembra il momento di parlare delle mie ex?”
“Loro hanno avuto la fortuna di averti per prime e ne sono dannatamente geloso.”
“Ora loro non sono qui.”mormorò Angel
“C’è la lupa”era geloso di Nina che gli girava sempre intorno.
“Nina? Non essere stupido.”
“Lei ti vuole!”esclamò “Lo sento quando ti è accanto, vuole portarti a letto”
“E con questo? Spike, dai, non pensare a lei. Scopati su di me, cavalcami!”lo incitò.
“Sì. Tu sei il mio Bucefalo e io il tuo Alessandro.”lo prese in giro
“Piccolo, non scherzare. Al massimo potrei essere il tuo Efestione. Ho letto che lui e Alessandro…si amavano.”concluse con gli occhi che gli brillavano.
Spike si sporse in avanti per baciarlo, poi gli sussurrò in un orecchio “Questo vuol dire che noi ci amiamo?”
Angel ringhiò e spinse un’ultima volta i fianchi in alto.
Ansimò e chiuse gli occhi, era un’esperienza favolosa fare l’amore con Spike, non ne avrebbe mai avuto abbastanza.
“Non hai risposto alla mia domanda.”insistette alzandosi dal suo grembo e stendendosi accanto a lui.
“Vero.”
“Angel, ti detesto quando ti comporti così.”lo rimproverò “Come non detto, era una stupidaggine. Lascia perdere, anzi, dimentica tutto.”
Si alzò e si allontanò diretto verso il bagno, ma Angel lo seguì e lo bloccò per un braccio “Ma che ti prende? Non sei mai stato così permaloso.”
“Non è nulla!”sfuggì il suo sguardo
“Spike, ti prego, non penserai davvero che per me sia stato un modo per non pensare a quello che è accaduto.”
“Anche se è così non importa.”scosse la testa, ma era una bugia, gli faceva male il cuore.
“Non è così!”gli assicurò “Lo volevo da tanto tempo, solo che credevo che mi odiassi, che non vedessi l’ora di tornare da Buffy.”
“Sei uno stupido! Perché pensi che non sia andato via dopo essere tornato corporeo? Solo per te, Angel, non potevo lasciarti. Quando ci hai abbandonati, dopo che avevi riacquistato l’anima, io ti ho odiato, ma poi ho capito perché lo avevi fatto. Ho imparato a apprezzare anche l’Angel con l’anima. Sono rimasto solo per te e sei un testone se non te ne sei reso conto”
“Spike”lo attirò in un abbraccio
“Ti amo, Angel.”sussurrò mentre l’altro vampiro gli solleticava la pelle con le labbra.
“Il mio piccolo. Ti amo anche io, da morire”lo costrinse a guardarlo e si perse nei suoi occhi blu, erano così belli e profondi, un oceano di emozioni.
“Cosa diremo agli altri?”gli domandò poi Angel
“Che ti importa degli altri? È una cosa solo nostra, ma se vuoi rendere Wes e Charlie partecipi per me va bene. Credo ci faranno gli auguri.”
“Io penso invece che andranno fuori di testa, soprattutto Wes.”osservò il vampiro bruno preoccupato
“Wes è fuori dalla realtà in questo momento”gli disse “Avere sempre intorno quel demone con le sembianze della donna che amava deve essere un inferno. Non credo farebbe commenti sensati, ma anche se non fosse d’accordo, che ci importa? Me ne frego di quello che pensano. L’importante è quello che pensi tu.”
“Sì lo so, ma sono nostri amici e io…”
“Lo so.”lo strinse a sé e gli baciò la fronte meravigliandosi di sé stesso, da quando era così affettuoso e tenero? Angel lasciava uscire un lato sconosciuto del suo carattere.
“Spike? A cosa pensi?”
“Devo proprio dirlo?”lo spinse supino e sedette su di lui.
“Piccolo, sei incredibile, hai ancora voglia?”lo prese in giro sfiorandogli le labbra.
“Sempre”lasciò scivolare le dita del suo Sire in bocca e le succhiò “Non mi stancherei mai di te”
“Amore”gemette quando Spike si impalò su di lui e cominciò a muoversi.
“Sire”ansimò aumentando il ritmo “Ti amo”
“Anche io ti amo, William”
Angel era al culmine, emise un ringhio e mutò il suo volto in quello della caccia “Sto venendo”urlò attirandolo a sé e conficcando i lunghi canini nel suo collo. Cominciò a succhiare il dolce nettare, il sangue del suo adorato Childe
Spike spillò il suo seme sul ventre del suo Sire, che riversò dentro di lui. Angel leccò la ferita che gli aveva procurato e si accasciò tra le lenzuola, ritornando in sembianze umane.
“Piccolo, Will”ansimò felice quando lui gli fu accanto.
“Non posso pensare che ero sul punto di andarmene”sospirò Spike baciandogli una scapola.
“Io ero sul punto di lasciarti andare, solo perchè non mi ero reso conto di quanto fossi importante per me”
“Siamo due zucconi”ridacchiò il biondo “Ora cosa accadrà?”
“Che intendi? Io non ho intenzione di lasciare molto presto questa camera”Angel lo attirò a sé e lo baciò con passione.
“Angel, sai che non intendevo questo”si staccò fissandolo con i suoi grandi occhi blu.
“Lo so. Non cambierà nulla tranne che ti trasferirai qui”
“Davvero?”Spike spalancò gli occhi, era l’ultima cosa che si sarebbe aspettato di sentire dalle sue labbra, sapeva quanto tenesse alla sua privacy.
“Certo, davvero pensi ti lascerei tornare in quel buco che ti ha procurato Lindsey?”replicò con rancore nella voce.
“Io non aspetto altro, Ang, questa è una dannata reggia in confronto”
“Così non ti lamenterai più che la Wolfram & Hart non te ne procura uno simile”lo prese in giro.
“È una dannata ingiustizia, ecco cosa è”sbottò offeso.
“Dai, piccolo, non arrabbiarti, da oggi in poi, quello che è mio è tuo”
Spike fece un sorrisetto soddisfatto e si spinse verso Angel “E dove dormirò?”gli domandò, sperando di conoscere già la risposta.
Il vampiro bruno sospirò e lo strinse a sé, era davvero irrecuperabile “C’è uno sgabuzzino che potrebbe fare al tuo caso”lo prese in giro.
“Non azzardarti!”esclamò spalancando gli occhi “Ne ho abbastanza di seminterrati, sgabuzzini, cripte e simili, voglio un letto come si deve”
Angel scoppiò a ridere “Sei un piccolo sciocco, Will, tu dormirai qui, con me, non vorrei averti in nessun altro posto”.
“Farai meglio a non rimangiartelo altrimenti sai, che potrei rendere la tua vita un inferno”cacciò la lingua tra i denti e sorrise.
“Non ci penso nemmeno”lo attirò in un ennesimo bacio.
In quel momento sentirono una presenza e voltarono la testa, c’era Harmony che li fissava con uno strano sguardo.
“Harmony?”balbettò Angel leggermente imbarazzato “Che fai qui?”
“Ciao, Harm”Spike le fece l’occhiolino.
“Spikey”mormorò leccandosi le labbra, entrambi erano nudi
“Ha chiamato l’ospedale, Gunn sta meglio. Mi avevi detto di avvertirti”rispose senza riuscire a staccare gli occhi dai due vampiri.
“Grazie, ora puoi tornare a casa, anzi, credevo l’avessi già fatto”
“No, ero con Lorne, ma ora vado”e si voltò “Continuate pure quello che stavate facendo anche se sarebbe interessante partecipare, che ne pensi orsetto?”domandò a Spike che la guardava con una strana luce negli occhi.
“Per me va bene e a te, Boss?”lo prese in giro Spike
“Cosa? Neanche per sogno e tu…”grugnì Angel circondando i fianchi del suo amante con un braccio “Vattene se non vuoi essere licenziata”
Gli occhi della vampira si allargarono e senza replicare corse via dall’appartamento
“Spike”ringhiò furioso, era geloso di chiunque volesse mettere le mani sul suo piccolo Will “Cosa era quello?”
“Angel, è Harm, ti ho mai raccontato di cosa è capace a letto?”
“No e non voglio neanche saperlo”replicò “Tu sei mio e di nessun altro. Azzardati a proporre una cosa del genere, un’altra volta e giuro che te ne pentirai”lo minacciò
Spike scoppiò a ridere, era terribilmente divertente prenderlo in giro “Sei davvero prevedibile, sai Ang?”
“Brutto…”lo afferrò mentre cercava di scappare fuori dal letto e lo attirò a sé con violenza “Come osi?”
“Adoro quando ti arrabbi”sghignazzò appoggiando la testa sul suo petto, era da tanto che sognava un momento di pace insieme al suo adorato Sire
“Ti amo, ma sei un piccolo impertinente, sai?”gli sussurrò.
“È anche per questo che mi ami”replicò felice.
Angel tacque e chiuse gli occhi, era stata una giornata senza fine e desiderava riposare per qualche istante tra le braccia del suo amato.
Spike si voltò, insospettito dall’improvviso silenzio e si rese conto che si era addormentato e sorrise con dolcezza “Eri stravolto, povero piccolo”lo baciò sulla fronte “Riposa”
“Will”mormorò spingendosi contro di lui.
“Resto qui con te, amore”gli sussurrò in un orecchio.
Angel sorrise e si raggomitolò accanto al suo Childe, non l’avrebbe mai lasciato andare, lo amava troppo.

Fine


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